
(Adnkronos) - Nei giorni scorsi si pensava a più sopralluoghi nella casa delle vittime, Antonella Di Ielsi e la figlia Sara Di Vita, morte avvelenate a Natale. Dalla convocazione notificata dalla Procura ai difensori degli indagati, alle parti offese e ai rispettivi consulenti risulta, invece, è previsto un unico accesso, fissato per giovedì mattina, che vedrà in azione gli specialisti tedeschi, affiancati dalla polizia scientifica italiana.
Al termine delle attività, ci sarà un confronto, in procura, a Larino, sul lavoro svolto e sulle ulteriori verifiche, eventualmente necessarie. La ricerca di residui di ricina su superfici, arredi, suppellettili e indumenti richiede procedure particolarmente complesse. Anche per questo motivo la procura ha previsto che indagati, parti offese, consulenti tecnici e difensori possano assistere alle operazioni solo da remoto, evitando una presenza all’interno dell’abitazione, che potrebbe essere di ostacolo al lavoro degli specialisti.
Il sopralluogo arriva alla conclusione del lavoro scientifico, svolto finora nei laboratori del Robert Koch Institut di Berlino, e quello investigativo, portato avanti dalla Squadra mobile. Gli esperti confronteranno quanto emergerà direttamente nell’abitazione con i risultati delle analisi sui campioni biologici, sui circa settanta reperti alimentari sequestrati e sugli altri elementi acquisiti nel corso delle indagini, nel tentativo di ricostruire le modalità dell’avvelenamento.
L'autopsia ha confermato la morte per intossicazione da ricina. Tocca ora alla procura stabilire come la ricina sia stata ingerita dalle due vittime. C’è stato un intervento esterno, oppure la pista dell’omicidio maturato all’interno del nucleo familiare resta quella più plausibile?

(Adnkronos) - Lutto per Luciano Spalletti: oggi, lunedì 27 luglio, è morta la madre dell'allenatore della Juventus. Secondo quanto riportato da Tuttosport, la donna, di nome Ilva, è scomparsa all'età di 93 anni. La mamma del tecnico bianconero viveva a Sovigliana, un paese vicino Empoli, ed era una figura di riferimento per Spalletti.
L'allenatore della Juventus, subentrato a Tudor nel corso della passata stagione, ne ha sempre parlato con grande affetto e trasporto emotivo. Spalletti l'aveva difesa in occasione degli insulti piovuti su di lui dalle tribune del Franchi, quando, alla guida del Napoli, litigò con un tifoso: ""Ha insultato mia madre, che ha 90 anni, per tutta la durata della gara", aveva spiegato a fine partita.

(Adnkronos) - Fedez torna sui social dopo il ricovero d'urgenza dei giorni scorsi e annuncia una pausa: cancellato anche il concerto in programma al Forum il 25 settembre. Nel primo post su Instagram dopo l'uscita dall'ospedale, il rapper parla del cielo come simbolo di continuità, del tempo come unico bene davvero prezioso e della paura che cambia la prospettiva. Un messaggio lungo, intimo, che restituisce senza filtri ciò che ha vissuto negli ultimi giorni. "Tornato a casa, il cielo è sempre lo stesso. Orizzonti diversi ma tutti sotto lo stesso cielo. A volte non ci pensiamo, ma l’unico bene prezioso che veramente abbiamo è il tempo, spesso puntuale nel farci capire molte cose in ritardo. Tutti felici, tutti scontenti, tutti vivi", scrive il rapper su Instagram, accanto ad una foto che lo ritrae affacciato dal terrazzo di casa sullo skyline milanese.
Il rapper ripercorre le ore più difficili del ricovero, quelle in cui la fragilità diventa concreta e la mente corre veloce: "Quando sei in ospedale aspettando l’ultima trasfusione di sangue ti senti vacillare, pensi che il tuo tempo stia per finire o giù di lì. Proprio mentre sta iniziando un’altra vita, quella di tuo figlio piccolo".
La paura di non rivedere chi si ama, di non poter riabbracciare i figli, diventa la lente attraverso cui guardare tutto il resto: "In questi giorni, la paura di non poter riabbracciare le persone a me più care, i miei figli, mi ha fatto vedere il cielo in un altro modo. Un’altra volta ancora. Non è cosa guardi, ma quello che vedi".
Poi arriva l'annuncio della pausa, che non è sconfitta ma consapevolezza: "Il mio corpo ha alzato la mano per l’ennesima volta e mi ha detto 'fermati'. Ora a dirmelo ci sono anche i medici, ed è quello che farò. Ma senza sconforto, anzi. Mi sento ancora una volta fortunato ad esser sotto questo cielo". Il post si chiude con una promessa ai fan e alle persone che lo seguono: "Rifaremo insieme tutto ciò che sarò costretto a sospendere. Grazie al cielo". Fedez era atteso per il 25 settembre per un concerto al Forum di Assago.
Dopo il post sui social arriva la conferma dell'annullamento di tutti gli impegni live della stagione. "A seguito delle condizioni di salute di Fedez, che richiedono un periodo di cure e recupero, l’artista ha sospeso tutta l’attività live prevista tra agosto e settembre", si legge sul sito di Vivo Concerti. La decisione comporta l’annullamento dei dj set estivi e del concerto 'Casa 360°', in programma il 25 settembre 2026 all’Unipol Forum di Assago.
La tournée estiva si sarebbe articolata in una serie di dj set in piazze, festival e club del Sud e del Centro Italia. Il calendario prevedeva, il 4 agosto, la tappa in piazza Umberto I ad Adrano (Catania), seguita il 5 agosto dal dj set al Marina Summer Fest di Marina di Ragusa. Il 10 agosto Fedez sarebbe stato in piazza Vittorio Emanuele a Serradifalco (Caltanissetta), mentre il 13 agosto era atteso in piazza Matteotti a Gioia Tauro, in Calabria. Il giorno successivo, 14 agosto, l’artista avrebbe fatto tappa alla Praja di Gallipoli, una delle location simbolo della movida salentina. Il 16 agosto era invece in programma l’esibizione all’Avellino Summer Festival, mentre il 26 agosto Fedez sarebbe salito sul palco di piazza IV Novembre a Celano, in provincia dell’Aquila. Il mese di settembre si sarebbe aperto con il dj set del 2 settembre al Viterbo Music Festival, seguito il 3 settembre dall’appuntamento al Teatro del Fiero di Velletri, in provincia di Roma. L’ultimo evento, previsto subito dopo il grande concerto di Assago, era fissato per il 29 settembre alla DCM Arena di Decimomannu, in provincia di Cagliari.
Per quanto riguarda la biglietteria, è previsto il rimborso per tutte le persone che avevano acquistato il biglietto per Casa 360°. Chi ha effettuato l’acquisto online tramite TicketOne riceverà automaticamente il riaccredito sullo stesso metodo di pagamento utilizzato, senza necessità di inoltrare alcuna richiesta. Per gli acquisti effettuati nei punti vendita fisici, il rimborso potrà essere richiesto entro 30 giorni a partire da oggi, lunedì 27 luglio 2026.

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La canzone d'autrice e il grande jazz in primo piano a Dromos con
due nomi di spicco della scena musicale. Il festival, per la
direzione artistica di Salvatore Corona, porta alle 22, sul palco
allestito nell'area archeologica di Tharros (Or), Carmen Consoli il
28 luglio e Stefano Bollani il 29 luglio. Sono due tra gli eventi
di punta del 28/o festival diffuso in diversi centri tra Oristano e
provincia.
Produrre prodotti di nicchia e di alta precisione per marchi di automotive conosciuti in tutto il mondo come Bmw, Aston Martin e Porsche. Ma anche per aziende leader nel settore ferroviario come Alstom. Senza spostarsi dal Canavese, Piemonte, e senza perdere la propria anima 'made in Italy'. Il segreto? Lo racconta in un'intervista ad Adnkronos/Labitalia, Giancarlo Buffo, Ceo di Cisla srl, pmi con 20 milioni di euro di fatturato e 70 dipendenti che, nonostante le crisi internazionali, le 'fiammate' dei prezzi dell'energia e le incertezze dei mercati, guarda al futuro scommettendo su un possibile ruolo economico sempre più centrale del nostro Paese e dell'Europa.
Giancarlo Buffo, quando nasce la vostra azienda e quali sono i vostri numeri oggi?
Cisla è un'azienda a carattere familiare nata nel 1962 come azienda artigianale, si è sviluppata dagli anni 90 in poi con l'ingresso della seconda generazione. Ci occupiamo di stampaggio a caldo di acciaio e di lavorazioni meccaniche in un'area che è quella del Canavese occidentale, che è particolarmente ricca di aziende di questo settore. In questo territorio infatti si produce circa il 60% della produzione nazionale di stampaggio a caldo, che rappresenta circa un 10% del prodotto complessivo sul mercato europeo e un 3% della produzione mondiale. I numeri di Cisla sono quelli di una piccola e media impresa che in questo momento si attesta sui 20 milioni di euro di fatturato con 70 dipendenti.
I prodotti che realizzate in quali settori vengono utilizzati?
Nel corso degli anni abbiamo fatto una notevole differenziazione, cercando di individuare quali erano i settori e i prodotti sui quali potevamo avere un valore aggiunto differente. Questa differenziazione va dall'automotive al nucleare al truck, al ferroviario, allo sportivo e in parte ancora al mercato agricolo. Questa differenziazione ci ha consentito anche una riduzione totale del rischio perché sono aumentati il numero dei clienti, soprattutto a livello estero, con un contributo percentuale di ogni cliente che non incide complessivamente sul fatturato in caso di decrescita da parte di taluni di essi.
Quali sono, secondo la sua esperienza, sostanzialmente le caratteristiche della vostra azienda che vi hanno permesso di differenziare?
Molto dipende dal fatto che in questo territorio c'è una concentrazione di piccole e medie imprese che si sono specializzate in questo settore produttivo, è una tradizione storica. Questo ci ha consentito anche di presentarci sui mercati internazionali. Su questo aspetto ci sarebbe ancora da lavorare, però, perché oggi le presentazioni sui mercati internazionali avvengono attraverso un'iniziativa diretta di ogni singola azienda. Manca un aspetto, che potrebbe essere importante, di marketing territoriale, cioè di promozione complessiva di questo territorio, sulla specializzazione produttiva dello stampaggio a caldo.
Quali le multinazionali più importanti con cui collaborate?
Lavoriamo con parecchie multinazionali. Nel settore ferroviario, ad esempio, con Alstom, con Knorr-Bremse. Nel settore automobilistico lavoriamo con aziende di particolare importanza a livello europeo su una nicchia di prodotti, ad alto valore aggiunto. Quindi con Porsche, con Aston Martin, con Bmw, solo per fare alcuni esempi. Negli altri settori c'è una differenziazione produttiva molto forte che va da componenti che vanno ad esempio sui sistemi di sicurezza per le per il sistema sportivo, soprattutto per le cabinovie, le seggiovie degli impianti di risalita. Nel settore dei truck facciamo dei particolari di sicurezza per quanto riguarda la movimentazione, quindi leve sterzo per il settore dei truck su più customer, cioè su più clienti a livello internazionale.
Concretamente a cosa servono i vostri prodotti in queste auto che rappresentano ancora oggi il sogno della maggior parte dei consumatori?
Sono prodotti di nicchia perché ci siamo specializzati nei cinematismi di movimentazione delle capote delle vetture, quindi facciamo i componenti per la movimentazione delle capote delle vetture. Questa è una nicchia di mercato particolare, perchè in parte le grandi aziende costruiscono internamente questi queste capote e noi diamo il cinematismo completo assemblato oppure i singoli prodotti che vengono assemblati all'interno di queste aziende. Poi ci sono tre player internazionali che invece sono dediti alla vera e propria realizzazione delle capote, in taluni casi le nostre vendite passano attraverso questi player.
L'Italia ha alle spalle una grande storia produttiva nel settore dell'automotive, soprattutto nel vostro territorio ma anche in altri. Secondo lei, cosa manca per il rilancio dell'automotive in questo periodo di crisi? E effettivamente ci può essere una ripresa di questo comparto in Italia?
Le strutture che servono le aziende del settore automotive nel nostro Paese sono molto specializzate, tant'è che anche gli altri competitor a livello internazionale si rivolgono al nostro mercato per avere una serie di prodotti che sono necessari alla loro catena del valore, quindi alla costruzione dei loro modelli. Io credo che se c'è la volontà di fare un investimento per mantenere quanto è rimasto nel nostro Paese, per svilupparlo anche in termini futuri, ci sono le condizioni di base. Noi non abbiamo sotto questo punto di vista un gap di servizi al sistema dell'automobile. Certo è che le politiche che sono state messe in campo in modo inappropriato, anche con una certa cecità a livello europeo, soprattutto per quanto riguarda l'estremizzazione del concetto di green e quindi di produzione totale, hanno messo in crisi complessivamente il sistema delle dell'automotive a livello multinazionale, tant'è che la produzione dei nuovi modelli si è rallentata. Occorre avere le idee chiare sul futuro, su quale sarà la parte complessiva che verrà dedicata alla costruzione di veicoli totalmente elettrici o oppure green, oppure a sistemi misti che mi pare che siano quelli più adatti a un cambiamento del sistema.
Come sta impattando questa situazione di instabilità a livello internazionale sulla vostra operatività?
Ad oggi, fortunatamente, non abbiamo una decrescita complessiva delle richieste, quindi degli ordinativi. Questo è dovuto al fatto che i nostri prodotti sono posizionati su un livello di qualità e un livello di servizio che probabilmente è difficile da trovare in altri in altri Paesi europei e forse anche a livello internazionale. Quello che spicca è che, soprattutto le multinazionali, cominciano ad inviarci delle richieste per individuare se la situazione internazionale ha causato nel nostro settore, o nella nostra catena di produzione, dei 'blocchi' riferiti al reperimento della materia prima, piuttosto che a problemi di energia. Questo significa che anche le multinazionali stanno ridisegnando la catena del valore dei loro prodotti. Sotto questo punto di vista credo che l'Europa oggi possa avere le carte in regola per affrontare questa situazione di crisi. Perché un aspetto che non viene considerato da molti operatori a livello internazionale è il rischio Paese. Ecco, in questa direzione, in Italia, ma complessivamente anche in Europa, il rischio Paese è ridotto rispetto ad altri continenti e altre zone del mondo in questo momento.
Ma l'Italia è anche uno dei Paesi che paga più di tutti l'energia e siamo un Paese senza materie prime in alcuni comparti. Voi come fronteggiate queste difficoltà?
Oggettivamente il costo dell'energia è più alto rispetto ad altri Paesi, e credo che le misure che sono state messe in campo per i prossimi anni anche dal governo del nostro Paese vadano nella direzione giusta, e cioè di avere una maggiore autonomia energetica e una politica che affronti questo tema, perché oggi l'energia è uno dei fattori di competitività del sistema. Noi affrontiamo il tema, e credo che tutte le piccole e medie imprese italiane lo facciano, garantendo una catena di fornitura, perché le materie prime sono reperibili, le acciaierie che abbiamo nel nostro Paese producono la materia prima necessaria per la realizzazione dei nostri componenti. La competitività oggi non si basa esclusivamente sul prezzo, ma mette assieme anche degli altri valori che sono un valore di servizio, in linea con le disposizioni europee per quanto riguarda la sicurezza, per quanto riguarda i sistemi di produzione. Quindi c'è una componente all'interno del prezzo dei nostri prodotti che oggi non è direttamente collegata al solo costo della materia prima o dei fattori produttivi reali. Questo è un punto di forza e credo che in Europa occorrerebbe avere delle politiche che vadano in questa direzione e cioè che mettano in evidenza che i sistemi produttivi europei sono molto avanzati rispetto agli altri paesi. E chiaramente il prezzo dei nostri prodotti tiene dentro questa componente significativa.
Lei quindi crede che, come è già avvenuto in passato, in situazioni di crisi internazionali chi ha le idee chiare può fare un salto di qualità. In questo caso può essere l'Europa ad avvantaggiarsi da questa situazione di incertezza?
In Europa abbiamo un problema di regolamenti che sono troppo stringenti rispetto al resto del mondo, però in una situazione di conflitto, dove emergono delle situazioni di criticità e di rischio paese molto elevate in altre zone del mondo, credo che questo possa essere un punto di vantaggio per l'Europa se si affronta il tema con una visione differente. L'Europa infatti non può continuare a legiferare su delle questioni marginali rispetti ai vari sistemi produttivi. Dovrebbe invece concentrarsi sul ruolo della manifattura nel nostro continente, che è molto importante e continua a essere l'asse trainante dello sviluppo complessivo del sistema europeo. Mi pare che politiche in questa direzione a livello europeo ce ne siano poche, nel nostro Paese la situazione fortunatamente è differente perché sono stati messi in campo una serie di iniziative di aiuti al sistema delle imprese che hanno contribuito e contribuiscono al mantenimento delle strutture produttive presenti. Se c'è un rischio che corriamo in Italia invece è quello del mantenimento delle governance delle aziende, che sono un vero e proprio punto di forza. Occorrerebbero iniziative di attenzione per il mantenimento delle governance all'interno del nostro Paese. Io ho scritto un libro che si chiama 'Localismo strategico', dove individuo una serie di proposte che vanno in questa direzione. In Italia il prodotto interno lordo per circa il 60% è fatto dal sistema delle piccole e medie imprese, quindi è inevitabile che occorre concentrare anche gli sforzi di investimento pubblico nel mantenimento di questa struttura che garantisce una ripartizione del reddito che viene creato in modo più equilibrato, rispetto ad altri sistemi che hanno concentrazioni di produzione solo su grandi imprese.
A suo parere, competenze e territori devono correre paralleli?
Nel nostro paese abbiamo nei diversi settori produttivi tutta una serie di competenze e di 'Valley' che possono generare grande valore aggiunto. Ma in queste 'valley' ci sono delle piccole e medie imprese che debbono essere riconosciute anche sotto l'aspetto finanziario, allora l'idea sarebbe quella di costruire un sistema di Valley che possa accedere complessivamente ad una quotazione sui mercati internazionali e sulle borse internazionali, facendo però attenzione a mantenere le governance delle singole imprese saldamente ancorate ai territori dove questi prodotti vengono realizzati. Quindi produzioni locali che guardino ad un mercato globale, mantenendo la produzione internamente nel nostro Paese, indipendentemente da dove questi prodotti verranno utilizzati.
All'interno del dibattito nel mondo del lavoro e dell'impresa è sempre più centrale il tema dell'intelligenza artificiale? Influisce giù sulla vostra attività e in che modo?
L'intelligenza artificiale è stata da anni inserita nei sistemi produttivi italiani. E' un vantaggio tecnologico che consente di avere una razionalizzazione del sistema. Questo non significa che ci sarà una sostituzione totale dell'elemento uomo. Anzi, Io credo che su sull'intelligenza artificiale si stiano dicendo anche delle cose fuori tema, perchè in fondo l'Ia è governata dall'uomo e credo che la componente di governo di questi sistemi innovativi e produttivi possa creare delle condizioni di migliore assetto delle singole produzioni anche nei comparti manifatturieri. Ma occorre avere della manodopera che sarà sempre più qualificata, quindi l'investimento che dovrà essere fatto nei prossimi anni sarà quello del l'innalzamento del grado di professionalità, capacità e conoscenze anche di coloro che entreranno nei sistemi produttivi manifatturieri, perché dovranno essere in grado di programmare questi sistemi di inserimento graduale di intelligenza artificiale. E quindi ci sarà uno spostamento del lavoro su un livello più elevato di conoscenze. (di Fabio Paluccio)

(Adnkronos) - Ricerca e sviluppo, formazione e sperimentazione. Sono gli obiettivi di Siagascot, esposti al Foro Italico, in occasione della presentazione del piano strategico 2026-2030, con cui rilancia la candidatura a centro scientifico internazionale nel campo ortopedico. Figlia della Siot- Società italiana di ortopedia e traumatologia, Siagascot nasce nel 2019 - informa una nota - e riunisce gli specialisti dedicati alla chirurgia artroscopica, alle patologie del ginocchio e dell'arto superiore, alla traumatologia dello sport e alle nuove tecnologie ortopediche.
“Il piano strategico- spiega Rocco Papalia, presidente Siagascot - rappresenta un punto di partenza fondamentale, frutto di un lavoro corale che rafforza la nostra visione di una società scientifica sempre più autorevole, inclusiva e orientata all'innovazione. È una vera evoluzione per Siagascot che diventerà una piattaforma di apprendimento che consentirà ai nostri giovani di portare negli ospedali e nelle cliniche una conoscenza d'eccellenza delle tecniche chirurgiche, promuovendo al contempo un’internazionalizzazione del nostro operato. Attraverso la ricerca, la multidisciplinarietà e la centralità del paziente, puntiamo a farci conoscere sempre di più all'estero, potenziando le iniziative con le società scientifiche internazionali e le attività di fellowship che proiettano i nostri giovani verso le nuove frontiere della chirurgia dello sport".
Da società scientifica nazionale a piattaforma italiana di riferimento internazionale, la società scientifica si pone come obbiettivo quello di diventare benchmark internazionale nel campo ortopedico. “Siagascot - chiarisce Pietro Simone Randelli, presidente Siot - è una grande società scientifica e fa parte delle società scientifiche più importanti del panorama nazionale che sono sotto l'ombrello di Siot, la società madre di ortopedia e traumatologia. Siagascot è estremamente dinamica e per Siot - aggiunge - è un partner fondamentale. Oggi i più importanti chirurghi, quelli che tutti i giorni operano calciatori, sportivi professionisti, fanno parte di Siagascot. Quindi è un motore di cui Siot non può fare a meno. È un motore pieno di iniziative ed è anche una fucina di giovani talenti”, conclude.

(Adnkronos) - La Corte d'Appello di Milano - sezione specializzata in materia d'impresa - ha stabilito che l'area a caldo dello stabilimento ex Ilva di Taranto deve essere chiusa entro 90 giorni data la presenza di amianto e le emissioni di polveri sottili superiori a limiti di legge.
Nel provvedimento a firma della giudice Marianna Galioto, in parziale riforma del decreto impugnato, si ordina a Ilva, Acciaierie d’Italia e Acciaierie d’italia holding, tutte in amministrazione straordinaria, "la sospensione dell’attività produttiva dell’area a caldo dello stabilimento Ilva di Taranto, assegnando a queste ultime il termine di giorni novanta, decorrente dall’ultima comunicazione del provvedimento, per il completamento delle operazioni di sospensione sotto la sorveglianza dell’autorità di controllo".

(Adnkronos) - Giornate intense in Federcalcio per la scelta del nuovo ct. Dopo i "no grazie" di Pep Guardiola e Carlo Ancelotti e lo stop ad Andrea Pirlo con la bufera legata al contratto del tecnico con la società di scommesse russa Fonbet, il presidente della Figc Giovanni Malagò dovrà anche affrontare un’altra questione, molto delicata: il malumore del dt Paolo Maldini e dell'advisor Leonardo per il caso Pirlo, e pronti a fare un passo indietro. Malagò da questa mattina presto negli uffici federali continua i contatti incessanti con Maldini e Leonardo e nel pomeriggio incontrerà le componenti in vista del consiglio federale di domani. Una riunione già fissata comunque da 15 giorni, ma che costituirà l'occasione per parlare di quanto avvenuto con Pirlo e delle ipotesi sul nuovo ct.
Prima del Maestro i nomi in lizza per la panchina azzurra, per il dopo Rino Gattuso, erano principalmente quelli di Roberto Mancini e Antonio Conte, nomi che non sono idee dirette della coppia Maldini-Leonardo e che non è detto potrebbero essere accettati. In alternativa tornano le ipotesi legate a Stefano Pioli, che al Milan aveva legato molto con l'attuale dt azzurro, e Raffaele Palladino, già uscito alcuni giorni fa, ma senza vere conferme ufficiali da ambienti vicini alla Federazione. Tra le altre opzioni c'è anche quella di confermare Silvio Baldini sulla panchina della nazionale maggiore dopo le vittorie nelle amichevoli contro Lussemburgo e Grecia da ct a interim. Al momento appaiono lontani nomi come quelli di Fabio Cannavaro, ct dell'Uzbekistan, Claudio Ranieri e Thiago Motta che secondo alcuni avrebbe già declinato l'ipotesi.

(Adnkronos) - Nome a sorpresa per la panchina della Nazionale? Nel caos provocato dal passo indietro di Andrea Pirlo, primo candidato, dopo il no di Guardiola, a diventare ct dell'Italia ma 'scartato' dopo la bufera legata ai suoi rapporti commerciali con Fonbet, provider russo di scommesse, arriva un'inaspettata autocandidatura, quella di Gianni Rivera.
"Pirlo on è la persona giusta", ha detto l'ex centrocampista in un'intervista a Repubblica, "per quanto riguarda i suoi rapporti con la Russia, bisogna essere molto severi. Di questi tempi, un simile legame esporrebbe l’intero movimento del calcio italiano a un rischio di reputazione. Non può essere la persona giusta per guidare la Nazionale, e mi meraviglio che qualcuno abbia pensato che potesse esserlo".
"Penso e spero che Maldini non fosse al corrente di questo suo legame con la società di scommesse di Mosca", ha continuato Rivera, che poi si autocandida per la panchina azzurra, "mi sono proposto per fare il ct, non è uno scherzo. Ho uno staff di alto livello, sarei perfettamente in grado".

(Adnkronos) - Il Policlinico di Milano conferma il proprio ruolo tra i centri di riferimento lombardi e italiani nel trattamento delle malattie delle valvole cardiache con tecniche mini-invasive. Nel primo semestre 2026, sono state eseguite oltre 100 procedure Tavi (Transcatheter Aortic Valve Implantation), e più di 30 riparazioni valvolari atrio-ventricolari con Clip, riporta una nota. Fino a pochi anni fa, per molti pazienti affetti da malattie delle valvole cardiache l'unica possibilità di cura era rappresentata da un intervento cardiochirurgico a cuore aperto. Oggi lo scenario è profondamente cambiato. Grazie al notevole sviluppo e nuove acquisizioni in cardiologia interventistica strutturale, è possibile trattare un numero crescente di patologie delle valvole cardiache con procedure mini-invasive che, nella maggior parte dei casi, evitano l'apertura del torace, riducono il trauma chirurgico e permettono un recupero più rapido. Si tratta - riferisce il policlinico - di una rivoluzione che sta cambiando la modalità di approccio clinico-metodologico a questi problemi, ma soprattutto la qualità di vita di migliaia di persone e che vede il polo milanese tra i protagonisti.
“La valvola malata viene rimpiazzata attraverso un catetere introdotto generalmente dall'arteria femorale, senza aprire il torace e, nella maggior parte dei casi, senza ricorrere all'anestesia generale profonda”, spiega Paolo Pagnotta, coordinatore del progetto di innovazione tecnologica della Cardiologia interventistica del dipartimento Cardio- Toraco-Vascolare diretto da Stefano Carugo. Tra le procedure che hanno rivoluzionato la cura delle malattie valvolari, la Tavi è utilizzata soprattutto per trattare la stenosi dell’aortica, una patologia frequente nelle persone anziane. Per il paziente - si legge nella nota - questo significa un intervento meno invasivo, un ricovero più breve e un ritorno più rapido alla vita quotidiana.
L'evoluzione delle protesi biologiche e delle tecnologie disponibili consente oggi di trattare casi sempre più complessi. “La cardiologia interventistica strutturale, inoltre - continua Pagnotta - rappresenta uno degli ambiti con maggiori e più importanti innovazioni di tutto il panorama della medicina cardiovascolare. Oggi possiamo ottenere risultati sempre più vicini a quelli della chirurgia tradizionale, ma con un impatto decisamente minore sul paziente”.
Accanto alla Tavi cresce anche il trattamento mini-invasivo dell'insufficienza della valvola mitrale e della tricuspide, mediante dispositivi chiamati ‘Clip’ o ‘Pascal’ che permettono di ripristinare il corretto funzionamento delle valvole senza ricorrere alla cardiochirurgia, ampliano le possibilità di cura per pazienti che fino a pochi anni fa avevano opzioni terapeutiche molto più limitate e ponendosi come casistica tra i centri di riferimento.
“Questo importante traguardo di procedure di Tavi e di Clip, eseguite al policlinico, rappresenta molto più di un risultato numerico - sottolinea Matteo Stocco, direttore generale del policlinico di Milano - Testimonia la crescita costante della nostra attività cardiovascolare e conferma la volontà di investire in tecnologie avanzate e in percorsi di cura sempre più efficaci e meno invasivi per i pazienti. La nostra sfida non è aumentare semplicemente il numero delle procedure, ma offrire a ogni paziente la migliore soluzione di cura per le patologie delle valvole cardiache. Ma anche una soluzione meno invasiva e più efficace possibile, per i pazienti non candidabili all’intervento cardio-chirurgico standard”.
Negli ultimi anni, il policlinico ha registrato un incremento significativo del numero di procedure - riporta la nota - grazie alla collaborazione tra cardiologi interventisti, cardiochirurghi, anestesisti, infermieri e tecnici altamente specializzati. È questo lavoro di squadra, insieme all'innovazione tecnologica e alla ricerca, che permette di offrire cure sempre più avanzate. La crescita dell'attività ha inoltre ridotto i tempi di attesa e attirato un numero crescente di pazienti inviati da altri ospedali lombardi ed extraregionali. L'apertura del nuovo policlinico consentirà un ulteriore salto di qualità grazie a nuove sale di emodinamica, sistemi di imaging di ultima generazione e strumenti sempre più evoluti, supportati anche dall'intelligenza artificiale per la pianificazione degli interventi.

(Adnkronos) - Simone Vagnozzi svela il 'vero' Jannik Sinner. L'allenatore del tennista azzurro, reduce dal trionfo di Wimbledon, il secondo consecutivo dopo aver battuto Alexander Zverev in finale, ha raccontato i segreti dell'ascesa del numero 1 del mondo, che ora si prepara per la stagione del cemento: "È un lavoratore pauroso. La sua più grande qualità è volere al fianco persone che gli dicano quello che lui non vuole sentirsi dire. Tutto parte dall'attitudine e dalla voglia di migliorarsi: devi trovare il coraggio di sbagliare, anche di fallire. Jannik ha una base di forza mentale rilevante, noi l'abbiamo solo moltiplicata", ha raccontato Vagnozzi in un'intervista al Corriere della Sera.
"Sinner ha doti innate. Non si diventa puledri se si è ronzini. Ora si nota che lui sa fare ace nei momenti importanti, ma perché questo accada ti devi sentire sicuro del tuo colpo perché ci hai lavorato ore e ore allenamento", ha spiegato Vagnozzi, che ha poi parlato del malessere accusato al Roland Garros, "non penso ci sia una sola causa, sono tante piccole cose che messe insieme possono determinare questi piccoli crolli, ma ricordiamoci che sono stati quattro negli ultimi cinque anni. Questi ragazzi non sono automi. Il caldo, la stanchezza, la tensione possono combinarsi. A Parigi c'era una temperatura proibitiva e lui era arrivato lì con un significativo stress fisico e mentale. Insomma non c'è un singolo fattore, in quel caso sarebbe più facile per noi correggerlo. Dobbiamo convivere con questi episodi, lavorando per evitarli".
Tra i segreti del successo di Sinner c'è anche il supercoach Darren Cahill: "Bisogna essere molto intelligenti e umili. Mai mostrare conflitti, mai davanti al tennista. Con Darren abbiamo trovato la giusta misura perché condividiamo la stessa visione".
Da oggi, lunedì 27 luglio, la So.ma. Ricicla srl, la società che
garantisce i ritiri degli imballaggi di plastica nel sud Sardegna,
ha sospeso l'attività, come comunicato alla Regione il 24 luglio
scorso. La società ha motivato la decisione col rallentamento dei
ritiri del materiale già pressato e stoccato in attesa di essere
conferito agli impianti di recupero e riciclo individuati dal
circuito Corepla.
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È cominciata stamane a Cagliari la demolizione dello storico
mercato di via San Benedetto. Il primo colpo di benna si è
abbattuto sull'ingresso principale di via Cocco Ortu. Andranno giù,
insieme alle pareti laterali della stessa via Cocco Ortu e di via
Tiziano anche tutte le strutture interne. Dopo il completamento
dello "sventramento" dell'edificio, partirà la ricostruzione: il
mercato sarà restituito agli operatori, per il momento ospiti della
stessa temporanea di piazza Nazzari, nel 2027.
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Arriverà giovedì prossimo, 30 luglio, nell'aula del consiglio
comunale la proposta di affidamento della concessione per la
realizzazione e la gestione del nuovo stadio di Cagliari da oltre
30 mila posti, che sarà intitolato a 'Gigi Riva'. La delibera di
Giunta che la contiene è l'unico punto all'ordine del giorno della
seduta convocata per le 17 a Palazzo Bacaredda dal presidente Marco
Benucci. I tempi sono stretti: l'assemblea civica dovrà
pronunciarsi, tra l'altro, sul "pubblico interesse" del progetto
del Cagliari Calcio, per il quale sono previsti finanziamenti
pubblici.
(Adnkronos) - Un caso di encefalite da West Nile West Nile è stato registrato la scorsa settimana a Napoli in un paziente di di 76 anni di Marano, nell’area Nord della città. Sulla vicenda, riportata dalla stampa, torna Gianni Rezza, docente straordinario di Igiene all'università Vita-Salute San Raffaele di Milano che denuncia, ancora una volta, il blocco del sistema di sorveglianza nazionale, una situazione che impedisce di avere dati precisi.
"Manca un quadro aggiornato e dettagliato dell'andamento e della distribuzione dei casi, probabilmente a causa dei ben noti problemi di privacy che fanno seguito alla mancanza dei decreti attuativi del Premal, la nuova piattaforma digitale del ministero della Salute per la sorveglianza", evidenzia l'epidemiologo che spera che i problemi "vengano al più presto risolti per permettere a tutti gli operatori e ai cittadini di avere informazioni precise sulla situazione epidemiologica".
"Mentre ancora si rincorrono i fantasmi del 2020, le sorveglianze a livello nazionale sono bloccate. Possiamo informarci solo sui giornali, ahimè, e sui siti Cns dell'Iss e Ecdc. Preparedness anno zero!", scrive Rezza su Facebook. Il caso di encefalite a Napoli è stato diagnosticato al pronto soccorso del Cto, azienda dei Colli. Successivamente il paziente è stato trasferito all’ospedale Cotugno, specializzato in malattie infettive.

(Adnkronos) - Meghan Markle è stata felicissima quando suo marito, il principe Harry, l'ha sorpresa con una telefonata durante la sua partecipazione a Masterchef Australia. La Duchessa di Sussex ha fatto il suo debutto televisivo in Australia, partecipando come giudice ospite all'edizione australiana del popolare concorso di cucina. La puntata è stata girata ad aprile, durante un tour di quattro giorni di Meghan e Harry nel Paese ma è stata trasmessa ieri sera. Meghan è stata presentata ai concorrenti come la "giudice ospite misteriosa" che avrebbe sostituito Andy Allen durante il suo congedo di paternità.
Gli aspiranti chef sono apparsi visibilmente sorpresi quando Meghan è entrata nella cucina di MasterChef e uno di loro ha commentato: "Chi avrebbe mai pensato che, venendo qui per preparare un panino, si potesse incontrare la Duchessa di Sussex?". La valutazione dei piatti, tuttavia, è stata interrotta dalla telefonata inattesa in studio da parte del Principe Harry. "Ciao amore mio!", ha detto Meghan al telefono, dicendo alla troupe: "Mio marito è qui". Si sente poi il Harry dire: "Ho interrotto qualcosa di importante?".
"Siamo proprio nel mezzo degli assaggi", ha risposto Meghan, inquadrando i piatti preparati dai concorrenti e mostrando con entusiasmo le sue portate preferite. "È tutto fantastico. Sono davvero bravissimi". Meghan si è presa il tempo di presentare i "quattro incredibili cuochi" e i loro piatti "fantastici", menzionando in particolare uno dei loro sambal fatti in casa prima di scherzare: "Penso che potrebbe essere troppo troppo piccante per te". Il principe Harry si è complimentato con la troupe del programma per l'allestimento del set, spingendo la giudice Poh Ling Yeow a rispondere: "Abbiamo reso il posto più elegante per la tua bellissima moglie".
"Mi dispiace molto disturbarti, goditi il momento", ha detto Harry al termine della telefonata da Canberra, dove aveva appena deposto una corona di fiori all'Australian War Memorial. Meghan ha affettuosamente definito il marito "un incantatore" e ha parlato della differenza tra i suoi gusti in fatto di cibo e quelli di suo marito. Cucinare a casa significa per lei "dover accontentare molti gusti diversi", ha detto, notando che a Harry piacciono molto "carne, patate e salsa alla panna", mentre lei preferisce "pesce, carne alla griglia e tanti agrumi". Meghan si è tuttavia detta lieta di rivelare che i loro figli – Archie, di sette anni, e Lilibet, di cinque – sono in realtà degli appassionati di cavoletti di Bruxelles.

(Adnkronos) - Un caso di encefalite da West Nile West Nile è stato registrato la scorsa settimana a Napoli in un paziente di di 76 anni di Marano, nell’area Nord della città. Sulla vicenda, riportata dalla stampa, torna Gianni Rezza, docente straordinario di Igiene all'università Vita-Salute San Raffaele di Milano che denuncia, ancora una volta, il blocco del sistema di sorveglianza nazionale, una situazione che impedisce di avere dati precisi.
"Manca un quadro aggiornato e dettagliato dell'andamento e della distribuzione dei casi, probabilmente a causa dei ben noti problemi di privacy che fanno seguito alla mancanza dei decreti attuativi del Premal, la nuova piattaforma digitale del ministero della Salute per la sorveglianza", evidenzia l'epidemiologo che spera che i problemi "vengano al più presto risolti per permettere a tutti gli operatori e ai cittadini di avere informazioni precise sulla situazione epidemiologica".
"Mentre ancora si rincorrono i fantasmi del 2020, le sorveglianze a livello nazionale sono bloccate. Possiamo informarci solo sui giornali, ahimè, e sui siti Cns dell'Iss e Ecdc. Preparedness anno zero!", scrive Rezza su Facebook. Il caso di encefalite a Napoli è stato diagnosticato al pronto soccorso del Cto, azienda dei Colli. Successivamente il paziente è stato trasferito all’ospedale Cotugno, specializzato in malattie infettive.
A fare chiarezza ci ha pensato l’Azienda Ospedaliera dei Colli che in una nota ha spiegato: "In riferimento alle notizie di stampa su un caso di infezione da virus West Nile ricoverato presso l’Ospedale Cotugno precisa che non sussiste alcun motivo di allarme. Gli accertamenti clinici eseguiti hanno infatti escluso il coinvolgimento diretto del sistema nervoso centrale, allo stato, non vi sono elementi che giustifichino preoccupazioni ulteriori rispetto al quadro clinico del paziente. L’Azienda invita pertanto a evitare interpretazioni allarmistiche".

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