Report della Uil, a Sassari un aumento quasi del7%... 
Torna a Roma, dal 2 al 4 marzo, il Premio Film Impresa, il progetto ideato da Unindustria con il supporto di Confindustria che celebra il racconto audiovisivo del mondo del lavoro. La IV edizione, che si terrà al Cinema Quattro Fontane, vedrà tra i suoi protagonisti nomi di primo piano del cinema e della cultura italiana: a Pif andrà il Premio Ermanno Olmi 2026, Giuseppe Tornatore riceverà il Premio Speciale alla Creatività per il film "Brunello, il visionario garbato", mentre Sergio Castellitto, anche presidente di giuria, sarà insignito del Premio Speciale alla Carriera. A Brunello Cucinelli verrà consegnato il Premio Speciale per il Made in Italy all’estero. Il programma dell’edizione 2026 è stato presentato oggi, alla presenza del Presidente del Premio Giampaolo Letta, del Direttore artistico Mario Sesti, del Presidente di Unindustria Giuseppe Biazzo, del Presidente di Giuria Sergio Castellitto e di Lidia Cudemo, project leader di UNI.verso Pfi.
Numerose le novità annunciate per quest’anno, a partire dall’istituzione di un Premio alla migliore musica originale, promosso da Caterina Caselli e Sugar Publishing, che amplia ulteriormente lo sguardo del Premio sul rapporto tra cinema, suono e linguaggi contemporanei. Con oltre 200 opere candidate, Pfi si conferma come un osservatorio privilegiato sul cinema d’impresa italiano. Il concorso è articolato in tre aree principali – Narrativa, Documentaria e II&S - Innovation, Image & Sound - affiancate da sezioni speciali e programmi fuori concorso, restituendo un panorama ampio e articolato dei linguaggi con cui oggi le imprese scelgono di raccontarsi.
“Alla IV edizione, Premio Film Impresa assiste ad una proposta di racconto, testimonianza, presa diretta, da parte delle imprese, che disegna un orizzonte sempre più ampio e ricco: dalla manifattura storica alla società sportiva, dalla cantieristica alla componentistica industriale, dal turismo al design, non c’è azienda che non senta il bisogno di raccontarsi in modo non convenzionale: ed è proprio il cinema, ancora una volta, ad offrire la più ricca library di stile e storie”, sottolinea Mario Sesti, direttore artistico del Premio.
“Il Premio Film Impresa è diventato negli anni un luogo di incontro reale tra cinema, industria e società”, dichiara Giampaolo Letta, presidente del Premio. “Un progetto che continua a crescere e che dimostra come il racconto audiovisivo possa essere uno strumento culturale capace di restituire il senso, il valore e la complessità del fare impresa oggi”.
“Il Premio Film Impresa, ideato e coordinato da Unindustria, nasce e cresce in un contesto industriale molto chiaro: oggi il cinema e l’audiovisivo sono una vera filiera produttiva strategica per il Paese. In Italia il comparto genera oltre 4,6 miliardi di euro di valore, ma è il Lazio a rappresentarne il baricentro industriale, concentrando circa il 60% del valore aggiunto nazionale, pari a quasi 2 miliardi di euro", ha dichiarato Giuseppe Biazzo, presidente di Unindustria. "La nostra regione conta oltre 2mila e 600 imprese del settore audiovisivo e quasi 15 mila addetti, con una leadership netta lungo tutta la filiera: produzione, post-produzione e distribuzione. In particolare, il Lazio ospita quasi la metà degli occupati italiani nella produzione cinematografica, oltre il 48% nella post-produzione e più di due terzi nella distribuzione".
"Roma non è soltanto un grande set naturale, ma una piattaforma industriale avanzata dell’audiovisivo italiano. In questo scenario, il Premio Film Impresa rappresenta uno strumento culturale e industriale insieme. Racconta l’impresa, il lavoro e l’innovazione attraverso il linguaggio dell’audiovisivo, valorizzando un settore che crea occupazione qualificata, attrazione di investimenti e competitività internazionale. Per Unindustria sostenere Film Impresa significa investire in una politica industriale moderna, capace di unire economia, cultura e territorio, e di rafforzare il ruolo del Lazio come capitale nazionale dell’audiovisivo”, conclude Biazzo.
“Abbiamo da subito aderito a questo progetto, oggi alla quarta edizione, perché riteniamo importante raccontare e far conoscere l’imprenditoria italiana, il suo genio, le sue capacità, la sua diversità. Attraverso queste storie valorizziamo il nostro magnifico Paese", commenta Roberto Fiorini, Regional Manager Centro Italia di UniCredit. “Il nostro scopo è fornire alle comunità le leve per il progresso, essere vicini alle nostre imprese agendo come motori di crescita e aiutandole a realizzare il loro potenziale. Il supporto a questa iniziativa va esattamente in questa direzione, valorizzando le loro storie con il mezzo più potente che c’è: il cinema”.
Accanto alle proiezioni, Premio Film Impresa rafforza il proprio ruolo di piattaforma di confronto attraverso un fitto calendario di incontri e momenti di dialogo. Lunedì 2 marzo, infatti, prende il via UNI.verso Pfi (“Crescere – Includere – Comunicare”), spazio di networking e relazione tra imprese, istituzioni e audiovisivo, coordinato da Lidia Cudemo, project leader del progetto di cui è ideatore il Team Pfi2026 e realizzato in collaborazione con Anica Academy ETS, che contribuisce al programma formativo e ai momenti di confronto con professionisti del settore. La manifestazione si chiuderà mercoledì 4 marzo con la cerimonia di premiazione, condotta da Paola Saluzzi, che assegnerà i riconoscimenti alle opere vincitrici e ai premi speciali dell’edizione 2026.

Baviera in subbuglio, l'ingresso all'Oktoberfest diventa a pagamento? L'ipotesi di introdurre un biglietto d'ingresso per l'evento - sempre rimasto gratuito nella sua storia - ha riaperto il dibattito sull'opportunità o meno che quello che, con oltre sei milioni di visitatori l'anno, è il più grande festival popolare del mondo, si finanzi esclusivamente grazie ai prezzi elevati della birra.
A rilanciare la proposta è stato Georg Schneider, presidente dell'Associazione dei birrai della Baviera, che in un articolo pubblicato sull'Augsburger Allgemeine ha evidenziato le dimensioni sempre crescenti della manifestanti. "Dobbiamo chiederci se eventi come l'Oktoberfest possano continuare a basarsi esclusivamente sul prezzo della birra per coprire tutti i costi", ha spiegato Schneider. Nel 2025 per acquistare un litro di 'bionda' tra gli stand si pagavano tra 14,50 e 15,80 euro.
La proposta è stata respinta sul nascere dal direttore del festival, Christian Scharpf, e dal sindaco di Monaco, Dieter Reiter. "È un festival pubblico e deve rimanere tale", ha affermato quest'ultimo, ricordando come parte del fascino della festa, conosciuta dai locali come Wiesn, sia che chiunque possa semplicemente passeggiare sul Theresienwiese senza pagare un biglietto d'ingresso. Tuttavia, l'anno scorso la Wiesn è stata chiusa a causa del sovraffollamento e ci sono state forti critiche per come è stato gestito l'elevato numero di visitatori. Reiter ha ammesso che qualcosa deve essere fatto per risolvere il problema, ma ha chiarito che esistono già alcune idee che non richiedono l'introduzione di un biglietto.
Tavolo tecnico in Prefettura, nuove verifiche partiranno a breve... L’uscita di Roberto Vannacci dalla Lega non convince gli italiani sui social. Solo il 21,4% degli utenti esprime infatti un sentiment positivo rispetto alla decisione dell'ex generale di lasciare il partito guidato da Matteo Salvini. È quanto emerge dal report realizzato da Spin Factor in esclusiva per Adnkronos, attraverso Human, la piattaforma proprietaria di web e social listening sviluppata con algoritmo a base semantica italiana e integrata con l'intelligenza artificiale.

Il dato risulta inferiore anche rispetto al sentiment complessivo associato a Vannacci, che si attesta al 24,1%. Una differenza che, secondo l'analisi, segnala una dinamica potenzialmente regressiva sul piano del consenso personale, con l'uscita dalla Lega percepita più come un fattore critico che come un'opportunità politica.
Sui social Salvini cresce, Vannacci non percepito come leader
Diversa la performance social di Matteo Salvini: il vicepremier e segretario del Carroccio registra nell'ultima settimana un sentiment positivo pari al 30,2%, in crescita di 1,3 punti percentuali rispetto al periodo precedente. Un dato che suggerisce, nel dibattito online, un rafforzamento della sua centralità all'interno del partito anche in relazione alla fuoriuscita di Vannacci.

Dall'analisi dei contenuti emerge inoltre come Vannacci non venga percepito come una figura di leadership strutturata. Le conversazioni che lo riguardano sono quasi esclusivamente concentrate sul suo posizionamento politico e sul cambio di partito, senza che emergano temi identitari forti, che avevano invece caratterizzato la sua discesa sulla scena politica.
Il posizionamento politico Vannacci percepito come divisivo
Per quanto riguarda Salvini, i principali temi discussi dagli utenti social riguardano il riconoscimento del suo ruolo centrale nella Lega (28%), sicurezza e immigrazione (18%), gestione delle risorse pubbliche (15%), relazioni internazionali (13%) e politiche economiche e sociali (10%).

Nel caso di Vannacci, invece, le discussioni si focalizzano prevalentemente su un posizionamento politico percepito come divisivo (25%), sulle tensioni interne alla Lega (20%), sul possibile rafforzamento dell'estrema destra (17%), sul dibattito relativo all'identità della destra italiana (16%) e sulle divisioni dell'area politica (14%).

L'analisi è stata condotta su oltre 22mila tra post e commenti pubblicati su Facebook, Instagram, Threads e X, nella settimana compresa tra il 28 gennaio e il 3 febbraio.

"Io gli dicevo sempre 'da soli valiamo mezzo, insieme valiamo per tre'". Nino 'Gaspare' Formicola, partner di Andrea Maria Cipriano Brambilla nello storico due 'Zuzzurro e Gaspare', è stato ospite oggi a La volta buona per ricordare l'amico e collega, morto il 24 ottobre del 2013 dopo una battaglia contro il tumore ai polmoni.
Gaspare ha ricordato gli ultimi mesi di vita di Andrea 'Zuzzurro' Brambilla, raccontando come l'artista avesse scelto di restare sul palcoscenico fino alla fine, trasformando il lavoro in una forma di resistenza contro la malattia che è stata "veloce e violenta".
Nel luglio del 2012, Zuzzurro si era sottoposto a dei controlli che non avevano messo in luce alcun tipo di problema. Fino al gennaio del 2013, quando il duo era in tournèe e arrivò la diagnosi: "Aspettavo che Andrea mi passasse a prendere. Poi, mi ha chiamato il nostro segretario per dirmi che Andrea aveva un tumore di 9 cm ai polmoni. Gli avevano dato 8 mesi di vita".
"Quella sera - ha raccontato Gaspare - io me la ricorderò per sempre. Io lo guardavo sapendo che l'avrei perso tra pochi mesi. È un ricordo terribile per me, peggio della morte stessa".
Nonostante la malattia, Zuzzurro continuò a occuparsi dei progetti artistici: "Noi parlavamo dei nostri progetti, fino a due giorni prima che morisse. Ha avuto poi una brutta crisi, arrivederci e grazie. Lui sapeva di essere messo male, ma era convinto che avrebbe superato quella fase".
Era prevista anche una conferenza stampa per comunicare pubblicamente quanto stava accadendo: "Sono andato alla conferenza da solo, perchè lui era in fin di vita". "Il pubblico non ci ha dimenticati e questo mi fa pensare che abbiamo fatto bene il nostro lavoro".

Nel 2025, le esportazioni italiane verso la Gran Bretagna hanno sfiorato i 21,5 miliardi di euro da gennaio a novembre, con un +1% sul 2024 e +3% sul 2023. A trainarle il manifatturiero seguito dall'agrifood, mentre arranca l'automotive arrancano. Roberto Costa, presidente dell'Italian Chamber of Commerce and Industry for the United Kingdom, delinea la situazione che si prospetta per il 2026. "Vedo grandi opportunità per quest'anno e rimango positivo" ha detto intervistato dall'Adnkronos, invitando le aziende "a misurarsi con il pragmatismo inglese per crescere".
Che 2025 è stato per gli scambi commerciali tra Gran Bretagna e Italia?
La bilancia delle esportazioni italiane verso la Gran Bretagna nel periodo da gennaio a novembre 2025 è stato di 21 miliardi e 400 milioni, un incremento dell’1% rispetto all’anno precedente e del 3% rispetto al 2023. Siamo noni per esportazioni e dodicesimi per interscambio. Il settore più in salute è il manifatturiero, l’agrifood ha subito una leggera contrazione, prevalentemente per i problemi avuti nell’hospitality dopo la Brexit, oltre alla chiusura di tantissimi locali e ristoranti che hanno portato a un fatturato minore. L’automotive è in empasse. Poi abbiamo moda e arredo dove siamo sempre un’eccellenza.
Il modo di fare impresa inglese è differente da quello italiano?
La grande differenza è il pragmatismo. L’imprenditore inglese è più pragmatico di quello italiano. L’imprenditore nostrano ha nel dna la passione e si fa prendere più emotivamente di quello inglese. Non discuto se sia meglio l’uno o l’altro: noi italiani abbiamo dimostrato di essere nel mondo grandissimi imprenditori e di essere riusciti a fare la storia, facendoci poi seguire da tutti. Questa è la differenza maggiore.
Quali sono le barriere principali che le imprese italiane incontrano oggi per fare affari in Gran Bretagna?
A livello di esportazione e impresa la Brexit ha spaventato più di quanto in realtà è accaduto. Non ci sono particolari blocchi in vigore, se non una burocrazia più pesante rispetto a prima. Il problema, a oggi, è nelle città: per le imprese è quasi impossibile trasferire personale dall’Italia alla Gran Bretagna. Per i lavoratori c’è un ristretto numero di possibilità di ricevere un visto, mentre prima della Brexit c’era un mercato assolutamente libero.
Quali opportunità vede per le PMI italiane nel mercato inglese per quest'anno
Vedo grandi opportunità per quest’anno e rimango positivo e propositivo per il Regno Unito. Londra e la Gran Bretagna rimangono un crocevia importantissimo tra Medio Oriente e Occidente. Le nostre pmi hanno la possibilità di esprimersi e farsi conoscere a Londra. Quello su cui noi vogliamo impegnarci ancor più è lavorare con il tessuto sociale inglese per avere un interscambio ancora maggiore. Puntiamo poi a dare opportunità alle imprese italiane che vogliono investire in Inghilterra di conoscere meglio la città e tutti i settori dell’imprenditoria. Credo sia importante perché troppe volte noi italiani ce la cantiamo e suoniamo da soli.
Quali sono le priorità strategiche per il 2026 per Icciuk?
Oggi più che mai l’Inghilterra è un hub per l’alta tecnologia e l’intelligenza artificiale nell’area europea. Puntare su questo aspetto potrebbe rivelarsi una mossa strategica. Ma sono anche un romantico: quello che sta facendo il governo italiano, come il grande investimento di Coldiretti sull’agricoltura, dovrebbe essere messo a terra anche all’estero. Abbiamo ricevuto dall’Unesco il riconoscimento di Patrimonio Culturale Immateriale dell'Umanità per la nostra cucina e credo che l’agrifood sia ancora un settore su cui puntare in maniera forte. È l’eccellenza. Ma non scadiamo nella guerra dei prezzi: non dobbiamo avere paura di far capire che la qualità e l’eccellenza costano più di quello che non lo è.
Come intende espandere le attività della Camera di Commercio in tutto il Regno Unito?
Come Camera di Commercio lavoriamo in maniera molto programmatica. Abbiamo preparato per il 2026 un ricco piano di eventi e lavoreremo alacremente per metterne a terra almeno due al mese. Si tratta di incontri istituzionali, ludici, di gala. Soprattutto organizziamo workshop all’interno della Camera di Commercio stessa per presentare quelle aziende che vogliono entrare nel mercato inglese, ma anche quelle aziende inglesi che vogliono conoscere meglio gli imprenditori e l’impresa italiana.
Parliamo di Brexit, dopo dieci anni pare che Starmer stia riconsiderando l’Unione Europea, è possibile un ritorno viste le tensioni con gli Usa?
Negli ultimi mesi ci sono stati grandi cambiamenti. Uk può essere l’ago della bilancia geopolitica, lo credo realmente. A seconda di quello che viene deciso dalle grandi potenze o dall’Europa stessa, allora la Gran Bretagna può avere una forza maggiore. Così se gli Stati Uniti vogliono lavorare sulla zona europea, ma non hanno alleati totali in Europa, la Gran Bretagna può giocare un ruolo strategico. Siamo in un processo di transizione dove il mondo di prima non esiste più, ma non sappiamo dove stiamo andando e tutto è estremamente veloce. Se prima era il pesce grande che mangiava quello piccolo, ora è il pesce veloce che mangia quello lento.
Ha un messaggio finale per gli imprenditori italiani che vorrebbero entrare nel mercato britannico?
A loro dico di crederci, di pensare di investire in Gran Bretagna perché è un paese con grandissime opportunità. La commistione tra il dna italiano e il pragmatismo inglese aiuta a diventare imprenditori più bravi. Misurarsi in Inghilterra oggi potrebbe essere un cambiamento che fa crescere gli imprenditori.

Il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi oggi, martedì 3 febbraio, parla alla Camera degli scontri, avvenuti a Torino durante il corteo per il centro sociale Askatasuna. "Dietro gli incidenti non c'è un deficit prevenzione - sottolinea nel corso dell'informativa in Aula -, ma una precisa intenzione criminale". Tre sono stati gli arrestati e 24 i denunciati a cui sono stati sequestrati "chiavi inglesi, coltelli e sassi", oltre a "indumenti per il travisamento".
L'assemblea prima della manifestazione
''L'iniziativa di sabato era stata preceduta e preannunciata, lo scorso 17 gennaio, da una assemblea nazionale, indetta da Askatasuna all'Università di Torino", rivela, "è stato sottolineato, cito testualmente, che il corteo avrebbe costituito 'una resa dei conti con lo Stato democratico', in quanto 'lo sgombero di Askatasuna alza l'asticella dello scontro'''. ''Il 31 gennaio era stato definito 'uno spartiacque, come una guerra di liberazione nazionale, nella prospettiva di un fronte allargato comprensivo della comunità araba e musulmana, diventate compagne di lotta''', ha aggiunto.
"L'innalzamento dello scontro richiama dinamiche terroristiche"
Per il ministro Piantedosi ''siamo di fronte a una strategia che mira a innalzare il livello dello scontro con le istituzioni e che, attraverso i disordini e la violenza, punta a compattare la galassia anarco-antagonista e a galvanizzarne gli aderenti". È possibile dire, aggiunge, che "stiamo registrando un innalzamento del livello dello scontro che, per certi versi e pur con delle varianti, richiama dinamiche squadristiche e terroristiche che hanno caratterizzato alcune fasi del nostro passato''. Quanto avvenuto a Torino, avverte, "dimostra in modo chiaro che siamo ormai di fronte a episodi di violenza organizzata contro lo Stato, contro le forze dell'ordine, rispetto ai quali non ci possono essere ipocrisie, silenzi o ambiguità, ma solo una ferma condanna. Tutti devono prendere atto che non ci troviamo più in presenza di modalità più o meno discutibili dell'esercizio della libertà di manifestazione del pensiero, bensì a una vera e propria, sistematica strategia di eversione dell'ordine democratico''.
La denuncia: "Molti manifestanti pacifici hanno fatto da scudo"
''Va valutato il sostegno dato alla manifestazione", aggiunge il ministro dell'Interno, da parte di "coloro i quali ora intendono rimarcare la propria distinzione rispetto ai manifestanti violenti". E' bene uscire da "un'ulteriore ipocrisia riguardante la presunta differenza e distanza tra questi delinquenti e la gran parte dei cosiddetti manifestanti pacifici: le forze di polizia riferiscono che a Torino, nel momento in cui la manifestazione si è predisposta alle violenze, molti dei cosiddetti manifestanti pacifici hanno fatto scudo fisico[1] , anche aprendo gli ombrelli[2], per impedire che potessero essere visti i gruppi più violenti nel momento in cui si travisavano e si attrezzavano per l'assalto e per resistere ai lacrimogeni della polizia''.
Procura procede per il reato di devastazione
La procura di Torino procederà per il reato di devastazione, al momento contro ignoti. Sul tavolo dei pm è arrivata una prima informativa della Digos e ne sono attese altre. Intanto nelle prossime ora arriverà la decisione del gip per i tre arrestati: il 22enne grossetano Angelo Francesco Simionato, accusato di concorso in lesioni personali a un pubblico ufficiale in servizio di ordine pubblico in occasione di manifestazioni, ritenuto di aver fatto parte del gruppo che ha accerchiato e aggredito il poliziotto Alessandro Calista, e i due torinesi Pietro Desideri di 31 anni e Matteo Campaner di 35 anni, accusati di resistenza e violenza a pubblico ufficiale. Per tutti e tre la procura di Torino ha chiesto la convalida dell’arresto e la misura in carcere. Nell'ambito delle indagini su quanto accaduto sono state denunciate altre 24 persone accusate a vario titolo di resistenza a pubblico ufficiale, porto di armi improprie, travisamento e inottemperanza ai provvedimenti dell'autorità.

Dopo la 'A di allattamento al seno', è dedicato alla 'A di aderenza alle vaccinazioni', pilastro della prevenzione pediatria, il nuovo episodio del vodcast 'Le 6 A – La salute si costruisce da piccoli', realizzato da Adnkronos in collaborazione con la Società italiana di pediatria (Sip) e online, da oggi, sui canali YouTube, Spotify e nella sezione Podcast di adnkronos. "Nonostante abbiano contribuito a ridurre di quasi il 50% la mortalità infantile negli ultimi 50 anni, le vaccinazioni non godono ancora di una fiducia pienamente condivisa", spiega Teresa Mazzone, pediatra di libera scelta e presidente della Sip Lazio, intervenendo al confronto a cui partecipano anche Silvia Ricci, membro del Consiglio direttivo della Società italiana di pediatria, e Rocco Russo, responsabile del Tavolo tecnico vaccinazioni della Sip.
A preoccupare gli esperti è il fatto che, per alcune patologie prevenibili, come il morbillo, ci sia una certa resistenza. Nel 2024 in Italia sono stati registrati circa mille casi, secondi solo alla Romania. "L’obbligo riguarda 10 vaccinazioni: difterite, tetano, pertosse, polio, epatite B, Haemophilus influenzae tipo b, morbillo, parotite, rosolia e varicella - elenca Mazzone - Le raccomandate sono quelle contro il meningococco – sierotipi B, A, C, W, Y – il rotavirus e il papillomavirus. La differenza nasce dalla priorità data ai vaccini che, prima dell’introduzione dell’obbligo nel 2017 con la legge Lorenzin, avevano coperture molto basse, ben al di sotto del 95% necessario per l’immunità di gregge che serve a proteggere chi non può essere vaccinato, persone fragili come i neonati che non possono ricevere la prima dose prima del 61° giorno di vita".
Secondo i dati aggiornati al 2024, riferiti ai nati del 2021 - si ricorda nel corso del vodcast 'Aderenza alle vaccinazioni: perché è importante in età pediatrica'- la copertura per l’esavalente è del 94,76%, per il morbillo del 94,64%. A 36 mesi, la copertura del morbillo sale al 95%. "Nonostante siano dati incoraggianti, se guardiamo i nati del 2016, la copertura del morbillo scende all’84,79% - osserva Mazzone - il primo richiamo di difterite, tetano, pertosse e polio è circa all’85%". Su questi dati, Ricci sottolinea il ruolo della disinformazione. "Non sapere quanto sia rischioso il morbillo, pensare sia una malattia lieve, ignorare l’importanza dell’obbligo vaccinale: tutto questo contribuisce al calo delle coperture - illustra la pediatra - Le fake news minano il rapporto di fiducia tra famiglie e operatori sanitari. Serve - aggiunge - educazione sanitaria fin dall’infanzia". E "il primo counselor è il pediatra - rimarca Mazzone - L’informazione che passa dal pediatra, di famiglia o ospedaliero, è fondamentale per aiutare le famiglie a fare scelte consapevoli".
Esempi virtuosi riportati dagli esperti riguardano le vaccinazioni scolastiche realizzate in Puglia, quelle negli ambulatori pediatrici in Toscana o progetti territoriali come quello della Asl Roma 1, che permette di vaccinare bambini, dai 61 giorni fino all’adolescenza, direttamente dal pediatra. "Non completare il ciclo vaccinale è come lasciare la porta socchiusa a virus e batteri - avverte Mazzone - Fare tutte le dosi, nei tempi giusti, aumenta la protezione individuale, rafforza l’immunità di gregge e protegge i più fragili".
In particolare, "l’infezione da meningococco è molto aggressiva e può manifestarsi con sintomi banali, come febbre o mal di testa, ma in poche ore può portare al decesso - spiega Russo - Anche sopravvivendo, i bambini possono riportare sequele gravi e permanenti. Vaccinare contro il ceppo B è fondamentale". Il pediatra di famiglia "segue il bambino dai primi giorni di vita fino all’adolescenza - afferma Mazzone - Diventa un punto di riferimento per la famiglia, informando, rassicurando e aiutando i genitori a fare scelte consapevoli".
A pesare sulla resistenza alla vaccinazione sono anche convinzioni errate come il legame tra vaccini e autismo. "È completamente falso - ribadisce Ricci - Altri falsi miti riguardano la presenza di presunte sostanze tossiche o la convinzione che sia meglio ammalarsi naturalmente. In realtà i vaccini addestrano il sistema immunitario senza rischi significativi", chiarisce il pediatra. E Mazzone aggiunge che "è importante informare i genitori sugli effetti collaterali possibili, che sono generalmente lievi, e spiegare come completare il ciclo vaccinale possa proteggere il bambino e la comunità". Il secondo episodio del vodcast con le '6 A per crescere bene', dal titolo 'Aderenza alle vaccinazioni: perché è importante in età pediatrica', è disponibile sui canali YouTube, Spotify e nella sezione Podcast di adnkronos.com.
Comandini, 'Commissioni luogo per costruire norme. Basta leggi
omnibus e norme intruse'...
Organico dell'Assemblea a 134 unità, con 60 nuovi assunti e
concorsi in vista...
Il romanzo pubblicato da Camena, la vita vista con gli occhi di un
bottone...
La scoperta durante gli scavi nell'aerea antistante il pozzo del
villaggio...
'Troppe leggi impugnate dal governo, riequilibrare rapporti con
Stato'... 
Mirabilandia è pronta a riaprire i cancelli: giovedì 2 aprile, dalle 10.30 alle 18, il parco divertimenti più grande d’Italia accoglierà nuovamente il suo pubblico per una nuova stagione.
In occasione delle festività pasquali, l’apertura di Mirabilandia si trasformerà in un vero e proprio lungo ponte di 6 giorni consecutivi, l’occasione perfetta per scoprire il parco e lasciarsi sorprendere da esperienze uniche ed emozionanti. A dare il benvenuto ai visitatori ci saranno tutti i personaggi di Nickelodeon Land, da SpongeBob e Patrick alle Tartarughe Ninja, fino a Dora e la Paw Patrol, con le tante sorprese dell’area tematizzata dedicata alle famiglie con bambini e ai giovani adulti.
La stagione 2026 di Mirabilandia promette inoltre un calendario ricco di eventi esclusivi, show e spettacoli pensati per ogni tipo di pubblico. Per gli amanti dell’adrenalina, non mancheranno le attrazioni da record come iSpeed, Katun e Divertical e i rombanti motori di Ducati World. Atmosfere fuori dal tempo si troveranno nella Far West Valley e nell’area preistorica di Dinoland. Gli amanti del brivido troveranno pane per i loro denti nella horror house The Walking Dead, ispirata alla celebre serie TV e unica nel suo genere in Italia. Da sabato 13 giugno a domenica 30 agosto torna anche Mirabeach, il parco acquatico più caraibico della Romagna. Per rendere il divertimento sempre più accessibile a tutti, anche quest’anno sarà possibile usufruire dei servizi buy now, pay later (compra ora, paga dopo) grazie alla partnership con Scalapay, che permette di rateizzare la spesa per gli abbonamenti e per i soggiorni con formula Parco+Hotel. La stagione 2026 di Mirabilandia prenderà il via giovedì 2 aprile e si concluderà domenica 1° novembre. Per ulteriori informazioni e calendario: mirabilandia.it

Il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez ha annunciato che in Spagna sarà vietato l'accesso ai social media ai minori di 16 anni. Il governo di Madrid, ha spiegato, modificherà la legge in modo da ritenere responsabili i dirigenti dei social per contenuti illegali o incitanti all'odio contenuti sulle piattaforme. L'obiettivo, ha proseguito Sanchez, è quello di ''affrontare gli abusi delle grandi piattaforme digitali e garantire un contesto digitale sicuro, democratico e rispettoso dei diritti fondamentali''.
Il premier spagnolo, a Dubai per partecipare al Vertice mondiale dei governi, ha anche riferito che ''si indagherà su possibili violazioni commesse da parte di Instagram, TikTok e Grok''.
La proposta del premier spagnolo segue la decisione adottata lo scorso 27 gennaio dalla Francia[1]. L'Assemblea nazionale ha votato a favore del divieto di utilizzo dei social media per i minori di 15 anni. Senza specificare quali piattaforme sarebbero vietate, il disegno di legge chiarisce che le "enciclopedie online" e gli "annuari educativi o scientifici" sono esenti, così come anche i servizi di messaggistica privata.
Oltre a Spagna e Francia, è stata l'Australia il primo Paese al mondo[2] a vietare ai bambini e agli adolescenti di età inferiore ai 16 anni di avere un proprio account su molte delle principali piattaforme. La legge è entrata in vigore il 10 dicembre 2025 e piattaforme come TikTok, Instagram e Facebook rischiano multe fino a 49,5 milioni di dollari australiani se non impediscono l'accesso agli under 16
Sulla questione è in corso un dibattito anche nel Regno Unito, dove la Camera dei Lord ha votato a favore di un divieto di accesso ai social per i minori di 16 anni che deve ancora essere approvato dalla Camera dei Comuni. In Danimarca, il governo ha concordato con l'opposizione di introdurre un'età minima nazionale di 15 anni per l'accesso ad alcune piattaforme social. In Germania, è in corso un dibattito sull'opportunità di limitare l'accesso dei minori ai social media.

"Se si condanna il pestaggio del poliziotto, devono allora essere condannati con la stessa fermezza anche gli abusi delle forze dell'ordine". Ilaria Salis, europarlamentare di Avs, con un lungo post su X si esprime sui "fatti di Torino", le violenze che hanno caratterizzato il corteo per il centro sociale Askatasuna sabato scorso.
"Partiamo dal buco nero di questi giorni, dall'episodio 'del martello', da cui prendo le distanze", scrive Salis facendo riferimento all'aggressione subita da un'agente della polizia, colpito anche con un martello da un gruppo di manifestanti a volto coperto.
"Detto ciò, sia chiaro: in uno stato di diritto, il potere politico deve restare nettamente separato da quello giudiziario. Si tratta di un principio democratico tanto semplice quanto essenziale, che sembra però sfuggire al Governo, come del resto sfugge ai suoi alleati (sic) dell'estrema destra internazionale, da Orbán a Trump fino a Netanyahu. La Presidente del Consiglio si tolga le vesti del Magistrato ed eviti di suggerire come debba essere qualificato un eventuale reato. Si concentri sul suo lavoro ché, visto come vanno le cose in questo Paese, mi pare ci sia molto ma molto da fare", aggiunge Salis.
"È sbagliato ridurre l'opposizione sociale a pochi secondi di video, cancellando deliberatamente il contesto e appiattendo la narrazione. Accettare questa semplificazione significa avvallare, consapevolmente o meno, l'operazione di psico-polizia messa in campo dal Governo. Così come è sbagliato praticare il doppio standard nella condanna - sì, quell'odioso doppio standard che abbiamo imparato a conoscere fin troppo bene nella politica internazionale", prosegue.
"Coerenza vorrebbe che, se si condanna il pestaggio del poliziotto, devono allora essere condannati con la stessa fermezza anche i numerosi – e spesso almeno altrettanto brutali – pestaggi e abusi di potere compiuti dalle forze dell'ordine contro i manifestanti. Le immagini esistono, anche se non le troverete nei media mainstream, ma solo sui canali indipendenti e sui social. Guardatele e giudicate da voi", dice l'europarlamentare.
"Altroché compiacenza, il dibattito pubblico in questo Paese, dominato dai benpensanti e povero di spirito critico, risulta schiacciato tutto da una parte. E così si finisce solo per fare il gioco di questo Governo, che sta già sfruttando cinicamente il clima orchestrato per portare avanti la propria agenda autoritaria. Il loro obiettivo è evidente, non ne fanno mistero: comprimere lo spazio del dissenso e trasformare progressivamente l'Italia in qualcosa di simile all'Ungheria di Orbán. Per me la linea resta chiarissima. Nessuna collaborazione con questo Governo oppressivo e ipocrita. Opposizione!", conclude.

Carlos Alcaraz esulta dopo aver vinto gli Australian Open 2026. Con il successo su Novak Djokovic in finale, il tennista spagnolo è diventato il più giovane di sempre a completare il Career Grande Slam, ovvero vincere tutti gli Slam nel corso della carriera, a soli 22 anni. Con il successo di Melbourne però non si esauriscono gli obiettivi da raggiungere nel 2026: "Gli Slam sono sempre lì. Poi ci sono le Atp Finals e la Coppa Davis, che sono tra i più importanti".
Alcaraz però, nel successo di Melbourne, non vede un punto d'arrivo ma di partenza: "Sento che sia parte del mio percorso. Sono incredibilmente felice di questo titolo, ovviamente, per tutto quello che ho ottenuto: essere il più giovane di sempre ad aver vinto tutti e quattro i tioli Slam, ma soprattutto per come sono migliorato nel corso delle settimane, soprattutto rispetto alla scorsa stagione", ha detto lo spagnolo, numero uno del mondo, in un'intervista ad As, "credo di aver fatto un salto di qualità e di forza mentale, da qui in poi continuerò ad andare avanti".
Un pensiero Alcaraz lo dedica al suo allenatore, Samuel Lopez, che ha preso le redini del team dopo l'addio di Juan Carlos Ferrero[1] ed è stato premiato a sua volta nella cerimonia degli Australian Open: "È bello riconoscere l'importanza dell'allenatore, le vittorie non sono solo frutto del lavoro del giocatore. Sono stato davvero felice perché so che Samuel ha lavorato tutta la vita per un momento così", ha raccontato Alcaraz, "per me è uno dei migliori allenatori del mondo, se non il migliore".
Proprio l'addio con Ferrero, alla vigilia dello Slam che ha aperto la nuova stagione, aveva attirato critiche e dubbi: "Non credo di dover dimostrare nulla a nessuno, nemmeno quando faccio cose con cui la gente potrebbe non essere d'accordo. Per esempio, con il documentario si è parlato molto del fatto che non sono professionale, che mi piace divertirmi, fare festa e così via. Ma una cosa non nega l'altra", ha spiegato Alcaraz, "per essere il numero uno al mondo, vincere sette tornei del Grande Slam, arrivare dove sono, ci vogliono lavoro, disciplina, essere lì giorno dopo giorno. Penso che sia questo che la gente dovrebbe capire: lavoro duramente ogni giorno per essere qui. Cerco di non pensare a quello che pensano gli altri. Gioco per me stesso, per la mia famiglia, per la mia squadra. Ciò che mi appassiona è stare su un campo da tennis, intrattenere gli altri e divertirmi".
I risultati stanno portando Alcaraz nell'Olimpo del tennis mondiale, con inevitabili paragoni: "Ormai non vengo più paragonato soltanto a Nadal come prima. Sento parlare dei Big Three (Nadal, Djokovic e Federer, ndr) , e non so quale sia peggio", ha detto ridendo, "i paragoni quando sei giovane ci saranno sempre, ci saranno finché non avrò 26 o 27 anni. Ma suppongo di essere finalmente riuscito a essere me stesso, a seguire la mia strada, a scrivere la mia storia. È davvero bello che ora le persone si concentrino sul mio percorso e lo riconoscano".
Ma cosa ascolta Alcaraz prima di una partita? "Dipende dal mio umore. Prima delle partite, metto su un po' di Bad Bunny o Don Omar. Inizio anche con un po' di techno house, qualcosa che mi dia buone vibrazioni. Per esempio, ascolto molto 'It Goes Like Na-Na-Na' di Peggy: mi dà buone vibrazioni e mi tiene in movimento. Poi metto la radio su Spotify e ascolto tracce simili".

È un successo su due fronti quello del FantaSanremo 2026 che, a 22 giorni dalla chiusura delle iscrizioni, viaggia verso un doppio record: quello delle squadre iscritte e quello della sua sigla ufficiale, 'Scapezzolate', diventata virale. Sul fronte del gioco, secondo quanto apprende l'Adnkronos, sono già 628.000 le formazioni create, con una crescita del +7,3% rispetto al 2025 e una proiezione che punta a superare il milione entro la prossima settimana. Il bacino d'utenza totale della piattaforma ha raggiunto i 3,8 milioni di iscritti. Parallelamente, il brano ufficiale firmato da Tony Pitony, tra gli artisti più imprevedibili della nuova scena musicale, sta macinando numeri da record. Uscita il 23 gennaio, 'Scapezzolate' è esplosa sui social: su Instagram ha superato i 2,2 milioni di visualizzazioni (con 120mila 'like'), su TikTok ha raggiunto 785mila visualizzazioni (100mila 'like'), mentre su YouTube conta 100mila visualizzazioni.
Il fermento si riflette anche nelle classifiche di gradimento dei fantallenatori. In vetta alla classifica degli artisti più scelti si registra un sorpasso: Dargen D'Amico è ora il più gettonato, superando Elettra Lamborghini. L'effetto degli annunci si fa sentire: Ditonellapiaga è entrata nella top five degli artisti più acquistati dopo aver ufficializzato il suo duetto nella serata cover proprio con Tony Pitony, legando così i due fenomeni del momento.
Il gioco, che permette di comporre una squadra di sette artisti con un budget di 100 "baudi", chiuderà le iscrizioni alle 23:59 di lunedì 23 febbraio. La novità principale di quest'anno è una vera e propria rivoluzione strategica: la possibilità di modificare la propria formazione (titolari, riserve e capitano) sarà limitata a due sole finestre temporali: venerdì 27 febbraio (giorno delle cover) e sabato 28 febbraio (giorno della finale), sempre dalle 8 alle 20.

Dall'importanza del gioco alla necessità di vivere la vita con coraggio, sono tanti gli insegnamenti trasmessi da Maria Rita Parsi nella sua lunga carriera da psicologa e psicoterapeuta. La professionista, punto di riferimento in Italia e all'estero per la tutela dell'infanzia e dell'adolescenza, è morta a Roma all'età di 78 anni[1], e in queste ore tanti tornano a rileggere ciò che ha dichiarato in questi anni. Ecco cinque delle sue frasi più note.
La prima base sicura
"Bisogna essere riconosciuti, amati, desiderati, compresi, ascoltati, poiché questa è la prima base sicura per diventare persone che si stimano e che stimeranno, poi, gli altri".
L'importanza del gioco
"Un bambino che ha potuto giocare sarà un adulto sereno. Quando l’infanzia è stata triste, il bambino interiore dell'adulto rimane ‘murato dentro"
La figura del genitore
“I figli non chiedono genitori perfetti, ma genitori presenti. Adulti capaci di dire i ‘sì’ che nutrono e i ‘no’ che proteggono.”
La famiglia
"La famiglia è la prima scuola di vita. Non serve scomodare Freud o manuale di pedagogia: il bambino impara tutto da lì tutto quello che poi uscirà nel mondo esterno. Se in casa ci sono rispetto, amore e libertà c'è speranza di crescere adulti sani".
Il coraggio di vivere
"Bisogna sognare, esaltare la bellezza e la capacità di pensare, solo così si sconfigge la madre di tutte le paure: l'angoscia di morte. Il problema non è avere il coraggio di morire, ma di vivere ogni giorno".

"E' una sentenza rivoluzionaria che definisce una volta per tutte i contorni del riconoscimento dell'assegno di divorzio". Così Gian Ettore Gassani, tra i maggiori avvocati esperti in diritto di famiglia, nazionale e internazionale, commenta con Adnkronos/Labitalia la sentenza numero 1999 della Corte di Cassazione che ha respinto il ricorso di un'ex moglie sottolineando la revoca dell'assegno divorzile, se manca la dimostrazione del sacrificio patrimoniale subito dal coniuge durante il matrimonio.
"Negli ultimi anni - spiega - la Cassazione ha dato un giro di vite per evitare un indiscriminato riconoscimento dell'assegno divorzile, a qualsiasi coniuge uomo o donna che sia, per il solo fatto di essere ex coniuge. Con questa sentenza, la Cassazione sancisce che se non si dimostra il sacrificio che si è fatto per la crescita umana, personale, professionale, economica e sociale dell'altro, quindi di aver dato un contributo importante alla vita del matrimonio dell'altro coniuge si perde il diritto all'assegno".
"Un po' - sottolinea - come succede in tutti gli altri Paesi d'Europa, in cui se non c'è un accordo prematrimoniale difficilmente viene riconosciuto un assegno, salvo che l'altro coniuge che lo richiede sia inabile al lavoro e con difficoltà estreme".
"E' - afferma l'avvocato Gassani - una sentenza moralizzatrice che dice 'attenzione se non hai dato alcun contributo alla crescita economico-sociale di tuo marito o di tua moglie non puoi ricevere nessun assegno'. Questo perché l'assegno divorzile spesso ha una natura risarcitoria, in qualche modo deve riconoscere i sacrifici dell'altro, è compensativa e perequativa. Nei matrimoni 'mordi e fuggi' o che non hanno avuto una lunga durata dove non c'è più sacrificio, giustamente la Cassazione ha voluto finalmente chiarire i termini di questa questione".
"Non c'è più l'assegno di divorzio come pensione e rendita di posizione - fa notare - ma c'è l'assegno di divorzio come principio di solidarietà verso chi merita questo sussidio a vita".
Sindaco, 'un uomo che ha guardato al nostro territorio con amore e
lungimiranza'... Altri articoli …
- Animali domestici, è boom 'caro vita': 149 euro aumento costo medio ad animale
- Tennista sbaglia colpi e non si regge in piedi: "Crampi o alcol?"
- Sorpreso a piazzare trappole per volatili, nei guai un pensionato
- Pieraccioni, la gag 'contro' Carlo Conti a Sanremo: "Topo Gigio, Sandokan, manca solo..."
- Popolo Pratobello 24 di nuovo in piazza, 'Regione impugni dl aree idonee'
- Navi ferme tra Sardegna e Corsica, attesa per le nuove autorizzazioni
- Sassari, maxi sequestro di giochi e altri prodotti non sicuri
- Carnevale a Cagliari, dopo 20 anni si rivedono i carri allegorici
- Si rompe la condotta idrica principale in via Is Mirrionis a Cagliari
- Cagliari, Luvumbo al Mallorca e subito in campo contro il Barca
- Su Italia1 oggi debutta 'Le Iene presentano: Il Verdetto', spin-off a tutta cronaca
- Prime Video, i film e le serie tv in scadenza a febbraio
- Bologna-Milan: orario, probabili formazioni e dove vederla in tv
- Musk fonde SpaceX con xAi per mandare i data center nello spazio
- Usa, repubblicani a caccia di voti alla Camera per fermare lo shutdown
- Virus Nipah, studio italiano: sorveglianza in tempo reale per prevenire nuovi focolai
- La scienza italiana svela i segreti del cuore sott'acqua
- Tumori, aumentano nei giovani: in crescita neoplasie colon, pancreas e polmone
- Pacchetto sicurezza, le misure in arrivo: cosa prevede. Meloni alle opposizioni: "Votiamo insieme"
- Spari in zona industriale a Sassari, un arresto per tentato omicidio
Pagina 9 di 61



