
(Adnkronos) - "La Rai esprime la più ferma condanna per il manifesto antisemita comparso questa mattina nella bacheca di Radio1, a firma dei gruppi 'Global Sumud' e 'Libere di lottare'". Lo ha dichiarato l'amministratore delegato Rai, Giampaolo Rossi. "Si tratta di un episodio gravissimo che arriva al termine di giorni di polemiche strumentali e intimidazioni nei confronti del nostro corrispondente da Gerusalemme, Giovan Battista Brunori, che svolge da anni con professionalità e rigore il proprio lavoro in uno dei teatri di crisi più difficili e pericolosi al mondo".
"Il manifesto, che ripropone stereotipi e iconografie della peggiore pubblicistica antisemita del passato, affisso all'interno della sede di una testata Rai, rappresenta - sottolinea Rossi -un fatto di eccezionale gravità e richiama metodi di intimidazione e di isolamento nei confronti dei giornalisti che evocano le pagine più oscure della storia del nostro Paese, incompatibili con il confronto democratico e con la libertà di informazione".
"Il direttore di Radio1, Nicola Rao - prosegue Rossi - ha immediatamente richiesto l'intervento delle forze dell'ordine. La Digos ha effettuato un sopralluogo, acquisendo il manifesto e gli altri elementi utili agli accertamenti. La Rai ha già disposto un'indagine interna. Ogni comportamento che favorisca o tolleri simili azioni sarà punito con il massimo rigore".
"Al collega Giovan Battista Brunori va la piena vicinanza mia personale e di tutta l'azienda. La Rai continuerà a difendere la libertà di informazione, il pluralismo e la sicurezza dei propri giornalisti, respingendo con fermezza ogni forma di odio, antisemitismo, intimidazione e violenza", conclude Rossi.
Anche il Consiglio d'amministrazione della Rai esprime in una nota "ferma condanna per il manifesto antisemita comparso questa mattina nella bacheca di Radio1, rivolto al corrispondente da Gerusalemme Giovan Battista Brunori". "L'affissione di materiale dai contenuti antisemiti all'interno di una sede del Servizio Pubblico - si legge nella nota - rappresenta un fatto di eccezionale gravità, incompatibile con i valori costituzionali, con la missione della Rai e con il rispetto dovuto a tutte le persone che vi lavorano". "Il Consiglio di Amministrazione rinnova il proprio impegno affinché nelle sedi della Rai siano sempre garantiti il rispetto delle persone, il pluralismo, la libertà di informazione e il confronto civile, nel rifiuto di ogni forma di violenza, discriminazione e antisemitismo", conclude la nota del Cda Rai.

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(Adnkronos) - Dopo aver presentato le prime novità di un'edizione caratterizzata dalla crescita dell'esposizione, dal rafforzamento della presenza internazionale e dal ritorno alla tradizionale collocazione nel mese di ottobre, il 66° Salone nautico internazionale entra nel vivo con l'apertura del ticketing online. Organizzato da Confindustria Nautica dal 1 al 6 ottobre, a Genova, il Salone si conferma uno degli appuntamenti più attesi della nautica mondiale e piattaforma di riferimento per l'intera filiera: un luogo in cui industria, innovazione, design, cultura del mare, business e nuove generazioni si incontrano, accompagnando lo sviluppo del settore ben oltre i sei giorni della manifestazione.
Ospitato nel Waterfront di Levante firmato da Renzo Piano, il Salone propone un format espositivo articolato in cinque aree merceologiche (Yachts&Superyachts, Boating Discovery, TechTrade, Sailing World, Living the Sea) e oltre l'85% degli spazi all'aperto, offrendo un'esperienza immersiva tra design, sostenibilità e nuove tecnologie e confermandosi piattaforma strategica per lo sviluppo della blue economy. A questa consolidata proposta si affianca quest'anno Blue Arena, il nuovo spazio ospitato all’interno del Palasport dedicato all'incontro tra nautica, innovazione, cultura del mare, istituzioni, formazione e nautica per tutti.
Tra le iniziative confermate per il 2026, il biglietto Under 25 a tariffa agevolata di 13 euro, una scelta che si inserisce nel più ampio impegno di Confindustria Nautica per avvicinare i giovani alla cultura del mare e alle professioni della nautica. Si consolida inoltre la seconda edizione dei TechTrade Days, in programma l'1 e il 2 ottobre, il format B2B dedicato all'accessoristica e alla componentistica nautica che, dopo il positivo debutto dello scorso anno, diventa uno degli strumenti attraverso cui il Salone rafforza la propria funzione di piattaforma di business per l'industria. Oltre 400 brand presenteranno le più recenti innovazioni del settore nell'area TechTrade (Padiglione Blu), dedicata a business, tecnologia e networking professionale, favorendo l'incontro tra produttori, fornitori, progettisti, uffici acquisti e cantieri in un contesto pensato per sviluppare nuove relazioni commerciali e opportunità di mercato.

(Adnkronos) - Una donna si è riuscita a trasferire in Australia... vendendo i vestiti su Vinted. È successo in Inghilterra, dove Beth Hackman ha ceduto oltre 600 articoli sulla popolare app che gestisce capi di seconda mano, guadagnando più di tremila euro. Una cifra sufficiente per realizzare uno dei sogni della sua vita, attraversare l'oceano e trasferirsi a Sydeny.
La donna si chiama Beth Hackman e vive a Windsor, nel Berkshire. Quando ha iniziato a usare Vinted non pensava di accumulare una simile fortuna, eppure man mano che vendeva i propri vestiti la cifra cresceva: abbigliamento sportivo, un completo elegante di suo fratello, fino a scarpe da ginnastica di marca cedute per 200 sterline.
Il totale, alla fine, era di 3mila sterline, fondi sufficienti per pagare un volo per l'Australia e un mese di alloggio a Sydney, tutto il necessario per iniziare una nuova vita come fisioterapista: "Avevo accumulato troppe cose e odiavo il fatto che gran parte fosse fast fashion", ha detto Hackman al Daily Mail, "trasferirmi in Australia è un sogno che coltivo da molto tempo".
"In realtà, poco prima di partire per il viaggio, sono arrivata al punto di vendere tutte le mie scarpe, quindi mi sono rimaste solo quelle da palestra e da corsa, oppure un paio di tacchi a caso", ha rivelato, "direi di aver venduto almeno 600 articoli, e altrettanti erano semplicemente stipati nel mio armadio. Consiglierei senza esitazione a chiunque stia risparmiando per un obiettivo importante di vita di fare ordine nella propria casa. La gente non si rende conto di quanto potrebbe guadagnare".
Hackman ha aggiunto di credere che molte persone siano ormai diventate "consumatori eccessivi", e che un gran numero dei suoi amici possieda "quantità oscene di vestiti che indossano raramente". Ora Beth cerca di andare sempre più raramente a fare shopping, preferendo gli acquisti di seconda mano, gli stessi che le hanno permesso di realizzare il suo sogno.
(Adnkronos) - "Mi chiedi se avevo paura? Sì, avevo paura. Poi ho smesso di averne". È la frase che accompagna in quarta di copertina, come un mantra, l’uscita de 'L'antimafia dei fatti. Vita di un siciliano atipico' (Baldini+Castoldi/Nave di Teseo), il libro nel quale l'imprenditore siciliano Sebastiano Buglisi, con la collaborazione di Antonio Armano e la prefazione di Guido Ruotolo, racconta per la prima volta una vicenda personale e imprenditoriale che attraversa oltre mezzo secolo di storia italiana: dall'infanzia nella Sicilia rurale fino alle denunce contro la criminalità organizzata, passando per intimidazioni, processi, polemiche e una riflessione sul significato più autentico della legalità.
Ad aprire il volume è Guido Ruotolo, tra i più autorevoli giornalisti italiani che hanno raccontato la mafia, che definisce quella di Buglisi "la storia di un incubo", un'esperienza che avrebbe potuto "ammutolire l'anima e il cuore di chiunque". La vicenda prende avvio nella Sicilia del dopoguerra. Buglisi cresce in una casa senza elettricità, studia alla luce della lumera, lavora nei campi e conosce fin da bambino il valore del sacrificio. Da quella realtà costruisce, passo dopo passo, il proprio percorso professionale: prima geometra, poi amministratore pubblico e infine imprenditore, fino a fondare EdS, azienda attiva nei settori delle infrastrutture, delle telecomunicazioni e dell'energia. Con la crescita dell'impresa arrivano gli attentati ai mezzi di cantiere, gli incendi dolosi, le intimidazioni e le richieste di pizzo. Buglisi decide di denunciare. Collabora con Carabinieri e magistratura, partecipa alle indagini e contribuisce negli anni all'arresto e alla condanna di appartenenti a Cosa Nostra, 'Ndrangheta e Sacra Corona Unita.
Il libro va però oltre la cronaca giudiziaria. Mette a fuoco anche il meccanismo culturale che alimenta il potere mafioso: l'idea che nessun imprenditore possa avere successo senza corrompere qualcuno e che, quindi, chi ha pagato 'l'altro Stato' debba pagare anche l'organizzazione criminale. Più che un'autobiografia, 'L'antimafia dei fatti' è il racconto di un'Italia che raramente trova spazio nelle cronache: quella degli imprenditori che continuano a fare il proprio lavoro senza accettare compromessi, pagando spesso un prezzo personale elevato. "Avevo paura. Poi ho smesso di averne" non è soltanto la frase simbolo del libro: è la sintesi di una scelta di vita di un siciliano atipico che trasforma il coraggio da gesto eccezionale a responsabilità quotidiana.

(Adnkronos) - Il Tribunale di Roma ha respinto la richiesta con cui Alessandro Patanè puntava a ottenere un sequestro conservativo fino a 11,286 miliardi di euro sui beni di Autostrade per l’Italia, Holding Reti Autostradali, Mundys, Cdp Equity e Cassa Depositi e Prestiti.
L’ordinanza, firmata il 28 luglio dal giudice Maria Ciccolo della XVII sezione civile, che l'Adnkronos ha potuto leggere, rigetta anche la domanda subordinata presentata ai sensi dell’articolo 700 del Codice di procedura civile: la nomina di un amministratore giudiziario che imponesse ad Autostrade l’accantonamento di un fondo rischi e bloccasse ulteriori atti di disposizione del patrimonio.
Non si tratta del giudizio di merito: il Tribunale non ha ancora respinto definitivamente la domanda miliardaria. Ha stabilito che, sulla base delle prove attualmente disponibili, non esistono le condizioni per congelare beni e partecipazioni delle società convenute mentre il processo prosegue.
Autostrade per l’Italia e Holding Reti Autostradali sono state difese dagli avvocati Roberto Argeri e Carlo Santoro; Mundys dagli avvocati Giuseppe Bernardi e Stefano Bernardi; Cdp Equity e Cassa Depositi e Prestiti dagli avvocati Alberto Gambino ed Elena Maggio.
Patanè sostiene di essere autore e titolare esclusivo dei diritti sul software “AP Consulting”, che avrebbe costituito il nucleo tecnologico del Sicve, il Sistema informativo per il controllo della velocità conosciuto dagli automobilisti come Tutor.
Secondo la ricostruzione presentata dal ricorrente, una prima versione personalizzata sarebbe stata consegnata ad Autostrade tra settembre e novembre 2004 attraverso la società Multinetworks. Le versioni successive sarebbero state installate fino al 2007 senza che i diritti sul programma fossero trasferiti alla concessionaria, questo sostiene il ricorrente.
Su questa base Patanè ha chiesto la condanna solidale delle società convenute al pagamento di 11,286 miliardi, oltre agli interessi moratori e alla rivalutazione. Ha domandato anche la stipula entro trenta giorni di una licenza, con una penale di 500mila euro per ogni giorno di ritardo, il divieto di ulteriore utilizzo del software e una provvisionale immediata di 56,43 milioni.
Le società resistenti hanno contestato la titolarità del programma, l’identificazione dell’opera, la prova della sua originalità e della sua effettiva incorporazione nel Tutor, oltre alla quantificazione del credito.
Il contenzioso sul Tutor si sviluppa da anni lungo due binari distinti. Il primo riguardava il brevetto rivendicato dalla società toscana Craft; il secondo riguarda invece il software e le pretese avanzate da Patanè.
Nel 2019 il Tribunale delle imprese di Roma aveva respinto la domanda con cui Autostrade e Autostrade Tech cercavano di ottenere un accertamento negativo delle pretese di Patanè: secondo i giudici, le società non erano riuscite a dimostrare di essere proprietarie del programma. Nella stessa causa, tuttavia, erano state respinte anche la querela di falso di Patanè e la sua richiesta risarcitoria da 7 milioni.
Nel 2021, nel diverso procedimento avviato da Craft, la Corte d’Appello aveva escluso la contraffazione del brevetto da parte di Autostrade, perché il sistema di identificazione dei veicoli utilizzato da Aspi era tecnicamente diverso da quello brevettato dalla società toscana. Restava aperta la separata controversia sul software con Patanè.
La sentenza del 2019 sul software è stata successivamente confermata dalla Corte d’Appello nel 2022 e dalla Cassazione con l’ordinanza 12850 del 2025. Ma, secondo la nuova ordinanza, quelle decisioni sono state interpretate in maniera troppo estesa.
Il punto stabilito nei precedenti giudizi era che Autostrade non aveva provato di essere proprietaria del software. Non era stato invece accertato che il proprietario fosse Patanè: la sua domanda riconvenzionale diretta a ottenere tale riconoscimento era stata dichiarata inammissibile. La Corte d’Appello aveva espressamente chiarito che, in un nuovo giudizio, anche Patanè avrebbe dovuto fornire la prova positiva della propria titolarità.
È proprio questo il passaggio su cui poggia il nuovo provvedimento: perdere una causa nella quale si pretende di essere dichiarati proprietari non significa automaticamente che la proprietà sia stata giudizialmente riconosciuta alla controparte.
Per ottenere un sequestro conservativo non è necessario dimostrare definitivamente le proprie ragioni, ma occorre almeno rendere verosimile l’esistenza del credito.
Secondo il Tribunale, Patanè non ha superato neppure questa soglia preliminare. La perizia collegiale depositata per stimare il valore della proprietà intellettuale e dimostrare l’utilizzo illegittimo del programma dopo il 2018 è una consulenza di parte: può essere valutata come indizio, ma non costituisce una prova dei fatti riferiti dai consulenti.
Ancora più netto il giudizio sulle fatture elettroniche emesse da Patanè per le presunte licenze e penali contrattuali. Il semplice transito delle fatture attraverso il Sistema di interscambio certifica la ricezione e l’inoltro del documento, ma non dimostra l’esistenza di un contratto, di una licenza o di un debito.
Le fatture, inoltre, erano state ripetutamente contestate da Autostrade. Trattandosi di documenti formati unilateralmente dal soggetto che pretende il pagamento, non possono provare in suo favore il rapporto contrattuale dal quale il credito dovrebbe derivare. Per il giudice, quindi, non risultano dimostrati né il diritto sul software né l’ammontare degli oltre 11 miliardi richiesti.
Manca anche il secondo requisito richiesto per il sequestro: il rischio che, durante il processo, le società convenute disperdano o impoveriscano il proprio patrimonio rendendo impossibile un futuro pagamento.
L’ordinanza afferma che non sono stati presentati elementi obiettivi capaci di dimostrare un’insufficienza patrimoniale di Autostrade o delle altre resistenti. Né la mancata iscrizione nel bilancio 2024 di un debito verso Patanè può essere interpretata come un comportamento volto a sottrarsi alle proprie obbligazioni.
Le regole di contabilità impongono l’accantonamento di fondi quando esiste un’obbligazione attuale e la fuoriuscita di risorse è probabile e stimabile in maniera attendibile. Nel caso in esame, secondo il giudice, non sono stati ancora provati né l’esistenza né l’importo dell’obbligazione.

"Io non vivo nel mondo, io vivo nel mio mondo". Inizia così il
trailer di "Lorenzo - L'incredibile avventura di Jovanotti", il
film diretto da Dario Zonta e Carlo Zoratti, nelle sale italiane
dal 26 novembre al 2 dicembre distribuito da Plaion Pictures, in
occasione del 60/o compleanno dell'artista. L'annuncio arriva a
pochi giorni dal debutto italiano de "L'Arca di Lorè", il nuovo
tour nelle arene outdoor del centro e sud Italia che parte da Olbia
il 7 agosto, per chiudere poi al Circo Massimo di Roma il 12 e 13
settembre.
Il racconto attraversa la storia dell'uomo
Lorenzo e dell'artista Jovanotti che come pochi ha saputo
attraversare le generazioni continuando a innovare, cambiare pelle,
restare popolare senza diventare prevedibile, unendo musica,
viaggio, festa, visione, energia e immaginazione.
Il trailer è già una dichiarazione d'intenti e
una porta che si apre. Dentro si intuiscono i molti mondi del
racconto: la dimensione live, con le immagini dei grandi concerti;
il lavoro creativo e musicale, anche attraverso la presenza di Rick
Rubin; e poi la parte più intima, familiare, mai vista, fatta di
immagini private, silenzi e confessioni che mostrano un Lorenzo
inedito. Anche quello dell'incidente in bici che lo ha costretto a
un lungo stop.
"Lorenzo - L'incredibile avventura di Jovanotti"
diventa un viaggio emotivo dentro una vita sempre in movimento. Il
film nasce dall'incontro con Dario Zonta e Carlo Zoratti, autori e
registi della pellicola. Sette anni di vicinanza, ascolto e fiducia
hanno regalato al racconto una prospettiva inedita, senza inseguire
la celebrazione e senza cercare risposte facili.
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I Comuni della Sardegna, ad eccezione di Cagliari, avranno dalla
Regione 45 milioni di euro nel triennio - 15 milioni di euro l'anno
fino al 2028 - per ridurre i costi dei servizi di raccolta dei
rifiuti urbani e abbattere le tariffe Tari. Il capoluogo è escluso
in quanto ha già beneficiato di un contributo specifico con una
legge del maggio 2025. Il sostegno è previsto da una leggina,
sottoscritta da tutti i capigruppo del Consiglio regionale, e
approvata all'unanimità. Il testo era arrivato in Aula stamane con
la procedura d'urgenza prevista dall'articolo 102 del regolamento
consiliare.
Le risorse, che saranno ripartite in base alla
popolazione residente al 31 dicembre 2025, serviranno a sostenere i
Comuni, che devono fronteggiare l'aumento dei costi di raccolta,
dovuto ai rincari dell'energia e dei carburanti, agli obblighi di
raccolta differenziata e alle tensioni inflattive sugli appalti e
sulla maggiore complessità della gestione, in modo che questi oneri
non si scarichino sulle bollette della Tari. Le risorse potranno
essere impiegate per sostenere i costi di raccolta, trasporto,
gestione operativa, raccolta differenziata, adeguamenti
contrattuali e oneri energetici del servizio di nettezza
urbana.
"Ogni sardo avrà un sollievo di appena 9, 65
euro", ha osservato il vicecapogruppo di FdI, Fausto Piga,
chiedendo di innalzare lo stanziamento ad almeno 30 milioni di euro
l'anno.
"Credo che sia molto poco, benché il segnale sia
positivo" "Questo provvedimento", ha spiegato Roberto Deriu,
capogruppo del Pd nell'illustrare la leggina all'Aula, "pone le
condizioni perché i Comuni possano dare risposte riducendo le
tariffe che gravano su cittadini e imprese". Le somme stanziate
provengono dall'attuale bilancio regionale.
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(Adnkronos) - Nuovo campeggio No Tav da domani al 2 agosto in Val di Susa, in località Traduerivi, frazione del Comune di Susa, in un'area di lavoro per la realizzazione della linea ferroviaria ad alta velocità Torino-Lione. L'annuncio oggi, mercoledì 29 luglio, sui social vicini al Movimento in cui si legge: "Dal 30 luglio al 2 agosto, nei terreni espropriati della piana di Susa, le tende torneranno in valle per quattro giorni di lotta e audio autogestione, scambi e discussioni collettive".
Restano in carcere, intanto, i due giovani arrestati. Il gip del tribunale di Torino ha accolto la richiesta avanzata dalla procura del capoluogo piemontese, confermando la custodia in carcere per i due giovani tedeschi arrestati in flagranza differita il 26 luglio dalla polizia, all’indomani degli scontri che si sono verificati sabato pomeriggio nel cantiere Tav di Chiomonte, in Val Susa. I due giovani pertanto resteranno in carcere. Ieri, durante l’udienza di convalida, entrambi avevano negato ogni addebito. A loro vengono contestati i reati di devastazione, saccheggio e lesioni e anche resistenza a pubblico ufficiale.
Circa quattrocentocinquanta manifestanti sono rimasti coinvolti negli scontri di sabato scorso nei cantieri Tav di San Didero e Chiomonte, dove le forze dell'ordine hanno registrato oltre 120 feriti. A Chiomonte, alcune centinaia di persone vestite di nero hanno assaltato il cantiere per oltre un'ora, lanciando pietre, bulloni, bottiglie, razzi e molotov contro gli agenti. Polizia, carabinieri e finanzieri hanno risposto con lacrimogeni e idranti, riuscendo a respingere i manifestanti.
"Riteniamo sia opportuno vietare campeggi, cortei e assembramenti nei pressi dei cantieri della Tav a chi nei giorni scorsi ha dato prova di odio, violenza e terrorismo. Nessuna tolleranza" attacca la Lega.

(Adnkronos) - Filippo Bisciglia ancora nella bufera. A poche ore dall'ultima e attesissima puntata di Temptation Island, che andrà in onda oggi, mercoledì 29 luglio, il conduttore si deve difendere da accuse di parzialità durante i falò di confronto, con una vera e propria shitstorm scoppiata sui social. Dopo il 'contestato' scontro tra Soraya e Cristian, dove Bisciglia è stato accusato di aver preso le parti della ragazza, anche oggi a tenere banco è il comportamento del conduttore, giudicato troppo "interventista" anche durente i falò di Giovanni-Sabrina e Danilo-Francesca.
"Gli interventi di quest'anno sono stati imbarazzanti", ha scritto un utente sotto l'ultimo post Instagram pubblicato da Bisciglia, che esultava per il record di ascolti dell'ultima puntata, "o critichi entrambi spingendo ENTRAMBI a riflettere sui propri errori, o non intervieni. Criticare Cristian senza dire una mezza parola a Soraya, Sabrina o Francesca è inammissibile".
"Filippo però posso dirti che quest anno non ti ho riconosciuto in diverse occasioni? Però vabe sei fantastico lo stesso", scrive un'altra fan nel programma, che comunque non ha perso l'affetto verso Bisciglia. "Filippo però quest’anno anche meno….non puoi difendere Sabrina dai", è il pensiero di un altro utente, decisamente più critico dopo l'ultimo falò.
A scatenare tutto, il falò di confronto tra Cristian e Soraya, uno dei più accesi dell'ultima edizione di Temptation Island. Secondo alcuni commenti, l'atteggiamento del conduttore, che dovrebbe mantenere un ruolo terzo e imparziale, in particolare nei momenti decisivi e delicati come i falò di confronto, è stato "eccessivamente insistente". Senza troppi giri di parole, nel corso del falò è sembrato che Soraya avesse più spazio per esprimere il suo punto di vista.
Nel corso del percorso nel programma Soraya ha più volte tirato in ballo il tema dei soldi nella coppia citando, per esempio, la maschera di Spiderman comprata da Cristian e i soldi prestatogli per l'affitto. Tuttavia, quando durante il falò Cristian ha 'osato' nominare i soldi allora lei gli ha criticato di essere troppo legato ai soldi. Bisciglia, dandole ragione, aveva quindi invitato Cristian a cambiare il discorso. E questo è accaduto più volte nel corso del confronto.
Dinamica simile, secondo il pubblico, si sarebbe verificata anche durante il precedente falò tra Iris e Andrea, dove è sembrato ai telespettatori che il conduttore incoraggiasse lei a perdonare il compagno, nonostante i tradimenti e le mancanze di rispetto emersi durante il percorso.

(Adnkronos) - La polizia greca sta cercando di individuare le circostanze della morte di una donna britannica, dopo che il suo corpo è stato trovato in una valigia ad Atene. E' quanto riferisce la tv di Stato greco Ert. Il canale tv ha affermato che i dati dell'Interpol hanno aiutato a identificare la trentottenne, che si ritiene sia arrivata in Grecia da Cipro all'inizio di questo mese.
Il corpo è stato trovato il 18 luglio da un senza fissa dimora in un edificio abbandonato nel centro di Atene. Si ritiene che la donna sia morta tra i cinque e i sette giorni prima del ritrovamento, ha riferito l'Ert. La polizia greca contattata dall'Afp non ha rilasciato nell'immediato commenti sul caso. L'ambasciata britannica ad Atene non è stata raggiungibile per un commento.

(Adnkronos) - Addio a Glen Hansard. Il cantautore irlandese premio Oscar e frontman del gruppo rock irlandese The Frames è morto in un incidente in moto nella sua città natale, Dublino. Hansard, 56 anni, diventò celebre vincendo il premio Oscar per la migliore canzone originale, 'Falling Slowly', tratta dal film a basso budget 'Once' (uscito nel 2007). Come riporta 'Bbc', la polizia sta cercando testimoni in seguito all'incidente stradale che ha coinvolto un solo veicolo e che si è verificato sulla Lower Road a Lucan, a ovest di Dublino.

(Adnkronos) - Quaranta anni fa, il 23 luglio 1986, a Londra si celebrarono le nozze fra l'allora principe Andrew - carismatico figlio della regina Elisabetta II e membro della famiglia reale più popolare nei sondaggi dopo il suo servizio militare nelle Falkland - e Sarah Ferguson, giovane ragazza piena di entusiasmo e amore per la vita, dirigente commerciale di un'azienda di arti grafiche e figlia di uno degli allenatori di polo del principe Carlo. Quel matrimonio finì tra gli scandali e, quando la cerchia ristretta della famiglia reale minacciò di estromettere la coppia, il loro legame si intensificò ulteriormente. A quattro decenni di distanza, sembra che quella che un tempo appariva come una relazione modello fosse solo una comoda copertura. Dopo sontuose nozze nell'Abbazia di Westminster (onore solitamente riservato agli eredi al trono e alle più importanti cerimonie di stato) e appena dopo 8 anni, nel 1992 iniziarono a manifestarsi le prime crepe, e 4 anni dopo, nel 1996, la coppia divorziò. In quel periodo, circolarono foto di Sarah che scatenarono uno scandalo: ritraevano la duchessa di York, ancora sposata, in un momento intimo con John Bryan, un uomo che si pensava fosse il suo consulente finanziario.
Fergie si trovava presso i Windsor, al Castello di Balmoral, durante lo scandalo, un evento che segnò una svolta nei suoi rapporti con i suoceri, in particolare con il Principe Filippo, che, secondo alcune voci, le avrebbe proibito di vivere di nuovo sotto lo stesso tetto. Nel 2010, un nuovo scandalo danneggiò irreparabilmente l'immagine pubblica di Sarah Ferguson. Il News of the World pubblicò un video in cui si vedeva la Duchessa di York mentre accettava una valigetta contenente 57.000 dollari in contanti, un acconto sui 720.000 dollari che stava chiedendo a un giornalista che si spacciava per un uomo d'affari, in cambio dell'organizzazione di un incontro con il suo ex marito, il Principe Andrea, all'epoca Rappresentante Speciale del Regno Unito per il Commercio e gli Investimenti. Il divorzio fu finalizzato nel 1996, lo stesso anno di quello tra Carlo e Diana, ma la separazione non fu mai vissuta come una vera e propria rottura. Andrea e Sarah costruirono il mito degli "ex ideali", una coppia che, nonostante tutto, continuava a condividere vacanze, feste di famiglia e un legame apparentemente indissolubile. In un periodo in cui la famiglia reale era travolta da uno scandalo dopo l'altro, i due offrivano una storia più serena: due adulti che si rendevano conto che il loro matrimonio non aveva funzionato, ma la loro famiglia restava unita.
Nelle interviste, Sarah ripeteva che erano "la coppia divorziata più felice del mondo" e che si sostenevano a vicenda nella genitorialità condivisa, insistendo sul fatto che la famiglia fosse "la cosa più importante". Scherzava sul fatto di essere single e su quanto fosse difficile trovare un nuovo compagno, il che non faceva altro che rafforzare l'idea che il suo legame con Andrew fosse ancora il centro della sua vita. Pubblicamente, Sarah non ha avuto problemi a definire il giorno del suo matrimonio "il giorno più felice della sua vita" e a definire Andrew "l'uomo migliore" che conoscesse, sottolineando che era suo dovere sostenerlo e che gli York erano "una famiglia che si difende a vicenda". Queste dichiarazioni arrivavano dopo un periodo in cui Sarah e le sue due figlie, le principesse Beatrice ed Eugenie, avevano dato il loro pieno sostegno ad Andrew come padre di famiglia, proprio mentre lui stava negoziando un accordo per evitare qualsiasi tipo di testimonianza legale legata al caso Epstein.
Quella che un tempo sembrava una relazione modello si è rivelata una "comoda copertura", ha dichiarato l'esperto reale Andrew Lownie, secondo cui il fatto che Sarah si sia poi allontanata da Andrew, dopo lo scandalo dovuto ai legami con il finanziere americano morto suicida, dimostra che l'immagine della "coppia divorziata più felice del mondo" serviva in realtà a rafforzare la reputazione pubblica di entrambi e a proteggersi a vicenda in un ambiente sempre più ostile. Andrew aveva bisogno del sostegno della famiglia per attutire il suo tracollo pubblico, mentre Sarah doveva rimanere vicina alla famiglia reale per mantenere a galla i propri progetti. L'armonia era reale, ma serviva anche agli interessi di entrambi. Intanto, si apprende che Sarah avrebbe ereditato parte dell'ingente patrimonio da 600 milioni di sterline (circa 700 milioni di euro) del suo ex fidanzato, l'imprenditore ed ex pilota automobilistico Paddy McNally, morto a 88 anni qualche giorno fa dopo una lunga malattia. McNally ebbe una relazione con la Ferguson negli anni '80, prima che sposasse Andrew Mountbatten Windsor. McNally possedeva Warneford Place nel Wiltshire, ex residenza del creatore di James Bond Ian Fleming, e Buckland House nell'Oxfordshire. Si ritiene che McNally abbia ospitato l'ex Duchessa di York nel suo chalet svizzero da 15 milioni di sterline dopo che lei e Andrew sono stati sfrattati da Royal Lodge quest'anno.
James Hunt era uno che di queste cose ne aveva viste e soprattutto vissute sulla propria pelle a migliaia (e non è un modo di dire!): negli anni '70, infatti, la leggenda della Formula 1 non era soltanto un campione delle corse automobilistiche, ma anche il numero uno dei playboy dell'epoca: sembra infatti che, da conquistatore seriale qual era, in tutto l'arco della sua carriera come tale, abbia collezionato 'successi' con 5.000 donne, tra cui con 33 assistenti di volo della British Airways nell'arco di sole due settimane. Eppure, le grida (di piacere) di Sarah Ferguson, nel 1976 durante un rapporto sessuale con l'allora suo assistente (e futuro pilota e manager delle corse) Paddy McNally, furono qualcosa che gli rimasero impresse, come rivelò alla giornalista Caroline Graham.
"James - racconta al Daily Mail - mi disse di aver avuto la sfortuna di alloggiare in una stanza d'albergo accanto a Fergie e al suo amante durante una delle gare di quella stagione, descrivendola come 'la donna più rumorosa che abbia mai sentito'. Era furioso perché le sue urla di passione lo avevano tenuto sveglio tutta la notte. James gridava: 'Oh Paddy! Oh Paddy!' ogni volta che Fergie passava. A suo merito, lei la prendeva con umorismo".
Sarah aveva conosciuto il 'Rospo', come aveva soprannominato McNally dopo la fine della loro relazione fra 1982 e il 1985 - "durante tre anni di vita sessuale straordinariamente vivace" (il copyright è sempre di Hunt) - quando lavorava come tata per i suoi due figli, Sean e Rollo. Nonostante lui avesse 22 anni più di lei, Fergie sognava di sposarlo, abbandonando infine questa speranza quando McNally respinse l'ultimatum che lei gli aveva posto durante il Gran Premio d'Italia. Rimasero comunque sempre in ottimi rapporti e sembra che, dopo la 'cacciata' dalla Royal Lodge a seguito dello scandalo Epstein che ha coinvolto l'ex marito Andrea e la stessa ex duchessa di York McNally, l'imprenditore abbia ospitato l'ex Duchessa di York nel suo chalet svizzero (soprannominato nel periodo il "Castello delle cocaina") da 15 milioni di sterline. Non solo: quando è morto una settimana fa a 88 anni, il genio del marketing della Formula 1 ha lasciato, come detto, a Sarah parte del suo patrimonio da 700 milioni di euro.

(Adnkronos) - Sei mesi da primato per la logistica di Poste Italiane, che da gennaio a giugno ha consegnato la cifra record di 179 milioni di pacchi, segnando una crescita anno su anno del 12,5%. Aumenta anche il numero di pacchi recapitati dai portalettere: 81 milioni, +22,6% rispetto al primo semestre 2025. Un dato che cresce trimestre dopo trimestre: tra aprile e giugno, infatti, i portalettere di Poste Italiane hanno effettuato quasi la metà delle consegne totali in tutto il Paese. Un risultato che riflette il nuovo assetto della logistica avviato con la nascita della nuova rete corriere a gestione diretta che potrà contare, grazie ad un nuovo accordo sindacale, su un modello di distribuzione a zone capace di garantire maggiore flessibilità ed efficienza per milioni di clienti. (VIDEO)
Portalettere, dunque, sempre più centrali nella logistica di Poste Italiane legata all'e-commerce, secondo una strategia ogni giorno più green costruita su una flotta di 30 mila i veicoli a basse emissioni, 6.200 dei quali full green. E nell’ottica di avere consegne sempre più sostenibili, prosegue anche lo sviluppo del progetto Green Delivery, che offre ai clienti una gran varietà di punti di ritiro: la rete dei circa 12.700 uffici postali a cui si aggiungono i circa 20 mila punti, tra Rete Punto Poste e Locker, offre una nuova soluzione flessibile che, accentrando la consegna, permette una consistente riduzione delle emissioni di CO2. Una soluzione, questa, che gode del doppio vantaggio di rispondere alla domanda di consegne flessibili e alle esigenze di tutela dell’ambiente.
Il Barumini Music & Heritage Festival si prepara al suo gran finale
dopo le emozionanti serate con Gabriele Lavia e Francesco Demuro.
Venerdì 31 luglio, alle 21, la Reggia di Barumini ospita "Puccini's
Opera. Voci di donne", creazione firmata da Monica Casadei per
Artemis Danza.
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Via libera in Consiglio regionale anche al secondo disegno di legge
in materia finanziaria. Dopo quello del Rendiconto 2025 della
Regione, l'Aula ha approvato stamane, a maggioranza, il ddl
sull'assestamento di bilancio 2026-2028. Il documento, passato con
34 sì 20 no, certifica le maggiori entrate per il 2026, per un
totale lordo di 1 miliardo 175 milioni di euro, risultato di
conguagli fiscali del triennio 2023-2025, maggiori entrate
tributarie per il 2026 e di entrate riscosse direttamente dalla
Regione. Da questa cifra vanno sottratte le quote da riversare allo
Stato e i residui attivi.
(Adnkronos) - La Uefa potrebbe boicottare i prossimi Mondiali. Il massimo organo di governo del calcio europeo sta accelerando i tempi per convocare questa settimana una riunione d'emergenza delle sue 55 federazioni affiliate, al fine di discutere i piani, tra cui c'è proprio il potenziale boicottaggio dei Mondiali 2030, per opporsi alla proposta della Fifa di raccogliere 20 miliardi di dollari attraverso la vendita di azioni a investitori esterni, secondo quanto riporta Espn da fonti della Uefa.
Il presidente della Fifa Gianni Infantino ha annunciato ieri che l'organo di governo mondiale del calcio cercherà investitori per finanziare la Fifa Forward Enterprise (FFE), un organismo di nuova costituzione che assumerà il controllo delle attività commerciali e degli eventi, comprese le future edizioni della Coppa del Mondo maschile e femminile. Per fare tutto questo la Fifa sta intavolando discorsi con diversi soggetti tra cui la società di servizi finanziari JP Morgan, ma anche Thrive Eternal, società fondata da Joshua Kushner, il cui fratello Jared Kushner è genero del presidente degli Stati Uniti Donald Trump.
La Uefa già ieri ha replicato duramente al piano della Fifa affermando che "il calcio non è di sua proprietà" e che "non può venderlo" ma ora valuta altre azioni vista la forte oppozioni di diverse Federazioni alla proposta della Fifa e risulta "altamente probabile" che venga programmata una riunione virtuale della Uefa entro la fine della settimana. L'ipotesi del boicottaggio era stata avanzata dalla Uefa già alla proposta di disputare il Mondiale ogni due anni

(Adnkronos) - "Tuo marito ti ha urlato contro, lascialo". Un biglietto scritto con un pennarello e infilato sotto un tergicristallo si diffonde sul web. Il messaggio è stato lasciato su un'auto parcheggiata a Castellaneta Marina, in provincia di Taranto. A scriverlo e a firmarlo "una passante", che si rivolge ad una donna apostrofata dal marito poco prima. "A te, a cui tuo marito urlava per sistemare un parasole, auguro il coraggio di lasciarlo perché le merde non cambiano mai. Meriti sicuramente rispetto e soprattutto un vero uomo", si legge sul foglio che viene postato sul gruppo 'Rinascita Castellaneta Marina' e rapidamente rimbalza ovunque, diventando argomento di discussione su pagine e siti.
Abbondano i messaggi di solidarietà nei confronti della donna, con commenti che accendono i riflettori su storie di persone che rivedono la propria situazione in quelle poche righe: "Quando vivi in un rapporto del genere, sei quasi anestetizzata. Da fuori si nota, da dentro no", il tenore di molti commenti che condividono l'esortazione contenuta nel messaggio. C'è anche chi si preoccupa dell'eventuale reazione del marito: "Vedrà anche lui quel messaggio". E c'è chi, nella migliore tradizione del web, non crede che l'episodio sia reale: "Tutto finto". Chissà.

(Adnkronos) - Un colpo di fortuna che vale 110 mila euro. A San Giorgio Canavese, in provincia di Torino, un uomo durante un trasloco ha ritrovato due libretti di risparmio che da 50 anni erano chiusi in un cassetto. Quei libretti, oggi, valgono una vera e propria fortuna, capace di dare una svolta alla vita di Fabio Minetti, 61 anni.
Mentre metteva a posto i mobili del padre Luigi, scomparso nel settembre di sei anni fa, l'uomo ha ritrova i due libretti, che, aperti alla 'Cassa di Risparmio di Torino' nel gennaio del 1971, avevano un valore totale di 5 milioni di lire. Il primo libretto valeva2 milioni e 280mila lire, con due versamenti datati 1971 e 1973. Il secondo invece contava 3 milioni e 608 mila lire. Totale? 110 mila euro.
A raccontarlo, come riportato da La Stampa è proprio Minetti: "Li ho trovati quasi per caso. Nessuno, in famiglia, ne era a conoscenza. Sono spuntati fuori nel 2022 a casa dei miei genitori, qui a San Giorgio", ha raccontato, "erano probabilmente dei risparmi messi da parte per qualche esigenza che poi, col passare degli anni, non si è materializzata, e sono rimasti lì".
Il conto totale del 'tesoro nascosto' è salito non solo grazie alla conversione lira-euro, ma soprattutto con interessi, capitalizzazioni e rivalutazioni. Per evitare che il deposito potesse essere considerato nullo dalla banca, nel caso specifico Unicredit, l'uomo ha interpellato Associzione Italia, un'associazione di consumatori e utenti, che ha riscontrato come i dieci anni di prescrizione per questo tipo di deposito decorrano soltanto da quando il soggetto che riceve i soldi è "in grado di far valere il proprio diritto". Una risposta dalla banca però deve ancora arrivare ed è possibile che la storia trovi il suo finale in tribunale.

Un positivo giudizio di massima sulla riforma della giustizia tributaria, senza tralasciare alcune criticità. E' quello espresso dall'Istituto nazionale tributaristi (Int), che è stato invitato, dalle commissioni Giustizia e Finanze del Senato della Repubblica, a presentare una memoria in merito allo schema di decreto legislativo Ag 419, recante disposizioni in materia di ordinamento della giurisdizione tributaria. Il presidente dell'Int, Riccardo Alemanno, che ha firmato la memoria, ringraziate le commissioni, ha espresso un positivo il giudizio di massima sull'Ag 419 e più in generale sulla riforma della giustizia tributaria, senza però tralasciare di evidenziare alcuni punti di criticità.
Nella relazione dell’Int, in particolare, si legge: “Viene colmato il vuoto normativo sullo 'status' del magistrato togato: la legge n. 130/2022 aveva introdotto i magistrati tributari professionali disciplinandone il reclutamento e il trattamento economico, ma senza regolarne l'assetto ordinamentale. Il decreto colma questa lacuna equiparando, per quanto compatibile, lo status dei magistrati tributari a quello dei magistrati ordinari e istituisce il Ruolo unico nazionale, che sarà pubblicato annualmente e sarà tenuto dal Consiglio di presidenza della giustizia tributaria (Cpgt), ciò è sicuramente di grande importanza e si auspica una celere emanazione di decreti ministeriali e delle necessarie delibere del Cpgt”.
L’Int inoltre condivide gli interventi sulla responsabilità disciplinare, in particolare “il chiarimento che l'attività di interpretazione del diritto e valutazione delle prove non costituisce illecito disciplinare e il rafforzamento delle garanzie difensive".
Per quanto riguarda le criticità, si possono così sintetizzare. Procedura d'Infrazione Ue sui giudici onorari: la Commissione europea ha avviato (con lettera del 4 giugno 2026) una procedura d'infrazione per la disparità di trattamento e le differenti condizioni di lavoro tra giudici tributari onorari e magistrati professionali. Il decreto disciplina lo stato dei soli magistrati togati, lasciando aperto il nodo della tutela dei giudici onorari ancora presenti.
Ancora, il decreto Ag 419 rappresenta un fondamentale passo in avanti nell'istituzione di una magistratura tributaria professionale e strutturata al pari di quella ordinaria. Tuttavia, lascia irrisolti, secondo l'Int, nodi strutturali pressanti, in primis la procedura d'infrazione europea sui giudici onorari e la sostenibilità dei carichi di lavoro nel periodo transitorio di ricambio generazionale.
E per l'Int, si ritengono elementi di criticità le incompatibilità familiari e territoriali nel contesto dello schema di decreto legislativo, i magistrati tributari finiscono per subire limitazioni geografiche e professionali più stringenti rispetto a quelle previste per i magistrati ordinari o amministrativi, ponendo l'esigenza di un riallineamento che valorizzi l'accertamento concreto dell'interferenza anziché automatismi su vasta scala territoriale.
Alemanno ha colto l’occasione per sottolineare la necessità di rivedere l’abilitazione del tributarista all’ assistenza tecnica dinanzi alle Corti di Giustizia Tributaria: “Attualmente i tributaristi iscritti al 30/09/1993 nei ruoli dei periti ed esperti in tributi sono abilitati all’assistenza tecnica dinanzi alle Corti di giustizia tributaria ed inseriti nell’Elenco unico nazionale per l’esercizio di tale funzione. L’iscrizione nei ruoli ha evidentemente funzione di tutela della parte assistita e di qualifica del tributarista, essendo però legata alla data del 30/09/1993, il ministero della Giustizia, in ossequio al D.Lgs. del 10/10/2022 n.149, ha individuato nel tributarista qualificato ai sensi della legge 4/2013 una adeguata e nuova forma di tutela dei terzi, nonché di qualificazione professionale, tant’è che il tributarista qualificato è abilitato all’iscrizione negli albi Ctu/Ctp", ha continuato.
"Un professionista che per ruolo e competenza può essere ausiliario del giudice in ambito civile e penale, dovrebbe poter assistere in contenzioso il contribuente per cui cura già tutti gli adempimenti tributari e contabili. Ci si scusa per questa introduzione ad una problematica relativa alla Giustizia tributaria, ma non propriamente all’Ag 419, ma l’occasione di poter evidenziare a codeste commissioni un’esigenza professionale non più differibile, è troppo importante per chi, ai sensi della legge 4/2013, ha compiti di tutela dell’utenza e di qualificazione dei professionisti rappresentati", ha concluso il presidente dell'Int.
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