
(Adnkronos) - La Russia ha un'economia ''sovrana'' che non è ''collassata'' nonostante le sanzioni. Così il presidente russo Vladimir Putin intervenendo alla sessione plenaria del Forum economico internazionale di San Pietroburgo.
"Naturalmente, sentiamo critiche da tutte le parti secondo cui tutto è crollato. Siamo scesi allo stesso livello in cui i paesi dell'Eurozona hanno registrato una crescita negli ultimi anni", ha affermato Putin, aggiungendo che la Russia sta perseguendo un'economia "sovrana".
Il presidente russo ha poi citato l'Italia, insieme alla Grecia, al Belgio e alla Francia, tra le peggiori realtà nell'Unione europea per il debito pubblico. Nel suo discorso, Putin ha sostenuto che il "cattivo stato" delle finanze pubbliche occidentali sta minando la fiducia nell'Occidente.
Il leader del Cremlino ha fatto riferimento all'"elevato debito pubblico e agli ingenti deficit di bilancio", affermando che il debito pubblico dell'eurozona è salito all'81,7% del Pil nel 2025. Putin ha citato in particolare la Grecia al 146%, l'Italia al 137%, la Francia al 115% e il Belgio al 108%. "La Russia, tra l'altro, è al 16,4%", ha aggiunto, precisando tuttavia che la cifra "fluttua leggermente".
Secondo lo 'zar', "le élite europee stanno essenzialmente provocando il caos, nel quale cercano di trascinare sempre più Paesi". Per Putin le politiche "aggressive" portate avanti dalla burocrazia europea sarebbero "miopi" e starebbero contribuendo sia a un ulteriore indebolimento della posizione dell'Unione Europea nell'economia globale sia a un deterioramento della sicurezza internazionale.
La burocrazia europea persegue politiche aggressive e miopi che non solo portano ad un ulteriore indebolimento della posizione dell'Ue nell'economia globale, ma minano anche la sicurezza internazionale, ha poi aggiunto. "Assistiamo agli choc che stanno colpendo i mercati energetici, alle tensioni che vengono fomentate in alcune regioni, soprattutto in Medio Oriente in questo momento, e all'attuazione di politiche miopi da parte della burocrazia europea", ha sottolineato il presidente. "Queste politiche sono accompagnate da una retorica aggressiva e portano a un ulteriore indebolimento della posizione dell'Europa nell'economia globale, minando al contempo la sicurezza regionale e globale", ha aggiunto.
I tassi di crescita economica dei paesi Brics sono superiori a quelli del G7 e continueranno ad aumentare, spiega quindi il leader del Cremlino. "Secondo le previsioni, questo rapporto continuerà a spostarsi ulteriormente a favore dei Brics. La domanda è: perché sta succedendo? Cosa sta succedendo? Sta succedendo perché i tassi di crescita economica dei paesi Brics rimarranno costantemente più elevati. Sono più alti ora e lo diventeranno ancora di più. Questa tendenza persisterà", ha sottolineato il leader russo.
Per il presidente russo, inoltre, il modello di sviluppo globale, creato nel corso di decenni e presentato dall'Occidente come universale e neutrale, è stato in realtà un sistema deliberatamente progettato per prosciugare le risorse e creare dipendenza. "Per decenni, il modello di sviluppo globale si è basato su un numero limitato di centri finanziari, soluzioni tecnologiche, hub assicurativi e logistici, agenzie di rating e valute di riserva. Questa struttura è stata presentata come universale, apparentemente adatta a tutti e, soprattutto, apparentemente neutrale. In altre parole, era, in sostanza, un sistema deliberatamente creato di dipendenza o di prosciugamento delle risorse", ha sottolineato il leader di Mosca.

(Adnkronos) - E' una delle più grandi sfide della chimica moderna: scoprire e sviluppare nuove molecole. Da nuovi farmaci a materiali più sostenibili, tutto dipende dalla ricerca di nuove combinazioni di atomi con proprietà utili. In questa sfida negli ultimi anni si sta facendo avanti un 'game changer': l'intelligenza artificiale. Appena il mese scorso, solo per fare un esempio, un team di un ateneo spagnolo, l'Universitat Rovira i Virgili (Urv) di Tarragona, annunciava sulla rivista scientifica 'Nature Machine Intelligence' di aver sviluppato uno strumento di Ai in grado di generare milioni di nuove molecole che, pur essendo ancora sconosciute alla scienza, rispettano le leggi della chimica e potrebbero offrire inedite opportunità.
La descrizione di questo sistema - chiamato CoCoGraph, una sorta di ChatGpt delle molecole - rende l'idea di quanto sia smisurato lo scenario che si apre: anche quando gli viene fornita una sola formula molecolare, ad esempio quella del paracetamolo, è in grado di costruire un vasto numero di combinazioni atomiche. L'enormità del numero di nuove molecole possibili "si stima che potrebbe arrivare fino a 10⁶⁰", un numero "di gran lunga superiore a quello delle molecole d'acqua presenti nell'oceano - spiegava Roger Guimerà del Dipartimento di Ingegneria Chimica dell'Urv, uno degli esperti che ha guidato la ricerca - Al contrario, il numero di molecole conosciute rappresenta solo una minuscola frazione di questa cifra". Questa vastità di combinazioni possibili "fa sì che trovarne di effettivamente utili sia come cercare un ago in un pagliaio gigante". Al momento, dunque, la tecnologia messa a punto dagli scienziati è solo un primo passo. Ma se avrà successo, potrebbe davvero trasformare settori come la chimica, la farmacologia e la scienza dei materiali, accelerando la scoperta di nuove soluzioni in un universo chimico ancora praticamente inesplorato.
Se in questo caso si parla al futuro, le imprese dell'Ai nel campo della farmaceutica sono già realtà, come dimostra il caso del vaccino universale creato dall'Ai per fornire protezione contro diversi sarbecovirus, ampio gruppo di virus presenti in natura che include anche Sars-CoV-2, responsabile della pandemia di Covid-19. Questo vaccino, sviluppato dall'università di Cambridge con la sua società spin-out DIOSynVax, si è dimostrato sicuro in una sperimentazione condotta su 39 volontari sani. Ed è la prima volta, spiegano gli autori dello studio pubblicato sul 'Journal of Infection', che un vaccino il cui componente attivo è stato progettato interamente tramite simulazioni al computer viene testato sugli esseri umani. Non è invece la prima volta che l'Ai imprime una svolta nella ricerca di nuove molecole. Una delle sfide con cui si è misurata è la caccia ad armi innovative per combattere l'emergenza mondiale dei super batteri resistenti: si pensi ad esempio al lavoro del Mit (Massachusetts Institute of Technology) nell'ambito del quale l'Ai ha progettato atomo per atomo due nuovi potenziali antibiotici che nei test di laboratorio e su modelli animali sono risultati in grado di uccidere il batterio della gonorrea resistente ai farmaci e uno Staphylococcus aureus multiresistente (Mrsa). Questi composti dovranno continuare ad essere perfezionati e sperimentati, ma stanno già mostrando come l'Ai potrebbe dare inizio a una "seconda età dell'oro" nella scoperta di antibiotici, dicono gli esperti.
E proprio di recente l'Ai è stata schierata nella ricerca di nuove armi farmacologiche contro la rara specie di virus Ebola Bundibugyo che sta colpendo in Repubblica Democratica del Congo (Rdc), con casi anche in Uganda: in Texas, al Southwest Research Institute (SwRI), è stato infatti condotto uno screening virtuale che ha permesso di identificare una ventina di composti antivirali che potrebbero potenzialmente avere un effetto sul patogeno. La promessa dell'Ai è di rovesciare paradigmi, come quello su cui si basa oggi la scoperta di farmaci, che inizia con un bersaglio molecolare noto, una proteina la cui modulazione dovrebbe invertire il decorso di una malattia. Il problema è che in molte patologie un tale bersaglio non sempre esiste o è stato sufficientemente definito. Nei giorni scorsi il Laboratorio di Bioinformatica strutturale e Biologia di rete dell'Irb di Barcellona, diretto da Patrick Aloy, ha proposto una nuova strategia per progettare molecole non in base a una proteina specifica, ma in base all'effetto che si desidera indurre nelle cellule. Per testare la metodologia, il team ha utilizzato diversi modelli cellulari, tra cui linee derivate da tumori pancreatici e cellule di controllo. "Per la prima volta - ha spiegato Aloy - abbiamo progettato nuove entità chimiche utilizzando l'intelligenza artificiale, basandoci sull'effetto biologico che volevamo ottenere, e abbiamo dimostrato sperimentalmente che funzionano su cellule specifiche". Le molecole progettate con l'Ai non solo hanno dimostrato un'attività superiore rispetto a quelle ottenute tramite strategie di screening convenzionali, ma molte si sono anche rivelate strutturalmente innovative e distinte dai composti chimici noti.
In questi anni l'intelligenza artificiale ha aperto una finestra inedita sul mondo delle proteine, come dimostra il premio Nobel per la Chimica 2024 assegnato ai ricercatori di AlphaFold, il progetto di Google DeepMind che con l'Ai è stato in grado di predire la struttura 3D delle proteine, una sfida con cui gli scienziati si misuravano da decenni. Questo passo avanti è stato cruciale per il mondo della medicina, perché molti percorsi di scoperta di farmaci e anticorpi si concentrano proprio sulle proteine della membrana cellulare, caratterizzate da una struttura complessa. Quando le molecole di un potenziale farmaco si legano a queste proteine, come una chiave che entra in una serratura, innescano cascate chimiche che alterano il comportamento cellulare. Comprendere dunque come le proteine si ripiegano e si muovono è essenziale per lo sviluppo di farmaci.
E dal 2024 ad oggi l'Ai è andata ancora più avanti anche rispetto alle conquiste di AlphaFold. Se infatti questo sistema, come la maggior parte di quelli disponibili, si concentra sulla produzione di 'istantanee' statiche delle proteine, un team di scienziati dell'Ecole Polytechnique Fédérale di Losanna (Epfl) è riuscito a svilupparne uno che produce insiemi strutturali completi, a livello atomico, di proteine e dei loro movimenti. "Le proteine sono come minuscole macchine che danzano e si accendono e si spengono per funzionare, ma generare questo 'film' in ogni dettaglio era un nodo irrisolto", ha spiegato la ricercatrice del Laboratorio di Ingegneria delle proteine e delle cellule Aditya Sengar, che ha lavorato al progetto. E il nuovo framework messo a punto ora "apre la strada alla progettazione di nuovi farmaci che prendono di mira il comportamento dinamico di una proteina, non solo la sua forma", ha aggiunto Patrick Barth, uno degli esperti che ha guidato il lavoro.
Per tornare dal futuro al presente, l'Ai sta individuando nuove missioni per vecchi farmaci (drug repurposing), sta velocizzando la scoperta di nuovi composti da testare e migliorando i processi del design farmaceutico, riuscendo anche a ridurre il numero di espertimenti sugli animali necessari per arrivare alla meta. Secondo gli esperti di Fossc, Forum che raggruppa 75 società scientifiche dei clinici ospedalieri e universitari italiani, l'applicazione dell'intelligenza artificiale "può ridurre del 25% i costi per lo sviluppo di un farmaco" e diminuire "del 40% i tempi complessivi per la realizzazione di una nuova terapia". Un vantaggio non da poco, se si considera che "dal momento dall'avvio della ricerca di base fino all'approvazione del trattamento, dopo gli indispensabili studi clinici, possono trascorrere anche 10 anni" e che "i costi medi dell'intera operazione ammontano a oltre 2 miliardi di euro".
I campi in cui si potrebbe sfruttare l'aiuto dell'Ai sono davvero illimitati. Basta pensare alla più grande 'farmacia' che abbiamo a disposizione: la natura, patrimonio ancora in buona parte inesplorato di sostanze medicinali. Già qualche anno fa un team di ricercatori dell'Eth di Zurigo aveva dimostrato con successo come i metodi diintelligenza artificiale possano essere utilizzati in modo mirato per individuare nuove applicazioni farmaceutiche per i prodotti naturali. E c'è ancora tanto da scoprire, se si pensa che oltre agli organismi terresti ci sono quelli marini e negli oceani del mondo, che coprono circa il 71% del pianeta, solo meno del 5% degli abissi marini è stato esplorato in qualche modo e meno dello 0,01% del fondale marino profondo è stato campionato in dettaglio.
Persino per le erbe medicinali cinesi, che sono da tempo alla base della medicina tradizionale cinese e hanno prodotto molecole fondamentali come l'antimalarica artemisinina, si è pensato a un approccio basato sull'Ai per accelerare lo screening e la scoperta di farmaci innovativi, come spiegano in uno studio esperti del Beijing Institute of Radiation Medicine (Pechino).
Ma in ognuno di questi progetti a fare la differenza sarà sempre e comunque la qualità dei dati, come suggerito da Pierre Vandergheynst, uno degli scienziati che ha lavorato al sistema di Ai per generare modelli completi di proteine in movimento. "Molti presumono che alimentare i modelli di intelligenza artificiale con enormi set di dati risolverà automaticamente i problemi scientifici o sostituirà i ricercatori. Tuttavia - ha evidenziato - gran parte di questi dati è rumorosa o valutata in modo inadeguato. Abbiamo bisogno di scienziati umani per produrre dati puliti e parametri di riferimento rigorosi che l'Ai richiede, proprio come abbiamo bisogno di giornalisti per proteggerci dalla disinformazione".

(Adnkronos) - LeBron James nella bufera. La stella dei Los Angeles Lakers sta trascorrendo le vacanze in Italia, a Capri per la precisione, dove si è ripreso mentre gioca a golf... in mare. Il cestista Nba infatti ha pubblicato su Instagram un video che lo ritrae, con i faraglioni sullo sfondo, mentre si esibisce in una serie di swing.
La pallina decolla e finisce oltre l'inquadratura, terminando la sua corsa in acqua. E così il video è diventato un vero e proprio caso social: Le palline che fine fanno? In fondo al mare? Su una piattaforma? Qualcuno si tuffa e le recupera? Sono solo alcune delle domande rimbalzate su X e culminate in accuse verso James.
"Le palline non inquinano?", si chiede un utente commentando un video, mentre qualcuno si spinge oltre "si tratta di palline biodegradabili o è un atto perseguibile?". "I vigili dove sono?", si chiede un altro utente, invocando così l'intervento delle autorità per preservare il mare di Capri.
A intervenire nella questione ci ha pensato il Codacons Campania, che intende presentare una denuncia alla Procura di Napoli per un possibile danno ambientale. "Abbiamo deciso di investire del caso la Procura della Repubblica di Napoli affinché accerti se le palline utilizzate fossero biodegradabili o se, al contrario, possano rappresentare un eventuale danno ambientale", sono le parole dell’avvocato Matteo Marchetti, presidente del Codacons Campania.
L'associazione ha quindi sottolineato come l'area interessata abbia un alto valore paesaggistico e chiesto di indagare ci possano essere delle possibili conseguenze ambientali.
Ma cosa rischia LeBron James? A spiegare le possibili conseguenze, se fossero accertate le accuse, è lo stesso Codacons: "L’art.452 bis c.p. punisce con la reclusione da 2 a 6 anni e con la multa da euro 10mila a euro 100mila chiunque abusivamente cagiona una compromissione o un deterioramento significativi e misurabili", ha spiegato l'avvocato Marchetti, "delle acque o dell'aria, o di porzioni estese o significative del suolo o del sottosuolo; di un ecosistema, della biodiversità, anche agraria, della flora o della fauna".

(Adnkronos) - Una donna di 78 anni è stata uccisa dal figlio nella zona di San Vittorino a Roma al culmine di una lite. A scoprire il corpo sono stati i carabinieri che hanno avviato le indagini dopo una denuncia di scomparsa presentata dai familiari. Gli investigatori hanno sentito il figlio della vittima, un uomo di 48 anni, che ha ammesso: “Ho ammazzato mia madre” indicando un manufatto in cemento dove aveva nascosto il corpo. L’uomo è ora in stato in fermo. A coordinare le indagini il procuratore aggiunto della procura di Roma Maurizio Arcuri.

(Adnkronos) - Dalla diagnosi precoce al valore della vita oltre la malattia: la prevenzione oncologica sarà tra i temi centrali della Milano Health Week in Portanuova, il festival europeo dedicato a salute, innovazione e intelligenza artificiale applicata alla medicina che fino al 6 giugno trasforma Piazza Gae Aulenti in grande spazio di incontro e partecipazione dedicato al benessere e alla salute delle persone. Tra le iniziative più partecipate della manifestazione - informa una nota - l’ambulatorio mobile della Lilt ( Lega italiana per la lotta contro i tumori) che offre visite senologiche con ecografia e visite ginecologiche con pap test, portando la prevenzione direttamente nel cuore della città e rendendola più accessibile alle persone. Un’opportunità concreta per sensibilizzare i cittadini sull’importanza della diagnosi precoce e dell’adesione ai programmi di screening, strumenti fondamentali per aumentare le possibilità di cura e migliorare la qualità della vita.
A chiudere la prima edizione della Milano Health Week sarà inoltre il Cancer survivors day sempre promosso da Lilt - si legge - con il contributo non condizionante di Lilly, in programma sabato 6 giugno dalle 18 alle 20 presso la Biblioteca degli Alberi Milano. L’iniziativa coinvolgerà cittadini, pazienti oncologici, ex pazienti, caregiver e familiari in un momento collettivo dedicato alla condivisione, alla consapevolezza e al valore della prevenzione. Cuore dell’evento sarà una sessione di yoga comunitaria aperta fino a 500 partecipanti, pensata per celebrare la vita che continua dopo l’esperienza della malattia e per testimoniare l’importanza del benessere fisico, emotivo e relazionale nel percorso di cura e guarigione. Accanto alle attività promosse da Lilt, i sei padiglioni tematici della manifestazione offriranno ai cittadini un percorso attraverso le principali sfide della salute contemporanea: dalla salute femminile e maschile alle neuroscienze, dalla nutrizione all’oncologia, fino alla prevenzione cardiometabolica. Il programma comprende screening cognitivi, consulenze nutrizionali, percorsi dedicati a fertilità, menopausa e longevità, iniziative per la salute maschile e momenti di confronto sui corretti stili di vita, con il coinvolgimento di specialisti, società scientifiche e associazioni pazienti.
Milano Health Week in Portanuova - conclude la nota - si svolge inoltre con il supporto di Comune di Milano, Regione Lombardia, Milano Wellness City 2030, Rete italiana città sane Oms e Assolombarda, a conferma del valore istituzionale e territoriale della manifestazione e del suo impegno nella promozione della prevenzione, dell’innovazione e della salute pubblica. La manifestazione è patrocinata da Esaih (European Society for Artificial Intelligence in Health) e nasce grazie alla collaborazione di un ampio network di partner e sponsor istituzionali, scientifici e industriali, tra cui Humanitas, Ibm, Irccs ospedale San Raffaele, Lilt, Technogym, Wellness Foundation, Hippocrates Holding e Portanuova. Inoltre gode dei patrocini di numerose società scientifiche italiane ed europee, oltre ad associazioni e patient support groups attivi nei diversi ambiti della prevenzione, della ricerca clinica e dell’innovazione in salute, tra cui Aiom (Associazione italiana di oncologia medica), Enpam (Ente nazionale di previdenza e assistenza dei medici e degli odontoiatri), Simi (Società italiana di medicina interna), Sin (Società italiana di neurologia), Siiam (Società italiana intelligenza artificiale in medicina), Sian Italia (Società infermieri area neurologica), Sinu (Società italiana di nutrizione umana), Ueg (United european gastroenterology), Airia (Associazione italiana regolazione intelligenza artificiale), Italian tech alliance, Liphe (Logistica integrata pharma healthcare), Amici Italia, Acto Lombardia, aBRCAdabra, W4O Italy e La Lampada di Aladino Ets.

(Adnkronos) - Una persona è morta e due sono rimaste ferite in modo grave in un incidente avvenuto oggi, venerdì 5 giugno, sull'autostrada A1. Lo scontro si è verificato tra il bivio con la diramazione Roma Sud e Valmontone, poco prima delle 14, al km 584,200.
Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, che hanno estratto la vittima e i due feriti dalle lamiere. Entrambi i feriti sono stati trasportati in ospedale con due eliambulanze. Al momento il traffico di auto e camion sull'A1 in direzione Napoli è interrotto. Si registrano, inoltre, code e rallentamenti nella zona dell’incidente.

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Il 29 aprile 2025, a Ozieri, riuscirono a evitare una strage
organizzata da un uomo di 64 anni che aveva in odio le forze
dell'ordine e che aveva saturato il suo appartamento di gas con
l'intenzione di farlo esplodere azionando l'innesco con un
telecomando. L'uomo fu arrestato e l'esplosione scongiurata.
Per quell'azione eroica, in cui rischiarono la
vita, quattro carabinieri della Compagnia di Ozieri sono stati
premiati oggi a Cagliari con l'encomio solenne concesso dal
comandante generale dell'Arma, generale di Corpo d'armata,
Salvatore Luongo.
I premiati sono: il maggiore Gabriele Tronca,
comandante della Compagnia di Ozieri, il luogotenente Sebastiano
Ruiu, comandante della Stazione di Ardara, il maresciallo capo
Daniele Onida, comandante del Nucleo radiomobile della Compagnia di
Ozieri e il carabiniere scelto Riccardo Priami della Stazione di
Ardara.
Il riconoscimento è stato consegnato dalla
prefetta di Cagliari, Paola Dessì, in occasione della cerimonia per
il 212° anniversario della fondazione dell'Arma dei carabinieri,
che si è svolta nella caserma "Zuddas", alla presenza del generale
Francesco Rizzo, comandante della Legione carabinieri Sardegna.
Questa la motivazione per cui è stato concesso
l'encomio solenne, come prima attestazione di merito: "operando con
elevata professionalità, estremo coraggio e cosciente sprezzo del
pericolo, non esitavano a intervenire in un'abitazione che era
stata volontariamente saturata di gas da un uomo in stato di forte
alterazione psichica il quale, simulando l'omicidio della propria
compagna e volendo attentare alla vita dei soccorritori, aveva
predisposto un micidiale congegno esplosivo. L'intervento si
concludeva con l'arresto del responsabile e la disattivazione del
rudimentale ordigno. Chiaro esempio di elette virtù civiche e non
comune senso del dovere che determinava l'unanime riconoscenza
della comunità locale, esaltando il prestigio
dell'istituzione".
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(Adnkronos) - Nuova udienza per Jacques e Jessica Moretti, che deve difendersi da una nuova accusa di falso documentale. Oggi, venerdì 5 giugno, la coppia francese proprietaria del locale 'Le Constellation', andato a fuoco la notte di Capodanno nella località sciistica svizzera di Crans-Montana, è arrivata a Sion, nel sud-ovest della Svizzera, per essere ascoltata in un'udienza che li vede a confronto. Arrivati alle 8.00 su un veicolo della polizia senza insegne, Jacques e Jessica Moretti hanno raggiunto l'edificio universitario dove si tengono le audizioni. Questa udienza, sotto forma di confronto con i principali imputati dell'indagine, si tiene alla presenza degli avvocati delle varie parti. Le famiglie delle vittime e dei sopravvissuti possono partecipare.
Tra questi, è presente Laetitia Brodard-Sitre, il cui figlio sedicenne è morto nella tragedia. "Ho perso mio figlio Arthur. Ecco perché oggi sono vestita di bianco e ho la sua foto sul cuore a sinistra. Sono spariti altri 40 angeli. Ci sono 115 feriti, inclusi ancora (alcuni) che sono in ospedale in terapia intensiva, con gravi ustioni, ancora in shock settico, alcuni non più riconoscibili", ha detto, commossa. "Ho bisogno di risposte. Abbiamo bisogno di risposte". Al suo fianco, il suo avvocato, Romain Jordan sottolinea che "questa è l'ultima occasione che la coppia Moretti avrà di dimostrare di voler partecipare attivamente all'indagine e di dare risposte alle vittime su tutti i punti che restano oscuri o nebulosi".
Ascoltati separatamente a febbraio, i Moretti compaiono per la prima volta da quella data. La successiva udienza di Moretti, prevista per il 7 aprile, è stata posticipata dopo che i suoi avvocati hanno depositato certificati medici. Questa volta, "è un'udienza di confronto. Cinque mesi dopo la tragedia, non sono sicuro che questo sarà il luogo della spontaneità," ha commentato Gilles-Antoine Hofstetter, uno dei tanti avvocati delle parti civili. "È una coppia che vive insieme, siamo all'Everest della collusione. Ma è perfettamente legittimo partire dall'idea che le due parti coinvolte siano in contatto, date le loro relazioni personali. Ora, ovviamente, c'è una buona probabilità che la narrazione venga concordata," ha detto.
I due proprietari del locale sono già stati ascoltati due volte dall'apertura dell'indagine penale contro di loro e Moretti è stato posto in custodia preventiva il 9 gennaio, poi rilasciato il 23 gennaio dopo aver pagato una cauzione di 200mila franchi svizzeri". Un totale di 14 persone è coinvolto dall'indagine penale, per "omicidio colposo, lesioni personali negligenti e incendio doloso colposo". Tra queste persone ci sono diversi funzionari eletti attuali ed ex e dipendenti del comune.
Secondo quanto riferito dal sito della Radiotelevisione svizzera (Rsi), le magistrate hanno deciso di contestare nuove accuse a Jessica Moretti, nello specifico il reato di falso documentale. La nuova imputazione sarebbe legata alla presunta presentazione di una fattura falsificata relativa alla schiuma che avrebbe preso fuoco la notte dell'incendio e che sarebbe all'origine della tragedia.
Secondo fonti citate dalla Rsi, la modifica della fattura potrebbe essere collegata a motivazioni fiscali e non avrebbe un legame diretto con l'innesco dell'incendio. La gestrice del locale è quindi ora accusata di omicidio colposo, incendio colposo, lesioni gravi per negligenza e falsità in documenti.

(Adnkronos) - Si accende la speranza di una prevenzione farmacologica contro il cancro al polmone, primo killer oncologico nel mondo. Un gruppo di scienziati guidati dal Francis Crick Institute e dall'University College London (Ucl), finanziati fra gli altri da Cancer Research Uk e dal Consiglio europeo della ricerca (Erc), hanno identificato con l'aiuto dell'Ai una 'firma' ematica in grado di predire il rischio di ammalarsi di carcinoma polmonare. Si tratta di 14 proteine presenti nel sangue, che permettono di prevedere la probabilità di sviluppare il tumore con oltre 5 anni di anticipo rispetto alla diagnosi.
Combinando questa firma proteica con la conoscenza di come l'infiammazione innesca il cancro, il team è riuscito a individurare le persone più a rischio che potrebbero beneficiare della somministrazione di farmaci preventivi. Allo studio, pubblicato su 'Cell', ha dedicato un articolo anche il 'New York Times' che cita un esperto statunitense non coinvolto nella ricerca: Douglas Arenberg, professore di Medicina all'università del Michigan, definisce la speranza di una strategia preventiva per il cancro al polmone il "vero e proprio Santo Graal" degli oncologi. Un tassello mancante da sempre, che ora sembra un traguardo più vicino. Gli autori, afferma, potrebbero aver identificato un marcatore biologico che "non solo predice il rischio di tumore, ma anche la probabilità di ottenere un beneficio da un farmaco specifico" a scopo preventivo.
Con l'avanzare dell'età - spiegano i ricercatori - le nostre cellule acquisiscono mutazioni che causano il cancro, ma che da sole raramente sono sufficienti a innescare un tumore. Un fattore scatenante ambientale, dallo smog al fumo, potrebbe essere necessario per trasformare le cellule mutate in cancerose. Attualmente lo screening per il cancro al polmone viene offerto soltanto alle persone oltre una certa età che hanno fumato in passato, escludendo così i non fumatori e gli individui esposti ad alti livelli di inquinanti, che a loro volta potrebbero essere a rischio di sviluppare la malattia. Partendo da precedenti ricerche che dimostravano come l'inquinamento atmosferico possa favorire l'insorgenza del cancro causando infiammazione e risvegliando cellule dormienti portatrici di mutazioni, l'équipe, supportata dal National Institute for Health and Care Research Uclh Biomedical Research Centre, si è posta l'obiettivo di scoprire una firma infiammatoria capace di predire con maggiore precisione il tumore polmonare, superando la valutazione del rischio basata esclusivamente su età e stili di vita.
Gli scienziati hanno applicato l'apprendimento automatico ai dati sulle proteine plasmatiche di oltre 48mila partecipanti alla Uk Biobank, utilizzando le informazioni dei registri tumori per individuare quelli che successivamente si erano ammalati di cancro al polmone. Oltre a età, fumo e precedenti patologie polmonari, l'algoritmo dell'intelligenza artificiale ha identificato "14 proteine chiave nel sangue, in grado di predire una futura diagnosi di cancro al polmone entro 5 anni". I ricercatori hanno convalidato questa firma proteica in 8 set di dati da tutto il mondo, riscontrando "livelli più elevati nei pazienti che in seguito hanno sviluppato un tumore al polmone in tutti gli studi, incluso un gruppo di non fumatori". L'analisi di questa firma in pazienti e modelli animali ha suggerito che "non deriva dal tumore, ma riflette un ambiente polmonare infiammatorio alterato che precede il cancro". La firma è risultata "aumentata anche in persone che in seguito hanno sviluppato fibrosi polmonare idiopatica o broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco), a supporto dell'idea che possa rappresentare uno stato infiammatorio polmonare pre-patologico condiviso" da più malattie.
Una volta chiarito il ruolo dell'infiammazione, gli scienziati sono passati a esplorare le possibilità di prevenzione. Precedenti studi dello stesso gruppo di ricerca avevano dimostrato che l'esposizione allo smog induce le cellule immunitarie nei polmoni a rilasciare un segnale infiammatorio chiamato interleuchina-1 beta (Il-1β), che può risvegliare cellule dormienti portatrici di mutazioni cancerogene. In questo lavoro gli autori hanno fatto in passo in più: l'inquinamento atmosferico - hanno osservato - aumenta simultaneamente la popolazione di cellule che entrano in uno stato detto Kac (che si verifica in risposta a un danno, ma che può diventare canceroso in presenza di mutazioni) e le 14 proteine della firma individuata, le quali aumentano anche in presenza di Il-1β. Siccome in topi esposti allo smog il blocco dell'Il-1β ha ridotto il numero di cellule Kac e rallentato lo sviluppo precoce di un tumore, l'idea è stata che i farmaci anti-Il-1β potrebbero prevenire il cancro polmonare nelle persone i cui polmoni mostrano questo segnale infiammatorio.
L'attenzione dei ricercatori si è concentrata sul bloccante dell'Il-1β canakinumab. Nel 2017, in uno studio denominato Cantos, il gruppo farmaceutico svizzero Novartis l'aveva testato nella prevenzione delle malattie cardiovascolari, riportando come risultato esplorativo che il composto riduceva anche l'incidenza del cancro al polmone. Un beneficio risultato tuttavia modesto a livello di popolazione, il che limitava la possibilità di usare la molecola come approccio preventivo generalizzato. Rianalizzando i dati dei 4.651 partecipanti al trial Cantos, gli studiosi hanno notato che le persone con le 14 proteine della firma alte erano anche quelle che beneficiavano maggiormente del canakinumab, con un rischio di cancro al polmone quasi dimezzato. Selezionando solo chi presentava un'elevata firma proteica, il numero di persone da trattare per prevenire 1 caso di cancro al polmone è risultato pari a 55: un rapporto paragonabile a quello di stategia consolidate di prevenzione cardiovascolare come le statine anti-colesterolo. "Farmaci come le statine, utilizzate per trattare persone con alti livelli di colesterolo Ldl, hanno trasformato la prevenzione delle malattie cardiovascolari - dichiara il ricercatore principale del progetto Charlie Swanton, oncologo del Francis Crick Institute e dell'Ucl - Per il cancro al polmone non disponiamo ancora di un marcatore di rischio simile alle lipoproteine Ldl, né di una statina", ma "in ambito clinico tocchiamo con mano l'impatto di una diagnosi tardiva. Dunque essere in grado di identificare le persone a maggior rischio e intervenire prima che la malattia si sviluppi è fondamentale", sottolinea lo scienziato che - come ricorda il Nyt - è entrato recentemente a far parte del consiglio di amministrazione di Novartis.
"L'individuazione di un segnale di infiammazione polmonare ci ha permesso di comprendere meglio la finestra temporale in cui un trattamento preventivo potrebbe essere più efficace", aggiunge Swanton, convinto che "questa firma infiammatoria potrebbe in futuro contribuire a prevedere e prevenire il cancro al polmone e altre patologie polmonari" che con il tumore condividono uno stato infiammatorio presintomatico comune. "Rivelando i primi segnali di allarme del cancro, questa ricerca ci avvicina alla possibilità di intervenire precocemente e potenzialmente di arrestare la malattia prima che si manifesti", commenta Hayley Brown di Cancer Research Uk. Lo studio è frutto di un'ampia collaborazione che coinvolge 80 ricercatori attivi in 4 continenti.

(Adnkronos) - Saranno Selvaggia Lucarelli e Alvin a condurre la prossima edizione de L'Isola dei Famosi, in onda su Canale 5 nel corso delle prossime stagioni. Le registrazioni del programma prenderanno il via a breve nelle Filippine, nuova cornice di uno dei format più amati dal pubblico italiano. Insieme, Selvaggia Lucarelli e Alvin accompagneranno concorrenti e telespettatori nel racconto di questa nuova avventura.
"La scelta di Selvaggia Lucarelli nasce dalla volontà di proporre una nuova interpretazione editoriale del format, valorizzandone la capacità di raccontare i protagonisti, le dinamiche umane e gli aspetti più spettacolari del programma attraverso uno sguardo autorevole, originale e contemporaneo", spiega Mediaset in una nota. Mentre "Alvin, volto storico de 'L'Isola dei Famosi' e presenza ormai profondamente legata all'identità del programma, garantirà continuità, esperienza e conoscenza del format". Ulteriori dettagli sul cast e sulle novità di questa edizione de 'L'Isola dei Famosi', format Banijay Italia, saranno resi noti nelle prossime settimane.

(Adnkronos) - Andre Agassi attacca, Venus Williams lo difende. Le stelle del tennis si dividono su Jannik Sinner, commentando il malessere che ha colpito il tennista azzurro al secondo turno del Roland Garros 2026, provocandogli una sensazione di vomito e un accenno di crampi e portandolo alla sconfitta contro Juan Manuel Cerundolo. In questi giorni, mentre l'Italia si prepara a festeggiare un altro azzurro tra Cobolli e Arnaldi nella finale dello Slam di Parigi, tutti stanno dicendo la loro sulle condizioni del numero 1, alcuni facendo più rumore di altri.
""Non ci sono scuse. L'eliminazione di Sinner è stata una cosa enorme. Non so se sia stata evidenziata abbastanza", ha detto Andre Agassi all'emittente americana Tnt. "Quando giocavo, io avevo un 'orologio fisico': potevo giocare circa 4 ore. Se le condizioni erano particolarmente dure, scendevo a 3 ore e 45, non cambiava molto. Se c'erano condizioni ideali potevano arrivare a 4 ore 10 ", ha continuato l'ex giocatore americano, che in carriera è stato numero 1 del mondo e ha vinto 8 titoli dello Slam.
"Sinner un anno fa ha giocato la finale qui, è stato in campo per 5 ore e mezza. Quest'anno per il caldo ha ceduto dopo 1 ora e 45 minuti: c'è una differenza tra essere in forma e essere preparati. C'è un difetto da evidenziare nella programmazione, si può fare qualcosa a riguardo. Non dico che" Sinner "non lavori abbastanza sodo. Oggi la preparazione e il recupero sono gestiti a livello scientifico, ci sono medici e figure di ogni tipo. Ripetere la stessa cosa due volte e aspettarsi risultati diversi...", dice puntando il dito contro una preparazione lacunosa.
"Deve capire cosa bisogna cambiare, magari deve inserire qualche altra persona, magari è una questione legata all'idratazione. E' il miglior giocatore del mondo in questo momento, so che può giocare per 5 ore e mezza. Non può andare a sbattere contro un muro dopo 1 ora e 45, non ci sono scuse", la sentenza di Agassi.
A difendere Sinner, anche dagli attacchi di Agassi, ci ha pensato Venus Williams. La tennista americana, che ha appena accolto il ritorno della sorella Serena nel circuito, ha preso le parti dell'azzurro: "Allora Sinner non ha mai vinto una partita più lunga di 3 ore e 55 minuti, e allora? Ha fatto tutto il resto", ha detto Williams.
"Secondo me è più una fortuna che una vera statistica. Non solo condizioni folli, ma ci ha fatto i conti a testa alta: non si è mai arreso, non ha mai lasciato il campo, non ha mai pensato di fermarsi", ha continuato Williams, "non solo gestisce bene le vittorie, ma affronta le sconfitte con tale grazia e compostezza".

(Adnkronos) - Sale la tensione in Medio Oriente, con l'Iran che spara contro navi da guerra degli Stati Uniti. Oggi, venerdì 5 giugno, la Marina iraniana ha infatti annunciato di aver sparato "colpi di avvertimento" contro due cacciatorpediniere americane nel Mare dell'Oman, costringendole a lasciare l'area e a dirigersi verso l'Oceano Indiano. In una dichiarazione delle forze armate di Teheran, citata dall'agenzia di stampa Irna, si precisa che l'operazione è stata condotta con missili Qadir e droni Shahed contro le unità Ddg-103 e Ddg-87, nell'ambito di attività contro "azioni ostili" e interferenze statunitensi nei confronti di navi commerciali e petroliere iraniane.
Le forze armate iraniane sostengono inoltre che l'azione avrebbe spinto altre unità navali Usa, incluse navi del gruppo d'attacco della portaerei Uss George H. W. Bush e la nave d'assalto anfibia Tripoli, a lasciare l'area. In mattinata invece si sono registrate esplosioni nel porto di Al-Fahal, in Oman, che ha interrotto le operazioni di carico di petrolio greggio a seguito di un'esplosione avvenuta vicino alle banchine di attracco, probabilmente causata da un attacco di droni. A riportarlo è Ynet News, citando la Reuters.
L'attacco arriva pochi giorni dopo quello che ha colpito l'aeroporto di Kuwait City, attribuito a Teheran e condannato prima dal Segratario di Stato americano Marco Rubio e poi dal ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani.
"Questi attacchi sono totalmente inaccettabili e vanno contro ogni tentativo di pacificazione e stabilizzazione della regione", ha dichiarato Tajani incontrando i giornalisti ad Aosta, "è indispensabile evitare ogni ulteriore escalation. Rivolgo un appello all'Iran affinché scelga la strada del dialogo e del negoziato. Solo attraverso la de-escalation, nel pieno rispetto della sovranità degli Stati e del diritto internazionale, sarà possibile costruire una pace duratura".
Tajani ha ribadito la piena solidarietà dell'Italia e la vicinanza del governo alla leadership e al popolo kuwaitiano: "L'Italia è pronta a contribuire alla sicurezza della regione del Golfo, ma insisto: la pace puó essere raggiunta solo attraverso il negoziato, bisogna tornare alla politica", ha concluso.
Intanto, Teheran ha avvertito gli Stati Uniti. Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato che "resistere per 40 giorni alla più grande potenza mondiale, dotata di armi nucleari, non è uno scherzo" e che "il mondo ha compreso la vera potenza della nazione iraniana".
In dichiarazioni riportate dall'emittente radiotelevisiva della Repubblica Islamica dell'Iran (Irib), Araghchi ha poi lanciato un avvertimento: "Abbiamo avvertito gli Stati della regione che le basi statunitensi utilizzate per qualsiasi aggressione contro l'Iran sono obiettivi legittimi", ha affermato. Il ministro degli Esteri iraniano ha aggiunto: "Ci impegniamo a promuovere relazioni sostenibili e costruttive con l'Arabia Saudita".
Ulassai celebra i 20 anni della Fondazione Stazione dell'Arte con
"Chagall con Maria Lai. Il villaggio interiore". Oltre 70 le opere
in mostra tra dipinti, incisioni, libri d'artista, tessiture e
opere su carta.
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(Adnkronos) - Presentati al congresso annuale dell'American Society of Clinical Oncology (Asco) 2026 i risultati finali dello studio Proteus di fase 3, i quali hanno mostrato che il trattamento con apalutamide, inibitore del recettore degli androgeni sviluppato da Johnson & Johnson, associato alla terapia di deprivazione androgenica (Adt), somministrato per sei mesi prima e dopo l'intervento chirurgico per il tumore della prostata, porta a un miglioramento significativo dei principali esiti clinici a breve e lungo termine, rispetto al placebo associato ad Adt, nei pazienti con malattia localizzata ad alto rischio o localmente avanzata.
"Per molti pazienti con carcinoma prostatico localizzato ad alto rischio, la sola chirurgia può non essere sufficiente a prevenire le recidive e la progressione della malattia; per questo motivo, un numero non trascurabile di questi pazienti può sviluppare nel tempo una forma più avanzata della malattia - afferma Alberto Briganti, ordinario di Urologia presso l’università Vita-Salute San Raffaele, vicedirettore dell'Istituto di Ricerca Urologico (Uri) e direttore del Programma di Chirurgia robotica del Dipartimento di Urologia dell’Irccs ospedale San Raffaele di Milano -. I risultati dello studio Proteus indicano la possibilità di un cambiamento che può rivoluzionare la pratica clinica, a sostegno di un approccio terapeutico perioperatorio che integri apalutamide al trattamento chirurgico a fini terapeutici, con un potenziale di miglioramento degli esiti a lungo termine e la possibilità di ridefinire la gestione dei pazienti con malattia localizzata aggressiva".
"La chirurgia (prostatectomia radicale) rappresenta l'approccio di scelta nel trattamento del tumore prostatico localizzato o localmente avanzato; nei pazienti con malattia aggressiva o localmente avanzato - commenta il Comitato direttivo della Società italiana di urologia (Siu) - l'approccio multimodale innovativo che unisce chirurgia e apalutamide rappresenta un ulteriore passo avanti in questa direzione, riducendo in modo significativo la persistenza di malattia a livello locale ed il successivo rischio di metastasi".
Lo studio, che ha raggiunto gli endpoint primari - informa una nota di Johnson & Johnson - ha mostrato che i pazienti trattati con apalutamide e Adt hanno una probabilità nove volte maggiore di presentare residui tumorali minimi o assenti al momento dell'intervento rispetto a quelli sottoposti alla sola Adt (8,9% vs 1% di risposta patologica completa e malattia residua minima). La combinazione ha portato inoltre a una riduzione del 20 per cento del rischio di sviluppare metastasi o di morte e a prolungare di oltre sei anni il periodo in cui i pazienti non necessitano alcuna terapia per trattare il tumore. I dati sono stati pubblicati dal The New England Journal of Medicine.
L'intervento chirurgico di asportazione della prostata (prostatectomia radicale) è, insieme alla radioterapia - si legge - uno dei trattamenti standard per i pazienti con malattia localizzata ad alto rischio o localmente avanzata. Quasi la metà dei pazienti sottoposti a un intervento chirurgico a scopo terapeutico mostra un ritorno del tumore, rendendo necessari ulteriori trattamenti e superando il punto oltre il quale è possibile una guarigione dalla malattia.5,6 Le terapie aggiuntive vengono spesso utilizzate solo dopo che il tumore si è diffuso, perdendo così la possibilità di intervenire tempestivamente e migliorare gli esiti a lungo termine.
"I dati dello studio Proteus riflettono l'impegno di Johnson & Johnson nel migliorare gli esiti clinici dei pazienti in tutte le fasi del percorso terapeutico per il tumore della prostata. La nostra ambizione è quella di continuare a portare avanti lo sviluppo di terapie per le prime linee di trattamento, dove è maggiormente possibile modificare il decorso della malattia - commenta Henar Hevia, Ph.D., Senior Director, Emea Therapeutic Area Head, Oncology, Johnson & Johnson -. Integrando la chirurgia con approcci sistemici innovativi, come apalutamide in associazione con ADT, contribuiamo a promuovere una strategia terapeutica più proattiva, adattata alle diverse esigenze dei pazienti e volta, in ultima analisi, a garantire risultati più duraturi".
"Questi risultati indicano una nuova potenziale strategia terapeutica per i pazienti con carcinoma prostatico localizzato o localmente avanzato ad alto rischio - dichiara Yusri Elsayed, M.D., M.H.Sc., Ph.D., Global Therapeutic Area Head, Oncology, Johnson & Johnson -. Stiamo ora osservando l'impatto di apalutamide quando somministrato in fase precoce, in combinazione con la chirurgia. A oggi, è la prima terapia della sua classe a dimostrare benefici in questo setting, rafforzando il profilo distintivo di apalutamide e la necessità di andare oltre un approccio basato esclusivamente sulla chirurgia, per consentire un trattamento più precoce e migliorare gli esiti a lungo termine".
Proteus - dettaglia la nota - è uno studio di fase 3 che valuta apalutamide in associazione ad Adt prima e dopo l'intervento chirurgico in pazienti con carcinoma prostatico localizzato o localmente avanzato ad alto rischio di nuova diagnosi (n=2109).1 I due endpoint primari dello studio erano la quantità di tumore residuo al momento dell'intervento chirurgico (risposta patologica completa/malattia residua minima, pCR/Mrd) e la durata della sopravvivenza dei pazienti senza diffusione del tumore (sopravvivenza libera da metastasi, Mfs), entrambi valutati tramite una revisione centrale indipendente in cieco. Dopo un follow-up mediano di 61,7 mesi, lo studio ha raggiunto entrambi gli endpoint primari. Il tasso di pCR (Pathological complete response/Mrd (Minimal Residual Disease - Malattia Minima Residua) è stato di 8,9% con il trattamento con apalutamide e Adt contro 1 %la Adt da sola. Il trattamento con la combinazione ha anche dimostrato una riduzione statisticamente significativa del 20% del rischio di sviluppare metastasi o di morte, con tassi a cinque anni rispettivamente del 78,2% e del 73,5%.
Il profilo di sicurezza di apalutamide e Adt - conclude la nota - è risultato coerente con quello osservato negli studi precedenti. Gli eventi avversi più comuni tra i pazienti che hanno ricevuto apalutamide includono il rash (21,2% vs 10%), prurito (15,7% vs 8,6%) e vampate di calore (63,4% vs 56,5%). Apalutamide è attualmente approvato per l'uso nel carcinoma prostatico avanzato, compresi i casi in cui la malattia si è diffusa (carcinoma prostatico metastatico sensibile agli ormoni) o non risponde più a determinate terapie ormonali (carcinoma prostatico non metastatico resistente alla castrazione). Apalutamide in combinazione con Adt non è stata ancora approvato dalle autorità regolatorie in questo contesto. Sono in corso ulteriori analisi dello studio Proteus, comprese valutazioni comparative con gli attuali standard terapeutici, come la sola chirurgia, al fine di contestualizzare ulteriormente questi risultati e orientare i futuri approcci terapeutici.

(Adnkronos) - Entra nel vivo il Giro d’Italia Women 2026, la Corsa Rosa al femminile organizzata da RCS Sports & Events in collaborazione con la Federazione Ciclistica Italiana e con il patrocinio del Ministero dello Sport e dei Giovani. Dopo la partenza dello scorso 30 maggio da Cesenatico, la competizione sta vedendo le migliori cicliste internazionali sfidarsi tappa dopo tappa. Il gruppo procede verso Saluzzo, in provincia di Cuneo, dove domenica 7 giugno si terrà il gran finale di quest’edizione, che vede nuovamente Continental a supporto della manifestazione sportiva, in qualità di Top Sponsor e Official Tyre. Scattata nello stesso weekend in cui si è concluso il Giro d'Italia, la corsa sta mostrando un livello molto alto, con 21 team e 147 atlete in gara.
Nove tappe, un totale di quasi 1.200 km e oltre 12.000 metri di dislivello complessivi, attraverso 6 regioni (Emilia-Romagna, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto-Adige, Lombardia e Piemonte) per un percorso tecnico e avvincente, che vedrà l'inedita ascesa del Colle delle Finestre, abbinata al Sestriere, e in cui la campionessa in carica Elisa Longo Borghini cercherà di difendere il titolo conquistato nelle ultime due edizioni.
"L’anno scorso la vittoria finale è stata decisa all'ultimo chilometro dell'ultima tappa, a dimostrazione di quanto questo appuntamento sia competitivo ed emozionante. È un evento che cresce costantemente d'interesse e, di conseguenza, cresce il ritorno in termini di investimento, anche grazie a una copertura televisiva garantita a livello mondiale - dichiara Giorgio Cattaneo, Responsabile Comunicazione di Continental Italia -. Il ciclismo è uno sport popolare, capace di unire e richiamare sulle strade e davanti agli schermi milioni di appassionati e curiosi. Il Giro d’Italia Women ci permette di allargare ulteriormente i nostri confini, intercettando un pubblico femminile sempre più vasto e attento. In questo contesto possiamo raccontare i valori del brand in modo diretto ed efficace, andando oltre i canali canonici per trattare tematiche che ci stanno profondamente a cuore e su cui lavoriamo assiduamente, come l’inclusività e il rispetto”.
Il ciclismo in rosa è in una fase di forte espansione sportiva e mediatica e la scelta di Continental di sostenerlo risponde a una precisa visione valoriale e strategica, legata alla crescita del movimento e all’importanza sempre maggiore del pubblico femminile all’interno della target audience di riferimento del brand.
La presenza al Giro d’Italia Women è solo un tassello del più ampio e strutturato posizionamento di Continental nel mondo bike. La collaborazione con RCS Sports & Events, confermata fino al 2027, si estende infatti anche agli altri grandi appuntamenti del calendario ciclistico italiano: dal Giro d’Italia, passando per il Giro-E e il Giro Next Gen, fino alle grandi “Classiche” e al progetto educativo BiciScuola, l’iniziativa dedicata a sensibilizzare le nuove generazioni sui temi della sicurezza stradale.

(Adnkronos) - È il giorno delle semifinali del Roland Garros 2026. Oggi, venerdì 5 giugno, Alexander Zverev sfida Jakub Mensik - in diretta tv e streaming - nel penultimo atto dello Slam di Parigi, con il vincente che se la vedrà in finale con uno tra Flavio Cobolli e Matteo Arnaldi. Il tedesco arriva al match dopo aver eliminato Bonzi, Machac, Halys, De Jong e Jodar, mentre Mensik ha superato Draguet, Navone, De Minaur, Rublev e Fonseca.
Il vincente della sfida affronterà in finale uno tra Flavio Cobolli e Matteo Arnaldi.

(Adnkronos) - Il Computex 2026 segna il momento in cui l'intelligenza artificiale smette di essere una promessa teorica per diventare pura forza computazionale locale. Sul fronte consumer, l'approccio integrato prosegue con la rinnovata gamma Zenbook 14 e l'esclusiva scuderia Vivobook S, spinta dalle piattaforme Snapdragon X con NPU fino a 45 TOPS. A completare il quadro della produttività flessibile si aggiungono l'ExpertBook B5 Flip G2, un convertibile a 360 gradi pensato per i professionisti in movimento, e l'atteso ritorno nel segmento tablet con l'ASUS Pad da 12,2 pollici e display OLED a doppio strato. Questa imponente infrastruttura hardware trova la sua naturale estensione in strumenti software proprietari come ASUS Zenni Claw, un assistente basato su agenti IA che ottimizza i flussi di lavoro quotidiani sfruttando un routing ibrido tra elaborazione locale e remota per garantire la massima privacy dei dati.
Sotto i riflettori di Taipei, la vera svolta strutturale coincide con il debutto dei nuovi ASUS ProArt P16, P14 e del rispettivo ecosistema Mini PC, macchine progettate per archiviare definitivamente il concetto di cloud e portare fino a 1 petaflop di elaborazione AI direttamente sulla scrivania dell'utente. Il merito è della nuova architettura NVIDIA RTX Spark, un superchip che unisce una CPU Grace a 20 core con una GPU Blackwell da 6.144 core, supportata da un massimo di 128 GB di memoria unificata.
Per il ventesimo anniversario del marchio Republic of Gamers, ASUS ha presentato la collezione limitata Edition 20, una panoramica di componenti e sistemi d'élite che celebra due decenni di innovazione nel gaming estremo. La punta di diamante di questa linea è il desktop ultra-tower ROG G1000 Edition 20, equipaggiato con processore AMD Ryzen 9 9950X3D2 e scheda grafica ROG Astral GeForce RTX 5090. Tra le novità più sorprendenti presentate sul palco di Taipei c'è la nuova ROG XBOX Ally X 20. La console è dotata di un display OLED Nebula HDR da 7,4 pollici a 120 Hz, capace di toccare una luminosità di picco di ben 1.400 nit. Il vero colpo di teatro del bundle è però l'integrazione con gli esclusivi occhiali smart. Collegandoli direttamente alla console, i giocatori possono proiettare l'azione di gioco direttamente davanti ai propri occhi, trasformando la Ally X20 in un hub multimediale portatile e ultratecnologico.
Kayin Chang, Commercial BU e GTM Head di ASUS, ha spiegato come l'azienda stia portando l'innovazione di linee iconiche come ROG e Zenbook nel mercato dei PC aziendali. Al centro di questo cambiamento c'è la rivoluzione dell'AI locale, un ecosistema che sfrutta piccoli modelli linguistici eseguiti direttamente on-device e i sistemi di sicurezza ExpertGuardian per garantire efficienza e protezione dei dati direttamente sull'hardware, riducendo la dipendenza e i costi del cloud. Marco Astori, Country Manager di ASUS Italy, ha focalizzato l'attenzione sul concetto di Private AI al servizio della sovranità aziendale. Secondo Astori, il futuro dell'innovazione d'impresa passa necessariamente dall'implementazione di modelli avanzati capaci di elaborare dati complessi direttamente sui PC aziendali, garantendo l'ottimizzazione dei flussi quotidiani e la totale sicurezza del patrimonio informativo.

(Adnkronos) - I festeggiamenti palermitani per il matrimonio della popstar Dua Lipa devono ancora iniziare ma già arrivano le prime contestazioni. Nelle prime ore della mattina sono apparsi sui muri del centro storico diversi volantini contro la cantante che da oggi a domenica celebrerà le nozze da 1,5 milioni di euro con centinaia di amici provenienti da tutto il mondo. "La nostra piazza non è il tuo salotto", si legge su un volantino. Gli autori sono i giovani dell'assemblea permanente 'Apro Palermo' che si batte contro l'overtourism.
I volantini sono stati affissi tra muri e saracinesche di piazza Croce dei Vespri, a due passi dell’area che stasera ospiterà gli amici di Dua Lipa e Callum Turner tra Palazzo Gangi e la Galleria d’arte moderna. Su un altro volantino si legge: "Palermo is not for rent", cioè Palermo non è in affitto. Oppure "Palermo non è per i ricchi", cioè "Palermo is not for the rich". Sui social Apro Palermo invita i cittadini a segnalare eventuali problematiche legate ai festeggiamenti.
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