(Adnkronos) - Incidente mortale sul lavoro a Olbia. Renato Mariotti, 65enne direttore dei lavori di un cantiere edile in centro cittadino, in via Gramsci, è precipitato questa mattina da un palazzo di dieci piani in costruzione ed è morto sul colpo.
Non è ancora chiaro da quale altezza sia caduto. Sul posto il 118, che non ha potuto far altro che costatare il decesso, i Carabinieri e i tecnici dello Spresal della Asl gallurese per stabilire le cause e l'altezza da cui è precipitato l'uomo.

(Adnkronos) - Il picco di caldo estremo registrato in Europa dal 24 al 26 giugno potrebbe provocare fino a 12mila morti. E' la stima fatta dall'Economist, che basa il suo calcolo sul cosiddetto 'modello Masselot', secondo cui il numero delle vittime non è determinato solo dalle temperature in valore assoluto, ma anche da quanto insolite sono. Nel 2023, lo statistico ed epidemiologo ambientale Pierre Masselot e i suoi colleghi della London School of Hygiene & Tropical Medicine, ricostruisce il settimanale britannico, hanno modellato la relazione tra temperatura e mortalità in 854 città europee, scoprendo che quando le città sperimentano temperature insolitamente alte, la gente sta peggio: 30°C a Manchester sono molto più letali che a Madrid.
Per stimare quanto possa essere letale il clima attuale, scrive l'Economist, "abbiamo combinato il modello di Masselot con le temperature medie previste dal 24 al 26 giugno, il picco dell'ondata di calore". Il calcolo "è imperfetto", perché "non considera fattori come l'umidità, ma tiene parzialmente conto del calore notturno, che è uno dei motivi per cui questa ondata di calore è così pericolosa, perché lascia poco tempo al corpo per recuperare". "I risultati mostrano che, in soli tre giorni, il caldo estremo potrebbe causare circa 12.000 decessi in eccesso. Il tasso di mortalità di Parigi potrebbe aumentare di oltre il 300%, il maggiore incremento nella nostra analisi", sostiene ancora il settimanale britannico, secondo cui "il rischio di morte a Londra potrebbe aumentare di circa il 200%, quello di Milano del 170%".
Fino a 12mila morti in eccesso in Europa in soli tre giorni per le altissime temperature? "E' una conferma di come il caldo estremo non sia più un disagio stagionale, ma una vera emergenza di sanità pubblica", afferma il presidente della Società italiana di medicina ambientale (Sima), Alessandro Miani. "Il dato riportato dall’Economist va letto con grande attenzione e con la necessaria prudenza scientifica: non si tratta di un bilancio definitivo, ma di una stima previsionale", precisa il medico.
Il caldo oggi, avverte Miani, "non si misura soltanto con il termometro. Si misura con la vulnerabilità dei corpi, delle case e delle città. Una temperatura di 30°C non ha lo stesso significato a Manchester, Madrid, Parigi o Milano, perché non incontra ovunque la stessa acclimatazione, gli stessi edifici, le stesse infrastrutture, la stessa cultura del rischio e la stessa capacità di protezione. Dove il caldo è meno abituale, può essere più letale proprio perché trova popolazioni, abitazioni e sistemi urbani meno preparati. Questo è il punto centrale: il caldo non uccide ovunque nello stesso modo. Uccide dove trova fragilità. Colpisce di più anziani, bambini, persone con patologie cardiovascolari, respiratorie, metaboliche o neurologiche, ma anche chi vive in abitazioni poco isolate, in quartieri densamente costruiti, con poco verde, poca ombra, scarsa ventilazione e minore accesso a sistemi di raffrescamento. Le temperature notturne elevate sono particolarmente pericolose, perché impediscono all’organismo di recuperare dallo stress termico accumulato durante il giorno. Il dato sull’Italia deve far riflettere. Nell’estate 2024 sono stati stimati oltre 19mila decessi attribuibili al caldo nel nostro Paese, il numero più alto in Europa".
Questo significa, continua Miani, che "l’attuale ondata di calore va monitorata con estrema attenzione, soprattutto perché non si esaurisce necessariamente nella finestra dei tre giorni considerata dall’Economist. In Italia il picco è atteso tra il weekend e l’inizio della prossima settimana, con più giorni consecutivi di allerta e temperature molto elevate: più dura l’esposizione, più aumenta il rischio, soprattutto per le persone fragili. Per la medicina ambientale, quella che stiamo vivendo non è più soltanto una questione meteorologica. È una questione sanitaria, ambientale, urbanistica e sociale. Non possiamo continuare ad arrivare dopo, contando i morti a ondata di calore conclusa. Le città devono essere ripensate ora, perché ogni estate estrema ci ricorda che il ritardo nell’adattamento si paga in salute e in vite umane".
Servono, sottolinea l'esperto, "interventi immediati e strutturali: più verde urbano, più alberature, più ombra, de-impermeabilizzazione dei suoli, depavimentazione dove possibile, Nature-based Solutions, corridoi di ventilazione, riduzione dell’isola di calore urbana e materiali meno assorbenti. Ma serve anche una nuova cultura dell’edificio: le case devono essere protette prima che il calore entri. Schermature solari esterne intelligenti, ventilazione naturale, raffrescamento passivo, isolamento adeguato e gestione corretta di luce e ombra non sono più dettagli di comfort, ma strumenti di prevenzione sanitaria. Il caldo estremo è il nuovo banco di prova delle città europee. Il termometro misura i gradi, ma sono gli edifici, le strade, il verde, l’ombra e le disuguaglianze sociali a decidere quanti danni farà. Per questo la prevenzione deve diventare territoriale, integrata e anticipatoria: non basta dire che farà caldo, bisogna sapere dove quel caldo può diventare letale, per chi e con quali interventi immediati proteggerlo", conclude.
(Adnkronos) - La signora Verina, 104 anni, è stata operata al femore e già il giorno successivo è riuscita ad alzarsi in piedi, pronta a cominciare la riabilitazione che le ha restituito la mobilità. E' accaduto all'Arcispedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia, dove la signora Verina ultracentenaria in buona salute, è stata sottoposta a un delicato intervento di ortogeriatria reso necessario da una brutta caduta che ha comportato una frattura al braccio e la rottura del femore, che in età avanzata rappresenta una minaccia per la vita, portando nel 30% dei casi alla morte.
In questo caso a fare la differenza, si legge in una nota dell'azienda Usl Irrcs della città emiliana, "l'accurato inquadramento diagnostico e la stabilizzazione pre e post-operatoria, assicurate dalle specialiste geriatre in servizio in Ortogeriatria, che hanno potuto condurre la paziente in sala operatoria in tempi brevissimi. Qui, l’equipe multidisciplinare ortogeriatrica – sezione strategica della Struttura complessa di ortopedia diretta da Michele Cappa – ha garantito alla donna un trattamento rapido, seguito da una precoce fase riabilitativa"
L’intervento di osteosintesi praticato in questo caso consiste nell’introduzione di un chiodo endo-midollare con tecnica cosiddetta mininvasiva, rapida e a basso impatto, studiata per tutelare i soggetti più fragili. In fase post-operatoria ha contato la sinergia dell’equipe coordinata dall’infermiera Sonia Mazzola, composta da infermieri, operatori socio-sanitari e fisioterapisti, che ha portato al compiersi di un piccolo miracolo: nel giorno successivo all’intervento, Verina ha potuto riprendere a camminare, iniziando da subito il programma riabilitativo studiato in vista del suo rientro a casa.
"Quello di Verina non è un caso isolato", spiega Michele Cappa. "È il risultato - continua - di un percorso di riferimento sul territorio nazionale, integrato, sicuro e costante, costruito su misura per ognuno degli oltre 600 pazienti che ogni anno accedono all'Ortopedia e traumatologia del Santa Maria Nuova con frattura femorale. Nonostante la forte pressione in termini di attività, il reparto è costantemente impegnato nell’offrire alla popolazione un’assistenza di qualità e consolidare elevati standard di cura, soprattutto in presenza di casistica complessa". La primavera e l’estate - riferisce la Ausl - sono periodi dell’anno nei quali si intensifica l’afflusso in Traumatologia d’urgenza e in reparto, a causa di traumi da caduta, incidenti sul lavoro e stradali, infortuni sportivi. Sono cambiate anche le abitudini dei reggiani che sempre di più prediligono la permanenza nel territorio provinciale, scenario che ha generato negli ultimi anni un trend di crescita costante, pari al 4% annuo, di pazienti che necessitano delle cure dell'Ortopedia, una struttura la cui attività spazia trasversalmente in ogni fascia d'età.

(Adnkronos) - La signora Verina, 104 anni, è stata operata al femore e già il giorno successivo è riuscita ad alzarsi in piedi, pronta a cominciare la riabilitazione che le ha restituito la mobilità. E' accaduto all'Arcispedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia, dove la signora Verina ultracentenaria in buona salute, è stata sottoposta a un delicato intervento di ortogeriatria reso necessario da una brutta caduta che ha comportato una frattura al braccio e la rottura del femore, che in età avanzata rappresenta una minaccia per la vita, portando nel 30% dei casi alla morte.
In questo caso a fare la differenza, si legge in una nota dell'azienda Usl Irrcs della città emiliana, "l'accurato inquadramento diagnostico e la stabilizzazione pre e post-operatoria, assicurate dalle specialiste geriatre in servizio in Ortogeriatria, che hanno potuto condurre la paziente in sala operatoria in tempi brevissimi. Qui, l’equipe multidisciplinare ortogeriatrica – sezione strategica della Struttura complessa di ortopedia diretta da Michele Cappa – ha garantito alla donna un trattamento rapido, seguito da una precoce fase riabilitativa"
L’intervento di osteosintesi praticato in questo caso consiste nell’introduzione di un chiodo endo-midollare con tecnica cosiddetta mininvasiva, rapida e a basso impatto, studiata per tutelare i soggetti più fragili. In fase post-operatoria ha contato la sinergia dell’equipe coordinata dall’infermiera Sonia Mazzola, composta da infermieri, operatori socio-sanitari e fisioterapisti, che ha portato al compiersi di un piccolo miracolo: nel giorno successivo all’intervento, Verina ha potuto riprendere a camminare, iniziando da subito il programma riabilitativo studiato in vista del suo rientro a casa.
"Quello di Verina non è un caso isolato", spiega Michele Cappa. "È il risultato - continua - di un percorso di riferimento sul territorio nazionale, integrato, sicuro e costante, costruito su misura per ognuno degli oltre 600 pazienti che ogni anno accedono all'Ortopedia e traumatologia del Santa Maria Nuova con frattura femorale. Nonostante la forte pressione in termini di attività, il reparto è costantemente impegnato nell’offrire alla popolazione un’assistenza di qualità e consolidare elevati standard di cura, soprattutto in presenza di casistica complessa". La primavera e l’estate - riferisce la Ausl - sono periodi dell’anno nei quali si intensifica l’afflusso in Traumatologia d’urgenza e in reparto, a causa di traumi da caduta, incidenti sul lavoro e stradali, infortuni sportivi. Sono cambiate anche le abitudini dei reggiani che sempre di più prediligono la permanenza nel territorio provinciale, scenario che ha generato negli ultimi anni un trend di crescita costante, pari al 4% annuo, di pazienti che necessitano delle cure dell'Ortopedia, una struttura la cui attività spazia trasversalmente in ogni fascia d'età.

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(Adnkronos) - Il Portogallo torna protagonista ai Mondiali 2026. Nella notte tra oggi, sabato 27 giugno, e domani, domenica 28, la Nazionale lusitana sfida la Colombia - in diretta tv e streaming - nella terza giornata della fase a gironi della rassegna iridata di scena in Stati Uniti, Messico e Canada. Dopo il deludente pareggio dell'esordio per 1-1 contro il Congo, il Portogallo ha battuto l'Uzbekistan per 5-1 trascinato dalla doppietta di Cristiano Ronaldo. La Colombia invece guida il girone K dopo aver battuto la Nazionale allenata da Cannavaro per 3-1 e quella africana 1-0.
La sfida tra Portogallo e Colombia è in programma domenica 28 giugno all'1.30 ora italiana. Ecco le probabili formazioni:
Colombia (4-3-3): Cristiano Vargas; D. Sanchez, Lucumi, D. Munoz, Mojica; G. Puerta, Lerma, Arias; L. Suarez, J. Rodriguez, L. Diaz. Ct. Lorenzo.
Portogallo (4-2-3-1): Diogo Costa; Cancelo, Ruben Dias, Renato Veiga, Nuno Mendes; Joao Neves, Vitinha; Pedro Neto, Bruno Fernandes, Joao Felix; Cristiano Ronaldo. Ct: Martinez
Portogallo-Colombia sarà trasmessa in diretta televisiva e in esclusiva su Dazn, visibile tramite smart tv. Il match sarà disponibile anche in streaming sull'app e sulla piattaforma web di Dazn.

(Adnkronos) - Un terremoto di magnitudo 6.1 ha colpito oggi sabato 27 giugno l'Afghanistan. L'epicentro, rende noto lo Usgs (U.S. Geological Survey), è stato registrato nel nordest del Paese a una profondità di oltre 208 chilometri. Il sisma ha colpito le province dell'est dell'Afghanistan, in particolare quelle di Khost e Nangarhar. Le scosse sono state avvertite da giornalisti dell'agenzia Afp a Kabul e anche a Islamabad, capitale del vicino Pakistan.

(Adnkronos) - Terza giornata del girone K dei Mondiali 2026. Nella notte tra oggi, sabato 27 giugno, e domani, domenica 28, il Congo sfida l'Uzbekistan - in diretta tv e streaming - nell'ultima partita della fase a gironi della rassegna iridata di scena in Stati Uniti, Messico e Canada. La Nazionale africana ha fermato sull'1-1 il Portogallo all'esordio ed è stata battuta dalla Colombia per 1-0, mentre quella allenata da Cannavaro ha perso sia contro i sudamericani per 3-1, che contro i lusitani 5-1, venendo così eliminata dal torneo.
La sfida tra Congo e Uzbekistan è in programma domenica 26 giugno all'1.30 ora italiana. Ecco le probabili formazioni:
Congo (5-3-2): Mpasi; Wan-Bissaka, Tuanzebe, Masuaku, Mbemba, Kapuadi; Mukau, Moutoussamy, Sadiki; Bakambu, Wissa. Ct. Desabre.
Uzbekistan (3-4-3): Yusupov; Ashurmatov, Abdulaev, Khusanov; Nasrullaev, Shukurov, Hamrobekov, Karimov; Fayzullayev, Shomurodov, Ganiev. Ct. Cannavaro.
Congo-Uzbekistan sarà trasmessa in diretta televisiva e in esclusiva su Dazn, visibile tramite smart tv. Il match sarà disponibile anche in streaming sull'app e sulla piattaforma web di Dazn.

(Adnkronos) - Maxima Roma ed Eur Spa hanno siglato un accordo che renderà il PalaEur la sede della squadra per la stagione 2026–2027. L’arena ospiterà le principali partite casalinghe del club. L’accordo rappresenta un passo fondamentale nel progetto di rilancio del basket a Roma, promosso dal gruppo guidato dall’imprenditore americano Paul Matiasic, che mira a costruire una strategia a lungo termine in grado di riportare Roma tra le principali realtà del basket italiano ed europeo. Due importanti sviluppi odierni rafforzano ulteriormente il progetto: la Federazione Italiana Pallacanestro ha ufficialmente approvato il trasferimento del club a Roma per il prossimo campionato di Serie A, mentre è stata confermata anche la partecipazione della squadra all’EuroCup, consentendo così al club di competere a partire dalla prossima stagione sia a livello nazionale che europeo. Tuttavia, il progetto va oltre i risultati sportivi. L’obiettivo del gruppo è quello di costruire un ecosistema stabile e profondamente radicato nella comunità locale, in grado di coinvolgere migliaia di tifosi, investire nello sviluppo del basket giovanile e promuovere iniziative con un significativo impatto sociale. A tal fine, sono proseguite le discussioni con i principali attori del panorama cestistico romano per sviluppare partnership e collaborazioni incentrate sulla formazione dei giovani atleti e sul rafforzamento del movimento cestistico nella Capitale.
Paul Matiasic, Patron di Maxima Roma, ha dichiarato: “Roma rappresenta una sfida unica e un’opportunità straordinaria. Non stiamo semplicemente creando una squadra di pallacanestro, ma un progetto destinato a resistere alla prova del tempo, in grado di unire sport, innovazione, inclusione e sviluppo economico. Il PalaEur sarà la sede di questo percorso e vogliamo che diventi un punto di riferimento per tutti i tifosi. Vogliamo regalare alla capitale una squadra competitiva a livello nazionale ed europeo e costruire un modello che generi valore per l’intera comunità”. Enrico Gasbarra, Presidente di Eur Spa, ha aggiunto: “Siamo felici di annunciare che Eur SpA riporta finalmente il grande sport al Palaeur, centrando un altro degli obiettivi che la società ed il suo CDA si erano posti quando, non più tardi di 18 mesi fa, abbiamo ripreso la gestione diretta della struttura progettata da Nervi e Piacentini per le Olimpiadi del 1960. Grazie all’impegno di Eur SpA il Palaeur torna ad essere la venue di riferimento a Roma per lo sport al chiuso, oltre che per la grande musica. Un ringraziamento particolare va al Ministro dello Sport, Andrea Abodi, al Sindaco di Roma, Roberto Gualtieri e al Presidente della federazione italiana basket, Gianni Petrucci per il costante supporto”.
Sul tema è intervenuto anche Claudio Carserà, ad di Eur Spa: “Siamo orgogliosi di riportare stabilmente il grande sport all’EUR e siamo felici di farlo sposando un progetto, quello del gruppo guidato da Paul Matiasic, solido e di grande visione, che punta a competere ai vertici del basket italiano ed europeo, radicandosi, al contempo, al tessuto sociale e sportivo della città, puntando a creare una forte identità con gli appassionati romani. L’operazione si colloca nell’ambito del più ampio progetto societario di riqualificazione e valorizzazione della struttura che, anche alla luce di questo importante sodalizio, ci poterà ad investire ancor più convintamente per portare il Palaeur agli standard delle principali arene internazionali”. Secondo le prime stime, il piano industriale del gruppo potrà generare per la città di Roma un impatto economico pari a circa 24 milioni di euro l'anno, grazie agli investimenti, all'indotto turistico e commerciale e alle attività connesse agli eventi sportivi. Il modello di riferimento è quello dello “sport entertainment” di matrice americana, già sviluppato con successo a Trieste. Nella città giuliana, il gruppo ha investito oltre 19 milioni di euro, contribuendo alla promozione della Pallacanestro Trieste in Serie A, alla qualificazione alla Basketball Champions League, al raggiungimento di oltre 5.100 abbonati e di un riempimento medio del PalaRubini dell'82%, oltre a ottenere importanti riconoscimenti agli Lba Awards per marketing e innovazione digitale. Sul piano sociale, il progetto ha generato uno Sroi pari a 7,58, restituendo al territorio oltre sette euro di valore sociale per ogni euro investito. Roma rappresenta oggi l'evoluzione naturale di questo percorso. La solidità del Gruppo, unita alla forza del brand internazionale della Capitale e alla disponibilità del PalaEur quale impianto di riferimento, costituisce la base di un progetto pluriennale che punta ad attrarre investimenti, creare valore economico e sociale e restituire alla città una grande squadra di basket, protagonista in Italia e in Europa.

(Adnkronos) - "Umiliante, vergognoso, una rinuncia alla sovranità". Così Naim Qassem, leader di Hezbollah, parla all'indomani dell'accordo quadro Libano-Israele-Usa annunciato a Washington al termine del quinto round di negoziati. "Questo accordo è nullo e le disposizioni del memorandum d'intesa iraniano-americano devono essere attuate", ha incalzato, accusando le autorità di Beirut per quello che considera un "errore grave".
"Continueremo - ha continuato il leader di Hezbollah - con la resistenza sul campo per sconfiggere l'occupazione. Non abbiamo abbandonato il campo nelle circostanze più difficili e non lo abbandoneremo", ha aggiunto, secondo quanto riporta la tv satellitare al-Jazeera. E ancora: "Collegare il ritiro israeliano (dal Paese dei Cedri) al disarmo della resistenza in Libano è molto pericoloso, supera tutte le linee rosse".
Le autorità di Beirut, ha affermato secondo quanto riporta la tv satellitare al-Jazeera, legittimano "l'occupazione" israeliana "per molti anni a venire". E, ha avvertito, "questo potrebbe persino portare all'annessione di territori" da parte di Israele. Naim Qassem ha poi sostenuto che Hezbollah è "pronto a cooperare" in nome della "sovranità del Libano", per la "liberazione della sua terra e l'espulsione dell'occupante israeliano".
"Utilizzeremo tutti i mezzi necessari ed eserciteremo pressioni a livello arabo e internazionale per costringere" Israele "a rispettare la prima disposizione del memorandum d'intesa (tra Iran e Usa) e a ritirarsi dal Libano", ha incalzato.
Centinaia di sostenitori di Hezbollah - ha reso noto l'agenzia di stampa libanese - sono scesi la notte scorsa nelle strade di Beirut per protestare contro l’accordo. I manifestanti hanno attraversato la capitale a bordo di motociclette, concentrandosi nella zona vicino al Parlamento e lungo la strada che conduce all’aeroporto internazionale Rafik al-Hariri, in una dimostrazione di forza contro l’accordo.
Il deputato di Hezbollah Hassan Fadlallah ha definito l’intesa un "regalo al nemico israeliano" avvertendo del rischio che la sua attuazione porti alla guerra civile. Ha inoltre accusato il primo ministro Benjamin Netanyahu di "negoziare con sé stesso" e ha puntato il dito contro il sistema politico libanese, definendolo privo di "legittimità costituzionale e nazionale". La resistenza, ha quindi ammonito, "si opporrà a qualsiasi tentativo di danneggiarla" e continuerà a conservare le proprie armi.
Nel frattempo, i militari israeliani hanno reso noto di aver effettuato un attacco aereo prendendo di mira "sospetti terroristi" nella zona di Nabatiye, nel sud del Libano, all'indomani dell'accordo quadro tra Libano e Israele. Lo riferisce l'agenzia Afp.
Una portavoce militare ha spiegato all'Afp che l'operazione ha preso di mira "sospetti terroristi che costituivano una minaccia per i soldati delle Idf". In precedenza l'agenzia libanese Nna aveva denunciato un raid di un drone israeliano nella zona di Nabatiye.
L'accordo raggiunto a Washington tra Israele e Libano "è certamente un passo in avanti. Ho appena parlato con la nostra ambasciata a Beirut. I segnali sono positivi e adesso bisogna trasformare l'accordo in un'azione pratica". Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, in un punto stampa a Dubrovnik, a margine del Dubrovnik Forum.
"Noi siamo pronti a fare la nostra parte, anche in futuro, d'accordo con la Francia. L'Italia, credo, potrà svolgere un ruolo non secondario per la ricostruzione di un sistema, anche istituzionale, che deve essere sempre più garante della sovranità libanese", ha proseguito Tajani, secondo cui "ci vorrà tempo, vediamo come si trasformerà l'accordo, però è importante che si sia già raggiunto l'obiettivo della firma".
L'Italia, ha confermato il titolare della Farnesina, è pronta a "svolgere un ruolo anche con le nostre forze armate, con una missione internazionale dopo Unifil e anche pronta a continuare a formare, come stiamo facendo ormai da anni, le forze armate libanesi con una missione bilaterale. Per l'Italia, il Libano rimane una priorità, continueremo a parlarne e continueremo a lavorare affinché si possa contribuire anche in questa parte del Medio Oriente alla stabilità".
E sulle proteste, Tajani ha dichiarato: "E' chiaro che Hezbollah non è contento dell'idea che possa essere ridotto il suo potere, che ci possa essere anche l'obiettivo di disarmarlo, è ovvio. Bisogna vedere se l'Iran favorirà o meno l'accordo, questo è il tema".
"Certamente - ha concluso - non è una vittoria per Hezbollah l'accordo che è stato fatto a Washington. Già ieri Hezbollah ha fatto una manifestazione però non può continuare a svolgere un ruolo militare al di fuori della legalità istituzionale libanese. Ha rappresentato sempre un pericolo per la pace, ma anche un pericolo per il Libano".

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(Adnkronos) - Primo caso di peste suina africana (Psa) in Toscana su un animale domestico. Venerdì 26 giugno è arrivata la conferma della positività al virus sulla carcassa del suino da parte del Cerep, il centro di referenza nazionale per le pesti suine. Il focolaio è stato individuato in un allevamento commerciale nel comune di Comano, in provincia di Massa Carrara. Lo rende noto con un comunicato la Giunta regionale della Toscana.
Il caso è emerso nel corso di una visita sanitaria di routine effettuata dai servizi veterinari dell'Asl Toscana Nord Ovest. All'arrivo il veterinario ha riscontrato il decesso di un capo avvenuto poche ore prima e sono stati immediatamente effettuati i prelievi ufficiali e i campioni inviati inviati all’Istituto zooprofilattico sperimentale del Lazio e della Toscana. Parallelamente sono subito state messe in atto le procedure previste dalla normativa nazionale ed europea.
Sempre ieri si è riunita l’unità di crisi centrale convocata dal Ministero della salute in coordinamento con la struttura commissariale Psa, che ha definito le misure operative per il contenimento e l'eradicazione del focolaio. Sono già state individuate le zone di protezione e sorveglianza, rafforzate le misure di sorveglianza attiva e passiva e disposte tutte le procedure di controllo sul territorio interessato dal rinvenimento, grazie anche alla collaborazione tra Regione Toscana, Asl, Ministero e commissario straordinario per la peste suina africana.
La peste suina africana non è una zoonosi: non si trasmette cioè all'uomo, ma colpisce esclusivamente i suini, selvatici (cinghiali) e domestici. Non comporta quindi alcun rischio per la salute dei cittadini, mentre è massima l'attenzione per la tutela del patrimonio zootecnico.
Il presidente della Toscana, l'assessorato al diritto alla salute e l'assessorato all'agricoltura, informa una nota, stanno seguendo con attenzione l'evoluzione della situazione, in costante raccordo con il commissario straordinario per la peste suina africana e le autorità sanitarie nazionali e locali.

(Adnkronos) - Le Constellation "non sarà mai più un bar". Dovrà essere uno spazio "dedicato ai giovani". Parola di Christophe Darbellay, presidente del governo vallesano, passati più di cinque mesi dalla tragedia di Capodanno a Crans-Montana. Il Constellation "non sarà mai più riaperto come bar - ha detto al giornale 'Le Temps' -. Dovrà essere dedicato ai giovani".
Nell'intervista ha parlato anche del progetto di "realizzazione di un memoriale", che dovrà essere "bello, sereno, accessibile, un omaggio degno per coloro che hanno perso la vita, che sono rimasti feriti, che hanno assicurato soccorsi e assistenza alle vittime". Una commemorazione, ha concluso, è prevista per il prossimo primo gennaio, a un anno dalla tragedia.

(Adnkronos) - Due uomini sono stati trovati morti questa mattina nello specchio acqueo alla foce del torrente Impero, sul lungomare Amerigo Vespucci, a Imperia.
Il primo corpo è stato avvistato da una persona che si trovava nella zona del parco urbano, mentre il secondo è stato individuato poco dopo dalla guardia costiera durante le ricerche. Le vittime erano sul fondale, in un'area di scogli non balneabile.
Per uno dei due sono stati trovati i documenti: si tratterebbe di un giovane di origini tunisine, mentre l'identificazione dell'altra vittima è ancora in corso. Sul posto sono intervenuti guardia costiera, carabinieri, polizia, vigili del fuoco, 118, sommozzatori e medico legale. Le indagini dovranno chiarire le cause e la dinamica del decesso.

(Adnkronos) - A che punto è arrivato l'Hellwatt Festival? Dopo lo stop della prefettura di Reggio Emilia, che ha fatto saltare il Festival, tra accuse, minacce legali, dure critiche del settore, e le parole dell’ex direttore artistico Victor Yari Milani -che ha rilanciato promettendo un ritorno nel 2027, anche fuori da Campovolo- non si è fatta attendere la replica di C.Volo S.pa., la società che gestisce la Rcf Arena di Campovolo, dove si sarebbe dovuto tenere il festival con Kanye West e Travis Scott come principali headliner.
Il grande evento è saltato dopo il divieto prefettizio del 29 maggio 2026 che ha bloccato i concerti principali, compromettendo l’intera manifestazione. Alla crisi si sono aggiunte le accuse dell’ex direttore artistico Milani, respinte con durezza da C. Volo S.p.A. che parla di diffamazione, e le critiche del settore, tra cui il fondatore di Barley Arts, Claudio Trotta.
"C.Volo S.p.A. respinge con la massima fermezza le accuse denigratorie e le insinuazioni rivolte dal signor Milani nei confronti della società, ancora ieri pubblicate su una testata locale ('Il Resto del Carlino' Ed. Reggio Emilia), ritenendole gravemente diffamatorie e del tutto prive di qualsiasi fondamento" dice la società C.Volo in una nota tornando a prendere posizione sulla vicenda.
"Con la consueta oramai intollerabile disinvoltura il sig. Milani si è lanciato in affermazioni tanto suggestive quanto lontane dal vero, confidando forse che per C. Volo S.p.A. la policy di sobrietà nella comunicazione e l’obbligo di non divulgare informazioni riservate aziendali possano, ancora una volta, garantirgli l’impunità per quelle che si profilano senz’altro quali diffamazioni - prosegue la nota - così si allude con voluta malizia a rapporti di favore tra C.Volo S.p.A. e un partito politico per la festa dello stesso che – sia detto – per tradizione oramai trentennale si tiene nell’area del Campovolo (solo recentemente gestita da C.Volo S.p.A.), si preannunciano “rivelazioni clamorose” senza riferirsi a contenuto alcuno, si anticipa in modo generico la produzione di documentazione in possesso del sig. Milani senza minimamente circostanziare, si insinuano infine sospetti generici e interpretazioni complottistiche prive di ogni connessione logica o giuridica sul provvedimento del prefetto di Reggio Emilia 29 maggio 2026, che ha determinato il divieto di svolgimento dei concerti di Kanye West e Travis Scott, eventi portanti del rilevante Festival musicale in programma".
"Per chiudere con un’affermazione tanto subdola e 'ad effetto' quanto inconsistente: la domanda del perché C.Volo S.p.A. non abbia provveduto a presentare ricorso al Tar contro la decisione prefettizia - si legge ancora -. Quando invece non solo è intuitivo ma pure agli atti della Società che sin dal momento della notifica dell’atto di divieto C.Volo S.p.A. abbia provveduto, come ovvio, a coltivare questa ipotesi, con la attenzione e la ponderazione richiesta a ogni operatore del settore".
"Il Sig. Milani - denuncia C.Volo -. non parla di cose che sa (in quanto non è mai stato parte della struttura sociale di C.Volo S.p.A. ma collaboratore esterno, il cui rapporto è stato risolto a tutela della Società agli inizi di maggio) e non può sostenere in buona fede le cose che insinua, in quanto non ha conoscenza diretta dei fatti. Quanto ai documenti o altre fonti a cui egli fa riferimento, ne sarà verificata all’occorrenza la genuinità e autenticità, la liceità del possesso o dell’eventuale divulgazione".
E conclude: "Il debordare di questo atteggiamento diffamatorio non può ulteriormente, nell’interesse sociale, essere tollerato e C.Volo S.p.A. assumerà quindi le iniziative legali del caso, per tutelare nei confronti del sig. Milani ma anche di eventuali altri corresponsabili la propria reputazione e in definitiva l’integrità e consistenza del proprio patrimonio aziendale, richiedendo tra l’altro il risarcimento dei danni assai consistenti che il comportamento qui denunciato sta arrecando".
C.Volo prende posizione inoltre rispetto alle parole del fondatore di Barley Arts, Claudio Trotta, che in un'intervista al 'Resto del Carlino' ha criticato duramente la gestione del futuro della Rcf Arena e il fallimento dell’Hellwatt Festival, denunciando la mancanza di apertura al dialogo da parte di Coopservice e parlando di una delle pagine più imbarazzanti per la musica live in Italia. "C.Volo S.p.A. respinge con assoluta fermezza le dichiarazioni del sig. Claudio Trotta, pubblicate oggi su una testata locale (Il Resto del Carlino Ed. Reggio Emilia), ritenendole diffamatorie e prive di fondamento - dice la società C.Volo -. Sorprende che un professionista da decenni considerato tra i maggiori operatori del settore abbia scelto di rendere pubblica una ricostruzione dei fatti che non corrisponde alla realtà, peraltro violando quella stessa riservatezza da lui stesso richiesta ossessivamente, senza considerare il merito del suo approccio, che risultava tecnicamente inaccettabile anche con le migliori intenzioni di collaborazione".
"Il sig. Trotta - evidenzia la società - infatti non solo ha proposto di impossessarsi letteralmente di Rcf Arena in sostanziale esclusiva a costo zero, ma, per di più, ha richiesto (una non meglio definita) estromissione totale di C.Volo S.p.A., che è la concessionaria dell’area (pubblica) e quindi, di diritto, non può uscire completamente di scena, a rischio di revoca della concessione stessa. Trotta introduce inoltre un elemento di evidente forzatura, indicando come proprio interlocutore altro soggetto rispetto a C.Volo S.p.A., ossia Coopservice, che sebbene come tutti gli altri soci abbia suoi rappresentanti all’interno degli organi della Società e talvolta possa intervenire in quanto socio agli incontri, allo stesso modo di altri soci, mai ha manifestato un interesse o esercitato un potere decisionale diretto sulle scelte di C.Volo S.p.A".
E conclude: "Alle ricostruzioni non corrispondenti ai fatti si aggiungono giudizi generalizzati e fortemente denigratori nei confronti non solo di C.Volo S.p.A., ma anche dell’intero sistema territoriale, reggiano e addirittura regionale, coinvolgendo indistintamente tutti gli attori politici, opposizioni comprese. Una simile condotta meriterebbe a sua volta un’analisi su quali motivi possano spingere un manager affermato a bruciare con tali dichiarazioni la sua reputazione, trascinando peraltro con sé anche la sua società Barley Arts. C.Volo S.p.A. rimanendo tuttavia al merito, si accinge senz’altro a conferire ai propri legali mandato per analizzare l’accaduto e contrastarlo in ogni sede competente a tutela della propria immagine".

(Adnkronos) - Si chiama Shahadat Hossain ed è nato in Bangladesh il 10 maggio 1983: è lui il presunto autore della strage compiuta ieri sera a Roma, in zona Casalotti: un triplice omicidio di padre, madre e figlia di 8 anni (tutti originari del Bangladesh). Come disposto dalla procura di Roma che sta coordinando l'attività di indagine della Squadra Mobile della Questura, è stata divulgata agli organi di stampa e sui canali social della Polizia di Stato la foto del presunto autore del delitto, identificato per Shahadat Hossain, nato in Bangladesh il 10 maggio 1983.
"Chiunque avesse indicazioni o informazioni utili al rintraccio del presunto autore - si legge nella nota - potrà contattare l'utenza 3346903295 della Squadra Mobile".
I poliziotti sono sulle tracce dell'uomo, che ha avuto una colluttazione con il primogenito delle vittime: sarebbe stato fatto entrare dalla coppia per dileguarsi poi subito dopo la strage. Tra le ipotesi investigative al vaglio degli investigatori della Squadra Mobile, vi è quella di una possibile matrice passionale del delitto. Al vaglio dei poliziotti tabulati telefonici e immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona. (LEGGI L'ARTICOLO COMPLETO)
Trasportato in codice rosso al Policlinico Gemelli, il primogenito ventenne è l'unico superstite dell'agguato: ha ferite e politraumi ma non sarebbe in pericolo di vita. I genitori, di 39 e 38 anni, non avevano precedenti.

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(Adnkronos) - Davide Ancelotti polemico con papà Carlo per colpa di... Neymar. L'attaccante del Brasile ha esordito ai Mondiali 2026 entrando in campo nel finale contro la Scozia, partita valida per la terza giornata della fase a gironi della rassegna iridata di scena in Stati Uniti, Messico e Canada e vinta dalla Selecao per 3-0. Neymar ha avuto così la possibilità di tornare in campo dopo l'infortunio che lo ha tenuto fuori contro Marocco e Haiti, ma non tutti in panchina ne erano entusiasti.
Su X è diventato virale un video di Davide Ancelotti, figlio e storico vice di Carlo, che guarda 'storto' Neymar mentre riceve le indicazioni tattiche del padre, per poi scuotere frequentemente la testa e distogliere lo sguardo.
Difficile sapere se la sua reazione, che ha sorpreso i tifosi brasiliani, entusiasti invece del ritorno in campo dell'ex attaccante di Barcellona e Psg, fosse per motivi puramente tattici oppure per paura di una potenziale ricaduta.

(Adnkronos) - "Cara senatrice Ilaria Cucchi, la memoria è una virtù preziosa. Soprattutto quando si sceglie di fare della giustizia e dei diritti umani la propria missione politica". Comincia così la lettera che il reporter e narratore David Gramiccioli ha inviato via Tik Tok alla senatrice di Avs Ilaria Cucchi sul caso del fratello Stefano. "Sono la persona che accompagnò lei, sua madre e suo padre – del quale conservo ancora oggi un ricordo dolcissimo – da Gianni Alemanno, allora sindaco di Roma. Stefano era morto da pochi mesi e il vostro dolore era ancora straziante. Ricordo perfettamente quella giornata in Campidoglio. Ricordo un Gianni Alemanno sinceramente colpito dalla vostra sofferenza e determinato a fare tutto ciò che era nelle sue possibilità. Non furono parole di circostanza", scrive Gramiccioli.
"Davanti a tutti noi prese il telefono, chiamò Maurizio Gasparri e, pochi minuti dopo, fu messo in contatto con Angelino Alfano, allora ministro della Giustizia del Governo Berlusconi quater. La conversazione durò qualche minuto. Alemanno spiegò la vostra presenza, illustrò la vicenda e chiese al Guardasigilli che venisse fatta piena luce sulla morte di Stefano. È un episodio reale, vissuto in prima persona -prosegue l'autore- Eppure, nel corso degli anni, non l'ho mai sentita ricordarlo. Come se quel gesto non fosse mai esistito. Come se fosse stato cancellato dalla memoria".
"Mi auguro che non sia una rimozione dettata da appartenenze ideologiche. Perché quel giorno Gianni Alemanno non agì per convenienza politica, ma per umanità. Oggi lei siede tra i banchi del Senato della Repubblica. Ha costruito una nuova vita personale e politica, trasformando il dolore in impegno pubblico. È una scelta rispettabile. Proprio per questo, però, sorprende che chi rivendica con forza la tutela dei diritti umani sembri aver dimenticato chi, in un momento drammatico della sua vita, le tese una mano senza esitazioni. La memoria dovrebbe essere selettiva solo con il rancore. Mai con la riconoscenza", conclude.
Si è conclusa ieri pomeriggio, con una tavola rotonda e con la
consegna degli attestati, la prima edizione della Summer School in
prevenzione e gestione dei rischi, organizzata dall'Università
degli Studi di Cagliari con l'Istituto nazionale di geofisica e
vulcanologia (Ingv) come prima scuola intensiva di alta formazione
in Sardegna dedicata ai rischi naturali e ambientali.
Ac75 di Luna Rossa in mare a Cagliari per preparare l'America's cup
del prossimo anno a Napoli. Dopo il tow test (traino) e le prime
prove tecniche, sono riprese le sessioni di navigazione nel Golfo
degli Angeli.Pagina 6 di 233
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