
Non c'è soltanto la vecchina che di notte, calandosi dal camino, riempie di dolci o di carbone le calze lasciate dai bambini prima di andare a dormire. Non c'è soltanto la donna piegata su sé stessa che 'a bordo' di una scopa fa il giro delle case con il suo carico di delizie per tutti i palati. La nostra Befana, che arriva immancabile nella notte tra il 5 e il 6 gennaio, nel mondo è in buona compagnia. Dagli elfi islandesi ai Re Magi spagnoli, infatti, sono tanti i modi in cui viene celebrata l'ultima notte delle feste, quella che segna di fatto la fine della pausa invernale. Il ricordo della visita dei re Magi a Gesù Bambino nella grotta di Betlemme - che nella tradizione popolare italiana è associata alla comparsa dell'anziana che 'vien di notte con le scarpe tutte rotte' - è celebrato in mille forme diverse da un Paese all'altro. Qualche esempio? Dal profondo Nord ai Paesi più vicine a noi - come la Spagna e la Francia - fioccano riti diversi, ciascuno con una sua peculiarità.
In Islanda
In Islanda, tanto per cominciare, l'Epifania è una questione di giorni. Tredici elfi nordici, chiamati Jólasveinar, ogni notte a partire dal 12 dicembre scendono uno a uno dalla montagna per fare scherzi e lasciare dolci ai bambini. Dopo il 25 dicembre, nei giorni che trascorrono dal Natale all'Epifania, compiono sempre uno a uno il percorso inverso tornando quindi a casa. Il 6 gennaio è il giorno in cui anche l'ultimo elfo lascia la città. È la fine delle feste che vengono salutate con una fiaccolata - cui partecipano anche il Re e la Regina degli elfi - che termina con un falò e dei fuochi d'artificio. Il classico paesaggio invernale, con le città sommerse sotto cumuli di neve fresca, viene animato quindi dagli Jólasveinar, gli elfi nordici. Si tratta di personaggi pittoreschi, figli dei troll Grýla, esseri inizialmente molto cattivi e minacciosi, che con il passare del tempo si sono addolciti.
In Francia
In Francia la questione dell'Epifania è un 'affaire' culinario. La visita dei Re Magi, per i nostri cugini transalpini, è il momento in cui si gusta la 'Gallette de Rois': una torta fatta con pasta sfoglia ripiena di crema frangipane alle mandorle. Secondo la tradizione la persona più giovane distribuisce le porzioni. Una fetta, però, viene sempre lasciata intatta per uno sconosciuto o un povero che dovesse passare. Questa fetta è 'la part du bon Dieu', ovvero 'la parte del buon Dio'. Ma c'è ancora un aspetto curioso. Nella torta si mette una fava: il fortunato che la troverà sarà il Re o la Regina della festa.
I Re Magi in Europa
In Spagna, invece, come da noi, il 6 gennaio si torna in qualche modo alla casella di partenza: dopo i regali di Natale arrivano quelli dei Re Magi. I bambini, la mattina presto, corrono a vedere i doni lasciati dai tre saggi provenienti dal lontano Oriente. Anche in Romania l'elemento centrale del 6 gennaio è l'arrivo dei Re Magi. Un avvenimento festeggiato dai bambini che, bussando di porta in porta, chiedono di poter entrare per raccontare qualche storie e ricevere piccoli regali in cambio.
Alla celebrazione dei Re Magi non sfugge neanche la Germania. Tradizione vuole che, nelle regioni cattoliche, i sacerdoti visitino le case per benedirle raccogliendo in cambio donazioni. I bambini, intanto, partecipano ai canti tradizionali o allestiscono presepi itineranti.
La Befana in Sudamerica
La Befana, con le sue cerimonie e consuetudini, è una vera 'viaggiatrice'. Allontanandosi dal Vecchio Continente, per approdare in Sudamerica, si può fare tappa in Messico dove il 6 gennaio coincide con 'El Dia de los Reyes', l'arrivo dei Re Magi. Per l'occasione si prepara la 'Rosca de Reyes', una ciambella che ricorda una corona con all'interno una figura di Gesù Bambino. Anche in altri Paesi dell'America Latina l'Epifania ha il suo posto d'onore nel calendario.
In Argentina, Paraguay e Uruguay è il giorno dei Re: i bambini lasciano le scarpe vicino alla porta nella speranza di ritrovarle, il giorno dopo, colme di regali; in Cile è il 'Día de los Tres Reyes Magos' ('il giorno dei tre Re Magi') o 'La Pascua de los Negros', ovvero il 'giorno sacro degli uomini neri'. La definizione non allude a un fatto religioso. Ma al fatto che, nel giorno dell'Epifania, in tempi lontani agli schiavi era permesso di non lavorare. Ancora una curiosità: nei Paesi Bassi si usa lasciare aperte le porte e le finestre per fare entrare la buona fortuna dell'anno appena cominciato. (di Carlo Roma)

Dopo il Venezuela, la Groenlandia? Donald Trump volta pagina dell'atlante e cerchia in rosso l'isola, territorio danese autonomo. Il presidente degli Stati Uniti, dopo aver accantonato il tema per mesi, negli ultimi giorni è tornato alla carica. "Dirò solo una cosa: abbiamo bisogno della Groenlandia a livello strategico, dal punto di vista della sicurezza nazionale. E la Danimarca non è in grado di garantirla. Sapete cosa ha fatto la Danimarca? Ha aggiunto una slitta", la risposta di Trump alle domande dei giornalisti.
Per la Casa Bianca, la Groenlandia è un pilastro della 'national security' vista la presenza sempre più minacciosa di Russia e Cina nell'Artico. Il presidente degli Stati Uniti si lascia sfuggire una deadline che, per quanto vaga, non passa inosservata: "Parleremo della Groenlandia in 20 giorni". Quindi, il messaggio che riguarda l'Unione Europea: "All'Ue serve che noi" controlliamo "la Groenlandia. E lo sa".
Se gli Stati Uniti attaccassero un Paese della Nato, sarebbe la fine di "tutto", avverte la premier danese, Mette Frederiksen. Più articolata, ma altrettanto perentoria, la replica del primo ministro della Groenlandia, Jens Frederik Nielssen: "Adesso basta"[1], dice il premier. "Basta pressioni. Basta allusioni. Basta fantasie di annessione. Siamo aperti al dialogo. Siamo aperti alla discussione. Ma tutto questo deve avvenire attraverso i canali appropriati e nel rispetto del diritto internazionale", scrive su Facebook. Più tardi, Nielsen usa toni più morbidi: "La situazione non è tale che gli Stati Uniti possano conquistare la Groenlandia. Non è questo il caso. Pertanto, non dobbiamo farci prendere dal panico. Dobbiamo ripristinare la buona cooperazione che avevamo un tempo. Dobbiamo cercare di ristabilire i contatti".
Per Trump, l'Ue sa che il controllo americano sull'isola è necessario. No, a giudicare dalle posizioni espresse a Bruxelles. "Abbiamo ascoltato quelle dichiarazioni. Non sono informata di alcuna discussione con gli Usa da parte dei nostri rappresentanti su questo tema", dice una portavoce della Commissione europea. "Ancora una volta, la Groenlandia ha la sua autonomia e, naturalmente, ogni Paese può essere molto interessante da molti punti di vista, ma questo non dovrebbe innescare alcun interesse che vada oltre, ad esempio, l'interesse commerciale, gli investimenti, eccetera. Nulla che vada oltre questo", ribadisce la portavoce.
Anche il Regno Unito, al di fuori del perimetro dell'Unione, "sostiene" la Danimarca, che "fa bene" a respingere le rivendicazioni di Trump, dice il primo ministro britannico Keir Starmer: "Sostengo" la premier danese Mette Frederiksen, "solo la Groenlandia e il Regno di Danimarca e solo loro devono decidere il futuro della Groenlandia".

La Colombia, il Messico, l'Onu. Donald Trump, dopo l'operazione a Caracas con la cattura di Nicolas Maduro, non si ferma. Il presidente degli Stati Uniti si concentra sul Venezuela, indicando le priorità per ricostruire il paese, e invia messaggi chiari, riassunti da un post del Dipartimento di Stato: "Questo è il nostro emisfero, il presidente Trump non consentirà che la sicurezza venga minacciata". E', in sintesi, l'evoluzione della Dottrina Monroe: il giardino degli Usa, una volta rappresentato dall'America Latina, esiste ancora. E potrebbe allargarsi, a giudicare dalle mire sulla Groenlandia.
"In Venezuela comandiamo tutto"
Il blitz del 3 gennaio in Venezuela, secondo Trump, consente di assestare un colpo letale alla rete di narcotraffico legata a Maduro. "Voglio portare la pace", dice il presidente degli Stati Uniti, che riassume in una frase la strategia per costruire il Venezuela 2.0: "We're gonna run everything". "Gestiremo tutto". Formalmente, gli Usa mirano a garantire una transizione fluida. La presidente ad interim Delcy Rodriguez, 'approvata' da Washington, deve però muoversi entro un perimetro chiaramente definito[1].
Per Washington, si parla soprattutto di economia e in particolare di petrolio. Tutto il resto è secondario. "Stiamo parlando con le persone, non chiedetemi chi comanda perché vi darei una risposta controversa: comandiamo noi. Dobbiamo rimettere il Venezuela in piedi, è un paese morto in questo momento. Servono investimenti massicci delle compagnie petrolifere per ripristinare le infrastrutture", dice Trump.
Cosa deve fare Delcy Rodriguez? "Abbiamo bisogno di totale accesso al petrolio e ad altre cose. Noi eravamo pronti per un secondo attacco. Eravamo pronti e siamo pronti: se non si comportano bene, attaccheremo per la seconda volta. Rodriguez dovrà fronteggiare una situazione peggiore rispetto a quella di Maduro, che ha alzato le mani e si è arreso", il messaggio.
L'Onu critica gli Usa, a Trump non importa
Il blitz di Caracas viene stigmatizzato dall'Onu, attraverso le parole del segretario generale Antonio Guterres. "Rimango profondamente preoccupato per il mancato rispetto delle norme del diritto internazionale", dice nel corso della riunione d'emergenza del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite dedicata alla crisi in Venezuela. "Sono profondamente preoccupato per il possibile aggravarsi dell'instabilità nel Paese, il potenziale impatto sulla regione e il precedente che potrebbe creare per le relazioni tra gli Stati", aggiunge Guterres nell'intervento letto dalla sottosegretaria Onu per gli Affari Politici, Rosemary Di Carlo.
Agli Stati Uniti, tutto questo interessa poco: "Non permetteremo che l'emisfero occidentale venga usato come base operativa per gli avversari, i concorrenti e i rivali della nostra nazione", dice l'ambasciatore Usa alle Nazioni Unite, Mike Waltz.
Colombia, Cuba, Messico: ce n'è per tutti
Trump tira dritto e invia telegrafici messaggi agli altri inquilini del 'suo' emisfero. "La Colombia è guidata da un uomo malato, è un paese che produce cocaina. Ma non lo farà ancora per molto. Un'operazione in Colombia? Suona bene...", dice. Il siluro al presidente Gustavo Petro è pesantissimo. Il leader colombiano, però, non si limita ad incassare: "Sebbene non sia stato mai militare, conosco la guerra e la clandestinità. Ho giurato di non toccare più un'arma dall'Accordo di pace del 1989, ma per la Patria riprenderò le armi", scrive Petro, ex membro del gruppo di guerriglieri M-19. in un lungo post su X.
"Non sono illegittimo, né sono un narcotrafficante, come beni ho solo la mia casa di famiglia che sto ancora pagando con il mio stipendio. I miei estratti conto bancari sono pubblici. Nessuno può dire che ho speso più del mio stipendio. Non sono avido", prosegue Petro, dicendo di avere "enorme fiducia" nel popolo colombiano a cui "ho chiesto di difendere il presidente da qualsiasi atto violento e illegittimo. L'ordine alle forze dell'ordine è di non sparare al popolo, ma all'invasore".
Trump liquida Cuba in poche parole: "Molti cubani sono molti a Caracas, sono stati uccisi mentre cercavano di proteggere Maduro. Cuba è pronta a cadere. E' tutto legato al petrolio venezuelano e non ne stanno ricevendo".
Quindi, il Messico. Il vicino degli Stati Uniti torna ciclicamente nel mirino del presidente americano. "I cartelli sono molto forti in Messico, dobbiamo fare qualcosa. Amiamo il Messico, ma la droga passa per là". La presidente Claudia Sienbaum "ha un po' paura, è una splendida persona. I cartelli comandano in Messico". La risposta? "Le Americhe non appartengono a nessuna potenza", dice Sheinbaum. "Il continente americano appartiene ai popoli di ciascuno dei Paesi che ne fanno parte". Basterà per frenare Trump?

Pioggia, freddo e neve anche a quote basse. E con il maltempo, nel giorno dell'Epifania, oggi 6 gennaio 2026 scatta l'allerta meteo per il rischio in particolare di nubifragi al Centro-Sud con riflettori puntati su Roma. A delineare il quadro provvede Mattia Gussoni, meteorologo de iLMeteo.it. "Il freddo e maltempo continueranno ancora per un po' di giorni e ci aspettiamo nevicate sino in pianura in particolare sull'Emilia Romagna e sul Friuli orientale e a bassa quota, cioè fino a quote collinari, su Toscana, Marche e Abruzzo", dice Gussoni all'Adnkronos, sottolineando che bisognerà fare i conti "ancora con la pioggia sul resto del Centro sud con rovesci e temporali molto intensi in particolare sul Lazio e sulla Toscana".
"Sul Lazio c'è l'allerta arancione della Protezione civile in particolare per Roma, Frosinone e Latina con fenomeni particolarmente intensi. Sulle regioni del nord andremo verso un graduale aumento, arriverà il sole ma farà freddo sin dal primo mattino, mentre al centro sud ci vorrà un poco più di tempo e fino alla fine della settimana ci saranno nuovi temporali con nevicate a quote collinari", dice Gussoni facendo riferimento per sommi capi all'allerta meteo.
L'allerta
Nel dettaglio, sottolinea la Protezione Civile, vengono adottati provvedimento per "precipitazioni diffuse, soprattutto sulle regioni tirreniche centro-meridionali, mentre sulle regioni centrali le temperature in calo causeranno nevicate fino a quote collinari".
Dalle prime ore di martedì, secondo il bollettino, temporali in agguato su Lazio, Molise, Campania, Basilicata e Calabria settentrionale. "L'avviso prevede inoltre nevicate in calo fino a quote di 300-400 m, e localmente fino a livello del mare, su Emilia-Romagna orientale, Marche, Umbria e Toscana orientale, in estensione dal pomeriggio all'Abruzzo e al Lazio orientale". Sulla base delle previsioni, per il 6 gennaio scatta l'allerta arancione meteo-idro su settori del Lazio e del Molise e allerta gialla su gran parte del Centro-Sud: sono interessate Marche, Umbria, Campania, Calabria e Sicilia, oltre ancora a Lazio e Molise.
Ordinanza a Roma
Viste le previsioni meteo per Roma il sindaco Roberto Gualtieri ha firmato un’ordinanza che prevede divieto di svolgimento di attività aggregative ludico-ricreative o a carattere sportivo (non agonistiche), su aree pubbliche o su aree aperte al pubblico esposte ai fenomeni meteorici; divieto di accesso, transito o circolazione alle aree verdi, ai giardini, ai parchi e alle ville storiche; divieto di svolgimento di qualunque attività, già preventivamente autorizzata, nelle aree sottostanti ai carichi sospesi ed alla chioma delle alberature e nel raggio di loro potenziale caduta; chiusura al pubblico dei cimiteri cittadini, fatta salva l’esigenza di assolvimento di adempimenti improcrastinabili concernenti i servizi funebri e le attività di polizia mortuaria.
Lunga la lista di raccomandazioni destinate ai cittadini: evitare sottopassi, argini di fiumi, fossi o canali e zone a rischio allagamento; in casa, evitare seminterrati e non sostare a lungo sui balconi; all'aperto, cercare un luogo elevato e riparato ma non sotto le alberature o sotto i i carichi pendenti; cercare di rimanere in una posizione riparata, evitando così di essere colpiti dall’eventuale caduta di oggetti; evitare l’attraversamento e la sosta nelle aree verdi e strade alberate per il possibile verificarsi di rotture di rami, anche di grandi dimensioni, o cadute di alberi che potrebbero colpire le persone o intralciare le strade; prestare cautela nell’avvicinarsi alle zone costiere e ai litorali evitando di sostare su pontili e moli; prestare cautela alla guida di autoveicoli –specie se telonati e caravan- e motoveicoli, al fine di evitare possibili sbandamenti a causa delle raffiche di vento, all’occorrenza, fermarsi; tenersi informati sull’evoluzione della situazione e seguire le indicazioni fornite dalle Autorità.

"Sono stato rapito. Sono un prigioniero di guerra, sono innocente e sono un uomo perbene. Sono ancora il presidente del Venezuela". Nicolas Maduro si è presentato in aula a New York per la prima udienza del processo in cui è imputato con la moglie Cilia Flores. La coppia, catturata nelle prime ore del 3 gennaio a Caracas, si è dichiarata non colpevole davanti al giudice Alvin Hellerstein, 92 anni, in relazione a tutti i 4 capi d'accusa, compreso quello relativo al narcotraffico.
Lo show con le 'finte manette'
Maduro, con i piedi incatenati, è entrato in aula alle 12 locali scortato dagli US Marshal. Niente telecamere, niente fotografi: a raccontare l'udienza, i giornalisti ammessi in aula. Pantaloni color cachi forniti dal carcere, una maglietta blu navy a maniche corte sopra una maglietta arancione. Anche le scarpe di tela del leader venezuelano erano arancioni, un colore che le autorità carcerarie destinano ai detenuti ad alto rischio o che richiedono misure speciali di sicurezza.
Maduro non è mai stato ammanettato, dettaglio insolito per i detenuti federali in custodia cautelare. Le caviglie, invece, erano incatenati. L'imputato, secondo il Washington Post, ha compiuto un gesto 'teatrale' mentre veniva condotto in aula ha finto di essere ammanettato: ha portato le mani dietro la schiena unendo i polsi, che in realtà erano totalmente liberi.
I media presenti hanno descritto un Maduro a tratti nervoso, a giudicare dalle mani in costante movimento. Per lunghi tratti, ha scarabocchiato e preso appunti su un blocco giallo, che probabilmente potrà tenere. Allo stesso tempo, l'imputato ha effettuato le prime mosse per testare i limiti di azione nell'ambito del procedimento. In spagnolo, ha provato a rilasciare una sorta di dichiarazione spontanea alzandosi in piedi. "Ci sarà tempo e luogo", ha detto il giudice, limitandosi a chiedere le generalità: "Voglio solo sapere una cosa. Lei è Nicolas Maduro Moros?". "Sono Nicolas Maduro Moros", la risposta che ha sostanzialmente consentito al giudice di chiudere l'udienza durata poco più di mezz'ora[1].
Gli imputati non hanno chiesto la libertà su cauzione, potrebbero farlo più avanti, magari nell'udienza in calendario il 17 marzo. Maduro e la moglie, che si è definita "la primera dama della Repubblica del Venezuela" in linea con le dichiarazioni del marito, hanno chiesto una visita consolare in carcere. Maduro non ha nascosto la sua sorpresa quando gli sono stati letti i suoi diritti: "Non ne ero a conoscenza".
I legali hanno sollecitato anche controlli medici: Maduro è apparso zoppicante subito dopo l'arrivo a New York nella serata del 3 gennaio, Cilia Flores ha "gravi contusioni alle costole" e "avrà bisogno di cure adeguate" mentre è detenuta nel Metropolitan Detention Center di Brooklyn. Secondo i media Usa, la donna avrebbe un livido sul volto. A udienza finita, spazio anche per un fuoriprogramma. Un uomo, identificato come il 33enne Pedro Rojas, ha urlato in spagnolo a Maduro "pagherai per i tuoi crimini". La risposta è stata immediata: "Conquisterò la libertà".
Rodriguez giura da presidente a Caracas
A Caracas, intanto, il Venezuela volta pagina. Delcy Rodriguez, 'osservata speciale' da Donald Trump per la ricostruzione del paese[2], ha prestato giuramento come presidente ad interim. I media locali precisano che l'ex vice presidente ha giurato davanti al fratello Jorge Rodriguez, rieletto presidente dell'Assemblea Nazionale, il Parlamento di Caracas. All'inizio della seduta, i deputati hanno scandito lo slogan "Vamos Nico" (Forza Nico) a sostegno di Maduro. L'Assemblea ha anche tributato una standing ovation quando è stato indicato il posto vuoto di Cilia Flores. Delcy Rodriguez ha definito Maduro e la moglie "due eroi" e ha promesso di garantire la pace nel Paese, "la tranquillità spirituale, la tranquillità economica e sociale del nostro popolo". La leader ha anche affermato di assumere l'incarico "con dolore per la sofferenza causata al popolo venezuelano dopo un'illegittima aggressione militare contro la nostra patria".
E' stato però Jorge Rodriguez a promettere di esplorare ogni via per "riportare indietro" Maduro. "La mia funzione principale nei giorni a venire... come presidente di questa Assemblea nazionale, sarà quella di ricorrere a tutte le procedure, a tutte le piattaforme e a tutte le vie per riportare indietro Nicolas Maduro Moros, mio fratello, il mio presidente", ha detto ai parlamentari.
Nell'asse tra due famiglie, Nicolas Maduro Guerra, figlio del leader, ha espresso il suo "sostegno incondizionato" alla presidente ad interim Delcy Rodriguez. "A te, Delcy Eloina, il mio sostegno incondizionato per il durissimo compito che ti è stato assegnato. Conta su di me", ha detto nel corso della sessione. Trattenendo le lacrime, ha poi aggiunto: "La patria è in buone mani, papà, e presto ci riabbracceremo qui in Venezuela".
L'influenza, con la variante K, rimane protagonista anche nei primi giorni del 2026 costringendo a letto migliaia di italiani. Il brusco calo delle temperature può portare a un aumento dei malanni di stagione, soprattutto delle infezioni respiratorie, ma non a un nuovo picco di influenza.
"Con il freddo è probabile vedere qualche caso in più di raffreddore e di infezioni respiratorie, anche di origine virale - spiega Massimo Andreoni, direttore scientifico della Simit (Società italiana di malattie infettive e tropicali), all'Adnkronos Salute - ma non ci sarà una nuova impennata dell'influenza stagionale. Il picco è già stato raggiunto tra Natale e Capodanno e, dopo un calo dei casi, non si è mai osservata una nuova risalita".
Questo però non significa abbassare la guardia. "Con le basse temperature non bisogna scherzare – avverte l'esperto – perché l’aria fredda favorisce le infezioni delle vie respiratorie". Particolare attenzione è richiesta per anziani e persone fragili, come cardiopatici e immunodepressi, che dovrebbero evitare sbalzi di temperatura e, se possibile, restare in casa. Se uscire è necessario, Andreoni consiglia di "evitare luoghi chiusi e affollati per ridurre il rischio di contagio o di ricadute, soprattutto in chi ha appena superato l’influenza".
Le "nuove infezioni - precisa - spesso non sono dovute al virus influenzale, ma ad altri virus simili". Da qui l'invito a tornare a usare la mascherina nei luoghi pubblici chiusi, "come autobus, metropolitana e treni, per proteggere sé stessi e gli altri" conclude.
Un eventuale incremento dei contagi, quindi, non dipenderà dal freddo. Non direttamente, almeno. Un altro fattore può incidere sulla diffusione del virus. Con la "ripresa delle scuole è possibile un nuovo aumento dei casi di influenza", anche "se il numero di persone malate è attualmente in diminuzione. Quando parliamo di casi – ricorda l'epidemiologo Massimo Ciccozzi all'Adnkronos Salute– parliamo di persone che possono contagiarne altre. Il brusco calo delle temperature e il ritorno in classe favoriscono la circolazione di molti virus respiratori tipici di questo periodo, non solo quello influenzale".
Il freddo non è una causa primaria, ma può avere un impatto indiretto. "Il freddo", spiega l'esperto, "porta a trascorrere più tempo in ambienti chiusi", come case, bar e ristoranti. "Stare al chiuso ci protegge dalle basse temperature, ma aumenta il rischio di contagio. Per questo continuo a dare lo stesso consiglio a tutti: indossare sempre la mascherina sui mezzi di trasporto pubblico", conclude Ciccozzi.

"Sono due le principali ipotesi" sulla morte di Sara Di Vita, 15 anni, e di sua madre Antonella Di Ielsi, 50 anni, decedute a Campobasso tra il 27 e il 28 dicembre a poche ore di distanza l'una dall'altra, dopo una lunga agonia: "l'ingestione involontaria di una sostanza tossica oppure una tossina prodotta da batteri patogeni. Sono invece esclusi l'epatite fulminante e il botulismo". Lo spiega all'Adnkronos Salute il medico legale Marco Di Paolo, consulente della difesa e della famiglia Di Vita, in attesa dei risultati delle analisi tossicologiche e microbiologiche sulle vittime.
"Al momento possiamo parlare solo in termini generici di una tossinfezione alimentare - chiarisce l'esperto -. Dall'autopsia è emerso che si trattava di due persone sane, senza patologie rilevanti, morte in tempi diversi dopo un evento compatibile con qualcosa di ingerito. Allo stato attuale, però, non è possibile stabilire quale alimento o sostanza abbia causato l'intossicazione". Di Paolo precisa inoltre di "non aver avuto accesso alla documentazione clinica", che è secretata ed è in possesso dei consulenti della Procura. "Molto potrebbero dirci gli esami effettuati sul padre e marito delle vittime, Giovanni Di Vita, eseguiti allo Spallanzani, dei quali siamo ancora in attesa - spiega Di Paolo - così come attendiamo i referti dell'ospedale Cardarelli, dove madre e figlia si sono recate due volte prima di essere rimandate a casa". Restano inoltre da conoscere gli istituti e i laboratori incaricati delle analisi tossicologiche e microbiologiche. "Probabilmente - aggiunge - dopo le festività avremo maggiori informazioni".
"Non sappiamo ancora quale sia stata la causa esatta della morte - conclude il medico legale - ma è certo che madre e figlia hanno sofferto per un vomito incoercibile, fino a 30 episodi in una sola notte, una condizione che ha provocato una grave disidratazione e un danno multiorgano".

"Il no a Mattarella? Nessuno è perfetto, ma prima della rinuncia al Presidente io ricordo che Sinner stava per finire in ospedale a Melbourne durante il match con Rune". Lo ha detto il presidente della Federazione Italiana Tennis e Padel Angelo Binaghi in un'intervista al Corriere della Sera, svelando così un retroscena sul 'rifiuto' del fuoriclasse del tennis azzurro all'invito al Quirinale del presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel 2025. Binaghi ha aggiunto: "Non c’è solo il riposo fisico per un tennista, ma anche la necessità di distrarsi e incontrare parenti o amici. Ci vorrebbero 50 ore al giorno".
Il numero uno del tennis italiano parla poi delle peculiarità del movimento azzurro: "Se uno allarga la visuale, vede Musetti, Paolini, la Coppa Davis, un sistema. Allargando ancora di più, si vede che da 15 anni siamo l'unica Federazione al mondo con una televisione tematica. E poi, stavamo perdendo gli Internazionali d'Italia, mentre adesso Atp, Wta e Itf ci cercano perché siamo diventati i migliori organizzatori di tornei. Ci hanno dato Finals e Davis. Le basi le abbiamo poste quando Sinner non era nato. Questa congiuntura favorevole è frutto di una crescita costante, sana, pluriventennale. E in questo percorso si è inserito un fenomeno. La ricerca di performance assoluta di Sinner si sviluppa in modo indipendente da quella della Federazione, ma con la stessa voglia di vincere e di lavorare".

"Sono innocente, non sono colpevole. Sono un uomo perbene". Nicolas Maduro, presidente del Venezuela catturato dagli Stati Uniti, si dichiara non colpevole nella prima udienza del processo a suo carico a New York. Il giudice Alvin K. Hellerstein ha chiesto a Maduro di dichiarare le proprie generalità.
L'imputato si è definito presidente del Venezuela e ha dichiarato di essere stato "rapito". Maduro, come riferisce il New York Times, si è alzato in piedi e ha iniziato a parlare in spagnolo, probabilmente per rilasciare una sorta di dichiarazione spontanea. "Ci sarà tempo e luogo", la replica del giudice, limitandosi a chiedere le generalità dell'imputato. Anche la moglie di Maduro, Cilia Flores, si è dichiarata "non colpevole, totalmente innocente".
Maduro si è presentato in aula indossando una t-shirt sopra la divisa arancione da detenuto. Il leader venezuelano, come la moglie, ha utilizzato vistose cuffie nere per ascoltare la traduzione di quanto detto durante l'udienza, in particolare dal giudice. Maduro ha affermato di avere "per la prima volta" l'atto di incriminazione tra le mani. "Vorrebbe che glielo leggessi?", ha chiesto il giudice. "Preferisco leggerlo di persona", la risposta attraverso un interprete.

La nuova mossa sul risiko globale di Donald Trump sarà la Groenlandia? Il presidente americano ne parla apertamente con un'insistenza che delinea una vera e propria 'fissazione', tanto pericolosa quanto è radicata nei pensieri del tycoon. "Abbiamo bisogno della Groenlandia dal punto di vista della sicurezza nazionale, e la Danimarca non sarà in grado di occuparsene", è l'ultima dichiarazione in ordine temporale. Cosa vuol dire, in concreto? Trump si riferisce a una necessità territoriale, geopolitica, o si riferisce alle risorse naturali, soprattutto le terre rare, e quindi a un'implicazione più strettamente economica?
Altre parole, sempre di poche ore fa, suggeriscono che il primo aspetto, quello geopolitico, sia prevalente. ''In questo momento la Groenlandia è accerchiata da navi russe e cinesi ovunque'. E la Danimarca, ha scherzato Trump, ha aumentato la sicurezza della Groenlandia ''aggiungendo un'altra slitta trainata da cani''. Andando oltre la provocazione verbale, e soprattutto svilendo l'autonomia e la sovranità di un Paese della Ue, Trump vuole sostenere che il possesso della Groenlandia sposterebbe strategicamente a suo favore il confronto con Russia e Cina e che questo argomento sia prioritario, in nome della sicurezza nazionale. Un argomento che, peraltro, Trump ha già utilizzato durante il suo primo mandato e che, nella storia degli Stati Uniti ricorre: dalla dottrina Monroe della prima metà dell'Ottocento ai diversi tentativi non andati a buon fine di 'acquistare' la Groenlandia. In estrema sintesi, controllare l'Artico per Trump vuol dire proteggere il territorio americano.
C'è però sul tavolo, facendo riferimento a precedenti dichiarazioni e ricordando la propensione agli affari e l'approccio commerciale aggressivo della presidenza americana, anche l'aspetto economico legato alle risorse che la Groenlandia detiene, nel sottosuolo e in mare. Petrolio, gas e terre rare che non sono sfruttare oggi e che, evidentemente, possono essere funzionali ai piani di Trump.
Sfruttare le risorse della Groenlandia è stato però finora difficile innanzitutto per ragioni geografiche. La collocazione nell'Artico e un territorio ricoperto per l'80% da ghiaccio e con un clima estremo, insieme alle pochissime infrastrutture e alle rigorose restrizioni ambientali, hanno finora reso i costi di estrazione elevati. Soprattutto se comparati ad altri contesti, come la Cina, una potenza mineraria che non deve fronteggiare le stesse difficoltà. In estrema sintesi, la Groenlandia ha un grande potenziale se si pensa soprattutto all'estrazione del litio o della grafite, fondamentali per l'elettrificazione, ma i tanti progetti minerari che sono stati proposti non sono mai stati realizzati, perché i costi ne rendono insostenibile il business.
Per queste ragioni, la Groenlandia per Trump può essere uno Stato su cui spostare i carrarmati nel tavolo da gioco del Risiko, in una logica di conquista che, almeno allo stato attuale, ha molto più a che vedere con una 'aspirazione' legata alla strategia geopolitica che alla logica economica. (Di Fabio Insenga)

Ci sono circa 680 turisti italiani bloccati tra Sharm El-Sheik, in Egitto, e l'isola yemenita di Socotra a seguito della cancellazione dei loro voli. Le cause sono differenti: la cancellazione dei voli dall'Egitto è dovuta al guasto tecnico alle comunicazioni che ha portato a una sospensione del traffico aereo dalla Grecia, mentre nello Yemen i voli sono stati cancellati dopo gli scontri tra forze governative e separatisti nel sud.
Egitto
A seguito della cancellazione di tre voli commerciali diretti a Milano nella giornata di ieri - a causa della sospensione del traffico aereo dalla Grecia per un guasto tecnico alle comunicazioni[1] - circa 600 connazionali sono attualmente fermi nella località turistica di Sharm El-Sheik, in Egitto.
Di essi, i clienti Alpitour (circa 90) dovrebbero rientrare con un volo straordinario Neos, previsto partire a mezzanotte di stasera. Sullo stesso volo, rientreranno altri connazionali con il coordinamento dell'Ambasciata d'Italia al Cairo, che ha inviato due funzionari sul posto, fa sapere la Farnesina in una nota.
In stretto raccordo con la Farnesina, l'ambasciata sta inoltre prestando la massima assistenza ai connazionali rimasti a terra per assicurare che siano alloggiati in strutture adeguate e per identificare nuovi voli che permettano il loro rientro in Italia nel più breve tempo possibile.
Yemen
Sono centinaia i turisti stranieri bloccati sull'isola yemenita di Socotra, nel mare Arabico, dopo la cancellazione dei voli seguita agli scontri nel Paese tra forze governative e separatisti nel sud. Lo hanno riferito fonti locali all'Afp. "Stanno bene", si assicura. "Abbiamo oltre 400 turisti stranieri - ha detto all'Afp il vice governatore di Socotra, responsabile per la cultura e il turismo, Yahya bin Afrar - i loro voli sono stati sospesi".
Tra questi ci sono circa 80 italiani bloccati in diversi hotel e campeggi. Lo fanno sapere fonti della Farnesina, secondo cui l'Unità di crisi lavora insieme ai tour operator e alla nostra ambasciata a Riad per agevolare il rientro dei connazionali.
"È assolutamente sconsigliato, nell'attuale situazione, recarsi in Yemen ed effettuare viaggi in tutto il Paese, inclusa l'isola di Socotra", è quanto si legge nell'avviso pubblicato su Viaggiare sicuri, il portale della Farnesina gestito dall'Unità di crisi aggiornato al 31 ottobre scorso e valido tuttora.

Le apparizioni pubbliche di Lady Diana furono sempre degli eventi glamour, fin dalla prima occasione, subito dopo il fidanzamento con l'allora principe Carlo. Era il 7 marzo 1981, quando, a 19 anni, fece scalpore con l'abito da sera in taffetà nero disegnato dagli stilisti David ed Elizabeth Emanuel: uscendo dalla limousine per entrare nella Goldsmith's Hall di Londra, fu investita da un tripudio di flash. L'evento, che era a sostegno della Royal Opera House, passò in secondo piano rispetto alle immagini della futura sposa reale che scendeva dalla macchina indossando quel vestito senza spalline e dall'ampia scollatura. Fece notizia sui giornali di tutto il mondo la trasformazione di Diana, che, come commentarono gli stilisti, fu "incredibile: è arrivata con un aspetto da maestra d'asilo, ma ora sembrava una star del cinema".
Nel suo libro 'Grace, Once Upon a Time: Behind The Fairy Tale Of Princess Grace And Prince Rainier', l'autore John Randy Taraborrelli ricorda come "quella sera, Diana indossava un abito da sera nero, molto scollato e senza spalline. Tuttavia, dietro le quinte, la principessa - che non si abituerà mai alle luci della ribalta - era un fascio di nervi: finì per scoppiare a piangere nel bagno delle donne durante il ricevimento successivo a Buckingham Palace, e fu consolata dalla principessa Grace di Monaco, anche lei presente all'evento". Dopo aver notato che Diana era in preda al "panico", racconta Taraborrelli, "preoccupata per lei, Grace le chiese se volesse accompagnarla nel bagno delle donne per una chiacchierata". Fu allora, aggiunge il biografo, che "Diana scoppiò a piangere, mentre Grace si stava ritoccando il trucco".
Era la prima volta che l'aristocratica maestra d'asilo si trovava faccia a faccia con l'icona di Hollywood, che aveva vinto un Oscar come migliore attrice per il suo ruolo nel film 'La ragazza di campagna' del 1954. Diciotto mesi dopo avrebbe partecipato al funerale della principessa Grace e 15 anni dopo il mondo sarebbe stato nuovamente nel lutto per la morte della stessa Diana. In uno straordinario parallelismo, entrambe le donne morirono in incidenti stradali.
Durante l'evento, prosegue Taraborrelli, "Diana disse che ora si rendeva conto più che mai di quanto sarebbe stato insopportabile avere così tante persone che si accalcavano per catturare la sua attenzione, facendo domande, non solo a lei, ma a chiunque la conoscesse. Prevedeva una vita totalmente priva di privacy. Era spaventata. Cosa poteva fare? Stava sicuramente chiedendo consiglio alla donna giusta. Grace aveva sempre saputo come usare la sua celebrità a suo vantaggio, mentre Diana sembrava avvizzire sotto i riflettori. Grace, che allora aveva 51 anni, abbracciò la diciannovenne Diana e le diede una pacca sulla spalla. Poi le mise una mano su ciascuna guancia, accarezzandole il viso, e le disse con un sorriso gentile: 'Non preoccuparti, cara, potrà andare soltanto peggio'".

Francesco Totti si gode le vacanze con Noemi Bocchi. L'ex capitano della Roma, dopo aver trascorso il capodanno a Dubai, è volato in Malesia insieme alla compagna, allontanando così ogni voce su una presunta crisi della coppia. Nelle ultime settimane si erano rincorsi infatti diversi rumors che volevano Totti essersi avvicinato ad altre donne, tutti smentiti dalle ultime foto postate dai due.
Prima Totti e Bocchi sono volati a Dubai per salutare il 2026, con tanto di post condiviso su Instagram: "Buon anno 2026 a tutti voi", hanno scritto a corredo di un selfie abbracciati e sorridenti.
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Poi la coppia è andata in Malesia per continuare le proprie vacanze. Qui Noemi ha pubblicato diverse storie che la ritraggono prima al mare e poi con una racchetta da padel in mano, grande passione di Totti.

Checco Zalone è inarrestabile. Il suo 'Buen Camino' ha raggiunto un totale di 53.122.553 euro dopo appena due settimane di programmazione. Solo nel weekend appena trascorso ha incassato 17.056.378 euro, restando al primo posto tra i film più visti dal primo al 4 gennaio, secondo i dati Cinetel. Il film di Zalone si avvicina così agli incredibili incassi del precedente successo 'Quo Vado?', datato 2016, che aveva superato, nella intera programmazione, i 65 milioni di euro, confermando il comico e attore pugliese 're' del box office italiano.
In seconda posizione c'è 'Avatar: Fuoco e Cenere', che nel weekend ha totalizzato 3.324.995 euro. Il terzo capitolo della saga di James Cameron[1] ha raggiunto un totale di 20.645.759 euro dal debutto del 17 dicembre. Al suo debutto entra in terza posizione il film d'animazione 'Spongebob - Un'avventura da pirati', con 1.836.507 euro incassati in quattro giorni.
In quarta posizione c'è 'Norimberga', che nel weekend ha incassato 1.309.114 euro. Dalla sua uscita nelle sale il 18 dicembre, il film con protagonisti Russell Crowe e Rami Malek ha totalizzato 5.514.437 euro.
Infine, alla quinta posizione si trova il film d'animazione Disney 'Zootropolis 2[2]', che nel fine settimana ha raccolto 1.028.441 euro, mentre il totale complessivo dal suo debutto del 26 novembre ammonta a 17.663.136 euro.

È morto a 88 anni l’ex presidente e amministratore delegato di Finmeccanica, Pier Francesco Guarguaglini. Il top manager di Castagneto Carducci, dove è nato il 25 febbraio del 1937, è arrivato alla plancia di comando di Finmeccanica nell’aprile 2002, ed è rimasto - imprimendo un nuovo passo al gruppo - fino al 2011, quando fu costretto alle dimissioni perché travolto dal ciclone delle inchieste (poi archiviate).
Laureato in Ingegneria Elettronica presso l’Università di Pisa, con un dottorato di ricerca all’Università della Pennsylvania, Guarguaglini, detto ‘Guargua’, è stato, tra le altre cose, membro della giunta e del consiglio direttivo di Confindustria e di Assonime, presidente onorario della Federazione Aziende Italiane per l’Aerospazio, la Difesa e la Sicurezza, membro del board del Consiglio per le Relazioni fra Italia e Stati Uniti, membro del direttivo della Fulbright Commission e dell’Advisory Board della Luiss Business School. Numerose anche le cariche rivestite, da direttore generale e poi Ad delle Officine Galileo (1984-1994), a numero uno di Oto Melara dal 1995. Nel ’96 l’approdo in Finmeccanica, come responsabile raggruppamento delle aziende del settore difesa (1996-1999), poi presidente del Consiglio di amministrazione di Alenia Marconi Systems (1998-2000) e Ad di Fincantieri Cantieri Navali Italiani (1999-2002).
Dalla sede del gruppo navalmeccanico, nel 2002 arriva a Roma come numero uno di Finmeccanica, in uno dei momenti più delicati dell’azienda, appena uscita da una crisi che l’aveva vista pericolosamente vicina al baratro del fallimento e della liquidazione, con il rischio di 'spezzatino'. A risalire la china era stata inizialmente la gestione di Alberto Lina e Giuseppe Bono, le cui divergenze però l’avrebbero resa presto una diarchia.
Con Guarguaglini si registra invece un cambio di passo strategico: da una holding di partecipazioni Finmeccanica viene trasformata in una holding industriale, centrata sulla concentrazione del core business dell'aerospazio e difesa, con l’obiettivo di focalizzare quei punti di forza che fanno massa critica e che nelle joint venture internazionali consentono al gruppo italiano di avere una quota di maggioranza, chiudendo così la stagione delle jv paritetiche. Questa strada lancia il gruppo sulla scena internazionale con una vera e propria campagna acquisti: Finmeccanica acquisisce la società elicotteristica britannica Westland per creare l’AgustaWestland e l'americana Drs (aumentando però il debito).
Ancora, nel 2005, la società guidata da Guarguaglini vince la gara per l'elicottero presidenziale Usa, battendo in casa la concorrenza dell'americana Sikorsky: è la prima volta che a incassare la commissione è una società estera (la commessa verrà poi annullata dal presidente Obama). A questo colpo, seguirà quello della commessa Usa per il C27j. Nel giro di pochi anni Finmeccanica diventa uno dei principali player mondiali dell'aerospazio e difesa.
Poi arriva il 2011, l’annus horribilis. Da un lato, la bufera dei conti: dopo anni di esercizi in utile il gruppo chiude l’anno con pesanti perdite; dall’altro, il fronte giudiziario che si infiamma: Guarguaglini viene indagato per frode fiscale e false fatturazioni, accusato dalla procura di aver assistito sua moglie Marina Grossi, dirigente della Selex, un’azienda del gruppo, a emettere documenti contabili falsi per gestire illecitamente i soldi degli appalti. Accuse che il manager respinge per mesi - e che successivamente verranno archiviate - che lo costringono, infine, ad un sofferto addio, dimettendosi dal Cda dell’azienda nello stesso anno.

"Piede bionico" per Thais Wiggers. La modella brasiliana ha aggiornato sulle sue condizioni di salute dopo l'incidente in montagna che ha portato alla frattura della caviglia: "Inizierò il mio anno così! Con il piede destro “bionico”!! Oggi mi sono operata la frattura al malleolo peroneale, mi hanno messo una placca di titanio e delle viti. E' andato tutto benissimo", ha scritto in un post condiviso sul proprio profilo Instagram.
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"Tra 20 giorni tornerò a camminare con un tutore che più sembra uno stivale di Louboutin!! Nero, esagerato con la suola rossa", ha continuato Wiggers condividendo un carosello di foto dall'ospedale, con tanto di lastra, "come ogni donna indipendente non vedo l’ora di tornare alla mia vita normale ma frenetica, riprenderò il mio corso di sommelier prima ancora di poter camminare, sto già facendo addominali anche se sono a letto e le stampelle mi hanno dato delle spalle ancora più forti (in tutti i sensi)".
L'incidente, insomma, non ha tolto il buonumore: "Come mi ha detto un amico, “vai tranquilla sei a credito con la fortuna, il tuo anno sarà meraviglioso”! 2026 Avanti tutta!!", ha concluso la modella.

E’ morta Anna Falcone, 95 anni, sorella maggiore del giudice Giovanni Falcone. Era la prima dei tre fratelli, Anna, Maria e Giovanni Falcone.
Il comune di Palermo ricorda come "la sua figura, caratterizzata da una riservatezza intrinseca e da una dignità esemplare, ha svolto un ruolo cruciale nella preservazione e nell'onoranza della memoria del giudice Giovanni Falcone. In sinergia con la sorella Maria, Anna Falcone ha apportato un contributo determinante alla genesi della Fondazione Falcone, fornendo un supporto discreto ma essenziale alla propagazione dei principi di legalità e giustizia che il giudice Falcone ha emblematicamente rappresentato.
Il Sindaco Roberto Lagalla ha formalmente espresso il proprio cordoglio, dichiarando: "A nome mio e dell'intera amministrazione comunale esprimo il più sentito cordoglio alla sorella Maria e a tutta la famiglia Falcone, stringendoci con rispetto e riconoscenza a un nome che resta patrimonio morale della nostra comunità". Tale dichiarazione sottolinea la profonda risonanza che la figura di Anna Falcone, e per estensione l'intera famiglia, riveste per il tessuto morale e civile di Palermo.

"Adesso basta". Il primo ministro groenlandese Jens Frederik Nielsen ha reagito così alle ripetute minacce del presidente americano Donald Trump di voler annettere l'isola artica. "Basta pressioni. Basta allusioni. Basta fantasie di annessione. Siamo aperti al dialogo. Siamo aperti alla discussione. Ma tutto questo deve avvenire attraverso i canali appropriati e nel rispetto del diritto internazionale", ha scritto su Facebook il capo del governo groenlandese.
Trump ha ribadito la sua posizione[1] incontrando i giornalisti a bordo dell'Air Force One. "Abbiamo bisogno della Groenlandia per salvaguardare la sicurezza nazionale. E' molto strategica", ha detto il presidente Usa, sostenendo che "anche l'Unione europea ha bisogno che possediamo la Groenlandia".
Il presidente americano ha aggiunto che "in questo momento la Groenlandia è accerchiata da navi russe e cinesi ovunque" e che "la Danimarca non sarà in grado" di gestire questa situazione. La Danimarca, ha aggiunto, ha aumentato la sicurezza della Groenlandia "aggiungendo un'altra slitta trainata da cani".
"Dichiarazioni Trump ne ha fatte tante, vediamo quali saranno le intenzioni reali...", ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ospite di Rtl 102.5, rispondendo a una domanda sulle mire di Trump sulla Groenlandia. "La Ue deve prendere la propria posizione e garantire l'indipendenza di un territorio che fa parte della Danimarca".
L'Ue da parte sua ha fatto sapere che "continuerà a sostenere i principi di sovranità nazionale, integrità territoriale e l'inviolabilità dei confini, nonché la Carta dell'Onu. Questi sono principi universali e non smetteremo di difenderli, a maggior ragione se viene messa in discussione l'integrità territoriale di uno Stato membro dell'Ue". Lo ha affermato la portavoce della Commissione europea Anitta Hipper nel corso del briefing giornaliero con la stampa. "La Groenlandia è un territorio autonomo del Regno di Danimarca e qualsiasi modifica allo statuto spetta esclusivamente ai groenlandesi e ai danesi", ha ribadito Hipper.
A una domanda sull'ipotesi che l'Ue debba trattare diversamente le minacce del presidente Usa Donald Trump riguardo all'annessione del territorio danese dopo l'operazione militare in Venezuela, la portavoce-capo della Commissione europea, Paula Pinho, ha risposto: "Ricordiamo che la Groenlandia è un alleato degli Usa ed è coperta anche dall'Alleanza Nato. Questa è una differenza fondamentale". "Pertanto, sosteniamo pienamente la Groenlandia e non vediamo in alcun modo un possibile paragone con quanto accaduto", ha spiegato.
In merito alle dichiarazioni di Trump secondo cui l'Ue ha bisogno che gli Usa si approprino della Groenlandia, "e loro lo sanno", una portavoce della Commissione europea ha commentato: "Abbiamo ascoltato quelle dichiarazioni. Non sono informata di alcuna discussione con gli Usa da parte dei nostri rappresentanti su questo tema".
"La Groenlandia ha la sua autonomia e, naturalmente, ogni Paese può essere molto interessante da molti punti di vista, ma questo non dovrebbe innescare alcun interesse che vada oltre, ad esempio, l'interesse commerciale, gli investimenti, eccetera. Nulla che vada oltre questo", ha ribadito la portavoce.
Il Regno Unito "sostiene" la Danimarca, che "fa bene" a respingere le rivendicazioni di Trump sulla Groenlandia, territorio autonomo danese. E' questa la posizione espressa dal primo ministro britannico Keir Starmer: "Sostengo" la premier danese Mette Frederiksen, "solo la Groenlandia e il Regno di Danimarca e solo loro devono decidere il futuro della Groenlandia".

Ruben Amorim non è più l'allenatore del Manchester United. Il tecnico portoghese è stato esonerato dalla panchina dei Red Devils dopo il pareggio per 1-1 rimediato in trasferta contro il Leeds, che è valso il sesto posto in Premier League a -2 dal Liverpool quarto in classifica. "Ruben Amorim ha lasciato il suo ruolo di capo allenatore del Manchester United", ha scritto il club nel comunicato con cui ufficializzava l'esonero.
"Ruben è stato nominato nel novembre 2024 e ha guidato la squadra a una finale di UEFA Europa League a Bilbao a maggio (persa contro il Tottenham, ndr). Con il Manchester United sesto in Premier League, la leadership del club ha preso a malincuore la decisione che è il momento giusto per apportare un cambiamento", ha spiegato la società, "questo darà alla squadra la migliore opportunità del più alto traguardo possibile in Premier League".
"Il club vorrebbe ringraziare Ruben per il suo contributo al club e gli fa gli auguri per il futuro", si legge nel comunicato. A guidare la squadra nel turno infrasettimanale di mercoledì 7 gennaio contro il Burnley sarà Darren Fletcher.
Amorim-United, i motivi dell'esonero
Oltre a risultati giudicati scadenti dalla dirigenza del Manchester United, dietro l'esonero di Ruben Amorim ci sarebbe però anche altro. Il rapporto tra la società e il tecnico portoghese si è incrinato negli ultimi mesi, nonostante i dirigenti inglesi avessero espresso a più riprese la loro fiducia nell'operato dell'ex Sporting Lisbona.
A pesare però sono state anche le parole, molto dure, pronunciate da Amorim dopo il deludente pari contro il Leeds, che spiegherebbero quindi la tempistica dell'esonero: "Sono venuto qui al Manchester United per fare il manager, non soltanto l'allenatore", aveva detto in conferenza stampa, "questa cosa deve essere chiara, e deve essere chiaro che sarà così per i prossimi 18 mesi, o fino a quando la società non deciderà di cambiare". Un messaggio che, evidentemente, non è stato gradito a Old Trafford.
Manchester United, chi sarà il nuovo allenatore?
A Manchester, quindi, è già partito il toto-nome per sostituire Amorim sulla panchina dello United. In cima alla lista della dirigenza, come ormai da qualche anno, sembra esserci Zinedine Zidane, ancora libero dopo l'addio al Real Madrid ma in attesa, o almeno così sembrerebbe, che si liberi il posto come ct della Francia.
Un altro nome forte è quello di Enzo Maresca, che ha appena lasciato il Chelsea per attriti con la dirigenza, dopo averlo riportato in Champions League e a vincere trofei come la Conference e il nuovo Mondiale per Club. Piace il profilo di Iraola, tecnico del Bournemouth, così come quello di Oliver Glasner del Crystal Palace. Più distanti le piste che portano a Xavi e Gareth Southgate.

Nell'operazione con cui gli Stati Uniti hanno catturato il presidente venezuelano Nicolas Maduro, a Caracas, sono morti 32 cittadini cubani. Non si trattava di civili, come ha spiegato il presidente di Cuba, Miguel Díaz-Canel. Nelle prime ore del 3 gennaio, sono morti soldati cubani e uomini dell'intelligence.
L'ammissione di Cuba
"I nostri compatrioti hanno compiuto il loro dovere con dignità ed eroismo e sono caduti, dopo una feroce resistenza, in combattimento diretto contro gli aggressori o a seguito dei bombardamenti", ha detto Díaz-Canel, annunciando due giorni di lutto nazionale. Le parole del presidente, evidenzia il Washington Post, rappresentano una sorprendente ammissione pubblica del rapporto speciale tra L'Avana e Caracas, in particolare in relazione alla sicurezza di Maduro.
Per anni, Cuba ha inviato cittadini in Venezuela in un sostanziale scambio tra figure professionali chieste da Caracas - medici, insegnanti, infermieri - e petrolio, fondamentale per sostenere la precaria economia dell'isola. Maduro, un vero asset per L'Avana, ha chiesto e ottenuto aiuto dai partner anche per la propria sicurezza: Cuba, quindi, ha inviato uomini dell'intelligence e militari per proteggere il leader di Caracas.
E questi, secondo le ricostruzioni che filtrano, sarebbero stati accanto al presidente venezuelano durante il blitz della Delta Force americana nel cuore di Fuerte Tiuna, il cuore del sistema militare venezuelano. Maduro avrebbe provato a rifugiarsi in ambienti blindati all'interno della sua residenza: non ha fatto in tempo a fuggire. Anche se fosse riuscito a proteggersi con "porte d'acciaio", come ha detto Donald Trump, non avrebbe potuto resistere a lungo. La Delta Force, grazie alle informazioni raccolte dalla Cia, negli ultimi mesi aveva avuto l'opportunità di provare l'azione riproducendo le caratteristiche del rifugio del presidente venezuelano.
La paura del golpe
A dicembre, il New York Times ha riferito che, davanti alla crescente pressione degli Stati Uniti, Maduro aveva fatto un ricorso ancor più ampio all'intelligence e al controspionaggio fornito da Cuba modificando ulteriormente i propri protocolli: spostamenti continui, discrezione sulle residenze scelte per la notte, informazioni ridotte all'esterno della 'cerchia'. L'apparato chiesto dal presidente ha preso forma come difesa da un potenziale golpe: la decisione di affidarsi in toto o quasi ad un partner straniero, sottolineano i media americani, evidenzia la scarsa fiducia di Maduro nelle risorse venezuelane e un rapporto probabilmente non più solidissimo tra il presidente e le forze armate.
Maduro, secondo le fonti consultate dal New York Times, il 23 dicembre ha rifiutato la proposta di asilo in Turchia formulata dagli Stati Uniti: il no all'ultima offerta avanzata da Donald Trump ha sostanzialmente fatto scattare il semaforo verde all'operazione del 3 gennaio.

Samsung Electronics ha presentato la propria visione Companion to Ai Living in occasione di The First Look al Ces 2026. Al centro dell’evento, che si è tenuto presso la Latour Ballroom del Wynn Las Vegas, l’intelligenza artificiale come principio fondante della strategia di Samsung, mirata a unire ricerca e sviluppo, progettazione dei prodotti, operazioni ed esperienza utente. Ad aprire The First Look è stato Tm Roh, Ceo e Head della divisione Device eXperience (Dx) di Samsung, che ha illustrato la leadership dell'azienda in materia di intelligenza artificiale e il modo in cui, grazie a un ecosistema connesso e potenziato dall’Ai, Samsung sia in grado di offrire agli utenti una vera esperienza Ai Companion. Questo approccio, insieme alle collaborazioni e alle innovazioni nei dispositivi e nelle esperienze basate sull’Ai, segna una nuova fase dell’era dell’intelligenza artificiale che va oltre le funzionalità tecnologiche di base e consente alle persone di vivere esperienze più significative, in ogni contesto della quotidianità.
"Samsung sta costruendo un’esperienza più unificata e più personalizzata su dispositivi mobili, display visivi, elettrodomestici e servizi", ha dichiarato Tm Roh. "Grazie al nostro ecosistema connesso e all’integrazione dell’intelligenza artificiale in tutte le categorie, Samsung è all’avanguardia nell’offrire esperienze di Ai quotidiane ancora più significative".
Sw Yong, President e Head della Visual Display (Vd) Business di Samsung Electronics, e Sukhmani Mohta, Chief Marketing and Partnerships Officer della Vd Business di Samsung Electronics America, sono saliti sul palco per illustrare come i display combinino eccellenza hardware e intelligenza visiva, trasformandosi in veri e propri compagni per l’intrattenimento. Forte di vent’anni di leadership nel settore Tv, Samsung ha sviluppato una gamma completa di Tv Ai che introduce un modo nuovo di interagire con il Tv.
Al centro della lineup di display si colloca il Micro RGB da 130 pollici, che rappresenta un salto significativo in termini di dimensioni e qualità dell’immagine. Il Micro RGB da 130 pollici inaugura una nuova era del colore, offrendo lo spettro cromatico più ampio e dettagliato mai realizzato da Samsung. Il design Timeless Frame riduce al minimo le distrazioni, lasciando l’immagine al centro della scena, con un’estetica elegante e sobria. Una sorgente luminosa RGB di dimensioni microscopiche è alla base di questa qualità d’immagine: ogni diodo rosso, verde e blu emette luce in modo indipendente, riproducendo i colori nella loro forma più pura e naturale. Il Micro RGB AI Engine Pro assicura un controllo estremamente preciso dei colori RGB e genera immagini straordinariamente vivide in ogni scena.
A rendere l’esperienza di visione di nuova generazione ancora più evoluta è Vision AI Companion (VAC)1 che, grazie all’intelligenza artificiale, affianca gli utenti come un vero e proprio entertainment companion, migliorando la visione in ogni ambiente della casa. Con VAC, gli utenti possono ricevere suggerimenti personalizzati su cosa guardare, cosa mangiare o quale musica ascoltare, ampliando l’interazione con il TV ben oltre la semplice fruizione dei contenuti.
Samsung introduce inoltre modalità intuitive per personalizzare ulteriormente l’esperienza di visione. Per gli appassionati di calcio, AI Soccer Mode Pro rende ogni partita ancora più coinvolgente grazie all’ottimizzazione AI di immagini e suoni, offrendo una qualità immersiva paragonabile a quella dello stadio. AI Sound Controller Pro consente invece di regolare il volume del pubblico, del commento o della musica di sottofondo, creando un’esperienza audio su misura per programmi TV e film. Queste funzionalità possono essere attivate tramite semplici comandi vocali su qualsiasi TV dotato di VAC, inclusi Micro LED, Micro RGB, OLED, Neo QLED, Mini LED e TV UHD.
Indipendentemente dal tipo di contenuto, VAC arricchisce anche l’esperienza complessiva. Ad esempio, consente di trovare le ricette dei piatti visti in TV con una semplice richiesta vocale, utilizzando informazioni sempre aggiornate per fornire suggerimenti coerenti con gli obiettivi di salute e benessere dell’utente. Inoltre, VAC integra funzionalità multi-dispositivo, inviando le ricette consigliate direttamente ad altri device, come il nuovo The Movingstyle, progettato per essere spostato facilmente all’interno della casa, o agli elettrodomestici della cucina, creando così un’esperienza integrata su più dispositivi grazie a un ecosistema completamente connesso.
Samsung guida il mercato delle soundbar da 11 anni consecutivi. Quest’anno amplia ulteriormente il proprio ecosistema integrato con l’introduzione di due nuovi speaker Wi-Fi, Music Studio 5 e Music Studio 7. Questi modelli ampliano le possibilità di configurazione audio, migliorano la qualità audiovisiva e si integrano con eleganza in ogni ambiente. Entrambi condividono un design senza tempo, caratterizzato dal motivo a punto firmato dal celebre designer Erwan Bouroullec, un richiamo a un simbolo universale della musica e dell’arte, reinterpretato secondo il linguaggio di design distintivo di Samsung.
Samsung ha inoltre presentato una serie di nuovi prodotti pensati per integrarsi armoniosamente negli spazi della casa e riflettere lo stile degli utenti. Il nuovo OLED S95H è caratterizzato da una cornice raffinata e un bordo quasi invisibile, che lo rendono simile a un’opera esposta in una galleria d’arte. Il nuovo proiettore portatile The Freestyle+, potenziato da Vision AI Coampanion (VAC), consente invece di visualizzare i contenuti non solo su pareti e soffitti, ma anche su superfici irregolari come angoli e tende.
La gamma TV 20262 supporta HDR10+ ADVANCED, garantendo una luminosità superiore, ottimizzazione delle immagini per genere di contenuto, livellamento intelligente del movimento, mappatura locale avanzata dei toni e un’esperienza di gioco migliorata.
Con la crescente adozione di HDR10+ da parte dei principali fornitori OTT, Samsung sarà la prima azienda a introdurre HDR10+ ADVANCED all’interno della propria lineup TV 2026. Tutti i modelli integrano inoltre Eclipsa Audio, il nuovo sistema audio spaziale del brand.
Infine, Samsung ha svelato la sua gamma di monitor gaming Odyssey più avanzata di sempre, presentando cinque nuovi modelli che spingono oltre i limiti di risoluzione, frequenza di aggiornamento e immersione visiva. Guidata dal primo Odyssey G9 6K 3D di Samsung, la lineup 2026 introduce tecnologie di visualizzazione pionieristiche per gamer e creator, tra cui il nuovo Odyssey G6 di prossima generazione e tre nuovi modelli Odyssey G8.
Al centro di tutte queste innovazioni nel mondo dei display si trova il sistema operativo Tizen OS più potente di sempre. Gli utenti potranno beneficiare di sette anni di aggiornamenti di Tizen OS, assicurando che i TV Samsung continuino a evolversi nel tempo, anche molto tempo dopo il loro ingresso nelle abitazioni.
Home Living Companion: dispositivi che accompagnano la quotidianità
Cheolgi Kim, Executive Vice President e Head della divisione Digital Appliances (DA) di Samsung Electronics, ed Elizabeth Anderson, Head of Integrated Marketing, DA di Samsung Electronics America (SEA), hanno illustrato la visione del brand: evolvere dalla fornitura di elettrodomestici tradizionali a veri e propri compagni per la vita domestica, progettati per ridurre lo stress causato dalle attività quotidiane. Nel corso del suo intervento, Cheolgi Kim ha inoltre annunciato che SmartThings conta oggi oltre 430 milioni di utenti, consentendo a Samsung di acquisire una scala e una profondità di conoscenza significative, che la distinguono nel settore.
Questa capacità di comprensione prende forma nel Family Hub, il frigorifero dotato di intelligenza artificiale che rappresenta il cuore della casa. Grazie all’aggiornamento AI Vision realizzato con Google Gemini3, Family Hub ridefinisce l’esperienza abitativa in una prospettiva orientata al futuro dell’AI. Con questo aggiornamento, AI Vision supera i limiti precedenti nel riconoscimento degli alimenti, monitorando in modo continuo ciò che viene inserito e prelevato dal frigorifero e semplificando la pianificazione dei pasti e la gestione degli alimenti4. Family Hub ha ricevuto 10 CES Innovation Awards, mentre i frigoriferi Samsung con AI sono stati premiati negli ultimi tre anni.
Grazie alla nuova funzionalità gamificata “What’s for Today?”5, i frigoriferi Samsung rendono la pianificazione dei pasti più semplice e intuitiva, suggerendo ricette basate sugli ingredienti disponibili o proponendo idee spontanee, riducendo lo stress legato alla scelta di cosa cucinare. Una volta selezionate, le ricette vengono visualizzate in SmartThings Food, dove gli utenti ricevono una guida passo dopo passo per iniziare subito. La ricetta scelta può inoltre essere inviata agli elettrodomestici connessi, avviando la preparazione in modo fluido e senza interruzioni.
La funzione Video to Recipe6 arricchisce ulteriormente l’esperienza, suggerendo contenuti video di cucina e trasformandoli automaticamente in istruzioni chiare e facili da seguire. In questo modo, gli utenti possono cucinare seguendo le indicazioni senza dover mettere in pausa il video o tornare indietro.
Samsung ha inoltre presentato FoodNote7, un nuovo report settimanale che offre una panoramica delle abitudini alimentari degli utenti, dagli ingredienti più utilizzati ai prodotti da rifornire. A questo si affianca Now Brief8 che include nuovi widget sulla schermata del Family Hub e, grazie alla tecnologia Voice ID9, riconosce i membri della famiglia mostrando contenuti personalizzati per ciascuno. Tutte queste funzionalità lavorano in sinergia per fornire informazioni e suggerimenti utili durante tutta la settimana.
Nella lavanderia, la lavatrice Bespoke AI Laundry Combo elimina la necessità di trasferire i carichi di bucato, affrontando un problema comune nelle famiglie. Il modello di quest’anno introduce nuove funzionalità, tra cui il ciclo super veloce e prestazioni di asciugatura più potenti. Completa l’esperienza il nuovo Bespoke AI AirDresser che semplifica la cura dei capi grazie alla funzione Auto Wrinkle Care, capace di rimuovere pieghe e grinze tramite getti d’aria e vapore: è sufficiente appendere la camicia e attendere, risparmiando tempo e riducendo lo stress nelle mattine frenetiche.
In tutta la casa, Bespoke AI Jet Bot Steam Ultra, alimentato dal processore Qualcomm Dragonwing™, è dotato di un sensore stereo 3D in grado di rilevare liquidi10 come caffè, succhi o acqua. La telecamera non solo supporta la navigazione autonoma, ma permette anche al robot aspirapolvere di agire come dispositivo di monitoraggio quando gli utenti sono fuori casa, avvisandoli della presenza dei loro animali domestici o eventuali attività sospette11. Grazie a un Bixby più intelligente12, è possibile interagire con il robot in linguaggio naturale, impartendo comandi in modo semplice e intuitivo. Il livello avanzato di connettività e integrazione alla base di un’esperienza AI completa ha valso agli elettrodomestici Bespoke AI il CES Innovation Award.
Samsung ha annunciato una partnership innovativa con Hartford Steam Boiler (HSB), volta a generare risparmi concreti nella gestione domestica intelligente. Greg M. Barats, Presidente e CEO di HSB, ha partecipato alla presentazione per illustrare i benefici degli elettrodomestici connessi a SmartThings, tra cui riduzioni sui premi assicurativi. Questa collaborazione rappresenta il meglio dell’era AI: maggiore protezione e costi ridotti per gli utenti. Dopo una fase pilota di successo negli Stati Uniti nel 2025, l’iniziativa sarà estesa ad altri stati USA e alle principali compagnie assicurative sulla casa in altre regioni del mondo.
Care Companion: dal supporto reattivo alla cura proattiva
Infine, Praveen Raja, Vice President e Responsabile Digital Health presso Samsung Research America (SRA), ha presentato la visione a lungo termine di Samsung per una cura intelligente, resa possibile dall’ecosistema integrato di dispositivi Samsung. L’azienda sta ridefinendo l’assistenza, trasformandola da bisogno reattivo in un approccio proattivo. Grazie all’AI, smartphone, elettrodomestici, dispositivi indossabili e altri dispositivi connessi aiutano gli utenti a prevenire potenziali problemi di salute prima che si manifestino.
Ad esempio, Samsung punta a fornire un coaching sanitario personalizzato, offrendo programmi efficaci di allenamento e di sonno per contribuire a ridurre il rischio di principali malattie croniche, e suggerendo anche ricette basate sugli alimenti disponibili nei frigoriferi connessi. Inoltre, gli utenti possono essere avvisati in caso di anomalie, consentendo la condivisione dei loro dati sanitari tramite la piattaforma Xealth e facilitando consulenze professionali virtuali.
Riconoscendo l’importanza della prevenzione, Samsung sta ampliando le capacità di rilevamento precoce della demenza attraverso partnership di ricerca con dispositivi indossabili in grado di registrare cambiamenti sottili nella mobilità, nel linguaggio e nelle interazioni quotidiane, potenziali indicatori di alterazioni cognitive a lungo termine.
Samsung Knox e Knox Matrix costituiscono le basi di questo ecosistema iper-personalizzato, proteggendo i dati degli utenti in ogni momento. Con l’evoluzione dell’AI, anche Knox e Knox Matrix si aggiornano continuamente, monitorando i rischi legati all’intelligenza artificiale, analizzando i modelli tramite red team e approvando solo soluzioni sicure.
La Samsung Exhibition Zone al CES è aperta al pubblico dal 4 al 7 gennaio. Per maggiori informazioni, visitare la Newsroom Samsung.
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Non tornerà dietro la cassa del supermercato Pam di Siena Fabio Giomi, il cassiere 62enne protagonista della vicenda del cosiddetto 'test del carrello'. Licenziato e poi reintegrato dal Tribunale di Siena, Giomi ha scelto di chiudere definitivamente il rapporto di lavoro e di avvalersi dell'indennità sostitutiva prevista dall'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, pari a 15 mensilità, dopo che la giustizia civile aveva giudicato il licenziamento illegittimo e discriminatorio.
Il richiamo al lavoro era arrivato il 31 dicembre, due giorni dopo la sentenza del 29 dicembre, ma l'ex dipendente ha preferito rifiutare, motivando la decisione con il timore di un clima potenzialmente ostile. "Negli ultimi due mesi Fabio Giomi ha vissuto una pressione mediatica e personale enorme, che lo ha messo a dura prova - ha spiegato Mariano Di Gioia, segretario della Filcams Cgil di Siena - Ha ritenuto che tornare in quel contesto non fosse la scelta migliore e ha preferito l'indennità risarcitoria e un periodo di riposo". Giomi starebbe valutando alcune proposte di lavoro ricevute nelle ultime settimane.
Secondo il sindacato, la battaglia legale portata avanti dall'ex cassiere rappresenta comunque un risultato storico per la categoria. "La sentenza certifica che il metodo adottato da Pam non può diventare prassi nella Grande distribuzione - sottolinea Di Gioia - È una vittoria importante per tutti i lavoratori del settore e conferma le ragioni della Filcams".
Giomi ha dichiarato di aver voluto portare avanti il ricorso non solo per sé, ma per tutti i colleghi, affinché pratiche simili non possano essere applicate in futuro. "Non so fino a che punto i miei colleghi abbiano compreso che la mia battaglia non era solo personale. Solo una collega mi ha dimostrato solidarietà - ha raccontato a 'La Nazione' - Ho voluto difendere un principio di giustizia, per impedire che simili pratiche punitive potessero essere utilizzate contro altri".
Il cassiere, che lavorava al Pam da quasi quindici anni, ha rifiutato anche eventuali soluzioni intermedie proposte dall'azienda, come una sospensione disciplinare di dieci giorni, scegliendo invece di ricevere l'indennità sostitutiva prevista dalla legge e chiudere definitivamente il rapporto di lavoro.
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