
(Adnkronos) - Tadej Pogacar trionfa per la terza volta in carriera nel Giro delle Fiandre oggi 6 aprile 2026, conquistando la seconda Classica monumento della stagione con partenza da Anversa e arrivo a Oudenaarde dopo 271 km. Lo sloveno della Uae team Emirates si impone in solitaria davanti all'olandese Mathieu Van der Poel (Alpecin-Premier Tech), che si stacca sull'ultimo passaggio sull'Oude Kwaremont a circa 20 km dal traguardo. A completare il podio il belga Remco Evenepoel (Red Bull-Bora Hasgrohe). Pogacar realizza anche la doppietta Sanremo-Fiandre nella stessa stagione, un'impresa riuscita solo a Eddy Merckx nel 1969 e nel 1975.

(Adnkronos) - "Aprite quel caz.. di Stretto o finirete all'inferno". Parola di Donald Trump, che nel giorno del salvataggio del secondo pilota Usa disperso in Iran, sbotta su Truth Social contro Teheran, lanciando un nuovo monito al Paese.
"Martedì in Iran sarà il 'Giorno delle centrali elettriche' e il 'Giorno dei ponti', tutto in uno. Non ci sarà niente di simile!", scrive Trump, ricordando a Teheran l'ultimatum affinché trovi un accordo con gli Usa entro le 18 di martedì (le 2 di notte italiane), o "si scatenerà l'inferno". "Aprite quel fottuto Stretto, pazzi bastardi, o finirete all'inferno – vedrete! Sia lodato Allah", la promessa del tycoon.
"Il tempo per l'Iran sta finendo", aveva detto già ieri Trump sulla riapertura dello Stretto di Hormuz. Il presidente degli Stati Uniti ha congelato fino al 6 aprile gli attacchi contro le centrali e le infrastrutture energetiche di Teheran. In assenza di novità sostanziali, quindi, la guerra dovrebbe entrare in una nuova fase. Lo Stretto di Hormuz, decisivo per il 20% del commercio mondiale di petrolio, da settimane è paralizzato dall'Iran con effetti sul costo del greggio e sui prezzi dei carburanti, caratterizzati da aumenti rilevanti in molti paesi, Italia compresa.

(Adnkronos) - "Aprite quel caz.. di Stretto o finirete all'inferno". Parola di Donald Trump che, nel giorno del salvataggio del secondo pilota Usa disperso in Iran, sbotta su Truth Social contro Teheran, lanciando un nuovo monito al Paese in vista della scadenza dell'ultimatum. Il presidente degli Stati Uniti torna a chiedere la riapertura dello Stretto a poche ore dalla deadline che sembra, però, essere slittata da lunedì a martedì come ha scritto su Truth. "Martedì, ore 20 (fuso orario della costa orientale degli Stati Uniti)!" ha scritto. Con il messaggio di poco fa sembrerebbe concedere ulteriori 24 ore di tempo prima che gli Usa colpiscano centrali elettriche e infrastrutture energetiche della Repubblica islamica.
"Martedì in Iran sarà il 'Giorno delle centrali elettriche' e il 'Giorno dei ponti', tutto in uno. Non ci sarà niente di simile!", scrive Trump, ricordando a Teheran l'ultimatum affinché trovi un accordo con gli Usa entro le 18 di martedì (le 2 di notte italiane), o "si scatenerà l'inferno". "Aprite quel fottuto Stretto, pazzi bastardi, o finirete all'inferno – vedrete! Sia lodato Allah", la promessa di Trump nel messaggio affidato ai social. "Se non fanno un accordo in fretta, sto valutando di far saltare tutto in aria e prendere il controllo del petrolio. Vedrete ponti e centrali elettriche crollare ovunque", dice il presidente a Fox News dopo la pubblicazione del messaggio. Come ormai abitudine, Trump rilascia dichiarazioni a pioggia ad un elenco di testate americane, con concetti e posizioni spesso contrastanti: "Credo che riusciremo ad avere un accordo entro domani", dice a Fox News.
Il tempo per l'Iran sta finendo", aveva detto già ieri Trump sulla riapertura dello Stretto di Hormuz. Il presidente degli Stati Uniti ha congelato gli attacchi contro le centrali e le infrastrutture energetiche di Teheran. In assenza di novità sostanziali, quindi, la guerra dovrebbe entrare in una nuova fase. Lo Stretto di Hormuz, decisivo per il 20% del commercio mondiale di petrolio, da settimane è paralizzato dall'Iran con effetti sul costo del greggio e sui prezzi dei carburanti, caratterizzati da aumenti rilevanti in molti paesi, Italia compresa.
L'Iran, dall'ultimatum inviato 10 giorni fa e più volte ribadito da Trump, non ha sostanzialmente modificato la propria posizione. Teheran continua a ribadire che il passaggio è vietato alle navi di paesi vicini a Usa e Israele. Negli ultimi giorni, secondo i report, è stato consentito il transito ad una nave turca e ad un portacontainer francese.

(Adnkronos) - Esordio vincente per Jannik Sinnner nel doppio al torneo Atp Masters 1000 di Montecarlo (terra, montepremi 6.309.095 euro). L’azzurro, in coppia con il belga Zizou Bergs, ha superato il ceco Tomas Machac ed il norvegese Casper Ruud col punteggio di 6-4, 7-5 in un'ora e 23 di partita.
Già vincitore di un titolo in doppio (nel 2021 sul cemento di Atlanta, con Reilly Opelka), Sinner è stato presenza fissa nel torneo del Principato dal 2021 al 2024, vincendo un match solo nel 2023, in coppia con Diego Schwartzman. Con Bergs, invece, era una prima volta assoluta, e il loro torneo proseguirà negli ottavi di finale contro il vincente della sfida tra Guido Andreozzi/Manuel Guinard (coppia numero 8 del seeding) e i fratelli Tsitsipas, Stefanos e Pavlos.

(Adnkronos) - Trentadue migranti sono stati salvati e fatti sbarcare a Lampedusa dopo essere stati soccorsi in acque Sar libiche. Il naufragio del barcone su cui si trovavano sarebbe avvenuto a 70 miglia dalle coste libiche e al momento sono stati recuperati due cadaveri. Le ricerche di possibili dispersi, come indicato dai superstiti, sono in corso e le operazioni sono coordinate dalla Guardia Costiera libica.
“Tragico naufragio di Pasqua: 32 superstiti, due corpi senza vita recuperati, oltre 70 persone disperse. Ieri pomeriggio un’imbarcazione in legno con 105 donne, uomini e bambini, salpata da Tajoura in fuga dalla Libia, si è rovesciata in zona Sar sotto controllo libico”, racconta Mediterranea Saving Humans in un post su X.
“Sono intervenute in soccorso le navi mercantili Saavedra Tide e Ievoli Grey, che ha recuperato 32 superstiti e 2 corpi senza vita, tutti sbarcati stamattina a Lampedusa - si legge nel post - Altre 70 persone sono disperse in mare. Siamo vicini al dolore dei sopravvissuti, delle famiglie e degli amici. Quest’ennesimo naufragio non è una tragica fatalità, ma conseguenza delle politiche dei governi europei, che rifiutano di aprire canali d’ingresso legali e sicuri".

(Adnkronos) - Gli uomini tedeschi in età da servizio militare dovranno chiedere il permesso all'esercito per lasciare il Paese per periodi superiori a tre mesi. Il governo tedesco, spiega il Telegraph, ha infatti introdotto un nuovo regime di servizio militare che prevede che tutti gli uomini nati dopo il 2008 debbano sottoporsi a una visita medica e rispondere a domande sulla propria idoneità al servizio.
La legge include anche una clausola secondo cui i giovani di età compresa tra i 17 e i 45 anni necessitano di un permesso della Bundeswehr, l'esercito tedesco, per poter lasciare la Germania per periodi più lunghi di tre mesi. La nuova legge, spiega ancora la testata, mira a limitare gli spostamenti degli uomini in età da servizio militare in caso di crisi nazionale, come ad esempio una guerra. "Gli uomini che hanno compiuto 17 anni - recita la nuova norma - devono ottenere l'autorizzazione dal centro di reclutamento competente delle forze armate tedesche se desiderano lasciare la Repubblica Federale di Germania per più di tre mesi".
Questo avviene, nota ancora il Telegraph, mentre la Germania si sta rapidamente riarmando e rimobilitando, pianificando di potenziare le proprie forze armate in vista di un possibile crollo della Nato e delle crescenti minacce di guerra con la Russia.
In Germania il servizio militare non è obbligatorio, tuttavia la nuova legge consente ai politici tedeschi di arruolare, in un secondo momento, i giovani di età compresa tra i 17 e i 45 anni qualora non vengano raggiunti gli obiettivi di reclutamento. La legge precedente prevedeva una clausola simile relativa ai permessi di uscita per periodi prolungati all'estero. All'epoca, la normativa stabiliva che i giovani in età da combattimento sarebbero stati chiamati alle armi solo in caso di emergenza di sicurezza.

(Adnkronos) - Prima Pasqua da Papa per Leone XIV, che oggi ha celebrato la messa in Piazza San Pietro e impartito la benedizione Urbi et Orbi dalla Loggia Centrale della Basilica. Al termine della benedizione, il Pontefice ha concesso l’indulgenza plenaria ai 50mila fedeli che hanno seguito la celebrazione. Poi il bagno di folla in papamobile tra i pellegrini giunti a San Pietro.
“Ci stiamo abituando alla violenza, ci rassegniamo ad essa e diventiamo indifferenti. Indifferenti alla morte di migliaia di persone. Indifferenti alle ricadute di odio e divisione che i conflitti seminano. Indifferenti alle conseguenze economiche e sociali che essi producono e che pure tutti avvertiamo”, il grido di dolore del Papa, che non cita le zone di conflitto.
“C’è una sempre più marcata ‘globalizzazione dell’indifferenza’, per richiamare un’espressione cara a Papa Francesco, - ha poi osservato Leone ricordando il predecessore - che un anno fa da questa loggia rivolgeva al mondo le sue ultime parole, ricordandoci: ‘Quanta volontà di morte vediamo ogni giorno nei tanti conflitti che interessano diverse parti del mondo!’ La croce di Cristo ci ricorda sempre la sofferenza e il dolore che circondano la morte e lo strazio che essa comporta”.
“È vero - ha detto ancora Leone - chemolte volte sembra che Dio non esista: vediamo ingiustizie, cattiverie, indifferenze e crudeltà che non diminuiscono. Però è altrettanto certo che nel mezzo dell’oscurità comincia sempre a sbocciare qualcosa di nuovo”, ha aggiunto.
E ancora: "Convertiamoci alla pace di Cristo! Facciamo udire il grido di pace che sgorga dal cuore! Per questo - annuncia quindi il Pontefice -, invito tutti a unirsi a me nella veglia di preghiera per la pace che celebreremo qui in Basilica di san Pietro il prossimo sabato, 11 aprile”.
“In questo giorno di festa,- ha poi ammonito - abbandoniamo ogni volontà di contesa, di dominio e di potere, e imploriamo il Signore che doni la sua pace al mondo funestato dalle guerre e segnato dall’odio e dall’indifferenza che ci fanno sentire impotenti di fronte al male. Al Signore raccomandiamo tutti i cuori che soffrono e attendono la vera pace che solo Lui può dare. Affidiamoci a Lui e apriamogli il nostro cuore! Solo Lui fa nuove tutte le cose”.

(Adnkronos) - Da noi... a ruota libera torna oggi, domenica 5 aprile, con un nuovo appuntamento alle 17.20 su Rai 1. Tanti gli ospiti in studio anche nel giorno di Pasqua.
Ci sarà Maurizio Battista, comico e attore da sempre impegnato tra cinema, tv e teatro, noto per il suo stile romano e ironico. Alessio Boni, volto di numerose fiction e film di successo, attualmente protagonista di un classico senza tempo, il celebre capolavoro di Miguel de Cervantes 'Don Chisciotte', al cinema dal 26 marzo. A seguire, Pif e Giusy Buscemi, dal 2 aprile sul grande schermo con 'Che Dio perdona a tutti', il nuovo film diretto dallo stesso Pif, autore anche dell’omonimo romanzo da cui il film è tratto.

(Adnkronos) - Sole e temperature in deciso rialzo sull'Italia in tempo per il weekend di Pasqua e Pasquetta. Dopo il maltempo degli ultimi giorni, con tante piogge e nevicate fino a bassa quota al Centro Sud, si apre così una fase decisamente stabile e molto calda che ci accompagnerà anche nel corso della prossima settimana, con picchi fino a ben 28°C. Sono queste le previsioni meteo degli esperti per la giornata di oggi, domenica 5 aprile, e per i giorni a venire.
Mattia Gussoni, meteorologo de iLMeteo.it, conferma la svolta a livello emisferico con l'arrivo del primo caldo del 2026. Un robusto campo di alta pressione garantirà infatti condizioni di assoluta stabilità almeno fino a Venerdì 10 Aprile, spazzando via le piogge e regalando giornate di sole pieno da Nord a Sud. A dominare la scena sarà un vasto promontorio anticiclonico di natura subtropicale africana, che per la prima volta quest'anno imporrà il proprio dominio non solo sul bacino del Mediterraneo, ma su buona parte dell'Europa centro-occidentale.
Questa configurazione atmosferica porterà, oltre ai cieli sereni, anche un significativo balzo in avanti delle temperature: i valori massimi schizzeranno diffusamente sui 24-25°C, specialmente sulle pianure del Nord, lungo la fascia tirrenica, in Puglia e sulle due Isole Maggiori. Via libera al primo caldo di stagione con picchi isolati capaci di sfiorare addirittura i 27-28°C nei fondivalle alpini, come a Trento e Bolzano, e in diverse zone della Sardegna.
Aprile si conferma un mese di grandi contrasti sotto il profilo meteo-climatico: dopo il maltempo intenso degli ultimi giorni, passeremo ora da un estremo all'altro, preparandoci a vivere una fase decisamente anomala e fin troppo calda per le medie del periodo. Queste settimane di transizione risultano infatti spesso contraddistinte da forti escursioni termiche nel giro di pochissimi giorni e da episodi di marcata instabilità. Ci troviamo in quella parte dell'anno in cui i cosiddetti "scambi meridiani" (correnti atmosferiche sull'asse nord-sud) vengono particolarmente esaltati, con masse d'aria completamente diverse a contendersi lo scacchiere europeo: da una parte le ultime incursioni fredde e instabili in discesa dalle alte latitudini, dall'altra le prime fiammate di caldo in risalita dall'Africa.
Per il momento godiamoci una Pasqua e una Pasquetta all’insegna del sole e del primo caldo di stagione; almeno per i prossimi 5 giorni le piogge resteranno ben lontane dall’Italia.
Domenica 5. Al Nord: soleggiato e fino a 25-26°C. Al Centro: soleggiato e più caldo fino a 25°C. Al Sud: soleggiato e mite quasi ovunque.
Lunedì 6. Al Nord: soleggiato, caldo fino a 25-26°C. Al Centro: sole e caldo fino a 25°C. Al Sud: soleggiato e più caldo.
Martedì 5. Al Nord: soleggiato, caldo. Al Centro: bel tempo caldo. Al Sud: sole prevalente. Tendenza: anticiclone in ulteriore rinforzo, in arrivo i primi 27-28°C.

(Adnkronos) - Il Bologna torna in campo in Serie A nella domenica di Pasqua. Oggi, 5 aprile, i rossoblù affrontano la Cremonese in trasferta allo stadio Zini. I grigiorossi di Giampaolo vanno a caccia di punti importanti per la salvezza, la squadra di Italiano (al momento nona in classifica) affronterà in settimana l'andata dei quarti di Europa League contro l'Aston Villa. Ecco orario, probabili formazioni e dove vedere la partita in tv e streaming.
Ecco le probabili formazioni di Cremonese-Bologna, in campo oggi alle 15:
Cremonese (4-4-2) Audero, Terracciano, Baschirotto, Luperto, Pezzella, Barbieri, Grassi, Maleh, Vandeputte, Bonazzoli, Okereke. All. Giampaolo
Bologna (4-3-3) Ravaglia, Joao Mario, Lucumí, Heggem, Miranda, Sohm, Freuler, Ferguson; Orsolini, Castro, Cambiaghi. All. Italiano
Cremonese-Bologna sarà disponibile su Dazn, ma anche su Sky per gli abbonati con Zona Dazn (canale 214). Partita visibile in streaming sull'app di Dazn.

(Adnkronos) - L’Iran ha poche ore di tempo per "fare un accordo" o riaprire lo Stretto di Hormuz, altrimenti si "scatenerà l'inferno". Arriva l'ultimo avvertimento lanciato dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump, mentre si avvicina la scadenza fissata al 6 aprile alle 20 (ora americana): se lo Stretto non verrà riaperto, con la ripresa del commercio di petrolio, gli Usa inizieranno a colpire le centrali e le infrastrutture energetiche di Teheran. Si tratta dell’ennesimo ultimatum in una sequenza di pressioni e rinvii che va avanti dal 21 marzo.
La replica dell'Iran anche questa volta non ha tardato ad arrivare. Il generale Ali Abdollahi Aliabadi, in una dichiarazione rilasciata dal quartier generale centrale di Khatam al-Anbiya, ha affermato che la minaccia di Trump è stata "un'azione disperata, nervosa, squilibrata e stupida". E, riprendendo il linguaggio religioso del post di Trump sui social media, ha avvertito che "il semplice significato di questo messaggio è che le porte dell'inferno si apriranno per voi". "L'illusione di sconfiggere la Repubblica Islamica dell’Iran si è trasformata in una palude in cui affonderete", ha detto il portavoce di Teheran.
Quel giorno, Trump aveva minacciato di "colpire e distruggere" le principali centrali energetiche iraniane se Teheran non avesse riaperto lo Stretto entro 48 ore. "Se l'Iran non apre totalmente lo Stretto di Hormuz senza minacce entro 48 ore, gli Stati Uniti colpiranno e distruggeranno le sue centrali energetiche a partire dalla più grande", aveva scritto il presidente su Truth.
Due giorni dopo, il 23 marzo, era però arrivato un cambio di linea, con l’annuncio di una pausa di cinque giorni negli attacchi e il riferimento a colloqui "molto buoni e produttivi" tra le parti. "Sono lieto di annunciare che negli ultimi due giorni gli Stati Uniti e l'Iran hanno avuto colloqui molto positivi e produttivi riguardo a una risoluzione completa e totale delle nostre ostilità in Medio Oriente", aveva annunciato il presidente americano. Il primo risultato concreto era lo stop all'attacco minacciato contro le centrali iraniane: "Ho dato istruzioni al dipartimento per la Guerra di rinviare ogni attacco militare contro le centrali elettriche e le infrastrutture energetiche iraniane per un periodo di cinque giorni". “Non c’è alcun dialogo tra Teheran e Washington”, aveva riferito l’agenzia statale Mehr, sostenendo che Trump avrebbe fatto le sue dichiarazioni “per far scendere i prezzi dell’energia”.
Il 27 marzo è scattata la nuova proroga: il presidente americano aveva dichiarato di voler sospendere per dieci giorni le operazioni contro le infrastrutture energetiche iraniane, sostenendo che la decisione fosse arrivata dopo una richiesta di Teheran. La nuova scadenza è stata così fissata al 6 aprile. Dieci giorni di tregua, aveva detto il numero 1 della Casa Bianca, concessi per favorire i negoziati e arrivare alla riapertura dello Stretto di Hormuz, paralizzato da settimane con conseguenze sul mercato del petrolio e sui prezzi dei carburanti. "Hanno chiesto altro tempo, hanno chiesto una settimana. Io gli ho dato 10 giorni", aveva detto Trump a Fox News.
"I colloqui procedono e vanno molto bene", aveva quindi scritto il presidente sul social Truth. "L'Iran ci sta implorando per avere un accordo ma non so se potremo averlo. Non so se siamo disposti ad averlo", aveva aggiunto Trump nella riunione del suo gabinetto alla Casa Bianca. Dagli Usa nel frattempo era arrivato un piano di 15 punti che prevedeva la rinuncia dell'Iran al programma nucleare e l'apertura dello Stretto di Hormuz, la via del petrolio bloccata da settimane con effetti pesantissimi sui prezzi del greggio e dei carburanti. Teheran aaveva però replicato ponendo le proprie condizioni: il programma missilistico resta e lo Stretto rimane sotto la gestione della Repubblica islamica.

(Adnkronos) - Torna la Serie A a Pasqua e oggi, domenica 5 aprile, il menù del campionato regala il big match tra Inter e Roma. A San Siro, in serata, i nerazzurri ospiteranno i giallorossi in una sfida pesantissima in ottica scudetto e Champions League. La squadra di Chivu, capolista a +6 sul Milan, con un successo potrebbe sfruttare l'altro scontro diretto tra i rossoneri e il Napoli, mettendo una seria ipoteca sul titolo. Gli uomini di Gasperini non possono invece perdere terreno dal Como, quarto in classifica, con tre punti di vantaggio sui capitolini. Ecco orario, probabili formazioni e dove vedere la partita in tv e streaming.
Ecco le probabili formazioni di Inter-Roma, in campo alle 20:45:
Inter (3-5-2) Sommer; Bisseck, Akanji, Bastoni; Dumfries, Barella, Calhanoglu, Zielinski, Dimarco; Lautaro, Pio Esposito. All. Chivu
Roma (3-4-2-1) Svilar; Mancini, Ndicka, Hermoso; Celik, Pisilli, Cristante, Rensch; Soulé, Pellegrini; Malen. All. Gasperini
Inter-Roma sarà disponibile su Dazn, ma anche su Sky per gli abbonati con Zona Dazn (canale 214). Partita visibile in streaming sull'app di Dazn.

(Adnkronos) - Verissimo omaggia oggi Enrica Bonaccorti. A ricordare la conduttrice, scomparsa lo scorso 12 marzo, sarà ospite in studio la figlia Verdiana, sempre stata al fianco della madre nella battaglia contro la malattia.
E' stata una delle grandi signore della tv italiana e conduttrice televisiva di enorme successo, oltre che paroliera di canzoni indimenticabili come 'La lontananza' e 'Amara terra mia'.
Enrica Bonaccorti è morta all'età di 76 anni in una clinica romana in seguito alle complicazioni di un tumore al pancreas diagnosticato a metà del 2025.
È stata per quasi mezzo secolo un volto familiare, uno di quelli che per anni sono entrati nelle case degli italiani con naturalezza, attraversando le fasce orarie, i generi e persino le stagioni della televisione senza mai apparire fuori posto. La sua carriera - da 'Italia Sera' a 'Pronto, chi gioca?' fino a 'Non è la Rai' - racconta l'evoluzione della tv generalista italiana, dal servizio pubblico degli anni Settanta al boom dell'intrattenimento degli Ottanta, fino alle nuove piattaforme del nuovo millennio.
Enrica Bonaccorti arriva alla televisione dopo un percorso articolato che passa dal teatro, dal cinema e dalla radio. Ma è il piccolo schermo a darle la vera consacrazione popolare. L'esordio televisivo avviene nel 1978, quando la Rai le affida la conduzione de 'Il sesso forte', un gioco a premi che intercetta con intelligenza e ironia il clima di cambiamento del Paese.
Nel 1983 diventa uno dei volti centrali di 'Italia sera', il primo preserale di Rai 1. Il programma segna una svolta nel modo di fare televisione: informazione, attualità, costume e cronaca si mescolano in una formula nuova, più discorsiva, più vicina al pubblico.
Nel 1985 arriva il momento che la consegna definitivamente alla storia della televisione italiana: 'Pronto, chi gioca?'. Dopo l'addio di Raffaella Carrà, passata a Canale 5, la Rai le affida uno dei programmi più delicati del palinsesto. La scommessa è rischiosa, ma vinta. Sa ascoltare, improvvisare, gestire la diretta con sicurezza. Arrivano un Telegatto e l'Oscar Tv come personaggio femminile dell'anno, consacrandola come uno dei volti simbolo della Rai degli anni Ottanta.
Nel 1987, in un clima di forte tensione interna all'azienda, decide di lasciare la Rai. Il passaggio alla Fininvest si inserisce nella grande 'campagna acquisti' voluta da Silvio Berlusconi, che porta sulle reti commerciali alcuni dei volti più noti del servizio pubblico. Per Bonaccorti è l'inizio di una nuova fase.
Nel 1991 inaugura la diretta televisiva di Canale 5 con la prima edizione di 'Non è la Rai', un programma destinato a diventare un fenomeno generazionale, ma in quella fase iniziale porta chiaramente l'impronta di Bonaccorti: più controllo, più struttura, un'impostazione che guarda ancora al varietà classico.
Con il passare degli anni, Bonaccorti sceglie di ridurre la presenza continuativa in video, ma non scompare mai davvero dal piccolo schermo.
Il cinema arriva quasi in parallelo, prima in modo marginale poi con ruoli più riconoscibili nei primi anni Settanta. Recita in film popolari e d'autore, da Lina Wertmüller a Pasquale Festa Campanile, attraversando anche il filone della commedia sexy all'italiana senza mai restarne intrappolata.
La carriera teatrale procede in modo frammentario, rallentata prima dalla nascita della figlia Verdiana nel 1974, poi da un'intensa attività radiofonica.
Negli ultimi anni, tra libri, apparizioni televisive e un ritorno al cinema con 'Una relazione' di Stefano Sardo presentato alla Mostra del Cinema di Venezia nel 2021, la sua figura assume un tono più intimo e riflessivo. Nel 2020 rivela di soffrire di prosopagnosia, la difficoltà a riconoscere i volti, raccontandola senza vittimismo.
All'inizio dell'autunno 2025 rende pubblica la malattia più dura: un tumore al pancreas, affrontato con la stessa franchezza che ha sempre caratterizzato il suo rapporto con il pubblico. Enrica Bonaccorti resta così: una professionista che ha abitato la televisione senza lasciarsi definire solo da essa, che sarà ricordata da tanti spettatori per il suo tratto elegante.
Lo scorso 25 gennaio era stata ospite a Verissimo, nel salotto di Silvia Toffanin dove aveva raccontato che il suo tumore al pancreas non si era ridotto. "Speravo che andasse meglio, ho ripreso a fare la chemio perché non era cambiato molto. Ci sono giorni in cui va bene e giorni in cui va molto male, ma devo andare avanti così", aveva spiegato Bonaccorti.
Il tumore non era più operabile: "Fra qualche mese devo rifare le analisi e sperare di poter essere operata", aveva aggiunto.
A Mara Venier, ospite a Domenica In, aveva raccontato le sue speranze: "Non sono pessimista, voglio essere ottimista: la medicina è andata molto avanti in questo settore. Trasmetto leggerezza? Esternamente, dentro di me sono molto melanconica di natura", aveva aggiunto.

(Adnkronos) - Silvia Toffanin torna oggi, domenica 5 aprile, con un nuovo appuntamento di Verissimo. Tra gli ospiti e le interviste di oggi, Federica Bonaccorti e Verdiana, la figlia di Enrica Bonaccorti.
A Verissimo, le emozioni e la carriera di Federica Brignone, culminata ai recenti Giochi Olimpici Invernali con due medaglie d’oro, conquistate a soli dieci mesi dal suo gravissimo infortunio.
Per ricordare Enrica Bonaccorti, grande signora della tv, scomparsa lo scorso 12 marzo, sarà in studio con il suo racconto e commozione, la figlia Verdiana.
E ancora, saranno ospiti i prof del talent di Maria De Filippi Anna Pettinelli ed Emanuel Lo, il super campione di rugby Tommaso Menoncello e Iva Zanicchi.
Infine, a un anno dalla morte di Ilaria Sula, uccisa a coltellate dall’ex fidanzato Mark Samson, saranno in studio i genitori della ragazza Gezime e Flamur.

(Adnkronos) - Nell'operazione di soccorso del secondo pilota del caccia F-15 abbattuto in Iran, gli Stati Uniti "hanno dovuto distruggere due aerei da soccorso HC-130J Combat King II e due elicotteri che, per ragioni sconosciute, non erano riusciti a lasciare l'Iran". A riportarlo, correlando il video alla news, è Clash Report. Le immagini diffuse dalla testata sono le stesse rilanciate dai media statali iraniani, che parlano invece di aerei abbattuti e di "fallimento" dell'operazione Usa.
Gli aerei, si spiega, sono stati fatti esplodere a terra per impedire che cadessero in mani iraniane dopo l'atterraggio in un'area di rifornimento improvvisata. Successivamente, altri tre velivoli HC-130J Combat King II sono stati inviati per proseguire la missione di ricerca e soccorso in combattimento.

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(Adnkronos) - Il rumor inizia sui social e fa velocemente il giro del mondo: Donald Trump sarebbe ricoverato all’ospedale militare Walter Reed, dove i leader Usa vengono solitamente portati in caso di necessità quando si trovano nella capitale americana. Lo stesso Trump era stato portato proprio al Reed nel 2020, quando si era ammalato di COVID-19. A lanciare l'allarme è stato Jon Cooper, uno stratega democratico, sul suo X: “Crescono le indiscrezioni secondo cui Donald Trump si trovi attualmente presso il Walter Reed Medical Center. I dettagli stanno ancora emergendo. Restate sintonizzati”.
Il post è stato condiviso quasi duemila volte, dando il via alle speculazioni, alimentate dal fatto che il presidente americano non si sia fatto vedere in pubblico da mercoledì sera, dopo il suo discorso alla nazione per parlare dell’Iran, e sia rimasto alla Casa Bianca questo weekend, cancellando all’ultimo momento il viaggio programmato alla sua residenza di Mar-a-Lago, in Florida, dove aveva intenzione di trascorrere la Pasqua. A far notizia, inoltre, è il fatto che Trump non sia neanche andato a giocare a golf, come sua abitudine.
Le speculazioni sono aumentate dopo che la Casa Bianca ha annunciato, alle 11:08 di sabato, che il presidente non avrebbe effettuato alcuna apparizione pubblica per il resto della giornata. Di fronte al crescente tam-tam online, lo stesso ufficio stampa presidenziale si è visto costretto a intervenire. Sui social, Steven Chung, il direttore della comunicazione della Casa Bianca, ha descritto la giornata odierna di Trump. E che il presidente abbia trascorso la maggior parte del suo tempo nella residenza per poi trasferirsi nello Studio Ovale dopo le quattro del pomeriggio trova conferma anche nella presenza del marine davanti alla West Wing: l'ingresso è sempre presidiato quando il presidente è al suo interno.
“Non c'è mai stato un presidente che abbia lavorato più duramente per il popolo americano del presidente Trump. In questo fine settimana di Pasqua, ha lavorato senza sosta alla Casa Bianca e nello Studio Ovale. Dio lo benedica”, ha scritto Chung su X, mentre il tempo scorre inesorabilmente verso la scadenza di lunedì fissata dal presidente Usa per la riapertura dello Stretto di Hormuz da parte dell'Iran: con un ultimatum lanciato questa mattina con un post su Truth Trump ha minacciato Teheran di scatenare l’inferno contro il regime, se non riaprirà lo Stretto nelle prossime 48 ore. Una deadline che Teheran avrebbe già rifiutato, con il regime che ha avvertito Stati Uniti e Israele che "l'intera regione diventerà un inferno per loro" se l'escalation continuerà.
Successivamente, nel pomeriggio americano, Trump ha pubblicato un video che mostrava alcuni bombardamenti contro il regime degli ayatollah, accompagnato da un commento: “Molti dei leader militari dell'Iran — che li hanno guidati in modo inadeguato e avventato — sono stati eliminati, insieme a molto altro, con questo massiccio attacco a Teheran!”.
Negli ultimi giorni il repubblicano ha tenuto una serie di incontri a porte chiuse, mentre la permanenza nella capitale si dovrebbe alla volontà del leader americano di preparare i prossimi passi della guerra, una volta che l’ultimatum scadrà, e di seguire da vicino la corsa contro il tempo per recuperare il pilota statunitense ancora disperso in Iran, cercando di soccorrerlo prima che lo catturino gli iraniani. (di Iacopo Luzi)

(Adnkronos) - Mancano meno di due mesi e il quadro delle candidature ormai quasi definito. A fine maggio, il 24 e 25, andranno al voto 15 capoluoghi di Provincia: Venezia, Reggio Calabria, Lecco, Mantova, Arezzo, Pistoia, Prato, Fermo, Macerata, Chieti, Avellino, Andria, Trani, Crotone e Salerno. Otto di questi sono attualmente governati dal centrosinistra e sette dal centrodestra. Occhi puntati in particolare su Venezia e Salerno. Ma se nel capoluogo veneto la corsa è definita, in quello campano niente è ancora deciso. Sul tavolo il possibile 'grande ritorno' di Vincenzo De Luca. 5 Stelle e Avs non ci stanno, il Pd ancora tace.
VENEZIA - A Venezia il centrosinistra ha ufficializzato da tempo la candidatura di Andrea Martella del Pd. Il senatore dem e attuale coordinatore veneto dem tenterà di strappare il comune al centrodestra, che ha messo in campo per il dopo Brugnaro, l'assessore Simone Venturini. Appena 38 anni ma un lungo impegno politico: da 11 anni membro nella giunta Brugnaro, attualmente ricopre le deleghe in ambito di turismo e coesione sociale, è stato eletto per la prima volta consigliere comunale con l'Udc poco più che ventenne. E' di pochi giorni fa l'annuncio del sostegno di Azione che a Venezia si schiererà con il centrodestra.
SALERNO - A Salerno la situazione è ancora in divenire. Nel centrosinistra Vicenzo De Luca sarebbe intenzionato a riproporsi come sindaco. Per contrastrare l'eventuale ritorno, M5S e Avs sostengono la candidatura dell'avvocato Franco Massimo Lanocita. Una coalizione trasversale moderata spinge invece per l’ingegnere Armando Zambrano che raccoglie i consensi di Azione, Casa Riformista e altre sigle centriste ma anche di Forza Italia. Fdi invece è in campo con la candidatura del docente universitario Gherardo Maria Marenghi.
REGGIO CALABRIA E CROTONE - Il centrosinistra cerca di tenere Reggio Calabria, al voto dopo due mandati di Giuseppe Falcomatà,eletto consigliere regionale, con Domenico Battaglia del Pd, vincitore delle primarie il 15 marzo scorso. Per il centrodestra è in campo il segretario regionale di Forza Italia e responsabile nazionale per il Sud, Francesco Cannizzaro. A Crotone si ricandida Vincenzo Voce, già eletto sindaco come civico di centrodestra. A sfidarlo in pole c'è Filippo Sestito, dirigente nazionale Arci, animatore delle lotte ambientaliste e antirazziste in regione. Con lui un blocco che comprende Pd, Demos, M5s, Avs e comitati civici.
LECCO E MANTOVA - Lecco e Mantova sono entrambe guidate dal centrosinistra. A Lecco il sindaco uscente Mauro Gattinoni punta a conquistare un secondo mandato con la coalizione 'Lecco 2031', che vede unite quattro forze politiche - Partito Democratico, Alleanza Verdi e Sinistra, Ambientalmente e Fattore Lecco - rafforzate dal recente appoggio di Italia Viva. Il centrodestra schiera invece Filippo Boscagli di Fdi. il centrodestra al momento non ha trovato la quadra. A Mantova il comune è stato guidato per due mandati da Mattia Palazzi e il centrosinistra dovrebbe puntare sull'assessore all'Ambiente, Andrea Munari. Il centrodestra schiera il moderato Raffaele Zancuoghi.
AREZZO, PISTOIA E PRATO - Arezzo e Pistoia sono attualmente guidate dal centrodestra, Prato dal centrosinistra sebbene la sindaca Ilaria Bugetti si sia dimessa a seguito di un'inchiesta per corruzione. Ad Arezzo dal 2015 la città è governata dal centrodestra, con il sindaco Alessandro Ghinelli. A tentare di strappare il comune sarà Vincenzo Ceccarelli del Pd, già presidente della Provincia di Arezzo, consigliere regionale e assessore. Per Fdi, Lega e Forza Italia correrà Marcello Comanducci, imprenditore nel settore del turismo che è stato assessore nella giunta Ghinelli. A Pistoia, dopo i due mandati di Alessandro Tomasi, il centrodestra schiera la ex vicesindaca Annamaria Celesti. Il centrosinistra sceglierà invece il suo nome con le primarie. In partita ci sono l’ex consigliera regionale Stefania Nesi del Pd vicina a Eugenio Giani e Giovanni Capecchi di Avs. Infine, ancora incerta la partita di Prato dove non ci sono ancora candidati ufficiali. Nel centrosinistra potrebbe tornare in pista l'ex-sindaco per due mandati, Matteo Biffoni, che nonostante sia stato campione di preferenze alle ultime regionali in Toscana non ha avuto ruoli in giunta nè in consiglio regionale.
FERMO E MACERATA - I comuni sono entrambi a trazione centrodestra. A Fermo la sfida è tra l'asessore uscente Alberto Maria Scarfini e Angelica Malvatani, appoggiata Pd, Avs, Italia Viva, M5S, Rifondazione e civiche. A Macerata il candidato sindaco del centrosinistra, è Gianluca Tittarelli, sostenuto da Pd, Avs, M5Stelle, Casa Riformista e le liste civiche, e mira a ’spodestare’ il sindaco uscente, Sandro Parcaroli, la cui candidatura bis è stata sostenuta anche dal leader della Lega, Matteo Salvini.
CHIETI E AVELLINO - A Chieti il sindaco uscente di centrosinistra, Diego Ferrara, lascia il campo a Giovanni Legnini, ex commissario per la ricostruzione, già sottosegretario e vicepresidente del Csm, sostenuto da Pd, M5S, Avs e civiche. Il centrodestra è invece diviso tra Cristiano Sicari e Mario Colantonio, sostenuto dalla Lega. Ad Avellino situazione ancora tutta in divenire. Nessun accordo nel centrosinistra mentre nello schieramento opposto al momento ci sono due nomi in campo: Forza Italia sta con Laura Nargi, ex sindaca, mentre Fdi punta su Fabio Benigni, presidente dell'Ordine degli Avvocati.
ANDRIA E TRANI - I capoluoghi pugliesi sono entrambi guidati da sindaci Pd. Ad Andria si ricandida l'attuale sindaca Giovanna Bruno. A sfidarla Sabino Napolitano di Fdi, 65 anni e medico. A Trani il sindaco Amedeo Bottaro è al secondo mandato e il centrosinistra schiera Marco Galiano, ex sindacalista e dirigente scolastico, appoggiato da Pd, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra, Per Trani, Italia Viva e Più Europa. Il centrodestra schiera anche qui un medico: si tratta dell'urologo Angelo Guarriello.
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(Adnkronos) - Un terremoto di magnitudo 3.2 è stato registrato oggi 4 aprile dalla Sala Sismica INGV-Roma 10 km a nord di Lucera, nel foggiano, alle 22:47:20 ora italiana, a una profondità di 11 km. Gli altri centri vicini sono San Severo (11 chilometri) e Torremaggiore (12 chilometri).

(Adnkronos) - “Non mancano anche ai nostri giorni sepolcri da aprire". Così Papa Leone XIV che oggi ha presieduto, nella Basilica Vaticana, la sua prima Veglia nella notte Santa di Pasqua. Il rito ha avuto inizio nell’atrio della Basilica di San Pietro con la benedizione del fuoco e la preparazione del cero pasquale. Alla processione verso l’Altare con il cero pasquale acceso e il canto dell’Exsultet, hanno fatto seguito la Liturgia della Parola, la Liturgia Battesimale e la Liturgia Eucaristica, concelebrata con i cardinali.
"Il santo mistero di questa notte dissipa l’odio, piega la durezza dei potenti, promuove la concordia e la pace", ha detto il Pontefice: “Così, il diacono, all’inizio di questa celebrazione,- spiega Leone citando il testo che celebra la vittoria della luce sulle tenebre - ha inneggiato alla luce di Cristo Risorto, simboleggiata nel cero pasquale. Da quest’unico cero tutti abbiamo acceso i nostri lumi e, ciascuno portando una fiammella attinta allo stesso fuoco, abbiamo illuminato questa grande basilica. È il segno della luce pasquale, che ci unisce nella Chiesa come lampade per il mondo”. “Questa - ha osservato Leone - è una Veglia piena di luce, la più antica della tradizione cristiana, detta “madre di tutte le veglie”. In essa riviviamo il memoriale della vittoria del Signore della vita sulla morte e sugli inferi”.
“Non mancano anche ai nostri giorni sepolcri da aprire, e spesso le pietre che li chiudono sono così pesanti e ben vigilate da sembrare inamovibili”. E ha chiamato con il loro nome le pietre dei giorni nostri che opprimono e spezzano legami. “Alcune - ha detto Prevost - opprimono l’uomo nel cuore, come la sfiducia, la paura, l’egoismo, il rancore; altre, conseguenza di quelle interiori, spezzano i legami tra noi, come la guerra, l’ingiustizia, la chiusura tra popoli e nazioni”. “Non lasciamocene paralizzare - è il monito - Tanti uomini e donne, nel corso dei secoli, con l’aiuto di Dio, le hanno rotolate via, magari con molta fatica, a volte a costo della vita, ma con frutti di bene di cui ancora oggi beneficiamo. Non sono personaggi irraggiungibili, ma persone come noi che, forti della grazia del Risorto, nella carità e nella verità, hanno avuto il coraggio di parlare, come dice l’Apostolo Pietro, ‘con parole di Dio’ e di agire ‘con l'energia ricevuta da Dio, perché in tutto sia glorificato Dio’”. “Lasciamoci muovere dal loro esempio e in questa Notte santa facciamo nostro il loro impegno, perché ovunque e sempre, nel mondo, crescano e fioriscano i doni pasquali della concordia e della pace”.

(Adnkronos) - Caso Var in Lazio-Parma, anticipo della 31esima giornata di Serie A oggi, sabato 4 aprile. Al minuto 82 della partita, sul risultato di 1-1 (reti di Delprato e Noslin), i gialloblù protestano in maniera vigorosa contro la squadra arbitrale per un rigore non concesso dopo un tocco di braccio in area biancoceleste di Nuno Tavares, al termine di un'azione avviata dal rinvio da fondo campo del portiere Suzuki.
L'arbitro Marcenaro inizialmente lascia correre, poi revisiona il caso al monitor e decide che non è calcio di rigore per un fuorigioco di Pellegrino a inizio azione. Proteste inutili, dunque, da parte degli uomini di Cuesta.
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CAGLIARI – Un vero e proprio deposito di droga è stato scoperto dalla Squadra Mobile, Sezione
SASSARI – Un sassarese pregiudicato, responsabile di una serie di rapine e furti ai danni di attività commerciali
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