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(Adnkronos) - Un 17enne è stato arrestato perché ritenuto gravemente indiziato dei delitti di Propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa, oltre che di Detenzione di materiale con finalità di terrorismo. Nelle prime ore di oggi, nelle regioni Abruzzo, Emilia Romagna, Umbria e Toscana, il Raggruppamento operativo speciale dei Carabinieri ha dato esecuzione a un'ordinanza di custodia cautelare con successivo trasferimento presso un Istituto penale minorile a carico del minore pescarese domiciliato nella provincia di Perugia. .
Le indagini hanno permesso di contestare al giovane il reperimento e la diffusione di manuali contenenti istruzioni dettagliate per la fabbricazione di congegni bellici e armi da fuoco. Tra il materiale sequestrato figurano documenti contenenti indicazioni tecniche su sostanze chimiche e batteriologiche pericolose, nonché vademecum dedicati al sabotaggio di servizi pubblici essenziali, il tutto inserito in una chiara cornice di finalità terroristica. Nello specifico, sono state rinvenute informazioni sul reperimento di armi, sulla loro fabbricazione con tecnologia 3D e sulla preparazione del Tatp (perossido di acetone), sostanza nota per l’estrema facilità di sintesi e già impiegata nelle stragi di Bruxelles e Parigi, soprannominata la 'madre di Satana'.
Le indagini hanno altresì documentato i contatti tra il minore e il vertice del gruppo Telegram denominato 'Werwolf Division', incentrato su contenuti e narrazioni legati alla supposta superiorità della razza ariana, nonché sulla costante glorificazione di mass shooters quali Brenton Tarrant, autore degli attentati alle moschee di Christchurch avvenuti il 15 marzo 2019, e Anders Behring Breivik, autore degli attentati avvenuti a Oslo e Utoya il 22 novembre 2011, elevati a 'santi' per incentivare l’emulazione. È emerso inoltre l’esplicito intento di compiere una strage scolastica ispirata alla Columbine High School (20 aprile 1999), seguita dal proprio suicidio.
Sono state effettuate inoltre sette perquisizioni locali, personali e informatiche nei confronti di altrettanti minorenni nelle provincie di Teramo, Perugia, Pescara, Bologna e Arezzo. Gli stessi sono indagati in quanto ritenuti autori di condotte inquadrabili ex art. 604 bis c.p. Tutti i minori appaiono inseriti in un ecosistema virtuale transnazionale, composto da gruppi e canali social di matrice neonazista, accelerazionista e suprematista e particolarmente sensibili alla carica istigatoria del materiale ideologico condiviso e alla fascinazione per la violenza e l’estremismo.

(Adnkronos) - Manuali per costruire armi e la volontà di compiere una strage a scuola. Un 17enne è stato arrestato a Perugia perché ritenuto gravemente indiziato dei delitti di Propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa, oltre che di Detenzione di materiale con finalità di terrorismo. Nelle prime ore di oggi - nell'ambito di un'operazione tra Abruzzo, Emilia Romagna, Umbria e Toscana - il Raggruppamento operativo speciale dei Carabinieri ha arrestato il ragazzo, originario di Pescara, trasferito in un carcere minorile.
Le indagini hanno permesso di contestare al giovane il reperimento e la diffusione di manuali contenenti istruzioni dettagliate per la fabbricazione di armi. Tra il materiale sequestrato, spiccano documenti contenenti indicazioni tecniche su sostanze chimiche e batteriologiche pericolose, oltre a 'manulai' dedicati al sabotaggio di servizi pubblici essenziali: tutto, secondo gli investigatori, va inserito in una chiara cornice di finalità terroristica. Nelle perquisizioni sono state rinvenute informazioni sul reperimento di armi, sulla loro fabbricazione con tecnologia 3D e sulla preparazione del Tatp (perossido di acetone), sostanza soprannominata la 'madre di Satana', nota per l’estrema facilità di sintesi e già impiegata nelle stragi di Bruxelles e Parigi, soprannominata la 'madre di Satana'.
Le indagini hanno documentato i contatti tra il minore e il vertice del gruppo Telegram denominato 'Werwolf Division', che diffonde contenuti e narrazioni legati alla supposta superiorità della razza ariana. Nel gruppo, vengono esaltate le figure di autori di stragi di massa: vengono menzionati Brenton Tarrant, autore degli attentati alle moschee di Christchurch avvenuti il 15 marzo 2019, e Anders Behring Breivik, autore degli attentati avvenuti a Oslo e Utoya il 22 novembre 2011. Dall'analisi delle conversazioni è emerso inoltre l’esplicito intento di compiere una strage scolastica ispirata alla Columbine High School (20 aprile 1999), seguita dal proprio suicidio.
Le indagini hanno portato a sette perquisizioni locali, personali e informatiche nei confronti di altrettanti minorenni nelle province di Teramo, Perugia, Pescara, Bologna e Arezzo. I ragazzi sono indagati in relazione all'articolo 604 del codice penale che fa riferimento a propaganda, istigazione e violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi.

(Adnkronos) - Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump afferma che gli attacchi contro i vertici della Repubblica islamica equivalgono di fatto a un cambio di regime, ribadendo una tesi che aveva espresso per la prima volta al momento dell’annuncio dei colloqui per porre fine alla guerra con l’Iran. E che un accordo per porre fine al conflitto potrebbe arrivare “presto”.
Il tycoon sostiene inoltre che l'Iran abbia acconsentito a far transitare altre 20 petroliere attraverso lo Stretto di Hormuz come “segno di rispetto” e ulteriore dimostrazione della sua disponibilità a negoziare un accordo.
Il regime della Repubblica islamica nel suo complesso non è, di fatto, caduto, ma Trump sta apparentemente cercando di presentare la decapitazione della Guida suprema Ali Khamenei e di decine di altri alti funzionari come equivalente al crollo del vecchio governo si legge sul Times of Israel.
"Il primo regime è stato decimato, distrutto, sono tutti morti. Il regime successivo è quasi morto, e il terzo regime... abbiamo a che fare con persone diverse da quelle con cui chiunque abbia avuto a che fare prima... e, francamente, si sono dimostrate molto ragionevoli", ha dichiarato Trump ai giornalisti a bordo dell’Air Force One.
Alla domanda su una potenziale operazione di terra contro l’Iran, Trump è rimasto vago e ha insistito sul fatto che la guerra sia in anticipo di "alcune settimane" rispetto al programma, anche se giovedì la Casa Bianca ha ribadito la propria tempistica di quattro-sei settimane per concludere una guerra che sabato ha superato la soglia delle quattro settimane. Alla domanda sulle voci secondo cui l’Iran avrebbe imposto un pedaggio alle navi che attraversano lo Stretto di Hormuz, Trump ha risposto: "Devo verificare se è vero". "Potremmo chiudere lo Stretto di Hormuz in due minuti", ha aggiunto.
Al Financial Times Trump ha inoltre affermato di poter "impadronirsi del petrolio iraniano" e potenzialmente conquistare l'isola di Kharg, uno dei principali centri di approvvigionamento di carburante dell'Iran. "A essere sincero, la cosa che preferisco è estrarre petrolio dall'Iran, ma alcune persone stupide negli Stati Uniti mi chiedono: 'Perché lo fai?' Ma sono persone stupide", ha detto il presidente degli Stati Uniti, suggerendo che potrebbe conquistarel'isola di Kharg. "Forse conquisteremo l'isola di Kharg, forse no. Abbiamo molte opzioni", ha detto Trump al Financial Times. "Significherebbe anche che dovremmo rimanere lì per un po' di tempo".
Interrogato sulla difesa iraniana dell'isola, Trump ha risposto: "Non credo che abbiano alcuna difesa. Potremmo conquistarla molto facilmente." Le dichiarazioni del presidente giungono mentre altri 3.500 soldati statunitensi sono arrivati in Medio Oriente, alimentando i timori che un'ulteriore escalation possa esporre le forze americane ad attacchi iraniani. Trump ha aggiunto che i colloqui indiretti tra Stati Uniti e Iran tramite "emissari" pakistani stanno procedendo bene, ma si è rifiutato di commentare la possibilità di raggiungere presto un accordo per il cessate il fuoco.

(Adnkronos) - Terremoto oggi lunedì 30 marzo in Calabria. La scossa, di magnitudo 3.1, si è verificata a 4 chilometria Nord-est di San Roberto in provincia di Reggio Calabria. E' stata registrata alle 5.58 di questa mattina, a 16 chilometri di profondità. L'altro comune più vicino alla scossa è Scilla (6 chilometri).

(Adnkronos) - "Ho dato istruzioni alle autorità competenti affinché al Cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca Latino, sia concesso pieno e immediato accesso alla Chiesa del Santo Sepolcro a Gerusalemme". Il premier israeliano Benjamin Netanyahu, con un post su X, si esprime dopo il caso che ha caratterizzato la Domenica delle Palme. Al cardinale Pierbattista Pizzaballa, capo della Chiesa cattolica in Terra Santa, è stato vietato l'accesso nella Chiesa del Santo Sepolcro a Gerusalemme.
"Negli ultimi giorni, l'Iran ha ripetutamente preso di mira i luoghi sacri di tutte e tre le religioni monoteiste di Gerusalemme con missili balistici. In un attacco, frammenti di missile sono caduti a pochi metri dalla Chiesa del Santo Sepolcro. Per proteggere i fedeli, Israele ha chiesto ai membri di tutte le fedi di astenersi temporaneamente dal pregare nei luoghi sacri cristiani, musulmani ed ebraici della Città Vecchia di Gerusalemme", afferma Netanyahu nel messaggio. "Oggi, per particolare preoccupazione per la sua sicurezza, al Cardinale Pizzaballa è stato chiesto di astenersi dal celebrare la messa nella Chiesa del Santo Sepolcro", aggiunge il primo ministro. "Pur comprendendo questa preoccupazione, non appena ho appreso dell'incidente con il cardinale Pizzaballa, ho dato istruzioni alle autorità affinché il Patriarca potesse celebrare le funzioni religiose come desidera", conclude il premier.
Nel corso della giornata, si è espresso anche il presidente israeliano, Isaac Herzog, che annunciato di aver avuto un colloquio telefonico con il cardinal Pizzaballa e di avergli espresso il suo "profondo rammarico per lo sfortunato incidente" verificatosi questa mattina nella Città Vecchia di Gerusalemme.
"Ho chiarito che l'incidente è stato causato da timori di sicurezza dovute alla continua minaccia di attacchi missilistici da parte del regime terroristico iraniano contro la popolazione civile in Israele, a seguito di precedenti incidenti che hanno visto nei giorni scorsi missili iraniani cadere nella zona della Città Vecchia di Gerusalemme", ha aggiunto Herzog, sottolineando di aver ribadito a Pizzaballa "l'impegno incrollabile dello Stato di Israele a favore della libertà di religione per tutte le fedi e del mantenimento dello status quo nei luoghi santi di Gerusalemme".
(Adnkronos) - Il recente referendum costituzionale sulla Giustizia potrebbe passare alla storia non tanto per il suo esito politico, quanto per un cambiamento molto più profondo: l’ingresso definitivo dell’intelligenza artificiale nel processo di costruzione della nomea collettiva, ovvero della percezione condivisa che orienta le decisioni delle persone. Secondo Gianluca Lo Stimolo, Ceo di Stand Out, autore di Nomea – Il codice della fama e massimo esperto italiano di personal branding, “non è corretto dire che l’intelligenza artificiale abbia deciso il risultato del referendum, ma è ormai evidente che abbia profondamente cambiato il modo in cui si costruisce la nomea di un tema pubblico. E oggi, chi controlla la nomea, orienta il risultato”. I dati confermano il cambio di paradigma: nel 2025 quasi il 47,2% dei giovani italiani tra i 16 e i 24 anni ha utilizzato strumenti di AI generativa, contro il 19,9% della popolazione totale. Ed è proprio tra i più giovani che si è registrata una delle partecipazioni più elevate al voto, con un’affluenza del 67% tra i 18 e i 28 anni e una netta prevalenza del No. “Le generazioni che hanno inciso maggiormente sul risultato — prosegue Lo Stimolo — sono le stesse che vivono già dentro un ecosistema in cui la nomea non si costruisce più solo attraverso media e relazioni umane, ma viene mediata e sintetizzata dall’intelligenza artificiale. Questo cambia radicalmente il concetto stesso di opinione pubblica”. Per una quota crescente di elettori, soprattutto under 30, l’intelligenza artificiale ha rappresentato uno strumento concreto di orientamento. Si stima infatti che tra il 20% e il 35% dei giovani abbia utilizzato chatbot e sistemi di AI almeno una volta per informarsi sul referendum.
Giandomenico Santamaria, esperto di AI e presidente AI Manager, sottolinea: “Per la prima volta nella storia recente, il primo gesto davanti a un tema complesso non è stato cercare una fonte, ma chiedere a un’intelligenza artificiale di restituire una sintesi. Questo significa che la nomea di un argomento viene sempre più costruita a monte, nel modo in cui l’AI seleziona e organizza le informazioni”. In un contesto caratterizzato da contenuti altamente tecnici — come separazione delle carriere, doppio Csm o Alta Corte disciplinare — l’AI ha svolto il ruolo di semplificatore, rendendo accessibili temi complessi e contribuendo a formare una percezione diffusa, immediata e condivisa. Non è un caso che una fetta così consistente di giovani — i principali utilizzatori dell'IA — abbia partecipato attivamente a questo referendum. Media, attivisti e campagne politiche hanno integrato attivamente l’AI nelle proprie strategie, utilizzandola per generare contenuti, costruire narrazioni e persino creare volti virtuali della comunicazione. “Stiamo assistendo a un passaggio epocale — afferma Santamaria —: dal passaparola umano al passaparola algoritmico. Ma soprattutto, stiamo passando da una nomea costruita nel tempo a una nomea costruita in tempo reale, da sistemi che sintetizzano ciò che è più visibile e più ripetuto”.
L’intelligenza artificiale non fornisce indicazioni di voto esplicite, ma incide in modo decisivo su ciò che viene percepito come rilevante. "L’AI non ti dice cosa votare — sottolinea Lo Stimolo — ma costruisce il perimetro mentale entro cui tu prendi quella decisione. In altre parole, costruisce la nomea del Sì e del No, e quindi rende una scelta più ‘ragionevole’ dell’altra agli occhi dell’elettore”. Ogni interazione con un sistema di AI ha un impatto minimo, ma milioni di interazioni generano una massa di micro-influenze che consolidano una percezione dominante. È in questo meccanismo che si inserisce la tesi destinata a far discutere: il vero vincitore del referendum è l’intelligenza artificiale. “Se oggi parliamo di Seo per i motori di ricerca — avverte Santamaria — domani dovremo parlare di ottimizzazione delle risposte delle AI. Chi riuscirà a posizionare meglio contenuti, fonti e narrative all’interno degli ecosistemi informativi utilizzati dai modelli, avrà un vantaggio enorme nella costruzione della nomea”. Un concetto che Lo Stimolo rafforza ulteriormente: “Il vero tema non è più solo influenzare le persone, ma influenzare ciò che le AI leggono, apprendono e restituiscono. Perché se influenzi l’AI, influenzi la nomea. E se influenzi la nomea, influenzi il consenso”. “Il punto — conclude Lo Stimolo — non è fermare l’AI, ma comprenderne il ruolo nella costruzione della nomea. Perché il futuro della democrazia non dipenderà solo da cosa è vero, ma da ciò che viene percepito come vero. E sempre più spesso, quella percezione passerà dalle intelligenze artificiali”.

(Adnkronos) - Dal rapporto complicato con il padre, Vittorio Sgarbi, al desiderio di amore. Evelina Sgarbi si racconta nel suo libro autobiografico intitolato 'Nata Sgarbi', da martedì in tutte le librerie. Ospite oggi a Verissimo, Evelina ha raccontato alcuni particolari della sua vita.
Una copia del libro è finita anche tra le mani del critico d'arte con una dedica speciale 'A mio papà...': "Spero che lo legga, sono convinta che in un altro momento della sua vita sarebbe stato fiero di me", ha detto facendo riferimento allo scontro legale che da mesi divide padre e figlia.
Nel libro, racconta la storia dei genitori Vittorio Sgarbi e la madre Barbara Hary. Evelina non è stata una figlia cercata: "Lui però era molto contento di avermi". Il cognome importante, racconta, è sempre stato un vantaggio e uno svantaggio: "Ho sempre subito dei torti, c'era astio da parte di certi professori una volta che sapevano che ero figlia di".
Il rapporto complicato con il padre le ha causato ripercussioni sulla sua vita sentimentale: "Ho delle insicurezze in più. Sto cercando di lavorarci. Mi piacerebbe stare con qualcuno". Poi l'appello a Silvia Toffanin: "Se tu lo conosci... mi piacerebbe tanto incontrare Achille Lauro. È il mio tipo ideale", ha detto con la voce rotta dall'imbarazzo.
Evelina Sgarbi ha parlato di un periodo molto sofferente della sua vita causato da attacchi d'ansia e da un disturbo legato al comportamento alimentare: "Durante l'adolescenza ho deciso di mettermi a dieta, ho tagliato tutto. Avevo lo stomaco chiuso, non riuscivo più a mangiare. È cominciato tutto così. Con il cibo ho sempre avito un rapporto altalenante". Con la quarantena da Covid-19, le cose però sono cambiate: "Ho imparato ad assestarmi, adesso ho più consapevolezza della dieta che faccio."

(Adnkronos) - Selvaggia Lucarelli e Lorenzo Biagiarelli hanno rimandato il loro matrimonio. Le nozze, inizialmente previste per la primavera 2026 in Puglia, in Salento, slittano al 2027.
Ospite oggi a Verissimo, l'opinionista ha chiarito: "Non mi sposerò quest'anno. Non siamo riusciti ad organizzare il matrimonio e quindi rimandiamo alla primavera del 2027". Poi, con ironia ha aggiunto: "Si sposano tutti quest'anno, io non voglio mescolarmi. Io voglio il mio matrimonio, le luci su di me... sono una mitomane".
La giornalista ha poi lanciato un appello a Sal Da Vinci che lo vorrebbe come cantante al suo matrimonio, così come lo vorrebbe Ilary Blasi. Ospite nelle scorse settimane nel salotto di Silvia Toffanin, la conduttrice del Grande Fratello Vip - che presto sposerà Bastian Muller - aveva spiegato: "Sal doveva cantare al compleanno di mia figlia Chanel, non è potuto venire. Mi auguro che venga allora al mio matrimonio". Lucarelli in studio ha scherzato: "Sal deve scegliere a quale matrimonio presenziare, vedremo come andrà".

(Adnkronos) - "Le sue accuse sono infondate". Così Serena Grandi ospite oggi a Domenica In si è espressa sui rapporti con Corinne Clery, complice una vicenda legale che coinvolge il figlio dell'attrice francese per questioni economiche. Grandi ha chiarito la sua posizione, spiegando di essere stata indicata come testimone dal figlio di Clery: "Io con Corinne non ho parlato, è impossibile parlare con lei. Fammi una telefonata, io sono aperta - l'appello -. Sono sola, staremmo benissimo insieme, viviamo anche vicine".
La polemica era nata dopo le dichiarazioni di Clery, sempre a Domenica In: "Serena Grandi? Cosa deve testimoniare se nemmeno lo conosce mio figlio?".
A replicare oggi in studio anche il figlio di Serena Grandi, Edoardo, che ha chiarito: "Io capisco che Corinne stia vivendo una grande difficoltà, mi dispiace che non sia in grado che Serena sarà sempre dalla sua parte. Se lei sarà chiamata a testimoniare è perché il figlio l'ha inserita nella querela, e lei è obbligata ad andare".
Poi l'invito di Mara Venier per risolvere la questione: "Andiamo a prenderci un caffè tutte e tre insieme, mi dispiace, ci conosciamo da anni. Risolviamo questo problema". "È da stupide", ha sottolineato Venier. "Se lei non lo farà, lo faccio io, promesso", ha replicato Serena Grandi.
Serena Grandi, inoltre, ha tracciato un bilancio della sua vita privata e professionale: "Ho fatto molti errori e li sto pagando anche adesso", ha detto.
Grandi ha ammesso di aver commesso errori, sia sentimentali che economici: "Ho fatto tanti errori, tra uomini sbagliati e un marito che avrei dovuto tenermi. Ho speso soldi inutilmente con mani bucate". Oggi vive da sola in campagna e conduce una vita diversa di cui si è detta soddisfatta: "Ora c'è la malinconia perché vivo da sola in campagna. Ora voglio stare da sola e cenare alle quattro del pomeriggio".

(Adnkronos) - "Aver cominciato a parlare di primarie un secondo dopo il risultato del referendum è da pazzi". Massimo Cacciari bacchetta Elly Schlein e Giuseppe Conte, accendendo i riflettori sui "nodi irrisolti" nel centrosinistra dopo la vittoria del no al referendum sulla riforma della giustizia. "Se la riforma della giustizia interessava nel merito all'1% degli italiani, le primarie del centrosinistra interessano allo 0,01% degli italiani. Le primarie del centrosinistra interessano un piffero di niente a nessuno. Interesserebbe il programma, ma non basta dire 'faremo il programma'", dice il filosofo e politologo a Accordi e Disaccordi sul Nove.
"In ogni elezione, il centrosinistra viene fuori con 'faremo il programma' o 'dobbiamo presentare il progetto'. Ci sono diversi nodi, che hanno nome e cognome, da risolvere. Su questi temi non c'è nessuna unità. Non si è formata nessuna unità, di cosa parla la Schlein? Questioni fiscali e tributarie, dov'è l'unità? Per salvare il welfare bisogna fare una politica fiscale aggressiva sui profitti, sulle banche, sui redditi più alti. Dove li trovate i soldi? Sotto il cavolo?", aggiunge. "C'è una questione di politica fiscale e economica non è stata risolta, perché per metà del centrosinistra è tabù parlare di tasse. E poi c'è una colossale questione legata al politica estera. Cosa volete recuperare i giovani se un giorno state con la von der Leyen e l'altro state con i palestinesi?", afferma evidenziando le contraddizioni.

Se hai scelto di non accettare i cookie di profilazione e tracciamento, puoi aderire all’abbonamento "Consentless" a un costo molto accessibile, oppure scegliere un altro abbonamento per accedere ad ANSA.it.
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(Adnkronos) - Nella mattinata di oggi, domenica 29 marzo, la polizia di Israele ha impedito al patriarca latino di Gerusalemme, il cardinale Pierbattista Pizzaballa, capo della Chiesa cattolica in Terra Santa, l’ingresso nella Chiesa del Santo Sepolcro a Gerusalemme, mentre insieme al Custode della Terra Santa, fra Francesco Ielpo, si facevano strada per celebrare la Messa della Domenica delle Palme. Lo fa sapere il patriarcato di Gerusalemme. "Entrambi sono stati fermati lungo il tragitto mentre viaggiavano a titolo privato e sono stati costretti a tornare indietro", si legge in una dichiarazione congiunta del Patriarcato latino di Gerusalemme e della Custodia di Terra Santa.
"Di conseguenza, e per la prima volta da secoli, ai leader della Chiesa è stato impedito di celebrare la Messa della Domenica delle Palme nella Chiesa del Santo Sepolcro", aggiunge la dichiarazione, mentre Israele ha chiuso tutti i luoghi sacri nella Città Vecchia di Gerusalemme Est, adducendo motivi di sicurezza.
“Questo incidente è un grave precedente e ignora la sensibilità di miliardi di persone in tutto il mondo che, durante questa settimana, guardano a Gerusalemme”, denuncia il patriarcato di Gerusalemme in una nota.
“Impedire l'ingresso del Cardinale e dei Custode che portano la più alta responsabilità ecclesiastica per la Chiesa cattolica e i Luoghi Santi, costituisce una misura manifestamente irragionevole e grossolanamente sproporzionata. Questa decisione affrettata e fondamentalmente errata, contaminata da considerazioni improprie, rappresenta un estremo allontanamento dai principi di base della ragionevolezza, della libertà di culto e del rispetto per lo Status Quo”, denuncia il patriarcato.
“I capi delle Chiese hanno agito con piena responsabilità e, fin dall'inizio della guerra, hanno rispettato tutte le restrizioni imposte: i raduni pubblici sono stati cancellati, la partecipazione è stata vietata e sono stati presi accordi per trasmettere le celebrazioni a centinaia di milioni di fedeli in tutto il mondo, che, durante questi giorni di Pasqua, rivolgono gli occhi a Gerusalemme e alla Chiesa del Santo Sepolcro.Il Patriarcato latino di Gerusalemme e la Custodia della Terra Santa esprimono il loro profondo dolore ai fedeli cristiani in Terra Santa e in tutto il mondo che la preghiera in uno dei giorni più sacri del calendario cristiano è stata così impedita”, conclude la nota.
Durissima la reazione del governo italiano. È "inaccettabile" che Israele abbia impedito al patriarca latino Pierbattita Pizzaballa e al custode di Terrasanta Francesco Ielpo "di entrare nella Chiesa del Santo Sepolcro a Gerusalemme", afferma via social il ministro degli Esteri Antonio Tajani. "Voglio esprimere - continua - la mia più sentita solidarietà al Patriarca di Gerusalemme, cardinale Pierbattista Pizzaballa, capo della Chiesa Cattolica in Terra Santa, e al Custode di Terra Santa, padre Francesco Ielpo, Custode ufficiale della Chiesa del Santo Sepolcro".
"Per la prima volta - aggiunge Tajani - ai vertici della Chiesa la polizia israeliana ha negato la possibilità di celebrare la Messa delle Palme in uno dei luoghi più sacri per milioni di fedeli nel mondo. Ho dato immediate istruzioni al nostro Ambasciatore in Israele di esprimere alle autorità di Tel Aviv il nostro sdegno e confermare la posizione italiana a tutela, sempre ed in ogni circostanza, della libertà di religione".

(Adnkronos) - Nella mattinata di oggi, domenica 29 marzo, la polizia di Israele ha impedito al patriarca latino di Gerusalemme, il cardinale Pierbattista Pizzaballa, capo della Chiesa cattolica in Terra Santa, l’ingresso nella Chiesa del Santo Sepolcro a Gerusalemme, mentre insieme al Custode della Terra Santa, fra Francesco Ielpo, si facevano strada per celebrare la Messa della Domenica delle Palme. Lo fa sapere il patriarcato di Gerusalemme. "Entrambi sono stati fermati lungo il tragitto mentre viaggiavano a titolo privato e sono stati costretti a tornare indietro", si legge in una dichiarazione congiunta del Patriarcato latino di Gerusalemme e della Custodia di Terra Santa.
"Di conseguenza, e per la prima volta da secoli, ai leader della Chiesa è stato impedito di celebrare la Messa della Domenica delle Palme nella Chiesa del Santo Sepolcro", aggiunge la dichiarazione, mentre Israele ha chiuso tutti i luoghi sacri nella Città Vecchia di Gerusalemme Est, adducendo motivi di sicurezza.
“Questo incidente è un grave precedente e ignora la sensibilità di miliardi di persone in tutto il mondo che, durante questa settimana, guardano a Gerusalemme”, denuncia il patriarcato di Gerusalemme in una nota.
“Impedire l'ingresso del Cardinale e dei Custode che portano la più alta responsabilità ecclesiastica per la Chiesa cattolica e i Luoghi Santi, costituisce una misura manifestamente irragionevole e grossolanamente sproporzionata. Questa decisione affrettata e fondamentalmente errata, contaminata da considerazioni improprie, rappresenta un estremo allontanamento dai principi di base della ragionevolezza, della libertà di culto e del rispetto per lo Status Quo”, denuncia il patriarcato.
“I capi delle Chiese hanno agito con piena responsabilità e, fin dall'inizio della guerra, hanno rispettato tutte le restrizioni imposte: i raduni pubblici sono stati cancellati, la partecipazione è stata vietata e sono stati presi accordi per trasmettere le celebrazioni a centinaia di milioni di fedeli in tutto il mondo, che, durante questi giorni di Pasqua, rivolgono gli occhi a Gerusalemme e alla Chiesa del Santo Sepolcro.Il Patriarcato latino di Gerusalemme e la Custodia della Terra Santa esprimono il loro profondo dolore ai fedeli cristiani in Terra Santa e in tutto il mondo che la preghiera in uno dei giorni più sacri del calendario cristiano è stata così impedita”, conclude la nota.
Durissima la reazione del governo italiano. "Il Governo italiano - dichiara la presidente del Consiglio Giorgia Meloni -esprime vicinanza al Cardinale Pizzaballa, a Padre Ielpo e ai religiosi ai quali le autorità israeliane hanno impedito oggi di celebrare la Messa della Domenica delle Palme nel Santo Sepolcro. Il Santo Sepolcro di Gerusalemme è luogo sacro della cristianità, e in quanto tale da preservare e tutelare per la celebrazione dei riti sacri. Impedirne l’ingresso al Patriarca di Gerusalemme e al Custode di Terra Santa, peraltro in una solennità centrale per la fede qual è la Domenica delle Palme, costituisce un’offesa non solo per i credenti, ma per ogni comunità che riconosca la libertà religiosa".
Un gesto "inaccettabile" anche per il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani che via social annuncia di aver "dato indicazione di convocare domani al ministero degli Esteri l’ambasciatore di Israele per avere chiarimenti". E conferma la sua "più sentita solidarietà al Patriarca di Gerusalemme, cardinale Pierbattista Pizzaballa, capo della Chiesa Cattolica in Terra Santa, e al Custode di Terra Santa, padre Francesco Ielpo, Custode ufficiale della Chiesa del Santo Sepolcro".
"Per la prima volta - aggiunge Tajani - ai vertici della Chiesa la polizia israeliana ha negato la possibilità di celebrare la Messa delle Palme in uno dei luoghi più sacri per milioni di fedeli nel mondo. Ho dato immediate istruzioni al nostro Ambasciatore in Israele di esprimere alle autorità di Tel Aviv il nostro sdegno e confermare la posizione italiana a tutela, sempre ed in ogni circostanza, della libertà di religione".

(Adnkronos) - Nella mattinata di oggi, domenica 29 marzo, la polizia di Israele ha impedito al patriarca latino di Gerusalemme, il cardinale Pierbattista Pizzaballa, capo della Chiesa cattolica in Terra Santa, l’ingresso nella Chiesa del Santo Sepolcro a Gerusalemme, mentre insieme al Custode della Terra Santa, fra Francesco Ielpo, si facevano strada per celebrare la Messa della Domenica delle Palme. Lo fa sapere il patriarcato di Gerusalemme. "Entrambi sono stati fermati lungo il tragitto mentre viaggiavano a titolo privato e sono stati costretti a tornare indietro", si legge in una dichiarazione congiunta del Patriarcato latino di Gerusalemme e della Custodia di Terra Santa.
"Di conseguenza, e per la prima volta da secoli, ai leader della Chiesa è stato impedito di celebrare la Messa della Domenica delle Palme nella Chiesa del Santo Sepolcro", aggiunge la dichiarazione, mentre Israele ha chiuso tutti i luoghi sacri nella Città Vecchia di Gerusalemme Est, adducendo motivi di sicurezza.
“Questo incidente è un grave precedente e ignora la sensibilità di miliardi di persone in tutto il mondo che, durante questa settimana, guardano a Gerusalemme”, denuncia il patriarcato di Gerusalemme in una nota.
“Impedire l'ingresso del Cardinale e dei Custode che portano la più alta responsabilità ecclesiastica per la Chiesa cattolica e i Luoghi Santi, costituisce una misura manifestamente irragionevole e grossolanamente sproporzionata. Questa decisione affrettata e fondamentalmente errata, contaminata da considerazioni improprie, rappresenta un estremo allontanamento dai principi di base della ragionevolezza, della libertà di culto e del rispetto per lo Status Quo”, denuncia il patriarcato.
“I capi delle Chiese hanno agito con piena responsabilità e, fin dall'inizio della guerra, hanno rispettato tutte le restrizioni imposte: i raduni pubblici sono stati cancellati, la partecipazione è stata vietata e sono stati presi accordi per trasmettere le celebrazioni a centinaia di milioni di fedeli in tutto il mondo, che, durante questi giorni di Pasqua, rivolgono gli occhi a Gerusalemme e alla Chiesa del Santo Sepolcro.Il Patriarcato latino di Gerusalemme e la Custodia della Terra Santa esprimono il loro profondo dolore ai fedeli cristiani in Terra Santa e in tutto il mondo che la preghiera in uno dei giorni più sacri del calendario cristiano è stata così impedita”, conclude la nota.
Durissima la reazione del governo italiano. È "inaccettabile" che Israele abbia impedito al patriarca latino Pierbattita Pizzaballa e al custode di Terrasanta Francesco Ielpo "di entrare nella Chiesa del Santo Sepolcro a Gerusalemme", afferma via social il ministro degli Esteri Antonio Tajani. "Voglio esprimere - continua - la mia più sentita solidarietà al Patriarca di Gerusalemme, cardinale Pierbattista Pizzaballa, capo della Chiesa Cattolica in Terra Santa, e al Custode di Terra Santa, padre Francesco Ielpo, Custode ufficiale della Chiesa del Santo Sepolcro".
"Per la prima volta - aggiunge Tajani - ai vertici della Chiesa la polizia israeliana ha negato la possibilità di celebrare la Messa delle Palme in uno dei luoghi più sacri per milioni di fedeli nel mondo. Ho dato immediate istruzioni al nostro Ambasciatore in Israele di esprimere alle autorità di Tel Aviv il nostro sdegno e confermare la posizione italiana a tutela, sempre ed in ogni circostanza, della libertà di religione".

(Adnkronos) - Nella mattinata di oggi, domenica 29 marzo, la polizia di Israele ha impedito al patriarca latino di Gerusalemme, il cardinale Pierbattista Pizzaballa, capo della Chiesa cattolica in Terra Santa, l’ingresso nella Chiesa del Santo Sepolcro a Gerusalemme, mentre insieme al Custode della Terra Santa, fra Francesco Ielpo, si facevano strada per celebrare la Messa della Domenica delle Palme. Lo fa sapere il patriarcato di Gerusalemme. "Entrambi sono stati fermati lungo il tragitto mentre viaggiavano a titolo privato e sono stati costretti a tornare indietro", si legge in una dichiarazione congiunta del Patriarcato latino di Gerusalemme e della Custodia di Terra Santa.
"Di conseguenza, e per la prima volta da secoli, ai leader della Chiesa è stato impedito di celebrare la Messa della Domenica delle Palme nella Chiesa del Santo Sepolcro", aggiunge la dichiarazione, mentre Israele ha chiuso tutti i luoghi sacri nella Città Vecchia di Gerusalemme Est, adducendo motivi di sicurezza.
“Questo incidente è un grave precedente e ignora la sensibilità di miliardi di persone in tutto il mondo che, durante questa settimana, guardano a Gerusalemme”, denuncia il patriarcato di Gerusalemme in una nota.
“Impedire l'ingresso del Cardinale e dei Custode che portano la più alta responsabilità ecclesiastica per la Chiesa cattolica e i Luoghi Santi, costituisce una misura manifestamente irragionevole e grossolanamente sproporzionata. Questa decisione affrettata e fondamentalmente errata, contaminata da considerazioni improprie, rappresenta un estremo allontanamento dai principi di base della ragionevolezza, della libertà di culto e del rispetto per lo Status Quo”, denuncia il patriarcato.
“I capi delle Chiese hanno agito con piena responsabilità e, fin dall'inizio della guerra, hanno rispettato tutte le restrizioni imposte: i raduni pubblici sono stati cancellati, la partecipazione è stata vietata e sono stati presi accordi per trasmettere le celebrazioni a centinaia di milioni di fedeli in tutto il mondo, che, durante questi giorni di Pasqua, rivolgono gli occhi a Gerusalemme e alla Chiesa del Santo Sepolcro.Il Patriarcato latino di Gerusalemme e la Custodia della Terra Santa esprimono il loro profondo dolore ai fedeli cristiani in Terra Santa e in tutto il mondo che la preghiera in uno dei giorni più sacri del calendario cristiano è stata così impedita”, conclude la nota.
"Dall'inizio dell'operazione 'Ruggito del Leone', tutti i luoghi sacri della Città Vecchia di Gerusalemme sono stati chiusi ai fedeli per garantire la sicurezza" sostiene la Polizia israeliana, come riporta il sito di notizie Ynet. "La richiesta del Patriarca è stata esaminata ieri ed è stato chiarito che non sarebbe stata approvata per i motivi citati - aggiungono - La libertà di culto continuerà a essere garantita, ad eccezione delle necessarie restrizioni".
"La polizia israeliana incontrerà il cardinale Pierbattista Pizzaballa, patriarca latino di Gerusalemme, per esplorare soluzioni che consentano una routine il più possibile normale, garantendo al contempo la sicurezza pubblica" riferisce il ministero degli Esteri di Tel Aviv.
Le autorità israeliane stanno predisponendo un piano per consentire agli esponenti religiosi di accedere alla Chiesa del Santo Sepolcro "nei prossimi giorni" assicura via social l'ufficio del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu.
Negli ultimi giorni, scrive, "l'Iran ha ripetutamente preso di mira con missili balistici i luoghi sacri di tutte e tre le religioni monoteiste di Gerusalemme. In un attacco, frammenti di missile sono caduti a pochi metri dalla Chiesa del Santo Sepolcro".
Di conseguenza, "Israele ha temporaneamente chiesto ai fedeli di tutte le fedi di non recarsi nei luoghi sacri della Città Vecchia di Gerusalemme per proteggerli".
Durissima la reazione del governo italiano. "Il Governo italiano - dichiara la presidente del Consiglio Giorgia Meloni -esprime vicinanza al Cardinale Pizzaballa, a Padre Ielpo e ai religiosi ai quali le autorità israeliane hanno impedito oggi di celebrare la Messa della Domenica delle Palme nel Santo Sepolcro. Il Santo Sepolcro di Gerusalemme è luogo sacro della cristianità, e in quanto tale da preservare e tutelare per la celebrazione dei riti sacri. Impedirne l’ingresso al Patriarca di Gerusalemme e al Custode di Terra Santa, peraltro in una solennità centrale per la fede qual è la Domenica delle Palme, costituisce un’offesa non solo per i credenti, ma per ogni comunità che riconosca la libertà religiosa".
Un gesto "inaccettabile" anche per il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani che via social annuncia di aver "dato indicazione di convocare domani al ministero degli Esteri l’ambasciatore di Israele per avere chiarimenti". E conferma la sua "più sentita solidarietà al Patriarca di Gerusalemme, cardinale Pierbattista Pizzaballa, capo della Chiesa Cattolica in Terra Santa, e al Custode di Terra Santa, padre Francesco Ielpo, Custode ufficiale della Chiesa del Santo Sepolcro".
"Per la prima volta - aggiunge Tajani - ai vertici della Chiesa la polizia israeliana ha negato la possibilità di celebrare la Messa delle Palme in uno dei luoghi più sacri per milioni di fedeli nel mondo. Ho dato immediate istruzioni al nostro Ambasciatore in Israele di esprimere alle autorità di Tel Aviv il nostro sdegno e confermare la posizione italiana a tutela, sempre ed in ogni circostanza, della libertà di religione".
Il presidente francese, Emmanuel Macron, ha espresso "pieno sostegno" al patriarca latino, Pierbattita Pizzaballa, e al custode di Terrasanta, Francesco Ielpo, dopo che è stato "impedito" loro di celebrare la messa nella Chiesa del Santo Sepolcro a Gerusalemme. In un messaggio pubblicato su X, Macron ha "condannato questa decisione della polizia israeliana", sottolineando che si inserisce in una "preoccupante moltiplicazione delle violazioni dello status dei Luoghi Santi di Gerusalemme". "Il libero esercizio del culto a Gerusalemme deve essere garantito per tutte le religioni", ha aggiunto il presidente francese.
Ma a stretto giro arriva l'intervento del presidente della commissione per l'Immigrazione, l'Integrazione e gli Affari della diaspora della Knesset, il rabbino Gilad Kariv: "Invito il presidente e il direttore generale del ministero degli Esteri a intervenire immediatamente su questo incidente e a garantire la libertà di accesso e di culto per le Chiese cristiane di Gerusalemme durante il periodo pasquale, in conformità con le direttive del Comando del Fronte Interno, ma con la massima sensibilità e il massimo rispetto", sollecita.

(Adnkronos) - Nella mattinata di oggi, domenica 29 marzo, la polizia di Israele ha impedito al patriarca latino di Gerusalemme, il cardinale Pierbattista Pizzaballa, capo della Chiesa cattolica in Terra Santa, l’ingresso nella Chiesa del Santo Sepolcro a Gerusalemme, mentre insieme al Custode della Terra Santa, fra Francesco Ielpo, si facevano strada per celebrare la Messa della Domenica delle Palme. Lo fa sapere il patriarcato di Gerusalemme. "Entrambi sono stati fermati lungo il tragitto mentre viaggiavano a titolo privato e sono stati costretti a tornare indietro", si legge in una dichiarazione congiunta del Patriarcato latino di Gerusalemme e della Custodia di Terra Santa.
"Di conseguenza, e per la prima volta da secoli, ai leader della Chiesa è stato impedito di celebrare la Messa della Domenica delle Palme nella Chiesa del Santo Sepolcro", aggiunge la dichiarazione, mentre Israele ha chiuso tutti i luoghi sacri nella Città Vecchia di Gerusalemme Est, adducendo motivi di sicurezza.
“Questo incidente è un grave precedente e ignora la sensibilità di miliardi di persone in tutto il mondo che, durante questa settimana, guardano a Gerusalemme”, denuncia il patriarcato di Gerusalemme in una nota.
“Impedire l'ingresso del Cardinale e dei Custode che portano la più alta responsabilità ecclesiastica per la Chiesa cattolica e i Luoghi Santi, costituisce una misura manifestamente irragionevole e grossolanamente sproporzionata. Questa decisione affrettata e fondamentalmente errata, contaminata da considerazioni improprie, rappresenta un estremo allontanamento dai principi di base della ragionevolezza, della libertà di culto e del rispetto per lo Status Quo”, denuncia il patriarcato.
“I capi delle Chiese hanno agito con piena responsabilità e, fin dall'inizio della guerra, hanno rispettato tutte le restrizioni imposte: i raduni pubblici sono stati cancellati, la partecipazione è stata vietata e sono stati presi accordi per trasmettere le celebrazioni a centinaia di milioni di fedeli in tutto il mondo, che, durante questi giorni di Pasqua, rivolgono gli occhi a Gerusalemme e alla Chiesa del Santo Sepolcro.Il Patriarcato latino di Gerusalemme e la Custodia della Terra Santa esprimono il loro profondo dolore ai fedeli cristiani in Terra Santa e in tutto il mondo che la preghiera in uno dei giorni più sacri del calendario cristiano è stata così impedita”, conclude la nota.
"Dall'inizio dell'operazione 'Ruggito del Leone', tutti i luoghi sacri della Città Vecchia di Gerusalemme sono stati chiusi ai fedeli per garantire la sicurezza" sostiene la Polizia israeliana, come riporta il sito di notizie Ynet. "La richiesta del Patriarca è stata esaminata ieri ed è stato chiarito che non sarebbe stata approvata per i motivi citati - aggiungono - La libertà di culto continuerà a essere garantita, ad eccezione delle necessarie restrizioni".
"La polizia israeliana incontrerà il cardinale Pierbattista Pizzaballa, patriarca latino di Gerusalemme, per esplorare soluzioni che consentano una routine il più possibile normale, garantendo al contempo la sicurezza pubblica" riferisce il ministero degli Esteri di Tel Aviv.
Il presidente israeliano, Isaac Herzog, ha annunciato di aver avuto un colloquio telefonico con il cardinale Pierbattista Pizzaballa e di avergli espresso il suo "profondo rammarico per lo sfortunato incidente" verificatosi questa mattina nella Città Vecchia di Gerusalemme.
"Ho chiarito che l'incidente è stato causato da timori di sicurezza dovute alla continua minaccia di attacchi missilistici da parte del regime terroristico iraniano contro la popolazione civile in Israele, a seguito di precedenti incidenti che hanno visto nei giorni scorsi missili iraniani cadere nella zona della Città Vecchia di Gerusalemme", ha aggiunto Herzog, sottolineando di aver ribadito a Pizzaballa "l'impegno incrollabile dello Stato di Israele a favore della libertà di religione per tutte le fedi e del mantenimento dello status quo nei luoghi santi di Gerusalemme".
Le autorità israeliane stanno predisponendo un piano per consentire agli esponenti religiosi di accedere alla Chiesa del Santo Sepolcro "nei prossimi giorni" assicura via social l'ufficio del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu.
Negli ultimi giorni, scrive, "l'Iran ha ripetutamente preso di mira con missili balistici i luoghi sacri di tutte e tre le religioni monoteiste di Gerusalemme. In un attacco, frammenti di missile sono caduti a pochi metri dalla Chiesa del Santo Sepolcro".
Di conseguenza, "Israele ha temporaneamente chiesto ai fedeli di tutte le fedi di non recarsi nei luoghi sacri della Città Vecchia di Gerusalemme per proteggerli".
Durissima la reazione del governo italiano. "Il Governo italiano - dichiara la presidente del Consiglio Giorgia Meloni -esprime vicinanza al Cardinale Pizzaballa, a Padre Ielpo e ai religiosi ai quali le autorità israeliane hanno impedito oggi di celebrare la Messa della Domenica delle Palme nel Santo Sepolcro. Il Santo Sepolcro di Gerusalemme è luogo sacro della cristianità, e in quanto tale da preservare e tutelare per la celebrazione dei riti sacri. Impedirne l’ingresso al Patriarca di Gerusalemme e al Custode di Terra Santa, peraltro in una solennità centrale per la fede qual è la Domenica delle Palme, costituisce un’offesa non solo per i credenti, ma per ogni comunità che riconosca la libertà religiosa".
Un gesto "inaccettabile" anche per il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani che via social annuncia di aver "dato indicazione di convocare domani al ministero degli Esteri l’ambasciatore di Israele per avere chiarimenti". E conferma la sua "più sentita solidarietà al Patriarca di Gerusalemme, cardinale Pierbattista Pizzaballa, capo della Chiesa Cattolica in Terra Santa, e al Custode di Terra Santa, padre Francesco Ielpo, Custode ufficiale della Chiesa del Santo Sepolcro".
"Per la prima volta - aggiunge Tajani - ai vertici della Chiesa la polizia israeliana ha negato la possibilità di celebrare la Messa delle Palme in uno dei luoghi più sacri per milioni di fedeli nel mondo. Ho dato immediate istruzioni al nostro Ambasciatore in Israele di esprimere alle autorità di Tel Aviv il nostro sdegno e confermare la posizione italiana a tutela, sempre ed in ogni circostanza, della libertà di religione".
Il presidente francese, Emmanuel Macron, ha espresso "pieno sostegno" al patriarca latino, Pierbattita Pizzaballa, e al custode di Terrasanta, Francesco Ielpo, dopo che è stato "impedito" loro di celebrare la messa nella Chiesa del Santo Sepolcro a Gerusalemme. In un messaggio pubblicato su X, Macron ha "condannato questa decisione della polizia israeliana", sottolineando che si inserisce in una "preoccupante moltiplicazione delle violazioni dello status dei Luoghi Santi di Gerusalemme". "Il libero esercizio del culto a Gerusalemme deve essere garantito per tutte le religioni", ha aggiunto il presidente francese.
Ma a stretto giro arriva l'intervento del presidente della commissione per l'Immigrazione, l'Integrazione e gli Affari della diaspora della Knesset, il rabbino Gilad Kariv: "Invito il presidente e il direttore generale del ministero degli Esteri a intervenire immediatamente su questo incidente e a garantire la libertà di accesso e di culto per le Chiese cristiane di Gerusalemme durante il periodo pasquale, in conformità con le direttive del Comando del Fronte Interno, ma con la massima sensibilità e il massimo rispetto", sollecita.

(Adnkronos) - Nella mattinata di oggi, domenica 29 marzo, la polizia di Israele ha impedito al patriarca latino di Gerusalemme, il cardinale Pierbattista Pizzaballa, capo della Chiesa cattolica in Terra Santa, l’ingresso nella Chiesa del Santo Sepolcro a Gerusalemme, mentre insieme al Custode della Terra Santa, fra Francesco Ielpo, si facevano strada per celebrare la Messa della Domenica delle Palme. Lo fa sapere il patriarcato di Gerusalemme. "Entrambi sono stati fermati lungo il tragitto mentre viaggiavano a titolo privato e sono stati costretti a tornare indietro", si legge in una dichiarazione congiunta del Patriarcato latino di Gerusalemme e della Custodia di Terra Santa.
"Di conseguenza, e per la prima volta da secoli, ai leader della Chiesa è stato impedito di celebrare la Messa della Domenica delle Palme nella Chiesa del Santo Sepolcro", aggiunge la dichiarazione, mentre Israele ha chiuso tutti i luoghi sacri nella Città Vecchia di Gerusalemme Est, adducendo motivi di sicurezza.
“Questo incidente è un grave precedente e ignora la sensibilità di miliardi di persone in tutto il mondo che, durante questa settimana, guardano a Gerusalemme”, denuncia il patriarcato di Gerusalemme in una nota.
“Impedire l'ingresso del Cardinale e dei Custode che portano la più alta responsabilità ecclesiastica per la Chiesa cattolica e i Luoghi Santi, costituisce una misura manifestamente irragionevole e grossolanamente sproporzionata. Questa decisione affrettata e fondamentalmente errata, contaminata da considerazioni improprie, rappresenta un estremo allontanamento dai principi di base della ragionevolezza, della libertà di culto e del rispetto per lo Status Quo”, denuncia il patriarcato.
“I capi delle Chiese hanno agito con piena responsabilità e, fin dall'inizio della guerra, hanno rispettato tutte le restrizioni imposte: i raduni pubblici sono stati cancellati, la partecipazione è stata vietata e sono stati presi accordi per trasmettere le celebrazioni a centinaia di milioni di fedeli in tutto il mondo, che, durante questi giorni di Pasqua, rivolgono gli occhi a Gerusalemme e alla Chiesa del Santo Sepolcro.Il Patriarcato latino di Gerusalemme e la Custodia della Terra Santa esprimono il loro profondo dolore ai fedeli cristiani in Terra Santa e in tutto il mondo che la preghiera in uno dei giorni più sacri del calendario cristiano è stata così impedita”, conclude la nota.
"Dall'inizio dell'operazione 'Ruggito del Leone', tutti i luoghi sacri della Città Vecchia di Gerusalemme sono stati chiusi ai fedeli per garantire la sicurezza" sostiene la Polizia israeliana, come riporta il sito di notizie Ynet. "La richiesta del Patriarca è stata esaminata ieri ed è stato chiarito che non sarebbe stata approvata per i motivi citati - aggiungono - La libertà di culto continuerà a essere garantita, ad eccezione delle necessarie restrizioni".
"La polizia israeliana incontrerà il cardinale Pierbattista Pizzaballa, patriarca latino di Gerusalemme, per esplorare soluzioni che consentano una routine il più possibile normale, garantendo al contempo la sicurezza pubblica" riferisce il ministero degli Esteri di Tel Aviv.
Il presidente israeliano, Isaac Herzog, ha annunciato di aver avuto un colloquio telefonico con il cardinale Pierbattista Pizzaballa e di avergli espresso il suo "profondo rammarico per lo sfortunato incidente" verificatosi questa mattina nella Città Vecchia di Gerusalemme.
"Ho chiarito che l'incidente è stato causato da timori di sicurezza dovute alla continua minaccia di attacchi missilistici da parte del regime terroristico iraniano contro la popolazione civile in Israele, a seguito di precedenti incidenti che hanno visto nei giorni scorsi missili iraniani cadere nella zona della Città Vecchia di Gerusalemme", ha aggiunto Herzog, sottolineando di aver ribadito a Pizzaballa "l'impegno incrollabile dello Stato di Israele a favore della libertà di religione per tutte le fedi e del mantenimento dello status quo nei luoghi santi di Gerusalemme".
Le autorità israeliane stanno predisponendo un piano per consentire agli esponenti religiosi di accedere alla Chiesa del Santo Sepolcro "nei prossimi giorni" assicura via social l'ufficio del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu.
Negli ultimi giorni, scrive, "l'Iran ha ripetutamente preso di mira con missili balistici i luoghi sacri di tutte e tre le religioni monoteiste di Gerusalemme. In un attacco, frammenti di missile sono caduti a pochi metri dalla Chiesa del Santo Sepolcro".
Di conseguenza, "Israele ha temporaneamente chiesto ai fedeli di tutte le fedi di non recarsi nei luoghi sacri della Città Vecchia di Gerusalemme per proteggerli".
Durissima la reazione del governo italiano. La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, fanno sapere fonti di Palazzo Chigi, ha telefonato al cardinale Pizzaballa per esprimere e rinnovare la propria vicinanza personale e quella del governo italiano, a seguito del divieto imposto oggi dalle autorità israeliane di celebrare la Messa della Domenica delle Palme presso il Santo Sepolcro.
"Il Governo italiano - dichiara Meloni -esprime vicinanza al Cardinale Pizzaballa, a Padre Ielpo e ai religiosi ai quali le autorità israeliane hanno impedito oggi di celebrare la Messa della Domenica delle Palme nel Santo Sepolcro. Il Santo Sepolcro di Gerusalemme è luogo sacro della cristianità, e in quanto tale da preservare e tutelare per la celebrazione dei riti sacri. Impedirne l’ingresso al Patriarca di Gerusalemme e al Custode di Terra Santa, peraltro in una solennità centrale per la fede qual è la Domenica delle Palme, costituisce un’offesa non solo per i credenti, ma per ogni comunità che riconosca la libertà religiosa".
Un gesto "inaccettabile" anche per il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani che via social annuncia di aver "dato indicazione di convocare domani al ministero degli Esteri l’ambasciatore di Israele per avere chiarimenti". E conferma la sua "più sentita solidarietà al Patriarca di Gerusalemme, cardinale Pierbattista Pizzaballa, capo della Chiesa Cattolica in Terra Santa, e al Custode di Terra Santa, padre Francesco Ielpo, Custode ufficiale della Chiesa del Santo Sepolcro".
"Per la prima volta - aggiunge Tajani - ai vertici della Chiesa la polizia israeliana ha negato la possibilità di celebrare la Messa delle Palme in uno dei luoghi più sacri per milioni di fedeli nel mondo. Ho dato immediate istruzioni al nostro Ambasciatore in Israele di esprimere alle autorità di Tel Aviv il nostro sdegno e confermare la posizione italiana a tutela, sempre ed in ogni circostanza, della libertà di religione".
Il presidente francese, Emmanuel Macron, ha espresso "pieno sostegno" al patriarca latino, Pierbattita Pizzaballa, e al custode di Terrasanta, Francesco Ielpo, dopo che è stato "impedito" loro di celebrare la messa nella Chiesa del Santo Sepolcro a Gerusalemme. In un messaggio pubblicato su X, Macron ha "condannato questa decisione della polizia israeliana", sottolineando che si inserisce in una "preoccupante moltiplicazione delle violazioni dello status dei Luoghi Santi di Gerusalemme". "Il libero esercizio del culto a Gerusalemme deve essere garantito per tutte le religioni", ha aggiunto il presidente francese.
Ma a stretto giro arriva l'intervento del presidente della commissione per l'Immigrazione, l'Integrazione e gli Affari della diaspora della Knesset, il rabbino Gilad Kariv: "Invito il presidente e il direttore generale del ministero degli Esteri a intervenire immediatamente su questo incidente e a garantire la libertà di accesso e di culto per le Chiese cristiane di Gerusalemme durante il periodo pasquale, in conformità con le direttive del Comando del Fronte Interno, ma con la massima sensibilità e il massimo rispetto", sollecita.
(Adnkronos) - Nella mattinata di oggi, domenica 29 marzo, la polizia di Israele ha impedito al patriarca latino di Gerusalemme, il cardinale Pierbattista Pizzaballa, capo della Chiesa cattolica in Terra Santa, l’ingresso nella Chiesa del Santo Sepolcro a Gerusalemme, mentre insieme al Custode della Terra Santa, padre Francesco Ielpo, si facevano strada per celebrare la Messa della Domenica delle Palme. Lo fa sapere il patriarcato di Gerusalemme. "Entrambi sono stati fermati lungo il tragitto mentre viaggiavano a titolo privato e sono stati costretti a tornare indietro", si legge in una dichiarazione congiunta del Patriarcato latino di Gerusalemme e della Custodia di Terra Santa.
"Di conseguenza, e per la prima volta da secoli, ai leader della Chiesa è stato impedito di celebrare la Messa della Domenica delle Palme nella Chiesa del Santo Sepolcro", aggiunge la dichiarazione, mentre Israele ha chiuso tutti i luoghi sacri nella Città Vecchia di Gerusalemme Est, adducendo motivi di sicurezza.
“Questo incidente è un grave precedente e ignora la sensibilità di miliardi di persone in tutto il mondo che, durante questa settimana, guardano a Gerusalemme”, denuncia il patriarcato di Gerusalemme in una nota.
“Impedire l'ingresso del Cardinale e dei Custode che portano la più alta responsabilità ecclesiastica per la Chiesa cattolica e i Luoghi Santi, costituisce una misura manifestamente irragionevole e grossolanamente sproporzionata. Questa decisione affrettata e fondamentalmente errata, contaminata da considerazioni improprie, rappresenta un estremo allontanamento dai principi di base della ragionevolezza, della libertà di culto e del rispetto per lo Status Quo”, denuncia il patriarcato.
“I capi delle Chiese hanno agito con piena responsabilità e, fin dall'inizio della guerra, hanno rispettato tutte le restrizioni imposte: i raduni pubblici sono stati cancellati, la partecipazione è stata vietata e sono stati presi accordi per trasmettere le celebrazioni a centinaia di milioni di fedeli in tutto il mondo, che, durante questi giorni di Pasqua, rivolgono gli occhi a Gerusalemme e alla Chiesa del Santo Sepolcro.Il Patriarcato latino di Gerusalemme e la Custodia della Terra Santa esprimono il loro profondo dolore ai fedeli cristiani in Terra Santa e in tutto il mondo che la preghiera in uno dei giorni più sacri del calendario cristiano è stata così impedita”, conclude la nota.
"Stiamo vivendo una situazione molto complicata", "ci siamo riuniti perché vogliamo costruire la pace, la fratellanza". Il patriarca di Gerusalemme ha guidato una speciale supplica per la riconciliazione e la pace. All’inizio della celebrazione, il cardinale Pierbattista Pizzaballa ha sottolineato il momento particolarmente "complicato". La celebrazione si è svolta senza pellegrini, unendo i fedeli di tutto il mondo nella preghiera per la pace.
Il cardinale Pizzaballa guida il patriarcato di Gerusalemme dal 24 ottobre del 2020. Di recente, parlando del piano di pace di Trump per Gaza, il porporato non ha usato mezzi termini nel denunciare "l'operazione colonialista". Intervenuto, poi, in un video collegamento con una Fondazione, sempre di recente, ha sottolineato che "la manipolazione del nome di Dio per giustificare questa o qualsiasi altra guerra è il peccato più grave che possiamo commettere in questo tempo. Non ci sono nuove crociate e Dio non c’entra in tutto questo. Dio è tra coloro che stanno morendo, che stanno male, che soffrono".
Il porporato ha poi tracciato un quadro critico della situazione umanitaria nella Striscia di Gaza: "Il 53% della Striscia, dove vivono oltre due milioni di sfollati, è sotto il controllo diretto israeliano, il 47% dove si trova la maggior parte dei palestinesi è sotto il controllo di Hamas. L’80% della Striscia è distrutto e non è ancora cominciata la ricostruzione. Mancano i medicinali, anche gli antibiotici di base. La gente vive letteralmente nelle fognature, nelle tende. Le scuole sono quasi tutte distrutte".
"Dall'inizio dell'operazione 'Ruggito del Leone', tutti i luoghi sacri della Città Vecchia di Gerusalemme sono stati chiusi ai fedeli per garantire la sicurezza" sostiene la polizia israeliana, come riporta il sito di notizie Ynet. "La richiesta del Patriarca è stata esaminata ieri ed è stato chiarito che non sarebbe stata approvata per i motivi citati - aggiungono -. La libertà di culto continuerà a essere garantita, a eccezione delle necessarie restrizioni".
"La polizia israeliana incontrerà il cardinale Pierbattista Pizzaballa, patriarca latino di Gerusalemme, per esplorare soluzioni che consentano una routine il più possibile normale, garantendo al contempo la sicurezza pubblica" riferisce il ministero degli Esteri di Tel Aviv.
Il presidente israeliano, Isaac Herzog, ha annunciato di aver avuto un colloquio telefonico con il cardinale Pierbattista Pizzaballa e di avergli espresso il suo "profondo rammarico per lo sfortunato incidente" verificatosi questa mattina nella Città Vecchia di Gerusalemme.
"Ho chiarito che l'incidente è stato causato da timori di sicurezza dovute alla continua minaccia di attacchi missilistici da parte del regime terroristico iraniano contro la popolazione civile in Israele, a seguito di precedenti incidenti che hanno visto nei giorni scorsi missili iraniani cadere nella zona della Città Vecchia di Gerusalemme", ha aggiunto Herzog, sottolineando di aver ribadito a Pizzaballa "l'impegno incrollabile dello Stato di Israele a favore della libertà di religione per tutte le fedi e del mantenimento dello status quo nei luoghi santi di Gerusalemme".
Le autorità israeliane stanno predisponendo un piano per consentire agli esponenti religiosi di accedere alla Chiesa del Santo Sepolcro "nei prossimi giorni" assicura via social l'ufficio del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu.
Negli ultimi giorni, scrive, "l'Iran ha ripetutamente preso di mira con missili balistici i luoghi sacri di tutte e tre le religioni monoteiste di Gerusalemme. In un attacco, frammenti di missile sono caduti a pochi metri dalla Chiesa del Santo Sepolcro".
Di conseguenza, "Israele ha temporaneamente chiesto ai fedeli di tutte le fedi di non recarsi nei luoghi sacri della Città Vecchia di Gerusalemme per proteggerli".
Durissima la reazione del governo italiano. La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, fanno sapere fonti di Palazzo Chigi, ha telefonato al cardinale Pizzaballa per esprimere e rinnovare la propria vicinanza personale e quella del governo italiano, a seguito del divieto imposto oggi dalle autorità israeliane di celebrare la Messa della Domenica delle Palme presso il Santo Sepolcro.
"Il Governo italiano - dichiara Meloni -esprime vicinanza al Cardinale Pizzaballa, a Padre Ielpo e ai religiosi ai quali le autorità israeliane hanno impedito oggi di celebrare la Messa della Domenica delle Palme nel Santo Sepolcro. Il Santo Sepolcro di Gerusalemme è luogo sacro della cristianità, e in quanto tale da preservare e tutelare per la celebrazione dei riti sacri. Impedirne l’ingresso al Patriarca di Gerusalemme e al Custode di Terra Santa, peraltro in una solennità centrale per la fede qual è la Domenica delle Palme, costituisce un’offesa non solo per i credenti, ma per ogni comunità che riconosca la libertà religiosa".
Un gesto "inaccettabile" anche per il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani che via social annuncia di aver "dato indicazione di convocare domani al ministero degli Esteri l’ambasciatore di Israele per avere chiarimenti". E conferma la sua "più sentita solidarietà al Patriarca di Gerusalemme, cardinale Pierbattista Pizzaballa, capo della Chiesa Cattolica in Terra Santa, e al Custode di Terra Santa, padre Francesco Ielpo, Custode ufficiale della Chiesa del Santo Sepolcro".
"Per la prima volta - aggiunge Tajani - ai vertici della Chiesa la polizia israeliana ha negato la possibilità di celebrare la Messa delle Palme in uno dei luoghi più sacri per milioni di fedeli nel mondo. Ho dato immediate istruzioni al nostro Ambasciatore in Israele di esprimere alle autorità di Tel Aviv il nostro sdegno e confermare la posizione italiana a tutela, sempre ed in ogni circostanza, della libertà di religione".
Il presidente francese, Emmanuel Macron, ha espresso "pieno sostegno" al patriarca latino, Pierbattita Pizzaballa, e al custode di Terrasanta, Francesco Ielpo, dopo che è stato "impedito" loro di celebrare la messa nella Chiesa del Santo Sepolcro a Gerusalemme. In un messaggio pubblicato su X, Macron ha "condannato questa decisione della polizia israeliana", sottolineando che si inserisce in una "preoccupante moltiplicazione delle violazioni dello status dei Luoghi Santi di Gerusalemme". "Il libero esercizio del culto a Gerusalemme deve essere garantito per tutte le religioni", ha aggiunto il presidente francese.
Ma a stretto giro arriva l'intervento del presidente della commissione per l'Immigrazione, l'Integrazione e gli Affari della diaspora della Knesset, il rabbino Gilad Kariv: "Invito il presidente e il direttore generale del ministero degli Esteri a intervenire immediatamente su questo incidente e a garantire la libertà di accesso e di culto per le Chiese cristiane di Gerusalemme durante il periodo pasquale, in conformità con le direttive del Comando del Fronte Interno, ma con la massima sensibilità e il massimo rispetto", sollecita.

(Adnkronos) - Nella mattinata di oggi, domenica 29 marzo, la polizia di Israele ha impedito al patriarca latino di Gerusalemme, il cardinale Pierbattista Pizzaballa, capo della Chiesa cattolica in Terra Santa, l’ingresso nella Chiesa del Santo Sepolcro a Gerusalemme, mentre insieme al Custode della Terra Santa, padre Francesco Ielpo, si facevano strada per celebrare la Messa della Domenica delle Palme. Lo fa sapere il patriarcato di Gerusalemme. "Entrambi sono stati fermati lungo il tragitto mentre viaggiavano a titolo privato e sono stati costretti a tornare indietro", si legge in una dichiarazione congiunta del Patriarcato latino di Gerusalemme e della Custodia di Terra Santa.
"Di conseguenza, e per la prima volta da secoli, ai leader della Chiesa è stato impedito di celebrare la Messa della Domenica delle Palme nella Chiesa del Santo Sepolcro", aggiunge la dichiarazione, mentre Israele ha chiuso tutti i luoghi sacri nella Città Vecchia di Gerusalemme Est, adducendo motivi di sicurezza.
“Questo incidente è un grave precedente e ignora la sensibilità di miliardi di persone in tutto il mondo che, durante questa settimana, guardano a Gerusalemme”, denuncia il patriarcato di Gerusalemme in una nota.
“Impedire l'ingresso del Cardinale e dei Custode che portano la più alta responsabilità ecclesiastica per la Chiesa cattolica e i Luoghi Santi, costituisce una misura manifestamente irragionevole e grossolanamente sproporzionata. Questa decisione affrettata e fondamentalmente errata, contaminata da considerazioni improprie, rappresenta un estremo allontanamento dai principi di base della ragionevolezza, della libertà di culto e del rispetto per lo Status Quo”, denuncia il patriarcato.
“I capi delle Chiese hanno agito con piena responsabilità e, fin dall'inizio della guerra, hanno rispettato tutte le restrizioni imposte: i raduni pubblici sono stati cancellati, la partecipazione è stata vietata e sono stati presi accordi per trasmettere le celebrazioni a centinaia di milioni di fedeli in tutto il mondo, che, durante questi giorni di Pasqua, rivolgono gli occhi a Gerusalemme e alla Chiesa del Santo Sepolcro.Il Patriarcato latino di Gerusalemme e la Custodia della Terra Santa esprimono il loro profondo dolore ai fedeli cristiani in Terra Santa e in tutto il mondo che la preghiera in uno dei giorni più sacri del calendario cristiano è stata così impedita”, conclude la nota.
“Ci sono stati dei fraintendimenti, non ci siamo compresi ed è questo quello che è accaduto. Non è mai successo, dispiace che questo sia accaduto” afferma il patriarca latino di Gerusalemme, cardinale Pierbattista Pizzaballa, in un’intervista al Tg2000, il telegiornale di Tv2000. “È vero che la polizia – spiega il cardinale Pizzaballa - aveva detto che gli ordini del comando interno avevano impedito qualsiasi genere di aggregazione nei luoghi, dove non c'è un rifugio però noi non avevamo chiesto nulla di pubblico, solo una breve e piccola cerimonia privata per salvare l'idea della celebrazione nel Santo Sepolcro”.
“Non ci sono stati scontri, - sottolinea ancora - tutto è stato fatto in maniera molto educata. Non voglio forzare la mano, vogliamo usare questa situazione per vedere di chiarire meglio nei prossimi giorni cosa fare nel rispetto della sicurezza di tutti ma anche nel rispetto del diritto alla preghiera”.
"Stiamo vivendo una situazione molto complicata", "ci siamo riuniti perché vogliamo costruire la pace, la fratellanza". Il patriarca di Gerusalemme ha guidato una speciale supplica per la riconciliazione e la pace. All’inizio della celebrazione, il cardinale Pierbattista Pizzaballa ha sottolineato il momento particolarmente "complicato". La celebrazione si è svolta senza pellegrini, unendo i fedeli di tutto il mondo nella preghiera per la pace.
Il cardinale Pizzaballa guida il patriarcato di Gerusalemme dal 24 ottobre del 2020. Di recente, parlando del piano di pace di Trump per Gaza, il porporato non ha usato mezzi termini nel denunciare "l'operazione colonialista". Intervenuto, poi, in un video collegamento con una Fondazione, sempre di recente, ha sottolineato che "la manipolazione del nome di Dio per giustificare questa o qualsiasi altra guerra è il peccato più grave che possiamo commettere in questo tempo. Non ci sono nuove crociate e Dio non c’entra in tutto questo. Dio è tra coloro che stanno morendo, che stanno male, che soffrono".
Il porporato ha poi tracciato un quadro critico della situazione umanitaria nella Striscia di Gaza: "Il 53% della Striscia, dove vivono oltre due milioni di sfollati, è sotto il controllo diretto israeliano, il 47% dove si trova la maggior parte dei palestinesi è sotto il controllo di Hamas. L’80% della Striscia è distrutto e non è ancora cominciata la ricostruzione. Mancano i medicinali, anche gli antibiotici di base. La gente vive letteralmente nelle fognature, nelle tende. Le scuole sono quasi tutte distrutte".
"Dall'inizio dell'operazione 'Ruggito del Leone', tutti i luoghi sacri della Città Vecchia di Gerusalemme sono stati chiusi ai fedeli per garantire la sicurezza" sostiene la polizia israeliana, come riporta il sito di notizie Ynet. "La richiesta del Patriarca è stata esaminata ieri ed è stato chiarito che non sarebbe stata approvata per i motivi citati - aggiungono -. La libertà di culto continuerà a essere garantita, a eccezione delle necessarie restrizioni".
"La polizia israeliana incontrerà il cardinale Pierbattista Pizzaballa, patriarca latino di Gerusalemme, per esplorare soluzioni che consentano una routine il più possibile normale, garantendo al contempo la sicurezza pubblica" riferisce il ministero degli Esteri di Tel Aviv.
Il presidente israeliano, Isaac Herzog, ha annunciato di aver avuto un colloquio telefonico con il cardinale Pierbattista Pizzaballa e di avergli espresso il suo "profondo rammarico per lo sfortunato incidente" verificatosi questa mattina nella Città Vecchia di Gerusalemme.
"Ho chiarito che l'incidente è stato causato da timori di sicurezza dovute alla continua minaccia di attacchi missilistici da parte del regime terroristico iraniano contro la popolazione civile in Israele, a seguito di precedenti incidenti che hanno visto nei giorni scorsi missili iraniani cadere nella zona della Città Vecchia di Gerusalemme", ha aggiunto Herzog, sottolineando di aver ribadito a Pizzaballa "l'impegno incrollabile dello Stato di Israele a favore della libertà di religione per tutte le fedi e del mantenimento dello status quo nei luoghi santi di Gerusalemme".
Le autorità israeliane stanno predisponendo un piano per consentire agli esponenti religiosi di accedere alla Chiesa del Santo Sepolcro "nei prossimi giorni" assicura via social l'ufficio del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu.
Negli ultimi giorni, scrive, "l'Iran ha ripetutamente preso di mira con missili balistici i luoghi sacri di tutte e tre le religioni monoteiste di Gerusalemme. In un attacco, frammenti di missile sono caduti a pochi metri dalla Chiesa del Santo Sepolcro".
Di conseguenza, "Israele ha temporaneamente chiesto ai fedeli di tutte le fedi di non recarsi nei luoghi sacri della Città Vecchia di Gerusalemme per proteggerli".
Durissima la reazione del governo italiano. La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, fanno sapere fonti di Palazzo Chigi, ha telefonato al cardinale Pizzaballa per esprimere e rinnovare la propria vicinanza personale e quella del governo italiano, a seguito del divieto imposto oggi dalle autorità israeliane di celebrare la Messa della Domenica delle Palme presso il Santo Sepolcro.
"Il Governo italiano - dichiara Meloni -esprime vicinanza al Cardinale Pizzaballa, a Padre Ielpo e ai religiosi ai quali le autorità israeliane hanno impedito oggi di celebrare la Messa della Domenica delle Palme nel Santo Sepolcro. Il Santo Sepolcro di Gerusalemme è luogo sacro della cristianità, e in quanto tale da preservare e tutelare per la celebrazione dei riti sacri. Impedirne l’ingresso al Patriarca di Gerusalemme e al Custode di Terra Santa, peraltro in una solennità centrale per la fede qual è la Domenica delle Palme, costituisce un’offesa non solo per i credenti, ma per ogni comunità che riconosca la libertà religiosa".
Un gesto "inaccettabile" anche per il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani che via social annuncia di aver "dato indicazione di convocare domani al ministero degli Esteri l’ambasciatore di Israele per avere chiarimenti". E conferma la sua "più sentita solidarietà al Patriarca di Gerusalemme, cardinale Pierbattista Pizzaballa, capo della Chiesa Cattolica in Terra Santa, e al Custode di Terra Santa, padre Francesco Ielpo, Custode ufficiale della Chiesa del Santo Sepolcro".
"Per la prima volta - aggiunge Tajani - ai vertici della Chiesa la polizia israeliana ha negato la possibilità di celebrare la Messa delle Palme in uno dei luoghi più sacri per milioni di fedeli nel mondo. Ho dato immediate istruzioni al nostro Ambasciatore in Israele di esprimere alle autorità di Tel Aviv il nostro sdegno e confermare la posizione italiana a tutela, sempre ed in ogni circostanza, della libertà di religione".
Il presidente francese, Emmanuel Macron, ha espresso "pieno sostegno" al patriarca latino, Pierbattita Pizzaballa, e al custode di Terrasanta, Francesco Ielpo, dopo che è stato "impedito" loro di celebrare la messa nella Chiesa del Santo Sepolcro a Gerusalemme. In un messaggio pubblicato su X, Macron ha "condannato questa decisione della polizia israeliana", sottolineando che si inserisce in una "preoccupante moltiplicazione delle violazioni dello status dei Luoghi Santi di Gerusalemme". "Il libero esercizio del culto a Gerusalemme deve essere garantito per tutte le religioni", ha aggiunto il presidente francese.
Il divieto imposto dalla polizia israeliana al patriarca latino di Gerusalemme, Pierbattista Pizzaballa, e ad altri "tre sacerdoti" di entrare nella Chiesa del Santo Sepolcro per la messa della Domenica delle Palme è "difficile da comprendere o giustificare". Lo ha affermato l'ambasciatore degli Stati Uniti in Israele, Mike Huckabee, secondo cui si tratta di "una sfortunata forzatura che sta già avendo importanti ripercussioni in tutto il mondo."
Huckabee ha sottolineato che, mentre tutti i luoghi santi della Città Vecchia sono chiusi per motivi di sicurezza legati ai raduni di massa, il provvedimento nei confronti dei rappresentanti della Chiesa cattolica appare sproporzionato. Le linee guida del Comando del fronte interno limitano gli assembramenti a un massimo di 50 persone e, secondo l'ambasciatore, i quattro rappresentanti della Chiesa cattolica rientravano ampiamente in tale soglia.
Ma a stretto giro arriva l'intervento del presidente della commissione per l'Immigrazione, l'Integrazione e gli Affari della diaspora della Knesset, il rabbino Gilad Kariv: "Invito il presidente e il direttore generale del ministero degli Esteri a intervenire immediatamente su questo incidente e a garantire la libertà di accesso e di culto per le Chiese cristiane di Gerusalemme durante il periodo pasquale, in conformità con le direttive del Comando del Fronte Interno, ma con la massima sensibilità e il massimo rispetto", sollecita.
(Adnkronos) - 28 Marzo 2026_ Tre delle quattro spedizioni indiane di acciaio di grado militare destinate a Israele sono state bloccate e sono ora sotto indagine in Italia, con la notizia che arriva fino in India. Le autorità italiane stanno investigando su questi carichi, con una spedizione al porto di Cagliari e altre due al porto di Gioia Tauro, a seguito delle pressioni del movimento globale a guida palestinese Boycott, Divestment, Sanctions (BDS). L'acciaio, proveniente dall'India e identificato dal movimento BDS, No Harbour for Genocide e dall'organo investigativo The Ditch, è destinato ai produttori di armi israeliani per la produzione di armi. Un rapporto del People's Embargo for Palestine ha inoltre evidenziato che l'Italia ha agito come hub di trasbordo nel dicembre 2025 per un carico originario di R. L. Steels and Energy Ltd, un'azienda di Daulatabad, India, destinato a una struttura militare israeliana. La notizia, che sottolinea il ruolo dell'Italia nel transito di materiali militari, è stata riportata dal sito maktoobmedia.com. L'Italia, in quanto firmataria delle Convenzioni di Ginevra, del Trattato sul Commercio delle Armi (ATT) e della Convenzione sul Genocidio, è legalmente tenuta a garantire che le sue esportazioni non facilitino gravi violazioni del diritto internazionale.
Fonte: https://www.maktoobmedia.com

(Adnkronos) - E' morto a 73 anni David Riondino. Lo si apprende da fonti vicine al cantautore e attore nato a Firenze il 10 giugno 1952. I funerali si terranno martedì 31 alle 11, presso la Chiesa degli artisti a Roma.
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