
(Adnkronos) - Stasera torna su Rai 2 'Mare Fuori'. Dopo una serie di rinvii, è arrivato il momento: oggi, in prima serata, debutta la sesta stagione della serie (già disponibile su RaiPlay) co-prodotta da Rai Fiction e Picomedia. Protagonisti i giovani detenuti dell'Ipm di Napoli che cercano di trovare la loro strada tra le sfide e le ombre della reclusione e la luce del mondo esterno.
La serie nasce da un’idea di Cristiana Farina, che insieme a Maurizio Careddu firma anche il soggetto originale. Alla regia si alternano Beniamino Catena e Francesca Amitrano, che dirigono Carmine Recano (Massimo O'Comandante), Lucrezia Guidone (Sofia Durante), Maria Esposito (Rosa Ricci), Vincenzo Ferrera (Beppe), Giovanna Sannino (Carmela Valestro), Alfonso Capuozzo (Simone), Manuele Velo (Tommaso), Antonia Truppo (Maria Ricci), Virginia Bocelli (Stella), Francesco Panarella (Luigi Di Meo "Cucciolo"), Giuseppe Pirozzi (Raffaele Di Meo "Micciarella"), Salahudin Tidjani Imrana (Diego "Dobermann"), Artem (Pino O'Pazzo) e Yeva Sai (Alina).
Al centro delle vicende c’è ancora Rosa Ricci (Maria Esposito), l’ultima e invidiatissima erede del boss don Salvatore, che navigherà tra complessi conflitti familiari, vendette incrociate del clan Di Salvo e la ricerca di un domani fatto di redenzione. L’arrivo tra le detenute di tre sorelle assetate di potere alimenterà dinamiche e storie segnate dal crimine, ma anche dalla possibilità di invertire la rotta. Tra i nuovi ingressi anche Stella (interpretata dalla new entry Virginia Bocelli, figlia del tenore Andrea), una ragazza di buona famiglia che ha commesso un errore imperdonabile, e una giovane detenuta straniera dal passato misterioso. Parallelamente, altri ragazzi affronteranno le conseguenze delle proprie azioni, costruiranno relazioni significative e lotteranno per un futuro diverso, mentre le pressioni e i pericoli del loro ambiente di origine continueranno a minacciarli.
Nella prima puntata saranno trasmessi i primi due episodi. Ne 'La legge del più forte' Simone e Carmela si incontrano in ospedale dove sono accorsi per avere notizie di Rosa e Tommaso. I due fanno conoscenza e la donna gli rivela qualche segreto di troppo. In IPM tutti si interrogano su chi possa essere stato ad attentare alla vita di Rosa. Tre sorelle con ambizioni criminali legate a Carmela entrano nell’IPM alterandone gli equilibri. Simone ha preso in mano le redini del clan di Salvo ma qualcuno non sembra essere d’accordo. Sofia è angosciata per la fuga della figlia che, insieme ai milanesi, ha fatto perdere le sue tracce. Cucciolo e Micciarella sono in pena per le sorti della madre. Dobermann vuole riconquistare Sonia che non appare disposta a perdonarlo. Il rapporto tra Massimo e Maria diventa sempre più stretto. Una sorpresa scuote l’amore tra Alina e Pino.
Nel secondo episodio, dal titolo 'Una colpa da espiare', Tommaso e Rosa si confrontano su quanto accaduto e il ragazzo ha un sospetto su chi possa essere il killer. Simone, in tribunale per un’udienza, incontra di nascosto qualcuno di inaspettato. Massimo cerca di convincere Rosa a cambiare vita. Alina e Pino devono fronteggiare un grande problema che mette a dura prova il loro rapporto. Angelo riflette sulla decisione di proteggere sua sorella.

(Adnkronos) - Massimo Bagnato è stato arrestato con l'accusa di stalking ai danni della sua ex compagna. Il comico, famoso per le sue apparizioni in programmi come 'Zelig' e 'Quelli che il calcio', stando a quando riportato da Repubblica e Messaggero è stato fermato nella zona della Balduina, sotto l'appartamento della donna.
Massimo Bagnato è nato a Roma nel 1972. La sua comicità è considerata nonsense, capace di rovesciare il cliché del comico moderno. È conosciuto principalmente per il ‘tormentone del braccio’. Durante le sue apparizioni televisive e nei suoi spettacoli in teatro, infatti, spazia tra monologhi e richieste che coinvolgono lo spettatore, a cui è richiesto di alzare il braccio quando viene chiamato in causa.
Massimo Bagnato comincia il suo percorso da comico nei primi anni duemila. Dal 2008 partecipa a Quelli che il calcio su Rai 2 e nel 2009 conduce insieme a Thais Wiggers ‘Seratona’. Ma il vero successo arriva con la partecipazione a Zelig. Prima, nel 2009 debutta a Zalig Off, e nel gennaio 2010 entra a far parte del cast di Zelig, con Claudio Bisio e Vanessa Incontrada.
Negli ultimi anni è stato anche da Bar Stella con Stefano De Martino, al Festivallo di Nino Frassica. Nel 2024 è anche stato tra i protagonisti di Tale e Quale Show e nel 2025 ha partecipato a Lol 5. Parallelamente ha costruito la sua carriera come artista teatrale, con i suoi show in giro per tutta l’Italia.
Secondo quanto ricostruito, lunedì scorso i carabinieri della stazione Medaglie d’Oro hanno ricevuto una telefonata con la richiesta di aiuto da parte di una donna che diceva di “aver incontrato l’ex mentre rientrava nel suo appartamento alla Balduina” si legge. Sul posto i militari trovano Massimo Bagnato che “inizia a inveire nei confronti dei carabinieri e della donna ‘in maniera minacciosa’. Viene ammanettato e sbotta: ‘Guarda cosa mi hai fatto, cosa mi hai combinato’ urla all’ex fidanzata mentre indica i polsi legati. Poi viene caricato in auto e portato negli uffici, dove i toni restano accesi”.
Il comico in aula si è difeso “ammettendo di averla aspettata in alcune occasioni sotto casa o fuori dalla palestra - scrive il Messaggero- che di solito la ex frequenta, ma sempre con educazione e solo per chiedere spiegazioni sulla rottura del loro rapporto. Una tesi che dovrà convincere il giudice nel processo che comincerà a breve”.

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(Adnkronos) - José Mourinho non ha dubbi: "Roma è stato il posto più bello della mia carriera". Il tecnico portoghese, che in Italia ha allenato l'Inter e la Roma, si è raccontato in un'intervista al quotidiano Il Giornale, ripercorrendo il suo passato: "Non ho mai sentito un ambiente così incredibile intorno a una squadra di calcio. Quando abbiamo vinto la Conference, la festa è stata pazzesca. Nemmeno nei trionfi che ho avuto in Champions ho visto delle scene così".
Lo Special One, arrivato a Milano per la presentazione dello spot pubblicitario di Prima Assicurazioni, ha detto poi la sua sul momento del calcio italiano: "Qualcuno mi ha chiesto se allenerei la vostra Nazionale: la mia risposta è che non avete bisogno di un allenatore straniero. Avete Allegri, Conte e ne potrei citare altri. Molte persone si chiedono come il Portogallo, che ha 10 milioni di abitanti, riesca ad andare ai Mondiali e ad avere tanti giocatori così bravi che finiscono nelle migliori squadre in Europa. Venite a vedere come vengono organizzati i tornei giovanili, quali sono le condizioni dentro quelle squadre. Basta questo per capire. E, magari, copiare". Parlando poi a Sportmediaset, ha aggiunto un paio di endorsement: "Quello di Malagò è un nome forte, a me piacerebbe tanto perché penso che con l'esperienza che ha può cambiare qualcosa. Io andrei con M&M, Malagò e Max Allegri".
(Adnkronos) - In arrivo un'ispezione a Ca' Giustinian, sede della Biennale di Venezia, in relazione all'allestimento del padiglione russo alla imminente Biennale Arte 2026, la cui vernice si terrà dal 5 all'8 maggio. Il Ministero della Cultura, secondo quanto risulta all'Adnkronos, avrebbe disposto l’invio di ispettori nella sede della Fondazione presieduta da Pietrangelo Buttafuoco per verifiche e approfondimenti legati alla gestione dell’edizione 2026 dell’Esposizione Internazionale d’Arte e in particolare alle autorizzazioni concesse alla Federazione Russa in relazione all'organizzazione del padiglione di proprietà ai Giardini.
I funzionari del MiC dovrebbero acquisire nuovi documenti relativi alla riapertura del padiglione russo, da settimane al centro di polemiche nazionali e internazionali. Già nelle scorse settimane la Biennale aveva inviato copia della corrispondenza intrattenuta con le autorità di Mosca al Mic, senza che fossero emerse irregolarità nel rispetto del regime sanzionatorio che vige nei confronti della Russia dopo l'aggressione all'Ucraina.
Secondo quanto si apprende, i nuovi controlli sarebbero legati alle polemiche seguite all’esclusione di Russia e Israele dai premi che la giuria internazionale assegnerà il 9 maggio, e alla necessità di completare l'acquisizione dei documenti ricevuti in precedenza dal MiC.
Nei giorni il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, ha annunciato che diserterà la cerimonia inaugurale della Biennale Arte, proprio in segno di protesta contro la presenza russa. Una decisione che ha ulteriormente accentuato la tensione attorno a uno degli eventi artistici più importanti al mondo.
Già a marzo il ministero della Cultura aveva chiesto alla Biennale tutta la documentazione sulla partecipazione russa, inclusa la corrispondenza, per verificarne la compatibilità con le sanzioni. Da quelle carte sono stati ricostruiti i contatti operativi per la riapertura del padiglione russo, che la Fondazione ha definito normali interlocuzioni procedurali. Il ministero ha già acquisito le comunicazioni interne tra il presidente Buttafuoco, il direttore generale Andrea Del Mercato e la commissaria del padiglione russo Anastasia Karneeva, che mostrerebbero come il ritorno della Russia fosse stato pianificato già a partire dall’estate 2025. Tra i passaggi, una mail del novembre scorso in cui Karneeva segnalava difficoltà nel rilascio dei visti per il curatore Petr Musoev e chiedeva assistenza per ottenere una lettera d’invito ufficiale. La Russia avrebbe confermato la propria partecipazione già all’inizio dell’anno, presentando il progetto espositivo intitolato 'The tree is rooted in the sky'. I materiali per il catalogo sarebbero stati completati entro febbraio.
Uno degli aspetti più delicati emersi riguarda il tentativo di conciliare la partecipazione russa con il rispetto delle sanzioni europee. Le comunicazioni farebbero riferimento a una strategia condivisa per evitare violazioni normative, pur consentendo la presenza del padiglione all’interno della manifestazione.
Secondo quanto riportato, il padiglione russo sarà infatti accessibile solo durante i giorni di pre-apertura della Biennale Arte (6–8 maggio), mentre dal giorno successivo rimarrà chiuso al pubblico. Le performance saranno comunque documentate e rese visibili attraverso contenuti video proiettati all’esterno dell’edificio. Una soluzione di compromesso che, però, non ha placato le polemiche.
A livello europeo, la vicenda si inserisce in un contesto già fortemente segnato dal conflitto in Ucraina e dalle relative sanzioni contro Mosca. Nei giorni scorsi, l’Unione Europea ha annunciato il possibile ritiro di circa 2 milioni di euro di finanziamenti destinati alla Biennale di Venezia per progetti legati al mondo del cinema, in segno di protesta per la partecipazione russa. Parallelamente, la giuria internazionale della Biennale Arte ha adottato una posizione inedita, escludendo dalla corsa al Leone d’Oro e al Leone d’Argento i Paesi i cui leader sono accusati dalla Corte penale internazionale di crimini contro l’umanità, quindi Russia e Israele. Di fronte alle accuse, la Fondazione ha sempre difeso il proprio operato, ribadendo di aver agito “nel pieno rispetto delle regole e delle normative vigenti”. La Biennale ha sottolineato che ogni decisione relativa ai padiglioni nazionali è stata presa dopo “attente valutazioni giuridiche e istituzionali”, senza alcuna intenzione di aggirare le sanzioni internazionali.

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(Adnkronos) - L'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ha approvato il rimborso per lanadelumab nella prevenzione di routine degli attacchi ricorrenti di angioedema ereditario (Hae) nei pazienti pediatrici a partire dai 2 anni di età. L’approvazione rappresenta un traguardo importante per la gestione di una patologia rara, complessa e potenzialmente fatale, che esordisce spesso già in età pediatrica e ha un impatto significativo sulla qualità di vita dei bambini e delle loro famiglie.
L'angioedema ereditario - informa Takeda in una nota - è una malattia genetica rara caratterizzata da attacchi ricorrenti e imprevedibili di edema che possono interessare la cute, il tratto gastrointestinale e le vie aeree superiori. In caso di coinvolgimento laringeo, gli episodi possono essere potenzialmente fatali. La malattia è spesso sottodiagnosticata e la sua gestione clinica risulta particolarmente complessa nei pazienti più giovani. L'estensione dell’indicazione di lanadelumab in ambito pediatrico si basa su evidenze cliniche robuste, in particolare sui risultati dello studio di fase 3 Spring (SHP643301), condotto in pazienti pediatrici di età compresa tra 2 e 12 anni. I dati hanno mostrato una riduzione del tasso di attacchi pari al 94,8% rispetto al basale, con il 76,2% dei pazienti liberi da attacchi durante il periodo di trattamento, e un profilo di sicurezza favorevole, coerente con quello osservato negli adulti e negli adolescenti.
"Questa estensione dell'indicazione pediatrica - afferma Alessandra Fionda, Medical & Regulatory Head di Takeda Italia - rappresenta per noi un importante traguardo e ribadisce il nostro impegno per fornire ai pazienti italiani percorsi di cura sempre più personalizzati e opzioni terapeutiche basate su robuste evidenze cliniche, che permettano una migliore gestione della patologia". L'approvazione della rimborsabilità consente di rendere disponibile anche per i pazienti pediatrici una strategia di prevenzione continuativa, con l'obiettivo di ridurre il carico di malattia, limitare l’imprevedibilità degli attacchi e favorire una quotidianità più stabile, sottolinea l'azienda.
"L'angioedema ereditario è una malattia genetica rara che nella maggior parte dei casi si trasmette da uno dei genitori, anche se in circa il 20% dei pazienti insorge spontaneamente, rendendo più complessa la diagnosi", spiega Mauro Cancian, presidente associazione Itaca, Italian Network for Hereditary and Acquired Angioedema, e direttore Uosd di Allergologia azienda ospedale università di Padova. "Esordisce generalmente già in età pediatrica - continua - e si manifesta con rigonfiamenti improvvisi e ricorrenti, molto dolorosi, che possono compromettere in modo significativo la vita quotidiana; il coinvolgimento delle vie aeree rappresenta inoltre una vera emergenza medica per il rischio di soffocamento. L'obiettivo terapeutico oggi è consentire ai pazienti, anche ai più giovani, una vita piena, con un impatto concreto anche sulla qualità di vita delle loro famiglie, che ogni giorno convivono con l'incertezza, l'ansia e il peso della gestione della malattia. Questo importante passo avanti consentirà, anche ai pazienti più giovani, una vita il più possibile libera dagli attacchi e dalla paura degli stessi".
"Le persone con malattie rare come l'angioedema ereditario affrontano spesso ostacoli importanti: diagnosi tardive, percorsi frammentati e accesso non sempre uniforme alle soluzioni disponibili - evidenzia Claudia Russo Caia, Patient, Value & Access Head di Takeda Italia - Lavorare per rimuovere queste barriere significa creare valore e favorire un accesso equo alle risposte sviluppate per bisogni clinici altamente specifici". L'estensione dell'indicazione di lanadelumab - si legge nella nota - si inserisce nel più ampio impegno di Takeda nel campo delle malattie rare, dove la collaborazione con istituzioni, comunità scientifica e associazioni dei pazienti è fondamentale per migliorare la presa in carico e ridurre i ritardi diagnostici.
"Nelle malattie rare non si parla solo di clinica, ma anche di come affrontare al meglio la vita quotidiana - conclude Laura Nocerino, Rare Business Unit Head di Takeda Italia - E' qui che emerge il bisogno essenziale a cui, come Takeda, cerchiamo di rispondere: offrire soluzioni mirate che permettano alle persone affette e alle loro famiglie di guardare al futuro con maggiore fiducia e sicurezza". Con questa estensione - conclude l'azienda - Aifa contribuisce a colmare un importante gap terapeutico nella popolazione pediatrica con angioedema ereditario, aprendo nuove prospettive per una gestione precoce, continuativa e personalizzata della patologia.

(Adnkronos) - Ad aprile sia il clima di fiducia dei consumatori sia l’indicatore composito del clima di fiducia delle imprese sono stimati in diminuzione (da 92,6 a 90,8 e da 97,3 a 95,2 rispettivamente). Lo comunica l'Istat. Tra i consumatori, l'istituto di statistica evidenzia un diffuso peggioramento delle opinioni, soprattutto di quelle sulla situazione economica del Paese: il clima economico si riduce da 88,1 a 82,7, il clima futuro scende da 85,3 a 82,5, quello personale cala da 94,2 a 93,8 e il clima corrente diminuisce da 98,0 a 96,9. Con riferimento alle imprese, la flessione risulta più marcata nei servizi di mercato e nelle costruzioni. In particolare, il clima di fiducia delle imprese dei servizi di mercato scende da 102,6 a 99,1 e quello delle costruzioni flette da 103,6 a 100,9; nella manifattura l’indicatore di fiducia diminuisce da 88,7 a 87,9, mentre migliora nel commercio al dettaglio (l’indice sale da 100,5 a 100,8).
Quanto alle componenti degli indici di fiducia, spiega ancora l'Istat, nella manifattura peggiorano sia i giudizi sugli ordini sia le attese sulla produzione e le scorte sono giudicate invariate. Nelle costruzioni sia i giudizi su ordini e/o piani di costruzione sia le attese sull’occupazione subiscono un calo. Nei servizi di mercato si evidenzia un diffuso peggioramento di tutte le componenti. Il deterioramento dell’indice del comparto è influenzato, principalmente, dalla caduta nel settore del turismo. Nel commercio al dettaglio, l’aumento della fiducia è dovuto essenzialmente al miglioramento dei giudizi sulle vendite in presenza di una diminuzione delle relative attese e di una stabilità delle scorte di magazzino. A livello di circuito distributivo, l’indice scende nella distribuzione tradizionale mentre nella grande distribuzione si registra un aumento.
"Ad aprile 2026 si registra una flessione diffusa del clima di fiducia sia tra i consumatori sia tra le imprese. In particolare, tutte le componenti dell’indicatore di fiducia dei consumatori si deteriorano ad eccezione dei giudizi sul bilancio familiare e delle opinioni sul risparmio. Quanto alle imprese, il calo della fiducia interessa in misura più marcata i servizi di mercato, in particolare il turismo, e le costruzioni; in controtendenza solo il commercio al dettaglio, dove la fiducia cresce nella grande distribuzione", scrive l'Istat.
Capitolo retribuzioni. La retribuzione oraria media nel periodo gennaio-marzo 2026 è cresciuta del 2,6% rispetto allo stesso periodo del 2025, comunica l'Istat. L’indice delle retribuzioni contrattuali orarie, a marzo 2026, aumenta dello 0,1% rispetto al mese precedente e del 2,4% rispetto a marzo 2025; l’aumento tendenziale è stato più marcato per i lavoratori della pubblica amministrazione (+3,2%) rispetto a quello dei dipendenti dell’industria e dei servizi privati (+2,3% entrambi). I settori che presentano gli aumenti tendenziali più elevati sono: energia e petroli (+7,7%), estrazione di minerali (+7,4%) e servizio smaltimento rifiuti (+5,7%). L’incremento è invece nullo per le farmacie private.
Alla fine di marzo 2026, per l’insieme dei settori economici, i contratti collettivi nazionali in vigore per la parte economica sono 46 e riguardano circa 9 milioni di dipendenti, che corrispondono al 68,8% del totale. Tale percentuale è la sintesi di una quota pari all’87,9% nel settore privato e a zero nella pubblica amministrazione, che ha tutti i contratti scaduti.
Nel corso del primo trimestre 2026 sono stati recepiti 7 contratti: 5 nel settore industriale, 1 nei servizi privati e 1 nella pubblica amministrazione relativo al triennio 2022-2024. A fine marzo 2026, prosegue l'istituto di statistica, i contratti in attesa di rinnovo sono 29 e coinvolgono circa 4,1 milioni di dipendenti, di cui 1,2 milioni nel settore privato e 2,8 nella pubblica amministrazione. Tra marzo 2025 e marzo 2026, il tempo medio di attesa di rinnovo per i lavoratori con contratto scaduto è passato da 23,1 a 14,9 mesi; per il totale dei dipendenti da 10,9 a 4,7 mesi.
Alla fine di marzo, nel settore privato, grazie agli accordi recepiti nel corso dei primi tre mesi dell’anno, la quota di dipendenti con il contratto scaduto si è ulteriormente ridotta scendendo a poco più di uno su dieci, spiega l'Istat. La crescita tendenziale delle retribuzioni contrattuali, in diffuso rallentamento, per il terzo trimestre consecutivo è inferiore al tre per cento, rimanendo ancora superiore all’inflazione. La dinamica a livello settoriale, dice inoltre l'istituto di statistica, è più favorevole per la pubblica amministrazione, seguita da quella dei servizi privati e dell’industria.
A marzo l'Istat stima, per l’interscambio commerciale con i Paesi extra Ue27, un aumento congiunturale per entrambi i flussi, lievemente più ampio per le importazioni (+3,5%) rispetto alle esportazioni (+3,1%). L’aumento su base mensile dell’export si deve principalmente alle maggiori vendite di energia (+76,1%) e beni di consumo non durevoli (+4,3%); aumentano anche le esportazioni di beni strumentali (+1,7%). Dal lato dell’import, a esclusione di beni di consumo non durevoli (-8,4%), si rilevano incrementi congiunturali diffusi, i più marcati per energia (+16,5%) e beni strumentali (+8,4%). Su base annua, l’export cresce del 4,5% (era +2,8% a febbraio 2026). La crescita tendenziale dell’export verso i mercati extra Ue27 si deve all’aumento delle vendite di energia (+25,6%), beni intermedi (+22,8%) e beni di consumo non durevoli (+1,9%). L’import registra un incremento tendenziale più ampio (+7,8%), cui contribuiscono soprattutto i maggiori acquisti di beni strumentali (+16,4%) e beni intermedi (+13,0%).

(Adnkronos) - Su invito della Console Generale d’Italia a Ginevra Nicoletta Piccirillo, la comunità delle ricercatrici e dei ricercatori italiani si è riunita presso la sede di Bracco Suisse a Plan-les-Ouates per celebrare la nona Giornata della ricerca italiana nel mondo (Grim). La Grim ha luogo ogni anno in questo periodo per ricordare la nascita il 22 aprile della professoressa Rita Levi-Montalcini, premio Nobel per la medicina nel 1986 e prima donna italiana a ottenere tale riconoscimento in ambito scientifico. All’evento hanno partecipato una sessantina di specialisti che hanno condiviso le loro esperienze ed esplorato nuove opportunità di cooperazione. Il programma ha messo l’accento sull’innovazione nelle scienze della salute.
Nel suo intervento la Console Generale d’Italia a Ginevra Nicoletta Piccirillo ha sottolineato il valore della Giornata della ricerca italiana come momento di celebrazione e di meritata visibilità alle ricercatrici e ai ricercatori italiani all’estero: ''Lo facciamo quest’anno in un luogo emblematico del valore della ricerca italiana. Bracco Imaging costituisce un’ eccellenza a livello mondiale nella ricerca in ambito medico scientifico e lo stabilimento che ci ospita è il fior all’occhiello della ricerca italiana in Svizzera. La formazione ricevuta in Italia continua a rappresentare un solido punto di partenza per percorsi di successo anche a livello internazionale, come testimonia la solida e ampia comunità di ricercatrici e ricercatori italiani nella Svizzera francese''.
Diana Bracco, presidente e Ceo del Gruppo Bracco, ha ricordato in un videomessaggio il ruolo fondamentale dell’alleanza fra Svizzera e Italia nella ricerca : ''La Svizzera ha un’importanza strategica per il Gruppo Bracco. Qui siamo presenti da quasi 40 anni: prima con il Centro Ricerche poi, dal 1997, con questo sito di Plan-les-Ouates, uno dei nostri maggiori stabilimenti produttivi. Proprio la prossimità delle unità di R&D e della produzione, che di recente abbiamo ampliato secondo criteri di efficienza e di qualità con un investimento di oltre 80 milioni di euro, è un fattore essenziale del successo di Bracco in questo straordinario Paese. Una scelta in linea con la visione strategica del nostro Gruppo che ha sempre puntato sulla ricerca, cercando territori fertili e avanzati nel campo dell’innovazione. Il distretto high-tech di Plan-les-Ouates alle porte della città è un ecosistema all’avanguardia che interpreta perfettamente questa nostra vocazione, e nelle istituzioni italiane e svizzere abbiamo sempre trovato degli interlocutori straordinari per lavorare in modo sinergico''.
Nella sua relazione ''Dal laboratorio al paziente: la storia di un vaso che può cambiare la vita» la professoressa Lucia Mazzolai, esperta in medicina vascolare al Chuv di Losanna, ha rilevato l’importanza della collaborazione bilaterale nelle scienze della salute: «Il trattamento del linfedema, ad esempio, sta vivendo una nuova fase di sviluppo: dall’approccio focalizzato sulla gestione dei sintomi si sta passando al recupero della funzione. In questo percorso, il confronto con la ricerca italiana rappresenta un fattore chiave per consolidare e accelerare i progressi raggiunti''.
L’evento si è concluso con l’intervento di Fulvio Renoldi Bracco, Vicepresidente e Ceo di Bracco Imaging, che ha messo l’accento sull’importanza dell’innovazione a favore dei pazienti: ''L'innovazione assume un ruolo decisivo solo quando risponde a reali esigenze cliniche e migliora la qualità di vita dei pazienti. Non è solo una questione tecnologica, ma è il risultato di un impegno umano guidato da curiosità, rigore e capacità di muoversi fra discipline e istituzioni diverse per ottenere risultati significativi e soluzioni efficaci. In questo contesto Bracco è fiera di essere all’avanguardia nella diagnostica per immagini a sostegno di medici, ricercatori e del sistema sanitario con l’obiettivo di migliorare la vita delle persone. Il sito di Ginevra è un centro di eccellenza globale con soluzioni già adottate nella pratica clinica quotidiana per oltre due milioni di pazienti all’anno e una pipeline solida che traccia la via per la prossima generazione di prodotti innovativi''.

(Adnkronos) - Prima Assicurazioni, la insurtech che ha rivoluzionato il mercato assicurativo italiano attraverso la tecnologia, lancia la nuova campagna pubblicitaria multipiattaforma 'Tu, Prima', un progetto di comunicazione che rafforza il posizionamento del brand mettendo il cliente al centro, in modo ancora più diretto e distintivo.
Sulla scia del successo delle precedenti campagne, Prima evolve il proprio concept creativo che ribalta le convenzioni del testimonial advertising: anche una figura iconica e carismatica come José Mourinho, nuovo volto del brand, deve “mettersi in fila” e diventare cliente per essere al primo posto. Al centro della narrazione della campagna da taglio cinematografico, firmata da Tbwa Italia, c’è proprio questo paradosso: per Prima, infatti, i clienti vengono sempre prima di tutto. Persino dello 'Special one'.
Lo spot principale -declinato in 4 storie diverse per i formati Tv, radio e digital- segue Mourinho in un percorso divertente e autoironico: abituato a essere sempre il numero uno, scopre improvvisamente che per Prima 'Luca viene prima' o 'Lucia viene prima', ogni cliente 'viene prima' di lui, entrando in crisi e ripetendo come un mantra 'José prima'. Solo diventando cliente Prima, Mourinho ritrova il suo posto: un ribaltamento narrativo che traduce in modo semplice e potente la promessa del brand. "La conferma del claim 'Tu, Prima' sintetizza il posizionamento: un messaggio diretto, personale e universale, che rafforza la promessa di centralità del cliente e avvicina ancora una volta Prima alle persone -commenta Fabia Bernacchi, chief communication and brand officer di Prima Assicurazioni-. Questa campagna segna un ulteriore passo avanti nella costruzione del brand. Abbiamo lavorato con un testimonial unico e carismatico su un’idea semplice ma fortissima, capace di vivere su tutti i canali e di essere riconoscibile e coerente in ogni formato".
"Il mio ruolo di allenatore -racconta con ironia José Mourinho- mi ha permesso di essere sempre al centro della scena. Proprio per questo mi è piaciuta l’idea della campagna: ribaltare le regole con intelligenza e ironia e mettermi in gioco. Alla fine, ho accettato la sfida: per Prima viene sempre prima il cliente. È un’idea che ho trovato di grande impatto. E quindi sì… José prima, ma solo dopo essere diventato cliente".
Il lancio della campagna arriva dopo un anno di forte crescita per Prima Assicurazioni. Nel 2025 la società ha registrato premi in crescita del 39% a oltre 1,8 miliardi di euro, superando 5 milioni di clienti attivi -con una quota sul mercato italiano motor del 12%- e rafforzando la propria presenza internazionale grazie all’ingresso nel Gruppo Axa e a una profittabilità in ulteriore significativo miglioramento. La strategia omnicanale -che integra digitale e rete fisica con oltre 1.600 agenzie- continua a rappresentare uno dei principali driver di crescita, insieme a un’offerta competitiva e a un’esperienza cliente sempre più semplice e veloce.
"Per noi -dichiara George Ottathycal, ceo di Prima Assicurazioni- è fantastico presentare il nuovo spot con lo 'Special one' come testimonial: una collaborazione che racconta perfettamente il nostro posizionamento. Lavoriamo con grande impegno per essere a nostro modo degli 'special one' nel settore assicurativo. Ciò che ci rende speciali è la capacità di coniugare un servizio clienti eccellente, sia attraverso la nostra rete di agenti sia online, e prezzi molto competitivi. Dieci anni fa, quando siamo entrati nel mercato, in pochi credevano fosse possibile, ma oggi, con i nostri oltre 5M di clienti, abbiamo un grande segno tangibile del valore della nostra offerta". 'Tu, Prima' sarà pianificata principalmente su Tv e radio, con un approccio data-driven volto a massimizzare copertura e performance. La campagna si svilupperà in un ecosistema integrato che include spot video da 30", 15" e 6", contenuti radio, materiali social e digital, progettati per garantire coerenza e frequenza su tutti i touchpoint. Il progetto creativo è stato sviluppato per adattarsi a diversi formati e contesti, mantenendo coerenza narrativa e forte riconoscibilità, con un linguaggio capace di unire intrattenimento e messaggio di brand.

(Adnkronos) - Intercettare precocemente l'asma e mantenerla sotto controllo nel tempo è la vera sfida nella gestione della malattia respiratoria cronica più diffusa in età pediatrica, che colpisce circa 1 bambino su 10 nei Paesi occidentali. In occasione della Giornata mondiale dell'asma 2026, promossa dalla Global Initiative for Asthma (Gina) e che si celebra il 5 maggio, la Società italiana per le malattie respiratorie infantili (Simri) rinnova anche quest'anno il proprio impegno con un'iniziativa concreta rivolta alle famiglie: nel mese di maggio, oltre 55 centri specializzati su tutto il territorio nazionale offriranno spirometrie gratuite per bambini e adolescenti, organizzate in giornate dedicate secondo le disponibilità dei singoli centri. L'opportunità - spiega la Simri in una nota - è importante non solo per individuare precocemente eventuali problemi respiratori, ma anche per fare chiarezza su sintomi spesso sottovalutati. Tosse persistente, respiro sibilante, fiato corto durante il gioco o l'attività fisica: segnali che vengono ancora troppo spesso considerati 'normali' o passeggeri, ritardando la diagnosi e l'avvio di un percorso di cura adeguato.
"Oggi sappiamo che l'asma può essere controllata nella maggior parte dei casi, ma questo richiede una diagnosi precoce e una gestione continuativa - afferma Stefania La Grutta, presidente Simri - Il rischio è duplice: da un lato non riconoscere la malattia, dall'altro non seguirla nel tempo, interrompendo o utilizzando in modo non corretto le terapie". Proprio l'aderenza alla terapia rappresenta uno degli aspetti più critici: anche in presenza di farmaci efficaci, la discontinuità nei trattamenti può compromettere il controllo della malattia e favorire la comparsa di riacutizzazioni. In questo contesto, anche le nuove tecnologie possono offrire un supporto utile. "Una recente revisione sistematica condotta dalla Simri, che ha analizzato decine di studi internazionali - illustra Raffaella Nenna, consigliere della società scientifica - evidenzia come strumenti digitali come App, sistemi di monitoraggio e telemedicina possano migliorare l'aderenza alle terapie fino al 20%, aiutando bambini e famiglie a seguire con maggiore continuità le cure e a riconoscere precocemente eventuali segnali di peggioramento. Si tratta di strumenti promettenti che, tuttavia, non sostituiscono il ruolo centrale dello specialista, fondamentale per la diagnosi, la definizione del piano terapeutico e il monitoraggio nel tempo". La spirometria resta il primo passo fondamentale, rimarca la Simri. E' un esame semplice, non invasivo - sottolineano gli esperti - che permette di valutare in modo oggettivo la funzionalità respiratoria e di impostare un percorso di cura adeguato. Ma altrettanto importante è accompagnare le famiglie nel tempo, per garantire un buon controllo dell'asma.
L'obiettivo dell'iniziativa è aiutare i bambini a respirare meglio ogni giorno, riducendo sintomi e limitazioni nella vita quotidiana, a scuola e nello sport. Tutte le attività proposte da Simri per la Giornata mondiale dell'asma 2026 - conclude la nota - sono state realizzate in collaborazione con FederAsma e Allergie (federazione che raccoglie le associazioni dei pazienti asmatici), con l'associazione Alama Aps, con l'associazione Respiriamo Insieme e con la Sip (Società italiana di pediatria). La lista dei centri aderenti è disponibile sul sito Simri.

(Adnkronos) - "Spesso pensiamo alla danza esclusivamente come a un'espressione artistica o a un momento di aggregazione sociale. Eppure, dietro la grazia e la potenza di una ballerina si nasconde una profonda e complessa biomeccanica che ha ispirato, nel corso del Novecento, alcune delle più importanti e rivoluzionarie tecniche di riabilitazione. La danza ha infatti letteralmente prestato i suoi principi scientifici alla medicina, aiutando pazienti con gravi traumi o patologie neurologiche a ritrovare il movimento. Ma non è necessario entrare in una clinica riabilitativa per godere degli effetti terapeutici del movimento a tempo di musica. La scienza oggi conferma che la danza è un vero e proprio 'farmaco naturale', capace di agire su corpo e mente in ogni fase della vita. Nei bambini, la danza migliora la propriocezione (la consapevolezza del proprio corpo nello spazio), e sviluppa la coordinazione. Inoltre, l'apprendimento di sequenze ritmiche stimola lo sviluppo cognitivo e la capacità di concentrazione". Così all'Adnkronos Salute Andrea Bernetti, professore ordinario di Medicina fisica e riabilitativa all'UniSalento e segretario generale della Simfer (Società italiana di medicina fisica e riabilitativa), in occasione della Giornata mondiale della danza che si celebra il 29 aprile.
"Tra le pareti degli studi di riabilitazione di tutto il mondo - spiega lo specialista - vengono applicati quotidianamente metodi clinici che affondano le proprie radici nel mondo della danza. Ad esempio il metodo Bobath, che è uno degli approcci più diffusi a livello globale per la riabilitazione in ambito neurologico (come il recupero post-ictus o la paralisi cerebrale infantile). Quello che pochi sanno è che la sua creatrice Berta Bobath (nata Ottilie Busse), assieme al marito neurologo, prima di fuggire dalla Germania nazista e diventare fisioterapista a Londra negli anni '40, era un'insegnante di danza espressiva e ginnastica ritmica. La sua profonda conoscenza della fluidità, dell'equilibrio e del movimento derivata dalla danza ha rivoluzionato la clinica: invece di forzare i muscoli, il metodo Bobath utilizza un tocco mirato e la facilitazione di movimenti fluidi per 'riprogrammare' il sistema nervoso centrale".
La danza "in età adulta, oltre a essere un eccezionale allenamento aerobico, abbatte i livelli di cortisolo. Negli anziani poi - assicura il medico-fisiatra - la danza mostra i suoi effetti più sbalorditivi. Imparare i passi stimola la memoria e la neuroplasticità cerebrale, ritardando il decadimento cognitivo. L'allenamento sull'equilibrio e sui continui spostamenti del baricentro riduce drasticamente il rischio di cadute. Non a caso, protocolli clinici come la 'Dance for PD' (Danza per il Parkinson) sono ormai ampiamente validati per ridurre i tremori e migliorare la fluidità del passo nei pazienti affetti da questa patologia. Muoversi a tempo di musica - conclude Bernetti - non è solo un inno alla bellezza, ma una delle espressioni più alte della resilienza e della capacità del corpo umano di curare se stesso".

(Adnkronos) - Dall’inclusione attraverso il lavoro alla lotta alla criminalità e alle dipendenze, fino al contrasto alla violenza contro le donne. L’impegno sociale in tutte le sue sfaccettature sarà protagonista alla XVII Edizione del Premio Guido Carli, promosso dalla omonima Fondazione presieduta da Romana Liuzzo per onorare la memoria dello statista che fu governatore della Banca d’Italia, ministro del Tesoro e senatore. L’iniziativa, in programma l’8 maggio 2026 alle 17.30 nella Sala Sinopoli dell’Auditorium Parco della Musica, è stata insignita della medaglia del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che sarà esposta sul palcoscenico.
Tra i dodici premiati di quest’anno c’è uno speciale tris di donne: la stella dello spettacolo Lorella Cuccarini, quarant’anni di luminosa carriera; la giornalista Francesca Fagnani, che ha fatto di 'Belve' uno dei programmi più acuti e originali della televisione italiana; l’attrice Anna Ferzetti, reduce dai successi de 'La Grazia' e di 'Domani interrogo'. Saranno insigniti del prestigioso riconoscimento anche il comandante generale dell’Arma dei carabinieri, Salvatore Luongo, una vita dedicata allo Stato con impegno e disciplina, e il top manager Renato Mazzoncini, amministratore delegato e direttore generale di A2A, una delle principali multiutility italiane, protagonista dei grandi processi di trasformazione energetica e ambientale del Paese. L’evento, che cade a un anno esatto dall’elezione di Papa Leone XIV e alla vigilia della Giornata dell’Europa, celebrerà il connubio virtuoso tra talento e solidarietà, tra eccellenza e vicinanza agli ultimi. Una festa del successo etico. Ospite speciale, il giovane cantautore Leo Gassmann, che terrà una live performance con il suo brano 'Naturale' portato a Sanremo.
Dopo il discorso introduttivo del presidente della Fondazione Guido Carli Romana Liuzzo, il videointervento del vicepresidente esecutivo della Commissione europea Raffaele Fitto e il videomessaggio del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, il sindaco di Roma Roberto Gualtieri aprirà i lavori. La cerimonia sarà condotta dalla giornalista Veronica Gentili.
"Il filo conduttore di questa XVII Edizione del Premio è la cura: l’importanza del sentire sulle proprie spalle la responsabilità del benessere degli altri", spiega Romana Liuzzo, presidente della Fondazione Guido Carli, ideatrice del Premio e nipote dello statista. "La tutela del bene dell’interesse collettivo è stato il principio che ha ispirato l’azione di Carli, come ha riconosciuto il presidente Mattarella. La sua preziosa eredità vive nei nostri premiati, che spaziano dai settori tradizionali delle Istituzioni e dell’Impresa a quelli della moda, del cinema e dello spettacolo, testimoniando a loro volta il valore della restituzione alla comunità. Sono donne e uomini che rappresentano, ciascuno nel proprio ambito, modelli per le nuove generazioni, esempi di come le energie individuali possono essere messe al servizio della collettività. Nel nostro piccolo, in questa epoca complessa in cui sembrano prevalere conflitti ed egoismi, cerchiamo di dare il buon esempio. Dopo i due progetti per Caivano, ne abbiamo avviato un terzo nel quartiere romano di San Basilio: grazie alla collaborazione del ministero dell’Interno, della prefettura di Roma e di don Antonio Coluccia, il sacerdote da anni sotto scorta per la sua battaglia contro spaccio e criminalità, abbiamo trasformato piazza Aldo Bozzi nella prima Agorà della Gentilezza in Italia. Ulivi e giardini al posto di degrado e abbandono, dialogo invece dell’odio. Vogliamo seminare bellezza e speranza per i giovani".
L’effigie di Guido Carli è stata impressa sulle medaglie coniate appositamente dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato. Le onorificenze vengono assegnate dopo una selezione accurata operata dalla Giuria, composta da: Nico Acampora, fondatore PizzAut; Ornella Barra, presidente The Boots Group; Domitilla Benigni, Ceo&Coo Elettronica; Urbano Cairo, presidente Cairo Communication e Rcs; Gino Cecchettin, Fondazione Giulia Cecchettin; Francesco Cerea, general manager Da Vittorio; Claudio Descalzi, ad Eni; Debora Paglieri, ad Paglieri SpA; Claudia Parzani, presidente Borsa Italiana; Paolo Perrone, presidente Ipzs; Ettore Prandini, presidente Coldiretti; Stefano Sala, presidente e ad Publitalia ’80; Pierfrancesco Vago, presidente esecutivo Msc Cruises.
Il parterre sarà quello delle grandi occasioni. In platea sono attesi 1.500 ospiti, tra cui, oltre al sindaco Gualtieri, autorità come il capo della Protezione civile Fabio Ciciliano, il prefetto di Roma Lamberto Giannini, il questore di Roma Roberto Massucci, l’ambasciatore d’Italia presso la Santa Sede Francesco Di Nitto e Pasquale Terracciano, già ambasciatore d’Italia in Spagna, Regno Unito e Russia. Presenti, inoltre, imprenditori del calibro di Francesco Gaetano Caltagirone; top manager come Gian Marco Innocenti con la moglie, la cantante Silvia Salemi, Fabio Pompei, ad Deloitte, e Ugo Brachetti Peretti, presidente Api; volti noti come la giornalista Costanza Calabrese, l’attrice Claudia Gerini con il compagno, il manager Riccardo Sangiuliano, e la conduttrice Eleonora Daniele; ex premiati come Roberto Bezzi, presidente di San Patrignano Società Cooperativa Agricola. Per la grande stampa, il direttore del Tg1 Gian Marco Chiocci, il direttore di La7 Enrico Mentana, il direttore del Messaggero Roberto Napoletano, la condirettrice del Corriere della Sera Fiorenza Sarzanini, il direttore di Adnkronos Davide Desario, la direttrice di Formiche.net Valeria Covato. Ospite d’onore padre Paolo Benanti, presidente della Commissione Ai di palazzo Chigi, premiato lo scorso anno. Presenti anche tantissimi giovani: i ragazzi di PizzAut, della Palestra della Legalità di San Basilio; delegazioni delle scuole dei Carabinieri e della Polizia di Stato; studenti della Luiss e dell’Istituto Villa Flaminia di Roma. Sarà possibile seguire la XVII Edizione del Premio Guido Carli anche in streaming sulla pagina Facebook della Fondazione Guido Carli.

(Adnkronos) - "Non può esserci lavoro di qualità senza crescita. La crescita economica, produttiva e organizzativa è la condizione necessaria per creare occupazione stabile, retribuzioni adeguate e reali opportunità professionali. In Italia dobbiamo tornare a investire su innovazione, competenze e managerialità per liberare il potenziale delle imprese e dei territori. Senza crescita si impoverisce il lavoro; con la crescita, invece, si costruisce futuro, coesione sociale e sviluppo sostenibile". Lo dichiara Marco Ballarè, presidente di Manageritalia, la federazione nazionale dei dirigenti, quadri ed executive professional del commercio, trasporti, turismo e terziario avanzato che rappresenta, in Italia, oltre 47.000 manager, in vista dell’imminente 1° maggio, festa del lavoro.
"In questo contesto - prosegue Ballarè - la rappresentanza e la tutela sindacale delle professioni assumono un valore ancora più rilevante: garantire diritti, valorizzare le competenze e promuovere condizioni di lavoro eque significa contribuire direttamente alla competitività del sistema economico. Un lavoro qualificato, tutelato e ben rappresentato è infatti un fattore abilitante per l’innovazione, la produttività e la capacità delle imprese di affrontare le trasformazioni in atto"
"Guardiamo con favore - spiega - alle misure contenute nel nuovo decreto del 1° maggio, che punta giustamente a rendere il mercato del lavoro più inclusivo. Particolarmente significative le norme pensate per facilitare l’accesso all’occupazione da parte dei giovani e delle donne, categorie su cui il Paese deve investire con decisione. Apprezziamo inoltre l’attenzione riservata al tema delle retribuzioni giuste: tutelare il ruolo delle organizzazioni sindacali e datoriali comparativamente più rappresentative nella definizione dei trattamenti economici è il modo corretto per contrastare il dumping contrattuale e garantire dignità al lavoro. Per Manageritalia rafforzare il dialogo tra parti sociali, istituzioni e imprese è essenziale per costruire un modello di sviluppo capace di coniugare crescita economica e qualità del lavoro. In occasione della Festa del lavoro, l’impegno è quello di continuare a sostenere politiche e strumenti che mettano al centro le persone, le competenze e il valore della managerialità come motore di progresso per l’intero Paese nel lungo periodo".
(Adnkronos) - La Commissione europea ha comunicato oggi la valutazione positiva al pagamento della nona e penultima rata del Pnrr, pari a 12,8 miliardi di euro. Questo pagamento porterà nelle prossime settimane a 166 miliardi di euro il totale delle risorse complessivamente ricevute dall’Italia, confermando "il pieno raggiungimento di tutti gli obiettivi programmati", sottolinea Palazzo Chigi.
“Con l’approvazione del pagamento della nona rata, legata al conseguimento di 50 obiettivi, l’Italia consolida il primato europeo nell’attuazione del Pnrr per risorse ricevute e risultati raggiunti: 416 traguardi e obiettivi, tra riforme e investimenti strategici per la crescita, con ricadute concrete su famiglie e imprese. Il modello italiano del Pnrr ha segnato il passaggio da una logica di spesa a una cultura delle riforme e degli investimenti strutturali. È questa la strada che guiderà le politiche di sviluppo dopo il 2026, per un’Italia più forte, coesa e protagonista nelle sfide globali”, dichiara la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.
“I numeri ufficiali del Piano dell’Italia - commenta il ministro per gli Affari europei, il Pnrr e le politiche di coesione, Tommaso Foti - sono eloquenti: 416 obiettivi raggiunti, 166 miliardi di euro assicurati all’Italia, 655.677 progetti finanziati, oltre 541 mila interventi conclusi e circa 100.000 in fase di esecuzione o completamento. Con l’approvazione della penultima rata è stato raggiunto il 73% degli obiettivi previsti dal Piano, un dato che va ben oltre la media europea. L’Italia del Pnrr, con la nuova Governance, attraverso la collaborazione sinergica di tutte le istituzioni preposte, ha superato le debolezze strutturali che hanno rallentato la Nazione per decenni e ha rimosso gli ostacoli cronici alla crescita, assicurando uno sviluppo più duraturo e rappresentando un esempio da seguire dopo la positiva esperienza del Piano”.
Tra i cinquanta obiettivi conseguiti con l’approvazione del pagamento della nona rata, di particolare rilevanza, il supporto educativo a oltre 800.000 studenti a rischio e in dispersione scolastica, interventi socioeducativi a oltre 44.000 minori nel Mezzogiorno, la digitalizzazione di 7.750.000 fascicoli giudiziari, l’implementazione del Fascicolo Sanitario Elettronico per l’85% dei medici di base e l’ammodernamento del parco tecnologico e digitale ospedaliero per 280 strutture sanitarie.
Inoltre, tra gli obiettivi raggiunti, il rinnovo della flotta del Corpo Nazionale dei Vigili del fuoco con più di 3.800 nuovi veicoli ecologici, la riduzione delle perdite idriche con la distrettualizzazione di 45.000 km di reti, l’attuazione del programma Gol con il coinvolgimento di 3 milioni di beneficiari e la formazione di almeno 600.000 persone, il potenziamento di 326 Centri per l’impiego, la formazione in competenze digitali di 8.300 volontari tramite le organizzazioni accreditate al Servizio Civile Universale e di 650.000 dirigenti scolastici, docenti e personale amministrativo, il riconoscimento del credito di imposta e l’erogazione dei fondi per la competitività destinati a 4.000 imprese turistiche complessive e la riqualificazione di 100 parchi e giardini storici. A questi si aggiungono diverse riforme, l’adozione del rapporto finale del Piano di audit per la riduzione dei ritardi di pagamento delle pubbliche amministrazioni e investimenti strategici, tra i quali gli accordi attuativi per la tempestiva attivazione del Fondo destinato agli alloggi per studenti universitari, del Fondo Nazionale di Connettività, del Fondo Rotativo Contratti di Filiera e per la Facility Parco Agri-Solare. In campo giudiziario, è stato conseguito l’importante risultato connesso alla riduzione dell’85% dell’arretrato dei Tribunali Amministrativi Regionali e del Consiglio di Stato.

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(Adnkronos) - La Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio, nonché su ogni forma di violenza di genere nella seduta plenaria odierna ha approvato all’unanimità la relazione sui 'Braccialetti Elettronici', della quale sono relatrici la presidente, deputata Martina Semenzato, le senatrici Elena Leonardi e Cecilia D’Elia.
La stesura della relazione è stata curata dal consulente della Commissione, Francesco Menditto, già procuratore della Repubblica di Tivoli. Hanno contribuito ai lavori le consulenti esterne Claudia Segre, economista e Libera Cesino, avvocata.
La Commissione ha svolto un ciclo di audizioni puntuali e tecniche e sono state depositate 5 memorie e alcuni materiali in regime di segretezza. La relazione ha confermato l’importanza del braccialetto elettronico quale mezzo di protezione delle vittime, in particolare da delitti di violenza di genere, domestica e contro le donne.
L’inchiesta fotografa in maniera puntuale le modalità di funzionamento dei dispositivi e gli interventi fatti per superare le criticità grazie ai recenti interventi del legislatore. Resta comunque imprescindibile, secondo la Commissione, la corretta valutazione del rischio di letalità da parte del magistrato che affida la tutela della vittima a misure diverse da quella della custodia cautelare in carcere, quando invece ricorrono i presupposti che ne legittimano la applicazione.
Sono quattro i macro indirizzi: interventi migliorativi del funzionamento dei braccialetti elettronici; accelerazione delle procedure; verifica prioritaria dei malfunzionamenti; aggiornamenti organizzativi e tecnologici.
Sedici le indicazioni di dettaglio tra cui: una adeguata e dettagliata informazione alla persona offesa sul funzionamento e sui limiti del braccialetto elettronico; una individuazione di una zona di preallerta; l’aumento dei dispositivi attivabili mensilmente; di avvalersi di una Sala Operativa Centralizzata in grado di smistare le segnalazioni e introduzioni di “Linee guida nazionali” per le Forze dell’Ordine, solo per citarne alcune.
“Questo risultato, come per le precedenti relazioni approvate all’unanimità, rappresenta un segnale concreto dell’intensa attività di indagine che sta svolgendo in questa XIX Legislatura la Commissione che ho l’onore di presiedere. Un lavoro utile e pratico a disposizione di tutti gli operatori a vario titolo coinvolti”, dichiara Martina Semenzato, presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio, nonché su ogni forma di violenza di genere.

(Adnkronos) - La Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio, nonché su ogni forma di violenza di genere nella seduta plenaria odierna ha approvato all’unanimità la relazione sui 'Braccialetti Elettronici', della quale sono relatrici la presidente, deputata Martina Semenzato, le senatrici Elena Leonardi e Cecilia D’Elia.
La stesura della relazione è stata curata dal consulente della Commissione, Francesco Menditto, già procuratore della Repubblica di Tivoli. Hanno contribuito ai lavori le consulenti esterne Claudia Segre, economista e Libera Cesino, avvocata.
La Commissione ha svolto un ciclo di audizioni puntuali e tecniche e sono state depositate 5 memorie e alcuni materiali in regime di segretezza. La relazione ha confermato l’importanza del braccialetto elettronico quale mezzo di protezione delle vittime, in particolare da delitti di violenza di genere, domestica e contro le donne.
L’inchiesta fotografa in maniera puntuale le modalità di funzionamento dei dispositivi e gli interventi fatti per superare le criticità grazie ai recenti interventi del legislatore. Resta comunque imprescindibile, secondo la Commissione, la corretta valutazione del rischio di letalità da parte del magistrato che affida la tutela della vittima a misure diverse da quella della custodia cautelare in carcere, quando invece ricorrono i presupposti che ne legittimano la applicazione.
Sono quattro i macro indirizzi: interventi migliorativi del funzionamento dei braccialetti elettronici; accelerazione delle procedure; verifica prioritaria dei malfunzionamenti; aggiornamenti organizzativi e tecnologici.
Sedici le indicazioni di dettaglio tra cui: una adeguata e dettagliata informazione alla persona offesa sul funzionamento e sui limiti del braccialetto elettronico; una individuazione di una zona di preallerta; l’aumento dei dispositivi attivabili mensilmente; di avvalersi di una Sala Operativa Centralizzata in grado di smistare le segnalazioni e introduzioni di “Linee guida nazionali” per le Forze dell’Ordine, solo per citarne alcune.
“Questo risultato, come per le precedenti relazioni approvate all’unanimità, rappresenta un segnale concreto dell’intensa attività di indagine che sta svolgendo in questa XIX Legislatura la Commissione che ho l’onore di presiedere. Un lavoro utile e pratico a disposizione di tutti gli operatori a vario titolo coinvolti”, dichiara Martina Semenzato, presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio, nonché su ogni forma di violenza di genere.

(Adnkronos) - Negli ultimi sei anni (marzo 2026 vs. marzo 2020), i prezzi delle stanze singole in Italia sono cresciuti significativamente in tutti i principali centri universitari italiani, con i picchi più marcati a Bari, Cagliari e Palermo. Lo evidenzia l’ultima analisi di Immobiliare.it Insights, proptech company guidata da Luke Brucato, specializzata in analisi di mercato e data intelligence e parte del gruppo Immobiliare.it, il portale immobiliare leader in Italia. Lo studio ha approfondito la tematica dell’accesso al mercato immobiliare da parte di studenti e giovani lavoratori, esaminando le variazioni dei prezzi delle stanze singole nella Penisola e in alcune delle più importanti città universitarie del Paese.
"Quello delle stanze è uno dei segmenti più vivaci del mercato immobiliare, e la crescita dei prezzi più significativa, sostenuta a sua volta da una domanda particolarmente elevata, confermano questo primato", afferma Paolo Giabardo, direttore generale di Immobiliare.it. "Tuttavia, il settore presenta un elemento di criticità - aggiunge - ovvero che lo stesso target responsabile della domanda come studenti e giovani lavoratori non dispone di redditi adeguati a supportare il costo di un affitto, contribuendo ad allargare la forbice fra capacità di spesa e canoni richiesti e a rendere in generale il mercato delle stanze poco accessibile. Ciononostante, negli ultimi mesi hanno iniziato a verificarsi i primi segnali di assestamento, che potrebbero indicare un progressivo riequilibrio del mercato nel corso dell’anno".
Le città che accolgono i dieci mega atenei statali del Paese hanno visto i prezzi delle stanze singole aumentare, in media, del 41% tra marzo 2020 e marzo 2026, un valore di ben 10 punti percentuali più alto rispetto all’incremento dei monolocali nello stesso periodo, nei medesimi centri. I due rialzi più rilevanti si sono verificati a Bari e Palermo, che hanno fatto segnare rispettivamente un +59% e un +55%. Terzo posto per Padova e Firenze, con un +46% per entrambe. Appena fuori dal podio si piazza Torino (+45%), mentre a Roma i prezzi sono saliti del 40%. Anche Bologna, Napoli e Milano mostrano incrementi rilevanti, tra il 30% e il 40%: nel capoluogo emiliano-romagnolo, chi volesse affittare una stanza oggi dovrebbe prevedere una spesa media del 37% superiore rispetto a marzo 2020, mentre a Napoli e Milano la crescita ammonta rispettivamente al 36% e al 31%. La variazione meno marcata tra i mega atenei si registra a Pisa, dove i costi di una stanza singola sono aumentati del 16% nell’arco temporale analizzato.
Guardando agli altri importanti atenei statali, gli aumenti dei prezzi delle stanze singole negli ultimi sei anni si attestano al +31%, e sono dunque mediamente meno marcati rispetto a quelli rilevati nelle città dei mega atenei. Spicca il +58% di Cagliari, che precede Messina (+46%) e Genova (+41%), ma non si notano altri incrementi superiori al +40%. Trento e Catania rimangono appena al di sotto di tale soglia (+39% in entrambi i casi), mentre Venezia e Perugia crescono entrambe del 35%. Seguono Ferrara (+30%), Parma (+29%), Verona (+25%) e Pavia (+20%). Solo in tre casi gli aumenti sono stati inferiori al +20%, anche se si tratta comunque di crescite a doppia cifra. Nella fattispecie, a Modena i prezzi di una stanza singola sono saliti del 15% in sei anni, mentre Siena e Udine sono le due città che hanno visto i prezzi alzarsi in maniera più contenuta, con un +12% in entrambe le città.
Anche nei centri che ospitano i grandi e medi atenei, comunque, la crescita dei prezzi delle stanze è stata superiore rispetto a quella dei monolocali, che rispetto al 2020 costano il 22% in più.
Alla fine di marzo 2026, Milano si conferma la città più cara per affittare una stanza, con una media di 729 euro/mese. Il capoluogo lombardo precede Firenze, al secondo posto con 625 euro/mese, Roma e Bologna, in terza e quarta posizione con prezzi molto simili (609 e 599 euro/mese rispettivamente). Padova chiude la top 5, anche se, con i suoi 490 euro/mese, resta molto distante dalle prime quattro città. All’opposto, due capoluoghi siciliani, vale a dire Messina e Catania, sono i meno costosi per prendere in locazione una singola, con una richiesta media di 284 euro/mese per entrambe. Solo in questi due casi, peraltro, i costi non raggiungono i 300 euro/mese. Il terzo centro meno caro è Perugia (proprio con 300 euro/mese), che precede Palermo (309 euro/mese) e Udine (310 euro/mese).

(Adnkronos) - Sono aperti i bandi dell'università UniCamillus per i test di ammissione ai corsi di laurea magistrale a ciclo unico in Medicina e chirurgia e in Odontoiatria e protesi dentaria per l'anno accademico 2026/2027. L’offerta formativa - informa l'ateneo in una nota - si articola in più percorsi: Medicina e chirurgia in lingua inglese presso la sede di Roma; Medicina e chirurgia in lingua italiana nelle sedi di Roma, Venezia e Cefalù; Odontoiatria e protesi dentaria in lingua italiana nella sede di Roma. Le domande di partecipazione dovranno essere presentate esclusivamente online tramite il portale dello studente Gomp (al link https://unicamillus-studenti.gomp.it/), entro le ore 13 del 13 maggio 2026.
La selezione avverrà tramite una prova scritta a risposta multipla della durata di 60 minuti, composta da 60 quesiti suddivisi tra ragionamento logico, materie scientifiche (biologia, chimica e fisica) e tematiche umanitarie coerenti con la missione dell'ateneo. Le prove si svolgeranno in modalità telematica home-based da remoto, comodamente dal proprio dispositivo, nelle date: 18 maggio per Medicina e chirurgia in lingua italiana; 19 maggio per Medicina e chirurgia in lingua inglese e per Odontoiatria e protesi dentaria. I risultati saranno pubblicati entro il 22 maggio 2026 sul sito istituzionale dell'ateneo. Possono partecipare i candidati in possesso di diploma di scuola secondaria di secondo grado o iscritti all'ultimo anno delle superiori. In fase di candidatura per Medicina e chirurgia in lingua italiana sarà possibile indicare una o più sedi in ordine di preferenza: questo consente ai candidati, in caso di mancata ammissione nella graduatoria della prima scelta, di concorrere automaticamente per le altre sedi indicate.
Gli ultimi dati AlmaLaurea - riporta la nota - mostrano che l'89,5% degli studenti UniCamillus si laurea in corso, il 95,2% dei laureati si ritiene "pienamente soddisfatto del percorso" e l'81,9% sceglierebbe nuovamente lo stesso corso e ateneo. Uno degli elementi distintivi di UniCamillus è l'esperienza formativa immersiva, rappresentata dai laboratori UniLabs: ambienti avanzati e tecnologicamente attrezzati che permettono di simulare procedure mediche e scenari clinici reali. A questo si affianca un modello di tirocinio diffuso, basato su una rete ampia e qualificata di strutture sanitarie e ospedali, che consente un contatto costante con la realtà professionale e un'esperienza diretta del lavoro in ambito sanitario. Per il corso di laurea in Odontoiatria e protesi dentaria, l'ateneo offre inoltre un valore aggiunto, grazie all'esclusiva Clinica Odontoiatrica universitaria interna, dove gli studenti possono seguire pazienti reali sotto la supervisione dei docenti, vivendo un'esperienza formativa sempre più vicina alla pratica professionale. E' proprio dall'integrazione tra didattica, simulazione avanzata e pratica clinica sul campo - conclude la nota - che nasce il valore distintivo di UniCamillus: un percorso che permette di sviluppare competenze concrete, immediatamente applicabili nel contesto professionale sanitario.

(Adnkronos) - Accendere i riflettori su una patologia rara ancora poco conosciuta, soprattutto tra le donne, e promuovere una maggiore consapevolezza sui sintomi spesso sottovalutati e non riconosciuti: con questo obiettivo è stata presentata oggi a Roma la campagna 'She SpeaXX', promossa da Chiesi Global Rare Diseases con la partecipazione dell'Associazione italiana Anderson-Fabry (Aiaf). L'iniziativa nasce nel mese dedicato alla Malattia di Fabry e punta a colmare il gap di conoscenza e diagnosi di una patologia rara ancora troppo poco diagnosticata nella popolazione femminile. La malattia di Fabry è una patologia genetica rara legata al cromosoma X, causata da un deficit dell'enzima α-galattosidasi A, che comporta un accumulo progressivo di sostanze nei tessuti e un coinvolgimento multisistemico, in particolare a carico di rene, cuore e sistema nervoso, con importanti ricadute sullo stato di salute e sulla qualità di vita. Per lungo tempo considerata impropriamente una malattia quasi esclusivamente maschile, oggi è noto che anche le donne possono sviluppare manifestazioni cliniche significative: fino a pochi anni fa venivano considerate portatrici sane della patologia, in quanto eterozigoti, mentre oggi è noto che circa l'80% dei soggetti di sesso femminile possono presentare sintomi o segni della malattia. E il ritardo diagnostico può arrivare fino a 20 anni rispetto agli uomini.
A sottolineare il valore dell'iniziativa nel portare l'attenzione sulla medicina di genere anche nell'ambito delle malattie rare, e sull'impegno dell'azienda nel migliorare la conoscenza e la presa in carico delle pazienti, è intervenuta Alessandra Vignoli, Vice President Cluster Mediterranean di Chiesi Global Rare Diseases: "Con SheSpeaXX riaffermiamo il nostro impegno nel promuovere una maggiore attenzione alle specificità della malattia di Fabry nelle donne, dove la complessità e la variabilità delle manifestazioni richiedono un monitoraggio costante e accurato. L'iniziativa si inserisce in una visione più ampia che integra medicina di genere e presa in carico lungo tutto l'arco della vita, accompagnando le pazienti anche in fasi cruciali come la gravidanza e la maternità. In questo contesto, Chiesi Global Rare Diseases si impegna a favorire modelli di gestione sempre più personalizzati e proattivi, con l'obiettivo di migliorare la qualità del percorso di cura e supportare decisioni terapeutiche più tempestive e appropriate".
Nel corso dell'incontro è stato evidenziato come, specialmente nelle donne, la patologia presenti caratteristiche peculiari lungo tutto l'arco della vita, con manifestazioni che possono emergere in età adolescenziale o adulta e coinvolgere diversi organi in modo progressivo. "La questione di genere è rilevante nella malattia di Fabry, sia dal punto di vista clinico, che psicologico - ha spiegato Irene Motta, professoressa associata di Medicina interna all'università degli Studi di Milano - Le donne, infatti, risultano ancora oggi sottodiagnosticate: non di rado i tempi per arrivare a una diagnosi sono spesso più lunghi rispetto agli uomini e l'identificazione avviene nell'ambito di screening familiari avviati a partire da un probando maschile. Persiste inoltre l'idea che la donna sia meno gravemente colpita, nonostante la letteratura dimostri chiaramente che anche le pazienti possono presentare quadri clinici sovrapponibili a quelli maschili. Questa percezione - ha sottolineato Motta - è legata in parte alla grande eterogeneità delle manifestazioni cliniche e, in parte, a una conoscenza ancora non del tutto adeguata della malattia. Le criticità riguardano anche le diverse fasi della vita: dal desiderio di maternità alla gestione della genitorialità, fino alla menopausa e alle complicanze legate all’invecchiamento. A questo si aggiunge un ulteriore aspetto spesso trascurato: molte donne si trovano a ricoprire contemporaneamente il ruolo di paziente e quello di caregiver, sostenendo un carico emotivo significativo e talvolta duplice, che merita la stessa attenzione riservata alle manifestazioni organiche della malattia".
Particolare attenzione è stata dedicata alle complicanze d'organo, in particolare a livello cardiologico e renale, che rappresentano una delle principali cause di morbilità nelle pazienti. In merito al coinvolgimento cardiaco e alla necessità di una diagnosi tempestiva, è intervenuta Cristina Chimenti, professoressa associata di Cardiologia alla Sapienza università di Roma, referente cardiologico Malattia di Fabry, Policlinico Umberto I, Roma. "Nelle donne con malattia di Fabry - ha evidenziato - il coinvolgimento cardiaco non è un'evenienza rara, ma una manifestazione clinica frequente, caratterizzata da ipertrofia ventricolare sinistra e fibrosi miocardica progressive. Poiché i sintomi compaiono spesso più tardi rispetto agli uomini, una diagnosi tempestiva è fondamentale per instaurare precocemente le terapie specifiche capaci di rallentare l'accumulo di substrato ed evitare danni strutturali irreversibili. Fare prevenzione oggi significa riconoscere i segnali precoci per proteggere il cuore e cambiare radicalmente la qualità e l'aspettativa di vita delle pazienti".
Le complicanze possono riguardare anche altri organi, come nel caso del rene. "Nella malattia di Fabry, il rene rappresenta uno degli organi bersaglio più critici", ha aggiunto Eleonora Riccio, ricercatrice in Nefrologia presso l'Aou Federico II di Napoli, sottolineando "il ruolo cruciale del monitoraggio nel tempo per individuare precocemente il danno renale e intervenire in modo appropriato. L'accumulo progressivo di glicosfingolipidi innesca un danno che, se non intercettato tempestivamente, evolve dalla microalbuminuria verso l'insufficienza renale terminale. Oggi però lo scenario è profondamente mutato. Lo stato dell'arte ci vede impegnati in una medicina di precisione che affianca al consolidato trattamento eziologico con terapia enzimatica sostitutiva o con terapia chaperonica l'uso di emergenti terapie di supporto, che mirano alla stabilizzazione della funzione renale nel lungo periodo".
Proprio il monitoraggio regolare e multidisciplinare rappresenta uno degli elementi chiave nella gestione della malattia: controlli periodici e una presa in carico specialistica consentono infatti di intercettare precocemente l'evoluzione della patologia e ridurre il rischio di complicanze. Accanto agli aspetti clinici, è stato affrontato anche l'impatto psicologico e sociale della malattia, che nelle donne può essere amplificato da ritardi diagnostici, difficoltà nel percorso di cura e non ultimo dal peso, ovvero dal senso di colpa, della trasmissione genetica.
A proposito delle difficoltà vissute quotidianamente dalle pazienti e dai caregiver è intervenuta Stefania Tobaldini, presidente Aiaf. "Per troppo tempo la malattia di Fabry è stata letta attraverso una lente maschile, considerando le donne come portatrici sane: un preconcetto che ha causato ritardi diagnostici e una diffusa sottovalutazione dei sintomi, confusi con stress o sovraccarico psicologico. Le donne invece non sono spettatrici della malattia - ha precisato - ma sono a tutti gli effetti delle pazienti che affrontano manifestazioni subdole e spesso non riconosciute tempestivamente, e per le quali un monitoraggio accurato e costante sarebbe l'unica via per prevenire danni d'organo irreversibili. Questa sfida clinica - ha proseguito - si intreccia poi con un impatto sociale profondo: la donna riveste spesso un doppio ruolo, quello di paziente e di caregiver non solo dei propri figli, ma spesso anche del genitore, proprio per la natura ereditaria della patologia che può coinvolgere più persone in uno stesso nucleo familiare. Promuovere l'empowerment femminile significa offrire alle donne ciò che serve per trasformare un peso silenzioso in un ruolo attivo e consapevole".
La campagna 'She SpeaXX', che nasce simbolicamente nel mese di aprile, ha dunque l'obiettivo di rispondere a queste esigenze: informare, sensibilizzare e offrire alle donne strumenti concreti per riconoscere i segnali della malattia, dialogare con i medici e partecipare in modo più consapevole al proprio percorso di cura. L'evento ha rappresentato un momento di confronto tra clinici, l'associazione di pazienti e gli organi di stampa presenti, con l'obiettivo condiviso di contribuire ad aumentare la conoscenza della malattia di Fabry e favorire quindi un percorso diagnostico più tempestivo ed equo, anche in un’ottica di medicina di genere.
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