(Adnkronos) - Ubriaco al volante, trasportava 176 chili di hashish a bordo della sua auto. L'uomo, un 51enne italiano già noto alle forze dell'ordine, è stato fermato nel corso di un servizio controllo lungo il tratto dell’A14 compreso tra Rimini e Bologna dagli agenti della Polizia Stradale. In casa dell'uomo sono stati trovati poi ulteriori 18 kg di marijuana in un borsone nascosto in garage.

(Adnkronos) - Inter e Como si affrontano in Coppa Italia. Oggi, martedì 21 aprile, i nerazzurri ospitano a San Siro la squadra di Fabregas nel ritorno della semifinale della coppa nazionale - in diretta tv e streaming. Si riparte dallo 0-0 del Sinigaglia, che ha lasciato tutto aperto in ottica qualificazione per la finale.
La squadra di Chivu è reduce dalla vittoria per 3-0 contro il Cagliari in campionato, mentre il Como ha perso 2-1 in trasferta contro il Sassuolo.
La sfida tra Inter e Como è in programma oggi, martedì 21 aprile, alle ore 21. Ecco le probabili formazioni:
Inter (3-5-2): Sommer; Akanji, Acerbi, Bisseck; Dumfries, Barella, Calhanoglu, Zielinski, Dimarco; Thuram, Esposito. All. Chivu
Como (4-2-3-1): Butez; Van der Brempt, Ramon, Kempf, Valle; Da Cunha, Perrone; Diao, Paz, Baturina; Douvikas. All. Fabregas
Inter-Como sarà trasmessa in diretta televisiva e in esclusiva in chiaro su Canale 5. La partita si potrà vedere anche in streaming sulla piattaforma Mediaset Infinity.

(Adnkronos) - Dalle 21 di lunedì sera il i Vigili del fuoco di Milano sono impegnati a fronteggiare un incendio che ha coinvolto l'azienda RIAM di smaltimento di rifiuti a Bollate. Le fiamme non hanno coinvolto il capannone di proprietà dell'azienda, limitandosi al materiale accumulato all'esterno in attesa di lavorazione.
Per tutta la notte 60 Vigili del fuoco si sono avvicendati riuscendo a circoscrivere le fiamme e a provvedere alla bonifica dell'area. Nessuna persona risulta coinvolta.
Sul posto anche personale dell'Arpa che sta provvedendo ad un monitoraggio dell'aria attraverso il posizionamento di alcune centraline.

(Adnkronos) - Terza puntata della nuova stagione di 'Belve'. Oggi, martedì 21 aprile, torna il programma cult di Francesca Fagnani e i suoi tre ospiti saranno Brigitte Nielsen, Elettra Lamborghini e Shiva Torna.
Nei suoi consueti faccia a faccia, la giornalista si confronta, senza sconti, con personaggi del mondo dello spettacolo, del costume e della cronaca, ospiti che sono disposti a mettersi in gioco e a rispondere alle sue domande chiare, dirette e spesso irriverenti. Non mancherà come di consueto la sigla di chiusura con tutti i "fuori onda" degli ospiti, uno dei momenti più attesi dal pubblico. Da quest’anno inoltre, vanno in onda anche i provini di 'Belve', con le interviste a persone comuni.
L'attrice e modella icona degli anni '80 Brigitte Nielsen svela a Francesca Fagnani momenti inediti e scioccanti della sua vita: dal bullismo subito a scuola alla dipendenza dall’alcol, l’incontro con l’attuale marito e il turbolento matrimonio con Sylvester Stallone. "Sono come la bomba atomica perché so tutto. Ma ho firmato un contratto…", dice riferendosi alle clausole di riservatezza dell'accordo prematrimoniale con l'attore e regista americano. "Lei dopo 19 mesi di matrimonio ha fatto le valigie all'improvviso e se n'è andata", dice Fagnani. "Qualcosa è cambiato la stessa notte del matrimonio. Terribile, una cosa che non dimenticherò mai. Una tragedia la vita che stava per iniziare. Era molto cattivo, psicologicamente e fisicamente", racconta Nielsen. E prosegue: "Era ossessivo. Mi sentivo in pericolo, non andava bene". "La sua carriera sarebbe stata la stessa senza di lui o è stato determinante?", chiede la giornalista. "Mi ha distrutto la carriera da quando sono andata via da lui. Mi ha fatto entrare nella black list di Hollywood. Non poteva credere che qualcuno lo lasciasse", spiega l'attrice. E poi la frecciatina: "Stallone? A letto era più un coniglio…".
Nielsen racconta la difficile fase della dipendenza dall'alcol e ricorda la sofferenza di quando nel 2012 è stata paparazzata in evidente stato di alterazione alcolica, con una bottiglia con sé, in un parco a Los Angeles: "È stata una giornata proprio orribile. Qualcuno mi ha fatto una foto. Mi ha rotto mezza anima". E poi ancora in merito all’episodio del 2003, in cui Nielsen aveva tentato di risolvere un momento di profonda crisi personale ingerendo un cocktail di ansiolitici e whisky: "Si è salvata perché non voleva morire o perché è stata fortunata?". "Volevo pace", confessa Nielsen. "L’origine di tutto quel malessere era il rapporto infelice con l’allora suo marito?", chiede Fagnani. "Un rapporto devastante. Mi aveva fatto il lavaggio del cervello. Sai, come l’ISIS. Non ero più me stessa", la sua commossa risposta.
Non mancano momenti esilaranti, come il racconto di una lite con Madonna in un club: "Lei continuava a pestarmi i piedi. L'ho guardata, questa miniatura di Madonna, e le ho dato una spinta".
La puntata va in onda su Rai 2 alle 21.20 ma sarà disponibile anche on demand su Raiplay e Disney+.

(Adnkronos) - Oggi è il Natale di Roma. Secondo la tradizione, la Città Eterna venne fondata infatti il 21 aprile 753 a.C., da Romolo sul colle Palatino. Nell'antichità il Natale di Roma era ricordato dai suoi abitanti con una festa chiamata 'Palilia' e ancora oggi, 2779 anni dopo, in questo giorno si celebra la fondazione della città: Roma Capitale promuove un ricco programma di appuntamenti culturali gratuiti, pensati per raccontare la storia millenaria dell’Urbe.
Elemento cardine dei festeggiamenti è in primo luogo la musica che allieterà il tardo pomeriggio del 21 aprile con un momento di partecipazione collettiva, in partenza in contemporanea alle ore 17.30, in diversi punti del centro storico.
Protagoniste assolute di questo omaggio alla città eterna saranno le Bande musicali delle forze armate che porteranno il proprio repertorio in alcuni luoghi suggestivi: da piazza del Campidoglio che ospiterà il consueto concerto della Banda della Polizia locale di Roma Capitale, fino alla Scalinata di Trinità dei Monti, dove si esibirà la Banda dell’Esercito Italiano; da piazza San Silvestro, in cui si terrà il concerto della Banda della Marina Militare, fino ad arrivare a piazza Pia, luogo designato a ospitare l’esibizione della Banda dell’Aeronautica Militare. E poi ancora piazza di San Lorenzo in Lucina con la Banda dell’Arma dei Carabinieri, piazza di Pietra, in cui si esibirà la Banda della Polizia di Stato e piazza di S. Ignazio che ospiterà la Banda della Polizia Penitenziaria.
Ancora nel pomeriggio, si torna in piazza del Campidoglio per un’altra iniziativa speciale. Alle ore 16.30, 17.15, 18.00 e 18.45 le visitatrici e i visitatori potranno accedere eccezionalmente a Palazzo Senatorio per le visite gratuite all’Aula Giulio Cesare, a cura della Sovrintendenza Capitolina ai Beni culturali in collaborazione con Zètema Progetto Cultura. I gruppi di massimo 30 partecipanti potranno accedere dall’ingresso di Sisto IV, in prossimità della colonna con la Lupa Capitolina (in via San Pietro in Carcere). Guide esperte accoglieranno i visitatori presso l’Aula Giulio Cesare e forniranno brevi approfondimenti sulla storia di Palazzo Senatorio, sede del Comune di Roma dal 1143, e sulla funzione dell’Aula assembleare. La partecipazione è gratuita previa prenotazione obbligatoria allo 060608 a partire dalle ore 10.00 di venerdì 17 aprile.
Il programma di visite e itinerari guidati è ricco. Alle ore 10.00, con un itinerario urbano gratuito tra le strade del Quadraro, si andrà alla scoperta delle opere di street art del progetto M.U.Ro, in un percorso che intreccia linguaggi contemporanei e memoria storica del quartiere, colpito dal tragico rastrellamento del 17 aprile 1944 (partecipazione gratuita con prenotazione obbligatoria allo 060608). Si prosegue poi alle ore 11.00 con la visita guidata alla mostra Constantin Brâncuşi: le Origini dell’Infinito ai Mercati di Traiano – Museo dei Fori Imperiali che metterà in luce il suggestivo dialogo tra la scultura antica e quella moderna del maestro rumeno, evidenziando al contempo i legami culturali tra Roma e la Romania. S
empre alle ore 11.00, nell’ambito del programma aMICi, si terrà al Museo Pietro Canonica la visita guidata Pietro Canonica e il fascino dell’Oriente per scoprire i tesori nascosti nella casa-museo di Villa Borghese e approfondire il ruolo dello scultore nell’esportazione del modello dei monumenti delle Capitali d’Italia – da Torino a Roma – presso i leader mediorientali. Nel pomeriggio, gli appuntamenti proseguiranno alle ore 15.30 al Museo di scultura antica Giovanni Barracco con la visita guidata alla Sala Romana che consentirà di approfondire tematiche relative all’antica Civiltà attraverso lo studio delle opere d’epoca in essa conservate; alle ore 16.30, alla Galleria d’Arte Moderna, con una visita tematica alla mostra Gam 100.
Un secolo di Galleria Comunale 1925–2025, per scoprire e approfondire la nascita e l’evoluzione della prima collezione comunale di arte moderna e contemporanea; alle ore 18.00, al Museo di roma in Trastevere per ammirare le immagini della città eterna vista attraverso gli scatti del fotografo francese Hervé Gloaguen, realizzati tra il 1975 e il 1995 durante le sue esplorazioni notturne.
Il programma si concluderà domani, mercoledì 22 aprile alle ore 16.00 presso il Museo di Roma, a Palazzo Braschi, con la visita Vivere a Roma: piazze, feste e mestieri. Un approfondimento sulla vita quotidiana della città dal Seicento all’Ottocento – tra mercati, celebrazioni e antichi mestieri – raccontata attraverso i disegni e le incisioni presenti nella collezione del museo. Le visite guidate all’interno dei Musei Civici sono gratuite previo acquisto del biglietto del museo secondo tariffazione vigente. L’ingresso ai Musei Civici di Roma Capitale è gratuito per tutti i residenti a Roma e nella Città Metropolitana.
Le Terme di Diocleziano ospitano due importanti momenti di rievocazione storica simbolici e altamente evocativi, il Tracciato del Solco Primigenio e i Palilia. Entrambe curate dal Gruppo Storico Romano, da anni protagonista delle celebrazioni dedicate alle origini dell’Urbe, le rievocazioni offrono al pubblico un’esperienza immersiva tra storia, mito e tradizione, con figuranti in abiti d’epoca e ricostruzioni fedeli dei rituali antichi.
Il Tracciato del Solco Primigenio rievoca il gesto fondativo attribuito a Romolo, che secondo la tradizione segnò con un aratro il confine sacro della città, il cosiddetto pomerium. Un rito carico di significato, che sancisce la nascita di Roma e il suo legame con il divino.
Accanto a questo momento, verranno celebrati i Palilia (o Parilia), una delle più antiche festività della religione romana. Originariamente festa pastorale, si svolgeva proprio il 21 aprile in onore della divinità Pale, protettrice dei greggi e dei pastori. Nel tempo, la ricorrenza si è intrecciata con il mito della fondazione della città, diventando parte integrante delle celebrazioni del Natale di Roma.

(Adnkronos) - Salire le scale, camminare a passo svelto, correre per prendere l'autobus. Pochi minuti di attività fisica intensa al giorno bastano per ridurre in misura significativa il rischio di sviluppare diverse gravi malattie: dall'artrite all'infarto, fino alla demenza. E' la ricetta contenuta in uno studio pubblicato sull'European Heart Journal. I ricercatori hanno analizzato i dati di quasi 96.000 persone. Hanno confrontato i livelli complessivi di attività fisica con la quantità di attività intensa svolta da ogni individuo. Quindi, hanno monitorato il rischio di sviluppare otto gravi malattie nel corso del tempo. Gli scienziati hanno evidenziato che anche sforzi estremamente concentrati - come una corsa per prendere l'autobus - sono risultati associati ad un minor rischio di malattia e di morte. Gli effetti protettivi sono stati particolarmente evidenti per le patologie infiammatorie come l'artrite, la demenza o gravi problemi cardiovascolari come infarto e ictus.
Lo studio è stato condotto da un team internazionale, con un ruolo primario ricoperto dalla professoressa Minxue Shen della Xiangya School of Public Health presso la Central South University di Hunan, in Cina. "Sappiamo che l'attività fisica riduce il rischio di malattie croniche e morte prematura. Sono sempre più numerosi gli elementi in base ai quali l'attività intensa, al minuto, offre maggiori benefici per la salute rispetto all'attività moderata. Ma rimangono interrogativi sull'importanza dell'attività intensa rispetto all'attività fisica totale. Ad esempio, se due persone svolgono la stessa quantità totale di attività, chi si allena con maggiore intensità ottiene maggiori benefici per la salute? E se una persona ha poco tempo, dovrebbe concentrarsi sull'allenamento più intenso e non su quello più lungo?".
I partecipanti, tutti coinvolti nello studio legati ai dati raccolti dall'UK Biobank, hanno indossato dipositivi da polso per una settimana. I device hanno registrato i modelli di movimento dettagliati, comprese brevi fasi di attività intensa che le persone potrebbero non ricordare o non segnalare. I ricercatori hanno utilizzato questi dati per calcolare sia l'attività totale sia la percentuale di attività sufficientemente intensa da causare respiro affannoso.
Il team ha poi confrontato queste misurazioni con la probabilità che i partecipanti morissero o sviluppassero 8 gravi malattie nei successivi 7 anni. Il ventaglio comprendeva malattie cardiovascolari, aritmie cardiache, diabete di tipo 2, malattie infiammatorie immuno-mediate, malattie epatiche, malattie respiratorie croniche, malattie renali croniche e demenza.
I risultati hanno dimostrato che le persone che dedicavano una parte maggiore della loro attività fisica all'esercizio intenso presentavano rischi nettamente inferiori per tutte le patologie studiate. Rispetto a chi non praticava alcuna attività fisica intensa, gli individui con i livelli più elevati di attività fisica mostravano un rischio inferiore del 63% di demenza, del 60% di diabete di tipo 2 e del 46% di mortalità in generale. Questi benefici sono stati osservati anche quando il tempo totale dedicato all'attività fisica intensa si è dimostrato relativamente ridotto.
I ricercatori hanno inoltre scoperto che l'intensità dell'attività fisica svolgeva un ruolo più importante nel contrasto di alcune patologie. Per le condizioni infiammatorie come l'artrite e la psoriasi, l'intensità sembrava essere il fattore chiave nella riduzione del rischio. Al contrario, per malattie come il diabete e le malattie epatiche croniche, sia la durata dell'attività fisica che l'intensità dell'esercizio risultavano 'solo' importanti.
La professoressa Shen ha evidenziato che "l'attività fisica intensa sembra innescare risposte specifiche nell'organismo che l'attività a bassa intensità non riesce a replicare completamente. Durante l'attività fisica intensa, quella che fa rimanere senza fiato, l'organismo reagisce in modo potente. Il cuore pompa sangue in modo più efficiente, i vasi sanguigni diventano più elastici e il corpo migliora la sua capacità di utilizzare l'ossigeno. L'attività fisica intensa sembra anche ridurre l'infiammazione. Questo potrebbe spiegare perché abbiamo osservato una forte correlazione con patologie infiammatorie come la psoriasi e l'artrite. Potrebbe anche stimolare la produzione di sostanze chimiche nel cervello che contribuiscono a mantenere sane le cellule cerebrali: questo potrebbe spiegare il minor rischio di demenza". "I nostri risultati fanno pensare che rendere intensa parte della propria attività fisica possa apportare notevoli benefici alla salute", ha aggiunto la ricercatrice.
Non è necessario, però, andare in palestra. "Salire le scale velocemente, camminare a passo svelto tra una commissione e l'altra o giocare attivamente con i bambini può fare davvero la differenza. Anche solo 15-20 minuti a settimana di questo tipo di sforzo – pochi minuti al giorno – sono stati associati a significativi benefici per la salute". "Le attuali linee guida", comprese quelle dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), "si concentrano generalmente sulla quantità di tempo dedicato all'attività fisica a settimana. I nostri risultati suggeriscono che la composizione di tale attività è importante e lo è in modo diverso a seconda delle malattie che si cerca di prevenire. Questo potrebbe aprire la strada a raccomandazioni sull'attività fisica più personalizzate, basate sui rischi specifici per la salute di ogni individuo".
Un dettaglio non va trascurato: "L'attività fisica intensa potrebbe non essere sicura per tutti, soprattutto per gli anziani o le persone con determinate patologie. Per loro, qualsiasi aumento del movimento è comunque benefico e l'attività dovrebbe essere adattata alle esigenze individuali".

(Adnkronos) - Le donne si confermano piu’ competenti degli uomini nella gestione della salute e dei piccoli disturbi attraverso l'automedicazione. Le italiane sono più vulnerabili rispetto ai maschi, ma anche più consapevoli. Per quanto riguarda i farmaci da automedicazione, il 93% legge il foglietto illustrativo, il 90,3% controlla le scadenze, l'88,2% si rivolge al medico se il disturbo non passa. Sono inoltre più spesso le donne a prendersi cura anche della salute dei propri familiari con il supporto di farmacista e medico di famiglia. Il quadro è stato tracciato oggi a Roma durante una conferenza stampa promossa da Assosalute - Associazione nazionale farmaci di automedicazione, parte di Federchimica, sul tema 'Salute della donna: educazione, prevenzione e consapevolezza'. Un confronto tra istituzioni, ricerca, professionisti della salute e rappresentanze civiche per riflettere sul ruolo centrale delle donne nella gestione quotidiana della salute e sul valore dell’automedicazione responsabile nella cultura sanitaria del Paese.
Secondo i dati del rapporto Assosalute-Censis 'Donne e automedicazione responsabile', il 93,9% delle donne ha sofferto di almeno un piccolo disturbo nell'ultimo anno, e il 75,7% di almeno due. Una maggiore esposizione rispetto agli uomini che, però, non si traduce in fragilità, ma in esperienza e capacità. Le donne, infatti, convivendo più frequentemente con questi disturbi, sviluppano una conoscenza più approfonditadella propria salute e una maggiore capacità di gestione quotidiana dei farmaci di automedicazione. A questo si aggiunge il tema dei dolori mestruali, che riguardano il 91,8% delle donne e che incidono negativamente nel 71% dei casi, confermando come il benessere femminile sia ancora oggi condizionato da fattori spesso sottovalutati nelle politiche sanitarie. In questo scenario l’automedicazione, attraverso il ricorso ai farmaci da banco, si è confermata una risorsa importante: il 78,8% delle donne vi ha fatto ricorso. Per quasi l’80% del campione, i farmaci di automedicazione rappresentano un aiuto concreto nella quotidianità.
Sul fronte tecnologico, i dati mostrano che il 47,5% delle donne ricorre all'Intelligenza artificiale (il 10% regolarmente e il 37,5% saltuariamente), a fronte del 51,9% degli uomini (16,7% regolarmente e 35,2% di tanto in tanto), con una differenza di -4,4 punti percentuali. Un divario che si approfondisce quando si passa alla dimensione della fiducia: tra chi utilizza questi strumenti, il 64% delle donne dichiara di avere fiducia nell'Ia (6,6% molta, 57,4% abbastanza), contro il 76,7% degli uomini (11,7% molta, 65% abbastanza), con uno scarto di -12,7 punti percentuali. Anche in questo caso emerge un approccio femminile più prudente e selettivo: l'Ia viene utilizzata come supporto informativo, ma senza rinunciare alla valutazione critica e al confronto con professionisti della salute, confermando un atteggiamento nell'approccio alla salute maturo e moderno, che integra tecnologia e responsabilità. Questa attenzione - secondo i ricercatori - non è dettata dal timore, ma rappresenta una forma concreta ed evoluta di empowerment sanitario: la capacità di scegliere in modo informato, di gestire in autonomia ciò che è appropriato o se necessario, con il supporto in prima istanza del farmacista e poi del medico di famiglia.
"Le donne - spiega Michele Albero, presidente Federchimica-Assosalute - sono oggi protagoniste di un modello evoluto di gestione della salute: più esposte ai disturbi, ma anche responsabili. Proprio l'esperienza al femminile nell'approccio alla cura evidenzia come l'automedicazione correttamente utilizzata è davvero uno strumento cruciale di salute quotidiana e un mezzo fondamentale per esercitare in modo corretto la propria autonomia anche su un tema importante come quello del proprio benessere".
Per Albero bisogna "sostenere tale autonomia attraverso la trasmissione di informazioni sanitarie corrette e al passo con i tempi e azioni per una maggiore diffusione, trasversale tra generi ed età, di una cultura sanitaria improntata alla consapevolezza. Sono ambiti sui quali l'associazione si spende da sempre perché rappresentano elementi importanti per la salute del presente e, soprattutto, del futuro. Per questo, ci sentiamo e siamo parte attiva di questa alleanza per la salute che è emersa dal dibattito di oggi, in cui ognuno svolge un proprio ruolo diverso ma fondamentale per affrontare le sfide che abbiamo davanti. L'alleanza tra professionisti, istituzioni, cittadini e comunità è fondamentale".
Secondo Sara Lena, ricercatrice Censis, "dalla ricerca emerge con chiarezza che le donne mostrano, rispetto agli uomini, una maggiore attenzione e una maggiore cautela nella gestione della Salute. La maggiore esposizione delle donne ai piccoli disturbi si traduce in una competenza diffusa nella gestione della salute. E' un elemento chiave di empowerment, esito anche della cultura dell'automedicazione responsabile che le rende più caute rispetto alle informazioni date dall'Ia e portate a valorizzare il ruolo del medico e del farmacista".

(Adnkronos) - Robot e droni ucraini controllati da un pilota che si trova al sicuro, in una posizione a chilometri di distanza dalla linea del fronte. E che permette di contrastare l'avanzata dei soldati russi, o di riconquistare territori, riducendo il rischio di perdite di uomini sul campo di battaglia. Con l'obiettivo di sostituire un terzo della fanteria con droni e robot entro quest'anno. E' la strategia utilizzata dall'esercito di Kiev, orgoglioso dei successi tecnologici acquisiti come spiega alla Cnn Mykola "Makar" Zinkevych, comandante dell'unità ucraina 'NC13' della Terza Brigata d'Assalto Indipendente ucraina, specializzata in sistemi d'attacco robotici terrestri. "La posizione è stata conquistata senza sparare un solo colpo", ha dichiarato alla Cnn Zinkevych, commentando l'esito positivo della missione che ha ancher portato alla cattura di prigionieri russi da parte di da robot e droni, senza il coinvolgimento della fanteria.
Da anni i cieli sopra le linee del fronte in Ucraina sono invasi dai droni, che rappresentano una grave minaccia per la fanteria. Di conseguenza, gli ucraini hanno iniziato a sperimentare con droni terrestri – veicoli telecomandati che si muovono su ruote o cingoli – e sistemi robotici. Inizialmente venivano utilizzati principalmente per evacuare i feriti e rifornire le truppe, ma sempre più spesso anche per condurre missioni di assalto in combattimento. La Cnn nota che i droni terrestri sono molto più difficili da individuare e intercettare rispetto ai veicoli militari di dimensioni maggiori. Rispetto ai droni aerei possono operare in qualsiasi condizione meteorologica e trasportare carichi molto più consistenti. Sono inoltre più resistenti e hanno una durata della batteria molto maggiore.
Alla fine dello scorso anno, il Terzo Corpo d'Armata, di cui fa parte la Terza Brigata d'Assalto Indipendente, ha dichiarato che un singolo robot terrestre equipaggiato con una mitragliatrice era riuscito a respingere un'avanzata russa per 45 giorni, necessitando solo di una leggera manutenzione e di una ricarica della batteria ogni due giorni. ''Dobbiamo capire che non avremo mai un numero maggiore di uomini'' rispetto alla Russia ''e non avremo mai un vantaggio numerico sul nemico'', ha affermato Zinkevych, sottolineando che ''dobbiamo ottenere questo vantaggio attraverso la tecnologia''.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha affermato nei giorni scorsi che droni e robot hanno condotto oltre 22mila missioni solo negli ultimi tre mesi. "Più di 22mila vite sono state salvate quando un robot è entrato nelle zone più pericolose al posto di un soldato", ha dichiarato Zelensky in un discorso che celebrava i successi dell'industria tecnologica militare ucraina. Robert Tollast, esperto di guerra terrestre presso il Royal United Services Institute, un think tank britannico specializzato in difesa e sicurezza, ha affermato che i nuovi progressi in Ucraina "alimenteranno un acceso dibattito sull'opportunità o meno di considerare questi robot il futuro della guerra". Probabilmente, ha aggiunto, i droni terrestri avrebbero difficoltà a mantenere il controllo del territorio, paragonandoli all'utilizzo di carri armati senza il supporto della fanteria. Tuttavia, ha aggiunto, ora "salvano regolarmente la vita dei soldati nelle evacuazioni dei feriti, nelle pericolose missioni di rifornimento, nello sminamento e, sempre più spesso, nei combattimenti".
E ha aggiunto che "questo è fondamentale in una guerra in cui l'osservazione aerea tramite droni ha reso quasi letale qualsiasi movimento vicino alla linea del fronte, anche immaginando un futuro in cui la Nato non combatta esattamente come in Ucraina, è quasi certo che questi sistemi troveranno molti impieghi in altre forze".
Il piano di guerra di Kiev si concentra sia sulla difesa che sull'attacco. L'obiettivo è utilizzare dati e tecnologie per identificare in tempo reale ogni singola minaccia aerea e intercettare almeno il 95% di missili e droni, oltre a creare una "zona di fuoco" profonda dai 15 ai 20 chilometri lungo la linea del fronte, dove droni e robot operano senza sosta. Il ministero della Difesa ucraino ha dichiarato la scorsa settimana che circa mille equipaggi sono già operativi nell'ambito di questo nuovo programma unificato.
Secondo gli analisti citati dalla Cnn, i recenti progressi tecnologici hanno conferito all'Ucraina un netto vantaggio in termini di droni sul campo di battaglia. L'Institute for the Study of War, un'organizzazione statunitense che monitora i conflitti, ha recentemente valutato che questa superiorità dei droni "contribuisce probabilmente al rallentamento dell'avanzata russa e ai recenti contrattacchi ucraini". In una nota gli analisti hanno scritto che "sebbene nessuna delle due parti sia riuscita a ottenere un vantaggio decisivo, la campagna di attacchi a medio raggio dell'Ucraina ha permesso a Kiev di riprendere il sopravvento", aggiungendo che "la sfida ora per l'Ucraina sarà quella di rimanere un passo avanti alla Russia mentre questa risponde".
Sebbene il vantaggio sul campo di battaglia derivante dall'impiego dei droni potrebbe non essere decisivo per l'esito della guerra, il netto primato di Kiev in questo settore sta attirando sempre più attenzione anche al di fuori dell'Europa. La prossima grande sfida per l'Ucraina è l'intelligenza artificiale. Kiev sta compiendo progressi nello sviluppo e nell'addestramento di modelli di intelligenza artificiale per sistemi senza pilota, utilizzando dati reali provenienti dal campo di battaglia.
Molti, tuttavia, rimangono cauti. Ad esempio Zinkevych ha affermato che, pur comprendendo la possibilità di automatizzare alcuni processi, non è sicuro che le tecnologie autonome abbiano un ruolo sul campo di battaglia. "La decisione finale deve sempre essere presa da un essere umano - ha affermato -Affidereste armi all'intelligenza artificiale? Come possiamo essere sicuri che sarà in grado di distinguere un amico da un nemico? Come possiamo essere sicuri che non ci saranno malfunzionamenti o che qualcosa non andrà storto?".

(Adnkronos) - Stati Uniti e Iran al bivio. Washington e Teheran Si avvicinano tra le tensioni al secondo round dei negoziati a Islamabad, in Pakistan, per porre fine alla guerra. Donald Trump già scommette sull'accordo, a poche ore dalla fine della tregua che scade formalmente il 21 aprile, ma si dice pronto a "bombardare tutto". La giornata di oggi sarà una svolta, in un senso o nell'altro, nella crisi caratterizzata soprattutto dalla paralisi dello Stretto di Hormuz: l'Iran tiene sotto scacco la via fondamentale per il 20% del commercio mondiale di petrolio, gli Usa rispondono imponendo il blocco navale alle navi della Repubblica Islamica.
Il braccio di ferro prosegue, intanto il presidente degli Stati Uniti annuncia l'invio della delegazione, guidata dal vicepresidente JD Vance e completata dall'inviato speciale Steve Witkoff e da Jared Kushner, emissario e genero di Trump. Teheran formalmente non comunica la presenza dei propri rappresentanti in Pakistan. Nelle prossime ore, riferisce però il Wall Street Journal, la delegazione della Repubblica islamica - con il presidente del Parlamento, Mohammad Bagher Ghalibaf - sbarcherà a Islamabad. In base al programma anticipato da Al Jazeera, i due team dovrebbero arrivare praticamente in contemporanea per iniziare i colloqui alle 12 locali. L'incertezza e le tensioni crescenti, con il sequestro di un mercantile iraniano da parte degli Usa, influiscono sulle quotazioni del greggio e a cascata sui prezzi dei carburanti e dell'energia, tema caldissimo in molti paesi - Italia compresa - che attendono news.
La mediazione di Pakistan e Egitto tiene vivo il dialogo anche nei momenti più critici, quando la rottura completa e la ripresa della guerra sembra una prospettiva concreta. Il ministro dell'Interno pakistano, Mohsin Naqvi, ha informato l'ambasciatore iraniano in Pakistan, Reza Amiri Moghadam, sul completamento dei preparativi per il secondo round di colloqui. Il capo di Stato maggiore dell'esercito pakistano, Asim Munir, a Trump - negli ultimi contatti - ha detto chiaramente che il blocco navale imposto dagli Usa ai porti iraniani è un ostacolo sulla strada della diplomazia. Le fibrillazioni di queste ore, apparentemente, non condizionano Trump.
Il presidente degli Stati Uniti tira dritto esibendo certezze. "Gli iraniani dovrebbero esserci, se non saranno ai negoziati va bene lo stesso. Noi abbiamo accettato di esserci", dice, escludendo la possibilità di prorogare la tregua in scadenza: "Che succederebbe? Molte bombe cominceranno a cadere". Come ormai consuetudine, il numero 1 della Casa Bianca regala dichiarazioni a getto continuo a varie testate, con risposte e concetti che spesso cambiano di ora in ora. La chiacchierata con Maria Bartiromo, giornalista di Fox News, delinea una novità decisiva: Trump, dice Bartiromo, si aspetta che "martedì sera in Pakistan" sarà firmato l'accordo con l'Iran. Tuttavia, il presidente ha aggiunto che, se gli iraniani non firmeranno l'accordo, gli Stati Uniti faranno saltare in aria tutte le centrali elettriche e molto altro", dice la giornalista.
Qualche ora più tardi è lo stesso Trump a fornire un ulteriore elemento: "L'accordo con l'Iran sarà molto migliore rispetto a quello firmato da Obama". Il riferimento è all'intesa sul nucleare siglato nel 2015. Al di là del 'promo', nessun dettaglio. Nei giorni scorsi, Trump si è sbilanciato fino ad annunciare che Teheran avrebbe consegnato agli Usa i 440 chili di uranio arricchito al 60%. Dopo le smentite iraniane, il presidente ora non tocca l'argomento. Non è chiaro quindi cosa prevederebbe il documento in discussione a Islamabad, ma a giudicare dai post del presidente la fumata è imminente: "Non sono sotto alcuna pressione, anche se succederà tutto in tempi relativamente brevi!". La pressione, semmai, è su Teheran: "Il blocco navale, che non revocheremo finché non ci sarà un 'accordo', sta completamente distruggendo l'Iran. Stanno perdendo 500 milioni di dollari al giorno, una cifra insostenibile per loro, anche a breve termine".
Al pressing mediatico di Trump, l'Iran non risponde colpo su colpo pubblicamente. E quando lo fa, mantiene una linea improntata al "realismo", per usare le parole del portavoce del ministero degli Esteri di Teheran, Esmaeil Baqaei. "Non siamo affatto ottimisti siamo realisti. Il pessimismo nei confronti del nemico è sinonimo di saggezza", dice con un approccio a dir poco prudente, se non addirittura scettico. Più nette le parole di Ghalibaf, che alludono anche alla ripresa della guerra: "Trump, con l'imposizione del blocco e la violazione del cessate il fuoco, vuole trasformare questo tavolo di negoziato in un tavolo di resa o giustificare una nuova ondata di provocazioni belliche. Non accettiamo negoziati all'ombra della minaccia e nelle ultime due settimane ci siamo preparati per mostrare nuove carte sul campo di battaglia".
Da Teheran, attraverso i media legati al regime, filtrano le posizioni attribuibili ai vertici: oltre alla questione del blocco navale, vengono stigmatizzate altre richieste "eccessive" da parte americana che "non mostrano una prospettiva chiara" in vista dei nuovi colloqui, afferma l'agenzia Tasnim. Teheran ritiene che fino a quando gli Stati Uniti "si presenteranno al tavolo dei negoziati con gli stessi calcoli sbagliati che hanno portato alla loro pesante sconfitta sul campo militare, i negoziati saranno solo una perdita di tempo".
"L'Iran - chiosa la Tasnim - ritiene inoltre che le notizie diffuse dai media sui negoziati possano essere fuorvianti ed è pronto ad affrontare uno scontro militare e a infliggere ulteriori punizioni agli Stati Uniti".

(Adnkronos) - Il Ceo di Apple, Tim Cook, si dimetterà all'inizio di settembre e sarà sostituito da un dirigente dell'azienda, John Ternus, che in precedenza era responsabile dei prodotti fisici, dall'iPhone al Mac, secondo una dichiarazione rilasciata oggi. Sebbene John Ternus fosse considerato il favorito per succedere a Tim Cook, che diventerà presidente esecutivo del consiglio di amministrazione, il passaggio di consegne non era previsto così presto.
"Sono profondamente grato per questa opportunità di portare avanti la missione di Apple", ha dichiarato Ternus in un comunicato. "Ho avuto la fortuna di lavorare con Steve Jobs e di avere Tim Cook come mentore".
Ternus è entrato a far parte del team di progettazione prodotti di Apple nel 2001 ed è diventato vicepresidente senior dell'ingegneria hardware nel corso dei successivi vent'anni. Apple gli riconosce il merito di aver contribuito alla realizzazione di numerosi prodotti, tra cui iPhone, iPad, Apple Watch e computer Mac. "Sono profondamente grato per questa opportunità di portare avanti la missione di Apple", ha affermato Ternus nello stesso comunicato. "Avendo trascorso quasi tutta la mia carriera in Apple, ho avuto la fortuna di lavorare sotto la guida di Steve Jobs e di avere Tim Cook come mentore".
"Amo Apple con tutto me stesso e sono profondamente grato di aver avuto l'opportunità di lavorare con un team di persone così ingegnose, innovative, creative e premurose, che si sono sempre dedicate con impegno ad arricchire la vita dei nostri clienti e a creare i migliori prodotti e servizi al mondo", le parole di Cook. "John Ternus ha la mente di un ingegnere, l'anima di un innovatore e il cuore per guidare con integrità e onore".
"È stato il più grande privilegio della mia vita essere Ceo di Apple e aver avuto la fiducia necessaria per guidare un'azienda così straordinaria", ha dichiarato Cook in un comunicato. Cook, 65 anni, è entrato in Apple nel 1998 ed è diventato amministratore delegato nel 2011, dopo l'abbandono dell'iconico co-fondatore e leader Steve Jobs per motivi di salute. A Cook viene riconosciuto il merito di aver ampliato la gamma di prodotti Apple e di aver portato il valore dell'azienda a circa 4 trilioni di dollari, in base al valore delle azioni.
"La leadership senza precedenti e straordinaria di Tim ha trasformato Apple nella migliore azienda al mondo", ha dichiarato Arthur Levinson, presidente uscente del consiglio di amministrazione, nel comunicato stampa. "La sua integrità e i suoi valori permeano ogni aspetto di Apple". Levinson attualmente ricopre la carica di presidente del consiglio di amministrazione in qualità di membro non esecutivo. Diventerà il principale consigliere indipendente del consiglio.

(Adnkronos) - Fratelli d'Italia è stabile, il Pd cala e il Movimento 5 Stelle. Sono le novità secondo il sondaggio Swg che fotografa le intenzioni di voto per il Tg La7 oggi, 20 aprile, in caso di elezioni. Fratelli d'Italia, sempre ampiamente primo partito, rimane al 29,3% senza variazioni rispetto alla scorsa settimana. La formazione guidata dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni aumenta il vantaggio sul Pd della segretaria Elly Schlein. I dem cedono lo 0,3% e scivolano al 21,6%. In ascela il M5S di Giuseppe Conte, che cresce dello 0,2% e arriva al 12,4%.
Ai piedi del podio, passo avanti di Forza Italia che guadagna lo 0,1% e ora vale il 7,8%. Stesso progresso per Verdi e Sinistra, che si attestano al 6,7%. La Lega sale dello 0,2% e arriva al 6,5%.
Più staccati Futuro Nazionale di Roberto Vannacci (3,4%) e Azione di Carlo Calenda (3,3%). Seguono Italia viva (2,4%), +Europa (1,5%) e Noi Moderati (1,1%).

(Adnkronos) - Carlos Alcaraz 'batte' Jannik Sinner ed è lo sportivo dell'anno. Il campione del tennis spagnolo è stato premiato a Madrid nel corso dei Laureus World Sports Awards 2026, gli Oscar dello Sport, presso lo storico Palacio de Cibeles. Per la prima volta nella storia, la cerimonia è stata condotta da due atleti, stelle del tennis e dello sci freestyle, entrambi ex vincitori dei Laureus: Novak Djokovic e Eileen Gu.
Alcaraz ha vinto il Laureus Award nella categoria “Sportivo dell’anno” dopo un 2025 straordinario, coronato con il numero 1 al mondo nel circuito Atp. Lo scorso anno Alcaraz ha vinto due titoli del Grande Slam (Roland Garros e US Open), raggiungendo la finale a Wimbledon. A soli 22 anni, Alcaraz diventa il più giovane vincitore di questo premio, succedendo nell’albo d’oro a leggende del calibro di Roger Federer, Rafael Nadal e Novak Djokovic. Alcaraz aveva già vinto il premio Laureus come “Rivelazione dell’anno” nel 2023 e segue le orme dei “Big Three” Roger Federer, Rafael Nadal (l’unico spagnolo ad aver vinto questo premio prima di lui) e Novak Djokovic. Ad applaudire lo spagnolo in sala anche Jannik Sinner, beffato nella corsa alla prestigiosa statuetta, insieme a Lorenzo Musetti e Jasmine Paolini a rappresentare il top del tennis italiano.
"È un onore incredibile vincere il premio Laureus nella categoria “Sportivo dell’anno”. Come tennista, competo per titoli in campo, ma questa statuetta Laureus significa qualcosa di più, perché significa che sono stato riconosciuto tra i più grandi atleti del mondo, in tutte le discipline. Tre anni fa ho ricevuto il premio Laureus come “Rivelazione dell’anno” a Parigi e ho incontrato uno dei miei idoli, Lionel Messi, che aveva vinto il premio come “Sportivo dell’anno”. Quel giorno ho sognato di iscrivere il mio nome in quell’elenco di vincitori e oggi ci sono riuscito", ha detto Alcaraz dal palco.
"Sto seguendo le orme di giganti come Messi, Federer, Djokovic, Usain Bolt e naturalmente il grande Rafa Nadal. Ora capisco davvero perché questi premi significano così tanto per i migliori atleti del mondo", ha aggiunto Alcaraz, "voglio ringraziare in particolare Jannik Sinner. Se non ci fossimo affrontati così tante volte in campo, motivandoci a vicenda nel migliorare le nostre prestazioni, non credo che nessuno dei due avrebbe raggiunto questi livelli. Ho sempre sentito un forte legame con Laureus e con le parole ispiratrici del suo patron Nelson Mandela. Anch’io credo che lo sport possa cambiare il mondo. Anche dopo la notte dei premi, Laureus dimostra quanto lo sport possa essere potente nel dare opportunità ai giovani in tutto il mondo. Sapere che la mia storia può ispirare la prossima generazione mi rende orgoglioso, così come stringere tra le mani questa statuetta Laureus".
(Adnkronos) - Jannik Sinner è arrivato ai Laureus Awards di Madrid. Oggi, lunedì 20 aprile, il tennista azzurro partecipa alla cerimonia di premiazione nella capitale spagnola, dove giocherà il prossimo torneo, a caccia del quarto trionfo consecutivo in un Masters 1000. Sinner si è presentato elegante con completo nero, fermandosi per qualche foto prima di prendere posto in sala senza rispondere alle domande dei giornalisti.

(Adnkronos) - Jannik Sinner 'preoccupato' per l'infortunio di Carlos Alcaraz. Oggi, lunedì 20 aprile, il tennista azzuro ha parlato dell'infortunio rimediato dallo spagnolo a Barcellona, che lo ha costretto a saltare, oltre all'Atp 500 catalano, anche il Masters 1000 di Madrid e lo mette in dubbio anche per gli Internazionali d'Italia e il Roland Garros, tornei a cui Alcaraz arriva da campione in carica con tanti punti nel ranking da difendere.
"Io e Alcaraz come Federer e Nadal? Penso che ogni rivalità sia diversa, io e Carlos siamo due persone normali con valori simili, come la famiglia. Ci siamo divisi gli ultimi tornei importanti, mi spinge a dare il meglio", ha detto Sinner a margine della cerimonia di premiazione dei Laureus Awards a Madrid, che sarà presentata da Novak Djokovic, "so che sta passando un momento difficile con questo infortunio, mi auguro di verderlo presto in campo. Spero ci sia già a Roma perché voglio vincere contro i più forti".
"Sono contento di essere qua, è un momento unico, per essere tra i finalisti devi aver fatto una grande stagione", ha sottolineato il numero uno del mondo, "mi godo il momento, è bello essere qui con altri atleti di sport diversi. Ho visto Novak in hotel, abbiamo parlato un po', è una cosa diversa vederlo in questa veste, a lui piace, è il presentatore perfetto per una serata così".
Dal fine settimana si tornerà a fare sul serio in campo nel torneo Masters 1000 di Madrid: "Si sa che a Madrid ci sono condizioni un po' particolari, con l'altitudine la palla schizza via, proveremo a giocare bene, sono qui per fare del mio meglio ed essere poi pronto per Roma, con l'obiettivo di arrivare al massimo a Parigi che è il torneo più importante".

(Adnkronos) - L'infortunio di Carlos Alcaraz preoccupa. Oggi, lunedì 20 aprile, il tennista spagnolo si è presentato ai Laureus Awards di Madrid con un vistoso tutore al braccio destro, dopo l'infortunio che lo ha costretto al ritiro prima dall'Atp 500 di Barcellona e poi dal Masters 1000 di scena nella capitale spagnolo, in cui Jannik Sinner punta ad allungare al primo posto del ranking Atp.
Alcaraz è arrivato sul tappeto rosso con un completo nero ma che non ha potuto nascondere l'evidente tutore sul braccio destro. Lo spagnolo aveva infatti rimediato un infortunio al polso durante il match contro Virtanen nel primo turno del torneo di Barcellona, vinto in due set 6-4, 6-2. Durante il primo set infatti, Alcaraz si è toccato il polso dolorante, chiedendo l'interruzione e l'intervento del fisioterapista. Dopo il trattamento lo spagnolo è riuscito a tornare il campo e chiudere il parziale, salvo poi ritirarsi al termine del match.
Alcaraz ora, dopo Barcellona e Madrid, rischia di saltare anche gli Internazionali d'Italia e il Roland Garros, a cui arriva da campione in carica. A lanciare l'allarme è stato Feliciano Lopez, il direttore del torneo della capitale spagnola, che a Radioestadio ha raccontato di aver subito un infortunio simile da giocatore: "Io sono stato fermo circa due mesi, ma non so quale sia l’entità del suo infortunio. Io non riuscivo nemmeno a tenere la racchetta in mano, dopo tornei intensi arrivi stanco e un problema de genere può accadere".
"Spero non ci sia rottura di qualche piccolo osso del polso", ha spiegato, "ma penso che sia quasi impossibile che possa giocare a Roma, speriamo riesca a recuperare per Parigi e recuperare il prima possibile, perché per lui è un momento importante della stagione. Ci sono circa 4mila punti in palio".

(Adnkronos) - L'infortunio di Carlos Alcaraz preoccupa. Oggi, lunedì 20 aprile, il tennista spagnolo si è presentato ai Laureus Awards di Madrid con un vistoso tutore al braccio destro, dopo l'infortunio che lo ha costretto al ritiro prima dall'Atp 500 di Barcellona e poi dal Masters 1000 di scena nella capitale spagnolo, in cui Jannik Sinner punta ad allungare al primo posto del ranking Atp.
Alcaraz è arrivato sul tappeto rosso con un completo nero ma che non ha potuto nascondere l'evidente tutore sul braccio destro. "Stiamo aspettando un test che faremo in questi giorni e il risultato sarà cruciale per prendere una decisione", ha detto a margine dell'evento parlando del suo possibile forfait a Roma e Parigi, "sto cercando di essere positivo e di avere pazienza".
Lo spagnolo aveva infatti rimediato un infortunio al polso durante il match contro Virtanen nel primo turno del torneo di Barcellona, vinto in due set 6-4, 6-2. Durante il primo set infatti, Alcaraz si è toccato il polso dolorante, chiedendo l'interruzione e l'intervento del fisioterapista. Dopo il trattamento lo spagnolo è riuscito a tornare il campo e chiudere il parziale, salvo poi ritirarsi al termine del match.
Alcaraz ora, dopo Barcellona e Madrid, rischia di saltare anche gli Internazionali d'Italia e il Roland Garros, a cui arriva da campione in carica. A lanciare l'allarme è stato Feliciano Lopez, il direttore del torneo della capitale spagnola, che a Radioestadio ha raccontato di aver subito un infortunio simile da giocatore: "Io sono stato fermo circa due mesi, ma non so quale sia l’entità del suo infortunio. Io non riuscivo nemmeno a tenere la racchetta in mano, dopo tornei intensi arrivi stanco e un problema de genere può accadere".
"Spero non ci sia rottura di qualche piccolo osso del polso", ha spiegato, "ma penso che sia quasi impossibile che possa giocare a Roma, speriamo riesca a recuperare per Parigi e recuperare il prima possibile, perché per lui è un momento importante della stagione. Ci sono circa 4mila punti in palio".

(Adnkronos) - La Lombardia si conferma motore economico del Paese e laboratorio avanzato di innovazione imprenditoriale. Non solo prima regione italiana per Pil e tessuto produttivo, ma anche leader nel numero di società benefit: un primato che rafforza il suo ruolo di riferimento nazionale ed europeo per un modello economico capace di coniugare profitto e impatto sociale.
Secondo il primo rapporto dedicato alle società benefit lombarde, promosso dalla Regione e realizzato da InVento innovation lab, sul territorio si contano oggi 1.721 imprese di questo tipo, concentrate in larga parte nell’area milanese. Un dato che evidenzia una crescita straordinaria: nel 2019 erano appena 165, segnando un incremento del +1.043% in pochi anni. A distanza, il Lazio si ferma a 670 aziende e il Veneto a 551. Numeri che non raccontano solo una tendenza, ma una vera e propria forza economica. Le società benefit lombarde occupano oltre 121.000 lavoratori e generano un valore della produzione pari a 31,6 miliardi di euro, confermando il peso strategico di questo modello nel sistema produttivo regionale. Un contributo significativo che si distribuisce in settori ad alto valore aggiunto: il 32% opera nelle attività professionali, scientifiche e tecniche, il 19% nel comparto digitale e delle telecomunicazioni, mentre il 9% si divide tra commercio e manifattura.
La Lombardia dimostra così di saper guidare la trasformazione dell’economia contemporanea, puntando su innovazione, sostenibilità e competitività. Un ecosistema dinamico in cui trovano spazio anche forme di imprenditoria inclusiva. Alla base di questo sviluppo c’è una strategia chiara: consolidare la regione come principale hub nazionale delle società benefit. Il progetto prevede la creazione di un database integrato per monitorare l’evoluzione delle imprese, la misurazione degli impatti sociali e ambientali e il rafforzamento degli strumenti di valutazione. L’obiettivo è duplice: da un lato sostenere la crescita delle aziende già attive, dall’altro attrarre nuovi investimenti legati alla sostenibilità.
Introdotte in Italia nel 2016, le società benefit rappresentano un’evoluzione del fare impresa: accanto agli obiettivi di profitto, integrano finalità di beneficio comune e sono tenute a rendicontare annualmente il proprio impatto sociale e ambientale.
"Il modello delle società benefit è quello che meglio interpreta la naturale integrazione delle imprese nella comunità lombarda; imprese capaci di generare indotto ma anche sviluppo sostenibile per la propria Comunità -sottolinea Guido Guidesi assessore allo Sviluppo Economico della Regione Lombardia -. La Lombardia è la prima regione economica italiana e la prima regione manifatturiera europea, ma il nostro vero primato è rappresentato nel totale coinvolgimento delle aziende nella nostra comunità, un coinvolgimento economico ma anche culturale e sociale; un equilibrio che oggi diventa leva strategica. In Lombardia, l’impresa non è solo produzione di ricchezza, ma anche generazione di impatto: una sintesi che rafforza la leadership economica regionale e ne proietta il modello oltre i confini nazionali".
"I dati confermano -spiega Giulia Detomati fondatrice di InVento Innovation Lab- il crescente interesse per modelli di sviluppo sostenibile, che rendono le imprese più resilienti anche nell’attuale scenario geopolitico. Con InVento lab promuoviamo a livello regionale e nazionale il modello delle società benefit, offrendo a imprenditori e imprenditrici strumenti concreti per coniugare crescita economica e impatto sociale e ambientale".

(Adnkronos) - Roberto Mancini non si espone nella corsa a diventare il prossimo ct dell'Italia. L'ex allenatore della Nazionale, trionfatore agli Europei del 2021 oggi tecnico dell'Al Sadd, è uno dei nomi per succedere a Gennaro Gattuso sulla panchina azzurra. A domanda diretta però Mancini non ha voluto esporsi: "Prossima domanda?", ha risposto dall'evento Inside the Sport 2026.
"Ci sono momenti in cui le cose vanno bene e siamo tutti felici, altri invece sono più difficili e questo fa parte dello sport. Si può vincere e si può perdere. A volte succedono delle cose incredibili, è il calcio", ha detto commentando l'eliminazione della Nazionale dai playoff per i Mondiali 2026, "l'Italia ha vinto più della Germania negli ultimi anni, bisogna rimboccarsi le maniche e continuare a lavorare. La nostra Nazionale avrà bravi giocatori per risollevarsi".
Nessun indizio però sul suo futuro: "Se mi è arrivata qualche chiamata? Devo finire la stagione con l'Al Sadd, qualche volta il telefono squilla. I miei figli mi chiamano sempre", ha risposto sorridendo.

(Adnkronos) - E' l'impegno condiviso il modello della campagna 'Facciamo squadra: giochiamo d'anticipo contro il rischio di recidiva del tumore al seno', lanciata da Novartis oggi a Milano. L'iniziativa, che ha il sostegno di 4 associazioni di pazienti - Andos, Europa Donna Italia, Fondazione IncontraDonna e Salute Donna Odv - promuove la collaborazione tra tutti gli interlocutori del sistema salute impegnati nella lotta al tumore al seno e offre un supporto concreto alle persone che affrontano la malattia, mettendo a disposizione risorse informative - anche online, attraverso il sito 'E' tempo di vita' e i relativi canali social dedicati - per aiutarle a comprendere meglio il proprio rischio, chiarire gli obiettivi del trattamento e fare scelte più consapevoli grazie a un dialogo aperto con la squadra di cura. La campagna utilizza la metafora dello sport di squadra per illustrare come collaborazione e capacità di 'giocare d’anticipo' siano fondamentali. Testimonial d'eccezione è Rita Guarino, allenatrice e figura di riferimento del calcio femminile italiano e internazionale.
“In Italia il tumore al seno è la neoplasia più frequente, con circa 54mila nuove diagnosi ogni anno2, e nelle forme più comuni, ormono‑positive, il rischio di recidiva può persistere anche a distanza di molti anni dalla diagnosi - spiega Carmen Criscitiello, responsabile dell’Oncologia Mammaria dell’IRCCS Istituto Clinico Humanitas e dell’Oncologia Medica di Humanitas San Pio X, professore associato Humanitas University - Intervenire in modo efficace sul rischio di recidiva significa ridurre la probabilità che la malattia si ripresenti, potenzialmente anche in forma metastatica. Oggi, grazie ai progressi significativi delle terapie innovative nelle fasi precoci, disponiamo di strumenti sempre più efficaci per ridurre questo rischio e modificare concretamente la storia naturale della malattia”.
In questo contesto, “la prevenzione della recidiva è sempre più legata alla capacità di integrare innovazione terapeutica e visione di sistema - afferma Simona Loizzo, deputata e presidente dell'Intergruppo parlamentare Nuove frontiere terapeutiche nei tumori della mammella - Le istituzioni possono svolgere un ruolo chiave nel favorire un accesso più tempestivo ed equo all’innovazione sostenendo modelli di presa in carico capaci di migliorare gli esiti di cura e la sostenibilità del Servizio sanitario nazionale". Aggiunge Vanessa Cattoi, deputata e coordinatrice dell’Intergruppo parlamentare Insieme per un impegno contro il cancro: “Migliorare gli esiti nel tumore al seno significa mettere al centro politiche sanitarie capaci di incidere concretamente sull’organizzazione delle cure e sulla qualità di vita delle persone. Gli interventi normativi più recenti vanno proprio in questa direzione: rafforzare modelli di presa in carico continuativa, favorire un intervento tempestivo sin dalle fasi più precoci del percorso di malattia e aumentare le possibilità di guarigione, mantenendo al tempo stesso un’attenzione alla sostenibilità del sistema”.
Le politiche sanitarie regionali giocano un ruolo chiave nel rafforzare modelli organizzativi capaci di garantire continuità assistenziale. In Regione Lombardia, negli ultimi mesi, sono stati attivati tavoli multistakeholder che hanno coinvolto istituzioni, professionisti sanitari e associazioni di pazienti con l’obiettivo di rendere più efficiente la presa in carico delle persone con tumore della mammella, valorizzando anche strumenti digitali a supporto della continuità assistenziale. “La presa in carico deve svilupparsi come un percorso strutturato, continuo e integrato, capace di accompagnare la persona lungo tutte le fasi della malattia e della cura - sottolinea Gigliola Spelzini, coordinatrice dell’Intergruppo Consiliare Regionale Insieme per un impegno contro il cancro in Regione Lombardia - Rafforzare l’integrazione tra ospedale e territorio, anche attraverso modelli organizzativi e Pdta condivisi, è fondamentale per garantire una diagnosi precoce tempestiva, migliorare l’aderenza terapeutica, assicurare continuità e appropriatezza delle cure e ridurre le disuguaglianze di accesso”.
Le terapie adiuvanti, somministrate dopo la chirurgia, sono essenziali per ridurre il rischio di recidiva. Nei tumori ormono-sensibili (Hr+/Her2), che costituiscono circa il 70% di tutte le nuove diagnosi - riporta una nota - l'aggiunta di trattamenti mirati come gli inibitori di Cdk4/6 alla terapia endocrina si è dimostrata un'opzione efficace per ridurre il rischio di recidiva. "Il rischio che il tumore possa tornare varia da persona a persona e dipende da diversi aspetti clinici e biologici della malattia - chiarisce Giulia Valeria Bianchi, medico oncologo, Ss Oncologia medica senologica, Fondazione Irccs Istituto nazionale tumori, Milano - Oggi, grazie alle terapie mirate aggiunte alla terapia endocrina, sempre più persone con tumore al seno precoce e con rischio intermedio-alto di recidiva possono guardare al futuro con maggiore serenità: fino a circa l'80% delle pazienti rimane libera da recidiva a distanza di anni. Le opzioni terapeutiche disponibili variano anche in termini di tempistiche di utilizzo e profili di tollerabilità, ed è pertanto fondamentale che la scelta del trattamento venga personalizzata, tenendo conto delle caratteristiche cliniche e dei bisogni della persona".
La gestione del tumore al seno coinvolge anche la sfera informativa ed emotiva. Uno studio di Novartis recentemente pubblicato su 'Jmir Cancer', che ha analizzato le conversazioni online (più di 20mila post pubblici) sul tumore al seno in fase iniziale in Italia, evidenzia forti preoccupazioni emotive, la richiesta di informazioni chiare e il bisogno di un dialogo più trasparente con i professionisti sanitari. In un'altra ricerca Novartis condotta con Iqvia, su 80 donne con tumore al seno in stadio localizzato, si evidenzia come solo il 45% si ritenga pienamente informata sul rischio di recidiva, mentre il 59% ricerchi ulteriori informazioni sui canali online, a conferma dell'importanza di una condivisione più chiara sugli obiettivi terapeutici tra medico e paziente fin dall'inizio del trattamento adiuvante. "Dopo la chirurgia molte donne desiderano tornare alla normalità, ma il rischio di recidiva rimane un pensiero silenzioso, difficile da esprimere - sottolinea Gabriella Pravettoni, professoressa ordinaria di Psicologia delle decisioni, Università degli Studi di Milano, direttrice della divisione di Psiconcologia, Istituto europeo di oncologia - Per questo è fondamentale un dialogo precoce e aperto con il team multidisciplinare: parlare fin dall'inizio di cosa aspettarsi, dei controlli e delle terapie disponibili aiuta a dare un senso di controllo e a vivere questa fase con maggiore consapevolezza".
Circa 1 persona su 4 con tumore al seno si rivolge alle associazioni di pazienti per ricevere supporto informativo ed emotivo, indica la ricerca Novartis condotta con Iqvia. "La gestione del rischio di recidiva richiede un vero lavoro di squadra, in cui la persona sia protagonista, consapevole del proprio rischio e del proprio percorso di cura dopo l'intervento chirurgico", rimarca Anna Maria Mancuso, presidente di Salute Donna Odv e coordinatrice del progetto 'La salute: un bene da difendere, un diritto da promuovere', portando la voce delle associazioni pazienti che supportano la campagna. "Informazione, ascolto e dialogo sono strumenti fondamentali per permettere alle persone di orientarsi tra le scelte terapeutiche e affrontare il percorso con maggiore fiducia". Proprio dall’ascolto dei bisogni espressi dalle persone che affrontano la malattia prende forma la campagna 'Facciamo squadra'. "Da oltre 35 anni Novartis è impegnata nel tumore al seno con un approccio che va oltre l'innovazione terapeutica e punta a contribuire a un percorso di cura sempre più attento ai bisogni delle persone - dichiara Chiara Gnocchi, Communication & Advocacy Head di Novartis Italia - Sappiamo però che per cogliere pienamente il valore dell’innovazione terapeutica è necessario un lavoro di squadra che renda possibile l’accesso all’innovazione, percorsi di cura centrati sulla persona e l’empowerment del paziente, affinché si possa essere sempre più informati e coinvolti nelle scelte che riguardano la propria salute”.
Raffinato affabulatore, e ardito sperimentatore, Alessandro
Bergonzoni ritorna in Sardegna con Arrivano i Dunque. Il poliedrico
artista emiliano sarà protagonista mercoledì 22 aprile alle 20.30
all'Auditorium Comunale di Dorgali, giovedì 23 aprile e venerdì 24
aprile alle 20.30 al Teatro Massimo di Cagliari per la rassegna
Pezzi Unici e infine sabato 25 aprile alle 20.30 al Teatro Centrale
di Carbonia sotto le insegne del Cedac.
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(Adnkronos) - Conti da 17mila a 66mila euro per le cure prestate negli ospedali svizzeri nei giorni successivi all'incendio di Capodanno al locale 'Le Constellation' di Crans-Montana, migliaia di euro anche per poche ore di ricovero, prima del trasporto d'urgenza in elicottero a Milano. Sono le cifre che le famiglie dei ragazzi rimasti feriti nel rogo hanno potuto leggere in alcune email arrivate dalle strutture elvetiche. Fatture in cui viene precisato che non è necessario pagare, ma che hanno suscitato disappunto e dispiacere nei genitori dei giovani pazienti, ancora adesso alle prese con il lungo percorso di recupero dopo i gravi danni subiti. "Sono atti dovuti, delle certificazioni che gli ospedali devono fare per coprire il loro bilancio e giustificare ai loro contabili - ha precisato oggi l'assessore al Welfare della Regione Lombardia, Guido Bertolaso, rispondendo a una domanda a margine dell'inaugurazione della nuova Terapia intensiva pediatrica (Tip) dell'ospedale Niguarda di Milano - È chiaro che non esiste che nessuno debba sborsare un solo euro per quello che è successo".
"Io - ha ricordato Bertolaso - sono stato designato da tutti i genitori dei ragazzi a rappresentarli nella Fondazione che ha proprio il compito di individuare le modalità per indennizzare al meglio tutte le famiglie, innanzitutto quelle che hanno perso i loro figli e poi anche le famiglie i cui ragazzi hanno subito gravi alterazioni e hanno dovuto essere ricoverati in ospedale". Adesso, ha informato l'assessore, "stiamo stabilendo quella che è la procedura per valutare le varie richieste di indennizzo. Ci siamo riuniti una volta, e ci riuniremo di nuovo il 5 maggio e poi a Ginevra il 12 giugno. Stabiliremo i criteri, in aggiunta ovviamente a quello che devono fare le altre istituzioni".
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