(Adnkronos) - Scontro tra Stato e Regione Sardegna: la Consulta da' ragione al Governo segnando un punto cruciale a favore di Roma sull'impianto generale della legge sarda n. 18/2025, approvata dalla Regione per riordinare e recepire a livello locale il decreto statale 'Salva Casa' (legge 105/2024) ed impugnata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri per un eccesso di competenze statutarie che violerebbero la Costituzione e i principi nazionali di uniformità.
La Corte, con la sentenza numero 100, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale della disposizione regionale che consente di realizzare opere nelle zone sottoposte a vincolo idrogeologico in assenza della prescritta autorizzazione o in difformità da essa. La Corte ha ritenuto che l’autorizzazione preventiva di tali interventi costituisca elemento imprescindibile della disciplina di conformazione della proprietà delineata dalla normativa statale sul vincolo idrogeologico, che costituisce una misura generalizzata di difesa del suolo. Ha inoltre dichiarato l’illegittimità costituzionale della disposizione regionale che prevede la non applicabilità della sanzione pecuniaria stabilita dall’articolo 167 del codice del paesaggio e dei beni culturali, qualora venga accertata la compatibilità paesaggistica di opere pubbliche realizzate in assenza della relativa autorizzazione o in difformità da essa. Sono state ritenute non fondate, invece, le questioni relative alla disposizione che ha escluso l’applicabilità della medesima sanzione nel caso di accertamento della compatibilità paesaggistica di opere realizzate senza autorizzazione prima dell’apposizione del relativo vincolo.
Sono state dichiarate non fondate anche le questioni concernenti la disposizione che prevede di considerare nei piani urbanistici le acque costiere immediatamente prospicienti la linea di battigia marina. La Corte ha ritenuto che il legislatore regionale non abbia attribuito al territorio dei comuni costieri una porzione del mare territoriale, ma abbia esercitato la specifica competenza legislativa statutaria nella materia edilizia e urbanistica, che coesiste con il potere spettante allo Stato sul mare territoriale. Ha altresì ritenuto, sulla base di un’interpretazione costituzionalmente orientata, che la medesima disposizione impedisca al legislatore regionale di derogare ai piani di gestione dello spazio marittimo e ai piani regolatori portuali. Sono state dichiarate non fondate, infine, le questioni relative alla disposizione che ha interpretato autenticamente una norma di attuazione del piano paesaggistico regionale, in tema di zone umide regionali, e quelle relative alla disposizione che ha disciplinato la procedura per l’autorizzazione paesaggistica dei piani urbanistici particolareggiati senza prevedere la partecipazione degli organi ministeriali, essendo ormai attribuite alla Regione tutte le funzioni in materia. Le restanti questioni promosse sono state dichiarate inammissibili.

(Adnkronos) - "Venticinque anni fa abbiamo puntato sul capitale umano e su questo territorio e oggi possiamo dire di essere stati premiati". Così il direttore generale di InfoCamere, Paolo Ghezzi, ha commentato i risultati presentati alla Fiera del Levante per il venticinquesimo anniversario della sede barese, in un contesto che registra negli ultimi 25 anni una crescita del 160% delle società di capitale e del 57% degli addetti Ict.
"Qui abbiamo costruito un gruppo di persone che continua a crescere e a tenere alto il valore di InfoCamere come eccellenza nazionale della Pubblica Amministrazione", ha aggiunto.
Guardando al futuro, Ghezzi ha annunciato nuovi investimenti: "Vogliamo continuare a crescere. Nella sede della Fiera del Levante è già previsto l’ampliamento degli spazi attraverso la ristrutturazione di un ulteriore padiglione. Cresceremo ancora, insieme alle persone di Bari", ha concluso.

(Adnkronos) - "Quello dei 25 anni di InfoCamere a Bari è un traguardo importante, perché racconta il valore che questa realtà rappresenta per il territorio". Lo ha dichiarato l’assessore allo Sviluppo economico della Regione Puglia, Eugenio Di Sciascio, a margine delle celebrazioni per il venticinquesimo anniversario della società delle Camere di Commercio italiane per l’innovazione digitale.
"Dobbiamo imparare sempre di più a utilizzare i dati per assumere decisioni consapevoli e, in questo senso, il contributo di InfoCamere è fondamentale", ha sottolineato l’assessore che ha aggiunto: "Viviamo in un mondo in cui i dati sono il vero driver dello sviluppo, quello che un tempo era considerato il petrolio del futuro".
"InfoCamere dispone di un patrimonio informativo di grande valore che continuerà a essere una risorsa importante per la crescita e il bene della nostra comunità", ha concluso Di Sciascio.

(Adnkronos) - Quello sul salario giusto "è un decreto molto importante, condiviso con tutte le parti sociali, che finalmente alza l'asticella verso l'alto, alzando il livello di tutti quei contratti che facevano 'dumping' e che oggi devono applicare il salario giusto, che vuol dire verso l'alto a contratto comparativo. E' una sferzata a tutta quella contrattualistica che invece andava in senso opposto, al ribasso. Noi con il salario giusto invece abbiamo determninato quali sono i valori, qual'è il Tec, qual'è la visione a cui devono arrivare tutti i contratti. Nella libertà sindacale dell'art.39 e nel giusto salario dell'articolo 36 della nostra Costituzione abbiamo messo in campo secondo me un decreto davvero ottimo": Così il sottosegretario al Lavoro, Claudio Durigon, risponde ad Adnkronos/Labitalia, a margine del talk Adnkronos 'Equilibri e prospettive del sistema salute. L'industria farmaceutica scommette sulle competenze' al Palazzo dell'Informazione a Roma, sulle polemiche relative agli emendamenti al dl sul salario giusto.
"Gli Its academy sono l'elemento fondamentale, dove si deve puntare gran parte del nostro fabbisogno futuro. La specificità della formazione deve prevalere sulla generalità e c'è da dire che negli anni è mancato l'orientamento, che non è mai stato uno dei fattori principali, perché c'era sempre l'obiettivo della spesa e non dell'investimento. E credo che quindi il paradigma un po' l'abbiamo invertito con gli Its academy e questo percorso va potenziato", ha poi aggiunto.

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(Adnkronos) - "Le politiche pubbliche, soprattutto in materia di salute e dipendenze, non possono prescindere dall’evidenza scientifica, dalla qualità del dato, dalla capacità di leggere tempestivamente e di tradurre la conoscenza in decisioni operative. Per chi ha responsabilità istituzionali nel campo delle dipendenze, la tossicologia svolge una funzione essenziale perché strumento di tutela concreta della vita delle persone. L’identificazione precoce di una sostanza, la capacità di comprenderne la composizione, l’origine, la pericolosità, la diffusione territoriale e gli effetti clinici fanno la differenza tra un intervento tempestivo e quella che può essere una tragedia. Questo è particolarmente vero quando parliamo di nuove sostanze psicoattive, di sostanze adulterate, di oppioidi sintetici di partite di droga immesse sul mercato con concentrazioni o combinazioni pericolose". Lo ha detto il sottosegretario alla presidenza del consiglio Alfredo Mantovano con delega per le politiche antidroga e il contrasto a tutte le dipendenze, in un videomessaggio inviato ai promotori del 23esimo congresso nazionale della Sitox – Società italiana di tossicologia – dall’8 al 10 giugno a Bologna.
"Sapere per tempo che cosa si sta diffondendo sul territorio - ha sottolineato Mantovano - significa allertare servizi informativi agli operatori sanitari, orientare l'intervento di Pronto soccorso, rafforzare l'attività investigativa, prevenire conseguenze nefaste come intossicazioni gravi. Il nostro sistema nazionale di allerta rapida per le droghe ha un valore strategico e non a caso il programma del congresso dedica spazio ai dati dello stesso sistema nazionale. L'analisi tossicologica è il cuore di questa attività: senza laboratori qualificati, senza professionisti competenti, senza una rete capace di scambiare informazioni in modo tempestivo, saremmo meno preparati ad affrontare un mercato delle droghe che cambia rapidamente, che si frammenta, che utilizza canali digitali, che introduce molecole nuove, che spesso gioca ad anticipo sulla risposta normativa e sanitaria".
La rete dei tossicologi e dei clinici presenti sul territorio italiano "è per questo un patrimonio prezioso, riunisce competenze scientifiche cliniche forensi e analitiche e collega il dato di laboratorio con la risposta sanitaria e di prevenzione. La settima Conferenza nazionale sulle Dipendenze ha confermato queste esigenze - ha rimarcato Mantovano -: costruire un sistema integrato fondato su una governance stabile con interoperabilità dei dati monitoraggio e ricerca. Nel rapporto della conferenza emerge con chiarezza che il sistema delle dipendenze ha bisogno di maggiore integrazione, accessibilità, continuità assistenziale e capacità di coordinare attori diversi e complementari. In questi anni abbiamo consolidato un metodo di lavoro fondato sul confronto stabile con gli stakeholder del sistema delle dipendenze, le società scientifiche insieme con le regioni, con i servizi pubblici, con le comunità terapeutiche, con il Terzo settore, con gli esperti clinici e con i rappresentanti delle istituzioni, non sono interlocutori occasionali ma parte di un percorso comune".
Per Mantovano "la tossicologia ha una responsabilità importante, rende visibile ciò che spesso arriva in modo silenzioso e improvviso: una nuova molecola, una sostanza tagliata con composti inattesi, un'intossicazione anomala, un cluster territoriale di eventi avversi: riconoscerli tempestivamente significa salvare vite". Il congresso di Sitox "dunque è occasione preziosa, non solo per il confronto scientifico ma anche per rafforzare il legame tra la comunità scientifica e le Istituzioni. La sfida che abbiamo davanti - ha poi concluso Mantovano - è complessa: sostanze nuove, mercati mutevoli, rischi sanitari più difficili da prevedere, vulnerabilità giovanili in trasformazione. Ma abbiamo una comunità scientifica qualificata, una rete tossicologica diffusa, un sistema di allerta da rafforzare ulteriormente, un metodo di lavoro condiviso, una crescente consapevolezza istituzionale. Su queste basi continuiamo a operare insieme".

(Adnkronos) - Cementir annuncia che la propria affiliata Aalborg Portland ha firmato un accordo con l'Agenzia danese per l'energia per ricevere un sussidio per la cattura di carbonio relativo ad Accsion, il suo progetto Ccs (Carbon Capture and Storage, cattura e stoccaggio del carbonio) in Danimarca. Si tratta, si spiega una nota, di un contributo massimo cumulato di circa 2,2 miliardi di euro, indicizzato all'inflazione, equivalente a circa 146 milioni di euro all'anno per 15 anni. Accsion - ricorda Cementir - è uno dei primi e più grandi progetti di cattura di carbonio onshore in Europa e rappresenta una pietra miliare fondamentale nella transizione del gruppo verso le emissioni nette zero. In dettaglio il sussidio sarà di circa 117 euro per tonnellata di CO2 catturata fino a 1,25 milioni di tonnellate di CO2 all'anno a partire dal 2030, anno in cui si prevede che l'impianto Ccs sarà operativo. Quale progetto di cattura e stoccaggio lungo l’intera catena del valore, si spiega, il completamento di Accsion "dipenderà dalla tempestiva e coordinataattivazione delle infrastrutture di cattura, trasporto e stoccaggio".
Questo accordo - continua Cementir - "rappresenta una tappa fondamentale per uno dei più rilevanti progetti europei didecarbonizzazione industriale in un settore 'hard-to-abate', che consente inoltre lo sviluppo di una nuovacatena del valore danese per la cattura, il trasporto e lo stoccaggio onshore della CO₂. Con il progetto Accsion il Gruppo Cementir persegue la propria strategia climatica, contribuendo al raggiungimento della neutralità carbonica per le emissioni dirette Scope 1 negli impianti di cemento europei".
"Con questo accordo, possiamo ora compiere un passo decisivo verso la finalizzazione di uno dei più grandi progetti industriali di cattura del carbonio in Europa, che collocherà Cementir all'avanguardia della decarbonizzazione e dimostrerà come i settori industriali difficili da decarbonizzare possano essere trasformati su larga scala", ha commentato Francesco Caltagirone Jr., presidente e ceo di Cementir Holding. Una volta entrato in funzione, il progetto dovrebbe raggiungere quasi la metà dell'obiettivo complessivo del Fondo danese di catturare 2,3 milioni di tonnellate di CO2 all'anno, fornendo un contributo significativo al raggiungimento degli obiettivi climatici della Danimarca, rafforzando al contempo la competitività industriale a lungo termine della Danimarca nella transizione verde.

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(Adnkronos) - Omar Artan, arbitro somalo selezionato dalla Fifa per i Mondiali 2026, non può entrare negli Stati Uniti: il direttore di gara, quindi, non parteciperà alla World Cup che si apre tra 2 giorni in Usa, Messico e Canada. La Fifa ha confermato l'esclusione di Artan, respinto dalle autorità degli Stati Uniti all'arrivo nel paese. Il direttore di gara è arrivato sabato a Miami con un volo da Istanbul ed è stato sottoposto ai controlli dell'U.S. Customs and Border Protection, come riporta il New York Times. Risultato: Artan non può entrare nel paese. Il provvedimento espelle uno dei 52 arbitri selezionati dalla Fifa per il torneo: Artan, oltretutto, nel 2025 è stato nominato miglior arbitro della Confederazione africana.
Il CBP ha diffuso una nota senza spiegare i motivi del respingimento del cittadino della Somalia, uno dei paesi colpiti dal 'travel ban' disposto dal presidente Donald Trump. "Il 6 giugno, un cittadino somalo è arrivato all'aeroporto internazionale di Miami proveniente dall'aeroporto internazionale di Istanbul. Durante le procedure di controllo, il viaggiatore è stato sottoposto a un'ispezione aggiuntiva, una procedura di routine del CBP durante la quale gli agenti devono verificare le informazioni o determinare l'ammissibilità" del soggetto. "A seguito dell'ispezione, il viaggiatore, arbitro della Coppa del Mondo Fifa, è stato ritenuto inammissibile a causa di problemi" emersi durante la procedura "e gli è stato negato l'ingresso. Tutti i viaggiatori che cercano di entrare negli Stati Uniti, inclusi atleti, allenatori e personale, sono soggetti a ispezione e verifica da parte del CBP. Le decisioni sull'ammissibilità vengono prese caso per caso, utilizzando le informazioni disponibili al momento dell'ispezione in materia di forze dell'ordine, sicurezza nazionale e immigrazione. Gli agenti del CBP hanno l'autorità di interrogare i viaggiatori, condurre ispezioni e determinare l'ammissibilità in conformità con la legge statunitense".
La Fifa non può far altro che prendere atto della decisione. "La Fifa conferma che l'arbitro Omar Abdulkadir Artan non potrà allenarsi e arbitrare ai Mondiali FIFA 2026 in quanto gli è stato negato l'ingresso negli Stati Uniti", le parole di un portavoce della federcalcio mondiale riportate dal New York Times. "La Fifa non è coinvolta nelle procedure di immigrazione del Paese ospitante, comprese le decisioni relative ai visti, ed è stata informata dalle autorità che, al momento, lo status del signor Artan non subirà modifiche. Come già avvenuto per i precedenti eventi Fifa, spetta in ultima analisi al governo ospitante decidere chi riceve il visto e chi viene ammesso nel Paese".

(Adnkronos) - "Finalmente Dottoressa… so’ soddisfazioni!". Sofia Goggia condivide con un post tutta la sua gioia per essersi laureata. La 33enne sciatrice bergamasca ha scelto la facoltà di Scienze politiche della Luiss e ha presentato una tesi sulle Olimpiadi dal titolo 'Propaganda e soft power nella storia delle Olimpiadi dall'Antica Grecia a Milano Cortina 2026".
Come si vede dai social, alla proclamazione era presente anche Giovanni Malagò.
(Adnkronos) - Prezzo del diesel su oggi, in calo quello della benzina. E' questo il quadro parziale dei costi dei carburanti. Tornano a salire le quotazioni internazionali dei prodotti raffinati, scende quindi il prezzo alla pompa della verde mentre sul gasolio, in rialzo, continua a pesare l’aumento dell’accisa in vigore da domenica.
Il ministero delle Imprese e del Made in Italy rende noto che, in base agli ultimi dati rilevati dall’Osservatorio sui prezzi dei carburanti del Mimit, oggi martedì 9 giugno il prezzo medio dei carburanti in modalità ‘self service’ lungo la rete stradale nazionale è pari a 1,913 euro/l per la benzina (-4 millesimi rispetto a venerdì) e 2,020 euro/l per il gasolio (+16). Il Gpl è a 0,790 euro/litro (-2), il metano a 1,563 euro/kg (invariato). In autostrada, la benzina self è a 2,010 euro (-4), il diesel a 2,101 euro (+11), il Gpl a 0,903 euro (-3) e il metano a 1,586 euro (-1).
Venendo al dettaglio per modalità di vendita e per marchio sui dati rilevati alle 8 di ieri mattina, considerando tutti i circa 20mila punti vendita che comunicano i prezzi all'Osservatorio prezzi del ministero delle Imprese e del made in Italy (rete stradale e autostradale insieme), queste sono le medie dei prezzi praticati elaborati dalla Staffetta: benzina self service a 1,919 euro/litro (compagnie 1,919, pompe bianche 1,920), diesel self service a 2,007 euro/litro (compagnie 2,013, pompe bianche 1,994). Benzina servito a 2,058 euro/litro (compagnie 2,094, pompe bianche 1,990), diesel servito a 2,142 euro/litro (compagnie 2,185, pompe bianche 2,062). Gpl servito a 0,800 euro/litro (compagnie 0,809, pompe bianche 0,790), metano servito a 1,563 euro/kg (compagnie 1,562, pompe bianche 1,564), Gnl 1,461 euro/kg (compagnie 1,465 euro/kg, pompe bianche 1,458 euro/kg).
Sulla benzina self service Eni è a 1,910 euro/litro (2,120 il servito); IP a 1,928 (2,097 servito); Q8 a 1,920 (2,090 servito); Tamoil a 1,912 (1,991 servito); sul gasolio self service Eni è a 2,019 (2,227 servito); IP a 1,994 (2,166 servito); Q8 a 2,023 (2,175 servito) e Tamoil a 2,019 (2,094 servito).

(Adnkronos) - Jannik Sinner è arrivato questa mattina all'ospedale San Raffaele di Milano, dove proseguirà anche oggi gli accertamenti medici programmati iniziati ieri.
Ieri il campione italiano si è sottoposto ad alcuni accertamenti medici programmati, dopo il malore che gli ha causato l'eliminazione dal Roland Garros. Controlli che proseguiranno anche questa mattina (VIDEO). Sempre ieri Sinner è stato accompagnato dal professor Alberto Zangrillo, responsabile dell'Unità operativa di Anestesia e Rianimazione generale e cardio-toraco-vascolare del San Raffaele di Milano, e dal suo entourage. A quanto si apprende sono stati eseguiti esami ematochimici, controlli generali e più specifici, tra cui anche cardiologici.
Il tennista ieri è stato ospitato al padiglione Diamante dell'Irccs di via Olgettina, noto per aver accolto diversi ricoveri del leader di Forza Italia Silvio Berlusconi, compreso l'ultimo prima del decesso avvenuto nell'Irccs milanese il 12 giugno 2023.

(Adnkronos) - Talay Riley, cantautore britannico vincitore di un Grammy Award, è morto a 35 anni dopo essere stato accoltellato a Londra. La notizia è stata confermata dalla polizia, che ha avviato un'indagine per omicidio. Riley, il cui vero nome era Mark Orabiyi, è stato trovato gravemente ferito nel giardino di una proprietà residenziale nel quartiere di Silvertown, nell'East London, la mattina del 5 giugno. I soccorritori intervenuti sul posto non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso.
"Si tratta di un tragico episodio e il mio pensiero va alla famiglia e ai cari di Mark", h dichiarato l'ispettore Joanna Yorke, responsabile delle indagini. La polizia ha invitato chiunque si trovasse nella zona al momento dei fatti a collaborare, in particolare eventuali persone in possesso di immagini di videosorveglianza o registrazioni utili all'inchiesta. Nelle ore successive sono statearrestate tre persone con l'accusa di omicidio. Un uomo di 27 anni è stato successivamente rilasciato su cauzione in attesa di ulteriori accertamenti, mentre un uomo di 24 anni e una donna di 25 sono stati liberati senza ulteriori provvedimenti.
Nato a Londra il 10 luglio 1990, Talay Riley aveva costruito una carriera di grande successo come autore e compositore. Tra il 2013 e il 2015 aveva firmato brani per artisti di fama internazionale come Usher, Nick Jonas, Iggy Azalea, Chris Brown e il gruppo Pentatonix. Nel 2016 Britney Spears incise la sua canzone "Clumsy" per l'album "Glory", mentre Dua Lipa registrò il brano "Last Dance", destinato a diventare uno dei primi successi della cantante britannica. Il riconoscimento più prestigioso arrivò grazie alla collaborazione con H.E.R., pseudonimo di Gabriella Sarmiento Wilson: Riley contribuì alla scrittura di "Lights On"", contenuta nell'album omonimo della cantante statunitense, vincitore del Grammy Award nel 2017. Anche come interprete aveva ottenuto risultati significativi. Nel 2011 conquistò le classifiche britanniche con il singolo "Make You Mine" e nel corso della sua carriera condivise il palco con artisti come Skepta, Usher e Trey Songz.

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(Adnkronos) - Sarà la città di Bari a ospitare, dal 18 al 20 giugno 2026, il 50esimo congresso nazionale Siud (Società italiana di Urodinamica), in concomitanza con il 24esimo congresso nazionale Fio dedicato a fisioterapisti, infermieri e ostetriche. "L'evento - in forma una nota - che si svolgerà presso gli spazi del Nicolaus Hotel, si conferma un appuntamento imprescindibile per la comunità medico-scientifica, registrando già oltre 1.000 partecipanti iscritti. L'edizione del 2026 - si legge - assume un valore storico e fortemente simbolico: la società scientifica celebra infatti il suo cinquantesimo anniversario". Si legge nella nota. Il 18 giugno del 1977, un gruppo di clinici visionari guidati dal professor Martelli organizzò a Bologna il primo congresso nazionale, con la consapevolezza pioneristica che la valutazione funzionale del basso apparato urinario meritasse un luogo autonomo di confronto scientifico. A distanza di cinquant'anni esatti, la SIUD torna a riunirsi nel capoluogo pugliese, una città che per storia e tradizione incarna la vocazione all'incontro, allo scambio e al dialogo multidisciplinare.
"Il congresso - riferisce la nota Siud - rappresenta il principale punto di riferimento annuale per gli specialisti italiani impegnati nella diagnosi e nella cura delle disfunzioni del basso tratto urinario e del pavimento pelvico, coinvolgendo un panel multidisciplinare di urologi, ginecologi, neurologi, fisioterapisti, ostetriche, infermieri, psicologi e ricercatori". "Celebrare questo traguardo a Bari, proprio nello stesso giorno del primo storico congresso, è una scelta carica di significato. I congressi nazionali Siud custodiscono la storia di quanti hanno dedicato talento e passione a questa disciplina - dichiara Alessandro Giammò, responsabile della Struttura di Neuro-Urologia presso l’Unità Spinale dell’Azienda ospedaliero-universitaria Città della Salute e della Scienza di Torino, e presidente della Siud-. Il programma che abbiamo costruito rispecchia la vitalità, la varietà e la profondità della nostra materia: affronteremo i grandi temi che oggi ridefiniscono l'urodinamica moderna, dagli aspetti ancora controversi alle nuove frontiere della chirurgia, fino all'intelligenza artificiale applicata alla diagnostica funzionale".
Il programma scientifico di altissimo livello si focalizzerà sull'innovazione tecnologica e clinica. Ampio spazio sarà dedicato all'introduzione dell'intelligenza artificiale e della robotica in urologia funzionale, passando per l'applicazione della medicina di precisione nei casi complessi di neuro-urologia, fino alle strategie cliniche e riabilitative mirate al concreto miglioramento della qualità della vita dei pazienti. I tre giorni di lavori alterneranno sessioni scientifiche ad alta densità di contenuti, letture magistrali affidate a relatori di profilo internazionale, tavole rotonde multidisciplinari e sessioni interamente dedicate ai giovani specialisti, ponendo le basi per la ricerca del futuro.
“Come presidente ho l'onore di celebrare un anniversario importante che appartiene a tutta la comunità scientifica italiana – conclude Giammò . Invito tutti i colleghi a partecipare attivamente: insieme possiamo fare la differenza, innovare e guidare il futuro della Società Italiana di Urodinamica, onorando il nostro glorioso passato ma con uno sguardo fermamente lanciato verso il domani". I temi chiave del congresso 2026: Ai & diagnostica - algoritmi avanzati applicati alla diagnostica funzionale urinaria. Robotica e Chirurgia moderna - nuove frontiere chirurgiche nell'urologia funzionale. Medicina di precisione - approcci personalizzati e mirati nei casi complessi di neuro-urologia. Multidisciplinarietà - focus integrati e tavole rotonde per fisioterapisti, infermieri, ostetriche e psicologi.

(Adnkronos) - A New York era lunedì sera ma i locali erano pieni come fosse il fine settimana. “Quest’anno è il nostro anno, non vinciamo dal 1973. Prima è arrivato Mamdani, ora ci sono i Knicks, speriamo che a novembre inizi la fine politica di un’altra persona”, dice Tim fuori da Vinyl Beer, un piccolo locale di birre artigianali nell’Upper East Side. Parla di Donald Trump che ieri sera era al Madison Square Garden per vedere la terza partita della Finals, vinta dai San Antonio Spurs 115 a 111. Il presidente americano è un fan del Madison, dove ha assistito a decine di match di boxe e di wrestling, ma non si può dire altrettanto per il basket, uno sport che non ha mai seguito. “Ci ha portato una maledizione”, dice Alex mentre guarda con lo sguardo fisso sullo schermo gli ultimi secondi della partita.
La storia a volte è bizzarra: i Knicks non riuscivano ad arrivare in finale dal 1999, quando c’era ancora Patrick Ewing. E proprio in quella finale erano stati battuti dai San Antonio in solo cinque partite. Ma oggi è diverso: la città si sente pronta a vincere, per dare un segnale, non solo sportivo ma anche politico. E infatti alla partita di ieri c’era anche il sindaco Zohran Mamdani che a differenza di Trump si è comprato un biglietto per 1.000 dollari, un prezzo quasi conveniente: i suoi posti in piedi sono scontati rispetto ai 7.000 o 8.000 dollari per i biglietti meno costosi della serata.
“Ho comprato il mio biglietto per quasi mille dollari al Madison Square Garden. Andrò alla partita di stasera, gara 3, e resterò in piedi per tutta la durata dell'incontro”, ha detto Mamdani, nonostante molti tifosi e attivisti socialdemocratici lo abbiano criticato. Il sindaco di New York ha anche sottolineato che lui e Trump si sarebbero trovati "in una sezione molto diversa dello stadio". Il presidente americano è stato ospitato dal proprietario della squadra James Dolan, suo amico da decenni e finanziatore della campagna elettorale.
Ma non è bastato: Trump è stato fischiato all’interno del Madison prima dell’inno americano. Nel pomeriggio alcuni gruppi di tifosi avevano chiesto di evitare che si presentasse allo stadio: “Non lo vogliamo”, hanno detto. Infatti la sua presenza ha rovinato la festa a migliaia di newyorkesi: per motivi di sicurezza la città ha deciso di cancellare la proiezione della partita all’esterno del Madison così molti tifosi si sono trovati a Central Park, dove era stato organizzato un altro watching party, e a Bryant Park, dove è stato spostato il party ufficiale che si sarebbe dovuto tenere fuori dall’arena.
Entrare al Madison era quasi impossibile e diversi abbonati hanno infatti deciso di vendere all’ultimo il loro biglietto per guadagnare un po’ di denaro. Per New York sarà una lunga estate di sport: dopo le Finals infatti ci saranno i campionati mondiali di calcio in New Jersey che si concluderanno il 19 luglio con la finale allo stadio MetLife. Ma ieri per Trump è stata “bad press”, visto che la sua decisione di presentarsi allo stadio è stata accolta in modo negativo dalla maggior parte dei tifosi: “Invece di pensare alla guerra e al prezzo della benzina, pensa ad andare allo stadio per farsi pubblicità. Ma New York non lo vuole”, dice Randy, un tifoso dei Knicks.
In effetti la relazione di Trump con la sua città è sempre stata difficile: dai suoi esordi come immobiliarista alla decisione di fare politica i newyorchesi hanno sempre poco tollerato l’immobiliarista nato nel Queens. Una fonte di tristezza per lui dicono fonti ben informate sui fatti: Trump da sempre sogna di diventare il re di Manhattan senza alcun successo. Ci aveva provato anche nel 2024, alla chiusura della sua campagna elettorale: aveva organizzato un enorme raduno al Madison Square Garden. Il risultato? I newyorkesi erano pochissimi visto che la maggior parte dei presenti arrivavano dal New Jersey e dalla Pennsylvania. “Ok, abbiamo perso, ma non è finita. Vinceremo in 6 partite invece che in 5”, dice Restan, tifoso di origini Pakistane.

(Adnkronos) - Italia spaccata in due dal meteo. Mentre al Centro Sud e sulle due Isole Maggiori il caldo inizierà ad aumentare grazie alla maggior presenza dell’alta pressione subtropicale, molte aree del Nord invece dovranno ancora fare i conti con scenari più instabili e temporaleschi. Sono queste le previsioni meteo degli esperti per la giornata di oggi, martedì 9 giugno, e per i giorni a venire.
Mattia Gussoni, meteorologo de iLMeteo.it, conferma l’estrema stabilità atmosferica che contraddistinguerà il Centro Sud e le Isole Maggiori nei prossimi giorni; già da martedì 9 giugno la presenza di un campo di alta pressione regalerà infatti tanto sole e temperature massime comprese tra 28 e 32°C. Discorso diverso per il Nord dove, a causa del passaggio di correnti più instabili in quota (flusso atlantico piuttosto vivace) potranno scoppiare improvvisi temporali specie durante le ore pomeridiane già nel corso di martedì su Alpi e Prealpi (in locale estensione alle vicine pianure del Triveneto).
La giornata più movimentata sarà quella di mercoledì 10. Il netto contrasto tra l’aria fresca in arrivo e il caldo preesistente, unito alla grandissima quantità di energia potenziale in gioco – dovuta al notevole accumulo di calore e umidità nei bassi strati dell’atmosfera – favorirà lo sviluppo di imponenti nubi temporalesche. Queste ultime saranno capaci di scaricare al suolo rovesci di forte intensità, accompagnati dal rischio di locali grandinate. Le aree nel mirino di questa sfuriata saranno Piemonte, Lombardia, Veneto e il Friuli Venezia Giulia.
Poi, dopo le ultime e veloci piogge previste sulla fascia adriatica nel corso di giovedì, dal successivo weekend è prevista una decisa svolta a livello emisferico grazie all'espansione di un robusto promontorio anticiclonico che piloterà verso il bacino del Mediterraneo una vasta massa d'aria calda di matrice subtropicale. Oltre al tanto sole da Nord a Sud aspettiamo un sensibile e generalizzato aumento delle temperature. I valori termici si porteranno rapidamente su livelli tipicamente estivi e ben al di sopra delle medie stagionali, dando di fatto il via a una prima vera ondata di calore del mese di giugno che potrà essere accompagnata da un incremento dei tassi di umidità (afa) in molte delle nostre città.
Martedì 9. Al Nord: soleggiato salvo temporali su Alpi e Prealpi, in serata sulle pianure del Triveneto. Al Centro: sole prevalente. Al Sud: sole prevalente.
Mercoledì 10. Al Nord: instabile con temporali, forti sul Triveneto. Al Centro: sereno con velature. Al Sud: sereno o poco nuvoloso.
Giovedì 11. Al Nord: temporali in Emilia Romagna. Al Centro: temporali sulle Adriatiche, sole altrove. Al Sud: sole e più caldo.
Tendenza: alta pressione subtropicale in graduale aumento.

(Adnkronos) - E' di oltre 40 morti il bilancio delle vittime provocate dalla scossa di terremoto di magnitudo 7.8 che ha colpito la costa meridionale dell'isola di Mindanao, nelle Filippine. Secondo le agenzie nazionali e locali per la gestione delle emergenze, migliaia di persone risultano sfollate e oltre 450 ferite. Nella provincia di Sarangani, la più colpita, alcune aree rimangono accessibili solo in elicottero e il timore di scosse di assestamento sta rallentando le operazioni di soccorso, come hanno riferito i funzionari locali. "Ci sono ancora scosse di assestamento, quindi i soccorritori procedono con molta cautela. Questa è una sfida", ha dichiarato Rodrigo Sosmena, capo della protezione civile regionale.
Una serie di potenti scosse di assestamento ha colpito la zona dopo la prima scossa, seguite da centinaia di piccole scosse. A causa dei danni alle infrastrutture, strade e ponti, alcune comunità rimarranno isolate per almeno una settimana. Nel comune di Glan, dove almeno 13 persone sono rimaste sepolte nelle loro case da una frana, il personale di un altro ospedale ha riferito all'Afp che oltre 60 pazienti si trovavano su letti all'esterno della struttura per timore per la stabilità dell'edificio. E in un altro ospedale una madre ha partorito dietro una barriera improvvisata.

(Adnkronos) - Un elicottero dell'esercito americano, un 'Apache', è precipitato nelle scorse ore vicino allo Stretto di Hormuz. Il presidente americano Donad Trump, riporta il New York Times, ha detto che i "due piloti sono salvi". Le cause dell'incidente ancora non sono state chiarite e un'indagine è in corso.
Intanto, ha spiegato il tycoon ieri sera, Usa e Iran sarebbero "alle fasi finali di quello che sarà veramente un buon accordo". Trump ha aggiunto ancora una volta che l'intesa potrebbe essere raggiunta in "due o tre giorni".
Dopo gli attacchi che hanno rischiato di riaccendere la guerra in Medio Oriente, Iran e Israele si sono fermati. Teheran non è andata oltre il lancio di missili definito una risposta ai raid contro il Libano. Il pressing di Trump ha spinto Israele a bloccare l'offensiva dopo le azioni condotte contro obiettivi militari della Repubblica islamica: il premier Benjamin Netanyahu si è allineato alle indicazioni del presidente americano, almeno per ora. "La battaglia non è finita", ha spiegato il primo ministro chiudendo 24 ore ad altissima tensione.
Il numero 1 della Casa Bianca, dopo i colloqui andati in scena domenica, è tornato a fare pressione su Netanyahu per ottenere lo stop gli attacchi contro l'Iran anche su richiesta di cinque Paesi della regione coinvolti negli sforzi di mediazione tra Washington e Teheran. Secondo quanto raccontato da Trump all'emittente israeliana Channel 12, lo stesso Iran aveva comunicato per primo che "non avrebbe più sferrato attacchi contro Israele" e avrebbe chiesto agli Stati Uniti di esortare Israele a interrompere i propri raid. "Ho chiamato Bibi e l'ho convinto a smettere", ha affermato Trump.

(Adnkronos) - Un elicottero dell'esercito americano, un 'Apache', è precipitato nelle scorse ore vicino allo Stretto di Hormuz. Il presidente americano Donad Trump, riporta il New York Times, ha detto che i "due piloti sono salvi". Le cause dell'incidente ancora non sono state chiarite e un'indagine è in corso.
Intanto, ha spiegato il tycoon ieri sera, Usa e Iran sarebbero "alle fasi finali di quello che sarà veramente un buon accordo". Trump ha aggiunto ancora una volta che l'intesa potrebbe essere raggiunta in "due o tre giorni".
Lo Stretto di Hormuz aprirà subito dopo la firma dell'accordo, ha assicurato quindi il presidente ai giornalisti. "Lo Stretto si aprirà subito. Si aprirà immediatamente dopo la firma", ha aggiunto Trump.
Quindi le parole sul premier israeliano Benjamin Netanyahu, con il quale ha detto di aver ''avuto un ottimo colloquio'' dopo l'ultima escalation tra Iran e Israele. "Lui è stato colpito e ha contrattaccato, non posso biasimarlo", ha affermato, aggiungendo che gli iraniani "si sono arresi in fretta, quindi si lasceranno in pace per un'altra settimana".
Iran e Israele, ha proseguito Trump, ''entrambi hanno concordato di fermarsi e siamo nelle ultime fasi di quello che sarà un ottimo accordo che non permetterà in alcun modo, forma o maniera armi nucleari''.
"Se gli dico di fare qualcosa, lui la fa", ha poi continuato parlando del suo rapporto con il primo ministro israeliano e negando che quest'ultimo lo abbia sfidato ordinando di attaccare l'Iran in risposta ai missili lanciati verso Israele.
"Tutto quello che ho detto a Netanyahu è che dobbiamo usare il buon senso, siamo vicini a firmare un accordo molto importante, un ottimo accordo", ha spiegato ancora il presidente americano secondo quanto riporta la Bbc.
Teheran e Washington "non hanno ancora elaborato un testo finale", ma sono in corso consultazioni e scambi per raggiungere un accordo, ha intanto dichiarato Amir Saeid Iravani, ambasciatore iraniano presso le Nazioni Unite, citato dall'agenzia di stampa Irna al termine di una riunione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite sull'Afghanistan.
Iran e Usa si stanno scambiando opinioni e proposte tramite il Pakistan, nel tentativo di finalizzare il testo di un potenziale accordo, ha precisato il diplomatico iraniano. Secondo Iravani, le due parti non hanno ancora raggiunto un accordo definitivo, ma le discussioni e gli sforzi per finalizzarlo continuano.
Dopo gli attacchi che hanno rischiato di riaccendere la guerra in Medio Oriente, Iran e Israele si sono fermati. Teheran non è andata oltre il lancio di missili definito una risposta ai raid contro il Libano. Il pressing di Trump ha spinto Israele a bloccare l'offensiva dopo le azioni condotte contro obiettivi militari della Repubblica islamica: il premier Benjamin Netanyahu si è allineato alle indicazioni del presidente americano, almeno per ora. "La battaglia non è finita", ha spiegato il primo ministro chiudendo 24 ore ad altissima tensione.
Il numero 1 della Casa Bianca, dopo i colloqui andati in scena domenica, è tornato a fare pressione su Netanyahu per ottenere lo stop gli attacchi contro l'Iran anche su richiesta di cinque Paesi della regione coinvolti negli sforzi di mediazione tra Washington e Teheran. Secondo quanto raccontato da Trump all'emittente israeliana Channel 12, lo stesso Iran aveva comunicato per primo che "non avrebbe più sferrato attacchi contro Israele" e avrebbe chiesto agli Stati Uniti di esortare Israele a interrompere i propri raid. "Ho chiamato Bibi e l'ho convinto a smettere", ha affermato Trump.

(Adnkronos) - In più di due mesi dall'annuncio di un cessate il fuoco con l'Iran, il presidente americano Donald Trump ha continuato sistematicamente ad affermare di essere vicino a un accordo con Teheran. E lo ha fatto con una cadenza quasi quotidiana tra social, apparizioni pubbliche e interviste con i media. L'intesa però, nonostante le dichiarazioni, non è mai arrivata. Cnn ha così deciso di mettere in ordine cronologico ogni uscita del tycoon, riportando tutti gli annunci andati a vuoto: includendo il periodo precedente alla tregua, sono "almeno" 37 le volte in cui l'accordo tra Iran e Usa sarebbe stato imminente.
Il 7 aprile scorso, Trump ha dichiarato sui social media che le trattative erano "a buon punto", ma che servivano due settimane affinché "l'accordo fosse finalizzato e portato a termine". "E' un onore - ha aggiunto - vedere questo problema di lunga data vicino alla soluzione".
"Naturalmente, non c'è stata alcuna soluzione. Ciononostante - sottolinea Cnn -, Trump ha trascorso i due mesi successivi continuando a suggerire che un accordo fosse imminente". Trentasette "il numero di volte in cui ha affermato direttamente che un accordo era vicino o ha sostenuto che l'Iran era disperato di raggiungerlo". Non c'è alcuna indicazione, continua l'emittente Usa, "che ciò sia più vero oggi di quanto lo fosse il 7 aprile".
Tutto è iniziato il 23 marzo, meno di un mese dopo l'inizio della guerra. Parlando con i giornalisti fuori dall'Air Force One di presunti colloqui di pace, Trump ha citato "punti di accordo principali, direi – quasi tutti i punti di accordo". In realtà, sottolinea Cnn, l'Iran ha negato di aver negoziato.
Il giorno successivo, il tycoon ha iniziato a ripetere quello che è diventato un ritornello ricorrente: che l'Iran era disperato di raggiungere un accordo. "Penso che lo chiuderemo", ha aggiunto Trump. "Non posso dirvelo con certezza".
Il 25 marzo, la situazione è degenerata: l'Iran "voleva disperatamente raggiungere un accordo". Il 26 marzo, durante una riunione di gabinetto, l'Iran "implorava di concludere un accordo". "Nonostante la sua ansia di raggiungere un accordo, l'Iran ha in qualche modo resistito per altri due mesi e mezzo", annota Cnn.
E ancora. Il 29 marzo, durante un incontro informale con i giornalisti a bordo dell'Air Force One, a Trump è stato chiesto se prevedesse di raggiungere un accordo entro la settimana successiva, e lui ha risposto: "Sì, vedo un accordo con l'Iran".
A questo punto, "le previsioni di Trump iniziarono a farsi più insistenti". Il 6 aprile, ha così affermato che i due Paesi erano stati "molto vicini a un accordo" prima di una battuta d'arresto. Il giorno successivo, ha annunciato il cessate il fuoco, che inizialmente avrebbe dovuto durare due settimane, il tempo necessario alle due parti per raggiungere una intesa.
Una settimana dopo, il 15 aprile, la dichiarazione a Fox Business: "Penso che sia quasi finita, la considero molto vicina alla conclusione". "Vedremo cosa succederà - le parole del tycoon -. Penso che vogliano a tutti i costi raggiungere un accordo".
Nei giorni successivi, Trump ha poi assicurato la conclusione della trattativa: "Sembra molto probabile che raggiungeremo un accordo con l'Iran, e sarà un buon accordo", le affermazioni ai giornalisti il 16 aprile.
Quindi il 17 aprile, in tre diverse apparizioni, Trump ha spiegato che l'Iran aveva "accettato tutto", che "penso che raggiungeremo un accordo entro un giorno o due" e che "non credo ci siano troppe differenze significative".
Ancora il 20 aprile, in un post su Truth Social, il tycoon ha predetto che "tutto accadrà, relativamente in fretta!". Nonostante ciò non si sia avverato, il 30 aprile l'Iran era ancora "desideroso di raggiungere un accordo". “Quando la guerra finirà, e non dovrebbe volerci molto…”, la dichiarazione ai giornalisti il 1° maggio.
Trump ha poi "trattenuto le sue previsioni per un certo periodo", prima di annunciare il 18 maggio di aver posticipato gli attacchi militari di “due o tre giorni” su richiesta dei Paesi mediorientali, “perché pensano di essere molto vicini a un accordo”.
"A questo punto, persino Trump sembrava riconoscere quanto spesso tali previsioni si fossero rivelate errate", l'annotazione di Cnn, che quindi riporta le parole del presidente. “Ci sono stati periodi in cui pensavamo di essere molto vicini a un accordo e poi non ha funzionato”, ha detto Trump, prima di aggiungere: “Ma questa volta è un po’ diverso”.
Il giorno successivo, però, Trump è tornato alla carica. "Metteremo fine a questa guerra molto rapidamente", le parole pronunciate il 19 maggio durante un picnic al Congresso.
Il 23 maggio ecco quindi il giro dei media "in modo molto simile a quanto fatto il 17 aprile". L'amministrazione, secondo Trump, si stava "avvicinando molto" a un accordo e l'intesa, che era "in gran parte negoziata, in attesa di essere finalizzato", sarebbe stata annunciata "a breve" dopo aver discusso gli "aspetti finali".
Il 28 maggio, in un'intervista con la nuora Lara Trump, le cose erano "vicine a un ottimo accordo".
Domenica scorsa, quindi, Trump ha assicurato di essere "molto vicini a un accordo", ma che Iran e Israele lo stavano mettendo a repentaglio con una disputa parallela. "Siamo molto vicini a un accordo definitivo con l'Iran", ha dichiarato ad Axios. "Sarà un buon accordo. Non voglio che salti a causa di quello che sta succedendo ora".
"Era almeno la terza volta che Trump diceva ad Axios che un accordo era imminente", annota Cnn. Poi, ieri, durante un comizio telefonico a sostegno del senatore della Carolina del Sud Lindsey Graham, Trump ha nuovamente previsto una "vittoria totale" nelle prossime due settimane. "Stiamo negoziando ora; vogliono concludere un ottimo accordo", ha affermato Trump. Per poi aggiungere: "Sono disposti a darci tutto".
E ancora l'ultimo capitolo in serata dopo aver assistito alle finali dell'Nba a New York: "Siamo alle fasi finali di quello che sarà veramente un buon accordo con l'Iran", che l'accordo potrebbe essere raggiunto in "due o tre giorni".
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