
Ecco una selezione delle novità in libreria, tra romanzi, saggi, libri d'inchiesta e reportage, presentata questa settimana dall'AdnKronos.
E' in libreria con La Nave di Teseo 'L’invenzione del colore', l'ultimo libro di Christian Raimo. Fin da bambino, il protagonista di questo romanzo sa che suo padre Raffaele ha inventato qualcosa che ha rivoluzionato la storia del cinema. È sempre rimasto una specie di segreto di famiglia, una leggenda privata. Gli torna in mente quando in una caldissima primavera sogna quasi tutte le notti suo padre, morto dieci anni prima. In questi sogni - lucidi e pervasivi - Raffaele è ancora vivo, semplicemente se n’è andato via di casa, senza una spiegazione. Quel bambino, che si chiama Christian e oggi ha cinquant’anni, si sente costretto a ricercarne il senso, e comincia un’indagine tenera e impacciata, un giallo famigliare che è anche un romanzo di formazione fuori tempo massimo.
Professore di liceo, sospeso tra i rapporti impossibili e comici con i suoi studenti e le infinite spirali sentimentali della storia con la sua ex compagna, Christian vede di colpo la propria vita intrecciarsi con l’ombra di un padre a cui si accorge, solo ora, di assomigliare più di quanto abbia mai creduto. Nelle vesti di un Telemaco contemporaneo, si ritrova a inseguire le tracce del padre nella storia privata e pubblica, come se il Novecento fosse un unico lunghissimo racconto proiettato sul grande schermo: le vacanze al paese dei nonni negli anni ottanta e i film di Bud Spencer e Terence Hill, Apocalypse Now e la crisi economica, la prima volta in cui si sono conosciuti i suoi genitori e Scene da un matrimonio di Bergman, e soprattutto la Technicolor, l’azienda a cui il padre ha dedicato la sua esistenza e che ha cambiato l’immaginario planetario e i destini della loro famiglia. 'L’invenzione del colore' è il romanzo di un’Italia contemporanea in cui la nostalgia può diventare immaginazione, il racconto di una classe operaia che trova il paradiso e nasconde l’inferno, un’epopea industriale che nel suo declino non ha risparmiato i propri eroi, la ricerca di una ragazza indecifrabile e la riscoperta dell’amore per un padre che sembra sfuggito tutta la vita ai suoi affetti e alla felicità. È, ancora e soprattutto, un libro sulle generazioni che si confidano solo nei momenti di fragilità, per rivelare la forza che muove ogni possibile rinascita.
'Il Castagno dei cento cavalli' (Einaudi) di Cristina Cassar Scalia
Sarà sugli scaffali con Einaudi, a partire dal 13 gennaio, 'Il Castagno dei cento cavalli' di Cristina Cassar Scalia. Ai piedi del Castagno dei cento cavalli, un albero secolare che cresce sulle pendici dell’Etna, due guardie forestali ritrovano il corpo di una donna brutalmente assassinata. La scena del crimine è sconcertante. Per il vicequestore della Mobile di Catania, Vanina Guarrasi, l’indagine si presenta subito complessa, se non altro perché sulla vittima non esistono praticamente notizie, quasi non avesse un passato. L’esperienza e la memoria del commissario in pensione Biagio Patanè sono dunque più utili che mai, anche se l’anziano poliziotto appare un po’ distratto da un problema personale. Del resto, la stessa Vanina fatica a conciliare la vita privata con il lavoro: la prima la richiama sempre a Palermo, sua città natale; il secondo la porterà invece in un "luogo dell’anima" che appartiene alla sua infanzia.
'Il mondo senza inverno' (Guanda) di Bruno Arpaia
Guanda manda in libreria, dal 20 gennaio, 'Il mondo senza inverno' di Bruno Arpaia. L’avventura dei personaggi del fortunato 'Qualcosa, là fuori non è finita', sebbene continui in uno scenario completamente diverso: dopo l’estenuante migrazione attraverso un’Europa devastata dalla crisi climatica, Marta, sua figlia Sara e il giovane Miguel sono riusciti ad arrivare in Scandinavia, dove le condizioni climatiche permettono ancora una vita civile organizzata. Accolti nella casa di Ahmed, i tre si illudono di essere in salvo. Purtroppo per loro, non è così. L’intelligenza artificiale esercita una sorveglianza soffusa e totale sulla popolazione, suddivisa in caste. Al vertice regnano i cittadini A, con neurochip impiantati nel cervello, con vite più lunghe e capacità fisiche che li rendono superiori a tutti gli altri. Quando i disastri climatici e la prolungata siccità cominciano a intaccare le risorse alimentari, i cittadini C, rigidamente confinati in città satellite di baracche improvvisate e abbandonati a sé stessi, si ribellano. Mentre le condizioni di vita si fanno sempre più proibitive, Marta, Sara e Miguel si uniscono alla Resistenza e si preparano all’ultimo sforzo. In questo romanzo di speculative fiction Bruno Arpaia immagina uno dei nostri possibili scenari futuri, del quale già si scorgono le tracce nel presente. Tracce che noi non vediamo o preferiamo non vedere.
'La sonnambula' (Giunti) di Bianca Pitzorno
Dal 5 gennaio sarà in libreria con Giunti 'La sonnambula' di Bianca Pitzorno. Di rado il destino si rivela fin dall’infanzia: ma è proprio quello che accade alla protagonista di questo romanzo, preda fin da bambina di svenimenti improvvisi dai quali si risveglia con il presagio di un evento futuro. I genitori cercano di tenere nascosto questo suo dono e sperano che un buon matrimonio possa metterla al sicuro: e invece è proprio quel matrimonio il luogo più pericoloso per lei, che sarà costretta a fuggire più lontano che può per ricostruirsi una vita contando solo sulle proprie forze. Comincia così, in una città della Sardegna, l’avventura di Ofelia Rossi, 'rinomata sonnambula', donna sola e fiera, che nel suo salotto in via del Fiore Rosso si guadagna da vivere offrendo vaticini per il prezzo di 5 lire. Le sue clienti sono perlopiù signore che covano nell’animo inquietudini e desideri per sé stesse o per coloro che amano. La sonnambula le fa parlare, le sa ascoltare, poi simula una trance, impugna una penna d’oca e scrive il suo responso. Fino a quando cominciano a verificarsi eventi che sfuggono anche alla sua sapiente regia, e il passato torna a bussare alla sua porta.
Ispirandosi a un ritaglio di giornale di fine Ottocento, Bianca Pitzorno gioca con gli archetipi del romanzo d’avventura e d’amore, intinge la penna nel gotico e nel picaresco per scrivere un romanzo brulicante di vita, onirico, ironico e politico insieme. Abitata da visioni misteriose, la sonnambula è al tempo stesso aliena da ogni superstizione, capace di affrontare con dignità e coraggio il suo destino di donna sola in un mondo ostile. Attraverso la sua straordinaria avventura Bianca Pitzorno celebra il potere della mente umana e ci ricorda che grazie alla nostra forza d’animo, razionalità e fantasia siamo noi a scrivere le nostre vite.
'Il grande libro degli alimenti sicuri' (Sperling&Kupfer) di Cristian Panarelli
Conservare gli alimenti nel modo corretto è un gesto quotidiano che può fare la differenza tra sicurezza e rischio. Questo il punto di partenza de libro 'Il grande libro degli alimenti sicuri' scritto da Cristian Panarelli e pubblicato da Sperling&Kupfer. Spesso, senza saperlo, le cattive abitudini in cucina possono favorire la crescita di microrganismi pericolosi o la perdita delle qualità nutrizionali dei cibi. In questo libro, Cristian Panarelli, tecnologo alimentare e divulgatore, accompagna il lettore in un viaggio pratico e chiaro dentro il mondo della sicurezza domestica degli alimenti: come gestire il frigorifero, il freezer e la dispensa, quali errori evitare e come riconoscere quando un cibo non è più commestibile.
Capitolo dopo capitolo, ogni gruppo alimentare (dai cereali alla frutta e verdura, dai legumi a carne, pesce, latte, uova e dolci) viene analizzato con un approccio scientifico ma semplice. Non manca uno spazio dedicato ai cibi preparati in casa, molto diffusi ma spesso fonte di rischi sottovalutati. Un volume pensato per chi vuole portare più consapevolezza nella propria cucina, proteggendo la salute di tutti. Perché la sicurezza alimentare comincia proprio da casa nostra.
'Il cuculo di cristallo' (Salani) di Javier Castillo
E' in libreria con Salani 'Il cuculo di cristallo' dello scrittore spagnolo Javier Castillo. New York, 2017. Cora Merlo è sul punto di raggiungere l’obiettivo per cui ha lavorato duramente – una specializzazione in medicina al prestigioso Mount Sinai Hospital – quando un attacco cardiaco la blocca. Il suo cuore sta per collassare e un trapianto d’urgenza è l’unica cosa che può permetterle di sopravvivere. Quella notte, a 2.600 chilometri di distanza, Charles Finley muore.
Settimane dopo, ancora convalescente in seguito al trapianto, Cora riceve una visita inaspettata, e per lei tutto cambia una seconda volta. Decisa a conoscere il passato dell’uomo che le ha salvato la vita, Cora parte per Steelville, un paesino del Missouri, e si ritrova in una casa piena di segreti. Quello nel suo petto è un cuore di cristallo, fragile come chi lo ha donato, colmo di desideri nascosti. Un cuore messo alla prova da un mistero lungo vent’anni, in cui l’ombra di un serial killer avvolge le inquietanti sparizioni avvenute nella cittadina.
Quello stesso cuore, però, sarà capace di darle un coraggio che Cora non aveva mai posseduto. Dopo il successo della Ragazza di neve, Javier Castillo torna con un thriller perfettamente costruito, un rompicapo mozzafiato che trascina il lettore in una spirale di rivelazioni e segreti, dove niente è mai quello che sembra e il male si nasconde in ogni angolo, in attesa di rivelarsi.
'I ragazzi dell'Altro Mare' (Gallucci) di Luca Di Fulvio
Con Gallucci è in libreria 'I ragazzi dell'Altro mare' di Luca Di Fulvio. Lily, Red e Max, insieme al gabbiano Gabby, vogliono risolvere a tutti i costi il mistero della baia che conduce all’Altro Mare. Proprio qui si trova l’ingresso per l’Altro Mondo, un territorio in cui ogni cosa funziona alla rovescia.
Ma il viaggio a bordo della loro barca si rivela tutt’altro che facile: catturati da un violento vortice e minacciati dai mostri marini, i quattro amici finiscono tra le grinfie di Egon Dragon, il signore dell’Altro Mondo. Tornare indietro sembra impossibile e il tempo è ormai agli sgoccioli. Per salvare la spiaggia e se stessi dovranno trovare qualcosa che è ben nascosto dentro di loro.
Con Il Mulino è in libreria 'Buio americano. Gli Stati Uniti e il mondo nell'era Trump' di Mario Del Pero. Arrivato alla Casa Bianca Trump non ha offerto alcun messaggio inclusivo; ha soffiato sul fuoco di divisioni politiche, sociali e razziali; ha adottato un linguaggio brutale e neoimperiale; e ha promosso un disegno che scuote l’ordine costituzionale e l’equilibrio tra i poteri. È espressione della polarizzazione degli Stati Uniti o stiamo assistendo a un assalto ai fondamenti della democrazia americana?
Donald Trump è presidente degli Stati Uniti, e il mondo si trova a fare i conti di nuovo con la sua ascesa, questa volta meno avventata della prima, più dura e determinata. Il suo arrivo al potere non è solo il risultato di un’elezione, ma di una crisi identitaria che nessuno ha davvero affrontato e che è ora visibile in ogni sua azione, e l’ultimo atto di un processo iniziato da tempo di drastica ridefinizione dell’interesse nazionale americano. Mario Del Pero, uno dei più autorevoli americanisti del nostro tempo, analizza quello che succede oltreoceano. Ogni fase di questa amministrazione chiama in causa la storia: identità, polarizzazione, sistema politico disfunzionale, crisi economica, disuguaglianze e fratture razziali. In questo contesto, Trump non è solo un prodotto della politica statunitense, ma l’acceleratore di un declino che l’America sembra non voler riconoscere.
Mario Del Pero è professore ordinario di Storia Internazionale e Storia degli Stati Uniti all’Institut d’études politiques - SciencesPo di Parigi, dove insegna storia globale e storia della politica estera statunitense. I suoi ultimi libri pubblicati sono: 'Era Obama. Dalla speranza del cambiamento all’elezione di Trump' (Feltrinelli, 2017), 'Libertà e Impero. Gli Stati Uniti e il Mondo, 1776-2016' (Laterza, 2017) e 'In the Shadow of the Vatican. Texan Evangelical Missionaries in Cold War Italy' (Cambridge UP, 2025).
'La piccola fiammiferaia' (Rizzoli) di Benjamin Lacombe
Con Rizzoli sarà in libreria nella collana Classici illustrati dal 13 gennaio 'La piccola fiammiferaia' di Benjamin Lacombe. È Capodanno, e nel freddo e nel buio cammina una bambina senza scarpe, stringendo tra le mani un mazzetto di fiammiferi. Per riscaldarsi li accende uno a uno e, ogni volta che quelli si infiammano, ecco che davanti a lei prendono forma immagini di felicità: una stufa, una tavola apparecchiata a festa, un albero di Natale illuminato… fino a che, con l’ultimo zolfanello, non appare la nonna scomparsa che, prendendola per mano, la porta insieme a lei su nel cielo. La commovente storia della piccola fiammiferaia, illustrata con delicatezza e poesia da Benjamin Lacombe. è un autore e illustratore francese, Lacombe compie i suoi studi presso l'École Nationale Superieure des Arts Decoratifs di Parigi (Ensad) e all'età di 19 anni firma i suoi primi libri di fumetti e illustrazioni. È tradotto e premiato in numerosi Paesi; ha esposto i suoi lavori nelle più importanti gallerie del mondo. Vive e lavora a Parigi. Con Rizzoli ha pubblicato molti libri illustrati, l'ultimo dei quali è 'L’incredibile famiglia Appenzell'.
Meloni (Confartigianato), 'crescono le nuove imprese artigiane'... 
Vertice della coalizione dei volenterosi martedì 6 gennaio a Parigi dove, su invito del presidente francese, Emmanuel Macron, si riuniranno i leader di oltre trenta Paesi per discutere degli impegni a tutela dell'Ucraina dopo un eventuale accordo di pace con la Russia, con l'obiettivo di rafforzare le garanzie di sicurezza e il sostegno politico (e militare) a Kiev. Ufficializzata la partecipazione della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, al summit. La premier martedì 6 gennaio, alle ore 14, sarà a Parigi al Palazzo dell'Eliseo, si legge sul sito di Palazzo Chigi, per prendere parte alla riunione.
Zelensky sente Starmer
Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha avuto un colloquio telefonico con il primo ministro britannico, Keir Starmer, incentrato sul rafforzamento del coordinamento diplomatico tra Ucraina, Regno Unito, Europa e Stati Uniti in questa fase della guerra. "Abbiamo discusso i dettagli dei preparativi per un incontro tra leader che si terrà a breve", ha scritto Zelensky su X, precisando che i rispettivi consiglieri per la Sicurezza nazionale stanno lavorando insieme alle delegazioni di 18 Paesi europei per allineare strategie e posizioni comuni.
Tra i temi principali c'è la gestione dei proventi congelati derivanti dalla vendita del Chelsea Football Club, pari a circa 2,5 miliardi di sterline, che Zelensky ha definito cruciali dal momento che "possono e devono contribuire a proteggere vite e sostenere la ricostruzione dell'Ucraina dopo i danni causati dagli attacchi russi".
Il presidente ucraino ha quindi ringraziato Starmer per il sostegno e il ruolo del Regno Unito nel promuovere decisioni che, secondo Zelensky, rafforzano la resilienza dell'Ucraina e la comune aspirazione alla pace.
Oggi intanto i consiglieri per la sicurezza degli alleati europei dell'Ucraina e della Nato sono arrivati a Kiev per proseguire i negoziati su un piano volto a porre fine alla guerra scatenata dall'invasione russa nel 2022. Lo ha annunciato il capo negoziatore dell'Ucraina, Rustem Umerov, in un messaggio su Telegram.
"I consiglieri per la sicurezza nazionale dei Paesi europei sono arrivati a Kiev", ha dichiarato. "Ci aspetta una giornata di lavoro intensa: questioni di sicurezza ed economia, elaborazione di documenti quadro, coordinamento delle prossime fasi con i nostri partner", ha aggiunto Umerov.
Mosca: "22 droni di Kiev abbattuti nella notte"
Oggi il ministero della Difesa di Mosca ha riferito che sistemi di difesa aerea russi hanno intercettato e distrutto 22 droni ucraini durante la notte. "Nel corso della scorsa notte, i sistemi di allerta della difesa aerea hanno intercettato e distrutto 22 droni ucraini ad ala fissa: 12 droni sul territorio della Repubblica di Crimea, sei droni sul territorio di Krasnodar, due droni sul territorio dell'Oblast' di Rostov, uno sul territorio della Repubblica di Adighezia e un altro sulle acque del Mar d'Azov", ha precisato il ministero.

Cancelo all'Inter? La trattativa di mercato è ben avviata e il ritorno in nerazzurro dell'esterno portoghese è possibile già a gennaio. L'ex Inter e Juve è in rottura con l'Al Hilal, in Arabia Saudita, ed è stato escluso dalla lista campionato oltre che da quella per la Champions asiatica. L'Interesse dell'Inter è più vivo che mai: con l'operazione, Marotta e Ausilio puntano a dare a Chivu un rinforzo che potrebbe rivelarsi decisivo per la seconda parte di stagione.
Sono due i fattori da considerare per la chiusura dell'operazione. Il terzino ha un contratto con gli arabi in scadenza nel 2027, ma la rottura è conclamata e l'Inter può giocarsi la carta... Inzaghi. Il tecnico è stato liberato gratuitamente in estate e il club nerazzurro si aspetta una 'cortesia' simile dall'Al Hilal, per chiudere l'affare senza costi pesanti. L'altro nodo è l'ingaggio: Cancelo guadagna 15 milioni netti all'anno e la cifra è fuori portata per i club italiani. L'Al Hilal dovrebbe così accollarsi parte dello stipendio. Considerando che Inzaghi ha chiesto ai suoi dirigenti un rinforzo in difesa, con De Vrij e Acerbi primi indiziati, l'affare potrebbe così andare in porto con una serie di tasselli da incastrare al posto giusto.
Classe 1994, Cancelo ha già vestito la maglia dell'Inter nella stagione 2017-18, restando in Serie A anche l'anno successivo con la Juve. Poi, la sua avventura è continuata in altri top club europei: Manchester City, Bayern Monaco e Barcellona.
(Adnkronos) - ''Uno sviluppo assolutamente sorprendente'' quello che si è registrato nelle scorse ore in Venezuela, con l'intervento dell'esercito americano che ha portato alla cattura del presidente Nicolas Maduro e il suo trasferimento fuori dal Paese. Uno sviluppo ''paragonabile solo all'operazione contro Osama bin Laden e alla cattura di Saddam Hussein di quasi 20 anni fa''. Così Nick Paton Walsh, corrispondente capo per la sicurezza internazionale della Cnn, ha descritto l'operazione condotta oggi dagli Stati Uniti nel Paese. ''Questo è certamente l'intervento militare straniero più stridente della presidenza Trump, finora", ha aggiunto.
L'intervento militare americano ''dimostra che Trump faceva sul serio quando diceva di voler vedere Maduro andarsene, e che è riuscito, a quanto pare, a realizzare questo obiettivo nel giro di poche ore, in un momento particolarmente violento nei cieli di Caracas", ha continuato Paton Walsh. Maduro "è un presidente che ha ricevuto un notevole aiuto da Russia e Cina, strappato dalla sua Capitale nel cuore della notte dall'esercito degli Stati Uniti", ha affermato, definendo gli eventi di oggi "un momento sorprendente" che "mostra il livello di libertà con cui il presidente Trump crede di operare a livello globale".
Maduro sarebbe stato catturato questa mattina da membri della Delta Force, la principale unità speciale dell'esercito statunitense, hanno riferito funzionari statunitensi alla Cbs News. La Delta Force, un'unità d'élite che fa capo all'esercito statunitense, è stata anche responsabile della missione del 2019 in cui è stato ucciso l'ex leader dello Stato Islamico (Isis) Abu Bakr al-Baghdadi.
Secondo la Cnn, la posizione di Maduro sarebbe stata individuata dalla Cia, autorizzata mesi fa da Trump a condurre operazioni all'interno del Venezuela. Non è chiaro dove Maduro si trovasse quando è stato catturato.
Il presidente venezuelano sarà processato negli Stati uniti con la probabile incriminazione di traffico di droga. Per anni l'amministrazione Trump ha affermato che Maduro è un criminale e ha cercato di processarlo tramite il sistema legale statunitense. Nel 2020, durante il primo mandato del presidente Donald Trump, Maduro è stato accusato nel distretto meridionale di New York di "narcoterrorismo", cospirazione per l'importazione di cocaina e accuse correlate.
L'amministrazione Trump ha offerto una ricompensa di 15 milioni di dollari per l'arresto del leader venezuelano. La ricompensa è stata aumentata a 25 milioni di dollari negli ultimi giorni dell'amministrazione Biden, all'inizio di gennaio 2025, e aumentata a 50 milioni di dollari nell'agosto 2025 dopo che Trump è entrato in carica per un secondo mandato e ha designato il Cartel de los Soles come organizzazione terroristica straniera. L'amministrazione ha affermato che Maduro è il leader di quel gruppo, che descrive come un'organizzazione criminale.
"Questa accusa, questa affermazione, che il regime di Maduro sia un'organizzazione narcoterroristica non si basa su discorsi o speculazioni politiche. Si basa sulle prove fornite a una giuria del distretto meridionale di New York che ha emesso un atto d'accusa", ha dichiarato il Segretario di Stato americano Marco Rubio in una conferenza stampa il mese scorso. Trump ha dichiarato in un post sui social mattina che Maduro è stato catturato "in collaborazione con le forze dell'ordine statunitensi" e ha promesso maggiori dettagli nel corso della giornata.
Il senatore repubblicano statunitense Mike Lee dello Utah ha dichiarato di aver parlato con Marco Rubio stamattina e che il segretario di Stato gli ha detto "che Nicolás Maduro è stato arrestato da personale statunitense per essere processato per accuse penali negli Stati Uniti e che l'azione militare è stata messa in atto per proteggere e difendere coloro che hanno eseguito il mandato di arresto".
Sequestrati 2000 video e immagini, denunciate altre quattro persone...
Depositata la perizia del Ris sul Dna. Il 29 incidente probatorio... 
Cattura o accordo di Nicolas Maduro con Donald Trump? Dopo i raid Usa e l'annuncio del presidente degli Stati Uniti, è questo il mistero che aleggia sul leader venezuelano, portato fuori dal Paese dai soldati americani al termine dell'operazione "su larga scala" su Caracas partita nella notte. Un interrogativo rilanciato da fonti interne all'opposizione venezuelana citate da Sky News, che hanno parlato senza mezzi termini di "uscita negoziata" per il leader di Caracas e la moglie.
A insospettire, la rapidità dell’azione portata a termine dalle truppe d'elite Usa Delta Force senza apparenti scontri. Una dinamica che fa pensare che, nonostante l’appello alla mobilitazione e alla resistenza lanciato da Maduro prima dell'annuncio della cattura, le forze Usa non abbiano trovato alcuna opposizione. Da qui l'idea che il presidente abbia negoziato la resa e che le forze armate venezuelane (almeno una parte) abbiano lasciato totale campo libero dopo i raid aerei.
Intanto, dopo che il ministro della Difesa venezuelana ha annunciato in un video lo schieramento di forze militari in tutto il Paese, e mentre media anti-regime riportano dell'uccisione del ministro dell'Interno Diosdado Cabello, anche a Caracas l’opposizione sarebbe già attiva per blindare le sedi istituzionali e lavorare per un’eventuale transizione.
L'unica certezza finora è che, stando almeno alle dichiarazioni che arrivano dagli Usa, Maduro è stato catturato per essere processato negli Stati Uniti. E' quanto ha scritto su 'X' il senatore repubblicano Mike Lee dello Utah spiegando di aver avuto un colloquio con il Segretario di Stato americano Marco Rubio, che al telefono gli ha detto che Washington "non prevede ulteriori azioni in Venezuela ora che Maduro è sotto custodia degli Stati Uniti". Maduro, ha aggiunto Lee, è stato arrestato "per essere processato per accuse penali negli Stati Uniti" mentre "l'azione cinetica a cui abbiamo assistito è stata messa in atto per proteggere e difendere coloro che eseguono il mandato di arresto". Dal canto suo, il Segretario di Stato americano Marco Rubio ha ripostato su 'X' un post di luglio in cui scriveva che Nicolas ''Maduro non è il presidente del Venezuela e il suo regime non è il governo legittimo''. Dopo che il presidente americano Donald Trump ha annunciato la cattura, Rubio ha ribadito che il leader venezuelano è ''a capo del Cartel de Los Soles, un'organizzazione di narcotraffico che ha preso il controllo del Paese''. Rubio ha ricordato che Maduro è ''accusato di aver fatto entrare droga negli Stati Uniti''.
Anche Deiola fuori un mese, si è fatto male pure Esposito... 
Incidente nella notte all'ingresso del paese, inutili i soccorsi...
Un'auto contro uno scooter in una strada vicino a un parcheggio all'ingresso di Villasimius.
E un ragazzo di 19 anni, in sella alla due ruote, è morto poco dopo l'arrivo delle ambulanze del 118.
Portati all'ospedale anche i due giovani, coetanei della vittima, a bordo dell'auto, sotto choc ma praticamente illesi.
L'incidente è avvenuto intorno alle 3 del mattino.
Sul posto, insieme al personale del 118, anche i carabinieri con i vigili del fuoco.
Ancora da ricostruire la dinamica dell'incidente: indagini in corso.

Il no all'invio di soldati italiani in Ucraina resta fermo. A rimanere irrisolto è invece l'intricato nodo dei territori. La data da segnare in rosso sul calendario è quella del 6 gennaio, quando a Parigi - su invito del presidente francese Emmanuel Macron - si riuniranno i leader di oltre trenta Paesi della cosiddetta Coalizione dei Volenterosi per discutere degli impegni a tutela dell'Ucraina dopo un eventuale accordo di pace con la Russia, con l'obiettivo di rafforzare le garanzie di sicurezza e il sostegno politico (e militare) a Kiev.
Palazzo Chigi non ha ancora ufficializzato la partecipazione della presidente del Consiglio Giorgia Meloni al summit, ma la linea del governo italiano resta quella già illustrata al Consiglio europeo del 18 e 19 dicembre e ribadita in Parlamento alla vigilia del vertice di Bruxelles. Una linea che sarà portata oggi a Kiev da Fabrizio Saggio, consigliere diplomatico della premier, in occasione della missione che riunisce i responsabili europei per la sicurezza nazionale: un passaggio significativo dal quale potrebbero emergere indicazioni sui prossimi sviluppi.
La posizione dell'Italia
Nelle comunicazioni alla Camera in vista del Consiglio europeo, Meloni ha confermato il pieno sostegno dell'Italia all'Ucraina, ribadendo l'impegno al fianco di Kiev e la necessità di mantenere alta la pressione sulla Russia. La premier ha sottolineato gli sforzi per la pace ("ad ogni livello") anche durante la telefonata con il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, dopo il discorso di fine anno del Capo dello Stato. L'obiettivo, va ripetendo da tempo Meloni, resta quello di arrivare a una pace giusta e duratura. La premier continua a escludere in modo netto l'invio di militari italiani sul terreno, precisando che il contributo dell'Italia continuerà a inserirsi nel quadro degli aiuti e del coordinamento con gli alleati europei e atlantici. Eventuali garanzie di sicurezza per l'Ucraina, secondo l'inquilina di Palazzo Chigi, dovranno essere costruite su basi multilaterali.
Nel suo intervento in Parlamento, Meloni ha indicato la questione territoriale - e in particolare il Donbass - come uno dei nodi centrali del conflitto. Le richieste avanzate da Mosca su quei territori sono state bollate come "irragionevoli" dalla leader di Fratelli d'Italia e individuate come uno dei principali ostacoli al percorso negoziale. Sul Donbass, ha ribadito, ogni decisione dovrà essere presa dalle parti direttamente coinvolte, perché "nessuno può imporre da fuori la propria volontà". L'Italia, ha assicurato, non intende avallare soluzioni che mettano in discussione la sovranità e l'integrità territoriale dell'Ucraina.
Il varo del decreto
Il sostegno italiano a Kiev si è tradotto anche nel decreto-legge approvato dall'ultimo Consiglio dei ministri del 2025, che proroga l'autorizzazione alla cessione di mezzi e materiali militari all'Ucraina fino al 31 dicembre 2026, previo atto di indirizzo parlamentare, con priorità a forniture logistiche, sanitarie, civili e di difesa contro attacchi aerei, missilistici, con droni e informatici. Il provvedimento (partorito dopo la trattativa con la Lega) prevede inoltre il rinnovo dei permessi di soggiorno per protezione speciale dei cittadini ucraini presenti in Italia prima del 24 febbraio 2022 e conferma la proroga della protezione temporanea per gli sfollati.
Il colloquio con Trump
Di Ucraina - e di altri dossier internazionali sensibili, come Gaza e il Medio Oriente - Meloni ha parlato anche con il presidente statunitense Donald Trump nella telefonata di fine anno per lo scambio di auguri. Resta però il tema territoriale il passaggio più difficile da sciogliere.
Il punto 14 del piano di pace elaborato dalla Casa Bianca prevede che, nelle regioni di Donetsk, Luhansk, Zaporizhzhia e Kherson, l'attuale disposizione delle forze al momento della firma dell'accordo venga considerata come linea di contatto di fatto. La precedente bozza in 28 punti chiedeva invece a Kiev di ritirarsi dalle aree del Donetsk ancora sotto il suo controllo, ipotesi respinta da Volodymyr Zelensky. Washington cerca ora una mediazione, ipotizzando la creazione di zone economiche speciali sotto supervisione internazionale, mentre il Cremlino continua a rivendicare il controllo completo dell'intero Donbass.

Archiviate le feste, con l'Epifania che se le porta tutte via, si inizia a fare i conti con le abbuffate fatte e gli eventuali chili presi e l’attività fisica che avremmo dovuto/potuto fare. "Sensi di colpa che di solito sono seguiti da buoni propositi per l’anno nuovo: 'Devo perdere 3 kg entro gennaio', 'basta carboidrati', 'da oggi si va a correre almeno due volte a settimane'". A fare il punto sono gli esperti della piattaforma anti-bufale 'Dottore ma è vero che...?', curato dalla Fnomceo (Federazione nazionale Ordini medici chirurghi e odontoiatri).
I sensi di colpa post abbuffate
"Si tratta di uno stato psicologico che viene cavalcato dalle aziende che operano nel settore delle diete e del benessere, i cui annunci pubblicitari in questo periodo sono spesso incentrati proprio sul concetto di 'nuovo anno, nuovo te", secondo gli esperti che puntualizzano come "in molti casi, infatti, l’obiettivo non è promuovere salute ma fare profitti. È quindi importante imparare a difendersi da questo 'assedio' pubblicitario e distinguere i casi in cui è veramente utile iniziare una dieta e quelli in cui farlo non è necessario o è addirittura pericoloso".
Quando è meglio iniziare la dieta
Farsi convincere a iniziare una dieta può essere un errore? "La scelta di iniziare una dieta non dovrebbe essere presa a cuor leggero, basandosi solo sulle poche informazioni fornite da uno spot commerciale, ma concordata con il proprio medico o con un medico specialista in scienze dell’alimentazione - proseguono gli esperti - In alcuni casi, infatti, la dieta pubblicizzata potrebbe non essere adatta alle nostre condizioni di salute (una che raccomanda il consumo di pompelmo, ad esempio, non è indicata per le persone in trattamento con alcuni farmaci) mentre in altri l’invito a sottoporsi a una dieta potrebbe persino favorire lo sviluppo di un disturbo mentale. In generale, poi, bisogna ricordarsi che non sempre gli annunci pubblicitari si basano su dati scientifici affidabili. Uno studio che ha analizzato l’utilizzo del concetto di dieta mediterranea, approccio alimentare noto per alcuni effetti benefici per la salute, nell’ambito del marketing alimentare in Spagna, ha dimostrato che molti dei cibi che vengono venduti sotto l’etichetta di 'mediterraneo' in realtà non appartengono a questo tipo di dieta".
Come scegliere la dieta giusta
Come proteggersi dal marketing di inizio anno sulle diete? "Smetti di seguire account e testate che ti fanno sentire a disagio nei confronti del tuo corpo; Circondati di contenuti (immagini, opinioni) ragionevoli e inclusivi sul corpo umano; Individua una risposta predefinita per evitare di innescare conversazioni che potrebbero metterti a disagio; Potenzia la tua rete di supporto (famiglia manche il terapista, il dietista) e le strategie utili a mantenere il controllo su te stesso; Dedica un po’ di tempo a pensare ai valori a cui tieni davvero".
Come si deve scegliere la dieta? "La dieta è uno dei fattori che influenza di più la nostra salute. Molti studi hanno mostrato come una buona alimentazione si associ a una riduzione del rischio di malattie croniche e a un aumento dell’aspettativa di vita - proseguono gli esperti - In merito a quale sia una ‘buona alimentazione', poi, sono state prodotte numerose evidenze circa i benefici di diete ricche di frutta, verdura, pesce, semi e cereali integrali e povere di carne rossa, grassi idrogenati (ad esempio la margarina) e carboidrati raffinati (ad esempio zucchero e farina). Nonostante questo è tuttavia molto difficile, se non impossibile, stabilire quale sia la dieta migliore in assoluto".
"Una revisione che ha messo a confronto diversi pattern alimentari (dieta mediterranea, povera di grassi, povera di carboidrati, paleolitica, vegana e altre) è giunta a questa conclusione - ricordano gli specialisti - Anche se spesso le dichiarazioni sul tema mettono in evidenza, specie in presenza di interessi economici, delle differenze tra le varie diete, quelle associate a benefici per la salute sono perlopiù sovrapponibili. Non sono stati realizzati studi di confronto ben condotti e a lungo termine, e per diverse ragioni è improbabile che vengano fatti anche in futuro. In assenza di questi confronti diretti, tuttavia, le dichiarazioni circa la superiorità di una dieta rispetto alle altre sono esagerate". Dunque, se si sta pensando ad un dieta durante conviene concordare quella più giusta con il proprio medico o con un medico specialista in scienze dell’alimentazione.

C'è stato un tempo in cui era l'eroe dal 'cuore impavido'. Ma anche leggenda dei film d'azione. Poi il regista visionario e l'uomo controverso. Oggi, 3 gennaio, compie 70 anni. E tutte queste versioni convivono nello stesso nome: Mel Gibson. Classe 1956, è nato a Peekskill, nello stato di New York, da padre statunitense di origini britanniche, lo scrittore Hutton Gibson, e da madre irlandese, Anne Reilly. E' il sesto di dieci figli. Grande protagonista di Hollywood, Gibson ha recitato in oltre 60 film, ne ha diretti 6 (è al lavoro sul settimo 'La Resurrezione di Cristo', sequel de 'La Passione di Cristo' del 2004) e ne ha prodotti più di 10 con la sua Icon Productions. Negli anni ha fatto parlare di sé non solo per i suoi progetti. Nel 1985 è stato nominato l'uomo più sexy del mondo, inaugurando la classifica 'The Sexiest Man Alive' del magazine 'People'.
Spesso Gibson è stato al centro di polemiche e scandali. L'attrice Winona Ryder ha raccontato che nel 1995, durante un party, l'ha insultata chiamandola "ebrea fritta al forno", un'allusione ai forni crematori dei lager nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale. Nel 2006 è stato arrestato per guida in stato di ebbrezza, mentre nel 2011 è finito in tribunale per aver maltrattato l'ex compagna Oksana Grigorieva: l'attore e regista ha patteggiato con i giudizi per tre anni di libertà vigilata e l'obbligo di frequentare di un centro di alcolisti anonimi. Nel 2025 ha fatto parlare di sé anche per la nomina affidata dal presidente Usa Trump, che appena eletto per la seconda volta lo ha nominato ambasciatore speciale, assieme ai colleghi Jon Voight e Sylvester Stallone, con l'obiettivo di rendere Hollywood "più forte che mai riportando indietro il business perso nei Paesi stranieri".
I lavori più noti
La consacrazione nel cinema è arrivata con le saghe d’azione 'Mad Max' e 'Arma letale'. Accanto a ruoli d'azione, è riuscito a ottenere parti più complesse come 'Amleto' di Franco Zeffirelli, 'Amore per sempre' e 'Maverick'. Nel 1993 ha debuttato dietro la macchina da presa con 'L'uomo senza volto'. Due anni dopo, 1995, ha scritto la storia del cinema con 'Braveheart - Cuore impavido', vincitore di 5 premi Oscar - tra cui Miglior film e Miglior regia - su 10 candidature. E nel 2004 è tornato sul grande schermo con l'opera più controversa della sua carriera e forse di tutti i tempi: 'La Passione di Cristo', film accusato di fare pornografia della violenza e di essere antisemita. L'attore che ha interpretato Gesù, Jim Caviezel aveva dichiarato al 'Daily Mail' di aver pagato un prezzo alto recitando in quel film: "Ha distrutto la mia carriera, ma non mi pento affatto di avere accettato il ruolo".
Dopo oltre vent'anni dal controverso e clamoroso successo, Mel Gibson è al lavoro per raccontare il seguito ne 'La Resurrezione di Cristo', che sarà distribuito in due parti, entrambe legate a date simboliche della tradizione cristiana: la prima uscirà il Venerdì Santo, il 26 marzo 2027, mentre la seconda arriverà in sala il 6 maggio, giorno dell'Ascensione, esattamente 40 giorni dopo. Nel ruolo di Gesù è stato scelto l'attore finlandese Jaakko Ohtonen. A interpretare Maria Maddalena è l'attrice cubana Mariela Garriga, ruolo interpretato da Monica Bellucci nel primo film. Nel cast anche gli attori italiani Kasia Smutniak (che sostituisce Maia Morgenstern nel ruolo di Maria), Pier Luigi Pasino scelto per interpretare Pietro, Riccardo Scamarcio per Ponzio Pilato e Andrea Pennacchi per Gamaliele, un membro del Sinedrio. Tra gli attori anche Rupert Everett.
A causa delle polemiche per 'La Passione di Cristo' è stato per anni ai margini di Hollywood. Nel 2006 ha diretto 'Apocalypto' in lingua maya. E' tornato alla ribalta nel 2017 con il film pacifista 'La battaglia di Hacksaw Ridge'. In quel periodo si è parlato di una vera e propria "resurrezione" di Gibson. La star di Hollywood con una barba da eremita e le Crocs bianche ai piedi non ha assaporato un attimo di tranquillità nemmeno nella sfera sentimentale.
La vita privata
Il premio Oscar e la sceneggiatrice Rosalind Ross hanno annunciato pochi giorni fa di essersi separati lo scorso anno, ma solo ora hanno deciso di renderlo ufficiale con una comunicazione congiunta pubblicata da 'People'. La coppia mette così la parola "fine" a una relazione durata nove anni[1]. Il regista e attore 69enne e la sceneggiatrice si sono incontrati nel 2014 grazie ad amici comuni. Non si sono mai sposati e dalla loro relazione è nato Lars nel 2017, pochi giorni prima che l’attore ricevesse la nomination agli Oscar come Miglior regista per 'La battaglia di Hacksaw Ridge'.
In totale, Gibson è padre di nove figli, secondo all'attore solo all'attore Eddie Murphy, che ne ha 10. Dal matrimonio con Robyn Moore (il divorzio della coppia è tra i più costosi di Hollywood, si parla di oltre 400 milioni di dollari) sono nati 7 figli: Hannah, Edward, Christian, William, Louis, Milo e Thomas. Dalla relazione con la musicista russa Oksana Grigorieva è nata Lucia. (di Lucrezia Leombruni)

Iniziano oggi i saldi invernali. Oggi, 3 gennaio, in quasi tutta Italia parte la stagione degli sconti (fanno eccezione la Valle d’Aosta, dove sono cominciati ieri e l’Alto Adige, che aspetterà fino a giovedì 8).
La scelta del 3 gennaio si basa sugli "Indirizzi unitari delle Regioni sull’individuazione della data di inizio delle vendite di fine stagione", approvati il 24 marzo 2011, che fissano l’inizio delle vendite di fine stagione al primo giorno feriale prima dell’Epifania. "Qualora il primo giorno feriale antecedente l’Epifania coincida con il lunedì l’inizio dei saldi viene anticipato al sabato".
Secondo lo studio dell'Unione nazionale consumatori, che ha analizzato i ribassi effettivamente praticati dai commercianti negli ultimi anni secondo le rilevazioni Istat, sono previsti sconti più alti rispetto a quelli estivi dello scorso anno, ma più bassi degli ultimi saldi invernali. Per abbigliamento e calzature nel loro insieme, lo sconto è del 18,6%, in rialzo di 0,5 punti rispetto a luglio 2025 e in calo di 0,5 punti rispetto a quelli di gennaio 2025.
Il solo abbigliamento (indumenti + accessori) registra un abbassamento medio dei prezzi del 18,9%, in crescita di 0,4 punti percentuali su quelli della scorsa estate e in flessione di 0,3 punti sui saldi invernali del 2025. In particolare, il record della convenienza spetta agli Indumenti, che, con una riduzione del 20,5%, rappresentano la voce più scontata, +0,5 punti su un'estate fa, -0,3 punti sugli ultimi saldi invernali.
Il calo minore del prezzo, come sempre, spetta agli accessori (guanti, cravatte, cinture...), con una diminuzione dei listini dell'8,8%, in netta contrazione sia rispetto a un anno fa (-1 punto) che rispetto a un'estate fa (-0,9). Le calzature segneranno un ribasso del 17%, la voce che segna il maggiore rialzo degli sconti rispetto a quelli della scorsa estate, +1,2 punti, ma anche il dato peggiore rispetto a un anno fa (-1,4).
Cosa c'è da sapere
Oltre al calendario, Confcommerco ha stilato anche un vademecum con le regole di base per Saldi chiari e sicuri, curate da Federazione Moda Italia-Confcommercio e Confcommercio Imprese per l'Italia:
Cambi: la possibilità di cambiare il capo dopo che lo si è acquistato è generalmente lasciata alla discrezionalità del negoziante, a meno che il prodotto non sia danneggiato o non conforme (d.lgs. 6 settembre 2005, n. 206, Codice del Consumo). In questo caso scatta l’obbligo per il negoziante della riparazione o della sostituzione del capo e, nel caso ciò risulti impossibile, la riduzione o la restituzione del prezzo pagato. Il compratore è però tenuto a denunciare il vizio del capo entro due mesi dalla data della scoperta del difetto;
Prova dei capi: non c’è obbligo. È rimesso alla discrezionalità del negoziante;
Pagamenti: le carte di credito devono essere accettate da parte del negoziante e vanno favoriti i pagamenti cashless;
Prodotti in vendita: i capi che vengono proposti in saldo devono avere carattere stagionale o di moda ed essere suscettibili di notevole deprezzamento se non venduti entro un certo periodo di tempo;
Indicazione del prezzo: obbligo di indicare il prezzo normale di vendita (tenendo conto che, in base al D.lgs 26/2023, va indicato il prezzo più basso applicato alle generalità dei consumatori nei trenta giorni precedenti l’avvio dei saldi), lo sconto e il prezzo finale. In particolare, si evidenzia che nelle regioni in cui è possibile effettuare vendite promozionali in qualsiasi periodo dell’anno (Abruzzo, Friuli Venezia Giulia, Sicilia e Umbria) o fino a 15 giorni prima della data inizio saldi (Calabria, Puglia e Valle d'Aosta) il prezzo da considerare e su cui applicare lo sconto durante i saldi dovrà essere quello relativo all'eventuale campagna promozionale effettuata prima dei saldi.
Fino a quando dureranno i saldi? Il calendario
Abruzzo - 3 gennaio per 60 giorni con possibilità di effettuare vendite promozionali in qualsiasi periodo dell’anno
Basilicata - 3 gennaio - 1 marzo con divieto delle vendite promozionali 30 giorni prima della data inizio saldi
Calabria - 3 gennaio per 60 giorni con divieto vendite promozionali 15 giorni prima della data inizio saldi
Campania - 3 gennaio per 60 giorni con divieto vendite promozionali 30 giorni prima della data inizio saldi
Emilia Romagna - 3 gennaio per 60 giorni con divieto vendite promozionali 30 giorni prima della data inizio saldi
Friuli Venezia Giulia - dal 3 gennaio al 31 marzo con possibilità di effettuare vendite promozionali in qualsiasi periodo dell’anno
Lazio - 3 gennaio per 6 settimane con divieto vendite promozionali 30 giorni prima della data inizio saldi
Liguria - 3 gennaio - 16 febbraio per 45 giorni con divieto vendite promozionali 40 giorni prima della data inizio saldi
Lombardia - 3 gennaio - 3 marzo con divieto vendite promozionali 30 giorni prima della data inizio saldi
Marche - 3 gennaio - 1 marzo con divieto vendite promozionali 30 giorni prima della data inizio saldi
Molise - 3 gennaio per 60 giorni con divieto vendite promozionali 30 giorni prima e 30 dopo della data inizio saldi
Piemonte - 3 gennaio per 8 settimane con divieto vendite promozionali 30 giorni prima della data inizio saldi
Puglia - 3 gennaio per 60 giorni con divieto vendite promozionali 15 giorni prima della data inizio saldi
Sardegna - 3 gennaio per 60 giorni con divieto vendite promozionali 40 giorni prima della data inizio saldi
Sicilia - 3 gennaio - 15 marzo con possibilità di effettuare vendite promozionali in qualsiasi periodo dell’anno
Toscana - 3 gennaio per 60 giorni con divieto vendite promozionali 30 giorni prima della data inizio saldi
Umbria - 3 gennaio per 60 giorni con possibilità di effettuare vendite promozionali in qualsiasi periodo dell’anno
Valle d'Aosta - 2 gennaio - 31 marzo con divieto vendite promozionali 15 giorni prima della data inizio saldi
Veneto - 3 gennaio - 28 febbraio con divieto vendite promozionali 30 giorni prima della data inizio saldi
Trento e Provincia per 60 giorni, i commercianti determinano liberamente i periodi in cui effettuare i saldi
ALTO ADIGE - Distretto di Bolzano, Oltradige e Bassa Atesina Bolzano, Andriano, Terlano, Nalles, Meltina, Laives, Vadena, Bronzolo, Ora, Egna, Montagna, Termeno, Magrè, Cortaccia, Cortina, Salorno, Aldino, Trodena, Anterivo, S. Genesio, Fiè, Sarentino, Appiano, Caldaro, Cornedo, Nova Ponente, Nova Levante dall'8 gennaio al 5 febbraio; Tires, Castelrotto, Renon, Ortisei, S. Cristina, Selva Gardena dal 7 marzo al 4 aprile; Distretto di Merano e Burgraviato Merano, Moso in Passiria, San Leonardo in Passiria, S. Martino in Passiria, Rifiano, Tirolo, Scena, Lagundo, Caines, Parcines, Avelengo, Marlengo, Verano, Plaus, Cermes, Lana, Postal, Gargazzone, San Pancrazio d'Ultimo, Ultimo, Proves, Lauregno, Tesimo, Senale/S. Felice, Naturno dall'8 gennaio al 5 febbraio; Distretto Valle Isarco e Alta Valle Isarco Bressanone, Rio Pusteria, Fortezza, Varna, Rodengo, Naz-Sciaves, Luson, Velturno, Chiusa, Funes, Barbiano, Laion, Ponte Gardena, Vipiteno, Brennero, Racines, Campo di Trens, Val di Vizze, Villandro, Vandoies dall'8 marzo al 5 febbraio; Distretto Val Pusteria Brunico, Perca, Valdaora, Rasun Anterselva, Monguelfo-Tesido, Valle di Casies, Braies, Villabassa, Dobbiaco, San Candido, San Lorenzo di Sebato, Falzes, Chienes, Terento, Gais, Selva dei Molini, Valle Aurina, Predoi, Campo Tures, Sesto dall'8 marzo al 5 febbraio; Marebbe, San Martino in Badia, La Valle, Badia, Corvara dal 7 marzo al 4 aprile; Distretto Val Venosta Curon Venosta (tranne Resia e San Valentino alla Muta), Glorenza, Sluderno, Malles, Lasa, Castelbello-Ciardes, Silandro, Laces, Martello, Tubre, Prato allo Stelvio, Senales (tranne Maso Corto) dall'8 marzo al 5 febbraio; Stelvio, Maso Corto, Resia, San Valentino alla Muta dal 7 marzo al 4 aprile.
La Roma torna in campo in Serie A. Oggi, sabato 3 gennaio, i giallorossi affrontano l'Atalanta a Bergamo nel big match della diciottesima giornata di campionato. La squadra di Gasperini arriva dal successo contro il Genoa nell'ultimo turno, mentre i nerazzurri hanno perso contro l'Inter nell'ultimo impegno dell'anno. Ecco orario, probabili formazioni e dove vedere Atalanta-Roma in tv e streaming.
Atalanta-Roma, orario e probabili formazioni
Ecco le probabili formazioni di Atalanta-Roma, in campo stasera alle 20:45:
Atalanta (3-4-2-1) Carnesecchi; Djimsiti, Hien, Kolasinac; Zappacosta, Ederson, de Roon, Zalewski; De Ketelaere, Sulemana; Scamacca. All. Palladino
Roma (3-4-2-1) Svilar; Mancini, Ziolkowski, Hermoso; Celik, Koné, Cristante, Wesley; Soulé, Dybala; Ferguson. All. Gasperini
Atalanta-Roma, dove vederla
Dove vedere Atalanta-Roma? La partita sarà visibile su Dazn, ma anche su Sky (canali Sky Sport Calcio, Sky Sport 4K e Sky Sport 251). Match visibile anche in streaming su Sky Go, Now e sull'app di Dazn.

La Juve torna in campo in Serie A per la prima partita del 2026. Oggi, sabato 3 gennaio, i bianconeri ospitano il Lecce allo Stadium nella diciottesima giornata di campionato. La squadra di Spalletti, reduce dal successo contro il Pisa, è al momento quinta con 32 punti. I salentini, sconfitti dal Como nell'ultimo turno, sono invece quintultimi con 16 punti. Ecco orario, probabili formazioni e dove vedere la partita in tv e streaming.
Juve-Lecce, orario e probabili formazioni
Ecco le probabili formazioni di Juve-Lecce, in campo oggi alle 18:
Juve (3-4-2-1) Di Gregorio; Kalulu, Bremer, Kelly; McKennie, Thuram, Locatelli, Cambiaso; Zhegrova, Yildiz; David. All. Spalletti
Lecce (4-3-3) Falcone; Veiga, Siebert, Tiago Gabriel, Gallo; Kaba, Ramadani, Maleh; Pierotti, Stulic, Sottil. All. Di Francesco
Juve-Lecce, dove vederla
Juve-Lecce sarà disponibile su Dazn, ma anche su Sky per gli abbonati con Zona Dazn (canale 214). Partita visibile in streaming sull'app di Dazn.
Squadra di Pisacane a testa alta, molto bene nel primo tempo...
Il tecnico del Cagliari: bell'avvio aggressivo, ma con il Milan se
sbagli ti punisce... 
Se si viene colpiti dall'influenza, a prescindere dalla variante K del virus, c'è un campanello d'allarme da tenere in particolare considerazione. Il professor Matteo Bassetti, direttore del reparto di Malattie infettive dell'ospedale policlinico San Martino di Genova, accende i riflettori su un sintomo in particolare.
"L'influenza è una malattia tutt'altro che banale. Il virus se non trova sulla sua strada gli anticorpi in un bambino o ragazzino, può succedere frequentemente, arriva nei polmoni e causa una polmonite interstiziale grave simile allo scenario che avveniva con il Covid", dice il medico con una riflessione dopo la morte a Padova di una bambina di 12 anni, ricoverata per una brutta influenza e morta per una polmonite fulminante prima di Capodanno.
"Ci possono essere situazioni così anche in chi non è immunodepresso. Il campanello d'allarme non è tanto la febbre, come si può spesso pensare, ma la difficoltà a respirare per colpa di una tosse forte e dolori toracici importanti", sottolinea Bassetti. In generale, soprattutto se non ci sono complicanze per soggetti non anziani, non è necessario ricorrere alle cure del pronto soccorso. La situazione cambia radicalmente in presenza di tosse e dolori toracici rilevanti. "Se c'è questo quadro si deve andare subito al pronto soccorso perché c'è la necessità della rianimazione, intubazione e in casi particolari dell'Ecmo. E' una situazione molto complessa", avverte Bassetti.
L'influenza di questa stagione si caratterizza per una serie di sintomi ordinari. I fastidi e i sintomi ben noti a chi è stato colpito dal virus variano dal dolore diffuso (alla schiena e alle articolazioni, mal di testa, mal d'orecchie, mal di pancia), alla febbre (superiore a 38,5°), dalla tosse (secca o catarrosa) al mal di gola, passando per il naso che cola. Bassetti invita a non sottovalutare nemmeno "nausea, vomito e diarrea. E' una forma davvero importante che colpisce anche la pancia".

La Russia cambia tattica nella guerra contro l'Ucraina e avanza ma non sfonda. Nel 2025 appena concluso, le forze di Mosca hanno conquistato 4.831 km quadrati, riprendendosi 473 km quadrati che i soldati ucraini aveva occupato nell'oblast russo di Kursk. L'esercito invasore si è impossessato negli ultimi 12 mesi dello 0,8% del territorio ucraino, con progressi rispetto all'anno precedente secondo i dati resi noti dall'Institute for the study of war (Isw), think tank americano che monitora il conflitto quotidianamente.
Lo spostamento della linea del fronte, in generale, raramente assume carattere rilevante: si combatte per avanzare pochi metri nel Donetsk, tra insediamenti ridotti a macerie. E quando Mosca pianta una bandiera in un villaggio, il controllo si rivela solo parziale e temporaneo.
I dati
In uno scenario complesso e variegato, l'accelerazione è testimoniata dai numeri, se si considera che nel 2024 la Russia aveva occupato 3.604 km quadrati. I passi avanti sono stati pagati a carissimo prezzo: l'esercito di Vladimir Putin, in base a cifre fornite dallo stato maggiore ucraino, lo scorso anno ha perso 416.570 uomini, con 78 vittime per km quadrato ottenuto. L'avanzata, evidenziano i dati, non è stata regolare né fluida. Novembre è stato il mese più favorevole agli occupanti, che hanno guadagnato 20,99 km quadrati al giorno. A dicembre, però, la fiammata si è parzialmente esaurita: si scende a 15 km quadrati al giorno.
La nuova tattica
L'accelerazione, per quanto a strappi, è associata ad una nuova strategia adottata su larga scala dai reparti russi. Gli obiettivi principali di Mosca sono il Donetsk, per arrivare a controllare tutto il Donbass, e la regione di Zaporizhzhia. Non è un caso, quindi, che l'Ucraina sia riuscita a riconquistare territorio negli oblast di Kharkiv e Dnipropetrovsk.
In generale, l'Isw evidenzia un ricorso sempre più ampio della Russia ai droni di ultima generazione in grado di volare per 50-60 km, aggirare le difese elettroniche ucraine e parallelamente di ostacolare le comunicazioni tra le unità di Kiev. I progressi russi, secondo l'Isw, sono stati favoriti a tratti anche dalle condizioni meteo: il maltempo invernale ha condizionato l'operatività dei droni ucraini. Le forze russe hanno sfruttato pioggia, nebbia e neve che ostacolano le operazioni di ricognizione e attacco.
Il supporto tecnico garantito alle truppe di Mosca è stato determinante per il successo di missioni compiute da gruppi ridotti di soldati, entrati in azione sistematicamente nelle aree di Pokrovsk, Oleksandrivka e Hulyaipole - nel Donetsk - nell'autunno dello scorso anno. Sono state accantonate, su ampi tratti del fronte, gli assalti 'vecchio stile' con ondate di soldati spediti contro le postazioni nemiche. La tattica del tritacarne è stata messa da parte, ma la svolta non ha ridotto in maniera significativa le perdite, che sono rimaste ingenti, soprattutto in rapporto al territorio conquistato: non è chiaro se la Russia sarà in grado di sostenere questo ritmo di operazioni, a questo prezzo, nel medio-lungo termine.

Si indaga sul devastante incendio che ha spezzato le vite di tanti ragazzi a Crans-Montana, in Svizzera. Si dovrà fare luce su cause e responsabilità dell'inferno di fuoco che la notte di Capodanno ha provocato una strage all'interno del locale Le Constellation: il bilancio al momento è di 40 morti e 119 feriti, di cui 80 in gravi condizioni. Nel rogo risultano tuttora dispersi sei italiani.
L'inchiesta
"Tutto lascia pensare che il fuoco" che ha causato la tragedia "sia partito da alcune candele che erano sopra le bottiglie di champagne[1]" e che hanno provocato un incendio "del soffitto di legno del locale", ha confermato in conferenza stampa la procuratrice generale del Canton Vallese Beatrice Pilloud, aggiungendo che "nessuna ipotesi viene esclusa nell'indagine".
"Sembra che il fuoco sia partito dalle candele scintillanti, conosciute anche come flare, che erano state piazzate sulle bottiglie di champagne. Erano troppo vicine al soffitto e questo ha causato quello che viene definito un flashover[2], con le fiamme che si diffondono molto rapidamente", ha aggiunto la procuratrice.
Pilloud ha spiegato che per l'inchiesta "sono stati ottenuti e analizzati dei video". Sono già state interrogate "molte" persone, inclusi i due gestori del locale, che sono stati ascoltati "in qualità di persone chiamate a fornire informazioni"[3], ma "per il momento non è stata accertata alcuna responsabilità penale". Gli interrogatori, ha precisato, "hanno permesso di chiarire la configurazione interna dei locali, i lavori effettuati e la capienza".
"Saremo in grado di indagare se qualcuno abbia responsabilità penali per questo incidente. E se così fosse, e se queste persone fossero ancora in vita, verranno avviate tutte le indagini per incendio colposo, omicidio colposo e lesioni colpose", ha detto Pilloud.
Restano da chiarire aspetti cruciali come il rispetto delle norme di sicurezza e delle uscite di emergenza. La procuratrice ha ricordato che la scala che conduceva al seminterrato era particolarmente stretta, un elemento che potrebbe aver complicato l’evacuazione.
Proprietario Le Constellation: "Tre controlli in 10 anni, tutto a norma"
In una breve dichiarazione alla 'Tribune de Geneve', Jacques Moretti, proprietario insieme alla moglie Jessica del locale andato a fuoco, ha affermato che Le Constellation era stato controllato "tre volte in 10 anni e tutto era stato fatto secondo le norme".
Lo stesso giornale fa sapere poi di aver chiesto un commento alle autorità comunali sui controlli a Le Constellation, ma di non aver avuto risposta, con il presidente del consiglio comunale che ha rinviato alla polizia.
Gli italiani feriti e dispersi
"Al momento risultano 13 cittadini italiani feriti, per i quali si stanno organizzando i trasferimenti, al fine di assicurare le più adeguate cure. Risultano, al momento, sei dispersi[4]. Non sono ancora noti i dati sui deceduti", ha comunicato Palazzo Chigi in una nota diffusa ieri nel primo pomeriggio.
"Dopo i primi soccorsi, prestati con elicotteri della Protezione civile dalla Regione Valle d'Aosta e personale sanitario e tecnico del soccorso alpino valdostano, è stata attivata la Centrale Remota Operazioni di Soccorso Sanitario (Cross) per il trasferimento in Italia dei feriti (non solo italiani)", prosegue la nota. Palazzo Chigi ha ricordato che è stato decretato lo Stato di mobilitazione del Servizio nazionale della protezione civile.
In serata l'assessore al Welfare della Regione Lombardia, Guido Bertolaso, ha fatto il punto sul ponte aereo che sta portando i feriti a Milano, al Niguarda. Con i due pazienti in arrivo nelle prossime ore, e altri quattro che potrebbero arrivare da Zurigo, "non ci saranno più feriti italiani in Svizzera causati da questa tragedia di Crans-Montana", ha spiegato Bertolaso.
Tajani sul luogo della strage
Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, è giunto ieri a Crans-Montana per visitare le famiglie dei connazionali rimasti coinvolti nell'incendio[5] e per portare la solidarietà del governo italiano. "Io non conoscevo il locale" ma "l'utilizzo di fuochi d'artificio, sia pure piccoli, in un locale così, mi sembra veramente una scelta direi poco responsabile", ha detto il titolare della Farnesina.
A margine di un punto stampa il ministro ha spiegato: "Abbiamo messo a disposizione la polizia scientifica per aiutare con le identificazioni. Abbiamo dato disponibilità anche per un gruppo di psicologi, come richiesto dai familiari, per assistere le persone vicine ai feriti e agli scomparsi".
Ed ha ribadito: "Mi pare privo di senso mettere fuochi pirotecnici al chiuso, con ragazzi che salgono sulle spalle di altri, senza controllo. Evidentemente qualcosa non ha funzionato negli impianti antincendio. Le immagini del disastro mi portano a pensare che qualcosa non abbia funzionato. Toccherà alla magistratura individuare quali siano le responsabilità".
Il racconto dei testimoni: "Un inferno"
Prima le urla, poi le fiamme e la calca. Tutti che si affrettano verso l'uscita, mentre il fuoco divampa. "Sembrava l'inferno. Abbiamo visto persone con la pelle bruciata e senza i capelli[6]. Vedevamo persone uscire in condizioni inumane: tanta calca, tante persone stese a terra e tante che correvano", ha raccontato all'Adnkronos Jacopo Bucci, ragazzo che nella sera tra il 31 dicembre e l'1 gennaio si trovava a Crans-Montana con gli amici per festeggiare il Capodanno. Jacopo è uno dei testimoni che ha visto Le Constellation, locale nel centro della città, avvampare divorato dalle fiamme.
"Quando siamo passati la prima volta davanti al locale andava tutto bene, era intatto. Come la sera prima, quando siamo entrati - ha continuato -. Noi siamo andati in un altro bar, ma abbiamo visto che costava troppo, e siamo tornati indietro". Jacopo e i suoi amici sono rimasti all'esterno "perché abbiamo sentito odore di gas e abbiamo creduto che all'interno saremmo stati in pericolo". Poi hanno notato l'incendio. Repentina la risposta dei soccorsi elvetici, giunti sul posto in pochi minuti. "Non si può descrivere a parole. C'erano anche tanti genitori che urlavano, quella è stata la parte peggiore di tutte".
La sala dove è scaturito il rogo è un seminterrato, Jacopo riferisce di non aver visto finestre né estintori la sera precedente: "In Italia se ne vedono tanti ed è difficile non farci caso". Il cartello dell'uscita di emergenza, poi, "portava a quella scala angusta". Dietro la sala principale, da massimo 200 persone, "c'era un privé. Non sappiamo se lì ci fossero uscite di sicurezza, non siamo entrati".
"Sembrava un film dell'orrore", ha raccontato un altro testimone, Adrien, descrivendo quello che ha visto dall'esterno del locale. "Ho visto fumo, un fumo bianco, grande e molto denso" uscire da Le Constellation, ha detto a Bfmtv.
"Abbiamo visto le fiamme dopo cinque, dieci minuti e la gente uscire in preda al panico, rompendo le finestre, uomini sofferenti e donne con i vestiti bruciati, che piangevano, urlavano, persone che non sapevano se i loro cari fossero dentro", ha continuato parlando di "genitori arrivare in auto a tutta velocità, preoccupati di dove fossero i loro figli".
"In pochi secondi, l'intera discoteca è stata avvolta dalle fiamme", le parole di Emma e Albane che si trovavano all'interno del locale quando è scoppiato l'incendio e hanno visto il soffitto "in legno" prendere fuoco. "Siamo corsi fuori tutti urlando e correndo", hanno raccontato descrivendo "il panico più totale". Cadute durante la calca, "qualcuno ha rotto una finestra per far uscire la gente" e hanno confermato che i vigili del fuoco e la polizia sono arrivati nel giro di pochi minuti.
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