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22.Nov

Scontri a Bologna, Lepore: "Centomila euro di danni. Fattura al ministro? Giusto che qualcuno paghi"

Scontri a Bologna (Ipa)

Centomila euro di danni. E' il bilancio della guerriglia urbana che si è scatenata ieri sera 21 novembre a Bologna dove si è svolta la manifestazione di protesta contro la partita Virtus Bologna-Maccabi Tel Aviv. A fornire il dato è stato il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, in occasione di un punto stampa su quanto accaduto. E a una domanda su un eventuale invio della fattura dei conti per i danni al ministro dell'Interno, il sindaco ha risposto: "Sì, perché il ministro credo debba sapere che ci sono molti danni ed è giusto che qualcuno paghi".

"Voglio partire, innanzitutto, chiedendo scusa ai cittadini di Bologna da parte delle istituzioni, visto che nessuno lo sta facendo, nemmeno il ministro degli Interni, lo voglio fare io. Penso che, di fronte alle scene di guerriglia che si sono verificate ieri a Bologna[1], le istituzioni debbano innanzitutto assumersi la responsabilità di quello che è successo. Piena solidarietà, quindi, ai cittadini bolognesi, che ieri non sono potuti rientrare a casa, perché c'è stato un vero e proprio coprifuoco, per i danni che hanno subito", ha detto Lepore.

La città di Bologna, solo per parte pubblica, in questo momento, ha rilevato, "ha conteggiato circa 100mila euro di danni, in più ci sono i danni alle auto private, che raccoglieremo nelle prossime ore. Voglio esprimere la mia solidarietà alle forze dell'ordine, che sono state mandate a Bologna in un contesto non facile. Li ringrazio per il loro lavoro ed esprimo vicinanza anche agli agenti che sono stati feriti. Le scene di ieri sono state mosse da un gruppo di alcune migliaia di violenti, che hanno scelto Bologna come loro bersaglio e luogo di scontro. Queste violenze vanno assolutamente condannate. Sono venute da fuori Bologna diverse migliaia di persone che, incappucciate, poi si sono impegnate lungo tutta la serata a scontrarsi con la polizia".

"Ringrazio i cittadini bolognesi e tutte le associazioni di Bologna, del movimento per la pace perché non hanno preso parte alle manifestazioni di ieri, in gran parte. L'80% delle persone, che ieri hanno preso parte agli scontri, venivano da fuori città. Sono scene di guerriglia che si potevano evitare. Noi l'abbiamo detto. C'è stata una gestione dell'ordine pubblico sconsiderata da parte del ministero degli Interni, che ha sovvertito l'orientamento del comitato per l'ordine pubblico della città di Bologna, dove il prefetto e il questore hanno dovuto eseguire quello che il ministro Piantedosi ha scelto. Io avevo chiesto di usare la testa e non i muscoli. Questo, purtroppo, è il risultato. Non deve più accadere che Bologna sia terreno di scontro politico, con una strumentalizzazione indegna di una partita, del lavoro delle forze dell'ordine. Bologna si è trovata in mezzo a uno scontro muscolare, testosteronico fra un gruppo di estremisti e il ministro degli Interni. Non deve più accadere. Lo chiedo a nome della città", ha detto Lepore.

Secondo quanto comunicato dalla Questura di Bologna, erano circa 5mila i manifestanti radunatisi ieri per la manifestazione di protesta alla partita Virtus Bologna-Maccabi Tel Aviv, “tra i quali circa 100 provenienti da altre province”. Tra questi erano presenti “esponenti del centro sociale Askatasuna torinese e dei ‘centri sociali del nord-est’, nonché soggetti provenienti dalle città di Roma e Genova”. Nel comunicato diffuso, vengono indicate le sigle che hanno aderito alla manifestazione (“Potere al Popolo, Sindacato Usb, Cambiare rotta, Osa, Luna, Giovani Palestinesi, Cua, Plat, Labas e Tpo, tutti aventi sede in città, e questi ultimi due in locali concessi in uso dal Comune di Bologna”) e viene riepilogato quanto accaduto.

Tra via Marconi e via delle Lame è avvenuto l’incontro tra il corteo e un cordone delle forze dell’ordine, “posizionato per impedire che potesse raggiungere il PalaDozza, sede dell’incontro di basket”. “Dopo diversi minuti di attesa, il gruppo di manifestanti si è diviso - si legge nel comunicato -: mentre la testa del corteo è ripartita secondo l’itinerario concordato, un secondo spezzone composto da alcune centinaia di persone, tra cui attivisti del Cua e dei Giovani Palestinesi, ha iniziato a lanciare all’indirizzo delle Reparti schierati numerosi lacrimogeni, bottiglie di vetro, petardi, pietre e altro materiale asportato dai cantieri stradali”. In seguito all’esplosione da parte di alcuni manifestanti di “artifizi pirotecnici ad altezza uomo verso gli uomini schierati” è stato azionato l’idrante. Successivamente, spiega la Questura, una parte dei manifestanti, si è diretto verso piazza Malpighi e via del Pratello “rovesciando e incendiando diversi cassonetti dell’immondizia”, per poi disperdersi verso la zona universitaria.

Un gruppo “rimasto in via delle Lame angolo via Riva di Reno ha continuato, per diversi minuti, il lancio verso le forze dell’ordine di lacrimogeni, artifizi pirotecnici e masserizie rinvenute presso i cantieri stradali, rendendo necessario un ulteriore intervento dei Reparti inquadrati, con utilizzo di idrante e lacrimogeni”. Tra i danni elencati nella nota stampa, cassonetti incendiati e danneggiamenti a cantieri stradali e alla vetrina di una banca in via Nazario Sauro. Viene, infine, comunicata l’identificazione di 15 manifestanti, la cui posizione è al vaglio della Digos, aggiungendo che sono in corso ulteriori accertamenti, anche tramite l’analisi di immagini videoregistrate. Sono rimasti feriti 15 poliziotti e un finanziere.

References

  1. ^www.adnkronos.com (www.adnkronos.com)
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