
(Adnkronos) - Volano stracci nel Belgio dopo la sconfitta ai quarti di finale dei Mondiali 2026 contro la Spagna. Nell'immediato post partita, dopo che le Furie Rosse si sono imposte per 2-1 volando in semifinale, Thibaut Courtois ha attaccato Rudi Garcia, che lo ha sostituito nel corso del secondo tempo a causa di un problema fisico accusato dal portiere del Real Madrid, che però non avrebbe voluto lasciare il campo.
Al suo posto è entrato Senne Lammens, autore della papera che ha consegnato la partita alla squadra di De la Fuente. Una decisione, quella del ct del Belgio, che ha inevitabilmente cambiato la partita ed è stata mal digerita da Courtois: "All'hydration break ho detto al mister che avrei voluto continuare, anche se non potevo correre i 100 metri", ha raccontato il numero 1 del Real nel post partita, "lui però ha risposto che se non ero al 100% mi avrebbe cambiato. Io avrei voluto continuare per almeno altri cinque minuti, vedere come andava. Alla fine però è lui che decide".
Courtois, dopo la delusione iridata, potrebbe lasciare la Nazionale: "Mi piacerebbe prendermi una pausa, la Nations League non è una competizione importante", ha spiegato, "vedremo se la Federazione accetterà, altrimenti questa potrebbe essere stata la mia ultima partita con il Belgio".

(Adnkronos) - Marc Marquez in pole position nel Gran Premio di Germania di MotoGp. Oggi, sabato 11 luglio, il pilota della Ducati ha firmato il miglior tempo in 1919"041 nelle qualifiche sul circuito del Sachsenring, seguito dal fratello della Gresini Alex e dalla VR46 di Fabio Di Giannantonio. Quarta la KTM Tech 3 di Fernandez, quinta la Trackhouse di Ogura.
Sesto Quartararo con la sua Yamaha, settimo Morbidelli con la VR46. Caduta per l'Aprilia di Marco Bezzecchi, scivolato in curva 7 nel corso del Q2, che partirà ottavo davanti al compagno di scuderia e leader del Mondialie Jorge Martin, mentre Bagnaia chiude con l'undicesimo tempo.
1 Marc Marquez (Ducati) 1'19"041
2 Alex Marquez (Ducati Gresini) 1'19"102 +0.061
3 Fabio Di Giannantonio (VR46) 1'19"188 +0.147
4 Raul Fernandez (KTM Tech 3) 1'19"192 +0.151
5 Ai Ogura (Aprilia Trackhouse) 1'19"348 +0.307
6 Fabio Quartararo (Yamaha) 1'19"383 +0.342
7 Franco Morbidelli (VR46) 1'19"532 +0.491
8 Marco Bezzecchi (Aprilia) 1'19"613 +0.572
9 Jorge Martin (Aprilia) 1'19"728 +0.687
10 Pedro Acosta (KTM) 1'19"740 +0.699
11 Francesco Bagnaia (Ducati) 1'19"753 +0.712
12 Jack Miller (Yamaha Pramac) 1'19"781 +0.740

(Adnkronos) - Un tir è precipitato nella notte dalla Strada Statale 7 all’altezza del km 570, vicino allo svincolo Matera Centro. I vigili del fuoco hanno estratto dall'abitacolo il conducente, un cinquantenne di Crispiano in provincia di Taranto, ma per l'uomo non c'è stato nulla da fare. I sanitari del 118 hanno constatato il decesso.
Le operazioni di soccorso e la messa in sicurezza dell’area sono ancora in corso. La circolazione lungo il tratto interessato della SS7 è limitata, con transito consentito su un solo senso di marcia per permettere la rimozione del mezzo. Sul posto le pattuglie della polizia stradale di Matera e Policoro e i carabinieri, impegnati nei rilievi per ricostruire la dinamica dell’incidente.

(Adnkronos) - Da 'Champagne' a 'Roberta': oltre sessant’anni di storia della musica italiana racchiusi in un repertorio che ha saputo unire romanticismo, tradizione napoletana e influenze internazionali. È questo il percorso artistico di Peppino di Capri, protagonista di una lunga carriera segnata da canzoni diventate patrimonio della musica popolare. Brani come 'Champagne', 'Roberta' e 'Un grande amore e niente più' rappresentano ancora oggi alcuni dei momenti più riconoscibili della sua produzione, capaci di mantenere nel tempo una forte popolarità tra generazioni diverse di ascoltatori.
Tra le canzoni più legate al nome di Peppino di Capri c’è senza dubbio 'Champagne', pubblicata nel 1973. Il brano racconta la storia di un incontro tra due persone che si ritrovano dopo la fine di un amore, in un’atmosfera di festa dove il protagonista cerca di nascondere la propria malinconia. La forza della canzone nasce dal contrasto tra l’eleganza della scena descritta e il dolore di un sentimento ormai perduto. La melodia raffinata e l’interpretazione intensa di Peppino di Capri hanno trasformato 'Champagne' in uno dei grandi classici della musica italiana. Ancora oggi il brano continua a essere eseguito in concerti, cerimonie ed eventi, confermando la sua capacità di superare mode e cambiamenti musicali.
Pubblicata nel 1963, 'Roberta' è uno dei primi grandi successi della carriera di Peppino di Capri. Il brano, dedicato alla prima moglie dell’artista, Roberta Stoppa, rappresenta uno degli esempi più conosciuti della sua produzione romantica. La canzone si distingue per una melodia semplice e immediata, accompagnata da un’interpretazione capace di valorizzare il lato più sentimentale del repertorio dell’artista. Nel corso degli anni 'Roberta' è diventata una delle ballate italiane più amate, simbolo di un modo elegante e diretto di raccontare l’amore.
Il 1973 è un anno centrale nella carriera di Peppino di Capri grazie a 'Un grande amore e niente più', brano scritto insieme a Franco Califano e vincitore del Festival di Sanremo. La canzone racconta la fine di una relazione importante e il ricordo di un amore che lascia un segno profondo. La capacità interpretativa dell’artista e la forza emotiva del testo portarono il brano al successo, consacrando definitivamente Peppino di Capri tra i protagonisti della musica italiana. La vittoria al Festival rappresentò uno dei momenti più importanti della sua carriera e contribuì a rafforzare il suo ruolo nel panorama musicale nazionale.
Negli anni Sessanta Peppino di Capri fu tra gli interpreti che contribuirono alla diffusione del twist in Italia. Tra i brani più rappresentativi di quel periodo c’è 'St. Tropez Twist', pubblicato nel 1962. La canzone interpretava il clima di entusiasmo e cambiamento culturale di quegli anni, caratterizzati dall’arrivo di nuovi ritmi e influenze internazionali. Con questo successo, Peppino di Capri dimostrò la capacità di rinnovare il proprio stile, avvicinandosi alle nuove tendenze senza abbandonare la tradizione melodica italiana.
La tradizione napoletana è stata una presenza costante nella carriera di Peppino di Capri. Tra i primi grandi successi figura 'Malatia', pubblicata nel 1958, brano che evidenzia il profondo legame dell’artista con la cultura musicale partenopea. Attraverso la sua interpretazione, Peppino di Capri ha contribuito a valorizzare un patrimonio musicale fatto di passione, nostalgia e intensità emotiva. Dello stesso periodo è 'Nun è peccato', altro brano fondamentale del suo repertorio. La canzone unisce gli elementi della tradizione napoletana con una sensibilità più moderna, anticipando il percorso di contaminazione tra generi che avrebbe caratterizzato tutta la carriera dell’artista. Nel 1985 Peppino di Capri torna protagonista al Festival di Sanremo con 'E mo e mo', una canzone che conferma la sua capacità di rimanere al centro della scena musicale anche dopo molti anni di attività. Il brano mantiene il legame con le radici napoletane dell’artista, accompagnandolo però verso una fase più contemporanea della sua produzione. Il successo ottenuto dimostra la continuità di un percorso artistico capace di adattarsi ai cambiamenti senza perdere riconoscibilità.
(Adnkronos) - Inghilterra e Norvegia si sfidano oggi nei quarti di finale ai Mondiali 2026. In campo, Harry Kane contro Erling Haaland. Online, la sfida è preceduta dal botta e risposta a colpi di video tra le forze armate dei due paesi. Iniziano i norvegesi che si cimentano nel 'row', la vogata dei vichinghi con cui Haaland & co. hanno festeggiato ogni vittoria ottenuta nella World Cup. La risposta inglese è servita: esercito, marina, aeronautica intonano Wonderwall, la canzone degli Oasis che accompagna il percorso della Nazionale dei Tre Leoni ai Mondiali.

(Adnkronos) - Il ricordo di Peppino di Capri attraversa il mondo della musica, della cultura e delle istituzioni. Dopo la scomparsa del cantante, numerosi sono i messaggi di cordoglio arrivati da esponenti dello spettacolo e della politica, che celebrano una carriera lunga oltre settant'anni e il legame dell'artista caprese con la canzone napoletana e la storia musicale italiana.
"Apprendo con grande dolore della morte di Peppino di Capri, a cui mi legava un rapporto di amicizia. Dedicheremo a lui il cammino per il riconoscimento della canzone napoletana a patrimonio dell'umanità perché proprio di quella canzone Peppino di Capri è massima espressione", ha dichiarato il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi, esprimendo vicinanza alla famiglia. "Riposa in pace Peppino, è stato bellissimo e grazie di tutto", ha aggiunto.
Anche Amedeo Minghi ha voluto ricordare l'artista sui social: "Anche Peppiniello... lo chiamavo così e così lo ricorderò. A Dio carissimo".
Commosso il ricordo di Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli: "Con te non se ne va via soltanto un amico sincero e generoso, ma un simbolo di un'Italia che si è raccontata attraverso le tue canzoni, accompagnando intere generazioni dalla fine degli anni Cinquanta ad oggi". De Laurentiis ha aggiunto: "Il tuo mito resterà indelebile in quello che hai creato e che continuerà a rappresentarti per le future generazioni", concludendo il messaggio con un riferimento a "Champagne", uno dei brani più celebri del cantante.
"Ci lascia un grande gigante della musica leggera. La sua voce riusciva a emozionare chiunque la ascoltasse, perché sapeva di magia. Oggi Napoli lo piange come tutti noi", ha scritto Cristiano Malgioglio, ricordando Peppino Di Capri come una figura unica della musica italiana.
Anche Tullio De Piscopo saluta Peppino di Capri con un ricordo pieno di dolore e di amicizia: "Prima notizia mattutina. Che dolore Peppino, amico di sempre, tu si’ ‘na malatia. Una di quelle che ti entrano nel sangue, che ti prendono il cuore e non ti lasciano più. Per me eri, sei e sarai sempre na ‘Malatia’, la nostra memoria storica, ambasciatore della musica italiana nel mondo. Oggi non riesco a trovare le parole, perché il dolore è troppo grande. Perdo un amico, un compagno di musica e di vita". Il percussionista napoletano, legato all’artista da decenni di musica condivisa, aggiunge: "Abbiamo vissuto tante avventure insieme, addirittura oltre oceano: concerti, feste, pazzie, risate, notti che sembravano non finire mai. Ci siamo ritrovati a registrare dei dischi, a Sanremo, alla Gondola d’Oro, alla Festa del Napoli del primo scudetto e in tanti altri momenti che oggi mi tornano davanti agli occhi uno dopo l’altro. Ogni volta bastava guardarci, scambiarci una battuta o suonare poche note per ritrovare subito quella sintonia che ci univa da una vita." Poi il ricordo dell’artista e del suo ruolo nella storia della musica italiana: "Peppino è stato il twist italiano. Ha portato nella nostra vita un brindisi, il ritmo, la modernità, la classe, senza perdere mai Napoli e la sua adorata Capri. Ha cantato con i Beatles nel loro tour italiano e al Vigorelli di Milano ha girato quelle immagini ‘uniche’ che oggi rappresentano una pagina della storia della musica in Italia. Lui era così: curioso, libero, era avanti rispetto al suo tempo, capace di stare accanto ai più grandi senza perdere mai la sua semplicità e la sua classe". Ma il dolore, oggi, è soprattutto umano: "Con la sua voce ha fatto innamorare, ballare e sognare intere generazioni. Ma oggi io non riesco a pensare soltanto all’artista. Penso all’uomo, alla sua eleganza alla musica fatta insieme. Penso a tutte le volte in cui ci siamo salutati con la certezza che ci saremmo rivisti ancora". Infine l’abbraccio alla famiglia e l’ultimo saluto: "Sono vicino con tutto il cuore a Edo, a Dario e a tutti i familiari. Li abbraccio uno per uno e condivido con loro questo grande dolore. Ciao Peppino. Continuerai a vivere con la tua musica, le tue canzoni nei nostri ricordi e dentro di me. Tu si’ ‘na malatia, Peppino. E lo sarai per sempre. Ti voglio tanto bene".
Tra i messaggi anche quello di Carlo Conti: "Ciao Peppino, ci hai fatto ballare con il twist, ci hai fatto emozionare ed innamorare con le tue canzoni… con te un grande amore e niente più".
Il ministro della Cultura Alessandro Giuli ha sottolineato il valore dell'eredità artistica lasciata dal cantante: "Peppino Di Capri continuerà a vivere nelle sue canzoni, patrimonio della nostra storia comune. La sua lunga carriera rappresenta una testimonianza preziosa della vitalità della cultura popolare italiana e della capacità della nostra musica di raccontare al mondo emozioni, identità e memoria".
Il legame con l'isola natale è stato ricordato anche dal sindaco di Capri, Paolo Falco, che ha definito Di Capri "l'icona musicale di un'epoca" e "ambasciatore di Capri e dell'Italia nel mondo". Il primo cittadino ha ricordato inoltre il rapporto della propria famiglia con l'artista: la nonna paterna Elisabeth Rüdorf fu sua maestra di pianoforte.

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(Adnkronos) - La carriera di Peppino di Capri è strettamente intrecciata anche alle vicende della sua vita privata. Nel corso degli anni, il cantante ha condiviso due importanti capitoli della sua esistenza con Roberta Stoppa e Giuliana Gagliardi, donne che hanno avuto un ruolo significativo in momenti diversi del suo percorso personale e professionale. Roberta Stoppa fu la sua prima moglie e lo accompagnò negli anni dell'affermazione artistica. Giuliana Gagliardi, invece, divenne la compagna della maturità e della rinascita professionale, restando al suo fianco per oltre quarant'anni. Due storie diverse che hanno segnato profondamente la vita del celebre artista caprese.
La prima moglie di Peppino di Capri è stata Roberta Stoppa, nata a Torino nel 1941. Modella appena diciottenne, conobbe il cantante nel 1959 durante una serata a Ischia. È lo stesso artista ad aver ricordato quel primo incontro in diverse interviste, raccontando di averla vista ballare con l'attore americano William Holden e di esserne rimasto immediatamente colpito. Tra i due nacque una relazione che si consolidò rapidamente e li portò prima alla convivenza e poi al matrimonio, celebrato il 3 maggio 1961. In quegli anni Peppino di Capri stava vivendo la fase dell'affermazione artistica, mentre Roberta lo accompagnava nella vita privata, condividendo con lui l'inizio di una carriera destinata a renderlo uno dei protagonisti della musica italiana. Nel 1963 il cantante le dedicò il brano "Roberta", destinato a diventare uno dei più noti del suo repertorio.
Dopo quasi dieci anni insieme, la coppia attraversò una profonda crisi. Sul finire degli anni Sessanta, mentre il rapporto con Roberta si stava deteriorando, Peppino di Capri conobbe una giovane studentessa napoletana di biologia, Giuliana Gagliardi, con la quale iniziò una relazione. Prima della separazione definitiva ci fu un breve tentativo di riavvicinamento tra i coniugi. Da quella riconciliazione nacque il loro unico figlio, Igor, venuto alla luce nel 1970. La nascita del bambino, tuttavia, non bastò a ricomporre un rapporto ormai compromesso. La separazione divenne definitiva e, nel 1976, il matrimonio si concluse con il divorzio.
Giuliana Gagliardi era nata a Napoli il 21 marzo 1951. Figlia di un noto dentista napoletano, ereditò dal padre la passione per le discipline scientifiche e decise di intraprendere gli studi in biologia, diventando biologa. Conobbe Peppino di Capri sul finire degli anni Sessanta grazie allo zio Mimmo, che le parlò dell'artista e le diede l'opportunità di assistere a un suo concerto. Tra i due nacque subito un forte legame, destinato a trasformarsi in una relazione stabile proprio mentre il matrimonio del cantante con Roberta Stoppa stava giungendo al termine.
L'inizio della storia con Giuliana coincise con uno dei momenti più delicati della carriera di Peppino di Capri. All'inizio degli anni Settanta il cantante attraversava infatti una fase di difficoltà professionale: il panorama musicale stava cambiando rapidamente e anche il rapporto con il mondo discografico si era fatto più complicato. Accanto al sostegno del suo storico batterista e amico Bebè, Giuliana rappresentò un importante punto di riferimento nella vita del cantante. In quegli anni Peppino fondò una propria casa discografica e rilanciò la sua carriera. La svolta arrivò nel 1973 con la vittoria al Festival di Sanremo grazie a "Un grande amore e niente più", brano che il cantante ha più volte indicato come dedicato proprio a Giuliana Gagliardi. Dopo il divorzio da Roberta Stoppa, Peppino di Capri sposò Giuliana Gagliardi nel 1978. Dal loro matrimonio sono nati due figli: Edoardo, nel 1981, e Dario, nel 1986, che in seguito avrebbe intrapreso la carriera di attore.
La famiglia ha vissuto a Capri, dove Giuliana continuò a esercitare la professione di biologa nel laboratorio di analisi situato nella Piazzetta dell'isola. Pur essendo la moglie di un noto cantante, mantenne sempre un profilo riservato, lontano dalla vita mondana e dall'esposizione mediatica. Negli ultimi anni della sua vita Giuliana Gagliardi affrontò una lunga battaglia contro un tumore. Morì il 4 luglio 2019 all'età di 68 anni. La sua scomparsa rappresentò un momento particolarmente difficile per Peppino di Capri. Il cantante scelse di non partecipare ai funerali, spiegando successivamente di aver preferito conservare il ricordo della moglie quando era ancora in vita. Nel corso degli anni ha ricordato in più occasioni il ruolo fondamentale che Giuliana ebbe nella sua esistenza, sia dal punto di vista personale sia in una fase decisiva della sua carriera artistica. (di Paolo Martini)

(Adnkronos) - Ultimi temporali prima di una nuova ondata di caldo africano. La giornata di oggi, sabato 11 luglio, sarà caratterizzata dal passaggio di forti fenomeni temporaleschi al Nord, causati da un temporaneo indebolimento dell'alta pressione, ma l'instabilità avrà vita breve. Da domani, infatti, l'anticiclone subtropicale tornerà a dominare lo scenario meteorologico italiano, aprendo la strada a una nuova fase di caldo intenso destinata a interessare gran parte del Paese per tutta la prossima settimana.
Mattia Gussoni, meteorologo de iLMeteo.it, conferma il rischio di fenomeni violenti specialmente sulle regioni settentrionali. Negli ultimi giorni il Paese ha accumulato una quantità eccezionale di calore e umidità nei bassi strati atmosferici: questo surplus energetico fungerà da vero e proprio carburante non appena l'aria più fresca in quota sfiorerà l'arco alpino. I contrasti termici saranno esasperati. Per questo motivo, i temporali, seppur localizzati e di breve durata, rischiano di evolvere in supercelle (strutture organizzate dotate di un moto rotatorio interno) capaci di generare forti colpi di vento e, soprattutto, grandinate. Le regioni sotto la lente d'ingrandimento e a maggior rischio saranno Piemonte. Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto.
Smaltita l'instabilità del sabato, la giornata di domenica segnerà l'inizio della vera e propria escalation termica. Il motore di questo cambiamento è una nuova e potente pulsazione dell'anticiclone subtropicale africano. Questa gigantesca bolla d'aria rovente si solleverà direttamente dalle zone interne dell'Algeria e del Marocco, allungandosi con decisione sull'intero bacino del Mediterraneo e investendo in pieno l'Italia. La massa d'aria in arrivo porterà temperature anomale che si attesteranno fin da subito sui 7-8 °C oltre le medie storiche del periodo.
L'apice del calore verrà raggiunto nei primi giorni della settimana, con la Sardegna interna che potrebbe registrare picchi estremi fino a 43-45 °C. Anche al Centro-Sud e nelle pianure interne del Lazio e della Toscana si sfioreranno i 40 °C. Il Nord non sarà risparmiato, con valori massimi stabili tra i 36 °C e i 38 °C.
L’onda calda non darà tregua nemmeno dopo il tramonto. Le temperature minime faranno fatica a scendere sotto i 24-25 °C (notti super tropicali) nei grandi centri urbani e lungo le coste, configurando quelle che in meteorologia vengono definite "notti tropicali", con un forte impatto sul comfort del sonno.
Questa terza ondata di caldo dell'estate si preannuncia duratura e potrebbe bloccare la circolazione atmosferica sul Mediterraneo con tanto sole e caldo almeno fino al 18/20 luglio.
NEL DETTAGLIO
Sabato 11. Al Nord: caldo, temporali sparsi da ovest verso est. Al Centro: sole e caldo, qualche acquazzone sui monti. Al Sud: sole e caldo, qualche rovescio sui monti.
Domenica 12. Al Nord: sole e caldo, temporali in Romagna e sui monti. Al Centro: sole e caldo, temporali sui monti. Al Sud: sole e caldo, qualche rovescio sui monti.
Lunedì 13. Al Nord: sole e caldo in aumento. Al Centro: soleggiato ovunque. Al Sud: sole e caldo in ulteriore aumento.
Tendenza: nuova ondata di caldo intenso su tutta Italia.

(Adnkronos) - Inghilterra e Norvegia in campo per il terzo dei quarti di finale del mondiale 2026. Oggi, sabato 11 luglio, la nazionale dei tre leoni guidata in panchina dal ct Thomas Tuchel affronta gli scnadinavi di Stale Solbakken, in diretta tv e streaming. In palio un posto in semifinale nella rassegna iridata di scena tra Stati Uniti, Messico e Canada. II match si disputerà a Miami. Nel loro match degli ottavi di finale gli inglesi hanno superato per 3-2 il Messico grazie alla doppietta di Bellingham e al gol di Kane, mentre la Norvegia ha sconfitto per 2-1 il Brasile con due reti di Haaland.
La sfida tra Inghilterra e Norvegia è in programma oggi, venerdì 11 luglio, alle ore 23. Ecco le probabili formazioni:
Inghilterra (4-2-3-1): Pickford; Konsa, Stones, Guehi, O’Reilly; Anderson, Rice; Saka, Bellingham, Gordon; Kane. Ct: Tuchel.
Norvegia (4-2-3-1): Nyland; Ryerson, Ajer, Heggem, Wolfe; Berg, Berge, Odegaard; Nusa, Haaland, Schjelderup. Ct: Solbakken.
Il match tra Inghilterra e Norvegia sarà trasmesso in diretta televisiva su Rai1 e su Dazn e in streaming su Rai Play e sull'app di Dazn.

(Adnkronos) - I campioni del mondo in carica dell'Argentina tornano in campo per l'ultimo quarto di finale del mondiale 2026. Nella notte tra oggi, sabato 11 luglio, e domenica 12 luglio, la nazionale albiceleste guidata in panchina del ct Lionel Scaloni, affronta la Svizzera, in diretta tv e streaming. In palio un posto in semifinale nella rassegna iridata di scena tra Stati Uniti, Messico e Canada. II match si disputerà a Kansan City. Nel loro match degli ottavi di finale gli argentini hanno superato per 3-2 l'Egitto grazie ai gol di Romero, Messi e Fernandez, mentre gli elvetici hanno sconfitto ai rigori la Colombia.
La sfida tra Argentina e Svizzera è in programma nella notte tra oggi sabato 11 luglio e domenica 12 luglio alle 3. Ecco le probabili formazioni:
Argentina (4-4-2): Emiliano Martínez; Molina, Lisandro Martínez, Romero, Tagliafico; De Paul, Paredes, Enzo Fernández, Mac Allister; Messi, Julián Álvarez. Ct: Lionel Scaloni.
Svizzera (4-2-3-1): Kobel; Zakaria, Elvedi, Akanji, Ricardo Rodríguez; Freuler, Xhaka; Ndoye, Rieder, Vargas; Embolo. Ct: Murat Yakin.
Il match tra Argentina e Svizzera sarà trasmesso in diretta televisiva sula Rai e su Dazn e in streaming su Rai Play e sull'app di Dazn.

(Adnkronos) - Peppino Di Capri è morto oggi a 87 anni dopo una lunga malattia. Il cantante è scomparso nella sua amata isola, a villa Castiglione. A dare la notizia è stato il quotidiano partenopeo 'Il mattino'. Lascia il figlio Nico, avuto con la prima moglie, ed Edoardo e Daria, avuti con Giuliana Gagliardi.
Interprete della grande musica italiana e pianista raffinato, con Peppino di Capri se ne va un pezzo di storia della canzone, un artista che ha attraversato ottant’anni di musica italiana e internazionale con una naturalezza che appartiene solo ai grandi.
Peppino di Capri, pseudonimo di Giuseppe Faiella, era nato a Capri il 27 luglio 1939, in una famiglia dove la musica era un destino: il nonno nella banda dell’isola, il padre Bernardo con un negozio di dischi e strumenti e mille strumenti suonati nel tempo libero. Lui, a quattro anni, già si esibiva davanti alle truppe alleate di stanza sull’isola durante la guerra. A sei anni studiava pianoforte con una severa insegnante tedesca a Napoli, ma la sua vera vocazione arrivò presto: nel 1953, con l’amico batterista Ettore Falconieri, iniziò a suonare nei night club di Capri e Ischia come 'Duo Caprese'. Quando l’insegnante scoprì le sue esibizioni, lo cacciò. Da quel momento, Peppino si dedicò completamente alla nascente musica rock d’importazione americana.
Nel 1956 lui e Falconieri si esibirono a 'Primo applauso', condotto da Enzo Tortora, interpretando 'Cry' e 'Tu vuo’ fa’ l’americano': vinsero e portarono a casa un televisore. Due anni dopo nacquero i 'Capri Boys', con Pino Amenta, Mario Cenci e Gabriele Varano: un gruppo ispirato ai rockers americani, che alternava brani napoletani rielaborati e successi statunitensi. Nel 1958, durante una serata a Ischia, furono notati da un dirigente della Carisch: arrivò il contratto discografico e il nome che sarebbe diventato leggenda, 'Peppino di Capri e i suoi Rockers'.
Tra settembre e dicembre 1958 incideranno dieci brani negli studi Carisch. Il successo esplode con 'Nun è peccato', pubblicato il 28 novembre: un evergreen della canzone napoletana. Il primo 33 giri, uscito il 16 dicembre, diventa uno degli album più venduti della stagione. Nel 1959 arriva un altro trionfo con 'Voce ’e notte', classico del 1905 che Peppino porta di nuovo in cima alle classifiche.
Il 1960 è l’anno della consacrazione: pubblica vari 45 giri e due album, è onnipresente in hit parade, si esibisce al Ballo dei Re a Napoli e lancia evergreen come 'Nessuno al mondo', 'Nun giurà' e 'Luna caprese'. Inizia anche la carriera cinematografica, recitando accanto a Mina e Maurizio Arena nei musicarelli dell’epoca. Nel 1961 sposa la modella torinese Roberta Stoppa, si esibisce alla Carnegie Hall e conquista il Sud America. È anche il periodo delle celebri giacche di lamé, diventate un marchio di fabbrica.
A dicembre 1961 lancia il twist in Italia con 'Let’s Twist Again', che nel 1962 raggiunge il milione di copie e lo porta in vetta alle classifiche. Seguono 'Don’t play that song', 'St. Tropez Twist', tournée in Germania e negli Stati Uniti, e il successo di 'Speedy Gonzales'. Nel 1963 vince il Cantagiro davanti a Little Tony, Celentano e Paoli, scala le classifiche con 'Roberta' e incide 'Baby', versione italiana di 'Be My Baby'.
Dopo un periodo di calo, nel 1964 partecipa a 'Un disco per l’estate' con 'Solo due righe', rielabora 'Chiove', incide 'Girl' dei Beatles e 'Melancolie' in sette lingue. Nel 1965 apre i concerti italiani dei Beatles. Nel 1966 incide uno dei primi brani ska italiani, 'Operazione sole', e partecipa al Festival di Napoli. Nel 1967 debutta a Sanremo con 'Dedicato all’amore'. Nel 1968 incide 'È sera' e i Rockers si sciolgono, ma Peppino continua a esibirsi negli USA e riforma il gruppo come 'New Rockers'.
La rinascita arriva nel 1969 con 'Tu…', presentata al Festival di Napoli: è un successo enorme. Nel 1970 vince il Festival con 'Me chiamme ammore' e fonda la sua etichetta Splash. Pubblica gli album 'Napoli ieri - Napoli oggi', rielaborando classici partenopei in chiave rock. Nel 1971 torna a Sanremo con 'L’ultimo romantico', poi firma 'Amare di meno', sigla di 'Rischiatutto'. Nel 1973 vince Sanremo con 'Un grande amore e niente più' e pubblica 'Champagne', il brano che diventerà la sua canzone-simbolo nel mondo. Nel 1976 vince di nuovo Sanremo con 'Non lo faccio più'.
Negli anni successivi arrivano 'Incredibile voglia di te', 'Verdemela', 'Fiore di carta', 'Auguri', 'E mo’ e mo', 'Il sognatore'. Nel 1987 registra un album dal vivo alla Royal Albert Hall. Nel 1991 rappresenta l’Italia all’Eurovision con 'Comm’è ddoce ’o mare', arrivando settimo.
Nel 1995 torna a Sanremo con Gigi Proietti e Stefano Palatresi nel Trio Melody. Nel 1997 pubblica il suo primo CD singolo. Nel 2001 collabora con James Senese per 'Fase 3'. Nel 2005 partecipa per la quindicesima volta a Sanremo con 'La panchina' e viene insignito Commendatore della Repubblica da Carlo Azeglio Ciampi.
Nel 2007 esce 'Ad occhi chiusi… Napoli', poi 'Magnifique' (2011) e 'L’acchiappasogni' (2014). Nel 2008 festeggia i cinquant’anni di carriera con un concerto al Teatro Alfieri di Torino e pubblica il doppio DVD '50º'. Nel 2013 lancia una nuova versione di 'Champagne' con un videoclip a cartone animato. Nel 2015 partecipa al brano 'Fiumi di Champagne' di Gué Pequeno e al film 'Natale col boss'. Nel 2016 pubblica '…una musica infinita…'. Nel 2019 Rai 1 gli dedica una puntata speciale di Techetechete’. Nel 2019 esce il suo ultimo CD, 'Mister… Peppino di Capri'. Nel 2022 incide 'L’amore esiste'. Nel 2023 riceve il premio alla carriera 'Città di Sanremo'. Nel 2024 partecipa al docufilm '’O Festivàl'. Nel 2025 riceve le chiavi della città di Capri e Rai 1 trasmette il film biografico 'Champagne – Peppino di Capri'.
La sua vita privata è stata segnata da grandi amori e momenti difficili. Nel 1959 conobbe Roberta Stoppa, che sposò nel 1961. Sul finire degli anni Sessanta iniziò una relazione con Giuliana Gagliardi, studentessa di biologia. Nel 1970 nacque Igor, detto Nico, figlio concepito durante un breve ritorno con Roberta. Nel 1976 arrivò il divorzio e nel 1978 Peppino sposò Giuliana, con cui ebbe Edoardo e Dario. Giuliana è morta nel 2019 e nello stesso periodo le condizioni di salute del cantante hanno cominciato ad aggravarsi.

(Adnkronos) - Peppino di Capri è morto oggi dopo una lunga malattia. Avrebbe compiuto 87 anni il prossimo 27 luglio. Il cantante è scomparso nella sua amata isola, a villa Castiglione. A dare la notizia è stato il quotidiano partenopeo 'Il mattino'. Lascia il figlio Nico, avuto con la prima moglie, ed Edoardo e Daria, avuti con Giuliana Gagliardi.
Interprete della grande musica italiana e pianista raffinato, con Peppino di Capri se ne va un pezzo di storia della canzone, un artista che ha attraversato ottant’anni di musica italiana e internazionale con una naturalezza che appartiene solo ai grandi.
È stato il ragazzo del pianoforte che imparò a suonare davanti ai soldati durante la guerra e diventò uno dei più grandi interpreti della musica italiana. E' stato il cantante che portò il rock and roll nelle piazze italiane, che trasformò la canzone napoletana in un linguaggio moderno, che fece ballare intere generazioni con il twist e commosse il pubblico con le sue ballate d’amore: 'Champagne', 'Un grande amore e niente più', 'Luna caprese', 'Voce ‘e notte', 'Roberta'.
Peppino di Capri, pseudonimo di Giuseppe Faiella, era nato a Capri il 27 luglio 1939, in una famiglia dove la musica era un destino: il nonno nella banda dell’isola, il padre Bernardo con un negozio di dischi e strumenti e mille strumenti suonati nel tempo libero. Lui, a quattro anni, già si esibiva davanti alle truppe alleate di stanza sull’isola durante la guerra. A sei anni studiava pianoforte con una severa insegnante tedesca a Napoli, ma la sua vera vocazione arrivò presto: nel 1953, con l’amico batterista Ettore Falconieri, iniziò a suonare nei night club di Capri e Ischia come 'Duo Caprese'. Quando l’insegnante scoprì le sue esibizioni, lo cacciò. Da quel momento, Peppino si dedicò completamente alla nascente musica rock d’importazione americana.
Nel 1956 lui e Falconieri si esibirono a 'Primo applauso', condotto da Enzo Tortora, interpretando 'Cry' e 'Tu vuo’ fa’ l’americano': vinsero e portarono a casa un televisore. Due anni dopo nacquero i 'Capri Boys', con Pino Amenta, Mario Cenci e Gabriele Varano: un gruppo ispirato ai rockers americani, che alternava brani napoletani rielaborati e successi statunitensi. Nel 1958, durante una serata a Ischia, furono notati da un dirigente della Carisch: arrivò il contratto discografico e il nome che sarebbe diventato leggenda, 'Peppino di Capri e i suoi Rockers'.
Tra settembre e dicembre 1958 incideranno dieci brani negli studi Carisch. Il successo esplode con 'Nun è peccato', pubblicato il 28 novembre: un evergreen della canzone napoletana. Il primo 33 giri, uscito il 16 dicembre, diventa uno degli album più venduti della stagione. Nel 1959 arriva un altro trionfo con 'Voce ’e notte', classico del 1905 che Peppino porta di nuovo in cima alle classifiche.
Il 1960 è l’anno della consacrazione: pubblica vari 45 giri e due album, è onnipresente in hit parade, si esibisce al Ballo dei Re a Napoli e lancia evergreen come 'Nessuno al mondo', 'Nun giurà' e 'Luna caprese'. Inizia anche la carriera cinematografica, recitando accanto a Mina e Maurizio Arena nei musicarelli dell’epoca. Nel 1961 sposa la modella torinese Roberta Stoppa, si esibisce alla Carnegie Hall e conquista il Sud America. È anche il periodo delle celebri giacche di lamé, diventate un marchio di fabbrica.
A dicembre 1961 lancia il twist in Italia con 'Let’s Twist Again', che nel 1962 raggiunge il milione di copie e lo porta in vetta alle classifiche. Seguono 'Don’t play that song', 'St. Tropez Twist', tournée in Germania e negli Stati Uniti, e il successo di 'Speedy Gonzales'. Nel 1963 vince il Cantagiro davanti a Little Tony, Celentano e Paoli, scala le classifiche con 'Roberta' e incide 'Baby', versione italiana di 'Be My Baby'.
Dopo un periodo di calo, nel 1964 partecipa a 'Un disco per l’estate' con 'Solo due righe', rielabora 'Chiove', incide 'Girl' dei Beatles e 'Melancolie' in sette lingue. Nel 1965 apre i concerti italiani dei Beatles. Nel 1966 incide uno dei primi brani ska italiani, 'Operazione sole', e partecipa al Festival di Napoli. Nel 1967 debutta a Sanremo con 'Dedicato all’amore'. Nel 1968 incide 'È sera' e i Rockers si sciolgono, ma Peppino continua a esibirsi negli USA e riforma il gruppo come 'New Rockers'.
La rinascita arriva nel 1969 con 'Tu…', presentata al Festival di Napoli: è un successo enorme. Nel 1970 vince il Festival con 'Me chiamme ammore' e fonda la sua etichetta Splash. Pubblica gli album 'Napoli ieri - Napoli oggi', rielaborando classici partenopei in chiave rock. Nel 1971 torna a Sanremo con 'L’ultimo romantico', poi firma 'Amare di meno', sigla di 'Rischiatutto'. Nel 1973 vince Sanremo con 'Un grande amore e niente più' e pubblica 'Champagne', il brano che diventerà la sua canzone-simbolo nel mondo. Nel 1976 vince di nuovo Sanremo con 'Non lo faccio più'.
Negli anni successivi arrivano 'Incredibile voglia di te', 'Verdemela', 'Fiore di carta', 'Auguri', 'E mo’ e mo', 'Il sognatore'. Nel 1987 registra un album dal vivo alla Royal Albert Hall. Nel 1991 rappresenta l’Italia all’Eurovision con 'Comm’è ddoce ’o mare', arrivando settimo.
Nel 1995 torna a Sanremo con Gigi Proietti e Stefano Palatresi nel Trio Melody. Nel 1997 pubblica il suo primo CD singolo. Nel 2001 collabora con James Senese per 'Fase 3'. Nel 2005 partecipa per la quindicesima volta a Sanremo con 'La panchina' e viene insignito Commendatore della Repubblica da Carlo Azeglio Ciampi.
Nel 2007 esce 'Ad occhi chiusi… Napoli', poi 'Magnifique' (2011) e 'L’acchiappasogni' (2014). Nel 2008 festeggia i cinquant’anni di carriera con un concerto al Teatro Alfieri di Torino e pubblica il doppio DVD '50º'. Nel 2013 lancia una nuova versione di 'Champagne' con un videoclip a cartone animato. Nel 2015 partecipa al brano 'Fiumi di Champagne' di Gué Pequeno e al film 'Natale col boss'. Nel 2016 pubblica '…una musica infinita…'. Nel 2019 Rai 1 gli dedica una puntata speciale di Techetechete’. Nel 2019 esce il suo ultimo CD, 'Mister… Peppino di Capri'. Nel 2022 incide 'L’amore esiste'. Nel 2023 riceve il premio alla carriera 'Città di Sanremo'. Nel 2024 partecipa al docufilm '’O Festivàl'. Nel 2025 riceve le chiavi della città di Capri e Rai 1 trasmette il film biografico 'Champagne – Peppino di Capri'.
La sua vita privata è stata segnata da grandi amori e momenti difficili. Nel 1959 conobbe Roberta Stoppa, che sposò nel 1961. Sul finire degli anni Sessanta iniziò una relazione con Giuliana Gagliardi, studentessa di biologia. Nel 1970 nacque Igor, detto Nico, figlio concepito durante un breve ritorno con Roberta. Nel 1976 arrivò il divorzio e nel 1978 Peppino sposò Giuliana, con cui ebbe Edoardo e Dario. Giuliana è morta nel 2019 e nello stesso periodo le condizioni di salute del cantante hanno cominciato ad aggravarsi.

(Adnkronos) - La MotoGp torna in pista. Oggi, sabato 11 luglio, il Motomondiale torna in pista con la gara sprint e le qualifiche del Gran Premio di Germania (visibili in diretta tv e streaming). Si riparte al Sachsenring dopo la tripletta Aprilia nel Gp d'Olanda, con le due Trackhouse di Ai Ogura e Raul Fernandez che hanno preceduto il pilota ufficiale Jorge Martin. A caccia di riscatto Marco Bezzecchi, caduto ad Assen sia nella sprint che nella gara della domenica, e superato da Martin in vetta alla classifica piloti. Ecco il programma di giornata e dove vedere i vari appuntamenti in tv e streaming.
Ecco tutti gli appuntamenti del Gp di Gemania oggi, sabato 11 luglio:
Ore 10.10 - seconda sessione di prove libere
Ore 10.50 - qualifiche
Ore 15 - sprint race
Le prove libere e le pre-qualifiche del Gp di Germania di MotoGp saranno trasmesse in diretta televisiva sui canali Sky Sport e in chiaro su Tv8. Si potranno seguire inoltre anche in streaming sull'app Sky Go, NOW e Tv8.it.

(Adnkronos) - Teheran, 11 lug. (Adnkronos)
Nuovo tentativo di rilanciare il dialogo tra Stati Uniti e Iran. Secondo fonti dell'amministrazione americana, le delegazioni dei due Paesi dovrebbero incontrarsi oggi in Oman per riprendere i colloqui sul nucleare e sulla sicurezza nel Golfo, anche se non è ancora arrivata una conferma ufficiale da Teheran. Il presidente Donald Trump ha annunciato che Washington e l'Iran hanno concordato di proseguire i negoziati, mentre la Repubblica islamica continua a negare di aver chiesto la ripresa del dialogo.
Al centro del confronto resta lo Stretto di Hormuz, dove il traffico marittimo è stato fortemente condizionato dalle recenti tensioni militari. Gli Stati Uniti chiedono che l'Iran garantisca pubblicamente la libertà di navigazione e si impegni a non colpire le navi commerciali. Secondo funzionari americani, senza queste garanzie non sarà possibile avviare un nuovo negoziato sul programma nucleare iraniano.
In questo contesto il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi è atteso a Muscat per colloqui con la mediazione omanita dedicati proprio alla sicurezza dello Stretto di Hormuz. Da Washington ci si attende che dall'incontro possa arrivare una dichiarazione iraniana a favore della libera navigazione.
Intanto Araghchi ha accusato gli Stati Uniti di aver violato il Memorandum d'intesa raggiunto tra le parti, sostenendo in un messaggio pubblicato su X che Teheran "ha mantenuto la parola data" sulla fine del cessate il fuoco, mentre Washington avrebbe disatteso gli impegni assunti.
Sul fronte americano, Trump ha ribadito la linea dura nei confronti della Repubblica islamica. In un messaggio su Truth Social ha minacciato una risposta militare devastante qualora l'Iran tentasse di assassinarlo, affermando che gli Stati Uniti sono pronti a colpire con "migliaia di missili" e ad "annientare completamente" il Paese qualora il governo iraniano mettesse in atto la sua minaccia, annunciata in tutto il mondo, di assassinare, o tentare di assassinare, l'attuale Presidente degli Stati Uniti d'America, in questo caso, me". Contestualmente il Dipartimento del Tesoro ha annunciato un nuovo pacchetto di sanzioni contro Teheran.
News e aggiornamenti di oggi

(Adnkronos) - A Wimbledon è il giorno della finale del torneo singolare femminile. Oggi, sabato 11 luglio, a Londra andrà in scena il derby ceco tra Linda Noskova e Karolina Muchova, nona e decima testa di serie, alla prima finale dello Slam inglese della loro carriera. Per un ultimo atto che incoronerà la decima campionessa diversa nelle ultime dieci edizioni dei Championships. Ecco orario, precedenti e dove vedere il match in tv e streaming.
La finale del torneo di singolare femminile tra Noskova e Muchova inizierà oggi, sabato 11 luglio, intorno alle 17. Le due tenniste si sono affrontate una sola volta, al terzo turno degli Us Open 2025, con vittoria di Muchova in tre set.
La finale Muchova-Noskova sarà visibile in diretta televisiva e in esclusiva sui canali Sky Sport. Il match si potrà seguire anche in streaming sull'app Sky Go e su NOW.

(Adnkronos) - Si corre l'ottava tappa del Tour de France 2026. Oggi, sabato 11 luglio, la Grande Boucle va in strada con la frazione che parte da Perigueux e arriva Bergerac - in diretta tv, in chiaro, e streaming. I ciclisti affronteranno un totale di 180 chilometri, in una frazione che dovrebbe essere dedicata agli sprinter vista la tipologia pianeggiante del percorso.
Frazione per lo più pianeggiante, si parte a Perigueux in Bretagna per entrare nella Mayenne. Al chilometro 85 è previsto lo sprint intermedio di Vitré, un antipasto della probabile volata finale. L'unico Gran Premio della Montagna di giornata è previsto a 16 km dall'arrivo ma la Côte de Nuillé-sur-Vicoin non dovrebbe fare selezione in gruppo. Ultimo chilometro tutto in leggera salita.
La partenza della settima tappa del Tour de France è prevista per le 13.25, con l'arrivo che è invece in programma intorno alle 17.15. La Grande Boucle sarà trasmessa in diretta televisiva e in chiaro sui canali Rai, tra Rai 2 e RaiSport, ma anche sui canali Eurosport. Il Tour si potrà seguire anche in streaming su RaiPlay, HBO Max, Discovery+, Dazn, TIMvision e Prime Video Channels.

Sardegna, Crisi nei Call Center per l'Intelligenza Artificiale: Decine di Posti a Rischio. Proclamato Sciopero
SARDEGNA – Il settore dei call center, del Customer Relationship Management (CRM) e del Business Process Outsourcing (BPO) è in crisi anche in Sardegna a causa dell'introduzione dei sistemi di Intelligenza Artificiale. Decine di posti di lavoro sono a rischio nell'Isola, un'emergenza occupazionale che potrebbe mettere in ginocchio molte famiglie sarde. A denunciarlo sono i sindacati Slc-Cgil, Fistel-Cisl e Uilfpc Sardegna.
La Mobilitazione
I sindacati hanno promosso assemblee dei lavoratori per pianificare il primo sciopero nazionale del settore CRM/BPO, che si terrà dal 13 al 27 luglio. L'astensione dal lavoro interesserà il personale full time nelle ultime due ore del turno e il personale part time nell'ultima ora del turno.
Le Ragioni della Protesta
"Prima fra tutte il forte calo occupazionale che sta attraversando il comparto – sottolineano i sindacalisti – anche a causa dell'introduzione massiva e incontrollata dell'intelligenza artificiale all'interno delle aziende in un settore che registra un'occupazione femminile part-time al 70%". L'adozione di chatbot, assistenti virtuali e sistemi di gestione automatizzata delle richieste dei clienti potrebbe velocemente tagliare fuori dal lavoro decine di persone in Sardegna.
La Richiesta ai Sindacati
Per i sindacati è necessario "coinvolgere il MIMIT (Ministero delle Imprese e del Made in Italy), fino ad ora sordo alle nostre richieste, dare forza alla vertenza e ottenere, al più presto, l'apertura di un tavolo strutturale dedicato al settore CRM/BPO, indispensabile per affrontarne le criticità e garantire prospettive occupazionali".
L'Appello ai Lavoratori
"La trasformazione è in atto – ribadiscono i sindacati – e procede a una velocità che non permette di perdere ulteriore tempo. Chiediamo ai lavoratori sardi di aderire allo sciopero e sostenere una vertenza fondamentale per il futuro del settore". Un appello che arriva in un momento cruciale per un comparto che impiega migliaia di persone in Sardegna.

(Adnkronos) - Nel concerto di Bresh a Roma c'è tutto. Voci, luci e strumenti. Un'arena sold out, sorrisi e un po' di nostalgia, per qualcuno dolce e per altri amara. Dopotutto non ci si può godere lo show di Andrea Brasi senza inconsapevolmente sentire una fitta al cuore, lì dove fa più male. Succede un ritornello dopo l'altro, quando canzoni con un ritmo da hit estiva si mischiano a strofe più profonde di quanto sembrino. La musica, anche stasera, ricorda che non è fatta solo per ballare, ma per riflettere, guardarsi dentro, imparare dai propri errori. In una parola, crescere.
L'Auditorium della Musica, per una sera, cambia veste e abbraccia qualcosa di nuovo. Il mare, questa volta, non arriva da Ostia, ma dalla Liguria scende fino a sommergere il quartiere Flaminio. Lì dove di solito si esibiscono i grandi della musica classica, che prende il nome da Ennio Morricone, ma si adegua ai tempi e si trasforma di pari passo con la musica italiana. E Bresh, su quel palco, ci sta benissimo. Lui, genovese doc, che Roma la considera una seconda casa e la celebra intonando Venditti. Che ammette di essere in soggezione ogni volta che scende nella Capitale. E come dargli torto.
Come tutti i liguri, anche Bresh è profondamente legato alla sua terra. Ama Genova e i suoi vicoli, canta la sua storia. Sul palco c'è posto per 'Creuza de ma', brano, tutto in genovese, creato dall'indimenticato Fabrizio de André e che Brasi ha fatto un po' suo cantandolo a Sanremo insieme al figlio di Faber, Cristiano. Un'esibizione maledetta, piena di problemi tecnici e ripetuta tre volte, ha dato nuova vita a una canzone leggendaria. Che strana storia. Bresh, in ogni caso, dice che Roma e Genova qualcosa in comune ce l'hanno: "il dissacrare". Quando qualcuno si eleva oltre il suo ruolo, fino a dimenticare se stesso e la sua funzione, lo buttano giù. E la storia va avanti.
È uno dei momenti in cui Bresh prova a spiegare qualcosa del suo percorso e del suo modo di pensare. Tutte cose che, chi è lì con lui, già sa. Una dopo l'altra suonano i successi del momento e le canzoni meno conosciute, che arrivano da un passato in cui pochi avrebbero scommesso su Andrea. Eppure lui si dice contento di cantare 'Non ho Eroi' e 'Hooligans', anche se non tutti conoscono i testi. Non ci sono ospiti, eppure il palco è affollato: basso, percussioni, batteria, trombe, sax e anche tre coriste. Ai suoi lati, Dibla, la 'sua' chitarra, e Shune, il primo produttore a credere in lui. Quelli che c'erano da sempre e che Brasi non smetterà mai di ringraziare.
E così Bresh si lascia andare a un "wow" mentre i telefoni si accendono per 'La tana del granchio', la canzone che forse ha cambiato rotta alla sua storia. Il Festival, dopotutto, può essere propulsore o freno. Nel suo caso, è stata la spinta decisiva per spiccare il volo o, come direbbe lui, per trasformarsi "in un Bresh alato". Brasi è passato da essere una delle voci più apprezzate della scena rap, proveniente da quella 'Drilliguria' che ha sfornato Tedua, Izi, Rkomi e ultimo Sayf, a mainstream. Lo ascoltano gli adolescenti, le madri, i cultori del genere e della musica più 'tradizionale'. Bresh non ha confini, fugge alle definizioni, parte dal rap ma abbraccia il pop, e quello che ne esce fuori è un mix da brividi.
La sensazione, vedendolo esibirsi per oltre due ore quasi senza sosta, è che Bresh sia davvero felice di essere lì. Ha il sorriso stampato sul volto, scherza con il pubblico, lancia indumenti con il passare delle canzoni, per la gioia delle fan. Si lascia andare a discorsi che sa dove iniziano e nemmeno lui capisce dove finiscono, ma anche questo è il bello della diretta. 'Mare Nostrum', il tour partito dalle quattro date di Genova che ha fatto tappa a Roma dopo l'uscita di 'Mediterraneo, il suo ultimo album, segna anche un momento di riscatto. L'onda lunga di Sanremo si era rivelata un boomerang, travolgendo il tour estivo dello scorso anno e costringendolo ad annullare le date.
Un anno dopo invece tutti sono lì per lui, che ancora non ci crede. Bresh funziona perché parla di vita vissuta traendo ispirazione dal quotidiano, racconta quello che vede. Un viaggio in Sudamerica ha dato vita a 'Torcida', un tramonto sul mare ha ispirato 'Guasto d'amore' e un cuore spezzato, dopo una storia finita male, ha creato un capolavoro. 'Introvabile' è un momento così intimo in un concerto sembra fuoriluogo: "E se riuscissi anche un secondo a non rincorrere le idee/E mi fermassi come un treno, quando tiri forte il freno/E se facessi pure finta di star bene senza te/Potrai sentire anche il mio battito, che non starebbe fermo un attimo".
Prima che partisse la canzone, Bresh aveva detto: "questa non c'è bisogno che ve la presento", e l'ha chiusa con un "quanti cuori spezzati questa sera". Nel breve silenzio che ne è seguito, prima del boato, ognuno si è guardato dentro e ha sorriso ai propri fantasmi. Ai traumi e agli incubi. A pensieri che non se ne vogliono andare e a rimpianti che tornano. E non importa quanto tempo sia passato. Ognuno porta con sé un bagaglio, che spesso assomiglia a una cicatrice. Tutti sentono il peso dei propri sbagli e faticano a trovare pace. Bresh invita a guardare quel dolore, abbracciarlo, e andare avanti. Perché il tempo cura tutto, ma a volte ci vuole una canzone.

(Adnkronos) - Cento anni, oggi sabato 11 luglio, per Teddy Reno, figura leggendaria della musica leggera, protagonista di un'epoca di eleganza melodica, di canzoni che parlano d'amore con grazia, di un'Italia che si scopriva moderna sognando attraverso la radio, la televisione e il Festival di Sanremo. Nel 1962 ideò il Festival degli Sconosciuti di Ariccia, una manifestazione che fece da trampolino a numerosi giovani talenti. Fu lì che conobbe Rita Pavone, allora giovanissima, che avrebbe sposato nel 1968 e con cui ha poi condiviso una vita di affetti e successi, lontano dalle luci della ribalta, nella tranquillità di Lattecaldo, in Svizzera, dove ha ottenuto la cittadinanza elvetica e ripreso il cognome originario, Merk.
"Per Teddy e per la nostra famiglia è una bellissima data - ha dichiarato la moglie Rita Pavone all'Adnkronos - Il geriatra mi ha detto che mio marito ha una tale forza che potrebbe arrivare anche a 105 anni. Facciamo in grande tranquillità una festa di compleanno in famiglia, che è la cosa più bella di tutte, dobbiamo godercelo noi questo traguardo. E oggi sono felice di aver lottato per stare sempre accanto a lui".
Nato come Ferruccio Merk Ricordi da padre austro-ungarico e da madre ebrea a Trieste l'11 luglio 1926, la sua infanzia è stata segnata dalla tragedia del fascismo e delle leggi razziali. Dopo l'8 settembre 1943 fu costretto a fuggire con la madre Paola, rifugiandosi prima a Cesena, poi a Milano Marittima e infine nel Ferrarese, dove furono arrestati e detenuti. La sua storia familiare è anche una storia di salvezza, di identità spezzate e ricomposte, che avrebbe segnato per sempre la sua sensibilità artistica.
Il suo debutto pubblico avvenne nel 1938, appena dodicenne, in un concorso per dilettanti a Rimini con la canzone "Tu sei la musica". Dopo la guerra, trovò nella musica il suo primo vero rifugio. Esordì a Radio Trieste sotto l'amministrazione alleata e, durante una tournée in Germania nel 1946 con l'orchestra di Teddy Foster, attraversò il Reno e trovò il nome d'arte che lo avrebbe consacrato. Dal 1948 cominciò a esibirsi con l'Orchestra di Pippo Barzizza e in numerosi programmi radiofonici come "Punto interrogativo" e "Il braccialetto di Sheherazade", raggiungendo rapidamente una popolarità nazionale.
Negli anni '50 divenne uno dei volti più amati della canzone italiana. Interprete raffinato del genere romantico-melodico, è stato interprete di "Addormentarmi così" (ripresa di un successo della cantante torinese Lidia Martorana), "Trieste mia, Muleta mia" (scritta dall'amico Lelio Luttazzi - anch'egli triestino - che lo seguì nell'avventura discografica come arrangiatore e direttore d'orchestra di tantissimi dischi editi dalla Cgd), "Aggio perduto o' suonno", "Accarezzame", "Na voce na chitarra e o' poco e' luna", "Chella lla", "Piccolissima serenata", "Come sinfonia", con le quali raggiunse una notorietà internazionale.
La sua voce calda e discreta, sempre vestita di garbo, fece breccia in un pubblico ampio e trasversale. Al Festival di Sanremo si classificò secondo nel 1953 con "Un bacio sulla fronte" e terzo nel 1954. Vinse il Festival di Napoli nel 1959 con "Sarrà chissà".
Teddy Reno non è stato solo interprete: è stato anche imprenditore. Fondò la CGD (Compagnia Generale del Disco), che lanciò nomi importanti della musica leggera (tra gli altri Jula de Palma, Giorgio Consolini, Betty Curtis e Johnny Dorelli) e successivamente la Galleria del Corso, etichetta con cui lavorò anche Bruno Lauzi. Negli anni '60 incise alcuni dischi usando un ulteriore pseudonimo, Rick Mantovani.
Teddy Reno fu anche volto popolare della televisione italiana sin dagli esordi, conducendo programmi come "Canzoni al caminetto" e "Souvenir", che ospitarono star internazionali come Kim Novak e Jennifer Jones. Anche il cinema lo volle tra i suoi interpreti: partecipò a una lunga serie di film tra gli anni ’50 e ’60, tra cui: "Totò, Peppino e la... malafemmina" (1956), "Peppino, le modelle e... chella llà" (1957), "Totò, Vittorio e la dottoressa" (1957), "Il giorno più corto" (1962), "Rita la zanzara" (1966) e "Little Rita nel West" (1967), questi ultimi due con Rita Pavone all'apice del successo. Sempre elegante, mai sopra le righe, Reno riusciva a portare sullo schermo la stessa misura che aveva sul palcoscenico.
La storia d'amore con Rita Pavone fu anche un caso mediatico, con la cantante più giovane di 19 anni: per sposarla nel 1968 in Svizzera, dovette a lungo, essendo già sposato con la produttrice Vania Protti, da cui aveva avuto un figlio, Franco. Dopo l'approvazione della legge sul divorzio, si sposarono civilmente ad Ariccia nel 1971. Da allora hanno vissuto insieme, lontano dai riflettori, in Svizzera, crescendo due figli -Alessandro (nato nel 1969) e Giorgio (nato nel 1974) - e condividendo progetti musicali e di vita.
Anche da anziano, Teddy Reno non ha mai smesso di cantare. Nel 2007 pubblicò "Se questo non è amore", un album di riletture dei suoi successi. Nel 2014 celebrò i 70 anni di carriera con un disco commemorativo, e nel 2016, a novant'anni, uscì il doppio album "Pezzi da... 90", con brani inediti come "L'amore non ha età" e "Uno come noi", dedicato a Papa Francesco.
Quello stesso anno, il Comune di Trieste gli conferì il Sigillo trecentesco d'argento: "È una delle giornate più belle della mia vita", disse emozionato, ricordando l'amico Lelio Luttazzi, con cui iniziò la carriera negli anni '40. (di Paolo Martini)

(Adnkronos) - I focolai di dengue che si verificano in Italia quando viene importato un caso dall'estero, si sviluppano quasi completamente a breve distanza dalla fonte di infezione principale, con trasmissione dell'infezione al massimo a 400 metri distanza. Lo indica uno studio coordinato dall’Istituto superiore di Sanità (Iss) e dalla fondazione Bruno Kessler con il contributo delle Regioni interessate da focolai di Dengue sierotipo 2 nel 2024 appena pubblicato da Eurosurveillance. La ricerca conferma come l’identificazione precoce e le misure rapide di controllo degli insetti vettori siano cruciali per il controllo del focolaio.
Le infezioni autoctone da dengue sono in aumento in Europa, in particolare in Francia, Italia e Spagna, a causa della presenza della zanzara Aedes Albopictus (la cosiddetta ‘zanzara tigre’), che è in grado di diffondere il virus quando si verifica un caso importato. Lo studio si basa sull’analisi dei focolai che si sono verificati in Italia nel 2024, che hanno portato a un totale di 296 casi, il numero più alto mai registrato in Europa continentale. Analizzando le caratteristiche spaziali e temporali della successione dei contagi e applicando dei modelli matematici i ricercatori hanno cercato di ricostruire le catene di trasmissione e di stimare le caratteristiche dei focolai, quantificando la proporzione di trasmissioni che si è verificata a varie distanze e stimando l’influenza di vari fattori, incluse temperature e mezzi di controllo applicati, sulla trasmissione secondaria del virus.
Durante i focolai, ha evidenziato lo studio, il tempo di trasmissione tra un caso primario e uno secondario è risultato di 18 giorni, con il contagio che si è verificato in casa nel 15,4% dei casi. Tra i casi di cui si è potuta ricostruire la catena di trasmissione meno dell’1% si è verificato a più di 400 metri dall’origine. Una volta scoperto il focolaio la trasmissibilità cala drasticamente, con il numero di casi secondari per infezione che scende da 1,4 a 0,4. Infine, le misure di controllo dei vettori sono in grado di far diminuire del 41,3% la trasmissione, che invece aumenta del 19,8% per ogni aumento di un grado della temperatura. "I focolai autoctoni di Dengue in Italia nel 2024 sono stati causati principalmente da trasmissione a breve distanza – concludono gli autori -. I nostri risultati confermano che la diagnosi precoce dei casi e il rapido controllo dei vettori sono fondamentali per ridurre la trasmissione".

(Adnkronos) - Una nuova, intensa ondata di calore sta per colpire l'Italia e l'Europa occidentale. Da lunedì 13 luglio, un'area di bassa pressione a ovest della Penisola Iberica richiamerà aria calda di origine desertica, che rinforzerà l'anticiclone già presente da settimane sul nostro Paese. Nello stesso momento, un'altra area di bassa pressione si consoliderà tra l'Europa orientale e il Mar Nero, dando vita a quella che i meteorologi chiamano 'configurazione a omega'. E' quanto fa sapere il Cnr in una nota.
Questa volta il cuore dell'anticiclone si sposterà più a est - spiega il Cnr - coinvolgendo l'intera penisola, comprese le regioni del Sud rimaste finora ai margini del grande caldo. Lunedì sono previste temperature fino a 37-39°C in Sardegna e 36-38°C nelle zone interne. Da martedì il caldo potrebbe intensificarsi ulteriormente, con punte di 40°C o oltre in Sardegna, Sicilia e nelle zone interne del Centro Italia. "Un anticiclone funziona come una grande cupola che intrappola l'aria calda - avvertono gli esperti - Questa aria scende verso il suolo, si comprime e si scalda ancora di più. Allo stesso tempo, l'alta pressione impedisce la formazione di nuvole e blocca l'arrivo di correnti più fresche, come quelle atlantiche. Il risultato: cielo sereno e temperature in costante aumento".
Non solo. "Un anticiclone è tanto più forte quanto più è calda l'aria che lo alimenta, in particolare alle quote 'medie' ovvero quelle comprese tra 4mila e 6mila metri. Quando l'aria calda proveniente dalle regioni subtropicali si dirige verso nord, verso l'Europa centrale, l'anticiclone ha un orizzonte di vita maggiore e può durare settimane. Perché questo accada, serve una specifica combinazione: una bassa pressione posizionata sul lato occidentale dell'anticiclone che, ruotando in senso antiorario (come avviene nel nostro emisfero), 'risucchia' aria calda dal deserto africano e la spinge verso l'Europa. Il sistema si comporta come un'onda: quando il picco di alta pressione si consolida, nella parte opposta dell'onda può formarsi un altro vortice di bassa pressione, che blocca l'anticiclone e lo costringe a restare fermo sulle stesse zone per lungo tempo".
"Questa 'configurazione a omega' non è di per sé un fenomeno eccezionale, ma il cambiamento climatico ne sta rafforzando la componente anticiclonica - chiarisce il Cnr - il picco di alta pressione si sposta sempre più a nord, portando il caldo fino al nord della Francia, all'Inghilterra e persino alla Scandinavia". Inoltre, "le masse d'aria coinvolte sono sempre più calde, e questo si traduce in temperature al suolo via via più elevate. È così che si formano ondate di calore lunghe ed estese su tutto il continente. Perché questi blocchi anticiclonici si indeboliscano, servono correnti fredde e vortici abbastanza intensi da rompere la cupola di alta pressione, portando piogge e un calo delle temperature. Ma più l'atmosfera si scalda, più questa 'controparte fredda' si indebolisce, rendendo sempre più difficile spezzare il blocco".
Non basta. "A tutto questo si aggiunge un circolo vizioso legato alla temperatura del mare: un'atmosfera calda e stagnante riscalda anche il mare, che a sua volta rilascia calore nell'aria, amplificando il fenomeno. In questo periodo il Mar Ligure, il Golfo del Leone e il Mar di Corsica registrano temperature superficiali di 7-8°C superiori alla media stagionale (circa 28-29°C), mentre le coste italiane sono 4-5°C sopra la norma. Quando arriveranno i temporali, questo calore in eccesso si tradurrà anche in maggiore 'energia' per venti e piogge più intensi e violenti", la previsione degli esperti.
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Sarda News - Notizie in Sardegna
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