
(Adnkronos) - Nell'ambito dell'impegno per rafforzare la cooperazione medica tra la Repubblica Araba d'Egitto e la Repubblica Italiana è stato firmato un accordo di cooperazione sanitaria tra il gruppo Gksd e il ministero della Salute egiziano per lo sviluppo del nuovo ospedale di Heliopolis da 443 posti letto. L'accordo - informa Gksd - è stato sottoscritto in occasione dell’Egypes, l'Egypt Energy Show, attualmente in corso al Cairo, sotto il patrocinio di sua eccellenza Abdel Fattah Al-Sisi. A firmare sono stati Kamel Ghribi, presidente del gruppo Gksd e del gruppo San Donato e Ahmed Mostafa, presidente dell'Organizzazione per l'assicurazione sanitaria dell'Egitto.
La cerimonia della firma si è svolta alla presenza del ministro della Salute Egiziano, Khaled Abdel Ghaffar e del ministro del Petrolio, sua Eccellenza Karim Badawi. Era inoltre presente sua eccellenza Michael Damianos, ministro dell'Energia del Commercio e dell'Industria di Cipro. Kamel Ghribi ha espresso il proprio apprezzamento per il Presidente Abdel Fattah Al-Sisi e per la crescita che l'Egitto sta vivendo, sottolineando che l'accordo rappresenta un solido punto di partenza per rafforzare la cooperazione sanitaria tra i due Paesi e offrire servizi medici avanzati ai cittadini egiziani.

(Adnkronos) - Nell’ambito dell’impegno per rafforzare la cooperazione sanitaria tra la Repubblica Araba d’Egitto e la Repubblica Italiana è stato firmato un accordo tra Gksd, Gruppo San Donato e Ministero della Salute egiziano per lo sviluppo e la gestione del New Heliopolis Hospital al Cairo.
L’intesa, sottoscritta ieri in occasione dell’Egypt Energy Show (Egypes) tenutosi nella capitale egiziana sotto il patrocinio del presidente Abdel Fattah Al-Sisi, prevede la gestione della struttura per 15 anni a partire dal 2027, una volta completata la costruzione.
Il nuovo ospedale, primo della National Health Insurance Organization, sarà un centro ad alta specializzazione con 433 posti letto, dotato di Cancer Center, Heart Center, reparti di neurochirurgia, area pediatrica e materno-infantile e centro per il trapianto di organi, e servirà un bacino stimato di circa un milione di persone.
A firmare sono stati Kamel Ghribi, presidente del gruppo Gksd e vicepresidente del Gruppo San Donato, e Ahmed Mostafa, presidente dell’Organizzazione per l’assicurazione sanitaria dell’Egitto. La cerimonia si è svolta alla presenza del ministro della Salute egiziano Khaled Abdel Ghaffar e del ministro del Petrolio Karim Badawi. Presente anche Michael Damianos, ministro dell’Energia di Cipro.
Ghribi ha espresso apprezzamento per la crescita dell’Egitto, sottolineando come l’accordo rappresenti un punto di partenza per rafforzare la cooperazione sanitaria tra i due Paesi e offrire servizi medici sempre più avanzati ai cittadini egiziani.

(Adnkronos) - E' Rai1 con 'Guerrieri – La Regola dell’Equilibrio' interpretato da Alessandro Gasssmann a vincere la sfida della prima serata televisiva di ieri, lunedì 30 marzo. La fiction tratta dai bestseller di Gianrico Carofiglio ha incollato davanti al video 3.601.000 spettatori, pari al 21.3% di share. Al secondo posto ma con uno stacco significativo si piazza Canale5, che con il 'Grande Fratello Vip' è stato visto da 1.974.000 spettatori totalizzando uno share del 16.6%. Italia1, che ieri trasmetteva ' Transporter – Extreme', è stato la scelta di 1.479.000 spettatori , per uno share del 7.8%., mentre su Rai3 'Lo Stato delle Cose' condotto da Massimo Giletti ha ottenuto un ascolto medio di 1.159.000 spettatori e uno share del 7.6%. La7 con 'La Torre di Babele' ha totalizzato 920.000 spettatori facendo registrare uno share del 4.7%, mentre Rete4 con 'Quarta Repubblica' è stata la scelta di 655.000 spettatori (share al 5%). Su Rai2, 'Stasera a Letto Tardi' ha convinto 521.000 spettatori pari al 3.1%.
Nell'access prime time è testa a testa tra 'La Ruota della Fortuna' di Gerry Scotti, che ha ottenuto un ascolto medio di 5.119.000 spettatori pari al 23.6%, e 'Affari Tuoi' di Stefano De Martino che è arrivato a 5.111.000 spettatori con uno share del 23.5%.

(Adnkronos) - Verisure, oggi leader globale nei sistemi di sicurezza monitorata per numero di clienti e nuove vendite, ha chiuso il 2025 con ricavi pari a 3.745 milioni di euro, in crescita del 9,9% su base annua. Lo rende noto Verisure nel suo rapporto annuale 2025, nel quale emerge che nell’anno passato sono state realizzate 873.000 nuove installazioni (+3,9% a/a) e che l’EBIT rettificato ha raggiunto i 953 milioni di euro (+16,3% a/a), con un margine pari al 25,4%. Negli ultimi dieci anni, Verisure ha più che triplicato il proprio portafoglio clienti, quasi quadruplicato i ricavi e portato la redditività a livelli prossimi a cinque volte superiori. Il 2025 ha ulteriormente consolidato questo percorso di crescita: oggi il gruppo è leader in 14 dei 18 mercati in cui opera e si posiziona al primo posto a livello globale nel settore, con una traiettoria sostenuta in termini di crescita, redditività e innovazione.
Il CEO di Verisure, Austin Lally ha commentato: “Il 2025 è stato un altro anno di crescita equilibrata e di qualità. Abbiamo continuato a integrare un servizio umano ad alto valore con soluzioni tecnologiche avanzate. Abbiamo inoltre avviato le attività in Messico, il nostro 18° Paese e, a fine anno, siamo diventati il leader globale del settore, con circa 6,2 milioni di clienti. In questo contesto, la quotazione sul Nasdaq di Stoccolma ha rappresentato un passaggio fondamentale. Come società quotata, abbiamo oggi una base azionaria più ampia verso cui sentiamo una forte responsabilità. Guardando al futuro, sono fiducioso: operiamo in un mercato ancora poco penetrato, offriamo un servizio essenziale con solide basi economiche e continuiamo a eseguire con successo una strategia di crescita collaudata. Il nostro impegno è quello di garantire una crescita di lungo periodo, con disciplina e trasparenza, a beneficio di azionisti, clienti, dipendenti e della società nel suo complesso”.
Verisure ha inoltre accelerato i propri sforzi in ambito innovazione, ampliando il portafoglio di prodotti e servizi e rafforzando l’utilizzo di tecnologie avanzate e dell’intelligenza artificiale, facendo leva sulla solidità della propria organizzazione tecnologica, in larga parte verticalmente integrata. La società ha continuato a registrare progressi anche sul fronte ESG, ottenendo per il terzo anno consecutivo il riconoscimento di leader globale, regionale e di settore da parte di Morningstar Sustainalytics.
Stefan Goetz, Presidente del Consiglio di Amministrazione di Verisure, ha aggiunto: “La performance finanziaria e operativa del 2025 riflette la solidità della strategia perseguita con continuità da Verisure, una rigorosa disciplina nell’esecuzione e il valore di un team pienamente consapevole delle opportunità future e delle responsabilità che ne derivano. Desidero ringraziare tutti i nostri stakeholder per il supporto nel percorso di crescita della società e nella sua missione di offrire sicurezza e serenità alle famiglie e alle piccole imprese in Europa e America Latina”.
In Italia, Verisure ha consolidato nel tempo una presenza sempre più capillare e riconoscibile, affermandosi come punto di riferimento nella sicurezza monitorata e rafforzando progressivamente la propria leadership di mercato. Oggi l’azienda è presente in 18 regioni e 94 province italiane, grazie a una struttura organizzativa solida e a un team di oltre 3.000 professionisti tra funzioni di staff, operatori e rete vendita. Il cuore del servizio è rappresentato dalla Centrale Operativa, attiva 24 ore su 24, 7 giorni su 7, la più grande tra gli operatori privati del settore in Italia. Questa garantisce una gestione rapida, efficiente e altamente qualificata degli scatti di allarme.
Nel corso degli anni, Verisure ha saputo interpretare con attenzione le specificità del mercato italiano, adattando la propria offerta alle esigenze di famiglie, professionisti e attività commerciali, con soluzioni evolute che uniscono tecnologia proprietaria, monitoraggio continuo e capacità di intervento umano qualificato.
La Centrale Operativa di Verisure Italia riceve in media 23.000 scatti al giorno e, nel 2025, ha gestito circa 9 milioni di scatti di allarme, di cui quasi 11.000 relativi a casi reali: un dato che conferma l’elevata efficacia dei sistemi di filtro e verifica delle segnalazioni. Tra questi eventi si contano oltre 6.000 tentativi intrusioni, circa 8.500 interventi che hanno coinvolto le Forze dell’Ordine e 3.000 casi in cui è stata richiesta l’attivazione del fumogeno ZeroVision®. Nello stesso periodo, la Centrale Operativa ha inoltre gestito circa 1.500 interventi di natura medica. Dal 2022, Verisure ha infine gestito 48 casi riconducibili a situazioni di violenza domestica, grazie a protocolli operativi e percorsi di formazione dedicati agli operatori, finalizzati a rafforzare la capacità di individuare e gestire tempestivamente contesti di potenziale rischio.
A conferma del proprio investimento strategico nel Paese, Verisure ha scelto di stabilire il proprio headquarter italiano a Roma, nel quartiere Eur, presso Green Island, una sede che rappresenta pienamente la visione contemporanea dell’azienda in termini di innovazione, sostenibilità e benessere delle persone. Nato come progetto di rigenerazione urbana, l’edificio si sviluppa su 14.000 m² di spazi moderni su quattro piani operativi e ospita 30 specie vegetali distribuite su 16 giardini pensili, progettati per regolare l’irraggiamento solare e contribuire attivamente all’assorbimento della CO₂. La presenza di Verisure in Italia è quindi espressione concreta di una strategia di lungo periodo, fondata su innovazione tecnologica, prossimità territoriale, sostenibilità e qualità del servizio. Un impegno che riflette la volontà del Gruppo di continuare a crescere, offrendo soluzioni avanzate per la protezione delle persone, delle case e delle attività commerciali.

(Adnkronos) - Oltre 25 milioni di multa per Morellato Spa. L'Antitrust ha irrogato una sanzione di 25.895.043 euro per un’intesa restrittiva della concorrenza nella distribuzione di gioielli e orologi di fascia media-accessibile, attuata dal 20 luglio 2018 al 23 dicembre 2025. Lo rende noto l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato che "ha accertato che Morellato, tra i principali produttori italiani di orologi e gioielli di fascia media accessibile (ovvero non di lusso), ha imposto i prezzi di vendita fissando i livelli massimi di sconto che i distributori potevano applicare sui canali di vendita online, attraverso precise raccomandazioni ai rivenditori sulle percentuali da applicare".
L’istruttoria, si legge in una nota, ha evidenziato che la condotta è stata attuata attraverso il continuo monitoraggio dei prezzi dei distributori, con sistemi di punizione nei confronti di coloro che non rispettano le sue istruzioni, successivi richiami e richieste di revoca degli sconti, fino al blocco automatico degli ordini e degli account Amazon, e anche con minacce di recesso dal contratto. Inoltre, nei contratti di distribuzione, Morellato ha previsto una clausola esplicita che vieta ai suoi distributori di operare su piattaforme online terze (come Amazon, eBay, ecc.). Anche il rispetto di questo divieto all’uso del marketplace è stato oggetto, da parte di Morellato, di monitoraggi, minacce e ritorsioni in caso di violazione, contrariamente al suo comportamento visto che la società opera sui marketplace.
L’Autorità ha quindi ritenuto che la condotta di Morellato configuri un’intesa verticale in violazione dell’articolo 101 del Tfue perché dispone la fissazione dei prezzi di rivendita e limita l’attività online su marketplace, peraltro in modo discriminatorio e non proporzionale, riducendo la concorrenza tra i rivenditori autorizzati e limitando la loro autonomia nel definire le proprie politiche commerciali.
L'osservatorio della Fondazione Gimbe sul servizio sanitario
nazionale prosegue il monitoraggio indipendente sull'attuazione
della missione salute del Pnrr. In Sardegna le Case della Comunità
programmate sono 79 di cui, secondo gli ultimi dati disponibili, 41
(51,9%) con almeno un servizio dichiarato attivo (media Italia
45,5%; dati Agenas al 31 dicembre 2025); Sono, invece, 35 fli
Ospedali di Comunità previsti di cui, secondo gli ultimi dati
disponibili, 2 (6%) con almeno un servizio dichiarato attivo (media
in Italia del 27%; dati Agenas al 31 dicembre 2025); Nel Fascicolo
Sanitario Elettronico regionale sono disponibili 16 documenti del
totale delle 20 tipologie di documenti previste dal DM 7 settembre
2023 (media Italia: 14 documenti secondo i dati del ministero della
Salute e DTD al 30 settembre 2025).
(Adnkronos) - La procura di Milano indaga per turbativa d'asta sulla vendita dello stadio San Siro e sono nove gli indagati tra Comune e persone legate alle società sportive di Inter e Milan. E' quanto emerge in un provvedimento del gip di Milano Roberto Crepaldi che ha accolto una richiesta della Procura di Milano. Tra gli indagati figurano, tra gli altri, gli ex assessori Giancarlo Tancredi e Ada De Cesaris e il direttore generale di Palazzo Marino, Christian Malangone, oltre a Mark Van Huukslot e Giuseppe Bonomi, indicati come procuratore della società Inter e l'altro come presidente di Sport Life City (di proprietà del Milan) e Alessandro Antonello ex amministratore delegato dei nerazzurri.

(Adnkronos) - La procura di Milano indaga per turbativa d'asta sulla vendita dello stadio San Siro e sono nove gli indagati tra Comune e persone legate alle società sportive di Inter e Milan. E' quanto emerge in un provvedimento del gip di Milano Roberto Crepaldi che ha accolto una richiesta della Procura di Milano.
I nove indagati devono rispondere tutti, in concorso, di turbata libertà del procedimento di scelta del contraente. Si tratta di Christian Malangone in qualità di direttore generale del Comune di Milano dal 2018; di Giancarlo Tancredi in qualità di responsabile unico del progetto per la dismissione dello stadio Meazza ex assessore alla Rigenerazione Urbana; di Simona Collarini, quale direttore della Direzione specialistica pianificazione e programmazione servizi, Mark Van Huuksllot ex procuratore della società Interr, l'ex ad nerazzurro Alessandro Antonello, Fabrizio Grena, quale amministratore di Emerald Pine Capital Italia srl e consulente dell'Inter.
E ancora, tra gli indagati, ci sono Ada De Cesaris in qualità di consulente nerazzurra per lo sviluppo del nuovo stadio, Marta Spaini consulente del Milan per il rinnovamento del Meazza e Giuseppe Bonomi amministratore della società Sportlifecity srl di proprietà del Milan nonché consulente rossonero per il nuovo stadio San Siro.
Rivelazioni di informazioni segrete, scambi di info non trasparenti e un avviso pubblico costruito per favorire Milan e Inter. Sono questi gli elementi che hanno portato il gip Crepaldi ad autorizzare l'attività di perquisizione e sequestro nello studio professionale delle indagate Ada De Cesaris e Marta Spaini, rispettivamente consulenti di Inter e Milan per il nuovo stadio San Siro.
In particolare emerge nel documento di autorizzazione del giudice come gli indagati, attraverso "accordi informali e collusioni tra loro, nel contesto del procedimento amministrativo diretto alla alienazione/valorizzazione" dell'area San Siro - sviluppatosi tra il 2017 e il 2025 -, "turbavano il procedimento amministrativo volto alla determinazione del contenuto dell'avviso pubblico per la raccolta di manifestazioni di interesse".
Per la Procura si tratta di "collusioni consistite in costanti interlocuzioni informali e scambi di informazioni non trasparenti e indebiti, documentazione e bozze delle deliberazioni comunali emesse nel corso del procedimento, finalizzate ad orientare l'iter amministrativo" dell'area "concertando tra l'attore pubblico e la parte privata le modalità tecnico-giuridiche e i dettagli operativi della cessione" finendo così per creare un abito 'su misura': l'avviso pubblico, "costruito sulle caratteristiche gradite alle società sportive - oltre che per il brevissimo termine concesso - andava deserto", comportando la successiva vendita dell'area all'unico offerente.
Tra le più "rilevanti" condotte a dire della Procura di Milano "venivano concordati i contenuti delle principali delibere e determine dirigenziali con cui è stato dato corso all'iter amministrativo avviato nel 2019", inoltre "venivano condivisi i dettagli in merito ai potenziali vincoli culturali pendenti sullo stadio Meazza, stabilendo e concordando che la procedura amministrativa di vendita dovesse concludersi entro e non oltre il 10 novembre 2025, al solo scopo di neutralizzare il vincolo legale e di interesse pubblico riconosciuto dal Ministero della Cultura" sullo stadio, e ancora "venivano valutati e condivisi gli aspetti economici riguardanti il valore del compendio immobiliare (per il quale il Comune di Milano ha richiesto relazioni estimative all'Agenzia delle Entrate e a due consulenti esterni) e le deduzioni/scomputi dal prezzo di vendita finale legati alla successiva esecuzione dei lavori".
In particolare, Tancredi e Malangone, nelle rispettive qualità di allora assessore alla Rigenerazione Urbana e di direttore Generale del Comune di Milano, sono indagati in concorso per rivelazione di segreti d'ufficio, articolo 326 del codice penale. In violazione ai propri doveri "condividendo con Ade De Cesaris (consulente dell'Inter per il nuovo stadio San Siro, ndr) la proposta di delibera di giunta del 5 novembre 2021 relativa alla dichiarazione di pubblico interesse, prima che fosse portata all'attenzione della Giunta comunale per la discussione, le eventuali modifiche, l'approvazione e la successiva pubblicazione - rivelavano notizie di ufficio le quali dovevano rimanere segrete", quanto sostiene la Procura.
Inoltre Tancredi avrebbe condiviso con Mark Van Huuksloot (procuratore dell'Inter tra novembre 2018 e marzo 2025, anche lui tra i nove indagati, ndr) la proposta di delibera del 19 gennaio 2023 a conclusione del dibattito pubblico "prima che fosse portata all'attenzione della Giunta Comunale per la discussione, le eventuali modifiche, l'approvazione e la successiva pubblicazione - rivelava notizie di ufficio le quali dovevano rimanere segrete".
Un avviso pubblico, alla stregua di un bando, "costruito sulle caratteristiche gradite alle società sportive" di Inter e Milan e i contenuti delle principali delibere e determine dirigenziali "concordati" alle richieste delle società "per giungere alla compravendita e consentire lo sfruttamento commerciale ed edilizio del territorio circostante". Questo il piano del presunto accordo tra pubblico e privato che ha portato la Procura di Milano ad indagare per turbativa d'asta e rivelazione di segreti d'ufficio nell'indagine sulla vendita dello stadio e sul restyling dell'area circostante il Meazza.

(Adnkronos) - L’Italia ha negato agli Stati Uniti la base di Sigonella. A riportare la notizia, di qualche sera fa, ma tenuta riservata, è il Corriere della Sera. È stato il Capo di Stato Maggiore della Difesa Luciano Portolano a chiamare il ministro della Difesa Guido Crosetto per informarlo di quanto era appena accaduto e prendere una decisione che inevitabilmente incide sui rapporti tra Italia e Stati Uniti. Portolano è stato informato dallo Stato maggiore dell’Aeronautica che il piano di volo di alcuni asset aerei Usa prevede di atterrare a Sigonella per poi partire verso il Medio Oriente. Nessuno però ha chiesto alcuna autorizzazione né ha consultato i vertici militari italiani. Il piano era stato infatti comunicato mentre gli aerei erano già in volo. Le prime verifiche hanno accertato che non si tratta di voli normali o logistici e quindi non sono compresi nel trattato con il nostro Paese.
Non è stata chiesta alcuna autorizzazione. Anche perché gli aerei indicati nel piano di volo hanno il cosiddetto 'caveat' e non possono atterrare a meno che non ci siano emergenze. A questo punto è stato Portolano - su mandato diretto del ministro - a informare il Comando Usa della decisione presa: non possono atterrare a Sigonella perché non sono stati autorizzati e perché non c’è stata alcuna consultazione preventiva.
"Una decisione giusta. Noi non abbiamo avuto nessun segnale dal nostro alleato, che non è alleato, gli Stati Uniti, sull'inizio di questa operazione. Non c'è nessuna ragione per avere un approccio sottomesso. E' giusto e corretto che non venga dato l'uso delle basi se non nel perimetro degli accordi che prescinde dalle azioni di guerra", ha detto Carlo Calenda a Start su SkyTg24.

(Adnkronos) - Anche il vicepremier Antonio Tajani oggi in Ucraina per prendere parte alla riunione dei ministri degli Esteri Ue, organizzata in occasione del quarto anniversario del massacro di Bucha. Prima dell'inizio dei lavori a Kiev, le commemorazioni organizzate dalle autorità ucraine per rendere omaggio alle vittime delle atrocità commesse dall’esercito russo a Bucha, Irpin e Borodyanka nel marzo 2022.
L’agenda della riunione prevede una breve sessione introduttiva e un secondo segmento incentrato sul tema dell’accertamento delle responsabilità della Federazione russa per i crimini perpetrati contro l’Ucraina, anche alla luce dell’operato della Commissione per le Compensazioni e del Tribunale Speciale per il crimine di aggressione contro l’Ucraina. La terza sessione si focalizzerà sulla situazione di terreno al termine del quarto anno di conflitto, con l’obiettivo di ottimizzare il sostegno europeo all’Ucraina sul piano militare, energetico e infrastrutturale. La questione dei veterani di guerra sarà infine l’oggetto della quarta e ultima sessione che sarà dedicata all’analisi delle principali sfide legate al reinserimento degli ex combattenti ucraini nella vita civile e sul possibile ruolo che l’Ue può giocare per favorire la coesione sociale e l’inclusione economica, soprattutto in ottica post-conflitto.
La missione rappresenterà per il ministro Tajani anche l’occasione per portare il suo sostegno ai connazionali residenti in Ucraina, attraverso una serie di incontri organizzati con il personale dell’Ambasciata a Kiev, oltre che con le comunità di funzionari presso le organizzazioni internazionali e imprenditori italiani che lavorano nel Paese.
''Siamo qui per testimoniare che l'Italia è vicina a Kiev'', ha detto Tajani in visita sul luogo del massacro. ''La nostra unità e la nostra fermezza devono avere come obiettivo quella di far sedere la Russia a un tavolo e non pretendere territori che non ha neanche conquistato''. Da parte della Russia, ha detto ancora Tajani, ''non c'è stato neanche un grande successo militare, hanno conquistato meno del 20 per cento del territorio ucraino compresa la Crimea''.
Il vicepremier ha poi ricordato che ''la pace giusta è l'obiettivo al quale siamo tutti impegnati''. Per questo, ha aggiunto, occorre ''continuare a fare pressione su Putin affichè venga a più miti consigli e comprenda che un'aggressione a un paese vicino è inaccettabile''.
''E' difficile negoziare con Putin'' perché il presidente russo ''non vuole la pace, ma spera di vincere una guerra che non riesce e a vincere'', ha poi spiegato, aggiungendo: ''Speriamo che la mediazione americana possa servire per raggiungere una pace giusta''.
L'Iran ha accusato l'Ucraina di essere complice dell'aggressione militare a causa del dispiegamento di specialisti anti-drone nei paesi del Golfo. In una lettera inviata al Segretario generale Antonio Guterres e al Consiglio di sicurezza, il rappresentante di Teheran presso le Nazioni Unite afferma che le azioni dell'Ucraina equivalgono a un coinvolgimento diretto nel conflitto e sostiene che Kiev ne ha la responsabilità legale ai sensi del diritto internazionale. "Il riconoscimento da parte dell'Ucraina di aver inviato centinaia di esperti nella regione per contrastare efficacemente l'Iran costituisce una prova di sostegno materiale e operativo all'aggressione militare", ha scritto l'ambasciatore iraniano presso le Nazioni Unite, Amir Saeed Iravani, aggiungendo che "l'Ucraina ha una responsabilità internazionale derivante dall'aver aiutato o assistito un'altra parte nel commettere atti illeciti" e ha affermato che il ruolo dell'Ucraina non è stato incidentale, ma una forma di facilitazione attiva.
Il Ministero degli Esteri ucraino ha respinto le accuse, definendole false e sottolineando il ruolo dell'Iran nella fornitura di droni alla Russia, utilizzati negli attacchi contro le città ucraine a partire dal 2022. Secondo quanto affermato dalle autorità ucraine, decine di migliaia di droni Shahed di fabbricazione iraniana sono stati lanciati contro l'Ucraina durante la guerra su vasta scala. "Quasi 60.000 droni condivisi tra Iran e Russia hanno colpito l'Ucraina dal 2022", ha dichiarato il portavoce del Ministero degli Esteri Heorhii Tykhyi . "Nessun drone ucraino ha mai colpito l'Iran".
Trentotto droni sarebbero intanto stati abbattuti nella regione di San Pietroburgo. Lo ha riferito sulla piattaforma Max il governatore Alexander Drozdenko, aggiungendo che il porto di Ust-Luga ha subito danni. Nel villaggio di Molodtsovo, nel distretto di Kirovsky, i detriti dei droni hanno danneggiato le finestre di tre edifici residenziali, di una scuola secondaria e del centro di assistenza sociale. Tre persone, tra cui due bambini, sono rimaste ferite.

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In occasione della Giornata internazionale della consapevolezza
sull'autismo, che si celebra il 2 aprile, l'Aou di Sassari si
conferma protagonista nel panorama nazionale della ricerca e
dell'assistenza sui disturbi dello spettro autistico, con un ruolo
di primo piano nel convegno "Autismo lungo l'arco di vita. Evidenze
scientifiche e innovazioni negli interventi", che si è svolto a
Roma.
(Adnkronos) - “Questa cooperazione bilaterale ci consentirà di portare presto anche un astronauta italiano sulla Luna, in un modulo abitativo che sarà costruito in Italia, a Torino”. E' l’annuncio del ministro delle Imprese e del Made in Italy, il senatore Adolfo Urso, arrivato a Washington per una missione istituzionale di due giorni volta a rafforzare la cooperazione industriale e tecnologica tra l’Italia e gli Stati Uniti, in particolare nei settori strategici dello Spazio, dell’intelligenza artificiale e delle materie prime critiche. Lo sguardo dell’amministrazione Trump è al satellite della Terra, con la volontà di accelerare il processo per realizzare il prima possibile un nuovo allunaggio e stabilire una presenza sulla Luna anche attraverso la costruzione di un modulo abitativo della Stazione Spaziale Permanente. “Pensate cosa possa significare nell’immaginario collettivo del nostro paese e nel dare forza alle nuove generazioni. L'Italia è una grande potenza tecnologica e un protagonista nella storia dello spazio”, ha spiegato il ministro ai giornalisti presenti a Villa Firenze, la residenza dell’ambasciatore italiano Marco Peronaci nella capitale americana.
L’obiettivo è di vedere tutto ciò realizzato nei prossimi 7-10 anni. E qui entra in gioco il know-how tecnologico italiano, secondo Urso, per realizzare l’unità abitativa da portare sul satellite e permettere agli astronauti di vivere e operare in una condizione ambientale di piena sicurezza. "Siamo particolarmente soddisfatti per il riconoscimento che è stato dato alle imprese italiane, ha detto Urso aggiungendo: "L'Italia collaborerà con gli Stati Uniti e con gli altri attori in questa nuova grande avventura spaziale nella colonizzazione della Luna. Lo può fare perché ha un patrimonio di imprese e di tecnologie uniche al mondo”.
Senza menzionare quali saranno le imprese coinvolte in questa collaborazione, Urso ha rivelato che sono quelle del distretto industriale di Torino in quanto hanno la capacità tecnologica per realizzare il modulo abitativo secondo i criteri e parametri necessari. Il cuore di questa prima giornata della visita istituzionale è stato l’incontro con l’Amministratore della National Aeronautics and Space Administration, Jared Isaacman, presso il quartier generale della Nasa.
Un momento che, secondo il ministro, è servito per confermare e rafforzare la cooperazione bilaterale fra la Nasa e l’Agenzia Spaziale Europea, oltre a enfatizzare il ruolo storico e tecnologico dell’Italia nel settore spaziale. “Abbiamo anche lavorato con i rappresentanti degli Stati Uniti per quanto riguarda la questione centrale, sempre più centrale, che è quella delle materie prime critiche e dei rifornimenti energetici del nostro paese”, ha proseguito Urso.
Sul fronte delle materie prime l’Italia punta a farsi garante di autonomia e resilienza: è stato deciso di istituire un gruppo di lavoro bilaterale con gli Stati Uniti - nell’ambito della più ampia intesa Ue–Usa - per coordinare l’estrazione, la lavorazione e soprattutto il riciclo di queste preziose risorse, dove “le nostre imprese hanno una tecnologia all’avanguardia”, ha detto il ministro. Ad esempio, Roma si è candidata ad ospitare uno dei due depositi pilota europei di stoccaggio (l’altro sarà nel Nord Europa, ndr) per fronteggiare eventuali crisi nella catena d’ approvvigionamento globale. Urso ha ribadito che “non possiamo dipendere da altri attori che fanno pesare questa condizione”.
Sul capitolo energia, il governo vuole rilanciare la cooperazione sul nucleare di nuova generazione: small modular reactors e reattori avanzati di terza e quarta generazione dovranno affiancare le rinnovabili per ridurre la dipendenza dai fossili.
Il ministro delle Imprese e del Made in Italy ha sottolineato la necessità di “colmare la diversità in attesa della fusione” e di costruire soluzioni industriali per garantire forniture più sicure in un contesto geopolitico incerto come quello attuale con l’Iran. “Bisogna creare small reactor di nuova generazione che saranno realizzati su base industriale, componibili, trasportabili e quindi sarà possibile installarli nelle aree industriali dove si ritengono necessari”.
Nel frattempo, per l’intelligenza artificiale e la meccanica quantistica l’Italia si presenta come piazza strategica per investimenti e Urso ha avuto incontri importanti nella capitale statunitense anche su questi due temi. In particolare, grazie al ruolo italiano di approdo centrale dei cavi in fibra ottica che collegano Europa, Nord America, Africa e Asia, alla presenza di supercalcolatori di vertice come quello dell’Eni a Pavia, il nuovo polo Leonardo a Genova, quello del Cineca a Bologna e a un tessuto industriale competitivo, il paese è pronto ad attrarre capitali e infrastrutture digitali. “Siamo in campo — lo sanno anche qui negli Stati Uniti”, ha detto il ministro, affermando di aver invitato Washington a prendere in considerazione l’Italia come hub per data center, AI e ricerca quantistica. (di Iacopo Luzi)

(Adnkronos) - Ennesimo colpo di coda dell'inverno con neve e maltempo sull'Italia ma per Pasqua cambia tutto con un sorprendente ribaltone meteo. Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media de iLMeteo.it, conferma un 2026 accanito particolarmente sulle nostre regioni meridionali. Dopo i danni causati dal Ciclone Harry e dalla recente tempesta Jolinda transitata sullo Stretto di Sicilia, una nuova e insidiosa perturbazione è in discesa vertiginosa dalla Norvegia. Il maltempo colpirà duro soprattutto il Medio Adriatico e il meridione. Tra mercoledì 1 e giovedì 2 aprile, assisteremo ad un evento eccezionale per la stagione: tra Abruzzo e Molise è atteso fino a un metro di neve fresca oltre i 1000 metri di quota, ma con fiocchi fino a quote collinari.
La genesi di questa ondata di maltempo risiede in un violento scontro termico: l'aria polare marittima scandinava andrà a impattare contro le prime correnti temperate in afflusso dal Nord Africa verso l'Italia. Questo mix esplosivo genererà forti temporali su buona parte del Centro-Sud. Questo vortice ciclonico resterà bloccato tra lo Ionio, il Basso Tirreno e lo Stretto di Sicilia almeno fino a venerdì, attivando intensi venti da nord e violente mareggiate sulle coste esposte del Medio Adriatico e, localmente, su quelle delle Isole Maggiori.
Questo quadro disastroso per l'inizio della Settimana Santa nasconde per fortuna un clamoroso lieto fine. Proprio quando sembrerà di essere tornati a gennaio, da sabato si materializzerà il ribaltone: l'Anticiclone delle Azzorre farà il suo trionfale ritorno sul Mediterraneo. Sembrerà un vero e proprio "Pesce d'Aprile", ma fortunatamente reale: passeremo rapidamente da un clima freddo con piogge e massime di 14-15°C, a un'esplosione fatta di sole e temperature in impennata fino a picchi di 22-25°C. Solo il Sud farà i conti con un po' di instabilità residua nella giornata di sabato e con qualche locale, breve rovescio tra Pasqua e Pasquetta, limitato perlopiù a ridosso dei rilievi calabresi e siciliani. Possiamo sbilanciarci: la probabilità di vivere festività pasquali asciutte e miti si aggira intorno all’80%: un'affidabilità decisamente elevata, considerando che ci troviamo ancora a 6 giorni di distanza.
In sintesi, la Settimana Santa ci regalerà un ribaltone meteorologico estremo ma, per una volta, estremamente piacevole. Dalla furia del maltempo invernale di metà settimana, passeremo rapidamente a una Primavera pasquale soleggiata e calda.
Martedì 31. Al Nord: tempo stabile e soleggiato. Al Centro: molte nubi con piogge su Marche, Abruzzo e Lazio; neve sopra i 500-700 metri di quota. Al Sud: maltempo diffuso.
Mercoledì 1. Al Nord: cielo parzialmente nuvoloso, più sole sui settori occidentali. Al Centro: intenso maltempo sulle Adriatiche, neve copiosa sui rilievi. Al Sud: maltempo diffuso. Giovedì 2. Al Nord: cielo poco nuvoloso, clima mite. Al Centro: maltempo sulle Adriatiche, neve copiosa sui rilievi. Al Sud: maltempo diffuso.
Tendenza: ciclone in azione al Sud e Adriatiche fino a venerdì, poi arriva l’anticiclone per Pasqua e Pasquetta.

(Adnkronos) - "Oggi la Svizzera è il posto giusto per me". Lapo Elkann si trasferisce a Lucerna e spiega i motivi della decisione di lasciare l'Italia. "La Svizzera offre sicurezza. Ho vissuto a Milano, Parigi, New York, Lisbona. Ogni città apparteneva a una fase della mia vita", dice l'erede della dinastia Agnelli al quotidiano Aargauer Zeitung. "Quando avevo 25 anni non sarebbe stato il posto giusto, oggi sì", dice il 48enne imprenditore, accendendo i riflettori anche sul contesto internazionale: "Viviamo in un’epoca complessa, segnata dall’incertezza. La Svizzera è neutrale, offre sicurezza e qualità di vita".
Elkann conosce la Svizzera da tempo: "Venivo spesso qui, soprattutto a St. Moritz. La Svizzera per me è sempre stata legata a momenti felici. Conosco bene Ginevra, ma il Lago dei Quattro Cantoni mi ha conquistato di più. Per i paesaggi e per le persone. Qui non conta solo il denaro", dice spiegando le ragioni di optare per Lucerna.
All'inizio, confessa, la moglie Joana Lemos non sembra entusiasta della scelta: "All'inizio non era convinta, abbiamo visitato diversi luoghi. Poi abbiamo trovato una casa a Lucerna e ce ne siamo innamorati". Ora, la coppia si è perfettamente ambientata: "Quando guardiamo lago e montagne al mattino, è molto più piacevole che a New York", dice. Il trasloco, spiega, non è legato a motivi fiscali: "Forse altri luoghi sarebbero stati più convenienti, ma abbiamo scelto un posto che ci rende felici. Qui tutto è vicino, tutto è più umano".

(Adnkronos) - I finanzieri del Comando Provinciale di Crotone - impegnati con ben 80 militari - su disposizione della Procura, hanno eseguito, nelle prime ore della mattina, 16 perquisizioni, anche informatiche, in enti locali, Provincia e Comune di Crotone, studi di consulenza professionali, nonché abitazioni private e notificato 20 avvisi di garanzia nei confronti di altrettanti indagati. Scoperto un vasto giro di affidamenti illeciti di appalti con un drenaggio di denaro pubblico quantificato in 400.000 euro, confluito anche su conti correnti personali di un funzionario pubblico, oltreché nelle casse dei soggetti affidatari. Tra le persone indagate funzionari pubblici e professionisti che agivano da anni, in associazione tra loro, con una struttura ben organizzata, orientando affidamenti diretti di servizi tecnici e professionali, in violazione dei principi di rotazione, imparzialità e trasparenza previsti dalla normativa sui contratti pubblici.
Le ipotesi di reato contestate agli indagati vanno dalla corruzione al falso ideologico in atto pubblico, dalla frode nelle pubbliche forniture alla truffa aggravata ai danni dello Stato. I militari della Guardia di Finanza hanno anche eseguito un sequestro preventivo d’urgenza di cinque società, di cui due con sede in Emilia Romagna, alcuni immobili, giacenze di denaro su rapporti bancari e autoveicoli. Il flusso di denaro pubblico indebitamente sottratto, come emerso dalle indagini, veniva impiegato da parte del funzionario pubblico per spese personali (acquisto di autoveicoli, premi assicurativi, viaggi e soggiorni, spese di rappresentanza, acquisti di beni e prelievi di contante). Le restanti somme rimanevano nella disponibilità dei professionisti affidatari, secondo accordi di ripartizione. Le movimentazioni venivano giustificate da fatturazioni per consulenze.

(Adnkronos) - Un 14enne è stato accoltellato nel bagno di una scuola nel quartiere Scampia a Napoli: denunciati un 17enne e, per favoreggiamento, un 15enne. Non è escluso che il 14enne fosse vittima di bullismo. I carabinieri della Stazione di Scampia sono intervenuti intorno alle 17 di ieri presso l'istituto scolastico “Pontano delle Arti e dei Mestieri” in viale della Resistenza per la segnalazione da parte della dirigente scolastica di un ragazzo ferito da arma bianca all’altezza della gamba. Dagli accertamenti - non semplici visto lo stato d’ansia e di paura che la vittima stava vivendo - effettuati grazie al prezioso contributo della dirigente scolastica, i carabinieri hanno ricostruito la vicenda. Poco prima un 17enne in compagnia di altri ragazzi avrebbe con una scusa fatto andare il 14enne nei bagni della scuola. Lí il ragazzo più grande avrebbe tirato fuori un coltello mimando più volte di colpire il 14enne per poi colpirlo davvero alla gamba. A quel punto ci sarebbe stato un fuggi fuggi generale. I militari della stazione di Scampia hanno perquisito l’abitazione del 17enne dove hanno trovato un coltello a serramanico che era nascosto tra la biancheria intima del ragazzo in un comodino della sua stanza da letto. Il coltello non pareva compatibile con la ferita. Ulteriori accertamenti hanno permesso di comprendere come l’arma usata per il ferimento fosse stata nascosta nei pressi degli uffici dell’8ª municipalità del comune di Napoli da un amico del 17enne e che di anni ne ha 15.
Andati sul posto, i carabinieri hanno trovato e sequestrato il coltello verosimilmente utilizzato per ferire il 14enne. L’arma - un coltello a farfalla ancora intriso di sangue - era in un canale di scolo coperto a sua volta da un listello in legno. Il 17enne è stato denunciato per lesioni personali e porto abusivo di arma. Il 15enne è stato denunciato per favoreggiamento. Smartphone sequestrati. I carabinieri, sotto il coordinamento della procura per i minorenni di Napoli che ha seguito passo passo l’evolversi della vicenda, sono ora impegnati per capire se in passato ci siano stati atti di bullismo.

(Adnkronos) - Nel periodo compreso tra il 19 febbraio e il 22 marzo scorsi, i Carabinieri per la Tutela della Salute hanno condotto una campagna straordinaria di controlli sulle mense ospedaliere e sui servizi di ristorazione sanitaria, finalizzata alla verifica del rispetto delle normative igienico-sanitarie e della sicurezza alimentare all’interno delle strutture destinate a pazienti. Complessivamente sono state controllate 558 strutture su tutto il territorio nazionale, di cui 525 operanti nel settore della ristorazione collettiva e 31 afferenti direttamente all’ambito sanitario. Gli accertamenti hanno evidenziato 238 strutture non conformi, pari al 42,7% del totale, confermando un livello di criticità significativo nel comparto, con oltre quattro strutture su dieci risultate non in linea con gli standard previsti.
Le principali irregolarità riscontrate hanno riguardato carenze igienico-sanitarie nei locali di preparazione e deposito degli alimenti, criticità strutturali e manutentive, inadeguata applicazione delle procedure di autocontrollo (HACCP), nonché irregolarità nella gestione e conservazione dei prodotti alimentari, con particolare attenzione alle diete speciali destinate a soggetti vulnerabili. Nel corso dei controlli sono stati adottati numerosi provvedimenti, tra cui sospensioni immediate delle attività in presenza di situazioni di rischio per la salute, interdizioni mirate di specifiche linee produttive, sanzioni amministrative, denunce all’Autorità Giudiziaria e sequestri di alimenti non idonei al consumo, oltre all’imposizione di prescrizioni correttive a carico degli operatori.
Tra gli interventi più rilevanti, a Napoli e a Brescia, la sospensione immediata dell’attività di due mense ospedaliere entrambe per gravi condizioni igieniche e infestazione da insetti; a Salerno, il riscontro di contaminazione microbiologica (enterobatteri e coliformi) su vassoi destinati alla distribuzione dei pasti, con conseguenti prescrizioni correttive; a Catania, la denuncia del responsabile della preparazione dei pasti e il sequestro di circa 60 kg di alimenti in cattivo stato di conservazione; a Parma, l’accertamento di diffuse carenze igienico-strutturali nei locali di deposito bevande.

(Adnkronos) - E' atteso oggi in Senato l'approdo del decreto fiscale varato la scorsa settimana dal governo. I senatori della commissione Finanze chiamata ad esaminare il provvedimento non si sbilanciano ancora sugli eventuali correttivi di un provvedimento che mercoledì sarà anche al centro del confronto tra il Mimit e le categorie produttive sul piede di guerra per i tagli al Piano Transizione 5.0.
A criticare la scure sulle risorse Confindustria e poi a seguire la gran parte delle confederazioni, preoccupate in primis per il taglio del credito d'imposta che colpisce le imprese 'esodate' cioè quelle che avevano regolarmente presentato la comunicazione di oltre 7.400 investimenti ma erano rimaste a bocca asciutta per l'esaurimento delle risorse e quindi messe in lista d'attesa. Il bonus per loro si ferma al 35% dell'investimento in soli beni strumentali; esclusi invece gli investimenti in impianti fotovoltaici ad alta efficienza iscritti nel registro Enea, cioè quelli che che le norme precedenti incentivavano ad acquistare.
Un taglio, quello delle risorse, dovuto all'esigenza dell'esecutivo di fare quadrare i conti in una fase di aumentata incertezza per la guerra in Medio Oriente e le conseguenti impennate del petrolio. Ma qualche spiraglio dovrebbe però aprirsi al tavolo di confronto a Palazzo PIacentini il cui obiettivo è quello di valutare, in sede di conversione del decreto, eventuali risorse aggiuntive.
Ad ogni modo quello che emerge è che - complici le conseguenze economiche della guerra contro l'Iran - il dl rivede alcune norme della Legge di Bilancio, a tre mesi dalla sua entrata in vigore: cambia il bonus per le imprese, differisce al primo luglio la tassa da 2 euro sui pacchi di valore entro i 150 euro in arrivo dai Paesi extra Ue e, tra le modifiche principali, annulla la stretta sulla tassazione dei dividendi incassati e sulle plusvalenze realizzate da cessioni da partecipazioni ripristinando lo schema pre-manovra.
Già nel nel fine settimana il dl è stato al centro degli strali delle principali confederazioni, con Confidustria in testa, ma le critiche sono continuate anche ieri. Confindustria Moda ha espresso "forte preoccupazione per quanto emerso a seguito delle recenti modifiche al Piano Transizione 5.0 contenute nel decreto fiscale, che intervengono penalizzando retroattivamente le imprese che avevano già programmato e realizzato investimenti sulla base di regole definite". Stesso allarme da Confagricoltura che parla di modifiche penalizzanti auspicando che "il tavolo di confronto convocato dal Mimit porti a misure concrete di supporto alle imprese agricole".

(Adnkronos) - Il dialogo con l'Iran prosegue, ma l'ipotesi di un attacco devastante incombe. Donald Trump e gli Stati Uniti continuano a viaggiare sul doppio binario nella guerra iniziata il 28 febbraio e ancora lontana da un epilogo. Il presidente americano ha fissato la deadline al 6 aprile: fino a quel giorno, nessun attacco contro le infrastrutture energetiche della Repubblica islamica.
Se nell'arco della prossima settimana non si raggiungerà un accordo, con la riapertura dello Stretto di Hormuz paralizzato da Teheran, gli Usa passeranno all'azione, annuncia Trump prospettando una svolta durissima. La chiusura di Hormuz, ormai da settimane, blocca il 20% del traffico mondiale di petrolio con conseguenze sull'aumento dei prezzi del greggio e dei carburanti in molti paesi, Italia compresa.
"Gli Stati Uniti d’America sono in serie trattative con un nuovo regime, più ragionevole, per porre fine alle nostre operazioni militari in Iran. Sono stati compiuti grandi progressi ma, se per qualsiasi motivo non si raggiungerà presto un accordo, cosa che probabilmente avverrà, e se lo Stretto di Hormuz non sarà immediatamente 'aperto al commercio', concluderemo la nostra 'piacevole permanenza' in Iran facendo esplodere e distruggendo completamente tutte le loro centrali elettriche, i pozzi petroliferi e l’isola di Kharg (e forse anche tutti gli impianti di desalinizzazione!), che finora abbiamo volutamente lasciato intatti", scrive il presidente in un post 'programmatico' su Truth.
Sullo sfondo, rimane l'opzione di un'operazione di terra. Gli Stati Uniti hanno appena trasferito in Medio Oriente almeno 2500 Marines con il gruppo anfibio USS Tripoli. Nella regione, sono presenti anche 1000 paracadutisti: tutti elementi che potrebbero essere utilizzati in blitz per obiettivi specifici. Secondo il Wall Street Journal, in particolare, Trump starebbe valutando un'operazione militare per sequestrare quasi 454 kg di uranio arricchito dall'Iran. Teheran è in possesso di quasi mezza tonnellata di uranio arricchito al 60%: al processo manca lo step per arrivare alla soglia del 90%, necessaria per utilizzare il materiale in ambito militare. Secondo Steve Witkoff, inviato speciale di Trump e interlocutore del regime iraniano nei negoziati, la quantità sarebbe sufficiente per produrre 11 armi nucleari.
Nella lista degli obiettivi di Trump c'è anche l'oro nero. Il presidente degli Stati Uniti si espone in maniera chiara: "Ad essere sincero, la cosa che preferisco è estrarre petrolio dall'Iran, ma alcune persone stupide negli Stati Uniti mi chiedono: 'Perché lo fai?' Ma sono persone stupide", dice al Financial Times.
Per arrivare a dama, potrebbe essere necessario acquisire il controllo dell'isola di Kharg, cuore del sistema petrolifero iraniano: "Forse conquisteremo l'isola di Kharg, forse no. Abbiamo molte opzioni. Significherebbe anche che dovremmo rimanere lì per un po' di tempo", dice suggerendo l'ipotesi di una campagna più lunga rispetto alle 4-6 settimane finora preventivate dalla Casa Bianca. Come evidenzia la Cnn, un'azione sull'isola esporrebbe i soldati americani alle ondate di droni e missili che l'Iran continua a lanciare. Trump, però, non sembra considerare il rischio: "Non credo che abbiano alcuna difesa. Potremmo conquistare l'isola molto facilmente". "Le capacità di attacchi con missili e droni sono state ridotte del 90% rispetto all'inizio dell'operazione", dice la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt.
Il quadro delineato da Trump contrasta con quello che, pubblicamente, viene tratteggiato da Teheran. Al di là delle minacce di attacchi devastanti, il presidente americano continua a parlare di negoziati che "procedono bene". "Le richieste che ci sono state trasmesse sono state per lo più irragionevoli ed eccessive", è la posizione, immutata da giorni, che propone l'Iran.
"Non abbiamo avuto alcun negoziato diretto con gli Stati Uniti ma solo messaggi ricevuti tramite intermediari sulla volontà americana di negoziare", dice il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, nel corso di una conferenza stampa riportata dall’agenzia Tasnim. "La nostra posizione è chiara, a differenza dell'altra parte che cambia continuamente posizione: sappiamo bene quale sia il nostro quadro di riferimento. L'Iran non ha iniziato questa guerra ma è stato oggetto di un'aggressione. Tutti i nostri sforzi sono concentrati sulla difesa del Paese. Abbiamo già vissuto esperienze simili e non dimenticheremo il tradimento della diplomazia, avvenuto due volte in meno di un anno".
La distanza appare evidente anche quando si parla della stretta attualità relativa allo Stretto di Hormuz. Trump, con affermazioni non confermate dall'Iran, afferma che Teheran autorizzerà il transito di 20 petroliere "come segno di rispetto". Nelle stesse ore, però, nel parlamento iraniano approda il disegno di legge per introdurre un 'pedaggio' sul transito navale nello Stretto, come riferisce l'agenzia di stampa Isna.
La proposta, denominata 'Legge di azione strategica per la pace e lo sviluppo sostenibile della regione del Golfo Persico', sarà esaminata con procedura d'urgenza. Il testo, spiega Alireza Salimi, membro dell'ufficio di presidenza del Parlamento, si articola in quattro capitoli: sicurezza marittima, imposizione di tariffe per l'inquinamento ambientale, pagamento dei servizi di pilotaggio e istituzione di un fondo per lo sviluppo regionale. Il presidente del Parlamento è Mohammed Ghalibaf, uno dei leader che Trump definisce "molto ragionevoli". E' davvero disposto a collaborare con Washington? "Lo scopriremo presto. Ve lo farò sapere tra circa una settimana", dice il presidente americano. La risposta durissima potrebbe arrivare dopo il 6 aprile.

(Adnkronos) - Ibiza Altea contro tutti nella Casa del Grande Fratello. In particolare, nel corso della settimana è nato un acceso scontro tra la concorrente e Antonella Elia, che si è protratto per giorni a seguito di alcune dichiarazioni della concorrente nei confronti di Blu Barbara. Nella puntata di questa sera, lunedì 30 marzo, le protagoniste hanno avuto modo di confrontarsi.
Secondo Elia, Altea avrebbe assunto atteggiamenti offensivi e giudicanti nei confronti delle altre donne dentro la Casa arrivando ad etichettarle come “facili”. A prendere parola è stata anche Blu Barbara che ha contestato duramente le parole ricevute: “Questo è un livello bassissimo della televisione, tu mi hai offesa nell’animo, hai offeso la mia famiglia e il mio fidanzato”.
Ibiza Altea ha provato a giustificarsi: “Sono anni che vengo sessualizzata, quindi so bene cosa significa. Sono una madre e sono una donna, io ho provato a scusarmi ma voi non volete credermi”.
La concorrente si è detta dispiaciuta e ha aggiunto: “Da donna che ha subito questi commenti per tutta la vita, mi dispiace di aver detto questa frase. Ho dato un’immagine di te che non te la meriti”.

(Adnkronos) - Nessuno lo auspica, nessuno lo dice apertamente, nessuno lo vuole davvero. Eppure, tra i corridoi della politica, lo spettro del voto anticipato continua ad aleggiare su questa fase finale della legislatura, ormai entrata nel suo quarto anno e scossa dalle turbolenze seguite alla vittoria del No al referendum sulla giustizia. Un’ipotesi che resta sullo sfondo, alimentata più dai sussurri che da prese di posizione ufficiali, e che i vertici della maggioranza si affrettano a disinnescare. La linea, almeno pubblicamente, è compatta: andare avanti.
“Nessuno pensa di andare a elezioni anticipate, pensiamo soltanto a migliorare la situazione economica e a fare tutto ciò che serve alla crescita dell'economia italiana", taglia corto il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani. Gli fa eco l’altro vicepresidente del Consiglio, Matteo Salvini, che assicura: "Il governo tira dritto e arriva a fine legislatura senza nessun dubbio e senza nessun tentennamento”.
Sulla stessa lunghezza d’onda anche il ministro della Difesa Guido Crosetto, che lega ogni scenario politico al contesto internazionale: “Nessuno pensa di andare a elezioni anticipate, pensiamo soltanto a migliorare la situazione economica e a fare tutto ciò che serve alla crescita dell'economia italiana”, ribadisce in un’intervista a La Repubblica. E da Bruxelles, il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida osserva come “non siano proprio in tantissimi a chiedere” il ritorno alle urne, “nemmeno tra le opposizioni”.
Dietro le quinte, però, il tema resta sensibile. Anche perché la maggioranza è ancora alle prese con gli strascichi politici delle dimissioni di Daniela Santanchè dal ministero del Turismo e con le inevitabili riflessioni sugli equilibri interni all’esecutivo.
È in questo contesto che interviene Giovanni Donzelli, responsabile organizzazione di Fratelli d’Italia, mettendo un punto fermo: “Escludo che ci sia un’interruzione anticipata dell’attuale governo Meloni”.
Più sfumata, invece, la partita del possibile rimpasto, che resta sullo sfondo. “Può essere che arrivi un ministro al Turismo, visto che ci sono state le dimissioni. Non abbiamo mai messo bandierine, vedremo: lo nominerà il Presidente della Repubblica, sentito il Presidente del Consiglio, come prevede la Costituzione. Fare da parte mia qualsiasi altra riflessione sarebbe scorretto e una sgrammaticatura istituzionale”, chiarisce Donzelli.
Allo stesso tempo, Fratelli d’Italia respinge l’idea di un passaggio parlamentare per rilanciare l'azione dell’esecutivo: “Non c’è da ridefinire nessuna linea del governo. Le opposizioni chiedono la presenza della Meloni in Parlamento per ogni starnuto. Io credo che debba continuare a fare molto bene quello che sta facendo: il momento internazionale è delicatissimo ed è importante che sia concentrata sui dossier che riguardano gli italiani”.
A rafforzare il messaggio di compattezza arriva anche la Lega. “Piena fiducia in Giorgia Meloni e in tutta la squadra di governo”, scandisce Salvini durante una riunione del partito in via Bellerio a Milano, ribadendo che “la Lega è e sarà sempre leale e responsabile”.
Nel frattempo, da Palazzo Chigi la premier tira dritto sui dossier prioritari, a partire dalla sicurezza. “È in questa direzione che il Governo continuerà a muoversi: più strumenti per garantire sicurezza a tutti e più tutele per chi vuole manifestare pacificamente”, scriveva domenica sui social la premier. Una linea che, nelle intenzioni della maggioranza, serve anche a tenere lontani i fantasmi delle urne anticipate, confinandoli - almeno per ora - nel retroscena della politica.
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