
(Adnkronos) - L'Iran chiude lo Stretto di Hormuz, il dialogo con gli Stati Uniti frena, la guerra rischia di ricominciare. Il muro contro muro è totale e il cessate il fuoco scadrà il 21 aprile, tra pochi giorni. Nelle ultime 24 ore il quadro cambia totalmente, Teheran smentisce Donald Trump su tutta la linea e la tensione torna a salire. Il presidente americano convoca una riunione nella Situation Room della Casa Bianca: senza una svolta, la ripresa della guerra è un rischio concreto.
La riapertura dello Stretto, via cruciale per il 20% del commercio mondiale di petrolio, non si concretizza dopo la fumata bianca annunciata da Trump nella giornata di venerdì. Gli Stati Uniti mantengono il blocco navale e Teheran fa scattare il semaforo rosso nello Stretto. "È impossibile per gli altri attraversare Hormuz finché noi non possiamo. Se gli Stati Uniti non revocano il blocco, il transito sarà certamente limitato", comunica Mohammad Bagher Ghalibaf, presidente del Parlamento iraniano. Lo stop dipende anche e soprattutto dalla volontà dei Pasdaran, come evidenzia la nota del comando centrale militare Khatam Al-Anbiya: "Il controllo dello Stretto di Hormuz è tornato al suo stato precedente, sotto la stretta gestione e il controllo delle forze armate iraniane". L'apertura annunciata da Trump ("L'Iran non può ricattarci, non ci saranno pedaggi a Hormuz") è già evaporata, con effetti - tra l'altro - a livello globale. Una nuova chiusura prolungata di Hormuz farebbe immediatamente impennare i prezzi del petrolio e del gas, con conseguenze dirette - in molti paesi, Italia compresa - su benzina e diesel, bollette e inflazione.
Si torna al punto di partenza o, forse, ancora più indietro. Nello Stretto, due navi indiane finiscono sotto colpi sparati presumibilmente dai barchini dei Guardiani della Rivoluzione. "Avvertiamo che nessuna nave, di alcun tipo, deve lasciare il proprio ancoraggio nel Golfo Persico e nel Mar dell'Oman. Qualsiasi tentativo di avvicinarsi allo Stretto di Hormuz sarà considerato come collaborazione con il nemico e l'imbarcazione responsabile sarà presa di mira", dicono i Pasdaran.
Nelle stesse ore, come riferisce il Wall Street Journal, la Marina degli Stati Uniti si prepara ad abbordare e, in alcuni casi, a sequestrare petroliere e navi cargo legate all'Iran in acque internazionali, ricalcando un 'modus operandi' già adottato con il Venezuela. L'operazione amplierebbe il raggio d'azione della pressione statunitense nei confronti della Repubblica islamica oltre il Medio Oriente.
In questo quadro, non sorprende che l'Iran non abbia ancora dato il suo via libera a un nuovo round di negoziati formali con gli Stati Uniti, come riferisce l'agenzia Tasnim. Vacilla, a dir poco, la seconda certezza di Trump: il presidente degli Stati Uniti continua a definire imminente un nuovo incontro tra delegazioni: "Negozieremo durante il fine settimana. Stiamo avendo dei colloqui molto positivi. Sta andando tutto bene". Il dialogo, grazie alla mediazione in particolare del Pakistan, prosegue dietro le quinte.
"Negli ultimi giorni", mentre era presente a Teheran il capo dell'Esercito pakistano, Asim Munir, dagli americani sono state "avanzate nuove proposte, che la Repubblica islamica dell'Iran sta valutando senza però fornire una risposta definitiva", fa sapere il Consiglio supremo di sicurezza nazionale di Teheran. L'organo, in una nota citata da Tasnim, avverte che "la grande nazione e il coraggioso popolo iraniano: non scenderemo a compromessi, non ci ritireremo né tollereremo nulla".
I canali non sono interrotti, ma l'appuntamento per lunedì a Islamabad al momento è più che cancellato e anche la Casa Bianca deve fare i conti con la nuova (o vecchia) realtà. Il presidente, che rimane a Washington nel weekend, nel pomeriggio di sabato convoca una riunione nella Situation Room per discutere della recrudescenza della crisi nello Stretto di Hormuz, come riferiscono due funzionari a Axios. Nel meeting, Trump si confronta con il vice presidente Jd Vance - capodelegazione nei primi negoziati con l'Iran - il segretario di Stato Marco Rubio, il segretario alla Difesa Pete Hegseth, il segretario al Tesoro Scott Bessent, il capo di gabinetto della Casa Bianca Susie Wiles, l'inviato della Casa Bianca Steve Witkoff, il direttore della Cia John Ratliffe ed il capo degli Stati maggiori riuniti dell'esercito Dan Caine. Un funzionario statunitense dichiara che, "se non ci sarà presto una svolta, la guerra potrebbe riprendere" nei prossimi giorni.
La tensione tra Washington e Teheran è legata anche al destino dei 440 chili di uranio arricchito al 60% in possesso della Repubblica iraniana. Il materiale, con passaggi relativamente semplici, può raggiungere in tempi bravi la soglia di arricchimento del 90% necessaria per la produzione di armi nucleari. "L'Iran ci consegnerà l'uranio", ha detto Trump a più riprese. Le smentite arrivate già nella giornata di venerdì hanno costretto il presidente degli Stati Uniti a correggere il tiro: "Ci prenderemo l'uranio in un modo o nell'altro".
Risposta? "Trasferire l'uranio arricchito dell'Iran negli Stati Uniti non è mai stata un'opzione per noi. Il materiale non verrà spostato da nessuna parte", taglia corto il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei. Le distanze tra Washington e Teheran restano ampie e Trump torna a alzare il tono della retorica: "Non prolungherò la tregua, il blocco navale rimane. Forse dovremo tornare a lanciare bombe". L'ennesimo avvertimento, in pieno 'Trump style', rivolto a Teheran per spingere l'Iran a tornare al tavolo dei negoziati.
(Adnkronos) - Gian Piero Gasperini ringrazia i tifosi della Roma presenti all'Olimpico per gli applausi ricevuti prima della partita contro l'Atalanta: "Il pubblico - ha detto il tecnico giallorosso ai microfoni di Dazn - è stato straordinario come sempre con la sua presenza. Erano quasi sessantamila, come sempre, ed è qualcosa di difficilmente ripetibile da più parti".
L'allenatore giallorosso ha commentato anche lo striscione esposto dalla Curva Sud (“Qualsiasi sia il ruolo che uno occupa all’ombra di questo nome, siamo tutti obbligati a garantire romanismo, impegno e valore. La Roma è una cosa seria”), chisura di una settimana tesa per via del botta e risposta a distanza con il senior advisor del club Claudio Ranieri: "Striscioni? Sono stati di grande maturità, la squadra ha dato tutto quello che poteva. I fischi alla squadra? La partita è stata ottima. Credo, da come mi hanno spiegato, che siano per questa bruttissima settimana e sono giustificatissimi. Il pubblico non merita questo teatrino, mi dispiace essere coinvolto. Posso solo cercare di creare meno problemi possibili con il silenzio".
Gasperini ha commentato la prestazione messa in campo dai suoi contro l'Atalanta, entrando nel dettaglio: "C'è la soddisfazione di aver fatto una bella partita, contro una squadra molto forte. Speravamo di vincere per avvicinarci al quarto posto, ma le partite sono molto equilibrate ed è un momento difficile per tutti. Non dobbiamo essere delusi, abbiamo giocato una buona gara. Non siamo stati fortunatissimi e Carnesecchi è stato bravissimo".

(Adnkronos) - Bisogna davvero camminare 10mila passi al giorno per ottenere effetti benefici su cuore, pressione, colesterolo o glicemia? No, è un falso mito. Il numero dei passi non è un fattore determinante. O, almeno, non è la chiave di tutto. Fare più attività, come evidenziano ormai moltissimi studi, è sicuramente un bonus. Non c'è bisogno però di spingersi fino a quota 10mila per godere di risultati positivi. A demolire la 'leggenda' contribuisce uno studio che ha trovato spazio sugli Annals of Internal Medicine e che ha offerto una differente chiave di lettura sull'utilità del walking. Non è importante solo quanto si cammina ma anche 'come'.
Lo evidenziano i dati su ben 33.560 adulti nel Regno Unito: una platea enorme, formata da soggetti di età compresa tra i 40 e i 79 anni che accumulavano al massimo 8000 passi al giorno. La mole di informazioni è stata sezionata dagli scienziati dell'università di Sydney in Spagna e da quelli dell'Universidad Europea in Spagna.
I soggetti coinvolti - tutte persone 'subottimalmente attive' o poco attive - sono stati suddivisi in gruppi in base alla lunghezza delle camminate, nessuna paragonabile ad una 'maratona'. Il 43% ha camminato per meno di 5 minuti prima di fermarsi per una sosta. Il 33,5% lo ha fatto per 5-10 minuti. Il 15,5% non ha superato i 15 minuti e solo l'8% si è spinto oltre il quarto d'ora di movimento.
Risultato? In generale, chi ha camminato più a lungo è stato associato ad un rischio più basso di patologie cardiache. Camminare per almeno 15 minuti senza sosta, secondo i ricercatori, è l'ideale. 'Al cambio', sono necessari quindi in media 1500 passi per innescare un effetto virtuoso e per archiviare un esercizio utile al cuore. La resistenza è un plus. Secondo lo studio, anche per le persone meno attive – con un percorso quotidiano inferiore ai 5000 passi totali - – le camminate più lunghe erano in grado di fare la differenza e ridurre sensibilmente i rischi di patologie cardiache e di morte.
In sostanza, affermano gli scienziati, non conta solo ‘quanto’ si cammina ma anche come ci si muove. Si può coprire una distanza ridotta nell'arco di una giornata, ma accumulare passi per un periodo mediamente lungo risulta provvidenziale per il cuore. "Tendiamo a dare troppa importanza al numero di passi, trascurando il ruolo cruciale degli schemi, ad esempio ‘come’ si cammina. Questo studio dimostra che anche le persone fisicamente molto sedentarie possono massimizzare i benefici per la salute del cuore modificando le proprie abitudini di camminata per camminare idealmente per almeno 10-15 minuti, quando possibile", la sintesi del professor Emmanuel Stamatakis, co-autore dello studio.

(Adnkronos) - Roma-Atalanta finisce 1-1 oggi, sabato 18 aprile. Il big match della 33esima giornata di Serie A si apre con il gran gol di Krstovic al 13', a cui replica Hermoso con un sinistro al volo poco prima dell'intervallo. Con questo risultato, gli uomini di Gasperini restano sesti a 58 punti e vedono complicarsi la corsa al quarto posto Champions, obiettivo stagionale: il piazzamento che varrebbe la partecipazione alla massima competizione europea è ora occupato dalla Juve con 60 punti. I bianconeri, impegnati domani contro il Bologna, potrebbero però salire a quota 63 con un successo e mettere così un'ipoteca sul traguardo.
Sono da leggere in questo senso (e non strettamente legati alla prestazione contro l'Atalanta) i fischi dell'Olimpico ai giocatori giallorossi, arrivati a fine gara. Al triplice fischio, i calciatori - tra cui Malen, Cristante ed El Shaarawy - si dirigono verso la Sud per salutare i sostenitori romanisti, ma lo stadio risponde con bordate di fischi. Un atteggiamento che si accoppia agli applausi riservati all'inizio della partita al tecnico Gian Piero Gasperini, reduce da una difficile settimana dopo il confronto a distanza con il senior advisor del club Claudio Ranieri (QUI IL RACCONTO) . Una posizione chiara quella dei tifosi, che mostrano così il loro appoggio all'allenatore.
(Adnkronos) - Certi amori fanno giri immensi, e poi si ritrovano… sotto altre forme. Sotto altre espressioni. È il caso di Marracash ed Elodie, che a distanza di anni sono tornati a condividere il palco. Questa sera al Marra Block Party. Due voci, due percorsi artistici diversi, ma un’intesa che continua a lasciare il segno.
La loro relazione, durata dal 2019 al 2021, si è conclusa senza torti, né polemiche. E proprio questa maturità ha reso ancora più significativo il momento andato in scena alla Barona, quartiere milanese dove Marracash è cresciuto, e dove questa sera è tornato.
Durante il concerto, totalmente a sorpresa, Elodie è salita sul palco sulle note di ‘Niente canzoni d’amore’. Un brano che, pur non essendo stato inciso insieme, è spesso associato alla loro relazione e che negli anni entrambi hanno interpretato separatamente, ognuno col proprio pubblico, ognuno raccontando la propria storia.
Un frammento del passato che, per una sera, è tornato a vivere. Un momento capace di rimanere impresso nella memoria di chi, dal 2021, non ha mai smesso di ricordare quella storia.

(Adnkronos) - "Napoli è Napoli, ma non è solo Napoli, in generale. Anche l'anno scorso a due mesi dalla fine del campionato si è iniziato a parlare di altre squadre. Io vi lascio parlare. A volte dico delle cose e vengono strumentalizzate. In queste situazioni più stiamo in silenzio, concentrati sulla squadra, meglio è". Antonio Conte, tecnico del Napoli, è tornato così a parlare del suo futuro dopo il ko in campionato contro la Lazio di oggi, sabato 18 aprile. L'allenatore ha commentato - ai microfoni di Dazn - le ultime voci sul suo conto, anche in ottica Nazionale: "Capisco che il mio nome serve per scrivere, fare paginate sui giornali e trasmissioni. A volte strumentalizzano frasi".
Conte ha commentato anche le parole del presidente De Laurentiis in un'intervista a The Athletic ("Antonio è una persona molto seria. Ha un contratto con me. Non mi abbandonerà mai all'ultimo minuto, perché creerebbe un grosso problema per il Napoli. Se si sacrifica dopo due anni di lavoro per costruire un Napoli fortissimo... la squadra è pur sempre una sua creazione. Quindi ucciderebbe la sua creatura, abbandonandola proprio all'ultimo minuto. Oppure decide subito e dice ‘Vorrei andare’. In tal caso avrei il tempo, tra aprile e maggio, di trovare qualcun altro che lo sostituisca"), cercando di abbassare i toni: "De Laurentiis? Quello è un problema del presidente, lui può parlare e dire quello che vuole, non rispondo. Se dovessi rispondere lo faccio in privato senza farlo in pubblico perché i media non aspettano altro".

(Adnkronos) - “Qualsiasi sia il ruolo che uno occupa all’ombra di questo nome, siamo tutti obbligati a garantire romanismo, impegno e valore. La Roma è una cosa seria”. La Curva Sud ha risposto così, prima di Roma-Atalanta di oggi, sabato 18 aprile, alle vicende dell'ultima settimana in casa giallorossa. Il tifo organizzato del club capitolino ha preso posizione dopo il botta e risposta - con relative polemiche - tra il senior advisor del club Claudio Ranieri e il tecnico Gian Piero Gasperini. All'annuncio delle formazioni, l'Olimpico ha detto la sua. Come? Con uno striscione chiaro esposto prima della sfida, accompagnato da tanti applausi per l'allenatore.
Ma cos'è successo? A far degenerare la situazione in casa Roma, le parole di Claudio Ranieri una settimana fa, prima della sfida di campionato contro il Pisa: "La rosa? Non c'è giocatore che sia arrivato senza l'approvazione di Gasperini, altri non li abbiamo presi perché non gli piacevano. Se poi qualcuno non si è rivelato all'altezza della Roma, cambiamolo". E ancora: "Io avevo fatto il nome di 5-6 allenatori, in tre hanno detto no. Poi la società ha scelto Gasperini. Lo si è scelto per quanto fatto all'Atalanta, crescere i giovani e portarli a livello e questo ci aspettiamo. Gli abbiamo consegnato una squadra che l'anno scorso arrivò ad un punto dalla Champions e qualche giovane in più da far maturare".
La risposta del tecnico Gian Piero Gasperini è arrivata ieri in conferenza stampa: "C'è stata questa intervista di venerdì scorso, che ha creato tutta questa situazione. Per me è stata una sorpresa incredibile, perché non c'è stato mai un tono diverso tra me e Ranieri. Sia nelle conferenze che nei rapporti tra noi due. È stata una cosa davvero inaspettata. In tanti mesi non avevo mai avuto questa sensazione, questi toni da parte sua". Gasperini ha poi abbandonato la sala stampa commosso, dopo aver ricordato i suoi anni d'oro all'Atalanta e il rapporto con Antonio Percassi: "A Roma c'è tutto, soprattutto nella squadra e anche nell'ambiente esterno. A Bergamo il contesto era compatto, il lavoro della società straordinario. L'anomalia dell'Atalanta è stato giocare in Europa facendo utili, una cosa straordinaria. Non solo per merito mio, ma anche per una società capacissima di operare in sintonia con l'allenatore. Poi quella sintonia è un po' cambiata, un po' perché è cambiata la proprietà e un po' perché non c'era più il papà”. Una situazione tesa, che ha portato anche il tifo organizzato a schierarsi.

(Adnkronos) - L'Inter è sempre più vicina allo scudetto, dopo la sconfitta del Napoli contro la Lazio oggi, sabato 18 aprile. Con il successo di ieri contro il Cagliari, i nerazzurri si sono portati a +12 sulla squadra di Antonio Conte, a soli 4 punti dalla matematica certezza del successo tricolore. Quattro punti da conquistare nelle ultime 5 giornate, su 15 disponibili (e che potrebbero essere anche di meno, se il Napoli e il Milan non riuscissero a vincere tutte le partite da qui alla fine): ecco le combinazioni che porterebbero alla festa nerazzurra.
Intanto, il calendario: l'Inter deve affrontare ora Torino, Parma, Lazio, Verona e Bologna (due gare in casa e tre in trasferta). Il Napoli dovrà affrontare Cremonese, Como, Bologna, Pisa e Udinese (tre gare al Maradona). Se Chivu vincesse la prossima gara e il Napoli perdesse la sfida con la Cremonese si porterebbe a +15 a quattro giornate dalla fine, rendendo impossibile la rimonta. L'Inter potrebbe così festeggiare lo scudetto già il 26 aprile con una vittoria contro il Torino, in trasferta.
Il discorso resta lo stesso anche considerando un successo del Milan domani contro il Verona: con i tre punti, i rossoneri agguanterebbero il Napoli al secondo posto. A quel punto, l'Inter avrebbe bisogno di fare sempre 4 punti visto il distacco che diventerebbe identico con la squadra di Allegri e con quella di Conte.
Inoltre, con una vittoria nelle prossime due l'Inter si garantirebbe almeno lo spareggio scudetto.
La certezza del titolo potrebbe arrivare in ogni caso nella sfida di San Siro contro il Parma, alla 35esima (weekend del 2-3 maggio). L'Inter avrebbe bisogno di un successo contro il Torino e di un pari contro i gialloblù (considerando bottino pieno per Milan e Napoli).

(Adnkronos) - La Roma torna in campo in Serie A. Oggi, sabato 18 aprile, i giallorossi ospitano l'Atalanta all'Olimpico in uno dei big match della 33esima giornata di campionato. La squadra del grande ex Gasperini arriva alla sfida dopo il successo dell'ultimo turno contro il Pisa, mentre i nerazzurri hanno perso contro la Juventus. Calcio d'inizio alle 20:45.
Dove vedere Roma-Atalanta? La partita verrà trasmessa da Dazn, ma anche su Sky ai canali Sky Sport Uno, Sky Sport Calcio, Sky Sport 4K e Sky Sport (252). La partita sarà visibile anche in streaming sull'app di Dazn, Sky Go e Now.
Nel prossimo turno di campionato, la Roma sarà impegnata al Dall'Ara contro il Bologna sabato 25 aprile alle 18. Trasferta anche per l'Atalanta, di scena all'Unipol Domus contro il Cagliari lunedì 27 alle 18:30.

(Adnkronos) - La Roma torna in campo in Serie A. Oggi, sabato 18 aprile, i giallorossi ospitano l'Atalanta all'Olimpico in uno dei big match della 33esima giornata di campionato. La squadra del grande ex Gasperini arriva alla sfida dopo il successo dell'ultimo turno contro il Pisa, mentre i nerazzurri hanno perso contro la Juventus. Calcio d'inizio alle 20:45.
Dove vedere Roma-Atalanta? La partita verrà trasmessa da Dazn, ma anche su Sky ai canali Sky Sport Uno, Sky Sport Calcio, Sky Sport 4K e Sky Sport (252). La partita sarà visibile anche in streaming sull'app di Dazn, Sky Go e Now.
Nel prossimo turno di campionato, la Roma sarà impegnata al Dall'Ara contro il Bologna sabato 25 aprile alle 18. Trasferta anche per l'Atalanta, di scena all'Unipol Domus contro il Cagliari lunedì 27 alle 18:30.

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Dove vedere Roma-Atalanta? La partita verrà trasmessa da Dazn, ma anche su Sky ai canali Sky Sport Uno, Sky Sport Calcio, Sky Sport 4K e Sky Sport (252). La partita sarà visibile anche in streaming sull'app di Dazn, Sky Go e Now.
Nel prossimo turno di campionato, la Roma sarà impegnata al Dall'Ara contro il Bologna sabato 25 aprile alle 18. Trasferta anche per l'Atalanta, di scena all'Unipol Domus contro il Cagliari lunedì 27 alle 18:30.

(Adnkronos) - Caos in Napoli-Lazio, big match di Serie A di oggi, sabato 18 aprile. Intorno alla mezz'ora (con gli ospiti avanti 1-0), c'è subito un caso Var al Maradona: Noslin parte in solitaria verso la porta di Milinkovic-Savic, dopo un rimpallo vinto a metà campo con Buongiorno. L'attaccante biancoceleste arriva a tu per tu con il portiere azzurro, poi viene atterrato in area da Lobotka ed è calcio di rigore: non c'è però espulsione per il centrocampista slovacco, perché il fallo non viene considerato da ultimo uomo uomo dall'arbitro Zufferli, vista la vicinanza di un altro difensore e del portiere.
Dal dischetto va quindi Zaccagni, che si fa però ipnotizzare da Milinkovic-Savic: il destro del numero 10 biancoceleste viene neutralizzato dal portiere serbo, che intuisce il lato e para. Sulla respinta, Zaccagni si scontra poi con Cancellieri e il pallone finisce alto. Sfuma così, per la squadra di Sarri, la clamorosa occasione del raddoppio.

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Dal dischetto va quindi Zaccagni, che si fa però ipnotizzare da Milinkovic-Savic: il destro del numero 10 biancoceleste viene neutralizzato dal portiere serbo, che intuisce il lato e para. Sulla respinta, Zaccagni si scontra poi con Cancellieri e il pallone finisce alto. Sfuma così, per la squadra di Sarri, la clamorosa occasione del raddoppio.

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(Adnkronos) - Papa Leone XIV, sul volo verso l'Angola, salutando i media al seguito, ha spiegato che i suoi discorsi sono stati preparati prima e che quindi non sono da interpretare "come se cercassi di dibattere nuovamente con il presidente Trump, cosa che non è nel mio interesse". Lo riportano i media vaticani.
Il Pontefice, sul volo che lo ha portato in Angola, come riportano i media vaticani, ha detto ai giornalisti al seguito: "Si è diffusa una certa narrazione, non del tutto accurata, a causa della situazione politica creatasi quando, il primo giorno del viaggio, il presidente degli Stati Uniti ha rilasciato alcune dichiarazioni su di me". Papa Leone si è riferito alle accuse che Donald Trump gli ha rivolto sulle quali il Pontefice stesso era intervenuto nel volo che lo portava in Algeria.
"Papa Leone è debole sulla criminalità e pessimo per la politica estera - aveva detto il presidente americano - Se non fossi alla Casa Bianca, Leone non sarebbe in Vaticano", l'affondo presidenziale. "Io non ho paura dell'amministrazione Trump, parlo del Vangelo, continuerò a parlare ad alta voce contro la guerra - aveva replicato Leone XIV - Non ho intenzione di entrare in un dibattito con lui".
"Gran parte di ciò che è stato scritto da allora non è altro che un commento su commento, nel tentativo di interpretare quanto è stato detto", ha affermato oggi Leone XIV. Un esempio è il discorso pronunciato all'incontro di preghiera per la pace a Bamenda due giorni fa. "Quel discorso - ha spiegato il Pontefice - era stato preparato due settimane prima, ben prima che il presidente commentasse su di me e sul messaggio di pace che sto promuovendo. Eppure, è stato interpretato come se stessi cercando di dibattere nuovamente con il presidente, cosa che non è affatto nel mio interesse".
"Io vengo in Africa - ha puntualizzato - principalmente come pastore, come capo della Chiesa cattolica, per stare con, per celebrare con, per incoraggiare e accompagnare tutti i cattolici africani".

(Adnkronos) - José Mourinho prova a spiazzare il giornalista che ribatte colpo su colpo e scatena le risate dello Special One. Il siparietto va in scena nella conferenza stampa dell'allenatore del Benfica. Argomento, il contratto del tecnico, vincolato fino al 2027. Mourinho non esclude il divorzio a fine stagione, con un anno d'anticipo rispetto alla scadenza dell'accordo, e attende segnali dalla società per un eventuale prolungamento.
"Non posso dire che resto per 10 anni. Non dipende da me, un allenatore o un giocatore fanno parte di una struttura del club", dice Mourinho nel prolungato botta e risposta. "Tu puoi che garantire che rimarrai a RTP?", chiede l'allenatore al giornalista. "Posso, perché non mi vuole nessuno, è facile", la risposta che fa centro. Mourinho ride e incassa.

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(Adnkronos) - Tragedia a Cossombrato, nell’astigiano. Secondo i primi accertamenti un uomo di 57 anni di origine albanese avrebbe ucciso a roncolate l’ex moglie e il nuovo compagno, anch’essi di origine albanese, e poi si sarebbe tolto la vita gettandosi dal castello del paese. I corpi delle due vittime sono stati trovati nella tarda mattinata di oggi in un fosso a poca distanza l’uno dall’altro nei pressi di un campo dove si trovano alcuni alveari di cui a quanto di è appreso, la coppia si occupava. A dare l’allarme il fratello della donna, preoccupato poiché non aveva notizie della sorella. Accanto ai due corpi è stato trovato anche un attrezzo agricolo con cui sarebbero stati colpiti a morte. L’uomo, invece, si sarebbe gettato dal castello nella notte. Sono in corso le indagini dei carabinieri per accertare l’esatta dinamica dell’accaduto.

(Adnkronos) - Il Parma passa di misura sul campo dell'Udinese nella 33esima giornata di Serie A oggi, sabato 18 aprile: 0-1 il risultato finale. Tre punti preziosi in chiave salvezza per gli emiliani, ora al 13esimo posto a 39 punti. Friulani fermi all'11esimo con 43 punti.
Dopo un primo tempo senza reti, la partita si sblocca nel secondo tempo con il vantaggio agguantato dal Parma al 52': gol di Elphege favorito da una serie edi errori della difesa friulana. Pareggio sfiorato in due occasioni consecutive, al 76' con Gueye che trova di testa la traversa e un minuto dopo con Zaniolo anche lui di testa, la palla sfiora il palo dal lato esterno. Altro pareggio sfiorato per Gueye all'83', tiro debole che finisce dritto tra le mani di Suzuki. Sei i minuti di recupero, nell'ultimo di questo Zaniolo trova l'occasione migliore della partita ma ancora una volta Suzuki interviene.

(Adnkronos) - È morta Nathalie Baye, una delle figure più luminose e riconoscibili del cinema francese contemporaneo. Aveva 77 anni. A confermare la scomparsa, avvenuta venerdì sera, è stata la famiglia.
L’attrice soffriva da tempo della demenza a corpi di Lewy, una patologia neurodegenerativa che unisce sintomi simili a quelli dell’Alzheimer e del Parkinson e che negli ultimi mesi aveva aggravato sensibilmente le sue condizioni di salute. Con oltre cinquant’anni di carriera e circa un centinaio di film all’attivo, Baye è stata protagonista tra cinema d’autore, grandi produzioni internazionali e collaborazioni con alcuni dei più importanti registi della storia del cinema europeo.
Nata a Mainneville il 6 luglio 1948, Nathalie Baye aveva iniziato il suo percorso artistico dalla danza, studiata a partire dai quattordici anni nel Principato di Monaco. Dopo un’esperienza negli Stati Uniti con una compagnia di ballo, aveva scelto di dedicarsi alla recitazione, formandosi al Conservatoire national supérieur d’art dramatique di Parigi, dove si era diplomata nel 1972. Il suo debutto cinematografico arriva nei primi anni Settanta, in un contesto straordinariamente fertile per il cinema francese. Tra le prime apparizioni figura "Effetto notte" (1973) di François Truffaut, film-simbolo del cinema nel cinema, che segna l’inizio di un legame artistico destinato a consolidarsi negli anni. Con lo stesso regista avrebbe poi lavorato anche in "L’uomo che amava le donne" (1977) e "La camera verde" (1978).
Il suo nome si lega presto ai grandi autori della Nouvelle Vague e del cinema d’autore europeo: Jean-Luc Godard la dirige in "Si salvi chi può (la vita)" (1980) e in "Detective" (1985), mentre Bertrand Tavernier la vuole in "Una settimana di vacanze" (1980). Con Claude Sautet recita in "Mado" (1976), contribuendo a definire un’epoca del cinema francese segnata da introspezione e realismo emotivo.
La carriera di Nathalie Baye è costellata di riconoscimenti. Ha vinto il Premio César come migliore attrice protagonista per "La spiata" (1982) e per "Il giovane tenente" (2005), e come migliore attrice non protagonista per "Si salvi chi può" (la vita) (1980) e "Una strana storia" (1981). A questi si aggiungono la Coppa Volpi alla Mostra del Cinema di Venezia per "Una relazione privata" (1999) di Frédéric Fonteyne, una delle sue interpretazioni più intense e intime, e numerosi premi internazionali, tra cui un riconoscimento al Festival di Seattle per "Sciampiste & Co." (1999) di Tonie Marshall, dove offre una prova brillante e ironica nei panni di un’estetista anticonvenzionale.
La sua versatilità le ha permesso di attraversare generi e registri diversi senza mai perdere coerenza interpretativa. Dalla commedia al dramma psicologico, Baye ha incarnato una femminilità complessa, mai stereotipata, capace di alternare fragilità e determinazione. Tra i ruoli più amati dal pubblico e dalla critica spicca quello in "Il ritorno di Martin Guerre" (1982) di Daniel Vigne, dove interpreta una donna divisa tra verità e inganno in una vicenda ambientata nella Francia del XVI secolo. Un’interpretazione intensa, che contribuisce al successo internazionale del film. Non meno significativa la partecipazione a "Il fiore del male" (2003) di Claude Chabrol, dove conferma la sua capacità di muoversi con naturalezza nel cinema psicologico e familiare.
Negli anni Duemila Nathalie Baye amplia ulteriormente i propri orizzonti, partecipando a produzioni internazionali. Steven Spielberg la dirige in "Prova a prendermi" (2002), dove recita accanto a Leonardo DiCaprio e Tom Hanks, dimostrando la sua capacità di inserirsi con eleganza anche nel cinema hollywoodiano. Successivamente lavora con registi come Xavier Dolan in "Laurence Anyways e il desiderio di una donna" (2012) e "È solo la fine del mondo" (2016), confermando un rapporto privilegiato con il cinema contemporaneo più autoriale e sensibile alle dinamiche familiari e psicologiche.
Secondo molti critici, la sua forza risiedeva nella naturalezza: un’interpretazione mai forzata, capace di rendere credibili tanto i personaggi più fragili quanto quelli più complessi e ambigui. Una qualità che l’ha resa una delle attrici più rispettate del panorama europeo.
La vita privata di Nathalie Baye è stata spesso sotto i riflettori, anche per la sua relazione con il cantante Johnny Hallyday, dalla quale è nata la figlia Laura Smet, oggi attrice affermata. Nonostante la notorietà, Baye ha sempre mantenuto una forte discrezione, difendendo con coerenza la propria indipendenza artistica e personale. Negli ultimi anni aveva anche preso posizione su temi sociali e civili, in particolare sul fine vita, firmando nel 2023 un appello pubblico per la riforma della legislazione francese. Un intervento che aveva suscitato dibattito e che rifletteva la sua sensibilità verso le questioni etiche legate alla dignità della persona.
Alla notizia della sua morte, il presidente francese Emmanuel Macron ha ricordato "un'attrice con cui abbiamo amato e sognato", mentre numerosi colleghi hanno sottolineato la sua umanità oltre che il suo talento. L’attore Richard Berry ha condiviso un messaggio commosso, ricordando i momenti condivisi sul set di "La Baule-les-Pins" (1990), mentre altri registi e attori hanno evidenziato la sua eleganza discreta e la sua capacità di incarnare una certa idea del cinema francese: rigoroso, umano, profondamente autentico. (di Paolo Martini)
"La divisa dei Vigili del Fuoco è progettata per proteggere da
fiamme, fumi e sostanze tossiche, ma può nascondere un rischio per
la salute. I materiali utilizzati, come il Teflon e altri Pfas,
sono sostanze chimiche artificiali che, quando utilizzate a lungo
ed esposte ad alte temperature, possono essere assorbite
dall'organismo. Uno studio pubblicato sulla rivista scientifica
Environmental Science & Technology evidenzia come i PFAS possano
interferire con i meccanismi di difesa delle cellule, rendendole
più vulnerabili allo sviluppo di tumori". Lo afferma il capogruppo
del Movimento 5 Stelle in Consiglio regionale, Michele Ciusa, che
ha presentato una mozione coi colleghi di partito - di cui è primo
firmatario - per chiedere al governo maggiori controlli e tutele
per la categoria. L'obiettivo è rafforzare la prevenzione sanitaria
attraverso biomonitoraggi, l'inserimento di specifici controlli
nelle visite periodiche e il riconoscimento del lavoro dei Vigili
del Fuoco come attività particolarmente usurante.
(Adnkronos) - Il Napoli torna in campo in Serie A. Oggi, sabato 18 aprile, la squadra di Antonio Conte ospita la Lazio al Maradona in uno dei big match della 33esima giornata di campionato. Gli azzurri arrivano dal pari nell'ultimo turno contro il Parma, mentre gli uomini di Sarri hanno perso contro la Fiorentina.
Dove vedere Napoli-Lazio? La partita sarà disponibile su Dazn, ma anche su Sky per gli abbonati con Zona Dazn (canale 214). Partita visibile in streaming sull'app di Dazn.
Nella prossima giornata di campionato, il Napoli ospiterà la Cremonese venerdì 24 aprile al Maradona (ore 18:30). La Lazio ospiterà invece l'Udinese all'Olimpico lunedì 27 aprile (ore 20:45).
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