
(Adnkronos) - Quentin Tarantino, dopo aver accantonato il suo decimo - e forse ultimo - film da regista ('The Movie Critic'), torna sul grande schermo da protagonista del film 'Only What We Carry', che rappresenta il suo ruolo più importante dai tempi di 'Dal tramonto all'alba' del 1996.
Diretto da Jamie Adams, il film è ambientato in Francia ed è descritto come "una meditazione sull'amore, sulla perdita e il coraggioso silenzio che ci vuole per andare avanti". Tarantino recita al fianco di Simon Pegg, Sofia Boutella, Charlotte Gainsbourg, Liam Hellmann e la cantante Lizzy McAlpine, al suo debutto cinematografico. Secondo quanto apprende 'Variety', la pellicola è stata girata a Deauville, in Francia, nell’arco di sei giorni a fine settembre, con un budget ridotto e con performance improvvisate.
Ambientato sulla costa ventosa della Normandia, il film sperimentale vede Pegg nei panni di "Julian Johns, un tempo formidabile insegnante, la cui ex studentessa Charlotte Levant (Boutella) torna a casa per affrontare i fantasmi del suo passato. Insieme a loro ci sono Quentin Tarantino nei panni di John Percy, un vecchio amico di Julian il cui arrivo improvviso risveglia verità sepolte da tempo; Charlotte Gainsbourg nei panni di Josephine Chabrol, la sorella premurosa di Charlotte; Liam Hellmann nei panni di Vincent, un artista irrequieto in bilico tra amore e lealtà, e Lizzy McAlpine, in quelli di Jacqueline, una giovane aspirante ballerina la cui presenza costringe tutti a confrontarsi con il peso di ciò che si sono lasciati alle spalle", si legge nella sinossi.
In attesa di rivederlo sul grande schermo, Tarantino è al lavoro sulla sceneggiatura de 'Le avventure di Cliff Booth', il sequel/spin-off di 'C'era una volta a... Hollywood' del 2019 che è diretto da David Fincher per Netflix e vede come protagonista Brad Pitt, nuovamente nei panni dello stuntman Cliff Booth. Ancora non è chiaro se tornerà anche Leonardo DiCaprio, nei panni dell'attore in declino Rick Dalton, attorno al quale ruotava la storia del primo film. Secondo quanto riportano i media internazionali, Netflix avrebbe fatto all'attore premio Oscar un'offerta milionaria per un cameo.
Come ha dichiarato Pitt in una vecchia intervista, il film è da intendersi come "un episodio". Parole che suggeriscono un racconto su un momento specifico della vita di Cliff, a partire dal suo passato pieno di ombre. Il film è ambientato negli Anni 70, alcuni anni dopo gli eventi di 'C'era una volta a...Hollywood', e racconta di Cliff Booth alle prese con un nuovo ruolo: quello di faccendiere degli Studios di Hollywood.
(Adnkronos) - "Ho vissuto anni di intensa collaborazione con Lindsay Kemp. Mi sentivo estremamente fortunata, ma avvertivo un forte senso di responsabilità, ma soprattutto il desiderio di dover condividere con un pubblico sempre più vasto i suoi insegnamenti, la sua poetica, il suo universo teatrale. Era una 'leggenda' vivente e la persona più affabile, rispettosa, semplice, simpaticissima, la persona con la quale ho riso di più". Con queste parole all'Adnkronos Daniela Maccari ricorda Lindsay Kemp, coreografo, attore, mimo, ballerino, regista di origine inglese, a cui ha dedicato un omaggio, 'Lindsay Kemp 'For You!– Un sogno verso l’Oriente', prodotto dal Teatro Barbaro con il sostegno del Mic- Spettacolo dal vivo ', che debutta il 30 ottobre a Cagliari, negli spazi di Sa Manifattura, nell'ambito della 43esima edizione del Festival Internazionale Nuova Danza, diretto da Cristiana Camba.
E aggiunge Daniela Maccari, principale collaboratrice di Kemp e sua erede artistica accanto a David Haughton: "Il meraviglioso mondo di questo grande artista, così poliedrico, che ha influenzato il modo di fare teatro in tutto il mondo e che ha determinato, a mio avviso, un punto di rottura nel mondo del teatro, non soltanto occidentale, doveva continuare a vivere, anche dopo la sua scomparsa. Con David desideriamo fortemente continuare a spargere il seme della poetica di Lindsay, a far brillare la sua luce che ha scaldato i cuori di tante generazioni, non soltanto la nostra".
Sempre nell'ambito della manifestazione in programma a Cagliari, "Lindsay Kemp e il Giappone: Un Mondo di Trasformazioni", titolo della conferenza che giovedì prossimo prenderà il via alle 12 negli spazi di Sa Manifattura (Sala 114), in compagnia di Donatella Bertozzi, critico di danza, giornalista e studiosa di storia della danza, e Daniela Maccari. Un' occasione rara per approfondire la figura del coreografo britannico, mettendo in luce le profonde influenze orientali e il suo approccio alla trasformazione, in un viaggio affascinante che collegherà l'infanzia dell’artista e la scoperta dell'Oriente grazie al padre marinaio. Poi l'incontro con il teatro Kabuki, il concetto di trance, gli aspetti più intimi del suo processo creativo dall'uso delle luci ai costumi, e i temi universali come la vita, la morte e la resurrezione.
Leggi tutto: Daniela Maccari: "Io erede di Lindsay Kemp, porto in scena la sua poesia'

(Adnkronos) - L'aula della Camera ha approvato in via definitiva con 138 voti favorevoli, 91 contrari e 9 astenuti il ddl per la conversione in legge del decreto sulla riforma dell'esame di Stato per le superiori, che torna a chiamarsi 'esame di Maturità'.
Il provvedimento, si legge in una nota del ministero, introduce misure strutturali anche per il canale della formazione 4+2, per la sicurezza degli edifici scolastici, per la valorizzazione dei docenti, confermando una visione di scuola più moderna e centrata sulla crescita degli studenti. Ulteriori misure sono rivolte ad assicurare nuove risorse alle scuole di Agenda Sud, a stanziare 240 milioni per il rinnovo del contratto della scuola e a garantire regole di sicurezza più stringenti per i viaggi d'istruzione.
“Si tratta di una svolta importante, con questa riforma ridiamo senso alla Maturità restituendo valore a un passaggio decisivo del percorso formativo delle studentesse e degli studenti, riaffermando i principi del merito, dell’impegno e della responsabilità individuale. Per questo, dal prossimo anno non sarà più possibile boicottare la prova orale: chi farà volontariamente scena muta sarà bocciato. L'orale si concentrerà su quattro materie scelte a gennaio di ogni anno, - ha dichiarato Giuseppe Valditara, ministro dell'Istruzione e del Merito - e la valutazione finale terrà conto anche dell'impegno del candidato in attività extrascolastiche particolarmente meritorie. Questa legge non si limita a rinnovare l’Esame, ma guarda all’intero sistema educativo, con il passaggio della filiera tecnologico-professionale del 4+2 da sperimentale a ordinamentale".
"Ogni giovane potrà contare su un’istruzione tecnica e professionale di 4 anni con programmi fortemente innovativi e un rapporto più stretto con il mondo delle imprese e del lavoro. Con questa legge diamo anche più soldi in busta paga ai docenti, più risorse per Agenda Sud, rafforziamo la sicurezza delle scuole, potenziamo la formazione dei docenti e fissiamo paletti più stringenti per i servizi di trasporto delle gite. È un ulteriore passo avanti verso una scuola che mette al centro la persona dello studente e ne accompagna la crescita con serietà e competenza”, ha concluso Valditara.
Resteranno le due prove scritte, mentre il colloquio si concentrerà sulle quattro discipline principali dei percorsi di studi, individuate con decreto del ministro.
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(Adnkronos) - Immagini 'rubate' o divulgate senza il consenso, pubblicate su forum sessiti in balia di giudizi e commenti raccapriccianti, oppure usate come merce di scambio. Si chiama 'revenge porn' ed è un reato ormai noto, i cui dati risultano in calo per il 2024 rispetto agli anni precedenti e che vede le donne le principali vittime per il 73% dei casi segnalati. Sono state le vittime del cinema e dello spettacolo a metterlo in evidenza, le immagini un tempo rubate da profili social aperti o da contatti interessati ad altri scopi possono essere create ex novo o modificate grazie all'intelligenza artificiale, in una lotta spietata contro le vittime.
"Lo scopo che spinge le persone a modificare foto altrui può essere di vario genere: rendere nude persone che non lo sarebbero mai, incentivando giudizi, commenti di odio, sessisti, dando vita a fenomeni di diffamazione - spiega all'Adnkronos Maria Rosaria Romano, Primo Dirigente della Polizia di Stato, del Servizio Polizia postale e per la sicurezza cibernetica - Ma la trattazione dei fenomeni di intelligenza artificiale non è una novità. Si pensi alla pedopornografia virtuale prevista dal codice penale già da diversi anni". "I dati del 2024 relativi ai fenomeni rientranti nella diffusione di immagini sessualmente esplicite mostrano un aumento complessivo dei casi trattati, che per i minori ha riguardato in maniera significativa vittime tra i 14 e i 16 anni. Ad esempio - continua - il deep nude tra i minorenni può nascere anche da una poca consapevolezza del reato, come può essere lo scherzo al compagno della nudità, ma questi fenomeni hanno degli effetti devastanti nella sfera giuridica comunque di giovani vittime. Si pensi anche al caso di ragazzi che condividono materiale realizzato anche inizialmente consensualmente che poi diventa uno strumento di divulgazione: tanti i casi di minori coinvolti in revenge porn".
"L'illecita diffusione di immagini sessualmente esplicite è un fenomeno trattato dalla polizia postale già da diverso tempo, quindi non costituisce una novità rispetto al panorama dei fenomeni online. È un fenomeno pervasivo - spiega ancora il Primo Dirigente della Polizia Postale - perché i danni connessi alla diffusione risultano significativi se non contenuti in tempi stretti con la rimozione anche grazie agli strumenti disposti dall’autorità giudiziaria e il rischio della circolarità è alta. Recentemente è stato aggiunto un altro comma all'articolo 612quater, sull'illecita diffusione di contenuti generati o alterati con sistemi di intelligenza artificiale; è una norma entrata in vigore recentemente e rientra nel pacchetto delle disposizioni della delega al governo in materia di intelligenza artificiale. Si sentiva da tempo l'esigenza fondamentale di coprire un fenomeno che già da tempo si era allargato, che riguardava il tema del deep fake, tutto ciò che poteva essere originato dall'utilizzo dei sistemi di intelligenza artificiale attraverso i quali si possono riprodurre video, immagini, contenuti audio che sembrano simili al reale ma possono indurre in errore sulla loro genuinità e creare danno ingiusto alla persona".
Cosa può fare una vittima? "Nel momento in cui una persona si trova suo malgrado ritratta in un sito, ha la possibilità di contattare il sito in primis e chiedere la rimozione del contenuto; a questo proposito ci sono siti che hanno adottato policy di verifica dei contenuti e un'azione di rimozione. Può capitare che queste foto siano pubblicate in siti, canali, dove è necessario procedere con l’aiuto delle Istituzioni preposte. Si pensi alla previsione di intervento del Garante per la protezione dei dati personali per la rimozione dei contenuti e della Polizia Postale nel caso dei reati penali. La Polizia Postale procede all’attivazione tempestiva alle verifiche sulle segnalazioni di pubblicazioni o diffusioni di materiale illecito o contenuti generati o alterati con sistemi di intelligenza artificiale sui siti istituzionali; l’obiettivo è quello di contenere le conseguenze di questi fenomeni, contrastare i fenomeni e individuare i responsabili ai fini dell’esercizio dell’azione penale. Al centro dell’attività, la Polizia Postale ha messo la tutela della persona. L’azione di intervento per questi reati è stata strutturata anche sul potenziamento dell’attività di cooperazione di Polizia e giudiziaria per la natura transnazionale di questa tipologia di fenomeni e reati, che trovano anche nell’eterogeneità normativa il proprio limite significativo”. (di Silvia Mancinelli)

(Adnkronos) - Dopo il trionfo di 'Amarcord'', Sarah Toscano non si ferma e guarda avanti. La giovane artista sogna in grande e confessa il suo desiderio in una lunga intervista all'Adnkronos: un duetto con Elodie ed Emma, le due regine del pop italiano che più la ispirano. “Sarebbe pazzesco cantare con loro", racconta con entusiasmo. Reduce dall'intensità del Festival di Sanremo, Sarah ammette di volerci tornare "nel momento giusto, con il pezzo giusto". A soli 19 anni, mostra una sorprendente lucidità e una visione chiara: il suo futuro è tutto da scrivere, ma brilla già come una star. Ma la cantante precisa sul suo primo album appena uscito: "Il mio 'Met Gala' non è da diva" e sogna "un feat da Spice Girls tutto al femminile" (Video)
'Amarcord', il brano che hai portato a Sanremo è stato un successo enorme. Quando hai capito che aveva davvero sfondato?
Oddio, addirittura ha sfondato? Ho capito che era il brano giusto nel momento in cui sono uscita dallo studio. Ci siamo guardati in faccia con tutti e abbiamo detto 'è lui'. Sono contenta che sia andato bene, e che quando lo vado a cantare tutti lo cantano, lo ascoltano. Ogni tanto lo sento nelle macchine a fianco, quindi sono felice di come sia andato quel brano. E' stato un punto molto importante della mia carriera.
Continuando sul filone felliniano, qual è stato il momento più amarcord della tua vita? E' un momento amarcord questo attuale della tua vita?
Per la verità no. Non è un momento molto amarcord. Sono proiettata sul presente e sul futuro. Amarcord vorrebbe dire che penso molto di più a quello che c'è stato prima. Invece adesso sono ìpiù proiettata su quello che mi aspetta.
Sanremo è stato un vero bagno di riflettori per te quest'anno. Qual è stato il momento più bello, più folle che hai vissuto in quei giorni?
Tutti i giorni. Tutta la settimana che è molto intensa. Sicuramente il primo giorno quando siamo arrivati. Penso fosse domenica. Entri lì e dici 'ok, sta succedendo davvero'. Sono arrivata a Sanremo. Dopodomani canto, appena arrivi lì l'aria è diversa. È una settimana veramente densa, dal primo all'ultimo giorno. Chiaramente il giorno della prima esibizione, il martedì, è particolarmente emozionante e ansioso. E poi la finale, non per le aspettative di classifica, ma perché comunque è l'ultimo giorno. Vuoi dare tutto quello che magari non sei riuscita a dare durante negli altri giorni. Poi finisce tutto, quindi chissà quando torna.
Non è che magari ci dai la notizia: torni a Sanremo?
Per adesso non ho avuto il tempo di fare niente, quindi non è nei piani per ora
Ma anche in futuro c'è una cosa che escludi?
E' un posto meraviglioso, io non vedo l'ora di poterci tornare, però nel momento giusto, con il pezzo giusto. Adesso che ho anche preso un po' di più le misure, che so cosa mi aspetta, non vado lì carta bianca. Voglio prepararmi bene e quindi voglio andrci sicura di quello che sto facendo e con il pezzo giusto nel momento giusto.
Non escludi il prossimo anno, sembra questa la risposta.
Per adesso non c'è il pezzo, quindi nel senso dovesse saltare fuori, non lo so, per ora non è nei piani.
Questo è stato un anno particolarmente fortunato per il pop al femminile in Italia, di cui fai parte anche tu. C'è qualche artista che ti influenza particolarmente, anche musicalmente, che ti piace, che segui?
Ci sono donne incredibili in Italia, forse nell'ultimo anno quella che mi ha colpito di più è Elodie, la amo alla follia. Sono molto pentita di non essere riuscita a tornare al suoi tour negli stadi, purtroppo non potevo. Poi anche Annalisa. E sono contenta che Angelina Mango abbia pubblicato l'album, me lo sono ascoltato subito, è bellissimo. Anche Emma: il singolo è bellissimo, non vedo l'ora che pubblichi qualcosa di nuovo. Ci sono un sacco di donne, per la verità, italiane, che sono davvero fighe.
Sempre rimanendo su Sanremo, con quale artista hai legato particolarmente? A parte Clara...
A dire il vero a Sanremo, a differenza di quello che può immaginare, con gli artisti veri e propri non hai tutto questo gran rapporto durante la settimana. Nel mio caso ci tenevo a fare tutto quello che potevo fare, quindi ho fatto tantissime interviste e attività durante la settimana. Mi alzavo la mattina alle sei e mezza, mi svegliavo e la notte, quando finivo l'esibizione sul palco, finiva la serata. Quindi effettivamente gli artisti li vedevo solamente prima di essersi sul palco, e non è il momento più tranquillo della giornata. Ero un po' agitata, potete capire.
Quindi hai legato più con Carlo Conti.
Sì, ho visto più Carlo Conti che tutti gli altri artisti, è vero. Però Clara la conoscevo giù e quindi si è anche rafforzato il rapporto tra noi.
Tu hai un bel rapporto con i fan, hai parlato anche in una bella fan base, ecco che rapporto hai con loro? Ti parlano apertamente dei loro problemi, vi confidate, condividete momenti?
Sì, è bello perché mi vedono come un'amica, non come una persona che sta lì e canta. C'è un rapporto di scambio. Durane gli in store o quando mi vedono in giro, è bello perché mi confidano delle cose non dicono neanche ai loro migliori amici. C'è uno scambio, e io cerco di dare tutto quello che posso, di raccontare il mio vissuto, e probabilmente in quella persona che si confida con me mi sento più libera di aprirmi. Sono contenta di avere una bellissima fanbase perché tengono a me sia come artista, sia come essere umano.
Qual è la cosa che ti ricordi, che ti ha colpito più emozionante, che ti ha scritto, raccontato un fan o una fan?
Ne sono successe tante di cose veramente belle, che ti fanno capire come la musica non sia solo un passatempo. Al primo in store dell'anno scorso il papà di una ragazzina mi ha detto che la figlia quel giorno non era potuta venire perché doveva fare un'operazione, ma voleva dirmi che non parlava con nessuno, neanche con i genitori ma da quando ti ha vista la prima volta ha ascoltato le mie canzoni, ha iniziato a farlo. Lui è venuto a dirmi che questo lo aveva aiutato come padre. Anche all'ultimo in store, la mamma di una ragazza mi ha ringraziata perché la figlia non ha mai avuto un bel rapporto con il suo fisico, e dopo che ha sentito quello che ho detto l'estate scorsa si è sentita sollevata, e adesso sta molto meglio.
Parlando delle critiche che hai ricevuto per Body Shaming, Tu hai reagito con la tua musica, facendo quello che sai fare meglio?
Certo, perché mi sembrava la cosa più facile da fare, la più giusta. Io sono una cantante, non vivo per la mia estetica ma per la mia musica. Quando mi si giudica, mi si commenta, e si critica la mia estetica posso anche tranquillamente non rispondere, però era diventata una cosa così popolare che ho detto, 'sai che c'è? Rispondiamo così. E la musica alla fine dice molto di più delle parole, quindi è stata la cosa più facile.
Io penso che bisogna stare semplicemente attenti perché non sappiamo con chi stiamo parlando. E un pizzico di rispetto e di empatia in più bisogna sempre averli. Dal mio lato so che non devo farmi influenzare, non rispondo a qualcuno che va a giudicare il mio corpo, il mio fisico, perché non è una cosa che riguarda loro, è una cosa che riguarda me. Non ti piaccio, va bene, ci sta, ma non devi venirmi a criticare in modo così diretto, questo non va bene.
Cosa ti senti di dire a delle ragazze che subiscono un trattamento del genere da parte di questi odiatori seriali?
Quello che ho detto, ovvero fregatevene di quello che pensano le altre persone, perché l'unica che può giudicare il proprio corpo, siamo noi stessi. Tutti possono avere delle opinioni, ma non bisogna darsi toccare da commenti fatti da altre persone quando si tratta dell'aspetto esteriore. Quando si tratta di arte, di lavoro, è più che giusto ricevere commenti e critiche perché aiutano, fanno bene, aiutano a crescere. Quando si tratta del proprio aspetto, invece, no, non fa bene a nessuno.
Parliamo di 'Met Gala', che è il tuo primo album in cui c'è un po' tutto, ci sono delle ballad, c'è il pop, c'è l'urban. Se dovessi vestire questo album, scegliere un outfit, quale sarebbe?
L'outfit che ho indossato ai Magazzini Generali è bene o male quello che mi immagino come look del mio album. A parte la copertina che sbrilluccica, lo vedo più sportivo che elegante questo album.
E se dovessi andare al Meta Gala a New York lo faresti in sneakers?
No, in sneakers mai. Sceglierei sempre i tacchi. Quando si è sul parco si mettono i tacchi. Forse indosserei degli stivali e una magliettona da hockey.
Quindi non un vestito con lo strascico da diva?
No, perché 'Met Gala' non è da vestito da strascico, 'Match Point' non è da strascico, 'Dopo di te' non è da strascico, non è un album da strascico, la copertina è da strascico, perché deve essere d'impatto.
Hai una lucidità impressionante a soli 19 anni. Quanto c'è di istintivo nel tuo percorso artistico e quanto invece di costruito?
Per la verità è la maggior parte è istinto: io faccio quello che mi sento, scrivo quello che vivo, è una cosa molto naturale, non vado a costruire niente. Scrivo della mia vita e faccio uscire pezzi della mia vita. Sono cose che vengono dalla mia testa, dalla mia immaginazione, che poi confronto con il team. Ma se non m sento di fare una cosa non la faccio, non la farò mai.
Anche nella titletrack dici che ti auguri di brillare come al Met Gala, cosa vuol dire per te brillare in questo momento?
Vuol dire aumentare sempre un po' di più la mia consapevolezza, perché parte da come mi sento io. Poi c'è la percezione di tutto il resto. In primis, però, devo piacere a me stessa. Voglio sentirmi brillare, sentirmi buona quando vado a cantare sul palco, sentirmi bene con me stessa.
Domanda secca, la canzone più bella per te della musica italiana?
Non ti posso rispondere. E' una domanda alla quale non si può rispondere. Peraltro, io ho un problema con le cose preferite. Non riesco a scegliere, perché secondo me è un mondo talmente vasto che è impossibile scegliere. Come il colore preferito. Io amo il rosa ma anche l'azzurro, l'arancione fluo, il nero, il marrone. E' difficile scegliere. Come si fa a scegliere un pezzo preferito? Dalle canzoni del passato a quelle di adesso c'è una differenza gigantesca. Sono completamente diverse, ma non vuol dire che le canzoni di oggi non abbiano lo stesso livello e la stessa dignità di quelle di prima.
Chi ascolti del passato?
Se apri la mia playlist si passa da Mina e Celentano a Katy Perry, Taylor Swift, Olivia Rodrigo e poi ai Queen, Coez. È molto un up and down, sia di genere, sia di epoca. Di musica italiana, estera.
Tu hai lavorato con Carl Brave, Mida, c'è qualcuno con cui sogni di collaborare?
Ce ne sono tanti di nomi. Olivia Rodrigo, Tate McRae, Dua Lipa: sono vostra. Le collaborazioni, anche con gli italiani, sono bellissime, perché puoi mettere insieme due mondi che sono l'uno l'opposto dell'altro, oppure anche con due mondi simili c'è più forza. Ci sono molte collaborazioni che mi piacerebbe fare, sia nel pop sia sia nell'urban. Però è sempre il gioco della preferenza. Potrei fare mille nomi. Un sogno che ho è fare una cosa tipo Spice Girls. Metterei insieme quattro o cinque donne pop per un feat gigantesco che diventa la colonna sonora della vita. Faccio i nomi: io, Rose Villain, Elodie, Clara, Annalisa, forse Emma.
Emma l'hai citata anche prima, è un'artista che ti piace davvero tanto, però non puoi abbandonare Annalisa.
La regina del pop non puoi lasciarla fuori. Ho un po' paura di metterla, in realtà, perché potrebbe finire per oscurarci.
Parlando di 'Amici', hai detto che è stato un po' il tuo match point, sempre restando in ambito tennistico, se dovessi parlare di un punteggio della tua carriera in questo momento, quale sarebbe?
Mi auguro di essere ancora al riscaldamento. Avendo 19 anni, mi auguro di avere ancora un bel percorso davanti. E magari arriviamo al primo game.
Il rapporto con Maria De Filippi com'è? Ti ha dato consigli per Sanremo ma un altro consiglio che ti ha dato recentemente qual è?
Niente che mi venga in mente, per la verità. C'è sempre Maria, mi fa sempre notare il suo sostegno e il suo appoggio in tutto quello che faccio. Non c'è niente che non abbia l'approvazione di Maria e anche di Lorella.
Ma tu segui i consigli di Maria De Filippi?
Come faccio a non seguire i consigli di Maria De Filippi? Non puoi, ha sempre ragione. Sono consigli che ti dà una persona che ha fatto del suo lavoro sua fantastica carriera, è molto brava, mi sembra anche assurdo non ascoltare i suoi consigli.
Torniamo sul tennis, che è una tua passione. Tu ti senti più vicino a Sinner, che è silenzioso e letale, o Alcaraz, più spettacolare e istintivo?
Direi Sinner perché fuori dal campo è più timidino, poi quando scende diventa una macchina da guerra. E poi viva l'Italia.
Sempre restando sul tennis, c'è Berrettini. Ha ufficializzato adesso il fidanzamento. Sei gelosa o sei sportiva?
Non sono mai stata gelosa, onestamente. A maggior ragione di Berrettini, che non conosco, specifichiamo. Quindi sono contenta per lui. Fine.
Ma sei gelosa in generale?
Non lo so. Non ho mai avuto una vera e propria relazione, quindi non posso confermare o smentire questa cosa.
Per che squadra di calcio tifi?
Milan
Hai parlato del fatto che non hai completato l'ultimo anno elle superiori ma ti sei iscritta a Economia dicendo che vorresti continuare gli studi. Cosa ti spaventa di più, affrontare un esame di Economia alla Bocconi o il palco di San Siro?
Mi spaventa molto di più il palco di San Siro rispetto a un esame di economia. Poi non ho ancora fatto un esame all'università, e non posso dirlo, però non ho mai fatto neanche San Siro. Quindi se devo mettere a paragone le cose, mi spaventerei un po' di più per San Siro. E mi darebbe anche più, onestamente.
Cosa fai nei giorni off?
Sono iperattiva e vado in crisi perché devo fare per forza qualcosa. Quest'anno è stato veramente pieno, di adrenalina e di tante cose da fare. Se ho tre giorni liberi torno a Vigevano, a casa. Vedo la mia famiglia, vado a giocare a tennis, vedo i miei amici. Se sono a Milano impazzisco. Inizio a sistemare casa, perché è un disastro. Vado fare shopping, al bar, a fare shopping di nuovo.
Cosa ti piace comprare quando fai shopping?
Vestiti. Per le scarpe adesso basta perché non so più dove metterle. Ne ho troppe e ne ho dovuta portare qualcuna a Vigevano perché non ci stanno più. Gli stivali occupano un sacco di spazio e sono malata di stivali.
Anche i ComaCose si sono separati. Credi all'amore eterno?
Ci credo e lo vedo con i miei genitori e i miei nonni. A quello credo, so che esiste. Che succeda a me? Me lo auguro fino alla fine. Sono convinta che arriverà nel momento giusto.
Parlavi di Olivia Rodrigo, Tate McRae. Chi sarebbe più facile da conquistare con una storia su Instagram o con un messaggio, se dovessi scegliere di scrivere a una delle due?
Certo, adesso mando loro un messaggio, sono convinta che mi risponderanno: 'Finalmente me l'hai chiesto, è da anni che lo sognavo'. (scherza) Non ne ho idea. Ho già scritto a tutti, sono la fan che scrive a tutti. Ho fatto un sacco di figuracce. Avevo scritto a un sacco di cantanti italiane, poi hanno scoperto chi fossi, hanno trovato i miei messaggi da fan psicopatica. Ero piccolina.
Per un duetto sceglieresti Elodie o Annalisa?
Aiuto! In questo momento forse Elodie perché, quest'anno è stata la donna che mi è piaciuta di più. Lei ed Emma. Forse di più Emma. Anzi, Emma ed Elodie insieme. Possiamo avviare un duetto del genere, che poi non sarebbe un duetto perché saremmo in tre. Però sarebbe molto bello. (di Federica Mochi e Andrea Persili)

(Adnkronos) - Dopo il trionfo di 'Amarcord'', Sarah Toscano non si ferma e guarda avanti. La giovane artista sogna in grande e confessa il suo desiderio in una lunga intervista all'Adnkronos: un duetto con Elodie ed Emma, le due regine del pop italiano che più la ispirano. “Sarebbe pazzesco cantare con loro", racconta con entusiasmo. Reduce dall'intensità del Festival di Sanremo, Sarah ammette di volerci tornare "nel momento giusto, con il pezzo giusto". A soli 19 anni, mostra una sorprendente lucidità e una visione chiara: il suo futuro è tutto da scrivere, ma brilla già come una star. Ma la cantante precisa sul suo primo album appena uscito: "Il mio 'Met Gala' non è da diva" e sogna "un feat da Spice Girls tutto al femminile" (Video)
'Amarcord', il brano che hai portato a Sanremo è stato un successo enorme. Quando hai capito che aveva davvero sfondato?
Oddio, addirittura ha sfondato? Ho capito che era il brano giusto nel momento in cui sono uscita dallo studio. Ci siamo guardati in faccia con tutti e abbiamo detto 'è lui'. Sono contenta che sia andato bene, e che quando lo vado a cantare tutti lo cantano, lo ascoltano. Ogni tanto lo sento nelle macchine a fianco, quindi sono felice di come sia andato quel brano. E' stato un punto molto importante della mia carriera.
Continuando sul filone felliniano, qual è stato il momento più amarcord della tua vita? E' un momento amarcord questo attuale della tua vita?
Per la verità no. Non è un momento molto amarcord. Sono proiettata sul presente e sul futuro. Amarcord vorrebbe dire che penso molto di più a quello che c'è stato prima. Invece adesso sono ìpiù proiettata su quello che mi aspetta.
Sanremo è stato un vero bagno di riflettori per te quest'anno. Qual è stato il momento più bello, più folle che hai vissuto in quei giorni?
Tutti i giorni. Tutta la settimana che è molto intensa. Sicuramente il primo giorno quando siamo arrivati. Penso fosse domenica. Entri lì e dici 'ok, sta succedendo davvero'. Sono arrivata a Sanremo. Dopodomani canto, appena arrivi lì l'aria è diversa. È una settimana veramente densa, dal primo all'ultimo giorno. Chiaramente il giorno della prima esibizione, il martedì, è particolarmente emozionante e ansioso. E poi la finale, non per le aspettative di classifica, ma perché comunque è l'ultimo giorno. Vuoi dare tutto quello che magari non sei riuscita a dare durante negli altri giorni. Poi finisce tutto, quindi chissà quando torna.
Non è che magari ci dai la notizia: torni a Sanremo?
Per adesso non ho avuto il tempo di fare niente, quindi non è nei piani per ora
Ma anche in futuro c'è una cosa che escludi?
E' un posto meraviglioso, io non vedo l'ora di poterci tornare, però nel momento giusto, con il pezzo giusto. Adesso che ho anche preso un po' di più le misure, che so cosa mi aspetta, non vado lì carta bianca. Voglio prepararmi bene e quindi voglio andrci sicura di quello che sto facendo e con il pezzo giusto nel momento giusto.
Non escludi il prossimo anno, sembra questa la risposta.
Per adesso non c'è il pezzo, quindi nel senso dovesse saltare fuori, non lo so, per ora non è nei piani.
Questo è stato un anno particolarmente fortunato per il pop al femminile in Italia, di cui fai parte anche tu. C'è qualche artista che ti influenza particolarmente, anche musicalmente, che ti piace, che segui?
Ci sono donne incredibili in Italia, forse nell'ultimo anno quella che mi ha colpito di più è Elodie, la amo alla follia. Sono molto pentita di non essere riuscita a tornare al suoi tour negli stadi, purtroppo non potevo. Poi anche Annalisa. E sono contenta che Angelina Mango abbia pubblicato l'album, me lo sono ascoltato subito, è bellissimo. Anche Emma: il singolo è bellissimo, non vedo l'ora che pubblichi qualcosa di nuovo. Ci sono un sacco di donne, per la verità, italiane, che sono davvero fighe.
Sempre rimanendo su Sanremo, con quale artista hai legato particolarmente? A parte Clara...
A dire il vero a Sanremo, a differenza di quello che può immaginare, con gli artisti veri e propri non hai tutto questo gran rapporto durante la settimana. Nel mio caso ci tenevo a fare tutto quello che potevo fare, quindi ho fatto tantissime interviste e attività durante la settimana. Mi alzavo la mattina alle sei e mezza, mi svegliavo e la notte, quando finivo l'esibizione sul palco, finiva la serata. Quindi effettivamente gli artisti li vedevo solamente prima di essersi sul palco, e non è il momento più tranquillo della giornata. Ero un po' agitata, potete capire.
Quindi hai legato più con Carlo Conti.
Sì, ho visto più Carlo Conti che tutti gli altri artisti, è vero. Però Clara la conoscevo giù e quindi si è anche rafforzato il rapporto tra noi.
Tu hai un bel rapporto con i fan, hai parlato anche in una bella fan base, ecco che rapporto hai con loro? Ti parlano apertamente dei loro problemi, vi confidate, condividete momenti?
Sì, è bello perché mi vedono come un'amica, non come una persona che sta lì e canta. C'è un rapporto di scambio. Durane gli in store o quando mi vedono in giro, è bello perché mi confidano delle cose non dicono neanche ai loro migliori amici. C'è uno scambio, e io cerco di dare tutto quello che posso, di raccontare il mio vissuto, e probabilmente in quella persona che si confida con me mi sento più libera di aprirmi. Sono contenta di avere una bellissima fanbase perché tengono a me sia come artista, sia come essere umano.
Qual è la cosa che ti ricordi, che ti ha colpito più emozionante, che ti ha scritto, raccontato un fan o una fan?
Ne sono successe tante di cose veramente belle, che ti fanno capire come la musica non sia solo un passatempo. Al primo in store dell'anno scorso il papà di una ragazzina mi ha detto che la figlia quel giorno non era potuta venire perché doveva fare un'operazione, ma voleva dirmi che non parlava con nessuno, neanche con i genitori ma da quando ti ha vista la prima volta ha ascoltato le mie canzoni, ha iniziato a farlo. Lui è venuto a dirmi che questo lo aveva aiutato come padre. Anche all'ultimo in store, la mamma di una ragazza mi ha ringraziata perché la figlia non ha mai avuto un bel rapporto con il suo fisico, e dopo che ha sentito quello che ho detto l'estate scorsa si è sentita sollevata, e adesso sta molto meglio.
Parlando delle critiche che hai ricevuto per Body Shaming, Tu hai reagito con la tua musica, facendo quello che sai fare meglio?
Certo, perché mi sembrava la cosa più facile da fare, la più giusta. Io sono una cantante, non vivo per la mia estetica ma per la mia musica. Quando mi si giudica, mi si commenta, e si critica la mia estetica posso anche tranquillamente non rispondere, però era diventata una cosa così popolare che ho detto, 'sai che c'è? Rispondiamo così. E la musica alla fine dice molto di più delle parole, quindi è stata la cosa più facile.
Io penso che bisogna stare semplicemente attenti perché non sappiamo con chi stiamo parlando. E un pizzico di rispetto e di empatia in più bisogna sempre averli. Dal mio lato so che non devo farmi influenzare, non rispondo a qualcuno che va a giudicare il mio corpo, il mio fisico, perché non è una cosa che riguarda loro, è una cosa che riguarda me. Non ti piaccio, va bene, ci sta, ma non devi venirmi a criticare in modo così diretto, questo non va bene.
Cosa ti senti di dire a delle ragazze che subiscono un trattamento del genere da parte di questi odiatori seriali?
Quello che ho detto, ovvero fregatevene di quello che pensano le altre persone, perché l'unica che può giudicare il proprio corpo, siamo noi stessi. Tutti possono avere delle opinioni, ma non bisogna darsi toccare da commenti fatti da altre persone quando si tratta dell'aspetto esteriore. Quando si tratta di arte, di lavoro, è più che giusto ricevere commenti e critiche perché aiutano, fanno bene, aiutano a crescere. Quando si tratta del proprio aspetto, invece, no, non fa bene a nessuno.
Parliamo di 'Met Gala', che è il tuo primo album in cui c'è un po' tutto, ci sono delle ballad, c'è il pop, c'è l'urban. Se dovessi vestire questo album, scegliere un outfit, quale sarebbe?
L'outfit che ho indossato ai Magazzini Generali è bene o male quello che mi immagino come look del mio album. A parte la copertina che sbrilluccica, lo vedo più sportivo che elegante questo album.
E se dovessi andare al Meta Gala a New York lo faresti in sneakers?
No, in sneakers mai. Sceglierei sempre i tacchi. Quando si è sul parco si mettono i tacchi. Forse indosserei degli stivali e una magliettona da hockey.
Quindi non un vestito con lo strascico da diva?
No, perché 'Met Gala' non è da vestito da strascico, 'Match Point' non è da strascico, 'Dopo di te' non è da strascico, non è un album da strascico, la copertina è da strascico, perché deve essere d'impatto.
Hai una lucidità impressionante a soli 19 anni. Quanto c'è di istintivo nel tuo percorso artistico e quanto invece di costruito?
Per la verità è la maggior parte è istinto: io faccio quello che mi sento, scrivo quello che vivo, è una cosa molto naturale, non vado a costruire niente. Scrivo della mia vita e faccio uscire pezzi della mia vita. Sono cose che vengono dalla mia testa, dalla mia immaginazione, che poi confronto con il team. Ma se non m sento di fare una cosa non la faccio, non la farò mai.
Anche nella titletrack dici che ti auguri di brillare come al Met Gala, cosa vuol dire per te brillare in questo momento?
Vuol dire aumentare sempre un po' di più la mia consapevolezza, perché parte da come mi sento io. Poi c'è la percezione di tutto il resto. In primis, però, devo piacere a me stessa. Voglio sentirmi brillare, sentirmi buona quando vado a cantare sul palco, sentirmi bene con me stessa.
Domanda secca, la canzone più bella per te della musica italiana?
Non ti posso rispondere. E' una domanda alla quale non si può rispondere. Peraltro, io ho un problema con le cose preferite. Non riesco a scegliere, perché secondo me è un mondo talmente vasto che è impossibile scegliere. Come il colore preferito. Io amo il rosa ma anche l'azzurro, l'arancione fluo, il nero, il marrone. E' difficile scegliere. Come si fa a scegliere un pezzo preferito? Dalle canzoni del passato a quelle di adesso c'è una differenza gigantesca. Sono completamente diverse, ma non vuol dire che le canzoni di oggi non abbiano lo stesso livello e la stessa dignità di quelle di prima.
Chi ascolti del passato?
Se apri la mia playlist si passa da Mina e Celentano a Katy Perry, Taylor Swift, Olivia Rodrigo e poi ai Queen, Coez. È molto un up and down, sia di genere, sia di epoca. Di musica italiana, estera.
Tu hai lavorato con Carl Brave, Mida, c'è qualcuno con cui sogni di collaborare?
Ce ne sono tanti di nomi. Olivia Rodrigo, Tate McRae, Dua Lipa: sono vostra. Le collaborazioni, anche con gli italiani, sono bellissime, perché puoi mettere insieme due mondi che sono l'uno l'opposto dell'altro, oppure anche con due mondi simili c'è più forza. Ci sono molte collaborazioni che mi piacerebbe fare, sia nel pop sia sia nell'urban. Però è sempre il gioco della preferenza. Potrei fare mille nomi. Un sogno che ho è fare una cosa tipo Spice Girls. Metterei insieme quattro o cinque donne pop per un feat gigantesco che diventa la colonna sonora della vita. Faccio i nomi: io, Rose Villain, Elodie, Clara, Annalisa, forse Emma.
Emma l'hai citata anche prima, è un'artista che ti piace davvero tanto, però non puoi abbandonare Annalisa.
La regina del pop non puoi lasciarla fuori. Ho un po' paura di metterla, in realtà, perché potrebbe finire per oscurarci.
Parlando di 'Amici', hai detto che è stato un po' il tuo match point, sempre restando in ambito tennistico, se dovessi parlare di un punteggio della tua carriera in questo momento, quale sarebbe?
Mi auguro di essere ancora al riscaldamento. Avendo 19 anni, mi auguro di avere ancora un bel percorso davanti. E magari arriviamo al primo game.
Il rapporto con Maria De Filippi com'è? Ti ha dato consigli per Sanremo ma un altro consiglio che ti ha dato recentemente qual è?
Niente che mi venga in mente, per la verità. C'è sempre Maria, mi fa sempre notare il suo sostegno e il suo appoggio in tutto quello che faccio. Non c'è niente che non abbia l'approvazione di Maria e anche di Lorella.
Ma tu segui i consigli di Maria De Filippi?
Come faccio a non seguire i consigli di Maria De Filippi? Non puoi, ha sempre ragione. Sono consigli che ti dà una persona che ha fatto del suo lavoro sua fantastica carriera, è molto brava, mi sembra anche assurdo non ascoltare i suoi consigli.
Torniamo sul tennis, che è una tua passione. Tu ti senti più vicino a Sinner, che è silenzioso e letale, o Alcaraz, più spettacolare e istintivo?
Direi Sinner perché fuori dal campo è più timidino, poi quando scende diventa una macchina da guerra. E poi viva l'Italia.
Sempre restando sul tennis, c'è Berrettini. Ha ufficializzato adesso il fidanzamento. Sei gelosa o sei sportiva?
Non sono mai stata gelosa, onestamente. A maggior ragione di Berrettini, che non conosco, specifichiamo. Quindi sono contenta per lui. Fine.
Ma sei gelosa in generale?
Non lo so. Non ho mai avuto una vera e propria relazione, quindi non posso confermare o smentire questa cosa.
Per che squadra di calcio tifi?
Milan
Hai parlato del fatto che non hai completato l'ultimo anno elle superiori ma ti sei iscritta a Economia dicendo che vorresti continuare gli studi. Cosa ti spaventa di più, affrontare un esame di Economia alla Bocconi o il palco di San Siro?
Mi spaventa molto di più il palco di San Siro rispetto a un esame di economia. Poi non ho ancora fatto un esame all'università, e non posso dirlo, però non ho mai fatto neanche San Siro. Quindi se devo mettere a paragone le cose, mi spaventerei un po' di più per San Siro. E mi darebbe anche più, onestamente.
Cosa fai nei giorni off?
Sono iperattiva e vado in crisi perché devo fare per forza qualcosa. Quest'anno è stato veramente pieno, di adrenalina e di tante cose da fare. Se ho tre giorni liberi torno a Vigevano, a casa. Vedo la mia famiglia, vado a giocare a tennis, vedo i miei amici. Se sono a Milano impazzisco. Inizio a sistemare casa, perché è un disastro. Vado fare shopping, al bar, a fare shopping di nuovo.
Cosa ti piace comprare quando fai shopping?
Vestiti. Per le scarpe adesso basta perché non so più dove metterle. Ne ho troppe e ne ho dovuta portare qualcuna a Vigevano perché non ci stanno più. Gli stivali occupano un sacco di spazio e sono malata di stivali.
Anche i ComaCose si sono separati. Credi all'amore eterno?
Ci credo e lo vedo con i miei genitori e i miei nonni. A quello credo, so che esiste. Che succeda a me? Me lo auguro fino alla fine. Sono convinta che arriverà nel momento giusto.
Parlavi di Olivia Rodrigo, Tate McRae. Chi sarebbe più facile da conquistare con una storia su Instagram o con un messaggio, se dovessi scegliere di scrivere a una delle due?
Certo, adesso mando loro un messaggio, sono convinta che mi risponderanno: 'Finalmente me l'hai chiesto, è da anni che lo sognavo'. (scherza) Non ne ho idea. Ho già scritto a tutti, sono la fan che scrive a tutti. Ho fatto un sacco di figuracce. Avevo scritto a un sacco di cantanti italiane, poi hanno scoperto chi fossi, hanno trovato i miei messaggi da fan psicopatica. Ero piccolina.
Per un duetto sceglieresti Elodie o Annalisa?
Aiuto! In questo momento forse Elodie perché, quest'anno è stata la donna che mi è piaciuta di più. Lei ed Emma. Forse di più Emma. Anzi, Emma ed Elodie insieme. Possiamo avviare un duetto del genere, che poi non sarebbe un duetto perché saremmo in tre. Però sarebbe molto bello. (di Federica Mochi e Andrea Persili)

(Adnkronos) - Ancora pochi giorni e l'Europa (ma non ancora l'Italia) cambia direzione sulla patente B: infatti una nuova direttiva UE modifica alcune norme, allargando la platea di automobilisti anche di veicoli pesanti.
La direttiva introduce l'estensione del limite di peso per la patente B per veicoli a propulsione alternativa, oltre a introdurre una patente digitale. Con la patente B sarà possibile guidare veicoli commerciali leggeri e camper fino a 4.250 kg di peso omologato a libretto (rispetto agli attuali 3.500 kg), purché dotati di sistemi di alimentazione alternativi (elettrici, a idrogeno, ecc.) e se il possessore ha la patente da almeno due anni. Si potranno conseguire, inoltre, patenti professionali a età inferiori, mentre la patente digitale sarà accessibile via smartphone in tutta l'Ue. Per poter godere dell'estensione della B si potrebbe dover superare un corso di formazione di almeno 7 ore, suddiviso tra teoria e pratica, con prove potranno svolgersi sia su strada pubblica che in aree chiuse. Oggi, per guidare veicoli sopra i 3.500 kg, bisogna essere in possesso di patenti come la C, C1 o BE.
Con una novità, accolta con interesse dai teenager europei, si potrà conseguire la patente B a 17 anni, ma il giovane guidatore dovrà essere accompagnato da un conducente esperto fino al compimento dei 18 anni. Le nuove norme poi abbassano l'età richiesta per conseguire le patenti professionali (per autocarri e autobus) previa un'adeguata abilitazione.
Come detto, le nuove norme - per quanto approvate da Bruxelles - non sono ancora operative visto che i Paesi dell'Ue avranno tre anni per recepire queste nuove disposizioni nel diritto nazionale e un altro anno per prepararsi alla loro attuazione. La direttiva punta poi ad aumentare la sicurezza stradale attraverso nuovi controlli e sanzioni più severe per i neopatentati durante il periodo di prova.
Leggi tutto: L'Ue 'allarga' le maglie della Patente B: cosa cambia

(Adnkronos) - Il Napoli torna in campo. Oggi, martedì 28 ottobre, il club azzurro sfida il Lecce - in diretta tv e streaming - al Via del Mare nella nona giornata di Serie A. La squadra di Conte è reduce dalla vittoria nel big match contro l'Inter per 3-1, riscattando così la pesante sconfitta dell'ultimo turno di Champions League, quando era stata battuta per 6-2 a Eindhoven dal Psv.
Con i tre punti conquistati contro i nerazzurri il Napoli è tornato in testa alla classifica, a pari merito con la Roma, volando a 18 punti. Il Lecce invece è 16esimo a quota sei dopo aver perso in trasferta contro l'Udinese per 3-2.
Nel prossimo turno di Serie A il Napoli ospiterà il Como di Fabregas al Maradona, mentre il Lecce volerà al Franchi per sfidare la Fiorentina di Pioli.

(Adnkronos) - Il Napoli torna in campo. Oggi, martedì 28 ottobre, il club azzurro sfida il Lecce - in diretta tv e streaming - al Via del Mare nella nona giornata di Serie A. La squadra di Conte è reduce dalla vittoria nel big match contro l'Inter per 3-1, riscattando così la pesante sconfitta dell'ultimo turno di Champions League, quando era stata battuta per 6-2 a Eindhoven dal Psv.
Con i tre punti conquistati contro i nerazzurri il Napoli è tornato in testa alla classifica, a pari merito con la Roma, volando a 18 punti. Il Lecce invece è 16esimo a quota sei dopo aver perso in trasferta contro l'Udinese per 3-2.
Nel prossimo turno di Serie A il Napoli ospiterà il Como di Fabregas al Maradona, mentre il Lecce volerà al Franchi per sfidare la Fiorentina di Pioli.

(Adnkronos) - La nomination ai premi Oscar, le "conversazioni mentali" con i suoi genitori e l'amore per David Lynch. Isabella Rossellini si racconta a Francesca Fagnani nella prima puntata della sesta stagione di 'Belve', il programma cult di Rai2 che ricomincia oggi, martedì 28 ottobre, in prima serata, alle 21.20.
Figlia d’arte di Ingrid Bergman e Roberto Rossellini, la star internazionale che "ha conquistato il mondo con un dente scheggiato" da anni vive con i suoi amati animali in una fattoria nello Stato di New York.
"La considerano una diva, ci si sente?", domanda Fagnani. "No, ma dopo la nomination all’Oscar all’improvviso in America non sono più Isabella Rossellini, ma ‘Academy award nominee Isabella Rossellini’. Credo abbia cambiato anche per me la percezione di me stessa", dice l’attrice, regista e modella."“C’è qualcosa che dicono di lei che le dispiace perché non è vero?", domanda Fagnani. "Quando da piccola mi dicevano che facevo l’attrice per approfittare dei miei genitori. Sa il comandamento ‘Onora il padre e la madre’? Quando ho avuto la nomination ho proprio sentito di averlo fatto", risponde Rossellini.
Isabella Rossellini parla a lungo della sua famiglia, delle “conversazioni mentali” con i genitori (“Quando entro sul palcoscenico l’ultima parola che dico è mamma”), ma anche di alcune “gelosie” familiari. “Si è sentita sfruttata economicamente?”, indaga Fagnani. “No, ma a volte per vergogna di chiedermi dei soldi mi raccontavano tali tragedie che mi veniva il batticuore per la famiglia. Poi scoprivo che tutti quei guai erano meno gravi e quindi mi avrebbero potuto sollevare dal patema d’animo e dalla preoccupazione”. Sorride Rossellini al ricordo dell’eredità (solo 300 mila lire) di suo padre. “Ho dovuto rinunciare all’eredità, altrimenti avrei preso anche i debiti. Ho avuto la strana sensazione che mio padre che è morto a 71 anni avesse vissuto, per i soldi che ha speso, fino a 81 anni!”.
Fagnani ricorda è stata la modella con il cachet più alto. “In tutti i mestieri che ho fatto le donne modelle sono pagate più dei modelli uomini”, dice l’attrice. “Per fortuna”, osserva la giornalista. “La donna bella ha un potere”, dice ancora Rossellini. “E lei lo ha saputo gestire?,” domanda Fagnani. “Sì. Ho lavorato tantissimo come modella. All’inizio, siccome ero molto femminista quando ero giovane, avevo un po’ di difficoltà a essere modella perché mi sembrava di andare dalla parte del nemico, di essere diventare un oggetto. Poi ho detto: no anche l’indipendenza finanziaria è l’essenza dell’indipendenza”.
Fagnani le chiede “Oggi c’è un amore nella sua vita?”. “Sono single, non ho un compagno da 25 anni” dice l’attrice. “In questi 25 anni ho avuto tre mesi di amore con un uomo, poi ho scoperto che era sposato ed è finita. Avevo però dimenticato quanto è meravigliosa la tenerezza. Mi manca”. “L’amore della sua vita?” domanda Fagnani, e senza esitazione Rossellini dice “David Lynch”.
“Una sola volta ha parlato di un abuso subito quando aveva 16 anni” ricorda la giornalista. “L’abuso era di un ragazzo che mi piaceva, lo corteggiavo, che poi però si è imposto. Ci ho messo molto tempo a capire che anche quello era uno stupro. Credo sia una cosa successa a tante donne”.
Infine, esilarante siparietto con Fagnani sulle storie dei suoi cortometraggio Green porno, dedicati al sesso degli animali. “I ragni fanno di tutto” dice Rossellini. Ma sono soprattutto i barnacle (patelle) a catturare l’attenzione: “Per riprodursi il maschio ha evoluto un pene lunghissimo. Negli umani ancora non si è arrivato a tanto…” chiosa col suo sorriso.

(Adnkronos) - Un giovane di 23 anni è morto oggi martedì 28 ottobre nel primo pomeriggio, mentre lavorava in un campo agricolo nel Mantovano. L'incidente è accaduto poco prima delle 15.30.
Secondo le prime informazioni, il ragazzo stava lavorando nei campi di un'azienda agricola di Cavriana, quando sarebbe stato agganciato da un macchinario in movimento, venendo trascinato e rimanendo incastrato tra gli ingranaggi.
Per il giovane non c'è stato nulla da fare: i sanitari dell'Areu 118 giunti sul posto non hanno potuto fare altro che dichiararne il decesso. Sul posto sono intervenuti anche i vigili del fuoco di Mantova, i carabinieri di Castiglione delle Stiviere e i tecnici dell'Ats competenti per gli infortuni sul lavoro.
Leggi tutto: Agganciato da macchinario agricolo, morto 23enne nel Mantovano

(Adnkronos) - La procura generale di Venezia ha deciso di procedere oggi, martedì 28 ottobre, con il ricorso in appello per vedere riconosciute le aggravanti della crudeltà e dello stalking nei confronti di Filippo Turetta, già condannato in primo grado all'ergastolo per l'omicidio dell'ex fidanzata Giulia Cecchettin. Lo riportano il Corriere del Veneto e il Gazzettino e lo confermano fonti legali.
Di recente il giovane, detenuto nel carcere veronese di Montorio, aveva deciso di rinunciare all'appello assumendosi la "piena responsabilità per quello che ho fatto di cui mi pento ogni giorno sinceramente dal profondo del cuore" aveva scritto in una lettera. Una rinuncia che però non basta a 'saltare' un grado di giudizio.
L'appuntamento è per il prossimo 14 novembre nella bunker di Mestre, davanti alla Corte d'assise d'appello presieduta dal giudice Michele Medici.
Leggi tutto: Omicidio Cecchettin, procura conferma l'appello per Turetta: chiederà le aggravanti

(Adnkronos) - Il Consiglio dei ministri, a quanto si apprende, ha approvato oggi martedì 28 ottobre il decreto legge per la tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro.
Secondo la bozza del decreto circolata, tra le novità previste c'è il badge digitale nei cantieri, multe raddoppiate per chi non ha la patente a crediti, prevenzione delle molestie sul lavoro.
Il provvedimento introduce misure urgenti per la tutela della salute, la sicurezza e le politiche sociali e punta a porre un argine alle continue morti sul lavoro di cui la cronaca riporta notizia quotidianamente.
Il badge digitale
Nei cantieri arriva la tessera di riconoscimento digitale per i dipendenti, che avrà un codice univoco anticontraffazione. “Al fine di garantire la tutela della salute, della sicurezza e dei diritti dei lavoratori”, tutte le imprese edili in regime di appalto e subappalto pubblico o privato, “sono tenute a fornire ai propri dipendenti la tessera di riconoscimento - corredata di fotografia, contenente le generalità del lavoratore e l'indicazione del datore di lavoro che deve contenere anche la data di assunzione e, in caso di subappalto, la relativa autorizzazione - dotata di un codice univoco anticontraffazione”, si legge nel testo. La tessera, “utilizzata come badge recante gli elementi identificativi del dipendente, è resa disponibile al lavoratore, anche in modalità digitale, tramite strumenti digitali nazionali interoperabili con la piattaforma Siisl (Sistema Informativo per l'Inclusione Sociale e Lavorativa).
Senza patente a crediti cantieri multe raddoppiate
Raddoppiate le multe per chi non ha la patente a crediti per i cantieri. Lo prevede la bozza del decreto sulla sicurezza sul lavoro, che approderà domani in Consiglio dei ministri, che modifica la misura introdotta nel 2024 aumentando la sanzione da un massimo di 6mila euro ad un massimo di 12mila euro per “imprese e ai lavoratori autonomi che operano nei cantieri temporanei o mobili".
Prevenzione molestie su lavoro
Tra le misure di tutela di salute e sicurezza, anche la prevenzione delle molestie sul lavoro. La bozza modifica il decreto del 2008 aggiungendo, tra le misure generali, anche “la programmazione di misure di prevenzione di condotte violente o moleste nei confronti dei lavoratori come definiti all’articolo 2, comma 1, lettera a), nei luoghi di lavoro di cui all’articolo 62”.
Leggi tutto: Incidenti sul lavoro, da Cdm via libera a decreto sicurezza: le novità

(Adnkronos) - Israele accusa Hamas di simulare il ritrovamento del corpo di un ostaggio. Le Forze di difesa israeliane pubblicano il video integrale girato da un drone, secondo cui i miliziani di Hamas inscenano a beneficio della Croce Rossa il recupero dei resti di un ostaggio poi consegnati ieri sera a Israele. I resti sono poi stati identificati come appartenenti a Ofir Tzarfati, il cui corpo era già stato recuperato dalle IDF nella Striscia di Gaza nel dicembre 2023, meno di due mesi dopo il suo rapimento durante l'attacco del 7 ottobre.
"Contrariamente alle affermazioni di Hamas sulle difficoltà nel localizzare i corpi degli ostaggi deceduti, ieri è stato documentato che i suoi uomini hanno rimosso i resti da una struttura e li hanno seppelliti nelle vicinanze", afferma l'Idf. "Poco dopo, Hamas ha convocato i rappresentanti della Croce Rossa e ha inscenato una falsa messa in scena del ritrovamento del corpo di un ostaggio deceduto", si legge.
L'esercito afferma che il filmato "mostra chiaramente che l'organizzazione terroristica Hamas sta tentando di creare una falsa impressione di tentativi di localizzare i corpi, mentre in realtà tiene in ostaggio i defunti, i cui resti si rifiuta di rilasciare come richiesto dall'accordo". "Ciò è accompagnato da false affermazioni sulla carenza di attrezzature ingegneristiche, attrezzature chiaramente inutili per il trasferimento dei resti. Queste affermazioni non costituiscono pertanto un ostacolo al ritorno dei restanti ostaggi deceduti", aggiunge l'IDF.
Leggi tutto: Israele accusa Hamas: "Ritrovamento del corpo di un ostaggio è una recita"

(Adnkronos) - Parte da Torino il racconto della sclerosi multipla attraverso i protagonisti del vodcast ‘Mille Storie’. È online il primo delle 5 brevi video interviste documentaristiche, della durata di 15 minuti, realizzate in altrettante città italiane che hanno per protagonista il dialogo tra un paziente e un neurologo. Mentre il paziente condivide la sua storia, le sue paure, i suoi obiettivi, il neurologo offre spunti di riflessione basati sulla propria sensibilità ed esperienza clinica. Questo viaggio nella quotidianità delle persone con sclerosi multipla - realizzato da Merck Italia con i patrocini dell’Associazione italiana sclerosi multipla (Aism) e della Società italiana di neurologia (Sin) - è un dialogo aperto su temi che coinvolgono la vita di tutti: genitorialità, relazioni, carriera, studio, sport.
Nella prima storia ‘Una sportiva con la sclerosi multipla’ - dettaglia una nota - passeggiano per Torino, Clara Vigasio, rappresentante Aism, attrice e insegnante di yoga e Marinella Clerico, professoressa di Neurologia all’Università degli Studi di Torino - Aou San Luigi Gonzaga. Nel loro dialogo emerge l'importanza dell'attività sportiva per il benessere delle persone con Sm. "Quando si parla di sclerosi multipla e attività fisica - spiega Clerico - è fondamentale sottolineare come quest’ultima abbia dimostrato la sua importanza su due piani distinti: quello della persona affetta dalla malattia e quello patogenetico. Sul primo piano, l’attività fisica si configura come praticabile da tutte le persone con Sclerosi multipla, grazie all’Attività fisica adattata (Afa), che può essere esercitata anche in presenza di disabilità significative. In questo modo - chiarisce - l’attività fisica contribuisce a migliorare alcuni sintomi tipici come la fatica e il dolore, potenzia la forza muscolare e l’equilibrio, favorendo un maggiore benessere e una migliore qualità della vita. Sul piano patogenetico, l’attività fisica riveste un ruolo cruciale nel contrastare il processo infiammatorio alla base della malattia. Le persone che praticano regolarmente attività fisica - sottolinea l’esperta - producono, proprio grazie ad essa, molecole antinfiammatorie in misura significativa, contribuendo così a tenere sotto controllo i meccanismi che possono causare ricadute o progressione della malattia".
‘Mille Storie’ - conclude la nota - è un progetto che parla di libertà e resilienza. La serie mostra come "la sclerosi multipla non debba necessariamente rappresentare un ostacolo: con i giusti strumenti, informazioni e supporto, è possibile continuare a sognare, a costruire, a vivere pienamente". Ogni episodio - online nel canale YouTube di Merck Italia - è ambientato in uno spazio aperto, simbolo di movimento e di rinascita, e diventa un invito a ripensare la malattia come parte di un percorso di vita, non come un limite.
Leggi tutto: Salute: online Mille Storie, il vodcast dei pazienti che raccontano la vita oltre la Sm

(Adnkronos) - Coltivare anche senza terra e in ogni luogo, dai tetti degli edifici urbani ai campi profughi, promuovendo la sicurezza alimentare e la resilienza climatica nelle comunità più vulnerabili e al tempo stesso creando nuove opportunità economiche. E' il sistema idroponico 'farm-in-a-box' ideato da Smartel, attività avviata in Nigeria da un gruppo di giovani che sta rivoluzionando il modo e i posti in cui è possibile coltivare. Un'idea pluripremiata - un metodo di coltivazione senza suolo che utilizza acqua arricchita di nutrienti con un risparmio idrico del 90% - e che è finalista anche del premio UN Sdg Action Awards, l’iniziativa di punta della UN Sdg Action Campaign, promossa dal Segretario Generale delle Nazioni Unite, ospitata dal Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (Undp) e con sede a Bonn, Germania, e sostenuta dai governi italiano e tedesco.
Smartel è uno dei tre finalisti per la categoria 'Creatività' del premio 'Heroes of Tomorrow: UN Sdg Action Awards' promosso nell'ambito della campagna, che celebra iniziative e individui che utilizzano creatività e innovazione capaci di generare cambiamenti concreti per avvicinarci a un mondo più sostenibile, equo e pacifico. Attraverso la creatività, la resilienza e l’impegno personale, questi protagonisti trasformano sfide globali in opportunità, influenzando politiche, comportamenti e percezioni pubbliche.
Le categorie premiate includono Creatività, Resilienza e Changemaker, con esempi ispiratori che spaziano dalla lotta contro la violenza di genere alla promozione dell’inclusione e alla difesa dell’ambiente. La cerimonia 2025 si terrà il 29 ottobre a Roma e sarà trasmessa a livello globale. I finalisti, selezionati tra migliaia di candidature da oltre 190 paesi, parteciperanno a un programma formativo e celebrativo che unisce arte, musica e leadership.
Al centro della storia di Smartel si trova Israel Smart, innovatore nigeriano nel campo della tecnologia climatica e imprenditore nato da una famiglia di piccoli agricoltori nello Stato di Taraba. Avendo vissuto la malnutrizione da bambino, Smart ha trasformato le difficoltà personali in una missione: garantire che nessuna comunità venga lasciata indietro nella lotta per la sicurezza alimentare e la resilienza climatica. La sua avventura è iniziata con un’idea semplice ma rivoluzionaria: coltivare cibo senza terra o input sintetici. Grazie alla sua formazione in ingegneria ed energie rinnovabili, ha sviluppato un sistema idroponico 'farm-in-a-box' alimentato da energia solare e supportato da intelligenza artificiale, realizzato con plastica riciclata. Questi sistemi modulari e portatili permettono alle comunità di coltivare prodotti freschi anche nelle condizioni più estreme, sui tetti, nelle scuole, nei campi profughi o in terre aride.
Ciò che è iniziato come un esperimento locale si è evoluto in un modello scalabile che unisce tecnologia, co-creazione comunitaria e rigenerazione ambientale. Oggi, gli hub idroponici guidati dalle comunità di Smartel fungono sia da centri di produzione alimentare che da laboratori locali di innovazione, dove donne e giovani ricevono formazione pratica sull’agricoltura climaticamente intelligente. Ogni hub diventa uno spazio di apprendimento, sperimentazione e imprenditorialità, trasformando luoghi inutilizzati in centri di opportunità e speranza.
I risultati di Smartel parlano da soli. Ha già prodotto migliaia di chili di cibo fresco per comunità vulnerabili, riducendo l’utilizzo di acqua fino al 90% rispetto all’agricoltura convenzionale. Oltre al cibo, sta generando mezzi di sussistenza per imprenditrici, giovani e piccoli agricoltori, trasformando spazi inutilizzati in vivaci centri economici. Il suo design portatile e modulare ha attirato l’interesse di governi, agenzie umanitarie e investitori globali, dimostrando che può essere scalato dalle comunità locali fino a interventi internazionali. Finora, Smartel ha raggiunto oltre 150.000 persone in Nigeria e Rwanda, formando più di 15.000 giovani nella costruzione e gestione di fattorie idroponiche. Riconosciuta con numerosi premi globali per innovazione, sostenibilità e impatto, Smartel sta definendo un nuovo standard per l’agricoltura climaticamente intelligente.
In Nigeria, 33 milioni di persone affrontano una grave insicurezza alimentare, con gli stati nordorientali di Borno, Adamawa e Yobe tra i più colpiti. Sebbene oltre il 70% dei nigeriani dipenda dall’agricoltura per il proprio sostentamento, quasi il 43% del territorio nazionale è degradato dalla desertificazione, minacciando la sopravvivenza di oltre 40 milioni di persone. Con l’aggravarsi dei cambiamenti climatici, la sfida è chiara: coltivare cibo dove terra e acqua stanno scomparendo.
Unendo scienza, design e impatto sociale, Smartel non sta solo producendo cibo,ma sta costruendo un sistema alimentare resiliente e adattato al clima, che funziona ovunque. La sua visione è audace ma semplice: ogni comunità, per quanto remota o priva di risorse, dovrebbe avere gli strumenti per coltivare il proprio futuro.
Smartel invita così governi, donatori e changemaker a investire in un’agricoltura guidata dalle comunità, scalabile, sostenibile e pronta ad affrontare le sfide di un mondo in riscaldamento. Ogni modulo installato è un passo verso un futuro alimentare sicuro, radicato nella resilienza e coltivato con creatività. Dalla lotta contro l’insicurezza alimentare alla riscrittura delle regole dell’agricoltura, finalisti come Smartel dimostrano che la creatività cresce meglio quando è condivisa.
Leggi tutto: Coltivare senza terra per produrre cibo ovunque, la scommessa di Smartel in Nigeria

(Adnkronos) - Le malattie infiammatorie croniche intestinali (Mici), come colite ulcerosa e malattia di Crohn, interessano complessivamente oltre 250.000 persone in Italia. In assenza di una diagnosi precoce e di una gestione adeguata, che richiede l’intervento coordinato di una équipe multidisciplinare di specialisti, le Mici possono compromettere in modo significativo la qualità della vita. Ecco perché è importante una diagnosi tempestiva.
Si tratta di patologie croniche complesse, caratterizzate da un andamento bimodale con due picchi di incidenza, il primo sotto i 40 anni e il secondo tra i 60 e i 70 anni, spesso associate a manifestazioni extra-intestinali di natura reumatologica, dermatologica, oculare ed epatologica.
La colite ulcerosa e la malattia di Crohn sono infiammazioni croniche che colpiscono il tratto gastrointestinale, causando sintomi come diarrea, dolore addominale, sanguinamento rettale e perdita di peso, e possono interessare anche altri organi. Obiettivo della presa in carico è raggiungere la remissione profonda della malattia, per prevenire il danno intestinale e le complicanze a lungo termine, oltre ad alleviare i sintomi.
La malattia, in assenza di una diagnosi precoce, può incidere su studio, lavoro, relazioni sociali, sfera sessuale e desiderio di maternità. Molto importante è considerare anche il rischio oncologico per il cancro del colon-retto che nelle malattie infiammatorie croniche intestinali aumenta con la durata della storia di malattia, raggiungendo percentuali che, in alcuni casi, sfiorano il 20%.
Per rafforzare le competenze dei giovani specialisti, una speciale Academy dedicata alle Mici ha fatto tappa a Bari, ospitata dalla Gastroenterologia Universitaria dell’Azienda ospedaliero universitaria drlla città, centro di eccellenza per la diagnosi, il trattamento e la ricerca in questo ambito. I giovani gastroenterologi provenienti da tutta la regione hanno assitito alle attività ambulatoriali, di reparto e infusionali, e all’esecuzione di esami strumentali ad alta tecnologia come ecografia intestinale ed endoscopia, strumenti fondamentali per una diagnosi accurata e per il monitoraggio dell’evoluzione della malattia.
"Una diagnosi tempestiva e una presa in carico multidisciplinare sono aspetti chiave per garantire un trattamento appropriato e una buona qualità di vita per i pazienti che convivono con una malattia infiammatoria cronica dell’intestino - spiega Mariabeatrice Principi, direttrice della Scuola di Specializzazione in Malattie dell’Apparato Digerente, Università di Bari ‘Aldo Moro’ e responsabile del Centro -. Il valore dell’Academy sta nell’offrire ai giovani specialisti una visione a 360 gradi dell’attività quotidiana di una realtà che gestisce un’elevata casistica di pazienti, anche ad alta complessità. Nel nostro Centro seguiamo oltre 3mila pazienti, di cui più di mille in trattamento con terapie biotecnologiche, integrando competenze clinico-diagnostiche e terapeutiche, e avvalendoci di un supporto psicologico e nutrizionale per migliorare il benessere globale della persona".
La gestione formativa dell’Academy è curata dalla prof.ssa Mariabeatrice Principi con la collaborazione delle dottoresse Antonella Contaldo, Paola Dell’Aquila, Ilaria Ditonno e Diletta Lavigna e le nurse dedicate Teresa Sanità e Patrizia Poliseno, e Valeria Suriano come data entry per gli studi clinici della Gastroenterologia Universitaria del Policlinico di Bari. Il progetto è realizzato con il supporto di Celltrion Healthcare, azienda sudcoreana impegnata a promuovere la diffusione delle best practice dei Centri italiani di eccellenza nella diagnosi, trattamento e presa in carico delle malattie infiammatorie croniche intestinali, sostenendo un modello di formazione qualificata e condivisa, orientato al miglioramento continuo della qualità delle cure e al benessere del paziente.
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(Adnkronos) - Amaro Montenegro, nato a Bologna nel 1885, festeggia i suoi 140 anni con una nuova campagna che celebra le relazioni autentiche, quelle dal “Sapore Vero”. Da sempre al centro della comunicazione di Amaro Montenegro, l’amicizia torna protagonista nel nuovo spot, on air dal 27 ottobre. Link al video: https://youtu.be/f3yzRL0b__8.
A rendere ancora più speciale questo progetto di comunicazione sono Francesco Totti e Luciano Spalletti, protagonisti di un’amicizia che si ricompone dopo un periodo di incomprensioni che hanno fatto parlare tutta Italia. Le due icone del calcio avevano espresso pubblicamente il desiderio di ritrovarsi, in virtù delle tante emozioni vissute insieme. Amaro Montenegro, ha colto questa occasione unica per mettere la parola fine ai dissapori e raccontare una storia di amicizia in uno spot che racconta un “duello moderno” dal tono ironico.
Non a caso, accanto allo storico payoff “Sapore Vero” e al celebre sound logo – riarrangiato per l’occasione in chiave Western – debutta la nuova line di campagna “Dove c’è Amicizia”, che sottolinea il territorio di comunicazione di Amaro Montenegro incentrato sull’amicizia vera, senza filtri. “Con questo nuovo progetto, lanciato in occasione dei 140 anni di Amaro Montenegro - spiega Alessandro Soleschi, Chief Marketing Officer Spirits di Gruppo Montenegro - celebriamo i valori che da sempre contraddistinguono il brand: amicizia e autenticità. Lo facciamo suggellando il primo incontro ufficiale tra Totti e Spalletti, che si ritrovano al bancone del bar per un brindisi dal Sapore vero”.
“Per celebrare un anniversario così importante - aggiunge Leonardo Guerra Seràgnoli, che ha curato la creatività dello spot, in veste anche di regista e produttore esecutivo - abbiamo scelto di raccontare l’essenza di Amaro Montenegro da una nuova prospettiva. Se in passato abbiamo mostrato l’amicizia capace di compiere imprese impossibili, questa volta volevamo esplorare la sua forza nel ritrovarsi, anche dopo le incomprensioni”.
Lo spot - ideato da Leonardo Guerra Seràgnoli e Vincenzo Vigo, Ceo di Mosquito e consulente di comunicazione di Gruppo Montenegro, in collaborazione con LGS SportLab e con la voce narrante di Filippo Timi - reinterpreta il mondo Western in chiave urbana. Il “duello moderno” tra i protagonisti si svolge tra le strade di Roma, con uno stile visivo curato che dà allo spot un tocco cinematografico. Il momento clou? Davanti al bancone di un bar, la tensione si scioglie nella domanda: “Liscio o con ghiaccio?”. Un gesto semplice, il brindisi, che diventa il simbolo perfetto di un’amicizia che grazie ad Amaro Montenegro ritrova il suo sapore autentico.
La campagna, declinata nei formati 60”, 30” e 15”, è visibile in TV, al cinema, sulle principali piattaforme digitali e calcistiche, e su impianti Digital Out Of Home a Milano, Roma e Napoli a partire dal 27 ottobre.
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(Adnkronos) - Evitato a Roma il blocco dei veicoli euro 4 ed euro 5 diesel che sarebbe dovuta partire l'1 novembre. La Giunta regionale del Lazio ha infatti approvato, su proposta dell’assessore all’Ambiente Elena Palazzo, la delibera relativa alla proposta di rimodulazione degli interventi in materia di limitazione al traffico veicolare nel territorio della Capitale.
La nuova impostazione del Piano regionale consente ai Comuni, e in particolare a Roma Capitale, di introdurre misure alternative al blocco totale della circolazione, purché abbiano pari efficacia ambientale, comprovata da evidenze tecniche e scientifiche. Chiarisce inoltre che, per l’amministrazione regionale – così come precisato proprio nel testo della delibera e contrariamente a quanto proposto da Roma Capitale – l’avvio del sistema di accessi in deroga e del Move-in non sono valutabili come misure compensative idonee.
"Con questa delibera abbiamo scelto la via del realismo e della responsabilità. Abbiamo ascoltato i cittadini, le imprese, gli amministratori locali e abbiamo trovato una soluzione che tutela la salute e l’ambiente senza penalizzare ingiustamente chi ogni giorno deve spostarsi per lavoro, studio o necessità. Il Lazio dimostra che è possibile coniugare sostenibilità e buon senso: non servono misure punitive, ma interventi concreti e mirati che migliorino davvero la qualità dell’aria e la vita delle persone. Il nostro impegno per l’ambiente è serio e coerente: stiamo investendo risorse importanti per rendere il sistema della mobilità più moderno, efficiente e pulito, accompagnando i cittadini nella transizione ecologica senza lasciarli soli. Questa è la direzione giusta per costruire un futuro sostenibile, equo e a misura di comunità", spiega il presidente Francesco Rocca.
"La Regione Lazio ha scelto la strada del buonsenso: tutelare la salute e la qualità dell’aria, ma farlo in modo realistico, sostenibile e socialmente equo. Evitare blocchi generalizzati non significa rinunciare alla tutela ambientale, ma scegliere soluzioni più efficaci e condivise, che puntano su responsabilità, tecnologia e incentivi senza richiedere inutili sacrifici economici ai cittadini", dichiara l’assessore Elena Palazzo.
La Regione Lazio è impegnata per il contrasto all’inquinamento atmosferico attraverso investimenti che sono stati resi possibili grazie all’Accordo Integrativo per l’adozione coordinata e congiunta di misure per il miglioramento della qualità dell’aria, sottoscritto tra il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica e il presidente della Regione Lazio e approvato con delibera di Giunta il 13 febbraio 2025.
L’accordo prevede un finanziamento integrativo di 25 milioni di euro da parte del Mase, destinato alla realizzazione di interventi volti all’abbassamento dei valori degli inquinanti nell’agglomerato urbano di Roma e nella Valle del Sacco, le aree che registrano superamenti dei livelli di polveri sottili (PM10 e PM2.5) e biossido di azoto (NO₂).
Le risorse sono state così suddivise: 10 milioni di euro per agevolazioni alla sostituzione di veicoli commerciali; 10 milioni di euro per la realizzazione di infrastrutture per la mobilità ciclo-pedonale; 4 milioni di euro per incentivi alla sostituzione dei generatori alimentati a biomassa di classe inferiore a 4 stelle (le caldaie di uso domestico); 1 milione di euro per attività di informazione e sensibilizzazione della popolazione.
"Questo piano – sottolinea l’assessore Elena Palazzo – si inserisce in una strategia ampia e concreta di contrasto all’inquinamento atmosferico, che unisce investimenti, incentivi e azioni educative. L’obiettivo è migliorare la qualità dell’aria senza scaricare i costi ambientali ed economici sui cittadini, ma accompagnando la transizione ecologica con strumenti efficaci e condivisi".
L’approvazione della delibera rappresenta un passaggio decisivo nel percorso di aggiornamento del Piano regionale della Qualità dell’Aria, che continuerà ad essere monitorato costantemente insieme ad Arpa Lazio e ai Comuni del territorio.
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(Adnkronos) - Dal primo trapianto di cuore pediatrico alla prima terapia genica per i tumori solidi, l'ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma è da sempre 'l’ospedale dei casi difficili'. La storia dei suoi primi 40 anni come Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (Irccs) è celebrata questa mattina durante l’evento 'la Ricerca X la Cura', nella sede di San Paolo, alla presenza del segretario di Stato della Santa Sede, cardinale Pietro Parolin, del ministro della Salute, Orazio Schillaci, del presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, e del sindaco di Roma, Roberto Gualtieri. “È un momento importante per rilevare la presenza e il ruolo del Bambino Gesù nella sanità cattolica e italiana - ha detto il segretario di Stato della Santa Sede, cardinale Pietro Parolin ai giornalisti entrando - sono qui per sottolineare questa dimensione”.
Il nuovo Laboratorio di Terapia genica del Bambino Gesù è stato finanziato dal Pnrr-NextGenerationEU attraverso il Ministero dell’Università e della Ricerca e grazie alla progettualità condotta dal Centro Nazionale di Ricerca per lo Sviluppo di Terapia Genica e Farmaci a Rna. Il nuovo laboratorio, che si estende su circa 700 metri quadri, rappresenta un importante passo avanti nella ricerca e nel trattamento delle malattie onco-ematologiche e immunologiche pediatriche. È attrezzato con le tecnologie più avanzate per la ricerca e lo sviluppo di farmaci cellulari geneticamente modificati, da produrre nell’adiacente Officina Farmaceutica del Bambino Gesù, situata all’interno dei laboratori di ricerca inaugurati nel 2014 nella sede di San Paolo fuori le Mura - tra i più grandi in Europa in campo pediatrico. La nuova struttura permetterà di internalizzare l’intera filiera produttiva delle terapie avanzate, aumentando significativamente la capacità di produzione e la disponibilità delle cure. Questo consentirà di curare un numero maggiore di bambini, in tempi più rapidi e con una riduzione dei costi, rendendo le terapie innovative più accessibili e contribuendo in modo decisivo alla lotta contro malattie oncologiche, genetiche e immuno-mediate in età pediatrica. “Il nuovo Laboratorio di Terapia Genica è il frutto di un lavoro corale che unisce il Bambino Gesù agli altri partners del Centro Nazionale di Ricerca per lo Sviluppo di Terapia Genica e Farmaci a Rna - ha dichiarato il professor Franco Locatelli, Responsabile del Centro Studi Clinici Oncoematologici e Terapie Cellulari del Bambino Gesù – Insieme stiamo costruendo un ecosistema scientifico e produttivo capace di accelerare lo sviluppo di terapie avanzate e di renderle concretamente disponibili per i bambini e le famiglie che ne hanno più bisogno. È un investimento sul futuro della medicina pediatrica e sulla speranza di molte famiglie, che potranno contare su terapie nate e sviluppate interamente nel nostro Paese”.
In 40 anni come Irccs, il Bambino Gesù ha costruito "un modello unico di integrazione tra ricerca e cura", diventando davvero 'l'ospedale dei casi difficili'. Oggi, ricordano dalla struttura, è il primo Irccs pediatrico in Italia per produzione scientifica e numero di progetti di ricerca. Dal primo trapianto di cuore in Italia su un bambino (1986), l'ospedale ha continuato a superare i limiti della medicina pediatrica. Nel 1994 nasce il Comitato etico, garanzia di rigore scientifico e tutela dei pazienti; nel 1997 vengono istituiti i reparti di Immunoinfettivologia e di Trapianto di midollo, capostipite delle future terapie cellulari.
Con il Laboratorio di robotica e analisi del movimento (2000) e il Clinical Trial Center (2010), la ricerca clinica e traslazionale trova nuove sedi e strumenti dedicati. Da allora, una lunga serie di primati: il primo cuore artificiale pediatrico permanente al mondo (2010), il primo trapianto di cellule staminali geneticamente modificate da genitore a figlio (2014), la prima terapia con cellule Car-T in Italia (2018) e, nel 2024, le prime terapie con cellule Car-T al mondo per malattie autoimmuni pediatriche. Il Bambino Gesù fa parte di 5 reti tematiche degli Irccs e di 20 reti di riferimento europee (Ern) per le malattie rare. Ha 2.500 collaborazioni attive con altri enti di ricerca, l'80% delle quali internazionali.
"Quarant’anni fa, il mondo della pediatria era molto diverso da quello che conosciamo oggi - ha raccontato nel suo intervento il direttore scientifico del Bambino Gesù, Andrea Onetti Muda - Le possibilità terapeutiche erano limitate, la ricerca poco integrata con la clinica, le tecnologie ancora poco più che rudimentali. Eppure, già allora era presente un piccolo seme che germogliava: c'era una visione, quella di unire la cura dei più fragili alla forza della ricerca scientifica. Quella visione è diventata una realtà, e lo è diventata più rapidamente e su scala più ampia di quanto allora si potesse mai immaginare. Decine di migliaia di bambini hanno ricevuto nel nostro ospedale cure che prima non esistevano. E tante famiglie hanno potuto guardare al futuro con speranza".
E c'è il capitolo ricerca del Bambino Gesù, con i suoi numeri: nel 2024 le pubblicazioni scientifiche sono state 1.293 con un impact factor di 4.651 punti. Il personale a vario titolo impegnato nella ricerca è stato di 2mila persone, i progetti di ricerca attivi sono stati 458, mentre gli studi clinici 550. Il Bambino Gesù gestisce anche la più ampia casistica nazionale di malati rari in età pediatrica. Negli ultimi 10 anni, ha scoperto e descritto oltre 100 nuovi geni malattia. L'ospedale ha effettuato in tutto più di 1.200 trapianti di organi solidi e oltre 2.500 trapianti di midollo, la larga parte dei quali negli ultimi 15 anni, periodo in cui è il centro con l'attività largamente prevalente nel Paese.
Durante la tavola rotonda dedicata al presente e al futuro della ricerca del Bambino Gesù è emersa "la visione di una medicina personalizzata e condivisa: una ricerca che costruisce terapie su misura per ogni bambino, ma punta anche a rendere queste scoperte accessibili a tutti i pazienti, pediatrici e adulti. Le scelte strategiche compiute negli anni passati per anticipare la ricerca sulle terapie avanzate si rivelano oggi decisive, con benefici che si estendono già oltre l'oncologia, a vantaggio non solo dei bambini trattati al Bambino Gesù, ma anche da altri centri e degli adulti", sottolinea l'ospedale nella nota.
La genetica funzionale si avvale del Laboratorio zebrafish, "che consente di validare rapidamente nuovi geni-malattia e verificare empiricamente i meccanismi che causano la malattia del singolo paziente. In ambito reumatologico, la scoperta della 'firma infiammatoria' nella sindrome da attivazione macrofagica ha contribuito a rendere curabile una patologia un tempo spesso letale, costituendo un modello per altre malattie con componenti infiammatorie - prosegue la nota - La medicina rigenerativa e la stampa 3D, su cui l'ospedale sta già lavorando, consentiranno di ricostruire tessuti e organi su misura, mentre l'uso innovativo della macchina per la perfusione extracorporea - originariamente progettata per conservare organi da trapianto - permette oggi di mantenere in vita organi malati espiantati per studiarne le patologie, sperimentare nuovi modelli terapeutici e rigenerarli per renderli idonei al trapianto. Tutti questi percorsi dimostrano come il modello di ricerca del Bambino Gesù unisca innovazione, precisione e attenzione al singolo, con l'obiettivo di tradurre l'eccellenza scientifica in cure concrete per ogni paziente".
Leggi tutto: Ricerca, 40 anni Irccs Bambino Gesù: nuovo laboratorio di terapia genica

(Adnkronos) - "Oggi è una giornata straordinaria non solo perché si festeggiano i 40 anni di Irccs del Bambino Gesù ma perché si inaugurano i nuovi laboratori di Terapia genica che permetteranno di traslare al letto del malato sempre più terapie con le cellule Car-T, la forma più sofisticata ed estrema di Immunoterapia, andando così ad ampliare le soluzioni terapeutiche che possiamo offrire ai bisogni insoddisfatti dei bambini che soffrono di neoplasie sia ematologiche che dei tumori solidi". Lo ha spiegato all'Adnkronos Salute Franco Locatelli, responsabile del Centro Studi Clinici Oncoematologici e Terapie Cellulari del Bambino Gesù di Roma, al termine della cerimonia all'ospedale pediatrico romano per i 40 anni dell'Irccs del Vaticano.
Leggi tutto: Locatelli: "Nuovi laboratori Bambino Gesù amplieranno possibilità Car-T"

(Adnkronos) - La società di spedizioni Ups ha tagliato 48mila posti di lavoro nel 2025: 14.000 membri del management e 34.000 della “forza lavoro operativa”, ovvero i dipendenti coinvolti nei servizi logistici e di consegna quotidiani.
Ups ha affermato che i licenziamenti fanno parte di un più ampio sforzo volto a ridurre i costi e a riorganizzare l'azienda per adattarla meglio alle mutevoli dinamiche di mercato, poiché i dirigenti sono sotto pressione per arginare il calo a lungo termine del prezzo delle azioni, che quest'anno è sceso di oltre il 20%.
Ups ha reso noti i licenziamenti dopo la pubblicazione dei risultati finanziari del terzo trimestre, che hanno registrato un fatturato consolidato di 21,4 miliardi di dollari per i tre mesi terminati il 30 settembre e un utile per azione rettificato di 1,74 dollari. Sebbene questi dati rappresentino un leggero calo rispetto ai 22,2 miliardi di dollari e 1,76 dollari del terzo trimestre dello scorso anno, entrambi i valori hanno superato le aspettative di Wall Street.
Responsabile finanziario di lunga data presso Home Depot e membro del consiglio di amministrazione di Ups, l'amministratore delegato Carol Tomé - che ha assunto la guida della società durante la pandemia di Covid-19 e ha rinnovato il modello di business per concentrarsi sulla spedizione di pacchi più redditizi piuttosto che sull'aumento dei volumi - secondo il 'Wall Street Journal' è sotto pressione e deve cercare di invertire la lunga fase di calo delle azioni dell'azienda. La pressione deriva in particolare da dipendenti e pensionati, che hanno un peso enorme nell'azionariato unico dell'azienda.
Ad aprile, Ups aveva annunciato di voler tagliare circa 20.000 posti di lavoro, citando la riconfigurazione della sua rete statunitense. L'azienda ha dichiarato di aspettarsi un risparmio di 1 miliardo di dollari grazie al piano di tagli. Un piano che è arrivato dopo che Ups ha annunciato di voler ridurre i volumi di Amazon.com, che all'epoca era il suo principale cliente.
Ups ha chiuso 93 uffici quest'anno e il suo volume di Amazon è diminuito del 21,2% nel terzo trimestre. Tomé ha aggiunto che Ups continuerà a registrare un calo del volume di Amazon e che altri uffici saranno chiusi entro la fine dell'anno.
Leggi tutto: Ups ha tagliato 48mila posti di lavoro nel 2025
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