
(Adnkronos) - Tutti assolti in Appello, con la formula perché il fatto non sussiste, gli imputati nel processo sulla scalata della Lazio che sarebbe avvenuta a cominciare dal 2005. È la sentenza emessa oggi, venerdì 8 maggio, dai giudici della seconda sezione penale della Corte d’Appello di Roma nei confronti di Yuri Alviti, Fabrizio Toffolo, Paolo Arcivieri, Guidocarlo Di Cosimo, Giuseppe Bellantonio e Fabrizio Di Marziantonio. In primo grado, nel gennaio 2015 erano state comminate condanne da 4 anni e 2 mesi a 2 anni e due mesi.
Fra gli imputati c’erano i capi ultras degli Irriducibili accusati di tentata estorsione, fra cui Fabrizio Piscitelli, alias Diabolik, ucciso con un colpo di pistola alla testa il 7 agosto 2019 nel parco degli Acquedotti e per il quale oggi i giudici hanno dichiarato il non doversi procedere per morte dell’imputato. Nei confronti di Di Cosimo è stato dichiarato inoltre il non doversi procedere per intervenuta prescrizione per uno dei capi d’accusa. La procura generale alla scorsa udienza aveva chiesto, invece, la conferma delle condanne di primo grado.

(Adnkronos) - “Questo convegno per noi esprime la speranza e un'idea che stazioni appaltanti e imprese, tramite il project management e altre metodologie, possano fare squadra insieme, come accade in giro per il mondo”. Lo ha detto Luigi Gaggeri, vice presidente Ordine ingegneri Milano, durante il seminario "Aspetti gestionali nella pubblica amministrazione - Le metodologie per un efficace coordinamento dei pubblici appalti" organizzato oggi dall’Ordine degli ingegneri della Provincia di Milano a Palazzo Reale. Il vicepresidente è intervenuto nel panel intitolato "Project management, RUP e Pubblica Amministrazione".
“Questa ‘comakership’, ossia fare le cose insieme come squadra, è espressa chiaramente anche nel d.lgs 36 del 2023 (il nuovo Codice dei contratti pubblici) e già nel d.lgs 50 del 2016, entrambi regolatori degli appalti pubblici - aggiunge - Stiamo cercando di portare avanti questo progetto con diversi eventi, come questo convegno”.

(Adnkronos) - “Al centro del convegno odierno ci sono gli aspetti gestionali della pubblica amministrazione. L'Ordine ha fatto molti incontri con un focus sulla pubblica amministrazione perché crediamo che un confronto proattivo tra le parti aiuti a cercare di minimizzare le contrapposizioni sistemiche, che ogni tanto purtroppo si riscontrano quando si gestisce gli appalti pubblici”. Così Carlotta Penati, presidente Ordine ingegneri Milano, intervenendo al seminario "Aspetti gestionali nella pubblica amministrazione - Le metodologie per un efficace coordinamento dei pubblici appalti" organizzato oggi a Palazzo Reale di Milano dall’Ordine degli ingegneri del capoluogo lombardo.
“I confronti inoltre riescono a limitare il rallentamento dei processi e i contenziosi. Le parti sono qui riunite per uno scambio su un aspetto per noi molto importante, citato all'articolo 1 del nuovo codice dei contratti pubblici, ovvero il principio del risultato - prosegue - Anche l’Ordine è un ente pubblico e abbiamo la responsabilità di gestire delle risorse per creare opportunità, che poi si declinano in servizi, formazione e in tutto quello che serve alla collettività - aggiunge - In questa occasione odierna parliamo quindi dell'importanza dell'unione di pubblico e privato, di metodologie, di project management, delle nuove norme, perché siamo convinti che il metodo sia fondamentale e necessario - siamo ingegneri - ma lo sono anche l'innovazione, la digitalizzazione e tutto quanto possa aiutare. Sono qui presenti tanti ospiti che gestiscono le stazioni appaltanti e dunque discuteremo molto anche della parte amministrativa e gestionale”.
(Adnkronos) - Tensione alle stelle nello Stretto di Hormuz. Un caccia ha aperto il fuoco contro due petroliere battenti bandiera iraniana dirette verso porti della Repubblica islamica. Il Comando Centrale dell'esercito statunitense (Centcom) ha diffuso il video che documenta l'operazione. Un caccia F/A-18 Super Hornet ha colpito le petroliere con munizioni di precisione, prendendo di mira i fumaioli delle imbarcazioni al fine di renderle inutilizzabili. Secondo quanto riferito dal Centcom le due navi, entrambe prive di carico, sarebbero state fermate "prima che entrassero in un porto iraniano nel Golfo dell'Oman, in violazione del blocco navale statunitense in corso".

(Adnkronos) - Si terrà il 12 maggio 2026 a Bari alle 14 presso la sede della Regione Puglia in via Gentile, il workshop istituzionale 'Genere, reumatologia e presa in carico integrata: un modello assistenziale per la donna con malattia reumautica', iniziativa dedicata allo sviluppo di percorsi di cura più equi e personalizzati. L'evento - infoma una nota - riunirà istituzioni regionali, clinici, management sanitario, farmacisti e associazioni pazienti per affrontare in modo integrato il tema della medicina di genere applicata alle malattie reumatologiche immunomediate, patologie che colpiscono in misura significativa la popolazione femminile con impatti rilevanti sulla qualità della vita, sulla maternità, sul lavoro e sul benessere psicologico.
I modelli assistenziali tradizionali di cura sono ancora poco orientati alle differenze di genere: l'obiettivo dell’evento - si legge - è la costruzione di percorsi integrati personalizzati capaci di rispondere in maniera ancora più efficace ai bisogni clinici e psicosociali delle pazienti, migliorando al tempo stesso equità di accesso e appropriatezza delle cure. Particolare attenzione sarà dedicata anche al ruolo delle pazienti e delle associazioni, con un coinvolgimento diretto in modo da far emergere criticità nei percorsi diagnostici e terapeutici, contribuire alla definizione di modelli assistenziali più aderenti ai bisogni reali e favorire una maggiore appropriatezza nell’accesso alle cure. Il programma prevede interventi istituzionali dei vertici regionali, relazioni scientifiche e una tavola rotonda multi-stakeholder che metterà a confronto tutti gli attori del sistema sanitario pugliese, dalle direzioni strategiche delle aziende sanitarie ai professionisti coinvolti nella presa in carico.
La responsabilità scientifica dell’evento è del prof. Florenzo Iannone, direttore della Uoc di Reumatologia del Policlinico di Bari e membro della Società italiana di reumatologia, che rappresenta un passaggio strategico nel percorso che porterà alla definizione di un consensus paper regionale sulla medicina di genere nelle malattie reumatologiche, destinato a orientare la programmazione sanitaria dei prossimi anni. L'evento è organizzato da Sanitanova Srl con il contributo non condizionante di Ucb Pharma SpA e con i patrocini di Anmar – Associazione nazionale malati reumatici, Apmarr – Associazione nazionale persone con malattie reumatologiche e rare, Sir – Società italiana reumatologia, Asl Bari, Asl Brindisi, Asl BAT, Asl Lecce, Asl Taranto, Irccs Casa Sollievo della Sofferenza, Policlinico di Foggia, Azienda ospedaliero-universitaria consorziale Policlinico di Bari.

(Adnkronos) - "In patologie oncologiche come il carcinoma ovarico, dove la diagnosi spesso arriva tardi, solo il 10% delle dei tumori vengono presi in tempo, nella fase precoce, e anche se abbiamo oggi una sopravvivenza discreta, del 43%, per noi Istituzioni e per noi medici non deve bastare. Inoltre, la diagnosi di questo tumore spesso è occasionale ed è affidata ai ginecologi che durante i controlli di routine devono essere bravi a riconoscere il problema tramite l'ecografia". Lo ha detto Maria Rosaria Campitiello, capo del Dipartimento della prevenzione del Ministero della Salute, intervenuta al convegno organizzato al ministero della Salute in occasione della Giornata mondiale del tumore ovarico che si celebra oggi, 8 maggio.
"Oggi il ministero della Salute dà attenzione alla terapia perché è l'unico mezzo per arrivare a salvare le persone. Purtroppo la medicina non è arrivata ad avere degli indici e dei test che vadano oltre il bravo ginecologo che vede la cisti ovarica e riesce a scindere se quello può essere un carcinoma o semplicemente un follicolo, un corpo luteo o altro - ha aggiunto Campitiello -. L'impegno del ministero sta nell'informare la cittadinanza, anche se purtroppo i sintomi sono tardivi, ma è comunque importante fare dei controlli ginecologi routinari. Poi dobbiamo avere la responsabilità di formare gli operatori che di fatto fanno l'ecografia". Un altro aspetto fondamentale per Campitiello è "l'attenzione alle terapie innovative", soprattutto perché "quello che appare in Italia è la disuguaglianza tra Regioni". Per Campitiello "il tentativo delle istituzioni deve essere quello di rendere omogeneo il trattamento, di fare informazione sulla prevenzione, ma soprattutto di investire, gestire i soldi, perché i soldi in sanità sono sempre quelli meglio spesi".

(Adnkronos) - "Per le donne con tumore ovarico l'Italia ancora è un Paese che viaggia a velocità diverse, e non è una questione geografica. Oggi solo 8 Regioni su 20 hanno approvato un Pdta — il percorso diagnostico terapeutico assistenziale — dedicato alle persone portatrici di alterazioni genetiche come Brca1 e Brca2. Questo significa che in alcune Regioni i pazienti sanno a chi rivolgersi e quali controlli fare, mentre in altre restano senza riferimenti chiari". A denunciarlo è Ornella Campanella, presidente dell’Associazione Abracadabra, intervenendo sul tema del rischio oncologico eredo-familiare legato alle mutazioni genetiche Brca1 e Brca2 in occasione del convegno per la Giornata mondiale del tumore ovarico, oggi a Roma nell'Auditorium del ministero della Salute. "Le disuguaglianze - secondo Campanella - riguardano anche le esenzioni sanitarie che consentono di effettuare gratuitamente gli esami previsti dai protocolli di sorveglianza. In molte situazioni le persone sono costrette a pagare di tasca propria controlli che possono costare tra i 500 e i 1.000 euro l’anno. Un peso economico ancora più difficile da sostenere nelle famiglie in cui più persone risultano portatrici della stessa mutazione genetica".
A preoccupare è anche la mancanza di uniformità nei servizi offerti: "I provvedimenti regionali - afferma Campanella - spesso prevedono prestazioni diverse tra loro. Basterebbe poco per rendere omogenei i percorsi assistenziali su tutto il territorio nazionale". Tra le criticità evidenziate dall’associazione c’è anche l’assenza, nei Lea — i Livelli essenziali di assistenza — degli interventi chirurgici di riduzione del rischio, come mastectomia preventiva e annessiectomia. "Oggi disponiamo di evidenze scientifiche molto solide che dimostrano l’efficacia di questi interventi nel ridurre il rischio di sviluppare il cancro - sottolinea Campanella -. Non eliminano il rischio al 100%, perché in medicina il rischio zero non esiste, ma rappresentano uno strumento fondamentale per proteggere le persone predisposte". Secondo la presidente di Abracadabra, si tratta di un’opportunità unica in oncologia: intervenire prima che la malattia si manifesti.
Un altro nodo centrale riguarda l’accesso ai test genetici e alla consulenza Brca. "Riconoscere in tempo una persona portatrice di mutazioni genetiche significa poterle offrire percorsi di prevenzione personalizzati". spiega Campanella. Da una parte c’è la possibilità di valutare interventi di riduzione del rischio, "scelte che devono essere costruite su misura per ogni persona". Dall’altra, individuare precocemente le mutazioni permette anche di accedere a terapie target innovative, capaci di migliorare significativamente la prognosi in caso di tumore. "L’obiettivo — conclude — è permettere alle persone portatrici di queste alterazioni genetiche di non diventare mai pazienti oncologiche".

(Adnkronos) - “I primi sintomi – dolori articolari, gonfiori, stanchezza – sono stati inizialmente difficili da interpretare”. La diagnosi di nefrite lupica, a 17 anni, è arrivata “relativamente in fretta rispetto a molti altri pazienti, ma all’inizio degli anni ’90 mancavano ancora farmaci efficaci per fermare la progressione della patologia. Oggi la situazione è diversa: abbiamo altre armi, altri immunosoppressori, i biologici, che possono evitare quello che è accaduto a me”. Così Lusi Martiriggiano, 50 anni, in occasione della Giornata mondiale del lupus, del 10 maggio, racconta la sua vita con una delle forme severe di questa patologia autoimmune cronica, invitando a non perdere tempo. “Riconoscere subito la malattia e affidarsi rapidamente a centri specialistici - spiega - può evitare danni irreversibili agli organi”.
Nel suo caso, il lupus ha colpito polmoni, cuore e soprattutto i reni, fino ad arrivare, dopo oltre trent’anni di malattia, alla dialisi e all’attesa di un trapianto renale. Alla luce di questo percorso - riporta una nota - Martiriggiano richiama anche la necessità di “investire maggiormente nella ricerca sulle complicanze che possono insorgere quando non si riesce a rallentare la progressione della malattia come nei casi di nefrite lupica e di successivo ricorso alla dialisi. Ulteriori studi e percorsi terapeutici più avanzati potrebbero aiutare i pazienti a mantenere una qualità di vita quanto più possibile equilibrata”.
Accanto ai progressi della ricerca, emerge però anche il peso quotidiano della malattia cronica: le difficoltà lavorative, i sacrifici per raggiungere i centri specialistici e la necessità di riorganizzare la propria vita professionale per poter conciliare cure e lavoro. Da avvocato, ha scelto, infatti, di dedicarsi all’insegnamento, “una professione che le consente maggiore flessibilità nella gestione delle terapie e delle frequenti esigenze sanitarie. La malattia ti permette di fare tutto - osserva - ma con tanta fatica in più”. La sua esperienza evidenzia anche quanto convivere con una patologia cronica richieda non solo cure continue, ma anche “maggiori tutele, garanzie e sostegni concreti per i pazienti, spesso costretti a ripensare il proprio percorso lavorativo e personale in funzione della malattia”. Per questo è importante “garantire ai pazienti accesso rapido alle diagnosi, alle terapie innovative e a una rete di centri specialistici più vicina ai territori, perché - conclude - convivere con il lupus significa affrontare non solo la malattia, ma anche un impatto sociale, economico e lavorativo spesso molto pesante”.

(Adnkronos) - Scintille tra Fastweb e Iliad per... Megan Gale. La nuova campagna pubblicitaria con protagonista la modella australiana ha generato una vera e propria bufera. Il motivo? Le contestazioni di Fastweb (che ha assorbito Vodafone Italia), secondo cui l’allora volto storico delle campagne Omnitel e Vodafone tra il 1999 e il 2008 non potrebbe essere utilizzato come nuovo testimonial Iliad in quanto rappresenterebbe un utilizzo improprio dell’immagine e della notorietà costruita negli anni dal brand Vodafone-Omnitel. Di qui l'accusa a Iliad di aver violato sia il codice di autodisciplina della comunicazione commerciale che il codice civile.
Ma al netto delle questioni legali, sull’efficacia dello spot si è aperto un dibattito tra pubblicitari ed esperti di comunicazione. “Trovo l’iniziativa pubblicitaria di Iliad una ‘simpatica provocazione’ – commenta Francesco Bozza, storico pubblicitario italiano, autore, che oggi riempie i teatri con il suo Bar Spot - non ci vedo né malafede semmai una ‘singolar tenzone’ tra due marchi a tutti già molto noti. Megan Gale è stata una ‘top’ della pubblicità sul finire degli anni ’90 inizio 2000, in quanto testimonial di, attenzione a questo dettaglio, Omnitel, solo dopo divenuta Vodafone, che peraltro ‘duellava’ pubblicitariamente con la rivale TIM-Telecom. Duelli che sul consumatore producono interesse e simpatia, ma bisogna poi vedere se si tramutano in nuovi contratti o determinano davvero un passaggio di clienti”.
“Pensate ad esempio al clamoroso spot Bmw che nel 2019, in occasione dell’andata in pensione dell’amministratore delegato di Mercedes-Benz Dieter Zetsche, uscì con un famoso spot nel quale un attore-sosia interpretava l'ultima giornata di lavoro di Zetsche che saluta i colleghi, consegna il badge e poi torna a casa e, finalmente libero da impegni, esce dal suo garage a bordo di una BMW – ricorda Bozza – Ebbene sapete che successe da parte di Mercedes? Nulla! Né rimproveri né carte bollate. E così facendo entrambi i brand ne hanno guadagnato in immagine”.
“Caso che evidentemente sfugge al management e ai legali di Fastweb-Vodafone – riflette Davide Ciliberti, esperto di comunicazione di Purple & Noise Pr – che invece stanno approcciando la vicenda in punta di legge e, cosi, facendo secondo me – riflette l’esperto – si mettono un pochino nell’angolo degli ‘antipatici’. In casi come questi – continua Ciliberti – la reazione consigliabile sarebbe un sorriso. O magari una replica simpatica. Pensate alle ‘scaramucce’ tra Pepsi e Coca-Cola”.
“La campagna di Iliad la trovo un’operazione interessante soprattutto se l’obiettivo di comunicazione era ‘far parlare’, dato che in ciò ha avuto successo visto che se ne sta discutendo molto sulla stampa e in rete – ragiona Vicky Gitto, riconosciuto pubblicitario in Italia e all’estero – Megan Gale, ancora oggi bellissima, è riconosciuta testimonial su un target di consumatore adulto o maturo. I venticinquenni di oggi non possono ricordarla semplicemente perché ancora non erano nati”
“Una divertente operazione pubblicitaria da parte di Iliad che con questa campagna che oggi sta facendo parecchio parlare ha così rubato la scena ad un ‘colosso’ come Vodafone – sottolinea Cesare Casiraghi, noto pubblicitario italiano – Quindi un’azione volta più a dare un boost di visibilità piuttosto che ad aggredire un mercato attraverso una testimonial famosa molto anni fa, in un contesto in cui la clientela peraltro è più che altro determinata dalla leva del prezzo e delle offerte piuttosto che da quella di un volto così come accade, per esempio, per i brand della moda o del lusso.”

(Adnkronos) - “Il lupus continua ad avere un impatto molto pesante sulla vita delle persone, soprattutto donne giovani, che convivono quotidianamente con dolore, stanchezza cronica, riacutizzazioni improvvise e difficoltà spesso invisibili agli occhi degli altri. Accanto alla malattia sistemica esistono poi forme particolarmente severe, come la nefrite lupica, che può compromettere la funzionalità renale e richiede diagnosi precoce, monitoraggio costante e cure appropriate”. Lo ha detto Antonella Celano, presidente di Apmarr – Associazione nazionale persone con malattie reumatologiche e rare Aps Ets, in occasione della Giornata mondiale del lupus, che si celebra domenica 10 maggio.
“Negli ultimi anni – sottolinea Celano – la ricerca ha compiuto progressi importanti e oggi esistono trattamenti innovativi che consentono di controllare meglio la malattia, ridurre le riacutizzazioni e migliorare la qualità della vita dei pazienti, anche nei casi più complessi. È fondamentale, però, garantire un accesso uniforme alle cure e ai centri specializzati su tutto il territorio nazionale, superando ritardi diagnostici e disuguaglianze ancora troppo diffuse”.
“La conoscenza del lupus e della nefrite lupica resta ancora insufficiente anche sul piano epidemiologico e sociale – aggiunge Celano – ed è per questo che, come associazione, abbiamo dato vita, insieme a Crea Sanità, a un progetto nazionale di ricerca dedicato, in questa prima fase, a lupus eritematoso e nefrite lupica, nato per contribuire a colmare le carenze informative ancora esistenti su diffusione delle patologie, impatto socio-economico e accesso alle cure. Attraverso una survey nazionale rivolta ai pazienti, l’iniziativa punta a raccogliere dati concreti sui bisogni dei pazienti stessi, sull’impatto della malattia e sulle criticità nell’accesso alle cure. Solo ascoltando davvero le persone che convivono con queste patologie possiamo contribuire a costruire percorsi assistenziali più efficaci, equi e vicini ai bisogni reali”. La survey nazionale, lanciata lo scorso 24 marzo - informa una nota - è disponibile sul sito di Apmarr (apmarr.it/ricerca-apmarr-crea/). Compilabile in forma anonima e rivolta solo alle persone affette dalle patologie oggetto di studio, in questa prima fase, la survey mira a restituire una fotografia aggiornata e il più possibile realistica sulla qualità della vita dei pazienti, prestazioni sanitarie effettuate e costi sostenuti direttamente dalle persone che convivono con queste due patologie.

(Adnkronos) - Dopo il caso Garlasco, con i soliloqui di Andrea Sempio registrati dagli inquirenti in più occasioni, l'esperta Anna Maria Giannini spiega: "Il soliloquio non è una patologia: significa semplicemente parlare da soli ad alta voce". La direttrice del Dipartimento di Psicologia dell’Università La Sapienza di Roma spiega all'Adnkronos Salute il significato psicologico di un comportamento spesso frainteso.
"La voce interiore ha diverse funzioni. Può aiutare a chiarire idee, prendere decisioni, prepararsi per intenzione future. Può essere un modo per organizzare i propri pensieri e ridurre la percezione di confusione interiore", sottolinea l’esperta. "Diventa un tentativo di gestire stress e ansia. Però è bene dire che non sempre ciò che viene detto ad alta voce corrisponde alla realtà". Secondo Giannini, non esistono dati attendibili sulla diffusione del fenomeno, ma parlare da soli "non è affatto insolito. Si tratta, di portare all’esterno la propria voce interiore, rendendo i pensieri più concreti e trasformandoli quasi in un’azione".
Riferendosi al caso di Andrea Sempio, la psicologa invita alla cautela: "Parliamo di riassunti di intercettazioni. Per comprendere davvero il contesto bisognerebbe ascoltare integralmente gli audio originali". Nel caso specifico, aggiunge, "le ipotesi possono essere diverse: da una condizione di ansia e disordine interiore fino alla possibilità, sostenuta dalla difesa, che la persona stesse semplicemente ripetendo contenuti ascoltati altrove, come in una trasmissione".
L’esperta precisa però che il fenomeno va approfondito "quando assume caratteristiche ripetitive o ossessive. Se una persona parla molto spesso da sola ad alta voce è opportuno un approfondimento diagnostico, con una valutazione psicologica o psichiatrica". Giannini invita anche a superare uno stereotipo molto diffuso: "L’idea che chi parla da solo sia 'matto' è sbagliata e va definitivamente superata". "Chi soffre di una condizione psicotica — chiarisce — può avere allucinazioni e credere di parlare con qualcuno realmente presente. Ma il semplice soliloquio non significa questo. Una persona che parla da sola può semplicemente cercare di ridurre il proprio stress". Infine, conclude, "non esistono differenze particolari legate all’età o al sesso. Il fenomeno è diffuso sia tra giovani sia tra adulti, uomini e donne. Parlare da soli non deve allarmare e non rende una persona pericolosa. Il punto, eventualmente, non è il fatto di parlare da soli, ma il contenuto di ciò che viene detto".

(Adnkronos) - La visita a Roma del segretario di Stato Usa Marco Rubio finisce nel mirino di Fiorello, che nella puntata di oggi della 'Pennicanza' non ha fatto mancare il suo tocco ironico sull'argomento: “Era in Vaticano e poi ha incontrato anche la Meloni. Pensate, ha visto le foto in lingerie e pensava fossero vere! Non sapeva fossero generate dall'intelligenza artificiale. Per questo pare le abbia portato in regalo un perizoma di Stato! Dopo l'incontro poi c'è stato un altro scambio di doni: Meloni indossava il cappellino Maga, Rubio uno con la scritta 'Te Possino'!”.
Sull'argomento Fiorello ha fatto intervenire anche un esilarante Camerlengo direttamente dalle stanze del Vaticano: “Rubio? Si è presentato con un regalo, una palla di rugby fatta di vetro… sicuramente l'ha comprata in aeroporto prima di venire, c'era ancora scritto 'made in China' dietro! E noi? Gli ho confezionato con la mia manina una penna di legno di ulivo… con un mortaretto dentro! Così quando la darà a Trump, esplode! Un piccolo attentato, niente di che, al massimo si brucia un polpastrello! Poi si è presentato a Roma con 48 macchine: quando la prima stava in Vaticano, l'ultima stava ancora all'aeroporto! Un traffico impazzito, tanto che Nostro Signore, proprio Lui, ci ha detto: 'Cosa sono tutte queste imprecazioni che arrivano dal Raccordo Anulare?'”.

(Adnkronos) - "Mettere al centro la persona; unire e non dividere; non contro ma in aiuto. La politica ci ascolti e i giovani, su cui puntiamo molto, tornino protagonisti del loro futuro". Così Francesco Vaia, oggi componente dell'Autorità garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità, ma tra i protagonisti della pandemia Covid come direttore dell'Inmi Spallanzani di Roma e poi come direttore della Prevenzione del ministero della Salute, lancia il 'Manifesto per il Ssn' nell'ultimo episodio del vodcast 'La salute senza filtri-Dalla pandemia alle liste d'attesa', pubblicato oggi sui canali Adnkronos. Una discesa in campo rispetto al ruolo di tecnico al servizio delle istituzioni durante il Covid. "Nel passato c'è stata qualche telefonata anche per incarichi importanti, ministeriali - ha ricordato Vaia - Ma ho fatto un scelta diversa, io mi sento ancora il camice bianco addosso. Mi sento ancora un 'civil servant' come all'epoca dello Spallanzani e del ministero. Il Manifesto lo presenterò, ma ci sono tanti colleghe e colleghe che collaboreranno. E' un'azione collettiva di cittadinanza attiva".
"Dobbiamo collaborare con i governi per un miglioramento della sanità, ma non solo: sanità e sociale. Dopo le odiose liste d'attesa, l'altro problema è il 'trattino' tra socio-sanitario che non riusciamo a superare - indica l'ex direttore delal Prevenzione - Il ministero del Welfare sarebbe da riprendere per guardare in direzione del cittadino. Perché tanti sportelli per l'utente? Mettiamo insieme le competenze, uno dei punti del Manifesto è un ministero del Welfare che metta insieme sociale e sanitario".
Il rapporto con Giorgia Meloni? "Ho avuto sempre un buon rapporto con lei - risponde Vaia - basato sulla stima professionale. Un giorno le chiesi perché non si prendevano certe decisioni e lei mi rispose delle difficoltà economiche ereditate. Allora mi chiedo c'è una questione di priorità? Bene, la prima è rendere centrale la persona. Rispondere - ad esempio - alla transizione demografica, avremo tante persone anziane in futuro e molte con disabilità". Ma questo Manifesto è di destra o di sinistra? "Collaboriamo con le istituzioni - ha risposto Vaia - oggi c'è un colore e domani ce ne sarà forse un altro. Non escludo che tra le persone che collaborano ci sono persone identificabili. Dobbiamo tornare ad un linguaggio di rispetto delle singole posizioni. Impegnamoci - rimarca - di più sulla salute e la fragilità delle persone. Puntiamo sull'invecchiamento attivo e sulla prevenzione". Vaia durante il Covid è stato spesso in tv per un'opera di divulgazione e informazione scientifica, è stato anche ospite di 'Amici' di Maria De Filippi. "Ho incontrato e incontro spesso i giovani - chiosa - dobbiamo puntarci e sono al centro del Manifesto. A loro dico di prendere in mano il Paese".
La serie è disponibile su Spotify, YouTube e sulla sezione Podcast di adnkronos.com.

(Adnkronos) - La lotta al cancro passa anche dalla storica Via Francigena. La strada, che per secoli è stata percorsa da pellegrini e viandanti, viene ora attraversata da 6 ciclisti: partiti da Brindisi il 2 maggio arriveranno a Roma domenica 10 per un totale di 721 chilometri in 9 tappe giornaliere. L’obiettivo dell’iniziativa - promossa di Fmp, Fondazione per la medicina personalizzata - è coinvolgere chi ama lo sport e la vita all’aria aperta, sensibilizzando cittadini e istituzioni sull’importanza della prevenzione e del sostegno alla ricerca scientifica. Il tour in bici - giunto alla seconda edizione - rappresenta anche un modo concreto per avvicinare il grande pubblico ai temi della medicina personalizzata: un approccio innovativo - informa una nota - che non riguarda soltanto terapie, sempre più mirate e costruite sulle caratteristiche biologiche di ogni paziente, ma anche la promozione di percorsi di prevenzione e salute calibrati sui bisogni della persona. In questo contesto, l’attività fisica regolare rappresenta uno dei principali strumenti di prevenzione e benessere.
“Il nostro impegno è da sempre incentrato sul ripensare l’approccio tradizionale alle cure, studiando soluzioni sempre più personalizzate per ogni singolo paziente - afferma Paolo Marchetti, presidente della Fmp – Negli ultimi anni le conoscenze sulla biologia dei tumori sono cresciute enormemente. Oggi sappiamo che dietro la parola ‘cancro’ esistono molte malattie differenti, ciascuna con specifiche caratteristiche cliniche e molecolari. Questo significa che ogni paziente deve essere affrontato in maniera sempre più mirata e multidisciplinare. La ricerca medico-scientifica rappresenta la chiave per sviluppare terapie innovative e migliorare concretamente qualità della vita, possibilità di sopravvivenza e prospettive di guarigione. Ogni donazione contribuisce a costruire un futuro migliore per milioni di persone che convivono con una malattia oncologica”.
Attraverso questo progetto “vogliamo inoltre diffondere la cultura della prevenzione e promuovere uno stile di vita attivo e consapevole - sottolinea Marchetti - Lo sport praticato con regolarità rappresenta infatti un importante alleato della salute e può contribuire alla riduzione del rischio di numerose patologie, incluse diverse forme tumorali, oltre a favorire il benessere fisico e psicologico anche durante e dopo i percorsi di cura. Il viaggio in bicicletta lungo la Via Francigena del Sud, quindi, non solo è un’esperienza sportiva, ma soprattutto un gesto concreto di solidarietà, partecipazione e sostegno alla ricerca. Ringraziamo i nostri atleti per il prezioso contributo e auguriamo loro buon viaggio”.

(Adnkronos) - Stasera, venerdì 8 maggio, nuovo appuntamento con Grande Fratello Vip in prima serata su Canale 5 con la conduzione di Ilary Blasi, assieme alle due opinioniste Cesara Buonamici e Selvaggia Lucarelli.
La finale è sempre più vicina e i colpi di scena accendono la Casa. Le due finaliste, Alessandra Mussolini e Antonella Elia, sono sempre più ai ferri corti. Tra accuse e repliche pungenti, chi avrà la meglio nella sfida all'ultima provocazione?
Il televoto in corso – che vede nominati Adriana Volpe, Francesca Manzini, Lucia Ilardo e Marco Berry – e un nuovo televoto flash daranno al pubblico il potere di scegliere chi, già stasera, dovrà lasciare definitivamente il gioco. Quale concorrente verrà eliminato?
Spazio ad Adriana Volpe, spesso 'accusata' di non esporsi e di restare nell'ombra, ma lei sembra decisa a cambiare passo per puntare dritta alla vittoria. Intanto Francesca Manzini ripercorre con emozione i rimpianti legati alla sua famiglia, in un racconto profondo che si concluderà con una sorpresa inaspettata: il messaggio della sorella Lilli.

(Adnkronos) - Tennisti russi e bielorussi esclusi dal circuito per la guerra in Ucraina? La proposta, di cui si è già ampliamente discusso in passato fin dallo scoppio del conflitto arriva dagli Internazionali d'Italia 2026 di Roma a firma Oleksandra Oliynykova. La giocatrice ucraina ha usato parole molto dure sul tema, come già fatto in passato.
"Quando parliamo di Russia e Bielorussia dobbiamo tenere presente che sono Paesi che trasformano tutto in propaganda: sport, cinema, musica, cultura. In questi Paesi ogni ambito viene messo al servizio del regime, che è qualcosa di terribile", ha detto ai microfoni di Ubitennis e The Athletic, "per questo io credo che gli atleti russi e bielorussi dovrebbero essere esclusi dalle competizioni".
"Finché continuano a gareggiare, i loro Paesi useranno i loro risultati per normalizzare la guerra, per mandare il messaggio: abbiamo attaccato un altro Paese, ma possiamo comunque partecipare alle Olimpiadi e allo sport che conta. È anche da qui che nasce la spinta di tante persone in Russia ad andare in guerra", ha spiegato Oliynykova, "se la loro società non normalizzasse la guerra attraverso lo sport, la cultura, la musica, forse quella stessa rabbia si rivolgerebbe contro il regime".

(Adnkronos) - L’assemblea degli azionisti di Mm Spa ha approvato il bilancio al 31 dicembre 2025. Nell’esercizio concluso, la società interamente partecipata dal Comune di Milano ha generato un totale dei ricavi pari a 369,6 milioni di euro (+15% rispetto al 2024) con un utile netto di esercizio pari a 36,4 milioni di euro. L’Ebitda a 99, 6 milioni di euro conferma il segno positivo rispetto al bilancio precedente, così come il patrimonio netto che raggiunge i 326,3 milioni (+6,8% rispetto al 2024 e +22,3% al 2023).
Questi principali indicatori economici - evidenzia Mm nella nota dei conti - "confermano un quadro positivo per la storica azienda milanese impegnata sul percorso di un progressivo aumento del perimetro delle attività aziendali. Così, il bilancio 2025 evidenzia un consistente aumento degli investimenti (80,3 milioni di euro nel 2025, in crescita di +15,8 milioni di euro rispetto all’anno precedente), tanto che la sottoscrizione dell’accordo con la Bei rappresenta un’azione utile a sostegno degli investimenti nel Servizio idrico cittadino per il piano degli interventi 2025-2029".
“Questo bilancio conferma non solo la solidità di Mm ma anche rafforza l’identità di un’azienda che sa prendersi cura della città a 360 gradi, esprimendo competenze preziose e diversificate", ha dichiarato il presidente Elio Franzini. "I risultati positivi raggiunti - prosegue - sono il frutto della collaborazione tra tutti gli organismi di governance aziendali, dal precedente Consiglio di amministrazione, guidato dal presidente Dragone, all’attuale che ringrazio per il fattivo contributo. Ora il nostro impegno dovrà essere orientato non solo a confermare i dati di crescita ma anche a supportare sempre più l’azione dell’amministrazione comunale, fornendo servizi all’altezza delle esigenze dei cittadini”.
Il bilancio appena approvato è importante anche perché è il primo dalla trasformazione di Mm Spa in società benefit. In coerenza con la propria missione, l’impegno di Mm per finalità di beneficio comune nella seconda parte del 2025 - viene evidenziato nella nota - hanno visto fondi propri e competenze delle risorse interne utilizzati per diversi obiettivi sociali e ambientali. Un impegno rilevante è stato quello volto al miglioramento dell’abitare (aumentando la disponibilità di alloggi con già circa 200 progetti di mini riatti realizzati, riqualificando ed efficientando il patrimonio di edilizia residenziale pubblico anche attraverso la partecipazione all’iniziativa Repower Eu), così come alla progettazione di nuovi spazi verdi e sistemi di drenaggio urbani sostenibili.
L’impegno di Mm in qualità di società benefit si è sostanziato anche in attività per il contrasto e la mitigazione degli effetti dei cambiamenti climatici. Nello specifico la società ha incrementato significativamente il numero dei passaggi di pulizia delle caditoie stradali (arrivati a 60 mila) grazie all’inserimento di nuovo personale dedicato ed agli investimenti in moderni automezzi.
“Siamo orgogliosi dei risultati consuntivati in questo bilancio", ha aggiunto l’amministratore delegato Francesco Mascolo, sottolineando che "dietro i numeri ci sono le nostre persone, il socio Comune di Milano, i nostri partners. A loro si devono i tanti riconoscimenti per il lavoro svolto in coerenza con il ruolo che siamo chiamati a esercitare in attività strategiche. Dai premi di Arera per la qualità del servizio idrico, con una performance oggi benchmark nazionale nella riduzione delle perdite di rete attestatesi al 10,4% e nel trattamento dei fanghi, ai progetti di sviluppo della rete di trasporto pubblico, con i fondamentali prolungamenti delle linee metropolitane e la realizzazione delle metrotramvie, dagli interventi Pnrr nell’edilizia residenziale pubblica ai progetti di depavimentazione e di drenaggio sostenibile per vincere la sfida sociale ed ambientale che una metropoli come Milano sta affrontando”.
“Grazie anche ai positivi risultati di questo bilancio – ha aggiunto Mascolo - Mm potrà dare un significativo contributo al Piano straordinario casa del Comune di Milano nell’ambito del perseguimento del beneficio comune”.
Oggi sono 1.616 i dipendenti di Mm Spa, un dato in crescita rispetto ai 1.381 del 2024, coerente con l’ampliamento del perimetro delle attività e a testimonianza della scelta di svolgerle sempre più con personale proprio. Mm, partner strategico del Comune di Milano, progetta e supervisiona la realizzazione di infrastrutture per una mobilità più sostenibile e di spazi urbani per la collettività, è stazione appaltante qualificata, si prende cura di case, scuole, impianti sportivi, verde pubblico e garantisce che l’acqua di Milano sia buona e sicura perché controllata.

(Adnkronos) - Hantavirus delle Ande, cos'è e cosa c'è da sapere sul virus comparso tra i passeggeri delle navi da crociera? Come si sviluppa il contagio? Come si trasmette? Esiste un vaccino? Come fare a proteggersi? A fare il punto è l'Istituto superiore di sanità, rispondendo alle domande più frequenti sul virus.
Il 2 maggio l'Organizzazione mondiale della sanità ha segnalato un focolaio di gravi malattie respiratorie a bordo di una nave da crociera con 147 tra passeggeri e membri dell'equipaggio. Al 6 maggio 2026 sono stati identificati sette casi (cinque casi di hantavirus confermati in laboratorio e due casi sospetti), tra cui tre decessi. Il virus è stato poi identificato come hantavirus delle Ande.
Cosa sono gli hantavirus? "Gli hantavirus sono virus zoonotici che infettano naturalmente i roditori e vengono occasionalmente trasmessi all'uomo. L'infezione nell'uomo può causare gravi malattie e spesso la morte, sebbene le patologie varino a seconda del tipo di virus e dell'area geografica. Diverse specie di orthohantavirus possono causare malattie nell'uomo, tra cui i virus Andes (Andv) e Sin Nombre (Snv) nelle Americhe e i virus Puumala e Dobrava in Europa", si legge.
"Nelle Americhe, l'infezione è nota per causare la sindrome cardiopolmonare da hantavirus (Hcps), una condizione a rapida progressione che colpisce polmoni e cuore, mentre in Europa e in Asia gli hantavirus sono noti per causare la febbre emorragica con sindrome renale (Hfrs), che colpisce principalmente i reni e i vasi sanguigni. Le infezioni da hantavirus sono relativamente rare a livello globale. Nel 2025, nella Regione delle Americhe, otto paesi hanno segnalato 229 casi e 59 decessi con un tasso di letalità del 25,7%. Nella Regione europea, nel 2023 sono state segnalate 1885 infezioni da hantavirus (0,4 per 100.000), segnando il tasso più basso osservato tra il 2019 e il 2023. Nell'Asia orientale, in particolare in Cina e nella Repubblica di Corea, la febbre emorragica da hantavirus con sindrome renale (HFRS) continua a causare migliaia di casi ogni anno, sebbene l'incidenza sia diminuita negli ultimi decenni. Ad oggi non ci sono segnalazioni di casi umani di infezione sul territorio nazionale".
Come si trasmettono e quali sono i sintomi? "L'infezione da Hantavirus umano si contrae principalmente attraverso il contatto con urina, feci o saliva di roditori infetti o toccando superfici contaminate. L'esposizione si verifica in genere durante attività come la pulizia di edifici infestati da roditori, sebbene possa verificarsi anche durante le normali attività in aree fortemente infestate. I casi umani - precisa l'Iss - sono più comunemente segnalati in ambienti rurali, come foreste, campi e fattorie, dove sono presenti roditori e le opportunità di esposizione sono maggiori. Sebbene non comune, è stata segnalata una limitata trasmissione interumana della sindrome polmonare da ipersensibilità (Hps) in contesti comunitari che prevedono contatti stretti e prolungati. Ad oggi, la possibilità di trasmissione interumana è stata documentata esclusivamente per il virus Andes, diffuso principalmente in Argentina e Cile, che è anche quello che secondo le prime analisi ha causato il focolaio sulla nave. Infezioni secondarie tra gli operatori sono state precedentemente documentate nelle strutture sanitarie, sebbene rimangano rare".
La sindrome da hantavirus umano (HPS) è caratterizzata da "mal di testa, vertigini, brividi, febbre, mialgia e problemi gastrointestinali, come nausea, vomito, diarrea e dolore addominale, seguiti da improvvisa difficoltà respiratoria e ipotensione. I sintomi dell'Hps si manifestano in genere da 2 a 4 settimane dopo l'esposizione iniziale al virus. Tuttavia, i sintomi possono comparire già dopo una settimana e fino a otto settimane dopo l'esposizione. Non esiste un trattamento antivirale specifico autorizzato o un vaccino contro l'infezione, la terapia è di supporto e si concentra su un attento monitoraggio clinico e sulla gestione delle complicanze respiratorie, cardiache e renali. L'accesso precoce alla terapia intensiva, quando clinicamente indicato, migliora gli esiti, in particolare per i pazienti con sindrome cardiopolmonare".
Qual è il rischio per la popolazione generale? "Il rischio di contagio da hantavirus originatosi da questo focolaio sulla nave da crociera per la popolazione generale dell'Ue/See è molto basso secondo l’Ecdc. Le autorità portuali sono state allertate e invitate a utilizzare dispositivi di protezione individuale e precauzioni adeguate in caso di contatto con casi sospetti", risponde l'Iss. In linea generale, "anche qualora si verificasse una trasmissione dai passeggeri evacuati dalla nave – scrive il Centro Europeo per il Controllo delle Malattie -, il virus non si trasmette facilmente, pertanto è improbabile che causi numerosi casi o un'epidemia diffusa nella comunità, a condizione che vengano applicate le misure di prevenzione e controllo delle infezioni”. Inoltre, il serbatoio naturale dell'Andv non è presente in Europa, quindi non si prevede l'introduzione del virus nella popolazione di roditori e una potenziale trasmissione dai roditori all'uomo in Europa".
Cosa posso fare per proteggermi? "Prevenire l'infezione da hantavirus dipende principalmente dalla riduzione dei contatti tra persone e roditori. Nel caso del virus Andes a queste si aggiungono le normali precauzioni per limitare il rischio di contagi da malattie respiratorie, come l’giene delle mani, l’ ‘etichetta respiratoria’ (ad esempio coprendo le vie aeree quando si tossisce e si starnutisce), distanziamento fisico", sottolineano gli esperti.
Le misure efficaci contro i roditori includono: mantenere puliti gli ambienti domestici e i luoghi di lavoro, riducendo la presenza di fonti di cibo e rifugi per i roditori; sigillare aperture, crepe e punti di accesso che possano consentire l’ingresso dei roditori negli edifici; conservare alimenti e rifiuti in contenitori chiusi e protette; adottare procedure di pulizia sicure nelle aree contaminate da roditori o dai loro escrementi; evitare di spazzare o aspirare a secco urine, feci o materiali contaminati dai roditori, per prevenire l’aerosolizzazione delle particelle virali; inumidire preventivamente le superfici contaminate con detergenti o disinfettanti prima della pulizia; lavare accuratamente le mani dopo attività a rischio o contatti con materiali potenzialmente contaminati.

Sono già 12.500 le attivazione della Carta Giovani Sardegna,
strumento che consente ai residenti e domiciliati di età dai 14 ai
30 anni l'accesso ad agevolazioni e sconti proposti dagli operatori
commerciali, culturali, sportivi e sociali (privati e pubblici)
aderenti sul territorio regionale e, grazie al circuito Eyca, in
Europa.
Il triennio 2026-2028 del progetto, promosso e
gestito da Eurodesk Italy con il supporto dell'assessorato
regionale della Cultura, in accordo con l'European youth card
association (Eyca) di Bruxelles e con la collaborazione del Comune
di Sassari, è stato presentato nella città turritana dall'assessore
regionale Antonio Piu, dal sindaco di Sassari, Giuseppe Mascia,
dall'assessora comunale, Nicoletta Puggioni, dal direttore di Eyca,
Manel Sanchez Garcia, e da Ramon Magi, presidente di Eurodesk
Italy.
La carta è digitale ed è disponibile
gratuitamente attraverso la app myEYC per smartphone iOS e Android:
i giovani che la attivano possono contare su un carnet di oltre 200
offerte, promosse da 235 enti e aziende dell'isola, che si
aggiungono all'imponente circuito europeo.
Le 12.500 attivazioni nell'isola sono state
fatte in gran parte dai ragazzi delle scuole, in una fascia di età
19-30 anni (circa il 94% del totale).
Le imprese, le associazioni, gli enti pubblici
sardi convenzionati gratuitamente sono finora 235. Chi aderisce
entra nel network Eyca, raggiungendo non solo il pubblico locale
della Sardegna, ma tutti i nove milioni di utilizzatori della Carta
Giovani europea.
In Sardegna la popolazione giovanile nella
fascia 14-30 anni ammonta a circa 230mila persone. L'obiettivo di
Eurodesk Italy è di arrivare a toccare quota 40mila attivazioni
entro il 2028 e di mettere a disposizione più di 600 offerte
sconto.
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- CAGLIARI, 08 MAG - La Sardegna partecipa al 38/a Salone
internazionale del Libro di Torino in programma dal 14 al 18 maggio
forte di una ricorrenza significativa come il centenario del
conferimento del Premio Nobel per la Letteratura a Grazia Deledda.
Non solo. Anche "del traguardo storico raggiunto - ha messo in
evidenza l'assessora regionale alla cultura Ilaria Portas - il
riconoscimento delle Domus de Janas come 61/o sito Unesco italiano.
Al Salone non portiamo solo libri, ma l'essenza stessa della nostra
storia millenaria". Oltre 48 appuntamenti, 33 case editrici
associate e non associate Aes (Associazione editori sardi), 4
marchi editoriali e 2 ospiti istituzionali.
La presenza dell'isola
manifestazione nasce dalla collaborazione tra la Regione
con
l'assessorato alla cultura e l'Associazione editori sardi, che
rappresenta l'85% della produzione libraria regionale, che compie
quarant'anni di attività. Tornando a Deledda, Portas ha annunciato
che "il programma desidera raccontare la straordinaria modernità e
attualità della scrittrice. Abbiamo deciso di passare attraverso il
dialogo tra cinema, scrittura, letteratura ed i laboratori pensati
per le scuole, dimostrando così che la Deledda non è un'icona
rigida e congelata nel passato, ma un'autrice capace di farci
interrogare dentro le inquietudini del nostro tempo".
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(Adnkronos) - Impresa Matteo Arnaldi agli Internazionali d'Italia 2026. Oggi, venerdì 8 maggio, il tennista azzurro ha battuto l'australiano Alex De Minaur, numero 8 del mondo, al secondo turno del Masters 1000 di Roma in una partita segnata anche da qualche polemica. Arnaldi si è imposto in rimonta in tre set con il punteggio di 4-6, 7-6 (5), 6-4 e al prossimo turno troverà lo spagnolo Rafa Jodar, vincente oggi contro il portoghese Borges.
Su X infatti è diventata virale l'esultanza dell'azzurro, che durante il tie break che ha deciso il secondo set ha esultato dopo un errore dell'avversario. Un gesto che va contro le regole di 'bon ton' del tennis, ma che, in questo caso, non è stato rispettato né da Arnaldi né tantomeno dal pubblico romano, protagonista di un tifo sfegatato sulla BNP Paribas Arena: "Ricordiamo che esultare sull'errore dell'avversario del giocatore di casa è una cosa brutta e cattiva che fanno solo all'estero e in Italia al massimo la fa qualche sparuto scommettitore", ha scritto un utente su X, esprimendo un pensiero largamente condiviso.
"Devo dire veramente spiacevole", ha scritto un'altra appassionata, "resta una cosa brutta che lo faccia il numero 8 o un tennista con ranking più basso". "Io non l'avrei fatto", è la sentenza di un altro tifoso.
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CAGLIARI – La Polizia di Stato di Cagliari ha sottoposto a fermo due persone di 25 e 27 anni, originarie di Napoli
CAGLIARI – Un vero e proprio deposito di droga è stato scoperto dalla Squadra Mobile, Sezione
SASSARI – Un sassarese pregiudicato, responsabile di una serie di rapine e furti ai danni di attività commerciali
VILLASIMIUS – Si sono concluse nel tardo pomeriggio di oggi le operazioni di ricerca di
ORISTANO – Un'operazione congiunta della Guardia di Finanza e della Polizia