
Costruire una cultura concreta delle pari opportunità nelle professioni tecniche, mettendo in dialogo istituzioni, mondo accademico e sistema produttivo. Con questo obiettivo l’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Milano promuove 'Progetto donna', l’evento in programma il venerdì 20 febbraio 2026 a Palazzo Isimbardi, dedicato al tema dell’equità di genere nelle professioni tecniche e scientifiche e al rafforzamento della presenza femminile nei ruoli tecnici e decisionali.
"Promuovere le pari opportunità nelle professioni tecniche significa rafforzare la qualità del sistema Paese. Come Ordine crediamo che valorizzare il talento femminile non sia solo una questione di equità, ma un fattore strategico per l’innovazione, la competitività e la sostenibilità del nostro settore. Il nostro impegno è costruire condizioni reali perché sempre più giovani possano scegliere e sviluppare carriere tecniche senza barriere culturali o strutturali", dichiara la presidente dell’Ordine degli ingegneri della Provincia di Milano, Carlotta Penati.
Il tema della responsabilità misurabile sarà al centro dell’incontro. La parità non è un concetto astratto: è una struttura da costruire con metodo, strumenti, dati. Richiede scelte intenzionali, politiche efficaci e un cambiamento di paradigma nella cultura professionale.
"Vogliamo concentrarci - prosegue la presidente Penati - sugli aspetti concreti. Trasformare il confronto in azione, promuovere proposte operative capaci di generare soluzioni strutturali, misurabili e durature. Abbiamo organizzato questo appuntamento perché crediamo nel valore della rete: la presenza di professioniste provenienti da ambiti diversi - tecnico, imprenditoriale e istituzionale - testimonia che la parità non è un tema settoriale, ma una responsabilità condivisa".
L’evento - organizzato dall’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Milano e da Aidia-Associazione italiana donne ingegneri e architetti, sezione di Milano, in collaborazione con la Città Metropolitana di Milano - si aprirà con i saluti istituzionali della presidente Carlotta Penati, della presidente Aidia sezione Milano Giulia Fasciolo, del sottosegretario di Stato al Ministero dell’Istruzione e del Merito Paola Frassinetti, della deputata Lia Quartapelle, della consigliera di Regione Lombardia Chiara Valcepina, della consigliera del Comune di Milano Simonetta D’Amico e della consigliera delegata alle Politiche del lavoro, Politiche sociali e Pari opportunità della Città Metropolitana Diana De Marchi.
I lavori entreranno nel merito delle sfide attuali con l’introduzione 'Perché parlare oggi di pari opportunità nelle professioni tecniche', affidata a Nella Carà, consigliera dell’Ordine degli ingegneri di Milano, e ad Amelia Lentini, consigliera dell’Ordine e componente della commissione Pari opportunità. Il confronto proseguirà con una tavola rotonda dedicata alle testimonianze dal mondo della ricerca, dell’impresa e delle infrastrutture, moderata da Carmelo Iannicelli, consigliere tesoriere dell’Ordine degli Ingegneri di Milano. Interverranno Amalia Ercoli Finzi, ingegnera aeronautica e professoressa onoraria del Politecnico di Milano, Anna Gervasoni, rettrice Liuc-Università Cattaneo e direttore generale Aifi, Francesca Pili, amministratore esecutivo e consigliere delegato Fnm, Sara Cattaneo, head of procure to pay process excellence and digitalization ABB, ed Emanuela Stocchi, presidente Piarc e direttrice generale ad interim Aiscat.
La seconda sessione sarà dedicata al rapporto tra norme, politiche pubbliche e strumenti concreti di misurazione dell’impatto delle politiche di genere. Interverranno Diana De Marchi per la Città Metropolitana di Milano, Chiara Cormanni, presidente del Comitato Imprenditoria Femminile della Camera di commercio Milano Monza Brianza Lodi, Costanza Gargano, presidente del Comitato Pari opportunità dell’Ordine degli avvocati di Milano, Cecilia Hugony, vicepresidente Assimpredil Ance delegata al Progetto Donne, e Francesca Zarri, presidente Assorisorse.
La giornata si concluderà con un laboratorio dedicato alla costruzione di soluzioni operative e best practice, con l’intervento di Giampaolo Grossi, ceo di Giacomo Milano Group e public speaker.
Aprire spazi, creare opportunità, offrire modelli e percorsi che rendano naturale - e non eccezionale - la presenza delle donne in posizioni apicali: 'Progetto Donna' si inserisce nel percorso dell’Ordine degli ingegneri della Provincia di Milano volto a promuovere inclusione, valorizzazione delle competenze e crescita sostenibile del settore tecnico, contribuendo allo sviluppo di un ecosistema professionale più equo, innovativo e competitivo.

L'attività motoria è un pilastro fondamentale per la crescita dei bambini, "non solo sotto il profilo della salute fisica, visto che previene obesità e sovrappeso con tutte le complicanze associate, ma anche psicologico e relazionale". Per questo è importante "seguire le tappe evolutive partendo dal gioco-motricità", rispettando le inclinazioni personali. Lo sostengono gli esperti ospiti in 'A di attività motoria', il nuovo episodio del vodcast 'Le 6 A - La salute si costruisce da piccoli', realizzato da Adnkronos in collaborazione con la Società italiana di pediatria (Sip) e online da oggi sui canali YouTube, Spotify e nella sezione Podcast di adnkronos.
Secondo le raccomandazioni
dell'Oms-Organizzazione mondiale della sanità, i bambini dovrebbero
svolgere almeno un'ora al giorno di attività fisica. Tuttavia, i
dati della sorveglianza 'Okkio alla Salute' dell'Istituto superiore
di sanità restituiscono un quadro di sedentarietà e uso di schermi
che riducono il tempo dedicato al movimento: 1 bambino su 5 non fa
proprio attività fisica e oltre il 70% va a scuola in auto, mentre
ogni giorno i piccoli trascorrono 2 ore davanti a smartphone,
tablet o computer. Gli esperti della Sip hanno messo a punto una
piramide dell'attività motoria. "Attività motoria non significa
solo attività sportiva strutturata - afferma Rino Agostiniani,
presidente Sip - E' movimento anche fare ogni giorno un tratto di
strada a piedi oppure fare le scale. Anche aiutare in casa,
muoversi per rimettere le cose a posto: sono tutte attività motorie
e hanno una finalità positiva, anche dal punto di vista
relazionale". Secondo Agostiniani, è fondamentale che i genitori
incoraggino il movimento senza trasformarlo in una competizione.
"Il fine non è farli diventare campioni - avverte - ma farli
diventare persone contente di quella che è la loro attività, e
soprattutto non deve" compensare "ciò che il genitore non è
riuscito a fare".
Dal punto di vista educativo "i bambini vanno accompagnati, non solo fisicamente, ma anche culturalmente", spiega Attilio Turchetta, esperto per le attività sportive della Sip e responsabile Medicina dello sport ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma. "E' importante far conoscere più sport e lasciare che siano loro a scegliere - precisa - Lo sport deve insegnare anche a perdere", oltre che a vincere, e deve "seguire le tappe evolutive del bambino. Un bambino di 3-4 anni è opportuno che venga avviato a condizioni di gioco-motricità - illustra Turchetta - Non può fare uno sport vero e proprio, deve imparare a muovere il suo corpo nello spazio, fare cose semplici che potrebbero sembrare banali, ma sono molto sofisticate, come alzarsi, sedersi, andare a destra e a sinistra, lanciare un oggetto, afferrarlo, tutto questo attraverso il gioco". Con la crescita si passa gradualmente ad attività più strutturate. "A 5-6 anni può essere introdotto ad attività più complete come il nuoto o la mini-atletica - suggerisce l'esperto - A 7-8 anni cominciare una prima fase di specializzazione con sport come calcio, mini-rugby, mini-basket, mini-volley o arti marziali. Poi, con la crescita, si entra nelle attività più specifiche, anche agonistiche. Ma la cosa fondamentale è che il bambino si diverta sempre".
Può capitare che alcuni bambini mostrino resistenza verso l'attività fisica. In questi casi, i pediatri suggeriscono di rispettare inclinazioni e preferenze personali. "E' difficile trovare un bambino a cui non piaccia assolutamente nulla - osserva Agostiniani - Un po' di incoraggiamento va fatto, perché lo sport è una grande palestra di vita. Insegna che per raggiungere un risultato bisogna impegnarsi e, negli sport di squadra, fa capire quanto sia importante collaborare con gli altri".
Uno dei dubbi più diffusi riguarda la possibilità di praticare sport nei bambini con problemi respiratori. Sulla questione Renato Cutrera, direttore dell'Unità operativa di Broncopneumologia del Bambino Gesù, chiarisce che non esistono controindicazioni assolute. L'asma non ha fermato campioni quali la nuotatrice Federica Pellegrini, il ciclista Miguel Indurain e il calciatore David Beckham, e non deve fermare neppure i più piccoli. "Soffrono di bronchite asmatica o broncospasmo il 25% dei bambini in età prescolare e 1 su 10 in età scolare - ricorda Cutrera - A volte i genitori pensano che, siccome il bambino ha l'asma, è meglio che non si muova. E' falso". Secondo lo specialista, la chiave è il controllo della malattia. "Un bambino che quando corre o fa le scale ha affanno o tosse probabilmente ha un'asma non controllata e deve rivolgersi al pediatra o a centri specialistici. Spesso basta una terapia preventiva con spray. Anche nell'asma da sforzo si possono usare broncodilatatori prima dell'attività fisica. Non ci sono scuse per chi vuole praticare lo sport che gli piace". Per quanto riguarda i falsi miti, come l'idea che alcune discipline sportive possano influenzare l'altezza o lo sviluppo fisico, Turchetta fa chiarezza: "Non è vero che basket e pallavolo fanno diventare alti e non è vero che la ginnastica ritmica o artistica impediscano la crescita. Sono le caratteristiche genetiche individuali che determinano queste condizioni. Lo sport semmai seleziona chi possiede determinate caratteristiche fisiche".
Il movimento è strettamente legato a una corretta alimentazione. A sottolineare il fatto che sedentarietà e sovrappeso possano alimentarsi reciprocamente, Cutrera evidenzia che "il bambino obeso spesso ha poca voglia di fare attività fisica perché si sente in difficoltà rispetto agli altri. Si crea un circolo vizioso". Per questo l'auspicio è che anche la scuola possa "offrire attività motoria nel pomeriggio". La comunicazione con i bambini gioca un ruolo centrale, soprattutto quando si affrontano problemi di peso. "La cosa da non dire è: 'Guarda come sei grasso' - conclude Agostiniani - Il messaggio dovrebbe essere: 'Proviamo a vedere se riusciamo a cambiare un po' il nostro peso così si corre più forte'. Una motivazione positiva è fondamentale". Questo e tutti gli episodi completi del vodcast delle '6 A' con i consigli dei pediatri della Sip per crescere bene è disponibile sui canali YouTube, Spotify e nella sezione Podcast di adnkronos.com.

C’è un’Italia che inciampa, che cade, che si rialza. Un’Italia che si guarda allo specchio e non sempre si riconosce. Nei testi dei trenta brani di Sanremo 2026, pubblicati come da tradizione da Tv Sorrisi e Canzoni ad una settimana dall'inizio del festival, il linguaggio racconta un Paese attraversato da fragilità, ironia, rabbia, nostalgia e un bisogno quasi fisico di amore e di felicità.
E lo fa con un lessico che alterna parole dolcissime e improvvise asperità, piccole imprecazioni, immagini crude, confessioni intime.
Amore, ossessione, dipendenza: il cuore del Festival
L’amore, come sempre, è il grande protagonista, ma non quello idealizzato. È un amore imperfetto, adulto, spesso doloroso.
Samurai Jay lo definisce "una malattia". Chiello parla di "fottuto letto" e di schiaffi emotivi. Luchè lo vede come un labirinto da cui non si esce. Michele Bravi racconta la dipendenza affettiva con autoironia: "pensa tu che scemo". Eddie Brock descrive la spirale tossica di chi "non impara mai".
Accanto a loro, c’è l’amore familiare: quello di Serena Brancale per una madre che non c’è più o quello di Raf che attraversa il tempo.
Le parolacce: poche, ma significative
Non è un Festival “scurrile”. La parolaccia non è gratuita, è un marcatore emotivo, un punto di rottura nel discorso. La più netta arriva da Maria Antonietta & Colombre, che in 'La felicità e basta' rivendicano: "La colpa non è nostra, non siamo dei coglioni".
Un’altra stoccata arriva da Luchè, che in 'Labirinto' definisce il tempo "stronzo", mentre J-Ax, fedele al suo stile, inserisce un "culo" e una "canna (del gas)" usata in senso ironico, e Tredici Pietro chiude il cerchio con un’immagine urbana e cupa: "la città che fotte l’anima".
Le parole ricorrenti: cadere, male, paura, notte
Molto più frequenti delle parolacce sono le parole che raccontano fragilità e resistenza.
In 'Uomo che cade' di Tredici Pietro, dove viene evocato più volte un “bambino scivolato”, la caduta è metafora generazionale.
Il "male" ricorre in Chiello, in Fedez & Masini (“male necessario”), in Samurai Jay (“maledetto feeling”), in Leo Gassmann (“ci siamo fatti così male”).
La "paura", che Fulminacci ripete come un mantra (“gelida paura”), Levante la trasforma in tremore fisico e Mara Sattei la scioglie nella voce dell’altro.
La "notte" è ovunque. Notte che consola, che confonde, che inghiotte, che salva. Da Arisa a Malika Ayane, da Tommaso Paradiso a Serena Brancale.
È un lessico che racconta un’Italia stanca ma non arresa, che cerca luce proprio mentre attraversa il buio.
Le incursioni nell'attualità: dalla ferita di Gaza alle alluvioni
Tra atmosfere intime, confessioni amorose e fragilità generazionali che attraversano i trenta brani di Sanremo 2026, c’è un testo che rompe la bolla del privato e porta sul palco dell’Ariston la tragedia del presente. È 'Stella stellina' di Ermal Meta, una delle canzoni più intense di questa edizione, che trasforma la filastrocca dell’infanzia in un canto funebre per una bambina uccisa nella Striscia di Gaza.
Ma l'attualità entra in forme più sottili anche in altri brani: Sayf cita l’alluvione in Emilia e Liguria, l’Italia che "si allaga", il lavoro, la precarietà e dissemina il testo di citazioni e di critica sociale ("Le tue tasse vanno spese/In un hotel a ore", "le botte nelle piazze le dimentichiamo"); J-Ax costruisce un ritratto ironico e amaro del Paese, tra la "canna del gas" e la "pizza con l’ananas", i "figli di mammà" e la burocrazia, la furbizia, la sopravvivenza quotidiana; Maria Antonietta & Colombre parlano di ansia sociale, aspettative, modelli irraggiungibili, fino al grido liberatorio: "la felicità ce la prendiamo e basta"; Nayt fotografa la pressione dei social, dei like, dell’identità digitale: "prima che tu faccia un post / prima che controlli i like"; Ditonellapiaga ironizza su Milano, Roma, il pilates, i corsi di meditazione, i "giornalisti perbenisti", gli F24.
Atmosfere: tra malinconia urbana e intimità domestica
Molti brani condividono un’atmosfera notturna, cittadina, sospesa. Tredici Pietro parla di palazzi “che non riposano mai”. Fulminacci si perde “nel vento della metro”. Nayt fissa “il muro” come fosse un avversario. Tommaso Paradiso accende la tv “col volume a cannone” per non pensare. Levante racconta un innamoramento come perdita di controllo fisico.
È una geografia emotiva fatta di case disordinate, letti sfatti, taxi, treni, stanze d’albergo, dove la vita accade mentre si cerca di capirla.
Ansia, identità, precarietà sono temi ricorrenti
Molti artisti parlano apertamente di: ansia (Levante, Nayt, Fulminacci, Maria Antonietta); identità in costruzione (Nayt, Luchè, Ditonellapiaga); precarietà economica e sociale (Sayf, J-Ax); dipendenze emotive (Chiello, Samurai Jay, Michele Bravi); lutto e memoria (Ermal Meta, Serena Brancale, Raf).
Sanremo 2026 parla la lingua di oggi. Nei trenta brani in gara non c’è solo la canzone d’amore. C’è un’Italia che si guarda dentro, che si giudica, che si perdona. Un’Italia che usa parole semplici per dire cose difficili, che alterna dolcezza e crudezza, che non ha paura di mostrarsi fragile. Un’Italia che cade, sì. Ma che, come canta Tredici Pietro, continua a guardare l’uomo che cade per imparare a rialzarsi. (di Antonella Nesi)

Si è conclusa con successo la terza edizione di Solids Parma, l’unico evento italiano interamente dedicato alle tecnologie per la lavorazione e la gestione di polveri, granuli e materiali solidi sfusi. Per due giorni, il quartiere fieristico di Fiere di Parma ha accolto oltre 160 aziende specializzate (+15% rispetto al 2024) e centinaia di professionisti dell’industria di processo, confermando il ruolo centrale della manifestazione nel panorama tecnico nazionale. E lo ribadiscono anche i visitatori, intervistati a caldo tra gli stand, tutti operatori altamente qualificati appartenenti a realtà performanti di settori eterogenei, come Barilla, Illy Caffè, Angelini Pharma, Kerakoll e Unicalce. In particolare, il rappresentante di Unicalce, ha dichiarato: “Partecipiamo a Solids Parma fin dalla prima edizione perché è uno dei pochi appuntamenti realmente verticali sui materiali solidi sfusi. È un’occasione per confrontarci su tecnologie specifiche e mantenere relazioni con partner qualificati.”. Steute Italia, tra gli espositori di quest’anno, ha commentato: “La fiera è trasversale su diversi settori e non verticale su uno solo: questo ci permette di trovare applicazioni e contatti in ambiti eterogenei".
L’area espositiva ha messo in mostra le più recenti tecnologie per la gestione e il trattamento dei materiali solidi sfusi: dai sistemi di misura e controllo delle polveri, ai trasportatori pneumatici e meccanici; dai filtri e impianti per la depolverazione ai macchinari per vagliatura, micronizzazione e componenti ai sistemi di svuotamento di sacchi e big bag, tramogge e impianti di dosaggio e miscelazione. Queste tecnologie si rivolgono a settori trasversali, dall’alimentare al chimico-farmaceutico, dalla plastica ai materiali minerali e tecnici, offrendo strumenti concreti per ottimizzare efficienza, sicurezza e qualità dei processi industriali.
Questa edizione di Solids ha dato alle aziende occasione e spazio per presentare case-history e approfondimenti sul settore di appartenenza. L’Innovation Gallery è stata una vetrina d’eccezione per le realtà aziendali con le proposte più innovative e SOLIDS ha voluto premiare chi si è distinto per quella più all’avanguardia: F.lli Sacchi s.n.c. con il suo SmartPick&Mix, un sistema guidato da AI che automatizza dosaggio, miscelazione e ricette con “zero contaminazioni” e tracciabilità totale, scelto per la sua capacità di “rompere gli schemi tradizionali, integrando robotica e AI per gestire dosaggio e miscelazione, elevando lo standard di automazione”.
Come da tradizione, il ricco panel convegnistico è stato un punto focale della manifestazione ed ha raccolto le voci di professionisti provenienti da aziende, università, istituti di ricerca, tutti legati dal fil rouge dell’innovazione e della sostenibilità. Ampio spazio è stato dedicato alla formazione con seminari su temi centrali per l’industria di processo. Tra gli incontri più seguiti, il seminario sulle normative M.O.C.A. con focus sulle guarnizioni, che ha illustrato gli obblighi per macchine e componenti a contatto con alimenti, e l’incontro sulla scorrevolezza dei materiali granulari, fondamentale per progettare tramogge e sistemi di scarico ottimali.
Grande attenziona anche al tema del riciclo nel settore tessile e a quello della Robotica e AI ad essa applicata con la tavola rotonda “Il futuro del riciclo tessile: Re-Think Textile. Re-Cycle Textile. Re-Future”, e al tema del riciclo nel settore della plastica, con la tavola rotonda Strategie di riciclo dei materiali polimerici Casi applicativi, soluzioni industriali e best practice di settore. Nel padiglione 4, una speciale Art Gallery ha mostrato esempi di riuso creativo di plastiche e tessili riciclati, collegando idealmente le tavole rotonde sul riciclo dei polimeri e del tessile con la sostenibilità industriale. Solids Parma tornerà il 16 e 17 febbraio 2028 nel quartiere fieristico di Parma, consolidando la propria posizione come punto di riferimento per professionisti e aziende del settore dei solidi sfusi.
«Siamo molto felici dei risultati ottenuti nel corso di questa edizione di Solids Parma, abbiamo raccolto le prime reazioni a caldo di visitatori ed espositori, molti dei quali ci hanno ringraziato per avergli creato un luogo di incontro e business altamente specializzato”, - ha dichiarato Ginevra Colombo-Ercole, Head of Event di Solids Parma.- “I contenuti dei convegni e delle tavole rotonde, sempre originali e di valore, legati a casi concreti e ai trend emergenti multi-settore, ottenuti grazie ad un’attenta selezione a monte degli speakers e delle aziende coinvolte, hanno tenuto alta l’asticella della qualità per questa edizione 2026”.

Con oltre 1,4 milioni di pazienti ospedalizzati in 5 anni e una spesa media annua di 2 miliardi di euro, gli eventi cardiovascolari avversi maggiori (Mace) si confermano tra le sfide più urgenti per la salute pubblica e la sostenibilità del sistema sanitario. Strettamente correlati all'obesità - di cui rappresentano la complicanza principale e più grave - i Mace determinano un progressivo aumento dei ricoveri nel tempo e costi sanitari elevati, costituendo la quota più rilevante dei costi diretti collegati all'obesità. L'impiego di trattamenti farmacologici in grado di ridurre i Mace nelle persone con obesità, combinato con interventi sullo stile di vita, può generare un impatto economico significativo per l'intero sistema, con un risparmio stimato di 550 milioni di euro in 2 anni. E' quanto emerge da uno studio condotto dal Ceis - Centre for Economic and International Studies dell'università degli Studi di Roma Tor Vergata, illustrato oggi a Roma (Palazzo Baldassini) alla presenza di alcuni dei principali esperti del settore riuniti per discutere l'impatto dell'obesità e delle complicanze cardiovascolari sulla sostenibilità del Ssn.
L'analisi - realizzata con il contributo non condizionante di Novo Nordisk SpA Italy - fornisce per la prima volta in Europa una valutazione completa del burden epidemiologico ed economico dei Mace nelle persone con obesità e quantifica il beneficio economico derivante dall'utilizzo di opzioni terapeutiche efficaci nella riduzione del rischio cardiovascolare. I risultati confermano il significativo impatto epidemiologico ed economico dei Mace in Italia, mettendo in luce il ruolo centrale dell'obesità non solo come malattia, ma anche come fattore di rischio per ospedalizzazioni ripetute e per l'aumento dei costi sanitari. Il quadro emerso è allarmante: tra il 2015 e il 2019 si stimano 1,4 milioni di pazienti ospedalizzati per Mace in Italia, con una spesa media annua di 2 miliardi di euro a carico del Ssn e un costo medio per ricovero a paziente pari a 6.837 euro. Sebbene le ospedalizzazioni per Mace costituiscano la componente più rilevante dei costi diretti legati all'obesità, esistono anche altre voci di spesa non trascurabili - farmaci per le complicanze correlate all'obesità, visite specialistiche, esami diagnostici e visite di controllo - che rappresentano comunque una quota significativa dei costi (55%) a carico del Ssn. Complessivamente i costi diretti incidono per circa il 59% dell'onere economico totale correlato all'obesità; la restante parte è dovuta ai costi indiretti, principalmente legati alla perdita di produttività causata dalla malattia e dalle sue complicanze.
La ricerca conferma il ruolo critico dell'obesità nell'aumento del rischio cardiovascolare: l'incidenza di Mace è significativamente maggiore nella popolazione con obesità, con un rischio di insorgenza rilevato del 67-85%, rispetto alle persone in sovrappeso (21-32%). Particolarmente preoccupanti i dati sulle riospedalizzazioni: a 1 mese dal primo ricovero per Mace, le persone con obesità vengono riospedalizzate con una frequenza 1,4 volte superiore rispetto a pazienti in sovrappeso. Le malattie cardiovascolari assorbono circa l'85% (6,6 miliardi di euro) dei costi diretti legati all'obesità.
Lo studio del Ceis - riporta una nota - rappresenta un contributo fondamentale alla comprensione dell'impatto epidemiologico ed economico dell'obesità e delle sue complicanze cardiovascolari in Italia. L'analisi si basa sui risultati del trial Select, primo studio Cvot che ha dimostrato un collegamento tra la perdita di peso e la riduzione del rischio cardiovascolare. Lo studio ha inoltre dimostrato la superiorità in termini di efficacia e sicurezza di semaglutide su persone con malattia cardiovascolare accertata e sovrappeso o obesità, senza diabete. Lo studio clinico Select ha dimostrato come il trattamento con semaglutide riduca il rischio di Mace del 20%. Nell'analisi non sono invece state considerate le evidenze provenienti da studi di real world legate all'utilizzo di semaglutide, che riportano riduzioni del rischio di Mace fino al 57%: dati che suggeriscono che nella pratica clinica i risparmi derivanti dalle sole ospedalizzazioni potrebbero essere significativamente superiori.
Nel complesso - si legge - i risultati dell'analisi evidenziano la necessità urgente di strategie di prevenzione mirate nei pazienti con obesità e dell'integrazione di terapie farmacologiche efficaci, come semaglutide, con interventi sullo stile di vita: terapie costo-efficaci per ridurre le ospedalizzazioni, migliorare gli esiti clinici in questa popolazione ad alto rischio e garantire la sostenibilità del Ssn nel lungo periodo.
"L'Italia si è dotata della prima legge al mondo, di cui sono stato il proponente, per la prevenzione e la cura dell'obesità, riconoscendola come malattia progressiva e recidivante - afferma Roberto Pella, deputato e presidente Intergruppo parlamentare Obesità, Diabete e Malattie croniche non trasmissibili - Questa risposta pioneristica, tramite un quadro normativo avanzato, segna un passaggio epocale per garantire ai pazienti con obesità una presa in carico precoce, strutturata, continua e multidisciplinare. Mantenere alta l'attenzione istituzionale e accompagnare il progresso medico con politiche sanitarie, sociali e assistenziali, anche a livello locale, lungimiranti è fondamentale per generare benefici per l'intera società". Aggiunge Andrea Lenzi, presidente del Cnr, professore emerito di Endocrinologia all'università La Sapienza di Roma: "L'obesità è una vera emergenza sanitaria con impatti clinici, sociali ed economici rilevanti ed è associata a numerose complicanze, tra cui le malattie cardiovascolari rientrano tra le più gravi. Il riconoscimento dell'obesità come malattia cronica, complessa e multifattoriale rappresenta un traguardo storico che colloca l'Italia all'avanguardia. Ora è fondamentale proseguire nel percorso avviato, dotandosi di strumenti adeguati alla complessità della patologia per garantire ai pazienti la stessa dignità clinica e assistenziale riconosciuta ad altre patologie croniche".
"Select è stato il primo studio Cvot dedicato alla riduzione di eventi cardiovascolari maggiori in pazienti con obesità - sottolinea Pasquale Perrone Filardi, direttore Uoc di Cardiologia Aou Federico II di Napoli, past president Sic (Società italiana di cardiologica) - dimostrando la superiorità rispetto all'attuale standard di terapia in termini di efficacia e sicurezza di semaglutide nella riduzione del rischio di Mace in più di 17.000 pazienti con obesità o in sovrappeso e malattia cardiovascolare accertata, non diabetici. Semaglutide, grazie al suo effetto protettivo sul rischio cardiovascolare e renale, confermato anche da evidenze di real-world, è destinata a impattare significativamente la vita di questi pazienti".
"L'obesità è una malattia cronica, multifattoriale e associata allo sviluppo di moltissime altre malattie croniche non trasmissibili, come tumori, malattie renali e del fegato, diabete, ipertensione e malattie cardiovascolari, principale causa di morte nel nostro Paese - evidenzia Paolo Sbraccia, direttore Uoc Medicina interna - Centro medico dell'obesità, Policlinico universitario Tor Vergata - Farmaci in grado di ridurre il rischio cardiovascolare, come semaglutide 2,4 mg, rappresentano strategie terapeutiche essenziali, in quanto non agiscono solo sul peso, ma sono efficaci nel ridurre le ospedalizzazioni, migliorare gli esiti clinici e limitare l'insorgere di eventi fatali in questa popolazione ad alto rischio".
Conclude Paolo Sciattella, ricercatore Eehta (Economic Evaluation and Hta) del Ceis, Facoltà di Economia, università degli Studi di Roma Tor Vergata: "Il costo totale dell'obesità in Italia è stimato in circa 13,34 miliardi di euro l'anno, di cui 6,66 miliardi solo per le malattie cardiovascolari. Il nostro studio dimostra che i Mace generano una spesa di 2 miliardi annui per il Ssn, con tassi di riospedalizzazione che superano il 50% a 3 anni nei pazienti con obesità. L'impiego di terapie efficaci nella prevenzione secondaria cardiovascolare potrebbe generare risparmi fino a 550 milioni di euro in 2 anni, rappresentando una strategia concreta per migliorare gli esiti clinici e garantire la Ssn".
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La metafora del portiere di calcio è alla base della nuova campagna di comunicazione 'Blocca l'Hpv con la vaccinazione', promossa da Msd Italia e Serie A Women. Approvata dal ministero della Salute, l'iniziativa - presentata oggi a Roma - si inserisce in un progetto di collaborazione che va oltre l'aspetto sportivo, perseguendo un obiettivo di salute pubblica e dando voce all'importanza della prevenzione dei tumori Hpv-correlati. Il progetto - spiegano gli organizzatori in una nota - adotta un approccio multicanale e si fonda su una metafora immediata ed efficace: il gesto della portiera della squadra di calcio che blocca il pallone, simbolo di difesa e protezione, viene associato all'azione del vaccino contro il virus Hpv. Così come fermare la palla evita alla squadra avversaria di segnare e scongiura la sconfitta, allo stesso modo la vaccinazione consente di 'bloccare' l'Hpv, prevenendo negli uomini e nelle donne lo sviluppo di tumori potenzialmente letali nel corso della vita.
"Lo sport è sinonimo di benessere e la Figic è impegnata quotidianamente nella diffusione delle buone pratiche di prevenzione - afferma Gabriele Gravina, presidente Federazione italiana giuoco calcio - Grazie alla collaborazione con Msd Italia, con la quale condividiamo il valore della tutela della salute, vogliamo promuovere un'ambiziosa campagna di sensibilizzazione che ha l'obiettivo di incoraggiare la vaccinazione e quindi la prevenzione contro l'Hpv, un virus che può essere causa di tumori potenzialmente letali sia tra le donne che tra gli uomini. Attraverso la sua sensibilità e il suo grande potenziale in termini di comunicazione, il calcio si offre strumento per trasmettere messaggi socialmente utili". Aggiunge Federica Cappelletti, presidente della Serie A Women: "Sono orgogliosa che la Serie A Women abbia scelto di sostenere un tema di sanità pubblica così importante. Sappiamo che i tumori correlati all'Hpv rappresentano una sfida importante sia per la salute delle donne sia degli uomini e siamo pronte a fare la nostra parte per diffondere il più possibile questi messaggi di prevenzione. Il nostro obiettivo è proteggere tutte le persone. E' fondamentale rafforzare la nostra difesa aderendo alla vaccinazione e ai programmi di screening offerti dal Servizio sanitario nazionale, proprio come le portiere che ogni settimana proteggono la propria porta bloccando i palloni. Solo unendo le forze e agendo come una vera squadra possiamo fare davvero la differenza".
Per Nicoletta Luppi, presidente e amministratrice delegata di Msd Italia, "far parte di un progetto di comunicazione insieme a chi rappresenta una delle più grandi passioni degli italiani è per noi un motivo di grande orgoglio. Aver creato insieme alla Serie A Women una campagna vaccinale di questa portata è una tappa importante nel nostro impegno verso la prevenzione del Papillomavirus, che consideriamo un investimento sul futuro delle persone e del Paese. Grazie a una creatività realizzata con tecniche moderne e a canali di comunicazione innovativi possiamo raggiungere un pubblico sempre più vasto. Vogliamo continuare a essere alleati del Servizio sanitario nazionale e di tutti i soggetti coinvolti, con l'obiettivo di fermare i tumori Hpv-correlati, anche attraverso iniziative di informazione e sensibilizzazione. Lavorando insieme con il campionato di calcio femminile italiano, abbiamo una grande opportunità per vincere la partita della prevenzione".
Il cuore della campagna è un video che mostra parate spettacolari delle portiere, realizzate con sistemi di intelligenza artificiale e ispirate alle vere azioni delle giocatrici della Serie A Women. Alla fine di ogni scena il messaggio è chiaro: "Blocca l'Hpv con la vaccinazione", con l'invito a chiedere informazioni al proprio medico, al centro vaccinale di riferimento, oppure a visitare il sito infohpv.it, autorizzato dal ministero della Salute. La campagna sarà visibile su tutti i canali digitali, Youtube e social media (Facebook e TikTok), e verrà programmata su Dazn durante le partite della Serie A Women fino alla fine del campionato e su altri canali Tv durante la Coppa Italia Women. Inoltre, il messaggio sarà promosso sui Led bordocampo degli stadi italiani che ospiteranno la Coppa Italia Women.
L'Hpv (Papillomavirus umano) rappresenta l'infezione sessualmente trasmessa più diffusa in entrambi i sessi, ricorda la nota. Nella maggior parte dei casi, il virus regredisce spontaneamente, tuttavia quando ciò non avviene può evolvere in lesioni precancerose e tumori potenzialmente letali. A oggi in Europa si stima che l'Hpv sia ancora la causa del 100% dei tumori della cervice uterina, dell'88% dei tumori dell'ano, del 78% di quelli della vagina, del 25% della vulva, del 53% dei tumori del pene e del 30% dei tumori orofaringei. In Italia si stima che ogni anno circa 8.800 tumori siano causati da infezioni croniche da ceppi oncogeni del Papillomavirus. Per affrontare questo importante tema di salute pubblica sono state sviluppate principalmente due strategie di prevenzione: la vaccinazione, disponibile sia per uomini sia per donne (per la profilassi di lesioni precancerose e cancri della cervice uterina, vulva, vagina e ano, condilomi genitali), e lo screening del tumore della cervice uterina, riservato al target femminile.
Iniziativa di Sardegna Ricerche per trasformare pmi in partner
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Analisi del perito della procura su batterie e impianto elettrico
di bordo... 
Rowenta debutta al Festival di Sanremo come partner per la 76ª edizione della manifestazione canora e per l’occasione unisce il mondo della musica alla cura della casa. Le iniziative in città sono pensate per chi ama vivere le proprie passioni in un ambiente domestico impeccabile, che diventa il palcoscenico ideale per le emozioni che solo la grande musica sa regalare.
Cuore dell’iniziativa sarà il Rowenta Village aperto dal 24 febbraio al 1° marzo 2026 dalle ore 11:00 alle 18:30 in Piazza Pian di Nave. Si tratta di un’area esperienziale che offrirà al pubblico attività, contenuti e momenti di interazione pensati per raccontare l’identità e la visione del brand. Tra gli elementi distintivi spiccherà la Rowenta Shine Wheel, una ruota panoramica completamente caratterizzata da animazioni luminose ispirate alla techline Rowenta e da una forte presenza visiva del marchio, grazie alla brandizzazione delle cabine e a un LED centrale dedicato.
Alla base della ruota, Rowenta darà vita al suo concept “Lo spettacolo è di casa” allestendo una live box che sarà punto di aggregazione per tutte le persone che hanno voglia di vivere l’esperienza delle più recenti tecnologie del brand: dalle potenti soluzioni per l'aspirazione, per una casa impeccabile, alle proposte per lo stiro, perfette per valorizzare ogni look. Ma non è finita qui! Lo spettacolo di Rowenta prevedrà anche divertenti attività che daranno modo di scoprire il mondo Rowenta: dopo aver girato una ruota appositamente installata per sorteggiare quale prodotto da testare, i partecipanti dovranno scegliere dalla playlist una canzone tra quelle che hanno segnato la storia del Festival e completare la sfida entro la fine del brano.
Stefano Cau, Amministratore Delegato di Groupe SEB Italia, afferma "Sono lieto di annunciare la partecipazione di Rowenta al Festival di Sanremo, un’iniziativa che rappresenta un passo strategico nel percorso di crescita del brand in Italia. La presenza in un contesto mediatico di tale rilevanza ci permette di valorizzare la nostra visione fondata su innovazione, qualità e attenzione alle persone. Sanremo costituisce per noi un vettore di comunicazione capace di amplificare il valore del brand e di sostenere ulteriormente la nostra leadership nel mercato”.
Francesca Scarano, Direttore Marketing di Groupe SEB Italia, afferma “Rowenta è da sempre impegnata a migliorare la vita quotidiana con soluzioni intuitive e performanti, rispondendo alle reali esigenze dei consumatori. Il Festival di Sanremo ci offre l’opportunità di trasformare questa identità in un’esperienza che unisce intrattenimento e tecnologia sotto un concept creativo studiato ad hoc “Lo spettacolo è di casa”.
Durante la settimana del Festival, le nostre case si riempiono di un’energia nuova, fatta di musica, divertimento e condivisione e, con Rowenta, le persone possono vivere lo spettacolo in un’atmosfera unica: quella di una casa perfetta grazie ai prodotti più iconici del brand.
In città, proporremo un ampio programma di attivazioni e iniziative per far sperimentare appieno le nostre tecnologie. Contemporaneamente, lanceremo una campagna su TV, radio, piattaforme digitali e social media.”
Vivere lo spettacolo del Festival in un’atmosfera unica, quella della casa perfetta, è un impegno per Rowenta che sa come l’ambiente domestico, durante il Festival, si trasformi in un teatro pronto ad accogliere fino a tarda notte tutti gli invitati che seguiranno lo spettacolo, si sfideranno e sosterranno i propri cantanti preferiti.
Anche da casa sarà possibile seguire l’evento, grazie a una crew di influencer che coinvolgerà le persone in città per valutare il sentiment del Festival, catturare impressioni e rumors, che saranno fedelmente inseriti in un reportage quotidiano tramite i video daily-best sui social Rowenta.
L’ideazione creativa e la definizione di tutte le attività del concept “Lo spettacolo è di casa” è stata curata e gestita da SBAM, agenzia creativa titolare della comunicazione di Rowenta per il mercato italiano.

Il cuore pulsante della cultura napoletana è stato ferito da un grave incendio che ha colpito il Teatro Sannazaro, storica 'Bomboniera di via Chiaia'. Ma la storia di questo teatro è una testimonianza viva della tradizione, del talento e della passione scenica della città.
Il Teatro Sannazaro[1] fu inaugurato il 26 dicembre 1847, costruito sull'area dell'antico chiostro dei Padri Mercedari spagnoli, accanto alla Chiesa di Sant'Orsola in via Chiaia. Il progetto era di Fausto Niccolini, figlio dell'architetto Antonio, su commissione di Don Giulio Mastrilli, duca di Marigliano. La prima rappresentazione fu 'La petite Marquise' di Henri Meilhac, messa in scena dalla Compagnia Le Roy-Clarence.
Decorato con stucchi e ori da Vincenzo Paliotti, il Sannazaro fu definito dalla critica un 'jolie bouquet', un salotto elegante dedicato all'alta prosa e alla tradizione teatrale napoletana.
Sul palcoscenico del Sannazaro si sono esibiti nomi illustri: Eleonora Duse, Tina Di Lorenzo, Ermete Novelli, Emma Gramatica, Antonio Gandusio e Ruggero Ruggeri. Nel 1888 fu il primo teatro napoletano illuminato elettricamente, mentre nel 1889 ospitò la prima di 'Na Santarella' di Eduardo Scarpetta, che qui concluse la sua lunga carriera artistica con 'O miedeco d' 'e pazze'.
Negli anni Trenta del Novecento, il Sannazaro fu anche il teatro dove i fratelli De Filippo mossero i primi passi verso il successo, con 'ancora giovane Eduardo che incontrò per la prima volta Luigi Pirandello. Dal 1934, tra guerre e difficoltà economiche, il teatro conobbe un periodo di decadenza, trasformandosi in un cinema poco frequentato. La rinascita arrivò negli anni Sessanta grazie a Nino Veglia e Luisa Conte, che nel 1971 inaugurarono nuovamente il teatro con la Compagnia Stabile Napoletana, portando in scena 'Annella di Portacapuana'.
Dopo la morte di Veglia, la gestione passò a Luisa Conte e, successivamente, alla nipote Lara Sansone e al genero Mario Sansone, che hanno continuato la tradizione teatrale dedicando la compagnia a Luisa Conte. Oggi il Sannazaro non era solo teatro, ma anche centro di produzione teatrale riconosciuto dal Ministero della Cultura dal 2018. Ospitava spettacoli della tradizione napoletana, concerti, incontri culturali ed eventi per ragazzi.
Tra i collaboratori più recenti si annoverano Leopoldo Mastelloni, Gino Rivieccio, Peppe Barra, Biagio Izzo e Lina Sastri. Un tempo l'ingresso ospitava anche il caffè all’aperto 'Il Caffè di Donna Luisa', in onore della direttrice, rimosso nel 2021 durante la ristrutturazione. (di Paolo Martini)
Intervento eseguito all'ospedale di San Gavino... 
Boom di ascolti per 'Il Processo al 90°', ma Giletti lascia lo studio. L'ultima puntata del programma di Rai Due, condotto da Marco Mazzocchi e Paola Ferrari, ha registrato 462mila utenti e l'8,70% di share. Numeri alti, trainati dal 'caso Bastoni' che sta travolgendo la Serie A e il mondo arbitrale. Il difensore dell'Inter è infatti finito sul banco degli imputati dopo la simulazione che ha portato al secondo giallo, e alla conseguente espulsione, di Pierre Kalulu in Inter-Juventus, partita valida per la 25esima giornata di Serie A e vinta dai nerazzurri 3-2.
La puntata però è stata anche segnata da un episodio inedito, diventato rapidamente virale sui social. Il giornalista Massimo Giletti, conduttore de 'Lo stato delle cose' e noto tifoso juventino, ha iniziato a discutere su Calciopoli con l'interista Gian Luca Rossi, andando rapidamente su tutte le furie: "Lo scudetto dell'Inter, lo sanno tutti, è uno scudetto che ha scritto 'prescrizione'", ha urlato in studio, "i reati e le telefonate che faceva il sistema Inter erano peggiori di quelli che faceva Moggi. Lo sanno tutti".
"Siete in malafede se non dite la verità su quelle intercettazioni", ha concluso Giletti, che poi ha chiuso il proprio discorso con un "arrivederci", lasciando lo studio. Mazzocchi ha poi provato a mediare: "Buoni tutti, recuperate Massimo. Che colpo di teatro", ma senza successo.
Urso, 'premessa per rilancio produttivo e occupazionale'... 
Hollywood è in lutto per la scomparsa di Robert Duvall, sette volte candidato all'Oscar, noto per le sue interpretazioni in "Il Padrino" e "Apocalypse Now", entrambi capolavori diretti da Francis Ford Coppola, vincitore della statuetta dell'Academy per "Tender mercies - Un tenero ringraziamento" (1982). L'attore è morto domenica 15 febbraio nella sua residenza in Virginia all'età di 95 anni, come ha annunciato la moglie, l'attrice Luciana Pedraza. Dopo la notizia della sua morte, numerose star hanno reso omaggio a Duvall.
Robert De Niro, suo collega ne "Il Padrino", ha scritto sui social: "Dio benedica Bobby. Spero di vivere fino a 95 anni. Possa riposare in pace". Al Pacino ha dichiarato: "È stato un onore lavorare con Robert Duvall. Era un attore nato, il suo talento e la sua comprensione del mestiere saranno sempre ricordati".
Il regista Scott Cooper, che ha diretto Duvall nel suo ultimo film "The Pale Blue Eye - I delitti di West Point", ha ricordato: "Robert Duvall è stato il mentore artistico più importante della mia vita. Ha prodotto e recitato nel mio primo film, 'Crazy Heart', e da quel momento ha letto quasi ogni sceneggiatura che scrivevo, offrendo la sua saggezza silenziosa e la sua incrollabile fiducia in me".
Anche colleghi di diverse generazioni hanno condiviso il loro cordoglio. Viola Davis, che ha recitato con Duvall in "Widows - Eredità criminale" (2018), ha scritto: ""Avevo l'onore di lavorare al tuo fianco… la tua grandezza resterà per sempre. Il tuo nome sarà pronunciato…". Walton Goggins lo ha ricordato come un mentore che ha cambiato la sua vita lavorando insieme a "The Apostle".
Adam Sandler lo ha definito "uno dei più grandi attori che abbiamo avuto", mentre Michael Keaton lo ha descritto come "un amico e la grandezza incarnata come attore". Josh Gad ha aggiunto: "Un altro giorno, un'altra perdita iconica e insostituibile… Duvall non era solo nel cinema, lo definisce attraverso i secoli".
Spaccata in un'edicola e in una gioielleria, ladro denunciato... La giuria del Premio internazionale di Giornalismo, Informazione e Comunicazione 'Biagio Agnes', presieduta da Gianni Letta (nella foto qui sotto), ha decretato i vincitori della XVIII edizione. La cerimonia di premiazione della manifestazione - promossa dalla Fondazione Biagio Agnes - è in programma a Roma, in Piazza di Spagna, giovedì 25 giugno e sarà condotta, come ormai da tradizione, da Mara Venier e Alberto Matano.

Dall’analisi economica allo sguardo internazionale, dalla trasformazione digitale all’intrattenimento televisivo, dalla divulgazione scientifica alla creatività fino all’impegno per la libertà di stampa e l’attenzione ai giovani: un riconoscimento che celebra i valori del giornalismo, della comunicazione e dell’informazione nel segno del rigore, della passione e della responsabilità.
A Paolo Bricco, inviato de Il Sole 24 Ore va il Premio Carta Stampata per la capacità di approfondire l’economia e la politica industriale con rigore analitico e profondità storica. In un mondo in cui l’informazione attraversa confini e crisi, il Premio Inviati è stato assegnato a Giovan Battista Brunori, responsabile dell’Ufficio Rai per il Medio Oriente a Gerusalemme e ad Andrea Nicastro del Corriere della Sera, esperto di scenari di guerra e fronti sensibili. Il Premio Corrispondenti va a Rosalba Castelletti de la Repubblica e a Leonardo Panetta di Mediaset: voci che testimoniano la forza di un racconto lucido e accurato, nei luoghi cruciali. Il Premio Speciale Libertà di Stampa è stato attribuito al quotidiano La Stampa, al direttore Andrea Malaguti e alla redazione per l’attacco subito e le intimidazioni da parte di un gruppo di antagonisti di Askatasuna il 29 novembre 2025 e per il coraggio dimostrato dai giornalisti nella difesa quotidiana del loro lavoro e della loro autonomia.

(Simona Agnes)
Il Premio per la Televisione celebra due protagonisti capaci di coniugare professionalità, empatia e qualità dell’intrattenimento, raccogliendo risultati di assoluto rilievo: Gerry Scotti, volto storico della televisione generalista, modello di conduzione che unisce misura, autorevolezza e vicinanza agli spettatori e Stefano De Martino, simbolo di una nuova generazione di conduttori che dialoga con pubblici diversi con ironia e naturalezza. Il Premio Audiovisivo è stato assegnato alla serie evento Sandokan, con Can Yaman nuovo volto della tigre della Malesia, Alessandro Preziosi e Alanah Bloor, per la regia di Jan Maria Michelini e Nicola Abbatangelo. Un ritorno memorabile della saga di Emilio Salgari, a cinquant’anni dallo storico sceneggiato Rai. Arianna Ravelli, vicedirettrice con delega al digitale de La Gazzetta dello Sport - prima donna a ricoprire questo ruolo nei 130 anni di storia della testata – riceve il Premio Giornalismo Sportivo.
Vincono il Premio Generazione Digitale-Podcast Andrea Gerli, Rai per la Sostenibilità e Guglielmo Nappi, caporedattore e responsabile web de Il Messaggero per aver portato sul web e sui social media la profondità e la complessità del racconto giornalistico. Al direttore de Il Foglio Claudio Cerasa va il Premio Giornalista Scrittore per il libro: L’antidoto. Libertà, ambiente, tecnologia. Manifesto ottimista contro la dittatura del catastrofismo: uno sguardo critico sul presente proietta l’analisi giornalistica in un saggio che aiuta a leggere con lucidità il nostro tempo. Vincenzo Schettini, volto de 'La fisica che ci piace', riceve il Premio Divulgazione Scientifica per la competenza accademica e il forte talento comunicativo che lo hanno consacrato tra i divulgatori più seguiti, in particolare dai giovani. Il Premio Under 30 viene conferito alla giornalista de Il Messaggero Valentina Pigliautile, espressione della sensibilità di una nuova generazione attenta alle trasformazioni istituzionali e sociali del Paese. Al corto 'Tutti suonano Sanremo' della Direzione Comunicazione Rai - tratto dalla campagna di promozione del Festival di Sanremo 2026 condotto da Carlo Conti - è riconosciuto il Premio Comunicazione Creativa. Un viaggio attraverso le più belle realtà musicali del Paese, tra cui i Conservatori, luoghi di formazione ed eccellenza, in cui l’energia collettiva ha dato vita a un ritratto intimo e autentico.
La cerimonia di premiazione del 'Premio Biagio Agnes' si svolgerà in piazza di Spagna, alla presenza del sindaco Roberto Gualtieri e dell’Assessore ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda Alessandro Onorato. Ecco i vincitori del “Premio Biagio Agnes 2026”, suddivisi in 12 categorie: Premio Carta Stampata: Paolo Bricco, Il Sole 24 Ore, Premio Inviati: Giovan Battista Brunori, Rai | Andrea Nicastro, Corriere della Sera, Premio Corrispondenti: Rosalba Castelletti, la Repubblica | Leonardo Panetta, Mediaset, Premio Speciale Libertà di Stampa: Redazione La Stampa, Direttore Andrea Malaguti, Premio per la Televisione: Gerry Scotti | Stefano De Martino, Premio Audiovisivo: Sandokan. Con Can Yaman, Alessandro Preziosi e Alanah Bloor. Regia: Jan Maria Michelini, Nicola Abbatangelo, Premio Giornalismo Sportivo: Arianna Ravelli, La Gazzetta dello Sport, Premio Generazione Digitale-Podcast: Andrea Gerli, Rai per la Sostenibilità | Guglielmo Nappi, Il Messaggero, Premio Giornalista Scrittore: Claudio Cerasa, Il Foglio per il libro: L’antidoto. Libertà, ambiente, tecnologia. Manifesto ottimista contro la dittatura del catastrofismo, Silvio Berlusconi Editore, 2026 , Premio Divulgazione Scientifica: Vincenzo Schettini, Professore di Fisica, Premio Under 30: Valentina Pigliautile, Il Messaggero, Premio Comunicazione Creativa: “Tutti suonano Sanremo”, Direzione Comunicazione Rai.
La Giuria del Premio Biagio Agnes 2026 è composta da Gianni Letta (Presidente), Giulio Anselmi, Alberto Barachini, Carlo Bartoli, Stefano Folli, Luciano Fontana, Luigi Gubitosi, Paolo Liguori, Pierluigi Magnaschi, Giuseppe Marra, Massimo Martinelli, Antonio Martusciello, Roberto Napoletano, Agnese Pini, Antonio Polito, Aurelio Regina, Giampaolo Rossi, Danda Santini, Marcello Sorgi, Fabio Tamburini, Monsignor Dario Edoardo Viganò.

Per le famiglie italiane, i gatti non sono semplici animali, ma sono il cuore della vita di ogni giorno. Prendersi cura del proprio micio è un compito prioritario che richiede tempo e dedizione: non stupisce quindi che un terzo (32%) riservi oltre due ore alla settimana per giocare con il proprio gatto e il 38% per scambiare qualche coccola.
Un affetto che, per molti, si è intensificato anche grazie allo smartworking, dato che il 44% ha dichiarato che lavorare da casa ha reso il legame con il proprio micio più solido. I gatti sono veri e propri membri di famiglia, per i quali 6 italiani su dieci festeggiano compleanni o ricorrenze, con un pasto o premietto (36%), un regalo (24%) o addirittura con una festa (4%). Questa è la fotografia scattata da Rover.com che, in occasione della Giornata nazionale del gatto oggi, 17 febbraio 2026, ha voluto analizzare il rapporto tra gli italiani e i propri micetti.
Dall’indagine emerge che la maggior parte degli intervistati - sette su dieci - ha un gatto, il 20% ne ha due e il 9% almeno tre. Il modo in cui un gatto varca la soglia di casa racconta molto del tessuto sociale italiano. Se il 28% dei nuovi compagni umani compie una scelta consapevole rivolgendosi a gattili e associazioni, una quota quasi identica (27%) ha iniziato la propria avventura felina grazie a un gesto d'affetto: ricevendo il micio in regalo da amici o parenti. Tuttavia, la statistica più sorprendente è quella degli 'incontri del destino': ben il 31% ha infatti dichiarato di aver trovato il proprio micio per strada e, una volta appurato fosse randagio, ha deciso di renderlo parte della propria famiglia.
La decisione di accogliere un gatto nella propria vita nasce da una combinazione di motivazioni affettive e pratiche, che riflettono sia bisogni emotivi sia esigenze organizzative. La maggior parte degli intervistati ha, infatti, dichiarato di aver scelto un gatto principalmente per ragioni affettive: un quarto (26%) considera i gatti animali molto affettuosi, mentre un quinto (19%) apprezza la loro indipendenza e la facilità di gestione rispetto ad altri animali domestici.
Le motivazioni affettive si intrecciano spesso con esperienze personali: il 9% ha sempre avuto un gatto fin dall’infanzia, mentre circa il 5% ha realizzato il desiderio di possederne uno solo in età adulta, dopo averlo a lungo desiderato. Un ulteriore 9% riconosce nei gatti un potere calmante e un supporto alla salute mentale, segno di una crescente consapevolezza del ruolo terapeutico degli animali domestici. Altri fattori, come la preferenza per la personalità dei gatti rispetto ai cani (3%) e l’apprezzamento per l’intelligenza felina (7%), contribuiscono a rafforzare il legame tra proprietario e animale. Sul versante pratico, oltre all’indipendenza, emergono motivazioni come la pulizia (2%) e l’affinità al proprio stile di vita (8%). Le influenze esterne, come la pressione familiare, hanno un impatto limitato ma non trascurabile: il 4% ha accolto un gatto su richiesta dei figli, mentre il 2% su desiderio del partner.
La cura e la dedizione verso il proprio micio sono aspetti fondamentali, che spesso richiedono molto tempo. Anche se alcune attività possono essere sbrigate con poco, come la pulizia della lettiera, che impegna il 48% degli intervistati meno di mezz’ora alla settimana, oppure la pulizia dello sporco che i gatti producono in casa, che per il 70% dei padroni è un’attività da massimo 1 ora a settimana, ci sono aspetti che al contrario non possono essere trascurati: le coccole e i momenti di gioco sono prioritari, per almeno 3 italiani su 10 che dedicano più di 2 ore della settimana. Tuttavia, prendersi cura di un gatto è spesso una responsabilità condivisa: nonostante il 33% dichiari di occuparsi del proprio micio da solo, il 40% condivide i compiti con il partner e quasi un quinto (17%) delle famiglie coinvolge attivamente i figli nella cura del felino.
I gatti sono considerati dei veri e propri membri di famiglia e, in quanto tali, i padroni trovano dei modi per poterli controllare anche quando non sono in casa. Il 30% degli intervistati, infatti, dichiara di usare regolarmente telecamere e dispositivi smart quando fuori casa e il 13% di usarli solo quando in vacanza, con il 25% che non ha ancora dispositivi, ma che sta valutandone l’acquisto. Non stupisce che, quindi, quando si pensa a una vacanza, un aspetto fondamentale sia quello relativo alla cura del proprio micio. Quando in viaggio, 7 italiani su 10 dichiarano di fare solitamente affidamento a un familiare per prendersi cura del proprio animale, il 15% si rivolge a un amico, mentre il 5% preferisce affidarsi a un cat sitter.
C’è chi, addirittura, in mancanza di alternative, in passato ha deciso di rinunciare a una vacanza: quasi un intervistato su quattro (23%) ha, infatti, dichiarato di aver dovuto abbandonare l’idea di un viaggio, perché non sapeva a chi affidare il proprio micio. Guardando al futuro, il 43% degli intervistati sarebbe disposto a rinunciare a una vacanza se non trovasse una soluzione soddisfacente per il proprio gatto, il 37% valuterebbe questa possibilità e solo il 20% cercherebbe comunque un’alternativa per non perdere il viaggio.
La separazione dal proprio gatto genera un impatto emotivo significativo: il 23% dei proprietari dichiara di sentirsi triste durante l’assenza, mentre il 17% prova ansia per il distacco. Tuttavia, il 39% si sente tranquillo grazie alla fiducia riposta in chi ha affidato il gatto, e l’11% si dichiara sereno per l’indipendenza dell’animale.
“Gli italiani - ha dichiarato la Elia Borrini, general manager, international di Rover - considerano il proprio gatto come un membro della famiglia, quindi non sorprende che, quando affidano il proprio micio a qualcuno, sia essenziale scegliere persone affidabili che garantiscano la stessa cura. Il benessere del gatto deve restare prioritario anche in nostra assenza. Lo sappiamo bene. Negli ultimi tre anni, le prenotazioni per i servizi di cat sitting sulla nostra piattaforma sono cresciute di quasi il 300%, a conferma dell'interesse degli italiani per la cura dei propri animali domestici. Anche noi di Rover abbiamo a cuore gli animali domestici e vogliamo che finiscano in mani sicure, per questo verifichiamo l’identità di tutti i sitter iscritti sulla nostra piattaforma e offriamo loro consigli e informazioni per la sicurezza dei cuccioli che andranno ad accudire”.
Per supportare i proprietari di gatti nel vivere con maggiore serenità il periodo delle vacanze lontano dai propri mici, Mikel Delgado, comportamentalista per gatti di Rover, ha elaborato una lista di otto consigli utili per scegliere il pet sitter ideale a cui affidarsi e gestire al meglio l’assenza.
1 Pianifica in anticipo: i migliori cat sitter vengono spesso prenotati con settimane o mesi di anticipo, specialmente durante le festività principali. Per questo, è meglio contattare i cat sitter non appena sai che viaggerai, così da aver la certezza che il tuo gatto sarà accudito.
2 Sappi di cosa hai bisogno: il tuo gatto ha bisogno di farmaci? Vuoi qualcuno che rimanga a dormire? Preferisci una o due visite al giorno? Queste sono domande che ti dovresti porre prima di prenotare un cat sitter, tieni presente che nessun gatto dovrebbe essere lasciato solo senza interazione umana per più di 24 ore.
3 Chiedi consigli ad amici o al veterinario: il passaparola e l’esperienza possono aiutarti a trovare un pet sitter qualificato. Se utilizzi un servizio online, come Rover, controlla i profili e le recensioni dei cat sitter per capire se sono adatti alle tue esigenze.
4 Entra in contatto con il potenziale pet sitter per conoscere meglio la sua esperienza con i gatti e la sua familiarità con eventuali esigenze specifiche del tuo gatto, ad esempio se il tuo micio è timido o necessita di farmaci.
5 Prima della prenotazione, organizza un incontro per vedere come il cat sitter interagisce con il tuo gatto e quanto il tuo gatto si senta a suo agio con lui.
6 Lascia istruzioni precise: è consigliabile lasciare istruzioni scritte e/o video così il pet sitter sa cosa fare e dove trovare ciò che serve quando si prende cura del tuo gatto: dalla pappa, alla pulizia della lettiera, fino a come intrattenerlo con i giochi.
7 Metti in chiaro come vuoi che il cat sitter ti aggiorni: vuoi che ti mandi un messaggio ogni giorno? Preferisci che ti mandi anche delle foto? Questi sono tutti aspetti che devi tenere in considerazione in fase di prenotazione.
8 Non dimenticare di lasciare i contatti del veterinario e un’autorizzazione scritta affinché il cat sitter possa approvare eventuali trattamenti in caso di emergenza.

E' morto a 75 anni Billy Steinberg, uno dei più prolifici autori di successi pop degli anni '80 e '90. Il musicista e paroliere statunitense è deceduto in Californiadopo una lunga battaglia contro il cancro. La notizia della scomparsa è stata confermata dal suo avvocato Laurie Soriano a 'Variety'.
Steinberg ha raggiunto la fama scrivendo canzoni insieme al partner Tom Kelly: lui si occupava dei testi, Kelly della musica. Insieme hanno firmato brani di grande successo, tra cui 'Like a Virgin' di Madonna, 'True Colors' di Cyndi Lauper, "Eternal Flame' dei Bangles, 'Alone' degli Heart, 'So Emotional' di Whitney Houston, 'I Touch Myself' dei Divinyls, 'I'll Stand by You' dei Pretenders, 'How Do I Make You' di Linda Ronstadt e 'I Drove All Night' di Roy Orbison e Cyndi Lauper.
Dopo il ritiro di Kelly a metà anni '90, Steinberg ha continuato a scrivere hit con altri partner, tra cui 'Falling Into You' di Celine Dion, 'Give Your Heart a Break' di Demi Lovato e 'Too Little Too Late' di JoJo. I suoi testi sono stati interpretati anche da Pat Benatar, Tina Turner, Laura Branigan, Cheap Trick, Reo Speedwagon, Belinda Carlisle, Bette Midler, Taylor Dayne, Nicole Scherzinger, T.A.T.U., Ashley Tisdale e molti altri cantanti.
Nato e cresciuto a Los Angeles, Steinberg iniziò come cantante e cantautore del gruppo rock Billy Thermal. Il nome della band derivava dal suo nome e dalla cittadina della Coachella Valley dove il padre possedeva una vigna. Il brano 'How Do I Make You', scritto per la band, divenne un successo negli anni '80 grazie alla cover di Linda Ronstadt.
Il sodalizio con Kelly nacque nel 1981 e si caratterizzò per una netta divisione dei ruoli: Steinberg scriveva i testi, Kelly componeva la musica. 'Ogni hit che abbiamo scritto, i grandi successi, nascevano sempre dai testi', raccontava Steinberg. La loro collaborazione portò a cinque numeri uno nella classifica Billboard Hot 100 in cinque anni, con 'Like a Virgin' che segnò la prima grande affermazione.
Oltre ai grandi successi, Steinberg era noto per la capacità di creare titoli memorabili e suggestivi, come 'I Touch Myself' o 'Eternal Flame', spesso ispirati a esperienze personali o immagini della sua infanzia. La sua attenzione alla qualità dei testi e alla composizione lo portò a criticare l'approccio moderno della musica pop, troppo orientato alla produzione dei brani piuttosto che alla canzone stessa. Nel 2011, Steinberg e Kelly furono inseriti nella Songwriters Hall of Fame. Fino a poco tempo fa, Steinberg ha continuato a lavorare, siglando nel 2025 insieme al figlio Ezra un accordo globale di publishing con Sony Music Publishing sotto l'etichetta Steinberg Music. (di Paolo Martini)
Sindacati, 'contratti fermi da anni e diritti sempre più deboli'... 
Freddie Davis, 11 anni, è morto nel suo letto nella zona est di Londra dopo aver inalato un deodorante spray. La chiusura dell'inchiesta sul decesso del ragazzino - avvenuto nel gennaio 2025 e provocato, secondo quanto confermato dalle analisi, dall'inalazione di butano usato come propellente per aerosol - riaccende il dibattito sul 'chroming', pratica pericolosa protagonista di una challenge su TikTok che nel 2024 era arrivata all'attenzione della conferenza nazionale dell'American Academy of Pediatrics. Uno studio Usa presentato al meeting aveva analizzato un totale di 109 video sul chroming, che insieme avevano ottenuto oltre 25 milioni di visualizzazioni.
Sui social rilancia l'allarme anche l'infettivologo Matteo Bassetti. "Il chroming, noto anche con il nome 'huffing' - ricorda il primario dell'ospedale policlinico San Martino di Genova - è una pratica che consiste nell'inalare sostanze chimiche tossiche che si possono trovare facilmente in casa perché pensate per altri usi, al fine di provare un'esperienza adrenalinica che annebbi brevemente e leggermente i sensi. Diffusa soprattutto tra i giovani attraverso i social può portare a vertigini, assuefazioni e nei casi più gravi provocare la morte", come dimostrano numerosi decessi riportati negli anni dalle cronache internazionali.
"Le sostanze chimiche che si possono inalare sono legali e facilmente reperibili in casa - sottolinea il medico - La maggior parte delle persone che praticano chroming attingono dai pennarelli indelebili, ma sarebbero piuttosto gettonati anche smalti per unghie, solventi per rimuoverlo, aria compressa spray, diluente per vernici, deodorante spray, benzina e lacca per capelli. Il fatto che non si tratti di sostanze illegali o difficili da trovare rende molto più complesso, per i genitori, accorgersene. Anche questo episodio", raccontato dal 'Daily Mail', "dimostra che i social andrebbero vietati sotto i 16 anni. E' comunque importante che i genitori vigilino sui figli e sui contenuti che arrivano via social".
La mamma di Freddie, Roseanne Thompson, in realtà aveva vigilato. E' stata lei a trovare il figlio morto nel letto e a chiedere aiuto. La donna, 34 anni, ha poi spiegato di aver sentito di bambini indotti a provare il chroming da video su TikTok e di avere persino smesso di comprare a Freddie deodoranti spray per proteggerlo. Roseanne ritiene sia stato un amico a spingere il figlio alla pratica e le indagini hanno confermato che il ragazzino non aveva fatto ricerche online in tema aerosol o suicidio.
Fornendo al 'Daily Mail' alcune foto di Freddie per cercare di sensibilizzare gli altri genitori, la madre ha avvertito: "Gli spray uccidono". Tra il 2001 e il 2020 - riporta il quotidiano britannico - in Inghilterra e Galles sono stati registrati 716 decessi legati a sostanze volatili, con una media di 36 all'anno e una schiacciante maggioranza (77,9%) tra i maschi. I carburanti sono stati le sostanze volatili più comunemente menzionate nei certificati di morte di queste vittime, responsabili del 59,5% dei decessi, con butano e propano, entrambi comunemente presenti negli aerosol, citati in 447 casi.
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