
L'addio del generale Roberto Vannacci alla Lega e la registrazione del nuovo soggetto politico "F uturo Nazionale" hanno letteralmente infiammato la rete. Secondo una ricerca di SocialCom, condotta con la piattaforma SocialData e presentata oggi durante la trasmissione Agorà su Rai Tre, le conversazioni online sull'europarlamentare ed ex vicesegretario del Carroccio sono aumentate di 15 volte nell'ultima settimana.
Nell'ultimo mese (5 gennaio - 5 febbraio 2026), il dibattito su Vannacci in Italia ha generato 15 mila conversazioni e 753 mila interazioni. L'accelerazione più forte si è registrata negli ultimi sette giorni, con un incremento del 1.400% delle conversazioni e del 2.100% delle interazioni. Ogni post sul tema produce mediamente 50 tra like, commenti e condivisioni.
Nonostante l'attenzione massiccia, il gradimento degli utenti resta basso. Il sentiment è negativo all'80%. Tra le emozioni prevalenti dominano la critica (43%), la rabbia (19%) e il sarcasmo (18%). Solo una parte minoritaria degli utenti esprime stima (11%) o apprezzamento (9%) per la mossa politica.
Anche il nuovo brand politico, "Futuro Nazionale", registra numeri significativi: 9.300 conversazioni e 609 mila interazioni nell'ultimo mese. In questo caso, il sentiment negativo scende leggermente rispetto al dato personale del generale, attestandosi al 67% (2 persone su 3). Tra le emozioni legate al nuovo partito prevalgono il sarcasmo (33%) e l'interesse (25%), seguito dalla preoccupazione (18%).
I picchi di interesse si sono concentrati in tre momenti chiave: il 28 gennaio, con il post "Italia, stiamo arrivando"; il 2 febbraio, in occasione dell'incontro decisivo con Matteo Salvini.
Tra i post più performanti di Vannacci, spicca quello del 4 febbraio che annuncia l'operatività di "Futuro Nazionale" (Interest Rate del 19%) e la denuncia contro la cosiddetta "macchina del fango" (IR 14%). "Il dibattito in Rete dimostra quanto la politica oggi sia sempre più legata alla dimensione emotiva e narrativa", ha spiegato Luca Ferlaino, fondatore di SocialCom, sottolineando come la costruzione dell'identità politica passi ormai inevitabilmente per la polarizzazione dei social.

“Siamo molto orgogliosi di aprire il ‘The Peak’ by Coca-Cola. Uno spazio immersivo multimediale che vuole celebrare i valori olimpici e il legame storico che lega Coca-Cola alle Olimpiadi. Un legame di quasi 100 anni”.
Così Luca Santandrea, General Manager Olympic and Paralympic Winter Games Milano Cortina 2026 di Coca-Cola, all’evento stampa dedicato all’apertura dell’installazione situata davanti al Castello Sforzesco a Milano, in Piazza del Cannone.
“All’interno del Padiglione - riprende - sarà possibile vivere diverse esperienze immersive, che permetteranno ai visitatori di entrare in contatto anche con la storia del passato. Il percorso comprende un’esposizione di torce storiche, approfondimenti sui nostri impegni in ambito di sostenibilità e una serie di esperienze uniche, pensate per essere condivise anche con amici e familiari”.
“Il rapporto tra Coca-Cola e il Movimento Olimpico si è consolidato nel corso delle edizioni dei Giochi Olimpici ospitate dal nostro Paese, a partire da Cortina 1956, passando per Roma 1960, fino ad arrivare a Torino 2006. Non vediamo l’ora di iniziare il percorso verso Milano Cortina 2026 e di continuare una tradizione che ci lega da così tanti anni", le sue parole.

"Ogni volta che Coca-Cola lavora in un Paese delle Olimpiadi vengono portate risorse e team aggiuntivi per celebrare e attivare la grandezza dell’evento. Risorse che rendono l'investimento che stiamo facendo quest'anno il più grande che abbiamo fatto nella storia di Coca-Cola in Italia".
Lo ha detto Andrea Bombrini, Marketing Director Olympic and Paralympic Winter Games Milano Cortina 2026 di Coca-Cola, partecipando all’incontro con la stampa per la presentazione di "The Peak", uno spazio immersivo che porta l’energia dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026 dentro la città.
Un padiglione "arricchito dai cimeli del nostro archivio storico di Atlanta e da appassionati che li raccolgono".
"La struttura è stata costruita anche pensando al dopo - sottolinea Bombrini -. Abbiamo utilizzato soprattutto materiali riciclabili e in affitto, in modo da ridurre al minimo l'impatto di questo padiglione dopo le Olimpiadi e le Paralimpiadi. Perché, ed è importante, saremo aperti per entrambe le occasioni", conclude.
Una donna romana di 50 anni è stata ferita a coltellate e presa a pugni in casa ieri sera poco prima delle 18, in via Maggi, a Roma. La donna è stata trovata ferita e trasportata dal 118 in codice rosso all’ospedale San Giovanni di Roma.
Al momento è in osservazione, non in pericolo di vita, e ha avuto una prognosi di 40 giorni per fratture multiple al volto e ferite lacero contuse da arma bianca. In casa, su segnalazione al 112, sono intervenuti i carabinieri della stazione di Roma Tor Pignattara che hanno avviato le indagini. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori il compagno della donna, romano di 54 anni, in stato di ebbrezza alcolica, al culmine di una lite, l’avrebbe colpita con pugni al volto e con un coltello, per poi allontanarsi . L’uomo, che si era fatto trasportare in ospedale dal 118 per un malore dovuto all’abuso di alcol, è stato rintracciato e arrestato dai carabinieri per tentato omicidio al pronto soccorso.
In casa sono intervenuti anche i carabinieri della sezione rilievi tecnico scientifici del Nucleo Investigativo di Roma che hanno rinvenuto il coltello e vari oggetti utilizzati dall'uomo per aggredire la donna, che sono stati sequestrati, insieme ai vestiti dell'indagato intrisi di sangue. L’uomo non appena verrà dimesso dall’ospedale, verrà condotto presso la casa circondariale Roma Rebibbia, in attesa dell’udienza di convalida.
Governatrice: 'pretendiamo il ritiro di questa impostazione
inaccettabile'...
Proseguono indagini con nuovi accertamenti dei consulenti a bordo... 
Marito e moglie sono stati uccisi a Zaporizhia, in Ucraina, in seguito a un raid aereo russo che ha colpito la loro abitazione. Lo rende noto il governatore di Zaporizhia Ivan Fedorov spiegando che "una casa indipendente è stata distrutta. Sono morti una coppia, un uomo di 49 anni e una donna di 48 anni". Secondo Ukrinform, nell'arco delle ultime 24 ore, si sono verificati 517 attacchi da parte delle forze russe su 32 insediamenti nella regione di Zaporizhzhia. Il bilancio delle vittime riporta due decessi e cinque feriti.
Nella città ucraina di Odessa un'auto è esplosa nel distretto di Kyivskyi uccidendo un ventunenne, riferisce Ukrinform, che cita quanto reso noto dalla Polizia. La vittima sarebbe il proprietario del veicolo. Non ci sono al momento altri dettagli.
Le forze ucraine hanno inoltre registrato 152 scontri a fuoco con le unità russe, con le operazioni più intense concentrate sull'asse di Pokrovsk. Le informazioni disponibili, spiega lo Stato Maggiore delle Forze Armate ucraine, indicano che il giorno precedente la Russia ha condotto 80 attacchi aerei, impiegando 197 bombe aeree guidate. Inoltre, sono stati utilizzati 6.235 droni kamikaze e sono stati effettuati 3.044 attacchi contro aree abitate e posizioni delle forze ucraine, inclusi 65 impieghi di sistemi di lancio multiplo di razzi. L'aggressore ha condotto attacchi aerei, in particolare, nelle vicinanze degli insediamenti di Zelena Dolyna, Levadne, Orly e Prosiana nella regione di Dnipropetrovsk; Rizdvianka, Barvinivka, Kopani, Vozdvyzhivka, Zaliznychne, Verkhnia Tersa, Huliaipilske, Hirke, Charivne, Lisne, Liubytske, Dolynka e Zelena Dibrova nella regione di Zaporizhzhia; e Vesele nella regione di Kherson.

"L’approvazione, ieri, da parte del Consiglio dei ministri dello schema del decreto legislativo che recepisce la Direttiva Ue 2023/970 sulla trasparenza retributiva è un passaggio rilevante per il mercato del lavoro italiano che rafforza l’apposito articolo appena introdotto nel rinnovo del Contratto dirigenti terziario”. E' quanto dice Monica Nolo, vicepresidente Manageritalia e capo della delegazione sindacale della Federazione dei manager del terziario.
“Una volta approvata la legge, che impone obblighi rigorosi alle imprese per contrastare il gender pay gap e garantisce ai lavoratori il diritto di conoscere i livelli retributivi medi per mansioni di pari valore, il nostro Contratto – continua Nolo – offrirà strumenti determinanti per facilitare e accompagnare questo irrinunciabile cambio culturale”
Manageritalia, che rappresenta oltre 47.000 manager del terziario, accoglie così con favore il provvedimento, sottolineando di essere stata con le sue Controparti (Confcommercio, Confetra e Federalberghi) precursore di questa trasformazione. Il recente rinnovo del Ccnl dirigenti terziario (2026-2028), siglato il 5 novembre scorso, ha infatti già anticipato i pilastri della norma europea attraverso un articolo specifico dedicato alla parità di genere e alla trasparenza.
In coerenza con il nuovo quadro legislativo, il Ccnl terziario ha istituito l’osservatorio sulla parità di genere, un organismo bilaterale volto a monitorare costantemente le dinamiche salariali e le opportunità di carriera nel settore, fornendo dati certi per abbattere le discriminazioni. Inoltre, il Contratto ha potenziato le tutele per il bilanciamento vita-lavoro e gli strumenti di certificazione della parità di genere.
"L’approvazione dello schema del decreto sulla trasparenza salariale è un atto di civiltà, determinante anche per la competitività delle nostre imprese, che allinea l’Italia alle migliori pratiche europee", spiega Nolo, vicepresidente Manageritalia.
"Supportato anche da quanto previsto dal Contratto, il management del terziario è pronto a guidare questo cambiamento. L'Osservatorio che abbiamo avviato sarà lo strumento operativo per trasformare la norma in cultura aziendale, garantendo che il merito sia l'unico metro di giudizio, senza distinzioni di genere", conclude.
Illustrata a ditte d'appalto programmazione dei lavori per 2026/27... 
Prendono ufficialmente il via oggi, venerdì 6 febbraio, le Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026. Alle 20 allo stadio di San Siro la cerimonia di apertura dei Giochi che si svolgerà anche nei territori montani di Cortina - lungo Corso Italia e in Piazza Angelo Dibona -, Livigno e Predazzo. Solo a Cortina sfileranno circa mille atleti, di cui circa 40 azzurri, appartenenti alle discipline legate alle gare di Cortina: sci alpino, curling, bob, slittino e skeleton, con l’aggiunta del biathlon (in gara ad Anterselva-Antholz).
Dove vedere la cerimonia in tv[1]
Le gare si apriranno però già dalla mattina. Nove gli italiani in gara oggi nel pattinaggio di figura e nel curling.
Milano Cortina 2026, italiani in gara oggi: programma, orario e dove vederli in tv[2]
Gli artisti presenti
Tante le star che prenderanno parte alla cerimonia inaugurale, tra i nomi già annunciati le star della musica Mariah Carey, Andrea Bocelli, Laura Pausini e il rapper Ghali, oltre agli attori Sabrina Impacciatore e Pierfrancesco Favino.
Alla cerimonia è attesa una presenza istituzionale di massimo livello. Per l'Italia il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, i presidenti di Senato e Camera Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana, oltre alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Saranno presenti anche numerosi membri del governo: tra i ministri confermati i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini, Andrea Abodi, Matteo Piantedosi, Giancarlo Giorgetti, Paolo Zangrillo, Giuseppe Valditara e Daniela Santanchè. Annunciata inoltre la partecipazione di diversi sottosegretari, tra cui Alberto Barachini.
Sono 51 i reali, capi di Stato e di governo e leader delle organizzazioni internazionali arrivati in Italia per partecipare all'inaugurazione dei Giochi o per assistere ad alcune delle gare. Tra i sovrani, re Filippo del Belgio, il principe ereditario del Bhutan, il principe Faisal bin Hussein, fratello del re di Giordania, l'emiro del Qatar Tamim bin Hamad al Thani, il re di Norvegia Harald V, il re di Gustavo di Svezia e il re d'Olanda Guglielmo Alessandro. In Italia, re Carlo III ha mandato la sorella, la principessa Anna, e il fratello minore Eduardo.
Gli Stati Uniti sono rappresentati dal vice presidente JD Vance, arrivato a Milano insieme alla moglie e ai tre figli e dal segretario di Stato Marco Rubio. Tra i presidenti, tra gli altri, ci sono il tedesco Frank Walter Steinmeier, lo svizzero Guy Parmelin, la bulgara Iliana Iotova, il polacco Rafael Nawrocki, il georgiano Mikheil Kavelashvili, il ceco Petr Pavel.
La Finlandia è rappresentata sia dal presidente, Alexander Stubb, che dal premier Petteri Orpo, come la Lettonia, che ha mandato sia il capo dello Stato Edgars Rinkevics, sia la premier Evika Siliņa. La lista dei capi di governo include anche l'austriaco Christian Stocker, il greco Kyriakos Mitsotakis, il serbo Duro Macut e la lituana Inga Ruginiene. La Cina ha mandato la consigliera di Stato Shen Yiqin.
Tra le organizzazioni internazionali ci sono il segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, e la presidente dell'Assemblea generale, Annalena Baerbock, il direttore generale della Fao, Qu Dongyu, e la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola.
Migliaia di militari schierati
Sul campo impegnato un ingente dispiegamento di forze: 1.928 militari, 2.000 carabinieri, 170 mezzi e numerosi assetti operativi tra cui radar e velivoli da difesa aerea al quale si affianca il contributo di 1.500 volontari dell’Associazione Nazionale Alpini.

Per Federico Pellegrino, il giorno più atteso è arrivato. Iniziano oggi, venerdì 6 febbraio, le Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026 e durante la cerimonia di apertura allo stadio San Siro il campione azzurro di sci di fondo sarà uno dei portabandiera dell'Italia a Milano insieme ad Arianna Fontana (a Cortina d'Ampezzo saranno Federica Brignone e Amos Mosaner a sventolare il tricolore). Ma chi è il fondista che sogna una medaglia alle Olimpiadi in casa per chiudere in maniera perfetta una carriera da gigante?
Chi è Federico Pellegrino, portabandiera a Milano Cortina
Nato ad Aosta il 1° settembre 1990, 'Chicco' sarà portabandiera alle Olimpiadi in casa, chiudendo la carriera con il grande privilegio di rappresentare il suo Paese. La carriera parla per lui, visto che l'azzurro rappresenterà per l'ultima volta l'Italia alle Olimpiadi dopo una sfilza di successi in Coppa del Mondo (vinta due volte nella sprint), un titolo mondiale a Lahti 2017 (sempre nella sprint) e due argenti consecutivi alle Olimpiadi invernali. A PyeongChang 2018, nella sprint a tecnica classica, e a Pechino 2022, nella sprint a tecnica libera.
La curiosità è che Pellegrino ha cominciato giocando a calcio, come raccontato in esclusiva all'Adnkronos poche settimane fa: "Fino ai 16 anni, ero arrivato al livello della rappresentativa valdostana. In quel periodo mamma e papà mi dissero: ‘Ok, ora devi scegliere perché tutto non si può fare’. Lì cominciai a capire l’importanza delle responsabilità in relazione alle mie scelte. I miei suggerirono di portare comunque a casa il diploma, fu la prima cosa. Il pallone resta però ancora una passione. Nella mia vita ho avuto un solo poster appeso in camera, quello di Del Piero". (QUI L'INTERVISTA COMPLETA[1])
Federico aveva raccontato la sua vita anche fuori dallo sport: "Sto portando avanti alla Luiss il corso in Economia e management con l’opzione dual career. È una bella opportunità, ma con gli impegni sportivi e familiari, da marito e padre, non è semplice. Dopo le Olimpiadi, il primo obiettivo sarà la laurea. Futuro? Le porte aperte sono tante. Mi piacerebbe rimanere nel mondo sportivo, ma non come tecnico sul campo. So che per farlo bene bisogna stare tanto accanto agli atleti e quindi via da casa. Vorrei invece trovare il modo di aiutare i ragazzi dietro le quinte, restituendo in minima parte ciò che lo sport mi ha regalato. Il mio impegno in rappresentanza degli atleti, nel Consiglio Nazionale Coni, potrà aiutarmi se arricchito da un percorso di studio mirato. In più c'è un'attività turistica ricettiva, avviata insieme a mia moglie tra le montagne di Gressoney, in Valle d'Aosta. Si chiamerà De Goldene Traum, che nel dialetto valdostano significa ‘Il sogno d’oro’. Avrà legami con lo sci di fondo e la mia carriera sportiva”.
Federico Pellegrino: "Milano Cortina? Sarà bellissimo"
Nell'intervisa, Pellegrino aveva anche detto la sua sulle Olimpiadi in avvicinamento: "Cosa mi aspetto da Milano Cortina 2026? Che ci sia un casino assurdo, in senso buono. Sappiamo come sono gli italiani. Se in pista riusciremo a prendere l’energia che verrà fuori dal tifo, giorno dopo giorno ci gaseremo a vicenda e sarà bellissimo. Adesso stiamo accelerando per presentarci al meglio. Il 6 febbraio sembra lontano, ma il tempo volerà". Aveva ragione. (di Michele Antonelli)

La regina azzurra dello short track è pronta a chiudere il cerchio. Arianna Fontana sarà una delle grandi protagoniste di Milano Cortina 2026 e oggi, venerdì 6 febbraio, avrà l'onore di essere portabandiera per l'Italia nella cerimonia di apertura delle Olimpiadi a San Siro, insieme al fondista Federico Pellegrino (a Cortina d'Ampezzo, saranno Federica Brignone e Amos Mosaner a sfilare con il tricolore).
Arianna Fontana, chi è la portabandiera azzurra a Milano Cortina 2026
Arianna Fontana è nata il 14 aprile 1990 a Sondrio e la sua storia ha i cinque cerchi sullo sfondo. In primis, perché l'azzurra è l'atleta italiana più decorata di sempre alle Olimpiadi, con 11 podi. E poi, perché Arianna è anche la più giovane italiana riuscita a mettersi una medaglia al collo ai Giochi. Il suo viaggio è iniziato a Torino 2006, con un bronzo nella staffetta 3.000 metri, agguantato a 15 anni e 10 mesi. Poi, una sfilza di podi anche nelle successive edizioni, con due ori scintillanti sui 500 metri (a Pyeongchang 2018 e a Pechino 2022). Nel suo ricco palmares brillano anche 13 medaglie mondiali (un oro) e 34 europee (18 ori).
Curiosità: Arianna, che ha infilato per la prima volta i pattini a 4 anni, è fin qui l'unica atleta azzurra con un ruolo da portabandiera in due Olimpiadi (onore già avuto a Pyeongchang 2018).
Arianna Fontana: Milano Cortina? Atmosfera elettrica"
Qualche mese fa, Arianna Fontana aveva raccontato il suo percorso in un'intervista all'Adnkronos: “A Torino 2006 avevo quindici anni, ero una bambina e non avevo la più pallida idea di cosa stesse succedendo. Ora sono maturata e ho altri obiettivi. Giocare in casa è un privilegio”. (LEGGI QUI L'INTERVISTA COMPLETA[1])
Tante le aspettative verso Milano Cortina 2026: "L’obiettivo è arrivarci facendo il massimo. Se saprò di aver fatto tutto il possibile, senza dubbi, sarò serena. Non dovessero arrivare medaglie, vorrà dire che le altre saranno state più brave e avranno lavorato meglio. Ragionerò una gara alla volta, come faccio da sempre. Poi, in finale ci si giocherà il tutto per tutto. Posso dire che non vedo l'ora di sentire il tifo del pubblico di casa. È un fattore che mi manca, anche perché da tanti anni non gareggiamo in Italia. Sono sicura che darà la carica e la spinta giusta. Percepisco già un’atmosfera elettrica". Difficile darle torto. (di Michele Antonelli)

Il grande giorno è arrivato. Iniziano le Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026 e Amos Mosaner sarà uno dei protagonisti della cerimonia di apertura di oggi, venerdì 6 febbraio. L'azzurro, oro olimpico nel curling grazie al trionfo del 2022 insieme a Stefania Constantini, è uno dei quattro portabandiera dell'Italia nella cerimonia inaugurale della rassegna a cinque cerchi e sfilerà con il tricolore a Cortina d'Ampezzo insieme a Federica Brignone. Fino al 22 febbraio sarà poi impegnato in prima linea per difendere il titolo olimpico di quattro anni fa.
Chi è Amos Mosaner, portabandiera a Milano Cortina
Ma chi è Amos Mosaner? Nato a Cembra, in provincia di Trento, il 12 marzo 1995, l'azzurro è la punta di diamante della nazionale di curling e vanta nel suo palmares un oro olimpico ai Giochi di Pechino 2022 e un oro mondiale a Fredericton 2025, in doppio misto insieme all'altra azzurra Stefania Constantini. Per lui, questo sport è una questione di famiglia, come raccontato in un'intervista all'Adnkronos[1]: "Nelle mie zone iniziò a essere praticato al 'Lago Santo', tra gli anni Ottanta e Novanta. D’inverno, il lago ghiacciava. Poi, la tradizione si spostò in paese tra la fine degli anni Novanta e l’inizio del Duemila. A quattro anni papà mi portò su quella pista ghiacciata per provare ed eccoci qua...".
Nel 2012 ha guidato la squadra mista ai Giochi Olimpici Giovanili di Innsbruck, chiusi con l'argento. Con il team maschile ha messo in fila negli anni tante soddisfazioni: dai due bronzi mondiali (tra cui quello storico del 2022 a Las Vegas) ai tre podi agli Europei. Per 'colpa' delle stone ha lasciato il calcio e anche il ciclismo, sue grandi passioni: tifa Inter e nei momenti liberi non perde mai di vista la bicicletta, seguendo i Grandi Giri e le Classiche, ma anche divertendosi con lunghe pedalate in Trentino. Tra i suoi idoli sportivi, il fuoriclasse americano dell'Nba Lebron James.
Mosaner: "Milano Cortina sia fonte di ispirazione"
Il campione azzurro aveva spiegato nell'intervista di pochi giorni fa il suo avvicinamento ai Giochi: "Come arrivo a Milano Cortina? Con l’ambizione di divertirmi e di fare bene. L’obiettivo è raggiungere i playoff e lottare per una medaglia. In termini di preparazione, mi sto avvicinando all’appuntamento con la solita routine. Spero di arrivare al picco della forma, ma allo stesso tempo mi sto godendo il percorso di avvicinamento, tra allenamenti e momenti di relax. Senza focalizzarmi troppo sul risultato. Allenarsi tanto è fondamentale, stare bene a livello mentale lo è altrettanto. Mi aspetto che molte persone si avvicinino allo sport, in particolare le giovani generazioni. Spero che le Olimpiadi possano diventare una fonte di ispirazione per chi ha voglia di sognare in grande". (di Michele Antonelli)

La grande rincorsa è arrivata al traguardo. Federica Brignone sarà una delle protagoniste ai Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026, al via oggi venerdì 6 febbraio. La fuoriclasse azzurra dello sci, reduce da un brutto infortunio, sarà tra i quattro portabandiera dell'Italia nella cerimonia inaugurale della rassegna a cinque cerchi e sfilerà con il tricolore a Cortina d'Ampezzo insieme ad Amos Mosaner, oro nel curling a Pechino 2022 insieme a Stefania Constantini. Poi, dal 7 al 16 febbraio sarà impegnata nelle gare di sci sulla mitica Olimpia delle Tofane.
Chi è Federica Brignone, portabandiera a Milano Cortina
Federica è nata il 14 luglio del 1990 a Milano. Un giorno speciale a livello storico, che coincide con la Presa della Bastiglia, festa nazionale francese. Qui il primo aneddoto: l'azzurra, che da piccola spesso festeggiava il compleanno in Francia a causa degli impegni di lavoro di suo padre, ha creduto per anni che i fuochi d'artificio fossero sparati in suo onore.
Talento precoce, ha infilato gli sci per la prima volta a un anno e mezzo. Poi, nel febbraio 1994, sua madre Ninna Quario (ex sciatrice) partì come giornalista per le Olimpiadi di Lillehammer e la lasciò a Courmayeur con la nonna Adriana, che la iscrisse a scuola di sci. Fu amore a prima vista.
Nel luglio del 1996, a 6 anni, Federica si trasferì da Milano a La Salle, in Valle d'Aosta, il posto in cui ebbe presto modo di dare forma ai suoi sogni. Quindi le prime gare e la prima grande soddisfazione. "Il mio sogno è sempre stato quello di diventare una sciatrice completa, per questo ho cercato di praticare la polivalenza, con discreti risultati" il racconto affidato al suo sito. "Nel 2009 sono diventata campionessa mondiale juniores di combinata e in Coppa Europa ho fatto punti in tutte le discipline, cosa che anche in Coppa del Mondo sono già riuscita a fare. Una grande soddisfazione è stata riuscire a vincere in gigante, combinata e in superG".
Federica Brignone, le vittorie
Federica Brignone è la sciatrice italiana più vincente di sempre in Coppa del Mondo con 37 vittorie tra gigante, superG, combinata e discesa libera. Ha vinto due Coppe del Mondo generali (2020, 2025) e diverse coppe di specialità, oltre all'oro ai Mondiali in gigante nel 2023 e nel 2025. Nel suo palmares ci sono 3 medaglie olimpiche: un argento nello slalom gigante e un bronzo in combinata a Pechino 2022 e un bronzo in slalom gigante a Pyeongchang 2018. Pochi mesi fa, un bruttissimo infortunio al ginocchio ha tenuto con il fiato sospeso gli appassionati, mettendo a rischio la sua partecipazione ai Giochi dopo il grandioso trionfo in Coppa del Mondo. 'Fede', soprannominata "la Tigre", si è però rimboccata le maniche e ha cominciato la fase di riabilitazione dopo l'intervento con l'obiettivo di recuperare al meglio per il grande appuntamento. È tornata in pista lo scorso 20 gennaio, con un sesto posto nel gigante di Coppa del Mondo a Kronplatz. Adesso la sua rincorsa autorizza a sognare. Fino all'ultima porta. (di Michele Antonelli)

Si continua a gareggiare a Milano Cortina 2026, oggi, venerdì 6 febbraio - in diretta tv e streaming - in una giornata che si concluderà con la cerimonia d'apertura che segnerà l'inizio ufficiale dei Giochi invernali di scena in Italia.
Dopo l'esordio (vincente) delle azzurre dell'hockey su ghiaccio femminile e della coppia Mosaner-Costantini nel curling, tocca al pattinaggio di figura (danza sul ghiaccio, artistico e singolo femminile), oltre al ritorno proprio di Mosaner-Costantini nella fase round robin. Ecco il programma completo.
Milano Cortina 2026, italiani in gara oggi
9.55 Charlene Guignard, Marco Fabbri - Pattinaggio di figura, team event (danza sul ghiaccio, rhythm dance)
10.05 Stefania Constantini, Amos Mosaner - Curling, doppio misto (round robin)
11.35 Sara Conti, Niccolò Macii - Pattinaggio di figura, team event (coppie artistico, programma corto)
13.35 Lara Naki Gutmann - Pattinaggio di figura, team event (singolo femminile, programma corto)
14.35 Stefania Constantini, Amos Mosaner - Curling, doppio misto (round robin)
Milano Cortina 2026, dove vedere italiani oggi
Dove vedere le gare di oggi a Milano Cortina 2026? La diretta tv delle Olimpiadi sarà disponibile su Rai Sport Hd. Streaming su Rai Play, Eurosport1, Eurosport2, Dazn, Discovery Plus, Hbo Max.

Tutto pronto. Iniziano oggi, venerdì 6 febbraio, le Olimpiadi di Milano Cortina 2026. A dare il via al grande evento sarà la cerimonia di apertura, anche questa 'diffusa' su più territori come l'intera edizione dei Giochi italiani. Ecco tutte le cose da sapere sullo show inaugurale, dagli orari ai protagonisti e dove vederlo in tv e streaming.
Milano Cortina, orario cerimonia apertura
La cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Milano Cortina 2026 inizierà alle 20 e sarà 'divisa', a metà tra Milano (stadio San Siro) e Cortina d'Ampezzo. Eventi e sfilate degli atleti e delle atlete si svolgeranno anche a Predazzo e Livigno. Lo show si concluderà alle 23 circa.
Milano Cortina, le star alla cerimonia di apertura
Sono diverse le star internazionali che prenderanno parte alla cerimonia di apertura di Milano Cortina 2026. Tra quelle già annunciate: Andrea Bocelli, Mariah Carey, Pierfrancesco Favino, Ghali, Sabrina Impacciatore e Laura Pausini.
Tutti i segreti della cerimonia di apertura
La cerimonia è da sempre il momento più visto, cliccato e commentato dei Giochi: “L’evento inaugurale dà il tono della rassegna. Ne racconta la natura profonda e la filosofia, il pensiero e le potenzialità del Paese ospitante”. Marco Balich, direttore creativo della cerimonia inaugurale di Milano Cortina 2026, ha raccontato all’Adnkronos tutte le curiosità sullo show. (LEGGI L'INTERVISTA[1])
Milano Cortina, dove vedere cerimonia inaugurale
Dove vedere la cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Milano Cortina? L'evento, in diretta dallo stadio San Siro di Milano, si potrà vedere gratuitamente su Rai 1, RaiNews.it e su Raiplay a partire dalle 19.50. Sarà possibile seguire la cerimonia in diretta tv e live-streaming anche sui canali di Eurosport, visibili su Discovery+, HBO Max, DAZN, TimVision e Amazon Prime Video Channel.

Iran e Usa tentano oggi, venerdì 6 febbraio, in Oman la via diplomatica. Dopo i venti di guerra e le tensioni dei giorni scorsi alla fine i colloqui sul nucleare iraniano che sembravano in bilico fino a 48 ore fa, si terranno.
La delegazione americana con l'inviato della Casa Bianca, Steve Witkoff e il consigliere di Donald Trump, Jared Kushner, è atterrata a Muscat già ieri pomeriggio. Domani mattina i due inviati americani incontreranno funzionari iraniani guidati dal ministro degli Affari esteri di Teheran Ababs Araghchi, atterrato a Muscat in nottata.
I colloqui, ha scritto sui social il portavoce di Araghchi, Esmail Baqaei, dopo aver annunciato la partenza per il sultanato del ministro, mirano a raggiungere "un accordo equo, reciprocamente soddisfacente e onorevole sulla questione nucleare". L'Iran infatti vorrebbe che al centro del negoziato restasse soltanto il tema del nucleare mentre gli Usa spingono per inserire anche la potenza missilistica di Teheran e, in ultimo la repressione della popolazione da parte del regime degli Ajatollah.
L'Iran si aspetta "serietà, realismo e responsabilità" dagli Stati Uniti nei colloqui, ha messo le mani avanti Baqaei. Pur essendo consapevole delle “amare esperienze del passato”, tra cui le precedenti violazioni degli impegni e gli attacchi del giugno dello scorso anno, l'Iran ha “la responsabilità di non perdere alcuna occasione per ricorrere alla diplomazia” al fine di garantire i propri interessi e salvaguardare la pace e la stabilità nella regione, ha sottolineato ancora il portavoce.
Ma il clima con Washington resta teso. Il presidente Donald Trump alla vigilia del vertice ha ribadito che gli iraniani "stanno negoziando perché non vogliono che li colpiamo". E la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt ha ricordato che il presidente Usa ha "molte opzioni a sua disposizione per gestire l'Iran, oltre alla diplomazia".
"Il presidente è stato ovviamente molto chiaro nelle sue richieste al regime iraniano", ha dichiarato Leavitt, sottolineando che l'azzeramento della capacità nucleare iraniana "è un punto su cui è stato molto esplicito, e vuole vedere se sia possibile raggiungere un accordo.
Dal canto suo Teheran fa sapere di essere pronta a rispondere a un attacco americano se la situazione dovesse precipitare. "Il nostro messaggio è chiaro e lo abbiamo ripetuto più volte: siamo pienamente pronti a difendere l'Iran con determinazione e serietà", ha dichiarato ieri il portavoce dell'esercito Mohammad Akraminia sottolineando che ''le forze armate iraniane sono in grado di colpire facilmente le basi americane'' nella regione e sono ''completamente pronte a difendere l'Iran con determinazione e serietà".
Intanto la Russia che ha definito la situazione "esplosiva non solo per l'Iran, ma anche per l'intero Medioriente", fa sapere di vigilare sul suo "partner stretto". "La Russia non intende imporsi come mediatore'', ma ''sta monitorando"' quanto accade con l'Iran e ''non resterà indifferente'', anzi è ''pronta a contribuire'', ha dichiarato il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov.
Lavrov ha anche spiegato che ''la Russia è disposta a prendere le riserve di uranio arricchito che Teheran ha in eccesso se e quando verrà raggiunto un accordo tra l'Iran e gli Stati Uniti''.

Ha ascoltato in silenzio Matteo Piantedosi e Carlo Nordio snocciolare le singole misure senza intervenire. Raccontano che durante il Consiglio dei ministri, durato circa due ore e conclusosi con l'ok definitivo al nuovo 'pacchetto sicurezza', Giorgia Meloni abbia lasciato la parola ai suoi due ministri competenti che hanno voluto spiegare nel dettaglio i due provvedimenti (decreto e ddl) che hanno incassato il via libera del governo[1] dopo aver recepito i rilievi del Colle.
La presidente del Consiglio ha preferito far sentire la sua voce solo sui social: quelle approvate "non sono misure spot, ma un ulteriore tassello della strategia che questo governo porta avanti fin dal suo insediamento", ha assicurato Meloni su 'X' per poi rivendicare: ''Continuiamo così ad aggiungere tasselli a un disegno preciso: uno Stato che non gira la testa dall'altra parte, che difende chi ci difende e che restituisce sicurezza e libertà ai cittadini".
"Con i provvedimenti approvati", ha rimarcato Meloni, ''rafforziamo gli strumenti per prevenire e combattere la criminalità diffusa. Rafforziamo la possibilità di allontanare soggetti pericolosi dalle aree più a rischio delle città. Introduciamo pene più severe per i borseggiatori, con il furto per destrezza che diventa procedibile d'ufficio e la cancellazione del paradosso di finire indagato per sequestro di persona se fermi un ladro che ti ha appena derubato in attesa delle Forze dell'ordine". ''Il governo ha approvato, dopo una proficua discussione" con il Quirinale, "due provvedimenti dei tre che si ripromette di approvare al termine di questo percorso", ha detto Piantedosi durante la conferenza stampa al termine del cdm, precisando che il fermo preventivo ''non è una misura liberticida''.
Nordio ha rievocato le Br promettendo che l'obiettivo è ''evitare che certi tristi momenti si ripetano". "Il messaggio che noi abbiamo voluto inviare -ha sottolineato Nordio- è quello che la tutela penale, per quanto si dica che non è sufficiente a eliminare il crimine, deve comunque essere un segnale di attenzione dello Stato a mano a mano che si manifestano delle forme di criminalità''. Il centrodestra, dunque, ha elogiato i provvedimenti approvati. "L'approvazione del nuovo pacchetto sicurezza è un'ottima notizia: dalle parole ai fatti", è stato il commento a caldo della Lega.
Anche Tajani, come la Meloni, ha parlato via social: ''Si tratta di misure urgenti per garantire maggiore sicurezza dei cittadini e permettere alle forze dell'ordine di svolgere al meglio il proprio dovere e con maggiori tutele". Misure, ha spiegato il leader di Fi e ministro degli Esteri, "a contrasto della criminalità diffusa, a cominciare dalle baby gang, disincentivando tra i giovani l'uso di coltelli e armi da taglio. Sempre nel rispetto della Costituzione, per la sicurezza dei cittadini e a difesa delle libertà personali".
Salvini rivendica le misure del pacchetto sicurezza come il fermo preventivo fino a 12 ore che "è un tema anti black bloc": "Se arriva un soggetto pericoloso posso perquisirlo sul posto se posso ipotizzare che abbia mazze e bastoni, lo fermo, lo porto in questura autonomamente", dice il vicepremier leghista. Bene anche lo scudo penale che evita l'iscrizione automatica nel registro degli indagati, come pure il divieto di porto di coltelli e il reato per chi non si ferma all'alt di polizia e carabinieri. Invece, rimarca ancora Salvini, "non c'è la cauzione, che continua a starmi a cuore, la Lega -annuncia- la porterà in Parlamento".
Per Maurizio Lupi, presidente di Noi Moderati, il ''decreto sicurezza approvato dal Consiglio dei ministri è un atto di responsabilità nei confronti dei cittadini, una risposta efficace ed equilibrata alla legittima richiesta di sicurezza dei cittadini di fronte all'aumento degli episodi di violenza, organizzata o no. Sosterremo convintamente questo pacchetto che aumenta la sicurezza senza intaccare i diritti costituzionali e daremo il nostro supporto costruttivo, con proposte per rafforzare gli interventi in materia di educazione, prevenzione e riqualificazione sociale e urbana, sulla scorta del modello Caivano".

Si dice che il doping sia sempre in vantaggio rispetto all'antidoping. Il sospetto, però, è che nel salto con gli sci si vada oltre ogni previsione. Le Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026 stanno per aprirsi ufficialmente e il tema del doping rimbalza sui media. E sotto i riflettori della Wada, l'agenzia mondiale antidoping, rischia di finire il salto con gli sci per il sospetto di una pratica illecita che verrebbe attuata.
Tra gli atleti, come scrive anche il New York Times, ci sarebbe qualcuno disposto a iniettarsi acido ialuronico nel pene per guadagnare un vantaggio in gara. Ad accendere i riflettori sul tema è stata per prima la Bild, che ha portato alla ribalta un argomento apparentemente surreale. "Il salto con gli sci è molto popolare nel mio paese, la Polonia. Prometto che darò un'occhiata", dice Witold Banka, presidente della Wada, tra il serio e il faceto.
In realtà, tutto appare più logico di quanto possa sembrare a prima vista. Senza troppi giri di parole: l'iniezione di acido ialuronico consentirebbe di aumentare le dimensioni del pene e questo elemento verrebbe rilevato dagli scanner 3D che analizzano e misurano gli atleti per definire le dimensioni delle tute. Genitali più 'abbondanti' consentono ad un atleta di indossare una tuta più larga che, nella competizione, più garantire un rilevante 'effetto vela' in aria. Secondo la rivista scientifica Frontiers, un aumento di 2 centimetri nell'ampiezza della tuta consente di guadagnare fino a 5,80 metri in un salto: un'enormità in una gara olimpica che assegna medaglie.
La tecnica illecita funzionerebbe davvero? "E' possibile ottenere un temporaneo e visibile ingrandimento del pene con iniezioni di paraffina o acido ialuronico", dice il professor Kamran Karim, del Maria-Hilf Hospital di Krefeld, alla Bild.
Per ora, non ci sono nomi di atleti associati al 'caso'. "Non sono al corrente di dettagli del salto con gli sci e di come tutto questo potrebbe fornire un vantaggio. Ma se venisse fuori qualcosa, lo valuteremmo come se fosse realmente legato al doping", dice Oliver Niggli, direttore generale della Wada. "Ma -evidenzia- finora non ne ho sentito parlare".
La disciplina non sta vivendo un momento particolarmente brillante. Il 15 gennaio, due allenatori e un responsabile delle attrezzature della Norvegia sono stati squalificati per 18 mesi: hanno modificato le tute dei migliori saltatori della squadra per ottenere un vantaggio. Il coach Magnus Brevig e l'addetto alle tute, Adrian Livelten, sono stati filmati mentre inserivano cuciture illegali nella zona del cavallo delle tute, già ispezionate dai commissari di gara. Le modifiche illegali avrebbero dovuto aumentare le dimensioni delle tute e rendere gli indumenti più aerodinamici, consentendo così salti più ampi in gara.

Fratelli d'Italia e il Pd calano, il Movimento 5 Stelle cresce. E Futuro Nazionale, il partito di Roberto Vannacci, entra in gioco secondo il sondaggio dell'Istituto Only Numbers (Alessandra Ghisleri) per Porta a Porta, con le intenzioni di voto oggi in caso di elezioni.
Fratelli d'Italia cede lo 0,2 % rispetto alla rilevazione dello scorso 12 gennaio e scende al 29,8%, confermandosi ampiamente primo partito. La formazione guidata dalla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è seguita dal Pd al 23,1% (-0,3%). Il Movimento 5 Stelle di Giuseppe Conte guadagna l'1,1% e arriva all'11,3%.
Forza Italia al 9% è stabile, mentre la Lega all' 8% cala dello 0,5%. Alleanza verdi e sinistra è al 6,4% (-0,1%), Azione è al 3,7% (+0,1%), Italia Viva al 2 % cede lo 0,8% (-0,8%). Infine +Europa all'1,8 % cresce dello 0,2%, mentre Noi Moderati è allo 0,8% e cala dello 0,2%. 'Debutta' Futuro Nazionale: il partito di Vannacci si collocherebbe all’1,6%.
In generale, il centrodestra è al 47,6% mentre il campo largo (senza Azione) è al 44,6 (+0,1%). Gli astenuti-indecisi si attestano al 45,7% (in calo del 2,6% rispetto all'ultima rilevazione).

Il giornalismo sportivo italiano saluta uno dei suoi volti più noti. È morto a Torino, all'età di 86 anni, Cesare Castellotti, storico giornalista Rai che per oltre vent'anni ha raccontato Juventus e Torino con rigore, misura e una passione mai ostentata, diventata negli anni il marchio inconfondibile delle sue telecronache e dei suoi collegamenti.
Nato nel capoluogo piemontese il 12 settembre 1939, Castellotti era entrato in Rai all'inizio degli anni Sessanta. La sua carriera si è sviluppata a lungo nella redazione piemontese, dove ha lavorato per il Telegiornale del Canale nazionale fino al 1976 e poi per il Tg1 e la TgR Piemonte, occupandosi non solo di calcio ma anche di basket, pallavolo e di cronaca industriale, in particolare legata alla Fiat. Per milioni di telespettatori resta soprattutto il volto simbolo dei collegamenti da Torino di "90° Minuto", la trasmissione ideata e condotta da Paolo Valenti che la domenica pomeriggio portava nelle case degli italiani le immagini e i gol del campionato, quando tutte le partite si giocavano alle ore 15. Castellotti fu per decenni il corrispondente dai campi di Juventus e Torino, incarnando uno stile sobrio e misurato, lontano da ogni eccesso, oggi ricordato con nostalgia.
I tifosi granata legano indissolubilmente il suo nome a una data rimasta nella storia del club: il 16 maggio 1976, giorno dell'ultimo scudetto del Torino. In quella memorabile serata, alla "Domenica Sportiva", Castellotti intervistò allo stadio Comunale tutti i protagonisti della cavalcata tricolore, dal presidente Orfeo Pianelli al bomber Felice Pulici, fino al capitano Claudio Sala, mentre l'impianto era avvolto dalla festa granata.
Nel corso della sua carriera ha seguito per la Rai cinque Mondiali di calcio e sei Olimpiadi, ed è stato anche conduttore di "Piemonte Sport" su Rai 3. Nel 1975 aveva ricevuto il Premio Saint Vincent per il giornalismo, consegnato dall’allora presidente della Repubblica Giovanni Leone.
Castellotti ha lasciato la Rai nel 1999, andando in pensione dopo una lunga carriera, ma ha continuato a occuparsi di informazione: fino alla sua scomparsa è stato direttore de "Il Dossier", testata giornalistica online specializzata nel settore autoveicoli, ed è stato attivo nella Federazione nazionale della stampa fino al 2006. Giornalista serio e compassato, ha intervistato alcuni dei più grandi campioni della storia del calcio italiano e internazionale - da Bettega a Zoff, da Platini a Scirea, da Laudrup a Furino - sempre con discrezione e rispetto. In un’epoca in cui dominano toni urlati e spettacolarizzazione, la sua figura resta il simbolo di una televisione e di un modo di fare giornalismo sportivo che molti rimpiangono.
Tra i primi a ricordarlo l'amico e collega Carlo Nesti, che sui social ha scritto: "Cesare Castellotti è stato il mio capo-servizio per quasi 20 anni dovunque sia, spero possa giocare a golf, la sua passione. Grande, e nobile, professionista. È stato, nella Rai di Torino, prima segretario di redazione, e poi, per circa 20 anni, capo-servizio del nucleo sportivo, formato da Barletti, Costa, Calcagno e me. Volto storico del 'Novantesimo minuto' di Paolo Valenti. È diventato Vettorello, nella spassosa imitazione di Teo Teocoli. Ha amato più il golf, la sua vera passione, che non il calcio. E ha adorato il Brasile, la sua 'terra promessa'".

Voli sospesi all'aeroporto internazionale di Berlino a causa del ghiaccio. Lo rende noto una portavoce, affermando che "la pista è liscia come il vetro. C'è pericolo per l'incolumità fisica". Non è chiaro quando riprenderanno le operazioni ma dato che a breve entrerà comunque in vigore il divieto di volo notturno, una decisione sulle attività ulteriori sarà presa domattina, ha aggiunto.
Nel corso della giornata si sono verificate molte cancellazioni all'aeroporto di Berlino-Brandeburgo (Ber), situato nella periferia meridionale della capitale. In mattinata nessun aereo è stato in grado di decollare dopo che la pioggia gelata aveva racchiuso i velivoli nel ghiaccio, rendendo necessario fino a un'ora per lo sbrinamento di ogni aeromobile. I primi aerei sono decollati nella tarda mattinata e il programma dei voli è stato successivamente soggetto a notevoli ritardi e numerose cancellazioni. I disagi in quel momento riguardavano solo le partenze, mentre i voli in arrivo riuscivano ancora ad atterrare. Secondo la portavoce, circa 35 dei 180 decolli previsti sono stati cancellati entro mezzogiorno, seguiti da altre diverse decine.
Il Servizio meteorologico tedesco (Dwd) ha avvertito in serata di un innalzamento del rischio di formazione di ghiaccio vetrato a ovest e nord-ovest del Brandeburgo. Berlino sta vivendo un periodo di freddo che dura da settimane, unito a neve e pioggia gelata, che ha causato gravi disagi ai trasporti.
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