
"Diminuisce il numero di giovani che non studiano e non lavorano, ma resta ampia la distanza tra le competenze disponibili e quelle ricercate dalle imprese. Non basta, infatti, insegnare come trovare lavoro, bisogna preparare a crearlo". Parola di GianMarco Ingafu' Del Monaco, presidente della Federazione nazionale startup e di Startmeup Aps. "Per anni - spiega - abbiamo pensato che il compito della scuola fosse accompagnare gli studenti verso un mestiere già definito. Oggi, però, molti dei lavori che svolgeranno non esistono ancora, o cambieranno profondamente nel giro di pochi anni. Dobbiamo passare da un orientamento basato sulla scelta di una professione a un'educazione che insegni ad agire: osservare la realtà, individuare un bisogno, prendere decisioni, collaborare e adattarsi agli imprevisti".
Educazione finanziaria, capacità decisionale e competenze da portare in classe
Secondo l'indagine Ocse Pisa 2022, i quindicenni italiani hanno ottenuto un punteggio medio di 484 nell'alfabetizzazione finanziaria, sotto la media Ocse di 498. Circa il 18% non raggiunge nemmeno il livello base di competenza. Dal 2024 l'educazione finanziaria è entrata nell'insegnamento dell'educazione civica: un passo nella direzione giusta, ma non sufficiente se rimane teoria. "Comprendere un costo - afferma Ingafu' Del Monaco - valutare la sostenibilità di un'idea, gestire risorse limitate: non sono competenze riservate a chi vuole fare impresa. Aiutano i giovani a prendere decisioni più consapevoli nella vita quotidiana".
Il punto è più ampio. Un'educazione imprenditoriale efficace non inizia con un'idea di business ma inizia con la capacità di guardare la realtà: riconoscere un bisogno concreto, raccogliere informazioni, capire dove e perché qualcosa non funziona. Prima ancora di immaginare un prodotto, bisogna imparare a fare le domande giuste.
Da lì si costruisce: definire un obiettivo, organizzare il lavoro, distribuire i ruoli, rispettare le scadenze. Capacità trasversali, utili in qualsiasi professione. C'è infine il rapporto con l'errore. A scuola serve a individuare ciò che va corretto; nell'innovazione, testare un'ipotesi e scoprire che non funziona è parte del processo. Le due logiche non si escludono: il rigore della preparazione può convivere con la possibilità di sperimentare. "Non possiamo chiedere ai giovani - dice Ingafu' Del Monaco - di essere innovativi senza offrire loro occasioni in cui imparare a decidere anche quando non esiste ancora una risposta certa. Insegnare imprenditorialità significa creare uno spazio protetto in cui sperimentare, assumersi responsabilità, sbagliare e ricominciare".
Dal sapere al saper agire
E' su questo principio che opera Startmeup Aps, organizzazione non profit dedicata all’educazione imprenditoriale, civica e digitale nelle scuole secondarie italiane. Il percorso utilizza la simulazione d’impresa come strumento didattico: gli studenti non sono chiamati necessariamente a creare aziende reali, ma a identificare problemi, sviluppare soluzioni, organizzare il lavoro in team e presentare i propri progetti. Il programma si sviluppa dal terzo al quinto anno delle scuole superiori ed è allineato al Sillabo del ministero dell’Istruzione per l’educazione imprenditoriale e ai framework europei EntreComp e DigComp.
Secondo i dati comunicati dall’organizzazione, in meno di due anni Startmeup ha coinvolto oltre 4.000 studenti, più di 15 università e un network composto da oltre cento realtà tra aziende, startup, pmi, incubatori e acceleratori, attivando iniziative in Lazio, Lombardia, Campania, Sicilia e Marche. L’obiettivo è integrare il lavoro già svolto dalle scuole, mettendo a disposizione degli studenti ulteriori occasioni per applicare le conoscenze acquisite, confrontarsi con situazioni concrete e comprendere meglio le trasformazioni del mondo professionale.
"L’educazione imprenditoriale - osserva Ingafu’ Del Monaco - non può essere una possibilità riservata agli studenti che vivono vicino a un grande incubatore o frequentano una scuola con maggiori risorse. Deve diventare un’infrastruttura educativa accessibile, continuativa e indipendente, capace di affiancare il lavoro degli insegnanti e creare collegamenti più solidi tra scuola, università e imprese. Il futuro professionale dei ragazzi non dovrebbe dipendere dal loro codice postale o dalla possibilità di incontrare casualmente determinate opportunità".
(di Sabrina Rosci)

(Adnkronos) - "Accanto ai trattamenti consolidati, per le pazienti affette da carcinoma mammario metastatico si stanno facendo strada nuove opzioni terapeutiche, con l'obiettivo di concedere loro più tempo e una migliore qualità di vita. Gilead è impegnata su questo fronte proprio con questi obiettivi: diversi anni fa ha reso disponibili trattamenti sia per le pazienti con carcinoma mammario triplo negativo metastatico, sia con carcinoma mammario ormonosensibile, sempre in fase metastatica. Oggi siamo lieti di poter condividere la recente approvazione Ema - Agenzia europea per i medicinali, per lo stesso tipo di trattamento, ma nelle linee più precoci, in particolar modo nella prima linea per le pazienti con carcinoma mammario metastatico triplo negativo. Il nostro impegno è quello di contribuire a migliorare la qualità di vita delle pazienti, a conceder loro più tempo e anche, insieme a tutti gli altri protagonisti del sistema salute, rendere disponibili queste terapie il prima possibile” . Lo ha detto quanto affermato da Carmen Piccolo , direttore medico di Gilead Sciences Italia, all’evento ‘Due di noi. Dialoghi sul tumore al seno metastatico’, iniziativa ospitata nell’ambito del Roma Summer Fest e parte della campagna di sensibilizzazione di Gilead Sciences con Europa Donna Italia che accende i riflettori sul tumore al seno metastatico attraverso dei dialoghi con pazienti, esponenti del mondo della ricerca e istituzioni.
A tale proposito, “è importante lavorare facendo partnership con gli altri protagonisti del sistema salute, soprattutto con la comunità scientifica, i clinici, le istituzioni, ma anche le associazioni pazienti - continua Piccolo - Cinque anni fa Gilead ha accettato la sfida di entrare nel mondo dell'oncologia solida e oggi possiamo dire di aver cambiato la vita delle persone coinvolte e affette da carcinoma mammario metastatico. La sfida è continuare ad innovare: lo facciamo attraverso la nostra ricerca clinica, in particolare con il coinvolgimento di centri italiani. Abbiamo all'attivo più di 30 studi clinici in oltre 100 centri italiani, con l'ambizione di riuscire a portare fino a 20 nuove indicazioni oncologiche entro il 2030”.
In questo contesto, "la collaborazione con le associazioni pazienti è fondamentale e lo abbiamo visto anche con il docufilm ‘Due di noi’ che è stato riconosciuto dal presidente della Repubblica per il suo valore sociale - sottolinea Piccolo - Da qui è partita la campagna che abbiamo lanciato durante le Olimpiadi Invernali Milano-Cortina e che oggi portiamo in questo evento per amplificare le voci delle pazienti e diffonderle a un pubblico sempre più ampio”.

(Adnkronos) - Oggi, nella lotta al tumore al seno metastatico si apre una prospettiva “fino a qualche anno fa, inimmaginabile. Le terapie sono in continua evoluzione e questo ci dà grandissima speranza. Vogliamo però che anche l'opinione pubblica sia sensibilizzata e non pensi più che ‘tumore metastatico’ equivalga a ‘tumore terminale’, perché è un’uguaglianza che toglie energia alle donne che convivono con la malattia e che, in questo momento, non non rispecchia la realtà delle cose”. Lo spiega Alba Di Leone, presidente di Komen Italia e dirigente medico Uoc Senologica policlinico universitario Fondazione Agostino Gemelli Irccs Roma, intervenendo, all'interno del Roma Summer Fest, a ‘Due di Noi. Dialoghi sul tumore al seno metastatico’, la campagna di sensibilizzazione sul tumore al seno metastatico di Gilead Sciences con Europa Donna Italia che ha preso il via a Milano in occasione delle Olimpiadi invernali.
“Credo sia importante che ci sia un cambiamento culturale e che ci sia la consapevolezza che il tumore metastatico rimane un filone di ricerca importantissimo” aggiunge Di Leone. Le donne con tumore al seno metastatico che partecipano alla 'Race for the cure', manifestazione simbolo di Komen Italia, “mostrano il coraggio di interpretare la loro vita pur avendo la consapevolezza di una malattia metastatica. Questo - conclude - genera grande emozione, sia da parte della classe medica che delle pazienti stesse”.

(Adnkronos) - "Oggi le donne con tumore al seno metastatico possono accedere a terapie innovative. Gli ultimi 2 anni sono stati splendidi per" la cura del " tumore della mammella. A livello biologico, sappiamo quanto è importante la rilevazione del gene e l'identificazione di mutazioni, a seconda delle quali si impiegano diversi farmaci con specifici target. Per le pazienti che non presentano queste mutazioni ci sono farmaci, come il sacituzumab govitecan, che si sono dimostrati efficaci nel ritardare la ripresa di malattia in quello che rappresenta lo zoccolo duro del tumore della mammella, ovvero il triplo negativo (mTnbc)”. Così Alessandra Fabi, responsabile della Medicina di precisione in Senologia del policlinico universitario Fondazione Agostino Gemelli Irccs Roma, intervenendo, nell’ambito del Roma Summer Fest, all’incontro ‘Due di noi. Dialoghi sul tumore al seno metastatico’, nuova tappa della campagna di sensibilizzazione di Gilead Sciences con Europa Donna Italia sul tumore al seno metastatico.
“Le donne con tumore al seno metastatico sopravvivono di più - continua Fabi - Il miglioramento della sopravvivenza però non è determinato dal singolo farmaco che si effettua, ma da quanto si riesce a mantenere la paziente in trattamento. La paziente metastatica inevitabilmente andrà incontro a una progressione di malattia, in tempi più o meno lunghi. Il farmaco vincente è quello che determina il più lungo ritardo della ripresa di malattia”. Sperimentare farmaci innovativi ha permesso di mettere a punto "delle sequenze: quando per un farmaco c'è una resistenza - chiarisce l'esperta - ce ne sono altri, a sequenza, da impiegare, anche lì dove ci sembrava impossibile fino a poco tempo fa. Ne è un esempio il sacituzumab govitecan nel tumore alla mammella triplo negativo. Impiegato in prima linea, non solo ritarda la progressione di malattia - precisa - ma va ad impattare anche la sopravvivenza, come mostrano gli ultimi dati ricevuti un mese fa a Chicago”, all'Asco, il congresso americano di oncologia.
“La strada che i farmaci innovativi devono percorrere in Europa per arrivare ai pazienti è più lunga rispetto ad altre realtà internazionali, però questo aspetto sta migliorando negli ultimi anni - osserva Fabi - Il percorso dell’innovazione parte con la ricerca, si passa poi a sperimentare il nuovo farmaco, a valutarne l'attività e a confrontarlo con quello che è lo standard di trattamento. Se si dimostra superiore in termini di attività, di efficacia terapeutica e di minore tossicità, prende il sopravvento sullo standard precedente. Da lì parte il percorso burocratico - continua - fatto di registrazione, di rimborsabilità e, poi, di accesso al farmaco, con tempi che variano a seconda delle Regioni. Alcune sono più veloci nell’attivazione del nuovo standard di trattamento, altre meno”. Lo scoglio maggiore da superare in termini di tempo per l’accesso all’innovazione “resta la registrazione del rimborsabilità data dalla dall'Aifa - Agenzia italiana del farmaco - conclude - che rappresenta per noi italiani un aspetto importante e, molto spesso, un po’ limitante”.
Stop all'obbligo relativo alla presenza medica dei medici di
medicina generale nelle case di comunità e trasformazione in
adesione volontaria. Lo chiede all'assessora della Sanità ad
interim, la governatrice Alessandra Todde, e al direttore generale
dell'assessorato alla Sanità, Thomas Schael, il sindacato Snami nel
giorno in cui si tiene a Cagliari un incontro per decidere il
futuro organizzativo delle Case di comunità.
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(Adnkronos) - Dai contratti al rapporto con i sindacati passando per il salario giusto e il fisco. Molti i temi affrontati dalla ministra del Lavoro, Marina Calderone, intervistata ad Andktalks dal direttore Davide Desario.
"La convergenza è sicuramente replicabile su altri fronti perché il percorso di confronto e ascolto reciproco" con le parti sociali "ha portato a interventi su altri temi" come ad esempio "il decreto 159 del 2025, il decreto sicurezza, che è stato frutto di confronto, ascolto e condivisione con le parti sociali", ha sottolineato. "Poi, come ha detto la presidente Meloni anche in occasione del congresso della Uil, ci sono momenti in cui andremo d’accordo e momenti in cui non andremo d’accordo. Ma il confronto c’è ed è un confronto assolutamente produttivo", ha aggiunto.
Quanto ai contratti "si devono rinnovare per tempo e alla giusta retribuzione". Sull'occupazione ci sono "numeri positivi da consolidare". “Non penso che la Cgil sia contraria al tema del salario giusto - ha detto ancora - Le annotazioni fatte da Landini sul decreto 1 maggio sono che ‘non c’è niente per i lavoratori’. Però ha omesso di ricordare che avevamo anticipato l’impegno a favore dei lavoratori con la legge di bilancio 2026 che mette 2 miliardi euro”. “E inoltre, nel decreto 1 maggio c’è un passaggio importante, pur nel rispetto dell’autonomia delle parti, cioè che i contratti si rinnovano a scadenza. E se ciò non avviene, bisogna riconoscere un’indennità provvisoria in attesa del rinnovo”, ha ricordato la ministra.

Dai contratti al rapporto con i sindacati passando per il salario giusto, l'occupazione e la manovra. Molti i temi affrontati dalla ministra del Lavoro, Marina Calderone, intervistata ad Andktalks dal direttore Davide Desario.
“La finanziaria del 2027 potrà essere veramente un buon viatico per dimostrare che l’interesse del governo a sostenere il lavoro non è episodico e non avviene a scadenze fisse come ci hanno detto spesso le opposizioni”, ha detto la ministra affermando che, invece, “il lavoro è al centro di tutte le nostre riflessioni”.
Quelli sull’occupazione sono “numeri positivi, siamo ad una buona fase del nostro lavoro, ma abbiamo di fronte ancora tante sfide, e soprattutto, questo andamento va consolidato”, ha detto all’Adnkronos la ministra del Lavoro. “Ci sono interventi ulteriori da fare, per esempio per sostenere l’occupazione giovanile e femminile”, ha spiegato, ribadendo che “i dati sono positivi, siamo sotto la media europea, così come è indicativo che i numeri dell’Italia migliorino in modo più sensibile di quelli degli altri Paesi, soprattutto in quei contesti in cui siamo più in difficoltà, cioè appunto i giovani e le donne”.
"Per noi il tema del salario minimo non è proponibile, il salario minimo fissato per legge è una soglia definita dalla politica, invece il nostro pensiero è che la contrattazione collettiva deve definire il sistema di regole. Il dl 1 maggio fa questo: quando si parla di salario giusto, si fa riferimento ai Ccnl che hanno stipulato le organizzazioni comparativamente più rappresentative e si guarda al trattamento economico complessivo. Per noi vuol dire un salario alto e corrispondente al principio contenuto nell'articolo 36 della Costituzione", ha affermato Calderone.
Bisogna “dare un impulso ai rinnovi contrattuali. I contratti si devono rinnovare per tempo e garantendo una giusta retribuzione”, ha detto la ministra rivendicando che in quest’ottica, “il decreto 1 maggio non è un episodio, ma una conseguenza: è in stretta connessione con le azioni fatte prima. Abbiamo investito 2 miliardi, nella finanziaria 2026, per sostenere i rinnovi, la tassazione agevolata dei premi di produttività, la sforzo dei lavoratori adibiti al lavoro faticoso”.
Con le parti sociali "la convergenza è sicuramente replicabile su altri fronti perché il percorso di confronto e ascolto reciproco ha portato a interventi su altri temi" come ad esempio "il decreto 159 del 2025, il decreto sicurezza, che è stato frutto di confronto, ascolto e condivisione con le parti sociali", ha sottolineato Calderone. "Poi, come ha detto la presidente Meloni anche in occasione del congresso della Uil, ci sono momenti in cui andremo d’accordo e momenti in cui non andremo d’accordo. Ma il confronto c’è ed è un confronto assolutamente produttivo", ha aggiunto.
“Non penso che la Cgil sia contraria al tema del salario giusto. Le annotazioni fatte da Landini sul decreto 1 maggio sono che ‘non c’è niente per i lavoratori’. Però ha omesso di ricordare che avevamo anticipato l’impegno a favore dei lavoratori con la legge di bilancio 2026 che mette 2 miliardi euro”, ha detto ancora la ministra, ricodando: “E inoltre, nel decreto 1 maggio c’è un passaggio importante, pur nel rispetto dell’autonomia delle parti, cioè che i contratti si rinnovano a scadenza. E se ciò non avviene, bisogna riconoscere un’indennità provvisoria in attesa del rinnovo”.
“Per noi è importante che la patente a crediti, che nasce per l’edilizia e parte da un settore importante e complesso come quello delle costruzioni, poi possa diventare un patrimonio di tutto il mondo produttivo: già nel dl sicurezza del 2025 abbiamo individuato e tracciato la strada per altri settori, che però ovviamente richiede tutta una serie di valutazioni”, ha affermato la ministra. “La patente a crediti è rimasta nel cassetto di molti governi perché certamente complessa: l’applicazione e l’introduzione richiede un percorso di confronto, aggiornamento e approntamento dei sistemi che non può concludersi in un giorno. Ed è quello che siamo facendo: ora più di 500mila aziende sono nel circuito della patente”, ha quindi sottolineato.
Sul fronte della lotta al caporalato “abbiamo intensificato le ispezioni e l’attività preparatoria, che viene fatta a monte nei settori particolarmente a rischio, e siamo in campo con una campagna straordinaria nel settore dell’agricoltura”, ha affermato sottolineando: “Per noi è importante evidenziare una convinzione: che la stragrande maggioranza delle imprese italiane e degli imprenditori sono sani, seri e onesti, trattano bene il proprio personale e applicano i contratti. Ma i pochi che agiscono nell’illegalità e con la connivenza della criminalità organizzata rischiano di compromettere la buona immagine di un paese che fa della qualità un elemento vincente all’estero”.
"Bisogna investire ancora di più nell’incremento delle attività ispettive. Ma in questo i numeri dicono che abbiamo fatto molto: dalle 100mila ispezioni del 2022 siamo arrivati a 158mila”, ha detto ancora la ministra rivendicando: “È importante intensificare le azioni di controllo. E credo che il governo abbia messo in campo delle azioni importanti: credo sia molto importante aver introdotto una norma che dice che chi denuncia, una vittima di caporalato che collabora con la giustizia, può ottenere l’assegno di inclusione, che è un sostegno economico importante che chi è sfruttato ha bisogno di ricevere. Inoltre viene inserito in un percorso in cui se non ha un permesso di soggiorno regolare gli viene riconosciuto e, contemporaneamente, viene accompagnato a trovare un lavoro regolare”. Allo stesso modo - ha osservato - “è importante anche il fatto che in altri contesti abbiamo repenalizzato il reato di somministrazione illecita e fraudolenta di manodopera: è un segnale importante”.
“Bisogna sfatare il mito secondo cui i bonus o gli incentivi possono essere la motivazione per cui le aziende assumono. Non è così: le aziende assumono perché hanno lavoro e necessità di manodopera qualificata. Il sostegno in un percorso di inserimento lavorativo è per sostenere l’investimento a lungo termine su quelle persone”, ha quindi detto sottolineando: È importante proseguire nel sostegno alle assunzioni di giovani e donne ma è venuto anche il momento anche di fare una razionalizzazione degli incentivi perché a volte si sovrappongono e si rischia di disperdere le risorse, lasciando fuori la copertura di altre platee”.

(Adnkronos) - Una chiamata al 112 nata da una situazione decisamente insolita ha richiesto l’intervento della polizia in un appartamento della zona di via Garibaldi a Livorno. A chiedere aiuto è stata una donna nigeriana che, al culmine di una discussione con il marito, ha deciso di rivolgersi alle forze dell’ordine perché il compagno, appena rientrato da un viaggio in Nigeria, non aveva intenzione di avere un rapporto intimo con lei. La notizia è riportata oggi dal quotidiano "Il Tirreno".
L’episodio ha sorpreso anche gli agenti della Squadra volante della questura, intervenuti dopo la richiesta di soccorso. La coppia, secondo quanto ricostruito, non si vedeva da circa un mese: l’uomo si era infatti recato nel Paese d’origine per trascorrere un periodo con i familiari e aveva fatto ritorno da poco in Italia. Al suo rientro, però, il marito avrebbe spiegato alla compagna di essere particolarmente provato dal lungo viaggio in aereo e di aver bisogno di riposare. Una motivazione che la donna non avrebbe accettato, interpretando il rifiuto come un possibile segnale di problemi nella relazione. Da qui sarebbe nata una discussione dai toni sempre più accesi, con accuse e sospetti rivolti al compagno, fino a ipotizzare anche un possibile tradimento avvenuto durante la permanenza in Nigeria. La situazione è rapidamente degenerata dal punto di vista verbale, tanto che le urla della coppia hanno attirato l’attenzione dei vicini di casa. Alcuni residenti del condominio hanno raccontato di essersi preoccupati per il forte rumore proveniente dall’appartamento e di aver visto arrivare poco dopo le pattuglie della polizia.
"Abbiamo sentito urla molto forti – hanno riferito alcuni vicini al 'Tirreno' – e ci siamo spaventati. Poi sono arrivate le volanti". Il timore era che la discussione potesse trasformarsi in qualcosa di più grave e per questo l’intervento delle forze dell’ordine ha contribuito a riportare la calma nell’abitazione. Gli agenti dell’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico una volta entrati nell’appartamento hanno ascoltato i due conviventi e verificato la situazione. Al termine dei controlli, però, non sono emerse criticità né episodi che richiedessero ulteriori provvedimenti. La coppia si trovava infatti al centro di un acceso litigio legato esclusivamente a una questione personale e sentimentale. I poliziotti, dopo aver accertato che non vi fossero problemi di sicurezza o situazioni di violenza, hanno lasciato l’abitazione senza compiere alcun atto.

(Adnkronos) - Tante risata a Wimbledon per Kimi Antonelli, ospite del royal box a Londra insieme alla leggenda del tennis Roger Federer. I due hanno assistito al match degli ottavi di finale del torneo tra Jasmine Paolini e Alex Eala, vinto dall'azzurra, trovando poi il tempo per scambiare due chiacchiere a proposito di tennis.
Roger Federer, per scherzare, ha suggerito a Kimi di chiedere a Jannik Sinner di insegnargli la sua tecnica di rovescio a due mani. La risposta del pilota italiano non si è fatta attendere: "Preferisco il rovescio a una mano". E Federer: "Quello posso insegnartelo io, ma chiedi a Jannik di aiutarti per imparare anche l'altro".

(Adnkronos) - Dopo le accise, arrivano i rialzi. Salgono i prezzi dei carburanti alla pompa, dopo due decisi aumenti delle quotazioni dei prodotti raffinati: rincari per Eni e Q8 sul gasolio e per IP anche sulla benzina. Se le quotazioni del petrolio sono tornate ai livelli antecedenti l'attacco di Usa e Israele all'Iran, a fine febbraio, quelle di benzina e gasolio sono ancora ben al di sopra: la crisi è tutt'altro che rientrata.
Questa mattina il prezzo medio dei carburanti in modalità self service lungo la rete stradale nazionale è pari a 1,852 €/l per la benzina (+8 millesimi rispetto a ieri), 1,935 €/l per il gasolio (+10), 0,760 €/l per il Gpl (-2) e 1,554 €/kg per il metano (invariato). Sulla rete autostradale il prezzo medio self è di 1,940 €/l per la benzina (+2), 2,012 €/l per il gasolio (+4), 0,885 €/l per il Gpl (+1) e 1,585 €/kg per il metano (invariato).
Stando alla rilevazione di Staffetta Quotidiana, Eni ha aumentato di due centesimi al litro i prezzi consigliati del gasolio. Per IP si registra un rialzo di due centesimi sulla benzina e di uno sul gasolio. Per Q8 +3 sul diesel. Tamoil lima invece la benzina (-1 cent).

(Adnkronos) - Momenti di tensione sull' Autostrada A1 sono stati vissuti dalle pattuglie della Polizia Stradale di Orvieto e Roma Nord. Tutto è iniziato quando gli agenti sono intervenuti per un soccorso stradale al Km 422+350 sud per un veicolo in panne sulla corsia di emergenza. Immediatamente, sono state messe in atto tutte le misure di sicurezza e mentre un poliziotto ha iniziato ad effettuare la viabilità e segnalare il pericolo agli utenti della strada, l'altro ha provveduto a gestire le fasi del soccorso. In questi attimi, con il traffico rallentato, improvvisamente una Volkswagen Golf nera, uscendo dalla corsia di marcia e immettendosi a forte velocità su quella di emergenza, ha costretto un agente a lanciarsi oltre il guardrail per non essere investito. Stessa sorte anche per il secondo poliziotto impegnato nel soccorso, riuscito ad evitare di essere investito, mentre il veicolo si è allontanato a forte velocità in direzione Roma.
Diramata la nota di ricerca, l'auto è stata intercettata dalle pattuglie di Roma Nord, subito dopo la barriera autostradale, al km 1 della diramazione 18 in direzione Grande Raccordo Anulare. Nonostante l'alt, l'uomo alla guida ha continuato la sua marcia a forte velocità, compiendo manovre pericolose tra i veicoli in transito, tentando anche di speronare i veicoli della polizia. La folle corsa è terminata dopo circa 18 km. Portato presso gli uffici della Polizia Stradale di Roma Nord, l'uomo è stato fermato per tentato omicidio e su disposizione della Procura di Roma portato nella casa circondariale di Regina Coeli in attesa di convalida. Dagli accertamenti è emerso inoltre che lo stesso aveva la patente ritirata per guida in stato di alterazione psicofisica.

Dopo il voto della Commissione Envi del Parlamento europeo sulla revisione del Regolamento Cbam (Carbon Border Adjustment Mechanism), che conferma l’urea tra le materie prime soggette al nuovo meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere, il livello di guardia per gli effetti che rischia di produrre sulle industrie europee del pannello e, a cascata, sull’intera filiera del legno-arredo, si è ulteriormente alzato. Assopannelli di FederlegnoArredo esprime infatti forte preoccupazione e dissenso rispetto all’orientamento emerso che, di fatto, consente che filiere manifatturiere strategiche vengano indebolite. “Non possiamo accettare che decisioni assunte con finalità ambientali, e quindi condivisibili negli obiettivi, si traducano in un ulteriore indebolimento della competitività delle imprese europee, senza che esistano alternative concrete di approvvigionamento all’interno dell’Unione”, afferma in una nota Assopannelli di FederlegnoArredo, che da mesi sottopone all'attenzione delle istituzioni italiane ed europee le conseguenze negative che tali provvedimenti hanno sul settore, chiedendo nello specifico di introdurre maggiore pragmatismo e flessibilità nell’applicazione del regolamento, sostenendo l’introduzione di meccanismi di sospensione temporanea in presenza di circostanze eccezionali e, soprattutto, l’esclusione dell’urea dall’ambito di applicazione del CBAM e di prevedere misure volte a tutelare le industrie a valle che subiranno impatti economici sproporzionati.
"L’urea - spiega Paolo Fantoni, presidente di Assopannelli - costituisce una materia prima strategica per la produzione di resine e colle utilizzate nei pannelli a base legno che incidono per circa il 43% dei costi diretti di produzione. L'entrata in vigore dell’obbligo di acquisto dei certificati Cbam da gennaio 2026 potrebbe determinare un costo aggiuntivo per l’urea compreso tra 40 e 60 euro per tonnellata nel solo 2026, e tradursi in incrementi dei costi dei pannelli nell’ordine del 10-12% alla fine dei primi 4 anni di applicazione. Un aggravio - prosegue Fantoni - che non si fermerebbe ai produttori di pannelli, ma si propagherebbe lungo tutta la catena del valore, incidendo sulla competitività delle aziende del mobile e dell’arredo e, inevitabilmente, sui prezzi finali per i consumatori. Il prezzo dell’urea ha registrato negli ultimi anni oscillazioni significative, raggiungendo in alcune fasi livelli prossimi ai 900 dollari per tonnellata, pertanto l'introduzione di ulteriori oneri rischia di amplificare un quadro già particolarmente gravoso per le imprese”.
Situazione resa ancora più critica dalla forte dipendenza dell’Europa dalle importazioni di urea provenienti da Paesi extra-UE. Nel 2023 oltre l’80% delle importazioni italiane di urea è arrivato da Paesi terzi, in particolare da Egitto, Algeria e Nigeria, mentre - spiega Assopannelli - la quota proveniente dall’Unione europea è rimasta inferiore al 20%. Assopannelli continuerà a mantenere alta l’attenzione sul tema, affinché nei mesi che ci separano dal voto del Parlamento europeo, vengano fatte proprie le esigenze delle industrie coinvolte preservando così la competitività dell’intera filiera del legno-arredo. “C’è ancora la possibilità di costruire una normativa – conclude Fantoni – che coniughi la tutela dell’ambiente con la salvaguardia della capacità industriale europea, lavoreremo pertanto in tale senso”.

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I più grandi velieri e le navi storiche si sono dati appuntamento a Boston, dall’11 al 16 luglio, per Sail Boston 2026, spettacolare regata che chiama a raccolta imbarcazioni da tutto il mondo. L’evento si inserisce nella più ampia iniziativa Sail250, che è parte del programma di America250, l’ampio calendario di festeggiamenti che si susseguono in questo 2026 in occasione dei 250 anni dalla Dichiarazione d’Indipendenza degli Stati Uniti. Dopo le grandi celebrazioni per il 4 luglio, i festeggiamenti si spostano quindi nella baia di Boston. Questo grande evento offre a equipaggi, cadetti e visitatori provenienti da tutto il mondo un'esperienza indimenticabile e una celebrazione marittima di livello mondiale. Dall'11 al 16 luglio saranno oltre 25 i velieri storici e le navi militari che faranno il loro ingresso nel porto di Boston.
L'evento clou è la Meet Boston Parade of Sail, Grande Parata delle vele, l'11 luglio, quando una flotta di decine di grandi velieri sfilerà nel porto a partire dalle 9 del mattino e fino alle 16. La Grande Parata delle vele animerà il porto di Boston mentre maestose imbarcazioni avanzeranno in formazione davanti ai quartieri costieri più suggestivi della città, offrendo viste indimenticabili. Le imbarcazioni sfileranno in flottiglia da Broad Sound verso il canale principale del porto di Boston, virando all'altezza di Charlestown prima di dirigersi verso le aree di ormeggio assegnate. Lo spettacolo della parata potrà essere ammirato dalle migliaia di visitatori che si riverseranno sul Lungomare da punti privilegiati quali Castle Island, il Seaport District, il lungomare di Boston (Waterfront), East Boston, il North End e Charlestown.
Dopo la Meet Boston Parade of Sail, i velieri partecipanti ormeggeranno presso le banchine designate lungo il lungomare, dove i visitatori potranno esplorare e salire a bordo di alcune delle imbarcazioni. Non solo. Sarà possibile anche salpare a bordo dei grandi velieri che faranno scalo a Boston quest'estate. Undici imbarcazioni offrono, infatti, escursioni giornaliere aperte a persone di tutte le età. Le navi arriveranno l'11 luglio e ripartiranno la mattina del 16 luglio. I velieri saranno ormeggiati in diverse località. Tutti i dettagli sulle navi disponibili e le modalità di partecipazione si possono consultare sul sito di Meet Boston, l’ente per il turismo della città (https://www.meetboston.com/[1]), e sul sito dedicato alla Parata (https://www.sailboston.com/[2]).
Alla Grande Parata seguiranno cinque giorni di festival marittimo con visite pubbliche alle navi, tour ed eventi gratuiti nel Seaport District. Sail Boston, infatti, intratterrà il pubblico più giovane con programmi educativi incentrati sulla storia marittima statunitense e internazionale. Cadetti ed equipaggi saranno a disposizione per raccontare ai bambini di tutte le età le loro esperienze personali in mare, i paesi di provenienza e altro ancora. In programma anche i fuochi d’artificio sabato 11 e mercoledì 15 luglio alle 21,15. Ancora, lunedì 13 ci sarà la Parata di equipaggi e cadetti, fra le 12 e le 14, dal Leader Bank Pavilion al Christopher Columbus Park. E infine la Sail Boston Cup, martedì 14 alle 10, presso il LoPresti Park.
Boston è, quindi, un porto ufficiale di Sail250, raduno globale di grandi velieri e navi militari per celebrare il 250° anniversario della fondazione degli Stati Uniti. La storia di Boston, infatti, si estende ben oltre la terraferma, abbracciando il mare. La città vanta un ricco patrimonio marittimo, che spazia dal passato ai giorni nostri. Nell'ambito del ‘Visiting Ship Program’, i bostoniani accolgono costantemente nel loro porto equipaggi e cadetti provenienti da ogni parte del mondo.
E Boston è una delle città che hanno fatto la storia dell’Indipendenza americana. Nota come ‘America’s Walking City’ (la città americana a misura di pedone), Boston ospita numerosi luoghi storici risalenti all'epoca della Rivoluzione americana. Ad esempio, i visitatori possono percorrere il Freedom Trail, un itinerario pedonale in mattoni rossi lungo circa 4 chilometri (2,5 miglia) che tocca sedici siti storici di rilevanza nazionale. Il percorso ha inizio a Boston Common e termina a Bunker Hill, nei pressi del Charlestown Navy Yard e della Uss Constitution, la più antica nave ancora in servizio attivo al mondo. Dal 1992, Sail Boston Inc., organizzazione no-profit, ha ospitato oltre 500 grandi velieri internazionali e imbarcazioni di interesse per Boston e per molte comunità costiere del Massachusetts. Sail Boston Inc. si impegna a sviluppare programmi volti a favorire lo sviluppo economico e l'arricchimento culturale per i cittadini, le imprese e i visitatori del Massachusetts.

(Adnkronos) - Un divano rosa al centro di uno dei più importanti appuntamenti culturali e musicali dell'estate. È l'immagine scelta da ‘Due di noi’, la campagna di sensibilizzazione promossa da Gilead Sciences Italia con Europa Donna Italia, che arriva al Roma Summer Fest per continuare un percorso iniziato nell'ambito delle Olimpiadi Culturali di Milano Cortina 2026 per portare il tema del tumore al seno metastatico all'interno di luoghi dedicati alla socialità. Per un mese - informa una nota - il divano rosa sarà il simbolo di una nuova narrazione della malattia metastatica: non soltanto il racconto di una diagnosi e delle cure, ma di una vita che continua. Una vita fatta di relazioni, passioni, sport, cultura, lavoro, progetti e momenti di condivisione. Una vita che oggi, grazie ai progressi della ricerca scientifica, può contare su un tempo più lungo e, soprattutto, su un tempo di maggiore qualità.
La scelta del Roma Summer Fest non è casuale. La manifestazione che celebra la musica, l'incontro e la partecipazione, accoglie infatti la campagna per raccontare cosa significhi, per una donna che convive con un tumore al seno metastatico, poter programmare una serata con gli amici, assistere a un concerto, praticare sport o coltivare le proprie passioni. Attività che per molti rappresentano la normalità e che oggi, sempre più spesso, possono continuare a far parte della quotidianità delle pazienti grazie all'evoluzione delle cure. Al centro dell'iniziativa, ospitata presso l’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, c’è il dialogo tra clinici, associazioni di pazienti e rappresentanti del mondo della ricerca, da cui emerge un obiettivo condiviso: rendere il più rapidamente possibile disponibili alle donne le opportunità offerte dall'innovazione terapeutica.
“Negli ultimi anni abbiamo assistito a un cambiamento profondo nel trattamento del tumore al seno metastatico - afferma Alessandra Fabi, Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli Irccs - Oggi disponiamo di terapie innovative che consentono di controllare la malattia più a lungo, preservando al tempo stesso la qualità di vita delle pazienti. Intervenire precocemente con le opzioni terapeutiche più efficaci significa offrire maggiori opportunità di beneficio clinico, più tempo e più tempo vissuto bene. È in questa direzione che guardiamo con interesse alle più recenti acquisizioni terapeutiche che la ricerca ha portato” come “l’approvazione europea di una terapia mirata in prima linea per le pazienti con tumore al seno metastatico triplo negativo, non candidabili all'immunoterapia e per il quale fino a pochissimi anni fa esisteva solo la chemioterapia, rappresenta un ulteriore passo avanti. L'auspicio è che il percorso di accesso in Italia possa completarsi rapidamente affinché le donne affette da questa neoplasia possano equamente e al più presto riceverla come cura principale”.
Se la ricerca continua ad ampliare le possibilità terapeutiche, altrettanto fondamentale è il lavoro svolto dalle associazioni di pazienti per trasformare il progresso scientifico in opportunità concrete e accessibili. “Oggi la ricerca sta cambiando in modo tangibile la prospettiva delle donne con tumore al seno metastatico - afferma Rosanna D'Antona, presidente di Europa Donna Italia - Ma l'innovazione è davvero tale solo quando raggiunge tutte le donne, indipendentemente dal luogo in cui vivono. Le associazioni hanno il compito di portare la voce delle pazienti nei tavoli decisionali, favorire il dialogo con le istituzioni e contribuire a ridurre le disuguaglianze di accesso alle cure. L'obiettivo comune è fare in modo che i progressi della ricerca si traducano rapidamente in benefici reali, consentendo a sempre più donne di guadagnare non solo anni di vita, ma vita negli anni”.
Il valore di questa trasformazione emerge con particolare evidenza nei contesti di partecipazione collettiva, dove le donne con tumore al seno metastatico possono continuare a essere protagoniste della propria quotidianità. “Negli anni abbiamo visto crescere la presenza delle donne con tumore al seno metastatico nelle manifestazioni dedicate alla salute e al benessere - sottolinea Alba Di Leone, presidente di Susan G. Komen Italia - Non si tratta semplicemente di numeri, ma della testimonianza concreta di come la ricerca abbia cambiato il percorso della malattia. Sempre più donne continuano a vivere pienamente le proprie relazioni, partecipano a eventi, fanno sport e condividono esperienze con le loro famiglie e le loro comunità. Manifestazioni come la ‘Race for the Cure’ e iniziative come ‘Due di noi’ contribuiscono a rendere visibile una realtà che merita di essere raccontata: le donne non sono la loro malattia, ma i loro progetti, le loro passioni e il loro desiderio di futuro”.
Se oggi il tumore al seno metastatico può essere affrontato con prospettive molto diverse rispetto al passato, il merito è di un percorso che ha visto procedere insieme ricerca scientifica, innovazione terapeutica, advocacy delle associazioni e impegno delle istituzioni.
Ogni nuovo avanzamento contribuisce ad ampliare il tempo a disposizione delle pazienti, ma soprattutto la possibilità di viverlo pienamente, continuando a coltivare relazioni, passioni e progetti. In questo scenario - continua la nota - l'innovazione rappresenta un elemento decisivo: non soltanto perché rende disponibili nuove opportunità terapeutiche, ma perché sposta sempre più avanti il confine di ciò che è possibile fare contro la malattia. Una sfida che richiede investimenti continui nella ricerca e un impegno condiviso affinché i progressi scientifici possano tradursi rapidamente in benefici concreti per tutte le donne.
“La ricerca nel tumore al seno metastatico sta vivendo una fase di grande evoluzione - osserva Carmen Piccolo, direttore Medico di Gilead Sciences Italia - Nuove opzioni terapeutiche stanno contribuendo ad aumentare il tempo a disposizione delle pazienti preservandone la qualità di vita e consentendo di intervenire sempre più precocemente nel percorso di cura. Oggi la sfida non è soltanto sviluppare innovazione, ma fare in modo che questa raggiunga rapidamente tutte le donne che ne possono beneficiare, in maniera equa e uniforme sul territorio nazionale. Per questo è fondamentale il lavoro congiunto della comunità scientifica, delle istituzioni e delle associazioni di pazienti. Da 5 anni Gilead ha scelto di investire nell'oncologia solida con l'obiettivo di contribuire a migliorare la vita delle persone che convivono con una malattia oncologica. Accanto alla ricerca, continuiamo a sostenere iniziative come ‘Due di noi’ perché crediamo sia importante dare voce alle donne con tumore al seno metastatico e portare questi temi nei luoghi della vita quotidiana, favorendo consapevolezza, dialogo e attenzione verso il valore dell'innovazione”.
Con il suo arrivo al Roma Summer Fest - conclude la nota - ‘Due di noi’ continua, dunque, il suo viaggio nei luoghi della vita quotidiana per raccontare una realtà che sta cambiando. Un invito a guardare oltre la malattia e a riconoscere il valore della ricerca che, ogni giorno, contribuisce ad ampliare il tempo, le opportunità e il futuro delle donne che convivono con il tumore al seno metastatico.

(Adnkronos) - Una nuova ondata di caldo si sta già formando sull'Atlantico. "Per questa settimana si prevedono temperature fino a 43 gradi in Portogallo e nel sud della Spagna. La Francia e i Paesi del Benelux Belgio, Paesi Bassi e Lussemburgo) si preparano ad affrontare un'altra impennata delle temperature, mentre alcune aree dell'Asia centrale stanno soffocando sotto un caldo che raggiunge i 40 gradi". E' l'allarme che arriva dall'Oms Europa nelle parole del suo direttore Hans P. Kluge ha convocato ieri una riunione di emergenza con la partecipazione di 41 Stati e della Commissione europea. "L'incontro ha dimostrato chiaramente come i Paesi stiano affrontando il caldo estremo con la dovuta serietà - ha precisato Kluge in una nota finale - considerandolo una vera e propria emergenza di sanità pubblica e non un semplice fenomeno meteorologico. L'ordine del giorno era preciso: cosa ci ha insegnato l'attuale ondata di caldo e siamo pronti per ciò che ci aspetta? Le risposte hanno evidenziato sia progressi concreti sia lacune che non possiamo permetterci di ignorare".
Come si sta lavorando? "I Piani d'azione per la salute in caso di ondate di calore salvano le vite umane - ha aggiunto Kluge - I paesi dotati di tali piani hanno risposto tempestivamente, coordinandosi efficacemente tra i vari attori coinvolti e proteggendo al meglio la popolazione". Il direttore generale dell'Oms Europa ha citato l'Italia: "Il sistema italiano di sorveglianza della mortalità, attivo in 45 città, è in grado di fornire ai decisori dati quasi in tempo reale per tutta la durata della crisi". Poi ha elencato altri piano messi in campo.
"La Spagna ha collaborato direttamente con i media per migliorare la comunicazione al pubblico sui rischi sanitari legati al caldo. L'Austria - ha proseguito il Dg - ha attivato il proprio piano aggiornato, ha introdotto normative per la protezione dal caldo dei lavoratori e ha integrato le strutture di coordinamento nazionali e regionali. In Belgio, la fase di massima allerta è stata attivata solo per la seconda volta dal 2020. La Francia ha dimostrato come il coordinamento intersettoriale abbia contribuito ad alleviare la pressione sul sistema sanitario e a rafforzare la risposta complessiva all'emergenza caldo. La Macedonia del Nord ha collaborato con le squadre della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa per raggiungere le persone senza fissa dimora".
In cosa consiste concretamente un piano d'azione per la salute in caso di ondate di calore? "E' un sistema che collega i processi di allerta meteorologica precoce alle risposte di sanità pubblica - ha rimarcato Kluge - alla pianificazione della capacità di risposta dei servizi sanitari, agli interventi rivolti ai gruppi a maggior rischio e al coordinamento intersettoriale tra le autorità competenti in materia di salute, salute sul lavoro, assistenza sociale, edilizia abitativa e pianificazione urbana".
Dall'incontro è emerso un altro aspetto degno di nota secondo il Dg: "I Paesi stanno iniziando a collegare i vari elementi in modo significativo. Gli organismi di gestione delle emergenze si confrontano con i team responsabili delle politiche sanitarie. Gli urbanisti siedono allo stesso tavolo dei funzionari della sanità pubblica. I ministeri dell'ambiente dialogano con quelli della salute. Questo coordinamento intergovernativo – fondato sulla consapevolezza condivisa che il caldo estremo rappresenta una minaccia per la sicurezza sanitaria, e non un problema di competenza di un singolo settore – è uno dei cambiamenti più importanti emersi ieri. Sebbene - conclude - tale processo sia ancora disomogeneo e necessiti di essere incoraggiato, è comunque in atto. Ed è esattamente il tipo di cambiamento strutturale capace di trasformare un piano sanitario contro il caldo da semplice documento a sistema realmente in grado di proteggere le persone".

(Adnkronos) - Una persona è morta e altre due sarebbero rimaste ferite, in maniera lieve, in un incidente stradale che ha visto coinvolto un autobus vicino a Formia, in provincia di Latina. Secondo una prima riscostruzione degli agenti del commissariato di Formia, intervenuti sul posto, il mezzo è uscito di strada a Castellonorato Trivio. Le causa sono ancora in corso di accertamento, tra le ipotesi un malore dell'autista. La vittima e i feriti sono passeggeri dell'autobus.

(Adnkronos) - Resta in carcere Lamin Saidilly, il 22enne che sabato mattina, fuori da un bar di via Capecelatro, in zona San Siro a Milano, ha colpito con una ventina di coltellate uno sconosciuto di 55 anni. Lo ha deciso il gip Luigi Iannelli, convalidando l'arresto per tentato omicidio aggravato dai futili motivi e dalla premeditazione. Aggravante, quest'ultima, non riconosciuta la gip, che ha disposto la custodia cautelare in carcere per Saidilly per il rischio di fuga e di reiterazione del reato.
Era stato lo stesso 22enne a dire ai poliziotti, mentre veniva bloccato sabato mattina: "Mi sono divertito, appena esco lo rifaccio". Una frase che ora dice di non ricordare, così come tutta la dinamica dell'aggressione. Ieri, infatti, nell'interrogatorio in carcere davanti al gip Saidilly si è avvalso della facoltà di non rispondere.

(Adnkronos) - "A seguito delle dimissioni rassegnate dai componenti della Commissione parlamentare per l'indirizzo e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi e, al fine di procedere alla ricostituzione della stessa Commissione, la invito a volere provvedere alla designazione dei deputati spettanti al Gruppo da lei presieduto". E' quanto chiedono ai gruppi parlamentari il presidente del Senato, Ignazio La Russa e il presidente della Camera, Lorenzo Fontana in una lettera recapitata questa mattina ai capigruppo di tutte le forze parlamentari. Una mossa che arriva dopo le dimissioni dei componenti di opposizione e di maggioranza dalla vigilanza Rai della scorsa settimana. Il termine indicato nella missiva per la presentazione dei nomi è "entro l'8 luglio".
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