
(Adnkronos) - Le organizzazioni che si distinguono per l’efficacia e l’affidabilità della propria leadership ottengono performance straordinarie indipendentemente dalle dimensioni, dal settore o dall'area geografica. E' quanto emerge dalla prima edizione del ranking Best workplaces for trusted leadership, stilato da Great Place To Work, società leader nell’analisi della employee experience, ascoltando il parere espresso da oltre 81mila collaboratori di ben 126 organizzazioni italiane, suddivise in 2 categorie in base al numero di collaboratori (tra 100 e 499 e oltre 500).
Analizzando nel dettaglio il ranking, basato sui risultati del Great Place To Work Trust Index, emerge un dato inequivocabile: il leadership index, l'indicatore che misura la qualità dei comportamenti di leadership all’interno di un’organizzazione, raggiunge quota 85% nelle realtà d’eccellenza, contro una norma italiana, calcolata come valore medio fatto registrare dalle aziende italiane sui principali indicatori di Great Place To Work, ottenuto tramite il report European workforce study, che si ferma al 42% (+43%). L’esempio e i comportamenti virtuosi della leadership contribuiscono a creare ambienti di lavoro eccellenti.
I maggiori gap tra le aziende great place to work e la norma italiana si registrano in alcune aree specifiche che compongono l’indice di leadership, tra cui: la capacità di guidare i dipendenti dando l’esempio (lead by example), misurata in termini di coerenza e affidabilità manageriale, che registra l’84% nelle best contro il 37% della norma nazionale (+47%), la capacità di creare partecipazione mediante il coinvolgimento decisionale e l’ascolto attivo (81% contro il 35%, +46%) e la trasparenza (86% contro il 39% registrato dalla media italiana, +47%), intesa come imparzialità ed etica manageriale.
I manager dei migliori ambienti di lavoro si distinguono, infatti, per l'eccezionale capacità di creare un ambiente di fiducia, partecipazione e crescita condivisa. “Le aziende e i leader che investono sulla cultura aziendale - commenta Beniamino Bedusa, presidente di Great Place to Work Italia - propagano l’effetto virtuoso con un impatto su tutti gli aspetti organizzativi. In questo modo riescono ad ottenere performance straordinarie e risultati eccellenti nella maggior parte delle le metriche interne, indipendentemente dalle dimensioni, dal settore o dall'area geografica dell’azienda. Tutto parte dall’esempio e dai comportamenti della leadership, elementi che contribuiscono a creare ambienti di lavoro eccellenti”. Il trust index misura infatti la fiducia che hanno i collaboratori nella direzione e nei responsabili in relazione alla chiarezza della visione, alla competenza del management, all'accessibilità dei leader e all'interesse autentico per le persone, valorizzando chi adotta comportamenti chiave come la comunicazione trasparente e il riconoscimento del lavoro svolto.
Ma quali sono le migliori realtà italiane in termini di leadership? Per la categoria delle aziende con oltre 500 collaboratori, il gradino più alto del podio è occupato da Hilton, società leader nel settore dell'ospitalità con un portafoglio di 22 marchi di livello mondiale che comprende quasi 7.400 proprietà e oltre 1,1 milioni di camere, in 124 paesi e territori. “In Hilton - dichiara David Kelly, senior vice president continental Europe Hilton - il nostro modello di leadership si basa su una semplice convinzione: l’ospitalità parte dalle nostre persone. Ciò che lo contraddistingue è che ci aspettiamo che i leader non si limitino a perseguire i risultati, ma che creino fiducia, legami e opportunità. La nostra presenza globale ci garantisce coerenza e forza, mentre i nostri leader locali danno vita alla nostra cultura in modi personali, pertinenti e affidabili. Per noi, leadership significa creare un ambiente in cui ogni membro del team si senta apprezzato, ascoltato e incoraggiato a dare il proprio contributo, in modo da poter crescere, creare esperienze eccezionali per i nostri ospiti e per i colleghi e costruire un futuro significativo”.
Segue Bending Spoons, una delle principali aziende europee nel settore dell'information technology. “La nostra leadership - spiega Luca Ferrari, ceo di Bending Spoons - si fonda sulla meritocrazia, sulla trasparenza radicale e sulla massima assunzione di responsabilità I membri di Bending Spoons operano con ampia autonomia e responsabilità diretta, guidati da standard di eccellenza fuori dal comune. Da noi, i contributi vengono riconosciuti, la responsabilità si conquista attraverso la competenza e la crescita deriva dall’affrontare sfide ambiziose al fianco di colleghi eccezionali.” Chiude il podio Cisco, leader mondiale nelle tecnologie che trasformano il modo con cui le persone si connettono, comunicano e collaborano, attraverso reti intelligenti e architetture che integrano prodotti, servizi e piattaforme software. Completano il ranking: AbbVie (biotecnologie e farmaceutica), TP (servizi professionali), ConTe.it (servizi finanziari e assicurazioni), Micron Technology (manifattura e produzione), Esprinet (IT), Open Fiber (telecomunicazioni), Verisure (servizi professionali), Mondelez (manifattura e produzione), Unox (manifattura e produzione), Salesforce (IT), Kiabi (retail) e Agos (servizi finanziari e assicurazioni).
Guardando invece alle organizzazioni tra i 150 e i 499 collaboratori, domina la vetta Jet HR, innovativa startup in ambito Hr tech, che con la sua piattaforma digitale sta rivoluzionando la gestione del personale e delle buste paga attraverso l'automazione, con la precisa missione di eliminare la burocrazia per le imprese italiane.
"Odiamo la burocrazia e i processi inutili, che creano solo opacità. Abbiamo deciso di eliminarla dentro Jet HR con una trasparenza totale e un approccio orizzontale e informale. Quando tratti le persone con responsabilità e dai loro piena visibilità sull’azienda, la partecipazione e i risultati diventano una conseguenza naturale", commenta Marco Ogliengo, ceo & co-founder Jet HR.
Seguita da Fenix Pharma scpa, prima società cooperativa italiana che opera nella distribuzione di medicinali, dispositivi medici e integratori alimentari. “La peculiarità della leadership in Fenix - riferisce Salvatore Manfredi, ceo Fenix Pharma scpa - è legata al fatto che nasce da un’esperienza traumatica di 'taglio' aziendale, nasce dal basso, da chi ha vissuto in prima persona cosa significa essere trattati come un 'costo' ed ha memoria della crisi Abbiamo messo al centro principalmente la stabilità, lo sviluppo, il rispetto e la fiducia nelle persone come leva competitiva. Non è un modello basato su slogan, ma sul fatto che chi guida ha già vissuto cosa succede quando le persone non contano. Il nostro modello è più da pmi imprenditoriale che non da filiale di multinazionale, con processi decisionali semplici, veloci, team working e condivisione delle strategie”.
Chiude il podio Quantyca, società di consulenza IT specializzata in data management, advanced analytics e data streaming. Completano la classifica: adesso.it (IT), Issima (energia), Aton spa società benefit (IT), Prestiter (servizi finanziari e assicurazioni), Olympus (biotecnologie e farmaceutica), Octopus Energy (energia), Continental (manifattura e produzione), Cofidis Group (servizi finanziari e assicurazioni), MetLife (servizi finanziari e assicurazioni), ServiceNow (IT), Sector Alarm Italy srl (servizi professionali) e Agile Lab (IT).

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(Adnkronos) - Ci sarà anche Enzo Ghinazzi, in arte Pupo, tra i 527.747 studenti che domani affronteranno la prima prova scritta degli esami di maturità. Dopo aver lasciato il liceo scientifico al secondo anno, all’età di 16 anni, per dedicarsi solo alla musica, Pupo ha deciso di tornare sui banchi di scuola e di diplomarsi presso l'Istituto Minerva di Roma, oggi che ha alle spalle 70 primavere. Una fioritura tardiva utile a superare l’esame più temuto di sempre: la maturità.
"Lo so che tecnicamente non mi servirà a niente, ma servirà a me per aumentare l’autostima e la fiducia in me stesso", commenta Pupo alla vigilia della prima prova di esame. "Da quando sono nato ho continuamente cercato nuovi stimoli e obiettivi che dessero un senso vero alla mia esistenza. E, finché la campana non suonerà, sarà questo il mio modo di vivere".

(Adnkronos) - Cambia il testo del Dl Carburanti, in discussione alla Camera, già approvato dal Senato e in scadenza il 29 giugno. La maggioranza ha presentato quattro emendamenti soppressivi al decreto che, se approvato con le modifiche a Montecitorio, dovrà quindi tornare al Senato per una terza lettura.
In particolare, una modifica mira allo stop all'estensione del divieto di telemarketing aggressivo, così come era stato introdotto in un precedente Dl, comprese le Tlc. Una questione oggetto di una interlocuzione, anche in passato, con gli uffici del Quirinale.

(Adnkronos) - Ancora raid della Russia contro l'Ucraina. Le forze di Mosca hanno lanciato nella notte un attacco con droni contro la città sud-orientale di Zaporizhzhia, uccidendo una persona e ferendone almeno sette, secondo quanto riferito dalle autorità regionali.
Ivan Fedorov, governatore dell'oblast' di Zaporizhzhia, ha dichiarato che la Russia ha effettuato cinque raid sulla città, provocando incendi e danni alle infrastrutture civili. "Una persona è morta a seguito dell'attacco nemico", ha dichiarato in un post sui social media nella tarda serata di ieri. La polizia regionale ha affermato che le forze russe hanno diretto decine di droni Shahed verso zone residenziali della città. Uno degli attacchi ha provocato un vasto incendio in un edificio di tre piani, lasciando i residenti intrappolati all'interno. Un uomo è morto quando un drone ha colpito un'auto, ha riferito la polizia.
Secondo le autorità, l'attacco ha danneggiato anche altri siti civili, tra cui abitazioni e parte dell'Università Nazionale di Zaporizhzhia. "Quattro persone hanno riportato ferite da schegge, lesioni alla testa e contusioni a seguito dell'attacco nemico a Zaporizhzhia ", ha dichiarato Fedorov, aggiungendo che i medici stanno fornendo tutte le cure necessarie ai feriti. La polizia ha riferito che almeno sette persone risultano ferite e che gli agenti continuano a ispezionare i luoghi degli attacchi per identificare ulteriori vittime e valutare i danni.
"Tutti abbiamo riconosciuto che la situazione odierna non ha nulla a che vedere con quella di sei mesi fa. L'Ucraina resiste, resiste molto meglio del previsto. Resiste con coraggio. Resiste dopo un inverno così difficile, dopo gli attacchi contro le popolazioni civili, contro i luoghi di culto in questi ultimi giorni. E quindi abbiamo deciso, a livello del G7, di sostenere l'Ucraina più fortemente, innanzitutto affinché possa difendersi. Contro gli attacchi missilistici e di droni. Inoltre, affinché possa avere le capacità di proiettarsi in profondità e quindi difendersi, anche quando viene attaccata più lontano, e affinché possa proteggere la sua energia a Kiev e altrove, quindi le sue infrastrutture energetiche", ha detto intanto il presidente francese Emmanuel Macron parlando ai giornalisti al G7 in corso a Evian, in Francia.
"Abbiamo deciso tutti insieme, nell'unità di questo G7 - ha aggiunto il capo dello Stato - di aumentare la pressione sulla Russia. E in particolare sulla questione delle risorse di petrolio e gas che la Russia utilizza per finanziare il suo sforzo bellico. E quindi questo G7 è un momento, credo di poterlo dire, di risveglio strategico in cui tutti insieme, Stati Uniti, Giappone, Canada, europei, abbiamo deciso di agire di concerto al fianco dell'Ucraina per difendere, in fin dei conti, la nostra unità, i valori in cui crediamo e la situazione attuale".

(Adnkronos) - L’Associazione dermatologi venereologi ospedalieri italiani e della sanità pubblica accoglie con favore l'approvazione della legge n. 99 del 15 maggio 2026 recante ‘Disposizioni per la prevenzione e la diagnosi precoce del melanoma e istituzione della Giornata nazionale per la prevenzione del melanoma’. In una nota, Adoi afferma che “si tratta di un importante segnale di attenzione verso una patologia la cui incidenza continua a crescere e per la quale la prevenzione primaria e la diagnosi precoce rappresentano gli strumenti più efficaci per ridurre mortalità, costi sanitari e impatto sulla qualità di vita dei pazienti”. L’associazione esprime “particolare apprezzamento per il riconoscimento del valore delle campagne di prevenzione e screening rivolte alla popolazione e ai soggetti a maggior rischio”, condividendo pienamente lo spirito della norma e l'obiettivo di rafforzare la cultura della prevenzione dei tumori cutanei nel nostro Paese. Tuttavia, l'Associazione ritiene necessario evidenziare una criticità rilevante contenuta nell'articolo 4 della legge, dedicato alle campagne di screening dermatologico. Pur prevedendo il coinvolgimento di dipartimenti di prevenzione, medici di comunità, medici di medicina generale e farmacie, “il testo - riferisce la nota - non menziona la figura del dermatologo, ovvero lo specialista che possiede le competenze professionali indispensabili per la diagnosi, la valutazione e la gestione delle lesioni cutanee sospette”.
Adoi ritiene pertanto che l'articolo 4 debba essere modificato prevedendo esplicitamente la presenza del dermatologo all'interno dei percorsi di screening e delle attività di prevenzione del melanoma. "La diagnosi - esplicita la nota- precoce del melanoma e degli altri tumori cutanei non può prescindere dal ruolo del dermatologo. Escludere o non menzionare lo specialista dermatologo in una norma che disciplina lo screening dermatologico rappresenta una contraddizione che merita di essere corretta". L’Associazione, inoltre, richiama l'attenzione sul ricorso ai servizi di telemedicina, teleconsulto e teledermatologia previsti dalla normativa anche attraverso il coinvolgimento delle farmacie e riconosce il potenziale di tali strumenti nel migliorare l'accesso ai servizi sanitari, ma ritiene “indispensabile” che le attività di teleconsulto dermatologico siano sottoposte a rigorosi controlli di qualità, a standard organizzativi definiti e alla supervisione di specialisti qualificati.
"Le nuove tecnologie - si legge nella nota - possono rappresentare una straordinaria opportunità per la salute pubblica, ma soltanto se inserite all'interno di percorsi clinici appropriati e controllati. È fondamentale garantire che i servizi di teledermatologia erogati ai cittadini siano validati scientificamente e realmente in grado di tutelare la salute della popolazione". Infine, Adoi rinnova la propria disponibilità a collaborare con le istituzioni e con tutti gli attori coinvolti nei programmi di prevenzione per contribuire alla costruzione di modelli di screening efficaci, sicuri e basati sulle migliori evidenze scientifiche, nei quali il dermatologo sia riconosciuto come figura centrale e imprescindibile.

(Adnkronos) - “Wise Spa, azienda pionieristica nel settore dei dispositivi medici specializzata in elettrodi impiantabili avanzati per neuromonitoraggio, neuromodulazione e interfaccia cervello-computer (Bci), ha annunciato oggi l’ingresso di Enea Tech e Biomedical, fondazione di diritto privato vigilata dal ministero delle Imprese e del Made in Italy e dal ministero della Salute e orientata all’innovazione e al trasferimento tecnologico nel settore biomedico, come nuovo investitore strategico, portando il round di finanziamento – aperto nel giugno 2024 – a una chiusura definitiva sovra-sottoscritta di 30 milioni di euro”. Lo riferisce Wise in una nota in cui sottolinea che “l’investimento in equity di Enea Tech e Biomedical si aggiunge a quelli di Wallaby Spa — il family office della famiglia Scagliarini (Gvs Spa) — e dei partner finanziari storici New Frontier Srl, Eureka! Venture Sgr e Indaco Ventures SGR, oltre al prestito di venture debt dalla Banca Europea per gli Investimenti (Bei)”.
L’utilizzo prioritario dei fondi raccolti “è l’avanzamento dello sviluppo e dell’adozione clinica dell’elettrodo Heron®, il prodotto di punta di Wise per la stimolazione del midollo spinale (Scs) nel trattamento del dolore cronico - continua la nota - Heron® è il primo elettrodo Scs progettato per erogare una stimolazione mirata attraverso una tecnica di impianto percutaneo minimamente invasiva. Questo duplice vantaggio rappresenta un significativo passo avanti nel trattamento del dolore cronico”. Parallelamente all’elettrodo Heron®, “il round supporta la commercializzazione della Wise Cortical Strip (Wcs®), il primo elettrodo morbido ed adattabile per il monitoraggio intraoperatorio (Ionm) durante interventi per tumori cerebrali ed epilessia in grado di garantire maggiore sicurezza e precisione. La Wcs® ha già ottenuto marchiatura Mdr in Europa, Fda negli Usa e Tga in Australia, dove sta dimostrando un’adozione crescente”.
La chiusura del round vede anche la nomina di Laura Iris Ferro come presidente della società, e l’ingresso di Giuseppe Corvino nel consiglio di amministrazione. Ferro “è una delle figure più autorevoli del biotech italiano ed europeo - precisa Wise - Fondatrice di Gentium, società quotata al Nasdaq e acquisita nel 2014 da Jazz Pharmaceuticals in un’operazione da circa 1 miliardo di dollari, è oggi presidente e co-founder di Bio4Dreams” e ricopre ruoli di leadership. “Il successo di questa chiusura finale sovra-sottoscritta del nostro round di finanziamento testimonia la solidità di ciò che il nostro team ha costruito — in termini di tecnologia, ricerca clinica e relazioni con i clinici e i partner - ha dichiarato Luca Ravagnan, amministratore delegato di Wise - Accogliere Enea Tech e Biomedical nella nostra compagine di investitori rafforza la nostra missione di portare una neurotecnologia davvero trasformativa ai pazienti di tutto il mondo. Con l’elettrodo Heron® stiamo puntando a un mercato multimiliardario, con un prodotto che risponde a un bisogno clinico di lunga data rimasto insoddisfatto. Questo finanziamento ci fornisce le risorse per completare il percorso dal laboratorio al letto del paziente”. Conclude Ferro: “Wise rappresenta una straordinaria convergenza tra scienza dei materiali avanzata, neuroscienze e innovazione clinica.Siamo lieti di avere a bordo Enea Tech e Biomedical a testimonianza della solidità di Wise”.

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(Adnkronos) - Italian Exhibition Group (Ieg) e Afemo, l’associazione fabbricanti esportatori macchine orafe rinnovano la propria collaborazione strategica per il triennio 2026-2028, rafforzando ulteriormente il posizionamento internazionale di T.Gold, il salone per le tecnologie e i macchinari dedicati alla manifattura orafa e gioielliera, organizzato nell’ambito di Vicenzaoro. L’accordo – si legge in una nota – si inserisce nel più ampio percorso di sviluppo intrapreso da Ieg e sostenuto da un autofinaziamento di circa 60 milioni di euro per l’ampliamento del quartiere fieristico di Vicenza, con la costruzione del nuovo padiglione 2 che sarà inaugurato il prossimo settembre. Un intervento infrastrutturale che consentirà a T.Gold di spostarsi dal padiglione 9 (esterno al perimetro della fiera) al Padiglione 4, favorendo l’integrazione con l’offerta espositiva di Vicenzaoro per creare un ecosistema ancora più efficace per aziende, buyer e professionisti provenienti da tutto il mondo. L’integrazione riguarda anche il calendario: da quest’anno T.Gold si allinea pienamente all’agenda di Vicenzaoro con due appuntamenti annuali, a gennaio e a settembre, ampliando le opportunità di business per il settore orafo attraverso una solida offerta di tecnologie e innovazione. Un contributo allo sviluppo dell’industry, chiamata a gestire mercati in costante e rapida evoluzione.
“La collaborazione con Afemo rappresenta un asset strategico non solo per T.Gold: coinvolgerà tutte le manifestazioni della Jewellery & Fashion Division dedicate alle tecnologie applicate all’oreficeria e alla gioielleria con una solida proiezione internazionale. Oroarezzo, l’appuntamento verticale incentrato sulla manifattura che ogni anno a maggio accende i riflettori sul distretto di Arezzo e, con il progetto Precious Fashion al suo interno, si rivolge anche alla filiera dell’accessorio moda di alta gamma in metallo, ad autunno negli Emirati Arabi Uniti JGDT - Jewellery Gem & Technology in Dubai, a luglio a Singapore SIJE - Singapore International Jewelry Expo. Il nostro obiettivo è costruire, insieme, una piattaforma di innovazione estesa a tutte le nostre manifestazioni B2B, capace di promuovere il trasferimento di competenze e sostenere la competitività internazionale delle imprese della filiera”, dice Global Exhibition Manager a capo delle fiere orafe di Ieg Matteo Farsura.
E Massimo Poliero, presidente Afemo, sottolinea come “in uno scenario internazionale sempre più complesso e competitivo, le nostre aziende dimostrano ogni giorno che visione industriale, qualità e innovazione sono le leve decisive per affrontare le sfide di un settore in cui T.Gold è punto d’incontro privilegiato tra domanda e offerta, l’osservatorio più qualificato sull’andamento e le tendenze di mercati tradizionali ed emergenti. Il rinnovo della partnership con Ieg conferma una collaborazione strategica che consente di monitorare, interpretare e guidare questi mercati, rafforzando la leadership italiana del comparto. Il nostro compito è sostenere il posizionamento internazionale delle imprese creando valore, tutelando le competenze del made in Italy e cogliendo le nuove opportunità globali. Il know-how tecnologico del settore è al servizio della competitività dei brand italiani e Afemo, insieme a Ieg, continuerà ad accompagnare le imprese con un impegno concreto e orientato al futuro”.
Il rinnovo della partnership con Afemo “rappresenta un ulteriore passo avanti nel percorso di crescita della manifestazione, con l’obiettivo condiviso di rappresentare in fiera lo stato dell’arte delle tecnologie, dei macchinari e dei sistemi di lavorazione per il settore orafo-gioielliero. Una visione che conferma T.Gold come hub mondiale di riferimento per l’innovazione applicata alla manifattura orafa e perno della tech agenda del settore”, viene spiegato. Elemento centrale dell’accordo è il rafforzamento delle attività di internazionalizzazione e business development. Grazie alla collaborazione con Afemo, Ieg potrà “consolidare ulteriormente la propria capacità di intercettare e coinvolgere i principali decision-maker e buyer internazionali del comparto, agendo sia sui mercati storicamente più maturi sia sulle nuove aree produttive emergenti, caratterizzate da elevate prospettive di crescita”. La partnership pone inoltre una forte attenzione all’evoluzione tecnologica del comparto. Afemo e Ieg lavoreranno congiuntamente per identificare e valorizzare i principali macro-trend che stanno trasformando la manifattura orafa, dall’automazione avanzata alle tecnologie additive e binder jetting, dai nuovi materiali alla sostenibilità dei processi produttivi, fino alle più innovative soluzioni per testing e controllo qualità. Questi temi saranno al centro di un articolato programma di incontri, approfondimenti e momenti formativi pensati per favorire la diffusione della conoscenza e l’aggiornamento professionale degli operatori. Un approccio educational che si integra pienamente con la missione di Vicenzaoro e, più in generale, con la strategia della divisione Jewellery & Fashion di IEG, da sempre impegnata a promuovere contenuti ad alto valore aggiunto per l’intera filiera.

(Adnkronos) - “Messi doveva essere espulso”. Leo Messi firma una tripletta ai Mondiali 2026 e l’Argentina travolge l’Algeria per 3-0 nell’esordio dei campioni del mondo. Il fuoriclasse dell’Inter Miami raggiunge Miro Klose in testa alla classifica dei marcatori ‘all time’ della World Cup con 16 gol in carriera. Le prodezze del numero 10, che compie 39 anni tra una settimana, inpreziosiscono un match caratterizzato anche da due gol annullati per fuorigioco: uno realizzato proprio da Messi in apertura di partita, l’altro realizzato poco dopo dall’Algeria. A giudicare dai tweet che rimbalzano su X, però, all’arbitro e al Var sarebbe sfuggito un episodio potenzialmente fondamentale. Al 31’, sul risultato di 1-0, Messi commette fallo sul difensore algerino Mandi. Il fuoriclasse si scusa e non riceve nessuna sanzione.
Per aspiranti arbitri social e haters, però, la stella argentina rifa un pestone all’avversario: “Doveva essere espulso, e un gesto volontario”, la ‘sentenza’ social.

(Adnkronos) - Lutto nel mondo della televisione turca: l'attrice Ece Irtem - nota al grande pubblico per aver interpretato Gizem Sezer nella popolare serie romantica 'Mr. Wrong - Lezioni d'amore' - è stata trovata senza vita lunedì 15 giugno nella sua abitazione nel quartiere di Kadıkoy, a Istanbul. Aveva appena compiuto 35 anni.
Secondo le informazioni diffuse dai media turchi, la causa del decesso sarebbe riconducibile a un improvviso arresto cardiaco, anche se l'esatta dinamica della morte dovrà essere confermata dagli accertamenti medico-legali. La tragedia ha assunto contorni ancora più drammatici per il fatto che l'attrice aveva festeggiato il suo compleanno soltanto il giorno precedente, condividendo sui social un messaggio di ringraziamento rivolto ai fan.
Nata il 14 giugno 1991 a Sivas, nell'Anatolia centrale, Ece Irtem aveva mostrato fin da bambina una forte passione per il mondo dello spettacolo. Dopo la laurea presso il Dipartimento di Canto e Opera dell'Università di Yasar, aveva perfezionato la propria formazione artistica studiando recitazione al Centro Culturale Sadri Alısık, iniziando una carriera che l'avrebbe portata a diventare uno dei volti più apprezzati delle serie televisive turche. Il debutto sul piccolo schermo risale al 2014 con 'Kacak Gelinler', seguito da numerose partecipazioni in produzioni turche di successo come 'O Hayat Benim', 'Paramparca', 'Yeni Gelin' e 'Payitaht Abdulhamid'. La consacrazione internazionale è arrivato nel 2020 grazie al ruolo di Gizem Sezer in 'Mr. Wrong - Lezioni d'amore', accanto a Can Yaman e Ozge Gurel. Successivamente ha preso parte a serie molto popolari come 'Mahkum', 'Forbidden Fruit' e 'The Family'.
La notizia della sua morte ha suscitato una profonda ondata di commozione in Turchia e all'estero. Tra i primi a renderle omaggio è stato proprio Can Yaman, che ha condiviso sui social una fotografia che li ritraeva insieme sul set, accompagnandola con il simbolo di un cuore spezzato. Messaggi di cordoglio sono arrivati anche da numerosi colleghi e amici del mondo dello spettacolo, che hanno ricordato il talento, la professionalità e la sensibilità umana dell'attrice. (di Paolo Martini)

(Adnkronos) - Un ragazzo di 16 anni è stato arrestato in provincia di Bologna con l’accusa di detenzione di materiale con finalità di terrorismo. L’operazione, condotta dalla Digos di Verona con il supporto della Digos di Bologna e coordinata dalla Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione, è scattata nell’ambito di un’indagine su ambienti online riconducibili all’estremismo suprematista e jihadista. Durante le perquisizioni sono stati rinvenuti contenuti di propaganda, manuali per la costruzione di armi artigianali e materiale considerato di interesse investigativo.
Le indagini della Digos scaligera – inizialmente incardinate presso la Procura della Repubblica del Tribunale Ordinario di Venezia – sono iniziate nell’autunno del 2025 nell’ambito del consueto monitoraggio dei canali di estrazione suprematista ove si è particolarmente distinto un’internauta che aveva pubblicato manuali per l’esecuzione di azioni violente con l’utilizzo di veicoli pesanti ed un elenco numerato di suggerimenti volti a garantire l’anonimato sul web.
I successivi sviluppi investigativi hanno permesso di identificare l’utilizzatore dell’account in un 16enne residente nel bolognese, con contestuale trasferimento del coordinamento delle attività d’indagini presso la Procura della Repubblica del Tribunale per i Minorenni di Bologna. Nel corso della perquisizione presso l’abitazione del minore, sono stati rinvenuti alcuni fogli in formato A4 manoscritti contenenti disegni, simboli ed emblemi riconducibili all’ideologia suprematista, nonché una pagina dattiloscritta con indicazioni per la realizzazione di un giubbotto antiproiettile artigianale. Gli approfondimenti effettuati sullo smartphone in uso al giovane, hanno consentito di individuare numerosi contenuti di interesse investigativo. In particolare, oltre a diverso materiale di propaganda suprematista e jihadista, sono stati acquisiti manuali per la fabbricazione di armi artigianali, un manuale per la costruzione di una pistola, un testo tradotto dal cirillico contenente indicazioni relative a sostanze chimiche aggressive ed un manuale per il confezionamento di ordigni artigianali.
Durante l’attività è stato, inoltre, rinvenuto il video integrale dell’attentato terroristico compiuto a Christchurch nel 2019, corredato da messaggi nei quali l’autore della strage veniva indicato come modello da emulare. Tra le conversazioni rilevate, sono emersi propositi di ricostituzione di organizzazioni clandestine sul territorio nazionale, con riferimenti all’utilizzo di armi artigianali e ad azioni violente nei confronti di specifiche categorie di soggetti, tra cui “magistrati e giornalisti influenti”. Gli elementi emersi dalle attività investigative evidenzierebbero una contaminazione tra contenuti riconducibili all’estremismo suprematista e alla propaganda jihadista, fenomeno che gli specialisti del contrasto al terrorismo definiscono “white jihad”, caratterizzato dalla convergenza di ideologie apparentemente distanti ma accomunate dall’esaltazione della violenza quale strumento di affermazione ideologica. Alla luce delle risultanze emerse, il minore è stato arrestato in flagranza di reato ed è stato associato presso la C.P.A di Ancona. L’arresto è stato successivamente convalidato dall’Autorità Giudiziaria che nei confronti del giovane ha applicato, per la durata di due mesi, il divieto di utilizzare dispositivi elettronici e di accedere alla rete internet, nonché il divieto di ricercare, acquisire o detenere materiale riconducibile a ideologie eversive o terroristiche.

(Adnkronos) - Per la Maturità 2026 torna la campagna della Polizia di Stato e di Skuola.net per contrastare le fake news sull’esame di Stato. Dopo anni di costante attività, infatti, calano ma non si azzerano i disinformati: circa un maturando su sei pensa di poter tenere con sé lo smartphone durante le prove e usare uno smartwatch, mentre uno su cinque crede sia possibile trovare online gli argomenti o addirittura le tracce di Maturità. La notte prima degli esami porta consiglio, ma spesso anche un bel po' di confusione. Così, per aiutare gli studenti a non inciampare a un passo dal traguardo, torna 'Maturità al sicuro', la storica campagna di sensibilizzazione promossa dal Servizio Polizia postale e per la sicurezza cibernetica in collaborazione con Skuola.net, giunta quest'anno alla sua diciannovesima edizione. Un'iniziativa che, partendo dall'analisi dei comportamenti e delle credenze dei maturandi, punta a smontare le fake news legate all’esame di maturità e a garantire uno svolgimento sereno delle prove.
Un monitoraggio condotto da Skuola.net su un campione di mille maturandi, a pochi giorni dal via dell'esame, restituisce, infatti, un quadro a due velocità. Da un lato, l'attività di informazione di questi anni sembra aver fatto breccia nei nuovi diplomandi: le regole base pare siano state assimilate dalla stragrande maggioranza di loro. Dall'altro, però, il falso mito degli spoiler disponibili prima del via resiste tenacemente, accompagnato da una preoccupante 'zona grigia' sull'uso dei dispositivi tecnologici secondari che rischia di generare clamorosi e ingenui incidenti di percorso.
L'illusione di poter 'hackerare' l'esame conoscendo le tracce in anticipo continua ad affascinare. Oggi, infatti, il 20% dei maturandi è convinto di poter scovare qualcosa di utile in rete prima dell'apertura dei plichi ministeriali: il 13% crede che circoleranno in anteprima gli argomenti, mentre un irriducibile 7% è certo di poter trovare il testo integrale delle tracce. Non stupisce, quindi, che il 16% dei candidati dichiari che trascorrerà la vigilia sveglio fino a tardi, o con la sveglia all'alba, per presidiare social e siti specializzati a caccia dello scoop inesistente. A questi si aggiungeranno un 30% di candidati che starà sveglio o farà tardi, ma fortunatamente solo per ripassare.
Che su Internet circolino previsioni, 'totoesame' o ripassi è una consapevolezza che oggi appartiene 'solo' all'80% dei maturandi. Le buone notizie arrivano sul fronte del 'nemico pubblico numero uno' quando si parla di procedure ufficiali: lo smartphone. L'85% dei maturandi sa perfettamente che il telefono va consegnato alla commissione prima di sedersi al banco, pena l'invalidazione della prova (e dell’esame). Un dato leggermente migliore rispetto al passato, ma rimane tuttavia uno zoccolo duro del 15% che potrebbe rovinare tutto per una leggerezza: il 10% è convinto di potere tenere il cellulare in tasca purché rimanga spento, mentre un 5% si illude di poterlo persino usare, credendo di rischiare al massimo un abbassamento del voto finale. Inoltre, se lo smartphone viene ormai percepito diffusamente come un 'ospite' indesiderato, l'attenzione cala drasticamente quando si parla di device tecnologici da polso o indossabili.
Quasi uno studente su cinque (il 19%) potrebbe rischiare l'esclusione per colpa dello smartwatch: il 16% pensa di poterlo tenere al polso a patto che sia disconnesso da Internet, mentre il 3% crede
di poterlo usare senza alcuna limitazione. La nebbia si fa ancora più fitta sui dispositivi tecnologici e app che consentono di usare l’Intelligenza Artificiale senza connessione: quasi un quarto dei maturandi (il 23%) è convinto di poterli portare in aula, credendo erroneamente che basti "non comunicare con l'esterno" (20%) o che le conseguenze di un eventuale richiamo si limitino a una banale penalità sul voto (3%). Ecco perché campagne come quella 'antibufale' di Polizia di Stato e Skuola.net sono estremamente utili per diffondere messaggi corretti e sgomberare il campo da convinzioni fuorvianti.
L’esame di Maturità è un appuntamento molto importante per gli studenti e per questo è necessario mantenere la serenità necessaria per affrontarli. Le false notizie, invece, possono portare a sterili distrazioni, facendo calare la concentrazione che, invece, è necessaria per affrontare uno dei momenti più importanti del percorso scolastico. Tutti messaggi, questi, racchiusi anche in uno short video costruito in linea con le tendenze social del momento, utilizzando quindi un linguaggio il più vicino possibile a quello degli studenti. Il contenuto vede come protagonista la content creator Giusy di Fratta - dell’Associazione Creator Economy Italia (Ace) partner della campagna - alle prese con vani tentativi di superare l’esame sfruttando appunto l’appiglio delle fake news più diffuse alla vigilia.
L’esito negativo di ogni tentativo permetterà di informare con ironia sulle corrette procedure d’esame e sulle varie piattaforme social in cui Skuola.net e Polizia Postale forniscono le giuste informazioni. Inoltre, per sciogliere le ansie dell'ultimo minuto, gli operatori del Commissariato online restano a totale disposizione dei ragazzi. Un rappresentante della Polizia di Stato, inoltre, sarà ospite d'eccezione - in compagnia di un rappresentante dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale - della tradizionale diretta web di Skuola.net che andrà in diretta questa sera alle 20 per sfatare le ultime bufale e fare a tutti i maturandi un grandissimo in bocca al lupo.
Marina Cafè Noir sceglie il tema "Cambiare rotta" e una location
ricca di fascino per la sua 24/a edizione. Il festival che si snoda
tra reading, progetti originali, letterature anche applicate,
musica, performance e pensiero critico, allestisce il suo palco
davanti alle rive della laguna di Giliácquas, antica borgata dei
pescatori a Elmas (Cagliari).
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(Adnkronos) - L’Italia potrà contare al 2035 su un parco circolante elettrico e plug-in composto da quasi 8 milioni di veicoli, in grado di diminuire le importazioni petrolifere di oltre 34 milioni di barili all’anno rispetto ai livelli attuali, per un valore complessivo stimato nell’ordine dei 2,4-2,9 miliardi di euro annui. È quanto emerge dal nuovo “Libro Bianco sulla mobilità elettrica” di Motus-E, presentato in occasione della conferenza “L’automotive verso il 2035: previsioni, sfide e opportunità”, che ha riunito a Roma istituzioni italiane e internazionali, vertici dell’industria e media, con gli interventi - tra gli altri - dei ministri Gilberto Pichetto Fratin e Adolfo Urso, e del consigliere sulle politiche energetiche e il Green Deal della presidente Ursula von der Leyen, Philippe Lamberts. Partendo dall’attuale consistenza del circolante elettrico e plug-in italiano - composto da 830.000 veicoli tra auto, furgoni e camion - e dagli oltre 78.000 punti di ricarica a uso pubblico già installati nella Penisola, l’analisi aggiorna in base alle ultime evoluzioni regolatorie e di mercato le previsioni di penetrazione in Italia dei veicoli elettrici e ibridi plug-in, insieme alle stime sulla parallela espansione dell’infrastruttura di ricarica. In considerazione del clima di incertezza normativa che avvolge il settore, l’analisi propone due differenti scenari.
Lo scenario conservativo presuppone la continuità del quadro legislativo vigente, l’assenza di incentivi statali per i veicoli leggeri, un’attivazione parziale dei finanziamenti Pnrr per l’infrastruttura di ricarica, la conferma dei fondi già previsti per i veicoli elettrici commerciali e pesanti, e un ritardo di quattro anni dell’Italia per raggiungere la quota di mercato media europea delle auto elettriche. Nel primo trimestre del 2026 la market share italiana delle auto elettriche si è attestata all’8%, contro il 20% medio del Vecchio Continente. Con questi assunti, lo scenario conservativo stima che al 2035 circoleranno in Italia 4,6 milioni di veicoli elettrici e 3,2 milioni di ibridi plug-in, mentre sul versante infrastrutturale si conteranno quasi 133.000 punti di ricarica a uso pubblico, di cui il 53% in corrente alternata, il 30% di tipo veloce fino a 149 kW di potenza e il 17% ultraveloce con potenza dai 150 kW in su. Alla rete di ricarica pubblica si affiancheranno 3,3 milioni di punti di ricarica privati, il 91% dei quali sarà in ambito domestico e il 9% in ambito aziendale.
Lo scenario accelerato considera la possibilità di un incentivo strutturale rivolto ai cittadini per l’acquisto dei veicoli elettrici e plug-in, un mandato 100% a zero emissioni allo scarico per le flotte aziendali, il potenziamento dei fondi per l’elettrificazione dei veicoli commerciali e pesanti e la disponibilità di finanziamenti Ue per l’infrastruttura di ricarica a uso pubblico. Fattori che contribuirebbero insieme a ridurre a 3 anni il ritardo italiano in termini di quota di mercato dei veicoli elettrici rispetto alla media europea. Prendendo le mosse da queste considerazioni, lo scenario accelerato prevede che al 2035 circoleranno nella Penisola 6,8 milioni di veicoli elettrici e 2,4 milioni di ibridi plug-in, mentre sul versante infrastrutturale sarebbero oltre 164.000 i punti di ricarica a uso pubblico diffusi sul territorio, con una ripartizione di potenza analoga a quella dello scenario conservativo. A questa rete si sommerebbero 3,5 mln di punti di ricarica privati: il 90% in ambito domestico e il 10% in ambito aziendale.
L’incremento della domanda di elettricità per la ricarica dei veicoli si aggirerebbe in base allo scenario tra i 15,2 e i 17,6 TWh: un livello pienamente compatibile con il sistema elettrico nazionale, con riflessi positivi particolarmente rilevanti in termini di stimolo alla produzione di elettricità da rinnovabili e alla riduzione della dipendenza dalle importazioni petrolifere. Nei due scenari, Conservativo e Accelerato, l’Italia eviterebbe rispettivamente un consumo di circa 34,6 e 41,5 milioni di barili di petrolio all’anno al 2035, per un valore orientativo stimato tra i 2,4 e i 2,9 miliardi di euro annui. "La crisi in Medio Oriente e lo shock petrolifero che ne è conseguito hanno ricordato a tutti, se ce ne fosse ancora bisogno, l’urgenza di un approccio realmente strategico al tema della sicurezza energetica nazionale ed europea”, osserva il presidente di Motus-E, Fabio Pressi, ricordando che “la mobilità elettrica rappresenta una risorsa indispensabile per contribuire, insieme alle rinnovabili, a dare corpo in modo serio all’ambizione di una maggiore sovranità energetica nazionale”.
"Lo scenario globale indica chiaramente che non solo la competitività della nostra industria automotive, ma anche la tenuta del sistema energetico ed economico del Paese, dipendono dalla capacità di comprendere e cogliere le opportunità della mobilità elettrica”, aggiunge Pressi. "Alla luce di queste evidenze - conclude il presidente di Motus-E - è essenziale che la flessibilità concessa da Bruxelles all’Italia per accelerare sulla transizione energetica, del valore di 14 miliardi di euro, sia sfruttata in modo realmente utile per i cittadini e per il Paese, ponendo la dovuta attenzione al ruolo della mobilità elettrica per perseguire il triplice obiettivo per il quale le risorse sono state stanziate: rafforzamento della sicurezza energetica, elettrificazione dei consumi e riduzione della dipendenza dai combustibili fossili".

(Adnkronos) - L’anticiclone africano Cerberus pronto a investire l’Italia con una delle più intense ondate di caldo di giugno: previste temperature fino a 39 gradi nelle principali città e notti tropicali con minime oltre i 25°C. Secondo le previsioni meteo, il caldo africano durerà diversi giorni, con condizioni afose e un elevato rischio di bollino rosso per molte aree del Paese.
Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media de iLMeteo.it, conferma che l'imponente massa d'aria subtropicale, in risalita dall'Algeria, porterà ad un drammatico aumento delle temperature nell'arco di soli quattro giorni: le massime passeranno dagli attuali 30-32°C a picchi di 37-39°C, spingendosi fino a 9°C oltre la media del periodo.
A partire da venerdì e ancora di più sabato, tra le città più calde troveremo Bologna e Firenze con 39°C, Roma con 38 e Milano con 36. Dopo una fine di maggio rovente, anche il mese di giugno farà dunque sul serio. Lo zero termico schizzerà in alto fino alla quota eccezionale di 4400 metri e diversi record mensili di calore saranno a serio rischio crollo.
Non aumenteranno solo le massime, ma si registrerà un'impennata preoccupante anche delle temperature minime notturne, soprattutto dopo il weekend: entreremo nel regime delle cosiddette "notti super tropicali", ovvero nottate in cui il termometro non scende mai al di sotto dei 25°C.
A Milano, ad esempio, si prevedono notti sudate e insonni, con la colonnina di mercurio che potrebbe non scendere mai sotto i 27-28°C! Si tratta di valori tipici dei climi tropicali, che rappresentano una criticità severa per il riposo e un forte stress termico per il nostro organismo.
Il problema principale di questa configurazione atmosferica sarà la persistenza: 'Cerberus' avrà un suo primo apice bollente in concomitanza con l'inizio dell'Estate astronomica, ma non si esaurirà il 21 giugno. L'intera terza decade del mese rimarrà sotto il dominio nordafricano, con condizioni via via sempre più afose e opprimenti. Le ultime elaborazioni concedono solo la speranza di un piccolo e temporaneo break temporalesco verso metà della prossima settimana.
Se per i vacanzieri che si troveranno al mare o in montagna si prospetta un periodo eccellente per scappare dalla calura cittadina, per chi resta nei centri urbani l'imperativo è la prudenza. È fondamentale prepararsi e consultare regolarmente il bollettino sulle Ondate di Calore m del Ministero della Salute: nei prossimi giorni, purtroppo, il rischio "bollino rosso" sarà molto elevato.
NEL DETTAGLIO
Mercoledì 17. Al Nord: sole e caldo in aumento, qualche temporale in montagna. Al Centro: temporali di calore sui rilievi, sole e caldo altrove. Al Sud: soleggiato e caldo.
Giovedì 18. Al Nord: sole e caldo in aumento, qualche temporale in montagna. Al Centro: soleggiato, qualche temporale in montagna. Al Sud: soleggiato.
Venerdì 19. Al Nord: temporali al Nord-Ovest, variabile altrove. Al Centro: soleggiato, caldo a 37°C in Toscana. Al Sud: soleggiato e caldo.
Tendenza: alta pressione subtropicale Cerberus in ulteriore rinforzo con massime fino a 39°C e notti tropicali e super tropicali; forte disagio fisiologico per il caldo e l’umidità.
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