
(Adnkronos) - Elettra Lamborghini nella giuria di 'Tale e Quale Show'. Secondo quanto apprende l'Adnkronos, la cantante e showgirl sarebbe confermata nel cast della prossima edizione del programma di Rai1 condotto da Carlo Conti che tornerà in autunno. Nel cast è confermato anche il ritorno di Cristiano Malgioglio.
Prosegue, dunque, la collaborazione tra Elettra Lamborghini e la Rai. Oltre alla sua ultima partecipazione al festival di Sanremo con il brano ‘Voilà’, la cantante è tornata alla guida del docu-reality ‘Boss in incognito’, ha fatto parte del cast di ‘Canzonissima’, è stata co-conduttrice della prima edizione di ‘The Unknown – Fino all’ultimo bivio’ e ha debuttato come commentatrice italiana dell'Eurovision Song Contest, in coppia con Gabriele Corsi.

(Adnkronos) - Violento incidente stradale per Pier Silvio Berlusconi. Ieri sera, mercoledì 10 giugno, l'ad di Mfe - MediaForEurope è rimasto coinvolto in un sinistro mentre tornava a casa dal suo ufficio di Cologno Monzese. Secondo quanto apprende l'AdnKronos, il top manager ne è uscito praticamente illeso.

(Adnkronos) - Gruppo A in campo ai Mondiali 2026. Nella notte tra oggi, giovedì 11 giugno, e domani ,venerdì 12, nella giornata inaugurale della rassegna iridata di scena in Stati Uniti, Messico e Canada, la Repubblica Ceca sfida la Corea del Sud - in diretta tv e streaming - nella prima giornata della fase a gironi, dopo il match che ha aperto la nuova edizione della Coppa del Mondo tra Messico e Sudafrica.
La sfida tra Repubblica Ceca e Corea del Sud è in programma venerdì 12 giugno alle ore 4 della notte italiana. Ecco le probabili formazioni:
Corea del Sud (3-4-2-1): Seung gyu; Han-beom, Gi-hyuk, KimMin-jae: Tae-seok, Jae-sung, In-beom, Young-woo; Lee Kang-In, Son Heung-min; Hee-chan. Ct. Hong Myung-bo.
Repubblica Ceca (3-4-2-1): Kovar; Chaloupek, Hranac, Krejci; Coufal, Darida, Soucek, Jurasek; Provod, Sulc; Schick. Ct. Koubek.
Repubblica Ceca-Corea del Sud sarà trasmessa in diretta televisiva e in esclusiva su Dazn, visibile tramite smart tv. Il match sarà disponibile anche in streaming sull'app e sulla piattaforma web di Dazn.

(Adnkronos) - Jannik Sinner tra i Mondiali 2026 e... uno spoiler sul prossimo kit. Il tennista azzurro è tornato ad allenarsi a Montecarlo dopo il ko al secondo turno del Roland Garros e, dopo un breve periodo di vacanza, si prepara per Wimbledon, torneo a cui arriva da campione in carica e come favorito numero uno visto il forfait per infortunio di Carlos Alcaraz.
In un video diventato rapidamente virale sui social, Sinner ha risposto ad alcune domande a tema Mondiali, che prende il via oggi, giovedì 11 giugno, decretando la favorita per la vittoria finale: "Difficile... voto Francia", ha risposto con un sorriso Sinner, che poi si è esposto anche sulla sorpresa del torneo: "Mamma mia... sarà l'Austria".
A tifosi e appassionati però non è sfuggita la divisa indossata da Sinner nel video. L'azzurro si è presentato infatti in completo bianco, con un colletto ricamato con dettagli verde scuro. Quello indossato dal numero 1, insomma, sarà con ogni probabilità il kit che indosserà nel prossimo Wimbledon e che ha già trovato l'approvazione generale del web.

(Adnkronos) - "Umanizzare le cure vale come una medicina. Mi complimento con l’Ulss Marca Trevigiana e l’Oncologia dell'ospedale di Montebelluna, dove una paziente si è detta 'piena di gioia' per aver potuto avere al suo fianco l’amata cagnolina Joy durante la prima seduta di chemioterapia. E’ stata imboccata una strada ricca di significati, umani ma anche terapeutici, in primis sotto l’aspetto psicologico". Così il presidente della Regione Veneto Alberto Stefani commenta "con convinta condivisione" la prima esperienza di 'Pet Infusioni', effettuata al nosocomio montebellunese, con una paziente che aveva espressamente chiesto di avere vicino la sua labrador, prima durante la degenza post operatoria a Treviso, e ora per le sedute di chemioterapia.
"Barbara – aggiunge Stefani – è stata assecondata nel suo desiderio e ciò, per sua stessa ammissione, l’ha aiutata ad affrontare con più serenità un momento difficile della sua esistenza, quando, oltre al corpo, soffrono anche la mente e il cuore". "Il Progetto dell’Ulss 2 è sperimentale, ma mi auguro davvero che abbia gli esiti attesi e possa essere esteso in tutta l’Ulss, come si vorrebbe fare. Se la nostra sanità riesce anche a donare un sorriso ai malati grazie a iniziative come questa sarà stato fatto un grande passo avanti" conclude Stefani.
(Adnkronos) - I giovani e il lavoro al centro del progetto ‘Rete’ che vede coinvolti quasi 98mila giovani e oltre 7.500 iniziative realizzate in tutta Italia. I numeri del progetto sono stati presentati a Roma nel corso dell’evento nazionale “Rete Futuro”, promosso dal Ministro per lo Sport e i Giovani, attraverso il Dipartimento per le Politiche Giovanili e il Servizio Civile Universale in collaborazione con Invitalia per fare il punto sui risultati raggiunti e sulle prospettive di sviluppo dell’iniziativa. Il progetto Rete ha l’obiettivo di costruire un ponte tra i giovani e il mondo delle imprese, per accompagnare e orientare i ragazzi verso opportunità lavorative, anche in forma di autoimpiego, riducendo il mismatch fra scuola, università e sistema produttivo. Il cuore del progetto Rete sono gli Hub sul territorio: al momento sono 6 quelli attivi a Nuoro, Verona, Salerno, Novara, Brindisi e Palermo, con l’obiettivo di raggiungere 15 Hub entro il prossimo anno e, successivamente, almeno un Hub in ogni Regione.
Alla giornata hanno partecipato il Ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, il Capo Dipartimento Giuseppe Pierro, Danila Sansone, Responsabile Sviluppo Imprese di Invitalia, insieme a rappresentanti degli Hub territoriali, università, Camere di Commercio, imprese, partner e giovani beneficiari. “In due anni e mezzo abbiamo dato corpo ad una idea che abbiamo trovato, abbiamo noi avuto il merito di avere dato la vita a questo progetto. Ho cambiato un po’ il nome ‘rete’ che ha tanti significati positivi. Cercheremo di anticipare la fine della gioventù che arriva un po’ troppo avanti e cercheremo di sviluppare una legge quadro”, ha spiegato il Ministro per lo sport e i giovani Andrea Abodi durante l’incontro.
Nel corso dell’evento sono stati presentati i dati aggiornati al 15 maggio 2026, che confermano la crescita del progetto Rete e la capacità degli Hub di rispondere ai bisogni dei territori. Le iniziative complessive sono 7.548: 4.287 incontri di orientamento, 2.280 attività di formazione e 981 iniziative di animazione. Gli utenti coinvolti sono 97.990, tra cui 79.151 studenti, 14.108 disoccupati, Neet o giovani in cerca di occupazione e 3.682 imprese e aspiranti imprenditori. Sul fronte stage, 285 giovani hanno concluso il percorso al 31 marzo 2026: 123 sono stati inseriti nelle imprese ospitanti e 53 hanno trovato lavoro in altre aziende. Grazie a call, hackathon e laboratori, i ragazzi hanno presentato ben 673 progetti imprenditoriali, muovendo più di 3500 giovani e generando 312 domande di agevolazione per nuove attività con un impatto diretto sul lavoro con un'occupazione stimata in oltre 530 posti di lavoro creati, tra titolari, soci di start-up e dipendenti.
“Diversi gli Hub già aperti e altri che apriranno. Lo dobbiamo a tutti quelli che hanno avuto questa opportunità che sono la testimonianza viva dello spirito. Numeri che iniziano ad essere significativi, ci apprestiamo a raggiungere i 100mila ragazzi. Dobbiamo prendere atto delle difficoltà, delle inquietudini ma siete una prospettiva di speranza. La nostra responsabilità è non solo di offrire opportunità ma comunicare le vostre prospettive. Le Istituzioni non sono una controparte, anche se c’è ancora una distanza da colmare”, ha aggiunto Abodi che ha sottolineato come sia “l’espressione del lavoro di tanti, l’approccio del presente e del futuro deve essere frutto della pianificazione, è importante anche per i giovani la pazienza”.
Gli hub operativi che hanno generato questi numeri sono: Nuoro agrifood; Verona cultura e impresa creativa; Salerno agrifood; Novara - meccatronica, chimica verde e moda; Brindisi turismo, economia del mare e nuove tecnologie; Palermo startup innovative. Al 15 maggio 2026, i 312 giovani aspiranti imprenditori hanno completato il percorso presentando una domanda di finanziamento sulle misure gestite da Invitalia. Tra le principali: Resto al Sud (69 domande); Resto al Sud 2.0 (47); Borghi - Linea C (72); TOCC Digitale (44); TOCC Ecologica (10); Autoimpiego Centro-Nord (28); ON – Oltre Nuove Imprese a Tasso Zero (23). A queste si aggiungono Vita & Opportunità, Cultura Crea, Smart&Start Italia e Italia Economia Sociale.
“Investire sui giovani significa investire sulla capacità del Paese di innovare, crescere e competere nello scenario globale -ha sottolineato Bernardo Mattarella, Amministratore delegato di Invitalia-. Con il progetto Rete contribuiamo a costruire un ecosistema che abilita talento, riduce le distanze e genera valore. I risultati raggiunti, in termini di partecipazione, acquisizione di competenze e nuove iniziative imprenditoriali, confermano la validità di un modello che integra orientamento, formazione e accompagnamento, mettendo al centro le persone e il loro potenziale. È un’ulteriore dimostrazione di come una politica pubblica efficace possa tradursi in opportunità reali per i giovani e per lo sviluppo dei territori. L’impegno di Invitalia è continuare a rafforzare questo approccio, collaborando con il Dipartimento per le Politiche Giovanili, le istituzioni e i territori per rendere gli strumenti di sostegno sempre più accessibili e affiancare i giovani nel percorso di realizzazione della loro idea imprenditoriale”.
Le testimonianze dei giovani hanno rappresentato uno dei momenti centrali dell’evento, evidenziando il ruolo degli Hub come leva di attivazione. A Verona, Giacomo Bertolazzi ha raccontato la nascita della sua startup grazie all’accompagnamento dell’Hub e alla misura Autoimpiego Centro-Nord. Da Brindisi, Desirée Ruggiero, studentessa e campionessa di JuJitsu, ha evidenziato il valore dell’orientamento nel rafforzare consapevolezza e capacità di scelta. A Salerno, Giammarco Labraca ha condiviso il percorso che, a partire da una prima domanda non accolta, ha portato alla realizzazione di un centro sportivo, contribuendo anche alla rigenerazione di un’area urbana.
Particolarmente significativa la testimonianza degli studenti del Liceo Danilo Dolci di Palermo (Brancaccio), che hanno presentato progetti concreti per la scuola e la comunità: una caffetteria sociale, uno spazio teatrale, eventi musicali e attività sportive. Le storie hanno evidenziato l’impatto degli Hub in termini di orientamento, competenze, fiducia, impresa e lavoro. (di Emanuele Rizzi)

(Adnkronos) - L’ex presidente aggiunto della Corte dei Conti Tommaso Miele, indagato per corruzione nell’inchiesta della procura di Roma sul Ponte sullo Stretto, ha rassegnato le dimissioni dall’incarico di presidente del Collegio dei revisori dei Conti del Csm. Incarico che svolgeva prima a titolo gratuito e poi, dallo scorso marzo, retribuito con un compenso lordo di 27mila euro l’anno.
“Massima fiducia nell'attività della magistratura. Con il tempo si chiarirà la totale estraneità del mio assisto alle contestazioni”, ha affermato nei giorni scorsi l’avvocato Pier Paolo Dell’Anno, difensore di Miele.
Accanto allo storico birrificio Ichnusa di Assemini (Cagliari) è in
funzione un parco fotovoltaico di oltre 15 mila pannelli. Con una
capacità installata di 8,6 MW, è in grado di coprire l'intero
fabbisogno energetico diurno del sito produttivo, uno dei quattro
che Heineken possiede in Italia. L'impianto, realizzato da Engie
Italia in circa 9 mesi da settembre 2025, sorge nella zona
industriale, su un terreno di 13,7 ettari di proprietà del
birrificio, e può produrre circa 15 GWh l'anno.
(Adnkronos) - E' stata condannata a 18 anni di carcere per omicidio volontario Cinzia Dal Pino, l'imprenditrice balneare che la sera dell'8 settembre 2024 a Viareggio travolse e uccise con il proprio suv il ladro che le aveva rubato la borsa. Lo sentenza è stata emessa questa mattina dalla Corte d'Assise di Lucca. Dal Pino è stata ritenuta responsabile dell'investimento mortale di Noureddine Mezgui, 52enne di nazionalità marocchina, che le aveva portato via la borsa dall'auto, venendo poi inseguito e travolto in via Coppino. La Procura aveva chiesto l'ergsastolo per Dal Pino.

(Adnkronos) - "Mentre dal 15 giugno la Francia rende rimborsabili le terapie a base di tirzepatide e semaglutide per i pazienti con le forme più gravi di obesità, e dopo che il Regno Unito ha imboccato la stessa strada, in Italia milioni di persone continuano ad aspettare. Aspettano da quasi un anno: dall'approvazione della Legge 149/2025, che ha riconosciuto per prima al mondo l'obesità come malattia cronica, progressiva e recidivante". A riaccendere il dibattito è l'appello lanciato nei giorni scorsi dalla Società italiana dell'obesità (Sio), che ha scritto alle principali autorità politiche e sanitarie del Paese chiedendo di avviare una riflessione istituzionale su come garantire anche in Italia un accesso appropriato e sostenibile alle terapie innovative, sulla scia di quanto già fatto in Francia. "Avevamo accolto quella legge con enorme speranza. Eppure, a quasi un anno dal riconoscimento dell'obesità come patologia cronica, non è stato fatto nulla praticamente: sappiamo che i fondi ci sono, ma non vengono spesi. Ringrazio di cuore il presidente della Sio Buscemi per l'appello che ha lanciato qualche giorno fa alle Istituzioni per evitare che l’Italia e i pazienti rimangano indietro rispetto a paesi come Francia e Regno Unito. Mi unisco a quell'appello e chiedo nuovamente al Governo, alle Regioni e ad Aifa di ascoltarci" afferma Iris Zani, presidente di Amici Oltre il Peso, l’associazione nazionale che rappresenta i pazienti con obesità.
"A quasi un anno dall'approvazione della Legge 149/2025 - riprota una nota dell'Associazione Amici Oltre il Peso - gli obiettivi principali non sono stati ancora raggiunti: l'obesità non è ancora entrata nei Livelli essenziali di assistenza e i percorsi di presa in carico dei pazienti sono molto diversi da Regione a Regione, causando forti disuguaglianze tra i pazienti in base al luogo dove vivono. Non sono ancora stati avviati poi i programmi di formazione rivolti ai medici di medicina generale, che spesso sono il primo e unico punto di riferimento per le persone con obesità che non possono sostenere il costo di visite specialistiche non coperte dai Lea. Non è stato inoltre istituito l'Osservatorio previsto dalla legge per controllare l’impatto e la diffusione della patologia in Italia, né sono state realizzate campagne di sensibilizzazione Ministeriali per contrastare lo stigma".
"Non possiamo accettare che la possibilità di curarsi dipenda dal conto in banca. I pazienti fanno molta fatica ad iniziare un percorso di cura e sono costretti a sostenere di tasca propria il costo di terapie costose - conclude Zani -. Persino la Regione Lombardia, che aveva annunciato la creazione di un percorso verso un accesso a prezzo calmierato alle terapie, non ha ancora dato seguito a quell'impegno. Come associazione chiediamo a gran voce a tutte le Istituzioni nazionali e regionali che diano seguito agli impegni finora annunciati per restituire ai pazienti la possibilità di curarsi e raggiungere una migliore qualità di vita".

(Adnkronos) - Dopo 167 notti passate all’addiaccio, sotto una tenda davanti all’ospedale di Isernia, il sindaco Piero Castrataro, ha smantellato il suo presidio sorto in difesa dei reparti del Veneziale, messi a rischio dal nuovo Piano operativo sanitario del Molise.
''La tenda non c’è più ma la nostra battaglia in difesa dei reparti del Veneziale continua”, ha dichiarato Castrataro all’Adnkronos. Una battaglia che il primo cittadino vuole portare avanti, non solo per la sua città, ma anche in difesa degli altri ospedali della Regione, che dovranno subire tagli e ridimensionamenti previsti nel nuovo Piano Operativo, predisposto dai Commissari Bonamico e Di Giacomo. Per Isernia è prevista nel piano la chiusura del Punto Nascite e proprio questa è stata la scintilla che ha dato il via alla protesta della tenda di Castrataro, chiusa dopo quasi sei mesi.

(Adnkronos) - Il possibile successore di Milo Infante? "I direttori editoriali stanno valutando, a lui i miei migliori auguri, abbiamo collaborato per la riuscita della sua trasmissione ‘Ore 14'". Così ai giornalisti l’ad Rai Giampaolo Rossi a margine della presentazione del XVIII Premio Biagio Agnes, in merito al passaggio di Milo a infante a Mediaset.
"I direttori editoriali stanno rielaborando, anche perché siamo a ridosso della presentazione dei palinsesti", dice Rossi. Se ‘Ore 14’ rimarrà "sono valutazioni che faranno i direttori editoriali, facendo una serie di considerazioni", scandisce Rossi. “Siamo in una fase storica in cui il mercato è molto aperto, Rai ha acquisito tanti talent negli ultimi anni, ne ha persi anche alcuni. Fa parte di un mercato che è molto forte”, ma “alla fine la Rai rimane il luogo che riesce ad esprimere il maggior numero di talent su tutti i generi televisivi d’Italia. Da questo punto di vista continuiamo ad essere il maggior polo d’attrazione, anche quando i talent se ne vanno”, conclude Rossi.
Nella giornata di ieri, mercoledì 10 giugno, è stata ufficilizzata con una nota della tv pubblica e un comunicato di Cologno Monzese la decisione di Milo Infante di lasciare la Rai e approdare a Mediaset.
Secondo quanto trapelato, la decisione di lasciare la Rai sarebbe dovuta ad un mancato accordo economico: Infante avrebbe chiesto infatti di ottenere la qualifica di direttore ma la richiesta sarebbe stata giudicata impraticabile dalla Rai anche per la policy aziendale che vieta ai direttori la conduzione di programmi.
Nella nota Mediaset, Infante parla di un approdo importante: "Mediaset per me è un punto di arrivo. Ringrazio Pier Silvio Berlusconi per la fiducia e per l'opportunità di entrare a far parte di una realtà che rappresenta da sempre un punto di riferimento per la televisione italiana. Affronto questa sfida con entusiasmo, curiosità e con la voglia di mettere la mia esperienza al servizio di nuovi progetti e nuove idee".

(Adnkronos) - Si incontrano a Trieste, venerdì 12 (dalle ore 14) e sabato 13 giugno (dalle ore 8.30), i massimi esperti nazionali di riabilitazione uditiva, in occasione del forum sul tema 'Strategie integrate per la riabilitazione uditiva: dalle protesi acustiche all'impianto cocleare', promosso e organizzato dalla Clinica di Otorinolaringoiatria della Azienda universitario-ospedaliera Giuliano-isontina, a cura del direttore Giancarlo Tirelli. L’evento - informa una nota - permetterà di fare il punto sulle strategie diagnostiche e terapeutiche più innovative e sulle straordinarie tecnologie che permettono oggi di contrastare la sordità e di cogliere le grandi sfide sanitarie e sociali del nostro tempo. In Italia, infatti, l'ipoacusia interessa circa il 12% della popolazione, pari a oltre 7 milioni di persone, e la sua incidenza aumenta drasticamente con l'età: ne soffre 1 over 65 su 3, circa il 50% delle persone tra i 61 e gli 80 anni, e fino al 60% negli over 80. "Secondo gli studi scientifici più recenti – spiega Tirelli - il deficit uditivo è associato a isolamento sociale, decadimento cognitivo, depressione e aumento del rischio di demenza. L'ipoacusia, quindi, non è soltanto una riduzione della capacità di sentire: è una condizione che può compromettere la comunicazione, le relazioni sociali, l'autonomia personale e, nel lungo periodo, anche le funzioni cognitive. Oggi disponiamo di tecnologie straordinariamente efficaci che consentono di restituire una buona capacità uditiva anche a pazienti affetti da sordità molto grave. Il nostro obiettivo è diffondere una maggiore consapevolezza sull'importanza della diagnosi precoce e dell'accesso tempestivo ai percorsi riabilitativi".
In quest’ottica, il Ssn si conferma presidio a tutela del cittadino e delle sue disabilità uditiva: al centro dell’evento - si legge - ci saranno i temi più innovativi della robotica e microchirurgia. Si parlerà di smart implants e di intelligenza artificiale al servizio delle nuove generazioni di impianti cocleari. Nel programma, coordinato da Tirelli con la responsabile Impianti cocleari Cattinara Asugi Trieste Annalisa Gatto, si incontreranno e confronteranno gli specialisti di riferimento provenienti dai principali centri italiani di otorinolaringoiatria, audiologia e audioprotesi: dal direttore dell'Uo Audiologia presso la Fondazione Irccs/ ospedale Maggiore Policlinico di Milano Diego Zanetti, a Nicola Quaranta, direttore dell’Uoc di Otorinolaringoiatria dell'Aou Policlinico di Bari, ad Anna Rita Fetoni, ordinario di Audiologia e Foniatria al dipartimento di Neuroscienze e Scienze riproduttive ed odontostomatologiche dell'università degli studi di Napoli Federico II. Obiettivo degli esperti: affrontare l'intero percorso di cura del paziente con perdita uditiva, dalle più moderne protesi acustiche fino all'impianto cocleare, oggi considerato il trattamento di riferimento nei casi di sordità grave e profonda. Fra gli argomenti in programma figurano anche nuove indicazioni implantologiche quali sordità monolaterale, acufene, malattia di Ménière e neurinoma dell'acustico, oltre alle più recenti innovazioni nel campo dell'intelligenza artificiale, della robotica e della telemedicina applicate alla riabilitazione uditiva.
"L'appuntamento - prosegue la nota - rappresenta anche un riconoscimento del ruolo che Trieste ha assunto negli ultimi anni nel settore della chirurgia otologica e dell'impianto cocleare. La Clinica Otorinolaringoiatrica triestina è infatti uno dei principali centri di riferimento per la riabilitazione chirurgica della sordità nell'adulto e ha già eseguito oltre 200 impianti cocleari, sviluppando competenze riconosciute a livello nazionale nella selezione dei candidati, nel trattamento chirurgico e nel successivo percorso riabilitativo. A cominciare dal primo intervento di impianto cocleare (orecchio bionico) realizzato nel dicembre 2025 utilizzando un braccio robotico dedicato al supporto della mano del chirurgo: garantendo così la massima precisione nell'inserimento dell'elettrodo nella coclea". La presenza "a Trieste di alcuni tra i maggiori esperti italiani del settore conferma il livello di eccellenza raggiunto dalla nostra realtà clinica e universitaria - conclude Tirelli -. L'innovazione tecnologica sta cambiando profondamente il modo di trattare la sordità e vogliamo che il Friuli Venezia Giulia continui a essere protagonista di questa evoluzione». I moderni impianti cocleari realizzati alla Orl di Trieste integrano sistemi basati su Ia capaci di analizzare le caratteristiche anatomiche e determinare la lunghezza ottimale dell'elettrodo. I dispositivi dispongono inoltre di memorie interne per salvare le mappature personalizzate del paziente.

(Adnkronos) - “Il motivo di questa seconda relazione è dovuto al fatto che nel primo rapporto sono emersi problemi molto importanti sulla qualità di vita. Noi abbiamo analizzato la tossicità finanziaria, guardando anche come le donne debbano pagarsi i controlli del follow-up perché, per problemi di lista d'attesa, non trovano facilità di appuntamento. Abbiamo visto come debbano provvedere da sole a comprarsi tante cose che dovrebbero essere erogate sia dal servizio sanitario che, comunque, dai servizi”. Così Flori Degrassi, presidente di Andos Nazionale (Associazione nazionale donne operate al seno), intervenendo in occasione della presentazione del II Rapporto Andos-Crea Sanità 'Effetti collaterali del cancro alla mammella: qualità di vita' a Roma.
“Quello che è emerso, però, è anche la scarsa qualità di vita delle donne operate, perché c'è ancora una media molto bassa rispetto a quella nazionale. In Italia la qualità di vita delle donne tra i 18 e i 64 anni è a quota 0,90; qui è emerso lo 0,78, quindi veramente molto bassa. Allora abbiamo cercato di capire perché ci sia questa scarsa qualità di vita nelle donne operate di cancro", ha aggiunto Degrassi. L'indagine ha analizzato diversi ambiti attraverso questionari internazionali, prendendo in esame ansia e depressione, qualità della vita sotto il profilo fisico e psicologico, il mondo del lavoro, i rapporti sessuali, la genitorialità, la progettazione del futuro e l'utilizzo dei social media.
"Da questo è emerso un quadro molto complesso. È emerso che il 10% delle donne lascia il lavoro, il 20% riduce le ore di lavoro e il 7% cambia tipo di impiego. È emerso anche che a livello italiano, come sempre, c'è un grande problema di divario tra Nord, Centro e Sud, ma da questa indagine il Centro non ne esce affatto bene. I problemi delle donne giovani sono diversi da quelli delle donne di una certa età: mentre queste ultime si preoccupano per l'evoluzione della malattia, le donne giovani sembra che non abbiano neanche il tempo di occuparsene, perché devono concentrarsi sul loro ruolo sociale, sui problemi familiari e sul loro ambito lavorativo. Inoltre, il 22,5% delle donne rinuncia addirittura a un'evoluzione di carriera", ha concluso Degrassi.

(Adnkronos) -
L’editing del genoma è efficace anche nei bambini più piccoli. Due studi internazionali riportati in un articolo pubblicato sul 'New England Journal of Medicine' dimostrano che la terapia basata sulla tecnologia Crispr-Cas9, la cosiddetta 'forbice' molecolare, elimina la necessità di trasfusioni nei pazienti con beta-talassemia trasfusione-dipendente e previene le crisi vaso-occlusive nei bambini con anemia falciforme. Le ricerche, di cui l'ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma è tra i principali centri di arruolamento, estendono ai pazienti tra i 5 e gli 11 anni i risultati già ottenuti negli adolescenti e nei giovani adulti. "L'estensione dell'efficacia della terapia ai bambini più piccoli rappresenta un passaggio importante, perché consente di intervenire prima che la malattia provochi danni, anche irreversibili, agli organi" spiega Franco Locatelli, responsabile del Centro studi clinici oncoematologici e terapie cellulari del Bambino Gesù e coordinatore internazionale dei 2 studi.
"La talassemia e l’anemia falciforme sono le due malattie ereditarie del sangue più diffuse al mondo. Entrambe sono causate da mutazioni dei geni coinvolti nella produzione dell’emoglobina, la proteina dei globuli rossi che trasporta l’ossigeno nell’organismo - continua la nota del Bambino Gesù - Nelle forme più gravi di beta-talassemia, la ridotta o assente produzione delle catene beta dell’emoglobina rende necessarie trasfusioni di sangue regolari per tutta la vita, associate a terapie per contrastare il sovraccarico di ferro. Nell’anemia falciforme, invece, l’alterazione della struttura dell’emoglobina provoca la formazione di globuli rossi a forma di falce che possono ostruire i piccoli vasi sanguigni, causando crisi vaso-occlusive dolorose e danni progressivi a diversi organi. In Italia si stimano circa 6.000 pazienti con talassemia e circa 2.000 con anemia falciforme. Nonostante i progressi delle terapie convenzionali, entrambe le patologie continuano ad avere un impatto significativo sulla qualità e sull’aspettativa di vita dei pazienti.
I dati pubblicati sul 'New England Journal of Medicine' riguardano due studi internazionali di Fase 3 condotti in pazienti di età compresa tra 5 e 11 anni con beta-talassemia trasfusione-dipendente e anemia falciforme. "Le due sperimentazioni, denominate Climb THAL-141 e Climb SCD-151 e promosse da Vertex Pharmaceuticals, rappresentano la naturale prosecuzione degli studi che hanno portato all’approvazione della terapia nei pazienti di età superiore ai 12 anni, con un attuale limite in Italia fino ai 35 anni di età - spiegano i ricercatori - L'editing del genoma con tecnologia Crispr-Cas9 modifica in modo mirato specifiche sequenze del Dna delle cellule staminali emopoietiche del paziente, riattivando la produzione di emoglobina fetale. Si tratta, quindi, di una sorta di chirurgia molecolare. Il trattamento agisce sul gene BCL11A, responsabile del blocco della produzione di emoglobina fetale dopo la nascita. La sua inattivazione consente alle cellule del sangue di riattivare la sintesi di emoglobina fetale, una forma di emoglobina in grado di compensare il difetto alla base delle due malattie".
Nello studio dedicato alla talassemia sono stati trattati 15 bambini. Gli 8 pazienti che avevano completato il periodo minimo di follow-up richiesto per la valutazione dell’efficacia hanno tutti raggiunto l’indipendenza dalle trasfusioni per almeno 12 mesi consecutivi. Inoltre, nessun paziente ha più avuto bisogno di trasfusioni dopo il periodo iniziale necessario all’attecchimento delle cellule corrette. I livelli di emoglobina si sono mantenuti stabilmente all’interno dell’intervallo di normalità per l’età, grazie alla riattivazione della produzione di emoglobina fetale. Nello studio sull’anemia falciforme sono stati trattati 11 bambini. Anche in questo caso tutti gli 8 pazienti valutabili hanno raggiunto l’obiettivo principale dello studio, risultando liberi da crisi vaso-occlusive per almeno 12 mesi consecutivi. Dopo il trattamento non è stata inoltre osservata alcuna crisi vaso-occlusiva nei bambini arruolati, né ricoveri ospedalieri correlati alla malattia.
"Questi risultati dimostrano che l'editing del genoma può essere utilizzato con successo anche nei bambini sotto i 12 anni di età, offrendo la possibilità di intervenire prima che la malattia determini danni d'organo irreversibili. Si tratta di un passo importante verso l'estensione di terapie potenzialmente curative a una fascia di pazienti che fino a oggi aveva opzioni terapeutiche limitate» aggiungono Franco Locatelli e Mattia Algeri che hanno seguito i pazienti presso l’ospedale pediatrico della Santa Sede.
I risultati osservati nei bambini sono sostanzialmente "sovrapponibili a quelli già documentati negli adolescenti e nei giovani adulti. Anche il profilo di sicurezza è risultato coerente con quanto già osservato negli studi precedenti e con quello atteso per il condizionamento mieloablativo, una chemioterapia preparatoria necessaria a fare spazio nel midollo osseo alle nuove cellule geneticamente modificate. Gli eventi avversi più rilevanti sono risultati correlati principalmente al busulfano, farmaco utilizzato in questa fase preparatoria", conclude la nota.

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(Adnkronos) - È morto a 90 anni Natalino Irti, tra i più autorevoli giuristi italiani del secondo Novecento e una delle voci più influenti del diritto civile contemporaneo. Originario di Avezzano, in Abruzzo, professore ordinario dal 1968, accademico dei Lincei, presidente emerito dell’Istituto italiano per gli studi storici e a lungo docente all’Università di Roma La Sapienza, Irti ha attraversato università, istituzioni, grandi imprese pubbliche e professione forense con un ruolo di primo piano nel dibattito giuridico nazionale.
Allievo di Emilio Betti, Irti ha insegnato nelle università di Sassari, Parma, Perugia e Torino. Nel 1977 è stato chiamato alla facoltà di Giurisprudenza della Sapienza, dove ha insegnato istituzioni di diritto privato, diritto civile e teoria generale del diritto, contribuendo alla formazione di generazioni di studiosi, magistrati, avvocati e operatori del diritto.
Il suo nome resta legato soprattutto a “L’età della decodificazione”, opera con cui ha interpretato la progressiva perdita di centralità del codice civile e la nascita di sottosistemi normativi autonomi, governati da logiche e principi propri. Una riflessione che ha segnato in profondità il modo di leggere il diritto privato nell’Italia contemporanea, aprendo un confronto sul ruolo della dottrina, sulla certezza del diritto e sul rapporto tra codici, leggi speciali, economia e potere politico.
Negli anni successivi Irti ha ampliato il proprio campo di indagine ai fondamenti stessi del diritto, alla crisi delle ideologie, alla globalizzazione, alla tecnica e al rapporto tra diritto e verità. Opere come “Nichilismo giuridico”, “Il salvagente della forma”, “Diritto senza verità” e “La tenaglia” hanno consolidato la sua figura di giurista-filosofo, attento non solo alla struttura degli istituti civilistici ma anche alle trasformazioni profonde della modernità giuridica.
Alla carriera accademica Irti ha affiancato un’intensa attività professionale e istituzionale. Alla guida dello Studio Legale Irti, che esiste dal 1911, ha operato nei campi del diritto civile, commerciale e amministrativo, seguendo importanti gruppi finanziari e industriali, medie e piccole imprese, casi arbitrali e giudiziari di rilievo e consulenze di primaria importanza. Lo studio, specializzato tra l’altro in telecomunicazioni, diritto societario, procedure concorsuali, riorganizzazione di gruppi, immobiliare e assicurativo, è stato spesso chiamato ad affiancare grandi law firm nazionali e internazionali.
Irti ha ricoperto anche incarichi di vertice nel mondo economico e pubblico: è stato presidente del Credito Italiano, vicepresidente dell’Enel, membro del Cda dell’Iri e del Comitato per le privatizzazioni. Dal 1985 al 1987 è stato consigliere comunale di Roma, eletto nelle liste del Partito liberale italiano. È stato inoltre membro del Consiglio nazionale forense e condirettore di importanti riviste giuridiche.
Negli ultimi anni aveva promosso la Fondazione “Nicola Irti”, nata per sostenere opere di carità e iniziative culturali, dedicata allo zio, che nel 1911 aprì lo studio legale di famiglia.

(Adnkronos) - Ammontano a oltre mezzo miliardo di euro i crediti fiscali connessi ad agevolazioni edilizie per lavori da 'Superbonus 110' mai realizzati sequestrati dai finanzieri del Comando provinciale di Siracusa, su disposizione della Procura. Le indagini, sviluppate in stretta collaborazione con il Nucleo speciale Tutela entrate e repressione frodi fiscali di Roma e il settore Contrasto illeciti dell’Agenzia delle Entrate, hanno consentito di ricostruire "un sofisticato e pericoloso sistema illecito" posto in essere da un'organizzazione criminale con ramificazioni in tutta Italia. Ai 12 indagati sono contestati i reati di associazione per delinquere, truffa aggravata ai danni dello Stato, riciclaggio e autoriciclaggio, nonché l’emissione di fatture per operazioni inesistenti.
Oltre 60 le società individuate su tutto il territorio nazionale, la maggior parte delle quali apparentemente fittizie (ovvero sprovviste di sede operativa, dipendenti, attrezzature e qualsivoglia struttura imprenditoriale), che sembrerebbero aver eseguito documentalmente interventi milionari di riqualificazione edilizia su 22 condomini nelle province di Bergamo, Como, Macerata, Messina, Monza Brianza, Padova, Pavia, Roma, Salerno, Siracusa, Varese, Vercelli e Verona.
Nella realtà, i dati degli immobili, effettivamente esistenti, sui quali erano in corso o erano già stati realizzati lavori di riqualificazione edilizia da imprese completamente estranee, sarebbero stati utilizzati dall’organizzazione criminale all’insaputa di amministratori e proprietari. Secondo l'accusa, a capo del gruppo criminale ci sarebbero alcuni professionisti attivi in Lombardia, incaricati di reperire prestanome a cui intestare formalmente le società coinvolte e presumibilmente attribuire le eventuali responsabilità penali. "L’anello esecutivo risulterebbe individuabile in due professionisti della provincia di Chieti - spiegano gli investigatori delle Fiamme gialle -, abilitati ad accedere alla piattaforma 'cessione crediti' dell'Agenzia delle Entrate". I due, dietro compenso per ciascuna pratica inserita, avrebbero trasmesso oltre 2.000 comunicazioni che hanno permesso di generare i crediti fittizi nei cassetti fiscali delle società formalmente esecutrici dei lavori.
Ai 12 indagati sono contestati i reati di associazione per delinquere, truffa aggravata ai danni dello Stato, riciclaggio e autoriciclaggio, nonché l’emissione di fatture per operazioni inesistenti. Ulteriori dettagli sull’operazione saranno comunicati nel corso di una conferenza stampa, convocata alle 11 nella sede del Comando provinciale della Guardia di finanza di Siracusa, alla presenza del procuratore, del comandante provinciale, del comandante del Nucleo speciale tutela entrate e repressione frodi fiscali delle Fiamme gialle e del capo settore Contrasto illeciti dell’Agenzia delle Entrate.

(Adnkronos) - Innovazione e formazione, competenze e programmazione del comparto produttivo: sono le nuove sfide dell’ingegneria clinica per il governo delle tecnologie per la salute e i temi della giornata d’avvio del 26.esimo Convegno nazionale dell’Associazione italiana ingegneri clinici, in corso a Torino fino al 13 giugno presso le Officine grandi riparazioni. Due sessioni hanno coinvolto i partecipanti e stakeholder: ‘Touchpoint ingegneria clinica’, evento aperto alle scuole, università e alle agenzie della formazione avanzata, e ‘Connessioni di Valore: impresa sanità e innovazione’, dialogo con rappresentanti nazionali e regionali della produzione e della programmazione.
Nel primo evento - riporta una nota - proponendo un un excurus storico professionale, Lorenzo Leogrande, presidente del Convegno nazionale Aiic, ha ricordato che “la professione dell’ingegnere clinico, nel tempo si è evoluta. Negli anni '60 era la figura che si occupava di manutenzione delle tecnologie, ma, dalla riforma sanitaria del 1978 in poi, il ruolo ha seguito l’evoluzione della tecnologia, fino ad arrivare al prodotto, alla sua valutazione. Oggi – ha affermato - non basta far funzionare un dispositivo in sicurezza o acquistare in modo sostenibile: l’ingegnere clinico deve impattare sui processi e il loro utilizzo, ottimizzare i processi. Nel futuro questo professionista non sarà solo parte, ma motore dell’innovazione”.
Paola Freda, già presidente Aiic - prima donna a ricoprire questo incarico nell’Associazione - ha puntualizzato che "per un’autentica formazione, è necessaria la curiosità e l’originalità di essere umani: anche in tempi di intelligenza artificiale ed evoluzione tecnologica galoppante, è l’umano a fare la dfferenza”. Giovanni Poggialini, del direttivo Aiic e coordinatore dei corsi di formazione del Convegno, ha ricordato che ora la responsabilità dell’ingegnere clinico i regge su competenze tecniche più ampie che nel passato: “Partecipare alla progettazione di una sala operatoria, ibridizzarla, riempirla di tecnologia non basta - ha sottolineato - devo sapere quanti pazienti posso curare, come organizzare il sistema perché possa fornire più salute. Questa è la gestione operativa: studiare i processi produttivi dell’azienda sanitaria e fare in modo che i processi produttivi vengano ottimizzati”.
Da qui il concetto di "professione ponte", proposto dal pro-rettore del Politecnico di Torino, Filippo Molinari, che ha evidenziato come la professione dell'ingegnere clinico si trovi ad essere “un ponte tra chi sviluppa e produce la tecnologia e chi la impiega per risolvere problemi. All'ingegnere clinico è infatti chiesto di occuparsi dell'integrazione della tecnologia in quelli che sono i flussi clinici, diagnostici o terapeutici, che sono necessari per fornire un buon servizio al cittadino. Il mondo della medicina, della salute - ha ribadito - è uno degli ambiti in cui le innovazioni tecnologiche sono più rapidamente assorbite e integrate perché permettono diagnosi più precoci, migliori cure, un valore maggiore in termini di salute. Le nuove tecnologie vanno valutate per quello che effettivamente possono fare, per il valore che apportano”.
Con un contributo scritto efficace e puntuale, l'assessore regionale alla formazione Daniela Cameroni ha ricordato, nella seconda sessione, che per affrontare la trasformazione in atto nell’incrocio tra bisogni di salute e tecnologie avanzate "servono programmazione, visione e una forte collaborazione tra istituzioni, sistema sanitario, università e mondo produttivo. Il Piemonte ha tutte le carte in regola per essere protagonista di questa sfida: eccellenze universitarie, centri di ricerca di livello internazionale, un tessuto industriale innovativo e competenze professionali di altissimo livello. In questo scenario - ha spiegato - il ruolo degli ingegneri clinici è strategico, perché realizza il collegamento tra innovazione tecnologica e bisogni assistenziali, tra ricerca e applicazione concreta. E’ dall’alleanza tra competenze, ricerca, tecnologia e formazione che può nascere la sanità del futuro. Una sanità nella quale l’innovazione nasce sì in corsia, ma cresce grazie alle competenze".
Intervenendo nella sessione dedicata alla connessione tra innovazione sanitaria, sviluppo industriale e sostenibilità, l’assessore al bilancio ed alle attività produttive regionali, Andrea Tronzano ha precisato, con un suo testo, che oggi il “Piemonte può essere uno dei principali ecosistemi italiani ed europei delle tecnologie per la salute e l’healthtech rappresenta uno degli ambiti nei quali queste azioni possono generare il maggiore valore economico e sociale. Un ruolo particolarmente importante nell’healtech - ha osservato - è svolto dagli ingegneri clinici, che rappresentano il punto di incontro tra bisogni di cura, innovazione tecnologica e capacità organizzativa. La sfida che abbiamo davanti è costruire una governance stabile e una visione condivisa che metta in connessione ospedali, università, centri di ricerca, imprese e istituzioni".
Per Alessandro Preziosa, presidente Associazione elettromedicali e servizi integrati, confindustria Dispositivi medici, la disanima della situazione deve anche partire dalla capacità dell'ambito produttivo di "essere resiliente in uno scenario particolarmente difficile come quello che abbiamo vissuto negli scorsi anni, segnati da payback, pressione fiscale e varie crisi, non ultime quelle dovute ai conflitti in corso". Il segnale lanciato da Preziosa è chiaro: "da soli non riusciremo più a sostenere il peso di un mercato che è sempre più esigente, che chiede innovazione continua. Quello che facciamo di mestiere - progettare e introdurre nel mercato tecnologie nuove - deve radicarsi in un ambiente sostenibile, altrimenti facciamo fatica a continuare a inserire i nostri investimenti in ricerca e sviluppo e portarli in un mercato sempre più complesso".
In questa sessione anche Cesare Mangone, Unione Industriali Torino, Gennario Broya de Lucia, presidente nazionale Conflavoro Pmi Sanità, Alberta Pasquero, Bio Industry Park e Adriano Leli, presidente Fare, hanno messo l'accento sulle problematiche vissute dal mondo produttivo - in particolare Pmi e startup - ma anche sulle opportunità rappresentate dalla dinamicità di alcuni settori imprenditoriali, e dalla capacità del mondo dei provveditori di interpretare l'innovazione in termini di procurement.
In conclusione Mario Alparone, direttore generale FinPiemonte, ha sottolineato come occorra sviluppare un nuovo modello di sanità, perchè quello attuale rischia di non essere più sostenibile. "Un modello - ha chiarito Alparone - non lo si costruisce a tavolino, ma partendo dalle competenze reali, dal cinvgimento strategico di professionisti che sono in grado di offrire già la prima risposta concreta". In questo senso Mangone ha invitato Aiic a farsi protagonista delle proposta di realizzare “tavoli di confronto” tra professioni, istituzioni, mondo della sanità e mondo produttivo per sviluppare nuove e più avanzate forme di collaborazione tra i protagonisti del comparto delle tecnologie healthcare. Una proposta che è stata ripresa immediatamente da Umberto Nocco, presidente Aiic e Alessio Rebola, coordinatore Aiic Piemonte con estremo favore, a conferma della possibilità che gli ingegneri clinici siano "ponte" tra professioni, ambiti strategici e tra presente e futuro.

(Adnkronos) - “La professione dell'ingegnere clinico è una delle più importanti quando parliamo di innovazione tecnologica e di salute pubblica. La sanità è un settore che recentemente è stato fortemente impattato da un'evoluzione tecnologica ad ampio spettro. Di solito si cita sempre l'intelligenza artificiale. In realtà, però, ci sono tante altre nuove tecnologie che sono entrate in modo molto massivo ultimamente nel mondo della sanità, a cominciare dai sensori alle tecniche ottiche, alla robotica. Questo ovviamente fa sì che ci debba essere per forza un ponte tra chi sviluppa e produce la tecnologia e chi la impiega per risolvere problemi. E l'ingegnere clinico è fondamentale da questo punto di vista perché, oltre a occuparsi della tecnologia, si occupa ovviamente anche dell'integrazione della tecnologia in quelli che sono i flussi clinici, diagnostici o terapeutici, che sono alla base per fornire un buon servizio al cittadino”. Lo ha detto Filippo Molinari, professore ordinario di Bioingegneria al Politecnico di Torino, intervenendo al Convegno nazionale dell’Aiic-Associazione italiana ingegneri clinici, in corso fino al 13 giugno nel capoluogo piemontese.
“Anche la formazione ha dovuto rivoluzionarsi per andare di pari passo con l'evoluzione tecnologica - sottolinea Molinari - Con le nuove tecnologie come l’intelligenza artificiale, la robotica e i sistemi più complessi, non è sufficiente ampliare l'offerta formativa. Bisogna anche cercare di fornire tutte quelle competenze che sono la base della professione e fanno da ponte tra la tecnologia pura e la tecnologia applicata. Dal punto di vista della ricerca e dell’innovazione tecnologica, parlare con i clinici o con i medici è complicato perché quasi mai si parla la stessa lingua - osserva - Uno dei compiti dell’ingegnere clinico è fare da ponte tra due mondi: quello medico e quello tecnologico”. questo è particolarmente importante se si considera che “il mondo della medicina, della salute, è uno degli ambiti in cui le innovazioni tecnologiche sono più rapidamente assorbite e integrate perché permettono diagnosi più precoci, migliori cure, un valore maggiore in termini di salute. Ma non tutte le novità sono innovazione - avverte Molinari - Le nuove tecnologie vanno valutate per quello che effettivamente possono fare, per il valore che apportano.

(Adnkronos) - Jason Momoa e Lisa Bonet di nuovo insieme ma solo per celebrare un momento importante. I due attori statunitensi avevano annunciato la fine del loro matrimonio nel 2022, ma tra i due è rimasto un profondo legame, dettato soprattutto dall'amore verso i loro figli, Lola Iolani Momoa, 18 anni, e Nakoa-Wolf Manakauapo Namakaeha Momoa, 17 anni.
E proprio pochi giorni fa si sono ritrovati vicini in occasione della cerimonia di diploma del liceo della loro primogenita, che si è tenuta alla California State University di Los Angeles. Le foto scattate mostrano Jason Momoa e Lisa Bonet accanto alla 18enne, sorridenti e felici di condividere al fianco della figlia questo traguardo.
Jason Momoa avrebbe lasciato la produzione cinematografica di Heeldrivers. Secondo quanto riportato da Deadline, il noto attore avrebbe abbandonato il film prodotto da Sony Pictures e PlayStation Productions, dedicato allo sparatutto di Arrowhead Game Studios. Al momento non è stato chiarito il motivo per cui Momoa abbia fatto dietrofront, ma la produzione avrebbe perso così il suo volto principale.
La distribuzione del film sarebbe prevista per il 10 novembre 2027. Il videogioco narra le vicende di Helldivers, che come come descritto da Playstation deve "lavorare insieme per proteggere la Super Terra e sconfiggere i nemici dell'umanità in un'intensa guerra intergalattica".
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