
(Adnkronos) - "L'erba è come gli esseri umani. Ha vita". Donald Trump si lancia in considerazioni scientifiche e paragoni 'estremi' rispondendo alle domande dei giornalisti nello Studio Ovale. Il presidente degli Stati Uniti si sofferma a lungo sui lavori necessari nella Reflecting Pool di Washington. L'area, secondo il presidente, è stata vandalizzata da chi ha volontariamente danneggiato la superficie riflettente installata nella vasca. Il discorso si allarga ai numeri 8647 realizzati sul prato del National Mall e interpretati come un messaggio contro il presidente.
"L'erba è stata danneggiata con una sostanza potente, sappiamo bene cos'è ma non dirò di che si tratta perché poi diamo idee alla gente... Hanno ucciso l'erba e abbiamo dovuto sostituirla. Poi hanno tagliato il materiale con un coltello e lo hanno strappato. Ci sono immagini che mostrano gente che si sporge... Queste persone tagliano, tagliano, tagliano... I lavori erano stati perfetti, poi hanno vandalizzato tutto. Ora i nuovi lavori sono quasi completati e sarà bellissimo", dice Trump.

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(Adnkronos) - Fratelli d’Italia stabile, Pd in calo e Movimento 5 Stelle in crescita. Futuro Nazionale di Roberto Vannacci vola e tallona Forza Italia. E' il quadro delineato dal sondaggio Swg per il Tg La7 oggi, lunedì 3 agosto, con le intenzioni di voto in caso di elezioni. Fratelli d’Italia è sempre ampiamente il primo partito. La formazione guidata dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni è al 27%, proprio come nel rilevamento di una settimana fa. Aumenta il vantaggio sul Pd della segretaria Ellh Schlein, che cede lo 0,3% e scende al 20,6%. Passo avanti del Movimento 5 Stelle di Giuseppe Conte che guadagna lo 0,1% e sale al 13%. Ai piedi del podio, Forza Italia lascia sul terreno lo 0,2% e ora vale il 7,4%. Futuro Nazionale cresce ancora: il partito di Vannacci guadagna un altro 0,3% e sale al 7,2%, staccando nettamente Verdi e Sinistra che non si spostano dal 6,5%. Giù la Lega di Matteo Salvini, che cede lo 0,2% e si attesta al 5,5%.
Più indietro Azione di Carlo Calenda (3,3%), Italia Viva di Matteo Renzi (2,4%), +Europa (1,2%), Noi Moderati (1%), Sud chiama Nord (1%) e Ora! (1%).

(Adnkronos) - Edin Dzeko non si ferma, ma rilancia. L'attaccante bosniaco ha firmato il rinnovo di contratto di un anno con lo Schalke 04, dopo aver contribuito al ritorno della squadra in Bundesliga la scorsa stagione. Lo ha annunciato il club tedesco. Il quarantenne, capitano della Bosnia ed Erzegovina ai recenti Mondiali, si era unito al club a parametro zero a gennaio.
Dzeko ha segnato sei gol in 11 partite di Bundesliga 2, contribuendo alla promozione della squadra nella massima serie dopo tre anni in seconda divisione. "La promozione in Bundesliga è tra i momenti più belli della mia carriera. È stato incredibile", ha dichiarato Dzeko in un comunicato. "Il calcio mi ha reso felice e mi ha motivato per tutta la vita. Ho ancora fame di successo e voglio aiutare la nostra squadra anche in Bundesliga". Dzeko potrebbe disputare la sua prima partita in Bundesliga da quando ha lasciato il Wolfsburg per il Manchester City nel 2011, quando lo Schalke esordirà in campionato ad Augsburg il 30 agosto. Tra le sue ex squadre ci sono anche Roma, Inter e Fenerbahce.

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(Adnkronos) - Occhi puntati verso il cielo mercoledì 12 agosto, quando anche in Italia sarà visibile un'eclissi solare parziale. Nel tardo pomeriggio, poco prima del tramonto, la luna si posizionerà progressivamente davanti al sole oscurandolo in parte. Ma questo attesissimo evento astronomico può avere ripercussioni per la salute sul pianeta Terra? "Secondo le indicazioni delle organizzazioni sanitarie internazionali (Oms, Cdc, Prevent Blindness), un'eclissi solare non comporta alcun rischio diretto per la salute umana (come, ad esempio, effetti sulla gravidanza o sull'alimentazione), con la sola eccezione di danni permanenti agli occhi dovuti all'osservazione diretta anche breve: guardare verso il sole" che si oscura può rovinare la vista se non adottano precauzioni o se si scelgono quelle sbagliate, avverte il ministero della Salute nelle raccomandazioni pubblicate online in vista dell'eclissi. "Gli occhiali da sole non sono sufficienti", ammoniscono gli esperti. "Prima di osservare l'eclissi è necessario indossare una protezione oculare specifica" e bisogna poi "mantenerla costantemente indossata".
Il ministero evidenzia alcuni punti chiave. Il primo è che "Il rischio primario è di danni alla vista: guardare direttamente il sole o una eclissi solare - anche brevemente - può causare danni permanenti alla retina (retinopatia solare), senza causare alcuna sensazione di dolore immediato. Il rischio è aumentato in caso di osservazioni ripetute, anche brevi. I danni possono manifestarsi a distanza di ore o di giorni". Secondo, "esiste un unico mezzo sicuro di protezione per l'osservazione diretta: guardare verso il sole usando degli appositi occhialini per eclissi (Eclipse Glasses), che siano certificati come rispondenti alla norma Iso 12312-2. Ogni altro mezzo deve essere evitato perché non garantisce sempre una sicura protezione: ad esempio, non sono sufficienti occhiali da sole (neanche indossati uno sopra l'altro), pellicole radiografiche, filtri fatti in casa, occhiali per saldatori, oculari di fotocamere o altro".
Terzo punto, chi corre più pericoli. "Bambini e ragazzi sono maggiormente a rischio, perché i loro occhi sono più facilmente danneggiabili e perché il fascino del fenomeno li può attrarre verso l'osservazione del sole. Per loro l'osservazione della eclissi dovrebbe avvenire sotto la continua supervisione degli adulti, che si devono assicurare che bambini e ragazzi indossino sempre e continuativamente gli occhialini per eclissi", chiarisce il ministero. Anche "persone di età avanzata, o con patologie della vista già esistenti o che abbiano subito alcuni interventi chirurgici oftalmologici possono essere a maggior rischio". In ogni caso, "se nelle ore o giorni successivi alla osservazione della eclissi notate dei disturbi della visione, anche lievi, è importante ricorrere immediatamente ad un controllo medico oftalmologico", è il messaggio del ministero della Salute.
Della Commissione per la prevenzione della cecità e dell'ipovisione che ha curato le raccomandazioni ministeriali fanno parte anche ricercatori dell'Irccs Bietti, l'unico istituto di ricovero e cura a carattere scientifico in Italia dedicato esclusivamente all'oftalmologia, con un focus sulla prevenzione e la tutela degli occhi. "Durante un'eclissi, anche se la frapposizione della Luna tra Sole e Terra crea un cono di ombra su quest'ultima, la potenza dei raggi solari non diminuisce - spiega Monica Varano, direttrice scientifica dell'Irccs Bietti - Esporre gli occhi al Sole senza un'adeguata protezione durante un'eclissi solare può causare 'cecità da eclissi' o ustioni retiniche, note anche come retinopatia solare, o maculopatia fototraumatica. Il danno può essere temporaneo o permanente e non provoca dolore. Per cui possono trascorrere da poche ore a qualche giorno dopo l'osservazione dell'eclissi solare per rendersene conto".
Per proteggere gli occhi, conferma la specialista, "non bastano i comuni occhiali di sole né è utile l'utilizzo di vetri affumicati, pellicole radiografiche, filtri improvvisati. L'unico modo sicuro per assistere al fenomeno è utilizzare occhiali per eclissi certificati Iso 12312-2 che devono essere indossati prima di alzare lo sguardo e mantenuti per tutta la durata dell'osservazione. Ogni altra soluzione, ribadisco, non protegge. Particolare attenzione va riservata a bambini, ragazzi, anziani e a chi ha già patologie oculari". E in generale, "se nelle ore o nei giorni successivi compaiono disturbi visivi, anche lievi, è necessario rivolgersi a un oculista".
La Fondazione Bietti coglie l'occasione per ricordare che "proteggere la vista d'estate significa proteggere una parte essenziale della nostra salute. La luce intensa, il riverbero del mare, le giornate trascorse all'aperto espongono gli occhi a una quantità di radiazioni che, nel tempo, possono provocare infiammazioni acute, accelerare l'opacizzazione del cristallino e, nei casi più gravi, colpire la retina. È un rischio spesso sottovalutato perché il danno non sempre si manifesta subito: bruciore, fotofobia, appannamento visivo o la sensazione di sabbia negli occhi sono segnali di un affaticamento che richiede attenzione. Pertanto, si ricorda che la prevenzione passa da alcuni piccoli gesti quotidiani come l'utilizzo di occhiali da sole con filtri Uv certificati, modelli avvolgenti, un cappello a tesa larga, prudenza nei contesti ad alto riverbero".

(Adnkronos) - Nuovo botta e risposta tra Stati Uniti e Iran sui negoziati per il nucleare e sulla sicurezza nello Stretto di Hormuz. Teheran dovrà scegliere tra "accordo o resa totale", ha detto il presidente americano Donald Trump in un post su Truth Social, all'indomani dell'annuncio di una ripresa dei colloqui con Teheran, smentita dalla controparte. "In Iran non arriva nulla, a meno che non lo vogliamo noi, e nulla arriverà, a meno che non si giunga a un accordo o a una resa totale - si legge nel post - Che l'Iran voglia ammetterlo o meno, stiamo, di fatto, parlando di una soluzione a un problema che loro stessi hanno causato, per decenni".
Il presidente americano ha poi definito "incredibilmente ipocrita" la leadership iraniana. "Chiedono un incontro - alcuni direbbero addirittura che 'supplicano' di averlo - quindi inizano, con altri in programma nell'immediato futuro, e poi affermano, apertamente e con orgoglio, che non stanno conducendo alcuna discussione, che non si sta parlando di nulla e che stanno trattando solo con 'l'Oman'", ha scritto Trump.
"Proseguono poi con le loro solite chiacchiere, affermando che lo Stretto di Hormuz sarà gestito con fermezza da loro, quando in realtà è già completamente controllato dalla Marina degli Stati Uniti e dal nostro 'blocco' o, come alcuni lo definiscono, 'il muro d'acciaio degli Stati Uniti!'", ha aggiunto.
Le dichiarazioni arrivano dopo che, a bordo dell'Air Force One, Trump aveva annunciato l'avvio di nuovi negoziati a partire da oggi, lunedì 3 agosto, sostenendo di aver sospeso un attacco contro la Repubblica islamica, pianificato insieme a Israele, per favorire una soluzione diplomatica. "Naturalmente non vogliono essere attaccati. Conoscevano la portata di quell'attacco perché lo hanno visto prendere forma... Ciò che stiamo facendo ora è dialogare con loro attraverso un negoziato. Inizia domani pomeriggio (lunedì, ndr)", aveva dichiarato il presidente americano.
Trump aveva inoltre spiegato che sia l'Iran sia gli alleati degli Stati Uniti nella regione - Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Qatar - avevano chiesto di rinviare l'operazione militare.
"Quando gli alleati chiedono di annullare l'operazione, devi dire: 'Beh, vediamo'. E il motivo per cui lo chiedono è che ritengono possibile un accordo", aveva affermato, aggiungendo che "c'è un accordo sullo Stretto di Hormuz e poi ce ne sarà uno sul nucleare, o meglio sulla denuclearizzazione dell'Iran". Trump ha infine sostenuto che il piano militare avrebbe rappresentato "il più grande attacco dalla Seconda Guerra Mondiale".
La versione della Casa Bianca è stata però ridimensionata da funzionari statunitensi, che alla Cbs hanno riferito che non sono previsti nuovi negoziati tra Washington e Teheran. Restano invece aperti i contatti già in corso tra l'inviato speciale per il Medio Oriente Steve Witkoff, Jared Kushner, il team negoziale americano e i rappresentanti iraniani, attraverso la mediazione di Paesi terzi.
Anche Teheran ha escluso colloqui diretti con gli Stati Uniti. "Per evitare qualsiasi equivoco, è importante chiarire su cosa vertono gli attuali negoziati e con chi si svolgono. Al momento non stiamo negoziando con gli Stati Uniti - ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei - I nostri negoziati con l'Oman sono incentrati sul raggiungimento di un'intesa che garantisca il passaggio sicuro delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz".
Baghaei ha aggiunto che l'intesa con l'Oman sulla navigazione non equivale alla riapertura dello Stretto e che, finché continuerà quella che Teheran definisce l'"aggressione" americana, la situazione resterà invariata.
Intanto, l'annuncio di Trump ha avuto immediate ripercussioni sui mercati energetici. Nelle contrattazioni asiatiche il Brent è sceso del 4,69% a 83,81 dollari al barile, mentre il Wti ha perso il 4,67%, attestandosi a 80,72 dollari.
Nella notte, inoltre, un'esplosione è stata segnalata nelle vicinanze di una petroliera nello Stretto di Hormuz. L'agenzia britannica per la sicurezza marittima Ukmto ha riferito che non si registrano vittime. "L'equipaggio ha riferito di aver udito un'esplosione nelle immediate vicinanze della nave. La nave e l'equipaggio sono tutti al sicuro", ha comunicato l'agenzia, precisando che l'incidente è avvenuto a circa 20 miglia nautiche a nord-est della città omanita di Khasab, senza indicarne le cause.

(Adnkronos) - "Voglio dare all'Iran un'ultima possibilità prima della decapitazione". Lo detto il presidente americano Donald Trump, rispondendo dallo Studio Ovale a una domanda sui ripetuti ultimatum rivolti all'Iran. "E' molto difficile fare quello che abbiamo pianficato. Sono orgoglioso di dare possibilità alle persone. E' una mossa importante - ha spiegato - Mi hanno chiamato e mi hanno detto: 'Ti prego, non attaccare. Faremo un accordo'. Questa è la verità, e lo sanno tutti. Chi non avrebbe chiamato?".
Dal suo Studio Ovale, il presidente americano ha definito quello attuale come un momento decisivo per raggiungere un'intesa, sostenendo che i colloqui sono in corso e che la riapertura dello Stretto di Hormuz potrebbe arrivare rapidamente. "I colloqui con l'Iran sono in corso proprio adesso. È una cosa incredibile", ha detto, smentendo le indiscrezioni secondo cui il confronto diplomatico sarebbe in fase di stallo. "Questa volta non lo negano - ha aggiunto - Ma per qualche motivo, quando parlano, gli iraniani non amano dire che stanno parlando". "Questa è l'ultima chance per loro di firmare un buon documento", ha aggiunto.
Il presidente americano ha quindi indicato lo Stretto di Hormuz come uno dei principali dossier sul tavolo. "Stiamo parlando di aprire completamente lo Stretto di Hormuz entro domani", ha affermato dallo Studio Ovale, spiegando che "i colloqui procederanno rapidamente, in un senso o nell’altro. Non è una questione molto complessa".
Trump ha poi precisato che, dopo la questione della navigazione nello Stretto, il confronto riguarderà anche il programma nucleare iraniano: "Poi parleremo della capacità nucleare dell'Iran", ha chiarito.
Teheran dovrà scegliere tra "accordo o resa totale", ha detto Trump in un post su Truth Social, all'indomani dell'annuncio di una ripresa dei colloqui con Teheran, smentita dalla controparte. "In Iran non arriva nulla, a meno che non lo vogliamo noi, e nulla arriverà, a meno che non si giunga a un accordo o a una resa totale - si legge nel post - Che l'Iran voglia ammetterlo o meno, stiamo, di fatto, parlando di una soluzione a un problema che loro stessi hanno causato, per decenni".
In precedenza il presidente americano aveva definito "incredibilmente ipocrita" la leadership iraniana. "Chiedono un incontro - alcuni direbbero addirittura che 'supplicano' di averlo - quindi inizano, con altri in programma nell'immediato futuro, e poi affermano, apertamente e con orgoglio, che non stanno conducendo alcuna discussione, che non si sta parlando di nulla e che stanno trattando solo con 'l'Oman'", ha scritto Trump. "Proseguono poi con le loro solite chiacchiere, affermando che lo Stretto di Hormuz sarà gestito con fermezza da loro, quando in realtà è già completamente controllato dalla Marina degli Stati Uniti e dal nostro 'blocco' o, come alcuni lo definiscono, 'il muro d'acciaio degli Stati Uniti!'", ha aggiunto.
Le dichiarazioni arrivano dopo che, a bordo dell'Air Force One, Trump aveva annunciato l'avvio di nuovi negoziati a partire da oggi, lunedì 3 agosto, sostenendo di aver sospeso un attacco contro la Repubblica islamica, pianificato insieme a Israele, per favorire una soluzione diplomatica. "Naturalmente non vogliono essere attaccati. Conoscevano la portata di quell'attacco perché lo hanno visto prendere forma... Ciò che stiamo facendo ora è dialogare con loro attraverso un negoziato. Inizia domani pomeriggio (lunedì, ndr)", aveva dichiarato il presidente americano.
Trump aveva inoltre spiegato che sia l'Iran sia gli alleati degli Stati Uniti nella regione - Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Qatar - avevano chiesto di rinviare l'operazione militare.
"Quando gli alleati chiedono di annullare l'operazione, devi dire: 'Beh, vediamo'. E il motivo per cui lo chiedono è che ritengono possibile un accordo", aveva affermato, aggiungendo che "c'è un accordo sullo Stretto di Hormuz e poi ce ne sarà uno sul nucleare, o meglio sulla denuclearizzazione dell'Iran". Trump ha infine sostenuto che il piano militare avrebbe rappresentato "il più grande attacco dalla Seconda Guerra Mondiale".
La versione della Casa Bianca è stata però ridimensionata da funzionari statunitensi, che alla Cbs hanno riferito che non sono previsti nuovi negoziati tra Washington e Teheran. Restano invece aperti i contatti già in corso tra l'inviato speciale per il Medio Oriente Steve Witkoff, Jared Kushner, il team negoziale americano e i rappresentanti iraniani, attraverso la mediazione di Paesi terzi.
Anche Teheran ha escluso colloqui diretti con gli Stati Uniti. "Per evitare qualsiasi equivoco, è importante chiarire su cosa vertono gli attuali negoziati e con chi si svolgono. Al momento non stiamo negoziando con gli Stati Uniti - ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei - I nostri negoziati con l'Oman sono incentrati sul raggiungimento di un'intesa che garantisca il passaggio sicuro delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz".
Baghaei ha aggiunto che l'intesa con l'Oman sulla navigazione non equivale alla riapertura dello Stretto e che, finché continuerà quella che Teheran definisce l'"aggressione" americana, la situazione resterà invariata.
Intanto, l'annuncio di Trump ha avuto immediate ripercussioni sui mercati energetici. Nelle contrattazioni asiatiche il Brent è sceso del 4,69% a 83,81 dollari al barile, mentre il Wti ha perso il 4,67%, attestandosi a 80,72 dollari.
Nella notte, inoltre, un'esplosione è stata segnalata nelle vicinanze di una petroliera nello Stretto di Hormuz. L'agenzia britannica per la sicurezza marittima Ukmto ha riferito che non si registrano vittime. "L'equipaggio ha riferito di aver udito un'esplosione nelle immediate vicinanze della nave. La nave e l'equipaggio sono tutti al sicuro", ha comunicato l'agenzia, precisando che l'incidente è avvenuto a circa 20 miglia nautiche a nord-est della città omanita di Khasab, senza indicarne le cause.

(Adnkronos) - Prima il programma condiviso da tutta la coalizione, poi le primarie per scegliere il candidato alla guida del centrosinistra. Elly Schlein replica così alle parole del leader del M5S Giuseppe Conte sul percorso verso le prossime elezioni, ribadendo la linea del Partito Democratico sul futuro del campo largo. Il tema è tornato al centro del dibattito da ieri, dopo le dichiarazioni del leader M5S sul 'nodo Ucraina' e in generale sul tema delle posizioni relative alla politica estera. "Il nodo ucraina? Lo scioglieremo con le primarie", le parole di Conte PiazzAsiago.
La segretaria dem, inoltre, invita a spostare il confronto dai rapporti interni all'opposizione ai temi sociali, rilanciando la proposta unitaria sul congedo parentale paritario. "Non funziona così. Prima il programma condiviso da tutta l'alleanza e poi le primarie, perché chi le vince deve guidare tutta la coalizione, non soltanto il proprio partito", afferma Schlein rispondendo a una domanda del Tg3 sulle dichiarazioni di Conte.
La leader del Pd prova quindi a raffreddare le tensioni tra gli alleati: "Ma adesso non perdiamoci in discussioni tra di noi. Concentriamoci sui fallimenti di questo Governo e sulle nostre proposte concrete".
Tra queste, Schlein richiama la proposta sottoscritta da tutte le opposizioni sul congedo parentale paritario: "Abbiamo firmato tutti una proposta per sostenere milioni di famiglie italiane con cinque mesi di congedo pagati al 100% per entrambi i genitori". Un tema che il Pd continua a indicare come prioritario dopo la bocciatura parlamentare della misura da parte della maggioranza nei mesi scorsi, nonostante il sostegno unitario delle forze di opposizione.

(Adnkronos) - Il futuro di Rafael Leao è sempre più incerto. Il numero 10 rossonero ha espresso in più occasioni, nelle ultime settimane, il desiderio di lasciare il Milan per cimentarsi in una nuova avventura. Questione di stimoli per rimettersi in gioco, insomma, per l'attaccante portoghese. Ma qual è la situazione di mercato ad oggi, lunedì 3 agosto? Il giocatore, reduce dal Mondiale con il Portogallo, ha ricevuto negli ultimi giorni due proposte dalla Turchia, da Fenerbahce e Galatasaray, rifiutandole entrambe.
Il motivo? Come riportato da Sky Sport, l'idea di Leao è sempre quella di lasciare il Diavolo, ma per una destinazione più allettante, magari una squadra di Premier League o Liga. Per ricominciare in un campionato di alto livello e magari giocare di nuovo la Champions League. L'idea del Milan è chiara: Leao può partire, ma per una cifra non inferiore ai 40 milioni. Vista l'assenza di offerte importanti, al momento non è però da escludere una sua permanenza in rossonero.

(Adnkronos) - "I miei reni stavano cedendo, i miei organi avevano semplicemente smesso di funzionare. Le persone venivano a salutarmi". Con queste parole Phil Collins ha raccontato di aver rischiato la vita a causa della sua dipendenza dall'alcol. In un'intervista al quotidiano britannico "The Times", il musicista ex frontman dei Genesis ha ripercorso il drammatico ricovero che lo ha tenuto per mesi in un ospedale svizzero.
Il cantante e batterista britannico, 75 anni, ha spiegato di non ricordare quei momenti: "Non avevo idea di cosa stesse accadendo. Tutti erano convinti che non mi avrebbero più rivisto". Al suo fianco, secondo il quotidiano, c'erano i figli Joely, Lily, Simon, Nicholas e Matthew.
Secondo "The Times", Collins era stato ricoverato una prima volta nel novembre 2023. Dopo essere stato dimesso poco prima di Natale, le sue condizioni si sarebbero nuovamente aggravate, rendendo necessario un secondo ricovero in terapia intensiva. Complessivamente, il musicista avrebbe trascorso circa sette mesi in ospedale. All'origine della crisi ci sarebbe un consumo di alcol ormai fuori controllo. "Bevevo vino appena sveglio. Era quello che volevo per colazione: un bicchiere di vino", ha raccontato Collins, aggiungendo di considerarsi fortunato per essere sopravvissuto. "Da allora non ho più bevuto una sola goccia di alcol". Il musicista vive oggi da solo in Svizzera, assistito da un'infermiera. Nonostante le difficoltà, ha confidato di desiderare ancora una relazione: "Mi piacerebbe innamorarmi ancora. Vorrei avere una relazione. Mi piacerebbe baciare qualcuno, anche solo le cose più semplici". Phil Collins è stato sposato tre volte ed è padre di cinque figli, tra cui l'attrice Lily Collins. Nella sua autobiografia aveva già raccontato di essersi rifugiato nell'alcol dopo il divorzio dalla moglie svizzera Orianne nel 2006. (di Paolo Martini)

(Adnkronos) - Folla oggi nella chiesa di Sant’Ambrogio a Milano per i funerali di Don Antonio Mazzi, il fondatore della comunità Exodus morto venerdì scorso all’età di 96 anni. Tra i presenti, il sindaco Giuseppe Sala, il prefetto Claudio Sgaraglia e l’ex agente dei vip, Lele Mora. A rendere l'ultimo saluto al religioso anche il presidente del Gruppo Rcs, Urbano Cairo, il presidente dell’Inter, Giuseppe Marotta, e don Luigi Ciotti.
Per lui niente composizioni floreali appariscenti sulla bara: ad accompagnare il feretro all'ingresso in basilica è solo un girasole, tra la commozione de presenti. Al termine delle esequie sono state le note di Io Vagabondo dei Nomadi, cantata dagli amici e collaboratori di Exodus, a dare l’ultimo saluto a don Antonio Mazzi. Sulla bara, poco prima che lasciasse il piazzale della chiesa, è stata deposta una maglia della Curva Sud del Milan.
“C’è una parola che risuona in questa abbazia e che don Antonio apprezzava: è 'ciao'. Oggi qui comprendiamo che quel ciao non era una semplice parola, era il riassunto del suo Vangelo”. È stato il ricordo di don Massimiliano Parrella durante l’omelia pronunciata in occasione dei funerali del religioso. “Dietro quel ciao - ha proseguito - c’era tutto, il detenuto che non voleva più il suo futuro, l’operatore, il tossicodipendente, un dio che non chiude mai la porta a nessuno. Oggi non ti salutiamo guardando indietro, ma guardando avanti perché il tuo ciao non chiude una storia, ma ne apre infinite altre”. Quindi ha concluso. “Ciao don Antonio, proveremo a credere in chi non crede più, proveremo a costruire avamposti. Chiameremo figli quelli che il mondo chiama falliti, per tutti. E quando un giorno ci chiederanno cosa ci ha lasciato don Antonio, risponderemo che ci ha lasciato una vita, la sua, ma anche una parola piccola come un saluto ma grande come il Vangelo: 'ciao".
Tra i presenti, anche Don Luigi Ciotti: “Mi pare di dire di lui che ha fatto davvero un grande percorso educativo. È stata la testimonianza cristiana che ha portato, evangelica, ma anche la responsabilità civile. Tre parole sono fondamentali nel Vangelo: speranza, giustizia, accoglienza. Lui ha testimoniato questo con Exodus. La nostra amicizia è stata saldare assieme la terra con il cielo”, ha detto alla fine della funzione.
Don Antonio Mazzi “ha interpretato il vero valore cristiano del perdono ed è sempre riuscito ad accompagnare coloro che sono caduti e metterli sulla retta via. È una persona a cui dobbiamo tanta riconoscenza e che ci dobbiamo sempre portare nel cuore”, è stato invece il commento del presidente dell’Inter, Giuseppe Marotta, a margine del funerale del religioso, mentre Lele Mora lo ha definito “un secondo padre”. La salma verrà ora trasportata al tempio crematorio del cimitero di Lambrate.

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Tutto pronto per l'avvio della 28/a edizione del Festival dei
Tacchi, rassegna di teatro contemporaneo e arti performative
organizzata dalla compagnia cagliaritana Cada Die Teatro diretta ,
tra i paesi di Jerzu e Ulassai. Tema di questa edizione, In corsa
con il coraggio.
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(Adnkronos) - Il Marocco ha effettivamente intitolato un’autostrada a Donald Trump. Dopo la promessa, ecco la conferma del re Mohammed VI, che in una lettera indirizzata al leader americano ha definito la scelta "un'espressione personale della mia alta stima".
L'arteria, lunga 1.055 chilometri, finora portava il nome 'Tiznit-Dakhla': si tratta di un’autostrada che collega il nord e il sud del Paese, attraversando anche il Sahara. La notizia era stata anticipata nei giorni scorsi dallo stesso Trump, che sul social Truth aveva ringraziato il sovrano per il 'dono'. In quell'occasione, però, non era arrivata alcuna conferma ufficiale da parte delle autorità marocchine. A chiarire la vicenda è stata l'agenzia di stampa statale del Marocco, che ha pubblicato la lettera del re del 2 luglio.
Nel messaggio, Mohammed VI ha voluto sottolineare il ruolo svolto da Trump durante il suo primo mandato alla Casa Bianca, ricordando il riconoscimento, nel 2020, della sovranità marocchina sul Sahara Occidentale. "Lo storico riconoscimento della sovranità del Marocco sul suo Sahara rimarrà per sempre impresso nella memoria dei marocchini, di generazione in generazione", scrive il sovrano, aggiungendo che le relazioni tra Rabat e Washington "non sono mai state così vigorose e fruttuose come durante i vostri due mandati presidenziali".
Nel post pubblicato su Truth, Trump ha condiviso anche un video della strada, il cui costo viene stimato in circa un miliardo di dollari, commentando: "Non vedo l'ora di percorrere un giorno, si spera presto, tutta questa grande autostrada!".

(Adnkronos) - Sal Da Vinci è finito nella bufera per un video diventato virale sui social in cui, durante un suo concerto, abbraccia e bacia una bambina con disabilità. Il video girato in piazza ad Adrano, nel Catanese, mostra il cantautore napoletano mentre prende in braccio una bambina, la bacia sulla fronte e la presenta al pubblico, visibilmente commosso.
Il pubblico presente ha accolto il gesto con calore e applausi, ma il video sui social ha scatenato una grossa polemica. C'è chi ha interpretato il comportamento del cantante come un gesto sincero di affetto. E chi invece lo ha criticato puntando il dito contro questi gesti di 'spettacolarizzazione'. L'episodio è stato ritenuto da molti inopportuno e giudicato di cattivo gusto.
Tra i commenti sotto al video anche quello di una mamma di una ragazza con disabilità: "Scena di cattivo gusto! Sono mamma di una ragazza disabile ma non sopporto la spettacolarizzazione. Poteva avvicinarsi alla ragazza e farsi magari una foto se sua fan! Bisogna sempre pensare che sono prima di tutto persone e vanno rispettate come tali avrebbe preso in braccio una ragazza normale e l’avrebbe sbaciucchiata in quel modo? L’approccio verso la disabilità purtroppo la maggior parte delle volte è sbagliato!".
(Adnkronos) - Dopo le edizioni ospitate nei principali luoghi istituzionali della Capitale, l’Italia Green Film Festival inaugura la sua prima Summer Edition e sceglie Carloforte, sull’Isola di San Pietro, come sede della manifestazione in programma dal 6 all’8 agosto. Tre giornate dedicate al cinema, alla sostenibilità e ai temi sociali, con proiezioni, incontri, mostre, spettacoli e momenti di approfondimento.
L’annuncio della tappa estiva era stato anticipato lo scorso aprile alla Camera dei Deputati dalla direttrice esecutiva del Festival, Silvia Armeni. “L’Isola di San Pietro rappresenta una scelta naturale per il nostro progetto - afferma - È una realtà riconosciuta per la sua attenzione alla sostenibilità e alla tutela della biodiversità, caratteristiche che la rendono il luogo ideale per ospitare una manifestazione dedicata alla sensibilizzazione ambientale e sociale”.
Per il fondatore e direttore artistico Pierre Marchionne, la scelta di Carloforte va oltre l’aspetto paesaggistico: “Abbiamo voluto privilegiare un luogo lontano dai grandi circuiti mondani, capace di offrire uno spazio di riflessione sul rapporto tra uomo, natura e cultura. Il Festival vuole essere un’occasione per ritrovare il valore dell’incontro, del dialogo e delle emozioni condivise, promuovendo quello che definiamo un nuovo umanesimo”.
Il programma comprende la mostra fotografica 'Attraverso i nostri occhi' di Alessandra Cossu, dedicata al tema del randagismo e sostenuta dall’attrice Caterina Murino, i Green Talk con la maestra del bisso Chiara Vigo e con il biologo marino Piero Addis, la presentazione della serie Sardinia Green Trip prodotta dalla Sardegna Film Commission e le proiezioni dei film Milarepa di Louis Nero e La terra delle donne di Marisa Vallone, entrambi realizzati in Sardegna e già premiati nelle precedenti edizioni del Festival.
In calendario anche laboratori di EcoArte per bambini, spettacoli, musica, danza e il gala conclusivo 'Return to Human - L’Arte che sostiene la Vita', condotto da Anthony Peth, con una raccolta fondi destinata alla Croce Azzurra di Carloforte. Durante la manifestazione saranno inoltre conferiti riconoscimenti al divulgatore scientifico Roberto Giacobbo, alla conduttrice televisiva Tessa Gelisio per il suo impegno ambientale e all’attore Hal Yamanouchi, che riceverà il Premio alla Carriera. Premi anche ad alcune eccellenze artistiche della Sardegna, tra cui Jacopo Cullin, Gianluca Medas, Paolo Lubinu e Sabina Zicconi.
L’Italia Green Film Festival - Carloforte 1st Summer Edition è realizzato con il contributo del Comune e della Pro Loco di Carloforte e con il patrocinio della Regione Sardegna, della Provincia del Sulcis Iglesiente, del Wwf e di numerosi enti e associazioni del territorio.

(Adnkronos) - La sensazione è quella di avere un arto pesante o perennemente gonfio, teso. Un singolo braccio o una gamba, spesso fino alla mano o al piede. Non è raro che questi sintomi vengano trascurati. Ma, insieme ad altri segni clinici caratteristici, potrebbero essere delle 'spie' di linfedema, una malattia molto diffusa, degenerativa, dovuta a un malfunzionamento del sistema linfatico che porta all'accumulo localizzato di linfa (acqua e proteine).
A soffrirne - secondo quanto riporta un focus online del Gruppo San Donato - è circa 1 persona su 20, fino a 300 milioni in tutto il mondo. Solo in Italia si stimano intorno a 40mila nuovi casi all'anno, in particolare donne tra i 30 ed i 40 anni. Conoscere le caratteristiche di questa patologia di cui si parla poco è importante, evidenziano gli esperti, per consentire un intervento precoce e in grado di prevenire la progressione. E, sempre a questo fine, è importante distinguere correttamente questa condizione da altre con le quali si fa spesso confusione. Per esempio il lipedema, che come il linfedema è una patologia cronica e progressiva, ma è dovuta a un accumulo anomalo e generalmente simmetrico di grasso sottocutaneo negli arti (entrambe le braccia o gambe, senza interessare di solito mani e piedi), mentre il linfedema riguarda il sistema linfatico.
Nelle fasi iniziali, il gonfiore che caratterizza il linfedema si riassorbe dopo il riposo notturno, poi con l'avanzare della malattia diventa permanente e può aggravarsi fino ad essere disabilitante. Col trascorrere del tempo, infatti, la parte edematosa (gonfia) si indurisce e si infiamma, provocando fastidio, dolore, deficit funzionale. "Esistono diversi gradi di gravità del linfedema", chiarisce nel focus Corrado Campisi, chirurgo plastico, ricostruttivo ed estetico, Palazzo della Salute-Wellness Clinic. "La stadiazione o classificazione si basa su criteri clinici e diagnostico-strumentali", tra cui "l'entità e consistenza dell'edema; l'andamento clinico della malattia; la variazione nel corso della giornata e in relazione alla posizione; le alterazioni cutanee correlate". E' poi utile "la misurazione e la comparazione del volume degli arti che permettono di stabilire la gravità del quadro clinico".
A cosa è necessario fare attenzione? Il linfedema, segnalano gli esperti, provoca un senso di tensione e gonfiore e nelle forme più avanzate ulcerazioni, infezioni e lesioni della pelle. All'inizio, fra le spie si può osservare che, dopo aver premuto con un dito per pochi secondi sull'arto interessato, compare una fossetta che rimane sulla pelle. Quando poi la situazione peggiora fra le altre cose può comparire un inspiegabile ispessimento della cute. La malattia può evolvere da fase latente (0) a forme avanzate in cui l'arto si deforma (stadio III, elefantiasi).
Le cause possono essere varie, a seconda che i linfedemi siano primari (congeniti, precoci o tardivi) o secondari (spesso correlabili ad un trattamento oncologico). "Il linfedema primario - spiega Campisi - è su base congenita: dovuto ad una malformazione e quindi ad un malfunzionamento dei vasi linfatici o dei linfonodi". Questo tipo di linfedemi si classificano come "primari congeniti sporadici o ereditari (già presenti dalla nascita); primari precoci (che compaiono prima dei 35 anni); primari tardivi (che compaiono dopo i 35 anni)". Il linfedema secondario, invece, insorge più frequentemente a seguito di interventi chirurgici per patologia tumorale. Nel caso delle donne, per esempio, è molto frequente in seguito al trattamento di un tumore del seno (dopo asportazione dei linfonodi ascellari e radioterapia) o dell'utero (dopo asportazione dei linfonodi pelvici). Negli uomini, invece, è molto frequente in seguito al trattamento del tumore prostatico. Oltre a questi tipi di linfedema ci sono anche altre categorie, per esempio quelli "di origine parassitaria; post-attinici; correlati ad insufficienza venosa cronica degli arti inferiori; associati a problematiche sistemiche, ad esempio cardiache, epatiche, stato anasarcatico; post traumatici", elenca Campisi.
Alla diagnosi si arriva "nella maggior parte dei pazienti attraverso un esame clinico e l'anamnesi", dice l'esperto. A questi passaggi, aggiunge, si associano poi "indagini strumentali specifiche, tra cui la linfoscintigrafia, che permette di studiare adeguatamente il sistema linfatico; valutare la compromissione del circolo linfatico profondo e/o superficiale; porre una corretta indicazione chirurgica". Esistono infine esami di secondo livello che si eseguono a seconda di ogni singolo caso specifico.
Quali sono i trattamenti possibili? Buoni risultati si ottengono bilanciando terapia fisica decongestionante e chirurgia. "L'associazione di metodiche fisiche manuali e/o meccaniche di drenaggio, decongestionanti e farmacologiche offre la possibilità di un miglioramento significativo", assicura Campisi. L'arco dei trattamenti - si elenca in un altro focus Gsd con gli esperti Pierdenisa Giardini, Andrea Menozzi e Massimo Soresina, rispettivamente medico internista e chirurghi plastici in forze al Centro per la diagnosi e il trattamento del linfedema della Casa di cura La Madonnina - va dalla terapia conservativa di tipo medico e fisioterapico (che prevede il drenaggio linfatico manuale per favorire il deflusso della linfa, associato a bendaggi compressivi, tutori, esercizi terapeutici personalizzati), a interventi fisiologici in microchirurgia, fino ad approcci chirurgici come gli interventi ablativi (riduttivi) per ridurre volume e peso dell'arto colpito in stato avanzato, rimuovendo il tessuto in eccesso, soprattutto quando fibrotico. L'attività fisica può aiutare, ma sono da evitare allenamenti estremi e non progressivi che possono aumentare gonfiore e infiammazione e peggiorare i sintomi.

(Adnkronos) - Gianni Infantino "supplica" Donald Trump ma non riceve segnali dalla Casa Bianca. Il presidente della Fifa è sempre più sotto pressione dopo il naufragio del controverso progetto di apertura a investitori privati. Di fronte all'opposizione della Uefa e alle forti perplessità espresse dalle confederazioni asiatica (Afc) e americana (Concacaf), il presidente della Fifa - secondo il New York Post - starebbe cercando il sostegno dell'amministrazione Trump per mantenere salda la propria posizione al vertice del calcio mondiale.
Secondo quanto riferito da fonti al quotidiano, Infantino avrebbe in programma in giornata un colloquio telefonico privato con il segretario di Stato americano Marco Rubio. Ufficialmente, al centro della conversazione ci sarebbe il ruolo del calcio come strumento di soft power per gli Stati Uniti. Secondo fonti vicine alla vicenda, tuttavia, l'obiettivo reale del dirigente italo-svizzero sarebbe ottenere una sponda politica per difendere la propria posizione. Infantino si sentirebbe infatti "isolato" a causa delle durissime critiche seguite al fallimento del piano, che prevedeva di affidare a investitori privati una quota delle attività commerciali legate ai Mondiali.
Il Dipartimento di Stato, però, smentisce tutto. Dylan Johnson, assistente del segretario di Stato per gli affari pubblici globali, smentisce su X le indiscrezioni del New York Post che "dovrebbe verificare le proprie fonti o... avrebbe potuto semplicemente chiederlo a noi".

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