
(Adnkronos) - "Nuova trappola per turisti a Roma: le nonne che fanno la pasta". È il titolo del lungo reportage del Washington Post dedicato al fenomeno delle cuoche che preparano pasta fresca nelle vetrine dei ristoranti del centro storico di Roma, diventate un nuovo simbolo del turismo di massa. Il quotidiano americano racconta la crescente diffusione della pratica, particolarmente visibile nei vicoli di Trastevere grazie alle due catene che "guidano" il trend, Osteria da Fortunata e Come 'na vorta. Ma sono sempre di più i locali che espongono in vetrina donne intente a impastare e stendere la pasta per attirare l'attenzione dei passanti e dei visitatori stranieri: quella che viene proposta come un'immagine dell'Italia più autentica sarebbe diventata, secondo il Post, un potente strumento di marketing.
Le donne al lavoro "non sono necessariamente nonne", ma svolgono un doppio ruolo: quello di addette alla preparazione della pasta e quello di elemento scenografico per conquistare i clienti. "È il più geniale strumento di marketing", afferma la scrittrice ed esperta di gastronomia Katie Parla, secondo cui questi locali "offrono contenuti costruiti per le persone: sono fotogenici e imitano qualcosa che il pubblico percepisce come autentico".
Il fenomeno, tuttavia, divide residenti ed esperti di cucina. Per il Washington Post queste "nonne della pasta" sono diventate una sorta di "test di Rorschach": per alcuni rappresentano un rassicurante ritorno alla tradizione, per altri sono il simbolo della trasformazione dei quartieri storici in scenografie per turisti. La guida gastronomica Sophie Minchilli definisce questi ristoranti "più teatro che tradizione" e li considera un "modo sicuro per riconoscere una trappola per turisti", sottolineando come molti restino aperti tutto il giorno per rispondere alle esigenze dei visitatori stranieri, a differenza delle trattorie romane tradizionali che chiudono nel pomeriggio per la pausa del personale. Minchilli mette inoltre in discussione il legame tra pasta fresca e cucina romana: "È probabilmente fatta in casa ed è deliziosa, ma è sbagliata" come rappresentazione della tradizione della capitale, spiega, ricordando che i quattro piatti simbolo di Roma - carbonara, gricia, amatriciana e cacio e pepe - sono generalmente preparati con pasta secca, ad eccezione dei tonnarelli utilizzati per il cacio e pepe. Anche Marina Cacciapuoti, fondatrice di Italy Segreta, osserva che "vedere qualcuno preparare pasta fresca in vetrina non è, di per sé, un segno di qualità o autenticità" e ricorda che molti grandi piatti italiani "sono pensati per essere preparati con pasta secca, non fresca".
Il Washington Post raccoglie anche la difesa dei ristoratori coinvolti. Marcello Bettozzi, proprietario della catena Come 'na Vorta, riconosce che l'idea "è marketing, certo", ma respinge l'accusa di essere un semplice espediente commerciale: "È importante mostrare quello che facciamo, perché a volte le persone sottovalutano il valore del nostro lavoro". Secondo la storica dell'alimentazione Karima Moyer-Nocchi, il successo di queste vetrine va oltre il cibo e rappresenta una messa in scena dell'"italianità". "Stanno vendendo l'Italia che le persone desiderano. Anche gli italiani amano quell'idea, e vende moltissimi prodotti", aggiunge.

(Adnkronos) - “L’estate è il momento in cui milioni di italiani si mettono in viaggio. Il nostro compito è accompagnarli con sicurezza e responsabilità”. Lo ha detto il presidente dell’Automobile Club d’Italia, Geronimo La Russa, intervenendo alla conferenza stampa ‘Estate sicura 2026’, organizzata a Roma da Anas. “Aci è presente sulle strade e sui canali digitali – ha proseguito Geronimo La Russa – con uomini, tecnologia e informazione per aiutare chi parte a farlo in modo intelligente, rispettando le regole, evitando distrazioni, controllando l’auto prima di partire e facendo soste per i lunghi tragitti”. Il 75% degli italiani, 3 su 4, sceglie l’auto per muoversi in vacanza e il 90% rimane nei confini nazionali, mentre Anas ha rilevato oltre 330 milioni di transiti sulle strade tra fine luglio e inizio settembre 2025 (+2% rispetto all’anno precedente), con spostamenti sempre più ‘intelligenti’: il 75% delle partenze avviene nei giorni feriali.
“Da 121 anni – ha proseguito Geronimo La Russa - l’Aci è il punto di riferimento istituzionale per chi si muove”. A certificare l’affermazione sono i numeri: un presidio continuo 7 giorni su 7, 24 ore su 24 con il numero verde 803.116 sempre attivo; 2.000 carri Aci per assistenza, depannage e traino; 600 centri di soccorso e 2.000 addetti; 130.000 interventi ogni anno sulle strade; 1.500 delegazioni e 98 Automobile Club provinciali. “Non solo assistenza – ha aggiunto il presidente dell’Aci - visto che oltre il 10% delle chiamate al 803.116 riguarda richieste di informazioni su percorsi, viabilità, itinerari secondari e turistici”. Il presidio si affianca a una forte attività di prevenzione attraverso l’ecosistema digitale Aci. Luceverde garantisce, infatti, l’infomobilità locale in 33 città, con aggiornamenti in tempo reale su traffico, meteo e viabilità, diffusi via app, social con due novità di quest’anno: Lucy, l’agente virtuale con intelligenza artificiale generativa, e le notifiche predittive sui percorsi impostati. C’è poi AcI Radio, che in Dab+ e web raggiunge 74.000 ascoltatori ogni giorno (+40% in un anno).
Sul fronte dell’educazione stradale, nel 2025 Aci ha coinvolto 389 istituti scolastici, 778 classi e 16.125 studenti. A questi si aggiungono Sara Safe Factor e Ready2Go con 40.000 ragazzi e 1.200 operatori delle Forze dell’Ordine, e i Corsi di Guida Sicura Aci a Vallelunga e Lainate con 12.000 partecipanti. “Prosegue e si rafforza – ha concluso il presidente La Russa - la collaborazione storica tra Aci e Anas su infomobilità, sicurezza stradale, gestione del traffico e individuazione delle criticità. L’attuale Accordo Quadro è in fase di rinnovo e prevede scambio dati, campagne di sensibilizzazione e sperimentazione di nuove tecnologie, inclusa la guida autonoma. A testimonianza della sinergia è stato presentato oggi lo spot istituzionale della campagna “Estate Sicura” di Anas realizzato al Centro di Guida Sicura ACI Di Vallelunga. Insieme puntiamo a una cultura della prevenzione che parte dalle scuole e arriva fino alla guida di tutti i giorni. Perché ogni vita salvata è il risultato più importante che possiamo raggiungere”.

(Adnkronos) - “I Vigili del Fuoco sono impegnati in prima linea nella definizione delle regole di sicurezza che accompagnano la transizione energetica, dalla mobilità elettrica al Gnl”. Lo ha affermato Giampietro Boscaino, direttore centrale della prevenzione incendi del corpo nazionale dei Vigili del Fuoco, intervenendo all'Assemblea di Assogasliquidi-Federchimica presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
“Uno dei compiti istituzionali del Corpo è la divulgazione e la definizione delle norme tecniche di sicurezza. Da sempre seguiamo questo settore e, nell'ambito della transizione energetica, coordiniamo i tavoli tecnici nei quali vengono elaborate le regole che disciplinano i nuovi sistemi”, ha spiegato. “Ci occupiamo di temi come le autorimesse, il parcheggio dei veicoli elettrici e il bunkeraggio delle navi alimentate a Gnl, lavorando quotidianamente con le associazioni di categoria”.
Boscaino ha sottolineato come la sicurezza passi anche attraverso la formazione degli operatori. “Quando definiamo le norme abbiamo due obiettivi: tutelare il cittadino e garantire che gli operatori chiamati a intervenire siano adeguatamente preparati. A questo si aggiunge un terzo aspetto fondamentale, la formazione dei manutentori. Le nuove tecnologie e gli impianti al loro servizio richiedono personale altamente specializzato, che possa operare in sicurezza dopo un percorso di formazione specifico”, ha concluso.

(Adnkronos) - A Sanremo 2027 non ci sarà una sezione Nuove Proposte. Il vincitore di Sanremo Giovani gareggerà direttamente con i Big nel festival di febbraio. La notizia, che era nell'aria, è stata pubblicata oggi anche da Dagospia.
D'altronde, nella formula totalmente rinnovata del regolamento del festival di De Martino, con tutti i Big sul palco tutte le sere, e con la novità della serata 'Performance' che servirà anche a selezionare il rappresentante italiano all'Eurovison Song Contest, era intuibile che il nuovo direttore artistico scegliesse di rinunciare ad uno spazio separato per le Nuove Proposte, valorizzando invece il meccanismo vincente (testato in anni recenti anche da Claudio Baglioni e Amadeus) con i Giovani direttamente in gara tra i Big. Meccanismo che ha portato negli ultimi anni al successo di nomi come Mahmood, Tananai e Clara.
A quanto apprende l'Adnkronos, i finalisti di Sanremo Giovani che si sfideranno i 18 dicembre in prima serata su Rai1, saranno 6, di cui 3 provenienti dal concorso Area Sanremo e tre dalla selezione della commissione musicale del festival guidata da De Martino.
Non è ancora noto quale sarà il format con cui si arriverà ai finalisti ma sarà molto verosimilmente ospitato nella fascia dell'access prime, che vede grande protagonista De Martino da due anni con 'Affari Tuoi'. In Rai, bocche cucite sulla formula scelta che potrebbe essere uno spazio ex novo oppure uno spin off di 'Affari Tuoi'.
Una cosa è certa: la notizia dell'ingresso del vincitore di Sanremo Giovani direttamente tra i Big, farà felici anche i discografici, visto che il presidente della Fimi, Enzo Mazza, in un'intervista all'Adnkronos del 7 luglio scorso, l'aveva auspicato: "Mi auguro che si torni alla formula che permette ai vincitori di Sanremo Giovani di accedere direttamente alla gara dei Big e non in una gara separata delle Nuove Proposte".
(Adnkronos) - Un detenuto ha ucciso a coltellate il compagno di cella 27enne. E' successo nel carcere di Viterbo. Inutili i soccorsi, per il ragazzo non è stato possibile far altro che constatare il decesso. Sul posto gli agenti della Polizia penitenziaria e della questura di Viterbo.

(Adnkronos) - "Il primo rapporto nazionale sulla dimensione subacquea italiana rappresenta una fotografia organica di un'ecosistema produttivo strategico del nostro Paese". Lo ha dichiarato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, durante la presentazione del 1° Rapporto nazionale sulla Dimensione Subacquea Italiana organizzata al Senato su iniziativa della senatrice Simona Petrucci, presidente dell'Intergruppo Parlamentare sull'Economia del Mare. "Questa filiera - ha sottolineato il ministro citando i dati del Rapporto - fattura 3,5 miliardi di euro e può contare su un capitale umano di grande qualità, con oltre 25mila laureati. La dimensione subacquea è una infrastruttura invisibile, sotto il mare scorrono dati, energia, la sicurezza dei nostri approvvigionamenti e l'Italia, con le sue capacità e la sua posizione strategica, può ambire ad ricoprire un ruolo di leadership europeo rispetto alla filiera dell'underwater".
(Adnkronos) - Per la prima volta dopo anni la corsa alla presidenza del Comitato Regionale Fisi Lazio-Sardegna si presenta con una vera competizione. All’Assemblea elettiva del 18 luglio non ci sarà infatti un solo candidato: ad affrontare il presidente uscente Andrea Ruggeri sarà Andrea Caloro, manager con una lunga esperienza nel mondo dello sport, che propone un programma incentrato su trasparenza, sostegno ai giovani e rilancio del movimento regionale. La candidatura di Caloro arriva in un momento in cui la governance del Comitato è al centro di un acceso confronto. Negli ultimi anni il percorso istituzionale di Ruggeri è stato caratterizzato dall’accumulo di numerosi incarichi: Direttore Generale dello Sci Club Orsello Magnola, Presidente del Comitato Regionale Fisi Lazio-Sardegna, ruoli nazionali in Asi e, successivamente, Vice Presidente Vicario del Coni Lazio
Questa concentrazione di funzioni ha sollevato osservazioni sulla governance del sistema. È in questo scenario che si inserisce la candidatura di Caloro, che punta su un programma di netta discontinuità. Tra le priorità figurano maggiore sostegno economico alle categorie giovanili, collegialità decisionale, rappresentitività dei territori con la valorizzazione delle stazioni sciistiche del Lazio, accordi con scuole e università per favorire la dual career degli atleti e lo sviluppo del settore Master. Particolare rilievo viene attribuito ai temi della trasparenza e della collegialità decisionale.
La sfida del 18 luglio assume quindi un significato che va oltre il semplice rinnovo delle cariche. Da una parte la continuità rappresentata dal presidente uscente Ruggeri; dall’altra la proposta di cambiamento avanzata da Caloro, il cui impegno risponde a criteri dettati dalla sola passione e volontà di mettere a disposizione la propria esperienza manageriale per far crescere il sitema. Saranno le società affiliate a decidere quale modello di governance guiderà la Fisi Lazio-Sardegna nel quadriennio olimpico 2026-2030.

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(Adnkronos) - Sam Neill, celebre attore neozelandese protagonista del film 'Jurassic Park' (1993), è morto a 78 anni per una polmonite. A confermare la causa del decesso è stato oggi il suo storico agente Philip Grenz, dopo alcune informazioni errate circolate nei media nei giorni successivi alla scomparsa. La famiglia dell’attore aveva definito la morte “improvvisa e inaspettata”. Neill è deceduto lunedì scorso in un ospedale di Sydney, in Australia, lasciando quattro figli e otto nipoti.
L’attore aveva raccontato nel 2023 di aver affrontato un linfoma non-Hodgkin, una forma di tumore del sangue diagnosticata alcuni anni prima. Nei mesi precedenti alla morte, però, aveva annunciato di essere in remissione e i familiari hanno confermato che era rimasto libero dal cancro. “Sam è morto per una polmonite. Prima di ammalarsi aveva combattuto con coraggio contro il linfoma e lo aveva sconfitto grazie alla terapia CAR-T”, ha dichiarato Grenz, spiegando che Neill aveva continuato a lavorare intensamente: nell’ultimo anno aveva infatti girato quattro progetti consecutivi, destinati a uscire nei prossimi mesi.
Nato in Irlanda del Nord e cresciuto in Nuova Zelanda, Sam Neill era conosciuto anche per la sua grande riservatezza. “Era un uomo estremamente privato, che detestava attirare l’attenzione”, ha ricordato il suo agente, aggiungendo che la famiglia organizzerà una cerimonia privata nella sua fattoria in Nuova Zelanda in una data ancora da stabilire.
La notizia della sua morte ha suscitato numerosi omaggi dal mondo del cinema e della politica. L’attrice Laura Dern, sua compagna di set in "Jurassic Park", lo ha ricordato come “un amico amato per tutta la vita”. L’attrice australiana Toni Collette lo ha definito un “eroe”, una “leggenda” e una “persona speciale”, mentre il primo ministro neozelandese Christopher Luxon ha parlato di “uno dei grandi atttori”. Anche Steven Spielberg, regista di "Jurassic Park", ha voluto rendere omaggio all’attore: "Sam Neill era un interprete eccezionalmente collaborativo e un professionista con cui ho amato lavorare: Con Laura Dern e Jeff Goldblum resteremo sempre una famiglia Jurassic”.
Durante una carriera durata oltre cinquant’anni, Neill ha accumulato più di 150 partecipazioni tra cinema e televisione. Oltre al ruolo del paleontologo Alan Grant in "Jurassic Park", ha recitato in pellicole come "Lezioni di piano", "Caccia a Ottobre Rosso", "Ore 10: calma piatta". Ha inoltre conquistato il pubblico televisivo con la partecipazione alla serie "Peaky Blinders".
Le sue ultime apparizioni arriveranno anche dopo la sua morte: l’attore sarà presente nei film "Godzilla x Kong: Supernova" e "The Last Resort", previsti per il 2027. Nel 2023, nella sua autobiografia "Did I Ever Tell You This?", aveva raccontato il rapporto con la malattia e con il tempo che gli restava. “Non ho paura di morire”, aveva detto in un’intervista alla Bbc. “Quello che non voglio è smettere di vivere, perché mi piace davvero vivere”. Una frase che riassume lo spirito di un artista che, fino agli ultimi mesi, aveva continuato a considerare la vita come una grande avventura. (di Paolo Martini)

(Adnkronos) - "Bisognerebbe creare un premio per il colpo che è migliorato di più nel circuito, e lo vincerebbe il servizio di Jannik Sinner. La sua battuta è qualcosa di incredibile. Il servizio esterno dal lato dei vantaggi è semplicemente assurdo". Jessica Pegula applaude i miglioramenti al servizio di Jannik Sinner nel corso di un'intervista al podcast 'The Player's Box'.
"Ogni volta che lo guardo giocare, penso di conoscere la sua battuta preferita: si finisce sempre per pensare che questa volta non proverà di nuovo quella soluzione, e invece mette a segno un ace ogni volta. Non riesco a capirlo, davvero. Mi chiedo: “Com’è possibile che il suo servizio sia migliorato così tanto?", aggiunge la statunitense, numero 3 del ranking Wta.

(Adnkronos) - Il gip di Roma ha archiviato il procedimento relativo all’incidente stradale avvenuto il 13 febbraio dello scorso anno sulla tangenziale Est a Roma in cui è morta la 23enne Andreea Mart. Nell’auto, schiantatasi prima contro un pilone poi contro un guardrail, c’era un’altra ragazza, coetanea, rimasta gravemente ferita e poi iscritta sul registro degli indagati. Secondo quanto accertato nell’immediatezza dei fatti dalla polizia locale intervenuta sul posto, la vittima, giovane studentessa della ‘Sapienza’ e promoter conosciuta nei locali della movida di Roma nord, era rimasta schiacciata fra le lamiere mentre la sopravvissuta era stata sbalzata fuori dall’auto.
Un incidente senza altri veicoli coinvolti ma nel corso delle indagini si è reso necessario capire chi delle due ragazze fosse al volante. Per questo lo scorso aprile la procura ha conferito incarico al consulente tecnico per ricostruire la dinamica. Dalla consulenza è emerso che al volante si trovava la vittima, che guidava alla “folle velocità di oltre 200 km/h, lungo un tratto stradale della Circonvallazione Est di Roma regolato da limite massimo di 50 km/h”. Alla luce di queste risultanze, il pm Andrea D’Angeli ha chiesto l’archiviazione del procedimento, che è stata condivisa dal gip. "Finalmente si è chiusa questa triste vicenda, anche se nulla e nessuno potranno restituire completamente la serenità alla mia assistita – afferma all’Adnkronos l’avvocato Emanuele Fierimonte, legale della ragazza sopravvissuta - Perdere un'amica d'infanzia non può essere facile. Ora ciò che conta è guardare avanti, la giustizia ha fatto il suo corso e noi siamo soddisfatti di aver partecipato alla ricostruzione della verità dei fatti".

(Adnkronos) - È morto improvvisamente all'età di 53 anni Alessandro Medici, noto al pubblico per la sua partecipazione a 'Temptation Island' nel 2020. A dare per primo la notizia è stato stamane Lorenzo Pugnaloni sulle pagine di Lollo Magazine, spiegando che l'uomo era stato visto la sera precedente in un bar del suo paese da alcuni conoscenti, prima del decesso avvenuto questa mattina.
La tragica notizia è stata poi confermata dall'ex compagna Sofia Calesso, con la quale Medici aveva partecipato al reality di Canale 5. Nelle sue Instagram Stories, la 36enne ha condiviso una tenera foto dell'ex fidanzato insieme al suo cane, accompagnandola da un messaggio carico di dolore: "Vivrai sempre dentro di me".

(Adnkronos) - Un operaio di 39 anni, Francesco Vona, è morto questa mattina in un incidente sul lavoro avvenuto nella cava della Postumia Cave, dell'azienda SuperBeton, a Giavera del Montello, in provincia di Treviso. L'uomo è rimasto schiacciato da un rullo mentre stava lavorando all'interno dell'impianto.
Secondo una prima ricostruzione, Vona è intervenuto per soccorrere un collega che era rimasto incastrato con un braccio durante un intervento di manutenzione a un nastro trasportatore. Nel tentativo di aiutarlo, il 39enne è rimasto a sua volta impigliato nel macchinario, riportando ferite mortali. Il collega coinvolto nell'incidente è rimasto ferito, ma le sue condizioni non sono gravi.
Sul posto sono intervenuti i sanitari del Suem 118, i carabinieri e i tecnici dello Spisal, che hanno avviato gli accertamenti per ricostruire con esattezza la dinamica dell'incidente e verificare eventuali responsabilità.
"Un collega ci ha raccontato che si erano salutati all'inizio del turno augurandosi una buona giornata, senza immaginare quello che sarebbe successo poche ore dopo – dicono i sindacalisti della Filca Cisl Belluno Treviso, Marco Rossitto e Andrea Padrin, tra i primi oggi ad arrivare sul luogo della tragedia – Tutti ci hanno descritto Francesco come una persona generosa, sempre disponibile ad aiutare gli altri. Quando ha visto il collega in difficoltà ha agito d'istinto, probabilmente senza pensare al pericolo". "Oggi ci troviamo ancora una volta a commentare una morte sul lavoro che ci lascia sgomenti - aggiugono - e che dimostra come, nonostante i progressi compiuti sul piano normativo, la battaglia per la sicurezza sia tutt'altro che conclusa". Il reggente della Cisl Belluno Treviso, Massimiliano Paglini, esprime il cordoglio da parte dell'intera organizzazione sindacale. "Una tragedia come questa - dice - ci richiama ancora una volta alla responsabilità collettiva di fare tutto il possibile perché nessuno perda la vita mentre lavora. La sicurezza non può essere considerata un adempimento burocratico, ma deve diventare un valore condiviso e un investimento permanente. È necessario rafforzare la prevenzione attraverso una formazione continua e partecipata, capace di accrescere la consapevolezza dei rischi e il senso di responsabilità di tutti i soggetti coinvolti. Allo stesso tempo è indispensabile garantire la piena applicazione delle norme, intensificando i controlli e la vigilanza nei luoghi di lavoro e investendo nella diffusione della cultura della sicurezza".
Si è conclusa la prima fase del Premio Internazionale Franco
Solinas 2026 per sceneggiatori professionisti o sceneggiatori
emergenti che abbiano già acquisito e sviluppato la padronanza
delle tecniche di sceneggiatura per la costruzione di film di
lungometraggio pensati per la sala cinematografica e fruibili anche
sulle piattaforme multimediali.
(Adnkronos) - “Rafforzare la sanità pubblica, tutelarla, e garantire i diritti sul lavoro superando i subappalti significa parlare alla vita delle persone. Oggi il diritto alla salute non è garantito, nonostante la fatica di medici e infermieri sul lavoro, perché si stanno tagliando la spesa pubblica e i servizi. Al contempo, non si cancellano quelle leggi che hanno precarizzato il lavoro, favorendo la logica dell’appalto e del subappalto”. Così il segretario generale della Cgil Maurizio Landini, intervenendo all’ospedale Sandro Pertini di Roma in un incontro ampio e partecipato. In tutta Italia, oggi, la Cgil e la Funzione Pubblica Cgil - riporta una nota - hanno promosso una giornata straordinaria di raccolta firme negli ospedali e nei presìdi sanitari a sostegno delle 2 proposte di legge di iniziativa popolare dedicate alla salute e agli appalti. L’obiettivo è di coinvolgere cittadine e cittadini direttamente nei luoghi dove ogni giorno si misura lo stato di salute del Servizio sanitario nazionale, sempre più sotto pressione tra carenza di personale, liste d’attesa, sottofinanziamento e crescente ricorso al privato. La proposta di legge sulla sanità - ricorda la Cgil - nasce da un percorso condiviso con numerose associazioni impegnate nella tutela del diritto alla salute. L’obiettivo è dare piena attuazione all’articolo 32 della Costituzione e ai principi della legge 833 del 1978, che ha istituito il Servizio sanitario nazionale, rafforzando il sistema pubblico, investendo sul personale e rimettendo al centro la qualità delle cure.
“Tra il 2012 e il 2024 – spiega Federico Bozzanca, segretario generale della Funzione Pubblica Cgil - la spesa del personale del Servizio sanitario nazionale sulla spesa complessiva è scesa dal 39,7 al 36,6%: è il segnale di un insufficiente turnover e di una fuga dei professionisti dal servizio pubblico. Ci sono 6,9 infermieri per mille abitanti contro una media Ocse di 9,5 per mille abitanti. Il personale continua ad invecchiare nonostante le recenti assunzioni: la media di età è di 49 anni e crescono gli over 60 che nell'ultimo anno passano dal 12 al 17%. È una vera emergenza occupazionale che incide profondamente sulla garanzia di servizi fondamentali che sempre più spesso vengono gestiti da strutture private che fanno profitti sulla pelle dei lavoratori”
Accanto a quella sulla sanità, il sindacato - continua la nota - sta dando seguito “anche alla raccolta firme per la proposta di legge sugli appalti. Due iniziative che affrontano temi diversi ma strettamente collegati: da una parte il diritto universale a cure accessibili e di qualità, dall’altra la necessità di contrastare il dumping contrattuale, la precarietà e le esternalizzazioni che troppo spesso peggiorano le condizioni di lavoro e la qualità dei servizi offerti ai cittadini”. Oltre che sui banchetti, è possibile firmare le proposte di legge anche online, sul sito del ministero della Giustizia: firmereferendum.giustizia.it

(Adnkronos) - "La chiacchierata con Federer a Wimbledon è stata grandiosa. Negli ultimi due o tre anni mi sono appassionato al tennis anche grazie alla conoscenza con Sinner e parlare con Federer è stato fantastico: abbiamo parlato di quando lui giocava, della vita in generale e delle mie gare. E' una persona umile e aperta, è stato stupendo. E mi ha dato un consiglio: pensare ad una gara alla vola e gestire le emozioni". Così il pilota della Mercedes Kimi Antonelli nel corso della conferenza stampa piloti alla vigilia del fine settimana del Gp del Belgio a Spa.
“A Silverstone eravamo in alto in tutte le sessioni, ed è importante -aggiunge il 19enne emiliano-. Io devo dare il massimo in tutti gli aspetti che posso controllare e fornire le prestazioni. Il resto non dipende da me. Ho avuto abbastanza episodi sfortunati, episodi esterni che non potevo gestire. Ma fa parte del motorsport. Il team sta facendo di tutto perché non accada di nuovo. Che prospettive a Spa? Ci aspettiamo di essere veloci, anche se la Ferrari è stata una sorpresa a Silverstone e in qualifica sembrano avere sempre qualcosa in più del previsto. Ma massima attenzione anche a Red Bull e McLaren. Sono concentrato però su me stesso. L’affidabilità non è stato il nostro punto di forza a differenza di Ferrari, ma si sta lavorando duramente affinché non ci siano più problemi. Di sicuro, sia io che Russell abbiamo perso punti importanti per alcuni”
"Il voto di metà stagione? Non mi darei 10, ad esempio per l’errore in Australia nelle FP3. E poi lì ho quasi mancato le qualifiche. In Giappone ho vinto, ma sono partito davvero male… Dopodiché, più di recente, l’errore nella Sprint a Miami o le qualifiche a Barcellona e in Austria. Mi darei 8,5", conclude Antonelli.

(Adnkronos) - Le aziende italiane stanno ottenendo ritorni sugli investimenti (Roi) sempre più positivi dall'intelligenza artificiale, nonostante persistano alcune sfide. E in media, le imprese italiane prevedono di investire quest'anno 18,4 milioni di dollari in Ai, una cifra inferiore alla media globale che si attesta sui 28 milioni di dollari. Tuttavia, gli investimenti in Ai nel nostro Paese sono destinati a crescere del 45% nei prossimi due anni. E' quanto emerge da un nuovo studio condotto da Sap Se e Oxford Economics. Anche il livello del RoI sta registrando un forte incremento. Le aziende italiane si aspettano un Roi del 20% quest'anno (pari a 4,9 milioni di dollari), percentuale che dovrebbe aumentare fino a raggiungere il 38% entro due anni (12,2 milioni di dollari).
L'AI agentica è al centro di queste aspettative. Nei prossimi due anni, si prevede infatti che il Roi derivante dall’AI agentica raggiungerà i 13,7 milioni di dollari in Italia. Questi dati emergono da una nuova ricerca globale, 'The SAP Value of AI 2026', che ha coinvolto 2.300 dirigenti aziendali in 13 paesi, di cui 200 nel nostro Paese. Commentando lo studio, Carla Masperi, Amministratore Delegato di Sap Italia ha osservato: “Nell’ultimo anno l’Italia è passata dalla fase di sperimentazione dell’Ai a quella operativa, e questo sta iniziando a dare risultati concreti. Ma c’è ancora molta strada da fare. Un’Ai priva di contesto, che si tratti di processi, dati o governance, nella migliore delle ipotesi genera attività senza risultati, nella peggiore crea nuovi rischi”.
Oggi, oltre un quarto delle attività (26%) di un'azienda italiana è supportato dall'intelligenza artificiale, percentuale che si prevede aumenterà al 44% entro i prossimi due anni. Tuttavia, se da un lato crescono gli investimenti strategici in AI (20%), dall’altro gli approcci frammentati restano i più diffusi (36%). In parte, questa situazione potrebbe legata alla leadership. Meno della metà delle aziende italiane ha un responsabile dedicato all'AI e alla sua adozione (45%), che definisca i KPI per l'Ai a livello manageriale (35%) o che fornisca percorsi di formazione sulle funzionalità e sui rischi dell'Ai (37%).
Nonostante queste difficoltà, il 73% delle aziende italiane si dichiara soddisfatto del ROI attuale dell'AI, anche se oltre la metà ritiene che il potenziale dell’intelligenza artificiale non sia ancora pienamente sfruttato. Parte di questo ottimismo è dovuto all'AI agentica: i tre quarti del campione (75%) ritiene che l'AI agentica abbia un potenziale da moderato a molto elevato nel trasformare la propria organizzazione. Tuttavia, la tecnologia è ancora agli inizi: solo l'1% delle aziende intervistate si considera pienamente preparata all'AI agentica, mentre la maggioranza afferma di essere parzialmente preparata o addirittura non pronta.
Le organizzazioni italiane si trovano ad affrontare una serie di sfide per ottenere un ritorno sull'investimento (ROI) dagli investimenti in AI, in particolare sul fronte dei dati, delle risorse umane e della governance. La qualità dei dati rimane la sfida principale. Nonostante il 67% delle aziende affermi di essere pronta per l'AI in termini di dati, il 74% segnala problemi legati alla scarsa qualità delle informazioni disponibili. Un aspetto che ha un impatto sulle attività quotidiane, con il 77% delle imprese che dichiara di aver sperimentato rilavorazioni, ritardi o accumuli di lavoro arretrato a causa della scarsa qualità degli output forniti dall'intelligenza artificiale.
Anche l’impatto dell’AI sulla forza lavoro rappresenta una sfida significativa. Otto aziende italiane su dieci (80%) non sono convinte che le iniziative di aggiornamento professionale intraprese dalla propria azienda tengano il passo con l'evoluzione degli strumenti di AI. Inoltre, meno dell'1% degli intervistati ha affermato che l'AI non avrà alcun impatto sulla pianificazione della forza lavoro. Nel frattempo, il fenomeno della Shadow AI resta un problema sentito: il 67% degli intervistati ha dichiarato che ciò accade all’interno della propria organizzazione almeno occasionalmente. Infine, la governance rappresenta uno degli ostacoli più rilevanti per la creazione di valore dell'AI in ambito aziendale. Solo un’impresa su dieci dichiara di essere pienamente pronta a governare efficacemente l’intelligenza artificiale, sia in termini di competenze (11%) sia di processi e framework organizzativi (10%).
“Il prossimo passo per ottenere valore dalla nuova tecnologia sarà integrare dati, processi e AI. Le aziende italiane devono comprendere che l’AI spesso offre un valore più difficile da misurare di quanto ci si aspetti, e comporta rischi che evolvono a un ritmo molto veloce perché la maggior parte dei sistemi di governance riesca a stare al passo. La governance dell’AI, ad esempio, sta diventando la sfida più importante che molte aziende ancora non sanno di avere”, continua Masperi.
Queste criticità potrebbero amplificarsi in un futuro sempre più orientato all’AI agentica. Attualmente, il 40% delle aziende italiane non dispone di processi con intervento umano (human-in-the-loop) per supervisionare i workflow agentici; il 25% non ha sistemi di controllo e autorizzazione degli accessi per gli agenti AI; e solo il 48% mantiene un registro degli agenti utilizzati all’interno della propria organizzazione. Si tratta di aspetti importanti, considerando che quasi due terzi delle aziende (63%) concordano o non sanno se stanno implementando agenti AI a un ritmo più veloce di quello con cui riescono a gestirli.
“Generare valore reale dall’AI non sarà semplice, perché richiede un approccio completamente nuovo”, spiega Masperi. “Le imprese italiane, grandi e piccole, dovranno connettere l'AI ai dati e ai processi che alimentano il loro business, garantendo al contempo che abbia il contesto e la governance necessari per guidare risultati affidabili. Questo è ciò che definiamo Autonomous Enterprise. Non si tratta di una trasformazione puramente tecnologica, ma è soprattutto umana. Il vero valore si realizza solo quando agenti, processi e persone lavorano in sinergia”, conclude.

(Adnkronos) - Begona Gomez, la moglie del premier spagnolo Pedro Sanchez, andrà a processo per traffico di influenze e appropriazione indebita di fondi pubblici. Questo è quanto ha deciso un tribunale di Madrid che ha confermato la decisione del giudice Juan Carlos Peinado di rinviare a giudizio la moglie del premier. Il tribunale ha però revocato il divieto di espatrio che era stato imposto dal giudice, a giugno aveva ritirato il passaporto di Gomez ed è stata ritirata l'accusa di corruzione.
Non è stata ancora fissata la data del processo che si svolgerà con una giuria poolare come richiesto da Peinado che per due anni ha indagato sulla denuncia presentata da un'organizzazione anticorruzione legata all'estrema destra contro Gomez, che fino al 2024 dirigeva un master di management all'università Complutense di Madrid, di aver sfruttato la posizione del marito per ottenere l'incarico accademico e finanziamenti. Inoltre la moglie del premier socialista è stata accusata di appropriazione indebita di un software creato per l'università e di aver utilizzato i servizi di un'assistente, impiegato presso l'ufficio del primo ministro, per agevolare le sue attività universitarie.
La notizia della decisione che è stata presa lunedì scorso dalla corte di Madrid, arriva dopo che nei giorni scorsi il fratello di Sanchez, David, è stato condannato e interdetto da qualsiasi carica pubblica per nove anni per aver usato l'influenza del fratello maggiore per ottenere un incarico nella pubblica amministrazione. Anche due ex stretti collaboratori del premier sono stati coinvolti in casi di corruzione, Santos Cerdan e l'ex ministro dei Trasporti, Jose Luis Abalos, condannato a fine giugno a 24 anni.

(Adnkronos) - Circa 10 milioni di euro di liquidi, oltre 6,6 milioni di euro dal 2xmille, poco meno di 2,5 milioni dalle 'donazioni' di parlamentari. Conti in attivo per Fratelli d'Italia nel 2025, che chiude l'ultimo bilancio, quello al 31 dicembre, con un avanzo di gestione di 1 milione, 177mila 270 euro milioni di euro. Giorgia Meloni può contare su un vero e proprio tesoretto che farebbe gola a chiunque in questi tempi di magra post abolizione del finanziamento pubblico ai partiti in vista delle prossime politiche.
Numeri alla mano, i meloniani hanno casse floride grazie al contributo di 'eletti' e cittadini comuni pari a 2 milioni 464mila 507 euro (cui bisogna aggiungere appena 11mila euro versati da imprese) e ai 6, 617 milioni 861mila 62 euro derivanti dall'Irpef (un introito, scrive nella sua relazione gestionale il tesoriere Roberto Carlo Mele, che "ha registrato nel 2025 una ulteriore crescita rispetto all'anno precedente confermandola come la più importante e diffusa fonte di microfinanziamento di Fdi").
La premier dispone soprattutto di un partito molto liquido: 9 milioni 660mila 677, 33 euro in depositi bancari e postale, di cui 3mila 836 euro in contanti. A rimpinguare le finanze anche il tesseramento: le quote associative annuali ammontano a 1 milione 660mila 358 euro. Da 'attività editoriali, manifestazioni e altre attività' arrrivano 20mila 496 euro. I 'proventi da erogazioni liberali' derivano soprattutto da deputati, senatori ed eurodeputati. Tra i parlamentari che hanno contribuito alla causa Meloni ha versato 12mila euro. Nel rivendicare che i "conti sono costantemente in equilibrio e i fornitori sono pagati con regolarità", Mele sottolinea che "i contributi volontari dei parlamentari nazionali ed europei contribuiscono all'equilibrio economico del partito".
Pochi gli imprenditori che finanziano via della Scrofa per complessivi 11mila euro: si tratta delle cosiddette contribuzioni da persone giuridiche, ovvero, 6mila euro dalla Farmacia dottor Alberto Gemmato Sas di Maurizio Rocco Gemmato & C e 5mila euro dalla 'Sic Società per l'industria dei calcari srl'. Carte alla mano, spiccano i 418mila euro versati da Fdi nelle casse del movimento giovanile, 'Gioventù, nazionale'. Non solo: il partito guidato da Meloni ha 'donato' 88mila euro a Ecr e 19mila euro all'Idu-International Democracy Union. Per le campagne elettorali, il partito ha speso 319mila 269 euro per le regionali nelle Marche; 151mila 032 euro in Campania; 53mila 853 euro in Veneto; 49mila 253 euro in Toscana; 29mila euro in Valle d'Aosta; 9mila 360 euro in Calabria; 6mila 487 euro in Puglia. A fronte di un patrimonio netto di 8 milioni 035mila 683 euro,
I debiti ammontano a 499mila 414 euro, quelli verso fornitori entro 12 mesi sono stimati in 372mila 793 euro. Per 'servizi', voce comprensiva delle spese per propaganda, organizzazione di eventi e manifestazioni, Fdi spende 4 milioni 879mila 724 euro, mentre sborsa per il personale 803mila 482 euro e 205mila 411 euro per 'godimento beni di terzi', posta che comprende la locazione di attrezzature per ufficio e l'affitto della sede nazionale.

(Adnkronos) - “Madrigal ha deciso di dedicarsi al 100% alla Mash perché si tratta di una malattia epatica seria, con forti impatti clinici, economici e sociali”. Lo spiega Bernard Kilbane, Vice president & General manager di Madrigal Pharmaceuticals Italy, all’incontro con la stampa organizzato oggi a Milano dalla farmaceutica dedicato alle prospettive e ai bisogni insoddisfatti relativi alla steatoepatite associata a disfunzione metabolica, malattia cronica e progressiva che può causare cirrosi, scompenso epatico ed epatocarcinoma. "È la prima causa di trapianto di fegato tra le donne e la seconda causa in assoluto, con un peso per lo Stato italiano di circa un miliardo di euro ogni anno - continua Kilbane - Si contano circa 5mila pazienti in Italia che vivono con la Mash in stadio moderato ed avanzato. Sono persone che, senza una cura appropriata, vanno incontro a complicanze epatiche gravi entro poco tempo”.
Per la farmaceutica, "l'Italia è un Paese strategico: rappresenta infatti il sesto mercato farmaceutico al mondo e presenta diverse eccellenze tra la sua comunità scientifica e i centri di ricerca. I nostri prodotti sono stati sviluppati anche grazie all'aiuto italiano - sottolinea - Continuiamo questa collaborazione con i pazienti, i clinici e le istituzioni per fare della Mash una priorità di salute pubblica e favorire il disegno di percorsi di diagnosi e cura di cui c'è tanto bisogno”.
“Oltre ad essere una malattia seria - rimarca Kilbane - è anche silenziosa e poco conosciuta. Oggi abbiamo la possibilità di parlarne e di creare cultura e consapevolezza, così che i pazienti possano essere diagnosticati in modo precoce, prima di andare incontro a complicanze epatiche gravi, ed essere trattati con cure conservative, come dieta e cambiamento di stile di vita. Parlarne è un atto di responsabilità e di cura nei confronti della popolazione” conclude.

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