
(Adnkronos) - Igor Protti commuove tutti al matrimonio della figlia. L'ex calciatore, che combatte contro una malattia, non si è voluto perdere la cerimonia, accompagnando Noemi all'altare sorretto dall'altro figlio Nicholas Flavio. Lo scatto ha mostrato Protti sorridente e mano nella mano della figlia, visibilmente commossa.
"Che il mondo vi regali un mondo di serenità! Coltivate ogni giorno il vostro amore", ha scritto l'ex attaccante pubblicando lo scatto sui propri profili social e ricevendo grande affetto da parte dei suoi follower, che lo hanno invitato a tenere duro nella sua lotta alla malattia.
Nei giorni scorsi, Protti aveva aggiornato sulle proprie condizioni di salute: "Ciao a tutti, questa foto è di pochi giorni fa in un letto di ospedale. Purtroppo poco più di un mese fa mi è stato trovato uno sgraditissimo ospite. Ho subito un primo intervento chirurgico e la prossima settimana comincerò le cure per cercare di migliorare la situazione e poter essere nuovamente operato tra qualche mese. È una partita durissima, so benissimo che si può vincere o perdere ma ce la metterò tutta come sempre", ha scritto Protti.
"E come sempre so di non essere solo, ho la mia grande e meravigliosa Famiglia vicino a me anche se non tutti lo possono essere fisicamente. Come quando ero in campo e mi sentivo parte di una grande comunità oggi sento anche la vicinanza di tutti gli amici e di tutte quelle persone che mi hanno seguito e voluto bene. Ringrazio lo staff medico che mi ha preso in cura e che farà di tutto per aiutarmi in questa lotta. Mi scuso fin da ora se nei prossimi mesi non riuscirò a rispondere a tutti sia telefonicamente che qui su Instagram. Vi mando un forte ed enorme abbraccio", ha concluso.
(Adnkronos) - "Quando uno pensa non dobbiamo fare il processo ai pensieri, perché altrimenti siamo tutti colpevoli. Quante volte abbiamo pensato male del capo del governo, della polizia o dei carabinieri o del centravanti della Juventus o del Milan, quando uno dice l'arbitro è corrotto è corrotto? Sono pensieri...Ognuno pensa quello che vuole, allora andiamo tutti in galera...chi è che non pensa? Ognuno è libero di pensare". Lo afferma Massimo Lovati, ex difensore di Andrea Sempio, a chi gli chiede cosa ne pensa dei soliloqui del 37enne finiti nell'inchiesta che lo vede indagato per l'omicidio di Chiara Poggi.
Parole pronunciate nel giorno in cui è stato mandato a processo a Milano (al via il 14 settembre) per diffamazione nei confronti dello studio Giarda, gli ex difensori di Alberto Stasi condannato per il delitto di Garlasco. "Vedremo cosa succede, me lo aspettavo, era un percorso obbligato: non patteggiando, non abbreviando, non chiedendo riti alternativi la sorte è questa" aggiunge Lovati. E a chi gli chiede se anche oggi riparlerebbe di presunta "macchinazione" contro Sempio, il difensore (con una piccola parentesi politica) dice: "Ne riparliamo il 14 settembre. Più avanti svelerò qualcosa che riguarda la macchinazione del 2007. Alla fine del processo vedremo se c’è stata". Lovati, difeso dal collega Fabrizio Gallo, è già pronto a difendersi.

(Adnkronos) - C’è chi rinuncia a una vittoria per ristabilire la classifica corretta, chi interrompe la propria gara per soccorrere un’avversaria ferita e chi sceglie la correttezza nel momento decisivo della partita. Sono questi i gesti che il Premio Fair Play Menarini “Giovani” 2026 ha scelto di celebrare, incoronando tre ragazzi che hanno saputo mettere lealtà e solidarietà davanti alla vittoria sportiva.
Le loro storie saranno al centro della conferenza stampa, in programma giovedì 4 giugno al Salone d’Onore del Coni di Roma, durante la quale saranno anche svelati i nomi dei protagonisti del 30/o Premio Internazionale Fair Play Menarini. Un filo ideale unirà così i vincitori del premio “Giovani” ai grandi campioni internazionali che riceveranno il riconoscimento il prossimo 2 luglio a Firenze: generazioni, percorsi ed esperienze differenti, accomunate dagli stessi valori.
Il primo premiato di quest’anno, Alberto Belluzzi, ha trasformato un incontro di scherma in una lezione di integrità sportiva. Durante i Campionati Italiani Under 23 di Caorle, lo schermidore si è accorto che gli era stata assegnata una vittoria in più. La svista arbitrale avrebbe escluso il suo avversario dalla fase successiva, ma Alberto ha immediatamente segnalato l’errore alla direzione di gara, insistendo affinché venisse corretto il risultato.
Anche nel gesto di Gloria Tinaburri brillano i principi più nobili dello sport: durante i Mondiali di Endurance in Francia, la giovane amazzone ha interrotto la propria gara per soccorrere una concorrente gravemente ferita dopo una caduta. Con lucidità e sangue freddo, Gloria ha gestito l’emergenza per circa quaranta minuti, mettendo in sicurezza i cavalli, tranquillizzando l’atleta infortunata e coordinando l’arrivo dei soccorsi, prima di riprendere la competizione.
Infine, il pallavolista Matteo Pasqualetti ha dato prova di grande maturità sportiva, incarnando i valori di lealtà e correttezza. Durante le finali Under 13, in un momento particolarmente concitato della gara, il giovane giocatore della Virtus Roma Pallavolo ha ammesso spontaneamente un tocco a muro non rilevato dagli arbitri, rinunciando a un possibile vantaggio per la propria squadra.
“Con i loro gesti Alberto, Gloria e Matteo hanno dato prova di straordinaria integrità e altruismo – hanno dichiarato Luca Lastrucci, Valeria Speroni Cardi e Filippo Paganelli, membri del Board della Fondazione Fair Play Menarini – Lo spirito che anima questi tre giovani è lo stesso che da trent’anni il Premio Fair Play Menarini celebra attraverso le storie di big indiscussi dello sport mondiale”. Dopo la conferenza stampa di presentazione al Coni, il Premio Internazionale Fair Play Menarini, realizzato in partnership con Sky TG24, farà tappa a Firenze il 15 giugno per il Premio speciale Fiamme Gialle “Studio e Sport”. Il gran finale della 30/a edizione andrà in scena il 2 luglio sul palcoscenico del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, nella serata che celebrerà i vincitori del 2026 e le storie più esemplari dello sport internazionale.

(Adnkronos) - Uno scuolabus è stato travolto da un treno a un passaggio a livello a Buggenhout, nelle Fiandre Orientali, in Belgio. Il ministro dell'Interno Bernard Quintin ha segnalato diverse "vittime", l'emittente Vrt parla di diversi morti. "È con profonda tristezza che ho appreso del tragico incidente a Buggenhout. I miei pensieri sono con le vittime e i loro cari. Auguro molto coraggio ai feriti," ha scritto il ministro su X. Secondo Vrt, oltre all'autista, lo scuolabus trasportava sette bambini e un accompagnatore.
"La collisione è avvenuta alle 8:08 del mattino. Le immagini mostrano che le barriere erano abbassate e il semaforo era rosso. Non conosciamo le circostanze dell'incidente. Spetta alla polizia e all'ufficio del procuratore condurre l'indagine", ha detto Thomas Baeken, portavoce di Infrabel, l'azienda pubblica responsabile della gestione, manutenzione e sviluppo dell'intera rete ferroviaria del Belgio, parlando con Vrt.

(Adnkronos) - "Dovrà essere discussa in Parlamento la proposta di legge d’iniziativa popolare per aumentare di 5 euro il costo di tutti i prodotti da fumo e da inalazione di nicotina". Lo chiedono l'Aiom (Associazione italiana di oncologia medica), la Fondazione Airc per la ricerca sul cancro, la Fondazione Umberto Veronesi e Fondazione Aiom che promuovono la campagna '5 euro contro il fumo' che ha raggiunto il traguardo delle 50.000 firme necessarie per presentare il disegno di legge al legislatore. "Un risultato davvero straordinario, che può portare ad una sostanziale riduzione del numero di fumatori in Italia e del costo umano e sociale legato al tabagismo", evidenzia la nota di Aiom, Fondazione Airc per la ricerca sul cancro, Fondazione Umberto Veronesi e Fondazione Aiom. Il 31 maggio si celebra la Giornata mondiale senza tabacco ('World no tobacco day'). Su scala globale, il fumo causa 7 milioni di morti all’anno. In Italia circa 10 milioni di cittadini fumano e si stimano 93.000 morti ogni anno per il consumo di tabacco, con costi diretti e indiretti di circa 24 miliardi di euro. La raccolta delle firme non si ferma e prosegue per garantire un margine superiore al limite richiesto.
"Siamo orgogliosi del risultato raggiunto in breve tempo, dopo solo circa 4 mesi dal lancio dell’iniziativa – affermano Aiom, Fondazione Airc per la ricerca sul cancro, Fondazione Umberto Veronesi e Fondazione Aiom -. La campagna ha ottenuto il supporto di 53 società scientifiche e Istituzioni e di 32 associazioni e fondazioni. Si tratta di una battaglia di civiltà, fondamentale per proteggere la salute dei cittadini e salvare migliaia di vite. Ora chiediamo al Parlamento di discutere e approvare quanto prima la proposta normativa, come già fatto per la legge sull’oblio oncologico che ha avuto il via libera dei due rami del Parlamento in breve tempo. Per il Senato, il regolamento impone l’esame entro 90 giorni dall’invio delle firme. La proposta riguarda l’istituzione di un’accisa specifica di 5 euro per ogni unità di consumo di tutti i prodotti da fumo e da inalazione di nicotina, inclusi tabacco riscaldato, sigarette elettroniche e liquidi, indipendentemente dal prezzo di vendita e in aggiunta alle accise vigenti. Il gettito derivante dovrà essere destinato al finanziamento e al rafforzamento del Servizio sanitario nazionale, con l’obbligo per i ministeri dell'Economia e della Salute di relazionare annualmente al Parlamento sull’impiego dei fondi e sugli effetti di salute pubblica. Si stima una possibile riduzione del 37% del consumo di tabacco, aumentando di 5 euro il prezzo di tutti i prodotti da fumo, e un gettito annuo di circa 800 milioni di euro".
In Italia, fuma poco meno del 25% della popolazione adulta (18-69enni). “Il 90% dei casi di tumore del polmone e il 50% di quelli della vescica sono determinati proprio dal fumo, che è inoltre correlato a malattie cardiovascolari, come infarto e ictus, e respiratorie, come enfisema, asma e Bpco – spiegano Aiom, Fondazione Airc per la ricerca sul cancro, Fondazione Umberto Veronesi e Fondazione Aiom -. Queste evidenze mostrano la necessità di interventi urgenti volti a diminuire il consumo di tabacco. Per ridurre in modo sostanziale il numero dei tabagisti bisogna intervenire sul fattore economico, come è già avvenuto in altri Paesi. Solo il drastico incremento del prezzo di questi prodotti può dissuadere i fumatori, soprattutto i giovani, fra i più esposti ai rischi del fumo”.
Tra i più giovani i dati sono preoccupanti. "Fuma o 'svapa' il 7,5% degli studenti tra gli 11 e i 13 anni, percentuale che sale al 37,4% tra i 14 e i 17 anni. Il fenomeno del policonsumo interessa oltre il 70% dei fumatori delle scuole superiori", ricorda la nota.
"L’industria del tabacco commercializza in modo aggressivo i nuovi prodotti a base di nicotina, come sigarette elettroniche, spesso mascherati da innovazione, per alimentare la dipendenza e reclutare nuovi consumatori – concludono Aiom, Fondazione Airc, Fondazione Umberto Veronesi e Fondazione Aiom -. Queste strategie rischiano di vanificare i risultati faticosamente raggiunti nel controllo del tabacco e nella salute pubblica. La ‘Giornata mondiale senza tabacco’ sottolinea il costante impegno dell’Organizzazione mondiale della sanità nel denunciare le tattiche dell’industria e nel promuovere politiche a tutela dei giovani e di tutti i cittadini dalla dipendenza da nicotina. La 'Giornata' vuole sensibilizzare i governi e la società civile a rafforzare la regolamentazione, colmare le lacune normative e salvaguardare le generazioni future dai danni del tabacco e dei prodotti a base di nicotina. La campagna ‘5 euro contro il fumo’ si colloca in questo contesto e il drastico aumento del prezzo del tabacco è uno strumento efficace per scoraggiare soprattutto i più giovani. Vogliamo richiamare l’attenzione delle Istituzioni su uno dei principali fattori di rischio per la salute dei cittadini, perché vengano adottati quanto prima provvedimenti adeguati".
Oltre alle associazioni dirette, vanno considerate quelle indirette - ripferisce una nota - particolarmente evidenti per il fumo. L’industria del tabacco determina un notevole impatto ambientale: per produrre una singola sigaretta servono 3,7 litri di acqua e 3,5 grammi di petrolio, con un’emissione di 4 grammi di CO2. Si stima che, per azzerare l’effetto serra prodotto da un singolo fumatore, sarebbe necessario piantare oltre 130 alberi e farli crescere per 10 anni.
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Prende avvio nel nord Sardegna la fase sperimentale della campagna
straordinaria di incentivazione all'identificazione e
sterilizzazione dei cani di proprietà nelle aree rurali.
L'intervento è attuato dall'Agenzia Laore Sardegna e dall'Asl di
Sassari nell'ambito di un accordo operativo che definisce un'azione
congiunta tra competenze agronomiche, zootecniche e sanitarie. La
fase sperimentale coinvolge 17 Comuni del Nord Ovest Sardegna. Si
tratta dei comuni di: Sassari, Porto Torres, Stintino, Putifigari,
Villanova Monteleone, Ittiri, Cossoine, Bonorva, Codrongianos,
Ploaghe, Tergu, Osilo, Nulvi, Ardara, Benetutti, Florinas,
Illorai.
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(Adnkronos) - "Chi parla di rischio zero racconta una favola. In un mondo globale i virus viaggiano in aereo più velocemente delle persone. La differenza la fanno i sistemi sanitari: diagnosi precoce, isolamento e protocolli seri. E in questo caso l’Italia ha dimostrato che la macchina della prevenzione funziona". Così In una nota Fabrizio Pregliasco, direttore della scuola di specializzazione in Igiene e Medicina preventiva università degli Studi di Milano 'La Statale', past president di Anpas e vicepresidente di Samaritan International, interviene sul caso Ebola dopo che i due cooperanti italiani, un uomo e una donna della provincia di Como, ricoverati all'ospedale Sacco di Milano, sono stati negativi al virus che si sta diffondendo rapidamente nella Repubblica democratica del Congo.

(Adnkronos) - Un’esperienza formativa concreta, altamente qualificante e in linea con i più elevati standard internazionali, grazie all’utilizzo di vere strutture anatomiche all’interno del simulation center universitario. Lo propone ai suoi studenti il corso di laurea magistrale in Odontoiatria e protesi dentaria dell’Università Campus Bio-Medico di Roma con le prime lezioni di anatomia dissettiva dell’Anatomy Lab Ucbm grazie a preparati anatomici umani all’interno del simulation center universitario, guidate dal presidente del corso di laurea, Luca Testarelli. Gli studenti Ucbm possono così approfondire direttamente su teste umane la complessità delle strutture del distretto cranio-cervico-facciale, elemento fondamentale per la futura pratica clinica e chirurgica.
“Siamo orgogliosi di poter offrire ai nostri studenti queste attività di straordinario valore scientifico, pratico e umano – commenta Testarelli, professore ordinario di Malattie Odontostomatologiche, Università Campus Bio-Medico di Roma – all’interno del Simulation center Ucbm, un’eccellenza a livello didattico e dal punto di vista della simulazione in ambito universitario. Grazie alle sinergie che un ateneo come Università Campus Bio-Medico di Roma è riuscita ad attivare siamo in grado di offrire ai nostri studenti un’esperienza all’altezza dei maggiori centri di simulazione a livello internazionale, dove la pratica clinica diventa esperienza formativa senza rischi per i pazienti. A dare ulteriore valore a queste attività è la presenza di eccellenti professionisti che intervengono come docenti dell’Anatomy lab Ucbm come il dottor Raffaele Cavalcanti, il professor Massimo Galli e il dottor Fabrizio Nicoletti”.
Attraverso questo approccio didattico - informa Ucbm in una nota - gli studenti hanno l’opportunità di superare i limiti dello studio esclusivamente teorico, acquisendo una percezione reale dei rapporti anatomici e della tridimensionalità delle strutture con cui si confronteranno quotidianamente nella professione odontoiatrica. La visualizzazione diretta delle strutture anatomiche permette inoltre di comprendere pienamente il livello di precisione richiesto nella pratica clinica. Nervi, vasi, muscoli e tessuti del cavo orale e del distretto maxillo-facciale costituiscono infatti un campo operativo estremamente delicato, che richiede accuratezza, sensibilità e assoluto controllo dei gesti clinici.
L’esperienza dissettiva - precisa la nota - consente agli studenti di maturare una maggiore consapevolezza professionale, rafforzando il senso di responsabilità e l’attenzione verso la sicurezza e la qualità delle procedure sanitarie. La conoscenza anatomica si conferma così una base imprescindibile per una pratica odontoiatrica efficace, sicura e moderna con ricadute importanti sul benessere dei pazienti.
“Attività formative come quelle inserite nell’Anatomy Lab Ucbm, trasferite nell’esperienza quotidiana, possono portare assoluto giovamento ai pazienti nella risoluzione di problematiche molto diffuse nella chirurgia del cavo orale - sottolinea Cavalcanti – come l’estrazione dei denti del giudizio, l’implantologia o l’aumento verticale della crosta ossea dove la conoscenza dell’anatomia risulta essenziale: anche i casi più complessi possono essere gestiti e risolti con maggiore efficacia grazie a una formazione dei professionisti basata sulla simulazione in questa modalità assolutamente realistica”.
In un contesto universitario sempre più orientato all’integrazione tra teoria e pratica con una formazione esperienziale e professionalizzante, iniziative di questo tipo - riferisce l’ateneo - permettono agli studenti di confrontarsi con metodologie formative avanzate, già adottate nei principali “cadaver lab” italiani e internazionali. La possibilità di vivere un’esperienza di tale livello all’interno del proprio percorso accademico rappresenta un’opportunità di particolare rilievo nel panorama nazionale e testimonia l’impegno dell’Ucbm nel promuovere una didattica moderna, concreta e altamente qualificante. Particolarmente significativo è, all’interno di tutto il percorso di studi, il contributo di docenti e professionisti di elevata caratura scientifica e clinica che accompagnano gli studenti non solo nell’acquisizione di competenze tecniche, ma anche nella trasmissione di valori fondamentali quali rigore, etica professionale, aggiornamento continuo e rispetto del paziente. Momenti formativi come questo contribuiscono a costruire una preparazione sempre più consapevole, moderna e orientata all’eccellenza, consolidando il legame tra formazione accademica, pratica clinica e responsabilità professionale nella preparazione dei futuri odontoiatri.

(Adnkronos) - Achille Lauro, nome d'arte di Lauro De Marinis, ha assunto il ruolo di direttore creativo del brand Dondup. Lauro presenterà la sua prima capsule collection il 15 giugno 2026 durante il suo concerto-evento allo stadio San Siro di Milano. Nel suo nuovo ruolo, guiderà l’ufficio stile di Dondup con la responsabilità di definire ed esprimere la visione creativa del marchio nelle collezioni donna, uomo e negli accessori. Riconosciuto per la storia, qualità e cura del dettaglio tipica del miglior stile artigianale italiano, Dondup porta avanti con orgoglio i valori fondamentali della cultura del denim. Innovazione di prodotto e spirito anticonformista lo hanno reso uno dei brand di prêt-à-porter Made in Italy più apprezzati.
Lauro De Marinis è nato a Verona e cresciuto a Roma dove ha iniziato la sua carriera in ambito musicale. Artista poliedrico, oggi è impegnato in diversi progetti collaterali negli ambiti del cinema, della letteratura e della moda. Lauro arriva in Dondup con una convinzione precisa: la moda è un linguaggio, e lui vuole parlarlo dall’interno. Non come testimonial, non come volto di una campagna, ma come autore. Un’artista con un’anima imprenditoriale che ha scelto di costruire, disegnare e firmare - mettendo la propria sensibilità creativa al servizio di un progetto di lungo periodo. Lauro De Marinis ha dichiarato: “Volevo creare qualcosa che restasse. Non come volto ma come autore. Non un gesto, ma un progetto. L’inizio di un percorso creativo che nei prossimi anni influenzerà l’immagine, le collezioni e il posizionamento di Dondup - preservandone il DNA e rafforzandone l'identità. L’eleganza non è un accessorio, è un’attitudine, e la moda deve saperla raccontare.”
Mauro Grange, ceo di Dondup, ha commentato: “Sono davvero felice che Lauro si unisca alla nostra squadra nel ruolo di Direttore Creativo di Dondup per una collaborazione di lungo periodo. Grazie alla sua profonda sensibilità artistica e al suo apprezzamento per il patrimonio del nostro marchio, sono sicuro che guiderà il team creativo con una visione distintiva contribuendo a scrivere il prossimo capitolo di Dondup, capitalizzando il suo heritage e portando grande valore al brand. Fin dai primi momenti c’è stata una bellissima sintonia tra noi due e non vediamo l’ora di realizzare grandi progetti insieme. Con Lauro De Marinis, Dondup continuerà a influenzare la moda e la cultura attraverso collezioni altamente desiderabili e con una prospettiva unica e contemporanea al lusso moderno".

(Adnkronos) - Jannik Sinner festeggia il Career Golden Masters. Oggi, martedì 26 maggio, il tennista azzurro esordirà al Roland Garros 2026 contro il padrone di casa Clement Tabur nel primo turno dello Slam francese, in cui lo scorso anno è stato battuto da Carlos Alcaraz in finale. Prima di scendere in campo però, Sinner ma mostrato un dietro le quinte inedito del suo trionfo agli Internazionali d'Italia, che gli ha permesso di completare proprio il Career Golden Masters, pubblicando un nuovo vlog sul suo canale YouTube.
All'età di 24 anni infatti, Sinner ha già vinto almeno una volta in carriera tutti i Masters 1000 del circuito, un risultato raggiunto prima soltanto da Novak Djokovic. E così, proprio a Roma poche ore dopo la finale conquistata contro Ruud, l'azzurro ha festeggiato l'ennesimo storico traguardo raggiunto brindando insieme al suo team e alla sua famiglia, tenendo un discorso da brividi: "Nel 2019, la prima volta che ho giocato qui, ho vinto una partita e non avrei mai pensato che potessi trovarmi d nella posizione in cui sono ora", ha detto Sinner alzando il proprio bicchiere di vino.
"E ora, sette anni dopo, abbiamo raggiunto il Carrer Golden Masters", ha continuato Sinner, "vincendo tutti e nove i tornei Masters 1000. Senza di voi tutto questo non sarebbe stato possibile, quindi grazie per far parte di questo percorso".
"Ora sono felice di godermi un paio di giorni perché poi ci sarà un altro torneo molto importante per noi", ha continuato Sinner riferendosi proprio al Roland Garros che, in caso di vittoria, gli permetterà di completare anche il Career Grand Slam, "ma comunque vada, è già stato un anno incredibile fino a ora. Ho vinto più tornei che mai. Grazie mille per il supporto, grazie a tutto il team. Cin-cin", ha concluso l'azzurro alzando il calice e scatenando gli applausi della sala.

(Adnkronos) - Lavori iniziati per il festival di Sanremo 2027. A confermarlo all’Adnkronos è il direttore Intrattenimento Prime Time Rai, Williams Di Liberatore, che delinea i primi passi verso la kermesse. "Insieme a Stefano De Martino stiamo avviando la macchina”, spiega il direttore, "in cui stiamo definendo tutta la parte burocratica e organizzativa incluso il regolamento”.
Un lavoro dietro le quinte, dunque, che costituisce il fondamento per le successive scelte artistiche ed editoriali. "È il punto di partenza che poi ci porterà alla definizione dell'impianto di Sanremo 2027", conclude Di Liberatore, segnalando che il processo è appena agli inizi.
Di Liberatore ha spiegato che la prossima stagione televisiva si muoverà sul doppio binario di "continuità e innovazione", con l'obiettivo di essere "ancorati al presente, ma proiettati nel futuro". Pur mantenendo il riserbo sui palinsesti, che saranno presentati il 3 luglio, assicura che non mancheranno "delle sorprese".
Interrogato sulla ricerca di nuovi volti, Di Liberatore conferma l'intenzione di "far crescere altri talenti", ma con una strategia precisa e ponderata. "Il territorio di sperimentazione è un pochino più complesso in questo momento", ammette, spiegando che la tradizionale "palestra" di canali come Rai2 è meno praticabile. La soluzione, quindi, è far crescere i nuovi conduttori "con degli eventi", piuttosto che esporli subito a "lunghe serialità" sulla rete ammiraglia. Un percorso che richiede "molta accuratezza e oculatezza".
Sul fronte della continuità, invece, arrivano rassicurazioni su programmi di successo come 'Stasera tutto è possibile'. Pur senza poterne definire oggi il futuro nel 2027, Di Liberatore lo definisce "un titolo fortissimo, a cui non rinunceremo mai".
Per l'estate 2026 la Rai non si farà "trovare impreparata" di fronte alla concorrenza. A spiegarlo all’Adnkronos è il Direttore Intrattenimento Prime Time Rai, che annuncia una strategia precisa per rispondere al successo ottenuto l’estate scorsa da Mediaset con 'La Ruota della Fortuna'. La prima contromisura, spiega, sarà schierare ‘L'Eredità Estate’ per non lasciare il terreno libero alla concorrenza e i telespettatori senza una offerta solida.
Ma la vera ossatura della programmazione estiva sarà il potenziamento dell'offerta musicale, con un forte "approccio culturale e di servizio pubblico". Si rafforza infatti il filone delle "Notti", dedicato al legame tra musica e territorio. Oltre alla confermata 'La Notte della Taranta', 'La Notte dei Serpenti' trasloca su Rai 1 forte delle "tantissime potenzialità" dimostrate. A queste si aggiunge 'La Notte dei Fiori', un nuovo progetto per esplorare le radici musicali del Nord Italia. "Abbiamo il sud, il centro e il nord", commenta Di Liberatore, "crediamo sia un'esposizione diversa della musica, di valorizzazione del patrimonio culturale dell'Italia".
L'offerta si arricchirà ulteriormente con grandi eventi come il concerto di Cremonini e la trasmissione 'Vita' dal Circo Massimo, che legherà la musica a temi di benessere e salute. Una strategia a tutto campo, motivata da una chiara consapevolezza, come conclude il direttore: "Il pubblico ci ha dimostrato che la televisione non va in vacanza".

(Adnkronos) - Al via, in occasione della cena al ristorante D’O di San Pietro all’Olmo (Milano), il lancio ufficiale di ‘UE Veal: vitello, il gusto della condivisione sostenibile’, la campagna di informazione triennale promossa dalle organizzazioni interprofessionali di Italia (Assocarni), Francia (Interbev) e Belgio (Vlam), con la partecipazione dei Paesi Bassi (SBK). L’evento inaugurale ha rappresentato un momento di connessione internazionale senza precedenti: in collegamento diretto con Parigi e Bruxelles, grazie a un sistema di traduzione e interazione digitale in tempo reale, giornalisti, influencer e stakeholder dei tre Paesi hanno potuto dialogare e condividere lo stesso momento attorno alla tavola. Un gesto simbolico che incarna l’obiettivo della campagna: mostrare come la carne di vitello europea sia espressione di convivialità, responsabilità e cultura gastronomica comune.
La campagna mira a superare quel ‘paradosso informativo’ emerso nei più recenti studi europei, che mostrano un pubblico molto sensibile al tema della sostenibilità ma con scarse informazioni sui moderni processi produttivi. Ad esempio, da un recente sondaggio di Assocarni, è emerso che sebbene oltre il 90% degli italiani consideri qualità e sicurezza driver principali d’acquisto, solo il 15% conosce le rigorose normative Ue sul benessere animale e la drastica riduzione dell’uso di antibiotici negli allevamenti nazionali. Il progetto si pone quindi l’obiettivo di decostruire i pregiudizi attraverso la trasparenza, raccontando una filiera che in Europa produce ogni anno circa 527.000 tonnellate di carne, di cui l’87% proviene proprio dai quattro Paesi partner del progetto.
Protagonista della serata e ambasciatore del gusto sostenibile per l’Italia è stato lo chef Davide Oldani, che ha interpretato la versatilità del vitello attraverso un menù studiato per valorizzare l’intera materia prima, riducendo gli sprechi e nobilitando tagli differenti. Il percorso gastronomico ha incluso piatti come il marubino in salsa bianchetto, l’animella al tamarindo e il guanciale all’olio con spugnole e mela, dimostrando come questa carne, celebrata per la sua digeribilità e densità nutritiva, sia un pilastro della dieta mediterranea. Un racconto gastronomico che ha intrecciato tradizione e attualità, mostrando come questa carne può dar vita tanto a ricette iconiche quanto a nuove interpretazioni contemporanee. "La sostenibilità - ha spiegato Oldani - non è un concetto astratto, ma un gesto quotidiano, che parte dalle scelte di chi produce e arriva fino alla nostra tavola. La ricerca della bontà organolettica non può essere separata dalla giustizia della produzione. Con UE Veal vogliamo mostrare che mangiare in modo consapevole non significa rinunciare al gusto, ma valorizzare ciò che abbiamo, rispettando la filiera e il lavoro di chi c’è dietro. La carne di vitello è un ingrediente radicato nella nostra cultura ma capace di adattarsi alla moderna cucina 'zero sprechi’".
Il settore del vitello rappresenta un modello d’eccellenza nell’economia circolare, essendo strettamente interconnesso alla filiera lattiero-casearia. In Europa nascono annualmente circa 4 milioni di vitelli da mandrie da latte; senza la valorizzazione di questi capi come risorsa alimentare di pregio, l’impatto ambientale del settore latte risulterebbe difficilmente sostenibile. Inoltre, l’allevamento del vitello si distingue per un efficiente utilizzo delle risorse idriche, dove circa l’80-90% dell’acqua impiegata è ‘acqua verde’ (piovana), e per un ridotto impatto in termini di emissioni enteriche di metano.
A sottolineare l’importanza strategica di questo progetto di promozione è stato Serafino Cremonini, presidente di Assocarni: “La carne di vitello incarna l’evoluzione della zootecnia europea verso traguardi ambiziosi di lotta all’antibiotico-resistenza, benessere animale e tutela ambientale, supportati dalla Pac 2023-2027. In Italia vantiamo sistemi d’avanguardia come ClassyFarm, che certificano la qualità del nostro operato. Questo progetto è un patto di trasparenza tra chi produce con responsabilità e un consumatore che, pur riducendo le quantità, cerca prodotti certificati e tracciabili".
La cena è stata il primo capitolo di un progetto triennale che attraverserà i tre Paesi partner con attività dedicate a consumatori, professionisti del settore e media, con un approccio fondato su dialogo, trasparenza e partecipazione. La campagna si inserisce nel quadro delle iniziative della Commissione Europea ‘Enjoy, it’s from Europe’, dedicate alla valorizzazione della qualità, della sicurezza e della sostenibilità dei prodotti agroalimentari dell’Unione.

(Adnkronos) - Un incidente ogni tre minuti, oltre tremila morti in un anno e un obiettivo europeo ancora lontano: dimezzare vittime e feriti gravi entro il 2030. Sono i numeri Aci-Istat sull'incidentalità stradale a fare da sfondo all'incontro 'Responsabilità alla guida. Lavorare per la prevenzione a partire dalla consapevolezza', promosso a Milano da Confcommercio Milano Lodi Monza Brianza, Confmobilità Assomobilità e Autobynet, nella sede di Palazzo Castiglioni.
Nel 2024, secondo i dati Aci-Istat, in Italia si sono registrati 173.364 incidenti stradali con lesioni a persone, con 3.030 morti e 233.853 feriti. Nel primo semestre 2025 il quadro mostra un miglioramento, ma resta critico: ogni giorno sulle strade italiane si contano ancora 455 incidenti, 614 feriti e oltre 7 vittime. I lavori sono stati aperti da Marco Barbieri, Segretario generale di Confcommercio, che ha richiamato il valore di una mobilità più sicura e responsabile anche per il sistema delle imprese, del commercio e dei servizi: "In una fase complessa per il mondo del trasporto -ha detto- è importante mettere l'accento su pratiche intelligenti, capaci di incidere sulla sicurezza e sulla vita delle persone. Strumenti come l'alcolock possono contribuire a intervenire sulla cultura degli autisti e dei giovani".
A seguire, Simonpaolo Buongiardino, presidente di Confmobilità e Assomobilità, ha ricordato l'impegno dell'organizzazione sui temi della sicurezza, già affrontati con iniziative dedicate all'angolo cieco dei mezzi pesanti e oggi rilanciati attraverso il confronto sull’alcolock: "La sicurezza ci sta a cuore e lo stiamo dimostrando -ha dichiarato Buongiardino-. Non basta introdurre obblighi: bisogna fare in modo che esistano dispositivi affidabili, officine competenti e una rete capace di accompagnare cittadini e imprese". Il confronto ha assunto un rilievo nazionale con il collegamento del vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, che ha richiamato il valore dell'alcolock come strumento di responsabilizzazione e di recupero: "Le leggi possono e devono diventare più severe, ma non bastano da sole, anche perché non sempre sono applicate per come sono state concepite -ha ricordato Salvini-. La strada continua a uccidere troppe persone. Servono prevenzione, controlli, educazione e consapevolezza. Una sola vita salvata vale più di mille attacchi politici". E nel messaggio audio inviato all'incontro, il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi ha sottolineato come la sicurezza stradale si fondi non soltanto su regole e controlli, ma anche su comportamenti improntati alla prudenza, al rispetto reciproco e alla piena coscienza delle proprie azioni: "Il contrasto alle dipendenze e la promozione di corretti stili di vita rivestono un ruolo centrale -ha sottolineato-. Anche il progresso tecnologico offre un apporto decisivo, con soluzioni capaci di prevenire condotte incompatibili con la tutela della vita sulle strade".
Al centro dell'incontro il rapporto tra sicurezza stradale, dipendenze e responsabilità individuale. Tra i comportamenti errati alla guida, Aci-Istat indica come principali la distrazione, il mancato rispetto della precedenza e la velocità troppo elevata, che insieme rappresentano il 37,8% delle cause. In questo quadro si inserisce anche l'alcolock, dispositivo collegato al sistema di avviamento del veicolo: il motore può partire solo dopo un test del respiro con tasso alcolemico pari a zero. Il sistema registra eventuali tentativi di manomissione e, nei casi previsti dal nuovo Codice della Strada, deve restare installato per almeno due anni. Il tema del fattore umano è stato approfondito da Federica Biassoni, co-direttore dell'unità di ricerca in Psicologia del traffico dell'Università Cattolica di Milano: "Nel sistema traffico interagiscono veicolo, infrastruttura e uomo -ha spiegato Biassoni-. Il fattore umano ha un peso notevole nell’incidentalità. C’è molto da lavorare sui comportamenti, senza dimenticare le infrastrutture". Biassoni ha richiamato anche i rischi legati a distrazione, stanchezza, rabbia, percezione alterata del rischio e assunzione di sostanze: "Non esiste un livello di alcol sicuro per guidare".
Spazio anche alla dimensione europea, con la presentazione della campagna 'Sicuri e Sobri' dell'European transport safety council, illustrata in collegamento video da Antonio Avenoso, direttore esecutivo dell'Etsc, che ha richiamato l'importanza di strategie comuni per ridurre i rischi legati alla guida sotto l’effetto di alcol e sostanze alteranti. A portare una testimonianza dal mondo dello sport automobilistico è stata Rachele Somaschini, pilota di rally e istruttrice di guida sicura, intervistata da Pierluigi Bonora. Somaschini ha raccontato la propria esperienza sportiva e personale, segnata dalla convivenza con la fibrosi cistica, e il proprio impegno nella campagna 'Correre per un respiro' a sostegno della ricerca. Nel corso dell’incontro ha ringraziato Confcommercio Mobilità e Assomobilità per aver donato a tutti i presenti una copia del suo libro, il cui ricavato viene destinato alla ricerca sulla fibrosi cistica: "Dare il buon esempio è sempre una buona iniziativa -ha affermato-. Come istruttrice di guida sicura vedo quanto contino attenzione, postura corretta e capacità di prevenire le situazioni critiche".
La prima tavola rotonda, moderata da Pierluigi Bonora, ha visto la partecipazione di Simonpaolo Buongiardino, Pietro Meda, presidente di Aci Milano e Aci Mobilità e Alessandro Finicelli, ceo di Autobynet, società distributrice di tecnologie alcolock. Finicelli ha spiegato come il nuovo quadro normativo abbia aperto una fase concreta di applicazione anche in Italia: "Servono dispositivi omologati, certificati, tarati periodicamente e installati da una rete di officine affidabili. L’obiettivo è dare una seconda possibilità, ma con strumenti in grado di garantire sicurezza e tracciabilità". Meda ha richiamato la necessità di una maggiore cultura della mobilità urbana, con particolare riferimento a Milano, alle biciclette e ai monopattini elettrici: "Il ritiro della patente -ha sottolineato- è la parte meno drammatica quando si verifica un evento grave. Dovremmo capire meglio la cultura dell’auto e della mobilità. In una città come Milano è difficile imparare davvero ad andare in bicicletta o in monopattino in sicurezza, tra pavé, binari e traffico intenso". Simonpaolo Buongiardino ha infine posto l'accento sulla necessità di informazione e formazione per indurre, in particolare i giovani alla conoscenza ed al rispetto del Codice della strada.
La seconda tavola rotonda ha dato voce alla polizia stradale, alle istituzioni internazionali e alla formazione alla guida. Carlotta Gallo, dirigente della polizia stradale Lombardia, ha ricordato il lungo percorso compiuto sul fronte della prevenzione: "Le stragi del sabato sera erano davvero stragi. Il cammino è ancora lungo, ma alcuni risultati si vedono. La Polizia Stradale ha sempre puntato molto sulla prevenzione nelle scuole, ma resta fondamentale anche il ruolo della famiglia, soprattutto come esempio". Luciana Iorio, presidente del Forum globale sicurezza stradale, ha collocato il tema in una prospettiva più ampia, legata a regole e riabilitazione: "La società civile si fonda su regole, e questo vale anche nel traffico. Dalla conoscenza delle norme al loro rispetto, fino alla riabilitazione quando vengono violate, si copre tutto l’arco della nostra esperienza di mobilità". Secondo Iorio, l'alcolock può essere letto anche come strumento di riabilitazione amministrativa alla guida.
A chiudere il confronto è stato Carmelo Abbate, direttore generale di D6, intervenuto in sostituzione del ceo Paolo Ciuffi per raccontare l’approccio del metodo Ciuffi alla guida consapevole: "Guardare l'orizzonte è una parte cruciale del metodo -ha spiegato-. L'obiettivo è rendere i guidatori più abili nella guida reale, non in pista. Guidare meglio significa consumare meno, ridurre le emissioni e aumentare la sicurezza". Particolarmente significativo anche l’intervento di uno degli studenti presenti all’incontro, del quarto anno del corso di meccatronica di Capac, che ha proposto l'introduzione di alcoltest nelle discoteche: un segnale di come il tema della prevenzione possa essere compreso e rilanciato proprio dalle nuove generazioni.
Dal confronto è emersa una convinzione condivisa: la sicurezza stradale non può essere affidata soltanto alle sanzioni, né soltanto alla tecnologia: "Servono regole, controlli, educazione, infrastrutture più sicure e strumenti capaci di prevenire comportamenti pericolosi. Ma serve soprattutto un cambiamento culturale, che riporti al centro la responsabilità individuale", conclude Simonpaolo Buongiardino.

(Adnkronos) - Passo importante per la comprensione della prima causa di morte improvvisa nei giovani. È stata appena pubblicata sull’'European Heart Journal', il giornale di cardiologia più importante al mondo, una scoperta con determinanti ricadute cliniche che riguarda la sindrome del Qt lungo, la prima causa di morte improvvisa nei giovani. "Si tratta di una malattia genetica non comune ma non rara (ha una prevalenza di una su 1500 persone) caratterizzata da un allungamento dell’intervallo Qt dell’elettrocardiogramma e che si manifesta con improvvise perdite di coscienza, arresto cardiaco o morte improvvisa. Sono i bambini e i giovani che muoiono improvvisamente durante sforzi fisici, nuotando, o durante forti emozioni, spaventi, al risveglio o per un rumore improvviso, come il suono di un campanello. Le due forme più comuni sono chiamate LQT1 e LQT2 sulla base dello specifico gene le cui mutazioni causano la malattia". L’autore principale dello studio è il professor Peter Schwartz, direttore del Centro Aritmie Genetiche dell’Irccs Istituto Auxologico Italiano di Milano, coadiuvato da colleghi svedesi, americani e di Hong Kong, e soprattutto dal suo gruppo di ricerca comprendente i professori Lia Crotti, Massimiliano Gnecchi (dell’Università di Pavia) e il dottor Luca Sala di Auxologico.
Il punto di partenza dello studio è stata la domanda che il professor Schwartz si era posto 25 anni fa: "Perché due fratellini che hanno la stessa identica variante genetica causa della stessa malattia hanno spesso destini molto diversi, con uno che muore improvvisamente mentre l’altro ha una vita completamente normale?”. Fu allora che Schwartz postulò che ci fossero "altre varianti genetiche, relativamente comuni e innocue per le persone sane ma con la capacità – nel caso di malattie genetiche – di modificare l’effetto della mutazione-malattia o in senso protettivo o nel senso di aumentare il rischio di aritmie fatali", sottolinea la nota dell'Irccs Auxologico. Dalle sue ricerche in Sud Africa, su 500 persone appartenenti a 26 famiglie tutte discendenti da un olandese giunto lì nel 1690 e tutti affetti dalla sindrome del QT lungo tipo 1, ha identificato nel 2005-2010 i primi 'geni modificatori' per malattie cardiache.
Poi nel 2018 lo spunto per la nuova scoperta. "Un ragazzo con la sindrome del QT lungo tipo 1 e arresto cardiaco aveva il padre e due zii con la stessa mutazione-malattia ma senza sintomi. Grazie alle metodiche (cellule staminali pluripotenti) che permettono lo sviluppo e poi lo studio delle cellule del cuore del paziente nel laboratorio di Auxologico, fu possibile identificare una variante di un gene (MTMR4) presente solo nei familiari del ragazzo che non avevano aritmie. Studi successivi identificarono il meccanismo con il quale questa variante aveva un effetto “protettivo”: interagendo con un altro gene riuscivano a minimizzare la conseguenza della mutazione che causa la malattia. Si trattava di un grande passo in avanti perché il meccanismo d’azione dei 'geni modificatori' era ignoto. Tuttavia vi era anche il limite di una osservazione che, per quanto interessante, era limitata ad una singola famiglia", prosegue la nota.
Nel 2019 Schwartz decise di andare a fondo e di vedere se si trattava di una osservazione isolata o di un fenomeno generale per tutti i pazienti con la sindrome del QT lungo tipo 1. "Successivamente, l’analisi in dettaglio del meccanismo d’azione di questa variante genetica suggerì che, almeno teoricamente, la stessa variante potesse avere effetto anche sulle mutazioni genetiche che causano la sindrome del QT lungo di tipo 2 ma in senso opposto, e cioè aumentando il rischio di aritmie minacciose. Lo studio - evidenzia la nota - venne quindi esteso a tutti i pazienti LQT1 e LQT2 seguiti a Milano dal gruppo di Schwartz e i dati appena pubblicati su ben 1192 pazienti dimostrano in modo conclusivo qualcosa che non era mai stato neppure preso in considerazione e cioè che una stessa variante genetica, relativamente comune, possa ridurre il rischio in un tipo di sindrome del QT lungo ed aumentarlo in un altro. Questi risultati sviluppano un nuovo concetto per la genetica delle aritmie e cioè che le conseguenze elettrofisiologiche dei “geni modificatori” dipendono fortemente dal contesto molecolare e funzionale della mutazione che crea la malattia. E più ancora che la propensione individuale alle aritmie potenzialmente letali non dipenda solo, come si credeva, dalla mutazione che causa la malattia ma anche dal più ampio panorama genomico nel quale si colloca. Il che vuol dire che ogni paziente può rispondere in modo diverso e che quindi è sempre più necessario pensare in termini di medicina personalizzata".
Alla domanda se questa scoperta, a prescindere dalla evidente rivoluzione concettuale, abbia risvolti pratici il professor Schwartz ha risposto: “Già da molti mesi il Centro da me diretto all’Istituto Auxologico Italiano è il primo al mondo a verificare, con lo screening genetico di routine, in tutti i nostri pazienti con la sindrome del QT lungo se sono o meno portatori di questa variante sul gene MTMR4. Se sono pazienti LQT1 sappiamo di poter stare un po' più tranquilli, se sono pazienti LQT2 sappiamo di dover usare una strategia di prevenzione più completa o più aggressiva. Questa è davvero medicina di precisione". Rispetto ai risvolti per nuove terapie, "stiamo studiando, con metodiche di intelligenza artificiale, se questo meccanismo (riduzione del fisiologico processo di degradazione dei canali ionici) possa essere riprodotto in nuove molecole come modalità terapeutica per pazienti LQT1 con forme particolarmente gravi", conclude Schwartz

(Adnkronos) - L’Antitrust ha avviato un’istruttoria nei confronti di easyJet Airline Company Limited per una pratica commerciale scorretta. La società, sottolinea l'Autorità garante della Concorrenza e del Mercato, "avrebbe strutturato - sul proprio sito internet https://www.easyjet.com/ite sulla propria app - la procedura di acquisto online del servizio accessorio di trasporto in stiva di bagagli e/o attrezzatura sportiva, per viaggi di andata e ritorno, pubblicizzando solo il prezzo medio del servizio e proponendo come opzione di default l’acquisto cumulativo del servizio per entrambe le tratte, anche quando non effettivamente interessato".
Il consumatore, rileva l'Authority, "sarebbe così indotto in errore sull’effettivo prezzo del sevizio per ciascuna tratta di viaggio e, nel caso voglia acquistare il servizio accessorio per una sola delle tratte, dovrebbe attivarsi per superare la scelta di default operata da easyJet, interrompendo la procedura di prenotazione online (tramite sito o app)".
Secondo l’Autorità, questa condotta "potrebbe costituire una pratica commerciale ingannevole e aggressiva, ai sensi degli articoli 20, 21, 22, 24 e 25 del Codice del consumo". L’avvio dell’istruttoria "segue una moral suasion alla quale easyJet non si è conformata", sottolinea l'Antitrust.
(Adnkronos) - "Sto benissimo". Donald Trump e gli esami medici, nuova puntata. Oggi, 26 maggio il presidente degli Stati Uniti, 80 anni il 14 giugno, si sottopone al terzo checkup programmato negli ultimi 13 mesi. Trump, il più anziano presidente ad insediarsi alla Casa Bianca, è atteso al Walter Reed National Military Medical Center per una serie di controlli e per una visita dentistica, come ha anticipato la Casa Bianca all'inizio di maggio.
Lo scorso anno, Trump si è sottoposto ai controlli nel mese di aprile. Ad ottobre 2025 è tornato per un approfondimento 'programmato', che ha però alimentato discussioni sulle reali condizioni dell'uomo più potente del mondo. All'inizio del 2026, Trump ha chiarito di essersi sottoposto ad un controllo, non è chiaro quale sia stato l'esame nel dettaglio. Il medico del presidente, il dottor Sean Barbabella, ha affermato che gli esami sono serviti per "escludere in maniera definitiva problemi cardiovascolari".
Negli ultimi mesi, hanno avuto ampio risalto le immagini che hanno documentato lividi sulle mani di Trump. Un effetto collaterale associabile alla somministrazione massiccia di cardioaspirina per prevenire rischi cardiovascolari. Il numero 1 della Casa Bianca ha ammesso di assumere dosi superiori a quelle raccomandate. Il presidente americano deve convivere anche con l'insufficienza venosa che si manifesta con un evidente gonfiore alle caviglie. Sarebbe indicato il movimento per contrastare il problema, ma Trump non ha mai nascosto lo scarso feeling con l'esercizio fisico. In questo quadro, integrato da due visite dentistiche in Florida di routine, la Casa Bianca ha ripetutamente affermato che il paziente speciale è "in eccellenti condizioni di salute". Il presidente, inoltre, continua a sottolineare gli ottimi risultati ottenuti nei test cognitivi a cui si è sottoposto nel corso dei precedenti controlli al Walter Reed.
Dichiarazioni e comunicati, però, non sembrano sufficienti per cancellare dubbi e scetticismo. Su X, periodicamente, spuntano video e foto che ritraggono Trump con gli occhi semichiusi durante eventi e appuntamenti. "Questa Casa Bianca sembra proprio non voler riconoscere l'esistenza di nessuna questione, ma le persone anziane sviluppano problemi di salute e il presidente ha quasi 80 anni", ha affermato il dottor Jonathan Reiner, per anni cardiologo dell'ex vicepresidente Dick Cheney, al Washington Post. "Sembra esserci una mancanza di sincerità da parte della Casa Bianca", ha aggiunto. Anche i cittadini probabilmente cominciano a porsi qualche domanda. Secondo un sondaggio Washington Post-ABC News-Ipsos condotto ad aprile, il 40% degli americani ritengono che Trump abbia la lucidità necessaria per svolgere il proprio ruolo. A settembre dello scorso anno, il giudizio positivo era espresso dal 47% del campione. Per il 44%, ad aprile, il presidente è in buona salute. A settembre 2025, lo pensava il 54%.

(Adnkronos) - E' Vladimiro Crisafulli detto Mirello il nuovo sindaco di Enna. Sostenuto dal centrosinistra, ma orfano del simbolo del Pd, ha ottenuto 9.975 voti, il 64,11% delle preferenze. Si è fermato al 32,23% il candidato del centrodestra Ezio De Rose.
"Il simbolo del Pd a Crisafulli? Siamo un partito, è acqua passata. Adesso bisogna parlare di come si amministra Enna". Così intervistato da Telecolor il segretario regionale del Pd siciliano Anthony Barbagallo.

(Adnkronos) - Testa ovattata, senso di debolezza, malessere generale. Il clima estivo che arriva improvvisamente può metterci a dura prova. "È il problema che si percepisce quando si passa da una temperatura di tipo primaverile a un caldo repentino, con 6-8 gradi di sbalzo. In questi casi ovviamente il nostro organismo non ha il tempo di adattarsi. Veniamo esposti a uno stress ambientale maggiore del solito", sottolinea all'Adnkronos Salute Giorgio Sesti, docente di Medicina Interna all'università Sapienza di Roma, che spiega il senso di disagio che molte persone avvertono con il rapido arrivo di giornate dal clima estivo.
Ciò che accade al nostro corpo con il caldo, descrive l'esperto, "è un fenomeno di importante vasodilatazione. Questo perché il corpo deve mantenere la temperatura entro limiti normali. Quando all'esterno il termometro sale, l'organismo mette in atto tutte le reazioni per tenere la temperatura costante. Quindi si crea vasodilatazione, il che vuol dire che si abbassa la pressione. Se oltre al caldo c'è anche un tasso di umidità elevato, si ha poi una maggiore sudorazione a cui si aggiunge una perdita di liquidi attraverso il respiro. Di conseguenza bisogna bere moltissimo per reidratare, altrimenti tra la vasodilatazione e la perdita di liquidi la pressione si abbassa moltissimo. Di conseguenza si possono avere svenimenti, ipotimia o delle vere e proprie sincopi".
Il buonsenso, in questi casi, "è il miglior consigliere. La prima precauzione è sicuramente evitare di esporsi alle temperature maggiori sottovalutando il problema", raccomanda Sesti. Il suggerimento è "camminare all'ombra e scegliere luoghi ventilati, perché la ventilazione aiuta a disperdere il calore meglio". All'interno, invece, "è bene a far circolare l'aria in modo da avere temperatura ambientale più accettabile". L'altra raccomandazione "è quella di evitare pasti particolarmente pesanti da digerire, con carichi di alimenti che richiedono più energia per essere digeriti, ovvero grassi e proteine. Meglio mangiare frutta, verdura, molta insalata. Anche perché questi alimenti contengono sali minerali, vitamine, liquidi".
L'altro elemento che ci aiuta a difenderci è l'abbigliamento: "È bene usare dei vestiti che traspirano, con fibre naturali, essenzialmente cotone e lino, perché aiutano a mantenere bassa la temperatura durante le attività normali, anche quando si sta al chiuso", conclude il medico internista.

(Adnkronos) - Dai podcast che battono ogni record di ascolto alle serie tv evento, dai bestseller che dominano le classifiche ai programmi che hanno fatto la storia del piccolo schermo. In Italia la 'crime mania' non è più una semplice tendenza, ma un imponente fenomeno culturale ed economico che contagia ogni media. Un'attrazione per il mistero, il crimine e la cronaca nera che trova conferma nei numeri del mercato, nei palinsesti e nelle scelte di un pubblico sempre più affamato di indagini e racconti dal lato oscuro.
A guidare questa nuova onda sono soprattutto i podcast. Fenomeni come ‘Indagini’ de Il Post, con la voce pacata e precisa di Stefano Nazzi, o i racconti virali di Elisa De Marco con il suo ‘Elisa True Crime’, hanno trasformato complesse vicende giudiziarie in narrazioni avvincenti per milioni di ascoltatori. Un successo confermato dalle classifiche di Spotify, che per il terzo anno consecutivo incoronano ‘Elisa True Crime’ come podcast più ascoltato in Italia, seguito proprio da ‘Indagini’. Il successo è tale da aver superato i confini dell'audio, traducendosi in libri bestseller e tour teatrali che registrano il tutto esaurito.
Il mondo dell'editoria, d'altronde, non solo conferma ma certifica il trend. Secondo il più recente Rapporto sullo stato dell'editoria in Italia dell'Associazione Italiana Editori (Aie), il genere 'crime' è uno dei motori principali del mercato. Analizzando la narrativa italiana e straniera, il valore complessivo della categoria (giallo, thriller e horror) è cresciuto in modo esponenziale, passando dai 97,2 milioni di euro del 2019 ai 111,9 milioni di euro del 2024. Anche la sola narrativa italiana di genere thriller e giallo mostra la sua solidità, passando da un valore di 48,4 milioni di euro nel 2019 a 48,6 milioni nel 2024. Il dato sulla lettura è altrettanto eloquente: con quasi 3 milioni di appassionati, il giallo si conferma la categoria più corposa, seconda solo ai romanzi. A queste analisi si aggiungono le rilevazioni dell'Associazione Librai Italiani (Ali), secondo cui tra i libri più venduti a livello nazionale nei primi mesi dell'anno figurano stabilmente le opere di giallisti di punta come Piergiorgio Pulixi, Maurizio De Giovanni e Alessandro Robecchi, a testimonianza di come il pubblico premi gli autori specializzati nel genere.
La televisione, da parte sua, cavalca da sempre questo interesse. Programmi storici come ‘Chi l'ha visto?’, in onda dal 1989, rappresentano l'archetipo del genere, unendo servizio pubblico e racconto popolare con una base di pubblico fedelissima, come dimostra l'11% di share (1.647.000 spettatori) dell’ultima puntata. A questo si affiancano format più recenti come ‘Belve Crime’ che intercetta la curiosità del pubblico attraverso interviste-interrogatorio.
Ma è sulle piattaforme streaming che il genere raggiunge il suo apice produttivo. Il filone delle docu-serie e delle fiction ispirate a fatti reali domina l'offerta, con titoli di grande richiamo. Ne sono un esempio le serie Netflix, come ‘Vatican Girl’ sul caso Orlandi, la miniserie evento ‘Il Mostro’ di Stefano Sollima, che nel 2025 ha riacceso i riflettori sul Mostro di Firenze. Sulla stessa piattaforma trovano spazio ricostruzioni come ‘Marta – Il delitto della Sapienza’ e la docu-serie ‘Il Caso Yara’ sull'omicidio di Yara Gambirasio.
Anche Disney+ ha ampliato il suo catalogo crime con titoli come ‘Avetrana - Qui non è Hollywood’ sul delitto di di Sarah Scazzi, 'The Twisted Tale of Amanda Knox', la storia della studentessa americana accusata dell'omicidio della sua coinquilina Meredith Kercher, e la recente produzione originale ‘World Wide Mafia, ‘Ndrangheta’. Quest'ultima, attraverso l'accesso esclusivo alle indagini del magistrato Nicola Gratteri, racconta la lotta dello Stato contro la criminalità organizzata calabrese, culminata nel maxiprocesso ‘Rinascita Scott’.
La Rai, con la sua piattaforma RaiPlay, partecipa con progetti come ‘Dark Lines’, che utilizza la graphic novel per narrare otto casi di femminicidio, tra cui quelli di Meredith Kercher ed Elisa Claps. Anche i grandi network internazionali guardano all'Italia: Hbo ha infatti in cantiere due attese miniserie. La prima è ‘Melania’ con Maria Esposito (‘Mare Fuori’) nei panni di Melania Rea; la seconda è ‘Saman – La verità nascosta’, che racconterà la straziante lotta per la libertà della giovane pachistana uccisa dalla famiglia per aver rifiutato un matrimonio combinato. Da ‘Vatican Girl’ a ‘Melania’, dunque, l'industria audiovisiva continua a investire su storie che attingono dalla cronaca, trovando nel pubblico una fame insaziabile di inquietante intrattenimento.
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