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(Adnkronos) - "Positività alla ricina in tutti i campioni ematici esaminati" di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita, madre e figlia morte a dicembre a Pietracatella (Campobasso). Il Centro Antiveleni Maugeri di Pavia, guidato dal prof. Carlo Alessandro Locatelli, ha reso noti gli esiti conclusivi delle analisi chimico-tossicologiche eseguite sui campioni delle due donne "confermando la presenza di ricina, una proteina presente nei semi della pianta Ricinus communis".
"Gli accertamenti - riferisce in una nota il Centro Antiveleni Maugeri di Pavia - hanno richiesto esami specifici con metodiche e tecniche disponibili solo presso centri iper-specializzati. Il Centro Antiveleni Maugeri di Pavia è stato in grado di svolgere tali analisi in relazione alle competenze tecnologiche e professionali disponibili, da molti anni riferimento delle istituzioni italiane anche nell’ambito delle problematiche tossicologiche maggiori e dell’antiterrorismo".
"A seguito di una prima evidenza analitica della possibile presenza di ricina nel sangue, comunicata al medico legale incaricato il 6 marzo scorso, il Centro Antiveleni Maugeri di Pavia ha eseguito una lunga serie di ulteriori accertamenti e controanalisi, coordinando sia risorse interne sia una rete qualificata di professionisti e laboratori esterni - continua - All’attività di analisi hanno infatti collaborato e contribuito, insieme agli specialisti e ai laboratori del Centro Antiveleni Maugeri di Pavia, quelli dei Dipartimenti di Chimica e di Tossicologia forense dell’Università di Pavia, dell’Irccs Policlinico San Matteo, dell’Izsler di Brescia e di Bologna, e quelli del Centro Ricerche Marine di Cesenatico-Cervia".
"Le analisi sono state eseguite nel rispetto di protocolli rigorosi e sono state ripetute più volte, in laboratori diversi e mediante tecniche differenti, al fine di garantire la massima affidabilità dei risultati e di escludere la presenza di altre sostanze in grado di generare interferenze o dati confondenti", continua il Centro Antiveleni Maugeri di Pavia.
"Sulla base delle diverse analisi chimico-tossicologiche eseguite, i risultati hanno confermato la positività alla ricina in tutti i campioni ematici esaminati delle due donne, in concentrazioni compatibili con un quadro di intossicazione acuta - conclude - Il quadro clinico e la sintomatologia osservati nei due casi risultano coerenti con tale diagnosi analitica. La relazione conclusiva del Centro Antiveleni Maugeri di Pavia è stata trasmessa all’autorità giudiziaria competente, che prosegue le indagini per gli aspetti di competenza".

(Adnkronos) - Paolo Bertolucci 'critica' Carlos Alcaraz. Oggi, venerdì 24 aprile, il tennista spagnolo ha annunciato che non parteciperà agli Internazionali d'Italia e al Roland Garros, tornei a cui arrivava da campione in carica e dopo aver già rinunciato al Masters 1000 di Madrid a causa dell'infortunio al polso accusato a Barcellona, con Jannik Sinner che potrà quindi scappare via al primo posto del ranking Atp.
L'infortunio di Alcaraz, accusato all'esordio dell'Atp 500 di Barcellona, torneo arrivato subito dopo la sconfitta nella finale di Montecarlo proprio contro Sinner, è inevitabilmente al centro del dibattito di tifosi e appassionati di tennis, che puntano il dito (anche) contro la programmazione e i troppi tornei del calendario.
Rispondendo a un tweet che denunciava il numero crescente di infortuni tra i giocatori, l'ex tennista azzurro Paolo Bertolucci non ha risparmiato una velata critica proprio ad Alcaraz: "Indietro non si tornerà mai. I top devono programmarsi meglio saltando qualche torneo", ha scritto dal proprio account ufficiale X.

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Nuovi nomi della lineup del Red Valley Festival sono stati
svelati: Achille Lauro, Bresh, Chiello, Clara, Ditonellapiaga e
Boss Doms per la prima gionata, Shiva e 22Simba per il Day 2 e
Annalisa e Sayf per la terza giornata sono gli artisti che si
aggiungeranno a quelli già annunciati, Ernia, Kid Yugi, Noyz
Narcos, Promessa, Rrari Dal Tacco, Samurai Jay e Sfera Ebbasta.
Sono tra le voci più interessanti della scena
musicale italiana e ora sono pronti a salire sul palco, confermando
il Red Valley Festival, in programma dal 13 al 15 agosto nell'Olbia
Arena, come uno dei più importanti festival d'Italia, capace di
unire generi, artisti e pubblico in un'unica grande esperienza
musicale.
Dopo aver celebrato nel 2025 un importante
traguardo, i suoi primi dieci anni di musica, il festival guarda
ora alla sua undicesima edizione. Achille Lauro ha scelto il Red
Valley Festival come sua unica data estiva, dopo un anno di
successi.
Tra le new entry spiccano Sayf, con il nuovo
album "Santissimo" in uscita l'8 maggio, Ditonellapiaga con "Miss
Italia" e Chiello con "Agonia", tutti reduci dal successo al
Festival di Sanremo.
Si aggiungono inoltre Boss Doms, come una nuova
tappa del suo tour, insieme a Bresh e Clara, da anni tra gli
artisti più richiesti dalla community del festival.
Tra i grandi ritorni Shiva, tra i protagonisti
più acclamati dell'edizione 2025, Annalisa, già headliner nel 2024
con uno spettacolo memorabile e 22Simba, che dopo aver aperto il
festival nel 2024 tornerà quest'anno con un nuovo show.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA
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(Adnkronos) - Una scoperta tutta italiana indica nuove strade per la terapia genica della sindrome di Rett, malattia rara del neurosviluppo causata dalla perdita di funzione del gene MeCP2. Una patologia nota anche come sindrome delle 'bimbe dagli occhi belli', perché colpisce soprattutto le bambine, che - nonostante la regressione delle abilità motorie e del linguaggio e la ridotta interazione sociale associate alla malattia - conservano uno sguardo intenso con cui comunicano con chi le circonda. Bimbe che, appunto, parlano con gli occhi. Oggi non esistono terapie in grado di arrestare o invertire la progressione dei sintomi, ma un gruppo dell'Istituto di neuroscienze e dell'Istituto di tecnologie biomediche del Consiglio nazionale delle ricerche di Milano (Cnr-In e Cnr-Itb), in collaborazione con l'Irccs ospedale San Raffaele del capoluogo lombardo, ha identificato una funzione finora sconosciuta della proteina MeCp2 prodotta al gene omonimo, con rilevanti implicazioni terapeutiche. Lo studio è pubblicato su 'Nature Communications'.
Il lavoro, guidato da ricercatori Vania Broccoli e Mirko Luoni, dimostra per la prima volta che la proteina MeCP2 è capace di attivare geni cruciali per lo sviluppo dei neuroni, in particolare cooperando con un complesso epigenetico chiamato Swi/Snf, che regola l'accesso al Dna. Attraverso analisi sull'intero genoma - descrive una nota - lo studio ha delucidato i target principali della proteina MeCP2 che promuovono il differenziamento dei neuroni e la loro maturazione funzionale. Sorprendentemente, questo meccanismo è attivo durante lo sviluppo cerebrale, mentre è trascurabile in neuroni maturi del cervello adulto. Di conseguenza, i neuroni adulti sono in grado di tollerare livelli significativamente più elevati di MeCP2 rispetto ad altri tipi cellulari. "Per anni - spiega Broccoli, coordinatore della ricerca - la comunità scientifica ha ritenuto che un eccesso di MeCP2 potesse essere dannoso quanto la sua carenza, contribuendo a rallentare lo sviluppo di strategie di terapia genica volte a ripristinare la funzione del gene MeCP2 nel cervello delle pazienti. Questo timore ha rappresentato un importante limite nella valutazione della sicurezza di tali approcci. I nuovi risultati ribaltano questo paradigma: l'effetto tossico di livelli elevati di MeCP2 non è universale, ma dipende dal contesto cellulare e non si applica ai neuroni, le cellule chiave nella patologia. Questo cambio di prospettiva amplia significativamente la finestra terapeutica e apre la strada a strategie di terapia genica più efficaci e sicure".
"Attualmente - sottolinea Luioni - solo due approcci di terapia genica per la sindrome di Rett hanno raggiunto la fase clinica. Questa scoperta potrebbe accelerare lo sviluppo e la validazione di nuove soluzioni terapeutiche, facilitandone il passaggio verso la sperimentazione clinica".

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(Adnkronos) - Carlos Alcaraz non parteciperà agli Internazionali d'Italia e al Roland Garros. Oggi, venerdì 24 aprile, il tennista spagnolo ha annunciato il forfait ai prossimi due tornei sulla terra battuta, a cui arrivava da campione in carica, dopo l'infortunio al polso accusato a Barcellona.
"Dopo i risultati dei test effettuati oggi, abbiamo deciso che la cosa più prudente è essere cauti e non partecipare a Roma e Roland Garros, in attesa di valutare l'evoluzione per decidere quando torneremo in pista", ha scritto Alcaraz sui propri canali social, "è un momento complicato per me, ma sono sicuro che ne usciremo più forti di qui".
Tutto è successo all'esordio dell'Atp 500 di Barcellona. Durante il primo set giocato contro Virtanen infatti, Alcaraz si è toccato il polso dolorante, chiedendo l'interruzione e l'intervento del fisioterapista. Il problema fisico accusato è stato al braccio destro, e al polso in particolare, ma dopo il trattamento lo spagnolo è riuscito a tornare il campo e chiudere il parziale.
Il problema però non è stato superato e Alcaraz è stato costretto a ritirarsi prima da Barcellona e poi dal Masters 1000 di Madrid: "Ci sono delle notizie incredibilmente difficili da dare", le parole con cui sui social Alcaraz ha annunciato la rinuncia al torneo 'di casa', "Madrid è casa mia, uno dei luoghi più speciali del calendario per me, ed è per questo che mi fa così male non poter giocare qui per il secondo anno consecutivo. Mi fa particolarmente male non poter essere di fronte ai miei tifosi in un torneo così speciale. Grazie per il vostro continuo supporto e spero di vedervi presto".

(Adnkronos) - Nervosismo per Jannik Sinner a Madrid. Oggi, venerdì 24 aprile, il tennista azzurro esordisce nel Masters 1000 spagnolo contro il francese Benjamin Bonzi, in una partita più complicata del previsto dove il numero 1 del mondo non è riuscito a esprimere al meglio il suo tennis, cadendo in momenti di vera e propria frustrazione.
Durante il primo set Sinner si è guadagnato ben cinque palle break, non riuscendo però a trasformarne nessuna. Il parziale si è quindi allungato fino al tie break, dove l'azzurro ha avuto un set point sul 6-5, vedendoselo però annullare da Bonzi.
La frustrazione di Sinner si è 'scatenata' con un ironico pollice alzato e indirizzato verso il suo angolo, probabilmente in disaccordo con alcune disposizioni tattiche offerte dagli allenatori Simone Vagnozzi e Darren Cahill. Alla fine l'azzurro si è dovuto arrendere ed è stato proprio il francese a conquistare il parziale.

(Adnkronos) - La Settimana Velica Internazionale ha sciolto le vele: dopo l’anteprima di ieri con la parata delle Marine estere, questa mattina alle 10 l’Ammiraglio comandante Alberto Tarabotto, il prefetto Giancarlo Dionisi, il sindaco Luca Salvetti, il vescovo Simone Giusti e il presidente dei circoli velici livornesi, Andrea Mazzoni, hanno tagliato il nastro tricolore presso il Villaggio della Vela a Porta a Mare. Nei loro discordi di benvenuto, le autorità hanno ricordato il profondo rapporto fra Livorno e il mare, e soprattutto la grande valenza dello sport come veicolo di pace e di dialogo fra i popoli, citando la storica “diplomazia del ping-pong” negli anni ’70 fra Stati Uniti e Cina: due delle 33 delegazioni straniere presenti alla Settimana Velica Internazionale 2026. Al termine, il pubblico ha potuto assistere a una dimostrazione di incursori del Comsubin della Marina. Tre operatori hanno effettuato un lancio di precisione con il paracadute sullo specchio d’acqua di fronte al Villaggio, portando a terra la bandiera della SVI, quella del Comando Subacquei e Incursori e la bandiera della Marina Militare Italiana.
Dopo il taglio del nastro, via alle attività del Villaggio, che proseguiranno con ingresso libero fino a domenica 3 maggio:
• Mostra fotografica “On Board” del fotografo Carlo Mari;
• Mostra sui sommergibili a cura dell’Associazione Betasom;
• Laboratori e iniziative dedicate all’inclusione e alla cultura del mare;
• Stand tematici e attività sportive.
«Siamo lieti di aver mantenuto un alto livello agonistico – ha detto nel suo indirizzo di saluto l’ammiraglio Tarabotto – con la regata della classe 420/470 che sarà valida per il campionato nazionale della Federazione Italiana Vela e per le qualificazioni agli Europei. Siamo certi che, come ogni anno, l’ammirazione per le gesta degli atleti in mare contribuirà a diffondere ancora di più l’amore per la vela e il mare in una città che ha un rapporto simbiotico con l’elemento blu. L’altro pilastro della SVI è l’inclusività: quest’anno – ha proseguito il comandante dell’Accademia Navale – sarà presentata una nuova imbarcazione per rendere la vela ancora più accessibile a chi ha problemi fisici.
Inoltre, avremo ospite Andrea Quarto, ex incursore della Marina rimasto gravemente ferito durante un’operazione e oggi vice campione del mondo nel sollevamento pesi paralimpico. Ultimo, ma non ultimo, il cuore della SVI: la presenza a Livorno di tanti graditissimi ospiti da quattro continenti. Un arricchimento per loro e per tutti gli Allievi dell’Accademia Navale impegnati nell’organizzazione di una Settimana Velica ricchissima di eventi». La seconda giornata della SVI era cominciata alle 9, sotto i portici dell’Area Allievi dell’Accademia Navale, con l’inaugurata della mostra dei migliori disegni del concorso per le scuole “Il mare, le vele”, giunto alla 30a edizione, che sarà visitabile fino al 3 maggio durante gli open day dell’istituto di formazione.
Il pomeriggio vede in programma altri eventi, sia in mare che a terra: alle 13 partirà la prima manche della Naval Academies Regatta (equipaggi delle Marine estere più quello dell’Accademia navale e alcuni atleti non militari) su imbarcazioni della classe “Tridente 16”, che si svolgerà nello specchio d’acqua compreso fra l’istituto e la Terrazza Mascagni.
Gli altri eventi della giornata si terranno all’interno dell’Accademia, con due importanti conferenze a tema marino. Alle 14:30, nella sala conferenze dell’Accademia Navale si parlerà del rapporto fra Salute degli oceani e salute umana, con il direttore generale dell’Istituto Superiore di Sanità, Andrea Piccioli, e il direttore del centro nazionale per la sicurezza delle acque, Luca Lucentini. La stessa sala ospiterà alle 18 l’evento conclusivo della giornata: un incontro per parlare di Vele d’epoca con il presidente nazionale dell’associazione dei loro proprietari, Luigi Rolandi. Per visitare il Villaggio della Vela non è richiesto alcun accredito.

(Adnkronos) - Il ricorso all'intelligenza artificiale è sempre più diffuso nella redazione dei curricula che a decina di migliaia vengono recapitati alle aziende da parte dei candidati. La conseguenza è che i cv di oggi sono pieni di strafalcioni: in crescita negli ultimi mesi i casi di posizioni lavorative inventate (secondo il 25% dei pareri) poiché l'algoritmo tende sempre a rendere più appetibile la persona che sta descrivendo. Inoltre, sopravvalutarsi un po' è ormai una consuetudine ma, in caso di informazioni potenzialmente alterate, 2 pmi su 3 incrociano i dati con quelli dei profili social dei candidati per capire con chi hanno a che fare, e anche l'originalità è molto apprezzata (61%) perché non puoi ottenerla con l'AI. Sono alcuni dei dati che emergono dall'ultima analisi dell'Osservatorio 'Evolution forum business school sulle pmi', ideato dal formatore Gianluca Spadoni su un panel di oltre 2000 micro e piccoli imprenditori. Secondo l'analisi, la percentuale di curricula creati con l'AI è cresciuta negli ultimi 2 anni di oltre il 30% e ha alcune caratteristiche peculiari.
In netto aumento gli strafalcioni: avendo tra le mani un algoritmo che tende a parlare in maniera più positiva possibile, alcune delle esperienze lavorative inserite vengono facilmente modificate (25%) o, addirittura, ne vengono aggiunte di nuove (22%) per rendere più appetibile la presentazione del candidato. Aumentano anche gli errori di grafica/impaginazione delle varie sezioni (17%) e spesso sono evidenziati in maiuscolo e in grassetto elementi non così significativi (15%) e il motivo è che manca la revisione umana (14%). Per lo stesso motivo capita che ci si dimentichi di inserire le informazioni fondamentali, come il recapito telefonico (12%) e indirizzo mail di riferimento (10%).
"Una delle cose che gli imprenditori ci stanno ripetendo è che capiscono che i cv siano stati scritti con l'AI per l'eccessivo utilizzo di parole chiave che compaiono tantissime volte", spiega il formatore Gianluca Spadoni, direttore dell'Osservatorio 'Evolution forum business school sulle pmi'. Le ripetizioni, soprattutto di alcune espressioni, sono un altro dei problemi dei curricula presentati oggi (8%). La verifica umana è necessaria anche per evitare skills troppo generiche che non vanno dritte al punto, come evidenziato dalle pmi (7%). Il selezionatore sceglie se approfondire o no un CV in meno di 10 secondi (fonte: Osservatorio HR Polimi) e di conseguenza le descrizioni troppo generiche e ripetitive potrebbero portare a scartare un candidato.
E ancora, al giorno d'oggi è sempre più importante la personalizzazione a seconda della posizione e dell'azienda a cui si invii il cv: le pmi segnalano l'aumento di presentazioni troppo generiche e che non valorizzano le competenze adatte a quella per cui ci si sta applicando (6%). E' capitato che alcune aziende che utilizzano strumenti di rilevazione automatica dei CV non riescano a leggere quelli inviati proprio perché sono stati creati tramite AI (3%), è quanto emerge dalla ricerca.
"In questa situazione è inevitabile che le aziende si fidino meno dei candidati e che, in caso di informazioni dubbie, vadano ad incrociare i dati coi profili social, Facebook, Instagram, Linkedin, ma anche Tik Tok per comprendere chi abbiano veramente di fronte. Una delle cose che viene maggiormente apprezzata nei cv di oggi è l'originalità associata, ovviamente, alle competenze reali che uno possiede, è la risposta del 61% delle pmi interpellate dall'Osservatorio Evolution Forum sulle pmi. Per esempio, se un candidato invia un video di presentazione (1 minuto e mezzo massimo) in cui spiega il proprio percorso e i suoi prossimi obiettivi lavorativi dimostra di aver coraggio e di non avere problemi a esporsi e fa anche risparmiare tempo ai selezionatori (per il 33% delle aziende interpellate). E, inoltre, non può farlo con l'AI. I social non bastano per essere scelti, ma bastano eccome per essere scartati. In un mondo che tende a standardizzarsi vince e vincerà sempre di più l'autenticità. Anche perché lo scopo di un curriculum non è solo trovare un lavoro, ma trovare un posto in cui rimanere, crescere, e magari anche essere felici lavorando. E partire 'simulando' è decisamente sconveniente", conclude Spadoni.

(Adnkronos) - Alla vigilia della Festa della liberazione esce 'Disabilità e discriminazione. Conoscere, riconoscere e agire', il nuovo libro di Alberto Fontana e Laura Abet, con prefazione di Giuseppe Guzzetti. La scelta della data non è casuale, spiega una scheda sull'opera. Il 25 aprile richiama il ritorno alla libertà e alla democrazia nel nostro Paese. Oggi, quella stessa parola - libertà - interroga ancora la nostra capacità di renderla concreta per tutti, a partire dalle persone con disabilità, troppo spesso escluse da diritti formalmente riconosciuti, ma non pienamente garantiti. Il libro affronta con rigore uno dei nodi più critici del nostro tempo: la distanza tra diritto formale e diritto reale. Attraverso casi concreti, esperienze dirette e analisi giuridica e sociale, restituisce la complessità di una discriminazione che non è solo evidente, ma spesso invisibile, culturale e sistemica. Al centro, una tesi netta: le leggi non bastano se non sono accompagnate da strumenti, responsabilità e volontà di applicazione. Anche norme fondamentali - dalla legge 104/1992 alla Convenzione Onu - rischiano di restare lettera morta senza un cambiamento reale nei comportamenti e nelle politiche.
Il volume si sviluppa attorno a 5 ambiti chiave - accessibilità, inclusione scolastica, assistenza, lavoro e discriminazione intersezionale - raccontati a partire da storie vere, che mostrano come le barriere non siano solo fisiche, ma sociali e amministrative. Particolare attenzione è dedicata al tema dell'accomodamento 'ragionevole': piccoli adattamenti che possono fare la differenza tra esclusione e partecipazione, e il cui rifiuto costituisce una forma specifica di discriminazione riconosciuta dalla legge. Il lavoro del Centro antidiscriminazione 'Franco Bomprezzi' - che ha seguito quasi 9mila casi in 9 anni - rappresenta il cuore operativo di questa esperienza, trasformando il diritto in azione concreta e quotidiana.
"Abbiamo scelto di far uscire questo libro alla vigilia del 25 aprile perché la libertà non è un fatto acquisito una volta per tutte - affermano gli autori - O si esercita, o si perde. E per troppe persone con disabilità, oggi, resta una promessa incompiuta. Questo libro nasce per dare strumenti, non per aggiungere parole". Nella prefazione, Guzzetti richiama con forza il valore civile di questo impegno: "La lotta alla discriminazione non riguarda una minoranza. Riguarda tutti. Dove i diritti si espandono, la democrazia si rafforza". Il libro 'Disabilità e discriminazione' non è solo una denuncia. Viene descritto come uno strumento. Una guida per chi opera nelle istituzioni, nella scuola, nella sanità, nel lavoro e nel Terzo settore, ma anche per cittadini e famiglie che non accettano che i diritti restino sulla carta. Un libro necessario, che invita a un passaggio preciso: conoscere, riconoscere e agire. Perché i diritti, se non diventano vita quotidiana, non sono diritti.

(Adnkronos) - Valorizzare le eccellenze tipiche del territorio e sostenere i produttori locali: sono solo alcuni dei pilastri della strategia di sostenibilità di Metro Italia, che favorisce il dibattito tra tutti gli attori della filiera dei consumi fuori casa sulla valorizzazione dell’enogastronomia Made in Italy della Regione Liguria. All’interno del ristorante 'Il Marin' dello chef Marco Visciola a Genova, Metro Italia ha organizzato un confronto sulla promozione delle eccellenze enogastronomiche locali, sostenendo il legame con il territorio di origine e favorendo l’adozione da parte dei ristoratori di materie prime eccellenti, simbolo della tradizione locale. Presenti al dibattito anche i rappresentanti istituzionali del territorio, Fipe e i tre produttori locali Pesto di Pra’, Cantine Lunae e Tossini.
L’evento ha rappresentato l’undicesima tappa del tour 'SquisITA-L’Italia in un boccone', promosso da Metro Italia nel 2022 in occasione del suo 50° anniversario per sottolineare il forte legame dell’azienda con le produzioni eccellenti del territorio in tutto il Paese. Nel territorio della Liguria, Metro impiega circa 190 persone nei Punti Vendita di Genova, inaugurato nel 1984; Ventimiglia inaugurato nel 2001 e La Spezia inaugurato nel 2002.
A livello nazionale, Metro conta oltre 7000 prodotti locali in assortimento nei propri Store, di cui circa 200 del territorio della Liguria. Per garantire un’ampia offerta di eccellenze regionali, l’azienda collabora con 33 aziende e piccole e medie imprese liguri, che forniscono numerosi prodotti come pasta, formaggi, salumi, vini, liquori molti dei quali certificati DOC (29), PAT (6), DOP (4), IGT (4). Metro sostiene così il tessuto socioeconomico locale, permettendo ai professionisti dell’HoReCa di creare un'offerta più distintiva e di valore, facendo leva su prodotti locali e di qualità.
“La Liguria è una delle culle della tradizione gastronomica italiana, un territorio straordinario dove qualità, artigianalità e passione si incontrano ogni giorno. Come Metro Italia crediamo fortemente nel valore dei prodotti locali e nel ruolo che giocano nel raccontare l’identità del nostro Paese. Attraverso il nostro impegno al fianco dei produttori e dei professionisti dell’Horeca, vogliamo continuare a sostenere e valorizzare queste eccellenze, promuovendo filiere sostenibili e una cultura del cibo autentica e responsabile”, afferma Alessia Vanzulli, head of fresh, own brand & localism di Metro Italia.
“Ospitare la tappa ligure di SquisITA presso ‘Il Marin’ è un’occasione importante per ribadire come la cucina d'autore debba essere, prima di tutto, un atto di amore e rispetto verso il proprio territorio. Valorizzare le eccellenze locali significa onorare il lavoro di produttori che preservano tradizioni secolari, trasformando materie prime straordinarie in un racconto della cultura gastronomica ligure. Per noi chef, poter contare su una filiera che mette al centro l'autenticità è fondamentale per offrire un’esperienza che sia distintiva, di qualità e profondamente radicata nelle nostre origini”, dichiara Marco Visciola, chef-patron del ristorante Il Marin.
“I nostri ristoratori non sono semplici trasformatori, ma veri ambasciatori del territorio che danno voce alle eccellenze locali. Come Fipe-Confcommercio, promuoviamo il marchio ‘Genova Gourmet’ proprio per certificare questo legame indissolubile tra qualità della materia prima e competenza professionale. Valorizzare i localismi significa sostenere un’economia dell’autenticità che trasforma ogni piatto in un racconto culturale e in una garanzia di eccellenza per il consumatore”, spiega Alessandro Cavo, presidente Fipe Confcommercio Genova.
"Per Il Pesto di Pra’, partecipare a SquisIta rappresenta un’occasione preziosa per dare risalto al valore della cucina tradizionale ligure. Coltiviamo basilico genovese a Pra’ da quasi 200 anni e da più di venti ci siamo dedicati alla produzione del pesto fresco: scegliamo ingredienti altamente qualitativi, rispettando la ricetta tradizionale perché crediamo fortemente nella tutela delle origini e nella qualità delle materie prime come elementi fondamentali. L’utilizzo del basilico fresco coltivato a Pra’ conferisce al pesto il suo profumo unico e inconfondibile. Valorizzare il pesto, per noi, significa custodire e raccontare un simbolo autentico della cultura gastronomica genovese”, sostiene Stefano Bruzzone, amministratore delegato di Pesto di Pra’.
“Il vino è prima di tutto espressione di un territorio e delle persone che lo interpretano. Nei Colli di Luni lavoriamo da sempre per dare voce al Vermentino, valorizzandone le diverse sfumature attraverso un approccio che unisce rispetto della natura, ricerca e sensibilità artigianale. Ricerchiamo qualità, eccellenza e bellezza in ogni fase del nostro lavoro: questa è la nostra filosofia di vita. Iniziative come SquisITA mantengono vivo il dialogo con le realtà che compongono il tessuto locale e rafforzano il valore del fare squadra, creando connessioni tra produttori e ristorazione e contribuendo a raccontare in modo autentico la ricchezza e la biodiversità delle nostre produzioni”, afferma Diego Bosoni, Cantine Lunae.
“Tossini nasce da una storia familiare, e come nipote di uno dei fondatori sento profondamente la responsabilità – ma anche il privilegio – di portare avanti un sapere che si tramanda da generazioni. Non si tratta solo di custodire delle ricette, ma di preservare una cultura fatta di gesti, tempi, sensibilità e attenzione alla materia prima. Parliamo di prodotti identitari, simboli della Liguria e questo implica una coerenza rigorosa: dalla scelta delle farine all’olio extravergine di oliva, fino ai processi di lievitazione. La sfida è duplice: crescere e dialogare con il mondo della distribuzione e del food service senza perdere autenticità e, al tempo, far comprendere fuori dalla Liguria il valore reale di queste specialità. Per questo sentiamo forte anche una responsabilità culturale: raccontare, spiegare, trasferire valore. Il nostro obiettivo è dimostrare che la tradizione non è un limite alla crescita, ma il suo presupposto più solido. Perché è proprio lì, in ciò che abbiamo ereditato, che risiede il nostro futuro”, ricorda Giorgia D’Ostuni, amministratrice delegata di Tossini.
(Adnkronos) - Continua a salire il jackpot del SuperEnalotto. Dopo l'ultima estrazione di giovedì 23 aprile 2026, come riporta Agipronews, il montepremi ha raggiunto la cifra di 154,3 milioni di euro, confermandosi come il più alto al mondo e continuando ad accendere i sogni di milioni di italiani. Ma cosa succederebbe se qualche fortunato dovesse 'pescare' la sestina vincente?
In caso di vincita, occhio alle tempistiche da rispettare. Il regolamento del SuperEnalotto parla chiaro: per presentare la ricevuta originale, il vincitore ha a disposizione 90 giorni, che decorrono dalla pubblicazione del Bollettino Ufficiale sul sito ufficiale.
Per cifre di questa portata, la riscossione deve avvenire esclusivamente presso gli Uffici Premi di Sisal S.p.A (dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13) in via Ugo Bassi 6 a Milano o in Viale Sacco e Vanzetti 89 a Roma. Se la schedina vincente è stata giocata online, oltre a presentare la stampa della giocata vincente, servirà fornire un documento di identità valido e il codice fiscale.
Sebbene 154,3 milioni siano una cifra astronomica, bisogna fare i conti anche con l'erario. In Italia è in vigore la cosiddetta "tassa sulla fortuna", che prevede un prelievo fiscale del 20% sulla parte della vincita eccedente i 500 euro. In questo caso, il prelievo ammonterebbe a poco meno di 31 milioni di euro: il vincitore – in caso di “6” oggi 24 aprile – potrebbe portare così a casa un importo netto di circa 123,5 milioni di euro.

(Adnkronos) - Continua a salire il jackpot del SuperEnalotto. Dopo l'ultima estrazione di giovedì 23 aprile 2026, come riporta Agipronews, il montepremi ha raggiunto la cifra di 154,3 milioni di euro, confermandosi come il più alto al mondo e continuando ad accendere i sogni di milioni di italiani. Ma cosa succederebbe se qualche fortunato dovesse 'pescare' la sestina vincente?
In caso di vincita, occhio alle tempistiche da rispettare. Il regolamento del SuperEnalotto parla chiaro: per presentare la ricevuta originale, il vincitore ha a disposizione 90 giorni, che decorrono dalla pubblicazione del Bollettino Ufficiale sul sito ufficiale.
Per cifre di questa portata, la riscossione deve avvenire esclusivamente presso gli Uffici Premi di Sisal S.p.A (dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13) in via Ugo Bassi 6 a Milano o in Viale Sacco e Vanzetti 89 a Roma. Se la schedina vincente è stata giocata online, oltre a presentare la stampa della giocata vincente, servirà fornire un documento di identità valido e il codice fiscale.
Sebbene 154,3 milioni siano una cifra astronomica, bisogna fare i conti anche con l'erario. In Italia è in vigore la cosiddetta "tassa sulla fortuna", che prevede un prelievo fiscale del 20% sulla parte della vincita eccedente i 500 euro. In questo caso, il prelievo ammonterebbe a poco meno di 31 milioni di euro: il vincitore – in caso di “6” oggi 24 aprile – potrebbe portare così a casa un importo netto di circa 123,5 milioni di euro.

(Adnkronos) - "Non contiamo sull'Europa, ma hanno bisogno dello stretto di Hormuz più di quanto ne abbiamo bisogno noi, e devono iniziare a parlare meno e fare meno conferenze eleganti in Europa e mettersi in mare. E' molto più una lotta sua che nostra". Così il segretario alla Difesa Usa, Pete Hegseth, si è scagliato contro gli europei durante la conferenza stampa al Pentagono, accusando Europa e Asia di aver "beneficiato per decenni della nostra protezione, ma ora il tempo dello scrocco è finito". "America e il mondo libero si meritano alleati che sono capaci - ha poi aggiunto - che sono leali, che comprendono che essere alleati non è una strada a senso unico, ma a doppio senso".
Quanto all'Iran, "ha l'occasione di fare un buon accordo", ha detto Hegseth in conferenza stampa, sottolineando che Teheran "ha una scelta importante da fare". Su Hormuz il segretario alla Difesa Usa ha scandito che i tentativi dell'Iran di "piazzare ulteriori mine in modo sconsiderato e irresponsabile" saranno contrastati e costituiscono "una violazione del cessate il fuoco", chiarendo che il transito nello Stretto di Hormuz è "molto più limitato di quanto chiunque vorrebbe vedere".
Il capo del Pentagono ha inoltre lodato i "risultati militari decisivi" ottenuti dagli Usa con l'Operation Epic Fury, aggiungendo che "è una missione coraggiosa e pericolosa, un regalo al mondo". Secondo Hegseth, "l'unica istituzione che dovrebbe vincere ogni anno il Nobel per la Pace è l'esercito degli Stati Uniti". Ed ha aperto alla possibilità di rinominare il Dipartimento della Guerra in "Dipartimento della Pace". "Quando combatti una guerra nel modo corretto, l'idea è quella di portare la pace dall'altra parte", ha aggiunto parlando del conflitto con l'Iran.

(Adnkronos) - Jannik Sinner torna in campo per l'esordio a Madrid. Oggi, venerdì 24 aprile, il fuoriclasse azzurro affronterà il francese Benjamin Bonzi nel secondo turno del Masters 1000 spagnolo. Per l'azzurro, sarà il numero 104 del ranking Atp il primo ostacolo verso la conquista del quinto torneo di categoria consecutivo dopo i successi a Parigi, Indian Wells, Miami e Montecarlo.
Dove vedere Sinner-Bonzi? Il match sarà visibile in diretta televisiva e in esclusiva sui canali di SkySport. Il match sarà trasmesso in streaming sull'app SkyGo, su NOW e Tennis Tv.
In mattinata, Lorenzo Musetti ha battuto il polacco Robert Hurkacz nel suo match del secondo turno. L'azzurro si è imposto in due set, con il punteggio di 6-4 7-6.

(Adnkronos) - La Società italiana di neurologia (Sin), insieme alla Società delle scienze neurologiche ospedaliere (Sno) e alla Società italiana di neurologia delle demenze (Sindem) accoglie positivamente "la disponibilità dell'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) e del suo Consiglio di amministrazione a proseguire il percorso di valutazione dei farmaci anti-amiloide, per la malattia di Alzheimer in fase iniziale". Un orientamento "emerso a seguito dell'audizione di mercoledì 22 aprile al Cda di Aifa della Sin - informa la società scientifica in una nota - a cui ha partecipato il presidente, Mario Zappia, che ha voluto coinvolgere anche il presidente Sno, Pasquale Palumbo, e il presidente Sindem, Marco Bozzali, per portare la voce dell'intera comunità neurologica italiana nel confronto istituzionale su uno dei temi più rilevanti dell'attuale panorama terapeutico".
"L'apertura al dialogo da parte di Aifa - anche alla luce dell'evoluzione delle evidenze scientifiche e del confronto con la comunità clinica e le associazioni dei pazienti - rappresenta un segnale rilevante in un settore caratterizzato da elevata complessità e innovazione terapeutica", si legge in una nota della Sin. "Le terapie per l'Alzheimer aprono prospettive nuove e richiedono un approccio rigoroso nella valutazione del loro impatto clinico - dichiara Zappia - E' quindi positivo che il processo decisionale mantenga un carattere dinamico e basato sull'analisi di tutti i dati disponibili".
Le 3 società scientifiche individuano "4 pilastri fondamentali su cui deve fondarsi l'introduzione di queste terapie con una rimborsabilità controllata, garantendo la sostenibilità economica per l'Ssn: la valutazione rigorosa del profilo beneficio-rischio; criteri stringenti di eleggibilità per i pazienti; erogazione in centri altamente qualificati e monitoraggio periodico; sostenibilità e appropriatezza d'uso". Precisa Zappia: "La sfida è trovare un punto di equilibrio tra accesso all'innovazione e tutela dei pazienti. In questo senso, il dialogo tra istituzioni, comunità scientifica e pazienti è essenziale per individuare modalità di utilizzo appropriate, sicure e sostenibili". Sin, Sno e Sindem - conclude la nota - confermano la propria "disponibilità a collaborare con Aifa, con le istituzioni sanitarie e con le associazioni dei pazienti per contribuire, con competenza scientifica, alla definizione dei percorsi più adeguati all'introduzione di queste terapie nella pratica clinica".

(Adnkronos) - La Società italiana di anestesia, analgesia, rianimazione e terapia intensiva (Siaarti), "in riferimento a recenti affermazioni diffuse sui social media da una collega, specialista in Medicina interna e direttrice di un pronto soccorso privato di Roma", si discosta "con fermezza" da contenuti che ritiene "inappropriati, divisivi e non coerenti con i principi di una corretta comunicazione sanitaria". In particolare, la Siaarti in una nota esprime "preoccupazione per le dichiarazioni pubbliche circolate nelle ultime ore, che denigrano categorie di colleghi - tra cui i cosiddetti medici 'gettonisti' - con affermazioni generiche e non fondate su evidenze. La stessa collega, nei mesi precedenti, aveva contrapposto in chiave competitiva, con la consueta comunicazione aggressiva sui social, la figura del medico di emergenza urgenza a quella dell'anestesista-rianimatore".
"La comunicazione in ambito sanitario - ammonisce Siaarti - richiede competenza, responsabilità e piena consapevolezza della complessità dei contesti clinici e delle diverse professionalità coinvolte. Per questo motivo riteniamo che debba essere esercitata da professionisti in possesso di adeguate competenze ed esperienze, in grado di garantire rigore, equilibrio e affidabilità dei contenuti. Semplificazioni o contrapposizioni pubbliche tra ruoli professionali, soprattutto se espresse in contesti non adeguati come i social media, rischiano di generare disinformazione e di compromettere la fiducia nei confronti del sistema sanitario".
Siaarti, inoltre, ribadisce che "il confronto su tematiche così rilevanti deve avvenire in sedi appropriate, attraverso un dialogo costruttivo, basato su evidenze scientifiche e orientato alla collaborazione tra professionisti, nell'interesse primario dei pazienti". La società scientifica degli anestesisti-rianimatori richiama pertanto "tutti gli attori coinvolti" a "un uso responsabile e rigoroso della comunicazione pubblica, che sia rispettosa delle competenze, eviti contrapposizioni e valorizzi l'integrazione tra le diverse figure professionali". Siaarti sottolinea che "la gestione del paziente critico si fonda su un approccio multidisciplinare e integrato, in cui le diverse competenze contribuiscono in modo complementare. Ogni rappresentazione in chiave competitiva risulta pertanto fuorviante e non rispondente alla realtà clinica".
Con specifico riferimento al profilo dell'anestesista-rianimatore, la società scientifica ritiene "doveroso precisare che tale figura professionale opera in contesti clinici ad altissima complessità - dalla terapia intensiva alla sala operatoria, dalla gestione dei politraumatizzati alle emergenze anestesiologiche alla terapia del dolore - con un patrimonio di competenze tecniche e di ragionamento clinico che si sviluppa in anni di formazione specialistica. A queste responsabilità si affianca una presa in carico globale della persona, che include non solo il paziente critico, ma anche il supporto e l'accompagnamento dei familiari, spesso coinvolti in percorsi clinici complessi e delicati. L'anestesista-rianimatore accompagna il paziente anche oltre la fase acuta e di emergenza, assumendo un ruolo centrale nella gestione del dolore - non solo acuto, ma anche cronico - e nella continuità delle cure perioperatorie e post-intensive, garantendo un approccio personalizzato per tutti i pazienti, inclusi coloro che presentano bisogni speciali, come persone con disabilità, fragilità o comorbidità complesse".
La Siaarti rimarca infine che "in Italia l'anestesista-rianimatore ha rappresentato una figura fondativa del sistema di emergenza-urgenza: prima ancora che questo venisse strutturato, erano proprio gli anestesisti-rianimatori a gestire le emergenze sul territorio. E' in quella tradizione di competenza e responsabilità nei momenti più critici che affonda le radici la cultura professionale che Siaarti oggi rappresenta. L'anestesista-rianimatore è poi anche parte integrante di processi ad altissimo valore clinico ed etico, quali il percorso della donazione e del trapianto di organi e la gestione delle fasi di fine vita e dell'accertamento di morte, ambiti che richiedono competenze avanzate, sensibilità e rigoroso rispetto dei principi etici e normativi. Qualsiasi rappresentazione riduttiva o gerarchizzante di tali competenze risulta pertanto non solo scientificamente infondata, ma anche eticamente inaccettabile".
La società scientifica conferma infine la propria "disponibilità a promuovere momenti di confronto istituzionale e scientifico su questi temi, in contesti appropriati e con modalità coerenti con la loro complessità, anche in collaborazione con le Istituzioni competenti, incluso il ministero della Salute, qualora ritenuto opportuno".

(Adnkronos) - Il Collegio italiano dei chirurghi (Cic), che riunisce le principali società scientifiche chirurgiche del Paese, boccia le raccomandazioni Agenas sull'impiego dei sistemi di chirurgia robotica in chirurgia generale, ginecologia e urologia, adottate dalla Cabina di regia Hta. "Su 22 procedure analizzate - sottoilinea il Cic in una nota - soltanto 6 ricevono un giudizio positivo: tutte le altre vengono bocciate o confinate a programmi di ricerca", comprese procedure già consolidate in centinaia di centri italiani. "Il documento - afferma Vito Chiantera, presidente del Cic - è metodologicamente fragile, internamente contraddittorio e strategicamente miope. Non dichiara quale standard (Grade, Nice, EUnetHta) sia stato applicato, non presenta meta-analisi e riduce la valutazione di tecnologie complesse a 3 opzioni di giudizio con decisione a maggioranza. Per ogni area specialistica è previsto un solo clinico esperto e per la chirurgia generale non compare nemmeno il nominativo, pur essendo la figura formalmente elencata".
Il Cic segnala inoltre numerose contraddizioni interne al report - si legge nella nota - che riconosce vantaggi clinici della robotica per isterectomia, resezione anteriore del retto, resezioni epatiche e nefro-ureterectomia, salvo poi esprimere raccomandazioni negative. Lo stesso Report Hta Agenas di giugno 2025, peraltro - continua il Cic - ammetteva che "l'impatto economico complessivo dell'adozione della chirurgia robotica risulta contenuto in tutte le procedure indagate". A ciò si aggiunge la contraddizione istituzionale con la gara Consip in corso per l'acquisto di nuove piattaforme robotiche: lo Stato compra una tecnologia e contemporaneamente ne sconsiglia l'uso. Ma "il problema vero - prosegue Chiantera - è di prospettiva. La robotica ha una curva di apprendimento più breve della laparoscopia avanzata, fatto strategico in un sistema cronicamente carente di chirurghi; offre precisione, ergonomia e standardizzazione; ed è l'infrastruttura abilitante dell'integrazione con intelligenza artificiale, dati intraoperatori e chirurgia parzialmente autonoma. La laparoscopia, al contrario, non può dare più di quanto già produce. Giudicare la robotica sul costo del singolo intervento è come aver rifiutato anni fa Abs e servosterzo" nelle auto "perché più cari: senza quegli step non esisterebbero la guida assistita e la sicurezza attiva di oggi".
Il Collegio italiano dei chirurghi chiede "una revisione sostanziale delle raccomandazioni con il coinvolgimento diretto delle società scientifiche e degli opinion leader nazionali", nonché piena trasparenza metodologica, una valutazione granulare per indicazione clinica e una strategia nazionale per l'innovazione chirurgica che coniughi sostenibilità, equità territoriale e sviluppo tecnologico. "Il futuro della chirurgia - conclude Chiantera - si costruisce oggi. Mettere un bavaglio alla robotica per un problema di costi aggiuntivi è miope: o accompagniamo questa trasformazione, o la subiremo".
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