
(Adnkronos) - Per il 94% degli italiani, una tavolata tra amici davanti a una birra rappresenta il luogo in cui sentirsi davvero liberi di essere sé stessi: lontani da aspettative e pressioni, confermando un cambiamento verso momenti più autentici e genuini. Cresce quindi la distanza da tutto ciò che è costruito, a favore di un’idea di tavola più semplice e genuina. Questo orientamento si traduce in una maggiore attenzione all’autenticità dell’esperienza: per una cena tra amici, quasi un italiano su due (49,2%) sceglie ambienti in cui sentirsi a proprio agio, seguiti da locali semplici (45,4%) e da una proposta gastronomica genuina e gustosa (42,5%), fatta di porzioni generose, meglio se da condividere. Allo stesso tempo, l’eccesso di sofisticazione viene sempre più percepito come un limite: l’86,6% degli italiani ritiene che possa compromettere l’esperienza del pasto e il 40,7% evidenzia come l’aumento della complessità riduca la spontaneità. Si conferma così una chiara tendenza verso il ritorno alla sostanza e al piacere più autentico della tavola italiana.
E' quanto emerge da un’indagine inedita condotta da AstraRicerche per Birra Moretti, che esplora un ritrovato bisogno degli italiani di vivere il mangiare in modo più autentico nella costruzione delle relazioni e dei ricordi. Un significato che il brand ha voluto celebrare con l’evento ‘Milano mangia come piace a noi’, svoltosi il 14 maggio 2026 presso Pizza Stella, insieme ai content creator Niccolò Califano e Margherita Pontecorvo: una serata senza troppe complicazioni, dove una fetta di pizza e una birra diventano la combo perfetta per godersi il momento. L’esperienza è stata resa ancora più memorabile dalla prima distribuzione di t-shirt e tote bag firmate Birra Moretti e da una photo opportunity che ha permesso a tutti di diventare, per una sera, l’iconico baffo di Birra Moretti. L’iniziativa si inserisce all’interno della nuova piattaforma di comunicazione ‘Mangiare come piace a noi’, che invita a vivere il cibo con semplicità, senza troppi formalismi, con una Birra Moretti sempre al centro della condivisione.
“I dati - dichiara Michela Filippi, Marketing Director di Heineken Italia - mettono in evidenza un cambiamento culturale importante: oggi le persone cercano momenti più genuini, semplici e informali, e rifiutano un’eccessiva sofisticazione che rischia di compromettere l’esperienza a tavola. È da questa consapevolezza che nasce ‘Mangiare come piace a noi’, la nuova piattaforma di comunicazione di Birra Moretti: un progetto che celebra il piacere autentico della tavola italiana, dove cibo e birra di qualità si incontrano in modo naturale, senza formalismi. Per noi è l’evoluzione coerente di un percorso che Birra Moretti porta avanti da sempre con il mondo del food, un impegno che si consolida nel tempo e che oggi trova una nuova espressione, ancora più allineata ai cambiamenti culturali in atto, con l’obiettivo di essere parte di un’esperienza di qualità, che riporta al centro una tavola fatta di gesti sinceri e momenti autentici, senza complicazioni, che permette di godersi appieno il cibo e il momento condiviso”.
Una serata tra amici diventa davvero indimenticabile quando a prevalere è l’informalità. Per il 56,5% degli italiani, infatti l’assenza di formalità è l’elemento chiave. Anche il modo di vivere questi momenti lo conferma: il 48,7% degli intervistati dichiara di sentirsi libero senza troppe preoccupazioni e il 43,4% sottolinea l’importanza di mettere da parte il telefono per dedicarsi pienamente ad amici e familiari. Un’esigenza ancora più evidente tra i più giovani, con il 43% della Gen Z che evidenzia il bisogno di disconnettersi per vivere il momento attorno alla tavola in modo più autentico e consapevole. Questa evoluzione si riflette anche nei desideri personali: oltre un italiano su tre (37,4%) vorrebbe concedersi più momenti semplici. Un cambiamento che si configura come culturale prima ancora che comportamentale. In questo scenario, cambia anche il significato attribuito alle storie più memorabili: per il 93,9% degli italiani nascono dalla spontaneità attorno a del cibo semplice e autentico, per il 91,8% le storie più belle sono quelle che prendono forma da ciò che non è programmato e per il 90,9% sono quelle destinate a restare nella memoria più che sui social. Quindi il valore si sposta: non sta più nel vivere un’esperienza costruita, ma nel godersi il pasto con autenticità, lasciando che la birra accompagni e valorizzi l’informalità del momento
La tavola si conferma uno spazio centrale di relazione e condivisione, in cui ciò che si mangia e si beve racconta qualcosa della propria identità per l’87,3% degli italiani. In questo contesto, Birra Moretti si inserisce in modo naturale nei momenti di condivisione intorno al cibo: per il 90% la birra rappresenta l’essenza dei momenti semplici e autentici, per l’86,6% contribuisce a creare un’atmosfera rilassata e informale e per l’84,1% è un elemento tipico delle occasioni informali tra amici. La birra non è solo una presenza abituale, ma si inserisce in modo coerente in questo nuovo modo di vivere la tavola.
In questo contesto, Birra Moretti rafforza il proprio posizionamento celebrando ciò che conta davvero: la semplicità della tavola italiana. ‘Mangiare come piace a noi’ diventa così un vero e proprio punto di vista, raccontato con ironia attraverso il gioco del ‘meno/più’: ‘Meno assaggini, più bucatini’, ‘Meno gourmet, più crocchè’, ‘Meno spiegoni, più spiedini’. Al centro, un’idea chiara: i momenti migliori sono quelli senza costruzioni. Dopo Milano, il format prosegue con nuove tappe pensate per valorizzare i luoghi più autentici della convivialità italiana: il 27 maggio a Napoli presso Masardona Friggitoria, insieme a Stefano Maiolica, e il 18 giugno a Roma da Margherita – Osteria alla Scrofa, con Ruben, per continuare a raccontare, attraverso esperienze concrete, il piacere più genuino dello stare insieme, brindando con una Birra Moretti.

(Adnkronos) - Crisi nel Partito Laburista britannico. Wes Streeting si prepara a candidarsi alla leadership dopo le dimissioni da ministro della Sanità, motivate con dure critiche al governo di Keir Starmer, accusato di “andare alla deriva” e di aver lasciato un “vuoto” di leadership. Lo hanno dichiarato i suoi alleati a Sky News,
Nel frattempo il nuovo ministro della Salute, James Murray, ha fatto il suo ingresso a Downing Street nel primo giorno da titolare del dicastero. Considerato molto vicino a Starmer, Murray prende il posto di Streeting in un momento di forte tensione interna ai Labour.
Resta aperto anche il fronte Andy Burnham. Il sindaco della Greater Manchester attende il via libera per candidarsi alle elezioni suppletive di Makerfield, passaggio indispensabile per tornare alla Camera dei Comuni e sfidare Starmer nella corsa alla guida del partito. Secondo quanto appreso da Sky News, il comitato direttivo del NEC (Comitato Esecutivo Nazionale) del Partito Laburista - responsabile della definizione degli obiettivi del partito e della supervisione delle regole e della loro attuazione - non si riunirà oggi per decidere se Burnham potrà candidarsi, ma è probabile che lo faccia prima dell'incontro già in calendario fissato per martedì.
A febbraio lo stesso organismo aveva bloccato la sua candidatura alle suppletive di Gorton e Denton, citando i costi di una nuova elezione per il sindaco di Greater Manchester e il rischio di perdere l’incarico a favore di Reform. Questa volta però Starmer, membro del NEC, non ostacolerebbe il ritorno di Burnham in Parlamento. Un cambio di linea significativo, considerando che nel precedente voto interno il comitato si era espresso con un netto 8 a 1 contro di lui.
La corsa per il seggio di Makerfield si è aperta dopo che il laburista Josh Simons ha annunciato le dimissioni, scelta voluta proprio per dare a Burnham, sindaco della Greater Manchester, la possibilità di tornare in Parlamento. I tempi della chiamata alle urne non si annunciano però brevi. Per arrivare al voto bisogna infatti compiere una serie i passi. Il primo consiste nel processo formale di richiesta al Parlamento di organizzare un'elezione suppletiva per un seggio vacante.
Poiché oggi il Parlamento non è in seduta, la data più vicina in cui ciò potrebbe avvenire è lunedì della prossima settimana. Una volta emesso il decreto, le elezioni suppletive devono tenersi entro 21-27 giorni lavorativi, e solitamente si svolgono di giovedì. Ciò significa che, se il decreto fosse emesso lunedì, le elezioni suppletive potrebbero tenersi al più presto giovedì 18 giugno. In quella settimana di giugno è previsto anche il vertice del G7 in Francia. Se le elezioni si tenessero in quel periodo, le difficoltà politiche interne di Keir Starmer e le sfide internazionali potrebbero potenzialmente accavallarsi.

(Adnkronos) - Malika Ayane negli ultimi anni si è innamorata della corsa. Punta la sveglia alle 5 di mattina, allaccia le scarpe, scende sotto casa e va. "Mi ha migliorato non solo la salute, ma anche l’umore, sviluppandomi le endorfine, dandomi il senso della fatica, del limite", ha raccontato la cantante in un'intervista a 'Repubblica'.
L'amore è nato quando si è trasferita a Berlino, una città in cui - come spiega - la temperatura è ideale per allenarsi in tutte le stagioni: non fa mai troppo caldo né troppo freddo. "Abitavo, e abito, sopra un canale, e a qualunque ora del giorno vedevo gente che correva lì sotto. Finché una mattina mi sono alzata e ho visto che la quantità di podisti si era improvvisamente decuplicata o anche di più. Casa mia era sul percorso della maratona di Berlino. L’ho preso come un segnale preciso", ha spiegato nell'intervista.
Negli ultimi anni Malika Ayane ha fatto staffette di 10 chilometri e poi nel 2025 la prima maratona, quella di New York, in 4 ore e 18: "Per me correre è tutto tranne che noioso. Stacco il cervello, penso alle cose mie, mi godo il paesaggio se c’è, sto attenta ai segnali che mi dà il corpo".

(Adnkronos) - "Mi sono fortemente emozionato nel vedere dei bellissimi cortometraggi, dove gli attori principali sono ragazzi così giovani. C'è un filo conduttore molto importante, che riguarda anche la nostra azienda: per noi, infatti, è fondamentale non solo curare, ma anche fare prevenzione. Dato che si parla di patologie respiratorie, c'è una forte correlazione con la qualità dell'aria. E' molto importante sensibilizzare l'opinione pubblica, ma soprattutto i giovani, che sono coloro che prenderanno in mano questo mondo, sull'importanza di avere aria pulita. Aria pulita significa, infatti, prevenire patologie e non arrivare a curare le persone, che per noi è la cosa più importante in assoluto". Lo ha detto Raffaello Innocenti, Ceo & Managing Director di Chiesi Italia, all'evento di chiusura del progetto 'Ciak si crea - Trame di periferia', organizzato oggi all'Auditorium della Scuola Regina Mundi di Corvetto a Milano. Giunta alla seconda edizione, l'iniziativa nazionale dell'associazione 3 Elle Ets, fondata dall'attrice Sarah Maestri, ha l'obiettivo di sensibilizzazione sui temi della salute respiratoria e dell'ambiente. Il progetto è sostenuto da Chiesi Italia e realizzato nell'ambito del Piano nazionale cinema e immagini per la scuola, promosso da Mic - ministero della Cultura e Mim - ministero dell'Istruzione e del Merito.
"Come società benefit abbiamo degli obiettivi estremamente ambiziosi - continua Innocenti - Il primo è raggiungere Net Zero nel 2035, il che significa ben 15 anni prima degli accordi di Parigi. Questo non è solo un impegno in ambito ambientale, ma anche un forte impegno in ambito sociale. E' una iniziativa bellissima - sottolinea - perché è un investimento sulle nuove generazioni, che sono coloro che avranno le responsabilità, nel futuro, di cercare di rendere migliore questo pianeta". Attenzione all'aria pulita significa "sensibilità ambientale, sociale, ma anche prevenzione, perché sappiamo quanto l'aria pulita possa prevenire le malattie respiratorie”, conclude Innocenti.

(Adnkronos) - "Non sono certa che a questa età i ragazzi siano del tutto consapevoli che hanno diritto a un ambiente sano, ma devono imparare a sapere che è un diritto e che il diritto porta con sé delle responsabilità. L'ambiente è qualcosa di molto importante e iniziative che gli permettono di approfondire questo tema e lavorarci insieme sono, secondo me, importantissime". Lo ha detto Susanna Mantovani, garante dei Diritti per l'infanzia e l'adolescenza del Comune di Milano, in occasione dell'evento finale del progetto 'Ciak si crea - Trame di periferia', organizzato oggi nel capoluogo lombardo per sensibilizzare, con il linguaggio cinematografico, i giovani sui temi della salute respiratoria e dell'ambiente, promosso dall'associazione 3 Elle Ets e il sostegno di Chiesi Italia.
"E' importante che i ragazzi si impegnino su temi di questo genere - sottolinea Mantovani - Lavorando insieme e in un modo non del tutto tradizionale, con una pluralità di linguaggi, nella scuola, imparano e si sensibilizzano su temi molto importanti sul piano dell'apprendimento e sul piano educativo".

(Adnkronos) - "Crediamo fortemente che il cinema sia uno strumento potentissimo per rendere i ragazzi non solo spettatori, ma protagonisti. In particolare, il porgetto 'Ciak si crea - Trame di periferia' unisce l'Italia dal Nord al Sud, i bambini dalla scuola dell'infanzia alla secondaria di primo grado, con un unico intento: promuovere l'educazione all'immagine, promuovere un valore importantissimo, l'aria pulita e il territorio attraverso il cinema". Lo ha detto Sarah Maestri, attrice, presidente e fondatrice di 3 Elle Ets, realtà "nata ormai oltre 13 anni fa proprio con l'intento di contrastare la povertà educativa attraverso il cinema", oggi a Milano all'evento finale del progetto. L'iniziativa nazionale di sensibilizzazione sui temi della salute respiratoria e dell'ambiente è promossa dall'associazione fondata da Maestri e sostenuta da Chiesi Italia, e realizzata nell'ambito del Piano nazionale cinema e immagini per la scuola del Mic - ministero della Cultura e del Mim - ministero dell'Istruzione e del Merito.
"Sono certa - sottolinea Maestri - che ai ragazzi, dopo questo viaggio insieme, rimarrà la gioia di lavorare insieme. Questa esperienza toccherà loro profondamente il cuore. Sicuramente ciò che ci hanno raccontato, e che rimarrà loro, è la consapevolezza" della necessità, "per un futuro migliore, della tutela dell'aria pulita, benessere per tutti".

(Adnkronos) - "E' fondamentale ascoltare i ragazzi e coinvolgerli in percorsi che li aiutino a sentirsi parte della comunità, anche perché loro rappresentano il futuro, le nuove generazioni e, soprattutto, la futura classe dirigente. Oggi si parla sempre troppo spesso di un disinteresse da parte dei giovani riguardo il proprio territorio e la politica attiva. Invece, cercare di coinvolgerli fin da giovanissimi è molto importante perché saranno loro a ritrovarsi il mondo che lasceremo loro, e dovranno dargli, quindi, una direzione nuova". Così Alessandro Verri, consigliere del Comune di Milano, partecipando oggi nel capoluogo lombardo all'evento finale del progetto 'Ciak si crea - Trame di periferia', iniziativa nazionale di sensibilizzazione sui temi della salute respiratoria e dell'ambiente, attraverso il linguaggio cinematografico, promossa dall'associazione 3 Elle Ets e sostenuta da Chiesi Italia.
"E' importante coinvolgerli fin da subito - rimarca Verri - insegnare loro la cura del territorio e ad avere cura del proprio quartiere, della propria zona e del luogo in cui si nasce, si cresce e, speriamo, anche in cui si possa creare un futuro. Attività come queste sono molto utili perché parlano un linguaggio", quello visivo e cinematografico, "molto vicino a quello dei giovani" e li aiutano nella comprensione di "messaggi importanti del prendersi cura di se stessi, del loro territorio, dove andranno a vivere e dove costruiranno il loro futuro".

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(Adnkronos) - "Viviamo una fase complessa della storia contemporanea tra tensioni nel Golfo, trasformazioni globali, sfide energetiche che stanno ridisegnando gli equilibri mondiali, ma è proprio in questo momento che si vede il vero valore delle partnership e il fatto che il primo grande evento degli Emirati Arabi Uniti in Italia dopo l'inizio della crisi regionale sia proprio Investopia a Milano rappresenta un segnale forte, un segnale di fiducia, di amicizia tra i nostri Paesi". Così il presidente di Fondazione Fiera Milano, Giovanni Bozzetti, ha aperto i lavori di Investopia, l'evento nato negli Emirati Arabi Uniti con l’obiettivo di connettere la comunità globale degli investitori alle nuove opportunità di crescita, in corso a Milano, a Palazzo Mezzanotte.
"Frequento gli Emirati dal 2001 -afferma Bozzetti- lavoro con loro e ho avuto il privilegio di conoscere da vicino la loro leadership, la loro cultura, la loro straordinaria capacità di trasformare le sfide in opportunità e la visione in sviluppo. Posso dirlo con convinzione perché li conosco, gli Emirati supereranno anche questa fase difficile e diventeranno ancor più forti di prima. Hanno dimostrato di saper guardare oltre la crisi, perché investono nel futuro nella diplomazia economica, ma soprattutto investono nelle relazioni umane, oltre al fatto che hanno costituito uno dei modelli economici più dinamici attrattivi del pianeta".
"Oggi -aggiunge- Italia e Emirati condividono molto più di una partnership commerciale, condividono un'amicizia forte e questo è lo spirito di Investopia. Guardando il programma di oggi, vediamo rappresentati tutti i grandi temi del futuro, gli investimenti strategici, la difesa, le tecnologie avanzate, l'energia, i data center, l'intelligenza artificiale, il real estate, il turismo, la nuova geografia della finanza globale e naturalmente l'Africa". Il continente africano rappresenta "una delle più grandi opportunità economiche e geopolitiche del XXI secolo. L'Italia, attraverso il piano Mattei e qui abbiamo il piacere di avere tra di noi Lorenzo Ortona, vice coordinatore nazionale dell'implementazione del piano, e gli Emirati possono costruire insieme un nuovo modello di cooperazione Euro-Mediterranea africana".
"Il mondo -osserva poi Bozzetti- ha bisogno di piattaforme come Investopia, piattaforme che uniscono invece che dividere, che costruiscono ponti invece di erigere muri, che favoriscono il dialogo, investimenti, la collaborazione in questo momento storico dove troppo spesso prevalgono incertezze e frammentazione".E "anche nei momenti più complessi, il dialogo economico non si ferma, ma diventa più importante".
Del resto, sottolinea, "le crisi dividono chi ha paura del futuro da chi ha il coraggio di costruirlo; e oggi Italia ed Emirati possono costruirlo insieme sulla base dell'amicizia e della fiducia reciproca, quella fiducia che la vera moneta strategica per costruire relazioni di lungo periodo. In questa sala ci sono idee, ci sono investimenti ci sono opportunità, ma ci sono soprattutto persone che credono che insieme si può costruire il futuro".
"Investopia - conclude - non è soltanto un evento, ma è un messaggio il messaggio che anche in tempi difficili il dialogo internazionale continua, che il futuro appartiene a chi costruisce connessioni e non divisioni, perché il futuro non appartiene a chi aspetta, ma appartiene a chi lo costruisce insieme".

(Adnkronos) - "La Lombardia è sicuramente il luogo del lavoro, il luogo dove si può realizzare ogni tipo di investimento, dove si può realizzare ogni tipo di idea. Per me è un grande piacere, quindi, portare qui il saluto della Regione Lombardia. Ed è un grande onore il fatto che in un momento di turbolenza, in un momento difficile che vede coinvolte tante situazioni preoccupanti anche e soprattutto in Medio Oriente, il governo degli Emirati abbia voluto presenziare a questo importante incontro e venire a Milano per riprendere quelle relazioni nelle quali noi crediamo profondamente e che per noi sono motivo di grande soddisfazione". Così il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, intervenendo dal palco di Investopia, l'evento in corso a Palazzo Mezzanotte, a Milano.
"Noi -aggiunge Fontana- abbiamo definito con un frame la nostra regione 'qui puoi'; qui qualunque cittadino, qualunque società è in grado di ottenere le condizioni per realizzare i propri progetti. Rappresentiamo il 23% del Pin nazionale, e più di un quarto dell'esportazione nazionale; siamo stati negli ultimi anni la regione che più ha attratto investimenti dall'estero e questo in un momento di particolare riduzione da parte degli investitori internazionali di investimenti. Siamo riusciti a rappresentare in questi ultimi cinque anni una media di incremento del 35%. Questa è la dimostrazione che qui ci sono le condizioni. E noi, come istituzione, cerchiamo di aiutare le aziende che vogliono venire sul nostro territorio".
Tutto questo, continua, "lo facciamo con due semplici cose: la prima avere una politica industriale chiara, forte e duratura, che noi realizziamo sulla base di nostre decisioni, dopo aver ascoltato tutti i nostri stakeholder, le associazioni di categoria e tutti coloro che in qualche modo vengono coinvolti nelle attività produttive ed economiche della nostra regione". La seconda, "l'aiuto che riteniamo fondamentale è assistere, prenderci cura di tutte le società che vengono in Lombardia per agevolare loro quelle pratiche burocratiche che sono sicuramente uno dei problemi di questo Paese".

(Adnkronos) - Le spese per raggiungere ospedali e centri di cura rappresentano un peso crescente per le persone con tumore. Il 35% dei pazienti oncologici dichiara una riduzione delle proprie risorse economiche a causa della malattia, mentre per il 29% la situazione finanziaria incide persino sulla possibilità di ricevere cure mediche. Le spese di viaggio e gli spostamenti necessari per raggiungere i centri oncologici sono fra i fattori che sono maggiormente associati alla tossicità finanziaria. Un impatto che pesa sulla qualità di vita, sull'organizzazione familiare e, in alcuni casi, anche sulla continuità terapeutica. Alle spese dirette si aggiungono infatti giornate di lavoro perse, costi per carburante, parcheggi, pernottamenti e necessità di assistenza da parte dei caregiver. Per molte famiglie, il percorso oncologico comporta quindi difficoltà economiche e logistiche che si sommano agli effetti della malattia. La distanza dai luoghi di cura può trasformarsi in un ulteriore elemento di vulnerabilità, soprattutto per le persone anziane, fragili o residenti in territori meno serviti. Il tema è stato al centro del 43esimo congresso nazionale di Andos, l'Associazione nazionale donne operate al seno, che si è aperto ieri a Velletri per chiudersi domani. L'edizione 2026, dal titolo 'L’importanza della prossimità nella presa in carico della fragilità, vulnerabilità e deprivazione', ha visto il coinvolgimento di clinici, istituzioni, associazioni pazienti ed esperti di organizzazione sanitaria. Tra gli argomenti affrontati: reti oncologiche, screening, qualità delle cure, Patient reported outcomes e tossicità finanziaria.
"La vicinanza delle cure rappresenta un elemento fondamentale del percorso oncologico - afferma Flori Degrassi, presidente nazionale Andos - Le pazienti non chiedono soltanto terapie efficaci, ma un'assistenza che tenga conto della loro vita quotidiana, della fragilità emotiva, del lavoro, della famiglia e delle difficoltà economiche. Ridurre distanze, tempi e disagi significa garantire maggiore equità e migliore qualità di vita. La prossimità dell'assistenza rafforza anche il rapporto di fiducia con i professionisti sanitari e favorisce l'aderenza terapeutica. Per questo servono reti oncologiche solide, servizi territoriali e modelli organizzativi capaci di accompagnare le persone lungo tutto il percorso di cura. Le associazioni pazienti svolgono un ruolo fondamentale perché aiutano le donne ad affrontare non solo la malattia, ma anche le conseguenze sociali, psicologiche ed economiche che spesso accompagnano la diagnosi oncologica".
"La prossimità delle cure può incidere in modo significativo sulla qualità di vita delle persone con tumore - sottolinea Massimo Di Maio, presidente nazionale Aiom - Ridurre spostamenti, difficoltà organizzative e tempi di accesso ai servizi significa alleggerire il peso quotidiano della malattia e migliorare concretamente il percorso assistenziale. Per questo oggi è fondamentale ascoltare direttamente i pazienti anche attraverso i Pros, cioè gli esiti riportati dalle persone in cura senza il filtro del clinico. Questi strumenti permettono di valutare sintomi, effetti collaterali, impatto psicologico e difficoltà pratiche legate alla malattia, e consentono ai medici di personalizzare maggiormente l'assistenza. La qualità di vita deve diventare un parametro sempre più centrale nell'organizzazione dei percorsi oncologici e nella valutazione dell’efficacia delle cure".
"La tossicità finanziaria costituisce un problema concreto anche in un sistema sanitario universalistico come il nostro - conclude Francesco Perrone, presidente Fondazione Aiom - Tra i fattori che incidono maggiormente figurano anche gli spostamenti necessari per raggiungere i centri oncologici, soprattutto quando le cure si protraggono nel tempo. Per molte famiglie questi costi diventano un peso significativo e si aggiungono alle difficoltà legate alla malattia. In questo contesto le reti oncologiche assumono un ruolo strategico, perché permettono di costruire percorsi più vicini ai pazienti, più omogenei sul territorio e più sostenibili anche dal punto di vista sociale ed economico. Ridurre le distanze significa infatti migliorare l'accessibilità delle cure e limitare le disuguaglianze".

(Adnkronos) - Coco Gauff 'polemica' con il sistema di punteggio del tennis agli Internazionali d'Italia 2026. La tennista statunitense ha raggiunto, proprio come lo scorso anno quando fu battuta da Paolini, la finale del Wta 1000 di Roma, battendo la rumena Cirstea nei quarti. Dopo il match però Gauff, in conferenza stampa, è andata oltre i temi di campo, sollevando una questione sul sistema di punteggio che regola, da sempre, il tennis.
Alla domanda se c'è qualcosa che cambierebbe riguardo le regole del suo sport, Gauff ha risposto: "Probabilmente se potessi cambiare una cosa del tennis sarebbero i punti", ha detto in conferenza stampa allargando il sorriso, "quel 15, 30 e poi 40... non ha semplicemente senso. Inoltre è difficilissimo da spiegare alle persone".
Poi Gauff regala la soluzione: "Bisognerebbe fare 1-0-1, qualcosa del genere, oppure almeno incrementarlo. Dovrebbe essere 45, non 40".
Si terrà a San Sperate da venerdì 29 a domenica 31 maggio la nona
edizione di "Sant'Arte", il Festival di arti visive e performative
nato da un'idea dell'artista Pinuccio Sciola e che quest'anno
celebra il decennale dalla sua scomparsa. Realizzata e coordinata
dalla Fondazione che porta in nome dello scultore, l'iniziativa si
svolge anche quest'anno con la direzione artistica di Andrea
Granitzio e la direzione organizzativa di Tomaso Sciola. Il
Festival - che si svolgerà al Giardino Sonoro di San Sperate - è
organizzato dalla Fondazione Pinuccio Sciola e promosso dalla
Regione, dalla Fondazione di Sardegna e dal Comune di San
Sperate.
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La Sardegna e Cagliari sono pronte a ospitare la regata preliminare
della 38/a America's Cup di vela, dal 21 al 24 maggio prossimi. I
cinque team che veleggeranno nelle acque del Golfo degli Angeli per
la fase di preparazione in vista della competizione ufficiale di
Napoli 2027, per la prima volta ospitata dall'Italia, si sono
presentati ufficialmente in conferenza stampa. A bordo delle barche
AC40 monotipo, tutte con configurazioni identiche capaci di
superare i 40 nodi di velocità, gli equipaggi di Emirates Team New
Zealand (con un team complessivo di circa 40 persone), La
Roche-Posay (circa 30 persone) Tudor Team Alinghi (30 persone), GB
1 (due barche e circa 30 persone) e Luna Rossa, saranno impegnati
in una serie di 8 regate di flotta.
(Adnkronos) - In un contesto iconico come quello dello Yacht Club de Monaco, BeGreat riunisce atleti, istituzioni, imprese, media e opinion leader per “Empower the Game”, un evento esclusivo che mette al centro una nuova visione dello sport: non solo performance, ma ecosistema, educazione, responsabilità e valore di lungo periodo. In un tempo di sport iper-performante, Empower the Game nasce come invito a cambiare prospettiva: non limitarsi a competere, ma riscrivere le regole, abilitando il talento attraverso modelli sostenibili, alleanze trasversali e una visione condivisa. BeGreat apre così a Montecarlo uno spazio di confronto concreto su come il talento possa essere realmente sostenuto e trasformato in valore duraturo per atleti, brand e sistema.
Ad aprire i lavori è una prima sessione che segna subito la direzione dell’evento: quella della governance e della costruzione di ecosistemi sportivi capaci di durare nel tempo. Guidato da Carola Salvato, founder di Kea Connecta e GWPR Italia, e Benedetto Buono, founder di Buono & Partners, il confronto esplora il ruolo trasformativo della comunicazione come spazio di connessione tra sport, impresa e reputazione, capace di avvicinare mondi diversi e generare visioni condivise. Ne emerge una riflessione sui modelli evolutivi dello sport contemporaneo, dove leadership, responsabilità e visione diventano leve di cambiamento e lo sport si afferma come autentica piattaforma di innovazione sociale. A dare senso e profondità a questo percorso, la presentazione della visione e della mission di BeGreat, che chiarisce perché oggi sia necessario empower the game e quale sia il ruolo del progetto nel coltivare il talento all’interno di un ecosistema integrato, inclusivo e orientato al futuro.
Lo Yacht Club de Monaco accoglie gli ospiti con l’intervento di Claudia Batthyany, Directeur Pôle Membres, che racconta l’impegno del Club a favore dei giovani talenti sportivi e l’importanza di sostenere realtà come BeGreat, capaci di generare impatto reale e duraturo. Thierry Leret, Principal Race Officer dello Yacht Club de Monaco, condivide il percorso di una carriera internazionale vissuta come responsabilità verso le nuove generazioni, restituendo valore attraverso la formazione di giovani velisti e ufficiali di regata.
Lo chef stellato Giulio Terrinoni introduce il Cooking Show, collegando cultura gastronomica, stile di vita sano e performance, e ribadendo come anche l’esperienza e il benessere siano parte integrante del racconto del talento e del sostegno a ecosistemi come BeGreat. Giovanni Barbara, Presidente BeGreat, richiama il ruolo centrale della formazione e della ricerca come pilastri imprescindibili dello sviluppo del talento, sottolineando la necessità di investire in modo strutturale e continuativo sulle nuove generazioni. Un impegno che si fonda sui valori fondanti di BeGreat: il talento inteso come patrimonio da coltivare nel tempo e lo sport come leva di responsabilità sociale e progresso, capace di generare impatto non solo individuale, ma collettivo.
L’intervento dell’ambassador BeGreat Greta De Salvia, atleta di salto ostacoli, racconta il percorso dell’atleta tra passione, determinazione, sacrificio, responsabilità e opportunità, evidenziando quanto il supporto del Team, anche fuori dal campo, sia decisivo e perché rappresentare un modello sostenibile faccia la differenza: “Essere studentessa e atleta significa imparare ogni giorno a tenere insieme sogni, responsabilità e futuro. La dual career non è un compromesso, ma un’opportunità: ti insegna a costruire equilibrio, consapevolezza e visione oltre la performance. Il talento ha bisogno di essere accompagnato, non solo allenato, ed è per questo che ecosistemi come BeGreat fanno davvero la differenza”.
Per il momento dedicato a cinema e storytelling, intervengono Jacopo Gubitosi, General Manager del Giffoni Film Festival, e Antonino Muro, Strategic Advisor Giffoni Experience e Responsabile Giffoni Sport. Centrale nel racconto è anche il sodalizio tra BeGreat e Giffoni, due realtà che condividono una visione comune: mettere i giovani, il talento e la cultura al centro di un ecosistema capace di generare impatto nel tempo. Un’alleanza che nasce dalla consapevolezza del ruolo educativo e trasformativo dello storytelling, del cinema e dello sport come linguaggi universali di crescita e inclusione. La collaborazione proseguirà nel corso della prossima edizione del Giffoni Film Festival, nel mese di luglio, con un appuntamento all’ecosistema BeGreat all’interno di uno dei più importanti luoghi internazionali di dialogo con le nuove generazioni, rafforzando un percorso condiviso a sostegno della formazione, della responsabilità e del futuro dei giovani talenti.
Con Paolo Longhi, Founder di I’MPOSSIBLE, viene approfondito il lato umano e formativo dello sport che invita a trasformare i limiti in possibilità attraverso mentalità e resilienza, e insieme con il campione olimpico di karate Luigi Busà, viene rivelato ciò che può davvero fare la differenza nella performance d’eccellenza: mindset vincente, disciplina quotidiana e il lavoro di un team focalizzato e compatto. Nel panel sportivo con De Salvia, Busà e Longhi emerge con forza l’importanza di un ecosistema a supporto dell’atleta e dello studente-atleta, dove l’impegno individuale si rafforza grazie a quello della comunità.
Un altro momento centrale dell’evento è dedicato all’investimento in formazione, riconosciuto come leva strategica per lo sviluppo sostenibile del talento. Con Flavio Finozzi, referente della LUISS Sport Academy, e Ginevra Topa, Top Athlete LUISS, il confronto mette in luce il valore della dual career come modello capace di integrare percorso accademico e impegno sportivo, superando la logica dell’aut-aut. Le loro testimonianze raccontano il talento come un progetto di lungo periodo, che richiede metodo, consapevolezza e un ecosistema in grado di accompagnare gli atleti nella costruzione del proprio futuro, dentro e fuori dal campo. Un approccio che rafforza l’idea di uno sport non solo orientato alla performance, ma alla crescita della persona, in linea con la visione di BeGreat di un talento coltivato nel tempo e sostenuto da opportunità concrete.
La riflessione sul ruolo dei media vede protagonisti Marco Quattrone, Publisher del Corriere della Sera e Dea Callipo (Fortune Italia), che discutono di narrazione sportiva, reputazione, leadership e del valore delle partnership autentiche, ribadendo l’importanza di sostenere piattaforme come BeGreat.
In chiusura, il confronto si apre anche al contributo dei Partner di BeGreat, ponendo tra i temi cruciali l’innovazione e la tecnologia tra le leve abilitanti per il futuro dello sport e dello sviluppo del talento. Con Ernesto Di Iorio, CIO di Vection Technologies e CEO di QuestIT, viene esplorato il ruolo sempre più strategico della tecnologia e dell’intelligenza artificiale nel supportare performance, processi decisionali e modelli di crescita evoluti.
Con Luca Mariani, esperto di strategie tech e community building in ChainOn, vengono approfondite le potenzialità delle community e dei modelli digitali come spazi di relazione, ingaggio e opportunità ad alto valore aggiunto. Un dialogo che evidenzia come innovazione tecnologica e connessioni qualificate possano diventare strumenti concreti al servizio di un ecosistema capace di accompagnare il talento, generare impatto e creare valore condiviso nel tempo.
L’evento si chiude con una sintesi dei temi emersi nel corso della serata e lancia una call to action chiara: costruire insieme il futuro del gioco, investendo in ecosistemi capaci di far crescere persone, atleti e comunità. La serata si è conclusa con il Cooking Show e la Networking Dinner, firmati da Giulio Terrinoni con Greta De Salvia e Luigi Busà, come ulteriore momento di connessione e condivisione.

(Adnkronos) - "Vieni a vedere come stai". E' lo slogan di 'SaniDays 2026', manifestazione dedicata alla salute, al benessere e alla prevenzione, in programma a Roma dal 20 al 23 maggio alle Industrie Fluviali. Quattro giorni aperti al pubblico per prenotare visite, incontrare medici e specialisti, partecipare a talk e attività gratuite. "Avvicinare le persone alla prevenzione, rendendo la salute più accessibile, concreta e quotidiana", è l'obiettivo dell'evento giunto alla seconda edizione. Debutta invece quest'anno 'SaniDays Tuscia', spin-off territoriale della manifestazione capitolina, con appuntamenti il 21 maggio a Nepi, il 22 maggio a Bolsena e il 23 maggio a Civita Castellana. "Un'estensione del progetto pensata per portare i temi della prevenzione, del benessere e della salute di prossimità anche fuori dal contesto romano, rafforzando il dialogo con i territori e le comunità locali", spiegano gli organizzatori in una nota. SaniDays, si legge, intende "mettere a sistema non solo un evento sulla salute, ma una piattaforma capace di connettere istituzioni, professionisti sanitari, mondo accademico, imprese, associazioni, creator, divulgatori e cittadini. In un'unica location sarà possibile accedere gratuitamente a screening, incontrare medici e docenti universitari, seguire talk divulgativi, conoscere dal vivo creator impegnati nella divulgazione e partecipare ad attività pratiche dedicate al benessere".
Il programma 2026 affronterà "alcuni dei temi oggi più rilevanti per la salute individuale e collettiva: prevenzione, salute della donna, benessere psicologico, nutrizione, movimento e sport, longevità, salute digitale, famiglia e stili di vita". Durante una conferenza stampa a Palazzo WeGil è stato presentato il programma ufficiale della 4 giorni, nonché i fondamentali del progetto: "Promuovere una cultura della salute più accessibile, vicina alle persone e capace di integrare prevenzione, innovazione, cura, comunicazione e territorio". La mattinata è stata anche l'occasione per approfondire queste tematiche con alcuni membri dell'Advisory Board di SaniDays. All'incontro sono intervenuti, tra gli altri: Sabrina Grillo, direttore generale Upmc Salvator Mundi International Hospital; Andrea Rossi, amministratore delegato e direttore generale dell'università Campus Bio-Medico di Roma; Massimo Scaccabarozzi, presidente della Sezione Farmaceutica e Biomedicale di Unindustria; Enrico Cellentani, presidente di Farmacap; Andrea Di Sorte, sindaco di Bolsena; Barbara Funari, assessora alle Politiche sociali e alla Salute di Roma Capitale; Simona Renata Baldassarre, assessore alla Cultura, Pari opportunità, Politiche giovanili e Famiglia della Regione Lazio, e l'onorevole Dario Tamburrano con un contributo video. Gli interventi istituzionali si sono alternati a panel tematici dedicati alle principali anime della manifestazione: l'innovazione nella sanità, con un focus su Ai e nuovi linguaggi; la prevenzione come pratica quotidiana, tra screening, benessere e stili di vita; la salute come rete di relazioni, comunicazione, ascolto e prossimità.
A SaniDays - riporta la nota - sono inoltre previsti eventi e iniziative organizzate con il supporto non condizionato di Lilly Italia, che contribuirà al programma con momenti di approfondimento dedicati all'informazione e alla sensibilizzazione sulla salute. Tra i partner dell'edizione 2026 anche Canon Medical, realtà di riferimento nella diagnostica per immagini, interventistica e informatica sanitaria. La nuova edizione arriva dopo i risultati della prima, che nel 2025 ha registrato oltre 200 eventi in 7 giorni, 25mila partecipanti, più di 100 organizzazioni coinvolte, oltre 50 partner e più di 500mila visualizzazioni. SaniDays è un evento pensato e organizzato da Scai Comunicazione S.r.l. Società Benefit, lo stesso team che ha ideato Rome Future Week. Informazioni e programma su sanidays.it.

(Adnkronos) - Tensione e spiragli nei negoziati tra Iran e Stati Uniti: Washington avrebbe respinto la proposta di Teheran, ma arrivano nuovi messaggi per riprendere il dialogo. Trump apre a un possibile accordo con stop di 20 anni all’attività nucleare iraniana, chiedendo però “garanzie reali”. Teheran guarda anche alla mediazione della Cina.
Il presidente americano Donald Trump ha aperto alla possibilità di un’intesa con l’Iran sul programma nucleare che preveda uno stop di circa 20 anni alle attività sensibili, pur sottolineando la necessità di “garanzie concrete” sul rispetto dell’accordo. “Vent’anni sono sufficienti”, ha dichiarato ai giornalisti a bordo dell’Air Force One, aggiungendo però che “devono essere veri 20 anni” e che l’intesa dovrà includere meccanismi di verifica solidi e vincolanti.
Le parole di Trump arrivano dopo che l'Iran aveva reso noto di aver ricevuto la risposta ufficiale degli Stati Uniti alla proposta avanzata nell’ambito dei negoziati sul nucleare. Secondo quanto riportato da Al Jazeera, citando fonti iraniane, Washington avrebbe “respinto completamente” il piano presentato dalla Repubblica islamica, segnando un nuovo irrigidimento nel confronto diplomatico.
La proposta iraniana includeva cinque condizioni considerate preliminari all’avvio dei colloqui: la fine delle ostilità su tutti i fronti in Medio Oriente, la revoca delle sanzioni economiche, lo sblocco dei beni iraniani congelati, il risarcimento per danni e perdite di guerra e il riconoscimento della sovranità iraniana sullo Stretto di Hormuz.
Nonostante lo stallo, emergono segnali di possibile continuità nel dialogo. Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato a Nuova Delhi che Teheran ha “ricevuto messaggi” dagli Stati Uniti che indicano la volontà dell’amministrazione americana di proseguire i colloqui per porre fine al conflitto in Medio Oriente. “Quanto detto sul fatto che gli Usa hanno respinto la proposta dell’Iran risale a giorni fa, quando Trump l’ha definita inaccettabile”, ha affermato Araghchi, aggiungendo che successivamente “sono arrivati nuovi messaggi dagli americani in cui si afferma la disponibilità a continuare i colloqui e le interazioni”.
Nel frattempo, l’Iran guarda anche ad altri possibili canali diplomatici. Araghchi, sempre da Nuova Delhi per la riunione dei Brics, ha sottolineato che Teheran “apprezza qualsiasi Paese abbia la capacità di aiutare, in particolare la Cina”, per favorire la fine del conflitto. “Abbiamo rapporti ottimi con la Cina, siamo partner strategici”, ha aggiunto, sottolineando che Pechino è considerata un attore con “buone intenzioni” e che qualsiasi contributo alla diplomazia sarebbe “benvenuto”.
Intanto arriva anche un messaggio politico e ideologico dalla guida iraniana Mojtaba Khamenei. In occasione della Giornata nazionale di Ferdowsi, il figlio della Guida Suprema ha parlato di “resistenza” del popolo iraniano contro gli “aggressori demoniaci”, collegando la difesa della cultura persiana alla fase attuale di tensione internazionale.
Nel suo messaggio scritto, Khamenei ha richiamato l’importanza dello Shahnameh come simbolo dell’identità iraniana e ha sottolineato la necessità di difendere il Paese da quella che ha definito un’“invasione culturale e dello stile di vita americano”, inserendo così riferimenti simbolici e politici nel contesto delle attuali frizioni geopolitiche.

(Adnkronos) - Al via oggi, venerdì 15 maggio, i lavori per la realizzazione del termovalorizzatore di Roma. Un investimento da un miliardo di euro per l’impianto che tratterà 600mila tonnellate di rifiuti indifferenziati e non riciclabili, nell’area industriale di Santa Palomba, alle porte di Pomezia.
La prima consegna dei rifiuti è prevista per novembre 2029. Il termovalorizzatore, inserito nel Piano rifiuti approvato nel 2023 che punta al raggiungimento del 70% di raccolta differenziata, riducendo a zero il ricorso alle discariche, è stato progettato per integrarsi in modo funzionale con l’intero ciclo della differenziata. “Nel resto del mondo una realtà normale, che qui invece viene accolta con enfasi”, fa notare il sindaco nell’inaugurare il cantiere. Il progetto prevede la realizzazione di un Parco delle Risorse Circolari, un’area attrezzata aperta ai cittadini, con sale per la ricerca, coworking, una serra sperimentale, spazi verdi e una torre panoramica alta oltre 70 metri. Il polo impiantistico ospiterà anche quattro impianti ancillari: un impianto fotovoltaico, una rete di teleriscaldamento e un sistema sperimentale per la cattura della Co2 e in particolare per il recupero delle ceneri pesanti.
“Quella di oggi è una giornata storica - ha detto il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri che ha preso parte all’apertura del cantiere - . Con l’avvio dei lavori diamo inizio a un’opera strategica e fondamentale, attesa da molti anni: il termovalorizzatore di Santa Palomba sarà l’impianto più moderno e avanzato d’Europa, progettato per dotare Roma di un sistema impiantistico finalmente all’altezza di una grande capitale mondiale e per consentirle di chiudere in modo stabile, efficiente e sostenibile il proprio ciclo dei rifiuti".
"Con il termovalorizzatore la Capitale non dipenderà più da discariche o da impianti situati altrove, in Italia e all’estero, superando definitivamente una condizione che per troppo tempo ha prodotto costi economici e ambientali inaccettabili e insostenibili. Quello che realizzeremo a Santa Palomba sarà un impianto ultra sicuro, non inquinante. Il livello di inquinamento che produce è comunque minore rispetto a una qualsiasi strada trafficata di Roma. Sarà costantemente monitorato, dotato delle tecnologie più avanzate oggi disponibili e costruito secondo standard ambientali ancora più rigorosi rispetto a quelli previsti dalla normativa europea, così da garantire il massimo livello di tutela ambientale".
"Parliamo di un impianto piccolo - ha sottolineato Gualtieri - contrariamente a quanto dicono. Dotare Roma di un sistema moderno, autonomo ed efficiente non era più rinviabile: senza un impianto di nuova generazione, la città sarebbe stata condannata a continuare a dipendere da soluzioni fragili, costose e ambientalmente insostenibili. Una condizione che non poteva più essere accettata e che si accompagna a un altro obiettivo chiaro e già definito: l’aumento costante e progressivo della raccolta differenziata, un traguardo fissato con precisione nel Piano dei rifiuti e destinato a continuare a guidare le politiche ambientali della città”.
I rifiuti arriveranno all’impianto attraverso la linea ferroviaria che raggiunge il polo intermodale di Santa Palomba. “Parliamo di due treni di notte”, ha specificato Gualtieri. Per gestire al meglio la viabilità in zona, è stato messo a punto un piano da 31 milioni di euro per decongestionare il traffico del quadrante sud. Il Piano poggia su tre direttrici principali: la provincializzazione di via di Porta Medaglia, grazie al quale l'attuale strada comunale di circa 6 km, che collega via Laurentina e via Ardeatina, sarà elevata a rango di strada provinciale con un investimento di circa 10 milioni di euro; la nuova gestione per il tratto di via Ardeatina compreso tra il Gra e l'intersezione con via Falcognana (circa 5 km) che sarà declassato a strada comunale e ceduto a Roma Capitale con l'obiettivo di trasformarlo in un asse urbano più sicuro e il potenziamento dell'Asse Pomezia-Santa Palomba con l'allargamento e l'adeguamento della S.P. Cancelliera e di via di Valle Caia per un tratto di oltre 5,6 km.
Quest’ultimo intervento servirà a connettere in modo più fluido il centro di Pomezia con la stazione e il polo intermodale di Santa Palomba. Il Piano mira a creare un "quadrilatero" di viabilità provinciale (Laurentina, Ardeatina, Porta Medaglia e Valle Caia) in grado di gestire i carichi di traffico commerciale e industriale generati dai poli produttivi della zona. Mentre i fondi per il collegamento Pomezia-Santa Palomba sono già disponibili grazie all'accordo con Rfi, i capitali per via di Porta Medaglia (10 milioni) e per la messa in sicurezza del nuovo tratto urbano dell'Ardeatina (1,5 milioni) saranno resi disponibili da Roma Capitale in accordo con Città metropolitana. “Pensiamo di portare un beneficio a questo territorio, scelto perché si tratta di una zona industriale, come da prescrizioni di legge”, spiega Gualtieri.

(Adnkronos) - Si definiscono due apatici, eppure al traguardo una lacrimuccia l’abbiamo vista tutti. A vincere questa edizione di Pechino Express sono stati Chanel Totti e Filippo Laurino, la coppia de ‘I Raccomandati’. Un nome scelto prima ancora che potesse diventare un’etichetta affibbiata dagli altri. E forse è stato proprio questo il loro punto di forza: giocare d’anticipo, prendersi in giro da soli e dimostrare, chilometro dopo chilometro, che a Pechino Express non si vince per raccomandazione. Si vince con la testa dura - o con la 'capoccia', come direbbe una romana doc come Chanel - con la fatica, con la resistenza e, perché no, anche con una buona dose di fortuna. Perché se c’è una cosa che governa davvero Pechino Express, il reality d’avventura condotto da Costantino della Gherardesca, è proprio l’imprevedibilità.
Dieci coppie sono partite dall’Indonesia, attraversando luoghi e culture che hanno accolto i viaggiatori con calore e ospitalità. Puntata dopo puntata, tra prove, eliminazioni e colpi di scena, il viaggio ha ribaltato ogni pronostico. E forse era destino, oppure doveva semplicemente andare così: i vincitori della prima tappa sono stati anche gli ultimi rimasti in piedi.
‘I Raccomandati’ erano partiti con un peso addosso più emotivo che competitivo. Chanel Totti, figlia di Francesco Totti e Ilary Blasi, si era presentata nel video iniziale come una ragazza pigra, scherzando sul fatto che non si sarebbe alzata dal divano nemmeno per un bicchiere d’acqua. E invece di divani, durante il viaggio, ne ha visti ben pochi. Si è lamentata, certo. Ha sbuffato, protestato, ironizzato. Ma non ha mai mollato. E insieme a Filippo Laurino, amico storico della famiglia, ha costruito una delle coppie più solide dell’edizione.
Filippo, dal canto suo, ha saputo reggere i momenti di sconforto dell’amica e anche spingerla a giocarsi la carta più inevitabile di tutte: "Conosci la Roma? Conosci Totti? Io sono sua figlia". E in Indonesia quella frase ha funzionato eccome. Ma il punto, alla fine, è un altro. Pechino Express è servito soprattutto ad accendere i riflettori su una ragazza di 19 anni che negli ultimi tempi era stata raccontata quasi esclusivamente attraverso la separazione dei suoi genitori. Spesso criticata, spesso giudicata, Chanel ha trovato nel programma la sua rivincita: mostrare cosa c’è davvero dietro il cognome che porta.
E infatti uno dei momenti più sinceri dell’edizione è arrivato quando ha raccontato quanto abbia sofferto per la separazione dei genitori. In quel momento è caduta la maschera della ragazza ‘raccomandata’, lasciando spazio semplicemente a Chanel: schietta, fragile, ironica e tremendamente vera. Lei e Filippo hanno vissuto l’esperienza esattamente per quello che era: un gioco. Anche nei momenti più competitivi.
Competitività che invece non è mai mancata a ‘I Veloci’, la coppia formata da Fiona May e Patrick Stevens. Lui pacato, affettuoso e sempre pronto ad asciugare le lacrime di Fiona nei tanti momenti di sconforto. Lei determinata come solo una campionessa mondiale può essere, sempre con lo sguardo fisso sul traguardo anche quando sembrava lontanissimo. E forse proprio quella fame di vittoria l’ha resa una delle concorrenti più divisive della stagione. Il fair play, a volte, è passato in secondo piano. Ma la sua tenacia le ha comunque regalato un posto sul podio.
Medaglia d’argento invece per ‘Le Dj’, Jo Squillo e Michelle Masullo, probabilmente la coppia che più di tutte ha dominato il gioco. Strategiche, competitive, spesso spietate, hanno alternato intuizioni brillanti a qualche mossa discussa. Un mix di rivalità, furbizia e fortuna che le ha portate fino alla fine. Ma proprio sul più bello la sorte ha smesso di girare dalla loro parte.
E poi ci sono stati ‘Gli Spassosi’, forse la coppia che più rappresenta lo spirito autentico di Pechino Express. Biagio Izzo e Francesco Paolantoni erano i più ‘anziani’ del gruppo, quelli da cui nessuno si aspettava davvero un exploit. E invece, tra una battuta e l’altra, sono arrivati a un passo dalla finale. Hanno affrontato il viaggio con il sorriso, accettando sconfitte e difficoltà senza mai perdere il gusto del divertimento: il vero segreto per vivere davvero Pechino Express.
Per un attimo il pubblico aveva anche sperato di vederli affrontare la famigerata prova dei sette mostri. Vedere Biagio Izzo e Francesco Paolantoni mangiare in sequenza scorpioni, larve, cimici e cervelli di maiale avrebbe probabilmente segnato un prima e un dopo nella storia del programma.
Ma allora perché Pechino Express piace così tanto? Non è solo il viaggio. Non sono soltanto i paesaggi mozzafiato o l’avventura estrema. Il vero motivo è che questo programma mette a nudo chiunque ci passi dentro. Non lascia scampo. Ti costringe a confrontarti con la fatica, con i tuoi limiti e soprattutto con la persona che hai accanto.
Lo si è visto anche con ‘Le Biondine’, la coppia formata da Gaia De Laurentiis e Agnese Catalani, madre e figlia arrivate nel gioco con vecchie ferite ancora aperte. Pechino Express può unire, ma può anche amplificare le distanze.
“Non c’è nulla che non posso affrontare ora. Ho fatto Pechino Express, posso fare tutto”, ha detto Mattia Stanga, eliminato subito insieme a Elisa Maino nella coppia de ‘I Creator’. Ed è forse questa la frase che riassume meglio il senso del programma. Non è una questione di età, di fama o di bravura. È mettersi in gioco, farlo per davvero.
Ma alla fine tutto torna ai vincitori. A quella ragazza di 19 anni che, durante la conferenza stampa del programma, si era ritrovata sommersa da domande riguardanti soltanto i suoi genitori. Oggi Chanel Totti ha dimostrato che esiste molto altro oltre l’essere ‘la figlia di’. E anche se ha ammesso che fare televisione non è il suo obiettivo, c’è già chi spera di rivederla presto sul piccolo schermo.
Perché una lezione, in fondo, questa edizione l’ha lasciata davvero: non si giudica mai un libro dalla copertina. E ‘I Raccomandati’ hanno vinto, sì. Ma la loro vittoria con le raccomandazioni non ha avuto nulla a che fare (di Marica Di Giovanni).

(Adnkronos) - Dal Barre training evolution al BodyPump Heavy, dal zumba + lift allo Striding walking workout, a RiminiWellness 2026 - dal 28 al 31 maggio alla Fiera del capoluogo romagnolo e sulla Riviera - arrivano tutte le nuove tendenze del fitness. Assieme a nuovi approcci come quello olistico che si afferma in chiave scientifica e integrata, tra lavoro sul sistema nervoso e nuove esperienze di benessere. La 26esima edizione della manifestazione internazionale, spiega Italian exhibition group (Ieg) in una nota, amplia il proprio ecosistema di eventi, discipline e format. Il Barre training evolution, ad esempio, presentato da Fif - Federazione italiana fitness, rilegge il lavoro alla sbarra integrando pilates, functional training e reformer. Nella stessa direzione Bodypump heavy di Les Mills, che evolve verso un lavoro più intenso, con carichi maggiori e un focus mirato su forza e ipertrofia. Anche il mondo della dance fitness si rinnova con zumba + lift, nuova proposta firmata Beto Perez che alterna sequenze cardio e lavoro con i pesi. Tra le tendenze la riscoperta del movimento naturale. Come lo Striding walking workout e working program che trasformano la camminata in un allenamento completo, costruito su ritmo, coordinazione e lavoro muscolare.
Tra le novità che arrivano in Fiera la Gdmi 1978, con un intero padiglione dedicato. Con oltre 70.000 iscritti e più di 600 centri attivi, si spiega, è la realtà sportiva con il maggior numero di tesserati in Italia e in Europa, grazie a un metodo che punta su allenamento a corpo libero e preparazione atletica adattiva e progressiva. Durante l'expo tornano poi gli eventi legati al functional training e al CrossFit. Hyrox torna per il quarto anno con 4 giorni di gare e migliaia di atleti coinvolti, mentre Italian Showdown conferma il proprio ruolo di riferimento per la community CrossFit.
E ancora - continua la nota - tra le tendenze c'è il Cranial Reset & Longevity Touch, nuovo un protocollo neuro-connettivale che agisce sulla struttura cranica per attivare un rilascio miofasciale profondo e processi rigenerativi. Mentre la ricerca sul movimento consapevole si sviluppa anche attraverso nuovi strumenti e metodologie come Infinity bands, disciplina che usa elastici tessili come input sensoriali per il sistema nervoso, migliorando coordinazione, stabilità e organizzazione del gesto. La Symmetrical gymnastics interviene invece sulle asimmetrie corporee attraverso sequenze ritmiche che coinvolgono entrambi gli emisferi cerebrali, favorendo un riequilibrio tra postura, movimento e percezione. Quanto a Healing Hands, propone un'esperienza immersiva dedicata al massaggio professionale: tecniche orientali e occidentali si incontrano in un approccio pratico e partecipativo che mette al centro il contatto, l'ascolto e la personalizzazione del trattamento.

(Adnkronos) - Gli italiani? Restano un popolo di ipertesi. Anche se si osserva un tendenziale miglioramento dei valori della pressione arteriosa rispetto a 15 anni fa, una quota significativa della popolazione adulta continua a sforare i livelli raccomandati o è in trattamento per l'ipertensione: si tratta di circa la metà degli uomini e circa 2 donne su 5 di età fra i 35 e i 74 anni. Nel dettaglio, la percentuale di adulti con pressione arteriosa elevata (cioè uguale oppure superiore a 140/90 mmHg) è 37% negli uomini e 23% delle donne. Sono i dati diffusi dall'Istituto superiore di sanità (Iss) in occasione della Giornata mondiale dell'ipertensione in calendario il 17 maggio. Nell'ambito dell'indagine nazionale periodica 'Italian Health Examination Survey - Progetto Cuore', viene monitorata la pressione arteriosa della popolazione attraverso misurazioni effettuate in campioni casuali di persone nella fascia 35-74 anni residenti in Italia. Dai dati preliminari 2023-2025, relativi a 17 Regioni distribuite nel Nord, Centro e Sud, emerge una media della pressione massima pari a 134 mmHg negli uomini e 126 mmHg nelle donne, mentre quella minima è in media 79 mmHg negli uomini e 75 mmHg nelle donne.
"Una quota consistente della popolazione adulta - osserva Chiara Donfrancesco, ricercatrice del Dipartimento malattie cardiovascolari, endocrino-metaboliche e dell'invecchiamento dell'Iss e responsabile dell'indagine - convive con valori di pressione arteriosa elevati, spesso senza che ne sia consapevole. Per questo è fondamentale promuovere un monitoraggio periodico della pressione arteriosa e sensibilizzare la popolazione a seguire i suggerimenti sugli stili di vita e le prescrizioni farmacologiche del medico".
Dai dati emerge un ulteriore elemento critico: una parte rilevante delle persone ipertese non è trattata o, se trattata, risulta avere comunque una pressione elevata. I dati mostrano che tra gli italiani con pressione alta o in terapia, il 41% degli uomini e il 31% delle donne non è consapevole di poter avere problemi di controllo della pressione, un'altra parte invece ne è consapevole, ma non è in trattamento faramacologico (il 12% degli uomini e il 15% delle donne). C'è poi una quota che è in trattamento, ma presenta comunque livelli di pressione elevati (il 23% degli uomini e il 35% delle donne), e solo una quota minoritaria degli ipertesi risulta avere livelli pressori non elevati: il 24% degli uomini e il 19% delle donne.
L'indagine 2023-2025 è promossa e finanziata dal ministero della Salute (Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie, Ccm) e dalla Commissione ruropea attraverso Jacardi (Joint Action on Cardiovascular Diseases and Diabetes), una delle più ampie iniziative europee dedicate alla prevenzione e al contrasto delle malattie cardiovascolari e del diabete. Co-finanziata dal programma europeo Eu4Health e coordinata dall'Iss, Jacardi coinvolge 21 Paesi europei e 81 partner istituzionali e scientifici con l'obiettivo di rafforzare la risposta alle malattie non trasmissibili attraverso azioni coordinate, integrate e basate sull'evidenza scientifica. Attraverso 143 progetti pilota attivi in tutta Europa, la Joint Action promuove interventi lungo l'intero percorso di salute, dalla prevenzione primaria alla diagnosi precoce, dalla gestione clinica al self-management, integrando inoltre strumenti digitali, telemedicina e approcci orientati all’equità e alla sostenibilità.
"In questo contesto - sottolinea Benedetta Armocida, referente europea per il progetto Jacardi - le indagini di popolazione come la 'Health Examination Survey-Progetto Cuore' rappresentano uno strumento strategico di sanità pubblica, poiché consentono di monitorare nel tempo lo stato di salute della popolazione attraverso dati misurati direttamente, supportando la programmazione sanitaria, le politiche di prevenzione e la valutazione degli obiettivi di salute pubblica a livello nazionale ed europeo".
Punta a sensibilizzare la popolazione sull'ipertensione e i suoi rischi la Giornata mondiale dell'ipertensione. La missione è promuovere la prevenzione e la diagnosi precoce e incoraggiare azioni a livello individuale, comunitario e del sistema sanitario. Anche perché i dati mostrano che l'ipertensione rimane la "principale causa prevenibile di morte prematura in tutto il mondo", ricordano gli esperti. Si stima che 1,4 miliardi di persone a livello globale convivano con questa condizione. Nonostante la disponibilità di trattamenti efficaci e accessibili, molti di loro non sono consapevoli della propria condizione e solo circa 1 persona su 4 con ipertensione ha la pressione adeguatamente controllata.
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