
(Adnkronos) - Un articolato sistema di infiltrazione della criminalità organizzata nel tessuto economico toscano, con esponenti collegati al clan camorristico Moccia, è stato smascherato dalla Direzione distrettuale antimafia della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Firenze, nell’ambito dell’operazione denominata 'Contractus'.
L’indagine, avviata nell’aprile 2025, ha portato oggi all’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 11 soggetti di origine campana, ritenuti “gravemente indiziati, a vario titolo, dei reati di estorsione e tentata estorsione aggravate dal metodo mafioso, minaccia a pubblico ufficiale e tentata violenza privata”. Il provvedimento, emesso dal giudice per leindagini preliminari del Tribunale di Firenze su richiesta della Dda diretta dalla procuratrice Rosa Volpe, è stato eseguito dai carabinieri del comando provinciale di Siena con il supporto dei reparti territoriali nelle province di Napoli, Caserta, Prato, Firenze e Udine.
Il giudice ha disposto la custodia cautelare in carcere per sette indagati, mentre per altri quattro sono stati concessi gli arresti domiciliari. Contestualmente sono state effettuate perquisizioni presso i domicili degli indagati e nella sede legale dell’impresa edile coinvolta.
Le investigazioni, condotte con il contributo del nucleo dei carabinieri dell'Ispettorato del Lavoro e della Guardia di Finanza di Siena, hanno fatto emergere “un sistematico e violento tentativo di infiltrazione della criminalità organizzata” nel settore degli appalti, anche in relazione a lavori finanziati con fondi del Pnrr.
Al centro del sistema vi sarebbe la società “P.R. Appalti s.r.l.”, formalmente con sede in Campania ma operativa in numerosi cantieri del Centro Italia. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, l’impresa veniva utilizzata come “paravento legale per attuare un controllo gestionale di altre imprese mediante meccanismi intimidatori”.
Il meccanismo illecito prevedeva l’imposizione unilaterale della rinegoziazione dei contratti: attraverso minacce e violenze, gli imprenditori venivano costretti a trasformare accordi “a corpo” o “a misura” in contratti “ad ore”. Questo consentiva di gonfiare artificiosamente i costi, registrando “la presenza di un numero sproporzionato di operai o ore di lavoro mai effettuate”, così da creare crediti ingiustificati. In caso di rifiuto, gli indagati ricorrevano a “atti intimidatori e minacce fino all’occupazione dei cantieri”.
Particolarmente rilevante, sottolinea la procuratrice Volpe, è “la caratura criminale” dei soggetti coinvolti. Alcuni di essi risultano infatti collegati allo storico clan Moccia di Afragola, organizzazione camorristica egemone nel nord-est della provincia di Napoli. Emblematiche le intercettazioni in cui il principale indagato rivendicava la forza del vincolo associativo: “Se mi arrestano a me... stanno altri mille soldati che rispondono ai miei ordini”, evocando una struttura in grado di garantire continuità all’azione criminale e di imporre “assoluto assoggettamento” alle vittime.
Nel corso delle indagini, l’Arma dei carabinieri, sottolinea la procuratrice Rosa Volpe, ha assicurato “una costante tutela alle vittime”, attraverso il monitoraggio preventivo degli incontri a rischio e interventi di sicurezza per impedire occupazioni dei cantieri e prevenire ritorsioni. Determinante è stata anche la collaborazione dei comandi territoriali dei carabinieri per intercettare gli spostamenti sospetti degli indagati.
La Istituzioni impegnate nell’azione investigativa e giudiziaria culminata negli arresti, spiega sempre Volpe, "invitano tutti gli operatori economici che siano stati vittime di forme di intimidazione e coercizione da parte di coloro che hanno operato sotto lo schermo sociale della società 'P.R. Appalti s.r.l.' o con analoghe metodologie criminali a denunciare con determinazione, unico sistema per superare l’isolamento e il ricatto mafioso, nell’auspicio che possano assumere consapevolezza che la collaborazione con lo Stato rappresenti ineguagliabile strumento per ottenere il ripristino della legalità nel mercato degli appalti e la tutela della libera iniziativa imprenditoriale".

Se hai scelto di non accettare i cookie di profilazione e tracciamento, puoi aderire all’abbonamento "Consentless" a un costo molto accessibile, oppure scegliere un altro abbonamento per accedere ad ANSA.it.
Ti invitiamo a leggere le Condizioni Generali di Servizio, la Cookie Policy e l'Informativa Privacy....

(Adnkronos) - Una lunga scia rosa nel centro della Capitale. Nella mattinata di oggi più di trecento persone hanno trasformato alcune delle strade più suggestive di Roma in un percorso di sport, partecipazione e consapevolezza. È tornata così “Bicinrosa”, la pedalata solidale promossa dalla Breast Unit della Fondazione Policlinico Universitario Campus Bio-Medico, dedicata alla prevenzione del tumore al seno e alla promozione di corretti stili di vita. Arrivata alla sua nona edizione, l’iniziativa ha coinvolto cittadini di tutte le età in un percorso di circa cinque chilometri, dalle Terme di Caracalla al Colosseo, passando lungo i Fori Imperiali. Una mattinata pensata per ribadire, anche attraverso un gesto semplice e condiviso, l’importanza di prendersi cura del proprio corpo e di non rimandare i controlli. All’iniziativa erano presenti, tra gli altri, la Presidente del Municipio I di Roma Capitale Lorenza Bonaccorsi e il Presidente della Commissione Cultura, Spettacolo, Sport e Turismo della Regione Lazio Mario Luciano Crea.
“Bicinrosa rappresenta ormai un appuntamento fisso che ci permette di incontrare i cittadini e informarli su ciò che può fare realmente la differenza”, ha spiegato il Direttore dell’Unità di Chirurgia senologica e responsabile della Breast Unit del Policlinico Campus Bio-Medico Vittorio Altomare. “La diagnosi precoce” – ha continuato il professor Altomare – “rimane lo strumento più efficace per aumentare le possibilità di guarigione, ma anche le scelte quotidiane, dall’alimentazione all’attività motoria, giocano un ruolo determinante”. “Iniziative come Bicinrosa aiutano a sensibilizzare le persone su temi che troppo spesso vengono affrontati solo quando è già necessario intervenire”, ha affermato il medico dell’Unità di Chirurgia senologica del Policlinico Antonella Grasso. “La prevenzione oggi non significa soltanto aumentare la sopravvivenza, ma migliorare la qualità della vita: non solo allungarla, ma allargarla. Parallelamente, la chirurgia senologica si è evoluta verso un approccio sempre più attento non solo alla radicalità oncologica, ma anche agli esiti estetici e funzionali”.
Secondo l’ultimo rapporto dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica, il carcinoma mammario continua a rappresentare la neoplasia più diffusa in Italia, essendo responsabile di circa un terzo di tutti i casi di tumore fra le donne, con circa 53.686 nuove diagnosi stimate nel 2024. Tuttavia, i tassi di sopravvivenza migliorano in modo significativo quando la malattia viene individuata in fase iniziale. Stando ancora ai dati Aiom, in generale la probabilità di superare definitivamente il cancro a 5 anni dalla diagnosi è pari all’88%, ma la percentuale di guarigione passa dal 99% nello stadio I, all’81% nello stadio II, per scendere al 36% nel III e IV. Anche quest’anno, dunque, Bicinrosa ha mostrato come la prevenzione possa diventare un gesto collettivo. Una giornata di sport e responsabilità che testimonia ancora una volta l’impegno del Policlinico Campus Bio-Medico al fianco di tutte le donne e delle loro famiglie.
Il vino come cultura, socialità ed economia attraverso il viaggio
di Vinitaly and the city, il fuori salone del Vinitaly, che si sta
svolgendo in questi giorni a Verona, dove la Regione Sardegna
partecipa per promuovere il valore aggiunto del "modello Sardegna"
tra longevità, territorio incontaminato e vitigni autoctoni
unici.
(Adnkronos) - Renato Zero lo ha fatto di nuovo. Il cantautore romano ha interrotto il suo concerto per scendere in platea e abbracciare un ospite speciale. Tra il pubblico infatti c'era Verdiana Bonaccorti, la figlia di Enrica Bonaccorti, la conduttrice scomparsa esattamente un mese fa, il 12 marzo, all'età di 76 anni.
È successo ieri sera a Bari, in Puglia, in una delle date del suo tour 'L'Ora Zero'. Proprio in questo tour, nella tappa romana dello scoso gennaio, Renato Zero era sceso tra il pubblico per abbracciare la sua Enrica Bonaccorti: un momento che era rimasto nel cuore di molti, in particolare di chi conosceva il periodo complesso, dovuto ai problemi di salute, che la conduttrice stava attraversando.
Con discrezione e chiedendo un po' di silenzio, il cantautore romano si è avvicinato al pubblico e ha iniziato a parlare dell'amore, quello libero e sano. "Proprio domani, un mese fa, si spegneva la mia grande amica Enrica Bonaccorti", ha esordito tra gli applausi e il calore del pubblico.
Zero ha poi raccontato che la conduttrice poco prima di andarsene lo aveva chiamato promettendogli che non lo avrebbe mai lasciato da solo: "Verdiana, sua figlia, è qui", ha aggiunto, invitando la ragazza ad alzarsi per abbracciarla forte, sussurandole "coraggio", come si legge dal labiale. Un momento emozionante suggelato da un piccolo bacio sulle labbra.

(Adnkronos) - Grande impresa di Yeman Crippa in Francia. L'azzurro ha trionfato alla Maratona di Parigi, una delle più grandi al mondo, con quasi 60mila partecipanti al via, siglando il primato personale di 2h05:18. È il primo italiano della storia a conquistare i 42,195 km della capitale francese, una gara che un atleta europeo non vinceva da ben 24 anni (l'ultimo era stato il francese Benoit Zwierzchiewski nel 2002).
"La mia carriera da maratoneta inizia oggi - ha esultato il trentino delle Fiamme Oro all'arrivo - finalmente ho trovato la strada giusta. È stato incredibile, intorno al 33esimo chilometro ho capito che sarebbe stata la mia giornata e quando al 39esimo ho visto che gli avversari facevano fatica, ho deciso di attaccare. Oggi mi sono riscattato dal 25esimo posto di Parigi ai Giochi Olimpici e si apre una pagina tutta nuova, stamattina ho scoperto di avere feeling con la maratona".
Crippa, abbracciato da papà Roberto, da coach Massimo Pegoretti e dal manager Gianni Demadonna subito dopo il traguardo, ha preso la testa della gara quando mancavano circa cinque chilometri, all'interno del parco Bois de Boulogne, polmone verde di Parigi, e poi ha sferrato l'attacco decisivo a un chilometro e mezzo dal termine, in un tratto in pavè in leggera discesa, staccando l'etiope Bayelign Teshager (2h05:23), il keniano Sila Kiptoo (2h05:28) e il gibutiano Mohamed Ismail (2h05:38).
Quella di oggi lungo la Senna e all'ombra della Torre Eiffel era la settima maratona in carriera per Yeman Crippa, che ha debuttato tre anni fa a Milano, dopo una brillante carriera in pista che lo ha portato fino al titolo europeo dei 10.000 metri a Monaco di Baviera nel 2022.

(Adnkronos) - Liberare il vino dalle catene della burocrazia, dei dazi e delle etichette allarmistiche farebbe recuperare 1,6 miliardi di euro alle aziende vitivinicole italiane, liberando risorse per continuare a investire sulla qualità, sull’innovazione, sull’enoturismo e sulla promozione nei mercati internazionali. E’ quanto emerge dall’analisi della Coldiretti diffusa in occasione dell’inaugurazione del Vinitaly. Simbolo della 58a edizione del salone del vino è infatti una grande bottiglia di vino avvolta da catene spezzate che campeggia all’ingresso di Casa Coldiretti e rappresenta la condizione attuale del settore vitivinicolo italiano. "Liberare il vino dalle catene della burocrazia, dei dazi e delle distorsioni che oggi penalizzano il settore non è uno slogan ma una necessità economica concreta. Parliamo di 1,6 miliardi di euro che possono tornare direttamente nelle tasche delle imprese vitivinicole italiane. Per questo oggi più che mai serve fare sindacato per una filiera centrale del Made in Italy" sottolinea il segretario generale della Coldiretti Vincenzo Gesmundo.
“Il vino italiano con un valore complessivo di 14 miliardi di euro resta una delle principali bandiere anche del nostro export agroalimentare, avendo sfiorato nel 2025 gli 8 miliardi di euro, nonostante la difficile situazione internazionale. Le grandi incertezze generate dai dazi di Trump hanno complicato il mercato negli Stati Uniti che sono il primo sbocco di riferimento". Ad affermarlo è il presidente di Coldiretti Ettore Prandini. "È un mercato che non si può perdere e proprio per questo come Coldiretti saremo a New York a giugno per la promozione anche del vino. Oggi il settore sta affrontando una fase di forte pressione, - osserva il presidente - ma emergono anche segnali di recupero e, soprattutto, un potenziale enorme su cui costruire la ripartenza. La strada è chiara: innovazione, qualità e capacità di crescere aumentando il valore medio del vino italiano, salito del 39% nell’ultimo decennio, puntando su identità e distintività. Con il piano straordinario di promozione e il lavoro delle imprese, il vino italiano ha tutte le carte per recuperare terreno e continuare ad essere protagonista sui mercati globali” conclude Prandini.

(Adnkronos) - Max Giusti oggi condurrà su Canale 5 l'ultimo appuntamento di stagione di 'Caduta Libera'. Ma prima, alle 15, per nessun motivo, da grande tifoso e giocatore di tennis, si perderà la finale del Monte Carlo Masters tra Jannik Sinner e Carlo Alcaraz. Ed ha dei consigli per chi, come lui, vuole godersi il Big Match al meglio.
Per l'Adnkronos, Max Giusti ha stilato "le 10 condizioni perfette per vedere Sinner–Alcaraz come si deve".
Ecco di seguito il suo decalogo:
1. "Uno schermo grande “quanto basta”
Non serve un maxischermo da stadio, ma sotto i 55 pollici è un delitto. Il tennis di oggi è fatto di dettagli: rotazioni, traiettorie, micro-espressioni. Vederle è parte del piacere.
2. Volume alto, ma non da bar sport
Il rumore della palla sul rosso di Montecarlo è musica. Il commento deve accompagnare, non coprire. Il giusto mezzo: presenza, non invasione.
3. Zero rumori intorno
Niente lavatrici, niente notifiche, niente “mi senti un attimo?”.
Il match che decide il numero 1 del mondo merita silenzio monastico.
4. Un caffè serio sul tavolino
Non un espresso qualunque: quello buono, da sorseggiare nei cambi campo. È il rituale che scandisce la tensione.
5. Divano comodo, ma non troppo
Serve una seduta che permetta di scattare in piedi nei momenti decisivi. Se sprofondi, perdi metà delle emozioni.
6. Telefono lontano
Il live è sacro. Le clip, i tweet, i meme arriveranno dopo.
Oggi si guarda solo Sinner–Alcaraz.
7. Una compagnia che capisce
Non serve un esperto, basta qualcuno che non chieda: “Ma chi è quello in rosso?”.
Meglio ancora: guardarlo da soli se si è superstiziosi.
8. Snack intelligenti
Qualcosa di croccante, ma non rumoroso.
Patatine sì, ma versate prima in una ciotola.
Niente pacchetti che frusciano nei tie-break.
9. Luci giuste
Ambiente semi-soffuso, come nei cinema di una volta.
La luce deve sparire, lo schermo deve comandare.
10. Una sola regola finale
Qualunque cosa accada, non si cambia posizione se Sinner sta giocando bene. La scaramanzia, oggi, è parte del gioco. E io, i miei riti scaramantici più personali non ve li dico neanche sotto tortura!", conclude Giusti, che da anni possiede anche un circolo sportivo nella capitale, il Play Pisana, dove si pratica il tennis ma non solo (all'interno c'è anche l'apprezzato La Pisanella Restaurant). Per la fine di questa stagione televisiva, Giusti dà appuntamento ai suoi fan il 16 luglio alla Cavea dell'Auditorium Parco della Musica di Roma, dove andrà in scena con lo show "Quaranta e sto".

(Adnkronos) - “Basta, non ce la facciamo piu’ ad inseguire burocrati che nei palazzi di Bruxelles, senza conoscere lanciano idee che noi siamo costretti a scoraggiare e come e’ avvenuto per l’Irlanda a cancellare”. Lo ha detto il ministro dell'Agricoltura Francesco Lollobrigida a Verona, in apertura della 58esima edizione di Vinitaly. “Non esiste criminalizzare le nostre produzioni di qualità difenderemo i nostri prodotti, non perche’ non vogliamo etichette, anzi le vogliamo piu’ informative possibili, noi non vogliamo etichette allarmistiche che condizionano le persone che acquistano e consumano”.

Se hai scelto di non accettare i cookie di profilazione e tracciamento, puoi aderire all’abbonamento "Consentless" a un costo molto accessibile, oppure scegliere un altro abbonamento per accedere ad ANSA.it.
Ti invitiamo a leggere le Condizioni Generali di Servizio, la Cookie Policy e l'Informativa Privacy....

(Adnkronos) - Un giovane di 21 anni, Antonio Basile, è morto questa mattina in un incidente stradale avvenuto nei pressi di Arnesano, in provincia di Lecce. Si tratta del figlio di Dino Basile, consigliere regionale pugliese del gruppo di Fratelli d'Italia. Era a bordo di una Mercedes. La vettura è andata fuori strada e ha sfondato il muretto di una villetta. Sul posto sono intervenuti i carabinieri. Il giovane viaggiava da solo sulla strada provinciale Lecce-Arnesano.
Il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, insieme alla giunta, esprime "il più profondo cordoglio" al consigliere regionale Dino Basile per la tragica scomparsa del figlio. “In questo momento di immenso dolore, che nessuna famiglia dovrebbe mai conoscere, l’intera istituzione regionale si stringe con un abbraccio sincero e commosso a Dino e ai suoi cari, offrendo loro tutto il sostegno e la vicinanza possibili”, scrive Decaro. Questa notte il figlio 21enne del consigliere regionale di Fratelli d'Italia è morto in un incidente stradale avvenuto tra Lecce e Arnesano.
“Siamo sconvolti. Una tragedia immane che lascia senza parole. A 21 anni la vita dovrebbe essere tutta davanti, non spezzarsi così. All’amico e collega Dino e a tutta la famiglia Basile un abbraccio sincero e discreto, nel rispetto di un dolore che nessuna parola può colmare", afferma il capogruppo Paolo Pagliaro a nome del gruppo regionale pugliese di Fratelli d'Italia.

Se hai scelto di non accettare i cookie di profilazione e tracciamento, puoi aderire all’abbonamento "Consentless" a un costo molto accessibile, oppure scegliere un altro abbonamento per accedere ad ANSA.it.
Ti invitiamo a leggere le Condizioni Generali di Servizio, la Cookie Policy e l'Informativa Privacy....

(Adnkronos) - E’ stato arrestato nella tarda serata di ieri il presunto autore dell’omicidio di un 30enne avvenuto nella notte a Induno Olona, a seguito di una violenta rissa scoppiata in strada tra cinque persone, rispettivamente membri di due nuclei familiari. Al termine degli accertamenti condotti dai Carabinieri del Nucleo Investigativo provinciale e dei colleghi della Compagnia di Varese, sotto il diretto coordinamento del Pubblico Ministero della Procura di Varese, si è arrivati ad acquisire concreti e concordanti elementi di responsabilità a carico di un italiano 50enne residente sul territorio. Sarebbe stato lui, secondo gli investigatori, ad aver inferto la coltellata fatale al fianco del 30enne morto durante la rissa. Il 50enne, anche lui ferito, è stato sottoposto a fermo di indiziato di delitto emesso dal Pubblico Ministero incaricato delle indagini, dopo una meticolosa ricostruzione dell’accaduto.
Alla base della violenta rissa vi sarebbe una questione economica, legata ad un debito di poche centinaia di euro. La faccenda aveva portato già nei giorni precedenti a reiterate accese discussioni tra due giovani delle famiglie coinvolte, degenerate nella notte, quando le parti si sono ritrovate faccia a faccia in via Porro di Induno per risolvere la questione. Durante l’incontro gli animi si sono però scaldati, lasciando spazio ad uno scontro fisico nel quale è morto il 30enne. Nel corso del sopralluogo e dei successivi accertamenti sono stati trovati due coltelli, una mazza ferrata e altri oggetti atti ad offendere, alcuni dei quali con evidenti tracce ematiche, che sono stati sequestrati. Nello stesso contesto operativo tutti gli identificati sono stati denunciati a vario titolo per rissa e porto abusivo di armi o oggetti atti a offendere.

(Adnkronos) - Tragico incidente all’alba di oggi, domenica 12 aprile, sulla via Emilia Ovest a Modena: un violento scontro frontale tra un autocarro e un’auto ha provocato tre morti e un ferito grave. L’incidente è avvenuto alle 5.46 di questa mattina e ha richiesto un intervento urgente dei soccorsi, mentre la strada è stata completamente chiusa al traffico.
L'impatto, all'altezza del civico 1700, ha coinvolto un autocarro adibito al trasporto latte e una macchina. Nello scontro frontale, entrambi i veicoli sono usciti di strada terminando la loro corsa in una scarpata. Le squadre di soccorso dei Vigili del Fuoco, intervenute in pochi minuti sul posto, hanno operato con attrezzature idrauliche per estrarre i quattro occupanti intrappolati tra le lamiere della vettura. Nonostante la tempestività dei soccorsi per tre di questi il personale medico non ha potuto far altro che constatare il decesso. Il quarto passeggero, estratto vivo ma in gravi condizioni, è stato affidato ai sanitari del 118 per il trasporto d'urgenza in ospedale. Sul posto anche la Polizia Locale per i rilievi e per la gestione della viabilità. Al momento, la strada risulta completamente chiusa al traffico in entrambi i sensi di marcia per consentire le operazioni di messa in sicurezza dei mezzi e della strada.

(Adnkronos) - E' degenerata in un acceso fuoriprogramma la presentazione del programma elettorale di Mario Adinolfi, candidato sindaco di Prato per il Popolo della Famiglia, tenutasi sabato 11 aprile. La conferenza stampa si era appena conclusa quando, sul marciapiede, Adinolfi ha incrociato Filippo Roma, inviato del programma televisivo 'Le Iene' di Italia 1.
Tra i due sarebbe nata una discussione che è rapidamente degenerata: secondo quanto documentato anche da riprese amatoriali, il candidato sindaco avrebbe afferrato l’inviato per i capelli, chiedendogli ripetutamente: “Era una figurante o no?”. La scena è proseguita per diversi secondi alla presenza di telecamere e smartphone, prima che Adinolfi lasciasse la presa. Il riferimento del candidato sarebbe legato a precedenti servizi televisivi del programma.
L’episodio ha interrotto bruscamente il clima della presentazione, che si era svolta poco prima all’interno di un hotel e durante la quale Adinolfi aveva illustrato le linee programmatiche e la lista del Popolo della Famiglia.
Nel corso dell’incontro, il candidato ha presentato la capolista Maria Verita Boddi, 62 anni, descritta come malata oncologica in cura chemioterapica. Adinolfi ha collegato la sua candidatura a una critica alle politiche regionali su fine vita e assistenza sanitaria, attaccando il Partito Democratico e definendo la propria proposta politica come alternativa “valoriale” e centrata sulla famiglia. Tra le proposte illustrate figurano un sostegno economico alla maternità, contributi per le giovani coppie e interventi su sicurezza e politiche sociali, oltre a progetti di riqualificazione urbana e culturale per la città. Il candidato ha inoltre invitato i sostenitori del Popolo della Famiglia a mobilitarsi in vista delle prossime elezioni comunali, rivolgendo un appello anche all’elettorato cattolico. La giornata elettorale pratese è quindi stata segnata da un finale ad alta tensione, che ha rapidamente fatto il giro dei social.

(Adnkronos) - "Mentre il mondo globale scivola verso la più inquietante, spaventosa, quasi agghiacciante imprevedibilità, la nostra politica di casa si rifugia nella celebrazione della sua più stanca e ovvia prevedibilità. Tutto sembra svolgersi nel rispetto del copione, come se ogni confronto servisse solo a ribadire il già detto senza che mai un guizzo, una sorpresa, una qualche forma di originalità possa far pensare che dietro le parole ci sia stata una riflessione capace di scompaginare le finte certezze del giorno prima e di quello prima ancora.
Certo fa paura l’altalena altrui. E quel fiume in piena di esternazioni e manovre trumpiane che seguono il filo (il)logico della sua abominevole follia comprensibilmente induce le persone con un po’ di sale in zucca a cercare di presidiare quel che resta delle proprie certezze. E dunque si può capire che non appena si accendono i riflettori i vari Meloni, Schlein, Conte e chi più ne ha più ne metta siano portati a evitare di salire anche loro sull’ottovolante dei colpi di fantasia. Non si invoca il situazionismo, certo no. E però si vorrebbero ascoltare discorsi meno scontati di quelli pronunciati nei due confronti parlamentari dei giorni scorsi. Giusto quel tanto che basta a dar l’idea che chi ha redatto quei testi ci ha pensato almeno un po’ e magari non si è affidato ciecamente alla luce dell’intelligenza artificiale.
E invece, senza voler mancare di rispetto né ai relatori né ai loro eventuali e diligenti amanuensi, sembrava che tutto dovesse scorrere lungo binari prestabiliti. Ognuno pronto a issare le proprie bandiere secondo i codici dell’ovvio. Una premier che non spende una parola per guardare in faccia una sconfitta clamorosa e imprevista. E uno stuolo di oppositori che sembrano ancora affacciati sui palchi di qualche giorno prima. Come a dire che la crisi globale che sconvolge il mondo di oggi può solo trovare le sue soluzioni nelle parole d’ordine appena pronunciate -e testardamente ripetute, una in fila all’altra. Quasi che l’inventiva apparisse a questo punto troppo rischiosa per essere sperimentata.
Temo che sarà questo il copione della campagna elettorale. Peccato che essa sia prevista per l’anno prossimo, e che nel frattempo noi si corra il rischio di cantare la stessa canzone, con reciproca monotonia, per un anno e più. Il punto è che una politica ridotta alla infinita ripetizione di se stessa svela nel frattempo tutta la profondità della sua crisi. E non riesce mai a tener dietro al vorticoso agitarsi del mondo appena al di là dei nostri confini.
Questo modo di interpretare se stessi sta diventando ormai una deriva. Comincia dalle dichiarazioni rilasciate ogni sera ai telegiornali, laddove ogni leader e leaderino si esprime con lo stesso gergo, immancabilmente rivolto a promettere e a invocare risorse rivolte “alle imprese e alle famiglie” (formula di rito, ormai). E prosegue a questo punto anche nella solennità delle aule parlamentari, laddove non si sente più il vibrare di una sorpresa, di uno scarto, di una parola inattesa. E’ una vera e propria deriva. Che costringe i protagonisti a radicalizzare sempre più le proprie posizioni, poiché solo la demonizzazione dell’avversario e il trionfalismo di se stessi produce il carburante che serve alla propria campagna. Cristallizzando così il discorso pubblico nelle forme più canoniche e sempre meno convincenti.
Non c’è mai un ripensamento critico di se stessi, un annuncio di copioni meno prevedibili, un piccolo segno che si voglia tentare -almeno tentare- di uscire dai propri schemi, di oltrepassare le proprie trincee. Vorrebbe essere un tentativo di infondere sicurezza ai propri cari sulla forza delle leadership in campo. E invece temo sia solo la conferma che nessuno sente di potersi avventurare oltre le frontiere dell’ovvio. Laddove la politica, celebrando le sue ragioni di parte (solo quelle, o quasi) , si arrende a una realtà globale che sempre più tende a cancellarne ogni traccia di originalità e di coraggio". (di Marco Follini)

(Adnkronos) - La tregua di Pasqua in Ucraina è durata poche ore prima di trasformarsi in un nuovo fronte di accuse incrociate. Secondo Kiev e Mosca, il cessate il fuoco sarebbe stato violato migliaia di volte lungo tutta la linea del fronte di oltre 1.200 km, riaccendendo la tensione nel conflitto.
In particolare l'esercito ucraino ha accusato le forze russe di aver violato 2.299 volte la tregua. Alle 7 del mattino "erano state registrate 2.299 violazioni del cessate il fuoco, ovvero: 28 attacchi nemici, 479 bombardamenti di artiglieria, 747 attacchi con droni d'attacco ('Lancet', 'Molniya') e 1.045 attacchi con droni FPV", ha dichiarato lo Stato Maggiore ucraino in un rapporto pubblicato su Facebook. "Non ci sono stati attacchi missilistici, attacchi con bombe guidate o attacchi con droni tipo Shahed", ha aggiunto.
Da parte sua, l'esercito russo ha accusato le forze ucraine di aver violato 1.971 volte il cessate il fuoco. "Sono state registrate complessivamente 1.971 violazioni del cessate il fuoco da parte di unità delle forze armate ucraine" tra le 16 dell'11 aprile e le 8 del 12 aprile, ha dichiarato il Ministero della Difesa russo, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa TASS.

(Adnkronos) - Un uomo di 47 anni è morto nella notte tra sabato 11 e domenica 12 aprile a Massa, in seguito a un’aggressione avvenuta intorno all’una in piazza Felice Palma, nel centro cittadino e a breve distanza dal Municipio.
Secondo una prima ricostruzione, la vittima sarebbe stata accerchiata da quattro o cinque persone non ancora identificate. Nel corso dell’aggressione l’uomo sarebbe caduto a terra, battendo violentemente la testa. L’impatto avrebbe provocato un arresto cardiaco. Con lui, al momento dei fatti, ci sarebbe stato anche il figlio di 11 anni. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118, che hanno effettuato a lungo le manovre di rianimazione senza esito. L’uomo è deceduto sul luogo dell’aggressione. Presenti anche i carabinieri, che hanno avviato le indagini per chiarire la dinamica e risalire ai responsabili.
L’episodio si inserisce in un contesto di recenti tensioni nel centro cittadino. Circa dieci giorni fa, sempre nelle ore notturne, si era verificata una violenta lite tra gruppi di giovani nella zona tra via Giardini, via Guidoni e via del Tribunale, con lancio di bottiglie e alcuni feriti.

(Adnkronos) - Dopo giorni di alta pressione e un anticipo d’estate su gran parte d’Italia, il tempo cambia improvvisamente. Da oggi, domenica 12 aprile, una profonda area di bassa pressione riapre la strada all’instabilità atmosferica, segnando la fine della fase stabile e l’arrivo di un nuovo peggioramento diffuso.
Federico Brescia, meteorologo de iLMeteo.it, conferma che la genesi di questo peggioramento è dovuta a un vortice in approfondimento tra il Nord Africa e il Mediterraneo occidentale. Questa configurazione attiverà un potente richiamo di correnti di Scirocco, che nella giornata di oggi faranno lievitare ulteriormente le temperature. Si tratterà di un caldo intenso per il periodo ma temporaneo prima del calo, con picchi che tra Toscana e Lazio potrebbero raggiungere i 27-29°C, rendendo la giornata quasi estiva prima dell'arrivo delle piogge.
Con l'inizio della nuova settimana, tra lunedì e martedì, l’instabilità si estenderà al resto del Nord, alla Toscana e localmente al nord del Lazio, coinvolgendo anche la Sardegna e le Marche. Al Sud la situazione sarà decisamente migliore, anche se non mancheranno brevi episodi instabili proprio in apertura di settimana, in un contesto comunque più asciutto rispetto al Settentrione.
Attenzione perchè essendo ormai in pieno contesto primaverile e il calore a disposizione è decisamente più elevato, non sono esclusi episodi temporaleschi e grandinigeni, specie per quanto riguarda la aree interne e i rilievi nelle ore pomeridiane.
Una delle caratteristiche salienti di questo richiamo sciroccale sarà il ritorno del pulviscolo sahariano. Le correnti provenienti direttamente dal deserto trasporteranno ingenti quantità di polvere fin verso le nostre latitudini, rendendo i cieli opachi e dal caratteristico colore giallognolo. Attenzione soprattutto in caso di precipitazioni: il rischio di "piogge sporche" è molto alto, con il pulviscolo che si depositerà al suolo e sulle superfici durante i rovesci.
La ventilazione sarà l'altra grande protagonista dei prossimi giorni. I venti ruoteranno attorno al minimo barico con intensità notevole, soffiando in particolare di Scirocco lungo lo Ionio e l'Adriatico tra domenica e lunedì. Le raffiche potrebbero creare disagi alla navigazione e causare un sensibile aumento del moto ondoso, con mari che risulteranno molto mossi o localmente agitati su tutti i bacini esposti al flusso meridionale.
NEL DETTAGLIO
Domenica 12. Al Nord: peggiora al Nordovest con piogge nel corso del pomeriggio/sera. Al Centro: sole e caldo. Al Sud: poco nuvoloso.
Lunedì 13. Al Nord: piogge diffuse. Al Centro: molte nubi con pioggia su molti settori. Al Sud: variabile ma piuttosto asciutto.
Martedì 14. Al Nord: instabilità sparsa, specie al Nord-Est. Al Centro: piogge in Toscana al mattino, dal pomeriggio temporali sui rilievi. Al Sud: fenomeni tra Campania e Puglia, instabile dal pomeriggio in Sicilia.
Tendenza: migliora al Nord, instabilità ancora prevalente al Centro-Sud.

(Adnkronos) - Gout Gout stupisce ancora. Il 18enne australiano vola nei 200 metri e con il tempo di 19”67 (1,7 metri di vento a favore) stabilisce il nuovo record mondiale Under 20. Gout Gout dà spettacolo ai campionati nazionali, fissando ovviamente il nuovo primato della competizione e anche il nuovo record nazionale. Per dare l’idea della prestazione, Usain Bolt alla stessa età di Gout Gout correva in 19”94.
"Mi sento molto più leggero sapendo di aver corso con limiti di vento regolare e di avere la velocità e il fisico per ottenere tempi del genere", ha dichiarato Gout ai giornalisti dopo la gara. "Quindi mi sento davvero bene e pronto per altro. Ci ho pensato per tutto l'anno, negli ultimi due mesi, sono davvero contento di esserci riuscito. Per tutta la settimana continuavo a ripetermi: 'Correrò in 19.75', e ovviamente con 19.67 … non si può che essere contenti”.

(Adnkronos) - Il Napoli torna in campo in Serie A. Oggi, domenica 12 aprile, gli azzurri sono impegnati in trasferta al Tardini contro il Parma. La squadra di Antonio Conte arriva dal grande successo nel big match di campionato contro il Milan, mentre gli emiliani hanno pareggiato contro la Lazio nell'ultimo turno. Ecco orario, probabili formazioni e dove vedere la partita in tv e streaming.
Ecco le probabili formazioni di Parma-Napoli, in campo oggi alle 18:
Parma (3-5-2) Suzuki; Delprato, Circati, Valenti; Britschgi, Bernabé, Keita, Sorensen, Valeri; Strefezza, Ondrejka. All. Cuesta.
Napoli (3-4-2-1) Milinkovic-Savic; Juan Jesus, Buongiorno, Olivera; Politano, Lobotka, Anguissa, Spinazzola; McTominay, De Bruyne; Hojlund. All. Conte.
Parma-Napoli sarà disponibile su Dazn, ma anche su Sky per gli abbonati con Zona Dazn (canale 214). Partita visibile in streaming sull'app di Dazn.

(Adnkronos) - L'Inter torna in campo in Serie A. Oggi, domenica 12 aprile, i nerazzurri affrontano il Como nel posticipo della 32esima giornata di campionato. La squadra di Chivu arriva dal successo nell'ultimo turno contro la Roma, mentre gli uomini di Fabregas sono reduci dal pareggio contro l'Udinese. Ecco orario, probabili formazioni, dove vederla in tv e streaming.
Ecco le probabili formazioni di Como-Inter, in campo stasera alle 20:45:
Como (4-2-3-1) Butez; Smolcic, Ramon, Kempf, Valle; Da Cunha, Perrone; Diao, Nico Paz, Baturina; Douvikas. All. Fabregas
Inter (3-5-2) Sommer; Akanji, Acerbi, Bastoni; Dumfries, Barella, Calhanoglu, Zielinski, Dimarco; Esposito, Thuram. All. Chivu
Como-Inter sarà disponibile su Dazn, ma anche su Sky per gli abbonati con Zona Dazn (canale 214). Partita visibile in streaming sull'app di Dazn.
Pagina 3 di 216
Sarda News - Notizie in Sardegna
Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità.
Per proporre i tuoi feed o un contenuto originale, scrivici a info@sardanews.it
SASSARI – Mattinata di paura, venerdì 10 aprile, intorno alle 10:50, in Viale
CAGLIARI – Non c’è pace per i bagnanti del litorale cittadino. Un’abile quanto spregiudicata tecnica da "scuola di
Un grave incidente stradale si è verificato questa notte, intorno alle 3, lungo la strada provinciale
I finanzieri del Gruppo Olbia hanno arrestato un 22enne originario della provincia di
ORISTANO – Un assistente tecnico informatico è finito nei guai per aver rubato decine di dispositivi informatici