
Pioggia di droni russia sull'Ucraina oggi, lunedì 16 marzo. Questa mattina a Kiev sono state udite diverse esplosioni dopo un attacco lanciato dalla Russia contro la capitale durante l’ora di punta. Le sirene antiaeree sono scattate alle 8:26 e, circa venti minuti dopo, i giornalisti del Kyiv Independent presenti sul posto hanno riferito di forti boati e del rumore delle difese aeree in azione.
Secondo i canali di monitoraggio su Telegram, fino a 30 droni di tipo Shahed avrebbero preso di mira infrastrutture energetiche. In un secondo momento alcune fonti hanno ipotizzato anche il lancio di missili russi verso Kiev, ma l’informazione non ha trovato conferme ufficiali.
Il sindaco della capitale, Vitali Klitschko, ha riferito su Telegram che i detriti di un drone sono caduti nel centro della città, senza provocare incendi né vittime. In un altro messaggio ha invitato la popolazione a restare nei rifugi, spiegando che l’attacco era ancora in corso. Klitschko ha inoltre precisato che frammenti di droni abbattuti sono caduti anche nei quartieri occidentali di Solomianskyi e Svyatoshynskyi.
Russia: abbattuti 38 droni diretti a Mosca
Nel frattempo anche la Russia segnala attacchi con droni sul proprio territorio. Il sindaco di Mosca, Sergey Sobyanin, ha dichiarato che la difesa aerea ha abbattuto altri due droni diretti verso la capitale russa. “Altri due droni diretti a Mosca sono stati distrutti. Il personale di emergenza sta lavorando sul luogo in cui sono caduti i detriti”, ha scritto sul servizio di messaggistica nazionale russo Max.
Secondo Sobyanin, complessivamente 38 droni diretti a Mosca sono stati distrutti dalla mezzanotte di ieri. A causa degli attacchi sono state introdotte restrizioni temporanee agli arrivi e alle partenze negli aeroporti di Vnukovo, Domodedovo, Zhukovsky e Sheremetyevo.
Intanto, secondo stime dell’agenzia russa TASS basate sui rapporti del Ministero della Difesa della Federazione Russa, quasi 5.000 droni sono stati abbattuti nelle regioni russe e nella zona delle operazioni militari nell’ultima settimana. Tra il 9 e il 15 marzo la difesa aerea russa avrebbe intercettato 1.759 droni ucraini ad ala fissa nei territori russi, mentre altri 3.160 velivoli senza pilota sarebbero stati distrutti nella zona dei combattimenti.
Solo nella giornata di ieri sarebbero stati abbattuti 436 droni in diverse regioni della Russia, il numero più alto registrato nell’ultima settimana. Gli attacchi hanno interessato aree del Volga, del Sud, del Caucaso settentrionale, del Nord-ovest e del Centro del Paese.
Kallas: "Mantenere attenzione, pericoloso allentare sanzioni"
"È importante che l'attenzione sul Medio Oriente non distolga l'attenzione dall'Ucraina, che l'attenzione non si affievolisca lì". Lo afferma l'Alta rappresentante Ue per gli affari esteri Kaja Kallas entrando alla riunione del Consiglio affari esteri. "Vediamo che l'allentamento delle sanzioni petrolifere alla Russia da parte degli Stati Uniti è un precedente pericoloso, perché in questo momento abbiamo bisogno che abbiano meno soldi per condurre la guerra, non di più. E, naturalmente, la chiusura dello Stretto di Hormuz è anche a beneficio della Russia per finanziare questa guerra: quindi su questo dobbiamo fare decisamente di più", aggiunge.

Continua a correre il prezzo dei carburanti oggi 16 marzo 2026. L'aumento di diesel e benzina non si ferma con il gasolio che è ai massini da 4 anni. Venerdì scorso, per il secondo giorno consecutivo, il petrolio Brent ha chiuso sopra i cento dollari al barile. Continuano a correre anche le quotazioni dei prodotti raffinati, con una dinamica accentuata dal rafforzamento del dollaro sull’euro (la moneta unica è ai minimi da agosto 2025).
Il gasolio self service è al massimo dal 22 marzo 2022, giorno in cui il governo Draghi intervenne con il taglio delle accise; la benzina è al massimo dal 6 agosto 2024. Dopo un paio di settimane al di sotto, anche Eni supera quota due euro al litro sul gasolio, pur restando tra i sei e i sette centesimi al di sotto degli altri maggiori marchi (IP, Q8 e Tamoil). Sulla benzina, il cane a sei zampe è circa quattro centesimi sotto la concorrenza.
Stando alla consueta rilevazione di Staffetta Quotidiana, IP ha aumentato di due centesimi al litro i prezzi consigliati di benzina e gasolio. Per Q8 registriamo un rialzo di cinque centesimi su benzina e gasolio. Per Tamoil +4 centesimi sulla benzina e +8 sul diesel.
Queste sono le medie dei prezzi praticati comunicati dai gestori all'Osservatorio prezzi del ministero delle Imprese e del made in Italy ed elaborati dalla Staffetta, rilevati alle 8 di ieri mattina su circa 20mila impianti: benzina self service a 1,841 euro/litro (+25 millesimi, compagnie 1,845, pompe bianche 1,834), diesel self service a 2,070 euro/litro (+37, compagnie 2,071, pompe bianche 2,068). Benzina servito a 1,973 euro/litro (+21, compagnie 2,012, pompe bianche 1,900), diesel servito a 2,200 euro/litro (+33, compagnie 2,235, pompe bianche 2,135). Gpl servito a 0,705 euro/litro (+1, compagnie 0,715, pompe bianche 0,694), metano servito a 1,501 euro/kg (+6, compagnie 1,501, pompe bianche 1,500), Gnl 1,234 euro/kg (-1, compagnie 1,238 euro/kg, pompe bianche 1,231 euro/kg).Questi sono i prezzi sulle autostrade: benzina self service 1,927 euro/litro (servito 2,178), gasolio self service 2,133 euro/litro (servito 2,385), Gpl 0,837 euro/litro, metano 1,534 euro/kg, Gnl 1,295 euro/kg.

E' stato la voce di canzoni di successo come 'Donna felicità', 'Ragazzina, ragazzina”, 'Anna da dimenticare” e 'Singapore”. E' morto domenica 15 marzo, all’età di 78 anni, Pasquale 'Paki' Canzi, cantante e musicista milanese noto soprattutto come frontman del gruppo beat I Nuovi Angeli, protagonista della scena pop italiana tra la fine degli anni Sessanta e i primi anni Settanta. Nato a Milano l’8 settembre 1947, con la sua band arrivò a vendere circa otto milioni di dischi, segnando una stagione musicale che ha accompagnato più generazioni.
Appassionato di musica fin da bambino, iniziò a suonare il pianoforte in tenera età e frequentò il conservatorio. All’inizio degli anni Sessanta fondò il duo Paki & Paki insieme a Pasquale Andriola, con cui incise i primi singoli e partecipò al Festivalbar del 1964. Nel 1966 arrivò la svolta con la nascita dei Nuovi Angeli, gruppo formato insieme ad Alberto Pasetti, Renato Sabbioni e Ricky Rebaioli. Dopo alcune incisioni e partecipazioni a rassegne musicali, il grande successo arrivò nel 1969 con 'Ragazzina, ragazzina”, versione italiana di 'Mendocino' dei Sir Douglas Quintet. Due anni più tardi la consacrazione con 'Donna felicità” (1971), brano scritto anche da Roberto Vecchioni e Andrea Lo Vecchio: la canzone vendette oltre un milione e mezzo di copie e portò il gruppo ai vertici delle classifiche anche all’estero. Tra gli altri successi della band figurano 'Uakadì Uakadù”, 'Singapore” e 'Anna da dimenticare”, rimasta a lungo nelle classifiche italiane.
Terminata la stagione d’oro degli anni Settanta, il gruppo attraversò numerosi cambi di formazione. Canzi rimase però sempre il punto di riferimento della band, come cantante, pianista e volto più riconoscibile. Negli anni successivi continuò a portare in tournée il repertorio dei Nuovi Angeli, mantenendo vivo il legame con il pubblico. Negli ultimi anni viveva tra Milano e Peschiera Borromeo e non aveva mai smesso di esibirsi. Proprio il prossimo 20 marzo era previsto un concerto all’Auditorium di Bareggio, in provincia di Milano, insieme ad Aldo Valente e Marco Bonino: un appuntamento che non potrà più avere luogo. Numerosi i messaggi di cordoglio apparsi sui social da parte di fan e colleghi. La camera funeraria è stata allestita da oggi a Vignate (Milano) presso la struttura La Vignatese, mentre il funerale, in forma laica, si terrà mercoledì 18 marzo alle ore 11. (di Paolo Martini)

Forte maltempo al Sud oggi lunedì 16 marzo. L'allerta meteo è arancione per Calabria e Sicilia e gialla per Basilicata e Puglia. Scuole chiuse in diverse comuni.
Il bollettino della Protezione civile
Sono infatti previste precipitazioni diffuse e persistenti, anche a carattere di rovescio o temporale, sulla Calabria e sui settori meridionali della Basilicata, in estensione nella seconda parte della giornata alla Sicilia orientale, con quantitativi cumulati da moderati a puntualmente elevati, fino a molto elevati sui rilievi calabresi secondo l'ultimo bollettino della Protezione civile.
Venti da forti a burrasca sud-orientali sono previsti sui settori ionici di Sicilia e Calabria, forti nord-orientali sui settori tirrenici di Campania e Calabria e sulle coste tirreniche e occidentali della Sicilia, con raffiche di burrasca sui citati settori calabresi e siciliani; forti dai quadranti settentrionali sulla Sardegna, con rinforzi di burrasca sui rilievi dell'isola; forti dai quadranti orientali sui settori meridionali di Basilicata e Puglia; di burrasca dai quadranti orientali sull'Appennino meridionale e sui rilievi della Sicilia.
Mari: agitati, fino a molto agitati al largo, il Mare e il Canale di Sardegna; molto mosso, tendente ad agitato, lo Ionio; molto mossi lo Stretto di Sicilia, il Tirreno centrale settore ovest e il Tirreno meridionale.
Scuole chiuse in alcuni comuni
I sindaci di alcuni comuni, viste le previsioni per la giornata, hanno deciso di tenere chiuse le scuole. Istituti di ogni ordine e grado resteranno chiusi oggi a Reggio Calabria.
La chiusura delle scuole di ogni ordine e grado, delle scuole paritarie, delle strutture sportive pubbliche, dei cimiteri e dei giardini pubblici, dei mercati rionali, è stata stabilita a Siracusa e a Catania. Sono dunque sospese le attività didattiche per l'intera giornata. Stop anche a tutte le attività didattiche in presenza (lezioni, esami, sedute di laurea) previste in tutte le sedi dell'Università di Catania (incluse le strutture didattiche di Ragusa e Siracusa). "Le attività potranno essere erogate in modalità online", spiegano dall'Ateneo. Off limits anche tutti i parchi della città e il giardino Bellini.

Donald Trump vuole riaprire lo Stretto di Hormuz, da cui passa il 20% del fabbisogno mondiale di petrolio, e per questo chiede aiuto anche ad altri Paesi interessati. Nei giorni scorsi, e con lui il segretario alla Difesa Pete Hegseth, ha promesso che petroliere e mercantili saranno scortati da navi da guerra e che le operazioni di scorta navale inizieranno "presto". Secondo quanto svrive il Wall Street Journal, un'opzione sarebbe quella di usare ancora di più la potenza di fuoco aerea contro missili e droni che l'Iran dovesse lanciare contro le navi di scorta, un'altra sarebbe quella di inviare truppe di terra per prendere il controllo del territorio intorno allo Stretto.
L'amministrazione mantiene tutte le opzioni sul tavolo, sostiene il quotidiano americano, ricordando che Trump due giorni fa ha ordinato l'invio di unità di spedizione dei Marines nella regione. Nel caso di un'operazione di scorta, le navi da guerra statunitensi, magari in collaborazione con le Marine alleate, attraverserebbero lo stretto affiancando le petroliere per bonificare la zona dalle mine e respingere gli attacchi iraniani sia aerei che provenienti dalla 'flotta zanzara' dell'Iran, costituita da piccole imbarcazioni da attacco veloce.
Gli esperti stimano che potrebbero essere necessarie due navi per ogni petroliera, o una dozzina di navi per scortare convogli composti da cinque a dieci petroliere, al fine di garantire le difese aeree necessarie. E questo perché le brevi distanze rendono molto più difficile abbattere missili e droni.
Secondo Bryan Clark, ricercatore senior presso l’Hudson Institute ed ex ufficiale di marina, oltre alle navi da guerra, occorrerebbero almeno una dozzina di droni MQ-9 Reaper per pattugliare i cieli e colpire i lanciatori di missili e droni iraniani non appena compaiono sulla costa. "Parliamo di migliaia di soldati e marinai, e di un investimento finanziario piuttosto consistente, e potrebbe essere necessario continuare così per mesi”, ha avvertito Clark.
Tra l'altro, impiegare navi per scortare le petroliere significa sottrarle a ruoli offensivi o alla difesa missilistica in senso lato. Secondo Lloyd’s List Intelligence, una delle principali società di analisi del settore marittimo, i ritardi causati dalle misure di sicurezza e il numero di navi da guerra che servirebbero ridurrebbero il traffico di petroliere attraverso lo stretto al 10% del suo livello normale. A quel ritmo, ci vorrebbero mesi per smaltire l’arretrato di oltre 600 navi mercantili internazionali bloccate nel Golfo.
Senza contare, sottolinea il Wsj, che anche con tutto questo sforzo, rimarrebbe un rischio significativo che l'Iran possa sferrare colpi devastanti, danneggiando o addirittura affondando navi da guerra e navi commerciali. E' per questo che sul tavolo resta anche un'opzione militare più ampia, che consisterebbe nel prendere il controllo di una fascia dell'Iran meridionale per garantire che le forze militari non possano sparare sulle navi nello Stretto. Questo richiederebbe probabilmente migliaia di soldati e un impegno in operazioni che potrebbero durare mesi, durante le quali le forze statunitensi sarebbero esposte agli attacchi di un regime che lotta per la propria sopravvivenza.
L'opzione dell'incursione inizierebbe con estesi attacchi aerei lungo la costa, cui seguirebbe lo sbarco delle truppe americane nell'Iran meridionale, molto probabilmente i Marines che effettuerebbero un assalto anfibio. I comandanti potrebbero tentare ripetute incursioni per distruggere droni e lanciamissili, seguite da ritirate. L’Iran, tuttavia, potrebbe ingaggiare "un gioco al gatto e al topo" con gli assalitori, ritirandosi per poi tornare quando i marines se ne saranno andati.
Secondo gli analisti militari, mantenere il controllo dell’area richiederebbe un’invasione. Gli Stati Uniti cercherebbero di neutralizzare le forze di terra iraniane con attacchi aerei, tenendole lontane dalla forza di sbarco, anche se potrebbero verificarsi scontri diretti con i Guardiani della rivoluzione che, forti di 190mila soldati, e con la forza d’élite Quds specializzati nella guerra asimmetrica, avendo trascorso decenni a sostenere gli insorti in tutto il Medio Oriente.

'Una battaglia dopo l'altra' è il Miglior film agli Oscar 2026 e si porta a casa anche gli altri premi principali: Miglior regia, Miglior sceneggiatura non originale e miglior attore non protagonista. Gli altri premi per la recitazione vanno a Michael B. Jordan per 'I peccatori' (Migliore attore protagonista), Jessie Buckley per 'Hamnet - Nel nome del figlio' (Miglior attrice protagonista) e Amy Madigan per 'Weapons' (Migliore attrice non protagonista). Ecco l'elenco completo dei vincitori:
Miglior film
Una battaglia dopo l'altra (One Battle After Another), prodotto da Paul Thomas Anderson, Sara Murphy e Adam Somner
Miglior regia
Paul Thomas Anderson – Una battaglia dopo l'altra (One Battle After Another)
Miglior attore protagonista
Michael B. Jordan – I peccatori (Sinners)
Miglior attrice protagonista
Jessie Buckley – Hamnet - Nel nome del figlio (Hamnet)
Miglior attore non protagonista
Sean Penn – Una battaglia dopo l'altra (One Battle After Another)
Miglior attrice non protagonista
Amy Madigan – Weapons
Miglior sceneggiatura non originale
Paul Thomas Anderson – Una battaglia dopo l'altra (One Battle After Another)
Miglior sceneggiatura originale
Ryan Coogler – I peccatori (Sinners)
Miglior film internazionale
Sentimental Value (Affeksjonsverdi), regia di Joachim Trier (Norvegia)
Miglior film d'animazione
KPop Demon Hunters, regia di Maggie Kang e Chris Appelhans
Miglior casting
Cassandra Kulukundis – Una battaglia dopo l'altra (One Battle After Another)
Miglior fotografia
Autumn Durald Arkapaw – I peccatori (Sinners)
Miglior scenografia
Tamara Deverell (scenografia) e Shane Vieau (arredamento) – Frankenstein
Migliori costumi
Kate Hawley – Frankenstein
Migliori trucco e acconciatura
Mike Hill, Jordan Samuel e Cliona Furey – Frankenstein
Migliori effetti visivi
Joe Letteri, Richard Baneham, Eric Saindon e Daniel Barrett – Avatar - Fuoco e cenere (Avatar: Fire and Ash)
Miglior montaggio
Andy Jurgensen – Una battaglia dopo l'altra (One Battle After Another)
Miglior sonoro
Gareth John, Al Nelson, Gwendolyn Yates Whittle, Gary Rizzo e Juan Peralta – F1 - Il film (F1)
Miglior colonna sonora originale
Ludwig Göransson – I peccatori (Sinners)
Miglior canzone originale
Golden (testo e musica: Ejae, Mark Sonnenblick, 24, Nam Hee-dong, Lee Yu-han, Joong Gyu-kwak e Teddy Park) – KPop Demon Hunters
Miglior documentario
Mr Nobody Against Putin, regia di David Borenstein
Miglior cortometraggio documentario
All the Empty Rooms, regia di Joshua Seftel e Conall Jones
Miglior cortometraggio (ex aequo)
The Singers, regia di Sam A. Davis and Jack Piatt
Two People Exchanging Saliva, regia di Alexandre Singh e Natalie Musteata
Miglior cortometraggio d'animazione
La jeune fille qui pleurait des perles, regia di Chris Lavis e Maciek Szczerbowski.

Il tema della guerra non poteva restare fuori dagli Oscar 2026. Javier Bardem fa un appello per la 'Palestina libera' sul palco, nel monologo di Conan O'Brien la guerra c'è senza nominarla e Jimmy Kimmel omaggia i Paesi in cui si rischia la vita per la libertà di parola, senza mancare di ironizzare su Donald Trump.
Javier Bardem: "No alla guerra, Palestina libera"
"No alla guerra. Palestina libera". Questo l'appello di Javier Bardem, sul palco degli Oscar per annunciare il Miglior film internazionale. Sull'abito una spilletta con la scritta 'No a la guerra' ('No alla guerra') e una a sostegno della Palestina.
Jimmy Kimmel: "Melania non è nominata, Trump si arrabbierà"
"Raccontare una storia che potrebbe costarti la vita per il solo
fatto di raccontarla: questo è vero coraggio. In quali Paesi si
rischia la vita per la libertà di parola?", si chiede Jimmy Kimmel,
comico e conduttore del 'Jimmy Kimmel Live', salito sul palco degli
Oscar per premiare il Miglior cortometraggio documentario e
il Miglior documentario. "Ci sono Paesi i cui leader non
sostengono la libertà di espressione. Non posso dire quali, non mi
è permesso. Diciamo solo la Corea del Nord...e la Cbs". La battuta
fa riferimento alla recente decisione dell'emittente
radiotelevisiva di non permettere a 'The Late Show With Stephen
Colbert' di ospitare come ospite il deputato del Texas James
Talarico, a causa di pressioni e minacce provenienti dalla Federal
Communications Commission, come riportano i media
internazionali.
"Fortunatamente per tutti noi esiste una comunità internazionale di registi dediti a dire la verità, spesso correndo grandi rischi nel realizzare film che ci insegnano, che denunciano l'ingiustizia, che ci ispirano ad agire, e ci sono anche documentari in cui cammini per la Casa Bianca provando le scarpe", ha aggiunto, lanciando una frecciatina al documentario 'Melania', che segue la First Lady nel periodo dei venti giorni che precedono il secondo insediamento presidenziale del marito Donald Trump. "Un uomo sarà furioso che sua moglie non sia stata nominata", ha aggiunto il comico e conduttore.
Kimmel, del resto, conosce bene la questione della libertà di espressione: lo scorso anno era stato sospeso dall'Abc, scelta accolta favorevolemente da Trump. La sospensione era arrivata in seguito a una battuta del conduttore dopo l’uccisione dell'attivista Charlie Kirk.
Il monologo del conduttore
"L'anno scorso c’erano gli incendi a Los Angeles, quest’anno va tutto bene", le parole del conduttore Conan O’Brien nel monologo d'apertura agli Oscar, tra ironia e attualità: "Va tutto bene" solo in apparenza, perché la guerra aleggia sugli Usa che però non nomina. Il comico la sfiora senza affrontarla direttamente.
Poi arriva l’altro grande spettro del presente: l’intelligenza artificiale. O’Brien si presenta come "l’ultimo essere umano a condurre gli Oscar". E non manca un colpo anche a YouTube, la piattaforma dove la cerimonia sarà trasmessa dal 2029. Mentre ne parla, O’Brien viene interrotto da una raffica di spot, trasformando le finte interruzioni in una gag sulla massiccia presenza pubblicitaria durante la visione dei video sulla piattaforma.

Nella notte della 98ª edizione degli Academy Awards 2026, Sean Penn ha vinto il suo terzo Oscar. Ma l'attore non era presente alla cerimonia e non ha ritirato la statuetta come Miglior attore non protagonista per 'Una battaglia dopo l'altra'. Ad annunciare la sua vittoria è stato Kieran Culkin, che ha dichiarato: "Penn non è qui con noi perché non ha potuto o non ha voluto, quindi ritirerò io il premio al suo posto".
L'attore è in Ucraina?
Come riporta il 'New York Times', tra gli impegni di Penn ci sarebbe un viaggio in Ucraina. Le fonti del quotidiano non hanno confermato quando avverrà la visita o se l'attore sia già in Europa.
Un'assenza già nell'aria
La sua assenza in ogni caso era già nell'aria. Dopo aver già saltato due appuntamenti fondamentali della stagione - e dopo aver dichiarato pubblicamente di voler fondere le sue statuette per farne proiettili da inviare in Ucraina - era plausibile che non si sarebbe presentato al Dolby Theatre. La sua 'award season' è stata segnata da assenze e imprevedibilità: ai Golden Globe ha fumato dentro il Beverly Hilton Hotel, dove ha perso contro Stellan Skarsgård e poi ha inanellato due vittorie - Actor Award e Bafta - senza essere presente a ritirarle. Una perdita per gli Oscar, soprattutto in questo momento storico.
I discorsi passati
Penn è noto per discorsi intensi, politici, imprevedibili, e per momenti live che hanno segnato la storia dell’Academy. Come quando vinse per 'Milk', il film dedicato all’attivista Harvey Milk: dal palco invitò chi aveva sostenuto il divieto al matrimonio gay in California a riflettere sulla propria eredità morale e a cambiare idea.
Tra i momenti più discussi c’è anche quello in cui, prima di annunciare Alejandro González Iñárritu come vincitore per 'Birdman', rubò la scena con una battuta destinata a dividere: "Chi ha dato la green card a questo figlio di pu**ana?”. Il riferimento al permesso di soggiorno gelò per un istante la platea, che poi si sciolse in una risata collettiva insieme allo stesso Iñárritu, di origini messicane. "Probabilmente l’anno prossimo il governo irrigidirà le regole sull’immigrazione per la cerimonia degli Oscar, soprattutto per i messicani", rispose il regista con ironia, chiarendo subito che non c’era alcuna offesa: la loro amicizia risale ai tempi di '21 grammi'.
Indimenticabile anche l’anno in cui Penn prese le difese di Jude Law dopo una battuta di Chris Rock nel monologo d’apertura. "Vuoi Tom Cruise e tutto quello che riesci ad ottenere è Jude Law? Chi è Jude Law? Perché è in tutti i film che ho visto negli ultimi quattro anni? È in tutto, anche nei film in cui non recita: se guardi i titoli di coda, ha fatto dei cupcake o qualcosa del genere". Penn sul palco replicò così: "È uno dei migliori attori che abbiamo".

"Il 'velivolo a pilotaggio remoto' colpito nella base di Ali Al Salem, in Kuwait, è sicuramente una perdita, ma non incide, credo, in maniera così rilevante sull'operatività di tutto il nostro contingente presente lì, anche perché la missione non è che si regge su un singolo mezzo. C'è solo da prendere atto che ci troviamo in una zona molto delicata e che non è la prima volta che vengono colpite le basi americane in Kuwait". Così all'Adnkronos il generale Marco Bertolini, ex comandante del Covi, dopo l'attacco alla base italiana in Kuwait. "Se restare o venire via - aggiunge - non dipende certo da un drone perso, ma da una valutazione di carattere strategico-militare-politica e di sicurezza".
"La nostra base dell'Aeronautica in Kuwait - spiega il generale Bertolini - è stata schierata nello stesso periodo di quella di Erbil, nel Kurdistan iracheno, entrambe con l'obiettivo di contrastare l'Isis e di Hayat Tahrir al Sham, la derivata siriana di Al Qaida, che operavano in Iraq e in Siria. I nostri velivoli e droni, nel caso specifico, facevano attività di ricognizione e di intelligence. Ciò significa che non sono aeromobili armati, servono per effettuare attività di ricognizione. Quanto all'Iran, che potrebbe aver colpito la nostra base, è nemico giurato di quelle due organizzazioni terroristiche per fronteggiare le quali abbiamo schierato i nostri militari nell'area".
Sarebbe un MQ-9A 'Predator' il velivolo a pilotaggio remoto della Task Force Air italiana colpito nell'attacco con drone alla base di Ali Al Salem, in Kuwait. E' stato costruito dalla ditta statunitense General Atomics.
L'acquisizione nazionale del Predator, nella sua versione iniziale MQ-1C (Predator A), e della logistica associata fu avviato inizialmente nel 2001, si legge sul sito della Difesa. Da allora, i velivoli Predator A italiani sono stati impiegatI con successo in svariate operazioni internazionali dove, interoperando con altri assetti Nato, hanno svolto compiti di ricognizione. Sulla stregua del successo ottenuto dal Predator A, nel 2008 sono stati acquisiti dall’Italia alcuni esemplari dell’evoluzione del sistema, ovvero il MQ-9A (Predator B) nella versione Block 1. Rispetto al modello precedente, il Predator B consente maggiori capacità di Intelligence, Sorveglianza e Ricognizione (Isr) grazie ad un’evoluta suite di sensori di acquisizione.
Il Predator B, a differenza del precedente A, è stato acquistato per il tramite del Governo Usa tramite contratto Foreign Military Sales (Fms). Tale contratto Fms comprende, in ottica di 'total package', oltre alla fornitura del Sistema, anche il relativo supporto Ingegneristico e Tecnico-Logistico per la gestione della flotta. Come nel caso del Predator A, anche il Predator B è stato impiegato sia in ambito nazionale che in teatri operativi, dove ha costantemente ottenuto un indiscusso successo nell’operare con le Forze Armate dei Paesi Alleati della Nato.

Una bambina di 5 anni è stata ricoverata in gravi condizioni all'ospedale pediatrico Meyer di Firenze per le ferite riportate in un incidente stradale accaduto questa mattina, intorno alle 11, a Prato, in via Braga, nella frazione di Tavola. Secondo una prima ricostruzione, la bambina sarebbe sfuggita al controllo della mamma e avrebbe attraversato la strada nel momento in cui stava sopraggiungendo un'auto Bmw condotta da un cittadino italiano, che non è riuscito a evitare l’impatto.
Immediato l’allarme ai soccorsi: sul posto sono intervenuti i sanitari del 118, l’elisoccorso Pegaso e la polizia locale per i rilievi e per chiarire l’esatta dinamica dell’accaduto.
La bambina è stata stabilizzata sul luogo dell’incidente e trasportata in codice rosso con l’elicottero all’ospedale fiorentino di Careggi, per poi essere trasferita all’ospedale pediatrico Meyer. I medici si sono riservati la prognosi e stanno monitorando costantemente le sue condizioni, giudicate molto gravi. Secondo quanto emerso, la piccola soffrirebbe anche di problemi cardiaci che aggraverebbero il quadro clinico. L’automobilista è stato sottoposto all’alcoltest, risultato negativo. La polizia locale prosegue gli accertamenti per ricostruire con precisione quanto accaduto.

"Tu sei un pirla". Alla fine, Mara Venier si arrabbia con Teo Mammucari sui titoli di coda della puntata di Domenica In oggi, 15 marzo 2026. La conduttrice, in chiusura di trasmissione, si congeda dal pubblico al termine di un pomeriggio toccante, caratterizzato dall'ampio spazio dedicato al ricordo di Enrica Bonaccorti, scomparsa recentemente all'età di 76 anni. Nel finale, Mara Venier chiama davanti alle telecamere uno dei cameraman, in Rai da 40 anni: "In tutti questi anni è lui che mi ha fatto tutti i primi piani - dice commossa-. Questa è la sua ultima puntata, va in pensione. Voglio ringraziarlo per tutto quello che ha fatto per me e per l'azienda. Mi mancherai tantissimo... Non potevo non farlo...".
Mentre Mara Venier parla, ecco l'entrata in scena di Teo Mammucari. Il comico, uno dei co-conduttori dell'edizione 2025-2026, esibisce il cartello utilizzato come 'gobbo' per il saluti finali: "Grazie a tutti, ci vediamo domenica prossima". Mammucari non si limita però ad esibire il cartello, lo usa per coprire il volto di Pino Strabioli tra le risate generali in un momento di commozione. Il siparietto, prevedibilmente, non incontra i favori della conduttrice: "Domenica In è anche questo... Racconta musica, intrattenimento...", dice Venier, prima di accorgersi del cartello posizionato in modo 'anomalo'. "Tu sei un pirla perché non capisci i momenti", dice Venier strappando il cartello dalle mani di Mammucari. "Ci vediamo domenica prossima... ma non si può...".

Torna oggi, domenica 15 marzo, 'Da noi... a ruota libera' con un nuovo appuntamento condotto da Francesca Fialdini in onda alle 17.20 su Rai1.
La prima ospite di oggi è Marisa Laurito: l’attrice e cantante ha appena concluso, dopo sei stagioni di grandi successi, la sua esperienza da direttore artistico del teatro Trianon di Napoli.
Spazio, poi, alla storia di Maria Stella Maglio, tra i 10.001 tedofori nella lunga staffetta della fiamma olimpica per i Giochi di Milano Cortina, nonché vedova di Antonio Maglio, medico italiano scomparso nel 1988 e figura chiave per la nascita dei Giochi Paralimpici, che si tennero per la prima volta a Roma nel 1960, proprio grazie alla sua iniziativa.
Mentre l’edizione dei Giochi Paralimpici Invernali in corso si chiuderà proprio domenica, la signora Maglio sarà accompagnata in studio da Oney Tapia, grande atleta paraolimpico non vedente e vincitore di Ballando con le stelle nel 2017.
A seguire, Maria Esposito: l’attrice che è tornata a interpretare Rosa Ricci nella sesta, attesissima, stagione di 'Mare Fuori', in onda su Rai 2 e disponibile su RaiPlay.
Infine, Francesca Fialdini incontrerà i ragazzi del Rione Sanità: un gruppo di amici che con il coinvolgimento di Jago, artista di fama internazionale, stanno contribuendo, grazie all’arte, alla bellezza e alla valorizzazione delle sue opere, al processo di rinascita economica e sociale di uno dei luoghi simbolo di Napoli, il Rione Sanità.

Torna la Serie A con Lazio-Milan. Oggi, domenica 15 marzo, i biancocelesti ospitano la squadra di Allegri all'Olimpico di Roma nel posticipo della 29esima giornata di campionato. Gli uomini di Sarri arrivano al big match dopo il successo contro il Sassuolo, mentre i rossoneri hanno la grande occasione di riaprire il campionato dopo la vittoria nel derby contro l'Inter: alla luce del pareggio dei nerazzurri contro l'Atalanta, con un successo il Milan si porterebbe a -5 dal primo posto. Ecco orario, probabili formazioni e dove vedere la partita in tv e streaming.
Lazio-Milan, orario e probabili formazioni
Ecco le probabili formazioni di Lazio-Milan, in campo stasera alle 20:45:
LAZIO (4-3-3): Motta; Marusic, Gila, Provstgaard, Nuno Tavares; Dele-Bashiru, Belahyane, Taylor; Isaksen, Maldini, Zaccagni. All. Sarri
MILAN (3-5-2): Maignan; Tomori, De Winter, Pavlovic; Saelemaekers, Fofana, Modric, Ricci, Estupinan; Leao, Pulisic. All. Allegri
Lazio-Milan, dove vederla
Lazio-Milan sarà trasmessa in esclusiva da Dazn, ma la partita sarà visibile anche in chiaro e gratis, dopo registrazione al sito. La sfida sarà disponibile anche in streaming sull'app di Dazn.

"Ho capito che non era il mio uomo ideale". Antonella Elia ospite oggi a Verissimo è tornata a parlare della fine della sua relazione con Pietro Delle Piane. I due stavano per sposarsi, ma nel corso del preparativi la conduttrice ha deciso di fare dietrofront. Nonostante lo considera ancora oggi il suo più "grande amore", si è detta ancora convinta della sua decisione "irrevocabile" di lasciarlo.
"Per me il matrimonio è un passo difficile, importante e impegnativo. Avere definitivamente il compagno definitivo mi metteva paura. Non ero, e non sono sicura, di volere lui al mio fianco per sempre", ha raccontato.
"Il matrimonio era diventato un fardello per me, stavamo regalando la nostra privacy e questo matrimonio sembrava stesse diventando un business", ha aggiunto Antonella Elia che ha svelato i problemi che c'erano nella coppia: "Era una relazione fatta di tensioni, alti e bassi di continuo. Stavamo vivendo qualcosa di tossico".
Antonella Elia ha confessato di avere il terrore di rimanere sola: "Non sono più desiderabile come un tempo. Ormai ho un'età, ho paura che il mio treno sia ormai passato però va bene così", ha aggiunto Elia.
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“Non è una giornata politica ma per la salute dei cittadini, vogliamo regole uguali per tutti”. Così all’Adnkronos Salute Mariastella Giorlandino, presidente Uap (Unione nazionale ambulatori, poliambulatori, enti, ospedalità privata) nell’aprire oggi a Roma la mobilitazione dei laboratori e cliniche private convenzionate al teatro Brancaccio di Roma. “La sanità non è una economia di scala, noi chiediamo giusti rimborsi” per le tariffe di esami e visite svolte nelle strutture private convenzionate con il Ssn “e al ministero della Salute ricordiamo di fare presto la modifica delle tariffe, indicata dal Tae, e già tagliate del 70%”, ha evidenziato la presidente Giorlandino.
“Il cittadino italiano ha il diritto di essere curato nel modo migliore - ha rimarcato Giorlandino - Serve una sanità sul territorio capillare con strutture a norma, organizzate e con professionalità. Per farlo servono fondi giusti. Occorre un sistema che guardi al Sud e fermi la mobilità sanitaria”. La seconda criticità sottolineante dall’Uap riguarda la farmacia dei servizi, che oggi possono fare in deroga alcune prestazioni diagnostiche, “se la prestazione è la stessa, è legittimo chiedersi perché le regole non lo siano. Nel Ssn devono valere gli stessi diritti per i cittadini e gli stessi doveri per chi eroga prestazioni sanitarie”, conclude la presidente Uap.
L'iniziativa, moderata dal giornalista Alessandro Cecchi Paone, nasce come "mobilitazione civile a difesa del Servizio sanitario nazionale e per richiamare l'attenzione su alcune criticità che rischiano di indebolirne l'equilibrio", spiega Uap. Sono "tre i nodi al centro della riflessione: tariffe del nomenclatore nazionale inferiori ai costi reali delle prestazioni; regole diverse per prestazioni sanitarie identiche nella cosiddetta farmacia dei servizi; riordino della rete dei laboratori e concentrazione dell'offerta sanitaria che rischiano di ridurre la sanità di prossimità".
All'assemblea dell'Uap, (Unione nazionale ambulatori, poliambulatori, enti, ospedalità privata), a Roma è intervenuto al telefono come 'guest star' non annunciata il giornalista e conduttore di 'Report', Sigfrido Ranucci. "La sanità nel nostro Paese è a pezzi, gli ospedali sono fatiscenti e i reparti che vengono chiusi per mancanza di personale e tutto questo mentre le liste d'attesa si allungano. Questa è la fotografia di 30 anni di tagli alla sanità che hanno lasciato un segno indelebile. La politica ha liberato risorse dal Ssn per trasferirle al privato puro. Purtroppo - ha aggiunto - ora ci si aggrappa al salvataggio del Pnrr ma dubito che possa salvare il Ssn, non basterà potenziare la medicina del territorio con le Case di comunità per garantire il diritto alla salute cancito dalla Costituzione".
Ranucci ha poi annunciato che 'Report' tornerà ad occuparsi di sanità. "Alcune realtà private anche eclantanti hanno ulizzato i soldi del Fondo sanitario pubblico come un bancomat per portare soldi all'estero", e poi altro tema che sarà affrontato dalle inchieste del team di 'Report' è la formazione, "si è abbassata la qualità" e sul tema "abbiamo intervistato medici e esperti di sanità in tutto il mondo: con l'apertura del numero legale" a Medicina "abbiamo documentato come una qualsiasi persona può superare gli esami di Medicina creando dei danni anche ai pazienti".
Il primo intervento, durante l'evento al Brancaccio, è stato di monsignor Vincenzo Paglia, presidente emerito Pontificia Accademia per la Vita: “La salute è un bene primario per tutti, nessuno escluso e difendere il Ssn è un dovere primario. La battaglia dell’Uap va sostenuta e se c’è bisogno di gridare facciamolo insieme. Anche da parte dei milioni di anziani scartati dalla società, nel 2026. C’è bisogno che tutta la società, a partire dalla politica, faccia crescere la coscienza che il bene della salute è importante per tutti”.
Ospite con un videomessaggio registrato il cantante Al Bano. “Amo l’Italia e desiderio un Paese che lieviti e cresca. Il settore più importante per l’umanità è quello sanitario, perché è una certezza nel bisogno e una sicurezza per noi. Il Ssn va difeso e la salute non deve essere un privilegio, la sanità è un bene prezioso. Quindi è giusto richiamare l’attenzione sui fattori che indeboliscono il Ssn e in questo caso le tariffe, che non permettono di lavorare in serenità. Il Ssn deve rimanere forte e vicino a chi soffre”.
Altro ospite che è intervenuto con un videomessaggio è stato Francesco Vaia, già direttore della Prevenzione del ministero della Salute e oggi componente dell'Autorità garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità: "I cittadini sentono come profondamente odiose le liste d’attesa. C’è un problema rete territoriale, di rete ambulatoriale e di prossimità. C’è la necessità di integrazione pubblico-privato perché il cittadino deve essere aiutato dove vive. Una buona sanità deve essere di qualità ma anche accessibile. C’è bisogno di coraggio, di rivedere il sistema: dalle regole, dai decreti e dalle tariffe. Ma tutto deve essere in funzione delle persone”.
Anche Filippo Anelli, presidente della Fnomceo (Federazione nazionale italiana dei medici chirurghi e odontoiatri) ha mandato un suo videomessaggio: "La manifestazione Uap a Roma “è un evento importante perché sottolinea l’importanza del Ssn e la vocazione universalistica dove voi svolgete un ruolo essenziale e di questo ringrazio gli operatori, i medici sopratutto, perché garantite la qualità, le competenze e la professionalità. Chi lavora nelle strutture accreditate deve essere orgoglioso del lavoro che fa perché rafforza l’obiettivo della tutela della salute garantito dalla Costituzione”.
“Dopo il Covid ci aspettavamo investimenti nella sanità e nei professionisti. Le risorse però non sembrano oggi sufficienti per investire nel Ssn, che ci permette di stare tranquilli dal punto di vista dell’assistenza. Perché in altri paesi c’è chi ha dovuto vendere casa per pagare la terapia intensiva durante il Covid. Oggi si sta puntando sulla medicina di prossimità ma c’è un problema con le liste d’attesa. Come si risolve? Cercando i prescrittori per le Case di comunità, ma io ho già firmato 1093 permessi a medici iscritti all’Ordine per lavorare all’estero. Quindi il futuro del Ssn, della nostra salute, dipende da quanti professionisti rimarranno in Italia. Rischiamo di avere strutture senza medici”. Così Antonio Magi, presidente dell’Ordine dei medici chirurghi e odontoiatri di Roma e provincia, nel suo intervento.
Kilicsoy al posto di Esposito: 'gestito il ramadan, adesso tocca a
lui'... 
In molte famiglie i primi segnali di difficoltà emergono nei momenti più ordinari della giornata: a tavola, davanti allo specchio, durante il cambio degli armadi o nelle discussioni su cosa mangiare. In queste occasioni si giocano spesso equilibri delicati tra autonomia, controllo e percezione del proprio corpo e di quello altrui. Accanto ai percorsi terapeutici specialistici, anche il modo in cui la famiglia gestisce queste situazioni può influenzare il clima emotivo: per questo gli specialisti della rete per i disturbi alimentari del Gruppo Kos hanno elaborato, in occasione della Giornata del Fiocchetto Lilla - che si celebra domani - alcuni consigli pratici di orientamento. Suggerimenti utili anche in via preventiva nelle famiglie dove stanno crescendo ragazzi e ragazze alle prese con i cambiamenti del corpo e dell’identità.
Adolfo Bandettini di Poggio, direttore medico dell’area psichiatria del Gruppo Kos: “Molte dinamiche cruciali nei disturbi alimentari – controllo delle calorie, confronto difficile con l’immagine di sé – sono presenti in forma più sfumata in molte famiglie con figli preadolescenti o adolescenti. Alcuni disturbi, come l’anoressia, si manifestano in modo evidente, mentre bulimia, binge eating o ortoressia possono essere dissimulati. È però fondamentale intervenire precocemente, in maniera integrata coinvolgendo tutte le figure professionali: il nostro obbiettivo deve essere quello di proteggere non solo la mente ma anche il corpo, che può essere compromesso a lungo termine con danni importanti che coinvolgono ad esempio il sistema cardiocircolatorio, endocrinologico e renale. La guarigione è possibile ma richiede un lavoro corale che riunisca specialisti, famiglie e educatori, per creare un’alleanza che rompa il senso di solitudine dei ragazzi e delle ragazze, portandoli a ricevere le cure necessarie.”
Il pasto in famiglia: quando la tavola diventa un luogo di tensione. "Il momento del pasto è spesso uno dei più delicati. Nelle famiglie si crea facilmente una dinamica di controllo e contro-controllo reciproco: i genitori osservano e insistono, il figlio o la figlia si difendono o si chiudono. Alcuni accorgimenti possono aiutare a ridurre il conflitto. Cosa può essere utile fare? "Mantenere il pasto come un momento di relazione familiare e non come verifica di comportamento; mantenere orari regolari e una routine prevedibile dei pasti; parlare di altri argomenti durante la tavola per ridurre la pressione sul cibo e mantenere un contatto tra familiari che non sia focalizzato sul disturbo alimentare; accettare che il percorso di cambiamento sia graduale e non lineare - suggeriscono gli specialisti - Cosa è meglio evitare? Commenti su quantità, peso o calorie degli alimenti; trasformare il pasto in un interrogatorio ('quanto mangi?', 'perché non mangi questo?'); dare suggerimenti insistenti, instaurare ricatti emotivi ('se mangi questo puoi…) o fare discussioni accese a tavola. Cambio di stagione e cambio degli armadi: un passaggio delicato di quanto sembri. Il cambio degli armadi è spesso vissuto come un gesto positivo, quasi liberatorio per l’arrivo della bella stagione. Per chi ha un disturbo alimentare può invece rappresentare un momento di forte vulnerabilità. Il passaggio ai vestiti più leggeri comporta infatti diversi elementi critici: maggiore esposizione del corpo, confronto con le taglie dell’anno precedente, aumento dell’attenzione sul peso e sulla forma fisica".
"Alcune attenzioni possono aiutare: evitare commenti sul corpo proprio o altrui o su come 'stanno' i vestiti; non forzare prove di abiti se la persona manifesta disagio; evitare confronti con il passato, con altri membri della famiglia o conoscenti; privilegiare gli abiti per la loro funzione e comodità, non per l’apparenza; privilegiare abiti non troppo centrati sulla forma corporea - proseguono gli esperti - Il frigorifero di casa: dal controllo alla collaborazione. Un’altra dinamica frequente nelle famiglie riguarda il controllo del cibo domestico. Il frigorifero o la dispensa possono diventare un luogo di sospetto reciproco: i genitori controllano cosa manca, il figlio o la figlia nascondono o evitano alcuni alimenti. Questo meccanismo tende a irrigidire il clima familiare. Può essere più utile: costruire una gestione condivisa della cucina e della dispensa: coinvolgere la persona nella spesa, nelle scelte alimentari, nella preparazione dei pasti – sia per stare insieme sia per avvicinarsi al cibo con maggiore tranquillità; concordare alcuni alimenti 'sicuri' e maggiormente accettati; ridurre i controlli su frigorifero e dispensa; privilegiare un approccio flessibile e piacevole all’alimentazione, evitando di trasformare il cibo sano e le preparazioni leggere in regole rigide o fonte di ansia".
Il 2025 nei ricoveri e percorsi di cura nella rete del Gruppo KosLa rete dedicata ai disturbi alimentari del Gruppo Kos offre percorsi strutturati e convenzionati con il Ssn che comprendono ricovero specialistico, day hospital, riabilitazione nutrizionale, trattamento psicoterapeutico integrato e monitoraggio medico delle complicanze fisiche.
È composta dalle strutture Villa dei Pini a Firenze, Villa Margherita ad Arcugnano (Vicenza), Villa Sant’Alessandro e Villa Armonia a Roma, Villa Rosa e Villa Pineta a Modena e Ville di Nozzano a Lucca, per un totale di oltre 120 posti letto accreditati. Nel 2025 ha trattato oltre 600 pazienti.

Il filosofo e sociologo tedesco Jürgen Habermas, considerato uno dei giganti della riflessione critica sulla contemporaneità, è morto a 96 anni a Starnberg, una cittadina nel sud della Baviera, non lontano da Monaco. L'annuncio della scomparsa è stato dato dalla famiglia tramite un portavoce della sua casa editrice, Suhrkamp Verlag. Si era trasferito Starnberg nel 1971 dove diresse fino al 1981 il Max-Planck-Institut zur Erforschung der Lebensbedingungen der wissenschaftlich-technischen Welt (“Istituto Max Planck per la ricerca sulle condizioni di vita del mondo scientifico-tecnologico”).
Erede della teoria critica e figura centrale della seconda generazione della 'Scuola di Francoforte' - all’Istituto di ricerca sociale fu allievo di Theodor W. Adorno - Habermas, considerato il maggiore pensatore tedesco dell'ultimo mezzo secolo, ha dato risalto ai problemi della comunicazione e alla funzione dell'opinione pubblica nella società contemporanea, rivendicando il ruolo politico della razionalità come dialogo non soggetto a condizioni di dominio.
Professore emerito presso l'Università di Francoforte sul Meno, dove nel 1964 aveva ottenuto la cattedra di filosofia e sociologia che era stata di Max Horkheimer, tra le sue molte opere tradotte in italiano figurano 'Cultura e critica' (Einaudi, 1980), 'Morale, diritto, politica' (Einaudi, 1992), 'Multiculturalismo. Lotte per il riconoscimento' (con Charles Taylor, Feltrinelli, 1998), 'La costellazione postnazionale' (Feltrinelli, 1999) e 'Il futuro della natura umana' (Einaudi, 2002 e 2010).
Il suo lavoro più importante è 'Teoria dell'agire comunicativo' (1981, pubblicato in italiano da Il Mulino nel 1986) nel quale elabora il concetto di una comunicazione libera da rapporti di poteri. Il saggio sviluppa tre direttive di ricerca: la prima incentrata su un concetto di 'razionalità cognitiva' che 'si oppone alle semplificazioni cognitive-strumentali della ragione', la seconda indagante il tentativo di una ricostruzione del concetto di società attraverso l'integrazione dei paradigmi di ''mondo vitale' e ''sistema'', la terza relativa a una 'teoria della modernità' in cui confluiscono gli apporti più significativi della ricerca sociale.
Nei suoi scritti occupano una posizione centrale le tematiche epistemologiche inerenti la fondazione delle scienze sociali reinterpretate alla luce della 'svolta linguistica' della filosofia contemporanea; l'analisi delle società industriali nel capitalismo maturo; il ruolo delle istituzioni in una nuova prospettiva dialogico emancipativa in relazione alla crisi di legittimità che mina alla base le democrazie contemporanee e i meccanismi di formazione del consenso.
Nato il 18 giugno 1929 a Düsseldorf, Jürgen Habermas ha vissuto fino al conseguimento del diploma di maturità a Gummersbach, dove suo padre dirigeva la sede locale della Camera di Commercio e dell'Industria di Colonia. Ha studiato nelle Università di Gottinga (1949/50), Zurigo (1950/51) e Bonn (1951-54) dove si laurea nel 1954 con una tesi dal titolo 'L'Assoluto e la Storia. Sull'ambivalenza nel pensiero di Schelling'. Ottiene l'abilitazione all'insegnamento nel 1961 a Marburgo con la tesi 'Mutamenti di struttura dell'opinione pubblica. Ricerche su una categoria della società civile', pubblicata successivamente in Italia come 'Storia e critica dell'opinione pubblica' (Laterza, 1971).
Da quel momento inizia una straordinaria carriera come professore di filosofia all'Università di Heidelberg, dove insegna fino al 1964. Dal 1964 al 1971 Habermas è stato professore di filosofia e sociologia alla Goethe-Universität di Francoforte. Durante la rivolta studentesca del 1968, Habermas fu percepito come un sostenitore, ma rifiutò la radicalizzazione del movimento. Nel 1971 si trasferisce a Starnberg dove insieme a Carl Friedrich von Weizsäcker guida il Max-Planck-Institut 'per la ricerca delle condizioni vitali del mondo tecnico scientifico'.
Nel 1983 torna all'Università di Francoforte dove gli viene assegnata la cattedra di filosofia con specializzazione in filosofia sociale e filosofia della storia e nel 1994 viene nominato professore emerito. Dal 1983 Habermas è stato curatore della rivista mensile di scienze politiche 'Blätter für deutsche und internationale Politik' Nel 2001 è stato insignito del premio per la pace dell'Associazione dei librai tedeschi; nel 2003 gli è stato consegnato il Premio Principe delle Asturie; nel 2004 il Kyoto-Preis alla carriera; nel 2012 ha vinto uno dei più prestigiosi premi tedeschi, l'Heinrich Heine Preis.
La ricerca filosofica di Habermas ha proposto di interpretare l'intero progresso umano alla luce della 'costellazione di fede e sapere'. Tra i libri di questo ambito: 'Ragione e fede in dialogo' (Marsilio, 2005, tradizione di Giancarlo Bosetti), nato dalle riflessioni sulle interrelazioni tra democrazia e religione maturate in un incontro con il cardinale Joseph Ratzinger, futuro pontefice Benedetto XVI, a Monaco di Baviera presso la Katholische Akademie; 'Tra scienza e fede' (Laterza, 2006), dove indaga il tema delle relazioni tra religione e laicità e propone il superamento dell'atavica frattura che le separa; 'Verbalizzare il sacro. Sul lascito religioso della filosofia' (Laterza, 2015), saggio sui nodi della secolarizzazione.
Habermas ha dedicato molti articoli, saggi e conferenze a una riflessione critica sul destino dell'Europa e dell'Occidente, elaborando anche serrate analisi sui precari equilibri fra gli stati europei e gli Usa. Una miscellanea di questi interventi è stata raccolta nel volume 'L'Occidente diviso' (Laterza, 2005).
L'analisi è poi proseguita con 'Il ruolo dell'intellettuale e la causa dell'Europa' (Laterza, 2011), dove ritorna a occuparsi della situazione relativa all'Occidente; con 'Nella spirale tecnocratica. Questa Europa è in crisi' (Laterza, 2014), dove sostiene che gli europei devono riconoscere che il loro modello di Stato sociale e la varietà nazionale delle loro culture possono sopravvivere solo grazie a uno sforzo comune: 'rinunciare all'Unione europea significherebbe prendere congedo dalla storia mondiale'. (di Paolo Martini)
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