
(Adnkronos) - "E' un evento monumentale". Gianni Infantino, presidente della Fifa, alza il sipario sui Mondiali 2026 che si aprono l'11 giugno. Il numero 1 del calcio mondiale si presenta con una conferenza stampa fiume, stile Donald Trump. Oltre un'ora di dichiarazioni, tra messaggio iniziale e risposte ai media. I temi spinosi non mancano. Dalla presenza dell'Iran al prezzo dei biglietti, dal ruolo 'ingombrante' di Donald Trump all'esclusione dell'arbitro somalo Omar Artan.
"Sono andato a trovare l'Iran a marzo nel ritiro in Turchia. Ho promesso alla squadra che sarebbe venuta ai Mondiali, sarei andato io a prendere tutti con un autobus", dice Infantino chiarendo che i dubbi sono stati fugati 3 mesi fa: tutti i ragionamenti e le ipotesi sul ripescaggio dell'Italia, quindi, non hanno mai avuto sostanza. "Quando l'Iran giocherà, lo stadio sarà pieno e ci sarà un'atmosfera eccezionale: dimenticheremo tutto il resto e potremo pensare ad una partita. Sono felice e sono orgoglioso del lavoro fatto dal mio team", dice Infantino.
L'avvicinamento ai Mondiali è stato segnato dall'esclusione dell'arbitro somalo Omar Artan. Il direttore di gara, sbarcato a Miami sabato scorso, è stato respinto dalle autorità degli Usa per legami con sospetti terroristi. "E' una situazione spiacevole e sfortunata", dice Infantino. "È spiacevole quello che è successo a Omar. Ma non possiamo controllare tutto. Non siamo ad un livello superiore rispetto ai governi, non siamo i re del mondo: siamo un'organizzazione sportiva e cerchiamo di fare il massimo con i mezzi che abbiamo".
Sui Mondiali, inutile negarlo, c'è l'impronta di Donald Trump. Il presidente degli Stati Uniti "ha capito immediatamente la grandezza e l'impatto dei Mondiali, ha dato istruzioni all'amministrazione per collaborare e dare supporto. Stiamo parlando della più grande potenza mondiale, certe cose vanno considerate: ne abbiamo parlato con loro prima del torneo", dice Infantino. "Ho un rapporto eccellente col presidente Trump, l'ho conosciuto durante il suo primo mandato. Stiamo collaborando strettamente durante il suo secondo mandato. Senza il suo impegno, sarebbe stato semplicemente impossibile organizzare i Mondiali negli Stati Uniti. E' determinante potersi confrontare con lui su temi importanti e poter mettere tutto sul tavolo per spiegare, senza avanzare richieste particolari: io la vedo così", dice il presidente della Fifa.
Trump non ha mancato di criticare, negli ultimi mesi, i prezzi dei biglietti: troppo alti, ha detto il presidente americano. Infantino difende la strategia della Fifa e snocciola numeri a sostegno della propria posizione. "Abbiamo venduto oltre 6 milioni di biglietti ad oggi. La richiesta è stata senza precedenti, un numero assolutamente incredibile", dice. "I prezzi più bassi, 60 dollari, sono inferiori a quelli dei biglietti delle partite degli sport americani. Lo stesso vale per il prezzo medio dei tagliandi. Il mercato è questo, se avessimo venduto i biglietti a prezzi più bassi sarebbero finiti sul mercato secondario a costi molto più alti. Il denaro dove sarebbe finito? Se li vendiamo noi, ogni dollari che entra viene destinato allo sviluppo del calcio".

(Adnkronos) - "Vorrei dire che, per quanto riguarda l'Iran, sono molto contento, perché sono andato a vedere la nazionale iraniana in Turchia a marzo di quest'anno. Dicevano che l'Iran non sarebbe potuto venire ai Mondiali, ma io ho promesso loro che sarebbero venuti e che, se necessario, avrei preso un autobus per Teheran e li avrei accompagnati qui. La loro risposta è stata: "Prenderemo l'autobus e, se necessario, guideremo noi stessi. Ci siamo qualificati e vogliamo giocare". Questo è lo spirito del calcio". Queste le parole del presidente della Fifa Gianni Infantino in conferenza stampa a Città del Messico alla vigilia dell'inizio dei Mondiali 2026, l'11 giugno allo stadio Azteca tra Messico e Sudafrica.
"Ci sono delle difficoltà, non è facile, ma non so chi altro avrebbe potuto garantire, in queste circostanze – su cui non avevamo alcun controllo – che l'Iran potesse venire a giocare. Quando l'Iran giocherà, lo stadio sarà pieno e spero che ci sarà un'atmosfera positiva, perché questo è il calcio: si tratta di persone che dimenticano la realtà e si concentrano sulla partita e sulla squadra. Sono molto contento che siamo riusciti a convincere l'Iran a venire a giocare. Sono orgoglioso del lavoro svolto dalla mia squadra", ha aggiunto Infantino.
Il caso dell'arbitro somalo
Il presidente della Fifa, ha definito "sfortunato e spiacevole" il caso dell'arbitro somalo dei Mondiali, Omar Artan, a cui è stato negato l'ingresso negli Stati Uniti. "È spiacevole quello che è successo a... Omar, l'arbitro somalo. Ma, ripeto, non possiamo controllare tutto", ha dichiarato Infantino alla vigilia del torneo. "Cerchiamo sempre di trovare soluzioni, ma dobbiamo anche rispettare il fatto che non siamo i Re del mondo che possono governare governi e forze di polizia, siamo un'organizzazione sportiva", ha aggiunto.
Artan, eletto miglior arbitro africano lo scorso anno, ha insistito di avere il visto corretto per entrare negli Stati Uniti, ma è stato respinto all'aeroporto internazionale di Miami e poi imbarcato su un volo di ritorno in Turchia nel fine settimana. Un funzionario del Dipartimento di Stato americano ha affermato che l'arbitro era "associato a presunti membri di organizzazioni terroristiche", rendendo quindi "il viaggiatore non idoneo all'ingresso negli Stati Uniti". Artan sarebbe stato il primo arbitro somalo a dirigere una fase finale dei Mondiali. Un giornalista britannico ha chiesto a Infantino se, a suo parere, la Fifa avesse "perso il controllo" del proprio torneo a causa del caso Artan e della decisione di Washington di negare i visti a 15 membri dello staff tecnico della nazionale iraniana.
"Nel 2035, credo, o almeno lo speriamo, i Mondiali femminili si terranno nel Regno Unito. Riterreste normale che la Fifa detti al governo britannico chi far entrare nel Paese e chi no? Non so, forse lo trovate normale?", ha chiesto Infantino che ha invitato i media a "calmarsi e rilassarsi", chiarendo in seguito di non voler insinuare che la Fifa non stesse facendo nulla riguardo a questioni come i visti. "Quando dico calmarsi, non intendo rilassarmi e non fare nulla. Intendo che stiamo lavorando", ha affermato. "Il nostro è un mondo molto aggressivo, la sicurezza è la priorità assoluta".
Il rapporto con Donald Trump
"Ho un ottimo rapporto con il presidente Trump. Ne sono molto felice. L'ho conosciuto durante il suo primo mandato e ora stiamo lavorando molto a stretto contatto in questo secondo mandato. Senza il suo coinvolgimento e la sua partecipazione, penso che sarebbe stato, semplice così, impossibile organizzare una Coppa del Mondo negli Stati Uniti", ha sottolineato Infantino. "Ha compreso immediatamente la portata e l'impatto della Coppa del Mondo e ha incaricato sia l'amministrazione di aiutare e assistere", haaggiunto Infantino.
Il Mondiale come 104 Super Bowl
"Il Mondiale di calcio è il più grande evento nella storia dell'umanità", ha detto il presidente della Fifa Gianni Infantino, paragonandolo "a 104 Super Bowl in un solo mese".
"Un grandissimo grazie anche ai tifosi, ai tifosi che sono qui, sei milioni e mezzo, sette milioni, non sappiamo esattamente quanti saranno negli stadi per le partite. Ci saranno molti altri milioni nelle fan zone, nei fanfest, nei watch party, non solo nei tre paesi ospitanti ma in tutto il mondo e sono i tifosi a rendere la Coppa del Mondo quello che è", ha proseguito il numero uno del calcio mondiale che ha definito "il trofeo più iconico del mondo, la coppa più incredibile, un trofeo e un pallone che fanno sognare persone in tutto il mondo e oggi spero che possiamo parlare un po' anche di calcio, perché è per questo che siamo qui".
Il giornalista detenuto in Algeria
Il presidente della Fifa, Gianni Infantino, ha espresso in conferenza stampa a Città del Messico, la speranza che il giornalista francese Christophe Gleizes, detenuto in Algeria, riceva la grazia presidenziale. "C'è un posto vuoto, quello del giornalista francese Christophe Gleizes, l'unico giornalista sportivo imprigionato al mondo", ha dichiarato alla vigilia dei Mondiali del 2026. "Spero davvero che, in un grande atto di umanità, gli venga concessa la grazia presidenziale e che possa persino unirsi a noi durante i Mondiali", ha aggiunto.
Il caro biglietti
Il nostro prezzo d'ingresso, pari a 60 dollari, per il Mondiale è il più basso tra tutti gli sport americani nelle fasi dei playoff, e il nostro prezzo medio, inferiore a 500 dollari, è ancora una volta il più basso tra tutti gli sport americani in media. Abbiamo venduto fino ad oggi oltre 6 milioni di biglietti, come sapete ci sono sempre biglietti in vendita, dobbiamo sempre riservarne alcuni per le squadre che si qualificano per i turni supplementari. La domanda è stata senza precedenti, ma non di poco, bensì di dieci volte superiore; il numero di richieste di biglietti che abbiamo ricevuto è stato assolutamente incredibile", ha spiegato Infantino sul tema del caro biglietti.

(Adnkronos) - "Tutti i 26 giocatori di una nazionale saranno in campo per l'inno nazionale. E' un'idea di Alessandro Del Piero". Gianni Infantino, presidente della Fifa, svela la novità 'made in Italy' che caratterizzerà i Mondiali 2026, al via domani. Il torneo in programma in Usa, Messico e Canada proporrà un nuovo cerimoniale pre-partita. Ad ascoltare in campo l'inno nazionale non saranno solo i 22 titolari: tutta la rosa sarà sul terreno di gioco, accompagnata da un'enorme bandiera.
"Vogliamo sempre fare qualcosa di nuovo, non si tratta in questo caso di un'idea legata al business. Tutto è nato da una conversazione con Alessandro Del Piero. Qualche mese fa mi ha detto: 'Perché non fate entrare tutti i giocatori in campo per l'inno? Facciamo tutti parte della stessa squadra'. Non so se me l'ha detto perché ha realizzato un gol storico, contro la Germania ai Mondiali 2006, partendo dalla panchina... Mi è sembrata un'idea interessante, l'abbiamo proposta a giocatori e allenatori: tutti si sono detti favorevoli. Nel calcio di oggi abbiamo 11 titolari, ci sono 5 o 6 sostituizioni. Ma tutta la rosa può scendere in campo, è positivo che tutti i calciatori possano vivere il momento dell'inno", dice Infantino.

(Adnkronos) - Nuove minacce di Trump all'Iran. Il presidente degli Stati Uniti annuncia che gli Stati Uniti "attaccheranno oggi con maggiore forza Teheran". "Ieri li abbiamo colpiti duramente, oggi li attaccheremo di nuovo con forza - nel caso ve lo foste perso, nel caso non aveste acceso la televisione" ha detto rispondendo ai giornalisti nello Studio Ovale. Il presidente ha quindi sottolineato che gli Stati Uniti "hanno il diritto" di rispondere militarmente a Teheran dopo l'abbattimento di un elicottero Apache americano sullo Stretto di Hormuz.
"L'accordo è completamente negoziato", gli iraniani devono "solo firmarlo" ma ritardano perchè "sanno che è significativo" perchè "proibisce completamente di avere l'arma nucleare", mentre quello raggiunto da Barack Obama apriva "la strada verso l'arma nucleare".
Con l'Iran ''eravamo davvero vicini a un accordo, ma continuano a prenderci in giro''. E ''continuano a prenderci in giro perché, sapete una cosa? Hanno avuto a che fare con alcuni presidenti davvero stupidi".
"Questa volta la guerra non si limiterà a questa regione" ha dichiarato il presidente della Commissione parlamentare per la sicurezza nazionale iraniana, Ebrahim Azizi, dopo che il presidente americano Donald Trump ha minacciato di colpire nuovamente l'Iran.
Il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, ha invece affermato che "l'America sta deliberatamente prendendo di mira la linfa vitale del popolo iraniano. Deve essere ritenuta responsabile per aver condotto attacchi così sistematici e brutali contro le infrastrutture civili. Si tratta di un crimine di guerra pianificato".
Una delegazione del Qatar è arrivata a Teheran per consultazioni sulle relazioni bilaterali, gli sviluppi regionali e gli sforzi diplomatici per mettere fine alla guerra tra Iran e Stati Uniti. Lo riporta l'emittente iraniana Irib spiegando che durante la visita si parlerà dei rapporti tra i due Paesi oltre che degli ultimi sviluppi e sul proceesso di quella che la tv ha descritto come ''la guerra imposta dagli Stati Uniti'' all'Iran.
Il Qatar ha cercato di organizzare un incontro trilaterale con Stati Uniti e Iran per negoziare direttamente sulle questioni ancora aperte, ma gli iraniani si sono rifiutati. Lo scrive Axios citando una fonte regionale. La stessa fonte ha dichiarato, a condizione di anonimato, che funzionari iraniani e statunitensi hanno tenuto colloqui paralleli con mediatori qatariani a Doha negli ultimi due giorni.
La scintilla che ha innescato gli attacchi degli Stati Uniti contro l'Iran è stato l'abbattimento di un elicottero statunitense, ma dietro le quinte il presidente americano Donald Trump era sempre più frustrato dopo quasi due settimane di attesa di una risposta iraniana alla sua ultima offerta per un accordo. Lo scrive Axios citando due alti funzionari della Casa Bianca a condizione di anonimato. All'abbattimento dell'elicottero, "se non avessimo risposto, saremmo apparsi deboli e ciò avrebbe influito negativamente sulla nostra posizione nei negoziati con l'Iran", ha affermato uno dei funzionari.
Entrambi i funzionari hanno chiarito che gli Stati Uniti consideravano i loro attacchi contro l'Iran "proporzionati e mirati". Nei raid sono stati presi di mira i sistemi radar e di controllo dei droni, evitando di causare vittime in Iran.
Poche ore prima dell'attacco statunitense, la Casa Bianca ha tentato ancora una volta, senza successo, di ottenere risposte chiare dagli iraniani in merito all'ultima proposta di Trump. Un funzionario statunitense ha affermato che la Casa Bianca ha spiegato chiaramente agli iraniani che "il tempo stava per scadere". Gli iraniani, dal canto loro, hanno dichiarato di non avere ancora una risposta in merito alla proposta e hanno avvertito che avrebbero reagito a qualsiasi attacco statunitense.
Un aereo americano ha colpito una petroliera carica, ma in panne, dopo un precedente raid, nel Golfo dell'Oman che stava trasportando greggio dall'Iran in violazione al blocco imposto dagli Usa, ha reso noto il Comando centrale americano. Ieri era stata colpita "con munizioni di precisione la stanza motori della nave, dopo che l'equipaggio non aveva risposto positivamente alle direttive imposte dalle forze americane", ha spiegato il CentCom in un post su X in cui identifica la nave come la M/T Settebello con bandiera di Palau.
Cina e Russia hanno espresso preoccupazione per questa nuova escalation nel conflitto e hanno invitato Iran e Usa alla calma. "Le varie parti interessate dovrebbero mantenere la calma ed esercitare moderazione, smettere di intensificare il conflitto e di aggravare la situazione, e adottare misure concrete per allentare le tensioni", ha dichiarato il portavoce del Ministero degli Esteri cinese, Lin Jian.
La Russia è "estremamente preoccupata" per la rinnovata escalation delle tensioni in Medio Oriente e chiede "moderazione", ha dichiarato la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova. "Esortiamo le parti a esercitare moderazione e a cessare immediatamente gli attacchi armati", ha affermato.

(Adnkronos) - Fratelli d'Italia è stabile ma aumenta il vantaggio rispetto al Pd che cala. Cambiano i numeri nel duello secondo il sondaggio dell'Istituto Noto per Porta a Porta sulle intenzioni di voto oggi, 10 giugno, in caso di elezioni. Fratelli d'Italia è sempre ampiamente il primo partito. La formazione della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, rimane al 29,5% senza variazioni rispetto all'ultima rilevazione dello scorso 20 maggio. Il margine sul Pd della segretaria Elly Schlein cresce: i dem scendono di un punto netto e ora valgono il 20,5%.
Nessuna variazione per il Movimento 5 Stelle di Giuseppe, che si attesta al 13%, è stabile. Anche Forza Italia e Lega restano al 7%. Alleanza verdi e sinistra è al 5,5% come nella scorsa rilevazione, Futuro Nazionale di Roberto Vannacci è al 4,5% e sale di mezzo punto (+0,5%). Azione al 2,5% guadagna mezzo punto (+0,5%) mentre Italia viva al 2% lo perde (-0,5%). Noi moderati è all'1,5% stabile come +Europa all'1% e il Partito Liberaldemocratico anch’esso all’1%.
In generale, il centrodestra, comprese le altre liste (+1%), è al 46% stabile, mentre il campo largo, più gli altri (+2%), è al 44% in calo di un punto e mezzo (-1,5%). La stima dell'affluenza si attesta al 61% (+1% rispetto allo scorso 20 maggio)

(Adnkronos) - "Ho un tumore al seno. Capita ad un uomo su 750 e io sono uno di loro". L'attore Tyler Mane, che ha interpretato Sabretooth in X-Men, ha annunciato di essere affetto da una "forma rarissima" di cancro. Il 59enne ha reso nota la diagnosi dal proprio profilo Instagram. "Ho brutte notizie, ho iniziato la chemioterapia oggi. Il tumore al seno viene diagnosticato ad un uomo su 750 nel corso della vita, io sono uno di questi. E' una malattia rarissima e non se ne parla", dice l'attore. Secondo l'Oms, su 100 casi di tumore al seno 1 riguarda un uomo.
"Ho scoperto che le diagnosi per gli uomini arrivano quando la malattia ha già raggiunto uno stadio avanzato perché non è una patologia che viene seguita. I miei dottori non l'avevano presa in considerazione, mia moglie mi ha spinto a rimuovere un nodulo e così l'abbiamo presa in tempo", racconta. "Sarò sincero, inizialmente volevo tenere tutto segreto perché è imbarazzante. Poi, quando mi sono informato sulla malattia, mi sono convinto: è il caso di parlarne".

(Adnkronos) - Cosa scatena l'asma nei piccoli? Le 'scintille' di una crisi possono essere diverse. Ma da uno studio arriva una buona notizia per gli amanti degli animali. Micio è stato assolto: secondo la nuova ricerca pubblicata sulla rivista 'Frontiers in Allergy', convivere con i gatti non peggiora l'asma nei bambini. Il lavoro è un'analisi su larga scala condotta su bimbi affetti da asma e allergie e non ha evidenziato alcun legame tra l'esposizione ai gatti e la gravità dell'asma.
Questa patologia è la malattia cronica più comune e una delle principali cause di ospedalizzazione tra i piccoli. Il Global Asthma Network ha stimato che la sua prevalenza globale sia del 9,1% per i bambini e dell'11% per gli adolescenti, ma questa percentuale varia notevolmente tra Paesi, regioni e ambienti. A livello mondiale, la più alta prevalenza di asma pediatrico (oltre il 20%) si riscontra nelle Isole Britanniche e in alcune zone dell'Oceania e del Medio Oriente. I fattori di rischio noti per lo sviluppo dell'asma includono l'esposizione all'inquinamento atmosferico e al fumo, le infezioni virali infantili, l'obesità e allergie preesistenti come l'eczema o la rinite allergica.
Diversi aneddoti hanno come protagonisti i pet: i pazienti riferiscono, in base a esperienze personali, che l'esposizione alla 'forfora' degli animali sembra scatenare attacchi d'asma. Tuttavia, i dati clinici ed epidemiologici al riguardo sono finora contraddittori, e provengono per lo più da piccoli studi su sottogruppi non necessariamente rappresentativi della popolazione generale. Ora, i ricercatori hanno dimostrato che la convivenza con i gatti potrebbe non peggiorare le condizioni dei bambini affetti da asma e allergie. "In questo studio condotto su una coorte nazionale di bambini svedesi con asma e allergie, dimostriamo che i bambini che vivono con un gatto presentano, nel breve termine, una gravità dell'asma, un numero di riacutizzazioni, un controllo dell'asma e una funzionalità polmonare simili a quelli dei bambini che vivono senza gatti", illustra l'autore corrispondente, Resthie R Putri, ricercatore post-dottorato al Karolinska Institutet di Stoccolma. "Inoltre, non abbiamo riscontrato alcuna differenza negli esiti dell'asma correlata al numero di gatti, al sesso del gatto o all'età del gatto".
Nel 2023 Putri e colleghi hanno avviato uno studio su una coorte di 30.277 bambini - di età compresa tra i 4 e i 17 anni - nati tra il 2006 e il 2020 e a cui era stata diagnosticata l'asma o un'allergia delle vie respiratorie. Li hanno seguiti per 24 mesi, fino al 2024, per monitorare l'evoluzione dell'asma, raccogliendo dati relativi a diagnosi, visite al pronto soccorso, farmaci prescritti, test di controllo dell'asma e spirometria, utilizzando i dati collegati presenti nel Registro nazionale svedese dei pazienti, nel Registro dei farmaci prescritti e nel Registro nazionale delle vie respiratorie. In Svezia, dal 2023 è anche obbligatoria la registrazione nel Registro nazionale dei gatti per tutti i felini domestici nati dopo il 2008. Per ogni bambino, gli autori hanno annotato se la famiglia possedeva almeno un gatto nel 2023, e questo risultava per il 9,4% dei bambini.
I risultati hanno mostrato che non vi era alcuna associazione significativa tra l'esposizione ai gatti domestici e gli esiti dell'asma. Ad esempio, l'asma da moderato a grave - sulla base dei farmaci prescritti - si è verificato nel 9,6% dei bambini esposti ai gatti e nel 10,1% dei bambini non esposti. L'esacerbazione dell'asma (nota anche come attacco o riacutizzazione) si è verificata nel 3,3% dei bambini esposti ai gatti e nel 3,5% dei bambini non esposti. Tra un sottogruppo di 1.428 bambini per i quali erano disponibili dati sul controllo dell'asma e sulla spirometria polmonare, 97 (6,8%) vivevano con dei gatti. E non sono state riscontrate differenze significative tra i due gruppi in due comuni parametri di valutazione della funzionalità polmonare.
"Una possibile spiegazione è che l'esposizione agli allergeni dei gatti sia molto comune, anche al di fuori dell'ambiente domestico. I bambini che non hanno gatti in casa potrebbero comunque esservi esposti in ambienti condivisi come scuole o mezzi di trasporto pubblici, il che potrebbe spiegare perché non abbiamo riscontrato differenze", ragiona Putri. "Sebbene questi risultati su larga scala forniscano informazioni preziose - avverte l'esperto - ci mancavano dati sugli allergeni a cui i bambini erano sensibilizzati e, poiché il Registro nazionale dei gatti è relativamente nuovo, alcuni bambini che vivono con i gatti potrebbero essere stati classificati erroneamente come non esposti".

(Adnkronos) - Mosca ribadisce l''apertura' all'Italia se rinuncia a mantenere un un'atteggiamento 'ostile' ma allo stesso tempo attacca il Quirinale. Nel discorso al ricevimento per la festa nazionale russa, davanti a circa 500 ospiti invitati a villa Abamelek, l'ambasciatore a Roma, Alexey Paramonov, spiega: "Alla Russia è estranea la logica 'da fortezza' e il Paese rimane aperto al.mondo, al dialogo e alla cooperazione, anche con i Paesi occidentali, Italia compresa, a patto che questi rinuncino al proprio atteggiamento ostile e a qualsivoglia tentativo di calpestare i legittimi interessi del nostro Paese".
Mosca conduce una "politica costruttiva", mentre dall'Occidente arrivano "aggressioni". ''Nel corso di tutta la sua storia, la Russia ha sempre aspirato a condurre una politica costruttiva e non conflittuale, mirando in primo luogo a creare condizioni favorevoli al proprio sviluppo e ad armonizzare le relazioni internazionali", afferma Paramonov. Che poi osserva: "Ogni volta che questa politica è stata coronata da successo, incanalando il Paese sul percorso di un accelerato sviluppo economico e sociale, la nostra nazione ha subito aggressioni da parte dell'Occidente".
La Russia ha invaso l'Ucraina in risposta alla "guerra ibrida dell'Occidente", la tesi ribadita dall'ambasciatore. "Checché affermino oggi i nostri avversari geopolitici in merito al conflitto in Ucraina - le parole del diplomatico -, l'Operazione militare speciale condotta in quel Paese rappresenta una risposta alla guerra ibrida dell'Occidente contro la Russia, una risposta ai tentativi di limitare le nostre capacità di sviluppo sovrano, di minare i nostri legittimi interessi politici ed economici, di destabilizzare l'assetto politico interno e di relegare la Russia ai margini della storia mondiale". Ma tutto questo, rivendica l'ambasciatore, "è oggettivamente impossibile, non lo permetteremo mai".
Quindi, l'attacco al Quirinale. "Qui in Italia, da alcuni degli alti colli romani, ci sentiamo spesso accusati: la Russia sarebbe colpevole di tutti gli attuali problemi dell'ordine mondiale odierno, che si tratti dell'Europarlamentare dell'est, del Medio Oriente o dell'Africa - sostiene Paramonov in quello che sembra essere un riferimento implicito al Quirinale - Posso affermare con fermezza che queste accuse non corrispondono assolutamente al vero: sono una palese falsità. I fatti testimoniano l'esatto opposto".

(Adnkronos) - Bufera sulla riforma dei medici di famiglia. A quanto si apprende da fonti regionali, durante l'incontro di oggi tra gli assessori regionali alla sanità e i tecnici del ministero guidato da Orazio Schillaci, il capo di ganinetto del dicastero avrebbe annunciato il possibile ritiro della riforma della medicina territoriale che prevedeva, attraverso un decreto legge, l'inserimento dei medici di famiglia nelle Case di Comunità e il passaggio alla dipendenza per una parte di loro. La scelta avrebbe mandato su tutte le furie l'assessore regionale alla sanità della Lombardia, Guido Bertolaso, uno dei principali sponsor di questa riforma. Secondo quanto si apprende, Bertolaso sarebbe arrivato a minacciare le dimissioni. Al momento, dall'entourage dell'assessore viene precisato che non intende rilasciare dichiarazioni.
L'obiettivo "resta quello di dare una medicina territoriale più vicina ai cittadini, con la presenza dei medici di medicina generale nelle Case di comunità". Il lavoro sulle Case di comunità "va avanti", confermano intanto fonti del ministero della Salute.
Le rassicurazione del ministero arriva dopo l'incontro tra gli assessori e il capo di gabinetto del ministero, Marco Mattei. Dopo lo stop 'politico' arrivato nei giorni scorsi all'ipotesi di procedere alla riforma con un decreto legge - che sarebbe intervenuto, tra le altre cose, anche sul rapporto dei medici di famiglia con il Servizio sanitario nazionale, oggi regolato da una convenzione - si profilano ora nuove opzioni per assicurare la presenza dei medici di famiglia nelle Case di comunità, anche in vista della scadenza di fine giugno prevista dal Pnrr. E' questo - popolare le Case di comunità - il fine più caro al ministro Schillaci.

(Adnkronos) - "L'analisi sui vetrini e sui preparati istologici" di Domenico Caliendo, il piccolo di due anni e mezzo morto il 21 febbraio scorso all'ospedale Monaldi di Napoli dopo un trapianto di cuore, "dal nostro punto di vista, è andata come ci aspettavamo. Sono state riscontrate tutte quelle lesioni che ci si aspettava di trovare dopo un trasporto effettuato con ghiaccio secco, e quindi in parole povere le ustioni da freddo o danni da bassissima temperatura, e le lesioni compatibili con i 55 giorni di Ecmo a cui Domenico è stato sottoposto. Abbiamo trovato esattamente i riscontri che ci saremmo aspettati conoscendo le due situazioni di partenza". Lo dice all'Adnkronos Luca Scognamiglio, medico legale e consulente di parte della famiglia.
Il 23 dicembre scorso il bambino avrebbe dovuto ricevere un cuore nuovo mediante trapianto ma l'organo prelevato a Bolzano, quando è arrivato a Napoli, era compromesso. Intanto era già stato espiantato il cuore nativo malato. Oggi nell'istituto di Medicina legale del Policlinico di Bari è proseguito l'esame dei due cuori del bambino, quello prelevato e quello nativo, nell'ambito dell'incidente probatorio relativo all'indagine. L'esame è stato affidato dal gip del tribunale Mariano Sorrentino a un collegio di periti. La prima parte dell'esame, di tipo macroscopica si era svolta il 28 aprile scorso, sempre a Bari. Oggi è proseguita, focalizzandosi sulla parte microscopica, alla presenza di tutti i consulenti delle parti processuali. "Il collegio di periti nominati dal gip ha anticipato che chiederà la proroga dell'incarico necessari per acquisire documenti che hanno già chiesto e che non sono ancora arrivati", spiega Scognamiglio.

(Adnkronos) - Un segnale forte di fiducia verso i mercati rionali e verso il percorso di rilancio avviato dall'amministrazione del Municipio I di Roma. Il primo bando Bolkestein per i mercati di Vittoria, San Saba, Unità, Sommeiller e Coppelle si chiude con un risultato che supera ogni aspettativa: 197 domande pervenute a fronte di 86 concessioni disponibili, oltre il doppio rispetto a quelle previste dal bando. A trainare il risultato è stato il Mercato dell'Unità, protagonista negli ultimi anni di una profonda riqualificazione, che ha registrato oltre 118 domande per 40 posti. Molto positiva anche la risposta per il mercato Vittoria di via Sabotino, con 57 domande per 34 posti disponibili, e per il mercato di via Sommeiller, dove sono pervenute 10 candidature per soli 3 posteggi. Completano il quadro le 9 domande per il mercato di San Saba e le 3 per il mercato di Coppelle. Le concessioni avranno una durata di dieci anni. La graduatoria provvisoria sarà pubblicata entro circa un mese.
"Siamo molto soddisfatti - afferma la presidente del Municipio I Lorenza Bonaccorsi - del numero di domande ricevute che dimostrano che la scelta di investire sui mercati rionali è stata giusta e lungimirante. I mercati rappresentano un presidio economico, sociale e identitario fondamentale per i quartieri. L'elevato numero di domande ricevute conferma che gli investimenti realizzati e quelli che stiamo programmando stanno restituendo attrattività a luoghi che vogliamo sempre più vivi, moderni e capaci di rispondere alle esigenze di cittadini e operatori".
Per l'assessore al Commercio Jacopo Scatà, "l'elevata partecipazione al bando rappresenta un riconoscimento importante del lavoro che l'amministrazione municipale sta portando avanti per il rilancio e la valorizzazione dei mercati del territorio. È il segno concreto della fiducia degli operatori nel lavoro che stiamo portando avanti per rilanciare e valorizzare la rete mercatale del Municipio. Continueremo a investire nella qualità degli spazi, nei servizi e nell'innovazione, perché i mercati rionali sono una risorsa strategica per il commercio di prossimità e per la vitalità dei nostri quartieri".

(Adnkronos) - "Le scelte politiche ricadono sulle persone che vivono le situazioni di cui la politica si occupa e, soprattutto quando si parla di salute e di patologie rare, è indispensabile partire dall'ascolto di due mondi: quello dei clinici, che forniscono le risposte dal punto di vista della cura, e quello dei pazienti, che vivono direttamente la malattia. In caso contrario si rischia di elaborare norme lontane dalla realtà quotidiana". Così l'onorevole Gian Antonio Girelli (Pd), componente della XII Commissione Affari sociali della Camera dei deputati, in occasione della presentazione del Libro bianco 'Storie di vita con Egpa', promosso da Gsk con il patrocinio di Apacs Aps, Egpa Study Group e delle principali società scientifica impegnate in questa area.
"Per aumentare la partecipazione attiva nelle sedi decisionali - prosegue Girelli - sono state depositate alcune proposte di legge che prevedono la presenza delle associazioni ai tavoli istituzionali non più su invito, ma in modo strutturato, così da dare loro una voce più forte nella costruzione dei percorsi organizzativi e decisionali. Spesso abbiamo norme anche molto avanzate che però trovano un'applicazione disomogenea sul territorio nazionale. La presenza delle associazioni dei pazienti può contribuire a garantire maggiore equità, raggiungendo tutte le persone che ne hanno bisogno".
"Nel nostro sistema sanitario - rimarca Girelli - è necessario superare l'attuale organizzazione in 21 modelli territoriali e, anche all'interno delle singole regioni, ridurre la distanza tra città, aree interne e zone montane, perché oggi alcune eccellenze non sono accessibili a tutti. Superare queste disuguaglianze - sottolinea - significa ripensare anche il ruolo delle autonomie in un'ottica di collaborazione che, partendo dai territori, consenta di raggiungere obiettivi nazionali in linea con l'articolo 32 della Costituzione che tutela la salute senza distinzione tra persone e patologie".

(Adnkronos) - "L'Egpa - granulomatosi eosinofila con poliangioite - è una vasculite sistemica generalmente a base autoimmune, caratterizzata da due componenti principali: una legata alla proliferazione degli eosinofili, cellule spesso coinvolte nelle manifestazioni allergiche, e una componente di vasculite sistemica". Lo spiega Augusto Vaglio, professore associato di Nefrologia e direttore della Scuola di specializzazione in Nefrologia presso l'università degli Studi di Firenze, nonché coordinatore aziendale per le malattie rare e dirigente medico presso l'Unità di Nefrologia dell'Aou Meyer di Firenze, in occasione della presentazione del Libro bianco 'Storie di vita con Egpa', organizzato alla Camera dei deputati e promosso da Gsk con il patrocinio di Apacs Aps, Egpa Study Group e delle principali società scientifica impegnate in questa area.
Il documento vuole essere uno strumento di informazione e un compendio di esperienze, bisogni e criticità nel percorso di cura delle persone con Egpa. "Definire questa malattia - sottolinea Vaglio - significa innanzitutto considerarla dal punto di vista cronologico, perché presenta una fase iniziale molto lunga e difficile da riconoscere, che spesso somiglia a manifestazioni allergiche comuni come asma o rinosinusite cronica. Dopo un periodo estremamente variabile, che può andare da pochi mesi a molti anni, la malattia evolve e compaiono manifestazioni d'organo più importanti. I pazienti possono sviluppare manifestazioni eosinofile, come l'interessamento polmonare con polmoniti ricorrenti, avere un coinvolgimento cardiaco con cardiomiopatia o anche quello gastrointestinale. Nei casi più evidenti si sviluppano manifestazioni vasculitiche vere e proprie, come porpora cutanea, neuropatia periferica o interessamento renale. Si tratta quindi di una malattia con molteplici manifestazioni d'organo e una cronologia complessa".
Il ritardo diagnostico, soprattutto nelle manifestazioni d'organo come quelle cardiache, renali o neurologiche periferiche, può portare a danni cronici e quindi a disfunzioni irreversibili, come insufficienza cardiaca o renale o degenerazione neuropatica periferica. "Dobbiamo cercare di evitarlo o limitarlo, anche se va detto che è in parte intrinseco alla malattia, che nelle fasi iniziali è difficile da riconoscere", precisa lo specialista. "Per questo la sensibilizzazione della comunità scientifica resta uno degli strumenti principali a nostra disposizione".

(Adnkronos) - "L'impegno di Gsk per le persone con Egpa - granulomatosi eosinofila con poliangioite - è un impegno che riguarda approcci terapeutici e innovazione. Il bisogno di far arrivare l'innovazione al paziente giusto in maniera equa, accessibile e sostenibile è certamente una priorità per l'industria farmaceutica e può essere raggiunto se tutti gli stakeholder vengono messi insieme e collaborano per definire azioni e percorsi precisi e condivisi, che possano aiutare i pazienti ad arrivare il prima possibile a una diagnosi e a essere gestiti con una terapia opportuna ed efficace". Così Sara De Grazia, responsabile medico di area in Gsk Italia, intervenendo alla presentazione del Libro bianco 'Storie di vita con Egpa', organizzato alla Camera dei deputati a Roma.
"Il libro presentato oggi - sottolinea - rappresenta uno strumento di informazione e di compendio di esperienze, bisogni e criticità nel percorso di cura delle persone con granulomatosi eosinofila con poliangioite. Nel corso dell'incontro è stata presentata la voce dei pazienti e dei caregiver, insieme a una serie di azioni che ci auguriamo vengano prese in carico dalle istituzioni. Dal punto di vista dell'industria farmaceutica - rimarca De Grazia - ciò che siamo chiamati a fare, anche a seguito dell'ascolto diretto dei pazienti, è continuare a investire e a stimolare la multidisciplinarietà nella gestione della patologia, rafforzando la pipeline per l'individuazione di nuove molecole sempre più efficaci e sicure, in grado di migliorare la qualità di vita delle persone coinvolte".

(Adnkronos) - "Quando parliamo di Egpa, granulomatosi eosinofila con poliangioite, parliamo di una vasculite sistemica, una malattia rara che colpisce diversi organi. Normalmente presenta un esordio respiratorio che evolve in una fase eosinofilica e infine vasculitica, manifestandosi in maniera differente a seconda della persona e dello stadio della patologia in cui avviene la diagnosi". Così Francesca Torracca, presidente di Apacs (Associazione pazienti della sindrome di Churg-Strauss), intervenendo alla Camera dei deputati per la presentazione del Libro bianco 'Storie di vita con Egpa', promosso da Gsk con il patrocinio di Apacs Aps, di Egpa Study Group e delle principali società scientifiche impegnate in quest'area.
"Abbiamo elaborato una roadmap di azioni da sottoporre alle istituzioni - spiega - a partire dalla definizione di un Pdta nazionale, per garantire uniformità nella presa in carico su tutto il territorio, oggi caratterizzato da forti disomogeneità". Tra le priorità anche il riconoscimento dell'invalidità: "Non esiste un codice specifico per la patologia, ma è fondamentale per garantire il diritto alla tutela del percorso di cura, anche per chi lavora o assiste un familiare".
Infine, Torracca sottolinea la necessità di "una definizione univoca della patologia e la condivisione delle competenze attraverso un registro nazionale, indispensabile per il confronto tra clinici". "Fare informazione - conclude - è essenziale per far emergere la malattia e indirizzare correttamente pazienti e famiglie verso i percorsi di cura appropriati".

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(Adnkronos) - "La survey di Andos e Crea Sanità ci dà messaggi molto preziosi perché ribadisce l'importanza dei patient reported outcomes e della qualità di vita nella gestione delle persone affette da tumore. In particolare, i Pro consentono di evidenziare sintomi che rischiano di essere sottoriportati e sottotrattati: si tratta di sintomi potenzialmente silenti, non sempre visibili agli occhi degli sperimentatori negli studi clinici o dei medici nella pratica quotidiana, ma con un impatto molto rilevante sulla qualità di vita". Lo ha dichiarato Massimo Di Maio, Dipartimento di Oncologia dell'università di Torino, Città della Salute e della Scienza, presidente Aiom (Associazione italiana di oncologia medica), in occasione della presentazione del II Rapporto Andos-Crea Sanità 'Effetti collaterali del cancro alla mammella: qualità di vita', presentato a Roma.
"Un secondo messaggio - ha aggiunto - riguarda la necessità di ripensare gli endpoint utilizzati per valutare il valore dei trattamenti: non solo aspettativa di vita e risposta obiettiva, ma anche percepito, vissuto e qualità di vita, che nei pazienti hanno un ruolo fondamentale. Infine, è importante non limitare l'attenzione ai Pro nella fase di trattamento attivo, ma considerarli anche nel follow-up, dove molte persone affrontano una lunga storia dopo le terapie e c'è il rischio che aspetti rilevanti per la qualità di vita vengano sottovalutati o non adeguatamente trattati".

(Adnkronos) - "La seconda edizione del Rapporto Andos si è concentrata maggiormente sugli aspetti psicologici, sociali e sulla qualità della vita, dopo una prima edizione focalizzata soprattutto su disagio economico e tossicità finanziaria. I dati mostrano che circa il 30% delle donne operate al seno ha dovuto lasciare o ridurre l'attività lavorativa per motivi legati alla malattia o alla necessità di conciliare terapie e lavoro", ha spiegato Barbara Polistena, docente presso l'università degli Studi di Roma Tor Vergata e direttore scientifico di Crea Sanità, in occasione della presentazione del II Rapporto Andos–Crea Sanità 'Effetti collaterali del cancro alla mammella: qualità di vita', presentato a Roma.
"Dal punto di vista fisico - ha sottolineato - almeno un quarto delle pazienti soffre di affaticamento, disturbi del sonno e paura di morire, mentre oltre il 50% manifesta un disagio sociale significativo, con timore del giudizio altrui, difficoltà relazionali e rinuncia alle relazioni affettive. Tutti questi elementi contribuiscono a livelli elevati di ansia e depressione. La qualità della vita risulta pari a 0,8, inferiore alla media della popolazione femminile italiana pari a 0,9, sia sul piano fisico che psicologico, come confermato anche dal questionario SF12. Il rapporto evidenzia quindi che non è sufficiente un approccio esclusivamente clinico, ma serve rafforzare il supporto psicologico e sociale, che oggi appare ancora insufficiente".
(Adnkronos) - Bill Gates non ha "mai assistito o avuto indizi del fatto che Epstein fosse coinvolto in condotte criminali. Non sono mai andato nella sua isola, nel suo ranch o nella sua casa in Florida. Non ho mai avuto comportamenti che hanno reso qualcuno vittima". E' quanto ha affermato nella dichiarazione con cui si è aperta la sua deposizione a porte chiuse di fronte alla commissione di viglianza della Camera Usa che sta indagando sul caso Epstein.
Come spiega Ap, il deputato repubblicano statunitense James Comer, in qualità di presidente della commissione, ha formalmente richiesto la testimonianza di Gates a seguito della sua "frequente menzione in un considerevole corpus di documenti" rilasciati dal Dipartimento di Giustizia, nell'ambito della sua inchiesta su Epstein. "Tali fascicoli - si spiega - delineano un quadro che include figure di elevato potere nei settori della tecnologia, della finanza, della politica e in altre aree industriali. Ciascuna di queste personalità ha negato qualsiasi coinvolgimento nei crimini attribuiti a Epstein, sebbene alcuni abbiano mantenuto o instaurato relazioni di amicizia con lui anche dopo che la sua storia di abusi sessuali è emersa pubblicamente.
Tra i documenti in questione figurano registrazioni del calendario relative a incontri tra Gates ed Epstein, corrispondenza via email tra i due concernente progetti filantropici, nonché fotografie di Gates in occasione di eventi ai quali l'imprenditore ha partecipato. La loro relazione professionale ha avuto inizio nel 2011, tre anni dopo che Epstein si era dichiarato colpevole di aver sollecitato prostituzione da un minore, e si è protratta almeno fino alla fine del 2014, secondo quanto attestato dai documenti.
Epstein è stato formalmente incriminato nel luglio 2019 con accuse di traffico sessuale di minori e cospirazione per commettere traffico sessuale di minori. Il Dipartimento di Giustizia ha dichiarato che l'imprenditore pedofilo aveva costituito una vasta rete di ragazze minorenni, alcune delle quali di appena 14 anni, per abusarne sessualmente tra il 2002 e il 2005. In attesa di processo, l'uomo si è poi suicidato nel 2019.
Gates non è stato oggetto di alcuna accusa di illecito in relazione al caso e ha negato qualsiasi conoscenza degli abusi perpetrati dall'imprenditore pedofilo nei confronti di ragazze. Ha invece dichiarato che i loro incontri erano finalizzati esclusivamente alla discussione di tematiche filantropiche e ha definito la sua associazione con Epstein "un enorme errore".
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