
(Adnkronos) - Adesso è ufficiale. Camila Giorgi tornerà a giocare tornei di tennis nel circuito Wta. Lo ha annunciato la stessa campionessa azzurra su Instagram, rispondendo alla domanda posta da una sua tifosa in risposta a una storia: "Se tornerò in campo? Yes, nel 2027".
L'azzurra, ex numero 26 del mondo, ha annunciato poche settimane fa di aspettare il suo primogenito dall'ex tennista e coach argentino Andrea Pasutti e non gioca un match ufficiale nel circuito dal maggio 2024.
In carriera ha vinto quattro titoli, tra cui spicca il Wta 1000 di Montreal nel 2021.

(Adnkronos) - Energia, rappresentanza, Europa: sono molti i temi, nel complesso scenario internazionale che stiamo attraversando, su cui si confronteranno domani, giovedì 23 aprile, al Teatro Italia di Roma, il segretario generale della Cgil Maurizio Landini e il presidente di Confindustria Emanuele Orsini.
L’occasione è l’assemblea nazionale delle delegate e dei delegati dell’industria della Cgil, dal titolo 'Il ruolo del lavoro, per nuove e sostenibili politiche industriali'. Al centro dell’iniziativa e del dibattito ci saranno le grandi trasformazioni e i nodi fondamentali che stanno attraversando il sistema produttivo del Paese: la crisi industriale, il ruolo dell’energia, la transizione ecologica, l’impatto della dinamica demografica sul lavoro e sulle prospettive di sviluppo, le trasformazioni digitali. Particolare attenzione sarà dedicata alle ricadute che tutto questo sta già producendo sul lavoro negli appalti e lungo l’intera filiera dell’indotto, con specifico riferimento alle categorie dei servizi e della logistica, sempre più esposte a fenomeni di precarizzazione, frammentazione contrattuale e compressione dei diritti.
Ad aprire i lavori, alle 10, sarà la relazione introduttiva del segretario confederale della Cgil Gino Giove, cui seguiranno gli interventi di delegate, delegati e strutture sindacali. Il confronto tra il segretario generale della Cgil e il Presidente di Confindustria è previsto nel primo pomeriggio.

(Adnkronos) - Per le imprese, soprattutto quelle attive nel settore bancario e finanziario, è importante presidiare da vicino il tema del quantum, perchè "è un paradigma computazionale che ci consentirà di risolvere problemi molto più complessi di quelli che sono aggredibili oggi attraverso anche sistemi di super calcolo, quindi super computing classico". Lo sottolinea Davide Corbelletto, Distinguished Quantum Specialist & Team Leader di Intesa Sanpaolo osservando come questa innovazione "al tempo stesso ci consentirà di migliorare sia in termini di efficienza".
"Parliamo - spiega - di risorse computazionali tempo macchina, sia in termini di efficacia, quindi di qualità della soluzione, quelle che sono delle strategie risolutive a problemi che esistono già oggi; quindi, possiamo sensibilmente migliorare sia in rapidità, sia in precisione quelli che sono gli outcome dei nostri calcoli e in ambito finanziario abbiamo una pletora di problemi di questo tipo".
"Pensiamo ad esempio ai problemi di ottimizzazione che in banca sono diffusissimi" dal momento che - conclude - "ad esempio si tenta di ottimizzare i portafogli finanziari nell'ottica di massimizzarne la rendita e al contempo minimizzarne il rischio alla volatilità".

(Adnkronos) - "Se non si risolve la crisi nel Golfo, e arriviamo a fine anno, al rischio di recessione abbiamo quasi certezza di arrivarci". Lo ha detto il presidente di Confindustria Emanuele Orsini, a margine dell’evento 'India-Italy: business partner, brighter future', organizzato a Milano da 'Il Sole 24 Ore' e Banco Bpm. "Noi - ricorda Orsini - lo avevamo già detto quasi un mese fa; se la guerra si fosse conclusa velocemente saremmo allo 0,5% del Pil; se continuassimo così per ancora altri tre mesi saremmo a uno zero, ma se arriviamo a fine anno, al rischio di recessione abbiamo quasi certezza di arrivarci".
Il presidente di Confindustria mette anche in guardia sulla mancanza di alcuni prodotti. "Parlando con il presidente di Federdistribuzione in questi giorni, ho appreso che sugli scaffali, in Sicilia, cominciano a mancare alcuni prodotti", ha detto Per questo, ha continuato, "dico che l'Europa si deve svegliare: abbiamo bisogno che comunque si costruisca un percorso. E ancora oggi leggo che ci sono consigli ai Paesi su cosa fare sull'energia, io mi aspetto invece una cosa diversa dall'Europa. L'Europa oggi deve dare con chiarezza e certezza misure di aiuto soprattutto a quei Paesi che sono un po' più indietro sull'energia". "Noi abbiamo già un grande problema sull'alluminio. Cominciano a mancare prodotti che arrivavano dal Golfo", ha spiegato. La chiusura dello stretto di Hormuz "per noi è un problema - ha evidenziato Orsini - perché lì avevamo un interscambio di 32 miliardi con un saldo positivo di 11 miliardi, quindi per noi ovviamente è un problema".
"In Italia - ha detto Orsini - dobbiamo fare i compiti a casa, perché noi dobbiamo cercare subito l'area idonea per il fotovoltaico, le rinnovabili e l'eolico. Credo che sia fondamentale mettere a terra tutto ciò che è possibile sul tema dell'energia, perché ci aspettiamo che l'Europa possa dare delle garanzie europee alle banche dei vari Stati per poter costruire dei nuovi impianti”. "Quello che dobbiamo fare oggi è costruire impianti - ha sottolineato Orsini - ma se neanche noi politicamente, tra tutti i partiti politici, non riusciamo a trovare l'area idonea, capite che è un problema. Poi è logico" bisogna puntare sulle "nuove tecnologie, sul micro reattore nucleare, ma ci vogliono dieci anni. Quindi quello che si può fare, anche riaprire le centrali a carbone. Se oggi serve riaprire le centrali a carbone per poter dare benefici alle nostre imprese, va fatto. Perché ricordo che la Germania lo sta facendo".

(Adnkronos) - L'Autorità di bacino distrettuale dell'Appennino Centrale (Aubac) e l'Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani presentano oggi, in occasione della Giornata della Terra, il progetto ''Le parole di Aubac: un vocabolario per governare il cambiamento'', iniziativa culturale e istituzionale che propone dieci nuove voci dedicate alla governance del territorio, dell'acqua, dell'energia e della transizione ecologica. Il progetto si inserisce nel quadro della rubrica Treccani «Le parole valgono» e nasce dalla convinzione che governare il territorio, in un'epoca segnata dalla crisi climatica e dalla trasformazione digitale, non richieda soltanto dati, modelli e strumenti tecnici, ma anche un linguaggio condiviso, capace di rendere comprensibili fenomeni complessi, costruire consapevolezza pubblica e orientare le decisioni collettive.
Il progetto propone dieci nuove voci, che parlano tutte, in modi diversi, del rapporto tra l'uomo e il pianeta: di come usiamo l'acqua, di come abitiamo il territorio, di come affrontiamo il rischio, di come costruiamo sicurezza e giustizia. Due di esse - «gemello digitale» e «città rigenerativa» -entrano come neologismi nel Vocabolario Treccani, mentre le altre otto entrano nell'Enciclopedia Italiana. La trama che le unisce è quella della cura del territorio. Si parte dall'autorità di bacino, modello di governance che supera i confini amministrativi per seguire l'unità fisica dei sistemi naturali, e dal gemello digitale, strumento avanzato di conoscenza e simulazione. Si passa poi alla sicurezza idrica, alle infrastrutture naturali e alla resilienza climatica, che definiscono la capacità dei territori di resistere, adattarsi e trasformarsi. Completano il percorso la transizione energetica, l'economia circolare e la sostenibilità alimentare, fino alle città rigenerative e all'equità ambientale, principio che orienta la distribuzione dei costi e dei benefici delle trasformazioni, affinché non ricadano in modo sproporzionato sui soggetti e sui territori più fragili.
Le dieci parole selezionate mettono in luce alcune delle sfide più urgenti del nostro tempo e, soprattutto, le relazioni che le tengono insieme. Nella trama del progetto convivono le grandi transizioni del presente - digitale, idrica, energetica, urbana e ambientale - insieme ai nuovi conflitti d’uso e alle nuove responsabilità pubbliche che esse generano. Il senso del progetto è rendere visibile un sistema di connessioni spesso affrontato per compartimenti separati e offrire un linguaggio capace di ricomporlo.
''Per la prima volta la voce “Autorità di bacino” entra nell'Enciclopedia Italiana», ha dichiarato Marco Casini, Segretario Generale dell'Autorità di bacino distrettuale dell'Appennino Centrale. ''Non è un risultato simbolico, ma il riconoscimento del ruolo che queste istituzioni svolgono nella governance integrata del territorio e delle risorse idriche del Paese. Questo progetto traduce in un lessico condiviso il percorso che AUBAC ha intrapreso in questi anni: dalla pianificazione di bacino alla trasformazione digitale, dal monitoraggio climatico alla sicurezza idrica, fino al tema dell'equità nell'accesso alle risorse. Perché le parole non sono un dettaglio: sono il primo atto di governo.''
''Per istruire su queste parole avete bisogno che ci siano le autorità di bacino, che lavorino insieme agli enti locali, alle regioni e allo Stato, che ci sia un disegno comune che tutti concorrono a realizzare, ciascuno per la sua parte'', ha commentato durante il dibattito il già Presidente Giuliano Amato
“Quando una parola tecnica come “transizione energetica” diventa slogan, si perde il contatto con la realtà misurabile e si entra nel territorio dell’ideologia. Ma non c’è niente di più lontano dall’ideologia della verifica dei fatti: il costo dell’energia, l’impatto sull’inquinamento, la sicurezza degli approvvigionamenti. Questo progetto va nella direzione opposta alla confusione: restituisce alle parole il loro significato operativo confermato da un percorso ineludibile, così come dimostrato dall’andamento degli investimenti mondiali che ormai assegna alle energie pulite il 90% del totale”, ha dichiarato il Prof. Livio de Santoli, Componente del Collegio Arera.
L'evento di presentazione, ospitato presso la sede dell'Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani nella Giornata della Terra, è stato aperto da Marta Leonori, Responsabile Area Gestionale Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani. La tavola rotonda, moderata da Fausta Chiesa del Corriere della Sera, ha visto gli interventi di Giuliano Amato (già Presidente del Consiglio dei Ministri e già Presidente della Corte Costituzionale), Marco Casini (Segretario Generale AUBAC), Beatrice Cristalli (linguista e formatrice di Edulia dal Sapere Treccani), Livio De Santoli (Componente del Collegio Arera) e Franco Purini (Professore emerito di Composizione architettonica alla Sapienza Università di Roma).
Le dieci definizioni sono consultabili sul portale Treccani.it.

(Adnkronos) - Il Campidoglio ha deciso: la stagione balneare a Ostia inizierà il 17 maggio ma per quella data molti stabilimenti balneari e quasi tutti i chioschi di Capocotta non saranno ancora agibili. Zero previsioni per i Cancelli di Castelporziano.
E’ avvolto nelle nebbie il futuro della stagione balneare per Ostia, Castelporziano e Capocotta. L’unica notizia pressochè certa è che le attività, quelle in regola, a quanto apprende l'Adnkronos potranno aprire il 17 maggio. Una riunione programmata per oggi, mercoledì 22 aprile, farà il punto sui contenuti dell’ordinanza balneare: vi prenderanno parte il Dipartimento capitolino al Demanio, la Capitaneria di Porto, il X Municipio, la Polizia locale e gli altri enti coinvolti. Il quadro è di caos profondo con poche certezze. Cerchiamo di fare il punto analizzando i diversi comparti dell’offerta turistico-balneare lungo tutta la costa di Ostia.
La Polizia locale nei giorni scorsi ha notificato elezioni di domicilio agli assegnatari di due dei sei chioschi di Capocotta: Mecs Village, Zeta Beach e Riserva Natural. Com’è successo per l’Oasi Naturista, l’accusa è di abusivismo edilizio notificata alla Procura di Roma. Nella sostanza, pure in presenza di autorizzazione del Dipartimento Ambiente del Comune di Roma, le pedane di collegamento tra le unità dei chioschi non hanno i permessi della Dogana e della Soprintendenza Paesistica. L’Oasi Naturista, sequestrata in passato, ha ricevuto l’autorizzazione a rimuovere l’abuso, ovvero la piattaforma, pure in presenza delle autorizzazioni. E, infatti, potrà ricostruire la pedana con l’inizio della stagione balneare. Al momento sono esenti dalla elezione di domicilio i gestori del Mediterranea e del Porto di Enea che, in assenza di ordinanza balneare, dovranno comunque restare chiusi fino al via libera del Campidoglio. E non si sa neanche se il servizio di salvamento sarà a carico del Comune di Roma o dei gestori.
Nessun segnale per l’apertura della stagione balneare ai Cancelli. Nei giorni scorsi gli assessori capitolino al Demanio Tobia Zevi e quella all’Ambiente Sabrina Alfonsi hanno pubblicizzato come evento eccezionale un’operazione di manutenzione ordinaria effettuata nei viali interni alla spiaggia libera come lo sfalcio della macchia mediterranea e la rimozione della sabbia che invadevano la sede carraia.
I gestori dei chioschi ai cancelli 1, 2, 6 e 7 non sanno se e quando saranno autorizzati ad aprire: lo scorso anno il via libera arrivò il 16 agosto. All’8° cancello il manufatto comunale è occupato da senza fissa dimora mentre il chiosco del 4° cancello è oggetto della disputa legale relativa all’assegnazione: il caso verrà discusso il 7 luglio al Consiglio di Stato e fino a quella data l’attività resterà chiusa.
Ignoto anche il destino dei servizi. Quello relativo al salvamento è appeso ai mancati rimborsi promessi ma non ancora effettuati da parte del Campidoglio ai gestori per le stagioni 2024 e 2025. E non si sa chi dovrà occuparsi della pulizia e igienizzazione di bagni e docce.
Quali stabilimenti balneari apriranno a Ostia? La domanda ha una risposta praticamente impossibile. Cerchiamo di dettagliare il più possibile le diverse situazioni già consolidate. Non apriranno di sicuro gli stabilimenti sottoposti a sequestro da parte della Procura di Roma. Si tratta di Mariposa, Peppino a Mare spiaggia, Bungalow, Oasi e Caletta. E’ sub judice la ripresa dell’attività al Bagni Bettina, impianto dissequestrato ma solo per consentire la rimozione degli abusi edilizi. Fortemente limitata la stagione per il V-Lounge (che ha sotto sequestro parcheggi, piscina, veranda del ristorante e diverse cabine) e per il Venezia (220 cabine sequestrate).
C’è poi da definire le conseguenze della notifica di elezione di domicilio per presunti abusi edilizi avvenuta ieri a diversi concessionari. Tra questi figurano la Bussola e la Capannina. La Procura porrà sotto sequestro gli impianti in caso di mancate demolizioni? Non è prevedibile. Un’ingiunzione a rimuovere la veranda del ristorante è arrivata anche ai concessionari del Belsito e altrettanto dovrà fare il gestore del Capanno con la struttura posta nuovamente sotto sequestro nei giorni scorsi.
Non apriranno di sicuro gli stabilimenti balneari sottoposti ad atti vandalici e ai danni dell’erosione: la Casetta, lo Sporting beach, lo Shilling, il Kursaal. Impossibile immaginare anche l’apertura di due delle concessioni trionfalmente annunciate dall’amministrazione capitolina: il ristorante Lido, che è un manufatto allo stato grezzo, e il Village, dove è ancora in atto la bonifica e gli impianti sono stati tutti vandalizzati. Il Nauticlub Castelfusano ha una ingiunzione di sgombero da parte del Comune di Roma ma non c’è un assegnatario, considerato che il vincitore del bando si è ritirato.
Situazione complicata pure per quegli stabilimenti balneari per i quali sono state fatte le assegnazioni a nuovi gestori: i vecchi, raggiunti da offerte di indennizzo risibili fatte dagli assegnatari, stanno smontando tutti gli impianti e rimuovendo lettini con ombrelloni. Disdette anche le utenze. E’ il caso del Battistini e della Marinella. Presto lo sarà anche del Miramar e del Marechiaro. Per il ripristino da parte dei subentranti, e quindi per l’apertura delle attività, andranno valutati due aspetti: la convenienza economica per una sola stagione e i tempi necessari.
In questo clima di incertezza, azzardiamo un'ipotesi. Saranno aperti e funzionanti gli stabilimenti con concessioni pluriennali: Tibidabo, Dune e Gambrinus. Sono pluriennali anche le concessioni di Venezia e Capanno con le limitazioni sopra indicate. La società concessionaria del Salus, in scadenza nel 2028, è oggetto di procedura di fallimento.
Continuità di gestione e quindi nessuna sorpresa per Plinius, Lido Beach, Ancora, Zenith, Bicocca e Urbinati. L’Elmi si è messo in regola, il Marechiaro non ha abusi ma si aspetta l’esito del ricorso al Tar. Il Vittoria aspetta ancora la proroga che non dovrebbe mancare. Il Corsaro ha vinto un ricorso al Tar e l’aspetto giudiziario è una delle questioni aperte che vanno considerate. Diversi concessionari risultati non vincitori dei bandi comunali dello scorso anno, hanno presentato ricorso al Tar. Il Tribunale amministrativo del Lazio dal 28 aprile fino al 12 maggio emetterà le proprie sentenze in merito alla contestata procedura capitolina di selezione dei vincitori. E tutte le carte potrebbero rimescolarsi.
Gli assegnatari delle spiagge libere urbane della stagione balneare passata hanno ricevuto la proroga anche per il 2026. Aspettano le autorizzazioni per allestire i chioschi temporanei sui rispettivi spazi in gestione. Il Campidoglio ha omesso finora di lanciare un bando per l’area dell’ex Aneme e Core che si dice sarà suddivisa a metà tra i due gestori confinanti (ex Faber e piazza Scipione l’Africano) e non ha dato alcuna indicazione per i lotti di lungomare Duca degli Abruzzi gestiti l’anno scorso da Zetema. Non ci sono notizie neanche per la spiaggia dei cani, oggetti della ricostruzione con le sabbie del porto.

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(Adnkronos) - Il Comitato dei rappresentanti permanenti (Coreper) ha approvato sia l'erogazione del prestito da 90 miliardi di euro per l'Ucraina, sia il ventesimo pacchetto di sanzioni sulla Russia. Lo rende noto una portavoce della presidenza di turno cipriota del Consiglio dell'Ue, spiegando che entrambi i dossier ora passeranno attraverso una procedura scritta, che dovrebbe terminare domani, per la loro adozione finale da parte del Consiglio.

(Adnkronos) - Una mini-tregua supplementare. Il presidente americano Donald Trump è disposto a concedere altri tre-cinque giorni di cessate il fuoco all'Iran, un breve lasso di tempo per trovare un accordo su una controproposta coerente. A delineare lo scenario è il sito Axios, analizzando con l'aiuto di tre funzionari statunitensi il dietro le quinte dell'annuncio sull'estensione del cessate il fuoco. "Non sarà a tempo indeterminato", chiariscono.
La decisione di Trump si spiega con il fatto che i negoziatori di Trump ritengono ancora possibile raggiungere un accordo per porre fine alla guerra e affrontare la questione di ciò che resta del programma nucleare iraniano. Tuttavia, temono anche di non trovare a Teheran nessuno con l’autorità necessaria a dare il via libera all'intesa. La Guida Suprema Mojtaba Khamenei comunica a malapena. I generali del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC), che ora controllano il Paese, e i negoziatori civili iraniani sono apertamente in disaccordo sulla strategia da seguire.
"Abbiamo constatato che all'interno dell'Iran esiste una frattura netta tra i negoziatori e i militari, senza che nessuna delle due parti abbia accesso alla Guida Suprema, che non risponde", spiega un funzionario statunitense. Queste divisioni sono cominciate ad emergere dopo il primo round dei colloqui di Islamabad, quando è diventato chiaro che il comandante dell'IRGC, il generale Ahmad Vahidi, e i suoi vice avevano respinto gran parte di ciò che i negoziatori iraniani avevano discusso.
La spaccatura è venuta pienamente allo scoperto venerdì scorso, quando il ministro degli Esteri Abbas Araghchi ha annunciato la riapertura dello Stretto di Hormuz e l’IRGC si è rifiutato di attuarla – e ha iniziato ad attaccarlo pubblicamente. Nei giorni successivi, l’Iran non ha dato alcuna risposta sostanziale all’ultima proposta statunitense e si è rifiutato di impegnarsi in un secondo round di colloqui in Pakistan. Secondo Axios ad aggravare le divisioni interne al paese è stato anche l'assassinio, avvenuto a marzo, di Ali Larijani, l'ex segretario del Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale iraniano. Larijani aveva l'autorità e il peso politico necessari per tenere insieme il processo decisionale iraniano. Il suo sostituto, Mohammad Bagher Zolghadr - il cui compito è quello di garantire il coordinamento tra il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC), la leadership civile e la Guida Suprema - non è altrettanto efficace, ha affermato un funzionario statunitense.
Le ultime 48 ore sono state estremamente frustranti per la Casa Bianca, in particolare per il vicepresidente JD Vance, che aveva già preparato le valigie per recarsi a Islamabad e guidare un secondo ciclo di colloqui di pace. Invece, si è ritrovato ad aspettare che i generali dell'IRGC, in posizioni di controllo in Iran, permettessero al presidente del parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf e ad Araghchi di recarsi in Pakistan per incontrarlo. Lunedì sera, gli iraniani sembravano aver dato il via libera ai mediatori pakistani per i colloqui. Martedì mattina, quel segnale era svanito, sostituito dalla richiesta che gli Stati Uniti revocassero il blocco navale.
L'Air Force Two è rimasto per ore sulla pista della Joint Base Andrews, pronto a partire, finché non è diventato chiaro che il viaggio non si sarebbe fatto. Gli inviati della Casa Bianca Steve Witkoff e Jared Kushner, che avrebbero dovuto volare da Miami a Islamabad, sono invece saliti su un aereo governativo diretto a Washington. Martedì pomeriggio, Trump si è riunito con il suo team di sicurezza nazionale: Vance, Witkoff, Kushner, il Segretario di Stato Marco Rubio, il Segretario alla Difesa Pete Hegseth, il direttore della CIA John Ratcliffe, il presidente degli Stati maggiori riuniti Gen. Dan Caine e altri alti funzionari.
All'inizio, alcuni degli stessi consiglieri di Trump non sapevano in quale direzione si sarebbe andati: un massiccio attacco alle infrastrutture energetiche dell'Iran o più tempo per la diplomazia? Alla fine è stata scelta la seconda opzione. "La gravità della frattura è diventata evidente negli ultimi giorni, e la domanda era: ha senso andare a Islamabad in queste condizioni?", ha spiegato ad Axios un funzionario statunitense. "Quindi la decisione è stata quella di concedere un po' più di tempo agli sforzi diplomatici".
Diversi funzionari statunitensi e collaboratori di Trump sono giunti alla stessa conclusione: il presidente ritiene che gli Stati Uniti abbiano raggiunto il massimo risultato possibile sul piano militare e vuole uscire da una guerra sempre più impopolare. Non riprenderà i combattimenti finché non avrà esaurito ogni altra opzione. "Sembra proprio che Trump non voglia più ricorrere alla forza militare e abbia deciso di porre fine alla guerra", ha affermato una fonte statunitense a lui vicina.
Se però i mediatori pakistani non riusciranno a garantire la partecipazione iraniana entro i tempi previsti da Trump, l’opzione militare tornerà sul tavolo, prevede Axios, citando una fonte regionale a conoscenza degli sforzi di mediazione e una fonte israeliana informata sulle discussioni che spiegano come funzionari statunitensi e mediatori pakistani stiano aspettando che Khamenei rompa il silenzio nei prossimi due giorni e dia ai suoi negoziatori una chiara direttiva per tornare al tavolo.

(Adnkronos) - All'ambasciatore russo in Italia, Alexey Paramonov, ricevuto questa mattina alla Farnesina, "abbiamo detto che è inaccettabile che un commentatore della televisione Russia 1, che è la televisione di Stato, usi un linguaggio volgare, inaccettabile nei confronti del primo ministro di uno Stato libero e democratico, quale è l'Italia". Così il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, in un punto stampa a Roma a margine del Forum Strategico Italia-Polonia, all'indomani dell'attacco violento contro la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, da parte di Vladimir Solovyov, noto volto televisivo e propagandista vicinissimo al Cremlino, che ha insultato la premier con una raffica di offese, tra cui "vergogna della razza umana".
"Gli insulti volgari, sessisti nei confronti del primo ministro sono assolutamente inaccettabili. L'abbiamo detto, l'abbiamo ripetuto. L'ambasciatore russo ha detto che il governo non ha mai offeso nessuno, ma quando si parla attraverso la televisione russa e i canali ufficiali, è ovvio che noi non possiamo accettarlo", ha aggiunto Tajani.
Ieri sera Meloni aveva risposto agli insulti con un post su X: "Per sua natura, un solerte propagandista di regime non può impartire lezioni né di coerenza né di libertà. Ma non saranno certo queste caricature a farci cambiare strada. Noi, diversamente da altri, non abbiamo fili, non abbiamo padroni e non prendiamo ordini. La nostra bussola resta una sola: l’interesse dell’Italia. E continueremo a seguirla con orgoglio, con buona pace dei propagandisti di ogni latitudine".
Per il senatore Pd, Filippo Sensi, "se il governo italiano avesse un minimo di spina dorsale, l’ambasciatore russo uscito dalla Farnesina si dovrebbe recare immediatamente a Fiumicino per un volo solo andata per Mosca. Così non è stato. Anzi si permette anche di rilanciare. Contento Tajani, contento il Cremlino", ha commentato Sensi sui social.

(Adnkronos) - Almeno 10 scienziati legati a programmi sensibili nel campo nucleare e aerospaziale sono morti o scomparsi negli ultimi tre anni negli Stati Uniti. Nessun collegamento evidente tra i casi, ma una serie di episodi che ha alimentato ipotesi, teorie e speculazioni. La Casa Bianca ha confermato che le agenzie federali stanno lavorando per verificare eventuali collegamenti tra i casi, includendo anche l’ipotesi — ancora non supportata da evidenze — di possibili interferenze esterne o accessi a informazioni sensibili. "È una questione piuttosto seria, si spera sia una coincidenza", ha dichiarato il presidente Donald Trump.
Il caso ha raggiunto anche il Congresso americano: la Commissione di vigilanza della Camera ha annunciato l’apertura di un’indagine formale, chiedendo aggiornamenti a Fbi, Dipartimento della Difesa, Dipartimento dell’Energia e Nasa. L’obiettivo dichiarato è verificare se esista un possibile elemento comune tra le morti e le sparizioni, alcune delle quali ancora irrisolte, degli individui, che a suo dire avevano accesso a informazioni scientifiche sensibili.
Parallelamente, l’Fbi ha confermato di aver avviato un lavoro di coordinamento con altre agenzie federali e autorità locali "per cercare collegamenti" tra le varie vicende. Le verifiche sono ancora in corso e, secondo quanto riferito dalle autorità, al momento non è stato stabilito alcun collegamento concreto tra le persone coinvolte.
Alcuni episodi si concentrano in particolare in California, nella contea di Los Angeles. Qui si registrano quattro casi che coinvolgono figure legate alla ricerca scientifica e spaziale: Carl Grillmair, astrofisico dell’Infrared Processing and Analysis Center del Caltech; Michael David Hicks e Frank Maiwald, entrambi collegati al Jet Propulsion Laboratory della Nasa; e Monica Jacinto Reza, ingegnere aerospaziale scomparsa nel giugno 2025 durante un’escursione nei pressi di una foresta della zona.
Grillmair è morto nel febbraio 2025 all’età di 67 anni, mentre Hicks e Maiwald sono deceduti rispettivamente nel 2023 e nel 2024.
Un altro caso sotto osservazione è quello del generale in congedo William Neil McCasland, 68 anni, ex comandante dell’Air Force Research Laboratory e figura chiave nelle ricerche aerospaziali del Pentagono. L’uomo è scomparso nel febbraio 2025 dalla sua abitazione di Albuquerque, nel New Mexico.
Tra le vicende analizzate figura anche quella dello scienziato Jason Thomas, direttore di Novartis, scomparso nel dicembre scorso in Massachusetts. Il suo corpo è stato ritrovato tre mesi dopo e la polizia non ha rilevato elementi che indichino un reato.
Attenzione anche sul caso di Amy Eskridge, ricercatrice morta nel giugno 2022 in Alabama per una ferita da arma da fuoco autoinflitta. Eskridge lavorava all’Institute for Exotic Science e aveva recentemente parlato pubblicamente di pressioni e presunte “guerre psicologiche” legate al suo lavoro sull’antigravità.
Nel dicembre 2025 è stato ucciso anche lo scienziato Nuno Loureiro, professore del MIT e direttore del Center for Plasma Science and Fusion. È rimasto vittima di una sparatoria nella sua abitazione in Massachusetts, durante un attacco più ampio avvenuto alla Brown University.
Nell’elenco figurano infine anche le sparizioni degli esperti Melissa Casias, Anthony Chavez e Steven Garcia, tutti collegati a centri di ricerca o strutture scientifiche statunitensi.
La varietà dei casi è ampia: omicidi accertati, morti per cause non chiarite e persone scomparse senza tracce evidenti. In alcuni episodi non emergono segni di attività criminale, mentre in altri le indagini restano aperte.
Il dibattito politico si è acceso, con alcuni rappresentanti che parlano apertamente di possibile “minaccia alla sicurezza nazionale”, mentre altri sottolineano come, al momento, si tratti di episodi indipendenti tra loro.
Nonostante l’attenzione crescente anche sui social media, le istituzioni mantengono una linea prudente. La Nasa ha dichiarato di collaborare con le indagini e ha precisato che, allo stato attuale, “non esistono indicazioni di una minaccia alla sicurezza nazionale”. L’Fbi ha dichiarato che, se dovessero emergere prove di attività criminali o cospirative, verranno adottate tutte le misure necessarie.
Anche alcuni membri del Congresso invitano alla cautela: la comunità scientifica coinvolta nel settore nucleare e aerospaziale è composta da migliaia di professionisti, e secondo diverse valutazioni non emergerebbe alcun elemento che suggerisca un’azione coordinata o mirata.

(Adnkronos) - "Il terzo Mondiale mancato dall'Italia? È stata una pagina dolorosa per il calcio italiano e per me stesso. Se mi avessero detto che sarebbe successo 12 anni fa, avrei risposto che sarebbe stato molto più facile vedere mille alieni intorno a me piuttosto che l'Italia non qualificata per tre tornei consecutivi. Ma questa è la realtà. Per superare tutto questo dobbiamo capire perché ci sono certe difficoltà. Dobbiamo cambiare. Se siamo lucidi in questa analisi, abbiamo il potenziale per creare un futuro migliore. Ma se neghi che ci sia un problema, allora quel problema rimarrà lì". Gianluigi Buffon, leggenda del calcio italiano e portiere campione del Mondo con la Nazionale nel 2006, ha parlato così - in un'intervista al Guardian - della terza qualificazione al Mondiale fallita dalla Nazionale italiana.
Buffon ha cercato anche di spiegare le ragioni del fallimento: "La prima è la globalizzazione, che ha permesso a tutte le squadre di essere molto competitive e il livello medio di gioco è aumentato molto. In secondo luogo, fino a 15 anni fa, quando vincevamo, eravamo tatticamente più forti dei nostri avversari. E in terzo luogo, abbiamo dei giocatori fantastici, ma quello che manca è il talento veramente creativo come Baggio, Del Piero o Totti, che un tempo ci aiutava a prevalere".
Buffon ha raccontato anche alcuni aneddoti relativi alla sua carriera da calciatore. Tra questi, il celebre episodio della testata di Zidane a Materazzi nella finale dei Mondiali 2006 tra Italia e Francia: "Ero a circa 15 metri di distanza e sentii il tonfo. Se l'avesse fatto a chiunque altro, sarebbero finiti al tappeto. Il guardalinee non vide nulla. L'unico testimone ero io. Così corsi verso l'arbitro e l'assistente per attirare la loro attenzione. Materazzi era a terra, Zidane era immobile, io protestavo, e finalmente il gioco si fermò. Ero scosso e combattuto tra emozioni contrastanti. Sapevo che era l'ultima partita di Zidane, ed era uno dei giocatori più grandi e di classe nella storia del calcio. Mi dispiaceva che per lui stesse finendo in quel modo”. "È colpa mia", scherza poi Buffon in inglese, ricordando l'incredulità di Zidane dopo che alla parata dell'italiano era seguito il colpo di testa (e la testata).

(Adnkronos) - Le italiane diventano mamme sempre più tardi: nel 2025 l'età media al primo parto ha raggiunto i 32,7 anni, un dato che conferma il progressivo rinvio della maternità. Ma se il calendario della vita cambia, quello biologico molto meno: "Dal punto di vista clinico la fertilità femminile tende a ridursi con l'età, con un calo più evidente dopo i 35 anni, in parallelo alla diminuzione della quantità e della qualità ovocitaria. Anche il rischio di aborto spontaneo e di anomalie cromosomiche aumenta con l'età materna". Una legge della natura che spesso viene dimenticata, e così "molte donne affrontano il tema della fertilità solo quando iniziano la ricerca di una gravidanza o dopo i primi tentativi non riusciti". Nella Giornata nazionale della salute della donna, che si celebra il 22 aprile, gli specialisti del gruppo Ivi accendono i riflettori sui tempi della fertilità e lanciano un appello: più prevenzione, perché solo così si allarga il ventaglio delle possibilità di scelta per le aspiranti mamme.
"L'età rappresenta uno dei principali determinanti della fertilità femminile, perché nel tempo si riducono progressivamente sia la riserva ovarica sia la qualità ovocitaria, con possibili effetti sulla probabilità di concepimento - afferma Francesco Gebbia, medico chirurgo specializzato in Ginecologia, Ostetricia e Medicina della riproduzione, co-direttore di Ivi Roma - Per questo una valutazione precoce del profilo riproduttivo ha un importante valore clinico: consente di identificare eventuali fattori di rischio e di orientare in modo tempestivo le scelte più appropriate per la singola donna".
Tra gli strumenti disponibili - indica Ivi - ci sono il dosaggio dell'Amh (Ormone Antimulleriano), marker utilizzato nella valutazione della riserva ovarica, e la conta dei follicoli antrali tramite ecografia transvaginale, esame che contribuisce a stimare il patrimonio follicolare residuo. Parametri che devono essere interpretati nell'ambito di una consulenza specialistica personalizzata. "La prevenzione - ammoniscono gli esperti - oggi significa anche educazione riproduttiva: informare sui tempi biologici della fertilità, sui fattori di rischio individuali e sulle opportunità offerte da una diagnosi precoce. La Giornata della salute della donna rappresenta così l'occasione per rilanciare un messaggio chiaro: sulla fertilità, arrivare prima significa avere più opzioni".

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(Adnkronos) - Il principe Harry ha inviato dei fiori al luogo di sepoltura della Regina Elisabetta in onore del suo centenario della nascita. Lo ha appreso People. Dopo la morte, avvenuta nel 2022, la regina fu sepolta nella Cappella di San Giorgio al Castello di Windsor accanto al marito, il principe Filippo, con cui fu sposata per 73 anni e che scomparve nel 2021. Vi riposano anche i suoi genitori, il re Giorgio VI, deceduto nel 1952 e la Regina Madre, scomparsa nel 2002, nonché la sorella, la principessa Margaret, anch'essa morta nel 2002. Il rapporto fra il Duca di Sussex e la nonna fu affettivamente sempre molto intenso. E, secondo quanto afferma il biografo reale Robert Hartman, il matrimonio con Meghan aveva dato grande gioia alla nonna. "La Regina ha sempre adorato Harry", sostiene lo scrittore nel recente 'Elizabeth II: In Private. In Public. The Inside Story'.
Quando i Sussex lasciarono il Regno Unito per gli Usa, pur dispiaciuta, Elisabetta decise di lasciare la porta di casa comunque aperta, auspicando sempre il ritorno del nipote, considerato un risorsa importante per il Palazzo. Il principe Harry partecipò ai funerali di sua nonna insieme alla moglie, dopo essersi ritirato dai ruoli reali e si fosse trasferito in California due anni prima. In seguito, tornò a rendere omaggio alla nonna visitando il suo luogo di sepoltura durante le sue visite nel Regno Unito. Nella sua dichiarazione personale, pubblicata sul sito web della Archewell Foundation dopo la sua scomparsa, il Duca di Sussex affermò: "Nel celebrare la vita di mia nonna, Sua Maestà la Regina, e nel piangere la sua perdita, ci viene ricordato quanto sia stata una guida per molti, grazie al suo impegno al servizio e al dovere. Era ammirata e rispettata in tutto il mondo. La sua incrollabile grazia e dignità sono rimaste immutate per tutta la vita e ora rappresentano la sua eredità eterna. Facciamo nostre le parole che pronunciò dopo la scomparsa di suo marito, il Principe Filippo, parole che possono essere di conforto a tutti noi ora: 'La vita, naturalmente, è fatta di addii definitivi così come di primi incontri'."
"Nonna, sebbene questo addio definitivo ci addolori profondamente - aggiunse Harry - ti sarò per sempre grato per tutti i nostri primi incontri: dai miei primi ricordi d'infanzia con te, al primo incontro in cui sei diventata il mio Comandante in Capo, fino al primo momento in cui hai conosciuto la mia adorata moglie e abbracciato i tuoi amati pronipoti", ha continuato. "Conservo con affetto questi momenti condivisi con te e i tanti altri momenti speciali che ci sono stati nel mezzo. Ci manchi già moltissimo, non solo a noi, ma al mondo intero. E per quanto riguarda i primi incontri, ora onoriamo mio padre nel suo nuovo ruolo di Re Carlo III".

(Adnkronos) - Via libera ai nuovi 5 sottosegretari durante riunione del cdm in corso a Palazzo Chigi. Alberto Balboni va alla Giustizia e Giampiero Cannella alla Cultura, a completare la squadra di sottogoverno Paolo Barelli ai Rapporti con il Parlamento, Massimo Dell'Utri di Noi Moderati al ministero degli Esteri e per la Lega Mara Bizzotto al Mimit.
Il Consiglio dei ministri ha inoltre approvato, nel corso della seduta odierna, il Documento di finanza pubblica (Dfp), atteso a Bruxelles.

(Adnkronos) - Al via il consiglio dei ministri a Palazzo Chigi. Sul tavolo del governo Meloni il testo del Dfp, il documento di finanza pubblica atteso a Bruxelles e le nomine dei sottosegretari da rimpiazzare, su cui si sarebbe trovato l'accordo in maggioranza, con la novità che sarebbe quella dell'attuale presidente della commissione Affari costituzionali del Senato, Alberto Balboni, che andrebbe a prendere il posto del dimissionario Andrea Delmastro mentre Giampiero Cannella, attuale vicesindaco di Palermo, occuperebbe la casella alla Cultura.
Per il resto a completare la squadra di sottogoverno dovrebbero esserci l'azzurro Paolo Barelli ai Rapporti con il Parlamento, Massimo Dell'Utri di 'Noi Moderati' al ministero degli Esteri e per la Lega la senatrice Mara Bizzotto al Mimit. I nuovi 5 sottosegretari dovrebbero giurare intorno all'1 a Palazzo Chigi. Al termine del Cdm presso la sala stampa di Palazzo Chigi, si terrà una conferenza stampa con gli esponenti del governo interessati ai provvedimenti assunti.

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(Adnkronos) - "In occasione del 2779esimo anniversario della fondazione di Roma, celebrato ieri, 21 aprile, Elon Musk ha destinato un nuovo milione di dollari a sostegno del patrimonio archeologico e culturale della civiltà romana". Lo comunica in una nota lo staff dell'imprenditore statunitense.
"Con questa donazione sale a circa 4 milioni di dollari il contributo complessivo di Elon Musk in meno di due anni per la tutela e lo studio del patrimonio dell'antica Roma. Le risorse sono arrivate a chi lavora concretamente sul campo: archeologi, restauratori, gruppi di studio e ricerca, università e istituzioni culturali, in Italia e in altri Paesi del bacino del Mediterraneo un tempo parte dell'Impero. I fondi hanno sostenuto scavi, interventi di conservazione e restauro, progetti di documentazione digitale – come scansioni e mappature 3D di monumenti e siti – e attività di ricerca specialistica", conclude la nota.

(Adnkronos) - "Non chiamatelo un semplice gesto d'impeto, perché allora chiunque di noi potrebbe lanciarsi dal balcone stasera stessa, anche io e lei con i nostri figli. Non diciamo fesserie". Così lo psichiatra Paolo Crepet, sentito dall'Adnkronos Salute, interviene sulla tragedia che si è consumata nella notte a Catanzaro. Una donna si è lanciata dal terzo piano di un edificio insieme ai suoi tre figli. Morti sul colpo la donna e due bambini; la terza figlia, di 6 anni, è ricoverata nel reparto di Rianimazione dell'ospedale del capoluogo calabrese in condizioni gravi. Ignote al momento le cause del gesto disperato. La 46enne, secondo la stampa locale, viene descritta dai vicini come "schiva e molto religiosa"; "soffriva di lievi disturbi psichici", ma "nulla che lasciasse presagire un tale epilogo".
"Dobbiamo smetterla - continua Crepet - anche con la retorica della 'donna molto religiosa': è il segno che non abbiamo capito nulla. Questa madre era semplicemente sola, profondamente sola. Il suo disagio non è stato intercettato da nessuno. Se avesse avuto anche solo un'amica presente, forse quel dolore sarebbe stato colto e lei sarebbe stata aiutata".
Lo psichiatra punta il dito sulla solitudine profonda che spesso si cela dietro l'apparente normalità di chi viene descritto dai vicini come "schivo" o "riservato". Per Crepet il fulcro del problema non è la fede o la condotta morale, ma l'assenza di una rete di supporto reale. L'esperto respinge con forza "le consuete letture superficiali che accompagnano questi eventi. Non se ne può più, ci vuole rispetto per il dolore delle persone che non ci sono più".
Nonostante le cronache locali accennino a "lievi disturbi psichici", Crepet sottolinea che "l'elaborazione di un dolore insopportabile è un processo umano complesso che non può essere liquidato con definizioni sbrigative. Dobbiamo avere il coraggio di dire che oggi la solitudine totale è il vero problema, e non mi riferisco al luogo della tragedia - precisa - perché è un fenomeno che riguarda il Paese intero, tutti sui social e zero relazioni umane". Conclude lo psichiatra: "Io non so se la donna fosse seguita o no, non lo posso sapere, ma dire che era una 'brava donna' non serve a nulla. Serve riconoscere che siamo esseri umani, non macchine, e che il dolore richiede tempo e presenza per essere gestito. Certamente l'elaborazione di un dolore così insopportabile non avviene in poche ore".

(Adnkronos) - Fastidioso, persistente, talvolta insopportabile: il prurito è uno dei sintomi più diffusi nella popolazione generale e, nelle forme croniche, può incidere sulla qualità della vita in modo paragonabile al dolore cronico. La sua storia è antica: una delle teorie sull’origine del bastone di Asclepio, simbolo universale delle arti mediche, è legata proprio al trattamento della dracunculiasi, infezione parassitaria che provoca eruzioni intensamente pruriginose. Il trattamento tradizionale consisteva nel posizionare il bastone nella sede dell’eruzione pruriginosa, dalla quale fuoriusciva il verme che veniva lentamente avvolto sul bastone.
Oggi il prurito "non è solo un disturbo cutaneo, ma una condizione complessa che può nascondere patologie sistemiche, influenzare profondamente il benessere psicologico e richiedere un approccio clinico altamente specializzato. Una sfida clinica articolata che vede il dermatologo in prima linea per identificare le cause e ottimizzare il trattamento". L’importanza del prurito e le più moderne terapie per ridurne gli effetti sono al centro del 99.esimo congresso nazionale della Società Italiana di Dermatologia e Malattie Sessualmente Trasmesse (Sidemast) dal titolo 'Innovazione e Ricerca: il Futuro della Dermatologia', organizzato al Palacongressi di Rimini. Una edizione che quest’anno pone l’attenzione sulla medicina di precisione in dermatologia.
L’idea di fondo è trasformare un sintomo spesso sottovalutato in una priorità clinica da affrontare con strumenti sempre più avanzati e personalizzati. Anche perché non esiste un prurito identico per tutti: a parità di diagnosi, pazienti diversi possono infatti presentare meccanismi biologici differenti, condizionati da variabili come età, sesso, comorbilità, terapie concomitanti e caratteristiche genetiche, e conseguenze fisiche e psicologiche diverse. "In dermatologia stiamo assistendo a un vero cambio di paradigma: non trattiamo più solo il sintomo, ma il paziente nella sua specificità biologica – sottolinea il Paolo Amerio, professore ordinario di Dermatologia e Venereologia, Clinica Dermatologica dell’Università 'G. d’Annunzio' di Chieti-Pescara e presidente del 99.esimo congresso nazionale Sidemast –. La medicina di precisione ci consente di individuare i meccanismi alla base del prurito e di intervenire con terapie sempre più mirate ed efficaci”.
Oggi sappiamo che il prurito cronico non è solo un sintomo fisico. “Il prurito non colpisce solo la pelle, ma l’intera sfera emotiva e relazionale della persona – spiega il Roberto Maglie del dipartimento di scienza della salute, Sezione di Dermatologia, Università degli studi di Firenze –. Può favorire ansia e depressione in circa il 20% dei pazienti, compromettere il sonno nel 60% dei casi e generare un forte disagio psicosociale, fino a fenomeni di stigmatizzazione e isolamento, poiché richiama nell’immaginario collettivo un’idea di contagio. Un circolo vizioso amplifica il distress psicologico e peggiora ulteriormente la qualità della vita e rende ancora più complessa la gestione clinica".
Le cause del prurito sono numerose ed eterogenee. "Il prurito - ricorda Sidemast - rappresenta il sintomo principale della maggior parte delle malattie infiammatorie croniche della pelle, come psoriasi e dermatite atopica, ed è presente anche in malattie parassitarie come la scabbia. Tuttavia, è frequentemente associato anche a patologie sistemiche: malattie ematologiche come linfomi e policitemia vera, insufficienza epatica e renale. Può talora rappresentare una vera e propria emergenza medica, come nel caso del prurito colestatico della gravidanza, che può compromettere l’andamento della gravidanza e la sopravvivenza del feto. Non sempre, però, la causa è organica. Il prurito può riflettere un disagio psicologico (prurito psicogeno) oppure, nonostante indagini approfondite, rimanere senza una causa identificabile, configurando il cosiddetto 'chronic pruritus of unknown origin'". "Proprio per la molteplicità delle cause, l’approccio clinico, diagnostico e successivamente terapeutico al paziente con prurito cronico può essere complesso – sottolinea Paolo Amerio – imponendo al dermatologo, il principale specialista di riferimento, una solida conoscenza della medicina interna”.
La ricerca ha compiuto passi avanti significativi nella comprensione dei meccanismi fisiopatologici. Oltre all’istamina, considerata fino a poco tempo fa la principale responsabile del prurito, altri mediatori infiammatori prodotti dall’organismo – i cosiddetti 'pruritogeni' – sono stati identificati in numerose malattie infiammatorie croniche come la dermatite atopica, psoriasi e altre malattie sistemiche. "Questi mediatori infiammatori interagiscono con cellule immunitarie, cellule cutanee e reti neuronali, che coinvolgono sia il sistema nervoso periferico che quello centrale, producendo la caratteristica risposta del grattamento – spiega Amerio –. Le recenti scoperte hanno aperto la strada a terapie innovative e mirate, capaci di agire su specifiche molecole come le interleuchine 4 e 31, con benefici rapidi sia sull’infiammazione cutanea sia sul prurito, talvolta nell’arco di poche ore".
Progressi importanti riguardano anche forme non legate a malattie cutanee. “Paradigmatica la notalgia parestetica, una patologia pruriginosa localizzata a livello del dorso associata a disordini posturali della colonna vertebrale, o l'insufficienza renale cronica (il prurito uremico). In queste condizioni il prurito sembra essere mediato da particolari molecole chiamati recettori degli oppioidi, che possono oggi essere bloccati grazie all'utilizzo di farmaci mirati", aggiunge Maglie.
La ricerca più recente ha dimostrato come all’interno di una stessa patologia possano attivarsi vie di segnalazione nettamente diverse. "Un esempio è la prurigo nodulare – chiarisce Amerio – una patologia caratterizzata dalla comparsa di noduli escoriati a livello del dorso, tronco, arti e che si accompagna ad un prurito intenso ed invalidante. Uno studio ha dimostrato che sebbene la patologia si presenti sempre con lo stesso aspetto clinico, alcuni pazienti presentino un profilo molecolare simile e una associazione specifica con la dermatite atopica, mentre altri sembrano avere un profilo infiammatorio meno attivo e una associazione specifica con patologie della colonna vertebrale. Riconoscere queste differenze, significa poter scegliere terapie più mirate, efficaci, evitando trattamenti inutili e riducendo anche i costi per il sistema sanitario e per i pazienti stessi”.
La prospettiva futura è identificare, anche attraverso un semplice esame del sangue, il meccanismo specifico alla base del prurito in ogni paziente così da selezionare direttamente il trattamento più appropriato, aumentando l’efficacia e riducendo gli effetti collaterali.
“In futuro saremo in grado di profilare ogni paziente e scegliere fin da subito la terapia più adatta – concludono Amerio e Maglie – è questa la direzione della dermatologia moderna: rendere un sintomo frequentemente sottostimato una priorità clinica, da gestire con strumenti sempre più evoluti e su misura”.
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