
(Adnkronos) - Dal rapporto complicato con il padre, Vittorio Sgarbi, al desiderio di amore. Evelina Sgarbi si racconta nel suo libro autobiografico intitolato 'Nata Sgarbi', da martedì in tutte le librerie. Ospite oggi a Verissimo, Evelina ha raccontato alcuni particolari della sua vita.
Una copia del libro è finita anche tra le mani del critico d'arte con una dedica speciale 'A mio papà...': "Spero che lo legga, sono convinta che in un altro momento della sua vita sarebbe stato fiero di me", ha detto facendo riferimento allo scontro legale che da mesi divide padre e figlia.
Nel libro, racconta la storia dei genitori Vittorio Sgarbi e la madre Barbara Hary. Evelina non è stata una figlia cercata: "Lui però era molto contento di avermi". Il cognome importante, racconta, è sempre stato un vantaggio e uno svantaggio: "Ho sempre subito dei torti, c'era astio da parte di certi professori una volta che sapevano che ero figlia di".
Il rapporto complicato con il padre le ha causato ripercussioni sulla sua vita sentimentale: "Ho delle insicurezze in più. Sto cercando di lavorarci. Mi piacerebbe stare con qualcuno". Poi l'appello a Silvia Toffanin: "Se tu lo conosci... mi piacerebbe tanto incontrare Achille Lauro. È il mio tipo ideale", ha detto con la voce rotta dall'imbarazzo.
Evelina Sgarbi ha parlato di un periodo molto sofferente della sua vita causato da attacchi d'ansia e da un disturbo legato al comportamento alimentare: "Durante l'adolescenza ho deciso di mettermi a dieta, ho tagliato tutto. Avevo lo stomaco chiuso, non riuscivo più a mangiare. È cominciato tutto così. Con il cibo ho sempre avito un rapporto altalenante". Con la quarantena da Covid-19, le cose però sono cambiate: "Ho imparato ad assestarmi, adesso ho più consapevolezza della dieta che faccio."

(Adnkronos) - Selvaggia Lucarelli e Lorenzo Biagiarelli hanno rimandato il loro matrimonio. Le nozze, inizialmente previste per la primavera 2026 in Puglia, in Salento, slittano al 2027.
Ospite oggi a Verissimo, l'opinionista ha chiarito: "Non mi sposerò quest'anno. Non siamo riusciti ad organizzare il matrimonio e quindi rimandiamo alla primavera del 2027". Poi, con ironia ha aggiunto: "Si sposano tutti quest'anno, io non voglio mescolarmi. Io voglio il mio matrimonio, le luci su di me... sono una mitomane".
La giornalista ha poi lanciato un appello a Sal Da Vinci che lo vorrebbe come cantante al suo matrimonio, così come lo vorrebbe Ilary Blasi. Ospite nelle scorse settimane nel salotto di Silvia Toffanin, la conduttrice del Grande Fratello Vip - che presto sposerà Bastian Muller - aveva spiegato: "Sal doveva cantare al compleanno di mia figlia Chanel, non è potuto venire. Mi auguro che venga allora al mio matrimonio". Lucarelli in studio ha scherzato: "Sal deve scegliere a quale matrimonio presenziare, vedremo come andrà".

(Adnkronos) - "Le sue accuse sono infondate". Così Serena Grandi ospite oggi a Domenica In si è espressa sui rapporti con Corinne Clery, complice una vicenda legale che coinvolge il figlio dell'attrice francese per questioni economiche. Grandi ha chiarito la sua posizione, spiegando di essere stata indicata come testimone dal figlio di Clery: "Io con Corinne non ho parlato, è impossibile parlare con lei. Fammi una telefonata, io sono aperta - l'appello -. Sono sola, staremmo benissimo insieme, viviamo anche vicine".
La polemica era nata dopo le dichiarazioni di Clery, sempre a Domenica In: "Serena Grandi? Cosa deve testimoniare se nemmeno lo conosce mio figlio?".
A replicare oggi in studio anche il figlio di Serena Grandi, Edoardo, che ha chiarito: "Io capisco che Corinne stia vivendo una grande difficoltà, mi dispiace che non sia in grado che Serena sarà sempre dalla sua parte. Se lei sarà chiamata a testimoniare è perché il figlio l'ha inserita nella querela, e lei è obbligata ad andare".
Poi l'invito di Mara Venier per risolvere la questione: "Andiamo a prenderci un caffè tutte e tre insieme, mi dispiace, ci conosciamo da anni. Risolviamo questo problema". "È da stupide", ha sottolineato Venier. "Se lei non lo farà, lo faccio io, promesso", ha replicato Serena Grandi.
Serena Grandi, inoltre, ha tracciato un bilancio della sua vita privata e professionale: "Ho fatto molti errori e li sto pagando anche adesso", ha detto.
Grandi ha ammesso di aver commesso errori, sia sentimentali che economici: "Ho fatto tanti errori, tra uomini sbagliati e un marito che avrei dovuto tenermi. Ho speso soldi inutilmente con mani bucate". Oggi vive da sola in campagna e conduce una vita diversa di cui si è detta soddisfatta: "Ora c'è la malinconia perché vivo da sola in campagna. Ora voglio stare da sola e cenare alle quattro del pomeriggio".

(Adnkronos) - "Aver cominciato a parlare di primarie un secondo dopo il risultato del referendum è da pazzi". Massimo Cacciari bacchetta Elly Schlein e Giuseppe Conte, accendendo i riflettori sui "nodi irrisolti" nel centrosinistra dopo la vittoria del no al referendum sulla riforma della giustizia. "Se la riforma della giustizia interessava nel merito all'1% degli italiani, le primarie del centrosinistra interessano allo 0,01% degli italiani. Le primarie del centrosinistra interessano un piffero di niente a nessuno. Interesserebbe il programma, ma non basta dire 'faremo il programma'", dice il filosofo e politologo a Accordi e Disaccordi sul Nove.
"In ogni elezione, il centrosinistra viene fuori con 'faremo il programma' o 'dobbiamo presentare il progetto'. Ci sono diversi nodi, che hanno nome e cognome, da risolvere. Su questi temi non c'è nessuna unità. Non si è formata nessuna unità, di cosa parla la Schlein? Questioni fiscali e tributarie, dov'è l'unità? Per salvare il welfare bisogna fare una politica fiscale aggressiva sui profitti, sulle banche, sui redditi più alti. Dove li trovate i soldi? Sotto il cavolo?", aggiunge. "C'è una questione di politica fiscale e economica non è stata risolta, perché per metà del centrosinistra è tabù parlare di tasse. E poi c'è una colossale questione legata al politica estera. Cosa volete recuperare i giovani se un giorno state con la von der Leyen e l'altro state con i palestinesi?", afferma evidenziando le contraddizioni.

(Adnkronos) - Nella mattinata di oggi, domenica 29 marzo, la polizia di Israele ha impedito al patriarca latino di Gerusalemme, il cardinale Pierbattista Pizzaballa, capo della Chiesa cattolica in Terra Santa, l’ingresso nella Chiesa del Santo Sepolcro a Gerusalemme, mentre insieme al Custode della Terra Santa, fra Francesco Ielpo, si facevano strada per celebrare la Messa della Domenica delle Palme. Lo fa sapere il patriarcato di Gerusalemme. "Entrambi sono stati fermati lungo il tragitto mentre viaggiavano a titolo privato e sono stati costretti a tornare indietro", si legge in una dichiarazione congiunta del Patriarcato latino di Gerusalemme e della Custodia di Terra Santa.
"Di conseguenza, e per la prima volta da secoli, ai leader della Chiesa è stato impedito di celebrare la Messa della Domenica delle Palme nella Chiesa del Santo Sepolcro", aggiunge la dichiarazione, mentre Israele ha chiuso tutti i luoghi sacri nella Città Vecchia di Gerusalemme Est, adducendo motivi di sicurezza.
“Questo incidente è un grave precedente e ignora la sensibilità di miliardi di persone in tutto il mondo che, durante questa settimana, guardano a Gerusalemme”, denuncia il patriarcato di Gerusalemme in una nota.
“Impedire l'ingresso del Cardinale e dei Custode che portano la più alta responsabilità ecclesiastica per la Chiesa cattolica e i Luoghi Santi, costituisce una misura manifestamente irragionevole e grossolanamente sproporzionata. Questa decisione affrettata e fondamentalmente errata, contaminata da considerazioni improprie, rappresenta un estremo allontanamento dai principi di base della ragionevolezza, della libertà di culto e del rispetto per lo Status Quo”, denuncia il patriarcato.
“I capi delle Chiese hanno agito con piena responsabilità e, fin dall'inizio della guerra, hanno rispettato tutte le restrizioni imposte: i raduni pubblici sono stati cancellati, la partecipazione è stata vietata e sono stati presi accordi per trasmettere le celebrazioni a centinaia di milioni di fedeli in tutto il mondo, che, durante questi giorni di Pasqua, rivolgono gli occhi a Gerusalemme e alla Chiesa del Santo Sepolcro.Il Patriarcato latino di Gerusalemme e la Custodia della Terra Santa esprimono il loro profondo dolore ai fedeli cristiani in Terra Santa e in tutto il mondo che la preghiera in uno dei giorni più sacri del calendario cristiano è stata così impedita”, conclude la nota.
Durissima la reazione del governo italiano. È "inaccettabile" che Israele abbia impedito al patriarca latino Pierbattita Pizzaballa e al custode di Terrasanta Francesco Ielpo "di entrare nella Chiesa del Santo Sepolcro a Gerusalemme", afferma via social il ministro degli Esteri Antonio Tajani. "Voglio esprimere - continua - la mia più sentita solidarietà al Patriarca di Gerusalemme, cardinale Pierbattista Pizzaballa, capo della Chiesa Cattolica in Terra Santa, e al Custode di Terra Santa, padre Francesco Ielpo, Custode ufficiale della Chiesa del Santo Sepolcro".
"Per la prima volta - aggiunge Tajani - ai vertici della Chiesa la polizia israeliana ha negato la possibilità di celebrare la Messa delle Palme in uno dei luoghi più sacri per milioni di fedeli nel mondo. Ho dato immediate istruzioni al nostro Ambasciatore in Israele di esprimere alle autorità di Tel Aviv il nostro sdegno e confermare la posizione italiana a tutela, sempre ed in ogni circostanza, della libertà di religione".

(Adnkronos) - Nella mattinata di oggi, domenica 29 marzo, la polizia di Israele ha impedito al patriarca latino di Gerusalemme, il cardinale Pierbattista Pizzaballa, capo della Chiesa cattolica in Terra Santa, l’ingresso nella Chiesa del Santo Sepolcro a Gerusalemme, mentre insieme al Custode della Terra Santa, fra Francesco Ielpo, si facevano strada per celebrare la Messa della Domenica delle Palme. Lo fa sapere il patriarcato di Gerusalemme. "Entrambi sono stati fermati lungo il tragitto mentre viaggiavano a titolo privato e sono stati costretti a tornare indietro", si legge in una dichiarazione congiunta del Patriarcato latino di Gerusalemme e della Custodia di Terra Santa.
"Di conseguenza, e per la prima volta da secoli, ai leader della Chiesa è stato impedito di celebrare la Messa della Domenica delle Palme nella Chiesa del Santo Sepolcro", aggiunge la dichiarazione, mentre Israele ha chiuso tutti i luoghi sacri nella Città Vecchia di Gerusalemme Est, adducendo motivi di sicurezza.
“Questo incidente è un grave precedente e ignora la sensibilità di miliardi di persone in tutto il mondo che, durante questa settimana, guardano a Gerusalemme”, denuncia il patriarcato di Gerusalemme in una nota.
“Impedire l'ingresso del Cardinale e dei Custode che portano la più alta responsabilità ecclesiastica per la Chiesa cattolica e i Luoghi Santi, costituisce una misura manifestamente irragionevole e grossolanamente sproporzionata. Questa decisione affrettata e fondamentalmente errata, contaminata da considerazioni improprie, rappresenta un estremo allontanamento dai principi di base della ragionevolezza, della libertà di culto e del rispetto per lo Status Quo”, denuncia il patriarcato.
“I capi delle Chiese hanno agito con piena responsabilità e, fin dall'inizio della guerra, hanno rispettato tutte le restrizioni imposte: i raduni pubblici sono stati cancellati, la partecipazione è stata vietata e sono stati presi accordi per trasmettere le celebrazioni a centinaia di milioni di fedeli in tutto il mondo, che, durante questi giorni di Pasqua, rivolgono gli occhi a Gerusalemme e alla Chiesa del Santo Sepolcro.Il Patriarcato latino di Gerusalemme e la Custodia della Terra Santa esprimono il loro profondo dolore ai fedeli cristiani in Terra Santa e in tutto il mondo che la preghiera in uno dei giorni più sacri del calendario cristiano è stata così impedita”, conclude la nota.
Durissima la reazione del governo italiano. "Il Governo italiano - dichiara la presidente del Consiglio Giorgia Meloni -esprime vicinanza al Cardinale Pizzaballa, a Padre Ielpo e ai religiosi ai quali le autorità israeliane hanno impedito oggi di celebrare la Messa della Domenica delle Palme nel Santo Sepolcro. Il Santo Sepolcro di Gerusalemme è luogo sacro della cristianità, e in quanto tale da preservare e tutelare per la celebrazione dei riti sacri. Impedirne l’ingresso al Patriarca di Gerusalemme e al Custode di Terra Santa, peraltro in una solennità centrale per la fede qual è la Domenica delle Palme, costituisce un’offesa non solo per i credenti, ma per ogni comunità che riconosca la libertà religiosa".
Un gesto "inaccettabile" anche per il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani che via social annuncia di aver "dato indicazione di convocare domani al ministero degli Esteri l’ambasciatore di Israele per avere chiarimenti". E conferma la sua "più sentita solidarietà al Patriarca di Gerusalemme, cardinale Pierbattista Pizzaballa, capo della Chiesa Cattolica in Terra Santa, e al Custode di Terra Santa, padre Francesco Ielpo, Custode ufficiale della Chiesa del Santo Sepolcro".
"Per la prima volta - aggiunge Tajani - ai vertici della Chiesa la polizia israeliana ha negato la possibilità di celebrare la Messa delle Palme in uno dei luoghi più sacri per milioni di fedeli nel mondo. Ho dato immediate istruzioni al nostro Ambasciatore in Israele di esprimere alle autorità di Tel Aviv il nostro sdegno e confermare la posizione italiana a tutela, sempre ed in ogni circostanza, della libertà di religione".

(Adnkronos) - Nella mattinata di oggi, domenica 29 marzo, la polizia di Israele ha impedito al patriarca latino di Gerusalemme, il cardinale Pierbattista Pizzaballa, capo della Chiesa cattolica in Terra Santa, l’ingresso nella Chiesa del Santo Sepolcro a Gerusalemme, mentre insieme al Custode della Terra Santa, fra Francesco Ielpo, si facevano strada per celebrare la Messa della Domenica delle Palme. Lo fa sapere il patriarcato di Gerusalemme. "Entrambi sono stati fermati lungo il tragitto mentre viaggiavano a titolo privato e sono stati costretti a tornare indietro", si legge in una dichiarazione congiunta del Patriarcato latino di Gerusalemme e della Custodia di Terra Santa.
"Di conseguenza, e per la prima volta da secoli, ai leader della Chiesa è stato impedito di celebrare la Messa della Domenica delle Palme nella Chiesa del Santo Sepolcro", aggiunge la dichiarazione, mentre Israele ha chiuso tutti i luoghi sacri nella Città Vecchia di Gerusalemme Est, adducendo motivi di sicurezza.
“Questo incidente è un grave precedente e ignora la sensibilità di miliardi di persone in tutto il mondo che, durante questa settimana, guardano a Gerusalemme”, denuncia il patriarcato di Gerusalemme in una nota.
“Impedire l'ingresso del Cardinale e dei Custode che portano la più alta responsabilità ecclesiastica per la Chiesa cattolica e i Luoghi Santi, costituisce una misura manifestamente irragionevole e grossolanamente sproporzionata. Questa decisione affrettata e fondamentalmente errata, contaminata da considerazioni improprie, rappresenta un estremo allontanamento dai principi di base della ragionevolezza, della libertà di culto e del rispetto per lo Status Quo”, denuncia il patriarcato.
“I capi delle Chiese hanno agito con piena responsabilità e, fin dall'inizio della guerra, hanno rispettato tutte le restrizioni imposte: i raduni pubblici sono stati cancellati, la partecipazione è stata vietata e sono stati presi accordi per trasmettere le celebrazioni a centinaia di milioni di fedeli in tutto il mondo, che, durante questi giorni di Pasqua, rivolgono gli occhi a Gerusalemme e alla Chiesa del Santo Sepolcro.Il Patriarcato latino di Gerusalemme e la Custodia della Terra Santa esprimono il loro profondo dolore ai fedeli cristiani in Terra Santa e in tutto il mondo che la preghiera in uno dei giorni più sacri del calendario cristiano è stata così impedita”, conclude la nota.
Durissima la reazione del governo italiano. È "inaccettabile" che Israele abbia impedito al patriarca latino Pierbattita Pizzaballa e al custode di Terrasanta Francesco Ielpo "di entrare nella Chiesa del Santo Sepolcro a Gerusalemme", afferma via social il ministro degli Esteri Antonio Tajani. "Voglio esprimere - continua - la mia più sentita solidarietà al Patriarca di Gerusalemme, cardinale Pierbattista Pizzaballa, capo della Chiesa Cattolica in Terra Santa, e al Custode di Terra Santa, padre Francesco Ielpo, Custode ufficiale della Chiesa del Santo Sepolcro".
"Per la prima volta - aggiunge Tajani - ai vertici della Chiesa la polizia israeliana ha negato la possibilità di celebrare la Messa delle Palme in uno dei luoghi più sacri per milioni di fedeli nel mondo. Ho dato immediate istruzioni al nostro Ambasciatore in Israele di esprimere alle autorità di Tel Aviv il nostro sdegno e confermare la posizione italiana a tutela, sempre ed in ogni circostanza, della libertà di religione".

(Adnkronos) - Nella mattinata di oggi, domenica 29 marzo, la polizia di Israele ha impedito al patriarca latino di Gerusalemme, il cardinale Pierbattista Pizzaballa, capo della Chiesa cattolica in Terra Santa, l’ingresso nella Chiesa del Santo Sepolcro a Gerusalemme, mentre insieme al Custode della Terra Santa, fra Francesco Ielpo, si facevano strada per celebrare la Messa della Domenica delle Palme. Lo fa sapere il patriarcato di Gerusalemme. "Entrambi sono stati fermati lungo il tragitto mentre viaggiavano a titolo privato e sono stati costretti a tornare indietro", si legge in una dichiarazione congiunta del Patriarcato latino di Gerusalemme e della Custodia di Terra Santa.
"Di conseguenza, e per la prima volta da secoli, ai leader della Chiesa è stato impedito di celebrare la Messa della Domenica delle Palme nella Chiesa del Santo Sepolcro", aggiunge la dichiarazione, mentre Israele ha chiuso tutti i luoghi sacri nella Città Vecchia di Gerusalemme Est, adducendo motivi di sicurezza.
“Questo incidente è un grave precedente e ignora la sensibilità di miliardi di persone in tutto il mondo che, durante questa settimana, guardano a Gerusalemme”, denuncia il patriarcato di Gerusalemme in una nota.
“Impedire l'ingresso del Cardinale e dei Custode che portano la più alta responsabilità ecclesiastica per la Chiesa cattolica e i Luoghi Santi, costituisce una misura manifestamente irragionevole e grossolanamente sproporzionata. Questa decisione affrettata e fondamentalmente errata, contaminata da considerazioni improprie, rappresenta un estremo allontanamento dai principi di base della ragionevolezza, della libertà di culto e del rispetto per lo Status Quo”, denuncia il patriarcato.
“I capi delle Chiese hanno agito con piena responsabilità e, fin dall'inizio della guerra, hanno rispettato tutte le restrizioni imposte: i raduni pubblici sono stati cancellati, la partecipazione è stata vietata e sono stati presi accordi per trasmettere le celebrazioni a centinaia di milioni di fedeli in tutto il mondo, che, durante questi giorni di Pasqua, rivolgono gli occhi a Gerusalemme e alla Chiesa del Santo Sepolcro.Il Patriarcato latino di Gerusalemme e la Custodia della Terra Santa esprimono il loro profondo dolore ai fedeli cristiani in Terra Santa e in tutto il mondo che la preghiera in uno dei giorni più sacri del calendario cristiano è stata così impedita”, conclude la nota.
"Dall'inizio dell'operazione 'Ruggito del Leone', tutti i luoghi sacri della Città Vecchia di Gerusalemme sono stati chiusi ai fedeli per garantire la sicurezza" sostiene la Polizia israeliana, come riporta il sito di notizie Ynet. "La richiesta del Patriarca è stata esaminata ieri ed è stato chiarito che non sarebbe stata approvata per i motivi citati - aggiungono - La libertà di culto continuerà a essere garantita, ad eccezione delle necessarie restrizioni".
"La polizia israeliana incontrerà il cardinale Pierbattista Pizzaballa, patriarca latino di Gerusalemme, per esplorare soluzioni che consentano una routine il più possibile normale, garantendo al contempo la sicurezza pubblica" riferisce il ministero degli Esteri di Tel Aviv.
Le autorità israeliane stanno predisponendo un piano per consentire agli esponenti religiosi di accedere alla Chiesa del Santo Sepolcro "nei prossimi giorni" assicura via social l'ufficio del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu.
Negli ultimi giorni, scrive, "l'Iran ha ripetutamente preso di mira con missili balistici i luoghi sacri di tutte e tre le religioni monoteiste di Gerusalemme. In un attacco, frammenti di missile sono caduti a pochi metri dalla Chiesa del Santo Sepolcro".
Di conseguenza, "Israele ha temporaneamente chiesto ai fedeli di tutte le fedi di non recarsi nei luoghi sacri della Città Vecchia di Gerusalemme per proteggerli".
Durissima la reazione del governo italiano. "Il Governo italiano - dichiara la presidente del Consiglio Giorgia Meloni -esprime vicinanza al Cardinale Pizzaballa, a Padre Ielpo e ai religiosi ai quali le autorità israeliane hanno impedito oggi di celebrare la Messa della Domenica delle Palme nel Santo Sepolcro. Il Santo Sepolcro di Gerusalemme è luogo sacro della cristianità, e in quanto tale da preservare e tutelare per la celebrazione dei riti sacri. Impedirne l’ingresso al Patriarca di Gerusalemme e al Custode di Terra Santa, peraltro in una solennità centrale per la fede qual è la Domenica delle Palme, costituisce un’offesa non solo per i credenti, ma per ogni comunità che riconosca la libertà religiosa".
Un gesto "inaccettabile" anche per il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani che via social annuncia di aver "dato indicazione di convocare domani al ministero degli Esteri l’ambasciatore di Israele per avere chiarimenti". E conferma la sua "più sentita solidarietà al Patriarca di Gerusalemme, cardinale Pierbattista Pizzaballa, capo della Chiesa Cattolica in Terra Santa, e al Custode di Terra Santa, padre Francesco Ielpo, Custode ufficiale della Chiesa del Santo Sepolcro".
"Per la prima volta - aggiunge Tajani - ai vertici della Chiesa la polizia israeliana ha negato la possibilità di celebrare la Messa delle Palme in uno dei luoghi più sacri per milioni di fedeli nel mondo. Ho dato immediate istruzioni al nostro Ambasciatore in Israele di esprimere alle autorità di Tel Aviv il nostro sdegno e confermare la posizione italiana a tutela, sempre ed in ogni circostanza, della libertà di religione".
Il presidente francese, Emmanuel Macron, ha espresso "pieno sostegno" al patriarca latino, Pierbattita Pizzaballa, e al custode di Terrasanta, Francesco Ielpo, dopo che è stato "impedito" loro di celebrare la messa nella Chiesa del Santo Sepolcro a Gerusalemme. In un messaggio pubblicato su X, Macron ha "condannato questa decisione della polizia israeliana", sottolineando che si inserisce in una "preoccupante moltiplicazione delle violazioni dello status dei Luoghi Santi di Gerusalemme". "Il libero esercizio del culto a Gerusalemme deve essere garantito per tutte le religioni", ha aggiunto il presidente francese.
Ma a stretto giro arriva l'intervento del presidente della commissione per l'Immigrazione, l'Integrazione e gli Affari della diaspora della Knesset, il rabbino Gilad Kariv: "Invito il presidente e il direttore generale del ministero degli Esteri a intervenire immediatamente su questo incidente e a garantire la libertà di accesso e di culto per le Chiese cristiane di Gerusalemme durante il periodo pasquale, in conformità con le direttive del Comando del Fronte Interno, ma con la massima sensibilità e il massimo rispetto", sollecita.

(Adnkronos) - Nella mattinata di oggi, domenica 29 marzo, la polizia di Israele ha impedito al patriarca latino di Gerusalemme, il cardinale Pierbattista Pizzaballa, capo della Chiesa cattolica in Terra Santa, l’ingresso nella Chiesa del Santo Sepolcro a Gerusalemme, mentre insieme al Custode della Terra Santa, fra Francesco Ielpo, si facevano strada per celebrare la Messa della Domenica delle Palme. Lo fa sapere il patriarcato di Gerusalemme. "Entrambi sono stati fermati lungo il tragitto mentre viaggiavano a titolo privato e sono stati costretti a tornare indietro", si legge in una dichiarazione congiunta del Patriarcato latino di Gerusalemme e della Custodia di Terra Santa.
"Di conseguenza, e per la prima volta da secoli, ai leader della Chiesa è stato impedito di celebrare la Messa della Domenica delle Palme nella Chiesa del Santo Sepolcro", aggiunge la dichiarazione, mentre Israele ha chiuso tutti i luoghi sacri nella Città Vecchia di Gerusalemme Est, adducendo motivi di sicurezza.
“Questo incidente è un grave precedente e ignora la sensibilità di miliardi di persone in tutto il mondo che, durante questa settimana, guardano a Gerusalemme”, denuncia il patriarcato di Gerusalemme in una nota.
“Impedire l'ingresso del Cardinale e dei Custode che portano la più alta responsabilità ecclesiastica per la Chiesa cattolica e i Luoghi Santi, costituisce una misura manifestamente irragionevole e grossolanamente sproporzionata. Questa decisione affrettata e fondamentalmente errata, contaminata da considerazioni improprie, rappresenta un estremo allontanamento dai principi di base della ragionevolezza, della libertà di culto e del rispetto per lo Status Quo”, denuncia il patriarcato.
“I capi delle Chiese hanno agito con piena responsabilità e, fin dall'inizio della guerra, hanno rispettato tutte le restrizioni imposte: i raduni pubblici sono stati cancellati, la partecipazione è stata vietata e sono stati presi accordi per trasmettere le celebrazioni a centinaia di milioni di fedeli in tutto il mondo, che, durante questi giorni di Pasqua, rivolgono gli occhi a Gerusalemme e alla Chiesa del Santo Sepolcro.Il Patriarcato latino di Gerusalemme e la Custodia della Terra Santa esprimono il loro profondo dolore ai fedeli cristiani in Terra Santa e in tutto il mondo che la preghiera in uno dei giorni più sacri del calendario cristiano è stata così impedita”, conclude la nota.
"Dall'inizio dell'operazione 'Ruggito del Leone', tutti i luoghi sacri della Città Vecchia di Gerusalemme sono stati chiusi ai fedeli per garantire la sicurezza" sostiene la Polizia israeliana, come riporta il sito di notizie Ynet. "La richiesta del Patriarca è stata esaminata ieri ed è stato chiarito che non sarebbe stata approvata per i motivi citati - aggiungono - La libertà di culto continuerà a essere garantita, ad eccezione delle necessarie restrizioni".
"La polizia israeliana incontrerà il cardinale Pierbattista Pizzaballa, patriarca latino di Gerusalemme, per esplorare soluzioni che consentano una routine il più possibile normale, garantendo al contempo la sicurezza pubblica" riferisce il ministero degli Esteri di Tel Aviv.
Il presidente israeliano, Isaac Herzog, ha annunciato di aver avuto un colloquio telefonico con il cardinale Pierbattista Pizzaballa e di avergli espresso il suo "profondo rammarico per lo sfortunato incidente" verificatosi questa mattina nella Città Vecchia di Gerusalemme.
"Ho chiarito che l'incidente è stato causato da timori di sicurezza dovute alla continua minaccia di attacchi missilistici da parte del regime terroristico iraniano contro la popolazione civile in Israele, a seguito di precedenti incidenti che hanno visto nei giorni scorsi missili iraniani cadere nella zona della Città Vecchia di Gerusalemme", ha aggiunto Herzog, sottolineando di aver ribadito a Pizzaballa "l'impegno incrollabile dello Stato di Israele a favore della libertà di religione per tutte le fedi e del mantenimento dello status quo nei luoghi santi di Gerusalemme".
Le autorità israeliane stanno predisponendo un piano per consentire agli esponenti religiosi di accedere alla Chiesa del Santo Sepolcro "nei prossimi giorni" assicura via social l'ufficio del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu.
Negli ultimi giorni, scrive, "l'Iran ha ripetutamente preso di mira con missili balistici i luoghi sacri di tutte e tre le religioni monoteiste di Gerusalemme. In un attacco, frammenti di missile sono caduti a pochi metri dalla Chiesa del Santo Sepolcro".
Di conseguenza, "Israele ha temporaneamente chiesto ai fedeli di tutte le fedi di non recarsi nei luoghi sacri della Città Vecchia di Gerusalemme per proteggerli".
Durissima la reazione del governo italiano. "Il Governo italiano - dichiara la presidente del Consiglio Giorgia Meloni -esprime vicinanza al Cardinale Pizzaballa, a Padre Ielpo e ai religiosi ai quali le autorità israeliane hanno impedito oggi di celebrare la Messa della Domenica delle Palme nel Santo Sepolcro. Il Santo Sepolcro di Gerusalemme è luogo sacro della cristianità, e in quanto tale da preservare e tutelare per la celebrazione dei riti sacri. Impedirne l’ingresso al Patriarca di Gerusalemme e al Custode di Terra Santa, peraltro in una solennità centrale per la fede qual è la Domenica delle Palme, costituisce un’offesa non solo per i credenti, ma per ogni comunità che riconosca la libertà religiosa".
Un gesto "inaccettabile" anche per il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani che via social annuncia di aver "dato indicazione di convocare domani al ministero degli Esteri l’ambasciatore di Israele per avere chiarimenti". E conferma la sua "più sentita solidarietà al Patriarca di Gerusalemme, cardinale Pierbattista Pizzaballa, capo della Chiesa Cattolica in Terra Santa, e al Custode di Terra Santa, padre Francesco Ielpo, Custode ufficiale della Chiesa del Santo Sepolcro".
"Per la prima volta - aggiunge Tajani - ai vertici della Chiesa la polizia israeliana ha negato la possibilità di celebrare la Messa delle Palme in uno dei luoghi più sacri per milioni di fedeli nel mondo. Ho dato immediate istruzioni al nostro Ambasciatore in Israele di esprimere alle autorità di Tel Aviv il nostro sdegno e confermare la posizione italiana a tutela, sempre ed in ogni circostanza, della libertà di religione".
Il presidente francese, Emmanuel Macron, ha espresso "pieno sostegno" al patriarca latino, Pierbattita Pizzaballa, e al custode di Terrasanta, Francesco Ielpo, dopo che è stato "impedito" loro di celebrare la messa nella Chiesa del Santo Sepolcro a Gerusalemme. In un messaggio pubblicato su X, Macron ha "condannato questa decisione della polizia israeliana", sottolineando che si inserisce in una "preoccupante moltiplicazione delle violazioni dello status dei Luoghi Santi di Gerusalemme". "Il libero esercizio del culto a Gerusalemme deve essere garantito per tutte le religioni", ha aggiunto il presidente francese.
Ma a stretto giro arriva l'intervento del presidente della commissione per l'Immigrazione, l'Integrazione e gli Affari della diaspora della Knesset, il rabbino Gilad Kariv: "Invito il presidente e il direttore generale del ministero degli Esteri a intervenire immediatamente su questo incidente e a garantire la libertà di accesso e di culto per le Chiese cristiane di Gerusalemme durante il periodo pasquale, in conformità con le direttive del Comando del Fronte Interno, ma con la massima sensibilità e il massimo rispetto", sollecita.

(Adnkronos) - Nella mattinata di oggi, domenica 29 marzo, la polizia di Israele ha impedito al patriarca latino di Gerusalemme, il cardinale Pierbattista Pizzaballa, capo della Chiesa cattolica in Terra Santa, l’ingresso nella Chiesa del Santo Sepolcro a Gerusalemme, mentre insieme al Custode della Terra Santa, fra Francesco Ielpo, si facevano strada per celebrare la Messa della Domenica delle Palme. Lo fa sapere il patriarcato di Gerusalemme. "Entrambi sono stati fermati lungo il tragitto mentre viaggiavano a titolo privato e sono stati costretti a tornare indietro", si legge in una dichiarazione congiunta del Patriarcato latino di Gerusalemme e della Custodia di Terra Santa.
"Di conseguenza, e per la prima volta da secoli, ai leader della Chiesa è stato impedito di celebrare la Messa della Domenica delle Palme nella Chiesa del Santo Sepolcro", aggiunge la dichiarazione, mentre Israele ha chiuso tutti i luoghi sacri nella Città Vecchia di Gerusalemme Est, adducendo motivi di sicurezza.
“Questo incidente è un grave precedente e ignora la sensibilità di miliardi di persone in tutto il mondo che, durante questa settimana, guardano a Gerusalemme”, denuncia il patriarcato di Gerusalemme in una nota.
“Impedire l'ingresso del Cardinale e dei Custode che portano la più alta responsabilità ecclesiastica per la Chiesa cattolica e i Luoghi Santi, costituisce una misura manifestamente irragionevole e grossolanamente sproporzionata. Questa decisione affrettata e fondamentalmente errata, contaminata da considerazioni improprie, rappresenta un estremo allontanamento dai principi di base della ragionevolezza, della libertà di culto e del rispetto per lo Status Quo”, denuncia il patriarcato.
“I capi delle Chiese hanno agito con piena responsabilità e, fin dall'inizio della guerra, hanno rispettato tutte le restrizioni imposte: i raduni pubblici sono stati cancellati, la partecipazione è stata vietata e sono stati presi accordi per trasmettere le celebrazioni a centinaia di milioni di fedeli in tutto il mondo, che, durante questi giorni di Pasqua, rivolgono gli occhi a Gerusalemme e alla Chiesa del Santo Sepolcro.Il Patriarcato latino di Gerusalemme e la Custodia della Terra Santa esprimono il loro profondo dolore ai fedeli cristiani in Terra Santa e in tutto il mondo che la preghiera in uno dei giorni più sacri del calendario cristiano è stata così impedita”, conclude la nota.
"Dall'inizio dell'operazione 'Ruggito del Leone', tutti i luoghi sacri della Città Vecchia di Gerusalemme sono stati chiusi ai fedeli per garantire la sicurezza" sostiene la Polizia israeliana, come riporta il sito di notizie Ynet. "La richiesta del Patriarca è stata esaminata ieri ed è stato chiarito che non sarebbe stata approvata per i motivi citati - aggiungono - La libertà di culto continuerà a essere garantita, ad eccezione delle necessarie restrizioni".
"La polizia israeliana incontrerà il cardinale Pierbattista Pizzaballa, patriarca latino di Gerusalemme, per esplorare soluzioni che consentano una routine il più possibile normale, garantendo al contempo la sicurezza pubblica" riferisce il ministero degli Esteri di Tel Aviv.
Il presidente israeliano, Isaac Herzog, ha annunciato di aver avuto un colloquio telefonico con il cardinale Pierbattista Pizzaballa e di avergli espresso il suo "profondo rammarico per lo sfortunato incidente" verificatosi questa mattina nella Città Vecchia di Gerusalemme.
"Ho chiarito che l'incidente è stato causato da timori di sicurezza dovute alla continua minaccia di attacchi missilistici da parte del regime terroristico iraniano contro la popolazione civile in Israele, a seguito di precedenti incidenti che hanno visto nei giorni scorsi missili iraniani cadere nella zona della Città Vecchia di Gerusalemme", ha aggiunto Herzog, sottolineando di aver ribadito a Pizzaballa "l'impegno incrollabile dello Stato di Israele a favore della libertà di religione per tutte le fedi e del mantenimento dello status quo nei luoghi santi di Gerusalemme".
Le autorità israeliane stanno predisponendo un piano per consentire agli esponenti religiosi di accedere alla Chiesa del Santo Sepolcro "nei prossimi giorni" assicura via social l'ufficio del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu.
Negli ultimi giorni, scrive, "l'Iran ha ripetutamente preso di mira con missili balistici i luoghi sacri di tutte e tre le religioni monoteiste di Gerusalemme. In un attacco, frammenti di missile sono caduti a pochi metri dalla Chiesa del Santo Sepolcro".
Di conseguenza, "Israele ha temporaneamente chiesto ai fedeli di tutte le fedi di non recarsi nei luoghi sacri della Città Vecchia di Gerusalemme per proteggerli".
Durissima la reazione del governo italiano. La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, fanno sapere fonti di Palazzo Chigi, ha telefonato al cardinale Pizzaballa per esprimere e rinnovare la propria vicinanza personale e quella del governo italiano, a seguito del divieto imposto oggi dalle autorità israeliane di celebrare la Messa della Domenica delle Palme presso il Santo Sepolcro.
"Il Governo italiano - dichiara Meloni -esprime vicinanza al Cardinale Pizzaballa, a Padre Ielpo e ai religiosi ai quali le autorità israeliane hanno impedito oggi di celebrare la Messa della Domenica delle Palme nel Santo Sepolcro. Il Santo Sepolcro di Gerusalemme è luogo sacro della cristianità, e in quanto tale da preservare e tutelare per la celebrazione dei riti sacri. Impedirne l’ingresso al Patriarca di Gerusalemme e al Custode di Terra Santa, peraltro in una solennità centrale per la fede qual è la Domenica delle Palme, costituisce un’offesa non solo per i credenti, ma per ogni comunità che riconosca la libertà religiosa".
Un gesto "inaccettabile" anche per il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani che via social annuncia di aver "dato indicazione di convocare domani al ministero degli Esteri l’ambasciatore di Israele per avere chiarimenti". E conferma la sua "più sentita solidarietà al Patriarca di Gerusalemme, cardinale Pierbattista Pizzaballa, capo della Chiesa Cattolica in Terra Santa, e al Custode di Terra Santa, padre Francesco Ielpo, Custode ufficiale della Chiesa del Santo Sepolcro".
"Per la prima volta - aggiunge Tajani - ai vertici della Chiesa la polizia israeliana ha negato la possibilità di celebrare la Messa delle Palme in uno dei luoghi più sacri per milioni di fedeli nel mondo. Ho dato immediate istruzioni al nostro Ambasciatore in Israele di esprimere alle autorità di Tel Aviv il nostro sdegno e confermare la posizione italiana a tutela, sempre ed in ogni circostanza, della libertà di religione".
Il presidente francese, Emmanuel Macron, ha espresso "pieno sostegno" al patriarca latino, Pierbattita Pizzaballa, e al custode di Terrasanta, Francesco Ielpo, dopo che è stato "impedito" loro di celebrare la messa nella Chiesa del Santo Sepolcro a Gerusalemme. In un messaggio pubblicato su X, Macron ha "condannato questa decisione della polizia israeliana", sottolineando che si inserisce in una "preoccupante moltiplicazione delle violazioni dello status dei Luoghi Santi di Gerusalemme". "Il libero esercizio del culto a Gerusalemme deve essere garantito per tutte le religioni", ha aggiunto il presidente francese.
Ma a stretto giro arriva l'intervento del presidente della commissione per l'Immigrazione, l'Integrazione e gli Affari della diaspora della Knesset, il rabbino Gilad Kariv: "Invito il presidente e il direttore generale del ministero degli Esteri a intervenire immediatamente su questo incidente e a garantire la libertà di accesso e di culto per le Chiese cristiane di Gerusalemme durante il periodo pasquale, in conformità con le direttive del Comando del Fronte Interno, ma con la massima sensibilità e il massimo rispetto", sollecita.
(Adnkronos) - Nella mattinata di oggi, domenica 29 marzo, la polizia di Israele ha impedito al patriarca latino di Gerusalemme, il cardinale Pierbattista Pizzaballa, capo della Chiesa cattolica in Terra Santa, l’ingresso nella Chiesa del Santo Sepolcro a Gerusalemme, mentre insieme al Custode della Terra Santa, padre Francesco Ielpo, si facevano strada per celebrare la Messa della Domenica delle Palme. Lo fa sapere il patriarcato di Gerusalemme. "Entrambi sono stati fermati lungo il tragitto mentre viaggiavano a titolo privato e sono stati costretti a tornare indietro", si legge in una dichiarazione congiunta del Patriarcato latino di Gerusalemme e della Custodia di Terra Santa.
"Di conseguenza, e per la prima volta da secoli, ai leader della Chiesa è stato impedito di celebrare la Messa della Domenica delle Palme nella Chiesa del Santo Sepolcro", aggiunge la dichiarazione, mentre Israele ha chiuso tutti i luoghi sacri nella Città Vecchia di Gerusalemme Est, adducendo motivi di sicurezza.
“Questo incidente è un grave precedente e ignora la sensibilità di miliardi di persone in tutto il mondo che, durante questa settimana, guardano a Gerusalemme”, denuncia il patriarcato di Gerusalemme in una nota.
“Impedire l'ingresso del Cardinale e dei Custode che portano la più alta responsabilità ecclesiastica per la Chiesa cattolica e i Luoghi Santi, costituisce una misura manifestamente irragionevole e grossolanamente sproporzionata. Questa decisione affrettata e fondamentalmente errata, contaminata da considerazioni improprie, rappresenta un estremo allontanamento dai principi di base della ragionevolezza, della libertà di culto e del rispetto per lo Status Quo”, denuncia il patriarcato.
“I capi delle Chiese hanno agito con piena responsabilità e, fin dall'inizio della guerra, hanno rispettato tutte le restrizioni imposte: i raduni pubblici sono stati cancellati, la partecipazione è stata vietata e sono stati presi accordi per trasmettere le celebrazioni a centinaia di milioni di fedeli in tutto il mondo, che, durante questi giorni di Pasqua, rivolgono gli occhi a Gerusalemme e alla Chiesa del Santo Sepolcro.Il Patriarcato latino di Gerusalemme e la Custodia della Terra Santa esprimono il loro profondo dolore ai fedeli cristiani in Terra Santa e in tutto il mondo che la preghiera in uno dei giorni più sacri del calendario cristiano è stata così impedita”, conclude la nota.
"Stiamo vivendo una situazione molto complicata", "ci siamo riuniti perché vogliamo costruire la pace, la fratellanza". Il patriarca di Gerusalemme ha guidato una speciale supplica per la riconciliazione e la pace. All’inizio della celebrazione, il cardinale Pierbattista Pizzaballa ha sottolineato il momento particolarmente "complicato". La celebrazione si è svolta senza pellegrini, unendo i fedeli di tutto il mondo nella preghiera per la pace.
Il cardinale Pizzaballa guida il patriarcato di Gerusalemme dal 24 ottobre del 2020. Di recente, parlando del piano di pace di Trump per Gaza, il porporato non ha usato mezzi termini nel denunciare "l'operazione colonialista". Intervenuto, poi, in un video collegamento con una Fondazione, sempre di recente, ha sottolineato che "la manipolazione del nome di Dio per giustificare questa o qualsiasi altra guerra è il peccato più grave che possiamo commettere in questo tempo. Non ci sono nuove crociate e Dio non c’entra in tutto questo. Dio è tra coloro che stanno morendo, che stanno male, che soffrono".
Il porporato ha poi tracciato un quadro critico della situazione umanitaria nella Striscia di Gaza: "Il 53% della Striscia, dove vivono oltre due milioni di sfollati, è sotto il controllo diretto israeliano, il 47% dove si trova la maggior parte dei palestinesi è sotto il controllo di Hamas. L’80% della Striscia è distrutto e non è ancora cominciata la ricostruzione. Mancano i medicinali, anche gli antibiotici di base. La gente vive letteralmente nelle fognature, nelle tende. Le scuole sono quasi tutte distrutte".
"Dall'inizio dell'operazione 'Ruggito del Leone', tutti i luoghi sacri della Città Vecchia di Gerusalemme sono stati chiusi ai fedeli per garantire la sicurezza" sostiene la polizia israeliana, come riporta il sito di notizie Ynet. "La richiesta del Patriarca è stata esaminata ieri ed è stato chiarito che non sarebbe stata approvata per i motivi citati - aggiungono -. La libertà di culto continuerà a essere garantita, a eccezione delle necessarie restrizioni".
"La polizia israeliana incontrerà il cardinale Pierbattista Pizzaballa, patriarca latino di Gerusalemme, per esplorare soluzioni che consentano una routine il più possibile normale, garantendo al contempo la sicurezza pubblica" riferisce il ministero degli Esteri di Tel Aviv.
Il presidente israeliano, Isaac Herzog, ha annunciato di aver avuto un colloquio telefonico con il cardinale Pierbattista Pizzaballa e di avergli espresso il suo "profondo rammarico per lo sfortunato incidente" verificatosi questa mattina nella Città Vecchia di Gerusalemme.
"Ho chiarito che l'incidente è stato causato da timori di sicurezza dovute alla continua minaccia di attacchi missilistici da parte del regime terroristico iraniano contro la popolazione civile in Israele, a seguito di precedenti incidenti che hanno visto nei giorni scorsi missili iraniani cadere nella zona della Città Vecchia di Gerusalemme", ha aggiunto Herzog, sottolineando di aver ribadito a Pizzaballa "l'impegno incrollabile dello Stato di Israele a favore della libertà di religione per tutte le fedi e del mantenimento dello status quo nei luoghi santi di Gerusalemme".
Le autorità israeliane stanno predisponendo un piano per consentire agli esponenti religiosi di accedere alla Chiesa del Santo Sepolcro "nei prossimi giorni" assicura via social l'ufficio del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu.
Negli ultimi giorni, scrive, "l'Iran ha ripetutamente preso di mira con missili balistici i luoghi sacri di tutte e tre le religioni monoteiste di Gerusalemme. In un attacco, frammenti di missile sono caduti a pochi metri dalla Chiesa del Santo Sepolcro".
Di conseguenza, "Israele ha temporaneamente chiesto ai fedeli di tutte le fedi di non recarsi nei luoghi sacri della Città Vecchia di Gerusalemme per proteggerli".
Durissima la reazione del governo italiano. La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, fanno sapere fonti di Palazzo Chigi, ha telefonato al cardinale Pizzaballa per esprimere e rinnovare la propria vicinanza personale e quella del governo italiano, a seguito del divieto imposto oggi dalle autorità israeliane di celebrare la Messa della Domenica delle Palme presso il Santo Sepolcro.
"Il Governo italiano - dichiara Meloni -esprime vicinanza al Cardinale Pizzaballa, a Padre Ielpo e ai religiosi ai quali le autorità israeliane hanno impedito oggi di celebrare la Messa della Domenica delle Palme nel Santo Sepolcro. Il Santo Sepolcro di Gerusalemme è luogo sacro della cristianità, e in quanto tale da preservare e tutelare per la celebrazione dei riti sacri. Impedirne l’ingresso al Patriarca di Gerusalemme e al Custode di Terra Santa, peraltro in una solennità centrale per la fede qual è la Domenica delle Palme, costituisce un’offesa non solo per i credenti, ma per ogni comunità che riconosca la libertà religiosa".
Un gesto "inaccettabile" anche per il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani che via social annuncia di aver "dato indicazione di convocare domani al ministero degli Esteri l’ambasciatore di Israele per avere chiarimenti". E conferma la sua "più sentita solidarietà al Patriarca di Gerusalemme, cardinale Pierbattista Pizzaballa, capo della Chiesa Cattolica in Terra Santa, e al Custode di Terra Santa, padre Francesco Ielpo, Custode ufficiale della Chiesa del Santo Sepolcro".
"Per la prima volta - aggiunge Tajani - ai vertici della Chiesa la polizia israeliana ha negato la possibilità di celebrare la Messa delle Palme in uno dei luoghi più sacri per milioni di fedeli nel mondo. Ho dato immediate istruzioni al nostro Ambasciatore in Israele di esprimere alle autorità di Tel Aviv il nostro sdegno e confermare la posizione italiana a tutela, sempre ed in ogni circostanza, della libertà di religione".
Il presidente francese, Emmanuel Macron, ha espresso "pieno sostegno" al patriarca latino, Pierbattita Pizzaballa, e al custode di Terrasanta, Francesco Ielpo, dopo che è stato "impedito" loro di celebrare la messa nella Chiesa del Santo Sepolcro a Gerusalemme. In un messaggio pubblicato su X, Macron ha "condannato questa decisione della polizia israeliana", sottolineando che si inserisce in una "preoccupante moltiplicazione delle violazioni dello status dei Luoghi Santi di Gerusalemme". "Il libero esercizio del culto a Gerusalemme deve essere garantito per tutte le religioni", ha aggiunto il presidente francese.
Ma a stretto giro arriva l'intervento del presidente della commissione per l'Immigrazione, l'Integrazione e gli Affari della diaspora della Knesset, il rabbino Gilad Kariv: "Invito il presidente e il direttore generale del ministero degli Esteri a intervenire immediatamente su questo incidente e a garantire la libertà di accesso e di culto per le Chiese cristiane di Gerusalemme durante il periodo pasquale, in conformità con le direttive del Comando del Fronte Interno, ma con la massima sensibilità e il massimo rispetto", sollecita.

(Adnkronos) - Nella mattinata di oggi, domenica 29 marzo, la polizia di Israele ha impedito al patriarca latino di Gerusalemme, il cardinale Pierbattista Pizzaballa, capo della Chiesa cattolica in Terra Santa, l’ingresso nella Chiesa del Santo Sepolcro a Gerusalemme, mentre insieme al Custode della Terra Santa, padre Francesco Ielpo, si facevano strada per celebrare la Messa della Domenica delle Palme. Lo fa sapere il patriarcato di Gerusalemme. "Entrambi sono stati fermati lungo il tragitto mentre viaggiavano a titolo privato e sono stati costretti a tornare indietro", si legge in una dichiarazione congiunta del Patriarcato latino di Gerusalemme e della Custodia di Terra Santa.
"Di conseguenza, e per la prima volta da secoli, ai leader della Chiesa è stato impedito di celebrare la Messa della Domenica delle Palme nella Chiesa del Santo Sepolcro", aggiunge la dichiarazione, mentre Israele ha chiuso tutti i luoghi sacri nella Città Vecchia di Gerusalemme Est, adducendo motivi di sicurezza.
“Questo incidente è un grave precedente e ignora la sensibilità di miliardi di persone in tutto il mondo che, durante questa settimana, guardano a Gerusalemme”, denuncia il patriarcato di Gerusalemme in una nota.
“Impedire l'ingresso del Cardinale e dei Custode che portano la più alta responsabilità ecclesiastica per la Chiesa cattolica e i Luoghi Santi, costituisce una misura manifestamente irragionevole e grossolanamente sproporzionata. Questa decisione affrettata e fondamentalmente errata, contaminata da considerazioni improprie, rappresenta un estremo allontanamento dai principi di base della ragionevolezza, della libertà di culto e del rispetto per lo Status Quo”, denuncia il patriarcato.
“I capi delle Chiese hanno agito con piena responsabilità e, fin dall'inizio della guerra, hanno rispettato tutte le restrizioni imposte: i raduni pubblici sono stati cancellati, la partecipazione è stata vietata e sono stati presi accordi per trasmettere le celebrazioni a centinaia di milioni di fedeli in tutto il mondo, che, durante questi giorni di Pasqua, rivolgono gli occhi a Gerusalemme e alla Chiesa del Santo Sepolcro.Il Patriarcato latino di Gerusalemme e la Custodia della Terra Santa esprimono il loro profondo dolore ai fedeli cristiani in Terra Santa e in tutto il mondo che la preghiera in uno dei giorni più sacri del calendario cristiano è stata così impedita”, conclude la nota.
“Ci sono stati dei fraintendimenti, non ci siamo compresi ed è questo quello che è accaduto. Non è mai successo, dispiace che questo sia accaduto” afferma il patriarca latino di Gerusalemme, cardinale Pierbattista Pizzaballa, in un’intervista al Tg2000, il telegiornale di Tv2000. “È vero che la polizia – spiega il cardinale Pizzaballa - aveva detto che gli ordini del comando interno avevano impedito qualsiasi genere di aggregazione nei luoghi, dove non c'è un rifugio però noi non avevamo chiesto nulla di pubblico, solo una breve e piccola cerimonia privata per salvare l'idea della celebrazione nel Santo Sepolcro”.
“Non ci sono stati scontri, - sottolinea ancora - tutto è stato fatto in maniera molto educata. Non voglio forzare la mano, vogliamo usare questa situazione per vedere di chiarire meglio nei prossimi giorni cosa fare nel rispetto della sicurezza di tutti ma anche nel rispetto del diritto alla preghiera”.
"Stiamo vivendo una situazione molto complicata", "ci siamo riuniti perché vogliamo costruire la pace, la fratellanza". Il patriarca di Gerusalemme ha guidato una speciale supplica per la riconciliazione e la pace. All’inizio della celebrazione, il cardinale Pierbattista Pizzaballa ha sottolineato il momento particolarmente "complicato". La celebrazione si è svolta senza pellegrini, unendo i fedeli di tutto il mondo nella preghiera per la pace.
Il cardinale Pizzaballa guida il patriarcato di Gerusalemme dal 24 ottobre del 2020. Di recente, parlando del piano di pace di Trump per Gaza, il porporato non ha usato mezzi termini nel denunciare "l'operazione colonialista". Intervenuto, poi, in un video collegamento con una Fondazione, sempre di recente, ha sottolineato che "la manipolazione del nome di Dio per giustificare questa o qualsiasi altra guerra è il peccato più grave che possiamo commettere in questo tempo. Non ci sono nuove crociate e Dio non c’entra in tutto questo. Dio è tra coloro che stanno morendo, che stanno male, che soffrono".
Il porporato ha poi tracciato un quadro critico della situazione umanitaria nella Striscia di Gaza: "Il 53% della Striscia, dove vivono oltre due milioni di sfollati, è sotto il controllo diretto israeliano, il 47% dove si trova la maggior parte dei palestinesi è sotto il controllo di Hamas. L’80% della Striscia è distrutto e non è ancora cominciata la ricostruzione. Mancano i medicinali, anche gli antibiotici di base. La gente vive letteralmente nelle fognature, nelle tende. Le scuole sono quasi tutte distrutte".
"Dall'inizio dell'operazione 'Ruggito del Leone', tutti i luoghi sacri della Città Vecchia di Gerusalemme sono stati chiusi ai fedeli per garantire la sicurezza" sostiene la polizia israeliana, come riporta il sito di notizie Ynet. "La richiesta del Patriarca è stata esaminata ieri ed è stato chiarito che non sarebbe stata approvata per i motivi citati - aggiungono -. La libertà di culto continuerà a essere garantita, a eccezione delle necessarie restrizioni".
"La polizia israeliana incontrerà il cardinale Pierbattista Pizzaballa, patriarca latino di Gerusalemme, per esplorare soluzioni che consentano una routine il più possibile normale, garantendo al contempo la sicurezza pubblica" riferisce il ministero degli Esteri di Tel Aviv.
Il presidente israeliano, Isaac Herzog, ha annunciato di aver avuto un colloquio telefonico con il cardinale Pierbattista Pizzaballa e di avergli espresso il suo "profondo rammarico per lo sfortunato incidente" verificatosi questa mattina nella Città Vecchia di Gerusalemme.
"Ho chiarito che l'incidente è stato causato da timori di sicurezza dovute alla continua minaccia di attacchi missilistici da parte del regime terroristico iraniano contro la popolazione civile in Israele, a seguito di precedenti incidenti che hanno visto nei giorni scorsi missili iraniani cadere nella zona della Città Vecchia di Gerusalemme", ha aggiunto Herzog, sottolineando di aver ribadito a Pizzaballa "l'impegno incrollabile dello Stato di Israele a favore della libertà di religione per tutte le fedi e del mantenimento dello status quo nei luoghi santi di Gerusalemme".
Le autorità israeliane stanno predisponendo un piano per consentire agli esponenti religiosi di accedere alla Chiesa del Santo Sepolcro "nei prossimi giorni" assicura via social l'ufficio del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu.
Negli ultimi giorni, scrive, "l'Iran ha ripetutamente preso di mira con missili balistici i luoghi sacri di tutte e tre le religioni monoteiste di Gerusalemme. In un attacco, frammenti di missile sono caduti a pochi metri dalla Chiesa del Santo Sepolcro".
Di conseguenza, "Israele ha temporaneamente chiesto ai fedeli di tutte le fedi di non recarsi nei luoghi sacri della Città Vecchia di Gerusalemme per proteggerli".
Durissima la reazione del governo italiano. La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, fanno sapere fonti di Palazzo Chigi, ha telefonato al cardinale Pizzaballa per esprimere e rinnovare la propria vicinanza personale e quella del governo italiano, a seguito del divieto imposto oggi dalle autorità israeliane di celebrare la Messa della Domenica delle Palme presso il Santo Sepolcro.
"Il Governo italiano - dichiara Meloni -esprime vicinanza al Cardinale Pizzaballa, a Padre Ielpo e ai religiosi ai quali le autorità israeliane hanno impedito oggi di celebrare la Messa della Domenica delle Palme nel Santo Sepolcro. Il Santo Sepolcro di Gerusalemme è luogo sacro della cristianità, e in quanto tale da preservare e tutelare per la celebrazione dei riti sacri. Impedirne l’ingresso al Patriarca di Gerusalemme e al Custode di Terra Santa, peraltro in una solennità centrale per la fede qual è la Domenica delle Palme, costituisce un’offesa non solo per i credenti, ma per ogni comunità che riconosca la libertà religiosa".
Un gesto "inaccettabile" anche per il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani che via social annuncia di aver "dato indicazione di convocare domani al ministero degli Esteri l’ambasciatore di Israele per avere chiarimenti". E conferma la sua "più sentita solidarietà al Patriarca di Gerusalemme, cardinale Pierbattista Pizzaballa, capo della Chiesa Cattolica in Terra Santa, e al Custode di Terra Santa, padre Francesco Ielpo, Custode ufficiale della Chiesa del Santo Sepolcro".
"Per la prima volta - aggiunge Tajani - ai vertici della Chiesa la polizia israeliana ha negato la possibilità di celebrare la Messa delle Palme in uno dei luoghi più sacri per milioni di fedeli nel mondo. Ho dato immediate istruzioni al nostro Ambasciatore in Israele di esprimere alle autorità di Tel Aviv il nostro sdegno e confermare la posizione italiana a tutela, sempre ed in ogni circostanza, della libertà di religione".
Il presidente francese, Emmanuel Macron, ha espresso "pieno sostegno" al patriarca latino, Pierbattita Pizzaballa, e al custode di Terrasanta, Francesco Ielpo, dopo che è stato "impedito" loro di celebrare la messa nella Chiesa del Santo Sepolcro a Gerusalemme. In un messaggio pubblicato su X, Macron ha "condannato questa decisione della polizia israeliana", sottolineando che si inserisce in una "preoccupante moltiplicazione delle violazioni dello status dei Luoghi Santi di Gerusalemme". "Il libero esercizio del culto a Gerusalemme deve essere garantito per tutte le religioni", ha aggiunto il presidente francese.
Il divieto imposto dalla polizia israeliana al patriarca latino di Gerusalemme, Pierbattista Pizzaballa, e ad altri "tre sacerdoti" di entrare nella Chiesa del Santo Sepolcro per la messa della Domenica delle Palme è "difficile da comprendere o giustificare". Lo ha affermato l'ambasciatore degli Stati Uniti in Israele, Mike Huckabee, secondo cui si tratta di "una sfortunata forzatura che sta già avendo importanti ripercussioni in tutto il mondo."
Huckabee ha sottolineato che, mentre tutti i luoghi santi della Città Vecchia sono chiusi per motivi di sicurezza legati ai raduni di massa, il provvedimento nei confronti dei rappresentanti della Chiesa cattolica appare sproporzionato. Le linee guida del Comando del fronte interno limitano gli assembramenti a un massimo di 50 persone e, secondo l'ambasciatore, i quattro rappresentanti della Chiesa cattolica rientravano ampiamente in tale soglia.
Ma a stretto giro arriva l'intervento del presidente della commissione per l'Immigrazione, l'Integrazione e gli Affari della diaspora della Knesset, il rabbino Gilad Kariv: "Invito il presidente e il direttore generale del ministero degli Esteri a intervenire immediatamente su questo incidente e a garantire la libertà di accesso e di culto per le Chiese cristiane di Gerusalemme durante il periodo pasquale, in conformità con le direttive del Comando del Fronte Interno, ma con la massima sensibilità e il massimo rispetto", sollecita.
(Adnkronos) - 28 Marzo 2026_ Tre delle quattro spedizioni indiane di acciaio di grado militare destinate a Israele sono state bloccate e sono ora sotto indagine in Italia, con la notizia che arriva fino in India. Le autorità italiane stanno investigando su questi carichi, con una spedizione al porto di Cagliari e altre due al porto di Gioia Tauro, a seguito delle pressioni del movimento globale a guida palestinese Boycott, Divestment, Sanctions (BDS). L'acciaio, proveniente dall'India e identificato dal movimento BDS, No Harbour for Genocide e dall'organo investigativo The Ditch, è destinato ai produttori di armi israeliani per la produzione di armi. Un rapporto del People's Embargo for Palestine ha inoltre evidenziato che l'Italia ha agito come hub di trasbordo nel dicembre 2025 per un carico originario di R. L. Steels and Energy Ltd, un'azienda di Daulatabad, India, destinato a una struttura militare israeliana. La notizia, che sottolinea il ruolo dell'Italia nel transito di materiali militari, è stata riportata dal sito maktoobmedia.com. L'Italia, in quanto firmataria delle Convenzioni di Ginevra, del Trattato sul Commercio delle Armi (ATT) e della Convenzione sul Genocidio, è legalmente tenuta a garantire che le sue esportazioni non facilitino gravi violazioni del diritto internazionale.
Fonte: https://www.maktoobmedia.com

(Adnkronos) - E' morto a 73 anni David Riondino. Lo si apprende da fonti vicine al cantautore e attore nato a Firenze il 10 giugno 1952. I funerali si terranno martedì 31 alle 11, presso la Chiesa degli artisti a Roma.

(Adnkronos) - E' morto a 73 anni David Riondino. Lo si apprende da fonti vicine al cantautore e attore nato a Firenze il 10 giugno 1952. I funerali si terranno martedì 31 alle 11, presso la Chiesa degli artisti a Roma.

(Adnkronos) - Breve tregua del maltempo sull'Italia oggi, domenica 29 marzo, ma dalla prossima settimana l’Italia si troverà a fare i conti ancora con piogge e forti venti. Mattia Gussoni, meteorologo de iLMeteo.it, conferma che la giornata di oggi, domenica delle Palme, vedrà un generale miglioramento delle condizioni del tempo su quasi tutta l’Italia grazie alla temporanea rimonta di un campo di alta pressione. Anche le temperature massime sono previste in leggero aumento specie sulle pianure del Nord e sui settori tirrenici; altrove invece si manterranno ancora leggermente sotto la media climatica a causa dei venti frizzanti dai quadranti settentrionali.
Secondo gli ultimi aggiornamenti, a partire da lunedì 30 marzo una massa d’aria fredda, insolita per il periodo, scenderà dal Nord Europa verso il bacino del Mediterraneo. L’interazione di queste correnti con i nostri mari favorirà la formazione di un vortice depressionario, destinato a provocare un marcato peggioramento del tempo, in particolare al Centro-Sud e sulle due Isole Maggiori.
Il vortice si approfondirà ulteriormente nei giorni successivi, alimentandosi dal calore dei mari ancora insolitamente miti per la stagione e richiamando correnti meridionali ricche di umidità, condizioni che ne favoriranno l’intensificazione e la capacità di generare fenomeni meteo estremi. Le condizioni sono previste in forte peggioramento tra mercoledì 1 e giovedì 2 aprile, con rischio di intense precipitazioni e raffiche di vento molto forti specie sul versante tirrenico. La presenza di correnti favorevoli in quota contribuirà a strutturare il vortice, richiamando aria umida dai quadranti meridionali e favorendo eventi estremi come grandinate e nubifragi. Sulle montagne del Centro sono attese nevicate abbondanti, con fiocchi a partire dagli 800/1000 metri di quota.
Una buona notizia è attesa però nella seconda parte di settimana. Dopo questa ennesima fase perturbata dell’ultimo periodo, nei giorni successivi infatti, proprio a ridosso delle festività pasquali, l’alta pressione delle Azzorre dovrebbe riconquistare terreno, regalando ampi spazi di sole su gran parte dell’Italia.
NEL DETTAGLIO
Domenica 29. Al Nord: stabile e soleggiato. Al Centro: prevalenza di sole. Al Sud: molte nubi, venti da Nord.
Lunedì 30. Al Nord: neve sulle alpi oltre i 1000 metri, sole altrove. Al Centro: piovaschi su zone interne di Umbria, Marche, Lazio e Abruzzo. Al Sud: instabile con piogge.
Martedì 31. Al Nord: prevalenza di tempo stabile e soleggiato. Al Centro: molte nubi con piogge su Marche, Abruzzo e Lazio;, neve sopra gli 800-1000 metri di quota. Al Sud: maltempo diffuso.
Tendenza: nuovo forte peggioramento al Centro Sud tra mercoledì e giovedì. Più stabile nel weekend di Pasqua con il ritorno dell’alta pressione

(Adnkronos) - Festa Ferrari a Suzuka. Oggi, domenica 29 marzo, la Rossa può celebrare il terzo posto di Charles Leclerc nel Gran Premio del Giappone, conquistato al termine di una lotta all'ultima curva con la Mercedes di George Russell. Il pilota monegasco ha quindi completato il podio del terzo appuntamento del Mondiale di Formula 1 dietro Antonelli, vincitore e nuovo leader della classifica Piloti, e Piastri.
Proprio la lotta con Russell ha animato gli ultimi giri del Gran Premio, con Leclerc che è riuscito a tenere la posizione al termine di uno scontro durissimo. Ad accendere gli animi nel box Ferrari è stato in particolare quanto accaduto nel giro 51, quando ne mancavano solo quattro al traguardo: Russell attacca e passa, Leclerc reagisce e controsorpassa al termine del rettilineo, riprendendosi, contro ogni pronostico, il terzo posto.
La gioia del muretto Ferrari esplode anche nelle cuffie di Leclerc: "Hai due palle d'acciaio!", urlando gli ingegneri di pista al monegasco, che non risponde, concentrato per portare a casa il podio, e alla fine sorride.

(Adnkronos) - Andrea Kimi Antonelli vince il Gran Premio del Giappone e diventa leader del Mondiale di Formula 1. Oggi, domenica 29 marzo, il pilota italiano della Mercedes ha trionfato a Suzuka, nel terzo appuntamento della stagione, chiudendo la gara davanti alla McLaren di Oscar Piastri e alla Ferrari di Charles Leclerc. Ecco l'ordine di arrivo del Gp del Giappone e la classifica Piloti del Mondiale.
L'ordine d'arrivo del Gran Premio del Giappone di Formula 1:
1. Andrea Kimi Antonelli (Mercedes) - 1h28'03''403.
2. Oscar Piastri (McLaren) + 13''722
3. Charles Leclerc (Ferrari) + 15''270
4. George Russell (Mercedes) + 15''754
5. Lewis Hamilton (Ferrari) + 23''479
6. Lando Norris (McLaren) + 25''037
7. Pierre Gasly (Alpine) + 32''340
8. Max Verstappen (Red Bull) + 32''677
9. Liam Lawson (Racing Bulls) + 50''180
10. Esteban Ocon (Haas) + 51''216
11. Nico Hulkenberg (Audi) + 52''280
12. Isack Hadjar (Red Bull) + 56''154
13. Gabriel Bortoleto (Audi) + 59''078
14. Arvid Lindblad (Racing Bulls) + 59''848
15. Carlos Sainz (Williams) + 1'05''008
16. Franco Colapinto (Alpine) + 1'05''773
17. Alexander Albon (Williams) + 1'32''453
18. Sergio Perez (Cadillac) + 1 giro
19. Fernando Alonso (Aston Martin) + 1 giro
20. Valtteri Bottas (Cadillac) + 2 giri.
La nuova classifica del Mondiale Piloti di Formula 1 dopo il Gp del Giappone:
1. Andrea Kimi Antonelli 72 punti
2. George Russell 63
3. Charles Leclerc 49
4. Lewis Hamilton 41
5. Lando Norris 25
6. Oscar Piastri 21
7. Oliver Bearman 17
8. Pierre Gasly 15
9. Max Verstappen 12
10. Liam Lawson 10.

(Adnkronos) - Nuova giornata di guerra oggi, domenica 29 marzo, in Iran. Raid di Usa e Israele hanno colpito una città portuale iraniana vicino allo Stretto di Hormuz. Stati Uniti e Israele "hanno effettuato un attacco criminale contro il molo di Bandar Khamir, uccidendo cinque persone e ferendone altre quattro", riferisce l'agenzia iraniana Irna.
Forti esplosioni sono state udite in mattinata nella capitale iraniana Teheran. Lo riferisce un giornalista dell'agenzia Afp sul posto. Le deflagrazioni sono state avvertite nella zona nord e fumo si leva dalle aree colpite nella parte nordorientale della città. Le deflagrazioni sono state avvertite nella zona nord e fumo si leva dalle aree colpite nella parte nordorientale della città.

(Adnkronos) - Nuova giornata di guerra oggi, domenica 29 marzo, in Iran. Raid di Usa e Israele hanno colpito una città portuale iraniana vicino allo Stretto di Hormuz. Stati Uniti e Israele "hanno effettuato un attacco criminale contro il molo di Bandar Khamir, uccidendo cinque persone e ferendone altre quattro", riferisce l'agenzia iraniana Irna.
Forti esplosioni sono state udite in mattinata nella capitale iraniana Teheran. Lo riferisce un giornalista dell'agenzia Afp sul posto. Le deflagrazioni sono state avvertite nella zona nord e fumo si leva dalle aree colpite nella parte nordorientale della città. Le deflagrazioni sono state avvertite nella zona nord e fumo si leva dalle aree colpite nella parte nordorientale della città.
Intanto, secondo quanto riferisce il Washington Post citando ufficiali Usa, il Pentagono si prepara all'eventualità di "settimane" di operazioni di terra in Iran. Un'eventuale operazione di terra non si configurerebbe come invasione su vasta scala e potrebbe invece prevedere blitz di forze speciali e unità della fanteria. Nell'ultimo mese all'interno dell'Amministrazione Usa si è parlato della possibilità di operazioni sull'isola di Kharg e anche, dicono le fonti del Post, di incursioni in zone costiere vicine allo Stretto di Hormuz per distruggere armamenti ritenuti in grado di attaccare mercantili e navi militari.

(Adnkronos) - Lo chiamano il "Duca di Milano" e oggi, proprio nella sua città del cuore, ha dimostrato perché Ernia un appellativo del genere se lo merita. Dopo un giro per i palazzetti d’Italia, stasera è tornato a casa, tra il suo ‘primo’ pubblico. Milano, la città dove è cresciuto, dove si è esibito per la prima volta davanti a 50 persone. Oggi, cinque album dopo, Matteo Professione canta in un Unipol Forum di Assago stracolmo. Di gente, certo. Ma anche di ospiti.
Sembra ormai un rituale: compri un biglietto per un concerto rap e ti ritrovi dentro una festa tra amici. Questa sera Ernia ha voluto al suo fianco gli affetti di sempre e quelli nuovi. Un via vai continuo tra vecchia e nuova scena, da Fabri Fibra a Kid Yugi, passando per Lazza e Tedua. Nessuno mancava a quella che lui stesso ha definito la sua festa. E quella che noi possiamo definire la sua consacrazione dopo anni di carriera. Anni di rap nudo e crudo, nato nelle periferie milanesi e arrivato fino al palco di uno dei palazzetti più importanti d’Italia. Ernia sorride, si inchina, si gode il momento. È felice. È grato.
Entra con una certa ‘aura’, scomodando i tifosi di Jannik Sinner. Prima ancora della prima nota, cattura tutta l’attenzione. Total black: giacca di pelle, scarponcini e il suo immancabile codino. Sì, esatto, che aura. Canta, ma soprattutto racconta. Perché prima di essere un rapper è un narratore di realtà. Nei suoi testi si leggono un passato turbolento, legami familiari complessi, dolore e voglia di riscatto. Ernia parla e il pubblico ascolta.
Il palco del ‘Solo per amore tour’ prende forma in un concept narrativo ambientato in un’aula di tribunale. Un processo penale in corso: c'è un giudice, un avvocato difensore e lui, l’imputato. Ernia. Forse un modo per mettersi a confronto con sé stesso, con ricordi che affiorano come prove lungo un percorso interiore. Uno schiaffo alla realtà, ma anche un invito a entrare nella sua maturità artistica.
C’è una scaletta, sì. Ma non è un semplice elenco di canzoni: è un percorso. I suoi testi diventano una dedica continua. Parla a sé stesso, si rimprovera, si assolve.
Il cuore dello show ruota attorno a una domanda: dove sta l’equilibrio tra soldi e amore? Ognuno ha la sua risposta, forse. O forse no. Ernia, intanto, prova a cercarla.
E poi arriva il colpo. Secco. Dritto allo stomaco. Ernia mette a nudo quello che forse è il dolore più grande della sua vita e lo trasforma in uno dei momenti più potenti dello show. Le luci si abbassano, il Forum rallenta il respiro, le voci si fanno un sussurro. ‘Buonanotte’ è una dedica alla bambina mai nata. Lui canta seduto, alle spalle una rosa bianca. “Se fossi stata femmina ti avrei chiamata Sveva”. Un nome che oggi è realtà: un anno fa è diventato padre, proprio di una bambina. Sveva.
All’inizio ci sono i traumi, le insoddisfazioni, i rapporti familiari. C’è Matteo figlio. Poi arriva Matteo padre. E con lui, la gratitudine. È qui che sta la vera maturità: non solo nel disco, ma nella prospettiva nuova che la paternità gli ha dato. E alla fine, è la gratitudine a restare.
Gli ospiti, dicevamo. Tanti, tantissimi. Amici, colleghi, pezzi di strada condivisa. Ma come in ogni festa che si rispetti, non c’è conclusione senza il ‘dolce’. Sulle note di ‘Da denuncia’ entra Marracash. Due mondi che si incontrano, due periferie che si ritrovano allo stesso incrocio: QT8 e Barona. Il Duca di Milano e il King del rap. Più che un featuring, un punto di svolta. ‘Ingiocabili’, verrebbe da dire, tornando ai paragoni con Sinner. Ed è esattamente quello che hanno dimostrato sul palco di Assago.
Per soldi o per amore? Ernia se lo chiede. Forse una risposta non c’è. O forse sì, ma non serve. Perché questa sera conta altro. Il Duca è tornato a casa. E lo ha fatto nel modo migliore possibile.
"Non ti sei mai premiato un giorno per i tuoi traguardi", canta in 'Per te'. E forse Matteo Professione, stasera, si è fermato un attimo e si è guardato dentro per dirsi, semplicemente: bravo.
Bravo, Ernia.(di Marica Di Giovanni)

(Adnkronos) - Silvia Toffanon torna oggi, domenica 29 marzo, con un nuovo appuntamento di 'Verissimo' in compagnia di tanti ospiti e interviste.
A Verissimo, la nuova opinionista di Grande Fratello Vip Selvaggia Lucarelli. In studio anche Evelina Sgarbi, in uscita con il suo primo libro dal titolo Nata Sgarbi, in cui parla del rapporto con suo padre Vittorio.
Dal serale di Amici, spazio alla coppia di prof Lorella Cuccarini e Veronica Peparini. A Verissimo, inoltre, la musica e la sensibilità di Enrico Nigiotti e la vita lontano dai riflettori di Filippo Nardi.
Infine, dopo che recentemente è circolata la notizia di un super testimone sulla scomparsa di Denise Pipitone, avvenuta nel 2004, sarà ospite Piera Maggio per fare chiarezza. Con lei il marito, nonché padre biologico di Denise, Pietro Pulizzi.
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CAGLIARI – Un vero e proprio deposito di droga è stato scoperto dalla Squadra Mobile, Sezione
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VILLASIMIUS – Si sono concluse nel tardo pomeriggio di oggi le operazioni di ricerca di
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