
Il 2025 si chiude con un risultato complessivamente positivo per il sistema portuale del Mar Tirreno Centro-Settentrionale. Nel periodo gennaio–dicembre 2025 i porti del network laziale hanno movimentato 13.128.936 tonnellate di merci, con un incremento dello 0,3% rispetto al 2024 (+34.718 tonnellate). La crescita del traffico complessivo è sostenuta in particolare dall’andamento del porto di Civitavecchia che, con 8.125.234 tonnellate (+3,1%), rappresenta il 61,9% del traffico totale del sistema. Il porto di Fiumicino si attesta a 3.217.385 tonnellate (-5,8%), traffico costituito prevalentemente dal jet fuel destinato all’aeroporto “Leonardo da Vinci”, mentre Gaeta registra 1.786.317 tonnellate, con una lieve flessione dello 0,7%.
Nel network complessivo, le merci solide raggiungono 7.821.652 tonnellate (+4,7%), mentre le merci liquide si attestano a 5.307.284 tonnellate (-5,7%). A Civitavecchia, le merci solide superano i 6,9 milioni di tonnellate (+3,9%), trainate in particolare dal traffico Ro-Ro che cresce del 5,6%, superando i 5,2 milioni di tonnellate. Il traffico containerizzato si attesta a 114.662 TEU, in aumento del 7,6%, con una crescita significativa dei contenitori pieni (+10,7%). A Gaeta si registra una dinamica molto positiva delle merci solide (+12%), con una forte crescita dei prodotti metallurgici (+86,6%) e del carbone (+30,5%), che compensano la contrazione delle rinfuse liquide (-10,6%).
Il traffico passeggeri sulle linee regolari raggiunge nel network 1.549.271 unità (+0,2%). Il traffico crocieristico supera la soglia dei 3.558.568 crocieristi (+2,8%), consolidando Civitavecchia come primo porto crocieristico d’Italia e tra i principali hub europei e mondiali, con un ruolo sempre più rilevante come home port. In crescita anche il traffico di automezzi, che supera 1.003.000 unità (+7,2%), con un incremento significativo delle autovetture in polizza (+13,2%).
Latrofa (AdSP MTCS) 'Risultato positivo su cui costruire una nuova fase di sviluppo'
"I dati del 2025 confermano la solidità e la capacità competitiva del sistema portuale del Lazio – dichiara il Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro-Settentrionale, Raffaele Latrofa – in un contesto internazionale ancora segnato da instabilità geopolitiche e trasformazioni dei traffici globali”.
“Civitavecchia si consolida come hub logistico e crocieristico di livello mediterraneo, mentre Gaeta dimostra importanti margini di crescita in segmenti strategici delle rinfuse solide. Fiumicino, con il traffico energetico a servizio dell’aeroporto intercontinentale, continua a svolgere una funzione essenziale per il sistema infrastrutturale della Nazione”. “Il risultato complessivo è frutto di un lavoro sistemico che abbiamo rafforzato nel corso del 2025: monitoraggio costante delle opere in corso, pieno utilizzo delle risorse PNRR, rilancio della pianificazione strategica, attenzione alla sostenibilità ambientale e alla digitalizzazione dei processi”.
“Il prossimo triennio sarà decisivo. Stiamo lavorando per consolidare la posizione dei porti di Roma e del Lazio nella rete TEN-T europea, potenziare le connessioni intermodali e rendere il nostro network sempre più attrattivo per investitori e operatori internazionali. La crescita registrata nel 2025 non è un punto di arrivo, ma una base solida su cui costruire una nuova fase di sviluppo”.

Il fronte del sì al referendum sulla riforma della giustizia vede tra le sue schiere una significativa testimonianza del mondo riformista e progressista in vista del voto del 22 e 23 marzo. Tra i partiti, pur se con qualche eccezione, le posizioni sono ben definite. Ma è soprattutto nella società civile, nel mondo accademico, tra gli intellettuali e tra gli ex esponenti politici che si trovano 'testimonial' di sinistra per sì.
Nell'opposizione il sì più netto al referendum arriva dal Psi: "Non si tratta solo di una scelta politica ma di una posizione coerente con la storia della comunità socialista", ha detto il segretario Enzo Maraio. Idem da socialisti di oggi e di ieri, da Bobo Craxi a Fabrizio Cicchitto. Tra i partiti, più sfumata la posizione di +Europa, che mantiene diverse critiche alla riforma Nordio, mentre Matteo Renzi formalmente ha dato libertà di voto a Iv, riservandosi di prendere una posizione a ridosso dell'urna. Molti esponenti di Italia viva, a partire dalla presidente dei senatori Raffaella Paita, hanno già dichiarato il proprio sì. Per Azione Carlo Calenda non ha avuto dubbi: "La riforma era nel nostro programma".
Sì convinto anche dalla neo calendiana Elisabetta Gualmini, appena approdata ad Azione dopo l'addio al Pd. In casa dem il referendum è un tema caldo. La linea dettata dalla leader Elly Schlein non prevede tentennamenti: no deciso. Tra i riformisti, però, il dibattito referendario è acceso. Pina Picierno, la vice presidente del Parlamento Ue, spesso critica con Schlein, è una delle testimonial della 'Sinistra per il sì': "Questa riforma riguarda concretamente la vita delle persone. E io credo che sia molto importante provare a discutere nel merito", recita in video social.
Uscendo dalle sedi dei partiti si trovano però le posizioni più decise e ascoltate. A partire da Augusto Barbera: l'ex presidente della Consulta, ex parlamentare Pci-Pds e ex (per una breve parentesi) ministro è il 'front man' del mondo progressista per il sì. Un fronte animato dal costituzionalista e ex parlamentare dem Stefano Ceccanti, con l'attività di 'LibertàEguale'. Presidente dell'associazione di area di centrosinistra è Enrico Morando, già senatore Pds-Ds, vice ministro con i governi Renzi e Gentiloni e fondatore del Pd, impegnato nella campagna per il sì.
Con lui tanti volti noti ex Pds-Ds dichiaratamente per il sì, come la filosofa e storica Claudia Mancina, componente della Direzione del Pd. Ma non solo: Chicco Testa, Claudio Petruccioli, Cesare Salvi, Umberto Ranieri, Nicola Latorre, Mario Oliverio portano nella campagna per il sì la cultura politica della Quercia. A questo proposito, tra i primi a prendere posizione c'è stato Marco Minniti: "Ritengo che questa riforma sia un passo in avanti, che rende l’Italia più moderna, più europea e anche più sicura. Per questo voterò sì al referendum sulla giustizia", ha detto l'ex ministro dell'Interno nonché figura chiave del governo D'Alema.
Ma il sì viene pronunciato anche dall'ex senatore Giorgio Tonini, fondatore del Pd e tra i principali ispiratori del 'Lingotto', e Tommaso Nannicini, ex parlamentare dem e esponente di spicco del think thank a supporto del governo Renzi. A favore del sì, anche la ex parlamentare dem Anna Paola Concia. Per confermare la riforma del governo anche l'ex ministro dell'Interno del governo Prodi Enzo Bianco e, dalla Cgil, il sindacalista Michele Magno.

C'è un meccanismo per cui il tumore al polmone resiste all'immunoterapia. Il cancro del polmone è il terzo tipo più frequente in Italia e quando viene diagnosticato in fase avanzata le possibilità di cura si riducono significativamente.
Il tumore del polmone non a piccole cellule (Nsclc), che rappresenta circa l'85% dei casi, è la forma più diffusa. Negli ultimi anni l'immunoterapia ha rivoluzionato lo scenario terapeutico, ma non tutti i pazienti rispondono a queste cure innovative. Anche tra coloro i cui tumori sono inizialmente sensibili, spesso nel tempo si sviluppano resistenze.
Uno studio coordinato dai ricercatori dell'Istituto nazionale tumori Regina Elena (Ire) di Roma - i cui risultati sono stati pubblicati sul 'Journal for ImmunoTherapy of Cancer' - ha indagato come il tumore del polmone non a piccole cellule si protegge dal sistema immunitario, riducendo così l'efficacia delle immunoterapie.
Al centro della ricerca c'è la proteina hMena che regola un gruppo di fibroblasti associati al cancro, spiega una nota degli Ifo, Istituti fisioterapici ospitalieri. Si tratta di cellule non tumorali, che possono però rendere il tumore più aggressivo e resistente alle terapie. Queste cellule producono infatti una matrice extracellulare particolarmente densa, che aumenta la rigidità del tessuto limitando l'accesso delle cellule immunitarie all'interno del tumore.
La struttura, che può far pensare a mura e fossati costruiti attorno a una città medioevale, rende il tumore più difficile da raggiungere e colpire, anche quando il sistema immunitario viene riattivato con l'immunoterapia. Le cellule che formano tale barriera attivano anche segnali molecolari, soprattutto la via del Tgf-β che riduce l'attività delle difese e favorisce l'accumulo delle cellule T regolatorie che a loro volta inibiscono la risposta immunitaria. I dati hanno inoltre evidenziato un circolo vizioso di rinforzo reciproco tra Tgf-β e hMena: ciascuna proteina mantiene attiva l'altra, consolidando nel tempo un microambiente favorevole al tumore. Analizzando i dati relativi ad ampi gruppi di pazienti, i bioinformatici del gruppo di ricerca hanno identificato una firma molecolare associata a questo specifico assetto del microambiente tumorale, associata a una prognosi peggiore e a una minore risposta alle immunoterapie.
Lo studio è stato sostenuto da Fondazione Airc per la ricerca sul cancro ed è frutto di una collaborazione multidisciplinare che integra ricerca sperimentale, immunologia e bioinformatica. Il gruppo di ricerca dell'Unità di Immunologia e Immunoterapia Ire, che ha individuato la proteina hMena diversi anni fa, è oggi impegnato nello sviluppo di strategie farmacologiche per bloccarne l'azione a favore del cancro e delle resistenze ai farmaci. L'obiettivo è superare la resistenza all'immunoterapia avviando una nuova fase di sviluppo terapeutico.
I dati emersi nel nuovo studio dell'Istituto Regina Elena - evidenzia la nota - hanno mostrato che il tumore non cresce in modo isolato, ma plasma attivamente anche l'ambiente circostante. In questo contesto i fibroblasti attorno al tumore, guidati dalla proteina hMena, contribuiscono a ostacolare la risposta immune e allo stesso tempo influenzano direttamente le cellule tumorali. Le cellule cancerose acquisiscono così caratteristiche che le rendono più mobili e invasive, favorendo la progressione della malattia.
"Comprendere come il tumore costruisce il proprio ambiente di difesa, che gli permette di crescere e di sfuggire ai controlli del sistema immunitario, è oggi una delle sfide più importanti dell'oncologia - afferma Paola Nisticò, responsabile dell'Unità di Immunologia e Immunoterapia dell'Ire - I risultati del nostro studio rappresentano un passo importante in questa direzione, aprendo la strada a nuove strategie terapeutiche".
"Questi dati - commenta Giovanni Blandino, direttore scientifico dell'Istituto Regina Elena - aiutano a chiarire uno dei nodi più complessi dell'oncologia contemporanea: il ruolo dell'ambiente tumorale nella resistenza alle terapie. E' un esempio di ricerca che non si limita a descrivere un fenomeno, ma individua nuove direzioni concrete per rendere le cure più efficaci". Livio De Angelis, Dg dell'Ire, ringrazia Airc "per l'indispensabile sostegno che hanno dato a questo importante studio clinico. E con orgoglio - conclude - ringrazio i nostri eccellenti ricercatori che, con il loro lavoro, aggiungono ogni giorno nuove armi per sconfiggere il cancro".
Siglato il Memorandum of Understanding... 
Secondo quanto si apprende, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha telefonato a Patrizia, la madre del piccolo Tommaso - bimbo di due anni e 3 mesi, che il 23 dicembre scorso ha subito il trapianto di un cuore danneggiato all'ospedale Monaldi di Napoli - per esprimere la sua solidarietà. La premier ha assicurato "avrete giustizia", come ha riferito l'avvocato Francesco Petruzzi, legale della famiglia.
''Ho sentito prima il presidente Fico poi la premier Meloni, mi hanno espresso la loro vicinanza e mi hanno detto che faranno giustizia però l'ho ripetuto anche a loro che adesso la mia priorità è aiutarmi a trovare una soluzione per mio figlio", ha detto la signora Patrizia, la mamma del bambino, in un'intervista video a 'La Repubblica'. Alla domanda se il governo italiano interverrà, la donna ha detto: ''Si sono già mobilitati''.
''Io credo e spero'' ancora nella possibilità di avere un cuore nuovo, ha aggiunto. Domani ci sarà un nuovo consulto con esperti che arriveranno da tutta Italia. A questi medici, ha detto, ''non voglio chiedere niente, faranno il loro lavoro''.
Il ministro della Salute, Orazio Schillaci e il Presidente della Regione Campania, Roberto Fico, hanno avuto un colloquio oggi a Roma, un incontro programmato nelle scorse settimane per un confronto su temi sanitari. Il ministro e il governatore hanno rivolto massima attenzione a quanto avvenuto all’Ospedale Monaldi di Napoli. Nell’esprimere la più sentita e sincera vicinanza e solidarietà alla famiglia del piccolo paziente ricoverato, sottolineano il forte impegno sinergico e la collaborazione istituzionale, perché venga fatta piena chiarezza su quanto accaduto", comesi legge in una nota della Regione Campania.
"Allo scopo sono stati attivati nei giorni scorsi i poteri ispettivi e conoscitivi in capo sia al Ministero che alla Regione, per poter assumere i provvedimenti necessari secondo le rispettive competenze. Nella giornata di oggi sarà inoltre trasmessa al ministero la relazione predisposta dagli uffici regionali su impulso del Presidente Fico", si chiude la nota.

"L'obesità oggi non è solo una malattia o una questione estetica. Dal punto di vista scientifico e normativo, è riconosciuta come malattia cronica e recidivante. Un passaggio fondamentale che impone un cambio di prospettiva: va diagnosticata e trattata con molta attenzione non solo per i pazienti, ma anche per la sostenibilità del Ssn". Così all'Adnkronos Salute Andrea Lenzi, presidente del Cnr, professore emerito di Endocrinologia all'università La Sapienza di Roma, alla presentazione di uno studio condotto dal Ceis - Centre for Economic and International Studies dell'università degli Studi di Roma Tor Vergata, illustrato oggi a Roma sull'impatto dell'obesità e delle complicanze cardiovascolari sulla sostenibilità del Ssn.
Secondo Lenzi l'Italia ha già compiuto passi importanti. "Una legge nazionale identifica l'obesità come malattia cronica - ricorda - e il ministero della Salute, insieme alle Regioni, l'ha inserita nel Piano nazionale della cronicità, accanto ad altre condizioni con caratteristiche simili, come il diabete o l'epilessia. Il punto critico, però, resta l'accesso alle cure". Parlando da endocrinologo, l'esperto ricorda che l'obesità "condivide con patologie come il diabete mellito o l'epilessia" alcune caratteristiche fondamentali: è cronica, tende a ripresentarsi e richiede trattamenti continuativi. "Il riconoscimento normativo è già avvenuto, ma questo non basta. Quello che manca", sottolinea, "è la possibilità di un accesso uniforme su tutto il territorio nazionale, soprattutto per le categorie economicamente più fragili, ai farmaci e alla prevenzione". In altre parole, la cura dell'obesità non può dipendere dal luogo in cui si vive o dalla propria disponibilità economica.
Curare l'obesità non significa solo migliorare la qualità di vita dei pazienti. "Significa anche prevenire complicanze gravi per il paziente e costose per il sistema sanitario, in particolare quelle cardiovascolari - precisa Lenzi - Patologie come l'infarto miocardico o l'ictus rappresentano eventi maggiori: mettono a rischio la vita del paziente e comportano costi elevatissimi per il Servizio sanitario nazionale. Invece, spendere di più oggi in farmaci dedicati" può significare risparmiare domani in ricoveri, interventi e riabilitazione. Per lo specialista serve un Lea dedicato: "Il nodo centrale è l'inserimento dell'obesità nei livelli essenziali di assistenza con un percorso dedicato sia alla diagnosi sia alla terapia. Questo comporta però una scelta precisa: definire quali categorie di pazienti debbano avere accesso ai trattamenti con il supporto del Ssn. Senza criteri chiari, il rischio è un uso improprio dei farmaci, oltre al fatto che salti il Ssn".
Negli ultimi anni, alcuni farmaci per l'obesità sono diventati molto noti anche al di fuori dell'ambito clinico. Il pericolo, avverte l'esperto, è che vengano utilizzati per finalità estetiche.
"Se una persona ha 4 chili in più e vuole perderli per la prova costume, non siamo di fronte a una malattia - precisa Lenzi - Tra sovrappeso e obesità c'è una differenza sostanziale". Il messaggio è chiaro: "Questi farmaci vanno usati solo quando esiste una diagnosi medica di obesità, non per ragioni estetiche".

Da Pechino a Taipei, passando per Hong Kong e per tutte le comunità della diaspora nel mondo, il 17 febbraio segna l’inizio del Capodanno cinese: due settimane di celebrazioni che culmineranno nella Festa delle Lanterne. Fuochi d’artificio, tavole imbandite e riunioni familiari accompagnano l’avvio dell’anno del Cavallo di Fuoco, combinazione "rivalutata" nel tempo che ritorna dopo 60 anni e che, secondo la tradizione, porterà energia, cambiamento e una scossa complessivamente positiva al ritmo della vita.
Data, nomi e rituali
La data del Capodanno cinese varia ogni anno perché il calendario tradizionale è lunisolare: l’anno nuovo comincia con la seconda luna nuova dopo il solstizio d’inverno, quindi tra fine gennaio e metà febbraio. In Cina e in gran parte dell’Asia orientale il periodo è dedicato al rinnovamento simbolico: pulizie per allontanare la sfortuna, cena della vigilia con cibi augurali - pesce per l’abbondanza, ravioli per la prosperità, dolci di riso per il progresso - buste rosse con denaro, abiti nuovi e danze tradizionali per scacciare gli spiriti maligni. Nomi e rituali cambiano da luogo a luogo tra le varie province della Cina (ed "ex province", come Vietnam e Corea), ma il significato resta il medesimo: auspicio di fortuna e l'inizio di un nuovo ciclo.
Nel calendario zodiacale 12 animali si combinano con cinque elementi - legno, fuoco, terra, metallo e acqua - formando un ciclo completo di 60 anni. Il cavallo è simbolo di vitalità, libertà e movimento; il fuoco ne amplifica le qualità trasformandole in passione, urgenza e spirito d’iniziativa. Il Cavallo di Fuoco viene perciò descritto come una "doppia energia": favorevole a decisioni rapide, viaggi e progetti audaci, ma anche incline a impulsività e tensioni.
La lettura simbolica
Il segno del cavallo è generalmente considerato positivo: dinamico, intraprendente e indipendente, pur con lati critici come impazienza e testardaggine. L’ultima volta del Cavallo di Fuoco fu nel 1966, quando in Giappone si registrò un forte calo delle nascite per la millenaria superstizione dell’"hinoe-uma", secondo cui le donne nate in quell’anno avrebbero avuto un carattere troppo forte. Oggi l’interpretazione è cambiata e prevale una lettura più simbolica: un invito a sfruttare lo slancio, bilanciando però l’eccesso di energia - come nella filosofia yin-yang, dove al fuoco si contrappone l’acqua.
Alla vigilia delle celebrazioni, il 14 febbraio al Grande Palazzo del Popolo di Pechino, il presidente Xi Jinping ha paragonato il nuovo anno con il percorso del Paese, definendo il cavallo simbolo di "energia, forza e resilienza" ed esortando la popolazione ad avanzare con determinazione verso la modernizzazione. Ieri sera invece, nel tradizionale gala televisivo della vigilia di Capodanno - il "Super Bowl cinese", lo spettacolo più seguito al mondo - ha riunito centinaia di milioni di spettatori per seguire quattro ore di musica, danza, opera e comicità, affiancate da scenografie tecnologiche e robot umanoidi protagonisti di esibizioni di arti marziali e numeri acrobatici. Presenti anche star internazionali, dal cantante americano John Legend a Lionel Richie, che ha reinterpretato "We are the World" in cinese mandarino in duetto con Jackie Chan.

"Io voglio costruire il futuro di questa società, la stabilità di questa società, l'orgoglio dell'appartenenza. Non le chiacchiere. Nel 2004 la Lazio aveva un fardello da 550 milioni di euro di debiti, di cui mi sono fatto carico per non disperdere il valore storico di questa società. Nel novembre 2027 saranno finiti i debiti, avrò pagato tutto e ci saranno 30 milioni di euro di cassa in più". Il presidente della Lazio Claudio Lotito si esprime così alla presentazione del progetto dello stadio Flaminio al centro di allenamento biancoceleste a Formello.
"Voglio che la Lazio diventi immortale, significa che si tramanderà nei secoli come è avvenuto ad oggi. E lo dico per chiarezza, una volta per tutte: la società non è in vendita, e tutte le cose che vengono dette in giro sono tutte falsità. Noi non abbiamo bisogno di fare nulla perché non vogliamo dipendere: noi siamo persone autonome. La Lazio - prosegue Lotito - deve essere libera. Non 'libera la Lazio' ma una libera società, libera dalla dipendenza di tutti".
"So che negli ultimi mesi il dibattito è stato acceso. Ascolto ogni opinione, anche quando è critica. Il mio carattere, nel bene e nel male, a volte mi porta a esprimermi con grande franchezza. Può accadere che alcune dichiarazioni vengano interpretate in modo diverso da quello che intendo. Ma ogni scelta che compio è orientata esclusivamente al bene della Lazio e sempre ispirata dal cuore", dice il numero 1 del club.
"Quando si parla del futuro della Lazio - prosegue Lotito - le emozioni sono forti. Ed è giusto che sia così: la passione è l'anima di questa società. Ma proprio perché la Lazio è passione, deve essere anche responsabilità. Questo progetto non nasce per dividere. Nasce per costruire qualcosa che resti. Ogni tifoso sogna uno stadio pieno, moderno, identitario. Anch’io lo sogno".
Alla fine della conferenza, Lotito torna sul rapporto con la tifoseria: "Il tifoso ha a cuore la stabilità e il futuro della propria società. Io mi sento la responsabilità di questa comunità, contrariamente a quello che qualcuno possa pensare. Quando sono subentrato la Lazio aveva 550 milioni debiti: io avrei potuto, come è successo con Napoli, Fiorentina e altri, azzerare i debiti, ripartire dalla Serie C e oggi ci sarebbe stata comunque la Lazio. Ma non la storia della Lazio, non la matricola della Lazio, non l'ente morale. Perché questo è lo spirito della Lazio, al servizio della gente: perché lo devo distruggere e bruciare totalmente tutta la storia, tutti i sacrifici che hanno fatto i miei predecessori dal 1900 ad oggi. Io non ho chiesto niente a nessuno, non ho chiesto ai tifosi di sottoscrivere aumenti di capitali, non ho chiesto aiuto esterno. Io chiedo soltanto il rispetto del ruolo e di quello che uno sta facendo".
Stand, mostre e incontri per tre giorni alla cittadella
universitaria di Monserrato...
Martedì 24 seduta per esaminare le mozioni contro l'arrivo dei boss... 
"Il governo ha ritenuto opportuno accettare l'invito dell'amministrazione americana a presenziare in qualità di Paese osservatore alla prima riunione del Board of Peace in programma giovedì a Washington. Questa è certamente una soluzione equilibrata e rispettosa dei nostri vincoli costituzionali". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani, comunicando alla Camera sulla partecipazione italiana nel Board of Peace per Gaza, sottolineando che "l'assenza dell'Italia a un tavolo in cui si discute di pace, sicurezza e stabilità nel Mediterraneo sarebbe non solo politicamente incomprensibile, ma anche contraria alla lettera e allo spirito dell'articolo 11 della Costituzione, laddove sancisce il ripudio della guerra come mezzo di risoluzione delle controversie".
Tajani ricorda che il governo italiano "ha sostenuto sin dall'inizio il piano di pace. Voglio essere molto chiaro: se qualcuno ritenesse che esistano oggi alternative concrete e praticabili a questo piano dimostrerebbe di non saper fare i conti con la realtà". "Gaza è cruciale per la nostra sicurezza nazionale, anche in chiave di contrasto al terrorismo e ai flussi migratori irregolari. Ma è soprattutto una ferita aperta - ha aggiunto - che ha scosso le coscienze di tutti noi e che ha visto l'Italia in prima linea per salvare vite, alleviare le sofferenze dei civili e far tacere le armi".
"L'Italia, per la sua storia, per la sua collocazione geografica e per il ruolo politico di primo piano che svolge nella regione, non può e non deve restare ai margini di questo processo". "Il governo italiano continuerà a fare la sua parte. Non ci stancheremo mai di lavorare per la pace. È quello che chiede e ci chiede la grande maggioranza degli italiani. È quello che un grande Paese ha il dovere di fare", ha aggiunto il titolare della Farnesina.

Sparatoria durante una partita di hockey liceale a Pawtucket, in Rhode Island, dove il 56enne Robert Dorgan - che utilizzava anche il nome Roberta Esposito - ha ucciso due persone e ferito gravemente altre tre prima di togliersi la vita. Esposito era il padre di uno degli atleti presenti al torneo e, secondo le autorità, l’episodio sarebbe legato a una disputa familiare. L’uomo, armato con più armi da fuoco, ha sparato contro parenti e un conoscente sugli spalti della pista di ghiaccio.
Il capo della polizia Tina Goncalves ha riferito che, dopo l’attacco, un civile ha tentato di bloccare l'attentatore, che tuttavia disponeva di una seconda arma. Gli agenti sono intervenuti pochi minuti dopo la prima chiamata d’emergenza; l’attentatore si è poi suicidato sul posto. Tre feriti restano in condizioni critiche.
Secondo i media locali, negli anni precedenti Dorgan era stato coinvolto in contenziosi familiari, anche successivi alla separazione dalla moglie nel 2021. Sui social aveva pubblicato messaggi aggressivi e minacciosi. Una donna uscita dalla stazione di polizia - citata dal New York Post - ha dichiarato che si trattava di suo padre, affermando che soffriva di problemi di salute mentale. Il sindaco Donald Grebien ha dichiarato che le autorità, insieme all’ufficio del procuratore generale del Rhode Island, stanno ricostruendo l’accaduto. "Pawtucket è una comunità forte e resiliente, ma questa sera è in lutto. Sosterremo tutte le persone colpite e aggiorneremo il pubblico quando i fatti saranno confermati", ha affermato.

"L'obesità è un fattore di rischio cardiovascolare sempre più diffuso, anche in Italia. Non si tratta solo di un problema di peso: obesità e sovrappeso contribuiscono direttamente allo sviluppo delle malattie cardiovascolari ischemiche, dello scompenso cardiaco e di altre patologie come la fibrillazione atriale e le malattie valvolari. Curare l'obesità significa diminuire il rischio cardiovascolare. Oggi questa affermazione non è più solo un'ipotesi: esistono evidenze scientifiche che lo dimostrano". Così all'Adnkronos Salute Pasquale Perrone Filardi, direttore Uoc di Cardiologia Aou Federico II di Napoli, past president Sic (Società italiana di cardiologica), alla presentazione di uno studio condotto dal Ceis - Centre for Economic and International Studies dell'università degli Studi di Roma Tor Vergata, illustrato oggi a Roma sull'impatto dell'obesità e delle complicanze cardiovascolari sulla sostenibilità del Ssn.
Secondo Perrone Filardi, un punto di svolta si è avuto con la semaglutide. "La prima prova concreta è arrivata con questo farmaco della classe dei Glp-1 agonisti. La semaglutide - sottolinea - ha dimostrato, in uno studio finora rimasto unico, che i pazienti con cardiopatia ischemica e obesità ottengono un beneficio significativo in termini di riduzione della morte cardiovascolare, dell'infarto e dell'ictus quando vengono trattati con questo farmaco. Questo dato rappresenta un passaggio importante: parlare di obesità oggi significa parlare di riduzione degli eventi cardiovascolari, cioè di eventi gravi e spesso evitabili che accompagnano questa condizione".
Ma quali sono i farmaci che prevengono le malattie cardiovascolari nell'obesità? "Fino a poco tempo fa - ricorda il cardiologo - non esistevano evidenze che trattare il paziente obeso, più che l'obesità in sé, potesse determinare una riduzione degli eventi cardiovascolari. La situazione è cambiata con l'arrivo delle più recenti classi di farmaci antidiabetici: i Glp-1 agonisti e gli Sglt2 inibitori. Con questi farmaci si è osservato che l'obesità, quando trattata, può prevenire lo scompenso cardiaco e una serie di altri eventi cardiovascolari. In particolare i Glp-1 agonisti hanno mostrato benefici soprattutto sugli eventi di natura ischemica. Questi risultati riguardano principalmente i soggetti diabetici. Tuttavia, per quanto riguarda la semaglutide il beneficio è stato dimostrato anche nei pazienti non diabetici". Perrone Filardi rimarca che "la morbilità cardiovascolare è la causa più frequente di ospedalizzazione nei pazienti sopra i 60 anni. Prevenire scompenso cardiaco, ictus e infarto significa quindi ridurre il numero di ricoveri, alleggerire il carico sulle famiglie e diminuire la pressione sul sistema sanitario".

"L'obesità è una patologia ad alto impatto non solo per la salute dei pazienti, ma anche per il Servizio sanitario nazionale e per l'intero sistema sociale". Così Paolo Sciattella, ricercatore al Ceis (Centre for Economic and International Studies) dell'università degli Studi di Roma Tor Vergata, intervendo alla presentazione di uno studio da lui coordinato e basato su dati reali per misurare il peso degli eventi cardiovascolari maggiori tra le persone con sovrappeso e obesità. "Un recente studio ha stimato che l'impatto economico complessivo dell'obesità supera i 13 miliardi di euro - spiega Sciattella - Di questi, circa il 50%, pari a 6,6 miliardi, è legato alle malattie cardiovascolari. Proprio per comprendere meglio la portata del fenomeno con un gruppo di ricercatori del Ceis abbiamo condotto uno studio che si basa su real world data, cioè dati provenienti dal flusso delle schede di dimissione ospedaliera pubblicate dal ministero della Salute. L'obiettivo era stimare l'incidenza dei cosiddetti Mace (Major adverse cardiovascular events), ovvero gli eventi cardiovascolari maggiori: infarto non fatale, ictus non fatale e mortalità cardiovascolare".
"Ogni anno in Italia circa 330mila pazienti vengono ospedalizzati per un evento Mace, per un totale di 380mila ricoveri - sottolinea Sciattella - Questo si traduce in oltre 3 milioni di giornate di degenza e in una spesa ospedaliera che sfiora i 2 miliardi di euro l'anno". Quando i dati vengono stratificati per grado di sovrappeso e obesità, "emerge un elemento particolarmente rilevante: le riospedalizzazioni aumentano progressivamente con la severità dell'obesità. Nei pazienti con obesità grave – evidenzia Sciattella - il tasso di riospedalizzazione a 2 anni è prossimo al 50%. Significa che 1 paziente su 2 va incontro a un nuovo evento cardiovascolare maggiore entro 2 anni dal primo ricovero".
Oltre ai costi sanitari diretti, prosegue l'esperto, "il peso dell'obesità si riflette anche sugli anni lavorativi perduti e sulla produttività. Nello studio è stata condotta un'analisi di scenario basata sui risultati dello studio clinico randomizzato Select, che ha valutato una coorte di pazienti con una storia pregressa di eventi cardiovascolari, ma non obesi. In quel contesto si è osservata una riduzione degli eventi Mace pari al 20%, con intervalli di oscillazione che aumentavano nei pazienti con maggiore severità clinica. Applicando questi risultati ai dati osservati nelle schede di dimissione ospedaliera, la simulazione stima un risparmio di circa 1.500 euro per ogni paziente ospedalizzato. L'impiego di terapie efficaci nella prevenzione secondaria cardiovascolare potrebbe generare risparmi fino a 550 milioni di euro in 2 anni, rappresentando una strategia concreta per migliorare gli esiti clinici e garantire la sostenibilità del sistema sanitario".

Dopo la simulazione di Alessandro Bastoni in Inter-Juventus, mano pesante del giudice sportivo contro i dirigenti bianconeri Damien Comolli e Giorgio Chiellini che hanno protestato in maniera veemente contro l'arbitro Federico La Penna alla fine del primo tempo del match. Il difensore bianconero Pierre Kalulu, espulso nel match dopo la clamorosa simulazione di Bastoni, è stato squalificato per una giornata.
L'ad bianconero Damien Comolli e il dirigente Giorgio Chiellini sono stati inibiti rispettivamente fino al 31 marzo e al 27 febbraio. Comolli, secondo il giudice sportivo, "al termine del primo tempo, nel tunnel che adduce agli spogliatoi" ha "assunto un atteggiamento aggressivo e gravemente intimidatorio nei confronti del Direttore di gara[1], cercando il contatto fisico con il medesimo, evitato grazie all'intervento dell'allenatore della Juventus" Luciano Spalletti "e di altri tesserati e collaboratori, proferendo inoltre espressioni gravemente insultanti avverso il medesimo Direttore di gara e reiterando tale comportamento anche nella zona antistante lo spogliatoio dell'arbitro".
Chiellini, sempre nel tunnel che porta agli spogliatoi, ha "contestato in modo concitato ed irriguardoso l'operato del Direttore di gara, reiterando tale comportamento anche nella zona antistante lo spogliatoio dell'Arbitro". Inoltre, ha rivolto "critiche offensive indirizzate agli Ufficiali di gara; infrazione quest'ultima rilevata da un Assistente".

Costruire una cultura concreta delle pari opportunità nelle professioni tecniche, mettendo in dialogo istituzioni, mondo accademico e sistema produttivo. Con questo obiettivo l’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Milano promuove 'Progetto donna', l’evento in programma il venerdì 20 febbraio 2026 a Palazzo Isimbardi, dedicato al tema dell’equità di genere nelle professioni tecniche e scientifiche e al rafforzamento della presenza femminile nei ruoli tecnici e decisionali.
"Promuovere le pari opportunità nelle professioni tecniche significa rafforzare la qualità del sistema Paese. Come Ordine crediamo che valorizzare il talento femminile non sia solo una questione di equità, ma un fattore strategico per l’innovazione, la competitività e la sostenibilità del nostro settore. Il nostro impegno è costruire condizioni reali perché sempre più giovani possano scegliere e sviluppare carriere tecniche senza barriere culturali o strutturali", dichiara la presidente dell’Ordine degli ingegneri della Provincia di Milano, Carlotta Penati.
Il tema della responsabilità misurabile sarà al centro dell’incontro. La parità non è un concetto astratto: è una struttura da costruire con metodo, strumenti, dati. Richiede scelte intenzionali, politiche efficaci e un cambiamento di paradigma nella cultura professionale.
"Vogliamo concentrarci - prosegue la presidente Penati - sugli aspetti concreti. Trasformare il confronto in azione, promuovere proposte operative capaci di generare soluzioni strutturali, misurabili e durature. Abbiamo organizzato questo appuntamento perché crediamo nel valore della rete: la presenza di professioniste provenienti da ambiti diversi - tecnico, imprenditoriale e istituzionale - testimonia che la parità non è un tema settoriale, ma una responsabilità condivisa".
L’evento - organizzato dall’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Milano e da Aidia-Associazione italiana donne ingegneri e architetti, sezione di Milano, in collaborazione con la Città Metropolitana di Milano - si aprirà con i saluti istituzionali della presidente Carlotta Penati, della presidente Aidia sezione Milano Giulia Fasciolo, del sottosegretario di Stato al Ministero dell’Istruzione e del Merito Paola Frassinetti, della deputata Lia Quartapelle, della consigliera di Regione Lombardia Chiara Valcepina, della consigliera del Comune di Milano Simonetta D’Amico e della consigliera delegata alle Politiche del lavoro, Politiche sociali e Pari opportunità della Città Metropolitana Diana De Marchi.
I lavori entreranno nel merito delle sfide attuali con l’introduzione 'Perché parlare oggi di pari opportunità nelle professioni tecniche', affidata a Nella Carà, consigliera dell’Ordine degli ingegneri di Milano, e ad Amelia Lentini, consigliera dell’Ordine e componente della commissione Pari opportunità. Il confronto proseguirà con una tavola rotonda dedicata alle testimonianze dal mondo della ricerca, dell’impresa e delle infrastrutture, moderata da Carmelo Iannicelli, consigliere tesoriere dell’Ordine degli Ingegneri di Milano. Interverranno Amalia Ercoli Finzi, ingegnera aeronautica e professoressa onoraria del Politecnico di Milano, Anna Gervasoni, rettrice Liuc-Università Cattaneo e direttore generale Aifi, Francesca Pili, amministratore esecutivo e consigliere delegato Fnm, Sara Cattaneo, head of procure to pay process excellence and digitalization ABB, ed Emanuela Stocchi, presidente Piarc e direttrice generale ad interim Aiscat.
La seconda sessione sarà dedicata al rapporto tra norme, politiche pubbliche e strumenti concreti di misurazione dell’impatto delle politiche di genere. Interverranno Diana De Marchi per la Città Metropolitana di Milano, Chiara Cormanni, presidente del Comitato Imprenditoria Femminile della Camera di commercio Milano Monza Brianza Lodi, Costanza Gargano, presidente del Comitato Pari opportunità dell’Ordine degli avvocati di Milano, Cecilia Hugony, vicepresidente Assimpredil Ance delegata al Progetto Donne, e Francesca Zarri, presidente Assorisorse.
La giornata si concluderà con un laboratorio dedicato alla costruzione di soluzioni operative e best practice, con l’intervento di Giampaolo Grossi, ceo di Giacomo Milano Group e public speaker.
Aprire spazi, creare opportunità, offrire modelli e percorsi che rendano naturale - e non eccezionale - la presenza delle donne in posizioni apicali: 'Progetto Donna' si inserisce nel percorso dell’Ordine degli ingegneri della Provincia di Milano volto a promuovere inclusione, valorizzazione delle competenze e crescita sostenibile del settore tecnico, contribuendo allo sviluppo di un ecosistema professionale più equo, innovativo e competitivo.

L'attività motoria è un pilastro fondamentale per la crescita dei bambini, "non solo sotto il profilo della salute fisica, visto che previene obesità e sovrappeso con tutte le complicanze associate, ma anche psicologico e relazionale". Per questo è importante "seguire le tappe evolutive partendo dal gioco-motricità", rispettando le inclinazioni personali. Lo sostengono gli esperti ospiti in 'A di attività motoria', il nuovo episodio del vodcast 'Le 6 A - La salute si costruisce da piccoli', realizzato da Adnkronos in collaborazione con la Società italiana di pediatria (Sip) e online da oggi sui canali YouTube, Spotify e nella sezione Podcast di adnkronos.
Secondo le raccomandazioni
dell'Oms-Organizzazione mondiale della sanità, i bambini dovrebbero
svolgere almeno un'ora al giorno di attività fisica. Tuttavia, i
dati della sorveglianza 'Okkio alla Salute' dell'Istituto superiore
di sanità restituiscono un quadro di sedentarietà e uso di schermi
che riducono il tempo dedicato al movimento: 1 bambino su 5 non fa
proprio attività fisica e oltre il 70% va a scuola in auto, mentre
ogni giorno i piccoli trascorrono 2 ore davanti a smartphone,
tablet o computer. Gli esperti della Sip hanno messo a punto una
piramide dell'attività motoria. "Attività motoria non significa
solo attività sportiva strutturata - afferma Rino Agostiniani,
presidente Sip - E' movimento anche fare ogni giorno un tratto di
strada a piedi oppure fare le scale. Anche aiutare in casa,
muoversi per rimettere le cose a posto: sono tutte attività motorie
e hanno una finalità positiva, anche dal punto di vista
relazionale". Secondo Agostiniani, è fondamentale che i genitori
incoraggino il movimento senza trasformarlo in una competizione.
"Il fine non è farli diventare campioni - avverte - ma farli
diventare persone contente di quella che è la loro attività, e
soprattutto non deve" compensare "ciò che il genitore non è
riuscito a fare".
Dal punto di vista educativo "i bambini vanno accompagnati, non solo fisicamente, ma anche culturalmente", spiega Attilio Turchetta, esperto per le attività sportive della Sip e responsabile Medicina dello sport ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma. "E' importante far conoscere più sport e lasciare che siano loro a scegliere - precisa - Lo sport deve insegnare anche a perdere", oltre che a vincere, e deve "seguire le tappe evolutive del bambino. Un bambino di 3-4 anni è opportuno che venga avviato a condizioni di gioco-motricità - illustra Turchetta - Non può fare uno sport vero e proprio, deve imparare a muovere il suo corpo nello spazio, fare cose semplici che potrebbero sembrare banali, ma sono molto sofisticate, come alzarsi, sedersi, andare a destra e a sinistra, lanciare un oggetto, afferrarlo, tutto questo attraverso il gioco". Con la crescita si passa gradualmente ad attività più strutturate. "A 5-6 anni può essere introdotto ad attività più complete come il nuoto o la mini-atletica - suggerisce l'esperto - A 7-8 anni cominciare una prima fase di specializzazione con sport come calcio, mini-rugby, mini-basket, mini-volley o arti marziali. Poi, con la crescita, si entra nelle attività più specifiche, anche agonistiche. Ma la cosa fondamentale è che il bambino si diverta sempre".
Può capitare che alcuni bambini mostrino resistenza verso l'attività fisica. In questi casi, i pediatri suggeriscono di rispettare inclinazioni e preferenze personali. "E' difficile trovare un bambino a cui non piaccia assolutamente nulla - osserva Agostiniani - Un po' di incoraggiamento va fatto, perché lo sport è una grande palestra di vita. Insegna che per raggiungere un risultato bisogna impegnarsi e, negli sport di squadra, fa capire quanto sia importante collaborare con gli altri".
Uno dei dubbi più diffusi riguarda la possibilità di praticare sport nei bambini con problemi respiratori. Sulla questione Renato Cutrera, direttore dell'Unità operativa di Broncopneumologia del Bambino Gesù, chiarisce che non esistono controindicazioni assolute. L'asma non ha fermato campioni quali la nuotatrice Federica Pellegrini, il ciclista Miguel Indurain e il calciatore David Beckham, e non deve fermare neppure i più piccoli. "Soffrono di bronchite asmatica o broncospasmo il 25% dei bambini in età prescolare e 1 su 10 in età scolare - ricorda Cutrera - A volte i genitori pensano che, siccome il bambino ha l'asma, è meglio che non si muova. E' falso". Secondo lo specialista, la chiave è il controllo della malattia. "Un bambino che quando corre o fa le scale ha affanno o tosse probabilmente ha un'asma non controllata e deve rivolgersi al pediatra o a centri specialistici. Spesso basta una terapia preventiva con spray. Anche nell'asma da sforzo si possono usare broncodilatatori prima dell'attività fisica. Non ci sono scuse per chi vuole praticare lo sport che gli piace". Per quanto riguarda i falsi miti, come l'idea che alcune discipline sportive possano influenzare l'altezza o lo sviluppo fisico, Turchetta fa chiarezza: "Non è vero che basket e pallavolo fanno diventare alti e non è vero che la ginnastica ritmica o artistica impediscano la crescita. Sono le caratteristiche genetiche individuali che determinano queste condizioni. Lo sport semmai seleziona chi possiede determinate caratteristiche fisiche".
Il movimento è strettamente legato a una corretta alimentazione. A sottolineare il fatto che sedentarietà e sovrappeso possano alimentarsi reciprocamente, Cutrera evidenzia che "il bambino obeso spesso ha poca voglia di fare attività fisica perché si sente in difficoltà rispetto agli altri. Si crea un circolo vizioso". Per questo l'auspicio è che anche la scuola possa "offrire attività motoria nel pomeriggio". La comunicazione con i bambini gioca un ruolo centrale, soprattutto quando si affrontano problemi di peso. "La cosa da non dire è: 'Guarda come sei grasso' - conclude Agostiniani - Il messaggio dovrebbe essere: 'Proviamo a vedere se riusciamo a cambiare un po' il nostro peso così si corre più forte'. Una motivazione positiva è fondamentale". Questo e tutti gli episodi completi del vodcast delle '6 A' con i consigli dei pediatri della Sip per crescere bene è disponibile sui canali YouTube, Spotify e nella sezione Podcast di adnkronos.com.

C’è un’Italia che inciampa, che cade, che si rialza. Un’Italia che si guarda allo specchio e non sempre si riconosce. Nei testi dei trenta brani di Sanremo 2026, pubblicati come da tradizione da Tv Sorrisi e Canzoni ad una settimana dall'inizio del festival, il linguaggio racconta un Paese attraversato da fragilità, ironia, rabbia, nostalgia e un bisogno quasi fisico di amore e di felicità.
E lo fa con un lessico che alterna parole dolcissime e improvvise asperità, piccole imprecazioni, immagini crude, confessioni intime.
Amore, ossessione, dipendenza: il cuore del Festival
L’amore, come sempre, è il grande protagonista, ma non quello idealizzato. È un amore imperfetto, adulto, spesso doloroso.
Samurai Jay lo definisce "una malattia". Chiello parla di "fottuto letto" e di schiaffi emotivi. Luchè lo vede come un labirinto da cui non si esce. Michele Bravi racconta la dipendenza affettiva con autoironia: "pensa tu che scemo". Eddie Brock descrive la spirale tossica di chi "non impara mai".
Accanto a loro, c’è l’amore familiare: quello di Serena Brancale per una madre che non c’è più o quello di Raf che attraversa il tempo.
Le parolacce: poche, ma significative
Non è un Festival “scurrile”. La parolaccia non è gratuita, è un marcatore emotivo, un punto di rottura nel discorso. La più netta arriva da Maria Antonietta & Colombre, che in 'La felicità e basta' rivendicano: "La colpa non è nostra, non siamo dei coglioni".
Un’altra stoccata arriva da Luchè, che in 'Labirinto' definisce il tempo "stronzo", mentre J-Ax, fedele al suo stile, inserisce un "culo" e una "canna (del gas)" usata in senso ironico, e Tredici Pietro chiude il cerchio con un’immagine urbana e cupa: "la città che fotte l’anima".
Le parole ricorrenti: cadere, male, paura, notte
Molto più frequenti delle parolacce sono le parole che raccontano fragilità e resistenza.
In 'Uomo che cade' di Tredici Pietro, dove viene evocato più volte un “bambino scivolato”, la caduta è metafora generazionale.
Il "male" ricorre in Chiello, in Fedez & Masini (“male necessario”), in Samurai Jay (“maledetto feeling”), in Leo Gassmann (“ci siamo fatti così male”).
La "paura", che Fulminacci ripete come un mantra (“gelida paura”), Levante la trasforma in tremore fisico e Mara Sattei la scioglie nella voce dell’altro.
La "notte" è ovunque. Notte che consola, che confonde, che inghiotte, che salva. Da Arisa a Malika Ayane, da Tommaso Paradiso a Serena Brancale.
È un lessico che racconta un’Italia stanca ma non arresa, che cerca luce proprio mentre attraversa il buio.
Le incursioni nell'attualità: dalla ferita di Gaza alle alluvioni
Tra atmosfere intime, confessioni amorose e fragilità generazionali che attraversano i trenta brani di Sanremo 2026, c’è un testo che rompe la bolla del privato e porta sul palco dell’Ariston la tragedia del presente. È 'Stella stellina' di Ermal Meta, una delle canzoni più intense di questa edizione, che trasforma la filastrocca dell’infanzia in un canto funebre per una bambina uccisa nella Striscia di Gaza.
Ma l'attualità entra in forme più sottili anche in altri brani: Sayf cita l’alluvione in Emilia e Liguria, l’Italia che "si allaga", il lavoro, la precarietà e dissemina il testo di citazioni e di critica sociale ("Le tue tasse vanno spese/In un hotel a ore", "le botte nelle piazze le dimentichiamo"); J-Ax costruisce un ritratto ironico e amaro del Paese, tra la "canna del gas" e la "pizza con l’ananas", i "figli di mammà" e la burocrazia, la furbizia, la sopravvivenza quotidiana; Maria Antonietta & Colombre parlano di ansia sociale, aspettative, modelli irraggiungibili, fino al grido liberatorio: "la felicità ce la prendiamo e basta"; Nayt fotografa la pressione dei social, dei like, dell’identità digitale: "prima che tu faccia un post / prima che controlli i like"; Ditonellapiaga ironizza su Milano, Roma, il pilates, i corsi di meditazione, i "giornalisti perbenisti", gli F24.
Atmosfere: tra malinconia urbana e intimità domestica
Molti brani condividono un’atmosfera notturna, cittadina, sospesa. Tredici Pietro parla di palazzi “che non riposano mai”. Fulminacci si perde “nel vento della metro”. Nayt fissa “il muro” come fosse un avversario. Tommaso Paradiso accende la tv “col volume a cannone” per non pensare. Levante racconta un innamoramento come perdita di controllo fisico.
È una geografia emotiva fatta di case disordinate, letti sfatti, taxi, treni, stanze d’albergo, dove la vita accade mentre si cerca di capirla.
Ansia, identità, precarietà sono temi ricorrenti
Molti artisti parlano apertamente di: ansia (Levante, Nayt, Fulminacci, Maria Antonietta); identità in costruzione (Nayt, Luchè, Ditonellapiaga); precarietà economica e sociale (Sayf, J-Ax); dipendenze emotive (Chiello, Samurai Jay, Michele Bravi); lutto e memoria (Ermal Meta, Serena Brancale, Raf).
Sanremo 2026 parla la lingua di oggi. Nei trenta brani in gara non c’è solo la canzone d’amore. C’è un’Italia che si guarda dentro, che si giudica, che si perdona. Un’Italia che usa parole semplici per dire cose difficili, che alterna dolcezza e crudezza, che non ha paura di mostrarsi fragile. Un’Italia che cade, sì. Ma che, come canta Tredici Pietro, continua a guardare l’uomo che cade per imparare a rialzarsi. (di Antonella Nesi)

Si è conclusa con successo la terza edizione di Solids Parma, l’unico evento italiano interamente dedicato alle tecnologie per la lavorazione e la gestione di polveri, granuli e materiali solidi sfusi. Per due giorni, il quartiere fieristico di Fiere di Parma ha accolto oltre 160 aziende specializzate (+15% rispetto al 2024) e centinaia di professionisti dell’industria di processo, confermando il ruolo centrale della manifestazione nel panorama tecnico nazionale. E lo ribadiscono anche i visitatori, intervistati a caldo tra gli stand, tutti operatori altamente qualificati appartenenti a realtà performanti di settori eterogenei, come Barilla, Illy Caffè, Angelini Pharma, Kerakoll e Unicalce. In particolare, il rappresentante di Unicalce, ha dichiarato: “Partecipiamo a Solids Parma fin dalla prima edizione perché è uno dei pochi appuntamenti realmente verticali sui materiali solidi sfusi. È un’occasione per confrontarci su tecnologie specifiche e mantenere relazioni con partner qualificati.”. Steute Italia, tra gli espositori di quest’anno, ha commentato: “La fiera è trasversale su diversi settori e non verticale su uno solo: questo ci permette di trovare applicazioni e contatti in ambiti eterogenei".
L’area espositiva ha messo in mostra le più recenti tecnologie per la gestione e il trattamento dei materiali solidi sfusi: dai sistemi di misura e controllo delle polveri, ai trasportatori pneumatici e meccanici; dai filtri e impianti per la depolverazione ai macchinari per vagliatura, micronizzazione e componenti ai sistemi di svuotamento di sacchi e big bag, tramogge e impianti di dosaggio e miscelazione. Queste tecnologie si rivolgono a settori trasversali, dall’alimentare al chimico-farmaceutico, dalla plastica ai materiali minerali e tecnici, offrendo strumenti concreti per ottimizzare efficienza, sicurezza e qualità dei processi industriali.
Questa edizione di Solids ha dato alle aziende occasione e spazio per presentare case-history e approfondimenti sul settore di appartenenza. L’Innovation Gallery è stata una vetrina d’eccezione per le realtà aziendali con le proposte più innovative e SOLIDS ha voluto premiare chi si è distinto per quella più all’avanguardia: F.lli Sacchi s.n.c. con il suo SmartPick&Mix, un sistema guidato da AI che automatizza dosaggio, miscelazione e ricette con “zero contaminazioni” e tracciabilità totale, scelto per la sua capacità di “rompere gli schemi tradizionali, integrando robotica e AI per gestire dosaggio e miscelazione, elevando lo standard di automazione”.
Come da tradizione, il ricco panel convegnistico è stato un punto focale della manifestazione ed ha raccolto le voci di professionisti provenienti da aziende, università, istituti di ricerca, tutti legati dal fil rouge dell’innovazione e della sostenibilità. Ampio spazio è stato dedicato alla formazione con seminari su temi centrali per l’industria di processo. Tra gli incontri più seguiti, il seminario sulle normative M.O.C.A. con focus sulle guarnizioni, che ha illustrato gli obblighi per macchine e componenti a contatto con alimenti, e l’incontro sulla scorrevolezza dei materiali granulari, fondamentale per progettare tramogge e sistemi di scarico ottimali.
Grande attenziona anche al tema del riciclo nel settore tessile e a quello della Robotica e AI ad essa applicata con la tavola rotonda “Il futuro del riciclo tessile: Re-Think Textile. Re-Cycle Textile. Re-Future”, e al tema del riciclo nel settore della plastica, con la tavola rotonda Strategie di riciclo dei materiali polimerici Casi applicativi, soluzioni industriali e best practice di settore. Nel padiglione 4, una speciale Art Gallery ha mostrato esempi di riuso creativo di plastiche e tessili riciclati, collegando idealmente le tavole rotonde sul riciclo dei polimeri e del tessile con la sostenibilità industriale. Solids Parma tornerà il 16 e 17 febbraio 2028 nel quartiere fieristico di Parma, consolidando la propria posizione come punto di riferimento per professionisti e aziende del settore dei solidi sfusi.
«Siamo molto felici dei risultati ottenuti nel corso di questa edizione di Solids Parma, abbiamo raccolto le prime reazioni a caldo di visitatori ed espositori, molti dei quali ci hanno ringraziato per avergli creato un luogo di incontro e business altamente specializzato”, - ha dichiarato Ginevra Colombo-Ercole, Head of Event di Solids Parma.- “I contenuti dei convegni e delle tavole rotonde, sempre originali e di valore, legati a casi concreti e ai trend emergenti multi-settore, ottenuti grazie ad un’attenta selezione a monte degli speakers e delle aziende coinvolte, hanno tenuto alta l’asticella della qualità per questa edizione 2026”.

Con oltre 1,4 milioni di pazienti ospedalizzati in 5 anni e una spesa media annua di 2 miliardi di euro, gli eventi cardiovascolari avversi maggiori (Mace) si confermano tra le sfide più urgenti per la salute pubblica e la sostenibilità del sistema sanitario. Strettamente correlati all'obesità - di cui rappresentano la complicanza principale e più grave - i Mace determinano un progressivo aumento dei ricoveri nel tempo e costi sanitari elevati, costituendo la quota più rilevante dei costi diretti collegati all'obesità. L'impiego di trattamenti farmacologici in grado di ridurre i Mace nelle persone con obesità, combinato con interventi sullo stile di vita, può generare un impatto economico significativo per l'intero sistema, con un risparmio stimato di 550 milioni di euro in 2 anni. E' quanto emerge da uno studio condotto dal Ceis - Centre for Economic and International Studies dell'università degli Studi di Roma Tor Vergata, illustrato oggi a Roma (Palazzo Baldassini) alla presenza di alcuni dei principali esperti del settore riuniti per discutere l'impatto dell'obesità e delle complicanze cardiovascolari sulla sostenibilità del Ssn.
L'analisi - realizzata con il contributo non condizionante di Novo Nordisk SpA Italy - fornisce per la prima volta in Europa una valutazione completa del burden epidemiologico ed economico dei Mace nelle persone con obesità e quantifica il beneficio economico derivante dall'utilizzo di opzioni terapeutiche efficaci nella riduzione del rischio cardiovascolare. I risultati confermano il significativo impatto epidemiologico ed economico dei Mace in Italia, mettendo in luce il ruolo centrale dell'obesità non solo come malattia, ma anche come fattore di rischio per ospedalizzazioni ripetute e per l'aumento dei costi sanitari. Il quadro emerso è allarmante: tra il 2015 e il 2019 si stimano 1,4 milioni di pazienti ospedalizzati per Mace in Italia, con una spesa media annua di 2 miliardi di euro a carico del Ssn e un costo medio per ricovero a paziente pari a 6.837 euro. Sebbene le ospedalizzazioni per Mace costituiscano la componente più rilevante dei costi diretti legati all'obesità, esistono anche altre voci di spesa non trascurabili - farmaci per le complicanze correlate all'obesità, visite specialistiche, esami diagnostici e visite di controllo - che rappresentano comunque una quota significativa dei costi (55%) a carico del Ssn. Complessivamente i costi diretti incidono per circa il 59% dell'onere economico totale correlato all'obesità; la restante parte è dovuta ai costi indiretti, principalmente legati alla perdita di produttività causata dalla malattia e dalle sue complicanze.
La ricerca conferma il ruolo critico dell'obesità nell'aumento del rischio cardiovascolare: l'incidenza di Mace è significativamente maggiore nella popolazione con obesità, con un rischio di insorgenza rilevato del 67-85%, rispetto alle persone in sovrappeso (21-32%). Particolarmente preoccupanti i dati sulle riospedalizzazioni: a 1 mese dal primo ricovero per Mace, le persone con obesità vengono riospedalizzate con una frequenza 1,4 volte superiore rispetto a pazienti in sovrappeso. Le malattie cardiovascolari assorbono circa l'85% (6,6 miliardi di euro) dei costi diretti legati all'obesità.
Lo studio del Ceis - riporta una nota - rappresenta un contributo fondamentale alla comprensione dell'impatto epidemiologico ed economico dell'obesità e delle sue complicanze cardiovascolari in Italia. L'analisi si basa sui risultati del trial Select, primo studio Cvot che ha dimostrato un collegamento tra la perdita di peso e la riduzione del rischio cardiovascolare. Lo studio ha inoltre dimostrato la superiorità in termini di efficacia e sicurezza di semaglutide su persone con malattia cardiovascolare accertata e sovrappeso o obesità, senza diabete. Lo studio clinico Select ha dimostrato come il trattamento con semaglutide riduca il rischio di Mace del 20%. Nell'analisi non sono invece state considerate le evidenze provenienti da studi di real world legate all'utilizzo di semaglutide, che riportano riduzioni del rischio di Mace fino al 57%: dati che suggeriscono che nella pratica clinica i risparmi derivanti dalle sole ospedalizzazioni potrebbero essere significativamente superiori.
Nel complesso - si legge - i risultati dell'analisi evidenziano la necessità urgente di strategie di prevenzione mirate nei pazienti con obesità e dell'integrazione di terapie farmacologiche efficaci, come semaglutide, con interventi sullo stile di vita: terapie costo-efficaci per ridurre le ospedalizzazioni, migliorare gli esiti clinici in questa popolazione ad alto rischio e garantire la sostenibilità del Ssn nel lungo periodo.
"L'Italia si è dotata della prima legge al mondo, di cui sono stato il proponente, per la prevenzione e la cura dell'obesità, riconoscendola come malattia progressiva e recidivante - afferma Roberto Pella, deputato e presidente Intergruppo parlamentare Obesità, Diabete e Malattie croniche non trasmissibili - Questa risposta pioneristica, tramite un quadro normativo avanzato, segna un passaggio epocale per garantire ai pazienti con obesità una presa in carico precoce, strutturata, continua e multidisciplinare. Mantenere alta l'attenzione istituzionale e accompagnare il progresso medico con politiche sanitarie, sociali e assistenziali, anche a livello locale, lungimiranti è fondamentale per generare benefici per l'intera società". Aggiunge Andrea Lenzi, presidente del Cnr, professore emerito di Endocrinologia all'università La Sapienza di Roma: "L'obesità è una vera emergenza sanitaria con impatti clinici, sociali ed economici rilevanti ed è associata a numerose complicanze, tra cui le malattie cardiovascolari rientrano tra le più gravi. Il riconoscimento dell'obesità come malattia cronica, complessa e multifattoriale rappresenta un traguardo storico che colloca l'Italia all'avanguardia. Ora è fondamentale proseguire nel percorso avviato, dotandosi di strumenti adeguati alla complessità della patologia per garantire ai pazienti la stessa dignità clinica e assistenziale riconosciuta ad altre patologie croniche".
"Select è stato il primo studio Cvot dedicato alla riduzione di eventi cardiovascolari maggiori in pazienti con obesità - sottolinea Pasquale Perrone Filardi, direttore Uoc di Cardiologia Aou Federico II di Napoli, past president Sic (Società italiana di cardiologica) - dimostrando la superiorità rispetto all'attuale standard di terapia in termini di efficacia e sicurezza di semaglutide nella riduzione del rischio di Mace in più di 17.000 pazienti con obesità o in sovrappeso e malattia cardiovascolare accertata, non diabetici. Semaglutide, grazie al suo effetto protettivo sul rischio cardiovascolare e renale, confermato anche da evidenze di real-world, è destinata a impattare significativamente la vita di questi pazienti".
"L'obesità è una malattia cronica, multifattoriale e associata allo sviluppo di moltissime altre malattie croniche non trasmissibili, come tumori, malattie renali e del fegato, diabete, ipertensione e malattie cardiovascolari, principale causa di morte nel nostro Paese - evidenzia Paolo Sbraccia, direttore Uoc Medicina interna - Centro medico dell'obesità, Policlinico universitario Tor Vergata - Farmaci in grado di ridurre il rischio cardiovascolare, come semaglutide 2,4 mg, rappresentano strategie terapeutiche essenziali, in quanto non agiscono solo sul peso, ma sono efficaci nel ridurre le ospedalizzazioni, migliorare gli esiti clinici e limitare l'insorgere di eventi fatali in questa popolazione ad alto rischio".
Conclude Paolo Sciattella, ricercatore Eehta (Economic Evaluation and Hta) del Ceis, Facoltà di Economia, università degli Studi di Roma Tor Vergata: "Il costo totale dell'obesità in Italia è stimato in circa 13,34 miliardi di euro l'anno, di cui 6,66 miliardi solo per le malattie cardiovascolari. Il nostro studio dimostra che i Mace generano una spesa di 2 miliardi annui per il Ssn, con tassi di riospedalizzazione che superano il 50% a 3 anni nei pazienti con obesità. L'impiego di terapie efficaci nella prevenzione secondaria cardiovascolare potrebbe generare risparmi fino a 550 milioni di euro in 2 anni, rappresentando una strategia concreta per migliorare gli esiti clinici e garantire la Ssn".
'Chiesto ordine del giorno che esprima contrarietà a trasferimenti'...
On line sul Buras le dichiarazioni dei 60 onorevoli... Altri articoli …
- 'Blocca l'Hpv', serie A Women e Msd per prevenzione cancro da Papillomavirus
- Einstein Telescope, bando da 4 milioni per le imprese del futuro
- Morto in barca a Olbia, nuovi accertamenti sullo yacht sotto sequestro
- Rowenta partner del Festival di Sanremo 2026, “Lo spettacolo è di casa”
- Napoli, la storia del Teatro Sannazaro: dal 1847 la 'Bomboniera di Via Chiaia'
- Primo impianto in Sardegna di pacemaker senza fili per via giugulare
- Processo al 90°, boom di ascolti per il caso Bastoni. Ma Giletti lascia lo studio
- Il Mase autorizza piena operatività dello stabilimento Rwm in Sardegna
- Duvall, il ricordo di De Niro e Pacino: "Un gigante"
- Ruba gratta e vinci e gioielli per un valore di 3500 euro a Valledoria
- Premio Biagio Agnes, annunciati i vincitori 2026
- Micio che passione, il 32% degli italiani gioca più di 2 ore a settimana con il proprio gatto
- Morto Billy Steinberg, paroliere di successi come Like a Virgin di Madonna e True Colors di Cindy Lauper
- Sanità privata, anche in Sardegna scatta lo stato di agitazione
- Londra, 11enne muore inalando deodorante spray: torna l'allarme 'chroming'
- Il Lecce vince a Cagliari e accende la lotta salvezza
- Milano Cortina, tutte le medaglie vinte fino a oggi dall'Italia in queste Olimpiadi
- Iran, Trump avverte su colloqui Ginevra: "Accordo o subiranno conseguenze"
- Galatasaray-Juventus: orario, probabili formazioni e dove vederla in tv
- Eclissi solare parziale oggi 17 febbraio, dove si vede e a che ora
Pagina 11 di 102



