Una stagione segnata da numeri impietosi e da ricadute pesanti sui
conti delle aziende.L'olivicoltura sarda esce profondamente provata dall'ultima campagna olearia, con un crollo produttivo superiore al 43% in un anno e addirittura al 56% rispetto alla stagione 2022/23 che segnava buoni livelli di produzione. Uno spaccato che consegna un risultato davvero difficile: meno olive e meno olio per i consumatori, meno reddito per le aziende che devono fronteggiare la pesante riduzione di fatturato.
Secondo Coldiretti Sardegna, questa combinazione riporta al centro del dibattito la necessità di interventi urgenti a sostegno del comparto. E in questo scenario di difficoltà, la Coldiretti continua a intensificare il proprio impegno a fianco delle aziende olivicole e sui tavoli istituzionali, lavorando per individuare e proporre vie di sostegno concrete per le imprese particolarmente in difficoltà. Un'azione portata avanti in sinergia con l'Apos, organizzazione regionale dei produttori olivicoli, che ha operato come collante della filiera, mantenendo unito il sistema olivicolo regionale in una fase segnata da forti criticità produttive ed economiche.
Proprio alla luce della situazione registrata nel corso della campagna olearia, Coldiretti aveva già sollecitato la Regione Sardegna ad attivare tutte le azioni necessarie per affrontare l'emergenza che sta colpendo il comparto. In particolare è stato chiesto il riconoscimento formale dell'evento climatico avverso che ha caratterizzato l'intera campagna produttiva olivicola 2025/2026 su tutto il territorio regionale, così da poter attivare strumenti straordinari di sostegno per le aziende colpite dalle ingenti perdite di produzione. Tra le richieste avanzate vi è anche l'attivazione degli strumenti previsti dalla normativa nazionale in materia di calamità naturali, a partire dal decreto legislativo n.102 del 29 marzo 2004, affiancati da specifiche misure regionali di ristoro. Coldiretti ribadisce quindi la gravità della situazione e l'urgenza di interventi concreti per...




