
(Adnkronos) - Giocattoli con il marchio contraffatto della Disney, ma anche privi della marcatura CE sulle confezioni e del rispetto delle norme di sicurezza. L'indagine ha portato al sequestro di 1.600 giocattoli e al ritrovamento di oltre 935mila prodotti irregolari in un deposito di stoccaggio a Prato. Denunciato un imprenditore cinese di 42 anni.
L'attività investigativa è stata svolta con il supporto dei militari del Comando provinciale della Guardia di Finanza di Prato. La Procura, sottolinea in un comunicato il procuratore Luca Tescaroli, sottolinea che l'operazione contribuisce a rafforzare la tutela del mercato legale, della concorrenza e della filiera produttiva. La produzione e la commercializzazione di prodotti contraffatti o privi dei requisiti di sicurezza, evidenzia l'ufficio inquirente, alterano il regolare funzionamento dell'economia, danneggiano le imprese che operano nel rispetto delle regole, incidono sul gettito fiscale e compromettono lo sviluppo economico del territorio e del Paese.
Sette titoli e due nuove produzioni in un itinerario che attraversa
due secoli di storia della musica, dal Settecento alla metà del
900. La nuova stagione del Lirico di Cagliari riparte il 22 gennaio
2027 con Don Carlos di Verdi grand-opéra, regia di Davide
Livermore, nella versione francese in cinque atti, inedita per
Cagliari.
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(Adnkronos) - Le notizie circolate in questi giorni su un possibile problema al ginocchio destro di Jannik Sinner hanno subito suscitato grande preoccupazione nel mondo degli appassionati di tennis e dei tifosi del numero 1 del ranking Atp. Il Masters 1000 di Cincinnati è dietro l'angolo. E il campione altoatesino si è sottoposto a controlli a Milano a pochi giorni dalla partenza programmata per gli Stati Uniti. La domanda che tutti si pongono è: cosa succede? "Pur non potendo entrare nel merito della condizione specifica del campione - analizza all'Adnkronos Salute Andrea Bernetti, professore ordinario di Medicina fisica e riabilitativa all'UniSalento e segretario generale della Simfer (Società italiana di medicina fisica e riabilitativa) - possiamo affermare che, quando un tennista accusa un problema al ginocchio senza aver subito un trauma acuto, come sembrerebbe essere il caso di Sinner, probabilmente ci troviamo davanti a una patologia da sovraccarico, causato dalle continue sollecitazioni, salti, frenate, scivolamenti e cambi di direzione violenti richiesti dal tennis moderno". Per l'esperto si può dedurre, "pur non conoscendo nel dettaglio la situazione, come la scelta del suo staff sembrerebbe sia quella della giusta precauzione per non sollecitare troppo il ginocchio e permettere, quindi, da un lato di gestire il carico e dall'altro di sottoporsi a un protocollo terapeutico dedicato per arrivare nella migliore condizione possibile" agli Us Open, ora l'appuntamento più importante del suo calendario, "preservando al tempo stesso l'articolazione".
Per gli atleti di questo sport è fondamentale gestire tempestivamente ogni eventuale disagio, soprattutto perché lo stress a cui sono sottoposti gli arti inferiori è costante. E il sovraccarico è un pericolo concreto. "Queste condizioni - spiega Bernetti - si verificano quando microtraumi ripetuti sui tessuti muscolo-scheletrici superano la capacità di compensazione e rigenerazione del corpo. La letteratura scientifica evidenzia infatti come il tennis solleciti moltissimo le articolazioni degli arti inferiori. Infatti, in maniera quasi sorprendente, gli infortuni agli arti inferiori rappresentano tra il 31% e il 67% di tutti i traumi nel tennis, dominando la casistica medica rispetto agli arti superiori. Il distretto del ginocchio è coinvolto in circa il 10-15% degli infortuni totali che colpiscono i tennisti. Di questi, il 60-70% non deriva da un evento traumatico (come una torsione improvvisa con il piede bloccato), ma è classificabile come infortunio da overuse (sovraccarico)".
Nel tennis, continua, "le patologie del ginocchio da sovraccarico più comuni sono: la tendinopatia rotulea (Jumper's Knee), in assoluto una delle più frequenti tra i professionisti", che si verifica quando "l'energia esplosiva sprigionata dalle gambe richiesta per il servizio, unita ai continui 'split step' (i saltelli di preparazione prima di ogni colpo avversario), sovraccaricano il tendine che collega la rotula alla tibia, causandone degenerazione e infiammazione con tipico dolore pungente nella parte anteriore del ginocchio; poi la tendinopatia quadricipitale, clinicamente molto simile alla rotulea, ma con dolore e degenerazione che si localizzano sul polo superiore della rotula, proprio all'inserzione del muscolo quadricipite; la sindrome femoro-rotulea, provocata da un attrito della superficie articolare della rotula sul femore" e legata al fatto che "le continue flessioni del ginocchio in risposta ai colpi bassi e gli scivolamenti laterali possono potenzialmente provocare un sovraccarico della cartilagine rotulea e della sua controparte femorale; e la sindrome della bandelletta ileotibiale che si manifesta con dolore sulla faccia esterna del ginocchio ed è causata dalla frizione continua di una fascia fibrosa a livello del condilo femorale laterale, condizione che può essere esacerbata dai continui passi laterali e dai cambi di direzione laterali tipici del tennis".
Altra condizione molto frequente, evidenzia Bernetti, "è quella delle lesioni meniscali che rappresentano circa il 10-20% di tutti gli infortuni al ginocchio nei giovani sportivi, e il tennis non fa eccezione, in particolare per via dei continui cambi di direzione e delle torsioni degli arti inferiori. Infatti, i menischi, fungono da veri e propri ammortizzatori in fibrocartilagine tra il femore e la tibia, e subiscono forze di compressione e di taglio enormi durante un match di tennis. La letteratura divide le meniscopatie in due grandi categorie: le lesioni traumatiche acute, causate da un trauma in torsione che possono essere molto dolorose, bloccare l'articolazione e richiedere un trattamento chirurgico e le meniscopatie degenerative da sovraccarico, causate dalle continue sollecitazioni in torsione e da ripetuti micro-impatti. Queste sono condizioni subdole che possono essere asintomatiche per molto tempo, per poi manifestarsi all'improvviso con dolore sordo e fastidioso a livello della rima articolare, sensazioni di cedimento o 'click' articolari, specialmente sotto carico e con versamenti articolari. Queste sollecitazioni possono anche interessare l'osso subcondrale (sotto la cartilagine) provocandone un edema, solitamente a livello dei condili femorali o del piatto tibiale".
Fra le possibilità terapeutiche per gestire le condizioni illustrate da Bernetti "annoveriamo l' idrochinesterapia (esercizio terapeutico in acqua), la terapia fisica strumentale (onde d'urto focali, campi elettromagnetici pulsati, laser-terapia), la terapia infiltrativa a base di acido ialuronico, pappa piastrinica (Prp), collagene, ozonoterapia. Tutte possibilità che devono essere valutate in maniera personalizzata in base alla diagnosi e alle caratteristiche di ogni singolo atleta", conclude l'esperto.

(Adnkronos) - Disco verde della Fda americana al primo farmaco contro la narcolessia di tipo 1 che tratta l'intera gamma dei sintomi della malattia, agendo sul meccanismo che la causa. Il via libera alla terapia - Orzeyful (oveporexton) di Takeda, formulato in compresse - viene presentato dall'agenzia Usa come una svolta. "Per troppo tempo le persone affette da narcolessia di tipo 1 hanno dovuto gestire una complessa condizione neuropsichiatrica cronica con trattamenti che ne affrontavano solo alcuni aspetti. Questo nuovo farmaco è il primo medicinale che agisce sulla biologia alla base della malattia, trattandola nella sua interezza", afferma Tiffany R. Farchione, direttore della Divisione di Psichiatria del Centro per la valutazione e la ricerca sui farmaci della Food and Drug Administration.
La narcolessia di tipo 1 - spiega la Fda - è un raro disturbo neuropsichiatrico del sonno, una condizione cronica che negli Stati Uniti colpisce circa 1 persona su 2.000. È causata dalla perdita di cellule cerebrali produttrici di orexina, un neurotrasmettitore che regola la veglia, il sonno e il tono muscolare. Senza orexina, il cervello fatica a mantenersi vigile e a separare sonno e veglia. Il risultato è un insieme di sintomi invalidanti tra cui eccessiva sonnolenza diurna, cataplessia (improvvisa debolezza muscolare scatenata da forti emozioni come la risata), paralisi del sonno, allucinazioni al confine tra sonno e veglia e disturbi del sonno notturno. Fino ad oggi nessun farmaco era stato approvato per la narcolessia di tipo 1 come disturbo unico, e nessuno agiva sul sistema dell'orexina. Orzeyful, assunto 2 volte al giorno, anziché mascherare i sintomi della malattia con stimolanti o sedativi attiva direttamente lo stesso recettore cerebrale che l'orexina endogena stimolerebbe normalmente, ripristinando il segnale mancante.
Nei due studi che hanno valutato l'efficacia e la sicurezza del medicinale, con Orzeyful 2 mg i pazienti hanno mostrato un miglioramento nella capacità di rimanere svegli durante il giorno rispetto a quelli che avevano ricevuto un placebo. Hanno inoltre riportato una sonnolenza diurna significativamente inferiore, una riduzione significativa degli episodi di cataplessia e un miglioramento rilevante dell'intero spettro dei sintomi della narcolessia, tra cui paralisi del sonno, allucinazioni e disturbi del sonno notturno. Gli effetti collaterali più comuni sono stati insonnia, aumento della frequenza urinaria, urgenza di urinare e aumento della produzione di saliva. La percentuale di partecipanti che hanno interrotto il trattamento a causa di effetti collaterali è risultata bassa.
I pazienti devono informare il proprio medico di tutti i farmaci che stanno assumendo, poiché Orzeyful non deve essere usato contemporaneamente a potenti inibitori del CYP3A. La sicurezza e l'efficacia di Orzeyful non sono state stabilite in pazienti di età inferiore a 18 anni. Orzeyful è stato raccomandato per l'inserimento nella tabella delle sostanze controllate (Controlled Substances Act) e sarà legalmente commercializzato a seguito della decisione di classificazione emessa dalla Drug Enforcement Agency (Dea). Il farmaco ha ricevuto la designazione di Breakthrough Therapy e la procedura di Priority Review, che riduce i tempi di revisione previsti. E' una designazione che viene concessa ai farmaci che mostrano evidenze cliniche precoci di un miglioramento sostanziale rispetto alle terapie disponibili per patologie gravi, consentendo una guida e una collaborazione più intense da parte della Fda durante lo sviluppo.

(Adnkronos) - "È un grande successo dell’Ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri di Roma, che premia un lavoro portato avanti con determinazione per ottenere regole più chiare, moderne e coerenti con l’effettiva natura dell’attività professionale di medici e odontoiatri". Lo dichiara Antonio Magi, presidente dell’Omceo di Roma, commentando il nuovo provvedimento predisposto dalla Regione Lazio che ridefinisce organicamente le tipologie di studi professionali medici, odontoiatrici e degli altri esercenti professioni sanitarie regolamentate non soggetti ad autorizzazione all’esercizio.
Il nuovo impianto - riferisce una nota - supera le precedenti Dgr n. 447/2015 e n. 1247/2025 e nasce dalla necessità di eliminare i dubbi interpretativi emersi negli anni, definire in maniera univoca le fattispecie escluse dal regime autorizzatorio e armonizzare le procedure amministrative. "Come Ordine – sottolinea Magi – abbiamo sostenuto con forza la necessità di distinguere lo studio del medico o dell’odontoiatra da una struttura sanitaria complessa. È un principio fondamentale: non è accettabile sottoporre il singolo professionista, lo studio associato o una Società tra Professionisti agli stessi adempimenti previsti per organizzazioni sanitarie complesse quando non ne ricorrano i presupposti".
Il provvedimento - si legge - riconosce infatti un regime amministrativo semplificato, fondato sulla comunicazione di inizio attività, per l’esercizio professionale in forma singola, associata o attraverso Società tra professionisti (Stp), purché l’attività svolta non rientri tra quelle per le quali la normativa richiede una specifica autorizzazione. "Questo significa – prosegue Magi – meno burocrazia inutile e maggiore certezza del diritto, senza diminuire di un millimetro la tutela della salute. Al contrario, regole chiare permettono anche controlli più efficaci, perché consentono di distinguere ciò che costituisce esercizio della professione da ciò che, per complessità organizzativa, tecnologica o per rischio clinico, deve essere assoggettato ad autorizzazione".
La nuova disciplina stabilisce infatti che rimangano nel regime autorizzativo le prestazioni di chirurgia ambulatoriale, le procedure diagnostiche o terapeutiche di particolare complessità o rischio e, tra le altre, le attività puramente diagnostiche quali diagnostica per immagini e analisi cliniche. Le apparecchiature elettromedicali possono invece essere presenti nello studio quando utilizzate in maniera accessoria e complementare all’attività professionale, nei limiti espressamente previsti dalla disciplina. Per l’Omceo Roma "è particolarmente importante anche il riconoscimento delle differenti modalità attraverso le quali oggi può essere organizzato l’esercizio professionale, comprese le forme associate, le Stp e i polistudi, mantenendo ferma l’autonomia e la responsabilità del professionista".
"La medicina - prosegue Magi - è profondamente cambiata e anche le modalità di esercizio della professione sono cambiate. Le norme devono accompagnare questa evoluzione, non ostacolarla. La presenza di strumenti tecnologici di supporto non può trasformare automaticamente uno studio professionale in una struttura sanitaria complessa: ciò che conta sono la natura della prestazione, la sua complessità, l’organizzazione e il rischio per il paziente".
Il nuovo sistema - spiegano dall'Omceo - mantiene, al tempo stesso, precisi strumenti di trasparenza: la comunicazione di inizio attività dovrà essere esposta al pubblico e la sua mancata esposizione comporta l’applicazione della sanzione amministrativa prevista dalla normativa regionale. "Ringraziamo il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca e la Direzione regionale Salute per aver raccolto e portato a compimento un percorso sul quale l’Ordine dei medici di Roma si è impegnato con convinzione e i componenti ordinistici dell’omceo di Roma Ing. Andrea Tuzio e l’avv. Valentina Tascione per il grande lavoro. È una vittoria della professione, ma soprattutto del buon senso: semplificare ciò che può essere semplificato, autorizzare ciò che realmente necessita di autorizzazione e controllare con rigore ciò che può incidere sulla sicurezza del paziente". "L'Ordine – conclude Magi – continuerà a collaborare con la Regione anche nella fase applicativa, affinché le nuove disposizioni siano attuate in maniera uniforme. Difendere la professione significa anche liberare medici e odontoiatri da adempimenti impropri, senza mai arretrare sulla qualità delle cure, sulla responsabilità professionale e sulla tutela della salute dei cittadini".

(Adnkronos) - L'Argentina si schiera con il presidente della Fifa Gianni Infantino e lo fa con un lungo comunicato, dopo giorni di polemiche che hanno visto al centro l'attuale numero uno del calcio mondiale in virtù del tentativo - subito fallito - di privatizzare i Mondiali: "A nome dell’Associazione del Calcio Argentino (Afa) e del suo Comitato Esecutivo - si legge nella nota - ci rivolgiamo a lei, caro Presidente, e, per il suo autorevole tramite, alla dirigenza della Fifa, per esprimere il nostro sostegno all’operato svolto negli ultimi dieci anni, che ha avuto come principali obiettivi lo sviluppo del calcio in tutto il mondo e la solidità istituzionale, fondata su un modello di governance chiaro, stabile e trasparente".
Dopo il meeting di Rabat, la Fifa aveva chiesto scusa per il progetto Fifa Forward Enterprise, che prevedeva la cessione di una parte dei Mondiali a investitori privati, ribadendo il sostegno al presidente del massimo organismo calcistico a livello mondiale. Nonostante le scuse, la Uefa ha annunciato che il suo boicottaggio delle competizioni Fifa, compresi i Mondiali, rimane in vigore nonostante l'abbandono del piano di vendita dei mondiali ai privati e le scuse di Infantino.
L'Afa - che ha grande peso nella Conmebol - ha spiegato le ragioni del sostegno (che ieri è stato ribadito dalla Confederazione africana) a Infantino: "A tal proposito, in relazione ai recenti avvenimenti di pubblico dominio, dobbiamo riconoscere la decisione dell’Amministrazione di ritirare un progetto che, all’interno della famiglia del calcio e sin dal suo avvio, ha generato molte più incertezze che certezze. Per questo motivo, è doveroso sottolineare il riconoscimento degli errori commessi in tale processo e le scuse espresse nel significativo messaggio rivolto alle 211 federazioni affiliate alla Fifa. Dare priorità alle norme di governance è un pilastro fondamentale per il rafforzamento delle buone relazioni tra la Fifa, le sue associazioni affiliate e le confederazioni".
E ancora: "Allo stesso modo, come abbiamo già espresso, lei sta guidando un processo che ha promosso una profonda trasformazione della Fifa e che ha aperto le porte dell’organizzazione a tutte le associazioni affiliate e alle confederazioni, affinché, attraverso un dialogo franco e diretto, possiamo continuare, tutti insieme, a promuovere il calcio a ogni livello e in tutte le sue discipline. Dal nostro punto di vista, tale trasformazione si è fondata su un modello di governance trasparente, sul rispetto delle strutture statutarie e sul rispetto delle procedure democratiche: principi essenziali affinché la famiglia del calcio rimanga unita, solida e impegnata a continuare a generare miglioramenti sul piano sportivo e istituzionale, con ricadute positive sulla qualità della vita di milioni di persone che praticano il nostro amato sport. Di conseguenza, in vista dell’imminente Congresso della Fifa, l’Associazione che ho l’onore di presiedere crede fermamente e ribadisce che la strada da seguire è continuare a lavorare sotto la sua leadership, al fine di proseguire nello sviluppo di un calcio migliore e ancora più inclusivo".

(Adnkronos) - Ludwig, LDA e Aka7even sono tra gli artisti attesi alla nuova edizione di Formello Estate 2026, la manifestazione estiva che si preannuncia come il principale punto di riferimento culturale, di intrattenimento e di socializzazione in città. Con un ricco calendario di eventi, musica, spettacoli, all'aperto e tante altre iniziative, l’obiettivo è coinvolgere cittadini e visitatori di tutte le età, offrendo una stagione estiva indimenticabile.
Sotto la direzione artistica di Marcello Cirillo, la rassegna mira a creare serate di divertimento e condivisione, trasformando i Giardini Comunali nel palcoscenico di numerosi appuntamenti. Tutti gli eventi avranno inizio alle ore 21:30. L’Amministrazione Comunale quest'anno ha deciso di valorizzare i giovani talenti. Questa iniziativa mira a promuovere la creatività giovanile, coinvolgendo la comunità e stimolando l'interesse per le nuove generazioni nel mondo dello spettacolo.
Si parte il 7 agosto con Pink Puffers & Carmen Russo Show e si prosegue l'8 con Doctor Vintage Show, il 9 con Ludwig Live Show, il 10 con 'Voglio tornare negli Anni 90' e l'11 con LDA & Aka7even.

(Adnkronos) - Serata da incubo al cinema per centinaia di persone in sala per vedere Spider-Man: Brand New Day, l'ultimo capitolo della saga dell'Uomo Ragno. Il film macina record di incassi in tutto il mondo. A Cartagena, in Colombia, il blockbuster con Tom Holland protagonista ha fatto notizia per un altro motivo in una sala del Cine Colombia Multiplex in uno dei più grandi centri commerciali della città.
Tutto, come riferisce Jam Press, stava filando liscio fino all'incidente che ha coinvolto uno spettatore. Una flatulenza ha avuto un effetto dirompente nella sala, creando un ambiente mefitico che ha innescato una fuga di massa. Uno, cinque, dieci, cinquanta spettatori si sono alzati disgustati, abbandonando la propria poltroncina. Alla fine, un centinaio di persone - compreso un uomo travestito da Spiderman per l'occasione - si è ritrovato all'esterno della sala.
La proiezione è proseguita davanti ad una platea fantasma: quasi nessuno è rientrato in sala. La vicenda è rimbalzata persino sul New York Post, che ha seguito eventuali sviluppi del caso. Ad oggi, il colpevole non è stato ancora identificato, anche se alcune fonti - secondo i media locali - ipotizzano che si si sia trattato di uno scherzo con una 'fart bomb' o che la persona in questione non sia riuscita ad arrivare in bagno in tempo.

(Adnkronos) - 'Ultimatum' della Spagna all'Italia. Il governo di Madrid ha avvertito Roma che adotterà "misure proporzionali" se l'Italia non rimuoverà i controlli alle frontiere per i viaggiatori provenienti dal paese iberico entro domenica. L'Italia ha sospeso l'accordo di Schengen con la Spagna - ripristinando controlli per viaggiatori di paesi terzi - dopo l'ingresso di massa di migranti a Ceuta giovedì scorso.
Dopo una riunione in videoconferenza presieduta dal premier spagnolo Pedro Sanchez con alcuni ministri interessati sulla situazione a Ceuta, il governo di Madrid ha chiesto che l'Italia "rettifichi" e ponga fine ai controlli sulla circolazione dei viaggiatori provenienti dalla Spagna annunciati una settimana fa e che dovrebbero restare in vigore per un mese.
Una misura che, ha ribadito la Moncloa, Madrid considera "ingiusta, contraria agli interessi dell'UE e discriminatoria per la popolazione spagnola". "Per questo, esortiamo il Governo italiano a rettificare, a porre fine ai controlli e a trattare gli spagnoli come il resto dei cittadini europei. Se non lo facesse prima di domenica 9 agosto, la Spagna si vedrà obbligata ad adottare misure proporzionali per proteggere gli interessi e la dignità dei propri cittadini", si legge in una nota citata dai media di Madrid.
La Guardia Civil di Ceuta intanto ha recuperato oggi il corpo senza vita di un giovane migrante subsahariano precipitato in mare con un parapendio con cui aveva tentato di entrare illegalmente a Ceuta. A riferirne è il quotidiano spagnolo '20 minutos'.
La tragedia si è consumata questa mattina: gli agenti hanno avvistato una persona che tentava di raggiungere la città con un parapendio proveniente dalle montagne di Benzú, nella baia settentrionale. Il migrante, secondo le prime indicazioni, intendeva atterrare in una zona vicina al confine settentrionale, ma presumibilmente non è riuscito a controllare il parapendio ed è finito in acqua.
La polizia spagnola ha dichiarato di aver smantellato quella che ha definito una delle più grandi reti criminali coinvolte nel traffico di migranti attraverso il Mediterraneo, arrestando 78 persone e sequestrando 18 imbarcazioni ad alta velocità. Secondo quanto riferito in un comunicato, la rete avrebbe utilizzato le imbarcazioni per trasportare droghe sintetiche come l’ecstasy dalla Spagna all’Algeria e, durante il viaggio di ritorno, per contrabbandare migranti verso la costa mediterranea spagnola e l’isola di Ibiza.
Gli investigatori ritengono che il gruppo sia responsabile di almeno 64 operazioni di traffico di migranti, nel corso delle quali sono state portate in Spagna più di 2mila persone, con un guadagno di oltre 24 milioni di Euro.
La polizia ha definito le traversate marittime "estremamente pericolose", con i migranti che viaggiavano "ammassati, ad alta velocità, con il mare mosso". "In alcune occasioni, i passeggeri venivano persino legati per impedire che cadessero in acqua durante il viaggio", si legge nel comunicato. L’organizzazione richiedeva fino a 12mila Euro a persona trasportata, con alcune operazioni che coinvolgevano fino a 50 migranti per traversata, ha precisato la polizia.
Tra gli arrestati figurano quattro presunti leader dell’organizzazione. Le autorità hanno inoltre sequestrato 18 imbarcazioni ad alta velocità per un valore superiore a cinque milioni di Euro. L’operazione è stata condotta con la collaborazione di Europol, l’agenzia di polizia dell’Unione Europea, e delle forze di polizia di Francia, Portogallo e Polonia.

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L'8 agosto 1956 un incendio nel pozzo di Marcinelle uccise 262 minatori. Di questi, 136 erano italiani. Il Bois du Cazier da allora ha smesso di essere una miniera ed è diventato un museo, con i suoi macchinari e i suoi edifici rimasti dov'erano. Per il settantesimo anniversario dell'incendio, oggi e domani, 7 e 8 agosto, Inca e Cgil sono a Marcinelle per due giornate di iniziative. Nel corso della prima giornata, Inca inaugura ufficialmente il monumento 'Où la lampe passe, le mineur doit passer', donato nel 2006 dal patronato stesso e tornato sul sito dopo una fase di restauro, e presenta il volume 'Marcinelle 1956-2026. Settant'anni tra memoria, diritti e tutela'. All’evento intervengono Colette Ista, direttrice Museo Bois du Cazier, Pier Luigi Gentile, Console Generale d'Italia a Charleroi, Carlo Briscolini e Vincent Pestieau, segretari regionali del sindacato belga Fgtb, Vincenzo Sgalla, presidente di Inca Belgio, e Michele Pagliaro, presidente di Inca Cgil. Le conclusioni sono affidate a Maurizio Landini, segretario generale della Cgil.
La delegazione dell’Inca e della Cgil partecipa l’8 agosto alla giornata di commemorazione della tragedia, alla presenza delle istituzioni italiane e belghe. Ma 70 anni di Marcinelle, per Inca Cgil, "non sono solo una data da ricordare". "Si tratta un punto di osservazione - avverte - da cui guardare al presente: quanto, di quella miniera, resta ancora nei cantieri, nei capannoni, nelle catene di appalti di oggi. La memoria, per un patronato come l'Inca, non è soltanto commemorazione: è la base su cui si misura quanto la tutela e la sicurezza sul lavoro abbiano fatto passi avanti, e quanto invece restino, ancora oggi, una battaglia aperta".
Il Patronato ricorda che "nel 2026 cade anche un altro anniversario, meno citato. L'accordo italo-belga del 23 giugno 1946 compie ottant'anni. Lo chiamavano 'uomini contro carbone' e la formula non era una metafora: 50mila lavoratori italiani in cambio di carbone a prezzo preferenziale, braccia da una parte e minerale dall'altra, tutto scritto nero su bianco fra due Stati. Nel 2006, cinquant'anni dopo la tragedia, l'Inca Cgil donò al Museo Le Bois du Cazier un'opera del maestro Antonio Nocera, fusa dalle Fonderie Venturi Arte: una grande sfera di bronzo che da allora è rimasta all'aperto, esposta alle stagioni belghe, proprio sopra la terra della miniera".
"Si intitola -ricorda Inca- 'Où la lampe passe, le mineur doit passer' (dove passa la lampada, deve passare il minatore) ed è conosciuta anche come Il ventre della terra. Il titolo è già un'epigrafe: racconta per intero la condizione di chi lavora in profondità, costretto a seguire la luce dentro ambienti ostili, spesso senza la garanzia del ritorno. Vent'anni all'aperto lasciano il segno. Da qui la decisione del Patronato di promuovere un restauro lungo e minuzioso, al termine del quale l'opera è tornata al Memoriale. Oggi 7 agosto viene inaugurata ufficialmente, nell'anno del settantesimo anniversario, alla presenza del segretario della Cgil Maurizio Landini e del presidente dell’Inca Michele Pagliaro".
E il settantesimo anniversario di Marcinelle è anche l’occasione per presentare il volume 'Marcinelle 1956-2026. Settant'anni tra memoria, diritti e tutela', con la prefazione di Maurizio Landini e l'introduzione di Michele Pagliaro. Nel 2006, per il cinquantenario, l'Inca aveva curato un primo volume dedicato a Marcinelle che raccoglieva alcuni contributi fondamentali sulla tragedia. Il libro del 2026 non è un semplice aggiornamento, ma nasce come atto di responsabilità: quella di tenere insieme la memoria di una tragedia e la lucidità di un presente che, in forme nuove, continua a porre le stesse domande di fondo, dopo 70 anni. Chi tutela chi lavora? Chi garantisce che la dignità di una persona non venga sacrificata sull'altare della produzione, della competizione, dell'emergenza, della convenienza?
Per rispondere, il volume mette insieme voci e tempi diversi. Alcuni contributi vengono ripresi dall'edizione del 2006 e restano intatti nella loro forza: il racconto del processo di Marcinelle scritto dall'avvocato Jacques Moins, scomparso nel 2011, che fu il principale consulente legale del Patronato in quella complessa fase processuale, e il contributo del professor Gian Aristide Norelli sulla battaglia per il riconoscimento delle malattie professionali, in particolare la silicosi, che lacerò i polmoni di migliaia di minatori molto prima e molto dopo l'incendio.
Ad essi si affiancano testi nuovi, scritti per questo anniversario: Vincent Pestieau e Carlo Briscolini del sindacato Fgtb ricostruiscono il punto di vista belga sulla vicenda; Giuseppe Peri di Inca Cgil racconta, dai fascicoli dell'Archivio storico, che cosa fece il Patronato nei giorni immediatamente successivi al disastro, a partire da quando Inca in Belgio agiva ancora in clandestinità; lo storico Emilio Franzina inquadra l'emigrazione italiana nel Belgio del dopoguerra, mentre Eleonora Medda e Vincenzo Sgalla di Inca Belgio proseguono analizzando chi ha continuato a spostarsi successivamente dalla Penisola a quello che oggi è diventato il cuore dell’Europa. Chiude un'appendice con le regioni e i comuni di provenienza delle vittime italiane, nome per nome, luogo per luogo. Una parte del libro viene dall'Archivio storico dell'Inca, dichiarato nel 2026 dal ministero della Cultura di interesse storico particolarmente importante. Sfogliando i fascicoli del settembre 1956 si avverte il peso fisico di quei giorni: c'è il verbale dell'11 settembre, poco più di un mese dopo la tragedia, con la testimonianza del presidente Giovanni Roveda e di Bruno Widmar appena rientrati dal Belgio. Sono pagine sobrie. Nessuna enfasi, nessuna retorica, solo la fatica concreta di tradurre il dolore in atti e il lutto in diritti.
"Il filo che lega quelle carte a oggi -spiegano da Inca- non si è mai spezzato, e il volume sceglie deliberatamente di non fermarsi al 1956. Lo dice l'emigrazione: al 1° gennaio 2025 i cittadini italiani stabilmente residenti all'estero hanno superato i sei milioni e quattrocentomila, e sarebbe un errore leggere quei numeri con la lente ormai logora della sola 'fuga dei cervelli', visto che nel 2024 due espatriati su tre non avevano una laurea. Lo dicono, in modo più crudo, gli infortuni: quasi 598 mila denunce nel 2025, 1.083 denunce di morte sul lavoro, oltre 98 mila malattie professionali con una crescita dell'11,3 per cento, e più del 60 per cento degli infortuni concentrato nelle aziende in appalto e subappalto, là dove le tutele si fanno più sottili e le catene di responsabilità più opache".
Da qui, sostiene Inca, "l'idea che attraversa tutto il volume, e che è poi il mestiere quotidiano di un patronato: la tutela individuale non è un costo del sistema, è un pilastro della democrazia sociale. Lo era nel 1956, quando i delegati dell'Inca partirono per il Belgio per stare accanto alle vedove, ai feriti, ai sopravvissuti. Lo è oggi, quando si assiste una giovane lavoratrice domestica, un rider, una famiglia italiana a Bruxelles che deve ricongiungere i contributi maturati in due Paesi. "Questo volume non vuole essere un monumento", scrive Pagliaro chiudendo l'introduzione. "È, semmai, una mano tesa tra le generazioni", conclude. Il libro (162 pagine) esce per Futura Editrice in edizione bilingue italiano-francese, come si conviene a una storia che appartiene a entrambi i Paesi.

"L'8 agosto 1956 è una data importante, che non si può dimenticare. Perché la tragedia di Marcinelle ha visto 262 morti, di cui 136 minatori italiani. E l'aspetto meno noto è che in quegli anni, e soprattutto nel decennio precedente, dal 1946 al 1955, sono stati 500 gli operai italiani, minatori, che hanno perso la vita sul lavoro. Marcinelle è una tragedia legata sostanzialmente a quello che è stato l'accordo Uomo Carbone del 23 giugno 1946, di cui quest'anno ricorrono gli 80 anni, e che portò migliaia di italiani nelle miniere del Belgio, in cambio di forniture di carbone a prezzi favorevoli per l'Italia postbellica. Ottanta anni fa si realizzava la mercificazione del lavoro che continua ancora oggi". Così, intervistato da Adnkronos/Labitalia, Michele Pagliaro, presidente del Patronato Inca Cgil, sulla tragedia sul lavoro di Marcinelle per la quale domani ricorre il settantesimo anniversario.
Un momento drammatico dell'emigrazione italiana che, secondo Pagliaro, ancora oggi rappresenta un monito a chiedere migliori condizioni di lavoro. "Sicuramente il fenomeno dell'emigrazione italiana purtroppo continua ancora oggi, e ogni anno coinvolge circa 130-140mila lavoratori. Ovviamente oggi vanno via i giovani, ma anche i meno giovani", spiega.
Per Pagliaro, non si tratta solo di 'fuga di cervelli'. "Dai dati che abbiamo emerge che il 67,2% degli emigranti italiani nell'anno 2024 non è in possesso di laurea. Quindi questo vuol dire che partono tutti, non solo i laureati, che comunque sono 25-30mila all'anno, che è un numero considerevole, come se ogni anno scomparisse una città come Enna o Isernia", sottolinea.
A spingere l'emigrazione di italiani verso l'estero, secondo Pagliaro, "ovviamente sono le insicurezze e le precarietà del lavoro nel nostro Paese, le criticità diffuse ovunque". "Se io dovessi fare un parallelismo, credo che ancora oggi nel 2026, purtroppo, grida vendetta il fatto che si muore di lavoro. Credo che la tragedia di Marcinelle dovrebbe insegnarci una cosa: evitare di commettere gli stessi errori. Oggi si muore sicuramente non nelle miniere, ma si muore negli appalti, nei subappalti, segno del tutto evidente che il lavoro, soprattutto quello di basso profilo, deve ancora progredire", sottolinea ancora Pagliaro.
Il Patronato Inca Cgil ha operato sempre per tenere accesa la 'fiamma' del ricordo di quanto avvenuto a Marcinelle e in occasione di questo settantesimo anniversario ha messo in campo diverse iniziative. "Siamo in Belgio per partecipare alla commemorazione e alla giornata istituzionale di ricordo. Abbiamo inoltre provveduto a restaurare l'opera monumentale 'Il ventre della terra' dell’artista Antonio Nocera, che avevamo donato noi 20 anni fa. Questa sfera di bronzo spaccata, dalla quale ritornano a nascere le case e gli alberi, è un segnale evidente del fatto che la vita continua anche dopo le tragedie peggiori", dice Pagliaro. E non solo, il Patronato in occasione della ricorrenza presenta anche il volume 'Marcinelle 1956-2026, 70 anni tra memoria, diritti e tutele', che è "un lavoro importante che abbiamo voluto mettere in campo per l'occasione, dove raccontiamo il processo, attraverso, gli atti raccolti dall'avvocato Jacques Moins, che era il nostro consulente dell'Inca di quegli anni", sottolinea Pagliaro.
"Abbiamo anche pubblicato una serie di carte del nostro archivio, che è stato dichiarato dal ministero della Cultura patrimonio di interesse storico proprio l'anno scorso in occasione degli 80 anni dell'Inca, e ovviamente daremo il nostro contributo a questa iniziativa sapendo che la memoria è sempre un valore e in questo caso la tutela deve spingersi oltre, possibilmente evitando che possano accadere tragedie come questa", conclude.

(Adnkronos) - "Sono tuo padre e questo è forse il pezzo più difficile della mia carriera, perché devo frenare l'entusiasmo per quello che sei stata capace di regalarci". Inizia così il servizio per il Tg La7 del giornalista Paolo Pellacani, padre della campionessa azzurra Chiara, reduce da 5 ori agli Europei di tuffi a Parigi. Un'impresa mai riuscita a nessun atleta azzurro: "Cara Chiara - continua il servizio - tocca a me raccontare qualcosa che nessuno avrebbe mai immaginato. Neanche noi quando eri piccola e rimbalzavi sul divano facendo un salto mortale atterrando sui cuscini, con mamma che si copriva gli occhi per paura che cadessi di testa sul parquet. Sono passati vent'anni e le emozioni sono le stesse, solo che adesso le condividiamo col più ampio palcoscenico europeo".
L'ultima medaglia dell'azzurra nella rassegna continentale in Francia è arrivata ieri, giovedì 6 agosto, nel sincro 3 metri in coppia con Elisa Pizzini: "Cuore ed emozioni sì, ma per il giornalista ci sono prima le notizie", dice Paolo, prima di chiudere un servizio destinato a diventare virale.

(Adnkronos) - Nella serata di ieri 'Battiti Live Compilation' su Canale5 si aggiudica la prima serata con 1.517.000 telespettatori (share del 17,1%) (Highlights a 697.000 e il 18,3%). Secondo gradino del podio 'Doc – Nelle Tue Mani 3' in replica su Rai1 che ha ottenuto 1.235.000 telespettatori pari al 13,3% di share seguito da 'Il Commissario Rex' su Rai2 che ha raggiunto 684.000 telespettatori (share del 5,5%). Su Italia1 'Chicago Med' ha intrettento 751.000 telespettatori con il 5,9% di share, su Rai3, 'Kilimangiaro Estate' ha conquistato 513.000 telespettatori (4,3% di share), su Rete4 'Zona Bianca' ha totalizzato 692.000 telespettatori (7% di share) e su La7 'In Onda Prima Serata' ha ottenuto 664.000 telespettatori e il 5.3% di share.
Infine su Tv8 'Quattro Matrimoni' ha raggiunto 329.000 telespettatori (2,6% di share), nel primo episodio e 243.000 telespettatori (2,8% di share) nel secondo episodio e sul Nove 'La Corrida' ha radunato 247.000 telespettatori con il 2,2% di share nella prima parte e 146.000 telespettatori (2,6% di share) nella seconda parte chiamata 'Il Vincitore'.

(Adnkronos) - Ferran Torres si gode il suo momento d'oro dopo il trionfo ai Mondiali con la Spagna, con gol decisivo nella finale di New York contro l'Argentina. L’attaccante del Barcellona ha deciso di raccontare i segreti della sua routine nel podcast Miobio, svelando tanti dettagli della sua quotidianità. La sua giornata inizia per esempio con uno 'shock termico' immediato, per stimolare l'organismo: "Cerco, anche se non sempre, di alzarmi e immergere tutto il corpo nell'acqua fredda per un minuto, perché è un modo per gestire meglio lo stress. Inoltre, aiuta a svegliarsi e a fare il pieno di energia".
Per Ferran, la 'terapia del freddo' prosegue dopo l’attività fisica: "Dopo l’allenamento mi piace immergere le gambe nell’acqua fredda per otto o dieci minuti". Una parte fondamentale della sua giornata riguarda poi la sauna: "Ogni giorno ci passo 15-20 minuti, è uno dei momenti preferiti della mia giornata perché mi permette di staccare la spina".
La giornata dell'attaccante spagnolo si conclude tornando al ghiaccio: "Finisco con un altro minuto di acqua fredda, poi la cena e vado a letto". Discorso fondamentale è quello dell'alimentazione: "A casa mia non possiamo comprare nulla di dannoso, solo cose sane. L’allenamento invisibile riguarda le ore che dedichi a casa al recupero, all’alimentazione, al riposo e al benessere fisico". Per Torres, "la mente conta per l’80% e da lì si ottengono piccole vittorie quotidiane".

(Adnkronos) - "La mala movida nasce dalla mala gestione". Lo ha detto Fabio Schiuma, segretario organizzativo del Forum regionale "Le Città della Notte", a margine della presentazione della proposta di legge della regione Lazio sulla sicurezza integrata. "Il 10 luglio scorso abbiamo presentato il primo Forum regionale della Notte, a livello nazionale, al ministero della Cultura. Dopo neanche un mese già stiamo presentando una prima proposta di legge. È il segno evidente che c'è bisogno di un organismo che dia delle direttive e coordini questo fenomeno", ha spiegato Schiuma.
Secondo il segretario organizzativo del Forum, l'obiettivo è superare la narrazione della "mala movida" e valorizzare la vita notturna come occasione di sviluppo: "Se riusciamo a raccordare tutti gli operatori del settore e a dare indicazioni e progetti, possiamo migliorare e portare Roma all'altezza delle altre capitali europee, dove la movida viene vista come un volano, come un momento di rilancio e di festa e non come un momento di cronaca nera".
Schiuma ha poi criticato l'approccio del Campidoglio sul tema della sicurezza: "Serve che il sindaco Gualtieri riesca a uscire dal vicolo cieco nel quale si è messo e smetta di lanciare sulla sicurezza slogan e pressappochismo, perché serve invece competenza, serve mettere in campo gli istituti di vigilanza, gli addetti alla sicurezza e al controllo".

(Adnkronos) - Ruben Amorim ha le idee chiare e non nasconde gli obiettivi del suo Milan in vista dell'inizio della nuova stagione: "La cosa importante sarà pensare a ogni singola partita. Abbiamo una rosa che può vincere ogni incontro, in qualsiasi competizione. Passo dopo passo, possiamo fare qualcosa di importante". Il tecnico rossonero ha parlato così in conferenza stampa a Giacarta, in Indonesia, prima dell'amichevole di lusso con il Chelsea.
"Europa League? Dobbiamo crederci e dobbiamo voler vincere la competizione. E poi c’è la Serie A, affronteremo molte squadre che lavorano da tanto tempo con i loro allenatori e dunque sarà difficile, lo sappiamo. Ma non posso venire qui e dire che non possiamo o che non vogliamo vincere il campionato. Il lavoro da fare è tanto, ma in un club come il Milan devi puntare al titolo. Quindi proveremo a farlo, sapendo che andare in Champions League è fondamentale per tutto". E ancora: "Il nostro obiettivo sarà vincere ogni partita alla quale prendiamo parte, in ogni competizione".

(Adnkronos) - Decine, se non centinaia, di account sospetti su X stanno amplificando artificialmente i post del sindaco di New York Zohran Mamdani e del suo entourage politico. Lo rivela un'inchiesta pubblicata dal Jerusalem Post, citando dati trasmessi all'Organizzazione Sionista Mondiale da specialisti di sicurezza informatica nell'ambito delle sue attività di contrasto all'antisemitismo online. La loro analisi si sarebbe concentrata sugli indirizzi IP, le abitudini di pubblicazione e le reti di distribuzione degli account coinvolti. Gli esperti consultati dal quotidiano israeliano affermano di essere certi che alcuni indirizzi IP possano essere collegati all'infrastruttura informatica del municipio di New York .
Tuttavia, non esistono prove pubblicate che stabiliscano chi controllasse gli account, né che dimostrino che il sindaco musulmano di New York, da più parti accusato di antisemitismo, e i suoi collaboratori ne abbiano ordinato l'utilizzo. Gli account analizzati presentavano diverse caratteristiche comuni: creazione recente, profili incompleti, pochissimi post personali e condivisione quasi sistematica di contenuti già pubblicati. Per alcuni di loro, tra il 96% e il 100% dell'attività consisteva in repost. Diversi account avrebbero pubblicato più di 500 messaggi al giorno, mentre alcuni avrebbero superato gli 800 o 900 post giornalieri. L'account "SnoopyLima13" avrebbe pubblicato 955 messaggi in un solo giorno, tutti costituiti da contenuti ripubblicati. Un altro account, "CatCat2005689", avrebbe raggiunto quota 864 post con la stessa frequenza di ripubblicazione.
Un'attività così prolungata da sola non basta a dimostrare l'utilizzo di un robot. Potrebbe anche derivare da strumenti di programmazione o da un'intensa gestione umana. Gli analisti ritengono, tuttavia, che l'accumulo di diversi indicatori simili su numerosi account rafforzi l'ipotesi di un'operazione automatizzata o coordinata. La principale caratteristica comune a questi resoconti sarebbe la tendenza a diffondere contenuti provenienti dall'account ufficiale di Mamdani, dagli account comunali e da figure politiche vicine al sindaco. Il presunto meccanismo funzionerebbe conferendo rapidamente volume a una pubblicazione, favorendone così la promozione da parte dell'algoritmo di X. Il coinvolgimento di utenti reali potrebbe poi aumentarne ulteriormente la visibilità.
L'inchiesta cita, in particolare, un video pubblicato il 27 luglio in cui Mamdani affermava di non poter far arrestare il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu a New York e accusava Israele di aver ucciso migliaia di persone. Il video ha totalizzato diversi milioni di visualizzazioni, sebbene sia stato impossibile stabilire quante di queste fossero generate artificialmente.
L'Organizzazione Sionista Mondiale prevede di trasmettere i risultati della sua indagine a Yehuda Kaploun, inviato speciale degli Stati Uniti per il monitoraggio e la lotta all'antisemitismo, affinché vengano esaminati dalle autorità statunitensi. Yifat Ovadia-Luski, responsabile del dipartimento antisemitismo dell'organizzazione, ha chiesto un'indagine "approfondita, professionale e indipendente" su questa possibile operazione di influenza. Mark Goldfeder, direttore del National Jewish Advocacy Center, ha annunciato la sua intenzione di contattare il Dipartimento Investigativo e l'Ufficio per i Conflitti di Interesse della città. La sua organizzazione richiede in particolare l'accesso ai registri informatici presenti sui server della città. Il Comune di New York e il Dipartimento di Stato americano, contattati dal Jerusalem Post, non avevano ancora risposto al momento della pubblicazione dell'inchiesta. Allo stato attuale, le prove presentate sollevano sospetti di una diffusione coordinata, ma non dimostrano né il coinvolgimento di funzionari comunali né l'esistenza di istruzioni ufficiali, conclude il quotidiano israeliano.

(Adnkronos) - Carlo Nordio ha sentito Andrea Delmastro "dopo il voto . Mi sono congratulato con lui perché è passata una questione di principio e l’ho tirato su con un bicchiere di buon bianco". Lo ha detto al Corriere della Sera il ministro della Giustizia dopo la votazione della Camera che ha negato l'accesso alle chat relative all'ex sottosegretario.
"Mi han detto che avevo le 'mani insanguinate' per Almasri - aggiunge il Guardasigilli - che ero 'piduista' per il referendum. Ma io queste cose le prendo con filosofia. Mi vien da ridere e le ignoro. So che la politica è fatta anche di aggressioni, più o meno violente. Lui è più emotivo e le soffre", aggiunge riferendosi a Caroccia.
Alla domanda se è proprio certo che sui rapporti con la camorra non abbia nulla da nascondere, Nordio risponde di esserne "strasicuro. Conoscendo la vita e il vissuto di Delmastro. Se c’è un paladino dell’antimafia che ha fatto della lotta alle cosche la sua vita è lui. Più volte ci siamo scontrati sul mio garantismo. Ad esempio, sul reato di concorso esterno in associazione mafiosa che io giuridicamente guardo con diffidenza ma lui invece è stato granitico nel difendere". Ma lasciando segrete le chat non resta il dubbio che qualcosa da nascondere ci sia, come dice Schlein? "Balle - risponde - La segretezza è il lato simmetrico della nostra libertà. Tanto che la Costituzione dice che la segretezza della corrispondenza è inviolabile. Anche l’opposizione ha chiesto il voto segreto. Perché? Avevano qualcosa da nascondere? No, perché con il segreto si è più liberi. E il voto ne è la massima espressione. Tanto che portare il telefonino nelle urne è un delitto".
"Non si possono mettere 'fuori le chat', come dicono loro - dice ancora Nordio - Perché per tirarle 'fuori' le dovrebbero individuare. E quindi se avessimo accolto questa loro richiesta generica avremmo dovuto consegnare non solo le chat, ma tutto il contenuto del telefonino che ormai racchiude foto, video, chat a volte anche intime, cartelle cliniche, conti correnti. La vita intera di un individuo. E non solo. Perché c’è la funzione 'inoltra'. E quindi ci sono situazioni che coinvolgono terzi. L’amico che ti ha mandato il documento riservato, i colloqui altrui che ti vengono girati. Chi visiona vede anche quelle. È cambiato il mondo rispetto alle vecchie intercettazioni. Ora ci troviamo nella contraddizione per cui per avere i tabulati il pm deve avere l’autorizzazione del giudice, mentre per i device, che contengono un miliardo di informazioni in più, no. C’è un principio di civiltà giuridica che nessuno ha capito: non è ammissibile che un magistrato entri anche nella vita più intima di un individuo per trovare le chat che gli interessano. Vale per tutti i cittadini, figuriamoci per i parlamentari le cui comunicazioni non possono essere viste se non previa autorizzazione perché tutelate dall’articolo 68 della Costituzione".
All'obiezione che il pm chiedeva solo le chat con Caroccia, il ministro risponde: "A parte che la richiesta era del tutto generica. E comunque io che garanzia ho che, una volta sbloccato il telefonino, non apra anche le chat fra Delmastro e Meloni o fra Delmastro e Nordio, fra Delmastro e il suo collegio elettorale o magari con l’opposizione? Tutti parlano con qualche collega dell’altra parte. E le chat possono essere interpretate in modo ambiguo. Non si rendono conto che lì dentro c’erano le chat anche loro? Personalmente non sarei contrario all’acquisizione delle chat. Particolarmente a queste cui non si era opposto neanche Delmastro. Ma bisogna trovare il modo in cui nessuno, neanche il pm, venga a vedere cose di cui non debba venire a conoscenza". Ma come può il pm individuare ciò che gli interessa se non può vederle tutte? "Io la soluzione l’avrei. Mettere il pm e l’interessato, in via riservatissima da soli in una stanza per selezionare ciò che davvero interessa all’indagine. Ma con la sanzione assoluta: se quelle cose dovessero uscire il pm sarebbe destituito dalla magistratura".
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