
(Adnkronos) - Le nuove linee guida sulla sepsi “contengono indicazioni che cercano di coniugare quella che oggi si chiama 'antibiotic stewardship', cioè l’uso oculato degli antibiotici, con la necessità di agire rapidamente. Credo che siano tra quelle che meglio sono riuscite ad associare queste due esigenze, applicandole in modo appropriato ai diversi pazienti”. Così Massimo Antonelli, co-chairman e co-primo autore delle nuove linee guida sulla sepsi, all’Adnkronos Salute, in occasione del congresso ‘Top5 in Infectious Diseases’ che si è appena concluso a Venezia, spiega i contenuti del documento di 90 pagine che affronta “anche l’importanza di quello che viene chiamato post-traumatic stress disorder, cioè il disturbo da stress post-traumatico - illustra - che può colpire i pazienti che hanno avuto uno shock settico o una sepsi. Sono raccomandazioni anche nuove, piuttosto forti come livello di evidenza, che ci guidano nella scelta terapeutica dall’inizio dell’identificazione della sindrome fino addirittura alla dimissione dall’ospedale”.
Oggi, uno dei problemi più cogenti, come chiarisce il direttore del dipartimento di Emergenza anestesia e rianimazione, professore all’Università Cattolica del Sacro Cuore - Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli Irccs, Roma, “è la presenza di infezioni gravi all’interno degli ospedali, ma anche in ambito comunitario. Molte di queste gravi infezioni evolvono verso la sepsi e lo shock settico, condizioni estreme legate a un’esagerata risposta del nostro organismo, con produzione eccessiva di sostanze che condizionano la perfusione degli organi, determinando, in ultimo, un’insufficienza multiorgano, da circolatoria fino a quella renale. Il nostro compito - evidenzia - è cercare di identificare l’origine della sepsi che, appunto, come lo shock settico, non è una malattia di per sé, ma una sindrome originata da diversi fattori infettivi: bisogna curare la causa e utilizzare adeguatamente gli antibiotici e altre manovre di resuscitazione”. Un elemento importante, di questa nuova edizione delle linee guida riguarda “la grande attenzione al periodo che intercorre tra la presa in carico del paziente da parte dell’ambulanza o dell’eliambulanza e l’arrivo in ospedale - sottolinea Antonelli - Le evidenze scientifiche indicano che, se esiste la capacità di fare screening e diagnosi di sepsi già durante il trasporto, e quando il tempo per raggiungere l’ospedale supera i 60 minuti, è legittimo somministrare antibiotici già in ambulanza o in elicottero”.
A partire dal 2000, “due grandi società internazionali di medicina critica, quella americana e quella europea, hanno portato all’elaborazione di 6 edizioni delle linee guida con l’intento di diminuire la mortalità della sepsi nell’arco degli anni - ricostruisce l’esperto - In ognuna di queste edizioni c’è stato un aggiornamento degli approcci, delle terapie e delle risorse disponibili, delle evidenze scientifiche maturate nel tempo attraverso gli studi. Attualmente abbiamo prodotto 129 raccomandazioni e queste, probabilmente, nel 60% dei casi, hanno un impatto importante”. La redazione di quest’ultima edizione “è iniziata 2021 - precisa Antonelli - Non sono mai meno di 3 o 4 anni di lavoro perché dobbiamo coordinare un panel di 69 colleghi, esperti” nei vari aspetti “della sepsi, provenienti da tutti i continenti. Una buona percentuale è anche esperta del lavoro nelle aree del mondo più disagiate, i ‘low and middle income countries’. Questo - conclude - consente di formulare raccomandazioni con una validità universale, applicabili ovunque il malato e il medico si trovino”.

(Adnkronos) - “I medici dovrebbero orientarsi verso trattamenti più brevi e appropriati e pensare 2 volte prima di prescrivere un antibiotico. Tutti dovremmo comprendere che il numero di antibiotici efficaci è limitato. Ogni infezione comporta il rischio di esaurire le opzioni terapeutiche disponibili. Spesso i medici pensano che i pazienti si aspettino una prescrizione antibiotica per sintomi come febbre, raffreddore o tosse. Ma se i pazienti comprendono i rischi e sanno che esiste un piano alternativo nel caso i sintomi peggiorino, sono generalmente più disponibili ad attendere. Come clinici, dobbiamo migliorare nella comunicazione e nell’educazione, aiutando i pazienti a sentirsi autorizzati a porre domande e a riflettere prima di assumere antibiotici”. Lo ha detto Pranita Tamma, medico specialista in malattie infettive pediatriche e professoressa alla Johns Hopkins University School of Medicine (Usa), all’Adnkronos Salute, intervenendo sulle misure da intraprendere per combattere l’antibiotico-resistenza, anche a livello pediatrico, in occasione del congresso ‘Top5 in Infectious Diseases’ che si è appena concluso a Venezia.
Sulla difficoltà che mostra la classe medica nel ridurre il numero di giorni di trattamento antibiotico, l’esperta sottolinea che “oggi, fortunatamente, abbiamo numerosi studi randomizzati controllati su infezioni comuni come la polmonite, le infezioni delle vie urinarie, le batteriemie e le infezioni intra-addominali, che dimostrano come, per la maggior parte di queste condizioni, circa 7 giorni di antibiotico efficace risultano sufficienti. Sappiamo inoltre - aggiunge Tamma - che trattamenti più lunghi comportano rischi: ogni giorno aggiuntivo di antibiotico aumenta la probabilità di sviluppare batteri resistenti che possono compromettere il trattamento di infezioni future nello stesso paziente. Possono poi verificarsi infezioni da Clostridium difficile, che causano diarrea anche severa, così come eventi avversi legati agli antibiotici, tra cui rash cutanei importanti e disturbi gastrointestinali. Senza contare il disagio per i pazienti e i costi inutili per farmaci non necessari. Non si tratta di bilanciare questi effetti collaterali con l’efficacia - rimarca - Quando abbiamo studi solidi che dimostrano che circa 7 giorni di terapia sono sufficienti, il prolungamento non è giustificato”.
Sulla via di somministrazione da preferire, “abbiamo sempre più evidenze che gli antibiotici orali possano essere efficaci quanto quelli endovenosi - chiarisce Tamma - Sebbene molti dati derivino da studi osservazionali e manchino ancora trial clinici robusti, per alcune condizioni come la batteriemia (uno studio è attualmente in corso), sappiamo che alcuni antibiotici orali ad alta biodisponibilità - come fluorochinoloni e trimetoprim-sulfametossazolo - raggiungono concentrazioni ematiche equivalenti a quelle endovenose. In particolare - precisa - nelle infezioni da batteri Gram-negativi sensibili a questi farmaci, il passaggio alla terapia orale è ragionevole. Rimangono invece incertezze su alcuni beta-lattamici orali, per i quali mancano dati sufficienti, soprattutto nella batteriemia. In questi casi - conclude - potrebbero essere considerati in infezioni a basso rischio, come quelle urinarie, se il paziente è già in miglioramento e necessita solo di pochi giorni aggiuntivi di terapia”.

(Adnkronos) - Pesce d'aprile per Antonella Clerici. A 'È sempre mezzogiorno' è andato in scena un vero e proprio teatrino tra Alfio Bottaro e lo chef Daniele Persegani, due dei volti fissi del cast del cooking show in onda su Rai1, che hanno finto di avere un acceso dibattito.
La conduttrice era immersa nella preparazione di una colomba pasquale, quando ha sentito delle urla provenire da dietro la cucina. "Basta ma non è possibile, ma tutte volte così... ora basta. Sono tre anni che va avanti così, ora sono stanco", si sente urlare dallo chef Persegani.
Antonella Clerici, sotto choc, ha ripetutamente chiesto cosa stesse succedendo: "Ma mi dite che succede? Ma siete impazziti?", ha detto la conduttrice che nel frattempo è rimasta da sola in cucina e ha continuato a guardarsi attorno per cercare di capire la dinamica.
Dopo alcuni secondi, Clerici è stata sorpresa alle spalle dai due 'litiganti' che con in mano un pesce gigante hanno rivelato che fosse tutto uno scherzo. "Ma è il primo aprile, lo avevo dimenticato. Che spavento che mi sono presa, voi siete matti", ha detto la conduttrice mentre si toccava con una mano il petto per l'agitazione.

(Adnkronos) - Contratto scuola, arrivano aumenti in busta paga per insegnanti e Ata. Grazie alla firma oggi da parte di sindacati ed Aran della parte economica del Ccnl Comparto Istruzione e Ricerca 2025-2027 arrivano ulteriori incrementi retributivi mensili di 143 euro per i docenti e di 107 euro per gli Ata, oltre agli arretrati, pari a 855 euro per i docenti e 633 euro per gli Ata. "Ciò è stato possibile grazie alla nostra proposta di atto di indirizzo, condivisa dai sindacati e da Aran al tavolo negoziale. Ho richiesto l'anticipazione della parte economica, e la destinazione della quasi totalità delle risorse all'incremento dello stipendio tabellare, per garantire al meglio la continuità contrattuale e la tutela dei salari", sottolinea il ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara.
"Dall’insediamento del Governo a oggi - continua il ministro - abbiamo realizzato un risultato storico, sottoscrivendo tre contratti del comparto Scuola, che portano a incrementi retributivi mensili complessivi di 412 euro per i docenti e 304 euro per gli Ata. Questo è stato possibile grazie ai finanziamenti assicurati dalle leggi di bilancio di questo Governo a cui abbiamo aggiunto come Ministero dell'Istruzione e del Merito risorse ulteriori per il personale scolastico, in particolare 300 milioni per il contratto 2019/2021 e 240 milioni per il 2022/2024. Ci siamo definitivamente lasciati alle spalle la stagione dei blocchi e dei ritardi contrattuali. La nostra priorità è quella di migliorare sempre più le condizioni retributive e di welfare del personale della scuola".

(Adnkronos) - Donald Trump scuote la Nato, dichiarando di valutare seriamente il ritiro degli Stati Uniti dall'Allenaza Atlantica e criticando il mancato sostegno europeo nella crisi con l’Iran e le tensioni legate allo Stretto di Hormuz.
Rispondendo a una domanda del Telegraph sulla possibilità di riconsiderare l’adesione alla Nato dopo il conflitto, il presidente degli Stati Uniti ha chiosato: "Direi che è ben oltre una semplice rivalutazione". Quindi ha aggiunto: "Non sono mai stato convinto dalla Nato. Ho sempre saputo che era una tigre di carta, e lo sa anche Putin, tra l’altro. "Noi siamo - ricorda - sempre stati presenti automaticamente, anche per l’Ucraina. L’Ucraina non era un nostro problema. Era un test, e noi eravamo lì per loro, e lo saremmo sempre stati. Loro non sono stati lì per noi".
Trump, ha poi nuovamente rimproverato il premier britannico, Keir Starmer, per essersi rifiutato di contribuire alla guerra contro l’Iran. "Non avete nemmeno una marina militare - ha detto - Siete troppo vecchi e avete portaerei che non funzionano". Alla domanda se Starmer dovrebbe aumentare la spesa per la difesa, il presidente ha precisato di non avere "intenzione di dirgli cosa fare. Può fare quello che vuole, non importa". "Tutto ciò che vuole Starmer sono costosi mulini a vento che stanno facendo schizzare alle stelle i prezzi dell’energia", ha concluso.
La Nato è "l'alleanza militare più efficace che il mondo abbia mai conosciuto", ha replicato Starmer. La Nato "ci garantisce la sicurezza da decenni e siamo pienamente impegnati" nell'Alleanza, ha dichiarato il leader laburista in una conferenza stampa a Downing Street.
"Qualunque sia la pressione su di me e sugli altri, qualunque sia il clamore, agirò nell'interesse nazionale britannico in tutte le decisioni che prenderò, ed è per questo che sono stato assolutamente chiaro sul fatto che questa non è la nostra guerra, o che non ci faremo trascinare in essa", ha poi aggiunto Starmer. "Ma sono altrettanto chiaro sul fatto che, quando si tratta di difesa, sicurezza e del nostro futuro economico, dobbiamo avere legami più stretti con l'Europa".
Il Regno Unito - ha infine chiarito il capo del governo di Londra - "farà di più in termini di allineamento" con l'Unione Europea.
Unione Europea e Stati Uniti sono "sempre più forti insieme", e per questo "la Nato è fondamentale", afferma la portavoce della Commissione europea Anitta Hipper nel corso del briefing giornaliero con la stampa, ribadendo l'impegno dell'Unione per un "forte legame transatlantico, che rimane cruciale per la nostra sicurezza".
"Siamo anche impegnati a investire nella nostra sicurezza e difesa, ed è per questo che abbiamo permesso agli Stati membri di mobilitare fino a 800 miliardi di euro per la nostra sicurezza, tra cui i 150 miliardi specificamente per gli acquisti congiunti", aggiunge, riferendosi rispettivamente ai piani Readiness 2030/ReArm Europe e lo strumento di investimento Safe.

(Adnkronos) - Il Premio Strega ha annunciato oggi la dozzina della LXXX edizione nella Sala del Tempio di Vibia Sabina e Adriano a Roma. È stata Melania G. Mazzucco ad annunciare tra le 79 opere proposte dagli Amici della domenica le dodici ammesse a concorrere e selezionate dal Comitato direttivo composto da Pietro Abate, Giuseppe D’Avino, Valeria Della Valle, Alberto Foschini, Paolo Giordano, Dacia Maraini, Gabriele Pedullà, Stefano Petrocchi, Marino Sinibaldi e Giovanni Solimine.
Sono in gara: Maria Attanasio con 'La Rosa Inversa' (Sellerio), proposto da Ottavia Piccolo; Ermanno Cavazzoni con 'Storia di un'amicizia' (Quodlibet), proposto da Massimo Raffaeli; Teresa Ciabatti con 'Donnaregina' (Mondadori), proposto da Roberto Saviano; Mauro Covacich con 'Lina e il sasso' (La nave di Teseo), proposto da Edoardo Nesi; Michele Mari con 'I convitati di pietra' (Einaudi), proposto da Vittorio Lingiardi; Matteo Nucci con 'Platone. Una storia d’amore' (Feltrinelli), proposto da Giancarlo De Cataldo; Alcide Pierantozzi con 'Lo sbilico' (Einaudi), proposto da Donatella Di Pietrantonio; Bianca Pitzorno con 'La sonnambula' (Bompiani), proposto da Roberta Mazzanti; Christian Raimo con 'L’invenzione del colore' (La nave di Teseo), proposto da Luciana Castellina; Elena Rui con 'Vedove di Camus' (L’orma), proposto da Lisa Ginzburg; Nadeesha Uyangoda con 'Acqua sporca' (Einaudi), proposto da Gaia Manzini; Marco Vichi con 'Occhi di bambina' (Guanda), proposto da Laura Bosio.
Il premio sarà assegnato dal voto di 800 aventi diritto, così distribuiti: 460 Amici della domenica, 245 votanti dall’estero selezionati da 35 Istituti Italiani di Cultura nel mondo, che contribuiscono alla formazione della giuria esprimendo ciascuno 7 giurati tra studiosi, traduttori e appassionati della nostra lingua e letteratura, 30 voti collettivi espressi da scuole, università e circoli di lettura delle Biblioteche di Roma, 65 voti di lettori forti scelti nel mondo delle professioni e dell’imprenditoria.
La proclamazione dei finalisti si terrà il 3 giugno al Teatro Romano di Benevento, mentre la serata conclusiva si terrà in diretta televisiva su Rai 3 l’8 luglio al Campidoglio: una scelta fortemente simbolica che rende omaggio a Roma, città che ha visto nascere e crescere il Premio, e che riafferma il legame profondo con la sua storia culturale e civile. l libri in gara concorreranno al Premio Strega Giovani giunto alla tredicesima edizione e saranno letti e votati da una giuria composta da oltre mille studentesse e studenti provenienti da 125 scuole secondarie superiori in Italia e all’estero. La proclamazione del libro premiato si terrà il 27 maggio al PalaCep di Genova.
Anche quest’anno gli autori candidati e finalisti del Premio Strega parteciperanno allo Strega Tour: oltre 25 tappe in tutta Italia più una all’estero, a Città del Messico e Guadalajara in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura di Città del Messico, rafforzando così il dialogo culturale tra Italia e Messico in vista della partecipazione del nostro Paese come ospite d’onore alla Feria Internacional del Libro il prossimo dicembre.
Nei mesi di aprile e maggio gli autori presenteranno inoltre i loro libri presso le Biblioteche di Roma: giovedì 16 aprile Biblioteca Marconi, martedì 21 aprile Biblioteca Nelson Mandela, giovedì 30 aprile Biblioteca Joyce Lussu, lunedì 11 maggio Biblioteca Flaminia. La cinquina finalista sarà ospite a Casa delle Letterature martedì 30 giugno.
"All’ottantesima edizione del Premio Strega concorrono 79 candidati, di cui 46 autori e 33 autrici. La più giovane ha 20 anni, la più anziana 94. Prevalgono i nati negli anni Cinquanta e Sessanta del XX secolo; in minoranza i trentenni e i quarantenni. Sono rappresentate la quasi totalità delle grandi e medie case editrici italiane; 44 le piccole: a realtà consolidate che hanno già partecipato al premio, si uniscono altre che si presentano per la prima volta - ha spiegato Mazzucco - L’elemento più rilevante di quest’anno è il ritorno del romanzo. Il ritorno della storia, e delle storie, e la parallela contrazione di narrazioni autobiografiche, memorie familiari e/o di auto-fiction, che avevano invece prevalso nelle recenti edizioni. Si tratta di romanzi che possono essere definiti, con qualche distinguo, storici. Spesso il personaggio dello scrittore, o della scrittrice, agisce come testimone/cronista/investigatore di eventi e fenomeni collettivi. Ma c’è anche lo scrittore in quanto tale, alle prese con un mestiere indefinibile, con le crisi d’ispirazione, il successo o il rifiuto del mercato editoriale, è indubbiamente il protagonista di questa edizione". "Rilevante è anche il ritorno del lavoro – tema carsico della letteratura italiana, che riemerge con ciclicità sussultoria - ha aggiunto Mazzucco - Si ripresenta il racconto del sesso. Che si aggiorna alla contemporaneità. In un anno in cui risorge il gioco letterario, pure combinatorio e gratuito, il sonnambulismo come impostura si propone quale metafora della letteratura".
L’illustrazione di questa ottantesima edizione, nell’ambito del progetto Streghe d’Artista, è di Marco Oggian, autore di progetti per numerosi brand internazionali, tra cui Nike, Zara, Apple, Vogue, Samsung. Il manifesto ruota attorno a due figure simboliche, la Letteratura e la Strega, distinte ma complementari, unite dalla bottiglia di liquore, elemento centrale che rappresenta lo scambio e la relazione. La scala, collocata nella parte inferiore sinistra, simboleggia il percorso della letteratura, sottolineando il valore del processo creativo oltre al traguardo finale.
Al centro delle iniziative per l’ottantesimo anniversario del Premio Strega si colloca la mostra Uno, cinque, dodici. Ottant’anni del Premio Strega, curata da Maria Luisa Frisa e Mario Lupano, che sarà inaugurata il 29 aprile al Macro – Museo d’Arte Contemporanea di Roma, realizzata in collaborazione con BPER Banca, Persol e Camera Nazionale della Moda Italiana. Il progetto di allestimento firmato dallo studio di architettura Supervoid, unitamente al progetto grafico curato dallo studio Caneva-Nishimoto, metterà in scena i diversi piani di lettura che la lunga storia del Premio Strega offre al visitatore, presentando la “biblioteca ideale” composta dagli oltre mille volumi selezionati dal 1947 a oggi, organizzati in una sequenza cronologica che racconta, in parallelo, vicende, protagonisti, polemiche e narrazioni mediatiche che accompagnano le settantanove edizioni fin qui disputate. La time line del premio mostrerà per ogni anno i libri candidati, la cinquina e il vincitore nelle loro prime edizioni, secondo una sensibilità contemporanea che riconosce il publishing come forma d’arte. Sul grande perimetro della sala si svilupperà un nastro fotografico ininterrotto che restituisce la drammaturgia del Premio e i rituali pubblici e “spettacolari” delle votazioni. Brevi testi nel volumetto delle didascalie, sorta di libro tascabile da conservare, illustreranno i fatti salienti di ciascun anno, rendendo l’atto della lettura parte integrante della fruizione della mostra. Nella “stanza” al centro della sala si troverà restituita invece la dimensione più intima – domestica e al tempo stesso collettiva e relazionale – del salotto Bellonci. Attraversato da scrittori, editori e artisti, questo spazio verrà riproposto come un diorama popolato dalle opere e dagli oggetti che abitano casa Bellonci.
Sempre in occasione dell’importante anniversario di quest’anno verrà ripubblicato da Mondadori 'Il premio Strega' di Maria Bellonci con la prefazione di Giovanni Solimine e la postfazione di Ernesto Ferrero. Il libro sarà presentato il 15 maggio al Salone Internazionale del Libro di Torino con Alessandro Barbero, Melania G. Mazzucco e Giovanni Solimine.
Il Premio Strega è promosso da Fondazione Maria e Goffredo Bellonci e Strega Alberti Benevento, con il sostegno di Roma Capitale, Biblioteche di Roma e Camera di Commercio di Roma, partner BPER Banca, in collaborazione con Persol e Eni, media partner Rai, sponsor tecnico Feltrinelli librerie.
All'incontro di oggi sono intervenuti Pietro Abate, segretario generale della Camera di Commercio di Roma, Giovanni Solimine, presidente della Fondazione Maria e Goffredo Bellonci, Giuseppe D’Avino, presidente di Strega Alberti Benevento, Massimiliano Smeriglio, assessore alla Cultura di Roma Capitale, e Serena Morgagni, responsabile Direzione Communication BPER Banca. La conferenza stampa è stata coordinata da Stefano Petrocchi, direttore della Fondazione Maria e Goffredo Bellonci.

(Adnkronos) - "Un'alba buia per l'Italia". Il fallimento dell'Italia, che manca la qualificazione ai Mondiali per la terza volta consecutiva, non addolora solo i tifosi italiani. La sconfitta nel playoff contro la Bosnia lascia il segno anche su 'vittime imprevedibili'. E così, tra migliaia di tweet di delusione, spunta anche quello di Russell Crowe. L'attore, che ha un legame speciale con l'Italia sin dai tempi del film Il Gladiatore, si esprime con un post su X. "Un'alba buia per l'Italia. Il giorno dopo la mancata qualificazione. Di nuovo", scrive mostrando anche una certa competenza calcistica, visto il riferimento indiretto ai flop ripetuti. "Com'è possibile con così tanto talento?", si chiede, sopravvalutando evidentemente il patrimonio calcistico azzurro: da anni, la Nazionale propone un 'prodotto' mediocre. "Mi sento male per conto della nazione", conclude Crowe.

(Adnkronos) - Proteggere i bambini da ogni forma di violenza unendo la forza umanitaria di una Fondazione di respiro internazionale e le competenze cliniche degli infermieri. Con questo obiettivo la Federazione nazionale Ordini professioni infermieristiche (Fnopi) e Terre des Hommes hanno sottoscritto un accordo per promuovere attività di formazione e sostenere iniziative di sensibilizzazione e prevenzione sulle forme di maltrattamento e discriminazione nei confronti dei più piccoli. A partire dal sostegno alla campagna 'Non scuoterlo' promossa proprio dalla Fondazione, presente l'11 e il 12 aprile in oltre 150 piazze italiane in occasione delle Giornate nazionali di prevenzione della sindrome del bambino scosso.
"Suggellare questo accordo - commenta la presidente Fnopi, Barbara Mangiacavalli - rappresenta un momento di profonda rilevanza per la nostra Federazione e per tutti i colleghi infermieri e infermieri pediatrici. Si tratta di un segnale forte, che ci riconnette con vigore ai valori fondanti e al codice deontologico delle nostre professioni, riaffermando il nostro impegno etico verso la società. In un momento storico caratterizzato da critiche fragilità per l'infanzia e l'adolescenza, la sinergia con Terre des Hommes ci permette di costruire percorsi operativi concreti e necessari. Questa collaborazione giunge in un passaggio cruciale, coincidendo strategicamente con l'approvazione dei percorsi specialistici. Si tratta - sottolinea Mangiacavalli - di un ulteriore elemento qualificante che scegliamo di mettere a disposizione dei pazienti più fragili e di chiunque si trovi in situazioni di grave disagio. La forza della nostra professione risiede nella sua capillarità: in Italia noi infermieri siamo ovunque, non limitiamo la nostra azione agli ospedali o alle strutture sanitarie, ma abitiamo il territorio, entrando quotidianamente nelle famiglie e operando all'interno delle Case di comunità. Proprio grazie a questa presenza diffusa e costante siamo sempre più in grado di intercettare precocemente i bisogni inespressi di un nucleo familiare, agendo come primo presidio di cura e protezione. Lavorare insieme a Terre des Hommes significa dunque trasformare la nostra vicinanza ai cittadini in una rete di salvaguardia attiva per i minori e le loro famiglie".
"Avviare una collaborazione con Fnopi è per noi un passo importante - dichiara Donatella Vergari, presidente di Terre des Hommes Italia - Il mondo delle professioni infermieristiche è di estrema rilevanza per chi, come Terre des Hommes, promuove la cultura della protezione dei bambini ed è consapevole del ruolo chiave che queste figure possono rivestire. Questo protocollo ci permetterà di ampliare il raggio di azione della nostra Fondazione, condividendo iniziative di sensibilizzazione e formazione. Il primo passo è con l'adesione di Fnopi alla campagna 'Non scuoterlo' e siamo certi sarà solo l'inizio. Sappiamo che i bambini e le bambine, soprattutto in tenera età, non hanno strumenti per difendersi. Proteggerli spetta a noi e a tutti coloro che, come infermieri, medici ed educatori, sono chiamati a sostenerli nella crescita e nella cura". Per Valentina Vanzi, presidente della Commissione d'albo per infermieri pediatrici della Fnopi, "la firma del protocollo tra Fnopi e Terre des Hommes rappresenta un importante esempio di sinergia fondata su principi solidi e condivisi. Da un lato il principio scientifico, che evidenzia con chiarezza come lo scuotimento dei neonati e dei lattanti possa determinare conseguenze gravissime e invalidanti. Dall'altro il principio culturale, che riconosce nella prevenzione la strategia primaria: una prevenzione che deve essere intenzionale, strutturata e capillare, capace di raggiungere attivamente le famiglie, senza attendere che siano loro a intercettare i servizi. Un'azione multilivello che coinvolge non solo i professionisti sanitari, ma anche la comunità nel suo insieme, dai caregiver ai cittadini, per promuovere consapevolezza e protezione dei più piccoli".

(Adnkronos) - Annunciati oggi i candidati e i conduttori della 71esima edizione dei David di Donatello. Saranno Bianca Balti e Flavio Insinna a guidare la cerimonia di premiazione, che si terrà il prossimo mercoledì 6 maggio e andrà in onda in diretta su Rai 1, in prima serata. La loro conduzione sarà affiancata da ospiti non ancora annunciati. L'annuncio ufficiale è stato dato oggi durante la conferenza stampa di presentazione delle candidature dei premi dedicati al cinema, in corso al Teatro 18 di Cinecittà.
Come da tradizione, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella incontrerà tutti i candidati per il consueto saluto al Palazzo del Quirinale che quest’anno sarà il giorno che precede la cerimonia, martedì 5 maggio per impegni del presidente. L'incontro sarà condotto da Claudio Bisio.
Miglior film
‘Cinque secondi’ di Paolo Virzì‘Fuori’ di Mario Martone‘La Grazia’ di Paolo Sorrentino‘Le assaggiatrici’ di Silvio Soldini‘Le città di pianura’ di Francesco Sossai.
Miglior attore
Valerio Mastandrea per ‘Cinque secondi’Claudio Santamaria per ‘Il Nibbio’Toni Servillo per ‘La Grazia’Pierpaolo Capovilla per ‘La città di pianura’Sergio Romano per ‘La città di pianura’
Miglior attrice
Valeria Bruni Tedeschi per ‘Duse’Barbara Ronchi per ‘Elisa’Valeria Golino per ‘Fuori’Aurora Quattrocchi per ‘Gioia mia’Anna Ferzetti per ‘La Grazia’ e Tecla Insolia per ‘Primavera’
Un progetto per combattere l'abbandono scolastico con il
coinvolgimento degli alunni.
(Adnkronos) - E' Rai1, con la partita Bosnia-Italia per le qualificazioni ai Mondiali 2026, a vincere la sfida della prima serata televisiva di ieri, martedì 31 marzo 2026. Il match ha incollato davanti al video 12.162.000 spettatori, registrando il 53.4% di share. Secondo posto sul podio per Canale5, che con 'Forbidden Fruit' conquista 1.866.000 spettatori con uno share del 10%. Bene La7 che, con 'diMartedì', ha ottenuto un ascolto medio di 1.377.000 spettatori e il 7.3% di share.
Rai2, che ieri trasmetteva 'Fatima', è stata la scelta di 702.000 spettatori pari al 3.1%, mentre Italia1 con 'Spider-Man 3' ha tenuto davanti allo schermo 611.000 spettatori con il 3% di share. Su Rai3, 'FarWest' di Salvo Sottile è stato visto da 543.000 spettatori con share al 2.3%, mentre Rete4 con 'È Sempre Cartabianca' ha totalizzato 393.000 spettatori per uno share del 2.4%.
Nell'access prime time, 'La Ruota della Fortuna' di Gerry Scotti ha intrattenuto 4.222.000 spettatori pari al 17.4% di share. Rai2, con 'TG2 Post' è stato visto da 456.000 spettatori con l'1.9% di share.

(Adnkronos) - Confermato il viaggio di re Carlo negli Stati Uniti. La vera domanda non è se il sovrano incontrerà Donald Trump, dato che attraverserà l'oceano appositamente per lui, ma se nella sua agenda è previsto anche un incontro con suo figlio Harry. Carlo III e sua moglie Camilla andranno negli Stati Uniti tra il 27 e il 30 aprile per una storica visita di Stato, su invito del presidente e su consiglio del governo britannico. Il viaggio cade nel 250° anniversario dell'indipendenza americana e sarà seguito da un soggiorno alle Bermuda, dove il re non si è mai recato da quando è salito al trono.
"Il programma di Sua Maestà celebrerà i legami storici e le moderne relazioni bilaterali tra il Regno Unito e gli Stati Uniti, in occasione del 250° anniversario dell'indipendenza americana", ha dichiarato Buckingham Palace. A causa della guerra in Iran e delle ripetute critiche mosse Trump al primo ministro britannico Keir Starmer, l'opportunità del viaggio era stata messa in discussione. Ignorando le richieste di alcuni parlamentari, Whitehall ha deciso di procedere con la visita, che si svolgerà tra Washington e New York. "Non vedo l'ora di trascorrere del tempo con il Re, che rispetto enormemente. Sarà FANTASTICO!", ha commentato Donald Trump sul suo social network Truth il 30 marzo.
A questo punto, resta soltanto l'interrogativo se il principe Harry, residente in California dal 2020, e il sovrano, che si troveranno a poche ore di volo l'uno dall'altro, riusciranno a pianificare un breve incontro. Se padre e figlio si vedranno, di certo non sarà nella capitale: "Il Duca di Sussex non andrà a Washington, D.C., per vedere suo padre durante la visita di Stato del Re negli Stati Uniti ", ha dichiarato ai media una fonte vicina al principe Harry. E se non troveranno un altro posto per vedersi, si tratterà dell'ennesima occasione persa per il principe, che ha visto suo padre l'ultima volta nel settembre 2025 , durante una visita a Londra per un tè a Clarence House. Solo pochi giorni fa, il figlio minore di Carlo III aveva espresso il desiderio di essere invitato a Sandringham a luglio, quando si recherà a Birmingham per un evento legato agli Invictus Games.

(Adnkronos) - "Con Conte siamo amici da tempo, quindi ci siamo visti ed è stato un incontro 'very easy', tra l'altro abbiamo mangiato molto bene, il menù era a base di pesce...". Lo dice all'AdnKronos Paolo Zampolli, rappresentante speciale degli Stati Uniti per le partnership globali, dopo il pranzo con il leader del M5S, Giuseppe Conte. "Non ci vedevamo da un paio di anni, ma ogni tanto ci sentiamo - dice l'imprenditore - e il nostro non era un incontro che fa parte della mia missione". "Fa sempre piacere poi vedere chi è stato premier, vorrei dire che è un un piacere vedere 'Giuseppi'", aggiunge.
"Il mio ruolo -precisa- non è politico, delle cose politiche si occupa l'ambasciatore Fertitta". Conte le ha espresso contrarietà alla guerra? "Guardi -risponde- anche Trump pensa che la guerra deve finire". Come ci siamo lasciati? "Conte mi ha chiesto di salutargli il presidente Trump e io lo farò al più presto...".
Precedentemente, in un post su Facebook, Conte aveva parlato di "illazioni e fantasmagoriche teorie" riguardo all'incontro "avvenuto in un luogo pubblico con l’inviato speciale del presidente Trump che me ne aveva fatto formale richiesta e, peraltro, nel corso di giornate in cui sta incontrando vari esponenti istituzionali in Italia".
Nel post Conte ha pubblicato anche la lettera inviata al direttore di 'Libero', Mario Sechi, dopo la notizia data dal quotidiano sul colloquio tra l'ex premier e Zampolli, che "non ha avuto nessuna aura di segretezza", precisa ancora il leader M5S. Nella lettera al direttore di 'Libero' Conte innanzi tutto respinge quelle che definisce "offensive accuse e scorrette insinuazioni", spiegando che "l’incontro non ha avuto nessuna aura di segretezza. È avvenuto su precisa richiesta del signor Zampolli, avanzata con lettera formale nella quale ha esibito le sue credenziali di 'Special Envoy of the President Trump for global partnerships'. Quale leader di un partito di opposizione ho ritenuto di accettare l’invito a questo incontro e non avendo segreti di sorta ho preferito io stesso che avvenisse in un luogo pubblico, in un ristorante del centro di Roma. Al ristorante era presente un suo giornalista. Mi spiace, non l’ho riconosciuto altrimenti l’avrei educatamente salutato".
"Quanto al merito dell’incontro non so se il suo giornalista ha potuto ascoltare sprazzi della nostra conversazione. Se lo avesse fatto -prosegue l'ex premier- lui si sarebbe fatto una cultura sulla legalità internazionale e lei si sarebbe risparmiato di scrivere sciocchezze. Anche al signor Zampolli ho esposto le mie posizioni e del M5S in politica estera. Quindi nessun cambiamento di posizione. Anzi. Massima chiarezza: ho incaricato il signor Zampolli di riferire al presidente Trump da parte mia che considero questi attacchi all’Iran completamente contrari al diritto internazionale, per cui vanno fermamente condannati e -per quanto sta in me- non potranno mai avere il sostegno dell’Italia. Ho detto che mi batterò perché le nostre basi non siano messe a disposizione non solo dei bombardieri americani di passaggio ma anche per qualsiasi attività logistica di sostegno a questi attacchi illegali. Se preferisce avere qualche dettaglio in più le aggiungo che gli ho esposto la mia convinzione che questa guerra vada immediatamente terminata, anche perché costituisce un completo fallimento in quanto non c’è alcun chiaro obiettivo che possa essere raggiunto".
"Ho anche precisato -conclude Conte- che è folle che gli Stati Uniti si lascino trascinare dal Governo di Netanyahu e ho aggiunto che il presidente Trump continuando in questo modo riuscirà ad avere tutta la comunità internazionale contro e a distruggere qualsiasi principio di ordine internazionale. Le bastano queste precisazioni?"

(Adnkronos) - Novantunomila contenuti rilevati e 3.1 mln di interazioni social totali generate sull'Italia fuori dai Mondiali di calcio: è quanto emerge dal report realizzato da Spin Factor, in esclusiva per Adnkronos, tramite Human, l’esclusiva piattaforma di web e social listening sviluppata interamente con algoritmo a base semantica italiana e integrata con l’Ai. L'analisi ha riguardato le conversazioni sui social network tra il 31 marzo e l'1 aprile dopo la sconfitta di ieri degli azzurri ai rigori nella finale dei playoff di qualificazione contro la Bosnia. Dal report emerge un sentiment analysis negativo del 95% e come emozioni prevalenti delusione (27%), rabbia (21%), malinconia (21%), vergogna (13%), sarcasmo (9%).
Nel mirino finiscono il presidente della Federcalcio, Gabriele Gravina, il ct dell'Italia Rino Gattuso, la squadra e i giocatori: in base al report di Spin Factor, sono percepiti negativamente rispettivamente al 98%, al 68% e al 91%.
Come rileva il report, i temi più frequenti sui social sono: la richiesta di dimissioni immediate dei vertici Figc (36%), la critica all'atteggiamento dei calciatori (22%), l'eccessiva presenza di stranieri in serie A (16%), l'inadeguatezza tattica del Ct (13%), il confronto nostalgico con il passato e l'assenza di leader (13%).
Le parole più frequenti in post e commenti - a parte Italia (4,11%) e Mondiali (3,98%) - sono: fallimento (3,27%), dimissioni (3,22%), Gravina (2,22%), vergogna (2,11%), giovani (1,85%), sistema (1,81%), Figc (1,69%), Gattuso (1,65%), talento (1,49%), risultati (1,42%), club (1,31%), settore (1,27%), stranieri (1,12%), Serie A (1,10%), coraggio (1,08%), umiliazione (1,01%) e storia (0,93%).

(Adnkronos) - Unicredit e Agea hanno sottoscritto un protocollo d’intesa al fine di "favorire e promuovere il supporto informativo ai processi bancari di analisi e concessione del credito alle imprese agricole e zootecniche operanti su tutto il territorio nazionale e un’offerta alle imprese di prodotti bancari sempre più innovativi e funzionali al contesto di settore e al panorama internazionale in cui le aziende agricole e l’intera filiera agricola operano".
In dettaglio, si legge in una nota, Agea metterà a disposizione di Unicredit informazioni, dati e analisi sulle caratteristiche del settore agricolo e zootecnico e parteciperà a gruppi di lavoro per la definizione di indicatori e metriche utili ai processi bancari di valutazione del merito creditizio al fine di semplificare l’accesso al credito da parte delle imprese agricole.
Unicredit è disponibile a "valorizzare i flussi informativi e gli output analitici messi a disposizione da Agea al fine di efficientare i processi di istruttoria e migliorare la qualità del credito, attraverso la promozione e lo sviluppo di servizi e strumenti sempre più innovativi ed efficienti per le imprese del settore agricolo e zootecnico nonché per la relativa filiera produttiva, la partecipazione ai tavoli tecnici e l’organizzazione, insieme ad Agea, di sessioni formative rivolte alle strutture commerciali e creditizie della banca su indicatori, caratteristiche settoriali e linee guida operative".
“La filiera agricola italiana rappresenta un’eccellenza della nostra economia e un pilastro del Made in Italy nel mondo. Unicredit sostiene il settore con soluzioni finanziarie dedicate supportando investimenti, gestione del circolante e transizione sostenibile. In un contesto in costante evoluzione, è fondamentale disporre di competenze e strumenti aggiornati, calibrati sulle esigenze specifiche degli operatori. L’accordo siglato con Agea si inserisce in questa direzione e conferma il nostro senso di responsabilità verso il settore agricolo e le sue imprese” sottolinea Annalisa Areni, Head of Client Strategies di Unicredit Italia.
Il direttore Agea, Fabio Vitale, ha dichiarato “comprendere meglio i rischi specifici del settore e offrire consulenza personalizzata attraverso prodotti bancari strutturati garantisce strumenti realmente funzionali alle esigenze - e alle tempistiche - degli agricoltori per poter rafforzare la competitività dell’intero comparto. Un modello virtuoso: questo accordo permette infatti, agli istituti di credito di valutare il merito creditizio in modo più rapido e preciso, offrendo tassi agevolati grazie alla certezza dell'erogazione futura; consente ad Agea, parallelamente, di valorizzare i dati certificati a disposizione nel Sian - Sistema Informativo Agricolo Nazionale - testimoniando la consistenza aziendale delle imprese agricole e i pagamenti percepiti”.

(Adnkronos) - "Il calcio italiano va rifondato e questo processo deve ripartire da un rinnovamento dei vertici della Figc". Andrea Abodi, ministro dello Sport, invoca una svolta totale dopo il fallimento dell'Italia, con la mancata qualificazione ai Mondiali 2026 dopo la clamorosa sconfitta nei playoff con la Bosnia. "Il calcio è uno sport e, in un tempo di crisi militari ed economiche come questo, non va caricato di significati eccessivi. D’altra parte è innegabile che non sia solo uno sport. Particolarmente in Italia, dove il calcio si fa cultura popolare, rito comunitario, prestigio internazionale. Mi dispiace pensare che ci sia un’intera generazione di bambini e ragazzi che non abbia ancora provato l’emozione di veder giocare la Nazionale in un mondiale di calcio", dice il ministro.
"Ringrazio la squadra e il suo allenatore per l’impegno che hanno dimostrato anche ieri sera, ma è evidente a tutti che il calcio italiano va rifondato e che questo processo debba ripartire da un rinnovamento dei vertici della Figc", aggiunge evidenziando ruolo e posizioni diverse: da un lato il ct Rino Gattuso e la squadra, dall'altro la federazione guidata dal presidente Gabriele Gravina.
Gravina, ieri sera, ha puntato il dito contro la politica invocando provvedimenti a favore del sistema calcio. Per il presidente federale, mancherebbe il sostegno. La risposta di Abodi è perentoria: "Il Governo ha dimostrato concretamente, in questi anni, l'impegno a favore di tutto il movimento sportivo italiano. I nostri atleti ci hanno regalato enormi soddisfazioni in tante discipline, e io reputo obiettivamente scorretto tentare di negare le proprie responsabilità sulla terza mancata qualificazione consecutiva ai Mondiali di calcio, accusando le Istituzioni di una presunta inadempienza e sminuendo l’importanza e il livello professionistico di altri sport", dice Abodi stigmatizzando le frasi con cui Gravina ha definito il calcio sport professionistico rispetto ad altre discipline 'dilettantistiche'. "Noi continueremo, come abbiamo fatto finora, a fare ciò che compete alle Istituzioni ma serve responsabilità, umiltà e rispetto da parte di tutti. L’Italia deve tornare ad essere l’Italia, anche nel calcio mondiale", aggiunge Abodi.

(Adnkronos) - Situazione drammatica in Molise per l’ondata di maltempo che ha investito la regione. C’è l’allarme della Protezione Civile per la piena dell’invaso del Liscione.
Dopo la prima fase di preallerta, con scarico aumentato prima a 60 e poi a 120 metri cubi al secondo, la Protezione civile regionale ha diramato un nuovo aggiornamento che porta la situazione in fase di allerta per rischio diga e rischio idraulico a valle. Contemporaneamente è stata chiusa al traffico la Bifernina, da Termoli in direzione Campobasso, dal bivio di Guglionesi, all’altezza del chilometro 70, per la presenza di acqua sulla carreggiata, che rende impossibile la circolazione in sicurezza, e da Campobasso in direzione Termoli dal bivio di Casacalenda-Lupara. Infine, la provincia di Isernia, dove si registrano abbondanti nevicate in tutti i comuni della fascia appenninica, con la chiusura del valico di Guado Liscis per Capracotta e Agnone.
(GUARDA IL VIDEO: A Termoli un uomo si salva dalla piena aggrappandosi a un albero)
La sezione di Protezione civile della Regione Puglia (centro funzionale decentrato) ha emanato un bollettino di aggiornamento per rischio idraulico a causa delle piogge che hanno interessato e stanno interessando diversi territori della regione. La situazione più rischiosa, segnalata con livello di criticità di colore rosso, è quella del torrente Cervaro, nel foggiano, nei comuni di Bovino, Foggia e Orsara di Puglia all'altezza dei rispettivi ponti sulla strada provinciale 106. Il colore rosso indica "possibili fenomeni di inondazione, anche estesi, connessi al passaggio della piena e dovuti a puntuali fenomeni di tracimazione, sifonamento, rottura o cedimento degli argini, con coinvolgimento di aree distali al corso d'acqua".
Criticità di colore arancione per rischio idraulico viene segnalata per il bacino del fiume Fortore, sempre nel foggiano, nei territori di Carlantino, Casalnuovo Monterotaro e Castelnuovo della Daunia all'altezza dei ponti rispettivi sulla strada provinciale 5. Il colore arancione indica "possibilità di limitati fenomeni di inondazione, connessi al passaggio della piena, con coinvolgimento delle aree prossimali al corso d'acqua; fenomeni localizzati di deposito di detriti solidi, con formazione di sbarramenti temporanei od occlusione parziale delle sezioni di deflusso delle acque e delle luci dei ponti; divagazioni d'alveo e salto di meandri". Ci sono infine una dozzina di altre zone con livello di criticità di colore giallo ("possibili piene improvvise nell'idrografia secondaria"). Tra le situazioni critiche sempre in provincia di Foggia quella segnalata dal sindaco di Cagnano Varano, Michele Di Pumpo, per massi sulla strada tra la cittadina e Imbuti.
Diversi i Comuni pugliesi che ieri sera hanno deciso di chiudere per questa mattina le scuole a causa del maltempo che sta interessando le varie province, tra cui Brindisi e Taranto. Su tutta la regione la Protezione civile ha emanato ieri una allerta di colore arancione, fino a mezzanotte di oggi, per piogge, temporali, grandine e raffiche di vento con rischio idrogeologico dovunque e anche idraulico nelle aree dove sono presenti bacini e corsi d'acqua.
Tra i Municipi che hanno emanato provvedimenti di chiusura delle scuole, anticipando per gli studenti le vacanze di Pasqua, quelli di San Severo, in provincia di Foggia, Molfetta, Altamura, Gravina, Terlizzi , nel barese, Barletta, Trani, Margherita di Savoia e Bisceglie nella Bat, Pulsano nel tarantino. In molti di questi e altri centri, ad esempio a Bari, chiusi cimiteri, parchi e giardini pubblici.
Inoltre il maltempo e le precipitazioni piovose persistenti e intense di ieri e soprattutto di questa notte stanno provocando alcune criticità nei centri del subappennino dauno, in provincia di Foggia. A Roseto Valfortore il Comune rende noto mediante i social che i volontari della Protezione Civile sono, operativi fin dalle prime ore del mattino. Proprio l’associazione invita la cittadinanza "a limitare al massimo gli spostamenti, consentendoli solo in caso di stretta necessità, raccomandazione valida almeno per le prossime 24 ore". Particolare attenzione per la viabilità: la strada provinciale 129, nel tratto Roseto - Biccari, risulta infatti compromessa a causa della caduta di alberi lungo la carreggiata e di una frana verificatasi nei pressi di una masseria. Per gli spostamenti, si consiglia "di utilizzare la strada provinciale 130".
Nel frattempo, le squadre sono impegnate anche nella gestione delle emergenze sul territorio. In particolare, si stanno effettuando interventi nella Casa di Riposo, dove si registrano allagamenti "che richiedono operazioni immediate di messa in sicurezza", continua il Comune. "La situazione resta in continua evoluzione e sotto costante monitoraggio". Le autorità rinnovano l’invito "alla prudenza e alla collaborazione da parte di tutti i cittadini, al fine di evitare ulteriori rischi e facilitare il lavoro dei soccorritori".
A Faeto tra i paesi più alti di Puglia a causa delle intense piogge, la strada provinciale 125 risulta attualmente bloccata "per la caduta di ulteriori massi". Sono già in corso gli interventi per la messa in sicurezza e il ripristino della viabilità. Al momento non è possibile raggiungere Castelluccio Valmaggiore da Faeto. La cittadinanza viene invitata "a utilizzare il percorso alternativo passando per Celle di San Vito". I pullman non possono ancora partire. Si raccomanda la massima prudenza e di limitare gli spostamenti allo stretto necessario".Le scuole sono rimaste chiuse "per garantire la sicurezza degli alunni, del personale scolastico e delle famiglie".
A seguito degli avvisi di condizioni meteo avverse del 30 e 31 marzo e delle comunicazioni del Centro funzionale d'Abruzzo sul superamento del limite di allarme del fiume Pescara, il Comune di Pescara sta provvedendo a chiudere al traffico le golene nord e sud. L'area, ritenuta una di quelle potenzialmente a rischio sul territorio cittadino, è stata già sottoposta a monitoraggio dal gruppo comunale di Protezione civile e ora scatta la chiusura ai mezzi, a scopo precauzionale. Il monitoraggio prosegue, anche in prossimità dei sottopassi e delle altre aree a rischio allagamento. Il Comune raccomanda ai cittadini la massima prudenza.
In considerazione dell’evoluzione del quadro meteo e delle valutazioni del Centro Funzionale, la Protezione Civile della Regione Campania ha prorogato di ulteriori 24 ore la vigente allerta meteo. Fino alle 14 di domani, 2 aprile, proseguiranno infatti le condizioni di instabilità con piogge e temporali anche intensi e con la sussistenza di vento forte con raffiche da Nord-Nord-Est. Lo si legge in una nota della Protezione civile regionale. Lo scenario riguarda tutta la Campania con alcune differenze.
Dalle 14 di oggi l’allerta con criticità Gialla interesserà esclusivamente le zone 2 (Alto Volturno e Matese); 3: (Penisola sorrentino-amalfitana, Monti di Sarno e Monti Picentini); 4 (Alta Irpinia e Sannio); 5 (Tusciano e Alto Sele) dove sono possibili fenomeni connessi al rischio idrogeologico da temporali (allagamenti, esondazione, scorrimento delle acque nelle sedi stradali, frane e caduta massi). L’allerta per vento forte con raffiche e conseguente moto ondoso con possibili mareggiate continuerà invece ad interessare tutta la Campania. Si raccomanda alle autorità competenti di attuare tutte le misure atte a prevenire e contrastare i fenomeni previsti in linea con i rispettivi piani comunali di protezione civile, di monitorare la corretta tenuta del verde pubblico e delle strutture esposte alle sollecitazioni atmosferiche nonché di prestare attenzione alle comunicazioni della Sala Operativa.

(Adnkronos) - Un'altra batosta, l'Italia ancora fuori dai Mondiali. E si torna a parlare di ricette per uscire dalla crisi senza fine in cui il calcio italiano è precipitato. Come si riparte? L'Adnkronos interpella ex azzurri che hanno giocato con la maglia della Nazionale. "Arrivati a questo punto ricordiamoci che abbiamo un ministro dello Sport: ora Abodi deve suonare la campanella, far rientrare tutti in classe e da lì non si esce finché non si trova una soluzione alla crisi conclamata del calcio italiano", dice Beppe Dossena, campione del mondo nel 1982 "Oggi dire che il presidente federale Gravina sia il solo responsabile è sbagliato. Ma lui ha molte responsabilità, e ne ha decisamente tante: è sua responsabilità se si circonda nel Consiglio federale di componenti federali, come Aic e Aiac, che non portano nessun contributo, nessuna idea, non danno valutazioni diverse dalle sue, non danno prospettive e non presentano fotografie totalmente diverse da quelle che possono essere quelle del presidente federale, questa è sua responsabilità", dice l'ex centrocampista di Bologna e Torino.
Detto ciò "un uomo solo non può più gestire questa cosa. Adesso Abodi chiami tutti, si mettano intorno a un tavolo e seriamente, ognuno abbandoni difesa di bandiere e orticelli e si esca dalla stanza solo dopo aver individuato proposte concrete e fattibili. Da sola la Federazione non ne ha la forza. Poi certo ci sono gli atti di responsabilità personale, ognuno ha la propria sensibilità, ma quella lì la lascio ai singoli. Dobbiamo realizzare che il dato più sconcertante è che in questo Mondiali ci sono 48 nazionali e noi anche così non ci siamo, ancora una volta restiamo a casa a vederlo in tv. Lo dico con grande rispetto per ciò che sta accadendo nel mondo e nel nostro paese, però lo sport è una faccenda sociale e bisogna dimostrare di essere maturi, seri, capaci di gestire le emergenze. Dobbiamo dare un messaggio al Paese", aggiunge.
"E' davvero molto triste per il nostro calcio non andare al mondiale per la terva volta di seguito. Ieri ci sono stati degli episodi che hanno condizionato la partita in senso negativo per la nostra squadra ma l'Italia non può arrivare all'ultimo a giocarsi la qualificazione. Tutto il calcio italiano deve fare 'mea culpa' perché i risultati degli ultimi vent'anni sono sotto gli occhi di tutti, eccetto ovviamente l'isolato trionfo dell'Europeo", dice Franco Baresi. La bandiera del Milan assolve il ct Gennaro Gattuso. "In questi mesi ci ha messo l'anima e, secondo me ha fatto anche un buon lavoro con il poco tempo avuto a disposizione, purtroppo non è bastato -aggiunge Baresi-. Non spetta a me dire se si dovrà continuare con lui ma di certo è tra i meno responsabili di questa sconfitta".
"Il calcio italiano è allo sbando, va rifondato dalla base", la sentenza di Fabrizio Ravanelli. "Siamo rimasti fermi a vent'anni fa, gli altri hanno lavorato e sono cresciuti, noi siamo rimasti fermi. Tutto il movimento calcistico italiano deve farsi un bell'esame di coscienza, in primis chi questo movimento lo guida come il presidente Gravina, che ieri non si è dimesso, ha giustamente detto che la sede per fare le disamine è il Consiglio federale della prossima settimana e vediamo che cosa si deciderà", afferma l'ex attaccante di Juventus e Lazio.
"Secondo me l'errore più grave è non aver fatto nulla per fare crescere il calcio giovanile, quella è la base di tutto. La conseguenza è che il livello della nostra Nazionale non è più quello di qualche anno fa anche se la qualità, pur non eccelsa dei nostri ragazzi, bastava e avanzava per battere la Bosnia, purtroppo è andata male", aggiunge Ravanelli che non getta la croce sul ct. "Gattuso è l'ultimo dei responsabili di questo disastro, sicuramente ha fatto degli errori anche lui, alcune sue scelte sono opinabili, ad esempio io non avrei fatto giocare un Retegui fuori forma invece di Esposito, Palestra andava fatto giocare dal 1' e non avrei tolto Kean e Barella che stavano facendo bene, però ci ha messo l'anima, ha creato un gruppo unito con il poco tempo avuto a disposizione e non me la sento di dargli particolari colpe".

(Adnkronos) - Muniti di bandiere, trombette e popcorn, il cast del Grande Fratello Vip era pronto per festeggiare l'ingresso dell'Italia ai Mondiali. In occasione della finale dei playoff valida per la qualificazione ai prossimi Mondiali, la Casa del reality show ha permesso ai concorrenti di 'assistere', in modo alternativo, allo partita Italia contro Bosnia.
I concorrenti sono stati aggiornati simultaneamente. A turno, rispondevano al celebre telefono rosso apprendendo le informazioni dell partita e comunicando tutto ai compagni di avventura. Iconica la chiamata a cui ha risposto Paola Caruso che, con evidenti difficoltà, ha provato a riferire gli aggiornamenti: "Non ho capito niente perché non conosco i giocatori".
Dopo la fine del primo tempo, che si è concluso con l'Italia in vantaggio, la Bosnia ha pareggiato e tra i concorrenti si è disperso l'entusiasmo. La partita si è conclusa 1-1, poi è andata ai supplementari e poi ai rigori: Marco ha annunciato il gol della squadra avversaria e, dopo di lui, anche Alessandra. Renato, invece, ha dato buone notizie: l'Italia segna il primo punto. Ma è sempre Renato a comunicare: "L'Italia è fuori dai mondiali".

(Adnkronos) - Il governo è al lavoro per prorogare il taglio delle accise sui carburanti, deliberato il 18 marzo e in scadenza il 7 aprile. Lo riferiscono fonti governative. La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è in stretto contatto con il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, "per definire gli aspetti tecnici e reperire le risorse necessarie".
Questa mattina, mercoledì 1 aprile 2026, i prezzi medi nazionali sono ancora aumentati rispetto a ieri. Stando alla consueta rilevazione di Staffetta Quotidiana, IP ha aumentato di 1,5 centesimi al litro i prezzi consigliati del gasolio; per Q8 registriamo un rialzo di tre centesimi sul gasolio; per Tamoil +2 sulla benzina e +4 sul diesel.
Il prezzo medio dei carburanti in modalità ‘self service’ lungo la rete stradale nazionale, in base agli ultimi dati rilevati dall’Osservatorio sui prezzi dei carburanti del Mimit, oggi è pari a 1,754 euro/l per la benzina e 2,076 euro/l per il gasolio. Lo rende noto il ministero delle Imprese e del Made in Italy in un comunicato. Sulla rete autostradale, invece, il prezzo medio self è di 1,821 euro/l per la benzina e 2,142 euro/l per il gasolio.

(Adnkronos) - Sono più di 10 milioni gli italiani che convivono ogni giorno con il dolore cronico. Una condizione silenziosa, spesso invisibile, che erode la qualità della vita ben oltre il sintomo fisico. A pochi giorni dall'apertura, il XXV Congresso Acd organizzato dalla Società italiana di anestesia, analgesia, rianimazione e terapia intensiva (Siaarti) - in programma a Riccione dall'8 al 10 aprile - si prepara ad accogliere oltre 400 professionisti con iscrizioni ancora aperte. Un appuntamento che quest'anno festeggia la 25esima edizione e che porta al centro del dibattito scientifico le grandi domande: come si cura il dolore nel 2026? Cosa può fare la tecnologia? E quanto siamo bravi, come sistema, ad accompagnare chi soffre? Questa edizione è tra le più dense di novità - informa una nota - proprio perché la disciplina sta attraversando una fase di trasformazione accelerata tra nuovi farmaci, nuove tecnologie e una crescente attenzione alla persona nella sua interezza. La presidente della Siaarti, Elena Bignami, ne sottolinea il valore simbolico oltre che scientifico: "Questa edizione - spiega - rappresenta un traguardo significativo per la nostra società e per l'intera comunità di professionisti impegnati quotidianamente nella lotta contro il dolore cronico, indipendentemente dalla sua eziologia".
Negli anni, da appuntamento di nicchia, il congresso Acd si è trasformato nel principale punto di incontro nazionale per tutti i medici che si occupano di dolore: anestesisti-rianimatori, neurologi, oncologi, palliativisti, medici di base, sottolinea la Siaarti. Silvia Natoli, responsabile dell'Area culturale dolore e cure palliative della società scientifica e co-responsabile scientifica del congresso, traccia le coordinate del programma: "Il programma esplora le nuove frontiere del dolore cronico, oncologico e non oncologico - illustra - con focus su terapie farmacologiche, tecniche interventistiche di ultima generazione, neuromodulazione, medicina rigenerativa e applicazioni dell'intelligenza artificiale nell'ambito della medicina del dolore".
Tra i temi che più caratterizzano questa edizione - descrive la nota - c'è il ruolo crescente della tecnologia e dell'intelligenza artificiale nella pratica clinica. Non fantascienza: algoritmi già oggi capaci di orientare la scelta terapeutica, analizzare pattern di risposta ai farmaci, migliorare la precisione delle procedure interventistiche. Una sessione dedicata esplorerà lo stato dell'arte - dall'ablazione del nervo basivertebrale alla neuromodulazione - chiedendosi con onestà quanto l'Ia stia già cambiando il modo in cui i medici lavorano e quanto invece sia ancora promessa. Accanto all'intelligenza artificiale, la medicina rigenerativa: nuove terapie per il dolore alla schiena, alle grandi articolazioni e ai tendini, che puntano non solo ad alleviare il sintomo, ma a ripristinare il tessuto danneggiato. E poi un fronte inatteso: la relazione tra microbiota intestinale, alimentazione e dolore cronico, un campo di ricerca giovane, ma già ricco di implicazioni cliniche. Il congresso non evita i temi più scottanti. La fibromialgia - una condizione dolorosa diffusa, spesso incompresa e sottodiagnosticata - sarà al centro di una sessione che ne interroga i meccanismi, i limiti diagnostici e l'efficacia delle stimolazioni nervose.
"Abbiamo cercato di garantire un equilibrio tra clinica pratica, innovazione e appropriatezza - afferma Natoli - Ci saranno spazi dedicati ai giovani specialisti, alla medicina di genere, ai Pdta e all'analgesic stewardship. L'obiettivo è un confronto costruttivo che si proponga di colmare il divario tra formazione e pratica quotidiana". L'analgesic stewardship di cui parla Natoli è un concetto ancora poco diffuso fuori dagli addetti ai lavori: significa usare i farmaci per il dolore - oppioidi inclusi - nel modo più appropriato possibile, evitando sia il sottotrattamento che l'abuso, chiarisce la nota. Sul fronte della cannabis terapeutica, il dibattito è aperto: una sessione in formato 'ring' - un confronto strutturato tra posizioni opposte - metterà a confronto chi ne sostiene le opportunità terapeutiche e chi ne mette in discussione l'efficacia reale. Stesso sguardo critico sul dolore femminile: una sessione sulla medicina di genere affronterà le differenze biologiche e cliniche tra uomini e donne nella percezione e nel trattamento del dolore, storicamente sottorappresentate nella ricerca.
Alcune delle sessioni più attese del meeting riguardano le popolazioni per cui trattare il dolore è particolarmente complesso. Il dolore in gravidanza richiede di bilanciare il benessere della madre con la sicurezza del feto: una sfida quotidiana per i clinici, che il congresso affronta con rigore scientifico e attenzione alle evidenze più recenti, rimarca la Siaarti. Per i bambini, un workshop intensivo è interamente dedicato al dolore perioperatorio pediatrico: come misurarlo - i piccoli non sempre possono descriverlo - come gestirlo in sala operatoria, come trattarlo dopo l'intervento. E ancora il paziente anziano e quello fragile, per cui le terapie interventistiche pongono interrogativi diversi rispetto all’adulto in buona salute: quanto e quando vale la pena intervenire?
"Vi invito a partecipare a quello che si preannuncia come un congresso capace di coniugare eccellenza scientifica, innovazione e formazione pratica. Ci aspetta un confronto che può fare davvero la differenza per i nostri pazienti", conclude Bignami. Il congresso si tiene al Palariccione - Palazzo dei Congressi di Riccione. L'apertura è fissata per l'8 aprile alle 13.30; i lavori si concludono il 10 aprile alle 14. Informazioni e iscrizioni su www.siaarti.it.

(Adnkronos) - Una scoperta italiana potrebbe chiarire qual è la 'scintilla' che innesca il cambiamento nel tessuto del tumore delle corde vocali, rendendo la malattia più aggressiva e capace di diffondersi. Per la prima volta, infatti, un team di ricercatori ha identificato le molecole 'registe' di questa trasformazione, in grado di determinare la transizione dei tessuti da uno stato solido e protettivo a uno fluido e invasivo. Lo studio porta la firma di scienziati dell'Ifom, l'Istituto di Oncologia molecolare di Fondazione Airc, e del Dipartimento di oncologia ed emato-oncologia (Dipo) dell'università Statale di Milano. I dati sono pubblicati sulla rivista 'Advanced Science'.
Ogni giorno, spiegano gli esperti, le cellule del nostro corpo sono sottoposte a continue forze meccaniche, che per esempio agiscono sui movimenti necessari alla respirazione, alla fonazione, al battito cardiaco. I tessuti sani sono in grado di adattarsi e resistere a tali forze, senza perdere la propria integrità. Nei tumori epiteliali, invece, questa capacità di adattamento può favorire la progressione della malattia: un tessuto che impara a rendersi un po' 'fluido' può permettere alle cellule tumorali di muoversi, invadere e diffondersi.
I tumori epiteliali - tra cui i carcinomi squamocellulari e il cancro delle corde vocali - diventano pericolosi soprattutto quando le cellule maligne acquisiscono la capacità di muoversi, invadere i tessuti circostanti e dare origine a metastasi. Il cancro delle corde vocali origina dagli strati epiteliali che rivestono tali strutture, soggette a sollecitazioni meccaniche continue, e la sua aggressività è strettamente legata all'alterazione delle proprietà fisiche del tessuto. Come questi cambiamenti avvengano a livello molecolare è un quesito che è rimasto a lungo senza risposta.
"Era già noto - spiega Giorgio Scita, direttore del Laboratorio Ifom Meccanismi di migrazione delle cellule tumorali e professore ordinario di Patologia generale al Dipo della Statale - che i tessuti epiteliali tendono normalmente a evolversi verso uno stato 'solido', in cui le cellule sono serrate le une alle altre e scarsamente mobili. Per mutuare una metafora del traffico automobilistico, lo stato è anche detto jammed, o bloccato, ed esercita peraltro una funzione protettiva per il resto dell'organismo e dunque per il paziente, dato che impedisce alle cellule tumorali di muoversi e diffondersi. Per diventare invasive, le cellule devono superare questo ostacolo, transitando verso uno stato più 'fluido' - che in gergo chiamiamo unjammed - capace di movimenti collettivi coordinati. In fisica della materia il fenomeno è noto come transizione di fase".
In studi precedenti - inclusi quelli dello stesso gruppo diretto da Scita - si era osservato che le cellule possono oscillare di volume in modo significativo e che queste fluttuazioni potrebbero abbassare la barriera energetica per 'liquefare' il tessuto. Ma i meccanismi molecolari che innescano e controllano questo processo erano solo in parte noti. I risultati del nuovo studio, condotto da Hind Abdo, ricercatrice libanese di base in Ifom, e Scita, hanno permesso di dimostrare che la transizione verso uno stato fluido e invasivo richiede l'attivazione di geni specifici.
Negli esperimenti i ricercatori hanno utilizzato diversi tipi di cellule in coltura: cheratinociti umani, cellule di carcinoma epidermoide, espianti di colture primarie di epitelio bronchiale sano e cellule di carcinoma delle corde vocali e di carcinoma squamocellulare, in varie combinazioni. Le tecniche impiegate hanno compreso sistemi avanzati di imaging, metodi di tracciamento del movimento cellulare in tempo reale ed editing genetico tramite Crispr-Cas9 per l'eliminazione mirata dei geni di specifiche proteine, chiamate connessine. Si tratta di proteine che formano le cosiddette gap junction, i 'ponti', o meglio i 'canali' con cui le cellule vicine comunicano tra loro e si scambiano direttamente alcuni fluidi.
Al centro della scoperta c'è il ruolo di alcuni fattori di crescita, Egf e Areg, normalmente prodotti dall'organismo in risposta a stimoli come le lesioni dei tessuti o la proliferazione cellulare, e spesso espressi in eccesso nei tumori. "L'Egf funziona come un interruttore - spiega Abdo, prima autrice dell'articolo - Legandosi alla superficie cellulare, avvia una catena di segnali che porta alla produzione di due connessine specifiche, Cx26 e Cx31".
Quando questi canali si moltiplicano, le cellule iniziano a scambiarsi fluidi in modo sincronizzato, gonfiandosi e sgonfiandosi in sequenza. Per dare l'idea, gli esperti suggeriscono di pensare a un'onda che percorre una tribuna allo stadio o, più precisamente, ai movimenti coordinati di uno stormo di uccelli. "Abbiamo dimostrato che tale processo non avviene però spontaneamente - aggiunge Abdo - e richiede l'induzione di connessine specifiche. Infatti, quando le abbiamo eliminate con Crispr-Cas9 o le abbiamo inibite farmacologicamente, il movimento collettivo si è bloccato".
Questa scoperta apre potenziali scenari terapeutici basati sull'inibizione delle proteine coinvolte in questa transizione. "Ciò che la rende concettualmente rilevante - argomenta Scita - è che abbiamo identificato un programma molecolare preciso e non una risposta passiva a sollecitazioni fisiche. Tale programma consente la transizione del tessuto da uno stato solido e immobile a uno fluido e invasivo. Un livello di controllo molecolare di questo tipo non era ancora stato dimostrato in questo contesto". L'analisi di dati anche clinici in grandi banche dati oncologiche, inclusa nello studio, ha mostrato che l'elevata espressione di Cx26 è associata a una ridotta sopravvivenza dei pazienti con diversi tipi di carcinoma. Le cellule di carcinoma delle corde vocali mostrano, peraltro, un'espressione costitutivamente elevata di connessine anche in assenza di stimolazione esterna, e un comportamento di movimento persistente particolarmente sensibile all'inibizione farmacologica. Il gruppo intende ora esplorare in studi futuri il possibile effetto di inibitori delle connessine già noti, oltre a lavorare sulla validazione dei risultati in colture cellulari tridimensionali e in animali di laboratorio. Lo studio è stato reso possibile con il sostegno di Airc a un programma 'Airc 5 per mille', coordinato da Stefano Piccolo e con il sostegno Ue a un progetto Erc-Synergy.
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