
(Adnkronos) - Scattata la sorveglianza del ministero della Salute per Hantanvirus su quattro persone arrivate in Italia dopo aver viaggiato sul volo Klm con scalo a Roma su cui c'era la donna ammalata poi morta a Johannesburg. I quattro si trovano ora in Calabria, Campania, Toscana e Veneto.
A seguito delle segnalazioni ricevute attraverso i circuiti internazionali relative al focolaio di Andes Hantavirus (unico ceppo noto per la trasmissione da persona a persona) collegato alla nave Mv Hondius, il ministero della Salute ha attivato le procedure previste di valutazione del rischio, sorveglianza e coordinamento sanitario, in linea con i protocolli nazionali e internazionali. Le valutazioni condivise a livello internazionale dall’Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità) e dall’Ecdc (Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie), sottolinea il ministero, indicano attualmente un rischio basso per la popolazione generale a livello mondiale e molto basso in Europa.
In Italia sono giunte quattro persone con il volo Klm in coincidenza per Roma sul quale era salita per pochi minuti la donna ricoverata a Johannesburg e lì deceduta. I recapiti dei quattro passeggeri sono stati acquisiti. Il ministero della Salute ha quindi trasmesso le informazioni alle Regioni di competenza (Calabria, Campania, Toscana, Veneto) per l’attivazione delle procedure di sorveglianza attiva, nel principio di massima cautela.
"I passeggeri sono stati tutti e quattro rintracciati. Ci risulta comunque che non hanno sintomi, che erano seduti in una fila lontana dalla passeggera che poi è deceduta successivamente. E ci risulta anche che la passeggera sia stata a bordo del volo per poco tempo", ha spiegato al Tg1 Maria Rosaria Campitiello, capo Dipartimento della prevenzione del ministero della Salute.
In Toscana, fanno sapere il presidente della Regione Eugenio Giani e l’assessora alla salute Monia Monni, "abbiamo immediatamente attivato i protocolli previsti e preso contatto con la donna, attualmente domiciliata a Firenze. La signora è stata posta in regime di quarantena precauzionale in attesa degli accertamenti clinici necessari a verificare l'eventuale contrazione del virus. L'attenzione da parte delle nostre strutture sanitarie è massima”, hanno assicurato Giani e Monni. “Sebbene le modalità del contatto suggeriscano un rischio contenuto, non sottovalutiamo alcun elemento e continueremo a informare tempestivamente la cittadinanza su ogni sviluppo”.
Un altro dei 4 passeggeri è tenuto sotto stretta osservazione dal personale sanitario, in quarantena, a Padova. Si tratta di un sudafricano arrivato a Venezia da Amsterdam il 26 aprile scorso. "Il cittadino straniero è collaborativo, non presenta alcun sintomo e gode di buona salute - riferisce il presidente della Regione del Veneto, Alberto Stefani, che sta monitorando attentamente la situazione -. Il contatto con la persona deceduta non è stato né ravvicinato, né prolungato. Per questo è considerato soggetto a basso rischio. In via precauzionale potrà sottoporsi nelle prossime ore a un test previsto dal ministero della Salute - prosegue Stefani -. L’assessore regionale alla Sanità, Gino Gerosa, il Direttore dell’Area Sanità Sanità e Sociale, Giancarlo Ruscitti e la Dirigente della Prevenzione, Francesca Russo sono in contatto costante con il ministero della Salute. Sebbene tutti i fattori indichino un rischio molto ridotto, terrò personalmente informati i veneti sull’evoluzione del caso".
"Sto bene, non ho sintomi" ha detto al Tg1 Federico, il 25enne calabrese, uno dei 4 passeggeri italiani che erano sullo stesso volo dal Sudafrica all'Olanda. "Sono rientrato in Italia per un periodo di ferie, faccio il marittimo. Da Amsterdam ho preso poi un altro volo" per Fiumicino, ha spiegato il giovane in nun video rilanciato sui social del Tg1. "Ieri sera mi ha contattato il ministero della Salute e stamattina mi ha contattato la Asl, mi ha detto che dovrò stare in quarantena - ha proseguito - Isolamento, misurare la temperatura il giorno e la sera e qualora dovessi avere uno dei sintomi, il più comune è la febbre, di ricontattarli. Lunedì verrà il medico a farmi delle analisi". "Non sono preoccupato - ha proseguito - perché, da come mi hanno detto, ho un basso rischio di contagio del virus".
La compagnia Oceanwide Expeditions, inoltre, ha aggiornato, con una propria comunicazione, il quadro relativo ai passeggeri della nave MV Hondius. Sulla nave, dal 6 maggio, è presente anche un medico italiano dello staff sanitario Ecdc, salito a bordo a supporto delle attività assistenziali legate all’emergenza. Il ministero della Salute, insieme alle altre Amministrazioni e autorità sanitarie coinvolte, continua a garantire il pieno coordinamento e l’applicazione delle misure di sorveglianza previste.
La nave da crociera Mv Hondius, colpita da un focolaio di hantavirus, dovrebbe attraccare alle Isole Canarie tra le 4 e le 6 di mattina di domenica (5-7 italiane). Lo ha annunciato la ministra della Salute spagnola Mónica García Gómez, definendo l’operazione "senza precedenti" nel corso di una conferenza stampa. La ministra ha inoltre precisato che "né i bagagli né il corpo della persona deceduta a bordo saranno sbarcati alle Canarie: resteranno sulla nave insieme a una parte dell’equipaggio", aggiungendo che l’imbarcazione proseguirà successivamente la sua rotta verso i Paesi Bassi.
Sono già previsti voli di rimpatrio per i passeggeri verso Stati Uniti, Regno Unito, Francia, Germania, Belgio, Irlanda e Paesi Bassi, ha annunciato il ministro dell’Interno spagnolo Fernando Grande-Marlaska. "Per i passeggeri provenienti da Paesi che non fanno parte dell’Ue e che non dispongono di mezzi aerei per garantire il rimpatrio dei propri cittadini, le autorità spagnole stanno preparando un piano in coordinamento con i Paesi Bassi, l’armatore e l’assicuratore della nave", ha precisato Grande-Marlaska.
E il direttore generale dell'Organizzazione Mondiale del Sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus, è in arrivo a Tenerife per seguire le operazioni di evacuazione dei passeggeri. Secondo fonti del ministero spagnolo, Tedros accompagnerà i ministri della Salute e dell'Interno per coordinare "il controllo sanitario e l'applicazione dei protocolli di sorveglianza e risposta". L’Oms ha ribadito che il rischio per la popolazione generale resta "assolutamente basso". "Il virus non è così contagioso da passare facilmente tra le persone", ha spiegato il portavoce dell’Oms Christian Lindmeier, sottolineando che anche tra persone che condividevano la stessa cabina non sempre si sono registrati contagi. Finora sono stati confermati sei casi positivi su otto sospetti, mentre non risultano nuovi casi sospetti a bordo.
Non sono solo le barriere culturali a ostacolare l’ingresso nel mondo del lavoro delle persone con disabilità intellettive e disturbi del neurosviluppo. A rendere ancora più difficile il percorso verso una reale inclusione lavorativa è la debolezza dei servizi di intermediazione, a partire dal collocamento mirato gestito dagli enti locali. I dati dell’indagine realizzata da Fondazione studi consulenti del lavoro e Anffas nazionale, condotta su un campione di quasi 500 famiglie di persone con disabilità intellettive e disturbi del neurosviluppo e che sarà presentata in occasione del Festival del Lavoro 2026, in programma a Roma il 21-23 maggio, lo confermano: solo una quota minima riesce a trovare lavoro attraverso i canali istituzionali, appena il 10,9%. A fronte di questa debolezza, emerge però con chiarezza il ruolo decisivo dei servizi di accompagnamento alla ricerca del lavoro, pubblici e privati, quando riescono a offrire orientamento, supporto e tirocini.
Poco più della metà di chi ha cercato lavoro (55,6%) ha utilizzato servizi di questo tipo, a conferma di quanto l’intermediazione sia uno snodo centrale, ma ancora insufficiente nella sua componente pubblica. Il nodo più critico resta quello dei costi. Solo nel 64% dei casi questi servizi sono gratuiti, mentre nel restante 36% sono le famiglie a sostenerne il peso economico: nel 22% interamente e nel 14% parzialmente. Un elemento che evidenzia come l’accesso alle opportunità di lavoro sia ancora troppo spesso condizionato dalle risorse disponibili. Il quadro è ancora più significativo se si considera che il 30% delle persone con disabilità intellettive e disturbi del neurosviluppo è in cerca di occupazione, a fronte di livelli di istruzione medio-alti.
Nonostante ciò, si registra un forte disallineamento tra competenze e impiego: il lavoro è concentrato prevalentemente in attività manuali, artigiane e operative (oltre il 30%), mentre solo una quota molto ridotta accede a ruoli qualificati.
I settori più ricettivi, secondo la ricerca di Fondazione studi consulenti del lavoro e Anffas nazionale, risultano il turismo (21,7%) e il commercio (21%), assorbendo la quota maggiore di occupati. Accanto a queste criticità, l’indagine evidenzia anche degli elementi positivi: quando l’inserimento lavorativo avviene, le aziende dimostrano una crescente capacità di adattamento.
La maggioranza degli intervistati segnala, infatti, l’adozione diffusa di misure specifiche, dall’affiancamento di tutor (83,2%) alla formazione sulla sicurezza (72%), dalla formazione dei colleghi (65,4%) fino a soluzioni organizzative dedicate (62,2%). Proprio queste evidenze rafforzano la necessità di intervenire su servizi e politiche attive, puntando su un sistema più efficace e integrato.
“Serve rafforzare le azioni di sensibilizzazione per promuovere pari opportunità reali, incentivando pratiche inclusive nelle imprese e potenziando i percorsi di formazione e accompagnamento al lavoro. L’obiettivo è valorizzare i talenti di ogni individuo, collocando la persona giusta al posto giusto. In questa direzione si inserisce anche il protocollo sottoscritto dal Consiglio Nazionale dell’Ordine con il Ministero per le Disabilità, che punta a favorire l’inserimento lavorativo delle persone con disabilità, superando un approccio assistenziale in favore di una reale cultura dell’inclusione e del merito”, ha così dichiarato il presidente del Consiglio nazionale dell’ordine dei consulenti del lavoro, Rosario De Luca.
“Il lavoro è un diritto-dovere di tutti i cittadini, anche dei cittadini con disabilità intellettive e disturbi del neurosviluppo che invece, purtroppo, sono ancora spesso esclusi dai diversi ambiti lavorativi a causa di pregiudizi e stereotipi -ha affermato Roberto Speziale, presidente nazionale Anffas- ma sono proprio le persone con disabilità intellettive e disturbi del neurosviluppo a chiedere a gran voce un lavoro vero e dalla nostra esperienza sappiamo che con i giusti supporti e con il giusto accompagnamento alla aziende la persona giusta al posto giusto non è una frase fatta ma può divenire realtà concreta”.
Queste riflessioni saranno al centro di un confronto in programma il 21 maggio al Centro Congressi La Nuvola, nell’ambito del Festival del Lavoro. In quell’occasione sarà firmato anche il protocollo d’intesa tra il Consiglio nazionale dell’ordine e l’Autorità garante dei diritti delle persone con disabilità
Un investimento da 13 milioni di euro per rafforzare l’offerta turistica e generare nuove ricadute economiche e occupazionali sul territorio. È questo il cuore del progetto di sviluppo del Th Ostuni, al centro dell’incontro che ha visto la partecipazione dei vertici di Cdp Real Asset, proprietaria della struttura, e del management di Th Group, partecipato al 45,95% da Cdp Equity. L’intervento si inserisce in un percorso di valorizzazione avviato nel 2013, anno di acquisizione della struttura da parte di Cdp Real Asset, e porta l’impegno complessivo congiunto di Cdp Real Asset e Th Group a oltre 27,4 milioni di euro, a testimonianza di una strategia di investimento continuativa nel tempo su un asset ritenuto strategico per lo sviluppo turistico del territorio.
Questa ultima tranche di investimento da 13 milioni di euro prevede la realizzazione di 100 nuove camere e il completo rinnovamento dei ristoranti, con l’obiettivo di elevare ulteriormente la qualità dell’offerta e aumentare la capacità ricettiva del villaggio. A regime, l’intervento consentirà un incremento stimato di circa il 30% delle presenze, rafforzando il posizionamento della struttura nel panorama turistico regionale e nazionale. Il completamento dei lavori è previsto entro l’estate 2028.
“Questo investimento rappresenta un passaggio strategico nel percorso di crescita di Th Group e nella valorizzazione di una destinazione ad alto potenziale come Ostuni,” ha dichiarato Graziano Debellini, presidente di Th Group. “L’ampliamento della struttura e il miglioramento dell’offerta vanno nella direzione di un turismo sempre più qualificato e sostenibile, capace di generare valore nel tempo. In questo senso, il progetto contribuirà in modo significativo anche allo sviluppo economico e occupazionale del territorio”.
“Il turismo rappresenta uno dei principali driver di crescita del Paese, sia in termini di contributo al Pil, sia per l’impatto sull’occupazione. È quindi fondamentale che le nostre strutture ricettive siano sempre più moderne, attrattive e in linea con le aspettative dei visitatori, italiani e internazionali, rafforzando così il ruolo del settore come leva strategica di sviluppo economico e sociale, a livello nazionale e locale”, ha Antonino Turicchi, amministratore delegato Cdp Real Asset. "L’intervento che stiamo realizzando insieme al Gruppo Th Resorts su Th Ostuni contribuirà non solo a rafforzare l’attrattività complessiva del territorio, ma anche a intercettare una domanda turistica a maggiore valore aggiunto, generando ricadute positive e diffuse sull’economia locale”, ha spiegato.
L’iniziativa rappresenta un passaggio strategico non solo per Th Group – prima catena italiana nel segmento leisure, con oltre 4.000 collaboratori diretti e 32 strutture in tutta Italia – ma anche per il territorio, grazie alle attese ricadute in termini di occupazione, indotto e sviluppo economico locale. Il progetto si inserisce in un contesto di forte crescita del turismo pugliese: che dovrebbe superare i 6,7 milioni di arrivi e 23 milioni di presenze nell’arco dell’anno, in ulteriore aumento rispetto al 2025, confermando il ruolo sempre più centrale della Puglia nel panorama turistico nazionale. Un settore che secondo gli ultimi dati nazionali del Ministero relativi al primo trimestre vede arrivi in aumento del 5,5% e presenze del 6,8% rispetto al 2025 e che assume sempre più i contorni di una componente strutturale dell’economia italiana che genera 237,4 miliardi di euro di valore aggiunto, pari al 13% del Pil, con una spesa turistica complessiva di 185 miliardi e oltre 3,2 milioni di occupati (fonte Enit).
In questo scenario, l’investimento sul Th Ostuni si configura come un esempio concreto di come sinergie tra operatori industriali e investitori istituzionali possano contribuire a rafforzare la qualità dell’offerta turistica italiana e a generare valore duraturo per le comunità locali. L’incontro si è svolto nella cornice della Th Academy, il programma di formazione del Gruppo che riunisce ogni anno oltre 700 collaboratori provenienti da tutta Italia.

(Adnkronos) - Mentre la bella stagione avanza e il mondo della scuola entra nel mese clou che accompagna gli studenti alla fine delle lezioni e di un anno di fatiche, si avvicina anche il momento di pianificare le prossime vacanze. Come scegliere la meta? Per chi ha figli al seguito è in arrivo una mappa dettagliata del mare a misura di famiglia. Sarà svelato mercoledì 27 maggio, durante un incontro nell'aula consiliare del Municipio della città di Modica in Sicilia, l'elenco completo delle spiagge insignite della Bandiera Verde 2026, riconfermate e assegnate per la prima volta. A presentarlo ufficialmente, alla presenza delle autorità, Italo Farnetani, pediatra fondatore e coordinatore della ricerca. La Bandiera Verde indica una spiaggia adatta ai bambini e alle famiglie scelta esclusivamente dai camici bianchi dei piccoli.
Il progetto, nato nel 2008, giunge al suo 19esimo anno e si basa sulle indicazioni di 3.238 pediatri italiani e stranieri. E quest'anno, spiega Farnetani all'Adnkronos Salute, "vista l'alta presenta di piccoli turisti stranieri nel Belpaese e vista la dimensione internazionale dell'iniziativa, avremo anche la bandiera verde in lingua inglese. L'importanza del riconoscimento si basa sul fatto che la scelta delle spiagge da insignire può avvenire solo su indicazione dei pediatri. Pertanto ha una valenza scientifica e professionale". La consegna del vessillo a sindaci e ambasciatori avverrà a Termoli (Campobasso) l'11 luglio 2026.
Quali novità dall'elenco 2026? Dalle prime rilevazioni emerge che Calabria e Sicilia allungano il distacco: le scelte dei pediatri consolidano e ampliano il primato di queste due regioni, confermate come quelle con il maggior numero di spiagge adatte ai bambini. L'Abruzzo mantiene invece il record nazionale per densità di località insignite.
Le indicazioni dei camici bianchi dei piccoli mostrano anche un altro elemento: le mete lontane non sono controindicate per i più piccoli. "Anzi - analizza Farnetani - vengono considerate uno stimolo positivo alla crescita, grazie alla possibilità di conoscere nuovi luoghi, abitudini e stili di vita. Le ricerche degli ultimi anni confermano inoltre che, per raggiungere destinazioni distanti, molti genitori con bambini anche molto piccoli preferiscono l'aereo, scegliendo anche località vicine agli aeroporti". Il mezzo aereo, assicura Farnetani, "non è controindicato nell'infanzia, anzi è consigliato per le grandi distanze".
E fra le new entry nella famiglia delle spiagge amiche dei bimbi ci sono anche mete estere. La possibilità della vacanza internazionale trova ulteriore conferma nel conferimento di tre nuove Bandiere Verdi in Africa, che "si aggiungono - conclude Farnetani - alle località già premiate negli anni precedenti e rafforzano la dimensione intercontinentale del progetto".
Porsche annuncia la chiusura di tre filiali, con conseguente taglio di oltre 500 posti di lavoro. La decisione del consiglio di amministrazione e del consiglio di sorveglianza della casa automobilistica, rientra nell'ambito del riassetto strategico del gruppo. Tra le filiali che saranno chiuse, Cellforce, specializzata in batterie ad alte prestazioni, perché non presenterebbe più prospettive di crescita sufficientemente promettenti. Con la chiusura di Cellforce perderanno il lavoro 50 dipendenti.
Un'altra chiusura riguarda la eBike Performance, creata per sviluppare e commercializzare sistemi di propulsione di alta gamma per biciclette elettriche. La chiusura degli stabilimenti di Ottobrunn, vicino a Monaco, e di Zagabria, in Croazia, interessa circa 350 dipendenti.
Infine, a chiudere i battenti sarà anche la controllata Cetitec, che sviluppa software specializzati per la comunicazione dati per Porsche e per l'intero Gruppo Volkswagen, con la conseguente perdita di circa 60 dipendenti in Germania e 30 in Croazia.
L’eccellenza manifatturiera italiana, i protagonisti del mondo dell’oreficeria, dell’argenteria e della gioielleria nazionale e internazionale, le tecnologie più innovativie eventi, convegni e il primo congresso internazionale per la business community. È tutto pronto per l’apertura della 45ma edizione di Oroarezzo, la manifestazione di Italian Exhibition Group che si svolge ad Arezzo Fiere e Congressi da domani, sabato 9, fino a martedì 12 maggio.
La cerimonia di apertura di Oroarezzo 2026 si terrà alle ore 12,00 in Auditorium con i saluti istituzionali di Maurizio Ermeti, presidente Italian Exhibition Group, Alessandro Ghinelli, sindaco Comune di Arezzo, Alessandro Polcri, presidente Provincia di Arezzo, Massimo Guasconi, presidente Camera di commercio Arezzo-Siena, e Ferrer Vannetti, presidente Arezzo Fiere e Congressi. Seguirà una tavola rotonda che attende Cristina Squarcialupi, presidente Federorafi, Maurizio Forte, direttore centrale per i settori dell’export Ice Agenzia, Leonardo Marras, assessore Economia, attività produttive, politiche del credito e turismo Regione Toscana, e il senatore Maurizio Gasparri, presidente commissione affari esteri e difesa.
In fiera 350 espositori, di cui l’84% italiani e il 16% dall’estero e oltre 350 buyer esteri ospitati grazie alla sinergia con Ice Agenzia, e oltre 100 italiani. I buyer esteri ospitati provengono da 59 Paesi, con percentuali maggiori dagli Stati Uniti, seguiti da Romania, Hong Kong, Polonia, Messico, Argentina e Marocco. Aziende italiane di oreficeria e gioielleria in provenienza per il 51% dalla Toscana, seguita da Veneto, Lombardia, Piemonte e Campania. In fiera manifattura e tecnologie per la produzione, pietre preziose e semipreziose, componenti e semilavorati, packaging e cash & carry, con la novità Precious Fashion, la nuova area espositiva dedicata al gioiello moda e ai componenti per gli accessori moda.
Nel 2025 Arezzo si conferma il principale distretto italiano per l’export di oreficeria, argenteria e gioielleria. Secondo i dati Istat elaborati dal Centro Studi di Confindustria Federorafi, l’export del distretto raggiunge quasi 4,6 miliardi di euro, pur con una contrazione del 41% rispetto al 2024, pari al 34,8% dell’export orafo nazionale. Seguono Vicenza (20,3%) e Alessandria (17,6%). Tra i mercati di destinazione, la Turchia resta il primo sbocco con 1,552 miliardi di euro (-67,2%), seguita dagli Emirati Arabi Uniti con 812,3 milioni (+9,9%). Gli Stati Uniti si attestano a 450 milioni (-10,2%), mentre crescono Francia (+6,7% a 282,9 milioni) e Hong Kong (+7,6% a 216,8 milioni).
Cuore del programma eventi è il primo congresso internazionale 'The Global Outlook 2026 - Mercati globali dell’oreficeria e strumenti concreti per la crescita delle imprese', di lunedì 11 maggio. Organizzato da Ieg con Confindustria Federorafi, Afemo, Maeci e Ice, e i contributi di Centro Studi Confindustria, IC&Partners, Confindustria Assafrica & Mediterraneo e Sace, moderato dal vicedirettore del TG5 Mediaset, Giuseppe De Filippi, propone focus su aree strategiche, nuovi mercati, accesso al credito e gestione del rischio finanziario, con l’obiettivo di fornire strumenti concreti per intercettare nuova domanda e sostenere la diversificazione dell’export. Torna Precious Fashion 2027-2028 - Impulse, a cura di Leather & Luxury, alla terza edizione. E ancora, gli incontri di Club degli Orafi e Intesa Sanpaolo, dell’Osservatorio Federpreziosi Confcommercio, l’appuntamento Aifm e la premiazione del concorso Première alla 35ma edizione con 53 aziende partecipanti.
Il programma prevede anche momenti di networking e incontro tra gli operatori, valorizzati dalla ricchezza culturale e artistica di Arezzo: dall’Opening Cocktail in Piazza Grande al tour del centro storico dedicato ai buyer internazionali. Occasioni ideate per favorire relazioni e sviluppare nuove opportunità di business per la community internazionale.
Il 2025 si è chiuso con risultati di assoluto rilievo per l’Asiago Dop: crescita della produzione al +8.3% rispetto al 2024, rafforzamento delle quotazioni all’ingrosso e migliore performance di incremento dei consumi tra i formaggi Dop duri e semiduri sul mercato domestico, con un +4% a volume e +11,3% a valore. I risultati sono stati presentati nel corso dell’annuale Assemblea dei soci, svoltasi nella Basilica Palladiana di Vicenza, durante la quale il Consorzio Tutela Formaggio Asiago ha annunciato la proposta di avviare la prima azione sistemica di sviluppo condiviso del territorio, affidando alla tavola rotonda 'Ecosistema Dop 2040: Territorio, Talento, Turismo' il compito di aprire la riflessione su come tradurre questa visione in un percorso concreto. All’incontro hanno contribuito: Alberto Mattiacci, professore Ordinario Economia e Gestione delle Imprese alla 'Sapienza' Università di Roma, Mauro Rosati, direttore generale OriGIn Italia e Fondazione Qualivita, Matteo Zoppas, presidente Ice-Agenzia, Nicola Vladimiro Ciccarelli, vicepresidente Confindustria Alberghi, e Antonio Auricchio, presidente Afidop - Associazione Formaggi Italiani Dop e Igp.
Nel 2025 sono state prodotte 1.629.284 forme complessive di Asiago Dop, con un incremento dell’8,3% rispetto al 2024 e un fatturato alla produzione di 181 milioni di euro, aumentato del 16,6%. L’Asiago Fresco, con 1.371.339 forme, segna un +6,7%, mentre l’Asiago Stagionato, con 257.945 forme, registra un aumento a doppia cifra: +17,6%. La crescita produttiva è stata supportata da un modello di valorizzazione della qualità del prodotto e un meccanismo di efficientamento produttivo che riconosce i produttori più virtuosi e favorisce l’esplorazione di nuove nicchie e nuovi mercati. Sul fronte dei prezzi, l’anno segnala il rafforzamento delle quotazioni all’ingrosso. Il prezzo medio dell’Asiago Fresco si è attestato a 7,18 euro/kg, con una crescita del +12,54% rispetto al 2024. L’Asiago Stagionato ha raggiunto un prezzo medio di 8,57 euro/kg, segnando un +4,38%.
Nel mercato interno, i consumi di formaggio Asiago hanno registrato la migliore combinazione di incremento fra i formaggi Dop duri e semiduri del 2025: +4% a volume e +11,3% a valore. Un risultato sostenuto da scelte mirate in termini di qualità, promozione, presidio dei canali distributivi e apertura di nuovi sbocchi. Nei primi tre mesi del 2026 il trend mostra una tenuta resiliente rispetto al generale rallentamento, con una crescita del +2,9% a volume e del +2,6% a valore. In particolare, la Denominazione Asiago conferma la propria capacità di intercettare i nuovi modelli di consumo, sempre più orientati alla praticità e versatilità d’uso. Ne sono espressione sia l’innovazione di formato come lo snack, i cubetti, i petali, le fettine, il grattugiato e la julienne, sia la crescita del prodotto trasformato, aumentata del 169,7% nel biennio 2023-2035.
Il Consorzio Tutela Formaggio Asiago ha proseguito nel percorso di sostenibilità che, dal 2022, coinvolge l’intera filiera con l’innovativo progetto Asiago Green Edge. L’azione promuove uno sviluppo responsabile fondato sulla tutela dell’ambiente naturale, il benessere animale e l’efficienza energetica. In quest’ambito si inserisce anche l’adozione della certificazione volontaria Made green in Italy del ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica per incentivare modelli produttivi sostenibili, a conferma di un impegno avviato da oltre vent’anni verso uno sviluppo sostenibile sotto il profilo ambientale, sociale ed economico della produzione. In uno scenario segnato da crisi geopolitiche, incertezza sui mercati internazionali, il Consorzio di Tutela ha continuato ad investire nello sviluppo di nuovi mercati e nel rafforzamento della presenza in Europa. È proseguito il progetto triennale multi-paese dedicato al Sud-Est asiatico, insieme alle campagne nei Paesi in area Dach, nei mercati nordici e alle azioni di promozione in altri paesi europei.
Nel 2025 le rilevazioni consortili evidenziano che l'export di filiera ha raggiunto un valore complessivo di 13,1 milioni di euro, con un incremento del +2,3% a valore e del +3,5% a volume rispetto al 2024. In Europa i principali paesi di sbocco sono: Francia (10,2% dell’export totale), Germania (6,3%) e Spagna (5,5%) mentre tra i paesi extraeuropei gli Stati Uniti si confermano primo mercato col 26,4% del totale seguiti da Svizzera 14,7% e Australia 4,6%. “I positivi risultati del 2025 - ha affermato il presidente del Consorzio Tutela Formaggio Asiago, Fiorenzo Rigoni - sono il frutto di una visione strategica e di un lavoro condiviso lungo tutta la filiera. Per il futuro la sfida è costruire un ecosistema territoriale in cui produttori, istituzioni, università, centri di ricerca, operatori economici, convergano attorno a una visione condivisa, puntando a generare valore duraturo per l'intero areale di produzione”.
A raccogliere questa sfida è la proposta strategica presentata in Assemblea: capitalizzare il patrimonio di competenze e di reputazione della Denominazione, già promotrice di sviluppo per l’intero territorio d’origine, per sviluppare energie nuove e costruire un percorso condiviso. Un ecosistema articolato su tre direttrici: il territorio come infrastruttura identitaria e produttiva, il talento come complesso di competenze diffuse e il turismo come vettore di innovazione dell’offerta territoriale. Attorno a questi temi si è sviluppata la riflessione della tavola rotonda 'Ecosistema Dop 2040: territorio, talenti, turismo'.
“Il lattiero-caseario è tra i comparti più solidi e identitari del nostro agroalimentare - ha affermato Matteo Zoppas, presidente di Ice-Agenzia in apertura - con 57 denominazioni Dop e un valore delle esportazioni che supera l'80% del fatturato alla produzione. In questo ecosistema, l'Asiago Dop rappresenta un caso esemplare di come territorio, tradizione e qualità certificata si traducano in valore internazionale concreto”. Alberto Mattiacci, professore Ordinario Economia e Gestione delle Imprese alla 'Sapienza' Università di Roma ha ricordato come “la storia del movimento che oggi chiamiamo Dop Economy insegni due cose: la prima è che dietro il primato italiano delle Do c’è una storia d’innovazione di prospettiva; la seconda è che senza quella spinta impressa al sistema con straordinaria costanza dal mondo Qualivita, oggi non saremmo qui a interrogarci sul 2040”.
A conferma del percorso intrapreso, Mauro Rosati, direttore generale di Origin Italia e della Fondazione Qualivita, ha ribadito come “i dati dell’Osservatorio Qualivita dimostrino che i territori con maggiore capacità di rete sono anche quelli che generano più volumi produttivi e più alto valore economico nelle filiere Dop e Igp. Non è un caso che oggi il Veneto sia la prima regione italiana per valore economico territoriale delle Indicazioni Geografiche: un risultato che nasce dalla capacità di fare rete fra imprese, Consorzi, istituzioni e strumenti di promozione”.
Il lavoro, però è solo all’inizio. Nicola Vladimiro Ciccarelli, vicepresidente di Confindustria Alberghi, non ha dubbi: “I Consorzi di tutela sono tra i partner strategici più sottovalutati dall'industria alberghiera italiana. Quando un Consorzio presidia una denominazione, non fa solo un lavoro di filiera: costruisce e mantiene il contesto identitario dentro cui l'ospitalità di qualità può prosperare. La prossima frontiera competitiva del turismo di eccellenza passerà da alleanze operative stabili tra produttori Dop e strutture ricettive: non collaborazioni episodiche, ma ecosistemi integrati capaci di trasformare l'identità territoriale in un'esperienza coerente sui mercati internazionali”.
(Adnkronos) - Non procede benissimo l'avventura di Kylian Mbappé al Real Madrid. Il fuoriclasse francese, arrivato a vestire la maglia dei Blancos due stagioni fa, sta per chiudere la seconda stagione consecutiva senza trofei per il club spagnolo. Risultati molto deludenti, che non si vedevano da tempo in casa degli spagnoli. Anche se Mbappé non ha mai deluso in campo (anzi, i suoi numeri mostruosi raccontano 85 gol in 100 presenze), tanti atteggiamenti non vanno giù ai tifosi.
Al momento, l'attaccante è alle prese con un infortunio rimediato a fine aprile. E a far discutere ci sono alcuni giorni di pausa che il giocatore si è concesso in Sardegna, con la sua compagna, giudicati fuori luogo dalla tifoseria in questa fase della stagione. Alcuni sostenitori dei Blancos hanno fatto partire una petizione "Mbappé out", che ha già superato i 30 milioni di firme. Un segnale chiaro del malumore a Madrid.
(Adnkronos) - Saranno oltre sei milioni gli italiani, chiamati alle urne per la tornata delle elezioni amministrative 20206 al via domenica 24 maggio (dalle ore 7 alle 23) e lunedì 25 maggio (dalle ore 7 alle 15) e, poi, domenica 7 e lunedì 8 giugno - negli stessi orari - per gli eventuali turni di ballottaggio. Date diverse invece per gli elettori di alcune regioni a statuto speciale. In Trentino-Alto Adige si vota il 17 maggio (ballottaggio il 31 maggio), mentre in Sardegna il primo turno è il 7 e 8 giugno (ballottaggio il 21 e 22 giugno).
A eleggere il nuovo sindaco saranno complessivamente 822 comuni, di cui 122 con più di 15mila abitanti e 760 con meno di 15mila abitanti. Nei comuni più popolosi si vota con il sistema a doppio turno. Il primo cittadino è eletto con sistema a maggioranza assoluta: vince chi ottiene il 50% più uno dei voti validi, ma se nessun candidato raggiunge questa soglia, si va al ballottaggio tra i due più votati. In questo sistema è ammesso il voto disgiunto: l'elettore può indicare un candidato sindaco e una lista non collegata a lui. Le liste che non raggiungono il 3% dei voti validi al primo turno, sono escluse dalla ripartizione dei seggi. Alla lista del sindaco eletto -se ha ottenuto almeno il 40% dei voti- spetta il 60% dei seggi del Consiglio.
Nelle città con meno di 15mila cittadini, è previsto un turno unico, con il primo cittadino che risulta eletto con metodo maggioritario, senza possibilità di ballottaggi. Inoltre, in questi comuni, il voto al candidato sindaco vale automaticamente come voto alla lista collegata: non è previsto quindi il voto disgiunto. Alla lista del sindaco eletto vengono attribuiti due terzi dei seggi del Consiglio comunale, i restanti sono ripartiti proporzionalmente tra le altre liste. Un secondo turno è previsto solo in caso di parità di voti tra candidati. Infine da ricordare l'eccezione della Sicilia, dove la soglia per evitare il ballottaggio, nei comuni con oltre 15mila abitanti, è fissata al 40% dei voti, anziché al 50%+1, come nelle regioni a statuto ordinario.
(Adnkronos) - L’efficienza energetica si conferma fattore sempre più decisivo nella determinazione del valore degli immobili in Italia. Si tratta di un tema da tempo al centro delle analisi di REbuild, che negli ultimi anni hanno evidenziato con chiarezza come gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici residenziali incidano concretamente sulle quotazioni di mercato. In vista della prossima edizione di maggio, intitolata 'Housing Remix. Nuove soluzioni per l’abitare', REbuild propone in anteprima una ulteriore chiave di lettura inedita: il ruolo del clima come elemento determinante nella definizione di questo valore.A evidenziarlo è la nuova ricerca realizzata per l’Osservatorio REbuild dal Dipartimento di Culture del Progetto dell’Università Iuav di Venezia, guidato dal professor Ezio Micelli, presidente del Comitato Scientifico di REbuild. Analizzando oltre 7.000 annunci immobiliari in cinque città rappresentative delle diverse zone climatiche italiane — Reggio Calabria, Cagliari, Genova, Venezia e Cuneo — il nuovo studio dimostra che il price premium varia in funzione della severità del clima seguendo uno schema lineare: andando da sud a nord, l’impatto dell’efficienza energetica sul valore delle case aumenta progressivamente.
Ad esempio, nelle aree più fredde (Cuneo), la massima transizione vale quasi il 50% in più del prezzo di un immobile equivalente non efficientato. Parallelamente, nelle aree più calde, come Reggio Calabria, il premio si colloca intorno al 24,5%. Allo stesso modo, il beneficio medio legato a un miglioramento energetico intermedio oscilla tra l’8,5% registrato a Reggio Calabria e il 21,8% rilevato nella città piemontese“Il messaggio che emerge è univoco – afferma Ezio Micelli. In tutti i contesti analizzati, senza eccezioni, le abitazioni più efficienti acquisiscono sempre maggior valore. Si tratta di un trend stabile interiorizzato dal mercato e non più modificabile. Quest’ultima ricerca originale, sviluppata su una massa di dati molto importante, conferma, da un punto di vista inedito, quanto già emerso in studi precedenti diffusi da REbuild e da altre realtà, tra cui la Banca d’Italia”.
L’efficienza energetica – che comporta risparmi consistenti e stabili nel tempo, maggior comfort abitativo, minore esposizione al rischio di aumento dei prezzi dell’energia, oltre a rappresentare un elemento profondamente radicato nella percezione collettiva - è una componente centrale nelle scelte di acquisto e investimento e si configura come un attributo strutturale del valore immobiliare, al pari della posizione o della qualità costruttivaComprendere la relazione tra clima, efficientamento e valorizzazione del bene consente di leggere in modo più preciso le dinamiche del mercato e, al tempo stesso, di progettare strategie di investimento e politiche pubbliche più efficaci. Se l’efficienza energetica si conferma una leva concreta di valorizzazione immobiliare, per i decisori pubblici emerge la necessità di ripensare i meccanismi di incentivazione. Gli attuali strumenti, spesso uniformi su scala nazionale, rischiano di non intercettare le differenze strutturali tra territori: il mercato non reagisce in modo uniforme.
Una maggiore modulazione degli incentivi in base al contesto geografico e climatico potrebbe quindi aumentare l’efficacia economica degli interventi di riqualificazione, massimizzando sia il ritorno in termini di valore immobiliare sia i benefici energetici.In un contesto più ampio, segnato dall’emergenza abitativa, il tema dell’efficienza energetica assume un ruolo trasversale nel programma di REbuild 2026, dove l’efficientamento si inserisce nei cinque pilastri tematici attorno ai quali si svolgeranno gli incontri di maggio: Politiche, che ridefiniscono il ruolo della casa nelle strategie urbane e territoriali; Capitali, legati ai modelli finanziari e agli strumenti per sostenere nuovi investimenti nell’housing; Regole, che comprendono normative e modelli operativi necessari alla trasformazione urbana; Costruire, dove convergono produttività, innovazione tecnologica e sostenibilità; Abitare, che riflette i cambiamenti demografici, sociali e nei modelli di vita.
“L’efficienza energetica si afferma come un elemento capace di connettere mercato, politiche pubbliche e bisogni sociali, contribuendo concretamente alla trasformazione del settore immobiliare. - commenta Alessandra Albarelli, direttrice generale di Riva del Garda Fierecongressi, ente organizzatore della manifestazione. - Per REbuild, la casa non è più soltanto un bene fisico, ma una vera infrastruttura economica e sociale: un perno di relazioni, servizi e opportunità che incide sulla competitività dei territori e sulla qualità della vita. In quest’ottica, l’efficientamento è una risposta alla transizione ecologica e uno strumento di politica economica e urbana”.
(Adnkronos) - Torna il maltempo in Italia. "Il tutto sarà causato dal passaggio di un'insidiosa perturbazione atlantica che trarrà energia dalle acque già fin troppo miti per la stagione (circa 2-3°C sopra la media) dei nostri mari e che darà il via ad una fase burrascosa, caratterizzata non solo da precipitazioni, ma anche da venti forti". Così all'Adnkronos Mattia Gussoni, meteorologo de 'iLMeteo.it' precisando che "questo tipo di configurazione favorisce lo scontro tra masse d'aria di origine diversa aumentando, di conseguenza, il rischio di eventi meteo estremi come nubifragi: occhi puntati, in particolare, alle giornate di martedì 5 e mercoledì 6 maggio".
Aggiunge inoltre che a causa del movimento antiorario delle correnti "il vortice richiamerà a sé correnti d'aria calda dai quadranti meridionali (Libeccio e Scirocco, con raffiche ad oltre 70-80 km/h) le quali, dopo aver attraversato il mare e caricatesi di umidità, forniranno un surplus di carburante (energia potenziale) per l'innesco di forti temporali".
"Secondo gli ultimi aggiornamenti - continua Gussoni - le regioni maggiormente esposte saranno quelle del Centro-Nord: in particolare su Liguria di Levante e alta Toscana localmente potrebbero cadere fino ad oltre 150 mm di pioggia in pochissimo tempo, ovvero l'equivalente delle precipitazioni attese in 2 mesi. Tanta pioggia prevista anche su Lombardia, Emilia Romagna, Veneto e Friuli Venezia Giulia".
"Successivamente (seconda parte di giovedì 7 e venerdì 8 maggio) è attesa una seconda perturbazione che innescherà nuovi rovesci temporaleschi, dapprima in Sardegna e poi anche sulle regioni del Centro-Sud. Solamente nel prossimo weekend - conclude Gussoni - le condizioni meteo sono previste in miglioramento con più sole e soprattutto con un deciso aumento delle temperature: sulla Sicilia, addirittura, si potrebbero raggiungere i 34-35°C!".
"Dobbiamo rilanciare l'industria in Sardegna, risolvere la crisi
strutturale persistente che colpisce duramente poli come il
Sulcis-Iglesiente e Macchiareddu. Sembra impresa impossibile che le
vertenze storiche sarde possano trovare soluzione ora, o in un
prossimo futuro, attraverso i consueti tavoli istituzionali, se
questi ultimi non sono espressione di definite e ambiziose
strategie di rilancio del comparto industriale. Adesso occorre una
visione nuova". Lo ha detto Alessandro Andreatta, rieletto
segretario generale della Uilm Sardegna durante il congresso che si
è tenuto in mattinata al Lazzaretto di Cagliari. Presente il
segretario nazionale della Uilm Guglielmo Gambardella, la
segretaria generale della Uil Sardegna Fulvia Murru e le altre
componenti della segreteria regionale Elena Carta e Carla Meloni.
Accanto ad Andreatta sono stati eletti Ezio Mura, Gavino Doppiu,
Paolo Serra, Renato Tocco e Maurizio Tidu.
SAN SALVADOR – El Salvador si consolida come modello di riferimento regionale in materia di sicurezza pubblica, registrando un calo storico degli omicidi grazie alla strategia anti-gang del presidente Nayib Bukele. Un modello che, secondo le autorità, sta diventando un potente magnete per gli investimenti esteri.
Secondo i dati diffusi dalla Polizia Nazionale Civile (PNC), nei primi 20 giorni del 2026 non è stato registrato alcun omicidio, proseguendo un trend di riduzione della violenza che il governo attribuisce alle misure coordinate dal gabinetto di sicurezza.
Le autorità pubblicano aggiornamenti quotidiani sui canali ufficiali, riportando i giorni senza omicidi e rafforzando la narrazione di un miglioramento costante della sicurezza per cittadini e imprese.
Nel 2025, El Salvador ha raggiunto l'impressionante traguardo di 303 giorni senza omicidi, chiudendo l'anno con 82 omicidi totali, nessuno dei quali legato alle gang. Il dato segna una diminuzione del 28% rispetto al 2024, quando furono registrati 114 omicidi.
I funzionari attribuiscono questi risultati a iniziative chiave come il Piano di Controllo Territoriale e il regime di emergenza in vigore dal marzo 2022, che ha portato all'arresto di oltre 90.800 presunti membri di gang.
La svolta securitaria gode di un ampissimo consenso popolare. Un sondaggio dell'Istituto di Opinione Pubblica (IUDOP) del gennaio 2026 rivela che il 62,7% dei salvadoregni considera il miglioramento della sicurezza come il cambiamento più significativo per il Paese. Dati ancora più eclatanti arrivano da CID Gallup, che registra un sostegno del 96% alle misure anti-gang del governo. La stessa fonte indica che il 95% degli intervistati non è stato vittima di reati nel 2025, e posiziona El Salvador tra i 20 Paesi al mondo dove ci si sente più sicuri nel camminare da soli di notte.
Il modello di sicurezza salvadoregno sta suscitando un crescente interesse internazionale. Il presidente eletto del Cile, José Antonio Kast, ha visitato il Centro di Confinamento del Terrorismo (CECOT) nel gennaio 2026, seguendo le orme del presidente costaricano Rodrigo Chaves (dicembre 2025). Entrambi hanno potuto visionare da vicino le infrastrutture di massima sicurezza e i protocolli operativi.
Durante una conferenza stampa congiunta in occasione della visita di Kast, il presidente Bukele ha risposto alle domande sui diritti umani dei detenuti, sostenendo che il dibattito internazionale tende a privilegiare i diritti dei criminali rispetto a quelli delle vittime. Ha ribadito che il suo governo ha messo al primo posto la protezione dei cittadini onesti, mostrando scetticismo verso le critiche di alcune organizzazioni.
Delegazioni dall'Ecuador e membri del Congresso degli Stati Uniti, inclusi rappresentanti dell'El Salvador Caucus, hanno visitato il complesso carcerario, descrivendo la strategia di controllo territoriale come un punto di riferimento regionale nella lotta al crimine organizzato.
Il miglioramento delle condizioni di sicurezza ha coinciso con una performance positiva degli investimenti esteri. Dopo un periodo di cautela nel 2024, gli Investimenti Diretti Esteri (IDE) sono balzati del 64% su base annua nel primo trimestre del 2025, trainati da una maggiore certezza del diritto e dal calo della criminalità, secondo i dati ufficiali.
El Salvador ha attirato 639,6 milioni di dollari in investimenti esteri nel 2024. Investitori da Spagna, Messico, Stati Uniti, Panama e Honduras stanno guidando progetti nei settori del turismo, delle infrastrutture e del real estate, incluso un ambizioso progetto da 730 milioni di dollari del Gruppo Roble.
I funzionari governativi sottolineano come la strategia per la sicurezza abbia contribuito a trasformare l'immagine internazionale di El Salvador, posizionando il Paese come una destinazione più sicura e sempre più competitiva per gli investimenti.

In 10 anni, in Italia, gli uomini vivi dopo la diagnosi di tumore della prostata sono aumentati del 55%. Erano 217.000 nel 2014, sono diventati 485.000 nel 2024. Inoltre, nel 2026 (rispetto al periodo 2020-2021) è stimata una riduzione della mortalità del 7,4% per questa neoplasia. Progressi importanti che hanno reso il tumore della prostata una patologia caratterizzata da una sopravvivenza progressivamente più lunga fino alla cronicizzazione, grazie a terapie innovative e a cure sempre più efficaci. Serve però più attenzione alla qualità di vita, che oggi è ancora considerata in modo non sistematico e troppo spesso in una fase tardiva del processo decisionale, quando le principali scelte terapeutiche sono già state orientate dai parametri di efficacia oncologica tradizionali. La qualità di vita, invece, deve essere riconosciuta come endpoint primario e criterio guida nella valutazione delle terapie innovative e nella progettazione dei percorsi di cura.
E' quanto evidenziato in un documento firmato dal gruppo di lavoro costituito da Orazio Caffo (direttore Oncologia ospedale Santa Chiara di Trento), Nicola Calvani (oncologo medico, ospedale Perrino di Brindisi), Marco Maruzzo (direttore Uoc Oncologia 3 Istituto oncologico veneto di Padova), Giuseppe Procopio (direttore Programma Prostata e Oncologia medica genitourinaria, Irccs Fondazione Istituto nazionale tumori di Milano), Daniele Santini (direttore Uoc Oncologia Policlinico Umberto I e professore all’università degli Studi di Roma 'La Sapienza') ed Elisa Zanardi (oncologa medica, Irccs ospedale policlinico San Martino di Genova). Il documento, realizzato con il contributo non condizionante di Bayer, fa parte del progetto di Fondazione Aiom sulla qualità di vita nel paziente con carcinoma della prostata.
Ogni anno, in Italia - ricorda Fondazione Aiom in una nota - si stimano oltre 40.000 nuove diagnosi di tumore della prostata, il più frequente negli uomini nel nostro Paese. La sopravvivenza a 5 anni raggiunge il 91%. "Le nuove terapie ormonali di generazione avanzata, i radiofarmaci, i Parp-inibitori nei sottogruppi selezionati e l'evoluzione delle sequenze terapeutiche hanno trasformato il percorso di cura in un modello di gestione prolungata della malattia - spiegano gli esperti nel documento - In questo scenario, la qualità di vita non può più essere considerata un obiettivo accessorio, ma deve diventare un parametro strutturale della valutazione clinica e organizzativa. Pur essendo riconosciuta come centrale, la qualità di vita non è ancora pienamente integrata nei processi decisionali, nei modelli organizzativi e nei criteri di valutazione dell'innovazione terapeutica".
"Persistono inoltre differenze significative tra la qualità di vita misurata negli studi clinici e quella percepita nella pratica reale - sottolineano gli specialisti - Gli strumenti di misurazione dei Patient-reported uutcomes, cioè gli esiti di salute valutati direttamente dal paziente e basati sulla sua percezione della malattia e del trattamento, sono disponibili e validati, ma il loro utilizzo nella pratica reale è disomogeneo e presenta limiti applicativi, soprattutto nelle popolazioni anziane e fragili, che rappresentano una quota rilevante dei pazienti con carcinoma della prostata. La raccolta e la pubblicazione dei dati di qualità di vita negli studi clinici non sono sempre tempestive e la trasferibilità nel contesto reale risulta spesso limitata. A questo si aggiunge una discrepanza documentata tra la percezione del clinico e quella del paziente. Il valore attribuito a un beneficio di sopravvivenza o, al contrario, il peso di una tossicità cronica di basso grado, ma persistente varia in funzione dell'età, delle aspettative individuali, del contesto sociale. Ne deriva la necessità di integrare in modo strutturato il punto di vista del paziente nelle decisioni terapeutiche".
"Incidono inoltre sulla qualità di vita fattori spesso sottovalutati - continuano gli esperti nel documento - come la polifarmacoterapia e le interazioni farmacologiche, che richiedono maggiore attenzione alla riconciliazione terapeutica, la tossicità finanziaria legata ai costi diretti e indiretti delle cure e il carico psicologico associato al follow-up. Anche i bisogni psicologici, riabilitativi, informativi e sociali risultano ancora sottostimati. Le terapie, in particolare la deprivazione androgenica, possono avere effetti rilevanti su umore, immagine corporea, sonno e vita relazionale. I servizi di supporto psiconcologico e di riabilitazione non sono ancora adeguatamente diffusi rispetto ai bisogni reali".
Il tumore della prostata rappresenta un ottimo esempio dei vantaggi che si possono ottenere dalla gestione multidisciplinare. "Il lavoro integrato tra oncologo, urologo, radioterapista e altri specialisti consente una scelta terapeutica più appropriata e una gestione più precoce e coordinata delle tossicità, con effetti diretti sulla continuità delle cure e sulla qualità di vita - affermano gli esperti del panel - Tuttavia, la multidisciplinarietà efficace richiede modelli organizzativi strutturati, team realmente dedicati e percorsi formalizzati. Le Prostate Cancer Unit e i Pdta rappresentano modelli promettenti, ma la loro applicazione è ancora disomogenea e spesso non accompagnata da standard condivisi di comunicazione e presa in carico globale".
Per gli esperti "i criteri di valutazione e rimborso dell'innovazione dovrebbero includere in modo esplicito gli esiti di qualità di vita. Per questo - conclude il documento - è necessario integrare in modo sistematico la misurazione dei Patient-reported outcomes nella pratica clinica, adattando gli strumenti ai contesti reali e alle popolazioni anziane, e garantire report più tempestivi dei dati di qualità di vita negli studi clinici. Occorre rafforzare i modelli multidisciplinari strutturati, sostenere le Prostate Cancer Unit e rendere i Pdta strumenti comunicativi, oltre che clinici. Deve essere promosso il modello di decisione condivisa, valorizzando le preferenze individuali e personalizzando intensità e durata dei trattamenti, includendo, quando appropriato, strategie di de-intensificazione. E' inoltre prioritario potenziare i servizi di supporto psicologico e sociale".

Esordio a Indian Wells per Lorenzo Musetti, Matteo Berrettini e Jasmine Paolini. Oggi, venerdì 6 marzo, i tennisti azzurri scendono in campo nel secondo turno del Masters 1000 americano che nella notte italiana vedrà anche il debutto di Jannik Sinner.
Per Berrettini, in realtà, non si tratta della prima partita disputata nel torneo. Il tennista romano arriva infatti alla sfida dopo aver battuto il francese Adrian Mannarino nel primo turno in tre set ed è atteso dal super match con Alexander Zverev, mentre Musetti incontrerà Marton Fucsovics. Nel tabellone femminile invece Paolini se la vedrà con Anastasija Potapova.
Ad aprire il programma della giornata di oggi, venerdì 6 marzo, sarà Berrettini, che affronterà Zverev alle 20 ora italiana. Musetti invece è programmato come seconda partita a partire proprio dalle 20 e non dovrebbe giocare prima delle 21.30, mentre Paolini sarà la terza sfida a partire dalla stessa ora. Difficile scenda in campo prima delle 23.
Le partite di Musetti, Berrettini e Paolini a Indian Wells, come tutte le altre partite del Masters 1000 americano, saranno trasmesse in diretta televisiva e in esclusiva sui canali SkySport. I match si potranno seguire anche in streaming sull'app SkyGo e su NOW.

Tante ore seduti in ufficio e molte serate sul divano. Inutile la manciata di ore spese in palestra o la corsetta mattutina? "Non direi: alternare le due cose non è un problema. Non è sedentarietà se faccio una moderata attività fisica e poi la sera sto tre ore davanti alla televisione. Il beneficio della palestra non si annulla. Ma è importante che, nell'arco di una settimana, si facciano 150 minuti di movimento. Sarebbe utile fare almeno 30 minuti al giorno. Se si va in palestra tre volte alla settimana per un'ora il beneficio permane anche se poi si è 'sedentari' per il resto del tempo. Per fortuna il corpo ha memoria del movimento fatto", rassicura Giorgio Sesti, docente di medicina Interna all'università Sapienza di Roma.
La ricerca clinica "stabilisce che 150 minuti alla settimana di attività motoria prevengono malattie cardiovascolari e diabete. Questo dunque è già un parametro settimanale di attività protettivo. Ovviamente meglio ancora se si fa di più, specie per il peso, perché questa 'dose' di movimento non serve a dimagrire ma solo a proteggere. Se devo invece perdere peso sono necessari almeno 250 di minuti di attività motoria. E quanto si è fatto in termini di movimento si tesaurizza: se si fa sport continuativamente nel corso degli anni si ha un beneficio in salute a lungo termine, rispetto ai sedentari".
La sedentarietà "è il nostro peggior nemico dal punto di vista delle patologie croniche del benessere. E' una delle cause del diabete, della pressione elevata, dell'incremento di peso. E uno fattori che 'costruisce' uno stile di vita poco salutare: insieme a un'alimentazione inadeguata è il fattore alla base delle malattie croniche cardiometaboliche. Avere una vita attiva, invece, riduce il rischio. Ma non serve essere campioni olimpionici. Basta essere attivi nei gesti quotidiani. Per esempio: al lavoro alzarsi ogni mezz'ora per fare un minimo di stretching o di movimento, non usare gli ascensori, scendere alla fermata prima o a quella dopo di metro o autobus per camminare un po' a piedi".

Otto agenti della polizia penitenziaria sono stati condannati nell’ambito del processo sulle violenze ai danni di detenuti avvenute nel carcere di Torino 'Lorusso e Cutugno' tra il 2017 e il 2019. Fra questi, sette imputati sono stati condannati per il reato di tortura, con condanne che vanno da 3 anni e quattro mesi a 2 anni e 8 mesi. Per altri sei imputati c’è stata invece una sentenza, a seconda delle posizioni, di assoluzione o di non dover procedere per intervenuta prescrizione.
“E’ una sentenza non condivisibile, il reato di tortura non è configurabile – commenta all’Adnkronos l’avvocato Antonio Genovese, difensore di tre agenti – mancano gli elementi costitutivi del reato”.
Durante il processo erano emerse alcune condotte. In particolare, ricorda Antigone, "una vittima era stata condotta in una stanza e colpita violentemente con schiaffi al volto e al collo e pugni sulla schiena. Poi costretto ad alta voce ad insultarsi e messo faccia al muro per circa 40 minuti, mentre a loro volta gli agenti lo insultavano".
"Si tratta della seconda sentenza di questo genere che arriva in pochi giorni, dopo quella decisa dal Tribunale di Firenze - sottolinea Patrizio Gonnella, presidente di Antigone - Come già detto in quel caso, non siamo felici di fronte a queste condanne, perché in carcere non dovrebbe esserci posto per episodi di sopraffazione. Abbiamo però voluto con forza il delitto di tortura, perché crediamo che questo serva in particolar modo alle forze dell'ordine, per riconoscere e isolare chi abusa del proprio ruolo e della divisa che indossa, delegittimando una categoria di operatori che giorno dopo giorno, nonostante le difficoltà e le politiche governative, che scaricano su di loro approcci penal-populistici, provano a restituire alla pena il suo senso costituzionale".

El Salvador, un Paese che si è posto al centro dell’attenzione dell’opinione pubblica internazionale grazie ai cambiamenti attuati dall’amministrazione del presidente Nayib Bukele, continua a segnare una tendenza storica in materia di sicurezza, consolidando progressi che non solo trasformano la percezione internazionale, ma generano anche fiducia per gli investimenti esteri nel Paese centroamericano.
Secondo l’ultimo bilancio della Polizia Nazionale Civile (PNC), nei primi 20 giorni del 2026 non si è registrato alcun omicidio nel Paese, riflettendo la continuità di una politica di sicurezza solida e attentamente monitorata dalle autorità del gabinetto di sicurezza.
La PNC informa, attraverso i propri canali ufficiali, ogni giorno che si conclude senza registrazioni di omicidi, sottolineando che questa tendenza positiva si mantiene dall’inizio dell’anno e consolida l’immagine di un territorio sempre più sicuro per la popolazione e per le attività economiche.
L’impatto dell’attuale politica di sicurezza, guidata dal presidente Bukele, è emerso chiaramente nel 2025, anno in cui El Salvador ha registrato 303 giorni senza omicidi, chiudendo l’anno con appena 82 omicidi, nessuno dei quali legato alle gang. Ciò ha rappresentato una riduzione del 28% rispetto al 2024, quando erano stati registrati 114 casi.
Le autorità salvadoregne attribuiscono questo cambiamento radicale a strategie come il Piano di Controllo Territoriale e l’istituzione dello stato di emergenza a partire da marzo 2022, sotto il quale sono state arrestate oltre 90.800 persone identificate come membri di gang.
Secondo l’ultima indagine dell’Istituto di Opinione Pubblica (IUDOP), pubblicata nel gennaio 2026, il 62,7% dei salvadoregni ritiene che la sicurezza sia l’aspetto più positivo che sta vivendo il Paese, mentre il 96% sostiene le misure adottate contro le gang, secondo i dati di CID Gallup. Inoltre, il 95% della popolazione ha dichiarato di non essere stata vittima di reati nel corso del 2025 e El Salvador si colloca tra i primi 20 Paesi al mondo in cui le persone si sentono più sicure a camminare da sole di notte, secondo il Rapporto Globale sulla Sicurezza di Gallup.
Parallelamente, il sistema di sicurezza di El Salvador ha suscitato un interesse senza precedenti tra capi di Stato e leader politici, che vedono nel “Modello Bukele” una soluzione aspirazionale alle crisi di criminalità nei propri Paesi. Questa tendenza si è concretizzata in visite di alto livello al Centro di Confinamento del Terrorismo (CECOT), come quella del presidente eletto del Cile, José Antonio Kast, nel gennaio 2026, e quella del presidente della Costa Rica, Rodrigo Chaves, nel dicembre 2025, entrambe finalizzate a studiare l’infrastruttura e i protocolli di massima sicurezza per una possibile applicazione nei rispettivi Paesi.
Recentemente, nel contesto di una conferenza stampa internazionale sulla sicurezza, tenutasi durante la visita nel Paese del presidente eletto del Cile, José Antonio Kast, il presidente Nayib Bukele ha risposto a una domanda di una giornalista cilena riguardo ai diritti umani dei membri delle gang detenuti presso il Centro di Confinamento del Terrorismo (CECOT).
Bukele ha messo in discussione il fatto che il dibattito internazionale si concentri sui diritti dei criminali piuttosto che su quelli delle vittime, affermando che la sua amministrazione ha dato priorità ai diritti umani della popolazione onesta e lavoratrice, e solo successivamente a quelli di coloro che hanno commesso reati. Ha inoltre espresso scetticismo nei confronti delle denunce di alcune organizzazioni, sostenendo che, a suo giudizio, queste non si siano espresse con la stessa fermezza quando le gang commettevano atti di violenza come omicidi, stupri e altri gravi crimini.
Inoltre, delegazioni ministeriali dell’Ecuador e membri del Congresso degli Stati Uniti (tra cui rappresentanti del Caucus di El Salvador) hanno visitato le strutture, convalidando la strategia di controllo territoriale e il regime di confinamento di massa come un punto di riferimento regionale nella lotta contro il crimine organizzato e le gang.
Il rafforzamento della sicurezza ha inoltre generato un clima favorevole agli Investimenti Diretti Esteri (IDE). Dopo un periodo di cautela nel 2024, l’IDE ha registrato una crescita del 64% nel primo trimestre del 2025 rispetto all’anno precedente, trainata dalla certezza giuridica e dalla riduzione della criminalità.
Il Paese ha chiuso il 2024 con 639,6 milioni di dollari in IDE, una cifra leggermente inferiore rispetto al 2023, ma che ha dato spazio a una tendenza positiva nella seconda metà dell’anno. I principali investitori provengono da Spagna, Messico, Stati Uniti, Panama e Honduras, con progetti significativi nei settori del turismo, delle infrastrutture e dell’immobiliare, come i 730 milioni di dollari previsti dal Grupo Roble.
La leadership del presidente Nayib Bukele, attraverso politiche di sicurezza aggressive e strategie di controllo territoriale, ha permesso a El Salvador di trasformarsi da Paese segnato dalla violenza in un territorio più sicuro, promettente e attrattivo per gli investimenti internazionali, consolidando un cambiamento storico nella percezione dei cittadini e nell’economia.

E’ donna e ha 63 anni la prima paziente in Italia a essere trattata con Psilocibina. La somministrazione è avvenuta questa mattina presso la clinica psichiatrica dell’ospedale Santissima Annunziata di Chieti nell’ambito di una sperimentazione clinica per il trattamento della depressione resistente, condotta dall’équipe di Giovanni Martinotti, Direttore dell’Unità operativa.
La 63enne ha assunto una compressa contenente il principale principio attivo dei cosiddetti funghi psichedelici. La procedura si è svolta regolarmente e, al momento, non sono state rilevate particolari criticità cliniche. La paziente è attualmente sotto osservazione, come previsto dal protocollo sperimentale. Il disegno dello studio è randomizzato e in doppio cieco: né i pazienti né i clinici sanno se venga somministrato il composto attivo o un placebo.
La paziente potrebbe dunque aver ricevuto psilocibina oppure una compressa placebo, condizione necessaria a garantire la solidità scientifica dei risultati. Il protocollo prevede una seconda somministrazione dello stesso trattamento farmacologico a distanza di tre settimane, seguita da un attento follow-up clinico per valutare l’evoluzione dei sintomi depressivi nel tempo.
La sperimentazione è rivolta esclusivamente a pazienti affetti da depressione resistente ai farmaci, una condizione clinica complessa che non risponde adeguatamente alle terapie antidepressive convenzionali. “Questo primo trattamento - sottolinea Martinotti, professore ordinario all’università Gabriele d’Annunzio - rappresenta un passaggio storico per la ricerca clinica italiana nel campo delle neuroscienze e della psichiatria, che apre nuove prospettive per lo studio di approcci terapeutici innovativi nei disturbi dell’umore”.
Un elemento distintivo dello studio è l’integrazione con la stimolazione magnetica transcranica (Tms), una tecnica di brain stimulation non invasiva. Tutti i pazienti arruolati ricevono un trattamento con Tms: chi assume il placebo farmacologico riceve una Tms attiva, mentre chi assume la psilocibina riceve una stimolazione magnetica sham (placebo). In questo modo, entrambi i gruppi hanno accesso a un intervento potenzialmente efficace, garantendo al contempo l’equilibrio etico e metodologico della ricerca.

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E' nuovamente operativo Sardalavoro.it il sito web dedicato alle offerte di lavoro in Sardegna
Il sito offre la possibilità di visualizzare tutte le offerte di lavoro in Sardegna
ed è categorizzato in base al luogo di provenienza dell'annuncio.
Il Portale del lavoro consente di visualizzare tutte le offerte di lavoro in modo semplice e diretto.
Ogni giorno vengono inseriti gli annunci in collaborazione con le agenzie interinali per il lavoro, i centri per l'impiego o le aziende che inviano gli annunci gratuiti.
Ci si può candidare ad ogni singola offerta seguendo le istruzioni indicate in ogni annuncio.
Gli annunci sono rivolti ad entrambi i sessi, ai sensi delle leggi 903/77 e 125/91, è consigliato inviare sempre un curriculum vitae in formato pdf, correttamente formattato in base ai modelli in uso.
E' sempre consigliato di leggere attentamente ogni singola offerta di lavoro e candidarsi alle selezioni solo se effettivamente in possesso dei requisiti indicati per il posto di lavoro.
Gli annunci vengono pubblicati anche sulla pagina facebook OFFERTE DI LAVORO IN SARDEGNA e condivisi sui gruppi social collegati
Sardalavoro.it il punto di riferimento per chi cerca lavoro in Sardegna.

Appuntamento il 17 gennaio 2026 all’Aeroporto Valerio Catullo- Villafranca di Verona per l’Airline Pilot Open Day, l’evento dedicato a chi sogna di diventare pilota di linea e di lavorare come professionista nell’aviazione.
Nel corso della giornata verranno presentati:
Verranno inoltre approfonditi diversi temi legati alle professioni dell’aviazione come: quali sono i requisiti fisici per diventare pilota, quali sono i costi da sostenere, quanto durano i corsi in Accademia, ma anche quali sono le modalità di assunzione e lo stipendio medio di un pilota.
Tra i corsi erogati da Asteraviation Flight Academy ci sono:
E anche diverse abilitazioni, quali:
Chi sceglie di iscriversi al programma di Aster Aviation Flight Academy svolge un addestramento basato sui principi del CRM aeronautico (Crew Resource Management) ed è seguito con training personalizzati. Inoltre, ha l’occasione di acquisire esperienza pratica nel settore dell’aviazione grazie alla collaborazione con diverse compagnie aeree partner, per applicare gli studi teorici in contesti reali, oltre che avere la possibilità di frequentare diversi seminari integrativi del piano formativo.
Dalla Safety Culture in Aviation alla conoscenza delle principali compagnie aeree e i loro processi di reclutamento, dall’approfondimento delle soft skill alle esperienze sul campo, il metodo didattico dell’Accademia offre una formazione completa e all’avanguardia per formare i professionisti dell’aviazione.
Frequentare Aster Aviation Academy non è solo scegliere di seguire una passione, ma vuol dire trasformare questa passione in futuro concreto: l’occupabilità dei corsi formativi è infatti di grande successo e più del 50% degli allievi trova lavoro subito dopo aver concluso il percorso di studi.
Puoi approfondire tutti i dettagli su https://www.asteraviation.it/airline-pilot-open-day/.
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Asteraviation Flight Academy è l’Accademia di volo specializzata nella formazione di piloti di linea e professionisti dell’aviazione. Offriamo a ogni allievo training personalizzati e una didattica che integra competenze tecniche avanzate e sviluppo di soft skills fondamentali in cabina di pilotaggio.
Sedi: Aeroporto Valerio Catullo- Villafranca di Verona (VR), Aeroporto Angelo Berardi Verona-Boscomantico (VR).
Contatti:
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