
Dargen D'Amico è uno dei 30 concorrenti del Festival di Sanremo 2026 e questa sera, mercoledì 25 febbraio, torna sul palco dell'Ariston per la seconda serata della kermesse canora.
Il cantante ha partecipato alla kermesse canora già due volte. Ha debuttato nel 2022 con 'Dove si balla', è tornato nel 2024 con 'Onda Alta' e partecipa al Festival di Sanremo 2026 con il brano 'Ai ai'.
Dargen D'Amico, chi è
Dargen D'Amico, all'anagrafe Jacopo Matteo Luca D'Amico, è nato a Milano nel 1980 da genitori originari di Filicudi. Come ha spiegato in un'intervista a Rolling Stone, il nome d'arte deriva da 'D'Argento' e si pronuncia con l'accento sulla prima sillaba: Dàrgen.
Fin da piccolo si avvicina al rap partecipando da adolescente a contest di freestyle nei locali milanesi. Sono proprio quegli anni che gli danno la possibilità di incontrare Jake La Furia e Guè Pequeno, già suo compagno di liceo: insieme fondano il gruppo Sacre Scuole, con cui nel 1999 pubblica l'album 3 MC's al cubo.
Dargen si definisce un 'cantautorap': una sintesi tra scrittura d'autore e linguaggio hip hop che negli anni gli ha permesso di conquistare non solo il pubblico rap ma anche quello più trasversale. Nel 2006 intraprende il percorso solista con Musica senza musicisti, pubblicato dall'etichetta indipendente Giada Mesi, fondata insieme a Francesco Gaudesi.
Con il secondo lavoro, Di vizi di forma virtù, emerge con maggiore evidenza l'impronta cantautorale: nei testi si avvertono le influenze di Lucio Dalla, Enzo Jannacci e Franco Battiato, mentre i temi spaziano dal lavoro alla società, fino alle difficoltà economiche. Nel 2010 esce l'EP D' Parte prima, dedicato alle diverse declinazioni dell'amore; alcuni brani confluiscono poi nell'album CD'. Seguono Nostalgia istantanea e Vivere aiuta a non morire.
Aumentano le collaborazioni con artisti di primo piano della scena italiana: da Fedez a J-Ax, da Fabri Fibra a Marracash, passando per Two Fingerz, Crookers e Max Pezzali. Nel 2013 ottiene grande popolarità con Bocciofili, insieme a Fedez e Mistico.
Nel 2014 pubblica a cadenza settimanale una serie di singoli poi raccolti in L'ottavia. Il 2019 è l'anno di Ondagranda, scritto con Emiliano Pepe, seguito nel 2020 da Bir Tawil, settimo album in studio. Parallelamente continua a lavorare come autore: nel 2021 firma brani per Annalisa e per la coppia Francesca Michielin-Fedez al Festival di Sanremo.
Nel 2022 debutta in gara all'Ariston con Dove si balla, che chiude al nono posto ma diventa uno dei tormentoni dell'anno. Nello stesso periodo entra nella giuria di X Factor Italia.
La vita privata e curiosità
Molto riservato, Dargen D'Amico ha sempre tenuto lontana dai riflettori la propria sfera personale. Non si conoscono dettagli sulla sua situazione sentimentale: l'artista ha più volte ribadito di considerare il gossip estraneo al suo percorso musicale.
Gli occhiali da sole sono diventati negli anni il suo segno distintivo. Ospite a Domenica In nel 2022, ha spiegato di indossarli per scelta: un modo per proteggere la propria intimità e non "mostrare tutto di sé".
Dargen D'Amico ha portato gli orsetti sul palco di Sanremo 2024 come elemento centrale del suo look, indossando una giacca e pantaloni decorati con peluche. L'outfit stravagante, ispirato a Franco Moschino, simboleggiava le piccole vittime delle guerre e i bambini che perdono la vita nel Mediterraneo.
Gli occhiali da sole sono il suo tratto distintivo. La sua stylist, Rebecca Baglini, a Fanpage ha spiegato: "Dargen divide la sua vita in due: con gli occhiali entra in scena, senza li usa per prepararsi dietro le quinte".
Dargen D'Amico ha raccontato a 'Tv Sorrisi e Canzoni' che il bersaglio del testo sono i social e l'intelligenza artificiale, con l'AI utilizzata come base per il gioco di parole che dà vita al ritornello.
Prima di entrare in casa
Stavo un'ora a cercare di toglier la sabbia
Autostrada Adriatica
Dalla costa si vede l'Africa e lei che si tuffa
Ti prego, guardala
Ha più curve di Gardaland
Quando mi ha detto che tornerà in Francia
Uffa
Ho avuto il mal di pancia
AI AI
AI AI,
Cosa mi fai?
Mi dici vieni qui e poi te ne vai
- Bye Bye
Ma come - Bye?
Ho perso il tuo contatto, me lo ridai?
AI AI
Il Bel Paese ha così buongusto
Che pure il meteo non è mai brutto
È uno stivale però da diva
Che si fa il bagno nell'olio d'oliva
Dice il Vangelo - Darai da bere
A chi è straniero ma ha le stesse vene
Prendi sul serio una bollicina
E via il pensiero via la pellicina
Ho letto sul giornale
Che certe cose non puoi ancora farle con l'AI
La pelle dà un effetto eccezionale
Mi hai fatto stare proprio bene, me lo rifai?
AI AI
AI AI,
Cosa mi fai?
Mi dici vieni qui e poi te ne vai
- Bye Bye
Ma come - Bye?
Ho perso il tuo contatto, me lo ridai?
AI AI
Ho litigato con un dj
Suonava solo la hit parade
Sai, se metti le canzoni giuste
La festa vola come Nureyev
In Italia, troppa arte
Piedi più belli delle scarpe
Prendiamo un giorno di riposo
Dai, trova il modo, Carlos Raposo
Ho letto sul giornale
Che certe cose non puoi ancora farle con l'AI
La pelle dà un effetto eccezionale
Mi hai fatto stare proprio bene, me lo rifai?
AI AI
AI AI,
Cosa mi fai?
Mi dici vieni qui e poi te ne vai
- Bye Bye
Ma come - Bye?
Ho perso il tuo contatto, me lo ridai?
Ho fatto un brutto sogno
Ma sembrava reale
Mi bagnavo nel mare
Però ne uscivo sporco
E giravamo il mondo
Però senza toccare
Mi ha fatto molto male
Ma mi è piaciuto molto
Ama ciò che non ti piace
È la chiave per la pace
Ma la password salvata mi sembra sbagliata
O la linea è saltata e ci prende fuoco casa
A me mi ha rovinato la rete
Altrimenti avrei fatto il prete
Avrei lasciato il paese fuggendo via
A cercare fortuna in Albania
AI AI,
Cosa mi fai?
Mi dici vieni qui e poi te ne vai
- Bye Bye
Ma come - Bye?
Ho perso il tuo contatto, me lo ridai?
AI AI
Me lo ridai?
AI AI
Me lo ridai?
AI AI
Me lo ridai?
AI AI
Me lo ridai?
AI AI.

Fedez e Marco Masini sono in coppia in gara al Festival di Sanremo 2026 e questa sera, mercoledì 25 febbraio, tornano sul palco dell'Ariston per la seconda serata della kermesse canora. I due artisti gareggiano insieme all'Ariston - dopo la collaborazione dello scorso anno nella serata delle cover - con il brano 'Male necessario'.
Per Fedez si tratta della terza partecipazione. Nel 2021 in gara con Francesca Michielin dove ha raggiunto il secondo posto e nel 2025 in gara con il brano 'Battito'. Marco Masini, invece, ha partecipato al Festival di Sanremo 8 volte in gara come cantante tra il 1990 e il 2020. Nel corso della sua carriera ha ottenuto due vittorie: la prima nel 1990 tra le Novità con 'Disperato' e la seconda nel 2004 nei Big con 'L'uomo volante'.
Fedez, chi è
Nasce come rapper, ma negli anni la sua fama è cresciuta grazie all'impero Ferragnez, ormai crollato dopo la separazione dall'ex moglie Chiara Ferragni, con cui ha avuto due figli Leone e Vittoria. Fedez, pseudonimo di Federico Leonardo Lucia, nasce a Milano il 15 ottobre 1989 da papà Franco e mamma Annamaria Berrinzaghi, detta Tatiana (che da sempre è al fianco del figlio anche come manager).
Fedez cresce a Buccinasco e frequenta il liceo artistico, che decide di abbonare in quarta superiore prima di raggiungere la maturità per dedicarsi completamente alla musica. "Non credo che un titolo di studio possa definire la cultura di un essere umano o il valore", ha detto Fedez nello studio di 'Belve'. Da piccolo sognava di diventare un giocatore di basket. E il nome d'arte Fedez nasce grazie a un amico d'infanzia che nominò il file di una vecchia foto che ritraeva Federico mentre giocava a basket proprio 'Fedez'.
La vita privata
Durante il Covid, Fedez ha tenuto compagnia sui social media attraverso le dirette, diventando un appuntamento fisso in quarantena. Ogni giorno alle ore 18 si affacciava dal balcone di CityLife, con tanto di cassa e microfono ad intrattenere il pubblico virtuale. Insieme all'ex moglie Chiara Ferragni ha dato vita ad una raccolta fondi per l'emergenza coronavirus: hanno raccolto quasi 4 milioni di euro, dando la possibilità di realizzare una terapia intensiva al San Raffaele di Milano. Nel 2022 Fedez ha condiviso ampiamente sui social la storia della malattia che lo ha colpito e il percorso di guarigione dal tumore al pancreas.
Prima della relazione con Chiara Ferragni, Fedez ha avuto un'importante storia con Giulia Valentina, che ha conosciuto in una discoteca milanese. I due vanno a convivere dopo poco, fino a marzo del 2016. Fedez ha ammesso di aver avuto un debole per Emma Marrone: su Twitter aveva chiesto alla cantante di poterla sposare. Un flirt mai nato perché la proposta è stata stroncata subito da Emma.
L'impero 'Ferragnez'
Della relazione con la Ferragni, invece, non ci sono curiosità da scoprire. Sono sempre stati molto trasparenti sui loro traguardi: il matrimonio dei Ferragnez, celebrato l'1 settembre del 2018 a Noto, è stato uno dei più chiacchierati sul web. Altrettanto chiacchierata è stata la proposta di matrimonio, avvenuta il giorno prima del 30° compleanno di Chiara, durante un concerto all'Arena di Verona, dove Fedez si è inginocchiato davanti a lei, alla presenza di migliaia di spettatori e le ha detto: "Non servono anelli che ci tengono assieme, ma per quello che sto per chiederti forse sì". Galeotto fu un verso di una canzone di Fedez: "Il cane di Chiara Ferragni ha il papillon di Vuitton, e un collare con più glitter di una giacca di Elton John" che ha dato la possibilità ai due di farli diventare una coppia.
La storia si è conclusa dopo sei anni di matrimonio: Il 12 dicembre del 2024, il Tribunale di Milano ha ufficializzato la separazione. Fedez ha lasciato la casa di famiglia, trasferendosi da solo. Nei mesi successivi è stato più volte paparazzato in compagnia di diverse donne. Tra queste la modella francese ventenne Garance Authié, conosciuta durante il Coachella Festival.
Il 2025 di Fedez, dal Festival ai dissing
A giugno 2025 è poi circolata la notizia di un bacio tra Fedez e la cantante Clara. Secondo quanto riportato da Chi, i due sarebbero stati visti insieme a Roma, all'uscita del ristorante Il Marchese, dopo aver partecipato al Radio Zeta Future Hits Live 2025. In quel periodo Clara risultava single, mentre il rapper veniva nuovamente fotografato poco dopo in compagnia di Giulia Honegger. La svolta è arrivata il 4 agosto 2025, quando Fedez ha ufficializzato la relazione con Giulia Honegger, presentandola pubblicamente.
Sono tanti gli artisti con cui Fedez ha collaborato nel corso degli anni, e tanti altri con cui i rapporti professionali si sono interrotti bruscamente: Rovazzi, J-Ax, Salmo, Luis Sal, Tony Effe. Per citarne alcuni. Al Festival di Sanremo 2025 Fedez è tornato in gara con Battito, un brano intimo e autobiografico dedicato alla depressione, descritta come una relazione costante e soffocante nella propria vita. Il tema della salute mentale e il riferimento agli psicofarmaci hanno diviso l'opinione pubblica tra chi ha apprezzato la sua sincerità e chi ha parlato di eccessiva spettacolarizzazione del dolore.
A fare da sfondo, le tensioni con Tony Effe, nate da precedenti dissing e frecciate personali, e le polemiche con Selvaggia Lucarelli, che ha commentato in modo critico la sua esposizione mediatica e il racconto pubblico della malattia, alimentando un acceso dibattito social durante tutta la settimana del Festival.
Marco Masini, chi è
Marco Masini nasce a Firenze il 18 settembre 1964. Si avvicina già giovanissimo alla musica e già durante gli anni del liceo fonda il gruppo 'Errata Corrige'. L'incontro decisivo arriva nel 1986 con il paroliere e produttore Giancarlo Bigazzi. È un momento che segna l'avvio di Masini nel mondo della discografia, lavorando anche alla realizzazione di colonne sonore e collaborando con artisti come Umberto Tozzi e Raf.
Il grande pubblico scopre Marco Masini nel 1990, quando trionfa tra le Nuove Proposte al Festival di Sanremo con 'Disperato'. Il brano diventa subito un successo, trainando l'album d'esordio. L'anno seguente torna all'Ariston con Perché lo fai, classificandosi terzo, mentre l'album Malinconoia supera il milione di copie vendute, consacrandolo come una delle voci più riconoscibili del periodo.
Le accuse
Presto però si diffonde un'ondata di critiche e maldicenze: il cantautore viene etichettato come artista "pessimista" accusato addirittura di portare sfortuna e di influenzare negativamente i giovani con i suoi testi intensi e malinconici. In risposta, nel 1993 pubblica Vaffanculo, brano simbolo contenuto nell'album T'innamorerai, una presa di posizione netta contro le accuse. Le polemiche proseguono anche con Il cielo della Vergine (1995), che include canzoni come Bella stronza e Principessa, oggetto di discussioni e censure per i contenuti ritenuti provocatori.
Dopo la raccolta L'amore sia con te (1996) e l'album Scimmie (1998), che non ottiene i risultati sperati, Masini attraversa un periodo complesso. Il ritorno a Sanremo nel 2000 con Raccontami di te non inverte la tendenza, e l'insuccesso di Uscita di sicurezza lo porta ad annunciare il ritiro nel 2001.
La pausa dura due anni. Nel 2003 rientra con Il mio cammino, ma è il 2004 a segnare la vera rinascita: con L'uomo volante vince il Festival di Sanremo nella categoria Campioni, conquistando anche il premio della sala stampa. Un successo che rilancia la sua carriera e riporta Masini al centro della scena musicale italiana.
Parallelamente si dedica anche alla televisione: nel 2018 è giurato a Sanremo Young e coach a Ora o mai più, mentre dal 2022 prende parte a The Band nel ruolo di tutor. Nel 2020 celebra i trent'anni di carriera con la raccolta Masini+1 30th Anniversary, suggellando un percorso artistico fatto di cadute, rinascite e coerenza espressiva.
La vita privata
Schivo e lontano dal gossip, Marco Masini ha sempre mantenuto grande riserbo sulla propria vita personale. L'unica relazione resa pubblica è quella con Aurora Nardozzi, ufficializzata nel 2011: la convivenza a Firenze si interrompe nel 2013, anche a causa di differenti visioni sul desiderio di paternità, tema che l'artista ha affrontato apertamente nella canzone L'uomo volante.
Profondissimo il legame con la madre, Anna Maria, scomparsa quando Masini era appena diciottenne. Un'assenza che ha segnato in modo indelebile la sua sensibilità e la sua scrittura. Nel 2011 il cantautore ha voluto tatuarsi il nome 'Anna' sull'avambraccio, accompagnato da due ali, come simbolo di un ricordo sempre vivo. A lei ha dedicato anche due brani.
Marco Masini a 'Tv Sorrisi e Canzoni' ha spiegato: "Il messaggio di 'Male necessario' è che bisogna avere coraggio e non possiamo perdere la speranza, specialmente nei periodi di grande sopportazione".
So che in fondo non c'è tempo
Quante cose che cambiano
Ti ho deluso ma dimmi qualcosa che non so
I miei problemi ormai
Saranno la parte di te
Quella più vulnerabile e spietata
Lo sai
Non ho più spazio per dipingermi d'inchiostro
Lo ammetto però
Per altre cicatrici trovo sempre un posto
Da questa notte resto solo insieme a me
Toccando il fondo in una stanza di un hotel
Un giorno poi comprenderò cos'è l'amore
Ma nel frattempo giuro mi puoi odiare
Come un latitante a un passo dall'arresto
Ora non ho più bisogno di scappare io
Dal silenzio che è un rumore
Da tutto questo male necessario
Dovrei separare l'ego dall'io
Ma non siamo fatti per essere fragili
Ogni padre inizia come fosse un Dio
Ma poi finisce che diventa un alibi
La gente pudica giudica
Che brutta gente che frequenta Fedez
Ma ci si dimentica sempre che Giuda
Se la faceva con gente per bene
E so che farà male
E vorrai cominciare
A bere poi fumare
Forse per distrazione
Se è vero che siamo solo di passaggio
Il vero obiettivo non può essere la meta
Ma imparare a godersi il viaggio
Quando crescerai
E non mi chiederai nemmeno più il permesso
Si impara vedrai
Che i mostri non stanno soltanto sotto al letto
Da questa notte resto solo insieme a me
Toccando il fondo in una stanza di un hotel
Un giorno poi comprenderò cos'è l'amore
Ma nel frattempo giuro mi puoi odiare
Come un latitante a un passo dall'arresto
Ora non ho più bisogno di scappare io
Dal silenzio che è un rumore
Da tutto questo male necessario
Ci ho messo una vita per sentirmi vivo
Seguendo la linea sottile di un filo
Succederà ciò che deve succedere
Anche nel buio si impara a vedere
In fondo a tutto il male necessario
Da questa notte resto solo insieme a me
Toccando il fondo in una stanza di un hotel
Un giorno poi comprenderò cos'è l'amore
Ma nel frattempo giuro mi puoi odiare
Come un latitante a un passo dall'arresto
Ora non ho più bisogno di scappare io
E ringrazierò il passato
E chi mi ha condannato
E tutto questo male necessario
So che in fondo non c'è tempo
Quante cose che cambiano
Ti ho deluso ma dimmi qualcosa che non so.

Fulminacci è uno dei 30 concorrenti big del Festival di Sanremo 2026 e questa sera, mercoledì 25 febbraio, torna sul palco dell'Ariston per la seconda serata della kermesse canora.
Dopo il debutto nell'edizione del 2021 dove ha presentato il brano ‘Santa Marinella', il cantante torna in gara alla kermesse canora 'Stupida sfortuna'. Nel 2024, invece, ha accompagnato nella cover di 'Notte prima degli esami' il collega Gazzelle.
Fulminacci, chi è
Filippo Uttinacci, conosciuto come Fulminacci (nome d'arte che fonde nome e cognome di battesimo), nasce a Roma nel 1997. Sempre sul nome d'arte in un'intervista aveva confidato: "Tutto nasce dal mio cognome, che ho sempre trovato orrendo. Anni fa un caro amico di famiglia mi suggerì come nome d'arte 'Fulminacci', che mi è piaciuto subito perché è una specie di parolaccia da bambini, si usa nei fumetti". Prima della musica prova la strada della recitazione: a 18 anni prende parte al cortometraggio 'Fammi parlare' di Luca Iaconella e compare nel videoclip 'In my mind' legato alla serie 'Immaturi' di Canale 5.
Ma la passione per la musica sboccia a 16 anni quando inizia a scrivere le sue prime canzoni. Testi acerbi, rimasti nel cassetto per scelta: i brani che entreranno nel suo debutto discografico nasceranno solo più tardi, tra i 18 e i 19 anni, segnando l'inizio consapevole del suo percorso cantautorale. L'esordio arriva nel 2019 con 'La vita veramente', album accolto con entusiasmo dalla critica. Nello stesso periodo Fulminacci si fa notare anche dal vivo, partecipando al Concertone del Primo Maggio e conquistando la Targa Tenco come Miglior Opera Prima, oltre al Premio M.E.I. come miglior emergente.
Nel 2020 torna sul palco del Primo Maggio e nel 2021 approda tra i Big al Festival di Sanremo con 'Santa Marinella', brano che lo porta al sedicesimo posto ma consolida la sua identità nel panorama pop-indie italiano.
Il 2023 segna una nuova tappa con l'uscita del singolo 'Tutto inutile' e del terzo album 'Infinito +1', progetto che presenta diverse collaborazioni con artisti come Pinguini Tattici Nucleari e Giovanni Truppi. Il '+1' del titolo rappresenta un brano aggiunto successivamente alla tracklist, una canzone che l'artista ha descritto come un omaggio al valore delle relazioni umane, quelle "invisibili ma reali", che crescono con naturalezza, proprio come un arrangiamento piano e voce che si apre gradualmente.
La vita privata
Riservato e lontano dalle dinamiche del gossip, Fulminacci ha sempre mantenuto un profilo basso anche nella sfera personale. Per lungo tempo al suo fianco c'è stata Lia Grieco, giovane attrice romana che lo ha accompagnato fin dagli esordi artistici. Una relazione vissuta con discrezione. La storia si è conclusa lontano dai riflettori.
Fulminacci ha raccontato a 'Tv Sorrisi e Canzoni' che il suo brano racconta uno stato di solitudine. "La vedo un po' come un malinconico tardo pomeriggio, come un buio invernale e solitario, ma sarà il pubblico a decifrarla davvero: quando scrivo lo faccio pensando a immagini, parole e concetti. Il quadro generale arriva dopo".
Ti troverò dentro a una foto
Sotto l'acqua mentre nuoto
Nella sabbia e nel cemento
Dentro un cinema all'aperto
Come un'allucinazione
In mezzo a tutte le persone
Che vanno chissà dove
E passeranno
Classifiche e Sanremi
Taxi treni aerei
E se mi stai ancora cercando
Sono dove stavo ieri
Ho solo più pensieri
Un po' meno fiducia
E qualche buona scusa
Ma pensa un po'
Stupida stupida stupida sfortuna
Tu come stai
Gelida gelida gelida paura
Vienimi a prendere sto in mezzo a una strada
Continuo a perdere le chiavi di casa
Ma pensa un po'
Vado di corsa e resto indietro
E soffia il vento della metro
Tra le piastrelle colorate
E le rovine sotto a un vetro
C'è un manifesto col tuo nome
In mezzo a un fiume di persone
Che vanno chissà dove
E passeranno
Semafori e cantieri
Pianeti e buchi neri
E dai facciamo i seri
Ma pensa un po'
Stupida stupida stupida sfortuna
Tu come stai
Gelida gelida gelida paura
Vienimi a prendere sto in mezzo a una strada
Continuo a perdere le chiavi di casa
E adesso il tempo è solo un mucchio di secondi
Di primavere e poi di nuovo rami spogli
Ma spero di essere il migliore dei tuoi sbagli
Ci credi o no?
Stupida stupida stupida sfortuna
Gelida gelida gelida paura
Dopo di te non l'ho più detto a nessuna
Vorrei raggiungerti ma qui c'è troppa notte e poca luna e lo sai
Stupida stupida stupida sfortuna
Che ci penso anche se non ci penso
Gelida gelida gelida paura
Ogni volta che non mi addormento
L'infinito a me mi fa spavento
Come il cielo come il mare aperto
Stupida sfortuna starò più attento.

Il Festival di Sanremo 2026 torna ad accendersi con un nome che ha segnato la storia del pop italiano: Max Pezzali, dopo il medley di successi senza tempo di ieri era, tornerà come ospite speciale della kermesse anche stasera, mercoledì 25 febbraio, protagonista di un intero 'Palco sul Mare', la nave ormeggiata davanti alla costa ligure che per le cinque serate si trasformerà in una grande festa a cielo aperto sulle note dei suoi successi.
L'artista sarà, quindi, al centro di altre quattro performance speciali che accompagneranno le serate della crociera. Ogni sera è previsto un collegamento dalla nave con il Teatro Ariston, portando l’energia del palco sul mare e creando un dialogo artistico unico tra Costa Toscana e il Festival.
Per Pezzali si tratta di un ritorno all’Ariston, dove ha partecipato in gara due volte, nel 1995 con Senza averti qui (ottavo posto) e nel 2011 con Il mio secondo tempo.
I problemi tecnici
Durante lo show sul 'palco galleggiante' di Sanremo 2026 ieri sera, martedì 24 febbraio, molti telespettatori si sono chiesti se Max Pezzali stesse cantando in playback.
Durante l'esibizione infatti, il segnale è arrivato sui teleschermi leggermente disturbato in più momenti. Il ritardo del segnale visivo rispetto all'audio ha creato un lieve fuori sincrono che ha fatto sospettare ai telespettatori che il cantante fosse in playback, cosa che non era. Sui social si sono moltiplicati i commenti in questo senso. Ma Max cantava live, tanto che il suo concerto è proseguito senza problemi per il pubblico della nave Costa Toscana.
Max Pezzali chi è
Max Pezzali, all'anagrafe Massimo Pezzali, nasce a Pavia il 14 novembre 1967 da genitori fiorai. La passione per la musica sboccia durante gli anni del liceo scientifico dove conosce Mauro Repetto: un incontro destinato a cambiare la loro vita.
Dopo il diploma si iscrive a Scienze Politiche, ma abbandona presto l’università per dedicarsi completamente alla musica, trasformando quella passione adolescenziale in un mestiere vero e proprio.
Con Mauro Repetto fonda inizialmente il gruppo I Pop, poi ribattezzato 883. Dopo l’incontro con Claudio Cecchetto e la partecipazione al Festival di Castrocaro, il duo esplode nei primi anni ’90 con brani che diventano il manifesto di un’intera generazione: Hanno ucciso l’uomo ragno, Con un deca, Sei un mito, Nord Sud Ovest Est, Come mai.
Nel 1994 Repetto lascia il gruppo e Pezzali ne diventa leader e principale autore. Seguono album di grande successo come La donna il sogno & il grande incubo (1995), La dura legge del gol! (1997), la raccolta Gli anni (1998), Grazie mille (1999) e Uno in più (2001).
La carriera solista
Nel 1995 Pezzali debutta da solista al Festival di Sanremo con Senza averti qui. Dopo la raccolta Love/Life (2002), nel 2004 intraprende ufficialmente la carriera solista con Il mondo insieme a te. L’anno successivo esce TuttoMax, raccolta di successi che ottiene ottimi riscontri e gli vale riconoscimenti ai Premi Roma Videoclip.
Nel 2011 torna a Sanremo con Il mio secondo tempo, brano che anticipa l’album Terraferma. Nel 2013 celebra vent’anni di carriera con Max 20, progetto che ripropone i suoi grandi successi in duetto con numerosi artisti italiani e include l’inedito L’universo tranne noi.
Arrivano poi Astronave Max (2015), l’esperienza da coach a The Voice of Italy (2016) e la collaborazione con Nek e Francesco Renga per un album e un tour insieme. Tra le esperienze televisive, anche la partecipazione fissa al programma di Fabio Fazio. Nel 2020 pubblica Qualcosa di nuovo e nel 2023 duetta con Paola & Chiara.
La vita privata
Dal 2005 al 2013 è stato sposato con Martina Marinucci. Il 24 settembre 2008 è nato il figlio Hilo. Poi la relazione è finita e il 28 aprile 2019 ha sposato Debora Pelamatti.
Grande tifoso dell’Inter, appassionato di moto Harley-Davidson e cultore di fumetti — ne possiede circa 1300 volumi — Pezzali ha sempre mantenuto un forte legame con le sue passioni giovanili, trasportate poi anche nella musica.

Chiello è uno dei 30 concorrenti del Festival di Sanremo 2026 e questa sera, mercoledì 25 febbraio, torna sul palco dell'Ariston per la seconda serata della kermesse canora.
Questa è la prima partecipazione come concorrente in gara con il brano 'Ti penso sempre'. Ha precedentemente calcato il palco dell'Ariston nel 2025 come ospite durante la serata delle cover con Rose Villain, sulle note di 'Fiori rosa, fiori di pesco', brano di Lucio Battisti.
Chiello, chi è
Chiello, all'anagrafe Rocco Modello, è nato nel 1999 a Venosa in Basilicata. La sua è considerata come una delle voci più originali e riconoscibili della nuova scena musicale italiana. È capace di attraversare trap, indie pop e cantautorato. Inizia a fare musica intorno ai dodici anni, affascinato da un mix di stili, da Fabri Fibra a Nirvana, fino ai cantautori come Luigi Teco e Gino Paoli.
Frequenta il liceo artistico, ma abbandona al penultimo anno per dedicarsi completamente alla musica. Intraprende una carriera solista che lo porta a collaborare con artisti di primo piano come Mace, Colapesce, Rkomi, Madame, Sick Luke, Mahmood, Tedua, Coez e Guè.
Nel 2021 pubblica il singolo 'Quanto ti vorrei', prodotto da Shablo, che anticipa l'album d'esordio 'Oceano Paradiso': undici tracce che mixano vari generi, da indie pop, rock alternativo e cantautorato contemporaneo, con testi malinconici e profondi. Il disco ottiene il disco d'oro.
Il successo di 'Quanto ti vorrei' lo porta come ospite ai live di X Factor 2021, ai palchi del TIM Summer Hits e dei TIM Music Awards all'Arena di Verona nel 2022, accompagnati dal primo tour ufficiale. Nel 2023 pubblica poi l'album 'Mela marcia'.
Il 2024 e il 2025 sono gli anni di 'Scarabocchi', il terzo album in studio uscito ad aprile 2025. Nello stesso periodo, Chiello prende parte al brano 'Paradiso' di Mahmood con Tedua e a 'Ruggine' di Mace con Coez.
Nel febbraio 2025 arriva sul palco del Festival di Sanremo come ospite di Rose Villan nella serata delle cover, interpretando 'Fiori rosa, fiori di pesco' di Lucio Battisti.
Il nome 'Chiello' pare che sia nato come evoluzione di un nome d'arte usato agli inizi, 'Pistacchiello', che è diventato la sua identità artistica stabile, separata dal nome di battesimo.
Il brano parla di un amore finito. 'Ti penso sempre' è un'esperienza collettiva che chiunque di noi potrebbe vivere e che ognuno può interpretare a modo proprio.
Mi piacerebbe dirti che
Non ho pensato a te
È che non riesco a svegliarmi
E sapere che oramai non ci sei
Poi questo fottuto letto
Che non mi sembra fatto per due
Avevi detto che ero l'unico
Ed io ci avevo quasi creduto
Ti penso sempre
Voglio disinnamorarmi
E non è rimasto niente
Solo una scheggia di noi due
Pensi sia stato uno sbaglio
Venire sotto casa tua
Non ho trovato il coraggio
Di dirti quello che ho fatto
Ma almeno non ti ho detto una bugia
Una bugia
A cosa serve il tuo odio
Se la colpa è solo tua
Ti penso sempre
Voglio disinnamorarmi
E non è rimasto niente
Solo una scheggia di noi due
Quindi amarsi a cosa serve?
Se finiamo per odiarci
Quanto tempo che si perde
A dirsi ti amo e dopo addio
Pensi sia stato uno sbaglio
Lasciami sciogliere nell'agonia
Non meritavo uno schiaffo
Mi hai messo in bocca un'altra tua bugia
Lasciami sciogliere nell'agonia
Nell'agonia
Se ti rivedo ti.

Elettra Lamborghini torna sulla sua personale 'crociata' contro le feste notturne a Sanremo. Dopo l'esibizione in cui ha cantato il suo brano in gara 'Voilà', l'esuberante artista rimarca scherzosamente sul palco il suo disappunto, già espresso tramite un post sui social[1] in cui lamentava di non riuscire a dormire per il chiasso notturno eccessivo. "Se non smettono coi festini scendo giù col megafono", dice a Conti fra gli applausi, prima di lasciare il palco.
La cantante si era lamentata di non aver potuto riposare a causa della musica a tutto volume proveniente dai locali vicino all'hotel in cui sta alloggiando.
"Fate abbassare la musica ai festini di fianco agli hotel dove alloggiano i cantanti vi prego la musica è devastante", ha scritto la cantante su X, spiegando di non aver potuto riposare nonostante la stanchezza accumulata: "Siamo tutti stanchi morti ma così è impossibile dormire giuro".
Lo sfogo era poi proseguito anche su Instagram, dove la cantante ha sottolineato l'ora, 3.16 del mattino. "Raga, sono le 3 del mattino, con tutto il rispetto abbassate il volume ai festini accanto a dove alloggiano gli artisti. Noi ci sbattiamo dalla mattina alla sera, con interviste, prove di qua e di là, arriviamo la sera che siamo stanchi morti mentalmente e fisicamente. Almeno la decenza di abbassare la musica all'1 di notte".

Achille Lauro omaggia le vittime di Crans-Montana al Festival di Sanremo 2026. Carlo Conti ha riservato uno spazio nel corso della seconda serata della kermesse canora per ricordare le 40 giovani vittime dell'incendio avvenuto nella notte di Capodanno nel locale 'Le Constellation' nella località svizzera.
Achille Lauro interpreterà il brano 'Perdutamente', diventato simbolo della tragedia. La scelta, come ha spiegato Conti in conferenza stampa, nasce dalle immagini del funerale di una delle vittime, Achille Barosi: in quell'occasione la mamma Erica Didone aveva cantato proprio questa canzone, trasformandola in un inno di ricordo.
Il testo del brano, con versi come, "E se bastasse una notte, sì, per farci sparire" e "Se si incendia lo spazio, amore, abbassa il tettino", è stato percepito come profondamente evocativo rispetto alla tragedia, contribuendo a renderlo un simbolo collettivo di memoria.
Ospite a Domenica In, la mamma di Achille Barosi, Erica Didone, ha spiegato il legame speciale con quella canzone che cantava sempre in macchina con il figlio: "Io continuo a cantarla, la canto con il sorriso, è bella, non è triste. Mi riconnette con Achille".
"C'è un ritornello che dice ‘Se bastasse una notte per farci sparire', quindi si apre con questa frase impattante che ci riguarda tutti, che ha a che fare col mistero dell'esistenza", ha spiegato il cantautore, che nel brano racconta la fragilità e il senso del tempo che abbiamo a disposizione. Ma il messaggio non è nichilista, al contrario. L'invito è godersi l'impatto, abbracciare il momento e non rimandare ciò che conta davvero.
Ho visto un uomo morire per gli altri, eh
Mentre il sole accarezza i palazzi, oh, no, no
Una donna far cose da pazzi
E sentirsi piccola, così piccola
Persone passano senza guardarsi, eh, oh, no
Vivono insieme ma per consolarsi, oh, no, no
Se fosse facile poi perdonarsi
Finirebbe la musica
Ma che vita stupida
E lo so, lo so, lo so, si può cadere
Ma non so, non so, non so, non so per quanto puoi
E lo so, lo so, lo so che può accadere
Aspettarsi una vita e poi
E se bastasse una notte, sì, per farci sparire
Cancellarci in un lampo come un meteorite
Sì, godersi l'impatto e non ci importa la fine
Se si incendia lo spazio, amore, abbassa il tettino
Perdutamente, siamo in mare aperto
Perdutamente, è già mattino presto
Se mancasse una notte, voglio un nuovo vestito
Se per Dio siamo niente, di niente, di niente
Un fuoco d'artificio
Chi nasce ricco, chi sa accontentarsi, e chi no
E chi sa amare fino ad ammalarsi, ancora un po'
Ragazzi in strada morire per farsi
Per sentirsi liberi, soltanto più liberi
E se bastasse una notte, sì, per farci sparire
Cancellarci in un lampo come un meteorite
Si, godersi l'impatto e non ci importa la fine
Se si incendia lo spazio, amore, abbassa il tettino
Perdutamente, siamo in mare aperto
Perdutamente, è già mattino presto
Se mancasse una notte, voglio un nuovo vestito
Se per Dio siamo niente, di niente, di niente
Ed ogni notte c'è chi
Poi vorrebbe soltanto una donna
Ed ogni giorno c'è chi
Dice basta, ed a casa non torna
Ed ogni volta c'è chi
Ha sempre i soldi per spingersi in fondo
E chi va avanti così, fino al punto in cui non c'è ritorno
E se bastasse una notte, sì, per farci sparire
Cancellarci in un lampo come un meteorite
Si, godersi l'impatto e non ci importa la fine
Se si incendia lo spazio, amore, abbassa il tettino
Perdutamente, siamo in mare aperto
Perdutamente, è già mattino presto
Se mancasse una notte, voglio un nuovo vestito
Se per Dio siamo niente, di niente, di niente
Un fuoco d'artificio

Bambole di Pezza sono tra i 30 big concorrenti al Festival di Sanremo 2026. La band musicale femminista è in gara alla kermesse canora con il brano 'Resta con me'.
Bambole di Pezza, chi sono
Una delle realtà più rappresentativa della scena rock pop-punk italiana. Le Bambole di Pezza sono nate a Milano nel 2002 inizialmente sotto contratto con Tube Records. Da sempre si sono distinte per i temi forti legati al femminismo, alla parità di genere e alla lotta contro la violenza sulle donne. Oggi il gruppo è composto da: Cleo per la voce. Morgana, chitarra solista. Dani, cori e chitarra ritmica. Xina, batteria e cori. Kaj, basso e cori.
Il debutto arriva con 'Crash Me', un album che permette alla band di intraprendere una lunga tournée. Approdano anche in televisione: partecipano come guest star a un episodio de L'Ispettore Coliandro, interpretando la band in cui suona Nikita e portando sullo schermo il brano 'Le Streghe'.
Nel 2014 arriva una reunion per celebrare i dieci anni dall'ultimo album 'Strike'. È l'inizio di un nuovo capitolo: le chitarriste storiche Morgana Blue e Dani Piccirillo rilanciano il progetto coinvolgendo Cleo, Kaj e Xina.
Nel 2022 avviene il ritorno ufficiale sui palchi in Piazza della Scala a Milano, accanto ai Rezophonic. Nello stesso anno la band pubblica 'Rumore', omaggio a Raffaella Carrà scelto come colonna sonora della miniserie dedicata all'artista, e il brano 'Non Sei Sola', realizzato con Jo Squillo per la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne.
Nel 2024 la band firma con l'etichetta Nigiri con distribuzione Sony, pubblicando i singoli Stuntman, ZenZero e Cresciuti Male, quest'ultimo in collaborazione con J-Ax. E il 24 gennaio 2025 vede la luce il loro quarto album in studio, Wanted.
La reunion e il Festival
"Volevamo arrivare qui consapevoli di avere alle spalle tanto impegno ed esperienza, anche da indipendenti", racconta Cloe. "Dimostrando che da un garage si può arrivare al palco di Sanremo". "Essere cinque donne su un palco così importante è già un messaggio fortissimo", sottolinea Dani. "È interessante notare come, pensando a una band, l'immagine sia quasi sempre maschile. Quest'anno, invece, l'unica band a Sanremo è di donne". Una presenza che sperano possa essere d'ispirazione. "Quando ero piccola non avevo mai visto una donna suonare uno strumento", confida Cloe. "La prima volta fu a Sanremo, vidi L'Aura al pianoforte e pensai: 'Allora posso farlo anch'io'. Speriamo che la nostra presenza porti tante ragazzine a dire: 'Adesso lo faccio anch'io'".
Un concetto, quello dell'unione, che diventa un messaggio politico. "Ci vuole coraggio a stare insieme, soprattutto in un momento storico di conflitti come questo", aggiunge Dani. "Il nostro è un messaggio politico perché presuppone un gruppo di persone. È un richiamo al valore dell'umanità, al non essere isole come la società odierna ci sta abituando. È un invito a guardarsi attorno di fronte a ogni difficoltà".
Volevo dirti in queste notti, ti penso ancora
Che la mia vita da quel giorno, è un'altra storia
E a volte per cambiare tutto basta una parola
Per diventare ciò che sono ho camminato sola
Sono una donna che non guarda in faccia niente
Mi hanno guardata male ma è il giudizio della gente
Quando ti senti stanca dalle delusioni
E l'unica certezza sono le canzoni
E il giorno che non torna di un inverno con l'amore che non è più qui
Ovunque sia l'errore nel miracolo di crescere così
Con il cuore in gola senza lacrime e paura
Con le braccia aperte per gridare
Resta con me
In questi tempi di odio
Tu resta con me
Anche se tutto questo ci cambierà
Adesso sono io a dirti che ho bisogno
A dirti in questo posto sembra tutto una follia
Resta con me, resta con me
Ho fatto sogni senza mai, chiudere gli occhi
Vissuto vite che non sai, se immaginarti
Ho visto uomini per bene, andare in pezzi
E ho visto uomini di strada, tornare onesti
E pezzi di giornali sparsi, nella mia testa
Una ragazza una chitarra, e una tempesta
Questi non sanno cosa provo dentro
Come una foglia sempre stata al vento
E il giorno che non torna di un inverno con l'amore che non è più qui
Ovunque sia l'errore nel miracolo di crescere così
Con il cuore in gola senza lacrime e paura
Con le braccia aperte per gridare
Resta con me
In questi tempi di odio
Tu resta con me
Anche se tutto questo ci cambierà
Adesso sono io a dirti che ho bisogno
A dirti in questo posto sembra tutto una follia
Resta con me, resta con me
E allora dimmi
Se conosci un modo
Per dimenticare i guai
Per noi che siamo stati
Sempre appesi a un filo
Aspettami nell'alba di questo mattino
Ho superato anni come questi
E avrei voluto dirti
Resta con me
In questi tempi di odio
Tu resta con me
Anche se tutto questo ci cambierà
Adesso sono io a dirti che ho bisogno
A dirti in questo posto sembra tutto una follia
Resta con me, resta con me.

Un ingresso da showman per Lillo, co-conduttore della seconda serata del Festival di Sanremo. L'attore e comico ha fatto il suo ingresso sul palco dell'Ariston, scendendo le scale ballando sulle note di "Happy" di Pharrell Williams, guadagnandosi subito il commento di Carlo Conti: "Un vero performer".
"Sono onorato di fare il co-conduttore e mi sono un po' preparato", ha esordito Lillo, prima elencare tutti i più classici cliché del linguaggio televisivo. Da "Benvenuti nella splendida cornice del Teatro Ariston di Sanremo" a "Ma voltiamo pagina", per poi concludere con il classico annuncio: "Pensate, il prossimo artista si esibirà proprio qui". La battuta ha fornito l'assist perfetto a Carlo Conti, che ha replicato ridendo: "E da dove si dovrebbe esibire? Dal Teatro Olimpico?". Un riferimento neanche troppo velato alle recenti polemiche nate intorno alla telecronaca di apertura dei Giochi Olimpici.
Ed è ancora gag tra Lillo e Carlo Conti sui monologhi all'Ariston. "Che fai?", dice Conti trovando Lillo davanti ad un leggio, pronto a declamare. "Un monologo", risponde il comico. "Uno viene a Sanremo anche per dimostrare di essere in grado di fare queste cose", aggiunge. Conti preoccupato si informa: "Quanto dura?" "28 minuti, è tratto da 'Morte di un commesso viaggiatore' di Arthur Miller, ma lo posso allungare". "Ma che scherzi?! Ma no, per carità", lo liquida il direttore artistico che lo invita a presentare il concorrente successivo, le Bambole di Pezza. Lillo annuncia con voce stentorea "ottavo cantante in gara".

Luciano Spalletti non ci sta. Negli ultimi minuti del primo tempo di Juve-Galatasaray, ritorno del playoff di Champions League di oggi, mercoledì 25 febbraio, il tecnico bianconero ha protestato in maniera abbastanza decisa contro le continue perdite di tempo dei giocatori del club turco. La Juventus, che ha perso 5-2 all'andata, è al momento in vantaggio 1-0 grazie alla rete di Locatelli e va a caccia di altri gol pesanti in ottica rimonta-qualificazione.
La squadra turca, fin dai primi minuti di gioco, sta facendo però di tutto per rallentare il gioco. Tra cadute accentuate e giocatori a terra più del previsto. Stratagemmi per guadagnare minuti preziosi, senza rischiare più di tanto. Anche perché allo Stadium la Juventus è partita fortissimo, con grande aggressività. Poco prima dell'intervallo, dopo un'altra perdita di tempo di Lemina, Spalletti ha non ci ha girato intorno: "Andiamo via a questo punto, cosa stiamo a fare...", riferendosi all'atteggiamento poco sportivo degli avversari.

Naike Rivelli furia contro Fedez a Sanremo. La figlia di Ornella Muti ha condiviso sui social un video destinato a far discutere in cui punta il dito contro il rapper, in gara alla kermesse canora in coppia con Marco Masini. "Ho visto una roba sconvolgente", ha esordito Naike Rivelli.
Secondo la versione di Rivelli, Fedez avrebbe occupato l'area hospitality del Festival, Casa Sanremo, accompagnato da una folta sicurezza bloccando addirittura il passaggio: "Io ho 51 anni e sono la figlia di Ornella Muti, no? Viaggiamo in tutto il mondo e abbiamo conosciuto tutte le celebrità del mondo. Mai ho visto mia madre atteggiarsi come ho appena visto un piccolo personaggio chiamato Federico Lucia non-so-che-cosa", ha detto.
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Un post condiviso da Naike Rivelli (@naikerivelli)[1]
Nel video, Rivelli non risparmia parole dure e provocatorie, con tono acceso ha continuato: "Ha bloccato tutta casa Sanremo passando con qualcosa come sette persone come se fosse il re di stic***i. Tutti noi bloccati. Io volevo uscire per prendere una boccata d’aria e ho dovuto spingere questo ragazzetto impazzito".
"Palle zero… tutto zero. Non diventate così, fidatevi di me", ha concluso.

"Quest'anno il numero di ospedali in tutto il mondo dovrebbe raggiungere quota 216mila. Con così tante opzioni da considerare, può essere difficile per pazienti e famiglie avere una visione completa delle proprie possibilità". Nasce da questa riflessione il ranking pubblicato oggi dalla rivista Newsweek, in collaborazione con la piattaforma dati globale Statista. Un lavoro di analisi che ha portato a selezionare quelli che vengono definiti i 'World's Best Hospitals 2026', le 250 migliori istituzioni sanitarie a livello mondiale. E sono 13 le bandierine tricolore che sventolano lungo la classifica. Per trovare il primo ospedale italiano bisogna scorrere fino al 33esimo posto, al quale si colloca il Policlinico Universitario Agostino Gemelli di Roma. Il suo è il miglior risultato di un ospedale italiano a livello mondiale in otto edizioni di questo ranking. Fra le strutture del Belpaese al top nel mondo figurano poi ben 5 ospedali della Lombardia, fra cui il Niguarda di Milano, finito sotto i riflettori internazionali per le cure prestate ai ragazzi feriti nell'incendio di Crans-Montana in Svizzera e per l'attività da ospedale olimpico nei Giochi invernali di Milano Cortina 2026. Il Niguarda è il secondo ospedale migliore d'Italia e si classifica 43esimo nel ranking mondiale.
Subito dopo, scorrendo ancora, si trova l'Istituto Clinico Humanitas di Rozzano (Milano), 51esimo nel mondo e terzo d'Italia, seguito da Ospedale San Raffaele - Gruppo San Donato al 57esimo (quarto centro italiano). E' 76esimo il Policlinico Sant'Orsola-Malpighi di Bologna, mentre con il 104esimo posto dell'ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo si torna in Lombardia (questa è la quinta struttura italiana a figurare fra le migliori). La 127esima posizione è per l'Azienda Ospedale Università di Padova e la 134esima è occupata dal Policlinico San Matteo di Pavia. Il centro lombardo è seguito al 142esimo posto da un'altra struttura veneta, l'Azienda ospedaliera universitaria integrata di Verona - Ospedale Borgo Trento e al 192esimo dalla toscana Azienda ospedaliero-universitaria Careggi di Firenze. La seconda struttura dell'Emilia Romagna nel ranking mondiale è l'Aou Policlinico di Modena, 198esima. Chiudono l'elenco degli ospedali tricolore al top l'Azienda ospedaliera universitaria Sant'Andrea di Roma (203esima nel mondo) e il presidio ospedaliero Molinette - Aou Città della Salute e della Scienza di Torino (221esimo).
La valutazione di quest'anno include ospedali di 32 paesi selezionati utilizzando molteplici criteri di comparabilità, tra cui la dimensione della popolazione, l'aspettativa di vita, il tenore di vita, la densità ospedaliera e la disponibilità di dati affidabili. Ogni ospedale è stato esaminato e ha ricevuto un punteggio basato su 4 fonti di dati: raccomandazioni di esperti medici; parametri di qualità ospedaliera; dati esistenti sull'esperienza dei pazienti e il Patient-Reported Outcome Measures Implementation Survey di Statista. La metodologia del 2026 ha ampliato le precedenti edizioni, includendo per la prima volta Filippine e Turchia. Inoltre, si spiega nella presentazione, quest'anno si attribuisce maggiore importanza alle metriche di qualità ospedaliera, incorporando nuovi dati su accreditamento, qualità, sicurezza ed esperienza del paziente in diversi Paesi. In tutto sono stati valutati oltre 2.500 ospedali, con un riconoscimento speciale assegnato alle 250 migliori istituzioni a livello mondiale. I primi 5 premiati sono la statunitense Mayo Clinic-Rochester (Rochester, Minnesota), il Toronto General-University Health Network (Canada), la Cleveland Clinic (Usa), il Karolinska Universitetssjukhuset di Stoccolma (Svezia) e il Massachusetts General Hospital di Boston (Usa).

Ermal Meta è uno dei 30 concorrenti del Festival di Sanremo 2026 e questa sera, mercoledì 25 febbraio, torna sul palco dell'Ariston per la seconda serata della kermesse canora.
In gara alla kermesse canora per la sesta volta. Il suo percorso include la vittoria nel 2018 con 'Non mi avete fatto niente' in coppia con Fabrizio Moro e altre partecipazioni, tra cui nel 2010 e nel 2016 tra le 'Nuove proposte'.
Il dettaglio della prima serata
Ermal Meta nella prima serata del Festival si è presentato sul palco dell'Ariston con un dettaglio sulla camicia: il nome Amal ricamato sul colletto. A Radiodue il cantante ha fornito la spiegazione: "Ho scelto nomi di bambine palestinesi che sono morte durante quello che è accaduto e che continua a succedere. Ho fatto cucire i nomi con la mia calligrafia, ogni nome andrebbe forse scolpito. E' un pensiero molto confuso perché mi emoziona molto", ha detto.
Ermal Meta ('vento di montagna' in albanese) nasce il 20 aprile 1981 a Fier, in Albania, poi a 13 anni si trasferisce a Bari con la mamma, la sorella e il fratello. Fin dalla tenera età, l'artista mostra una grande passione per il mondo della musica. Il debutto arriva nel 2006, quando entra come chitarrista nel gruppo 'Ameba 4' e partecipa, sempre insieme alla band, al Festival di Sanremo nella sezione Giovani.
Nel 2007 fonda, a Bari, la band 'La Fame di Camilla' con cui nel 2010 concorre nella sezione Giovani del Festival di Sanremo. Ermal Meta decide di separarsi dal gruppo e comincia a dedicarsi all'attività di autore e scrive testi per artisti dal calibro come Emma, Francesco Renga, Marco Mengoni e Francesca Michielin.
Nel 2014 esce il suo primo singolo da solista, 'Lettera a mio padre', dove racconta il legame complicato con il papà. Meta partecipa nuovamente alla sezione Giovani di Sanremo venendo selezionato per la categoria Nuove Proposte dell'anno successivo. E nel 2016 esce 'Umano', il suo primo album da solista. Nel 2017 è in gara tra i Big di Sanremo con il brano 'Vietato Morire' e si classifica terzo, ma il brano è acclamato positivamente dalla critica e diventa un successo radiofonico. Con lo stesso titolo, lancia il suo nuovo album che contiene il brano 'Piccola anima', in collaborazione con Elisa.
Nel 2018 torna a Sanremo in coppia con Fabrizio Moro con il brano 'Non mi avete fatto niente' e vincono la kermesse canora nella categoria Big. Torna nuovamente nel 2021 al Festival di Sanremo e si classifica terzo con il brano 'Un milione di cose da dirti'.
L'amoer per la famiglia
Meta è legato sentimentalmente a Chiara Sturdà, da cui ha avuto una figlia, Fortuna Marie, nata il 19 giugno 2024 e a cui ha dedicato l'album 'Buona fortuna'. Ospite a Verissimo il cantautore ha raccontato le complicanze che ha affrontato la compagna Chiara durante la gravidanza e il parto. “Non ho potuto abbracciarla subito, perché è stato un parto travagliato”, ha raccontato Ermal Meta a Silvia Toffanin. Il cantautore non ha specificato quali complicanze si sono verificate durante il parto, ma ha confessato che a salvare la bambina è stata proprio la sua compagna e mamma di Fortuna, Chiara Sturdà: “Ha avuto una gravidanza difficile. È stata un'eroina”.
Ermal Meta successivamente ha rivelato che Fortuna Marie non è la prima figlia. Il cantautore ha spiegato di essere diventato padre per la prima volta tre anni fa di due adolescenti che a giugno finalmente arriveranno in Italia e inizieranno a vivere con lui.
"La mia compagna Chiara ed io a breve avremo con noi le nostre altre due figlie, che finora sono state in un orfanotrofio in Albania. Le abbiamo conosciute che avevano 15 anni, ma, non essendo sposati, non potevamo adottarle. A giugno compiranno 18 anni e potranno venire a vivere con noi. Ma, le dico, sono già le nostre figlie da tre anni. Non ne ho mai parlato…", ha raccontato Ermal Meta nel corso di un'intervista a 'Vanity Fair'.
L'artista le ha conosciute "lavorando con questa casa famiglia che ospita bambine e ragazze spesso con storie terribili alle spalle". Da allora si vedono sempre: "O noi andiamo a trovarle o loro vengono qua, sono anni che siamo coinvolti in questa cosa". Nell'intervista Ermal Meta ha spiegato anche il momento in cui ha capito di essere diventato padre delle due ragazze: hanno fatto una vacanza insieme e "nel momento in cui sono andate via, un'estate, e mi sono reso conto che non avrei potuto più fare a meno di loro".
Il rischio squalifica
Nel 2018 al Festival di Sanremo Ermal Meta e Fabrizio Moro hanno rischiato la squalifica dopo le accuse secondo cui 'Non mi avete fatto niente' somigliava a 'Silenzio', brano presentato nel 2016 a Sanremo Giovani. In realtà non si è trattato di plagio: l'autore Andrea Febo figurava tra le firme di entrambi i brani, quindi la somiglianza era legata alla condivisione della paternità artistica. Dopo le verifiche, la canzone è rimasta in gara e Meta e Moro hanno poi vinto il Festival.
Il brano mette al centro resistenza e speranza. "È una canzone che parla di resistenza e di speranza – ha rivelato Meta a RaiPlay – e racconta di una bambina di Gaza, una ninna nanna". È la storia di una bambina palestinese senza nome la cui vita è stata stroncata dalla guerra, raccontata dal punto di vista di un uomo che si ritrova tra le mani la sua bambola.
Stella stellina
La notte si avvicina
Non basta una preghiera
Per non pensarci più
Dalla collina si attende primavera
Ma non c'è quel che c'era
Non ci sei più tu
Ho trovato la tua bambola
Mi è sembrato di vederti ancora
Eri così piccola
La stringevi fino a sera
È passata già un'eternità
O solamente un'ora
Da quando nel cielo una nuvola
Risale dalla tua casa
Dalla mia casa
Stella stellina
La notte si avvicina
Non basta una preghiera
Per non pensarci più
Dalla collina si attende primavera
Ma non c'è quel che c'era
Non ci sei più tu
Ho cercato di strapparmi il cuore
Perché senza non si muore
Ma ho avuto paura nel mentre
Di non sentire più niente
Ho pensato anche di scappare
Da una terra che non ci vuole
Ma non so dove andare
Tra muri e mare non posso restare
Stella stellina
La notte si avvicina
Non basta una preghiera
Per non pensarci più
Dalla collina si attende primavera
Ma non c'è quel che c'era
Non ci sei più tu
Fiori in un cortile con le pietre intorno
Come le farfalle hai vissuto un giorno
Figlia di nessuno, melodia di un canto
Quello della gente che ti ha amato tanto
Oh, mia bambina, la notte è nera nera
La rabbia e la preghiera non basteranno più
Dalla collina verrà una primavera
Nel vento della sera ci sarai pure tu
Stella stellina
La notte si avvicina
Non basta una preghiera
Per non pensarci più
Dalla collina verrà una primavera
Nel vento della sera ci sarai pure tu
Non ti ho dimenticato
Aspetto il tuo ritorno
Come le farfalle
Hai vissuto solo un giorno

Elettra Lamborghini è tra i 30 concorrenti del Festival di Sanremo 2026 e questa sera, mercoledì 25 febbraio, torna sul palco dell'Ariston per la seconda serata della kermesse canora.
La cantante partecipa con il brano 'Voilà', e questa segna la sua seconda partecipazione in gara dopo quella del 2020 con 'Musica (e il resto scompare)'. L'artista è stata co-conduttrice di una serata del Festival di Sanremo 2025 insieme a Miriam Leone e a Katia Follesa.
Elettra Lamborghini, chi è
Elettra Miura Lamborghini nasce il 17 maggio 1994 a Bologna da papà Tonino e mamma Luisa Peterlongo. È sorella di quattro fratelli: Ferruccio (pilota di moto, CEO e vicepresidente della Torino Lamborghini Spa), Ginevra (ex concorrente del Grande Fratello Vip) e le gemelle Lucrezia e Flaminia Lamborghini.
Il suo cognome è uno dei più noti nel mondo dell'industria automobilistica. Il papà Tonino, infatti, è imprenditore e figlio di Ferruccio Lamborghini, fondatore della prestigiosa casa. Il suo nome è un omaggio alla Lamborghini Miura, la prima supercar della storia, prodotta dal 1966 al 1973.
Elettra Lamborghini si inserisce nel mondo dello spettacolo nel 2015 quando partecipa al reality 'Super Shore 16' in onda in Spagna e in America Latina. Nel 2017 Elettra diventa concorrente del 'Gran Hermano VIP', la versione spagnola del Grande Fratello.
Ma il suo sogno più grande era quello di fare la cantante. Nel 2018 pubblica il suo primo singolo 'Pem Pem', destinato a diventare un successo radiofonico, permettendo a Elettra di ottenere l'accesso nel panorama della musica italiana, e anche due dischi di platino.
L'anno successivo, Elettra ottiene il ruolo di giudice in The Voice of Italy - in onda su Rai 2 - accanto a Morgan, Gue Pequeno e Gigi D'Alessio. E nel 2020 calca il palco più importante d'Italia: Festival di Sanremo con il brano 'Musica (e il resto scompare)'. Seguono altri successi radiofonici e hit estiva, nota la collaborazione con Shade per il brano 'Dire, fare, baciare'.
Nel 2022 al Madame Tussauds Amsterdam viene presentata la statua in cera di Elettra Lamborghini.
La vita privata
Elettra Lamborghini è sposata con il dj olandese Afrojack. I due sono convolati a nozze nel 2020 a Villa del Balbiano, a Ossuccio, sul lago di Como e ora vivono insieme a Miami, in Florida. Nello studio di Verissimo, Elettra ha raccontato di aver trovato la sua anima gemella: "Sono innamorata di lui più adesso di quando l'ho conosciuto. Non litighiamo mai e stiamo maturando insieme. Ho trovato la mia persona. Mi piace tutto di lui, amo stare in sua compagnia e tutta la nostra vita".
Le curiosità
Elettra Lamborghini è stata spesso 'accusata' di aver ricorso a dei ritocchini chirurgici, a causa del suo cambiamento fisico. Ma la cantante ha ammesso che durante il lockdown del 2020 si è sottoposta a una dieta detox che le ha permesso di perdere diversi chili. "È tutta roba mia. Mi sono semplicemente messa d'impegno e mi sento benissimo con me stessa. Mi alleno due volte al giorno quando posso e seguo una dieta sana e bilanciata, senza escludere nulla".
Elettra Lamborghini ha raccontato di aver avuto un'infanzia serena circondata dall'amore dei suoi animali e a oggi possiede molti cani (Chihuahua è la sua razza preferita) e 5 cavalli.
Elettra Lamborghini ha la grande passione dei tatuaggi e in tutto il corpo ne ha più di 40. Il tattoo più famoso è quello a macchia di leopardo sul gluteo sinistro, anche se a oggi si è detta pentita di averlo fatto e desidererebbe toglierlo.
Destinata ad essere una hit estiva. Elettra Lamborghini a 'Tv Sorrisi e Canzoni' ha raccontato che il suo è un brano pop e divertente: "Il mio obiettivo è far ballare l'Ariston. Voglio stupire, senza dubbio. Sarà un'evoluzione rispetto a quello che ho portato sul palco finora".
Elettra, Elettra Lamborghini
Ma che notte
Che casino
Tipo cocktail
Un po' di me un po' di te
Nessun dorma
Fai il cretino
Io l'offesa e poi damblé
Litigare anche di sabato sera
Ballando con le stelle e noi con gli occhi amarena
Tu mi prendi la mano,
Voglio, sì, ma non mi va, va
Mamma mia che rabbia
La porta che fa bam bam
Solita bagarre
E poi ci sale sale su
Quest'aria di mare
Un po' ti odio un po' I love you
Ma che c'è di male
Sai già cosa fare
Dai comincia tu
E allora viva viva viva la Carrà
Ballare e poi finire giù per terra
Viva l'amore amore amore che si fa
Al buio e la televisione accesa
Fino all'alba
Come due gatti dietro a qualche bar
Su una cabrio senza targa
Noi due sotto un cielo a pois
Così chic
Così hard
Vieni qui
Voilà, voilà, voilà, voilà
Mi hanno detto
E mi piace
Che in un letto
Poi si fa la pace
(Tu lo sai, tu lo sai) che i baci
Sono come le ciliegie
Non hai fame
Sì però, sì però ti viene
E poi si cade cade giù
Come quando piove
Un po' ti odio un po' I love you
Non ci vuol un Nobel
Sai già cosa fare
Dai comincia tu
E allora viva viva viva la Carrà
Ballare e poi finire giù per terra
Viva l'amore amore amore che si fa
Al buio e la televisione accesa
Fino all'alba
Come due gatti dietro a qualche bar
Su una cabrio senza targa
Noi due sotto un cielo a pois
Così chic
Così hard
Vieni qui
Voilà, voilà, voilà
Altro che chiacchiere
Spegni tutto in questa notte di paillettes
Eccomi qua
E allora viva viva viva la Carrà
Ballare e poi finire giù per terra
Fino all'alba
Come due gatti dietro a qualche bar
Su una cabrio senza targa
Noi due sotto un cielo a pois
Così chic
Così hard
Vieni qui
Voilà, voilà, voilà, voilà.
Bimbo morto a Napoli, posizione esperti Siaarti: "Non si spezzi catena fiducia Ssn e Rete trapianti"

"Si è spento nella mattina di sabato 21 febbraio Domenico, il bambino di due anni e mezzo ricoverato all'ospedale Monaldi di Napoli, dove aveva subito a fine dicembre un trapianto di cuore, con impiego però di un organo che, secondo quanto finora emerso, avrebbe presentato un grave deterioramento, verosimilmente intervenuto durante le fasi di trasporto". E alla luce di una vicenda che "ha profondamente colpito l'opinione pubblica, anche per le complesse questioni etiche che solleva", il Comitato etico della Siaarti (Società italiana di anestesia, analgesia, rianimazione e terapia intensiva) propone la sua riflessione sul caso, esprimendo "piena solidarietà e vicinanza ai genitori e alla famiglia" del piccolo, "e un sincero ringraziamento ai tanti professionisti della salute che si sono spesi per lui e per la sua famiglia. La necessaria ricerca della verità e l'individuazione degli eventuali errori e responsabilità - auspicano gli esperti - non devono far dimenticare la competenza e dedizione di tanti medici e infermieri che hanno accompagnato in questi due anni e mezzo un bambino gravemente malato, insieme ai suoi familiari".
Ecmo
Il contributo che la Siaarti ha voluto condividere, si legge nel documento, vuole offrire, "a fronte delle molte posizioni espresse, talora confuse o imprecise", un contributo di "riflessione e chiarezza su tre aspetti: la possibilità di sospendere l'Ecmo, il ruolo delle cure palliative, l'importanza del Servizio sanitario nazionale (Ssn) e, al suo interno, della Rete nazionale trapianti". L'Ecmo (ExtraCorporeal Membrane Oxygenation) è una tecnica di circolazione extracorporea che supporta o vicaria temporaneamente le funzioni di cuore e polmoni in persone con insufficienza d'organo grave e reversibile, che risulti refrattaria alle terapie convenzionali. "È - chiariscono gli esperti - una sorta di 'ponte' che serve per superare un momento di grave crisi, guadagnando tempo in attesa di guarigione o di trapianto. Come per ogni altro mezzo di diagnosi e di cura, anche l’utilizzo dell'Ecmo deve rispondere al principio di proporzionalità, che considera l'appropriatezza clinica del mezzo, unitamente alla sua gravosità per la persona malata".
Pertanto, "è clinicamente ed eticamente doveroso non attivare mezzi di diagnosi o di cura che siano giudicati non proporzionati oppure - se in uso - sospenderli nel momento in cui diventano sproporzionati". In Italia sono concordi nel riconoscere la centralità di questo principio, ricordano gli specialisti, tanto i riferimenti di carattere normativo (Legge 219 del 2017) quanto quelli di carattere deontologico (Codice di deontologia medica della Fnomceo, Federazione nazionale degli Ordini dei medici) ed etico (espressi, in particolare, dai documenti delle società scientifiche Siaarti e Sarnepi, e dai pronunciamenti del Comitato nazionale per la bioetica). "Per tutte queste ragioni - proseguono - va sostenuto con forza che anche l'Ecmo va usato ogniqualvolta sia un mezzo proporzionato e che, una volta attivato, si può e si deve sospendere il suo utilizzo qualora diventi evidentemente sproporzionato. Se il 'ponte' non può portare più a nulla, sarebbe insensato proseguire, sia per ragioni di beneficenza sia di giustizia". Allo stesso tempo, puntualizzano gli esperti, "va ricordato che la sospensione di un trattamento (anche di supporto vitale) non coincide in alcun modo con la sospensione delle cure. Ogni persona, infatti, continua a essere curata nel pieno rispetto della sua dignità, ma vengono rimodulati gli obiettivi delle cure in chiave palliativa, per rimuovere o limitare al massimo ogni causa di dolore e sofferenza. Non si parla quindi di 'sospensione delle cure' ma più correttamente di rimodulazione dei trattamenti".
Anche nel caso dell'Ecmo, continua il Comitato etico della Siaarti, "nonostante le possibili difficoltà psicologiche di tale decisione per i familiari e i curanti, la limitazione/sospensione di un trattamento (anche di supporto vitale) sproporzionato non costituisce la vera causa della morte della persona, la quale dipende solamente dalla gravità del quadro patologico sottostante".
Cure palliative
Quanto al secondo punto citato dagli esperti, "garantire, quando indicato, un approccio palliativo a ogni persona malata e ai suoi familiari è un compito fondamentale della medicina e va attuato in tutte le fasi delle cure e in tutti i contesti di assistenza e cura: in ospedale, sul territorio (ad esempio, negli hospice), a domicilio. Come previsto anche dalla legislazione vigente, competenze palliative di base devono far parte del bagaglio di ogni professionista della salute, perché il controllo del dolore e la gestione della sofferenza vanno sempre garantiti in ogni fase del percorso assistenziale (cure palliative simultanee), anche quando sono in atto cure intensive e si sta perseguendo l’obiettivo di contrastare la malattia. Per la gestione, invece, delle situazioni più complesse, i professionisti della salute possono e devono fare riferimento ad esperti di cure palliative. Va dunque sostenuto con forza il ruolo fondamentale delle cure palliative anche in Terapia Intensiva, in particolare per tutte le persone giunte alla fine della loro vita. Le cure palliative, dunque, possono e devono accompagnare e integrare le cure intensive, senza configurarsi come un’alternativa a esse. Serve dunque insistere in direzione di un cambiamento culturale che porti a integrare le cure palliative in tutte le attività di assistenza e cura, ogni qualvolta esse si rendano necessarie e in modo quanto più tempestivo e precoce possibile".
Ssn e Rete nazionale trapianti
"La tragica vicenda del piccolo Domenico - è il terzo punto approfondito dagli specialisti - dimostra paradossalmente la fondamentale importanza di un Servizio socio-sanitario pubblico e universalistico, nel cui alveo si inserisce la Rete nazionale trapianti, fondato sulla fiducia e la solidarietà delle cittadine e dei cittadini. Al netto dei possibili errori commessi - che andranno opportunamente individuati e comunicati con trasparenza, insieme alle misure per evitarli in futuro - emerge con chiarezza che solo un Servizio sanitario pubblico è in grado di prendersi cura per anni di un piccolo paziente gravemente malato, offrendogli il meglio delle cure oggi a disposizione grazie alle risorse della fiscalità generale, rese disponibili dai cittadini che pagano le tasse. Nonostante i possibili e gravi errori, ora in via di accertamento, è nostro dovere fare ogni sforzo perché non si spezzi la catena di fiducia e solidarietà alla base del Ssn e della straordinaria impresa clinica e sociale costituita dai trapianti. Ne va letteralmente non solo della generosità di tutte quelle persone che ogni giorno fanno la scelta di essere potenziali donatori e di tutte le famiglie che esprimono il consenso alla donazione ma, soprattutto, della vita di tante persone malate in attesa di un organo, e più in generale, della salute di ogni cittadina e cittadino".
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Tante ore seduti in ufficio e molte serate sul divano. Inutile la manciata di ore spese in palestra o la corsetta mattutina? "Non direi: alternare le due cose non è un problema. Non è sedentarietà se faccio una moderata attività fisica e poi la sera sto tre ore davanti alla televisione. Il beneficio della palestra non si annulla. Ma è importante che, nell'arco di una settimana, si facciano 150 minuti di movimento. Sarebbe utile fare almeno 30 minuti al giorno. Se si va in palestra tre volte alla settimana per un'ora il beneficio permane anche se poi si è 'sedentari' per il resto del tempo. Per fortuna il corpo ha memoria del movimento fatto", rassicura Giorgio Sesti, docente di medicina Interna all'università Sapienza di Roma.
La ricerca clinica "stabilisce che 150 minuti alla settimana di attività motoria prevengono malattie cardiovascolari e diabete. Questo dunque è già un parametro settimanale di attività protettivo. Ovviamente meglio ancora se si fa di più, specie per il peso, perché questa 'dose' di movimento non serve a dimagrire ma solo a proteggere. Se devo invece perdere peso sono necessari almeno 250 di minuti di attività motoria. E quanto si è fatto in termini di movimento si tesaurizza: se si fa sport continuativamente nel corso degli anni si ha un beneficio in salute a lungo termine, rispetto ai sedentari".
La sedentarietà "è il nostro peggior nemico dal punto di vista delle patologie croniche del benessere. E' una delle cause del diabete, della pressione elevata, dell'incremento di peso. E uno fattori che 'costruisce' uno stile di vita poco salutare: insieme a un'alimentazione inadeguata è il fattore alla base delle malattie croniche cardiometaboliche. Avere una vita attiva, invece, riduce il rischio. Ma non serve essere campioni olimpionici. Basta essere attivi nei gesti quotidiani. Per esempio: al lavoro alzarsi ogni mezz'ora per fare un minimo di stretching o di movimento, non usare gli ascensori, scendere alla fermata prima o a quella dopo di metro o autobus per camminare un po' a piedi".

Il colosso dell’elettronica mondiale, Samsung, ha ufficialmente presentato la nuova serie Galaxy S26, formalizzando il passaggio alla terza generazione di smartphone progettati attorno all'ecosistema Galaxy AI. I nuovi dispositivi Galaxy S26, S26+ e S26 Ultra non si limitano a eseguire comandi, ma operano in modo proattivo per semplificare la gestione quotidiana di impegni, contenuti e comunicazioni. L'obiettivo dichiarato è rendere la tecnologia silenziosa e invisibile: il sistema gestisce autonomamente operazioni complesse, permettendo all'utente di focalizzarsi esclusivamente sul risultato finale. TM Roh, CEO di Samsung Electronics, ha sottolineato come l'orientamento del brand sia rivolto a un'AI naturale e senza sforzo: “Con la serie Galaxy S26 ci siamo concentrati nel rendere l’intelligenza artificiale naturale e senza sforzo, capace di lavorare silenziosamente in secondo piano così che le persone possano concentrarsi su ciò che conta davvero”.
Il motore dell'esperienza prestazionale del Galaxy S26 Ultra è il potente e personalizzato chipset Snapdragon 8 Elite Gen 5 Mobile Platform for Galaxy. Questo processore garantisce un incremento del 19% nelle prestazioni della CPU e del 39% nella NPU, elemento fondamentale per supportare le funzionalità AI "always-on" senza rallentamenti nel multitasking. La potenza grafica, cresciuta del 24%, è favorita da una Vapor Chamber completamente riprogettata, che utilizza materiali termici avanzati, per distribuire e dissipare il calore lungo i lati del processore, assicurando stabilità anche durante lunghe sessioni di gaming intensivo o di acquisizione video ad alta risoluzione. Inoltre, la nuova tecnologia Ricarica ultrarapida 3.0 consente che venga raggiunto il 75% della ricarica della batteria in appena 30 minuti, riducendo così sensibilmente i tempi di inattività del dispositivo.
Il comparto fotografico della serie S26 integra hardware ottico e intelligenza artificiale per rendere la creatività accessibile a ogni livello. Galaxy S26 Ultra introduce aperture focali più ampie che aumentano la cattura di luce del 47% sul sensore principale da 200 MP, migliorando sensibilmente la Nightography. A vantaggio degli utenti professionali, il dispositivo supporta il nuovo codec video APV (Advanced Professional Video), garantendo una compressione senza perdite visibili, ideale per i flussi di lavoro di post-produzione. L'integrazione di strumenti come Assistente foto permette di modificare le immagini tramite linguaggio naturale, trasformando ad esempio una scena diurna in notturna con un semplice prompt vocale o ricostruendo parti mancanti di un oggetto attraverso l'AI generativa.
La serie Galaxy S26 segna un'evoluzione significativa nell'ecosistema mobile, trasformando l'intelligenza artificiale da semplice strumento a companion reattivo e discreto. Grazie agli strumenti della suite Assistente Foto e a Creative Studio, l'editing visivo diventa più che intuitivo: sarà infatti possibile modificare le immagini o cambiare outfit semplicemente descrivendo il risultato desiderato con un linguaggio naturale. L'AI, nel frattempo, opera in background anche nella gestione documentale, rimuovendo in modo del tutto autonomo imperfezioni da scansioni e ricevute. La vera rivoluzione risiede tuttavia nella proattività del sistema: attraverso le funzioni Now Nudge e Now Brief, lo smartphone suggerisce foto da condividere o rileva conflitti negli appuntamenti analizzando il contesto dei messaggi in arrivo. L'integrazione di assistenti come Bixby, Gemini e Perplexity permette inoltre di eseguire attività complesse in più fasi, dalla prenotazione di servizi alla ricerca multi-oggetto potenziata tramite “Cerchia e Cerca”, confermando un'esperienza d'uso che anticipa i bisogni dell'utente minimizzando l'intervento manuale.
Una delle innovazioni più significative è il debutto assoluto del Privacy Display integrato sul modello Ultra. Questa nuova tecnologia hardware inibisce l'angolo di dispersione della luce dai singoli pixel, contenendo la visibilità laterale dello schermo senza richiedere l’utilizzo di eventuali pellicole aggiuntive. L'utente può attivare questa protezione ogniqualvolta sia necessario inserire password o accedere ad app sensibili. Sul fronte software, Samsung ha introdotto la crittografia post-quantistica (PQC) per i processi di sistema critici, rafforzando la resilienza del dispositivo contro le minacce informatiche future. Il sistema Knox Matrix assicura inoltre una protezione end-to-end tra tutti i dispositivi dell'ecosistema Galaxy, supportata da sette anni di aggiornamenti di sicurezza garantiti.
Meloni "ha 4 punti in più di gradimento rispetto all'inizio del mandato e la risposta, il perché, sta nel titolo del libro 'figlia del popolo', perché è riconosciuta come figlia del popolo nella prossemica, nella storia personale". Meloni porta "quella normalità che alla borghesia intellettuale fa storcere il naso, ma piace alla gente". Lo dice Italo Bocchino, durante la presentazione del suo libro 'Giorgia, la figlia del popolo' in corso presso 'Mondadori Bookstore' all'interno della Galleria Sordi, a Roma. Sul palco, con l'autore, anche il presidente del Senato Ignazio La Russa e Arianna Meloni, capo della segreteria politica di FdI.
Tra gli ospiti anche l'ex ministro della Difesa, Cesare Previti e l'attivista Francesca Pascale, l'ex presidente della Camera, Gianfranco Fini, l'editore dell'AdnKronos, Giuseppe Marra, e l'amministratore delegato del gruppo Angela Antonini.

In prima fila tanti i ministri presenti, tra cui il titolare dell'Istruzione, Giuseppe Valditara, quello per la protezione civile e il mare, Nello Musumeci, la titolare del lavoro, Marina Elvira Calderone, quello della Salute, Orazio Schillaci. Presenti anche numerosi parlamentari di Fratelli d'Italia, come Giovanni Donzelli, responsabile della organizzazione.
La Russa: "Cifra di Meloni è coerenza"
"Giorgia ha fatto della coerenza la propria cifra, e questo libro lo spiega bene. Giorgia ha accolto le persone in base ai meriti. Lei ha saputo, senza perdere la coerenza di un percorso, ha saputo cogliere le trasformazioni della società, raccogliendo i conservatori italiani, anche quelli senza quella ideologia di partenza che apparteneva a tutta la generazione precedente", le parole del presidente del Senato, Ignazio La Russa, intervenendo nel corso della presentazione.
Arianna Meloni: "Il potere serve per cambiare lei cose, mai inseguito consenso"
"Vedere il presidente Gianfranco Fini in prima fila è una bellissima immagine, quelli del Pdl furono anni difficili. Questa è la storia che racconta una comunità, una storia di coerenza, un rapporto costante con gli elettori", ha poi detto Arianna Meloni, capo della segreteria politica di Fdi e responsabile del tesseramento, nel corso della presentazione.
"Io e Giorgia - dice ricordando il passato - dormivano capo a piedi alla Garbatella. La politica per noi è stata sempre a contatto con le persone, non abbiamo mai inseguito il consenso". "Il potere per noi è uno strumento" la possibilità di poter cambiare, "il sogno di cambiare questa nazione".
"A mia figlia - continua - dico zia è un fenomeno, di quelli che non capitano spesso, ma dietro ha una comunità di uomini e donne".
"Quando decidemmo di fare Fratelli d'Italia -ricorda poi- mancavano 40 giorni al voto, avevamo Giorgia, Ignazio, Guido Crosetto, solo 40 giorni per riportare in sicurezza i nostri valori, volevamo tornare in Parlamento per quello in cui la gente ha creduto. I sondaggi ci davano tra lo 0 e l'1, ma poi facemmo l'1,96 e furono nove parlamentari eletti. Fu un bel percorso, noi non ci siamo mai persi d'animo, ma siamo stati sempre coerenti".

In collaborazione con Samsung
L’esordio della serie Galaxy Buds4 introduce nuovi standard nell'approccio di Samsung alla progettazione dei dispositivi indossabili. L'elemento distintivo e innovativo al contempo è rappresentato dal nuovo design "a lama", frutto di un processo di ingegneria computazionale basato sull'analisi di centinaia di milioni di rilevazioni auricolari e oltre 10.000 simulazioni virtuali. Il risultato ottenuto presenta un profilo ultra-sottile ergonomico ed elegante che punta a massimizzare la stabilità dell'auricolare durante l'uso prolungato. Mentre il modello Buds4 Pro adotta una conformazione in-ear per isolare acusticamente l'utente, la versione Buds4 propone un design open-fit per chi preferisce un'esperienza più ariosa e meno intrusiva. Entrambi i modelli integrano una finitura in metallo con aree di controllo a pressione per una gestione intuitiva dei comandi.
Sotto il profilo tecnico, la serie introduce innovazioni sostanziali nella riproduzione delle frequenze. Galaxy Buds4 Pro integra un woofer completamente ripensato che aumenta l'area di vibrazione del 20% rispetto alla generazione precedente, ottimizzando la profondità dei bassi senza di conseguenza aver dovuto alterare le dimensioni del dispositivo. In sinergia con il tweeter, il sistema supporta audio Ultra High Quality (UHQ) fino a 24 bit/96 kHz, promettendo una fedeltà alla registrazione originale che copre l'intero spettro sonoro, dalle pulsazioni dei contrabbassi ai toni vibranti degli archi. Ikhyun Cho, Corporate VP del Mobile Enhancement R&D Team di Samsung Electronics, ha sottolineato come l'obiettivo fosse l'unione tra tecnica e percezione: “Samsung riconosce che un’esperienza audio davvero premium unisce la qualità tecnica del suono a come questo viene percepito durante l’intera giornata dell’utente”.
L'intelligenza artificiale gioca un ruolo centrale nella gestione del suono ambientale e dell'equalizzazione in tempo reale. L'ANC (Cancellazione Attiva del Rumore) di nuova generazione è in grado di analizzare costantemente l'ambiente e la forma dell'orecchio per applicare algoritmi di cancellazione ottimizzati, riducendo sia i disturbi a bassa frequenza dei motori sia il brusio quotidiano. Durante le chiamate, la tecnologia Voce super wideband raddoppia la larghezza di banda rispetto agli standard Bluetooth tradizionali, utilizzando il machine learning per isolare la voce dell'utente anche in contesti parrticolarmenti disturbati e rumorosi come ristoranti o stadi. A completare l'offerta tecnologica, Cho aggiunge: “Con la
serie Galaxy Buds4 abbiamo adottato una filosofia progettuale senza compromessi, offrendo comfort per tutto il giorno senza rinunciare alle prestazioni audio [...] offrendo la migliore esperienza di ascolto che abbiamo mai creato”.
L'esperienza d'uso è potenziata da un'integrazione profonda con l'ecosistema Galaxy. Gli utenti potranno gestire le chiamate e interagire con agenti AI come Bixby, Google Gemini o Perplexity tramite comandi vocali o movimenti della testa, operando in modalità completamente hands-free. La serie Galaxy Buds4 è disponibile in pre-ordine dal 25 febbraio 2026, con disponibilità generale prevista per l'11 marzo.

Un aiuto al cuore, con un'attenzione particolare a non esagerare con gli zuccheri e quindi con le porzioni. I datteri sono spesso definiti il 'pane del deserto' per la loro incredibile densità nutrizionale. Se da un lato sono una miniera di sostanze benefiche, dall'altro la loro dolcezza concentrata impone una gestione attenta delle porzioni.
"Non tutti i datteri sono uguali. La distinzione principale risiede nel grado di idratazione e nella concentrazione di zuccheri", dice all'Adnkronos Salute Mauro Minelli, immunologo e docente di Nutrizione clinica all'università Lum Giuseppe Degennaro. I frutti hanno caratteristiche che li rendono utilissimi alla salute cardiovascolare. Non basta, però, parlare in maniera generica di datteri.
Non tutti i datteri sono uguali
"I datteri Medjool sono frutti freschi non essiccati artificialmente. Hanno una polpa succosa, un calibro maggiore e un contenuto d'acqua superiore. Pur essendo percepiti come più dolci, hanno un indice glicemico leggermente più basso grazie alla fibra intatta e all'umidità naturale", dice.
I datteri Deglet Nour, invece, "sono la varietà spesso venduta essiccata ed è anche la più comune. Essendo privati della componente acquosa, i nutrienti e gli zuccheri risultano più concentrati per grammo, rendendoli più calorici a parità di peso rispetto alla versione fresca", aggiunge.
"In considerazione dei loro profili biochimici si può dire che la struttura fibrosa del dattero secco lo rende un alleato strategico per la motilità intestinale, mentre la versione fresca rimane la scelta d'elezione per chi ricerca un immediato supporto minerale e una consistenza naturalmente più morbida. A differenza dei dolci industriali, che forniscono 'calorie vuote' cioè prive di nutrienti essenziali, il dattero è un alimento funzionale complesso", evidenzia il medico.
Perché fanno bene al cuore
L'effetto su cuore e pressione dipende dal fatto che "sono ricchissimi di potassio (ne contengono più delle banane in proporzione al peso) e poveri di sodio, un binomio perfetto per favorire il buon funzionamento del sistema cardiovascolare e regolare la pressione arteriosa - ricorda l'immunologo - Con circa 7-8 grammi di fibre per 100 grammi, aiutano a prevenire la stipsi e nutrono il microbiota intestinale". "Le fibre aiutano anche a modulare l'assorbimento degli zuccheri, rendendo il loro indice glicemico moderato nonostante la dolcezza. Antiossidanti: contengono flavonoidi, carotenoidi e acidi fenolici che combattono lo stress ossidativo e riducono l'infiammazione sistemica, proteggendo potenzialmente anche la salute del cervello", aggiunge.
Quanti datteri al giorno?
Quanti datteri si possono mangiare ogni giorno? "Essendo frutti disidratati, i datteri hanno un'alta densità calorica (circa 250-280 kcal per 100g) - evidenzia Minelli - Per individui sani e attivi, la dose consigliata è di 2-3 datteri al giorno (circa 30-40 grammi). Questa quantità è sufficiente per godere dei micronutrienti senza eccedere nel carico glicemico. Per minimizzare il picco glicemico, sarebbe preferibile evitare di mangiare i datteri da soli a stomaco vuoto. Usali come 'dolcificante naturale' all'interno del tuo porridge o frullali insieme a una fonte di grassi buoni. Gli sportivi possono consumarne quantità leggermente superiori (4-5) come spuntino pre-allenamento, grazie alla disponibilità immediata di glucosio e fruttosio".
Nonostante le proprietà eccellenti, esistono categorie che devono prestare particolare cautela se si è golosi di datteri. "Diabetici e insulino-resistenti", dice Minelli indicando le persone che devono usare accortezze particolari. "Sebbene non siano vietati, devono essere consumati preferibilmente abbinati a grassi sani o proteine (ad esempio, una noce o una mandorla all'interno del dattero) per rallentare ulteriormente l'impatto sulla glicemia", suggerisce Minelli.
"I datteri sono ricchi di fruttosio e sorbitolo, che possono causare fermentazione, gonfiore e coliche in chi soffre di ipersensibilità intestinale (dieta low-FodMap)" e di sindrome del colon irridabile. "Per chi soffre di insufficienza renale, l'elevato contenuto di potassio può essere problematico per chi deve seguire una dieta a basso contenuto di questo minerale". Infine, "in una dieta volta al forte dimagrimento, il dattero va inserito con estrema moderazione per non esaurire rapidamente il budget calorico giornaliero", conclude.

La Corte d'Assise di Bergamo, presieduta dalla giudice Patrizia Ingrascì, ha condannato all'ergastolo Moussa Sangare per l'omicidio di Sharon Verzeni, la 33enne uccisa a coltellate in strada a Terno d'Isola la notte tra il 29 e il 30 luglio 2024.
Al 31enne, difeso dal legale Tiziana Bacicca, sono state riconosciute tutte le aggravanti contestate dalla pm Emanuele Marchisio: premeditazione, futili motivi e minorata difesa.
"Sicuramente faremo ricorso in appello" contro la sentenza di primo grado. A dirlo, contattata dall'Adnkronos al termine del processo, è il legale di Sangare, Bacicca.
Il nuovo difensore, nominato al termine della discussione delle parti a gennaio, aveva depositato una memoria difensiva, "in cui riesaminavo tutte le prove. Oggi in aula ho chiesto l'assoluzione e in subordine di escludere tutte le aggravanti, ma non è stato riconosciuto nulla", racconta il legale.
Sangare è rimasto "tranquillo" dopo la condanna all'ergastolo, dal momento che "aveva già sentito la richiesta all'esito della requisitoria del pm e anche io in carcere l'avevo preparato a questa evenienza", riferisce il difensore, pronto a ricorrere in appello.
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