
"L’Aquila per noi rappresenta un investimento molto importante perché significa inserire competenze tecnologiche sull'innovazione, sull'intelligenza artificiale che riteniamo fondamentali per la crescita e lo sviluppo dell'azienda e dall'altra parte dare un'opportunità a un territorio che purtroppo ha vissuto un passato non troppo felice. Si tratta di offrire un'opportunità di supporto alla rinascita, alla crescita che già il Comune di L'Aquila sta sviluppando egregiamente". È quanto affermato da Roberto Saracino, Cto Italy Brightstar, in occasione della convention organizzata da Cto Italy e svoltasi a Roma, dal titolo ‘La Ripartenza’. Si è parlato anche dell’impegno di Brightstar per il territorio e di come L’Aquila stia vivendo la propria ripartenza: una città che, dopo essere stata duramente colpita dal terremoto del 2009, oggi guarda al futuro con fiducia, grazie a investimenti e progetti che creano valore e opportunità.
“Questo per noi è un momento molto importante prosegue Saracino - Abbiamo vinto per nove anni la concessione del Lotto, siamo partiti nuovamente con un'offerta sull'online e Sed, che è un operatore telefonico, ha iniziato ad offrire le proprie soluzioni anche fuori dal perimetro captive”.
“Il datacenter è fondamentale per le opportunità di sviluppo e le opportunità anche di innovazione tecnologica. Noi dobbiamo rispettare delle specificità della regolamentazione delle lotterie, in modo particolare per il lotto di gratta e vinci, che impongono un elevato livello di affidabilità e di continuità di servizio. Per fare questo quindi abbiamo investito in un'evoluzione dei nostri datacenter e oggi parliamo di datacenter tier 4, il più alto livello dal punto di vista standard di qualità del servizio” conclude.

A Roma sono accaduti indubbiamente ''episodi gravi'', come lo stupro di Tor Tre Teste, ma allo stesso tempo le forze dell'ordine, che ''lavorano quotidianamente per assicurare la sicurezza nella nostra città'' hanno portato a termine ''importanti risultati e grandi operazioni di polizia'' e sono riuscite a dare una risposta, con l'arresto dei colpevoli, ai fatti più allarmanti. Ne è convinto il prefetto di Roma, Lamberto Giannini, che in un'intervista esclusiva all'Adnkronos scatta una foto puntuale sulla situazione della sicurezza nella Capitale.
La violenza nel parco di cui è stata vittima una ragazza di 18 anni, sottolinea Giannini, ''non era stata comunicata proprio perché era assolutamente necessario portare avanti le indagini nella massima riservatezza''. ''Si è trattato di un fatto troppo grave che meritava subito una risposta - precisa -. Gli investigatori della polizia hanno lavorato giorno e notte fino alla prima conclusione delle indagini, che hanno portato ad arrestare tre persone. Ringrazio la procura di Roma che ha condotto queste indagini con la consueta professionalità per arrivare al risultato''.
I numeri della Capitale
''In una città grande come Roma è normale che avvengano tantissimi fatti, a volte anche negativi purtroppo, ma non credo che le statistiche sui reati che si basano sulle persone residenti siano un criterio adeguato a restituire la reale situazione della sicurezza - chiarisce il prefetto - dobbiamo sempre considerare che solo alla stazione Termini arrivano oltre 800mila persone al giorno, tenere conto che ci sono i dati sulle presenze degli stranieri e che in quest'anno di Giubileo già oltre 30 milioni di persone hanno attraversato le porte sante''.
''Tutto questo per dire che il calcolo che viene fatto su Roma, molto probabilmente, potrebbe essere fatto ragionevolmente aggiungendo 1,5/2 milioni di persone in più al giorno - dice ancora - Questi numeri darebbero chiaramente una dimensione completamente diversa. Con questo non voglio dire che non ci sia la percezione di insicurezza ma che, accanto ai fatti negativi che avvengono, è importante dare il giusto risalto alle attività delle nostre forze dell'ordine e alla magistratura: cosa che potrebbe contribuire a ridare un po' più di serenità al cittadino''. Solo nell'ultima settimana nella Capitale diverse operazioni hanno inferto duri colpi alla criminalità romana. ''Voglio ringraziare veramente di cuore il Questore e le donne e gli uomini della polizia, i comandanti provinciali dell'Arma dei Carabinieri e della Guardia di finanza con i loro militari perché sono state messe in sequenza delle operazioni che io ritengo molto importanti per la sicurezza della città'', dice Giannini.
''Ci sono alcune attività che io chiamo sistemiche perché affrontano dei fenomeni particolari - spiega -. Da questo punto di vista è importantissima l'operazione dei carabinieri che si è conclusa lunedì scorso e che ha portato all'arresto di ben 18 persone. Sono stati ricostruiti 47 episodi delittuosi di quelli che creano un grande allarme sociale, come le rapine nelle ville o nelle abitazioni, fatti efferati durante i quali le persone venivano minacciate con armi, martelli o piedi di porco''. Si è trattato di un'indagine lunga e complessa perché gli arrestati erano ''di etnia rom e di provenienza balcanica, in particolare dell'area di Roma Via dei Gordiani - prosegue -. Le attività d'indagine sono state pianificate per mesi per riuscire ad arrivare alle prove e penso che questo tipo di operazioni possano dare un contributo importante per l'elevazione della sicurezza''.
La lotta alla droga
Quanto alla droga e al narcotraffico il prefetto di Roma sottolinea che ''si tratta di una grande piaga di questa città e non mi stancherò mai di dire che serve un'attività costante alle forze di polizia, ma serve anche una vera riprovazione sociale per questo fenomeno, perché purtroppo a Roma la domanda di stupefacente, in particolare cocaina, è altissima''. Proprio nell'ambito del contrasto al narcotraffico, tiene a sottolineare Giannini, ''la polizia martedì scorso ha eseguito 15 misure cautelari, disarticolando un'associazione a delinquere che operava sul litorale di Anzio e Nettuno, una zona dove si sono registrate infiltrazioni della criminalità organizzata e dove questi fenomeni vanno contrastati con assoluto rigore. Sono state arrestate 15 persone ed è stata già ritrovata una pistola, oltre allo stupefacente sequestrato''.
Un altro duro colpo al traffico di droga è stato sferrato oggi dalla Guardia di Finanza. ''L'operazione contro un'organizzazione che utilizzava piattaforme di messaggistica criptata per il traffico di stupefacenti in Europa e in Italia è durata mesi. Il gruppo - aggiunge il prefetto di Roma- sfruttava la complicità di concessionari di veicoli che venivano preparati con doppi fondi. Sono stati sottoposti a sequestro 130 chili di cocaina e alcuni arrestati sono stati catturati in flagranza proprio mentre consegnavano lo stupefacente''.
Il controllo del territorio
Ma oltre alle grandi indagini, Giannini ritiene ''doveroso sottolineare che l'attività di controllo del territorio viene fatta con grande impegno'' e poi ci sono i blitz per ''riportare il decoro e la legalità nella città. Attività che vengono pianificate in modo puntale nel corso dei comitati provinciali per l'ordine e la sicurezza pubblica in prefettura''.
Il prefetto ricorda poi ''la polizia locale e i vigili del fuoco'' che ''non smetterò mai di ringraziare per il lavoro che fanno'' e credo che ''tutta la città dovrebbe essere loro grata per questo''. ''Oggi poi per Roma è una giornata particolare perché si commemora la tragedia di via Ventotene, dove nel 2001 morirono otto persone, tra cui quattro vigili del fuoco'', continua. ''I Vigili del fuoco sono un perno della nostra sicurezza - conclude - pensiamo solo a quello che stanno facendo alla Torre de' Conti. I lavori, che grazie alla celerità della procura, siamo riusciti ad autorizzare in tempi brevissimi, tant'è che sono già partiti, richiedono delle competenze particolarissime, direi acrobatiche e di assoluta avanguardia tecnologica, perché i vigili del fuoco devono calarsi dall'alto e stare all'esterno per mettere in sicurezza la torre''. (di Giorgia Sodaro)

"Abbiamo messo in piedi il nuovo Piano nazionale Hiv, Ist (infezioni sessualmente trasmesse) ed epatiti, ed è la prima volta che in un Piano nazionale sull'Hiv viene anche inserito altro, ovvero le infezioni che si trasmettono nella stessa maniera, quindi le malattie a trasmissione sessuale. L'altra cosa che noi chiediamo e che a noi interessa molto, nella Sezione M, è una diffusione della PrEP sul territorio nazionale uniforme e molto più facile". Lo ha detto Massimo Cernuschi, presidente Sezione M del Comitato tecnico scientifico (Cts) al ministero della Salute, a margine dell'evento 'Ist-Hiv Call 2025: quali opportunità di gestione e prevenzione per l'emergenza sanitaria silente', oggi a Roma.
"Al momento è molto difficile accedere al farmaco gratuitamente - spiega Cernuschi - Abbiamo poi interesse che venga comunque autorizzato un rimborso o una commercializzazione con rimborso della PrEP iniettiva che ad alcune persone, con alcune caratteristiche di non aderenza alla terapia orale, sarebbe estremamente utile. L'altra cosa che a noi interessa molto è un maggiore supporto economico finanziario alle associazioni sul territorio, perché le associazioni sul territorio testano le persone per Hiv e altre infezioni sessualmente trasmissibili in situazioni in contesti molto particolari, dove il sistema sanitario sistema pubblico non arriva. E questo viene fatto senza finanziamenti pubblici".
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"Il trattamento delle infezioni da Hiv oggi ha raggiunto dei successi incredibili. In tutti i pazienti che assumono regolarmente la terapia è possibile controllare la replicazione del virus e quindi trasformare queste persone in soggetti che sempre di più assomigliano al resto della popolazione. La malattia non si trasmette più in questi pazienti: è un grande successo. Questo successo si è arricchito ulteriormente di un nuovo fattore, cioè la possibilità di usare dei farmaci long acting". Lo ha detto Massimo Andreoni, direttore scientifico Simit - Società italiana di malattie infettive e tropicali e componente del Consiglio superiore di sanità, all'evento 'Ist-Hiv Call 2025: quali opportunità di gestione e prevenzione per l’emergenza sanitaria silente', oggi a Roma.
Questo trattamento a lunga durata d'azione "migliora ovviamente l'aderenza - aggiunge Andreoni - perché bisogna ricordare che la terapia deve essere assunta per tutta la vita. Il fatto di utilizzare questi farmaci permette a questi pazienti di assumere con più tranquillità, con una semplice assunzione ogni 2 mesi, la terapia antiretrovirale. Questo successo si sta ripercuotendo anche nella prevenzione dell'infezione, quindi nel trattamento di soggetti a rischio di acquisire l'Hiv. Oggi possiamo fare il trattamento con la terapia orale, che però deve garantire un'alta aderenza al trattamento. L'avvento anche nella profilassi pre-esposizione dei farmaci long acting - conclude - si sta dimostrando una strategia vincente, che sicuramente permetterà di contenere ulteriormente questa infezione e quindi arrivare a quell'auspicato traguardo che l'Organizzazione mondiale della sanità ci dice, cioè di avere meno di 500 nuove infezioni in Italia ogni anno".

"Le malattie sessualmente trasmesse, e quindi tra queste l'Hiv, preoccupano moltissimo il ministero della Salute e l'attività di governo. Noi abbiamo tantissimi nuovi casi legati alla disinformazione e soprattutto all'educazione sessuale tra i ragazzi. Quello che noi intendiamo potenziare è soprattutto l'educazione alla formazione dei ragazzi, prima ovviamente dell'inizio delle loro attività sessuale, e soprattutto potenziare tutte quelle cure che rendono diverso il decorso della malattia". Così la deputata Simona Loizzo, capogruppo della XII Commissione Affari sociali della Camera dei deputati, in occasione dell'evento 'Ist-Hiv Call 2025', oggi a Roma.
"Abbiamo aspettato con ansia questi nuovi farmaci che sono in grado di immunizzare il paziente per l'Hiv. Hanno cambiato e cambieranno ulteriormente il decorso della malattia - sottolinea - Ogni investimento in nuove terapie che possono cambiare il decorso della malattia, immunizzando il paziente, sono per noi il gold standard della prevenzione".

"L'impegno in ematologia di Bristol Myers Squibb è lungo vent’anni, durante i quali abbiamo costruito una leadership basata su 3 pilastri: l'eccellenza scientifica, la collaborazione con la comunità clinica e le associazioni di pazienti e l'attenzione continua alle esigenze di chi vive con malattie ematologiche. Questo impegno ha fatto di noi un leader in ematologia . In questa area terapeutica abbiamo tante altre molecole in sviluppo e altrettante nuove indicazioni, come appena avvenuto per luspatercept". Lo ha detto Alessandro Bigagli, direttore medico di Bristol Myers Squibb Italia, commentando, in un incontro con la stampa organizzato oggi a Roma, l’estensione della rimborsabilità luspatercept anche per i pazienti adulti con anemia dipendente da trasfusioni di sangue, dovuta a sindromi mielodisplastiche a rischio molto basso, basso e intermedio. Si tratta dell'unica terapia ad essersi dimostrata superiore rispetto a epoetina alfa, che per quarant’anni ha rappresentato lo standard di cura. Con l’estensione della rimborsabilità da parte di Aif- Agenzia del farmaco, luspatercept diventa la nuova terapia di prima linea in questi pazienti.
Questo impegno, "ci ha permesso di ridisegnare il paradigma terapeutico in tante malattie gravi ematologiche - continua Bigagli - come le leucemie, i linfomi, il mieloma multiplo - per il quale abbiamo recentemente commercializzato la prima terapia Car-T - le beta talassemie e le sindromi mielodisplastiche". Alla luce dei risultati ottenuti, "il futuro sarà ricco di nuove molecole e indicazioni - conclude - perché sviluppate tenendo sempre presenti le esigenze dei pazienti e delle loro famiglie, cercando di migliorarne la qualità di vita e la sopravvivenza e continuando, al tempo stesso, a collaborare con i clinici e con le associazioni pazienti".

La medicina di precisione individua meccanismi biologici o molecolari alterati e sviluppa farmaci mirati a intervenire su quelle specifiche alterazioni: un approccio innovativo, sviluppato ed evoluto in onco-ematologia e in oncologia, con grandi potenzialità dal punto di vista clinico e della buona gestione delle risorse. Per gli esperti una svolta tecnologica e scientifica in rapida evoluzione. Qual è lo stato dell'arte della medicina di precisione in Italia a livello istituzionale, organizzativo e di integrazione effettiva nei percorsi di cura? Quali gli ambiti di applicazione, i vantaggi e quali le criticità da affrontare rispetto a normative regolatorie su test genomici e farmaci, equità di accesso e sostenibilità economica? Su questi temi si sono confrontati i rappresentanti delle principali istituzioni sanitarie e regolatorie nazionali, clinici, associazioni dei pazienti, farmacisti ospedalieri e medici di medicina generale, questa mattina al ministero della Salute in occasione del convegno 'Medicina di precisione - Il futuro della cura tra innovazione, equità e sostenibilità. Le nuove frontiere per le malattie rare', organizzato da Blueprint Medicines, a Sanofi company, promosso da Hps - Health Publishing and Services.
"La medicina di precisione - spiega Mauro Biffoni, direttore Dipartimento di Oncologia e medicina molecolare, Istituto superiore di sanità (Iss) - si basa su un approccio orientato a individuare, attraverso i profili genomici di ogni paziente, precise mutazioni genetiche (biomarcatori) causa della malattia e a sviluppare farmaci mirati e attivi su quella specifica alterazione, selezionando così il percorso terapeutico più appropriato alle caratteristiche molecolari o biologiche della patologia e del singolo paziente. Questo approccio di precisione, che ha modificato la presa in carico del paziente, che non è solo il suo genoma, ma si gioca tra biologia, stili di vita e fattori ambientali, in alcuni casi ha dimostrato indubbi benefici e vantaggi; in altri casi, le evidenze sono ancora in fase di valutazione, ma le premesse sono molto buone. Ovviamente alcuni ostacoli impediscono o rallentano un accesso equo: dal punto di vista scientifico la mancanza di dati solidi dovuta a insufficiente numerosità dei pazienti arruolati negli studi clinici, e dal punto di vista economico il costo elevato delle terapie di precisione che devono essere rimborsate dal Servizio sanitario nazionale e saranno sempre più numerose considerato il trend attuale in crescita".
Oggi la storia della medicina di precisione è a un bivio tra benefici e sostenibilità, sottolineano gli organizzatori del convegno in una nota: da un lato possibilità di cure mirate efficaci e personalizzate, dall'altro il confronto con costi elevati dei farmaci innovativi e la necessità di gestire una ingente mole di dati. Per garantire la sostenibilità del sistema saranno cruciali l'appropriatezza prescrittiva, un accesso ampio ed equo alle cure, la collaborazione tra istituzioni sanitarie e autorità regolatorie, l'adozione di tecnologie digitali e intelligenza artificiale per ottimizzare le risorse. Da questi bisogni prende le mosse il lavoro che l'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) porta avanti, anche in sinergia stretta con alcune Società scientifiche tra cui la Sifo (Società italiana di farmacia ospedaliera) e le associazioni dei pazienti, su medicina di precisione e prescrittomica, che si occupa di analizzare e integrare i dati molecolari, genetici e clinici del paziente per identificare il trattamento più efficace, prevenire gli effetti indesiderati, semplificare le procedure burocratiche salvaguardando il rigore scientifico.
"La medicina di precisione rappresenta per il regolatore un punto di rottura epocale: non è più utopia, ma una leva strategica a supporto di appropriatezza e sostenibilità - afferma Silvia Cammarata, Ufficio di presidenza Aifa - La prescrittomica, come applicazione sistematica dei dati 'omici' e della real world alla prescrizione, traduce l'unicità di ogni paziente nella terapia giusta. Aifa ha istituito l'anno scorso un tavolo tecnico multidisciplinare avente come obiettivo principale quello di redigere un documento da rendere pubblico, nel quale raccogliere best practice, criticità, proporre azioni correttive e individuare ambiti di ricerca per l'applicazione della medicina di precisione nella gestione della terapia farmacologica con particolare focus sulle politerapie. Con le terapie di precisione le agenzie regolatorie si trovano a cambiare il proprio approccio statico adattandolo a tutto il ciclo di vita del prodotto; anticipano, approvano e vincolano il mantenimento dell'indicazione a conferme post marketing".
L'ematologia è stata pioniera dell'approccio di precisione basato sulla ricerca di biomarcatori, ma da qualche anno l'interesse della medicina di precisione si è spostato anche alle malattie rare. La mastocitosi sistemica indolente - riporta la nota - è un modello rappresentativo del cambiamento determinato dall'approccio di precisione. Questa è una malattia rara, complessa ed eterogenea, non facile da riconoscere e diagnosticare, caratterizzata da un mosaico di sintomi invalidanti altamente imprevedibili, che pur non influenzando l'aspettativa di vita rende la quotidianità della persona che ne soffre estremamente difficile. Nel 95% dei casi è dovuta a mutazione del codone 816 del gene Kit sul cromosoma 17 (Kitd816), da qui la necessità di terapie mirate e da qui il via alla medicina di precisione, che ha segnato una nuova era per i pazienti e gli specialisti.
"I meccanismi alla base di una malattia rara come la mastocitosi indolente non sono ancora ben conosciuti e quindi poter avere terapie mirate al bersaglio alterato diventa risolutivo per i pazienti", spiega Massimo Triggiani, Chair of the European Competence Network on Mastocytosis (Ecnm), professore ordinario di Medicina interna, Dipartimento di Medicina e chirurgia università degli Studi di Salerno e direttore Uoc Diagnosi e terapia malattie allergiche e sistema immunitario, Aou San Giovanni di Dio e Ruggi d'Aragona, Salerno. "Nella mastocitosi indolente - illustra lo specialista - la medicina di precisione cambia l'evoluzione della malattia nel senso che l'approccio di precisione nella fase diagnostica e nella fase terapeutica determina un grande vantaggio: in particolare la possibilità di fare diagnosi accurate con metodiche sofisticate consente di ridurre notevolmente il ritardo diagnostico, mentre la disponibilità di farmaci in grado di bloccare esattamente il meccanismo patologico, la molecola mutata, ha rivoluzionato il modo di trattare i pazienti in quanto siamo passati da terapie aspecifiche sintomatiche a terapie che agiscono direttamente sul meccanismo alterato che causa la malattia. Questo consente non solo di ottenere risposte più precise ed efficaci, ma riduce anche l'impatto degli effetti indesiderati. In aggiunta le innovative soluzioni terapeutiche, migliorando notevolmente la sintomatologia, migliorano in modo significativo la qualità di vita dei pazienti che di conseguenza diventano più aderenti alle cure, con un conseguente maggiore controllo dell'evoluzione della forma indolente e la possibilità di riappropriarsi della propria esistenza".
Il Convegno è stato pensato proprio con l'obiettivo di fare chiarezza sui tanti aspetti della medicina di precisione, nel rispetto della responsabilità scientifica e trasparenza verso i pazienti - prosegue la nota - ed è in questo spirito che Blueprint Medicines, a Sanofi company, ha deciso di organizzare l'evento con un focus sulla mastocitosi sistemica. L'azienda, nata circa 15 anni fa, porta avanti una precisa missione: sviluppare la medicina di precisione su alcune patologie orfane e comprenderne in modo più mirato e dettagliato i meccanismi molecolari.
"Medicina di precisione non significa creare un trattamento 'su misura' per ogni singolo individuo - precisa Stefania Rinaldi, Country Manager Italy di Blueprint Medicines, a Sanofi company - ma identificare sottogruppi di pazienti che condividono un determinato meccanismo biologico o molecolare e intervenire in modo mirato su quel driver della malattia: chiarire questo è importante per i clinici, per i pazienti, per orientare la ricerca verso target specifici e meccanismi patogenetici chiari, evitando spreco di risorse e permettendo ai sistemi sanitari di valutare correttamente l'impatto e il valore delle terapie. La nostra storia ci ha portato a concentrarci su aree con grande unmet need come le patologie dei mastociti, e questo approccio ci ha permesso di raggiungere importanti obiettivi grazie all'innovazione e al potenziale di modificare la storia naturale della malattia".
Il convegno è stato realizzato con il patrocinio di Eupati - Accademia del paziente esperto, Asimas - Associazione italiana mastocitosi, Fimmg - Federazione italiana medici di famiglia, Rima - Rete italiana mastocitosi e Sif - Società italiana di farmacologia.
Conti prolunga il festival con 'Sanremo +', nuovo show per Milly Carlucci: le novità Rai per il 2026

Un palinsesto che punta sui grandi eventi, su volti di richiamo in nuove collocazioni e su una forte spinta all'innovazione culturale. Secondo quanto apprende l'Adnkronos l'offerta per la stagione Inverno-Primavera 2026 della Rai - illustrata oggi nel Cda Rai - avrà come fulcro i XXV Giochi Olimpici Invernali di Milano-Cortina su Rai2. Tra le novità più significative un ruolo da protagonista per Carlo Conti su Rai1, che oltre a un nuovo show post-Sanremo prenderà le redini di 'Dalla strada al palco', e il debutto su Rai3 del talk show culturale di Fabio Volo. La programmazione di Rai2 sarà quasi interamente catalizzata dal grande ritorno della fiamma olimpica in Italia. Dal 7 al 22 febbraio, la rete si trasformerà nella casa dei XXV Giochi Olimpici Invernali di Milano-Cortina 2026, a vent'anni da Torino 2006. RaiSport garantirà una copertura totale dell'evento. L'impegno sportivo proseguirà dal 6 al 15 marzo con i XIV Giochi Paralimpici Invernali.
L'ammiraglia Rai, pur muovendosi in continuità con la stagione precedente, introduce importanti novità nel suo intrattenimento. Il protagonista di punta sarà Carlo Conti, che approda alla conduzione della nuova edizione di 'Dalla strada al palco'. Il palinsesto si arricchisce inoltre di due nuovi format per la prima serata. A marzo debutterà 'Mirror', un nuovo show musicale dal taglio autoriale, incentrato sul confronto generazionale tra due artisti affermati di epoche diverse. Venerdì spazio a 'Surprise Surprise', un nuovo emotainment dedicato a grandi storie di altruismo e coraggio, con persone comuni come protagoniste.
L'evento centrale resta il 76esimo Festival di Sanremo. L'attesa sarà scandita da due speciali de 'L'Eredità' condotti da Marco Liorni e dedicati alla storia del Festival. La novità del post-kermesse è 'Sanremo +', un nuovo programma guidato da Carlo Conti per continuare a celebrare la musica con i protagonisti attuali e passati. In cantiere anche un nuovo spettacolo del sabato sera per Milly Carlucci. Sul fronte daytime, la novità è 'Linea Bianca Olympia', spin-off del programma di Massimiliano Ossini dedicato ai luoghi olimpici. Annunciate anche numerose fiction, tra cui 'La Preside' e 'Roberta Valente – Notaio in Sorrento'.
Rai3 si distingue per una ricca offerta culturale e di divulgazione, con un'attenzione particolare alla fascia access prime time. La novità più attesa è l'arrivo di Fabio Volo con 'Il volo di ritorno', un nuovo talk show culturale che partirà da metà marzo. Sempre in access debutterà 'Tribù' di Raffaele Di Placido, e a fine stagione 'Il Provinciale' con Federico Quaranta. Le novità del prime time sono: 'La città ideale' con Massimiliano Ossini; 'La pelle del mondo' con il divulgatore Stefano Mancuso e 'Le verità nascoste'. Prevista inoltre una serata speciale dedicata a Lucio Dalla il 3 marzo e il ritorno di 'Un alieno in patria' con Peter Gomez.
Ricca anche la proposta cinematografica. Tra le prime visioni italiane spiccano 'Comandante' con Pierfrancesco Favino, 'Zamora' di Neri Marcorè e 'Napoli - New York' di Gabriele Salvatores. Per Rai3, l'offerta d'autore include 'Perfect Days' di Wim Wenders, 'Past Lives', 'The Whale' con Brendan Fraser e, per il Giorno della Memoria 'La zona di interesse'. Infine, l'8 gennaio, a 10 anni dalla sua scomparsa, verrà trasmesso il documentario 'Moonage Daydream' su David Bowie.

"Stiamo costruendo un percorso che parte dai territori e arriva a un confronto nazionale per creare quel network" tra professionisti e istituzioni sanitarie "che è davvero la leva di volta per continuare a lavorare insieme". Così Beatrice Mazzoleni, segretaria nazionale Fnopi-Federazione nazionale ordini delle professioni infermieristiche, intervenendo oggi al panel 'Un nuovo sistema sanitario. La riforma in cammino', al Forum Risk Management di Arezzo.
Oltre a sottolineare la necessità di rafforzare la rete tra professioni e istituzioni per sostenere l’evoluzione del sistema salute, Mazzoleni ha richiamato il valore del sistema salute nel suo complesso. "Non possiamo dimenticare che il Sistema sanitario nazionale oggi si intreccia con privato accreditato, sociale e privato puro: solo in modo coordinato possiamo sostenere il bene della salute del Paese". Secondo la segretaria Fnopi, l’obiettivo è "ricostruire una filiera infermieristica solida" e preparare il confronto multiprofessionale successivo.
Nell'ultima stagione ha giocato in Spagna col Breogán Lugo...
Tre giornate dedicate alle selezioni organizzate dall'Aspal... 
"È uno schema che in qualche modo non è molto diverso da quello tedesco, perché prevede una volontarietà. Quello tedesco ha un automatismo che scatta, quello francese - da ciò che leggo - è totalmente volontario". Così il ministro della Difesa, Guido Crosetto, in conferenza stampa a Parigi sull'ipotesi di una reintroduzione del servizio militare in Italia, che sarebbe comunque su base volontaria, come in Francia e Germania.
"Io penso che se la visione che noi abbiamo del futuro è una visione nella quale c'è minore sicurezza, va fatta una riflessione sul numero delle forze armate - continua Crosetto - sulla riserva che potremmo mettere in campo in caso di situazioni di crisi. Noi abbiamo costruito modelli, in Italia, come in Germania, come in Francia, negli anni scorsi che riducevano il numero dei militari. In questa nuova situazione tutte le nazioni, non soltanto europee, mettono in discussione quei modelli che avevamo costruito 10-15 anni fa e tutti stanno pensando di aumentare il numero delle forze armate".
"Ognuno ha un suo approccio diverso, alcuni hanno addirittura ripristinato la leva. Sapete che in alcuni Paesi come la Svizzera la parte della riserva in qualche modo comprende tutti i cittadini fino a oltre 50 anni. Lo stesso sistema di Israele, ma la Svizzera è da 500 anni che non ha una guerra. Anche noi in Italia dovremmo porci il tema di una riflessione che in qualche modo archivi le scelte fatte di riduzione dello strumento militare e in qualche modo porti a un suo aumento: ci sono motivi di sicurezza che secondo me rendono importante farlo. La mia idea - conclude - è di portare un disegno di legge e farlo discutere al Parlamento".

"Il test olimpico che si svolgerà sabato e domenica nei padiglioni di Fieramilano-Rho rappresenta un passaggio fondamentale e conferma l’impegno concreto di Fondazione Fiera Milano nel contribuire alla riuscita dei prossimi Giochi olimpici". Così il presidente di Fondazione Fiera Milano, Giovanni Bozzetti, commentando il 'test event' della Isu junior world cup speed skating in programma il 29 e 30 novembre prossimi.
"Siamo orgogliosi del contributo che Fondazione Fiera Milano potrà dare alla manifestazione -afferma Bozzetti- un impegno che conferma il nostro ruolo chiave all’interno della città di Milano e del suo territorio. Confido che questo evento contribuisca a diffondere lo spirito olimpico che dovrà accompagnare la città da qui in avanti. Abbiamo sostenuto con convinzione un’opera ingegneristica di grande rilievo, accompagnandola con un investimento di 25 milioni di euro destinato alla realizzazione delle strutture che ospiteranno le gare olimpiche di speed skating e di hockey su ghiaccio maschile e femminile".
Si tratta, sottolinea il presidente di Ffm, di "un investimento fortemente voluto da Fondazione Fiera perché consente a Fiera Milano di diversificare ulteriormente la propria attività: i padiglioni 13 e 15, nella loro nuova configurazione, permetteranno, una volta terminata la manifestazione olimpica, di ospitare concerti, competizioni sportive, grandi convegni e molte altre tipologie di eventi che si integreranno con il calendario fieristico, rendendo il quartiere ancora più vitale e attivo durante tutto l’anno. È -conclude- un’eredità importante per Milano, per il territorio e per la stessa Fiera Milano, che apre possibilità fino a oggi non ancora esplorate e che rafforza il ruolo strategico di Fondazione al servizio della città e della sua crescita".
Interessate zone interne Sardegna settentrionale e centrale... 
La passeggiata inclusiva 'Un passo per il Parkinson' e oltre 90 centri neurologici specializzati che in tutta Italia apriranno le porte a pazienti con Parkinson, familiari e cittadini, offrendo consulenze, informazioni scientifiche e attività gratuite per approfondire la conoscenza della malattia e delle terapie disponibili. E' l'iniziativa promossa in occasione della Giornata nazionale Parkinson 2025 (29 novembre) da Fondazione Limpe per il Parkinson Ets con il patrocinio della Società italiana Parkinson e disordini del movimento - Limpe-Dismov Ets, per sensibilizzare l'opinione pubblica e le istituzioni su una malattia neurodegenerativa che in Italia colpisce oltre 300mila persone.
Medici, fisioterapisti, logopedisti, nutrizionisti e psicologi - informa una nota - saranno a disposizione per incontri informativi e momenti di confronto. Il programma include anche seminari, eventi di formazione e iniziative culturali come spettacoli, mostre e concerti, realizzati in collaborazione con le associazioni di pazienti e le realtà locali impegnate nella tutela dei diritti delle persone con Parkinson. L'elenco completo dei centri aperti, regione per regione, e il programma dettagliato delle iniziative sono disponibili su fondazionelimpe.it. E' inoltre attivo il numero verde 800.149.626 (dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 17, sabato 29 dalle 9 alle 13) per ricevere informazioni e supporto. La passeggiata inclusiva 'Un passo per il Parkinson', novità di quest'anno, si terrà contemporaneamente in numerose località italiane grazie alla collaborazione con centri neurologici e associazioni locali. L'evento, aperto a persone con Parkinson, familiari, caregiver, medici e cittadini, vuole essere un momento di condivisione, inclusione e consapevolezza. Le camminate toccheranno anche il centro di città simbolo come Milano (Piazza San Babila, ore 10.30), Napoli (via Toledo, ore 12.30) e Roma (domenica 30, da San Pietro in Carcere al Colosseo, ore 11), con l'obiettivo di coinvolgere e sensibilizzare la comunità.
La camminata nasce dalla consapevolezza che l'attività fisica è parte integrante della cura del Parkinson: la ricerca scientifica dimostra infatti che l'esercizio regolare può rallentare la progressione della malattia, migliorando equilibrio, mobilità e benessere psicologico. Come sottolineano gli esperti della Fondazione Limpe, l'attività fisica, praticata con costanza e calibrata sulle condizioni individuali, rappresenta un alleato prezioso accanto alle terapie farmacologiche e riabilitative, contribuendo a migliorare la qualità della vita e favorendo la socialità. "La Giornata nazionale Parkinson rappresenta un momento cruciale per accrescere la consapevolezza sulla malattia e sul suo impatto - afferma Michele Tinazzi, presidente Fondazione Limpe per il Parkinson - Con l'iniziativa 'Un passo per il Parkinson', migliaia di persone in tutta Italia saranno unite da un gesto di solidarietà e partecipazione. L'attività fisica, parte fondamentale del trattamento, diventa simbolo di speranza e benessere, mentre l'impegno di pazienti, familiari e professionisti dimostra che insieme possiamo migliorare la qualità della vita di chi vive con il Parkinson".

Al Gazometro di Roma (Opificio 41) si è tenuta la fase conclusiva degli Stati Generali della Logistica del Lazio 2025, un evento organizzato da Lazio Innova in collaborazione con Unindustria, che ha visto la partecipazione di istituzioni regionali, rappresentanti delle imprese, associazioni di categoria e i principali operatori del settore e dove sono stati presentati i risultati dei tavoli tematici che serviranno come linee guida per sviluppare ulteriormente la logistica del Lazio.
"Voglio ringraziare la Regione Lazio - sottolinea Il Presidente Latrofa - nella persona del Presidente Rocca e della Vicepresidente Angelilli per aver portato avanti un progetto così fattivo per lo sviluppo della Regione su tematiche come mobilità, infrastrutture, innovazione ed investimenti e che ha visto la nostra piena collaborazione nei 5 tavoli tematici. Le proposte emerse dagli Stati Generali, come è stato da più parti rimarcato, saranno fondamentali per l’aggiornamento del nuovo Piano regionale Trasporti Mobilità e Logistica e per la definizione di nuove linee di intervento condivise con associazioni di settore ed enti territoriali".
"Nel mio intervento - continua Latrofa - durante la tavola rotonda "I processi di trasformazione e le sfide per il Lazio" insieme a Lorenzo Barbo A.D. Amazon Italia Logistica, Arrigo Giana A.D. Autostrade per l’Italia, Aldo Isi A.D. Rete Ferroviaria Italiana e Marco Troncone A.D. Aeroporti di Roma, ho avuto la possibilità di confrontarmi su temi cruciali per il futuro della logistica e dei trasporti per i porti che rappresento. Ho voluto sottolineare quanto lo sviluppo dei porti deve essere visto come motore di crescita economica, investire in modo strategico per potenziare le infrastrutture a servizio del porti e del territorio e per migliorare la competitività, favorire il traffico grazie a Zls e al Documento di Programmazione Strategica di Sistema (Dpss), lo strumento che definisce la visione di sviluppo dei porti del network del Lazio con l'obiettivo di costruire porti moderni, efficienti, sostenibili e integrati con il territorio". "Un dialogo costruttivo che conferma quanto sia fondamentale fare sistema per rendere il Lazio un hub di riferimento per una strategia condivisa per la logistica regionale e che sostenga, anche, la digitalizzazione e la sostenibilità del comparto - conclude Il numero uno di Molo Vespucci".

"E' una manovra economica in chiaroscuro, e noi chiediamo al governo di modificarla in alcune parti che non ci convincono. Quella di scendere in piazza con la manifestazione nazionale di sabato 29 novembre al Teatro Brancaccio di Roma è una scelta fatta con il segretario generale della Uil Pierpaolo Bombardieri, e a nostro parere molto accorta. Cercando di sollecitare il governo su alcuni temi che sono cari alla Feneal, alla Uil e ai nostri iscritti. Pensiamo all'evasione fiscale che nella manovra non trova risposta adeguata, non c'è niente sulla lotta a questo fenomeno. E poi c'è il tema dell'innalzamento dell'età pensionabile, che è impensabile per un settore come quello edile che vede tanti infortuni mortali di lavoratori over 60". Così, con Adnkronos/Labitalia, Mauro Franzolini, segretario generale della FenealUil, il sindacato di categoria della Uil che rappresenta i lavoratori dell'edilizia, dei manufatti, del legno, dei lapidei, racconta i motivi alla base della manifestazione nazionale del prossimo 29 novembre della Uil e delle sue categorie per chiedere al governo modiche alla manovra economica.
Secondo Franzolini ci sono anche aspetti "positivi" nella manovra come "ad esempio la detassazione degli aumenti nei contratti nazionali che è una norma chiesta espressamente dalla nostra Confederazione, e che siamo riusciti a ottenere. E questo non può che farci dare un giudizio positivo, perché ci sono tanti lavoratori che vedono gli aumenti falcidiati dalle tasse. Quindi un giudizio in chiaroscuro, abbiamo perplessità su alcuni elementi e quindi sollecitiamo il governo a intervenire, ma anche un giudizio positivo su un tema che è così caro ai lavoratori dipendenti, come quello degli aumenti contrattuali", conclude.

Ripartire non significa tornare indietro. Significa scegliere di andare avanti con una visione più chiara, obiettivi rinnovati e una motivazione più profonda. È questo il filo conduttore della convention “La Ripartenza”, organizzata da Brightstar il 27 novembre presso l’Auditorium della Tecnica di Roma. Un incontro che nasce dalla consapevolezza maturata attraverso sfide complesse e progetti strategici: dalla gara del Lotto alla nuova concessione Gad, dalla piattaforma globale per le Lotterie al progetto Olo negli Stati Uniti, fino all’offerta Sed sul mercato. Ogni traguardo ha permesso di ritrovare prospettive, energie e nuove consapevolezze.
"La Ripartenza" è un concetto che va oltre il business: è la capacità di trasformare esperienze e lezioni apprese in opportunità concrete, di costruire qualcosa di più solido e significativo. È un invito a guardare al futuro con coraggio, innovazione e responsabilità sociale, alimentando la crescita non solo dell’azienda, ma anche dei territori e delle comunità.
Alla convention sarà presente il Sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, che parlerà dell’impegno di Brightstar per il territorio e di come L’Aquila stia vivendo la propria ripartenza: una città che, dopo essere stata duramente colpita dal terremoto del 2009, oggi guarda al futuro con fiducia, grazie a investimenti e progetti che creano valore e opportunità. Il suo intervento, dal titolo “La rinascita di un territorio”, sarà un momento centrale per raccontare come innovazione e sviluppo possano diventare strumenti di ricostruzione sociale ed economica.
Tra i progetti che incarnano questo spirito c’è un progetto di Brightstar a L’Aquila, scelta per il suo valore etico, accademico e logistico. Brightstar investirà oltre tre milioni di euro in tre anni per creare un Centro di Competenza di Innovazione Tecnologica Strategica, con l’obiettivo di contribuire alla rinascita del territorio e valorizzare il polo universitario locale: un piano di crescita che punta a sviluppare competenze in ambiti chiave come intelligenza artificiale, software development, data engineering e quality assurance. Il progetto prevede partnership con l’Università dell’Aquila, la promozione di occupazione qualificata e iniziative per trattenere giovani talenti, invertendo la tendenza allo spopolamento.
Il Sindaco infine ha ricordato che l’Aquila è stata scelta come Capitale italiana della cultura 2026 e si prepara ad accogliere questo ruolo che sicuramente valorizzerà il patrimonio culturale e naturale della città, puntando sulla coesione sociale e sull'innovazione.
Alla convention interverranno voci autorevoli del mondo accademico e dell’innovazione. La Professoressa Chiara Macchiavello affronterà il tema “Il quantum computing significa ripartire”: una riflessione su come la tecnologia quantistica, con la sua capacità di elaborare informazioni in modo radicalmente diverso, rappresenti non solo una rivoluzione tecnologica, ma anche un nuovo paradigma per affrontare sfide complesse e ripensare i modelli di business. Il Professor Francesco Sacco, con il suo intervento “Cambiamento tecnologico e organizzativo”, approfondirà l’evoluzione dell’Intelligenza Artificiale e il modo in cui la sua adozione da parte di cittadini e imprese ne sta orientando lo sviluppo e le prospettive future, con particolare attenzione alle implicazioni per l’organizzazione aziendale. Brightstar guarda al futuro con una convinzione: ripartire significa scegliere di andare avanti, con energia, consapevolezza e una motivazione più profonda

Riconoscere i segnali preclinici delle malattie infiammatorie intestinali (Mici), diagnosticarle precocemente con l'intelligenza artificiale e guidare il trattamento attraverso strumenti predittivi sempre più accurati. Con oltre mille specialisti presenti, il XVI Congresso nazionale Ig-Ibd 'Advances in Ibd' segna un cambio di passo nella presa in carico delle Mici. L'appuntamento, in corso a Riccione fino al 29 novembre, celebra il ventesimo anniversario della società scientifica, ma soprattutto inaugura una nuova fase della ricerca clinica che mira a trasformare radicalmente gli esiti a lungo termine di queste patologie a elevato impatto sociale che solo in Italia colpiscono circa 250mila persone.
"In questi vent'anni, Ig-Ibd ha contribuito in modo determinante a migliorare il percorso di diagnosi e cura delle Mici in Italia - afferma Massimo Claudio Fantini, segretario generale Ig-Ibd - favorendo la crescita professionale dei clinici e ponendo le basi per un accesso alle cure sempre più omogeneo su tutto il territorio. Oggi celebriamo un traguardo importante guardando al futuro: la ricerca evolve rapidamente e l'integrazione di nuove tecnologie e strumenti digitali, dall'intelligenza artificiale ai sistemi di monitoraggio più avanzati, sta trasformando la presa in carico dei pazienti. Il nostro obiettivo è tradurre questa innovazione in benefici concreti nella pratica quotidiana".
Identificare precocemente i segni dell'infiammazione e prevedere l'andamento della malattia è ciò che oggi l'intelligenza artificiale applicata all'endoscopia consente di fare - informano gli esperti in una nota - Durante una colonscopia, i sistemi di Ai analizzano le immagini in tempo reale, individuano ciò che può sfuggire all'occhio umano e supportano il clinico in una valutazione più oggettiva dell'attività di malattia. Ma l'innovazione non si ferma qui. Lo stesso approccio sta trasformando anche il monitoraggio delle Mici nel tempo: risonanza magnetica ed ecografia intestinale, integrate da algoritmi capaci di elaborare i dati in modo automatizzato, offrono una lettura più accurata della risposta ai trattamenti, riducendo l'incertezza clinica e favorendo decisioni terapeutiche più tempestive.
Accanto alla tecnologia, cresce l'attenzione verso ciò che accade prima che la malattia si manifesti. Le Mici, infatti, non compaiono all'improvviso: per mesi, talvolta anni, l'intestino invia segnali silenziosi che oggi siamo finalmente in grado di riconoscere. E' qui che nasce il concetto di Ibd pre-cliniche, una nuova frontiera che punta a intercettare l'infiammazione quando è ancora 'nascosta' monitorando biomarcatori ematici e fecali, alterazioni del microbiota e cambiamenti nelle risposte immunitarie. Non si tratta solo di diagnosi precoce - precisano gli esperti - l'obiettivo è anticipare la storia clinica. Questo permette infatti di immaginare una medicina proattiva, capace di proteggere la funzione intestinale, evitare le complicanze e la disabilità. Si tratta di una rivoluzione nella gestione delle Mici che potrebbe cambiare il destino di molti pazienti, sul modello di quanto già accaduto in altre malattie immuno-mediate.
Il congresso pone inoltre al centro il valore della multidisciplinarietà. La complessità delle Mici richiede un confronto strutturato tra gastroenterologi, radiologi, chirurghi, immunologi e oncologi, soprattutto nella gestione di condizioni emergenti come le coliti indotte dagli inibitori dei checkpoint immunitari o le comorbidità autoimmuni. Modelli organizzativi integrati permettono di rispondere in modo più efficace e personalizzato ai bisogni clinici e assistenziali.
La spinta verso il cambiamento arriva anche dalle nuove generazioni: per l'edizione del ventennale, Ig-Ibd sceglie di dar voce a un ampio panel di esperti under 50, protagonisti delle sessioni più avanzate. "Il futuro della cura si costruisce oggi - conclude Fantini - I giovani clinici portano tecnologie innovative, nuovi approcci e una visione orientata agli esiti nel lungo periodo. E' grazie al loro contributo, alla loro spinta verso l'innovazione e alla capacità di lavorare in team multidisciplinari che la medicina diventa sempre più predittiva, personalizzata e capace di dare risposte rapide e concrete a chi convive ogni giorno con le Mici".
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