
(Adnkronos) - L’estate 2026 segna una svolta nel modo in cui i manager italiani vivono le vacanze. Dopo anni in cui ferie significavano anche telefonate, videocall e pianificazione del rientro, oggi emerge una nuova priorità: recuperare tempo per sé e per i propri affetti, limitando al minimo il lavoro. È quanto emerge dalla nuova ricerca realizzata da AstraRicerche per Manageritalia, la Federazione nazionale dei dirigenti, quadri ed executive professional del commercio, trasporti, turismo, servizi e terziario avanzato, su un campione di oltre 1.000 manager italiani.
Il primo dato è netto: quasi nove manager su dieci, l’86,8%, hanno già fatto o faranno una vacanza tra metà giugno e metà settembre. Ma è soprattutto il modo in cui la vivranno a raccontare il cambiamento. L’Italia torna protagonista. Oltre otto manager su dieci, l’82,8%, scelgono di trascorrere le ferie nel nostro Paese, mentre arretrano quasi tutte le principali destinazioni internazionali, dall’Europa agli Stati Uniti e Africa. Una scelta che riflette il desiderio di contenere i costi senza rinunciare alla qualità della vacanza, ma anche una maggiore prudenza verso uno scenario internazionale segnato da tensioni geopolitiche e incertezze economiche.
Cambia anche il significato stesso della vacanza. Per quasi la totalità degli intervistati, il 97,8%, ferie significa soprattutto dedicare tempo al partner, alla famiglia e il 76,6% agli amici. Per l’88% rappresenta invece l’occasione per recuperare interessi e attività che durante l’anno lavorativo restano inevitabilmente in secondo piano. Sempre meno, quindi, la vacanza viene vissuta come momento di pianificazione professionale o di preparazione al rientro.
Anche sul fronte della connessione emerge una novità significativa: oltre la metà dei manager, il 53%, dichiara che durante le ferie sarà completamente disconnessa o reperibile soltanto per reali emergenze. Sorprende il dato generazionale: sono proprio i manager under 45 a risultare i meno reperibili 63%, mentre la fascia tra i 46 e i 50 anni è quella che mantiene il livello di connessione più elevato (60%). Solo un manager su cinque continuerà invece a lavorare con una reperibilità simile a quella ordinaria.
Per Marco Ballarè, Presidente di Manageritalia sottolinea che ''I manager hanno compreso che il benessere non è in contrapposizione con i risultati, ma anzi ne è una condizione. Saper staccare, recuperare energie e dedicare tempo alle relazioni personali significa tornare al lavoro con maggiore lucidità, motivazione e capacità decisionale. L'equilibrio tra vita e lavoro è oggi una vera competenza manageriale necessaria a garantire anche a tutti i collaborati una adeguata work life balance''.
La disconnessione, tuttavia, non significa un completo abbandono degli strumenti digitali. Lo smartphone continua infatti ad accompagnare molti manager anche durante le ferie: due su cinque vi si dedicano ogni giorno tra i 30 minuti e un'ora per motivi di lavoro, mentre il 30,1% supera l'ora quotidiana e, tra questi, il 7,5% arriva a utilizzarlo per oltre due ore al giorno. Più contenuta la quota di chi riesce a limitarne davvero l'uso: il 29,7% si ferma sotto la mezz'ora al giorno e soltanto il 2% dichiara di non utilizzare affatto lo smartphone per ragioni professionali. Un segnale che racconta come il desiderio di staccare sia sempre più diffuso, ma che il legame con il lavoro, anche in vacanza, resti per molti difficile da interrompere completamente.
In fine se posti di fronte a un trade-off esplicito tra retribuzione e disconnessione totale, i manager italiani mostrano una disponibilità contenuta: solo il 20,8% (5,1% “certamente sì” e 15,7% “probabilmente sì”) rinuncerebbe a una parte dello stipendio in cambio della garanzia di uno stacco completo durante le ferie, mentre quasi quattro su cinque (79,2%) non sarebbero disposti a farlo, con una componente di rifiuto netto (“certamente no”) che da sola vale il 31,8%. Le donne si mostrano leggermente più disponibili al trade-off (22,8% contro 20,1% degli uomini); sul piano anagrafico spicca la fascia 51-55 anni, con il 25,4% di disponibilità, ben più della fascia 46-50 anni (16,0%).
Anche il rientro al lavoro racconta un equilibrio tra entusiasmo e fatica. La voglia di fare resta il sentimento prevalente e coinvolge il 44,7% dei manager, in crescita di 4,4 punti percentuali rispetto al 2025. Seguono la ricerca di nuove sfide (40,4%) e la curiosità verso la ripresa lavorativa (34,6%), entrambe però in calo rispetto allo scorso anno. Allo stesso tempo, emerge con maggiore forza la componente emotiva più critica del ritorno alla quotidianità: la tristezza per la fine delle vacanze sale dal 22,9% al 31,8%, registrando l'aumento più significativo dell'indagine, mentre crescono anche il disagio per le dinamiche aziendali (16,2%) e la percezione di fatica e stress (14,2%). Diminuisce invece l'ottimismo puro, che passa dal 29,1% al 24,5%. Un quadro che evidenzia come i manager affrontino il rientro con energia e spirito propositivo, ma anche con una crescente consapevolezza dell'importanza di preservare il benessere e l'equilibrio tra vita professionale e personale conquistato durante la pausa estiva.

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Le note di Respect di Otis Redding, resa immortale da Aretha
Franklin, ha acceso la platea sin dalle prime note. Daria Biancardi
ha reso omaggio ieri sera sul palco del nuovo Teatro del Mare a
Cagliari ai grandi del soul, blues e pop. Un live crossover che
diventa una festa collettiva con il pubblico che si è lasciato
trascinare dall'energia della cantante siciliana. Protagonista del
terzo appuntamento cagliaritano con Rotte Sonore Summer, rassegna
estiva del Lirico firmata dal sovrintendente e direttore artistico
Andrea Cigni, la soul e pop singer siciliana ha conquistato la
platea con la sua voce potente e versatile, la simpatia, la
presenza scenica e un' interpretazione personale dei brani.
(Adnkronos) - Si è rinnovata anche per l'anno scolastico 2026-2027 la collaborazione tra Barilla e Fondazione Intercultura ets. Una partnership storica avviata nel 2000 con l’Associazione Intercultura Aps e che, dal 2007, si è consolidata e ampliata sotto l'egida della Fondazione Intercultura ets, integrando alla mobilità studentesca anche la ricerca scientifica e la formazione del personale scolastico. In oltre venticinque anni di collaborazione sono 53 le ragazze e i ragazzi che hanno potuto vivere un percorso internazionale grazie alle borse di studio istituite grazie al sostegno di Barilla, a fronte di 158 candidature raccolte nel corso delle diverse edizioni del programma. Il progetto integra il sostegno ai figli delle Persone Barilla che operano nelle sedi e negli stabilimenti italiani del Gruppo e frequentano la scuola secondaria di secondo grado con attività di formazione docenti e di ricerca scientifica. Un'iniziativa che continua a rappresentare un investimento nella formazione delle nuove generazioni e del personale scolastico, offrendo ai giovani l'opportunità di confrontarsi con culture diverse e sviluppare autonomia, capacità di adattamento e competenze interculturali.
Le destinazioni scelte dai borsisti Barilla raccontano la dimensione internazionale del progetto: il 56% degli studenti ha svolto il proprio programma in Nord America, il 30% in Europa, l'11% in Sud America e l'1% in Asia, vivendo un'esperienza di immersione culturale e scolastica all'interno di famiglie ospitanti e frequentando istituti locali. Gli Stati Uniti rappresentano il pilastro storico dell'iniziativa con 21 partenze, soprattutto nei primi anni della collaborazione, mentre il programma si è progressivamente aperto anche all'America Latina, con esperienze in Argentina, Messico, Costa Rica, Ecuador e Repubblica Dominicana, e all'Europa, con soggiorni in Danimarca, Germania, Finlandia, Francia, Irlanda, Norvegia, Paesi Bassi e Portogallo.
Le borse di studio garantiscono un’azione sinergica e un modello educativo integrato non profit basato su formazione e ricerca a cura di Fondazione Intercultura, e mobilità internazionale organizzata e gestita da Intercultura Aps. Le borse di studio vengono assegnate attraverso un articolato percorso di selezione da parte di Intercultura APS che valuta non solo il rendimento scolastico, ma anche la motivazione, la maturità personale e la capacità dei candidati di affrontare un'esperienza di crescita in un contesto internazionale. L'obiettivo è individuare studenti pronti a mettersi in gioco, ad aprirsi al confronto con culture diverse e a valorizzare l'esperienza una volta rientrati in Italia.
L'esperienza proposta da Intercultura va infatti ben oltre il semplice soggiorno all'estero. Ogni studente è accompagnato lungo tutto il percorso: dalla preparazione prima della partenza al supporto durante il periodo di studio, fino alle attività di rientro e rielaborazione dell'esperienza. Un modello educativo che trasforma la mobilità internazionale in un vero percorso di formazione personale. Tra le 53 ragazze e i ragazzi che hanno beneficiato di una borsa di studio Barilla c'è Alice Archiani, partita nel 2016 per trascorrere un anno scolastico in Costa Rica. Per dieci mesi ha vissuto con una famiglia ospitante, frequentato una scuola locale e si è immersa in una cultura completamente diversa dalla propria, imparando a confrontarsi ogni giorno con nuove abitudini, una nuova lingua e un nuovo modo di guardare il mondo.
A quasi dieci anni dal suo rientro, Alice racconta quell'esperienza come uno dei momenti più importanti del proprio percorso di vita: “C'è un prima e un dopo Intercultura. È stato un punto di svolta che mi ha aiutata a capire chi fossi, cosa volevo fare e quale direzione dare al mio futuro. Quando parti impari a cavartela da sola, a gestire l'imprevisto, ad adattarti. Sono competenze che oggi mi accompagnano ogni giorno, sia nella vita personale sia nel lavoro.” Quell'esperienza ha influenzato, infatti, anche il suo percorso professionale: “Intercultura mi ha dato gli strumenti per guardare le situazioni da prospettive differenti e affrontare il cambiamento con curiosità invece che con timore. Sono competenze che continuo a utilizzare ogni giorno.”
Figlia di una Persona Barilla che ha lavorato in azienda per oltre trent'anni, Alice racconta di aver sempre percepito l’azienda come una presenza familiare nella propria vita. Proprio per questo, la possibilità di partire grazie alla borsa di studio ha rappresentato per lei un'opportunità dal valore ancora più speciale. “Senza il sostegno di Barilla probabilmente non sarei partita, o almeno, non per così tanto. Sono cresciuta vedendo quanto questa azienda fosse importante per mia mamma e, in un certo senso, è sempre stata presente anche nella mia vita. Ho vissuto questa opportunità come un gesto di grande attenzione da parte di Barilla non solo nei confronti delle proprie Persone, ma anche delle loro famiglie. È per questo che provo ancora oggi un profondo senso di gratitudine.” E conclude: “È un viaggio che ti lascia strumenti che continuano ad accompagnarti anche nei momenti più difficili della vita. Non è solo un viaggio per conoscere un altro Paese, ma soprattutto per conoscere meglio se stessi.”
Varie indagini confermano il valore di queste esperienze: chi parte con Intercultura APS sviluppa con maggiore facilità competenze linguistiche e trasversali, affronta con più sicurezza il proprio percorso di studio e professionale e dimostra una maggiore propensione ad operare in contesti internazionali. Tra gli ex partecipanti, il 74% dichiara di affrontare positivamente il cambiamento e il 51% lavora in aziende multinazionali o in contesti internazionali. Che si tratti di un investimento capace di generare valore è confermato anche da uno studio di Social Return on Investment (SROI) realizzato da Human Foundation: ogni euro investito nei programmi educativi produce 3,13 euro di valore sociale, considerando gli impatti positivi sulla crescita personale dei partecipanti, sulle loro competenze e sulle opportunità future.
Fondata nel 1955, Intercultura APS è un'associazione di volontariato che promuove programmi di mobilità internazionale con l'obiettivo di favorire il dialogo tra culture e formare cittadini aperti, consapevoli e responsabili. Oggi può contare su una rete di circa 5.000 volontari, è presente in oltre 160 città italiane e realizza programmi di studio in più di 60 Paesi, consentendo ogni anno a migliaia di studenti delle scuole superiori di vivere un'esperienza di studio all'estero. Le borse di studio rappresentano uno degli strumenti attraverso cui Intercultura rende queste esperienze accessibili al maggior numero possibile di studenti. Dal 2007, la Fondazione Intercultura ets affianca l'Associazione promuovendo attività di ricerca, di formazione e innovazione educativa e sostenendo la mobilità studentesca per favorire l'internazionalizzazione della scuola italiana e diffondere una cultura del dialogo interculturale tra i giovani.

(Adnkronos) - Jannik Sinner ha 'spoilerato' il kit che indosserà agli Us Open 2026, proprio come ha fatto Carlos Alcaraz. Il tennista azzurro è pronto a tornare in campo, dopo aver saltato il Masters 1000 di Montreal, nel torneo di Cincinnati, dove potrebbe tornare a incrociare proprio lo spagnolo, vincitore lo scorso anno grazie al ritiro dopo pochi game dell'attuale numero 1 del mondo.
Come rivelato dalle foto diventate rapidamente virali sui social, Sinner dovrebbe indossare un completo bianco, in stile Wimbledon, con dettagli marroni sulle maniche e sul colletto, ovviamente griffato Nike e accompagnato da pantaloncini marroni e il classico cappellino bianco.
Alcaraz invece, reduce dall'infortunio al polso, è fuori dallo scorso aprile, ma compare nella entry list americana e dovrebbe quindi tornare in campo, chissà se lo farà sfoggiando già il nuovo kit 'spoilerato' sui social, proprio come quello di Sinner. Per lo spagnolo è pronto un completo smanicato blu scuro con righe, anche in questo caso sulle paniche e sul colletto, rosse.

(Adnkronos) - Jannik Sinner ha 'spoilerato' il kit che indosserà agli Us Open 2026, proprio come ha fatto Carlos Alcaraz. Il tennista azzurro è pronto a tornare in campo, dopo aver saltato il Masters 1000 di Montreal, nel torneo di Cincinnati, dove potrebbe tornare a incrociare proprio lo spagnolo, vincitore lo scorso anno grazie al ritiro dopo pochi game dell'attuale numero 1 del mondo.
Come rivelato dalle foto diventate rapidamente virali sui social, Sinner dovrebbe indossare un completo bianco, in stile Wimbledon, con dettagli marroni sulle maniche e sul colletto, ovviamente griffato Nike e accompagnato da pantaloncini marroni e il classico cappellino bianco.
Alcaraz invece, reduce dall'infortunio al polso, è fuori dallo scorso aprile, ma compare nella entry list americana e dovrebbe quindi tornare in campo, chissà se lo farà sfoggiando già il nuovo kit 'spoilerato' sui social, proprio come quello di Sinner. Per lo spagnolo è pronto un completo smanicato blu scuro con righe, anche in questo caso sulle paniche e sul colletto, rosse.

(Adnkronos) - Fiamme e paura all'Equilino, dove nella tarda serata di ieri si è verificato un incendio allo Spin Time di Roma. Dalle verifiche tecniche dei Vigili del Fuoco, lo stabile è poi risultato pericoloso, con le persone che sono state evacuate e messe in sicurezza ed è stata prestata assistenza sanitaria. Attivata anche la Protezione civile. La polizia è sul posto per presidiare l'area.
"L’ennesimo incendio divampato all’interno dell’immobile occupato di Spin Time rappresenta un campanello d’allarme che non può e non deve rimanere inascoltato. È del tutto inaccettabile che nel cuore di Roma e del rione Esquilino continuino ad esistere zone franche, sottratte al rispetto delle leggi e al controllo delle istituzioni. Il sindaco Gualtieri, da sempre, legittima questo spazio, come dimostra il fatto che dallo Spin Time sono partite le primarie del Pd per le scorse elezioni amministrative. Per noi, come sottolineato in più occasioni, deve essere sgomberato il prima possibile", ha commentato il presidente della Commissione Cultura della Camera dei Deputati e parlamentare di Fratelli d’Italia, Federico Mollicone.
"Non si può continuare a tollerare situazioni di illegalità permanente confidando unicamente nella fortuna - aggiunge - Presenterò un'interrogazione parlamentare per fare piena luce su quanto accaduto e per verificare se all'interno dello stabile siano effettivamente garantite e rispettate tutte le condizioni e i criteri di sicurezza previsti dalla legge, a partire dalle normative antincendio e dalle regole edilizie ed igienico-sanitarie che vengono giustamente imposte a tutte le attività della zona e a tutti gli altri cittadini dei palazzi circostanti. La legalità e la sicurezza delle persone non possono prevedere deroghe né corsie preferenziali per nessuno".
A rincarare la dose ci ha pensato il consigliere capitolino di Fratelli d'Italia, Federico Rocca: "Quanto accaduto questa notte allo Spin Time rappresenta l'ennesimo, gravissimo campanello d'allarme che non può più essere ignorato. Da anni seguo questa vicenda, denunciando una situazione di illegalità troppo spesso minimizzata o addirittura giustificata.Parliamo di un immobile occupato abusivamente, sottratto da anni a qualsiasi ordinario controllo".
"Non si può attendere la tragedia prima di intervenire: questi immobili devono essere definitivamente sgomberati perché non è più accettabile che, nel 2026, esistano ancora aree di illegalità diffuse di fatto tutelate e sostenute dalle istituzioni - afferma - Ringrazio i Vigili del Fuoco e le Forze dell'Ordine per il tempestivo intervento che ha evitato conseguenze ancora più gravi ma ora non esistono più alibi: chiedo al prefetto e a tutte le autorità competenti di procedere immediatamente allo sgombero dello Spin Time, ripristinando la legalità e garantendo, nel rispetto delle norme, adeguata assistenza alle persone realmente fragili".

(Adnkronos) - "Nordio ti metto dentro una R4", una stella a cinque punte e la sigla Br: è l'inquietante scritta apparsa in via Portuense, a Roma, all'altezza del civico 473, non lontano dalla caserma dei carabinieri nell'ex ospedale Forlanini. Il macabro e inequivocabile riferimento è alla Renault 4 rossa nella quale il 9 maggio 1978, in via Caetani, fu ritrovato il corpo di Aldo Moro, barbaramente ucciso proprio dalle Brigate rosse dopo 55 giorni di prigionia: un'immagine - quella dello statista Dc senza vita in quell'auto - diventata un simbolo.
La scritta, notata ieri sera dai residenti, questa mattina era ancora al suo posto.

(Adnkronos) - Salgono ancora i prezzi della benzina e del gasolio. Oggi, giovedì 30 luglio, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha reso noti i prezzi dei carburanti, facendo segnare un nuovo rialzo. In base agli ultimi dati rilevati dall’Osservatorio del Mimit, il prezzo medio dei carburanti in modalità ‘self service’ lungo la rete stradale nazionale è pari a 1,989 euro/l per la benzina e 2,066 euro/l per il gasolio.
Sulla rete autostradale, invece, il prezzo medio self è di 2,076 euro/l per la benzina e 2,165 euro/l per il gasolio.
Per il terzo giorno consecutivo il taglio delle accise da 17 centesimi disposto dal governo non è stato interamente trasferito sul prezzo finale del gasolio alla pompa. Lo afferma il Codacons, l’associazione che ogni giorno monitora ufficialmente l’andamento dei listini dei carburanti in Italia calcolando gli effetti sulla spesa degli italiani. In base ai dati regionali pubblicati dal Mimit, il prezzo medio del gasolio è sceso oggi di soli 11,8 centesimi sulla rete ordinaria rispetto ai prezzi praticati il 27 luglio, prima dell’applicazione dello sconto fiscale. Va ancora peggio in autostrada, dove il gasolio si è ridotto di appena 9 centesimi di euro al litro in 3 giorni – analizza il Codacons.
A livello territoriale, la Campania si conferma la regione più penalizzata, quella cioè con la più bassa riduzione dei prezzi del gasolio, appena -9,5 centesimi di euro dal 27 luglio, seguita da Basilicata (-10,2 cent) e Molise (-10,6). I tagli maggiori si registrano invece in Valle d’Aosta (-13,4 cent) e Friuli Venezia Giulia (-13,3 cent).
Per gli automobilisti il mancato trasferimento integrale dello sconto fiscale sul prezzo alla pompa si traduce oggi in un danno da 2,6 euro a pieno, considerato che il taglio da 17 centesimi deciso dal governo avrebbe prodotto, se applicato, una minore spesa da 8,5 euro su un pieno di gasolio, mentre ai prezzi odierni il risparmio è di appena 5,9 euro – calcola il Codacons. Ora la mancata applicazione del taglio delle accise è al vaglio della magistratura e dell’Antitrust, che hanno ricevuto ieri l’esposto del Codacons in cui si ipotizzano pratiche commerciali scorrette e il reato di truffa aggravata a danno degli automobilisti.

(Adnkronos) - La scelta di una piscina di Tor Tre Teste, a Roma, di riservare turni e orari alle donne islamiche "è l’esatto contrario dell’inclusività". A dirlo, in una intervista all'edizione romana del Corriere della Sera, è il vice presidente della Camera Fabio Rampelli (FdI) che a riguardo ha presentato un'interrogazione. "Anziché tutelarle - afferma - se ne avalla la segregazione e si rafforza una pratica religiosa che non ha nulla a che vedere con la laicità dello Stato". "La piscina non è privata, ma comunale in concessione - aggiunge - e, in quanto tale, deve rispettare il regolamento di Roma Capitale, i principi costituzionali di inclusione, parità di genere e tutela della libertà. Ci siamo lamentati dei circoli sul lungotevere che escludevano l’ingresso delle donne, e ora facciamo piscine a uso esclusivo di quelle musulmane, legittimando la segregazione femminile?".
Per Rampelli "l’integrazione non dovrebbe fondarsi sull’adattamento delle istituzioni pubbliche a precetti religiosi incompatibili con il principio di uguaglianza. Se i musulmani vogliono vivere in Italia, devono aderire ai principi dello Stato laico, nel quale donne e uomini hanno gli stessi diritti, gli stessi doveri e la stessa libertà. Questa iniziativa si è rivelata un boomerang".
Una "forma di delicatezza", una "decisione giusta". Così, in una intervista all'edizione romana del Corriere della Sera, il deputato del Pd Roberto Morassut commenta la decisione della piscina a Tor Tre Teste. "Se vogliamo - dice - possiamo discutere sulla condizione della donna e della sua emancipazione in altre culture, ma quella di mettere a disposizione un servizio ricreativo mi sembra una soluzione immediata che evita che rimangano fuori dalla vita sociale e civile".
Al deputato di FdI Fabio Rampelli che vede in questa decisione uno "spudorato esperimento di introdurre norme islamiche all’interno delle nostre vite", Morassut risponde: "Un’affermazione assurda, fuori dalla realtà. Non è che in questo modo Roma o l’Italia si adeguano a una cultura diversa. La città e il Paese ospitano e quindi mettono in campo tutto quanto possibile perché queste persone si integrino e mantengano le loro tradizioni. E poi in fondo ognuno di noi è ospite di se stesso perché siamo tutti un misto di culture e tradizioni. Contano le persone, per me, la loro serenità e la possibilità di vivere con pienezza".

(Adnkronos) - Nuovi raid sull'Ucraina da parte della Russia hanno portato Volodymyr Zelensky a chiedere nuovi missili agli alleati. Nella notte tra ieri e oggi, giovedì 30 luglio, si è aperto un altro capitolo nella guerra con un massiccio attacco missilistico da parte di Mosca, che ha ucciso almeno 6 persone nell’Ucraina centrale, tra cui 2 bambine, ha dichiarato il capo dell’amministrazione militare di Kryvyj Rih, ma il conteggio è salito ancora.
"In un villaggio alla periferia di Kryvyj Rih, un attacco diretto con un missile balistico Iskander-M, lanciato dalla regione di Voronezh, ha colpito un’abitazione privata dove viveva una famiglia numerosa, uccidendo 2 bambine di 5 e 12 anni e 4 adulti", ha riferito Oleksandr Vilkul. Il funzionario ha aggiunto che altre 8 persone sono rimaste ferite e che il bilancio delle vittime potrebbe aumentare.
Le autorità hanno poi dichiarato che "gli attacchi russi hanno ucciso almeno 8 persone e ferito più di una dozzina di altre in diverse zone dell’Ucraina",avvertendo che "il bilancio delle vittime potrebbe aumentare". Le autorità della regione orientale ucraina di Poltava hanno dichiarato che una persona è stata uccisa in un attacco con drone contro un magazzino, mentre almeno 15 persone sono rimaste ferite negli attacchi sulla città occidentale di Leopoli.
L’amministrazione militare della città di Kyiv ha confermato la morte di una persona e il ferimento di altre due nella capitale. Altre 5 persone sono state segnalate come ferite negli attacchi avvenuti in un distretto orientale di Kyiv.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha chiesto quindi agli alleati di inviare più missili antibalistici: "Questo atto terroristico russo dimostra ancora una volta che la protezione dalla minaccia missilistica russa è la cosa più importante", ha affermato Zelensky, aggiungendo che l'Ucraina si trova ad affrontare una "grave carenza di missili di difesa aerea da parte dei nostri partner". Martedì Zelensky ha incontrato alla Casa Bianca il presidente statunitense Donald Trump e ha discusso della possibilità che l’Ucraina produca internamente gli intercettori per i sistemi Patriot.

(Adnkronos) - Webuild archivia il primo semestre 2026 con ricavi che raggiungono 6.650 milioni di euro e risultano in linea con il corrispondente periodo dell'esercizio precedente (6.643 milioni di euro). L’Ebitda si attesta a 673 milioni, in aumento di 81 milioni (pari al 13,6%) rispetto al primo semestre 2025, con Ebitda margin in netto miglioramento al 10,1% (8,9% nel primo semestre 2025). L’Ebit adjusted del primo semestre 2026 raggiunge 464 milioni di euro (Ebit margin del 7,0%), con un forte incremento rispetto al primo semestre 2025 pari a 60 milioni (pari al 15,0%). "I risultati conseguiti nel primo semestre 2026 segnano un avvio d’anno molto positivo per il Gruppo, con performance operative solide che confermano l’efficacia delle soluzioni contrattuali e operative adottate per il contenimento dei rischi e l’ottimizzazione dei costi, nonché la qualità del portafoglio ordini" si legge in una nota del gruppo Webuild.
Il mantenimento dei volumi produttivi sui livelli particolarmente elevati registrati nel 2025, nonostante un contesto macroeconomico e geopolitico caratterizzato da persistenti fattori di incertezza, conferma la resilienza del modello operativo e la capacità di esecuzione delle commesse in corso. La produzione del primo semestre 2026 è trainata dai principali progetti in Italia (tra cui AV/AC ferroviaria Milano-Genova, Verona-Padova, Salerno-Reggio Calabria, Napoli-Bari e al Nuovo itinerario Palermo-Catania-Messina) e in Australia (Snowy Hydro 2.0, Sstom Sydney Metro, North East Link Project e Perth New Woman & Babies Hospital). Anche per il primo semestre 2026, oltre il 90% dei ricavi proviene da mercati a basso profilo di rischio, a ulteriore conferma della strategia di de-risking e del rafforzamento della leadership del Gruppo nei paesi core. La gestione finanziaria netta evidenzia oneri netti per circa 148 milioni di euro.
Webuild ha lanciato un'offerta pubblica di acquisto volontaria totalitaria sulle azioni ordinarie di Trevi-finanziaria industriale. Webuild riconoscerà un corrispettivo interamente in contanti di euro 4,50 per ciascuna azione di Trevi portata in adesione all’offerta, corrispondente a una valorizzazione complessiva di Trevi pari a circa 295 milioni di euro, superiore a quella sottesa all’offerta Icop. Il corrispettivo, infatti, incorpora un premio pari al +29,8% rispetto al prezzo di Trevi rilevato alla chiusura del 26 giugno scorso (ultimo giorno di Borsa aperta anteriore alla data di annuncio al mercato dell’offerta Icop) pari a euro 3,467. La valorizzazione attribuita all’emittente da parte dell’offerente incorpora un premio del 14,4% rispetto alla valorizzazione dell’emittente sottesa all’offerta Icop (considerato il prezzo ufficiale di chiusura delle azioni Icop al 28 luglio scorso, giorno di Borsa aperta anteriore alla data odierna, pari a euro 29,588).
Il successo dell’offerta, si legge nel documento, "consentirà al Gruppo Webuild di valorizzare Trevi come soggetto specializzato capace di accrescere la propria presenza sul mercato nei settori della progettazione e realizzazione di fondazioni speciali e nell'ingegneria del sottosuolo, che rivestono un ruolo critico per i grandi progetti infrastrutturali, core business di Webuild; garantire un maggiore controllo dell'esecuzione, in termini di processo, qualità e rischi di consegna, sul portafoglio ordini del Gruppo, pari a circa 54 miliardi di euro". Inoltre, permetterà di "rafforzare il posizionamento competitivo nelle gare per i grandi progetti complessi e ad alto contenuto geotecnico, differenziandosi attraverso una soluzione integrata end-to-end, più efficiente e competitiva anche in termini di pricing" e di "generare rilevanti sinergie industriali e commerciali, articolate su più direttrici, sia di ricavo sia di costo". Per Trevi, l’ingresso nel Gruppo Webuild aprirebbe un nuovo percorso di crescita per la società, per le sue persone e per il suo know-how. Trevi manterrebbe la propria identità italiana, con il centro direzionale saldamente radicato in Italia, e conserverebbe il patrimonio di competenze tecniche, progettuali e manageriali al servizio sia dei progetti del Gruppo, sia del mercato terzo.
La valorizzazione di Trevi all’interno del gruppo Webuild permetterà inoltre, "di generare rilevanti sinergie industriali e commerciali, articolate su più direttrici, sia di ricavo sia di costo". Sul fronte dei ricavi, l’operazione consente a Webuild di internalizzare fasi di lavoro ad alto valore aggiunto oggi affidate a terzi e di rafforzare il proprio posizionamento competitivo; per Trevi, si traduce nell’accesso diretto al backlog e pipeline commerciale del Gruppo, che si aggiungono a quelli propri. Sul fronte dei costi, l’appartenenza al Gruppo consentirebbe a Trevi di realizzare economie di scala e di ottimizzare i processi operativi e di approvvigionamento, con ulteriori efficienze sui costi centrali, di struttura e di ricerca e sviluppo. Complessivamente, Webuild ha identificato un potenziale di sinergie pari a circa 80-90 milioni di euro di Ebitda all’anno a regime, tale da rendere l’operazione accrescitiva sull’Ebitda di Webuild per 150-170 milioni di euro (incluse le sinergie).
L’offerta è subordinata al verificarsi di condizioni di efficacia secondo la prassi di mercato, tra cui: l’ottenimento delle autorizzazioni di natura regolamentare da parte delle competenti Autorità; il conseguimento da parte di Webuild di una partecipazione almeno pari al 66,7% dei diritti di voto; l’assenza di eventi straordinari che comportino mutamenti significativamente negativi nella situazione di Webuild, di Trevi o del mercato .L’obiettivo dell’Offerta è acquisire l’intero capitale dell’emittente e, ove ricorrano le condizioni, conseguire la revoca delle azioni di Trevi dalla quotazione su Euronext Milan nell’ottica di favorire gli obiettivi di creazione di sinergie tra Webuild e Trevi e di crescita dei due Gruppi. Qualora, a esito dell’Offerta, Webuild venisse a possedere una partecipazione complessiva almeno pari al 90% del capitale di Trevi, Webuild eserciterà il diritto di acquistare le rimanenti azioni di Trevi ai sensi dell’art. 111 Tuf.
Il periodo di adesione all’offerta - che sarà concordato con Borsa Italiana e avrà una durata compresa tra un minimo di 15 e un massimo di 40 giorni di Borsa aperta, salvo proroga - sarà avviato successivamente alla data di pubblicazione del documento d’offerta. Il perfezionamento dell’offerta è previsto nel corso del secondo semestre 2026, subordinatamente all’avveramento delle condizioni di efficacia sopra indicate.
"L'offerta pubblica di acquisto su Trevi rappresenta un importante investimento sulle competenze: con l'integrazione verticale portiamo all'interno del Gruppo specialità critiche e ad alto valore aggiunto, che accrescono la nostra competitività. È così che intendiamo la crescita dei prossimi anni: più selettiva, più integrata e sempre più orientata alla generazione di cassa". Dichiara Pietro Salini, amministraore delegato di Webuild, commentando i risultati del primo semstre in cui il gruppo ha annunciato di aver promosso un'offerta pubblica di acquisto volontaria totalitaria sulle azioni ordinarie di Trevi-finanziaria industriale.
"Il primo semestre si chiude con risultati che confermano la resilienza del nostro modello industriale. Abbiamo mantenuto la produzione sui livelli record del 2025 e migliorato sensibilmente la marginalità grazie all'ampiezza e alla diversificazione del portafoglio ordini, al business mix e a una rigorosa disciplina sui costi".
"Abbiamo proseguito negli investimenti nelle nostre iniziative strategiche, che continuano a rafforzare il posizionamento competitivo del Gruppo. In particolare, -rimarca Salini- l'innovazione tecnologica è una leva chiave che stiamo integrando sempre più nei processi produttivi e che rappresenterà un fattore trasformativo. Continuiamo a investire nelle competenze delle nostre persone, asset sempre più determinante. Il contesto è favorevole: la domanda di infrastrutture è sostenuta da programmi pubblici pluriennali proprio nei mercati in cui siamo più forti".

(Adnkronos) - in collaborazione con: Notino
Prendersi cura della chioma in modo naturale è una tendenza sempre più diffusa, e tra i rimedi più efficaci spicca senza dubbio l’olio essenziale di rosmarino. Utilizzata fin dall’antichità per le sue proprietà benefiche, questa essenza si è rivelata un vero e proprio elisir per chi desidera una capigliatura forte, folta e brillante. Ma quali sono i reali benefici di questo ingrediente e come integrarlo nella propria routine di bellezza? Scopriamo insieme perché è diventato un alleato insostituibile per la cura dei capelli.
L'olio essenziale di rosmarino è celebre per le sue proprietà stimolanti, purificanti e antiossidanti. Applicato sul cuoio capelluto, svolge diverse azioni fondamentali:
- stimola la microcircolazione: favorisce l’afflusso di sangue ai follicoli piliferi, aiutando a nutrire il capello dalle radici e a contrastarne la caduta temporanea.
- azione purificante e riequilibrante: risulta ideale per chi soffre di cute grassa o forfora, poiché aiuta a regolare la produzione di sebo senza seccare la pelle.
- rinforza la fibra capillare: un uso costante rende i fusti più resistenti contro lo stress ambientale, il calore di piastre e phon e i trattamenti chimici.
Inoltre, molti studi recenti suggeriscono che l'applicazione regolare di olio di rosmarino possa favorire la naturale crescita dei capelli, rendendoli visibilmente più folti e sani nel tempo.
Integrare questo prezioso estratto nella propria routine quotidiana è semplice, ma richiede alcune piccole accortezze per evitarne un uso errato.Trattandosi di un olio essenziale puro e molto concentrato, non andrebbe mai applicato direttamente sulla pelle senza essere prima diluito. Ecco i metodi migliori per sfruttare al massimo le proprietà dell’olio di rosmarino sui capelli:
- massaggio al cuoio capelluto: diluisci 2 o 3 gocce di olio essenziale di rosmarino in un olio vettore (come l'olio di jojoba, di mandorle dolci o di argan). Massaggia delicatamente la cute con i polpastrelli per circa 5 minuti prima dello shampoo. Questo gesto stimola il microcircolo e favorisce l'assorbimento dei principi attivi.
- potenziamento dello shampoo: aggiungi un paio di gocce di olio di rosmarino alla quantità di shampoo che usi abitualmente sul palmo della mano prima di lavare i capelli.
- impacco pre-shampoo: miscela qualche goccia di essenza con una maschera idratante e lasciala in posa per 15-20 minuti prima del lavaggio.
Per ottenere risultati visibili e duraturi, è fondamentale scegliere prodotti di alta qualità, biologici e puri al 100%. In alternativa all'olio essenziale puro da diluire, in commercio esistono trattamenti già formulati, come lozioni, sieri scalpo o shampoo arricchiti che rendono l'applicazione ancora più pratica e sicura.
In conclusione, che tu stia cercando un rimedio contro la caduta stagionale o desideri semplicemente una chioma più luminosa e forte, l'olio di rosmarino rappresenta una soluzione naturale e versatile. L'utilizzo dell'olio di rosmarino va sempre accompagnato con una corretta skincare e haircare, così come da una dieta sana ed quilibrata, per poter potenziare e fare un boost ale sue proprietà benefiche. Inseriscilo con costanza nella tua hair care routine e scopri la differenza!

(Adnkronos) - Torna il caldo in Italia, con punte fino a 40 gradi. Oggi, giovedì 30 luglio, si entra ufficialmente nella quarta ondata di calore, che durerà almeno per i prossimi dieci giorni. Come riportato da Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media di iLMeteo.it, le temperature dei prossimi giorni regaleranno all'Italia un estate da record: in più città del nord e del centro si toccheranno i 40 gradi a causa della seconda 'fiammata' di caldo africano.
La condizione più difficile sarà gestire, in particolare, l'afa, definita come "opprimente". Gli indici biometeorologici, come il Summer Simmer Index, mettono infatti in luce un livello di estremo pericolo legato all'umidità. Anche dove il termometro non arriverà a 40 gradi infatti, l'umidità alle stelle renderà l'aria irrespirabile.
Massima attenzione anche in Pianura Padana, in particolare a ridosso del fiume Po, alla Liguria di Levante, al Valdarno, alle coste laziali e della Campania settentrionale, fino alla Sardegna meridionale e alla Sicilia sud-occidentale. In alcune zone ci sarà un caldo estremo, con temperature che arriveranno addirittura ai 44 gradi.
L'esempio emblematico di questa anomalia afosa arriva dalla costa laziale. A Ladispoli, il primo giorno di agosto, il termometro segnerà quasi 37°C, ma con un'umidità del 70%. Sono condizioni meteorologiche che si registrano abitualmente in nazioni subtropicali e desertiche costiere, come l'Arabia Saudita o gli Emirati Arabi (sul Mar Rosso o sul Golfo Persico), dove le alte temperature si fondono alla fortissima evaporazione marina, oppure nei climi monsonici dell'Indica o nel bacino amazzonico del Brasile durante la stagione delle piogge.
Ad aspettarci ci saranno quindi picchi da 40-41 gradi nelle aree interne e valori insopportabili, fino a 36-37 gradi, sulle coste aspettiamo di nuovo, con una temperatura percepita di 44. L'ondata durerà almeno fino al 9-10 agosto, quando il caldo africano potrebbe lasciare spazio a qualche temporale soprattuto al nord e sulle Alpi.

(Adnkronos) - "Cristian ha asfaltato Filippo Bisciglia e Soraya". Il popolo del web, ancora una volta, si è schierato in maniera piuttosto netta dopo l'ultima puntata di Temptation Island, che ha mostrato le coppie del reality un mese dopo essere uscite dal villaggio. Quella formata da Cristian e Soraya aveva abbandonato il programma dopo un falò infuocato, pieno di accuse e rancori, separati e la decisione è stata confermata anche a telecamere spente.
Durante l'ultima puntata andata in scena ieri sera, i due si sono presentati davanti a Filippo Bisciglia per un nuovo falò improvvisato, che voleva chiarire le cose ma che ha finito per regalare un altro confronto piuttosto acceso. Durante la loro discussione, Cristian ha rivelato di star frequentando la tentatrice Nicole, di cui però Soraya non era al corrente nonostante i due si fossero visti pochi giorni dopo la fine delle riprese.
Proprio l'omissione di Cristian, che pure aveva risposto all'ormai ex fidanzata negando la presunta frequentazione con un'altra tentatrice, ha provocato la reazione rabbiosa di Soraya, che ha chiesto perché non l'avesse messa al corrente prima quando lui stesso parlava di rispetto. A sua difesa è intervenuto, proprio come successo durante il falò di confronto al villaggio, Bisciglia. Il conduttore ha fatto notare che, secondo lui, avrebbe dovuto dirglielo ma ha ricevuto la netta risposta di Cristian: "Lei è libera di fare quello che ha fatto nel programma e io non sono libero di fare lo stesso fuori, dopo che ci siamo lasciati e con rispetto?".
Una risposta che ha 'zittito' sia Soraya che Bisciglia, o almeno questa è stata l'interpretazione dei tanti fan del programma, che già avevano criticato il conduttore per la sua strenua, e secondo loro immotivata, difesa della ragazza durante il primo falò di confronto.

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(Adnkronos) - Elon Musk 'corre' in aiuto di Donald Trump? Il miliardario proprietario, tra le altre, di Tesla e SpaceX sarebbe pronto a sostenere i repubblicani nelle elezioni di midterms (metà mandato) con un maxi-investimento, proprio come avvenuto in occasione delle elezioni presidenziali del 2024, che hanno poi portato al ritorno del tycoon alla Casa Bianca con la conseguente sconfitta della candidata democratica Kamala Harris, succeduta in corsa al presidente uscente Joe Biden.
Musk starebbe infatti riattivando il suo super Pac (America Pac) che nel 2024 aveva raccolto e stanziato oltre 260 milioni di dollari per sostenere il Gop-Grand old party nell'elezione del presidente Donald Trump. Lo rivela Axios, che rende quindi noto come l'imprenditore sarebbe pronto a staccare un assegno sostanzioso per evitare che l'esecutivo repubblicano esca 'azzoppato' dalle imminenti elezioni di metà mandato, che potrebbero ridisegnare gli equilibri americani.
Dopo le elezioni del 2024, Musk era stato nominato da Trump come responsabile del Doge, ovvero di un dipartimento creato ad hoc e volto all'efficienza per tagliare le spese. La luna di miele tra i due però è durata poco, con il miliardario che ha presto lasciato il ruolo iniziando a criticare fortemente proprio l'operato del presidente. Ora però sembra essere tornato il sereno e le cose potrebbero di nuovo cambiare.

(Adnkronos) - Continua la guerra tra Iran e Stati Uniti. Nella notte tra ieri e oggi, giovedì 30 luglio, l'aviazione americana ha portato avanti pesanti raid in Medio Oriente, uccidendno tre persone, tra cui un bambino di due anni, sull'isola iraniana di Qeshm. Lo riporta l'agenzia di stampa Fars: "Un attacco statunitense contro un'abitazione nel quartiere di Chah Tangu a Qeshm ha causato la morte di tre membri di una famiglia: il padre, la madre e il loro figlio di due anni", ha riferito citando l'Università di Scienze Mediche di Hormozgan, aggiungendo che altri due bambini sono rimasti feriti.
Tutte le ultime news sulla guerra in diretta.

(Adnkronos) - I finanzieri del Comando Provinciale di Palermo, su delega della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Palmi, hanno eseguito un provvedimento emesso dal Tribunale di Palmi - Ufficio GIP, con il quale è stato disposto il sequestro su tutto il territorio nazionale di un ingente quantitativo di scooter elettrici venduti come biciclette elettriche a pedalata assistita ma in realtà non conformi alla marcatura CE e, pertanto, non sicure per la circolazione e pericolose per la salute dei consumatori. Nell’ambito del procedimento sono indagati un imprenditore palermitano e una società in relazione alla responsabilità degli enti, per i reati di frode in commercio e falso in atto pubblico.
Le attività di servizio, che hanno visto un ingente dispiegamento di forze, con il coinvolgimento anche delle Fiamme Gialle della Calabria, Campania, Puglia, Lombardia, Sardegna e Toscana hanno consentito di sottoporre a sequestro, presso i magazzini di grossisti e venditori al dettaglio dislocati su tutto il territorio nazionale, migliaia di veicoli importati dall’estero non conformi alle prescrizioni imposte dalla normativa europea e nazionale disciplinanti lo specifico settore.
Le indagini condotte dai finanzieri del 1° Nucleo Operativo Metropolitano del Gruppo di Palermo, hanno riguardato quello che è diventato un vero e proprio fenomeno, tanto dilagante quanto pericoloso per la sicurezza pubblica. Tali scooter elettrici immessi sul mercato come biciclette a pedalata assistita, nonostante le fattezze esteriori, sono spesso oggetto di modifiche idonee ad alterarne le caratteristiche tecniche e in grado di circolare senza targa e omologazione sulle strade italiane. Note come e-bike e EPAC, le biciclette a pedalata assistita sono dotate di un motore elettrico ausiliario avente potenza massima pari a 250 Watt, la cui alimentazione è interrotta o è progressivamente ridotta se il ciclista smette di pedalare e comunque prima che la velocità raggiunga i 25 km/h. Le stesse sono soggette alle Direttiva Europea 2006/42/CE (cosiddette“Direttiva Macchine”) che ne regola la produzione tramite procedure volte a garantire i requisiti di conformità, sicurezza e tutela della salute, essenziali per la loro immissione in commercio, la quale deve essere accompagnata dalla documentazione comprovante la regolarità.
Nel dettaglio, l’attività di indagine condotta dai finanzieri palermitani anche con l’ausilio dei colleghi del Gruppo di Gioia Tauro, avrebbe consentito di disvelare la sussistenza di importanti lacune formali e sostanziali presenti all’interno della documentazione prodotta da un imprenditore palermitano e attestante la presunta conformità ai requisiti di sicurezza delle e-bike importate dalla Cina. La stessa documentazione sarebbe stata presentata in occasione dell’importazione, dal 2023 ad oggi, di almeno 6.885 veicoli agli uffici doganali competenti per le procedure di sdoganamento e di immissione in libera pratica, i quali, indotti in errore dalla falsa documentazione presentata, hanno proceduto a emettere i relativi provvedimenti di svincolo dei velocipedi non sicuri il cui valore complessivo sul mercato è di circa 5 milioni di euro.
I successivi riscontri, effettuati anche grazie all’ausilio dei competenti Ministeri, delle Infrastrutture e del Made in Italy, e delle associazioni di categoria, avrebbero invece disvelato un sistema di certificazioni ingannevole sulla base di fascicoli tecnici privi, tra l’altro, dei disegni complessivi della macchina e degli schemi dei circuiti di comando, dei disegni dettagliati e completi corredati da note di calcolo e risultati di prove, della documentazione relativa alla valutazione dei rischi, delle norme e delle specifiche tecniche applicate e delle relazioni sui risultati delle prove, nonché delle iniziative assunte rispetto agli usi scorretti prevedibili in tema di modificabilità dei veicoli.
Parallelamente, sono in corso di svolgimento ulteriori approfondimenti finalizzati ad accertare l’integrazione di violazioni di natura amministrativa, alle disposizioni del Codice del Consumo concernenti l’effettuazione di pratiche commerciali scorrette/ingannevoli poste in essere dagli esercenti a mezzo di pubblicazioni sui siti internet e social network, i cui esiti saranno posti al vaglio delle Autorità competenti con la collaborazione del Nucleo Speciale Antitrust e del Nucleo Speciale Beni e Servizi della Guardia di Finanza.
L’attività di prevenzione, prima ancora – quindi - dell’immissione in commercio di tali veicoli, condotta dalle Fiamme Gialle palermitane "si pone anche a riscontro effettivo delle numerose segnalazioni di associazioni di categoria, cittadinanza, enti pubblici e mass media che, nel corso dell’ultimo periodo, hanno denunciato a più riprese l’utilizzo caotico e fuori controllo di scooter illegali nelle principali arterie stradali e pedonali della città di Palermo e delle principali città metropolitane italiane. Gli stessi, infatti, sono spesso condotti da ragazzi di giovanissima età, persone adulte private della licenza di guida e talvolta anche utilizzati per commettere crimini, potendo beneficiare indebitamente della possibilità di circolare senza essere individuabili tramite una targa di circolazione, in aperta violazione alle norme del Codice della Strada, nonché senza sostenere i costi di assicurazione del veicolo. A tale ultimo proposito si evidenza la pericolosità per gli altri utenti della strada, peraltro testimoniata dall’incidenza di tali mezzi di trasporto nei sinistri stradali, il cui coinvolgimento non è coperto neanche dal Fondo di Garanzia per le Vittime della Strada".
Il provvedimento, come detto, è in corso di esecuzione su tutto il territorio nazionale, sulle cui strade i veicoli a due ruote oggetto delle indagini non possono quindi circolare poiché non conformi alle normative in materia di codice della strada e di settore. L’operazione di servizio condotta testimonia il costante impegno del Corpo e della Procura della Repubblica di Palmi diretta da Emanuele Crescenti, volto a contrastare la diffusione e l’immissione in commercio di prodotti non conformi rispetto agli standard di sicurezza, contribuendo con ciò a garantire una protezione efficace dei consumatori e un mercato competitivo, nel quale gli operatori economici onesti possano beneficiare di condizioni di sana concorrenza.

(Adnkronos) - Nei lunghi viaggi in aereo, con le molte ore in posizione seduta in spazi ristretti, togliere le scarpe è una pratica comune che però può rappresentare un errore per la salute. Uno dei rischi noti, infatti, in queste situazioni è la cosiddetta 'sindrome da classe economica', una forma di trombosi venosa. E restare scalzi rischia di diminuire la possibilità di muoversi e fare qualche passo durante il viaggio, comportamento fondamentale per evitare un eventuale sviluppo di coaguli di sangue che bloccano il flusso venoso. Lo ricorda Corrado Lodigiani, responsabile del Centro trombosi e malattie emorragiche dell’Irccs Istituto Clinico Humanitas di Rozzano. "Un buon consiglio quando si viaggia - spiega - è indossare scarpe comode, che non siano strette né sulla pianta del piede né sul polpaccio (evitando quindi stivali e stivaletti, che possono comprimerlo eccessivamente), con un tacco non troppo alto e che consentano di percorrere agevolmente gli spostamenti a piedi".
Nel caso specifico dell’aereo, poi, "bisognerebbe tenere sempre le scarpe, perché è importante muoversi il più possibile, alzandosi spesso e facendo qualche passo in corridoio, per evitare un’eventuale insorgenza di trombosi da viaggio, un evento che può verificarsi quando si passa troppo tempo nella stessa posizione. Togliersi le scarpe, infatti, rischia di provocare l’effetto contrario perché può indurre a stare seduti per tutto il tempo del volo". La trombosi da viaggio, precisa Lodigiani, "è una trombosi in genere venosa, quindi localizzata nelle vene superficiali o profonde degli arti inferiori che si verifica durante o dopo un lungo viaggio aereo.
I dati scientifici a disposizione dicono infatti che più il viaggio è lungo e tanto maggiore è il rischio: nei voli più lunghi di 16 ore il rischio aumenta di circa 6 volte rispetto ai voli di meno di 4 ore. La stasi del sangue negli arti inferiori, provocata dall’immobilità protratta per diverse ore, può determinare la formazione di trombi che ostacolano il flusso venoso dai piedi verso il cuore. Se, a questo, si aggiunge una possibile scarsa idratazione (per esempio se durante il volo si dorme e, quindi, non si beve acqua a sufficienza) e l’aria poco ossigenata per via della bassa pressione dell’abitacolo dell’aereo, il rischio di insorgenza di trombosi venosa degli arti inferiori aumenta. Quando questi coaguli frammentandosi raggiungono il polmone possono verificarsi eventi gravi e talora fatali, come l’infarto del polmone o embolia polmonare".
Per tutti questi motivi, "il consiglio è quello di alzarsi spesso, in particolare durante i viaggi medio-lunghi, per esempio passeggiando lungo il corridoio dell’aereo, ma anche fare semplici esercizi con le gambe restando seduti al proprio posto. Il rischio di sviluppare una trombosi è in genere più alto nella popolazione giovane femminile, nelle persone con più di 50 anni e di sesso maschile, con obesità e insufficienza venosa (vene varicose) o in quelle che hanno alterazioni congenite della coagulazione che determinano una tendenza del sangue a coagulare di più (trombofilia).
Le donne che assumono la pillola anticoncezionale, inoltre, hanno un rischio aumentato di oltre il doppio di incorrere in eventi trombotici venosi soprattutto se fumatrici e fino a 20 volte di più se anche obese", aggiunge l'esperto che racconta una curiosità: "La trombosi da viaggio è più frequente in chi è alto più di 1,85 m in quanto durante il volo si viene a trovare in condizioni particolarmente anguste ma anche nelle persone con altezza inferiore a 1.60 m che sono costrette a viaggiare con i piedi che non toccano il pavimento dell’aereo e quindi non possono attivare la cosiddetta 'pompa muscolare' che riduce la stasi venosa".

(Adnkronos) - Infezioni in agguato in questa estate dominata dal caldo record in tutta Europa, Italia compresa, con temperature attorno ai 40 gradi. Lancia l'allarme il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc), che alza la guardia e chiede "una stretta cooperazione transfrontaliera e tra diverse specializzazioni per prevedere" i pericoli, "prevenirli e rispondere efficacemente". A minare la salute non è solo il caldo 'da solo'. L'Ecdc avverte che "il rischio di contrarre alcune malattie infettive è in aumento a causa delle estati più lunghe e calde in tutta Europa". A preoccupare non sono tanto le ondate di calore in sé, quanto "le temperature costantemente più elevate e per periodi sempre maggiore".
Sono 4 le insidie principali segnalate dall'agenzia Ue, "aree di particolare urgenza" evidenziate dall'attività di monitoraggio e raccolta dati: infezioni di origine alimentare, vibriosi, malattie trasmesse dalle zanzare, patologie da zecche.
Il primo pericolo su cui l'Ecdc richiama l'attenzione sono le "malattie di origine alimentare: sono tre le patologie estive più frequenti", perché "le temperature più calde accelerano il rischio di proliferazione batterica nei cibi. Garantire una buona igiene e lavare frutta e verdura prima di consumarle, nonché cuocere accuratamente gli alimenti, in particolare la carne, può contribuire a prevenire le infezioni", raccomandano gli esperti.
Seconda minaccia: le "vibriosi. Le acque costiere calde e a bassa salinità, come il Mar Baltico o gli estuari dei fiumi, offrono condizioni ottimali per i batteri Vibrio, responsabili di vibriosi", ricorda l'agenzia che di recente ha attivato "una visualizzazione interattiva aggiornata dei dati che prevede le aree a maggior rischio di infezione. Evitare di nuotare in presenza di tagli, graffi o piercing recenti, e assicurarsi che i frutti di mare provenienti da queste zone siano ben cotti contribuisce a ridurre la probabilità di infezione".
Il terzo rischio sono le "malattie trasmesse dalle zanzare: le stagioni calde e umide più lunghe favoriscono la proliferazione di zanzare invasive in regioni dove in precedenza erano rare o del tutto assenti", osserva l'Ecdc. "Le patologie trasmesse dalle zanzare, come Dengue, Chikungunya e West Nile, stanno diventando una crescente preoccupazione per la salute pubblica in Europa", ammoniscono gli esperti. "Repellenti per insetti, indumenti protettivi e misure di protezione per gli ambienti interni come aria condizionata o zanzariere offrono una buona protezione. E' inoltre importante evitare di lasciare acqua stagnante vicino a case e giardini, poiché rappresenta un terreno fertile ideale per la riproduzione delle zanzare".
Infine, quarta insidia, le "malattie trasmesse dalle zecche: le zecche sono diffuse in tutta Europa e la stagione in cui sono attive si sta allungando, poiché la primavera e l'autunno diventano più miti in molte zone. Le zecche infette possono trasmettere la malattia di Lyme e l'encefalite da zecche (Tbe), che possono portare a gravi complicazioni a lungo termine. Indossare maniche lunghe e pantaloni lunghi durante le escursioni o quando si trascorre del tempo nei parchi può aiutare a prevenire le punture di zecca, così come controllare la presenza di zecche e rimuoverle dopo aver trascorso del tempo all'aperto. E' disponibile un vaccino efficace contro l'encefalite da zecche".
L'Ecdc insiste sull'importanza di una strategia One Health: integrare la salute dell'uomo, degli animali e dell'ambiente. "Con l'aumento delle minacce per la salute pubblica dovute ai cambiamenti climatici - conclude l'agenzia in una nota - cresce la necessità di una collaborazione e cooperazione strategica a lungo termine tra i settori umano, ambientale e animale. L'impegno condiviso a lavorare in modo interdisciplinare è sancito dall'approccio One Health dell'Ue, che sottolinea la necessità di cooperazione per garantire la salute delle persone, degli animali, delle piante e del nostro ambiente condiviso. L'Ecdc valuta regolarmente l'attuazione degli approcci One Health nell'Ue, aiutando gli Stati membri a rafforzare la loro preparazione e resilienza di fronte alle ondate di calore e ad altri eventi meteorologici estremi. Le valutazioni più recenti - si legge - hanno rilevato che più della metà degli Stati membri dispone di un piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici, sebbene sia ancora necessario intervenire per garantire l'adozione di misure specifiche per affrontare l'impatto sulla salute pubblica degli eventi meteorologici estremi".
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