
(Adnkronos) - "Sicurezza, innovazione e produttività sono le tre parole chiave del Festival e del Paese che dovremmo percorrere necessariamente nei prossimi anni". Così Rosario De Luca, presidente del Consiglio nazionale dei consulenti del lavoro, intervenendo alla diciassettesima edizione del Festival del lavoro, in programma fino a sabato 23 maggio alla Nuvola all'Eur.
"La prima direttrice che abbiamo scelto è la sicurezza - ha affermato - perché per noi è tutto: lavoro sicuro è etica e civiltà. Dobbiamo accompagnare la transizione più digitale per un lavoro più sicuro. La seconda linea di questo Festival è la produttività e cercare di creare le condizioni per il suo rilancio".
De Luca ha poi parlato del ddl lavoro ricordando che "il salario giusto ha messo al centro non la semplice retribuzione ma l'intero contratto collettivo. Il che significa ribadire che solo l'Italia ha insieme tredicesima, tfr e a volte quattordicesima. Solo in Italia, inoltre, viene valorizzato il welfare".

(Adnkronos) - "E' un grande piacere parlare a voi. I professionisti sono la colonna vertebrale del nostro Paese. Dalla fine della guerra avete permesso al nostro Paese di andare avanti, garantendo servizi, sicurezza, siete fonte di occupazione perchè ogni libero professionista ha propri dipendenti. Il ruolo dei liberi professionisti è fondamentale". Lo ha detto il vice premier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, intervenendo al Festival del lavoro dei consulenti del lavoro che si è aperto oggi alla Nuvola all'Eur a Roma.
E Tajani ha ricordato che "come ultimo atto come commissario europeo nel 2014 decisi di equiparare i professionisti agli imprenditori per l'accesso ai fondi comunitari". Il vice premier ha sottolineato "l'importanza di questa parte fondamentale del Paese, garanzia di crescita e tenuta sociale, strumento fondamentale anche per costruire il futuro".
"Le Casse dei liberi professionisti devono essere valorizzate al massimo, spinte a investire nel nostro Paese, e non all'estero, per realizzare grandi infrastrutture. Chiamare a raccolta il mondo delle professioni con le proprie Casse previdenziali per un grande progetto per la crescita dell'Italia con nuove infrastrutture anche digitali per modernizzare e rendere più competitivo il Paese. Dobbiamo invitarvi a non investire all'estero ma qui, ma servono i progetti. Più si investe qui più si creano posti di lavoro e sviluppo, è una visione di cui vi chiediamo di essere grandi protagonisti". Lo ha detto il vice premier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, intervenendo al Festival del lavoro dei consulenti del lavoro che si è aperto oggi alla Nuvola all'Eur a Roma, rivolgendosi ai professionisti.
"L'intelligenza artificiale è un tema che riguarda il lavoro. Rischiamo di perdere posti di lavoro, o no? Il rischio c'è ma dobbiamo essere in grado di cavalcare la tigre, dobbiamo essere in grado di mettere l'Ai al servizio dei lavoratori e non il contrario". Lo ha detto il vice premier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, intervenendo al Festival del lavoro dei consulenti del lavoro che si è aperto oggi alla Nuvola all'Eur a Roma.

(Adnkronos) - "Non dobbiamo aver paura dell'avanzamento della tecnologia. Mi sembra che lo slogan di questo Festival sia governare il cambiamento, giusto? Perfetto. Il ministro Bernini è stata bravissima nel raccontarci le novità tecnologiche. L'intelligenza artificiale è utile, è molto utile, ma è utile a fare che cosa? È utile a mettere insieme dei dati che, riservandoli invece all'essere umano, ci metteremmo un tempo molto più ampio per ottenere quei risultati. Ma l'intelligenza artificiale non deve governare l'azione dell'Agenzia delle Entrate, bensì deve essere governata dall'Agenzia delle Entrate. Non vi sarà mai un avviso di accertamento emesso da un algoritmo. Bensì ci sarà invece l'esame da parte del funzionario dell'Agenzia delle Entrate del risultato dato dall'algoritmo". Lo ha detto Vincenzo Carbone, direttore dell'Agenzia delle Entrate, intervenendo al Festival del lavoro dei consulenti del lavoro.
"Noi quest'anno abbiamo presentato i dati dell'Agenzia -ha continuato-, abbiamo detto che abbiamo incrementato il valore dei rimborsi erogati dall'Agenzia di oltre 2 miliardi. Abbiamo aumentato il numero dei rimborsi e allo stesso tempo abbiamo ridotto il numero dei giorni necessari per operare il rimborso. Questo è stato possibile anche grazie all'utilizzo dell'intelligenza artificiale, cioè a mettere insieme quei dati, come dicevo prima, in un tempo velocissimo. Però all'esito di questi dati c'è stato l'esame del funzionario. Il funzionario ha valutato se effettivamente c'erano i presupposti per riconoscere il rimborso oppure se non c'erano quei presupposti".
"Quindi vivaddio, l'intelligenza artificiale laddove ci supporta. Ma ripeto, tutti quanti stiamo tranquilli. Anzi, l'Agenzia delle Entrate si è data una propria policy interna all'indomani della promulgazione della legge sull'intelligenza artificiale, addirittura più restrittiva di quello che consente la legge sull'intelligenza artificiale la 132 del 2025. Quindi vivaddio, l'intelligenza artificiale, ma ci sarà sempre un funzionario dell'Agenzia a esaminare, a valutare il risultato dato da un algoritmo", ha concluso Carbone.

(Adnkronos) - Finalizzato il nuovo 'Global curriculum', uno strumento innovativo e orientato alla valorizzazione delle competenze multidisciplinari e interdisciplinari One Health. Il documento - informa una nota - nasce con l'obiettivo di favorire percorsi professionali sempre più coerenti con le sfide della medicina contemporanea e con la necessità di integrare competenze cliniche, scientifiche, ambientali, veterinarie, sociali e comunicative in un ecosistema sanitario complesso. Inoltre partirà a breve, sull'intero territorio nazionale, il percorso di accreditamento di tutte le strutture che in Italia operano in un'ottica One Health. E' quanto è stato deciso ieri a Roma durante il III Forum One Health, promosso dalla One Health Foundation. E' uno dei principali appuntamenti di confronto scientifico-istituzionale dedicati alla costruzione di un modello di salute realmente integrato, fondato sulla stretta connessione tra salute umana, animale e ambientale. "L'approccio One health non rappresenta più una prospettiva teorica, ma una necessità concreta per affrontare le grandi sfide del nostro tempo - afferma Rossana Berardi, presidente di One Health Foundation - Le più importanti sono le malattie croniche emergenti, le sempre più forti disuguaglianze di salute, le crescenti emergenze infettive e l'impatto ambientale e climatico sulla salute pubblica. Per questo è fondamentale creare modelli organizzativi, formativi e culturali capaci di favorire il dialogo strutturato tra professioni, discipline e Istituzioni".
Il terzo Forum One Health - si legge - è stato promosso dalla One Health Foundation con il supporto del comitato scientifico costituito da Giuseppe Quintavalle, Attilio Bianchi, Mauro Boldrini, Roberto Danovaro, Nicla La Verde, Alessandro Delle Donne e Vincenzo Caputo, con il contributo del metodologo Roberto Papa, di Valerio Scandali e Marta Paniccià. Grande collaborazione è venuta anche dalla faculty multidisciplinare che ha arricchito il dibattito per trasformare la visione One Health in proposte concrete e operative. "Oggi più che mai la salute delle persone, degli animali e dell'ambiente rappresenta un'unica grande responsabilità condivisa - sottolinea Quintavalle, direttore generale Asl Roma 1 - La formazione dei professionisti deve essere sempre più specifica e basarsi su un percorso uniforme. Abbiamo di fronte e noi sfide davvero complesse da affrontare, ma, grazie alla ricerca e all'innovazione, sono disponibili tutta una serie di nuove conoscenze. Il progetto vuole definire standard condivisi di qualità, governance e multidisciplinarietà e costruire una rete professionale-scientifica stabile, capace di generare impatto concreto nella prevenzione, cura, sostenibilità sanitaria e salute globale". Aggiunge Boldrini, vice presidente di One Health Foundation: "Stiamo costruendo una comunità One Health sempre più forte, capace di promuovere ricerca, formazione, innovazione, sostenibilità e nuovi modelli organizzativi. Come Fondazione partiremo ora con l'accreditamento delle istituzioni sanitarie, degli ospedali, delle Asl, delle associazioni no profit che possono vantare una visione One Health. Vogliamo avere una penetrazione sempre più forte nell’intero territorio nazionale".
Durante il Forum - conclude la nota - particolare riconoscenza per il lavoro svolto è stata espressa dal ministero della Salute, nella persona di Giovanni Leonardi (direttore Dipartimento One Health) e Denise Giacomini, per il dialogo istituzionale e la preziosa collaborazione sviluppata. Presente anche Simona Seravesi (Technical Officer One Health, Ufficio regionale Oms per l'Europa), che ha realizzato un costante raccordo con la prospettiva internazionale dell'Oms, elemento fondamentale per consolidare una cultura della salute globale basata sulla cooperazione e sull’integrazione delle competenze. Presenti inoltre Luciano Ciocchetti (coordinatore dell'Intergruppo parlamentare sulla One Health) e Francesco Saverio Mennini (Capo del Dipartimento della Programmazione, dei dispositivi medici, del farmaco e delle politiche in favore del Ssn del ministero della Salute).

(Adnkronos) - "Desidero esprimere il mio apprezzamento per questa manifestazione, che ha il merito di promuovere una approfondita riflessione sul mondo del lavoro, in una fase di cambiamenti radicali e per certi versi imprevedibili. In tale prospettiva, di fronte a cambiamenti così profondi, dettati anche dall'affermazione dell'economia digitale, dobbiamo ancora di più orientare la nostra azione tenendo fermo il valore della persona; tema che giustamente sarà al centro dei vostri lavori. Perseguendo questo obiettivo io credo sia realizzabile la trasformazione di quella che appare come una possibile minaccia per molti lavori tradizionali in una vera opportunità di sviluppo e al tempo stesso di crescita sociale ed economica". Così Maria Elisabetta Alberti Casellati, ministro per le Riforme istituzionali e la Semplificazione normativa, in una lettera inviata al Festival del lavoro, la manifestazione promossa dai consulenti del lavoro che si è aperta oggi alla Nuvola all'Eur a Roma.

(Adnkronos) - Il lavoro flessibile è stato al centro del panel 'Il lavoro flessibile dalla precarietà lavorativa alla precarietà di vita' è stato al centro di un panel che si è svolto al Festival del lavoro. "Oggi - ha detto Andrea Cafà, presidente del Fondo interprofessionale Fonarcom e dell'Associazione di imprese Cifa Italia - abbiamo parlato della flessibilità come un valore. La flessibilità è importante per la gente e per il lavoratore, però deve stare all'interno di un determinato perimetro. Fuori da questo perimetro la flessibilità rischia di creare precariato. Rispetto al precariato io penso che il ruolo della bilateralità sia fondamentale, perché solo attraverso la bilateralità possiamo costruire quelle infrastrutture di protezione sociale che possano da un lato permettere la flessibilità alle aziende e dall'altro il tutele che il lavoratore merita. Quindi la bilateralità potrebbe generare dei voucher per coloro che si trovano in uno stato di uscita dal rapporto di lavoro flessibile".
Fabrizio Di Modica, giuslavorista e presidente del Cts del Centro studi #Illavorocontinua, ha ricordato che "il lavoro precario è concetto privo di una definizione giuridica certa, qualunque argomentazione ha il sapore di una denuncia. Denuncia per un fenomeno legato all’utilizzo distorto di strumenti tuttavia legittimi, che obbliga il lavoratore a muoversi sul filo dell’insicurezza sociale ed economica, dalla quale a volte non riesce a divincolarsi. Contribuzione insufficiente, intermittenza e brevità dell’occupazione, impossibilità di pianificare la propria vita a lungo termine, conducono alla ricerca del 'lavoro' e non 'dei lavori”. Tuttavia oggi siamo in presenza di un vero e proprio effetto di sistema della nostra economia, non di un mero danno collaterale. Ed allora, sulla scorta della Direttiva europea 70/99, vero cardine della disciplina unionale in materia, nato da un approccio a flessibilità mite delle parti sociali, siamo dell’idea che debba essere seguita la strada della bilateralità, per la creazione non demonizzante di un sistema del lavoro più equilibrato: un sistema in cui l’adattabilità richiesta alle imprese non ricada interamente sui lavoratori, ma venga accompagnata da strumenti di tutela e da politiche attive realmente efficaci".
"Negli appalti privati - ha affermato Tiziana Orrù, sostituta procuratrice generale della Corte di Cassazione- la nuova disciplina dettata dal comma 1 bis dell’art. 29 d.lgs 276.2003 non impone, come negli appalti pubblici, l’applicazione del medesimo ccnl lungo tutta la filiera, ma solo un trattamento complessivamente non inferiore a quello previsto dai contratti più diffusi nel settore (c.d leader). La sua funzione principale è contrastare il dumping contrattuale e l’uso di contratti collettivi stipulati da associazioni poco rappresentative. Restano però incerti i criteri per individuare il contratto collettivo parametro e la nozione di attività strettamente connessa. Il richiamo al 'salario giusto', infine, amplia la portata della disciplina e rafforza il rilievo del trattamento economico complessivo nel quadro dell’articolo 36 della Costituzione".
Giuseppe Tango presidente della sezione lavoro del Tribunale di Palermo e presidente Anm, ha ripercorso la storia della parola lavoro a cominciare dalla Costituzione, ricordando che "nonostante le nostre Madri ed i nostri Padri costituenti ebbero la felice intuizione di fondare sulla parola lavoro la neonata Repubblica, il diritto al lavoro non va solo proclamato, ma va anche attuato. E non è purtroppo ciò a cui abbiamo assistito e continuiamo ad assistere, laddove, secondo le stime dell’Inail, sono oltre mille i morti nei luoghi di lavoro ogni anno, il precariato è assai diffuso, il caporalato è ancora vivo e vegeto, le collaborazioni autonome fittizie prosperano, la gig economy impera: insomma siamo di fronte ad un crescente e nuovo lavoro povero. Non solo la società, ma anche il lavoro è diventato 'liquido', cioè privo di certezze e con ciò ci si é allontanati dall’idea costituzionale di lavoro e questa é e rimane questione democratica".
"Oltre la frammentazione - ha chiarito Antonino Alessi presidente dell'Ordine dei consulenti di Palermo - significa ricostruire un’idea di lavoro che rimetta al centro la persona, la stabilità e la qualità dell’occupazione. Servono soluzioni pratiche: salari equi, formazione continua, tutele per i lavoratori più fragili e un dialogo concreto tra istituzioni, imprese e comunità. Un lavoro dignitoso non è solo una questione economica, ma il fondamento della coesione sociale e della fiducia nel futuro. Sul tema di oggi sicuramente ci sono tante criticità da affrontare, ma noi consulenti del lavoro siamo abituati a trovare le soluzioni anche a criticità impossibili. Quindi sulla frammentazione si deve iniziare dal mettere la persona al centro, quindi un'attività umano-centrica, un'attività che volga alla formazione, a un contesto di prestazione lavorativa che dia dignità al lavoratore non solo in termini economici, bensì in termini di riconoscimento e valorizzazione della persona stessa. Quindi puntare alla formazione è fondamentale, attraverso questo si possono combattere precarietà dando delle regole certe".
Andrea Rapacciuolo, ispettore del lavoro ed esperto di diritto del lavoro, precisando di parlare a titolo esclusivamente personale ha chiarito che "il contratto a termine costituisce da sempre una leva di flessibilità di impiego per le nostre imprese che la utilizzano in tutte quelle situazioni dove la necessità lavorativa aggiuntiva si palesa già per sua natura temporanea: a titolo esemplificativo sostituzione maternità, stagionalità, picchi di produzione. La nostra legislazione fa in modo che la natura dell'accordo a termine non venga tradita dall'impresa mettendo dei limiti che consentono di evitare una pericolosa precarizzazione , nociva non solo per il singolo ma soprattutto per lo sviluppo sociale di tutta la collettività".

(Adnkronos) - Per attaccare Elly Schlein una consigliera della Lega si è augurata che potesse ripetersi un episodio simile a quello avvenuto a Modena pochi giorni fa, quando diverse persone sono state investite dall'auto guidata da El Koudri. Parole che la consigliera Debora Piazza ha pubblicato in un commento su Facebook e che non sono passate inosservate.
Sia la premier Giorgia Meloni sia la Lega hanno subito condannato le parole di Piazza ed espresso solidarietà a Schlein. Il partito ha anche sospeso la consigliera. "Come Lega Lombarda e Lega lecchese prendiamo totalmente le distanze, in maniera netta e inequivocabile, dalle inaccettabili e assurde frasi scritte in un commento sui social da Debora Piazza, che abbiamo già provveduto immediatamente a sospendere da ogni nostra carica interna e per cui valutiamo ulteriori provvedimenti disciplinari, da assumere nelle sedi competenti. Naturalmente esprimiamo la nostra solidarietà a Elly Schlein per quanto accaduto", spiegano il segretario regionale della Lega Lombarda e capogruppo del Carroccio in Senato, Massimiliano Romeo, e il segretario provinciale leghista di Lecco, Daniele Butti.
In una nota la presidente del Consiglio ha espresso la sua "solidarietà a Elly Schlein per il gravissimo commento con cui un'esponente locale della Lega a Lecco ha evocato la strage di Modena riferendosi al comizio a Lecco della segretaria Pd. Sono parole inaccettabili, che superano ogni limite e che non possono trovare alcuna giustificazione nel confronto politico". "La Lega - prosegue Giorgia Meloni - ha fatto bene a intervenire immediatamente, sospendendo la responsabile dai suoi incarichi. È stata una decisione giusta, netta e senza ambiguità. La violenza, anche solo evocata, non può mai diventare linguaggio politico. Su questo non devono esistere esitazioni".

(Adnkronos) - C'è un collegamento tra la maratona e il cancro al colon? E' la domanda che si è posto un oncologo, Timothy Simmons, che ha sviluppato uno studio ad hoc dopo aver preso in cura 3 pazienti giovani nel 2019. Nell'arco di 6 mesi, come scrive il Washington Post, al medico si sono rivolti 2 trentenni e un quarantenne: nessuno presentava fattori di rischio, ma tutti erano "runner estremamente prolifici", spiega il co-direttore del programma per i tumori gastrointestinali all'Inova Schar Cancer Center di Fairfax, in Virginia. I 3 pazienti partecipavano regolarmente a ultramaratone da 160 km, maratone e mezze maratone nel corso di un anno. Simmons e i suoi colleghi, quindi, hanno reclutato 94 ultramaratoneti di età compresa tra 35 e 50 anni e hanno illustrato il lavoro in uno studio appena pubblicato online su Cancer Epidemiology.
Ognuno, tra i soggetti coinvolti, aveva portato a termine almeno 5 maratone e 2 ultramaratone: tutti si sono sottoposti a colonscopia con risultati "piuttosto sorprendenti". Quasi la metà dei corridori presentava polipi. Alcuni di questi polipi potrebbero trasformarsi in cancro, ha spiegato Cannon, sebbene in moti casi questo non accada. Il 15% dei runner presentava adenomi di grandi dimensioni e in stadio avanzato, "che rappresentano una fase molto più avanzata del percorso verso il cancro", ha aggiunto. Nessuno dei soggetti monitorati aveva un tumore al colon.
Il numero di adenomi, soprattutto polipi avanzati, era molto più alto di quello che si osserva normalmente nelle colonscopie di screening effettuate su soggetti adulti di circa 40 anni. "Sembra esserci qualcosa di potenzialmente rilevante" negli ultramaratoneti, ha affermato Cannon. Lo studio non è passato inosservato nella comunità scientifica e nemmeno nell'ambiente degli ultrarunner. "È uno studio estremamente interessante", ha affermato Amy S. Oxentenko, gastroenterologa presso la Mayo Clinic di Rochester, Minnesota, maratoneta ed ex presidente dell'American College of Gastroenterology. "Si tratta" però "di uno studio molto piccolo e i risultati sono, nella migliore delle ipotesi, preliminari. I corridori non devono farsi prendere dal panico. C'è ancora molto da capire", ha detto.
E' noto che la corsa e altre forme di esercizio fisico riducano il rischio di sviluppare il cancro al colon e altri tipi di tumore. L'esercizio rotegge anche dalla recidiva del cancro al colon, secondo uno studio del 2025. I pazienti sopravvissuti al cancro al colon che hanno completato un programma strutturato di tre anni - con sessioni di camminata veloce e allenamenti simili - avevano il 37% di probabilità in meno di morire a causa di una successiva recidiva rispetto a chi non si era allenato dopo aver sconfitto la malattia.
Il professor Cannon, però, ha evidenziato la specificità dello sforzo richiesto all'organismo in un'ultramaratona. Il training e le gare richiedono un impegno prolungato, "il corpo inizia a deviare il sangue dall'intestino", ha detto Cannon, indirizzandolo invece verso i muscoli che lavorano in altre parti del corpo, soprattutto nelle gambe. Private di sangue e ossigeno, le cellule dell'intestino possono 'soffrire', mentre la mucosa intestinale può diventare permeabile. Questo, secondo il medico, può produrre infiammazione e irritazione intestinale. Molti maratoneti e ultramaratoneti, riporta il Washington Post, riferiscono nausea, vomito, crampi, diarrea o sanguinamento rettale durante e dopo lunghe sessioni di allenamento e gare, ha affermato Cannon. Quindi, durante la successiva riparazione dei tessuti, le cellule dell'intestino possono iniziare a replicarsi rapidamente, aumentando le probabilità di mutazioni e, in futuro, di possibili polipi.
Tutti questi effetti, replicati in ogni allenamento estenuante e in ogni competizione, forniscono "un meccanismo potenziale piuttosto chiaro" che potrebbe spiegare come la corsa estrema, in teoria, contribuirebbe secondo Cannon ad aumentare il rischio di polipi e cancro al colon. "Credo che ci sia un segnale qui", ha aggiunto. "E merita attenzione".
L'oncologo e i suoi colleghi sono nelle fasi iniziali della pianificazione di uno studio di follow-up molto più ampio. Si punta a reclutare 300 ultramaratoneti e un gruppo di controllo di dimensioni simili. La ricerca prenderà in considerazione altri fattori (sesso, alimentazione, microbiota intestinale) per comprendere le interazioni tra i vari elementi e gli effetti sulla salute intestinale. I ricercatori vorrebbero anche studiare triatleti e ciclisti, per capire se sia la corsa estrema in sé, o uno sforzo fisico estremo di qualsiasi tipo, a predisporre alla formazione di polipi.

(Adnkronos) - "Proteggi Arianna (Montefiori, ndr) da lassù perché lei avrà sempre bisogno di te". Con queste parole Briga ha rivolto un messaggio di addio al suocero George Eastman, al secolo Luigi Montefiori, scomparso il 19 maggio a Roma all’età di 83 anni.
"Caro Luigi, ti auguro di continuare a viaggiare e di non fermarti mai. Proteggi Ari da lassù perché lei avrà sempre bisogno di te. Ed io non posso sostituirti. Sono onorato di averti conosciuto”, questo il messaggio completo che il rapper ha condiviso tra le Instagram stories con un cuore rosso, dedicato all'attore e scenggiatore, protagonista di spicco degli 'spaghetti western'.
Anche la figlia, e moglie di Briga, Arianna Montefiori ha ricordato il padre con un messaggio pubblicato sui social: "Non avrei mai voluto che arrivasse questo giorno", ha esordito l’attrice ricordando poi gli anni della malattia del padre: "Ti sei ammalato nel 2020 e non ho fatto altro che pensare a questo momento pregando ogni sera che arrivasse il più tardi possibile... solo adesso realizzo che ogni giorno in più era comunque vita e che in questi 6 anni c’è stata ancora vita".
Arianna Montefiori e Briga sono diventati genitori per la prima volta di Allegra lo scorso 25 marzo 2026: "Hai aspettato che diventassi una donna che mi sposassi ti sei assicurato di vedermi felice e hai aspettato che diventassi madre. E seppur in maniera fugace sono felice papi mio che i tuoi occhi si siano incontrati con quelli di Allegra. Adesso sono una mamma ma mi sentirò per sempre tua figlia,avvolta tra le maniche delle tue camicie che odorano di te, protetta dal tuo abbraccio così forte e unico".
"Mi mancherà - ha scritto ancora - da farmi male non poterti più chiamare tutti i giorni 'papinooo'... mi mancherà da morire vederti ridere di gusto quando stavamo insieme che mi dicevi 'sei proprio una pagliaccia amore mio'... e mi mancherà da farmi male ascoltarti quando ti riempivo di domande sull’universo, lo spazio i pianeti... ma io chi sono veramente? Tu sai…".
E in conclusione l'attrice ha ricordato il forte legame con il padre: "Grazie papà, perché sei sempre stato il mio punto fermo nella vita, perché la tua calma e la tua saggezza mi facevano respirare anche nei miei momenti più bui.. Ti prometto che parlerò e racconterò di te ad Allegra ogni giorno... dell’uomo, attore e padre incredibile che sei stato. Ho il cuore in mille pezzi le lacrime non smettono di scendere e la mano mi trema... Continua a proteggermi da lassù ti prego papà perché avrò sempre un disperato bisogno di te".

(Adnkronos) - "Il naso mi cola quando mangio". Può capitare di sedersi a tavola, assumere il primo boccone di un piatto fumante o particolarmente saporito e dover correre ai ripari cercando disperatamente un fazzoletto. Nessun raffreddore in corso, nessuna allergia stagionale diagnosticata. Solo un fastidioso, e a tratti imbarazzante, gocciolamento che si attiva esclusivamente mentre si mangia. La medicina ha dato un nome ben preciso a questo fenomeno: rinite gustativa.
Non si tratta di una patologia grave, ma di una risposta neurovegetativa del nostro organismo. A differenza delle classiche riniti allergiche (scatenate da pollini, acari o peli di animali), la rinite gustativa non coinvolge il sistema immunitario. Non ci sono anticorpi in azione, né rilascio di istamina. Si tratta, invece, di un corto circuito riflesso del sistema nervoso autonomo, in particolare del sistema parasimpatico. Quando introduciamo del cibo in bocca, i recettori del gusto e del trigemino presenti sulla lingua e nel cavo orale vengono fortemente stimolati. In alcuni individui, questo segnale elettrico 'esonda' e attiva erroneamente le fibre nervose che controllano le ghiandole della mucosa nasale. Il risultato è che il cervello ordina una produzione istantanea e abbondante di muco fluido e acquoso, accompagnata talvolta da una leggera congestione". Lo spiega all'Adnkronos Salute è l'immunologo Mauro Minelli, docente di Nutrizione clinica all'università Lum Giuseppe Degennaro
"La distinzione è importante: se il naso cola solo in presenza di determinati alimenti e la secrezione è limpida come acqua (idrorrea), siamo quasi certamente- osserva l'immunologo - di fronte a una rinite gustativa. Se compaiono anche prurito agli occhi, starnuti ripetuti o orticaria, la causa è di natura allergica ed è necessario un consulto immunologico. Il fenomeno è strettamente legato alla tipologia di alimenti consumati. Non tutti i cibi hanno lo stesso potenziale di attivazione. I principali responsabili si dividono in tre grandi categorie: i cibi piccanti e speziati: piatti ricchi di peperoncino (che contiene capsaicina), pepe nero, senape, rafano o wasabi sono i trigger più frequenti. La capsaicina, in particolare, è un potentissimo stimolatore dei recettori del calore e del dolore chimico, e accelera drasticamente il riflesso nasale. Alimenti molto caldi o fumanti: una zuppa bollente o un brodo possono attivare la rinite gustativa anche se non sono piccanti. In questo caso, è la combinazione di calore termico e vapore a stimolare la vasodilatazione e la secrezione delle mucose. Cibi acidi o molto saporiti: agrumi, aceto, sottaceti e formaggi particolarmente stagionati possono innescare la medesima reazione a catena a causa dell'intensità dello stimolo gustativo".
La rinite gustativa "può manifestarsi a qualsiasi età, ma i dati clinici evidenziano una maggiore prevalenza nei soggetti adulti e negli anziani - avverte - Con l'avanzare dell'età, infatti, il sistema nervoso autonomo può andare incontro a piccole alterazioni nella regolazione dei riflessi, rendendo le ghiandole nasali più ipersensibili agli stimoli esterni. Il fenomeno si riscontra con maggiore frequenza anche in chi ha una storia pregressa di interventi chirurgici al naso o ai seni paranasali, o in chi soffre di rinite flemmatica cronica. Dal punto di vista medico, la rinite gustativa è una condizione assolutamente benigna. Non evolve in patologie croniche né danneggia le vie respiratorie. L'unico vero impatto è di natura sociale e psicologica: l'imbarazzo di dover utilizzare continuamente fazzoletti durante una cena di lavoro o un appuntamento galante".
1) Modulare la temperatura del cibo. Evitare di consumare pietanze fumanti appena tolte dal fuoco. Lasciare intiepidire leggermente i primi piatti o le zuppe riduce l'impatto del vapore sulle mucose nasali, limitando l'attivazione del riflesso;
2) Introdurre i cibi piccanti gradualmente. Se si ama la cucina etnica (messicana, indiana o thailandese), è consigliabile abituare il palato con livelli di piccantezza crescenti. Spesso l'organismo sviluppa una tolleranza alla capsaicina, riducendo l'intensità della risposta neurovegetativa nel tempo;
3) Idratazione intermittente. Alternare i bocconi di cibo particolarmente saporito o speziato con piccoli sorsi d'acqua fresca o di latte (i latticini contengono caseina, una proteina in grado di legare la capsaicina e neutralizzarne l'effetto irritante in bocca).
"Nei casi in cui il disturbo sia talmente intenso da compromettere la qualità della vita o l'alimentazione, è opportuno rivolgersi a un medico competente. Esistono trattamenti farmacologici mirati, come gli spray nasali a base di ipratropio bromuro. Questo principio attivo agisce come un bloccante locale dei recettori parasimpatici: spruzzato circa venti minuti prima dei pasti, è in grado di inibire il riflesso nervoso, azzerando la produzione di muco senza seccare eccessivamente le vie aeree. In conclusione, se il naso decide di 'attivarsi' davanti a un piatto di penne all'arrabbiata o a un ramen coreano, non c'è motivo di allarmarsi. È semplicemente il sistema nervoso che sta reagendo con eccessivo entusiasmo a un'esperienza culinaria intensa", conclude Minelli.

(Adnkronos) - Nuovo caso di positività all'Hantavirus per un membro dell'equipaggio Mv Hondius. A darne notizia oggi, venerdì 22 maggio, è il direttore generale dell'Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus su X. "La conferma arriva dall'Olanda e riguarda un membro dell'equipaggio, sbarcato a Tenerife, rimpatriato nei Paesi Bassi e da allora in isolamento. Attualmente si registrano 12 casi e 3 decessi. Non sono stati segnalati decessi dal 2 maggio, data in cui l'epidemia è stata segnalata per la prima volta all'Oms". "Continuiamo a esortare i Paesi colpiti a monitorare attentamente tutti i passeggeri e l'equipaggio per il resto del periodo di quarantena. Più di 600 contatti continuano a essere monitorati in 30 Paesi e un piccolo numero di contatti ad alto rischio è ancora in fase di individuazione".
Inizialmente la malattia da hantavirus si manifesta con sintomi riconducibili a una sindrome influenzale o altre patologie febbrili virali. Il periodo di incubazione varia dai 7-9 giorni fino a oltre 6 settimane, "fase in cui il paziente non è contagioso - precisano dalla Società italiana di medicina interna (Simi) -, mentre lo diventa esclusivamente con l'esordio della fase sintomatica". L'evoluzione clinica è, poi, caratterizzata da un danno endoteliale, quindi a carico delle cellule che rivestono i vasi sanguigni, che può evolvere in una grave sindrome cardiopolmonare. Attualmente non esistono test rapidi per l'identificazione del virus, informa la Simi. Pertanto, "in presenza di un quadro clinico sospetto e di un dato epidemiologico suggestivo, come il rientro da viaggi in nave o aereo, dove si siano verificati contagi accertati, è necessario attivare tempestivamente i protocolli di controllo della diffusione. Il paziente deve essere indirizzato verso un reparto di Malattie infettive idoneo, dotato di capacità di isolamento in camera singola, preferibilmente a pressione negativa".
(Adnkronos) - A novanta minuti dalla conclusione della Serie A, la corsa alla Champions League è ancora tutta da decidere: Milan, Roma, Como e Juve si contendono gli ultimi due posti disponibili per la prossima edizione della massima competizione europea per club, dopo che pochi giorni fa il Napoli ha conquistato matematicamente la qualificazione. Tutto si deciderà nell’ultima giornata, domenica 24 maggio alle 20:45, con le partite in contemporanea. Con quattro club ancora in corsa (e 81 combinazioni) può succedere ancora di tutto. Ecco gli scenari, anche in caso di classifica avulsa con arrivo a pari punti tra due, tre o addirittura quattro squadre.
Il Milan è oggi terzo in classifica con 70 punti e una differenza reti di +19. Nell’ultima giornata affronterà il Cagliari. Per quanto riguarda gli scontri diretti, in caso di arrivo a pari punti con la Juventus, il Milan sarebbe sfavorito: i confronti diretti sono in equilibrio, ma i bianconeri avrebbero una migliore differenza reti generale. Se invece chiudesse a pari punti con Roma o Como, il Milan sarebbe davanti in classifica. Negli arrivi a tre squadre, se Milan, Juve e Roma finissero a pari punti, l’ordine sarebbe: Juventus, Milan e Roma. In un pari con Juve e Como, invece, i lombardi sarebbero davanti al Milan, con la Juve dietro. Se le squadre coinvolte fossero Milan, Roma e Como, i rossoneri sarebbero primi davanti a Roma e Como. Esiste anche la possibilità di un arrivo a quattro squadre a pari punti, a quota 71: in quel caso la classifica sarebbe Milan, Como, Juventus e Roma.
La Roma è invece quarta con 70 punti e una differenza reti di +26. Nell’ultima giornata, la squadra di Gasperini sarà impegnata sul campo del Verona. Negli scontri diretti, i giallorossi sarebbero sfavoriti in quasi tutti i casi di arrivo a pari punti. Se chiudessero a pari merito con la Juventus o con il Milan, la Roma finirebbe dietro a entrambe. Anche con il Como la Roma sarebbe penalizzata: gli scontri diretti sono in equilibrio, ma la differenza reti generale premia i lombardi. In caso di classifica avulsa a tre squadre con Juve e Milan, l’ordine sarebbe Juventus, Milan e Roma. Se invece le squadre coinvolte fossero Juve, Roma e Como, il Como sarebbe davanti alla Roma, con la Juve dietro. In un arrivo a pari punti con Milan e Como, i giallorossi sarebbero secondi dietro al Milan.
Anche nell’eventuale arrivo a quattro squadre a pari punti, la Roma sarebbe ultima dietro Milan, Como e Juventus.
Il Como è attualmente quinto in classifica con 68 punti e una differenza reti di +33. Nell’ultima giornata, la squadra di Fabregas affronterà la Cremonese, con la speranza di conquistare ancora un posto in Champions League, che dipende ovviamente dagli altri risultati.
Per quanto riguarda gli scontri diretti, il Como sarebbe davanti alla Juventus in caso di arrivo a pari punti, mentre sarebbe dietro al Milan nella stessa situazione. Con la Roma, invece, i confronti diretti sono in equilibrio, ma la migliore differenza reti generale permetterebbe al Como di chiudere davanti.
Negli scenari a tre squadre, se Como, Juve e Milan terminassero a pari punti, i lombardi sarebbero primi davanti a Milan e Juventus. Lo stesso accadrebbe in un arrivo con Juve e Roma, con il Como davanti a entrambe. Diverso invece il caso di un pari con Milan e Roma: in quella situazione il Milan sarebbe davanti, seguito dalla Roma e poi dal Como.
Anche nell’eventuale classifica avulsa a quattro squadre, il Como occuperebbe il secondo posto dietro al Milan e davanti a Juventus e Roma.
La Juventus è al moemnto sesta in classifica con 68 punti e una differenza reti di +27. Nell’ultima giornata giocherà il derby contro il Torino, una sfida delicata e decisiva per continuare a inseguire la qualificazione alla prossima Champions. La Juve dovrà fare bottino pieno e sperare, ovviamente, in risultati favorevoli sugli altri campi.
Negli scontri diretti, i bianconeri sarebbero davanti sia al Milan sia alla Roma in caso di arrivo a pari punti. Con il Milan i confronti diretti sono in equilibrio, ma la Juventus avrebbe una migliore differenza reti generale. Contro il Como, invece, la squadra di Torino sarebbe sfavorita.
Negli scenari a tre squadre, se Juve, Milan e Roma chiudessero a pari punti, i bianconeri sarebbero davanti a tutti. In un arrivo con Milan e Como, invece, il Como sarebbe primo davanti al Milan e alla Juventus. Anche nel caso di un pari con Roma e Como, la Juve finirebbe dietro a entrambe.
Se invece tutte e quattro le squadre — Milan, Como, Juventus e Roma — terminassero a pari punti, la classifica avulsa vedrebbe il Milan davanti a tutti, seguito da Como, Juventus e Roma.
A 90 minuti dalla fine del campionato, sopravvive ancora lo scenario di vedere tutte le squadre alla pari a quota 71 (con pareggi di Milan e Roma e vittorie di Como e Juve). Uno scenario che qualificherebbe Milan e Como, con Juve quinta e Roma sesta. Ecco come sarebbe in quel caso la classifica:
Milan 10 punti (+3 diff. reti)
Como 10 punti (+2 diff. reti)
Juve 6 punti
Roma 5 punti

(Adnkronos) - “Ritengo che la seconda generazione degli Eurocodici rappresenti per il contesto italiano un’importante opportunità, perché consentirà di coniugare gli elevati livelli di sicurezza richiesti dal nostro territorio – esposto a molteplici rischi naturali e antropici – con un approccio progettuale più moderno, coerente e prestazionale”. Lo ha dichiarato Raffaele Landolfo, docente dell’Università Federico II di Napoli, in occasione della XII edizione della Seismic Academy promossa da Hilti. Tenutosi a Milano presso la Camera di Commercio Svizzera, l’incontro rappresenta uno degli appuntamenti di riferimento nel panorama italiano sul tema della sicurezza sismica e un’importante occasione di confronto tra progettisti, direttori dei lavori, enti di verifica, committenze e imprese.
“Uno degli obiettivi principali posti dalla Commissione europea all’avvio del processo di aggiornamento è stato proprio quello di elevare gli standard in termini di sicurezza e qualità progettuale”, ha spiegato Landolfo. “Sul piano della sicurezza, il nuovo corpo normativo europeo introduce criteri e metodi di analisi più avanzati e più aderenti al reale comportamento delle costruzioni, consentendo di progettare edifici e infrastrutture non solo più sicuri, ma anche più resilienti. La qualità progettuale è un tema particolarmente delicato, perché rappresenta l’esito finale dell’intero processo e richiede norme chiare e facilmente applicabili da parte dei professionisti. Anche su questo aspetto l’indirizzo della Commissione europea è stato molto preciso: incrementare la facilità d’uso degli Eurocodici e ridurre il numero dei parametri di scelta nazionale, così da favorire un quadro normativo europeo più uniforme”.
Quanto alle regole italiane, “è attualmente in corso un aggiornamento delle NTC”, ha aggiunto Landolfo, “e abbiamo quindi l’opportunità di valorizzare l’esperienza europea per arrivare a una norma italiana più moderna e pienamente allineata al quadro normativo europeo. Questo rappresenterà un vantaggio significativo per i professionisti, per l’industria e per l’intera filiera delle costruzioni”.

(Adnkronos) - “Le direttive sugli appalti non si sono mai occupate direttamente del problema del rischio sismico, che non è oggetto di una direttiva specifica come invece è stato per i problemi di efficientamento energetico. Ci aspettiamo che nelle nuove direttive ci siano indicazioni attinenti al profilo della professionalità adeguata a fronteggiare situazioni di questo genere”. Ad affermarlo Claudio Galtieri, presidente del Comitato tecnico scientifico di AssoRup, durante la XII edizione della Seismic Academy promossa da Hilti, andata in scena a Milano presso la Camera di Commercio Svizzera.
Si tratta dell’appuntamento chiave nel panorama italiano sul tema della sicurezza sismica, nonché di un momento di confronto tra progettisti, direttori dei lavori, enti di verifica, committenze e imprese.
“L’Italia è già all’avanguardia dal punto di vista tecnico e di gestione delle emergenze di protezione civile”, ha spiegato Galtieri, “ma deve esserlo anche sulla base di una strutturazione normativa che per le pubbliche amministrazioni diventa fondamentale per un corretto operare”. Al centro del suo intervento anche il ruolo del Responsabile unico del progetto (Rup): “Come coordinatore si deve occupare di tutti gli aspetti relativi alla gestione degli immobili pubblici e quindi anche della manutenzione degli edifici sensibili agli eventi sismici, cosa che in Italia è estremamente frequente tenuto conto della vetustà del patrimonio immobiliare”. Oltre a questo, il Rup deve occuparsi anche “della ristrutturazione e dell’adeguamento”, ha precisato Galtieri. “L’adeguamento diventa poi molto importante in momenti storici in cui viene modificato l’indice di sismicità e c’è quindi la necessità di intervenire sull’esistente”.

(Adnkronos) - "Gli elementi non strutturali impiantistici per le opere complesse – ospedali, data center – hanno acquisito una rilevanza tecnico-economica altissima, incomparabile rispetto al passato. Dedicare più attenzione a questi elementi fin dalle fasi iniziali della progettazione è un’opportunità". Ad affermarlo Paolo Baccarini, direttore Ingegneria di Hilti Italia, in occasione della Seismic Academy, tenutasi a Milano presso la Camera di Commercio Svizzera.
Giunto quest’anno alla sua XII edizione, l’incontro rappresenta l’appuntamento di riferimento per la sicurezza sismica e un’occasione di confronto tra progettisti, direttori dei lavori, enti di verifica, committenze e imprese.
“Da un punto di vista normativo, tecnico, progettuale ed esecutivo credo che in Italia siamo a un livello veramente altissimo”, ha spiegato Baccarini. “Non mancano i dati per eseguire una progettazione eccellente e una costruzione perfetta. Tuttavia, quello che forse si può fare andando avanti è mettere a fattor comune tutte le competenze specialistiche che oggi sono necessarie per affrontare la complessità delle opere che bisogna rinnovare o costruire ex novo”.

(Adnkronos) - “Abbiamo un’ambizione molto importante: vogliamo rendere il mondo delle costruzioni un mondo migliore. Siamo consapevoli che non possiamo farlo da soli: dobbiamo confrontarci e dialogare con tutti gli attori della filiera – ricerca, progettazione e costruzione. Quindi siamo molto contenti di avere oggi la XII edizione della Seismic, e lo dico sia con orgoglio, ma anche con un po’ di senso di responsabilità, perché per noi è molto rilevante questo momento di confronto nel percorso che vogliamo fare per rendere migliore il settore delle costruzioni e quindi anche il nostro Paese”. Ad affermarlo Alessandro Savino, amministratore delegato di Hilti Italia, in occasione della Seismic Academy, l’evento di riferimento nel panorama italiano sul tema della sicurezza sismica ora in corso a Milano, presso la Camera di Commercio Svizzera.
Citando il claim di questa edizione, 'Think Smart, Build Safe', Savino ne ha spiegato l'essenza: “‘Think smart’ nel senso che noi a monte immaginiamo l’intero ciclo di vita dell’opera, cercando di massimizzare efficienza, produttività e sostenibilità. ‘Build safe’ nel senso che vogliamo garantire la massima sicurezza per chi costruisce l’opera e per chi la abita successivamente. Lo vogliamo fare concretamente e quotidianamente, con i nostri sistemi di calcolo e di gestione del cantiere, con la nostra consulenza qualificata sul territorio ogni giorno. Quindi andiamo al di là del claim, che traduciamo in comportamenti sul campo quotidiani e concreti”.

(Adnkronos) - Un nuovo suicidio assistito in Italia, il "terzo caso in Lombardia, 17esimo in Italia". L'Associazione Coscioni annuncia oggi che "Cristian, 55enne lombardo affetto da sclerosi multipla, è morto lo scorso 18 maggio presso il suo domicilio, dopo essersi autosomministrato il farmaco letale". L'uomo "aveva fatto richiesta a febbraio 2026".
La sclerosi multipla di cui soffriva "dal 1999", informa l'Associazione Coscioni in una nota, "ha portato Cristian a soffrire dolori divenuti insopportabili e a dipendere totalmente dall'assistenza dei suoi caregiver: non poteva più camminare, era sottoposto a manovre di evacuazione manuale, aveva il catetere vescicale e soffriva di continue infezioni alle vie urinarie. Per questo, di fronte all'irreversibilità della malattia e al progressivo peggioramento delle sue condizioni, Cristian ha iniziato a informarsi, tramite l'Associazione Luca Coscioni, sui suoi diritti nel fine vita in Italia e, a febbraio scorso, ha chiesto alla sua azienda sanitaria la verifica delle condizioni per accedere al suicidio medicalmente assistito in Italia".
"Il caso di Christian conferma la piena applicabilità della sentenza della Corte costituzionale in tutto il territorio nazionale, non solo in Toscana e Sardegna", dichiarano Marco Cappato e Filomena Gallo, tesoriere e segretaria nazionale dell'Associazione Coscioni. "Si conferma anche - aggiungono - che quando un'azienda sanitaria adempie con tempestività ai propri compiti, il paziente riesce ad evitare di dover subire una lunga agonia contro la propria volontà. Essendo però la situazione diversa da un'azienda sanitaria all'altra, in Lombardia, come nel resto d'Italia, è indispensabile che si approvino norme regionali che chiariscano le procedure da seguire, in modo da garantire quei 'tempi celeri' richiesti dalla Corte costituzionale, e che si informino i cittadini e i medici. Per questo, come Associazione Luca Coscioni proseguiamo anche in Lombardia la raccolta firme sulla legge regionale di iniziativa popolare 'Liberi subito' e continuiamo a fornire informazioni sui diritti nel fine vita tramite il nostro Numero bianco. La proposta 'Liberi subito' non introduce nuovi diritti - precisano i promotori - ma rende concretamente esercitabile un diritto già riconosciuto, garantendo procedure certe per la verifica dei requisiti; uniformità sul territorio regionale; trasparenza e responsabilità delle aziende sanitarie".
L'Associazione Coscioni ricorda che in Lombardia è in corso la raccolta firme a seguito del rifiuto, da parte del Consiglio regionale, di esaminare la precedente proposta di legge di iniziativa popolare. Nel novembre 2024, i consiglieri di maggioranza avevano infatti impedito la discussione del provvedimento mediante l'approvazione di una pregiudiziale di costituzionalità. Una posizione, rimarca l'ente, "successivamente superata dalla sentenza n. 204/2025 della Corte costituzionale, la quale ha chiarito che, nell'ambito della tutela della salute, le Regioni possono disciplinare modalità e tempi con cui il Servizio sanitario garantisce l'effettivo accesso alla procedura, senza incidere su ambiti di competenza statale quali la materia penale o civile".

(Adnkronos) - Niente Instagram, TikTok, Whatsapp. Ma non solo, niente pagamenti tramite app, niente navigatore o fotografie. Oggi c'è chi rinuncia a usare lo smartphone per 24 ore. Una vera sfida in un momento storico in cui siamo abituati a colmare con il telefono qualsiasi momento di silenzio.
L'occasione è il 'Disconnect Day', la Giornata nazionale dedicata alla disconnessione consapevole e alla riscoperta delle relazioni umane, promossa dall'Associazione nazionale dipendenze tecnologiche, Gap e cyberbullismo (Di.Te). "Dopo le edizioni che negli ultimi anni hanno coinvolto migliaia di persone in diverse città italiane, il Disconnect Day torna con eventi, incontri, laboratori e momenti esperienziali pensati per famiglie, studenti, insegnanti, professionisti e cittadini di tutte le età.L'edizione 2026 si svolge a Foggia, presso l'università e il Parco Campi Diomedei, in collaborazione con il dipartimento Dipendenze Patologiche della Asl Foggia, il Dipartimento di Scienze sociali dell'università di Foggia, il Comune di Foggia e numerose realtà istituzionali e associative", si legge nella nota della Di.Te.
"Il Disconnect Day non è una manifestazione contro la tecnologia - precisano i promotori - E' una provocazione educativa e culturale che invita le persone a fermarsi, spegnere il rumore continuo delle notifiche e tornare a guardarsi negli occhi. Durante la giornata, i partecipanti raggiungeranno i 'Disconnect Point', dove inseriranno volontariamente il proprio smartphone in una busta opaca sigillata, mantenendolo con sé ma scegliendo consapevolmente di non utilizzarlo per tutta la durata dell'evento".
"Abbiamo riempito ogni silenzio con uno schermo - dichiara Giuseppe Lavenia, presidente dell'associazione Di.Te - ma il rischio è quello di perdere la capacità di stare davvero con noi stessi e con gli altri. Il Disconnect Day nasce per ricordarci che la connessione più importante resta quella umana".
L'iniziativa affronterà anche i temi della solitudine giovanile, dell'iperconnessione, del benessere digitale e della salute mentale, sempre più centrali nella vita di adolescenti e famiglie. Nel corso della giornata saranno presenti esperti, psicologi, educatori, studenti, artisti e testimonial che accompagneranno il pubblico in un’esperienza concreta di disconnessione e consapevolezza. "In un'epoca in cui lo smartphone rischia di occupare ogni spazio vuoto della giornata - conclude l'associazione - il Disconnect Day vuole lanciare una domanda semplice ma necessaria: siamo ancora capaci di stare insieme senza uno schermo in mezzo?".

(Adnkronos) - "Negli ultimi anni qualcosa si è mosso, ma manca ancora una vera visione strategica sulla salute mentale". Sergio Salvatore, presidente dell'Associazione italiana di psicologia (Aip), fotografa così il rapporto tra politica e psicologia in Italia. L'associazione conta oggi circa 2.500 iscritti: metà sono professori e ricercatori universitari, l'altra metà sono colleghe e colleghi all'inizio della carriera. Secondo Salvatore, "negli ultimi anni sono stati introdotti strumenti importanti, come il bonus psicologico, gli investimenti ministeriali sul benessere mentale, lo psicologo di base in alcune regioni e i nuovi servizi scolastici. Per quanto riguarda il mondo della ricerca, il Pnrr ha fornito una spinta importante. Non si può dire - spiega all'Adnkronos Salute - che non siano state messe risorse a disposizione della psicologia. Tuttavia, aggiunge, questi interventi restano privi di una progettualità strategica". Per il presidente dell'Aip, il problema è duplice: "Da un lato si tratta spesso di misure nate per rispondere all'emergenza e alla pressione sociale, dall'altro sono iniziative concentrate quasi esclusivamente sul disagio psicologico. Il rischio - osserva - è l''effetto soufflé': si interviene quando cresce la domanda di aiuto, ma appena cambiano le priorità politiche ed economiche le risorse si riducono". Salvatore cita, ad esempio, la possibilità che future manovre di bilancio possano spostare fondi verso altri settori, come la Difesa.
"Non bastano interventi spot: serve una politica strutturale sulla salute psicologica", ammonisce l'esperto. Che sull'intelligenza artificiale non ha dubbi: "Sta cambiando la mente umana, il modo in cui comunichiamo, lavoriamo e studiamo. Ma la psicologia italiana rischia di inseguire questo cambiamento anziché governarlo", avverte. Per Salvatore non si tratta semplicemente di un "cambiamento tecnologico o di nuove abitudini: siamo davanti a una trasformazione antropologica". La psicologia, fa notare, "studia da tempo il rapporto tra mente e strumenti cognitivi. I modi di funzionare della mente dipendono anche dagli strumenti che utilizziamo. In questo senso l'intelligenza artificiale modifica il funzionamento stesso della mente umana".
Il presidente Aip commenta anche i casi, sempre più discussi, di giovani che finiscono per isolarsi dal mondo reale preferendo relazioni mediate dall'Ai. "Il rischio esiste - ammette - Quando la società mette a disposizione nuovi dispositivi, questi vengono inevitabilmente utilizzati per soddisfare bisogni reali. In alcuni casi, l'uso dell'Ia può diventare una forma di rifugio dalle relazioni sociali tradizionali". Per Salvatore, però, il punto non è demonizzare la tecnologia, ma comprenderne gli effetti e governarli: "E' lo stesso dibattito che abbiamo affrontato con i social media e gli smartphone. Dobbiamo sviluppare nuove forme di socialità capaci di orientare anche l'uso dell’intelligenza artificiale". A preoccupare particolarmente gli psicologi è anche la possibilità che alcune funzioni di supporto e relazione vengano progressivamente sostituite da sistemi digitali basati sull'Ai: "Molte professioni dell'aiuto rischiano di essere messe in discussione da dispositivi tecnologici già oggi molto avanzati".
Un altro nodo riguarda il rapporto tra ricerca scientifica e società. Salvatore rivendica l'impegno dell’Associazione italiana di psicologia per evitare che il sapere psicologico resti chiuso nelle università. "Il nostro obiettivo è più psicologia nella società e più società nella psicologia - rimarca il presidente - Dobbiamo occuparci in modo rigoroso dei problemi reali e mettere a disposizione dei decisori politici e dei cittadini conoscenze scientifiche fondate".
Tra i rischi principali per il futuro della disciplina, l'esperto ne individua tre: "Concentrarsi solo sui sintomi del disagio senza affrontarne le cause profonde; perdere unità inseguendo una frammentazione crescente della domanda sociale; e infine chiudersi in logiche autoreferenziali accademiche, lontane dai bisogni concreti del Paese".
In conclusione, il presidente dell’Aip annuncia un appuntamento dedicato al rapporto tra psicologia e democrazia: "Il 24 luglio a Firenze si terrà la seconda Giornata nazionale della ricerca psicologica, dedicata al tema 'Soggettività e democrazia'. Un’occasione per mettere le conoscenze scientifiche a disposizione della cittadinanza e dei decisori pubblici".
(Adnkronos) - “Stiamo vivendo una trasformazione profonda dell’organizzazione del lavoro.
Il modello basato su controllo e presenza non è più sufficiente: oggi la sfida è lavorare per obiettivi, responsabilizzando le persone e valorizzandone il contributo. In questo contesto, i manager hanno un ruolo decisivo: sono chiamati a guidare il cambiamento, ripensare i modelli organizzativi e utilizzare innovazione tecnologica e intelligenza artificiale come strumenti al servizio delle persone. L’Ai, in particolare, può liberare tempo da attività a basso valore, migliorare i processi decisionali e consentire alle persone di concentrarsi su creatività, relazione e innovazione". Ad affermarlo, ad Adnkronos/Labitalia, Tommaso Saso, presidente di Manageritalia Lazio, Umbria e Sardegna.
"Questo approccio - spiega - non solo aumenta la produttività delle imprese, ma migliora anche il benessere organizzativo. Perché oggi competitività e qualità del lavoro devono andare nella stessa direzione. Questo è oggi necessario in assoluto, ma ancor più nelle pmi che si devono aprire all’ingresso di manager esterni alla famiglia dell’imprenditore, senza perdere il controllo ma per attuare una vera gestione manageriale e aumentare valore, produttività e capacità di innovare, competere ed evolversi”.
"Anche il ruolo delle parti sociali - prosegue - è chiamato a evolvere. La contrattazione collettiva non può limitarsi a regolare il lavoro esistente, ma deve accompagnarne la trasformazione. Oggi abbiamo bisogno di una contrattazione che favorisca organizzazioni più flessibili, lavoro per obiettivi, sviluppo delle competenze e utilizzo responsabile delle nuove tecnologie, a partire dall’intelligenza artificiale. Allo stesso tempo, è fondamentale garantire nuove tutele: non più solo legate al posto di lavoro, ma alla persona, alla sua occupabilità e alla qualità della sua vita professionale. In questo senso, sindacati e rappresentanze datoriali possono giocare un ruolo chiave nel costruire un modello di lavoro più moderno, inclusivo e sostenibile, capace di coniugare produttività e benessere”.
Per Tommaso Saso, "deve cambiare anche il modello culturale delle nostre imprese, soprattutto delle pmi con troppe microimprese (95,6%), pochissime grandi (0,1%) e poche piccole (3,7%) o medie (0,5%) e in generale sottomanagerializzate".
"Questo il quadro delle imprese inel Lazio, che non si discosta gran che - fa notare - da quello di Roma e dell’Italia e ci vede impreparati ad affrontare sfide complicate come la transizione energetica, quella digitale e una crisi internazionale che si fa sentire e incide sulla capacità di innovare e competere. Proprio il tema della crescita e, quindi, la managerializzazione delle Pmi sono alcuni dei temi a che abbiamo messo al centro dell’Assemblea di Manageritalia Lazio, Abruzzo, Molise, Sardegna e Umbria che si e svolta lo scorso 7 maggio presso gli spazi del museo MAXXI di Roma".
"In quest’ottica di favorire una maggiore crescita, nei mesi passati, abbiamo collaborato con la Regione Lazio alla realizzazione del bando da 5milioni di euro che favorisce l’inserimento di figure manageriali proprio nelle pmi. Oggi esistono figure come il fractional manager, temporary manager, figure che collaborano con più realtà imprenditoriali e che possono accompagnare le pmi sino a una crescita che consenta loro di poter ampliare gli organici e inserire stabilmente una o un manager in grado di garantire quel salto di qualità che oggi significa prima di tutto sopravvivenza nei mercati diventati sempre più globale", conclude.

(Adnkronos) - Penélope Cruz ha raccontato di aver temuto di morire sul set de 'La bola negra', presentato in Concorso al 79esimo Festival di Cannes. L’attrice, che nel film interpreta una cantante di cabaret, ha spiegato in conferenza stampa di aver ricevuto una diagnosi allarmante da un medico, alla vigilia delle sue scene notturne, quelle in cui il suo personaggio si esibisce per i soldati.
"Stavo per entrare in scena, mi stavo mettendo la parrucca, quando qualcuno è venuto a dirmi: ‘A quanto pare hai un aneurisma cerebrale’", ha ricordato. "Ho pensato che stessi per morire. È stata un’esperienza totalmente surreale".
Un falso allarme. Il giorno successivo, dopo ulteriori controlli, il medico le ha confermato che poteva continuare a cantare e ballare. Cruz ha definito quel momento "un miracolo".

(Adnkronos) - Flavio Cobolli non ha ancora iniziato il suo Roland Garros, ma sta già dando spettacolo sui campi di Parigi. Il tennista azzurro, numero 12 del ranking Atp, si è divertito in allenamento sul Philippe Chatrier mettendo in bella mostra anche il suo talento nel calcio (ha giocato nelle giovanili della Roma). Come? Con una serie infinita di palleggi con la pallina da tennis, controllata in maniera magistrale sotto gli occhi dei tantissimi tifosi presenti, che hanno risposto con una pioggia di applausi.
Il video ha presto fatto il giro dei social e tanti appassionati hanno commentato anche con un po' di ironia: "Grande talento Flavio, poteva andare ai Mondiali. Sappiamo però com'è andata..." ha scritto un utente, in riferimento alla mancata qualificazione della Nazionale alla Coppa del Mondo.
Durante l'allenamento sul Philippe Chatrier, Flavio si è anche fermato per omaggiare Rafa Nadal, vincitore 14 volte del Roland Garros. L'azzurro ha toccato la targa celebrativa dello spagnolo in segno di rispetto, salutando poi il pubblico.
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