
La città che genera salute. E' questo il focus al centro dell'iniziativa in programma 4 marzo alle 18 allo Spazio WeGil di Roma, in occasione della Giornata mondiale dell'obesità. Un appuntamento che mette in relazione in modo diretto urbanistica, qualità degli spazi urbani e contrasto a una delle patologie croniche più rilevanti del nostro tempo. L'incontro - spiega una nota - nasce all'interno della mostra 'Roma Terzo Millennio', ideata dall'ambasciatore Umberto Vattani e promossa dall'associazione Art Diplomacy. Il progetto espositivo propone una lettura della Capitale come organismo dinamico, capace di estendersi dal centro storico fino al mare, di riconnettere quartieri e paesaggi, di superare una visione frammentata della città. Vattani, presentando la mostra, ha richiamato l'idea di una Roma che non vive solo di memoria, ma che interpreta il presente e costruisce il proprio destino attraverso una nuova consapevolezza dello spazio urbano. Mercoledì questa visione si confronta con il tema della salute pubblica. L'obesità sarà affrontata come malattia cronica complessa, che incide sulla qualità della vita e aumenta il rischio di patologie cardiovascolari e metaboliche. Non si tratta di una questione individuale - è il messaggio - ma di una sfida collettiva che coinvolge ambiente, organizzazione sociale e scelte politiche.
Le città influenzano in modo profondo gli stili di vita. La presenza di spazi accessibili, percorsi pedonali, aree verdi e servizi di prossimità orienta il movimento quotidiano e favorisce relazioni. Una pianificazione attenta può sostenere comportamenti sani. Una progettazione disattenta può amplificare sedentarietà e disuguaglianze. La riflessione proposta il 4 marzo parte da questa evidenza e punta a rafforzare il legame tra governo del territorio e prevenzione, spiegano i promotori dell'evento. La mostra Roma Terzo Millennio ha evidenziato la necessità di leggere la Capitale come sistema integrato, capace di generare nuove centralità e nuove connessioni fino ad Ostia. In questa prospettiva la città diventa infrastruttura di salute. Diventa spazio che educa, che orienta scelte quotidiane, che può contribuire in modo concreto alla promozione di stili di vita positivi".
Partecipano al confronto: Vattani; Orazio Schillaci, ministro della Salute; Francesco Rocca, presidente Regione Lazio; Simona Renata Baldassarre, assessore Regione Lazio; Annamaria Colao, vicepresidente del Consiglio superiore di sanità; Paolo Sbraccia, direttore Uoc Medicina interna - Centro dell’obesità Policlinico Tor Vergata; Patrizia Marrocco, deputato; Andrea Urbani, direttore della Direzione Salute e Integrazione sociosanitaria del Lazio; Luciano Nobili, presidente Intergruppo Consiglio regionale del Lazio; Iris Zani, presidente Amici obesi onlus; Federico Villa, Associate Vice President Corporate Affairs & Patient Access Lilly Italy Hub. Modera Vira Carbone, giornalista Rai. L'iniziativa intende offrire un momento di approfondimento per il mondo dell'informazione e per chi osserva le politiche urbane e sanitarie. Perché la salute non si costruisce solo nei luoghi di cura, ma anche nei quartieri, nei parchi, nelle strade e negli spazi pubblici. Una città più vivibile, dunque, è una città che investe nel proprio futuro e nella qualità della vita dei suoi cittadini. L’evento prevede la proiezione di 'Corpo Libero', documentario di Donatella Romani e Roberto Amato prodotto da Telomero Produzioni con il contributo di Lilly e il patrocinio dell'associazione Amici Obesi. Presentato in anteprima nell’ambito della ventesima edizione della Festa del Cinema di Roma, è il primo documentario che affronta a 360 gradi la patologia obesità, raccontata sia dal punto di vista dei clinici sia attraverso il percorso dei pazienti: 4 storie emblematiche di chi, passo dopo passo, si è allontanato dal proprio corpo, perdendo il contatto con il proprio benessere e la salute, per poi ritrovarsi e cercare una nuova connessione con se stesso, riconquistando la libertà di vivere appieno.

Una giornata interamente dedicata alla psoriasi, con servizi gratuiti clinico-diagnostici e informativi: l’11 marzo Fondazione Onda Ets promuove l'(H)Open day sulla psoriasi in collaborazione con Sidemast (Società italiana di dermatologia medica, chirurgica, estetica e di malattie sessualmente trasmesse), e con il patrocinio di Apiafco (Associazione psoriasici italiani amici della fondazione Corazza). In oltre 90 presidi aderenti al network con il Bollino rosa, saranno offerte alla popolazione visite dermatologiche, consulenze ed eventi informativi.
La psoriasi è una malattia cronica che interessa circa il 2-3% della popolazione generale, spiega Fondazione Onda in una nota. Sebbene la manifestazione più evidente riguardi la pelle - con la forma a placche che rappresenta circa il 90% dei casi e si caratterizza per lesioni eritematose spesso associate a prurito, dolore e bruciore - si tratta a tutti gli effetti di una patologia sistemica, associata a comorbilità rilevanti, tra cui artrite psoriasica, malattie cardiovascolari, diabete e patologie infiammatorie intestinali. L'impatto non è soltanto clinico: il coinvolgimento di aree visibili come volto, mani o cuoio capelluto può condizionare profondamente la sfera relazionale, sociale e professionale, con ripercussioni sul benessere psico-emotivo e sulla qualità della vita. "L'(H)Open day sulla psoriasi - afferma Francesca Merzagora, presidente di Fondazione Onda Ets - nasce con un duplice obiettivo: sensibilizzare su una patologia spesso sottovalutata e facilitare l'accesso ai percorsi di diagnosi e cura promuovendo una presa in carico appropriata e multidisciplinare. Il network degli ospedali Bollino rosa rappresenta un presidio fondamentale sul territorio per intercettare i bisogni di salute e offrire risposte adeguate e tempestive".
Durante l'(H)Open day saranno offerti gratuitamente alla popolazione, a seconda della disponibilità dei singoli presidi aderenti, visite dermatologiche, consulenze specialistiche ed eventi informativi. L'elenco completo delle strutture aderenti e dei servizi disponibili è consultabile sul sito http://www.bollinirosa.it.
"Gli Open day offrono ai pazienti l'opportunità di ricevere un parere specialistico personalizzato sulla forma e sulla gravità della patologia - commenta Valeria Corazza, presidente di Apiafco - oltre a informazioni chiare e aggiornate sui trattamenti più appropriati disponibili".
Sebbene non esista una terapia definitiva, oggi sono disponibili opzioni terapeutiche sempre più efficaci e personalizzate, ricorda Onda. Se nelle forme lievi si ricorre prevalentemente a trattamenti topici, nelle forme moderate-severe - che interessano circa 1 paziente su 3 - possono essere indicati fototerapia, farmaci sistemici e biologici. Nonostante le innovazioni terapeutiche, tuttavia, persistono criticità nella diagnosi tempestiva e nella gestione integrata della patologia, che richiede un approccio multidisciplinare.
"La psoriasi è una patologia cronica ad alto impatto clinico e psicologico - sottolinea Giovanni Pellacani, presidente Sidemast, direttore della Uoc di Dermatologia del Policlinico Umberto I di Roma e professore ordinario alla Sapienza università di Roma - L'(H)Open day rappresenta un'importante occasione per favorire diagnosi precoce, corretta presa in carico e accesso alle terapie, valorizzando il ruolo centrale della dermatologia nei percorsi di cura". L'iniziativa, realizzata in collaborazione con Sidemast e con il patrocinio di Apiafco, è sostenuta col contributo incondizionato di Bristol Myers Squibb.
E' successo vicino alla stazione, convalidato il fermo per un
algerino...
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Indagine, per i ventenni il rosso sardo è oggetto misterioso e
stereotipato...
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Prama... 
Oggi circa 430 milioni di persone nel mondo hanno bisogno di riabilitazione per affrontare una perdita dell'udito (ipoacusia) invalidante. Eppure nei bambini quasi il 60% dei casi è dovuto a cause evitabili che possono essere prevenute. Allo stesso modo le cause più comuni negli adulti, come l'esposizione a suoni forti e farmaci ototossici, sono prevenibili. Conoscere i fattori di rischio e adottare comportamenti corretti può fare la differenza, soprattutto per i più giovani. Lo ricorda la pagina dedicata alla divulgazione 'Dottore, ma è vero che?' della Federazione nazionale degli Ordini dei medici (Fnomceo) domani, martedì 3 marzo, nella Giornata mondiale dell'orecchio e dell'udito istituita dall’Organizzazione mondiale della sanità.
I consigli del medico
Proprio l'Oms insieme ai principali organismi sanitari internazionali indica alcune misure efficaci di prevenzione. Sul fronte della protezione dal rumore, per esempio, è importante limitare il volume dei dispositivi audio al di sotto del 60% del massimo consentito, e indossare tappi o cuffie antirumore quando si lavora in ambienti con rumore elevato o si frequentano luoghi molto rumorosi. L’Oms stima che circa 1,1 miliardi di giovani tra i 12 e i 35 anni siano a rischio di perdita dell'udito a causa dell'uso scorretto di dispositivi audio personali (come le cuffie) e della frequentazione di luoghi con musica ad alto volume come discoteche e concerti. Il rischio dipende sia dall'intensità del suono (misurata in decibel) sia dalla durata dell’esposizione. Purtroppo, il danno da rumore si accumula silenziosamente nel tempo: spesso ce ne si accorge solo quando la perdita è già importante. Sul fronte delle infezioni, invece, vaccinare i bambini contro malattie come la meningite e la rosolia contribuisce a ridurre i casi di ipoacusia di origine infettiva. Anche la vaccinazione materna contro la rosolia prima della gravidanza è raccomandata. E' importante, inoltre, seguire con attenzione le indicazioni del proprio medico di medicina generale quando si assumono farmaci potenzialmente tossici per l'udito. Infine, non bisogna trascurare le infezioni all'orecchio nei bambini piccoli: un'otite media cronica non trattata è una delle principali cause prevenibili di perdita dell'udito.
Per quanto riguarda i controlli, in Italia lo screening uditivo è già previsto alla nascita: si chiama test delle otoemissioni acustiche ed è eseguito di routine nei punti nascita per individuare precocemente eventuali problemi. Nei bambini più grandi e negli adulti, invece, la perdita dell'udito avviene spesso gradualmente e quasi senza accorgersene: si fa più fatica a capire le conversazioni in ambienti rumorosi, si alza il volume della televisione, si chiede spesso di ripetere quello che viene detto. In presenza di questi segnali - suggerisce 'Dottore, ma è vero che...?' - il primo passo è parlarne con il proprio medico di medicina generale: può valutare i fattori di rischio individuali e indirizzare verso gli specialisti appropriati per una valutazione audiologica approfondita.
In Italia 7 milioni di persone con problemi d'udito
In Italia le persone con problemi di udito sono circa 7 milioni. Cifre importanti perché sentire non è solo una questione di decibel, ma di qualità di vita e di relazioni. Infatti individuare tempestivamente un deficit uditivo significa prevenire conseguenze rilevanti sullo sviluppo del linguaggio nei bambini, sul rendimento scolastico, ma anche sulla produttività lavorativa e, negli anziani, sul rischio di isolamento sociale e può rallentare il declino cognitivo. Non a caso prevenire, fare diagnosi precoce e prendersi cura dei disturbi uditivi sono le tre azioni chiave da fare come ricorda la Commissione di albo nazionale dei tecnici audiometristi della Fno Tsrm e Pstrp in una nota.
Il tecnico audiometrista "è una figura spesso poco conosciuta, ma determinante", evidenzia la Commissione. Specializzati nell'esecuzione di esami strumentali audiometrici e vestibolari, gli audiometristi sono indispensabili per valutare la funzionalità dell'apparato uditivo e dell'equilibrio, e contribuiscono alla diffusione di una cultura all'insegna della prevenzione e per il superamento dello stigma, delle barriere culturali, come di quelle emotive che circondano le persone che soffrono di tali difficoltà. Dallo screening neonatale ai controlli in età scolare, fino al monitoraggio dell'ipoacusia nell'adulto e nell'anziano, il tecnico audiometrista interviene in tutte le fasi del percorso di vita.
Questi tecnici operano in stretta collaborazione con medici otorinolaringoiatri, audiologi, logopedisti e tecnici audioprotesisti, contribuendo alla definizione del quadro clinico attraverso esami oggettivi e soggettivi altamente specializzati: audiometria tonale e vocale, impedenzometria, potenziali evocati uditivi, esami vestibolari. Ogni esame audiometrico eseguito, ogni attività di screening, ogni momento di consulenza rappresenta un tassello di un percorso più ampio volto a promuovere inclusione, comunicazione e qualità della vita. "Il 3 marzo offre l'occasione per riconoscere e valorizzare una figura professionale spesso poco visibile, ma essenziale nel sistema sanitario, nel preservare l'udito, un senso fondamentale per la persona e per la comunità", conclude la nota.
Iniziativa di Live Nation e Coop Alleanza 3.0...
Maggioranza di Campo largo cerca unità in attesa sentenza su
decadenza...
Atteso un rimpasto dopo il recente vertice di maggioranza... 
Gyala, società italiana deep tech attiva nella cyber resilienza di infrastrutture IT, OT e IoT, ha chiuso un round di finanziamento in equity da 4 milioni di euro sottoscritto da Deep Ocean Sgr S.p.A – in qualità di lead investor -, Terna Forward S.r.l, Cdp Venture Capital Sgr S.p.A. e Ventive S.r.l. L’operazione rappresenta una tappa strategica per Gyala, che sviluppa tecnologie proprietarie interamente italiane, inizialmente concepite in collaborazione con il comparto Difesa e oggi impiegate anche per la protezione di infrastrutture critiche civili, dall’energia alla sanità, con un focus su scenari IT/OT ad alta complessità. Grazie ad Agger, la piattaforma proprietaria full stack per la detection e reaction automatizzata in ambienti IT/OT/IoT, Gyala rappresenta un unicum nel panorama della Ot Cyber Resilience.
Il nuovo capitale accelererà la roadmap di Agger, con focus su visibilità OT avanzata, difesa autonoma e orchestrazione intelligente delle risposte, permettendo di potenziare il team tecnico e di R&D, rafforzare le attività di go-to-market in Italia e consolidare la presenza della soluzione nei settori critici (come energia, industria, sanità, difesa) creando fondamenta solide per l’espansione internazionale.
“Gyala nasce con un Dna tecnologico italiano e una visione globale”, spiega Andrea Storico Chairman e co-founder.“Vogliamo portare resilienza dove le soluzioni tradizionali non arrivano, supportando la trasformazione cyber dei sistemi più sensibili del Paese. La fiducia degli investitori istituzionali conferma la solidità della nostra visione industriale. I nostri obiettivi sono concreti; intendiamo costruire la prossima generazione di difesa cyber - accelerando l’evoluzione tecnologica di Agger - rafforzare la presenza sul mercato e affrontare con solidità la fase di scala internazionale, mantenendo al centro una tecnologia proprietaria italiana, pensata per la protezione di ciò che è davvero strategico per il Paese”.
“Quello che ci ha colpito di Gyala come Deep Blue Ventures” - commenta Domenico Nesci, Partner di Deep Blue Ventures, “è l'integrazione nella propria piattaforma della protezione da attacchi esterni dell'infrastruttura OT delle imprese clienti. La capacità della tecnologia proprietaria di Gyala di difendere efficacemente ambienti IT/OT anche estremamente complessi colma un gap importante nella catena del valore della cybersecurity. La solidità del team, inoltre, e l'opportunità con il round di consolidare la presenza nazionale e sviluppare quella internazionale ci hanno definitivamente convinto a investire. Con Gyala il nostro Paese dimostra di poter esprimere tecnologie proprietarie fortemente strategiche, non solo per l'Italia”.
“Gyala rappresenta un caso raro nel panorama europeo della cybersecurity industriale: una tecnologia proprietaria, sviluppata interamente in Italia, con radici profonde nel comparto Difesa e una piattaforma, Agger, pensata per rilevare e neutralizzare automaticamente le minacce negli ambienti nevralgici più complessi”, dichiara Mario Scuderi, Responsabile del Fondo Evoluzione di CDP Venture Capital. “La solidità tecnica del team e la chiarezza della visione industriale ci hanno portato a sostenere questo progetto con convinzione: siamo certi che Gyala abbia tutte le carte in regola per affermarsi come riferimento internazionale nella protezione delle infrastrutture strategiche”.
Roberto Sfoglietta ceo & Founder di Ventive afferma: “Gyala ha dimostrato di aver costruito non solo una piattaforma tecnologica solida, ma anche un modello di business scalabile, adatto a mercati complessi e regolamentati. Il nostro investimento sostiene una fase di consolidamento organizzativo e commerciale, fondamentale per trasformare una forte base tecnologica in leadership di mercato”.
Celebrato il primo secolo di vita coi familiari e il Comune...
Previsto il noleggio di tre velivoli per gli anni 2026-2034... 
Indagato per disastro ferroviario il conducente del tram della linea 9 deragliato a Milano, in viale Vittorio Veneto, il 27 febbraio. Un atto dovuto che gli consentirà di nominare propri consulenti e partecipare agli accertamenti tecnici dell’inchiesta.
L'ipotesi di reato è contenuta nella relazione inviata dalla Polizia locale di Milano alla pm Elisa Calanducci che coordina le indagini sull’incidente che ha coinvolto un mezzo Atm (società non indagata). Nell'incidente hanno perso la vita due passeggeri, Ferdinando Lavia e Abodu Karim Tourè, e alcune decine di persone sono rimaste ferite, alcune delle quali ancora in gravi condizioni.
Perquisizioni in Atm, sequestrate comunicazioni con centrale operativa
Perquisita intanto oggi la sede Atm di via Monte Rosa a Milano. Gli agenti della Polizia locale stanno eseguendo, su richiesta della pm Elisa Calanducci, un decreto di sequestro della documentazione tecnica relativa al Tramlink e delle comunicazioni di venerdì pomeriggio, giorno dell'incidente, tra il conducente del tram e la centrale operativa Atm.
Il conducente: "Ho avuto un malore"
"Mi sono sentito male, ho avuto un malore", aveva spiegato il conducente del tram subito dopo l’incidente[1]. L’uomo, portato in ospedale, è stato sottoposto agli accertamenti di rito.
L'uomo ha una lunghissima esperienza da tranviere. Sessant’anni, ne ha trascorsi 34 da dipendente di Atm. Conduce in particolare i tram della linea 31 e 9, proprio quella su cui è avvenuto l’incidente. Un tratto di strada quello tra piazza della Repubblica e Porta Venezia, con lo scambio a metà per consentire ai tram della linea 33 di girare a sinistra in via Lazzaretto, che il sessantenne conosce alla perfezione. Poco prima dell’incrocio in cui è avvenuto l’incidente, però, il tranviere ha saltato la fermata di viale Vittorio Veneto. Così il tram non ha perso velocità e, infilandosi nello scambio per Lazzaretto, è deragliato.

Quando gioca Jannik Sinner? Il tennista azzurro si prepara a tornare in campo nel Masters 1000 di Indian Wells, in programma dal 4 al 15 marzo. Nella notte tra oggi, lunedì 2 marzo, e domani, martedì 3, andrà in scena il sorteggio del tabellone principale del torneo, a cui Sinner arriva dopo la delusione dell'Atp 500 di Doha, dove è stato eliminato nei quarti di finale da Jakub Mensik, e dalla sconfitta nella semifinale degli Australian Open per mano di Novak Djokovic.
Sorteggio Indian Wells, orario e dove vederlo in tv
Il sorteggio del Masters 1000 di Indian Wells è in programma notte tra oggi, lunedì 2 marzo, e domani, martedì 3 alla mezzanotte ora italiana. Sarà possibile seguire i sorteggi in diretta streaming su 'The Tennis Channel', mentre non sarà garantita una diretta televisiva.
Il torneo invece sarà trasmesso in diretta tv e in esclusiva sui canali SkySport, visibili anche in streaming sull'app SkyGo e su NOW.
I possibili avversari di Sinner
Ranking alla mano, Sinner, confermato numero due del mondo, potrà sfidare Carlos Alcaraz soltanto in finale, mentre nel penultimo atto del torneo potrà incrociare uno tra Novak Djokovic, nella rivincita di Melbourne, o Alexander Zverev. Ai quarti invece potrà pescare dalla testa di serie numero 5 fino all'8: si tratta di Lorenzo Musetti, Alex De Minaur, Taylor Fritz e Ben Shelton.
Agli ottavi c'è il 'pericolo' di un derby italiano con Flavio Cobolli, fresco vincitore dell'Atp di Acapulco e numero 15 del mondo. Nel terzo turno potrà affrontare tennisti tra il 25esimo e il 32esimo posto del ranking, mentre più 'agevole', sulla carta, il secondo turno, a cui Sinner arriverà senza giocare grazie al bye del primo, e dove non troverà teste di serie.

L'industria della moda resta uno dei settori più inquinanti al mondo, responsabile di circa il 10% delle emissioni globali di gas serra e del 20% dello spreco idrico industriale secondo i dati delle Nazioni Unite. Eppure, proprio nei contesti di massima visibilità mediatica, le scelte di stile possono trasformarsi in potenti messaggi culturali. È su questo terreno che si innesta l'iniziativa di Aceper – Associazione Consumatori e Produttori Energie Rinnovabili – che per il secondo anno consecutivo ha pubblicato una classifica dei brand di moda più sostenibili presenti al Festival di Sanremo, analizzando i look indossati dai cantanti in gara non per il loro valore estetico, ma sulla base di parametri concreti: uso di materiali a basso impatto, trasparenza della filiera produttiva, politiche ambientali e impegno sociale. Veronica Pitea, presidente di ACEPER, spiega la filosofia alla base dell'operazione: "Per noi la sostenibilità è un valore che attraversa tutti i settori, dalla transizione energetica alla responsabilità sociale, fino alla moda. Anche il palco dell'Ariston può diventare uno spazio di racconto per un cambiamento culturale più ampio". Non si tratta dunque di un esercizio di costume, ma di un tentativo di portare criteri oggettivi dentro un mondo che troppo spesso si affida a dichiarazioni di intenti prive di riscontri misurabili.
In cima alla classifica 2026 si posiziona Louis Vuitton, indossato da Luchè, brand del gruppo Lvmh che si distingue per il programma ambientale 'Life 360', strutturato su obiettivi di tracciabilità, riduzione delle emissioni e impiego di materiali a minor impatto. Al secondo posto Emporio Armani, scelto da Levante e da altri artisti, che negli anni ha avviato un percorso di integrazione di pratiche ambientali e materiali più responsabili. Terzo gradino del podio per Golden Goose, indossato da Tredici Pietro, che con i suoi 'Forward Store' promuove riparazione, risuolatura e personalizzazione dei prodotti per estenderne il ciclo di vita, andando oltre il semplice utilizzo di materiali riciclati. "La moda a Sanremo non è solo spettacolo", sottolinea Pitea. "I look scelti dagli artisti diventano sempre più strumenti di comunicazione culturale e sociale. In un contesto in cui il pubblico è attento ai temi ambientali, le scelte sartoriali possono contribuire a promuovere filiere più trasparenti e innovazione nei materiali".
Un principio che si riflette nelle posizioni successive della graduatoria: Jil Sander, quarto classificato e scelto da Fedez insieme a Masini, appartiene al gruppo Otb che promuove progetti sociali attraverso la Otb Foundation con politiche su energia e materiali a basso impatto. Corneliani, indossato da Colombre, utilizza prevalentemente fibre naturali e organiche da fornitori selezionati e impiega energia proveniente per la maggior parte da fonti rinnovabili. Barena Venezia, scelta da Enrico Nigiotti, concentra la produzione quasi interamente in Veneto, riducendo significativamente le emissioni legate ai trasporti.
Nella parte centrale della classifica si colloca Ami Paris, che veste Fulminacci e sta rafforzando il proprio percorso attraverso l'eliminazione progressiva di sostanze chimiche pericolose e l'incremento di materiali certificati. Vivienne Westwood, indossato da Mara Sattei, porta sul palco un marchio storicamente legato all'attivismo climatico e alla critica del consumismo. Lardini, che ha vestito Eddie Brock, pone al centro quella che definisce "sostenibilità umana", con un forte codice etico a tutela di lavoratori e territorio e una produzione di qualità pensata per durare nel tempo. Chiude la graduatoria Antonio Marras, definito il re dell'upcycling creativo, che ha realizzato un outfit artigianale su misura per Michele Bravi. L'impatto sociale dell'iniziativa va oltre la semplice curiosità da red carpet.
"Osservare il Festival anche attraverso la lente della sostenibilità significa ribadire che la transizione verso un modello più responsabile riguarda ogni settore, inclusa l'industria creativa", afferma Pitea. "Perché la sostenibilità non è una tendenza, ma un percorso che coinvolge energia, imprese, cultura e stile di vita». A rafforzare questo messaggio, Aceper ha istituito il Green Carpet Award, un riconoscimento simbolico destinato agli artisti che hanno scelto di indossare il marchio ritenuto più green secondo i criteri dell'associazione. «Premiamo non solo la musica, ma anche le scelte consapevoli di stile, capaci di promuovere una cultura della sostenibilità e di responsabilità nel mondo della moda", precisa Pitea.
Le prospettive di mercato sembrano dare ragione a questo approccio. La crescente attenzione dei consumatori verso la sostenibilità nella moda riflette un cambiamento significativo nelle aspettative del pubblico e nelle pratiche del settore. I brand che investono in trasparenza di filiera, economia circolare e riduzione dell'impatto ambientale non rispondono soltanto a un imperativo etico, ma intercettano una domanda di mercato in espansione. Il palcoscenico di Sanremo, con i suoi milioni di telespettatori, amplifica questa dinamica trasformando ogni abito in una dichiarazione pubblica. "Ogni scelta fatta sotto i riflettori dell'Ariston ha il potere di orientare la percezione di milioni di persone", conclude Pitea. "Se un artista sceglie un brand che investe davvero nella sostenibilità, quel messaggio arriva più lontano di qualsiasi campagna pubblicitaria".
Il 10 e 11 aprile al Bastione arriva l'archeologo Zahi Hawass... 
L'arrivo di marzo avvicina anche l'ora legale. Poche settimane e la primavera abbandonerà l'ora solare, per spostare le lancette degli orologi avanti di un'ora. Il cambio di ora, con l'avvento di quella legale, è prevista per l'ultimo weekend del mese, nella notte tra sabato 28 e domenica 29 marzo. Ecco quando arriva e come cambia l'ora con quella legale.
Quando arriva ora legale
Nel 2026 l'ora legale arriverà in anticipo. Il suo avvento è previsto infatti un giorno prima rispetto al 2025, iniziando un trend che continuerà nei prossimi anni. L'ora legale infatti continuerà ad anticiparsi nei prossimi tre anni, fino al 25 marzo del 2029. Tutto, o quasi, cambierà invece dal 2030, dove il ciclo sarà 'resettato' e si tornerà a spostare gli orologi il 31 marzo.
Cosa cambia con ora legale
L'arrivo dell'ora legale segna una serie di cambiamenti nella vita quotidiana. Come detto, dalla notte tra sabato 28 e domenica 29 marzo, le lancette verranno spostate un'ora avanti: le 2 diventeranno le 3 e così via. Nella notte del cambio ora si dormirà un ora in meno, ma ciò porterà le giornate ad allungarsi: il tramonto arriverà infatti un'ora più tardi, garantendo quindi un pomeriggio più 'lungo' e illuminato dal sole.
Questo aiuterà ovviamente anche a ridurre le spese energetiche, con la riduzione dell'illuminazione artificiale, a beneficio di quella naturale, e un effetto diretto sulle bollette.
Quando tornerà ora solare
Con l'arrivo dell'ora legale le giornate andranno progressivamente ad allungarsi. Al mattino farà giorno più tardi, ma il buio arriverà più avanti nel corso della sera. Il picco si avrà il giorno del solstizio d'estate, fissato come sempre per il 21 giugno 2026. L'ora legale sarà in vigore fino all'ultima domenica di ottobre, quella del 25, quando tornerà invece l'ora solare e le lancette degli orologi dovranno essere spostate nuovamente un'ora indietro.
I 'Diminios' guideranno un contingente Unifil di 2.800 caschi blu...
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