
(Adnkronos) - Proteste e polemiche in Francia-Senegal. Oggi, martedì 16 giugno, i Blues hanno sfidato la Nazionale africana nella prima giornata del girone I dei Mondiali 2026, in una partita segnata anche da un episodio arbitrale decisamente contestato. Deschamps e i giocatori della Francia hanno infatti protestato in maniera veemente per un calcio di rigore non assegnato alla Francia per un contatto falloso di Mané su Mbappé in area nel corso del secondo tempo.
Succede tutto al 60'. Mbappé brucia Mané sulla destra ed entra in area, l'attaccante interviene in scivolata ma sbaglia il tempo dell'intervento e finisce per travolgere il centravanti del Real Madrid. L'arbitro australiano Faghani però fa segno di proseguire, provocando subito le proteste francesi.
Passa qualche secondo e il direttore di gara viene richiamato dal Var, che lo invita a rivedere l'azione. Dopo la revisione al monitor però l'arbitro assegna calcio di punizione per il Senegal, spiegando che, secondo la sua lettura, è stato Mbappé il primo a iniziare il contatto con Mané. Una decisione che ha scatenato la rabbia di Deschamps e di tutta la Francia.
La decisione dell'arbitro ha 'sorpreso' anche i telecronisti Rai, che al gesto di Faghani, che sembrava indicare il dischetto, hanno urlato: "È calcio di rigore, calcio di rigore per la Francia".

(Adnkronos) - Alexander Zverev e una rivelazione choc dietro il trionfo al Roland Garros. Il tennista tedesco ha conquistato a Parigi il suo primo titolo Slam, battendo Flavio Cobolli in finale. Prima della partita però, Zverev ha dovuto fare i conti con un dolore alla schiena che lo accompagna ormai da diverso tempo.
"L’anno scorso ho avuto problemi alla schiena e un edema osseo legato a un disturbo metabolico. È per questo che giocavo con dolore. A dicembre ho fatto molte iniezioni. Forse non erano 70, ma sono certo che ce ne siano state circa 60. Grazie a quelle ho potuto giocare quest’anno senza dolore", ha rivelato alla Bild, "Non riuscivo ad allenarmi correttamente e ho perso la tecnica, ero molto lontano dal mio miglior livello".
"A Shanghai ho iniziato a gestire meglio questi problemi e gradualmente mi sono sentito meglio. È per questo che ho ritrovato un buon livello di gioco", ha continuato Zverev, "dopo il Masters 1000 di Roma, me ho fatto un’altra quarantina di iniezioni. Hanno quindi giocato un ruolo importante in questo titolo e mi hanno aiutato enormemente”.
(Adnkronos) - E’ morto il cardinale Camillo Ruini, già presidente della Conferenza episcopale italiana. Il porporato aveva 95 anni. Lo scorso maggio, il cardinale era di nuovo precipitato in gravi condizioni di salute. Lo storico presidente della Cei, originario di Sassuolo, aveva compiuto 95 anni lo scorso 19 febbraio e da tempo affrontava problemi di salute legati in particolare alla funzionalità renale. Ruini fu ricoverato d'urgenza nel luglio 2024 al Policlinico Gemelli a causa di un infarto. Dopo essersi ripreso dall'attacco cardiaco, Ruini venne curato successivamente anche per un blocco renale nel 2025.
Il cardinale Vicario di Roma, Baldassare Reina, il Consiglio episcopale con la Diocesi di Roma, “grati per la lunga e proficua vita cristiana e per il suo servizio alla Chiesa”, affidano “alla misericordia del Signore il cardinale Camillo Ruini”. “La sua guida pastorale dal 1991 al 2008, ha lasciato un segno profondo della sua intelligenza nell’interpretare la presenza dei cristiani nella città, unendovi la responsabilità di Presidente della Conferenza episcopale della Chiesa italiana. Acuto nel discernere le svolte politiche e sociali del Paese, - sottolinea Reina - ha considerato fondamentale guidare le transizioni culturali con la fierezza cattolica di essere depositari di un patrimonio di valori da non nascondere, ma da custodire e difendere, adempiendo il suo motto episcopale Veritas liberabit nos”.
Con la morte di Ruini si chiude una delle stagioni più dense e influenti della storia recente della Chiesa cattolica italiana. Figura centrale nel panorama ecclesiale e culturale del Paese, Ruini ha incarnato per decenni la volontà della Chiesa di rimanere protagonista nel cuore della società, anche in un tempo segnato da profonde trasformazioni e da un crescente secolarismo.
Protagonista di spicco dell'episcopato, Ruini, nella sua veste di presidente della Conferenza Episcopale Italiana (1991-2007) divenne dagli anni '90 il principale regista della ristrutturazione dell'intervento cattolico nello spazio pubblico, segnando una svolta rispetto al tradizionale collateralismo democristiano della Prima Repubblica. Dopo la fine della Democrazia cristiana e l'avvento di Forza Italia, il suo approccio non fu più quello del partito cattolico, bensì quello di una 'Chiesa pensante', capace di orientare la politica attraverso princìpi, alleanze culturali e visibilità mediatica.
Nato a Sassuolo (Modena) il 19 febbraio 1931, nella diocesi di Reggio Emilia, Camillo Ruini si formò al Pontificio Collegio Capranica e alla Pontificia Università Gregoriana, dove ottenne la licenza in filosofia e teologia. Ordinato sacerdote l'8 dicembre 1954, fu fin da subito riconosciuto come un fine intellettuale e un pastore attento, capace di unire riflessione teologica e capacità di guida.
Docente di filosofia e poi di teologia dogmatica, Ruini fu per quasi trent'anni punto di riferimento per generazioni di seminaristi e teologi, contribuendo alla formazione del clero emiliano. Il suo impegno culturale si espresse anche attraverso la presidenza del Centro culturale "Giovanni XXIII", che contribuì al dialogo tra fede e modernità in un’Italia attraversata da forti tensioni sociali e ideologiche.
Nel 1983 fu consacrato vescovo ausiliare di Reggio Emilia e Guastalla, e nel 1986 assunse l'incarico di segretario generale della Conferenza Episcopale Italiana. Due anni dopo fu tra i principali artefici del Convegno ecclesiale di Loreto (1985), evento che segnò la rinnovata volontà della Chiesa italiana di dialogare con la società, dopo le ferite del post-'68. Il punto culminante del suo servizio ecclesiale arrivò nel 1991, quando Papa Giovanni Paolo II lo nominò Vicario generale di Sua Santità per la diocesi di Roma, presidente della Cei e, il 28 giugno dello stesso anno, lo creò cardinale. Da quel momento, Ruini divenne la voce pubblica più autorevole della Chiesa in Italia.
Camillo Ruini fu non solo un uomo di Chiesa, ma anche un "politico della fede", capace di incidere profondamente nel dibattito culturale e legislativo italiano. Difensore tenace dell'identità cristiana del Paese, non esitò a prendere posizioni nette su temi etici come il riconoscimento delle unioni civili, la bioetica e la laicità dello Stato. Memorabile fu il suo ruolo nel referendum del 2005 sulla procreazione assistita, dove promosse con efficacia l'astensione, contribuendo al suo fallimento. Per molti, quel momento segnò l'apice della sua influenza pubblica.
Al contempo, Ruini fu protagonista del tentativo - ispirato da Giovanni Paolo II - di rilanciare una "nuova presenza pubblica dei cattolici", non attraverso un partito confessionale, ma tramite una cultura cristiana capace di orientare le coscienze e le scelte politiche.
Pur essendo considerato un uomo dell'ala conservatrice della Chiesa, Ruini fu sempre animato da una visione lucida e profonda delle sfide della modernità. Nel suo pensiero teologico e pastorale si avvertiva costantemente la preoccupazione per la crisi della fede in Europa, il rischio del relativismo e la necessità di una presenza cristiana capace di interrogare la cultura contemporanea.
Anche dopo la fine dei suoi incarichi ufficiali - nel 2007 come presidente della Cei e nel 2008 come Vicario di Roma - non si ritirò dal dibattito ecclesiale. Nel 2010 fu chiamato da Papa Benedetto XVI a presiedere la Commissione internazionale d'inchiesta sulle apparizioni mariane di Medjugorje, segno della fiducia che continuava a godere ai più alti livelli della Curia romana.
Il cardinale Ruini ha servito la Chiesa con intelligenza, rigore e passione per oltre settant'anni. È stato teologo, educatore, vescovo, consigliere di papi e guida della comunità ecclesiale italiana. Uomo sobrio, riservato ma determinato, che ha lasciato un'impronta indelebile nella storia della Chiesa post-conciliare.
La traiettoria ecclesiale e pubblica del cardinale Camillo Ruini si è incrociata con le dinamiche della Seconda Repubblica. Nota e discussa la sua interazione con Silvio Berlusconi, il cui ingresso sulla scena politica nel 1994 con Forza Italia coincise con la fase di massima influenza di quello che i critici definirono 'sistema Ruini'. Entrambi operarono come attori centrali di due sistemi paralleli - 'ruinismo' e 'berlusconismo' - che, pur partendo da presupposti radicalmente diversi, trovarono un punto d'incontro nel comune obiettivo di ristrutturare lìidentità italiana dopo il crollo del sistema dei partiti tradizionali e la crisi dell'etica pubblica.
Camillo Ruini e Silvio Berlusconi non avevano nulla in comune per cultura, stile, sensibilità personale. Il primo era un teologo rigoroso, formato nella scuola tomista romana, abituato alla riservatezza del seminario e alla profondità del dibattito ecclesiale. Il secondo era un imprenditore televisivo, istrionico, pragmatico, portatore di una visione della società basata sull'individuo, sul successo e sull'iniziativa privata. Eppure, tra il 1994 e il 2007, i due 'sistemi' riuscirono a interagire proficuamente grazie a una convergenza di opportunità, favorita dal contesto storico.
Questa convergenza non fu mai organica, ma si costruì su una serie di sinergie tattiche: Ruini vide in Berlusconi un possibile argine alla secolarizzazione e alla frammentazione dei valori familiari, mentre Berlusconi trovò nella Cei di Ruini una sponda autorevole per legittimare la propria proposta politica agli occhi del mondo cattolico. Il punto più alto di questa sinergia si registrò nel 2005 con il referendum sulla procreazione assistita. La Cei promosse apertamente l'astensione, ottenendo un successo politico e mediatico che confermò la capacità della Chiesa di incidere nella società anche in assenza di un partito confessionale. Il sostegno, tacito o esplicito, del governo Berlusconi fu fondamentale per la riuscita della campagna.
Analogamente, su temi come il rifiuto del riconoscimento giuridico delle unioni omosessuali, il sostegno alla scuola privata cattolica, la sussidiarietà nel welfare e il ruolo delle organizzazioni cattoliche nella società civile, Ruini e Berlusconi marciarono in parallelo, pur senza mai formalizzare un'alleanza politica. Particolarmente significativa fu la convergenza sul principio di sussidiarietà, promosso dalla Dottrina sociale della Chiesa e interpretato in chiave neoliberale da Forza Italia.
Non mancarono, però, momenti di tensione. L'opposizione della Cei alla legge Bossi-Fini sull'immigrazione nel 2002, e successivamente il caso Boffo nel 2009 - quando il direttore di "Avvenire" Dino Boffo fu travolto da uno scandalo tirato fuori dal "Giornale" diretto da Vittorio Feltri - segnarono la fine della stagione dell'intesa. La gestione unitaria dei rapporti tra Chiesa e politica si sfaldò, portando a una maggiore frammentazione e al ritorno del pluralismo cattolico. (di Paolo Martini)
(Adnkronos) - In 42mila allo stadio Olimpico per Eros Ramazzotti. L'artista, nato proprio nella capitale, è tornato a casa per una tappa speciale del suo "Una Storia Importante World Tour", un tour mondiale che celebra i suoi oltre quarant'anni di carriera. La serata si è aperta con le note di 'Taxi Story', ma è stato con 'Quanto amore sei', subito dopo, che l'atmosfera si è scaldata. Il boato del pubblico ha accompagnato la sentita dedica dell'artista alla sua città: "Roma, quanto amore sei".

(Adnkronos) - Jannik Sinner diventa... un asteroide. Il tennista azzurro ha ripreso gli allenamenti a Montecarlo in vista del prossimo Wimbledon, Slam a cui arriverà da campione in carica dopo aver vinto la finale dello scorso anno contro Carlos Alcaraz, assente per infortunio. Intanto però, Sinner avrà un omonimo nello spazio.
Sì, perché il 'Working Group Small Bodies Nomenclature' dell’Unione astronomica internazionale ha ufficializzato un nuovo nome per un asteroide, che si chiamerà proprio 'Jannik Sinner'. Tutto è iniziato da un'iniziativa degli astronomi italiani Fabrizio Bernardi, che lavora presso lo Space Dynamics Services, e Maura Tombelli.
“Come una cometa o un corpo celeste fisso, Sinner rappresenta un faro luminoso per le nuove generazioni. Da oggi, la sua grandezza è scritta tra le stelle", hanno detto i due astronomi, "abbiamo voluto dedicare questo asteroide a Jannik Sinner, non solo per i suoi straordinari successi sportivi, che stanno portando l'Italia al vertice del mondo del tennis, ma anche per i valori di resilienza, correttezza e dedizione assoluta che incarna dentro e fuori dal campo".

(Adnkronos) - Un selfie a tavola per dire che la corsa verso le politiche è ufficialmente partita. E che la faranno insieme. Elly Schlein, Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli postano sui social la foto del pranzo oggi da Costanza Hosteria. Ristorante vicino a Campo de Fiori, tra le rovine del teatro di Pompeo, famoso per le specialità della cucina romana. Sul menu bocche cucite, ma la focaccia bianca, si riferisce, è stata apprezzata da tutti. "Al lavoro. Per cambiare l’Italia. Segnatevi queste date: 8 e 15 luglio. Ci vediamo presto!", annuncia Fratoianni su Instagram. Due date, due iniziative pubbliche. Una al Nord e una al Sud, per un confronto sulle proposte del campo progressista. Insomma Pd, M5S e Avs accelerano.
Conte, che avrebbe suggerito il ristorante, rivela ai cronisti alla Camera che quello di oggi è stato solo l'ultimo di altri incontri: "Ci sono dei confronti che si sono susseguiti con una certa costanza. Ora lo abbiamo reso noto perché è arrivato il momento di rimboccarci le maniche. Ora tocca a noi". Quel selfie è "stato un modo per ribadire che stiamo lavorando". E i due incontri pubblici in programma serviranno a dire che non si parte da zero. "Un evento al Nord e uno al Sud per illustrare anche che non partiamo da zero, abbiamo già fatto un percorso in questa legislatura. Soltanto che viene un po' oscurato dal dibattito contingente, del giorno, ma in realtà c'è già un percorso di condivisione di punti programmatici, che si tratti di progetti di riforma o mozioni o risoluzioni. Valorizzeremo il percorso fatto e aggiungeremo qualcosa di nuovo".
Dal selfie mancano i leader centristi. "Ma Renzi era sotto il tavolo?", twitta Carlo Calenda in tempo reale. "Ci siamo noi, perché abbiamo lavorato costantemente, con un certo affiatamento...", argomenta Conte. Ma il perimetro è destinato ad allargarsi. Quando, spiega Bonelli in Transatlantico, le varie forze che si muovono al centro si saranno organizzate. Si accelera per timore che la legislatura precipiti prima del previsto con elezioni anticipate? Questo, risponde Conte ai cronisti, "non dipende da noi, perché i numeri ce li ha maggioranza. Se dovessimo fare una riflessione politica, mi pare abbastanza chiaro che ormai, dopo il referendum e con Vannacci, stanno implodendo. Ma noi dobbiamo fare un percorso nostro, che stavamo già facendo. Nel momento in cui si definiscono delle date, dobbiamo essere pronti per rappresentare un progetto politico. Non c'è da parte nostra un'accelerazione, ma stiamo lavorando...".
Conte, in una video intervista con Andrea Scanzi, torna poi sul rapporto con il leader Iv. "Do per scontato che ci sia Renzi in coalizione? No. Il mio compito, da leader politico, non è dare valutazioni sui singoli, ma guidare processi politici e l'obiettivo maggiore è cambiare l'Italia. Sicuramente c'è un problema di affidabilità, non dobbiamo creare un'accozzaglia, un caravanserraglio, che è nella tradizione del centrosinistra dividersi" a differenza che a destra. "Io lavorerò per un progetto solido e coerente, mi sto ponendo il problema dell'affidabilità ma non la posso risolvere dicendo se mi è simpatico o antipatico Tizio, Caio o Sempronio. Bisogna intercettare i processi politici. Noi siamo stati traditi anche da Di Maio, non solo da Renzi...".

(Adnkronos) - Ai Mondiali 2026 è il turno della Francia. Dopo l'esordio delle prime big nella Coppa del Mondo in corso tra Messico, Stati Uniti e Canada, i Bleus di Deschamps fanno il loro debutto contro il Senegal oggi, martedì 16 giugno. Si tratta di uno dei match - visibile in diretta tv e streaming - del gruppo I, che comprende anche Iraq e Norvegia.
Proprio Iraq e Norvegia saranno protagonisti del match di mezzanotte.

(Adnkronos) - Dopo mesi di indiscrezioni e speculazioni, Tom Holland ha finalmente confermato di aver sposato Zendaya. L’attore britannico, noto per il ruolo di Spider-Man, ha rivelato la notizia durante un’intervista alla rivista "Esquire", scegliendo però un approccio prudente e senza entrare nei dettagli della cerimonia. L’occasione è arrivata quando gli è stato chiesto di commentare alcune immagini generate dall’intelligenza artificiale che, nelle scorse settimane, avevano mostrato una presunta cerimonia di matrimonio tra lui e Zendaya sul Lago di Como, in Italia. Holland ha raccontato che perfino sua nonna aveva temuto di non essere stata invitata alle nozze dopo aver visto le fotografie circolare online.
Alla domanda se altri amici o parenti fossero stati ingannati dalle immagini false, l’attore ha fatto una lunga pausa prima di rispondere: "No, perché erano tutti lì". Una frase che ha di fatto confermato il matrimonio tra le due star. Subito dopo, però, Holland ha aggiunto: "Questo è tutto quello che otterrete da me". Le voci sulle nozze circolavano già da diversi mesi. A marzo, lo stilista Law Roach, collaboratore storico di Zendaya, aveva dichiarato sul red carpet di Access Hollywood: "Il matrimonio è già avvenuto. Ve lo siete perso. È assolutamente vero". Inoltre, l’attrice era stata più volte fotografata con una fede d’oro accanto all’anello di fidanzamento.
Zendaya ha recentemente spiegato la sua scelta di mantenere la massima riservatezza sulla vita privata. In un’intervista al "New York Times", ha affermato di comprendere l’interesse del pubblico nei confronti della sua relazione con Holland, ma di voler preservare alcuni aspetti della propria vita lontano dai riflettori. "Cerchiamo di non nasconderci dal mondo, ma di conservare qualcosa solo per noi stessi, per la nostra famiglia e le persone che amiamo", ha dichiarato l’attrice. Anche Holland ha parlato con grande affetto della moglie, definendola "la mia migliore amica". "Sono più felice che mai quando sono con lei", ha aggiunto. "Non mi sono mai sentito così sostenuto e al sicuro in tutta la mia vita". La coppia, tra le più amate di Hollywood, tornerà presto insieme sul grande schermo in Spider-Man: Brand New Day, il nuovo capitolo della saga dedicata all’Uomo Ragno, in uscita il 31 luglio.

(Adnkronos) - Sei cavalli sono morti per un incendio di vaste proporzioni scoppiato oggi pomeriggio all'interno di una scuderia dell'ippodromo Sant’Artemio di Treviso.
Le squadre dei Vigili del Fuoco di Treviso e Conegliano sono intervenute con 5 autobotti per domare le fiamme, che si sono propagate rapidamente anche a causa della presenza di paglia nella struttura. La scuderia risulta gravemente danneggiata e in parte collassata.
L’incendio ha generato una densa nube nera visibile da chilometri di distanza. Sono in corso gli accertamenti per ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto. Sul posto anche carabinieri e polizia locale.

Se hai scelto di non accettare i cookie di profilazione e tracciamento, puoi aderire all’abbonamento "Consentless" a un costo molto accessibile, oppure scegliere un altro abbonamento per accedere ad ANSA.it.
Ti invitiamo a leggere le Condizioni Generali di Servizio, la Cookie Policy e l'Informativa Privacy....

Se hai scelto di non accettare i cookie di profilazione e tracciamento, puoi aderire all’abbonamento "Consentless" a un costo molto accessibile, oppure scegliere un altro abbonamento per accedere ad ANSA.it.
Ti invitiamo a leggere le Condizioni Generali di Servizio, la Cookie Policy e l'Informativa Privacy....

Se hai scelto di non accettare i cookie di profilazione e tracciamento, puoi aderire all’abbonamento "Consentless" a un costo molto accessibile, oppure scegliere un altro abbonamento per accedere ad ANSA.it.
Ti invitiamo a leggere le Condizioni Generali di Servizio, la Cookie Policy e l'Informativa Privacy....

(Adnkronos) - Tra Spazio e Artico ci sono più similitudini di quanto si possa pensare. Entrambi sono freddi, inospitali, e contesi spesso dagli stessi grandi Paesi. A dettare i tempi della competizione sono logiche geopolitiche molto simili. Nel caso dello Spazio, l'Europa per ora ha ancora la medaglia di bronzo. Ma con nuovi player determinati come India e Brasile, potrebbe perderla presto. Se ne è parlato durante l’appuntamento che il Centro Studi Americani di Roma dedica alle relazioni internazionali. L'evento, realizzato con il contributo del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e in collaborazione con Airpress, Aspen Institute Italia, Ecfr (European council on foreign relations), Geopolitica.info e Osservatorio artico, è stato inaugurato dai saluti istituzionali di Roberto Sgalla (direttore del Centro Studi Americani) e da Lorenzo Termine (presidente di Geopolitica.info).
Il cuore del dibattito sullo spazio si è concentrato sulle nuove dinamiche extra-atmosferiche. Secondo il paper presentato da Riccardo Leoni, analista di geopolitica e difesa di Airpress, lo Spazio non è più relegato alla sola frontiera scientifica e di ricerca. L'Europa ha la medaglia di bronzo sulla scena spaziale globale e rischia di restare indietro in una competizione che si sta spostando dalla Terra allo spazio stesso, mentre l'industria europea è paralizzata da frammentazione interna ed egoismi nazionali che ne depotenziano la competitività rispetto ai giganti monolitici americano e cinese. La sfida critica per i prossimi decenni sarà superare questa frammentazione per consolidare un settore unificato.
Il successo di questa operazione determinerà la rilevanza dell'Europa non solo sul piano economico, ma sempre più su quello della sicurezza strategica. La parola frammentazione torna più volte durante il dibattito, moderato dal giornalista di Repubblica Gianluca Di Feo. Ne ha parlato anche Simonetta Di Pippo, direttrice dello Space economy evolution lab (See Lab) in Sda Bocconi, già direttrice dell'Ufficio delle Nazioni Unite per gli affari dello spazio extra-atmosferico. "Il problema è la frammentazione istituzionale, per l'Europa. Difficile raggiungere le dimensioni degli Stati Uniti, che hanno trovato un modello pubblico privato che sembra funzionare", ha detto.
In Europa il problema principale per quegli attori privati "sono i finanziamenti. Lo sviluppo della space economy, che oggi vale oltre 600 miliardi di dollari, non decolla per la scarsa propensione al rischio di aziende e perché la finanza non comprende del tutto un settore complesso. Servirebbe un capitale più paziente". Secondo Paolo Gaudenzi, consigliere scientifico del Consolato Italiano a Boston, "dalla Space economy ormai si è passati alla Space finance. Basta guardare la quotazione di SpaceX, che ha superato di molto il valore di mercato dell'intera space economy. I bilanci annuali delle tre agenzie spaziali di Europa, Usa e Cina sono ben inferiori a quanto ha raccolto Elon Musk nella sua quotazione".
Secondo il paper presentato da Leoni, gli Stati Uniti mantengono la leadership assoluta grazie alla sinergia tra istituzioni (Nasa), settore privato e le ingenti risorse finanziarie destinate alla neonata Space Force. Pechino intanto punta all'indipendenza tecnologica e al controllo attivo delle orbite tramite un modello centralizzato, mentre Mosca conserva un solido know-how storico ma fatica a innovare al ritmo dei competitor. L''Europa vanta eccellenze industriali ma sconta una frammentazione politica profonda e manca di un accesso logistico autonomo, dipendendo da terzi per i lanci. L'Italia possiede una filiera d'eccellenza e una crescente integrazione militare interforze, ma soffre per finanziamenti statali ancora troppo limitati. Per non restare ai margini come "junior partner", l'Europa deve colmare in fretta il divario logistico, sviluppare lanciatori propri e aumentare drasticamente gli investimenti pubblici, garantendosi un accesso autonomo, si legge nel paper . Secondo Gabriele Gambarara, vicepresidente di Elt Group, spazio e artico "condividono evidenti caratteristiche ambientali e geopolitiche: sono ambienti ostili, freddi e caratterizzati dall'assenza di luce”. Ma l’accesso allo spazio è al centro dei desideri anche di nazioni emergenti nel settore come l'India e il Brasile, spiega ancora.
Barbara Negri, vicedirettore Scienza & innovazione e responsabile Volo umano e sperimentazione dell’Agenzia spaziale italiana (Asi), dice che "esistono grandi sinergie fra lo spazio e l'Artico”. La possibilità di effettuare test in quelli che vengono definiti "analoghi dello spazio", ovvero aree che riproducono condizioni che si ritroveranno poi in ambito spaziale, rappresenta un grande banco di prova a livello scientifico. Anche secondo Arturo Varvelli, Head of the Rome office dell'Ecfr, parliamo di domini fondamentali per le dinamiche di competizione strategica attuali". Se lo Spazio rappresenta l'altitudine, nella nuova geopolitica, l'Artico ne rappresenta la latitudine più sensibile. Nella seconda parte della conferenza, l'attenzione si è spostata sul panel dedicato al Grande Nord. Partendo dal paper presentato da Leonardo Parigi (direttore di Osservatorio Artico), la discussione ha esplorato le rapide e inedite trasformazioni ambientali e politiche della regione. Un dibattito che ha visto i preziosi contributi di esperti come il generale Giorgio Cuzzelli, l'esperto di geopolitica Lucio Martino, l'inviato speciale del Maeci per l'Artico Agostino Pinna e la direttrice dell'Osservatorio di Intelligence sull’Artico Emanuela Somalvico, a conferma di come le nuove frontiere, in cielo o tra i ghiacci, siano oggi il vero banco di prova degli equilibri globali.

(Adnkronos) - Colpi di avvertimento sparati dalla fregata russa 'Ammiraglio Grigorovich' sarebbero esplosi a meno di 500 metri da uno yacht britannico che navigava nella Manica, circa 30 chilometri a sud dell'Isola di Wight. Lo ha riferito il ministero della Difesa britannico, che ha avviato un'indagine. Secondo il Guardian, l'imbarcazione non ha riportato danni e nessun membro dell'equipaggio è rimasto ferito. Lo yacht ha proseguito la propria navigazione, mentre un'unità partita dalla nave pattuglia della Royal Navy 'Hms Tyn' ha raggiunto lo yacht per raccogliere testimonianze sull'accaduto e verificare le condizioni dell'equipaggio.
"Lavoriamo per accertare i fatti relativi a un incidente avvenuto nella Manica", ha dichiarato un portavoce del ministero della Difesa. Fonti della difesa britannica, tuttavia, hanno precisato che l'episodio viene considerato al momento un caso isolato e non sarebbe collegato ad altre recenti operazioni condotte dal Regno Unito contro interessi russi.
L'incidente è accaduto pochi giorni dopo il sequestro, al largo dell'Isola di Wight, della petroliera Smyrtos, collegata alla Russia e colpita dalle sanzioni occidentali. Si è trattato della prima operazione guidata direttamente dalle forze britanniche contro una nave sanzionata dall'inizio della guerra in Ucraina.

(Adnkronos) - "L'omicidio di Saman, pur avendo radici culturali proprie, tradisce il ricorso a una violenza estrema e sproporzionata, scelta come unico strumento per 'emendare una presunta colpa' (la volontà di libertà della ragazza), che realizza la natura turpe e ignobile del movente". In trentatré pagine la procura generale della Cassazione con una memoria scritta, che l'Adnkronos ha potuto visionare, firmata dall’avvocato generale Marco Dall’Olio e depositata in vista dell’udienza prevista per domani del processo per l’omicidio di Saman Abbas, la 18enne pachistana uccisa nella notte tra il 30 aprile e il primo maggio 2021 a Novellara di Reggio Emilia, chiede di rigettare i ricorsi degli imputati e di confermare i quattro ergastoli inflitti il 18 aprile dello scorso anno dalla Corte di Appello di Bologna ai genitori della ragazza, Habbar Abbas e Nazia Shaheen e ai cugini Noman Ul Haq e Ijaz Ikram, accusati di omicidio e soppressione di cadavere, e i 22 anni di reclusione decisi per lo zio, Danish Hasnain, che in primo grado era stato condannato a 14 anni, riconosciute le aggravanti della premeditazione e dei motivi abietti, valutate equivalenti alle circostanze attenuanti generiche già concesse per la collaborazione prestata per il ritrovamento del corpo. I giudici di merito avevano ribaltato la sentenza di primo grado nei confronti dei cugini della vittima, che erano stati assolti e poi condannati all'ergastolo, riconoscendo le aggravanti di premeditazione e motivi abietti. Saman fu uccisa nel vialetto davanti a casa e sepolta in una buca a poca distanza dall’abitazione familiare a Novellara. Ad allertare le forze dell’ordine era stato il fidanzato della 18enne. Il corpo della giovane venne ritrovato un anno e mezzo dopo, il 18 novembre del 2022, dopo che lo zio fuggito all’estero e catturato a Parigi indicò agli investigatori il luogo dove era stata sepolta. Le indagini si erano sempre concentrate sull’ambito familiare.
L’avvocato generale della Cassazione sottolinea nella sua requisitoria come "la Corte di Assise di Appello motiva innanzitutto circa il fatto che l'omicidio di Saman non sia stato un atto d'impeto, bensì una decisione deliberata dall'intero nucleo (eccetto il fratello Ali Haider) per sanzionare il disonore arrecato dalla ragazza, che aveva deciso di vivere secondo canoni sociali diversi da quelli di origine. In quest'ottica, la soppressione del cadavere è vista come l'estensione necessaria del progetto omicida, finalizzata a garantire l'impunità a tutti i membri del gruppo - si legge nella requisitoria scritta - Sebbene non vi sia prova che i genitori abbiano fisicamente scavato la fossa, la Corte di Assise di Appello ha affermato la loro responsabilità a titolo di concorso morale e materiale, avendo essi partecipato alla fase della 'consegna' di Saman e perciò non potendo non sapere quali conseguenze vi sarebbero state in ordine a tale gesto. Il giudice di secondo grado rileva inoltre che Habbar e Nazia avevano pianificato la partenza per il Pakistan immediatamente dopo il delitto: tale fuga postula necessariamente che il corpo non venisse ritrovato o venisse ritrovato solo dopo molto tempo; in caso contrario, l'intervento immediato delle autorità avrebbe impedito la loro partenza", evidenzia l’avvocato generale Dall’Olio.
“Per la Corte di Assise di Appello di Bologna, motivazione che si ritiene condivisibile in punto di fatto e di diritto - scrive il rappresentante della procura generale della Cassazione - uccidere una figlia o una nipote, perché desiderosa di vivere la propria vita in libertà, è un motivo turpe e ignobile, che manifesta un senso di possesso parentale distorto e una perversità tale da giustificare l'aggravante”. Il movente “spregevole e ignobile, rivela una tale perversità da destare repulsione e ripugnanza in ogni persona di media moralità. Sul punto va precisato quanto segue: il primo giudice aveva escluso l'aggravante ritenendo che, nel contesto culturale pakistano degli imputati (definito impermeabile alle influenze esterne), il movente dell'onore non potesse considerarsi abietto in senso tecnico-giuridico, poiché costituiva una spinta non banale ma radicata nel loro retaggio - si spiega nella requisitoria - La Corte di secondo grado ha profondamente dissentito da tale impostazione, affermando che il riconoscimento di un fattore culturale non può tradursi in un inasprimento sanzionatorio o in una scusante, ma deve confrontarsi con lo sbarramento 'invalicabile' dei diritti fondamentali. Il presidio dei diritti inviolabili della persona, quale il diritto alla vita, costituisce un limite assoluto all'introduzione, nel nostro sistema, di consuetudini o costumi incompatibili con la Costituzione italiana. Nessun rispetto per le tradizioni straniere può comportare l'abdicazione del sistema penale alla punizione di condotte non tutelanti dei diritti fondamentali. Il cuore della motivazione - sottolinea il pg - risiede nell'abnorme sproporzione tra il comportamento di Saman e la reazione del clan".
Quanto all'aggravante della premeditazione infine, l’avvocato generale della Cassazione sottolinea come l'omicidio di Saman "non è stato un atto d'impeto, bensì una decisione deliberata nell'ambito dell'intero contesto familiare, con la sola esclusione'' del fratello della vittima all'epoca sedicenne. ''Tale struttura collettiva - si legge ancora - spiega la convergenza di tutti i membri verso l'unico obiettivo di punire Saman per il disonore arrecato, rendendo logicamente necessaria la partecipazione di ciascuno secondo ruoli predefiniti". Elementi che saranno domani l’attenzione dei giudici della prima sezione penale della Suprema Corte chiamati a decidere sul processo. (di Assunta Cassiano e Daniele Dell’Aglio)

(Adnkronos) - Adesso è anche ufficiale: Ruben Amorim è il nuovo allenatore del Milan. Il club rossonero ha comunicato di aver affidato la guida della prima squadra al tecnico portoghese. "Amorim - si legge nella nota - inizia la carriera da allenatore nel 2018, dopo aver concluso il percorso da calciatore professionista, durante il quale ha indossato le maglie di Belenenses e Benfica, oltre a quella della Nazionale portoghese".
Dopo le prime esperienze in panchina al Casa Pia e al Braga, nel 2020 Amorim assume la guida dello Sporting Lisbona, dando inizio a un ciclo caratterizzato da una forte identità di gioco, innovazione e valorizzazione dei calciatori. Un percorso che si traduce in risultati concreti: due titoli di campione del Portogallo, due Coppe di Lega e una Supercoppa. Prima di approdare al Milan, ha ricoperto il ruolo di allenatore del Manchester United. Nel corso della sua carriera, Amorim ha sviluppato un approccio tattico moderno e offensivo, supportato da una solida organizzazione di gioco, dimostrando una particolare capacità nel valorizzare i giovani talenti e accompagnarli nel loro percorso di crescita. "Seguiamo Rúben da anni. Il suo percorso allo Sporting è stato straordinario e rispecchia esattamente lo stile di gioco che stiamo cercando. È uno dei tecnici più preparati e innovativi della nuova generazione europea: giovane, ambizioso, con una chiara identità calcistica e un approccio tattico ben definito", ha dichiarato Gerry Cardinale, Managing Partner di RedBird Capital Partners. "Rúben crede in un calcio offensivo e ad alta intensità. La sua filosofia si sposa perfettamente con la nostra visione, e le sue qualità di leadership, unite alla capacità di far crescere i calciatori, ci hanno colpito profondamente. Crediamo in lui e siamo entusiasti di accoglierlo nel Club".
Queste le prime parole del tecnico: "Ci sono ambizioni che ti accompagnano per tutta la carriera e, per me, allenare il Milan è sempre stata una di queste. So perfettamente cosa rappresenta questo Club: storia, prestigio e una tifoseria straordinaria in tutto il mondo. È una sfida che affronto con orgoglio ed entusiasmo, con la piena consapevolezza di ciò che significano questi colori. Non vedo l'ora di iniziare e di vivere ogni giorno la passione che anima il Milan".

Se hai scelto di non accettare i cookie di profilazione e tracciamento, puoi aderire all’abbonamento "Consentless" a un costo molto accessibile, oppure scegliere un altro abbonamento per accedere ad ANSA.it.
Ti invitiamo a leggere le Condizioni Generali di Servizio, la Cookie Policy e l'Informativa Privacy....

(Adnkronos) - Come ormai da tradizione l’arrivo dell’estate fa rima con Estathé, un power brand che dal debutto, nel 1972, è diventato negli anni dei marchi più iconici del panorama beverage italiano, capace di trasformare il rito del tè freddo in un’esperienza di consumo riconoscibile, trasversale e profondamente radicata nelle abitudini degli italiani. Nato dall’intuizione di Michele Ferrero di rendere disponibile il piacere del vero infuso di foglie di tè in una versione fresca e pronta da bere, Estathé si conferma oggi un power brand del Gruppo Ferrero, consumato tutto l’anno da milioni di famiglie italiane e marca di riferimento nel mercato del tè pronto. Un brand capace di estendersi a più categorie e mondi di consumo dai tè freddi alle bevande sportive con sali minerali, dai gelati fino alle caramelle senza mai perdere la propria identità ma restando fedele alla sua unicità, il vero infuso di foglie di tè.
E per l’estate 2026 debuttano due innovazioni, Estathé Sport, prima bevanda per giovani sportivi, e la limited edition Tic Tac Estathé Limone mentre un nuovo formato di Estathé Zero completa la sua gamma con il lancio della lattina e attiva una partnership musicale con il cantautore italiano Alfa che ne diventa ambassador e ne accompagnerà la stagione, portando il brand a contatto diretto con il pubblico giovane, anche lungo il suo tour estivo. “L’innovazione è da sempre uno dei pilastri del nostro modello di sviluppo: significa rafforzare la leadership nel core business e, allo stesso tempo, avere il coraggio di aprire spazi nuovi - commenta Fabrizio Gavelli, presidente e ad di Ferrero Commerciale Italia - le novità del 2026 nascono esattamente da questo equilibrio. Un equilibrio che negli ultimi dieci anni ha fatto crescere il fatturato di Estathé di 125 milioni di euro, grazie alla solidità del core business, all’innovazione strategica e alla destagionalizzazione: un percorso che porta la marca a circa 400 milioni di euro di fatturato, con l’ambizione di crescere ancora. Con Estathé Sport entriamo per la prima volta nel mondo delle bevande sportive dedicate ai più giovani; con Estathé Zero, di cui il cantante Alfa diventa ambassador, intercettiamo le occasioni di consumo fuori casa e la crescente domanda di prodotti senza zuccheri; con le attività di marca dell’estate rinnoviamo il legame, mai interrotto, tra Estathé e il divertimento degli italiani. Il filo che unisce tutto questo resta lo stesso da oltre cinquant’anni: il vero infuso di foglie di tè, una qualità e un gusto distintivi che continuano a fare la differenza sul mercato italiano”.
Tratto distintivo di Estathé che continua ancora oggi a differenziarlo nel mercato e che rappresenta il cuore della sua qualità. Le pregiate foglie, raccolte a mano in Oriente, dove clima e altitudine ne favoriscono la crescita ottimale, vengono selezionate, essiccate naturalmente e trasportate in Italia, dove sono sottoposte ai rigorosi controlli dei Laboratori Ferrero. L’infusione in acqua calda, secondo tradizione, ne esprime al meglio aroma e proprietà, mentre il confezionamento senza conservanti né coloranti garantisce sicurezza e un gusto autentico in ogni sorso. Estathé, nel segmento dei soft drink, è oggi la bevanda non gassata più bevuta in Italia e negli ultimi anni ha registrato crescite costanti di quote di mercato, anche grazie al contributo delle linee complementari che sempre di più intercettano gusti e tendenze dei consumatori. Un percorso che conferma la capacità di Estathé di essere protagonista dell’estate degli italiani e, al tempo stesso, una bevanda amata tutto l’anno.
Estathé Sport, principale innovazione di quest’anno, è la bevanda con cui il brand entra per la prima volta nel segmento delle bevande sportive. Ideata per giovani sportivi, a base di vero infuso di foglie di tè, con sali minerali, nei gusti Limone e Arancia, è pensata per idratare e reintegrare durante e dopo l’attività fisica, si distingue per l’assenza di coloranti ed edulcoranti e la pratica Brick Bottle, sicura, resistente e richiudibile, accompagna facilmente ogni attività Il mercato delle bevande sportive vale oggi circa 100mln di euro e circa 600.000 quintali: Estathé Sport, si inserisce in uno spazio ancora poco esplorato, proponendo una bevanda a base di vero thè, che interpreta lo sport come momento di aggregazione, passione e divertimento.
L’estate Estathé varca, poi, i confini del beverage con Tic Tac Estathé Limone, la limited edition nata dall’incontro tra due icone firmate Ferrero. Una collaborazione strategica che valorizza l’affinità tra i due brand: il gusto del limone, ispirato all’ infuso di tè freddo Estathé si unisce alla freschezza tipica di Tic Tac per dare vita a Tic Tac Estathé Limone, disponibile nel formato da 49 grammi nei punti vendita per tutta la stagione estiva. E ancora, Estathé Zero, il vero infuso di foglie di tè dal gusto unico, in versione senza zuccheri, arriva nel formato lattina, sia nel canale grande distribuzione (Gdo) sia per rafforzare ulteriormente la presenza del brand nel canale Out-of-Home (Ooh) Il legame tra Estathé e lo sport trova, inoltre, si conferma nell’Estathé 3x3 Italia Streetbasket Circuit, il circuito dedicato al basket 3x3, maschile e femminile, organizzato dalla Federazione Italiana Pallacanestro (Fip) in collaborazione con Master Group Sport, di cui Estathé è Title Sponsor da cinque anni. La nuova edizione ha preso il via sabato 30 maggio 2026 ad Alba, sede storica del Gruppo Ferrero, con l’Opening Tournament che inaugura una stagione di tornei nelle piazze di tutta Italia. Per il 2026 Estathé, poi, rinnova il proprio legame con il linguaggio pop con la nuova Lattina Summer Edition dedicata ai 12 segni zodiacali con una collezione ‘Oroscopo dell’Estathé’. La collezione segue il filone delle limited edition: le 12 lattine sono presenti nei punti vendita Gdo e Oohfino a esaurimento scorte.
Anche per l’estate 2026 parte l’operazione a premi firmata Estathé nel solco del concept ‘Non c’è estate senza Estathé’ . L’iniziativa si articola in cinque promo dedicate ai principali momenti dell’estate, dal food al tempo libero fino al back to school. In palio, oggetti firmati da brand di design e lifestyle dallo spirito estivo: dai kayak illustrati da Van Orton Design, il duo di illustratori torinesi noti per la loro estetica pop, alle sdraio Seletti e ai forni per pizza Ariete a cui si aggiunge una collaborazione speciale con Gassa d’Amante Milano, brand di beachwear con le borse mare e per il back to school, infine, in palio anche le agende Moleskine per il rientro sui banchi. Accanto alle nuove proposte, infine, l’offerta Estathé comprende Estathé Deteinato, disponibile nei gusti limone e pesca, ed Estathé The Verde, preparato con pregiate foglie di tè verde, per chi cerca un’alternativa piùdelicata e ricercata. La gamma si arricchisce inoltre con il ghiacciolo con Estathé Ice disponibile nei gusti pesca e limone.

(Adnkronos) - L'architetto genovese Gianandrea Barreca, affermatosi come una delle figure più significative dell’architettura italiana contemporanea, tra ricerca, insegnamento e progettazione, è morto nella sua casa di Bogliasco (Genova), dopo una malattia, all'età di 57 anni. I funerali si terranno giovedì 18 giugno alle ore 11:30 a Bogliasco. Nato a Genova nel 1969, aveva svolto gran parte della sua attività professionale a Milano. Barreca ha sviluppato una visione dell’architettura profondamente legata al rapporto tra città, territorio e natura, con una costante attenzione ai temi della sostenibilità e della trasformazione urbana.
Dal 2004 ha collaborato con la Domus Academy, dove è stato direttore del Master in Urban Vision and Architectural Design e successivamente scientific advisor del Design Cluster. Ha insegnato anche presso l’Università di Genova e l’Università di Pavia, oltre a partecipare a numerosi programmi accademici internazionali. Nel 1993 è stato tra i fondatori del Gruppo A12, collettivo dedicato allo studio delle trasformazioni urbane e del rapporto tra città e arte pubblica, con progetti esposti in importanti contesti internazionali, dalla Biennale di Venezia al PS1 di New York, fino alla Barbican Gallery di Londra e alla Triennale di Milano. Nel 1999 ha fondato, insieme a Giovanni La Varra e Stefano Boeri, lo studio Boeri Studio. In questo contesto è stato tra i protagonisti fin dall’inizio dello sviluppo del progetto del Bosco Verticale di Milano, diventato uno dei simboli internazionali dell’architettura sostenibile. Nel 2008 ha poi fondato lo studio Barreca & La Varra, attivo nella progettazione architettonica e nella rigenerazione urbana, con interventi in Italia e all’estero.
Tra le opere e i progetti a cui ha contribuito figurano anche il Siemens Headquarters e il Cantù/Orefici Building a Milano, la Villa Méditerranée a Marsiglia, il Misheel Expo Hotel in Mongolia e The Office a Muscat, in Oman. Dal 2018 al 2023 è stato membro del Comitato tecnico-scientifico per l’Arte e l’Architettura Contemporanee del Ministero della Cultura, contribuendo al dibattito sulle politiche per l’architettura e la trasformazione delle città.

(Adnkronos) - Siparietto distensivo al G7 tra il presidente Usa Donald Trump e la premier Giorgia Meloni. "Sono stato abbandonato..." punzecchia il tycoon, rivolgendosi al cancelliere tedesco Friedrich Merz. "Siamo sempre stati amici!", replica la presidente del Consiglio con una battuta.
Un botta e risposta che smorza le recenti tensioni sul dossier iraniano, il tutto sotto gli occhi del presidente del Consiglio europeo Antonio Costa.
"Ho smesso di fumare un mese fa...". Meloni si concede poi qualche battuta sul suo tormentato rapporto con caffè e nicotina durante un colloquio informale con alcuni leader. "Ho dovuto prendere un caffè per svegliarmi", confida la premier a margine dei lavori. "E una sigaretta?", le domanda il cancelliere tedesco Friedrich Merz. "No, ho smesso... un mese fa", risponde Meloni, incassando i complimenti della presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen. Decisamente più "longevo", invece, il digiuno da tabacco di Antonio Costa: "Io", interviene il presidente del Consiglio europeo, "ho smesso ben 21 anni fa".

(Adnkronos) - I Mondiali 2026 continuano a regalare sorprese dentro e fuori dal campo. In Messico, un autista è diventato l'autore di una trovata geniale, diventata presto virale sui social. Quale? Trasmettere tutte le partite della Coppa del Mondo, dai padroni di casa del Messico a Stati Uniti, Canada, Germania e Brasile, sul suo bus. Un modo per far vivere ancora di più l'atmosfera della rassegna, anche a chi non ha la possibilità di andare a vedere gli eventi dal vivo.
La trovata ha riscosso grande successo, come mostrato dai commenti divertiti di tanti utenti sui social: "Trovata pazzesca". E ancora, scrive qualcuno: "Questo è il miglior autobus del mondo". Chi dovrà fare attenzione è però l'autista, che tra un gol e l'altro potrebbe distrarsi alla guida.

(Adnkronos) - “Al mio segnale, scatenate l’inferno!”. Qualcuno l’inizio del concerto dei record di Ultimo se lo immagina così: Russell Crowe che, per una volta senza il doppiaggio di Luca Ward (ormai parla un ottimo italiano), pronuncia la frase simbolo del Gladiatore davanti a 250.000 persone. Una suggestione nata quasi per gioco, ma che da giorni rimbalza tra i fan dopo che l’attore premio Oscar, ospite del Taormina Film Festival, ha confessato la sua grande ammirazione per il cantautore romano. “Sono un grandissimo fan di Ultimo, in particolare del suo album ‘Solo’. È un artista di enorme talento, sia come autore sia come interprete”, ha detto Crowe ricevendo il Premio alla Carriera. Poi la battuta calcistica, inevitabile: “Ultimo tifa Roma, ma lo perdono. La sua musica va ben oltre la sua squadra di calcio”, ha scherzato il celebre tifoso laziale. E ancora: “Avrei dovuto menzionare Lucio Battisti (del quale si dice avesse simpatie biancocelesti, ndr.), ma amo davvero la musica di Ultimo”. Quando gli è stato chiesto se gli piacerebbe duettare con Ultimo, Crowe ha sorriso: “È troppo ‘cool’ per un vecchio come me”.
Un endorsement che ha acceso la fantasia del pubblico: perché Crowe, oltre a essere una star del cinema, è anche un musicista vero. Due anni fa fu ospite a Sanremo con la sua band The Gentlemen Barbers, ha suonato, ha raccontato di essere stato un rockabilly e di aver scritto la sua prima canzone a 16 anni. Insomma, vederlo salire sul palco di un concerto, per quanto leggendario, non sarebbe strano. Ma per ora siamo nel campo delle ipotesi.
Ad oggi, l’unico ospite annunciato per il concerto del 4 luglio è Fabrizio Moro, che - come comunicato dagli stessi artisti - non salirà sul palco con Ultimo, ma terrà un suo concerto in apertura dell’evento prima che sul palco salga il vero protagonista. Nessuna conferma, dunque, su un eventuale coinvolgimento di Crowe: potrebbe restare un sogno dei fan, oppure diventare una sorpresa dell’ultimo minuto. Quel che è certo è che organizzatori, amministrazione comunale, prefettura e forze dell’ordine stanno lavorando da mesi per evitare che il raduno dei 250.000 spettatori nella spianata di Tor Vergata si trasformi davvero in “inferno”, soprattutto dopo le recenti polemiche sui disagi vissuti dal pubblico in altri grandi eventi, come il concerto di Cremonini all’Ippodromo Snai di Milano.
La macchina organizzativa è imponente, con un piano mobilità studiato nei minimi dettagli tra parcheggi prenotabili, metro aperte anche di notte e car sharing e un allestimento mai visto prima: il palco, lungo 140 metri, ospiterà 34 torri alte 33 metri; 2.500 metri quadri di schermi Led ad alta risoluzione; oltre 1.500 punti luce; 18 maxischermi distribuiti lungo tutta l’area; 36 torri delay con audio e luci. A 60 metri d’altezza, sostenuta da due gru, svetterà una gigantesca struttura luminosa di 21 metri per 10, che riproduce la firma di Ultimo e sovrasta un enorme simbolo dell’infinito, ormai marchio visivo ricorrente del cantautore. La struttura si animerà grazie a 46 motori a velocità variabile. Dal palco principale partirà una passerella, anch’essa a forma di infinito, lunga 30 metri.
Un palco da sogno per un giorno che, nell’immaginario di Ultimo e del suo pubblico, è già leggenda, tanto da diventare anche il titolo del nuovo album, 'Il giorno che aspettavo', settimo disco di inediti del cantautore romano, in uscita il 19 giugno per Ultimo Records e già disponibile in pre‑order. Un evento kolossal, un rito collettivo, un appuntamento che ha già assunto i contorni del mito. E se Russell Crowe dovesse davvero presentarsi sul palco? Per ora è solo fantasia. Ma, come insegna il Gladiatore, “ciò che facciamo in vita riecheggia nell’eternità”. E questo concerto, comunque vada, riecheggerà a lungo. (di Antonella Nesi)
Pagina 9 di 188
Sarda News - Notizie in Sardegna
Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità.
Per proporre i tuoi feed o un contenuto originale, scrivici a info@sardanews.it