
(Adnkronos) - L’inibitore orale di Pcsk9, enlicitide decanoato, ha ridotto significativamente, a 8 settimane il colesterolo Ldl (C-Ldl) rispetto alle terapie orali non-statiniche raccomandate dalle linee guida, in aggiunta alla terapia di base con statine. Sono i risultati diffusi da Msd, conosciuta come Merck&Co negli Stati Uniti e in Canada, relativi allo studio registrativo di Fase 3 Coralreef AddOn, progettato per valutare l’efficacia e la sicurezza di enlicitide decanoato rispetto ad altre terapie orali non-statiniche (acido bempedoico, ezetimibe o la combinazione di acido bempedoico ed ezetimibe), in aggiunta alla terapia di base con statine, in adulti con ipercolesterolemia con una storia di/ a rischio di malattia cardiovascolare aterosclerotica (Ascvd). Questo - informa una nota - è il terzo studio positivo di fase 3 su enlicitide decanoato, un inibitore orale sperimentale della proproteina convertasi subtilisina/kexina di tipo 9 (Pcsk9), somministrato una volta al giorno. Nello studio, enlicitide ha determinato riduzioni statisticamente significative e clinicamente rilevanti del C-Lld rispetto all’acido bempedoico, all’ezetimibe o alla loro combinazione dopo 8 settimane di trattamento (al giorno 56). La riduzione osservata dei livelli di C-Ldl si è tradotta in un maggiore raggiungimento degli obiettivi di C-Ldl con enlicitide rispetto ai comparatori (endpoint secondario). Questi dati ‘late-breaking’ sono stati presentati in occasione dell’Annual Scientific Session and Expo dell’American College of Cardiology (Acc 26) (Abstract n. 336-07) e pubblicati simultaneamente sul Journal of the American College of Cardiology (Jacc).
Nel dettaglio - continua la nota - a 8 settimane enlicitide ha ridotto i livelli C-Ldl del 64,6% rispetto al basale quando aggiunto alla terapia di base con statine e del 56,7% rispetto all’acido bempedoico, del 36% rispetto all’ezetimibe e del 28,1% rispetto alla combinazione di acido bempedoico ed ezetimibe. Il profilo di sicurezza complessivo è risultato coerente con quello osservato negli studi clinici di fase 3 Coralreef Lipids e Coralreef HeFH. In tutti i gruppi di trattamento sono stati osservati elevati livelli di aderenza sia all’intervento di studio (98%) sia alle istruzioni di dosaggio (≥96%).
“Nell’ambito dell’impegno di Msd nel contribuire ad affrontare la silente epidemia cardiovascolare, enlicitide è stato progettato per offrire una riduzione del colesterolo Ldl paragonabile a quella degli inibitori di Pcsk9 iniettabili attualmente approvati, con un profilo di sicurezza simile a quello del placebo, e ha il potenziale per diventare il primo inibitore orale di Pcsk9”, afferma Joerg Koglin, Senior Vice President e Head of General and Specialty Medicine, Global Clinical Development, Msd Research Laboratories. “La coerenza dei risultati dello studio Coralreef AddOn, insieme ai dati provenienti dagli studi Coralreef Lipids e Coralreef HeFH, contribuisce a consolidare il profilo di efficacia e sicurezza di enlicitide in una forma semplice: una compressa facile da assumere”.
I risultati del trial Coralreef AddOn “mostrano chiaramente che enlicitide consente una riduzione del C-Ldl nettamente superiore rispetto alle opzioni orali attualmente disponibili in pazienti trattati con statine”, sottolinea Alberico L. Catapano, tra gli autori principali dello studio, presidente della Fondazione Sisa e direttore Centro studi Aterosclerosi presso Irccs Multimedica e l’Università degli Studi di Milano, che ha presentato i risultati all'American College of Cardiology. “Enlicitide decanoato - chiarisce - è un peptide macrociclico ingegnerizzato per inibire PCSK9, una proteina chiave coinvolta nella degradazione del recettore delle Ldl. Enlicitide lega la Pcsk9 e ne impedisce il legame con il recettore della Ldl, con conseguente aumento della clearance delle Ldl e conseguente riduzione del C-Ldl. Enlicitide rappresenterà in futuro dunque una nuova opzione terapeutica nella gestione dei pazienti che, pur trattati, non raggiungono gli obiettivi stabiliti dalle linee guida. Si tratta di un’evidenza che potrà realmente cambiare la pratica clinica quotidiana, con il vantaggio di una terapia orale giornaliera che potrà essere co-somministrata con una statina”.
“La silente epidemia cardiovascolare richiede con urgenza innovazioni supportate da evidenze scientifiche robuste e frutto di un impegno costante nel lungo periodo - evidenzia Nicoletta Luppi, presidente e amministratrice delegata di Msd Italia - I risultati positivi dello studio di fase 3 Coralreef AddOn rafforzano il profilo clinico di enlicitide, consolidando quanto osservato negli studi precedenti e aprendo la strada alla soluzione orale potenzialmente più efficace per i pazienti che non raggiungono gli obiettivi terapeutici nonostante il trattamento con statine. Le malattie cardiovascolari - prosegue - continuano a rappresentare una delle principali sfide di sanità pubblica a livello globale, con un impatto diretto sulla longevità e sulla qualità della vita delle persone. Promuovere la prevenzione e intervenire precocemente sui fattori di rischio è essenziale per consentire ai pazienti di vivere più a lungo e in buona salute”.
Enlicitide ha inoltre dimostrato riduzioni statisticamente significative a 8 settimane su tutti i principali endpoint secondari: ha ridotto l’apolipoproteina B (ApoB) del 54,6% rispetto al basale, a fronte di una riduzione del 5,4% con acido bempedoico, del 20,2% con ezetimibe e del 27,7% con la combinazione di acido bempedoico ed ezetimibe Inoltre - riferisce la nota - il trattamento ha determinato una riduzione significativa del colesterolo non-Hdl del 58% rispetto al basale vs una riduzione del 5,2% con acido bempedoico, del 25,1% con ezetimibe e del 31,8% con la combinazione di acido bempedoico ed ezetimibe.
“Nella pratica clinica quotidiana molti pazienti a rischio cardiovascolare alto e molto alto non raggiungono il target di colesterolo C-Ldl, nonostante le terapie ipolipemizzanti attualmente disponibili - ricorda Giuseppe Patti, presidente eletto Sic – Società italiana di cardiologia, Università del Piemonte Orientale e direttore della Cardiologia, Ospedale Maggiore della Carità di Novara - I dati dello studio Coralreef AddOn mostrano che enlicitide, primo inibitore orale di Pcsk9, riduce in media del 64,6 % i livelli C-Ldl dopo 56 giorni di trattamento, in linea con i precedenti risultati degli studi di fase 3. In questo contesto, il principio ‘strike early, strike strong’ diventa centrale per intervenire tempestivamente con una terapia orale nei pazienti non a target con le altre terapie ipolipemizzanti orali, nei quali un’intensificazione terapeutica efficace e sostenuta è essenziale per ridurre il rischio cardiovascolare residuo”.
Lo studio ha inoltre valutato la riduzione dei parametri lipidici e il raggiungimento degli obiettivi su diversi parametri (multiplicity controlled). Enlicitide ha determinato una riduzione della lipoproteina(a) del 26,2% rispetto al basale, a fronte di un aumento dell’8,1% con acido bempedoico, di nessuna variazione con ezetimibe e di un aumento del 10,4% con la combinazione di acido bempedoico ed ezetimibe. Lo studio ha inoltre evidenziato che il 78,2% dei pazienti trattati con enlicitide ha raggiunto l’obiettivo pre-specificato di una riduzione di almeno il 50% del colesterolo C-Ldl e un valore di C-Ldl
“Enlicitide ha dimostrato riduzioni del colesterolo Ldl significativamente maggiori rispetto alle terapie orali disponibili - rimarca Claudio Bilato, direttore della Cardiologia – ospedali dell’Ovest Vicentino e Vicepresidente Anmco, Associazione nazionale medici cardiologi ospedalieri - Per i pazienti con storia di Ascvd o a rischio alto di sviluppare un evento maggiore di Ascvd, questo significa poter considerare in futuro un’opzione terapeutica aggiuntiva, capace di colmare il gap terapeutico che spesso osserviamo nonostante l’uso ottimale delle statine. È un risultato che ci avvicina sempre di più a un nuovo standard nella prevenzione cardiovascolare e che ha tutto il potenziale per contribuire alla nascita di un nuovo paradigma nella gestione dei pazienti a rischio alto e molto alto, sia prima di un evento che in dimissione dopo una sindrome coronarica acuta”. Nel dicembre 2025, la Food and Drug Administration (Fda) ha assegnato a enlicitide il Commissioner’s National Priority Voucher. Msd - conclude la nota - guarda con interesse alla possibilità di rendere disponibile enlicitide, che ha il potenziale per diventare il primo inibitore orale di Pcsk9 approvato per il trattamento dell’ipercolesterolemia nel più breve tempo possibile.

(Adnkronos) - Revocare lo sciopero proclamato per 6 giorni (20-25 aprile) dagli autotrasportatori o riformulare l’azione collettiva, in conformità alla legge 146 del 1990 ed alla disciplina di settore. L'invito arriva dalla Commissione di garanzia sugli scioperi con riferimento alla proclamazione, da parte dell’Associazione Trasportounito, di un fermo nazionale dei servizi di autotrasporto merci, in conformità alla legge 146 del 1990 ed alla disciplina di settore. L’Autorità, si legge in una nota, ha motivato l’indicazione immediata per violazione della regola del preavviso minimo e mancato rispetto della regola della rarefazione oggettiva, con riferimento al fermo precedentemente proclamato dal Comitato Trasporto Siciliano, per il periodo 14-18 aprile 2026.
La protesta è stata proclamata per "l’assoluta emergenza, causata dal rincaro fuori controllo del carburante, il quale incide in modo letale su bilanci già fragilissimi delle imprese di autotrasporto, potrebbe avviare sin d’oggi i fermi dei Tir nelle proprie rimesse e Trasportounito si impegna a sostenere questi atti con il massimo dell’assistenza sindacale".

(Adnkronos) - L’Italia scende in campo contro la Bosnia oggi, martedì 31 marzo, e si gioca la partecipazione al Mondiale nello spareggio di Zenica. Ad arbitrare una delle partite più importanti della storia recente della Nazionale sarà Clement Turpin, 43 anni. Il fischietto francese torna a dirigere un'altra gara pesante per gli Azzurri, dopo la semifinale playoff del 2022. Un precedente per niente incoraggiante, perso contro la Macedonia del Nord e costato l'esclusione dalla Coppa del Mondo in Qatar.
Ma chi è Clement Turpin? Il francese è diventato internazionale a 27 anni (più giovane arbitro transalpino a raggiungere questo traguardo) e in carriera si è già tolto belle soddisfazioni. Ha diretto la finale di Europa League del 2021 tra Villarreal e Manchester United, mentre nel 2022 ha arbitrato la finale di Champions League tra Liverpool e Real Madrid. Nel suo curriculum c’è anche un euroderby Inter-Milan, semifinale della Champions League 2023, e un Milan-Roma in Europa League 2024. Lo scorso 14 ottobre Turpin ha diretto per l'ultima volta la Nazionale, contro Israele (3-0 per gli Azzurri a Udine).
Curiosità: nell'aprile 2019, pochi giorni dopo aver diretto i quarti di Champions tra Juventus e Ajax, si era ritrovato proprietario di un'auto utilizzata da narcotrafficanti per trasportare droga, armi di vario tipo e 1,6 milioni di euro dalla Francia al Belgio. Turpin era stato vittima di un furto di identità (la macchina gli era stata intestata a sua insaputa), nell’ambito di una vicenda poi risolta ovviamente per il meglio.

(Adnkronos) - La glomerulopatia da C3 "è una malattia molto problematica con un certo impatto sulla vita quotidiana. Non tutti i pazienti hanno le stesse esigenze, ma si tratta comunque di una malattia invalidante che porta alla dialisi e a continui confronti con gli ospedali. Spesso i bambini sono costretti a recarsi in struttura 3 volte alla settimana: questo è un problema per loro e per le famiglie, alle prese con permessi di lavoro e con distanze considerevoli. Questa nuova terapia può cambiare moltissimo". Così Fabrizio Spoleti, presidente dell’associazione Progetto Ddd (Dense deposit disease - malattia a depositi densi) intervenendo oggi a Milano all'incontro organizzato da Novartis in occasione del via libera di Aifa-Agenzia italiana del farmaco, per iptacopan, la terapia mirata per il trattamento della C3G, una patologia renale ultra rara e progressiva.
"Da padre di un bambino che fin da piccolo si è ammalato di C3G - continua Spoleti - ho potuto toccare con mano una serie di problematiche ed è per questo che ho fondato un’associazione, dapprima onlus e oggi ets, con l'unico scopo di contribuire a finanziare la ricerca su questa malattia. Il mio percorso parte nel 2004 quando era difficile arrivare ad una diagnosi precisa e si brancolava nel buio - spiega - Da lì nasce l’idea dell’associazione, anche per aiutare le famiglie a districarsi in questo labirinto".
Il ruolo dell’associazione "è anche quello di sensibilizzare sul tema - precisa Spoleti - È vero che lo statuto parla di raccolta fondi per la ricerca, ma ogni 2 anni avviciniamo i pazienti per aiutare le famiglie sia per individuare quali siano i centri di riferimento più competenti, sia per quali siano le possibilità terapeutiche" disponibili, "divulgando tutte le conoscenze possibili".

(Adnkronos) - L’Università Lum Giuseppe Degennaro è tra i protagonisti di un importante studio internazionale pubblicato sull’International Journal of Oral Implantology, dedicato a uno dei temi più rilevanti dell’implantologia moderna: la stabilità dell’osso attorno agli impianti dentali e la prevenzione delle complicanze nel tempo. Il lavoro - informa l’Ateneo in una nota - è stato sviluppato attraverso un processo condotto con la metodologia Delphi, ed ha coinvolto 25 esperti di riconosciuto prestigio, provenienti da università e centri di ricerca di Europa, Stati Uniti e Asia. L’obiettivo è stato quello di individuare indicazioni condivise per migliorare la gestione clinica degli impianti dentali e favorire risultati sempre più predicibili e duraturi.
All’interno di questo autorevole network scientifico, l’Università Lum è stata rappresentata da 2 docenti: Giuseppe Troiano e Claudio Stacchi, con quest’ultimo nel ruolo di coordinatore del gruppo di lavoro. Lo studio ha evidenziato come alcuni aspetti chiave del trattamento implantare possano essere gestiti in modo sempre più efficace grazie a protocolli condivisi, rafforzando l’idea che la qualità delle cure passi anche attraverso il confronto e la collaborazione tra esperti a livello globale. La partecipazione della Lum a un progetto scientifico di così ampia portata internazionale - si legge nella nota - conferma il ruolo dell’Ateneo nel panorama della ricerca odontoiatrica e testimonia l’impegno costante nella promozione dell’eccellenza accademica, della ricerca clinica e dell’innovazione al servizio della salute dei pazienti.

(Adnkronos) - Carlo Conti sbarca su TikTok e lo fa con ironia, trasformandosi in un perfetto tiktoker. Il conduttore e direttore artistico del Festival di Sanremo 2026 ha aperto, su consiglio del figlio Matteo, un profilo sulla piattaforma dedicata ai video.
Ad annunciarlo è stato lui stesso con un video selfie: "Da oggi sono ufficialmente su TikTok, vero Matteo? Lui ha voluto iscrivermi su TikTok, ora sono un tiktoker pure io, metterò dei video bellissimi e vi farò ridere". Promessa subito mantenuta.
Conti non ha perso tempo e si è sbizzarrito pubblicando selfie e video giocosi sperimentando filtri ed effetti simpatici. Nel primo appare con un sopracciglio alzato e una barba molto folta, accompagnato dal brano 'Ossessione' di Samurai Jay. Poche ore dopo, un altro selfie con un effetto che gli ha deformato la faccia: bocca allungata, naso inesistente e cappellino rosso. E anche questa volta la scelta musicale è ricaduta su un brano sanremese, 'Tu mi piaci tanto' di Sayf.
E poi, non manca una foto della sua amata Firenze. Tra i tiktok condivisi spunta uno scorcio del Ponte Vecchio. Debutto più che positivo: in meno di 24h il profilo ha raggiunto oltre i 25 mila follower e più di 100 mila like. Aveva ragione Matteo: la versione tiktoker di Conti funziona.

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(Adnkronos) - "L'economia europea cresce di meno rispetto a quelle americana e cinese" al prof. Luigi Guiso, dell'Einaudi Institute for Economics and Finance, il compito di presentare i principali aspetti emersi nel libro-indagine "Famiglie e risparmio" della Cassa Depositi e Prestiti, presentato al Collegio Carlo Alberto di Torino.
"L'economia cinese in 20 anni, da una situazione di relativa arretratezza, ha raggiunto oggi le nuove frontiere della tecnologia, si è portata in una situazione in cui compete, come gigante dell'innovazione, con gli Stati Uniti. L'Europa è molto indietro da questo punto di vista, e l'Italia, purtroppo, è indietro rispetto a molti paesi dell'Europa. Ora, tra risparmio e crescita c'è una correlazione naturale: se si osserva un calo nel tasso di risparmio, cos'è che lo ha spinto? - si chiede il prof. Guiso - Lo ha spinto qualche forza che ha spostato la disponibilità a risparmiare, oppure il fatto che sia calato l'incentivo a investire. Quello che sostiene il libro è che la nostra economia ha da tempo perso il dinamismo, ha perso la capacità di innovare, la creatività che ha caratterizzato l'economia italiana negli anni del boom economico, e ancora negli anni '70. Noi dagli anni '90 a oggi abbiamo perso 20 punti di capacità di produrre e di estrarre output da un'unità di capitale a un'unità di reddito - aggiunge - in una situazione del genere l'incentivo a investire si attenua, perché vi sono meno opportunità d'investimento; con meno opportunità d'investimento, si investe di meno: investendo di meno, il risparmio cala. E l'interpretazione che viene data nel libro è che la causazione deriva dal fatto che si è inaridita la capacità di innovare nella nostra economia" sono le conclusioni illustrate dal prof. Luigi Guiso.

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(Adnkronos) - Prende piede l'ipotesi di rinnovare Il taglio delle accise sul carburante che scadrà il 7 aprile. A quanto apprende l'Adnkronos da fonti concordanti della maggioranza, la proroga della misura appare inevitabile visto il perdurare della guerra contro l'Iran che spinge al rialzo le quotazioni del petrolio. Da Forza Italia alla Lega a Fratelli d'Italia c'è diffuso consenso sulla necessità di estendere fino a fine aprile la riduzione di 24,4 centesimi al litro su benzina e diesel e da 12 cents su gpl introdotta con il Dl Carburanti varato dal governo il 18 marzo e valido per 20 giorni, dal 19 marzo al 7 aprile appunto. Resta il nodo delle coperture, che si incrocia con la partita del taglio delle risorse di Transizione 5.0, contestato da Confindustria e dalle altre confederazioni.
Il decreto sarebbe lo strumento più indicato per prorogare il taglio delle accise e renderlo effettivo dall'8 aprile. Un Cdm in merito, a quanto si apprende, potrebbe essere convocato già questo venerdì oppure dopo la pausa pasquale ma al momento però non ci sono conferme ufficiali. Più improbabile l'intervento con un emendamento al dl Carburanti in esame in Senato perchè la modifica sarebbe soggetta ai tempi della conversione.
Sul caro-energia e non solo si sono confrontati ieri la stessa premier e il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti, chiamato al difficile compito di far quadrare i conti in una fase di rinnovate incertezze per le crescenti tensioni geopolitiche. Un equilibrio sottile, da trovare proprio quando l'Italia era ad un passo dal riportare il deficit sotto il 3% del pil, ed uscire dalla procedura Ue con il beneficio poi di avere più flessibilità sui vincoli di spesa. Ma gli effetti economici della guerra contro l'Iran cambiano le carte sul tavolo per tutti i partner Ue ma per l'Italia in particolare (per la dipendenza energetica e per il fatto che il 20% delle manifatture è in mano a industrie energivore). Da qui l'esigenza di risposte "mirate, temporanee e basate su un approccio condiviso, tenendo a mente l'impatto della crisi nei diversi Paesi", come ha detto ieri Giorgetti al G7 finanziario. Da qui la proposta dello stesso ministro all'Eurogruppo dello scorso 9 marzo di valutare l'adozione di misure straordinarie - come per la guerra in Ucraina nel 2022 - per bloccare i prezzi energetici prima dell'effetto domino dei rincari sui beni di consumo.
In attesa che l'Ue batta un colpo, prorogare il taglio delle accise fino a fine aprile costerebbe almeno 500 milioni (la prima fase è costata 528 mln circa). Tra le ipotesi quella di attingere dal fondo di 1,3 mld previsto dalla Legge di Bilancio per il Piano Transizione 5.0, al quale poi sono stati destinati 'solo' 537 milioni, tra la raffica di proteste di Confindustria e i settori produttivi. Resterebbero 760 milioni. Una doppia partita quella tra le misure contro il caro-carburante e il taglio al 35% degli incentivi alle imprese che avevano già investito nel piano (le cosiddette 'esodate') che vede il governo impegnato su due fronti, avendo a disposizione risorse sempre troppo esigue. Un ulteriore passaggio è atteso domani al tavolo al Mimit con le categorie. Parlando a Cernobbio nei giorni scorsi Giorgetti si era detto pronto all'ascolto delle categorie sottolineando che bisognava però decidere se intervenire a favore delle imprese energivore, o per l’autotrasporto o per le accise. (di Luana Cimino)

(Adnkronos) - "Il legame fra la Cassa e il risparmio postale risale alle nostre origini, proprio qui a Torino, ed è uno degli snodi più importanti che permette ora alla Cassa di svolgere il ruolo di investitore paziente di lungo periodo al servizio della crescita del Paese". Ad affermarlo è Giovanni Gorno Tempini, il presidente di Cdp, alla presentazione del libro "Famiglie e risparmio" realizzato per i 175 anni di Cassa Depositi e Prestiti. Oggi, sottolinea, "parliamo di risparmio perché a volte si confonde la natura pubblica della Cassa Depositi e Prestiti con il fatto che la Cassa sia utilizzatrice di fondi pubblici, cosa che non è. La Cassa gestisce fondi privati. Il risparmio postale è il risparmio degli italiani. E la Cassa, come tutte le banche promozionali in Europa, ha la funzione di ponte fra il pubblico e il privato, quindi di essere un investitore di lungo periodo ma con una modalità operativa che deve rispettare gli interessi privati dei risparmiatori; i quali ci danno fiducia, perché sanno che i loro fondi vengono trattati con oculatezza e con un occhio di riguardo ai loro interessi".
"Gestire bene la finanza è un po' come gestire bene la propria salute - puntualizza Gorno Tempini - è qualcosa che riguarda il breve periodo ma anche il lungo periodo. Quando si è più giovani si ha meno attenzione a certe tematiche, man mano che si cresce ovviamente le priorità cambiano. Avere cognizioni di base su che cosa significhi gestire il risparmio è importantissimo, soprattutto in momenti come questo in cui vi sono sbalzi di volatilità che tendono a spaventare il risparmiatore".
"Il quadro che emerge dall'indagine è che il risparmio in Italia si è evoluto nel tempo - aggiunge - Le famiglie hanno ridotto la loro percentuale di risparmio, pur continuando a risparmiare; negli ultimi dieci anni il mondo delle imprese è subentrato come traino nel concetto di risparmio, e questa è una prima evoluzione importante. Ma ciò che emerge dalla nostra ricerca è anche come il risparmio si sia evoluto da un punto di vista sociologico: ad esempio, il ruolo delle donne nella gestione del risparmio delle famiglie è andato aumentando in modo significativo rispetto al passato. Quindi lo studio indaga su chi risparmia, come risparmia, quali siano le motivazioni che spingono in una direzione piuttosto che un'altra, e l'utilizzo stesso del risparmio" conclude.

(Adnkronos) - "La cosa fondamentale, nei momenti di volatilità finanziaria, è stare tranquilli e non compiere passi azzardati: perché la volatilità, e questa è l'esperienza storica, prima o poi passa". A dirlo Giorgio Barba Navaretti, Presidente della Fondazione Collegio Carlo Alberto, intervenuto alla presentazione del libro "Famiglie e risparmio" di Cassa Depositi e Prestiti. "Certamente questa è una situazione molto grave e non sappiamo se avrà effetti di breve o di lungo periodo, perché non sappiamo quanto durerà questa situazione di guerra in Medio Oriente. Sicuramente, se effettivamente durerà poco, la situazione si risolverà abbastanza in fretta e senza grossi danni".
"E' un classico che nelle fasi di difficoltà le famiglie, i consumatori, siano più prudenti, e quindi i risparmi possano aumentare - aggiunge - D'altra parte, in situazioni che diventano realmente difficili, le famiglie possono avere necessità di utilizzare i propri risparmi, e sono proprio questi momenti di 'volatilità' che permettono in qualche modo di prevenire o di ridurre l'impatto di shock economici troppo forti: il risparmio ha proprio questa funzione. In ogni caso, l'educazione finanziaria è fondamentale, perché è necessario che le famiglie, i giovani e le donne, soprattutto, siano molto consapevoli di cosa significhi risparmiare e avere a disposizione risorse che possono servire per tutta la vita nei momenti di difficoltà, o per realizzare degli investimenti sul futuro. Noi come Collegio Carlo Alberto - conclude Barba Navaretti - lavoriamo moltissimo sul tema dell'educazione finanziaria perché crediamo che questo sia un concetto fondamentale, uno strumento fondamentale per lo sviluppo futuro di un paese maturo ed evoluto, e soprattutto per raggiungere dei traguardi sociali importanti, ad esempio la parità di genere".
(Adnkronos) - "Dio protegga i piloti e i tecnici". Pete Hegseth, segretario alla Difesa degli Stati Uniti, conclude con una preghiera il suo intervento d'apertura nel briefing di oggi, 31 marzo, sulla guerra tra Stati Uniti e Iran. "I prossimi giorni della guerra saranno decisivi. L'Iran lo sa, e non possono farci quasi nulla dal punto di vista militare", dice il numero 1 del Pentagono.

(Adnkronos) - Il gruppo Webuild consolida la sua presenza in Australia, confermando il ruolo di partner di riferimento nel percorso di decarbonizzazione del Paese. La controllata Clough, storica realtà industriale australiana, si è aggiudicata il contratto da 116 milioni di euro, 100% Clough, per la progettazione e la costruzione della 'Kwinana Gas Power Generation 2 (K2)', una centrale a gas a ciclo aperto da 220 Mw a Kwinana, 40 chilometri a sud di Perth, da realizzare per conto di Agl Energy. L’iniziativa si inserisce nella più ampia strategia di supporto alla transizione energetica dell'Australia, per cui Webuild e Clough sono già impegnati in opere idroelettriche complesse come Snowy 2.0, il più grande progetto per la produzione di energie rinnovali in costruzione nel Paese.
Il progetto K2 sarà realizzato accanto alla già esistente Kwinana Swift Power Station, alla cui realizzazione ha contributo anche Clough, in un’area industriale che già ospita infrastrutture energetiche di rilievo. Questa soluzione consentirà di minimizzare le opere di connessione e di sfruttare sinergie impiantistiche e logistiche. Il nuovo impianto adotterà una configurazione Ocgt ('open cycle gas turbine'). I lavori porteranno alla creazione di oltre 200 posti di lavoro, valorizzando competenze locali e contribuendo allo sviluppo di una filiera solida e inclusiva.
L'aggiudicazione di questo nuovo contratto conferma l'efficacia dell'integrazione tra l'esperienza centenaria di Clough sul territorio australiano e la scala globale di Webuild. Un binomio che permette di gestire la complessità di progetti critici e complessi. Il gruppo è presente in Australia, suo primo mercato estero in termini di ricavi, con progetti che spaziano dalla mobilità urbana, come il North East Link a Melbourne, a opere di edilizia sanitaria come il New Women’s and Babies Hospital di Perth.
Link: https://www.webuildgroup.com/it/media/comunicati-stampa/clough-webuild-contratto-eu-116-milioni-centrale-gas-kwinana-western-australia/

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(Adnkronos) - Svolta nel caso di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita. A causare la morte di madre e figlia di Pietracatella, in provincia di Campobasso, non è stata un'intossicazione alimentare ma un avvelenamento. Responsabile del decesso sarebbe stata la ricina, una potente tossina contenuta nei semi della pianta di ricino (Ricinus communis), estremamente velenosa se ingerita, inalata o iniettata.
Questa citotossina naturale blocca la sintesi proteica cellulare, causando morte cellulare, con sintomi gravi come vomito, diarrea, convulsioni e insufficienza d'organo, spesso letali entro 3-5 giorni. La pianta del ricino cresce anche spontanea in molte aree del mondo ed è coltivata per l'olio che si ricava dai suoi semi a forma di fagiolo. Non esiste un antidoto specifico.
Ma chi se l’è procurata e come l’ha somministrata alle due vittime? La procura di Campobasso ha intanto aperto un nuovo fascicolo per duplice omicidio premeditato dopo la svolta nelle indagini.

(Adnkronos) - La Vanvitelli per Giulio Regeni. Il 20 maggio, alle ore 9.30, presso il Rettorato di Caserta, in viale Ellittico, si terrà una proiezione speciale del documentario 'Giulio Regeni - Tutto il male del mondo', prodotto da Fandango e Ganesh Produzioni, accompagnata da un dibattito dedicato ai temi della libertà di studio e di ricerca. L’evento è organizzato dall’Università della Campania Luigi Vanvitelli nell’ambito dell’iniziativa “Le Università per Giulio Regeni”, promossa dalla Senatrice a vita e scienziata Elena Cattaneo a dieci anni dalla scomparsa in Egitto del giovane ricercatore: 76 università, 15mila persone coinvolte per due mesi di incontri e proiezioni sulla libertà di ricerca. L’iniziativa, presentata oggi in Senato durante una conferenza stampa a cui hanno preso parte, fra gli altri, la Senatrice Cattaneo, i genitori di Giulio Regeni, l’avvocata Alessandra Ballerini e il regista del documentario Simone Manetti, gli autori Emanuele Cava e Matteo Billi, consiste in un ciclo di eventi che si terranno fra aprile e maggio 2026 in ben 76 atenei in tutta Italia per un pubblico di oltre 15 mila persone, tra studenti, ricercatori, personale accademico e cittadini.
All’evento parteciperanno rappresentanti della governance di Ateneo e delle associazioni a difesa dei diritti umani oltre a docenti e giovani dottorandi e dottori di ricerca dell’Ateneo.
“Come Università abbiamo il dovere di difendere e promuovere la libertà della ricerca, valore fondante della nostra comunità accademica – dichiara Gianfranco Nicoletti, Rettore dell’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli – Aderire a questa iniziativa significa non solo ricordare Giulio Regeni, ma rinnovare un impegno concreto affinché ogni studioso possa svolgere il proprio lavoro senza paura, nel rispetto dei diritti umani e della dignità della persona”.
“La storia di Giulio Regeni, grazie al coraggio e alla forza della sua famiglia - ricorda la Senatrice Cattaneo - non si è conclusa con il ritrovamento al Cairo del suo corpo senza vita, dieci anni fa: al contrario, Giulio continua a vivere e a ‘fare cose’ attraverso un movimento di persone che si riconosce nel valore fondamentale della libertà. Lo stesso che Giulio ha difeso da studioso”.
“Siamo onorati e grati per questa iniziativa – hanno dichiarato i genitori di Giulio, Paola Deffendi e Claudio Regeni - che coinvolge numerose università, con professori, studenti e dottorandi che, ricordiamo, vanno sempre protetti. Dal documentario traspare sia la figura di Giulio ricercatore integerrimo ed appassionato che la violazione dei diritti che si sono compiuti su di lui.”
L’iniziativa 'Le Università per Giulio Regeni' è sostenuta dalla Fondazione Elena Cattaneo ETS, in collaborazione con Fandango e Ganesh Produzioni.

(Adnkronos) - "Con iptacopan abbiamo finalmente" la possiblità di "riempire un vuoto" terapeutico "andando a intervenire sulla cause della" glomerulopatia da C3 (C3G). In altre parole, "non ci si trova più a gestire le conseguenze, ma si prova a cercare di affrontare il problema in modo mirato sulla causa". Lo ha detto Luigi Biancone, professore di Nefrologia e direttore Sc Nefrologia dialisi trapianto U, Aou Città della salute e della scienza di Torino (presidio Molinette), oggi a Milano all’incontro con la stampa organizzato da Novartis in occasione dell'approvazione del rimborso, da parte di Aifa-Ageniza italiana del farmaco, di iptacopan per il trattamento della C3G, patologia renale ultra rara e progressiva.
Cambia anche "la gestione del paziente - chiarisce Biancone - poiché tutto ciò che si utilizzava in passato aveva uno scarso rapporto tra i benefici e gli effetti collaterali, era quindi era necessario monitorare" strettamente "i pazienti e tenerli sotto controllo. Ma questo medicalizzare enormemente i pazienti veniva poco sopportato, soprattutto dai più giovani. Questa nuova terapia, tra l’altro molto pratica perchè si può assumere per via orale, va notevolmente incontro anche a questi aspetti".
Prima dell'arrivo di questo trattamento, "i pazienti venivano gestiti con terapie" che agivano su 2 aspetti. La sintomatologia, come si fa per "tutte le problematiche renali glomerulari legate a diabete, ipertensione, con il controllo dei sintomi e della proteinuria. Sul secondo aspetto, quello relativo alla causa della patologia, l'unica cosa che si poteva fare "era cercare di intervenire in quella parte di infiammazione, che era poi una conseguenza dell'attivazione del C3, con cortisone, farmaci immunosoppressori, ma con risultati variabili ed effetti collaterali sicuramente significativi, che poi andavano ad accumularsi nel tempo, con risultati che conosciamo bene, con il 50% delle persone che sviluppavano questa malattia, nel giro di 10 anni affrontavano dialisi o trapianto".

(Adnkronos) - Martedì 5 maggio 2026, alle ore 10.00, presso l’Auditorium Ennio Morricone della Macroarea di Lettere e filosofia, l’Università degli Studi di Roma Tor Vergata aderisce all’iniziativa nazionale Le Università per Giulio, promossa dalla Senatrice a vita e scienziata Elena Cattaneo a dieci anni dalla scomparsa in Egitto del giovane ricercatore. L’iniziativa, presentata oggi in Senato durante una conferenza stampa a cui hanno preso parte, fra gli altri, la Senatrice Cattaneo, i genitori di Giulio Regeni, l’avvocata Alessandra Ballerini e il regista del documentario Simone Manetti, gli autori Emanuele Cava e Matteo Billi, consiste in un ciclo di eventi che si terranno fra aprile e maggio 2026 in ben 76 atenei in tutta Italia per un pubblico di oltre 15 mila persone, tra studenti, ricercatori, personale accademico e cittadini, coinvolte per due mesi di incontri e proiezioni sulla libertà di ricerca.
"La storia di Giulio Regeni, grazie al coraggio e alla forza della sua famiglia - ricorda la Senatrice Cattaneo - non si è conclusa con il ritrovamento al Cairo del suo corpo senza vita, dieci anni fa: al contrario, Giulio continua a vivere e a 'fare cose' attraverso un movimento di persone che si riconosce nel valore fondamentale della libertà. Lo stesso che Giulio ha difeso da studioso". “A dieci anni dalla morte di Giulio Regeni, le università sono chiamate a non limitarsi al ricordo, ma a interrogarsi sul senso e sulle condizioni della ricerca”, dichiara il rettore Nathan Levialdi Ghiron. “È una riflessione che riguarda il nostro ruolo e la responsabilità che abbiamo come istituzioni della conoscenza”.
Giulio Regeni, dottorando presso l’Università di Cambridge, ucciso al Cairo nel 2016 durante la sua attività di ricerca, è ricordato dall’università di Roma Tor Vergata il prossimo 5 maggio in un evento che prevede la proiezione del documentario 'Giulio Regeni - Tutto il male del mondo', prodotto da Fandango e Ganesh Produzioni, e del video messaggio dei suoi genitori, Paola Deffendi e Claudio Regeni. Ospite speciale Diego Bianchi, giornalista, blogger e conduttore televisivo.
L’incontro si apre con i saluti istituzionali di Nathan Levialdi Ghiron, rettore dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata, di Silvia Quattrociocche, direttrice generale dell’Ateneo, di Lia Quartapelle, vicepresidente della Commissione esteri della Camera dei Deputati, e di Vito Borrelli, rappresentante della Commissione Europea. Coordina i lavori Lucia Ceci, prorettrice alla Comunicazione di Roma Tor Vergata. Il programma prosegue con la sessione Libertà e ricerca nel mondo, dedicata al tema delle condizioni in cui la ricerca può svolgersi in contesti diversi, tra limiti, rischi e possibilità.
Intervengono Daniela Felisini, presidentessa della Scuola di Dottorato dell’Università di Roma Tor Vergata, con l’intervento Il Dottorato: sfide e rischi della ricerca; Massimo Papa, sul tema dell’Iran; Mohammed Hashas, ricercatore del Dipartimento di Storia, patrimonio culturale, formazione e società dell’Ateneo, sul Nord Africa; Sevgi Doğan, post-doc in filosofia politica presso la Scuola Normale Superiore di Pisa, con un intervento su La libertà accademica messa in discussione: un confronto tra Europa e Stati Uniti; Marco Maggioli, dell’Accademia Nazionale dei Lincei, sull’Africa subsahariana; Mikail Velizhev, del Dipartimento di Studi umanistici dell’Università di Salerno, su Russia ed Europa orientale. Interviene inoltre Ludovica Posti,studentessa dell’Università di Roma Tor Vergata. Conclude gli interventi Emanuele Cava, produttore creativo del documentario dedicato a Giulio Regeni.

(Adnkronos) - "Dobbiamo tutti essere consapevoli del fatto che, perché si possa parlare di un italiano del futuro, bisogna fare qualcosa al più presto". Con queste parole Paolo D’Achille, presidente dell’Accademia della Crusca, ha chiuso il suo intervento all’inaugurazione dell’anno accademico 2025-2026 dell’Università di Ferrara, lanciando un monito sul destino della lingua italiana. Lo storico della lingua italiana, professore all'Università di Roma Tre, ha parlato lo scorso 24 marzo, su invito della rettrice dell’Ateneo estense Laura Ramaciotti (nonché presidente della Conferenza della Conferenza dei rettori delle università italiane) e oggi il sito web della Crusca ha rilanciato la relazione del suo presidente dal titolo 'L'italiano tra passato, presente e futuro' per amplificare il suo monito.
Secondo D’Achille, senza interventi tempestivi l’italiano rischia un progressivo ridimensionamento: "altrimenti finirà solo per soppiantare definitivamente i dialetti, almeno in certe zone, perché si ridurrà esso stesso a dialetto, usato nel parlato, nelle scritture informali, o magari (come è infatti avvenuto per alcuni dialetti italiani) nella letteratura; continuerà a essere usato a scuola per la prima alfabetizzazione, ma poi, nel corso degli studi, verrà progressivamente abbandonato, anche perché ormai privato di uno standard di riferimento. Si tratterà quindi, di fatto, di un italiano avviato a quel processo di destandardizzazione che segna inevitabilmente la morte di una lingua, che è già avvenuto per il latino nell’età del basso impero".
Probabilmente, per citare una famosa poesia di Thomas Stearns Eliot del 1925, 'Gli uomini vuoti', la fine dell’italiano avverrà "non con uno schianto ma con un lamento”, "ma, ineluttabilmente, anche se dopo di noi, avverrà. Siamo ancora in tempo per impedirlo", ha osservato D'Achille, alla guida della secolare istituzione fiorentina incaricata di custodire il 'tesoro' della lingua di Dante Alighieri, Francesco Petrarca e Giovanni Boccaccio.
Il fatto che la conoscenza dell’inglese sia oggi indispensabile, ha sostenuto l'accademico della Crusca, "non può e non viene messo in dubbio da nessuno e, bisogna ammetterlo, è certamente positivo che le competenze linguistiche in inglese presso le generazioni più giovani siano costantemente in crescita (perfino migliori, secondo alcuni studi, rispetto a quelle possedute per l’italiano)". Ma l’espansione dell’inglese "non può non causare qualche preoccupazione relativa alle sorti dell’italiano. Non preoccupa particolarmente la massiccia (e molto appariscente) presenza di anglismi non adattati in vari linguaggi settoriali e nella stessa lingua comune, anche se, certo, l’uso sistematico di parole straniere quando si hanno già a disposizione alternative italiane più trasparenti fa pur sempre una certa impressione; e lo stesso vale per la presenza di pseudoanglismi, formali o semantici, come gli ormai datati 'ticket' e 'silver' e i più recenti 'smart working e 'green pass'. Disturbano piuttosto - ha spiegato D'Achille - lo slittamento semantico di alcuni termini italiani, come 'conferenza' nel senso di 'convegno' o 'cortesia' per 'concessione', certe novità sintattiche relative alla transitività verbale o alle reggenze preposizionali, già di per sé problematiche (cito solo il caso di 'aiutare con i compiti'), e l’uso sempre maggiore delle sigle, assolutamente opache se mutuate dall’inglese, che prevede un ordine sintattico delle parole diverso da quello delle lingue romanze (si pensi ad AI, ben più frequente di IA per indicare l’Intelligenza Artificiale)".
Ma c’è da riflettere, soprattutto, ha messo in guardia il presidente dell'Accademia della Crusca, "sul fatto che l’inglese sta progressivamente togliendo spazio all’italiano nello studio e nella ricerca. Ormai è divenuto indispensabile pubblicare in inglese non solo per essere letti all’estero ma anche per essere valutati in Italia; ci sono settori, e non solo delle cosiddette “scienze dure” o delle Stem, in cui l’italiano, di fatto, non si usa quasi più, così come ci sono corsi di studio universitari, anche triennali (nei quali la piena competenza dell’italiano è prevista dalla legge), che si svolgono interamente in inglese, in nome di una internazionalizzazione che potrebbe rivelarsi tale solo sulla carta, e che comunque sembrano fatti apposta per invitare i giovani ad andare a lavorare all’estero (e poi, magari, ci si lamenta della 'fuga dei cervelli'!)".
"Questo assalto alla nostra lingua da parte dell’inglese, o meglio dell’anglo-americano, non riguarda (è vero) solo l’italiano, ma altre lingue resistono meglio, come, per un verso, il tedesco e, per un altro, lo spagnolo e il francese. Il problema è che queste lingue – per una serie di ragioni storiche – hanno, oltre che una diffusione internazionale, anche un radicamento più forte nei rispettivi Paesi d’origine di quanto non lo abbia l’italiano in Italia, nata molto tardi come Stato unitario - ha illustrato D'Achille - Non è certo un caso se l’Académie française e l’Academia Espaola svolgono compiti che potremmo definire istituzionali che alla Crusca non sono stati mai affidati: in Francia e in Spagna c’è una politica linguistica che in Italia, anche a causa dei provvedimenti nazionalistici adottati nel corso del ventennio fascista, dal dopoguerra in poi ha sempre latitato. Bisogna pur dire che le parole si legano alle cose e che, se non solo l’economia e l’informatica, ma anche la musica, la moda, la cinematografia, l’arredamento ecc. parlano oggi inglese (e se sono prevalentemente inglesi le parole nuove raccolte e studiate dall’Accademia della Crusca), significa anche che la nostra capacità creativa si è ridotta e che preferiamo importare dal mondo angloamericano cose, concetti, idee. Bisogna tornare a inventare! Non possiamo illuderci di poter vivere di rendita sul melodramma, che pure dobbiamo conoscere e conservare". (di Paolo Martini)
(Adnkronos) - Inizia oggi, con l’incardinamento in commissione Affari costituzionali della Camera, l’iter dello Stabilicum, la proposta di legge elettorale targata centrodestra. Dopo la battuta d’arresto al referendum sulla giustizia, è stata la stessa presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, a chiedere uno sprint ai suoi per cambiare le regole del gioco, un invito che sembra essere stato accolto anche dalla Lega, pronta a portare dama la riforma assieme agli alleati.
Con l’obiettivo principale di evitare maggioranze ballerine e pareggi, la legge che sostituirà il Rosatellum è un proporzionale con premio di maggioranza: la coalizione che raggiungerà il 40% dei voti verrà premiata con 70 seggi a Montecitorio e 35 al Senato.
Se, invece, nessuno dovesse arrivare a questa soglia, il centrodestra ha previsto un turno di ballottaggio per gli schieramenti che arriveranno al 35%.
Tra le altre novità, c’è sicuramente l’indicazione del candidato premier nella presentazione delle liste e i listini bloccati, ovvero senza preferenze.
Come spiegato da Fratelli d’Italia con Giovanni Donzelli, la proposta è solo il terreno da cui partire, tanto per la maggioranza, quanto per le opposizioni, che al momento restano sulle barricate: non sono queste le priorità del Paese.

(Adnkronos) - “Le recenti dichiarazioni del presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, in merito allo stato e alla gestione del sistema sanitario regionale impongono una riflessione seria, equilibrata ma anche ferma da parte dell’Ordine provinciale di Roma dei medici chirurghi e odontoiatri di Roma. Come istituzione, in quanto organo sussidiario dello Stato che rappresenta la professione medica e che nella sua mission ha la tutela della qualità dell’assistenza e della salute dei ai cittadini, riteniamo fondamentale ribadire alcuni principi non negoziabili: il rispetto del lavoro di tutti i professionisti sanitari, la centralità del paziente e la necessità di un confronto basato su dati oggettivi, non su semplificazioni comunicative divisive e forvianti”. Con queste parole Antonio Magi presidente dell’Ordine provinciale di Roma dei medici chirurghi e odontoiatri di Roma risponde, in una nota, all’intervento che il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, ha tenuto il 27 marzo scorso in occasione della terza Conferenza Internazionale di Management e Leadership nei contesti di cura. Nel suo intervento - riferisce la nota - il presidente della Regione Lazio ha “pronunciato un intervento molto netto a favore solo degli infermieri parlando apertamente di pressioni e resistenze esercitate da diversi soggetti del sistema sanitario, arrivando a denunciare “un’intera lobby potentissima che si sta schierando e sta lavorando dietro le quinte perché non vi sia il passaggio di competenze”.
“Le affermazioni del presidente Rocca per come sono state espresse, nel corso della terza Conferenza Internazionale di Management e Leadership nei contesti di rischiano di generare una narrazione distorta della realtà sanitaria. In particolare, quando si attribuiscono criticità sistemiche a comportamenti individuali o al passaggio di competenze: quest’ultimo non può essere deciso dalla politica alla ricerca di preferenze, ma da anni di studi e di un preciso e chiaro percorso formativo diverso per lunghezza e contenuti tra medici, infermieri e professioni sanitarie. Parlando inoltre di presunte inefficienze della categoria medica - aggiunge - si alimenta un clima di sfiducia che non giova né ai cittadini né agli operatori che devono essere assieme coinvolti, appunto, ognuno per le proprie diverse competenze, in un lavoro di equipe multi professionale e multidisciplinare così come previsto dal Dm 77 senza il primato di nessuna delle componenti”.
Il Presidente Rocca “ritiene che si possano ridurre le liste d’attesa per visite specialistiche e per esami diagnostici specialistici o prendere in carico i malati cronici solo con gli infermieri? - domanda Magi - Il sistema sanitario del Lazio, come quello nazionale, attraversa da anni una fase complessa, segnata da carenza di personale, soprattutto infermieristico oltre che medico specialistico - osserva - e in alcune aree anche di medici di medicina generale, da sottofinanziamento cronico, da aumento della domanda assistenziale e progressivo invecchiamento della popolazione”.
In questo contesto, “i medici e tutti i professionisti sanitari continuano a garantire, per quanto possono - sottolinea Magi - tutti assieme e senza conflitti tra loro, nonostante tutto, livelli di assistenza elevati, spesso operando, ancora oggi, in condizioni di forte criticità e di pressione organizzativa. Ridurre tali criticità a responsabilità individuali o a presunte inefficienze professionali di medici e operatori sanitari o ‘addirittura a lobby potentissime’ che lavorerebbero per difendere interessi di categoria ostacolando il Dm 77 non solo è ingiusto - afferma - ma rischia di distogliere l’attenzione dalle vere priorità: investimenti strutturali, programmazione sanitaria efficace, valorizzazione delle risorse umane e riduzione delle disuguaglianze territoriali”.
Il presidente Magi - continua la nota - sottolinea inoltre con fermezza che “ogni intervento pubblico in materia sanitaria deve essere improntato a rigore scientifico e responsabilità istituzionale. Le parole di chi governa hanno un peso significativo: possono orientare l’opinione pubblica, influenzare il rapporto di fiducia tra cittadini e sistema sanitario. Se chi governa continua ad esaltare, seppur solo a parole, soltanto una professione sanitaria questo comportamento rischia di incidere negativamente sulla motivazione degli operatori di tutte le altre professioni sanitarie che ricordiamo sono 31. Per questo motivo, auspichiamo che il confronto tra istituzioni politiche e professionali si sviluppi in modo costruttivo, attraverso tavoli tecnici e momenti di ascolto reale, evitando dichiarazioni inutilmente divisive o semplificatorie”.
In chiusura Magi rinnova “ancora una volta la nostra disponibilità a collaborare con la Regione Lazio, come del resto già fatto in passato, per individuare soluzioni concrete e sostenibili, nella consapevolezza che la tutela della salute pubblica richiede uno sforzo condiviso e una visione di lungo periodo d una armonia tra gli operatori che garantisca serenità ai cittadini che si rivolgono al Ssn in un momento di loro difficoltà e fragilità e che certo non hanno bisogno di vedere tensione tra componenti del team che li cura ed assiste ma armonia e collaborazione. Difendere la sanità pubblica – conclude – significa anche tutelare tutti coloro i quali, ogni giorno, ne garantiscono il funzionamento. Su questo punto non possono e non devono esserci né ambiguità né inutili fughe in avanti a tutela di qualcuno, chiunque esso sia”.
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