
(Adnkronos) - Alex Marquez vince il Gp di Spagna di MotoGp oggi, domenica 26 aprile, a Jerez. Lo spagnolo chiude davanti a Marco Bezzecchi, che resta comunque leader della classifica piloti del Mondiale, soprattutto alla luce del ritiro di Marc Marquez, uscito dopo appena tre giri. Terzo posto per Fabio Di Giannantonio. Quarto arriva Jorge Martin, seguito da Ogura e Fernandez. Ecco l'ordine di arrivo della gara e la classifica piloti aggiornata.
Ecco l'ordine di arrivo del Gp di Jerez di oggi, domenica 26 aprile:
1 A. Marquez 40’48.861
2 M. Bezzecchi +1.903
3 F. Di Giannantonio +5.796
4 J. Martin +9.229
5 A. Ogura +9.891
6 R. Fernandez +10.614
7 J. Zarco +13.039
8 E. Bastianini +14.411
9 F. Aldeguer +19.778
10 P. Acosta +22.431
11 B. Binder +22.799
12 F. Morbidelli +24.867
13 L. Marini +26.871
14 F. Quartararo +29.532
15 J. Mir +29.899
16 A. Rins +32.921
17 D. Moreira +36.656
18 J. Miller +37.577
19 T. Razgatlioglu +44.557
20 A. Fernandez +1’05.023
21 F. Bagnaia ritiro
22 L. Savadori ritiro
23 M. Marquez ritiro
Ecco la classifica del Mondiale piloti dopo il Gp di Jerez:
1. Marco Bezzecchi (Aprilia Racing) 101
2. Jorge Martin (Aprilia Racing) 90
3. Fabio Di giannantonio (Ducati VR46) 71
4. Pedro Acosta (KTM Red Bull) 66
5. Marc Marquez (Ducati Lenovo) 57
6. Raul Fernandez (Aprilia Trackhouse) 54
7. Alex Marquez (Ducati Gresini) 53
8. Ai Ogura (Aprilia Trackhouse) 48
9. Francesco Bagnaia (Ducati Lenovo) 34
10. Enea Bastianini (KTM Tech3) 30
11. Brad Binder (KTM Red Bull) 28
12. Luca Marini (Honda HRC Castrol) 27
13. Franco Morbidelli (Ducati VR46) 25
14. Johann Zarco (Honda LCR) 24
15. Fermin Aldeguer (Ducati Gresini) 20
16. Fabio Quartararo (Yamaha Monster) 11
17. Diogo Moreira (Honda LCR) 9
18. Joan Mir (Honda HRC Castrol) 4
19. Alex Rins (Yamaha Monster) 3
20. Toprak Razgatlioglu (Yamaha Pramac) 1
21. Jack Miller (Yamaha Pramac) 0
22. Maverick Vinales (KTM Tech3) 0
23. Michele Pirro (Ducati Gresini) 0

(Adnkronos) - Alex Schwazer torna e vince con il record italiano. Il 41enne si impone nella maratona di marcia in 3h01:55 sulle strade di Kelsterbach, in Germania, e arriva nettamente primo al traguardo nella gara valida per i campionati tedeschi della specialità. Per l'altoatesino, un risultato notevole sulla distanza dei 42,195 chilometri, introdotta quest’anno nel programma internazionale: Schwazer mette a referto il terzo tempo stagionale al mondo, dietro a quelli realizzati dai giapponesi Motofumi Suwa (2h58:21) e Hiroto Jusho (2h59:31) il 15 marzo a Nomi, diventando leader per il momento in Europa, davanti al 3h03:45 ottenuto dall’ungherese Bence Venyercsan a Dudince. Il tesserato dell’Atletica San Biagio, campione olimpico della 50 km ai Giochi di Pechino 2008, coglie anche la migliore prestazione nazionale superando il 3h03:55 di Andrea Agrusti nello scorso 25 ottobre a Zittau, mentre il record italiano sarà ufficialmente riconosciuto a fine stagione.
Rientrato alle competizioni nel 2024 dopo otto anni di assenza per squalifica, all’inizio di marzo Schwazer aveva partecipato alla rassegna tricolore della mezza maratona di marcia ad Alessandria dove era stato però fermato dai giudici con quattro cartellini rossi. Nella prova disputata in Germania, alle porte di Francoforte, da sottolineare la condotta di gara con un ‘negative split’ dopo il passaggio di 1h32:39 ai 21,097 chilometri, mettendo a segno una seconda parte ampiamente più veloce della prima in una mattinata ventosa, senza avversari a impensierirlo, con il secondo posto dello slovacco Michal Duda in 3h27:14. Per stabilire i primati internazionali, gli standard fissati sono di 2h56:30 per il record mondiale e 3h00:00 per il record europeo considerando i risultati a partire da quest’anno, mentre l’anno scorso il giapponese Hayato Katsuki aveva marciato in 2h55:28. Nei recenti Mondiali a squadre di Brasilia, in condizioni meteo non ideali per il caldo, è stato proprio Katsuki a vincere in 3h04:58 con l’azzurro Massimo Stano quinto in 3h07:38.

(Adnkronos) - Nell’ambito della Settimana Velica dell’Accademia Navale di Livorno, l’Automotoclub Storico Italiano (ASI) ha consegnato oggi le prestigiose “Targhe Oro”, il massimo riconoscimento della federazione che certifica eccellenza, originalità e integrità dei mezzi storici, a due imbarcazioni storiche della Marina Militare.
I riconoscimenti sono stati conferiti a: Corsaro II (20,9 mt.), yawl con velatura “Marconi”, realizzato nel 1961 nei Cantieri Costaguta di Genova Voltri su progetto di Sparkman & Stephens; Tarantella (16,70 mt.), yacht a vela in legno costruito nel 1969 dal cantiere Carlini di Rimini, sempre su progetto di Sparkman & Stephens.
Alla cerimonia hanno partecipato gli equipaggi delle due imbarcazioni e le autorità presenti: Ammiraglio Alberto Tarabotto, Comandante dell’Accademia Navale di Livorno, il Comandante Tommaso Faraldo, coordinatore della SVI 2026, il vicepresidente ASI Ugo Gambardella, Alessandro Mazzoni, Commissario ASI Nautica e, naturalmente, gli equipaggi delle due imbarcazioni. Le Targhe Oro assegnate da ASI hanno un alto valore simbolico, poiché riconoscono non solo l’eccellenza tecnica e storica delle imbarcazioni, ma anche il loro ruolo come patrimonio culturale e storico del nostro Paese, testimonianza della tradizione nautica italiana e della maestria dei cantieri nazionali. La consegna celebra così la storia della vela militare italiana e sottolinea l’impegno per la conservazione e la valorizzazione di imbarcazioni iconiche come il Corsaro II e la Tarantella.

(Adnkronos) - La Ducati del Team Gresini guidata da Alex Marquez vince dominando il Gp della Spagna di MotoGp oggi, domenica 26 aprile, a Jerez. Seconda vittoria di fila nella gara lunga di Jerez dopo quella 2025 per lo spagnolo, che si impone davanti a Marco Bezzecchi che può comunque accontentarsi di un secondo posto prezioso in ottica Mondiale, soprattutto alla luce del ritiro di Marc Marquez, uscito dopo appena tre giri (dopo essere partito in pole e aver vinto la Sprint di ieri). Terzo posto per Fabio Di Giannantonio. Quarto arriva Jorge Martin, seguito da Ogura e Fernandez.
Settimo Zarco e ottavo Bastianini con Aldeguer e Acosta a chiudere la top ten. Giornata da dimenticare per il team Ducati ufficiale, dopo il dominio nella Sprint: si ritira anche Pecco Bagnaia per un problema tecnico.

(Adnkronos) - L'inchiesta arbitri travolge il calcio italiano, con possibili ripercussioni anche sulla Figc. Ma è possibile un commissariamento della Federcalcio relativamente alle indagini della Procura di Milano sul caso che riguarda il designatore Gianluca Rocchi? Sul tema è intervenuta anche la Lega, con una nota: "Il calcio italiano non è mai stato così in difficoltà, tra scandali e fallimenti sportivi in serie. Pur nel rispetto dell’autonomia dello sport e al di là delle inchieste delle ultime ore, è sempre più doveroso e necessario un commissariamento della Figc per ripartire da zero con pieno rinnovamento e figure nuove". Un tema discusso nelle ultime ore (QUI LA RICOSTRUZIONE DELLA VICENDA), anche dopo le parole del ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi: "L'aspetto più grave che emerge è il modo in cui la stessa denuncia sia stata gestita all'interno del sistema calcistico. Finora, nessun riscontro pubblico, così come non sappiamo chi abbia ricevuto la denuncia e quale organo sia stato investito della questione per verificarne la sussistenza. Mi aspetto, quindi, di ricevere formalmente dal Coni, prima possibile, informazioni in merito alla vicenda. Nel caso in cui fossero accertate responsabilità, non potranno non esserci conseguenze".
Lo Statuto del Coni chiarisce i termini per il commissariamento di una federazione sportiva. Così recita l'articolo 7 comma 5: "La Giunta Nazionale propone al Consiglio Nazionale il commissariamento delle Federazioni Sportive Nazionali o delle Discipline Sportive Associate, in caso di accertate gravi irregolarità nella gestione o di gravi violazioni dell’ordinamento sportivo da parte degli organi direttivi ovvero in caso di constatata impossibilità di funzionamento dei medesimi o nel caso in cui non siano stati adottati, da parte delle Federazioni sportive nazionali, gli adempimenti regolamentari o il commissariamento ad acta delle articolazioni interne competenti, al fine di garantire il regolare avvio o svolgimento delle competizioni sportive nazionali". La questione resta però, in questo caso, molto delicata. In primis, perché oggi le violazioni di cui Rocchi è accusato non sono accertate. Rocchi, poi, non fa parte degli organi direttivi della Figc.
Sull'avviso di garanzia a Gianluca Rocchi, è intervenuto intanto anche il presidente della Lega Serie A Ezio Simonelli: "A valle di quanto letto su tutti i media vorrei ricordare che, come in qualsiasi altra situazione, si tratta di accuse degli inquirenti e che è dovere di tutti ritenerle come tali in una normale dialettica democratica. Giudizi affrettati o conclusioni di qualsiasi genere sono fuori posto, nell’attesa doverosa che le indagini compiano il loro percorso per stabilire la verità. Nessuno di noi conosce alcun dettaglio della vicenda ed essere garantisti è un nostro preciso dovere sino all’ultimo grado di giudizio. C’è il rischio, altrimenti, di enormi danni reputazionali al sistema Serie A, e a tutto l’intero movimento calcistico italiano, con una narrazione distorta e una vera e propria gogna mediatica". E ancora: "Peraltro, nel merito, è noto che sia la Procura Federale che la Procura del Coni si siano mosse tempestivamente e si siano già espresse su alcuni punti dell’indagine. La giustizia ordinaria farà il suo corso, ma non possiamo ignorare il lavoro già svolto all'epoca dagli organi sportivi competenti, che si sono peraltro già attivati alla luce di nuovi fatti di possibile rilievo disciplinare. Abbiamo il dovere di garantire che il sistema calcio assicuri trasparenza e parità di trattamento, richiamando chiunque a evitare strumentalizzazioni che generano solo disinformazione. Confidando nel lavoro degli organi competenti, non può essere un avviso di garanzia a porre in discussione l’onestà intellettuale e il lavoro di un intero sistema. Se poi dovesse risultare che qualcuno ha sbagliato, sarà giusto che paghi. Ma giammai è consentito mettere in dubbio la credibilità del sistema e la regolarità del campionato".

(Adnkronos) - “Poiche' in queste ultime ore alcuni organi di stampa stanno diffondendo notizie non veritiere e financo fantasiose, prive di qualsiasi aderenza alla realtà degli accadimenti, all'esclusivo fine di tutelare il puntuale e scrupoloso operato della Procura Federale della Figc che mi onoro di guidare, ci tengo a confermare di aver ricevuto il 21 maggio 2025 esclusivamente l’esposto firmato dall’assistente Domenico Rocca, sul presunto intervento esterno in sala Var del designatore Rocchi, durante la partita Udinese-Parma". Lo dichiara il Procuratore federale Giuseppe Chinè in una nota.
"A seguito di tale esposto, nel pieno rispetto delle norme del Codice di Giustizia Sportiva è stata immediatamente aperta un’indagine sportiva, con l'audizione di tutti i soggetti coinvolti e a possibile conoscenza dei fatti narrati dall'esponente. All'esito di tali atti istruttori e delle testimonianze rese dalle persone presenti nella palazzina di Lissone, non sono emerse condotte di rilievo disciplinare sportivo a carico di alcun tesserato AIA. Come previsto dal vigente Codice di Giustizia Sportiva la Procura Federale ha quindi proposto, nel luglio 2025, alla Procura Generale dello Sport presso il Coni di disporre l'archiviazione del procedimento disciplinare sportivo. Tale proposta, alla luce degli atti di indagine compiuti, e segnatamente del contenuto delle dichiarazioni rese da tutti i soggetti auditi, è stata condivisa dalla Procura Generale dello Sport", ha proseguito Chinè.
"Per quanto riguarda eventuali nuovi fatti di possibile rilievo disciplinare sportivo di cui si starebbe occupando la Procura della Repubblica di Milano, come da prassi del mio Ufficio e come sempre ho fatto in passato in relazione ad altri noti processi penali suscettibili di interesse disciplinare sportivo, confermo di essere già in contatto con gli Organi inquirenti titolari del procedimento penale e di avere già provveduto, nella data di ieri, a richiedere formalmente gli atti dell'indagine penale ove ostensibili, per avviare e, eventualmente, riaprire, qualora ci fossero elementi di prova nuovi e ritenuti decisivi, l'indagine sportiva", ha concluso il procuratore federale della Figc.

(Adnkronos) - Il calcio italiano è di nuovo nel caos. Il designatore degli arbitri di Serie A e B, Gianluca Rocchi, è indagato dalla Procura di Milano per concorso in frode sportiva, in relazione ad alcuni episodi della stagione 2024/25: nelle scorse ore gli è stato notificato un avviso di garanzia. Ma cosa sta succedendo in Serie A? Per quanto riguarda Rocchi, l'accusa è di aver fatto pressioni su alcuni arbitri e di aver scelto direttori di gara graditi all'Inter. Ecco cosa sappiamo finora sull'inchiesta, condotta dal pubblico ministero milanese Maurizio Ascione e scattata in seguito a un esposto nell'estate dello scorso anno.
I fatti al centro dell'inchiesta si rifanno alla passata stagione. Al centro ci sono alcune partite di Serie A (Udinese-Parma e Bologna-Inter), la semifinale di Coppa Italia di ritorno Inter-Milan e Salernitana-Modena di Serie B. Gli investigatori vogliono vederci chiaro anche su Inter-Verona del 2023-24: in particolare per l'episodio della gomitata di Bastoni a Duda.
Tra gli indagati, oltre al designatore Rocchi, anche il supervisore Var Andrea Gervasoni.
Tutto viene fuori da una denuncia nella primavera 2025 dell’ex assistente arbitrale Domenico Rocca ad Antonio Zappi, ex presidente degli arbitri, che inoltrò la segnalazione alla Procura della Figc. Il procuratore federale Giuseppe Chinè aveva però ritenuto che non ci fossero gli elementi sufficienti per proseguire, optando per l’archiviazione. Per l'archiviazione è necessario l’avallo della Procura generale dello Sport del Coni, presieduta da Ugo Taucer, che aveva confermato. Ora anche Taucer ha chiesto a Chiné di farsi inviare gli atti da Milano. L'inchiesta della Figc, ora, può però essere riaperta. Ieri la procura federale ha chiesto gli atti alla Procura della Repubblica di Milano.
Rocchi è indagato per concorso in frode sportiva. Ma di cosa si tratta? Questo reato si configura quando si offre o promette denaro, altra utilità o vantaggio, a qualcuno dei partecipanti a una competizione organizzata dalle federazioni riconosciute dal Coni, dall’Unire o da altri enti sportivi riconosciuti dallo Stato. Lo scopo? Raggiungere un risultato diverso da quello relativo al corretto e leale svolgimento della competizione. Si tratta di un reato punito con la reclusione da due a sei anni e con multa fino a 4mila euro.
In questa situazione, l'Inter rischia qualcosa? Al momento no, visto che nell’inchiesta non risultano coinvolti o indagati tesserati o dipendenti del club nerazzurro.

(Adnkronos) - Lorenzo Musetti torna in campo a Madrid. Oggi, domenica 26 aprile, il tennista azzurro sfida l'olandese Tallon Griekspoor - in un match visibile in diretta tv e streaming - nel terzo turno del Masters 1000 spagnolo. Musetti è reduce dalla vittoria dell'esordio contro il polacco Hubert Hurkacz, battuto in due set con il punteggio di 6-4, 7-6 (4). Il match inizierà attorno alle 13-13.30.
Dove vedere Musetti-Griekspoor? Il match sarà visibile in diretta televisiva e in esclusiva sui canali di SkySport. Il match sarà trasmesso in streaming sull'app SkyGo, su NOW e Tennis Tv.
Dopo il match di Musetti toccherà a Jannik Sinner, contro il danese Elmer Moller.

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(Adnkronos) - Alla maratona di Londra 2026 di oggi, domenica 26 aprile, è stata scritta la storia dell'atletica. Per la prima volta un uomo, il keniano Sebastian Sawe, è riuscito ad abbattere il muro delle due ore sui 42, 195 chilometri. Il 31enne africano ha trionfato nella capitale inglese in 1h59’30”. Un tempo storico, che vale anche il nuovo record mondiale sulla distanza. Prima di lui ci era già riuscito la leggenda keniana Eliud Kipchoge (oro olimpico a Rio 2016 e a Tokyo nel 2021), ma il suo 1h59’40” era stato realizzato in una gara non ufficiale e dunque non omologato. Sawe, allenato dal tecnico italiano Claudio Berardelli, è al quarto successo in quattro maratone corse.

(Adnkronos) - "Da insegnante del mese a detenuto del mese". E' uno dei commenti più 'leggeri' lasciato sul profilo LinkedIn di Cole Allen, l'uomo fermato per la sparatoria della scorsa notte alla Cena dei Corrispondenti a Washington alla quale partecipava Donald Trump. I sostenitori del presidente si stanno infatti scatenando in giudizi e offese, del tipo "ci hai provato, ma il mio presidente è a prova di proiettile".
Qualcun altro - ricordando la foto diffusa in cui Allen è bloccato a terra in una sala dell'Hilton - gli chiede ironicamente "Che sapore aveva il tappeto?" mentre altri la buttano sul politico osservando che "essere un democratico ti riduce così".
"Sei il peggiore incubo di un manager di hotel" commenta un utente di LinkedIn, mentre mostrando più solidarietà un altro - nella vecchia pagina in cui Allen promuoveva un suo videogame - spiega "L'ho comprato, i soldi potrebbero servirti per le spese legali".

(Adnkronos) - Prima ha esploso tre colpi di arma da fuoco contro una palazzina, poi, con la stessa pistola, si è tolto la vita. E' successo nel pomeriggio di sabato 25 aprile nel comune di Chiesina Uzzanese, in provincia di Pistoia. A compiere il gesto un uomo di 71 anni. I tre colpi stati indirizzati contro l'edificio di fronte alla sua abitazione con una pistola regolarmente detenuta, per poi uccidersi in un campo vicino. Sull'accaduto sono in corso le indagini dei carabinieri.

(Adnkronos) - Il comitato provinciale dell'Anpi di Roma, all'indomani delle celebrazioni, interviene con una nota sul ''grave atto di violenza occorso ieri in prossimità del Parco Schuster, dove era in corso l'enorme e partecipatissima Festa popolare della Liberazione dal nazifascismo, caratterizzato dall'esplosione di tre colpi di pistola ad aria compressa contro due persone che avevano al collo i fazzoletti dell'Anpi''.
"Esprimiamo - si legge - la più viva solidarietà e vicinanza alle vittime della vile aggressione e la più ferma condanna del gesto terrorista che li ha colpiti in quanto rappresentanti dell'Anpi individuati dal loro fazzoletto simbolo dell'Associazione Partigiani nel giorno della Liberazione. Siamo di fronte ad un attacco alle persone, all'Associazione per quello che rappresenta, ai partigiani e alle partigiane e alla loro memoria storica e quindi alla Repubblica nata dalla Resistenza e dalla Guerra di Liberazione. Non si conoscono ancora gli autori del gesto, attendiamo gli esiti delle indagini che ci auguriamo portino alla loro pronta identificazione e consegna alla giustizia''.
''Come i partigiani che non si lasciarono intimidire da attacchi, retate, rappresaglie, continueremo la nostra lotta per la loro memoria e per preservare il loro lascito: la Repubblica democratica fondata sul lavoro e la sua Costituzione, contro ogni nazifascismo, autoritarismo, suprematismo, per la Pace, la Libertà e l'Uguaglianza'', aggiunge il comitato provinciale dell'Anpi di Roma.

(Adnkronos) - "Desidero esprimere la mia piena solidarietà e più sincera vicinanza al presidente Trump, alla first lady Melania, al vice presidente Vance e a tutti i presenti per quanto accaduto alla cena dei corrispondenti della Casa Bianca di ieri sera. Nessun odio politico può trovare spazio nelle nostre democrazie. Non permetteremo al fanatismo di avvelenare i luoghi del libero dibattito e dell'informazione. La difesa della civiltà del confronto deve restare l'argine invalicabile contro ogni deriva intollerante, a tutela dei valori che fondano le nostre Nazioni". Lo scrive sui social la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

(Adnkronos) - Una lite per motivi sentimentali, un coltello, due ragazzi feriti. È la sintesi di quanto accaduto nel tardo pomeriggio di ieri lungo Via Spiaggia, nei pressi del Porto di Marina Grande a Bacoli (Napoli), dove i Carabinieri della locale Stazione sono intervenuti a seguito di una segnalazione al 112. Sul posto i militari hanno trovato due giovani, entrambi 16enni di Pozzuoli, feriti da fendenti superficiali inferti con un’arma da taglio.
Ad aggredirli sarebbe stato un 17enne di Bacoli che subito dopo si sarebbe dato alla fuga. Il personale del 118 ha medicato i feriti direttamente in loco senza necessità di ricovero. I Carabinieri hanno avviato le ricerche dell’aggressore che, poco dopo, è stato accompagnato in caserma dai propri genitori. Il minore è stato segnalato alla Procura per i Minorenni di Napoli. Risponderà di lesioni personali aggravate.

(Adnkronos) - "Si muove con passo felpato, la famiglia Berlusconi. Qualche apertura inattesa sui temi dei diritti civili. Qualche punzecchiatura garbata al governo, subito seguita dalle più canoniche rassicurazioni sulla lealtà al centrodestra. Una manifestazione per la Resistenza condivisa con il Pd. E soprattutto una discreta ma inequivocabile presa di possesso del partito di Forza Italia. Cambiando per ora i due capigruppo. Ma con l’aria di voler cambiare molte altre cose. Se l’irruzione del Cav a suo tempo era stata, per l’appunto, una vera e propria cavalcata a passo di carica, con tutto l’impeto del caso, i suoi eredi sembrano ora invece procedere con gradualità, prudenza, circospezione. Alla Gianni Letta, per riassumere un modo in un nome. Ma in un quadro dove tutti appaiono fermi, immobili, fissati in una postura che si ripete immutabile e quasi dogmatica di volta in volta, i figli di Berlusconi sembrano invece voler scommettere sul progressivo scompaginarsi degli attuali equilibri politici. E’ presto per dire dove tutto questo andrà a parare. Per ora si segnala qualche errore di forma (non si affrontano i problemi di un partito nei locali di un’azienda) e qualche segnale più interessante e magari perfino promettente. Si vedrà. Quello che è evidente però è che all’indomani del referendum sembra essersi riaperta nel nostro sistema politico l’antica e mai risolta disputa tra l’idea di una democrazia conflittuale e l’idea opposta di una democrazia più consensuale. Da un lato sta la nitidezza degli schieramenti: destra contro sinistra, governo contro opposizione. Dall’altro stanno tutte le variazioni in corso d’opera. E cioè quel continuo negoziato tra i partiti, e al loro interno, che mette in movimento dinamiche meno canoniche. E meno plebiscitarie, soprattutto. E’ un’inquietudine che non riguarda solo il coté berlusconiano. Il fatto è che si stanno riaprendo molti dei dilemmi che hanno accompagnato il passaggio dalla prima alla seconda repubblica. Quei dilemmi che hanno lungamente diviso quanti pensavano che il movimento dei partiti sulla scacchiera parlamentare fosse una doverosa forma di flessibilità politica e di capacità di ascolto del rumore di fondo che di volta in volta saliva dal paese -e quanti invece ritenevano che il mandato conferito dagli elettori dovesse costituire un vincolo inesorabile e prescrittivo. Fino a diventare uno di quei vincoli oltre cui ci si sarebbe venuti a trovare nei territori dell’equivoco e perfino del tradimento del mandato ricevuto. Ora, non è dato sapere fin dove si spingerà il protagonismo di questa seconda edizione di Forza Italia. Ma se tutti questi segnali hanno un senso viene da pensare che l’avventura neo-berlusconiana non potrà che portare, prima o poi, a cercare di disegnare una diversa mappa dei rapporti politici. Prendendo atto che la rigidità degli schemi che ci ha guidato fin qui rischia di condurre oggi verso un vicolo cieco. E tanto più se il prossimo risultato elettorale dovesse essere in bilico tra uno schieramento e l’altro. Il famoso “pareggio” di cui tanto si almanacca. E’ curioso che a cogliere questo mutamento di scenario siano proprio gli eredi del Cav. Lui acclarato padre fondatore del bipolarismo negli ultimi anni del secolo scorso. I suoi figli sospetti patrocinatori di uno schema che sembra voler prendere forma prendendo le distanza dalla retorica che ci ha accompagnato tutti (o quasi tutti) lungo il cammino che avrebbe dovuti condurci verso le spiagge assolate di quel modello anglosassone che prescriveva di essere tutti, e per sempre, “o di qua o di là”. Segno che forse tutto quello che stava nel mezzo ci è sempre stato meno estraneo di quanto ci veniva suggerito di proclamare a quei tempi. Ormai diventati quasi lontani". (di Marco Follini)

(Adnkronos) - La cena dei corrispondenti della Casa Bianca era iniziata da pochi minuti. Donald Trump e quasi tutto il suo gabinetto presidenziale erano appena entrati, accolti dagli stessi giornalisti che questa amministrazione un giorno attacca, un giorno deride, un giorno critica duramente. A sorprendere i più, la presenza simultanea del presidente e del suo vice, JD Vance. La prassi di sicurezza li vorrebbe separati, ma si vede che per questa sera è stata fatta un’eccezione.
Il menù prevedeva aragosta come portata principale, burrata come antipasto (provata senza grande soddisfazione, ndr), alcuni premi e una serie di lunghi discorsi dei membri dell’associazione, fino ad arrivare a quello del tycoon di New York, per la prima volta alla cena, verso le 22. La sicurezza, fin da subito, mi era sembrata di massimo livello: vari isolati chiusi al traffico attorno al Washington Hilton – la sede del gala – e metal detector per entrare nel perimetro della festa. Portafogli aperti e ispezionati. Tasche svuotate e cellulari controllati. Il problema è stato solo uno: chiunque, a piedi, poteva entrare. Specie se aveva una camera d’hotel. Come Cole Allen.
Il mio tavolo era uno di quelli sfigati, lontano dal palco, vicino alla porta. Ma essendo la mia prima volta alla cena, mi sarebbe andato bene anche mangiare in cucina. Per chi non conoscesse la sala grande del Washington Hilton, ha tre ampie entrate, mentre una scalinata centrale porta al piano superiore dove spesso si organizza il cocktail di benvenuto e dove, solitamente, si passano i controlli di sicurezza. Il mio tavolo, il 219, era proprio a lato di questa scala.
Erano passate le 20:30 da poco quando, seduto e anche un po’ annoiato, sento un forte colpo. Penso: “Sarà caduto un carrello con il cibo a qualche cameriere?” E poi, subito dopo, bam, bam, bam in rapida successione. Non era l’errore di un cameriere. Per esperienza personale, l’ho capito subito. Erano dei colpi di pistola. O forse qualcosa di più grande. Nonostante i forti rumori provenienti dal piano di sopra, saranno stati 20-30 metri al massimo, la sala della cena era talmente caotica e rumorosa che quasi nessuno se n’è accorto.
Quando le persone che erano all’esterno hanno iniziato a scappare, cercando rifugio dove stavamo, è scoppiato il panico. Tutti hanno capito. E gridando: “Sparatoria, sparatoria”.
Trump non si era accorto di nulla. “Stavo guardando per vedere cosa stesse succedendo”, ha detto. Sua moglie, al contrario, ha cercato subito rifugio. Gli agenti, in pochi secondi, li hanno portati via, insieme a Vance, mentre le persone cercavano protezione dietro le colonne, per terra, sotto i tavoli. Qualche coraggioso – da buon giornalista – filmava la scena. Il panico è durato per qualche istante. C’è chi piangeva, chi tremava, chi rimaneva in silenzio provando a capire che stesse succedendo.
Ho pensato: “Questo è un attentato terroristico, magari qualcuno dell’Iran”. Il luogo e i tempi sarebbero stati ideali. Ho anche pensato: “Se entrano e non trovano al presidente, sicuro sparano a noi”. In una stanza enorme, con duemila e passa persone e solo tre uscite, sarebbe stato come sparare ai pesci in un barile.
Le porte vengono chiuse. Nessuno dei partecipanti entra, nessuno esce. Siamo sottoterra, quindi il segnale cellulare è pessimo. Penso: “Come faccio ad avvisare mia moglie? Starà morendo di paura”. Degli agenti armati – sia in borghese che con vestiario tattico – sono subito entrati nella sala con i fucili d’assalto e le pistole in mano per portare in salvo anche i membri del gabinetto presidenziale – dal Segretario della Difesa Pete Hegseth a Scott Bessent, il Segretario del Tesoro – che erano rimasti con noi. Alcuni agenti salgono sul palco, dove si trovavano Trump e gli altri, per avere una visuale migliore.
Passano i minuti, si parla, si cerca di capire. Ognuno descrive cosa ha visto e cosa ha sentito, ma era chiaro che il pericolo per Trump e i presenti non fosse stato così vicino. Ma nemmeno troppo lontano.
L’aggressore, un 31enne della California, è stato fermato e catturato, mentre cercava di passare i metal detector, gli stessi che avevo attraversato un’ora prima. Trump spinge per rientrare, anche i capi dell’associazione dei corrispondenti della Casa Bianca vorrebbero riprendere la cena, giusto solo per non darla vinta alla persona che aveva provato a rovinare tutto.
“L’aragosta sarà servita a breve”, si sente da un microfono. Passano i minuti, ma alla fine si decide di lasciar perdere: la festa è finita, tornate tutti a casa. Le autorità di polizia, per una questione di protocollo, non possono far riprendere le cose come se nulla fosse.
Ma il presidente è chiaro: questa cena si farà nei prossimi 30 giorni. Lo confermano anche dalla White House Correspondents Association. La sala esplode in una grande ovazione. Nel mentre, viene annunciato: il presidente, fra 30 minuti, terrà una conferenza stampa alla Casa Bianca per parlare dell’accaduto e dare aggiornamenti. I giornalisti, senza manco cambiarsi, corrono in massa, in fretta e furia, fra smoking e lunghi abiti da sera, verso la residenza presidenziale. La festa sarà pure finita, ma il lavoro dei corrispondenti è appena iniziato. Ahimè, quasi a stomaco vuoto, ma le notizie non dormono mai. Figuriamoci se mangiano.
Specie quando i giornalisti diventano loro stessi la notizia. Alla Casa Bianca, in una sala stampa gremita (ed elegantissima) visto che nessuno aveva avuto il tempo di cambiare lo smoking) il presidente, circondato dai membri del suo gabinetto, ammette: “Il mio è un lavoro pericoloso”. “Anche il mio”, mi verrebbe da rispondergli. Il tycoon vuole mandare un messaggio di forza, d’invincibilità, pur riconoscendo come ci sia sempre qualcuno che provi a farlo fuori, che c’è gente che lo odia profondamente.
Qualche testa sicuramente cadrà, quella di Kash Patel, il criticato direttore del FBI, sembra la più probabile. La falla nella sicurezza è troppo grande, specie dopo i fatti di Butler, Pennsylvania, del 2024. Questa volta è andata molto meglio: allora Trump rischiò di essere assassinato, (e uno spettatore rimase ucciso) ma le autorità, specie quelle più vicine al presidente, dovranno farsi un serio esame per capire come un 31enne della California, con problemi mentali, possa essere arrivato così vicino a realizzare una sparatoria.
I dubbi restano. Nel frattempo, mentre l’adrenalina scema, tutti provano a dormire qualche ora, perché già si sa che domani sarà di nuovo un lungo giorno alla Casa Bianca. Nella speranza che, fra 30 giorni, si possa riavere la prevista aragosta. E sono sicuro che, stavolta, sarà buonissima. (di Iacopo Luzi)

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(Adnkronos) - Italia sotto il sole, con clima estivo e temperature al di sopra della media stagionale. Domina il bel tempo anche in questo fine settimana, ma occhio alle nubi che faranno capolino nei prossimi giorni con qualche episodio temporalesco. Sono queste le previsioni meteo per la giornata di oggi, domenica 26 aprile, e per i giorni a venire.
L'Italia continua a godere di un ampio respiro anticiclonico che garantirà una domenica all'insegna del bel tempo e di un clima dal sapore quasi estivo. La stabilità atmosferica rimarrà la protagonista assoluta, consolidando un periodo caratterizzato da temperature ben superiori alle medie stagionali, sebbene negli ultimi giorni l’aria sia risultata più frizzante nelle ore notturne.
Federico Brescia, meteorologo de iLMeteo.it, conferma che la giornata di oggi vedrà il sole dominare su quasi tutta la Penisola. Le temperature subiranno un ulteriore incremento nelle ore centrali, con i termometri che saliranno fino a toccare i 26-27°C in molte città del Centro e del Nord. Sarà una giornata ideale per le attività all'aperto, con un cielo che si presenterà sereno o poco nuvoloso sulla stragrande maggioranza delle regioni.
In questo quadro di generale stabilità, l’unica piccola nota fuori dal coro sarà rappresentata dal passaggio di alcune nubi di passaggio al Nord e soprattutto dalla Liguria. Su quest’ultima in particolare, l’attivazione di correnti umide meridionali provocherà la formazione di nubi basse, che renderanno il cielo più grigio e il clima più fresco rispetto al resto del Paese. Si tratterà comunque di nuvolosità innocua che non porterà precipitazioni di rilievo. Non restate sorpresi pertanto se pensavate di prendere il sole sulle spiagge liguri e invece vi ritrovate con la felpa su alcuni tratti della costa.
L'avvio della nuova settimana non regalerà particolari scossoni, ma lo scacchiere europeo inizierà a mostrare alcuni segni di dinamicità. L’Italia verrà infatti lambita da correnti più fresche provenienti dai quadranti orientali, con un aumento dell’instabilità pomeridiana sui rilievi ma non solo. Tra martedì 28 e mercoledì 29 aprile alcuni temporali potrebbero interessare in modo sparso il Centro-Nord, spostandosi poi nella giornata di giovedì 30 verso le regioni del Sud, con particolare attenzione alle zone adriatiche. Non si tratterà di un’ondata di maltempo diffuso, ma della classica variabilità primaverile che riporta i termometri su valori più consoni al periodo, specie laddove ci sarà maggiore instabilità.
Le ultime proiezioni per il Primo Maggio mostrano un deciso miglioramento: l’instabilità sembra destinata a esaurirsi rapidamente, lasciando spazio a una nuova rimonta dell'alta pressione che dovrebbe garantire condizioni meteo favorevoli su gran parte d’Italia.
Domenica 26. Al Nord: soleggiato e caldo per il periodo; nubi basse in Liguria. Al Centro: sole e caldo per il periodo. Al Sud: soleggiato.
Lunedì 27. Al Nord: poco o parzialmente nuvoloso, qualche rovescio dal pomeriggio specie sui rilievi. Al Centro: sereno e caldo per il periodo. Al Sud: soleggiato e più caldo.
Martedì 28. Al Nord: nubi sparse e possibili episodi temporaleschi. Al Centro: parzialmente nuvoloso con rovesci pomeridiani sui monti. Al Sud: sole e mite.
Tendenza: instabilità che dal centro-nord si sposterà al sud nella giornata di giovedì 30. Poi migliora ovunque.

(Adnkronos) - Panico e caos a Washington per l'attacco di un uomo armato alla cena tra il presidente Donald Trump e i corrispondenti della Casa Bianca. Nell'emergenza totale, conclusa con la cattura dell'attentatore, c'è spazio anche per un sorriso al termine di una nottata ad altissima tensione. Sui social rimbalzano i video che documentano l'allarme, l'intervento delle forze dell'ordine, le parole di Trump nella successiva conferenza stampa.
All'improvviso, però, ecco l''eroe senza paura'. Tra giornalisti e ospiti che cercano riparo sotto i tavoli della sala, c'è un intrepido commensale che non si arrende. L'emergenza non è cessata, ma la cena è sacra e il cibo non va sprecato. E allora, nessuna esitazione: una cucchiata dopo l'altra, con flemma impressionante, si continua a mangiare senza nessuna fretta.

(Adnkronos) - Quarant'anni fa, all’1.24 del 26 aprile 1986, un guasto al reattore numero 4 della centrale atomica di Chernobyl, a Pripyat in Ucraina, provoca il più grande incidente della storia dell’energia nucleare. A dare vita al disastro, "gravi deficienze nel design del reattore e del sistema di spegnimento" combinate con la "violazione" delle procedure operative: con l'esplosione nel reattore numero quattro, una grande nube radioattiva si disperde nell'atmosfera contaminando vaste aree dell'Ucraina, della Bielorussia e della Russia per poi investire tutta Europa, contaminando migliaia di chilometri quadrati di terreno. L'Agenzia internazionale per l'energia atomica (AIEA) viene ufficialmente informata dell'incidente solo il 30 aprile.
Le stime sul numero di morti causate dal disastro variano notevolmente: secondo un rapporto dell'ONU del 2005, le morti confermate e previste sono state circa 4.000 nei tre paesi più colpiti. Tuttavia, secondo Greenpeace, il disastro avrebbe causato quasi 100.000 morti. Si stima che circa 600.000 persone coinvolte nell'operazione di pulizia siano state esposte a livelli elevati di radiazione.
La centrale è stata occupata dalle forze russe nel febbraio 2022 e da allora è stata sottoposta a numerose minacce. La struttura esterna in acciaio e cemento che copre i resti della centrale è stata danneggiata da un drone russo nel febbraio 2025 e attualmente non può essere riparata.
L'area intorno alla centrale è stata evacuata e trasformata in una zona di esclusione: più di 2.200 chilometri quadrati in Ucraina e 2.600 chilometri quadrati in Bielorussia sono considerati inabitabili per i prossimi 24.000 anni.
L'incidente ha lasciato un pesante fardello sulle popolazioni coinvolte, tuttavia negli ultimi decenni si sono fatti progressi significativi nella bonifica delle aree contaminate con l'introduzione sperimentale di allevamento dei cavalli o l'apicoltura nelle zone a più basso rischio.

(Adnkronos) - L'attentatore entra in azione, gli agenti del Secret Service reagiscono. Donald Trump, dal suo profilo Truth, pubblica le immagini dell'intervento degli agenti alla cena dei corrispondenti della Casa Bianca. Un uomo di 31 anni ha aperto il fuoco non lontano dall'evento. Il presidente degli Stati Uniti è stato condotto rapidamente in un luogo sicuro. L'attentatore è stato bloccato e neutralizzato.
La clip pubblicata dal presidente mostra, senza audio, la reazione degli agenti. L'uomo ha aperto il fuoco e ha colpito un agente, protetto dal giubbotto antiproiettile. Trump, così come il vicepresidente JD Vance è stato condotto in salvo.
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