
Un bando fotografico e una mostra per raccontare la forza delle donne che hanno affrontato e superato il cancro. Il 16 febbraio, alle 11, presso la sede del Rettorato dell’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”, a Caserta, sarà inaugurata la mostra/evento quale momento conclusivo del concorso fotografico 'Il Coraggio delle Donne: la vita al di là del cancro', allo scopo di promuovere una riflessione sulla resilienza femminile attraverso l’arte fotografica. Per i saluti istituzionali saranno presenti, insieme al Rettore, Gianfranco Nicoletti, il ministro della Salute, Orazio Schillaci e il Capo della Polizia, prefetto Vittorio Pisani.
Gli interventi saranno tenuti da Maria Rosaria Campitiello, capo del Dipartimento della Prevenzione, della Ricerca e delle Emergenze Sanitarie del ministero della Salute e da Clementina Moschella, direttore Centrale di Sanità della Polizia del Dipartimento della Pubblica Sicurezza del ministero dell'Interno. L’evento sarà moderato dalla giornalista Claudia Conte. Il concorso fotografico, riservato alla comunità accademica della Vanvitelli, si è concluso nell’estate 2025 ed ha visto la partecipazione di circa 70 fotoamatori con un totale di circa 150 immagini presentate che saranno pubblicate sul sito istituzionale dell’Ateneo.
Saranno premiate il 16 febbraio le cinque opere fotografiche selezionate dalla giuria, che faranno parte, con altre immagini ritenute particolarmente significative, di una mostra fotografica presso il Rettorato di Caserta della Vanvitelli. Una mostra per dare spazio a volti, gesti e storie di rinascita, per promuovere un messaggio di speranza e allo stesso tempo rafforzare l’impegno nella Terza Missione dell’Ateneo che, aprendosi al territorio, diventa luogo di incontro tra conoscenza, cura e umanità.
“Attraverso questa iniziativa, l’Ateneo intende rafforzare il proprio impegno nella Terza Missione, aprendo le proprie competenze e sensibilità al territorio e alla comunità. Con questo concorso, infatti – afferma il Rettore Gianfranco Nicoletti – intendiamo veicolare un messaggio importante: la malattia non spegne la luce delle persone, le donne protagoniste di questi scatti rappresentano, difatti, il coraggio, la dignità e la possibilità concreta di una vita che ricomincia. L’Università, in quanto Presidio di sapere e di cittadinanza attiva, ha il dovere di contribuire alla costruzione di narrazioni che ispirano consapevolezza e vicinanza, anche nella “medicina di genere”, ambito di crescente rilievo scientifico che analizza e approfondisce le differenze con cui le patologie si presentano, evolvono e rispondono alle terapie nei due sessi".
"Tali differenze - prosegue - includono, tra l’altro, la variabilità nella tossicità dei farmaci e nella loro efficacia terapeutica. Si tratta di un approccio imprescindibile per una medicina più equa, personalizzata e consapevole delle specificità biologiche e sociali di ciascun individuo. Il bando fotografico era riservato ai componenti della Comunità Accademica “Vanvitelli” che hanno voluto raccontare l’identità e la trasformazione di donne che, pur segnate dalla malattia, hanno scelto di mostrarsi, per testimoniare e vivere pienamente la propria rinascita. Non cercavamo foto perfette, ma immagini che emozionano, capaci di trasmettere empatia, vicinanza, dignità: la fotografia come carezza, come verità, come racconto. L’esposizione che seguirà alla premiazione vuole essere non solo un’espressione artistica, ma anche civile e collettiva: un invito a guardare con occhi nuovi la malattia e chi l’ha attraversata”.
In Campania, ogni anno circa 17.000 donne ricevono una diagnosi di tumore. I più frequenti sono quelli al seno, alla tiroide, al colon-retto e all’utero. Ma i progressi della medicina, della prevenzione e delle cure hanno aumentato significativamente le possibilità di sopravvivenza. Molte donne (oltre 180.000 nella sola Campania) vivono oggi dopo una diagnosi oncologica, testimoniando ogni giorno la forza della rinascita. Il progetto della Vanvitelli si inserisce in un percorso più ampio volto a costruire un Ateneo sempre più attento al benessere delle persone, dentro e fuori le proprie aule.
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Ad Arzachena soccorsa persona rimasta bloccata sotto un albero
caduto in strada... 
Nubifragio su Roma e città in tilt. Maltempo e pioggia oggi, giovedì 12 febbraio, non danno tregua alla Capitale con un quadro meteo che non accenna a migliorare. Dopo ore di precipitazioni, strade allagate in diversi quartieri e traffico in tilt nelle ore di punta.
Il maltempo, già da questa mattina all'alba, ha allagato strade e sottopassaggi con enormi disagi alla circolazione. Traffico da bollino rosso in tutti i quartieri della Capitale con particolari disagi all'ingresso.
L'allerta gialla sul Lazio
La Protezione Civile ha emesso un avviso di allerta gialla per oggi nel Lazio per le forti precipitazioni con raffiche di vento e temporali sparsi. Il quadro meteorologico e delle criticità previste sull'Italia è aggiornato quotidianamente in base alle nuove previsioni e all’evolversi dei fenomeni sulla base di un intenso flusso occidentale che porta la perturbazione dall'Atlantico.
Maltempo flagella anche Sardegna e Calabria
Non solo il Lazio, ma anche la Sardegna e la Calabria nella morsa del maltempo[1]. In Sardegna violente raffiche di vento hanno colpito in particolare le province di Sassari e Nuoro, oltre 200 gli interventi portati a termine dai vigili del fuoco per alberi pericolanti e dissesti statici. Le criticità maggiori in Gallura, dove il vento ha divelto tetti e abbattuto alberi. Ad Arzachena i soccorritori sono intervenuti sulla SP14 per prestare assistenza a una persona rimasta bloccata sotto un albero caduto in strada.
Contemporaneamente, una forte perturbazione ha investito il territorio della Calabria, con la provincia di Catanzaro tra le aree più colpite: i vigili del fuoco hanno portato a termine 120 interventi, concentrati principalmente sulla messa in sicurezza di elementi costruttivi e sulla rimozione di alberi caduti o pericolanti.
Le previsioni meteo
L'Italia resta sotto l'influenza delle perturbazioni atlantiche anche questa settimana, con una fase di maltempo persistente che interesserà gran parte del Paese. Tuttavia, gli ultimi aggiornamenti meteo indicano un possibile ribaltone climatico in vista di San Valentino[2], con un deciso cambio di scenario.
Un intenso vortice depressionario sarà alimentato da aria gelida in discesa dalla Lapponia, provocando un brusco calo delle temperature su molte regioni italiane. Il crollo termico sarà rapido e diffuso, segnando il passaggio da correnti miti e umide a masse d’aria decisamente più fredde di origine polare. Le attuali piogge potrebbero trasformarsi in nevicate già al Nord, con accumuli anche a quote basse. Secondo le previsioni meteo, nella giornata di domenica 15 febbraio (San Faustino) la neve potrebbe estendersi anche al Centro-Sud, raggiungendo localmente la bassa quota. Si prospetta dunque una settimana, caratterizzata dallo scontro tra correnti calde e umide di origine atlantica e successive irruzioni fredde polari dalla Lapponia. Un’alternanza che potrebbe portare fenomeni intensi e repentini cambiamenti del tempo su tutta la Penisola.

In Corea del Nord sembra avvicinarsi il giorno della nomina ufficiale di Kim Ju-ae, figlia del leader Kim Jong-un, come 'erede' del padre alla guida del Paese, futura leader. E' l'analisi che arriva dalla Corea del Sud, dove si continua a parlare della successione a Pyongyang mentre Kim appare sempre più spesso accompagnato dalla figlia durante eventi ufficiali. L'agenzia sudcoreana Yonhap riferisce di dichiarazioni dei parlamentari Park Sun-won e Lee Seong-kweun secondo i quali la valutazione è arrivata durante un briefing del Nis. Per l'intelligence sudcoreana, ha ricotruito Lee, Kim Ju-ae "è entrata nella fase in cui verrà designata per la successione".
Si tratta di indiscrezioni che arrivano dopo il 'segnale' dello scorso gennaio, quando erano state diffuse le notizie della prima visita, nota, di Kim Ju-ae al mausoleo di famiglia a Pyongyang. Immagini pubblicate dai media ufficiali nordcoreani la ritraevano tra il padre e la madre, Ri Sol-ju, al Palazzo del sole di Kumsusan, come rilanciava la stessa Yonhap mentre gli osservatori erano divisi sul significato della presenza di Kim Ju-ae in quell'occasione.
Era il novembre del 2022 quando i media ufficiali nordcoreani diffondevano per la prima volta immagini di Kim Ju-ae. Da allora ha accompagnato il leader nordcoreano a molti appuntamenti ufficiali, anche test missilistici, ed era al suo fianco durante il viaggio in Cina dei mesi scorsi. Ma negli anni sono sempre stati pochi i dettagli su di lei. Si ritiene sia nata nel 2013. Ora, occhi puntati sul congresso del partito al potere previsto a fine mese a Pyongyang.

"Oggi apriamo la nostra campagna elettorale della competenza: basta corrotti, basta incompetenti’’. Lo afferma il presidente di Assorup, Daniele Ricciardi, aprendo i lavori della giornata nazionale del Rup 2026. L’Associazione continuerà il tour nazionale e porterà i Rup europei a Napoli il 15 e 17 ottobre. "Abbiamo ricevuto oltre cento adesioni alla giornata nazionale del Rup da enti di tutta Italia: molti hanno aderito, altri non hanno organizzato l’iniziativa perché ritenuta ‘non prioritaria’. Questo dimostra quanto lavoro ci sia ancora da fare per far comprendere il valore strategico del Rup. Ringraziamo le amministrazioni che hanno creduto nell’iniziativa: da Albanella a Bagnaria, da Genova a Gerace, da Trapani a Palermo, da Palombara Sabina a Cantalice, da Reggio Emilia a Cagliari, fino a Badia Calavena. Una rete nazionale che cresce e si rafforza’’, dichiara il presidente.
"Oltre cento adesioni da tutta Italia alla giornata nazionale 2026 confermano l’interesse crescente, nonostante alcune amministrazioni non abbiano ritenuto prioritaria l’iniziativa’’, secondo Ricciardi. "Ringraziamo gli enti che hanno aderito, da Albanella a Badia Calavena. Con 1.500 iscritti, 12mila partecipanti alle nostre iniziative e una comunità di 123.000 professionisti che nel 2025 hanno gestito 430 miliardi di euro, vogliamo essere il Movimento dei RUP. La nostra campagna elettorale inizia oggi. E non si fermerà fino a quando la politica non in agenda seriamente la professionalizzazione della categoria. Siamo aperti al confronto con tutti coloro che, mettendo da parte le parole, dimostrino con i fatti di sostenere le nostre istanze’’.
"I Rup sono e devono essere riconosciuti come i veri protagonisti degli affidamenti pubblici’’, dichiara il presidente di Anac, Giuseppe Busía. "I Responsabili unici del progetto rappresentano il cuore pulsante delle stazioni appaltanti. Per Anac costituiscono un interlocutore decisivo e una figura centrale del processo di acquisto, imprescindibili per il successo degli investimenti pubblici e sempre più chiamati a garantire capacità di visione strategica e leadership’’.
“Come Anac lavoriamo per rafforzare il ruolo dei Rup anche raccogliendo i dati sulla loro esperienza e professionalità, per valorizzarne il ruolo e la funzione, in modo da creare i presupposti per premiare adeguatamente e selettivamente la professionalità con cui assolvono alla funzione''.
’'Risulta infatti essenziale investire nella loro professionalizzazione, anche misurando in modo oggettivo e premiando le loro performance sulla base del merito, grazie agli incentivi tecnici. Oggi questo è possibile, con l’ausilio delle piattaforme digitali interconnesse con la Banca dati nazionale dei contratti pubblici, costituita presso Anac, dalla quale diventa possibile calcolare in modo oggettivo non solo il valore del contratto gestito, ma anche i tempi di realizzazione e ultimazione, creando un circolo virtuoso fra corretto uso delle risorse pubbliche, efficienza nella gestione dei contratti, professionalizzazione dei Rup e loro gratificazione economica’’.
Secondo il sottosegretario al ministero delle Infrastrutture, Tullio Ferrante, "il momento di confronto odierno promosso da Assorup è molto importante, perchè mette al centro del dibattito il Responsabile unico del progetto, una figura ben più che procedurale: egli rappresenta il garante della qualità, della trasparenza e dell’efficacia della spesa pubblica. Con il nuovo codice abbiamo rafforzato il suo ruolo, chiedendo competenze più elevate e una capacità decisionale più matura".
"Questo richiede un investimento serio sulla formazione continua e sulla crescita professionale, anche grazie al contributo di realtà come Assorup, che svolgono un prezioso lavoro di raccordo e supporto alla comunità dei Rup. Come Mit stiamo accompagnando questa evoluzione con l’hub contratti pubblici e con un forte impulso alla digitalizzazione, perché senza Rup messi nelle condizioni di operare bene non esistono infrastrutture moderne né politiche pubbliche credibili’’.

WhatsApp sotto attacco in Russia. La denuncia è arrivata dalla stessa società Meta che ha parlato di un tentativo da parte delle autorità russe di bloccare il funzionamento dell'App di messaggistica per costringere gli utenti a 'passare' a un servizio controllato dallo Stato. "Il governo russo ha cercato di bloccare completamente WhatsApp nel tentativo di spingere le persone verso un'app di sorveglianza di proprietà dello Stato", è stato reso noto su X.
"Cercare di escludere più di 100 milioni di utenti dalla possibilità di comunicazioni private e sicure costituisce un passo indietro che non può che portare a minore sicurezza per le persone in Russia - continua il messaggio -. Continuiamo a fare tutto il possibile per mantenere gli utenti connessi".
In settimana le autorità russe, che incoraggiano i russi a utilizzare Max (iniziativa lanciata dallo scorso anno da Vk), avevano già imposto restrizioni per Telegram.
A WhatsApp, dichiara il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, abbiamo chiesto "di rispettare delle leggi russe". "Se Meta si adeguerà, partirà un dialogo - con le autorità russe e allora, poi, ci sarà l'opportunità di raggiungere un accordo - ha aggiunto Peskov -. Se la società continuerà a rimanere sulla sua posizione intransigente e, direi, a dimostrare assoluta mancanza di volontà di rispettare le leggi russe, allora non ci saranno possibilità".

Il debito comune è "l'unico modo" che l'Unione europea ha per rimanere competitiva con gli Stati Uniti d'America e la Cina. Da soli, gli Stati nazionali europei sono destinati a soccombere. Il presidente francese Emmanuel Macron, da Anversa, ha ribadito la linea della Francia, alla vigilia del summit informale di oggi dedicato alla competitività dell'Ue nel castello di Alden-Biesen, nel Limburgo. Il premier belga Bart De Wever, leader dell'N-Va fiammingo, ha confermato il senso di urgenza condiviso dai capi di Stato e di governo europei, dicendo che la situazione dell'industria in Belgio, Francia e Germania è semplicemente "drammatica".
Premier belga De Wever: "Situazione industria è drammatica"
De Wever ha citato, in particolare, i prezzi dell'energia e la regolamentazione "eccessiva". "Siamo sull'orlo di una crisi esistenziale", ha avvertito il primo ministro belga. Tuttavia, ora c'è uno "slancio", secondo De Wever, che ha fatto riferimento al vertice informale di domani. Per il premier, è necessario stabilire delle priorità: "L'Europa deve smettere di cercare di fare tutto, ovunque, sempre", ha detto, citando un trio di priorità: "Innovazione, produttività e competitività". Senza di esse, "la decarbonizzazione dell'Europa diventerà sinonimo della sua deindustrializzazione. E, in definitiva, della sua povertà e perdita di rilevanza. Se l'Europa vuole avere un peso nel mondo, la nostra industria deve prima di tutto avere un peso per l'Europa".
Merz sollecita misure "coraggiose"
Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha sollecitato l'Ue ad adottare misure "coraggiose" per invertire il trend di “declino” che dura da un quarto di secolo rispetto a Cina e Stati Uniti. "Solo un'Europa economicamente potente sarà un'Europa sovrana”, ha detto, chiedendo di "deregolamentare ogni settore". Per il presidente Macron, "se vogliamo investire a sufficienza nella difesa e nella sicurezza spaziale, nelle tecnologie pulite, nell'intelligenza artificiale e nell'informatica quantistica, e trasformare la nostra produttività e competitività, l'unica soluzione è emettere debito comune", ha dichiarato a una platea di capi d'azienda ad Anversa, in Belgio.
Von der Leyen parla di lentezza dei due colegislatori
La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, anche lei nella città portuale fiamminga, ha ribadito l'impegno per la semplificazione, ma ha lamentato la lentezza dei due colegislatori, Consiglio e Parlamento europeo, che hanno approvato solo tre provvedimenti Omnibus sui dieci proposti dall'esecutivo. Ha anche sollecitato gli Stati nazionali ad agire per coordinare meglio le rispettive norme, visto che tuttora permangono innumerevoli disomogeneità che ostacolano il funzionamento del mercato unico. La presidente ha citato come esempio il fatto che, per la legge belga, il peso massimo di un camion a pieno carico è di 44 tonnellate: alla frontiera con la Francia, il limite scende a 40 tonnellate, con tutto quel che ne consegue.
Se il senso di urgenza è condiviso, visto che l'Ue da anni cresce meno di Usa e Cina, tra i Paesi c'è meno condivisione su come intervenire. In un documento attribuito a Germania, Italia e Belgio, redatto in vista del summit di oggi, si chiede di istituire un "freno di emergenza, che dovrebbe permettere di impedire l'emersione di fardelli eccessivi durante il processo legislativo, per esempio intervenendo su richiesta di uno Stato membro". Questo "dovrebbe essere accompagnato da un principio di discontinuità che assicuri che la Commissione uscente ritiri le proposte rimaste pendenti alla fine del mandato".
In un precedente non paper si chiedeva il "sistematico monitoraggio e la sistematica valutazione degli emendamenti proposti dai colegislatori nel processo legislativo", per soppesarne l'eventuale onerosità. Sono proposte che vanno nella direzione di un deciso rafforzamento del potere degli Stati membri a discapito delle istituzioni comunitarie, coerenti dunque con un approccio confederale, che collide con quello federalista, una divisione tradizionale nella storia delle istituzioni europee.
Il divario Ue-Usa
I ventisette capi di Stato e di governo dell'Ue si ritroveranno dunque oggi nel castello di Alden-Biesen, nella provincia del Limburgo, già sede dell'Ordine Teutonico, su invito del presidente del Consiglio Europeo Antonio Costa. Lì, a un'ora e mezza di auto da Bruxelles, discuteranno ricette e idee volte a rendere un po' più dinamica l'economia europea, base indispensabile per aspirare all'autonomia strategica, che è l'obiettivo dichiarato più volte dalla Commissione "geopolitica" di von der Leyen.
Il divario tra Ue e Usa si è fatto negli anni molto ampio, e recuperarlo non sarà semplice. Secondo la Banca mondiale, nel 2008 l'Ue aveva un Pil pari a 16,36 bilioni (migliaia di miliardi) di dollari, superiore ai 14,77 bilioni degli Usa. Da allora, il colosso nordamericano, che è uno Stato federale e non una confederazione lasca come l'Ue, ha saputo innovare la sua economia ed è cresciuto a tassi nettamente superiori a quelli dell'Unione, anche a causa delle diverse risposte date dalle due aree alla crisi finanziaria. Risultato, oggi il Pil degli Usa è di ben 28,75 bilioni di dollari, mentre quello dell'Ue è fermo a 19,5 bilioni.
Questo divario è noto da tempo, ma si va aggravando. Per capire come superare questo stato di cose, l'allora presidente del Consiglio Europeo Charles Michel incaricò l'ex premier italiano Enrico Letta di redigere un rapporto sulla competitività dell'Ue. La presidente della Commissione Ursula von der Leyen, che non aveva un buon rapporto con Michel, incaricò un altro ex premier italiano, Mario Draghi, di redigere un rapporto sulla stessa materia. I due rapporti sono stati presentati da tempo: nel summit informale di domani sia Draghi che Letta saranno presenti, il primo la mattina e l'altro nel pomeriggio, non per illustrare di nuovo i loro rapporti, bensì, ha spiegato un alto funzionario Ue, per innescare la discussione tra i leader.
Questo tipo di incontri informali, secondo la fonte, sono "molto utili" per dare "un nuovo impulso" a tematiche che, come la competitività, sono stati affrontati innumerevoli volte, almeno fin dal Consiglio Europeo di Lisbona del 2000, per arrivare alla dichiarazione di Budapest sul New Deal per la competitività del 2024. L'obiettivo dell'informale di Alden-Biesen, spiega la fonte, è quello di "raccogliere consenso" politico tra i capi di Stato e di governo per "individuare alcune misure" concrete e fattibili sulle quali l'Ue possa concentrarsi nei prossimi mesi.
Non ci saranno "conclusioni scritte", essendo un informale, ma le discussioni aiuteranno ad individuare misure in alcune aree, come "tagliare la burocrazia, semplificare, rimuovere le barriere transfrontaliere, cercare la dimensione europea dove è necessaria, armonizzare i mercati, rafforzare il mercato unico, rafforzare l'innovazione e la resilienza,". Una di queste misure, che era già esplicitamente citata nelle conclusioni del Consiglio Europeo dello scorso ottobre, è quella del cosiddetto 28esimo regime per le imprese: proposto da Enrico Letta nel suo rapporto, viene citato da von der Leyen fin da settembre, ma la proposta non è ancora arrivata. Dovrebbe arrivare il mese prossimo: occorrerà però verificarne la portata.
Sul tavolo anche la cosiddetta "preferenza europea"
Un altro tema che sarà sicuramente oggetto della discussione dei leader sarà la cosiddetta "preferenza europea", cioè favorire i prodotti realizzati in Europa, per sostenere l'apparato produttivo interno. Viene fortemente sostenuta dai francesi, ma non trova tutti completamente d'accordo. Quindi, i leader dovranno discuterne. "Non sarei sorpreso se emergessero diverse sfumature e prospettive" su questo tema, dice la fonte, spiegando che i leader dovranno dibattere su "come e dove applicare" una preferenza di questo genere. Per una fonte diplomatica, anche se la preferenza europea comporterà dei "costi" aggiuntivi, questi possono essere "assorbiti" grazie alla dimensione del mercato unico. Von der Leyen ha detto oggi che l'Industrial Accelerator Act, che verrà presentato il mese prossimo, includerà una preferenza Ue negli appalti pubblici, in alcuni settori "strategici".
Sul tavolo ad Alden-Biesen sarà anche la questione di dove reperire i "mezzi necessari" a realizzare gli ingenti investimenti di cui l'Ue ha bisogno, ha spiegato una fonte diplomatica europea. Per Emmanuel Macron l'Ue deve finanziarsi a debito, emettendo obbligazioni in comune. Ora che il dollaro è diventato un asset relativamente più rischioso, per via delle politiche dell'attuale amministrazione, esiste un chiaro appetito dei mercati finanziari per un safe asset europeo, testimoniato dalla domanda, elevatissima, che accompagna costantemente le rare emissioni degli eurobond di Next Generation Eu.
Per la Germania si tratta tuttora di un tabù, anche perché AfD sta crescendo nei sondaggi e per il cancelliere Friedrich Merz sposare la causa degli eurobond non è il modo migliore per recuperare consensi. Inoltre, Berlino può finanziarsi a tassi inferiori a quelli pagati dagli eurobond. Secondo una fonte diplomatica europea, la contrarietà della Germania è però diretta principalmente alla mutualizzazione dei debiti pregressi, mentre la Francia ora propone una cosa molto diversa: debiti europei in comune, per finanziare progetti europei che servono a tutti. Per una fonte diplomatica europea, le divergenze tra Francia e Germania sul tema fanno parte del "negoziato. C'è la volontà di convergere: vedrete".
Del resto, il debito Ue, sia pure lentamente, si va affermando come una soluzione consolidata, conosciuta e funzionante. Il prestito all'Ucraina per il 2026-27 da 90 miliardi di euro deciso nello scorso dicembre è debito europeo. Oltretutto verrà realizzato mediante cooperazione rafforzata, non a 27 ma a 24 (restano fuori Ungheria, Slovacchia e Repubblica Ceca), un altro sviluppo che va nella direzione di quel "federalismo pragmatico" propugnato da Mario Draghi. Cooperazione rafforzata che, secondo una fonte diplomatica, "non può essere decisa in anticipo", ma deve diventare un "metodo". Vale a dire che ci si porrà degli obiettivi e delle scadenze: se l'obiettivo non viene raggiunto entro il termine prefissato, allora si procede con chi ci sta, perché "non possiamo restare bloccati indefinitamente".
Sempre in materia di denaro, il focus del summit sarà più sulla mobilitazione degli investimenti privati che di quelli pubblici. A questo proposito, l'Unione dei risparmi e degli investimenti, rebranding dell'Unione bancaria, resta al palo, come ha reso evidente lo stop arrivato da Berlino all'ascesa di Unicredit in Commerzbank, dopo che i Liberali dell'Fdp di Christian Lindner hanno perso il Ministero delle Finanze.
Una fonte diplomatica, però, nota che i capitali privati non bastano: anche quelli pubblici devono fare la loro "parte". Del resto, ricorda, Elon Musk "non esisterebbe" come imprenditore, senza gli ingenti investimenti pubblici degli Usa nell'aerospaziale.
Un altro tema sul tavolo sarà quello degli accordi commerciali, nell'ottica di diversificare i mercati di sbocco e ridurre la dipendenza da quello americano e da quello cinese. Anche la Cina sarà sul piatto: "Se non ci proteggiamo - avverte un diplomatico europeo - non avremo più industria". Questo non vuol dire "disaccoppiare" l'economia europea da quella cinese o "fermare il commercio" con il colosso asiatico, ma semplicemente "preservare la nostra economia". Lo si fece anche con il Giappone, un'altra economia molto competitiva ed esportatrice, negli anni Ottanta. E dunque, occorrerà trovare "un accordo" con la Cina, ad esempio sugli investimenti diretti esteri in Europa.
Si possono porre delle condizioni per consentire alle imprese cinesi di investire in Europa, ad esempio quella di consentire "trasferimenti tecnologici". Sarebbe una significativa inversione di quello che era il rapporto Ue-Cina non molto tempo fa, quando alle grandi aziende occidentali, in particolare nel settore automotive, veniva concesso l'accesso al mercato cinese a patto che operassero in joint venture con imprese nazionali, per farle crescere e perché assorbissero know-how. Ora, se queste intenzioni si tradurranno in realtà, saranno le imprese cinesi a trasferire know-how a quelle europee (ad esempio nelle batterie per le auto elettriche, dove i cinesi sono molto più avanti degli europei).
Il summit di oggi dovrebbe iniziare intorno alle 10.30, con uno scambio con la presidente del Parlamento Europeo Roberta Metsola, perché l'Aula avrà comunque "un ruolo importante" nello sviluppo dell'agenda per la competitività, dato che si tratterà anche di proposte legislative, sulle quali l'Aula ha voce in capitolo. Il vertice informale verrà preceduto da un pre-vertice informale, cui sono attesi Merz, Macron e la premier Giorgia Meloni, insieme ad altri leader.
Per una fonte diplomatica, il problema dell'opportunità di tenere un prevertice informale prima di un vertice informale "c'è", perché chi non è stato invitato non la prende bene. Dopo Metsola, la mattinata sarà dedicata ad una discussione con Mario Draghi, seguita da un pranzo di lavoro tra i leader, senza Draghi; nel pomeriggio, ascolteranno Enrico Letta, e poi avranno una sessione di lavoro tra loro. Il tutto dovrebbe concludersi intorno alle 18.30, con una conferenza stampa. Quali saranno gli esiti dell'informale di Alden-Biesen è difficile da prevedere, perché, per un alto funzionario Ue, "a volte da questi incontri vengono fuori cose che non ti aspetti".

Italia sempre nella morsa del maltempo: due le regioni con allerta meteo arancione oggi giovedì 12 febbraio e otto in allerta gialla. Il Mediterraneo è interessato da diversi impulsi perturbati in arrivo dall’Atlantico: uno di questi porterà venti forti e precipitazioni, specie sulle regioni del versante tirrenico e nevicate consistenti sulla Valle d’Aosta.
Il bollettino della Protezione civile
L’avviso prevede dalla mattinata di oggi nevicate al di sopra di 1200-1300 m sulla Valle d’Aosta, con apporti al suolo da moderati a localmente abbondanti. Attesi inoltre venti da forti a burrasca, dai quadranti occidentali, con rinforzi di burrasca forte, su Valle d’Aosta, Emilia-Romagna, Toscana, Campania e Basilicata, e il persistere dei venti occidentali da burrasca a burrasca forte, con raffiche fino a tempesta, su Sardegna, Calabria e Sicilia. Possibili mareggiate lungo le coste esposte.
Si prevedono, inoltre, precipitazioni da sparse a diffuse, anche a carattere di rovescio o temporale, sul Lazio, in esaurimento nel corso del pomeriggio e su Campania, Basilicata, Calabria e Sicilia, specie sui rispettivi settori tirrenici. I fenomeni saranno accompagnati da rovesci di forte intensità, forti raffiche di vento e locale attività elettrica.
Allerta meteo arancione e gialla: le regioni interessate
Sulla base dei fenomeni previsti e in atto è stata valutata per la giornata di oggi allerta arancione su settori di Calabria e Sicilia; allerta gialla su Sicilia, Calabria, Basilicata e settori di Campania, Puglia, Molise, Lazio, Abruzzo, Sardegna e Toscana.

Due medaglie d'oro in un'ora, lo slittino azzurro entra nella storia con una doppietta stellare. L'Italia esulta per i trionfi dei doppi sul ghiaccio della pista Eugenio Monti di Cortina. Lo show comincia con il capolavoro di Andrea Voetter e Marion Oberhofer, che conquistano l'oro nella prova del doppio femminile: seconde dopo la prima run, si prendono il gradino più alto del podio con la seconda manche, lasciandosi alle spalle le tedesche Dajana Eitberger e Magdalena Matschina e le austriache Selina Egle e Lara Michaela Kipp. Nemmeno il tempo di festeggiare e arriva il prodigio di Emanuel Rieder e Simon Kainzwaldner nella gara maschile. Terzi a metà prova, i due azzurri decollano nella seconda run: oro e trionfo bis per un medagliere che esplode. L'Italia vanta 4 ori, 2 argenti e 13 bronzi: 13 medaglie e il team azzurro vola.
"È bellissimo vincere sulla pista di casa, sognavo l'oro da bambina, la medaglia è per tutta la squadra", dice Oberhofer. “Mi mancano le parole per descrivere tutto questo. Penso che siamo riusciti a ringraziare il Paese per la costruzione della nuova pista. Abbiamo lavorato quattro anni per questo e penso che siamo riuscite a far qualcosa di speciale. La prima manche non era andata così bene, mentre la seconda manche è stata perfetta. E' tutto stupendo", incalza Voetter. Per le due azzurre, a fine giornata, l'incontro con il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella: "Complimenti, siete state favolose".
"E' una giornata incredibile. Le ragazze hanno fatto due run perfette, l'obiettivo era il podio e sono venuti fuori due ori. I ragazzi sono stati bravissimi nella seconda discesa e siamo stati anche un po' fortunati per l'errore degli americani", dice Armin Zoeggeler, direttore tecnico delle squadre nazionali di slittino.
"I risultati ottenuti sono la conferma del lavoro che è stato fatto negli ultimi anni. Non è facile tenere il passo degli avversari e avere la pista in casa vuol dire tanto per il futuro delle nostre discipline: bob, slittino e skeleton", dice. L'exploit è una polizza per il futuro della pista di Cortina: "Con due medaglie la politica è obbligata a tenere l'impianto aperto. Non è stato facile costruire la pista e motivare gli atleti a gareggiare con tutta la pressione del pubblico di casa".
"Una vittoria particolarmente importante anche perché dà valore alla realizzazione della nuova pista", dice il presidente del Coni, Luciano Buonfiglio. "Questo successo dà valore alla realizzazione della pista e fa sì che non dovremo andare all’estero per allenarci ma possiamo stare a casa nostra. Dobbiamo fare in modo che questa pista funzioni tutti i giorni e che la gestione della pista produca un ritorno di investimento con l’obiettivo di far avvicinare tutti allo sport. Stiamo cercando di essere vicini a tutte le atlete e di supportare tutte le discipline", aggiunge il numero 1 dello sport italiano. "Ci candideremo per i mondiali e gli europei per portare turismo ed economia ad un altro livello su questa pista", annuncia.

Dal blocco navale alle espulsioni, nuova stretta sui migranti. "Il blocco navale è una promessa mantenuta" ha detto la premier Giorgia Meloni in un videomessaggio, postato sui social. "I numeri che abbiamo raggiunto in questi anni, -60% di sbarchi, +55% di rimpatri, ci incoraggiano a fare ancora meglio e vogliamo farlo".
Il Consiglio dei ministri ha approvato ieri, mercoledì 11 febbraio, un disegno di legge che introduce disposizioni in materia di immigrazione e protezione internazionale, nonché disposizioni per l’attuazione del Patto dell’Unione europea sulla migrazione e l’asilo del 14 maggio 2024.
"E' una opzione - continua la presidente del Consiglio - compatibile con le nuove regole europee, che l'Italia ha contribuito a formare, a dimostrazione che tutto il lavoro che abbiamo fatto finora sta imprimendo una svolta totale nella gestione del fenomeno in Europa". Tra l'altro, il provvedimento prevede "procedure più veloci per espellere gli stranieri condannati, ma si ampliano anche i casi in cui si può espellere uno straniero che delinque, aggiungendo reati come violenza a pubblico ufficiale, riduzione in schiavitù, maltrattamenti in famiglia: se vuoi vivere in Italia devi rispettare le leggi dello Stato italiano", sottolinea ancora Meloni.
Il testo si compone di due parti: la prima "introduce norme che entreranno in vigore a seguito della pubblicazione della legge in Gazzetta ufficiale; la seconda parte conferisce invece un’ampia delega al Governo per l’adozione, entro sei mesi, di decreti legislativi necessari al recepimento delle direttive UE e all’adeguamento ai nuovi regolamenti comunitari".
Ecco i ''principali contenuti del provvedimento''.
'Contrasto all’immigrazione illegale e blocco navale' - Il testo "valorizza le misure di prevenzione alle frontiere, attuando una strategia di difesa dei confini che mira a ridurre drasticamente le partenze irregolari".
'Gestione delle crisi e interdizione delle acque territoriali' - In "attuazione del Regolamento (UE) 2024/1359, vengono definite procedure specifiche per affrontare situazioni di afflusso massiccio e strumentalizzato di migranti, con la possibilità di interdire l’attraversamento delle acque territoriali a navi in presenza di minacce gravi per l’ordine pubblico o la sicurezza nazionale".
'Disciplina del trattenimento' - Vengono normate "in modo compiuto le modalità di trattenimento dello straniero nelle more delle procedure di esame della domanda di protezione".
'Espulsione giudiziale' - ''Si ampliano le ipotesi in cui il giudice, con sentenza di condanna, può disporre l’espulsione o l’allontanamento dello straniero ed è prevista una procedura accelerata per l’esecuzione delle espulsioni di stranieri detenuti''.
'Monitoraggio delle frontiere esterne' - "Viene istituito un sistema di sorveglianza integrata che permette di agire preventivamente sulle rotte migratorie, rafforzando la cooperazione con le agenzie europee (Frontex) per il controllo dei confini marittimi e terrestri".
'Procedura di rimpatrio alla frontiera' - ''Si introduce una procedura accelerata che si svolge direttamente presso i valichi o nelle zone di transito, permettendo l’allontanamento immediato dei soggetti provenienti da Paesi sicuri o con domande manifestamente infondate".
'Requisiti stringenti per la protezione complementare e i ricongiungimenti familiari' - ''Per evitare l’uso strumentale delle norme sui legami familiari", il disegno di legge "introduce criteri di maggior rigore rispetto agli attuali".
'Protezione complementare' - "Sono definite con precisione le condizioni che dimostrano l’effettiva esistenza di vincoli familiari e di integrazione sociale". L’accertamento "deve basarsi sulla natura effettiva dei legami, sulla durata del soggiorno nel territorio nazionale e sull’esistenza di legami familiari, sociali o culturali con il Paese d’origine, impedendo il rilascio del titolo in presenza di condanne per reati che comportano la pericolosità sociale del richiedente".
'Ricongiungimenti familiari' - La "delega al governo specifica i criteri per l’identificazione dei familiari che hanno titolo al ricongiungimento, al fine di limitare l’abuso dello strumento e di garantire che l’accesso ai benefici sia riservato a chi versi in condizioni di oggettiva vulnerabilità e privo di adeguato sostegno nel Paese d’origine".

Dal blocco navale alle espulsioni. Il Consiglio dei ministri ha approvato un disegno di legge che introduce disposizioni in materia di immigrazione e protezione internazionale, nonché disposizioni per l’attuazione del Patto dell’Unione europea sulla migrazione e l’asilo del 14 maggio 2024.
Si tratta, assicura il comunicato ufficiale diffuso al termine della riunione, di una "riforma organica volta a potenziare gli strumenti di contrasto all’immigrazione illegale e a garantire una gestione più rigorosa dei flussi migratori". Il testo si compone di due parti: la prima "introduce norme che entreranno in vigore a seguito della pubblicazione della legge in Gazzetta ufficiale; la seconda parte conferisce invece un’ampia delega al Governo per l’adozione, entro sei mesi, di decreti legislativi necessari al recepimento delle direttive UE e all’adeguamento ai nuovi regolamenti comunitari".
Meloni: "Ci appelliamo a Parlamento perché approvi in fretta misure"
"Ci appelliamo al Parlamento perché approvi velocemente queste norme e vediamo quante delle forze politiche che vengono in tv a dirvi che il governo non fa abbastanza per la sicurezza, saranno disposte a darci una mano per garantire quella sicurezza. Noi ce la stiamo mettendo tutta, speriamo solo che tutti facciano la loro parte senza creare ostacoli fantasiosi e dal chiaro sapore ideologico". Così la premier Giorgia Meloni in un videomessaggio postato sui social per parlare delle misure contenute nel ddl.
"Il governo ha approvato un provvedimento molto significativo per rafforzare il contrasto all'immigrazione illegale di massa e ai trafficanti di esseri umani. I numeri che abbiamo raggiunto in questi anni, - 60% di sbarchi, +55% di rimpatri, ci incoraggiano a fare ancora meglio e vogliamo farlo. Cosi oggi abbiamo potuto mantenere un altro impegno che avevamo preso con i cittadini nel nostro programma di governo di centrodestra, cioè la possibilità nei casi di minaccia grave per l'ordine pubblico o la sicurezza nazionale, come il rischio di terrorismo ma anche una pressione migratoria eccezionale, di impedire l'attraversamento delle acque territoriali italiane e di condurre i migranti a bordo delle imbarcazioni sottoposte a questa interdizione anche in paesi terzi", ha sottolineato la premier.
"E' una opzione - ha continuato - compatibile con le nuove regole europee, che l'Italia ha contribuito a formare, a dimostrazione che tutto il lavoro che abbiamo fatto finora sta imprimendo una svolta totale nella gestione del fenomeno in Europa. Per quelli che dicevano che era impossibile, vorrei dire che niente è impossibile per chi è determinato a fare qualcosa. E noi siamo determinati a garantire la sicurezza dei confini e dei cittadini e utilizzeremo tutti gli strumenti che possiamo per garantire questa sicurezza", ha rimarcato la presidente del Consiglio. Tra l'altro, il provvedimento prevede "procedure più veloci per espellere gli stranieri condannati, ma si ampliano anche i casi in cui si può espellere uno straniero che delinque, aggiungendo reati come violenza a pubblico ufficiale, riduzione in schiavitù, maltrattamenti in famiglia: se vuoi vivere in Italia devi rispettare le leggi dello Stato italiano", ha sottolineato ancora Meloni.
Il provvedimento
Ecco i ''principali contenuti del provvedimento''.
'Contrasto all’immigrazione illegale e blocco navale' - Il testo "valorizza le misure di prevenzione alle frontiere, attuando una strategia di difesa dei confini che mira a ridurre drasticamente le partenze irregolari".
'Gestione delle crisi e interdizione delle acque territoriali' - In "attuazione del Regolamento (UE) 2024/1359, vengono definite procedure specifiche per affrontare situazioni di afflusso massiccio e strumentalizzato di migranti, con la possibilità di interdire l’attraversamento delle acque territoriali a navi in presenza di minacce gravi per l’ordine pubblico o la sicurezza nazionale".
'Disciplina del trattenimento' - Vengono normate "in modo compiuto le modalità di trattenimento dello straniero nelle more delle procedure di esame della domanda di protezione".
'Espulsione giudiziale' - ''Si ampliano le ipotesi in cui il giudice, con sentenza di condanna, può disporre l’espulsione o l’allontanamento dello straniero ed è prevista una procedura accelerata per l’esecuzione delle espulsioni di stranieri detenuti''.
'Monitoraggio delle frontiere esterne' - "Viene istituito un sistema di sorveglianza integrata che permette di agire preventivamente sulle rotte migratorie, rafforzando la cooperazione con le agenzie europee (Frontex) per il controllo dei confini marittimi e terrestri".
'Procedura di rimpatrio alla frontiera' - ''Si introduce una procedura accelerata che si svolge direttamente presso i valichi o nelle zone di transito, permettendo l’allontanamento immediato dei soggetti provenienti da Paesi sicuri o con domande manifestamente infondate".
'Requisiti stringenti per la protezione complementare e i ricongiungimenti familiari' - ''Per evitare l’uso strumentale delle norme sui legami familiari", il disegno di legge "introduce criteri di maggior rigore rispetto agli attuali".
'Protezione complementare' - "Sono definite con precisione le condizioni che dimostrano l’effettiva esistenza di vincoli familiari e di integrazione sociale". L’accertamento "deve basarsi sulla natura effettiva dei legami, sulla durata del soggiorno nel territorio nazionale e sull’esistenza di legami familiari, sociali o culturali con il Paese d’origine, impedendo il rilascio del titolo in presenza di condanne per reati che comportano la pericolosità sociale del richiedente".
'Ricongiungimenti familiari' - La "delega al governo specifica i criteri per l’identificazione dei familiari che hanno titolo al ricongiungimento, al fine di limitare l’abuso dello strumento e di garantire che l’accesso ai benefici sia riservato a chi versi in condizioni di oggettiva vulnerabilità e privo di adeguato sostegno nel Paese d’origine".

Donald Trump riceve Benjamin Netanyahu e continua a scommettere sui negoziati con l'Iran ripresi la settimana scorsa. Il presidente Usa ha incontrato il primo ministro israeliano alla Casa Bianca. Un faccia a faccia a porte chiuse durato quasi tre ore, definito "molto positivo" dal numeri 1 della Casa Bianca che, su Truth, ha sottolineato "le relazioni eccellenti" tra i due Paesi.
"Non è stato raggiunto nulla di definitivo, se non che ho insistito affinché i negoziati con l'Iran continuino per vedere se sia possibile o meno concludere un accordo - ha rivelato Trump - Se sarà possibile, ho fatto sapere al primo ministro che questa sarà la soluzione preferibile. Se non sarà possibile, dovremo semplicemente vedere quale sarà l'esito".
E ha quindi richiamato alla memoria le azioni militari statunitensi intraprese contro il programma nucleare iraniano. "L'ultima volta l'Iran ha deciso che era meglio non concludere un accordo e sono stati colpiti con l'operazione 'Martello di mezzanotte', che non è andato bene per loro. Speriamo che questa volta siano più ragionevoli e responsabili", ha affermato Trump che avrebbe fatto riferimento a possibili azioni militari statunitensi contro l'Iran, in risposta alla dura repressione dei manifestanti da parte di Teheran.
"Con Netanyahu abbiamo discusso degli enormi progressi compiuti a Gaza e nella regione in generale. C'è davvero PACE in Medio Oriente", ha scritto ancora su Truth il presidente degli Stati Uniti, che continua a valutare l'opzione militare.
Segnali di guerra
Tre funzionari statunitensi hanno dichiarato al Wall Street Journal che il Pentagono ha dato istruzioni a un altro gruppo d'attacco di portaerei di prepararsi per lo spiegamento in Medio Oriente, nel contesto dei preparativi per una possibile azione. Un primo gruppo d'attacco di portaerei guidato dalla USS Abraham Lincoln è arrivata nella regione alla fine di gennaio. A Teheran, nelle stesse ore, molti funzionari iraniani ritengono che un altro scontro con gli Stati Uniti sia inevitabile e che i colloqui in corso possano solo ritardare l'azione militare americana, secondo il quadro delineato dal Washington Post che citando un funzionario europeo in contatto con la leadership iraniana: "Hanno esaurito tutte le possibilità e lo sanno".
Pessimismo trapela anche dalle parole del presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, durante le celebrazioni del 47esimo anniversario della Rivoluzione islamica a Teheran. "Lo ribadisco ancora una volta: non cerchiamo armi nucleari. L'abbiamo detto più volte e siamo pronti a qualsiasi tipo di verifica", ha detto. "Tuttavia, un alto muro di sfiducia, creato dagli Stati Uniti e dall'Europa con le loro azioni e parole, impedisce ai colloqui di raggiungere risultati concreti", ha proseguito , sottolineando che "se il mondo vuole davvero la diplomazia, deve mettere fine alle sue azioni provocatorie. L'Iran non si piegherà alle richieste eccessive e non arretrerà di fronte alle ingiustizie".
L'obiettivo di Netanyahu
In questo contesto, l'obiettivo di Netanyahu è evitare che un'eventuale intesa tra Iran e Usa penalizzi le strategie di Tel Aviv nella regione. Il primo ministro israeliano nell'incontro con Trump "ha insistito sulle esigenze di sicurezza dello Stato di Israele nel quadro dei negoziati" tra Stati Uniti e Iran: "I due leader hanno concordato di proseguire il coordinamento e gli stretti contatti tra loro", ha dichiarato l'ufficio del leader israeliano in un comunicato.
Prima dell'incontro Netanyahu ha firmato per l'ingresso di Israele nel Board of Peace per Gaza, l'organismo internazionale, presieduto da Trump, creato per supervisionare il cessate il fuoco tra Israele e Hamas e la ricostruzione a Gaza[1].

Continuano a Roma gli open day dedicati alla carta di identità elettronica (Cie) nel fine settimana di sabato 14 e domenica 15 febbraio, con le aperture straordinarie degli uffici anagrafici dei municipi V, VIII, XI e XV (sabato 14 febbraio) mentre gli ex Punti Informativi Turistici di piazza delle Cinque Lune, piazza Sonnino, piazza Santa Maria Maggiore insieme al punto di rilascio di Via Petroselli 52, saranno attivi sia nella giornata di sabato 14 febbraio che in quella di domenica 15 febbraio.
Per poter richiedere la Carta di identità in occasione degli Open Day è sempre obbligatorio l’appuntamento, prenotabile a partire dalle ore 9 di venerdì 13 febbraio fino a esaurimento disponibilità sul sito Agenda CIE del Ministero dell’Interno (https://www.prenotazionicie.interno.gov.it/). Per espletare la richiesta bisognerà presentarsi muniti di prenotazione, di fototessera, di una carta di pagamento elettronico e del vecchio documento.
Nel municipio V, la sede di via Torre Annunziata 1 sarà aperta sabato 14 febbraio dalle ore 8.00 alle ore 15.00; nel municipio VIII, la sede di via Benedetto Croce 50 sarà aperta sabato14 febbraio dalle 8.30 alle 15.30; nel municipio XI, la sede di via Portuense 579, sarà aperta sabato 14 febbraio dalle ore 8.00 alle 14.00. Infine, nel municipio XV, la sede di Piazza Saxa Rubra 19 – Prima Porta – sarà aperta sabato 14 febbraio dalle 8.30 alle ore 16.
Per quanto riguarda invece gli sportelli di piazza delle Cinque Lune, piazza Sonnino, piazza Santa Maria Maggiore e via Petroselli 52, saranno aperti sabato 14 dalle 8.30 alle 16.30 e domenica 15 dalle 8.30 alle 12.30.



