
(Adnkronos) - Weekend impegnativo per Mara Venier tra trasloco e 'infortunio'. La conduttrice di 'Domenica In' è alle prese con il trasloco insieme al marito Nicola Carraro: la coppia si sta trasferendo a Roma Nord, nella zona di Ponte Milvio. In una instagram stories la conduttrice ha mostrato la situazione nella nuova abituazione, tutt'altro che tranquilla: invasa da scatoloni imponenti che rendono difficile persino il passaggio.
Ma non finisce qui. Nel video Venier è apparsa distesa sul divano e ha raccontato di essere costretta a riposo per un problema al menisco. "Tanto per cambiare", ha commentato lei con la solita ironia, facendo riferimento agli altri problemi fisici che l’hanno colpita. A fine dicembre 2025, la conduttrice si era sottoposta a un nuovo intervento all'occhio destro a causa di una maculopatia.

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(Adnkronos) - Il rapper statunitense Gucci Mane sarebbe stato rapito a mano armata all’inizio dell’anno a Dallas, in Texas, in un episodio che ha portato all’arresto di otto persone, tra cui un artista della sua stessa etichetta discografica. Lo riferiscono le autorità federali, come riportano i media Usa. Secondo l’accusa, il rapper Pooh Shiesty, al secolo Lontrell Williams Jr, avrebbe orchestrato l’agguato con il pretesto di un incontro professionale. Una volta giunto in uno studio di registrazione, Gucci Mane sarebbe stato trattenuto contro la sua volontà e costretto a firmare documenti per la rescissione del contratto con la sua etichetta, la 1017 Records. Gucci Mane, artista con base ad Atlanta e noto per collaborazioni con star internazionali come Usher, Doja Cat e Drake, aveva fondato la label nel 2007; Williams Jr vi aveva firmato come artista nel 2020.
Gli imputati, che non hanno ancora presentato dichiarazioni di colpevolezza, rischiano l’ergastolo in caso di condanna. Otto dei nove sospettati sono stati arrestati mercoledì tra Dallas, Memphis e Nashville e incriminati presso un tribunale federale con accuse di sequestro di persona e rapina a mano armata. Un nono individuo risulta ancora latitante; le autorità stanno collaborando con lo Stato della Georgia per rintracciarlo.
Secondo l’atto di accusa federale, i fatti risalgono al 10 gennaio scorso, quando Williams Jr avrebbe dovuto trovarsi agli arresti domiciliari per una precedente condanna legata a un complotto sulle armi da fuoco. All’azione avrebbero partecipato altri otto coimputati, tra cui il padre dell’artista, Lontrell Williams Sr.
Una dichiarazione giurata dell’Fbi sostiene che Williams Jr avrebbe puntato contro Gucci Mane una pistola “in stile AK” di colore nero, costringendolo a firmare i documenti. Tra gli oggetti sottratti figurerebbero anche la fede nuziale, un orologio, orecchini e denaro contante.
Gli altri sospettati avrebbero a loro volta esibito armi da fuoco, sottraendo beni anche ad altre persone presenti nello studio, identificate negli atti solo tramite iniziali. Una delle vittime sarebbe stata strangolata e ferita, e derubata di un orologio Rolex, una borsa Louis Vuitton, auricolari AirPods e del portafoglio.
“Nel giro di poche ore dall’uscita dallo studio di Dallas, diversi imputati hanno mostrato sui social media oggetti che sembravano essere i gioielli sottratti alle vittime”, ha dichiarato il procuratore federale Ryan Raybould in conferenza stampa. Secondo gli inquirenti, Gucci Mane e le altre vittime avrebbero temuto di essere uccise prima che i rapitori ordinassero loro di lasciare l’edificio e dirigersi alle proprie auto. I rappresentanti legali di Williams Jr e Gucci Mane non hanno rilasciato commenti immediati sulla vicenda.

(Adnkronos) - Coltivare e nutrire l'intelligenza umana prima di chiedere aiuto a quella artificiale, perché l'Ia è smart soltanto se lo è l'uomo che la usa. E quando a interpellarla è un dottore, è sempre l'intelligenza del 'camice' a fare la differenza tra "il rischio di una medicina automatizzata" e "l'obiettivo di una medicina aumentata". Si può sintetizzare così il messaggio del libro 'Curare con 'intelligenza' - L'intelligenza artificiale tra sapere medico e decisione umana' (Il Pensiero Scientifico Editore), firmato da Salvatore Corrao, professore ordinario di Medicina Interna all'università degli Studi di Palermo e direttore del Dipartimento di Medicina clinica e della Uoc di Medicina interna dell'Arnas ospedali Civico-Di Cristina-Benfratelli. Il 25 marzo l'autore ha presentato la sua opera nella Sala degli Stemmi del Comune di Legnano, durante un incontro promosso dal collega e conterraneo Antonino Mazzone, direttore del Dipartimento Medico dell'Asst Ovest Milanese, alla presenza del sindaco Lorenzo Radice e di Pier Mannuccio Mannucci, professore emerito di Medicina interna dell'università Statale di Milano, tra i volti più noti della disciplina che, per dirla con Mazzone, "si occupa dei malati e non delle malattie". Una specialità-laboratorio di idee e intuizioni, la 'palestra' ideale per allenare il delicato rapporto - ormai inevitabile - fra l'intelligenza creativa dell'uomo e quella probabilistico-algoritmica della macchina. E' proprio nell'incrocio tra "l'empatia umana e la capacità di previsione e di calcolo dell'Ia" che Corrao colloca il significato della cura ai tempi dell'Ai.
Internista, clinico e ricercatore di professione, polistrumentista, musicista e compositore per passione, l'autore è appassionato di tecnologia già dagli anni '80, è programmatore informatico ed esperto di analisi statistiche avanzate e di programmazione in Python applicata al machine learning e al deep learning. Un know-how che guida l'impostazione del suo libro, introdotto dalle presentazioni di Giovanni Migliore, direttore generale Comunicazione del ministero della Salute ed ex presidente Fiaso (Federazione italiana aziende sanitarie e ospedaliere), e di Giovanni Pioggia, dirigente di ricerca del Cnr, Consiglio nazionale delle ricerche. In 8 capitoli - corredati da un glossario - Corrao immerge il lettore nel linguaggio dell'intelligenza artificiale applicata alla medicina, gli descrive la storia, gli strumenti e l'evoluzione, e lo accompagna in un viaggio attraverso le promesse dell'Ia: diagnosi migliori, previsioni del rischio, terapie personalizzate "oltre la media statistica". Senza tacerne limiti e pericoli: dalla sicurezza dei dati al nodo privacy, fino all'ombra di un "danno iatrogeno digitale", da dissipare innanzitutto grazie alla conoscenza e poi allo spirito critico, al senso di responsabilità e al discernimento, ingrediente base della cura. "L'intelligenza artificiale trasformerà la medicina", scrive lo specialista, però "dipende da noi se utilizzarla nel modo migliore: come strumento che non sostituisce lo sguardo umano, bensì lo accompagna, lo amplia e lo mette alla prova". Solo se l'Ia deciderà "con noi", e "non per noi", riuscirà a produrre "una medicina aumentata. Più precisa, sì, ma anche più equa, consapevole e umana".
Corrao invita a considerare l'Ia per quello che è: "Un programma, un software che, in quanto tale, non sostituisce l'uomo" e tantomeno la sua intelligenza. "Quella artificiale non si blocca mai, non sbaglia mai", a patto che a commettere l'errore non sia l'uomo: "Se l'Ia sbaglia, sono io a sbagliare i Prompt" che la interrogano, precisa il medico che per la trasferta legnanese ha preparato "slide rigorosamente fatte con l'intelligenza artificiale, ma mie", proprio perché dietro ogni prodotto dell'Ia c'è sempre la mente umana ed è l'intelligenza dell'uomo a determinare quella della macchina. Ricorrere all'Ia, chiarisce Corrao, può tradursi in due cose: "Un'amplificazione dell'eccellenza o un'amplificazione dell'errore". In altre parole, "se l'intelligenza artificiale la usiamo male saremo tutti 'stupidi aumentati', se la usiamo bene saremo 'aumentati' a seconda della nostra intelligenza". Ecco perché dobbiamo esercitarla e dobbiamo farlo oggi, nell'era dell'Ia, così come ieri quando l'Ia non esisteva. "Le nostre generazioni le abilità cognitive le hanno allenate, ma i giovani?", si chiede l'autore. Il timore è per loro perché su questo, osserva, "non c'è l'università, non c'è la scuola, che si sta interrogando", e invece dovrebbero farlo per scongiurare l'insidia più grande del 'dottor Ai': il "deskilling cognitivo", la "perdita progressiva di competenze cliniche dovuta all'affidamento eccessivo agli strumenti automatizzati". Se abbracciare ogni nuova tecnologia significa "perdere alcune abilità cognitive per guadagnare abilità superiori", diventarne schiavi - è il monito dell'internista - vorrebbe dire ritrovarci uomini (e medici) 'diminuiti', anziché aumentati.
Oggi, si legge scorrendo le pagine di 'Curare con 'intelligenza'', "l'intelligenza artificiale vive in questo spazio sospeso: troppo giovane per essere saggezza, troppo utile per essere ignorata". Non bisogna averne paura, perché "l'Ia non sostituisce il giudizio clinico": semplicemente "lo costringe a rinascere in un nuovo spazio epistemiologico dove conoscere significa co-costruire la verità con la macchina, senza smarrire il senso dell'umano". E "verso questo futuro la medicina è chiamata non a difendersi, ma a evolversi, a riconoscere che ogni trasformazione tecnologica è, prima di tutto, una trasformazione del modo di pensare". Va capito che "il vero progresso non consisterà nel demandare alla macchina, ma nell'imparare a pensare con essa": l'Ia che "illumina connessioni nascoste senza mai spegnere la luce del dubbio", accanto all'uomo che rimane "il mediatore empatico, l'unico". Anche nella stagione dell'Ia "restano al medico l'intuizione, la capacità di cogliere il senso nel disordine apparente, di interpretare ciò che sfugge al modello" e infine "la decisione, che deve rimanere un atto umano riflessivo". E nei limiti dell'intelligenza artificiale, c'è "la misura della nostra responsabilità".
"Il futuro dell'Ia in medicina non si giocherà sulla potenza dei modelli, ma sulla qualità del giudizio clinico che li utilizza", quello del camice umano. E "in questo processo di trasformazione - rivendica Corrao - la medicina interna conserva il suo ruolo centrale. E' nella sua visione d'insieme che la tecnologia trova un equilibrio, diventando uno strumento di comprensione e non di frammentazone". Per questo "ogni specialista che vorrà esercitare", anche con il supporto dell'intelligenza artificiale, "una medicina complessa, contestualizzata e personalizzata, troverà nella medicina interna un mentore metodologico". Un 'maestro' pronto a dimostrare che l'Ia "non può essere usata come scorciatoia al ragionamento clinico o alla complessità del reale", e che "l'efficacia dell'algoritmo dipende soprattutto dalla capacità del medico di integrarne i suggerimenti con l'esperienza clinica, il contesto del paziente, il dialogo empatico, la sensibilità alla fragilità". In conclusione, "curare con intelligenza non significa solo impiegare tecnologie avanzate. Significa decidere meglio, agire con maggiore consapevolezza, ascoltare di più. Significa restare umani anche mentre si diventa aumentati".
Mazzone tira le somme con uno sguardo di speranza: l'augurio che l'intelligenza artificiale, guidata da quella umana, possa portare veramente al letto del paziente la medicina delle 4 P. "P come predittiva: oggi riusciamo a identificare i geni responsabili di una malattia, quindi a prevedere il rischio di svilupparla, con la possibilità di un intervento anticipato grazie a farmaci target che mettiamo a punto in tempi sempre più brevi. P come preventiva: la prevenzione è la prima terapia, quella che tutti dovremmo fare, e l'Ia ci può aiutare molto soprattutto nel controllare l'aderenza terapeutica di cui oggi non si parla abbastanza, quando invece sappiamo ad esempio che chi rischia un infarto a causa dell'ipertensione dopo 1 anno non prende più le sue pastiglie. P come personalizzata, perché andiamo verso una medicina di precisione, e P come partecipativa: medico e malato insieme, alleati, perché senza l'intelligenza naturale del clinico - speriamo che ci sia - e del paziente - speriamo che ci sia - non si va da nessuna parte", chiosa l'internista. "Auspichiamo davvero che questo sia un modo per riorganizzare completamente l'attività sanitaria, portando grandi vantaggi soprattutto ai malati considerati fino a qualche tempo fa incurabili. Viviamo un periodo di profonda trasformazione - chiude Mazzone - e credo sia veramente importante cominciare a parlarne, a formare, a prendere confidenza con tutte queste novità e pensare a un modello un po' diverso per il futuro". E nel frattempo? "Nel frattempo noi curiamo i pazienti". (di Paola Olgiati)

(Adnkronos) - Continua il caro carburanti in Italia, con i prezzi della benzina alle stelle. E nella giornata di oggi il gasolio supera i 2,1 euro al litro in modalità self service.
Il prezzo medio dei carburanti in modalità ‘self service’ lungo la rete stradale nazionale è pari a 1,777 €/l per la benzina e 2,130 €/l per il gasolio. Sulla rete autostradale, invece, il prezzo medio self è di 1,811 €/l per la benzina e 2,145 €/l per il gasolio, comunica il ministero delle Imprese e del Made in Italy, in base agli ultimi dati rilevati dall’Osservatorio sui prezzi dei carburanti.
Prosegue nel frattempo l’azione di controllo a tutela della trasparenza del mercato disposta dal Mimit e dal Mef, in collaborazione con la Guardia di finanza. Le verifiche, avviate su tutta la filiera sin dall’inizio del conflitto in Iran, hanno interessato ad oggi oltre 1.900 impianti di distribuzione e oltre 250 tra depositi fiscali, commerciali e operatori della filiera: 104 i soggetti già denunciati all’autorità giudiziaria, oltre 4,4 milioni di kg di prodotti accertati in frode e oltre 386 mila kg di carburante sequestrato dai militari delle Fiamme gialle.
"Il gasolio supera i 2,1 euro al litro in tutta Italia. Anche le poche regioni che ieri mancavano all'appello, oggi hanno superato quel limite. Ecco perché, inascoltati, eravamo stati, purtroppo gli unici, a chiedere, in deroga all'allineamento delle accise chiesto dall'Europa, un taglio delle accise diversificato tra benzina e gasolio", commenta Massimiliano Dona, presidente dell'Unione nazionale consumatori.
"Unica buona notizia di oggi è che le autostrade, grazie all'accordo Aiscat-Mit, perdono per la prima volta il primato del gasolio più caro. Conservano ancora quello della benzina, anche se sono gli unici ad aver ridotto i prezzi da ieri a oggi con un calo di 55 cent rispetto a ieri per un pieno di 50 litri. Il gasolio più caro d'Italia oggi si vende a Bolzano, poi Calabria e poi Liguria" conclude Dona.

(Adnkronos) - Giulia Valentina è diventata mamma per la seconda volta. Lo ha annunciato l'influencer sul suo profilo social senza però svelare il nome della neonata, ma alcuni dettagli lasciano intuire che si tratti di una femminuccia.
"Fatta", ha scritto a corredo di alcuni scatti che la ritraggono in ospedale accanto al compagno e papà della neonata. La stessa descrizione l'influencer l'aveva utilizzata in occasione della nascita del primo bambino, avvenuta a novembre del 2024. "Fatto", aveva scritto in quel caso.
Dopo la fine della storia con Fedez, durata dal 2013 al 2016, l'influencer ha sempre mantenuto massimo riserbo sulla sua vita sentimentale e privata. Anche in questa occasione infatti non ha svelato ulteriori dettagli oltre alla nascita o al compagno. L'influencer aveva annunciato il 22 novembre 2025 di essere incinta per la seconda volta, a circa un anno dalla nascita del primo figlio.
Il Parco di Gutturu Mannu è pronto ad accogliere famiglie e gruppi
per il lunedì di Pasquetta. Dopo una serie di lavori di ripristino
delle strade - ormai dissestate e allagate dopo un inverno di
piogge - e un importante intervento sulle aree picnic che ha visto
anche un totale rinnovo degli arredi, si inaugura una nuova era per
il Parco, che sarà ora totalmente fruibile dall'utenza. I
visitatori potranno infatti scegliere di passeggiare in sicurezza
per i sentieri che offre il bosco, sia decidere di stare a tavola e
banchettare all'aria aperta, godendo della natura e della
vegetazione circostante.
(Adnkronos) - In occasione della Giornata Internazionale per l'azione contro le mine e gli ordigni bellici inesplosi, l'Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra richiama l'attenzione per eliminare l'uso delle mine antipersona e sul rispetto del Diritto internazionale umanitario, oggi sempre più minacciato dalle tensioni geopolitiche globali. Secondo il Landmine Monitor Report 2025, sono almeno 57 gli Stati e le aree del mondo contaminati da mine antipersona. Nel 2024 sono state registrate almeno 6.279 vittime di mine e ordigni inesplosi, di cui il 90% sono civili e il 46% sono bambini. Si tratta di ordigni che espongono le popolazioni a rischi duraturi e violano apertamente i principi di umanità e distinzione stabiliti dal Diritto internazionale umanitario. Coloro che sopravvivono alle esplosioni, che possono colpire sia i militari sia i civili, subiscono traumi e lesioni permanenti che segnano per la vita.
Questi dati sono confermati dalla ricerca sugli effetti delle armi esplosive presentata dall'Anvcg il 1° febbraio scorso in occasione della Giornata Nazionale delle vittime civili delle guerre e dei conflitti nel mondo. L'Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra si unisce all'appello di Campagna Italiana contro le mine per chiedere agli Stati che non l'hanno ancora fatto di aderire alla Convenzione di Ottawa e di destinare risorse adeguate alle operazioni di sminamento e alla protezione dei civili nei territori contaminati.

(Adnkronos) - Una viola del valore di 40mila euro, rubata al fratello di Romano Prodi, è stata ritrovata dai carabinieri di Bibbiano nell'ambito di un'indagine avviata a seguito di un furto avvenuto in un parcheggio di un centro abitato della Val d’Enza, nel reggiano.
La vittima, una signora di 77 anni, era stata avvicinata mentre si trovava a bordo della propria auto: con la scusa di chiedere indicazioni stradali per Montecchio Emilia, un ragazzo l’aveva distratta permettendo al complice di aprire la portiera del lato passeggero e portarle via la borsa. Pochi minuti dopo, gli autori avevano già effettuato un prelievo di 1.000 euro allo sportello bancomat di un istituto bancario nonché un pagamento pos in un distributore di carburante del reggiano. L’attività investigativa, mirata a rintracciare gli autori del furto, ha permesso ai militari di rintracciare un giovane immortalato dalle telecamere dell’Atm durante il prelievo dei contanti.
La Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Bologna, concordando con le risultanze investigative dei carabinieri, ha quindi emesso un decreto di perquisizione a carico del ragazzo. Sequestrati capi di abbigliamento identici a quelli usati per il prelievo. Nel corso della perquisizione i militari hanno poi ritrovato una viola completa di doppio archetto del valore di circa 40.000 euro che era stata rubata a qualche ora prima a Montecchio Emilia ai danni del fratello dell'ex Premier Romano Prodi, che ne aveva denunciato il furto ai carabinieri di Bologna Navile. Oltre al prezioso strumento musicale, nell’abitazione del minore sono stati trovati un soffiatore professionale, una motosega, uno smartphone privo di sim card la cui presuntiva provenienza furtiva è al vaglio. Alla luce dei fatti il ragazzo è stato denunciato per indebito utilizzo di carte di credito e ricettazione, mentre la viola è stata restituita al legittimo proprietario.

(Adnkronos) - Giovanni Allevi sarà ospite oggi, sabato 4 aprile, a Verissimo dove parlerà della sua battaglia contro la malattia. Il pianista e compositore ha dovuto affrontare sfide personali in questi ultimi anni, da quando nel 2022 gli è stato diagnosticato un mieloma, un tumore del sangue che gli è costato uno stop forzato.
Giovanni Allevi è un pianista, compositore, direttore d’orchestra e scrittore. È nato il 9 aprile del 1969 ad Ascoli Piceno. Dopo il diploma in pianoforte al conservatorio Morlacchi a Perugia e quello in composizione al Verdi di Milano, si è laureato in filosofia all’Università di Macerata e successivamente ha frequentato l'Accademia Internazionale di Alto Perfezionamento di Arezzo.
Nel 2023 ha ricevuto la laurea honoris causa in Filosofia dall'Università degli Studi di Macerata. Allevi ha ottenuto successi in tutto il mondo: negli anni ha collaborato con diversi artisti di calibro internazionale, vincendo anche diversi premi musicali.
Giovanni Allevi è sposato con Nada Bernardo, sua manager, e dal loro amore sono nati due figli, Giorgio e Leonardo.
Il compositore non ha mai nascosto di essere affetto da Sindrome di Asperger e ha dichiarato in passato di aver sofferto di attacchi di panico. Nel 2022 ha annunciato, con un post condiviso su Instagram, di avere un mieloma multiplo, un tumore che colpisce un tipo particolare di cellule del midollo osseo. La malattia lo ha costretto ad allontanarsi dalla scena musicale per dedicarsi alle cure.
Tuttavia, Allevi ha continuato a comporre, ispirandosi alle sue esperienze personali. Durante la terapia, nel febbraio del 2024 Giovanni Allevi è stato ospite al Festival di Sanremo, dove è stato protagonista della seconda serata con un'esibizione al pianoforte e un monologo sulla malattia.
"Il 2 giugno del 2022 ero a Vienna - ha raccontato il compositore ospite a Verissimo lo scoso 18 marzo - avevo la febbre da diversi giorni ma soprattutto un terribile mal di schiena. Così intenso, che durante quel concerto, io non riuscì ad alzarmi davanti al pubblico che stava applaudendo per me". Poi, due settimane dopo la diagnosi: "È bastata una diagnosi del sangue e una lastra per capire che quello non era solo un mal di schiena, ma il sintomo di una malattia grave che si era protratta in avanti, ossia il mieloma multiplo".
"Avevo metastasi ossee in tutto il corpo: al femore, al bacino, al cranio. Mi è tremata la terra sotto ai piedi", ha aggiunto Giovanni Allevi. Il compositore ha parlato del percorso di chemioterapia, che ha definito un'esperienza "forte": "Ti troverai i capelli sul cuscino", mi avevano detto. Un giorno, ha raccontato Allevi, "mi svegliai con la testa che mi bruciava tantissimo. E mi caddero tutti i capelli, in una volta sola. Ero calvo, ma non mi sono impressionato".
Giovanni Allevi ha ricordato il momento più difficile vissuto durante il ricovero in ospedale: "Durante la degenza, dopo la chemioterapia, quando ero ancora sotto effetto di oppioidi, mi alzai una notte per andare in bagno e vidi la mia immagine riflessa nello specchio, mi sono spaventato perché ho visto lo sguardo completamente vuoto. Allora non sapevo ancora se le terapie avrebbero fatto effetto. Vivevo in bilico tra la vita e la morte".

(Adnkronos) - E' stato catturato il boss Roberto Mazzarella. L'uomo, latitante da un anno, si nascondeva in un resort di lusso. Era ritenuto tra i 4 latitanti più pericolosi: 48 anni, nipote dei capiclan Ciro, Gennaro e Vincenzo, considerato l'attuale capo del potente clan di camorra che si contende il malaffare a Napoli e provincia.
I carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Napoli, coordinati dalla Direzione distrettuale Antimafia, lo hanno catturato oggi, al termine di un'indagine durata un anno. Era stato inserito dal Ministero dell'Interno tra i latitanti di massima pericolosità ed era ricercato per l'omicidio di un innocente. Questa notte la cattura del 48enne. Il latitante è stato individuato in una villa di pregio a Vietri, in costiera amalfitana e all’atto dell’arresto non ha opposto resistenza. Era in compagnia della moglie e i due figli. Sfuggito alla cattura il 24 gennaio 2025, Roberto Mazzarella era ricercato da un anno: formalmente latitante dal 28 gennaio, il 18 aprile 2025 il Tribunale di Napoli ha emesso il mandato di arresto europeo. Mazzarella è accusato di essere il mandante dell'omicidio di Antonio Maione, ucciso per una vendetta trasversale il 15 settembre 2000 in una salumeria di San Giovanni a Teduccio, Napoli Est.
Insieme ai carabinieri del nucleo investigativo, a partecipare alle operazioni lo Squadrone “Cacciatori di Calabria”, le Api del gruppo di Napoli nonché la motovedetta della Capitaneria di porto di Salerno che monitorava le acque circostanti. Nel resort di lusso i carabinieri hanno rinvenuto 3 orologi di lusso, circa 20mila euro in contanti, alcuni documenti falsi, cellulari, smartphone e manoscritti relativi ad una verosimile contabilità sui quali ci saranno accertamenti.

(Adnkronos) - Torna Silvia Toffanin con un nuovo doppio appuntamento di Verissimo oggi, sabato 4 aprile, e domani, domenica 5 aprile. Da Giovanni Allevi al ricordo di Enrica Bonaccorti con la figlia Verdiana, ecco tutte le interviste del weekend.
A Verissimo, il talento, l’umanità e la poesia di un orgoglio tutto italiano della musica: Giovanni Allevi. Dalle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina la storia di una coppia nello sport e nella vita: i pattinatori Charlene Guignard e Marco Fabbri.
In studio anche Gökçe Eyüboğlu, l’attrice che interpreta il personaggio di Ceyda nella serie di Canale 5 'La forza di una donna'. Inoltre, sarà ospite, con la sua esperienza e insegnamenti, Don Marco Pozza, parroco del carcere Due Palazzi di Padova e scrittore, in libreria con 'Il miele e le cipolle'.
Infine, spazio al percorso di Simone, ultimo eliminato del serale di 'Amici' e alla storia della iena Veronica Ruggeri.
A Verissimo, le emozioni e la carriera di Federica Brignone, culminata ai recenti Giochi Olimpici Invernali con due medaglie d’oro, conquistate a soli dieci mesi dal suo gravissimo infortunio.
Per ricordare Enrica Bonaccorti, grande signora della tv, scomparsa lo scorso 12 marzo, sarà in studio con il suo racconto e commozione, la figlia Verdiana.
E ancora, saranno ospiti i prof del talent di Maria De Filippi Anna Pettinelli ed Emanuel Lo, il super campione di rugby Tommaso Menoncello e Iva Zanicchi.
Infine, a un anno dalla morte di Ilaria Sula, uccisa a coltellate dall’ex fidanzato Mark Samson, saranno in studio i genitori della ragazza Gezime e Flamur.

(Adnkronos) - Torna 'Belve', il programma cult della televisione italiana ideato e condotto da Francesca Fagnani, con la settima stagione. Ogni martedì dal 7 aprile in prima serata alle 21.20 su Rai 2 e on demand su Raiplay e Disney+. Ospiti della prima puntata: Amanda Lear, Micaela Ramazzotti e Zeudi Di Palma.
Tornano i faccia a faccia di Francesca Fagnani in cui la giornalista si confronta, senza sconti, con personaggi del mondo dello spettacolo, del costume e della cronaca. Ospiti diversi che saranno disposti a mettersi in gioco e a rispondere alle domande chiare, dirette e spesso irriverenti della conduttrice.
Da quest’anno in onda i provini di Belve: persone comuni siederanno sullo sgabello intervistate da Francesca Fagnani. Non mancherà, come di consueto, la sigla di chiusura con tutti i fuori onda degli ospiti, diventato nel corso degli anni uno dei momenti più attesi dal pubblico.
L’appuntamento con Belve è per il 7 aprile in prima serata su Rai 2 e on demand su RaiPlay e Disney +.

(Adnkronos) - Morto impiccato a 29 anni, in una baracca nel ghetto di Torretta Antonacci, il bracciante agricolo Alagie Singathe. A denunciarlo è Matteo Bellegoni, capo dipartimento Politiche migratorie e legalità della Flai, che evidenzia la condizione dei lavoratori sfruttati e vittime di caporalato dopo il suicidio avvenuto ieri pomeriggio.
“Non è una questione privata, ma l’ennesima morte politica nell’Italia e nell’Europa dei diritti traditi. Impiccarsi a 29 anni in una baracca dentro un ghetto è un’atto d’accusa contro una legislazione che colpevolizza chi migra”, spiega Bellegoni, che continua: “C’è una similitudine brutale che si consuma nei campi. Da un lato, il pomodoro: colto, schiacciato, spremuto fino a diventare polpa pronta per il consumo. Dall'altro, la vita di chi quel frutto lo ha raccolto: vite spremute con brutale ferocia, svuotate di dignità e diritti, condotte fino alla soglia dell’annientamento", attacca il sindacalista.
La tragedia del giovane bracciante si consuma in un contesto territoriale devastato dalle recenti piogge. Le baracche sono travolte da fiumi di fango, la vita diventa lotta alla sopravvivenza. Dal Gargano al Salento, la Puglia agricola è sommersa: uliveti, vigneti e ortaggi sono compromessi, mettendo a rischio il sistema produttivo e la sicurezza di chi vive e lavora in condizioni precarie, afferma.
"Torretta Antonacci è oggi il simbolo di una doppia fragilità: quella di un territorio non curato e quella di un’umanità calpestata," sottolinea Antonio Ligorio Segretario Generale della Flai Puglia, che senza mezzi termini chiede responsabilità precise: “Non accetteremo più il silenzio o la retorica della fatalità. È necessario un impegno chiaro per dire, una volta per tutte: mai più ghetti. Non è più accettabile parlare di fatalità quando da anni denunciamo condizioni di vita disumane nei ghetti agricoli, senza che ci sia stata una reale volontà di intervenire. Quelle denunce sono rimaste inascoltate”.
La Flai continua denunciare il mancato stanziamento dei fondi del pnrr, di oltre 200 milioni di euro previsti per superare i ghetti, che avrebbero potuto salvare la vita di Alagie e di tutti i braccianti che quotidianamente raccolgono il cibo che arriva anche sulle tavole imbandite di chi vorrebbe rendere permanente la loro condizione di invisibilità.

(Adnkronos) - Lo scrittore e giornalista Vittorio Messori, il più noto apologeta cattolico del secondo Novecento, che con il libro "Ipotesi su Gesù" (Sei, 1976) portò il cristianesimo al centro del dibattito culturale italiano e internazionale, è morto all'età di 84 anni nella sua casa di Desenzano sul Garda (Brescia). "Il suo cuore si è spento alle ore 21.45 di Venerdì Santo", ha annunciato all'Adnkronos Rosalia Bontà, assistente personale di Messori. Da anni Messori viveva con un pacemaker e fatale è stato un attacco cardiaco. La moglie dello scrittore, anche lei giornalista e scrittrice, Rosanna. Brichetti, era morta quattro anni fa, nel giorno di Sabato Santo.
Intellettuale indipendente, appartato, refrattario alle mode. Messori ha attraversato più di mezzo secolo di vita ecclesiale e civile interrogando il rapporto tra ragione, storia e rivelazione. E' stato il primo giornalista a intervistare un prefetto dell'ex Sant'Uffizio, all'epoca il cardinale Joseph Ratzinger ("Rapporto sulla fede", Edizioni San Paolo, 1985), e il primo e unico a scrivere un libro-intervista con Giovanni Paolo II ("Varcare la soglia della speranza", Mondadori, 1994), che è stato tra i maggiori bestseller della storia editoriale.
Vittorio Messori era nato a Sassuolo (Modena) il 16 aprile 1941, in una famiglia segnata dall'anticlericalismo tipico dell'Emilia dell'epoca. Dopo la Seconda guerra mondiale, la famiglia si trasferì a Torino, dove Messori frequentò il liceo classico D'Azeglio prima di iscriversi a Scienze Politiche all’Università di Torino. Qui fu allievo di Luigi Firpo e Norberto Bobbio. La sua formazione razionalista e agnostica culminò nel 1965 con la laurea in Storia del Risorgimento, discussa con Galante Garrone, Bobbio e Firpo. Tutto cambiò nel luglio del 1964, quando una lettura intensa dei Vangeli lo condusse alla conversione al cattolicesimo, esperienza che segnò profondamente la sua vita e orientò la sua ricerca intellettuale, volta a conciliare ragione e fede. Messori iniziò la carriera giornalistica presso la casa editrice Sei dei Salesiani, passando dalla redazione all'ufficio stampa. Nel 1970 approdò a "Stampa Sera", occupandosi inizialmente di cronaca nera e poi di cronaca bianca. Su invito del direttore de "La Stampa", Arrigo Levi, partecipò nel 1975 al gruppo fondatore del settimanale "Tuttolibri", continuando nel frattempo gli studi sulle origini del cristianesimo, che lo portarono a pubblicare "Ipotesi su Gesù" (Sei, 1976), un libro che ha superato il milione di copie in Italia ed è stato tradotto in 22 lingue.
Timoroso della notorietà, Messori si ritirò per alcuni mesi nel Monferrato, dedicandosi alla meditazione e allo studio. Nel 1978 lasciò "La Stampa" per fondare il mensile "Jesus" (1979), edito dalle Edizioni San Paolo, che divenne un laboratorio di dialogo tra credenti e non credenti. Da questa esperienza nacquero libri di successo come "Inchiesta sul cristianesimo" (Sei, 1987), "Patì sotto Ponzio Pilato?" (Sei) e "Dicono che è risorto" (Sei).
Pur critico verso il clericalismo, Messori difendeva la Chiesa, definendosi portatore di un "anticlericalismo cattolico" che rivendica libertà di giudizio e autonomia intellettuale. Fin dal primo numero di "Jesus", avviò riflessioni sulla fede attraverso dialoghi su Gesù, confrontando credenti, agnostici e atei. Nonostante le pressioni degli editori laici, privilegiò la continuità della sua ricerca sulla verità evangelica, culminata nel 1982 con "Scommessa sulla morte" (Sei), un libro che sfidava società e Chiesa a confrontarsi con la morte e la resurrezione come speranza universale.
Negli anni successivi si concentrò sulla Chiesa, ottenendo un'intervista straordinaria con il cardinale Joseph Ratzinger, prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, da cui nacque "Rapporto sulla fede" (Edizioni San Paolo, 1985), anticipato su "Jesus" e tradotto in diverse lingue. L'opera suscitò scandalo e critiche da ambienti clericali progressisti, ma consolidò la reputazione di Messori come giornalista indipendente e rigoroso nella riflessione sulla dottrina cattolica.
A fine agosto 1990, appena trasferitosi a Desenzano, Messori fu protagonista di una clamorosa polemica mediatica dopo la presentazione al Meeting di Rimini della biografia del beato Francesco Faà di Bruno, 'Un italiano serio' (Edizioni Paoline). Gli venne attribuita una frase in cui evocava un "tribunale di Norimberga" per figure del Risorgimento come Cavour, Garibaldi e Mazzini.
Nel frattempo, dal 1987, collaborava con "Avvenire", firmando la rubrica "Vivaio". Ispirandosi a Giovanni Papini, raccolse riflessioni e appunti che confluirono in numerosi libri, con l'obiettivo di analizzare l'attualità alla luce della fede, partendo dalla cronaca per "andare verso Dio". Nel 1992 pubblicò un volume di quasi 700 pagine che raccoglieva 289 capitoli di "Vivaio" (Edizioni San Paolo). Da questa rubrica nacquero poi "Pensare la storia" (Edizioni San Paolo, 1992), seguito da "La sfida della fede" (Edizioni San Paolo, 1993) e "Le cose della vita" (Edizioni San Paolo, 1995).
All’inizio del 1994 Messori pubblicò "Opus Dei. Un'indagine" (Mondadori), un'inchiesta volta a sfatare le leggende negative sulla "Obra". L'autore ebbe accesso a documenti interni e università legate all'istituzione fondata da san Josemaría Escrivá de Balaguer, sostenendo la falsità delle accuse.
Parallelamente realizzò la prima intervista moderna a un pontefice, Giovanni Paolo II, in occasione dei quindici anni di pontificato. Il libro risultante, "Varcare la soglia della speranza" (Mondadori, 1994), affrontava le basi della fede, il rapporto con le altre religioni e il futuro del Vangelo, e valse a Messori il Premio internazionale medaglia d'oro al merito della cultura cattolica.
Negli anni successivi rilanciò l'apologetica cattolica con opere come "Qualche ragione per credere" (Edizioni San Paolo, 1997), un'intervista sui temi classici della fede: Dio, Cristo e la Chiesa. Si occupò anche delle apparizioni mariane, con documentari e libri come "Il miracolo" (Rizzoli, 1998), dedicato alla presunta ricrescita di una gamba a Calanda, ricevendo riconoscimenti spagnoli. Nel 2001 uscì "Gli occhi di Maria" (Rizzoli), scritto con Rino Cammilleri, dedicato alle apparizioni mariane. Nel 2002 pubblicò "Conversione. Una storia personale" (Mondadori), scritto con Leonardo Mondadori, sul percorso di fede dell'editore. Nel 2003 si trasferì a "Il Timone", dove riprese "Vivaio" e mantenne un costante impegno nella pubblicistica cattolica.
Nel 2004, insieme ad Aldo Cazzullo, pubblicò "Il mistero di Torino" (Mondadori), un'indagine sui simboli religiosi e civili della città. Nel 2005 uscì "Io, il bambino ebreo rapito da Pio IX" (Mondadori), sul caso Edgardo Mortara, e "Ipotesi su Maria" (Edizioni Ares), ampliando le riflessioni sulle apparizioni mariane. Il libro sul caso Mortara suscitò dibattito per la difesa delle leggi pontificie che permisero la sottrazione del bambino alla famiglia.
Dal 2006 raccolse in "Emporio cattolico" (Sugarco) i suoi scritti pubblicati tra il 2001 e il 2004, completando il ciclo dei Vivai. Nel 2008 pubblicò "Perché credo" (Piemme), un'intervista con Andrea Tornielli, e scrisse un ritratto di papa Benedetto XVI per "Time". Dal 2010 al 2012 fu direttore editoriale de La Bussola Quotidiana.
Nel 2012 uscì "Bernadette non ci ha ingannati" (Mondadori), nel 2018 "Quando il cielo ci fa segno. Piccoli misteri quotidiani" (Mondadori), in cui racconta segni interpretati alla luce della fede. Nel 2021 uscì "La Luce e le tenebre. Riflessioni fra storia, ideologie e apologetica" (Sugarco), raccolta di articoli principalmente pubblicati su "Il Timone". La vita privata di Messori è stata segnata dalla scomparsa, nel 2022, della moglie Rosanna Brichetti Messori, autrice di "Una fede in due. La mia vita con Vittorio" (Edizioni Ares, 2018). Dopo la sua scomparsa, la salute di Messori è andata declinando. (di Paolo Martini)

(Adnkronos) - Più di 150 milioni di dollari per riaprire il famigerato carcere di Alcatraz. Donald Trump chiede al Congresso di stanziare 152 milioni di dollari per coprire i costi del primo anno di riapertura come struttura di massima sicurezza, ha riportato la Cnn. I fondi, richiesti nel quadro della proposta di bilancio per l'anno fiscale 2027 resa nota nelle ultime ore dalla Casa Bianca, farebbero parte di un importo più consistente di 1,7 miliardi di dollari proposto per l'Amministrazione penitenziaria per migliorare stipendi e condizioni di lavoro.
Trump ha detto da tempo di voler riattivare quella che oggi è una meta turistica, dopo la chiusura avvenuta più di 60 anni fa. Ogni anno, secondo la rete americana, attrae circa 1,2 milioni di visitatori.
Intanto, il 22 agosto scorso, la giudice federale della corte distrettuale della Florida del sud, Kathleen Williams, ha ordinato la chiusura di 'Alligator Alcatraz', la struttura detentiva messa in piedi in pochi giorni lo scorso giugno dall'Amministrazione Trump dove si trovavano 700 migranti detenuti in condizioni giudicate dai critici gravissime.

(Adnkronos) - Due persone sono morte in un incidente avvenuto alle 23 di ieri in via Tuscolana 2122, all'incrocio con via Antonino Anile, mentre due bambini sono stati estratti dalle lamiere. Sul posto, i vigili del fuoco del distaccamento di Frascati e gli agenti della Polizia Locale insieme ai sanitari del 118. A perdere la vita il conducente di una macchina e un passeggero di un'altra.
(Adnkronos) - Da un lato il cielo azzurro e temperature quasi estive, dall'altro il pericolo che arriva dalla neve in rapido scioglimento. Saranno una Pasqua e una Pasquetta all'insegna dello sbalzo termico, con il clima via via sempre più caldo fino ad arrivare a picchi di ben 27-28°C nel corso della prossima settimana. Se le condizioni saranno stabili e soleggiate, attenzione però al pericolo del 'ribaltone estremo', le cui conseguenze in quota potrebbero portare a una fase di acuto stress idrogeologico nonostante la fine delle piogge. Sono queste le previsioni meteo degli esperti per la giornata di oggi, sabato 4 aprile, e per i giorni a venire.
Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media de iLMeteo.it, avverte quindi che il problema principale sarà legato all'imminente ed eccezionale sbalzo termico: "Le temperature in quota schizzeranno fino a 15°C, causando una repentina perdita di coesione del manto nevoso da poco accumulato. Non assisteremo alla classica e benefica fusione graduale, ma a un rilascio d'acqua massiccio e improvviso".
La neve si trasformerà in una massa pesante e instabile, facendo aumentare a dismisura il rischio di pericolose valanghe di fondo. Allo stesso tempo, l'enorme volume d'acqua di fusione della neve metterà sotto fortissima pressione i bacini fluviali: i corsi d'acqua potrebbero gonfiarsi in poche ore e i versanti, già saturi per le precipitazioni dei giorni scorsi, cedere in frane o colate improvvise. Stiamo entrando in una fase di acuto stress idrogeologico che ci impone di mantenere altissima l'attenzione, nonostante le piogge siano ormai cessate.
Nel dettaglio, la giornata di sabato vedrà gli ultimi disturbi confinati al Sud, con qualche isolato piovasco tra bassa Calabria e Sicilia centro-orientale. Nel resto d'Italia le temperature inizieranno a volare ben oltre i 20°C. In sintesi, il bel tempo sarà già prevalente, ma con la suddetta forte insidia idrogeologica su parte d’Italia.
Il clou del bel tempo lo raggiungeremo, poi, tra Pasqua e Pasquetta. L'Italia intera sarà abbracciata da condizioni stabili e soleggiate: i venti soffieranno deboli, i mari (attualmente molto mossi o agitati) si calmeranno e le temperature massime toccheranno diffusamente i 25-26°C. Il picnic del Lunedì dell'Angelo sarà “blindato” e garantito con sole prevalente.
Dopo Pasquetta, la stabilità atmosferica verrà addirittura rafforzata ulteriormente dalla persistenza dell'Anticiclone Africano: il clima diventerà via via più caldo con picchi simil-estivi di 27-28°C tra martedì e giovedì, specialmente nei fondovalle alpini e in Sardegna.
Passeremo in pochissimi giorni dall'essere 5°C sotto la media a 5°C sopra la media. Un "ribaltone" estremo di 10 gradi che ci proietterà dalla neve al sole pieno. Godiamoci dunque la tanto attesa Primavera, ma senza dimenticare una delle regole fondamentali dell'idrogeologia: “Le frane, le valanghe e le alluvioni possono avvenire purtroppo anche con il cielo sereno.”
Sabato 4. Al Nord: soleggiato e più caldo. Al Centro: soleggiato e mite. Al Sud: sole prevalente.
Domenica 5. Al Nord: soleggiato e fino a 25-26°C. Al Centro: soleggiato e più caldo fino a 25°C. Al Sud: soleggiato e mite quasi ovunque.
Lunedì 6. Al Nord: soleggiato e caldo. Al Centro: cielo a tratti nuvoloso. Al Sud: soleggiato e più caldo. Tendenza: anticiclone in ulteriore rinforzo, in arrivo i primi 28°C!

(Adnkronos) - La premier Giorgia Meloni, in missione nel Golfo, conclude la prima tappa della visita - durante la quale sono previsti incontri anche con i leader di Qatar ed Emirati Arabi Uniti - ripartendo da Gedda, dove ieri sera è stata ricevuta dal principe ereditario e primo ministro dell’Arabia Saudita, Mohammed bin Salman.
E' quanto si legge in una nota di Palazzo Chigi. La presidente del Consiglio "ha voluto esprimere, con la sua presenza, la vicinanza dell’Italia all’Arabia Saudita". Nel corso del colloquio, si legge ancora, "i due leader hanno discusso dell’assistenza militare difensiva fornita dall’Italia, confrontandosi sulle prospettive del conflitto e sugli sforzi in corso per una soluzione diplomatica e, più ampiamente, su come promuovere un quadro regionale che possa uscire dall’attuale ciclo di conflittualità. L’incontro ha anche permesso di discutere di come assicurare gli approvvigionamenti energetici e ridurre l’impatto della crisi su imprese e cittadini". I due leader, si spiega, hanno anche concordato sull’importanza di assicurare al più presto la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz.
La presidente Meloni e il principe Mohammed hanno infine discusso del partenariato strategico lanciato tra le due Nazioni in occasione della precedente missione del Presidente del Consiglio ad Al-Ula (gennaio 2025) e hanno concordato sull’importanza, ancora più nell’attuale scenario regionale e internazionale, di sviluppare una cooperazione ad ampio raggio su economia, investimenti, infrastrutture strategiche, sicurezza e difesa.

(Adnkronos) - Torna oggi, sabato 4 aprile, 'Citofonare Rai2'. L'appuntamento è alle 11.15 su Rai 2 per poi replicare anche domani, domenica 5 aprile, alla stessa ora.
Al timone torna Paola Perego, affiancata da un volto amato che mancava in tv da un po': Paola Barale. Un binomio nato da un feeling immediato, come hanno raccontato le due conduttrici in una conversazione a tu per tu con l'Adnkronos: "Sono emozionata, mi sento come al primo giorno di scuola. Dopo tutto questo tempo non ci speravo più, sono molto felice", spiega Barale. "Con Paola c'è molta sintonia, siamo complementari, stiamo bene insieme perchè siamo molto diverse: lei è alta 1,76, io 1,67, lei longilinea, lei carnagione scura io chiara, lei mora e io bionda... Poi lei è più navigata, io devo ricominciare ad andare in bicicletta".
Il duo è già televisivamente collaudato: le due signore della tv avevano già lavorato insieme nel 2008 nel reality 'La Talpa', dove Perego conduceva dallo studio e Barale era inviata sul campo. "Con Paola ho sentito da subito una grande sintonia -conferma Paola Perego- L'ho fortemente voluta perchè è una donna libera e diretta, come me".
Tra le novità del programma la presenza di Cristina Fogazzi, conosciuta come 'l’Estetista cinica', con oltre 1 milione di follower su Instagram, che darà consigli di bellezza alle telespettatrici.
Nel cast fisso tornano volti ormai indissolubilmente legati alla trasmissione: Gene Gnocchi con la sua ironia surreale, l’astrologo Simon & The Stars, il duo Pi.Erra formato da Santo Pirrotta e Rossella Erra, e la Band Isola delle Rose. La new entry sono i Gemelli di Guidonia, artisti eclettici capaci di trasformare musica e attualità in puro spettacolo, e l’attore Marco Capretti, protagonista di uno spazio “on the road”.
Ospiti di questa prima puntata saranno Rita Forte, Michele Cucuzza e Marisa Laurito per un viaggio tra teche, ricordi e aneddoti che raccontano un pezzo di televisione e di Paese.
I Pi.Erra - Santo Pirrotta e Rossella Erra - inaugurano una nuova linea narrativa: ogni settimana una monografia del gossip, un ritratto pop e approfondito di un grande personaggio. Il primo 'dossier' è dedicato a Fiorello, tra carriera, successi e vita privata. Spazio poi agli animali: Paola Barale guida una rubrica con un esperto educatore per esplorare il rapporto con gli amici a quattro zampe, tra consigli pratici e storie quotidiane.

(Adnkronos) - Torna in campo la Lazio. Oggi, sabato 4 aprile, i biancocelesti sfidano il Parma - in diretta tv e streaming - nella 31esima giornata di Serie A. La squadra di Sarri è reduce dalla vittoria contro il Bologna prima della sosta, battuto 2-0 al Dall'Ara grazie alla doppietta di Taylor, mentre i ducali sono stati sconfitti in casa dalla Cremonese con lo stesso risultato.
La sfida tra Lazio e Parma è in programma oggi, sabato 4 aprile, alle ore 20.45. Ecco le probabili formazioni:
Lazio (4-3-3): Motta; Marusic, Gila, Romagnoli, Tavares; Dele-Bashiru, Cataldi, Taylor; Isaksen, Maldini, Noslin. All. Sarri
Parma (5-3-2): Suzuki; Britschgi, Delprato, Circati, Valenti, Valeri; Ondrejka, Keita, Sorensen; Strefezza, Pellegrino. All. Cuesta
Lazio-Parma sarà trasmessa in diretta televisiva sui canali Dazn, visibili tramite smart tv, ma anche su quelli SkySport. La partita sarà inoltre disponibile in streaming sulla piattaforma web di Dazn, sull'app SkyGo e su NOW.

(Adnkronos) - La Fiorentina torna in campo in Serie A. Oggi, sabato 4 aprile, i viola affrontano il Verona in trasferta in uno degli anticipi della 31esima giornata di campionato. La squadra di Vanoli dovrà rilanciarsi nella corsa salvezza dopo l'ottimo pareggio contro l'Inter, prima della sosta, mentre i gialloblù, penultimi, hanno un disperato bisogno dei tre punti per continuare a sperare nella permanenza nella massima serie. Ecco orario, probabili formazioni e dove vedere la partita in tv e streaming.
Ecco le probabili formazioni di Verona-Fiorentina, in campo oggi alle 18:
Verona (3-5-2) Montipò; Edmundsson, Nelsson, Valentini; Belghali, Akpa Akpro, Gagliardini, Harroui, Frese; Bowie, Orban. All. Sammarco.
Fiorentina (4-3-3) De Gea; Parisi, Pongracic, Ranieri, Gosens; Ndour, Fagioli, Brescianini; Harrison, Kean, Gudmundsson. All. Vanoli
Verona-Fiorentina sarà visibile in diretta e in esclusiva su Dazn. Gli utenti con abbonamento sia a Dazn che a Sky potranno vedere la partita anche su Dazn 2, al canale 215 di Sky Sport, con l'opzione Zona Dazn. Sfida visibile anche in streaming sull'app di Dazn.
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Sarda News - Notizie in Sardegna
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