
(Adnkronos) - BigMama e Povia. Due artisti, due canzoni, due epoche, due visioni del mondo che si scontrano a distanza nel giorno della Festa dei Lavoratori. Da una parte BigMama, che dal palco del Concertone del Primo Maggio a Roma, ha lanciato il suo inedito 'Luca è gay', un inno electro-pop di affermazione e orgoglio.
Dall'altra Povia, che solo qualche ora prima sui social ha denunciato l'annullamento di un suo concerto proprio a causa del suo discusso brano del 2009, 'Luca era gay'. Davanti alla folla in piazza San Giovanni in Laterano, l'artista avellinese ha presentato a sorpresa 'Luca è gay'. Fedele al suo stile che mescola rap, attitudine queer e sonorità clubbing, BigMama ha introdotto il brano con una fiaba moderna. "C'era una volta, in un regno lontano, un ragazzo di nome Luca, il più bello del reame", ha esordito, raccontando la storia di un giovane amato ma anche giudicato, fino a una potente rivendicazione finale: il diritto di amare chi si vuole, liberamente.
Sui social, l'associazione con il brano di Povia è stata immediata e inevitabile, con molti che hanno letto nella canzone di BigMama una risposta diretta e una "correzione" storica a quella del 2009. Poche ore prima, con un tempismo quasi perfetto, Povia affidava ai suoi canali social un lungo sfogo. Il cantautore ha annunciato l'annullamento della sua partecipazione, prevista per il 6 maggio a Monza, all'evento 'True Love Impact' organizzato dalla squadra di pallavolo Vero Volley. "Mi ritrovo con l'ennesimo concerto contrattualizzato mesi fa e poi annullato con una telefonata e una mail disarmanti. Il motivo è "'Luca era gay'", ha detto Povia. Secondo il suo racconto, l'organizzazione, dopo aver richiesto la scaletta, gli avrebbe comunicato che, trattandosi di "un evento di inclusione", non avrebbe potuto cantare "canzoni sociali e ovviamente non 'Luca era gay'".
Una richiesta che il cantautore ha giudicato inaccettabile: "Io sono un cantautore sociale, se chiami Povia non puoi chiedergli di non essere Povia". Ha poi aggiunto che gli organizzatori si sono offerti di pagarlo ugualmente: "Mi pagano per tapparmi la bocca. Prenderò questi soldi e li darò in beneficenza, perché non li sento guadagnati con il mio lavoro". Povia ha ribadito la sua difesa del brano: “’Luca era gay’ è una canzone di successo mondiale di 17 anni fa e non è contro i gay, non sarei stato così stupido da fare un brano contro qualcuno”. “Un brano d'amore pluripremiato” che, secondo Povia “nell'era dei generi fluidi”, potrebbe essere visto persino come "precursore”. Infine, la sua delusione: "Se fate un evento sociale dove parlate anche di temi LGBTQ+ e poi escludete me per una canzone, non è un evento di inclusione, è un evento di esclusione. E questa è l'amarezza".

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(Adnkronos) - Dalla riapertura delle rotte marittime verso lo Stretto di Hormuz alla fine del blocco navale dei porti iraniani, dalle garanzie sulla fine della guerra al rinvio dei colloqui sul nucleare a un secondo momento. Sono questi alcuni dei punti contenuti nella proposta elaborata dall'Iran e inviata agli Stati Uniti tramite la mediazione del Pakistan, proposta che però "non soddisfa" il presidente americano Donald Trump. Lo ha spiegato un alto funzionario iraniano alla Reuters, come riporta Sky News e il sito di Haaretz.
Al primo punto, la proposta di accordo prevede che la guerra si concluda con la garanzia che Israele e Stati Uniti non attaccheranno più l'Iran. In cambio, l'Iran riaprirà lo Stretto di Hormuz alla navigazione. Agli Stati Uniti viene quindi chiesta la revoca del blocco navale dei porti iraniani. Solo in un secondo momento si terranno colloqui sul programma nucleare iraniano, che avverranno in cambio della revoca delle sanzioni da parte degli Stati Uniti. Tra le richieste anche quella che Washington riconosca il diritto dell'Iran ad arricchire l'uranio per scopi pacifici, anche se l'Iran accetta di sospendere tale attività.
"In questo quadro, i negoziati sulla questione nucleare, più complessa, sono stati spostati alla fase finale per creare un'atmosfera più favorevole", ha dichiarato il funzionario iraniano. Washington ha però ripetutamente affermato che non porrà fine alla guerra senza un accordo che impedisca all'Iran di dotarsi di un'arma nucleare.

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(Adnkronos) - Il taglio delle accise sui carburanti, prorogato dal Consiglio dei ministri per tre settimane, ha validità fino al 22 maggio e sarà attuato con due provvedimenti distinti per ragioni procedurali. Come precisano fonti di Palazzo Chigi, il primo decreto è stato adottato venerdì. Il secondo intervento arriverà nei prossimi giorni, non appena sarà quantificata la disponibilità di risorse derivanti dall’extragettito Iva sui carburanti, attesa entro circa dieci giorni.
Si tratterà di un decreto ministeriale che estenderà la riduzione delle accise fino al 22 maggio, coprendo complessivamente 21 giorni, così come precisato nella relazione illustrativa al decreto legge.

(Adnkronos) - Una ciotola fumante di 'instant noodles', ripresa dall'alto, dove il giallo vivace di un tuorlo d'uovo marinato si staglia contro il rosso piccante di un brodo arricchito a mano. "Quello che una volta era il pasto della sopravvivenza per studenti fuori sede e lavoratori dell'ultimo turno, oggi è diventato il centro di gravità permanente della 'Gen Z'. Non è solo una questione di fame o di risparmio, ma è elemento centrale di un'estetica che ha saputo trasformare un prodotto industriale in una specie di 'tela bianca' per l'espressione individuale. Il successo di questi spaghetti orientali nasce sotto la spinta della cultura pop asiatica, dai frame dei film coreani ai video virali che celebrano il piacere quasi ipnotico della preparazione. Ma dietro questa facciata glamour, fatta di colori saturi e suoni avvolgenti, si nasconde una riflessione più profonda sul nostro modo di intendere il cibo. La nuova generazione di consumatori abita, infatti, un paradosso affascinante: è la più attenta di sempre ai temi del benessere e della sostenibilità, eppure ha eletto a proprio simbolo un alimento che, nella sua forma base, è l'apoteosi della lavorazione industriale. Ma non li boccio". A fare il punto per l'Adnkronos Salute è l'immunologo Mauro Minelli, docente di Nutrizione clinica all'università Lum Giuseppe Degennaro.
L'immunologo centra l'analisi su una forma di pragmatismo consapevole che potremmo definire alchimia alimentare: "La 'Gen Z' non consuma il pacchetto di noodles così come esce dalla fabbrica; lo hackera, lo scompone e lo ricompone. Sapendo che quel brodo è saturo di sodio e additivi, il consumatore moderno interviene d'autorità: dimezza la bustina del condimento chimico, aggiunge zenzero fresco, butta manciate di spinaci, tofu o pollo avanzato. Il noodle non è più il pasto, ma la base di carboidrati su cui costruire una struttura nutrizionale più nobile - osserva - Questa manipolazione domestica trova una precisa giustificazione clinica nella biochimica della nutrizione. Sotto il profilo medico, l'integrazione di ingredienti freschi non è solo un vezzo estetico, ma una necessaria manovra di mitigazione dell'impatto metabolico. I noodles istantanei, essendo sottoposti a un processo di pre-frittura e composti da farine raffinate, presentano solitamente un carico glicemico elevato. L'aggiunta di proteine nobili e fibre agisce come un modulatore: rallenta lo svuotamento gastrico e riduce i picchi di insulina, trasformando quelle che sarebbero 'calorie vuote' in un sistema biodisponibile più equilibrato. In questo modo, il rischio legato a conservanti e sodio viene ridotto non per eliminazione, ma per diluizione e sinergia con micronutrienti e antiossidanti vivi".
"Questa tendenza ci dice che il confine tra salutare e processato sta diventando poroso. In un mondo dove l'inflazione morde e il tempo è una risorsa scarsa, la salute non viene più cercata nell'eliminazione punitiva dei cibi pronti, ma nella loro redenzione attraverso l'aggiunta di ingredienti freschi - chiosa Minelli - È una gestione flessibile della dieta che accetta il compromesso: ci si concede il piacere intenso dell'umami e la velocità di un'ebollizione di tre minuti, ma si rivendica il controllo sulla qualità finale del piatto. In definitiva, la febbre dei noodles istantanei ci parla di un bisogno di conforto che sia insieme economico, visivo e rassicurante. In quella ciotola convivono la precarietà di una generazione e la sua incessante capacità di inventare nuove forme di lusso accessibile. È la dimostrazione - conclude - che, anche partendo da un pacchetto di plastica da un euro, si può orchestrare un piccolo rituale quotidiano di self-care, dove la salute del corpo e quella dello spirito cercano, finalmente, un punto d'incontro".

(Adnkronos) - Charles Leclerc manca la prima fila nelle qualifiche per la sprint del Gp di Formula 1 di Miami e si sfoga, via radio, con il suo team. "Orrendo" ha detto il pilota della Ferrari al suo ingegnere Bryan Bozzi dopo aver chiuso al quarto posto la sessione, dietro alle due McLaren e al leader del Mondiale Andrea Kimi Antonelli.
Un risultato, quello maturato nella prima giornata sul circuito della Florida, che lascia tanta amarezza al monegasco per una prima fila ritenuta alla portata per la sua SF26. Alle 18 ci sarà la gara sprint, che assegnerà i primi punti del weekend. In serata, alle 22, sono fissate invece le qualifiche per il Gran Premio di domani, domenica 3 maggio.

(Adnkronos) - Cambio di programmazione per 'I Cesaroni - Il Ritorno', la serie diretta e interpretata da Claudio Amendola. A partire da lunedì 4 maggio, la serie co-prodotta da RTI-Publispei andrà in onda su Canale 5 con un episodio a settimana, accompagnando così il pubblico per più settimane. Una scelta editoriale pensata per valorizzare al massimo una delle serie più amate dai telespettatori.
Dopo le prime serate, I Cesaroni - Il Ritorno ha mostrato una forte capacità di coinvolgere anche il pubblico più giovane, registrando il 33% di share media nella fascia 15-34 anni, che sale al 36% nella fascia 25-34 anni. Risultati che confermano la contemporaneità del racconto e la sua capacità di parlare a tutte le generazioni.
Il successo è confermato anche su Mediaset Infinity: la prima puntata ha superato i 725.000 spettatori on demand, segnando il miglior debutto di sempre per una nuova serie. Inoltre, I Cesaroni - Il Ritorno, sulla piattaforma streaming di Mediaset, ha generato oltre 13 milioni di stream totali (tra episodi totali e altri contenuti) con più di 2 milioni di ore di visione, a ulteriore testimonianza dell’affetto con cui il pubblico la segue. Grande riscontro anche sui social: nelle prime tre settimane, la serie si è affermata tra i programmi più commentati, conquistando stabilmente il primo posto tra le tendenze italiane su X, non solo nelle serate di messa in onda.

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(Adnkronos) - Si rivede Gonzalo Higuain. E gli appassionati fanno fatica a riconoscerlo. L'ex attaccante di Napoli, Juventus e Milan è riapparso sui social, in un selfie con un suo piccolo tifoso in un negozio di articoli sportivi a Miami, e tanti utenti hanno commentato il suo aspetto fisico: "Ma è davvero lui?" il commento che rimbalza più frequentemente su X.
Higuain è stato fotografato in canotta, con la barba folta e il look abbastanza trascurato rispetto agli anni d'oro trascorsi in Serie A tra gol segnati a cascata.
La foto dell'ex attaccante argentino, postata sui social da un tifoso, è presto diventata virale. Qualcuno, addirittura, scrive: "Ma ha recitato in Cast Away?" (il riferimento è al film del 2000 con Tom Hanks, che ha per protagonista un ingegnere informatico sopravvissuto a un incidente aereo avvenuto al largo di un'isola deserta del Pacifico). Qualcun altro aggiunge: "Davvero, non sembra lui".
La crisi demografica della Sardegna non è più soltanto una
prospettiva da arginare, ma una vera e attuale emergenza economica
e produttiva. È quanto emerge dal nuovo report del Centro Studi di
Confindustria Sardegna, intitolato "Il costo dello spopolamento:
demografia e capacità produttiva in Sardegna", che illustra le
dinamiche negative che attanagliano l'isola e quantifica
economicamente l'impatto del declino demografico sulla capacità
produttiva regionale.
(Adnkronos) - Gli Stati Uniti ritirano circa 5.000 soldati di stanza in Germania. Dopo le minacce di Donald Trump, arriva l'ordine del Pentagono. Il segretario dalla Difesa, Pete Hegseth, ha ordinato il ritiro di circa 5.000 uomini schierati in territorio tedesco. Un portavoce del Pentagono ha spiegato all'agenzia tedesca Dpa che il ritiro dovrebbe essere completato entro i prossimi 6-12 mesi.
Per il Pentagono si tratta di una decisione che "segue un'attenta revisione della presenza delle forze del Dipartimento in Europa", dettata "da esigenze operative e condizioni sul campo". Secondo dati militari Usa di metà aprile, sono circa 86.000 i militari americani in Europa, circa 39.000 dei quali in Germania. I numeri cambiano costantemente, in parte per motivi di rotazione e per le esercitazioni militari. Come riferisce il New York Times, secondo quanto indicato da funzionari che hanno parlato a condizione di anonimato, la decisione del Pentagono riporterà le forze statunitensi in Europa al livello del 2022, prima che la Russia iniziasse la guerra in Ucraina.
Nei giorni scorsi il presidente Donald Trump aveva minacciato il ritiro delle truppe americane in Germania, Italia e Spagna. "Gli Stati Uniti stanno studiando e valutando la possibile riduzione delle truppe in Germania, con una decisione che verrà presa nel prossimo futuro", il post pubblicato dal presidente americano su Truth il 29 aprile. E' lecito domandarsi se analoghi provvedimenti verranno adottati in relazione alla presenza di soldati statunitensi in Italia, criticata più volte dal numero 1 della Casa Bianca: "Non sono contento di Italia e Spagna. Potremmo ritirare soldati? Probabilmente sì". Trump, d'altra parte, non nasconde da settimane il malumore nei confronti dell'anima europea della Nato, accusata di non aver sostenuto gli sforzi degli Usa nella guerra contro l'Iran e in particolare nella gestione della crisi dello Stretto di Hormuz.
Trump, negli ultimi giorni, ha ripetutamente puntato il dito in particolare contro il cancelliere tedesco Friedrich Merz, 'colpevole' di aver definito poco lungimirante la strategia adottata dagli Stati Uniti nella guerra contro l'Iran: Merz ha evidenziato le difficoltà di condurre negoziati con Teheran in uno scenario di sostanziale stallo. "Gli americani ovviamente non hanno una strategia, sono stati umiliati dall'Iran", ha detto il cancelliere provocando la reazione stizzita di Trump.
Il New York Times non ha dubbi: il ritiro dei soldati è una 'vendetta' del presidente. Funzionari americani, scrive il quotidiano, "hanno chiarito in privato che la mossa mira a punire la Germania" che "non ha aver contribuito maggiormente allo sforzo bellico, come richiesto da Trump, e ha criticato la strategia di Trump ai massimi livelli".
Berlino ora deve adattarsi alla nuova realtà. "Il ritiro delle forze Usa dall'Europa e anche dalla Germania doveva essere atteso", dice il ministro della Difesa tedesco Boris Pistorius in una dichiarazione all'Afp. "Noi europei dobbiamo assumerci maggiore responsabilità della nostra sicurezza", afferma. La Nato "collabora con gli Stati Uniti per meglio comprendere i dettagli della loro decisione" di ritirare truppe americane dalla Germania annunciata da Washington, secondo quanto afferma la portavoce dell'Alleanza atlantica Allison Hart su X. "Questo aggiustamento sottolinea la necessità per l'Europa di continuare a investire di più nella difesa e di assumersi una maggiore responsabilità nella nostra difesa comune", aggiunge.

(Adnkronos) - Nel mese di aprile, è rallentata in modo significativo l'avanzata delle forze russe in Ucraina. Rispetto al mese precedente, i russi hanno acquisito il 12 per cento in meno di territorio. E questo andamento, segnala il sito di analisi militari ucraino DeepState, viene registrato malgrado un aumento complessivo degli attacchi del 2,2 per cento. Questo significa che i militari di Mosca hanno perso efficacia sul teatro di guerra.
L'analisi delle operazioni conferma che la regione del Donetsk rimane l'obiettivo principale di Mosca: è in questo territorio che sono stati effettuati il 36 per cento di tutti i progressi registrati sul campo, con 53 chilometri quadrati acquisiti, che è comunque quasi la metà del territorio che ha iniziato a essere controllato nel mese di marzo, di 6,5 volte meno esteso di quello preso a dicembre. A seguire, nell'interesse delle forze di Mosca è la regione di Sumy, nel nord. In questo territorio, sono stati acquisiti 44 chilometri quadrati di territorio, il 30 per cento del totale. Nella regione di Kharkiv, il 22 per cento, e a Zaporizhzhia il 12 per cento. Nella regione di Dnipopetrovsk, il territorio occupato dalle forze di Mosca si è ristretto da 105 chilometri quadrati a 98.
A marzo, le forze ucraine hanno per la prima volta dall'estate del 2023 ripreso più territorio di quanto perduto, con la liberazione di circa 257 chilometri quadrati nei primi tre mesi dell'anno, con il picco di successi alla fine di febbraio. Negli ultimi tre mesi, di 89 chilometri quadrati. In media, ora le forze russe hanno bisogno di lanciare 36 attacchi per catturare un unico chilometro quadrato di territorio.
La cronaca di oggi registra nuovi raid. E' di almeno due morti il bilancio di un attacco russo messo a segno con un drone che ha colpito un minibus nel distretto di Dniprovskyi, nella città ucraina di Kherson. Lo riferisce Ukrainska Pravda, precisando che le vittime sono un uomo e una donna. Nove i feriti, secondo le ultime notizie dei media locali.

(Adnkronos) - "Come l’intera Italia avverto profondo dolore per la morte di Alex Zanardi. Sportivo di eccelse qualita, ha dimostrato straordinaria personalità anche dopo il gravissimo incidente che ha subito. Divenuto campione paralimpico, è stato per tutti questi anni punto di riferimento di tutto lo sport, amato e ammirato anche per il coraggio, la resilienza e la capacità di trasmettere entusiasmo". Lo ha affermato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, a proposito della scomparsa dell'ex pilota di Formula 1 e campione paralimpico Alex Zanardi.
"La sua figura - ha continuato il Capo dello Stato - ha rappresentato punto di riferimento anche oltre il mondo dello sport e lo rimarrà nel ricordo degli italiani. Esprimo alla famiglia la vicinanza della Repubblica".
Questo il ricordo, sui social, della premier Giorgia Meloni: "L’Italia perde un grande campione e un uomo straordinario, capace di trasformare ogni prova della vita in una lezione di coraggio, forza e dignità. Alex Zanardi ha saputo rimettersi in gioco ogni volta, affrontando anche le sfide più dure con determinazione, lucidità e una forza d’animo fuori dal comune. Con i suoi risultati sportivi, con il suo esempio e con la sua umanità, ha dato a tutti noi molto più di una vittoria: ha dato speranza, orgoglio e la forza di non arrendersi mai. A nome mio e del governo rivolgo un pensiero commosso e la più sincera vicinanza alla sua famiglia e a tutti coloro che gli hanno voluto bene. Grazie di tutto, Alex".
"Si spegne una 'luce' straordinaria, una persona che ha lasciato il segno, un uomo e uno sportivo meraviglioso che ci ha insegnato ad amare la vita, profondamente, intensamente e interamente, in tutte le sue forme, anche quando te ne lascia solo una parte: Alex Zanardi. Alex è andato oltre l’ordinario, nella velocità, di fronte agli ostacoli, tra la vita amata e la morte più volte ricacciata indietro. Sempre". Il ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi ha ricordato così - su X - Alex Zanardi, scomparso all'età di 59 anni.
Abodi ha aggiunto: "Alex, un esempio di forza, dignità, tenacia, passione, generosità, sensibilità e umanità, un testimone sempre attivo del Paralimpismo quotidiano e diffuso, così prezioso ben oltre le competizioni sportive. Alex ha saputo andare al di là del limite, trasformandolo in opportunità, ha affrontato ogni difficoltà facendola sembrare normale, ha dato un volto al coraggio e alla speranza. Alex ha dato un sorriso al dolore".
Il Presidente del Coni, Luciano Buonfiglio, ha invitato le Federazioni Sportive Nazionali, le Discipline Sportive Associate e gli Enti di Promozione Sportiva a far osservare un minuto di silenzio in occasione di tutte le manifestazioni sportive che si svolgeranno in Italia nel fine settimana per onorare la memoria di Alex Zanardi, inimitabile campione dello sport. “Perdiamo un grande campione e un grande uomo - ha detto Buonfiglio - capace più volte di rialzarsi di fronte alle difficoltà della vita. Alla sua famiglia va il cordoglio più sincero mio e del Coni".
"Purtroppo l'aspettavamo da tempo, sapevamo la situazione, però adesso se n'è andato definitivamente. A parte il dolore, naturalmente eravamo preparati, tutto il mondo è preparato. E' stato un personaggio di grandissimo valore non solo agonistico, ma mediatico. È stato veramente colui che ha proiettato il Comitato Paralimpico ad alti vertici, ha aiutato la crescita del Comitato Paralimpico, soprattutto negli ultimi anni. E io ho avuto la grande fortuna e il grande piacere di averlo come capo missione sia a Londra, quando alzò in maniera emblematica la sua handbike dopo la vittoria, poi bissata, e poi a Rio de Janeiro. Mi ricordo le serate, mi ricordo tante cose. E' stato un personaggio straordinario. Uno dei pochi personaggi di grandissimo valore agonistico e mediatico perché ha non solo aiutato il mondo paralimpico, ma era un personaggio che poteva stare in qualunque settore, anche perché viene dal mondo dei normo. È stato anche un grande atleta normo e quindi un grandissimo atleta para". Lo dice il presidente del Comitato italiano paralimpico, Marco Giunio De Sanctis, all'Adnkronos commentando la morte di Alex Zanardi.
"Ha aiutato tantissimo il movimento e avrebbe potuto ricoprire qualunque ruolo. Dal presidente del Cip a qualunque altro tipo di ruolo, perché aveva una grande comunicativa, aveva grandissimi doti, grandissime capacità. Ed era anche umanamente straordinario. Io lo dico sinceramente, l'ho sempre detto, e lo confermerò sempre. Sicuramente gli poteva stare stretto, perché lui non era un atleta solo. Ormai aveva 54, 55 anni quando ha smesso. E poteva fare tutto, poteva raggiungere qualunque obiettivo, lui era già un personaggio di livello mondiale, quindi non è che avesse bisogno di fare il presidente del Cip, ma poteva benissimo farlo. Anzi, se ci fosse stato lui non avrei fatto io il passo e sarei rimasto alle bocce, ma io sono una persona sincera e trasparente, insomma Zanardi aveva tutto per fare qualunque cosa", ha concluso De Sanctis.

(Adnkronos) - Timmy in libertà. La megattera, 12 metri per 12 tonnellate di peso, era rimasta 'intrappolata' per settimane al largo della costa tedesca e ora le ultime notizie sono state confermate dal team responsabile dell'iniziativa privata che ha organizzato la complessa operazione per salvarla e dalle immagini trasmesse in diretta da News5. Dopo il trasporto su una chiatta, dalle 9 di stamani è nelle acque del Mare del Nord, ha detto Jens Schwarck. I soccorritori sperano che il gigante del mare sia in grado di nuotare e raggiungere l'Atlantico.

(Adnkronos) - "Siamo diventati colleghi nel 2009, avevo 12 anni ed ero molto spesata e spaventata. Mi hai dato la forza per ripartire, convincendomi che con o senza gambe avrei potuto fare tutto". Inizia così il messaggio commosso di Bebe Vio, che ha ricordato così sui social Alex Zanardi. La schermitrice e campionessa paralimpica ha continuato: "A Londra 2012 mi hai fatto conoscere la bellezza delle Paralimpiadi e l’enorme potere che hanno di cambiare la percezione e la Cultura della Disabilità. A Rio 2016 sei stato il mio cicerone nel villaggio paralimpico e poi abbiamo realizzato il sogno insieme".
Nel suo post, Bebe Vio ha poi aggiunto: "A Tokyo 2020 non c’eri, ma eri un faro per tutti noi, è stato un onore e un grande privilegio averti avuto come tutor sportivo e di vita".

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(Adnkronos) - "Sono veramente felice che da quella promessa sia iniziata una 'rivoluzione gentile'. Un seme piantato nel dolore dell'agosto del 2023 che oggi vedo fiorire e mi scalda il cuore". Così Daniela Di Maggio, madre di Giovanbattista Cutolo, detto Giogiò, commenta all’Adnkronos l'intervento del rapper Geolier che ieri, dal palco del concertone del Primo Maggio a Roma, ha ricordato le giovani vittime di Napoli, tra cui anche Giogiò. Un gesto che, per la madre del musicista ucciso nell'agosto 2023, ha radici profonde.
"Quando mio figlio è morto, davanti alla sua bara, feci un appello", racconta Daniela Di Maggio. "Chiesi ai cantanti neomelodici e a Geolier di venire, per far vedere da che parte stavano, quella dei giusti. Lì, davanti alla bara, gli chiesi: 'Emanuele, tu mi prometti che non scriverai più canzoni con le pistole?'. E lui, davanti al sangue di Giogiò, mi disse: 'Te lo prometto'. Mi portò anche un mazzo di fiori bellissimo, e lì è iniziata questa forma catartica del cambiamento".
"Da Sanremo ho visto in lui una nuova gentilezza, è diventato un altro ragazzo. Io sento che in questo cambiamento c'è anche la mano di mio figlio", continua. "Ieri, su quel palco enorme e importante, quando ha letto i nomi dei ragazzi vittime innocenti come Giogiò, Santo Romano e Francesco Pio Maimone mi ha dimostrato di aver mantenuto quella promessa fatta quasi tre anni fa. È la dimostrazione che Giogiò è riuscito a fare qualcosa anche da lassù”.

(Adnkronos) - Il 15 settembre 2001 al Lausitzring, in Germania, la vita del pilota automobilistico Alex Zanardi cambiò improvvisamente. Nella gara di Champ Car, dopo una sosta ai box e nella fase di rientro in pista, la monoposto di Zanardi perse il controllo a bassa velocità su un tratto sporco e la sua Reynard Honda - praticamente ferma sulla pista - venne centrata in un impatto violentissimo dalla Forsythe guidata dal canadese Alex Tagliani.
Nell’impatto, avvenuto a circa di 320 km/h, la vettura di Tagliani spezzò a metà la monoposto di Zanardi, il quale subì l’amputazione immediata di entrambe le gambe. Quando arrivò il responsabile medico della Cart, Steve Olvey, le gambe erano staccate dal corpo e il sangue colava sull’asfalto. Bloccò il flusso chiudendo le arterie femorali, ma Alex in quel momento aveva solo un litro di sangue in corpo. Lo trasportarono in elicottero all’ospedale di Berlino, ma il cappellano prima di partire gli impartì l’estrema unzione.
L’elisoccorso atterrò sul tetto dell’ospedale e il chirurgo responsabile dell’ospedale lo operò la prima volta già su quel tetto. Saranno quindici le operazioni, quattro i giorni di coma, sei le settimane di ricovero. Il 31 ottobre 2001 venne dimesso dalla clinica tedesca, pronto ad affrontare la seconda parte della sua straordinaria vita.
Zanardi non si arrese, recuperò dall'infortunio e si reinventò. Tornò a camminare con le protesi e anche a correre in macchina, in diverse categorie. Ma la nuova passione divenne l'handbike: quarto alla sua prima gara, la Maratona di New York, nel 2007. Nel 2011, conquistò il record sui 42 km nella Grande Mela. A Londra arrivarono i primi ori paralimpici. Quattro anni più tardi, a Rio, conquistò altri due ori e un argento nella gara in linea. Tra il 2013 e il 2019 conquistò anche 12 titoli mondiali, che ne fecero il più vincente di sempre nella storia del paraciclismo.
Ma la vita di Zanardi è stata fatta di lotta, sacrificio e sofferenza. Il 19 giugno 2020, con l'Italia riaperta da poco dopo il lockdown, Zanardi partecipò alla staffetta di beneficenza Obiettivo Tricolore. A San Quirico d’Orcia, in provincia di Siena, l'ex pilota sulla sua handbike andava a una velocità compresa tra i 45 e i 50 chilometri all'ora sulla strada provinciale 146 in un tratto in discesa con una pendenza tra il 4 e il 5%. In curva, all'altezza del comune di Pienza in Val D’Orcia, Zanardi perse il controllo ribaltandosi e finendo contro un camion che arrivava in direzione opposta. Nel violento impatto, il campione perse il casco.
Subito soccorso, viene operato al Policlinico Le Scotte di Siena. Il 21 luglio 2020, trentadue giorni dopo l’incidente in handbike, Zanardi lasciò l’ospedale di Siena per essere trasferito in un centro specialistico di neuro-riabilitazione di Villa Beretta a Costa Masnaga, nel Lecchese, e poi in altri centri del nord Italia. E' qui l'atleta ha affrontato il suo periodo di recupero funzionale, tornando a comunicare ma non a parlare. A un anno e mezzo dal terribile nuovo incidente nel Senese, la moglie Daniela annunciò che Alex era tornato a casa. (di Paolo Martini)

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(Adnkronos) - Addio ad Alex Zanardi. L'ex pilota di Formula 1 è morto all'età di 59 anni. "E' con profondo dolore che la famiglia comunica la scomparsa di Alessandro Zanardi, avvenuta improvvisamente nella serata di ieri, 1 maggio", ha annunciato la famiglia dell’ex pilota di Formula 1. "Alex si è spento serenamente, circondato dall'affetto dei suoi cari, la famiglia ringrazia di cuore tutti coloro che in queste ore stanno manifestando vicinanza e chiede il rispetto del proprio dolore e della privacy in questo momento di lutto".
"L’Italia perde un grande campione e un uomo straordinario, capace di trasformare ogni prova della vita in una lezione di coraggio, forza e dignità. Alex Zanardi ha saputo rimettersi in gioco ogni volta, affrontando anche le sfide più dure con determinazione, lucidità e una forza d’animo fuori dal comune. Con i suoi risultati sportivi, con il suo esempio e con la sua umanità, ha dato a tutti noi molto più di una vittoria: ha dato speranza, orgoglio e la forza di non arrendersi mai". Lo scrive sui social la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. "A nome mio e del governo rivolgo un pensiero commosso e la più sincera vicinanza alla sua famiglia e a tutti coloro che gli hanno voluto bene. Grazie di tutto, Alex", conclude Meloni.
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Sarda News - Notizie in Sardegna
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