
(Adnkronos) - Dice di provare "sollievo" per "l’ennesima assoluzione di mio padre", anche se "l’emozione dominante è la rabbia". "Hanno provato a batterlo più nelle procure che nelle urne. E credo che una parte del Paese lo abbia capito molto bene già da tempo". A parlare in un'intervista a Libero è Barbara Berlusconi, terzogenita del Cavaliere, dopo l'archiviazione del gip di Firenze dell'inchiesta sui presunti mandanti occulti delle stragi mafiose del 1993. "Leggere che mancavano 'elementi concreti' fa inevitabilmente riflettere su quanto dolore, quanto fango e quanta delegittimazione siano stati costruiti inutilmente contro di lui - dice -. E perché nessuno potrà mai restituire il peso umano di trent’anni di accuse così infamanti".
Anche alla luce dell'archiviazione di ieri Barbara Berlusconi ritiene che "il referendum sulla magistratura sia stata una grande occasione persa. Non lo dico pensando solo alla storia di mio padre. Lo dico da cittadina che vede da anni crescere nel Paese una sfiducia profonda verso il funzionamento della giustizia. In Italia il problema non è mettere in discussione l’autonomia della magistratura, che resta un pilastro democratico. Il problema è trovare finalmente un equilibrio più sano tra indipendenza, responsabilità e tutela dei cittadini". Ecco perché l'ipotesi di introdurre una responsabilità civile dei magistrati la vede "assolutamente" favorevole.
"Credo che sia una riforma necessaria - sottolinea -. Oggi in Italia esiste un enorme squilibrio: i magistrati esercitano un potere immenso sulla vita delle persone, sulla politica, sulle imprese, sulla reputazione dei cittadini, ma di fatto sono gli unici che quasi non rispondono mai personalmente dei propri errori. Se sbaglia gravemente un medico, un imprenditore, un ingegnere o un manager, paga. Se invece un’indagine dura trent’anni, distrugge reputazioni, produce costi enormi per lo Stato e poi finisce senza elementi concreti, quasi nessuno risponde davvero". Una riforma che non mette in discussione l’indipendenza della magistratura, che "è sacrosanta". Ma, avverte Barbara Berluconi "indipendenza non può voler dire irresponsabilità. In una democrazia matura le due cose devono convivere. Oggi invece esiste la percezione, molto diffusa tra i cittadini, che quando un magistrato sbaglia gravemente non accada quasi nulla. E questo mina la fiducia nella giustizia molto più di qualsiasi riforma".
"Credo che il Parlamento debba avere il coraggio di intervenire subito con una legge ordinaria per rafforzare seriamente la responsabilità civile dei magistrati. Per troppi anni si è preferito lasciare tutto immobile, anche davanti a errori evidenti, processi infiniti, indagini durate decenni e vicende che hanno avuto conseguenze enormi sulla vita delle persone e sul clima democratico del Paese. E credo che questo abbia prodotto un danno profondo anche all’immagine stessa della magistratura".
E ancora: "Io non penso affatto che chiedere più responsabilità significhi indebolire i giudici. Al contrario, credo che significhi rafforzare la credibilità della giustizia e ristabilire un equilibrio più sano tra potere e responsabilità. In tutte le democrazie liberali un grande potere deve avere anche adeguati contrappesi. Il Parlamento ha il dovere di provarci".

(Adnkronos) - “Il recente focolaio registrato nel Kent nel 2026, causato proprio dal meningococco B e gestito con antibiotici e vaccinazione dei contatti, dimostra che non possiamo continuare a intervenire solo dopo l’emergenza. Questo sierogruppo rappresenta oltre la metà dei casi segnalati in Europa ed è dominante in tutte le fasce d’età sotto i 65 anni. Anche in Italia il suo impatto resta rilevante e l’adolescenza è una fase cruciale per la trasmissione, legata alle dinamiche sociali e agli ambienti chiusi”. Questo il messaggio di Susanna Esposito, professoressa ordinaria di Pediatria all’Università di Parma e presidente del congresso della European Society for Paediatric Infectious Diseases (Espid) 2026 in corso a Bologna fino al 5 giugno, che richiama l’attenzione sul meningococco di tipo B, tuttora il più diffuso in Europa e invita a superare una logica reattiva nella prevenzione della meningite meningococcica per costruire una strategia strutturata anche per l’adolescenza, senza attendere le emergenze.
Per questo, prosegue, “l’introduzione della vaccinazione contro il meningococco B in adolescenza deve essere valutata in modo sistematico, sulla base del peso della malattia, della gravità clinica e delle conseguenze sociali, non solo in risposta a episodi emergenziali”. Una direzione già intrapresa in altri Paesi europei, come la Francia, che ha esteso l’offerta vaccinale anche agli adolescenti. In Italia, però, manca ancora una regia nazionale. “Esiste una spinta importante a livello regionale – spiega Esposito –. Oggi 17 Regioni offrono gratuitamente la vaccinazione agli adolescenti, con modalità che variano tra chiamata attiva e accesso su richiesta. Tuttavia, la mancata inclusione nel Piano nazionale di prevenzione vaccinale e nei Livelli essenziali di assistenza (Lea) determina inevitabilmente disuguaglianze territoriali”. Dove l’offerta è organizzata e proattiva le coperture aumentano, ma altrove la vaccinazione rischia di essere percepita come meno prioritaria. “Senza un quadro nazionale condiviso e un inserimento nei Lea è difficile definire obiettivi di copertura, sistemi di richiamo e strumenti di monitoraggio. Non è solo un tema formale ma riguarda l’equità di accesso e la capacità di programmazione dei servizi”.
Un altro nodo centrale è il richiamo vaccinale. “Garantire continuità della protezione è fondamentale – sottolinea –. Al momento è on label offrire un richiamo omologo agli adolescenti che hanno ricevuto il ciclo primario tra i 2 e i 10 anni. A breve sono anche attesi i risultati di uno studio che ha valutato sicurezza e risposta immunitaria di una dose di richiamo negli adolescenti vaccinati sotto i 2 anni. Se confermeranno sicurezza e risposta immunitaria adeguata, l’aggiornamento previsto per l’inizio del 2027 del riassunto delle caratteristiche del prodotto potrà estendere la possibilità di una dose di richiamo anche negli adolescenti vaccinati nel primo biennio di vita. Una possibilità che permetterebbe di collegare in modo coerente la protezione del lattante a quella dell’adolescente, semplificando il calendario vaccinale e rendendo più sostenibile l’organizzazione dell’offerta”.
Sul fronte dell’adesione, l’impegno deve essere continuo. “La meningite meningococcica è rara ma può evolvere rapidamente con conseguenze molto gravi; per questo, in assenza di casi evidenti, la percezione del rischio tende a ridursi – osserva Esposito –. Servono quindi campagne informative mirate, giornate dedicate, iniziative nelle scuole, chiamate attive e il coinvolgimento di pediatri, medici di medicina generale e specialisti”. L’obiettivo è inserire chiaramente il vaccino contro il meningococco B all’interno di un percorso di prevenzione dell’adolescente, “non come intervento occasionale ma come parte integrante della protezione in questa fascia di età”.
Per il futuro, conclude l’esperta, le priorità sono tre: “inserire la vaccinazione contro il meningococco B in adolescenza nel prossimo Piano nazionale con obiettivi di copertura misurabili, superare le disuguaglianze regionali attraverso l’inclusione nei Lea e garantire un’offerta attiva e gratuita uniforme, rafforzare una comunicazione nazionale chiara e continuativa rivolta a famiglie e giovani. Prevenire la meningite significa costruire protezione prima che il rischio si manifesti, non inseguire l’emergenza”.

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(Adnkronos) - Avrebbe incassato in nero guadagni per oltre 270 mila euro, percependo anche l'indennità di disoccupazione. Un'influencer di OnlyFans, residente nell’alto polesine, è stata denunciata dai finanzieri della Tenenza di Lendinara (Rovigo). L’attività delle Fiamme Gialle ha permesso di ricostruire oltre 270mila euro di guadagni non dichiarati derivanti dalla vendita di 'contenuti per adulti' sul web, 120mila euro dei quali, dopo l’avvio del controllo fiscale, sono stati regolarizzati dalla content creator attraverso la presentazione tardiva della dichiarazione dei redditi. Per gli investigatori della Guardia di finanza, la giovane avrebbe totalmente evaso le tasse dal 2021 al 2023, non segnalando al fisco i proventi derivanti dai canoni di abbonamento pagati dai propri follower sulla piattaforma.
I militari hanno proceduto alle contestazioni per violazioni in materia di imposte dirette e Iva, contestando anche la cosiddetta 'tassa etica' ovvero un’addizionale introdotta nel 2006 che prevede un aumento del 25% delle imposte sui redditi per chi produce, distribuisce o vende materiale pornografico, anche se questa attività non è svolta in modo esclusivo. Il quadro investigativo si è ulteriormente aggravato quando gli accertamenti hanno rivelato che la influencer, mentre incassava 'in nero' i proventi della sua attività online, percepiva anche l’indennità di disoccupazione (Naspi) per circa 16mila euro. La content creator è stata denunciata per indebita percezione di erogazioni ai danni dello Stato, che prevede la reclusione da sei mesi a tre anni, oltre alla revoca del beneficio e la restituzione delle somme già percepite.

(Adnkronos) - Finisce il maltempo, arriva l'estate. Il quadro meteo sta per cambiare in Italia, da Milano a Roma, da Napoli a Palermo. Le piogge e i temporali che stanno interessando in queste ore il Nord e parte del Centro hanno i minuti contati. Dopo l'anticipo rovente registrato a fine maggio, la stagione più calda è pronta a fare il suo ingresso ufficiale (e duraturo). Come confermato dalle recenti analisi, da domenica 7 giugno il meteo diventerà quello della stagione estiva, accompagnato dal rassicurante e tanto atteso Anticiclone delle Azzorre.
Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media de iLMeteo.it, conferma che, prima di approdare a questa solida fase anticiclonica, ci sarà però un'ultima finestra di instabilità.
Nelle prossime ore ci saranno ancora dei passaggi perturbati di matrice atlantica, con temporali potenzialmente intensi al Nord (specie Nord-Est) e in rapido transito dalla Toscana verso le regioni centrali adriatiche. Entro la giornata di sabato, gli ultimi focolai si attarderanno sul Nord-Ovest, colpendo la Pianura Padana, per poi esaurirsi e lasciare spazio al sereno. A partire da domenica 7 giugno, il deciso aumento della pressione atmosferica garantirà un periodo di stabilità che si protrarrà per almeno dieci o quindici giorni, specialmente sulle regioni centro-meridionali. Le temperature massime, inizialmente contenute e gradevoli, subiranno una progressiva impennata.
Già da lunedì i termometri torneranno a toccare i 33°C al Centro, spingendosi fino a 35°C in Sardegna. Il primo vero picco di calore, che risulterà fisiologicamente meno sopportabile, si registrerà da metà della prossima settimana: per mercoledì 10 giugno sono attesi 36°C diffusi tra Sardegna e Sicilia, oltre a punte afose di 32°C a Roma.
Se il Centro-Sud vivrà una fase calda, soleggiata e incontrastata, il Nord sperimenterà un clima leggermente più dinamico. A Milano, ad esempio, le temperature oscilleranno intorno a valori più miti sui 27-28°C, spesso mitigate da qualche refolo atlantico capace di innescare probabili acquazzoni.
In particolare, tra martedì e venerdì della prossima settimana, a nord del fiume Po non si esclude la formazione di temporali pomeridiani in discesa dalla fascia alpina verso le Prealpi e le pianure adiacenti. Una variabilità del tutto tipica della classica estate italiana, che non andrebbe a intaccare il quadro generale di bel tempo. È arrivato il momento di preparare le creme solari: la vera fase estiva è ai nastri di partenza.
Ecco come sarà, nel dettaglio, il meteo dei prossimi giorni:
Venerdì 5. Al Nord: ultimi temporali specialmente sul Triveneto. Al Centro: piovaschi sui settori adriatici, soleggiato altrove. Al Sud: sole prevalente.
Sabato 6. Al Nord: soleggiato salvo temporali su Alpi e Prealpi in locale sconfinamento alle pianure adiacenti. Al Centro: sole prevalente. Al Sud: sole prevalente.
Domenica 7. Al Nord: sole prevalente. Al Centro: sole prevalente. Al Sud: sole prevalente.
Tendenza: arriva l’Anticiclone delle Azzorre con condizioni soleggiate soprattutto al Centro-Sud.

(Adnkronos) - Finisce il maltempo, arriva l'estate. Le piogge e i temporali che stanno interessando in queste ore il Nord e parte del Centro hanno i minuti contati. Dopo l'anticipo rovente registrato a fine maggio, la stagione più calda è pronta a fare il suo ingresso ufficiale (e duraturo). Come confermato dalle recenti analisi, da domenica 7 giugno il meteo diventerà quello della stagione estiva, accompagnato dal rassicurante e tanto atteso Anticiclone delle Azzorre.
Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media de iLMeteo.it, conferma che, prima di approdare a questa solida fase anticiclonica, ci sarà però un'ultima finestra di instabilità.
Nelle prossime ore ci saranno ancora dei passaggi perturbati di matrice atlantica, con temporali potenzialmente intensi al Nord (specie Nord-Est) e in rapido transito dalla Toscana verso le regioni centrali adriatiche. Entro la giornata di sabato, gli ultimi focolai si attarderanno sul Nord-Ovest, colpendo la Pianura Padana, per poi esaurirsi e lasciare spazio al sereno. A partire da domenica 7 giugno, il deciso aumento della pressione atmosferica garantirà un periodo di stabilità che si protrarrà per almeno dieci o quindici giorni, specialmente sulle regioni centro-meridionali. Le temperature massime, inizialmente contenute e gradevoli, subiranno una progressiva impennata.
Già da lunedì i termometri torneranno a toccare i 33°C al Centro, spingendosi fino a 35°C in Sardegna. Il primo vero picco di calore, che risulterà fisiologicamente meno sopportabile, si registrerà da metà della prossima settimana: per mercoledì 10 giugno sono attesi 36°C diffusi tra Sardegna e Sicilia, oltre a punte afose di 32°C a Roma.
Se il Centro-Sud vivrà una fase calda, soleggiata e incontrastata, il Nord sperimenterà un clima leggermente più dinamico. A Milano, ad esempio, le temperature oscilleranno intorno a valori più miti sui 27-28°C, spesso mitigate da qualche refolo atlantico capace di innescare probabili acquazzoni.
In particolare, tra martedì e venerdì della prossima settimana, a nord del fiume Po non si esclude la formazione di temporali pomeridiani in discesa dalla fascia alpina verso le Prealpi e le pianure adiacenti. Una variabilità del tutto tipica della classica estate italiana, che non andrebbe a intaccare il quadro generale di bel tempo. È arrivato il momento di preparare le creme solari: la vera fase estiva è ai nastri di partenza.
Ecco come sarà, nel dettaglio, il meteo dei prossimi giorni:
Venerdì 5. Al Nord: ultimi temporali specialmente sul Triveneto. Al Centro: piovaschi sui settori adriatici, soleggiato altrove. Al Sud: sole prevalente.
Sabato 6. Al Nord: soleggiato salvo temporali su Alpi e Prealpi in locale sconfinamento alle pianure adiacenti. Al Centro: sole prevalente. Al Sud: sole prevalente.
Domenica 7. Al Nord: sole prevalente. Al Centro: sole prevalente. Al Sud: sole prevalente.
Tendenza: arriva l’Anticiclone delle Azzorre con condizioni soleggiate soprattutto al Centro-Sud.

(Adnkronos) - Hollywood è sotto choc per la morte di James Handy, attore statunitense noto per le sue apparizioni in film di successo come "Top Gun: Maverick" e "Jumanji". L'interprete è stato ucciso all'età di 81 anni nella sua abitazione di Tarzana, quartiere di Los Angeles, dal figlio della compagna. Secondo quanto riferito dal Dipartimento di Polizia di Los Angeles, gli agenti sono intervenuti mercoledì 3 giugno intorno alle ore 9:30 del mattino dopo una chiamata al numero di emergenza 911 che segnalava una situazione di pericolo. Nel rapporto della polizia si legge che il chiamante avrebbe dichiarato: "Sono il figlio dell'uomo, ho appena ucciso l'uomo del peccato".
All'arrivo sul posto, gli agenti hanno trovato Handy privo di sensi nel giardino dell'abitazione, con una ferita da arma da taglio al torace. Trasportato d'urgenza in ospedale dai paramedici dei vigili del fuoco di Los Angeles, è stato dichiarato morto poco dopo il ricovero. Per l'omicidio è stato arrestato Michael Gledhill, 44 anni, figlio della compagna dell'attore. Secondo la polizia, l'uomo avrebbe fermato personalmente gli agenti intervenuti sul posto, dichiarando di essere la persona che stavano cercando. Gledhill viveva nella stessa abitazione insieme alla madre e a Handy. L'uomo è stato trasferito nel carcere di Van Nuys con l'accusa di omicidio. Gli investigatori ritengono che si tratti di un episodio isolato e che non vi siano pericoli per la comunità, è stato precisato in un comunicato.
Nel corso della sua lunga carriera, James Handy ha preso parte a numerose produzioni cinematografiche e televisive. Nel 2022 era apparso in "Top Gun: Maverick" nel ruolo di un barista, mentre in "Jumanji" (1995) aveva interpretato un disinfestatore. Tra gli altri titoli figurano "Arachnophobia" (1990) e "The Rocketeer" (1991). Volto familiare anche del piccolo schermo, Handy aveva recitato in diverse serie televisive di successo, tra cui" NYPD - New York Police Department", "Beverly Hills 90210", "Law & Order", "Profiler - Intuizioni mortali", "Febbre d'amore" w più recentemente in "9-1-1" nel 2021. (di Paolo Martini)

(Adnkronos) - Il presidente cinese Xi Jinping visiterà la Corea del Nord la prossima settimana. Lo hanno annunciato i media statali cinesi. L'emittente statale CCTV ha riferito che Xi Jinping visiterà Pyongyang dall'8 al 9 giugno su invito del leader nordcoreano Kim Jong Un, e si tratterà del suo primo viaggio a Pyongyang in sette anni. Pechino rappresenta una fonte vitale di sostegno politico ed economico per la Corea del Nord, uno dei paesi più isolati diplomaticamente al mondo e soggetto a pesanti sanzioni internazionali. Il prossimo incontro sarà il primo viaggio ufficiale all'estero di Xi quest'anno, e segue i vertici che ha ospitato il mese scorso con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il presidente russo Vladimir Putin. "La Cina sta incontrando leader di tutto il mondo, coordinando le posizioni e svolgendo un ruolo di mediazione", ha dichiarato all'AFP Lim Eul-chul, esperto di Corea del Nord presso l'Università di Kyungnam, in Corea del Sud.

(Adnkronos) - Andrew Mountbatten-Windsor ha ricevuto un reddito da locazione non dichiarato derivante dal subaffitto di tre cottage nella tenuta di Royal Lodge, che aveva in affitto dalla Crown Estate. Lo ha rivelato l'organismo di controllo della spesa pubblica britannico. Il rapporto del National Audit Office (NAO) ha inoltre rivelato che il re paga l'affitto degli alloggi nei palazzi reali per le figlie dell'ex principe Andrea, le principesse Eugenie e Beatrice, che non svolgono incarichi ufficiali nella famiglia reale. Si tratta del primo rapporto sulle residenze reali degli ultimi 20 anni, che mostra come Mountbatten-Windsor, la sua famiglia e il suo staff possedessero 12 proprietà, appartenenti al Crown Estate o alla Casa Reale.
Un portavoce di Buckingham Palace ha dichiarato che il rapporto è "in linea con l'impegno della Casa Reale per la trasparenza". Il rapporto dell'organismo di controllo sulle residenze reali mostra che la principessa Eugenia possiede una proprietà a Kensington Palace e la principessa Beatrice a St James's Palace. Non pagano alcun affitto per questi alloggi nel centro di Londra; il costo viene invece coperto dalla "borsa privata", ovvero il denaro personale del monarca, e versato alla Casa Reale. Entrambi i palazzi sono mantenuti grazie a finanziamenti pubblici, attraverso il Sovereign Grant. Norman Baker, ex ministro degli Interni e critico delle finanze reali, ha affermato che sovvenzionare alloggi di lusso in questo modo è "scandaloso" e che i cittadini vengono "presi in giro".
Una fonte di Palazzo ha affermato che per gli affitti non ci sarebbero costi aggiuntivi per il Sovereign Grant, che finanzia le funzioni ufficiali della monarchia. Il rapporto non specifica a quanto ammonti la cifra pagata per le le principesse, ma si presume che corrisponda al 60% del prezzo di mercato. Il rapporto del NAO è stato sollecitato dallo scandalo che ha coinvolto Andrew Mountbatten-Windsor e sarà seguito da un'inchiesta dei parlamentari della Commissione per i conti pubblici.

(Adnkronos) - Era ricercata dal Lussemburgo per la sua attiva partecipazione in una maxi frode a livello internazionale la donna arrestata dalla Polizia di Stato a Roma, rintracciata nel quartiere Trionfale grazie alla collaborazione delle Autorità lussemburghesi, dello Scip - Servizio per la cooperazione internazionale di polizia e della Squadra Mobile capitolina. Gli inquirenti lussemburghesi, nell’ambito di una vasta indagine transnazionale su un articolato sistema di frodi esteso ben oltre i confini nazionali e ramificato in numerosi Paesi europei, hanno individuato il ruolo di una donna, che, secondo l’ipotesi degli inquirenti, avrebbe operato per conto di uno dei vertici dell’organizzazione criminale.
Nello specifico, si sarebbe occupata della contraffazione della documentazione utile ad agevolare il reimpiego ed il riciclaggio dei proventi illeciti derivanti dalla maxi frode. Le indagini, che hanno consentito di quantificare un danno complessivo superiore ai 60 milioni di euro, hanno permesso, inoltre, di risalire alla costituzione fittizia di tre società, una delle quali con sede in Italia, utilizzate quale schermo per operazioni economico-finanziarie sviluppate su scala internazionale. La sua posizione, tracciata in Italia, è stata ricostruita grazie ad un meticoloso lavoro svolto in collaborazione tra le Autorità del Lussemburgo e gli investigatori del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia e della Squadra Mobile di Roma. Le ricerche congiunte hanno consentito di rintracciare la donna in un appartamento nel quartiere residenziale tra la Trionfale e Pineta Sacchetti.
Le autorità del Lussemburgo, solo pochi giorni prima, avevano emesso un mandato di arresto europeo per i reati di falsificazione di documenti pubblici autentici, frode, partecipazione ad associazione a delinquere e riciclaggio di denaro proveniente da attività criminali. Una volta data esecuzione al provvedimento, la quarantaduenne è stata accompagnata alla casa circondariale di Rebibbia, dove resterà a disposizione della Magistratura.
(Adnkronos) - Torna la Formula 1 con il Gran Premio di Montecarlo. Da oggi, venerdì 5 giugno, a domenica 7 giugno, il Circus fa tappa nel Principato di Monaco per il sesto appuntamento della stagione. Si riparte dal successo in Canada di Andrea Kimi Antonelli, sempre più leader della classifica piloti con 131 punti (+ 43 sul primo inseguitore Russell). Dalle prove libere al Gp di domenica, ecco orari, programma e dove vedere tutti gli appuntamenti del weekend.
Ecco il programma del weekend del Gran Premio di Montecarlo:
Venerdì 5 giugno
Ore 13.30: F1 - Prove Libere 1
Ore 17: F1 – Prove Libere 2
Sabato 6 giugno
Ore 12.30: F1 – Prove Libere 3
Ore 16.00: F1 - Qualifiche
Domenica 7 giugno
Ore 15: F1 - Gara
Il Gran Premio di Montecarlo verrà trasmesso in diretta da Sky su Sky Sport F1 (canale 207) e in streaming su Sky Go e Now. Alcuni appuntamenti, come le qualifiche di sabato e la gara di domenica (in differita alle 18:30) saranno visibili anche in chiaro su Tv8.

(Adnkronos) - Dove vedere tutte le partite dei Mondiali 2026? Dazn si prepara a raccontare ogni azione ed emozione della Coppa del Mondo Fifa con una copertura editoriale in programma sin dal mattino fino a tarda notte, che accompagnerà i tifosi per l’intera durata della competizione più prestigiosa al mondo. Dalla gara inaugurale alla finalissima del 19 luglio. Un mese di grande calcio con tutte le 104 partite che saranno trasmesse solo su Dazn con commento in italiano, 104 highlights, 34 best moments, 7 goal collection, contenuti originali, show esclusivi, 16 ore live al giorno e 1000 eventi con nuove funzionalità di prodotto pensate per amplificare l’esperienza di visione e il coinvolgimento della community.
Collegate dagli Stati Uniti, tre crew giornalistiche che seguiranno le sfide principali direttamente sul campo, garantendo una presenza editoriale costante. Dai luoghi simbolo della competizione, gli inviati di Dazn racconteranno le imprese delle Nazionali e il dietro le quinte del Mondiale attraverso collegamenti in diretta dai campi, contributi editoriali negli show e una copertura social continuativa, per portare in Italia ogni dettaglio dei mondiali più grandi di sempre. Sfide in diretta ma anche storie “extra-campo” che porteranno i tifosi a scoprire il contesto, l’identità e il “battito” culturale dei Paesi Ospitanti e delle Nazionali partecipanti.
Fifa, l’organo di governo del calcio mondiale, e Dazn, la principale piattaforma globale di intrattenimento sportivo, siglano un accordo per portare Fifa+ in esclusiva solo su Dazn, segnando così una nuova e significativa fase della loro partnership strategica e un importante passo nel percorso che mira a rendere l’Ott il punto di riferimento per il calcio a livello globale. L’accordo dà vita a una destinazione globale unica che raccoglie migliaia di eventi live legati alla FIFA, contenuti di archivio e produzioni originali: il servizio unisce così l’ampio portfolio di contenuti calcistici internazionali della Fifa con l'offerta di diritti calcistici di Dazn, che comprende i principali campionati e le competizioni più rilevanti a livello mondiale.
L'offerta di FIFA+ su DAZN include circa 8.500 partite in diretta all'anno in mercati selezionati, oltre a un’ampia proposta di contenuti provenienti dalle Federazioni affiliate, contribuendo in modo significativo ad accrescere la visibilità globale e la scoperta di competizioni, giocatori e storie di grande calcio. A questo si aggiunge una ricca selezione di materiali d'archivio tratti dalle scorse edizioni delle competizioni FIFA, comprese la FIFA World Cup e la FIFA Women’s World Cup, permettendo ai tifosi di rivedere e rivivere partite integrali, highlights, gol e raccolte tematiche, oltre a contenuti speciali che includono filmati storici e prospettive inedite. Inoltre, l’offerta per il 2026 includerà la FIFA U-20 Women’s World Cup in Polonia, la FIFA U-17 Women’s World Cup in Marocco, la FIFA U-17 World Cup™ in Qatar e, in alcuni territori selezionati, la FIFA Intercontinental Cup.
Grazie alla portata internazionale e alle capacità distributive di DAZN, FIFA+, integrata in app su DAZN, consentirà alle Federazioni di raggiungere nuovi pubblici e massimizzare l’impatto dei propri contenuti a livello globale, offrendo al contempo alla FIFA nuove opportunità per evolvere e ampliare la propria offerta digitale - già sviluppata e consolidata con successo negli ultimi anni - facendo leva su insight data-driven, strumenti di engagement e sull’expertise di DAZN come principale piattaforma globale di intrattenimento sportivo.
Accanto all’offerta calcistica premium di DAZN, l’OTT metterà a disposizione funzionalità interattive pensate per coinvolgere i nuovi e gli attuali utenti di FIFA+, come chat live con calciatori ed esperienze condivise attraverso la FanZone, la community social che permette agli utenti di interagire tra loro grazie a strumenti come chat in tempo reale, sondaggi, quiz e giochi.

(Adnkronos) - Prende forma la Serie A 2026-27. Oggi, venerdì 5 giugno, alle 18:30 sarà sorteggiato il calendario della prossima stagione del campionato italiano. In vista del grande appuntamento, la Lega Calcio Serie A ha ufficializzato i criteri con cui verranno definiti tutti gli accoppiamenti per le 38 giornate del torneo, che inizierà nel weekend del 22-23 agosto 2026.
Ma quali saranno i criteri per definire il calendario della prossima stagione di Serie A?
Intanto, a partire dalla stagione 2026/27 ci sarà l’accorpamento delle finestre Fifa di settembre e ottobre in un’unica sosta con 4 date per le nazionali e il campionato si interromperà consecutivamente domenica 27 settembre e domenica 4 ottobre 2026.
Il primo criterio è l'asimmetria: la sequenza delle gare nel girone di andata è diversa rispetto a quella delle gare nel girone di ritorno. Il secondo è quello delle 8 giornate: devono esserci almeno 8 giornate di distanza tra le gare di andata e ritorno contro la medesima avversaria.
Le giornate 9 (28 ottobre) e 18 (6 gennaio) saranno i due turni infrasettimanali del campionato. I derby verranno poi calendarizzati in giornate diverse e non alla prima o all’ultima giornata, né nel turno infrasettimanale feriale (giornata 9).
C'è poi un discorso relativo alle coppe. Le squadre partecipanti alla Champions League non affronteranno club partecipanti all'Europa League e alla Conference League nelle giornate 7ª, 21ª, 25ª, 28ª, 31ª, 34ª comprese tra due turni di competizioni Uefa “back to back” e per la 4ª giornata limitatamente alle Società partecipanti all'Europa League.
Inoltre, è prevista alternanza degli incontri in casa e in trasferta per le seguenti coppie di società: Inter-Milan, Lazio-Roma, Juve-Torino.
Il sorteggio del calendario della prossima Serie A sarà visibile in diretta tv su Mediaset, Sky Sport e Sportitalia, ma anche in streaming su Dazn, NOW e SkyGo. Inoltre, sarà trasmesso in diretta anche sui canali ufficiali di Lega Serie A (YouTube, sito web e Radio Tv Serie A).

(Adnkronos) - Stefania Sandrelli compie oggi, venerdì 5 giugno, 80 anni. Un giornale francese negli Anni 60 la definì "colei che turba senza mai svestirsi". Lo scrittore Alberto Moravia disse che "quando cammina, sparge sesso". Mentre il cantautore Gino Paoli la paragonò all'acqua perché "niente la cambia, niente la può cambiare. È pulita. È una che non ha nessuna sovrastruttura. È quella che è e basta, e la cosa più straordinaria è di ritrovarla sempre così". Tre modi diversi per dire la stessa cosa: Stefania Sandrelli non ha mai avuto bisogno di esibire nulla. La sua sensualità è sempre passata per ironia e garbo. Anche nelle scene di nudo o di sesso, la sua grazia - quell’ingenuità luminosa, quella innocenza che non è mai posa - è rimasta intatta.
Un'icona che è nata con la Repubblica, nel 1946, e che oggi, venerdì 5 giugno, spegnerà 80 candeline. E l’Italia continua a guardarla con lo stesso sentimento con cui l’ha accolta fin dagli esordi: un misto di affetto, ammirazione e riconoscenza. Da più di sessant’anni attraversa l’immaginario senza mai perdere naturalezza, diventando una presenza familiare e unica. È l’attrice che ha saputo incarnare epoche diverse restando fedele a una grazia tutta sua: spontanea, luminosa, mai costruita. Scoperta giovanissima da Pietro Germi, ha attraversato più di sei decenni di set lavorando con Scola, Bertolucci, Comencini, Virzì e Sorrentino: una carriera che ha coinciso con l’evoluzione stessa dell’immaginario nazionale. Ma oltre alla storia, c’è il mito: Sandrelli ha insegnato all’Italia una femminilità libera, naturale, mai addomesticata, capace di turbare senza mai essere 'troppo'.
E non solo. Attraverso i suoi ruoli, ha incarnato i cambiamenti culturali, le battaglie per i diritti e le trasformazioni sociali del Paese, diventando una cronista visiva della storia contemporanea italiana. Film come 'Divorzio all'italiana' (1961) e 'Sedotta e abbandonata' (1964) di Pietro Germi criticavano aspramente il delitto d'onore e il patriarcato. È stata poi l'icona della giovane ribelle in 'C'eravamo tanto amati' (1974) di Ettore Scola, che ha raccontato le speranze, le delusioni e gli ideali politici della generazione del dopoguerra. Con 'La chiave' (1983) di Tinto Brass, ha segnato una svolta epocale rompendo i tabù sul corpo femminile e sulla liberazione sessuale delle donne adulte, in un'Italia che cercava di scrollarsi di dosso il bigottismo.
Nel corso della sua carriera ha interpretato donne forti, ironiche e indipendenti in film come 'La famiglia' (1987) di Scola e 'Speriamo che sia femmina' (1986) di Mario Monicelli, affrontando i cambiamenti nella struttura familiare, il divorzio e la capacità delle donne di autodeterminarsi al di fuori della figura maschile. Di recente, ha recitato in 'Parthenope' di Paolo Sorrentino, il personaggio incarna l'essenza stessa della giovinezza, del mito e di Napoli. Sandrelli ha interpretato la protagonista nella sua versione matura attraverso cui ha messo in luce una prospettiva di disincanto e riconciliazione con il passato incarnando un ritratto malinconico sul tempo che scorre, sui rimpianti e su nuove consapevolezze.
Sandrelli ha brillato anche in televisione, trovando due ruoli che hanno parlato a generazioni diverse senza mai tradire la sua cifra: la naturalezza. Ne 'Il maresciallo Rocca' (Rai) è stata Margherita Rizzo, la compagna del celebre personaggio incarnato da Gigi Proietti: una donna forte e moderna che non ha fatto fatica a conquistare il pubblico. Mentre ne 'Una grande famiglia' (Rai) ha dato voce e corpo a Eleonora Rengoni, la matriarca: autorevole senza durezza, forte senza arroganza, il baricentro emotivo di una saga basata su legami, fratture, riconciliazioni in cui moltissime famiglie italiane si sono riconosciute.
Una carriera densa, piena e indimenticabile che le ha lasciato spazio anche per l’amore. Stefania Sandrelli ha sempre detto di essersi innamorata "sul serio solo tre volte". Il primo amore è stato Gino Paoli, il cantautore genovese morto lo scorso 24 marzo. Si sono incontrati nei primi Anni 60 alla Bussola in Versilia: lei aveva quindici anni, lui trenta ed era già sposato. È stato un colpo di fulmine travolgente - "Avevo l’impressione di vivere una storia da guardare al cinema [...] Abbiamo fatto l'amore in cima alla Basilica San Pietro, sulla scala verso la cupola", ha raccontato Sandrelli a 'Belve' - e anche scandaloso per l’epoca per la differenza d'età. Da quell’amore è nata Amanda. È una relazione intensa, segnata anche dal drammatico tentativo di suicidio di Paoli nel 1963 - si è sparato un colpo di pistola e il proiettile gli rimase vicino al cuore per tutta la vita - ma destinata a trasformarsi in un legame profondo e duraturo. A lei il cantautore ha dedicato 'Una lunga storia d’amore', scritta per il film 'Una donna allo specchio' del 1984, interpretato proprio dalla Sandrelli.
Il secondo grande amore è stato Nicky Pende, l’unico marito. Si sono sposati nel 1972: lei ha 25 anni, lui 28, medico affascinante e volto noto della mondanità romana. Nel 1974 è nato il figlio Vito, oggi chirurgo. Il matrimonio però non ha avuto una lunga vita: due anni dopo è arrivata la separazione, per incompatibilità caratteriali.
Infine, l’amore che dura ancora oggi: Giovanni Soldati. "Non potrei vivere senza di lui. Quando ci siamo conosciuti, mi lamentavo per come andavano le cose con Nicky, piangevo sulla sua spalla. Giovanni è stato tenacissimo", aveva dichiarato Sandrelli in una vecchia intervista a 'Specchio'. Un amore nato dall'amizia: "Dopo che hai pianto sulla sua spalla e lui sulla tua, è la forma più rassicurante d’amore”, ha raccontato. Oggi compie 80 anni e, come cantava Gino Paoli, resterà per il cinema e per il pubblico "una lunga storia d’amore" destinata a non conoscere mai la parola fine. (di Lucrezia Leombruni)
(Adnkronos) - Dalle prove scritte al colloquio orale, passando per i requisiti di ammissione e in consigli per la tesina guida, gli esami di Terza Media si avvicinano. Le date non sono uguali per tutta Italia, ogni scuola infatti stabilisce il proprio calendario: le prove si svolgono generalmente tra la fine delle lezioni e il 30 giugno.
Per essere ammessi bisogna aver frequentato almeno tre quarti dell'orario scolastico annuale, aver partecipato alle prove Invalsi di aprile e avere un voto in condotta non inferiore a 6/10. L'ammissione all'esame non è automatica ma il consiglio di classe può decidere di ammettere uno studente anche con insufficienze in alcune discipline, valutando il percorso scolastico complessivo del triennio.
Per quanto riguarda la prova scritta lo studente dovrà dimostrare capacità di espressione e sintesi e può scegliere tra testo narrativo o descrittivo, testo argomentativo oppure la comprensione e sintesi di un brano. In merito alla prova di matematica, questa comprende problemi articolati su numeri, geometria, relazioni e funzioni. Viene valutato anche il pensiero computazionale e la capacità di analizzare dati.
Infine la prova scritta di lingua straniera si tratta di un'unica prova che copre Inglese e la seconda lingua. Può includere la comprensione di un testo con questionario, l'elaborazione di un dialogo, una lettera o email personale o la sintesi di un brano.
Terminate le prove scritte, iniziano i colloqui orali che sono prove interdisciplinari davanti a tutti i professori della classe. Questo serve a valutare maturità, capacità di argomentazione e come lo studente riesce a collegare tra loro le diverse materie studiate.
Per il colloquio lo studente può scegliere di produrre una tesina che può diventare un punto di partenza del colloquio dato che permette di esporre un argomento a scelta che colleghi più materie in modo logico.
La commissione per l’esame di terza media sarà formata dai docenti del consiglio. Questo vuol dire che sarà composta esclusivamente da professori interni, conosciuti dagli studenti. La commissione può fare domande su qualsiasi disciplina affrontata durante l'anno, cercando di stimolare collegamenti critici tra storia, scienze, arte, musica e così via. Da sottolineare che l'Educazione Civica è una parte integrante del colloquio orale. Potrebbero chiedere di approfondire temi come la sostenibilità ambientale, i diritti umani o la cittadinanza digitale.
Il voto finale tiene conto del voto di ammissione, dei risultati delle tre prove scritte e dell'esito del colloquio. Il punteggio minimo per superare l'esame è 6/10, mentre il massimo è 10/10 con lode.

(Adnkronos) - "Non ci sono scuse". Andre Agassi non fa sconti a Jannik Sinner dopo il clamoroso k.o. incassato dal numero 1 del mondo al secondo turno del Roland Garros. L'azzurro è crollato fisicamente contro l'argentino Juan Manuel Cerundolo: avanti 5-1 nel terzo set, dopo aver vinto i primi 2, Sinner si è spento ed è rimasto senza energie. "L'eliminazione di Sinner è stata una cosa enorme. Non so se sia stata evidenziata abbastanza", dice Agassi all'emittente americana Tnt. "Quando giocavo, io avevo un 'orologio fisico': potevo giocare circa 4 ore. Se le condizioni erano particolarmente dure, scendevo a 3 ore e 45, non cambiava molto. Se c'erano condizioni ideali potevano arrivare a 4 ore 10 ", dice l'ex giocatore americano, che in carriera è stato numero 1 del mondo e ha vinto 8 titoli dello Slam.
"Sinner un anno fa ha giocato la finale qui, è stato in campo per 5 ore e mezza. Quest'anno per il caldo ha ceduto dopo 1 ora e 45 minuti: c'è una differenza tra essere in forma e essere preparati. C'è un difetto da evidenziare nella preparazione, si può fare qualcosa a riguardo. Non dico che" Sinner "non lavori abbastanza sodo. Oggi la preparazione e il recupero sono gestiti a livello scientifico, ci sono medici e figure di ogni tipo. Ripetere la stessa cosa due volte e aspettarsi risultati diversi...", dice puntando il dito contro una preparazione lacunosa. "Deve capire cosa bisogna cambiare, magari deve inserire qualche altra persona, magari è una questione legata all'idratazione. E' il miglior giocatore del mondo in questo momento, so che può giocare per 5 ore e mezza. Non può andare a sbattere contro un muro dopo 1 ora e 45, non ci sono scuse", la sentenza di Agassi.

(Adnkronos) - Diverbio in aeroporto, a Fiumicino, tra il senatore triestino di Fratelli d'Italia Roberto Menia e una coppia gay, nella saletta di attesa dello scalo romano. A far scattare Menia, le effusioni tra due uomini, una coppia gay, che nel corso di una videochiamata si lascia andare a carezze e baci. "Io -dice all'AdnKronos Menia- gli ho semplicemente ricordato l'educazione, sottolineando che le regole valgono per tutti". Dalla coppia la replica, con l'accusa di omofobia e il diverbio che si accende. "Lei è una brutta persona, un omofobo", mi hanno apostrofato, racconta Menia. In zona anche il capogruppo del M5S di Palazzo Madama, Luca Pirondini, che interviene invitando il senatore meloniano a calmarsi e a non dare lezioni di educazione a nessuno. "Anche una assistente dell'aeroporto si è avvicinata -aggiunge Menia- . Anche lei ha visto che sono stato insultato, hanno minacciato pure di usare le mani, ma io non avevo certo timore, comunque -conclude- questi pensano di potersi comportare come vogliono, mentre ci sono regole di educazione che valgono per tutti".

(Adnkronos) - Effetto 'clima pazzo' sulle malattie trasmesse dalle zanzare: per ogni grado di temperatura in più, il rischio di infezioni come Dengue, Chikungunya e West Nile aumenta del 16-32%: una media del +20% e oltre, stando ai dati discussi dai massimi esperti nazionali e regionali intervenuti insieme ai rappresentanti di Istituto superiore di sanità e ministero della Salute al congresso 'Arbovirosi: nuove sfide per l'Italia', che si è appena concluso a Verona. Un evento organizzato dall'Irccs Sacro Cuore Don Calabria di Negrar, centro di eccellenza nella ricerca, diagnosi e cura di queste patologie.
"Non sono più malattie sporadiche e importate - avvertono gli specialisti - ma problemi di salute pubblica" che non risparmiano l'Italia, diventata oggi un''osservata speciale' per il pericolo crescente di aree sempre più estese interessate da possibili focolai stabili e autoctoni, come hanno dimostrato i numeri delle ultime stagioni estive. Un quadro che rende "necessari diagnosi precoci e interventi tempestivi per ridurre la trasmissione" e scongiurare epidemie: interventi istituzionali da progettare con un'ottica One Health che integri salute umana, animale e ambientale, accompagnati da un'opera di sensibilizzazione e responsabilizzazione dei cittadini. Chiamati anche loro ad adottare "misure preventive individuali e domestiche per ridurre l'esposizione alle punture di zanzara", dall'uso di repellenti e zanzariere alla rimozione delle acque stagnanti.
L'innalzamento delle temperature aumenta la capacità di trasmissione delle arbovirosi perché favorisce la sopravvivenza e la proliferazione delle zanzare, nonché la capacità di replicazione virale di Dengue, Chikungunya e West Nile, spiegano gli esperti che citano 3 studi pubblicati su 'Frontiers in Climate', 'Tropical Medicine and Infectious Disease' e 'Parasitology & Vector-Borne Diseases'.
Nel primo lavoro, da un'analisi di 45 studi condotti nei Paesi a più alta incidenza di Dengue - Brasile, Indonesia e India - i ricercatori hanno evidenziato l'associazione tra variabili climatiche e incidenza della malattia, calcolando un rischio del 16% in più per ogni incremento di 1 grado della temperatura. Il secondo studio, condotto sui 1.145 casi di West Nile registrati in Italia tra il 2012 e il 2020, ha identificato la temperatura media dell'aria come principale fattore climatico predittivo della patologia, con un aumento del 32% di rischio di ammalarsi per ogni grado centigrado in più. L'ultima ricerca, attraverso una revisione sistematica di 34 studi sperimentali, ha confermato l'impatto della temperatura sulla capacità delle zanzare di trasmettere anche la Chikungunya, con effetto più marcato al di sopra dei 28 gradi centigradi.
"Le arbovirosi non sono più eventi importati e sporadici, ma si stanno progressivamente stabilizzando nel nostro territorio, sostenute da un cambiamento climatico che amplia le aree geografiche esposte. Rappresentano dunque un gruppo di malattie importanti per la salute pubblica", afferma Federico Gobbi, direttore del Dipartimento di Malattie infettive e tropicali dell'Irccs di Negrar e professore associato di Malattie infettive all'università di Brescia. "Punto chiave delle anomalie climatiche - aggiunge Federica Gobbo, medico veterinario del Laboratorio di entomologia sanitaria dell'Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie - è l'effetto combinato sul ciclo riproduttivo delle zanzare tigre, che diventa più rapido, e sulla stabilità di temperature più miti durante l'inverno, non più in grado di decimare le larve, come avviene in Italia, con l'effetto di una stagione attiva anticipata e prolungata".
"Di fronte a questo scenario - dichiara Anna Teresa Palamara, direttore del Dipartimento di Malattie infettive dell'Iss - la vera sfida risiede nella capacità di non farsi trovare impreparati: è fondamentale mantenere un monitoraggio costante e una sorveglianza attiva anche in assenza di criticità o di evidenti emergenze epidemiche. Solo attraverso una prevenzione continua e strutturata è possibile intercettare precocemente i segnali di rischio prima che si trasformino in focolai diffusi. Per questo motivo l'Istituto superiore di sanità è da sempre in prima fila, offrendo competenze multidisciplinari cruciali per il contrasto preventivo e permanente alle arbovirosi e facendo da raccordo con le altre istituzioni, nazionali e locali. Questo stesso convegno, che segue quello analogo che si è svolto lo scorso anno in istituto, è un ottimo esempio di collaborazione, che può diventare un appuntamento annuale per mettere l'accento sul problema delle arbovirosi all'inizio della stagione".
Secondo il bollettino diramato a maggio dall'Iss, con dati al 30 aprile, dall'inizio del 2026 sono stati confermati 133 casi di Dengue, tutti associati a viaggi all'estero. L'anno record è stato il 2024, con oltre 700 casi a livello nazionale e il più grande focolaio mai registrato in Europa, identificato a Fano nelle Marche con 223 casi. Per la Chikungunya, invece, dal primo gennaio a fine aprile 2026 sono 13 i casi confermati, tutti importati. Il 2025 è stato un anno eccezionale per questa arbovirosi, con 469 casi contro i 17 dell'anno precedente, di cui 384 sono stati autoctoni da trasmissione locale, mentre solo 85 legati a viaggi all'estero. Anche per il West Nile, presente in Italia con trasmissione autoctona da oltre 20 anni, il 2025 ha rappresentato un anno record. Con 274 casi registrati, il nostro è stato il Paese più colpito in Europa, ricorda una nota dal meeting veronese. Nel ultimo report dell'Iss si segnalavano anche 3 casi di Zika virus, tutti importati. Per tutte le arbovirosi moniorate, da inizio anno nessun decesso.
"A preoccupare gli esperti è anche la mancanza di terapie farmacologiche specifiche per la Dengue e la Chikungunya - rimarca Gobbi - Per queste due patologie esistono dei vaccini, ma al momento sono indicati soltanto per viaggiatori che si recano in zone endemiche: è necessario valutare un loro eventuale utilizzo anche in caso di epidemie autoctone", ritiene lo specialista. "In questo quadro - sottolinea - rafforzare il sistema di sorveglianza e migliorare l'allerta e la rapidità di risposta, con il contributo attivo dei cittadini, consentirebbe di ridurre drasticamente la trasmissione. Una zanzara tigre che punge un paziente con Chikungunya può trasmettere a sua volta questa infezione dopo soli 5 giorni, per cui in presenza di febbri estive improvvise associate ad altri malesseri è fondamentale rivolgersi subito al proprio medico", raccomanda Gobbi. "Ciò consente, in caso di diagnosi positiva di infezione, di attivare la disinfestazione e di fermare in tempo la catena di trasmissione".
"Ma la lotta alla diffusione delle arbovirosi - ammoniscono gli esperti - si gioca anche sul terreno della prevenzione, attraverso misure che riducono al minimo l'esposizione alle punture delle zanzare, usando repellenti, zanzariere e svuotando, non solo in estate, ma anche in primavera e autunno, contenitori di acqua stagnante come sottovasi, secchi e grondaie, per eliminare i siti di riproduzione".
"Per limitare la diffusione di queste patologie, la strategia chiave è dunque 'fare rete': da un lato la sinergia tra operatori sanitari e istituzioni a ogni livello, dall'altra una collaborazione più diretta e attiva tra ospedale, territorio e cittadini, in un approccio One Health che integri l'attività tra laboratori di riferimento umani, istituti zooprofilattici e sorveglianza ambientale", conclude Claudio Cracco, amministratore delegato dell'Irccs di Negrar, centro pioniere del sistema di sorveglianza istituito dalla Regione Veneto a partire dal 2010.

(Adnkronos) - Sulla carta a molti piacerebbe essere 'smart worker': potersi risparmiare il viaggio in auto o sui mezzi pubblici per raggiungere l'ufficio, svolgere la propria attività in un ambiente più rilassato, poter pranzare a casa. Ma la realtà non è così rosea come sembra. Secondo un nuovo studio, il lavoro da remoto ha un prezzo in termini umani e la bilancia costi-benefici non è così favorevole. Chi lo pratica in maniera prolungata finisce per essere più solo e con un benessere peggiorato. La ricerca che fotografa l'impatto sulla salute mentale dello smart working è pubblicata su 'Science' e si basa sui dati di sondaggi condotti su oltre 500mila americani.
C'è uno spartiacque che separa un prima e un dopo: la pandemia di Covid. Sull'onda dell'emergenza sanitaria vissuta a livello globale, infatti, una delle misure adottate in molti Paesi per arginare la corsa del virus è stata disporre che le aziende adottassero o aumentassero laddove possibile i livelli di smart working. Quello che però emerge dallo studio - firmato da Natalia Emanuel della Federal Reserve Bank of New York con i colleghi Amanda Pallais di Harvard University e Emma Harrington di University of Virginia - è che l'aumento del lavoro da remoto, causato dalla pandemia, ha incrementato notevolmente il tempo trascorso in solitudine e peggiorato la salute mentale dei lavoratori. L'analisi appena pubblicata va oltre la principale conseguenza del lavoro a distanza solitamente valutata negli studi precedenti: la produttività dei lavoratori. I risultati dello studio suggeriscono che "il passaggio al lavoro da casa comporta costi misurabili a livello di popolazione", scrivono Emma Zhang e Rourke O'Brien della Yale University in un articolo di approfondimento correlato.
Dopo che la pandemia ha portato molte persone a lavorare da casa, gli esiti delle ricerche che valutavano l'impatto sulla salute mentale dei dipendenti sono stati contrastanti. Per comprendere meglio l'effetto del lavoro da remoto sul benessere umano, Emanuel e colleghi hanno quindi analizzato nel dettaglio i dati di 5 sondaggi rappresentativi a livello nazionale condotti negli Stati Uniti, che insieme coprono un arco di tempo di oltre un decennio e includono 568mila intervistati. Gli esperti hanno confrontato le esperienze dei lavoratori prima della pandemia (dal 2011 al 2019) con quelle del periodo successivo al picco (dal 2022 al 2024), escludendo gli anni di emergenza sanitaria acuta del 2020 e del 2021. E hanno scoperto che i lavoratori con mansioni che si prestavano al lavoro da remoto hanno sperimentato un aumento post-pandemia sostanzialmente maggiore del tempo trascorso in solitudine, un peggioramento del benessere mentale misurato da diversi indicatori e un aumento dell'utilizzo di servizi di salute mentale e di prescrizioni mediche.
Questi effetti sono stati particolarmente pronunciati tra le persone che già vivevano da sole. "Poiché i nostri dati si fermano al 2024, non possiamo cogliere appieno gli adattamenti a lungo termine tra i lavoratori che possono lavorare da remoto", puntualizzano gli autori mettendo in evidenza un limite del loro studio. Qualora infatti i lavoratori avessero apportato modifiche, come ad esempio coltivare reti sociali al di fuori del lavoro, potrebbero non averne ancora tratto tutti i benefici al momento della ricerca, argomentano. "Nell'ambito di diverse modalità di lavoro a distanza - concludono dunque Emanuel e colleghi - sia le singole persone che le organizzazioni potrebbero voler dare priorità" all'esigenza di "ridurre l'effetto di isolamento del lavoro da remoto, ad esempio coordinando delle giornate in ufficio per i lavoratori ibridi o incoraggiando l'interazione informale, anche online" degli smart worker.

(Adnkronos) - Dopo oltre trent’anni di indagini, processi, riaperture e archiviazioni, arriva un nuovo punto fermo giudiziario nell’inchiesta sui presunti mandanti esterni della stagione stragista della mafia che nel 1993 insanguinò l’Italia. Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Firenze, Patrizia Martucci, ha disposto l’archiviazione delle accuse nei confronti di Marcello Dell’Utri, ultimo indagato nel procedimento aperto dalla Direzione distrettuale antimafia fiorentina per fare luce su eventuali responsabilità esterne a Cosa Nostra nella pianificazione degli attentati che colpirono Firenze, Milano e Roma. Si tratta della sesta archivIazione nello stesso filone di indagine sui cosiddetti mandanti esterni delle stragi mafiose.
Nel decreto firmato il 15 gennaio scorso, il gip afferma che "mancano elementi concreti su contatti/rapporti diretti tra Cosa Nostra e Silvio Berlusconi e quindi Marcello Dell’Utri, stretto collaboratore di Berlusconi". Una conclusione che segna l’ennesimo capitolo di una delle inchieste più lunghe e controverse della storia giudiziaria italiana e che rappresenta la sesta archiviazione del fascicolo relativo ai cosiddetti “mandanti occulti” delle stragi.
La stagione stragista del 1993 rappresenta uno dei momenti più drammatici della lotta tra lo Stato e la mafia. Dopo gli attentati del 1992 in cui persero la vita i magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, Cosa Nostra avviò una nuova strategia terroristica che spostò il teatro degli attacchi dalla Sicilia al resto del Paese.
Il 27 maggio 1993 un’autobomba esplose in via dei Georgofili, a Firenze, provocando la morte di cinque persone e causando danni devastanti al patrimonio artistico della città. Due mesi più tardi, nella notte tra il 27 e il 28 luglio, un’altra autobomba esplose in via Palestro, a Milano, causando cinque vittime. Nelle stesse ore, a Roma, due ordigni colpirono la basilica di San Giovanni in Laterano e la chiesa di San Giorgio al Velabro. A questi attentati si aggiunse il tentato attacco allo stadio Olimpico di Roma del 23 gennaio 1994, che non andò a segno per un malfunzionamento del sistema di innesco. Per quelle stragi, negli anni successivi, la magistratura ha ottenuto condanne definitive nei confronti dei principali vertici mafiosi coinvolti nella strategia del terrore, tra cui Totò Riina, Leoluca Bagarella, Matteo Messina Denaro e i fratelli Filippo e Giuseppe Graviano.
Una volta individuati e condannati gli esecutori e gli organizzatori mafiosi degli attentati, l’attenzione investigativa si è concentrata su una domanda rimasta aperta per decenni: Cosa Nostra agì da sola oppure vi furono soggetti esterni interessati a orientare o sfruttare politicamente la campagna stragista? Su questa ipotesi si è sviluppata gran parte dell’attività investigativa della Procura di Firenze. L’obiettivo era verificare se, oltre ai vertici mafiosi già condannati, esistessero figure del mondo politico, economico o istituzionale che avessero avuto un ruolo nell’ideazione o nella promozione delle stragi. Nel corso degli anni il fascicolo è stato aperto, archiviato e successivamente riaperto più volte sulla base di nuove dichiarazioni di collaboratori di giustizia, intercettazioni e ulteriori elementi investigativi.
L’ultima riapertura risale al dicembre 2022, quando la Direzione distrettuale antimafia fiorentina iscrisse nuovamente nel registro degli indagati Silvio Berlusconi (indagato sino al momento del suo decesso, il 12 giugno 2023) e Marcello Dell’Utri. Secondo l’impostazione investigativa della Procura di Firenze, la strategia stragista avrebbe avuto anche una finalità politica. In particolare, gli inquirenti cercavano di verificare l’ipotesi che gli attentati fossero stati funzionali a favorire un nuovo scenario politico nazionale caratterizzato dall’ascesa di Forza Italia. All’interno di questo quadro investigativo, Marcello Dell’Utri era sospettato di avere svolto un ruolo di collegamento tra ambienti mafiosi e il nascente progetto politico che avrebbe portato alla vittoria elettorale del 1994. L’accusa ipotizzava che Dell’Utri avesse istigato o sollecitato il boss Giuseppe Graviano a promuovere la campagna stragista. Secondo la ricostruzione investigativa, avrebbe inoltre avuto una funzione di “indicatore dei luoghi” da colpire, contribuendo all’individuazione degli obiettivi degli attentati.
Per la Procura fiorentina, la creazione di un clima di paura e instabilità avrebbe potuto favorire cambiamenti negli equilibri politici italiani in una fase storica segnata dalla fine della Prima Repubblica e dal crollo dei tradizionali partiti di governo.
Si trattava tuttavia di una ricostruzione che, secondo il gip, non ha trovato riscontri sufficienti per sostenere un’accusa in giudizio. Nel decreto di archiviazione, il giudice Patrizia Martucci evidenzia come gli elementi raccolti non siano stati ritenuti idonei a dimostrare l’esistenza di rapporti diretti tra Cosa Nostra e Silvio Berlusconi e, di conseguenza, tra l’organizzazione mafiosa e Marcello Dell’Utri nell’ambito della progettazione delle stragi. La decisione arriva dopo che la stessa Procura aveva chiesto l’archiviazione del procedimento al termine delle ulteriori verifiche investigative. Il gip ha dunque condiviso la valutazione finale degli stessi magistrati inquirenti, ritenendo che il materiale raccolto nel corso delle indagini non fosse sufficiente a superare la soglia richiesta per l’esercizio dell’azione penale.
Fin dall’inizio dell’inchiesta, la difesa di Dell’Utri ha respinto ogni addebito, definendo le accuse prive di fondamento. Gli avvocati dell’ex senatore di Forza Italia hanno contestato in particolare l’attendibilità di alcune dichiarazioni provenienti da collaboratori di giustizia e hanno sostenuto che mancassero riscontri oggettivi capaci di confermare le ipotesi formulate dagli investigatori. Nel luglio 2023 gli investigatori avevano eseguito perquisizioni nell’abitazione e negli uffici milanesi di Dell’Utri, acquisendo documentazione ritenuta utile agli accertamenti. Tuttavia, anche tali attività non hanno prodotto elementi considerati decisivi per sostenere le contestazioni formulate.
Parallelamente all’inchiesta sulle stragi del 1993, negli ultimi anni l’attenzione degli investigatori si è concentrata anche su alcuni consistenti versamenti economici effettuati da Silvio Berlusconi a favore di Marcello Dell’Utri e della moglie. Secondo gli atti giudiziari, a Marcello Dell'Utri sarebbero arrivati complessivamente circa 42 milioni di euro da Berlusconi dal 2014, attraverso bonifici e altre operazioni finanziarie contestate dagli inquirenti. Secondo la ricostruzione riportata dagli inquirenti in un procedimento distinto, tali somme avrebbero potuto rappresentare una forma di compensazione o di sostegno economico riconducibile a vicende ancora oggetto di approfondimento giudiziario. Tra le ipotesi formulate dalla Procura figurava quella del cosiddetto “prezzo del silenzio”, espressione utilizzata nell’ambito dell’attività investigativa per descrivere il possibile significato attribuito a quei trasferimenti di denaro. Questo filone, tuttavia, segue un percorso autonomo rispetto all’indagine sulle stragi ed è stato trasferito alla magistratura milanese per competenza territoriale dove è tuttora pendente.

(Adnkronos) - "Gli italiani adorano Trump". Donald Trump si concede una battuta nello Studio Ovale per rispondere ad una domanda sul restauro della fontana dedicata a Cristoforo Colombo a Washington. "Cosa rappresenta la fontana? Gli italiani adorano Trump", dice il presidente americano. "C'era chi voleva tirare giù la statua. Noi non solo non lo abbiamo fatto, ma l'abbiamo resa più bella. Non pensavo che il marmo sarebbe stato così bello una volta ripulito da graffiti e scritte", dice il presidente. Alla domanda sull'Italia posta dalla giornalista Maria Luisa Rossi Hawkins fa seguito una domanda sul rapporto con i paesi europei in relazione allo Stretto di Hormuz: che tipo di aiuto vorrebbero gli Stati Uniti? "Non abbiamo bisogno dell'aiuto, siamo il paese più potente del mondo. Abbiamo offerto alla Nato la possibilità di aiutare, non ne avevamo bisogno. E non abbiamo bisogno del petrolio che passa per lo Stretto di Hormuz. Serve a loro, alcuni paesi europei ne hanno un bisogno tremendo e avrebbero dovuto dire 'vogliamo aiutare'", dice Trump.

(Adnkronos) - "La procura non può accusare il Fatto Quotidiano di falso, è diffamazione. Quella cosa lì se la rimangiano e chiedono scusa, altrimenti li denunciamo". Marco Travaglio, direttore del fatto Quotidiano, si esprime così a Otto e mezzo, su La7, in relazione alla vicenda della grazia concessa a Nicole Minetti. La procura generale di Milano ha confermato il parere favorevole alla grazia evidenziando che "risulta che i fatti riportati nelle notizie di stampa dalle quali ha tratto origine il presente supplemento di attività non corrispondono al vero e che non sono emersi fatti contrastanti con il quadro probatorio già acquisito".
"Il caso è chiuso per quanto riguarda le competenze del presidente della Repubblica, del ministero della Giustizia e della procura generale di Milano. Il caso per noi non è chiuso, continueremo a lavorare su questa vicenda invereconda per dare notizie. Non sta a noi, al Fatto Quotidiano, dare e togliere la grazia. Noi ci siamo occupati di una grazia che non stava né in cielo né in terra. Abbiamo fatto interviste a testimoni che hanno smontato punto per punto il parere della procura di Milano favorevole alla grazia, abbiamo offerto notizie dicendo per primi che era stata concessa la grazia", dice Travaglio. "Abbiamo fatto interviste che non possono essere smentite, i magistrati non hanno sentito questi testimoni: non ho mai visto un'inchiesta relativa ad un testimone che non viene sentito. Potevano sentire i testimoni senza fare rogatorie.
Noi continueremo a documentare che i due presupposti all'orgine della grazia non sono veri: la Minetti avrebbe cambiato vita dopo la morte di Berlusconi, il bambino poteva essere curato solo all'estero. La procura non può accusare il Fatto Quotidiano di falso, è diffamazione. Quella cosa lì se la rimangiano e chiedono scusa, altrimenti li denunciamo", aggiunge. I legali di Nicole Minetti hanno preannunciato una richiesta di risarcimento 'monstre'. Anche in questo caso, Travaglio prospetta l'ipotesi di un'azione legale: "Chi chiede cifre di questo tipo in genere finisce per sborsare soldi e non li riceve".
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