
(Adnkronos) - "Quando siamo andati al Quirinale con la pallavolo, io e Manfredi abbiamo invitato il Presidente della Repubblica a venire a vedere gli Europei maschili di volley. Oggi ho ricevuto una telefonata dai suoi uffici e posso annunciare che Mattarella sarà a piazza del Plebiscito a Napoli il 10 settembre per la gara inaugurale Italia-Svezia". Così il presidente del Coni Luciano Buonfiglio alla presentazione degli europei maschili di volley.

Ci sono anche un Canadair e un Super Puma tra i velivoli che stanno operando per spegnere il vasto incendio divampato a metà mattina nel territorio di Selargius (Città metropolitana di Cagliari), non lontano dalla statale 554, all'altezza del ponte strallato che conduce alla cittadella universitaria e al policlinico dell'Aou.
Il Corpo Forestale sta intervenendo coi mezzi a terra e con il supporto di altri due elicotteri provenienti dalle basi operative di Pula e Villasalto il località "Baccu Lau".

(Adnkronos) - Il complesso delle attività riconducibili alla blue economy nel 2024 porta a un valore aggiunto diretto pari a circa 79 miliardi di euro, che salgono a quasi 225 miliardi considerando gli effetti di attivazione sull’intera economia, il settore rappresenta l’11,4% del valore aggiunto complessivamente prodotto in Italia, migliorando ulteriormente il risultato già conseguito nel 2023. È quanto emerge dal rapporto dell'osservatorio nazionale sull’economia del mare OsserMare, centro studi Tagliacarne - Unioncamere, Informare, Camera di commercio Frosinone Latina e Blue Forum Italia network.
Accanto alla dimensione economica, emerge quella sociale, rappresentata dall’occupazione. "In una fase caratterizzata da una crescita diffusa del numero degli occupati nel Paese", l’economia del mare nel 2024 "mostra una dinamica ancora più intensa: gli addetti aumentano del 4,2%, un valore quasi triplo rispetto alla crescita registrata complessivamente nell’economia italiana. Di conseguenza, cresce anche il peso dell’occupazione blu sul totale degli occupati, passando dal 4,2% del 2023 all’attuale 4,3%".

(Adnkronos) - Gavino Raoul Piras, uno degli ex 007 finiti ai domiciliari nell'ambito dell'inchiesta del Ros che ha svelato un'attività di spionaggio in Italia da parte di una spia russa, secondo quanto apprende l'Adnkronos, faceva accesso a documenti contrassegnati come segreti, riservati, riservatissimi e anche classificati come Nato Secret. Secondo quanto scrive il gip Rosamaria De Lellis, nell'ordinanza di applicazione e rigetto di misure cautelari, Piras ''in tempi e occasioni diverse, personalmente o in concorso con soggetti allo stato non identificati, abusivamente si introduceva e si manteneva" nei sistemi informatici o telematici in uso ''all'Arma del Carabinieri e agli organismi di Informazione e Sicurezza italiani'' accedendo a diversi documenti, tra cui il file classificato come segreto e denominato ''controspionaggio'' contenente linee guida per specifiche attività. Tantissimi i file violati, tra cui ''Linea N°'', classificato come ''riservatissimo'', sulla "ricerca per l'individuazione del nuovo capo della linea N (illegali) del Servizio intelligence russo Svr'', ma anche "elenco D, contenente l'elenco degli italiani ritenuti in collegamento con l'Intelligence russa''.
Tra gli accessi abusivi, secondo quanto scrive il gip nell'ordinanza, risultano anche quelli ad alcune ''slide relative alla pianificazione di un'attività informativa da condurre su soggetti presenti nelle liste passeggeri di specifiche tratte aeree" e a un file contenente "informazioni su Nikolav Alexeyavich Yumatov", riportante sul margine superiore e inferiore del foglio la classificazione ''Nato Secret''. Accesso anche al file word "incarichi', contenente "una tabella con una serie di nominativi di officer russi e relativi incarichi svolti all'Interno dell'intelligence" e ai report di analisi sul modus operandi degli agenti del Gru (riservato) oltre che a un file con "le generalità di decine di soggetti indicati quali agenti operativi del servizio di intelligence britannico".
Risulta inoltre l'accesso a file con intestazione "Presidenza del Consiglio dei Ministri-Dipartimento Informazioni per la Sicurezza, classificati riservati: con il primo veniva data attuazione alla "Direttiva Pcm-Ons n3/2019 del 23 dicembre 2019" mentre l'altro definisce i requisiti di sicurezza per i sistemi di comunicazione e informazione (Cis) che trattano informazioni classificate a livello riservato.
"Piras è una persona lucida, convinta di poter spiegare la legittimità delle proprie condotte". Lo dice all'Adnkronos l'avvocato Francesco Vaccaro, difensore di Gavino Raoul Piras, l'ex appartenente all'Aisi finito agli arresti domiciliari nell'ambito dell'inchiesta della Procura di Roma sul presunto spionaggio a favore della Russia. L'interrogatorio di garanzia per l'indagato è fissato per venerdì mattina.
"Piras - spiega Vaccaro - è un ex esponente dell'intelligence che, pur congedato, ha mantenuto un interesse per la materia e ha svolto attività di studio tale che su Internet è pieno di suoi contributi pubblicati". Per questo, "il fatto che possa avere interlocuzioni con ex colleghi o altri soggetti su questi temi è del tutto normale". Secondo il legale, uno dei nodi centrali del procedimento riguarderà la natura delle informazioni contestate: "Il gip ha riqualificato la natura delle informazioni rispetto a quella indicata dalla Procura. Il fascicolo è molto voluminoso e le informazioni che si assume siano state veicolate sono numerose. Bisognerà verificare quale sia l'effettiva natura di ciascuna di esse e questo sarà l'oggetto del processo", spiega.
La difesa sostiene che dovrà essere accertato se si tratti di informazioni effettivamente segrete oppure di elaborazioni ricavate da fonti pubbliche: "Il tema è capire se vi siano informazioni qualificabili come segrete oppure se, continuando a svolgere attività di studio, Piras abbia formulato analisi e valutazioni partendo da dati acquisiti attraverso fonti aperte, giornali e informazioni disponibili pubblicamente. Questo sarà il punto sul quale ci concentreremo nei prossimi giorni", sottolinea Vaccaro richiamando infine il principio di presunzione di innocenza e il lungo servizio prestato dal suo assistito nelle istituzioni: "Stiamo parlando di una persona che ha servito lo Stato italiano per tantissimi anni e che oggi viene indicata come infedele. Ho deciso di rilasciare dichiarazioni, pur non facendo normalmente questo tipo di attività, perché ritengo opportuno ricordare che si tratta di un indagato che non è stato ancora ascoltato dal gip e non ha ancora avuto modo di spiegare la propria posizione. Credo sia doveroso fermarsi un momento prima di trarre conclusioni", conclude.

(Adnkronos) - La pelle è l'organo più esteso del corpo umano. Ma è anche il più esposto. La protezione è d'obbligo seppure non sempre è corretta, mentre impazzano sul web le fake news e persino i negazionisti dei benefici dell'uso di creme con filtri solari. Nella Giornata mondiale della salute della pelle, che si celebra proprio l'8 luglio, con Paolo Ascierto, oncologo e direttore dell’Unità di Oncologia Melanoma, Immunoterapia Oncologica e Terapie Innovative dell’Istituto Pascale di Napoli, tra i maggiori esperti di melanoma, l'Adnkronos Salute fa il punto su una delle malattie tre le più temute.
Oggi abbiamo più casi di melanoma ma anche cure migliori, un quadro in chiaroscuro per questa malattia. Qual è il suo messaggio per Giornata di oggi?
"Il messaggio è duplice: non dobbiamo avere paura del melanoma, ma dobbiamo imparare a rispettarlo. Da un lato, l'incidenza continua ad aumentare. Ogni anno in Italia registriamo circa 15.000 nuovi casi. E il melanoma colpisce sempre più spesso persone giovani. Dall'altro, però, viviamo un momento straordinario della ricerca: grazie all'immunoterapia oggi circa la metà dei pazienti con melanoma metastatico può essere guarita, un risultato impensabile fino a pochi anni fa. Ma la vera rivoluzione resta la prevenzione. Un melanoma diagnosticato precocemente può essere guarito nella quasi totalità dei casi con un semplice intervento chirurgico. Per questo la Giornata mondiale della pelle deve ricordarci che la migliore cura è ancora la diagnosi precoce. Infatti, oggi possiamo curare molto meglio il melanoma, ma non dobbiamo mai dimenticare che il nostro obiettivo non è avere pazienti da curare, ma persone da non far ammalare".
I cambiamenti climatici influiscono sulla vulnerabilità della pelle? E cosa fare per migliorare la protezione?
"Sì, il cambiamento climatico rappresenta un elemento di cui dobbiamo tenere conto. L'aumento delle temperature porta le persone a trascorrere più tempo all'aperto e a esporsi maggiormente ai raggi ultravioletti. Inoltre, le ondate di calore e le variazioni ambientali modificano le nostre abitudini di esposizione al sole. Naturalmente il melanoma non dipende dal cambiamento climatico in sé, ma dall'aumento dell'esposizione ai raggi Uv, che rimangono il principale fattore di rischio modificabile. La protezione passa attraverso regole semplici: evitare le scottature, utilizzare una crema solare con adeguato fattore di protezione, indossare cappello e occhiali nelle ore più calde e ricordare che la protezione non serve solo in spiaggia, ma durante tutte le attività all'aria aperta".
È corretto fare i controlli dei nei prima dell'estate e delle vacanze al mare? Gli italiani si controllano abbastanza?
"È sicuramente una buona abitudine programmare una visita dermatologica prima dell'estate, soprattutto nelle persone con numerosi nei, pelle chiara o familiarità per melanoma. L'epiluminescenza permette di identificare eventuali lesioni sospette e affrontare la stagione estiva con maggiore serenità. Detto questo, il controllo dei nei non deve diventare un appuntamento stagionale. La pelle cambia tutto l'anno e il melanoma non va in vacanza. L'ideale è seguire un programma di controlli personalizzato, stabilito insieme al dermatologo in base al proprio profilo di rischio. Purtroppo gli italiani stanno diventando più sensibili al tema, ma ancora non abbastanza. I tempi di attesa per una visita dermatologica sono spesso lunghi e questo rappresenta una criticità del sistema. È necessario potenziare la rete dermatologica territoriale, coinvolgere maggiormente i medici di medicina generale e sviluppare strumenti come la teledermatologia per intercettare più rapidamente le lesioni sospette".
Un fenomeno che si diffonde in rete è quello dei "negazionisti della crema solare", che lanciano allarmi sulla tossicità dei filtri solari e sulla loro inutilità. Come contrastarli?
"Oggi non esiste alcuna evidenza scientifica che dimostri che l'uso corretto delle creme solari aumenti il rischio di tumori. Al contrario, sappiamo con certezza che l'esposizione eccessiva ai raggi ultravioletti aumenta il rischio di melanoma e di altri tumori della pelle. Purtroppo i social network amplificano messaggi semplici e spesso privi di basi scientifiche. Per questo noi medici abbiamo una responsabilità in più: spiegare in modo chiaro, senza allarmismi ma anche senza ambiguità, che la crema solare è uno strumento di prevenzione, non un accessorio cosmetico. È altrettanto importante ricordare che oggi disponiamo di prodotti molto sicuri e ben studiati. Per le persone con pelle particolarmente sensibile, per i bambini o per chi desidera un profilo di tollerabilità ancora maggiore, i dermatologi consigliano spesso creme con filtri minerali (o fisici), che agiscono riflettendo i raggi ultravioletti e rappresentano un'ottima alternativa. L'importante, però, non è tanto il tipo di filtro quanto utilizzare una protezione adeguata e applicarla correttamente. Vorrei però aggiungere un concetto importante: la crema solare, da sola, non basta. Deve far parte di una corretta educazione al sole, che comprende anche evitare le esposizioni nelle ore centrali della giornata, cercare l'ombra e proteggere in modo particolare i bambini, perché molte delle lesioni che vediamo in età adulta hanno origine proprio nelle scottature subite durante l'infanzia".

(Adnkronos) - "Sento la responsabilità di essere qui. La Serie A è un campionato in cui è molto difficile vincere. Siamo qui, non per evitare di perdere, ma per vincere. È una bella sfida. Ho fame di successo e credo nel Milan. Quando ci si mette in gioco e in discussione poi bisogna vincere il più possibile. Vogliamo vincere la seconda stella, so che sarà dura, ci sono mille variabili. L'obiettivo fondamentale ora è di dominare il campionato, il resto lo vedremo". L'allenatore del Milan Ruben Amorim si presenta così al popolo rossonero nella sua prima conferenza stampa da tecnico del 'Diavolo'. "So che c'è una rivoluzione in corso -aggiunge il tecnico portoghese-. Dopo la prima riunione mi è scattato qualcosa: il team mi offriva cose che mi piacciono, volevo difendere quei valori. Bisogna fare più gol, basta guardare le prime squadre negli altri campionati e c'è ancora differenza. Mi è stata presentata la struttura, il percorso di scouting. Nel momento in cui senti che hai le persone giuste attorno a te, allora ci sono tutti gli ingredienti della sfida che voglio intraprendere".
L'ex tecnico di Manchester United e Sporting Lisbona parla poi dei singoli iniziando dall'ex pallone d'oro Luka Modric. "È un giocatore che vogliamo tenere, ho parlato con lui due volte. Se serve posso andare a parlarci ancora, non mi stanco. È incredibile, è un punto di riferimento per noi. Non vi dico che farà tutte le partite, ma vogliamo contare su Modric per la prossima stagione. Il board ha parlato con lui, io ho parlato con lui: credo di riaverlo tra qualche giorno, ora deve riposare dopo il Mondiale".
Amorim si esprime poi sui suoi connazionali, il neo acquisto Goncalo Ramos e il possibile partente Rafa Leao. "Mi piace tanto Goncalo, l'avete visto con la Croazia: in mezzo a tre difensori ha segnato, ed è una cosa che si vede spesso anche in Italia questa situazione. Le persone guardano solo il talento, io vedo invece proprio un giocatore. Si tratta di vederlo giocare ben inquadrato nella squadra. Guardate Gonçalo giocare, vi basta guardarlo giocare 5 minuti. Lui per me è un messaggio: vuol dire che crediamo nel gruppo e nella squadra. È stato un arrivo veloce. Leao ha giocato molto bene al Mondiale, ma sono felice di tutta la squadra in generale".
Chiusura su Christian Pulisic. "E' veramente un calciatore di grande grande talento. Si è fatto male ai Mondiali, bisognerà capire. Ma è perfetto per come è fatto il calcio in Italia, con le squadre che si difendono bene: può fare la differenza con la D maiuscola. Ho le idee chiare su come voglio vederlo giocare. Con il piede destro sul lato sinistro, ma anche sull'altro lato. Anche se lo voglio tra le linee, non con i piedi sulla linea. È benvoluto nel club, c'è tutto il team dietro per sfruttarlo al massimo. Per noi è molto importante".

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(Adnkronos) - Valter Lavitola interrogato questo pomeriggio dalla procura di Roma nell'ambito dell'inchiesta sull'attentato dinamitardo davanti all'abitazione del giornalista e conduttore di Report Sigfrido Ranucci. L'ex editore e imprenditore è indagato come presunto mandante dell'esplosione avvenuta nell'ottobre scorso.
Gli investigatori, che lo scorso 4 luglio hanno disposto le perquisizioni eseguite dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma e Frascati, sono al lavoro per verificare il suo eventuale coinvolgimento anche attraverso l'analisi di telefoni e computer sequestrati.
"Vi posso dire che Valter Lavitola è sconvolto per le accuse che gli sono state mosse e ciò in ragione dello stretto e fraterno rapporto di amicizia che ha con Ranucci come confermato dallo stesso giornalista", ha detto l'avvocato Sergio Cola, difensore Lavitola, entrando in procura a Roma.
L’inchiesta, coordinata dal procuratore Francesco Lo Voi e avviata dal pm Carlo Villani, passato a dirigere la procura di Velletri, seguita ora dal pm della Dda Edoardo De Santis, aveva portato già la scorsa settimana all’esecuzione di quattro misure cautelari nei confronti di tre uomini e una donna ritenuti esecutori materiali dell’attentato e accusati a vario titolo di detenzione, porto in luogo pubblico e uso di ordigno esplosivo, minaccia e danneggiamento, aggravati dall’aver agito in più di cinque persone e con modalità di tipo mafioso. Reati, a cui si aggiunge quello di strage, contestati in concorso anche a Lavitola.

(Adnkronos) - Non si pente di nulla per quanto riguarda il legame con gli Usa, non ha intenzione di cambiare strategia e non intende tornare sull'ultimo post del presidente Trump. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nella conferenza stampa conclusiva del summit Nato di Ankara. "Un breve ma intenso vertice, che assume però particolare rilevanza in un momento nel quale lo scenario di sicurezza globale muta con una rapidità estrema", ha sottolineato.
"Il vertice è chiaramente un'occasione per confrontarci con i colleghi, tanto sul lavoro che abbiamo fatto fin qui quanto su come rendere l'Alleanza Atlantica, che nasce come alleanza di difesa e di deterrenza, ancora più forte, ancora più solida, maggiormente capace di rispondere alle sfide complesse del nostro tempo. Credo che, in fondo, sia questo il messaggio più importante del vertice di Ankara: la Nato è un'alleanza unita, consapevole delle sfide che ha di fronte, determinata a rafforzarsi", ha affermato.
"Ad Ankara l'Italia siede al tavolo con una sola bussola, che è la difesa del suo interesse nazionale. Per noi significa anche difesa del nostro sistema di alleanze a livello internazionale, più sicurezza concreta per gli italiani, più lavoro per le nostre imprese, rispetto per una nazione sovrana che continua a fare la sua parte a 360 gradi per la solidità dell'Alleanza, per l'unità dell'Occidente, con le sue priorità, con i suoi tempi, con la difesa dei suoi interessi, ma anche con dignità e a testa alta", ha detto Meloni.
"Quello che noi mettiamo a disposizione della Nato è molto di più: fa dell'Italia un fornitore di sicurezza e un alleato credibile. Lo dimostrano i quasi 3.000 militari italiani impegnati nei principali teatri dell'Alleanza. Noi siamo la nazione della Nato che offre il maggior numero di uomini e di donne nelle missioni in cui la Nato è impegnata. Non c'è una nazione che metta a disposizione più uomini dei nostri", ha sottolineato ricordando che "come ho ribadito in Parlamento, l'Italia si è presentata a questo vertice con una percentuale del 2,8% del proprio prodotto interno lordo investito in difesa e sicurezza, registrando un aumento dello 0,71% rispetto all'anno precedente. Un aumento che riflette questa concezione più ampia della sicurezza nazionale e della resilienza strategica, perché vogliamo chiaramente rispettare gli impegni, lo faremo, ma lo vogliamo anche fare in modo sostenibile, cioè stabilendo noi i tempi, stabilendo i modi, stabilendo le priorità, in base al contesto e in base alle nostre possibilità".
"È tempo che l'Europa garantisca la propria sicurezza da sola, e non per fare un favore a qualcuno, ma per non dipendere da nessuno. È quindi una questione di sovranità, ancora prima che di difesa", ha aggiunto.
"Io ho una strategia in testa e quella strategia è figlia di quello che, secondo me, è nell'interesse nazionale italiano. E secondo me, nell'interesse nazionale italiano ed europeo, c'è l'unità e il rafforzamento dell'unità occidentale. Noi pagheremmo più di chiunque altro, noi dell'Europa, nel momento in cui, ancora oggi, abbiamo numerose vulnerabilità, una strategia diametralmente opposta. Quindi faccio quello che io ho sempre fatto, quello che ritenevo fondamentale per l'interesse nazionale italiano, e non ho cambiato idea su questo, indipendentemente da come possano oscillare i miei rapporti personali", ha sottolineato la premier rispondendo a una domanda sul suo rapporto con Trump dopo gli attacchi del presidente americano. "La mia strategia - ha ribadito - è sempre stata quella e rimarrà quella, semplicemente perché è una strategia dettata dalla convinzione e non dalla convenienza, che voi potete considerare elettorale. E, ripeto, mi siete testimoni, perché non è qualcosa che ci siamo inventati con l'arrivo di Donald Trump. Quindi no, non mi pento assolutamente di nulla di quello che ho fatto", ha rimarcato la premier.
Quanto al 'meme' di Trump, che ha 'sollecitato' un ordine restrittivo per la premier: "Per quello che riguarda il post, ho detto che non sarei tornata su questo argomento e non tornerò su questo argomento". In relazione all'investimento politico sul legame con la Casa Bianca "io non mi pento di nulla di quello che ho fatto. Ho fatto un investimento politico per convinzione sull'unità dell'Occidente. L'ho rivendicato a 360 gradi. Non è una strategia che ho messo in campo con l'arrivo di Donald Trump. L'ho fatto con tutti gli interlocutori che ho trovato di fronte. Chiaramente con Donald Trump c'erano e ci sono delle affinità su alcuni temi, dalla politica dell'immigrazione alla cultura woke, per cui ritenevo che potesse essere più semplice. Le cose stanno andando come abbiamo visto, ma non cambio idea su quale sia l'interesse italiano, perché le scelte che io faccio non sono scelte dettate dal piccolo cabotaggio", sottolinea Meloni.
"Credo che l'Italia proseguirà" con gli aiuti all'Ucraina, "penso che il ministro Crosetto stia facendo una valutazione in questo senso", ha affermato ancora la premier. "Stiamo facendo una valutazione complessiva su quelli che sono gli strumenti, ovvero i vari modi che ci sono per sostenere l'Ucraina e, all'esito di quella valutazione, ne scegliamo uno. Stiamo andando avanti nel nostro sostegno", ha aggiunto.
"Non perdo la speranza sulla possibilità di un negoziato in Iran. Credo che finora l'opzione militare, in questo caso, non abbia portato dei risultati così concreti e penso che bisogna insistere sulla capacità e sulla possibilità di un negoziato. L'Italia ovviamente sarà impegnata in questo senso", ha detto ancora Meloni. Per quanto riguarda lo Stretto di Hormuz, "abbiamo già detto che siamo disposti a dare una mano, a fare la nostra parte, pur nella cornice che abbiamo più volte ribadito e fatti salvi gli eventuali necessari passaggi parlamentari, anche alla luce delle ultime pessime notizie sulla crisi in Iran".

(Adnkronos) - In Abruzzo “tutti i centri vaccinali delle 4 Asl consentono la vaccinazione” anti-Hpv. “La gratuità è prevista per le dodicenni, secondo calendario vaccinale, fino ai 26 anni per le donne e fino ai 18 anni per gli uomini. È gratuita anche per chi ha avuto interventi per lesioni di alto grado. Per tutti gli altri è comunque possibile vaccinarsi, con un contributo secondo tariffario. Un’opportunità che resta centrale nella strategia di prevenzione dei tumori Hpv-correlati”. Così Graziella Soldato, direttore dell’Unità operativa complessa di Igiene, epidemiologia e sanità pubblica della Asl di Pescara, chiarisce natura, rischi e strumenti di prevenzione dell’infezione.
“L’Hpv, Papillomavirus è una famiglia molto ampia di virus a Dna, che comprende circa 200 varianti, solo alcune delle quali hanno rilevanza clinica per l’essere umano - continua Soldato - Non tutte le infezioni da papillomavirus evolvono verso lesioni cancerose, ma solo alcune perché, fortunatamente, il nostro organismo riesce a eliminare spontaneamente questo virus. Ma quando l’infezione persiste, rimane localizzata nelle cellule del collo dell’utero e negli anni può dare evoluzione neoplastica. Esistono ceppi di Hpv a basso rischio, responsabili di lesioni benigne come verruche cutanee e condilomi genitali e ceppi ad alto rischio oncogeno che provocano lesioni che poi evolvono verso tumori. In questa grande attività dei virus ad alto rischio abbiamo prevalentemente lesioni tumorali nell’apparato genitale maschile ma soprattutto femminile, quindi tumori del collo dell’utero e, sia nei maschi che nelle femmine, tumori che interessano il distretto testa-collo”.
La migliore prevenzione “è oggi rappresentata dal vaccino. Abbiamo un vaccino molto efficace contro il Papillomavirus che in Europa è stato registrato già dal 2006 - sottolinea l’esperta - L’Australia è stato il primo paese al mondo ad introdurre questa vaccinazione. L’Italia l’ha inserita nel calendario vaccinale dal 2008”. Inizialmente destinata alle sole adolescenti, la vaccinazione è stata successivamente estesa anche ai maschi. “È importante che siano vaccinati maschi e femmine, proprio perché, trattandosi di una malattia a trasmissione prevalentemente sessuale - chiarisce - è importante evitare e abbatterne la diffusione”. Inoltre “il vaccino è sicuro: lo dimostrano le evidenze che raccogliamo da circa vent’anni di utilizzo”. Oltre agli adolescenti, per Soldato è importante vaccinare anche le donne adulte. “Abbiamo evidenze internazionali - precisa - che ci dicono come anche donne già positive o più avanti negli anni beneficiano della vaccinazione perché eliminano più velocemente il virus”. Un ulteriore beneficio riguarda le pazienti già trattate per lesioni oncologiche. “Le donne già trattate per neoplasie beneficiano della vaccinazione perché gli studi clinici internazionali ci hanno dimostrato come possa ridurre fino all’80% il rischio di recidiva”.

(Adnkronos) - Flavio Cobolli torna in campo a Wimbledon 2026. Oggi, mercoledì 8 luglio, il tennista romano sfida la grande sorpresa del torneo, il britannico Arthur Fery - in diretta tv e streaming - nei quarti di finale dello Slam di Londra. Cobolli negli ottavi ha sconfitto il tre set l'australiano Alex De Minaur, mentre Fery, in tabellone grazie ad una wild-card, ha superato in 5 set il bulgaro Grigor Dimitrov.
In semifinale il vincente della sfida troverà uno tra Alexander Zverev e Taylor Fritz.

(Adnkronos) - "Un uccellino mi ha detto che daremo all'Ucraina i diritti per produrre i missili Patriot". Ad annunciarlo il presidente americano Donald Trump durante l'incontro bilaterale con Volodymyr Zelensky ad Ankara. "Mostreremo loro come si fa e ne parleremo più tardi - ha aggiunto - così non si potrà più lamentare che non gliene diamo abbastanza. Gli ho detto 'fateveli da soli'".
Con il presidente ucraino "abbiamo sviluppato un ottimo rapporto. E' difficile da credere ma dallo Studio Ovale a oggi il nostro rapporto è diventato ottimo. E non è la fine, ma forse è solo l'inizio", ha detto il tycoon in apertura dell'incontro. Quanto al presidente Putin "ci parlo molto e lui vuole che la guerra finisca, anche se in molti non ci credono", ha affermato quindi Trump che, interpellato sulle condizioni del leader del Cremlino per una fine del conflitto, ha risposto: "C'erano certe condizioni, ma credo stiano cambiando e migliorando un po' per Zelensky".
"Non so quali siano esattamente le condizioni per la pace da parte della Russia", ma "credo che stiano cambiando", ha dichiarato dal canto suo Zelensky. Le condizioni di Mosca per la fine della guerra "all'inizio erano piu forti, ma attualmente lui (Putin, ndr) sta perdendo terreno, ora non si tratta più del nunmero dei soldai, ora il punto principale è la tecnologica", ha aggiunto il presidente ucraino il quale ha affermato che la differenza la fa "quali sono gli eserciti che hanno la tecnologia migliore e credo che noi abbiamo il sopravvento tecnologico. Noi siamo più veloci nella produzione e per questo le cose sono migliorate" a favore di Kiev. ''Abbiano iniziato a controllare il campo di battaglia e questo è difficile se si hanno meno sodati, l'importante è lavorare sulla logistica e sulle azioni senza perdere troppe vite umane'', ha sottolineato Zelensky.
Intanto in un nuovo attacco con missili balistici della Russia su Kiev, il giorno dopo raid massicci sulla capitale dell'Ucraina, una donna è stata uccisa e altre due persone ferite. In edifici di diversi quartieri della città si sono sviluppati incendi, ha reso noto il sindaco Vitaly Klitschko. Il bilancio delle vittime dell'attacco di ieri è di 20 morti e 90 feriti.
L’attacco missilistico, iniziato poco dopo la mezzanotte di oggi, è stato il terzo contro la capitale in soli sei giorni. I droni russi di tipo Shahed hanno preso di mira Kiev per tutta la giornata. L’Aeronautica militare ucraina ha avvertito della minaccia rappresentata dai missili balistici russi diretti verso la capitale nelle prime ore del mattino, mentre le autorità locali esortavano i residenti a rimanere nei rifugi.
Dal canto suo Zelensky ha confermato che nella notte alcuni droni ucraini hanno colpito la raffineria di petrolio russa di Saratov e un impianto petrolchimico in Tatarstan. "L’Ucraina sta giustamente rispondendo alla Russia per i suoi attacchi contro il nostro Paese e per aver prolungato la guerra", ha affermato il presidente ucraino in un post sui social.
Saratov si trova a circa 460 chilometri a est del confine ucraino con la Russia, vicino all’oblast di Luhansk, nell’Ucraina orientale. Nel frattempo, a Nizhnekamsk, nel Tatarstan, un impianto petrolchimico è stato colpito dalle forze ucraine, secondo quanto riportato in via preliminare da Exilenova Plus.

(Adnkronos) - Promuovere la prevenzione e l'adesione ai programmi di screening offerti dal Servizio sanitario nazionale resta quindi fondamentale per favorire diagnosi sempre più tempestive, superando le resistenze e i timori che ancora oggi possono rappresentare un ostacolo. Ma se la prevenzione potesse essere impiattata come un piatto gourmet, avrebbe un sapore diverso? È da questo parallelismo culinario che nasce Il sapore della prevenzione, la campagna di sensibilizzazione multicanale promossa da Ipsen con il patrocinio di Europa Donna Italia ed Europa Uomo Italia, che ha coinvolto i food creator Francesca Gambacorta e Francesco Aquila nella realizzazione di due piatti ispirati rispettivamente alla mammella e alla prostata, con l'obiettivo di trasformare un tema delicato in un'esperienza capace di incuriosire, coinvolgere e stimolare il dialogo.
La prevenzione del tumore della prostata e del tumore al seno - riporta una nota - presenta caratteristiche differenti per incidenza, modalità di screening e soprattutto per il diverso approccio culturale delle popolazioni coinvolte. Secondo i dati più recenti, in Italia il tumore della prostata è la neoplasia più frequente nella popolazione maschile, con circa 40.200 nuove diagnosi stimate nel 2024. Tra le donne, il più diffuso è il tumore al seno, con oltre 53mila nuove diagnosi stimate nel 2024. La diagnosi precoce, insieme ai progressi della ricerca e delle terapie, ha contribuito a migliorare significativamente la sopravvivenza netta a 5 anni dalla diagnosi: oggi è del 91% per gli uomini con tumore della prostata e dell’88% per le donne con tumore al seno.
Nel dettaglio, i due food creator sono scesi in piazza sull’Apecar della prevenzione per raggiungere le persone in 3 zone centrali di Milano, distribuendo gratuitamente i piatti da loro creati. L'iniziativa ha attirato numerosi passanti che hanno potuto degustare le creazioni e approfondire i messaggi di sensibilizzazione, offrendo un'occasione originale per promuovere la cultura della prevenzione e l'importanza di prendersi cura della propria salute. “Di prevenzione sentiamo parlare spesso, ma non sempre ci viene raccontata in modo invitante – afferma Claudio Talmelli, presidente di Europa Uomo Italia - Con la campagna ‘Il sapore della prevenzione’ abbiamo provato a immaginarla come un buon piatto: servono cura, ingredienti giusti e rispetto dei tempi. Nel tumore della prostata, tuttavia, non basta un invito generico a ‘fare prevenzione’: occorre promuovere una diagnosi precoce, consapevole e appropriata, che tenga conto dell’età, della familiarità e del profilo individuale di rischio. Come associazione di pazienti, il nostro compito è mantenere alta l’attenzione tutto l’anno e ricordare che rinviare il confronto con il medico può significare perdere tempo prezioso. In cucina un timer evita di rovinare un piatto; nella salute, rispettare i tempi può cambiare una storia”.
“I benefici della prevenzione sono inestimabili – sottolinea Rosanna D'Antona, presidente di Europa Donna Italia – Quando il tumore al seno viene diagnosticato in fase iniziale, è possibile ricorrere a trattamenti meno invasivi e più efficaci, a interventi chirurgici più conservativi e ottenere una sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi che, nel nostro Paese, supera il 90%. Per questo gli esami di screening non devono essere vissuti con timore, ma come un'opportunità preziosa per prendersi cura della propria salute. È, in fondo, il messaggio centrale di questa iniziativa: invitare donne e uomini ad avvicinarsi alla prevenzione con la stessa naturalezza e serenità con cui ci si siede a tavola per gustare un buon piatto, compiendo un gesto di cura e di amore per sé stessi.”
La diagnosi di un tumore richiede la presa in carico di un team multidisciplinare esteso, ed è per questo che l’iniziativa prevede anche delle video pillole con gli interventi degli esperti scientifici che hanno aderito all’iniziativa per spiegare, oltre all’importanza della prevenzione, come affrontare nel modo migliore l’iter diagnostico e a quali figure rivolgersi. “Non bisogna sottovalutare che ogni fase della vita è un buon momento per fare prevenzione - osserva Grazia Arpino, professoressa associata in Oncologia medica, Università Federico II, Napoli - Spesso si tratta di test molto semplici che richiedono giusto il tempo di una visita. È vero che siamo tutti presi da molteplici impegni e da vite frenetiche, ma questo non deve essere un alibi. Ritagliare del tempo per prendersi cura di sé deve diventare uno di questi impegni, anzi, una buona abitudine. A volte andare a quella visita che continuiamo a rimandare può salvarci la vita”.
Sono ‘’buone abitudini che devono entrare a far parte di un sistema culturale attento e sensibile a questi temi”, sottolinea Orazio Caffo, professore associato di Oncologia, Università degli Studi di Trento e direttore Unità operativa di Oncologia medica dell'Ospedale Santa Chiara, Trento. “Non dimentichiamo che tumori come quello della prostata purtroppo sono subdoli - aggiunge - Nelle fasi iniziali, si manifestano spesso con dei sintomi analoghi a quelli dell’ipertrofia prostatica, che vengono spesso sottovalutati. Per questo è fondamentale creare una cultura della prevenzione, della diagnosi precoce e parallelamente lavorare allo sviluppo di terapie sempre più avanzate.”
Molto spesso “pensiamo che esista un’età giusta o più indicata per fare prevenzione. In realtà il tema riguarda tutte le età”, evidenzia Giuseppe Simone, direttore dell'Uoc di Urologia oncologica, Istituto nazionale tumori Regina Elena (Ire), Roma. “I ragazzi, già durante l’adolescenza dovrebbero imparare ad osservare il proprio corpo e a compiere quei gesti che aiutano a capire lo stato di salute dei propri genitali. Iniziare ad andare da un urologo fin da giovani aiuta ad abbattere i tabù e a creare un rapporto di fiducia con il proprio medico per arrivare all’età adulta ad affrontare queste visite in modo del tutto naturale”, aggiunge.
Grazie ai progressi delle terapie e delle tecnologie, “oggi possiamo prenderci cura del paziente in modo sempre più efficace e personalizzato, accompagnandolo lungo tutto il percorso di cura”, rimarca Stefano Arcangeli, professore associato di Radioterapia, Università degli Studi di Milano Bicocca e direttore della Sc Radioterapia, Fondazione Irccs San Gerardo dei Tintori, Monza. “In questo lavoro di squadra il radioterapista svolge un ruolo importante: può intervenire fin dalle fasi iniziali della malattia, con trattamenti a scopo curativo, ma anche nelle fasi più avanzate, contribuendo al controllo della malattia e al miglioramento della qualità di vita", prosegue.
“Come azienda farmaceutica storicamente impegnata in oncologia riteniamo sia parte del nostro ruolo contribuire a far crescere la cultura della prevenzione nella popolazione - commenta Irina Zotova, presidente e amministratore delegato di Ipsen - Oggi più che mai, la nostra attenzione viene catturata soprattutto da messaggi veicolati in modo originale, tanto più quando si parla di salute. Questo è il motore de ‘Il sapore della prevenzione’ che, in collaborazione con esperti scientifici e unendo le forze con Europa Donna ed Europa Uomo, lancia un messaggio dalla forma e dal sapore davvero appetitosi, grazie alla creatività culinaria di Francesca e Francesco”. Il video hero della campagna - conclude la nota - è visibile sul sito web e sui canali social di Ipsen - Facebook, Instagram e LinkedIn - e su quelli di Europa Donna Italia e di Europa Uomo Italia.

(Adnkronos) - Al via i quarti di finale del Mondiale che entra nella sua fase più intensa. Si comincia con Francia – Marocco, rivincita della semifinale di Qatar 2022. I Bleus arrivano con cinque vittorie consecutive e il miglio attacco del torneo con 14 gol segnati, mentre il Marocco si presenta da imbattuto e reduce dal netto 3- 0 contro il Canada: i Leoni dell’Atlante, che nello scorso Mondiale sono stati la prima Nazionale africana di sempre a raggiungere le semifinali del torneo, vogliono provare a ripetere l’impresa ma il pronostico degli esperti Sisal parla chiaro. La Francia è avanti a 1,55, si sale a 6,50 per il successo marocchino, il pareggio è a 3,75. I transalpini sono favoriti anche nelle quote sul passaggio turno, a 1,25 contro il 3,75 del Marocco. Occhi puntati ovviamente su Mbappé, capocannoniere del Mondiale con 7 reti in 5 gare e primo indiziato ad aprire le marcature, a 3,75. L’attaccante del Real Madrid è anche favorito per la vittoria del Premio MVP del torneo iridato, a 2,50. La Francia può contare anche sugli assist di Olise, che ne collezionati cinque ed è a un solo passaggio vincente per eguagliare il primato di Pelé: l’assist nel match con il Marocco è a 3,25. Sempre in tema di assist, Brahim Diaz ne ha accumulati 4, un record per un giocatore africano nella storia della coppa del mondo, a 4,00 l’ipotesi di un suo gol o altro passaggio vincente.
A caccia del pass per la semifinale anche Spagna – Belgio, entrambe ancora imbattute. Secondo gli esperti Sisal, a proseguire il cammino Mondiale saranno le Furie Rosse, favorite sia nei 90 minuti, a 1,62 contro il 5,50 belga e il 3,75 del pareggio, sia nel passaggio turno, a 1,30 contro il 3,50 dei fiamminghi. A guardare il percorso della Spagna, un dato salta subito all’occhio: la nazionale di Luis de la Fuente non ha ancora incassato nemmeno un gol in cinque partite, una striscia che potrebbe interrompersi proprio contro il Belgio, con il sesto clean sheet spagnolo a 2,80 e la rete belga a 1,50. Nell’attacco spagnolo, il talento più atteso, quello di Lamine Yamal, si sta facendo attendere: solo un gol all’Arabia Saudita per il giovane del Barcellona, che potrebbe invertire la marcia dai quarti in poi, la sua rete è a 2,50. Menomale per la Spagna che ci pensa Oyarzabal, 4 reti fin qui, primo candidato al gol a 2,25. Nel Belgio, il peso dell’attacco è tutto sulle spalle di Lukaku, in rete da tre gare consecutive e il cui quarto gol mondiale è proposto a 4,00.

(Adnkronos) - Gli ottavi di finale dei Mondiali 2026 si sono conclusi, non senza colpi di scena. L’esito? Un tabellone che vede grandi protagonisti e grandi assenti, in una FIFA World Cup che non smette di stupire. Gli esperti Sisal hanno analizzato quanto accaduto finora e pronosticato ciò che potrebbe accadere sul finire di una storia che, tra plot-twist, imprese straordinarie, sogni infranti e desideri di vittoria, sembra essere scritta per “Hollywood”.
Fra le storie raccontate da questo Mondiale Americano, quella che mostra come non tutte le storie di successo si chiudono con una vittoria. Ottant’anni fa Rocky saliva sul ring, per dimostrare che non serve vincere per fare la storia. Il Mondiale 2026 ha raccontato lo stesso: il Paraguay ha eliminato la Germania, Capo Verde ed Egitto hanno sfiorato l'impresa contro l'Argentina e le distanze tra grandi e piccole si sono accorciate come mai prima. Traguardi che difficilmente i tifosi dimenticheranno, epopee che, per quanto brevi, hanno emozionato e fatto sognare come solo le grandi storie sanno fare.
Ma ai mondiali 2026 anche la geografia del calcio è stata riscritta. Per decenni il calcio mondiale ha avuto un centro ben preciso, questi Mondiali hanno dimostrato che quella geografia non esiste più. E come in Dune sembra che il futuro si possa scrivere in un luogo che per molti rappresentava solo una periferia: il Nord Africa, una realtà competitiva che ormai non si può ignorare. Lo ha dimostrato l’Egitto, nonostante l’eliminazione, mentre il Marocco è pronto a combattere per la Coppa. Un traguardo che, secondo gli esperti Sisal, è lontano, ma non impossibile: la vittoria dei Leoni dell’Atlante è oggi offerta a 25,00. Anche la storia della Norvegia (12,00), però, è degna del grande schermo: come per Brad Pitt in Moneyball, grazie all’unione tra un progetto forte, talento e sana competitività, la nazionale di Haaland è ritornata al centro della scena globale. Segnali di un nuovo equilibrio, perché oggi il talento non ha più una sola latitudine.
Parlando poi di protagonisti, ogni grande saga ha il suo passaggio di testimone. Il Mondiale 2026 si è aperto all’insegna del passaggio generazionale tra i nomi che hanno dominato il calcio dei duemila e la GenZ pronta a prendersi la scena. Un passaggio che al termine degli ottavi sembra essersi definitivamente concluso, cristallizzato nell’abbraccio tra Lamine Yamal e Cristiano Ronaldo dopo l’eliminazione della stella di Madeira. Come in Star Wars: il risveglio della forza una nuova generazione ha raccolto l’eredità del passato: via Neymar, via Ochoa, via Modric, via Ronaldo, spazio a Mbappé (2,25), Haaland (7,50), Olise (9,00) e Bellingham (12,00). Tutti in lizza per il titolo di MVP della competizione.
Ma tuttavia, i nuovi protagonisti del calcio globale dovranno ancora far i conti con una leggenda indiscussa: Lionel Messi, al momento possibile Miglior Giocatore del Mondiale dato a 2,75. A 39 anni, la Pulce continua a compiere imprese straordinarie, trainando l’Argentina anche nei momenti più difficili. Come ieri sera, quando al termine di una partita al cardiopalma, Leo si è lasciato andare al pianto mostrando al mondo le emozioni di un campione consapevole del suo ruolo. Riaccadrà con la Svizzera? Al momento la vittoria degli Albiceleste contro i Rossocrociati è data a 1,70, anche se le ultime prestazioni potrebbero rendere l’esito meno scontato del previsto. Come in The Last Samurai, però, la grandezza di una leggenda si misura nella capacità di restare fedele alla propria natura mentre tutto intorno cambia. E Messi ha dimostrato di esserne capace, ancora una volta.
Mentre questa FIFA World Cup si avvia verso il suo ultimo atto, prima dei titoli di coda, però, una cosa è già certa, spiega Sisal: il finale sarà all'altezza di una storia che, finora, non ha smesso di sorprendere.

(Adnkronos) - Ogni anno in Italia si registrano più di 26.700 casi di tumori eredo-familiari che colpiscono persone con varianti genetiche responsabili di un aumento del rischio oncologico. In totale sono oltre 1 milione e 250mila le persone portatrici di queste sindromi ereditarie. Per migliorare e uniformare la pratica clinica, verso queste neoplasie, l’Associazione italiana di oncologia medica (Aiom) ha pubblicato le Linee Guida ‘Sindromi di predisposizione ereditaria ai tumori: tumori associati ai geni della ricombinazione omologa’. Sono le prime ed uniche disponibili in Italia e che hanno visto la partecipazione diretta di due rappresentanti dei pazienti: aBRCAdabra Ets e Fondazione Mutagens Ets, informa una nota.
“Tutte e 40 le Linee guida prodotte dall’Aiom si pongono l’obiettivo primario di offrire sull’intero territorio nazionale la ‘migliore cura’ possibile - sottolinea Antonio Russo, coordinatore delle Linee guida Aiom Sindromi di predisposizione ereditaria ai tumori - In Italia i pazienti con sindrome ereditaria di predisposizione ai tumori rappresentano il 2% dell’intera popolazione. Si stima interessino oltre 200mila famiglie e la loro incidenza risulta in crescita. Con questo nuovo documento ci rivolgiamo sia ai pazienti che a persone sane che vivono con varianti patogenetiche. Le più famose - chiarisce - sono quelle a carico dei geni Brca1 e Brca2 che da sole interessano più di 387mila individui di entrambi i sessi. Sono coinvolte principalmente nei tumori della mammella e dell’ovaio ma anche in quelli dello stomaco, pancreas e prostata. Una variante genica, trasmessa per via ereditaria, può essere presente anche in altri membri della stessa famiglia. Devono quindi essere identificati il prima possibile, come soggetti con rischio oncologico alto o moderato, e avviati a opportuni programmi di prevenzione”.
“Nel carcinoma mammario la mastectomia bilaterale di riduzione del rischio è un’opzione da considerare per le portatrici di Brca1 e Brca2”, aggiunge Lorena Incorvaia, consigliera nazionale Aiom e segretaria delle Linee guida Aiom Sindromi di predisposizione ereditaria ai tumori. “A oggi - continua - risulta essere l’unica strategia in grado di abbattere il rischio primario di sviluppo di malattia di almeno il 90%. La rimozione di tube e ovaie può ridurre il rischio d’insorgenza di tumori ovarici dell’80-90% mentre la mortalità diminuisce del 77%. Non esistono invece evidenze scientifiche a favore del trattamento chirurgico, per la diminuzione del rischio, della neoplasia prostatica. L’innovazione e la tecnologia hanno portato a test genetici estremamente precisi ed in grado di evidenziare la presenza, o meno, di varianti patogenetiche. Nelle Linee guida come Società scientifica - precisa - stabiliamo, per ogni singola patologia oncologica, i criteri di accesso alla consulenza genetica. La ricerca negli ultimi anni ha prodotto numerose evidenze che abbiamo raccolto e riordinato per migliorare l’assistenza”.
Gli uomini e le donne che “presentano una variante patogenetica vivono grosse difficoltà nella vita quotidiana a causa di una grande difformità di approccio tra specialisti e tra Regioni - afferma Ornella Campanella, presidente dell’Associazione aBRCAdabra Ets - Il nostro auspicio è che questa Linea guida, a lungo desiderata, possa finalmente consentire di superare le opinioni del singolo professionista o quello del singolo centro e a promuovere nella collettività quel cambio di passo culturale finora caratterizzato solo dello stigma e dalla paura. Intercettare una persona portatrice, e in modo particolare una donna all’interno di una famiglia, permette di metterla in sicurezza offrendo percorsi di sorveglianza specifici e chirurgie di riduzione del rischio, le uniche in grado di diminuire il rischio di sviluppare il cancro. Nei geni è scritta la nostra storia ma non il nostro destino. Questo significa poter trasformare una pesante eredità in una straordinaria opportunità di prevenzione e di cura che non deve essere sprecata in alcun modo”.
“Un tumore su dieci in Italia è collegato alle sindromi ereditarie - puntualizza Salvatore Testa, presidente Fondazione Mutagens Ets - Nonostante le ampie conoscenze acquisite, le raccomandazioni delle Società scientifiche e la continua approvazione di nuovi farmaci personalizzati, la maggioranza delle persone ad alto rischio genetico non viene identificata. In questo modo i pazienti non riescono ad accedere alle nuove opportunità terapeutiche mentre i familiari sani non partecipano a percorsi di prevenzione primaria e secondaria. Bisogna garantire sempre l’accesso ai test genetici in modo capillare e sull’intero territorio nazionale. Va poi aumentata più in generale la consapevolezza sui tumori ereditari tra malati, caregiver e anche fra il personale sanitario. Per questo riteniamo particolarmente importanti le Linee guida Aiom e la nostra partecipazione al processo di produzione”.
Tra gli obiettivi specifici del documento “vi è anche la promozione di decisioni condivise tra clinico e paziente - evidenziano Russo e Incorvaia - Infine è particolarmente importante riuscire a garantire anche un supporto psicologico adeguato a tutte le persone con sindromi di predisposizione ereditaria. I tumori ereditari oggi risultano più curabili rispetto al recente passato e siamo anche in grado di intervenire più tempestivamente grazie alle conoscenze acquisite. Si tratta della prima edizione delle Linee guida ed è dedicata alle neoplasie associate ai geni della ricombinazione omologa. Quindi non copre l'intero spettro delle sindromi ereditarie di predisposizione ai tumori. Il Consiglio direttivo Aiom ha già approvato la prosecuzione e l'aggiornamento delle Linee guida, con l'inclusione di ulteriori sindromi ereditarie di rilevante interesse clinico, sulla base dell'evoluzione delle evidenze scientifiche e - concludono - delle priorità assistenziali”.

(Adnkronos) - "Da oltre trent'anni Merck è impegnata per cercare soluzioni terapeutiche per i pazienti affetti da sclerosi multipla e da diversi anni lavora per cercare anche soluzioni che vadano al di là dei trattamenti farmacologici. Gran parte delle persone affette da sclerosi multipla sono giovani che vivono la loro vita, le loro emozioni e le loro paure. Per questo Merck, insieme alle Associazioni dei pazienti e alle Società scientifiche, cerca soluzioni che possono aiutare la quotidianità del paziente". Così Andrea Paolillo, Medical Affairs Director Merck Italia, intervenendo oggi a Roma alla presentazione del progetto di sensibilizzazione sulla sclerosi multipla ‘Vita SMisurata’, promosso dall'azienda farmaceutica con il patrocinio di Aism (Associazione italiana sclerosi multipla) e Sin (Società italiana di neurologia).
Il progetto è stato presentato a Palazzo Madama durante l'evento istituzionale "Oltre la Sclerosi Multipla: progettare un percorso di vita personale superando la cronicità", promosso dalla senatrice della Lega Tilde Minasi.
"La naturale evoluzione di questo impegno è 'Vita SMisurata', un progetto che, oltre a una piattaforma web, prevede una serie di eventi territoriali che aiuteranno il paziente a vivere la sua quotidianità - aggiunge Paolillo -. I topic prevalentemente attenzionati saranno quelli relativi a mente e cuore, con approfondimenti sull’attività fisica, sull'alimentazione, che sappiamo essere fondamentale per i pazienti con malattie neurodegenerative e autoimmuni, sulla sessualità e la vita di coppia".

(Adnkronos) - "L'Associazione italiana sclerosi multipla è un attore del sistema che deve lavorare con tutti gli stakeholder. La collaborazione con Merck, così come le altre attività che portiamo avanti, è fondamentale per favorire il dialogo tra le persone con sclerosi multipla e, soprattutto, per mettere al centro gli obiettivi della persona nell'affrontare la malattia attraverso cure e percorsi personalizzati, perché questa deve essere considerata una condizione di vita e non una malattia". Lo ha detto Mario Alberto Battaglia, direttore generale di Aism (Associazione italiana sclerosi multipla) e presidente di Fism (Federazione internazionale sclerosi multipla), intervenendo oggi a Roma alla presentazione di 'Vita SMisurata', il progetto di sensibilizzazione sulla sclerosi multipla promosso da Merck con il patrocinio di Aism e Sin (Società italiana di neurologia).
Il progetto è stato presentato a Palazzo Madama durante l'evento istituzionale "Oltre la Sclerosi Multipla: progettare un percorso di vita personale superando la cronicità", promosso dalla senatrice della Lega Tilde Minasi.
"La persona deve poter trovare tutte le risposte sanitarie e sociali. Oggi - ha aggiunto Battaglia - c'è la possibilità di arrivare a una diagnosi precoce e sono disponibili anche farmaci per una terapia precoce, con cui si può bloccare la progressione della malattia. Dal punto di vista sociale, attraverso il progetto di vita e l'applicazione delle nuove normative, sarà possibile costruire risposte personalizzate, definite dalla persona insieme ai servizi, tenendo conto delle sue aspettative e prospettive. In questo contesto è essenziale il confronto tra le persone. Piattaforme come 'Vita SMisurata' sono importanti per aiutare tutti a vivere pienamente la propria vita, andando oltre la sclerosi multipla".

(Adnkronos) - "L'intergruppo parlamentare sulla Sm nasce per creare un punto di dialogo permanente con le associazioni dei pazienti. Il nostro obiettivo è quello di dare centralità alla persona, perché oggi le nuove terapie consentono al paziente con sclerosi multipla di poter convivere con questa malattia". Lo ha detto la senatrice Tilde Minasi (Lega), presidente dell’Intergruppo parlamentare sulla Sclerosi multipla e patologie correlate, intervenendo alla presentazione - oggi a Palazzo Madama - di 'Vita SMisurata', il progetto di sensibilizzazione sulla sclerosi multipla promosso da Merck con il patrocinio di Associazione italiana sclerosi multipla (Aism) e Società italiana di neurologia (Sin). Il progetto è stato illustrato durante l'evento istituzionale 'Oltre la Sclerosi Multipla: progettare un percorso di vita personale superando la cronicità', promosso dalla senatrice Minasi.
"Ci impegniamo a far sì che ci sia una presa in carico che faccia fronte in modo globale alle esigenze del paziente, che non sono legate soltanto all’aspetto farmacologico ma riguardano anche l'emotività, il lavoro, la quotidianità. Cerchiamo dunque di accompagnare il paziente con un percorso personalizzato, così che possa superare il momento iniziale della diagnosi, che frequentemente rappresenta uno shock, e possa continuare a vivere una vita autonoma", ha concluso.
(Adnkronos) - La chiusura dello stretto di Hormuz "ha cambiato tutto perché oltre il 20% del petrolio mondiale passa attraverso quello stretto, ma soprattutto ha determinato un extra costo portando il prezzo del carburante quasi a raddoppiare: lo abbiamo visto quasi arrivare a una soglia di 120 dollari al barile". Lo ha detto Guido Grimaldi, presidente Alis, a margine di 'L’impatto degli scenari geopolitici sulla logistica e sulle filiere industriali', l’appuntamento ospitato nella masseria Li Reni a Manduria, in provincia di Taranto, e organizzato da Alis, l’Associazione logistica dell’intermodalità sostenibile. I panel, moderati dal giornalista Bruno Vespa, coinvolgono rappresentanti del mondo delle imprese, stakeholder e Istituzioni che si confrontano su temi di attualità legati alla competitività della logistica e delle filiere strategiche senza dimenticare la situazione geopolitica, energetica ed economica, con particolare riferimento all’economia del Sud e della Puglia.
"Noi abbiamo sofferto in prima persona" la chiusura dello stretto di Hormuz "perché una nostra nave, la grande Torino, è stata per tanti mesi bloccata in quel porto e un ringraziamento va fatto a tutti i marittimi che hanno trascorso dei momenti sicuramente non facili", ha aggiunto Grimaldi, evidenziando che le ripercussioni sui costi si sono attenuate, "ma ancora abbiamo un aggravio di costo molto, molto pesante e lo vediamo sul costo della benzina". "Le aziende di trasporto logistiche hanno sicuramente come prima voce di costo il carburante, quindi il danno è enorme - ha sottolineato -. Abbiamo tante aziende che fanno parte di Alis che comunque hanno denunciato gli extra costi e devo dire che il governo ha dato delle risposte col taglio delle accise che è stata una misura che ha aiutato e ha sostenuto" il settore, "però purtroppo non basta perché ci sono state delle riduzioni su quelli che sono i margini delle nostre imprese", ha proseguito Grimaldi.
"Sono state annunciate proprio qui qualche anno fa delle nuove tratte molto strategiche che dai porti di Bari e di Brindisi arrivano ai porti greci di Igoumenitsa e Patrasso. Sono dei corridoi che dai Paesi dei Balcani raggiungono l'Italia, ma poi possono proseguire anche per la Spagna con altre linee intermodali". Grimaldi ha poi ricordato che "si è puntato molto sul traffico intermodale logistico con l'autostrada del mare da e per la Turchia. Oggi grazie ad Alis, al gruppo Grimaldi e a tutti gli associati che fanno parte di questa associazione, abbiamo raggiunto una quota di mercato che va oltre il 60%".
"I dati dimostrano che il Sud sta crescendo di più rispetto al Nord, quindi direi che siamo diventati o ritornati a essere la locomotiva di questo Paese -ha detto il presidente Alis-. Il Paese ha bisogno di un Sud che traina e non di un Sud trainato - ha ricordato - qui abbiamo tantissime aziende che dimostrano la grandezza e l'eccellenza del nostro Made in Italy ma soprattutto del Made in Sud".
L’appuntamento organizzato dall’associazione è una occasione per "fare un bilancio della nostra associazione, di quello che abbiamo fatto in un momento così difficile, in un momento geopolitico che con le sue tensioni ha provocato degli extra costi per la logistica dovuti chiaramente principalmente al caro carburante", ha ribadito Grimaldi, evidenziando che "la resilienza, la forza e tutto sommato anche la tenacia e il coraggio dei nostri imprenditori sono stati dimostrati perché ancora una volta la nostra manifattura, le nostre industrie non hanno assolutamente risentito e questo perché abbiamo delle eccellenze del trasporto nella logistica".
(Adnkronos) - Diverse persone sono rimaste ferite dopo che una persona ha aperto il fuoco nel liceo Welfen Gymnasium di Schongau in Baviera. Il sospetto è stato fermato, ha reso noto la polizia.
La dinamica dell'incidente e la gravità delle ferite riportate dalle vittime sono ancora in corso di accertamento. La polizia sta lavorando per chiarire i dettagli dell'accaduto e per garantire la sicurezza della comunità locale.
L'arresto del sospettato ha permesso di placare la situazione e di evitare ulteriori rischi per la sicurezza degli studenti e del personale scolastico. La comunità locale è scossa dall'accaduto e si spera che le autorità possano fare luce sull'accaduto il prima possibile.
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