
La strage di capodanno a Crans-Montana riporta in primo piano il tema della sicurezza nei locali pubblici. Con una evidente contraddizione: le norme, soprattutto guardando al profilo antincendio, ci sono, in Svizzera e in Italia, ma possono essere disattese o non rispettate fino in fondo. Le domande che si pongono, quando ancora la cronaca è scandita da aggiornamenti continui su vittime e feriti, sono diverse. Si poteva e si doveva evitare quello che è successo al bar 'Le Constellation'? Poteva succedere anche altrove? Quanti altri locali conosciamo in cui ci sono rischi potenziali che vengono sottovalutati?
Quello che a posteriori sembra evidente, ma che spetterà alla magistratura accertare, è che le norme di sicurezza del locale non fossero adeguate per il numero di persone presenti e che la presunta dinamica dell'incendio sia legata alle caratteristiche strutturali, arredamento e uscite di sicurezza, dell'edificio. Sono elementi che evidenzia, parlando all'Adnkronos, un tecnico con una lunga esperienza nel settore antincendio, Toni Smorgon, direttore operation della Signorotto Fire Service.
Che idea si è fatto di quello che è successo a Crans Montana?
"Va detto, innanzitutto, che servono indagini serie e accurate. C'è però un elemento che sembra subito evidente: un locale del genere non può avere una sola uscita di sicurezza, servono vie di fuga libere che devono portare in uno spazio aperto. Dalle immagini che abbiamo visto e dalle ricostruzioni che sono state fatte finora, emerge che quella non è una struttura adeguata a ospitare in sicurezza fino a 400 persone".
Stiamo parlando da ore di un fenomeno, il flashover, che ha moltiplicato i danni dell'incendio. Di cosa stiamo parlando?
"Partiamo da una nozione base. Il triangolo del fuoco, senza il quale non ci può essere un incendio, è fatto da tre fattori: il combustibile, il comburente e l'innesco. Nel caso specifico, con le cause ancora da accertare in via definitiva ma con sufficienti indicazioni rispetto a quello che è emerso, l'incendio è stanno innescato dalle scintille prodotte dalle bottiglie con le fontane luminose e si è propagato al soffitto innescando rapidamente il flashover: tutto il materiale combustibile si è incendiato rapidamente con la pressione del fumo caldo e l'ossigeno entrato nell'ambiente ha fatto il resto, alimentando il fuoco e rendendo quel locale una fornace. Da non sottovalutare, ancora prima del fuoco, l'effetto letale del fumo. La causa primaria dei morti in un locale chiuso è il fumo, che uccide prima del fuoco. Per questo entrano in gioco i sistemi di aerazione, e anche in questo caso la struttura potrebbe essere stata carente".
L'altro aspetto che sembra rilevante è quello degli arredi, dei materiali che hanno preso fuoco nel locale.
"Anche da questo punto di vista, è bene partire da una premessa tecnica. L'elemento da considerare è la 'resistenza al fuoco' (REI): è data dalla stabilità (R), ovvero l'attitudine a conservare la resistenza meccanica sotto l’azione del fuoco; dalla tenuta (E), ovvero l'attitudine a non lasciar passare fiamme, vapori o gas caldi; dall'isolamento termico (I), ovvero l'attitudine a ridurre la trasmissione del calore. Per migliorare la resistenza al fuoco, si interviene sui materiali con vernici ignifughe, con una resistenza accertata di 30, 60 o 120 minuti. Visto quello che è successo nel locale a Crans Montana, è presumibile che i materiali che hanno preso fuoco non siano stati trattati adeguatamente".
Cosa prevede la legge in Italia, come si ottengono le certificazioni antincendio per i locali aperti al pubblico?
"Si parte con una 'valutazione del rischio incendio', che può essere identificato come elevato, medio o basso. In base a questa valutazione, si fanno delle prescrizioni di intervento che riguardano gli interventi necessari a prevenire il rischio: dai materiali ignifughi alle uscite di emergenza, dagli estintori ai sistemi antincendio. Poi, fatti e verificati i lavori, si ottiene il 'certificato di prevenzione incendi' (CPI), rilasciato dai Vigili del Fuoco, che attesta la conformità di attività a rischio incendio alle norme antincendio".
Qual è a suo giudizio la situazione, in Italia, rispetto alla sicurezza antincendio dei locali pubblici?
"Le leggi ci sono, e sono fatte bene. I controlli si fanno ma devono essere sempre più serrati e resta fondamentale la professionalità e la competenza di chi interviene, prima con le prescrizioni e le certificazioni e poi con i controlli". (Di Fabio Insenga)

In due minuti l'aria nel locale Le Constellation è diventata irrespirabile dopo l'inizio dell'incendio. Per salvarsi, le persone avrebbero dovuto strisciare sul pavimento per sfuggire al flashover, il fenomeno per cui tutti i materiali combustibili in un ambiente prendono fuoco in contemporanea. Lo spiega all'Adnkronos Danilo Coppe, uno dei maggiori esperti italiani nel campo dell'esplosivistica, fondatore e presidente dell'Ire di Parma (Istituto di Ricerca Esplosivistica).
"In una stanza d'appartamento dove prende fuoco qualcosa, come un albero di Natale o un divano, in 40 secondi metà dell'ambiente viene invaso di fumo acre e tossico che non permette di vedere nulla. Possiamo quindi immaginare che nel locale di Crans-Montana saranno bastati un paio di minuti per rendere l'aria irrespirabile, per di più vicino all'invisibilità totale per cercare l'uscita", dice l'esperto. Per guadagnarsi l'uscita in un ambiente invaso da così tanto fumo le persone "avrebbero dovuto strisciare sul pavimento" per salvarsi.
Cosa è accaduto? "Le scintille delle candeline pirotecniche hanno attinto il controsoffitto che era palesemente in materiale altamente combustibile - specifica l'esperto - Questo ha generato una fiamma che si è propagata molto velocemente sviluppando gas come il monossido di carbonio, infiammabile ed esplosivo. Quindi, col calore sprigionato tutti i materiali combustibili hanno preso fuoco in contemporanea: questo è il flashover".
Se poi a 'Le Constellation' c'è stata, "in una situazione già congestionata", anche la rottura di vetri, "l'ossigeno potrebbe aver contribuito a incrementare la combustione", aggiunge Coppe stupito del fatto che nel locale al centro di Crans-Montana non vi fosse nemmeno un estintore. "E' straordinario come sia stato possibile autorizzare nella rigorosa Svizzera un locale di pubblico spettacolo senza qualcosa di simile a quello che noi in Italia chiamiamo 'Certificato di prevenzione incendi'. Lì non ci sono le nostre leggi, ma penso che non sia stato fatto il minimo sindacale".

Meghan Markle ha postato una nuova foto assieme al principe Harry per celebrare l'inizio del 2026. Sul suo account Instagram 'As Ever', la duchessa di Sussex ha condiviso le sue priorità per gennaio, ovvero "resettare" e portare a termine dei "rituali". Condividendo alcune fotografie, Meghan ha scritto: "Gennaio: Reset e rituali" e ha pubblicato fotografie di bevande calde, frutta e candele, e quella con suo marito, in cui è raffigurata mentre lo tiene per mano e i due si sorridono.
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Passando dal faceto al serio, un esperto reale ha esortato il principe Harry a fare una cosa importante quest'anno, che gli servirà anche a mantenere la sua popolarità e il suo successo. Da quando ha lasciato la vita reale nel 2020, il secondogenito di re Carlo sembra non aver avuto un percorso chiaro da seguire in termini di vita lavorativa. Tuttavia, ha continuato sempre a fare beneficenza, il che sembra averlo dipinto sotto una luce positiva. Questa sua inclinazione potrebbe essere dovuta al fatto che la beneficenza è qualcosa che il principe ha fatto fin dal suo periodo da membro attivo della famiglia reale. Sebbene non sia noto quale sia l'obiettivo principale di Harry per il 2026, un esperto reale lo ha esortato a continuare a concentrarsi sulle sue iniziative benefiche, in cui è "incredibilmente bravo".
Ma non è tutt'oro quel che luccica. A proposito di beneficenza, infatti, i Sussex hanno lasciato un'importante anticipazione sul futuro dei loro figli. Poco prima di Natale, hanno annunciato cambiamenti nella loro organizzazione benefica, la Archewell Foundation, che cambierà il suo nome in Archewell Philanthropies. In una dichiarazione in cui spiega il cambiamento, la fondazione ha affermato: "Questa entità benefica consente alla coppia e ai loro figli di ampliare i loro sforzi filantropici globali come una famiglia". E che ci sarebbe di male, si potrebbe pensare, nell'allargare la partecipazione alle attività benefiche ai propri figli?
Solitamente, nulla di sbagliato, anzi, l'iniziativa è lodevole. Senonché menzionando i loro figli, il principe Archie, di sei anni, e la principessa Lilibet, di quattro, nella dichiarazione sembrerebbe che la coppia stia pianificando di coinvolgerli nell'organizzazione in futuro, quando da sempre i Sussex, hanno affermato di non voler interferire nelle loro scelte da grandi, che dovranno essere indipendenti dai genitori. In qualche modo, invece, la coppia sta tracciando per loro una strada. Tanto che l'esperto reale Richard Eden del Daily Mail ha affermato: "Sono sinceramente confuso. Harry e Meghan hanno sempre insistito sul fatto che i loro figli sarebbero stati in grado di farsi strada nella vita senza la pressione di aspettative o titoli. Non posso credere che ci sia Harry dietro a tutto questo. Deve essere l'influenza di Meghan".

A 10 anni dall’avvio, Poste Italiane mette a pagamento il servizio PosteId abilitato a Spid nel 2026 con i prezzi tra i più bassi del mercato, rispetto agli altri operatori che forniscono il servizio di identità digitale.
L’importo sarà di 6 euro all’anno, a partire dal secondo anno di attivazione del servizio. Il primo anno è invece gratuito per i nuovi utenti. Sono esenti dal pagamento i cittadini con almeno 75 anni, i residenti all’estero, i minorenni e gli utenti con Spid a uso professionale.
La misura, spiega il gruppo, in vigore dall'1 gennaio 2026, punta a garantire qualità, sicurezza e continuità al servizio Poste Id di Poste Italiane che oggi conta oltre 24 milioni di utenti attivi.
Per conoscere la data prevista per il pagamento, bisogna accedere all'area personale su posteid.poste.it o all’App PosteID. L'utente, in ogni caso, verrà avvisato da Poste a partire da 30 giorni prima della scadenza: riceverà una comunicazione all’indirizzo e-mail di contatto associato all'Identità Digitale con tutte le informazioni sulle modalità e le tempistiche per rinnovare la funzionalità di accesso ai servizi SPID.

Volodymyr Zelensky ha un nuovo 'braccio destro'. Il presidente ucraino ha nominato il capo dell'intelligence di Kiev Kyrylo Budanov, 36 anni, come responsabile dell'ufficio presidenziale al posto di Andriy Yermak, che si è dimesso a novembre dell'ambito di un'indagine per corruzione. "Ho incontrato Kyrylo Budanov e gli ho offerto il ruolo di capo dell'ufficio del presidente dell'Ucraina'', ha annunciato Zelensky su 'X' affermando che ''in questo momento l'Ucraina ha bisogno di maggiore attenzione alle questioni di sicurezza e allo sviluppo delle forze di difesa e di sicurezza ucraine, nonché al percorso diplomatico dei negoziati''.
Zelensky ha precisato che ''l'ufficio del presidente servirà principalmente all'adempimento di questi compiti del nostro Stato. Kyrylo ha esperienza specialistica in questi settori e la forza sufficiente per produrre risultati". Budanov ha accettato l'incarico: "Ho accettato la proposta per guidare l'ufficio del presidente. Continuo a servire l'Ucraina. Considero la carica di Capo dell'Ufficio del Presidente un'ulteriore pietra miliare di responsabilità nei confronti del Paese. Per me è un onore e una responsabilità, in un momento storico per l'Ucraina, concentrarmi su questioni di fondamentale importanza per la sicurezza strategica del nostro Stato. Grazie per la vostra fiducia", dice Budanov.
"Grazie a tutti i miei compagni d'armi e all'intero team del GUR per il loro lavoro congiunto. Dobbiamo continuare a fare la nostra parte: sconfiggere il nemico, difendere l'Ucraina e lavorare per raggiungere una pace giusta. Continuiamo a lottare insieme per un futuro libero e sicuro dell'Ucraina", aggiunge.
La nomina di Budanov non è passata inosservata in Russia. Non è un caso se l'agenzia Tass ha immediatamente sottolineato la novità pubblicando il 'curriculum' di Budanov con tutte le accuse mosse da Mosca. "Budanov, che ha accettato di guidare l'ufficio di Zelensky, è implicato in casi di attentati terroristici in Russia", secondo la Russia. "Il 21 aprile 2023, il Comitato Investigativo russo ha accusato Budanov a distanza di essere coinvolto nell'attentato al Ponte di Crimea. Il tribunale distrettuale di Lefortovo a Mosca ha emesso un ordine di arresto a distanza contro Budanov. Il 3 ottobre 2023, il Comitato Investigativo ha accusato Budanov e diversi altri comandanti ucraini a distanza di aver organizzato attacchi con droni sul territorio russo tra aprile 2022 e settembre 2023", rende noto l'agenzia.
"Il 25 dicembre 2023, il tribunale distrettuale di Basmanny a Mosca ha arrestato a distanza Budanov, accusandolo di aver commesso 104 reati previsti dal paragrafo 2 dell'articolo 205 del Codice Penale russo (atto terroristico commesso da un gruppo di persone e che ha causato gravi conseguenze); Dal 14 dicembre 2023, Budanov è ricercato dal Ministero degli Interni russo; Il 7 febbraio 2024, è stato inserito nell'elenco dei terroristi e degli estremisti del Rosfinmonitoring", prosegue il curriculum, che non comprende l'ultima 'impresa' realizzata dal numero 1 dell'intelligence ucraina.
I servizi di Kiev hanno simulato l'omicidio di Denis Kapustin[1], comandante del Corpo dei Volontari Russi (RVC), sventando l'operazione dell'intelligence russa che mirava ad uccidere il combattente. I servizi ucraini hanno salvato la vita di Kapustin e hanno anche incassato 500mila dollari che la Russia aveva stanziato per finanziare l'assassinio.
Stop ai veicoli in direzione sud, intervento di vigili del fuoco...
Domenica al PalaSerradimigni sarà il Sardinia Day, con la
promozione dell'identità sarda...
La vittima è un 71enne di Quartu Sant'Elena, l'allarme ieri sera...
Sull'episodio indagano i carabinieri, forse una lite per i rifiuti...
Nel golfo dell'Asinara, la donna è stata trasportata in ospedale a
Sassari... 
Novanta secondi. Tanto è il tempo necessario, fondamentale, per uscire da un luogo dove è divampato un incendio e riuscire a sopravvivere. Lo ha dichiarato alla Cnn Glenn Corbett, professore associato di Scienze del fuoco presso il John Jay College of Criminal Justice di New York, che ha paragonato l'incendio che si è sviluppato a Capodanno in un bar di Crans-Montana[1], in Svizzera, a quello avvenuto nel 2003 in un club nel Rhode Island nel quale hanno perso la vita cento persone. E' stato proprio uno studio condotto sul rogo nel Rhode Island che ha dimostrato che riuscire a uscire dal luogo dell'incendio in meno di due minuti è fondamentale per la sopravvivenza.
"Siamo riusciti a dimostrare che se non si esce dall'edificio entro 90 secondi, in pratica non si esce, e questa è la chiave di tutto. L'uscita è assolutamente importante", ha dichiarato l'esperto alla Cnn. Corbett ha anche notato che la confusione svolge un ruolo molto importante e che quando scoppia un incendio "non c'è tempo per pensare". Quello che è accaduto a Crans-Montana è "esattamente quello che è successo nel Rhode Island, dove la gente non ha realizzato cosa stava succedendo e ha fatto in modo di fuggire il più rapidamente possibile". In merito al bar Le Constellation, il fatto che il luogo dove è scoppiato l'incendia sia "sotto il livello del suolo" ja rappresentato un'ulteriore complicazione per l'uscita.
"Le persone non salgono rapidamente le scale, soprattutto quando si trovano in una situazione di ressa'', ha affermato. ''Potremmo anche scoprire che alcune persone non sono riuscite a uscire perché sono rimaste intrappolate nella folla, non sono riuscite a salire le scale abbastanza velocemente in un gigantesco movimento di tante persone", ha aggiunto.
A Cagliari e nel Sassarese gli eventi più gravi...
Era al margine di una strada, era stata accesa ma non è scoppiata... "Abbiamo ricoverato da ieri sera tre ragazzi, una giovane quasi 30enne e gli altri sono 2 ragazzini 15enni. Oggi stiamo organizzando tutto il trasbordo dei giovani ospiti italiani che sono ricoverati nei vari ospedali della Svizzera. La parte significativa di questa iniziativa è stata aver inviato questo gruppo di nostri tecnici che è partito ieri sera, tutti esperti in problematiche di ustioni dell'ospedale Niguarda che hanno girato i vari ospedali in Svizzera. Questa mattina abbiamo avuto le cartelle cliniche di tutti i ricoverati negli ospedali e questo ci ha permesso di stabilire i pazienti che possono essere trasportati con elicottero e di identificare quelli che al momento per le grandi ustioni non possono essere trasferiti a Milano. Oggi dovremmo riuscire a trasferire nel nostro ospedale 4 dei giovani che sono ancora feriti, il primo dovrebbe essere in arrivo questo mattina è un ragazzo di 15 anni che arriva dall'ospedale di Berna. L'elicottero è a Berna ma abbiamo problemi di meteo perché c'è nebbia e quindi l'attravesamento delle Alpi è problematico. Quando il meteo lo permetterà arriverà qui, spero entro la mattinata". Così l'assessore regionale al Welfare della Lombardia, Guido Bertolaso, nel punto stampa all’ospedale Niguarda per fare un aggiornamento sullo stato di salute dei pazienti italiani feriti nella strage di Crans-Montana[1].
"Quando le condizioni meteo ce lo permetteranno altri 3 quindicenni arriveranno al Niguarda, due si trovano all'ospedale di Losanna e sono già stati visti dal nostro team e un altro viene dall'ospedale di Ginevra. Quindi dovremmo avere entro questa sera 7 dei nostri ragazzi feriti e ricoverati al Niguarda. Gli altri 6 feriti li abbiamo di fatto tutti identificati si trovano fra l'ospedale di Berna e di Zurigo - dove c'è il centro per grandi ustionati. Se ci daranno l'ok per essere trasportati li riporteremo a casa il prima possibile", ha continuato Bertolaso.
"Questa sera saremo in grado di dare ulteriori elementi sulla base delle condizioni del meteo", ha aggiunto. Dei 6 feriti ancora in Svizzera "due non li conosciamo nel senso che sono intubati e non possono parlare - ha precisato ai giornalisti - ma chi li segue ha capito che sono due ragazzi italiani. Questi 6 al momento non posso essere trasportati, perché sono in condizioni gravi, li stiamo seguendo con il nostro team che verificherà le condizioni. Però non siamo noi che decidiamo se il paziente si può trasportare, quando il medico curante che ha preso in cura i nostri connazionali dirà che può essere trasferito noi lo prendiamo in carico".
"Al momento abbiamo avuto 4 autorizzazioni al trasporto - ha precisato Bertolaso - per i 4 giovani che contiamo di far arrivare a Milano entro la giornata di oggi sempre se la nebbia non ci farà scherzi altrimenti abbiamo chiesto alla nostro Aeronautica Militare di darci un aeroambulanza per trasportarli. Poi per gli altri 6 vedremo, non possiamo correre il rischio".

Il senso dell'evento più atteso sta tutto nelle parole del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Nel tradizionale discorso di fine anno del Capo dello Stato non è mancato il riferimento al valore delle Olimpiadi e alla potenza dello sport: "Ha un posto di grande rilievo nel nostro album - ha detto Mattarella -. Lo sport ha contribuito alla crescita del Paese, a regalarci momenti di gioia, di orgoglio, di appartenenza. Così come accade sempre ascoltando risuonare l’inno italiano in una premiazione. Tutto questo si rinnoverà ancora una volta con i Giochi di Milano Cortina. La diffusione dello sport, oltre al messaggio di pace, amicizia, inclusione che esprime, è un potente antidoto alla violenza giovanile e alle droghe". L'anno olimpico è arrivato e porterà valori, emozioni, ricordi indelebili. Nel 2026 l'Italia ospiterà i Giochi Invernali di Milano Cortina, un nuovo appuntamento con la storia.
Coventry: "Con Milano Cortina nuova fase delle Olimpiadi"
Milano Cortina 2026 rappresenterà un momento speciale per l'Italia, ma non solo. La prima edizione 'diffusa' delle Olimpiadi sarà uno spartiacque per il movimento olimpico, come spiegato dalla presidente del Cio Kirsty Coventry in un'intervista al Corriere della Sera: "Ricordate l'atmosfera incredibile di Parigi 2024? Ecco, in Italia, tra un mese, mi aspetto qualcosa di simile. Voi italiani mettete una passione unica nello sport e le vostre montagne saranno un fondale bellissimo. Le discipline invernali sono nate sulle vette europee. Sarà un'edizione olimpica da cui imparare molto. Entriamo in una fase diversa: la nuova normalità è quella dei Giochi sparsi sul territorio. I dati che raccoglieremo in Italia, sentendo gli stakeholder, ci indirizzeranno per il futuro. Se ci saranno da apportare correzioni, naturalmente, lo faremo".
Milano Cortina, Laura Pausini alla cerimonia d'apertura
L'attesa, ovviamente, è anche per la cerimonia di apertura, da sempre il momento più seguito delle Olimpiadi. Laura Pausini sarà una delle star dell'evento, che si terrà il 6 febbraio 2026 allo Stadio San Siro di Milano. Unica artista italiana riconosciuta e premiata a livello mondiale con un Grammy Award, 5 Latin Grammy Awards, un Golden Globe e una nomination agli Oscar® nel corso di una carriera di successo lunga più di 30 anni, Laura Pausini ha saputo portare la musica italiana oltre i confini nazionali, diventando ambasciatrice di un linguaggio universale che unisce ed emoziona. Con la sua voce, incarna alla perfezione il concetto di Armonia, elemento centrale della cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026. La musica di Laura Pausini, capace di attraversare generazioni, culture e lingue diverse, rappresenta un punto di incontro tra tradizione e contemporaneità, tra radici italiane e respiro internazionale. Il suo coinvolgimento sarà così espressione autentica dell’italianità e della sua tradizione.
Gli ultimi test event
L'ingresso nell'anno olimpico porta con sé le ultime tappe della rincorsa. Anche a livello organizzativo. Dal 9 all’11 gennaio 2026, la Milano Santagiulia Ice Hockey Arena verrà ufficialmente inaugurata con le Final Four del Campionato IHL Serie A e della Coppa Italia 2025/2026. Un test event cruciale nel percorso verso Milano Cortina 2026. Il polo vivrà così tre giorni di sport all’insegna della passione, per onorare la grande prima della struttura dedicata all'hockey. Un palazzetto polivalente che sarà il centro nevralgico dei tornei di Milano Cortina 2026, assegnando il titolo femminile il 19 febbraio e quello maschile il 22 febbraio, poche ore prima della cerimonia di chiusura. L’hockey, uno degli sport più seguiti alle Olimpiadi Invernali, vedrà quest’anno il ritorno in campo delle stelle della National Hockey League (NHL), la lega professionistica nordamericana con i campioni più famosi al mondo. Un altro motivo che accende l’attesa verso Milano Cortina.

Sono Jacques e Jessica Moretti, marito e moglie, i proprietari di Le Constellation, il locale di Crans-Montana teatro della strage di capodanno, nella quale sono rimaste uccise 47 persone. Lo scrive Corse Matin, il giornale dell'isola francese di cui è originaria la coppia, mentre l'emittente Bfm riferisce che la donna "era nel bar quando è scoppiato l'incidendio, è ustionata a un braccio, mentre il marito si trovava in uno degli altri due locali" di loro proprietà. Si tratta di un ristorante a Lens, nei pressi di Crans-Montana, Le Vieux Chalet, noto per le sue specialità corse, che risulta "chiuso temporaneamente".
Jean-Thomas Filippini, un amico della coppia, è riuscito a mettersi in contatto con Jessica Moretti poco dopo la catastrofe. "Sono persone che conosco da 10 anni. Il 31 dicembre 2015 abbiamo cantato lì con il nostro gruppo I Vagabondi - racconta a Corse Matin - Quest'anno Jacques voleva organizzare un festival di canzoni corse. Una quindicina di giorni fa abbiamo cantato nella chiesa di Crans-Montana. La notte scorsa, un conoscente mi ha informato che il loro locale era in fiamme[1]. Ho chiesto a Jessica se fossero vivi. Mi ha risposto di sì, dicendomi che era una tragedia... Sono una coppia di grandi lavoratori. Tornavano in Corsica ogni volta che potevano".
Stabilitisi nella regione svizzera negli anni Duemila, i Moretti avevano rilevato Le Constellation nel 2015, allora in stato di abbandono, trasformandolo in un locale molto frequentato, soprattutto nei periodi di forte afflusso turistico. Il locale poteva ospitare fino a 300 persone all'interno.
Approvato dalla giunta regionale il progetto per la realizzazione... 
"La Russia prepara una provocazione con vittime per sabotare i negoziati". L'Ucraina fa scattare l'allarme con una nota del Servizio di Intelligence Estera (Fisu). L'alert fa riferimento ad un'operazione che Mosca starebbe pianificando per il 6-7 gennaio: l'obiettivo sarebbe attribuire la responsabilità a Kiev e alzare la tensione in un processo negoziale già estremamente complicato.
I canali Telegram ucraini, compresi quelli dei media, danno ampio spazio all'allarme e ricordano che - secondo Fox News - il Dipartimento di Stato americano alla fine del 2025 ha rinnovato l'avviso ai cittadini statunitensi, invitati a non recarsi in Russia per alti rischi legati a terrorismo, detenzione e applicazione arbitraria della legge: "I cittadini americani dovrebbero lasciare subito la Russia. Le autorità russe spesso interrogano e minacciano cittadini americani senza motivo".
Le accuse russe a Kiev, il mistero dei droni
Gli ultimi giorni sono stati caratterizzati dalle accuse relativo ad un presunto attacco con droni alla residenza del presidente russo Vladimir Putin a Valdai. Kiev ha definito ''menzogne'' le ricostruzioni della Russia[1], la Cia non avrebbe riscontrato elementi a supporto delle tesi di Mosca. Nelle ultime ore, i servizi russi hanno reso noto di aver consegnato agli Stati Uniti dati e prove relativi all'operazione condotta tra il 28 e il 29 dicembre[2].
I servizi ucraini: "Operazione russa il 6-7 gennaio"
Ora, secondo l'intelligence di Kiev, si profila un altro caso. "Questa operazione è di natura complessa. Dopo il cosiddetto 'attacco alla residenza di Putin', stiamo assistendo alla diffusione da parte del Cremlino di nuove informazioni false per preparare l'opinione pubblica russa e straniera a un'ulteriore escalation. Prevediamo con alta probabilità una transizione dalla manipolazione alla provocazione armata dei servizi speciali della Federazione Russa, con conseguenti significative perdite umane. Il momento previsto è alla vigilia o durante la celebrazione del Natale" ortodosso, che cade il 7 gennaio. "Il luogo della provocazione potrebbe essere un edificio religioso o un altro oggetto di alto significato simbolico, sia in Russia che nei territori temporaneamente occupati dell'Ucraina", proseguono i servizi di Kiev.
Secondo la Fisu, il piano prevederebbe l'utilizzo di frammenti di droni da combattimento di fabbricazione occidentale per creare false prove e suggerire il coinvolgimento ucraino. "Tali elementi saranno trasportati sul luogo della provocazione dalla linea di del fronte. Si evidenzia come lo sfruttamento della paura e la perpetrazione di atti terroristici con perdite umane sotto una 'bandiera straniera' siano pienamente in linea con le metodologie operative dei servizi speciali russi", affermano i servizi ucraini. "Il regime di Putin ha ripetutamente utilizzato questa tattica all'interno della Federazione Russa e ora questo stesso modello viene esportato all'estero, come confermato indirettamente da dichiarazioni pubbliche di alti funzionari russi", conclude la nota.
È venuto alla luce all'1.13 del 2 gennaio...
Previsto un programma articolato di mostre, progetti e iniziative
culturali...
Il sistema stato attivato l'ultimo giorno del 2025...
Consiglio comunale aperto a parlamentari, sindaci e altri attori
territorio... Altri articoli …
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