
Caos nel finale di Inter-Napoli, big match di Serie A di oggi, domenica 11 gennaio. Sul punteggio di 1-1, intorno al 70', l'arbitro Doveri ha concesso un rigore ai nerazzurri dopo un check Var. Cos'è successo? Tutto è partito da una bella percussione di Mkhitayan, che è stato chiuso in area da un pestone di Rrahmani. Poi il tiro di Dimarco, il muro della difesa azzurra e la successiva conclusione fuori di Bastoni. Dal Var richiamano Doveri al monitor e l'arbitro, dopo un'attenta revisione, concede il penalty.
Inter-Napoli, Conte espulso: "Vergognatevi"
San Siro esplode, ma Antonio Conte è una furia e viene espulso per proteste. Prima di uscire dal campo, il tecnico del Napoli ha un faccia a faccia con il quarto uomo Colombo, poi calcia stizzito un pallone e urla a più riprese "Vergognatevi" all'indirizzo della squadra arbitrale. Un episodio che farà discutere (e non poco) nel post-partita. Pochi minuti dopo il rosso all'allenatore azzurro, il secondo sigillo di McTominay per il 2-2 finale.
Conte, nessuna intervista dopo Inter-Napoli
Dopo la partita, come già accaduto in passato dopo altre espulsioni, Conte ha deciso di non rilasciare interviste. Ai microfoni di Dazn si è presentato così il suo vice Cristian Stellini: "Rigore? Non commento, passerei oltre perché veniamo da una settimana complicata. La prestazione della squadra è stata ottima e la reazione dopo il rigore ci dà grande fiducia e forza. Anche oggi, su un campo difficile e contro una squadra forte, il Napoli ha dimostrato di meritare lo scudetto dell'anno scorso. Mister Conte? C'è grande soddisfazione per la reazione. Abbiamo visto l'episodio e non lo commentiamo, anche perché sennò dovremmo riavvolgere il nastro e non vogliamo farlo".

Bob Weir, cofondatore dei Grateful Dead, chitarrista ritmico tra i più originali della storia del rock e custode di un'idea di musica come esperienza collettiva, è morto all'età di 78 anni. A darne notizia è stata la famiglia con un messaggio pubblicato su Instagram: Weir si è spento serenamente, circondato dall'affetto dei suoi cari, dopo aver combattuto il cancro con la determinazione che lo ha sempre contraddistinto. La causa del decesso sono state complicazioni legate a problemi polmonari.
"Bobby sarà per sempre una forza guida", hanno scritto i familiari. "La sua arte unica ha rimodellato la musica americana. Il suo lavoro non riempiva solo le sale di note, ma di luce: costruiva una comunità, un linguaggio, un senso di famiglia che generazioni di fan portano con sé". Un messaggio che restituisce l'essenza di Weir più di qualsiasi biografia: un musicista per il quale il palco era un luogo di condivisione, non di esibizione.
Nato a San Francisco, in California, il 16 ottobre 1947, adottato da una famiglia della Bay Area e segnato fin da giovane da una dislessia mai diagnosticata, Weir trovò nella chitarra una via di fuga e di espressione. L'incontro decisivo avvenne la notte di Capodanno del 1963, quando, ancora adolescente, incrociò Jerry Garcia in un negozio di strumenti a Palo Alto. Da quella jam improvvisata nacque un sodalizio destinato a cambiare la storia della musica rock. Nel 1965, con Garcia, Ron 'Pigpen' McKernan, Phil Lesh e Bill Kreutzmann, Weir fondò i Grateful Dead. La band, partita da radici folk e blues, si trasformò rapidamente in un laboratorio sonoro in cui rock psichedelico, improvvisazione jazz e narrazione americana si fondevano in concerti spesso irripetibili. Weir ne fu l'architetto: il suo stile ritmico, fatto di accordi spezzati, controtempi e soluzioni armoniche inusuali, creava lo spazio in cui Garcia poteva muoversi liberamente.
Autore e voce principale di molti brani simbolo del repertorio dei Grateful Dead, Weir firmò canzoni diventate veri e propri rituali dal vivo: Sugar Magnolia, con il suo inno solare alla libertà; Playing in the Band, che nei concerti poteva dilatarsi fino a superare i quaranta minuti; The Other One, cuore oscuro e sperimentale della band; Cassidy, dedicata al figlio dello scrittore Beat Neal Cassady; Throwing Stones, tra i brani più esplicitamente politici del gruppo. Ogni canzone era un punto di partenza, mai una destinazione.
Dopo la morte improvvisa di Jerry Garcia nel 1995, Weir affrontò quello che lui stesso definì un vuoto esistenziale. Ma, come ricordò il regista Mike Fleiss, "l'unico modo che conosceva per sopravvivere era continuare a suonare". Da allora portò avanti l'eredità dei Grateful Dead con numerosi progetti: Rat Dog, The Other Ones, The Dead, Furthur e infine Dead & Company, dimostrando che quel repertorio non apparteneva al passato, ma continuava a evolversi.
Nel 2011 fondò i TRI Studios a San Rafael, definendoli "il parco giochi definitivo per un musicista": uno spazio aperto alla sperimentazione, frequentato da artisti di mondi diversi, dai Phish ai Vampire Weekend. Anche visivamente, Weir incarnava una continuità fuori dal tempo: capelli lunghi ormai argentati, barba folta, pantaloncini sul palco, indifferente alle mode e al culto della celebrità.
La famiglia, nel saluto finale, ha voluto sottolineare la dimensione quasi spirituale del suo lascito: "Non c'è un vero sipario finale. Solo la sensazione che qualcuno stia ripartendo per un altro viaggio. Bobby parlava spesso di un’eredità di trecento anni, determinato a far sì che questo repertorio sopravvivesse ben oltre lui".
Bob Weir non temeva la morte. In una delle sue ultime interviste aveva dichiarato: "La considero l'ultima e migliore ricompensa per una vita ben vissuta". A giudicare dalla comunità che ha costruito e dalle canzoni che continuano a essere suonate, quella ricompensa è già diventata memoria collettiva. (di Paolo Martini)

Inverno pieno con maltempo, freddo e neve sull'Italia ma è in arrivo una svolta. Oggi, domenica 11 gennaio, sarà ancora pienamente invernale e fredda con la possibilità di nevicate fino a quote molto basse, ma da domani si attende l'alta pressione.
Mattia Gussoni, meteorologo de iLMeteo.it[1], conferma gli ultimi effetti dell’affondo di aria gelida di origine artica, che da diversi giorni sta interessando gran parte del continente europeo, determinando tempeste di neve e valori termici eccezionalmente bassi, in alcuni casi i più rigidi degli ultimi anni.
Anche sull’Italia permangono condizioni di maltempo, in particolare sulle regioni del Centro-Sud. Le precipitazioni continueranno a interessare Abruzzo, Molise, Puglia settentrionale e Sicilia, con fenomeni localmente intensi.
Dal punto di vista termico si segnala un ulteriore calo delle temperature, accentuato dai forti venti dai quadranti settentrionali, che soffieranno con intensità di burrasca, raggiungendo raffiche superiori agli 80 km/h. L’afflusso di aria fredda favorirà il ritorno della neve fino a quote collinari lungo i settori interni dell’Appennino, mentre in Sicilia i fiocchi si spingeranno fino a 900–1000 metri di quota. Sul resto del Paese prevarranno maggiori schiarite, ma in un contesto climatico ancora piuttosto freddo.
La svolta
Da domani lunedì 12 gennaio è attesa una svolta importante a livello emisferico grazie all'avanzata di un campo di alta pressione che favorirà un miglioramento generale delle condizioni del tempo su tutto il Paese. Le temperature si manterranno inizialmente ancora basse al Centro Nord con estese gelate fino in pianura di notte e al primo mattino.
Salvo per deboli piovaschi (martedì 13 e mercoledì 14 Gennaio) su Liguria e regioni tirreniche, queste condizioni dovrebbero accompagnarci per la prima parte di settimana.
Successivamente, da metà mese in avanti, la tendenza è per una progressiva ripresa del flusso perturbato atlantico, con l’asse delle correnti occidentali nuovamente proteso verso l’Europa centro-meridionale e il Mediterraneo. Ne conseguirà una fase più dinamica e movimentata, caratterizzata dal transito di sistemi frontali organizzati, responsabili di precipitazioni più frequenti e localmente persistenti.
Nel dettaglio
Domenica 11. Al Nord: prevalenza di sole. Al Centro: ultime piogge sul Medio Adriatico con neve a bassissima quota. Al Sud: rovesci sul basso Tirreno.
Lunedì 12. Al Nord: piovaschi in Liguria, sole altrove, clima freddo. Al Centro: prevalenza di sole. Al Sud: stabile e soleggiato. Ventoso.
Martedì 13. Al Nord: piovaschi su Liguria e bassa Lombardia. Al Centro: molte nubi ovunque. Al Sud: nuvoloso. Venti da sud.
Tendenza: tornano le correnti atlantiche: nubi diffuse e piovaschi.

Israele è in stato di massima allerta per la possibilità di un intervento degli Stati Uniti in Iran, teatro di imponenti proteste contro il regime. A riferirne è Ha'aretz.
Nuove proteste sono scoppiate in serata a Teheran: decine di persone si sono radunate in un quartiere del nord della capitale nonostante il blackout di internet e la dura repressione delle autorità, come mostra un video verificato dall’Afp. Nel filmato, esplodono fuochi d’artificio su Punak Square, mentre i manifestanti battono pentole e intonano cori a sostegno dei sovrani Pahlavi, deposti dopo la rivoluzione islamica del 1979.
Il blocco nazionale di internet in Iran è ormai in vigore da oltre 60 ore. A dichiararlo è l'Osservatorio indipendente Netblocks. "La misura censoria rappresenta una minaccia diretta alla sicurezza e al benessere degli iraniani in un momento cruciale per il futuro del Paese", scrive su X, aggiungendo che il blackout "ha ormai superato le 60 ore".
L'Iran avverte il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump: un attacco americano potrebbe portare Teheran a reagire contro Israele e le basi militari americane nella regione, definite "obiettivi legittimi". A dichiararlo al Parlamento è stato il presidente dell'Assemblea nazionale Mohammad Baqer Qalibaf, secondo quanto riporta il Times of Israel.
Israele è in stato di massima allerta per la possibilità di un intervento degli Stati Uniti in Iran, teatro di imponenti proteste contro il regime di Teheran. A riferirne è Ha'aretz, dopo che il Trump ha scritto in un post su Truth che "l'Iran sta guardando alla libertà, forse come mai prima d'ora. Gli Stati Uniti sono pronti ad aiutare!!![1]".
Nuove proteste
Nuove proteste sono scoppiate in serata a Teheran: decine di persone si sono radunate in un quartiere del nord della capitale nonostante il blackout di internet e la dura repressione delle autorità, come mostra un video verificato dall’Afp. Nel filmato, esplodono fuochi d’artificio su Punak Square, mentre i manifestanti battono pentole e intonano cori a sostegno dei sovrani Pahlavi, deposti dopo la rivoluzione islamica del 1979.
Il bilancio della repressione: 116 morti e 2600 arresti
Il bilancio della repressione delle proteste in Iran da parte del regime è salito ad almeno 116 morti. A riferirlo è la Ong statunitense Human Rights Activists News Agency, precisando che oltre 2600 persone sono state arrestate.
Blocco internet
Il blocco nazionale di internet in Iran è ormai in vigore da oltre 60 ore. A dichiararlo è l'Osservatorio indipendente Netblocks. "La misura censoria rappresenta una minaccia diretta alla sicurezza e al benessere degli iraniani in un momento cruciale per il futuro del Paese", scrive su X, aggiungendo che il blackout "ha ormai superato le 60 ore".

Evelina Sgarbi, figlia del critico d'arte Vittorio Sgarbi, sarà ospite oggi, domenica 11 gennaio, a Verissimo. La giovane torna nel salotto di Silvia Toffanin alla luce degli ultimi sviluppi sulla vicenda che vede coinvolto il padre.
L'ultima intervista rilasciata a Verissimo risale al 30 novembre, quando Evelina Sgarbi ha dichiarato: "Ho denunciato tutti per maltrattamenti e circonvenzione d'incapace, sono davvero stufa". Nei mesi scorsi, Evelina Sgarbi ha depositato un’istanza per la nomina di un amministratore di sostegno, sostenendo che Vittorio Sgarbi non sarebbe più in grado di seguire i propri interessi e inoltre ha accusato Sabrina Colle, compagna del critico d'arte, di tenerla lontana dal padre.
"Papà è" in condizioni da "schifo e io mi innervosisco sempre più a vedere le sue apparizioni pubbliche. Dicono che gli vogliono tanto bene, ma intanto lo mandano in tv in condizioni critiche", ha aggiunto Evelina che ha continuato a sostenere: "Papà è una persona che non sta bene, la sofferenza è evidente".
La ragazza ha anche fatto riferimento a presunti tentativi di suicidio: "Pare che lui abbia cercato due volte di andare sul terrazzo da solo, ma poi è stato fermato in tempo". E sul matrimonio in programma tra il padre e la storica compagna Sabrina Colle, Evelina ha dichiarato: "Sembra che a Venezia non si possa più fare, pare il prete non li vuole sposare: una persona che è stata sotto farmaci pesanti a quanto pare non può sposarsi regolarmente in Chiesa". Secondo la figlia, il matrimonio potrebbe svolgersi ad Arpino, in provincia di Frosinone: "Lui è il sindaco, magari si sposerà da solo".
Lo scorso 22 dicembre, l'avvocato di Evelina Sgarbi, Lorenzo Iacobbi, ha annunciato in una nota: “Esprimiamo piena soddisfazione in merito alla decisione del giudice di nominare un consulente medico Ctu che accerti il grado di autonomia decisionale del professor Sgarbi nel prendersi cura dei propri interessi”.
"Finalmente non saranno più pseudo-opinionisti, sedicenti postini o finti-amici del professore, vicini e lontani ad esprimere a spanne una valutazione priva di qualsivoglia competenza medica sulle condizioni di Vittorio Sgarbi, bensì un medico, com’è giusto che sia - ha aggiunto -. Raggiunto questo importante risultato, attendiamo sereni e fiduciosi l’esito della perizia con la consapevolezza di aver fatto tutto quello che era nelle nostre possibilità per andare incontro alle legittime preoccupazioni di sua figlia Evelina Sgarbi e la soddisfazione di aver ottenuto un provvedimento che, contrariamente al contenuto della campagna d’odio mediatico scatenato ai danni di Evelina, mirava e mira ad esclusiva tutela ed interesse del professor Sgarbi".

Valeria Marini e la madre Gianna Orrù ospiti a Domenica In oggi nella puntata dell'11 gennaio 2026. Nel salotto di Mara Venier, la showgirl e la mamma - vittima di una truffa finanziaria nel 2018 - tornano a quasi un anno dall'ultima apparizione 'congiunta', caratterizzata dal gelo. La presenza di oggi, invece, dovrebbe sancire la pace e la fine delle incomprensioni.
Cosa era successo 2 anni fa? Gianna Orrù è stata ospite di Domenica In nella puntata del 13 aprile 2025. "Quando Valeria è entrata nel mondo dello spettacolo, che io non conoscevo, mi sono spaventata. Ho lasciato il mio lavoro per seguirla a Roma, ho cambiato la mia vita e me ne dolgo non poco. Amavo il mio lavoro, non ero una disoccupata", disse nella circostanza.
"Guadagnavo bene, mi piaceva da morire quello che facevo. Sono stata vicina a Valeria? E chi se ne frega, è stato strategicamente sbagliato. L'ho aiutata molto più di quanto non si sappia", aveva aggiunto prima di parlare del rapporto con la figlia, che assisteva alla conversazione dalla regia. "Non abbiamo litigato. Poi non c'è più tempo per ricomporre tutto? Pazienza", le parole della signora. "Io sto zitta, le cose private devono rimanere tali. E' un altro discorso se le usi sui giornali o in televisione, non lo approvo. C'è sofferenza? Allora sui giornali non ne parli. Valeria è fragile? Un'altra domanda?", la replica dell'ospite - irritata all'epoca dalle esternazioni della figlia - ai tentativi di mediazione di Mara Venier.
Nessun miglioramento nemmeno con l'ingresso di Valeria Marini in studio. "Non si fa, non è corretto", disse la signora Gianna. "Se ho sbagliato, ti chiedo scusa. Non me ne sono resa conto. Per te, ci sono e ci sarò sempre", il tentativo di Valeria Marini, apparentemente respinta. "Le cose private non vengono messe in piazza, le ha sbandierate ovunque", la replica della madre. Nessuna risposta positiva all'epoca nemmeno alla richiesta estrema: "Mamma, mi sblocchi sul cellulare?... Io ti vorrò sempre bene e ci sarò". Oggi, in studio, la situazione sarà diversa.

Francesca Tocca sarà ospite oggi, domenica 11 gennaio, a Verissimo. La ballerina, ex professionista di Amici, tornerà nel salotto di Silvia Toffanin per raccontare la nuova fase della sua vita dopo la fine del suo matrimonio con Raimondo Todaro.
Francesca Tocca chi è
Francesca Tocca è nata a Catania il 24 luglio 1989. Inizia a ballare fin da bambina, a 16 anni intraprende una carriera professionale che la porta a conquistare il secondo posto ai campionati italiani di danze latino-americane insieme a Raimondo Todaro. Il ballo li unisce personalmente, i due presto si innamorano e nel 2013 diventano genitori di Jasmine, l’anno successivo si sposano. Insieme fondano anche una scuola di danza a Catania.
La separazione
A gennaio del 2025 Francesca Tocca e Raimondo Todaro avevano annunciato la loro separazione sui social: "Consapevoli di aver dato tutti noi stessi al nostro amore e alla nostra vita insieme […] abbiamo deciso di proseguire il nostro percorso di vita singolarmente".
Lo scorso 27 settembre, Raimondo Todaro è stato ospite a Verissimo per parlare apertamente della fine della sua relazione con la moglie Tocca. "Io non la vedevo più felice, sorrideva poco", ha dichiarato il ballerino smentendo con fermezza le voci circolate su presunti tradimenti. "Non c'entrano terze persone, nemmeno la gelosia. Nessun flirt, niente di tutto ciò. Il rapporto è finito semplicemente perché doveva andare così". Raimondo ha aggiunto: "Ho la serenità di dire che ci ho provato, abbiamo fatto entrambi di tutto. Non ho rimorsi o rimpianti. Ho dato tutto, è andata così".

Torna oggi, domenica 11 gennaio, Francesca Fialdini con un nuovo appuntamento di 'Da noi... a ruota libera', in onda alle 17.20 su Rai 1.
Ospiti della puntata: il cantautore, musicista e conduttore Nek, che dopo il successo di 'The Voice Senior' e la nuova stagione di 'The Voice Kids', partirà per un nuovo tour che lo porterà in Italia e in Europa; la conduttrice Elenoire Casalegno, tra i volti più amati del piccolo schermo; Linda Caridi e Romana Maggiora Vergano, tra le protagoniste di 'Prima di noi', la nuova serie di Rai 1 che ha debuttato il 4 gennaio.
E poi sarà nuovamente presente il piccolo Daniele Scardini, il bambino vittima di bullismo già ospite nella puntata precedente. Infine, la storia di Leonardo De Andreis, giovane artista emergente, autore e voce di 'Soltero', brano diventato virale sui social.

Il Milan torna in campo in Serie A. Oggi, domenica 11 gennaio, i rossoneri affrontano la Fiorentina in trasferta, al Franchi, nella 20esima giornata di campionato. La squadra di Allegri, seconda in classifica, arriva dal pareggio agguantato nel finale contro il Genoa, mentre la Fiorentina è reduce dal pari dell'Olimpico contro la Lazio. Ecco orario, probabili formazioni e dove vedere la partita in tv e streaming.
Fiorentina-Milan, orario e probabili formazioni
Ecco le probabili formazioni di Fiorentina-Milan, in campo oggi alle 15:
Fiorentina (4-3-3) De Gea; Dodò, Pongracic, Comuzzo, Gosens; Brescianini, Fagioli, Mandragora; Parisi, Kean, Gudmundsson. All. Vanoli.
Milan (3-5-2) Maignan; De Winter, Gabbia, Pavlovic; Saelemaekers, Loftus-Cheek, Modric, Rabiot, Bartesaghi; Leao, Pulisic. All. Allegri.
Fiorentina-Milan, dove vederla
Fiorentina-Milan sarà disponibile su Dazn, ma anche su Sky per gli abbonati con Zona Dazn (canale 214). Partita visibile in streaming sull'app di Dazn.

Verissimo torna oggi, domenica 11 gennaio, su Canale 5 con il secondo appuntamento del weekend. Nella puntata di oggi, in onda dalle 16, Silvia Toffanin accoglierà Claudio Bisio e Vanessa Incontrada, dal 12 gennaio alla guida, su Canale 5, della trentesima edizione di 'Zelig'.
In studio, un attore dai mille volti: Christian De Sica, a febbraio al cinema con 'Agata Christian - Delitto sulle nevi'. Inoltre, spazio alla nuova fase di vita della ballerina Francesca Tocca. E ancora, sarà per la prima volta a Verissimo, per raccontare la sua verità, Andrea Sempio, amico di Marco Poggi, il fratello di Chiara, la ragazza di Garlasco uccisa il 13 agosto 2007. Per questo delitto, da marzo 2025, Sempio è indagato per omicidio in concorso.
Infine, alla luce degli ultimi aggiornamenti sull’intricata vicenda che vede protagonista suo padre Vittorio, torna a far sentire la sua voce Evelina Sgarbi.

Big match in Serie A. Oggi, domenica 11 gennaio, l'Inter ospita il Napoli - in diretta tv e streaming - a San Siro nella 20esima giornata di campionato. I nerazzurri di Chivu sono reduci dalla vittoria contro il Parma, battuto 2-0 al Tardini con i gol di Dimarco e Thuram, mentre i partenopei di Conte hanno pareggiato al Maradona contro l'Hellas Verona, in rimonta, per 2-2.
L'Inter arriva alla sfida scudetto al primo posto in classifica a 34 punti, a +4 sul Napoli, terzo, e fermo a quota 38.
Inter-Napoli, orario e probabili formazioni
La sfida tra Inter e Napoli è in programma oggi, domenica 11 gennaio, alle ore 20.45. Ecco le probabili formazioni:
Inter (3-5-2): Sommer; Bisseck, Akanji, Bastoni; Luis Henrique, Barella, Calhanoglu, Zielinski, Dimarco; Lautaro, Thuram. All. Chivu.
Napoli (3-4-2-1): Milinkovic-Savic; Di Lorenzo, Rrahmani, Juan Jesus; Politano, Lobotka, McTominay, Spinazzola; Neres, Elmas; Hoijlund. All. Conte.
Inter-Napoli, dove vederla in tv
Inter-Napoli sarà trasmessa in diretta televisiva e in esclusiva sui canali Dazn, visibili tramite smart tv. Il match sarà disponibile anche in streaming sull'app e sulla piattaforma di Dazn.

Torna in campo la Lazio. Oggi, domenica 11 gennaio, i biancocelesti sfidano l'Hellas Verona - in diretta tv e streaming - al Bentegodi nella 20esima giornata di Serie A. La squadra di Sarri è reduce dal pareggio per 2-2 dell'Olimpico contro la Fiorentina, lo stesso risultato maturato da quella di Zanetti al Maradona di Napoli contro i padroni di casa di Conte.
Hellas Verona-Lazio, orario e probabili formazioni
La sfida tra Hellas Verona e Lazio è in programma oggi, domenica 11 gennaio, alle ore 18. Ecco le probabili formazioni:
Hellas Verona (3-5-2): Montipò; Nunez, Bella-Kotchap, Valentini; Bradaric, Niasse, Gagliardini, Bernede, Frese; Giovane, Orban. All. Zanetti
Lazio (4-3-3): Provedel; Marusic, Gila, Romagnoli, Pellegrini; Cataldi, Vecino, Belahyane; Isaksen, Noslin, Cancellieri. All. Sarri
Hellas Verona-Lazio, dove vederla in tv
Hellas Verona-Lazio sarà trasmessa in diretta televisiva sui canali Dazn, visibili tramite smart tv, ma anche su quelli SkySport. Il match sarà inoltre disponibile sull'app SkyGo, su NOW e sulla piattaforma web Dazn.

Nuovo appuntamento con 'Domenica In', condotto da Mara Venier, affiancata da Tommaso Cerno, Teo Mammucari ed Enzo Miccio, in onda oggi, domenica 11 gennaio, alle 14.00 su Rai1.
Tra gli ospiti, Luisa Ranieri che si racconterà a Mara Venier, ripercorrendo i momenti più significativi della sua carriera e presentando la nuova serie tv 'La Preside' diretta da Luca Miniero, in onda su Rai1 dal 12 gennaio per quattro puntate.
Marco Giallini interverrà per parlare del film 'Prendiamoci una pausa', nelle sale dal 15 gennaio per la regia di Christian Marazziti. Valeria Marini e sua madre Gianna Orrù, condivideranno il racconto del loro ritrovato rapporto e ripercorreranno la vicenda della truffa finanziaria subita dalla Orrù nel 2018.
Non mancherà la musica: Drupi si esibirà in un medley dei suoi successi più amati, tra cui 'Sereno è' e 'Piccola e fragile'. Per lo spazio dedicato all’attualità, Mara Venier e Tommaso Cerno commenteranno le ultime notizie sulla tragedia di Crans-Montana insieme a Salvo Sottile, Giovanni Terzi, Roy De Vita e, in collegamento, l’avvocato Annamaria Bernardini De Pace.
Infine, Teo Mammucari sarà protagonista del gioco 'La cassaforte di Domenica In', mentre il wedding designer Enzo Miccio racconterà una delle coppie più amate dello spettacolo: Adriano Celentano e Claudia Mori.

L'ondata di maltempo non molla l'Italia, stretta nella morsa del gelo che da giorni insiste sulla Penisola. Per la giornata di oggi, domenica 11 gennaio, previste piogge, nevicate, ma anche venti di burrasca e un ulteriore sensibile calo delle temperature. Per questo, la Protezione Civile ha diramato una allerta gialla in 5 regioni per rischio idrogeologico e temporali.
Pioggia, nevicate e temperature in picchiata: il quadro meteo
Più in dettaglio, sono previste precipitazioni sparse, anche a carattere di rovescio o temporale, su settori adriatici di Abruzzo, Molise e Puglia garganica, Calabria meridionale e Sicilia tirrenica e nord-orientale, con quantitativi cumulati da deboli a puntualmente moderati, specie sulle aree costiere tirreniche di Sicilia centro-orientale e Calabria meridionale. Piogge isolate, quindi, sui settori adriatici di Marche e Puglia centrale, settori interni della Sicilia e Calabria centrale, con quantitativi cumulati deboli.
Previste anche nevicate al di sopra di 400-600 m su regioni adriatiche centrali e Gargano, in abbassamento fin verso i 200-400 m su Marche e Abruzzo, con apporti al suolo deboli o localmente moderati; al di sopra di 800-1000 m su Calabria e Sicilia, con apporti al suolo da deboli a moderati.
Temperature minime in sensibile calo al Centro peninsulare e al Sud, localmente marcato su aree appenniniche di Lazio e Calabria.
Quindi previsti venti inizialmente di burrasca nord-occidentali su Sardegna, Sicilia e Calabria meridionale, in attenuazione; forti settentrionali su coste molisane, Puglia, Basilicata e Calabria ionica settentrionale, in intensificazione a fine giornata su Puglia centro-meridionale, Basilicata e Calabria centro-settentrionale ionica; temporaneamente forti di Favonio sulle aree alpine e valli settentrionali di Lombardia e Provincia Autonoma di Bolzano, in attenuazione.
Molto agitati il mare e il Canale di Sardegna, lo Stretto di Sicilia e lo Ionio meridionale al largo; da molto mossi ad agitati il Tirreno centro-meridionale ed i restanti settori dello Ionio; molto mossi l'Adriatico ed il Mar ligure al largo; tutti in attenuazione.
Allerta meteo, le regioni interessate
Cinque le regioni interessate dall'allerta meteo per la giornata di oggi, si tratta di Abruzzo, Calabria, Molise, Puglia e Sicilia.
Più in dettaglio, la protezione civile prevede ordinaria criticità per rischio temporali/allerta gialla per:
Abruzzo: Bacini Tordino Vomano, Bacino del Pescara, Bacino Basso del Sangro.
Calabria: Versante Tirrenico Meridionale, Versante Jonico Meridionale.
Molise: Litoranea.
Puglia: Basso Fortore, Basso Ofanto, Gargano e Tremiti, Tavoliere - bassi bacini del Candelaro, Cervaro e Carapelle, Puglia Centrale Adriatica.
Sicilia: Nord-Orientale, versante ionico, Nord-Orientale, versante tirrenico e isole Eolie, Centro-Settentrionale, versante tirrenico, Nord-Occidentale e isole Egadi e Ustica, Sud-Occidentale e isola di Pantelleria.
Prevede invece ordinaria criticità per rischio idrogeologico/allerta gialla per:
Abruzzo: Bacino dell'Aterno, Bacino Alto del Sangro, Marsica.
Calabria: Versante Tirrenico Meridionale, Versante Jonico Meridionale.
Molise: Litoranea.
Puglia: Basso Fortore, Basso Ofanto, Gargano e Tremiti, Tavoliere - bassi bacini del Candelaro, Cervaro e Carapelle, Puglia Centrale Adriatica.
Sicilia: Nord-Orientale, versante ionico, Nord-Orientale, versante tirrenico e isole Eolie, Centro-Settentrionale, versante tirrenico, Nord-Occidentale e isole Egadi e Ustica, Sud-Occidentale e isola di Pantelleria.

Mentre si fa sempre più dura la repressione del regime contro le proteste in Iran, tra morti e feriti che secondo testimoni "riempiono" gli ospedali del Paese, arriva il messaggio di Donald Trump ai manifestanti. Una riga appena, lanciata sul social Truth, che suona come una promessa a chi da oltre due settimane riempie i cortei ma anche come una minaccia a chi quei cortei li sta prendendo di mira. Gli Usa - le parole del tycoon - "sono pronti ad aiutare". E questo perché, ha spiegato, adesso "l'Iran sta guardando alla libertà, forse come mai prima d'ora".
La promessa di Trump arriva nemmeno 24 ore dopo l'ennesimo monito agli ayatollah, con gli Stati Uniti pronti a "colpire molto forte" Teheran se le autorità "cominceranno ad uccidere" i manifestanti. "Ho fatto loro sapere che se cominceranno ad uccidere delle persone - cosa che hanno tendenza a fare durante le proteste -, li colpiremo molto fortemente", ha detto il tycoon parlando con il conduttore radiofonico conservatore Hugh Hewitt.
Usa verso l'attacco al regime di Teheran?
Gli Stati Uniti, quindi, sono pronti all'attacco contro il regime di Teheran? Due gli elementi che fanno pensare che un intervento americano potrebbe ormai essere probabile e, forse, imminente.
Il primo è un altro post, stavolta su X e a firma del senatore repubblicano Lindsey Graham, rivolto direttamente al popolo iraniano. "Il vostro lungo incubo sta per concludersi. Il vostro coraggio e la vostra determinazione nel porre fine all'oppressione sono stati notati dal presidente Trump e da tutti coloro che amano la libertà", le parole del senatore.
Secondo Graham, infatti, "quando il Presidente Trump dice 'rendiamo l'Iran di nuovo grande', significa che i manifestanti in Iran devono prevalere sull'ayatollah. Questo è il segnale più chiaro che lui, il Presidente Trump, capisce che l'Iran non sarà mai grande con l'ayatollah e i suoi scagnozzi al comando. A tutti coloro che si stanno sacrificando in Iran, Dio vi benedica. Gli aiuti - la chiosa - sono in arrivo".
Il secondo indizio arriva da un'indiscrezione del Wall Street Journal arrivata nelle stesse ore. Secondo fonti informate riportare dal quotidiano, l'amministrazione statunitense avrebbe già avviato "discussioni preliminari" su un possibile attacco.
I colloqui - ha spiegato il quotidiano Usa - si sarebbero concentrati sulla selezione di potenziali obiettivi militari. Tra le opzioni allo studio figura anche un "attacco aereo su larga scala". Il giornale ha tuttavia precisato tuttavia che, almeno al momento, non vi sono segnali di un'azione imminente e che non sono stati mobilitati né mezzi né personale in preparazione di un'operazione militare.
La protesta, il bilancio e linea dura del regime
Secondo l'agenzia di stampa statunitense Human Rights Activists News Agency, citata da Cnn, negli ultimi giorni sono morte almeno 65 persone e più di 2.300 sono state arrestate in tutto il Paese. Una cifra - spiega l'agenzia - che potrebbe essere molto più alta perché di fatto non è possibile stabilire un bilancio esatto delle vittime a causa del blackout di internet. L'agenzia, che si occupa di diritti umani in Iran, ha dichiarato inoltre che sono state registrate proteste in circa in 180 città.
Diversi testimoni che hanno protestato contro il regime negli ultimi giorni hanno raccontato alla Cnn di aver visto folle enormi, ma anche brutali violenze per le strade di Teheran, oltre a "corpi ammucchiati l'uno sull'altro" in un ospedale. Secondo un'altra testimone raggiunta dalla Cnn, nella serata di venerdì le forze di sicurezza brandivano fucili militari uccidendo "molte persone".
Le proteste, iniziate il 28 dicembre come manifestazioni nei bazar di Teheran contro l'inflazione dilagante, si sono da allora estese a più di 100 città, rappresentando la più grande sfida al regime iraniano da anni.
La reazione delle autorità Teheran - che puntano il dito contro Usa e Israele, 'rei' di fomentare i manifestanti attraverso "agenti terroristi" - è stata intanto ribadire la linea dura contro le proteste. Mentre proseguono le manifestazioni contro il regime degli ayatollah, il procuratore generale iraniano Mohammad Movahedi Azad ha infatti avvertito che tutti i manifestanti potranno essere perseguiti come "nemici di Dio" ('mohareb'), un’accusa che in Iran è punibile con la pena di morte. E il reato, ha aggiunto, sarà contestato non solo a presunti "rivoltosi e terroristi" che danneggiano proprietà e compromettono la sicurezza pubblica, ma anche a coloro che li aiutano.
Movahedi Azad ha inoltre esortato le procure a preparare rapidamente i processi e a non mostrare "alcuna clemenza, compassione o indulgenza" nei confronti degli imputati.

Antonio Gerardo 'Nino' Buzzetta Pacheco, prigioniero politico italo-venezuelano, è stato rilasciato oggi in Venezuela. La notizia, riportata da diversi media, è stata confermata da Gonzalo Himiob, vicepresidente della Ong Foro Penal. Buzzetta Pacheco era detenuto dal 30 settembre 2024.
Oltre a Buzzetta Pacheco, sono state rilasciate altre quattro persone detenute per motivi politici, secondo informazioni verificate da Foro Penal e da organizzazioni per i diritti umani. Si tratta di Virgilio Laverde, coordinatore giovanile di Vente Venezuela nello stato di Bolívar, Didelis Raquel Corredor Acosta, ex assistente dell'attivista Roland Carreño, Luis Fernando Junior Sánchez Flores, detenuto arbitrariamente dall'agosto 2024, Yanny Esther González Terán, infermiera rilasciata a Barinas, detenuta dal luglio 2025.
Finora sono stati rilasciati undici prigionieri, ma 809 rimangono in carcere. I familiari dei prigionieri politici rimangono fuori dai centri di detenzione come El Helicoide, Yare III e altre prigioni in tutto il paese, in attesa di notizie confermate sui loro cari.

Il digiuno intermittente, con l'alternanza tra finestre di tempo in cui si mangia e altre in cui si digiuna, funziona per perdere peso e ha effetti positivi sulla salute cardiometabolica dell'individuo, incidendo sulla pressione e sulla glicemia. Tra le varie modalità di 'intermittent fasting', che vanno adottate sempre sotto controllo medico e mai come 'fai da te', non tutte producono gli stessi risultati. Sul tema è stato sviluppato uno studio dalla Harvard T.H. Chan School of Public Health, pubblicato sul British Medical Journal, firmato dalla professoressa Zhila Semnani-Azad, del Dipartimento di Nutrizione dell'ateneo americano.
I regimi alimentari esaminati
Il digiuno intermittente è una pratica estremamente popolare. I suoi effetti sulla salute, però, non sono stati sistematicamente evidenziati. Per colmare questa lacuna, gli scienziati hanno condotto una revisione di una serie di studi che hanno confrontato diversi schemi di digiuno intermittente con diete senza restrizioni e diete caratterizzate da restrizione calorica.
L'intermittent fasting è stato osservato in 3 modalità: il formato 16/8 ore, quello che prevede un giorno intero di digiuno alternato ad un giorno di alimentazione normale e il sistema settimanale con 5 giorni senza restrizioni e 2 di digiuno. In totale, la review ha preso in considerazione 99 trial clinici che hanno coinvolto 6500 persone.
I risultati e la soluzione migliore
I ricercatori hanno evidenziato che, in relazione alla perdita di peso, il digiuno intermittente e le diete ipocaloriche sono soluzioni efficaci. C'è però una modalità di digiuno intermittente che, in base al maxistudio, offre risultati superiori. Il digiuno a giorni alterni - che va adottato solo con controllo medico e non si adatta a tutti - ha prodotto una perdita di peso di 1,3 chilogrammi in più rispetto alle diete tradizionali ipocaloriche, garantendo parallelamente miglioramenti di parametri correlati al rischio cardiometabolico: la circonferenza della vita, i livelli di colesterolo e trigliceridi, la proteina C-reattiva, un indicatore di infiammazione.
Gli scienziati hanno osservato che la maggior parte degli studi clinici ha abbracciato periodi inferiori ai 6 mesi: servono altre ricerche, quindi, per valutare in profondità e in prospettiva l'impatto a lungo termine del digiuno intermittente sulla salute. La professoressa Semnani-Azad evidenzia che, nonostante la potenziale efficacia, il digiuno intermittente non è la scelta alimentare o di stile di vita adatta a tutti gli individui. "Come per qualsiasi cambiamento dietetico, è importante consultare il proprio medico e considerare la propria storia clinica, le preferenze alimentari, l'ambiente sociale e un'aderenza realistica a lungo termine", sottolinea.

Nessun '6' né '5+1' al concorso del Superenalotto di oggi, sabato 10 gennaio 2026. Sono invece sei i '5' che hanno ottenuto una quota unitaria di 34.013,36 euro.
Il jackpot stimato per il prossimo concorso a disposizione dei 6 è di 104.400.000 euro.
Quanto costa una schedina?
La schedina minima nel concorso del SuperEnalotto prevede 1 colonna (1 combinazione di 6 numeri). La giocata massima invece comprende 27.132 colonne ed è attuabile con i sistemi a caratura, in cui sono disponibili singole quote per 5 euro, con la partecipazione di un numero elevato di giocatori che hanno diritto a una quota dell'eventuale vincita. In ciascuna schedina, ogni combinazione costa 1 euro. L'opzione per aggiungere il numero Superstar costa 0,50 centesimi.
La schedina minima nel concorso del SuperEnalotto prevede 1 colonna (1 combinazione di 6 numeri). La giocata massima invece comprende 27.132 colonne ed è attuabile con i sistemi a caratura, in cui sono disponibili singole quote per 5 euro, con la partecipazione di un numero elevato di giocatori che hanno diritto a una quota dell'eventuale vincita. In ciascuna schedina, ogni combinazione costa 1 euro. L'opzione per aggiungere il numero Superstar costa 0,50 centesimi.
Quali sono i punteggi vincenti?
Al SuperEnalotto si vince con punteggi da 2 a 6, passando anche per il 5+. L'entità dei premi è legata anche al jackpot complessivo. In linea di massima:
- con 2 numeri indovinati, si vincono orientativamente 5 euro;
- con 3 numeri indovinati, si vincono orientativamente 25 euro;
- con 4 numeri indovinati, si vincono orientativamente 300 euro;
- con 5 numeri indovinati, si vincono orientativamente 32mila euro;
- con 5 numeri indovinati + 1 si vincono orientativamente 620mila euro.
Come faccio a sapere se ho vinto?
E' possibile verificare eventuali vincite attraverso l'App del SuperEnalotto. Per controllare eventuali schedine giocate in passato e non verificate, è disponibile on line un archivio con i numeri e i premi delle ultime 30 estrazioni.
La combinazione vincente di oggi
Ecco la combinazione vincente del concorso estratta oggi, 10 gennaio: 11, 19, 24, 66, 82, 88. Numero jolly 58 e numero SuperStar 48

L’amministrazione statunitense avrebbe avviato "discussioni preliminari" su un possibile attacco contro l’Iran, dopo le ripetute minacce del presidente Donald Trump di colpire la Repubblica islamica nel caso in cui il regime uccida manifestanti. Lo riporta il Wall Street Journal, che cita fonti informate.
I colloqui - secondo il quotidiano - si sarebbero concentrati sulla selezione di potenziali obiettivi militari; tra le opzioni allo studio figura un "attacco aereo su larga scala". Il giornale precisa tuttavia che, al momento, non vi sono segnali di un’azione imminente e che non sono stati mobilitati né mezzi né personale in preparazione di un’operazione militare.
"L'Iran sta guardando alla libertà, forse come mai prima d'ora. Gli Stati Uniti sono pronti ad aiutare!!!", ha intanto ribadito in un post su Truth social il presidente americano , che aveva già avvertito Teheran su un possibile (e duro) intervento Usa qualora il regime avesse ucciso ancora i manifestanti.
Nella giornata di oggi, gli Stati Uniti hanno intanto definito 'deliranti' le accuse del ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi a Israele e agli Usa di aver fomentato le proteste in corso nella repubblica islamica. "Questa dichiarazione riflette un tentativo delirante di distogliere l'attenzione dalle enormi sfide che il regime iraniano deve affrontare in patria", ha dichiarato un portavoce del Dipartimento di Stato americano in risposta ai commenti fatti dal ministro degli Esteri di Teheran durante una visita in Libano.
Araghchi aveva infatti dichiarato come Israele e Stati Uniti siano "direttamente coinvolti" nei disordini in corso in Iran, ma le possibilità di un intervento militare diretto rimangono "molto basse".
Iran, linea dura contro i manifestanti
Dal canto suo, Teheran ha ribadito anche oggi la linea dura contro le proteste. Mentre proseguono da settimane le manifestazioni contro il regime degli ayatollah, il procuratore generale iraniano Mohammad Movahedi Azad ha infatti avvertito che tutti i manifestanti potranno essere perseguiti come "nemici di Dio" ('mohareb'), un’accusa che in Iran è punibile con la pena di morte[1], riferiscono i media statali iraniani citando una sua dichiarazione nella quale si afferma che il reato sarà contestato non solo a presunti "rivoltosi e terroristi" che danneggiano proprietà e compromettono la sicurezza pubblica, ma anche a coloro che li aiutano.
Movahedi Azad ha inoltre esortato le procure a preparare rapidamente i processi e a non mostrare "alcuna clemenza, compassione o indulgenza" nei confronti degli imputati.
Nuove proteste a Teheran. Bbc: "Ospedali pieni di morti e feriti"
Nuove proteste sono intanto scoppiate in serata a Teheran. Decine di persone si sono radunate in un quartiere del nord della capitale nonostante il blackout di internet e la dura repressione delle autorità, come mostra un video verificato dall’Afp. Nel filmato, esplosi fuochi d’artificio su Punak Square, mentre i manifestanti battono pentole e intonano cori a sostegno dei sovrani Pahlavi, deposti dopo la rivoluzione islamica del 1979.
Il personale di tre ospedali in Iran ha intanto riferito alla Bbc che le loro strutture sono piene di pazienti morti o feriti. Secondo un medico di un ospedale di Teheran ci sarebbero stati "colpi diretti alla testa e al cuore dei giovani", mentre un altro medico ha affermato che un ospedale della capitale è entrato in modalità di crisi. Due degli operatori sanitari in contatto con la Bbc hanno dichiarato di aver curato ferite da arma da fuoco, sia da proiettili veri che da pallini.

Un'arma misteriosa usata dalla Delta Force nell'attacco a Caracas per catturare Nicolas Maduro, presidente del Venezuela. La storia somiglia ad un copione di un film d'azione ma riceve l'imprimatur di figure dell'amministrazione di Donald Trump e si fa largo sui media americani.
L'azione compiuta nella notte tra il 2 e il 3 gennaio ha consentito agli Stati Uniti di bypassare i sistemi di difesa del Venezuela e di espugnare la fortezza di Maduro: la Delta Force non ha riportato vittime, tutti gli elicotteri sono rientrati. Negli scontri, sono stati uccisi 32 cubani che formavano la scorta di Maduro. In totale le vittime nelle ore più drammatiche sarebbero state circa 100.
A descrivere una parte dell'operazione sarebbe un anonimo agente della sicurezza di Maduro. Le sue parole rimbalzano tra noti profili social di area trumpiana e vengono rilanciate da Karoline Leavitt, portavoce della Casa Bianca. "Smettete di fare quello che state facendo e leggete qui", scrive Leavitt, imitata da Dan Bongino, anchorman 'Maga doc' e fino a poche settimane fa vicedirettore dell'Fbi. Il racconto dell'agente/soldato diventa anche l'articolo di apertura dell'edizione online del New York Post.
Cosa ha detto l'anonimo militare? "Il giorno dell'operazione, non abbiamo sentito arrivare nulla. Eravamo di guardia, ma improvvisamente tutti i nostri sistemi radar si sono spenti senza alcuna spiegazione. La cosa successiva che abbiamo visto sono stati dei droni, molti droni, che sorvolavano le nostre posizioni. Non sapevamo come reagire. Poi sono arrivati alcuni elicotteri, ma erano pochissimi. Credo appena otto elicotteri. Da quegli elicotteri sono scesi dei soldati, ma in numero molto esiguo", l'inizio del racconto, che appare sin qui verosimile pur senza fornire nessuna informazione dettagliata: in sostanza, un quadro generale già ampiamente noto.
"Forse una ventina di uomini. Ma quegli uomini erano tecnologicamente molto avanzati. Non assomigliavano a niente contro cui avevamo combattuto prima", prosegue la fonte anonima. Lo scontro, dice, "è stato un massacro. Eravamo centinaia, ma non avevamo alcuna possibilità. Sparavano con tale precisione e velocità... sembrava che ogni soldato sparasse 300 colpi al minuto. Non potevamo fare nulla". E sin qui, forse...
Poi, però, il resoconto diventa quasi fantascienza: "A un certo punto, hanno lanciato qualcosa... non so come descriverlo... è stata come un'onda sonora molto intensa. Improvvisamente ho sentito come se la mia testa stesse esplodendo dall'interno. Abbiamo iniziato tutti a sanguinare dal naso. Alcuni vomitavano sangue. Siamo caduti a terra, incapaci di muoverci. Quei venti uomini, senza una sola vittima, hanno ucciso centinaia di noi. Non avevamo modo di competere con la loro tecnologia, con le loro armi. Lo giuro, non ho mai visto niente del genere. Non siamo riusciti nemmeno a rialzarci dopo quell'arma sonica o qualunque cosa fosse".
Possibile? Il New York Post interpella una fonte legata all'intelligence. "Gli Stati Uniti dispongono da anni di tecnologie per le cosiddette armi ad energia diretta", e "alcuni sistemi sono in grado di produrre almeno alcuni dei sintomi", tra cui "sanguinamento, incapacità di muoversi o di funzionare, dolore e bruciore". "Non posso confermare tutti questi sintomi. Ma alcuni sì, alcuni", le parole attribuite alla fonte, secondo cui tali armi non sarebbero una novità: "Ne abbiamo versioni da decenni".
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