
(Adnkronos) - Una giovane di 27 anni ha denunciato di essere stata aggredita da due uomini in un appartamento della zona Foce, a Genova, dove era stata invitata alcuni giorni fa dal suo ex fidanzato, un operaio di 22 anni di origine albanese. Nell’abitazione era presente anche un collega dell’uomo, un italiano di 46 anni. Secondo quanto riferito dalla vittima, durante la serata i tre avrebbero consumato alcol e alla ragazza sarebbe stata offerta anche della cocaina. Quando la giovane ha rifiutato la proposta di un rapporto a tre, sarebbe stata costretta a subire violenze sessuali e percosse. Il referto dell’ospedale Galliera ha documentato lividi, ematomi e un occhio tumefatto.
Le convalide dei fermi si sono svolte tra ieri e oggi davanti alla giudice Elisa Campagna, che ha riconosciuto la gravità indiziaria per entrambi gli indagati. Il fermo è stato convalidato solo per il 22enne albanese, ritenuto a rischio di fuga perché senza fissa dimora. Ora si trova nel carcere di Pontedecimo.
Per l’italiano, invece, non è stato ravvisato lo stesso pericolo. Il 46enne, nelle dichiarazioni spontanee rese al giudice, ha ammesso la presenza nell’appartamento ma ha sostenuto che “si è solo bevuto prosecco per tutta la sera”. L’albanese, difeso dall’avvocata Raffaella Multedo, ha invece confermato il rapporto a tre, ma ha dichiarato che sarebbe avvenuto in modo consensuale.
La giovane, sentita dagli investigatori, ha riconosciuto l’italiano in un confronto fotografico e il suo racconto è stato giudicato coerente. Nell’appartamento sono stati sequestrati federe, coprimaterasso e gli slip di uno degli indagati, su cui sono state trovate tracce biologiche che saranno sottoposte ad analisi.

(Adnkronos) - "Apprendiamo con grande soddisfazione che i nuovi Lea-Livelli essenziali di assistenza, su cui Foce ha fornito al ministero della Salute la sua collaborazione clinico-scientifica, sono stati approvati dalla Conferenza Stato-Regioni. Il via libera purtroppo arriva dopo uno stallo di circa 2 anni. Il complesso di questi provvedimenti dovrà ora pervenire alle Commissioni parlamentari competenti e poi essere pubblicato finalmente sulla Gazzetta ufficiale". Lo afferma Francesco Cognetti, presidente di Foce (ConFederazione degli oncologi, cardiologi e ematologi).
"Questo aggiornamento - spiega - si riferisce a numerose modifiche quali l'ampliamento di screening preventivi, nuove preparazioni sanitarie, aggiornamento in tema di esenzione, introduzione di nuove tecnologie e ausili terapeutici, nonché lo screening e la sorveglianza attiva per i tumori della mammella e dell'ovaio in persone con mutazioni genetiche Brca1 e Brca2. Il target stimato ammonta a circa 10mila donne l'anno. E' prevista anche l'esecuzione di 45 pannelli standard o avanzati di test molecolari per la ricerca di mutazioni in 22 tumori solidi ed ematologici. Si tratta di esami per verificare l'uso di 62 farmaci a bersaglio molecolare che sono disponibili da diversi anni e che in studi clinici hanno mostrato un importante impatto sulla sopravvivenza e sono inoltre già stati approvati e rimborsati dall'Aifa (Agenzia italiana del farmaco). Sono inclusi anche i test genomici da utilizzare nel carcinoma mammario ormono responsivo in stadio precoce per la scelta del migliore trattamento adiuvante successivo alla chirurgia, con la possibilità di evitare in una percentuale molto elevata di donne la somministrazione della chemioterapia".
"Occorrerà ora vigilare sullo stato di applicazione dei Lea - avverte Cognetti - poiché anche nella versione precedente vecchia di 8 anni si è rilevata molto frammentaria tra le Regioni italiane, con un'attuazione scarsissima in molte di esse. Infine, si dovrà far fronte al gap temporale introducendo i nuovi Lea basati sulle molte innovazioni che sono state raggiunte negli ultimi 3 anni che non sono ancora coperte dal provvedimento".
Leggi tutto: Sanità, Foce: "Bene approvazione nuovi Lea, ora vigilare su applicazione"
Professioni: Oliveti (Adepp), 'gap generazione, geografia e genere limite per sistema, agire subito'

(Adnkronos) - "Il problema generazionale è una delle cosiddette 'tre G' che ci affliggono: generazione, geografia e genere. Abbiamo dei dati estremamente deprimenti che definiscono queste tre G come un limite del nostro sistema perchè la differenza di genere implica per le donne guadagni molto ridotti per qualsiasi tipo di professione esercitata, la questione generazionale mostra come i soggetti under 40 guadagnano molto di meno dei colleghi over 50 in qualsiasi professione, e infine a livello geografico scendendo lo Stivale i guadagni si riducono qualsiasi sia la professione esercitata. E quindi dobbiamo lavorare su questi punti per migliorare la situazione". Lo ha detto Alberto Oliveti, presidente dell'Adepp, intervenuto oggi alla convention nazionale dei consulenti del lavoro a Napoli, in occasione dei 60 anni del consiglio nazionale dei professionisti.
Entrando nel dettaglio dei dati "mediamente una professionista guadagna il 40% in meno degli uomini, un professionista o una professionista guadagna circa in media il 40% di un professionista al Nord, e un professionista under 30 un terzo in meno degli over 50", ha concluso.

(Adnkronos) - Il congresso nazionale ICare 2025 della Siaarti (Società italiana di anestesia, analgesia, rianimazione e terapia intensiva) entra nel vivo affrontando anche nella seconda giornata alcuni dei temi più sentiti dalla popolazione: la gestione del dolore e l'accompagnamento nel fine vita. Un tema che non riguarda solo i pazienti oncologici, ma migliaia di persone che convivono con malattie croniche o degenerative e che chiedono cure capaci di rispettare la dignità e la qualità della vita. Dalle sessioni dedicate al dolore oncologico e alle palliative in ospedale emerge la figura dell'anestesista-rianimatore come riferimento clinico e umano lungo tutto il percorso assistenziale. Al congresso ICare si è discusso di dolore cronico e del cosiddetto breakthrough pain, cioè un dolore improvviso e molto intenso che compare all'improvviso anche in pazienti già in trattamento, e che richiede interventi rapidi e personalizzati. Tra i temi più importanti anche le difficoltà di accesso ai centri specializzati e la necessità di una rete nazionale che permetta a ogni cittadino di ricevere un trattamento adeguato e tempestivo.
"Il trattamento del dolore non può essere confinato alle ultime fasi di una malattia - afferma Silvia Natoli, responsabile dell'Area culturale Siaarti Medicina del dolore e cure palliative - Troppo spesso la terapia antalgica è considerata un atto dovuto per accompagnare le ultime fasi della vita, e in questi casi spesso arriva tardi o in modo frammentario. Invece può riguardare anche i pazienti con malattie croniche e lunga aspettativa di vita. E' dunque essenziale una presa in carico continuativa e multidisciplinare che accompagni il paziente con dolore per tutto il tempo necessario, integrando farmaci, tecniche interventistiche e supporto psicologico. Gli oppioidi, se gestiti in modo appropriato, restano strumenti fondamentali e sicuri. Serve però più conoscenza e meno pregiudizio: il dolore non è un destino inevitabile, ma una condizione che la medicina moderna può e deve controllare".
Le sessioni 'L'anestesista-rianimatore protagonista nella gestione del dolore oncologico e cure palliative in ospedale' e 'Cure palliative in Terapia intensiva' - riferisce una nota dal meeting - affrontano il ruolo delle équipe nella gestione delle decisioni difficili, dal sostegno alle famiglie alla proporzionalità delle cure nei reparti critici. "In Terapia intensiva - spiega Alberto Giannini, responsabile del Comitato etico Siaarti - il compito dei medici non è solo o principalmente di prolungare la vita, ma anche di preservarne la qualità. Quando i trattamenti diventano sproporzionati - perché non più clinicamente appropriati o perché troppo gravosi per la persona malata - è giusto rimodularli in chiave palliativa, continuando a prendersi cura del paziente per alleviare il dolore e ogni forma di sofferenza, e garantendo rispetto e dignità alla persona. E' un atto medico, un gesto attento di cura, non una rinuncia".
Il congresso Siaarti si conferma così un punto di riferimento per un dibattito che coinvolge non solo i professionisti, ma anche la società, toccando temi di grande impatto pubblico: la cura del dolore come diritto, l'etica delle decisioni di fine vita, la formazione alla comunicazione con i pazienti e le famiglie, e l'uso delle nuove tecnologie - dall'intelligenza artificiale al monitoraggio remoto - per una medicina sempre più personalizzata e umana, sottolinea la società scientifica degli anestesisti-rianimatori. Con questo spirito, Siaarti annuncia il prossimo congresso della sua Area culturale dolore e cure palliative (Acd), che si terrà a Riccione dall'8 al 10 aprile 2026, per proseguire il confronto scientifico e culturale sul diritto al sollievo e sull'evoluzione delle cure palliative nel sistema sanitario nazionale.
Leggi tutto: ICare 2025, dall'oncologia al fine vita l'anestesista-rianimatore al centro della cura

(Adnkronos) - Confindustria Nautica ha preso parte, sabato 18 ottobre a San Paolo e mercoledì 22 ottobre a Rio de Janeiro, alla presentazione della 13ª edizione di Esportare la Dolce Vita, il rapporto realizzato dal Centro Studi di Confindustria, in collaborazione con Sace e con il sostegno di Confindustria Nautica, Anfao, Confindustria Accessori Moda, Confindustria Moda, Federalimentare e FederlegnoArredo, che individua nel Made in Italy di qualità la leva più solida per rafforzare la presenza del Paese nel mondo attraverso partnership economiche e culturali di lungo periodo. Il cuore dell’analisi è quello relativo al “Bello e ben fatto” (Bbf), i cui pilastri portanti sono le “3F” (Fashion, Food, Furniture) ai quali si aggiunge la Nautica, che diventa vetrina privilegiata per molti comparti del Bbf.
“Il Made in Italy nella nautica si distingue per la capacità di coniugare design, stile e cura del dettaglio, in un equilibrio perfetto tra estetica e funzionalità. I nostri clienti percepiscono questo valore come qualcosa di unico e non replicabile: non si tratta solo di costruire un’imbarcazione, ma di trasmettere una cultura, un approccio artigianale che riflette la tradizione e l’eccellenza industriale italiane – ha dichiarato Fabio Planamente, vice presidente di Confindustria Nautica, presente a San Paolo e Rio de Janeiro come testimonial della nautica da diporto, eccellenza del Bello e Ben Fatto. Le imbarcazioni italiane incarnano in modo autentico il concetto di "Dolce Vita", un ideale di stile e qualità che continua a ispirare e affascinare non solo il Brasile, ma tutto il mondo”.
Da una panoramica dell’andamento settoriale delle esportazioni italiane di prodotti Bbf nel triennio 2023-2025, un periodo segnato da significative criticità, ma anche da segnali graduali di riorientamento della domanda internazionale, emerge come alcuni comparti siano riusciti a esprimere una crescita solida e costante, mentre altri hanno mostrato maggiori difficoltà di adattamento. Tra i settori trainanti spiccano la nautica e il comparto chimico, farmaceutico e cosmetico. La nautica, in particolare, conferma una traiettoria espansiva ininterrotta, con tassi di crescita a doppia cifra per tre anni consecutivi.
Con oltre 170 miliardi di euro di beni ad alto valore simbolico e identitario, il Made in Italy continua a distinguersi per la capacità di fondere artigianalità, innovazione e sostenibilità, offrendo ai mercati internazionali non solo prodotti, ma contenuti culturali e relazioni di fiducia. La ricerca stima un potenziale aggiuntivo di 27,6 miliardi di euro di export BBF, di cui 19,4 miliardi nei mercati maturi e 8,2 miliardi nei mercati emergenti. Tra i primi figurano Stati Uniti, Germania, Francia, Regno Unito e Spagna. Sul fronte emergente, i Paesi con il potenziale più elevato sono Cina, Emirati Arabi Uniti e Turchia, con settori trainanti come alimentari, moda, arredo e gioielleria.
Da un confronto tra Italia, Francia e Germania nei comparti del BBF nel primo trimestre del 2025 si evince come l’Italia registri risultati particolarmente positivi nei comparti della nautica (+26,7%) e della chimica, farmaceutica e cosmetica (+9,8%), in cui supera nettamente entrambi i concorrenti europei. Buoni segnali emergono anche dalla pellicceria (+3,7%), seppur con performance molto inferiori rispetto al forte rimbalzo francese (+37,3%) e in un contesto di volatilità.
Come emerge dall’analisi, nell’area America Latina e Caraibi (ALC) si apre oggi una nuova fase di cooperazione economica e culturale con l’Italia. Tra il 2018 e il 2024, l’export di prodotti del settore BBF è cresciuto in media del 10% annuo, mentre aumenta anche la domanda di competenze, creatività e sostenibilità, valori che rendono unico il legame tra le due aree. Le numerose comunità di origine italiana rappresentano inoltre un ponte naturale per relazioni fondate su bellezza, qualità e innovazione responsabile.
L’accordo tra Unione Europea e Mercosur, siglato nel dicembre 2024 e approvato dalla Commissione europea, apre una nuova stagione di scambi con 4 miliardi di euro di dazi in meno per le imprese europee, 57 indicazioni geografiche italiane tutelate e oltre 1.400 imprese italiane già attive nell’area. Secondo il Centro Studi Confindustria, la piena attuazione dell’intesa potrebbe generare oltre 1,1 miliardi di euro di export aggiuntivo verso i Paesi Mercosur, oltre ai 7,4 miliardi già realizzati nel 2024. Un’occasione non solo commerciale, ma anche di cooperazione industriale e progettuale, per costruire catene del valore più integrate e sostenibili tra Europa e America Latina.
“Il rafforzamento del Made in Italy passa da una strategia di apertura e non di chiusura del commercio. L’accordo con il Mercosur è un banco di prova per la capacità dell’Europa di agire come potenza economica globale e per l’Italia di promuovere relazioni basate su scambi reciproci e crescita condivisa”, ha dichiarato Barbara Cimmino, Vice Presidente per l’Export e l’Attrazione degli investimenti di Confindustria.
In una regione come quella dei Paesi Mercosur, caratterizzata da una crescita dei redditi pro-capite maggiore rispetto alle altre principali aree di interesse economico, il fatto che il Made in Italy sia percepito come un simbolo del miglioramento della propria situazione economica e sociale da parte dei consumatori è chiaramente un fattore chiave che, se abilmente sfruttato, risulterebbe determinante per le future potenzialità dell’export italiano nell’area. All’interno del perimetro del BBF, per l’Italia spiccano i settori dell’Occhialeria, Nautica e Gioielleria-oreficeria. La segmentazione per comparto dell’export mondiale BBF nel mercato ALC mostra la pervasività di Cina e Stati Uniti. L’Italia risulta essere competitiva in alcuni comparti specifici: la quota di mercato detenuta al 2023 nella Nautica è del 15,5%, nell’Occhialeria del 26,6% e nella Gioielleria-oreficeria del 29,4%. Da soli questi comparti contano per più della metà del totale italiano esportato nell’area (71,5%).
Leggi tutto: Confindustria Nautica in Brasile per 13ª edizione di 'Esportare la Dolce Vita'

(Adnkronos) - Si è concluso a Milano Lease2025 il Salone del leasing organizzato da Assilea, apertosi mercoledì con il messaggio di saluto del presidente della Repubblica e l’intervento del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. Al centro del dibattito i temi dell’impatto dell’intelligenza artificiale, dello sviluppo dell’industria europea e la crescita dei talenti nel leasing.
La sessione “Come l’ai cambierà il mondo del credito e i servizi finanziari” ha visto gli interventi di Alessandro Barardi, Head of Analitics &Artificial Intellgence UniCredit Group, Federico Bissolotti, Technology Sales Leader Ibm Italia, e Uljan Sharka, ceo Domyn. Per quanto riguarda l’intelligenza artificiale 'tradizionale', Bissolotti ha ricordato come nelle banche ci sono da tempo modelli addestrati su serie storiche da cui sono state realizzate analisi predittive sulle probabilità di default, sui costi dei servizi o di un prodotto. Ma per essere implementati questi modelli richiedono competenze statistico-matematiche e linguaggi di programmazione.
“Il cambiamento enorme si è verificato con modelli addestrati su una grandissima quantità di dati, testi, immagini, video, con l’ai cosiddetta generativa che consente l’interazione attraverso il linguaggio naturale, aprendo la porta a tantissimi utenti per generare contenuti, sviluppare analisi, senza più bisogno del data scientist - ha sottolineato -. È interessante capire come viene applicata. L’86% delle aziende si appresta ad andare in produzione con queste tecnologie, con un approccio più tattico avendo selezionato alcuni casi d’uso. Un 8% sta avendo un approccio di tipo strategico, quindi non per un ritorno in termini di produttività, ma come leva trasformativa del proprio business. In questo caso non è solo un cambio tecnologico, ma un cambio culturale che impatta anche sulle persone, che vanno ‘riskillate’, sulla sicurezza, sulla trasparenza, sull’etica”.
Negli anni questo ha permesso di differenziare meglio il cliente dal punto di vista del rischio, con un monitoraggio proattivo. “In Unicredit abbiamo diverse decine di modelli in questo senso” - ha commentato Barardi - “abbiamo introdotto l’A.I. in particolare nella generazione di report che possono aiutare a raccogliere più velocemente le informazioni e procedere altrettanto velocemente alla decisione. Anche nel caso dell'Agentic A.I., la forma di intelligenza artificiale che può operare in modo autonomo al fine di raggiungere obiettivi complessi, non abbiamo la sostituzione dell’uomo, ma piuttosto sistemi cooperativi intelligenti”.
Il tema del futuro sarà quello della proprietà intellettuale, poiché risulta impossibile dividere l’informazione dallo strumento tecnologico. “Quest’ultimo introduce alcune informazioni e che non possono essere cedute, ha aggiuntoto Barardi Crediamo che ci saranno dunque diverse A.I.. Alcune riguardano la processazione dei dati, ad esempio la ricerca su internet. Quando abbiamo invece a che fare con dati dei clienti o strategie di credito, l’analisi del pricing o comunque abbiamo informazioni confidenziali che richiedono la proprietà della stessa, in questo caso gli operatori finanziari dovranno diventare organizzazioni di intelligenza artificiale”.
La sessione “Nuova competitività industriale europea” ha visto confrontarsi Stefano Firpo, Direttore Generale Assonime, Gregorio De Felice, Chief Economist Intesa San Paolo, e Marco Calabrò, Capo dipartimento politiche per le imprese del Mimit. Nel suo saluto di apertura il Sottosegretario MIMIT Massimo Bitonci ha ricordato come il leasing sia uno strumento fondamentale per sostenere gli investimenti grazie alla propria flessibilità. “Il fondo garanzia Pmi continua a sostenere le pmi, anche grazie al leasing, e stiamo lavorando con il Mef per definire il regolamento per il 2026 al fine di garantire continuità allo strumento, Confidiamo nella proroga integrale della misura”.
De Felice ha sottolineato come l’Europa abbia un modello di crescita essenzialmente basato sull’export, trainato da in particolare da Germania e Italia. “Abbiamo invece bisogno di raddoppiare gli investimenti nei settori strategici che creano maggior valore aggiunto, proprio quelli in cui abbiamo accumulato maggior ritardo rispetto a Usa e Cina. Qui ci guardiamo il nostro futuro mentre abbiamo essenzialmente un accordo solo sulla difesa che, come nel caso della pandemia e il successivo Next Generation Ue, vede la Commissione europea rispondere solo quando sottoposta a una minaccia”.
Secondo l’analisi di Mario Draghi servono 800 miliardi di euro per anno, cifra che deriva dalla sommatoria dei rapporti della stessa Commissione su difesa, transizione digitale, transizione ecologica e calo della natalità. “Ogni anno l'Europa risparmia 500 miliardi di euro, Italia circa 50, rispetto a quanto investe. Non è quindi un problema di mancanza di fondi, ma di individuare i corretti canali per trasformarli in investimenti, battendo la capacità attrattiva degli Stati Uniti”, ha concluso il Chief Economist di Intesa San Paolo.
Firpo ha appuntato l’attenzione sul fatto che “se l'obiettivo è quello di attivare 800 miliardi di investimenti, soprattutto privati, occorrono anche i progetti. Dal nostro osservatorio non ne vediamo tanti, pensiamo ad esempio al caso degli incentivi messi su energie rinnovabili ed efficientamento energetico, che però è stata colta prevalentemente da soggetti non europei. L'industria europea deve farsi avanti. Sui capitali, osservo che abbiamo fondi pensione assolutamente inadeguati rispetto ad esempio al mercato americano, c'è un tema di regole che siano effettivamente comuni e infine che tutti i servizi bancari che toccano i mercati di capitali oggi sono abbastanza in mano a operatori non europei. Dobbiamo quindi spingere anche sull’unione del mercato dei capitali”.
Per Calabro “è vero che l’Europa dà l’impressione di svegliarsi quando è sotto minaccia, lo riscontriamo anche noi nel confronto con la Commissione. Pero adesso qualcosa si muove, ora occorrere procedere con velocità, ma anche con pragmatismo. Se vogliamo tornare a generare campioni industriali, dobbiamo innanzitutto pensare a tutelare quelli che già abbiamo. Pensiamo invece come sono andate le cose con l'automobile, oltretutto con una continua incertezza sulle regole.
Si fa finalmente strada la consapevolezza sulla necessità di porre l'industria al centro delle politiche dell'Unione Europea come fattore di sviluppo sociale. In questo cambiamento l'Italia è stata protagonista. Ci siamo mossi cercando un coordinamento ristretto con Germania e Francia, creando un nuovo formato di confronto bilaterale, in particolare su materie prime e nuove tecnologie”.
Venendo alle politiche nazionale, “per attrarre investimenti abbiamo semplificato le regole, soprattutto per quelli di grandi dimensioni, con percorsi facilitati grazie all’articolo 13 del decreto 2023 che riconosce l'interesse strategico nazionale del singolo progetto e nomina un commissario che può attuare percorsi autorizzativi semplificati. Penso ai semiconduttori a Catania, al packaging in Piemonte. Sulle materie prime critiche ci siamo dotati di una legge specifica, con progetti in Sardegna, Toscana, Lazio e Veneto”.
“Con poche risorse a disposizione” - ha concluso il rappresentante del MIMIT - “siamo riusciti a ottenere il rifinanziamento della Nuova Sabatini, per garantire continuità della misura e trasformare il Piano 5.0 da credito di imposta a iper-ammortamento per superare una serie di limiti regolatori europei anche potendo finanziare le imprese energiche, fino a oggi escluse”.
Il Salone del leasing si è concluso con la tavola rotonda dedicata alla crescita dei talenti, dove sono intervenuti i Vice Presidenti di Assilea Christian Fischnaller, Direttore Commerciale Hypo Vorarlberg Leasing, Stefano Schiavi, Deputy General Manager Bnp Leasing Solutions, e Massimo Tripuzi, Direttore generale Credit Agricole. Flessibilità nell’orario, smart working, ambiente di lavoro all’avanguardia, adesione ai valori di sostenibilità, equilibrio tra crescita professionale e personale, ma soprattutto la capacità di mantenere le promesse sono statti evidenziati come i principali attrattori.
Per Fischnaller “è importante trasmettere la mission dell’azienda dobbiamo lavorare sul linguaggio per far comprendere ai giovani l’importanza del lavoro che svolgono o stanno per iniziare, evidenziando il ruolo importantissimo che questo strumento finanziario ha per la crescita dell’economia e del Paese. Dobbiamo mettere al centro della comunicazione il cliente, questo non deve valere solo per l’area commerciale, ma per tutte le aree dell’azienda, anche per questo ai giovani che entrano facciamo fare un percorso in tutti i reparti”.
Secondo Schiavi “il capitale umano è al centro della nostra attenzione e attrarre talenti è una priorità, specialmente la combinazione di competenze e motivazioni che lascino intravedere una potenzialità di leadership. Come attrarre i migliori? Dobbiamo parlare il linguaggio del valore, essere in grado di offrire un buon allineamento anche con i valori personali. Quindi dobbiamo dimostrare di essere sensibili attenti ai valori di duttilità e inclusività per competere con le imprese più attrattive.
Tripuzzi ha sottolineato come “i settori che vengono percepiti come maggiormente attrattivi, perché capaci di incidere di più nel cambiamento, sono quelli tecnologici, dell’imprenditoria digitale fe del Fintech. I giovani non son più attratti dal percorso verticale di carriera, per loro altri capisaldi sono la dinamicità del settore, flessibilità dei modelli organizzativi e coaching individuali, necessità di stimoli continui. Come comunicare meglio? Essendo presenti dove sono i giovani, università e start up innanzitutto, e parlare il linguaggio della sostenibilità. Per questo in azienda abbiamo avviato un progetto specifico mirato allo sviluppo di un percorso di crescita individuale”.

(Adnkronos) - Tra un ballo e l'altro, Fabio Fognini 'difende' Jannik Sinner. Oggi, venerdì 24 ottobre, l'ex tennista azzurro, ritiratosi al termine dello scorso Wimbledon e attualmente concorrente di Ballando con le stelle, ha commentato la scelta di Sinner di rifiutare la convocazione per la prossima edizione della Coppa Davis, in programma dal 18 al 23 novembre a Bologna.
A domanda diretta posta da un follower che, sul suo profilo Instagram, chiedeva "Cosa ne pensi di Sinner che non partecipa alla Davis?" Fognini ha risposto: "Penso che sia più che comprensibile. Da giocatore capisco la sua decisione di finire al meglio il 2025 e prepararsi per i veri obiettivi che ha del 2026. Ha 24 anni e sicuramente avrà altre cento opportunità di portare in alto la nostra amata bandiera", ha scritto in una storia pubblicata sul suo profilo.
Leggi tutto: Sinner e il no alla Davis, Fognini lo difende: "Scelta più che comprensibile"
(Adnkronos) - I carabinieri del Comando Piazza Venezia, a seguito dell’intervento del 19 agosto all’interno del Colosseo, a causa del decesso di Giovanna Maria Giammarino, guida turistica di origini greche, sono riusciti, dopo accurate ricerche e grazie alla collaborazione delle autorità diplomatiche, a rintracciare il fratello della donna.
A lui i militari hanno consegnato gli effetti personali della sorella, tra cui 10.000 euro trovati nella sua borsa il giorno della morte e ritenuti il ricavo del suo lavoro. Il fratello, giunto in Italia per il riconoscimento e il recupero degli effetti personali, ha espresso gratitudine ai carabinieri del Comando Piazza Venezia e all’Arma dei Carabinieri per la sensibilità e l’impegno dimostrati in un avvenimento tanto delicato.
Leggi tutto: Guida turistica morta al Colosseo, carabinieri rintracciano i familiari
All'ex Manifattura di Cagliari il progetto di Cristina Collu...
La Sardegna è una delle regioni italiane che spende di meno...
Carabinieri identificano 46enne, aveva commesso colpi analoghi... 
(Adnkronos) - "Noi vittime civili di guerra, con le nostre cecità, invalidità e mutilazioni, portiamo nel nostro dna la consapevolezza delle sofferenze che i conflitti armati provocano ai civili coinvolti", afferma in una nota Michele Vigne, presidente nazionale dell'Anvcg e vittima civile di guerra. "L'80° anniversario della fondazione delle Nazioni Unite è per noi un momento per rinnovare l'impegno comune: costruire un mondo in cui il principio di umanità, sancito dal diritto Internazionale Umanitario, non sia un'eccezione ma la regola. Per mantenere la pace e la sicurezza internazionale, chiediamo agli Stati membri dell’Onu di rispettare senza eccezioni le convenzioni internazionali. Appare inoltre necessario riformare il Consiglio di Sicurezza, affinché non sia ostaggio dei veti incrociati e torni ad essere un consesso che garantisca ai civili la giusta protezione”, conclude Vigne.
Leggi tutto: Onu, Vigne (Anvcg): "80mo anniversario serva a rinnovare impegno comune"

(Adnkronos) - Stefano De Martino torna a sorprendere. Nel corso della puntata di Affari Tuoi andata in onda, giovedì 23 ottobre, il conduttore ha intonato ‘Brutta storia’, il nuovo singolo di Emma Marrone, sua ex fidanzata.
Il gesto non è passato inosservato, soprattutto agli occhi dei fan della ex coppia, che continuano a sperare in un ritorno di fiamma, nonostante siano passati diversi anni dalla fine della loro relazione (nel 2012, a causa del tradimento di lui con la showgirl Belen Rodriguez).
De Martino ed Emma, tuttavia, hanno sempre ribadito di essere legati da un rapporto di affetto e stima reciproca. Lo hanno dimostrato anche in occasione dell’ultima puntata di ‘Stasera tutto è possibile’ il varietà di Rai 2 condotto dallo stesso De Martino, dove la cantante salentina era ospite speciale. La complicità tra i due è apparsa evidente, ma ciò che rimane oggi sembra essere soltanto una solida amicizia.
Intanto sui social il video di Affari Tuoi è diventato virale e molti utenti hanno unito la performance di Stefano a quella originale di Emma, sovrapponendoli in un unico video, creando così un finto 'duetto' che ha conquistato i fan della ex coppia e della stessa cantante salentina, che ha reagito con ironia commentando con alcune emoticon sorridenti.
Leggi tutto: Stefano De Martino 'canta' Emma ad Affari Tuoi: la reazione della cantante

(Adnkronos) - La danza come strumento per superare i limiti imposti dal dolore. Dal 24 al 26 ottobre in piazza Gae Aulenti a Milano una ballerina si muoverà all'interno di una struttura in lycra e ferro, simbolo della fatica quotidiana e della resistenza invisibile che accompagna chi convive con la miastenia grave. Con la performance immersiva 'Oltre la miastenia, libera il tuo movimento', aperta a tutti, argenx, azienda biotecnologica impegnata nella ricerca di terapie innovative per le malattie autoimmuni, invita la città a "liberare il movimento" e a guardare oltre la malattia, verso le persone e le loro storie. L'opera, intensa e partecipativa - riporta una nota - permetterà al pubblico di interagire fisicamente con l'installazione, sperimentando la sensazione di sforzo e resistenza che definisce la vita di questi pazienti. Accanto alla performance, un corner informativo offrirà materiali divulgativi e testimonianze per accrescere la consapevolezza su una patologia ancora poco conosciuta e di cui si parla poco, ma che impatta profondamente sulla vita di chi ne è affetto.
La miastenia gravis è una malattia autoimmune cronica che colpisce la giunzione neuromuscolare, causando debolezza muscolare fluttuante e affaticabilità. E' annoverata tra le malattie rare, la cui prevalenza è stimata in 1/5.000 e l'incidenza in 1/250.000-1/33.000 in Europa. Colpisce entrambi i sessi, le femmine prevalentemente prima dei 40 anni e i maschi dopo i 50 anni. Può compromettere funzioni fondamentali come la vista, la deglutizione o la respirazione e avere pesanti ricadute sulla vita sociale e lavorativa. Ha un impatto rilevante sulla vita quotidiana, sulla produttività e sul benessere psicologico dei pazienti e dei caregiver. Negli ultimi anni la ricerca scientifica ha reso disponibili nuove terapie mirate in grado di migliorare significativamente i sintomi e la qualità di vita dei pazienti, ma resta ancora fondamentale accrescere la consapevolezza e favorire una diagnosi precoce.
"Mentre a Padova, al congresso della Società italiana di neurologia, la comunità scientifica si riunisce per discutere i progressi della ricerca sulla miastenia, argenx sceglie di essere in piazza, accanto ai pazienti e ai cittadini. Un immaginario dialogo tra i progressi della ricerca e la centralità del paziente e della sua quotidianità - commenta Fabrizio Celia, General Manager argenx - 'Oltre la miastenia, libera il tuo movimento' rappresenta il nostro modo di unire scienza e umanità, portando fuori dalle aule congressuali il racconto di una malattia che ogni giorno limita il movimento, ma non la voglia di vivere. Crediamo che la consapevolezza nasca dal contatto diretto, dall'ascolto e dalla condivisione delle storie di chi affronta questa sfida con coraggio", sfida che grazie alla ricerca scientifica "può essere vinta e che segna oggi un passo aventi nella diagnosi e cura della malattia".
"La miastenia gravis è una patologia complessa che può compromettere funzioni fondamentali come la respirazione, la vista o la deglutizione - spiega Lorenzo Maggi, neurologo presso l'Istituto neurologico Carlo Besta di Milano - Oggi, grazie ai progressi della ricerca, abbiamo a disposizione trattamenti sempre più efficaci e mirati, ma la consapevolezza pubblica resta uno degli strumenti più importanti per aiutare i pazienti a non sentirsi soli e per favorire una diagnosi tempestiva".
Per Renato Mantegazza, presidente dell'Associazione italiana miastenia e malattie immunodegenerative (Aim), "iniziative come questa sono fondamentali perché portano la voce dei pazienti fuori dagli ospedali, tra la gente. La miastenia non si vede, ma si vive ogni giorno: raccontarla attraverso l'arte è un modo potente per restituire dignità e visibilità a chi convive con questa condizione. Inoltre - sottolinea - la malattia ha pesanti ripercussioni anche sulle famiglie dei pazienti ed in particolare sui caregiver che spesso sono costretti a ridurre le attività lavorative per potersi occupare dei loro cari".
Un ruolo importante nella presa in carico di questi pazienti lo giocano anche le istituzioni sanitarie attraverso politiche mirate e accessibilità dei percorsi assistenziali di diagnosi e cura. "La miastenia gravis è una di quelle malattie che non si vedono, ma si vivono ogni giorno con grande fatica. Per questo è importante dare voce ai pazienti e ai loro caregiver, affinché nessuno si senta solo nel proprio percorso - conclude Emanuele Monti, presidente della Commissione IX Sostenibilità sociale, casa e famiglia di Regione Lombardia - Attraverso le sue iniziative per la sostenibilità sociale e la famiglia, Regione Lombardia è al fianco delle persone più fragili e sostiene con convinzione la ricerca e l'innovazione in ambito sanitario".
Leggi tutto: Miastenia grave, a Milano la danza accende riflettori sulla patologia

(Adnkronos) - "I vaccini adiuvati e potenziati offrono una risposta immunitaria più robusta e duratura, rappresentando una scelta cruciale per proteggere le fasce di popolazione più fragili". Lo ha detto Vincenzo Baldo, professore ordinario di Igiene all'università di Padova, nel suo intervento al 58esimo Congresso nazionale della Siti (Società italiana di igiene) a Bolgona.
"La vaccinazione con vaccini adiuvati aumenta il numero di anticorpi e ne estende il raggio d'azione - spiega - offrendo una protezione più ampia anche contro le varianti che il virus può sviluppare durante l'anno". Questo vantaggio è particolarmente importante "nei soggetti sopra i 50 anni, dove iniziano a comparire patologie cronico-degenerative, e ancor più negli over 65, in cui fenomeni come immunosenescenza e inflammaging riducono la risposta anticorpale".
"Utilizzare vaccini adiuvati - rimarca Baldo - significa non solo ridurre la frequenza dell'influenza, ma anche prevenire ospedalizzazioni e decessi. E' una strategia di salute pubblica che unisce efficacia clinica e sostenibilità".

(Adnkronos) - L'influenza stagionale non è solo un fastidio di stagione, ma un vero e proprio 'trigger' capace di innescare scompensi nei pazienti affetti da patologie croniche, contribuendo in modo sostanziale al carico di morbosità e mortalità. A ricordarlo è Silvio Tafuri, professore ordinario di Igiene all'università di Bari, al 58esimo Congresso nazionale della Società italiana di igiene (Siti) a Bologna. "Dal 2008-2009 osserviamo un declino costante delle coperture vaccinali negli over 65, con la sola eccezione del 2020", spiega Tafuri, sottolineando la necessità di "un'innovazione legislativa che consenta di utilizzare i registri di patologia come sistemi di allerta".
L'esperto propone inoltre di sfruttare "strumenti di intelligenza artificiale per inviare alert ai medici specialisti nei periodi chiave, ricordando l'importanza della vaccinazione ai pazienti fragili". Secondo Tafuri, "va consolidato un modello di vaccinazione a rete, che coinvolga medicina generale, farmacisti, sanità pubblica e anche gli ospedali, dove risiedono molti pazienti immunocompromessi. La vaccinazione di prossimità in ambiente ospedaliero può essere decisiva per proteggere chi è più a rischio".

(Adnkronos) - Nella notte tra sabato 25 e domenica 26 ottobre tornerà l'ora solare, regalandoci 60 preziosi minuti di riposo in più. Un dono piccolo, ma potentissimo per il nostro cervello. "Un'ora sola ti vorrei: non è soltanto la celebre canzone resa immortale da Ornella Vanoni e Fausto Leali negli anni Sessanta, è anche la richiesta del nostro cervello, costantemente in debito di sonno", afferma il neurologo Piero Barbanti, direttore dell'Unità per la cura e la ricerca su Cefalee e dolore dell'Irccs San Raffaele di Roma e docente di Neurologia clinica all'università San Raffaele. Del resto, sottolinea, importanti studi scientifici dimostrano che il lunedì successivo al ritorno dell'ora solare è quello con il numero più basso di infarti cardiaci in tutto l'anno. "Proprio così: basta una sola ora di relax in più - spiega il neurologo - per far crollare il cortisolo, riducendo le malattie stress-correlate, come l'infarto. Il nostro deficit cronico di sonno non consente al cervello di ricaricarsi, di 'ripulirsi' tramite il flusso glinfatico notturno e di spegnere completamente il sistema di allerta, il cosiddetto sistema simpatico".
Se dormire 60 minuti in più fa bene alla salute, non tutti però vivono serenamente il cambio dell'ora. Per alcuni diventa un piccolo 'jet lag' biologico. Alcune persone, "in particolare chi soffre di emicrania, insonnia, ansia o depressione - chiarisce Barbanti - faticano ad adattarsi al nuovo orario per giorni. Normalmente in ciascuno di noi il centro dei bioritmi (il nucleo soprachiasmatico dell'ipotalamo) si resetta automaticamente ogni giorno allineandosi al naturale alternarsi di luce e buio, come i nostri smartphone che si aggiornano automaticamente al fuso locale quando viaggiamo. In chi patisce il cambio dell'ora, invece, il reset è più lento e laborioso, dando origine a una peggiore qualità del sonno, stanchezza e nervosismo. L'uso della melatonina tra le 21 e le 22 può facilitare il superamento di questo fastidio".
Un dato che fa riflettere su quanto viviamo in apnea, travolti da stress e mancanza di riposo. Nel 2025 dormire bene è diventato un atto rivoluzionario, ragiona lo specialista. Viviamo connessi 24 ore su 24, bombardati da notifiche, luce blu e ansie da performance. L'Oms parla di una vera e propria epidemia di insonnia. "Dormire non è tempo perso - conclude il neurologo - ma tempo ritrovato. Il ritorno all'ora solare ci ricorda una verità semplice: c'è una saggezza silenziosa nel corpo, conosce ciò che ci nutre, anche quando la mente si perde altrove".

(Adnkronos) - Nella notte tra sabato 25 e domenica 26 ottobre tornerà l'ora solare, regalandoci 60 preziosi minuti di riposo in più. Un dono piccolo, ma potentissimo per il nostro cervello. "Un'ora sola ti vorrei: non è soltanto la celebre canzone resa immortale da Ornella Vanoni e Fausto Leali negli anni Sessanta, è anche la richiesta del nostro cervello, costantemente in debito di sonno", afferma il neurologo Piero Barbanti, direttore dell'Unità per la cura e la ricerca su Cefalee e dolore dell'Irccs San Raffaele di Roma e docente di Neurologia clinica all'università San Raffaele. Del resto, sottolinea, importanti studi scientifici dimostrano che il lunedì successivo al ritorno dell'ora solare è quello con il numero più basso di infarti cardiaci in tutto l'anno. "Proprio così: basta una sola ora di relax in più - spiega il neurologo - per far crollare il cortisolo, riducendo le malattie stress-correlate, come l'infarto. Il nostro deficit cronico di sonno non consente al cervello di ricaricarsi, di 'ripulirsi' tramite il flusso glinfatico notturno e di spegnere completamente il sistema di allerta, il cosiddetto sistema simpatico".
Se dormire 60 minuti in più fa bene alla salute, non tutti però vivono serenamente il cambio dell'ora. Per alcuni diventa un piccolo 'jet lag' biologico. Alcune persone, "in particolare chi soffre di emicrania, insonnia, ansia o depressione - chiarisce Barbanti - faticano ad adattarsi al nuovo orario per giorni. Normalmente in ciascuno di noi il centro dei bioritmi (il nucleo soprachiasmatico dell'ipotalamo) si resetta automaticamente ogni giorno allineandosi al naturale alternarsi di luce e buio, come i nostri smartphone che si aggiornano automaticamente al fuso locale quando viaggiamo. In chi patisce il cambio dell'ora, invece, il reset è più lento e laborioso, dando origine a una peggiore qualità del sonno, stanchezza e nervosismo. L'uso della melatonina tra le 21 e le 22 può facilitare il superamento di questo fastidio".
Un dato che fa riflettere su quanto viviamo in apnea, travolti da stress e mancanza di riposo. Nel 2025 dormire bene è diventato un atto rivoluzionario, ragiona lo specialista. Viviamo connessi 24 ore su 24, bombardati da notifiche, luce blu e ansie da performance. L'Oms parla di una vera e propria epidemia di insonnia. "Dormire non è tempo perso - conclude il neurologo - ma tempo ritrovato. Il ritorno all'ora solare ci ricorda una verità semplice: c'è una saggezza silenziosa nel corpo, conosce ciò che ci nutre, anche quando la mente si perde altrove".
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Sardi senza Mina e Deiola, 'giusto non rischiarli'...
Il cagliaritano Pineider: 'nuove opportunità di vendita'... 
(Adnkronos) - Un terremoto di magnitudo 3.6 è avvenuto nella zona di Grottolella, in provincia di Avellino, alle 14:40 di oggi.
Lo comunica è il sito dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv). La profondità del sisma è di 16 km.
Leggi tutto: Terremoto oggi Avellino, scossa magnitudo 3.6 a Grottolella

(Adnkronos) - Non solo imprenditore, ma anche Cavaliere del Lavoro 'figlio d'arte'. Perché se 31 anni fa Antonio Mastroberardino fu insignito del titolo di Cavaliere del Lavoro, oggi tocca al figlio Piero salire al Quirinale per ricevere la stessa onorificenza. "Per me questa è una giornata di rievocazione. Nel 1994 accompagnai io qui al Quirinale mio padre, che è mancato nel 2014, a ricevere l'onorificenza di Cavaliere del Lavoro. Oggi le sue emozioni sono trasposte nelle mia esperienza, un'esperienza molto bella e molto forte, che è soprattutto segno di continuità", racconta all'AdnKronos il presidente del Gruppo Agricolo Mastroberardino, storica azienda vitivinicola di famiglia attiva in Irpinia dal 1700, a margine della Cerimonia di consegna dell’onorificenza ai 25 Cavalieri del Lavoro nominati il 2 giugno 2025, oggi al Quirinale.
"Il Presidente Mattarella, nel consegnarmi il 'collare' mi ha detto: 'Io sono il suo primo appassionato consumatore'. Sono le stesse parole che pronunciò il Presidente Scalfaro 31 anni fa rivolgendosi a mio padre. Questa cosa mi ha riempito di orgoglio e di emozione", dice Piero, esponente delle decima generazione alla guida dell'azienda, in cui entrò affiancando proprio il padre. Suo l'impegno nel promuovere le Docg per il Taurasi, per il Fiano di Avellino e per il Greco di Tufo; sua l'operazione di fusione con la Radici che ha dato vita al Gruppo Agricolo Mastroberardino che oggi è presente in 50 Paesi con 20 etichette e una capacità produttiva annuale di 2 milioni di bottiglie. Sotto la guida di Piero Matroberardino, il patrimonio terriero è passato da 40 a 260 ettari di proprietà, i dipendenti da 25 a 100.
"Oggi è una giornata speciale ma anche nel segno dei valori dell'impresa, di quello che possiamo trasmettere ai nostri giovani perché l'impresa è la palestra dentro la quale ci si abitua ad assumersi responsabilità di decisioni per sé e per gli altri", aggiunge.
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