
"Quando si discute del Ponte sullo Stretto di Messina il confronto pubblico finisce spesso per concentrarsi su argomentazioni emotive o su posizioni legate a interessi locali. Esiste, però, una prospettiva diversa, che troppo frequentemente viene trascurata: quella europea. Il Ponte, infatti, non rappresenta soltanto una grande infrastruttura nazionale, ma costituisce anche una componente strutturale della Rete trans-europea dei trasporti (Ten-T), un progetto strategico volto a rafforzare i collegamenti tra le regioni europee e a renderle più competitive, sostenibili e integrate". A dirlo è stata Annalisa Tardino, commissario straordinario dell’Autorità di sistema portuale del mare di Sicilia occidentale, intervenendo oggi a 'LetExpo', appuntamento nazionale e internazionale di riferimento per i trasporti con attenzione alle attuali dinamiche geopolitiche e alla sostenibilità ambientale, economica e sociale, organizzato da Alis Service, in collaborazione con Veronafiere.
"Le reti Ten-T costituiscono la vera ossatura dei collegamenti continentali - ha spiegato -: un sistema integrato composto da ferrovie, porti, strade, nodi logistici e aeroporti progettato per consentire la circolazione continua di merci e persone in tutta l’Unione, da nord a sud e da est a ovest. In questo contesto l’Italia, grazie alla sua posizione centrale nel Mediterraneo, riveste un ruolo strategico. Tuttavia, è nel Mezzogiorno che si gioca la partita decisiva: senza un collegamento stabile tra la Sicilia e la Penisola, l’intero progetto europeo rimane incompleto. Naturalmente, come per tutte le grandi opere infrastrutturali - ha sottolineato Tardino -, il valore del Ponte dipenderà dalla sua integrazione con il resto del sistema dei trasporti. Senza il potenziamento della rete ferroviaria e delle infrastrutture logistiche dell’Isola, il rischio sarebbe quello di avere un’opera isolata. Se, invece, verrà inserito in una strategia più ampia di sviluppo delle infrastrutture del Mezzogiorno, il Ponte potrà rappresentare un elemento di riequilibrio territoriale e di rafforzamento della competitività logistica del Paese".
Sono stati trasportati al Policlinico di Monserrato...
Sono stati interrogati dai carabinieri fino a notte fonda...
Allarme Confartigianato, 'costi esercizio oltre 85% sono
insostenibili'... 
Un attacco con droni russi ha ucciso almeno due persone e ne ha ferite altre sette a Kharkiv, in Ucraina. A dichiararlo sono state oggi le autorità locali. "Due persone sono state uccise nell'attacco russo al distretto di Shevchenkivsky a Kharkiv", ha dichiarato Oleg Synegubov, capo dell'amministrazione militare regionale, su Telegram. Un edificio aziendale ha preso fuoco, ha aggiunto, precisando che tre donne e quattro uomini sono rimasti feriti. "Secondo i primi rapporti, tutti riportano traumi dovuti all'esplosione, di varia gravità", ha aggiunto.
Kharkiv, città universitaria e industriale vicino al confine con la Russia, è stata presa di mira quasi quotidianamente dai raid aerei di Mosca dall'inizio dell'invasione dell'Ucraina nel febbraio 2022.
Cremlino: interruzioni a rete internet in vigore finché necessario
Le interruzioni e i gravi disservizi verificatisi negli ultimi giorni alla connessione a Internet rimarranno in vigore "per tutto il tempo necessario" a garantire "la sicurezza dei cittadini" di fronte alle minacce ucraine. Lo ha reso noto il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, secondo cui "il regime di Kiev utilizza metodi sempre più sofisticati per i suoi attacchi e sono necessarie misure tecnologiche di risposta per garantire la sicurezza dei cittadini".
Meloni: "Russia perde terreno, smentita propaganda Cremlino
"I fatti smentiscono la propaganda del Cremlino, purtroppo ancora molto forte anche in Italia. Un dato su tutti: dopo mesi di scarsissimi progressi sul campo, nel mese di febbraio 2026 la Russia ha perso più territori di quanti ne abbia conquistati", ha evidenziato la premier Giorgia Meloni, nel corso del suo intervento al Senato.
"In sostanza, a febbraio, si è ridotta la percentuale di territorio ucraino sotto controllo russo. Con buona pace di chi sosteneva che la resa incondizionata fosse l’unica strada percorribile per l’Ucraina. Ci tengo anche a evidenziare, ancora, come gli sforzi diplomatici per arrivare a una pace giusta e duratura per la nazione aggredita ci chiamino direttamente in causa", ha aggiunto la presidente del Consiglio.

Torna oggi, mercoledì 11 marzo, alle 21.20 su Rai 2, 'Stasera tutto è possibile', il comedy show condotto da Stefano De Martino con il secondo appuntamento a tema 'Step Duel'.
Tra gli ospiti: Francesco Paolantoni, Biagio Izzo, Herbert Ballerina, Giovanni Esposito, Brenda Lodigiani, Nek, Aurora Leone e Fabio Balsamo dei 'The Jackal'. Tornerà, poi, Claudio Lauretta nei panni di Gerry Scotti.
La parola d’ordine dello show - in onda, come da tradizione, dall’Auditorium Rai di Napoli - resta la stessa di sempre: divertirsi, tra leggerezza e risate. Tutti gli ospiti si mettono in gioco e improvvisano nelle varie prove, a cominciare dall’immancabile icona del programma: 'La Stanza inclinata'. Tra gli altri giochi della serata: 'Stammi dietro dance', 'Segui il labiale' e 'Do re mi fa male'.
Presenti, in ogni puntata, il dj Claudio Cannizzaro e il Panda, mascotte del programma.
Operazione dei carabinieri coordinata dalla Procura di Sassari... 
La data scritta sulla carta d'identità può rimanere solo un numero smentito dalla biologia. E infatti la velocità con cui il nostro corpo invecchia a livello cellulare - la nostra 'età biologica' - può differire dall'età effettiva in anni. Soprattutto se si coltiva una routine in particolare: prendere quotidianamente vitamine. Secondo una nuova ricerca, potrebbe essere un'abitudine alleata della longevità. L'effetto anti-aging di questa integrazione è stato fotografato da esperti del Massachusetts General Brigham che, utilizzando i dati di un ampio studio clinico randomizzato, hanno osservato un invecchiamento più lento negli anziani dopo 2 anni di assunzione giornaliera di un multivitaminico, con maggiori benefici per chi all'inizio della sperimentazione aveva un'età biologica accelerata rispetto a quella anagrafica.
I ricercatori hanno valutato gli effetti del multivitaminico quotidiano nel corso del biennio su 5 parametri dell'invecchiamento biologico e hanno riscontrato un rallentamento equivalente a circa 4 mesi. Secondo i risultati pubblicati su 'Nature Medicine', i benefici sono aumentati nelle persone che erano biologicamente più anziane della loro età effettiva all'inizio dello studio. "Oggi c'è molto interesse nell'individuare modi per vivere non solo più a lungo, ma anche meglio", ragiona l'autore senior Howard Sesso, direttore associato della Divisione di Medicina preventiva al Mass General Brigham Department of Medicine. "E' stato entusiasmante vedere i benefici di un multivitaminico collegati ai marcatori dell'invecchiamento biologico. Lo studio apre le porte a una maggiore conoscenza di interventi accessibili e sicuri che contribuiscono a un invecchiamento più sano e di migliore qualità".
Al centro dell'analisi gli orologi epigenetici che stimano l'invecchiamento biologico basandosi su minuscoli cambiamenti nel Dna. Questi orologi osservano siti specifici del nostro genoma che regolano l'espressione genica (noti come metilazione del Dna) e cambiano naturalmente con l'avanzare dell'età, aiutando a monitorare la mortalità e il ritmo dell'invecchiamento. Lo studio, che ha utilizzato i dati del consolidato trial Cosmos, si è concentrato sui dati di metilazione del Dna da campioni di sangue di 958 partecipanti sani selezionati casualmente con età cronologica media di 70 anni.
I partecipanti sono stati randomizzati per assumere quotidianamente un estratto di cacao e un multivitaminico; un estratto di cacao e un placebo; un placebo e un multivitaminico; oppure solo placebo. I campioni sono stati analizzati per rilevare le variazioni in 5 orologi epigenetici dall'inizio dello studio alla fine del primo e del secondo anno.
Rispetto al solo placebo, il gruppo del multivitaminico ha mostrato un rallentamento in tutti e 5 gli orologi epigenetici, incluso un rallentamento statisticamente significativo osservato nei 2 orologi predittivi di mortalità. I cambiamenti hanno comportato circa 4 mesi di invecchiamento biologico in meno nel corso di 2 anni. Inoltre, le persone che erano biologicamente più anziane rispetto alla loro età effettiva all'inizio dello studio erano quelle che hanno tratto i maggiori benefici, ribadiscono gli esperti.
"Abbiamo intenzione di condurre ricerche di follow-up per determinare se il rallentamento dell'invecchiamento biologico, osservato attraverso questi 5 orologi epigenetici e altri nuovi o aggiuntivi, persista anche dopo la fine della sperimentazione", annuncia il coautore e collaboratore Yanbin Dong, direttore del Georgia Prention Institute, Medical College of Georgia presso l'Augusta University.
Sono ora necessarie ulteriori indagini. Il team di Cosmos intende approfondire in che modo gli effetti del multivitaminico giornaliero sull'invecchiamento biologico possano estendersi a diversi esiti clinici per i quali sono stati riscontrati benefici, come miglioramenti cognitivi e riduzione di cancro e cataratta. "Molte persone - conclude Sesso - assumono un multivitaminico senza necessariamente conoscerne i benefici. Quindi, quanto più possiamo scoprire sui suoi potenziali effetti positivi per la salute, meglio è".

Botulino non solo contro le rughe. Dal bruxismo al sorriso gengivale, fino all'armonizzazione del viso 'quadrato', alla tonicità del collo, al mal di testa e alla sudorazione eccessiva, sono 6 i diversi usi poco conosciuti della tossina botulinica. Se n'è parlato alla masterclass 'Botulinum Toxin A in medicina estetica del volto' organizzata da Fime, la Federazione italiana medici estetici, che si è svolta nei giorni scorsi al Centro medico polispecialistico di Pavia, dedicata all'approccio 'full face', ovvero al trattamento del volto nella sua interezza.
"La tossina botulinica non aggiunge volume: riduce un'eccessiva contrazione muscolare. In molti casi non bisogna riempire, ma sfruttare il meccanismo di 'push and pull' dei muscoli facciali e sfruttarlo a proprio vantaggio", spiega Nicola Zerbinati, presidente Fime e relatore del corso insieme al responsabile scientifico Lucio Tunesi. Il volto - evidenziano i due esperti - non è diviso in compartimenti stagni: ogni muscolo interagisce con gli altri, influenzando espressioni, proporzioni e armonia. Per questo si parla sempre più spesso di trattamento 'full face': non interventi isolati, ma una valutazione complessiva delle tensioni muscolari. "Se si inietta senza una diagnosi e senza una logica anatomica, il risultato non ha senso", sottolinea Tunesi. La tossina botulinica, aggiunge, "agisce modulando la contrazione muscolare, quindi non è legata esclusivamente alla presenza di rughe, ma alla funzionalità di un muscolo che può provocare segni visibili o vere e proprie disfunzioni. Per questo è necessario rivolgersi a professionisti con una conoscenza scientifica e anatomica, oltre a esperienza e aggiornamento continuo".
Oggi di tossina botulinica si parla anche sui social, spesso accompagnata da 'mappature' fantasiose e risultati enfatizzati dal fotoritocco, osservano gli specialisti. "Non esistono punti specifici - precisa Tunesi - Ogni trattamento va personalizzato dopo un'attenta analisi dei movimenti del volto, valutando eventuali asimmetrie, ipertoni o tic muscolari. Tutto ciò crea un preciso legame tra diagnosi, trattamento e risultato. Non si tratta di iniettare in modo casuale. Il farmaco è studiato da decenni e supportato da ampia letteratura scientifica. Anche negli utilizzi cosiddetti 'off label' è fondamentale che il medico abbia una formazione rigorosa sul funzionamento anatomico e biomeccanico".
Gli utilizzi meno noti al grande pubblico della tossina botulinica confermano come si tratti di uno strumento medico complesso, da impiegare con competenza e conoscenza anatomica. Ma ecco nel dettaglio i 6 modi d'uso meno noti del botulino:
1) Alleggerire un viso troppo 'quadrato'. Non sempre un volto ampio nella parte inferiore dipende dalla struttura ossea. In molti casi il muscolo massetere - quello deputato alla masticazione - può essere ipertrofico, spesso per predisposizione o per l'abitudine a serrare i denti. Quando lavora in eccesso, può rendere il profilo più largo e marcato. "Non interveniamo sull'osso - puntualizza Tunesi - e non modifichiamo i lineamenti. Moduliamo la forza del muscolo: riducendo l'iperattività si ottiene nel tempo un riequilibrio delle proporzioni del volto". Il risultato è progressivo e naturale, senza chirurgia e senza effetti di riempimento.
2) Il bruxismo, ovvero il digrignamento dei denti spesso legato a stress e tensione, non è solo un problema odontoiatrico. Può provocare dolori mandibolari, cefalee e usura dello smalto. Agendo sul massetere, la tossina botulinica riduce la potenza della contrazione muscolare e quindi la pressione esercitata su denti e articolazione temporo-mandibolare. "In questi casi non trattiamo una ruga, ma una parafunzione muscolare. Il beneficio è funzionale prima ancora che estetico", rimarca Tunesi.
3) Quando sorridendo si scopre una quantità eccessiva di gengiva - il cosiddetto 'gummy smile' - la causa può essere un'attività troppo intensa dei muscoli che sollevano il labbro superiore. Con micro-dosi mirate è possibile modulare questa contrazione, riducendo l'esposizione gengivale e rendendo il sorriso più armonico. "Il nostro obiettivo non è bloccare l'espressione - chiarisce Tunesi - ma restituire equilibrio alla dinamica muscolare. Il risultato deve restare naturale, coerente con l'identità del volto".
4) Con l'età possono comparire le cosiddette bande verticali del collo, dovute a un'eccessiva tensione del muscolo platisma. Questa trazione verso il basso può contribuire alla perdita di definizione della linea mandibolare e all’abbassamento del terzo inferiore del viso. Intervenendo selettivamente sui cosiddetti muscoli abbassatori, Dao e platisma, è possibile attenuare questa forza e migliorare l'aspetto dell'ovale del volto. Il volto è il risultato di muscoli che tirano verso l'alto e muscoli che tirano verso il basso. Quando riequilibriamo queste forze, l'effetto è più tonico e disteso, senza aggiungere volumi".
5) La tossina botulinica non agisce solo sui muscoli. Può essere utilizzata anche per trattare l'iperidrosi, l'eccessiva sudorazione ad esempio della fronte o del cuoio capelluto, una condizione che spesso crea disagio nelle relazioni sociali e professionali. Attraverso tecniche di iperdiluizione e microiniezioni superficiali distribuite in modo uniforme, si può modulare l'attività delle ghiandole sudoripare. "In questo caso non interveniamo sulla mimica, ma su un meccanismo funzionale diverso, con un impatto importante sulla qualità di vita del paziente", continua Tunesi.
6) Non tutti i mal di testa sono uguali. In molti casi il dolore nasce da una tensione continua dei muscoli di fronte, tempie e collo, spesso legata a stress, posture scorrette o al fatto di serrare i denti senza accorgersene. È la cosiddetta cefalea muscolotensiva, una forma molto comune che può diventare ricorrente. In questi casi la tossina botulinica può aiutare a rilassare in modo mirato i muscoli troppo contratti, riducendo quella pressione costante che alimenta il dolore. "Non si tratta di bloccare l'espressione del volto - conclude Tunesi - ma di alleggerire una tensione che, nel tempo, può trasformarsi in mal di testa". Se il paziente è ben selezionato, il beneficio può essere progressivo e tradursi in una diminuzione della frequenza e dell'intensità degli episodi.

Nuova tragedia in Svizzera dove nel pomeriggio di oggi un autopostale - un pullman adibito a servizio di corriera - si è incendiato nel centro di Kerzers, nel canton Friburgo, provocando la morte di 6 persone e il ferimento di altre 4. Il numero delle vittime è stato confermato dalla Polizia cantonale friburghese nel corso di una conferenza stampa.
Secondo alcuni testimoni citati dai media svizzeri, un uomo si sarebbe cosparso di benzina per poi darsi fuoco all'interno del mezzo. Il giornale Blick cita il video di un uomo, terrorizzato e con il volto annerito dal fumo, che spiega come un "uomo si è dato fuoco all'interno dell'autopostale", cospargendosi di benzina. La versione sarebbe stata confermata anche da un altro testimone, ma al momento - sottolinea il Corriere del Ticino - non ci sono conferme da parte della polizia.
Tra i feriti, una persona è stata trasportata in ospedale con un elicottero della Rega. Il luogo dell'incidente è stato chiuso al pubblico e la polizia invita la popolazione a non recarsi sul posto.
"Diverse persone sono ferite e diverse persone sono morte, l'operazione di soccorso è in corso, le cause dell'incendio non sono ancora note", si legge intanto una dichiarazione della polizia del cantone di Friburgo pubblicata sui social media in cui si precisa che l'incendio si è sviluppato verso le 18.25.

Scena tragicomica (con papera) in Atletico Madrid-Tottenham. Oggi, martedì 10 marzo, gli spagnoli ospitano gli Spurs nell'andata degli ottavi di finale di Champions League, in una partita che è stata segnata da un decisione rivelatasi decisamente sbagliata da parte di Igor Tudor, ex allenatore della Juventus oggi tecnico del club londinese.
Tudor, che non sta vivendo un momento positivo in panchina, ha deciso di schierare tra i pali il portiere ceco Antonin Kinsky, 22 anni (ne compirà 23 tra tre giorni) e secondo portiere alle spalle di Vicario. Per questa partita però il tecnico croato ha scelto di mettere in panchina il nazionale azzurro per preferirgli proprio Kinsky, una scelta che non ha pagato.
Il portiere ceco è sembrato da subito molto incerto, subendo tre gol nel primo quarto d'ora e rendendosi clamorosamente protagonista della terza rete dell'Atletico Madrid. Su un passaggio all'indietro di un compagno cerca di smistare il pallone a destra, ma liscia la sfera e finisce per servire Julian Alvarez, che a porta vuota fa 3-0. Risultato? La sua partita dura 17 minuti. Al suo posto viene inserito proprio Vicario, per la disperazione e i rimpianti dei tifosi del Tottenham.

Nessun '6' né '5+1' al concorso del Superenalotto di oggi, martedì 10 marzo 2026. Centrati, invece, quattro '5' che vincono 46.717,60 euro ciascuno. Il jackpot per il prossimo concorso sale a 132,9 milioni di euro.
Quanto costa una schedina?
La schedina minima nel concorso del SuperEnalotto prevede 1 colonna (1 combinazione di 6 numeri). La giocata massima invece comprende 27.132 colonne ed è attuabile con i sistemi a caratura, in cui sono disponibili singole quote per 5 euro, con la partecipazione di un numero elevato di giocatori che hanno diritto a una quota dell'eventuale vincita. In ciascuna schedina, ogni combinazione costa 1 euro. L'opzione per aggiungere il numero Superstar costa 0,50 centesimi.
La giocata minima della schedina è 1 colonna che con Superstar costa quindi 1,5 euro. Se si giocano più colonne basta moltiplicare il numero delle colonne per 1,5 per sapere quanto costa complessivamente la giocata.
Quali sono i punteggi vincenti?
Al SuperEnalotto si vince con punteggi da 2 a 6, passando anche per il 5+. L'entità dei premi è legata anche al jackpot complessivo. In linea di massima:
- con 2 numeri indovinati, si vincono orientativamente 5 euro;
- con 3 numeri indovinati, si vincono orientativamente 25 euro;
- con 4 numeri indovinati, si vincono orientativamente 300 euro;
- con 5 numeri indovinati, si vincono orientativamente 32mila euro;
- con 5 numeri indovinati + 1 si vincono orientativamente 620mila euro.
Come so se ho vinto?
E' possibile verificare eventuali vincite attraverso l'App del SuperEnalotto. Per controllare eventuali schedine giocate in passato e non verificate, è disponibile on line un archivio con i numeri e i premi delle ultime 30 estrazioni.
La combinazione vincente
Ecco la combinazione vincente del concorso di oggi del Superenalotto: 8, 34, 42, 47, 55, 83. Numero jolly: 4. Numero SuperStar: 42.

L'Iran ha iniziato a minare lo Stretto di Hormuz e Donald Trump promette una risposta devastante degli Stati Uniti. La guerra in Iran, se possibile, va incontro ad un'ulteriore escalation. Teheran, secondo quanto riferisce la Cnn, ha iniziato a piazzare mine nello Stretto di Hormuz, il passaggio chiave per il 20% del petrolio mondiale. La crisi ha determinato un incremento dei prezzi del greggio con inevitabili ripercussioni su quelli dei carburanti. Il quadro è destinato ad aggravarsi se la 'mossa' iraniana dovesse concretizzarsi.
Le operazioni nello Stretto non avrebbero ancora raggiunto un'ampiezza rilevante, ma negli ultimi giorni sarebbero comunque state posizionate decine di mine. L'Iran, nonostante i raid americani contro la marina nemica, dispone ancora dell'80-90% di piccole imbarcazioni e posamine: i mezzi utilizzabili dai pasdaran, che controllano lo Stretto, sono sufficienti per trasformare Hormuz in una trappola. Le Guardie Rivoluzionarie nei giorni scorsi hanno annunciato che avrebbero attaccato ogni petroliera di passaggio: lo Stretto, di fatto, è chiuso dall'inizio del conflitto. Nella giornata di martedì, gli Stati Uniti hanno smentito le news relative alla scorta che sarebbe stata fornita ad una petroliera: il traffico, in sostanza, è fermo.
"Se l'Iran ha posizionato delle mine nello Stretto di Hormuz, e non abbiamo notizie in merito, vogliamo che vengano rimosse immediatamente", dice Trump, con un post su Truth, reagendo sulla base delle indiscrezioni. Già nella giornata di lunedì il presidente degli Stati Uniti ha minacciato azioni durissime in caso di blocco prolungato della 'via del petrolio'. Il monito, a quanto pare, non ha condizionato Teheran. Al contrario, i pasdaran avrebbero sfidato la Casa Bianca ponendo Trump davanti ad un bivio.
"Se per qualsiasi motivo sono state posizionate delle mine e non vengono rimosse immediatamente, le conseguenze militari per l'Iran saranno a un livello mai visto prima", avverte il presidente, che non appare disposto ad accettare lo smacco. "Se rimuovessero ciò che è stato posizionato, sarebbe un passo da gigante nella giusta direzione", aggiunge auspicando una svolta. "Stiamo usando la stessa tecnologia e gli stessi missili impiegati contro i trafficandi di droga per eliminare in maniera permanente qualsiasi imbarcazioni che provi a minare lo Stretto. Ce ne occuperemo in maniera rapida e implacabile". La reazione, spiega il presidente, è già iniziata: "Sono felice di comunicare che nelle ultime ore abbiamo colpito e distrutto 10 posamine che non erano operative".

Una raffica di commenti, oltre 200 in poche ore, ha invaso il post pubblicato sui social da Andrée Ruth Shammah, regista e direttrice artistica del Teatro Franco Parenti di Milano. Il motivo della polemica è la decisione di ospitare giovedì prossimo un appuntamento della campagna per il ‘Sì’ al referendum sulla giustizia promosso da Fratelli d’Italia, alla presenza della presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
Il post di Shammah su Facebook, con l’invito a “votare pensando alle prossime generazioni e non alle prossime elezioni”, ha scatenato una valanga di reazioni indignate. Molti utenti hanno contestato duramente la scelta del teatro milanese, accusando la direzione di aver aperto le porte alla destra. “I fascisti al Pier Lombardo. Tristezza infinita… Franco Parenti ne sarebbe disgustato”, scrive un utente evocando la figura di Franco Parenti, attore e fondatore storico dello spazio culturale.
Altri commenti assumono toni ancora più accesi: “Davvero ospiti Meloni nel tuo teatro?”, si legge sotto al post, mentre qualcuno ironizza amaramente: “A destra destra, nascostamente, e neppure troppo, fascista al Franco Parenti! Davvero: sipario”. Tra i commentatori c’è anche chi invoca il pensiero di grandi figure della cultura europea: “Chissà cosa avrebbe detto Bertolt Brecht. O Vladimir Vladimirovič Majakovskij. O Jean Genet”. Alcuni utenti sottolineano che, se davvero il teatro vuole essere un luogo di confronto, avrebbe dovuto ospitare nello stesso momento anche rappresentanti dei comitati contrari al referendum, creando un dibattito diretto.
Di fronte alla bufera social, Shammah replica rivendicando la scelta in nome del pluralismo: “Perché dovrei rifiutare al presidente del Consiglio di venire a parlare in un luogo aperto al confronto?” scrive. La direttrice ricorda poi che il teatro viene spesso affittato per eventi politici e culturali di diversa provenienza: “E’ stato chiesto a pagamento da molti e lo abbiamo dato a Renzi, a Calenda, lo diamo a La Malfa per discutere del referendum”.
Nelle sue risposte, la regista aggiunge anche una considerazione personale: “L’unico al quale forse direi di no, anche se pagasse molto, sarebbe Conte, perché credo che semini odio in tutte le direzioni. Ma forse mi sbaglio e potrei pensarci prima di impedire un libero dibattito”.
Accanto alle critiche sono comparsi anche commenti di sostegno. “Purtroppo non tutti comprendono la tua enorme onestà intellettuale, che fa sì che il Parenti sia un luogo aperto a tutti - scrive un’utente - Brava Andrée”. Alla polemica si sono aggiunte anche prese di posizione dal mondo politico.
L’assessore alla Cultura di Regione Lombardia, Francesco Caruso, ha espresso solidarietà alla direttrice del Teatro Franco Parenti. “Esprimo la mia solidarietà ad Andrée Ruth Shammah, una donna di cultura, di coraggio e di coerenza. La cultura è un luogo di libertà e il Teatro Franco Parenti lo è da sempre - scrive in una nota -. Accogliere il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni per un confronto sul referendum sulla giustizia non è una colpa, è esattamente quello che fa un teatro libero”.
Sulla stessa linea anche Riccardo De Corato, deputato di Fratelli d’Italia e vicepresidente della Commissione Affari costituzionali della Camera. “Esprimo la massima solidarietà all’amica di lungo corso Andrée Ruth Shammah per le vigliacche offese ricevute - sottolinea -. Trovo questi insulti aberranti e purtroppo sono il risultato di un odio politico che appartiene ad altri tempi e che una certa sinistra sembra non aver dimenticato”.
Rapinatori agivano mascherati come i personaggi della serie "La
Casa di carta"...
Strumentazione chirurgica all'avanguardia nel panorama regionale... 
La protezione delle navi che passano attraverso lo Stretto di Hormuz è stata al centro di una telefonata tra il primo ministro britannico Keir Starmer, la premier Giorgia Meloni e il cancelliere tedesco Friedrich Merz. Nel darne notizia, un portavoce di Downing Street ha affermato che Londra "sta lavorando con i suoi alleati su una serie di opzioni per sostenere la navigazione commerciale attraverso lo Stretto di Hormuz man mano che il quadro delle minacce si evolve".
Una frase che doveva servire a spiegare il senso del comunicato del governo britannico, laddove si afferma che Meloni, Merz e Starmer hanno concordato sulla "vitale importanza della libertà di navigazione" nello Stretto e "hanno concordato di lavorare insieme a stretto contatto nei prossimi giorni dinanzi alle minacce iraniane". Ma che sarebbe stata interpretata come l'apertura a una 'scorta navale' a protezione dei mercantili che in questi giorni non riescono ad attraversare Hormuz a causa della guerra.
"Non è un'opzione praticabile in questa fase", spiegano all'Adnkronos fonti informate, sottolineando il rischio che una missione del genere diventi una sorta di 'pull factor' per attacchi alle navi, trasformate in bersagli per gli iraniani. Un avvertimento agli europei che arriva anche dai Paesi del Golfo, come emerge dai continui contatti del governo italiano con i suoi interlocutori nella regione.
Nel corso della telefonata di ieri sera, ha riferito Downing Street, Starmer ha inoltre aggiornato gli altri due leader "sulle misure difensive in corso adottate dal Regno Unito nella regione negli ultimi giorni, a sostegno dei partner nel Golfo", mentre il premier, insieme a Merz e Meloni, ha sottolineato "la necessità di una cooperazione continua di fronte alla situazione in escalation e hanno concordato di rimanere in stretto contatto nei prossimi giorni".
Il colloquio è avvenuto dopo la telefonata del 6 marzo scorso, di cui aveva dato notizia sempre Downing Street, tra i premier di Italia e Regno Unito, il cancelliere tedesco e il presidente francese Emmanuel Macron, che ieri sera, fa sapere l'Eliseo, non ha partecipato "perché impegnato sulla portaerei Charles De Gaulle".

In occasione della Giornata Internazionale della Donna, è stata inaugurata al Senato la mostra fotografica “Una vita da scienziata – I volti del progetto #100esperte” di Fondazione Bracco. Lo “svelamento” ufficiale è avvenuto alla presenza del Presidente del Senato Ignazio La Russa e della deputata Marta Schifone, tra le promotrici dell’iniziativa.
“La disparità di genere in ambito scientifico nasce già tra i banchi di scuola, dove le ragazze scelgono altre carriere, che offrono meno opportunità nel mercato del lavoro”, ha affermato Diana Bracco, Presidente di Fondazione Bracco, in un messaggio letto da Gaela Bernini, Segretario Generale della Fondazione. “Gli ultimi dati sono allarmanti: è dunque fondamentale superare stereotipi e pregiudizi e incoraggiare le studentesse a scegliere dei percorsi formativi nelle lauree Stem, per garantire la costruzione di una società più competitiva e realmente paritaria. Da qui nasce l’intervento pluriennale di Fondazione Bracco: l’anno scorso la nostra mostra ha avuto l’onore di essere esposta presso la Camera dei deputati, e oggi siamo particolarmente orgogliosi che sia approdata nel prestigioso Corridoio dei Busti di Palazzo Madama. Un bellissimo traguardo, oltre che una testimonianza tangibile della sensibilità delle massime istituzioni su questo tema. Di questo ringrazio il Presidente Ignazio La Russa e l’On. Marta Schifone, promotrice del progetto. L’auspicio è ispirare i tanti turisti e in particolare le scolaresche in visita al Senato della Repubblica.”
La mostra fa parte di “100 donne contro gli stereotipi”, un progetto avviato nel 2016 con l’obiettivo di combattere discriminazioni e stereotipi e dare voce alle donne in settori strategici quali la scienza, l’economia, la politica internazionale e le istituzioni culturali. Inaugurata sette anni fa, la galleria fotografica è stata portata in numerose sedi italiane e internazionali, da Washington a Praga, da New York a Città del Messico, da Israele al Brasile. Questo progetto si inserisce in un più ampio palinsesto di iniziative portate avanti da Fondazione Bracco per una sorta di “8 marzo diffuso”.
Al Museo del Mare di Trieste è stata inaugurata la mostra itinerante “Mind the Stem Gap - Together”: nata in collaborazione con Politecnico di Milano e Fondazione Politecnico di Milano e sostenuta da Regione Lombardia, l’esposizione è stata realizzata da 150 studentesse e studenti che hanno interpretato “Mind the Stem Gap”, il Manifesto con cui Fondazione Bracco sostiene l’accesso femminile alle discipline Stem. La galleria di manifesti è eclettica, colorata e provocatoria e propone interpretazioni originali, mettendo in luce discriminazioni e ricadute nella società, ricordando ai visitatori che fare il “salto” (attenzione al gap!) verso una società equa è una responsabilità comune. Dal 5 marzo al 15 marzo, parallelamente a Palazzo Madama, una sezione più ridotta di “Una vita da scienziata” è ospitata anche presso lo spazio culturale Ex Casermette a Olbia. L’obiettivo, condiviso da Fondazione Bracco e Gi.U.Li.A Giornaliste Sardegna, è di valorizzare il ruolo della donna nella società e nella storia.
Infine, a livello più istituzionale, il Gruppo Bracco è entrato a fare parte dei firmatari dei Women’s Empowerment Principles (WEPs) di UN Women e United Nations Global Compact, il principale framework internazionale in materia di parità di genere. “Siamo felici di far parte ufficialmente del network WEPs delle Nazioni Unite”, ha commentato Diana Bracco. “Per me che sono stata B20 Ambassador for Women Empowerment al G7 e che mi sono sempre battuta per la parità di genere è un passaggio naturale. In Bracco da quasi un secolo promuoviamo attivamente il women empowerment attraverso una cultura aziendale inclusiva che valorizza il talento delle donne in tutti i settori. Oggi la presenza femminile è significativa all'interno dell’azienda, dove le donne rappresentano circa la metà di tutti i dipendenti, con oltre il 40% in ruoli manageriali e il 54% in posizioni di ricerca e sviluppo”.

Il ripresentarsi della malattia è "una delle principali preoccupazioni delle pazienti con tumore al seno Hr+/Her2- in fase precoce, cioè con una malattia ancora potenzialmente guaribile, ad alto rischio di recidiva. Intervenire precocemente in questa fase rappresenta un investimento sia per le pazienti sia per il sistema sanitario nel suo complesso, perché ridurre le recidive significa diminuire eventi ad alto impatto clinico, economico e sociale". Lo ha detto Roberta Rondena, Country Value & Access Head, Novartis Italia, commentando il via libera alla rimborsabilità di ribociclib, in associazione alla terapia endocrina (Et) con inibitori dell'aromatasi, per il trattamento adiuvante di pazienti con cancro al seno in fase iniziale positivo per i recettori ormonali e negativo per il recettore 2 del fattore di crescita epidermico umano.
"Trasformare rapidamente l'innovazione in accesso al trattamento può fare la differenza per le pazienti e per il sistema sanitario - sottolinea Rondena - Proprio per valutare questo impatto, Novartis ha realizzato, insieme al Cergas dell'università Bocconi di Milano, un'analisi di costo-beneficio. Lo studio dimostra che intervenire precocemente con questa terapia, nelle fasi iniziali di malattia, rappresenta un vero investimento: a fronte di un costo iniziale, i benefici derivanti dalla riduzione delle recidive compensano ampiamente la spesa, generando vantaggi sia per le pazienti sia per l'intero sistema, grazie alla diminuzione delle perdite di produttività e dei costi sociali associati alla malattia".
La farmaceutica "è impegnata nel tumore al seno da oltre trent'anni con l'obiettivo di migliorare l'aspettativa e la qualità di vita delle donne che ne sono colpite - spiega Rondena - Questo impegno si fonda su tre direttrici principali. La prima è la ricerca e sviluppo di nuove terapie in grado di modificare la storia naturale della malattia. La seconda riguarda l'accesso alle cure, perché l'innovazione ha valore solo se riesce a raggiungere concretamente le pazienti che ne hanno bisogno. Per questo l'azienda collabora con le autorità regolatorie in un dialogo costruttivo, basato sulle evidenze scientifiche e su una visione condivisa della sostenibilità, con l'obiettivo di garantire che le nuove terapie arrivino alle pazienti in modo tempestivo, appropriato ed equo, senza disuguaglianze territoriali. La terza direttrice riguarda l'impegno per migliorare i percorsi di presa in carico delle pazienti. Innovare - osserva Rondena - significa infatti collaborare con tutti gli attori dell'ecosistema sanitario affinché i modelli assistenziali possano evolvere verso forme più efficaci ed efficienti, sempre più costruite attorno ai bisogni delle persone. In questo modo l'innovazione farmacologica può esprimere pienamente il proprio valore". Si tratta di "un valore - conclude - che emerge nel tempo, ma che richiede decisioni tempestive oggi: nel tumore al seno il tempo è una variabile decisiva".

"Novartis è occupata da più di 35 anni nella ricerca contro il tumore al seno e sono stati fatti importantissimi passi avanti nell'ambito del cancro metastatico, dove siamo riusciti a prolungare in maniera significativa la sopravvivenza dei pazienti. La vera partita però si gioca in fase precoce, dove abbiamo effettivamente la possibilità di far guarire le pazienti, garantire loro di poter tornare a una vita completamente normale. E grazie a questa nuova opzione terapeutica abbiamo oggi la possibilità di dare anche alle pazienti italiane l'accesso a questo trattamento adiuvante che ha dimostrato di ridurre del 28,4% il rischio di recidiva". Così Paola Coco, direttore medico Novartis Italia, commenta l'approvazione della rimborsabilità, da parte dell'Agenzia italiana del farmaco (Aifa), di ribociclib - in associazione alla terapia endocrina (Et) con inibitori dell'aromatasi - per il trattamento adiuvante delle pazienti con tumore al seno in fase iniziale positivo per i recettori ormonali e negativo per il recettore 2 del fattore di crescita epidermico umano (Hr+/Her2-), ad alto rischio di recidiva, che include tutti i pazienti con malattia linfonodale positiva indipendentemente dalle altre caratteristiche cliniche.
Il farmaco, inibitore selettivo della chinasi ciclina-dipendente che aiuta a rallentare la progressione del cancro inibendo 2 proteine chiamate chinasi ciclina-dipendenti 4 e 6 (Cdk4/6), "si caratterizza per un profilo di tollerabilità generalmente favorevole e consolidato - spiega l'esperta - Gli eventi avversi sono per lo più asintomatici e con un impatto generalmente contenuto sulla qualità di vita, consentendo di massimizzare l'aderenza alla terapia adiuvante di 3 anni". L'impegno "per il futuro - evidenzia Coco - è di estendere l'utilizzo delle cicline per una porzione di pazienti sempre più ampia, con la possibilità di garantirne l'accesso anche in una fase più precoce, quindi dove ci sono dei fattori di rischio diversi che però espongono comunque la paziente a un rischio di recidiva nel tempo importante".
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"Assumere il ribociclib consente di ridurre ulteriormente il rischio residuo di recidive di queste pazienti, al netto dei migliori trattamenti già ricevuti, di quasi il 30%. Si tratta quindi di un impatto importante in termini di potenziale aumento della probabilità di guarigione". Lo ha detto Michelino De Laurentiis, professore e direttore del Dipartimento di Oncologia senologica e toraco-polmonare, Istituto nazionale tumori Irccs Fondazione 'G. Pascale' di Napoli, in occasione del via libera alla rimborsabilità dell'inibitore Cdk4/6, in associazione alla terapia endocrina (Et) con inibitori dell'aromatasi, nel trattamento adiuvante di pazienti con cancro al seno in fase iniziale Hr+/Her2-.
"Il ribociclib in fase adiuvante - chiarisce l'oncologo - si va ad aggiungere a un altro inibitore Cdk4/6 che già utilizziamo, che è l'abemaciclib. In questo caso la popolazione però è un po’ più ampia, in quanto sono compresi anche pazienti con tumore mammario ormonosensibile che abbiano un rischio moderato, con 1 o 3 linfonodi metastatici, ma senza fattori di rischio aggiuntivi che invece sono necessari per la prescrizione di abemaciclib". Per la prevenzione della recidiva il farmaco si assume dopo l'intervento chirurgico "quotidianamente - illustra De Laurentiis - Sono 2 compresse al giorno da 200 mg per 21 giorni consecutivi, a cui segue 1 settimana di interruzione. L'intero ciclo dura quindi 28 giorni, con l'ultima settimana libera da terapia. Il trattamento va assunto per 3 anni consecutivi in associazione alla terapia ormonale standard ed è normalmente discretamente ben tollerato. Gli effetti collaterali sono prevalentemente laboratoristici, quindi l'impatto, in termini di percezione soggettiva e di qualità di vita della paziente, è abbastanza limitato". Il farmaco non è nuovo nella cura del cancro al seno. "Viene utilizzato già da qualche anno nella malattia metastatica - puntualizza l'oncologo - In quel caso però la dose è superiore: si assumono 3 compresse da 200 mg al giorno. Lo schema è comunque lo stesso, con 21 giorni consecutivi di trattamento e 1 settimana di pausa”.
Per i clinici la novità comporta nuove responsabilità organizzative e assistenziali. "Cambia l'impegno: avere a disposizione un'ulteriore arma terapeutica sicuramente fa piacere - osserva De Laurentiis - ma significa anche dover gestire attivamente il trattamento", cosa che "richiede comunque un'interazione tra paziente e medico aggiuntiva". Per le pazienti la disponibilità del nuovo farmaco comporta, sul piano psicologico e della gestione della malattia, un cambiamento dovuto "alla consapevolezza di avere a disposizione un ulteriore trattamento, che richiede certamente un impegno perché è un trattamento attivo che, soprattutto all'inizio, va gestito per verificare anche la tollerabilità". Tuttavia, il beneficio percepito è rilevante: "Induce la consapevolezza di un'ulteriore riduzione del rischio di recidiva - sottolinea l'esperto - quindi un'ulteriore protezione, al netto di quello che già facevamo, quindi secondo me l'impatto complessivo è positivo".
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