
(Adnkronos) - Una scossa di terremoto di magnitudo 3.3 si è verificata dopo la mezzanotte in provincia di Udine. L'Ingv ha riferito che l'epicentro è stato localizzato tra i comuni di Gemona del Friuli e Amaro. La scossa è avvenuta a 13 km di profondità. Non risultano feriti e neanche danni.
Tuttavia, il sisma è stato avvertito dalla popolazione, con numerosi utenti che hanno raccontato sulle piattaforme social la paura di quei momenti. Molti parlano di un boato sentito poco prima della scossa. Le segnalazioni sono arrivate in particolare da Tarcento, Venzone, Taipana, Moggio Udinese, Resiutta, Pagnacco e Paularo.

(Adnkronos) - Eclissi di Luna del 28 agosto 2026, a che ora vederla e dove vederla in Italia? L'appuntamento è all'alba, quando la Luna entrerà nell'ombra della Terra e il suo disco sarà oscurato per oltre il 90%. Il momento del massimo è previsto alle 6:12-6:13, ma dall'Italia sarà meglio iniziare a osservare il fenomeno prima, perché la Luna sarà molto bassa sull'orizzonte e il cielo inizierà a schiarirsi. Ecco gli orari, le località più favorevoli, la mappa interattiva e i consigli dell'esperto per non perdere l'eclissi.
La fase parziale dell'eclissi inizierà in tutta Italia intorno alle 4:34 del 28 agosto. Il massimo è atteso alle 6:12-6:13, ma sarà proprio questa la fase più difficile da osservare: a quell'ora la Luna sarà molto bassa sull'orizzonte e il cielo sarà già illuminato dalle prime luci dell'alba.
"La massima copertura dell'eclissi sarà alle 06:13, ma in gran parte d'Italia il cielo a quell'ora è già troppo chiaro: conviene osservarla un po' prima", spiega all'Adnkronos Alessio Zanol, divulgatore scientifico e autore di una mappa interattiva dedicata all'osservazione dell'eclissi.
La conclusione, nelle condizioni ideali, è prevista intorno alle 6:30, con variazioni di alcuni minuti a seconda della località. Dall'Italia, però, non sarà possibile seguire tutte le fasi perché la Luna tramonterà mentre l'eclissi è ancora in corso.
Per capire qual è il momento migliore per vedere l'eclissi lunare del 28 agosto è disponibile una mappa interattiva realizzata da Zanol. Lo strumento permette di individuare la finestra di osservazione in base alla propria località, tenendo conto anche dell'alba e dell'altezza della Luna sull'orizzonte.
Gli orari cambiano infatti sensibilmente da una zona all'altra d'Italia. A Lecce il cielo inizierà a rischiararsi già intorno alle 5:40, mentre a Roma il fenomeno sarà osservabile fino a poco prima delle 6. A Milano il cielo inizierà a schiarire intorno alle 6:10 e a Torino verso le 6:15.
L'esperto consiglia quindi di non aspettare il momento del massimo per uscire: conviene prepararsi e iniziare a osservare la Luna prima delle 6.
L'eclissi sarà visibile da tutta Italia, ma le condizioni saranno generalmente più favorevoli nelle località del Centro-Sud, dove la Luna resterà sopra l'orizzonte più a lungo.
Il fattore decisivo sarà comunque la presenza di un orizzonte libero verso Ovest e Sud-Ovest. La Luna sarà infatti molto bassa e potrebbe essere nascosta da montagne, alberi o palazzi.
"Nelle valli strette o con rilievi vicini si potrebbero avere problemi", spiega Zanol. Anche nelle città sarà quindi importante scegliere con anticipo un punto dal quale avere una visuale aperta.
A Roma, per esempio, alcune zone possono risultare sfavorevoli a causa dei rilievi. L'esperto cita Villa Madama e alcune aree di via dello Stadio Olimpico come luoghi nei quali la visuale può essere ostacolata da Monte Mario.
Durante l'eclissi la Luna potrebbe assumere una colorazione rossastra, ma l'effetto sarà meno evidente rispetto a quello di un'eclissi lunare totale.
"Se ci sarà, l'effetto luna rossa comunque sarà modesto perché l'eclissi non sarà totale", spiega Zanol. Il colore dipenderà anche dalla quantità di polveri presenti nell'atmosfera e dalla luce solare che, attraversando l'atmosfera terrestre, raggiungerà la superficie lunare.
4:34 circa: inizio della fase parziale dell'eclissi.
6:12-6:13: massimo dell'eclissi, con oltre il 90% del disco lunare oscurato.
Dopo le 6: la Luna sarà sempre più bassa sull'orizzonte e l'osservazione diventerà più difficile.
Intorno alle 6:30: l'eclissi terminerà in condizioni ideali, ma dall'Italia la Luna sarà già tramontata in alcune località.
No. A differenza dell'eclissi solare, l'eclissi lunare può essere osservata a occhio nudo senza rischi per la vista.
"Per l'eclissi lunare non c'è alcun rischio per la vista", spiega all'Adnkronos Salute Domenico Schiano, oculista, ricercatore Unicamillus e responsabile del Segmento Anteriore dell'Irccs-Fondazione Bietti.
Durante un'eclissi lunare, infatti, la Terra si trova tra il Sole e la Luna e proietta la propria ombra sul satellite. Non è quindi necessario utilizzare gli appositi occhiali richiesti per osservare direttamente il Sole durante un'eclissi solare.
Per godersi meglio lo spettacolo può essere utile un binocolo o un piccolo telescopio, che permettono di distinguere più facilmente i dettagli della superficie lunare e il bordo dell'ombra terrestre.

(Adnkronos) - Continua il botta e risposta tra Iran e Usa in attesa di sviluppi sul fronte diplomatico. Nelle ultime ore il segretario alla Difesa americano Pete Hegseth ha fatto sapere che Washington non esclude nuove azioni militari contro Teheran dopo le nuove pesanti sanzioni decise in settimana con l'obiettivo di aumentare il suo isolamento economico. "La pressione economica, lo sappiamo, è ciò che in questo momento li colpisce maggiormente, ma non escludiamo in alcun modo il ricorso ad attacchi militari in qualsiasi punto dello Stretto di Hormuz", ha dichiarato Hegseth in un'intervista all'emittente americana Newsmax.
L'aver spostato la guerra sul piano economico da parte degli Usa sarebbe dovuto a una riduzione delle proprie scorte di armi strategiche durante il recente conflitto. Almeno è questa la lettura di Hossein Mohebbi, portavoce dei Guardiani della Rivoluzione iraniani (Irgc), citato dall'agenzia ufficiale Irna. "Gli Stati Uniti hanno subito una carenza di armi strategiche in seguito alla recente guerra contro l'Iran e per ricostituire alcune delle scorte esaurite potrebbero essere necessari anni", ha dichiarato Mohebbi ai giornalisti a Isfahan.
"Washington si aspettava che con il passare del tempo le scorte di missili dell'Iran si esaurissero, ma le operazioni missilistiche iraniane sono proseguite - ha aggiunto il portavoce - la riduzione delle scorte americane di armi strategiche è stata una delle ragioni che hanno spinto Washington a ritirarsi".
Sulla questione è intervenuto anche il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, che ha chiesto alle Nazioni Unite di condannare l'Operazione "Economic Outcast" avviata dagli Stati Uniti, definendola una campagna di "terrorismo economico" contro l'Iran. In una lettera inviata al segretario generale dell'Onu Antonio Guterres, al presidente del Consiglio di Sicurezza e agli Stati membri, Araghchi ha affermato che "l'obiettivo dichiarato di questa cosiddetta 'operazione' è porre fine alle legittime relazioni economiche con l'Iran, attraverso la minaccia di sanzioni secondarie e dell'esclusione dal sistema finanziario statunitense".
Secondo il ministro, Washington starebbe cercando di estendere le proprie leggi e i propri obiettivi di politica estera oltre la propria giurisdizione, costringendo Stati sovrani a modificare i loro legittimi rapporti commerciali.
"Il Consiglio di Sicurezza e tutti i membri delle Nazioni Unite si trovano ora davanti a un momento decisivo", ha scritto Araghchi, sostenendo che la scelta sia tra difendere "l'uguaglianza sovrana, la non ingerenza e i diritti sovrani degli Stati" oppure "sottomettersi all'unilateralismo e alle prepotenze di uno Stato canaglia". Teheran ha inoltre chiesto a Guterres di valutare e riferire sulle conseguenze umanitarie e sui diritti umani delle misure americane, in particolare sull'accesso a cibo, medicinali, assistenza sanitaria, energia, trasporti e aiuti umanitari. L'Iran, ha concluso Araghchi, si riserva il diritto di percorrere "tutte le strade disponibili" per ottenere l'accertamento delle responsabilità, un risarcimento e una riparazione per i danni provocati dalla campagna statunitense.

(Adnkronos) - È di almeno 165 morti e oltre 1.300 dispersi il bilancio delle devastanti inondazioni che hanno colpito la zona di confine tra Nepal e Cina. Il numero delle vittime potrebbe tuttavia aumentare, mentre proseguono le ricerche delle centinaia di persone di cui non si hanno ancora notizie.
Secondo l'agenzia nepalese per la gestione delle emergenze, tra le 823 persone irreperibili in Nepal figurano 579 turisti, dei quali 393 stranieri. Sul versante cinese, le autorità hanno invece segnalato 558 persone disperse.
Particolarmente preoccupante la situazione dei turisti presenti nella regione, attraversata da uno degli itinerari più frequentati per raggiungere il Monte Kailash, in Tibet, meta di pellegrinaggio per induisti, buddisti, giainisti e fedeli della tradizione Bon.
Secondo quanto riportato dall'agenzia AP, oltre 300 cittadini stranieri risultano dispersi, tra cui almeno 47 statunitensi.
Un gruppo di 47 persone, compresi due bambini, era composto da 15 australiani, 10 canadesi, 9 nepalesi, 8 americani, 2 britannici, 2 cittadini di Singapore e una persona con doppia cittadinanza russa e statunitense, ha dichiarato Sanket Pandey, direttore generale di Himalayan Glacier.
A provocare la devastazione sarebbe stata una violenta frana, che ha ostruito il corso del fiume Bhote Koshi, causando un'enorme massa d'acqua che si è riversata a valle, dalla Cina verso il Nepal.
La ricostruzione dell'USGS contribuisce a chiarire la dinamica della tragedia. L'agenzia ha precisato che l'attività sismica inizialmente segnalata come terremoto "era in realtà il crollo di una massa glaciale" seguito da una colata detritica capace di riversarsi violentemente verso valle.
La massa d'acqua e detriti ha quindi travolto le aree lungo il corso del fiume Bhote Koshi, provocando devastanti inondazioni e distruggendo infrastrutture e villaggi nella regione di confine tra Nepal e Cina.
Le immagini diffuse sui social media mostrano la violenza dell'evento: un enorme torrente d'acqua travolge la zona di confine tra Nepal e Cina e sommerge interi villaggi. Una colata di fango ha inoltre investito il valico di Gyirong, in territorio cinese.
Le operazioni di soccorso e ricerca continuano, ma l'elevato numero di dispersi fa temere che il bilancio delle vittime possa aggravarsi.

(Adnkronos) - L'artista giapponese d'avanguardia Yayoi Kusama, nota come la "Regina dei Pois", è morta all'età di 97 anni. Lo annuncia la sua casa editrice in un comunicato. "Nel corso di una vita straordinaria interamente dedicata alla creazione artistica, Yayoi Kusama ha condotto una carriera acclamata a livello mondiale come artista d'avanguardia pionieristica, la cui pratica creativa ha spaziato tra arti visive, performance, narrativa e poesia", si legge nella nota.
L'artista, nata nel 1929, era famosa in tutto il mondo per i suoi motivi a pois e le sue installazioni immersive. Immediatamente riconoscibile per la sua parrucca rosso acceso e gli audaci abiti a pois, traeva ispirazione dalle allucinazioni che sperimentava fin dall'infanzia. Figura tanto singolare quanto popolare, ha trasformato questo universo mentale in una prolifica produzione artistica che spazia tra pittura, scultura, performance, letteratura e poesia.
Nel 2014, The Art Newspaper ha nominato Kusama l'artista più popolare al mondo. Era anche una delle più quotate, con uno dei suoi dipinti raffiguranti una "rete infinita" venduto all'asta nel 2019 per quasi 8 milioni di dollari. Ma fama e fortuna non intaccarono la sua straordinaria originalità, che una volta attribuì alla "serenità dell'anima" che deriva dal trascorrere del tempo in solitudine. "Il pensiero creativo nasce dalla solitudine... stando da sola di fronte all'arte, sono riuscita a forgiare il mio percorso", ha affermato Kusama. Negli ultimi anni della sua vita ha pubblicato diversi romanzi, mentre le sue mostre continuavano ad attirare folle immense. "Il mio desiderio, dopo la mia morte, è che un futuro eternamente luminoso, la bellezza dell'amore umano e la mia anima vengano tramandati", ha dichiarato Kusama ai giornalisti nel 2017.
"Porteremo avanti l'eredità di Yayoi Kusama e, attraverso l'arte, continueremo a infondere speranza e forza per il futuro alle persone di tutto il mondo", aggiunge il comunicato della sua casa editrice.

(Adnkronos) - La Vuelta di Spagna 2026 prosegue con la sesta tappa oggi, giovedì 27 agosto, che porterà il gruppo da Alcossebre a Castelló lungo un percorso di 177,5 chilometri e oltre 3mila metri di dislivello. Una frazione che, almeno sulla carta, potrebbe prestarsi a una fuga da lontano. Molto dipenderà dalle intenzioni di Tadej Pogacar, maglia rossa e dunque leader della corsa. Se deciderà di muoversi ancora nel finale, il fuoriclasse sloveno potrebbe fare di nuovo la differenza e aumentare ancora il margine sugli inseguitori. Ecco orario, percorso e dove vedere la sesta tappa della Vuelta.
Il percorso della sesta tappa di oggi si preannuncia impegnativo, con quattro Gpm distribuiti lungo i 177,5 chilometri di gara. Il primo ostacolo sarà il Puerto de La Serratella, una salita di seconda categoria affrontata al chilometro 40,6, seguito dal Coll de la Bandereta, Gpm di terza categoria al km 66,3. La parte centrale della frazione proporrà invece l’Alto del Desierto de las Palmas, seconda categoria situata al chilometro 129. La vera difficoltà del finale sarà il Puerto El Bartolo: a poco più di 20 chilometri dall’arrivo, i corridori dovranno affrontare una salita di prima categoria lunga 9,4 chilometri, con una pendenza media del 7,1% e rampe che raggiungono il 14%.
La diretta integrale della Vuelta di Spagna è su Eurosport 1 e in streaming su discovery+ e HBO Max, oltre che sui pacchetti che includono i canali Eurosport (Dazn, Timvision e Prime Video Channels). La tappa partirà alle 13:34 per finire intorno alle 17.20.

(Adnkronos) - Pronti, via. Oggi, giovedì 27 agosto, prende forma la nuova edizione della Champions League con il sorteggio di Monaco. La massima competizione europea per club ripartirà con 36 squadre, tutte a caccia della finalissima del 5 giugno 2027 allo stadio Metropolitano di Madrid. Italia allo start con quattro squadre: Inter, Napoli, Roma e Como (alla prima storica partecipazione) aspettano di conoscere il loro destino nella fase campionato. Ecco orario e dove vedere la cerimonia in tv e streaming.
Il sorteggio della fase campionato della Champions League 2026/27 si terrà oggi, giovedì 27 agosto, alle 18, nella cornice del Grimaldi Forum di Monaco. Le squadre qualificate sono state inserite in quattro fasce, sulla base del ranking Uefa. Ogni formazione affronterà due avversarie per ciascuna fascia, disputando otto incontri nella fase campionato.
Ecco la suddivisione delle squadre nelle quattro fasce per il sorteggio:
Prima fascia: Bayern Monaco, Real Madrid, Psg, Liverpool, Inter, Manchester City, Arsenal, Barcellona, Atletico Madrid.
Seconda fascia: Borussia Dortmund, Roma, Sporting Lisbona, Aston Villa, Porto, Manchester United, Bruges, Betis Siviglia, Psv.
Terza fascia: Feyenoord, Lille, Napoli, Lipsia, Villarreal, Shakhtar Donetsk, Galatasaray, Bodo/Glimt.
Quarta fascia: Slavia Praga, Stoccarda, Como, Lens, Sabah Futbol Klubu, Lask.
Il sorteggio della Champions League 2026-27 verrà trasmesso in diretta su Sky Sport e Tv8 (in chiaro), ma anche in streaming su Sky Go, Now, Tv8.it e sul sito ufficiale Uefa.

(Adnkronos) - Meno di un quarto d’ora di riunione e la misura "tampone" sui carburanti è servita. All’indomani del vertice di maggioranza presieduto da Giorgia Meloni, il Consiglio dei ministri vara il nuovo decreto sulle accise, prorogando fino al 5 settembre lo sconto sul gasolio già in vigore, mentre in alcune zone d’Italia il prezzo alla pompa ha raggiunto la vertiginosa soglia dei 3 euro al litro. Un salasso per le tasche degli italiani a cui il governo prova a porre rimedio con un provvedimento ponte, in attesa di una misura strutturale e "sostanziosa", per usare le parole di Matteo Salvini, calibrata sulle fasce di reddito. A finanziare la proroga, un meccanismo di anticipo dell’acconto delle tasse sui dividendi dei grandi gruppi energetici. Esteso per lo stesso periodo anche il credito d’imposta riconosciuto in favore delle imprese di autotrasporto. Il costo complessivo dell’intervento è stimato in circa 130 milioni di euro.
Ma proprio sull'entità delle risorse si riaccende lo scontro politico. Le opposizioni attaccano il governo. Giuseppe Conte liquida il provvedimento come uno "sconticino", una "beffa", e punge l'esecutivo sul tema delle spese militari: "Il coraggio torna solo quando si parla di soldi per le armi: a chiedere all'Ue quasi 9 miliardi di prestito Safe ci hanno messo un attimo, senza farsi troppi problemi e in barba alle vere necessità di famiglie e imprese". Critica anche la segretaria del Pd Elly Schlein: "Noi avevamo fatto una proposta organica che partiva dal tassare chi si è arricchito con la crisi per aiutare famiglie e imprese. Ma niente, Giorgia Meloni anche stavolta ha dimostrato scarso coraggio e si è preoccupata più di non scontentare Tajani che della stangata che tutti i giorni subisce chi va a fare rifornimento".
Il riferimento è al nervo scoperto della maggioranza: la tassazione degli extraprofitti, in particolare quelli delle banche, invocata dalla Lega per finanziare una riduzione più consistente delle accise e respinta da Forza Italia. Tajani continua a dirsi "contrarissimo" a una misura che "sa di Unione Sovietica". E così il vicepremier azzurro torna nel mirino del Carroccio.
"Leggo da notizie di stampa che il ministro Tajani è contrario alla tassa sulle banche, proposta dalla Lega per ridurre le accise in modo consistente perché 'sentire la parola tasse mi dà l'orticaria'. Ricordo a Tajani che anche le accise sono imposte, anche se il nome è scritto in modo diverso: la scelta è se le devono pagare i cittadini o un settore che, grazie a quei cittadini, ha fatto duecento miliardi di utili in pochissimi anni. L'alternativa è stracciare il Patto di stabilità della compagna di partito di Tajani, la signora Ursula Von der Leyen e fare più deficit. Anche questo ci va bene", dice il senatore della Lega Claudio Borghi Aquilini. La replica di Forza Italia è altrettanto netta. Interpellato dall'Adnkronos, Raffaele Nevi, portavoce nazionale del partito, invita Borghi a "dormire sonni tranquilli": "Fin quando ci saremo noi, come ha più volte ripetuto il nostro segretario Tajani, non ci saranno mai tasse, su nessuno".
"Le tasse generano sempre problemi e indeboliscono a cittadini, imprese e complessivamente impediscono al Paese di crescere", osserva Nevi. "Certamente noi non accetteremo mai patrimoniali e non tasseremo nessuno seguendo l'esempio spagnolo. Quello è il modello che segue la Schlein". "Noi proponiamo un altro modello che si basa sul dialogo", prosegue l’esponente di Forza Italia. "Dialogando in modo costruttivo e mettendo al centro l'interesse nazionale, con chi ha disponibilità si possono ricavare risorse molto più significative rispetto a quelle che si otterrebbero imponendo tasse che, come è già avvenuto durante i governi della sinistra, hanno solo generato fuga di capitali e contenziosi", conclude.
Il dossier, insomma, è soltanto rinviato. Se ne tornerà a discutere a settembre, quando il governo si preparerà a celebrare il record di longevità dell’esecutivo e ad affrontare un autunno che, almeno sul fronte della maggioranza, si annuncia già caldo.

(Adnkronos) - In passato la chiamavano anche 'febbre palustre', perché si pensava fosse legata all'aria cattiva e all'acqua stagnante delle paludi. La malaria è una malattia antica che ancora oggi colpisce secondo le stime internazionali oltre 280 milioni di persone nel mondo, è endemica in 80 Paesi del pianeta e miete 610mila vittime in un anno, 'viaggiando' sulle ali di zanzare femmine infette. E' infatti causata da protozoi parassiti appartenenti al genere Plasmodium che si trasmettono in modo naturale da uomo a uomo mediante la puntura di zanzare vettore appartenenti al genere Anopheles (la trasmissione è possibile anche con eventi accidentali mediante contagio ematico diretto, per trasfusioni o aghi contaminati) e come riporta Epicentro, il portale dell'Istituto superiore di sanità (Iss), nei Paesi endemici rappresenta la malattia trasmessa da vettore più diffusa al mondo.
Nelle aree non endemiche resta la più importante malattia d'importazione, legata principalmente ai viaggi in aree tropicali e all'aumento dei flussi migratori, si legge nel focus.
I riflettori si riaccendono in questi giorni sull'infezione per via dell'allerta scattata all'aeroporto di Francoforte, uno dei maggiori in Europa, dove due persone sono morte e altre quattro risultano positive alla malattia, ma l'attenzione su questa infezione è costantemente alta per via dell'impatto che ha in particolare in alcune aree del mondo: la Regione africana dell'Oms (Organizzazione mondiale della sanità) conta il 94% dei casi e il 95% dei decessi globali, e i bambini under 5 rappresentano circa il 75% delle vittime nella regione. Secondo l'ultimo report globale del 2025, solo 5 Paesi contribuiscono per quasi la metà di tutti i casi di malattia registrati (Nigeria, Repubblica Democratica del Congo, Uganda ed Etiopia). E in particolare la Niguaria ha riportato il 38,6% dei decessi globali per malaria nei bambini di età inferiore a 5 anni.
Se l'incidenza globale dell'infezione dal 2000 al 2015 aveva mostrato un'evidente riduzione, passando rispettivamente da 79,4 a 59 casi per 1000 abitanti in aree a rischio, dal 2015 si osserva un'inversione di tendenza - si legge su Epicentro - con un aumento complessivo di circa l'8,5% fino al 2024. Inoltre, nel 2024 si registra un incremento dell'incidenza del 2% rispetto al 2023, passando da 62,7 a 64 casi per 1000 abitanti in aree a rischio.
I sintomi della malattia possono essere lievi o potenzialmente letali. Si va da febbre, brividi e mal di testa a manifestazioni più gravi che comprendono affaticamento, confusione, convulsioni e difficoltà respiratorie. I neonati, bambini di età inferiore a 5 anni, le donne e ragazze in gravidanza, i viaggiatori e le persone affette da Hiv o Aids, segnala l'Oms, sono a maggior rischio di infezione grave.
La malaria si può prevenire evitando le punture di zanzara e con i farmaci. Prima di recarsi in zone in cui è diffusa, è consigliabile consultare un medico per valutare l'opportunità di assumere farmaci come la chemioprofilassi. E i trattamenti attualmente disponibili possono impedire che i casi lievi peggiorino.
Se non trattata, la malaria da Plasmodium falciparum può progredire in forma grave e portare alla morte entro 24 ore.
Esistono 5 specie di parassiti del genere Plasmodium che causano la malaria nell'uomo e 2 di queste specie - P. falciparum e P. vivax - rappresentano la minaccia maggiore. Il P. falciparum è il parassita della malaria più letale e il più diffuso nel continente africano. Il P. vivax è il parassita della malaria dominante nella maggior parte dei Paesi al di fuori dell'Africa subsahariana. Le altre specie di malaria umana sono P. malariae, P. ovale e P. knowlesi.
I sintomi compaiono entro 10-15 giorni dalla puntura di una zanzara infetta e per via di alcuni sintomi non specifici è importante sottoporsi al test precocemente. Il controllo dei vettori è una componente importante delle strategie di controllo ed eliminazione della malaria e si basa su due interventi principali: zanzariere trattate con insetticidi e disinfestazione degli ambienti interni con insetticidi. Sebbene i progressi nella lotta globale contro la malaria siano minacciati dall'emergere di resistenza agli insetticidi tra le zanzare Anopheles, rileva l'Oms, tuttavia le zanzariere di nuova generazione, che offrono una protezione migliore, stanno diventando sempre più diffuse.
Dall'ottobre 2021 l'Oms raccomanda l'uso diffuso del vaccino antimalarico (Rts,s/AS01) tra i bambini che vivono in regioni con trasmissione di malaria da Plasmodium falciparum da moderata ad alta. Nell'ottobre 2023, l'agenzia ha anche raccomandato un secondo vaccino (R21/Matrix-M). Questi prodotti scudo sono ora in fase di introduzione nei programmi di immunizzazione infantile di routine in tutta l'Africa. Si prevede che in Africa possano salvare decine di migliaia di giovani vite ogni anno.
Quanto ai trattamenti, i farmaci più comuni per la malaria sono: terapie di combinazione a base di artemisinina che sono le più efficaci contro la malaria da Plasmodium falciparum, la clorochina raccomandata per l'infezione da parassita P. vivax solo nei luoghi in cui è ancora sensibile a questo farmaco; la primachina che va aggiunta al trattamento principale per prevenire le recidive di infezione da parassiti P. vivax e P. ovale. La maggior parte dei farmaci utilizzati è in forma di pillola.
E l'Oms nel 2022, ha sviluppato una strategia per contrastare la resistenza in Africa avviando un monitoraggio che ne consenta l'individuazione precoce e la risposta. Per quanto riguarda i test diagnostici, la maggior parte di quelli rapidi si basa sull'individuazione di una o due proteine specifiche prodotte dal parassita Plasmodium falciparum (HRP2 e HRP3). Tuttavia, i parassiti con mutazioni genetiche che impediscono l'espressione di queste proteine non vengono rilevati. Il rischio di ciò è che i pazienti affetti da malaria potrebbero non essere diagnosticati, consentendo la diffusione di questi parassiti mutati. Nel 2024, questi parassiti mutati sono stati segnalati in 42 Paesi endemici per la malaria.

(Adnkronos) - Le criptovalute per evitare le sanzioni Usa e lo Yuan come sistema alternativo per le transazioni finanziarie. Sono queste alcune delle alternative di Teheran per evitare di ritrovarsi "strangolato" nella morsa degli Stati Uniti che hanno lanciato l'Operazione Economic Outcast per mettere l'Iran sotto pressione sul piano finanziario e cercare di costringere il regime a fare concessioni per porre fine al conflitto in Medio Oriente.
Washington ha avvertito i leader mondiali di interrompere gli affari con l'Iran e ha minacciato di escludere dal sistema finanziario statunitense le aziende che dovessero continuare a farlo. Allo stesso tempo, gli Stati Uniti stanno imponendo un blocco ai porti iraniani, soffocando la principale fonte di finanziamento del regime. Ma basterà? L'Iran, osserva il 'Wall Street Journal', ha trascorso anni a costruire un complesso sistema di vendita del petrolio e di attività bancarie clandestine nell'ombra, nella speranza che possa sostenere la propria economia e le proprie forze armate abbastanza a lungo da resistere all'offensiva economica. E sono numerosi i modi con cui Teheran cerca di attenuare la pressione statunitense.
Il blocco navale statunitense dei porti iraniani, rileva il quotidiano economico Usa, ha ridotto quasi a zero le esportazioni di petrolio dell'Iran, la sua principale fonte di entrate. Teheran dispone però ancora di milioni di barili di petrolio immagazzinati al largo, principalmente nelle acque antistanti la Malesia. La Cina acquista oltre l'80% delle esportazioni petrolifere iraniane e, sebbene il blocco abbia limitato le consegne, secondo la società di analisi dei dati Kpler Pechino ha importato più di 500.000 barili al giorno finora ad agosto". Queste consegne, osserva il 'Wsj', "si basano su un elaborato sistema di trasferimenti da nave a nave, nel quale petroliere sottoposte a sanzioni trasferiscono il greggio su altre imbarcazioni in acque internazionali al largo della Malesia, per mascherarne l'origine. Le navi trasportano quindi il carico in Cina, dove viene registrato come importazione non iraniana. La società di monitoraggio delle navi Vortexa stima che l'Iran disponga di circa 80 milioni di barili di greggio stoccati su petroliere nelle acque asiatiche, per un valore potenziale di miliardi di dollari di entrate per Teheran".
Anche la valuta cinese offre un'alternativa per le transazioni finanziarie. Le sanzioni statunitensi, sottolinea il 'Wall Street Journal', mirano generalmente a escludere i Paesi colpiti dal sistema finanziario americano, trasformandoli in paria economici e minacciando le aziende che osano commerciare con loro. Tuttavia, le sanzioni diventano meno efficaci se i Paesi avversari cercano di evitare completamente il sistema finanziario statunitense e il dollaro. "L'Iran vende la maggior parte del proprio petrolio alla Cina, inclusi i 6 miliardi di dollari durante la breve tregua con gli Stati Uniti nel corso dell'estate, e queste transazioni vengono sempre più finanziate in yuan cinesi. L'Iran utilizza poi lo yuan per acquistare beni e servizi dalla Cina oppure baratta il petrolio in cambio della realizzazione, da parte di aziende cinesi, di infrastrutture sul territorio iraniano. Queste transazioni sfuggono alla supervisione dei funzionari statunitensi e attenuano l'impatto delle sanzioni americane".
Yuan ma non solo. L'Iran, rileva il quotidiano economico Usa, utilizza anche le criptovalute per evitare il controllo statunitense. "L'ecosistema delle criptovalute iraniano - scrive il 'Wsj' - è cresciuto rapidamente negli ultimi anni, poiché le sanzioni hanno limitato l'accesso del regime alle valute tradizionali come il dollaro statunitense. Secondo alcuni ricercatori, il regime iraniano ha utilizzato miliardi di dollari in criptovalute per effettuare scambi e acquistare armi e materie prime. Anche il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica iraniano ha utilizzato gli exchange di criptovalute per ricevere pagamenti derivanti dalle vendite di petrolio, in particolare dalla Cina. In risposta, Washington ha imposto sanzioni contro exchange di criptovalute iraniani e ha sequestrato oltre 1 miliardo di dollari in valuta digitale proveniente dall'Iran. Ciò ha reso più difficile e costoso per Teheran trasferire denaro attraverso questi canali. Tuttavia, controllare il mercato è complicato perché gran parte del settore non è regolamentata e le transazioni possono essere anonime. Secondo i ricercatori, le piattaforme iraniane di criptovalute sanzionate da Washington rappresentano soltanto i nodi più importanti di una rete molto più ampia".
Anche le società di comodo aiutano l'Iran ad accedere ai dollari. Secondo funzionari occidentali l'Iran ha ancora bisogno di accedere al dollaro statunitense e ad altre valute per acquistare prodotti e armi e trasferire denaro ai propri alleati in Medio Oriente, come Hezbollah e gli Houthi. Teheran, riferisce il 'Wsj', "gestisce una rete di società di comodo in centri finanziari come Hong Kong e Dubai, controllate da operatori di cambio iraniani. Queste società trasferiscono i proventi delle vendite di petrolio e delle altre esportazioni iraniane in valute come dollari, euro e dirham degli Emirati Arabi Uniti. Il Dipartimento del Tesoro statunitense ha utilizzato le sanzioni per colpire duramente aziende e individui coinvolti in questo sistema. Ma si tratta di una sorta di gioco del 'gatto e del topo': quando Washington sanziona una società di copertura, Teheran ne crea semplicemente un'altra. Inoltre, molte giurisdizioni si sono dimostrate riluttanti a contrastare la rete iraniana".
Il sistema clandestino dell'Iran, inoltre, osserva il quotidiano, consente a Teheran di acquistare materiali utilizzati per produrre droni, missili balistici e altre armi, principalmente da aziende cinesi che talvolta non sono a conoscenza dell'acquirente finale. Anche quando le aziende cinesi sanno che i materiali sono destinati all'Iran, spesso sono troppo piccole per preoccuparsi delle sanzioni statunitensi oppure sono già scollegate dal sistema finanziario globale. Per esempio, il drone d'attacco iraniano Shahed, che contiene componenti cinesi, ha rappresentato una minaccia per gli alleati degli Stati Uniti e ha contribuito a erodere il vantaggio militare americano.

(Adnkronos) - Una nuova ondata di calore estremo colpisce l'Italia, soffocando il Centro-Sud. Se oggi, giovedì 27 agosto, sono due le città in allerta massima per afa, domani i capoluoghi con bollino rosso saliranno a nove. E' questo quanto fotografa il bollettino del ministero della Salute, che monitora 27 capoluoghi di provincia.
Per la giornata di oggi, la massima allerta (la numero 3, la più elevata che prevede rischi anche per la popolazione non fragile) con bollino rosso riguarda quindi due capoluoghi: si tratta di Campobasso e Palermo. Allerta arancione, invece, in ben 11 città: Ancona, Bari, Cagliari, Catania, Firenze, Latina, Messina, Perugia, Reggio Calabria, Rieti e Roma. Bollino giallo quindi a Bologna, Bolzano, Brescia, Civitavecchia, Frosinone, Napoli, Pescara, Verona e Viterbo. Restano in verde Genova, Milano, Torino, Trieste e Venezia.
Ma il caldo guadagnerà terreno soprattutto domani, venerdì 28 agosto, quando le città in allerta rossa saranno ben 9 sulle 27 monitorate. Si tratta di Bari, Cagliari, Campobasso, Catania, Latina, Messina, Palermo, Reggio Calabria e Roma.
Bollino arancione per Ancona, Bologna, Civitavecchia, Firenze, Frosinone, Perugia, Pescara, Rieti, Viterbo. In giallo saranno invece Bolzano, Brescia, Genova, Napoli, Venezia, Verona. Dall'ondata di calore saranno quindi escluse, con bollino verde, solo Torino, Trieste e Milano.

(Adnkronos) - "Non ce la faccio, è un cucciolo...". Momenti di tensione a Top Chef VIP 5, show tv culinario che coinvolge 20 celebrità in Messico e mette in palio un premio di 200mila dollari. Protagonista del caso che ha scosso i telespettatori di Telemundo è stata l'attrice Nailea Norvind. La concorrente è stata invitata dalla conduttrice a scoprire l''ingrediente segreto' che avrebbe dovuto cucinare. Norvind ha alzato la scatola che nascondeva il piatto e ha iniziato a piangere: "E' un cucciolo...", ha detto guardando il porcellino d'India posato su un vassoio.
"È la cosa peggiore che potesse capitarmi", ha ripetuto mentre gli altri concorrenti, visibilmente turbati, hanno provato a confortarla. Il porcellino d'India è un ingrediente utilizzato in paesi latinoamericani come Colombia e Ecuador, mentre è meno utilizzato in Messico. La sfida ha messo alla prova anche un'altra partecipante: Athenea Perez ha trovato davanti alla sua postazione una testa di maiale da cucinare. La concorrente si è rifiutata di toccarla, creando un altro momento di tensione nello show.

(Adnkronos) - "Io non sto con Ranucci". Vauro, con un post su Instagram, si esprime così in relazione alla vicenda che coinvolge Sigfrido Ranucci. Il giornalista è stato vittima di un attentato e nell'ambito dell'inchiesta i magistrati ritengono che il mandante sia l'ex faccendiere Valter Lavitola, amico del conduttore di Report. La Rai a breve dovrebbe formalizzare la decisione relativa al futuro professionale di Ranucci, che pare destinato a lasciare il programma di Rai3. "Giusto per chiarire. In questa vicenda tra il grottesco e lo squallido che evidenzia i livelli di mediocrità desolanti nei quali sono sprofondate trasversalmente sia la politica che l’informazione nel nostro paese io non sto con Ranucci perché, al di là di ogni questione giudiziaria, consapevolmente o meno, si è fatto partecipe del teatro delle vanità che ha sostituito il giornalismo da tempo", scrive Bauro prendendo le distanze dal giornalista e dal contesto che lo circonda.
"Non sto con Ranucci, non sto con chi lo attacca per biechi motivi di bassa politica non sto con chi ne fa un martire (lui stesso per primo) per ottuso schieramento", sottolinea Vauro. "Allora dove sto? Sto da un’altra parte. Questo è sicuro", chiosa il vignettista.

(Adnkronos) - Fabio Canino annuncia sui social la decisione di lasciare il programma di Milly Carlucci, in onda su Rai1. "Era nell’aria. In realtà è un anno che ci penso: lascio la giuria del mio amato 'Ballando con le stelle'. Dopo 17 anni di onorato servizio ci sta. Ma è sempre una parte di me, quindi non è stato facile: ogni esperienza - spiega -, anche la più bella, prima o poi deve finire. È il momento di fare altre cose. Bisogna avere il coraggio di lasciare la strada maestra e tentare percorsi nuovi, anche quando non sai cosa succederà".
Quest’estate, dice Canino nel video, "sono successe talmente tante cose belle che magari qualcuna potrebbe portare novità. Per esempio essere diventato cavaliere. Forse il bancone di Ballando non mi basta più? Forse voglio la tavola rotonda come i cavalieri? Chi lo sa?". Coglie poi l'occasione per lanciare un appello a Mediaset: "Anzi, a proposito: essendo stato io il primo a fare il tavolo in televisione, Pier Silvio (Berlusconi, ndr), io sono pronto adesso, se vogliamo", conclude.

(Adnkronos) - Dal Cdm arriva il via libera alla candidatura di Roma per i Mondiali di Atletica. Il Consiglio dei ministri infatti è stato sentito, ai sensi dell’articolo 11-bis, comma 2, del decreto-legge 11 giugno 2024, n. 76, ai fini dell’adozione, da parte del Ministro per lo sport e i giovani Andrea Abodi, del decreto di approvazione della proposta di candidatura della Federazione Italiana di Atletica Leggera a ospitare nella città di Roma i Campionati del Mondo di atletica leggera.

(Adnkronos) - Rupert Grint riprende il suo iconico ruolo di Ron Weasley a quindici anni da 'Harry Potter e i Doni della Morte - Parte 2'. L’attore, protagonista degli otto film della saga 'Harry Potter' dal 2001 al 2011, entra nel cast di 'Harry Potter and the Cursed Child' al Lyric Theatre di Broadway, dove sarà in scena dal 2 febbraio al 30 maggio 2027. Interpreterà una versione adulta di Ron nella storia che segue la nuova generazione di studenti di Hogwarts.
"Ron Weasley fa parte di me da quando avevo undici anni e non vedo l’ora di rincontrarlo in questa fase della vita", ha dichiarato Grint in una nota. "C’è qualcosa di speciale nel tornare nei suoi panni ora che siamo entrambi padri: è al tempo stesso familiare e completamente nuovo. E la gioia di tornare a Broadway, questa volta in un ruolo che ha definito così tanto della mia vita, è davvero emozionante". La scelta di Grint arriva dopo il successo della partecipazione di Tom Felton, che ha interpretato un Draco Malfoy adulto: la sua presenza ha spinto la produzione a prolungare le repliche fino al 3 gennaio e ha contribuito a un incremento del botteghino.
"Rupert non sta semplicemente tornando a un ruolo del passato", hanno commentato in una nota i produttori Sonia Friedman e Colin Callender, "ma sta proseguendo un viaggio iniziato da bambino, portandolo avanti con tutta l’esperienza accumulata negli anni, tra cinema, televisione e apprezzati lavori teatrali a Broadway e nel West End. Il suo ritorno crea un ponte potente tra la storia che il pubblico ha amato e il racconto di famiglia, eredità e passaggio del tempo che 'Harry Potter and the Cursed Child' porta avanti". Le prevendite apriranno il primo settembre.

(Adnkronos) - Il ministero della Cultura fa chiarezza sulle indiscrezioni relative alla presunta approvazione della richiesta di fondi pubblici per la docu‑serie dedicata alla tiktoker napoletana Rita De Crescenzo."In merito alle notizie diffuse da alcuni organi di informazione - si legge in una nota -, il ministero della Cultura precisa che la produzione dell’opera audiovisiva dal titolo 'Svergognata' non ha presentato alcuna domanda di contributo pubblico, tax credit o altra misura di sostegno economico. Il ministero pertanto non ha approvato né riconosciuto o concesso alcun beneficio a favore dell’opera, né tantomeno ha avviato alcun tipo di valutazione al riguardo".
Intanto, ieri, Netflix Italia ha smentito all’Adnkronos le voci circolate sulla presunta lavorazione di una docu‑serie dedicata alla tiktoker napoletana. La voce sul presunto progetto dedicato alla creator - un fenomeno virale sin dai primi video - ha immediatamente acceso i social, tra commenti indignati e minacce di disdetta dell’abbonamento Netflix.
L'influencer campana, già al centro di diverse polemiche negli ultimi anni, è di recente tornata alla ribalta per un nuovo caso, dopo aver acquistato, durante un viaggio a Sharm el‑Sheikh, una scimmietta: animale selvatico la cui detenzione in Italia è vietata. L'episodio ha subito generato critiche social e segnalazioni di animalisti.
"Sapori di lunga vita-Ricette, racconti e segreti dalla Sardegna
della longevità": è il nuovo libro di Roberto Pili, presidente
della Comunità Mondiale della Longevità. Sarà presentato il 28
agosto alle 21 al Festival Pula Letteraria nello scenario del sito
archeologico di Nora.
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(Adnkronos) - Imprevedibile prevedere fenomeni come quelli verificatisi nelle zone al confine tra Nepal e Tibet, colpite da frane e inondazioni e che hanno provocato finora un centinaio di morti. "Si tratta di un evento estremo improvviso la cui prevedibilità è pari quasi allo zero. Mentre nelle Alpi la possibilità che si possa verificare un caso simile è molto limitata, sarebbe comunque di magnitudo molto più bassa. Inoltre i nostri ghiacciai sono decisamente più monitorati rispetto a quelli nepalesi". Daniele Giordan, dirigente di ricerca presso l'Istituto di Geoscienze (Geo) del Consiglio nazionale delle Ricerche, intervistato dall'Adnkronos, fa il punto sulle possibili cause della devastazione in Nepal.
"Quando accadono eventi calamitosi di magnitudo così importante in aree remote non è facile riuscire a risalire immediatamente alle cause. Lo scenario attualmente più accreditato - sottolinea - è che si sia trattato di un 'Glof' (Glacial Lake Outburst Flood), un fenomeno improvviso ed estremamente distruttivo che si verifica attraverso una concomitanza di fattori: a originarlo un evento scatenante che è in grado di coinvolgere in maniera repentina un grosso quantitativo d'acqua creando un'onda di piena con capacità erosive molto importanti e capace di trasportare detriti e blocchi di notevoli dimensioni".
"Secondo le immagini satellitari sembrerebbe che ci sia stato un crollo di una porzione frontale di un ghiacciaio, ovviamente in alta quota. L'ipotesi quindi è che questa valanga di ghiaccio e roccia precipitando abbia incontrato e coinvolto un lago nel fondovalle della zona. Oppure un'altra possibilità è che l'iniziale crollo abbia generato una diga temporanea con accumulo di acqua a monte. Tra deposito di ghiaccio e detriti di roccia, la diga probabilmente non ha retto e ha provocato l'onda di piena", spiega l'esperto (che ha fatto parte del gruppo di lavoro per la definizione del rischio in ambiente glaciale del Dipartimento della Protezione Civile Nazionale) precisando che, tuttavia, "le immagini satellitari in questo momento lasciano propendere più per il primo scenario". Ma "esiste anche un'altra possibilità, ovvero che vi possa essere stato un accumulo di acqua all'interno del ghiacciaio che destabilizzando la parte frontale abbia generato il crollo". Per maggiori dettagli "dobbiamo aspettare che le immagini satellitari, sgombre di nuvole, siano più chiare. Allora potremmo capire meglio".
"A livello alpino sono noti dei 'Glof' nel passato - aggiunge Giordan - e non è assolutamente escluso che non ne avremo nel futuro anche perché gli effetti del cambiamento climatico stanno fortemente impattando sulle masse glaciali e sulla loro stabilità. Detto questo, stiamo parlando, per fortuna, di eventi che potenzialmente sarebbero di magnitudo più ridotta".

(Adnkronos) - Roberto Vannacci vuole 'tassare' le bestemmie? Futuro Nazionale, il partito fondato dall'ex generale della Folgore, ha pubblicato online il suo programma. Nella seconda 'puntata' del documento, disponibile online, c'è un capitolo dedicato ai 'Valori non negoziabili'. A pagina 83, quindi, il riferimento esplicito all'"articolo 724 del Codice penale (bestemmia e manifestazioni oltraggiose verso i defunti)" che "dovrà essere puntualmente applicato, con la verifica da parte delle Forze dell’Ordine e la segnalazione all’autorità giudiziaria". "La mancata sanzione, per assuefazione o buonismo ideologico, delle violazioni del Codice penale in materia morale grave rappresenta un fattore di disgregazione delle virtù e, inoltre, di mancati introiti per le casse dello Stato, il quale potrebbe destinare tali proventi al sociale e ad iniziative utili per lo sviluppo del Paese", si legge nella base ideologica e programmatica di Futuro Nazionale.
Cosa prevede l'articolo 724 del Codice penale? "Chiunque pubblicamente bestemmia, con invettive o parole oltraggiose, contro la Divinità [o i Simboli o le Persone venerati nella religione dello Stato] è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 51 a euro 309. La stessa sanzione si applica a chi compie qualsiasi pubblica manifestazione oltraggiosa verso i defunti". Bestemmiare non è più un reato dal 1999, con la depenalizzazione prevista dal decreto 507. Una bestemmia in pubblico è un illecito amministrativo punito con la sanzione pecuniaria da 51 a 309 euro che può essere comminata anche a chi insulta pubblicamente i defunti: inevitabile pensare alle conseguenze dell'applicazione della norma a Roma...

(Adnkronos) - Prosegue lo screening avviato a Milano dopo il rilevamento di casi di tubercolosi all'Istituto di Medicina legale dell'università Statale del capoluogo lombardo. Le attività sono "in corso sui contatti, anche esterni all'Istituto", fa sapere l'Ats della Città metropolitana di Milano, rispondendo alle domande dell'Adnkronos Salute, e prevedono "l'effettuazione del test cutaneo Mantoux e in caso di positività, un secondo test di conferma su sangue che richiede una tempistica maggiore per avere l'esito".
I casi di malattia confermati risultano ancora oggi essere 8, da quanto ribadito ufficialmente dall'Ats. Ieri l'Associazione liberi specializzandi in Medicina (Als), che ha segnalato l'episodio e annunciato un esposto, citava anche altre 7 persone per le quali sarebbe stata rilevata una positività. Ma servirà ancora tempo per avere un quadro più completo e certo. Si parla - a quanto si apprende - di almeno 2-3 settimane. Perché l'idea è di completare nel giro di 7-10 giorni il primo step (cioè l'effettuazione del test cutaneo Mantoux), compatibilmente con la disponibilità in questi giorni di ferie delle persone da testare, mentre il secondo step - gli esami del sangue - richiederà all'incirca due settimane.
L'Ats ricorda che "la sola positività al test evidenzia solo l'avvenuto contatto con il micobattere. Il soggetto non ha segni di malattia e non è contagioso". E il test positivo "non discrimina tra infezione recente o pregressa o avvenuta attraverso una diversa fonte". In generale, gli esperti si aspettano una quota di positivi che si infetta senza essere ammalata. La valutazione, in ogni caso, viene definita complessa, anche perché l'incubazione della Tbc può essere lunga - fino a settimane o mesi - ed è difficile ricostruire la catena di contagio. Si considerano dunque tutti gli scenari. E si raccoglieranno tutte le informazioni per formulare delle ipotesi.
In parallelo, "sono in corso le indagini per risalire alla possibile fonte di contagio e verificare l'attuazione delle misure di prevenzione, anche attraverso la raccolta e la valutazione di documentazione e l'ispezione del luogo di lavoro", riferisce l'Ats. Nelle scorse ore era filtrata l'ipotesi di un'autopsia eseguita sul corpo di una persona con sospetta tubercolosi come contesto in cui potrebbe essere avvenuta l'esposizione. Ma, da quanto spiega l'Ats, "la sala operatoria non è stata chiusa". Al momento "non sono emersi elementi che richiedono l'adozione di provvedimenti immediati". Non ci sono, secondo gli esperti, gli estremi per una bonifica ambientale massiva, in aggiunta alle procedure di sanificazione che vengono fatte e non risulterebbe evidenza di pericolo immediato.
Il focolaio è emerso dopo che - come ricostruisce l'Ats - nelle ultime settimane erano prevenute segnalazioni di Tbc a carico di operatori dell'Istituto di Medicina legale di Milano. A seguito di questo, sono stati attivati i protocolli di prevenzione e sorveglianza con offerta del test di screening a tutti i soggetti coinvolti. Complessivamente sono stati identificati appunto 8 casi, di cui 4 diagnosticati grazie allo screening. "Tutti i pazienti sono in cura e nessuno è ricoverato", aveva precisato subito l'Ats, chiarendo che, in collaborazione con il centro di riferimento regionale di Villa Marelli dell'Asst Grande ospedale metropolitano Niguarda, continuava l'attività di sorveglianza sanitaria e il monitoraggio della situazione.
Dal canto suo, l'università degli Studi di Milano ha assicurato "la massima attenzione a quanto segnalato da Als" e ha confermato di aver "avviato le opportune verifiche istruttorie per ricostruire quanto accaduto, coinvolgendo le diverse strutture competenti". In tale ambito, ha fatto sapere l'ateneo, "è stato già attivato il raccordo con le autorità sanitarie e di vigilanza per gli approfondimenti interni necessari alla completa ricostruzione del quadro informativo e documentale".
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