
(Adnkronos) - Giallo di Pietracatella, la Mobile di Campobasso ha ulteriormente allargato il raggio di interesse delle indagini sulla morte di Sara Di Vita, 15 anni, e della madre Antonella Di Ielsi, decedute tra il 27 e il 28 dicembre scorso. Ha infatti convocato in questura, per essere sentiti come persone informate sui fatti, altri cinque compaesani di Gianni Di Vita. Sale così a circa una quarantina il totale delle persone sentite dalla polizia.
Probabile, a breve, anche una nuova convocazione per lo stesso Gianni Di Vita. Intanto arrivano nuove conferme su quanto già trapelato sulla morte di madre e figlia. E' stata infatti confermata la positività alla ricina per entrambe le vittime. Allo stesso tempo, sempre secondo gli esami eseguiti del Maugeri, risulterebbe negativo alla stessa sostanza il sangue di Gianni Di Vita, marito e padre delle due donne. Per avere un quadro definitivo sarà però necessario attendere ancora pochi giorni: è infatti attesa a breve la relazione ufficiale del Centro antiveleni di Pavia, che dovrà fornire tutti i dettagli sugli esami tossicologici effettuati, chiarendo quantità, modalità di esposizione e compatibilità con il quadro clinico riscontrato.
Il medico legale Pia Benedetta De Luca ha fissato, per il prossimo 29 aprile a Bari, l'esame dei vetrini istologici relativi alle autopsie eseguite sui corpi delle due donne. Si tratta di un accertamento tecnico di particolare rilievo, considerato non ripetibile, che sarà svolto alla presenza di tutte le parti coinvolte, così da garantire il pieno contraddittorio.
L'analisi riguarda i campioni prelevati durante l'esame autoptico del 31 dicembre, elementi ritenuti fondamentali per chiarire le cause del decesso. Sono stati chiamati i legali e i consulenti dei cinque medici indagati per omicidio colposo, nella prima fase dell'indagine, oltre ai rappresentanti delle parti offese. Tra questi figura anche il nuovo difensore di Gianni Di Vita, l'avvocato Vittorino Facciolla, insieme al consulente tecnico incaricato dalla famiglia.

(Adnkronos) - Dopo l'attacco di Donald Trump a Giorgia Meloni, il centrodestra fa quadrato attorno alla premier confermando comunque l'amicizia dell'Italia con gli Stati Uniti, mentre l'opposizione si divide tra solidarietà ed esultanza per quella che viene letta come la frattura del fronte sovranista con il suo 'socio' di maggioranza.
A prendere nettamente le difese della premier è il ministro degli Esteri Antonio Tajani. "Siamo abituati a dire ciò che pensiamo perché questo fanno le persone serie - scrive in un post su x - . Fino a oggi il presidente Trump considerava Giorgia Meloni una persona coraggiosa. Non si sbagliava perché è una donna che non rinuncia mai a dire ciò che pensa. E su Papa Leone XIV ha detto esattamente ciò che tutti noi cittadini italiani pensiamo", ribadisce Tajani, sottolineando che "il presidente del Consiglio con il Governo difendono e difenderanno sempre e soltanto l’interesse dell’Italia". "Noi siamo e rimaniamo sinceri sostenitori dell’unità dell’Occidente e solidi alleati degli Stati Uniti, ma - avverte Tajani - questa unità si costruisce con lealtà, rispetto e franchezza reciproci".
Dopo quanto successo con Trump "secondo noi - afferma il presidente del Senato Ignazio La Russa - non c'è bisogno di ricucire, il Presidente ha una sua valutazione, noi continueremo a essere amici degli Stati Uniti d'America su tutti gli argomenti in cui ci troviamo in piena sintonia con gli Stati Uniti d'America. Quando non ci troviamo in sintonia abbiamo il dovere, prima ancora che il diritto di dirlo. In questo caso il dovere di prendere le distanze da un attacco frontale al Sommo Pontefice. Se non l'avesse fatto, Meloni sarebbe venuta meno ai suoi doveri non solo di cattolica, credente, osservante, perché Giorgia lo è profondamente, ma anche ai doveri del presidente del Consiglio italiano".
Di "parole inaccettabili" parla più nettamente il senatore di Forza Italia, Maurizio Gasparri. "Così come non abbiamo ritenuto accettabili gli attacchi di Trump al Santo Padre non riteniamo che si possano accettare le espressioni offensive nei confronti del presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, da parte di Trump. Noi siamo convinti sostenitori dell'alleanza occidentale - sottolinea anche Gasparri - e la Meloni lo ha ribadito in tutte le occasioni. Tuttavia, non possiamo accettare in silenzio espressioni di questa natura. Il Presidente degli Stati Uniti ha un ruolo importante che deve esercitare con un equilibrio che, evidentemente, in questa fase sta mancando. Pertanto, respingiamo al mittente parole assolutamente inaccettabili", conclude.
Dall'opposizione prima a prendere le difese della presidente del Consiglio è la segretaria del Pd Elly Schlein che in aula alla Camera chiede per l'attacco Usa una condanna "unanime". "E' accaduta una cosa gravissima e voglio esprimere la più ferma condanna, che sono certa sarà unanime in quest'aula - afferma la leader Dem - per l'attacco del presidente Donald Trump alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni per aver doveramente espresso solidarietà a papa Leone XIV. Voglio dire che l'Italia è un Paese libero e sovrano e che la nostra Costituzione è chiara: l'Italia ripudia la guerra. Nessun capo di Stato straniero può permettersi di attaccare o minacciare o può mancare di rispetto al nostro Paese e al nostro governo - rimarca - . Siamo avversari in quest'aula ma siamo tutte e tutti cittadini italiani e rappresentanti degli italiani e non accetteremo attacchi o minacce al governo e al nostro Paese. Chiediamo su questo davvero una condanna unanime", insiste Schlein.
Ma dal leader M5S Giuseppe Conte arrivano toni meno netti. "Trump attacca a destra e a sinistra e quindi gli attacchi non mi sorprendono", dice ai cronisti a Montecitorio. "Ma attenzione -aggiunge il leader M5S- proprio in questo contesto, io avevo cercato di avvertire che almeno la linearità e la chiarezza può mettere un po' al riparo, piuttosto che certe ambiguità che a un certo punto, come tutti i nodi, vengono al pettine".
Durissimo il leader di Iv Matteo Renzi che via social parla di una "Meloni scaricata persino dal suo guru". "Ecco le parole del presidente degli Stati Uniti: Meloni non ha coraggio, non la sento da tempo, non ha fatto nulla sulla sicurezza, ha fallito sui migranti, non lavora per giuste soluzioni energetiche. E questo, Donald Trump, che era il suo alleato: potete immaginarvi cosa dicono di lei gli altri? Giorgia Meloni viene scaricata persino dai suoi, dal suo guru, dal suo leader. Da dopo il referendum ogni giorno un problema. Saranno 15 mesi di piano inclinato fino alle elezioni, il crollo è appena cominciato". Lo scrive Matteo Renzi sui social.
In linea con Schlein invece Carlo Calenda di Azione che difende la premier: "Ha avuto coraggio a fare ciò che andava fatto da tempo, dire basta questo pazzo. Il che è già più di quello che hanno fatto tanti altri".

(Adnkronos) - "Indicato per la presidenza della Figc? Innanzitutto tengo a chiarire che io non mi sono candidato. Non ho fatto alcun passo formale in questo senso. Alcuni rappresentanti della Lega di Serie A mi hanno chiesto un'eventuale disponibilità. Li ho ringraziati per la fiducia, ma ho detto che senza un passaggio formale non sarebbe corretto dare alcuna risposta". Lo ha detto Giovanni Malagò al podcast “Sette Vite” di Hoara Borselli dopo la decisione della Lega Serie A di indicarlo alla presidenza della Figc, dopo le dimissioni di Gabriele Gravina.
Malagò ha aggiunto: "Nel momento in cui ci sarà un’indicazione ufficiale da parte di una componente, allora farò le mie valutazioni. Prima di quel prerequisito non si entra neanche in corsa. Compatezza della Serie A? È oggettivamente impressionante. Parliamo di un mondo storicamente complesso, litigioso, dove per anni è stato difficile trovare anche solo una maggioranza semplice. Vedere 19 società convergere su un soggetto terzo, conoscitore della situazione ma esterno alla dinamica federale diretta, è un fatto che merita attenzione. Se non ci fosse stato questo livello di compattezza, probabilmente avrei già declinato".
"Credo che mi venga riconosciuta credibilità e affidabilità. Nei momenti complicati serve qualcuno che sia considerato efficace e capace di tenere la barra dritta. L’affidabilità dovrebbe essere una qualità normale per chi ha ruoli di responsabilità, ma evidentemente non sempre è così scontata", ha spiegato Malagò.
"Se mi piacerebbe davvero guidare la Figc? È una sfida che mi affascina. Allo stesso tempo sono una persona realista: sarebbe un impegno enorme, che impatta sulla mia vita, sulla mia azienda e sulla mia quotidianità. Io sono un imprenditore e valuto tutto a trecentosessanta gradi. Se faccio una cosa, la faccio con serietà".
"Da osservatore esterno: cosa manca oggi al calcio italiano? Su questo devo essere molto corretto. Una candidatura, se ci sarà, va accompagnata da un programma condiviso. Qualsiasi cosa dicessi ora rischierebbe di sembrare una dichiarazione programmatica fatta prima dei confronti formali con le componenti. È un mondo che conosco bene e in cui bisogna muoversi rispettando tempi e passaggi".
L'ex presidente del Coni parla anche di cosa significa la mancata qualificazione dell’Italia ai Mondiali: "Significa quello che provano tutti gli italiani, forse ancora di più quelli che vivono il calcio con passione. È qualcosa di incredibile, sorprendente e doloroso, per motivi che non serve neanche spiegare. Sono andato a vedere Italia‑Irlanda a Bergamo. Non avevo alcun ruolo istituzionale, ma mi sembrava giusto esserci come cittadino e da appassionato. Sono rimasto incollato alla partita con grande partecipazione emotiva. Questo dice tutto".
Sulla corsa alla presidenza della Figc è intervenuto anche il ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi: "Abbiamo il compito di rasserenare il clima, che si sta esasperando in un modo che non è nella natura dello sport. C'è questa differenza tra quello che viviamo negli altri sport e il conflitto che determina uno stallo nel calcio, non solo nei risultati ma anche nei presupposti di una riforma".
E ancora: "Vorrei avere la certezza che non si tratti solo di un cambio di presidente, ma anche un cambio di sistema. Serve una svolta che sappia valorizzare la matrice comune degli interessi, che poi determinano i risultati e l'allargamento della base sociale. Non sono disponibile ad assistere a un cambio di regime, sono pronto a fare qualsiasi cosa per un cambio di registro".

(Adnkronos) - "L’impatto della psoriasi sulla qualità di vita dei pazienti è molto rilevante. E' una patologia che non si può nascondere: può comparire su mani, viso e altre parti esposte del corpo. Questo porta spesso a disagio, vergogna e a una qualità di vita molto bassa. Anche perché chi si trova davanti a queste manifestazioni cutanee, non conoscendole, può reagire con diffidenza o paura del contagio, che però non esiste". Lo ha detto Valeria Corazza, presidente dell'associazione Apiafco (Associazione psoriasici italiani amici della Fondazione Corazza), alla presentazione - oggi a Roma - dei risultati dell'(H) Open day psoriasi che lo scorso 11 marzo ha coinvolto 97 strutture sanitarie offrendo gratuitamente oltre 750 visite e consulenze dermatologiche. L'iniziativa è stata resa possibile da Fondazione Onda grazie alla collaborazione con Sidemast (Società italiana di dermatologia medica, chirurgica, estetica e di malattie sessualmente trasmesse), ha avuto il patrocinio di Apiafco ed è stata sostenuta dal contributo incondizionato di Bristol Myers Squibb.
Corazza ha più volte sottolineato come la psoriasi sia una malattia visibile e, proprio per questo, "difficile da gestire anche sul piano sociale". Secondo la presidente di Apfiaco, un primo passo importante è proprio l'informazione: "La psoriasi non è contagiosa - rimarca - Spiegarlo apertamente, anche con piccoli gesti quotidiani, può aiutare ad abbattere quel muro di distanza che spesso si crea. Ma per i pazienti non è facile: la vergogna è ancora molto forte".
Sul fronte delle cure, oggi le opzioni non mancano. "Esistono terapie efficaci che possono migliorare sensibilmente la condizione del paziente, fino a 'pulire' la pelle anche in tempi relativamente brevi, pur sapendo che non si può parlare di guarigione definitiva. Tuttavia - avverte - il percorso di cura non è sempre semplice. Si parte dal medico di medicina generale, che prescrive spesso trattamenti topici o farmaci di primo livello. Se però dopo alcuni mesi non si ottengono risultati, il paziente dovrebbe essere indirizzato a uno specialista. Qui emergono le difficoltà del sistema: tempi di attesa lunghi, passaggi burocratici complessi e ritardi nella presa in carico". Tutto questo "ha conseguenze anche sull'aderenza alle terapie. Quando il paziente si sente solo e non vede miglioramenti, tende ad abbandonare le cure - ricorda Corazza - Con i trattamenti topici, l'aderenza può scendere al 20-30%. Al contrario, con i farmaci biologici di ultima generazione, può arrivare fino al 90%". Per questo, evidenzia, "è fondamentale ricostruire un rapporto di fiducia tra pazienti, medici e sistema sanitario: è uno degli obiettivi principali della nostra associazione". Accanto alle cure mediche, Apiafco offre anche un supporto psicologico gratuito ai propri soci: "Abbiamo un team di 12 psicologhe che organizza incontri di gruppo, sia in presenza sia online. Questo aiuta molto i pazienti: si crea una rete di sostegno, si condividono esperienze e, soprattutto, si supera la vergogna". Un cambiamento che può fare la differenza. "Chi partecipa a questi percorsi spesso diventa più consapevole e sicuro, arriva a parlare apertamente della propria condizione anche nel lavoro o nella vita quotidiana. Abbattere questa barriera è fondamentale, tanto quanto curare la malattia fisica. Per questo, il supporto psicologico dovrebbe essere accessibile a tutti", conclude la presidente dell'associazione pazienti.

(Adnkronos) - Un 17enne, promessa della boxe toscana, è tra i tre giovani fermati dai carabinieri con l’accusa di concorso in omicidio aggravato dai futili motivi per la morte di Giacomo Bongiorni, il 47enne deceduto nella notte tra sabato e domenica in piazza Felice Palma a Massa, davanti alla compagna e al figlio di 11 anni.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori dei carabinieri, coordinati dalla Procura per i Minorenni di Genova, il minorenne avrebbe sferrato uno dei pugni che hanno preceduto la caduta dell’uomo e il successivo pestaggio. Il 17enne, interrogato nelle ore successive al fermo, avrebbe riferito di aver reagito dopo aver ricevuto una testata al volto da Bongiorni, circostanza che è ora al vaglio dei carabinieri attraverso l’analisi delle immagini delle telecamere di videosorveglianza. Dopo l’interrogatorio, il giudice ha disposto per il ragazzo la collocazione in una comunità per minorenni. Con la stessa accusa sono stati fermati anche due giovani maggiorenni, Ionut Alexandru Miron, 23 anni, ed Eduard Alin Carutasu, 19 anni, entrambi di origine rumena, attualmente in carcere in attesa dell’udienza di convalida richiesta dalla Procura di Massa.
Le indagini delineano una dinamica complessa, sviluppatasi in più fasi e ancora oggetto di accertamenti. Tutto sarebbe iniziato – secondo l’ipotesi investigativa – da un diverbio legato al comportamento di un gruppo di giovani in piazza, con il lancio di bottiglie e un richiamo da parte dei presenti. Da lì la situazione sarebbe rapidamente degenerata in una colluttazione che ha coinvolto più persone. Nel capo d’imputazione si fa riferimento a un intervento successivo dei due maggiorenni, che avrebbero partecipato attivamente allo scontro, mentre il 17enne sarebbe entrato in contatto diretto con la vittima.
Le immagini delle telecamere, insieme alle testimonianze raccolte, dovranno chiarire la sequenza precisa dei colpi e la loro eventuale incidenza causale sul decesso. Resta centrale l’esito dell’autopsia, prevista nelle prossime ore, che dovrà stabilire quali tra i colpi ricevuti da Bongiorni siano stati fatali e se il decesso sia stato provocato da un singolo impatto o dalla somma delle lesioni riportate nella colluttazione.

(Adnkronos) - Nell’attuale fase di transizione digitale, il tema non è più l’adozione delle tecnologie, ma la loro integrazione nei modelli decisionali e organizzativi: da qui prende forma la quinta edizione del Forum It & Intelligence. Un grande successo la quinta edizione del Forum It & Intelligence, l’appuntamento di Comunicazione italiana dedicato all’information technology e alle nuove intelligenze digitali, che ha riunito presso Assolombarda, a Milano, l’ecosistema dell’innovazione per una giornata di confronto sui linguaggi, gli strumenti e le trasformazioni che stanno ridefinendo il rapporto tra persone, dati e tecnologie.
Più 1.000 iscritti e oltre 120 speaker, tra chief information officer, head of Ai, head of data e Ciso di alcune tra le principali aziende italiane e internazionali, come Edison, Ferrarelle, Plenitude, Cdp, Ama, Impresa Pizzarotti, Credem, Gruppo Iren, Gruppo Hera e Canon Italia, oltre a realtà della pubblica amministrazione come Istat, Inail e Comune di Milano, il Forum si è confermato un punto di riferimento per chi oggi guida l’evoluzione digitale delle organizzazioni, affrontandone le implicazioni strategiche, operative e culturali.
Tra i momenti principali della giornata, il talk show di apertura 'Il linguaggio delle intelligenze e la nuova relazione tra persone e tecnologie' ha posto al centro il ripensamento del rapporto tra voce umana e intelligenza artificiale nei processi aziendali, evidenziando al contempo l’evoluzione della funzione It: da struttura di supporto a snodo strategico della governance. Il confronto ha coinvolto Alberto Bigolin (Innovo Renewables), Pierpaolo D’Odorico (Datapizza), Guido Di Fraia (Università Iulm), Antonella Periti (Edison) e Sandro Puzelli (Ferrarelle). A seguire, il main keynote speech 'Dual intelligence: le sfide dell'enterprise Ai' di Giacomo Ciarlini, co-founder e cio di Datapizza, ha richiamato l’attenzione su una criticità ormai strutturale: la difficoltà, per molte organizzazioni, di trasformare la sperimentazione sull’intelligenza artificiale in valore concreto, misurabile e scalabile. Spazio inoltre all'innovation speech 'L’era della resolution platform: guidare l’innovazione It dell’assistenza a clienti e dipendenti tra automazione intelligente ed empatia umana' di Stefano Tosi, enterprise account executive di Zendesk, dedicato all’evoluzione dei dipartimenti It, sempre più chiamati a integrare efficienza operativa, automazione e qualità della relazione.
In una delle sale parallele, la phygital interview 'Cybersecurity It/Ot: un approccio integrato tra convergenze, differenze e tutela del business', realizzata in collaborazione con Innovio, ha messo a fuoco le nuove sfide della sicurezza in ambienti It e Ot sempre più interconnessi. Al centro del confronto, la necessità di un approccio integrato alla cybersecurity, in grado di proteggere dati, impianti, processi e continuità operativa. Riflettori puntati inoltre sul Datapizza Ai lab, lo spazio a cura del main partner Datapizza che, attraverso demo live e momenti di confronto con il team R&D, ha offerto ai partecipanti una panoramica concreta sulle applicazioni dell'Ai in ambito aziendale, dall’orchestrazione dei sistemi all’analisi avanzata di dati e documenti. In parallelo si sono svolte sessioni in formato phygital, executive circle, tavoli tematici, incontri di business e momenti di networking, confermando il Forum come piattaforma di relazione oltre che di contenuto.
Hanno sostenuto l’evento il main partner Datapizza; il main media partner Adnkronos; gli official partner Innovio e Zendesk; i content partner assist digital, OpenText, SylloTips, WeAreProject, WIIT e Yubiq; i forum partner Brother, Humans.tech e Klaaryo e il media partner FASI.eu.
Nelle prossime due settimane saranno rese disponibili su comunicazioneitaliana.tv le registrazioni delle sessioni e le sintesi dei tavoli tematici a porte chiuse. I temi emersi troveranno continuità il 23 aprile a Roma con il Forum transizione digitale, realizzato in collaborazione con Sap Concur, appuntamento dedicato all’innovazione digitale e agli impatti dell’intelligenza artificiale sulla pubblica amministrazione.

(Adnkronos) - "La psoriasi è una malattia infiammatoria cronica della pelle che colpisce circa il 2-3% della popolazione italiana. E' una patologia della pelle, ma non riguarda solo la pelle. Ha due caratteristiche fondamentali che la rendono particolare: prima di tutto è visibile, perché colpisce un organo esposto come la cute, il nostro 'biglietto da visita'. Questo ha un forte impatto emotivo e psicologico, incidendo sulla vita sociale, relazionale e lavorativa delle persone. Per questo si parla di una malattia che 'va oltre la pelle'. Il secondo aspetto è il suo carattere sistemico: la psoriasi è sostenuta da un'infiammazione che non si limita alla cute, ma coinvolge anche altri organi. Per questo i pazienti hanno un rischio maggiore, rispetto alla popolazione generale, di sviluppare altre patologie, anche a carico di organi apparentemente non collegati alla pelle". Lo ha detto Alessandro Borghi, membro del Consiglio direttivo Sidemast (Società italiana di dermatologia medica, chirurgica, estetica e di malattie sessualmente trasmesse), alla presentazione - oggi a Roma - dei risultati dell'(H) Open day sulla psoriasi che l'11 marzo ha coinvolto 97 strutture sanitarie offrendo gratuitamente oltre 750 visite e consulenze dermatologiche. L'iniziativa promossa da Fondazione Onda è stata resa possibile grazie alla collaborazione con Sidemast, ha avuto il patrocinio di Apiafco (Associazione psoriasici italiani amici della Fondazione Corazza) ed è stata sostenuta dal contributo incondizionato di Bristol Myers Squibb.
Tra le principali comorbidità associate ci sono "sindrome metabolica, ipertensione, diabete di tipo 2, malattie cardiovascolari, intestinali ed epatiche. A queste si aggiunge anche un impatto psicologico significativo, che rappresenta un'ulteriore componente della malattia", sottolinea Borghi. La psoriasi può presentarsi in diverse forme, spiega, ma la più comune è quella a placche: "Si manifesta con diverse forme cliniche, la più comune è la cosidetta forma 'volgare' che è caratterizzata da placche eritematose rosse e desquamanti che possono comparire in varie parti del corpo. E' una malattia sintomatica: il paziente lamenta prurito, il 60-70% dei pazienti ha prurito. Esordisce in età giovanile, anche nei bambini, e per questo motivo bisogna subito farsi vedere dal medico. Questo rende importante una diagnosi precoce e un intervento tempestivo che vuol dire benessere per il paziente".
"Trattare la psoriasi fin dall'inizio è fondamentale - evidenzia Borghi - Il trattamento precoce e adeguato non solo mi garantisce non solo di avere una ottima risposta terapuetica sulla pelle, ma molto probabilmente di prevenire anche il rischio di complicanze e evdenti di comorbidità". Intervenire precocemente significa quindi agire non solo sui sintomi, ma anche sui meccanismi infiammatori alla base della malattia. "Oggi le opzioni terapeutiche sono diverse e si articolano su più livelli. Nelle forme lievi e localizzate - illustra lo specialista - si utilizzano terapie topiche, cioè creme e farmaci applicati direttamente sulla pelle. Se la malattia è limitata, anche poche lesioni possono essere controllate bene con trattamenti locali, a patto che il paziente segua correttamente la terapia. Nelle forme più estese si ricorre alla fototerapia, basata sull'esposizione controllata ai raggi ultravioletti, una soluzione ancora oggi efficace e molto sicura.Per i casi moderati o severi esistono invece le terapie sistemiche. Si dividono in farmaci tradizionali e terapie più recenti, come i farmaci biologici e le 'small molecules': sono estremamenti efficaci anche a lungo termine e con un buon profilo di sicurezza". La disponibilità di più terapie rappresenta un grande vantaggio: "Non si tratta solo di avere tanti farmaci - precisa Borghi - ma di avere farmaci diversi tra loro, con meccanismi d'azione differenti. Questo permette di scegliere la terapia più adatta a ciascun paziente. La psoriasi, infatti, non è uguale per tutti: non curiamo solo una malattia, ma una persona, con la sua età, le sue condizioni di salute e le eventuali altre patologie. Avere più opzioni terapeutiche significa poter curare adeguatamente ogni singolo paziente".

(Adnkronos) - Attacco hacker contro Booking.com, una delle principali piattaforme digitali al mondo per la prenotazione di alloggi. L'azienda che è stata fondata nel 1996 ad Amsterdam, in Olanda, infatti, ha subito un furto di dati.
"Recentemente abbiamo rilevato alcune attività sospette legate all’accesso non autorizzato, da parte di soggetti terzi, ad alcune informazioni di prenotazione dei nostri utenti", spiega Booking. "Non appena individuata l’anomalia, siamo intervenuti tempestivamente per contenerla. Abbiamo inoltre aggiornato il codice Pin associato alle prenotazioni interessate e informato gli utenti coinvolti", spiega l'azienda che si occupa di circa 30 milioni di strutture ricettive in tutto il mondo. La società che è intervenuta "tempestivamente" ribadisce che “in Booking.com, la sicurezza e la protezione dei dati dei nostri utenti rappresentano una priorità assoluta".

(Adnkronos) - Con 47 voti di differenza la Camera ha approvato la decisione dell'Ufficio di presidenza di sollevare il conflitto di attribuzione davanti alla Corte Costituzionale nei confronti della Procura della Repubblica di Roma, ritenendo che debba essere il Tribunale dei ministri ad esaminare la posizione di Giusi Bartolozzi, ex capo di Gabinetto del ministro della Giustizia, accusata di dichiarazioni "inattendibili e mendaci" nell'ambito della vicenda del rimpatrio in Libia di Almasri.

(Adnkronos) - "L'impegno della Fondazione Onda sulla psoriasi nasce dalla consapevolezza che si tratta di una malattia tutt'altro che rara: colpisce infatti il 2-3% della popolazione. Riguarda uomini e donne in egual misura, ma nelle donne tende a comparire prima. Spesso viene sottovalutata e considerata solo un problema della pelle, mentre in realtà è una patologia sistemica, che può coinvolgere anche altri organi e associarsi ad altre malattie. Proprio per questo abbiamo deciso di intervenire". Così Francesca Merzagora, presidente di Fondazione Onda, alla presentazione - oggi a Roma - dei risultati dell'(H) Open day sulla psoriasi che l'11 marzo ha coinvolto 97 strutture sanitarie offrendo gratuitamente oltre 750 visite e consulenze dermatologiche. L'iniziativa è stata resa possibile grazie alla collaborazione con Sidemast (Società italiana di dermatologia medica, chirurgica, estetica e di malattie sessualmente trasmesse), ha avuto il patrocinio di Apiafco (Associazione psoriasici italiani amici della Fondazione Corazza) ed è stata sostenuta dal contributo incondizionato di Bristol Myers Squibb.
"I dati - spiega Merzagora - mostrano chiaramente che oltre il 70% delle persone con psoriasi ha difficoltà nella vita sociale e lavorativa. Era quindi necessario affrontare il problema in modo più concreto. Abbiamo organizzato un Open day l'11 marzo negli ospedali con il Bollino rosa: una giornata dedicata alla psoriasi. Non si è trattato solo di offrire visite gratuite, ma anche di accogliere i pazienti, ascoltarli e fornire informazioni sui trattamenti più innovativi. I risultati sono stati molto positivi: hanno partecipato 97 ospedali e in molti casi le richieste hanno superato la disponibilità. Sono state effettuate circa 750 tra visite e consulenze dermatologiche, oltre a incontri informativi, dirette sui social e punti informativi". Durante la giornata "sono stati presi in carico anche pazienti con forme gravi, che non vedevano uno specialista da anni, e persone che non erano a conoscenza delle terapie disponibili - sottolinea la presidente di Onda - Anche se non sempre si può risolvere completamente la malattia, è possibile migliorare significativamente la qualità della vita. Le richieste più frequenti da parte dei pazienti riguardavano il ritardo nella diagnosi e la mancanza di informazioni. Molti chiedevano semplicemente di capire meglio la propria condizione e di avere accesso a cure che potessero migliorare il loro benessere quotidiano". Anche i social hanno avuto un ruolo importante: "La campagna ha raggiunto molte persone, con un'ampia partecipazione su Facebook e Instagram".
"E' stata un’esperienza molto positiva che ci auguriamo di ripetere. Continueremo a parlare di psoriasi anche durante la Settimana dedicata alla salute della donna, che coinvolgerà circa 250 ospedali con Bollino rosa. In molte strutture saranno offerti nuovamente servizi e consulenze dermatologiche", conclude Merzagora.

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(Adnkronos) - Mario Adinolfi all'Adnkronos annuncia di aver "denunciato e querelato" la trasmissione televisiva 'Le Iene' per "i loro servizi contro di me attivati ossessivamente dal 2016 per dieci anni consecutivi", dopo l'accesa discussione tra il leader del Popolo della Famiglia, avvenuta lo scorso 11 aprile, con l'inviato del programma di Italia 1 'Le Iene', Filippo Roma, fuori dall'hotel dove Adinolfi presentava la sua candidatura a sindaco di Prato. L'alterco con il giornalista di Mediaset, secondo quanto documentato anche da riprese amatoriali, sarebbe degenerato quando Adinolfi avrebbe afferrato l’inviato per i capelli chiedendogli ripetutamente: 'Era una figurante o no?'.
"Mi sono recato in commissariato a sporgere denuncia contro Pier Silvio Berlusconi, Davide Parenti, Filippo Roma, Alfredo Liuzzi, Cristina Zaccanti, Carlo Bravi, Rti e Mediaset - racconta Adinolfi - Ho sempre ritenuto prioritario tutelare la libertà di critica anche e soprattutto nei miei confronti. Ora però la serialità delle diffamazioni attuate sistematicamente dal 2016, guardacaso sempre a ridosso di momenti elettorali, con agguati ad personam sotto la mia abitazione di residenza ed in innumerevoli eventi pubblici, con ricadute che hanno leso gravemente anche mia moglie e le mie figlie, ha richiesto un atto che avrei volentieri evitato ma si è reso evidentemente necessario", conclude il leader del Popolo della Famiglia. (di Alisa Toaff)

(Adnkronos) - "E dopo il successo delle Olimpiadi invernali 2026 di Milano Cortina rilanciamo con la candidatura del Nord-Ovest alle Olimpiadi estive". Lo scrive su Instagram il sindaco di Milano Giuseppe Sala, dopo l'annuncio di questa mattina da parte delle Regioni Piemonte, Lombardia e Liguria, insieme alle città di Torino, Milano e Genova, dell'avvio di un percorso congiunto volto a valutare la possibilità di presentare una candidatura unitaria del Nord-Ovest italiano per ospitare una futura edizione dei Giochi olimpici e paralimpici estivi. La prima edizione dei Giochi da assegnare, quella a cui dunque inizia a guardare l'Italia, riguarda il 2036.
Sui social, Sala ha aggiunto: "Le città di Torino, Milano, Genova e le Regioni Piemonte, Lombardia, Liguria condividono questa ambiziosa sfida. Vogliamo valorizzare la vocazione sportiva, infrastrutturale e internazionale di questi territori. Gli investimenti possono essere limitati, grazie alla nuova modalità dei 'Giochi diffusi'. Viva il triangolo olimpico!".
L'idea è stata commentata in una nota anche dal presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana: “Questa proposta nasce da un’esperienza concreta e recente: le Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026, le prime Olimpiadi diffuse della storia". Il modello diffuso dei Giochi 2026 "ha saputo conquistare il mondo perché fondato sulla capacità dei territori di lavorare insieme e di soddisfare esigenze diverse, mettendo a sistema competenze, infrastrutture e identità locali. È proprio da qui che partiamo: dall’idea che la collaborazione tra territori non sia solo un valore, ma una leva strategica per costruire grandi progetti internazionali sostenibili, innovativi e capaci di generare benefici duraturi".
Fontana alimenta così il sogno di vedere anche le Olimpiadi estive di nuovo in Italia, dopo la leggendaria edizione di Roma nel 1960: "Oggi proponiamo di replicare e rafforzare questa impostazione che ha permesso di vendere 1,3 milioni di biglietti anche per i Giochi estivi, puntando su sostenibilità, riutilizzo degli impianti e collaborazione istituzionale. Abbiamo raggiunto un numero più alto delle aspettative iniziali. Sul fronte presenze, molto interessante anche la provenienza del pubblico: solo il 37% è italiano, mentre il 63% è arrivato dal resto del mondo. Il Nord-Ovest rappresenta uno dei motori più dinamici d’Europa e può contare su una rete infrastrutturale, sanitaria, sportiva e organizzativa di altissimo livello. La volontà condivisa è quella di costruire una candidatura credibile, innovativa e capace di generare valore duraturo per i territori e per l’intero Paese”.

(Adnkronos) - Harry e Meghan sono arrivati in Australia per un tour di 4 giorni. Nel primo giorno di visita, il Duca e la Duchessa di Sussex si sono fatti dei selfie, hanno fatto giardinaggio con i pazienti e il personale medico di un ospedale e hanno aiutato i figli dei veterani a realizzare oggetti in ceramica. La coppia, che non è più parte attiva della famiglia reale e si trova in viaggio a titolo privato, alternerà visite a enti benefici, tra cui un centro di accoglienza per donne, e di raccolta fondi. Il programma riflette anche l'aspetto commerciale del viaggio, dato che il principe Harry terrà un discorso di apertura a un vertice per il quale i biglietti costano fino a 2.400 dollari australiani (quasi 1.500 euro) a persona. Meghan terrà conversazioni a tu per tu durante un "weekend tra ragazze" riservato alle donne a Sydney, organizzato dalle produttrici del podcast Her Best Life.
La coppia è atterrata all'aeroporto di Melbourne intorno alle 6.30 di stamattina (ora locale) con un volo di linea della Qantas proveniente da Los Angeles. È la prima volta che Harry e Meghan visitano l'Australia dal 2018, anno in cui trascorsero circa nove giorni nel Paese nell'ambito di un intenso tour, pochi mesi dopo il loro matrimonio. Il "weekend tra ragazze senza precedenti", a cui parteciperà Meghan presso l'hotel InterContinental Coogee Beach di Sydney, comprende lezioni di yoga, sessioni di terapia del suono, cene e serate in discoteca, al prezzo di 2.699 dollari australiani (oltre 1.600 euro) a persona. Chi è disposto a pagare ancora di più, fino a 2.000 euro, avrà accesso all'"esperienza VIP", che include una foto di gruppo al tavolo con Meghan e una borsa omaggio. La coppia visiterà anche la capitale Canberra, ha riferito l'emittente nazionale ABC.
La visita dei Sussex ha già suscitato critiche, con Jess Wilson, leader dell'opposizione nello stato di Victoria, che ha condannato l'utilizzo del denaro dei contribuenti per fornire protezione alla coppia. Nel loro primo viaggio in Australia del 2018, Harry e Meghan andarono anche in Nuova Zelanda e nelle isole del Pacifico, una visita che attirò folle di fan entusiasti.

(Adnkronos) - Torna 'La Milanesiana', la rassegna culturale ideata e diretta da Elisabetta Sgarbi. La nuova edizione, la 27esima, prenderà il via il 24 maggio e toccherà 18 città italiane, per un totale di 60 appuntamenti con ospiti italiani e internazionali. Un appuntamento capace di mixare tanti elementi culturali, dalla letteratura al cinema, passando per lo sport e per i fumetti.
Quest'anno - come ha spiegato Elisabetta Sgarbi, direttore artistico, alla conferenza stampa che si è tenuta oggi al Piccolo Teatro Grassi di Milano - il tema è 'Il desiderio e la legge': due forze opposte che riescono a intrecciarsi, il cui rapporto si impone come una delle questioni più vive del nostro tempo, un terreno fertile di interrogazione sui confini, morali e territoriali, l’autodisciplina, la libertà e la responsabilità.
Ed è con questo presupposto, che La Milanesiana, per la prima, inaugura due nuove collaborazioni: con l’Istituto Clinico Humanitas e con il Carcere di San Vittore. L'obiettivo è quello di portare il confronto culturale anche in spazi in cui la parola e l’ascolto possono assumere un valore ancora più necessario.
Nell’ambito della valorizzazione di diritti, inclusione e accessibilità, avvia inoltre la collaborazione con l’Istituto dei Ciechi di Milano, con un omaggio a Jorge Luis Borges nel giorno del quarantesimo anniversario della sua scomparsa, scrittore argentino che attraversò la lunga esperienza della cecità facendone una dimensione centrale della propria immaginazione letteraria.
Il simbolo de 'La Milanesiana' è una rosa che rappresenta, appunto, l'intreccio tra il desiderio e la legge. L'immagine prende spunto dalla rosa dipinta da Franco Battiato: il fiore e il suo profumo evocano attrazione, movimento e immaginazione, mentre le spine e la struttura cristallizzata richiamano il limite, la norma e il rischio. Non c’è opposizione tra i due poli, perché è proprio la legge a dare forma al desiderio, rendendolo significativo.
L’edizione è dedicata a Daniela Benelli e Dario Salvetti, scomparsi nel 2025, due persone che hanno visto nascere 'La Milanesiana' arricchendola con le loro idee che quest'anno verranno ricordate. Particolare dedica anche a Giorgio Gosetti, direttore del Noir in Festival e amico de 'La Milanesiana'.

(Adnkronos) - Cial, Consorzio nazionale imballaggi alluminio, torna alla Milano design week, il più importante appuntamento internazionale dedicato al progetto e al design, con una collaborazione d’eccellenza con Naba, Nuova accademia di belle arti. Un legame che non sorprende: l'alluminio, duttile, riflettente e riciclabile infinite volte, è da decenni un materiale di elezione per artisti e progettisti, capace di trasformarsi in opera, installazione, visione senza mai perdere le proprie qualità. Per il Consorzio, portarlo al cuore della Design week significa dare forma concreta a un messaggio di responsabilità circolare attraverso il linguaggio più universale che esista: quello del progetto. Dal 21 al 26 aprile 2026, presso uno degli spazi più iconici di Milano, Palazzo Litta (Corso Magenta, 24), sarà visitabile l’installazione 'Extreme environments', nell’ambito di MoscaPartners variations 2026, la mostra collettiva che in questa edizione ha come tema conduttore Metamorphosis.
'Extreme environments' nasce da un percorso di ricerca condivisa curato da Claudio Larcher, design area leader, Andrea Mancuso, designer e docente, Luca Poncellini, design and applied arts department head, Michele Aquila, course leader del biennio specialistico in Creative media production e da Sofia D’Andrea, design area academic assistant, il progetto nasce da un percorso di ricerca condivisa che ha coinvolto gli studenti dell'area design per le installazioni in alluminio e quelli del biennio specialistico in Creative media production per lo sviluppo dei contenuti audiovisivi.
Il progetto invita a riflettere su come il design possa reagire, adattarsi e generare nuove visioni in contesti estremi: dalle città verticali ai luoghi remoti, dalle temperature proibitive alle situazioni di forte fragilità sociale. Il concetto stesso di 'ambiente' si espande: è condizione climatica, spazio abitabile, ecosistema sociale e culturale. Protagonisti dell’installazione sono totem scultorei in lastra di alluminio, integrati da contenuti video su schermo Led, che dialogano con lo spazio storico di Palazzo Litta attraverso contrasti tra naturale e artificiale, leggerezza e solidità, riflessione e distorsione. Le superfici metalliche diventano dispositivi percettivi capaci di amplificare e reinterpretare l’esperienza dello spazio, trasformando un materiale quotidiano in linguaggio artistico di grande potenza visiva.
La partecipazione di Cial alla Design week non è casuale: l’alluminio è per sua natura un materiale che si presta all’arte. Duttile, leggero, riflettente, capace di assumere qualsiasi forma senza perdere le proprie qualità intrinseche, è da decenni presente nel vocabolario dell’arte contemporanea, dall’architettura al design, dalla scultura all’installazione. In questo contesto si inserisce un percorso più ampio di dialogo tra Cial e il mondo dell’arte, sviluppato negli anni attraverso diverse collaborazioni e progetti. Tra questi, Lakapoliesis, la mostra curata dall’artista Matteo Cibic in occasione della Art week e Design week 2025; il sostegno all’Arte Laguna prize con il Premio sostenibilità e arte, dedicato a progetti che valorizzano la sostenibilità ambientale e, ancora, la ventennale collaborazione con il Dipartimento educazione del museo di Rivoli (To) con cui Cial organizza i laboratori d’arte, iniziative strettamente connesse al riutilizzo e al riciclo dei materiali. Ma c’è di più: l’alluminio è il materiale per eccellenza dell’economia circolare. Riciclabile infinite volte senza perdere qualità, la sua produzione da riciclo richiede il 95% di energia in meno rispetto a quella da materia prima.
"La Milano design week è il palcoscenico ideale per raccontare l’alluminio per quello che è: un materiale vivo, che non esaurisce mai la propria storia. Ogni imballaggio in alluminio riciclato è materia prima pronta a diventare qualcosa di nuovo -e con 'Extreme environments' questa trasformazione diventa arte, esperienza sensoriale e riflessione collettiva", dichiara Stefano Stellini, direttore generale di Cial. "Per Cial, l’arte è da sempre un canale privilegiato per trasmettere i valori della responsabilità circolare in modo diretto e duraturo, attraverso l’esperienza estetica. Collaborare con Naba significa affidarsi a una generazione di progettisti che guarda al futuro con occhi critici e capaci di meraviglia, con cui costruire una visione della sostenibilità più profonda e duratura".
"Partecipare alla Milano design week 2026, nel contesto di MoscaPartners variations a Palazzo Litta, rappresenta per Naba l'occasione per ribadire il valore del progetto come strumento di visione e responsabilità. 'Extreme environments', realizzato anche grazie alla collaborazione con Cial-Consorzio nazionale per il riciclo degli imballaggi in alluminio, esplora scenari complessi in cui l’alluminio diventa leva progettuale per immaginare nuove possibilità sostenibili", dichiara Claudio Larcher, Naba design area leader. "Il nostro approccio 'learning by doing' forma progettisti capaci di trasformare i limiti in risorse, contribuendo attivamente al dibattito sul futuro del design con consapevolezza e innovazione".

(Adnkronos) - "(A voi italiani) piace il fatto che la vostra presidente (del Consiglio, ndr) non stia facendo nulla per ottenere il petrolio? Piace alla gente? Non posso immaginarlo. Sono scioccato da lei. Pensavo che avesse coraggio, mi sbagliavo". Così Donald Trump in un'intervista esclusiva al Corriere della Sera parlando di Giorgia Meloni. Ealla domanda se abbia parlato di questo con lei, replica: "No. Dice semplicemente che l’Italia non vuole essere coinvolta. Anche se l’Italia ottiene il suo petrolio da là, anche se l’America è molto importante per l‘Italia. Non pensa che l’Italia dovrebbe essere coinvolta. Pensa che l’America dovrebbe fare il lavoro per lei".
Il presidente americano insiste e dice "Non vuole aiutarci con la Nato, non vuole aiutarci a sbarazzarci dell’arma nucleare. E’ molto diversa da quello che pensavo...Non è più la stessa persona, e l’Italia non sarà lo stesso Paese, l’immigrazione sta uccidendo l’Italia e tutta l’Europa".
Trump torna poi a ripetere che l’Europa sta "distruggendo sé stessa dall’interno" con le sue politiche di immigrazione e con quelle legate all’energia: "Pagano i più alti costi del mondo per l’energia e non sono nemmeno pronti a battersi per lo stretto di Hormuz da dove la ricevono. Dipendono da Donald Trump perché lo tenga aperto". Quando gli chiediamo se abbia chiesto all’Italia l’uso di dragamine per lo stretto di Hormuz, il presidente americano afferma: "Ho chiesto di inviare tutto quello che vogliono, ma non vogliono perché la Nato è una tigre di carta".
Il presidente americano ha replicato anche alle parole di Meloni, che aveva definito "inaccettabili" i suoi attacchi a Papa Leone XIV: "È lei che è inaccettabile perché non le importa se l’Iran ha una arma nucleare e farebbe saltare in aria l’Italia in due minuti se ne avesse la possibilità". Il presidente ha inoltre ammesso di non parlare con Meloni "da molto tempo".
Trump è tornato anche all'attacco del pontefice, affermando che Leone "non capisce, e non dovrebbe parlare di guerra, perché non ha idea di quello che sta succedendo. Non capisce che in Iran hanno ucciso 42mila manifestanti lo scorso mese".

(Adnkronos) - Il Principe di Galles William avrebbe ricevuto 2,5 milioni di sterline di denaro pubblico per l'affitto di un carcere inutilizzato da quasi due anni. A riportare la notizia in Gran Bretagna è il Sunday Times. William infatti è anche Duca di Cornovaglia e, in quanto tale, sovrintende a numerose proprietà che gli fruttano ingenti guadagni. Fra queste, c'è la prigione - abbandonata e chiusa a causa della presenza di gas tossici - di HMP Dartmoor. Il Sunday Times ha riportato che il Ducato di Cornovaglia è proprietario del carcere e lo ha concesso in locazione al ministero della Giustizia per 1,5 milioni di sterline (1,7 milioni di euro) all'anno a partire da dicembre 2023. Ciò significherebbe che negli ultimi 20 mesi il contratto di locazione ha generato almeno 2,5 milioni di sterline (circa 2,9 milioni di euro) di entrate. Tuttavia, il carcere nel Devon è inutilizzato dal luglio 2024, dopo che nelle celle dei detenuti sono stati rilevati alti livelli di radon, un gas tossico presente in natura e collegato al cancro ai polmoni.
La struttura di categoria C (progettata per detenuti maschi adulti che difficilmente tenteranno la fuga, ma di cui non ci si può fidare in condizioni di detenzione all'aperto) è una delle 42 carceri e centri di libertà vigilata del Regno Unito con alti livelli di radon. Il Ducato di Cornovaglia si è rifiutato di confermare l'ammontare delle tasse pagate da William sul reddito derivante dall'affitto, dichiarando: "L'affitto del carcere di HMP Dartmoor riflette accordi di lunga data che regolano il sito ed è stato negoziato su base commerciale standard, con entrambe le parti che si sono avvalse di consulenti indipendenti. Rimaniamo in contatto regolare con il Ministero della Giustizia, poiché è quest'ultimo a determinare il futuro del carcere". Ha aggiunto: "Sin dalla chiusura, siamo stati attivamente impegnati in discussioni con il Ministero della Giustizia per trovare al più presto una soluzione equa e sostenibile a questo problema".
Il giornale ha riportato che, da quando il sito è stato abbandonato, si è infestato di ratti, uccelli, pipistrelli e insetti. Ciò è accaduto dopo che le finestre sono state lasciate aperte per favorire la ventilazione, come affermato in un rapporto del carcere. Il Ducato di Cornovaglia è una tenuta istituita dal re Edoardo III nel 1337 per garantire un reddito all'erede al trono. In qualità di attuale erede, il principe William detiene anche il titolo di Duca di Cornovaglia e sovrintende alla tenuta, percependo al contempo un reddito personale da essa. Secondo il sito web della Famiglia Reale, il Ducato attualmente fornisce un reddito annuo di 21 milioni di sterline, che "il Principe utilizza per sostenere se stesso, i suoi figli e le loro famiglie, nonché per la sua attività filantropica, che raccoglie oltre 100 milioni di sterline all'anno per diverse cause benefiche. Il Principe paga volontariamente le imposte sul reddito su tutte le entrate provenienti dal patrimonio".

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(Adnkronos) - Ancora una volta l’economia globale rischia di deragliare dalla rotta, questa volta a causa della guerra in Medio Oriente. Così il Fondo monetario internazionale nel World economic outlook (Weo) stimando nello scenario peggiore di tutti - con danni infrastrutturali e guerra più lunga - in un rallentamento del pil a quasi il 2% e "questo significherebbe sfiorare una recessione globale (tasso di crescita inferiore al 2%), cosa che si è verificata solo quattro volte dal 1980, con le ultime due occasioni che corrispondono alla crisi finanziaria globale e alla pandemia di Covid-19".
Nell’ultimo anno, si legge, "i venti contrari derivanti dall’innalzamento delle barriere commerciali e dall’elevata incertezza sono stati compensati dai venti favorevoli provenienti dagli investimenti nel settore tecnologico, dalle condizioni finanziarie accomodanti, compreso un dollaro statunitense più debole, e dal sostegno delle politiche fiscali e monetarie. Il conflitto in Medio Oriente rappresenta una significativa forza contraria a questi fattori favorevoli attraverso il suo impatto sui mercati delle materie prime, sulle aspettative di inflazione e sulle condizioni finanziarie".
"I rischi al ribasso prevalgono: le tensioni geopolitiche potrebbero aggravarsi ulteriormente – trasformando la situazione nella più grave crisi energetica dei tempi moderni – oppure potrebbero esplodere tensioni politiche interne", avverte il Fondo monetario internazionale nel World economic outlook.
"I fattori di stress politico possono intrecciarsi con i cambiamenti nelle politiche commerciali e in altre politiche internazionali. Indipendentemente dagli sviluppi geopolitici, potrebbero divampare controversie commerciali", si avverte. "Il ruolo critico degli elementi delle terre rare nelle catene di approvvigionamento globali costituisce un particolare punto di attrito".
Inoltre "un indebolimento delle istituzioni, compresa l’indipendenza della banca centrale e la credibilità della politica monetaria, potrebbe far crescere le aspettative di inflazione, specialmente in un momento in cui l’inflazione complessiva è in aumento a causa di uno shock sui prezzi dei beni di consumo". Sul versante positivo, l’attività potrebbe ricevere un ulteriore impulso dagli investimenti legati all’IA e trasformarsi infine in una crescita sostenibile se una più rapida adozione dell’IA si traducesse in forti aumenti di produttività e in un maggiore dinamismo delle imprese. L’attività potrebbe inoltre essere sostenuta da un rinnovato slancio per le riforme strutturali e da un allentamento duraturo delle tensioni commerciali, scrive il Fmi.

(Adnkronos) - “Elisabetta II ha amato in maniera molto profonda l’Italia e due sue visite, delle cinque totali, sono avvenute in momenti particolari della sua vita. La prima nel 1951, quando era ancora principessa ereditaria ma da lì a poco sarebbe stata incoronata la regina più longeva della monarchia britannica. L’occasione fu una cena privata con il presidente Luigi Einaudi per festeggiare il 25mo compleanno della futura sovrana. E la seconda, nel 2014, quando incontrò Giorgio Napolitano, ma la salute della monarca era già abbastanza compromessa tanto che poi, dall’anno successivo, annullò del tutto i viaggi di Stato. L’Italia fu il suo ultimo viaggio all’estero fuori da un territorio del Commonwealth". A raccontarlo in un'intervista all'Adnkronos è Robert Hardman, storico biografo della famiglia reale, il quale presenta in questi giorni il suo ultimo libro dal titolo "Elizabeth II - In Private. In Public. The Inside Story" pubblicato in occasione dei 100 anni dalla nascita della regina che cadranno il prossimo 21 aprile.
“La sovrana si era sentita profondamente in colpa per aver dovuto annullare un precedente incontro con l'allora presidente Giorgio Napolitano a causa di problemi di salute. Nonostante l'età avanzata, 88 anni, e le precarie condizioni di salute del principe Filippo, lei volle onorare quell'impegno a tutti i costi. Sentiva di dover rimediare e voleva assolutamente vedere il presidente Napolitano, con cui aveva un ottimo rapporto", ricorda Hardman, che descrive quel soggiorno come un momento di grande calore e sottolinea quanto la regina amasse la cultura e l'arte italiana, elementi che sentiva risuonare costantemente anche nella storia britannica. “Considerava il vostro Paese un alleato europeo importantissimo, sentendosi sempre incredibilmente benvenuta lì", rievoca ancora Hardman, che è tra i pochi scrittori ad aver conosciuto da vicino Elisabetta II, riuscendo anche a viaggiare con lei in occasione di varie visite di Stato, scambiando spesso e volentieri pensieri e stati d’animo con la sovrana: “Nei suoi 70 anni di regno ha saputo destreggiarsi tra la solennità dei grandi eventi storici e il desiderio di sfuggire al protagonismo imposto dal suo ruolo”.
Il biografo la ricorda sorridente nel mezzo di celebrazioni imponenti, come il 50mo anniversario del D-Day a bordo del suo yacht nel Canale della Manica, o nel suo storico arrivo a Città del Capo accolta da Nelson Mandela. Di quei momenti, l'autore sottolinea l'incredibile capacità della regina di connettersi con la storia e con le persone: "Era una persona assolutamente autentica, non interessata alla fama o alla celebrità, ma capace di rappresentare un’intera generazione". Questa autenticità le ha permesso di preservare il misticismo della corona anche nell'era digitale, dove "mentre i politici si adattavano per assecondare il messaggio del momento e gli umori dei sudditi, lei restava semplicemente se stessa".
Dietro la facciata di stabilità assoluta, Hardman rivela però episodi di umana fragilità e complessità familiare. Un momento di rottura avvenne nell'estate del 1969, un anno carico di tensioni tra il primo documentario sulla Royal Family diffuso in televisione e l'investitura di Carlo come principe del Galles. La regina arrivò a quello che Hardman definisce quasi un esaurimento nervoso, descritto ufficialmente come un'influenza, che la costrinse a sparire per una settimana proprio nel culmine della stagione reale. Anche nel privato della sua famiglia, le dinamiche erano più sfumate di quanto si creda. Lo scrittore smentisce il mito del principe Andrea come figlio preferito. “Molto più semplicemente la regina nutriva per lui una maggiore apprensione rispetto agli altri figli, perché lo vedeva privo di una direzione chiara dopo il servizio nella Royal Navy. Percepiva Andrea come una figura vulnerabile”.
Sul fronte politico internazionale, Elisabetta II mostrò una sorprendente capacità di adattamento, come dimostrato nel rapporto con il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Nonostante le enormi differenze di personalità, Hardman racconta di una connessione basata sul rispetto reciproco e su radici comuni: "Entrambi avevano madri scozzesi e questo ha aiutato molto a far decollare la conversazione. Trump nutriva un'ammirazione profonda per lei e la regina, dal canto suo, lo trovava divertente, permettendo ai loro incontri di durare molto più del previsto”.
La questione della Brexit rimane forse uno dei temi più dibattuti del suo regno. Lo scrittore ha raccolto testimonianze contrastanti da persone estremamente vicine alla sovrana: "Ho incontrato persone convinte che fosse favorevole all'uscita e altre, altrettanto vicine, certe che volesse restare nell'Unione Europea. La celebre frase ‘Non capisco perché non possiamo semplicemente uscirne’, pronunciata anni prima del referendum e riportata dal tabloid Sun, non indicava necessariamente una posizione politica ideologica. Quel commento rifletteva piuttosto una certa esasperazione per il funzionamento di alcune istituzioni europee, in un momento in cui il termine Brexit non esisteva nemmeno”.
Hardman parla qui della successione di re Carlo III, una transizione fluida, priva di quel panico che molti avevano previsto. “Carlo ha saputo porsi come un faro di stabilità, gestendo con grazia il passaggio del testimone proprio mentre il Paese affrontava, e tuttora sta affrontando, forti turbolenze politiche”. Mentre il Regno Unito guarda alla prossima visita del re negli Stati Uniti prevista dal 27 al 30 aprile, lo scrittore evidenzia come la monarchia continui a svolgere quel ruolo di "servizio pubblico invisibile che Elisabetta ha incarnato per sette decenni. La sua decisione storica di pagare le tasse dal 1992, nonostante il parere contrario del premier John Major, rimane uno dei simboli della sua volontà di restare in sintonia con il proprio popolo. Decise di farlo comunque, nonostante non fosse obbligata, perché sentiva che era la cosa giusta da fare”.
Infine, guardando ai 71 anni di regno, si avrebbe l'impressione che Elisabetta abbia speso la maggior parte della sua influenza a risolvere conflitti familiari interni, tra tutti il divorzio tra Carlo e Diana, che ad intervenire su questioni geopolitiche internazionali, essendo lei stata capo della monarchia britannica, ma anche di Stato e della Chiesa. "Noi dei media guardiamo molto ai drammi familiari perché fanno audience - conclude il biografo - e come ogni famiglia anche la sua ha avuto i suoi problemi, che però erano sempre sotto l'occhio di tutti. Ma la maggior parte della sua vita è stata dedicata a far andare avanti le cose, come diciamo noi qui ‘keeping the show on the road’, mantenendo il Governo e la Nazione stabili. C'è molto della monarchia che non vediamo, come la nomina di ammiragli, generali e ambasciatori o la firma di documenti di Stato. Ha creato intorno all'apparato statale un senso di affidabilità. Non a caso, quando è morta, nella stessa settimana in cui abbiamo cambiato premier, tutto è andato avanti con stabilità, senza panico. Lei odiava il panico e non era un'interventista. Il suo messaggio era: ‘Mantenete la calma e andate avanti’ ossia keep calm and carry on”. (di Alessandro Allocca)

(Adnkronos) - Dalla trincea della lotta al Covid a un 'Manifesto' per una nuova visione della sanità e del welfare del Paese. Dal 2000 al 2025 il professor Francesco Vaia è stato tra i protagonisti della sanità del Paese. Dalla trincea della lotta al Covid, come direttore generale dell'Inmi Spallanzani di Roma, è stato tra i pochi a non cadere nella trappola dell'allarmismo mediatico. Nella breve parentesi come direttore della Prevenzione del ministero della Salute ha proseguito il lavoro per migliorare il Ssn uscito dall'esperienza della pandemia. Ha lavorato con tre primi ministri, Conte, Draghi e Meloni. Dopo 6 anni la sanità italiana vive un periodo tra elleccenze e ritardi, e Vaia - oggi componente dell'Autorità garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità - ha deciso di raccontarsi e di proporre "una scossa". E' infatti il protagonista del vodcast prodotto dall'Adnkronos 'La salute senza filtri-Dalla pandemia alle liste d'attesa'. In 4 episodi - il primo uscirà venerdì 17 aprile sui canali Adnkronos e sulla sezione Podcast di Adnkronos.com, poi il 23 aprile, il 30 aprile e l'8 maggio, il professore si racconterà senza censure. Il passato, analizzando la gestione dell'emergenza Covid; il presente, con i 'mali' e le eccellenze del Ssn; la comunicazione sui vaccini, i nodi dell'antiscienza e le best-practice della prevenzione; e poi gli errori dell'Oms e il rapporto con Giorgia Meloni.
Nell'ultimo episodio il futuro, con la presentazione di un Manifesto "aperto alla politica tutta, alla società civile, ai colleghi, senza nessuna preclusione", ha chiarito Vaia. Alla domanda del conduttore se è una discesa in campo, Vaia ha risposto: "Qualche telefonata negli anni passati c'è stata, anche per incarichi molto importanti, ma ho fatto una scelta diversa. Io il camice di medico me lo sento ancora addosso come lo sentivo davanti alla fontana dello Spallanzani nel 2020. Mi sento un civil servant. Il Manifesto - ha raccontato - lo presenterò io, ma ci saranno tanti colleghi e colleghe che collaborano con me, è un'azione collettiva di cittadini attivi. Abbiamo bisogno che i cittadini collaborino con i governi, non solo per la sanità, ma anche per il sociale. Ecco la mia proposta: un ministero del Welfare che metta insieme l'aspetto sociale e quello sanitario".
Ma è un Manifesto di destra o di sinistra? "Collaboriamo con le istituzioni che oggi hanno un colore e domani un altro, dobbiamo tornare - ha precisato Vaia - ad un linguaggio di rispetto delle posizioni anche diverse dalle nostre. Vogliamo rimettere al centro la persona, non sarà un Manifesto contro qualcuno. La politica ci ascolti, poi vedremo". Dal suo "non abbiate paura" rivolto agli italiani in piena pandemia a marzo 2020 sembra passata un'eternità, ma oggi la crisi geopolitica globale mette in crisi anche i sistemi sanitari. Sulle liste d'attesa: "Sono una vergogna, il cittadino le sente come odiose", ha rimarcato Vaia. E sulle scelte in questo tema della politica nazionale e regionale "non si deve dividere, le ideologie sono superate, il cittadino non si chiede se la prestazione è fornita da X o Y, ma chiede tempi giusti e la qualità. La sanità - ha ribadito durante il vodcast - deve essere davvero al servizio della persona, ma non come un fonema vuoto, ma con azioni concrete, una sanità di qualità e di prossimità".
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Sarda News - Notizie in Sardegna
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CAGLIARI – La Polizia di Stato di Cagliari ha sottoposto a fermo due persone di 25 e 27 anni, originarie di Napoli
CAGLIARI – Un vero e proprio deposito di droga è stato scoperto dalla Squadra Mobile, Sezione
SASSARI – Un sassarese pregiudicato, responsabile di una serie di rapine e furti ai danni di attività commerciali
VILLASIMIUS – Si sono concluse nel tardo pomeriggio di oggi le operazioni di ricerca di
ORISTANO – Un'operazione congiunta della Guardia di Finanza e della Polizia