
(Adnkronos) - Misure concrete che puntano a sostenere l'occupazione e a migliorare il mercato del lavoro, per aumentare la competitività e la coesione del Paese, con particolare attenzione alle regioni del Sud Italia. Sono gli interventi per l'occupazione istituiti con il DL Coesione e finanziati dal Programma nazionale Giovani, donne e lavoro 2021-2027. Gestito dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e realizzato grazie alle risorse del Fondo sociale europeo Plus, il Programma Giovani, donne e lavoro è uno dei più rilevanti in Europa, sia per le risorse – oltre 5 miliardi di euro – sia per la varietà di interventi che mette in campo: il programma punta a promuovere il lavoro e le competenze, a favorire l'occupazione di giovani, donne e persone in condizioni di vulnerabilità e a modernizzare i servizi per il lavoro e le politiche attive.
Le misure per l’occupazione del Dl Coesione comprendono: il Piano integrato per l’autoimpiego (con misure per le Regioni del Centro e del Nord Italia e misure per le Regioni del Sud); il Bonus Donne; il Bonus Giovani e il Bonus Zona economica speciale per il Mezzogiorno - Zes unica.
Ecco quanto previsto dalle singole misure.
Il Piano integrato Autoimpiego si rivolge a giovani con meno di 35 anni e ha l’obiettivo di favorire l’avvio di iniziative di lavoro autonomo, imprenditoriali e libero-professionali.
Il Piano punta a ridurre il numero di giovani esclusi dal mercato del lavoro grazie a finanziamenti che favoriscono la nascita e lo sviluppo di nuove realtà produttive in tutti i settori economici (ad eccezione del comparto agricolo, della pesca e dell’acquacoltura), con misure differenziate per le due distinte aree di intervento: Autoimpiego Centro-nord e Resto al Sud 2.0.
Le agevolazioni finanziarie, pari nel complesso a 576 milioni di euro, sono integrate da servizi di tutoraggio di due tipi: il supporto per gli aspetti tecnici legati alla gestione del finanziamento e il supporto gestionale che affianca le iniziative nella fase di ingresso nel mercato e nella gestione delle criticità.
Il Bonus Donne punta a favorire le pari opportunità nel mercato del lavoro per le lavoratrici svantaggiate, anche nell’ambito della Zona economica speciale (Zes) unica per il Mezzogiorno. Sono disponibili oltre 438 milioni di euro a valere sul Programma nazionale Giovani, donne e lavoro: il beneficio consiste in un esonero contributivo per nuove assunzioni a tempo indeterminato di donne lavoratrici svantaggiate.
Il Bonus Giovani sostiene l’occupazione giovanile stabile in tutto il territorio nazionale. È maggiore per assunzioni/trasformazioni che riguardano giovani lavoratori delle sedi situate nella Zona economica speciale (Zes) unica per il Mezzogiorno, per favorire lo sviluppo occupazionale e contribuire alla riduzione dei divari territoriali. Lo stanziamento ammonta a oltre 1.400 milioni di euro, a valere sul Programma nazionale Giovani, donne e lavoro.
Il Bonus Zes unica punta a sostenere lo sviluppo occupazionale della Zona economica speciale unica per il Mezzogiorno e a ridurre i divari territoriali.
Ma di cosa si tratta? Il Bonus Zes unica è un esonero contributivo in favore dei datori di lavoro privati che hanno assunto personale non dirigenziale con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato. L’incentivo copre i contributi previdenziali nel limite massimo di 650 euro/mese. Lo stanziamento a valere sul Programma nazionale Giovani, donne e lavoro 2021-2027 è di oltre 535 milioni di euro.
Per informazioni: https://www.lavoro.gov.it/pn-giovani-donne-lavoro/progetti/interventi

(Adnkronos) - Il Premio giornalistico Tg Poste riparte con la terza edizione. Fino al 30 giugno sarà possibile candidarsi all’iniziativa promossa da Poste Italiane per scoprire e valorizzare giovani talenti del mondo dell’informazione che sappiano raccontare le notizie in modo originale e con un linguaggio diretto e innovativo. A scegliere il vincitore del Premio Tg Poste 2026 sarà la giuria di eccellenza, formata dai Direttori delle più importanti testate giornalistiche italiane, nazionali e locali. Il Premio è aperto agli under 35 iscritti all’Ordine dei giornalisti o praticanti nelle scuole di giornalismo riconosciute dall’Odg. Il primo classificato riceverà una borsa di studio per frequentare un corso di alta formazione giornalistica all’estero e avrà l’opportunità di vivere un’esperienza professionale nella Comunicazione di Poste Italiane. Le candidature dovranno essere inviate al sito dedicato, all’indirizzo premiotgposte.posteitaliane.it.
I partecipanti dovranno realizzare un breve video di presentazione e un servizio giornalistico inedito per carta stampata o testate web; un servizio televisivo o un contenuto informativo video per i social media che - ispirandosi a fatti di cronaca e attualità - tratti argomenti attinenti ai principali settori nei quali opera Poste Italiane: Innovazione, trasformazione digitale; Economia sostenibile, territori, progetto Polis; Corrispondenza, pacchi, e-commerce.
Tg Poste, il telegiornale di Poste Italiane, è visibile negli uffici postali e sui siti web dell’azienda, e va in onda ogni giorno in diretta alle 12 aprendo una finestra sul mondo per offrire una panoramica sui più importanti fatti dell’attualità economica, politica e culturale italiana e internazionale, approfonditi grazie al contributo di esperti e firme del giornalismo, proponendo in ciascuna edizione focus tematici sulle iniziative e sul business della più grande azienda italiana.

(Adnkronos) - “Sul tema della retribuzione proporzionata e sufficiente serve una scelta chiara: il riferimento non possono essere i contratti semplicemente più diffusi, ma quelli sottoscritti dentro regole certe e da soggetti realmente rappresentativi”. Così, con Adnkronos/Labitalia, Marco Ballarè, presidente di Manageritalia, la federazione dei manager e dei quadri del terziario che ad oggi annovera oltre 47.000 associati. “Il possibile intervento del Governo sulla delega per la retribuzione ‘giusta ed equa’, così come riportato in questi giorni sui giornali, interviene su un terreno estremamente delicato e strategico. È indispensabile che ogni ipotesi sia costruita basandosi sulla legittima rappresentanza - prosegue Ballarè - e, proprio per questo, è indispensabile che ogni scelta sia costruita attraverso un confronto vero con tutte le parti sociali, valorizzando il lavoro già avviato per definire criteri condivisi di rappresentanza e perimetri contrattuali”.
“Pensare di legiferare assumendo come parametro accordi nati ai margini del sistema, talvolta costruiti per comprimere salari e tutele, sarebbe un errore grave - avverte - e una contraddizione evidente. Una legge seria deve rafforzare la contrattazione autentica, non inseguire riferimenti al limite del consentito”. “Il criterio della rappresentatività - aggiunge Ballarè - non è un dettaglio tecnico, ma il presidio che distingue la buona contrattazione dal dumping contrattuale. Per questo il riferimento deve essere individuato nei contratti sottoscritti dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative: è la strada più corretta per tutelare i lavoratori, contrastare la pirateria contrattuale e garantire una competizione leale tra imprese”, spiega ancora.
Secondo Ballarè, “in questo percorso è fondamentale che il confronto sia realmente inclusivo". "Anche la dirigenza deve essere ascoltata: non è estranea al fenomeno della contrattazione pirata e può offrire un contributo concreto per individuare soluzioni efficaci, sostenibili e coerenti con le dinamiche del mercato del lavoro. Quando si interviene su salari e dignità del lavoro - conclude Ballarè- non si può scegliere la scorciatoia più debole. Serve invece una decisione netta, coerente, fondata su regole condivise e costruita attraverso il dialogo tra tutte le parti in causa”, conclude.

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Aperta a tutti, quella di mercoledì 12 aprile 2026 al Parco di
Monte Claro di Cagliari sarà una giornata intensa, ricca di
iniziative dedicate alla salute, alla prevenzione e alla socialità.
Patrocinato dal Comune, il Lions Day prenderà il via alle 9.30 del
mattino per proseguire sino al pomeriggio inoltrato. "Trasformerà
uno dei principali polmoni verdi della città in un grande spazio di
incontro e partecipazione", ha sottolineato il presidente del
Consiglio comunale Marco Benucci riconoscendo l'impegno degli
organizzatori dell'evento, "basato tutto sul volontariato".
(Adnkronos) - Matteo Berrettini spazza via Daniil Medvedev a Montecarlo, vincendo con il punteggio di 6-0 6-0 nel secondo turno del Masters 1000 del Principato, e si scusa... con Carlo Verdone. Il simpatico siparietto al termine del match sul Court Ranier III, dominato dall'azzurro in poco meno di un'ora. Berrettini si è reso protagonista di un simpatico siparietto, scrivendo sulla telecamera "Scusa Carlo V.!". Una dedica speciale tutta per l'attore romano, che non ha mai nascosto la simpatia per il russo, il suo tennista preferito.
Berrettini ha commentato così la straordinaria prestazione di oggi: "È stata una partita stana, non mi aspettavo di giocare così bene e non mi aspettavo che lui facesse così fatica , è stata una delle migliori partite della mia vita. Ho sofferto nel primo game, non mi aspettavo di vincere così. Ho cercato di tenere la concentrazione e di non farmi distrarre da quello che accadeva dall'altra parte del campo. Nel secondo set lui ha servito con le palle nuove, sono stato bravo e ho strappato subito il servizio. La realtà è che ho bisogno di match come questi, ho bisogno di un po' di tempo e di fiducia".

(Adnkronos) - Figlia di due tra le star più celebri di Hollywood, Angelina Jolie e Brad Pitt, ma con una strada artistica tutta sua. Shiloh Jolie, 19 anni, ha avviato ufficialmente la propria carriera nella danza partecipando come ballerina di supporto al nuovo videoclip della cantante K-Pop Dayoung. La presenza della giovane nel video non era stata annunciata: nei crediti compare soltanto con il nome 'Shi'. Tuttavia, i fan dell’artista l’hanno riconosciuta rapidamente, alimentando commenti e reazioni sui social, dove molti hanno sottolineato la somiglianza con la madre e l’inaspettato debutto nel panorama musicale coreano.
Secondo quanto riferito dall’etichetta Starship Entertainment, Shiloh Jolie sarebbe stata selezionata attraverso un casting aperto negli Stati Uniti, senza alcun trattamento di favore legato alla notorietà familiare. Solo al termine del progetto, riferisce la società, si sarebbe scoperta l’identità dei suoi genitori.
La giovane aveva già attirato l’attenzione nel 2024, quando il coreografo Lil Kelaan Carter aveva pubblicato un video delle sue performance, lodandone energia e capacità tecniche. Sul piano personale, Shiloh ha scelto di utilizzare esclusivamente il cognome Jolie, abbandonando il doppio cognome Jolie-Pitt poco dopo il compimento dei 18 anni nel maggio 2024. La decisione è maturata nel contesto della separazione pubblica tra i genitori, segnata anche da accuse di comportamenti violenti rivolte da Angelina Jolie all’ex marito, accuse che Brad Pitt ha respinto.

(Adnkronos) - Lunedì, a poche ore dalla scadenza dell’ultimatum del presidente Trump, funzionari statunitensi e israeliani avrebbero appreso che la Guida Suprema Mojtaba Khamenei aveva dato istruzioni ai propri negoziatori, per la prima volta dall’inizio della guerra, di muoversi in direzione di un accordo. A scriverne - citando un funzionario israeliano, un funzionario regionale e una terza fonte ben informata - è il sito Axios, che ricostruisce il dietro le quinte delle ore precedenti l'annuncio dell'intesa su una tregua e le complesse trattative diplomatiche che hanno permesso di raggiungerla.
Fino al momento dell'annuncio di una svolta, persino le fonti vicine a Trump non sapevano quale esito aspettarsi, spiega il sito nella sua ricostruzione, ricordando che mentre Trump minacciava pubblicamente l’annientamento totale, dietro le quinte si moltiplicavano i segnali dello sforzo diplomatico in atto. Intanto le forze americane in Medio Oriente e i funzionari del Pentagono si preparavano ad una massiccia campagna di bombardamenti contro le infrastrutture iraniane cercando di capire quale fosse la posizione di Trump. "Non avevamo idea di cosa sarebbe successo. Era una situazione folle", ha spiegato un funzionario della difesa. Gli alleati nella regione si aspettavano invece di dover fare fronte ad una rappresaglia iraniana senza precedenti. E nel paese i civili fuggivano dalle loro case nel tentativo di evitare l'impatto degli attacchi.
Lunedì mattina, riprende Axios facendo - con l'aiuto di 'undici fonti a conoscenza dei negoziati' - il resoconto della staffetta diplomatica che ha scongiurato l'escalation, mentre Trump intratteneva la folla durante una celebrazione alla Casa Bianca, uno Steve Witkoff "molto arrabbiato" trattava al telefono. E ai mediatori l'inviato statunitense lasciava chiaramente intendere che la controproposta in 10 punti che gli Stati Uniti avevano appena ricevuto dall'Iran era "un disastro, una catastrofe", ha riferito una fonte con conoscenza diretta dei fatti.
È iniziata così una giornata "caotica" di emendamenti, con i mediatori pakistani che smistavano nuove bozze tra Witkoff e il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, e i ministri degli Esteri egiziano e turco che cercavano di aiutare a colmare le distanze. Lunedì sera, i mediatori avevano ottenuto l'approvazione degli Stati Uniti per una proposta aggiornata di cessate il fuoco di due settimane. Spettava poi a Khamenei - che secondo le stesse fonti è stato attivamente coinvolto nel processo lunedì e martedì - prendere una decisione.
Il coinvolgimento del nuovo leader supremo - commenta Axios - è stato necessariamente segreto e laborioso. Di fronte alla concreta minaccia di un attentato da parte di Israele, Khamenei ha comunicato principalmente tramite messaggeri e note scritte. Due fonti hanno descritto l’approvazione data da Khamenei ai suoi negoziatori per concludere l’accordo come una "svolta".
La fonte regionale ha affermato che anche Araghchi ha svolto un ruolo centrale sia nella gestione dei negoziati sia nel convincere i comandanti delle Guardie Rivoluzionarie ad accettare l’accordo. Anche la Cina ha consigliato all'Iran di cercare una via d'uscita. Ma alla fine, tutte le decisioni importanti di lunedì e martedì sono passate attraverso Khamenei. “Senza il suo via libera, non ci sarebbe stato alcun accordo”, ha affermato la fonte regionale.
Martedì mattina risultava chiaro che si stavano compiendo progressi, ma ciò non ha impedito a Trump di lanciare la sua minaccia più inquietante. Alcuni media statunitensi hanno riferito che l'Iran avrebbe interrotto i colloqui come risposta. Fonti coinvolte nei negoziati hanno dichiarato ad Axios che questo non è accaduto.
Il vicepresidente Vance trattava al telefono dall'Ungheria, occupandosi principalmente dei pakistani. Nel frattempo, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu era in contatto frequente con Trump e il suo team, sebbene gli israeliani fossero sempre più preoccupati di aver perso il controllo del processo. Verso mezzogiorno ora americana di martedì, era opinione comune che le parti stessero convergendo su un cessate il fuoco di due settimane.
Poche ore dopo, il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif pubblicava i termini della tregua su X. La confusione riguardo alle intenzioni di Trump era tale, persino tra i suoi stretti collaboratori, che diverse persone che avevano parlato con lui solo un’ora o due prima credevano ancora che avrebbe rifiutato l’offerta di cessate il fuoco — fino al momento stesso in cui l’ha accettata. Poco prima di pubblicare la sua risposta, Trump ha parlato con Netanyahu per ottenere il suo impegno a rispettare il cessate il fuoco. Ha poi parlato con il feldmaresciallo pakistano Asim Munir per concludere l'accordo.
Le forze statunitensi hanno ricevuto i nuovi ordini 15 minuti dopo il post di Trump. Araghchi ha fatto seguito, affermando che l'Iran avrebbe rispettato il cessate il fuoco e aperto lo Stretto di Hormuz alle navi operanti "in coordinamento con le forze armate iraniane".

(Adnkronos) - "Ogni mattina la Regina ascoltava il programma di Terry Wogan su Radio 2. Quando è partita la canzone 'Dancing Queen' degli Abba, le è piaciuta molto e abbiamo ballato entrambe. La regina si muoveva da un lato all'altro e cantava. Sua Maestà amava cantare e aveva una bella voce. Io no. Mi lasciavo trasportare e ballavo intorno a lei come se fossi in discoteca, e la regina mi diceva di 'spostarmi' perché non so cantare, e ci facevamo una bella risata. Erano momenti preziosi, vedere la regina così rilassata". Lo ha raccontato Angela Kelly, l'ex guardarobiera di Elisabetta II nonché amica intima della sovrana, in un'intervista a Vanity Fair, nella quale ha anche ricordato con nostalgia le vacanze di Pasqua trascorse con la defunta Regina a Windsor, aggiungendo: "La famiglia veniva a trovarla e lei adorava fare la nonna. Sua Maestà portava i suoi pronipoti a cavallo o a passeggio. Organizzava barbecue e altre attività divertenti e lavava sempre i piatti, anche quando intratteneva il primo ministro".
"Era una famiglia normale e affettuosa - ha detto Kelly - Se il duca, o chiunque stesse cucinando, bruciava gli hamburger, lei si metteva a ridere. Finché avevano degli avanzi da rimettere sul fuoco e finché tutta la famiglia aveva da mangiare e da bere, andava tutto bene. La Regina era piena di energia e una nonna davvero fantastica, a essere sinceri. Sapevamo entrambe di avere fiducia, lealtà e comprensione reciproche. La Regina era la mia migliore amica e mi manca ogni giorno".
Kelly ha disegnato molti degli abiti più memorabili e colorati di Elisabetta, oltre ad essere una delle sue assistenti più fidate. Si dice che le due chiacchierassero "di tutto e di più", mentre bevevano il tè e si scambiavano battute e aneddoti sui nipoti. L'ex guardarobiera ha pubblicato due libri - 'Dressing the Queen: The Jubilee Wardrobe' e 'The Other Side of the Coin: The Queen' - con la benedizione della sua ex datrice di lavoro, in cui racconta la sua vita, dalla cura del guardaroba alla creazione dei suoi look vivaci, fino alla manutenzione dei suoi gioielli. Dopo la morte della Regina, perse la residenza di rappresentanza nella tenuta di Windsor per trasferirsi nel Peak District, vicino a Sheffield, in una casa messa a disposizione dal Re.

(Adnkronos) - La guerra tra Russia e Ucraina continua e Kiev ha esortato gli Stati Uniti a fare pressione su Mosca affinché ponga fine all'invasione, sottolineando che l'accordo di cessate il fuoco raggiunto da Washington con l'Iran dimostra il successo della "determinazione" degli Usa. "La risolutezza americana funziona. Crediamo che sia giunto il momento di mostrare sufficiente risolutezza per costringere Mosca a cessare il fuoco e porre fine alla guerra contro l'Ucraina", ha scritto sui social media il ministro degli Esteri ucraino, Andrii Sybiha.
Secondo quanto denuncia Kiev, le forze russe stanno definendo piani per la possibile creazione di una zona cuscinetto nella regione ucraina di Vinnytsia, dalla Transnistria, dove viene registrata un'attività dei russi amplificata, con recenti esercitazioni che hanno simulato una campagna sovietica del 1944 per portare le forze sovietiche verso Bucarest, e dove Mosca potrebbe aumentare in modo significativo il suo personale militare, da 1.500 a 10.000 unità. E' quanto ha denunciato il vice capo dell'ufficio del Presidente, Pavlo Palisa, in un'intervista con Rbc Ukraine. "E' la prima volta che registriamo un piano in questo senso. Ma non c'è ragione di lasciarsi prendere dal panico perché in questo momento le forze russe non hanno le forze disponibili per attuare tale piano". Per il 2026, l'obiettivo principale dei russi rimane il Donbass, e se le condizioni lo consentiranno, aumenteranno gli sforzi nella direttiva sud, che include la zona di Oleksandrivsk e l'intero asse di Zaporizhzhia, ha aggiunto. La Russia continua a operare per stabilire zone cuscinetto nelle regioni di Kharkiv, Sumy e Chernihiv al nord. La recente esercitazione russa in Transnistria (regione indipendentista della Moldova) si è svolta vicino a Tiraspol e ha coinvolto sistemi di artiglieria e mezzi militari diversi, in violazione agli accordi in vigore.
I raid non si fermano. Almeno 13 persone sono state uccise e altre 77 ferite negli attacchi russi contro l'Ucraina avvenuti nelle ultime 24 ore, secondo quanto riferito dalle autorità locali oggi 8 aprile. La Russia ha lanciato 176 droni contro l'Ucraina durante la notte, ha dichiarato l' aeronautica militare, aggiungendo che le difese aeree ucraine ne hanno intercettati 146. Almeno 24 droni sono riusciti a eludere le difese e hanno colpito 12 località. In una di queste è stata registrata la caduta di detriti.
La Russia ha intanto confermato l'uccisione di 16 cittadini del Camerun al fronte ucraino. I soldati erano stati reclutati nelle forze russe come molti altri stranieri, in particolare provenienti da Paesi africani, ha reso noto il ministero degli Esteri a Yaoundé. Kiev denuncia che sono circa 1.800 i soldati africani reclutati dalle forze russe dall'inizio della guerra. Molti di loro sono stati convinti a trasferirsi in Russia con la falsa promessa di un lavoro o istruzione e in seguito costretti ad arruolarsi.
Per trattare la retinopatia neonatale, i piccoli prematuri sardi
non dovranno più affrontare lunghi viaggi verso centri fuori
regione. Da alcuni mesi questa patologia viene curata anche al
Policlinico Duilio Casula.
(Adnkronos) - Il documentario su Giulio Regeni "meritava di essere finanziato per il tema". A dichiararlo è il presidente della commissione Cultura della Camera Federico Mollicone, responsabile Cultura e Innovazione di Fdi che parla di "retroscena falsi e diffamatori" in relazione alle polemiche degli ultimi giorni. "Sono fra quelli che pensa che dovremmo andare fino in fondo per ottenere la verità. Come ho già spiegato, non sapevo dell'esistenza di un documentario su Giulio Regeni. L’ho appreso solo dai giornali dopo le polemiche di Procacci", ha detto.
Mollicone assicura di ritenere "meritevole di un finanziamento un documentario su un caso che ha ricordato un italiano torturato all’estero". E annuncia: "Offro la mia disponibilità per organizzare - analogamente a come fatto con tanti altri film come, fra gli altri, 'Eredi della Shoah', 'Operazione Batiscafo Trieste', 'L'uomo dal Fiore in Bocca', 'Remember this', o con le proiezioni di docufilm su Capucci, su Vittoria Ottolenghi e sulla strage di Fiumicino, che non sono certo pericolosi epigoni della destra ma all'insegna del pluralismo più aperto e più stimolante - un confronto con i genitori di Regeni e la proiezione, come fatto al Senato".
"Ribadisco - prosegue Mollicone - che il Parlamento non si occupa di commissioni ministeriali. Ricordo che le commissioni nominate da Franceschini bocciarono 'C'è ancora domani' di Cortellesi, non potendo sapere che sarebbe diventato un fenomeno nazionale, così come un film, 'Il Nibbio', dedicato a Nicola Calipari. Politicizzare la questione non fa che avvelenare il clima sul cinema sul quale stiamo facendo una legge di riforma che delega il Governo al riordino delle norme su cinema e audiovisivo, senza bloccare il tax credit".
“Ricordo, inoltre - conclude Mollicone - che questo sistema di commissioni, nominate e formate da esperti, sono una costruzione procedurale nata dalla legge 220/2016, quindi sotto il governo Franceschini. Le commissioni sono indipendenti e certamente la commissione Cultura non sa quali saranno le scelte. È tutto nei verbali della commissione. Nella legge delega chiederò, con un emendamento, anche di riformare i criteri dei contributi selettivi. Continuo a leggere ricostruzioni fantasiose – addirittura col mio nome nel titolo. Ho già dato mandato ai miei legali per valutare eventuali intenti diffamatori".

(Adnkronos) - La Regione Campania sarà protagonista alla 58ª edizione di Vinitaly (12-15 aprile) con una collettiva di circa 170 aziende vitivinicole e un ampio programma di degustazioni, masterclass e talk rivolti a operatori, buyer e stampa specializzata. Il Padiglione Campania (Padiglione B), esteso su 5.600 metri quadrati, ospiterà le eccellenze enologiche regionali in uno spazio rinnovato e unitario, realizzato dall’Assessorato all’Agricoltura e dall’Assessorato alle Attività Produttive, in collaborazione con Unioncamere Campania e la Camera di Commercio di Napoli.
"Piazza Campania", al centro dell’area espositiva, ospiterà i sei Consorzi di Tutela Vino (Sannio; Irpinia; Vesuvio; Vita Salernum Vites; Vitica; Campi Flegrei) con degustazioni e oltre 20 eventi di approfondimento dedicati ai territori e ai vitigni autoctoni.
Tema distintivo dell’edizione 2026 è il legame con la Louis Vuitton 38th America’s Cup, la più prestigiosa e antica competizione velica al mondo, in programma nel Golfo di Napoli nel 2027 e che coinvolgerà tutta la Campania.
"Il vino in Campania – afferma l’assessora all’Agricoltura, Maria Carmela Serluca – è non solo un comparto produttivo strategico, ma anche un potente strumento di promozione del territorio. Grazie alla visione del presidente Roberto Fico, abbiamo costruito un connubio forte tra vino e vela: due mondi accomunati da radici antiche, passione, innovazione e costante ricerca del miglioramento. La grafica di quest’anno è ispirata all’America’s Cup, manifestazione che costituirà un’opportunità straordinaria per la promozione del territorio e anche dei nostri prodotti agroalimentari. Un’altra grande novità è l’unità visiva del sistema vino campano all’interno del Padiglione: per la prima volta un unico colore, il bianco, per tutte e cinque le province, superando le distinzioni ‘amministrative’ e raccontando la regione nella sua interezza, nel rispetto delle specificità, come condiviso con la Cabina di Regia Vino regionale. A Verona racconteremo una storia straordinaria, fatta di tradizione e innovazione, di una biodiversità ricchissima, del lavoro quotidiano di migliaia di viticoltori. Nei quattro giorni proporremo un programma molto ricco che coinvolge i protagonisti del comparto: dai Consorzi di tutela vini alle Camere di Commercio, fino alle associazioni di promozione del settore. Al Vinitaly 2026, nell’anno celebrativo delle donne agricoltrici, evidenzieremo anche il ruolo delle donne come imprenditrici, enologhe, sommelier, e storyteller delle nostre eccellenze".
"Anche quest’anno – dichiara l’assessore alle Attività Produttive, Fulvio Bonavitacola – ci siamo impegnati con un forte investimento nell’evento di Vinitaly, in quanto rappresenta la più importante manifestazione promozionale del settore in Italia. Vetrina prestigiosa e appuntamento fondamentale per operatori, buyers ed esperti internazionali, punto di incontro delle tendenze e del business legato al vino, a cui partecipiamo ogni anno in sinergia con l’Assessorato all’Agricoltura ed il sistema camerale campano. Hanno risposto al nostro avviso pubblico ben 170 aziende, un segnale chiaro della vitalità e della forza produttiva del settore in Campania. La nostra produzione si distingue per qualità e varietà: circa 1,4 milioni di ettolitri nel 2024, con un livello del 6-8% superiore alla media storica, per un patrimonio di 29 vini a marchio Dop e Igp, che valorizza vitigni autoctoni. Il comparto vino in Campania è una attività produttiva di rilievo, capace di generare valore economico, occupazione e nuove opportunità di sviluppo per le nostre comunità. Con la partecipazione al Vinitaly 2026, la Regione intende favorire la promozione delle produzioni e l'incontro diretto con operatori economici qualificati per garantire, anche in questa fase, un sostegno concreto alle imprese vitivinicole, rafforzando la loro capacità di competere sui mercati nazionali e internazionali, in un periodo caratterizzato da molte tensioni internazionali”.
Si parte venerdì 10 aprile con "Vinitaly and the city", il fuorisalone al centro storico di Verona, a cui la Regione Campania partecipa con degustazioni vini dei Consorzi di Tutela della regione al Cortile del Tribunale fino al 12 aprile. Sabato 11, la masterclass a cura di Tommaso Luongo e Paolo Massobrio nella sala lounge degli affreschi al Palazzo del Capitanio, e dalle 19.00 assaggi di pizza verace napoletana con prodotti 100% campani in collaborazione con l’Associazione Verace Pizza Napoletana presso lo stand Regione Campania al centro storico.
Apertura del Vinitaly campano al Padiglione B presso spazio fiere di Verona domenica 12 aprile: conferenza stampa alle ore 12.00 con Fulvio Bonavitacola, Assessore Attività Produttive e Maria Carmela Serluca, Assessore Agricoltura.
Tra i punti salienti del folto programma: quattro masterclass dedicate ai vini bianchi, rossi, rosati e alle bollicine campane (wine experts: Franco De Luca, Chiara Giannotti, Tommaso Luongo, Chiara Giovoni, Cristina Mercuri, Chiara Giorleo), degustazioni tematiche e territoriali, talk sul mercato e sull’export, momenti dedicati alla sostenibilità e alla leadership femminile nel settore, oltre a presentazioni di progetti innovativi con strumenti virtuali e appuntamenti di enoturismo. Alle 13 di mercoledì 15 aprile il tradizionale brindisi di chiusura con i produttori.

(Adnkronos) - Mattinata surreale a Montecarlo. Matteo Berrettini trova una prestazione clamorosa contro Daniil Medvedev, nel secondo turno del Masters 1000 del Principato. Dopo il primo set vinto 6-0 in 25 minuti, l'azzurro inizia al meglio anche il secondo parziale e dopo un ottimo turno di servizio strappa il break (il quarto consecutivo del match). Medvedev, impotente sotto i colpi dell'azzurro, non la prende benissimo e distrugge la racchetta sul Court Ranier III. Giornata da dimenticare per il russo, travolto poi dai fischi dei tanti spettatori presenti, arrivati a Montecarlo per godersi una giornata di grande tennis.
Il primo match di giornata sul Centrale ha però deluso le aspettative. Da un lato un super Berrettini, a cui vanno dati i meriti di una prestazione maiuscola. Dall'altra parte, un Medvedev non pervenuto. Il match finisce con un doppio bagel, un 6-0 6-0 che resterà negli annali.

(Adnkronos) - In Italia ogni giorno 15 donne ricevono una diagnosi di tumore dell'ovaio. Questo carcinoma è considerato ancora oggi uno dei 'big killers' tra le neoplasie ginecologiche, con una sopravvivenza a 5 anni del 43%, affiancata però da una disponibilità sempre maggiore di trattamenti innovativi. Per rompere il silenzio sulla malattia, rafforzare la consapevolezza e portare il tumore ovarico al centro del confronto pubblico e istituzionale, nasce 'Insieme di Insiemi', una campagna di comunicazione dedicata all'informazione, all'advocacy e alla mobilitazione, presentata oggi in una conferenza stampa online. Ideata grazie all'impegno congiunto dei gruppi Mito (Multicenter italian trials in ovarian cancer and gynecologic malignancies) e Mango (Mario Negri gynecologic oncology), con le associazioni di pazienti Acto Italia, Loto, aBRCAcadabra, ALTo, Mai più sole e i clinici, e il supporto non condizionante di AbbVie e Pharma&, l'iniziativa nasce per promuovere una corretta informazione sul tumore ovarico, dare voce ai bisogni delle pazienti e richiamare l'attenzione delle istituzioni sulla necessità di percorsi di cura più equi, tempestivi e appropriati.
"Il tumore delle ovaie è associato ancora oggi a un'elevata mortalità, causata sia da sintomi aspecifici attribuibili a numerose patologie, come gonfiore o dolore pelvico, sia dall'assenza di screening dedicati che consentano una diagnosi precoce - spiega Sandro Pignata, direttore della Divisione di Oncologia medica del Dipartimento di Uro-ginecologia presso l'Istituto nazionale tumori di Napoli e fondatore del gruppo Mito - Solo le donne con alterazioni Brca1 e Brca2 possono avvalersi di strategie preventive grazie al test genetico. Per questa ragione è importante comunicare a tutta la popolazione quanto la prevenzione primaria, che si basa sull'adozione di corretti stili di vita, possa cambiare le carte in tavola. Altre condizioni di rischio sono legate all'attività ovarica: infertilità, assenza di gravidanze o una prima gravidanza oltre i 35 anni di età possono aumentare le probabilità di sviluppare questo tumore. E' poi importante indagare la storia familiare: più parenti che hanno ricevuto una diagnosi di carcinoma ovarico o di cancro del colon, dell'endometrio o del seno possono costituire un segnale d'allarme. Se i sintomi risultano persistenti, quindi perdurano per più di 2 o 3 settimane, è importante svolgere una visita ginecologica: attraverso palpazione ed ecografia e successivi ulteriori approfondimenti è possibile effettuare la diagnosi. Il tempo è un fattore di enorme importanza, soprattutto per le neoplasie silenziose: prevenzione prima e attenzione a eventuali sintomi poi possono fare la differenza".
"Oggi In Italia si stimano circa 5.400 nuove diagnosi ogni anno, ma, nonostante il tumore ovarico resti una neoplasia pericolosa, dal 2021 a oggi abbiamo assistito a una riduzione del tasso di mortalità - afferma Giusy Scandurra, direttore Uoc Oncologia medica ospedale Cannizzaro di Catania e docente presso la Facoltà di Medicina dell'università Kore di Enna - La motivazione va individuata nei trattamenti sempre più innovativi e nell'introduzione di terapie di mantenimento in prima linea, con diversi farmaci a bersaglio. In ogni modo, sia negli stadi iniziali della malattia che in quelli più avanzati, la chirurgia risulta curativa nel 70% dei casi, soprattutto se affiancata a un trattamento chemioterapico adiuvante per ridurre il rischio di recidive, che si presentano nel 25-30% delle donne. Si tratta di informazioni che è importante far arrivare alle pazienti, che possono trovarsi in difficoltà dopo una diagnosi, senza supporto nelle decisioni da prendere o in balia delle conseguenze di chirurgia e terapie farmacologiche. Questo tumore può insorgere anche in donne intorno ai 40 anni, quindi nel pieno della vita, talvolta con un desiderio di maternità non ancora soddisfatto, e quindi incidere fortemente sulla salute psicologica e sulla quality of life. Questa campagna vuole proprio stimolare la conversazione e avvicinare le donne al tema, per offrire loro informazioni ma anche possibilità di condivisione e appoggio".
Il progetto 'Insieme di Insiemi' - descrivono i promotori in una nota - prevede numerose attività: la realizzazione di una pagina web informativa (insiemedinsiemi.it), la diffusione di un opuscolo con tutte le informazioni sul tumore ovarico, coinvolgenti attività social, la realizzazione di una survey e due webinar. Inoltre, in occasione dell'8 maggio, Giornata mondiale del tumore ovarico, verrà organizzata una conferenza istituzionale al Senato della Repubblica, in cui rappresentanti delle istituzioni, presidenti di associazioni e società scientifiche e pazienti siederanno allo stesso tavolo per la sottoscrizione di un documento di impegno politico. Successivamente, in piazza del Popolo, dove in occasione degli Internazionali Bnl d'Italia verrà organizzata la grande manifestazione Tennis&Friends Salute e Sport realizzata in collaborazione con Aiom (Associazione italiana di oncologia medica), Salute Lazio Asl Rm1 e Policlinico A. Gemelli, si svolgeranno due eventi: un flash mob simbolico per ricordare le diagnosi che ogni giorno in Italia arrivano a cambiare la vita di 15 donne, e l'installazione di land art Labia, madri d'amore, dedicata al tema della maternità oltre la biologia, per il sostegno delle donne che, a causa di un tumore ovarico, non possono portare avanti una gravidanza ma si interessano a percorsi di affido e adozione.
"Sul tumore ovarico nessuna voce, da sola, è abbastanza forte: fare rete significa trasformare esperienze diverse in una richiesta comune più chiara e più utile per le donne - dichiara Ilaria Bellet, presidente di Acto Italia - La ricerca nazionale 'Cambiamo rotta', promossa da Acto Italia, mostra che solo il 27% delle pazienti sceglie il centro in base alla specializzazione in ginecologia oncologica: su circa 5.400 nuove diagnosi l'anno, solo 1.500 donne arrivano in modo consapevole a un centro altamente specializzato, mentre quasi 4.000 rischiano ancora di iniziare il loro percorso nel posto sbagliato". La campagna "Insieme di Insiemi nasce per unire voci, esperienze e bisogni che ogni giorno raccogliamo dalle donne e dalle loro famiglie nelle quali è presente un'alterazione dei geni Brca 1 e Brca2. Servono percorsi chiari, tempestivi e omogenei in tutte le regioni", sottolinea Ornella Campanella, presidente di aBRCAdabra. "Crediamo che una collaborazione attiva tra istituzioni, associazioni e strutture cliniche, anche a livello nazionale, possa migliorare il percorso di cura delle pazienti - aggiunge Sandra Balboni, presidente di Loto OdV - Lo dimostra ad esempio il lavoro avviato nel 2019 da Loto OdV con la Regione Emilia Romagna, attraverso il Pdta del tumore ovarico e la campagna 'Donne, mettetevi scomode' che oggi consente di trattare circa l'85% dei casi all'interno della rete dei centri di riferimento". Oggi "la ricerca offre prospettive sempre più concrete, ma l'innovazione deve diventare un diritto per tutte", rimarca Teresa Cafasso, presidente di ALTo Lotta al tumore ovarico. "Tutte insieme chiediamo che il tumore ovarico venga riconosciuto come una priorità reale di salute pubblica. Alle donne non servono più risposte frammentate: servono decisioni concrete, ora", esorta Bellet.
"Siamo molto contenti di poter ospitare, in occasione di questa grande manifestazione, le attività dedicate alla Giornata mondiale del tumore ovarico - conclude Giorgio Meneschincheri, ideatore e presidente di Tennis & Friends e medico specialista in Medicina preventiva al Policlinico Gemelli di Roma - Nell'ambito della salute siamo fortemente convinti che a vincere sia il gioco di squadra, e svolgere questi eventi insieme ai clinici e alle associazioni di pazienti significa rafforzare l'impegno verso il nostro obiettivo comune, attraverso la prevenzione, la diagnosi precoce e l'accesso all'innovazione".

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(Adnkronos) - “Il movimento, nella malattia di Parkinson, è allo stesso tempo vittima e cura. Infatti, se da un lato il movimento è l’ambito maggiormente colpito dalla malattia, dall’altro, l’esercizio fisico, l’attività sportiva o ludico-sportiva, come il ballo, rappresentano una leva per una migliore gestione della malattia”. Così Michele Tinazzi, presidente della Fondazione Limpe per il Parkinson Ets, interviene in occasione della pubblicazione di ‘Sulle tracce di Mr. Parkinson’, primo racconto noir che smaschera i punti deboli della malattia neurodegenerativa, progetto promosso dalla Confederazione Parkinson Italia, con il patrocinio della Fondazione Limpe per il Parkinson Ets e il supporto non condizionante di Zambon, pubblicato in occasione della Giornata mondiale del Parkinson che si celebra l’11 aprile.
“Oggi sappiamo che l’esercizio fisico, in molte malattie, ma soprattutto in una patologia in cui il sintomo principale è il movimento, rappresenta parte integrante della cura e va quindi associato fin dalle fasi iniziali - sottolinea Tinazzi - L’impatto dell’esercizio fisico e dell’attività sportiva o ludico-sportiva, come il ballo, non riguarda solo il movimento, ma anche altri sintomi non motori della malattia di Parkinson - l’umore, i disturbi del sonno, la stipsi e il dolore - che possono essere migliorati da un’attività fisica costante”
“Noi abbiamo uno slogan - continua Tinazzi - Il Parkinson ‘è una malattia del movimento che si cura anche con il movimento’. Ovviamente è importante l’approccio farmacologico, che va associato fin dalle prime fasi di malattia a un esercizio fisico che non è l’attività quotidiana, come salire le scale o camminare in casa, ma un’attività organizzata, quindi pianificata. La forma classica di esercizio fisico che consigliamo è il Nordic walking - spiega - Per chi ha disturbi dell’equilibrio o problematiche legate alla schiena, ad esempio, è indicata la bici da spinning. Oltre a questo, si consiglia sempre ai pazienti di praticare un’attività sportiva piacevole, che può andare dalla bici ad altre forme di attività. Certo, la riabilitazione è importante - chiarisce - ma riabilitazione non significa esercizio fisico: deve intervenire quando ci sono problematiche specifiche da trattare, come l’instabilità posturale o quando il paziente riferisce di avere i ‘piedi incollati al pavimento’, fenomeno chiamato freezing. In questi casi è necessario il fisioterapista, ma questo non significa che l’esercizio fisico debba essere interrotto”.

(Adnkronos) - “Entra nella tua vita senza farsi vedere. Mr Parkinson, nel mio caso, ha iniziato ad appoggiarsi sulla spalla destra, limitando e rallentando i movimenti. Poi è passato alla gamba, e ho cominciato a trascinarla. È subdolo, e lo è ancora oggi: si manifesta nei momenti meno opportuni. L’attività fisica è importante quanto la terapia farmacologica: sono due pilastri fondamentali, ma da soli non bastano. Devono lavorare insieme. Le terapie aiutano a controllare i sintomi. Nel mio caso, per esempio, non ho mai avuto tremore — che è quello che molti associano subito al Parkinson — ma ho sofferto di lentezza nei movimenti e rigidità. Ci sono momenti in cui il corpo si blocca: anche alzare un braccio diventa difficile, perché tutto si contrae. Se non fai attività fisica, i farmaci da soli non bastano. Le due cose sono complementari: una rafforza l’altra”. Lo ha detto Simona Salamina, tra i pazienti protagonisti di ‘Sulle tracce di Mr. Parkinson’, primo racconto noir che smaschera i punti deboli della malattia neurodegenerativa. Il testo, promosso dalla Confederazione Parkinson Italia, con il patrocinio della Fondazione Limpe per il Parkinson Ets e il supporto non condizionante di Zambon - disponibile sul sito web della Confederazione - è stato pubblicato in occasione della Giornata mondiale del Parkinson che si celebra l’11 aprile.
In seguito alla diagnosi, arrivata “dopo 2 anni - continua Salamina - appena ho capito cosa stava succedendo, ho deciso di attivarmi subito. I medici - fisiatri e specialisti - mi hanno detto chiaramente che il movimento sarebbe stato fondamentale. Nella vita normale, spesso consideriamo l’attività fisica come qualcosa da rimandare, un po’ come le diete: ‘inizio domani’ - osserva - Con il Parkinson, invece, ho capito che dovevo iniziare subito. Mi sono iscritta a una scuola di ballo. All’inizio era difficilissimo: non riuscivo a muovermi bene, avevo perso equilibrio e coordinazione. Tutto quello che avevo perso cercavo di riconquistarlo. Non è stato facile - ammette - a un certo punto stavo quasi per arrendermi, ma grazie alle persone che mi stanno accanto e ai professionisti che mi hanno seguito, ho trovato la forza di andare avanti. Per questo mi sono avvicinata alla Confederazione Parkinson, che mi ha supportata e aiutata molto. Stare con gli altri è fondamentale: non bisogna isolarsi”.

(Adnkronos) - “In occasione della Giornata mondiale, abbiamo voluto aggiungere un nuovo tassello al nostro impegno al fianco della Confederazione Parkinson e della Fondazione Limpe, scegliendo uno strumento narrativo insolito: il racconto noir”. Così Rossella Balsamo, Medical Affairs & Regulatory Zambon Italia e Svizzera spiega che ‘Sulle tracce di Mister Parkinson’, disponibile sul sito della Confederazione, è “una storia liberamente ispirata alle esperienze reali di tre persone con Parkinson - Simona, Massimiliano e Massimo - che diventano protagonisti di un’indagine simbolica. Attraverso la condivisione delle loro esperienze e la raccolta di ‘indizi’, riescono a mettere a fuoco i punti deboli della malattia, come l’importanza dell’esercizio fisico e il valore della comunità”.
Secondo Balsamo, “iniziative di awareness capaci di raccontare temi complessi con linguaggi accessibili e coinvolgenti possano rappresentare una leva fondamentale, insieme ai progressi dell’innovazione scientifica”, contro la patologia e “contribuiscono concretamente a migliorare la qualità di vita delle persone con Parkinson”. Si tratta di “un impegno che si inserisce pienamente nella visione aziendale di Zambon, da sempre attenta al supporto dei pazienti e alla promozione di una cultura della salute più inclusiva e consapevole”.

(Adnkronos) - Mister Parkinson è un infiltrato seriale che si è insinuato nei corpi di 300mila italiani, ne rallenta i ritmi e rende difficili i movimenti. Non ha però fatto i conti con un'investigatrice privata che dipinge farfalle, un conduttore radiofonico che si rifugia nella natura e un imprenditore sociale che cucina pizzoccheri. Simona, Massimiliano e Massimo si incontrano per caso in un gruppo di Nordic Walking e decidono di indagare insieme, riuscendo così a smascherare Mister Parkinson e a rivelare i punti deboli della malattia neurodegenerativa a più rapida crescita, che si stima colpirà oltre 25 milioni di persone nel 2050. Nasce così 'Sulle tracce di Mr. Parkinson', il primo racconto noir sulla patologia, pubblicato in occasione della Giornata mondiale del Parkinson (11 aprile). Il testo, promosso dalla Confederazione Parkinson Italia, con il patrocinio della Fondazione Limpe per il Parkinson Ets e il supporto non condizionante di Zambon, si può leggere e scaricare gratuitamente sul sito web della Confederazione Parkinson Italia.
Il noir è una vera 'inchiesta di vita' liberamente ispirata alle storie di Simona Salamina, Massimiliano Iachini e Massimo Gualzetti, 3 pazienti che non si arrendono a Mister Parkinson e adottano, ognuno in modo diverso, le proprie contromisure: il ballo e la pittura per Simona, la radio e il tennistavolo per Massimiliano, la cucina e l'impegno nel sociale per Massimo.
"In questo racconto - spiega Giangi Milesi, presidente Confederazione Parkinson Italia - il Parkinson è descritto come un infiltrato metodico che 'firma' i corpi delle persone e lavora nell'ombra, ma non si tratta di una scelta casuale: secondo una recente ricerca più di 1 paziente su 3 descrive la malattia proprio come un infiltrato pronto a fare danni. Come ogni infiltrato, però, anche Mister Parkinson può essere contrastato. Lo vediamo nel racconto, ma lo tocchiamo con mano ogni giorno: il coraggio quotidiano delle persone con Parkinson e la forza della rete possono infatti fare la differenza nella gestione di questa malattia neurodegenerativa".
Il Parkinson è una malattia multifattoriale caratterizzata da oltre 40 sintomi di diversa natura, ricorda una nota. Colpisce principalmente il movimento: i ritmi si fanno lenti (67%), si fa fatica a muoversi (59%), ma anche la stanchezza risulta invalidante (54%). Eppure, proprio il movimento è una delle leve che può contribuire alla gestione ottimale della malattia.
"E' il paradosso alla base del Parkinson - sottolinea Michele Tinazzi, presidente della Fondazione Limpe per il Parkinson Ets - perché la malattia impatta seriamente il movimento, rallenta i gesti, irrigidisce il corpo, rende instabile la postura, ma il movimento è anche tra gli elementi chiave per migliorare la qualità di vita dei pazienti. Un esercizio fisico regolare e calibrato sulle specificità della persona può infatti contribuire a proteggere il sistema cardiovascolare e a ridurre lo stress ossidativo, con ricadute positive anche sulla sfera emotiva e sociale. E' dunque fondamentale impegnarsi per mettere a disposizione dei pazienti quante più occasioni di movimento è possibile".
Il racconto 'Sulle tracce di Mr. Parkinson' vuole fare luce su una malattia in forte crescita in tutto il mondo, con una prevalenza più che raddoppiata in appena 30 anni. "In occasione della Giornata mondiale - afferma Rossella Balsamo, Medical Affairs & Regulatory Zambon Italia e Svizzera - abbiamo scelto di ricorrere a uno strumento narrativo forse un po' inaspettato, quello del racconto noir, per alzare i riflettori sul Parkinson e sulle strategie per gestirlo. Come Zambon siamo orgogliosi di essere ancora una volta al fianco della Confederazione Parkinson Italia e della Fondazione Limpe. Crediamo infatti che continuare a parlare di Parkinson in modalità sempre nuove sia tra le leve più efficaci, insieme all'innovazione scientifica, per migliorare concretamente la qualità di vita di pazienti e caregiver".

(Adnkronos) - Il governo ungherese avrebbe firmato un accordo con quello russo, non reso noto finora, "per espandere i legami economici, commerciali, energetici e culturali tra i due Paesi". Lo rende noto Politico, spiegando di aver ottenuto documenti redatti dal governo russo che "sottolineano in modo netto quanto Budapest e Mosca sperano di avvicinarsi". Da tali documenti si apprende che lo scorso 9 dicembre, nel corso del loro incontro nella capitale russa, il ministro degli Esteri ungherese Peter Szijjarto e quello della Sanità russo Mikhail Murashko hanno firmato un piano in 12 punti che stabilisce la misura in cui i due governi si allineerebbero in settori che spaziano dal combustibile nucleare all'istruzione e lo sport.
L'occasione della firma era il 16° incontro della Commissione intergovernativa russo-ungherese per la cooperazione economica, istituita nel 2005 e riunitasi ogni anno, con una pausa tra il 14° incontro a novembre 2021 e il 15° a settembre 2024, ricostruisce la testata paneuropea. Secondo i documenti, Russia e Ungheria "hanno affrontato le questioni attuali della cooperazione commerciale ed economica bilaterale, le attività congiunte nel settore energetico, nell'industria, nella sanità, nell'agricoltura, nell'edilizia e in altre aree di interesse reciproco, nonché nella sfera culturale e umanitaria", sottolineando anche l'importanza di "sviluppare legami a lungo termine e reciprocamente vantaggiosi tra i due Paesi in settori di interesse comune".
Politico, che sottolinea di non essere riuscita a verificare autonomamente i documenti, spiega anche di aver chiesto un commento a Szijjarto stesso, il quale ha risposto che "la cooperazione bilaterale dell'Ungheria è guidata dall'interesse nazionale, non da alcuna pressione a conformarsi ai media mainstream liberali estremamente di parte. Continuate pure il vostro lavoro tendenzioso!". Tra i punti dell'accordo spicca l'impegno a "invertire la tendenza negativa nel commercio bilaterale", diminuito a causa delle sanzioni Ue contro la Russia, e l'apertura alle aziende russe per l'avvio di nuovi progetti di energia elettrica e idrogeno in Ungheria, nonché una più stretta cooperazione su petrolio, gas e combustibile nucleare.
"Budapest ha accettato di esplorare il rafforzamento dell'insegnamento della lingua russa nel Paese importando insegnanti dalla Russia, oltre a rafforzare il riconoscimento reciproco delle qualifiche e ad aprire programmi di scambio per studenti laureati, secondo il testo dell'accordo", prosegue la testata, aggiungendo che Budapest", stando ai documenti, avrebbe sostenuto "programmi di scambio in corso in ogni campo, dallo sport alle arti circensi, anche se Mosca è stata costantemente accusata di utilizzare eventi culturali per propagare le sue narrazioni sulla guerra in Ucraina e per conferire legittimità al regime di Mosca. Le due parti hanno sostenuto anche l'idea di un piano d'azione 2026-2027 per la collaborazione congiunta nello sport". Infine, spiega Politico, in uno dei documenti si puntualizza che il rafforzamento dei legami tra Ungheria e Russia non deve essere "incoerente con gli obblighi dell'Ungheria derivanti dalla sua appartenenza all'Unione europea".
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