
(Adnkronos) - L’Italia attraversa una fase di profonda trasformazione demografica, tra calo della natalità, innalzamento dell’età media e nuove sfide per il sistema di welfare. In questo scenario si inserisce la sesta edizione dell’appuntamento annuale di Adnkronos dedicato ai temi dell'evoluzione demografica e delle sue ricadute su lavoro, welfare e società, che si è tenuto oggi a Palazzo dell’Informazione, in piazza Mastai a Roma. L’evento, dal titolo ‘La demografia cambia la società, aperto dal direttore di Adnkronos Davide Desario, ha riunito esponenti di governo, parlamentari, associazioni, imprese, accademici ed esperti.
E' intervenuta Eugenia Maria Roccella, ministro per la Famiglia, la natalità e le pari opportunità, intervistata in esclusiva, che ha dichiarato: “A una lunghissima disattenzione nei confronti della famiglia e della natalità che ha prodotto danni, rimediamo adesso: è la prima volta che c’è un ministero con queste deleghe specifiche per la natalità. Nel 1995 c’erano più donne in età fertile e avevamo circa 500mila nati l’anno; adesso invece ne abbiamo circa 300mila. A questo non si può rimediare immediatamente, bisogna fare fronte nel lunghissimo periodo. Abbiamo cominciato con i provvedimenti di sostegno alla famiglia e alla natalità che abbiamo articolato su tre assi fondamentali. Il primo riguarda i trasferimenti diretti, e quindi l’assegno unico".
"Abbiamo aggiunto il bonus nuovi nati. Oltre ai trasferimenti diretti, c’è stato l’intervento sulla conciliazione, che forse è il punto più significativo per quanto riguarda la natalità. La conciliazione tra il lavoro di cura e il lavoro extradomestico, in particolare per le donne, ma non solo, prevede l’aumento, per esempio, dei congedi parentali, tre mesi di congedi parentali all’80% e altre misure. Abbiamo agito poi sui servizi, quindi sugli asili, aumentando i rimborsi e costruendone di nuovi", ha aggiunto.
Da parte sua, Claudio Durigon, sottosegretario al Lavoro e alle Politiche sociali, durante il suo intervento, ha affermato: “Pensare di sostenere il sistema pensionistico solo aumentando l’età lavorativa è sbagliato, serve un sistema più efficiente e capace di adattarsi ai cambiamenti del mercato del lavoro. La priorità è trattenere i giovani in Italia, favorendo il ricambio generazionale e contrastando la fuga di competenze. Pur ritenendo oggi sostenibile il sistema pensionistico, le pensioni future saranno più povere e per questo il Governo ha rafforzato la previdenza complementare e punta a sviluppare i fondi pensione e la long term care. Se riusciremo a costruire un sistema in cui questi elementi si integrano e si completano a vicenda, credo che potremo dare un respiro importante ai pensionati di domani".
Il sottosegretario ha inoltre rivendicato gli interventi dell’esecutivo a sostegno di famiglie e lavoratori, dal taglio del cuneo fiscale agli investimenti del Pnrr in formazione, incentivi e occupazione: “Servono infine salari in crescita e maggiore flessibilità europea per sostenere sviluppo e demografia”.
A seguire, nel corso della mattinata, si sono tenuti tre panel tematici che hanno visto il coinvolgimento di esponenti del mondo associativo, imprenditoriale e accademico, offrendo una lettura multidimensionale delle trasformazioni demografiche in atto. Il primo panel, 'Longevità: salute, costi e sfide dell’invecchiamento', ha visto la partecipazione di Cecilia Tomassini, Università del Molise - Age-It; Anna Oddone, Università di Pavia; Paola Ansuini, responsabile comunicazione cultura finanziaria e tutela della clientela della Banca d’Italia; Roberto De Agostini, Head of Media & Public Relations di Banca Mediolanum; Giovanni Marcantonio, vicepresidente Consiglio Nazionale Ordine Consulenti del Lavoro. Al secondo panel, 'Natalità, fertilità e maternità: la rete a tutela dei bambini', hanno preso parte Luigi Cimmino Caserta, Md Manager Public&Gov Affairs di Princes Italia; Rino Agostiniani, presidente Società Italiana Pediatria; Massimo Agosti, presidente Società Italiana Neonatologia. Il terzo panel, 'Welfare: ripensare i servizi e sostenere le persone', ha visto gli interventi di Alberto Rivolta, amministratore delegato Gruppo Artsana; Laura Di Raimondo, direttrice generale Asstel; Enza Scarangella, responsabile, Relazioni Sindacali e Welfare Gruppo FS; Manuela Giusti, Hr Management & Compensation WindTre.

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(Adnkronos) - Come sta Jannik Sinner? Il tennista azzurro ha ripreso gli allenamenti a Montecarlo in vista di Wimbledon 2026, torneo a cui arriverà da campione in carica, ed è sceso in campo nel Principato con un sensore del glucosio. "Ha fatto molto discutere l'immagine di Jannik Sinner con un piccolo dischetto bianco sul braccio, sollevando dubbi e preoccupazioni. In realtà si tratta di un sensore per il monitoraggio continuo del glucosio (Cgm), lo stesso strumento originariamente nato in ambito diabetologico, ma oggi ampiamente sfruttato anche nello sport di élite", racconta all'Adnkronos Salute il medico-fisiatra Andrea Bernetti, professore ordinario di Medicina fisica e riabilitativa all'UniSalento e segretario generale della Simfer (Società italiana di medicina fisica e riabilitativa).
Il medico ha quindi spiegato cos'è, come funziona e a cosa serve il 'cerotto' apparso sulla pelle del numero 1 del tennis mondiale: "Questo dispositivo, che legge i livelli di glucosio nel fluido interstiziale sottocutaneo permette agli atleti di avere un dato in tempo reale sul metabolismo energetico durante gli sforzi prolungati, evitando i cali glicemici e consentendo anche di personalizzare l'assunzione di carboidrati. Il campione italiano non vuole lasciare nulla al caso visto il recente problema accusato al Roland Garros", sottolinea Bernetti.
Per questo Sinner "sta sfruttando ogni mezzo messo a disposizione dalla medicina moderna per avere una visione globale del proprio stato fisico, soprattutto durante lo sforzo". Il device immortalato in alcune delle immagini più recenti non deve destare preoccupazione e non significa che l'atleta soffra di diabete, rassicura l'esperto. Per usare il sensore non bisogna essere per forza malati: "Da questo punto di vista", sottolinea il medico-fisiatra - la letteratura scientifica conferma l'utilità di questa pratica anche nei soggetti sani, come evidenziato da una revisione scientifica del 2022, la quale ha dimostrato che il monitoraggio continuo della glicemia aiuti a ottimizzare le strategie nutrizionali e a migliorare il recupero".
E guardando al futuro, il controllo in real time dello zucchero nel sangue è solo l'inizio di un monitoraggio a 360 gradi su cui la ricerca sta lavorando. Una sorta di 'Grande Fratello' della salute dei campioni. "Potremmo assistere ad una rivoluzione tecnologica ben più ampia", prospetta infatti Bernetti. "Sono già oggetto di sperimentazione biosensori indossabili per l'analisi del sudore. Dispositivi sotto forma di micro-cerotti o tecno-tatuaggi temporanei, dotati di canali microscopici, che non si limitano all'analisi del glucosio, ma analizzano in tempo reale una moltitudine di biomarcatori direttamente dalla sudorazione dell'atleta. Come ad esempio il lattato per individuare la transizione verso il metabolismo anaerobico, il sodio e il potassio per prevenire la disidratazione profonda e i crampi muscolari, dispositivi persino in grado di effettuare il monitoraggio dei livelli di cortisolo (l'ormone dello stress) per scongiurare il rischio di sindrome da sovrallenamento", elenca lo specialista.
"In questo modo - conclude - il fisico dell'atleta verrebbe monitorato da quasi ogni punto di vista, permettendo di avere informazioni essenziali e predittive per adottare ogni strategia possibile per la massima espressione della performance atletica".

(Adnkronos) - L’Arabia Saudita può diventare una piattaforma strategica per fornire all’Europa energia verde e idrogeno a costi competitivi, contribuendo alla diversificazione degli approvvigionamenti e alla riduzione della dipendenza dal gas. A dirlo, durante la diretta Adnkronos da Fii Priority Europe a Roma, è Marco Arcelli, oggi consulente e per tre anni ceo di Acwa.
"Acwa è il campione nazionale saudita per le energie rinnovabili, i cicli combinati, la desalinazione e ora anche l’idrogeno verde", spiega Arcelli. La società gestisce circa 120 miliardi di investimenti totali, quasi 100 gigawatt di capacità, 10 milioni di metri cubi di desalinazione e oltre 200mila tonnellate di idrogeno. Per dare un ordine di grandezza, la potenza di picco dell’Italia è di circa 60 gigawatt: Acwa ha quindi quasi il doppio della capacità installata.
La crescita degli ultimi anni è stata rapidissima. In tre anni la società è passata da circa 60-65 miliardi a 120 miliardi di investimenti, raddoppiando la dimensione e aumentando in modo netto la velocità dei nuovi progetti. Dopo Medio Oriente, Africa, Asia centrale, Cina e Sud-est asiatico, la prossima frontiera è l’Europa.
Il ponte energetico immaginato da Acwa poggia su un differenziale di costo molto forte. "Noi produciamo elettricità a 10-15 euro a megawattora contro gli 80-100-120 dell’Italia", afferma Arcelli. Questo rende possibile pensare a forniture di elettricità e idrogeno verde a prezzo fisso per 20 o 30 anni, con un vantaggio competitivo destinato ad aumentare in termini reali con il passare del tempo.
Il nodo infrastrutturale resta cruciale: elettrodotti per l’elettricità, gasdotti adattabili o nuove infrastrutture per l’idrogeno, rotte sicure e gestione dei rischi geopolitici. Ma Arcelli invita a non leggere il Medio Oriente come un blocco indistinto. L’Arabia Saudita, per dimensione, capacità finanziaria e visione di lungo periodo, può diventare un elemento di stabilizzazione e una fonte di diversificazione per l’Europa.
Tra i progetti chiave c’è il grande impianto di idrogeno verde sulla costa occidentale saudita, con un investimento da 9 miliardi di dollari, oltre il 90% di realizzazione e avvio previsto tra fine anno e inizio 2027. La posizione è vicina al Mediterraneo e oltre i principali chokepoint di Bab el Mandeb e Hormuz. Un secondo progetto è in sviluppo a Yanbu, sempre in una posizione favorevole rispetto alle rotte verso l’Europa.
Per il continente europeo, la prospettiva è sostituire una parte delle importazioni di gas con una nuova commodity prodotta da sole e vento. Energia verde, a costi più bassi, con contratti di lungo periodo e da un’area che punta a diventare sempre più centrale negli equilibri energetici globali.

“L’assemblea annuale di Asal è stata un’importante occasione di riflessione sul ruolo degli allestitori su temi quali concorrenza, sostenibilità degli allestimenti, badge di cantiere e intelligenza artificiale. Ci siamo confrontati per affrontare in maniera coesa le sfide di un comparto strategico per il successo delle manifestazioni fieristiche italiane e per la promozione del Made in Italy nel mondo. In particolare, è emersa l'esigenza di garantire una concorrenza leale nei quartieri fieristici, alla luce del crescente coinvolgimento diretto di alcuni operatori fieristici nelle attività di allestimento, dinamica che richiede attenzione per evitare possibili distorsioni del mercato e assicurare pari opportunità agli operatori indipendenti”. Lo ha dichiarato Marco Fogarolo, attuale presidente di Asal Assoallestimenti, nel corso dell’Assemblea dell’associazione che all’interno di FederlegnoArredo rappresenta le imprese italiane degli allestimenti fieristici e degli eventi, e che si è tenuta presso La Triennale di Milano. Un momento di grande partecipazione, che ha riunito imprenditori ed esperti, con l'obiettivo comune di tracciare la rotta del comparto.
Tanti gli spunti di riflessione emersi nel dibattito. Marco Morone, dirigente delle professioni sanitarie Regione Lombardia, e Ivano Bortolo, Tecnico della prevenzione, hanno approfondito il tema della sicurezza sul lavoro e della prevenzione, aspetti che rappresentano da sempre una priorità per le imprese del comparto. L'avvocato Mauro Colantoni ha analizzato il quadro normativo e regolatorio che disciplina il mercato degli allestimenti, con particolare attenzione agli equilibri concorrenziali, mentre Filippo Poletti, giornalista, autore e Linkedin Top Voice, ha guidato la platea in una riflessione sull'evoluzione digitale, illustrando come digitalizzazione, software gestionali e intelligenza artificiale rappresentino tre livelli della stessa sfida culturale.
Ampio spazio è stato dedicato anche al tema della sostenibilità degli allestimenti, considerata una delle principali direttrici di sviluppo del comparto. Le imprese associate stanno investendo sempre più in progettazione circolare, riutilizzo dei materiali, efficientamento logistico e riduzione dell’impatto ambientale delle strutture temporanee, contribuendo agli obiettivi di sostenibilità richiesti dalle normative, dal mercato e dagli stessi espositori. In questo percorso un ruolo crescente è svolto proprio dall’innovazione digitale e dall’intelligenza artificiale. L’Assemblea si è conclusa con l’elezione del Consiglio di Presidenza per il quadriennio 2026-2030, composto da Giorgio Benfenati, Ares Bolognesi, Gianfranco D’Alconzo, Marco Fogarolo, Cristiano Franchi, Domenico Gagliardi, Matteo Plotini, Michele Tosetto e Massimiliano Vaj. Il completamento della governance associativa avverrà nell’ambito del rinnovo degli organi federativi previsto per l’autunno, fino alla nomina del presidente per il prossimo quadriennio.

(Adnkronos) - "L'ottantesimo anniversario della presenza di Bristol Myers Squibb in Italia rappresenta un'occasione per riflettere sul valore della ricerca clinica e sul contributo che l'innovazione farmaceutica continua a offrire al progresso della medicina e alla tutela della salute. I temi al centro della vostra iniziativa testimoniano quanto sia straordinaria la fase che stiamo vivendo, dall'immunoterapia alle nuove frontiere dell'ematologia, dall'evoluzione delle cure cardiovascolari ai progressi di patologie neurodegenerative, la ricerca continua ad aprire prospettive che fino a pochi anni fa sembravano difficilmente raggiungibili". Lo ha detto il ministro della Salute, Orazio Schillaci, in un videomessaggio inviato alla Vice President e General Manager di Bms Regina Vasiliou e ai promotori della conferenza stampa a Roma - presso il Centro Studi Americani - per celebrare gli 80 anni di Bms in Italia.
"Ogni avanzamento della scienza - ha ricordato Schillaci - amplia le opportunità terapeutiche, alimenta nuove speranze per i pazienti e per le loro famiglie. Ma innovare non basta: la vera sfida è fare in modo che i progressi della ricerca possano tradursi in benefici concreti per tutti i cittadini, garantendo un accesso sempre più equo e tempestivo ai farmaci e alle terapie innovative, indipendentemente dal territorio in cui vivono, che considero prioritario e che guida l'azione del ministero della Salute".
"In questi anni abbiamo avviato importanti riforme per modernizzare la governance farmaceutica e accompagnare l'evoluzione della ricerca - ha sottolineato il ministro -. In questa direzione si colloca anche il lavoro sul Testo unico della legislazione farmaceutica, una riforma che punta a superare la frammentazione normativa, a semplificare le procedure e a costruire un quadro regolatorio più moderno, capace di garantire ai cittadini un accesso alle cure sempre più equo, sicuro e tempestivo". La sfida "che abbiamo davanti è ambiziosa a sostenere l'innovazione, attrarre investimenti, assicurare la sostenibilità del sistema e ridurre le disuguaglianze e l'accesso ai farmaci e alle cure. Sono tutti questi gli obiettivi che richiedono una collaborazione responsabile tra Istituzioni, comunità scientifica, associazioni di pazienti e l'industria farmaceutica. Sono certo che questo anniversario rappresenti una tappa significativa di un percorso che continuerà a generare innovazione e nuove opportunità di cura a beneficio dei pazienti", ha poi concluso Schillaci.

(Adnkronos) - "Sono qui oggi sia per ragioni istituzionali sia per ragioni operative. È motivo di orgoglio che Bristol Myers Squibb abbia scelto Roma come sede del proprio quartier generale in Italia. Celebrare gli 80 anni di presenza nel nostro Paese significa anche riflettere su una fase di grande trasformazione della sanità e della società, che il servizio sanitario deve saper accompagnare. Il Lazio può contare su un polo farmaceutico di straordinaria eccellenza, di cui Bristol Myers Squibb rappresenta un pilastro storico. La presenza di università prestigiose, Irccs e centri di ricerca ha favorito negli anni lo sviluppo di studi clinici di grande rilievo, contribuendo alla crescita della qualità dell'assistenza nella nostra regione". Lo ha detto Francesco Rocca, presidente della Regione Lazio, intervendo - oggi a Roma (Centro Studi Americani) - alla conferenza stampa per gli 80 anni di Bristol Myers Squibb in Italia.
Rocca ha poi ricordato: "Stiamo lavorando con Farmindustria a un protocollo sui trial clinici che sarà firmato a breve. L'obiettivo - ha sollolineato il governatore - è rendere più rapide le procedure, garantendo al tempo stesso tutela della privacy, sicurezza operativa e qualità della ricerca. Crediamo che il dialogo tra sistema sanitario e industria farmaceutica debba essere costante e trasparente: abbiamo bisogno dell'innovazione e della capacità di ricerca e sviluppo delle aziende, ma questo rapporto deve sempre trovare il giusto equilibrio nell'interesse dei cittadini. La nostra ambizione è rafforzare ulteriormente l'attività clinica di eccellenza del Lazio. Per questo stiamo investendo nella creazione di una rete di centri dedicati ai trial clinici e nel potenziamento delle infrastrutture a supporto della ricerca. Tuttavia, c'è una questione che riguarda l'intera Europa: le nuove politiche industriali adottate dagli Stati Uniti rischiano di avere conseguenze importanti per il settore farmaceutico europeo. Dobbiamo essere capaci di difendere e rafforzare la competitività del nostro sistema, attrarre investimenti e sostenere la crescita della ricerca".
Per questo motivo, ha proseguito, "ritengo che vaccini, farmaci innovativi e prevenzione debbano essere considerati investimenti strategici e non semplicemente spesa corrente. Grazie alla ricerca oggi disponiamo di terapie che trasformano la vita dei pazienti: tumori che diventano malattie croniche, patologie ematologiche da cui si guarisce, terapie geniche che consentono ai bambini affetti da malattie rare di condurre una vita normale. Investire nell'innovazione significa migliorare la salute delle persone, ma anche generare risparmi per il sistema sanitario e creare sviluppo economico. È necessario favorire l'accesso tempestivo alle terapie realmente innovative, garantendo al contempo appropriatezza prescrittiva e sostenibilità". Per Rocca il tema della prevenzione resta "centrale". "Salute, ricerca e innovazione rappresentano infrastrutture strategiche per il futuro del Paese. Per questo è fondamentale lavorare insieme, istituzioni e industria, affinché il settore farmaceutico continui a investire in Italia e in Europa, preservando occupazione, ricerca e capacità di innovazione. Sono convinto che la strada intrapresa sia quella giusta e che, attraverso una collaborazione responsabile tra tutti gli attori coinvolti, potremo raggiungere risultati importanti per i pazienti, per il sistema sanitario e per il nostro Paese", ha poi concluso.

(Adnkronos) - L'hanno definita "la voce del Novecento", una "voce assoluta", iconica, capace come poche di toccare le corde del cuore. Un mito complesso e magico quello di Maria Callas, che nasconde anche un mistero, quello che portò negli anni Sessanta al progressivo declino vocale della Divina. Per oltre mezzo secolo è stato attribuito a molteplici fattori: stress emotivo, drastico dimagrimento, eccessivo utilizzo della voce, problemi psicologici o effetti collaterali farmacologici. Oggi una ricerca italiana, condotta da un team dell'università di Padova e pubblicata sul 'Journal of Voice', rilegge il giallo della voce perduta proponendo un'interpretazione clinica diversa del caso della celebre soprano. Gli autori chiamano in causa la dermatomiosite, una malattia infiammatoria che può colpire anche la laringe e i muscoli della respirazione. Secondo gli autori - specialisti dell'Unità operativa complessa di Otorinolaringoiatria dell'azienda ospedale-università di Padova e dell'Istituto di Storia della reumatologia - una possibile spiegazione del declino vocale della Callas potrebbe essere questa rara malattia autoimmune che colpisce muscoli e cute, ma non solo.
"La dermatomiosite può manifestarsi inizialmente con disfonia isolata o predominante dovuta al coinvolgimento infiammatorio dei muscoli intrinseci della laringe, a lesioni della mucosa delle corde vocali o, più raramente, a paresi cordali", spiega Rosario Marchese-Ragona, primo autore dello studio. "Nei casi descritti in letteratura i sintomi vocali possono variare parallelamente all'attività della malattia e alla risposta alle terapie immunosoppressive. Nel caso di Maria Callas abbiamo identificato numerose analogie cliniche e funzionali, tra cui affaticamento vocale progressivo, perdita del sostegno respiratorio, difficoltà nel mantenere la potenza del canto, disfonia fluttuante e un miglioramento parziale dopo trattamento con corticosteroidi. L'applicazione retrospettiva dei criteri diagnostici storici e contemporanei suggerisce che la dermatomiosite rappresenti un'ipotesi clinicamente plausibile per spiegare almeno una parte del declino vocale e fisico della cantante".
Lo studio ha integrato una revisione della letteratura otorinolaringoiatrica e reumatologica internazionale con fonti storiche, testimonianze mediche dell'epoca, analisi foniatriche e valutazioni delle registrazioni e delle esibizioni filmate della Callas. Oltre all'interesse storico e culturale legato alla figura di Maria Callas, il lavoro richiama l'attenzione degli specialisti sul fatto che la disfonia persistente può rappresentare una manifestazione precoce di malattie autoimmuni sistemiche.
Da un lato, dunque, l'indagine degli esperti contribuisce a una rilettura scientificamente fondata della vicenda clinica della cantante che incantò milioni di persone segnando la storia dell'opera lirica del Novecento e offre una possibile spiegazione biologica di sintomi che per decenni sono stati interpretati quasi esclusivamente in chiave psicologica, artistica o personale. Dall'altro lato però questa analisi va oltre, riconnettendosi a giorni nostri con quello che si può trarre da una vicenda umana così straordinaria. "Il messaggio clinico più importante - concludono gli autori - è che una raucedine persistente o atipica non dovrebbe mai essere sottovalutata. In alcuni casi può rappresentare il primo segnale di una malattia sistemica e richiedere una valutazione multidisciplinare che coinvolga otorinolaringoiatri, foniatri, neurologi e reumatologi".

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(Adnkronos) - Un fermaglio rosso con piccoli fiorellini bianchi è stato rinvenuto nel corso delle ricerche di Sarah e Alisya, le due sorelle scomparse a Civitella Alfedena, nell'Aquilano. Lo riferisce l'associazione Penelope.
Secondo quanto fa sapere l'associazione si presume che il fermaglio possa appartenere a una delle due ragazze. Il papà ha confermato che Sarah portava spesso dei fermagli. Le ricerche intanto proseguono senza sosta e si sono concentrate nelle aree che circondano l’abitazione che ospitava le giovani. Alle ricerche questa mattina ha preso parte anche un elicottero che ha sorvolato a bassa quota la zona.
Sulla scomparsa delle sorelline la procura di Sulmona ha aperto un fascicolo, ipotizzando il reato di abbandono di minore nei confronti dei responsabili della struttura che ospitava le ragazze.
Secondo quanto appreso, nella stanza occupata dalle due ragazze sarebbero stati rinvenuti bigliettini all'apparenza incomprensibili, in codice, ma che potrebbero rivelarsi decisivi. Il materiale è stato acquisito dagli investigatori che dovranno decifrarne il contenuto per comprendere se possa fornire elementi utili sulle modalità di comunicazione, sui contatti con l'esterno e sull'organizzazione della fuga.

(Adnkronos) - “A una lunghissima disattenzione nei confronti della famiglia e della natalità che ha prodotto danni, rimediamo adesso: è la prima volta che c’è un ministero con queste deleghe specifiche per la natalità. Il primo danno a cui dobbiamo fare fronte è sul piano del numero di donne fertili: a parità di tasso di natalità, nel 1995 c’erano più donne in età fertile e avevamo circa 500mila nati l’anno; adesso invece ne abbiamo circa 300mila. A questo non si può rimediare immediatamente, bisogna fare fronte nel lunghissimo periodo. Nell’immediato abbiamo cominciato con dei provvedimenti a sostegno della famiglia ”. Così Eugenia Maria Roccella, ministra per la Famiglia, la natalità e le pari opportunità, intervenendo al dibattito ‘La demografia cambia la società’ organizzato oggi in occasione della sesta edizione dell’appuntamento annuale di Adnkronos dedicato ai temi dell'evoluzione demografica a Palazzo dell’Informazione a Roma.
“Abbiamo cominciato con i provvedimenti di sostegno alla famiglia e alla natalità che abbiamo articolato su 3 assi fondamentali", spiega Roccella. Il primo riguarda "i trasferimenti diretti, e quindi l’assegno unico. Qui - continua - riconosciamo che il Governo precedente, nelle sue ultime battute, aveva messo in campo questo provvedimento. Noi abbiamo aggiunto il bonus nuovi nati. Non abbiamo potuto aumentare ulteriormente l’assegno unico perché è andato in procedura d’infrazione europea e ci siamo trovati veramente soli a difenderlo. Abbiamo ottenuto di uscire dalla procedura d’infrazione, quindi oggi è un provvedimento messo in sicurezza”.
Oltre ai trasferimenti diretti, c’è stato “l’intervento sulla conciliazione, che forse è il punto più significativo per quanto riguarda la natalità - osserva il ministro - La conciliazione tra il lavoro di cura e il lavoro extradomestico, in particolare per le donne, ma non solo, prevede l’aumento, per esempio, dei congedi parentali, tre mesi di congedi parentali all’80% e altre misure. Abbiamo agito poi sui servizi, quindi sugli asili, per esempio, con i rimborsi, aumentando i rimborsi per gli asili nido, oltre ad aumentare, anche grazie al Pnrr, il numero degli asili”. Il tasso di natalità “si sta abbassando in tutto il mondo, in particolare e prima di tutto nei paesi del benessere - sottolinea Roccella - Lo sviluppo frena le nascite. Il caso della Corea è evidente, perché si è passati da 6 figli per donna trent’anni fa, a meno di uno. Adesso la velocità con cui calano le nascite in molti paesi europei, per esempio la Francia, la Danimarca, la Germania, è più rapida della nostra. La tendenza - conclude - è evidente".
“Penso che Vannacci non abbia molto chiara la differenza sessuale tra un uomo e una donna. Nel femminicidio non c’è una questione valoriale, cioè non è che uccidere una donna sia più grave che uccidere un uomo, mi pare evidente, e non era certo questa l’intenzione del legislatore. Si chiama femminicidio perché il movente riguarda la donna, cioè si uccide una donna in quanto donna”

(Adnkronos) - Almeno dieci colpi, inferti con violenza contro il cranio e la parte superiore del volto, hanno ucciso Roberto Pietro Guerrino, l'interprete di fama internazionale trovato morto sabato scorso nel suo appartamento al civico 11 di via Oxilia, in zona Nolo. Sono i primi risultati - a quanto apprende l’Adnkronos - dell’autopsia sul corpo del sessantenne, svolta questa mattina all’istituto di medicina legale di Milano, con la supervisione della professoressa Cristina Cattaneo.
I colpi sarebbero stati inferti frontalmente con un oggetto contundente. I carabinieri del nucleo investigativo di Milano e della compagnia Duomo, che indagano sull’omicidio coordinati dal pm Carlo Scalas, hanno sequestrato nell’appartamento in cui la vittima viveva sola alcune statuette di Buddha insanguinate. Resta da accertare che si tratti dell’arma usata per il delitto. Così come è da chiarire l’orario della morte dell’interprete, rientrato in casa venerdì pomeriggio e ritrovato senza vita solo il giorno successivo.

(Adnkronos) - L'Inghilterra festeggia la prima vittoria ai Mondiali 2026 e canta gli Oasis. La Nazionale allenata da Tuchel ha battuto la Croazia 4-2 all'esordio nella rassegna iridata di scena in Stati Uniti, Messico e Canada, nella prima giornata del girone L e a fine partita i giocatori si sono fermati sotto al settore dedicato ai propri tifosi.
A Dallas, sono quindi risuonate le note di 'Wonderwall', celebre successo degli Oasis, che i tifosi dell'Inghilterra hanno cantato a squarciagola.
A unirsi al canto anche alcuni giocatori come Rice e Gordon, ripresi dalle telecamere, mentre Jude Bellingham non ha nascosto un po' di emozione, mostrandosi commosso di fronte alla 'sua' curva.

(Adnkronos) - Il Massachusetts Institute of Technology (MIT) si conferma migliore università a livello mondiale con livelli record in termini di ricerca, insegnamento e prospettive di lavoro. Lo certifica il QS World University Rankings 2027, pubblicato oggi da QS Quacquarelli Symonds: l'ateneo si pone davanti all'Imperial College di Londra e all'università di Stanford negli Stati Uniti. Alle spalle dei soliti nomi (Oxford, Harvard, Cambridge, Zurigo) si affermano atenei asiatici come quelli di Singapore, Hong Kong e Pechino.
Per quanto riguarda l'Italia, peraltro, emerge una positiva 'eccezione'. Infatti, mentre la maggior parte dei grandi sistemi universitari europei perde terreno nel Ranking 2027 il nostro Paese si muove in direzione opposta. Dei suoi 47 atenei classificati, 26 migliorano la propria posizione e solo 15 arretrano: è l’unico grande sistema dell’Unione Europea con più università in crescita che in calo.
Il progresso è ampio e diffuso. Tutte le prime dieci università italiane migliorano la propria posizione, un risultato che nessun altro grande sistema universitario europeo può vantare. Il Politecnico di Milano si conferma il primo ateneo italiano per il dodicesimo anno consecutivo e, salendo di 11 posizioni rispetto alla scorsa edizione, raggiunge l’87° posto mondiale: il miglior risultato della sua storia e il più alto piazzamento mai ottenuto da un’università italiana. Rimane inoltre l’unico ateneo italiano nella top 100 globale. Negli ultimi dieci anni ha guadagnato 95 posizioni, passando dal 182° posto del 2017 all’87° del 2027.
L’Italia conta così oggi 15 università nella top 500 mondiale, contro le 12 del 2017. Si tratta - sottolinea QS - "di un risultato particolarmente significativo in un Paese chiamato a confrontarsi con il calo demografico, la crescente competizione globale per i talenti e la necessità di rafforzare la propria capacità di innovazione e crescita. Lo è ancora di più se si considera che l’Italia continua a investire nell’istruzione superiore meno di molti dei suoi principali concorrenti. Secondo l’OCSE, la spesa per le istituzioni dell’istruzione terziaria equivale a circa l’1% del PIL, collocando il Paese nella fascia bassa delle economie avanzate. La crescita italiana poggia, dunque, sulla qualità della ricerca e sulla reputazione dei suoi atenei, non sulla spesa: un progresso reale, ma anche più fragile, che convive con debolezze strutturali ancora marcate nell’internazionalizzazione, nella visibilità globale e nella capacità di attrarre e trattenere talenti".
Il risultato del Politecnico di Milano si inserisce - come detto - in una dinamica più ampia che coinvolge alcune delle principali università italiane. Sapienza Università di Roma raggiunge l’111esimo posto mondiale, il miglior risultato della sua storia, dopo aver guadagnato 112 posizioni rispetto al 2017 (+50,2%). L’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna sale al 123esimo posto, in crescita di 85 posizioni nell’ultimo decennio (+40,9%), mentre l’Università di Padova registra uno dei progressi più significativi del sistema, passando dal 336esimo al 204esimo posto mondiale (+132 posizioni, +39,3%). Anche il Politecnico di Torino raggiunge il miglior piazzamento mai ottenuto, salendo dal 305esimo al 206esimo posto (+99 posizioni, +32,5%). Tutte queste università ottengono il posizionamento più alto da quando sono entrate in classifica.
Nel complesso, le cinque università italiane meglio classificate hanno migliorato la propria posizione di almeno un terzo nell’arco dell’ultimo decennio. Il Politecnico di Milano (+52,2%) e Sapienza (+50,2%) hanno sostanzialmente dimezzato la distanza che li separava dai vertici mondiali, mentre Bologna, Padova e il Politecnico di Torino consolidano la presenza italiana nella fascia delle prime 250 università al mondo. La crescita non si esaurisce però negli atenei di vertice. L’Università degli Studi di Milano sale dal 370esimo al 270esimo posto mondiale (+100 posizioni, +27,0%), l’Università di Pisa passa dal 429esimo al 341esimo (+88 posizioni, +20,5%) e l’Università degli Studi di Roma Tor Vergata registra uno dei progressi più marcati dell’intera top 10 italiana, avanzando dal 479esimo al 342esimo posto (+137 posizioni, +28,6%). Anche l’Università degli Studi di Napoli Federico II migliora sensibilmente rispetto al punto di partenza del decennio, passando dal 478esimo al 401esimo posto (+77 posizioni, +16,1%), mentre l’Università degli Studi di Firenze sale dal 451esimo al 409esimo posto (+42 posizioni, +9,3%).

(Adnkronos) - L’Italia è oggi uno dei Paesi più longevi al mondo. Secondo gli ultimi dati Istat, nel 2025 la speranza di vita ha raggiunto 81,7 anni per gli uomini e 85,7 anni per le donne, e quasi un quarto della popolazione italiana ha più di 65 anni. Questo cambiamento demografico rappresenta una delle principali trasformazioni economiche e sociali dei prossimi decenni e sta ridefinendo in profondità il settore assicurativo e sanitario. L’aumento della longevità, insieme alla crescita dei costi sanitari e alla crescente centralità della prevenzione, sta accelerando il passaggio da un modello di protezione reattivo a un ecosistema integrato di servizi continuativi legati a salute, assistenza e benessere. In questo scenario si inserisce la seconda giornata degli Insurtech Days 2026, l’evento organizzato da Italian Insurtech Association (IIA) in programma il 3 luglio presso Le Village by CA Milano, dal titolo “From Insurance to Health & Wealth Partner”. La giornata sarà dedicata all’evoluzione del settore assicurativo nei segmenti vita, salute e longevità, con un focus sui nuovi modelli di ecosistema che integrano assicurazione, tecnologia, dati e servizi, abilitando un ruolo sempre più attivo delle compagnie come partner di prevenzione, cura e pianificazione del benessere.
Secondo Ania, nel 2024 la spesa sanitaria complessiva in Italia ha raggiunto i 185 miliardi di euro, di cui circa 47 miliardi sostenuti direttamente dalle famiglie. Un dato che evidenzia la crescente centralità della salute nel sistema di welfare e il ruolo sempre più rilevante che il settore assicurativo è chiamato a svolgere nel supportare cittadini e imprese lungo tutto il ciclo di vita, attraverso soluzioni di prevenzione, monitoraggio e presa in carico. Tali fattori stanno accelerando la trasformazione del settore. Il valore dell'assicurazione oggi non risiede più esclusivamente nella capacità di intervenire quando si verifica un evento avverso, ma sempre più nella possibilità di aiutare clienti e famiglie a prevenirlo, gestirlo e affrontarlo nel tempo. La diffusione di tecnologie come Intelligenza Artificiale, wearable device, analisi predittiva e piattaforme digitali sta rendendo possibile un nuovo approccio alla protezione, basato sulla capacità di anticipare i bisogni, monitorare i rischi e favorire comportamenti più virtuosi. Un’evoluzione che sta progressivamente trasformando il ruolo delle assicurazioni, sempre meno focalizzate esclusivamente sull’indennizzo e sempre più orientate alla prevenzione e alla gestione attiva del rischio.
“L’allungamento della vita media, l’aumento dei costi sanitari e la crescente attenzione al benessere stanno modificando profondamente le aspettative dei cittadini. Le persone non cercano più soltanto una copertura assicurativa, ma strumenti che le aiutino a prevenire i rischi, gestire la propria salute e pianificare il futuro con maggiore serenità. Per le compagnie assicurative si apre quindi una sfida nuova: evolvere da semplici provider di polizze a partner capaci di accompagnare il cliente lungo tutto il ciclo della vita, integrando protezione, servizi, tecnologia e consulenza. La sfida dei prossimi anni sarà costruire modelli in grado di coniugare salute, longevità e benessere finanziario, offrendo risposte sempre più personalizzate ai bisogni delle persone”, dichiara Simone Ranucci Brandimarte, Presidente di Italian Insurtech Association. Nel corso della giornata saranno presentate due ricerche realizzate da IIA e dedicate ai temi della salute e della longevità, che offriranno una fotografia dell'evoluzione dei bisogni di protezione e delle opportunità di sviluppo per il settore assicurativo.
Il cuore del dibattito vedrà alternarsi sul palco di alcuni dei principali player del settore. Reale Mutua porterà una riflessione sull’evoluzione dei modelli assicurativi verso logiche di ecosistema salute, con particolare attenzione ai temi della prevenzione e longevità, della continuità di relazione e dell’integrazione tra servizi e coperture. AXA Italia indagherà il tema "Life Insurance 2.0", analizzando come l’IA stia trasformando la customer experience e, sulla longevity, il ruolo chiave dell’innovazione continua in prevenzione e protezione lungo tutto l’arco della vita e la necessità di un impegno in logica di ecosistema, che metta al centro la salute e il benessere delle persone.. Generali illustrerà come i nuovi canali digitali siano un abilitatore della relazione con i clienti per facilitare la gestione delle richieste, favorire la sinergia tra servizi, aumentare l’ingaggio del cliente con contenuti personalizzati capaci di connettere in un unico network compagnie assicurative, strutture ospedaliere e soluzioni di sanità digitale. Alleanza Assicurazioni, compagnia del Gruppo Generali, si focalizzerà sull' evoluzione del proprio modello, che integra protezione, previdenza, risparmio, investimento e servizi bancari per offrire una consulenza patrimoniale a 360°. Un approccio che abilita soluzioni personalizzate lungo tutte le fasi della vita, valorizzando modelli flessibili e il ruolo centrale del consulente. Infine, Visa, tra i leader globali nei pagamenti digitali, approfondirà il ruolo dei pagamenti innovativi e della fiducia nell’utilizzo degli strumenti digitali quali abilitatori chiave di un'esperienza assicurativa personalizzata e progettata a partire dalle esigenze del cliente.
Al termine della giornata saranno, inoltre, assegnati gli Insurtech Awards 2026, i riconoscimenti promossi da Italian Insurtech Association per valorizzare le realtà che stanno contribuendo alla trasformazione del settore assicurativo attraverso tecnologia, dati, intelligenza artificiale e nuovi modelli di servizio.

(Adnkronos) - Saudi ConTech e Redcon Construction hanno annunciato la firma di un memorandum of understanding strategico durante Fii Priority Europe 2026, a Roma, per accelerare l’adozione delle tecnologie applicate alle costruzioni in Arabia Saudita.
L’intesa punta a individuare e implementare soluzioni innovative nei progetti di Redcon nel Regno, sostenendo i programmi di trasformazione digitale, la collaborazione con fornitori tecnologici e il rafforzamento dell’ecosistema saudita dell’innovazione nel settore delle costruzioni.
Attraverso la partnership, le due organizzazioni definiranno un quadro di lavoro comune per valutare tecnologie emergenti, sviluppare iniziative di digital transformation e creare nuove opportunità di collaborazione tra leader industriali e startup innovative. Il memorandum prevede anche la possibilità di esplorare future opportunità di investimento nel settore delle construction technology, subordinatamente alla definizione di accordi vincolanti e alle autorizzazioni regolatorie eventualmente necessarie.
La collaborazione si inserisce nel percorso di Saudi Vision 2030, con l’obiettivo di aumentare produttività, sostenibilità e innovazione in un comparto centrale per lo sviluppo economico e infrastrutturale del Regno.
Saudi ConTech è la piattaforma saudita dedicata all’ecosistema delle tecnologie per le costruzioni e mette in connessione leader industriali, innovatori, investitori e fornitori tecnologici per accelerare la trasformazione digitale del settore. Redcon è una delle principali società di costruzioni della regione, attiva in Arabia Saudita e Medio Oriente nella realizzazione di grandi progetti, con un focus su innovazione, qualità e sostenibilità.

(Adnkronos) - Jannik Sinner show al matrimonio di Armand Duplantis. Il tennista azzurro, che è tornato ad allenarsi a Montecarlo in vista del prossimo Wimbledon 2026, ha partecipato alle nozze dell'amico e campione del salto con l'asta con la modella Desiré Inglander insieme alla fidanzata Laila Hasanovic, mostrandosi con un completo elegantissimo.
Vestito nero e papillon dello stesso colore, Sinner ha posato con Duplantis con in mano un bicchiere di champagne, in una foto pubblicata dal profilo Instagram di Vogue. 'Mondo' invece ha scelto una giacca bianca e pantaloni neri per la cerimonia.
Sotto al post condiviso dalla coppia, che ha postato alcuni scatti delle nozze sui propri profili Instagram, è arrivato anche il commento di Laila Hasanovic, fidanzata di Sinner: "La giornata più bella. Sono così felice per voi due", ha scritto la modella danese allegando diversi cuori.
Cinque piani, dieci sale operatorie più due ibride, una superficie
di 17.268 metri quadrati: sono i numeri di uno dei più importanti
investimenti della Regione Sardegna degli ultimi anni. Dopo dieci
anni di attesa per l'Arnas Brotzu di Cagliari comincia il percorso
che porterà il più grande ospedale della Sardegna a
un'implementazione tecnologica e funzionale senza precedenti,
destinata a cambiare il volto del presidio sanitario: è la nuova
Piastra Tecnologica per l'Emergenza-Urgenza, un progetto partito
dieci anni fa e che ora, dopo l'ok del consiglio comunale di
Cagliari espresso all'unanimità alla variante urbanistica
necessaria, è arrivato al traguardo della conferenza di
servizi.
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La tassa dell'Ets (emission trading system, il balzello sulle
emissioni che alterano il clima) rischia di rallentare o
scoraggiare anche il decollo del porto canale di Cagliari e
l'arrivo di un possibile terminalista. A lanciare l'allarme è il
presidente dell'Autoritá di sistema dei mari di Sardegna Domenico
Bagalà, a margine del convegno organizzato dai Riformatori sardi
"Costi ed Ets: il mare ci separa sempre di più", con la
partecipazione, tra gli altri, del presidente della Regione
Liguria, Marco Bucci.
(Adnkronos) - Una firma che non costa nulla, ma che può contribuire a sviluppare nuove cure, sostenere la ricerca scientifica e migliorare la vita di migliaia di pazienti.
Con questo messaggio la Fondazione Irccs Policlinico San Matteo lancia la campagna 5xmille 2026 'Dietro la tua firma c'è tutto questo', invitando cittadini e contribuenti a sostenere uno dei principali centri italiani di ricerca e cura. Dietro una firma c'è molto più di un nome - sottolineano dall'Irccs - Ci sono medici, infermieri, ricercatori e professionisti della salute che ogni giorno lavorano per offrire diagnosi più accurate, trattamenti più efficaci e nuove opportunità di cura. Ci sono laboratori, studi clinici, tecnologie avanzate e progetti di ricerca che contribuiscono a migliorare concretamente la vita delle persone. La campagna - si legge in una nota - nasce per rendere visibile ciò che spesso resta invisibile: l'impatto concreto che una semplice firma può generare. Un gesto che non comporta alcun costo aggiuntivo per il contribuente, ma che può trasformarsi in ricerca, innovazione e progresso medico. Al Policlinico San Matteo la cura nasce dall'incontro continuo tra assistenza clinica e ricerca scientifica. Le nuove terapie, i trattamenti più avanzati e i progressi della medicina sono il risultato di un lavoro quotidiano che coinvolge professionisti, pazienti e comunità. Un percorso che può continuare a crescere anche grazie al sostegno dei cittadini attraverso il 5x1000.
Dietro ogni firma ci sono storie concrete. Come quella di Shrika che, grazie a una terapia genica innovativa, oggi conduce una vita pienamente attiva. Un risultato che dimostra come la ricerca possa trasformarsi in nuove possibilità di vita quando trova le risorse necessarie per diventare cura. Per dare volto a questo messaggio, la campagna sceglie come protagonisti alcuni professionisti che ogni giorno operano all'interno del Policlinico San Matteo. Medici impegnati in diversi ambiti specialistici, accomunati dalla stessa missione: trasformare la conoscenza scientifica in opportunità concrete per i pazienti. A rafforzare il racconto contribuisce anche il video istituzionale della campagna, che accompagna il pubblico in un viaggio che parte dalla ricerca e arriva alla vita delle persone - descrivono dall'Irccs - evidenziando il ruolo fondamentale dei cittadini nel sostenere il progresso della medicina. La campagna è inoltre accompagnata da una serie di videointerviste che approfondiscono il valore della ricerca, attraverso le testimonianze di professionisti e pazienti. Tra queste quella di Vittorio Bellotti, direttore scientifico della Fondazione, che racconta il ruolo distintivo di un Irccs nel mettere in relazione attività di ricerca e attività di cura, accelerando il trasferimento delle innovazioni scientifiche nella pratica clinica. Un esempio concreto di questo percorso è raccontato da Marco Zecca, direttore della Sc di Oncoematologia pediatrica, che ripercorre i risultati ottenuti grazie alle più recenti terapie geniche. Proprio al San Matteo due giovani pazienti hanno potuto accedere a trattamenti innovativi che hanno aperto nuove prospettive di vita, dimostrando come la ricerca possa offrire risposte anche quando non esistono altre opzioni terapeutiche, ricorda l'ospedale.
La Fondazione Irccs Policlinico San Matteo - conclude la nota - rappresenta uno dei principali poli italiani della ricerca biomedica e della medicina ad alta specializzazione. Tra le numerose eccellenze cliniche, assistenziali e scientifiche del Policlinico San Matteo, riconosciute anche a livello nazionale e internazionale, la Fondazione rappresenta un punto di riferimento nella presa in carico delle patologie complesse e rare, integrando cura, ricerca e innovazione. Per destinare il proprio 5x1000 alla Fondazione Irccs Policlinico San Matteo di Pavia è sufficiente firmare nell’apposito riquadro della dichiarazione dei redditi dedicato al finanziamento della ricerca sanitaria e indicare il codice fiscale della Fondazione. Codice fiscale: 00303490189.
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Sarda News - Notizie in Sardegna
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