
(Adnkronos) - "Purtroppo questa notte non c'è stata nessuna buona notizia sul conflitto in Iran e vorrei rilanciare da questo palco quanto hanno detto sua Santità, Leone XIV e più di una volta il nostro presidente della Repubblica Mattarella: un appello per la pace che non è solo una questione morale importantissima, ma è anche una questione che va anche ad influire su dinamiche economiche e sulle relazioni fra i vari paesi... La guerra non crea soluzioni, crea maggiore povertà, maggiori conflitti sociali e quindi maggiori guerre paradossalmente". Lo ha detto intervenendo al Vinitaly il presidente della Camera dei deputati Lorenzo Fontana.
"La vetrina internazionale del Vinitaly deve essere un luogo di relazioni che creano diplomazia, che creano pace, risoluzione dei conflitti per via pacifica. E' questo che dobbiamo perseguire per aiutare le nostre imprese - sollecita il presidente della Camera - Tutti insieme dobbiamo impegnarci per lasciare ai nostri figli un mondo migliore rispetto a quello che abbiamo trovato. Noi abbiamo avuto la fortuna di essere una generazione che ha vissuto nella pace e magari ci dimentichiamo quanto sia importante questo valore; io ho avuto la nonna che mi ha raccontato il signfificato di essere profuga... Ho avuto la fortuna di aver racconti della prima e seconda guerra mondiale che purtroppo si perdono nel tempo".
"La pace non è cosa scontata, adesso ce ne rendiamo conto e dobbiamo tutti lavorare. Io ho sentito speaker degli Stati Uniti e gli ho chiesto un maggiore impegno affinché tutti i leader possano ritrovare il senso della normalità e realtà per capire che solo con la diplomazia e collaborazione si può avere mondo di pace dove l'economia può progredire e dove le persone possono cercare di avere un pò piu di felicità. Io penso che il Vinitaly possa servire anche a questo. Grazie a chi ogni anno rende questa manifestazione migliore e a coloro i quali si impegnano per avere un mondo migliore e di pace", conclude.

(Adnkronos) - "L'export è fondamentale, noi dobbiamo guardare certamente al mercato Usa ma anche altri accordi come il Mercosur sono cruciali. Stiamo lavorando tantissimo". Lo dice il ministro degli Esteri Antonio Tajani intervenendo al Vinitaly ed aggiunge: "Sono ottimista perché siamo riusciti ad ottenere dazi compatibili con la nostra competitività. Il 15% è tanto, ma neanche tanto - commenta - perché ci sono paesi con dazi piu alti e noi possiamo occupare spazi con la qualità del nostro prodotto. Il vino italiano è di altissima qualità quindi anche l'americano è disposto a spender di più per averlo".
Tajani ricorda inoltre che "dal primo gennaio è entrata in vigore la riforma: il ministero degli Esteri sarà anche un ministero economico. E la nostra direzione generale per la crescita sarà sostenere e favorire le esportazioni. Nessun imprenditore italiano all'estero si sentirà più solo - garantisce - ogni ambasciata sarà un trampolino di lancio per favorire la crescita. Siamo arrivati nonostante le guerre e i dazi a un 3,3 per cento in più di esportazioni rispetto all'anno precedente. Ciò vuol dire che è la qualità del prodotto italiano che ci permette di vincere queste sfide, una qualità accompagnata da una organizzazione sempre più efficiente. ricordo che nella nuova Direzione generale della crescita è operativa una sala informazioni funzionante 24 ore su 24 per poter essere sostenuti", conclude.

(Adnkronos) - Affluenza record alle elezioni parlamentari in Ungheria di oggi, domenica 12 aprile: alle 13 ora locale si sono racati alle urne il 54,14% degli aventi diritto, rispetto al 40,1% del 2022. A riferirne è stata la Commissione elettorale nazionale. L'affluenza è stata particolarmente elevata nelle città di medie dimensioni e tra gli elettori più giovani, queli che secondo gli analisti sono più propensi a sostenere il candidato dell'opposizione, Peter Magyar.
Viktor Orban e il suo sfidante hanno votato questa mattina a Budapest, praticamente in contemporanea. "Sono qui per vincere", ha dichiarato il premier uscente dopo aver votato in un seggio elettorale di Budapest. Allo stesso tempo, ha sottolineato come "la decisione del popolo debba essere rispettata".
Queste elezioni sono considerate le più importanti per l'Ungheria dalla transizione democratic e determineranno il futuro politico del Primo Ministro Viktor Orbán. Secondo i sondaggi più recenti, il suo sfidante, ex fedelissimo di Orban, ha buone possibilità di vittoria. Con il partito di centro-destra Tisza, Magyar ha creato una forza di opposizione che promette cambiamento e ha guadagnato notevole popolarità.
Anche Magyar ha votato in un seggio elettorale a Budapest. Gli ungheresi sceglieranno "tra Est e Ovest" in queste elezioni, ha affermato il politico. Magyar si è detto fiducioso nella vittoria del suo partito Tisza. Ha inoltre esortato i cittadini a segnalare eventuali irregolarità riscontrate durante le elezioni, aggiungendo che "la frode elettorale è un reato gravissimo".
Magyar ha quindi esortato i connazionali a mobilitarsi per queste "elezioni decisive". "Stiamo scegliendo tra Est e Ovest, tra propaganda e onesto dibattito pubblico, tra corruzione e una vita pubblica onesta, tra il continuo declino e il collasso totale dei servizi pubblici o il rimpatrio dei fondi europei e la ripresa dell'economia ungherese", ha affermato.
Orbán ha ribadito invece il suo monito sulla grave crisi che minaccerebbe l'Europa: "Fortunatamente, abbiamo molti amici in tutto il mondo. Dall'America alla Cina, passando per la Russia e il mondo turco", ha affermato, aggiungendo che non permetterà a Bruxelles di "privare" l'Ungheria del "suo futuro e della sua sovranità".

(Adnkronos) - “Vinitaly rappresenta oggi un’infrastruttura per sostenere e amplificare la proiezione internazionale del vino italiano, un presidio organizzato che, a partire da Verona, opera con continuità per rafforzare la presenza delle nostre imprese sui mercati globali. In uno scenario tra i più complessi sotto il profilo geopolitico ed economico, caratterizzato da instabilità, ridefinizione delle rotte commerciali e crescente competizione internazionale, Veronafiere avverte con chiarezza la responsabilità di evolvere ulteriormente il proprio ruolo: non solo luogo di incontro del business, ma leva concreta per consolidare il posizionamento del settore e ampliarne le opportunità di sviluppo all’estero”. E' quanto ha affermato il presidente di Veronafiere, Federico Bricolo, aprendo oggi la 58a edizione di Vinitaly alla quale partecipano Lorenzo Fontana, presidente della Camera dei deputati, Antonio Tajani, vicepresidente del Consiglio dei ministri, i ministri dell'Agricoltura Francesco Lollobrigida, delle Imprese e Made in Italy Adolfo Urso, della Cultura Alessandro Giuli e del Turismo Gianmarco Mazzi, ministro del Turismo. Saranno presenti anche Antonella Sberna, vicepresidente del Parlamento Europeo, Matteo Zoppas, presidente dell'Ice e i vertici delle istituzioni locali, Alberto Stefani, presidente della Regione Veneto; Flavio Massimo Pasini, presidente della Provincia di Verona e Damiano Tommasi, sindaco di Verona.
“La promozione internazionale è una nostra priorità - ha continuato Bricolo -. Si inserisce in questa visione un programma strutturato di quasi trenta iniziative internazionali che presidiano in modo sistemico le principali aree strategiche: dagli Stati Uniti, fino all’Asia con Cina, India, Thailandia, Kazakistan, Giappone e Corea del Sud, dall’America Latina ai Balcani fino alle piazze europee e al Regno Unito. Una geografia che coincide con le rotte più promettenti per il nostro export e che amplieremo ulteriormente. Stiamo infatti già lavorando con Ita – Italian Trade Agency per nuove tappe di Vinitaly in Africa, Canada, Australia. Inoltre, raddoppieremo in Brasile, rafforzando così il presidio già attivo con Wine South America”.
Secondo le analisi dell’Osservatorio Uiv-Vinitaly, realizzate per la 58^ edizione della manifestazione in programma fino al 15 aprile, sono dodici i Paesi con il più alto potenziale di crescita: Giappone, Messico, Corea del Sud, Brasile, Vietnam, Cina, Thailandia, Indonesia, Australia e India, a cui si aggiungono i due mercati principali buyer extra-Ue, Stati Uniti e Regno Unito. Per Unione italiana vini e Vinitaly, queste rappresentano le aree su cui rafforzare la presenza per ampliare il bacino commerciale di un settore ancora troppo concentrato sui primi cinque mercati di destinazione, che da soli assorbono il 60% del valore complessivo dell’export. La sfida è duplice: da un lato consolidare le produzioni di qualità e contenere le criticità, dall’altro migliorare il posizionamento, un obiettivo ritenuto strategico per l’export di una potenza enologica come l’Italia. Secondo Prometeia, il vino si colloca infatti al secondo posto per saldo della bilancia commerciale estera tra i comparti tradizionali del made in Italy, con un valore di +7,2 miliardi di euro nel 2025.

(Adnkronos) - Le parole di Papa Leone XIV sulla pace alla vigilia del suo viaggio in Africa "risuonano con una forza che va oltre i confini della Chiesa e interpella l’intera comunità internazionale". Lo scrive in una nota Kamel Ghribi, vicepresidente del gruppo San Donato. La missione del pontefice, aggiunge, "rappresenta la speranza che il dialogo possa prevalere sulla contrapposizione. Che la pace possa essere costruita, se sostenuta da una volontà comune. Supportare questa missione significa assumersi una responsabilità. Significa credere che il futuro non sia già scritto dai conflitti, ma possa essere guidato da una visione più alta. Oggi, quella visione ha una voce chiara. E chiede di essere ascoltata e sostenuta. Nessuno può restare in silenzio".
Le parole pronunciate da Papa Leone XIV non sono "un richiamo formale, ma un appello profondo, lucido, coraggioso", evidenzia Ghribi. "In un tempo segnato da guerre, tensioni e nuove fratture globali, il Santo Padre sceglie l’Africa come luogo simbolico e reale da cui rilanciare un messaggio universale: la pace non è un’utopia, ma una responsabilità concreta, che richiede visione, determinazione e coraggio. Per questo, oggi più che mai, è necessario un passo ulteriore".
Quello del pontefice, prosegue Ghribi, è "un appello ai leader del mondo, perché sappiano raccogliere questa voce e trasformarla in scelte politiche, diplomatiche ed economiche coerenti con la costruzione della pace. Un appello ai popoli, perché sostengano con convinzione chi, con saggezza e responsabilità, indica una strada diversa rispetto alla logica del conflitto. Un appello ai cristiani, chiamati a essere all’altezza della propria guida spirituale: coraggiosi nella testimonianza, coerenti nell’impegno, capaci di costruire ponti e non muri. Un appello ai credenti di ogni fede, perché riconoscano in questo momento storico la forza di una leadership spirituale che parla a tutti, senza divisioni, e che pone al centro la dignità dell’uomo, il dialogo e la riconciliazione".

(Adnkronos) - Un articolato sistema di infiltrazione della criminalità organizzata nel tessuto economico toscano, con esponenti collegati al clan camorristico Moccia, è stato smascherato dalla Direzione distrettuale antimafia della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Firenze, nell’ambito dell’operazione denominata 'Contractus'.
L’indagine, avviata nell’aprile 2025, ha portato oggi all’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 11 soggetti di origine campana, ritenuti “gravemente indiziati, a vario titolo, dei reati di estorsione e tentata estorsione aggravate dal metodo mafioso, minaccia a pubblico ufficiale e tentata violenza privata”. Il provvedimento, emesso dal giudice per leindagini preliminari del Tribunale di Firenze su richiesta della Dda diretta dalla procuratrice Rosa Volpe, è stato eseguito dai carabinieri del comando provinciale di Siena con il supporto dei reparti territoriali nelle province di Napoli, Caserta, Prato, Firenze e Udine.
Il giudice ha disposto la custodia cautelare in carcere per sette indagati, mentre per altri quattro sono stati concessi gli arresti domiciliari. Contestualmente sono state effettuate perquisizioni presso i domicili degli indagati e nella sede legale dell’impresa edile coinvolta.
Le investigazioni, condotte con il contributo del nucleo dei carabinieri dell'Ispettorato del Lavoro e della Guardia di Finanza di Siena, hanno fatto emergere “un sistematico e violento tentativo di infiltrazione della criminalità organizzata” nel settore degli appalti, anche in relazione a lavori finanziati con fondi del Pnrr.
Al centro del sistema vi sarebbe la società “P.R. Appalti s.r.l.”, formalmente con sede in Campania ma operativa in numerosi cantieri del Centro Italia. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, l’impresa veniva utilizzata come “paravento legale per attuare un controllo gestionale di altre imprese mediante meccanismi intimidatori”.
Il meccanismo illecito prevedeva l’imposizione unilaterale della rinegoziazione dei contratti: attraverso minacce e violenze, gli imprenditori venivano costretti a trasformare accordi “a corpo” o “a misura” in contratti “ad ore”. Questo consentiva di gonfiare artificiosamente i costi, registrando “la presenza di un numero sproporzionato di operai o ore di lavoro mai effettuate”, così da creare crediti ingiustificati. In caso di rifiuto, gli indagati ricorrevano a “atti intimidatori e minacce fino all’occupazione dei cantieri”.
Particolarmente rilevante, sottolinea la procuratrice Volpe, è “la caratura criminale” dei soggetti coinvolti. Alcuni di essi risultano infatti collegati allo storico clan Moccia di Afragola, organizzazione camorristica egemone nel nord-est della provincia di Napoli. Emblematiche le intercettazioni in cui il principale indagato rivendicava la forza del vincolo associativo: “Se mi arrestano a me... stanno altri mille soldati che rispondono ai miei ordini”, evocando una struttura in grado di garantire continuità all’azione criminale e di imporre “assoluto assoggettamento” alle vittime.
Nel corso delle indagini, l’Arma dei carabinieri, sottolinea la procuratrice Rosa Volpe, ha assicurato “una costante tutela alle vittime”, attraverso il monitoraggio preventivo degli incontri a rischio e interventi di sicurezza per impedire occupazioni dei cantieri e prevenire ritorsioni. Determinante è stata anche la collaborazione dei comandi territoriali dei carabinieri per intercettare gli spostamenti sospetti degli indagati.
La Istituzioni impegnate nell’azione investigativa e giudiziaria culminata negli arresti, spiega sempre Volpe, "invitano tutti gli operatori economici che siano stati vittime di forme di intimidazione e coercizione da parte di coloro che hanno operato sotto lo schermo sociale della società 'P.R. Appalti s.r.l.' o con analoghe metodologie criminali a denunciare con determinazione, unico sistema per superare l’isolamento e il ricatto mafioso, nell’auspicio che possano assumere consapevolezza che la collaborazione con lo Stato rappresenti ineguagliabile strumento per ottenere il ripristino della legalità nel mercato degli appalti e la tutela della libera iniziativa imprenditoriale".

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(Adnkronos) - Una lunga scia rosa nel centro della Capitale. Nella mattinata di oggi più di trecento persone hanno trasformato alcune delle strade più suggestive di Roma in un percorso di sport, partecipazione e consapevolezza. È tornata così “Bicinrosa”, la pedalata solidale promossa dalla Breast Unit della Fondazione Policlinico Universitario Campus Bio-Medico, dedicata alla prevenzione del tumore al seno e alla promozione di corretti stili di vita. Arrivata alla sua nona edizione, l’iniziativa ha coinvolto cittadini di tutte le età in un percorso di circa cinque chilometri, dalle Terme di Caracalla al Colosseo, passando lungo i Fori Imperiali. Una mattinata pensata per ribadire, anche attraverso un gesto semplice e condiviso, l’importanza di prendersi cura del proprio corpo e di non rimandare i controlli. All’iniziativa erano presenti, tra gli altri, la Presidente del Municipio I di Roma Capitale Lorenza Bonaccorsi e il Presidente della Commissione Cultura, Spettacolo, Sport e Turismo della Regione Lazio Mario Luciano Crea.
“Bicinrosa rappresenta ormai un appuntamento fisso che ci permette di incontrare i cittadini e informarli su ciò che può fare realmente la differenza”, ha spiegato il Direttore dell’Unità di Chirurgia senologica e responsabile della Breast Unit del Policlinico Campus Bio-Medico Vittorio Altomare. “La diagnosi precoce” – ha continuato il professor Altomare – “rimane lo strumento più efficace per aumentare le possibilità di guarigione, ma anche le scelte quotidiane, dall’alimentazione all’attività motoria, giocano un ruolo determinante”. “Iniziative come Bicinrosa aiutano a sensibilizzare le persone su temi che troppo spesso vengono affrontati solo quando è già necessario intervenire”, ha affermato il medico dell’Unità di Chirurgia senologica del Policlinico Antonella Grasso. “La prevenzione oggi non significa soltanto aumentare la sopravvivenza, ma migliorare la qualità della vita: non solo allungarla, ma allargarla. Parallelamente, la chirurgia senologica si è evoluta verso un approccio sempre più attento non solo alla radicalità oncologica, ma anche agli esiti estetici e funzionali”.
Secondo l’ultimo rapporto dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica, il carcinoma mammario continua a rappresentare la neoplasia più diffusa in Italia, essendo responsabile di circa un terzo di tutti i casi di tumore fra le donne, con circa 53.686 nuove diagnosi stimate nel 2024. Tuttavia, i tassi di sopravvivenza migliorano in modo significativo quando la malattia viene individuata in fase iniziale. Stando ancora ai dati Aiom, in generale la probabilità di superare definitivamente il cancro a 5 anni dalla diagnosi è pari all’88%, ma la percentuale di guarigione passa dal 99% nello stadio I, all’81% nello stadio II, per scendere al 36% nel III e IV. Anche quest’anno, dunque, Bicinrosa ha mostrato come la prevenzione possa diventare un gesto collettivo. Una giornata di sport e responsabilità che testimonia ancora una volta l’impegno del Policlinico Campus Bio-Medico al fianco di tutte le donne e delle loro famiglie.
Il vino come cultura, socialità ed economia attraverso il viaggio
di Vinitaly and the city, il fuori salone del Vinitaly, che si sta
svolgendo in questi giorni a Verona, dove la Regione Sardegna
partecipa per promuovere il valore aggiunto del "modello Sardegna"
tra longevità, territorio incontaminato e vitigni autoctoni
unici.
(Adnkronos) - Renato Zero lo ha fatto di nuovo. Il cantautore romano ha interrotto il suo concerto per scendere in platea e abbracciare un ospite speciale. Tra il pubblico infatti c'era Verdiana Bonaccorti, la figlia di Enrica Bonaccorti, la conduttrice scomparsa esattamente un mese fa, il 12 marzo, all'età di 76 anni.
È successo ieri sera a Bari, in Puglia, in una delle date del suo tour 'L'Ora Zero'. Proprio in questo tour, nella tappa romana dello scoso gennaio, Renato Zero era sceso tra il pubblico per abbracciare la sua Enrica Bonaccorti: un momento che era rimasto nel cuore di molti, in particolare di chi conosceva il periodo complesso, dovuto ai problemi di salute, che la conduttrice stava attraversando.
Con discrezione e chiedendo un po' di silenzio, il cantautore romano si è avvicinato al pubblico e ha iniziato a parlare dell'amore, quello libero e sano. "Proprio domani, un mese fa, si spegneva la mia grande amica Enrica Bonaccorti", ha esordito tra gli applausi e il calore del pubblico.
Zero ha poi raccontato che la conduttrice poco prima di andarsene lo aveva chiamato promettendogli che non lo avrebbe mai lasciato da solo: "Verdiana, sua figlia, è qui", ha aggiunto, invitando la ragazza ad alzarsi per abbracciarla forte, sussurandole "coraggio", come si legge dal labiale. Un momento emozionante suggelato da un piccolo bacio sulle labbra.

(Adnkronos) - Grande impresa di Yeman Crippa in Francia. L'azzurro ha trionfato alla Maratona di Parigi, una delle più grandi al mondo, con quasi 60mila partecipanti al via, siglando il primato personale di 2h05:18. È il primo italiano della storia a conquistare i 42,195 km della capitale francese, una gara che un atleta europeo non vinceva da ben 24 anni (l'ultimo era stato il francese Benoit Zwierzchiewski nel 2002).
"La mia carriera da maratoneta inizia oggi - ha esultato il trentino delle Fiamme Oro all'arrivo - finalmente ho trovato la strada giusta. È stato incredibile, intorno al 33esimo chilometro ho capito che sarebbe stata la mia giornata e quando al 39esimo ho visto che gli avversari facevano fatica, ho deciso di attaccare. Oggi mi sono riscattato dal 25esimo posto di Parigi ai Giochi Olimpici e si apre una pagina tutta nuova, stamattina ho scoperto di avere feeling con la maratona".
Crippa, abbracciato da papà Roberto, da coach Massimo Pegoretti e dal manager Gianni Demadonna subito dopo il traguardo, ha preso la testa della gara quando mancavano circa cinque chilometri, all'interno del parco Bois de Boulogne, polmone verde di Parigi, e poi ha sferrato l'attacco decisivo a un chilometro e mezzo dal termine, in un tratto in pavè in leggera discesa, staccando l'etiope Bayelign Teshager (2h05:23), il keniano Sila Kiptoo (2h05:28) e il gibutiano Mohamed Ismail (2h05:38).
Quella di oggi lungo la Senna e all'ombra della Torre Eiffel era la settima maratona in carriera per Yeman Crippa, che ha debuttato tre anni fa a Milano, dopo una brillante carriera in pista che lo ha portato fino al titolo europeo dei 10.000 metri a Monaco di Baviera nel 2022.

(Adnkronos) - Liberare il vino dalle catene della burocrazia, dei dazi e delle etichette allarmistiche farebbe recuperare 1,6 miliardi di euro alle aziende vitivinicole italiane, liberando risorse per continuare a investire sulla qualità, sull’innovazione, sull’enoturismo e sulla promozione nei mercati internazionali. E’ quanto emerge dall’analisi della Coldiretti diffusa in occasione dell’inaugurazione del Vinitaly. Simbolo della 58a edizione del salone del vino è infatti una grande bottiglia di vino avvolta da catene spezzate che campeggia all’ingresso di Casa Coldiretti e rappresenta la condizione attuale del settore vitivinicolo italiano. "Liberare il vino dalle catene della burocrazia, dei dazi e delle distorsioni che oggi penalizzano il settore non è uno slogan ma una necessità economica concreta. Parliamo di 1,6 miliardi di euro che possono tornare direttamente nelle tasche delle imprese vitivinicole italiane. Per questo oggi più che mai serve fare sindacato per una filiera centrale del Made in Italy" sottolinea il segretario generale della Coldiretti Vincenzo Gesmundo.
“Il vino italiano con un valore complessivo di 14 miliardi di euro resta una delle principali bandiere anche del nostro export agroalimentare, avendo sfiorato nel 2025 gli 8 miliardi di euro, nonostante la difficile situazione internazionale. Le grandi incertezze generate dai dazi di Trump hanno complicato il mercato negli Stati Uniti che sono il primo sbocco di riferimento". Ad affermarlo è il presidente di Coldiretti Ettore Prandini. "È un mercato che non si può perdere e proprio per questo come Coldiretti saremo a New York a giugno per la promozione anche del vino. Oggi il settore sta affrontando una fase di forte pressione, - osserva il presidente - ma emergono anche segnali di recupero e, soprattutto, un potenziale enorme su cui costruire la ripartenza. La strada è chiara: innovazione, qualità e capacità di crescere aumentando il valore medio del vino italiano, salito del 39% nell’ultimo decennio, puntando su identità e distintività. Con il piano straordinario di promozione e il lavoro delle imprese, il vino italiano ha tutte le carte per recuperare terreno e continuare ad essere protagonista sui mercati globali” conclude Prandini.

(Adnkronos) - Max Giusti oggi condurrà su Canale 5 l'ultimo appuntamento di stagione di 'Caduta Libera'. Ma prima, alle 15, per nessun motivo, da grande tifoso e giocatore di tennis, si perderà la finale del Monte Carlo Masters tra Jannik Sinner e Carlo Alcaraz. Ed ha dei consigli per chi, come lui, vuole godersi il Big Match al meglio.
Per l'Adnkronos, Max Giusti ha stilato "le 10 condizioni perfette per vedere Sinner–Alcaraz come si deve".
Ecco di seguito il suo decalogo:
1. "Uno schermo grande “quanto basta”
Non serve un maxischermo da stadio, ma sotto i 55 pollici è un delitto. Il tennis di oggi è fatto di dettagli: rotazioni, traiettorie, micro-espressioni. Vederle è parte del piacere.
2. Volume alto, ma non da bar sport
Il rumore della palla sul rosso di Montecarlo è musica. Il commento deve accompagnare, non coprire. Il giusto mezzo: presenza, non invasione.
3. Zero rumori intorno
Niente lavatrici, niente notifiche, niente “mi senti un attimo?”.
Il match che decide il numero 1 del mondo merita silenzio monastico.
4. Un caffè serio sul tavolino
Non un espresso qualunque: quello buono, da sorseggiare nei cambi campo. È il rituale che scandisce la tensione.
5. Divano comodo, ma non troppo
Serve una seduta che permetta di scattare in piedi nei momenti decisivi. Se sprofondi, perdi metà delle emozioni.
6. Telefono lontano
Il live è sacro. Le clip, i tweet, i meme arriveranno dopo.
Oggi si guarda solo Sinner–Alcaraz.
7. Una compagnia che capisce
Non serve un esperto, basta qualcuno che non chieda: “Ma chi è quello in rosso?”.
Meglio ancora: guardarlo da soli se si è superstiziosi.
8. Snack intelligenti
Qualcosa di croccante, ma non rumoroso.
Patatine sì, ma versate prima in una ciotola.
Niente pacchetti che frusciano nei tie-break.
9. Luci giuste
Ambiente semi-soffuso, come nei cinema di una volta.
La luce deve sparire, lo schermo deve comandare.
10. Una sola regola finale
Qualunque cosa accada, non si cambia posizione se Sinner sta giocando bene. La scaramanzia, oggi, è parte del gioco. E io, i miei riti scaramantici più personali non ve li dico neanche sotto tortura!", conclude Giusti, che da anni possiede anche un circolo sportivo nella capitale, il Play Pisana, dove si pratica il tennis ma non solo (all'interno c'è anche l'apprezzato La Pisanella Restaurant). Per la fine di questa stagione televisiva, Giusti dà appuntamento ai suoi fan il 16 luglio alla Cavea dell'Auditorium Parco della Musica di Roma, dove andrà in scena con lo show "Quaranta e sto".

(Adnkronos) - “Basta, non ce la facciamo piu’ ad inseguire burocrati che nei palazzi di Bruxelles, senza conoscere lanciano idee che noi siamo costretti a scoraggiare e come e’ avvenuto per l’Irlanda a cancellare”. Lo ha detto il ministro dell'Agricoltura Francesco Lollobrigida a Verona, in apertura della 58esima edizione di Vinitaly. “Non esiste criminalizzare le nostre produzioni di qualità difenderemo i nostri prodotti, non perche’ non vogliamo etichette, anzi le vogliamo piu’ informative possibili, noi non vogliamo etichette allarmistiche che condizionano le persone che acquistano e consumano”.

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(Adnkronos) - Un giovane di 21 anni, Antonio Basile, è morto questa mattina in un incidente stradale avvenuto nei pressi di Arnesano, in provincia di Lecce. Si tratta del figlio di Dino Basile, consigliere regionale pugliese del gruppo di Fratelli d'Italia. Era a bordo di una Mercedes. La vettura è andata fuori strada e ha sfondato il muretto di una villetta. Sul posto sono intervenuti i carabinieri. Il giovane viaggiava da solo sulla strada provinciale Lecce-Arnesano.
Il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, insieme alla giunta, esprime "il più profondo cordoglio" al consigliere regionale Dino Basile per la tragica scomparsa del figlio. “In questo momento di immenso dolore, che nessuna famiglia dovrebbe mai conoscere, l’intera istituzione regionale si stringe con un abbraccio sincero e commosso a Dino e ai suoi cari, offrendo loro tutto il sostegno e la vicinanza possibili”, scrive Decaro. Questa notte il figlio 21enne del consigliere regionale di Fratelli d'Italia è morto in un incidente stradale avvenuto tra Lecce e Arnesano.
“Siamo sconvolti. Una tragedia immane che lascia senza parole. A 21 anni la vita dovrebbe essere tutta davanti, non spezzarsi così. All’amico e collega Dino e a tutta la famiglia Basile un abbraccio sincero e discreto, nel rispetto di un dolore che nessuna parola può colmare", afferma il capogruppo Paolo Pagliaro a nome del gruppo regionale pugliese di Fratelli d'Italia.

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(Adnkronos) - E’ stato arrestato nella tarda serata di ieri il presunto autore dell’omicidio di un 30enne avvenuto nella notte a Induno Olona, a seguito di una violenta rissa scoppiata in strada tra cinque persone, rispettivamente membri di due nuclei familiari. Al termine degli accertamenti condotti dai Carabinieri del Nucleo Investigativo provinciale e dei colleghi della Compagnia di Varese, sotto il diretto coordinamento del Pubblico Ministero della Procura di Varese, si è arrivati ad acquisire concreti e concordanti elementi di responsabilità a carico di un italiano 50enne residente sul territorio. Sarebbe stato lui, secondo gli investigatori, ad aver inferto la coltellata fatale al fianco del 30enne morto durante la rissa. Il 50enne, anche lui ferito, è stato sottoposto a fermo di indiziato di delitto emesso dal Pubblico Ministero incaricato delle indagini, dopo una meticolosa ricostruzione dell’accaduto.
Alla base della violenta rissa vi sarebbe una questione economica, legata ad un debito di poche centinaia di euro. La faccenda aveva portato già nei giorni precedenti a reiterate accese discussioni tra due giovani delle famiglie coinvolte, degenerate nella notte, quando le parti si sono ritrovate faccia a faccia in via Porro di Induno per risolvere la questione. Durante l’incontro gli animi si sono però scaldati, lasciando spazio ad uno scontro fisico nel quale è morto il 30enne. Nel corso del sopralluogo e dei successivi accertamenti sono stati trovati due coltelli, una mazza ferrata e altri oggetti atti ad offendere, alcuni dei quali con evidenti tracce ematiche, che sono stati sequestrati. Nello stesso contesto operativo tutti gli identificati sono stati denunciati a vario titolo per rissa e porto abusivo di armi o oggetti atti a offendere.

(Adnkronos) - Tragico incidente all’alba di oggi, domenica 12 aprile, sulla via Emilia Ovest a Modena: un violento scontro frontale tra un autocarro e un’auto ha provocato tre morti e un ferito grave. L’incidente è avvenuto alle 5.46 di questa mattina e ha richiesto un intervento urgente dei soccorsi, mentre la strada è stata completamente chiusa al traffico.
L'impatto, all'altezza del civico 1700, ha coinvolto un autocarro adibito al trasporto latte e una macchina. Nello scontro frontale, entrambi i veicoli sono usciti di strada terminando la loro corsa in una scarpata. Le squadre di soccorso dei Vigili del Fuoco, intervenute in pochi minuti sul posto, hanno operato con attrezzature idrauliche per estrarre i quattro occupanti intrappolati tra le lamiere della vettura. Nonostante la tempestività dei soccorsi per tre di questi il personale medico non ha potuto far altro che constatare il decesso. Il quarto passeggero, estratto vivo ma in gravi condizioni, è stato affidato ai sanitari del 118 per il trasporto d'urgenza in ospedale. Sul posto anche la Polizia Locale per i rilievi e per la gestione della viabilità. Al momento, la strada risulta completamente chiusa al traffico in entrambi i sensi di marcia per consentire le operazioni di messa in sicurezza dei mezzi e della strada.

(Adnkronos) - E' degenerata in un acceso fuoriprogramma la presentazione del programma elettorale di Mario Adinolfi, candidato sindaco di Prato per il Popolo della Famiglia, tenutasi sabato 11 aprile. La conferenza stampa si era appena conclusa quando, sul marciapiede, Adinolfi ha incrociato Filippo Roma, inviato del programma televisivo 'Le Iene' di Italia 1.
Tra i due sarebbe nata una discussione che è rapidamente degenerata: secondo quanto documentato anche da riprese amatoriali, il candidato sindaco avrebbe afferrato l’inviato per i capelli, chiedendogli ripetutamente: “Era una figurante o no?”. La scena è proseguita per diversi secondi alla presenza di telecamere e smartphone, prima che Adinolfi lasciasse la presa. Il riferimento del candidato sarebbe legato a precedenti servizi televisivi del programma.
L’episodio ha interrotto bruscamente il clima della presentazione, che si era svolta poco prima all’interno di un hotel e durante la quale Adinolfi aveva illustrato le linee programmatiche e la lista del Popolo della Famiglia.
Nel corso dell’incontro, il candidato ha presentato la capolista Maria Verita Boddi, 62 anni, descritta come malata oncologica in cura chemioterapica. Adinolfi ha collegato la sua candidatura a una critica alle politiche regionali su fine vita e assistenza sanitaria, attaccando il Partito Democratico e definendo la propria proposta politica come alternativa “valoriale” e centrata sulla famiglia. Tra le proposte illustrate figurano un sostegno economico alla maternità, contributi per le giovani coppie e interventi su sicurezza e politiche sociali, oltre a progetti di riqualificazione urbana e culturale per la città. Il candidato ha inoltre invitato i sostenitori del Popolo della Famiglia a mobilitarsi in vista delle prossime elezioni comunali, rivolgendo un appello anche all’elettorato cattolico. La giornata elettorale pratese è quindi stata segnata da un finale ad alta tensione, che ha rapidamente fatto il giro dei social.

(Adnkronos) - "Mentre il mondo globale scivola verso la più inquietante, spaventosa, quasi agghiacciante imprevedibilità, la nostra politica di casa si rifugia nella celebrazione della sua più stanca e ovvia prevedibilità. Tutto sembra svolgersi nel rispetto del copione, come se ogni confronto servisse solo a ribadire il già detto senza che mai un guizzo, una sorpresa, una qualche forma di originalità possa far pensare che dietro le parole ci sia stata una riflessione capace di scompaginare le finte certezze del giorno prima e di quello prima ancora.
Certo fa paura l’altalena altrui. E quel fiume in piena di esternazioni e manovre trumpiane che seguono il filo (il)logico della sua abominevole follia comprensibilmente induce le persone con un po’ di sale in zucca a cercare di presidiare quel che resta delle proprie certezze. E dunque si può capire che non appena si accendono i riflettori i vari Meloni, Schlein, Conte e chi più ne ha più ne metta siano portati a evitare di salire anche loro sull’ottovolante dei colpi di fantasia. Non si invoca il situazionismo, certo no. E però si vorrebbero ascoltare discorsi meno scontati di quelli pronunciati nei due confronti parlamentari dei giorni scorsi. Giusto quel tanto che basta a dar l’idea che chi ha redatto quei testi ci ha pensato almeno un po’ e magari non si è affidato ciecamente alla luce dell’intelligenza artificiale.
E invece, senza voler mancare di rispetto né ai relatori né ai loro eventuali e diligenti amanuensi, sembrava che tutto dovesse scorrere lungo binari prestabiliti. Ognuno pronto a issare le proprie bandiere secondo i codici dell’ovvio. Una premier che non spende una parola per guardare in faccia una sconfitta clamorosa e imprevista. E uno stuolo di oppositori che sembrano ancora affacciati sui palchi di qualche giorno prima. Come a dire che la crisi globale che sconvolge il mondo di oggi può solo trovare le sue soluzioni nelle parole d’ordine appena pronunciate -e testardamente ripetute, una in fila all’altra. Quasi che l’inventiva apparisse a questo punto troppo rischiosa per essere sperimentata.
Temo che sarà questo il copione della campagna elettorale. Peccato che essa sia prevista per l’anno prossimo, e che nel frattempo noi si corra il rischio di cantare la stessa canzone, con reciproca monotonia, per un anno e più. Il punto è che una politica ridotta alla infinita ripetizione di se stessa svela nel frattempo tutta la profondità della sua crisi. E non riesce mai a tener dietro al vorticoso agitarsi del mondo appena al di là dei nostri confini.
Questo modo di interpretare se stessi sta diventando ormai una deriva. Comincia dalle dichiarazioni rilasciate ogni sera ai telegiornali, laddove ogni leader e leaderino si esprime con lo stesso gergo, immancabilmente rivolto a promettere e a invocare risorse rivolte “alle imprese e alle famiglie” (formula di rito, ormai). E prosegue a questo punto anche nella solennità delle aule parlamentari, laddove non si sente più il vibrare di una sorpresa, di uno scarto, di una parola inattesa. E’ una vera e propria deriva. Che costringe i protagonisti a radicalizzare sempre più le proprie posizioni, poiché solo la demonizzazione dell’avversario e il trionfalismo di se stessi produce il carburante che serve alla propria campagna. Cristallizzando così il discorso pubblico nelle forme più canoniche e sempre meno convincenti.
Non c’è mai un ripensamento critico di se stessi, un annuncio di copioni meno prevedibili, un piccolo segno che si voglia tentare -almeno tentare- di uscire dai propri schemi, di oltrepassare le proprie trincee. Vorrebbe essere un tentativo di infondere sicurezza ai propri cari sulla forza delle leadership in campo. E invece temo sia solo la conferma che nessuno sente di potersi avventurare oltre le frontiere dell’ovvio. Laddove la politica, celebrando le sue ragioni di parte (solo quelle, o quasi) , si arrende a una realtà globale che sempre più tende a cancellarne ogni traccia di originalità e di coraggio". (di Marco Follini)

(Adnkronos) - La tregua di Pasqua in Ucraina è durata poche ore prima di trasformarsi in un nuovo fronte di accuse incrociate. Secondo Kiev e Mosca, il cessate il fuoco sarebbe stato violato migliaia di volte lungo tutta la linea del fronte di oltre 1.200 km, riaccendendo la tensione nel conflitto.
In particolare l'esercito ucraino ha accusato le forze russe di aver violato 2.299 volte la tregua. Alle 7 del mattino "erano state registrate 2.299 violazioni del cessate il fuoco, ovvero: 28 attacchi nemici, 479 bombardamenti di artiglieria, 747 attacchi con droni d'attacco ('Lancet', 'Molniya') e 1.045 attacchi con droni FPV", ha dichiarato lo Stato Maggiore ucraino in un rapporto pubblicato su Facebook. "Non ci sono stati attacchi missilistici, attacchi con bombe guidate o attacchi con droni tipo Shahed", ha aggiunto.
Da parte sua, l'esercito russo ha accusato le forze ucraine di aver violato 1.971 volte il cessate il fuoco. "Sono state registrate complessivamente 1.971 violazioni del cessate il fuoco da parte di unità delle forze armate ucraine" tra le 16 dell'11 aprile e le 8 del 12 aprile, ha dichiarato il Ministero della Difesa russo, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa TASS.
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