
(Adnkronos) - C’è un fermo per i colpi di pistola ad aria compressa sparati contro un uomo e una donna al termine del corteo per il 25 aprile nei pressi di Parco Schuster a Roma. Si tratta di un ventenne della Comunità ebraica perquisito ieri sera intorno alle 20 e ora in stato di fermo. La Digos, che aveva immediatamente acquisito le immagini delle telecamere della zona e sentito i testimoni, ha individuato dopo le indagini coordinate dalla procura di Roma il presunto autore del gesto, che a bordo di uno scooter, con giacca mimetica e casco integrale, ha sparato almeno tre colpi contro i due manifestanti, che avevano attorno al collo il fazzoletto rosso dell’Anpi.
L'uomo è stato ferito vicino al collo e alla guancia mentre la donna alla spalla. Entrambi hanno riportato lievi escoriazioni e sono stati medicati dal 118 sul posto.
(Adnkronos) - "Se non fosse per noi, parlereste francese". Re Carlo III alla Casa Bianca punge Donald Trump nella cena ufficiale. Il sovrano, nel suo discorso, ricorda le recenti dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti: "Ha detto che, se non fosse per gli Stati Uniti, i paesi europei parlerebbero tedesco", in riferimento alla Seconda Guerra Mondiale. "Oserei dire che se, non fosse per noi, voi parlereste francese", la replica che richiama le origini degli Usa. Risultato: risate e applausi della sala. L'unico volto vagamente perplesso? Quello di Trump...

(Adnkronos) - L'inchiesta arbitri che sta sconvolgendo la Serie A è a un bivio. L'ormai ex designatore Gianluca Rocchi, autosospesosi dopo aver ricevuto nei giorni scorsi l'avviso di garanzia con l'accusa di concorso in frode sportiva e, in particolare, di aver scelto arbitri "graditi all'Inter", ha deciso di non presentarsi all'interrogatorio con i pm della Procura di Milano giovedì 30 aprile, quando era fissato il suo invito a comparire. A confermarlo è stato l'avvocato dell'ex arbitro Antonio D'Avirro all'Adnkronos: "Rocchi non si presenterà in Procura a MIlano. Lui si sarebbe anche presentato, però sono io che allo stato ritengo di non potercelo portare, non avendo conoscenza del fascicolo delle indagini preliminari, quindi ritengo di non esser in grado di svolgere efficacemente il mandato difensivo".
D'Avirro ha quindi spiegato le motivazioni dietro la decisione di Rocchi di non presentarsi per l'interrogatorio in Procura: "Non posso portare una persona all'interno di un interrogatorio senza sapere quali sono gli elementi d'accusa. Un domani, quando chiuderanno le indagini, avrò a disposizione gli atti del processo, e a quel punto avrò il quadro chiaro della situazione e quindi ce lo porterò. Oggi no".
"Poteva andare e avvalersi della facoltà di non rispondere? Sì, ma ho comunicato al pubblico ministero che Rocchi intendeva avvalersi della facoltà di non rispondere e quindi da lui siamo stati dispensati dal fare un viaggio inutile a Milano", ha concluso il legale.
Al centro dell'indagine c'è anche un presunto incontro che Rocchi avrebbe avuto a San Siro il 2 aprile 2025 e in cui avrebbe deciso gli arbitri "graditi all'Inter" da designare. "Si può capire con chi parla. Il focus è quello del mondo arbitrale", è la frase, più o meno esplicita, che gli inquirenti riferiscono a chi chiede di dare un volto ai due-tre presunti ignoti al centro di uno degli episodi centrali dell'inchiesta affidata al pubblico ministero Maurizio Ascione.
La sera del 2 aprile 2025, mentre a San Siro andava in scena la semifinale d’andata di Coppa Italia tra Milan e Inter (finita in parità) si sarebbe svolto il presunto "vertice" che, a dire di chi indaga, coinvolgerebbe Rocchi e altri fischietti. Restano cinque gli indagati - oltre a Rocchi, il supervisore Var Andrea Gervasoni e gli assistenti Luigi Nasca e Rodolfo Di Vuolo; Daniele Paterna è accusato di falsa testimonianza - , così come cinque sono le partite su cui si concentra il fascicolo che prende forma nell'ottobre del 2024.
Secondo l’ipotesi accusatoria, il designatore Rocchi (autosospeso) avrebbe agito "in concorso con più persone" al Meazza per "combinare" o "schermare" la designazione dell’arbitro Daniele Doveri per la semifinale di ritorno di Coppa Italia del 23 aprile. L’obiettivo, secondo gli inquirenti, sarebbe stato di evitare all'Inter un direttore di gara 'sgradito', così da avere abbinamenti più favorevoli in gare di maggiore interesse, sia in Coppa Italia che in campionato. Il 5 aprile, pochi giorni l'incontro 'sospetto', Doveri viene designato per Parma-Inter in campionato, mentre per Bologna-Inter del 20 aprile la scelta cade su Andrea Colombo ritenuto 'gradito' ai nerazzurri.
Intanto ecco nuova carne al fuoco. I riflettori si sono infatti accesi su uno degli episodi più contestati dello scorso campionato: il mancato rigore concesso all'Inter nella sfida contro la Roma nonostante un'evidente trattenuta di Ndicka su Bisseck. Anche se al momento il match di San Siro non fa parte delle partite citate nell'inchiesta, Repubblica riporta una testimonianza su un presunto dialogo 'sospetto' in sala Var.
Durante il check del Var sul contatto Ndicka-Bisseck infatti, il Var Di Bello avrebbe risposto "fatti i fatti tuoi" all'assistente Var Marco Piccinini, che indicava l'evidente fallo sul difensore nerazzurro. Il tutto, secondo la testimonianza, sarebbe avvenuto su indicazione diretta del supervisore Andrea Gervasoni, anche lui indagato e autosospesosi.
Al centro dell'inchiesta, che in molti hanno già definito una "nuova Calciopoli", ci sono al momento soltanto esponenti del mondo arbitrale. Il primo a ricevere avviso di garanzia è stato, come detto, il designatore Gianluca Rocchi, che ha poi deciso di autosospendersi dal suo incarico, seguito dal supervisore Var, anch'egli autosospesosi, Andrea Gervasoni.
A loro si sono aggiunti l'assistente Daniele Paterna, al centro della bufera per un rigore prima negato e poi concesso, secondo l'accusa dopo pressione diretta di Rocchi, in Udinese-Parma, e altri due assistenti alla sala Var, ovvero Rodolfo Di Vuolo e Luigi Nasca. Il sospetto, in ogni caso, è che altri assistenti Var siano indagati, ma al momento resta un mistero l'identità, così come resta il giallo sulle persone "in concorso" che avrebbero, secondo i capi d'imputazione, contribuito ad alcune designazioni arbitrali 'pilotate' di fischietti che sarebbero stati graditi all'Inter.
Per l'accusa Rocchi avrebbe combinato, con altri soggetti al momento non precisati, la designazione dell’arbitro Andrea Colombo (gradito all'Inter, a dire di chi indaga) per la partita Bologna-Inter dell’aprile 2025, vinta dai rossoblù 1-0. Altrettanto avrebbe fatto con la designazione del direttore di gara Daniele Doveri per la semifinale di Coppa Italia tra Milan e Inter, in modo da evitare per l'eventuale finale e per le partite successive di campionato la designazione dello stesso arbitro, ritenuto in questo caso poco gradito ai nerazzurri.
Inoltre, come detto, in occasione della partita Udinese-Parma del primo marzo 2025 avrebbe violato il protocollo Var, che prevede l'autonomia delle sale di Lissone, bussando e inducendo la chiamata all’On field review dell’arbitro Fabio Maresca ai fini dell’assegnazione del rigore all’Udinese. Sotto la lente d'ingrandimento degli inquirenti ci sarebbero inoltre presunte pressioni sul Var in occasione di alcune partite, Inter-Verona della stagione 2023-24 (quella della gomitata di Bastoni a Duda, ndr) e Udinese-Parma dello stesso campionato. Tra le carte della Procura non ci sarebbero invece partite legate alla stagione in corso.
Andrea Gervasoni, supervisore Var, è indagato sempre per frode sportiva perché durante il match Salernitana-Modena (8 marzo 2025) avrebbe fatto pressione sull'addetto Var Luigi Nasca. Nasca compare anche in un altro episodio (insieme a Rodolfo Di Vuolo) cioè in Inter-Verona del 6 gennaio 2024, partita caratterizzata dalla presunta gomitata del nerazzuro Bastoni a Duda e dal mancato fischio del direttore di gara. Paterna, invece, era Var in una delle partite che compaiono nell'avviso di garanzia mandato a Rocchi: Udinese-Parma.
Sulla questione è intervenuto anche il presidente dell'Inter Giuseppe Marotta: "Noi non abbiamo arbitri graditi o non graditi", ha detto ieri il numero uno del club nerazzurro a Sky Sport, prima della partita di campionato contro il Torino, "sappiamo di aver agito nella massima correttezza, questo è il dato più importante che deve tranquillizzare tutti". Sotto i riflettori, c'è anche un presunto incontro sugli arbitri graditi e sgraditi all'Inter.
"Nella scorsa annata, non lo dico per lamentarmi, abbiamo oggettivamente avuto decisioni avverse anche acclarate, mi riferisco ad esempio al rigore di Inter-Roma. Sono tranquillo, siamo estranei e lo saremo in futuro. Se ci aspettatiamo che qualcuno venga ascoltato? Sono stato molto chiaro, non ho nulla da aggiungere”.

(Adnkronos) - L'Iran è sommerso da così tanto petrolio invenduto "che sta cercando affannosamente nuovi modi per stoccarlo, nella speranza di evitare un paralizzante arresto della produzione, mentre il blocco navale statunitense blocca le sue esportazioni e i negoziati per porre fine alla guerra rimangono in una fase di stallo". E' quanto scrive il 'Wall Street Journal' sottolineando che Teheran "sta riattivando siti abbandonati, utilizzando container improvvisati e cercando di spedire il greggio su rotaia verso la Cina" per far fronte al troppo greggio. "Queste misure insolite - scrive il quotidiano economico Usa - puntano a ritardare una crisi infrastrutturale e a smorzare la pressione di Washington" in un momento di stallo nello Stretto di Hormuz.
La guerra tra Stati Uniti e Iran, rileva il 'Wsj', "si è trasformata in una corsa per vedere se a cedere per prima sarà l’industria petrolifera di Teheran o i consumatori globali di energia. Ogni barile che non può lasciare il Paese attraverso i normali canali di esportazione deve andare da qualche parte: in un serbatoio, su una nave, in un sito di stoccaggio improvvisato - o rimanere sottoterra. L'Iran spera di evitare il rischio di dover chiudere i rubinetti e aggravare le perdite di entrate, ha affermato Sanam Vakil, direttore del programma per il Medio Oriente e il Nord Africa presso Chatham House, un think tank londinese apartitico. 'La chiusura aumenterà la pressione e stimolerà i negoziati', ha detto Vakil".
Il blocco attuale ha ridotto drasticamente la quantità di petrolio che l’Iran, esportatore netto di energia, è riuscito a caricare sulle petroliere, ha affermato la società di analisi delle materie prime Kpler. "I carichi di greggio e condensati iraniani hanno registrato una media di 2,1 milioni di barili al giorno tra il 1° e il 13 aprile. Dall’introduzione del blocco sono stati osservati solo cinque carichi, facendo scendere la media a 567.000 barili al giorno tra il 14 e il 23 aprile. A febbraio, prima della guerra, l’Iran esportava in media 2 milioni di barili al giorno". Con capacità limitate di caricare greggio sulle navi, la compagnia petrolifera nazionale iraniana ha già iniziato a ridurre la produzione, sostiene Kpler. "I tagli alla produzione spesso iniziano prima che lo stoccaggio sia tecnicamente pieno, perché gli operatori devono preservare spazio nel sistema ed evitare pericolosi colli di bottiglia". Kpler stima che la produzione di greggio iraniano potrebbe diminuire di oltre la metà rispetto ai livelli attuali, fino a un intervallo compreso tra 1,2 e 1,3 milioni di barili al giorno entro metà maggio, se il blocco dovesse continuare.
Le scorte di petrolio dell’Iran, con il blocco, sono aumentate di 4,6 milioni di barili, raggiungendo circa 49 milioni di barili, sostiene Kpler che stima la capacità del Paese a 86 milioni di barili — o potenzialmente tra 90 e 95 milioni includendo diversi serbatoi di raffinerie al nord del Paese. "Tuttavia, vincoli operativi, limiti di sicurezza e fattori geografici fanno sì che gran parte di questa capacità potrebbe non essere utilizzabile.L’Iran ha utilizzato petroliere vuote per immagazzinare il petrolio in eccesso al largo. Nel Golfo sono ancora presenti diverse grandi petroliere con una capacità complessiva di circa 15 milioni di barili", sottolinea Kpler citato dal 'Wsj'.
Teheran, scrive il quotidiano economico Usa, "ha iniziato a utilizzare container e serbatoi dismessi nei poli petroliferi meridionali come Ahvaz e Asaluyeh. Alcuni di questi serbatoi erano stati a lungo evitati a causa delle loro cattive condizioni, ha riferito un funzionario petrolifero iraniano. L’Iran sta inoltre cercando di trasportare petrolio via ferrovia verso la Cina, ha dichiarato Hamid Hosseini, portavoce dell’unione degli esportatori di petrolio iraniani. Le infrastrutture ferroviarie collegano Teheran alle città cinesi di Yiwu e Xi’an".
Un’interruzione improvvisa della produzione, rileva il 'Wsj', "può danneggiare i giacimenti petroliferi più vecchi, in particolare quelli con bassa pressione o geologia fragile. Circa la metà dei giacimenti iraniani presenta una bassa pressione, rendendoli vulnerabili a perdite produttive di lungo periodo dopo eventuali stop, secondo la società di consulenza Rystad Energy".

(Adnkronos) - L'Europa, insieme a molte altre regioni del globo, è esposta a impatti climatici in aumento - da ondate di calore record, dal Mediterraneo all'Artico, sulla terraferma e in mare, a incendi devastanti, alla continua perdita di biodiversità mentre si sta riducendo la copertura nevosa e glaciale - con conseguenze per le società e gli ecosistemi in tutta Europa. E' quanto emerge dal rapporto European State of the Climate (Esotc) 2025, prodotto dal Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine (Ecmwf, European Centre for Medium-Range Weather Forecasts) che gestisce il Servizio relativo ai cambiamenti climatici di Copernicus, e dall’Organizzazione Mondiale della Meteorologia (Omm). A partire dagli anni '80, l'Europa si sta riscaldando a un ritmo doppio rispetto alla media globale, il che la rende il continente che si sta riscaldando più rapidamente sulla Terra.
CALDO RECORD - Nel dettaglio, nel 2025 quasi l'intero continente europeo (almeno il 95%) ha registrato temperature annuali superiori alla media. Le ondate di calore hanno colpito gran parte dell’Europa, dal Mediterraneo all’Artico. Un'ondata di caldo record durata tre settimane ha colpito la Fennoscandia subartica, con temperature nelle vicinanze e all'interno del Circolo Polare Artico che hanno superato i 30°C, con un picco di 34,9°C a Frosta, in Norvegia. Gran parte dell’Europa ha, inoltre, registrato un numero di giorni superiore alla media con stress termico almeno 'forte', con la Spagna meridionale e orientale che ha registrato fino a 50 giorni in più rispetto alla media con temperature percepite superiori a 32°C.
COPERTURA NEVOSA E GLACIALE - Temperature superiori alla media e precipitazioni inferiori alla media hanno portato a una significativa perdita di copertura nevosa e glaciale. Nel marzo 2025, l’area coperta da neve in Europa era di circa 1,32 milioni di chilometri quadrati (31%) al di sotto della media, equivalente all’area complessiva di Francia, Italia, Germania, Svizzera e Austria. Ciò ha segnato la terza estensione nevosa più bassa dall’inizio delle registrazioni nel 1983. Anche i ghiacciai hanno subito una perdita netta di massa, con l'Islanda che ha registrato la seconda maggiore perdita di massa di ghiaccio. Inoltre, la calotta di ghiaccio della Groenlandia ha perso 139 gigatonnellate (139 miliardi di tonnellate) di ghiaccio, circa 1,5 volte il volume immagazzinato in tutti i ghiacciai delle Alpi europee. Questa perdita di ghiaccio contribuisce all'innalzamento del livello globale dei mari - spiega il Rapporto - con ogni centimetro di aumento che espone ulteriori 6 milioni di persone al rischio di inondazioni costiere.
MARE - Nel 2025, la regione oceanica europea ha registrato la temperatura annuale della superficie del mare più alta di sempre, segnando il quarto anno consecutivo di caldo record; le ondate di calore marine sono state diffuse, interessando l’86% della regione oceanica europea. Sono state anche più intense, con il 36% della regione che ha vissuto condizioni ‘intense’ o ‘estreme’, la percentuale più alta mai registrata. L'intero Mar Mediterraneo ha registrato almeno un giorno con condizioni di ondate di calore marine 'forti' in ciascuno degli ultimi tre anni e, nel 2025, la temperatura media annuale della superficie del mare è stata la seconda più alta mai osservata.
SICCITA' E INCENDI - In tutta Europa, circa il 70% dei fiumi ha registrato portate inferiori alla media, mentre è stato uno dei tre anni più secchi per l’umidità del suolo dal 1992. A maggio, circa la metà dell’Europa (53%) è stata colpita da condizioni di siccità. Le condizioni di caldo e siccità hanno contribuito a un'attività record di incendi boschivi in tutta Europa. In totale, un'area record di circa 1.034.000 ettari (la superficie più estesa mai registrata) è andata a fuoco in tutta Europa - un'area più grande di Cipro - con le emissioni degli incendi boschivi che hanno raggiunto i livelli più alti mai osservati.
EVENTI ESTREMI - Durante l’anno, tempeste e inondazioni hanno colpito migliaia di persone in tutta Europa, sebbene le piogge estreme e le inondazioni siano state meno diffuse rispetto agli ultimi anni.
RINNOVABILI - Nel 2025 le fonti rinnovabili hanno fornito quasi la metà (46,4 %) dell’elettricità europea, con l’energia solare che ha raggiunto un nuovo record di contributo pari al 12,5 %.
“L’Esotc 2025 dipinge un quadro preoccupante: il ritmo dei cambiamenti climatici richiede un intervento più urgente. Con l’aumento delle temperature, gli incendi boschivi diffusi e la siccità, le prove sono inequivocabili: il cambiamento climatico non è una minaccia futura, è la nostra realtà attuale. Per affrontare l’impatto sulla perdita di biodiversità, dobbiamo stare al passo con la rapidità con cui avviene l'adattamento nella transizione verso l'energia pulita e, allo stesso tempo, garantire che le nostre politiche e decisioni continuino a fondarsi su solide basi scientifiche”, rimarca Samantha Burgess, responsabile strategica per il clima presso l’Ecmwf.
Per Mauro Facchini, direttore dell’Unità Copernicus presso la Commissione europea, “il rapporto ‘Lo stato del clima in Europa 2025’ dimostra ancora una volta il valore dei nostri sforzi congiunti per disporre di un sistema europeo di osservazione della Terra di livello mondiale. Mantenere i nostri archivi di dati all’avanguardia e affidabili sul sistema terrestre è fondamentale per prendere decisioni politiche informate in un clima in rapida evoluzione. Copernicus è fondamentale per aiutarci a preservare la nostra sovranità, il nostro ambiente, i sistemi alimentari, la sicurezza e l’economia”.

(Adnkronos) - Il ritorno stellare di Valeria Marini, il malore, lo scontro tra regine, un televoto decisivo. Queste le ultime news della 13esima puntata del Grande Fratello Vip andata in onda ieri martedì 28 aprile. Ma chi è uscito dal reality?
Entusiasmo ma anche tensioni per l'ingresso a sorpresa di Valeria Marini nella Casa. I vecchi attriti con Antonella Elia hanno fatto scoppiare un confronto tra provocazioni e accuse.
Ma uno scontro ha riguardato anche Paola Caruso e Alessandra Mussolini da una parte e Antonella Elia e Adriana Volpe che hanno attaccato Paola.
Al centro della puntata anche il malessere improvviso di Valeria Marini, che a poche ore dal suo ingresso. Con autoironia, la showgirl ha ammesso in diretta di aver probabilmente esagerato a tavola. Ilary Blasi decide comunque di indagare e trasforma il caso in un piccolo 'giallo' in Mystery Room.
Nelle Nomination della dodicesima puntata, i concorrenti che avevano ricevuto più voti erano stati Alessandra, Paola, Marco Berry e Lucia Ilardo. I primi a salvarsi sono stati Alessandra e Marco. Il duello finale ha visto confrontarsi Paola Caruso e Lucia Ilardo, ma è stata la prima a dover abbandonare definitivamente il gioco.
La concorrente, classe 1985, nata a Catanzaro, per la quale la notorietà è arrivata grazie ad Avanti un altro! dove è diventata molto famosa grazie al suo ruolo di Bonas, ha accolto il verdetto con amarezza ma anche con consapevolezza, dichiarando di aver dato il massimo nonostante le difficoltà nel comprendere fino in fondo le dinamiche del reality.
Valeria Marini, entrata come ospite speciale nei giorni precedenti, ha lasciato la Casa. Dopo aver vissuto alcune dinamiche con i concorrenti e aver condiviso momenti di gioco e convivenza, la showgirl ha lasciato definitivamente il programma.
Francesca, Marco, Lucia, Raul, Alessandra e Adriana sono i sei Vip. in Nomination

(Adnkronos) - Rafa Jodar sfiderà Jannik Sinner nei quarti di finale del Masters 1000 di Madrid oggi, mercoledì 29 aprile. Il giovane tennista spagnolo è riuscito a regalarsi il match contro il numero 1 del mondo dopo essere partito dalle qualificazioni e aver eliminato, in serie, De Jong, De Minaur, dove sugli spalti a osservarlo c'era proprio Sinner, Fonseca e Kopriva. Jodar insomma è la vera sorpresa del torneo e considerato da molti già il nuovo fenomeno del tennis mondiale. Ma chi è Jodar?
Rafael Jodar è un tennista spagnolo di 19 anni, nato nel 2006, che occupa al momento la 42esima posizione del ranking Atp, ovvero il miglior piazzamento nella classifica generale mai raggiunto nella sua ancora giovane carriera. Jodar ha iniziato a giocare da giovanissimo, emigrando negli Stati Uniti per formarsi alla University of Virginia, dove ha potuto competere a livello più alto.
Un anno fa Jodar ha scelto di lasciare il college per dedicarsi completamente alla sua carriera sportiva, una scelta che, almeno fin qui, si sta rivelando azzeccata. Proprio nel 2025 ha conquistato tre titoli Challenger, tutti sul cemento, scalando posizioni nel ranking e facendosi notare nel circuito e partecipando alle Next Gen Atp Finals.
Nel 2026 ha esordito nei tornei del circuito Atp, stupendo tutti a Miami: partito dalle qualificazioni, Jodar è riuscito ad arrivare fino al terzo turno, vincendo contro Hanfmann e Vukic prima di venire eliminato dall'argentino Etcheverry.
In conferenza stampa Sinner ha parlato proprio della partita con Jodar, che al tempo non aveva ancora battuto Kopriva, dicendosi entusiasta di affrontarlo: "Non sarà l'unica volta che ci affrontiamo, questa è la mia sensazione", ha detto con un sorriso, "sarebbe bello se lo affrontassi prima di Roma e Roland Garros. Potrei avere un buon feedback per i tornei più importanti in arrivo".
Un entusiasmo condiviso, ovviamente, da Jodar: "È un’altra opportunità", ha detto durante l'intervista di campo subito dopo la vittoria con Kopriva, "bisogna riprendersi bene, cercare di prepararsi nel miglior modo possibile e pensare a domani. Sarà un’altra partita dura".

(Adnkronos) - “Realismo” da un lato, quello richiamato dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti in Commissione durante le audizioni sul Documento di finanza pubblica; “coraggio” dall’altro, quello che la premier Giorgia Meloni invoca dall’Europa prima che la crisi energetica innescata dalla guerra in Iran entri nella sua fase più “acuta”. È lungo questo doppio binario che si muove l’azione del governo. Al termine del Consiglio dei ministri che ha dato il via libera al decreto sul “salario giusto” - circa un miliardo destinato ad aumentare le retribuzioni più basse - la presidente del Consiglio si presenta a sorpresa in conferenza stampa. Tra i temi affrontati, anche la tenuta dei conti pubblici, mentre la maggioranza lavora alla relazione sul Dfp: un testo chiamato a tenere insieme le diverse sensibilità del centrodestra, in un confronto definito “fisiologico e utile” dalla stessa Meloni. Sullo sfondo, prosegue il lavoro dell’esecutivo per prorogare il taglio delle accise in scadenza il primo maggio.
Nel dibattito interno alla coalizione, la Lega - per voce del responsabile economico Alberto Bagnai - insiste sulla deroga al Patto di Stabilità, “una necessità dettata dai fatti”, sottolineando come i dati storici dimostrino che “il Patto non ha funzionato”. Forza Italia invece dice no: "Nessuna sospensione del Patto, a rimetterci sarebbero famiglie e imprese". La premier chiarisce che la proposta italiana non punta a una sospensione generalizzata delle regole europee; tuttavia, sottolinea che un’ipotesi del genere “non dovrebbe assolutamente essere esclusa”. L’obiettivo dell’esecutivo resta quello di ottenere margini di flessibilità per le spese in settori strategici - difesa, sicurezza ed energia. "La richiesta della Lega è semplice e fattibile", twitta il vicepremier e leader del Carroccio Matteo Salvini: "Poter spendere per aiutare cittadini, famiglie e imprese italiane in difficoltà quello che oggi l'Europa ci permetterebbe di spendere per armi e difesa”.
Rispondendo a chi ipotizza uno scostamento di bilancio per fronteggiare l’emergenza energetica, Meloni non toglie dal tavolo la possibilità di utilizzare una parte delle risorse destinate alla difesa per mitigare l'aumento dei prezzi dell'energia: “Molto di quello che faremo noi dipende da come evolve il dibattito europeo. Penso che non dobbiamo escludere nessuna opzione ma credo che dobbiamo anche ricordarci che l'anno scorso il Parlamento aveva già autorizzato il governo alla possibilità di una flessibilità sui conti per quanto riguarda le spese di difesa e sicurezza pari allo 0,15 per cento del Pil, vuol dire 3,7 miliardi. Se oggi mi chiedete che cosa siano le spese di difesa e sicurezza, il tema energetico ci sta dentro”. Accanto a questa linea, la premier segnala anche “c'è anche il margine di lavorare - una delle altre opzioni che noi stiamo considerando - su quello che è già stato autorizzato dal Parlamento, allargando però la platea, modificando almeno in parte quali sono le priorità alle quali ci si rivolge con quei provvedimenti”.
Rivendicando la necessità di scelte selettive, Meloni chiarisce: “Senza venir meno alle mie responsabilità sul tema della difesa e sulla necessità di fare passi avanti per rafforzare le relative spese, oggi devo dare priorità a ciò che accade sul piano economico. Perché se non ho più una nazione, non ha neanche senso difenderla: prima la devo mettere in sicurezza, poi la difendo anche su un altro livello”. E aggiunge: “Cercheremo di far quadrare i conti. Forse non faremo tutto quello che avremmo voluto o dovuto fare, ma lavoreremo sulle priorità. Per me le spese per la difesa rimangono una priorità assoluta, ma nell'attuale contesto di crisi internazionale devo considerare prioritaria anche la necessità di calmierare i prezzi dell'energia e impedire che l'inflazione comprometta la crescita e il prodotto interno lordo”.
Sul fronte internazionale, la presidente del Consiglio respinge l’idea che una revisione delle spese per la difesa possa incrinare i rapporti con il presidente americano Donald Trump: “Non credo di dovermi giustificare per quello che faccio a difesa dell'interesse nazionale italiano. Non ho cambiato idea sul tema delle spese per la difesa: considero, soprattutto nello scenario che abbiamo davanti, che il tema dell'autosufficienza nella capacità di difendersi non sia secondario”. E ancora: “Me ne assumo la responsabilità, perché so che è un tema che non ha grandissima popolarità. Però penso che le persone responsabili debbano fare ciò che è giusto, non solo ciò che è immediatamente popolare”.
Quanto alle accise, Meloni conferma che il governo sta valutando una nuova proroga, probabilmente più breve rispetto alle precedenti. “Non abbiamo ancora definito con precisione la durata della proroga - ha evidenziato Meloni - ma stiamo anche valutando di non intervenire in modo orizzontale. L'aumento del gasolio, infatti, è stato molto più significativo rispetto a quello della benzina: mediamente circa +24% per il gasolio contro circa +6% per la benzina. Quindi potrebbe trattarsi di un intervento che incide maggiormente sul prezzo del gasolio rispetto a quello della benzina, per cercare di ottenere un effetto più equilibrato”. Tra le ipotesi allo studio c’è una proroga di circa 15 giorni, da varare probabilmente nel Cdm in programma giovedì, dove è atteso anche il Piano casa.

(Adnkronos) - Capita di svegliarsi con la sensazione di aver sognato e a volte anche con il ricordo chiaro, il 'film' dell'avventura onirica vissuta. Ma cosa influenza il contenuto dei nostri sogni? E perché a volte sembrano vividi e coinvolgenti, mentre altre volte appaiono frammentari o difficili da interpretare? Prova a rispondere a queste domande comuni uno studio condotto da ricercatori italiani, esperti della Scuola Imt Alti Studi Lucca. Il lavoro - pubblicato sulla rivista 'Communications Psychology' - si è basato sull'analisi di oltre 3.700 resoconti di esperienze oniriche e di veglia raccolti da 287 partecipanti di età compresa tra i 18 e i 70 anni, e offre nuove prospettive su ciò che determina la trama dei sogni, dimostrando che sia le caratteristiche individuali sia le esperienze di vita condivise giocano un ruolo chiave nel plasmare ciò che accade quando cadiamo fra le braccia di Morfeo.
Nell'arco di 2 settimane, i volontari coinvolti nello studio hanno registrato quotidianamente le proprie esperienze, mentre i ricercatori hanno raccolto informazioni dettagliate sui loro ritmi del sonno, capacità cognitive, tratti della personalità e caratteristiche psicologiche. Utilizzando tecniche avanzate di elaborazione del linguaggio naturale (Nlp), il team è stato in grado di analizzare quantitativamente la struttura semantica dei sogni. I risultati rivelano che il contenuto onirico non è casuale o caotico, ma riflette piuttosto una complessa interazione tra tratti personali, come la tendenza a divagare con la mente, l'interesse per i sogni e la qualità del sonno, ed eventi esterni, tra cui esperienze sociali su larga scala come la pandemia di Covid.
Esaminando le parole utilizzate dai partecipanti per descrivere sia la loro vita quotidiana che i loro sogni, il team ha osservato come la vita di tutti i giorni si trasformi durante il sonno. Anziché limitarsi a riproporre le esperienze della veglia, i sogni sembrano reinterpretarle. Elementi della routine quotidiana, come l'ambiente di lavoro, i contesti sanitari o l'istruzione, non si ripresentano così come sono. Vengono invece riorganizzati in scenari vividi e coinvolgenti, spesso fondendo contesti diversi e spostando la prospettiva in paesaggi sconosciuti. Ciò suggerisce che i sogni non si limitano a riflettere la realtà, ma la rimodellano attivamente, integrando frammenti di esperienze passate con esperienze immaginate o anticipate per creare scenari nuovi, a volte surreali.
Queste trasformazioni variano anche da persona a persona: ad esempio i più inclini al divagare mentale tendevano a descrivere scenari onirici più frammentati e in rapida evoluzione, mentre coloro che credevano fermamente nel valore, nel significato e nell'importanza del sognare in generale e dei propri sogni in particolare sperimentavano contenuti onirici percettivamente più ricchi e coinvolgenti. Le analisi dei dati raccolti durante il lockdown disposto per il Covid-19 dai ricercatori dell'università Sapienza di Roma, e confrontate con i dati raccolti nei mesi e negli anni successivi dal team della Scuola Imt, hanno mostrato che i sogni durante il lockdown erano caratterizzati da una maggiore intensità emotiva e da riferimenti più frequenti a vincoli e limitazioni, a rispecchiare il più ampio contesto sociale. Questi effetti si sono gradualmente attenuati nel tempo, suggerendo che il contenuto dei sogni si evolve parallelamente all'adattamento psicologico ai principali eventi della vita.
"I nostri risultati dimostrano che i sogni non sono solo un riflesso di esperienze passate, ma un processo dinamico plasmato da chi siamo e da ciò che viviamo", afferma Valentina Elce, ricercatrice della Scuola Imt e autrice principale. "Combinando grandi quantità di dati con metodi computazionali, siamo stati in grado di scoprire schemi nel contenuto dei sogni che prima erano difficili da individuare".
Lo studio evidenzia inoltre il potenziale dell'intelligenza artificiale nella ricerca sui sogni, dimostrando che i modelli di elaborazione del linguaggio naturale (Nlp) possono cogliere in modo affidabile il significato e la struttura dei resoconti onirici con un'accuratezza paragonabile a quella di valutatori umani indipendenti. Ciò, concludono gli esperti, apre nuove possibilità per lo studio della coscienza, della memoria e della salute mentale in modo scalabile e riproducibile.

(Adnkronos) - Salario giusto tarato sulla base dei contratti collettivi più rappresentativi; fuori dal perimetro degli incentivi chi firma contratti pirata; bonus per le assunzioni; norme contro il caporalato digitale. Il decreto lavoro vede la luce, incassando il via libera del consiglio dei ministri. Ad annunciarlo, in conferenza stampa, è la premier in persona, insieme al sottosegretario Alfredo Mantovano e alle ministre del Lavoro, Marina Calderone, e delle Pari opportunità, Eugenia Roccella. “Questo provvedimento è un punto di partenza di un'alleanza, un patto con i corpi intermedi, con le organizzazioni sindacali e datoriali", ha detto Giorgia Meloni. E rivendica “interlocuzioni costanti, anche se non ufficiali, non nel modello della convocazione del tavolo tradizionale”, con tutte le parti, compresi i sindacati (che nei giorni scorsi avevano osservato di non essere stati chiamati sul testo del dl), assicurando che, comunque, “se dovessero emergere proposte migliorative o elementi che non sono stati adeguatamente considerati, siamo ovviamente aperti a raccoglierli. Il governo – ha chiosato la presidente – è disponibile, quando il confronto non è pregiudiziale e c'è volontà di collaborare”. Sulla stessa linea Calderone: “Le interlocuzioni ci sono, il governo ascolta”, ha aggiunto infatti la ministra, illustrando poi nel dettaglio le misure.
IL SALARIO GIUSTO
La principale novità è l’introduzione del cosiddetto ‘salario giusto’ definito come il “trattamento economico complessivo definito dai contratti collettivi nazionali stipulati dalle organizzazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale”. Il nodo concettuale della misura, quindi, è proprio la rappresentanza che – secondo l’esecutivo – schermerebbe il mercato dal rischio dei contratti pirata. “L’accesso ai benefici previsti dal presente decreto è consentito in caso di trattamento economico individuale corrisposto non inferiore al trattamento economico complessivo determinato ai sensi del presente articolo”, si prevede infatti nel provvedimento. La stessa premier lo ha ribadito, in conferenza stampa: “Chi sottoscrive contratti pirata e chi sottopaga i lavoratori non avrà diritto a incentivi pubblici sul lavoro. In buona sostanza, con questo decreto noi diciamo da una parte sì al salario giusto, dall'altra sì a una contrattazione di qualità”, a cui ha fatto seguito anche la ministra Calderone, sottolineando proprio la “scelta di campo” del governo, che vuole “sostenere il lavoro partendo dal sostegno alla contrattazione collettiva nazionale di qualità”.
I RINNOVI CONTRATTUALI
Esce modificata, invece, la norma sui rinnovi contrattuali. Nelle bozze circolate nei giorni precedenti, infatti, si leggeva che gli incrementi retributivi previsti in sede di rinnovo dei contratti collettivi di lavoro scaduti decorressero “dalla data di scadenza naturale del precedente contratto". Nella misura contenuta nel testo uscito dal Cdm sono invece le parti stipulanti, nell’esercizio della propria autonomia contrattuale, a disciplinare in sede di rinnovo le decorrenze degli incrementi retributivi, gli eventuali importi una tantum e gli strumenti di copertura economica del periodo intercorrente tra la scadenza del contratto collettivo nazionale di lavoro e la sottoscrizione del relativo rinnovo, assumendo a riferimento la data di scadenza naturale del contratto previgente. “Ribadiamo 'la libertà delle parti, quindi delle associazioni datoriali e sindacali a stipulare e definire anche le modalità di rinnovo" ma “per noi è importante il richiamo al fatto che i rinnovi devono andare in sequenza, e che è importante rinnovare per tempo i contratti'', ha osservato la ministra del Lavoro.
CAPORALATO DIGITALE
Tra le misure contenute nel decreto lavoro, anche quelle per la lotta al caporalato digitale. Il decreto interviene in particolare sulla qualificazione del rapporto lavorativo: “Quando emergono indici di controllo o di eterodirezione esercitati, anche mediante gestione algoritmica, il rapporto di lavoro si presume di natura subordinata, salvo prova contraria”, si legge nel testo. "Combattiamo il caporalato digitale che è una forma di sfruttamento del lavoro che attiene anche a delle condizioni particolari. Guardiamo al mondo dei rider ma non con l'intento di dire che tutto ciò che avviene in quel contesto è fuori dai parametri di legalità”, spiega la titolare di Via Flavia. Nella norma, quindi, “troverete che ciò che è lavoro subordinato è lavoro subordinato. Ciò che invece è lavoro autonomo, rimane ma devono essere applicate tutele e garanzie per evitare che ci sia un incomprensione di questa differenza”. Motivo per cui ai committenti viene chiesto di aggiornare il libro unico del lavoro “per dare la dimensione di qual è l'impegno dei lavoratori autonomi nel corso del mese”. Per la stessa ragione, si prevede che in caso di lavoro intermediato da piattaforma digitale, “l'accesso alla piattaforma da parte del lavoratore può essere consentito con spid, cie o cns oppure con un account rilasciato dalla stessa piattaforma ad un singolo codice fiscale con un sistema di autentificazione a più fattori''. Assoluto divieto ci cedere, poi, le credenziali dell’account a testo: la sanzione prevista va dai 600 a 1200 euro.
I BONUS PER LE ASSUNZIONI
Bonus per le assunzioni 2026 di giovani, donne e dipendenti nelle regioni sotto l'ombrello della Zes con un esonero del 100% dei contributi previdenziali per i datori 'virtuosi', per cui vengono messe a terre risorse fino a quasi 1 miliardo.
Il bonus donne si rivolge ai datori di lavoro privati che, dal 1° gennaio 2026 al 31 dicembre 2026, assumono, con contratto di lavoro a tempo indeterminato donne di qualsiasi età, ovunque residenti, prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno ventiquattro mesi oppure prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno dodici mesi e che appartengono ad una delle categorie di 'lavoratore svantaggiato' definite dalle direttive europee. Il limite massimo di importo per ogni lavoratrice è di 650 euro su base mensile, ma sale a 800 euro se la lavoratrice è residente nelle regioni della Zes unica per il Mezzogiorno. La spesa complessivamente prevista è pari a 26,5 milioni di euro per il 2026, di 63,7 milioni di euro per il 2027 e di 51,3 milioni di euro per il 2028, a cui si provvede a valere sul Programma nazionale giovani, donne e lavoro 2021-2027.
Per gli under 35 privi, da almeno 24 mesi, di impiego regolarmente retribuito ovvero sono privi da almeno 12 mesi di impiego regolarmente retribuito e appartenenti ad una delle categorie di ''lavoratore svantaggiato'' previste dalle direttive europee, il testo prevede lo stesso sgravio per chi assume - nello stesso range di tempo - tra questi soggetti, ''personale non dirigenziale con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato''. Il beneficio è riconosciuto per un periodo massimo di ventiquattro mesi. Il limite massimo di importo è pari a 500 euro su base mensile per ciascun lavoratore, 650 per i datori che assumono in una sede o unità produttiva ubicata nelle regioni Zes. Il limite di spesa è di 109,7 milioni di euro per l'anno 2026, di 252,4 milioni di euro per l'anno 2027 e di 135,4 milioni di euro per l'anno 2028, a cui si provvede mediante corrispondente riduzione dell'autorizzazione di spesa prevista nell'ultima legge di bilancio.
Infine, si prevede il medesimo esonero per quei datori privati che occupano fino a 10 dipendenti nel momento dell'assunzione, che dal 1° gennaio 2026 al 31 dicembre 2026 assumano personale non dirigenziale con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato. A patto però che assumano ''presso una sede o unità produttiva ubicata in una delle regioni della Zes unica per il Mezzogiorno''. I benefici contributivi ammontano a 26 milioni di euro per l'anno 2026, di 60 milioni di euro per l'anno 2027 e di 34 milioni di euro per l'anno 2028, a cui si provvede mediante corrispondente riduzione dell'autorizzazione di spesa prevista nell'ultima manovra.
ALTRI TRE ANNI PER SCIVOLO ISOPENSIONE
Confermata, nel decreto lavoro approvato in Cdm, la proroga fino al 2029 della possibilità per i lavoratori di uscire con un anticipo fino a sette anni (anziché quattro) tramite l'isopensione, lo 'scivolo', a carico delle aziende con almeno 15 dipendenti e in eccedenza di forza lavoro, introdotto dalla riforma Fornero.
SALTA IL LAVORO DOMESTICO
Saltano le misure sul lavoro domestico, presenti invece nelle bozze circolate nei giorni precedenti. Nel testo del decreto, infatti, spariscono le disposizioni sulla formazione per lavoratori domestici dedicati all'assistenza domiciliare, dove si prevedeva che "i percettori di Naspi che hanno esercitato come ultima occupazione attività di lavoro domestico sono tenuti alla frequenza di corsi di assistenza familiare". Via anche quelle sull'assunzione di lavoratori domestici disoccupati per assistenza a non autosufficienti, secondo cui, in caso di assunzione di disoccupati per assistere persone con disabilità, veniva riconosciuta una copertura figurativa dei contributi, per un valore corrispondente alle rate di Naspi a cui il lavoratore avrebbe avuto diritto se fosse rimasto disoccupato. Nell'ultima versione del decreto, infine, manca anche l'incremento di 500 milioni di euro per il Fondo nuove competenze per l'anno 2026.

(Adnkronos) - Dopo la vista, l'udito e il tatto, adesso anche il naso non avrà più segreti. Un team di scienziati ha creato la prima 'mappa degli odori' in assoluto, un diagramma dettagliato dei recettori olfattivi che colma lacune ancora presenti nella comprensione del funzionamento di questo senso. I risultati - pubblicati sulla rivista 'Cell' - aprono la strada anche allo sviluppo di terapie migliori per la perdita dell'olfatto, una condizione salita alla ribalta delle cronache ai tempi della pandemia di Covid. Sebbene la capacità di sentire gli odori sia parte integrante della vita quotidiana e svolga un ruolo fondamentale nel fornirci informazioni sull'ambiente circostante, nell'avvisarci di potenziali pericoli, nell'esaltare il nostro senso del gusto e nell'evocare emozioni e ricordi, da un punto di vita scientifico l'olfatto era rimasto ancora "estremamente misterioso", spiega Sandeep Datta, professore di Neurobiologia al Blavatnik Institute della statunitense Harvard Medical School. La conoscenza della biologia del naso era indietro rispetto ad altri sensi.
Lavorando sui topi, Datta e il suo team hanno dunque creato una mappa dettagliata di come sono organizzati gli oltre mille tipi di recettori olfattivi presenti nel naso. E hanno scoperto che, contrariamente a quanto gli scienziati avevano a lungo creduto, i neuroni che esprimono questi recettori presentano un elevato grado di organizzazione spaziale: formano strisce orizzontali, a seconda del tipo di recettore, dalla parte superiore del naso a quella inferiore. "I nostri risultati mettono ordine in un sistema che in precedenza si riteneva privo di ordine, cambiando concettualmente il modo in cui pensiamo che funzioni", illustra Datta, che è autore senior dello studio. I ricercatori hanno inoltre stabilito che la mappa dei recettori nel naso corrisponde alle mappe nel bulbo olfattivo del cervello, fornendo indizi su come le informazioni si spostano dal naso al cervello. Sebbene la mappa degli odori sia di per sé una scoperta entusiasmante, afferma Datta, fornisce anche informazioni fondamentali che potrebbero aiutare gli scienziati a sviluppare terapie in un ambito attualmente carente. "Non possiamo risolvere il problema degli odori senza comprenderne il funzionamento a livello basilare", sottolinea.
Era dunque un gap da colmare. Da tempo infatti esistono mappe che descrivono come i recettori presenti nell'occhio, nell'orecchio e nella pelle sono organizzati per catturare e interpretare le informazioni uditive, visive e tattili, e gli scienziati hanno capito anche come corrispondono a quelle presenti all'interno del cervello. Tuttavia, "l'olfatto è stata l'unica eccezione; è il senso a cui è mancata una mappa per più tempo", evidenzia Datta. Questo è dovuto in parte alla sua maggiore complessità rispetto agli altri sensi. I topi, ad esempio, possiedono circa 20 milioni di neuroni olfattivi che esprimono più di mille tipi di recettori olfattivi, rispetto ai soli 3 tipi principali di recettori visivi per la visione dei colori. Ogni tipo di recettore olfattivo rileva un sottoinsieme unico di molecole odorose. Gli scienziati iniziarono a identificare i tipi di recettori olfattivi nel 1991. Nei successivi 35 anni, hanno studiato se esistesse una mappa olfattiva nel naso. La teoria prevalente suggeriva però che l'espressione dei recettori fosse in gran parte casuale. Datta nel suo lavoro si è occupato di vari aspetti, tra cui le cause della perdita dell'olfatto nei pazienti affetti da Covid e il modo in cui il cervello organizza le informazioni sugli odori. E con il progredire delle tecniche genetiche, insieme ai colleghi ha deciso di riprendere in considerazione l'idea di costruire la mappa. Nel nuovo studio, il team ha combinato il sequenziamento a singola cellula e le tecniche di trascrittomica spaziale per esaminare circa 5,5 milioni di neuroni in oltre 300 topi. La prima tecnica ha permesso di identificare quali recettori olfattivi fossero espressi dai neuroni nel naso, mentre la seconda ha consentito di determinarne la localizzazione.
E adesso, fa notare Datta, "si può affermare che questo è probabilmente il tessuto neurale più sequenziato di sempre, ma avevamo bisogno di questa mole di dati per comprendere il sistema". Gli scienziati hanno scoperto che i neuroni sono organizzati in strisce orizzontali strette e sovrapposte, dalla parte superiore del naso a quella inferiore, in base al tipo di recettore olfattivo che esprimono. Questa mappa recettoriale altamente organizzata era coerente in tutti i topi e rispecchiava l'organizzazione delle mappe olfattive nel cervello, proprio come i ricercatori hanno osservato nella vista, nell'udito e nel tatto.
I ricercatori hanno quindi studiato come si forma la mappa olfattiva nel naso e hanno identificato l'acido retinoico come elemento chiave. Hanno scoperto che un gradiente di questa molecola nel naso guida ciascun neurone ad esprimere il tipo corretto di recettore olfattivo in base alla sua posizione spaziale. L'aggiunta o la rimozione di acido retinoico ha causato uno spostamento verso l'alto o verso il basso della mappa dei recettori. Uno studio separato condotto dal laboratorio di un'altra scienziata di Harvard, Catherine Dulac, e pubblicato nello stesso numero di 'Cell', ha ottenuto risultati coerenti. Quello che si sta indagando ora è il motivo per cui le strisce recettoriali si trovano in quest'ordine specifico. Il team sta inoltre studiando i recettori olfattivi nei tessuti umani per comprendere in che misura la mappa sia coerente tra le diverse specie. Tale comprensione fornirà informazioni utili per sviluppare trattamenti, come le terapie con cellule staminali o le interfacce cervello-computer, per trattare la perdita dell'olfatto e le sue conseguenze, tra cui un aumento del rischio di depressione. "L'olfatto ha un effetto davvero profondo e pervasivo sulla salute umana, quindi ripristinarlo non è solo una questione di piacere e sicurezza, ma anche di benessere psicologico", conclude Datta. "Senza comprendere questa mappa, siamo però destinati a fallire nello sviluppo di nuove terapie".

(Adnkronos) - La 'palestra' può essere ovunque, in ogni angolo della città, ed è aperta h24. Basta saper riconoscere nella nostra quotidianità le occasioni di esercizio fisico. Un esempio su tutti: usare le scale invece dell'ascensore (e delle scale mobili). E' il messaggio su cui punta il 'No Elevators Day', iniziativa promossa dall'associazione International Sport and Culture Association (Isca) l'ultimo mercoledì di aprile, che quest'anno è il 29.
La Giornata senza ascensore rientra nella cornice della campagna 'NowWeMOVE 2026', che riunisce una serie di progetti e iniziative finalizzate a incoraggiare un maggior numero di persone a muoversi. "E' sempre stata un modo per attirare l'attenzione delle persone su un modo semplice e accessibile per fare attività fisica", spiegano i promotori online. "I livelli di inattività continuano ad aumentare in tutto il mondo, e con essi anche molte malattie e infortuni. Pertanto, è evidente la necessità di promuovere modi semplici per mantenersi attivi".
L'invito è a "considerare le scale come uno strumento attraente, divertente e utile per trovare il proprio movimento" e a "unirsi per diffondere il messaggio invitando altre persone a condividere le proprie idee su come usare le scale". Una sorta di 'trekking urbano' per sfidare la sedentarietà. Come si può partecipare? "Basta usare le scale e condividere i movimenti con foto e video accompagnati dai due hashtag della campagna #UseTheStairs e #NoElevatorsDay", spiegano gli organizzatori. Il 'No Elevators Day' nasce nel 2015 come evento europeo, ricorda Isca. "Per 3 anni è diventato uno degli eventi più popolari di NowWeMove e nel 2018 è diventato un evento globale".
Negli anni l'iniziativa è cresciuta toccando dall'Europa all'America Latina e ricevendo il supporto anche di istituzioni (Ue compresa). Si è celebrato anche ai tempi di Covid-19, per motivare le persone a muoversi anche in quella difficile situazione. "Nonostante la pandemia - ricordano gli organizzatori - nel 2020 l'iniziativa ha visto la partecipazione di 50 Paesi in 6 continenti".

(Adnkronos) - Donald Trump non rinuncia al blocco dello Stretto di Hormuz, boccia la proposta dell'Iran per porre fine alla guerra. Teheran ci riprova e prepara una nuova offerta, il tempo stringe per tutti mentre il petrolio viaggia oltre i 100 dollari al barile. In Italia, con il taglio delle accise in scadenza il primo maggio, il governo della presidente del Consiglio Giorgia Meloni studia una nuova proroga mirata, con particolare attenzione al gasolio.
Il presidente degli Stati Uniti ha giudicato insufficiente l'iniziativa di Teheran per chiudere definitivamente la guerra. La Repubblica islamica ha chiesto la riapertura immediata dello Stretto di Hormuz, sigillato dal blocco navale americano da settimane, per porre fine al conflitto. Con l'accordo raggiunto, secondo l'Iran, si potrebbe discutere del programma nucleare e dei 440 chili di uranio arricchito al 60%. Trump ha valutato, ha riflettuto con i suoi collaboratori e ha detto no. Per il presidente americano, la prima linea rossa non cambia: Teheran non dovrà avere mai armi nucleari.
I mediatori in Pakistan attendono quindi una proposta rivista da parte dell'Iran, come riferiscono alla Cnn fonti vicine al negoziato. L'elaborazione del nuovo documento richiede tempo: bisogna conciliare posizioni diverse e trovare un compromesso tra colombe e falchi, tra chi è disposto a concessioni e chi non si sposta dal 'muro contro muro'. L'ala più radicale del fronte conservatore - la fazione Paydari - si oppone a qualsiasi dialogo con gli Stati Uniti. Il processo decisionale della Repubblica islamica è rallentato anche dalle difficoltà di comunicazione con la Guida Suprema, Mojtaba Khamenei, che si trova in una località tenuta segreta per motivi di sicurezza.
Trump è convinto che l'Iran sarà costretto a negoziare in tempi brevi. "L'Iran ci ha appena comunicato di trovarsi in uno 'stato di collasso'. Ci chiedono di 'aprire lo Stretto di Hormuz' il prima possibile, mentre cercano di chiarire la situazione sulla leadership (cosa che, a mio avviso, riusciranno a fare)", scrive il presidente americano su Truth. Il numero 1 della Casa Bianca è convinto che l'industria petrolifera di Teheran sia prossima all'implosione: "Non possono trasportare greggio, non hanno navi e container per caricarlo. Se il sistema salta, diventa impossibile ripristinarlo". Non è solo il petrolio a preoccupare l'Iran. Il blocco dello Stretto di Hormuz ha effetti rilevanti sull'importazione di beni di prima necessità che iniziano a scarseggiare. L'economia del paese, provata dalla guerra, continua a soffrire e anche l'occupazione diventa un tema caldo con migliaia di posti di lavoro a rischio.
Anche per gli Stati Uniti, e in generale per l'Occidente, il calendario ha un ruolo sempre più centrale. Dal primo maggio, a 60 giorni dai primi attacchi scattati il 28 febbraio, Trump 'rischia' di dover ricorrere all'autorizzazione del Congresso per procedere ad ulteriori azioni. Al di là del quadro istituzionale, come riferisce Axios, a Washington sta crescendo la preoccupazione per il possibile coinvolgimento degli Stati Uniti in un conflitto "congelato", senza guerra aperta ma anche senza accordo. In questo scenario, le forze a stelle e strisce resterebbero dispiegate nella regione per mesi, con lo Stretto di Hormuz chiuso, mentre le due parti continuerebbero ad attendere una mossa dell'avversario.
Le conseguenze economiche sarebbero pesanti, non solo per gli Usa. Il petrolio viaggia sul filo dei 100 dollari al barile: il prezzo dell'energia, della benzina e del diesel pesa sulle tasche dei cittadini dei paesi di mezzo mondo, Italia compresa. Il settore aereo si attrezza, giorno dopo giorno, per convivere con il rischio di 'razionamento' del carburante.
Il costo della benzina negli Stati Uniti ha raggiunto un altro picco dall'inizio della guerra. Il prezzo medio nelle ultime ore è salito di oltre 6 centesimi, attestandosi a 4,18 dollari al gallone (un gallone equivale a 3,785 litri). Rispetto al 28 febbraio, quando è iniziato il conflitto, l'incremento complessivo medio è stato di 1,19 dollari.
In Italia, il taglio delle accise attuato dal governo scade tra pochi giorni. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni apre ad una proroga, magari modulata in maniera diversa: "Stiamo valutando una ulteriore proroga. Potrebbe essere più breve delle precedenti. L'aumento del gasolio è stato molto più significativo rispetto a quello della benzina: mediamente circa +24% per il gasolio contro circa +6% per la benzina. Quindi potrebbe trattarsi di un intervento che incide maggiormente sul prezzo del gasolio rispetto a quello della benzina, per cercare di ottenere un effetto più equilibrato". "La situazione internazionale è in continua evoluzione, quindi cerchiamo di restare ancorati all’andamento del quadro generale", spiega Meloni.
Prudenza doverosa, visto lo scenario che si delinea alla Casa Bianca. Secondo una fonte vicina all'amministrazione, a sei mesi dalle elezioni di midterm, per Trump uno stallo prolungato rappresenterebbe "lo scenario peggiore". Una nuova accelerazione, quindi, non può essere esclusa. "Tutto ciò che (i leader iraniani, ndr) capiscono sono le bombe", avrebbe detto recentemente il presidente a un collaboratore, pur mantenendo - secondo le stesse fonti - una linea "frustrata ma realistica": evitare l’uso della forza senza però arretrare. All'interno dell'Amministrazione, una parte dei consiglieri spinge per mantenere il blocco dello Stretto di Hormuz e rafforzare ulteriormente le sanzioni prima di valutare nuove azioni militari. Parallelamente, Trump si sta confrontando anche con esponenti più interventisti, tra cui il senatore Lindsey Graham, favorevoli a un'azione militare per sbloccare l'impasse.

(Adnkronos) - "Una fonte ci ha detto di aver visto il ministro Nordio nel ranch di Cipriani in Uruguay". Lo ha detto Sigfrido Ranucci a 'E' sempre Cartabianca' su Rete4, spiegando che "è una notizia che stiamo verificando", che si riferisce "ai primi di marzo" e che "viene da una persona che era all'interno del ranch". Parole che non passano inosservate, tanto che dopo pochi minuti il Guardasigilli chiama in trasmissione per smentire seccamente la versione del conduttore di Report. "Escludo nella maniera più assoluta di essere mai stato, non so, al ranch a casa... non so da dove escano queste cose inventate di sana pianta", dice il ministro della Giustizia che al principio del collegamento telefonico sembra ancora quasi incredulo: "Stavo ascoltando un concerto, mi è stato riferito che avete detto che io sarei stato in Uruguay ospite di Cipriani e Minetti per perorare la causa della grazia, ma è vero?", domanda Nordio.
Poi la replica, punto per punto: "Ai primi di marzo di quale anno? Ai primi di marzo di quest'anno ero qui, impegnato in campagna per il referendum... Sono stato in Uruguay e Argentina l'anno scorso o due anni fa" per una missione ufficiale. "Non sono mai stato nel ranch di Cipriani in Uruguay, sono cose inventate di sana pianta. E' un'ipotesi offensiva, c'è un limite a tutto, valuto le vie legali", incalza Nordio.
"Posso capire tutto in politica, siamo abituati a una situazione infernale, ma - prosegue Nordio - c'è un limite a tutto: non esiste al mondo che possa essere fondata una rivelazione sul nulla, sulla base di non so quale testimone... figurarsi se io vado in un ranch, i miei spostamenti sono tutti ultradocumentati quando sono in veste ufficiale. C'è un limite a tutto, ma no a questo degrado morale e anche mediatico: il fatto stesso che una persona in televisione dica che sta verificando...". "Io amico di Arrigo Cipriani? Ma neanche per idea, in 40 anni di lavoro a Venezia sarò andato nel suo ristorante una quindicina di volte, suo figlio non l'ho mai visto in vita mia, forse una volta 15 anni fa, mai visto la signora Minetti", mette in chiaro il Guardasigilli.
"Nessuno di noi è nato ieri, sappiamo benissimo che quando si inizia con queste insinuazioni, si dice che si stanno verificando le ipotesi, già entrano nell'immaginario collettivo... Posso assicurare al 100% che non sono mai stato in un ranch o non so dove, una casa, un'abitazione" in Uruguay ospite di Cipriani, dice Nordio.
"La presidente Meloni ha detto che ha piena fiducia, ho tutti i documenti che dimostrano che abbiamo ottemperato tutte le procedure" del caso, scandisce il ministro della Giustizia.

(Adnkronos) - "Wow, splendido". Donald Trump e Re Carlo III sono cugini? Possibile, secondo il Daily Mail. Il viaggio del sovrano negli Stati Uniti e l'incontro col presidente americano alla Casa Bianca diventano un assist per il Daily Mail. Il quotidiano britannico analizza l'albero genealogico di Trump e arriva al verdetto: il presidente e il re potrebbero essere parenti, anche se alla lontana. "Wow, è splendido. Ho sempre sognato di vivere a Buckingham Palace!!!", scrive Trump sul social Truth, mostrando l'intenzione di discutere il tema con l'illustre ospite. L'argomento sarà effettivamente venuto fuori nelle conversazioni? Chissà...
Trump e Re Carlo avrebbero un antenato in comune. L'anello di congiunzione sarebbe il terzo conte di Lennox, pronipote di re Giacomo II di Scozia, che ha regnato tra il 1430 e il 1460. Il presidente degli Stati Uniti, in sostanza, sarebbe un cugino di quindicesimo grado di Re Carlo, secondo il Daily Mail. Robert Barrett, esperto nel settore, avrebbe "studiato numerosi documenti fondiari, registri parrocchiali e atti nobiliari scozzesi per ricostruire" il legame tra Trump e i Windsor. Il verdetto? L'ipotesi di una parentela è plausibile.

(Adnkronos) - L'ex direttore dell'FBI James Comey è accusato per "minaccia alla vita" del presidente Usa Donald Trump. Lo ha annunciato il ministro della Giustizia ad interim, Todd Blanche. Su Comey pendono due capi d'accusa, di cui uno per "minaccia alla vita e all'integrità fisica del presidente degli Stati Uniti", formulati da una giuria della Carolina del Nord, ha precisato Blanche durante una conferenza stampa al ministero della Giustizia.

(Adnkronos) - Un discorso storico al Congresso americano durato poco più di 20 minuti. Re Carlo non ha improvvisato, non è mai uscito fuori dal testo scritto, contrariamente a quanto capita a Donald Trump o succedeva all'ex presidente Bill Clinton, entrambi noti per improvvisare durante discorsi simili. Trump avrebbe guardato l'intervento in televisione, dato che la Costituzione gli impedisce di essere presente al Congresso per un discorso di questo tipo.
Gli Stati Uniti non hanno "amici più stretti" degli inglesi, le parole con cui Trump ha accolto il sovrano alla Casa Bianca. "Nei secoli trascorsi da quando abbiamo conquistato l'indipendenza, gli americani non hanno avuto amici più stretti degli inglesi", ha detto il presidente degli Stati Uniti, aggiungendo che i due Paesi hanno una "relazione speciale e speriamo che tale rimanga per sempre".
Da parte sua il sovrano, parlando al Congresso Usa, ha tenuto a sottolineare che l'alleanza creata da Regno Unito e Stati Uniti è "davvero unica", aggiungendo di "credere che questa collaborazione sia oggi più importante che mai".
L'alleanza tra gli Stati Uniti e il Regno Unito "non può basarsi sui successi passati", ha dichiarato Re Carlo, in un momento in cui la relazione tra Londra e Washington sta attraversando un periodo di turbolenze, in particolare riguardo alla guerra in Iran. "Le sfide che affrontiamo sono troppo grandi perché una nazione possa affrontarle da sola. La nostra alleanza non può basarsi sui successi passati", ha affermato, esortando i due Paesi a difendere i loro valori comuni e a resistere agli appelli a ripiegarsi "sempre più su sé stessi".
Re Carlo ha dedicato una parte del suo discorso a lodare la Nato e il ruolo che l'Alleanza ha svolto nella protezione dei propri cittadini e interessi. Il monarca britannico ha specificamente menzionato l'11 settembre come la prima volta in cui la Nato ha invocato il suo articolo 5, il quale stabilisce che un attacco a uno qualsiasi dei membri dell'Alleanza è un attacco a tutti.
Le dichiarazioni di Charles giungono dopo che Trump ha ripetutamente criticato l'Alleanza per non essersi impegnata nel conflitto con l'Iran, arrivando persino a minacciare il ritiro degli Stati Uniti dall'organizzazione. "L'impegno e la competenza delle Forze Armate degli Stati Uniti e dei suoi alleati sono al centro della Nato, per difendersi a vicenda, proteggere i nostri cittadini e i nostri interessi, tenere al sicuro i nordamericani e gli europei dai nostri avversari comuni", ha detto Carlo al Congresso.

(Adnkronos) - Caos rigori in Psg-Bayern Monaco. Oggi, martedì 28 aprile, i parigini hanno sfidato i tedeschi nella semifinale d'andata di Champions League, in una partita condizionata da episodi arbitrali che hanno provocato proteste da una parte e dall'altra. Succede tutto nel primo tempo del Parco dei Principi, con due rigori fischiati che hanno generato la furia dei giocatori in campo e delle due panchine, soprattutto per il tocco di mano di Davies punito in pieno recupero, che ha permesso al Psg di andare al riposo sul 3-2.
Succede tutto al 46'. Durante l'unico minuto di recupero concesso dall'arbitro Scharer, un cross parigino dalla sinistra trova la mano larga di Davies, che prova a ritrarla ma finisce per stoppare il pallone con il polso. Immediate le proteste dei padroni di casa e di Luis Enrique, con il direttore di gara richiamato al Var.
Le immagini mostrano effettivamente il braccio fuori figura di Davies, e quindi punibile, ma anche come il pallone sbatta sulla coscia prima di impattare il polso del terzino del Bayern Monaco. Scharer però non ha dubbi e concede calcio di rigore al Psg, tra le proteste di Kompany, trasformato poi da Dembele.
Pochi dubbi invece sul penalty concesso al 16' al Bayern Monaco. Luis Diaz scappa via in contropiede e viene abbattuto da Pacho, che interviene in maniera scomposta in scivolata, prendendo sì il pallone ma travolgendo le gambe del colombiano.

(Adnkronos) - Italia ripescata ai Mondiali 2026? L'indizio che dà speranza agli azzurri arriva direttamente dagli Stati Uniti. Nella giornata di oggi, martedì 28 aprile, a Seattle è spuntata una bandiera dell'Italia, al fianco delle altre partecipanti alla rassegna iridata di scena la prossima estate in Stati Uniti, Messico e Canada. Sotto al tricolore la scritta, in italiano: "Benvenuti". La cosa 'strana' è che la bandiera italiana è stata inserita tra le partecipanti al gruppo G, ovvero quello dell'Iran, che non compare, mentre sono presenti Belgio, Nuova Zelanda ed Egitto.
Seattle, città dello stato di Washington, ovvero quello della Casa Bianca di Donald Trump, ospiterà quattro partite della fase a gironi, di cui due proprio del gruppo G. Ecco perché in città c'è un'attenzione particolare alle partecipanti del girone e così l'indizio assume un valore molto diverso, nonostante le smentite iraniane a una rinuncia al Mondiale e alla luce anche delle parole di Paolo Zampolli.
L'inviato e uomo di fiducia di Trump, che al Financial Times aveva rivelato di aver proposto proprio al presidente americano di sostituire l'Iran, con cui gli Stati Uniti sono ancora in guerra nonostante la tregua e lo stallo nei negoziati di pace, proprio con l'Italia, in virtù del blasone della Nazionale azzurra, prima del ranking Fifa tra le escluse.
A scatenare tutto, come detto, la proposta di Zampolli. "Ho suggerito a Trump e al presidente della Fifa, Gianni Infantino, che l'Italia sostituisca l'Iran ai Mondiali", aveva rivelato al Financial Times, "sono italiano e sarebbe un sogno vedere gli azzurri in un torneo ospitato dagli Stati Uniti. Con quattro titoli, hanno il prestigio necessario per giustificare la loro inclusione" nel torneo al via l'11 giugno. La guerra tra Stati Uniti e Iran, congelata dalla tregua appena estesa da Trump, mette infatti in discussione la presenza della selezione della repubblica islamica alla manifestazione.
Una linea ribadita anche nei giorni scorsi: "Che percentuale c'è? Penso più del 50%. Incontrerò Infantino a Miami per il Gran Premio di Formula 1 nel weekend. Non dovrebbe esserci un Mondiale senza Italia, la decisione spetterà a Infantino e Trump", ha detto Zampolli al microfono de 'La Politica nel Pallone' su Gr Parlamento.
A smorzare le speranze azzurre ci aveva già pensato però Donald Trump. "L'Italia al posto dell'Iran ai Mondiali? Non ci penso troppo... E' una domanda interessante... Stanno pensando di rimpiazzare l'Iran? Non vogliamo penalizzare gli atleti", aveva detto Donald Trump, che aveva rivelato di non occuparsi dei prossimi Mondiali di calcio che gli Usa ospiteranno con Canada e Messico dall'11 giugno al 19 luglio. E il ripescaggio dell'Italia non è quindi minimamente nei suoi pensieri.
Il presidente americano è infatti caduto dalle nuvole quando, nello Studio Ovale, arriva una domanda a tema calcistico: l'Italia potrebbe sostituire l'Iran ai Mondiali? L'ipotesi è caldeggiata da Paolo Zampolli, inviato speciale del presidente degli Stati Uniti in Italia. "Non ci penso troppo...", dice Trump girando la questione al segretario di Stato Marco Rubio. Il numero 1 della diplomazia è ancora più netto.
"Non so da dove venga fuori tutto questo. Nessuna comunicazione proveniente dagli Usa ha detto" agli iraniani "che non possono venire", aveva aggiunto il segretario di Stato,". "Il problema non sarebbero gli atleti. Sarebbero alcune delle altre persone che l'Iran vorrebbe portare, alcune delle quali hanno legami con le Guardie Rivoluzionarie. Se gli atleti verranno o no, dipenderà dalla decisione dell'Iran. Quello che non possono fare è portare un gruppo di terroristi delle Guardie Rivoluzionarie nel nostro Paese e fingere che siano giornalisti e preparatori atletici", aveva aggiunto. "Non vorremmo penalizzare gli atleti", aveva concluso Trump.
La Fifa, che non si è pronunciata ufficialmente, ha già 'bocciato' l'idea di Zampolli. Il quotidiano spagnolo El Pais ha infatti rivelato come fonti interne al massimo organismo di governo del calcio l'abbiano giudicata "impraticabile". Soprattutto perché, in caso di forfait dell'Iran, un'eventualità che giudicano come improbabile, a subentrare sarebbe una Nazionale della stessa confederazione, ovvero quella asiatica. Nel caso toccherebbe quindi agli Emirati Arabi Uniti.
"Il calcio appartiene ai popoli, non ai politici", aveva scritto su X l'ambasciata iraniana in Italia riguardo la proposta di Zampolli, "l'Italia ha conquistato la grandezza del calcio sul campo, non grazie a rendite politiche - prosegue il post - Il tentativo di escludere l'Iran dalla Coppa del Mondo mostra soltanto la 'bancarotta morale' degli Stati Uniti, che temono perfino la presenza di undici giovani iraniani sul terreno di gioco".
Una posizione già espressa dal ct dell'Iran Amir Ghalenoei: "Non ci sono motivi per non partecipare al Mondiale. Se Dio vuole lo faremo", aveva detto all'agenzia tedesca Dpa.
Va comunque ricordato che la decisione finale spetta al governo iraniano, che in passato aveva espresso il netto rifiuto a giocare negli Stati Uniti, mentre si era detto disponibile a partecipare al torneo qualore le partite del suo girone fossero state spostate in Messico, condizione che finora sembra aver trovato il secco no della Fifa. Molto, comunque, dipenderà dagli sviluppi del conflitto in Medio Oriente.
E in questo senso particolare valore hanno avuto le parole del ministro dello Sport Ahmad Donyamali, che si era detto ottimista sulla partecipazione, a condizione che il cessate il fuoco concordato tra le parti in conflitto venga rispettato: "Più la situazione si normalizza, più è probabile la partecipazione".
Cosa succederebbe invece se, in uno scenario alternativo, l'Iran disertasse i Mondiali? La decisione finale potrebbe essere adottata direttamente dalla Fifa che, sulla base dell'articolo 6.7 del regolamento, può scegliere il sostituto "a propria esclusiva discrezione". La posizione nel ranking dell'Italia, 12esima, potrebbe quindi agevolare gli azzurri, ma al momento sembra una possibilità lontana.
L'eventuale vuoto lasciato dall'Iran, con ogni probabilità, verrebbe infatti colmato da una selezione asiatica. L'Iraq si è qualificato superando il playff contro la Bolivia e si è guadagnato da solo il biglietto per i Mondiali. Il ripescaggio premierebbe quindi in questo caso gli Emirati Arabi Uniti, eliminati proprio dall'Iraq nel cammino verso la fase finale.
L'ultima idea al vaglio della Fifa è stata rivelata direttamente da The Athletic. Il media americano parla infatti di un possibile super playoff intercontinentale, da organizzare in caso di forfait dell'Iran tra alcune delle Nazionali rimaste escluse dai Mondiali 2026 a ridosso della rassegna iridata, magari giocando direttamente negli Stati Uniti.
Un'ipotesi al momento lontana, che rimetterebbe sicuramente in corsa l'Italia, che sarebbe inclusa in quanto Nazionale con il ranking più alto tra quelle rimaste fuori. In particolare, le squadre partecipanti a questo super playoff sarebbero 4: due europee, vale a dire quelle con il ranking più alto, che potrebbero essere Italia e Danimarca (al 20esimo posto della classifica generale), e due asiatiche. Le quattro squadre sarebbero divise in due semifinali, con le vincenti che si sfiderebbero nella finalissima.

(Adnkronos) - "Questo governo ha ridotto il deficit senza ricorrere a manovre restrittive". Così il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, in audizione sul Dfp davanti alle commissioni Bilancio di Camera e Senato a Montecitorio. "Il Dfp è in linea con il nuovo ciclo di bilancio" in coerenza sia con i requisiti dell'Ue che con le risoluzioni delle Camere, ha detto Giorgetti, osservando che il contesto è dominato da "incertezza e instabilità".
"Non siamo di fronte a dinamiche determinate dalle scelte dei singoli governi europei, ma a shock esterni che investono in misura trasversale tutte le economie avanzate - ha sottolineato - Per un Paese come l’Italia, fortemente integrato negli scambi internazionali e dipendente dalla stabilità energetica, ciò impone una linea chiara: rafforzare la tenuta del sistema produttivo, consolidare la credibilità della finanza pubblica e mantenere la capacità di proteggere famiglie e imprese dagli effetti più destabilizzanti di shock che hanno origine al di fuori dei nostri confini".
Giorgetti ha spiegato che "il quadro previsivo per il periodo 2026-2029 riflette un approccio di realismo e prudenza. Per il 2026 si stima, al momento, una crescita del pil pari allo 0,6 per cento, lievemente inferiore rispetto alle precedenti attese. Nel 2027 la crescita si manterrebbe allo 0,6 per cento, per poi rafforzarsi moderatamente allo 0,8 per cento nel 2028 e nel 2029". "Pur in un contesto divenuto più complesso, l’Italia possiede punti di forza, come riconosciuto anche da tutti gli organismi internazionali e da ultimo dall’Ocse", ha aggiunto.

(Adnkronos) - Una bambina di 11 anni è stata trovata morta nel tardo pomeriggio di oggi, martedì 28 aprile, nella sua abitazione a Porcari, nella Piana di Lucca. L’allarme è scattato alle 17.40. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 con automedica e ambulanza; attivato anche l’elisoccorso, poi non utilizzato. I tentativi di rianimazione si sono rivelati inutili.
Sulla vicenda sono in corso accertamenti da parte dei carabinieri, che stanno ricostruendo la dinamica dei fatti. Secondo prime informazioni, ancora da verificare, il decesso potrebbe essere riconducibile a impiccagione.

(Adnkronos) - Il Psg ospita il Bayern Monaco - in diretta tv e streaming - nella prima semifinale di Champions League. Oggi, martedì 28 aprile, è il giorno della super sfida del Parco dei Principi tra i parigini di Luis Enrique e i bavaresi di Kompany. Icampioni d'Europa in carica arrivano all'appuntamento dopo la vittoria nei quarti contro il Liverpoo, mentre il Bayern, diventato pochi giorni fa campione di Germania, è reduce dal successo contro il Real Madrid.
Il ritorno è previsto mercoledì prossimo alle ore 21.
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