
(Adnkronos) - “Non abbiamo nessun caso di Ebola in Italia, nessun contagiato, non c’è una pandemia. C’è il riflesso inconscio del Covid ma non siamo in quella situazione. Il ministero della Salute ha attivato una sorveglianza scientifica e non facciamo sconti alla sicurezza dei cittadini. Sul sito del ministero ci sono le domande e le risposte per i cittadini, la disinformazione è la cosa peggiore che ci può essere ora ma noi seguiamo le procedure senza allarme e usando i protocolli. Stiamo lavorando a due documenti che tutelano i cittadini, arriveranno una circolare e una ordinanza - che non innalzano il livello di paura - ma tutelano i cittadini - per dare le indicazioni della valutazione del rischio agli operatori sanitari e alle regioni per sapere cosa fare di fronte ad un caso probabile, sospetto o possibile”. Così Maria Rosaria Campitiello, capo Dipartimento prevenzione, ricerca ed emergenze sanitarie del ministero della Salute, ospite di ‘Uno Mattina’ su Rai1.
Sta bene, non ha sintomi e sta riposando, la dottoressa rientrata questa notte dalla Repubblica democratica del Congo in Italia e trasferita all’Inmi Spallanzani di Roma in biocontenimento effettuato e completato in sicurezza con Usmaf e Cri all’arrivo, apprende intanto l’Adnkronos Salute. La dottoressa di Medici senza frontiere, visitando e soprattutto operando pazienti in Rdc, era venuta in contatto con persone risultate casi sospetti di Ebola. Questo ha portato alla scelta del rientro precauzionale in Italia.

(Adnkronos) - L’Italia ritiene che la situazione epidemiologica nell'Africa centrale collegata al recente focolaio di virus Ebola Bundibugyo (BVD) nella Repubblica Democratica del Congo e in Uganda "richieda la massima attenzione". Per questo motivo, si legge in una nota di Palazzo Chigi, il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha inviato una lettera al presidente di turno dell'UE Nikos Christodoulides, al Presidente del Consiglio europeo António Costa e alla Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. L'obiettivo, precisa la presidenza del Consiglio, è "sollecitare, nel rispetto delle prerogative nazionali in materia di tutela della salute, un coordinamento rafforzato della vigilanza alle frontiere attraverso regole comuni per la gestione degli arrivi diretti e indiretti dalle zone colpite".
Meloni "ha proposto l'inserimento del tema della gestione delle frontiere all'ordine del giorno del Consiglio europeo del 18-19 giugno 2026." In vista di questo appuntamento, il "governo italiano ha chiesto di anticipare il coordinamento in oggetto in una videoconferenza dei Ministri della Salute già la prossima settimana e nel Consiglio EPSCO del 16 giugno per definire le priorità operative". A "livello nazionale", recita ancora la nota, ''il ministero della Salute, in raccordo con la Protezione Civile, ha emanato circolari per attivare una sorveglianza sanitaria mirata e protocolli di vigilanza per i viaggiatori in rientro dalle regioni colpite".
''Già questo fine settimana -grazie al lavoro della Farnesina, del ministero della Salute, della Protezione Civile e dell’Aise – l’Italia invierà a Kinshasa, nella Repubblica Democratica del Congo, una squadra di esperti dell’Istituto Spallanzani, per fornire assistenza tecnica, consegnare materiale sanitario e medicinali, e rafforzare la sorveglianza epidemiologica'', si legge ancora nella nota.
“Non abbiamo nessun caso di Ebola in Italia, nessun contagiato, non c’è una pandemia. C’è il riflesso inconscio del Covid ma non siamo in quella situazione. Il ministero della Salute ha attivato una sorveglianza scientifica e non facciamo sconti alla sicurezza dei cittadini. Sul sito del ministero ci sono le domande e le risposte per i cittadini, la disinformazione è la cosa peggiore che ci può essere ora ma noi seguiamo le procedure senza allarme e usando i protocolli. Stiamo lavorando a due documenti che tutelano i cittadini, arriveranno una circolare e una ordinanza - che non innalzano il livello di paura - ma tutelano i cittadini - per dare le indicazioni della valutazione del rischio agli operatori sanitari e alle regioni per sapere cosa fare di fronte ad un caso probabile, sospetto o possibile”. Così Maria Rosaria Campitiello, capo Dipartimento prevenzione, ricerca ed emergenze sanitarie del ministero della Salute, ospite di ‘Uno Mattina’ su Rai1.
Sta bene, non ha sintomi e sta riposando, la dottoressa rientrata questa notte dalla Repubblica democratica del Congo in Italia e trasferita all’Inmi Spallanzani di Roma in biocontenimento effettuato e completato in sicurezza con Usmaf e Cri all’arrivo, apprende intanto l’Adnkronos Salute. La dottoressa di Medici senza frontiere, visitando e soprattutto operando pazienti in Rdc, era venuta in contatto con persone risultate casi sospetti di Ebola. Questo ha portato alla scelta del rientro precauzionale in Italia.

(Adnkronos) - L’Italia ritiene che la situazione epidemiologica nell'Africa centrale collegata al recente focolaio di virus Ebola Bundibugyo (BVD) nella Repubblica Democratica del Congo e in Uganda "richieda la massima attenzione". Per questo motivo, si legge in una nota di Palazzo Chigi, il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha inviato una lettera al presidente di turno dell'UE Nikos Christodoulides, al Presidente del Consiglio europeo António Costa e alla Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. L'obiettivo, precisa la presidenza del Consiglio, è "sollecitare, nel rispetto delle prerogative nazionali in materia di tutela della salute, un coordinamento rafforzato della vigilanza alle frontiere attraverso regole comuni per la gestione degli arrivi diretti e indiretti dalle zone colpite".
Meloni "ha proposto l'inserimento del tema della gestione delle frontiere all'ordine del giorno del Consiglio europeo del 18-19 giugno 2026." In vista di questo appuntamento, il "governo italiano ha chiesto di anticipare il coordinamento in oggetto in una videoconferenza dei Ministri della Salute già la prossima settimana e nel Consiglio EPSCO del 16 giugno per definire le priorità operative". A "livello nazionale", recita ancora la nota, ''il ministero della Salute, in raccordo con la Protezione Civile, ha emanato circolari per attivare una sorveglianza sanitaria mirata e protocolli di vigilanza per i viaggiatori in rientro dalle regioni colpite".
''Già questo fine settimana -grazie al lavoro della Farnesina, del ministero della Salute, della Protezione Civile e dell’Aise – l’Italia invierà a Kinshasa, nella Repubblica Democratica del Congo, una squadra di esperti dell’Istituto Spallanzani, per fornire assistenza tecnica, consegnare materiale sanitario e medicinali, e rafforzare la sorveglianza epidemiologica'', si legge ancora nella nota.
“Non abbiamo nessun caso di Ebola in Italia, nessun contagiato, non c’è una pandemia. C’è il riflesso inconscio del Covid ma non siamo in quella situazione. Il ministero della Salute ha attivato una sorveglianza scientifica e non facciamo sconti alla sicurezza dei cittadini. Sul sito del ministero ci sono le domande e le risposte per i cittadini, la disinformazione è la cosa peggiore che ci può essere ora ma noi seguiamo le procedure senza allarme e usando i protocolli. Stiamo lavorando a due documenti che tutelano i cittadini, arriveranno una circolare e una ordinanza - che non innalzano il livello di paura - ma tutelano i cittadini - per dare le indicazioni della valutazione del rischio agli operatori sanitari e alle regioni per sapere cosa fare di fronte ad un caso probabile, sospetto o possibile”. Così Maria Rosaria Campitiello, capo Dipartimento prevenzione, ricerca ed emergenze sanitarie del ministero della Salute, ospite di ‘Uno Mattina’ su Rai1.
Sta bene, non ha sintomi e sta riposando, la dottoressa rientrata questa notte dalla Repubblica democratica del Congo in Italia e trasferita all’Inmi Spallanzani di Roma in biocontenimento effettuato e completato in sicurezza con Usmaf e Cri all’arrivo, apprende intanto l’Adnkronos Salute. La dottoressa di Medici senza frontiere, visitando e soprattutto operando pazienti in Rdc, era venuta in contatto con persone risultate casi sospetti di Ebola. Questo ha portato alla scelta del rientro precauzionale in Italia.
(Adnkronos) - Partendo da un budget di 200mila euro, che tipo di casa è possibile acquistare nelle grandi città italiane agli attuali prezzi di mercato? E nelle località turistiche? Da Milano a Palermo ecco quali sono le possibilità secondo un'analisi dell'Ufficio studi Gruppo Tecnocasa per Adnkronos/Labitalia che prende in considerazione una tipologia medio usata e una tipologia medio nuova.
A Bari ad esempio con un capitale di 200mila euro si potrebbe acquistare un appartamento usato intorno a 106 mq, una metratura generosa. Puntando sulle nuove costruzioni ci si ferma a 68 mq. Nelle zone centrali, dove negli ultimi anni molti investitori hanno comprato ampie tipologie da trasformare in B&B, si possono acquistare 77 mq, contro i 90 mq di un anno fa. Nell’ultimo anno a Bari c’è stato un aumento dei prezzi del 13,4%.
A Bologna, una delle città che si è rivalutata maggiormente negli ultimi anni, si possono acquistare 73 mq di tipologia usata e 54 mq di nuova costruzione. Se si punta a una delle zone universitarie, intorno all’ospedale S. Orsola, dove spesso si concentrano gli investitori, le case usate acquistabili si aggirano intorno a 65 mq. I valori immobiliari di Firenze consentono con 200mila euro di acquistare 63 mq di soluzione usata e 48 mq di nuova costruzione. Nelle zone centrali la metratura si riduce di 5 mq. Se invece si volesse puntare su una zona universitaria come 'Novoli' si potrebbero acquistare 75 mq.
Genova ha i prezzi più bassi tra le grandi città e, di conseguenza, un capitale di 200 mila euro consente di comprare appartamenti molto ampi. Sull’usato si sfiorano anche i 160 mq, mentre sulle nuove costruzioni si portano a casa 110 mq. Chi invece volesse puntare in centro dove si sta investendo molto negli ultimi tempi acquista una tipologia usata di 190 mq.
A Milano, dove i prezzi hanno messo a segno un importante recupero, con 200mila euro si possono acquistare in media 43 mq. Se si punta su una nuova costruzione non si può ambire a più di 37 mq. Con questo capitale si potrebbe puntare anche a una zona universitaria come Città Studi dove si possono acquistare 37 mq e Bicocca dove, con un prezzo del medio usato intorno a 3.600 euro al mq, si può 'ambire' a 56 mq. A Napoli con 200mila euro si acquistano 81 mq di una tipologia usata, 69 mq di una tipologia nuova. Se poi si mira a un quartiere centrale si sale a poco meno di 90 mq, motivo per cui nelle aree centrali spesso si acquista per realizzare B&B e casa vacanza. A Palermo si acquistano 167 mq di abitazioni usate e 135 mq di nuova costruzione. Chi ricerca una casa in centro, dove in tanti si stanno indirizzando sull’acquisto per investimento da destinare al segmento turistico, può ambire a 142 mq.
Il mercato immobiliare di Roma, al momento la seconda città più costosa di Italia dopo Milano, con lo stesso budget si acquistano 60 mq di tipologia usata, ben 17 mq in più rispetto a Milano. Mentre per una nuova costruzione ci si ferma a 52 mq. C’è poi chi ama le zone centrali della città eterna, ma in quel caso potrà al massimo aspirare ad un monolocale.
Il mercato immobiliare di Torino consente acquisti interessanti con un capitale di questo importo. Infatti nel capoluogo piemontese i prezzi, seppur in crescita, sono ancora accessibili e consentono acquisti significativi. Mediamente con un capitale di questo tipo si possono acquistare 111 mq da ristrutturare e 79 mq ristrutturati. Torino resta sempre una città universitaria su cui si sta puntando sempre di più e una delle zone che piace agli investitori è quella centrale dove con 200 mila euro si possono acquistare 83 mq, 3 mq in meno rispetto a un anno fa. Nel 2025 a Torino i prezzi sono cresciuti del 6%, un aumento decisamente significativo.
A Verona con un budget di 200mila euro si comprano importanti metrature: circa 112 mq per le soluzioni usate e 81 mq per quelle di nuova costruzione. Se si puntasse alle zone centrali dove si stanno realizzando diverse operazioni per casa vacanza o B&B si porterebbero a casa metrature decisamente più piccole: 81 mq in buono stato.
Per gli amanti della montagna potrebbe essere interessante sapere che a Sestriere si possono acquistare 77 mq di un’abitazione usata. Questo budget a Valtournenche-Cervinia consentirebbe l’acquisto di una casa di usata di 38 mq. Per chi invece ama il mare, soprattutto località più giovani e 'movimentate' sappia che a Riccione potrebbe acquistare 75 mq di abitazione usata e di 49 mq di nuova costruzione. Se poi si sogna la costiera amalfitana il budget consente l’acquisto di soli 32 mq di abitazione usata a Positano tra le località di mare più costose.
In Veneto in spolvero negli ultimi tempi la cittadina di Jesolo dove con questo budget si possono comprare 65 mq di usato, 4 mq in meno a Caorle. A Olbia in Sardegna si possono avere 88 mq di una soluzione medio usata. A Chiavari, in Liguria, si possono acquistare 81 mq. Sul Lago di Garda, a Torri del Benaco, una delle località più costose si possono acquistare 56 mq usati e 36 mq di nuova costruzione. A Desenzano si può acquistare una costruzione usata di 82 mq, più accessibile. Ad Arco, sulla sponda trentina, si possono portare via 93 mq. Sul lago di Iseo, si può acquistare un trilocale usato di circa 100 mq.
(Adnkronos) - Partendo da un budget di 200mila euro, che tipo di casa è possibile acquistare nelle grandi città italiane agli attuali prezzi di mercato? E nelle località turistiche? Da Milano a Palermo ecco quali sono le possibilità secondo un'analisi dell'Ufficio studi Gruppo Tecnocasa per Adnkronos/Labitalia che prende in considerazione una tipologia medio usata e una tipologia medio nuova.
A Bari ad esempio con un capitale di 200mila euro si potrebbe acquistare un appartamento usato intorno a 106 mq, una metratura generosa. Puntando sulle nuove costruzioni ci si ferma a 68 mq. Nelle zone centrali, dove negli ultimi anni molti investitori hanno comprato ampie tipologie da trasformare in B&B, si possono acquistare 77 mq, contro i 90 mq di un anno fa. Nell’ultimo anno a Bari c’è stato un aumento dei prezzi del 13,4%.
A Bologna, una delle città che si è rivalutata maggiormente negli ultimi anni, si possono acquistare 73 mq di tipologia usata e 54 mq di nuova costruzione. Se si punta a una delle zone universitarie, intorno all’ospedale S. Orsola, dove spesso si concentrano gli investitori, le case usate acquistabili si aggirano intorno a 65 mq. I valori immobiliari di Firenze consentono con 200mila euro di acquistare 63 mq di soluzione usata e 48 mq di nuova costruzione. Nelle zone centrali la metratura si riduce di 5 mq. Se invece si volesse puntare su una zona universitaria come 'Novoli' si potrebbero acquistare 75 mq.
Genova ha i prezzi più bassi tra le grandi città e, di conseguenza, un capitale di 200 mila euro consente di comprare appartamenti molto ampi. Sull’usato si sfiorano anche i 160 mq, mentre sulle nuove costruzioni si portano a casa 110 mq. Chi invece volesse puntare in centro dove si sta investendo molto negli ultimi tempi acquista una tipologia usata di 190 mq.
A Milano, dove i prezzi hanno messo a segno un importante recupero, con 200mila euro si possono acquistare in media 43 mq. Se si punta su una nuova costruzione non si può ambire a più di 37 mq. Con questo capitale si potrebbe puntare anche a una zona universitaria come Città Studi dove si possono acquistare 37 mq e Bicocca dove, con un prezzo del medio usato intorno a 3.600 euro al mq, si può 'ambire' a 56 mq. A Napoli con 200mila euro si acquistano 81 mq di una tipologia usata, 69 mq di una tipologia nuova. Se poi si mira a un quartiere centrale si sale a poco meno di 90 mq, motivo per cui nelle aree centrali spesso si acquista per realizzare B&B e casa vacanza. A Palermo si acquistano 167 mq di abitazioni usate e 135 mq di nuova costruzione. Chi ricerca una casa in centro, dove in tanti si stanno indirizzando sull’acquisto per investimento da destinare al segmento turistico, può ambire a 142 mq.
Il mercato immobiliare di Roma, al momento la seconda città più costosa di Italia dopo Milano, con lo stesso budget si acquistano 60 mq di tipologia usata, ben 17 mq in più rispetto a Milano. Mentre per una nuova costruzione ci si ferma a 52 mq. C’è poi chi ama le zone centrali della città eterna, ma in quel caso potrà al massimo aspirare ad un monolocale.
Il mercato immobiliare di Torino consente acquisti interessanti con un capitale di questo importo. Infatti nel capoluogo piemontese i prezzi, seppur in crescita, sono ancora accessibili e consentono acquisti significativi. Mediamente con un capitale di questo tipo si possono acquistare 111 mq da ristrutturare e 79 mq ristrutturati. Torino resta sempre una città universitaria su cui si sta puntando sempre di più e una delle zone che piace agli investitori è quella centrale dove con 200 mila euro si possono acquistare 83 mq, 3 mq in meno rispetto a un anno fa. Nel 2025 a Torino i prezzi sono cresciuti del 6%, un aumento decisamente significativo.
A Verona con un budget di 200mila euro si comprano importanti metrature: circa 112 mq per le soluzioni usate e 81 mq per quelle di nuova costruzione. Se si puntasse alle zone centrali dove si stanno realizzando diverse operazioni per casa vacanza o B&B si porterebbero a casa metrature decisamente più piccole: 81 mq in buono stato.
Per gli amanti della montagna potrebbe essere interessante sapere che a Sestriere si possono acquistare 77 mq di un’abitazione usata. Questo budget a Valtournenche-Cervinia consentirebbe l’acquisto di una casa di usata di 38 mq. Per chi invece ama il mare, soprattutto località più giovani e 'movimentate' sappia che a Riccione potrebbe acquistare 75 mq di abitazione usata e di 49 mq di nuova costruzione. Se poi si sogna la costiera amalfitana il budget consente l’acquisto di soli 32 mq di abitazione usata a Positano tra le località di mare più costose.
In Veneto in spolvero negli ultimi tempi la cittadina di Jesolo dove con questo budget si possono comprare 65 mq di usato, 4 mq in meno a Caorle. A Olbia in Sardegna si possono avere 88 mq di una soluzione medio usata. A Chiavari, in Liguria, si possono acquistare 81 mq. Sul Lago di Garda, a Torri del Benaco, una delle località più costose si possono acquistare 56 mq usati e 36 mq di nuova costruzione. A Desenzano si può acquistare una costruzione usata di 82 mq, più accessibile. Ad Arco, sulla sponda trentina, si possono portare via 93 mq. Sul lago di Iseo, si può acquistare un trilocale usato di circa 100 mq.

(Adnkronos) - “La figura del preposto, cioè quel lavoratore che per competenze e posizione sovrintende l’attività dei colleghi e garantisce l’attuazione delle norme in materia di sicurezza, esercita una vigilanza diretta e quotidiana. È una disciplina contenuta nel Decreto legislativo 81 del 2008. E' la persona che vede ciò che accade negli ambienti di lavoro, ed è importantissima. È il primo a cogliere quando una procedura non funziona, quando un comportamento espone a un rischio, quando serve intervenire con tempestività e quando è necessario dare suggerimenti alla stessa azienda”. Lo ha detto l’onorevole Walter Rizzetto, intervenendo da remoto al convegno ‘La valorizzazione del preposto nella contrattazione collettiva’, organizzato da Cifa e Confsal nell’ambito di Ambiente Lavoro 2026, il Salone della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, in svolgimento negli spazi di BolognaFiere dal 26 al 28 maggio 2026.
“Il Decreto 81 ha rafforzato il ruolo del preposto, ma oggi serve un aggiornamento della normativa ed è proprio in questo che la contrattazione collettiva può fare molto per valorizzare questa figura, perché conosce i settori, le filiere e le specificità produttive e può intervenire in modo concreto, mirato e tempestivo. È assolutamente virtuosa la pratica adottata da Confsal, che ha introdotto nei propri contratti collettivi una misura specifica, come una copertura assicurativa dedicata al preposto. Significa riconoscere che la sicurezza non si costruisce affidando soltanto responsabilità, ma anche sostenendo chi svolge funzioni particolarmente delicate”, spiega.
“Quella di oggi - fa notare - è un’occasione importante per riflettere insieme su un tema che riguarda non solo la sicurezza, ma anche la qualità del lavoro, la competitività del nostro sistema produttivo e la tutela della salute delle persone. Il mondo del lavoro sta cambiando rapidamente: nuove tecnologie, nuove forme organizzative, filiere produttive, intelligenza artificiale e nuovi lavori usuranti. Questo è un tema che la politica dovrà affrontare nei prossimi mesi e nei prossimi anni. E' molto probabile, infatti, che negli ultimi 10 o 15 anni siano nate nuove forme di lavoro usurante che, anche grazie al fondamentale contributo di Inail, la politica dovrà saper tradurre in una norma rispetto all’intera vita lavorativa e previdenziale del lavoratore”.
“In questo scenario - sottolinea Rizzetto - un punto fermo resta la sicurezza dei lavoratori, che si costruisce dentro i luoghi di lavoro, nella quotidianità delle attività, nelle scelte organizzative e nella capacità di prevenire, non solo di reagire. Esistono norme, dallo Statuto dei lavoratori al Decreto 81, che dovrà essere aggiornato per rispondere ai nuovi scenari produttivi. Il primo punto che voglio sottolineare riguarda la tecnologia: immaginiamo quanto oggi possa aiutare, e quanto potrà aiutare in futuro, rispetto alla sicurezza nei luoghi di lavoro. Inoltre, serve un grande patto sindacale, perché molto spesso la tutela della privacy viene confusa con la tutela della vita, della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro. È importante pensare, nel pieno rispetto della privacy, all’introduzione di sistemi che, attraverso un grande patto sindacale, possano realmente dare alle persone la possibilità di non farsi male e di non rischiare la vita. Sul tema della contrattazione è molto importante parlare di sicurezza nei contratti collettivi, non solo perché è un aspetto che riguarda un mercato del lavoro moderno, ma anche perché, persino per chi non considera prioritario il tema della sicurezza, questo elemento rappresenterà sempre di più un fattore reputazionale per le aziende. E' molto probabile che i nostri figli, i ventenni e i venticinquenni del nostro Paese, guarderanno sempre più attentamente ciò che è contenuto nei contratti collettivi, soprattutto sui temi della sicurezza”.
“E' necessario, inoltre, rafforzare la formazione - suggerisce - che deve essere concreta, aggiornata, utile e obbligatoria, perché rappresenta un investimento reale sulla qualità del lavoro e sulla capacità organizzativa di prevenire i rischi. Anche su questo fronte la contrattazione può contribuire in modo decisivo, definendo percorsi più aderenti alle esigenze dei diversi comparti, promuovendo la formazione congiunta e valorizzando la dimensione pratica e operativa - dichiara - L’obiettivo deve essere costruire insieme un sistema più chiaro e vicino alla realtà delle imprese. Dobbiamo scrivere le norme dentro le imprese, insieme alle parti sociali e ai lavoratori. Un sistema che semplifichi senza indebolire, che distribuisca le responsabilità in modo equilibrato e coerente, senza appesantire la burocrazia e che punti concretamente sulla formazione e sull’aggiornamento continuo di tutti i soggetti coinvolti nel sistema della sicurezza”.
“La sicurezza, al di là delle norme che ne regolano gli strumenti, si costruisce attraverso un patto sociale quasi intergenerazionale. In questo patto la contrattazione resta una sede decisiva, perché è il luogo in cui le regole generali trovano una declinazione concreta, anche rispetto a figure centrali come quella del preposto, che vigila, interviene, segnala e previene. Penso che le istituzioni e le parti sociali debbano garantire un sistema all’altezza delle sfide moderne, in un Paese dove ancora, purtroppo, muoiono troppe persone nei luoghi di lavoro. La figura del preposto è un ingranaggio essenziale affinché la sicurezza possa operare nelle migliori condizioni possibili. Pertanto, bene la vostra contrattazione collettiva e bene il fatto che si preveda una copertura assicurativa dedicata. Bene anche che i contratti collettivi parlino in modo specifico di questa figura professionale, destinata a diventare sempre più importante, ma anche della migliore applicazione delle norme, proprio per garantire non solo la tutela della vita, ma anche quella della salute e della salubrità nei luoghi di lavoro”, conclude Rizzetto.

(Adnkronos) - “L’importante iniziativa che abbiamo organizzato ha riguardato la figura del preposto, ma allo stesso tempo ha dimostrato che il valore della sicurezza rischia di rimanere una semplice enunciazione se non è accompagnato da atti concreti, come quelli che abbiamo messo in campo noi. Garantire a questa importante figura, che rappresenta la chiave di volta della prevenzione partecipata, una reale agibilità nei luoghi di lavoro e nelle fabbriche attraverso un riconoscimento economico è fondamentale, perché a maggiori oneri e responsabilità devono corrispondere adeguati riconoscimenti”. Così Angelo Raffaele Margiotta, segretario generale Confsal, in occasione del convegno ‘La valorizzazione del preposto nella contrattazione collettiva’, organizzato da Cifa e Confsal nell’ambito di Ambiente-Lavoro 2026, il Salone della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, in svolgimento negli spazi di BolognaFiere dal 26 al 28 maggio 2026. “Ma serve soprattutto anche una copertura assicurativa che tuteli il preposto nell’esercizio delle sue funzioni. Questa è la sicurezza praticata e non la sicurezza soltanto enunciata”, conclude Margiotta.

(Adnkronos) - "Oggi parleremo di libertà di espressione, partendo dall’Europa e dalle normative adottate dall’Unione Europea, in particolare il Digital Services Act, che comprime la libertà di espressione dei cittadini europei". Così Jacopo Coghe, portavoce e vicepresidente di Pro Vita e Famiglia, a margine dell’evento organizzato dall'associazione alla Sala della Regina della Camera dei Deputati sul tema della censura e del cosiddetto "bavaglio" alle opinioni pro life.
Nel corso dell’iniziativa Coghe ha denunciato quella che definisce "la compressione della libertà di espressione" subita attraverso la rimozione e la censura di "12 campagne di comunicazione pubbliche" promosse negli ultimi anni dall’associazione. "Campagne contro l’aborto e in tutela della libertà educativa dei genitori", ha spiegato.
"Ognuno la pensa come vuole, ognuno può pensare in maniera libera su determinati temi, ma finché esprime le proprie idee in maniera civile e corretta, penso che uno Stato debba tutelare questa libertà di espressione", ha aggiunto il portavoce di Pro Vita e Famiglia.

(Adnkronos) - "Tutti i macro-trend che conosciamo nel mercato non possono esistere senza un fattore abilitante fondamentale che è la fibra ottica". Lo ha dichiarato Stefano Mazzitelli, direttore commerciale di Open Fiber, intervenendo al panel ‘Industria internet e geopolitica’ nell’ambito del Nam2026.
"Questo è un evento molto interessante che ci dà l’opportunità di riaffermare ancora una volta il ruolo di Open Fiber come fattore strategico di sviluppo”, ha spiegato Mazzitelli, sottolineando come il valore infrastrutturale della rete sia ormai riconosciuto “da tutti gli attori del settore".
Il manager ha quindi ribadito l’impegno della società nel completamento del piano infrastrutturale. “Continuiamo nel nostro lavoro di copertura capillare del terrotorio, che è ormai alle battute finali”, ha affermato. Tra le priorità indicate da Mazzitelli anche l’aumento del tasso di utilizzo della rete. “Oggi l’impegno dell’azienda si sposta dalla costruzione al riempimento della rete, dal momento che in Italia abbiamo un tasso di take up ancora non sufficiente”, ha osservato.
Se è vero che l’infrastruttura è praticamente completata, oggi Open Fiber guarda ai servizi che questa può supportare “Ci muoveremo sui servizi ancillari alla fibra, dall’Edge Data Center al 5G fino agli Hyperscale Data Center, tutti fenomeni strettamente legati alla fibra”, ha spiegato. “Il nostro cuore resta la fibra ottica e continueremo a investire”, ha concluso Mazzitelli, annunciando il completamento del progetto infrastrutturale entro il 30 giugno ma confermando nuovi investimenti sia sul fronte consumer sia su quello business.

(Adnkronos) - "La nostra libertà di espressione è sotto attacco. Chi porta avanti idee contro l’aborto, contro il fine vita, a favore della libertà educativa dei genitori è vittima dell’assedio progressista e politicamente corretto. Ci stanno riducendo al silenzio più totale". Questo l’allarme lanciato oggi da Pro Vita & Famiglia, che ha tenuto alla Sala Regina della Camera dei deputati l’incontro “Il Grande Bavaglio”, alla presenza di politici, giornalisti, avvocati, attivisti dei diritti umani e testimoni diretti della persecuzione del politicamente corretto, moderato dal giornalista Francesco Borgonovo. "Non parliamo di una censura rozza, vistosa, facilmente riconoscibile - ha spiegato Antonio Brandi, presidente di Pro Vita & Famiglia - perché chi ci attacca non è un regime che brucia i libri o chiude i giornali con i carri armati, ma usa metodi più sottili e per questo ancora più efficaci e pericolosi. Siamo vittime di una censura progressiva, sistematica, istituzionale, condotta attraverso leggi, regolamenti, sentenze, algoritmi, gogne mediatiche e pressioni sociali che sta restringendo, in modo documentabile, lo spazio della libertà di pensiero, di parola, di espressione, di educazione e di fede in tutto l'Occidente. Essere oggi qui - ha precisato Brandi - nel cuore della democrazia italiana è già una risposta. Una risposta a chi, negli ultimi anni, ha tentato in ogni modo di ridurci al silenzio, perché purtroppo oggi questo è diventato un reato, un reato di intenzione".
Per il portavoce dell'associazione Jacopo Coghe, "in tutto l’Occidente, soprattutto in Europa, c’è una cultura diffusa che tende a far tacere chi la pensa diversamente". Coghe ha poi elencato le ben 12 campagne di affissioni di Pro Vita & Famiglia che sono state censurate negli ultimi otto anni "da una strategia politica e giudiziaria e da attivisti che punta a un solo obiettivo: cancellare Pro Vita & Famiglia dal dibattito pubblico. A queste si aggiunge la violenza fisica con i vandalismi, le scritte sui muri e sulle serrande, le minacce e perfino un ordigno esplosivo lanciato dentro la nostra sede. Praticamente due binari complementari, come una doppia tenaglia che ci vorrebbe tagliare le gambe e zittire. Ma non è finita qui - ha precisato - perché c’è anche l’arma normativa, ecco perché ormai da mesi portiamo avanti la Campagna Nazionale 'E io Parlo!' e una petizione nazionale per chiedere al Parlamento italiano una revisione strutturale dell’art 23 comma 4-bis del Codice della Strada il quale, utilizzando termini vaghi come 'stereotipi di genere', 'identità di genere' e 'qualsiasi forma di pubblicità', permette oggi una sistematica censura politica. È vergognoso che temi di interesse pubblico come vita nascente, maternità, famiglia, educazione vengano etichettati come messaggi violenti, falsi, omofobi solo perché sono critici verso l’ideologia gender o l’industria abortista e danno quindi fastidio a chi la pensa diversamente".
Un problema che, secondo Eva Vlaardingerbroek, commentatrice politica e conservatrice olandese, a cui di recente è stato impedito di entrare nel Regno Unito solo per alcuni post social critici verso il governo laburista di Keir Starmer, non è solo italiano: "La vera libertà di espressione in Europa appartiene ormai al passato e viene soffocata proprio da coloro che sostengono di volerla proteggere. Perché la libertà di parola che si limita a chi agisce e parla esattamente come vuole l’establishment non è libertà. È tirannia. Non importa quanto 'nobile' possa sembrare il pretesto".
Dunque "una crescente minaccia che si sta diffondendo in tutta Europa e sta rapidamente diventando una minaccia globale", ha aggiunto Adina Portaru, avvocato Senior di Adf International. "Leggi come il Digital Services Act (Dsa) stanno costringendo le principali piattaforme del dibattito pubblico online come X, Meta e Google a censurare gli utenti o a subire multe salatissime. Ma il mondo digitale è un vasto spazio in cui tutti possono esprimere pacificamente le proprie opinioni, per questo il nostro imperativo è di continuare a proteggere il diritto di tutti alla libertà di parola e opporsi alle leggi che tentano di censurare e mettere a tacere determinate voci".
Dello stesso avviso l’eurodeputato di Ecr-Fdi Paolo Inselvini: "Negli ultimi anni abbiamo assistito a un preoccupante restringimento degli spazi di libertà di espressione in Europa e in Occidente. Sempre più spesso chi difende la famiglia naturale, le radici cristiane o esprime posizioni non allineate al pensiero dominante viene etichettato, censurato o silenziato. La libertà non può diventare un diritto riservato solo a chi condivide una determinata ideologia. Come detto recentemente da Papa Leone XIV, esiste un cortocircuito delle libertà, poiché in nome di false libertà si vogliono censurare libertà fondamentali come quelle di parola, di espressione, di coscienza e la libertà di esprimere le verità evangeliche".
Per Lorenzo Montanari, vicepresidente dell’Americans for Tax Reform "oggi abbiamo affrontato uno dei temi principali delle libertà della persona, quella d’espressione, oggi sempre più sotto attacco da quelle stesse istituzioni, come l’Unione Europea che, al contrario, dovrebbero difenderla. Penso anche io al Digital Service Act (Dsa), un insieme di 'regole comportamentali' che non solo stanno creando un sistema liberticida di censura sui contenuti che circolano sulle piattaforme digitali, ma distorcono in termini di mercato la competizione limitando di fatto l’ecosistema europeo dell’innovazione". Presente anche Livia Tossici-Bolt, scienziata pro life condannata nel Regno Unito per aver sostato in silenzio davanti a una clinica abortiva con soltanto un cartello con il messaggio 'Sono qui per parlare. Se vuoi': "Questo semplice invito a una conversazione consensuale in una 'zona cuscinetto' di un centro per aborti di Bournemouth, in Inghilterra, mi è costato un processo culminato con una condanna e il pagamento di 20 mila sterline in spese processuali. Ma non mi arrendo e continuerò a battermi per le nostre libertà democratiche".

(Adnkronos) - Le forze di sicurezza israeliane e russe sono state aggiunte a una lista nera delle Nazioni Unite sulla violenza sessuale nei conflitti, in particolare in relazione alle accuse formulate dai prigionieri. E' quanto emerge da un rapporto visionato giovedì dall’Afp.
Lo scorso agosto, il segretario generale delle United Nations, Antonio Guterres, aveva avvertito Israele e la Russia della possibile inclusione nella lista, ma "episodi e schemi di violenza sessuale hanno continuato a essere documentati dalle Nazioni Unite" nella guerra in Ucraina e nei territori palestinesi occupati, afferma il rapporto, che sarà inviato a breve ai membri del Consiglio di Sicurezza.
Il rapporto spiega che, nonostante gli avvertimenti, agli ispettori delle Nazioni Unite sia stato opposto "un persistente rifiuto di accesso" da parte delle autorità dei due Paesi. Per quanto riguarda Israele, "nel 2025, le caratteristiche delle violenze sessuali contro palestinesi detenuti in Israele e nei territori palestinesi occupati hanno continuato a essere registrate". L’Onu parla nel 2025 di diversi casi di violenze sessuali risalenti al 2023, “anche sotto forma di tortura”, contro 14 uomini, 7 donne, 9 ragazzi e una ragazza nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania. Queste violazioni comprendono stupro con oggetti, stupri di gruppo, violenze fisiche contro i genitali, nudità forzata e perquisizioni corporali "senza apparente motivo di sicurezza". Gli autori di queste violenze sono indicati dall’Onu come membri dell’esercito, delle forze di sicurezza e dei servizi penitenziari israeliani. Israele aveva anticipato la propria inclusione nella lista, denunciando giovedì mattina una decisione "vergognosa e assurda" di Antonio Guterres che metterebbe Israele e Hamas, già presente nella lista, sullo stesso piano.
"Abbiamo chiuso con questo segretario generale", ha sottolinea l’ambasciatore israeliano presso l’Onu Danny Danon in un videomessaggio pubblicato su X, annunciando di fatto il "congelamento" delle relazioni di Israele con l’ufficio di Antonio Guterres fino alla fine del suo mandato, il 31 dicembre 2026.
Danon ha affermato al Times of Israel che Tel Aviv ha "fatto tutto il possibile per conformarsi alle richieste". "Abbiamo detto: se ci sono denunce specifiche, inviateci i casi così possiamo fornire risposte mirate. Ma non abbiamo ricevuto nemmeno un singolo caso specifico. Per questo la sua mossa è politica", ha dichiarato Danon riferendosi a Guterres. L'ambasciatore ha inoltre avvertito che l'inserimento nella lista implica "dipingere Israele come uno Stato che usa sistematicamente la violenza sessuale come parte del conflitto", definendo tale accusa "la più grave" e "scandalosa", soprattutto alla luce della compresenza di Hamas e degli eventi successivi al 7 ottobre.
Per quanto riguarda la Russia, il rapporto sottolinea il verificarsi di violenze sessuali nei territori ucraini occupati e in Russia da parte delle forze armate e dei servizi penitenziari, in particolare contro prigionieri di guerra che hanno testimoniato dopo essere stati liberati. Utilizzando i dati della missione di monitoraggio dei diritti umani in Ucraina, il documento parla di 310 casi di violenze sessuali legate al conflitto, tra cui stupri, mutilazioni genitali e scosse elettriche, commessi in larga maggioranza contro uomini.

(Adnkronos) - "La libertà di manifestare il proprio pensiero è uno dei diritti fondamentali nelle moderne democrazie. È fondamentale essere consapevoli che il confronto, soprattutto con opinioni diverse, rappresenta un’opportunità di crescita e di arricchimento". Lo ha affermato il presidente della Camera Lorenzo Fontana in un messaggio inviato al convegno "Il Grande Bavaglio", promosso da Pro Vita e Famiglia alla Camera dei deputati.
Nel messaggio, letto nel corso dell’iniziativa, Fontana ha sottolineato come "le istituzioni abbiano il compito di garantire adeguati spazi di libertà che consentano a ogni individuo di esprimere il proprio pensiero senza condizionamenti", auspicando che il convegno "possa offrire spunti utili e contribuire in modo costruttivo al dibattito pubblico". Il presidente della Camera ha inoltre richiamato la necessità di riflettere sui limiti posti dall’ordinamento alla libertà di espressione, anche alla luce "dei continui mutamenti che avvengono a livello sociale", evidenziando come le società pluraliste si fondino "sulla molteplicità delle idee e delle convinzioni distinte".

(Adnkronos) - Un drone russo ha colpito un condominio a Galați, nel sudest della Romania, ferendo due persone. Lo ha reso noto il mnistero della Difesa rumeno spiegando che il drone Shahed ha colpito il tetto di un edificio residenziale vicino al confine ucraino. Si tratta di ''una grave e pericolosa escalation'', come hanno riferito i media rumeni.
La Romania è stata colpita durante gli attacchi russi notturni contro i porti ucraini sul Danubio e in particolare la città di Izmail. In seguito all'attacco due F-16 rumeni sono decollati. Questa è la prima volta che un attacco russo causa vittime sul suolo Nato.
L'Alleanza ha quindi condannato quella che ha definito la ''sconsideratezza'' di Mosca "La Nato continuerà a rafforzare le proprie difese contro tutte le minacce, compresi i droni", ha dichiarato la portavoce Allison Hart sui social media, aggiungendo che il segretario generale dell'Alleanza, Mark Rutte, è in contatto con le autorità rumene.
La "guerra di aggressione" condotta dalla Russia contro l'Ucraina ha "superato un altro limite", ha commentato su 'X' la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. "Siamo pienamente solidali con la Romania e il suo popolo. Continuando a rafforzare la nostra sicurezza e la nostra capacità di deterrenza, soprattutto al confine orientale, continueremo ad aumentare la pressione sulla Russia", ha aggiunto.
Un mercantile turco partito da Odessa è stato intanto danneggiato e due membri dell'equipaggio sono rimasti feriti in un attacco condotto dalla Russia, ha reso noto la Marina ucraina spiegando che a bordo della nave è scoppiato un incendio. "La Federazione Russa ha sferrato un attacco mirato contro una nave turca", ha scritto la Marina ucraina su Telegram. Il mercantile, di proprietà turca, batte bandiera di Vanuatu.

(Adnkronos) - Il razzo New Glenn della Blue Origin di Jeff Bezos è esploso nella serata di giovedì durante un test sulla piattaforma di lancio a Cape Canaveral, in Florida. Come ha spiegato la compagnia su X, "durante il test a caldo di oggi si è verificata un'anomalia. Tutto il personale è stato rintracciato. Forniremo aggiornamenti non appena avremo maggiori informazioni".
Sull'esplosione è intervenuto anche Bezos: "Tutto il personale è stato rintracciato ed è al sicuro. È troppo presto per conoscerne la causa, ma stiamo già lavorando per individuarla. È stata una giornata molto difficile - ha scritto su X -, ma ricostruiremo tutto ciò che è necessario e torneremo a volare. Ne vale la pena".

(Adnkronos) - Torna in campo la Serie B con l'ultima partita della stagione. Oggi, venerdì 29 maggio, si gioca la semifinale di ritorno dei playoff tra Monza e Catanzaro, che deciderà l'ultima squadra qualificata nella massima serie. I biancorossi sono i favoriti, dopo il successo per 2-0 all'andata (firmato dalle reti di Hernani e Caso), anche alla luce del terzo posto nella regular season (che dà un vantaggio in caso di parità complessiva tra le due partite). Ecco orario, probabili formazioni e dove vedere il match in tv e streaming.
Ecco le probabili formazioni di Monza-Catanzaro, in campo stasera alle 20:
MONZA (3-4-2-1): Thiam; Birindelli, Ravanelli, Carboni; Bakoune, Pessina, Colombo, Azzi; Colpani, Mota Carvalho; Cutrone. All. Bianco
CATANZARO (3-4-2-1): Pigliacelli; Cassandro, Antonini, Brighenti; Favasuli, Petriccione, Pontisso, Alesi; Liberali, Pittarello; Iemmello. All. Aquilani
Monza-Catanzaro sarà trasmessa in diretta tv su Dazn e in co-esclusiva su Amazon Prime Video (attraverso la piattaforma LaB Channel e su Sky (canali 201 e 254). La finale playoff sarà visibile anche chiaro su TV8 e in streaming sull'app di Dazn, Amazon Prime Video e NOW.

(Adnkronos) - Alexander Zverev torna in campo al Roland Garros 2026. Oggi, venerdì 29 maggio, il tennista tedesco sfida il francese Quentin Halys - in diretta tv e streaming - nel terzo turno dello Slam di Parigi. Zverev, che vuole approfittare della sconfitta di Jannik Sinner per provare a portare a casa il suo primo titolo Slam, arriva al match dopo aver battuto Bonzi e Machac. Halys invece ha superato Bellucci e Humbert.
La sfida tra Zverev e Halys è in programma oggi, venerdì 29 maggio, alle ore 20.15, essendo programmata come primo match della sessione serale del Philippe-Chatrier. I due tennisti si sono affrontati in un solo precedente, vinto da Zverev nell'ultimo Masters 1000 di Miami.
Zverev-Halys, come tutte le partite del Roland Garros, saranno trasmesse in diretta televisiva e in esclusiva sui canali Eurosport, visibili tramite smart tv. I match saranno quindi disponibili, anche in streaming, su HBO Max, Discovery+, Dazn, TimVision e Prime Video Channels.

(Adnkronos) - Novak Djokovic torna in campo al Roland Garros 2026. Oggi, venerdì 29 maggio, il serbo affronta il brasiliano Joao Fonseca nel terzo turno del torneo parigino. Il serbo è reduce dalla vittoria nel secondo turno contro il francese Valentin Royer, mentre il sudamericano ha avuto la meglio su Dino Prizmic. Ecco orario, precedenti e dove vedere il match in tv e streaming.
Il match di oggi tra Djokovic e Fonseca inizierà non prima delle 15:30. I due non si sono mai affrontati in carriera.
Le partite del Roland Garros saranno trasmesse in diretta televisiva e in esclusiva sui canali Eurosport, visibili tramite smart tv. I match saranno quindi disponibili, anche in streaming, su HBO Max, Discovery+, Dazn, TimVision e Prime Video Channels.

(Adnkronos) - Torna il Giro d'Italia con la diciannovesima tappa. Oggi, venerdì 29 maggio, la Corsa Rosa riparte con la diciannovesima frazione, i 151 chilometri della Feltre-Alleghe. Una tappa da attenzionare e che potrebbe cambiare qualche equilibrio in termini di classifica generale. In maglia rosa c'è sempre il danese Jonas Vingegaard. Ecco orario, percorso e dove vedere tappa 19 in tv e streaming.
Tappa estremamente impegnativa quella di oggi, con oltre 5000 metri di dislivello e sei Gpm. Dopo il tratto iniziale, la corsa entra nel vivo con il Passo Duran (12,1 km all’8,2%) e il Coi (5,8 km al 9,7%), prima della discesa verso Palafavera e della salita della Forcella Staulanza. Il momento decisivo della frazione arriverà sul Passo Giau, Cima Coppi a quota 2233 metri: 9,9 chilometri con pendenza media del 9,3%. Dopo il Passo Falzarego, i corridori affronteranno l’ultima salita verso Piani di Pezzé, cinque chilometri al 9,6%.
La partenza della 19esima tappa del Giro d'Italia 2026 è prevista alle ore 12:30, con l'arrivo che è invece in programma intorno alle 17.15. La gara si potrà seguire in diretta televisiva, in chiaro, sui canali Rai e su quelli Eurosport. In streaming, la corsa sarà disponibile su RaiPlay, Hbo MAX., Dazn, Discovery+ e Prime Video Channels.

(Adnkronos) - La MotoGp torna in pista. Oggi, venerdì 29 maggio, il motomondiale torna protagonista con le prove libere e le prequalifiche del Gran Premio d'Italia - in diretta tv e streaming - sul circuito del Mugello. I piloti tornano a correre dopo il Gp di Catalogna, terminato con il trionfo della VR46 di Fabio Di Giannatonio, con la Ducati Gresini di Fermin Aldeguer e la Ducati ufficiale di Pecco Bagnaia a completare il podio. Sempre leader del Mondiale Marco Bezzecchi, inseguito dal compagno in Aprilia Jorge Martin.
Le prove libere e le prequalifiche del Gran Premio d'Italia di MotoGp sono in programma oggi, venerdì 29 maggio. Per la prima sessione di prove libere l'appuntamento è alle ore 10.45, mentre per le prequalifiche, che determineranno chi volerà direttamente al Q2 nelle qualifiche del sabato, si dovrà attendere le 15.
Le prove libere e le prequalifiche del Gran Premio d'Italia di MotoGp saranno trasmesse in diretta televisiva e in esclusiva sui canali SkySport e si potranno seguire anche in streaming sull'app SkyGo e su NOW.

(Adnkronos) - I droni sono il fattore chiave del nuovo slancio dell'Ucraina registrato questo mese nella guerra contro la Russia. In particolare, gli equilibri possono cambiare per la produzione massiccia, veloce e a costi ridotti di piattaforme innovative - a dimensioni inimmaginabili solo lo scorso anno - come i droni 'madre' FP-1. La nuova arma di Kiev è costituita dai velivoli di ultima generazione che hanno caratteristiche speciali. Sganciano droni 'figli' equipaggiati di bombe che aspettano vicino a un aeroporto russo l'arrivo di un aereo per poi distruggerlo in fase di atterraggio.
Solo pochi mesi dopo il crollo del morale degli ucraini, in seguito all'inverno al gelo e al buio appena trascorso, con la riduzione delle forniture militari degli Stati Uniti di Donald Trump e anche di altri alleati, le forze di Kiev sono riuscite a estendere la portata della guerra e a rallentare l'avanzamento dei soldati russi sul teatro, con attacchi in profondità in Russia e creazione di 'kill zone' di spessore fino a 20 chilometri al fronte. Tali operazioni bloccano, dal cielo, l'avanzata dei reparti di Mosca e aumentano le perdite del nemico: sia ad aprile che a marzo 35mila soldati russi sono stati uccisi o feriti al fronte, contro i 29.500 che Mosca riesce a reclutare ogni mese, secondo Kiev che può da sempre contare su un minor numero di forze che non i russi.
"Le forze di Kiev hanno messo in discussione l'idea diffusa che la Russia, con le sue forze meglio equipaggiate e di dimensioni maggiori, avrebbe infine sconfitto l'Ucraina, amplificando la fiducia interna a un livello mai visto in anni", scrive il Financial Times in una lunga analisi della svolta militare in atto. L'Ucraina è "ora in una posizione di maggior vantaggio mai registrate dall'inizio della guerra" mentre ha anche imparato a compensare la riduzione delle forniture alleate - il numero di Paesi che partecipa all'iniziativa per acquistare munizioni per Kiev è passato da dicembre da 18 a nove - con una maggior produzione interna - resa possibile anche dal pacchetto di prestiti Ue da 90 miliardi di euro - e un aumento degli aiuti europei, ha confermato Alyona Getmanchuk, a capo della missione di Kiev alla Nato.
Kiev ha accelerato la produzione di droni per tutte le dimensioni (terra, acqua e aerei), sistemi di artiglieria, sistemi elettronici, e anche missili balistici e da crociera. Nei primi quattro mesi dell'anno, la produzone di droni da ricognizione è aumentata del 441 per cento rispetto all'intero 2025, quella dei droni per attacchi a media distanza del 312 per cento, e quella dei droni per attacchi in profondità del 53 per cento (dati del ministero della difesa a Kiev).
La produzione di droni FPV in fibra ottica - in cui l'operatore riesce ad avere la visuale del teatro ad alta risoluzione grazie ai cavi in fibra ottica - è aumentata del 179 per cento nello stesso arco di tempo. E' aumentata la portata dei droni a medio raggio come gli FP-2 e l'Hornet prodotto negli Stati Uniti dalla Swift Beat, fondata dall'ex ceo di Google, Eric Schmidt. I droni a medio raggio stanno mettendo in seria difficoltà le linee logistiche e di rifornimento della Russia.
Il nuovo quadro della guerra costringe Mosca a cercare nuove soluzioni difensive. La Russia avrebbe iniziato a posizionare dei nuovi sistemi di difesa aerea sui tetti degli edifici civili di Mosca, come scrive Kyiv Independent, citando filmati diffusi dall'agenzia di stampa ucraina Militarnyi. In particolare, autorità russe starebbero dispiegando i nuovi sistemi Pantsir-Smd-E sui tetti della capitale.
Come riporta la testata ucraina, un video pubblicato nelle ultime ore mostra un elicottero da trasporto pesante russo Mi-26 mentre installa un sistema Pantsir-Smd-E sul tetto del centro direzionale Nordstar Tower, nella zona settentrionale di Mosca. Lo strumento in questione è una versione più recente del sistema Pantsir a corto raggio, progettato specificamente per contrastare droni e bersagli aerei più piccoli: come spiega Militarnyi, la variante Smd-E sostituisce i cannoni automatici da 30 mm con due tipi di missili, uno con una portata di intercettazione fino a 20 chilometri, l'altro destinato a colpire piccoli droni a distanze massime di 7 chilometri.

(Adnkronos) - Jannik Sinner ha giocato troppo? L'eliminazione al Roland Garros contro Juan Manuel Cerundolo si deve anche alle fatiche accumulate negli ultimi mesi? Il crollo fisico è collegato agli straordinari sui campi di America e Europa in primavera? A Parigi, l'altoatesino si è fermato dopo 30 vittorie: dopo il trionfale tour de force è arrivato il conto. Calendario troppo fitto? O i km degli ultimi mesi non hanno pesato?
"Forse giocare tutti e tre i 1000 sul rosso è stato un azzardo. Con il senno di poi avrebbe potuto saltare Madrid" ha detto all'Adnkronos l'ex capitano azzurro di Coppa Davis Corrado Barazzutti, a proposito del ko di Jannik Sinner a Parigi. "In quelle condizioni di caldo estremo - ha aggiunto - può capitare di avere un malore, devo dire che è stato eroico per come ha combattuto ma nelle condizioni in cui si trovava era impossibile vincere. Ha proseguito per rispetto del pubblico e dell'avversario. Dobbiamo toglierci il cappello di fronte a questo ragazzo. MI è dispiaciuto molto, gli è mancato un game, pochi minuti e avrebbe vinto la partita e molto probabilmente il torneo. Sono molto dispiaciuto ma nello sport sono cose che capitano. Anche a me è successo di avere un colpo di calore, mi capitò a Cervia in un match di Coppa Davis con la Nuova Zelanda, faceva un caldo atroce e all'improvviso iniziò a girarmi la testa, mi veniva da vomitare: ero uno zombie in campo, proseguii per onor di firma e persi quel match".
"Ora siamo tutti con la bandiera a mezz'asta perché ha perso una partita ma lo sport è così. Tutti i più grandi hanno perso partite nei primi turni degli Slam anche senza infortuni. Sinner erano oltre tre mesi che non perdeva un match. Ha vinto tantissimo ed è fisiologico avere un calo. E' chiaro che senza il colpo di calore avuto nel terzo set avrebbe vinto ma nello sport, ribadisco, sono cose che capitano. Tornerà più forte come ha sempre fatto dopo ogni sconfitta". L'ex capitano azzurro di Coppa Davis Paolo Bertolucci commenta così all'Adnkronos la sconfitta di Jannik Sinner al secondo turno del Roland Garros contro Juan Manuel Cerundolo.
"Io non sono un medico sicuramente starà facendo di tutto e di più per essere sempre al top fisicamente ma giocare in quelle condizioni brutali non è facile e si può incappare in questo tipo di problemi -aggiunge il vincitore della Coppa Davis nel 1976-. Il fatto che lui avesse giocato tutti e tre i 1000 sul rosso secondo me non c'entra con la sconfitta, sono passati ben 11 giorni dalla finale di Roma, io penso che non abbia influito" ha aggiunto la leggenda del tennis azzurro, con riferimento ai 5 Masters consecutivi vinti quest'anno da Sinner. Un record, unito alle 30 vittorie di fila, che potrebbe però aver pesato sulla gestione delle fatiche in ottica Roland Garros.
Infine Bertolucci parla dei programmi del numero uno del mondo in vista di Wimbledon. "Io non mi permetto di dargli consigli sulla programmazione, vedrà lui con il suo team che chiudere una wild-card per fare un torneo prima del 'Championships' o restare fermo un mese. Dipenderà da come si sentirà a livello fisico".

(Adnkronos) - Da una parte le spese per la difesa, che - per dirla con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni - rappresentano “il prezzo che paghiamo per la nostra libertà”. Dall’altra la necessità di dare risposte immediate a famiglie e imprese alle prese con gli effetti della crisi energetica innescata dalla guerra in Iran, che continua a pesare sull’economia reale. È su questo doppio binario che si muove Palazzo Chigi, stretto tra gli impegni internazionali e la pressione interna per nuovi interventi economici. Il dossier più urgente riguarda il formato E5 - Germania, Francia, Regno Unito, Italia e Polonia - che dovrebbe riunirsi a Berlino il prossimo 2 giugno insieme al capo negoziatore ucraino Rustem Umerov. Al summit potrebbe partecipare anche il segretario generale della Nato, Mark Rutte. Un appuntamento sul quale il governo lavora da giorni e che sarebbe stato al centro anche di alcune riunioni svoltesi mercoledì a Palazzo Chigi alla presenza della stessa Meloni.
Ma proprio la scelta della data del possibile vertice berlinese avrebbe fatto alzare qualche sopracciglio, a Roma. Il 2 giugno, infatti, coincide con la Festa della Repubblica italiana. Una coincidenza giudicata poco opportuna da esponenti di governo. “Come si fa a fare una riunione il giorno della festa nazionale di una delle nazioni che devono partecipare?”, osserva una fonte dell’esecutivo con l’Adnkronos. “Noi non organizzeremmo mai una riunione con la Francia il 14 luglio”. Per questo non si esclude che Meloni possa partecipare al summit da remoto, anche se al momento non è stata presa alcuna decisione definitiva. Resta inoltre ancora da formalizzare la presenza della premier a un altro appuntamento internazionale, il vertice tra Ue e Balcani occidentali in programma il 5 giugno in Montenegro.
Intanto, dentro il governo continua soprattutto il confronto sul fondo Safe, il programma europeo da 150 miliardi di euro destinato al riarmo e agli investimenti nell’industria della difesa attraverso debito comune. Meloni attende ancora una risposta dalla presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen alla lettera inviata nei giorni scorsi, nella quale chiedeva la possibilità di derogare al Patto di stabilità anche per le spese legate all’energia. “In assenza di questa necessaria coerenza politica - scriveva nella missiva - sarebbe molto difficile spiegare all’opinione pubblica un eventuale ricorso al programma Safe”. Sul possibile utilizzo dello strumento, però, il governo continua a prendere tempo, precisando che la scadenza del 30 maggio non sarebbe vincolante. “Il regolamento dell’iniziativa Security Action For Europe - spiegano fonti autorevoli all’Adnkronos - non contiene alcun riferimento temporale perentorio relativo alla sottoscrizione dell’accordo sul prestito necessario a dare piena esecuzione al piano di investimento presentato da ogni nazione”. Il ministro della Difesa Guido Crosetto continua a spingere per l’adesione italiana al programma, ma la decisione finale resta nelle mani del Mef, chiamato a valutare l’impatto sui conti pubblici.
Lo stesso Crosetto, intanto, è intervenuto ieri su X per smentire le indiscrezioni circolate nelle ultime ore su una presunta tensione con Meloni durante l’ultima riunione di governo. “Nulla di ciò che c'è scritto su liti furibonde o urla sulla spese della Difesa è vero. Così come non esiste alcuna riunione Crosetto-Meloni”, scrive il ministro. “C'è stata una riunione Meloni-Tajani-Salvini-Crosetto-Giorgetti-Fazzolari con il consigliere per la sicurezza nazionale ed il consigliere militare della Presidenza del Consiglio per parlare di vertice Nato ad Ankara, ministeriale difesa di giugno, E5 leader fissata il 2 giugno, Ukraina, Hormuz e anche Safe”. “Riunione serena e concreta, sui cui esiti stiamo ancora lavorando”, puntualizza il cofondatore di Fratelli d’Italia.
La linea della presidente del Consiglio resta comunque invariata: sì all’aumento delle spese per la difesa, ma senza trascurare l’impatto sociale della crisi energetica. Un equilibrio che Meloni ha rivendicato ieri, ospite di “Mattino Cinque”. “C'è un'interlocuzione in corso”, spiega la premier parlando della richiesta di flessibilità avanzata all’Europa. “Vedremo come andrà avanti questo dibattito, ma il punto è che noi non possiamo dire ai cittadini che i soldi ci sono solo per la difesa”. “Lo dico da persona che sostiene con forza la necessità che l'Italia e l'Europa facciano di più per difendersi da sole”, aggiunge Meloni. “È evidente che se noi di fronte alle crisi non siamo in grado di dare risposte ai cittadini e alle imprese, rischiamo che non ci sia più niente da difendere in questa nazione e quindi bisogna cercare un equilibrio”.
Sul fronte europeo, intanto, si muove anche il vicepresidente della Commissione Ue Raffaele Fitto. In una lettera inviata ieri ai ministri dei Paesi membri responsabili della politica di coesione, Fitto chiede di utilizzare “con urgenza” tutti gli strumenti disponibili per affrontare la crisi energetica. “L’Unione europea ha le risorse per rispondere, e dobbiamo mobilitarle adesso”, scrive il vicepresidente della Commissione. Fitto ricorda che Bruxelles mette a disposizione degli Stati membri tre strumenti principali: il Fondo europeo di sviluppo regionale, il Fondo di coesione e il Fondo per una transizione giusta. “Per accelerare l'utilizzo di queste risorse - sottolinea - gli Stati membri e Regioni possono agire su più fronti: creare nuovi strumenti finanziari per anticipare i pagamenti e adottare tutti gli adeguamenti programmatici necessari”.
Quindi il riferimento alla revisione della politica di coesione già avviata nei mesi scorsi: “Con la riprogrammazione di 34,6 miliardi di euro su competitività, difesa, edilizia, acqua ed energia, abbiamo dimostrato che è possibile agire con flessibilità e rapidità. Ora apriamo ad un esercizio analogo, concentrato sull’energia”. (di Antonio Atte)
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