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(Adnkronos) - “In un contesto storico e geopolitico peculiare come quello attuale il senso istituzionale di convertire un decreto che affronta il tema del caro energia è prevalso su ogni altra considerazione. Il governo, con l’arricchimento del lavoro parlamentare, ha operato per dare un segnale forte di sostegno alle famiglie e alle piccole e medie imprese, intervenendo sia sulla riduzione dei costi in bolletta sia sul fronte della sicurezza energetica nazionale. Centrale, in quest'ottica, la promozione della contrattazione di lungo periodo per le imprese: disaccoppiando il prezzo dell'energia elettrica da quello del gas, le aziende potranno accedere a prezzi calmierati, con ricadute positive sulla competitività del sistema Paese”. Così il sottosegretario all’Ambiente e alla Sicurezza energetica, Claudio Barbaro, è intervenuto in Aula alla Camera in occasione della discussione sul decreto bollette.
“Il lavoro in Parlamento è stato cruciale poiché ha reso possibile integrare i contenuti del decreto con emendamenti approvati in Commissione che hanno rafforzato ulteriormente le esigenze di contenimento dei costi energetici, il perseguimento degli obiettivi di decarbonizzazione e la salvaguardia della sicurezza energetica del sistema Paese mantenendo sempre primario l’interesse di tutela delle famiglie italiane”, ha aggiunto.
Tra le novità introdotte, "l'estensione al teleriscaldamento delle agevolazioni già previste per il gas naturale a favore degli utenti finali. Rafforzata anche la tutela dei consumatori vulnerabili, con misure per garantire maggiore trasparenza nella fatturazione e nelle bollette e un contrasto più efficace alle pratiche aggressive del telemarketing nel settore energetico. Parallelamente, con il nuovo assetto dei rimborsi ai produttori termoelettrici a gas si interviene sui costi di generazione elettrica, riducendo componenti tariffarie e, subordinatamente all’autorizzazione europea, compensando parte dei costi Ets".
In questo modo, "il decreto agisce direttamente sul prezzo all’ingrosso dell’energia, con benefici che si riflettono sull’intero sistema, pur mantenendo un quadro di coerenza con la normativa europea e con gli obiettivi climatici. Il decreto interviene inoltre su uno dei nodi più discussi dello sviluppo delle energie rinnovabili: la cosiddetta saturazione virtuale della rete, un ostacolo strutturale che fino ad oggi nessun governo aveva affrontato e che rischiava di rallentare la transizione energetica del Paese. Questo decreto non si limita a misure temporanee di sostegno. Ridisegna il comparto energetico per i prossimi anni, con la tutela delle famiglie italiane sempre al primo posto”.
“Siamo consapevoli che è solo un primo intervento e continueremo a vigilare sull’andamento dei prezzi in relazione al contesto internazionale, pronti come sempre a sostenere il mondo produttivo e il potere di acquisto delle famiglie. Vogliamo estendere, in finale, il ringraziamento al Parlamento, al ministro Pichetto e a tutte le strutture tecniche del Mase che hanno lavorato in stretta collaborazione con gli uffici della Presidenza del Consiglio per promuovere un provvedimento che avesse a cuore tutte le questioni ritenute di preminente interesse nazionale”, ha concluso.

(Adnkronos) - Gli Stati Uniti hanno usato un missile balistico di nuova concezione il primo giorno della guerra contro l'Iran, lo scorso 28 febbraio, colpendo una scuola elementare e una palestra nella città di Lamerd, nel sud del Paese, causando la morte di almeno 21 persone. Lo scrive il New York Times citando esperti di armi e un'analisi visiva.
L'attacco è avvenuto lo stesso giorno in cui un missile da crociera Tomahawk statunitense ha colpito una scuola nella città di Minab, a diverse centinaia di chilometri di distanza, uccidendo 175 persone, in gran parte studentesse. Nel caso di Lamerd, tuttavia, si è trattato di un'arma che non era mai stata testata in combattimento.
Il New York Times ed esperti militari hanno constatato che le caratteristiche dell'arma, le esplosioni e i danni sono compatibili con un missile balistico a corto raggio chiamato Precision Strike Missile, o PrSM, progettato per esplodere appena sopra il bersaglio e proiettare verso l'esterno piccoli proiettili di tungsteno.
I video che riprendono un attacco, in una zona residenziale a circa 270 metri dalla palestra e dalla scuola, mostrano l'arma in volo, con una sagoma che corrisponde al PrSM. Il missile esplode in una grande palla di fuoco a mezz'aria. Le foto scattate dopo l'attentato mostrano che entrambi i siti erano costellati di fori, apparentemente causati dai proiettili di tungsteno.
Già il 1 marzo, il Comando Centrale Usa aveva pubblicato un video del lancio del missile nelle prime 24 ore di guerra. E tre giorni dopo, il 4 marzo, l'Ammiraglio Brad Cooper, Comandante del CENTCOM, aveva rivendicato l’impiego del nuovo sistema: "Per la prima volta nella storia, i missili a lungo raggio Precision Strike Missiles (PrSM) sono stati impiegati in combattimento durante l'Operazione Epic Fury, fornendo una capacità di attacco in profondità senza precedenti. Non potrei essere più orgoglioso dei nostri uomini e donne in uniforme che sfruttano l'innovazione per creare problemi al nemico", si legge in un post su X.
Al momento dell’attacco la palestra era utilizzata da una squadra femminile di pallavolo e la scuola era regolarmente frequentata da bambini. Fonti locali indicano che molte delle ragazze sono morte durante l’attività sportiva.
Le strutture colpite si trovavano accanto a un complesso dei Guardiani della Rivoluzione ma erano separate da mura. Non è chiaro se il bersaglio fosse militare o se si sia trattato di un errore o di una scelta deliberata.

(Adnkronos) - Gli Stati Uniti hanno usato un missile balistico di nuova concezione il primo giorno della guerra contro l'Iran, lo scorso 28 febbraio, colpendo una scuola elementare e una palestra nella città di Lamerd, nel sud del Paese, causando la morte di almeno 21 persone. Lo scrive il New York Times citando esperti di armi e un'analisi visiva.
L'attacco è avvenuto lo stesso giorno in cui un missile da crociera Tomahawk statunitense ha colpito una scuola nella città di Minab, a diverse centinaia di chilometri di distanza, uccidendo 175 persone, in gran parte studentesse. Nel caso di Lamerd, tuttavia, si è trattato di un'arma che non era mai stata testata in combattimento.
Il New York Times ed esperti militari hanno constatato che le caratteristiche dell'arma, le esplosioni e i danni sono compatibili con un missile balistico a corto raggio chiamato Precision Strike Missile, o PrSM, progettato per esplodere appena sopra il bersaglio e proiettare verso l'esterno piccoli proiettili di tungsteno.
I video che riprendono un attacco, in una zona residenziale a circa 270 metri dalla palestra e dalla scuola, mostrano l'arma in volo, con una sagoma che corrisponde al PrSM. Il missile esplode in una grande palla di fuoco a mezz'aria. Le foto scattate dopo l'attentato mostrano che entrambi i siti erano costellati di fori, apparentemente causati dai proiettili di tungsteno.
Già il 1 marzo, il Comando Centrale Usa aveva pubblicato un video del lancio del missile nelle prime 24 ore di guerra. E tre giorni dopo, il 4 marzo, l'Ammiraglio Brad Cooper, Comandante del CENTCOM, aveva rivendicato l’impiego del nuovo sistema: "Per la prima volta nella storia, i missili a lungo raggio Precision Strike Missiles (PrSM) sono stati impiegati in combattimento durante l'Operazione Epic Fury, fornendo una capacità di attacco in profondità senza precedenti. Non potrei essere più orgoglioso dei nostri uomini e donne in uniforme che sfruttano l'innovazione per creare problemi al nemico", si legge in un post su X.
Al momento dell’attacco la palestra era utilizzata da una squadra femminile di pallavolo e la scuola era regolarmente frequentata da bambini. Fonti locali indicano che molte delle ragazze sono morte durante l’attività sportiva.
Le strutture colpite si trovavano accanto a un complesso dei Guardiani della Rivoluzione ma erano separate da mura. Non è chiaro se il bersaglio fosse militare o se si sia trattato di un errore o di una scelta deliberata.

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(Adnkronos) - Quarant'anni fa una delle più grandi frodi alimentari fa scattare il panico tra gli italiani. Decessi e casi di cecità dopo il consumo di vino che si scoprì 'tagliato' con l'alcol metilico. Una 'correzione' biochimica a fini di lucro che è rimasta impressa nella memoria come una delle più spietate truffe alimentari. "Fu un atto di puro cinismo biochimico. Per innalzare la gradazione di vini poveri e di scarto, vennero utilizzate tonnellate di alcol metilico (metanolo), un solvente industriale destinato a vernici e antigelo", afferma all'Adnkronos Salute Mauro Minelli, immunologo e docente di Nutrizione clinica all'università Lum 'Giuseppe Degennaro'. Fra il 3 e l’8 marzo 1986 iniziano i primi ricoveri sospetti in Lombardia. Diversi pazienti arrivano negli ospedali di Milano, Voghera e Gallarate con sintomi devastanti: cecità improvvisa, coma e gravi acidosi metaboliche. L’11 marzo 1986 si registrano i primi decessi. I sanitari inizialmente sospettano patologie neurologiche o virali, ma "la frequenza e la similitudine dei sintomi indirizzano le indagini verso un'intossicazione acuta", ricorda Minelli. Il 17 marzo 1986 la Procura di Milano e il Centro antiveleni confermano ufficialmente la presenza di alcol metilico in dosi massicce (fino al 7%, contro un limite di legge dello 0,15%) in campioni di vino da tavola.
"Mentre il metanolo era un veleno aggiunto deliberatamente per profitto, le emergenze odierne sono prevalentemente di natura microbiologica. A fare capolino nella memoria recente degli italiani sono il botulino - ricorda Minelli - spesso legato a una gestione domestica o artigianale errata delle conserve, dove l'assenza di ossigeno favorisce la tossina, e l’epatite A frequentemente associata al consumo di molluschi crudi o di frutti di bosco surgelati, ciò che evidenzia soprattutto la vulnerabilità delle catene di approvvigionamento globalizzate. Oggi la sicurezza alimentare dipende dalla sorveglianza epidemiologica e dall'educazione. È necessario - avverte l'immunologo - colmare il gap informativo del consumatore, che spesso percepisce il cibo 'naturale' o 'artigianale' come intrinsecamente sicuro, sottovalutando i rischi legati a temperature e conservazione. Ecco perché, quarant’anni dopo la lezione del metanolo, il messaggio resta attuale: la sicurezza non è un traguardo, ma un processo di vigilanza continua".
La scoperta delal frode del vino al metanolo "fu uno shock senza precedenti perché colpì il quotidiano, visto che il vino era l'alimento base delle tavole italiane. L'idea che un gesto conviviale potesse portare alla cecità permanente o alla morte immediata generò un panico collettivo che portò al sequestro di milioni di litri di prodotto - prosegue Minelli - Alla fine, il bilancio fu devastante: 23 decessi accertati e decine di persone colpite da lesioni irreversibili".
"Il metanolo - sostanza tossica per inalazione, ingestione e contatto con la pelle - è solubile in acqua oltre che in diversi solventi organici. La sua tossicità acuta, principalmente legata alla produzione del metabolita acido formico, si manifesta inizialmente con vomito, dolori addominali e poi acidosi metabolica e compromissione funzionale del sistema nervoso centrale che, in un tempo compreso tra le 12 e le 24 ore dopo l’ingestione, tende ad aggravarsi con danni al nervo ottico fino a completa cecità, scosse tonicocloniche, convulsioni e coma associato ad insufficienza multiorgano che conduce alla morte.
"In Italia, quello fu il momento in cui si consumò la più grave rottura del patto di fiducia tra produttore e consumatore. Oggi la sfida è mutata. Se il metanolo rappresentò nel 1986 il culmine della frode chimica dolosa, la risposta istituzionale portò alla creazione dei Nas dei Carabinieri e all’implementazione di protocolli di tracciabilità che oggi rendono la filiera italiana tra le più sicure al mondo. Tuttavia, la cronaca recente dimostra che il rischio non è azzerato, ma ha cambiato natura", conclude Minelli.

(Adnkronos) - Raccoglie gli atti del Convegno nazionale Ail 2024, il volume dal titolo ‘L’impatto dell’ambiente e degli stili di vita nel rischio onco-ematologico’, che verrà presentato mercoledì 1 aprile all’Università degli Studi di Milano-Bicocca. Il libro, promosso dall’Associazione italiana contro leucemie, linfomi e mieloma - edito da FrancoAngeli e con la prefazione di Giuseppe Toro, presidente nazionale Ail - nasce dall’esigenza di rendere disponibili i contributi scientifici, sociali e istituzionali emersi durante la quarta edizione del Convegno Ail ‘Curare è prendersi cura. Impatto ambientale e rischio sanitario, benessere e stili di vita’, che ha messo a confronto esperti di medicina, epidemiologia, scienze ambientali e sociali, rappresentanti delle Istituzioni e dell’associazionismo, con l’obiettivo di approfondire le possibili correlazioni tra inquinamento, stili di vita e rischio onco-ematologico.
Il cancro - informa l’associazione in una nota - rappresenta una delle maggiori sfide sanitarie e sociali: l’aumento dell’incidenza è legato non solo all’invecchiamento della popolazione, ma anche all’esposizione a fattori di rischio ambientali modificabili, come l’inquinamento dell’aria, del suolo e dell’acqua, oltre a comportamenti individuali non salutari. In questo scenario, Ail intende contribuire costantemente al dibattito pubblico promuovendo una visione integrata tra politiche ambientali e sanitarie, nel rispetto del diritto alla salute sancito dall’articolo 32 della Costituzione.
Il volume, a cura di Aurelio Angelini, già professore ordinario di Sociologia dell’ambiente, presidente Comitato nazionale per l’educazione alla sostenibilità Agenda 2030 e Mariaclaudia Cusumano, ricercatrice e sociologa dell’Ambiente e del territorio, Università Milano-Bicocca, raccoglie gli interventi di oltre 30 relatori che hanno affrontato temi centrali come l’impatto degli inquinanti atmosferici, delle plastiche e dei Pfas, l’alimentazione e la nutrizione, i cambiamenti climatici, l’inquinamento elettromagnetico, la prevenzione primaria, gli stili di vita sostenibili e il modello ‘One Health’. Ampio spazio è dedicato anche alle esperienze delle sezioni Ail sul territorio e al ruolo della prevenzione come strumento di tutela individuale e collettiva.
La presentazione presso l'Università degli Studi di Milano-Bicocca rappresenta un momento di confronto istituzionale per sottolineare che "prendersi cura della salute significa anche ridurre i rischi ambientali, promuovere consapevolezza sociale e rafforzare strategie condivise per la prevenzione delle patologie onco-ematologiche" Con questa pubblicazione Ail conferma il proprio impegno, accanto al sostegno alla ricerca scientifica e all’assistenza ai pazienti ematologici, nel diffondere conoscenza e nel favorire una cultura della salute che integri ambiente, stili di vita e benessere psicofisico, nell’interesse dell’intera collettività.
Da oltre 55 anni - conclude la nota - Ail, con le sue 83 sezioni provinciali e gli oltre 17mila volontari in tutta Italia, promuove e sostiene la ricerca scientifica per la cura delle leucemie, dei linfomi e del mieloma. Assiste i malati e le loro famiglie, accompagnandoli in tutte le fasi del lungo e spesso sofferto percorso della malattia, offrendo loro servizi, conoscenza e comprensione. È al loro fianco per migliorarne la qualità della vita e sostenerli nel percorso di cura.
All’evento parteciperanno anche: Paolo Corradini, professore ordinario di Ematologia, Università degli Studi di Milano, direttore Ematologia, direttore scientifico ff dell’Istituto nazionale dei tumori di Milano; Matteo Colleoni, professore ordinario di Studi urbani, delegato del rettore per la Sostenibilità e Mobility Manager, Università Milano-Bicocca; Paola Palestini, professoressa associata Biochimica, direttrice Master Ada, Università Milano-Bicocca e Monica Bernardi, professoressa associata Sociologia dell’ambiente e del territorio, Università Milano-Bicocca, European Climate Pact Ambassador.

(Adnkronos) - La petroliera russa Anatoly Kolodkin, con un carico di circa 730mila barili di greggio, è arrivata a Cuba. "La Russia considera suo dovere farsi avanti e fornire la necessaria assistenza ai nostri amici cubani", ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, che ha espresso "il compiacimento" di Mosca per l'arrivo della petroliera. Le dichiarazioni di Peskov giungono dopo che Donald Trump ha annunciato che sarebbe stato permesso alla petroliera russa di attraccare sull'isola, dove lui stesso da settimane sta imponendo il blocco delle forniture energetiche.
"Non possiamo mostrarci indifferenti di fronte alla situazione disperata in cui vivono oggi i cubani", ha affermato ancora Peskov, aggiungendo che Mosca che continuerà a lavorare per offrire assistenza a Cuba e che la questione è stata sollevata negli incontri avuti nelle scorse settimane con funzionari di Washington.
"Se un Paese vuole inviare un po' di petrolio ora a Cuba, io non ho problemi, che sia la Russia o un altro Paese che lo voglia fare", ha detto Trump, annunciando il suo via libera. "Non avrà nessun impatto, Cuba è finita che riceva o no un carico di petrolio, questo non avrà valore", ha aggiunto il presidente Usa, parlando con i giornalisti la notte scorsa a bordo dell'Air Force One.

(Adnkronos) - Sap annuncia che Campari Group ha completato con successo il go-live delle soluzioni Sap Cloud Erp private, segnando una tappa fondamentale nel suo percorso di trasformazione digitale. Con sede a Milano, Campari Group è un leader globale nel settore degli spirit. Con un portafoglio di oltre 50 brand premium, tra cui Aperol, Campari, Espolòn, Wild Turkey, Courvoisier e Grand Marnier, l’azienda distribuisce i propri prodotti in più di 190 Paesi e opera con 24 siti produttivi a livello mondiale.
"Abbiamo intrapreso il percorso Rise with Sap per restare al passo con le innovazioni offerte da Sap Cloud erp private e dalle funzionalità dell’Ai integrata -spiegaJosé Silva, Group head of It di Campari Group-. Oggi possiamo ridisegnare i processi in linea con l’evoluzione del business, migliorare la pianificazione e rendere la supply chain più efficiente, garantendo una distribuzione costante dei nostri prodotti in tutto il mondo. Il passaggio a un modello di processo centralizzato ci permette di aumentare la produttività e ridurre in modo continuativo il Tco".
Il go-live di Campari Group definisce un’architettura digitale end-to-end costruita su solide fondamenta di core transformation, Ai integrata, unificazione dei dati e governance dell’ecosistema It: alla base, Campari Group integra finanza, supply chain, marketing e risorse umane grazie alle soluzioni Sap analytics Cloud, Sap Integrated business planning e Sap Datasphere, oltre che su Sap Business technology platform, creando una piattaforma integrata per pianificazione, analytics e sviluppo applicativo.
L’intelligenza artificiale integrata nelle soluzioni Sap sta migliorando sia le operazioni sia l’esperienza dei dipendenti. All’interno delle soluzioni Sap SuccessFactors, i dipendenti utilizzano Joule e l'Ai integrata per definire e monitorare i propri obiettivi, mentre Sap Concur automatizza la riconciliazione delle spese. Le funzionalità assistite dall'Ai stanno semplificando inoltre la registrazione di ordini e pagamenti, migliorando il processo decisionale e ottimizzando i costi operativi.
Campari Group sta inoltre implementando la soluzione Sap Business data Cloud per unificare i dati provenienti da software Sap e di terze parti, ottenendo insight tempestivi e contestualizzati e preservando al contempo la logica di business core. Infine, Campari Group ha adottato le soluzioni Sap LeanIX per mappare le interdipendenze tra applicazioni, processi e responsabili di business, abilitando decisioni più agili e informate.
"Campari è una delle nostre migliori referenze nel settore food & beverage ed è un eccellente esempio di come le soluzioni Sap possano trasformare i processi organizzativi e produttivi -sottolinea Carla Masperi, amministratore delegato di Sap Italia-. Combinando cloud Erp, Ai e pianificazione data-driven, Campari sta definendo un nuovo standard di trasformazione digitale nell’industria dei beni di consumo".

(Adnkronos) - Federica Pellegrini travolta dalle critiche dopo aver condiviso una foto sui social in vista della nascita della sua seconda figlia.
Nello scatto condiviso, la campionessa olimpica appare al fianco del marito Matteo Giunta accompagnando l'immagine con un commento ironico: "Scrivere l'ultima cena fa brutto ma noi sappiamo che per qualche mese sarà esattamente così". Un riferimento alla nuova organizzazione familiare necessaria dopo l'arrivo della seconda bambina.
Apriti cielo. Il post è stato inondato di numerosi commenti da parte degli utenti: "Che patetica, con il cesareo non te ne accorgerai nemmeno, oltretutto con la nonna a casa", si legge. Immediata la replica della Divina: "Patatica, se vabbe... faccio il cesareo per un ottimo motivo ed è quello di non mettere in pericolo mia figlia, cosa che è capitata con Matilde e per quanto riguarda la nonna... santa subito", ha scritto.
Pellegrini aveva già spiegato ospite a Verissimo che il parto è già programma per l'inizio di aprile: "L'altra volta è stato tosto anche per la bambina. Ho fatto un parto cesareo d'urgenza. Questa volta sappiamo già come andrà", aveva detto chiarendo le ragioni della sua scelta.

(Adnkronos) - Buone notizie per i fan di Rosalía: il biglietto sarà completamente rimborsato. Il concerto dell’artista catalana al Forum di Assago del 25 marzo scorso, interrotto improvvisamente a causa di un’intossicazione alimentare che ha colpito la cantante, avrà un epilogo chiaro.
La comunicazione è arrivata in queste ore via email da Ticketmaster (e analogamente da TicketOne), che ha confermato la decisione dell’organizzatore di rimborsare integralmente il prezzo del biglietto, inclusi i diritti di prevendita pari al 15%. Nel dettaglio, si legge nella mail di Ticketmaster visionata dall’AdnKronos, il rimborso coprirà il costo del biglietto e i diritti di prevendita. Saranno invece esclusi le commissioni di servizio, eventuali spese di consegna e la polizza ‘Biglietto Protetto’, se acquistata. Secondo quanto comunicato, inoltre, i rimborsi verranno effettuati automaticamente sulla stessa modalità di pagamento utilizzata in fase di acquisto. Per chi ha acquistato tramite circuiti particolari (come Cdd o Cgc), sarà invece necessario attendere ulteriori istruzioni via email. Una volta completata l’operazione, gli utenti riceveranno una notifica all’indirizzo associato all’ordine.
L’interruzione dello show aveva lasciato migliaia di fan con l’amaro in bocca. Rosalía, tra le artiste più influenti della scena pop contemporanea, era attesissima a Milano per una delle tappe più importanti del suo tour ‘Lux’. Il malore improvviso aveva costretto a fermare tutto dopo circa un’ora dall’inizio, quando erano stati eseguiti solo due dei quattro atti previsti dallo spettacolo. All’indomani del concerto interrotto, Rosalía ha rassicurato i fan sulla sua salute, in miglioramento, ringraziando il pubblico milanese per il supporto dimostrato.

(Adnkronos) - "È una strada molto lunga ma lui è sveglio". Con queste parole Gianni Morandi ha parlato del figlio Pietro Morandi, in arte Tredici Pietro, ospite ieri da Fabio Fazio a 'Che tempo che fa'.
Il giovane artista ha scelto di seguire le orme del padre nel mondo della musica. I due si sono esibiti insieme sul palco del Festival di Sanremo 2026, durante la serata delle cover sulle note di 'Vita'.
"Il percorso nella musica non è semplice. Dipenderà da lui, ha delle intuizioni, è sveglio, ma la strada è molto lunga", ha sottolineato Morandi evidenziando le difficoltà del mestiere.
Morandi ha poi raccontato un aneddoto legato agli esordi del figlio: "L’ho scoperto per caso. Ero in Sardegna e stavo girando una serie. Sento una canzone alla radio: ‘Pizza e fichi’. Era Tredici Pietro, nessuno sapeva niente aveva cominciato lui da solo". Una sorpresa che lo ha lasciato spiazzato: "Ma ho pensato: 'sono matto io, deve essere matto anche mio figlio?'".

(Adnkronos) - Da piccoli rivali sulle piste da sci a protagonisti dello sport internazionale. Jannik Sinner e Giovanni Franzoni condividono un passato comune, quando entrambi muovevano i primi passi nello sci alpino. Prima di diventare uno dei migliori tennisti al mondo, Sinner si era infatti distinto sulle nevi.
Ospite da Fabio Fazio a 'Che tempo che fa' lo sciatore ha ricordato con ironia quei primi anni di competizioni condivise: "Io non ero fortissimo, ero piccolino... menomale che Sinner si è dato al tennis, sono sicuro che anche nello sci avrebbe fatto grandi cose".
Emblmatico un episodio del 2009, quando il numero due del tennis vinse il gigante di Sexten/Moos in 45"15 e in quella gara riuscì a battere anche Giovanni Franzoni che arrivò dodicesimo chiudendo con un tempo di 49"09. Oggi Franzoni è tra i protagonisti della Coppa del Mondo dello sci alpino, mentre Sinner ha intrapreso la carriera del tennis e... sappiamo tutti com'è andata a finire.

(Adnkronos) - L'accusa per Mauro e Miriam Caroccia, indagati dalla Procura di Roma nel procedimento sulla società 'Le 5 Forchette' che gestiva il ristorante 'Bisteccheria d'Italia' di via Tuscolana a Roma e di cui è stato azionista anche l'ex sottosegretario alla Giustizia, Andrea Delmastro, che ha poi rivenduto le quote, è di aver "trasferito e reinvestito" nella srl "proventi delle attività illecite del clan di stampo camorristico dei Senese". E' quanto si legge nel capo di imputazione dell'indagine della Dda di Roma in cui si procede per le accuse di riciclaggio e intestazione fittizia dei beni. Attività illecita aggravata dal fatto di averla "commessa al fine di agevolare l'associazione di stampo mafioso" facente capo al gruppo dei Senese. Secondo l'accusa, padre e figlia, nel dicembre del 2024, avrebbero 'investito' nella Srl al fine di "permettere al clan di accrescere e rafforzare la sua posizione sul territorio attraverso il controllo di attività economiche" e "di reinvestire i capitali illecitamente accumulati nel corso degli anni".
I primi interrogatori davanti ai pm della Dda di Roma sono previsti per metà settimana. A piazzale Clodio saranno ascoltati dai magistrati Mauro Caroccia, che sta scontando una pena definitiva a quattro anni di carcere per reati di stampo mafioso, e la figlia Miriam, azionista della Srl.
(Adnkronos) - "Quasi 200 milioni di euro investiti sulla rete da Ferrovienord per garantire un servizio ferroviario sempre più efficiente e moderno". Così il presidente di Ferrovienord Pier Antonio Rossetti commenta il progetto di bilancio di esercizio 2025 approvato dal Consiglio di amministrazione della società, che rivela altri importanti risultati: 10,4 milioni di treni-km prodotti, il completamento della fornitura di 214 treni per il servizio ferroviario regionale, 22.000 accessi registrati nel parcheggio di Affori.
"Grazie alla costante sinergia con Regione Lombardia -afferma- proseguiremo anche nei prossimi anni con gli interventi di sviluppo della rete, che rivestono un valore strategico per migliorare la mobilità nei nostri territori. Il mio personale ringraziamento va a tutte le persone di Ferrovienord che, con il loro impegno costante e la loro professionalità, contribuiscono a ottenere questi importanti risultati".
Da una media di 52 milioni di euro all’anno di investimenti infrastrutturali nel periodo 2010-2022, Ferrovienord ha registrato una crescita esponenziale negli ultimi anni tre anni: 117 milioni nel 2023, 243 milioni nel 2024 (con lo sviluppo del cantiere T2-Gallarate) e 194 milioni del 2025. Procede l’attuazione del contratto di programma siglato con Regione Lombardia: su un totale di 186 commesse, 58 (il 31%) sono concluse e 75 (il 40%) si trova già in fase di lavori in corso.
Il 2025 ha visto l’avanzamento di molti importanti cantieri di Ferrovienord, primo fra tutti il completamento del collegamento tra il Terminal 2 dell’aeroporto di Milano Malpensa e la stazione Rfi di Gallarate, inaugurato a gennaio 2026. I lavori hanno interessato punti nevralgici della rete: proseguono le opere nel Nodo di Seveso; è iniziato l’intervento di potenziamento della stazione di Milano Bovisa ed è stato avviato il cantiere del Polo di Saronno. Per migliorare la circolazione ferroviaria è stato implementato il nuovo apparato centrale computerizzato multistazione sulle tratte Vanzaghello-Novara e sulla Brescia-Iseo. La linea Brescia-Iseo-Edolo è stata completamente riqualificata tra Edolo e Marone. Gli impianti di produzione e distribuzione di idrogeno a Edolo e Iseo hanno registrato importanti progressi.
I ricavi si sono attestati a 157.783.000 euro, il margine operativo lordo è di 5.170.000 euro, il risultato operativo vale 2.837.000 euro. Nel corso del 2025 Ferrovienord ha completato puntualmente la consegna di tutti i 214 nuovi treni previsti dalla commessa per il rinnovo della flotta regionale voluta da Regione Lombardia con un investimento di 1,7 miliardi di euro. Si tratta di 123 Caravaggio realizzati da Hitachi, 61 Donizetti di Alstom, 30 Colleoni di Stadler, il più ampio rinnovo realizzato in una regione italiana.
Il parcheggio di Affori, realizzato e gestito da Ferrovienord in via Ciccotti a Milano ha fatto registrare 22.000 accessi nel corso del 2025.

(Adnkronos) - 3F’s Holding , dal 24 febbraio 2025, società capogruppo ultima di Ferrero Group e CthInvest Group, che riunisce entrambe le realtà sotto un’unica struttura interamente controllata dal Giovanni Ferrero ha chiuso al 31 agosto 2025 l’esercizio 2024/2025 con un fatturato consolidato pari a 22,3 miliardi di euro, in crescita del 5,3% rispetto all’anno precedente, l’’Ebitda è stato pari a 3,2 miliardi di euro, in aumento dell’11,2% rispetto all’anno precedente. Al 31 agosto 2025, 3F’s Group contava 62.797 dipendenti a livello globale e 64 stabilimenti produttivi nel mondo, gestendo un totale di asset consolidati pari a 27,4 miliardi di euro. Nel corso dell’esercizio, i ricavi consolidati, sottolinea una nota, hanno riflesso la solidità di un portafoglio di dolciumi confezionati ampio e diversificato, che va oltre il segmento cioccolato, e include biscotti e prodotti da forno, caramelle, gelati e snack.
“Siamo soddisfatti dell’andamento positivo che caratterizza tutte le aree del business - commenta Giovanni Ferrero, presidente di 3F’s Holding - la nostra crescita riflette la solida performance organica sia di Ferrero Group che di Cth Invest Group, trainata dalla continua innovazione dei nostri marchi iconici e supportata da acquisizioni strategiche mirate”.
“Continuiamo a portare gioia alle generazioni di tutto il mondo attraverso i nostri brand iconici e, quest’anno, che segna gli l’ottantesimo della nostra storia, questo impegno rimane più forte che mai - aggiunge Lapo Civiletti, ceo di Ferrero Group - la nostra strategia di crescita continua a dare risultati. Questi progressi riflettono la nostra fiducia nel futuro e la nostra capacità di investire con una visione di lungo periodo a supporto di una crescita sostenibile”. “Le nostre solide performance riflettono il valore di un portafoglio diversificato e la nostra capacità di crescere in categorie e geografie differenti - conclude Guido Giannotta, amministratore di Cth Invest Group - abbiamo rafforzato la nostra leadership nel segmento sugar confectionery e nei biscotti premium, ampliato la nostra offerta e consolidando la nostra presenza nei mercati chiave, continuando allo stesso tempo a sostenere gli investimenti in corso, a dimostrazione della resilienza e della competitività del Gruppo Cth”.

(Adnkronos) - In Italia si stima che la schizofrenia interessi circa 300 mila persone, con una prevalenza intorno allo 0,6% della popolazione adulta. Tra queste, oltre l’80% presenta un deficit cognitivo che incide in modo significativo sulla capacità di lavorare, mantenere relazioni sociali e gestire la vita quotidiana, ed è uno dei principali fattori che determinano la qualità della vita quotidiana, anche più dei sintomi psicotici. Ma non tutto il deficit cognitivo è direttamente espressione della malattia. Una parte, almeno un terzo, può essere infatti legata a fattori esterni e potenzialmente modificabili. Questo approccio segna un cambio di prospettiva nella gestione della schizofrenia, spostando l’attenzione dal solo controllo dei sintomi psicotici alla valutazione sistematica dei fattori che possono influenzare il funzionamento cognitivo. I dati dello studio italiano, condotto dal Dipartimento di Salute Mentale dell’Università di Brescia diretto da Antonio Vita, presidente della Società italiana di psichiatria, sono stati presentati durante il Congresso Europeo di psichiatria (Epa 2026) in corso a Praga.
"Una quota significativa dei deficit cognitivi, almeno un terzo, osservati nelle persone con schizofrenia è riconducibile a fattori secondari e quindi, almeno in parte, modificabile. Si tratta di un aspetto cruciale, perché apre a margini concreti di intervento", spiega Vita. Il contributo del gruppo dell’Università di Brescia introduce una distinzione chiave tra deficit cognitivo 'primario' e 'secondario. Il primo riflette la componente neuroevolutiva intrinseca della schizofrenia e coinvolge diverse funzioni – dalla memoria all’attenzione, fino alle funzioni esecutive e alla cognizione sociale – spesso già prima dell’esordio della psicosi, con un andamento relativamente stabile nel tempo. Il deficit cognitivo secondario, invece, è determinato da fattori che possono peggiorare ulteriormente le prestazioni cognitive. Tra questi rientrano il carico di farmaci con effetti anticolinergici, l’utilizzo di antipsicotici di prima generazione e benzodiazepine, la sindrome metabolica, i disturbi del sonno, la sedentarietà, l’uso di sostanze – in particolare la cannabis – e la deprivazione sociale.
"Distinguere queste due componenti – prosegue Vita – è fondamentale nella pratica clinica. Se il deficit primario richiede interventi strutturati come la riabilitazione cognitiva e una gestione ottimizzata della terapia, quello secondario impone un lavoro sistematico di identificazione e riduzione dei fattori che lo determinano". In questa prospettiva, la gestione della schizofrenia si amplia oltre il controllo dei sintomi psicotici, includendo la revisione delle terapie in funzione dell’impatto cognitivo, la gestione delle comorbidità metaboliche, la promozione dell’attività fisica, il trattamento dei disturbi del sonno, il contrasto all’uso di sostanze e programmi di inclusione sociale e lavorativa. Un approccio che può tradursi in un miglioramento concreto del funzionamento quotidiano e della qualità della vita delle persone con schizofrenia.

(Adnkronos) - Qvc Italia, il retailer multipiattaforma disponibile su qvc.it, in Tv al canale 32, su app, in streaming su Qvc+ e su TikTok Shop, arricchisce la propria offerta con una selezione di prodotti dedicati alla salute, all'igiene e al benessere quotidiano degli animali domestici. Per valorizzare al meglio questa nuova categoria di prodotti, a venerdì alterni alle ore 20 va in onda il nuovo tv show 'Vita a 4 zampe', pensato per il benessere degli amici a quattro zampe. Protagonisti di questo nuovo appuntamento in palinsesto, insieme alla presenter, saranno Asya, l’expert della trasmissione, addestratrice cinofila, e Perseo, il suo inseparabile cane boxer. In un contesto friendly e che spazia dal salotto di casa al giardino, Asya dispenserà i suoi consigli per rendere migliore la vita dei nostri animali e lo farà col prezioso aiuto del suo cane, tester d’eccezione dei vari prodotti presentati di volta in volta. Durante la trasmissione, inoltre, anche il pubblico da casa potrà interagire con gli ospiti in studio inviando le foto dei propri pet.
La nuova categoria, risponde a un trend in forte crescita: secondo una recente ricerca di Confartigianato1, una famiglia italiana su tre (circa 10 milioni) vive con almeno un animale domestico e l'attenzione verso il loro benessere è in costante aumento. Lo conferma la spesa per prodotti e servizi dedicati agli animali da compagnia, che nel 2024 ha raggiunto 6,7 miliardi di euro, con una crescita del 76% in 10 anni.
La selezione in vendita su tutte le piattaforme Qvc Italia, sul sito qvc.it, sull app mobile e in Tv, comprende integratori e alimenti complementari pensati per supportare il benessere quotidiano degli animali, con soluzioni mirate per diverse esigenze, dal supporto digestivo al mantenimento della vitalità, dalla salute articolare alla protezione del sistema immunitario. Accanto a questi, prodotti per l'igiene quotidiana, tra cui mousse detergenti senza risciacquo, soluzioni per la pulizia del pelo, spray freschi e specifici per l'igiene orale, ideali per mantenere cani e gatti puliti e profumati anche tra un bagno e l'altro. La categoria include anche prodotti utili per la gestione degli spazi domestici, tra cui neutralizzatori di odori e dissuasori, oltre a soluzioni pratiche per l’alimentazione e l’idratazione degli animali, come distributori di crocchette e fontanelle automatiche per l’acqua.
Il lancio di questa nuova categoria di prodotti, insieme al Tv Show Vita a 4 zampe, va ad arricchire Your Wellness Space, la una nuova esperienza di shopping di Qvc Italia che vive in modo integrato su tutte le piattaforme, all’interno della quale trovano spazio approfondimenti, rubriche e contenuti editoriali realizzati con il contributo di esperti del settore, pensati per accompagnare il pubblico in modo consapevole su temi legati a salute, cura di sé e nuovi rituali di wellness, attraverso un percorso nel benessere olistico, che ha un ruolo crescente nella vita di ogni giorno. Anche il pet care infatti risponde all’esigenza sempre più diffusa di ridurre i livelli di stress e concentrarsi sulla salute mentale, migliorando la propria capacità di rilassarsi e ricaricarsi attraverso la cura del proprio animale domestico.
Per scoprire la selezione dedicata agli animali domestici, basta sintonizzarsi al canale televisivo 32 del digitale terrestre di Qvc Italia, seguire lo streaming su Qvc+, o navigare sull'app Qvc e sul sito e-commerce www.qvc.it.

(Adnkronos) - Neurochirurgia da svegli con ipnosi, realizzata all'Irccs Neuromed di Pozzili per migliori risultati preservando, al contempo, le funzioni cerebrali. L'intervento con la cosiddetta tecnica 'awake'(a paziente sveglio) ha consentito di mantenere un’elevata precisione chirurgica e una buona gestione dell’esperienza intraoperatoria del paziente. La chirurgia awake viene utilizzata quando è necessario operare lesioni cerebrali vicine alle 'aree nobili', come ad esempio quelle che controllano il movimento, il linguaggio, la memoria, la capacità di riconoscere i volti o di eseguire calcoli. In questi casi, durante alcune fasi dell’intervento, il paziente collabora con l’équipe eseguendo semplici compiti, permettendo il monitoraggio in tempo reale delle funzioni cerebrali e guidando l’azione del neurochirurgo.
Nel caso specifico, la lesione era localizzata in un’area motoria coinvolta nel movimento del piede. Durante l’intervento, al paziente è stato chiesto di eseguire movimenti mirati dell’arto, consentendo un monitoraggio continuo e permettendo di preservare la funzione motoria. In questo contesto, le tecniche di ipnosi clinica hanno permesso di modulare in modo dinamico lo stato del paziente, favorendo la collaborazione attiva durante le fasi di monitoraggio motorio e un profondo rilassamento nelle fasi chirurgiche non collaborative. Questo ha consentito condizioni operative ottimali, inclusa la riduzione dell’attività muscolare interferente durante le fasi di stimolazione. L’integrazione di queste tecniche ha inoltre consentito di ridurre al minimo l’utilizzo di farmaci anestetici, favorendo una maggiore stabilità intraoperatoria e un recupero rapido già nelle prime ore successive all’intervento.
"L’ipnosi - evidenzia Vincenzo Esposito, responsabile della Neurochirurgia II del Neuromed - non è qualcosa di magico, ma uno strumento che consente di mettere il paziente a proprio agio e ridurre in modo significativo l’ansia legata alla chirurgia da sveglio. Questo si traduce in una collaborazione più efficace durante l’intervento e in una maggiore affidabilità nella valutazione delle funzioni".
Le tecniche di ipnosi clinica sono state utilizzate per favorire la focalizzazione dell’attenzione, ridurre l’ansia e facilitare la risposta del paziente ai compiti richiesti, limitando l’interferenza degli stimoli ambientali. "Abbiamo lavorato insieme già dal giorno precedente all’intervento costruendo un percorso che ha permesso al paziente di mantenere un’elevata focalizzazione attentiva e una collaborazione costante anche nelle fasi più delicate", spiega Marco Ciavarro, neuropsicologo. "Dal punto di vista anestesiologico – dice Svitlana Kaskiv, anestesista Neuromed - l’integrazione con l’ipnosi consente di modulare in modo più fine lo stato del paziente, mantenendo elevati standard di sicurezza e stabilità intraoperatoria, con un utilizzo minimo dei farmaci ansiolitici. Inoltre, con tale metodica, il paziente sopporta meglio l’anestesia locale che viene fatta a livello del cranio nella fase iniziale dell’intervento".
Il paziente, a due giorni dall’intervento, ha raccontato di aver vissuto l’esperienza in modo più semplice di quanto si aspettasse. "La sala operatoria è passata liscia, non sentivo dolore. Ascoltavo solo la voce che mi guidava, e riuscivo a fare quello che mi veniva chiesto, come muovere il piede. Pensavo ai miei figli, a quello che voglio tornare a fare. Per me è durato molto meno di quanto è stato realmente".
L’integrazione di tecniche di ipnosi clinica nella chirurgia da svegli rappresenta un ulteriore sviluppo dell’approccio multidisciplinare, in cui neurochirurghi, anestesisti e neuropsicologi lavorano in stretta sinergia con il paziente. "La riduzione della componente ansiosa - spiega Esposito - consente di limitare l’uso di farmaci aggiuntivi e di ottenere una valutazione più precisa delle funzioni durante l’intervento. Questo rende la procedura più fluida e, spesso, anche più rapida, con un’esperienza complessivamente positiva per il paziente". È da sottolineare come al Neuromed le tecniche di ipnosi clinica siano applicate anche in altri contesti chirurgici, in particolare negli interventi di chirurgia spinale, sempre con l’obiettivo di migliorare l’esperienza del paziente nelle fasi pre e post-operatorie. I dati preliminari raccolti indicano una riduzione dei livelli di ansia e una minore necessità di farmaci analgesici, suggerendo un potenziale beneficio anche in termini di recupero complessivo.

(Adnkronos) - La Carta di Montecitorio per la tutela dei professionisti dell’oncologia italiana è uno dei punti chiave di ‘Donne che curano’ 2026, la manifestazione organizzata oggi dall’associazione Women for Oncology Italy che quest’anno compie dieci anni e mette al centro dell’iniziativa i tre protagonisti della cura: il caregiver, il paziente e l’operatore sanitario. Come ogni anno l’associazione si rivolge alle istituzioni e al mondo della politica sottoponendo richieste che quest’anno saranno riassunte in un documento per promuovere interventi concreti a sostegno del sistema, sottoscritto dal network di oltre mille oncologhe.
"La carenza di specialisti e l’eccessivo carico burocratico stanno progressivamente riducendo il tempo dedicato alla cura. È necessario intervenire per restituire centralità all’attività clinica, tutelando al tempo stesso la qualità dell’assistenza e il benessere dei professionisti”, spiega la presidente uscente di Women for Oncology Italy, Rossana Berardi, docente di Oncologia all’Università Politecnica delle Marche e direttrice della Clinica Oncologica dell’aziendda ospedaliera universitaria delle Marche, aprendo ‘Donne che curano 2026’. Tra le priorità evidenziate - riporta una nota - la necessità di "una decisa sburocratizzazione delle attività sanitarie, anche alla luce dei processi di digitalizzazione legati al Pnrr, che spesso si rivelano poco efficienti: sistemi non integrati, interfacce inadeguate e ridondanza dei dati rischiano infatti di sottrarre tempo prezioso alla pratica clinica. In Italia operano circa 5 oncologi ogni 100mila abitanti, contro gli 8 della Germania, i 7,5 della Francia e i 7 del Regno Unito. A fronte di questa carenza, il carico burocratico risulta superiore di circa il 40%, incidendo in modo significativo sull’organizzazione del lavoro e sulla qualità dell’assistenza".
Il tema del tempo si intreccia con quello della comunicazione medico-paziente, altro punto chiave della Carta. Se da un lato è fondamentale “garantire un dialogo empatico e continuo”, dall’altro emerge la necessità di definire modalità sostenibili che rispettino anche il tempo dei professionisti, a fronte di un crescente volume di richieste e comunicazioni. “Parlare con il paziente, informare, farlo in maniera empatica - spiega Berardi - sono momenti decisivi nell’attività del medico, ma occorre equilibrio anche nell’attività di comunicazione con i pazienti, sempre nell’ottica di fare più e meglio con essi e per essi”. Nella carta di Montecitorio sono previsti anche il richiamo allo scudo penale dei medici su cui sta lavorando Anaao- Assomed e la progettualità sulla tutela della gravidanza condotte da Enpam.
La Giornata affronta anche il tema del riconoscimento dei caregiver. In Italia si tratta prevalentemente di donne tra i 40 e i 65 anni, spesso in piena età lavorativa. La proposta di legge attuale rappresenta un primo passo, ma – secondo l’associazione – necessita di un rafforzamento, anche sul piano economico, per garantire un riconoscimento adeguato del loro impegno. L’edizione 2026 segna anche un momento simbolico per l’associazione: il passaggio di consegne alla presidenza da Rossana Berardi a Valentina Guarneri, direttrice della Uoc Oncologia 2 dell'Istituto oncologico Veneto-Irccs docente di Oncologia, Università di Padova.
"Assumendo la presidenza di Women for Oncology - afferma Guarneri - raccolgo con grande senso di responsabilità il lavoro importante svolto in questi anni dal direttivo e da tutti i colleghi e le colleghe che hanno contribuito con impegno alle nostre attività. L’obiettivo è proseguire e rafforzare questo percorso di condivisione, promuovendo iniziative e progetti che continuino a dare voce ai professionisti, ai pazienti e ai caregiver, con una particolare attenzione alla promozione della parità di genere e, più in generale, di una cultura della cura sempre più inclusiva”.
In 10 anni, Women for Oncology Italy ha costruito una rete che oggi riunisce oltre mille oncologhe italiane, promuovendo leadership femminile, formazione e nuove opportunità professionali. Si tratta di un percorso che ha contribuito a rendere la comunità scientifica più inclusiva, aperta alle nuove generazioni e capace di affrontare le sfide dell’oncologia contemporanea. “Lo dimostrano - sottolinea Berardi - i dati preliminari di una survey nazionale sulle oncologhe italiane presentata in occasione dell’evento. Quasi l’80% delle professioniste, negli ultimi 10 anni, ha registrato un miglioramento della propria posizione lavorativa. Tuttavia, nella stessa percentuale di casi, sono stati segnalati ostacoli, principalmente legati al contesto lavorativo e resta ancora molto da fare, considerando che in quasi il 70% delle strutture il ruolo di direttore è ricoperto da un uomo”. ‘Donne che curano 2026’ - si lege in una nota - si conferma non solo un momento di celebrazione, ma anche un’occasione concreta di proposta e confronto: una rete, mille carriere, 10 anni di cambiamento, con lo sguardo rivolto al futuro della cura.

(Adnkronos) - Si chiude un anno di crescita per il Davines Group, che consolida la propria presenza globale e rafforza un modello basato sull’equilibrio tra risultati economici e sostenibilità. Il gruppo si avvia verso i 306 milioni di euro di fatturato a cambi costanti nel 2025, confermando un trend positivo sostenuto dall’internazionalizzazione e dal mercato professionale. Alla base di questo percorso, una visione precisa. “L’incrocio tra sostenibilità e performance è la ragione del gruppo Davines di esistere”, spiega il presidente Davide Bollati. Un approccio che va oltre il prodotto e si inserisce in un contesto più ampio: “La cosmetica italiana riesce a entrare nel profondo degli stili di vita delle persone, rappresentando una modalità unica del sistema Italia”.
All’interno di questo ecosistema si colloca Comfort Zone, divisione skin-care del Gruppo, che celebra 30 anni di attività puntando su innovazione scientifica e longevità della pelle. Un anniversario che segna un’evoluzione del brand, oggi sempre più orientato verso soluzioni rigenerative e tecnologie avanzate. Il filo conduttore è il collagene, al centro di nuove formulazioni e dispositivi per viso e corpo. Tra le innovazioni, il sistema Thermo Sculpt per la ridefinizione tridimensionale, che utilizza infrarossi e massaggio vibrazionale, e Longevilift, dispositivo multi-tech che integra diverse tecnologie per trattamenti personalizzati.
“Oggi il tema della longevità la fa da padrone: è importante invecchiare bene, lavorando non solo sul viso ma anche sul corpo”, sottolinea Davide Manzoni general manager Italia e Spagna Comfort Zone. “Per farlo, oltre ai prodotti dedicati al collagene, è necessario utilizzare anche nuove tecnologie come gli infrarossi, che ripristinano il microcircolo e migliorano la qualità della pelle”. Accanto alle tecnologie, anche nuove soluzioni skincare, come la Body Strategist Collagen Cream con collagene biotecnologico e peptidi, e il Longevity Collagen+ Serum, pensato per stimolare la produzione di collagene e contrastare l’invecchiamento cutaneo. Ma a fare la differenza è un insieme di fattori. “Non è solo il prodotto che distingue, ma la ricerca, le materie prime, il nostro Davines Group Village di Parma e soprattutto le persone”, aggiunge Manzoni. “Siamo una realtà che, dopo 30 anni, ha ancora molte delle persone con cui è partita”. Un modello che unisce innovazione, identità e visione internazionale, e che conferma il ruolo di Davines e Comfort Zone tra i protagonisti di un settore in continua evoluzione.

(Adnkronos) - 'Imma Tataranni – Sostituto procuratore' ha chiuso la quinta stagione con il 24,5% di share vincendo la prima serata di ieri, 29 marzo. La fiction di Rai1 con Vanessa Scalera ha incollato allo schermo 4.511.000 telespettatori. Su Canale 5, 'Chi vuol essere milionario – Il torneo' ha conquistato 1.840.000 telespettatori e il 12,6%. Sul Nove 'Che tempo che fa' ha totalizzato 1.566.000 telespettatori, pari all'8,1%. Su Italia 1, 'Le Iene presentano Inside' è stato visto da 1.032.000 telespettatori, pari all'8,2%.
Su Tv8, MotoGP Usa ha intrattenuto 905.000 telespettatori, pari al 5%. Su Rete 4, 'Fuori dal coro' ha raggiunto 681.000 telespettatori e il 4,9%. Su La7, 'Propaganda live' ha ottenuto 686.000 telespettatori e il 4,6%. Su Rai3, 'Presa diretta' ha totalizzato 878.000 telespettatori e il 4,4%. Infine, su Rai2 la serata evento 'Per sempre Gino' - dedicata al grande Paoli e condotta da Pierluigi Diaco - ha segnato 510.000 telespettatori e il 3,2%.
Nella fascia access prime time, su Rai1 'Affari Tuoi' è stato visto da 4.790.000 telespettatori, pari al 23,5%, mentre su Canale5 'La Ruota della Fortuna' da 4.645.000 telespettatori pari al 22,7%.
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