
(Adnkronos) - Rendere l’innovazione accessibile non è solo una scelta sanitaria: è una leva economica, industriale e geopolitica. È il messaggio emerso da 'Dialoghi sull’Innovazione accessibile – Innovaction', evento promosso da Adnkronos e Gsk, con il patrocinio di Farmindustria, che si è svolto oggi, a Roma, e ha riunito istituzioni, imprese ed esperti per un confronto a più voci sul futuro dell’economia della salute e sul ruolo cruciale dell’innovazione sostenibile e disponibile per i cittadini. L’innovazione in sanità - informa una nota - produce valore solo se riesce a trasformarsi in accesso reale: prevenzione, diagnosi e cure che arrivano alle persone nei tempi giusti. In questo senso, "innovazione accessibile" significa vantaggi simultanei per la salute dei cittadini e per la competitività del Paese: riduzione del carico di malattia, migliore qualità di vita, maggiore produttività e una spinta alla crescita. Il tema assume inoltre un rilievo strategico in un contesto globale in rapida trasformazione.
Il settore farmaceutico – dinamico e altamente innovativo – rappresenta uno degli asset industriali più solidi per posizionare Italia ed Europa nella competizione internazionale, anche alla luce del duopolio tecnologico e industriale Usa–Cina. È un settore capace di attrarre investimenti, creare occupazione qualificata e valorizzare filiere avanzate, dalla ricerca alla produzione. L’Italia si sta già muovendo nella giusta direzione con la riforma del comparto farmaceutico promossa dal sottosegretario alla Salute, Marcello Gemmato, che sottolinea l’attenzione del Governo per l’economia della salute e la sostenibilità del Sistema sanitario nazionale.
In Europa, l’economia della salute - riferisce la nota - genera 1,5 trilioni di euro di valore aggiunto e contribuisce al 3,3% del Pil continentale. Sul fronte dell’innovazione, la spesa farmaceutica in Ricerca & Sviluppo raggiunge 55 miliardi di euro, con l’Europa tra i principali poli di investimento: Regno Unito (10,2 mld), Germania (9,9 mld), Svizzera (9,2 mld) e Italia (2,0 mld). In questo scenario, l’Italia si conferma un player di primo piano: è seconda in Europa dopo la Germania, con 411 aziende e 56 miliardi di valore di produzione, e un impatto occupazionale complessivo che arriva a 950mila addetti. Un settore, dunque, che non riguarda solo la sanità: riguarda la traiettoria di sviluppo del Paese. Anche perché – come ricordato nel corso dei lavori – 1 euro investito in salute genera tra 2 e 4 euro di ritorno in Pil: investire in salute significa investire nel Sistema Paese.
Innovare in sanità significa attivare effetti multipli e simultanei. Il primo è il miglioramento della salute generale della popolazione. Il secondo riguarda una delle grandi sfide dei Paesi industrializzati: il cambiamento demografico. Se l’allungamento della vita e l’aumento della cronicità impongono pressioni sulla sostenibilità dei sistemi sanitari e, parallelamente, rischiano di comprimere il Pil attraverso costi maggiori e minore produttività, l’innovazione – soprattutto quando è accessibile – aiuta invece a sostenere l’invecchiamento attivo, a ridurre ospedalizzazioni e complicanze, a contenere l’assistenza di lungo periodo e a mantenere le persone in salute più a lungo. L’effetto economico è diretto: più produttività, maggiore competitività, più capacità di attrarre investimenti esteri, in particolare in settori ad alta intensità di conoscenza.
Per costruire politiche più coerenti e orientate ai risultati, è emersa la necessità di un salto di qualità con l’evoluzione dei sistemi sanitari cogliendo le migliori esperienze già sperimentate nei diversi Paesi e utilizzando il nuovo European governance framework, ma anche di definire criteri di innovazione e premialità che sostengano lo sviluppo continuo della ricerca e della produzione industriale in Italia e in Europa. Si tratta - secondo gli esperti - di un passaggio considerato decisivo per attrarre investimenti e consolidare la capacità produttiva e scientifica, rendendo l’Europa non solo un mercato, ma un hub competitivo globale. Un altro nodo riguarda l’organizzazione.
Parti del Servizio sanitario sono state progettate per bisogni e condizioni demografiche del passato: oggi, l’arrivo di nuovi farmaci e vaccini e i loro effetti potenziali su salute ed economia richiedono un ripensamento di percorsi, servizi e modelli di presa in carico, affinché l’innovazione diventi davvero un fattore di sostenibilità. Sul tema dell’accesso all’innovazione sostenibile, è stato richiamato un confronto europeo.
La Francia non è il Paese più rapido, ma il più strutturato nel garantire l’accesso che può essere assicurato in 80 giorni dalla richiesta, contro una media di 527 giorni dalla registrazione dell’Agenzia europea dei medicinali (Ema) per altri prodotti. In Italia, il tempo medio di accesso ai nuovi farmaci è pari a 424 giorni, un dato che segnala la necessità di accelerare e semplificare. All’evento è stato evidenziato anche il contributo industriale di Gsk nel nostro Paese: 2 centri di ricerca e 2 stabilimenti considerati centri di eccellenza (a Siena e Parma), con 4.200 addetti che diventano quasi 9mila occupati includendo indiretti e indotto.
Nel 2024, Gsk - riporta la nota - ha investito 324 milioni di euro in produzione e ricerca – circa l’8% dell’investimento totale delle farmaceutiche in Italia – e 172 milioni nella sola R&S, pari al 7,5% dell’investimento del settore in questo ambito. Un terzo del fatturato è destinato all’export e il valore aggiunto complessivo (diretto, indiretto e indotto) per l’economia nazionale è pari a 1.065 milioni di euro. Nel 2024, inoltre, ha condotto 88 studi clinici in Italia.
L’innovazione, in Italia, è già concreta e visibile in eccellenze industriali come l’hub di Parma di Gsk Italia, uno dei siti di punta per l’introduzione di nuovi prodotti e da circa 15 anni centro di eccellenza per soluzioni a base di anticorpi monoclonali. Qui prende forma anche una delle piattaforme tecnologiche più avanzate per la produzione di anticorpi monoclonali coniugati a farmaco (Adc), oltre a sviluppare e produrre anticorpi monoclonali e farmaci di sintesi chimica. A supporto di questa capacità, il sito ospita un laboratorio bioanalitico e funzioni di controllo qualità sui biologici destinati alla distribuzione nell’Unione europea, insieme a un impianto pilota per la preparazione di lotti clinici che fa da ponte tra ricerca e applicazione industriale.

(Adnkronos) - Nel 2025, il Gruppo Cdp ha impegnato risorse per circa 29,5 miliardi di euro, pari ad oltre un terzo (36%) dell’obiettivo triennale del piano strategico 2025-2027, confermando il focus su impieghi ad alto impatto per il Paese, con interventi definiti sulla base delle quattro priorità individuate per il triennio: competitività del Paese, coesione sociale e territoriale, sicurezza economica e Just Transition. L’operatività del Gruppo ha consentito inoltre di sostenere investimenti per complessivi 73,6 miliardi, anche grazie all’attrazione di capitali addizionali, con un effetto leva di 2,5 volte le risorse impegnate. Lo rende noto Cdp dopo che il Cda presieduto da Giovanni Gorno Tempini, ha approvato il progetto di Bilancio d’esercizio, il Bilancio consolidato al 31 dicembre 2025 e la Relazione degli amministratori sulla gestione, che comprende anche la Rendicontazione di sostenibilità, presentati dall’Amministratore Delegato e Direttore Generale Dario Scannapieco.
Lo stock di crediti di Cdp a sostegno di imprese, Pubblica Amministrazione, infrastrutture e Cooperazione internazionale, a fine 2025, è pari a 127 miliardi di euro, in aumento dell’1% se confrontato con l’esercizio precedente. Lo stock di credito stipulato, che tiene conto anche delle quote ancora da erogare e delle garanzie rilasciate, è pari a 153 miliardi di euro, in aumento del 2% rispetto all’esercizio precedente.

(Adnkronos) - “Il 2025 è stato un anno simbolico per Cdp che ha celebrato il 175° anniversario della propria istituzione oltre che i 150 anni dei libretti postali. Da allora, e anche nell’anno appena trascorso, il Gruppo Cdp ha continuato a svolgere per il Paese il proprio ruolo di Banca di sviluppo, in un contesto globale complesso, segnato da una profonda trasformazione dell’economia internazionale caratterizzata da un forte dinamismo tecnologico, da una crescente frammentazione geopolitica e da una rilevante volatilità dei mercati”, dichiara il presidente di Cassa Depositi e Prestiti, Giovanni Gorno Tempini.
“Lavorando, sulla base di un nuovo Piano Strategico, con responsabilità e visione, Cdp ha confermato il proprio ruolo come investitore istituzionale di lungo periodo -ha ggiunto Gorno Tempini-. Accanto alle attività industriali e finanziarie, il Gruppo ha continuato poi a sostenere lo sviluppo a livello sociale, culturale e ambientale del Paese anche attraverso le attività di Fondazione CDP con interventi mirati su istruzione, patrimonio artistico e ricerca. Tutti questi risultati sono il frutto del lavoro delle nostre persone, del rafforzamento della cultura aziendale e della fiducia costante dei nostri azionisti, il Ministero dell’Economia e delle Finanze e le Fondazioni di origine bancaria”.
‘’Il 2025 ha avuto dei risultati record, quindi la Cassa è riuscita a svolgere bene il suo compito di grande facilitatore, ponte tra pubblico e privato, nella logica di una funzione pubblica con uno stile da operatore di mercato’’. ‘’Risultati record che non sono importanti di per se, dal punto di vista finanziario, ma perché sono stati raggiunti con un’attenzione al concetto di impatto dell’attività che Cdp ha avuto che è stato molto rilevante’’, sottolinea.
Lo scorso anno è stato ‘’impegnativo e particolare’’. ‘’E’ difficile scegliere quale elemento o fattore lo ha caratterizzato di più, a partire dagli sviluppi tecnologici, alla geopolitica, ai conflitti e alle tensioni che ci sono stati’’, osserva il presidente. ‘’È stato anche un anno caratterizzato dal rush finale del Pnrr, quindi una sfida particolare. Per quello che ci riguardava l’assistenza alle pubbliche amministrazione per rispettare i piani che caratterizzano i tetti del Pnrr nei confronti dell’Europa’’.
Inoltre è stato ‘’un anno con un grande impegno dal lato degli investimenti, con un crescente supporto dal lato delle imprese, sia del debito che dell’equity’’, prosegue Gorno Tempini. ‘’Il sistema produttivo del paese ha continuato a dare dei segnali di grande vitalità. Per me un elemento fondamentale a cui abbiamo contribuito è la capacità di competere sui mercati internazionali, con l’ennesimo record che l’Italia ha avuto, dal punto vista dei saldi della bilancia commerciale’’.

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"C'è un tema legato ai pronto soccorso e alla gestione di questi
nella stagione estiva, in cui le presenze raddoppiano se non
triplicano e dobbiamo lavorare per fornire una riposta adeguata. E
poi abbiamo il tema dell'organico he riguarda anche il Pronto
Soccorso e che dobbiamo cercare di potenziare, cercando di attrarre
professionisti con un'offerta adeguata, non soltanto economica ma
anche di prospettiva". Antonio Irione, il nuovo direttore generale
dell'azienda socio sanitaria numero 2 della Gallura, nominato lo
scorso febbraio dopo una lunga attesa, ha ben presente quelle che
sono le problematiche bei tre ospedali di Olbia, Tempio Pausania e
La Maddalena.
(Adnkronos) - Le commissioni del Mic che assegnano i contributi selettivi alle opere cinematografiche registrano la terza lettera di dimissioni, dopo le polemiche sul mancato finanziamento al docufilm su Giulio Regeni 'Tutto il male del mondo'. A quanto apprende l'Adnkronos, dopo Paolo Mereghetti e Massimo Galimberti, anche la fondatrice e presidente del Medfilm Festival, Ginella Vocca, ha rimesso il mandato nelle mani del ministro Alessandro Giuli.
Nella lettera di dimissioni, che l'Adnkronos ha potuto visionare, Vocca scrive al ministro: "Ho doverosamente atteso il suo intervento in Parlamento, che condivido nella forma e nella sostanza, prima di sciogliere la riserva e dare le dimissioni. A questo proposito, confermo che mi sono fermamente opposta alla bocciatura del documentario 'Giulio Regeni – Tutto il male del mondo', ne sono testimoni i miei stessi colleghi a cui ho fatto presente per iscritto via email e verbalmente in sede di riunione, quanto potesse essere sbagliato, sotto ogni profilo, bocciare il film".
"Non è stata l’unica volta in cui mi sono trovata in disaccordo - aggiunge - ma è comprensibile in una pluralità di visioni. E dunque ho ritenuto che fosse possibile continuare e provare a far sentire la mia voce dall’interno, difendendo, anche con successo, altri progetti che rischiavano di essere bocciati per motivi che, almeno a me, apparivano incomprensibili. Ho resistito, guidata dal pensiero che mettere in crisi la Commissione, con ancora tutta la Seconda sessione da esaminare, fosse un atto grave e irresponsabile verso le centinaia di operatori del settore in attesa delle nostre delibere. Avevo accettato la nomina - sottolinea Vocca - perché credo nel valore delle Commissioni e delle scelte selettive, e ho messo al servizio la mia lunga esperienza professionale nell'ambito cinematografico. Auspicando un veloce superamento della crisi, ringraziando ancora per la fiducia, rimetto nelle sue mani la mia nomina", conclude.

(Adnkronos) - Cdp ha chiuso il 2025 con un utile netto pari a 3,4 miliardi di euro, in ulteriore aumento (+3%) rispetto al 2024, attestandosi a 3,3 miliardi. L’utile netto consolidato è pari a 5,5 miliardi di euro (6 miliardi nel 2024), in riduzione di 0,5 miliardi principalmente per il minor apporto degli utili da partecipazioni, parzialmente compensati dall’incremento dei margini delle società industriali. Lo rende noto Cdp in un comunicato. Il patrimonio netto di Cdp SpA, pari a 32 miliardi di euro, è in crescita del 6% rispetto al 2024 (30 miliardi) grazie all’utile maturato nell’esercizio, al netto dei dividendi distribuiti in coerenza con le ipotesi di Piano.
Il CdA, che ha approvato il progetto di Bilancio d’esercizio, il Bilancio consolidato al 31 dicembre 2025 e la Relazione degli amministratori sulla gestione, ha inoltre approvato una proposta di destinazione dell’utile netto dell’esercizio 2025 che prevede un dividendo di 2,2 miliardi di euro. Il progetto di Bilancio e la proposta di destinazione dell’utile d’esercizio saranno sottoposti all’approvazione dell’Assemblea degli azionisti che verrà convocata dal Consiglio di Amministrazione. Infine, il Consiglio ha dato il via libera a operazioni per un valore complessivo di oltre 1,6 miliardi di euro.
La raccolta complessiva è pari a 355 miliardi di euro, di cui 297 miliardi relativi al risparmio postale, in rialzo del 3% rispetto a fine 2024 (290 miliardi). La raccolta obbligazionaria si attesta a 24 miliardi, in deciso aumento (+20%) rispetto alla chiusura dell’esercizio precedente, grazie a operazioni che hanno riscontrato grande successo sui mercati, quali la terza emissione obbligazionaria in dollari (“Yankee Bond”, con una domanda pari a quasi 13 volte l’offerta), l’undicesimo Bond Esg di Cdp e le emissioni destinate al mercato retail.
Nel primo anno del Piano Strategico 2025-27, caratterizzato anche dalle celebrazioni per i 175 anni dalla nascita di Cdp e i 150 anni del risparmio postale, si è ampliato l’impegno di Cassa Depositi e Prestiti a favore della crescita del Paese. Tra le iniziative più significative si evidenziano: il rafforzamento del ruolo di Cdp per il tessuto imprenditoriale italiano, con il lancio della nuova operatività di finanziamento diretto verso le imprese di minori dimensioni e il roadshow sui territori avviato con Confindustria; il potenziamento del supporto alle Pubbliche Amministrazioni, tramite servizi di advisory e gestione di fondi pubblici, oltreché la firma dell’accordo tra Cdp e il Ministero dell’Università e della Ricerca per la gestione delle risorse del Pnrr; l’ampliamento della raccolta con il secondo Green Bond di Cdp (l’undicesima emissione Esg), il terzo Yankee Bond e le emissioni retail.
Guardando ai grandi gruppi industriali, di particolare rilevanza risulta il sostegno mediante aumento di capitale ad operazioni strategiche volte a creare nuovi campioni europei come l’acquisizione di 2i Rete Gas da parte di Italgas. Inoltre, per contribuire alla crescita di imprese e start-up nonché alla realizzazione di infrastrutture, sono proseguite le attività e gli investimenti indiretti in equity in settori strategici per il Paese.
Sul piano internazionale, e a conferma del ruolo sempre più rilevante di Cdp in Europa, si segnala l’aumento delle risorse InvestEu ottenute a garanzia di finanziamenti e investimenti da realizzare in Italia e il costante rafforzamento del dialogo con i partner europei e le Istituzioni comunitarie. In questa cornice si inserisce anche il primo Consiglio di Amministrazione tenutosi fuori dall’Italia, nella sede del Gruppo a Bruxelles. La prima operazione del “Plafond Africa” nell’ambito del Piano Mattei per contribuire alla realizzazione di uno dei più grandi impianti fotovoltaici nel Continente e il primo finanziamento nell’ambito del programma europeo Terra, in partnership con Fao, hanno contribuito a segnare un nuovo record sul fronte della Cooperazione internazionale allo sviluppo con una crescita del 28% delle risorse impegnate rispetto al 2024.
Infine, nel 2025 è cresciuto il supporto alle infrastrutture soprattutto in settori prioritari come quelli sanitario e delle reti stradali e si è rafforzata l’operatività a favore del comparto turistico, ad esempio con la riapertura al pubblico della struttura riqualificata delle Terme Berzieri di Salsomaggiore. Si conferma quindi il percorso del Gruppo sul fronte della sostenibilità con interventi a favore di imprese, Pubblica Amministrazione e comunità, nonché la progressiva decarbonizzazione del portafoglio finanziamenti con una diminuzione del 29% dell’intensità emissiva, rispetto al dato del 2022 preso come valore di riferimento.

(Adnkronos) - Che cos’è davvero l’ambiente? Non solo natura, ma un sistema complesso che include cultura, tradizioni, tecnologia e identità. È da qui che parte la riflessione di Vincenzo Pepe, ospite del podcast “Italia in transizione” di Adnkronos e Shared Ground.
Professore ordinario di diritto ambientale alla Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli, presidente di FareAmbiente e responsabile ambiente della Lega, Pepe propone una visione ampia e non riduzionista: "L’ambiente è “tutto ciò che ci circonda”: natura, ma anche opere dell’uomo, cultura, lingua, tradizioni".
Non è dunque solo tutela delle risorse naturali, ma qualità della vita. E dentro questa qualità rientra anche la tecnologia, che – sottolinea – non va demonizzata, ma resa sostenibile.
Uno dei punti centrali della puntata è il rapporto tra ambiente ed economia. Pepe rifiuta sia il negazionismo sia il catastrofismo, proponendo una terza via: il realismo.
Il concetto chiave è semplice: “Rischio zero non esiste. Rifiuto zero non esiste". La sostenibilità, nella sua visione, è mitigazione del rischio: scegliere il rischio minore compatibile con una buona qualità della vita. Un’impostazione che si oppone tanto alla “decrescita felice” teorizzata da Serge Latouche, quanto agli approcci puramente produttivisti. Lo sviluppo è inevitabile – e necessario – ma deve essere governato.
Nel confronto con Giorgio Rutelli, vicedirettore Adnkronos, emerge uno dei grandi dilemmi della transizione: chi deve guidarla?
Da un lato il Green Deal europeo promosso dalla Commissione di Ursula von der Leyen, con il suo impianto regolatorio ambizioso; dall’altro le preoccupazioni industriali di Paesi come Italia e Germania. La risposta di Pepe non è ideologica: la sostenibilità parte dai comportamenti individuali, ma deve tradursi anche in scelte collettive informate da metodo scientifico, non “dalla pancia”.
In questo quadro, critica sia gli eccessi regolatori sia le illusioni di autoregolazione del mercato. Il punto è trovare un equilibrio tra responsabilità individuale e politiche pubbliche efficaci.
Uno dei passaggi più netti riguarda la scuola. Pepe denuncia l’assenza di una vera educazione ambientale: “Sappiamo tutto di Dante, ma non sappiamo come rapportarci quotidianamente con le risorse naturali". Per lui, l’educazione ambientale dovrebbe diventare una disciplina obbligatoria, una nuova forma di educazione civica capace di incidere sui comportamenti concreti: rifiuti, energia, consumi.
La tecnologia è al centro della riflessione, ma sempre accompagnata da una domanda: come gestirne le conseguenze? L’esempio è quello dei rifiuti ospedalieri o radioattivi. Non possono essere eliminati, perché servono anche a salvare vite. Il problema diventa allora dove e come gestirli, evitando atteggiamenti come il “not in my backyard”. È qui che emerge la dimensione etica dell’ambientalismo: "Responsabilità significa accettare il problema e gestirlo, non spostarlo altrove",
Sul cambiamento climatico, Pepe rifiuta sia il negazionismo sia l’allarmismo: sì alla riduzione delle emissioni, per la salute delle persone; ma anche attenzione all’adattamento, spesso trascurato nel dibattito pubblico. Cita i dati dell’Organizzazione mondiale della sanità sulle morti legate alle polveri sottili per sottolineare un punto cruciale: le politiche ambientali servono anche a migliorare la salute qui e ora, indipendentemente dall’impatto globale.
Uno dei passaggi più geopolitici riguarda il ruolo dell’Europa tra Stati Uniti e Cina. Secondo Pepe gli Stati Uniti tendono a un approccio più “negazionista”, la Cina combina uso intensivo di carbone e leadership nelle tecnologie green, l’Europa rischia di restare schiacciata. La soluzione? Realismo industriale e investimenti in ricerca, evitando sia la deindustrializzazione sia la dipendenza tecnologica.
Sul tema energetico, Pepe è netto: serve un mix. Accanto a rinnovabili (solare, eolico, idroelettrico, geotermico), propone di investire anche nel nucleare: ricerca su fissione e fusione; sviluppo di piccoli reattori; riduzione della dipendenza dall’estero. L’Italia importa già energia nucleare da altri Paesi, senza produrla direttamente. Una contraddizione che, secondo Pepe, va affrontata.
La conclusione della puntata: "La vera transizione non è solo energetica o ambientale, ma culturale". Serve tempo, gradualità e capacità di evitare effetti di rigetto sociale. Le politiche troppo spinte, senza consenso e senza realismo, rischiano infatti di produrre reazioni opposte. Anche i movimenti come quelli di Greta Thunberg – riconosce Pepe – hanno avuto il merito di portare il tema al centro, ma la fase successiva richiede pragmatismo.
Il filo conduttore della puntata è chiaro: superare le polarizzazioni. Né catastrofismo né negazionismo, ma scienza al posto dell’ideologia, responsabilità al posto della rimozione, equilibrio tra sviluppo e sostenibilità. Un ambientalismo che, nelle parole di Pepe, è prima di tutto cura della “casa comune”, riprendendo l’insegnamento di Papa Francesco. E che si traduce in una domanda di fondo: qual è il rischio accettabile per vivere meglio, oggi e domani?
YouTube: https://youtu.be/VQFB0n1K3ac?si=1G9aUzb__iXT_9kj
Spotify: https://open.spotify.com/episode/6ICBNds4DypQu34puFsM1x?si=C7xd_IPkS127U5pWdOMPiA
Podcast Adnkronos: https://podcast.adnkronos.com/podcast/ep-2-custodire-per-progredire-con-il-prof-vincenzo-pepe/

(Adnkronos) - “Da 42 anni lo stabilimento di Parma contribuisce allo sviluppo dell'economia della salute. Lo fa attraverso tecnologie d'avanguardia e produzioni che vanno dalle fasi cliniche fino a quelle commerciali di farmaci altamente specializzati, come antitumorali, antivirali o specialty. Partono da Parma e raggiungono i pazienti che ne hanno bisogno in tutto il mondo”. Lo ha detto Martino Grazzi, amministratore delegato Gsk Manufacturing, all’evento ‘Dialoghi sull’Innovazione accessibile – Innovaction’ a Roma, promosso dalla farmaceutica e Adnkronos, con il patrocinio di Farmindustria.
Lo stabilimento di San Polo di Torrile si propone ora di mantenere e accrescere il ruolo strategico dell'Italia nella rete globale Gsk. “Possiamo ulteriormente valorizzare le competenze delle nostre persone, già capaci di fare cose che raramente si riescono a fare in un network farmaceutico. Questo è un must - sottolinea Grazzi - Dobbiamo continuare a investire sulle tecnologie d'avanguardia, sull'innovazione, fare rewarding dell'innovazione stessa e garantire che tutto il tessuto a supporto possa mantenere il passo di questa evoluzione tecnologica e cogliere le opportunità che via via potranno presentarsi”.

(Adnkronos) - “Credo sia molto importante avere delle piattaforme tecnologiche come gli Adc (Antibody-drug conjugates) in Italia. Gli anticorpi immunoconiugati sono la nuova frontiera già consolidata che può avere uno sviluppo molto importante anche per altre patologie e molti tumori solidi. Avere un centro in Italia" come quello per il trattamento del mieloma multiplo, "o più centri che producono questi anticorpi e creano nuove piattaforme può portare a un beneficio per tutto il sistema sanitario e a una maggiore competitività del nostro Paese a livello globale”. Lo ha detto Ruggero de Maria Marchiano, presidente di Acc - Alleanza contro il cancro, oggi a Roma, intervenendo a ‘Dialoghi sull’Innovazione accessibile – Innovaction’, evento promosso da Gsk e Adnkronos, con il patrocinio di Farmindustria.
“Portare l'innovazione dai laboratori tecnologici al letto del paziente è sempre stato l'obiettivo principale di Alleanza contro il cancro”, sottolinea il presidente che osserva: “Grazie alle tecnologie oggi disponibili è possibile individuare - anche a costi ragionevoli - moltissime persone geneticamente predisposte ad ammalarsi di cancro”. Per un’innovazione sostenibile, anche la diagnostica ha un ruolo centrale secondo de Maria Marchiano: “Alleanza contro il cancro fa analisi genomica molto approfondita a circa 18mila pazienti l'anno. Queste informazioni devono essere utilizzate in maniera intelligente per creare innovazione sostenibile”.
(Adnkronos) - Matteo Renzi attacca, Giorgia Meloni replica. A voce alta, a gesti, anche se il microfono ce l'ha il leader di Italia viva. In aula al Senato, dopo l'informativa della presidente del Consiglio, tocca ai senatori replicare. Quando la parola passa a Matteo Renzi, l'ex premier non risparmia critiche al governo. "Sa qual è la differernza tra voi e noi? Io non ho mai attacco il presidente del Consiglio per suo padre, sua madre o la sua famiglia", dice Renzi rivolendosi alla presidente del Consiglio. La premier, che fino a lì aveva ascoltato prendendo appunti, alza gli occhi, scuote la testa diverse volte e lascia partire un lungo "noooooooo", più volte, senza equivoci. Poi continua a rintuzzare gli affondi rivolgendosi ai ministri che le siedono intorno.

(Adnkronos) - Infortunio per Jannik Sinner contro Thomas Machac a Montecarlo? Il fuoriclasse azzurro accusa un problema alla schiena durante il secondo set del match degli ottavi di finale del Masters 1000 del Principato contro il tennista ceco. Cos'è successo? Jannik ha faticato nel secondo parziale e il ceco ha strappato due break consecutivi, poi l'azzurro ha recuperato guadagnando il tie-break.
Qui, sul 3-2 per il ceco, Machac tiene il servizio: si cambia campo sul 4-2 per lui e Sinner inizia a toccarsi la schiena, accennando una smorfia di dolore. Machac ne approfitta e va sul 5-2, allungando sul 6-2 dopo un doppio fallo dell'azzurro prima di chiudere sul 7-3.
Il problema sembra messo alle spalle, ma durante il terzo set Jannik è costretto a chiedere l'aiuto del medico e del fisioterapista, spiegando di non sentirsi benissimo. Probabilmente, a causa del caldo. Nello stesso momento, anche Machac chiede il time-out medico e dopo pochi minuti si ricomincia regolarmente.

(Adnkronos) - Unifil, dispiegata nel sud del Libano, è una "missione che è sempre stata in qualche modo scomoda" e oggi "non c'è nessun tipo di luce in fondo al tunnel". Parla con l'Adnkronos Andrea Tenenti, che è stato dal 2006 - dalla guerra dei 33 giorni tra Israele e Hezbollah libanesi - e fino alla scorsa estate portavoce della missione Unifil. Ricorda i 30 anni in totale di Onu alle spalle, convinto che il "diritto internazionale non stia bene da un po' di tempo" e che "adesso" stia "molto male".
Una nota dell'ambasciata israeliana a Roma incentrata sulla situazione nel sud del Libano denuncia "il fallimento della missione nell'applicare la Risoluzione 1701" del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite che nel 2006 pose fine alle ostilità e afferma che le forze Unifil (più di 40 Paesi, Italia compresa) "non sono oggetto di attacchi deliberati".
Tenenti torna indietro almeno al 2023. Il 7 ottobre di quell'anno il massacro di Hamas in Israele. E l'avvio delle operazioni militari israeliane contro Hamas e altri gruppi nella Striscia di Gaza, devastata dai raid. Il coinvolgimento nel conflitto degli Hezbollah libanesi, con un sostegno storico da parte dell'Iran. "Dal 2023, dall'inizio del conflitto, deliberatamente ci hanno attaccato", afferma Tenenti. "Ci hanno anche chiesto di lasciare il sud del Paese, sia le forze armate israeliane che il premier Benjamin Netanyahu - rimarca - Ma la Missione è rimasta perché voluta dalla comunità interzionale". E "penso la Missione stia pagando il prezzo di avere in qualche modo in quel momento tenuto testa alta rimanendo nel sud del Libano".
"Anche di recente gli israeliani hanno detto che vogliono occupare il Sud del Paese", incalza. Era fine marzo quando il ministro israeliano della Difesa, Israel Katz, parlava di una zona cuscinetto nella parte meridionale del Paese dei Cedri. "Al termine di questa operazione - diceva - le forze israeliane (Idf) saranno di stanza in una zona di sicurezza all'interno del Libano" e "avranno il controllo della sicurezza sull'intera area fino al fiume Litani".
"La Missione è sempre stata in qualche modo scomoda", rimarca Tenenti, che nel suo ragionamento parla dell'importanza di "un arbitro, seppur ferito, che possa portare informazioni alla comunità internazionale in base al mandato". E così rileva piuttosto il "fallimento di qualsiasi processo diplomatico per trovare una soluzione".
E se gli si chiede di un eventuale cambiamento nelle regole d'ingaggio dei caschi blu, Tenenti non ha dubbi. "L'importanza di una missione è far sì che possa avere capacità di monitoraggio", sottolinea, parlando della necessaria "azione diplomatica" e di "sostegno alla popolazione". "Diventare una missione che combatte una parte o entrambe - osserva - non renderebbe più credibili come autorità". E "non vedo a quanto possa servire". Inoltre, conclude, "non c'è nessun processo politico al momento che parli di Libano" e i "teatri Iran e Libano sono in qualche modo collegati per gli israeliani", che hanno assicurato sostegno alla tregua di due settimane annunciata tra Usa e Iran dopo più di un mese di raid americani e israeliani contro la Repubblica islamica, ma al contempo ripetuto che proseguiranno le operazioni militari in Libano. Le ultime ostilità sono iniziate il 2 marzo. "Non c'è nessun tipo di luce alla fine del tunnel". I raid di ieri - secondo l'ultimo bilancio ufficiale diffuso da Beirut, e ancora provvisorio - hanno provocato la morte di 203 persone e il ferimento di oltre un migliaio. Le Forze Armate libanesi confermano che sono rimasti uccisi quattro soldati.

(Adnkronos) - Su TikTok e Instagram diffondevano messaggi con richiami alla Jihad e al martirio religioso, per questo due cittadini stranieri sono stati fermati a Palermo. L'accusa è di istigazione a delinquere aggravata dalle finalità di terrorismo. Nel corso della stessa indagine sono stati perquisiti anche tre minorenni accumunati da "una fascinazione per le armi".
Immagini della Casa Bianca in fiamme, con il vessillo dello Stato Islamico al posto della bandiera statunitense, e di gruppi armati islamisti, con richiami a figure di riferimento della galassia jihadista, quali Osama Bin Laden ed Abū Muḥammad al-ʿAdnānī (leader dell’Isis), e di altri attentatori suicidi. Sono le immagini che i due cittadini stranieri fermati dalla Polizia a Palermo per istigazione a delinquere aggravata dalle finalità di terrorismo condividevano sui social. Entrambi sono stati condotti al carcere Pagliarelli di Palermo. Durante le perquisizioni sono stati rinvenuti e sequestrati numerosi device e strumenti informatici e, a carico di uno dei destinatari del fermo, una replica di pistola mitragliatrice, priva di tappo rosso, nonché oggetti con simbologie islamiste.
Le indagini sono state condotte dalla sezione Antiterrorismo della Digos di Palermo e dalla Direzione centrale della Polizia di prevenzione, sotto il coordinamento della Procura distrettuale antimafia del capoluogo siciliano. Secondo l'accusa i due cittadini stranieri domiciliati a Palermo si sarebbero resi protagonisti di "condotte volte alla propaganda jihadista e all’istigazione al terrorismo, inneggiando e istigando all’azione violenta e all’uso delle armi, quale indefettibile strumento di lotta contro l’Occidente e i miscredenti". In particolare, i due indagati avrebbero divulgato, attraverso profili social su TikTok e Instagram, messaggi con richiami alla Jihad e al martirio religioso, "espressione di un’indole violenta e della fascinazione per le armi da guerra e gli esplosivi". Nel corso delle indagini sono state rilevate pubblicazioni social, sintomatiche, spiegano gli investigatori, di "un avanzato processo di radicalizzazione religiosa", che presuppone come sacrificio estremo l’eliminazione dei miscredenti "da mandare all’inferno", facendo anche riferimento al dovere di colpire le "loro città sporche" e le "loro sporcizie politeiste", istigando così a commettere delitti di varia natura sul territorio italiano.
Emblematico è il video che, sullo sfondo del vessillo dello Stato Islamico, mostra atti di violenza da parte di un uomo con indumenti di colore nero nei confronti di persone inginocchiate e ammanettate, vestite con tute di colore arancione, tra i quali è possibile riconoscere l’attuale presidente degli Stati Uniti. Ad accompagnare le immagini un testo in lingua araba e inglese: "Ascolta bene America e voi alleati dell’America sappiate questo, o crociati la situazione è più seria di quanto voi pensiate e più grande di quanto voi possiate immaginare. Ve lo abbiamo detto prima, stiamo vivendo in una nuova era, in uno Stato in cui soldati e figli sono padroni non schiavi un popolo che nel corso dei secoli non ha mai conosciuto la sconfitta. Le loro battaglie sono decise ancora prima di iniziare, non combattono più dai tempi di Noè, senza essere certi della vittoria considerano la morte in battaglia una vittoria. Qui sta il segreto, stai combattendo contro un popolo che non può essere sconfitto o vincono o muoiono provandoci e la scadenza è fissata".
Tra le pubblicazioni condivise anche quella che ritrae una bandiera degli Stati Uniti lacerata, ammainata da alcuni persone in abiti militari, che la sostituiscono con il vessillo dello Stato Islamico. Il contenuto è accompagnato da un testo in lingua inglese che recita testualmente: "Il tempo è arrivato! Che la nazione di Maometto rinasca e questa rimuoverà la veste della vergogna e frantumerà la polvere dell’umiliazione e della trappola. Non c’è tempo per schiaffeggiare e urlare e con la grazia di Allah è spuntata di nuovo l’alba della gloria e il sole splendeva di Jihad e la luce di buone notizie e si profilava all’orizzonte la ricchezza e apparivano segni di vittoria".
Acquisite anche evidenze raffiguranti gli indagati, intenti in attività di preparazione atletica e di addestramento, mediante la pratica di alcuni sport da combattimento, accompagnati da musiche religiose, assimilabili ai cosiddetti 'Nasheed1', da frasi di lode ad Allah e, in alcuni casi, anche dal gesto dello sgozzamento. Tra le pubblicazioni maggiormente sintomatiche dell’adesione ai principi del fondamentalismo islamico anche l’immagine di una scritta in lingua araba, che rappresenta la professione di fede islamica, la 'Shahada' (Non c'è altro Dio all'infuori di Allah e Maometto è il suo messaggero), al di sotto della quale viene raffigurato un fucile d'assalto del tipo AK47.
Nell'ambito dell'indagine della Dda di Palermo sono emerse anche le figure di tre minorenni, anche loro stranieri, due dei quali residenti a Marsala (Trapani) e uno al Nord Italia. Nei loro confronti sono stati eseguiti dei decreti di perquisizione personale, locale e informatica, emessi dalla Procura per i minorenni, per i reati di detenzione abusiva di armi da sparo. Dalle indagini della sezione Antiterrorismo della Digos di Palermo e dalla Direzione centrale della Polizia di prevenzione, sono emersi come contatti dei destinatari del fermo.
Tutti e tre, spiegano gli investigatori, sono accomunati da "una fascinazione per le armi". In particolare, il monitoraggio dei rispettivi profili social ha permesso di appurare l’esistenza di numerose pubblicazioni su Instagram e TikTok, che li ritraggono mentre fanno uso di pistole semi-automatiche e armi da punta e da taglio con riferimenti alla simbologia islamica.

(Adnkronos) -
“Considerando anche l’invecchiamento della nostra popolazione, dal punto di vista del Sistema sanitario nazionale la maggior urgenza è trovare delle risorse per l’innovazione. In realtà è quello che abbiamo fatto sin dall’inizio” come ministero “stabilendo un record per quanto riguarda il fondo sanitario nazionale, in questi 3 anni, soprattutto con l'ultima legge di bilancio. Ma le risorse da sole non bastano, bisogna accompagnarle a modelli organizzativi e gestionali che permettano di destinare le stesse ai fabbisogni reali”. Lo ha detto Francesco Saverio Mennini, capo dipartimento Programmazione, dispositivi medici, farmaco e politiche in favore del Ssn, ministero della Salute, all’evento ‘Dialoghi sull’Innovazione accessibile – Innovaction’, promosso oggi a Roma da Gsk e Adnkronos, con il patrocinio di Farmindustria, e dedicato all’innovazione in ambito sanitario e terapeutico.
“Per il ministero della salute, ma soprattutto per il nostro Paese, la prevenzione è un asset fondamentale - sottolinea Mennini - Una buona parte di queste risorse le abbiamo utilizzate per incrementare, per la prima volta dalla nascita del Sistema sanitario nazionale, la quota obbligatoria da destinare alla prevenzione di ogni regione. Sempre in quest’ottica, anche per garantire maggiori investimenti - prosegue - stiamo proponendo, a livello di comunità europea, insieme al Mef, proprio come hanno fatto altri paesi, che alcune voci della spesa vengano trasformate in investimento. Le principali? Prevenzione, immunizzazione, terapie avanzate. Speriamo vengano accolte anche a livello di contabilità europea, permettendoci così di liberare delle risorse importanti da poter destinare, sempre nell’interesse dei pazienti, all’interno del sistema sanitario” conclude.

(Adnkronos) - Per migliorare l'accesso ai farmaci in Italia "bisogna intervenire sulla governance di carattere legislativo che dia un quadro chiaro e con il Testo unico sulla legislazione farmaceutica noi vogliamo perimetrare tutto questo. L'intenzione è mettere in sicurezza la nostra straordinaria filiera del farmaco che è cresciuta, siamo primissimi in Ue. Se difendiamo questo settore difendiamo il diritto alla salute dei cittadini che possiamo curare bene e meglio". Così il sottosegretario alla Salute, Marcello Gemmato, a margine dell'incontro 'Innovaction - Dialoghi sull'innovazione accessibile', promosso da Gsk e Adnkronos a Roma.

(Adnkronos) - Nadia Rinaldi, ospite oggi a La volta buona, ha parlato del suo percorso di rinascita fisica e personale cominciato nel 2001 quando si sottopose a un intervento di bypass gastrico che - associato a una corretta alimentazione - le ha permesso di perdere oltre 86 chili. Segnando una trasformazione radicale nella sua immagine.
Il percorso, tuttavia, non è stato privo di difficoltà. Nel 2014 l'attrice italiana ha deciso di sottoporsi a un intervento chirurgico al seno per eliminare del tessuto in ecceso. Ma l'operazione non è andata come previsto e questo le ha causato ulteriori complicazioni, tanto da rendere necessrio un ulteriore intervento che l'ha lasciata senza seno per oltre un anno.
Nel salotto di Caterina, Balivo Rinaldi ha spiegato: "Avevo un seno troppo grande e quindi mi sono sottoposto a un intervento di riduzione, ma hanno probabilmente inserito delle protesi non adatte a me. È stato davvero terribile vivere un anno e mezzo senza seno".
Con il tempo, Nadia Rinaldi è riuscita ad ottenere il seno che tanto desiderava e adatto al suo corpo. Nonostante la difficile esperienza, non ha perso fiducia nella chirurgia estetica tanto da sottoporsi recentemente a un intervento di lifting al viso e al naso.

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(Adnkronos) - C'è un clima di attesa in casa Forza Italia. Nelle ultime ore le voci di un avvicendamento al gruppo della Camera attualmente guidato da Paolo Barelli, fedelissimo di Antonio Tajani, sono sempre più insistenti nei corridoi di Montecitorio. In Transatlantico, dopo l'informativa di Giorgia Meloni in Aula sull'azione del governo, nei capannelli azzurri non si parla d'altro. Marina Berlusconi e il segretario nazionale, grazie anche alla mediazione di Gianni Letta, raccontano qualificate fonti azzurre all'Adnkronos, avrebbero già raggiunto un accordo sul nuovo presidente dei deputati forzisti e anche sul nodo dei Congressi locali, regionali e provinciali, che una parte rilevante del partito vorrebbe rinviare a dopo le amministrative (restano forti i malumori in Campania). Allo stato in pole position come capogruppo alla Camera ci sarebbe Enrico Costa, uno dei responsabili della passata campagna referendaria per il sì sulla riforma della giustizia, che viene dato per favorito rispetto agli altri papabili, come Pietro Pittalis.
Tajani, raccontano fonti parlamentari del centrodestra, starebbe lavorando con gli alleati a una exit strategy per Barelli, che potrebbe andare ad occupare un posto da sottosegretario nel governo Meloni: forse al Mimit per il dopo Bitonci, anche se sarebbe aperta sempre la finestra alla Cultura, posto lasciato libero da Gianmarco Mazzi approdato al dicastero del Turismo. L'occasione per l'eventuale 'rimpastino' potrebbe essere già oggi pomeriggio nel Cdm annunciato per affrontare l'emergenza della frana di Petacciato. Il Guardasigilli Carlo Nordio, però, interpellato in proposito alla Camera, avrebbe escluso, al momento, la possibilità di riempire almeno una delle cinque caselle vacanti nel sottogoverno (oltre al Mimit e alla Cultura, ci sono la Farnesina, l'Università e la Giustizia). Una volta chiuso il cerchio, raccontano, Tajani si dovrebbe recare domani a Milano per incontrare Marina Berlusconi e formalizzare le scelte sul dopo Barelli e la stagione congressuale con conseguente sfida sulle tessere per il controllo di Fi. Si prospetterebbe una diluizione delle assise, con un cronoprogramma che dia garanzie anche alla minoranza interna.
Il colloquio doveva tenersi in un primo momento prima di Pasqua nella residenza milanese della presidente Fininvest in Corso Venezia e, a oggi, non sarebbe stato ancora convocato ufficialmente, perché sarebbero in corso contatti per definire ogni aspetto della vicenda Barelli. Gli ultimi boatos assicurano che Tajani avrebbe avuto l'ok dalla primogenita del Cav per 'indicare' il successore. Il ministro degli Esteri dovrebbe scegliere il capogruppo alla Camera tra gli uomini a lui più vicini, a patto che sia un volto nuovo. La famiglia Berlusconi, raccontano, si sta ritrovando unita su ogni scelta che riguarda il futuro di Fi. In questa fase, Pier Silvio Berlusconi sembra più defilato, ma in realtà lui e Marina si muovono all’unisono. Proprio l’ad di Mediaset l’estate di tre anni fa aveva evocato la necessità di un rinnovamento della classe dirigente nei partiti e in particolare nel movimento azzurro. Chi conosce bene i due fratelli, a quanto si apprende, esclude una loro volontà di scendere in campo in prima persona e ricorda che hanno più volte dichiarato di essere imprenditori ma anche e soprattutto cittadini. E che entrambi si sentono in dovere di tutelare al meglio quello che considerano un lascito del padre a loro e al Paese.

(Adnkronos) - La tregua fragile in Medio Oriente pesa sulle compagnie aree quasi al pari della guerra. Provate da sei settimane di guerra contro l'Iran, le aviolinee sono corse ai ripari riducendo le rotte e rialzando i prezzi dei biglietti, ma il caro carburante non dà tregua e i clienti, diffidenti, ci pensano due volte prima di programmare un viaggio. Una situazione che potrebbe protrarsi anche se la fragile tregua dovesse reggere.
I vettori hanno in gran parte sospeso i voli nella regione del Golfo; Air France ha annunciato questa settimana che avrebbe prorogato le sospensioni fino al 3 maggio, una decisione che, secondo una fonte citata dall'Afp, era stata presa prima del cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran.
Senza alcuna certezza che i prezzi del carburante per aerei torneranno ai minimi pre-bellici, gli amministratori delegati si trovano a dover ripensare i piani di espansione e gli ordini di aerei. “Il settore aereo sta subendo due shock simultanei: il forte aumento dei prezzi del carburante, che rappresenta la prima o la seconda voce di spesa più importante per un vettore, e uno shock della domanda, con i passeggeri che decidono di aspettare e vedere come si evolve la situazione”, sottolinea Paul Chiambaretto, professore ed esperto di aviazione presso la Montpellier business school in Francia.
Il carburante per aerei, che costava circa 830 dollari a tonnellata prima dello scoppio della guerra, ha superato i 1.800 dollari a tonnellata all'inizio di aprile, e mercoledì era ancora a 1.786 dollari. Ne consegue che il carburante che rappresenta solitamente dal 25 al 30% dei costi operativi di una compagnia aerea, ai prezzi attuali rappresenta il 45%.
Per mantenere la redditività, i prezzi dei biglietti sono stati aumentati e alcune rotte dove gli aerei non volano regolarmente sono state sospese o addirittura cancellate. Vietnam Airlines è arrivata addirittura a cancellare circa 20 voli nazionali a settimana a partire da aprile, a causa della carenza di carburante per aerei e molte compagnie aeree hanno già imposto supplementi carburante che potrebbero rivelarsi permanenti. Cathay Pacific ha aumentato i costi aggiuntivi più volte da febbraio. Il tutto mentre emerge un trend di calo della domanda per l'incertezza legata alla guerra. "Penso che le persone che inizialmente avevano in programma di recarsi in Medio Oriente o di sorvolare il Medio Oriente per le loro vacanze si stanno adesso rivolgendo al Portogallo, la Spagna, il sud della Francia e l'Italua" dice all'Afp il patron di Ryanair, Michael O'Leary.
Inoltre la guerra sta mettendo a dura prova il modello economico dei grandi hub mediorientali, che dipendono da un flusso costante di passeggeri sui voli a lungo raggio da e verso le Americhe, l’Europa e l’Asia.
Da allora, i vettori europei e asiatici che dispongono di aerei a lungo raggio hanno avviato voli diretti tra le due regioni, aggirando completamente gli hub del Golfo. Anche dopo la riapertura, è improbabile che gli aeroporti tornino presto alla piena capacità, e solo se i prezzi del carburante scenderanno come sperato. Willie Walsh, direttore dell'Associazione internazionale del trasporto aereo (Iata), ha avvertito questa settimana che, se il cessate il fuoco avrà successo, ci vorranno comunque mesi prima che le forniture e i prezzi del carburante per aerei tornino alla normalità. “Non credo che succederà nel giro di poche settimane”, ha detto Walsh.

(Adnkronos) - “Gsk è la prima ed oggi unica azienda ad avere sviluppato un Adc (Antibody-drug conjugates), il belantamab mafodotin in ambito mieloma multiplo per i pazienti sin dalla prima recidiva e siamo onorati nel dire che questo farmaco viene prodotto in Italia, nel nostro sito di Parma”. Così Maria Sofia Rosati, direttore medico di Gsk Italia, partecipando, oggi a Roma, a ‘Dialoghi sull’innovazione accessibile-Innovaction’, l’incontro promosso dalla farmaceutica e Adnkronos con il patrocinio di Farmindustria.
“Gli Adc sono l'ultima frontiera dell'oncologia - sottolinea Rosati - Storicamente bombardavamo i tumori con delle chemioterapie citotossiche, poi siamo evoluti verso gli anticorpi monoclonali che portavano la terapia dove serviva. Oggi siamo in grado di veicolare la ‘bomba’, quindi la terapia citotossica, direttamente all'interno del tumore con la possibilità di aumentare le chance di distruzione della malattia”.

(Adnkronos) - “L'Europa ha una tradizione di innovazione molto forte e anche una produzione farmaceutica di qualità. Tra le azioni più urgenti da intraprendere, quindi, quella di fare sistema da un lato e, dall'altro, incentivare e accelerare l'attrazione di investimenti nella ricerca: nei prossimi anni saranno sempre più importanti per evitare che ricadano solo nella parte asiatica o sugli Stati Uniti, anche a causa delle politiche più protezionistiche che Trump ha messo in atto”. Lo ha detto Daniela Bianco, partner e responsabile area Healthcare Teha Group, all’incontro, oggi a Roma, ‘Dialoghi sull’innovazione accessibile-Innovaction’, promosso da Gsk e Adnkronos, con il patrocinio di Farmindustria.
“È importante precisare - continua - che quando parliamo di economia della salute parliamo di settore industriale, sia farmaceutico che di dispositivi medici, ma anche di tutta la filiera della ricerca e dell'assistenza sanitaria. In questa accezione più ampia, lo scenario attuale vede tale sistema europeo sostanzialmente schiacciato dalla crescita, da un lato, dalla parte americana e, dall'altro, dalla parte asiatica, trainata in primis dalla Cina. Questo per l'Europa è un momento molto difficile dove bisogna rispondere a queste dinamiche e a questo nuovo equilibrio che si sta creando a livello globale”, conclude Bianco.
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