
(Adnkronos) - Flavia Milani Comparetti, erede in quanto nipote del priore di Barbiana, e la Fondazione Don Milani hanno presentato un ricorso cautelare al Tribunale di Lucca per chiedere la rimozione della targa ai piedi della statua di don Lorenzo Milani a Vagli di Sotto. La targa ha destato scalpore e rabbia, soprattutto tra gli ex allievi del sacerdote, alcuni dei quali hanno firmato l’atto giudiziario. La targa recita: «Il comunismo è la mediazione e l’organizzazione politica di ogni male, al fine di consentire a una classe dirigente parassitaria e brutale la gestione di ogni forma di potere sulle spalle degli ultimi». La notizia è riportata oggi dal "Corriere Fiorentino" con un articolo a firma di Mario Lancisi, giornalista e scriittore, biografo di don Milani.
Nel ricorso, presentato, tra gli altri, dall’avvocato e giurista Piero Ichino, la cui famiglia fu molto amica di don Milani, si sostiene che la frase incisa sulla lapide contestata non può essere considerata «come una sintesi, neppure approssimativa, neppure parziale, del suo pensiero e del suo insegnamento. Ne consegue che quella frase — anche se potesse dimostrarsi (ma non lo si può) che essa sia stata effettivamente da lui pronunciata — non potrebbe mai essere proposta come rappresentativa, né tantomeno emblematica, dell’eredità culturale e spirituale del priore di Barbiana».
Il ricorso riporta in maniera dettagliata le parole e le posizioni di don Milani che contraddicono quanto riportato sulla targa, la cui frase è tratta dai libri sul priore di Barbiana scritti da Alessandro Mazzerelli, ex attivista socialista ed ex esponente del centrodestra, che il 31 luglio 1966 incontrò effettivamente don Milani a Barbiana. Nel libro "Il segreto di don Milani" (Piemme, 2002), Oliviero Toscani, che è stato il fotografo del priore di Barbiana, ricorda una frase che, dice, lo colpì particolarmente: «Forse noi preti non dovremmo andare d’accordo con i comunisti ma i comunisti sono gli unici che mi capiscono». Quella frase, insomma, non rappresenta il pensiero di don Milani, e secondo i ricorrenti, va tolta. O, in subordine, chiedono che la frase della discordia venga oscurata.
Ora la parola passa al giudice che in tempi brevi dovrà decidere se accogliere o la richiesta delle misure cautelari. Ha fatto scalpore che la statua sia stata benedetta nel quadro di un’iniziativa organizzata dalla Fiamma Tricolore di Vagli, cioè dall’estrema destra. Quando, sessant’anni fa, nel 1966, in seguito alla lettera di don Milani ai cappellani militari contro la guerra, i nemici più agguerriti e feroci del priore di Barbiana furono proprio i neofascisti. A questo rovesciamento della verità storica si oppongono i ricorrenti: «Ed è un bene che su questa brutta storia il tribunale metta la parola fine con una sentenza incontrovertibile», sostiene Antonio Foti Valenti, presidente dell’Istituzione don Milani di Vicchio.

(Adnkronos) - Belen è finita al centro di una polemica social dopo aver condiviso alcuni scatti della figlia Luna Marì, la secondogenita nata dalla relazione con Antonino Spinalbese. La bambina, che ha compiuto 5 anni lo scorso mese, si trova attualmenre in vacanza con la mamma in Grecia.
In un post pubblicato su Instagram, accompagnato da una dedica dolcissima, la showgirl argentina ha condiviso alcune immagini della piccola in cui Luna Marì appare senza maglietta. Gli scatti hanno riacceso sui social il dibattito dello 'sharenting', ossia la tendenza dei genitori a pubblicare contenuti dei propri figli sui social media spesso ancora minorenni e dunque non pienamente consapevoli delle conseguenze legate alla loro esposizione sui social.
Alcuni utenti sono intervenuti sotto al post precisando di non voler giudicare le scelte della showgirl, ma invitandola a riflettere. "Quando vengono pubblicate foto di una bambina in determinate pose o momenti della sua quotidianità, il problema non è necessariamente la fotografia né l’intenzione del genitore. Per una mamma può essere una foto bellissima, tenera e completamente innocente. Il problema è ciò che può accadere dopo la pubblicazione", ha esordito un utente spiegando che una volta aver condiviso online le foto non si ha più il "controllo". La foto, infatti, può subire modifiche e può essere fatta circolare altrove.
"Purtroppo esistono gruppi - ha spiegato l'utente - e spazi online in cui anche fotografie assolutamente innocenti di minori vengono raccolte e sessualizzate da adulti. Una foto non deve contenere nudità per essere guardata con intenzioni sbagliate".

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(Adnkronos) - Piove dentro l'aeroporto di Milano Malpensa con l'acqua penetrata vicino al toboga dei bagagli, la struttura sotterranea adibita allo smistamento e transito. A testimoniarlo, alcuni filmati che Adnkronos ha potuto visionare. Secondo quanto si apprende da fonti sindacali "la pioggia è penetrata vicino al toboga dove vanno giù i bagagli e nei pressi della biglietteria" (VIDEO).
"Non è la prima volta che accade - spiegano ancora all'Adnkronos - è 15 anni che è così quando piove: in questo modo si rischia di creare disagi al personale e ai viaggiatori".
"L'aeroporto di Malpensa è un colabrodo ogni volta che piove: basta così, bisogna intervenire". Così Renzo Canavesi, responsabile Cub Trasporti di Malpensa, commenta all'AdnKronos gli allagamenti. "È una storia che va avanti da 15 anni e ogni volta rischia di creare disagi a lavoratori e passeggeri", conclude.

(Adnkronos) - Le autorità cinesi hanno avviato un'indagine sull'utilizzo di formaldeide per preservare la freschezza di alcuni tipi di ortaggi, in particolare il cavolo cappuccio - di cui il Paese del Dragone è uno dei massimi produttori al mondo - destinati al consumo umano. Funzionari della provincia nord-orientale di Hebei hanno confermato di aver visionato filmati che mostrano alcuni soggetti immergere i cavoli in una "soluzione" non ben specificata prima di caricarli sui camion per il trasporto, come riferisce la BBC.
L'utilizzo di formaldeide, una sostanza chimica incolore usata per la conservazione di campioni biologici e nota per essere cancerogena, è severamente vietato anche in Cina per la conservazione degli alimenti. Eppure, sembra essere - questa - una pratica pericolosamente diffusa.
Secondo i media statali, la polizia ha già intrapreso azioni legali contro le persone coinvolte. Le autorità si stanno ora muovendo rapidamente per prevenire il panico e ripristinare la fiducia dei consumatori, effettuando controlli a campione nei mercati di tutto il paese e non solo, dal momento che Pechino esporta questo tipo di verdura soprattutto nei territori limitrofi.
I media statali affermano che gli investigatori accerteranno anche la diffusione di questa "pratica" e adotteranno misure specifiche per rintracciare gli ortaggi contaminati. La notizia ha generato un'ampia attenzione mediatica in Cina. "I grossisti si sono concentrati esclusivamente sui loro interessi economici immediati, ignorando completamente la vita e la salute dei consumatori. [Hanno] oltrepassato un limite legale e violato un principio morale", si legge in un editoriale del People's Daily, uno dei più importanti giornali cinesi.
Pechino produce oltre 30 milioni di tonnellate di cavoli ogni anno, quasi la metà della produzione mondiale annua. Vietnam, Corea del Sud e Russia sono tra le principali destinazioni di esportazione di questo ortaggio. Per quanto riguarda la formaldeide, l'esposizione a quantità relativamente elevate di questa sostanza in alcuni luoghi di lavoro è stata collegata ad alcuni tipi di cancro nell'uomo, ma l'effetto dell'esposizione a piccole quantità è meno chiaro, secondo l'American Cancer Society.

(Adnkronos) - Ancora in salita i prezzi dei carburanti. Il ministero delle Imprese e del Made in Italy rende noto che, in base agli ultimi dati rilevati dall’Osservatorio sui prezzi dei carburanti del Mimit, oggi il prezzo medio dei carburanti in modalità ‘self service’ lungo la rete stradale nazionale è pari a 2,015 €/l per la benzina e 2,136 €/l per il gasolio. Sulla rete autostradale, invece, il prezzo medio self è di 2,091 €/l per la benzina e 2,207 €/l per il gasolio.
Tonfo delle quotazioni dei prodotti petroliferi in Mediterraneo, ma proseguono i rialzi sui prezzi alla pompa nel fine settimana. Stando alle rilevazioni di Staffetta Quotidiana, Eni ha rialzato di 1 centesimo su benzina e diesel, IP e Tamoil solo sulla verde. Questa mattina il prezzo medio dei carburanti in modalità self service lungo la rete stradale nazionale è pari a 2,015 euro/l per la benzina (+5), 2,136 euro/l per il gasolio (+5), 0,746 euro/l per il Gpl (invariato) e 1,663 euro/kg per il metano (+5). Sulla rete autostradale il prezzo medio self è di 2,091 euro/l per la benzina (+3), di 2,207 euro/l per il gasolio (+3), 0,881 euro/l per il Gpl (invariato) e 1,657 euro/kg per il metano (invariato).
Venendo al dettaglio per modalità di vendita e per marchio sui dati rilevati alle 8 di ieri mattina, considerando tutti i circa 20mila punti vendita che comunicano i prezzi all'Osservatorio prezzi del ministero delle Imprese e del made in Italy (rete stradale e autostradale insieme), queste sono le medie dei prezzi praticati elaborati dalla Staffetta: benzina self service a 2,012 euro/litro (compagnie 2,017, pompe bianche 2,003), diesel self service a 2,133 euro/litro (compagnie 2,139, pompe bianche 2,123).
Benzina servito a 2,146 euro/litro (compagnie 2,187, pompe bianche 2,072), diesel servito a 2,267 euro/litro (compagnie 2,307, pompe bianche 2,193). Gpl servito a 0,756 euro/litro (compagnie 0,767, pompe bianche 0,743), metano servito a 1,656 euro/kg (compagnie 1,653, pompe bianche 1,659), Gnl 1,571 euro/kg (compagnie 1,571 euro/kg, pompe bianche 1,571 euro/kg). Sulla benzina self service Eni è a 2,017 euro/litro (2,222 il servito); IP a 2,021 (2,185 servito); Q8 a 2,017 (2,173 servito); Tamoil a 2,006 (2,081 servito); sul gasolio self service Eni è a 2,131 (2,336 servito); IP a 2,147 (2,310 servito); Q8 a 2,143 (2,301 servito) e Tamoil a 2,127 (2,205 servito).
"Prosegue l'escalation dei prezzi dei carburanti. La benzina in autostrada sta per raggiungere la soglia di 2,1 euro al litro, mentre il gasolio è da 3 giorni stabilmente sopra il limite di 2,2 euro, 2,207 euro da 2,204 di ieri, un valore inferiore a quello del 28 luglio, pari a 2,250, giorno di entrata in vigore del decreto che ha tagliato le accise di 14 cent, sconto che in pratica è stato oramai vanificato" commenta Massimiliano Dona, presidente dell'Unione Nazionale Consumatori.
"Se il Governo non lo rinnovasse nemmeno, quando invero andrebbe raddoppiato, il prezzo del gasolio andrebbe oltre la soglia di 2,3 euro, raggiungendo i 2,378 euro al litro in autostrada e i 2,307 nella rete stradale, diventando così il gasolio più caro di sempre" prosegue Dona.
"Invece di buttare la palla in Europa, chiedendo a loro di tassare gli extraprofitti, così da poter avere una scusa per dare la colpa ad altri, il Governo dovrebbe assumersi la responsabilità di tagliare le accise di 30 cent per il gasolio e di 14 per la benzina, invece di continuare a starsene in vacanza e a non convocare un Consiglio dei ministri", conclude Dona.

(Adnkronos) - Leonardo Maria Del Vecchio lascia tutti gli incarichi in EssilorLuxottica. La conferma è arrivata da un portavoce della società, dopo la notizia anticipata da MF--Milano Finanza, secondo cui il quartogenito del fondatore di Luxottica ha annunciato ieri con una lettera indirizzata al board e al ceo Francesco Milleri le dimissioni - operative dal 31 agosto - da presidente di Ray-Ban e da chief strategy officer del gruppo.
Leonardo Maria Del Vecchio, azionista attraverso il suo 12,5% nella holding di controllo Delfin insieme con gli altri sette eredi di Del Vecchio, nella lettera riportata da Mf si dice amareggiato per una gestione aziendale definita "distante" da quella che invece caratterizzava la "Luxottica vent'anni fa", una condotta "impersonale" e lontana dalle persone "che devono tornare al centro". Confermando la notizia dalla società si esprime ringraziamento a "Leonardo Maria per aver contribuito alla crescita del gruppo e alla realizzazione della visione strategica voluta dal padre". "Gli auguriamo uguale successo nella sua nuova avventura" si sottolinea da Essilux.

(Adnkronos) - Marito e moglie, di 51 e 47 anni, sono morti questa notte nei pressi di Salice salentino, in provincia di Lecce, nello scontro frontale avvenuto sulla strada provinciale 17 tra la Fiat Panda, sulla quale viaggiavano, e una Mercedes classe A. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, i carabinieri e il personale del 118 che ha constatato il decesso della coppia rimasta incastrata tra le lamiere dell'abitacolo. L'incidente è avvenuto intorno alla mezzanotte. I vigili del fuoco hanno provveduto alla messa in sicurezza dei veicoli e all’estrazione delle persone coinvolte. L’occupante della Mercedes è stato preso in carico dal 118 e trasportato in codice rosso all’ospedale Vito Fazzi di Lecce.

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(Adnkronos) - Il virus Ebola non si ferma. Sono passati 100 giorni dalla dichiarazione da parte dell'Oms dell'emergenza di sanità pubblica di rilevanza internazionale per l'epidemia di malattia da virus Bundibugyo nella Repubblica democratica del Congo e in Uganda. Una nuova tragica cavalcata esponenziale del virus nell'Africa centrale che ha fatto registrare oltre 2.600 morti e più di 5.500mila casi. Il direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha parlato di un’epidemia lontana dall’essere sotto controllo e di un rischio internazionale che resta. Per Medici senza frontiere (Msf) "le comunità non stanno ricevendo un supporto adeguato per contenere la malattia". A raccontare all'Adnkronos Salute cosa sta accadendo sul fronte Ebola in Rdc, a Bambu nella provincia di Ituri tra le più colpite, è Martina Marchiò, coordinatrice medica in Repubblica Democratica del Congo e vicepresidente di Medici Senza Frontiere.
Che situazione c’è in prima linea? Quali sono le maggiori difficoltà? "In prima linea la situazione è molto difficile, perché non stiamo affrontando soltanto un’epidemia, ma un’epidemia dentro un contesto di conflitto, spostamenti continui della popolazione e sistemi sanitari già estremamente fragili - spiega Marchiò, che si è laureata in Scienze Infermieristiche nel 2013 e nel 2017 è partita per la prima missione - La difficoltà principale è arrivare rapidamente alle persone. Le distanze, le strade difficili, l’insicurezza e la mobilità della popolazione rendono complicato identificare i casi, seguire i contatti e interrompere le catene di trasmissione. C’è poi una difficoltà molto concreta: curare i pazienti richiede personale, mezzi, acqua, energia, laboratori, dispositivi di protezione e possibilità di trasferimento. Quando uno di questi elementi viene meno, tutta la risposta si indebolisce. E c’è un altro aspetto fondamentale: molte persone arrivano tardi alle cure oppure muoiono prima di raggiungere un centro sanitario. Questo significa che una parte della trasmissione può rimanere invisibile".
L'Oms avverte che preoccupa soprattutto il fatto che le persone muoiano a casa, nelle loro comunità, fuori dai centri di cura e dalle liste dei contatti. Come si sta lavorando su questo? "Se una persona muore a casa e non era stata identificata come contatto, perdiamo una parte fondamentale della catena epidemiologica. Non sappiamo necessariamente chi ha incontrato, chi l’ha assistita, chi ha preparato il corpo per il funerale o chi si è spostato dopo essere stato esposto. Per questo bisogna - avverte - portare la risposta il più vicino possibile alle comunità: rafforzare la sorveglianza comunitaria, ascoltare le segnalazioni dei villaggi, identificare rapidamente le persone con sintomi, facilitare il trasferimento alle strutture e garantire funerali sicuri e dignitosi. Ma soprattutto dobbiamo andare noi nelle comunità, e non aspettare che siano le persone a raggiungere i centri Ebola. È fondamentale intercettare anche quei casi che oggi rimangono invisibili". Il coinvolgimento della comunità è migliorato? "Sì, ma è un processo fragile e non possiamo considerarlo acquisito. La fiducia non si costruisce con un messaggio dall’alto - risponde - Si costruisce attraverso persone che la comunità conosce: leader locali, operatori comunitari, personale sanitario del territorio, associazioni, autorità religiose e persone che hanno vissuto direttamente la malattia. Quando una famiglia vede che un paziente viene curato, che viene trattato con dignità e che gli operatori sanitari ascoltano le sue domande, la fiducia aumenta. Al contrario, se la comunità vede arrivare squadre dall’esterno soltanto per portare via i malati o gestire i funerali, senza spiegazioni e senza ascolto, la paura aumenta. Per questo il coinvolgimento della comunità non è un elemento accessorio della risposta: è una componente sanitaria essenziale.
Quali sono le necessità nei villaggi colpiti? Cosa dovrebbe fare la comunità internazionale? "Nei villaggi servono innanzitutto accesso alle cure, diagnosi rapida, acqua, mezzi di trasporto, personale formato e protezioni per gli operatori sanitari - risponde Marchiò - Ma servono anche cose che sembrano meno direttamente legate all’Ebola: alimentazione, sostegno alle famiglie, comunicazione affidabile e continuità degli altri servizi sanitari. La comunità internazionale deve soprattutto evitare che la risposta arrivi troppo tardi o che si interrompa per mancanza di risorse. Servono finanziamenti sostenuti nel tempo, personale e logistica, ma anche investimenti nei sistemi sanitari locali e nella sicurezza che permetta agli operatori di raggiungere le comunità. E serve sostenere la ricerca sul virus Bundibugyo, perché non possiamo affrontare un'epidemia di questa portata contando soltanto sulle risorse disponibili oggi.
In Africa centrale persistono tante zone di guerra e difficili da raggiungere: l’emergenza sta mettendo a dura prova sistemi sanitari già fragili. Come si riesce a tenere tutto insieme? Pensiamo alle vaccinazioni dei bambini, ad esempio, e al pericolo che le coperture calino. "È una delle nostre grandi preoccupazioni - avverte l'operatrice - Durante un’epidemia è facile che tutto il sistema sanitario venga assorbito dall’emergenza. Ma un bambino non smette di avere bisogno delle vaccinazioni perché c’è Ebola. Una donna non smette di avere bisogno di assistenza durante la gravidanza. E continuano a esserci malaria, polmoniti, malnutrizione, parti e tutte le altre emergenze quotidiane. Se concentriamo tutto sull’Ebola e lasciamo indietro il resto, rischiamo di creare un’altra emergenza sanitaria. Per questo dobbiamo cercare di mantenere attivi i servizi essenziali, anche nei contesti più difficili: vaccinazioni, assistenza materno-infantile, nutrizione, diagnosi e trattamento della malaria e delle altre patologie. Secondo l'infermiera, "la vera sfida è riuscire a fare contemporaneamente risposta all’epidemia e mantenimento del sistema sanitario. In un contesto come l’Ituri significa anche lavorare con le strutture sanitarie già presenti e con gli operatori locali, invece di creare sistemi paralleli che rischiano di scomparire quando finisce l’emergenza.
Esiste nei territori colpiti dal virus lo stigma dell’Ebola? Essere indicati come possibili veicoli del contagio? "Sì, lo stigma esiste ed è un problema molto concreto. Una persona che è stata a contatto con un malato può essere guardata con sospetto, avere paura di essere isolata dalla propria comunità o di essere rifiutata. E questo può avere conseguenze sanitarie molto serie: se una persona teme di essere stigmatizzata, può nascondere un contatto, non riferire i sintomi o evitare di andare in una struttura sanitaria. È un circolo vizioso: la paura genera silenzio, il silenzio rende più difficile trovare i contatti e questo favorisce la trasmissione. Anche chi guarisce ha bisogno di essere reintegrato nella comunità. La guarigione non deve diventare un nuovo motivo di discriminazione. Alla fine, - conclude - la lotta contro Ebola non si vince soltanto nei centri di trattamento. Si vince quando una persona con la febbre decide di chiedere aiuto, quando una famiglia segnala un possibile caso, quando un villaggio accetta di collaborare con gli operatori e quando un malato non viene più percepito come una minaccia, ma come una persona da curare".

(Adnkronos) - Mentre il maltempo con forti temporali si abbatte sul Nord abbassando le temperature, il caldo africano non molla la presa nel Centro Sud, che presto finirà nel mirino di una nuova ondata di afa record. L a quinta di questa torrida estate. Sono queste le previsioni degli esperti per la giornata di oggi, martedì 25 agosto, e per i giorni a venire.
Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media de iLMeteo.it, conferma che l'anticiclone africano è pronto a sferrare il suo quinto attacco di questo 2026, riportando l'Italia nel forno.
I numeri spaventosi della "Heat Dome"
Questa nuova fiammata non sarà lunghissima, ma per parte del Centro-Sud si preannuncia come la più violenta dell'intera stagione. Per capire l'entità di questa anomalia, basta tradurre in parole semplici un paio di dati tecnici che stanno lasciando a bocca aperta gli addetti ai lavori:
La cupola di calore da record: l'alta pressione africana formerà una Heat Dome (Cupola di Calore) gigantesca ed altissima (in gergo, con un geopotenziale da record di 6000 metri a 500 hPa!). Sarà una vera e propria cappa capace di schiacciare tantissimo calore verso il suolo.
Il forno in quota: a circa 1500 metri di altitudine si registreranno almeno 30°C (sulle mappe meteo 30°C a 850 hPa!), un valore del tutto anomalo per la troposfera delle nostre latitudini.
Cosa significherà tutto questo per le nostre pianure? I termometri toccheranno punte di 40-41°C al Centro-Sud, con picchi locali in grado di sfiorare addirittura i 43-44°C sul medio versante adriatico, sulle Isole Maggiori e in Calabria; e tutto ciò alla fine di agosto, nonostante le notti già ben lunghe. Sono numeri che lasciano di stucco solo i negazionisti del cambiamento climatico, considerando che la comunità scientifica aveva previsto questa esatta deriva già 40 anni fa.
Notti insonni e cieli gialli fino in Scandinavia
Il super riscaldamento globale in atto porterà con sé altre due conseguenze pesanti:
Notti super-tropicali: su gran parte del Sud e in molte aree del Centro (come Roma, Pescara e Teramo), le temperature minime notturne non scenderanno mai sotto i 25°C, impedendo al corpo umano di recuperare le energie.
Sabbia del deserto: una massiccia dose di pulviscolo sahariano accompagnerà l'ondata, velando in parte i cieli italiani e spingendosi clamorosamente a nord, fino a coprire i cieli di Svezia e Norvegia.
Il fotofinish di agosto: chi si salva e chi no
I giorni peggiori di questa quinta ondata saranno giovedì 27, venerdì 28 e sabato 29. Sul fotofinish di agosto, il Sud, il Lazio e il Medio Adriatico subiranno la cottura finale. La vera buona notizia riguarda solo il Nord Italia, che rimarrà escluso da questa fornace estrema, mantenendo un clima decisamente più umano. Preparatevi alla "Quinta": purtroppo non sarà la bellissima sinfonia di Beethoven ma il ben più straziante bramito del quinto "Cammello", il nome con cui i meteorologi chiamano da decenni l’inesorabile anticiclone africano.
Martedì 25. Al Nord: veloce instabilità verso Alpi e Triveneto, migliora presto. Al Centro: temporali irregolari su Toscana, Umbria, Marche e Lazio. Al Sud: soleggiato e più caldo; temporali in Campania dal pomeriggio.
Mercoledì 26. Al Nord: soleggiato, nubi sparse in Liguria. Al Centro: soleggiato e più caldo. Al Sud: soleggiato e più caldo.
Giovedì 27. Al Nord: soleggiato, qualche addensamento sulle Alpi. Al Centro: soleggiato e molto caldo. Al Sud: soleggiato e molto caldo.
Tendenza: super anticiclone subtropicale al Centro-Sud con oltre 40-41°C, rischio di forti temporali sulle Alpi.

(Adnkronos) - Attacco dell'Ucraina con droni alla raffineria Afipsky nella regione di Krasnodar, in Russia, a nord-est del Mar Nero. Il raid ha causato la morte di due persone e ha provocato un incendio, secondo quanto riferito dalle autorità locali.
"I detriti dei droni sono caduti sul terreno della stazione ferroviaria di Afipsky; purtroppo due persone sono state uccise", ha dichiarato su Telegram il governatore regionale Veniamin Kondratiev, precisando che la raffineria locale era in fiamme.
Come riporta 'Kyiv Independent', la raffineria lavora circa 6,25 milioni di tonnellate di greggio all'anno, pari a circa il 2% della produzione di raffinazione russa, ed è stato bersaglio di precedenti attacchi ucraini. In seguito all'attacco, nella regione russa sono stati diramati allarmi antiaerei.
L'infrastruttura del valico di frontiera internazionale di Vynohradivka-Vulcanesti, al confine tra Ucraina e Moldavia, è stata danneggiata da un attacco di droni russi, ha intanto riferito Ukrinform, citando un post su Facebook del Servizio doganale statale ucraino. Il traffico attraverso il valico è stato sospeso e le formalità doganali non vengono effettuate. Le autorità hanno invitato i cittadini e i trasportatori a tenere conto della chiusura nella pianificazione dei propri itinerari e a utilizzare altri valichi di frontiera per attraversare il confine tra Ucraina e Moldavia.
Nelle ultime 24 ore, le forze russe hanno effettuato 873 attacchi contro 46 insediamenti nella regione di Zaporizhzhia uccidendo due persone e ferendone una. Lo ha riferito Ukrinform citando Ivan Fedorov, capo dell'amministrazione militare regionale di Zaporizhzhia. "Le forze russe hanno effettuato 17 attacchi aerei su Zaporizhzhia, Komyshuvakha, Zarichne, Novoyakovlivka, Lystivka, Orikhiv, Soniachne, Novosoloshyne, Chervonyi Yar, Mala Tokmachka, Preobrazhenka, Liubymivka e Omelnyk", ha scritto Fedorov su Telegram.
Secondo Fedorov, 632 UAV di vario tipo, per lo più droni FPV, hanno attaccato Zaporizhzhia, Vilniansk, Balabyne, Kushuhum, Novotroitske, Novooleksandrivka, Novoyakovlivka, Bilenke, Mariivka, Hryhorivka, Veseliank, Mahdalynivka, Stepnohirsk, Plavni, Prymorske, Stepove, Pavlivka, Lukianivske, Orikhiv, Shcherbaky, Preobrazhenka, Mala Tokmachka, Novoandriivka, Novodanylivka, Charivne, Bilohiria, Huliaipole, Vozdvyzhivka, Hirke, Chervona Krynytsia, Omelnyk e Vasynivka.

(Adnkronos) - Partita l'offensiva commerciale dell'amministrazione Trump contro l'Iran, con sanzioni a tutti i Paesi che intrattengono rapporti commerciali con Teheran, compresa la Cina, al fine di ottenere un isolamento totale dell’economia iraniana.
Gli Stati Uniti hanno quindi imposto nuove sanzioni contro oltre 60 organizzazioni, individui e navi in vari paesi collegati all’Iran. Le restrizioni prendono di mira entità che, secondo Washington, aiutano Teheran a procurarsi tecnologie proibite e proventi derivanti dalle esportazioni di petrolio, ha annunciato il segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent. Secondo quanto da lui riferito, l’Ufficio per il controllo dei beni stranieri del Tesoro statunitense ha aggiunto alle proprie liste di sanzioni oltre 60 organizzazioni, individui e navi in tutto il mondo.
"Essi consentono al regime iraniano di acquisire tecnologie nucleari e missilistiche vietate, condurre operazioni informatiche e generare entrate dalla vendita di petrolio", ha dichiarato Bessent. Il segretario ha sottolineato che gli Stati Uniti intendono aumentare la pressione sull’Iran e ottenere il suo massimo isolamento sulla scena internazionale. Washington prevede inoltre di tagliare le potenziali fonti di finanziamento per il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche.
"Gli Stati Uniti hanno intrapreso azioni decisive contro numerose entità, individui e imbarcazioni che agevolano le attività destabilizzanti del regime iraniano", si legge nel comunicato stampa del Dipartimento di Stato firmato dal portavoce Thomas Pigott. Tra queste attività, precisa il comunicato, figurano «attacchi contro le forze statunitensi e i loro alleati nella regione, l’acquisto illegale di armi, intrusioni informatiche nelle infrastrutture statunitensi e il traffico di prodotti energetici la cui vendita finanzia il terrorismo a livello globale».
Le sanzioni sono rivolte, da un lato, "contro ufficiali militari iraniani responsabili dell’acquisto di armi e della conduzione di attacchi contro le forze armate statunitensi e i partner regionali, entità con sede in Iran che raccoglievano informazioni di intelligence per attaccare le forze statunitensi e i loro alleati, e una rete di approvvigionamento che riforniva i programmi militari e missilistici dell’Iran".
Tra questi, secondo quanto riportato in un documento che illustra in dettaglio le sanzioni pubblicato in parallelo dal Dipartimento di Stato, figurano il comandante della Guardia Rivoluzionaria, Ahmad Vahidi; il comandante della Forza Aerospaziale della Guardia Rivoluzionaria, Hosein Majid Musavi Eftejari; il comandante del quartier generale operativo Jatam al Anbiya, Alí Abdolahi; il comandante dell’Esercito iraniano, Amir Hatami, e il portavoce del Ministero della Difesa, Rezsa Talaei Nik. "Le sanzioni sono rivolte anche contro un gruppo informatico guidato dal regime, responsabile di estese intrusioni nelle infrastrutture critiche statunitensi", aggiunge la diplomazia statunitense, che nel suddetto documento fa riferimento al 'Comando cibernetico-elettronico della Guardia Rivoluzionaria iraniana'.
Inoltre, la misura riguarda "un ampio gruppo di trasportatori e agenti che movimentano petrolio iraniano, oltre a prodotti petroliferi e petrolchimici, attraverso gli Emirati Arabi Uniti, la Cina, Singapore e l’Europa per finanziare la Forza Quds della Guardia Rivoluzionaria Islamica, designata dagli Stati Uniti, e altri elementi del regime", aggiunge la nota.
L'annuncio che si conclude con "un appello alla comunità internazionale affinché si unisca" a Washington "nel compito di chiamare questi attori a rispondere delle loro azioni".

(Adnkronos) - Torna in strada la Vuelta di Spagna 2026. Oggi, martedì 25 agosto, il grande giro spagnolo torna protagonista con la sua quarta tappa - in diretta tv e streaming - che partirà da Andorra la Vella e arriverà ad Andorra la Vella per una frazione di 104,8 chilometri totali.
La Vuelta arriva ad Andorra partendo da Andorra la Vella e arrivando ancora ad Andorra la Vella, per un percorso totale di 104,8 chilometri. La prima salita arriverà dopo circa 25 km col Port d'Envalira, una scalata di prima categoria di 23,3 chilometri al 5,1% di pendenza media.
Poi i ciclisti scenderanno per il Pas de la Casa fino ad affrontare la seconda scalata, quella del Collada de Beixalis, un'altra salita di prima categoria di appena 6,5 chilometri all'8,5% di pendenza.
Al chilometro 87 c'è il Col de Ordino, un'altra salita di prima categoria in cui i corridori si troveranno davanti 9,9 chilometri al 7% di pendenza media. Dopo il chilometro 100 arriva invece l'Alto de la Comelia, una scalata di terza categoria di 3,9 km al 5,9% di pendenza.
La tappa partirà alle 14.49 per finire intorno alle 17.30. La diretta integrale della Vuelta di Spagna è su Eurosport 1 e in streaming su discovery+ e HBO Max, oltre che sui pacchetti che includono i canali Eurosport (Dazn, Timvision e Prime Video Channels).

(Adnkronos) - L'Italia torna in campo agli Europei di pallavolo 2026. Oggi, martedì 25 agosto, la Nazionale femminile allenata da Julio Velasco affronta la Slovacchia - in diretta tv e streaming, anche in chiaro - nella terza partita del girone D, che comprende anche Croazia, Montenegro, Francia e Svezia. Il match, come tutti quelli del girone, si giocherà a Goteborg, in Svezia, con le azzurre che sono reduci dalle vittorie contro Croazia, Montenegro e le padrone di casa della Svezia, battute tutte con un netto 3-0.
Italia-Slovacchia è in programma oggi, martedì 25 agosto, alle ore 16. Il match sarà trasmesso in diretta televisiva dalla Rai, che lo trasmetterà in chiaro, e da SkySport. La partita si potrà seguire anche in streaming sull'app SkyGo, su NOW e su RaiPlay, oltre che sulla piattaforma web EuroVolley.

(Adnkronos) - Nuova settimana all’insegna del caldo intenso al Centro-Sud e sulle Isole, con temperature elevate e diverse città alle prese con livelli di allerta per le ondate di calore. Il bollettino del Ministero della Salute conferma una situazione particolarmente critica in Sicilia e in altre aree del Mezzogiorno.
A Palermo è previsto il bollino rosso, livello 3, fino a mercoledì 26 agosto. Si tratta del livello massimo di allerta, associato a condizioni di ondata di calore che possono provocare effetti negativi sulla salute anche delle persone sane.
Il bollino arancione, livello 2, è invece previsto a Campobasso, mentre Bari è in arancione oggi e Messina oggi e domani. Il livello 2 segnala condizioni meteorologiche che possono rappresentare un rischio soprattutto per le fasce più vulnerabili della popolazione.
Sono inoltre in bollino giallo fino a mercoledì Ancona, Reggio Calabria, Roma, Catania e Latina.
Il Nord del Paese 'respira' ed è sostanzialmente 'verde' (Torino, Trieste, Venezia, Verona, Viterbo, Milano, Genova, Brescia, Bolzano, Bologna) fino al 26 agosto.
Le previsioni meteo confermano dunque un’Italia divisa in due. Al Centro-Sud e sulle Isole continua la fase di caldo intenso, con temperature elevate e condizioni localmente afose. In particolare, Sicilia, Calabria, Puglia e Sardegna restano tra le zone maggiormente interessate dal caldo.
Al Nord, invece, l’atmosfera è più instabile: sono possibili rovesci e temporali, soprattutto nelle ore pomeridiane e serali, con temperature più contenute rispetto al Mezzogiorno.
Anche oggi, martedì 25 agosto, il caldo continuerà a interessare soprattutto il Sud e le Isole. Le temperature resteranno elevate, mentre al Nord proseguirà una maggiore instabilità.
La tendenza per i giorni successivi indica inoltre una possibile nuova intensificazione del caldo tra il 27 e il 29 agosto, con valori molto elevati soprattutto sulle regioni meridionali.
Sul resto del Paese la situazione sarà decisamente più tranquilla. Torino, Trieste, Venezia, Verona, Viterbo, Milano, Genova, Brescia, Bolzano e Bologna risultano sostanzialmente in area verde nel bollettino del Ministero della Salute fino al 26 agosto.
Previsti temporali su Valle d’Aosta, Piemonte e provincia autonoma di Bolzano, in Liguria, Emilia-Romagna, Toscana, Umbria, Marche e Lazio. I fenomeni saranno accompagnati da rovesci di forte intensità, forti raffiche di vento, locali grandinate e frequente attività elettrica. Sulla base dei fenomeni previsti è stata valutata per la giornata di oggi, martedì 25 agosto, allerta gialla per rischio temporali e rischio idrogeologico su settori di Piemonte, Lombardia, Liguria, Emilia-Romagna e Lazio, nonché sull'intero territorio di Toscana, Marche e Umbria.
L’Italia si trova quindi ancora una volta divisa tra il caldo intenso al Centro-Sud e una maggiore instabilità al Nord. La situazione resta da monitorare soprattutto nelle città interessate da bollino rosso e arancione, dove il Ministero raccomanda particolare attenzione alle persone più fragili.

(Adnkronos) - L'Ucraina potrà produrre i missili Storm Shadow e avrà a disposizione una nuova arma nella guerra con la Russia. La svolta arriva con la visita del primo ministro britannico Andy Burnham a Kiev. Il premier he messo nero su bianco il via libera per la condivisione con l'Ucraina della tecnologia necessaria per la fabbricazione di missili da crociera Storm Shadow. "La Gran Bretagna è stata la prima a fornire all'Ucraina armi a lungo raggio nel 2023. Ora Volodymyr (Zelensky, ndr.) ci ha chiesto di condividere la nostra tecnologia Storm Shadow affinché l'Ucraina possa sviluppare autonomamente questa capacità. Sono lieto di confermare oggi di aver approvato tale richiesta", ha dichiarato Burnham durante la riunione della Coalizione dei Volenterosi. "Il messaggio da inviare a Putin deve essere chiaro: l'Ucraina non cederà mai territori che la Russia non può conquistare sul campo di battaglia", ha aggiunto.
La decisione, annunciata da Burnham e condivisa con il presidente francese Emmanuel Macron, permetterà all'Ucraina di realizzare, entro la fine dell'anno, una linea di produzione ucraina per il missile a lungo raggio di fabbricazione francese, che incorpora tecnologia britannica e transalpina. La declassificazione delle informazioni sui componenti di fabbricazione britannica dei missili, annunciata oggi da Downing Street, rappresenta un passo fondamentale verso questo obiettivo, come sottolinea la Cnn.
''Saremo al loro fianco per tutto il tempo necessario'',ha detto il ministro della Difesa britannico Luke Pollard, parlando dalla base navale di Devonport e confermando in un video condiviso su 'X' che il Regno Unito sta condividendo con l'Ucraina la tecnologia che consentirà loro di costruire i missili Storm Shadow sul proprio territorio. Questa decisione fa seguito alla donazione, da parte del Regno Unito, di armi d'attacco a lungo raggio a scopo difensivo all'Ucraina nel 2023, e consentirà a Francia e Ucraina di procedere con l'assemblaggio del missile in Ucraina, si legge in una nota di Downing Street. Burnham invita i partner di Kiev ad andare oltre: gli alleati dell'Ucraina devono "attingere alle proprie scorte" di armamenti per fornire più intercettori Patriot per proteggere la popolazione dagli attacchi russi. "L'Ucraina ha bisogno di maggiore aiuto per proteggere la sua popolazione proprio ora", ha detto Burnham, sottolineando che la Coalizione "sta facendo tutto il possibile e sta lavorando con gli alleati che ne fanno parte e con quelli esterni per mettere a disposizione le proprie scorte e incoraggiare altri Paesi a fare altrettanto".
Dall'Europa arriva nelle stesse ora un segnale. "Abbiamo approvato 6,1 miliardi di euro per i sistemi di difesa aerea e antimissile, i missili, le munizioni e i radar di cui l'Ucraina ha urgente bisogno. Mentre la Russia intensifica i suoi attacchi, stiamo aumentando i nostri sforzi per aiutare l'Ucraina a proteggere la propria popolazione e a difendere i propri cieli. L'Europa è al fianco dell'Ucraina e le forniremo ciò di cui ha bisogno, quando ne avrà bisogno", l'annuncio della presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen.

(Adnkronos) - Il presidente francese Emmanuel Macron annuncia alla Coalizione dei Volenterosi pro‑Ucraina "un'esercitazione su larga scala a ottobre e novembre". Servirà, spiega durante il vertice di ieri, lunedì 24 agosto a Kiev, a dimostrare "la sua prontezza operativa e la sua capacità di agire una volta terminate le ostilità". L'Italia, riferiscono fonti del governo, "non parteciperà" alle esercitazioni.
Nel corso dell'incontro di ieri la Coalizione dei Volenterosi ha ribadito il proprio sostegno alla lotta dell’Ucraina per la difesa della sovranità, della libertà e dell'integrità territoriale. La sessione è stata presieduta dal premier britannico Andy Burnham, presente nella capitale, insieme a Macron e al cancelliere tedesco Friedrich Merz da remoto.
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha partecipato in videocollegamento. In una nota di Palazzo Chigi si legge che ha rivolto al presidente Volodymyr Zelensky e al popolo ucraino "le più sentite congratulazioni" per la ricorrenza, ribadendo il fermo sostegno italiano alla sovranità e all’integrità territoriale dell'Ucraina.
Meloni ha espresso "profonda vicinanza" per le sofferenze causate dagli attacchi russi contro le infrastrutture civili e ha confermato l'impegno umanitario dell’Italia in vista dell'inverno, con l’'invio di nuovi generatori per sostenere la resilienza della popolazione e la tenuta della rete energetica.
I leader della Coalizione hanno condannato gli attacchi sistematici della Russia contro città, infrastrutture critiche e civili, ricordando il numero crescente di vittime e i danni all'ospedale pediatrico di Kiev. Condanna anche per gli attacchi ai siti del patrimonio culturale, tra cui il monastero di Kyiv‑Pechersk Lavra.
Nella dichiarazione finale, diffusa da Downing Street, è stato riaffermato il diritto inalienabile dell’Ucraina a difendersi, nel rispetto del diritto internazionale e dell’articolo 51 della Carta ONU. Le "minacce irresponsabili" di Mosca, sottolineano, non ridurranno il sostegno occidentale.
La Coalizione si è impegnata ad aumentare il supporto militare, rafforzare la difesa aerea, intensificare la cooperazione industriale e condividere tecnologie, anche tramite la Coalizione antimissile balistica. Previsto anche un inasprimento delle sanzioni contro il complesso militare‑industriale russo. Urgente fornire assistenza al settore energetico ucraino in vista dell'inverno con attrezzature specializzate e contributi al Fondo energetico. I leader hanno riconosciuto la necessità di limitare le risorse finanziarie russe.
Accolti con favore gli sforzi del Senato Usa per aumentare la pressione economica su Mosca, con l’impegno a una cooperazione stretta nei prossimi mesi.
I leader hanno elogiato la disponibilità di Zelensky a colloqui per una pace globale, giusta e duratura e hanno ribadito l’appello alla Russia per un cessate il fuoco immediato e incondizionato. La Coalizione continuerà a preparare la forza multinazionale Ucraina, da dispiegare quando sarà in vigore una cessazione credibile delle ostilità, nell'ambito di garanzie di sicurezza politiche e giuridiche vincolanti.
In chiusura, i leader hanno riaffermato il sostegno all'indipendenza dell'Ucraina e la loro "incrollabile solidarietà" nel 35esimo anniversario del ripristino dell'indipendenza e per tutto il tempo necessario.

(Adnkronos) - "L'inverno sta arrivando". A Kiev non è una profezia da "Game of Thrones", ma una scadenza che torna a pesare sui piani degli alleati dell'Ucraina. Nel giorno del 35esimo anniversario dell'indipendenza dall'Urss, Volodymyr Zelensky ha accolto nella capitale una parte dei leader della Coalizione dei Volenterosi: in prima fila il premier britannico Andy Burnham, al suo primo viaggio all'estero da capo del governo, e il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa, insieme alla presidente della Moldavia Maia Sandu, al premier lussemburghese Luc Frieden e al presidente estone Alar Karis. Francia e Germania, con Emmanuel Macron e Friedrich Merz, hanno partecipato invece da remoto.
E da remoto, collegata da Palazzo Chigi, c'era anche Giorgia Meloni. Una presenza a distanza che non ha impedito alla premier di mettere sul tavolo quello che per l'Italia è uno dei dossier più concreti in vista dei mesi freddi: l'assistenza energetica a Kiev. Nel corso della riunione dei leader, Meloni ha infatti "confermato l'impegno italiano sul fronte umanitario in vista della stagione invernale", annunciando che questo impegno "proseguirà con l'invio di ulteriori generatori destinati in particolare a sostenere la resilienza della popolazione ucraina e a garantire la tenuta della rete energetica".
Gli alleati sono arrivati nella capitale mentre l'Ucraina chiede un rafforzamento urgente della difesa aerea e si prepara a fronteggiare nuovi attacchi russi contro le sue infrastrutture. La dichiarazione congiunta della Coalizione sottolinea proprio "l'urgenza di fornire assistenza immediata al settore energetico ucraino in vista dell'inverno", anche attraverso il fondo di sostegno energetico e la fornitura di attrezzature specialistiche. La premier ha rinnovato a Zelensky e al popolo ucraino "le più sentite congratulazioni a nome del Governo italiano" per l'anniversario dell'indipendenza, ribadendo "il fermo sostegno dell'Italia alla sovranità, all'integrità territoriale e all’indipendenza dell'Ucraina". E ha espresso "profonda vicinanza per le sofferenze causate dai continui attacchi russi contro le infrastrutture civili".
Sul tavolo dei Volenterosi anche la pressione su Mosca. I leader hanno concordato sulla necessità di "rafforzare l'efficacia del regime sanzionatorio e contrastare ogni tentativo di elusione", con l'obiettivo di "indebolire ulteriormente la macchina bellica di Mosca". E hanno ribadito la volontà di continuare a preparare la forza multinazionale destinata all'Ucraina, che potrebbe essere dispiegata una volta raggiunto un cessate il fuoco credibile, nell'ambito delle future garanzie di sicurezza. Infine, il negoziato. Meloni ha riaffermato "la determinazione dell'Italia a operare al fianco dei partner internazionali per favorire un percorso negoziale verso una pace giusta e duratura". È la stessa linea che attraversa la dichiarazione dei Volenterosi: sostegno a Kiev, pressione sulla Russia e disponibilità a un percorso verso la pace, senza arretrare sul principio della sovranità ucraina.
L'assistenza militare è un altro dei dossier caldi sul tavolo della Coalizione. Secondo indiscrezioni, tra gli aiuti che l'Italia potrebbe fornire a Kiev potrebbero rientrare anche mezzi destinati alla difesa antiaerea. Ma, secondo quanto apprende l'Adnkronos da fonti italiane, nel corso della call Meloni si sarebbe soffermata esclusivamente sulle forniture energetiche. "Noi continuiamo a sostenere la popolazione civile con l’invio di generatori in vista dell’inverno. La difesa anti-aerea? La funzionalità di ospedali e scuole è altrettanto importante. Nella videoconferenza di oggi abbiamo annunciato nuovi aiuti sul fronte energetico. Sono generatori elettrici di varia potenza a seconda delle necessità", riferiscono le stesse fonti.
A Kiev, intanto, il premier britannico Andy Burnham ha lanciato agli alleati un appello ad "attingere alle proprie scorte" di armamenti per fornire all'Ucraina più intercettori Patriot e proteggere la popolazione dagli attacchi russi. "L'Ucraina ha bisogno di maggiore aiuto per proteggere la sua popolazione proprio ora", ha detto Burnham, spiegando che la Coalizione "sta facendo tutto il possibile e sta lavorando con gli alleati che ne fanno parte e con quelli esterni per mettere a disposizione le proprie scorte e incoraggiare altri Paesi a fare altrettanto".
Londra ha poi annunciato un ulteriore passo nel rafforzamento delle capacità militari ucraine. Burnham ha formalizzato la condivisione con Kiev della tecnologia necessaria per la fabbricazione dei missili da crociera Storm Shadow. "La Gran Bretagna è stata la prima a fornire all'Ucraina armi a lungo raggio nel 2023. Ora Volodymyr ci ha chiesto di condividere la nostra tecnologia Storm Shadow affinché l'Ucraina possa sviluppare autonomamente questa capacità. Sono lieto di confermare oggi di aver approvato tale richiesta", ha dichiarato il premier britannico.

(Adnkronos) - Donald Trump sta contattando personalmente i leader mondiali per chiedere lo stop ai rapporti economici con l'Iran. A renderlo noto è il segretario al Tesoro Scott Bessent, che in conferenza stampa ha lanciato l'operazione 'Economic Outcast', definendola una nuova campagna di pressione economica contro Teheran. "Qualsiasi entità che faciliti il riciclaggio di denaro per conto dell'Iran sarà esclusa dal sistema del dollaro statunitense" spiega.
Secondo Bessent, "il presidente sta telefonando ai leader mondiali con richieste specifiche affinché cessino le loro interazioni con il regime". Bessent avverte che "le nazioni che facilitano qualsiasi interazione con il regime farebbero bene a recepire rapidamente il nostro messaggio". Chi si allineerà agli Stati Uniti, afferma, "raccoglierà i benefici della partnership", mentre chi "legherà il proprio destino al regime iraniano deve aspettarsi di condividerne l'isolamento".
Le nuove sanzioni, annunciate da Washington, colpiranno "cinque delle principali fonti vitali che Teheran sfrutta in altri Paesi: asset digitali, tecnologia, oro, aviazione e trasporto marittimo". Bessent ha spiegato che l'Office of Foreign Assets Control sta imponendo misure contro oltre 60 entità, individui e imbarcazioni, coinvolti nel reperimento illecito di tecnologie nucleari e missilistiche, operazioni informatiche e generazione di entrate petrolifere. L'obiettivo, ha detto, è "eliminare fino all'ultima opzione economica a disposizione dell'Iran". Il segretario ha ribadito che "non deve esserci alcuna ambiguità sulla posizione degli Stati Uniti: qualsiasi forma di rapporto economico con questo regime assassino esporrà i responsabili a tutta la portata della potenza americana".
Durante il lancio dell'operazione, Bessent ha rivolto un messaggio diretto ai soldati iraniani, invitandoli a "mettere in discussione la leadership militare", ricordando il ruolo delle forze di sicurezza nella caduta del Muro di Berlino. "Ai soldati semplici che sostengono questo regime, mentre sempre più dei vostri stipendi smettono di arrivare, chiedetevi se i vostri comandanti stiano conducendo il Paese verso il trionfo o verso la rovina", ha dichiarato. "Il Muro di Berlino cadde quando i soldati semplici decisero di non sparare contro il proprio popolo".
Rispondendo a una domanda sulle banche cinesi, coinvolte nella vendita di petrolio iraniano, Bessent ha affermato che "nessuno è fuori dalla portata delle sanzioni Usa". Pur senza citare direttamente Pechino, ha aggiunto che il modo migliore per dialogare con questi Paesi è attraverso "una diplomazia riservata".
Bessent ha infine annunciato che l'operazione 'Economic Outcast' fa parte di una più ampia "offensiva economica contro i legami finanziari dell'Iran nel mondo". "Il nostro obiettivo è recidere ogni ancora di salvezza economica che sostiene questo regime tirannico, fino a quando Teheran non resterà completamente isolata", ha concluso.

(Adnkronos) - Infortunio per Manu Koné? Il centrocampista della Roma è uscito per un problema fisico durante la partita contro la Fiorentina, valida per la prima giornata di Serie A. Koné, che ha saltato parte della preparazione dopo essersi aggregato in ritardo ai compagni a causa del Mondiale giocato con la Francia, ha chiesto il cambio al 75', facendo preoccupare Gasperini.
Il gesto di Koné è arrivato dopo l'ennesimo scatto a inseguire il pallone, dopo cui il francese si è fermato facendo ampi cenni alla propria panchina e chiamando il cambio. Proprio quello scatto ha fatto infuriare il tecnico giallorosso, conscio della fragilità fisica del suo mediano, e che ha giudicato quello scatto non necessario.
Dopo qualche minuto ancora in campo, Koné è stato sostituito da Pisilli al 79', uscendo tra gli applausi dell'Olimpico. Da valutare quindi le sue condizioni, che non sembrano però preoccupare Gasperini.
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