
(Adnkronos) - La procura generale di Roma ha chiesto nel processo d'Appello l'assoluzione per l'ex sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro per l'accusa di rivelazione di segreto d'ufficio in relazione al caso dell'anarchico Alfredo Cospito. Nel corso della requisitoria, davanti ai giudici della terza sezione della Corte di Appello, il sostituto procuratore generale ha sottolineato che "non vi era certezza sulla segretezza. Sugli atti c'era limitata divulgazione ma nessuno ne aveva segnalata la riservatezza" sollecitando l'assoluzione "perché il fatto non costituisce reato".
Il 20 febbraio di un anno fa Delmastro, presente oggi in aula, era stato condannato dai giudici dell'ottava sezione penale del Tribunale di Roma a 8 mesi, pena sospesa. I giudici di primo grado avevano riconosciuto a Delmastro, che si è dimesso da sottosegretario alla Giustizia il 24 marzo scorso, le attenuanti generiche, e applicato l'interdizione di un anno dai pubblici uffici, respingendo le richieste di risarcimento avanzate dalle parti civili, quattro parlamentari del Pd.

(Adnkronos) - Donald Trump aspetta, l'Iran non si presenta. I negoziati non decollano e Teheran sfotte il presidente degli Stati Uniti. Su X, il consolato iraniano a Hyderabad lascia il segno con un video prodotto con l'intelligenza artificiale. La clip mostra la delegazione degli Stati Uniti, guidata da Trump, seduta al tavolo. Di fronte, le sedie - vuote - riservate agli emissari dell'Iran. Il tempo passa, da Teheran nessun segnale. Trump, intanto, pubblica messaggi su Truth: "Stiamo avendo colloqui eccellenti con l'Iran".
Dopo ore di inutile attesa, il presidente americano perde la pazienza. "Se l'Iran non si presenta, bombarderemo", annuncia. L'ultimatum non produce gli effetti sperati. L'unico segnale che arriva dall'Iran è un bigliettino: "Trump, stai zitto". Il presidente incassa lo schiaffo e si rassegna: "Su richiesta del Pakistan, estenderò la tregua". Risate stile sit-com e sipario...

(Adnkronos) - Un'alleanza concreta tra istituzioni, territori, professionisti sanitari e impresa per portare l'economia circolare dentro la sanità e trasformare un 'fine vita' complesso in una risorsa. E' questo il messaggio al centro dell'incontro stampa promosso oggi a Roma nella sede dell'Anci (via dei Prefetti, 46) in occasione dell'Earth Day, durante il quale Novo Nordisk, azienda leader nel campo delle malattie croniche non trasmissibili e delle patologie rare, ha fatto il punto sul progetto 'ReMed' e ne ha annunciato l'ampliamento a nuove città, rafforzando a livello nazionale un modello che coniuga salute e sostenibilità ambientale. ReMed - spiega una nota - consente il recupero e il riciclo dei dispositivi medici iniettabili preriempiti per autosomministrazione (come penne per insulina, Glp-1 e ormone della crescita, sprovviste di ago), con l'obiettivo di trasformarli in nuove risorse e ridurre l'impatto ambientale. Dalle penne monouso a oggetti di uso comune, come sedie e complementi d'arredo, il percorso diventa un modello di raccolta e riciclo del tutto innovativo, per trasformare un dispositivo medico usato da rifiuto a risorsa. Un'iniziativa che si inserisce nella strategia globale di Novo Nordisk 'Circular for Zero', che punta a ridurre a zero l'impatto ambientale entro il 2045 attraverso riduzione dei consumi, riciclo dei rifiuti e riprogettazione dei prodotti lungo la filiera 'dalla produzione al paziente'.
Una strategia che è stata rilanciata con forza dalla sede italiana del gruppo in maniera unica e distintiva - si legge - che coinuga per la prima volta sostenibilità ambientale e responsabilità sociale. Sperimentato con successo in 7 Paesi in tutto il mondo (fra cui Brasile, Francia, Danimarca e Regno Unito), ReMed, dopo una prima fase sperimentale in Italia, oggi coinvolge 6 Regioni (Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Lazio, Campania, Puglia), 14 città (Torino, Cuneo, Novara, Milano, Varese, Bologna, Parma, Rimini, Modena, Ferrara, Imola, Roma, Napoli, Bari) e oltre 680 farmacie. Il progetto è realizzato in collaborazione con Anci, Associazione nazionale Comuni italiani. Nella fase pilota sono stati raccolti oltre 1,5 tonnellate di dispositivi. Le penne sono conferite dai cittadini nelle farmacie aderenti e raccolte dai partner territoriali che le conferiscono ogni 4 mesi in centri di stoccaggio. Novo Nordisk, poi, una volta all'anno trasferisce i prodotti in Danimarca per completare il ciclo di recupero e trasformarli in materie prime seconde. Le penne monouso, infatti, sono adesso riciclabili fino all'85%.
Al centro dell'incontro un punto chiave: alle nuove sfide della sostenibilità si risponde soltanto con una sinergia fra tutti gli attori del sistema - istituzioni, aziende, comunità - capace di produrre risultati concreti e replicabili. In questa cornice, ReMed è stato indicato quale esempio di come un'azienda possa agire da "partner di sistema", interagendo con stakeholder, cittadini e comunità per accelerare il cambiamento verso un futuro più equo, giusto e sostenibile. "Il Parlamento può e deve essere un facilitatore della sostenibilità: iniziative come ReMed dimostrano che la collaborazione tra pubblico e privato genera valore concreto per ambiente, salute e comunità - ha osservato Giorgio Mulè, vicepresidente della Camera e promotore dell'iniziativa - L'economia circolare applicata alla salute trasforma i rifiuti in risorsa. Ora serve continuità e un quadro che accompagni progetti scalabili, perché la priorità resta migliorare la qualità dell’ambiente e della vita dei cittadini: è un invito ad agire insieme, perché da soli non basta".
Il progetto - dettagliano i promotori - dopo l'avvio pilota nel 2024 in Emilia Romagna (Bologna, Parma), Piemonte (Torino, Novara) e Lombardia (Varese), entra in una fase di espansione che nel 2026 coinvolge alcune delle principali città italiane - Roma, Milano, Bari, Napoli, a cui si aggiungono Rimini, Modena, Ferrara, Imola e Cuneo - con l'obiettivo di arrivare a una copertura capillare entro la fine del 2027. "Trasformare un dispositivo medico da potenziale rifiuto a nuova risorsa, grazie alla rete capillare delle nostre farmacie, dimostra che la sinergia tra istituzioni locali e imprese lungimiranti come Novo Nordisk è la chiave per vincere le sfide della sostenibilità - ha dichiarato Gaetano Manfredi, presidente Anci e sindaco di Napoli - Come sindaci, siamo impegnati a rendere le città laboratori di innovazione dove la cura della persona e la cura dell'ambiente viaggiano finalmente di pari passo. L'adesione di Napoli al progetto ReMed non è solo una scelta ambientale, ma un atto di responsabilità verso la salute dei nostri cittadini e il futuro del nostro territorio".
Un ruolo decisivo è affidato alle farmacie e ai farmacisti, punto di contatto quotidiano tra sanità e cittadini. "I farmacisti sono sempre più protagonisti della sostenibilità perché presidiano la prossimità e accompagnano i cittadini verso comportamenti virtuosi - ha sottolineato Andrea Mandelli, presidente della Federazione degli Ordini dei farmacisti italiani (Fofi) - Promuovere una gestione responsabile dei dispositivi significa agire concretamente sulla tutela della salute e dell'ambiente. La partecipazione dei farmacisti al progetto contribuisce a una diffusione capillare della cultura della sostenibilità, che parte dai gesti quotidiani e coinvolge l’intera comunità".
L'iniziativa, infine, ha rilanciato un messaggio di metodo: la sostenibilità richiede un dialogo strutturato tra pubblico e privato e un quadro in cui politiche e regolamentazioni rendano più semplice portare a scala i modelli che funzionano, valorizzando la capacità delle comunità di 'fare squadra' per obiettivi ambientali e sociali e contribuendo a contrastare gli effetti delle patologie croniche sui pazienti e sui territori. "Salute e ambiente sono strettamente interconnessi: molte malattie croniche, come il diabete, sono influenzate da fattori che vanno oltre il sistema sanitario - ha rimarcato Jens Pii Olesen, General Manager di Novo Nordisk Italia - Per questo prendersi cura delle persone significa anche ridurre l'impatto ambientale delle cure. In Novo Nordisk questo impegno si traduce in innovazione terapeutica e in azioni concrete come ReMed, un progetto che applica l'economia circolare alla sanità e che oggi, in occasione dell'Earth Day, lanciamo a livello nazionale. ReMed è parte della nostra strategia globale Circular for Zero e nasce dalla collaborazione con istituzioni, territori, professionisti sanitari e pazienti: solo attraverso un'azione condivisa possiamo costruire un futuro più sostenibile per la salute delle persone e del pianeta".

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(Adnkronos) - Aumentare la consapevolezza su una patologia diffusa, ma ancora sottovalutata: è questo l'obiettivo di 'Pop Up Your Vision', l'iniziativa promossa da Alcon che sarà a Roma fino al 5 maggio presso il Maximo Shopping Center, offrendo ai cittadini la possibilità di effettuare screening gratuiti per valutare la presenza di secchezza oculare con il supporto di medici oculisti. In Italia - ricordano i promotori - si stimano circa 10 milioni di persone con sintomi riconducibili alla malattia dell'occhio secco, ma in molti non si rivolgono all’oculista, figura chiave per la diagnosi. Un dato che evidenzia come la consapevolezza sia ancora insufficiente, nonostante si tratti di una condizione che può avere un impatto rilevante sulla qualità della vita. La malattia dell'occhio secco è una patologia multifattoriale della superficie oculare, caratterizzata da un'alterazione del film lacrimale e da processi infiammatori. I sintomi più frequenti includono occhi rossi, bruciore, sensazione di corpo estraneo, fotofobia e affaticamento visivo, segnali spesso sottovalutati ma indicativi della presenza della patologia.
"Esiste ancora una scarsa percezione dell'occhio secco come vera e propria patologia: molti pazienti lo considerano un disturbo occasionale, ritardando il confronto con lo specialista. In realtà si tratta di una malattia cronica, molto diffusa nella popolazione e favorita anche da stili di vita e ambienti urbani moderni, che richiede un trattamento adeguato e continuativo nel tempo", spiega Antonio Di Zazzo, professore associato di Malattie dell'apparato visivo, Fondazione Policlinico universitario, Campus Bio-Medico di Roma. "Non sottovalutare i segnali iniziali è fondamentale: sintomi come bruciore, sensazione di sabbia negli occhi o stanchezza visiva, soprattutto a fine giornata, devono spingere a una valutazione specialistica - raccomanda Di Zazzo - In questo contesto, caratterizzato da un ampio sommerso di pazienti non diagnosticati, ma già sintomatici, è essenziale promuovere la prevenzione e controlli periodici per preservare la salute oculare e intervenire prima che la malattia diventi cronica. Anche iniziative sul territorio come questa rappresentano un'opportunità concreta per aumentare la consapevolezza e intercettare precocemente i pazienti".
Attraverso 'Pop Up Your Vision' - si legge in una nota - Alcon conferma il proprio impegno nel promuovere una cultura della prevenzione e nell'avvicinare i cittadini a percorsi di diagnosi e cura appropriati. "Essere al fianco dello specialista è per noi fondamentale: non solo attraverso lo sviluppo di soluzioni innovative e una ricerca costante verso trattamenti sempre più all'avanguardia, ma anche supportando concretamente il suo ruolo come punto di riferimento per il paziente - afferma Filippo Pau, Franchise Head Vision Care di Alcon Italia - Crediamo infatti che il valore dell'innovazione si esprima pienamente quando è accompagnato da un ecosistema che rafforza la relazione tra medico e paziente, favorendo percorsi di cura più consapevoli e continuativi". Durante tutto il periodo dell’iniziativa, i cittadini potranno ricevere informazioni e consigli pratici per una corretta gestione della salute visiva.

(Adnkronos) - A un anno dall’introduzione del codice Ateco per gli influencer, in Italia si contano circa 40mila professionisti, ma solo il 2,5% ha effettuato il passaggio al nuovo codice. Gli influencer italiani sono per il 66% uomini, con età media di 32 anni, e nel 74% appartengono alle fasce 'nano' e 'micro', cioè con community che vanno fino a 100mila follower. I settori in cui si concentra questa professione sono: le relazioni personali, la moda e il beauty, il fitness e il food.
Le collaborazioni a pagamento con i brand rappresentano solo il 3,1% dei contenuti pubblicati, mentre la maggior parte serve a costruire fiducia e interazione con il pubblico. Stando alle analisi del database di Fiscozen, che ha preso in considerazione oltre 5mila professionisti in Partita Iva, nel 2024 il fatturato medio si attestava a 21.502 euro, nello specifico 20.378 per le donne, che sono il 34% del totale con età media di 34 anni, e 22.627 per gli uomini, con età media di 32 anni.
Nel 2025 si è registrato un incremento dell’11,8%: il fatturato medio sale a 24.038 euro, 21.840 per le donne e 26.237 per gli uomini. Nei codici Ateco per l’influencer marketing, comprese quindi agenzie e social media manager, e per i content creator, cioè realizzatori di contenuti ma non necessariamente influencer, lo scorso anno è stato invece riscontrato un fatturato medio di 39.947 euro, +23% sul 2024, l’incremento più alto di tutti i codici. Dallo studio emerge che ad aver effettuato la migrazione al nuovo codice è stato solo il 2,5% dei professionisti, in leggera prevalenza donne (51%), con un’età media di 31 anni. In questo caso i fatturati medi sono più alti di quelli legati ai vecchi codici: 34.521 euro, 31.649 per le donne e 37.393 per gli uomini.
“L’analisi ha preso in considerazione chi utilizza i codici Ateco per influencer sia come professione primaria che secondaria. Non deve quindi stupire che i fatturati medi siano più bassi rispetto all’immaginario collettivo. Si tratta spesso di persone con piccole comunità di follower che non svolgono l’attività di influencer come principale fonte di reddito. Il 2,5% che invece ha fatto la migrazione al nuovo codice, registrando in media fatturati di oltre 10mila euro in più, è ragionevole pensare che riguardi influencer 'puri'. Il riconoscimento del settore è un passo importante perché rende più chiaro come inquadrare l’attività e semplifica gli obblighi fiscali, tuttavia siamo in una fase iniziale con un’adozione limitata e un mercato che resta molto ibrido tra influencer creator e altre attività digitali. Servirà ancora tempo perché le regole riescano a tenere il passo con un settore in forte evoluzione”, afferma Elena Battistini, commercialista partner di Fiscozen.
La parte di analisi svolta da Kolsquare, per restringere il cerchio attorno ai professionisti, ha preso in considerazione 5377 influencer italiani che sono stati oggetto di sponsorizzazione almeno 12 volte nell’ultimo anno, per un totale di 6.689.721 contenuti analizzati. Dallo studio emerge che il gruppo più numeroso è concentrato nelle fasce 'nano-influencer' (tra i mille e i 10mila follower) e 'micro-influencer' (10mila-100mila), ben il 74%, con engagement rate (ovvero il rapporto tra numero di contenuti e interazioni) medi più alti rispetto alle altre categorie: rispettivamente 7,7% e 4,6%, a conferma del fatto che il pubblico di nicchia interagisce più attivamente. I creator 'celebrity' con oltre un milione di follower hanno invece il numero medio di sponsorizzazioni più alto, 52,5 all’anno, confermandosi la fascia più ambita per i contratti con i brand a causa dell’elevato numero di persone che possono raggiungere.
Analizzando le community in cui sono concentrati i creator per settore di interesse, è invece possibile delineare quali siano le nicchie professionalmente più attive e ricercate da chi investe sui social: il 25,8% appartiene alla categoria relazioni, amici e famiglia, il 22,8% abbigliamento e accessori, il 21,1% sport e fitness.
Appena dopo il podio si colloca il mondo di food e ristoranti, con il 12,9%. Su Instagram, i reel tendono a generare reach e visualizzazioni più elevate grazie alla distribuzione algoritmica, i post mostrano spesso tassi di coinvolgimento più alti poiché catturano interazioni intenzionali, mentre le storie dominano in termini di volume (83,6%), seppure con una reach media inferiore a causa della loro natura effimera. I professionisti si affidano alle storie per la connessione quotidiana con il pubblico, mentre reel e post sono i veicoli principali per le sponsorizzazioni. Queste ultime, però, rappresentano solo il 3,1% dei contenuti pubblicati.
“Questo rapporto è fondamentale, perchè dimostra che anche i creator devono mantenere una forte presenza organica, essenziale per la fiducia del pubblico e il valore a lungo termine per i brand. La fidelizzazione, l’autenticità, l’etica e la costanza nella pubblicazione sono gli aspetti più ricercati dalle aziende, che ricorrono sempre più spesso a collaborazioni di lungo termine facendo degli influencer scelti dei veri e propri ambasciatori. Se da un lato rimane importante raggiungere un elevato numero di persone, dall’altro è cruciale collaborare con nicchie reattive e interattive. Che si tratti di un lavoro a tempo pieno o di una fonte di reddito secondaria, l’aspetto fondamentale della professione non cambia: coltivare quotidianamente la propria community è la chiave del successo”, aggiunge Giovanni Spinelli, country manager di Kolsquare Italia.
Per comprendere invece quali siano i settori con i più alti volumi di investimento, lo studio ha inoltre individuato 16.753 brand che hanno sponsorizzato in Italia contenuti sui social nel corso dell’ultimo anno. Il social preferito dalle aziende rimane Instagram, utilizzato dal 93%, seguito da TikTok (79%), YouTube (69%), Facebook (54%) e Linkedin (34%), mentre i contenuti più richiesti sono i video brevi e contenuti generati dagli utenti.
Su Instagram, la moda, il settore degli integratori o dei cibi salutari e il beauty guidano gli investimenti: il colosso del fast fashion Shein ha sponsorizzato da solo 41.398 contenuti, coinvolgendo 1.084 creator; in seconda posizione Prozis, con 11.925 contenuti e 624 creator; chiude il podio YesStyle, con 5.900 contenuti e 834 creator. Seguono: Sheglam, Volgo Italia, Aboca, Degusta box, Temu, FGM04 e Koro. Gli engagement rate più alti, però, si registrano nel settore viaggi e turismo, con media di interazioni per contenuto sponsorizzato fino a picchi del 19,2% contro una media del 3,9% (quella organica è del 4,4%).

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(Adnkronos) - Adesso è ufficiale. Camila Giorgi tornerà a giocare tornei di tennis nel circuito Wta. Lo ha annunciato la stessa campionessa azzurra su Instagram, rispondendo alla domanda posta da una sua tifosa in risposta a una storia: "Se tornerò in campo? Yes, nel 2027".
L'azzurra, ex numero 26 del mondo, ha annunciato poche settimane fa di aspettare il suo primogenito dall'ex tennista e coach argentino Andrea Pasutti e non gioca un match ufficiale nel circuito dal maggio 2024.
In carriera ha vinto quattro titoli, tra cui spicca il Wta 1000 di Montreal nel 2021.

(Adnkronos) - Energia, rappresentanza, Europa: sono molti i temi, nel complesso scenario internazionale che stiamo attraversando, su cui si confronteranno domani, giovedì 23 aprile, al Teatro Italia di Roma, il segretario generale della Cgil Maurizio Landini e il presidente di Confindustria Emanuele Orsini.
L’occasione è l’assemblea nazionale delle delegate e dei delegati dell’industria della Cgil, dal titolo 'Il ruolo del lavoro, per nuove e sostenibili politiche industriali'. Al centro dell’iniziativa e del dibattito ci saranno le grandi trasformazioni e i nodi fondamentali che stanno attraversando il sistema produttivo del Paese: la crisi industriale, il ruolo dell’energia, la transizione ecologica, l’impatto della dinamica demografica sul lavoro e sulle prospettive di sviluppo, le trasformazioni digitali. Particolare attenzione sarà dedicata alle ricadute che tutto questo sta già producendo sul lavoro negli appalti e lungo l’intera filiera dell’indotto, con specifico riferimento alle categorie dei servizi e della logistica, sempre più esposte a fenomeni di precarizzazione, frammentazione contrattuale e compressione dei diritti.
Ad aprire i lavori, alle 10, sarà la relazione introduttiva del segretario confederale della Cgil Gino Giove, cui seguiranno gli interventi di delegate, delegati e strutture sindacali. Il confronto tra il segretario generale della Cgil e il Presidente di Confindustria è previsto nel primo pomeriggio.

(Adnkronos) - Per le imprese, soprattutto quelle attive nel settore bancario e finanziario, è importante presidiare da vicino il tema del quantum, perchè "è un paradigma computazionale che ci consentirà di risolvere problemi molto più complessi di quelli che sono aggredibili oggi attraverso anche sistemi di super calcolo, quindi super computing classico". Lo sottolinea Davide Corbelletto, Distinguished Quantum Specialist & Team Leader di Intesa Sanpaolo osservando come questa innovazione "al tempo stesso ci consentirà di migliorare sia in termini di efficienza".
"Parliamo - spiega - di risorse computazionali tempo macchina, sia in termini di efficacia, quindi di qualità della soluzione, quelle che sono delle strategie risolutive a problemi che esistono già oggi; quindi, possiamo sensibilmente migliorare sia in rapidità, sia in precisione quelli che sono gli outcome dei nostri calcoli e in ambito finanziario abbiamo una pletora di problemi di questo tipo".
"Pensiamo ad esempio ai problemi di ottimizzazione che in banca sono diffusissimi" dal momento che - conclude - "ad esempio si tenta di ottimizzare i portafogli finanziari nell'ottica di massimizzarne la rendita e al contempo minimizzarne il rischio alla volatilità".

(Adnkronos) - "Se non si risolve la crisi nel Golfo, e arriviamo a fine anno, al rischio di recessione abbiamo quasi certezza di arrivarci". Lo ha detto il presidente di Confindustria Emanuele Orsini, a margine dell’evento 'India-Italy: business partner, brighter future', organizzato a Milano da 'Il Sole 24 Ore' e Banco Bpm. "Noi - ricorda Orsini - lo avevamo già detto quasi un mese fa; se la guerra si fosse conclusa velocemente saremmo allo 0,5% del Pil; se continuassimo così per ancora altri tre mesi saremmo a uno zero, ma se arriviamo a fine anno, al rischio di recessione abbiamo quasi certezza di arrivarci".
Il presidente di Confindustria mette anche in guardia sulla mancanza di alcuni prodotti. "Parlando con il presidente di Federdistribuzione in questi giorni, ho appreso che sugli scaffali, in Sicilia, cominciano a mancare alcuni prodotti", ha detto Per questo, ha continuato, "dico che l'Europa si deve svegliare: abbiamo bisogno che comunque si costruisca un percorso. E ancora oggi leggo che ci sono consigli ai Paesi su cosa fare sull'energia, io mi aspetto invece una cosa diversa dall'Europa. L'Europa oggi deve dare con chiarezza e certezza misure di aiuto soprattutto a quei Paesi che sono un po' più indietro sull'energia". "Noi abbiamo già un grande problema sull'alluminio. Cominciano a mancare prodotti che arrivavano dal Golfo", ha spiegato. La chiusura dello stretto di Hormuz "per noi è un problema - ha evidenziato Orsini - perché lì avevamo un interscambio di 32 miliardi con un saldo positivo di 11 miliardi, quindi per noi ovviamente è un problema".
"In Italia - ha detto Orsini - dobbiamo fare i compiti a casa, perché noi dobbiamo cercare subito l'area idonea per il fotovoltaico, le rinnovabili e l'eolico. Credo che sia fondamentale mettere a terra tutto ciò che è possibile sul tema dell'energia, perché ci aspettiamo che l'Europa possa dare delle garanzie europee alle banche dei vari Stati per poter costruire dei nuovi impianti”. "Quello che dobbiamo fare oggi è costruire impianti - ha sottolineato Orsini - ma se neanche noi politicamente, tra tutti i partiti politici, non riusciamo a trovare l'area idonea, capite che è un problema. Poi è logico" bisogna puntare sulle "nuove tecnologie, sul micro reattore nucleare, ma ci vogliono dieci anni. Quindi quello che si può fare, anche riaprire le centrali a carbone. Se oggi serve riaprire le centrali a carbone per poter dare benefici alle nostre imprese, va fatto. Perché ricordo che la Germania lo sta facendo".

(Adnkronos) - L'Autorità di bacino distrettuale dell'Appennino Centrale (Aubac) e l'Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani presentano oggi, in occasione della Giornata della Terra, il progetto ''Le parole di Aubac: un vocabolario per governare il cambiamento'', iniziativa culturale e istituzionale che propone dieci nuove voci dedicate alla governance del territorio, dell'acqua, dell'energia e della transizione ecologica. Il progetto si inserisce nel quadro della rubrica Treccani «Le parole valgono» e nasce dalla convinzione che governare il territorio, in un'epoca segnata dalla crisi climatica e dalla trasformazione digitale, non richieda soltanto dati, modelli e strumenti tecnici, ma anche un linguaggio condiviso, capace di rendere comprensibili fenomeni complessi, costruire consapevolezza pubblica e orientare le decisioni collettive.
Il progetto propone dieci nuove voci, che parlano tutte, in modi diversi, del rapporto tra l'uomo e il pianeta: di come usiamo l'acqua, di come abitiamo il territorio, di come affrontiamo il rischio, di come costruiamo sicurezza e giustizia. Due di esse - «gemello digitale» e «città rigenerativa» -entrano come neologismi nel Vocabolario Treccani, mentre le altre otto entrano nell'Enciclopedia Italiana. La trama che le unisce è quella della cura del territorio. Si parte dall'autorità di bacino, modello di governance che supera i confini amministrativi per seguire l'unità fisica dei sistemi naturali, e dal gemello digitale, strumento avanzato di conoscenza e simulazione. Si passa poi alla sicurezza idrica, alle infrastrutture naturali e alla resilienza climatica, che definiscono la capacità dei territori di resistere, adattarsi e trasformarsi. Completano il percorso la transizione energetica, l'economia circolare e la sostenibilità alimentare, fino alle città rigenerative e all'equità ambientale, principio che orienta la distribuzione dei costi e dei benefici delle trasformazioni, affinché non ricadano in modo sproporzionato sui soggetti e sui territori più fragili.
Le dieci parole selezionate mettono in luce alcune delle sfide più urgenti del nostro tempo e, soprattutto, le relazioni che le tengono insieme. Nella trama del progetto convivono le grandi transizioni del presente - digitale, idrica, energetica, urbana e ambientale - insieme ai nuovi conflitti d’uso e alle nuove responsabilità pubbliche che esse generano. Il senso del progetto è rendere visibile un sistema di connessioni spesso affrontato per compartimenti separati e offrire un linguaggio capace di ricomporlo.
''Per la prima volta la voce “Autorità di bacino” entra nell'Enciclopedia Italiana», ha dichiarato Marco Casini, Segretario Generale dell'Autorità di bacino distrettuale dell'Appennino Centrale. ''Non è un risultato simbolico, ma il riconoscimento del ruolo che queste istituzioni svolgono nella governance integrata del territorio e delle risorse idriche del Paese. Questo progetto traduce in un lessico condiviso il percorso che AUBAC ha intrapreso in questi anni: dalla pianificazione di bacino alla trasformazione digitale, dal monitoraggio climatico alla sicurezza idrica, fino al tema dell'equità nell'accesso alle risorse. Perché le parole non sono un dettaglio: sono il primo atto di governo.''
''Per istruire su queste parole avete bisogno che ci siano le autorità di bacino, che lavorino insieme agli enti locali, alle regioni e allo Stato, che ci sia un disegno comune che tutti concorrono a realizzare, ciascuno per la sua parte'', ha commentato durante il dibattito il già Presidente Giuliano Amato
“Quando una parola tecnica come “transizione energetica” diventa slogan, si perde il contatto con la realtà misurabile e si entra nel territorio dell’ideologia. Ma non c’è niente di più lontano dall’ideologia della verifica dei fatti: il costo dell’energia, l’impatto sull’inquinamento, la sicurezza degli approvvigionamenti. Questo progetto va nella direzione opposta alla confusione: restituisce alle parole il loro significato operativo confermato da un percorso ineludibile, così come dimostrato dall’andamento degli investimenti mondiali che ormai assegna alle energie pulite il 90% del totale”, ha dichiarato il Prof. Livio de Santoli, Componente del Collegio Arera.
L'evento di presentazione, ospitato presso la sede dell'Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani nella Giornata della Terra, è stato aperto da Marta Leonori, Responsabile Area Gestionale Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani. La tavola rotonda, moderata da Fausta Chiesa del Corriere della Sera, ha visto gli interventi di Giuliano Amato (già Presidente del Consiglio dei Ministri e già Presidente della Corte Costituzionale), Marco Casini (Segretario Generale AUBAC), Beatrice Cristalli (linguista e formatrice di Edulia dal Sapere Treccani), Livio De Santoli (Componente del Collegio Arera) e Franco Purini (Professore emerito di Composizione architettonica alla Sapienza Università di Roma).
Le dieci definizioni sono consultabili sul portale Treccani.it.

(Adnkronos) - Il Campidoglio ha deciso: la stagione balneare a Ostia inizierà il 17 maggio ma per quella data molti stabilimenti balneari e quasi tutti i chioschi di Capocotta non saranno ancora agibili. Zero previsioni per i Cancelli di Castelporziano.
E’ avvolto nelle nebbie il futuro della stagione balneare per Ostia, Castelporziano e Capocotta. L’unica notizia pressochè certa è che le attività, quelle in regola, a quanto apprende l'Adnkronos potranno aprire il 17 maggio. Una riunione programmata per oggi, mercoledì 22 aprile, farà il punto sui contenuti dell’ordinanza balneare: vi prenderanno parte il Dipartimento capitolino al Demanio, la Capitaneria di Porto, il X Municipio, la Polizia locale e gli altri enti coinvolti. Il quadro è di caos profondo con poche certezze. Cerchiamo di fare il punto analizzando i diversi comparti dell’offerta turistico-balneare lungo tutta la costa di Ostia.
La Polizia locale nei giorni scorsi ha notificato elezioni di domicilio agli assegnatari di due dei sei chioschi di Capocotta: Mecs Village, Zeta Beach e Riserva Natural. Com’è successo per l’Oasi Naturista, l’accusa è di abusivismo edilizio notificata alla Procura di Roma. Nella sostanza, pure in presenza di autorizzazione del Dipartimento Ambiente del Comune di Roma, le pedane di collegamento tra le unità dei chioschi non hanno i permessi della Dogana e della Soprintendenza Paesistica. L’Oasi Naturista, sequestrata in passato, ha ricevuto l’autorizzazione a rimuovere l’abuso, ovvero la piattaforma, pure in presenza delle autorizzazioni. E, infatti, potrà ricostruire la pedana con l’inizio della stagione balneare. Al momento sono esenti dalla elezione di domicilio i gestori del Mediterranea e del Porto di Enea che, in assenza di ordinanza balneare, dovranno comunque restare chiusi fino al via libera del Campidoglio. E non si sa neanche se il servizio di salvamento sarà a carico del Comune di Roma o dei gestori.
Nessun segnale per l’apertura della stagione balneare ai Cancelli. Nei giorni scorsi gli assessori capitolino al Demanio Tobia Zevi e quella all’Ambiente Sabrina Alfonsi hanno pubblicizzato come evento eccezionale un’operazione di manutenzione ordinaria effettuata nei viali interni alla spiaggia libera come lo sfalcio della macchia mediterranea e la rimozione della sabbia che invadevano la sede carraia.
I gestori dei chioschi ai cancelli 1, 2, 6 e 7 non sanno se e quando saranno autorizzati ad aprire: lo scorso anno il via libera arrivò il 16 agosto. All’8° cancello il manufatto comunale è occupato da senza fissa dimora mentre il chiosco del 4° cancello è oggetto della disputa legale relativa all’assegnazione: il caso verrà discusso il 7 luglio al Consiglio di Stato e fino a quella data l’attività resterà chiusa.
Ignoto anche il destino dei servizi. Quello relativo al salvamento è appeso ai mancati rimborsi promessi ma non ancora effettuati da parte del Campidoglio ai gestori per le stagioni 2024 e 2025. E non si sa chi dovrà occuparsi della pulizia e igienizzazione di bagni e docce.
Quali stabilimenti balneari apriranno a Ostia? La domanda ha una risposta praticamente impossibile. Cerchiamo di dettagliare il più possibile le diverse situazioni già consolidate. Non apriranno di sicuro gli stabilimenti sottoposti a sequestro da parte della Procura di Roma. Si tratta di Mariposa, Peppino a Mare spiaggia, Bungalow, Oasi e Caletta. E’ sub judice la ripresa dell’attività al Bagni Bettina, impianto dissequestrato ma solo per consentire la rimozione degli abusi edilizi. Fortemente limitata la stagione per il V-Lounge (che ha sotto sequestro parcheggi, piscina, veranda del ristorante e diverse cabine) e per il Venezia (220 cabine sequestrate).
C’è poi da definire le conseguenze della notifica di elezione di domicilio per presunti abusi edilizi avvenuta ieri a diversi concessionari. Tra questi figurano la Bussola e la Capannina. La Procura porrà sotto sequestro gli impianti in caso di mancate demolizioni? Non è prevedibile. Un’ingiunzione a rimuovere la veranda del ristorante è arrivata anche ai concessionari del Belsito e altrettanto dovrà fare il gestore del Capanno con la struttura posta nuovamente sotto sequestro nei giorni scorsi.
Non apriranno di sicuro gli stabilimenti balneari sottoposti ad atti vandalici e ai danni dell’erosione: la Casetta, lo Sporting beach, lo Shilling, il Kursaal. Impossibile immaginare anche l’apertura di due delle concessioni trionfalmente annunciate dall’amministrazione capitolina: il ristorante Lido, che è un manufatto allo stato grezzo, e il Village, dove è ancora in atto la bonifica e gli impianti sono stati tutti vandalizzati. Il Nauticlub Castelfusano ha una ingiunzione di sgombero da parte del Comune di Roma ma non c’è un assegnatario, considerato che il vincitore del bando si è ritirato.
Situazione complicata pure per quegli stabilimenti balneari per i quali sono state fatte le assegnazioni a nuovi gestori: i vecchi, raggiunti da offerte di indennizzo risibili fatte dagli assegnatari, stanno smontando tutti gli impianti e rimuovendo lettini con ombrelloni. Disdette anche le utenze. E’ il caso del Battistini e della Marinella. Presto lo sarà anche del Miramar e del Marechiaro. Per il ripristino da parte dei subentranti, e quindi per l’apertura delle attività, andranno valutati due aspetti: la convenienza economica per una sola stagione e i tempi necessari.
In questo clima di incertezza, azzardiamo un'ipotesi. Saranno aperti e funzionanti gli stabilimenti con concessioni pluriennali: Tibidabo, Dune e Gambrinus. Sono pluriennali anche le concessioni di Venezia e Capanno con le limitazioni sopra indicate. La società concessionaria del Salus, in scadenza nel 2028, è oggetto di procedura di fallimento.
Continuità di gestione e quindi nessuna sorpresa per Plinius, Lido Beach, Ancora, Zenith, Bicocca e Urbinati. L’Elmi si è messo in regola, il Marechiaro non ha abusi ma si aspetta l’esito del ricorso al Tar. Il Vittoria aspetta ancora la proroga che non dovrebbe mancare. Il Corsaro ha vinto un ricorso al Tar e l’aspetto giudiziario è una delle questioni aperte che vanno considerate. Diversi concessionari risultati non vincitori dei bandi comunali dello scorso anno, hanno presentato ricorso al Tar. Il Tribunale amministrativo del Lazio dal 28 aprile fino al 12 maggio emetterà le proprie sentenze in merito alla contestata procedura capitolina di selezione dei vincitori. E tutte le carte potrebbero rimescolarsi.
Gli assegnatari delle spiagge libere urbane della stagione balneare passata hanno ricevuto la proroga anche per il 2026. Aspettano le autorizzazioni per allestire i chioschi temporanei sui rispettivi spazi in gestione. Il Campidoglio ha omesso finora di lanciare un bando per l’area dell’ex Aneme e Core che si dice sarà suddivisa a metà tra i due gestori confinanti (ex Faber e piazza Scipione l’Africano) e non ha dato alcuna indicazione per i lotti di lungomare Duca degli Abruzzi gestiti l’anno scorso da Zetema. Non ci sono notizie neanche per la spiaggia dei cani, oggetti della ricostruzione con le sabbie del porto.

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(Adnkronos) - Il Comitato dei rappresentanti permanenti (Coreper) ha approvato sia l'erogazione del prestito da 90 miliardi di euro per l'Ucraina, sia il ventesimo pacchetto di sanzioni sulla Russia. Lo rende noto una portavoce della presidenza di turno cipriota del Consiglio dell'Ue, spiegando che entrambi i dossier ora passeranno attraverso una procedura scritta, che dovrebbe terminare domani, per la loro adozione finale da parte del Consiglio.

(Adnkronos) - Una mini-tregua supplementare. Il presidente americano Donald Trump è disposto a concedere altri tre-cinque giorni di cessate il fuoco all'Iran, un breve lasso di tempo per trovare un accordo su una controproposta coerente. A delineare lo scenario è il sito Axios, analizzando con l'aiuto di tre funzionari statunitensi il dietro le quinte dell'annuncio sull'estensione del cessate il fuoco. "Non sarà a tempo indeterminato", chiariscono.
La decisione di Trump si spiega con il fatto che i negoziatori di Trump ritengono ancora possibile raggiungere un accordo per porre fine alla guerra e affrontare la questione di ciò che resta del programma nucleare iraniano. Tuttavia, temono anche di non trovare a Teheran nessuno con l’autorità necessaria a dare il via libera all'intesa. La Guida Suprema Mojtaba Khamenei comunica a malapena. I generali del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC), che ora controllano il Paese, e i negoziatori civili iraniani sono apertamente in disaccordo sulla strategia da seguire.
"Abbiamo constatato che all'interno dell'Iran esiste una frattura netta tra i negoziatori e i militari, senza che nessuna delle due parti abbia accesso alla Guida Suprema, che non risponde", spiega un funzionario statunitense. Queste divisioni sono cominciate ad emergere dopo il primo round dei colloqui di Islamabad, quando è diventato chiaro che il comandante dell'IRGC, il generale Ahmad Vahidi, e i suoi vice avevano respinto gran parte di ciò che i negoziatori iraniani avevano discusso.
La spaccatura è venuta pienamente allo scoperto venerdì scorso, quando il ministro degli Esteri Abbas Araghchi ha annunciato la riapertura dello Stretto di Hormuz e l’IRGC si è rifiutato di attuarla – e ha iniziato ad attaccarlo pubblicamente. Nei giorni successivi, l’Iran non ha dato alcuna risposta sostanziale all’ultima proposta statunitense e si è rifiutato di impegnarsi in un secondo round di colloqui in Pakistan. Secondo Axios ad aggravare le divisioni interne al paese è stato anche l'assassinio, avvenuto a marzo, di Ali Larijani, l'ex segretario del Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale iraniano. Larijani aveva l'autorità e il peso politico necessari per tenere insieme il processo decisionale iraniano. Il suo sostituto, Mohammad Bagher Zolghadr - il cui compito è quello di garantire il coordinamento tra il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC), la leadership civile e la Guida Suprema - non è altrettanto efficace, ha affermato un funzionario statunitense.
Le ultime 48 ore sono state estremamente frustranti per la Casa Bianca, in particolare per il vicepresidente JD Vance, che aveva già preparato le valigie per recarsi a Islamabad e guidare un secondo ciclo di colloqui di pace. Invece, si è ritrovato ad aspettare che i generali dell'IRGC, in posizioni di controllo in Iran, permettessero al presidente del parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf e ad Araghchi di recarsi in Pakistan per incontrarlo. Lunedì sera, gli iraniani sembravano aver dato il via libera ai mediatori pakistani per i colloqui. Martedì mattina, quel segnale era svanito, sostituito dalla richiesta che gli Stati Uniti revocassero il blocco navale.
L'Air Force Two è rimasto per ore sulla pista della Joint Base Andrews, pronto a partire, finché non è diventato chiaro che il viaggio non si sarebbe fatto. Gli inviati della Casa Bianca Steve Witkoff e Jared Kushner, che avrebbero dovuto volare da Miami a Islamabad, sono invece saliti su un aereo governativo diretto a Washington. Martedì pomeriggio, Trump si è riunito con il suo team di sicurezza nazionale: Vance, Witkoff, Kushner, il Segretario di Stato Marco Rubio, il Segretario alla Difesa Pete Hegseth, il direttore della CIA John Ratcliffe, il presidente degli Stati maggiori riuniti Gen. Dan Caine e altri alti funzionari.
All'inizio, alcuni degli stessi consiglieri di Trump non sapevano in quale direzione si sarebbe andati: un massiccio attacco alle infrastrutture energetiche dell'Iran o più tempo per la diplomazia? Alla fine è stata scelta la seconda opzione. "La gravità della frattura è diventata evidente negli ultimi giorni, e la domanda era: ha senso andare a Islamabad in queste condizioni?", ha spiegato ad Axios un funzionario statunitense. "Quindi la decisione è stata quella di concedere un po' più di tempo agli sforzi diplomatici".
Diversi funzionari statunitensi e collaboratori di Trump sono giunti alla stessa conclusione: il presidente ritiene che gli Stati Uniti abbiano raggiunto il massimo risultato possibile sul piano militare e vuole uscire da una guerra sempre più impopolare. Non riprenderà i combattimenti finché non avrà esaurito ogni altra opzione. "Sembra proprio che Trump non voglia più ricorrere alla forza militare e abbia deciso di porre fine alla guerra", ha affermato una fonte statunitense a lui vicina.
Se però i mediatori pakistani non riusciranno a garantire la partecipazione iraniana entro i tempi previsti da Trump, l’opzione militare tornerà sul tavolo, prevede Axios, citando una fonte regionale a conoscenza degli sforzi di mediazione e una fonte israeliana informata sulle discussioni che spiegano come funzionari statunitensi e mediatori pakistani stiano aspettando che Khamenei rompa il silenzio nei prossimi due giorni e dia ai suoi negoziatori una chiara direttiva per tornare al tavolo.

(Adnkronos) - All'ambasciatore russo in Italia, Alexey Paramonov, ricevuto questa mattina alla Farnesina, "abbiamo detto che è inaccettabile che un commentatore della televisione Russia 1, che è la televisione di Stato, usi un linguaggio volgare, inaccettabile nei confronti del primo ministro di uno Stato libero e democratico, quale è l'Italia". Così il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, in un punto stampa a Roma a margine del Forum Strategico Italia-Polonia, all'indomani dell'attacco violento contro la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, da parte di Vladimir Solovyov, noto volto televisivo e propagandista vicinissimo al Cremlino, che ha insultato la premier con una raffica di offese, tra cui "vergogna della razza umana".
"Gli insulti volgari, sessisti nei confronti del primo ministro sono assolutamente inaccettabili. L'abbiamo detto, l'abbiamo ripetuto. L'ambasciatore russo ha detto che il governo non ha mai offeso nessuno, ma quando si parla attraverso la televisione russa e i canali ufficiali, è ovvio che noi non possiamo accettarlo", ha aggiunto Tajani.
Ieri sera Meloni aveva risposto agli insulti con un post su X: "Per sua natura, un solerte propagandista di regime non può impartire lezioni né di coerenza né di libertà. Ma non saranno certo queste caricature a farci cambiare strada. Noi, diversamente da altri, non abbiamo fili, non abbiamo padroni e non prendiamo ordini. La nostra bussola resta una sola: l’interesse dell’Italia. E continueremo a seguirla con orgoglio, con buona pace dei propagandisti di ogni latitudine".
Per il senatore Pd, Filippo Sensi, "se il governo italiano avesse un minimo di spina dorsale, l’ambasciatore russo uscito dalla Farnesina si dovrebbe recare immediatamente a Fiumicino per un volo solo andata per Mosca. Così non è stato. Anzi si permette anche di rilanciare. Contento Tajani, contento il Cremlino", ha commentato Sensi sui social.

(Adnkronos) - Almeno 10 scienziati legati a programmi sensibili nel campo nucleare e aerospaziale sono morti o scomparsi negli ultimi tre anni negli Stati Uniti. Nessun collegamento evidente tra i casi, ma una serie di episodi che ha alimentato ipotesi, teorie e speculazioni. La Casa Bianca ha confermato che le agenzie federali stanno lavorando per verificare eventuali collegamenti tra i casi, includendo anche l’ipotesi — ancora non supportata da evidenze — di possibili interferenze esterne o accessi a informazioni sensibili. "È una questione piuttosto seria, si spera sia una coincidenza", ha dichiarato il presidente Donald Trump.
Il caso ha raggiunto anche il Congresso americano: la Commissione di vigilanza della Camera ha annunciato l’apertura di un’indagine formale, chiedendo aggiornamenti a Fbi, Dipartimento della Difesa, Dipartimento dell’Energia e Nasa. L’obiettivo dichiarato è verificare se esista un possibile elemento comune tra le morti e le sparizioni, alcune delle quali ancora irrisolte, degli individui, che a suo dire avevano accesso a informazioni scientifiche sensibili.
Parallelamente, l’Fbi ha confermato di aver avviato un lavoro di coordinamento con altre agenzie federali e autorità locali "per cercare collegamenti" tra le varie vicende. Le verifiche sono ancora in corso e, secondo quanto riferito dalle autorità, al momento non è stato stabilito alcun collegamento concreto tra le persone coinvolte.
Alcuni episodi si concentrano in particolare in California, nella contea di Los Angeles. Qui si registrano quattro casi che coinvolgono figure legate alla ricerca scientifica e spaziale: Carl Grillmair, astrofisico dell’Infrared Processing and Analysis Center del Caltech; Michael David Hicks e Frank Maiwald, entrambi collegati al Jet Propulsion Laboratory della Nasa; e Monica Jacinto Reza, ingegnere aerospaziale scomparsa nel giugno 2025 durante un’escursione nei pressi di una foresta della zona.
Grillmair è morto nel febbraio 2025 all’età di 67 anni, mentre Hicks e Maiwald sono deceduti rispettivamente nel 2023 e nel 2024.
Un altro caso sotto osservazione è quello del generale in congedo William Neil McCasland, 68 anni, ex comandante dell’Air Force Research Laboratory e figura chiave nelle ricerche aerospaziali del Pentagono. L’uomo è scomparso nel febbraio 2025 dalla sua abitazione di Albuquerque, nel New Mexico.
Tra le vicende analizzate figura anche quella dello scienziato Jason Thomas, direttore di Novartis, scomparso nel dicembre scorso in Massachusetts. Il suo corpo è stato ritrovato tre mesi dopo e la polizia non ha rilevato elementi che indichino un reato.
Attenzione anche sul caso di Amy Eskridge, ricercatrice morta nel giugno 2022 in Alabama per una ferita da arma da fuoco autoinflitta. Eskridge lavorava all’Institute for Exotic Science e aveva recentemente parlato pubblicamente di pressioni e presunte “guerre psicologiche” legate al suo lavoro sull’antigravità.
Nel dicembre 2025 è stato ucciso anche lo scienziato Nuno Loureiro, professore del MIT e direttore del Center for Plasma Science and Fusion. È rimasto vittima di una sparatoria nella sua abitazione in Massachusetts, durante un attacco più ampio avvenuto alla Brown University.
Nell’elenco figurano infine anche le sparizioni degli esperti Melissa Casias, Anthony Chavez e Steven Garcia, tutti collegati a centri di ricerca o strutture scientifiche statunitensi.
La varietà dei casi è ampia: omicidi accertati, morti per cause non chiarite e persone scomparse senza tracce evidenti. In alcuni episodi non emergono segni di attività criminale, mentre in altri le indagini restano aperte.
Il dibattito politico si è acceso, con alcuni rappresentanti che parlano apertamente di possibile “minaccia alla sicurezza nazionale”, mentre altri sottolineano come, al momento, si tratti di episodi indipendenti tra loro.
Nonostante l’attenzione crescente anche sui social media, le istituzioni mantengono una linea prudente. La Nasa ha dichiarato di collaborare con le indagini e ha precisato che, allo stato attuale, “non esistono indicazioni di una minaccia alla sicurezza nazionale”. L’Fbi ha dichiarato che, se dovessero emergere prove di attività criminali o cospirative, verranno adottate tutte le misure necessarie.
Anche alcuni membri del Congresso invitano alla cautela: la comunità scientifica coinvolta nel settore nucleare e aerospaziale è composta da migliaia di professionisti, e secondo diverse valutazioni non emergerebbe alcun elemento che suggerisca un’azione coordinata o mirata.

(Adnkronos) - "Il terzo Mondiale mancato dall'Italia? È stata una pagina dolorosa per il calcio italiano e per me stesso. Se mi avessero detto che sarebbe successo 12 anni fa, avrei risposto che sarebbe stato molto più facile vedere mille alieni intorno a me piuttosto che l'Italia non qualificata per tre tornei consecutivi. Ma questa è la realtà. Per superare tutto questo dobbiamo capire perché ci sono certe difficoltà. Dobbiamo cambiare. Se siamo lucidi in questa analisi, abbiamo il potenziale per creare un futuro migliore. Ma se neghi che ci sia un problema, allora quel problema rimarrà lì". Gianluigi Buffon, leggenda del calcio italiano e portiere campione del Mondo con la Nazionale nel 2006, ha parlato così - in un'intervista al Guardian - della terza qualificazione al Mondiale fallita dalla Nazionale italiana.
Buffon ha cercato anche di spiegare le ragioni del fallimento: "La prima è la globalizzazione, che ha permesso a tutte le squadre di essere molto competitive e il livello medio di gioco è aumentato molto. In secondo luogo, fino a 15 anni fa, quando vincevamo, eravamo tatticamente più forti dei nostri avversari. E in terzo luogo, abbiamo dei giocatori fantastici, ma quello che manca è il talento veramente creativo come Baggio, Del Piero o Totti, che un tempo ci aiutava a prevalere".
Buffon ha raccontato anche alcuni aneddoti relativi alla sua carriera da calciatore. Tra questi, il celebre episodio della testata di Zidane a Materazzi nella finale dei Mondiali 2006 tra Italia e Francia: "Ero a circa 15 metri di distanza e sentii il tonfo. Se l'avesse fatto a chiunque altro, sarebbero finiti al tappeto. Il guardalinee non vide nulla. L'unico testimone ero io. Così corsi verso l'arbitro e l'assistente per attirare la loro attenzione. Materazzi era a terra, Zidane era immobile, io protestavo, e finalmente il gioco si fermò. Ero scosso e combattuto tra emozioni contrastanti. Sapevo che era l'ultima partita di Zidane, ed era uno dei giocatori più grandi e di classe nella storia del calcio. Mi dispiaceva che per lui stesse finendo in quel modo”. "È colpa mia", scherza poi Buffon in inglese, ricordando l'incredulità di Zidane dopo che alla parata dell'italiano era seguito il colpo di testa (e la testata).
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