
(Adnkronos) - “La produzione di beni contraffatti avviene sempre di più all’interno dei confini dell’Unione europea. Questo crea nuove difficoltà e nuove problematiche per le agenzie di contrasto a livello europeo”. Lo ha detto Stefano Betti, Deputy Director General di Tracit, organizzazione internazionale impegnata nel contrasto al commercio illecito, a margine della presentazione dello studio “Illicit cigarette and heated tobacco consumption, and oral nicotine share in Europe”, realizzato da Kpmg Llp per conto di Philip Morris Products Sa.
Secondo Betti, questo spostamento può essere legato anche al rafforzamento dei controlli ai confini esterni dell’Ue. “La frontiera esterna dell’Unione europea è meglio protetta di prima, e quindi i gruppi criminali organizzati hanno pensato di evitare controlli doganali più incisivi e spostare la produzione all’interno dell’Unione europea”. Un fenomeno che, secondo il Deputy Director General di Tracit, impone nuove modalità di intervento alle autorità.
A cambiare è anche il modo in cui i prodotti illeciti vengono venduti e distribuiti. “Sempre di più il traffico illecito e la contraffazione di ogni tipo di beni, non solo di sigarette, avvengono attraverso piattaforme commerciali di vendita online, social media e strumenti di messaggistica come WhatsApp”, sottolinea Betti. Il problema, aggiunge, è che le autorità erano tradizionalmente abituate a individuare e sequestrare grandi carichi, per esempio su navi cargo. Oggi, invece, devono intercettare prodotti illegali nascosti tra “milioni e milioni di piccoli pacchetti” che circolano ogni giorno.
Per Betti, il punto debole resta la diversa velocità con cui si muovono reti criminali e autorità pubbliche. “Da un lato abbiamo gruppi criminali organizzati che si muovono molto agevolmente attraverso le frontiere degli Stati, si organizzano fra loro, scambiano informazioni e merci. Dall’altro lato abbiamo le agenzie di law enforcement che, ogni volta che devono fare un’operazione o chiedere informazioni a un altro Stato, devono passare per procedure complesse e burocratiche”, osserva.
A livello europeo, riconosce Betti, “il quadro normativo è diventato molto più fluido ed efficace”, anche grazie agli strumenti di cooperazione in materia penale e al mutuo riconoscimento delle decisioni straniere. Tuttavia, avverte, “ci sono ancora resistenze a utilizzare pienamente strumenti che pure esistono”, anche per una certa “gelosia” nello scambio di informazioni tra Stati e, talvolta, tra agenzie dello stesso Paese.
Il fatto che la produzione illecita sia più vicina ai mercati di consumo può aiutare i controlli, ma non risolve il problema. “Da un certo punto di vista è più semplice, perché il nemico è dentro casa. Però spesso all’interno di uno Stato c’è solo un pezzettino del nemico: chi produce, chi traffica macchinari, chi si occupa del packaging, della logistica o dei servizi finanziari può trovarsi in Paesi diversi”, conclude Betti. Per questo, dice, è necessario “cooperare, parlarsi e superare le gelosie di intelligence tra Stati e agenzie”.

(Adnkronos) - Clint Eastwood si ritira dal cinema? L'attore statunitense avrebbe deciso di ritirarsi dopo settant’anni di carriera davanti e dietro la macchina da presa. Ad alimentare le voci è stato un video, tornato virale nei giorni del 96° compleanno del regista (li ha compiuti il 31 maggio), in cui il figlio, il compositore Kyle Eastwood, durante una performance dal vivo lo scorso anno, aveva detto: “Si è ritirato”, riferendosi al padre allora novantacinquenne. Aggiungendo: “Sono stato molto fortunato a poter lavorare con lui in parecchi film. È stata una grande esperienza per me”.
La notizia non è mai stata commentata dal team dell’attore e regista, il cui ultimo film, il legal drama 'Giurato numero 2' con Toni Collette, Nicholas Hoult e J.K. Simmons, è stato distribuito nel 2024.
Per Eastwood si chiuderebbe così un capitolo lungo otto decenni, iniziato negli anni Cinquanta e decollato grazie alla celebre “trilogia del dollaro” di Sergio Leone: 'Per un pugno di dollari', 'Per qualche dollaro in più' e 'Il buono, il brutto, il cattivo'. Da lì, una carriera diventata leggenda, con ruoli iconici come l’ispettore Callaghan in 'Il caso Scorpio è tuo!' e i suoi sequel, e film come 'Lo straniero senza nome' e 'Gli spietati', quest’ultimo da lui diretto e interpretato.
Proprio la regia è diventata, col tempo, la sua firma più riconoscibile. Eastwood ha vinto quattro Oscar come produttore e regista per 'Million Dollar Baby' e 'Gli spietati', e ha firmato titoli entrati nella storia del cinema americano: 'Mystic River', 'American Sniper', 'True Crime', 'Changeling', 'Gran Torino', 'J. Edgar', 'Jersey Boys'. Negli ultimi anni ha scelto sempre più spesso di dirigere e interpretare i propri film, come 'Di nuovo in gioco', 'The Mule - Il corriere' e il neo‑western 'Cry Macho - Ritorno a casa'.
Il suo contributo all’industria è stato riconosciuto con cinque Golden Globe, un premio alla carriera agli Actor Awards e un Bafta onorario. Una parabola artistica che ha attraversato generazioni, generi e rivoluzioni del cinema, mantenendo sempre intatto il suo stile asciutto, essenziale, profondamente americano.
Se il ritiro sarà confermato, 'Giurato numero 2' potrebbe essere l’ultimo tassello di una filmografia monumentale. Un addio silenzioso, in perfetto stile Eastwood: senza annunci, senza clamore, lasciando che siano i film a parlare per lui. O a tacere.

(Adnkronos) - "Il commercio illecito di prodotti del tabacco sottrae 17 miliardi di euro ai governi europei: una cifra importante, soprattutto in un momento in cui è necessario ricostruire la competitività dell’Europa”. Lo ha detto Christos Harpantidis, Group Chief Corporate Affairs Officer di Philip Morris International, a margine della presentazione dello studio “Illicit cigarette and heated tobacco consumption, and oral nicotine share in Europe”, realizzato da Kpmg Llp per conto di Philip Morris Products Sa. “Una parte di queste risorse, ha spiegato, viene sottratta anche alle aziende che investono nelle economie locali. In Italia, solo negli ultimi anni, la nostra azienda ha investito tre miliardi nella filiera agricola e oltre un miliardo negli impianti produttivi, tutti basati sull’innovazione”. Secondo Harpantidis, l’attività illecita ha “un impatto diretto sullo sviluppo del mercato legale, dal produttore alle aziende che investono in innovazione, fino al consumatore”.
Per il manager, il contrasto al mercato nero richiede un impegno diretto anche da parte delle imprese. Pmi, ha sottolineato, lavora “per controllare la propria supply chain, conoscere i clienti e assicurarsi che fornitori e partner commerciali non siano coinvolti in attività illecite”. A questo si affianca la collaborazione “con governi e autorità di enforcement, a livello locale, nazionale ed europeo, anche con Europol”. Sul fronte delle regole, Harpantidis ha invitato a “imparare gli uni dagli altri”, distinguendo le politiche che funzionano da quelle che producono effetti negativi. “Servono regole di buon senso”, ha osservato, capaci di mettere ordine nel mercato e consentire alle aziende legittime di competere. “Misure molto restrittive, come il divieto di vendita di intere categorie di prodotto, rischiano di spostare una parte della domanda verso il mercato illecito, se i consumatori continuano a cercare quei prodotti e i controlli non sono sufficienti”, ha osservato.
“Serve una risposta europea, ha concluso, perché i prodotti illeciti si muovono attraverso i confini e sono sempre più prodotti all’interno dell’Europa. Non esiste la stessa ricetta per tutti i Paesi, ma servono collaborazione, regole chiare, tassazione moderata e focus sui controlli”. Quanto alle nuove categorie, ha aggiunto, è necessario “riconoscere le differenze tra i prodotti” e consentire ai consumatori adulti di avere informazioni corrette anche sulle alternative potenzialmente meno nocive, mantenendo basso il rischio di mercato illecito.

(Adnkronos) - Il mercato illecito delle sigarette nell’Unione europea supera per la prima volta dal 2014 la soglia del 10% dei consumi. Nel 2025 le sigarette illegali sono arrivate a quota 41,8 miliardi, pari al 10,3% del totale, con una perdita stimata di gettito fiscale pari a 16,7 miliardi di euro. È quanto emerge dalla ventesima edizione dello studio “Illicit cigarette and heated tobacco consumption, and oral nicotine share in Europe”, realizzato da Kpmg Llp per conto di Philip Morris Products Sa. Nei 38 Paesi europei analizzati dallo studio, il consumo illecito ha raggiunto 55,3 miliardi di sigarette, con una perdita stimata di 22,4 miliardi di euro per i bilanci pubblici. A pesare sempre di più sono le sigarette contraffatte, che nel 2025 sono diventate la principale componente del mercato nero nell’Ue: 18,3 miliardi di unità, pari al 44% del totale illecito, con una crescita di oltre il 20% rispetto all’anno precedente.
Secondo il rapporto, il fenomeno si sta spostando sempre più verso la produzione e la distribuzione di prodotti falsi all’interno o a ridosso dei mercati di consumo, soprattutto nell’Europa occidentale. Francia, Belgio e Paesi Bassi risultano tra i Paesi più colpiti. “I dati sono chiari: le contraffazioni sono diventate il principale motore del mercato illecito delle sigarette nell’Ue”, ha dichiarato Christos Harpantidis, Group Chief Corporate Affairs Officer di Philip Morris International.
La Francia resta il più grande mercato illecito d’Europa, con una quota del 41,4% dei consumi, pari a 20,5 miliardi di sigarette. Le sole contraffazioni hanno raggiunto quasi 9,7 miliardi di unità, circa il 19% del consumo totale. Nel 2025, segnala lo studio Kpmg, il Paese ha registrato il maggiore aumento del consumo illecito di sigarette in Europa. Tra i mercati più esposti anche il Belgio, dove la quota illecita sfiora il 25%, con oltre 2 miliardi di sigarette, e i Paesi Bassi, che superano il 22%, pari a 2,1 miliardi di sigarette illegali. In tutto, sei Stati membri dell’Ue registrano ormai quote di illecito superiori al 20%. Al di fuori dell’Unione europea, il Regno Unito resta il secondo Paese per volumi di sigarette illecite, con oltre 7 miliardi di unità, di cui 3,5 miliardi contraffatte. Non tutti i mercati, però, mostrano la stessa tendenza. In Grecia la quota illecita è scesa al 14,1%, pari a 1,9 miliardi di sigarette, con un calo di 3,4 punti percentuali su base annua. Anche l’Ucraina, fuori dall’Ue, ha visto diminuire i volumi illeciti di quasi un miliardo di sigarette. “La lezione che arriva dall’Europa non è che esista una sola leva risolutiva, ma che sia l’equilibrio a fare la differenza”, ha dichiarato Massimo Andolina, President Europe Region di Philip Morris International. “I Paesi che evitano gli estremi e allineano controlli, regole fiscali stabili e norme basate sull’evidenza dimostrano che l’illecito può essere ridotto”, ha aggiunto.

(Adnkronos) - Dopo quattro anni e mezzo si dividono le strade di Dusan Vlahovic e della Juventus. Ora per il club bianconero si apre la caccia al sostituto: in pole position c'è Randal Kolo Muani, già visto all'opera all'Allianz Stadium nella seconda parte del campionato 2024-2025. Il 27enne francese ha lasciato un ottimo ricordo oltre a 8 gol in 16 presenze. Reduce da una stagione difficile al Tottenham, in prestito dal Psg, Kolo Muani tornerà a Parigi ma non per restarci visto che con Luis Enrique non è mai scattato il feeling e per lui potrebbero riaprirsi le porte della Continassa.
Altro obiettivo concreto è il trentenne norvegese dell'Atletico Madrid Alexander Sorloth, già sondato nel mercato invernale. Piace sempre il 22enne spagnolo del Real Madrid Gonzalo Garcia, chiuso dall'abbondanza nel reparto offensivo dei blancos. Un'altra strada porta a Londra e a Gabriel Jesus. Il 29enne brasiliano dell'Arsenal è da tempo considerato tra i possibili partenti del club campione d'Inghilterra e potrebbe essere ceduto per una cifra non impossibile per la casse della Vecchia Signora.
Partirà a metà mese il jacket destinato al progetto Neptun Deep Gas
Development in Romania, realizzato da Saipem nel cantiere di
Arbatax (Tortolì), nella Sardegna centro orientale.
Mariano Murru è Cavaliere dell Ordine al Merito della Repubblica.
Un prestigioso riconoscimento per il suo "contributo al prestigio
del vino sardo, alla ricerca, alla formazione e alla solidarietà
sociale".
Queste parole accompagnano l'attribuzione all'enologo,
figura di grande prestigio nel settore enologico e vitivinicolo
italiano, dell'alta onorificenza. La cerimonia di consegna si è
svolta ieri mattina a Cagliari al Comando Marittimo Autonomo Ovest
in occasione delle celebrazioni per l'80/o anniversario della
Fondazione della Repubblica Italiana.
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(Adnkronos) - "Per vincere domani". E' questo il titolo dell'ultimo libro di Ivan Zazzaroni che cerca di trovare una possibile soluzione per far uscire il calcio italiano, reduce dalla terza mancata qualificazione consecutiva al mondiale, dalla sua crisi più nera. Dare la colpa a un rigore fallito o a un capriccio della sorte è un errore, perché la Nazionale non è il problema ma il sintomo, il punto d'arrivo di una filiera che ha deciso di curare le foglie anziché le radici. Zazzaroni attraversa le macerie di questo fallimento con un'analisi schietta e necessaria, denunciando come il calcio - storicamente strumento di mobilità sociale del Paese - si sia trasformato in un servizio a pagamento che seleziona per censo e non per merito. «Giocano solo i ricchi» scrive, e non è una provocazione, ma la constatazione di un paradosso: in un sistema che ha triplicato i dirigenti e dimezzato i talenti, l'accesso al campo è filtrato da barriere economiche insormontabili. Dalle scuole calcio ridotte a franchising alle quote annuali che pesano sui bilanci familiari come affitti, il pallone ha smesso di rotolare negli oratori e nelle periferie per chiudersi in recinti d'élite, dove i bambini diventano clienti e il talento un fattore secondario. Attraverso un serrato confronto con i modelli europei - dalla coerenza tecnica della cantera spagnola alla programmazione metodica della Germania - l'autore mette a nudo un sistema che brucia le tappe e usa i giovani come pedine di bilancio, dimenticando che il talento ha bisogno di tempo, protezione e, soprattutto, di quella «fame» che si coltiva solo nello spazio libero del gioco. Questo libro non è solo un atto d'accusa contro l'avidità e l'indifferenza delle istituzioni, è una riflessione urgente sulla necessità di restituire al calcio la sua dimensione di bene pubblico. Bisogna ripartire dalla base, abbattendo le barriere che tengono fuori troppi ragazzi e restituendo ai bambini il diritto all'errore e al divertimento: sono questi i passaggi fondamentali da fare oggi, per vincere domani.

(Adnkronos) - Costantino Vitagliano è tornato a parlare dei chili persi, e poi ripresi, a causa della sua malattia. Il modello, ex volto di Uomini e Donne, è stato ospite oggi nel salotto di Caterina Balivo a 'La volta buona'. Nella trasmissione di Raiuno ha parlato delle sue condizioni di salute e degli ultimi due anni della sua vita segnati da una malattia autoimmune, che provoca problemi ai vasi sanguigni.
L'ex modello ha spiegato di aver assunto per oltre un anno il cortisone, ora sostituito da una terapia con cellule staminali. Il cortisone "è l'unico antinfiammatorio che prendevo per rallentare quello che ho", ha detto Vitagliano, spiegando come il farmaco riduceva il senso di fame: "Dopo la terapia e gli esami che ho dovuto fare per circa 40 giorni, ho perso circa 40 chili. Non mi stavano più i vestiti", ha detto.
"Quando sono tornato a casa dall'ospedale, mi sono guardato allo specchio e non mi sono più riconosciuto". Tutto è cambiato, però, con la nuova terapia: "Ho ricominciato a mangiare e ho ripreso 30 chili. Non è stato facile, ma ho imparato ad accettare il mio fisico di oggi", ha detto.
(Adnkronos) - Lo sguardo contrariato di una donna, di un fenicottero, di un polpo: sono i simboli della natura e del territorio sardo a ribellarsi contro l’abbandono del vetro e a quei gesti di incuria e superficialità che 'fanno male' all’isola della Sardegna. È la sensibilità di tre muralisti sardi, si legge in una nota, la protagonista della terza edizione della campagna Ichnusa 'Se deve finire così, non beveteci nemmeno' che, per tutta l’estate 2026, trasformerà porti, aeroporti e luoghi di aggregazione sardi in un vero e proprio museo diffuso, con il messaggio di impegno sociale e civico che fa parte da sempre del muralismo sardo. Tutto è iniziato nel 2024 quando il birrificio di Assemini, nel vedere le sue bottiglie protagoniste involontarie di episodi di incuria sul territorio, ha risposto con un messaggio diretto e senza filtri: meglio un consumatore in meno che una bottiglia abbandonata in più, accompagnandolo ad un’immagine che lascia poco spazio all’interpretazione: le bottiglie Ichnusa abbandonate nell’ambiente. (Video)
Negli anni, la campagna, che porta la firma creativa di LePub, si è arricchita di nuove iniziative e linguaggi per coinvolgere sempre più persone anche attraverso le varie attivazioni. In particolare, lo scorso anno, per dare una 'seconda vita' alle bottiglie di vetro abbandonate, rendendole simboli del rispetto per l’ambiente, Ichnusa ha deciso di trasformarle in vere e proprie opere d’arte. Dopo averle raccolte e ripulite, le ha affidate a 6 muralisti sardi, selezionati in collaborazione con Urban Center, un’organizzazione no profit con sede a Cagliari che promuove l’arte e l’innovazione come strumento per creare cambiamento e per generare miglioramento nei territori. Gli artisti, Maurizio Brocca, Chiara Foddis, Marinetti, Teresa Podda, Sardomuto e Stella Ziantoni, hanno decorato le bottiglie rendendole ciascuna un’opera d’arte, poi donate a Legambiente Sardegna che, nella primavera 2025, ha promosso un’asta online per supportare azioni a sostegno della cultura del rispetto.
E anche quest’anno, con LePub come partner creativo, il birrificio si affida al talento di artisti locali, scegliendo le grafiche più amate della scorsa edizione e trasformandole in affissioni posizionate nei principali luoghi di mobilità e socialità dell’isola, dagli aeroporti di Olbia, Alghero e Cagliari al porto e alle zone della movida, per sensibilizzare anche chi arriva o ritorna sull’isola e ricordare che il piacere di una birra in compagna deve finire con un gesto di rispetto e amore per la Sardegna, anche dopo il consumo. “‘Il nostro impegno nasce dal legame profondo che abbiamo con questa terra, un legame che ci spinge a fare sempre un passo in più quando una nostra bottiglia finisce dove non dovrebbe. Per noi comunicare non basta: vogliamo agire, coinvolgere la comunità e soprattutto i giovani. Per questo partire da AteneiKa è importante, perché è un luogo di socialità dove il nostro messaggio può diventare un gesto concreto. Vedere che sempre più persone prestano attenzione al corretto smaltimento del vetro è il segnale che il percorso intrapreso sta davvero dando i suoi frutti”, racconta Paolo Ciccarelli, direttore del Birrificio Ichnusa.
Le creatività sono state realizzate dagli artisti Sardomuto, Marinetti e Stella Ziantoni, in collaborazione con Urban Center. Nelle nove illustrazioni selezionate, la Sardegna che si ribella prende vita attraverso animali, personaggi identitari e paesaggi selvaggi, mostrando la bellezza e le fragilità del territorio sardo e la necessità di rispettarlo, riconoscendo l’importanza e le conseguenze di piccoli gesti che possono fare la differenza – nel bene e nel male. Le loro illustrazioni mettono in scena un messaggio condiviso e ricordano a chi le guarda che ogni gesto può contribuire a preservare la bellezza dell’isola o, al contrario, comprometterne l’equilibrio. Un fenomeno unanimemente condannabile ma che ci riguarda tutti: è questa la fotografia dell’abbandono del vetro in Italia restituita da un’indagine condotta da AstraRicerche per Ichnusa, con un italiano su 4 ad ammettere di aver abbandonato bottiglie di vetro nell’ambiente almeno una volta nella vita, mentre uno su dieci confessava di averlo fatto nell’ultimo periodo. Dati che confermano quanto iniziative come quella di Ichnusa siano ancora necessarie. E infatti, la campagna di Ichnusa è stata recepita come un motore di responsabilità collettiva: quasi 3 italiani su 4 ritengono che possa davvero orientare scelte più responsabili. Per l’87% degli intervistati, la campagna li ha portati a riflettere sull’importanza del rispetto per l’ambiente mentre l’83% dichiara di prestare oggi maggiore attenzione al corretto smaltimento del vetro proprio grazie al messaggio del birrificio.
Come ogni anno, la campagna vive sul territorio anche con azioni concrete per dare il buon esempio. Grazie alla collaborazione continuativa tra Ichnusa e Legambiente Sardegna, tornano le giornate di pulizia di spiagge e luoghi simbolo di aggregazione sull’isola che vedranno impegnate “sul campo” anche le persone dello storico birrificio di Assemini. Le prime due tappe, il 29 maggio e il 5 giugno, si svolgeranno in concomitanza con AteneiKa, il festival universitario di Cagliari, luogo simbolo frequentato dai giovani. Faranno poi seguito nel mese di giugno altre due tappe a Giorgino e Poetto, due luoghi simbolo dell’estate cagliaritana. L’edizione 2026 della campagna è stata presentata il 28 maggio scorso, in concomitanza con l’inizio di AteneiKa. Durante il festival, Ichnusa sarà presente non solo con le sue referenze ma anche con una serie di attivazioni dedicate, tra cui un murales realizzato in collaborazione con l’artista sassarese Sardomuto, che interpreta e dà continuità al messaggio della campagna, t-shirt personalizzate, pensate per diffondere la cultura del rispetto anche oltre gli spazi dell’evento.
Il messaggio di Ichnusa viaggia anche online e sui social con una campagna digital dedicata, dal 1° giugno al 16 agosto, che contribuirà ad amplificarne la visibilità e a rafforzare il dialogo con i giovani. Un insieme di azioni che unisce presenza fisica e presenza visiva, per ricordare che il rispetto dell’ambiente passa tanto dai gesti quotidiani quanto dai messaggi che li ispirano. “La nostra campagna con Ichnusa prosegue da tempo, e oggi siamo ancora più convinti che non servano grandi gesti per fare la differenza: la comunità, attraverso piccole azioni quotidiane, può diventare il motore di cambiamenti significativi”, dichiara Marta Battaglia, presidente di Legambiente Sardegna. “Il nostro obiettivo è comune a quello di Ichnusa, ovvero difendere e trasmettere al futuro una Sardegna ancora bella e intatta. Le azioni di pulizia che svolgiamo in luoghi di socialità e spiagge, in cui soprattutto d’estate si manifestano le principali criticità di abbandono dei rifiuti, sono fondamentali per la loro forza dimostrativa e la capacità di stimolare un'emulazione virtuosa: raccogliere e smaltire correttamente i rifiuti restituisce bellezza a una terra unica e educa alla cura del bene comune”.
La Miastenia Gravis è una patologia che in Sardegna registra una
prevalenza tra le più alte al mondo, sono attualmente seguiti circa
80 pazienti. E' una malattia autoimmune cronica che compromette la
comunicazione tra nervi e muscoli causando affaticamento, debolezza
e un impatto importante sulla qualità della vita. Sebbene sia
considerata una malattia rara, dice la dottoressa Francesca Pili,
neurologa del Policlinico dell'Aou di Cagliari, dove è attivo un
ambulatorio dedicato, "in Sardegna ha una prevalenza fino a cinque
volte superiore rispetto alle aree meno colpite e circa 1,5 volte
superiore a quelle con i dati mondiali più elevati".
(Adnkronos) - La Corte Costituzionale ha dichiarato "ammissibile" il ricorso per conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato promosso dal Senato nei confronti della Procura di Milano e relativa all'ex ministra del Turismo Daniela Santanché, accusata di truffa aggravata all'Inps in relazione alla cassa integrazione nel periodo Covid per alcuni dipendenti della società Visibilia.
Già nell'udienza del 9 luglio 2025 la difesa Santanchè - gli avvocati Salvatore Pino e Nicolò Pelanda - aveva sollevato la questione dell'inutilizzabilità di una serie di registrazioni di conversazioni private della senatrice di Fratelli d'Italia e di messaggi di posta elettronica. Per la difesa l'inutilizzabilità è sancita dalla mancata richiesta della Procura di Milano al Parlamento dell'autorizzazione per procedere all’acquisizione.
Ora la Consulta dà ragione ai legali e dispone l'"immediata comunicazione" dell'ordinanza al Senato e che il ricorso e l'ordinanza siano notificati alla Procura di Milano e alla Camera dei deputati, entro il termine di sessanta giorni dalla comunicazione.

(Adnkronos) - Tornano in campo i playoff della Serie A di basket. Oggi, mercoledì 3 giugno, l'Olimpia Milano sfida la Germani Brescia - in diretta tv e streaming - in gara-3 nella semifinale degli spareggi scudetto, con la serie ferma sull'1-1. L'Olimpia arriva all'appuntamento dopo aver eliminato la Reggiana nei quarti, mentre Brescia ha superato Trieste.
La sfida tra Olimpia Milano e Brescia è in programma oggi, mercoledì 3 giugno, alle ore 20. La partita si potrà vedere in diretta televisiva sui canali SkySport. Il match sarà trasmesso anche in streaming sull'app SkyGo, su NOW e su LBA Tv.

(Adnkronos) - Flavio Cobolli torna in campo al Roland Garros 2026. Oggi, mercoledì 3 giugno, il tennista azzurro sfida il canadese Felix Auger-Aliassime - in diretta tv e streaming - nei quarti di finale dello Slam di Parigi. Cobolli arriva all'appuntamento dopo aver eliminato Pellegrino, Wu, Tien e Svajda, mentre Auger-Aliassime ha superato Altmaier, Burruchaga, Nakashima e Tabilo.
In caso di passaggio del turno, Cobolli sfiderà in semifinale il vincente di Berrettini-Arnaldi.

(Adnkronos) - Niente assegno di mantenimento provvisorio per Wanda Nara. Il giudice del Tribunale di Milano, Anna Cattaneo, ha infatti rigettato con ordinanza del 1 giugno la richiesta di un assegno di mantenimento provvisorio di 250mila euro al mese che era stata avanzata nei confronti di Mauro Icardi. Il giudice ha ritenuto che Nara disponga di una situazione patrimoniale e reddituale “molto florida” e che non sussistano i presupposti per riconoscerle un contributo economico provvisorio a carico del marito.
Nell’ordinanza viene evidenziato che Wanda Nara è giovane, professionalmente qualificata e pienamente in grado di produrre reddito autonomamente. Il Tribunale ha quindi escluso l’urgenza di attribuirle un assegno provvisorio, anche alla luce della documentazione prodotta da Mauro Icardi difeso dall’avvocato Valeria De Vellis e dall’avvocato Raffaele Rigitano. Nessun assegno, dunque, in attesa della sentenza definitiva che verrà emessa nei prossimi mesi.

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(Adnkronos) - "Il 'miele da sballo' può causare psicosi e coma". È questo l'avvertimento di Tiziana Rubino - coordinatrice del gruppo di lavoro sulle dipendenze della Società italiana di farmacologia (Sif) e docente dell'università degli studi dell'Insubria - che ha spiegato all'Adnkronos Salute cos'è la cosiddetta cannabis wax - la droga assunta dal 17enne della provincia di Napoli finito in coma - dentro la quale "è presente una concentrazione elevatissima di Thc, il principale composto psicoattivo della cannabis. Oggi la cannabis presente sul mercato contiene in media circa il 15% di Thc , una percentuale già molto più alta rispetto al passato: negli anni Settanta si attestava intorno al 3%".
Nel caso del miele da sballo, invece, "si può arrivare fino al 90% di Thc , una concentrazione circa cinque volte superiore rispetto a quella della cannabis ad alta potenza", ha spiegato Rubino.
"La pericolosità è strettamente legata alla concentrazione della sostanza. In chi fa uso abituale di cannabis gli effetti possono essere più contenuti, mentre nei consumatori occasionali o nei soggetti non abituati possono comparire attacchi di panico, allucinazioni, paranoia, psicosi, episodi di vomito, oltre a effetti sul sistema respiratorio e cardiovascolare. Se una persona non consumatrice assume quantità così elevate di Thc, il rischio di finire in ospedale è concreto", sottolinea l'esperta.
Quanto al caso del ragazzo napoletano, "il coma può essere legato anche alla modalità di assunzione. L'ingestione di una dose elevata, pari a un cucchiaio di prodotto, determina effetti centrali e periferici che si protraggono più a lungo nel tempo rispetto all'inalazione", osserva Rubino. "L'assunzione di dosi così elevate che permangono così a lungo nel corpo, rappresenta uno shock importante per l'organismo, soprattutto per il cervello, dove sono maggiormente presenti i recettori CB1, il principale bersaglio molecolare del Thc. Il fenomeno è particolarmente preoccupante perché coinvolge soprattutto gli adolescenti, il cui cervello non ha ancora completato il processo di maturazione. Alterare questo sviluppo con sostanze ad alta concentrazione di Thc, come il cosiddetto miele da sballo, potrebbe avere effetti a lungo termine tra cui un aumentato rischio di sviluppare patologie psichiatriche, ad esempio schizofrenia, depressione e deficit cognitivi", conclude.
Il 'miele da sballo' "non rappresenta una novità nel panorama delle sostanze stupefacenti", sottolinea Massimo Barra, tra i primi medici in Italia a occuparsi professionalmente delle tossicodipendenze e fondatore nel 1976 di Villa Maraini. "Non si tratta di una droga nuova, tutt'altro. Anche l'elevata concentrazione di Thc nella cannabis, di cui si parla in questo caso - spiega - è un fenomeno noto da tempo. Sappiamo che oggi i livelli sono più alti rispetto a vent'anni fa".
Secondo Barra, il 'miele da sballo' è "uno dei tanti modi attraverso cui si può assumere cannabis e viene scelto soprattutto da chi cerca di 'sconvolgersi'. E' una modalità che può apparire meno traumatica e più accettabile agli occhi dei giovani, un altro buon motivo per non sottovalutare la cannabis. Può rappresentare un primo passo verso il consumo di altre sostanze", avverte.
A preoccupare maggiormente l'esperto, però, "è l'allarme crack" tra le nuove generazioni. "E' diffusissimo tra i giovani e ci troviamo spesso impotenti anche dal punto di vista terapeutico, perché si tratta di una sostanza fortemente eccitante. I ragazzi che ne fanno uso stanno sempre peggio", osserva Barra. Il medico invita infine a non considerare la tossicodipendenza come un fenomeno legato a specifiche categorie sociali. "La droga è democratica: arriva a tutti. Da noi si rivolgono persone di ogni estrazione sociale, ricchi e poveri, istruiti o ognoranti, furbi e fessi. La sostanza che assumono conta, ma non è l'unico fattore. Gli effetti dipendono anche e sopratutto dalla struttura cerebrale di ciascuno. E' questa la vera variabile", conclude.

(Adnkronos) - Dusan Vlahovic lascerà la Juventus. Oggi, mercoledì 3 giugno, si sono interrotte le trattative per il rinnovo dell'attaccante serbo, che vedrà quindi scadere il suo contratto con i bianconeri il prossimo 30 giugno e sarà quindi libero di cercarsi una nuova squadra a parametro zero.
A riportarlo è La Gazzetta dello Sport, che riporta come l'incontro andata in scena questa mattina tra l'entourage di Vlahovic e la dirigenza della Juventus non abbia portato alla fumata bianca. Troppo ampia la distanza tra le richieste dell'attaccante serbo e l'offerta bianconera.
Per sostituire Vlahovic il primo nome sul taccuino di Comolli è Randal Kolo Muani, attaccante francese di proprietà del Paris Saint-Germain, rientrato a Parigi dopo il prestito al Tottenham, e già passato per Torino nel gennaio del 2025.
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Sarda News - Notizie in Sardegna
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