
(Adnkronos) - Nicole Minetti, l’ex igienista dentale e Consigliera Regionale lombarda condannata nell’ambito del processo 'Ruby bis' (le cosiddette cene eleganti), é stata graziata dal Presidente della Repubblica. La notizia, annunciata in un post sui social dal conduttore di 'Mi Manda Rai3', Federico Ruffo, è stata confermata dal Quirinale. Minetti era stata condannata in via definitiva a 1 anno e un mese per peculato e a 2 anni e 10 mesi per induzione alla prostituzione.
In un post sui social il conduttore di 'Mi Manda Rai3', Federico Ruffo, aveva annunciato che "il provvedimento di grazia, giunto per motivi umanitari, é stato rilasciato nelle scorse settimane con il parere positivo del Ministro della Giustizia Nordio e quello del Procuratore Capo della Corte d’Appello". "Questa mattina l’anticipazione (alle 8:30 circa) su #mimandaraitre e sul @ilfattoquotidianoit , domani l’inchiesta integrale di @florianabulfon durante la puntata di Mi Manda RaiTre", ha aggiunto.
“La concessione dell’atto di clemenza –in favore del quale si è espresso il competente Procuratore generale della Corte d’appello in un ampio parere- si è fondata anche sulle gravi condizioni di salute di uno stretto familiare minore della Minetti che necessita di assistenza e cure particolari, presso ospedali altamente specializzati", precisa l'Ufficio stampa del Quirinale. "La normativa a tutela dei dati sensibili dei minori -prosegue il comunicato- non consente di rendere noti dettagli sulle condizioni di salute del minore”.

(Adnkronos) - Jannik Sinner può tornare numero uno del ranking Atp oggi, sabato 11 aprile. Il fuoriclasse azzurro, impegnato nella semifinale del Masters 1000 di Montecarlo, potrebbe superare Carlos Alcaraz in vetta alla classifica. Come? Jannik al momento ha 240 punti di ritardo dallo spagnolo, che potrebbero essere colmati in due modi nel Principato. Oggi, in caso di vittoria contro Zverev e di contemporanea sconfitta dello spagnolo nella sua semifinale contro Vacherot. Oppure domani, battendo lo spagnolo in finale.
Ecco come potrebbero cambiare i distacchi in vetta al ranking Atp. In caso di trionfo nel Principato, Jannik sarebbe certo di superare Alcaraz: con un successo in un ipotetico scontro diretto in finale, lo supererebbe di 110 punti. Se Jannik dovesse vincere il torneo con una sconfitta di Carlos in semifinale, il vantaggio sarebbe invece di 360 punti.
Se Sinner dovesse invece perdere la finale con Alcaraz, il murciano resterebbe numero uno con 590 punti di vantaggio sull'azzurro. In caso di ko di Jannik in finale, con sconfitta di Alcaraz in semifinale, l'azzurro lo scavalcherebbe di soli 10 punti.

(Adnkronos) - Italia stretta nella morsa del caldo anomalo con punte fino a 30°C, poi svolta improvvisa già da domenica 12 aprile: una perturbazione in arrivo dal Nord Europa è pronta a spezzare la fase stabile portata dall’anticiclone africano, con temporali anche intensi al Nord e un cambio netto del tempo su gran parte del Paese.
Mattia Gussoni, meteorologo de iLMeteo.it, conferma la parentesi stabile e calda. Il bacino del Mediterraneo sarà infatti abbracciato da un promontorio del vasto anticiclone africano, un sistema di alta pressione che dal deserto del Sahara si spingerà fino al cuore dell'Europa. Questa configurazione garantirà un'atmosfera estremamente stabile, disturbata unicamente da qualche innocua nube di passaggio tra la Liguria e i settori tirrenici. Il vero protagonista sarà il caldo: nel corso di domenica ci aspettiamo temperature massime fino a 27°C in città come Firenze, Roma e Palermo, mentre in alcune aree della Sardegna si toccheranno addirittura i 30°C.
Siamo di fronte a valori che ricordano la fine di giugno, non la metà di aprile. Si tratta di un'anomalia termica di ben 7-8°C oltre la media stagionale, un dato che ci mette davanti a un'evidenza innegabile: il cambiamento climatico in atto. Il riscaldamento generale è ormai una realtà tangibile per tutti e non bastano brevi parentesi di maltempo per azzerare una tendenza al rialzo ormai consolidata.
Con l’aumentare del caldo cresce pure il rischio di eventi estremi. In meteorologia, un accumulo di calore si traduce sempre in un aumento dell'energia potenziale in gioco (maggior evaporazione dai mari = più umidità nell’aria). Più fa caldo, più il sistema atmosferico si carica, aumentando il rischio di eventi estremi al primo ingresso perturbato. Ed è proprio quello che ci aspettiamo già dalla serata di domenica, quando un fronte instabile in discesa dal Nord Europa piomberà sull'Italia, innescando i primi temporali, localmente anche molto intensi, su Piemonte, Liguria e Lombardia.
NEL DETTAGLIO
Sabato 11. Al Nord: poche nubi ovunque, clima mite. Al Centro: prevalenza di sole. Al Sud: soleggiato.
Domenica 12. Al Nord: peggiora al Nordovest con piogge nel corso del pomeriggio/sera. Al Centro: sole e caldo. Al Sud: poco nuvoloso.
Lunedì 13. Al Nord: piogge diffuse. Al Centro: molte nubi con pioggia su molti settori. Al Sud: peggiora in serata su Campania e Puglia.
Tendenza: deciso peggioramento del tempo a causa della formazione di un vortice Mediterraneo.

Se hai scelto di non accettare i cookie di profilazione e tracciamento, puoi aderire all’abbonamento "Consentless" a un costo molto accessibile, oppure scegliere un altro abbonamento per accedere ad ANSA.it.
Ti invitiamo a leggere le Condizioni Generali di Servizio, la Cookie Policy e l'Informativa Privacy....

(Adnkronos) - Stasera, sabato 11 aprile, quarto appuntamento con il serale di ‘Amici’, il talent show di successo ideato e condotto da Maria De Filippi.
Continua la corsa per il serale. Sono cinque gli allievi nella squadra di Alessandra Celentano e Rudy Zerbi: Caterina, Elena e Riccardo, cantanti e i due ballerini Emiliano e Nicola. Tre i talent della squadra di Anna Pettinelli ed Emanuel Lo: il cantante Gard e i ballerini Alessio e Kiara. Mentre Angie e Lorenzo cantanti e Alex ballerino formano la squadra di Lorella Cuccarini e Veronica Peparini.
A giudicare le loro performance il trio di giudici formato da Gigi D’Alessio, Amadeus, Elena D’Amario e Cristiano Malgioglio.
Sul palco torna il conduttore Alessandro Cattelan che conduce la divertente sfida di ‘Password’ che vede antagonisti Orietta Berti e l’attore Pierpaolo Spollon. In studio anche il comico Vincenzo Comunale.
Superospite musicale di questa puntata il cantautore rap J-Ax, che porta sul palco il suo ultimo successo proposto a Sanremo ‘Italia Starter Pack’.

(Adnkronos) - Ancora attacchi in Ucraina oggi, sabato 11 aprile, a poche ore dal cessate il fuoco temporaneo previsto per la Pasqua ortodossa annunciato da Mosca e destinata a entrare in vigore nel pomeriggio.
Secondo le ultime informazioni diffuse dalle autorità ucraine, si sono registrati raid russi in diverse regioni del Paese, con vittime e feriti tra la popolazione civile, in particolare nelle aree centrali e orientali. Due persone sono state uccise e altre due ferite in un attacco russo che ha colpito una zona residenziale nella città ucraina di Odessa, nel sud del Paese, ha riferito su Telegram il capo dell’amministrazione militare locale, Sergiy Lysak.
La tregua annunciata dal Cremlino dovrebbe iniziare alle 16 ora locale (15 in Italia) dell’11 aprile e proseguire fino alla mezzanotte del 12 aprile, con l’ordine alle forze russe di sospendere temporaneamente le operazioni militari, pur restando pronte a rispondere a eventuali provocazioni.
Sul fronte politico, Kiev ha ribadito la disponibilità a rispettare il cessate il fuoco e ha parlato di possibili “progressi” nei negoziati, anche se il quadro resta incerto e le parti continuano ad accusarsi reciprocamente di responsabilità nell’escalation del conflitto.

(Adnkronos) - Storie al bivio torna oggi, sabato 11 aprile, alle 15.30 su Rai2 con un nuovo appuntamento. Tra gli ospiti della puntata: Carmen Russo, Enzo Paolo Turchi, Pietro Delle Piane, Miriana Trevisan e Patrizia Rossetti.
Enzo Paolo ribadisce il suo 'no' all'ingresso di Carmen nella casa del Grande Fratello. Non riesce a stare lontano dalla moglie e non vedrebbe di buon occhio neanche il suo trasferimento in Spagna nella giuria di 'Ballando'. Scherzando con lei, a proposito di presunti tradimenti, Enzo Paolo Turchi confessa poi la sua gelosia nei confronti di Stefano De Martino, uno degli artisti più ammirati dalla moglie.
Intensa l'intervista di Patrizia Rossetti che ha chiuso la sua storia con Marco Antonio Bellini - attore più giovane di lei di 30 anni - e si proclama "single". La differenza d'età, dice, ha pesato sulla decisione di archiviare una storia che era nata all'insegna di una grande passione.
Miriana Trevisan ha trovato l'amore. A distanza di anni dal divorzio dal cantante Pago, la conduttrice confida di frequentare un uomo più grande di lei che le dà sicurezza e amore.
Pietro Delle Piane, invece, a sei mesi dalla fine della storia con Antonella Elia, che pareva destinata alle nozze, confessa il motivo della rottura. Di notte arrivavano sul suo computer delle foto di fans innamorate che hanno fatto scattare la gelosia della Elia.

(Adnkronos) - Torna Verissimo con un nuovo doppio appuntamento. Oggi, sabato 11 aprile, e domani, domenica 12 aprile, Silvia Toffanin accoglierà nel suo studio diversi ospiti per interviste inedite.
A Verissimo Lucia Ocone, al suo debutto tra i protagonisti de I Cesaroni – Il ritorno, in onda da lunedì 13 aprile, in prima serata, su Canale 5.
In studio, le dolci emozioni di Delia Duran e Alex Belli, da pochissimo diventati genitori del piccolo Gabriel.
Inoltre, il percorso artistico e i progetti degli ultimi due ragazzi eliminati dal serale di Amici: i cantanti Valentina e Plasma.
Infine, saranno ospiti, con i loro racconti personali: Stefania Orlando e la Iena Stefano Corti.
In attesa del grande ritorno de I Cesaroni, sarà ospite il protagonista e regista della serie cult di Canale 5 Claudio Amendola.
Silvia Toffanin accoglierà, con la sua lunga carriera, Cristiano Malgioglio, tra i super giudici del serale di Amici.
E ancora, a Verissimo il periodo delicato che sta vivendo Raffaella Fico e la storia di Ibiza Altea, concorrente uscita da Grande Fratello Vip.
Infine, in studio Manuela Bianchi, nuora di Pierina Paganelli, pronta a raccontare la sua verità sul caso della 78enne uccisa il 3 ottobre 2023. Una vicenda dai contorni complessi che la vede coinvolta anche per essere stata l’amante di Louis Dassilva, attualmente unico indagato per la morte della donna.

(Adnkronos) - Una variante genica protegge dalle patologie dell'invecchiamento. È il risultato del gruppo di lavoro di Annibale Puca, neurologo, professore di Genetica all'università di Salerno e investigatore presso MultiMedica, presentato nel corso della terza edizione della 'ALC Aging and Longevity Conference' a Roma. "È la presenza del gene Lav, che ha azione protettiva su cuore e cervello, a determinare una maggiore resistenza a malattie cardiovascolari e neurodegenerative tipiche dell'anziano, come ipertensione e aterosclerosi", emerge dal lavoro.
"Abbiamo reclutato per tre anni circa 600 centenari che vivevano in Cilento - spiega Puca - confrontandoli con campioni di soggetti sani della popolazione generale, riscontrando nei centenari varianti geniche, modifiche del Dna in una proteina selezionata che porta un vantaggio genetico. E siamo riusciti a ringiovanire un cuore anziano, recuperare un cuore diabetico, bloccare aterosclerosi e malattie neurodegenerative, come la Corea di Huntington. Iniziato su modelli animali, lo studio è continuato in vitro su cellule umane del sistema immune, ottenendo, negli anni, lavori di ottimo livello. L'ultima scoperta riguarda la capacità di Lav di mitigare il deterioramento cardiaco anche nella progeria, malattia caratterizzata da invecchiamento precoce causata da mutazioni nel gene Lamina. Potrebbe diventare un nuovo bersaglio per terapie future anche per malattie rare come quella di Sammy Basso".
Lo studio dei centenari, che rappresentano un modello di invecchiamento di successo, porta a scoperte utilizzabili nelle ricerche per contrastare i disturbi legati all'invecchiamento su tutta la popolazione. Allora si può affermare che copiando l'esperienza di questi codici possiamo svelare il segreto di come invecchiare meglio o addirittura ringiovanire? La risposta è sì. "L'assetto genetico è come il modello di una macchina - continua Puca - e lo stile di vita è la benzina. Un buon carburante può migliorare le prestazioni del motore, ma naturalmente entro range limitati: chi nasce Fiat 500 non potrà mai performare come una Ferrari, anche con il miglior carburante del mondo". Lavorare sul Dna dei centenari è importante perché lì troviamo l'informazione su come intervenire in un processo complesso come l'invecchiamento senza avere effetti collaterali. Cosa che invece accade quando interveniamo con molecole che non rispettano il lavoro della natura, che eventualmente portano dei benefici apparenti, ma che si trascinano anche effetti collaterali importanti.
"Confrontando il Dna dei centenari con quello della popolazione generale - riporta Puca - abbiamo generato un catalogo di varianti geniche arricchite o depauperate nei centenari. Le prime vengono considerate varianti protettive mentre le seconde nocive. Infatti, i centenari nel tempo tendono a mantenere le varianti che favoriscono il loro benessere, mentre quelle con effetti negativi vengono progressivamente perse". Tra i principali mediatori degli effetti benefici di Lav c'è il sistema immune che riduce la sua componente infiammatoria. A livello dei vasi e del cuore si registra una riduzione dei segni dell'invecchiamento cardiovascolare, con un importante recupero funzionale associato alla riduzione del processo aterosclerotico e della fibrosi cardiaca, nonché a un aumento della gittata cardiaca. A livello celebrale, il trattamento con Lav protegge da una rara forma di patologia neurodegenerativa, la Corea di Huntington.
"In sintesi - conclude Cesare Sirtori, farmacologo clinico all'università degli Studi di Milano e scopritore negli anni '70 dell'apolipoproteina A1 Milano in una popolazione del Lago di Garda - attraverso lo studio del Dna dei centenari è stata identificata una variante genetica, la Lav, che normalmente viene trasmessa alla progenie per trasmettere il tratto longevo. Oggi, alla luce di queste scoperte, possiamo pensare che questa stessa variante, o la proteina che ne deriva, possa essere trasferita in modo mirato alla popolazione fragile e a rischio, con l'obiettivo di proteggerla dalle malattie legate all'invecchiamento ed eventualmente ringiovanire alcuni organi".

(Adnkronos) - Giornata cruciale oggi, sabato 11 aprile, per la guerra tra Usa e Iran. Whashington e Teheran si incontrano a Islamabad, in Pakistan, per tentare di stabilizzare la fragile tregua e trasformarla in un accordo di pace più duraturo. Sul tavolo il futuro del programma nucleare iraniano, la presenza militare americana in Medio Oriente e il controllo dello Stretto di Hormuz.
I colloqui sono stati posticipati di alcune ore rispetto all’orario inizialmente previsto, riferisce l’agenzia Tasnim, vicina ai Guardiani della Rivoluzione, secondo cui le delegazioni dei due Paesi incontreranno separatamente il premier pakistano Shehbaz Sharif prima dell’avvio formale dei negoziati.
Tutte le news e gli aggiornamenti di oggi.

(Adnkronos) - Giornata cruciale oggi, sabato 11 aprile, per la guerra tra Usa e Iran. Whashington e Teheran si incontrano a Islamabad, in Pakistan, per tentare di stabilizzare la fragile tregua e trasformarla in un accordo di pace più duraturo. Sul tavolo il futuro del programma nucleare iraniano, la presenza militare americana in Medio Oriente e il controllo dello Stretto di Hormuz.
I colloqui sono stati posticipati di alcune ore rispetto all’orario inizialmente previsto, riferisce l’agenzia Tasnim, vicina ai Guardiani della Rivoluzione, secondo cui le delegazioni dei due Paesi incontreranno separatamente il premier pakistano Shehbaz Sharif prima dell’avvio formale dei negoziati.
"Se la parte americana sarà pronta a un vero accordo e a riconoscere i diritti della nazione iraniana, troverà anche da parte nostra disponibilità a raggiungere un’intesa", ha detto il capo della squadra negoziale, Mohammed Bagher Ghalibaf, aggiungendo tuttavia che "purtroppo, la nostra esperienza nei negoziati con gli americani è sempre stata accompagnata da fallimenti e violazioni degli impegni".
Tutte le news e gli aggiornamenti di oggi.

(Adnkronos) - Blitz all’alba a Roma: i Carabinieri del Nucleo Investigativo e la Polizia di Stato hanno arrestato quattro persone, accusate di essere mandanti e complici dell’omicidio di Cristiano Molé, ucciso a colpi di pistola nel quartiere Corviale il 15 gennaio 2024 in un agguato con modalità mafiose, nel quale era rimasto ferito anche un amico della vittima.
L’operazione, coordinata dalla Direzione Di
strettuale Antimafia di Roma, ha portato all’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Roma nei confronti di quattro indagati, due dei quali già detenuti per altri reati.
Il provvedimento dell’Autorità Giudiziaria scaturisce dalle risultanze di una complessa attività investigativa, condotta attraverso intercettazioni e quotidiani servizi di osservazione, controllo e pedinamento, corroborati dalle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia.
Già nel 2024, nel corso delle indagini, i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma e la Squadra Mobile di Roma, avevano eseguito il fermo emesso dalla Procura di Roma nei riguardi di uno dei mandanti e dei due esecutori materiali dell’omicidio di Molé, nonché alcune perquisizioni che avevano consentito di trovare diverse armi da fuoco con il relativo munizionamento a disposizione del commando.
Individuati anche altri due mandanti del delitto e il relativo movente, riconducibile a questioni di rivalità con la vittima e di controllo del territorio in cui gli stessi sono indagati di gestire la piazza di spaccio di via Donna Olimpia 30, nonché altri due complici che avrebbero procurato le due armi utilizzate per l'omicidio e fornito le informazioni sulle abitudini di vita e i movimenti della vittima.

(Adnkronos) - Dopo quasi un mese e mezzo di guerra, è il giorno dei colloqui tra Iran e Usa a Islamabad nel tentativo di trasformare la fragile tregua di due settimane annunciata dal presidente americano Donald Trump in una pace duratura. Tregua annunciata dopo una notte di intenso lavoro diplomatico, guidato proprio dal Pakistan, che è riuscito a trasformare la minaccia del tycoon di "annientantare un'intera civilità" in quella che sempre Trump ha definito "una buona base su cui negoziare". Per il Pakistan, al tavolo dei negoziati ci saranno il primo ministro Shehbaz Sharif, il ministro degli Esteri Ishaq Dar e il capo di Stato Maggiore Asim Munir.
A capo della delegazione americana, il vice presidente JD Vance. Della delegazione Usa fanno parte anche Steve Witkoff, Jared Kushner e il capo del Cencom Brad Cooper. Il ''mite'' ministro degli Esteri Abbas Araghchi e il ''radicale'' presidente del Parlamento di Teheran Mohammad-Bagher Ghalibaf, alla guida di quella iraniana di cui fanno parte anche il segretario del Consiglio per la sicurezza nazionale Mohammad Bagher Zolghadr e il vice ministro degli Esteri Majid Takht-Ravanchi. Sono loro i massimi funzionari che si prevede si incontreranno nella giornata di oggi.
Saldamente allineato con il presidente, Vance all'inizio della guerra contro l'Iran si era mantenuto distante dall'operazione 'Epic Fury'. ''Ma distanza non significa disimpegno'', sintetizza il sito pakistano di Dawn notando che negli ultimi giorni Vance è emerso come figura centrale negli sforzi di mediazione. Sempre Dawn nota che Vance ha subito ''una trasformazione radicale'' da quando, nel 2016, criticava Trump, che ora invece affianca nelle decisioni sul ruolo degli Stati Uniti all'estero.
E' stato proprio Vance a dire ai mediatori pakistani che Trump era aperto a una tregua. Secondo al Jazeera, il feldmaresciallo Munir è stato in contatto con Vance dalla fine di marzo e per due volte il vice presidente americano era pronto a recarsi a Islamabad per colloqui con le controparti iraniane, ma entrambe le visite sono state annullate dopo che Teheran ha chiesto più tempo. In ogni caso l'Iran sembra considerare Vance un interlocutore più credibile rispetto ad altri alti funzionari Usa. Secondo il Telegraph, l'Iran si è rifiutato di dialogare con gli inviati statunitensi Witkoff e Kushner, che ancora il giorno prima dell'inizio della guerra il 28 febbraio negoziavano con Teheran. "Vance è il preferito", ha detto una fonte del Golfo.
Della delegazione americana fanno comunque parte anche Witkoff e Kushner, come ha confermato la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt. ''Figura diplomatica centrale''. Witkoff viene considerato tra i più influenti nei negoziati prima e durante il conflitto. E' stato proprio l'alleato di lunga data di Trump a segnalare a fine marzo una possibile svolta, annunciando che gli Usa avevano presentato all'Iran un piano in 15 punti per avviare i colloqui. Sempre lui ha confermato il ruolo del Pakistan come mediatore e ha continuato a lavorare con alti funzionari statunitensi per preparare i colloqui diretti. Ma in Iran Witkoff non gode di grande popolarità come negoziatore. Teheran ha infatti espresso forti riserve riguardo a Witkoff e a Kushner dicendo di non fidarsi di loro e di non volerli coinvolti nei futuri negoziati, come riportato da Middle East Monitor.
Il genero di Trump, Kushner, è diventato inviato di pace di alto livello dalla scorsa estate, quando ha contribuito a mediare un cessate il fuoco tra Israele e Hamas nella Striscia di Gaza. Kushner ha anche partecipato ai negoziati tra Russia e Ucraina e in quelli con l'Iran sul suo programma nucleare.
Citando una fonte diplomatica, il Middle East Monitor afferma che l'Iran considera i due inviati interlocutori inaffidabili, descrivendo i precedenti incontri con loro come "non costruttivi" e dicendo di preferire canali alternativi per un futuro processo diplomatico. All'inizio di marzo l'Iran aveva accusato Witkoff e Kushner di "tradimento".
Da parte iraniana, invece, la delegazione è guidata dal ministro degli Esteri Abbas Araghchi. Che, dal 2013 al 2021, è stato anche capo negoziatore iraniano sul nucleare. Rampollo di una famiglia di commercianti del bazar di Isfahan, si è unito alla Rivoluzione islamica iraniana del 1979 e ha combattuto nella guerra Iran-Iraq degli anni '80. Ma nel corso degli anni il 'mite' Araghchi si è guadagnato la reputazione di "maestro delle negoziazioni difficili". Soprattutto dopo il suo ruolo nei colloqui che hanno portato allo storico accordo sul nucleare iraniano con gli Stati Uniti, Regno Unito, Francia, Russia, Cina più la Germania nel 2015, il Jcpoa.
Anche durante l'attuale conflitto, scoppiato il 28 febbraio scorso, il ministro degli Esteri iraniano ha continuato a svolgere il ruolo di diplomatico e di stratega. Se da un lato ha costantemente definito gli attacchi israelo-americani "illegali" e "non provocati", dall'altro ha coordinato l'azione diplomatica, riconoscendo gli sforzi di mediazione guidati dal Pakistan.
Ad affiancare Araghchi c'è il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, considerato un protetto del defunto Ali Khamenei e un confidente di suo figlio, la nuova Guida suprema Mojtaba Khamenei. Unitosi ai Pasdaran all'età di 18 anni, di orientamento conservatore, Ghalibaf, per dieci anni sindaco di Teheran, ha più volte cercato di candidarsi alla presidenza, nel 2005, 2013 e 2024, e ha partecipato alle elezioni del 2017 prima di ritirarsi a favore di Ebrahim Raisi. Nel 2020 è stato eletto presidente del parlamento, un'ascesa ampiamente attribuita alla sua lealtà a Khamenei.
Nonostante il suo ruolo politico formale, Ghalibaf resta profondamente radicato nell'apparato di sicurezza iraniano e si ritiene abbia una grande influenza all'interno dei Pasdaran. I suoi legami di lunga data con l'elite militare iraniana sono profondi: era uno stretto collaboratore di Qasem Soleimani, il comandante assassinato durante la prima amministrazione Trump nel 2020.
Secondo Axios, Ghalibaf è stato coinvolto in colloqui informali con inviati statunitensi, tra cui Witkoff e Kushner. Un funzionario dell'Amministrazione Usa citato da Politico lo ha descritto come ''uno dei candidati più importanti'' per i colloqui ''ma dobbiamo metterlo alla prova e non possiamo avere fretta". All'inizio di aprile, con l'intensificarsi degli sforzi per il cessate il fuoco, la posizione di Ghalibaf rispecchiava l'approccio iraniano più condiviso, che prevedeva di combinare partecipazione e pressione. Pubblicamente ha detto che i continui attacchi e le violazioni avevano reso i colloqui "privi di significato".

(Adnkronos) - Artemis II è rientrata con successo sulla Terra: la missione della Nasa ha riportato a casa i quattro astronauti dopo lo storico viaggio attorno alla Luna, che ha segnato il ritorno dell’uomo nello spazio profondo dopo oltre mezzo secoloe aperto la strada alle future esplorazioni lunari.
A bordo c’erano Reid Wiseman, Victor Glover, Christina Koch e Jeremy Hansen: un equipaggio destinato a entrare nei libri di storia. Non solo per la distanza record raggiunta — oltre 400mila chilometri dalla Terra — ma anche per i traguardi simbolici: la prima donna, la prima persona di colore e il primo astronauta non statunitense in una missione lunare.
Il rientro è iniziato con la separazione del modulo di servizio, seguita dall’ingresso nell’atmosfera terrestre a velocità impressionanti, fino a circa 38.000 km/h. In questa fase la capsula è stata avvolta da una 'palla di fuoco' di plasma, che ha causato anche un blackout delle comunicazioni di diversi minuti con il centro di controllo.
Da lì, una sequenza millimetrica: prima l’apertura dei paracadute stabilizzatori (drogue) a circa 6-7 mila metri di quota, poi il dispiegamento dei tre paracadute principali poco sotto i 2.000 metri. È questa fase che ha permesso di ridurre drasticamente la velocità della navicella, portandola da centinaia di chilometri orari fino a circa 30-38 km/h al momento dell’impatto con l’acqua.
L’ammaraggio è avvenuto alle 17:07 ora locale (le 2:07 in Italia), a circa 80 miglia dalla costa californiana. Un impatto controllato, seguito dall’intervento immediato delle squadre di recupero della Marina statunitense, già posizionate nell’area con navi, elicotteri e sommozzatori pronti ad assistere l’equipaggio.
Fino all’ultimo istante, la cautela ha prevalso sull’entusiasmo. Un approccio segnato anche dalle lezioni del passato, dai disastri dello Shuttle Challenger e Columbia, nei quali gli astronauti morirono dopo che segnali di allarme erano stati ignorati e che hanno insegnato quanto ogni anomalia vada presa sul serio. E proprio lo scudo termico era stato al centro delle principali preoccupazioni. Durante Artemis I, nel 2022, aveva mostrato un’erosione inattesa. Per questo la Nasa ha modificato la traiettoria di rientro, scegliendo un profilo più breve e controllato per ridurre i rischi.
L’ammaraggio e il recupero da parte delle squadre della Marina statunitense hanno segnato quel momento: astronauti fuori dalla capsula, visite mediche, e finalmente il via libera alle celebrazioni.
Artemis II non è stata solo una missione spettacolare: è stata soprattutto un test cruciale. Per la prima volta la capsula Orion ha trasportato esseri umani nello spazio profondo, verificando sistemi, comunicazioni e capacità operative in vista delle prossime tappe.
Il viaggio ha già regalato immagini iconiche — come il “tramonto della Terra” visto dalla distanza lunare — e dati scientifici preziosi. Ma il suo vero significato va oltre: è il ponte verso Artemis III, la missione che dovrebbe riportare l’uomo sulla superficie lunare entro la fine del decennio.
Dopo oltre 50 anni dall’era Apollo, il ritorno non è più un’idea: è realtà. E il rientro di Artemis II, superato senza incidenti, è il segnale più concreto che la nuova corsa alla Luna è davvero iniziata.

(Adnkronos) - Artemis II è rientrata con successo sulla Terra: la missione della Nasa ha riportato a casa i quattro astronauti dopo lo storico viaggio attorno alla Luna, che ha segnato il ritorno dell’uomo nello spazio profondo dopo oltre mezzo secoloe aperto la strada alle future esplorazioni lunari.
A bordo c’erano Reid Wiseman, Victor Glover, Christina Koch e Jeremy Hansen: un equipaggio destinato a entrare nei libri di storia. Non solo per la distanza record raggiunta — oltre 400mila chilometri dalla Terra — ma anche per i traguardi simbolici: la prima donna, la prima persona di colore e il primo astronauta non statunitense in una missione lunare.
Il rientro è iniziato con la separazione del modulo di servizio, seguita dall’ingresso nell’atmosfera terrestre a velocità impressionanti, fino a circa 38.000 km/h. In questa fase la capsula è stata avvolta da una 'palla di fuoco' di plasma, che ha causato anche un blackout delle comunicazioni di diversi minuti con il centro di controllo.
Da lì, una sequenza millimetrica: prima l’apertura dei paracadute stabilizzatori (drogue) a circa 6-7 mila metri di quota, poi il dispiegamento dei tre paracadute principali poco sotto i 2.000 metri. È questa fase che ha permesso di ridurre drasticamente la velocità della navicella, portandola da centinaia di chilometri orari fino a circa 30-38 km/h al momento dell’impatto con l’acqua.
L’ammaraggio è avvenuto alle 17:07 ora locale (le 2:07 in Italia), a circa 80 miglia dalla costa californiana. Un impatto controllato, seguito dall’intervento immediato delle squadre di recupero della Marina statunitense, già posizionate nell’area con navi, elicotteri e sommozzatori pronti ad assistere l’equipaggio.
Fino all’ultimo istante, la cautela ha prevalso sull’entusiasmo. Un approccio segnato anche dalle lezioni del passato, dai disastri dello Shuttle Challenger e Columbia, nei quali gli astronauti morirono dopo che segnali di allarme erano stati ignorati e che hanno insegnato quanto ogni anomalia vada presa sul serio. E proprio lo scudo termico era stato al centro delle principali preoccupazioni. Durante Artemis I, nel 2022, aveva mostrato un’erosione inattesa. Per questo la Nasa ha modificato la traiettoria di rientro, scegliendo un profilo più breve e controllato per ridurre i rischi.
L’ammaraggio e il recupero da parte delle squadre della Marina statunitense hanno segnato quel momento: astronauti fuori dalla capsula, visite mediche, e finalmente il via libera alle celebrazioni.
Artemis II non è stata solo una missione spettacolare: è stata soprattutto un test cruciale. Per la prima volta la capsula Orion ha trasportato esseri umani nello spazio profondo, verificando sistemi, comunicazioni e capacità operative in vista delle prossime tappe.
Il viaggio ha già regalato immagini iconiche — come il “tramonto della Terra” visto dalla distanza lunare — e dati scientifici preziosi. Ma il suo vero significato va oltre: è il ponte verso Artemis III, la missione che dovrebbe riportare l’uomo sulla superficie lunare entro la fine del decennio.
Dopo oltre 50 anni dall’era Apollo, il ritorno non è più un’idea: è realtà. E il rientro di Artemis II, superato senza incidenti, è il segnale più concreto che la nuova corsa alla Luna è davvero iniziata.

(Adnkronos) - Jannik Sinner scende in campo in semifinale a Montecarlo. Oggi, sabato 11 aprile, il tennista azzurro sfida Alexander Zverev - in diretta tv e streaming - nel penultimo atto del Masters 1000 del Principato. Sinner arriva al match dopo aver eliminato Humbert, Machac e Auger-Aliassime nei quarti di finale, mentre Zverev ha battuto Garin, Bergs e Fonseca nell'ultimo turno.
La sfida tra Sinner e Zverev è in programma oggi, sabato 11 aprile, alle ore 13.30. I due tennisti si sono sfidati in 12 precedenti, con l'azzurro in vantaggio 8-4 nel parziale. Nell'ultimo incontro a trionfare è stato Sinner, che ha battuto Zverev in due set nella semifinale dell'ultimo Masters 1000 di Miami.
Sinner-Zverev sarà visibile in diretta televisiva e in esclusiva sui canali SkySport. Il match si potrà inoltre seguire anche in streaming sull'app SkyGo e su NOW.

(Adnkronos) - Caldo d'estate fino a domenica 12 aprile, poi cambia tutto. Il meteo dei prossimi giorni conferma un'Italia instabile, con giornate di sole e temperature decisamente elevate per il periodo che lasceranno spazio a piogge e una nuova ondata di maltempo. A confermarlo all'Adnkronos è Mattia Gussoni, meteorologo de 'iLMeteo.it': "Almeno fino a domenica 12 aprile, il Mediterraneo sarà dominato da un vasto campo di alta pressione di matrice subtropicale".
Tradotto, caldo e sole: "Nascendo a ridosso delle latitudini sahariane, a differenza del più mite anticiclone delle Azzorre, questo sistema agisce come un vero e proprio muro: da un lato devia le perturbazioni atlantiche verso il Nord Europa, dall'altro trasporta direttamente sull'Italia masse d'aria decisamente calde per la stagione".
Una vera e propria estate anticipata, con le temperature che toccheranno il loro picco domenica: "L'influenza di questo anticiclone garantirà stabilità atmosferica e temperature dal sapore tipicamente da inizio estate per gran parte del weekend specie al Centro Sud (versante tirrenico) e sulle due Isole Maggiori. Il picco del caldo è atteso proprio per domenica, quando città come Roma e Firenze toccheranno i 27°C. In alcune aree della Sardegna, inoltre, complici i venti caldi di Scirocco, si sfiorerà addirittura la soglia dei 30°C".
L'inizio della prossima settimana però segnerà un deciso cambio di rotta: "Questa fase di grande stabilità, tuttavia, non è destinata a durare a lungo. Dalla serata di domenica l'alta pressione inizierà a cedere sotto la spinta di un ciclone nordeuropeo, che invierà in alta quota infiltrazioni di aria decisamente più fresca e instabile. Quando questo flusso più freddo si scontrerà con l’aria calda e umida accumulatosi nei giorni precedenti, si innescherà un vero e proprio mix esplosivo", ha spiegato il meteorologo, "il forte contrasto termico darà vita a temporali improvvisi, che colpiranno in particolare Liguria, Piemonte e Lombardia. Sarà il primo avvertimento, il preludio a un peggioramento ben più corposo atteso per l'inizio della prossima settimana. Anche le temperature sono destinate a perdere diversi gradi su tutto il Paese riportandosi su valori più consoni alla metà di aprile".

(Adnkronos) - Obeso, ma sano? Impossibile. Non si può essere obesi e in salute: se l'eccesso di peso è importante, il rischio di malattie e di morte cresce, e anche avere analisi perfette non è una garanzia per il futuro. Parola degli esperti della Società italiana dell'obesità (Sio), che rilanciano uno studio inglese condotto da ricercatori dell'Imperial College London.
Il lavoro, pubblicato sull''American Journal of Preventive Cardiology', smonta la teoria dell'obesità 'metabolicamente sana', archiviandola come una "vecchia idea rassicurante" che nella realtà è soltanto un'illusione. "Per anni il concetto di 'metabolicamente sano' è stato il porto sicuro per chi, pur convivendo con un forte eccesso di peso, mostrava analisi del sangue perfette, niente diabete, pressione nella norma e colesterolo sotto controllo - afferma il presidente Sio, Silvio Buscemi - Ma la scienza accende un 'semaforo rosso': quel porto sicuro non esiste. In altre parole, anche quando i parametri metabolici sono impeccabili, l'obesità aumenta drasticamente il rischio di malattie gravi rispetto a chi ha un peso nella norma".
Lo studio su cui gli specialisti italiani accendono i riflettori si basa sui dati della Uk Biobank, che ha seguito oltre 157mila persone per 13 anni. I risultati che la Sio riporta in una nota non lasciano spazio a dubbi: chi vive con l'obesità, pur senza complicanze immediate, affronta un rischio drasticamente superiore di sviluppare malattie cardiovascolari aterosclerotiche. Precisamente, il rischio sale del 46% negli uomini e del 34% nelle donne. Ancora più alto è il pericolo di insufficienza cardiaca: un aumento del 63% per lui e del 69% per lei. "I dati sul rischio di sviluppare la steatosi epatica associata a disfunzione metabolica sono ancora più allarmanti", sottolinea Buscemi. Per il cosiddetto fegato grasso "si parla di un aumento del 137% negli uomini e del 344% nelle donne". E "anche senza malattie metaboliche evidenti, il rischio di morte per qualsiasi causa aumenta del 36% (uomini) e del 27% (donne)".
Se l'obesità già da sola è pericolosa, quando si aggiungono i classici problemi metabolici, come ipertensione, diabete o dislipidemia, la situazione precipita: la ricerca dimostra che la presenza di anomalie metaboliche raddoppia i tassi di eventi negativi legati all'obesità. "Il rischio non è 'acceso o spento' - chiarisce Buscemi - ma segue un gradiente preciso: più la colonna della bilancia sale (passando dall'obesità di classe I alla III) e più si accumulano disturbi metabolici, più la probabilità di finire in ospedale per infarto, ictus o insufficienza renale aumenta".
Un aspetto chiave che emerge dallo studio britannico riguarda le differenze di genere, evidenzia la Sio. "L'impatto dell'obesità sulle donne sembra essere più aggressivo - rimarca il presidente - In particolare, la circonferenza vita si è rivelata un segnale d'allarme fondamentale. Anche le donne che rientrano in un peso normale secondo l'indice di massa corporea (Bmi), ma che presentano obesità centrale (girovita superiore a 88 cm), corrono rischi significativamente più alti. Questo suggerisce che la bilancia non dice tutto: dove accumuliamo il grasso conta quanto, e a volte più, di quanto pesiamo".
Il vero killer è l'infiammazione. "Se il grasso fa male anche se gli zuccheri nel sangue sono a posto - spiega Buscemi - è a causa dell'infiammazione cronica di basso grado. Il tessuto adiposo non è un deposito inerte, ma un organo attivo che rilascia sostanze infiammatorie. Analizzando la proteina C-reattiva, un marker dell'infiammazione, i ricercatori hanno scoperto che può mediare fino al 48% del rischio di malattie cardiovascolari nelle donne 'sane, ma obese'. In pratica, il corpo è in uno stato di perenne allerta che logora arterie e organi".
Gli esperti guardano con timore alle nuove generazioni, ai trend di sovrappeso e obesità infantile, e ci tengono a sfatare "un altro luogo comune pericoloso: non è vero che i bambini 'hanno tempo per cambiare' senza conseguenze", avverte la Sio.
"Nuove evidenze cliniche confermano che l'obesità pediatrica, anche quando non presenta i tratti tipici della malattia metabolica, eleva il rischio cardiometabolico già nell'infanzia", ammonisce Buscemi. Uno studio svedese del Karolinska Institutet di Stoccolma, pubblicato su 'Jama Pediatrics', ha dimostrato che i bambini considerati metabolicamente sani nonostante l'obesità presentano comunque un rischio significativamente più alto di sviluppare complicazioni cardiometaboliche rispetto ai coetanei normopeso, riferisce ancora la Sio. I dati raccolti - su 7.275 minori con obesità confrontati con 35.636 coetanei della popolazione generale, seguiti dall'infanzia fino ai 30 anni d'età - mostrano che i bambini con obesità inizialmente definita sana hanno una probabilità 4,3 volte superiore di sviluppare il diabete di tipo 2 e un rischio 2,7 volte maggiore di soffrire di ipertensione rispetto ai bambini con peso nella norma. Oltre a queste minacce, resta marcatamente elevato il rischio di dislipidemia, con una probabilità 3,1 volte superiore di riscontrare livelli anomali di grassi nel sangue, confermando che la stragrande maggioranza di questi pazienti finisce per perdere lo status di 'sano' nell'arco di pochi anni.
"Con circa 300 milioni di persone nel mondo classificate come 'obese ma sane'", le evidenze citate suonano come "una chiamata alle armi per la sanità pubblica - commenta Buscemi - L'obesità non è un problema che si può ignorare finché non compare il diabete, ma è una condizione che va trattata subito. Non bisogna dunque aspettare che le analisi diventino 'rosse'. Agire sul peso oggi, attraverso lo stile di vita o le nuove terapie farmacologiche, significa disinnescare una bomba a orologeria prima che inizi a ticchettare".
Proprio per questo - si legge in una nota - la Sio è impegnata ogni giorno nel sostenere la lotta all'obesità: donare il 5x1000 alla società scientifica è un significativo gesto a costo zero che permette di finanziare studi indipendenti, campagne di prevenzione e borse di studio per giovani ricercatori impegnati a sconfiggere questa epidemia globale.

(Adnkronos) - Un 'interruttore molecolare' per frenare la progressione del cancro al seno. E' la scoperta di un team di ricercatori italiani del Cnr-Ieomi (Istituto degli endotipi in oncologia, metabolismo e immunologia del Consiglio nazionale delle ricerche) di Napoli. Gli esperti, in uno studio condotto in collaborazione con l'azienda Dompé farmaceutici, hanno acceso i riflettori su una proteina chiamata Shp1, normalmente associata a un'azione di contrasto al cancro, e hanno dimostrato come sia in grado di bloccare la catena di segnali avviata dall'interleuchina 8 (IL-8), agendo appunto come una sorta di interruttore molecolare.
L'interleuchina 8 è una proteina prodotta nell'ambiente che circonda il tumore e lo rende più aggressivo, favorendo la capacità delle cellule cancerose di invadere i tessuti e formare metastasi. Lo studio dimostra che questo meccanismo funziona anche in senso inverso: l'interleuchina 8 può a sua volta disattivare Shp1 mediante una modificazione chimica, innescando una serie di eventi che portano alla distruzione del recettore attraverso cui il segnale viene trasmesso. Il tumore è, quindi, in grado di regolare da solo la propria aggressività attraverso un meccanismo finora completamente sconosciuto, evidenziano gli autori del lavoro, pubblicato sulla rivista 'Cell Death & Disease'.
"Abbiamo identificato una modalità del tutto nuova con cui le cellule tumorali regolano il segnale di IL-8, controllando la stabilità del suo recettore", spiega Alessia Varone, ricercatrice del Cnr-Ieomi e coordinatrice dello studio. "Questo meccanismo non era mai stato descritto prima e apre la strada allo studio di processi simili anche per altre proteine cruciali nell'ambiente tumorale".
Lo studio ha anche rilevato che questo meccanismo è attivo in modo selettivo in due sottotipi di tumore al seno tra i più difficili da trattare: i tumori luminali e i cosiddetti 'triplo negativi'. In quest'ultimo caso, bassi livelli di Shp1 si associano a un'elevata produzione di interleuchina 8 e a una prognosi più sfavorevole, suggerendo che questa via molecolare potrebbe diventare sia un marcatore per valutare la gravità della malattia, sia un bersaglio per nuove terapie mirate.
Un elemento chiave dello studio, rimarcano gli esperti in una nota, è la stretta integrazione tra ricerca di base e industria farmaceutica: la collaborazione con Dompé farmaceutici ha permesso di collegare la scoperta di laboratorio alla valutazione di possibili applicazioni cliniche, accelerando il percorso dalla ricerca di base alla medicina.
"I nostri dati suggeriscono che agire su questo meccanismo potrebbe rappresentare una strategia innovativa per contrastare i tumori più aggressivi - aggiunge Daniela Corda, ricercatrice del Cnr-Ieomi e coautrice senior del lavoro - È un esempio concreto di come la collaborazione tra ricerca pubblica e industria farmaceutica possa accelerare il trasferimento delle conoscenze verso applicazioni cliniche". L'interleuchina 8 gioca un ruolo rilevante anche in altri tumori solidi, come quelli del polmone, del pancreas e della prostata, rendendo questa scoperta - prospettano gli autori - potenzialmente applicabile a un contesto oncologico più ampio.

(Adnkronos) - Il dialogo comincia in salita. Stati Uniti e Iran si incontrano a Islamabad, in Pakistan, per cercare di arrivare all'accordo che ponga fine alla guerra. La tregua di 14 giorni regge ma non poggia su fondamenta solide. Teheran da una parte e Donald Trump dall'altra, con dichiarazioni e messaggi, dimostrano quanto sia precario il quadro.
L'Iran aggiunge al menù una richiesta a sorpresa relativa ad imprecisati "asset bloccati", il presidente americano minaccia una letale ripresa degli attacchi. Per riassumere la situazione, è utile la frase affidata da un funzionario degli Usa a Axios: "Non siamo ancora d'accordo su cosa negoziare". A completare il mosaico, le indiscrezioni diffuse dalla tv pubblica in Israele: l'esercito si starebbe preparando all'eventualità di un fallimento dei negoziati tra Stati Uniti e Iran e a una conseguente ripresa delle ostilità.
Al tavolo, gli Stati Uniti saranno rappresentati dal vice presidente JD Vance. E' lui a capo della delegazione americana, di cui fanno parte l'inviato speciale Steve Witkoff, Jared Kushner e il capo del Centcom Brad Cooper. Il ministro degli Esteri Abbas Araghchi e il presidente del Parlamento di Teheran Mohammad Bagher Ghalibaf guidano la delegazione iraniana, di cui fanno parte anche il segretario del Consiglio per la sicurezza nazionale Mohammad Bagher Zolghadr, il vice ministro degli Esteri Majid Takht-Ravanchi, il segretario del Consiglio di difesa, Ali Akbar Ahmadian, il governatore della Banca centrale, Abdolnaser Hemmati, e alcuni parlamentari.
Per il presidente americano, il tema dirimente al momento è uno: la riapertura dello Stretto di Hormuz, di fatto ancora 'ostaggio' dell'Iran, e lo stop al programma nucleare di Teheran. "Apriremo lo Stretto, con loro o senza di loro. E lo faremo presto. L'obiettivo numero 1 è impedire che l'Iran abbia armi nucleari", dice Trump rispondendo ai media prima di volare in Virginia. E se i negoziati non dovessero decollare? "Stiamo caricando le navi con le migliori munizioni, le migliori armi mai costruite, persino migliori di quelle che abbiamo usato in precedenza e con cui li abbiamo fatti a pezzi. Se non raggiungeremo un accordo, le useremo, e le useremo in modo molto efficace".
"Gli iraniani non sembrano rendersi conto di non avere alcuna carta da giocare, se non un'estorsione a breve termine nei confronti del mondo attraverso le vie d'acqua internazionali", scrive Trump in uno dei numerosi post affidati al social Truth. Secondo gli Stati Uniti, la riapertura dello Stretto - decisivo per il commercio del 20% del petrolio mondiale - era una condizione alla base dell'implementazione della tregua. Teheran non sblocca la situazione: il passaggio delle navi avviene col contagocce e la Repubblica islamica non esclude l'ipotesi di introdurre un sistema di pedaggi. "L'unico motivo per cui gli iraniani sono ancora in vita oggi è negoziare", aggiunge Trump. Gli iraniani, dice il presidente, sono "più bravi a gestire i media delle fake news e le 'pubbliche relazioni' che a combattere".
La ripresa della guerra è un'opzione che non va esclusa. Mentre iniziano i negoziati, gli Usa dispiegano altri uomini e mezzi in Medio Oriente, come scrive il 'Wall Street Journal'. Caccia e aerei d’attacco sono recentemente arrivati nella regione, secondo dati di tracciamento dei voli e in base alle informazioni fornite da un funzionario. Inoltre, tra 1.500 e 2.000 soldati della 82esima Divisione Aviotrasportata dell'esercito americano, un’unità d’élite, potrebbero arrivare nei prossimi giorni. La portaerei Uss George H.W. Bush e le navi che la accompagnano sono partite dalla Virginia alla fine di marzo e si trovano attualmente nell’Atlantico. La Uss Boxer e le sue unità di scorta, che trasportano l’11esima Unità di Spedizione dei Marines, sono invece partite dalla California a metà marzo e si trovano nel Pacifico, secondo un'altra fonte della Marina. Le navi impiegheranno probabilmente più di una settimana per raggiungere l'area del Medio Oriente.
Per Teheran, alla vigilia dei negoziati parla soprattutto Mohammed Bagher Ghalibaf, presidente del Parlamento. "Due delle misure concordate tra le parti devono ancora essere attuate: il cessate il fuoco in Libano e lo sblocco degli asset iraniani bloccati prima dell'avvio dei negoziati. Secondo quanto previsto, entrambe le condizioni dovranno essere rispettate prima dell'inizio dei negoziati", dice. La Repubblica islamica esige lo stop degli attacchi israeliani contro il Libano, evidenziando che anche il paese dei cedri sia coperto dalla tregua. Per Israele e Stati Uniti, invece, Beirut non è protetta dall'ombrello. L'inizio dei colloqui di Islamabad, a giudicare dalle news diffuse dai media sauditi, potrebbe coincidere con l'annuncio del cessate il fuoco tra Israele e Libano in vista di negoziati diretti in programma la prossima settimana.
Ghalibaf introduce un tema 'a sorpresa' citando in maniera vaga "asset bloccati". Le parole del presidente del Parlamento potrebbero fare riferimento a beni congelati in passato dopo l'adozione di sanzioni varate dagli Stati Uniti e da altri paesi occidentali. Recentemente, il segretario al Tesoro americano, Scott Bessent, ha affermato: "Sappiamo dove sono i conti bancari dei leader iraniani, vengono congelati". Ghalibaf, quindi, potrebbe alludere a provvedimenti adottati nelle ultime settimane. Il tema dei 'frozen assets' non è stato inserito in maniera specifica dall'Iran nel piano di 10 punti che dovrebbe servire come base negoziale a Islamabad.

(Adnkronos) - Achille Lauro lascia X Factor e non sarà giudice nel talent show della prossima stagione. "Dopo 2 anni bellissimi a X Factor con una squadra unica e momenti bellissimi che non dimenticherò mai, la mia avventura nel programma si conclude qui", annuncia il cantante dal proprio profilo Instagram. "Mi trovo in un momento stupendo della mia vita. Tra un enorme tour negli stadi e l'amore travolgente che sto ricevendo, ho deciso di dedicarmi completamente alla musica e a chi, in questi anni, mi ha dato tutto. La musica è la mia casa. Scrivo canzoni da quando ero piccolissimo, ho sognato questo per tutta la vita e voglio dare tutto me stesso alla mia gente e a questo sogno", aggiunge l'artista.
"Grazie di cuore a XF per questi anni bellissimi. Grazie ai miei amici Paola, Jake, Francesco, Manuel, Giorgia, ad Andrea Duilio e a tutta Sky, al team Fremantle, a Marco Tombolini, a Paola Costa, a Giacomo Carrera, Paolo Scarbaci e a tutta l'incredibile squadra che lavora dietro le quinte del programma", dice con una lunga lista di ringraziamenti. "Grazie di cuore per tutto, con infinita stima, amicizia e amore", dice prima di lasciare uno spiraglio aperto per il futuro: "E' stato stupendo e come sempre cito il grande Califano. 'Non escludo il ritorno'".

(Adnkronos) - "È dura, ma bisogna vivere e cerchiamo di farlo al meglio". Wilma Goich ha ricordato oggi, ospite a La volta buona, Susanna Vianello, la figlia scomparsa nel 2020 all'età di 49 anni a causa di un tumore ai polmoni.
"Il meglio per me è mio nipote, mi distrae molto", ha raccontato. La cantante ha spiegato di aver scritto per la figlia una canzone "bellissima" e spera di poterla cantare presto in pubblico: "Io ne parlo volentieri di mia figlia, perché Susanna è qui con me, c'è sempre per me".
Goich ha poi aggiunto di aver trovato delle vecchie foto che ritraggono la figlia, rivivendo quei momenti con il sorriso. La conduttrice Caterina Balivo commossa le ha detto: "Che forza che hai Wilma... da mamma te lo dico", senza riuscire a concludere la frase tra le lacrime.
Pagina 9 di 217
Sarda News - Notizie in Sardegna
Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità.
Per proporre i tuoi feed o un contenuto originale, scrivici a info@sardanews.it
SASSARI – Mattinata di paura, venerdì 10 aprile, intorno alle 10:50, in Viale
CAGLIARI – Non c’è pace per i bagnanti del litorale cittadino. Un’abile quanto spregiudicata tecnica da "scuola di
Un grave incidente stradale si è verificato questa notte, intorno alle 3, lungo la strada provinciale
I finanzieri del Gruppo Olbia hanno arrestato un 22enne originario della provincia di
ORISTANO – Un assistente tecnico informatico è finito nei guai per aver rubato decine di dispositivi informatici