
(Adnkronos) - Le vongole sono in pericolo, e per salvarle l'Italia si affida... ai polpi. Nel mare Adriatico sono stati liberati infatti circa 40mila paralarve di polpi, ovvero giovanissimi esemplari di appena pochi giorni, con la speranza che possa aiutare a contrastare la diffusione del granchio blu, sempre più endemica nella regione, ma anche nelle acque del Veneto, e un pericolo per le vongole.
Tutto è avvenuto nell'ambito di un progetto, chiamato Octo-Blu e partito nel 2024 e portato avanti dalla regione Emilia-Romagna e dall’università di Bologna. Nel corso degli anni gli studiosi hanno verificato come il polpo ami cibarsi di crostacei, in particolare di granchi, e questa sua propensione potrebbe aiutare a combattere la specie che sta divorando gli allevamenti di vongole.
“Il granchio blu non è soltanto una specie invasiva: è una delle emergenze più gravi che negli ultimi anni hanno colpito il nostro mare, mettendo in difficoltà un settore strategico per l'economia dell'Emilia-Romagna. Salvare il settore della pesca, degli allevamenti dell'acquacoltura e delle vongole rappresenta per noi una priorità assoluta", ha affermato l'assessore Alessio Mammi, "per questo abbiamo scelto di affiancare alla gestione dell'emergenza una strategia più ampia, fatta di interventi immediati e di una visione di lungo periodo. Dal 2023 abbiamo destinato 3,5 milioni di euro di risorse regionali al sostegno delle imprese della pesca e dell'acquacoltura colpite dalla proliferazione del granchio blu, che ha distrutto il novellame e, in alcune aree, ridotto di oltre il 70% la produzione di vongole di taglia commerciale".
"A queste risorse si aggiungono gli ulteriori 1,5 milioni di euro nel 2026 e il bando aperto quest'anno per le calamità, per compensare le perdite di reddito causate dalla distruzione del novellame e dalla drastica riduzione della produzione di vongole. Risorse che in questi tre anni sono servite anche a sostenere la raccolta, lo smaltimento e la commercializzazione del granchio blu", ha spiegato Mammi.

(Adnkronos) - "L’intervento alle corde vocali a cui si è sottoposto Eros Ramazzotti non è un evento insolito per chi canta. I cantanti, infatti, possono andare incontro con una certa frequenza a problemi alle corde vocali, soprattutto a causa dell’uso intensivo della voce". Così all'Adnkronos Salute Francesco Mozzanica, direttore dell’Unità Operativa di Otorinolaringoiatria dell’Ospedale San Giuseppe - Gruppo MultiMedica e professore all’Università degli Studi di Milano La Statale, esperto di disturbi della voce nei cantanti.
I problemi alle corde vocali "possono essere diversi: dai noduli ai piccoli edemi, fino ad alcune formazioni benigne che possono comparire proprio a causa dell’uso intenso e prolungato della voce. Nella maggior parte dei casi – spiega l’esperto – il trattamento consiste nel riposo vocale e, quando necessario, nella logopedia, che aiuta a recuperare un corretto utilizzo della voce. In alcuni casi, però, in base al problema riscontrato, può essere necessario ricorrere a un intervento chirurgico".
Ramazzotti ha annunciato sui social la sospensione del tour e della tappa nordamericana del suo 'Una Storia Importante World Tour', che sarebbe dovuta partire da Toronto il 16 ottobre. Il programma prevedeva concerti anche a Boston, New York, Chicago, Miami e Los Angeles, prima di proseguire in America Latina, con tappe in Messico, Colombia, Cile e Brasile. Dopo l'operazione, il cantante ha rassicurato i suoi fan: "L’intervento alle corde vocali è andato bene. Vi ringrazio tutti per i messaggi di affetto e vicinanza".
"Non so a quale tipo di intervento si sia sottoposto Ramazzotti – precisa Mozzanica – ma sicuramente dovrà affrontare un periodo di riabilitazione della voce. Il cantante ha dato appuntamento ai suoi fan al 2027. Da qui alla fine dell’anno mancano poco più di tre mesi: il tempo per recuperare, quindi, c’è" conclude.

(Adnkronos) - “Ci aspettiamo tante domande, le risposte vedremo. Certamente risponderanno in merito alle accuse. È un interrogatorio che abbiamo chiesto noi, il pubblico ministero farà le domande e noi ovviamente daremo la nostra versione difensiva”. Così gli avvocati Generoso Pagliarulo e Antonio Falconieri, difensori di tre dei quattro arrestati lo scorso 30 giugno con l'accusa di essere gli esecutori materiali dell'attentato davanti all'abitazione del conduttore di Report Sigfrido Ranucci, entrando nel carcere di Rebibbia per l’interrogatorio davanti al pm. Oggi verranno sentiti due dei quattro arrestati, Pellegrino D’Avino e Antonio Passariello.

Gli italiani spendono di più, ma comprano meno. A maggio 2026 le vendite alimentari sono cresciute del 2% in valore rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, mentre i volumi sono diminuiti dello 0,4%. Un mese prima il divario era stato ancora più marcato: +0,6% a valore e -2,2% a volume. E' dentro questa forbice che si gioca una delle partite più importanti per il futuro della grande distribuzione italiana. Perché mentre inflazione e potere d’acquisto continuano a condizionare le scelte delle famiglie, in giro per il mondo il supermercato sta cambiando funzione: non è più soltanto il luogo nel quale acquistare prodotti, ma diventa piattaforma di servizi, ristorante, hub logistico, brand, community e, in alcuni casi, persino un servizio al quale abbonarsi. La domanda, allora, non riguarda soltanto il futuro della gdo: riguarda i consumi italiani. Può l’innovazione della distribuzione contribuire a riportare i consumatori nei negozi, aumentare la frequenza d’acquisto e intercettare nuova domanda?
E' quanto emerge dall’osservatorio Retail hub, tech company del settore retail punto di riferimento in Italia in quanto angolo di osservazione e analisi privilegiato in tema di innovazione e nuovi trend. Attraverso i suoi Innovation Tour internazionali, accompagna aziende e retailer nei mercati più innovativi per osservare direttamente format, tecnologie e modelli di business, capire cosa funziona e valutare quali soluzioni possano essere reinterpretate nel contesto italiano. E il confronto racconta un’Italia che non è necessariamente ferma, ma che su alcuni fronti procede con velocità molto differenti rispetto ai mercati internazionali.
Negli Stati Uniti membership, private label, customer experience e smart cart stanno modificando la relazione economica tra insegna e consumatore; in Francia circa il 15% delle vendite della gdo passa dall’e-commerce e l’80% dell’online è sviluppato attraverso il drive; in Cina l’integrazione tra negozio, delivery e piattaforme digitali arriva a condizionare la progettazione stessa dei punti vendita. Tre modelli differenti che pongono però la stessa domanda alla distribuzione italiana: continuare a vendere prodotti o iniziare a vendere soprattutto convenienza, tempo, servizio ed esperienza? "La domanda - spiega Stefano Motta, chief operating officer di Retail hub - non è cosa possiamo copiare dall'estero, ma cosa quello che vediamo all'estero ci sta dicendo sull'evoluzione del consumatore italiano Alcuni modelli sono lontanissimi dal nostro mercato, altri stanno già arrivando. Il punto è riuscire a distinguere le mode dai cambiamenti strutturali".
La prima grande differenza rispetto all'Italia riguarda la struttura stessa del mercato. Il grocery statunitense è molto più frammentato per canali: generalisti, members club, discount, farmers market, specialty retailer, online, farmacie e dollar store convivono intercettando occasioni di consumo differenti. La California rende questa polarizzazione particolarmente evidente. Si passa dai circa 15.000 mq di un Walmart Supercenter ai 6.000 mq di Whole Foods fino ai circa 1.200 mq di Trader Joe's, con format radicalmente differenti per target, assortimento e missione d'acquisto. In un mercato storicamente abituato a grandi superfici e assortimenti enormi, emerge contemporaneamente il valore opposto: la semplicità.
Format più compatti, meno referenze, facilità di orientamento e possibilità di completare rapidamente la spesa diventano elementi competitivi. E' una riflessione particolarmente interessante anche per l'Italia: in una fase di pressione sul potere d'acquisto, convenienza non significa necessariamente soltanto prezzo più basso, ma anche riduzione della complessità e capacità di far percepire immediatamente il valore dell'offerta.
Se l'e-commerce compete sulla comodità, il negozio fisico deve offrire qualcosa che uno schermo non può restituire. Da qui la crescente 'teatralizzazione del fresco'. In California insegne come Nugget Markets e Bristol Farms trasformano l'esposizione di frutta e verdura in una componente scenografica dello store: visual merchandising, colori e abbondanza percepita diventano strumenti attraverso cui comunicare qualità.
Parallelamente sfuma il confine tra supermercato e ristorante. Negli Stati Uniti insegne come Wegmans e Whole Foods ampliano il ready-to-eat con piatti caldi, zuppe, insalate personalizzabili e spazi per il consumo. E' probabilmente uno dei trend internazionali con maggiori possibilità di sviluppo anche in Italia, perché intercetta un cambiamento che va ben oltre il retail: il consumatore acquista sempre meno soltanto ingredienti e sempre più soluzioni capaci di fargli risparmiare tempo.
"Durante la settimana - osserva Motta - molte persone non vogliono più pensare alla ricetta, acquistare tutti gli ingredienti e cucinare. Per questo il supermercato non vende più soltanto prodotti: vende sempre di più la soluzione al pasto". Negli Stati Uniti cambia anche la relazione economica tra consumatore e insegna. Trader Joe's arriva a costruire oltre il 90% dell'assortimento attraverso marche private, facendo della private label non semplicemente un'alternativa conveniente al brand industriale, ma uno degli elementi centrali della propria identità. Ancora più significativo è il fenomeno delle membership a pagamento. Il modello più noto è Costco, ma in California anche il premium retailer Erewhon propone un club digitale da 200 dollari l'anno, associando all'iscrizione sconti e servizi".
"Per il retailer - sottolinea - il vantaggio non è soltanto la fidelizzazione: significa costruire ricavi ricorrenti e maggiormente prevedibili, aumentando contemporaneamente l'incentivo del consumatore a concentrare gli acquisti presso l'insegna alla quale ha scelto di aderire. In Italia abbiamo visto alcune sperimentazioni, ma siamo ancora lontani dal modello americano. La membership è ancora sottovalutata e credo che diventerà sempre più importante, perché modifica profondamente il rapporto tra retailer e cliente".
Se gli Stati Uniti rappresentano il laboratorio dei modelli di business e la Cina quello dell'integrazione digitale estrema, la Francia offre forse il confronto economicamente più interessante per l'Italia, perché racconta l'evoluzione di un grande mercato europeo. Cinque gruppi concentrano quasi l'80% del grocery francese e, dal 2024, oltre 1.000 punti vendita hanno cambiato insegna, in una fase di forte consolidamento. Ma soprattutto, circa il 15% delle vendite della gdopassa attraverso l'e-commerce e l'80% dell'online viene sviluppato tramite drive, con la spesa ordinata digitalmente e successivamente ritirata dal consumatore. Non è tecnologia spettacolare: è innovazione diventata infrastruttura, perché riduce il tempo dedicato alla spesa e contemporaneamente consente al retailer di integrare negozio fisico e digitale.
Anche il sistema cooperativo francese offre uno spunto interessante: supera il 50% del mercato e combina la forza della centrale con l'autonomia degli imprenditori locali, permettendo di adattare assortimenti e iniziative alle esigenze dei singoli territori. La Cina rappresenta invece il modello più distante dall'Italia e, proprio per questo, uno dei laboratori più interessanti. A Shanghai convenience store come 7-Eleven e FamilyMart assumono la funzione di veri e propri 'ristoranti di quartiere', fortemente orientati al food-to-go e al consumo immediato. La spesa online lavora su raggi di circa 3 km e consegne sotto i 30 minuti, mentre il layout del supermercato viene progettato anche per l'in-store picking e la consegna affidata a piattaforme di logistica istantanea. Checkout, super-app, QR code e pagamenti biometrici rendono il confine tra negozio e piattaforma digitale sempre più sottile.
"La Cina - precisa Motta - non ci dice necessariamente come sarà il supermercato italiano tra cinque anni. Ci mostra però fino a che punto può arrivare l'integrazione tra retail, tecnologia e logistica quando il comportamento del consumatore la rende economicamente sostenibile".
Anche il rapporto con la tecnologia sta cambiando. Dopo anni di sperimentazioni, i retailer internazionali sono diventati molto più selettivi. "Oggi - spiega Motta - ci si chiede prima di tutto se una tecnologia porti un beneficio al cliente, quanto sia complessa da integrare e quanto costi. Non c'è più la stessa corsa a sperimentare semplicemente perché qualcosa è nuovo". E' un passaggio importante anche dal punto di vista economico: innovazione significa sempre più produttività, efficienza e ritorno sull'investimento".
"Tra le soluzioni che stanno crescendo - prosegue - ci sono gli smart cart, capaci di identificare i prodotti attraverso scansione, pesatura e, nei sistemi più evoluti, computer vision. Accanto alle tecnologie visibili al consumatore cresce soprattutto tutto ciò che avviene dietro le quinte: gestione degli stock, magazzino, preparazione degli ordini e automazione dei processi. Anche gli autonomous store stanno vivendo una seconda fase: non necessariamente grandi supermercati senza casse, ma micro-store automatizzati in aeroporti, università, aziende, stazioni e hotel, dove l'automazione può rendere economicamente sostenibile un servizio che non giustificherebbe la presenza continuativa di personale.
Ed emerge un apparente paradosso: più aumenta la tecnologia, più la qualità delle persone può diventare un elemento distintivo. In California Trader Joe's seleziona personale predisposto alla relazione, mentre Sprouts investe sulla formazione trasformando alcuni dipendenti in veri consulenti. Per la gdo italiana significa che la ricerca di produttività non passa necessariamente dalla semplice sostituzione del lavoro con la tecnologia: può significare anche spostare il lavoro verso attività a maggior valore, nelle quali competenza e relazione diventano parte dell'esperienza offerta dal retailer.
Stati Uniti, Francia e Cina raccontano dunque tre modelli profondamente differenti. Gli Usa mostrano quanto il supermercato possa diventare brand, community e piattaforma di servizi. La Francia racconta un modello europeo basato su omnicanalità, territorio, specializzazione e drive. La Cina mostra fin dove può spingersi l'integrazione tra commercio, digitale e logistica. Ma alcune direttrici sono comuni: semplificare, far risparmiare tempo, offrire soluzioni oltre ai prodotti, integrare fisico e digitale e utilizzare la tecnologia soltanto quando genera valore.
"Ed è qui - precisa Motta - che il confronto internazionale torna all'economia italiana. In un mercato nel quale la crescita della spesa alimentare in valore non si traduce automaticamente in crescita dei volumi, la sfida della gdo non sarà soltanto convincere gli italiani a comprare di più. Sarà soprattutto intercettare meglio ciò per cui sono disposti a spendere, aumentando il valore del servizio e costruendo nuovi modelli di relazione. L'Italia non deve rincorrere quello che vede all'estero".
"Deve però osservare attentamente quello che sta succedendo. Perché dietro smart cart, membership, drive o food-to-go non ci sono semplicemente nuove tecnologie o nuovi format: ci sono nuovi comportamenti. Ed è su quelli che la gdo italiana dovrà costruire il proprio futuro", conclude.

(Adnkronos) - Da oggi l’Italia entra nella quinta ondata di calore dell’estate. L’afa torna a farsi sentire e, con le temperature elevate anche durante la notte, tornano le cosiddette 'notti tropicali', ormai sempre più frequenti. Dormire bene può diventare difficile, soprattutto quando caldo e umidità impediscono al corpo di abbassare naturalmente la propria temperatura. Secondo Luigi Ferini-Strambi, direttore del Centro di medicina del sonno dell'Irccs ospedale San Raffaele di Milano e professore ordinario di Neurologia alla Facoltà di Psicologia dell'università Vita-Salute San Raffaele, il problema principale "è che per addormentarci il nostro corpo deve abbassare la propria temperatura. Quando fa molto caldo, soprattutto se l’aria è umida, questo processo diventa più difficile. L’umidità elevata - spiega all'Adnkronos Salute - può inoltre rendere la respirazione più difficoltosa, soprattutto per chi russa o soffre già di problemi respiratori".
I consigli dell’esperto per dormire meglio, sfidando l'afa.
1. Non esagerare con l’aria condizionata. "Tenere il condizionatore 'a palla' e creare un ambiente troppo freddo non è una buona soluzione - sottolinea Ferini Strambi -. Dunque, è bene evitare temperature troppo basse durante la notte. Tra le 3 e le 4 del mattino la temperatura corporea tende naturalmente a diminuire: una stanza eccessivamente fredda può quindi provocare disagio o farci svegliare per il freddo".
2. Limitare l’alcol alla sera. "L’alcol può aiutare ad addormentarsi più rapidamente, non a caso è l'ipnotico più venduto al mondo, ma peggiora la qualità del sonno e può renderlo meno profondo e più frammentato. Non esagerare con vino e altri alcolici. Bere troppo può aumentare la necessità di alzarsi durante la notte per andare in bagno e favorire la secchezza della bocca, interrompendo ulteriormente il sonno" aggiunge.
3. Fare attenzione all’umidità. "Quando possibile, mantenere l’ambiente fresco e con un’umidità confortevole può aiutare a respirare meglio e a dormire. Il tasso di umidità elevato infatti peggiora la respirazione, un problema in più per chi già russa".
4. Non arrivare all’ultimo giorno di vacanza facendo le ore piccole. "Quando si avvicina il ritorno alla normale routine, è meglio recuperare gradualmente gli orari abituali. Rientrare nei ritmi quotidiani poco alla volta. Dopo le vacanze, anticipare progressivamente l’orario di sonno e di risveglio può facilitare il ritorno alla routine" conclude.

(Adnkronos) - La bocca non è separata dal resto del corpo. Una cattiva salute orale è oggi associata a un maggior rischio di diabete, malattie cardiovascolari, ictus e patologie respiratorie. È anche per questo che la medicina di genere guarda sempre più all’odontoiatria, spiega, in una nota, FACExp, associazione nazionale di medici dentisti specializzati in ortodonzia. Le evidenze scientifiche dimostrano che sesso biologico, assetto ormonale e stili di vita influenzano in modo diverso il rischio di sviluppare carie, malattie gengivali, parodontite e tumori del cavo orale. Conoscere queste differenze significa rendere la prevenzione più efficace e realmente personalizzata.
Le più recenti fonti della letteratura internazionale, inclusa una revisione sistematica del 2024 - riferiscono gli esperti - confermano che la medicina di genere riguarda anche l’odontoiatria: “le differenze tra uomini e donne non dipendono soltanto dalla biologia, ma anche dai comportamenti quotidiani, con ricadute concrete sul rischio di sviluppare le principali patologie del cavo orale. Negli Stati Uniti, una ricerca condotta su circa 8mila adulti ha rilevato che utilizza quotidianamente il filo interdentale quasi il 37% delle donne, contro il 26% degli uomini. Analogamente, uno studio giapponese su circa 800 giovani adulti ha evidenziato che le donne si sottopongono a visite odontoiatriche preventive quasi il doppio delle volte rispetto agli uomini (circa 16% contro 8%)”. Tali differenze si riflettono anche sulle patologie: “gli uomini presentano un rischio di parodontite severa superiore del 70% rispetto alle donne, mentre queste ultime, pur mostrando mediamente una migliore igiene orale, risultano più predisposte alla carie per fattori biologici e ormonali”.
Alla luce di questi risultati, gli esperti in ortodonzia consigliano, per le donne: aumentare l’attenzione durante pubertà, gravidanza e menopausa, quando le variazioni ormonali modificano il rischio di carie e gengiviti; non rimandare le cure odontoiatriche durante la gravidanza quando indicate dal professionista. Inoltre: mantenere regolari i controlli anche in assenza di sintomi e associare una corretta igiene orale a uno stile di vita sano per proteggere la salute dell’intero organismo.
Per gli uomini i suggerimenti sono: non aspettare il dolore, ma programmare una visita odontoiatrica e un’igiene professionale almeno ogni 6-12 mesi; utilizzare il filo interdentale ogni giorno. Quindi: non sottovalutare il sanguinamento delle gengive, che non è mai normale ed evitare fumo e sigarette elettroniche, importanti fattori di rischio per malattie del cavo orale e tumori.
“L’approccio della medicina di genere sta cambiando il modo di fare prevenzione e cura in tutte le discipline mediche, e anche l’odontoiatria ne fa pienamente parte - sottolinea Erica Barina, presidente di FACExp - Le differenze biologiche e comportamentali influenzano il rischio di sviluppare le patologie del cavo orale e il modo in cui le persone si prendono cura della propria bocca. Riconoscerle significa offrire una prevenzione più efficace e costruire percorsi di salute realmente personalizzati”.
La letteratura scientifica - continua la nota - evidenzia che alcune differenze siano legate alla fisiologia. “Le variazioni ormonali che accompagnano pubertà, gravidanza e menopausa possono aumentare la suscettibilità a carie e gengiviti, mentre il sesso maschile sviluppa più frequentemente forme severe di malattia parodontale e, storicamente, presenta un’incidenza di tumori del cavo orale circa doppia rispetto a quello femminile, soprattutto per una maggiore esposizione a tabacco e alcol”. Una buona salute orale, infine, non protegge soltanto denti e gengive, ma è sempre più riconosciuta come “un elemento fondamentale della salute generale”, con ricadute sul rischio di malattie cardiovascolari, diabete e altre patologie croniche. “Le differenze di genere non devono tradursi in disuguaglianze di salute - rimarca Barina - La buona notizia è che molti dei fattori di rischio sono modificabili. Visite periodiche, corretta igiene orale, utilizzo quotidiano del filo interdentale e attenzione ai primi segnali, come il sanguinamento delle gengive, consentono di prevenire gran parte delle malattie del cavo orale. La genetica - conclude - può predisporre, ma sono soprattutto le abitudini quotidiane a fare la differenza”.

(Adnkronos) - Avrebbero filmato gli abusi sessuali commessi sul nipote. Una coppia residente in provincia di Aosta è stata arrestata dalla Polizia di Stato in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Torino al culmine di un'indagine condotta dalla Sezione operativa per la sicurezza cibernetica di Aosta, sotto l’egida della Procura di Torino, e andata avanti per sei mesi.
A far scattare l’attività investigativa era stata una segnalazione internazionale giunta al Centro nazionale per il contrasto alla pedopornografia online (Cncpo) del servizio Polizia postale e per la sicurezza cibernetica su circa 45 file contenenti contenuti pedopornografici sincronizzati in rete all’interno di un account web.
"I contenuti multimediali oggetto della segnalazione hanno presentato sin dalle prime verifiche caratteristiche tali da far ritenere - spiegano gli investigatori - che non si trattasse di materiale semplicemente reperito in rete, facendo emergere l’ipotesi di una produzione diretta dei contenuti".
L’analisi delle tracce informatiche ha consentito ai poliziotti della Sosc di ricostruire le connessioni internet riconducibili agli indagati e di acquisire ulteriori elementi investigativi, sulla base dei quali l’autorità giudiziaria ha emesso un decreto di perquisizione locale, personale e informatica nei confronti dei due cittadini. Dall’esame dei loro dispositivi è emersa la detenzione di numerosi file con materiale pedopornografico, alcuni dei quali sarebbero stati prodotti direttamente dalla coppia e vedrebbero coinvolto il nipote, in età preadolescenziale. "Si è accertato - spiegano gli investigatori - come il minore venisse spesso affidato alla coppia per ragioni di carattere familiare e tale circostanza avrebbe favorito il suo coinvolgimento in pratiche sessuali, oggetto anche di registrazione mediante smartphone da parte degli indagati".
Agli indagati, condotti in carcere, vengono contestati la produzione di atti sessuali con minorenne, la detenzione di materiale pedopornografico, il compimento di atti sessuali con minorenni, fatti aggravati dall’aver commesso gli atti in danno di vittime infra-sedicenni affidate alla loro custodia.

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Dieci ore di musica, spettacolo, birra, specialità gastronomiche
e intrattenimento.
Cagliari si prepara ad accogliere la 26/a
edizione dell'Oktoberfest, in programma sabato 17 ottobre 2026
negli spazi della Fiera Internazionale di Cagliari.
Dalle18 alle 4, il padiglione si trasformerà in
una vera cittadella della festa, con musica dal vivo, spettacoli,
DJ set, tavoli e panche in stile bavarese, aree food.
L'edizione 2026 proporrà una formula rinnovata,
costruita per accompagnare il pubblico dal tramonto fino a tarda
notte: una prima parte dedicata alla tradizione e alla
convivialità, seguita da concerti, performance e DJ set. Sul palco
si alterneranno Böhmische Rodeneck, Schuachplattlergitschn Vahrn e
Non Soul Funky. A completare il programma musicale saranno i dj set
di Jfk, D-Spe e Luma.
La birra sarà, come da tradizione, al centro
dell'evento, servita insieme a una selezione di piatti e specialità
gastronomiche pensate per ricreare l'atmosfera delle grandi feste
bavaresi. Non mancherà l'Apfelkorn, il caratteristico liquore alla
mela diventato uno dei simboli dell'esperienza Oktoberfest.
Il padiglione sarà organizzato con palco
centrale, tavoli e panche, differenti punti bar e food, aree di
servizio L'Oktoberfest Cagliari nasce come omaggio alla grande
tradizione bavarese, ma negli anni ha sviluppato un'identità
propria, diventando un punto d'incontro tra musica, gastronomia,
spettacolo e divertimento.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA
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(Adnkronos) - La Russia si prepara a una possibile escalation della guerra in Ucraina, dopo il fallimento dei tentativi diplomatici di arrivare a un accordo di pace. Lo riferiscono a Bloomberg fonti vicine al Cremlino, rilanciate dai media ucraini, secondo cui Mosca starebbe valutando di intensificare gli attacchi con potenti missili balistici convenzionali contro Kiev, compreso il centro della capitale, e contro infrastrutture in altre città ucraine.
I negoziati per porre fine alla guerra tra Russia e Ucraina sarebbero di fatto arrivati a un vicolo cieco. Le posizioni di Mosca e Kiev restano lontane e, secondo fonti vicine al Cremlino, il processo diplomatico avrebbe riportato le due parti alla situazione di partenza.
Le fonti, citate da Bloomberg e rimaste anonime per la delicatezza della questione, sostengono che il presidente russo Vladimir Putin non sarebbe disposto a interrompere la guerra a causa della pressione esercitata dalle sanzioni occidentali o dagli attacchi ucraini contro raffinerie e reti logistiche russe.
A Mosca, inoltre, cresce la convinzione che gli attacchi ucraini siano sostenuti direttamente dagli Stati membri della Nato, dal momento che l'Alleanza fornisce a Kiev armi, intelligence e altri tipi di assistenza militare.
Lo stesso Putin avrebbe lasciato intendere la possibilità di una risposta più dura durante alcune dichiarazioni rilasciate nel fine settimana a un giornalista della televisione di Stato russa.
Il presidente russo ha minimizzato l'impatto degli attacchi ucraini sull'economia nazionale e ha accusato Kiev di aver aperto una situazione destinata a provocare conseguenze. "L'Ucraina ha aperto questo vaso di Pandora", ha affermato Putin, aggiungendo che Mosca sarebbe pronta a colpire i settori più sensibili dell'economia ucraina.
Gli sforzi degli Stati Uniti per favorire la fine della guerra non hanno finora prodotto una svolta. I negoziati risultano sostanzialmente bloccati, mentre l'amministrazione del presidente Donald Trump è impegnata anche sul fronte del conflitto con l'Iran. Il Cremlino avrebbe inoltre smesso di fare affidamento su quello che considerava un possibile accordo raggiunto tra Putin e Trump durante il vertice di Anchorage dello scorso agosto.
L'ipotesi avrebbe previsto pressioni statunitensi sull'Ucraina affinché cedesse la regione orientale di Donetsk nell'ambito di un accordo per porre fine alla guerra. Kyiv ha però respinto costantemente la richiesta russa di trasferire a Mosca il controllo di una fascia fortificata di città nel Donetsk, area che le forze russe non sono riuscite a conquistare completamente nonostante anni di combattimenti.
Il segretario di Stato americano Marco Rubio aveva già chiarito a giugno che Washington non condivideva la lettura russa degli accordi. Dopo un incontro con il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov nelle Filippine, a luglio, Rubio aveva parlato della necessità di elaborare "nuovi concetti" per sbloccare la situazione.
Martedì il direttore della Cia John Ratcliffe si è recato a Mosca per un incontro con esponenti russi. Non sono stati resi noti i dettagli dei colloqui.
Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, la missione avrebbe avuto anche lo scopo di mettere in guardia il Cremlino dal rischio di un eventuale attacco contro Paesi membri della NATO.
Nel frattempo, gli inviati americani Steve Witkoff e Jared Kushner dovrebbero tornare a Mosca dopo una pausa di otto mesi e potrebbero recarsi per la prima volta anche a Kiev. Al momento, tuttavia, non è stata fissata una data ufficiale per le missioni.
In assenza di progressi, Mosca considera "molto basse" le possibilità di una svolta diplomatica e ritiene di avere poche alternative a un'ulteriore escalation per perseguire i propri obiettivi militari. Già negli ultimi mesi Russia e Ucraina hanno intensificato gli attacchi aerei sui rispettivi territori.
La recente spirale di attacchi avrebbe inoltre riacceso a Mosca il dibattito sull'eventuale impiego, come extrema ratio, di armi nucleari tattiche. Secondo le fonti, tra i falchi russi sono aumentate le discussioni su questa possibilità, ma al momento non esiste alcun segnale che la Russia si stia preparando concretamente a utilizzare armi nucleari in Ucraina. Alexander Gabuev, direttore del Carnegie Russia Eurasia Center, giudica il rischio "estremamente basso": finché Mosca avrà margini per intensificare gli attacchi con armi convenzionali, sostiene, avrà "pochi incentivi a oltrepassare la soglia nucleare".

(Adnkronos) - "Quattro anni e quante vite abbiamo vissuto?", Federica Pellegrini celebra con queste parole e con un post sui social il quarto anniversario di matrimonio con Matteo Giunta. La campionessa olimpica e l'allenatore di nuoto si sono sposati il 27 agosto del 2022 a Venezia. Poi, due anni dopo, il 3 gennaio del 2024 è nata Matilde che li ha resi mamma e papà per la prima volta. E pochi mesi fa sono diventati genitori bis, quando il 2 aprile del 2026 è nata la seconda figlia, Rachele.
"Poi incontri quegli occhi che sanno resistere ai tuoi. E comincia la sfida più bella che è a metà tra la voglia e la tortura. Auguri Tato mio", questo il post condiviso dalla Divina sui social a corredo di uno scatto in bianco e nero che ritrae un momento della cerimonia in Chiesa.
Giunta ha risposto tra i commenti: "As long as you love me", "Finché mi ami". E nel suo profilo Instagram, l'allenatore di nuoto ha condiviso una foto scattata durante il giorno del loro matrimonio su una gondola: "4 anni e 2 meraviglie, buon anniversario amore mio", ha scritto con un cuore rosso.

(Adnkronos) - Il tumore al seno come malattia professionale. In Francia un'assistente di volo ha vinto una causa che apre un filone senza precedenti nel settore dell'aviazione. La sentenza ha riconosciuto che Sophie Lainault, ex assistente di volo di Air France, "ha lavorato frequentemente di notte, è stata esposta al fumo passivo e all'esposizioni a radiazioni ionizzanti dei voli ad alta quota".
Questi tre fattori - secondo la sentenza - hanno avuto una conseguenza sulla sua salute con l'insorgenza della neoplasia. Oggi Lainault sta bene e il cancro è in remissione.
La donna ha lavorato per Air France tra il 1989 e il 2019, prima come assistente di volo e successivamente come capo cabina su tratte a lungo raggio, accumulando oltre 12.600 ore di volo, di cui più di 6.500 in orario notturno. La sentenza è stata emessa all'inizio di luglio da un tribunale di Bayonne (nel sud-ovest della Francia) e ha riconosciuto l'origine professionale del tumore di Lainault.
Il tribunale ha sottolineato "il ruolo svolto dal lavoro notturno, dall'esposizione a radiazioni ionizzanti e dal fumo passivo". Sui voli Air France il fumo era consentito fino al 2000. La corte ha inoltre rilevato "l'assenza di fattori genetici o legati allo stile di vita che potessero spiegare diversamente l'insorgenza della neoplasia". Due commissioni regionali preposte al riconoscimento delle malattie professionali avevano in precedenza concluso che non fosse stato stabilito alcun nesso di causalità.
Perché la sentenza potrebbe essere storia? Il cancro al seno non è incluso nell'elenco ufficiale francese delle malattie professionali, questo significa che ottenerne il riconoscimento può rivelarsi un percorso lungo e difficile per le pazienti. La sentenza consentirà a Lainault di accedere al pensionamento anticipato, l'ex hostess ha chiarito di aver lottato per due anni e mezzo per ottenere tale riconoscimento, sostenuta dagli attivisti del sindacato Cfdt (Confédération française démocratique du travail).

(Adnkronos) - Flavio Cobolli e una 'battutaccia' agli Us Open 2026. Il tennista azzurro ha giocato da protagonista il torneo di doppio misto dello Slam americano, arrivando fino alla finale in coppia con la svizzera Belinda Bencic. I due hanno eliminato, tra gli altri, anche Carlos Alcaraz e Serena Williams, prima di perdere l'ultima partita contro i cechi Jakub Mensik e Karolina Muchova.
Nonostante la sconfitta però, né Cobolli né Bencic hanno perso il sorriso, tanto che durante la premiazione c'è stato spazio per un simpatico siparietto e per una battuta un po' imbarazzante. "Belinda, sei un dono. Mi piace tanto giocare con te. Mi piace stare con te... ma non in quel senso", ha detto Cobolli, scoppiando a ridere, insieme al pubblico, mentre la compagna di doppio si metteva una mano sul volto.
"Sei un'incredibile compagna di squadra. Avrai sempre un tifoso e troverai sempre supporto in me. Grazie di tutto. Grazie per quello che mi hai dato ogni giorno in queste settimane e anche nelle settimane in cui abbiamo giocato in passato", ha continuato Cobolli, "ti auguro buona fortuna per il torneo. Meriti di vincere un Grande Slam un giorno".

Ferragosto è stato positivo non solo dal punto di vista meteorologico. Per i balneari, infatti, le spiagge hanno registrato il tutto esaurito grazie alle alte temperature e alla presenza dei turisti stranieri, ma anche di molti italiani che non rinunciano alle due settimane centrali di agosto. Un buon andamento si è registrato anche tra gli escursionisti, che spesso scelgono il mare nei fine settimana. "È andata meglio del previsto e a settembre abbiamo il 20% in più di prenotazioni, al Nord come al Sud, grazie a un’estate che non sembra finire e ai prezzi più contenuti per ombrelloni e lettini, fino al 30% in meno rispetto a luglio e agosto". Così all’Adnkronos Antonio Capacchione, presidente del Sib Confcommercio (Sindacato italiano balneari), che associa circa 10.000 imprenditori balneari in tutta Italia.
"Settembre sarà splendido - assicura Capacchione - non solo per i turisti stranieri, ma anche per gli italiani, in particolare pensionati e anziani, che possono approfittare dei prezzi più bassi".
Capacchione non si mostra preoccupato nemmeno per l'Italia divisa in due dal punto di vista meteorologico: con caldo intenso al Centro-Sud e qualche temporale al Nord anche nei prossimi giorni. "Nonostante il maltempo, località balneari in Veneto come Cavallino e Bibione registrano il tutto esaurito, perché sono mete molto amate dagli stranieri, che hanno prenotato già in primavera. Non si lasciano spaventare dagli eventi di maltempo. Queste località non conoscono crisi grazie alla forte presenza straniera e ai viaggi organizzati". Diverso il comportamento degli italiani, che sembrano preferire le località del Sud e "prestano maggiore attenzione alle previsioni meteo, soprattutto quando si tratta di soggiorni brevi", conclude.

(Adnkronos) - Il caldo estremo non molla la presa sull'Italia. Anche la fine del mese di agosto sarà caratterizzata da temperature record, complice l'anticiclone africano che si spingerà addirittura fino alla Danimarca, trascinando con sé enormi quantità di sabbia del deserto e trasformando tutta mezza Europa in una terra subtropicale.
Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media de iLMeteo.it, conferma che siamo purtroppo entrati ufficialmente nella quinta ondata di calore di questo 2026. Avrà due caratteristiche fondamentali: durerà poco, ma si rivelerà la più estrema e intensa dell'intera stagione per il Sud e per alcune zone del Centro Italia.
Già nelle prossime ore l'aria diventerà incandescente. Inizieremo con massime impressionanti: 42°C a Caltanissetta, 40°C a Oristano e 39°C a Cosenza, con il caldo che tornerà a farsi sentire prepotentemente anche al Centro (36°C a Firenze e 35°C a Roma). Ma questo sarà solo l'antipasto prima del vero picco, atteso a cavallo tra venerdì e sabato.
Il picco estremo è previsto per venerdì 28 agosto, che potrebbe passare alla storia come la giornata più calda dell'Estate, specialmente in Sicilia e sul Medio Adriatico. In Sicilia orientale previsti picchi fino a 44-45°C (con la possibilità di sfiorare il record assoluto europeo); in Sardegna fino a 44°C di massima accompagnata da notti "super-tropicali" in cui le minime in pianura non scenderanno mai sotto i 25°C, rendendo difficile riposare. Ma attesi anche 42°C a Foggia, 40°C a Isernia e ben 38-39°C all'ombra del Colosseo a Roma.
Sabato 29 agosto l'Italia si divide a metà. Mentre il Centro inizierà a respirare grazie a una provvidenziale flessione delle temperature (Roma e Firenze torneranno su valori più umani intorno ai 34°C, uscendo dalla fascia della "febbre"), il Sud continuerà a bruciare in una fase eccezionale in cui potrebbero crollare alcuni record storici, soprattutto della terza decade agostana.
Non farà solo un caldo eccezionale per l'Estate in sé, ma lo farà a 5 giorni dall’inizio di Settembre quando ormai le giornate si accorciano, il sole tramonta anche prima delle ore 20 e le notti si allungano. Ma questa è proprio la nota più allarmante: il cambiamento climatico sta letteralmente stravolgendo le nostre stagioni, dilatando l'Estate fino a farla sembrare senza fine.
Giovedì 27. Al Nord: soleggiato o velato, qualche addensamento sulle Alpi. Al Centro: soleggiato o velato, molto caldo. Al Sud: sole e caldo eccezionale.
Venerdì 28. Al Nord: soleggiato e caldo, temporali forti su Alpi e Prealpi. Al Centro: soleggiato con caldo eccezionale. Al Sud: soleggiato e caldo fin oltre i 40°C.
Sabato 29. Al Nord: soleggiato, meno caldo. Al Centro: qualche isolato acquazzone sui rilievi, meno caldo. Al Sud: soleggiato con caldo eccezionale.
Tendenza: ancora super-anticiclone subtropicale al Sud con 38-39°C, flessione termica altrove.

(Adnkronos) - Una scossa di terremoto di magnitudo 3.3 si è verificata dopo la mezzanotte in provincia di Udine. L'Ingv ha riferito che l'epicentro è stato localizzato tra i comuni di Gemona del Friuli e Amaro. La scossa è avvenuta a 13 km di profondità. Non risultano feriti e neanche danni.
Tuttavia, il sisma è stato avvertito dalla popolazione, con numerosi utenti che hanno raccontato sulle piattaforme social la paura di quei momenti. Molti parlano di un boato sentito poco prima della scossa. Le segnalazioni sono arrivate in particolare da Tarcento, Venzone, Taipana, Moggio Udinese, Resiutta, Pagnacco e Paularo.

(Adnkronos) - Eclissi di Luna del 28 agosto 2026, a che ora vederla e dove vederla in Italia? L'appuntamento è all'alba, quando la Luna entrerà nell'ombra della Terra e il suo disco sarà oscurato per oltre il 90%. Il momento del massimo è previsto alle 6:12-6:13, ma dall'Italia sarà meglio iniziare a osservare il fenomeno prima, perché la Luna sarà molto bassa sull'orizzonte e il cielo inizierà a schiarirsi. Ecco gli orari, le località più favorevoli, la mappa interattiva e i consigli dell'esperto per non perdere l'eclissi.
La fase parziale dell'eclissi inizierà in tutta Italia intorno alle 4:34 del 28 agosto. Il massimo è atteso alle 6:12-6:13, ma sarà proprio questa la fase più difficile da osservare: a quell'ora la Luna sarà molto bassa sull'orizzonte e il cielo sarà già illuminato dalle prime luci dell'alba.
"La massima copertura dell'eclissi sarà alle 06:13, ma in gran parte d'Italia il cielo a quell'ora è già troppo chiaro: conviene osservarla un po' prima", spiega all'Adnkronos Alessio Zanol, divulgatore scientifico e autore di una mappa interattiva dedicata all'osservazione dell'eclissi.
La conclusione, nelle condizioni ideali, è prevista intorno alle 6:30, con variazioni di alcuni minuti a seconda della località. Dall'Italia, però, non sarà possibile seguire tutte le fasi perché la Luna tramonterà mentre l'eclissi è ancora in corso.
Per capire qual è il momento migliore per vedere l'eclissi lunare del 28 agosto è disponibile una mappa interattiva realizzata da Zanol. Lo strumento permette di individuare la finestra di osservazione in base alla propria località, tenendo conto anche dell'alba e dell'altezza della Luna sull'orizzonte.
Gli orari cambiano infatti sensibilmente da una zona all'altra d'Italia. A Lecce il cielo inizierà a rischiararsi già intorno alle 5:40, mentre a Roma il fenomeno sarà osservabile fino a poco prima delle 6. A Milano il cielo inizierà a schiarire intorno alle 6:10 e a Torino verso le 6:15.
L'esperto consiglia quindi di non aspettare il momento del massimo per uscire: conviene prepararsi e iniziare a osservare la Luna prima delle 6.
L'eclissi sarà visibile da tutta Italia, ma le condizioni saranno generalmente più favorevoli nelle località del Centro-Sud, dove la Luna resterà sopra l'orizzonte più a lungo.
Il fattore decisivo sarà comunque la presenza di un orizzonte libero verso Ovest e Sud-Ovest. La Luna sarà infatti molto bassa e potrebbe essere nascosta da montagne, alberi o palazzi.
"Nelle valli strette o con rilievi vicini si potrebbero avere problemi", spiega Zanol. Anche nelle città sarà quindi importante scegliere con anticipo un punto dal quale avere una visuale aperta.
A Roma, per esempio, alcune zone possono risultare sfavorevoli a causa dei rilievi. L'esperto cita Villa Madama e alcune aree di via dello Stadio Olimpico come luoghi nei quali la visuale può essere ostacolata da Monte Mario.
Durante l'eclissi la Luna potrebbe assumere una colorazione rossastra, ma l'effetto sarà meno evidente rispetto a quello di un'eclissi lunare totale.
"Se ci sarà, l'effetto luna rossa comunque sarà modesto perché l'eclissi non sarà totale", spiega Zanol. Il colore dipenderà anche dalla quantità di polveri presenti nell'atmosfera e dalla luce solare che, attraversando l'atmosfera terrestre, raggiungerà la superficie lunare.
4:34 circa: inizio della fase parziale dell'eclissi.
6:12-6:13: massimo dell'eclissi, con oltre il 90% del disco lunare oscurato.
Dopo le 6: la Luna sarà sempre più bassa sull'orizzonte e l'osservazione diventerà più difficile.
Intorno alle 6:30: l'eclissi terminerà in condizioni ideali, ma dall'Italia la Luna sarà già tramontata in alcune località.
No. A differenza dell'eclissi solare, l'eclissi lunare può essere osservata a occhio nudo senza rischi per la vista.
"Per l'eclissi lunare non c'è alcun rischio per la vista", spiega all'Adnkronos Salute Domenico Schiano, oculista, ricercatore Unicamillus e responsabile del Segmento Anteriore dell'Irccs-Fondazione Bietti.
Durante un'eclissi lunare, infatti, la Terra si trova tra il Sole e la Luna e proietta la propria ombra sul satellite. Non è quindi necessario utilizzare gli appositi occhiali richiesti per osservare direttamente il Sole durante un'eclissi solare.
Per godersi meglio lo spettacolo può essere utile un binocolo o un piccolo telescopio, che permettono di distinguere più facilmente i dettagli della superficie lunare e il bordo dell'ombra terrestre.

(Adnkronos) - Continua il botta e risposta tra Iran e Usa in attesa di sviluppi sul fronte diplomatico. Nelle ultime ore il segretario alla Difesa americano Pete Hegseth ha fatto sapere che Washington non esclude nuove azioni militari contro Teheran dopo le nuove pesanti sanzioni decise in settimana con l'obiettivo di aumentare il suo isolamento economico. "La pressione economica, lo sappiamo, è ciò che in questo momento li colpisce maggiormente, ma non escludiamo in alcun modo il ricorso ad attacchi militari in qualsiasi punto dello Stretto di Hormuz", ha dichiarato Hegseth in un'intervista all'emittente americana Newsmax.
L'aver spostato la guerra sul piano economico da parte degli Usa sarebbe dovuto a una riduzione delle proprie scorte di armi strategiche durante il recente conflitto. Almeno è questa la lettura di Hossein Mohebbi, portavoce dei Guardiani della Rivoluzione iraniani (Irgc), citato dall'agenzia ufficiale Irna. "Gli Stati Uniti hanno subito una carenza di armi strategiche in seguito alla recente guerra contro l'Iran e per ricostituire alcune delle scorte esaurite potrebbero essere necessari anni", ha dichiarato Mohebbi ai giornalisti a Isfahan.
"Washington si aspettava che con il passare del tempo le scorte di missili dell'Iran si esaurissero, ma le operazioni missilistiche iraniane sono proseguite - ha aggiunto il portavoce - la riduzione delle scorte americane di armi strategiche è stata una delle ragioni che hanno spinto Washington a ritirarsi".
Sulla questione è intervenuto anche il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, che ha chiesto alle Nazioni Unite di condannare l'Operazione "Economic Outcast" avviata dagli Stati Uniti, definendola una campagna di "terrorismo economico" contro l'Iran. In una lettera inviata al segretario generale dell'Onu Antonio Guterres, al presidente del Consiglio di Sicurezza e agli Stati membri, Araghchi ha affermato che "l'obiettivo dichiarato di questa cosiddetta 'operazione' è porre fine alle legittime relazioni economiche con l'Iran, attraverso la minaccia di sanzioni secondarie e dell'esclusione dal sistema finanziario statunitense".
Secondo il ministro, Washington starebbe cercando di estendere le proprie leggi e i propri obiettivi di politica estera oltre la propria giurisdizione, costringendo Stati sovrani a modificare i loro legittimi rapporti commerciali.
"Il Consiglio di Sicurezza e tutti i membri delle Nazioni Unite si trovano ora davanti a un momento decisivo", ha scritto Araghchi, sostenendo che la scelta sia tra difendere "l'uguaglianza sovrana, la non ingerenza e i diritti sovrani degli Stati" oppure "sottomettersi all'unilateralismo e alle prepotenze di uno Stato canaglia". Teheran ha inoltre chiesto a Guterres di valutare e riferire sulle conseguenze umanitarie e sui diritti umani delle misure americane, in particolare sull'accesso a cibo, medicinali, assistenza sanitaria, energia, trasporti e aiuti umanitari. L'Iran, ha concluso Araghchi, si riserva il diritto di percorrere "tutte le strade disponibili" per ottenere l'accertamento delle responsabilità, un risarcimento e una riparazione per i danni provocati dalla campagna statunitense.

(Adnkronos) - È di almeno 165 morti e oltre 1.300 dispersi il bilancio delle devastanti inondazioni che hanno colpito la zona di confine tra Nepal e Cina. Il numero delle vittime potrebbe tuttavia aumentare, mentre proseguono le ricerche delle centinaia di persone di cui non si hanno ancora notizie.
Secondo l'agenzia nepalese per la gestione delle emergenze, tra le 823 persone irreperibili in Nepal figurano 579 turisti, dei quali 393 stranieri. Sul versante cinese, le autorità hanno invece segnalato 558 persone disperse.
Particolarmente preoccupante la situazione dei turisti presenti nella regione, attraversata da uno degli itinerari più frequentati per raggiungere il Monte Kailash, in Tibet, meta di pellegrinaggio per induisti, buddisti, giainisti e fedeli della tradizione Bon.
Secondo quanto riportato dall'agenzia AP, oltre 300 cittadini stranieri risultano dispersi, tra cui almeno 47 statunitensi.
Un gruppo di 47 persone, compresi due bambini, era composto da 15 australiani, 10 canadesi, 9 nepalesi, 8 americani, 2 britannici, 2 cittadini di Singapore e una persona con doppia cittadinanza russa e statunitense, ha dichiarato Sanket Pandey, direttore generale di Himalayan Glacier.
A provocare la devastazione sarebbe stata una violenta frana, che ha ostruito il corso del fiume Bhote Koshi, causando un'enorme massa d'acqua che si è riversata a valle, dalla Cina verso il Nepal.
La ricostruzione dell'USGS contribuisce a chiarire la dinamica della tragedia. L'agenzia ha precisato che l'attività sismica inizialmente segnalata come terremoto "era in realtà il crollo di una massa glaciale" seguito da una colata detritica capace di riversarsi violentemente verso valle.
La massa d'acqua e detriti ha quindi travolto le aree lungo il corso del fiume Bhote Koshi, provocando devastanti inondazioni e distruggendo infrastrutture e villaggi nella regione di confine tra Nepal e Cina.
Le immagini diffuse sui social media mostrano la violenza dell'evento: un enorme torrente d'acqua travolge la zona di confine tra Nepal e Cina e sommerge interi villaggi. Una colata di fango ha inoltre investito il valico di Gyirong, in territorio cinese.
Le operazioni di soccorso e ricerca continuano, ma l'elevato numero di dispersi fa temere che il bilancio delle vittime possa aggravarsi.

(Adnkronos) - L'artista giapponese d'avanguardia Yayoi Kusama, nota come la "Regina dei Pois", è morta all'età di 97 anni. Lo annuncia la sua casa editrice in un comunicato. "Nel corso di una vita straordinaria interamente dedicata alla creazione artistica, Yayoi Kusama ha condotto una carriera acclamata a livello mondiale come artista d'avanguardia pionieristica, la cui pratica creativa ha spaziato tra arti visive, performance, narrativa e poesia", si legge nella nota.
L'artista, nata nel 1929, era famosa in tutto il mondo per i suoi motivi a pois e le sue installazioni immersive. Immediatamente riconoscibile per la sua parrucca rosso acceso e gli audaci abiti a pois, traeva ispirazione dalle allucinazioni che sperimentava fin dall'infanzia. Figura tanto singolare quanto popolare, ha trasformato questo universo mentale in una prolifica produzione artistica che spazia tra pittura, scultura, performance, letteratura e poesia.
Nel 2014, The Art Newspaper ha nominato Kusama l'artista più popolare al mondo. Era anche una delle più quotate, con uno dei suoi dipinti raffiguranti una "rete infinita" venduto all'asta nel 2019 per quasi 8 milioni di dollari. Ma fama e fortuna non intaccarono la sua straordinaria originalità, che una volta attribuì alla "serenità dell'anima" che deriva dal trascorrere del tempo in solitudine. "Il pensiero creativo nasce dalla solitudine... stando da sola di fronte all'arte, sono riuscita a forgiare il mio percorso", ha affermato Kusama. Negli ultimi anni della sua vita ha pubblicato diversi romanzi, mentre le sue mostre continuavano ad attirare folle immense. "Il mio desiderio, dopo la mia morte, è che un futuro eternamente luminoso, la bellezza dell'amore umano e la mia anima vengano tramandati", ha dichiarato Kusama ai giornalisti nel 2017.
"Porteremo avanti l'eredità di Yayoi Kusama e, attraverso l'arte, continueremo a infondere speranza e forza per il futuro alle persone di tutto il mondo", aggiunge il comunicato della sua casa editrice.

(Adnkronos) - La Vuelta di Spagna 2026 prosegue con la sesta tappa oggi, giovedì 27 agosto, che porterà il gruppo da Alcossebre a Castelló lungo un percorso di 177,5 chilometri e oltre 3mila metri di dislivello. Una frazione che, almeno sulla carta, potrebbe prestarsi a una fuga da lontano. Molto dipenderà dalle intenzioni di Tadej Pogacar, maglia rossa e dunque leader della corsa. Se deciderà di muoversi ancora nel finale, il fuoriclasse sloveno potrebbe fare di nuovo la differenza e aumentare ancora il margine sugli inseguitori. Ecco orario, percorso e dove vedere la sesta tappa della Vuelta.
Il percorso della sesta tappa di oggi si preannuncia impegnativo, con quattro Gpm distribuiti lungo i 177,5 chilometri di gara. Il primo ostacolo sarà il Puerto de La Serratella, una salita di seconda categoria affrontata al chilometro 40,6, seguito dal Coll de la Bandereta, Gpm di terza categoria al km 66,3. La parte centrale della frazione proporrà invece l’Alto del Desierto de las Palmas, seconda categoria situata al chilometro 129. La vera difficoltà del finale sarà il Puerto El Bartolo: a poco più di 20 chilometri dall’arrivo, i corridori dovranno affrontare una salita di prima categoria lunga 9,4 chilometri, con una pendenza media del 7,1% e rampe che raggiungono il 14%.
La diretta integrale della Vuelta di Spagna è su Eurosport 1 e in streaming su discovery+ e HBO Max, oltre che sui pacchetti che includono i canali Eurosport (Dazn, Timvision e Prime Video Channels). La tappa partirà alle 13:34 per finire intorno alle 17.20.

(Adnkronos) - Pronti, via. Oggi, giovedì 27 agosto, prende forma la nuova edizione della Champions League con il sorteggio di Monaco. La massima competizione europea per club ripartirà con 36 squadre, tutte a caccia della finalissima del 5 giugno 2027 allo stadio Metropolitano di Madrid. Italia allo start con quattro squadre: Inter, Napoli, Roma e Como (alla prima storica partecipazione) aspettano di conoscere il loro destino nella fase campionato. Ecco orario e dove vedere la cerimonia in tv e streaming.
Il sorteggio della fase campionato della Champions League 2026/27 si terrà oggi, giovedì 27 agosto, alle 18, nella cornice del Grimaldi Forum di Monaco. Le squadre qualificate sono state inserite in quattro fasce, sulla base del ranking Uefa. Ogni formazione affronterà due avversarie per ciascuna fascia, disputando otto incontri nella fase campionato.
Ecco la suddivisione delle squadre nelle quattro fasce per il sorteggio:
Prima fascia: Bayern Monaco, Real Madrid, Psg, Liverpool, Inter, Manchester City, Arsenal, Barcellona, Atletico Madrid.
Seconda fascia: Borussia Dortmund, Roma, Sporting Lisbona, Aston Villa, Porto, Manchester United, Bruges, Betis Siviglia, Psv.
Terza fascia: Feyenoord, Lille, Napoli, Lipsia, Villarreal, Shakhtar Donetsk, Galatasaray, Bodo/Glimt.
Quarta fascia: Slavia Praga, Stoccarda, Como, Lens, Sabah Futbol Klubu, Lask.
Il sorteggio della Champions League 2026-27 verrà trasmesso in diretta su Sky Sport e Tv8 (in chiaro), ma anche in streaming su Sky Go, Now, Tv8.it e sul sito ufficiale Uefa.
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