
(Adnkronos) - Era stata sottoposta a un trattamento sanitario obbligatorio per un grave stato di agitazione psicofisica. Quello che avrebbe dovuto essere un intervento di cura si trasformò invece nell'inizio di un drammatico calvario, conclusosi con la morte della paziente dopo quasi un anno e mezzo trascorso tra coma e stato vegetativo. Ora il Tribunale di Massa ha riconosciuto la responsabilità sanitaria del Nuovo Ospedale delle Apuane, condannando la struttura al risarcimento di oltre 2 milioni di euro in favore dei familiari della donna. La notizia è riportata oggi dal quotidiano "Il Tirreno".
La sentenza, firmata dal giudice Michele Fornaciari, accoglie le conclusioni dei consulenti tecnici nominati dal Tribunale, secondo i quali la gestione clinica della paziente si discostò dalle buone pratiche assistenziali, con errori che ebbero un ruolo determinante nella caduta che provocò il trauma cranico fatale.
I fatti risalgono al gennaio 2018, come ricostruisce "Il Tirreno". La donna, residente a Carrara, venne accompagnata al Nuovo Ospedale delle Apuane nell'ambito di un Tso disposto per le sue condizioni psicofisiche. In ospedale le fu somministrata una terapia farmacologica sedativa. Poco dopo perse improvvisamente conoscenza e cadde a terra, battendo violentemente la testa. Le gravissime lesioni riportate resero necessario il trasferimento d'urgenza all'ospedale Santa Chiara di Pisa, dove la paziente entrò in coma. Successivamente venne ricoverata nel reparto dei gravi cerebrolesi di Cisanello e, nel maggio dello stesso anno, trasferita in una struttura sanitaria privata di Viareggio. Rimase in stato vegetativo fino al decesso, avvenuto nel giugno 2019. I genitori e la sorella della donna hanno promosso un'azione civile contestando la legittimità del Tso, l'adeguatezza della terapia farmacologica e, soprattutto, il mancato controllo della paziente dopo la somministrazione dei farmaci, sostenendo il nesso causale tra tali omissioni, la caduta e la successiva morte.
Nel corso del processo, l'azienda sanitaria ha escluso qualsiasi responsabilità, attribuendo l'accaduto a un evento non prevedibile. Una ricostruzione che non ha trovato conferma nelle conclusioni dei consulenti tecnici d'ufficio, come riporta "Il Tirreno".
Secondo la perizia, infatti, emersero numerose criticità nella gestione del caso: la mancata raccolta dell'anamnesi farmacologica e clinica della paziente, la somministrazione ravvicinata di due dosi di aloperidolo per un totale di 6 milligrammi nell'arco di due ore e venti minuti, senza conoscere la storia terapeutica della donna e senza adottare il principio di prudenza "start low, go slow", oltre all'assenza di un adeguato monitoraggio dei parametri vitali e di una rivalutazione clinica dopo la terapia, nonostante il noto rischio di ipotensione ortostatica associato al farmaco.
Per il giudice, tali omissioni configurano precisi profili di negligenza assistenziale. Nelle motivazioni della sentenza si evidenzia come la somministrazione dell'aloperidolo in assenza di un adeguato monitoraggio e senza le necessarie precauzioni abbia avuto un'incidenza causale sulla perdita di coscienza della paziente, sulla caduta, sul conseguente trauma cranico e, infine, sul decesso. Una ricostruzione che ha portato il Tribunale a riconoscere la responsabilità della struttura sanitaria, disponendo un risarcimento superiore ai due milioni di euro a favore dei familiari, sia per i danni maturati dalla vittima sia per quelli direttamente subiti dai congiunti.

(Adnkronos) - È morta nella notte all'ospedale San Salvatore dell'Aquila la giovane allieva di 22 anni precipitata nella giornata di ieri dal terzo piano della Scuola Ispettori e Sovrintendenti della Guardia di Finanza di Coppito. La ragazza, per cause ancora in corso di accertamento, sarebbe caduta dalla finestra della propria camera all'interno dell'istituto. Soccorsa immediatamente dal personale del 118, era stata stabilizzata sul posto e trasportata d'urgenza al nosocomio aquilano, dove era stata sottoposta a un delicato intervento chirurgico per i gravissimi traumi riportati, in particolare alla testa e al bacino. Nonostante gli sforzi dei medici, è deceduta nella notte.
La giovane frequentava il primo anno del corso e solo pochi giorni fa aveva ricevuto la tradizionale consegna delle 'fiamme', il momento simbolico che sancisce l'ingresso ufficiale nel percorso formativo degli allievi marescialli della Guardia di Finanza. La notizia della tragedia si è diffusa rapidamente all'interno della caserma, lasciando sotto choc compagni, istruttori e personale. Secondo quanto trapelato, la cerimonia prevista lunedì per salutare gli allievi del terzo anno in partenza potrebbe essere rinviata o annullata in segno di lutto. Sull'accaduto avviate indagini.

(Adnkronos) - Dopo un mese di caldo soffocante, notti super tropicali e afa asfissiante, ecco arrivare davvero la tregua sull'Italia. Tra temporali sparsi e calo delle temperature, la Penisola vivrà una fase gradevole, con valori finalmente nella norma. Ma la pausa purtroppo non durerà a lungo: la quarta ondata di calore, avvisano gli esperti, è infatti dietro l'angolo pronta a colpire di nuovo a partire dalla prossima settimana, via via sempre più rovente. Ecco le previsioni meteo per la giornata di oggi, venerdì 24 luglio, e per i giorni a venire.
Entro venerdì, spiega quindi il meteorologo responsabile media de iLMeteo.it Lorenzo Tedici, alcuni temporali anche intensi scivoleranno lungo il versante adriatico fino alla Puglia per poi virare verso la Calabria; sul resto della Penisola godremo di condizioni meteo stabili e temperature gradevoli, anche di notte.
Sabato 25 luglio vivremo una bella giornata di stampo estivo classico e con temperature nella norma, disturbata solo dall'avvicinarsi di una perturbazione atlantica con qualche rovescio tra Valle d’Aosta e Piemonte. Questa perturbazione, però, avrà il grande merito di portare preziose piogge su alcuni dei devastanti incendi in Francia.
Domenica 26 luglio avremo il vero calo termico: l'arrivo di alcuni temporali farà scivolare le massime su buona parte del Centro-Nord. A Milano, ad esempio, si scenderà come detto fino a circa 27 gradi, segnando un valore di ben 4 gradi inferiore alla media climatica del trentennio 1996-2025.
Non c'è tre senza quattro: torna la fornace
La pacchia, purtroppo, durerà pochissimo. Come recita la saggezza popolare, "Non c'è due senza tre... e il quarto vien da sé", ecco l’invito alla cautela prima di dare per finita l'Estate estrema. A partire da metà della prossima settimana, iniziando dal Nord, l'Italia ripiomberà in pieno nella fornace con la quarta ondata di caldo africano.
La battaglia di agosto: notte contro Mare
Per capire fino a che numeri vertiginosi ci spingeremo, dovremo attendere l'esito di una vera e propria battaglia meteorologica: “mare contro notte”.
Ad agosto le notti iniziano fisiologicamente ad allungarsi, un fattore che dovrebbe limitare i picchi estremi diurni. Tuttavia, c'è un avversario temibile: il mare. Avendo accumulato calore per mesi, raggiungerà la sua temperatura massima e inizierà a rilasciarne enormi quantità, mantenendo i valori termici altissimi, specialmente lungo le coste.
Comunque vada a finire questa sfida “meteomarina”, il risultato più probabile sarà questo: torneremo in fretta a soffrire notti tropicali da 27°C e a sudare di giorno, con i termometri pronti a segnare di nuovo i 38-39°C in Pianura Padana, a Firenze, Roma e su buona parte del Sud.
Venerdì 24. Al Nord: soleggiato. Al Centro: soleggiato tranne sul Medio Adriatico. Al Sud: temporali sparsi localmente intensi.
Sabato 25. Al Nord: peggiora sulle Alpi dal pomeriggio/sera. Al Centro: soleggiato. Al Sud: soleggiato e più caldo.
Domenica 26. Al Nord: perturbazione con temporali da ovest verso est. Al Centro: temporali localmente molto forti e con grandinate. Al Sud: soleggiato salvo rovesci in Campania.
Tendenza: nuova settimana via via più calda con l’arrivo della quarta ondata di caldo africano.

(Adnkronos) - Li avrebbero colpiti con schiaffi e pizzicotti, strattonandoli e chiudendoli nel bagno al buio per alcuni minuti, costringendoli anche a camminare scalzi o a rimanere sotto il sole senza il cappellino. Violenze e umiliazioni di cui sarebbero rimasti vittime i bimbi tra i 3 e i 6 anni. E' quanto emerge dall'inchiesta dei carabinieri delle stazioni di Agugliano e di Loreto e del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Osimo, che hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari nei confronti di due educatrici di una scuola d’infanzia di un comune nell’entroterra anconetano. Entrambe sono accusate di maltrattamenti e abbandono di minori. Il provvedimento, emesso dal gip di Ancona su richiesta della Procura, arriva al termine delle indagini avviate lo scorso giugno.
I militari hanno documentato, con numerosi servizi di osservazione, come le due educatrici avessero maltrattato i bambini minori di 6 anni, a loro affidati, sottoponendoli a "sistematiche vessazioni fisiche e psicologiche, in un clima di perdurante intimidazione". In particolare, spiegano gli investigatori dell'Arma, sono state riscontrate violenze fisiche, con schiaffi al volto e alla testa, pizzicotti e tirate di capelli, strattonamenti e spintonamenti dei piccoli. Oltre alla violenza fisica, le due donne si sarebbero rese responsabili di punizioni umilianti e degradanti, come far togliere forzatamente le scarpe ai piccoli, lasciandoli camminare scalzi, togliere il cappellino anche sotto il sole, chiuderli nei bagni al buio per alcuni minuti, o costringerli a colpirsi al capo da soli.
Nei reati contestati c’è anche l’abbandono di minori, poiché pur avendo il dovere di custodia e cura dei minori, di età variabile tra i tre e i sei anni, li avrebbero abbandonati, lasciandoli in giardino, totalmente privi di vigilanza per diversi minuti. Il gip, nel valutare i gravi indizi di colpevolezza, ha ravvisato "una sistematica condotta illecita delle indagate, incompatibile con il ruolo di educatrici di bambini ancora in tenera età, in un quadro di violenze, percosse, umiliazioni e minacce e in un contesto di scarsa attenzione o palese disinteresse verso i minori affidati alle indagate".

(Adnkronos) - Non solo il primo cittadino di New York Zohran Mamdani. Anche il sindaco di Londra Sadiq Khan promette l'arresto del premier israeliano Benjamin Netanyahu, qualora si recasse in città.
"Chiunque sia accusato di genocidio deve affrontare la giustizia", ha detto Khan a Channel 4 News, aggiungendo che collaborerebbe con il Primo Ministro britannico Andy Burnham per "far rispettare la legge", qualora Netanyahu si recasse a Londra. Khan ha aggiunto: "Chi commette genocidio non è benvenuto a Londra".
Mamdani nei giorni scorsi aveva detto di essere intenzionato a chiedere l'arresto del primo ministro israeliano al suo arrivo a New York, a settembre, per partecipare all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite. "Credo che il primo ministro Netanyahu debba essere processato all'Aia", le parole del sindaco della Grande Mela, che successivamente ha riconosciuto che la sua amministrazione non ha l'autorità legale per arrestare il primo ministro qualora si recasse nella città, mentre ha esortato il governo federale a dare esecuzione al mandato di arresto emesso dalla Cpi: "La città di New York non può arrestare Benjamin Netanyahu ma il governo federale sì: lo invito a unirsi alla Corte penale internazionale e a eseguire il mandato di arresto".

(Adnkronos) - Al Giffoni Film Festival si accendono i riflettori sul futuro del talento sportivo con “GrowingOur Sports Talents – Every Champion Starts with a Dream”, l'evento promosso da BeGreat in collaborazione con Giffoni Sport per riflettere sul ruolo di sport, educazione, innovazione, media e imprese nella crescita delle nuove generazioni. L'iniziativa nasce dalla convinzione che dietro ogni successo sportivo esista un ecosistema fatto di opportunità, formazione, relazioni e supporto, capace di trasformare un sogno in una storia di eccellenza.
"Ogni atleta ha bisogno di qualcuno che creda nel suo percorso prima ancora che arrivino i risultati. BeGreat nasce proprio per questo: creare un ecosistema che accompagni i giovani talenti nella loro crescita sportiva, personale e umana, aiutandoli a esprimere tutto il loro potenziale", dichiara Greta De Salvia, Ambassador BeGreat, studentessa e atleta di salto ostacoli. "Il talento è un punto di partenza, ma sono le opportunità, il supporto e la capacità di affrontare le sfide a fare davvero la differenza nel percorso di un giovane atleta".
A guidare il confronto Carola Salvato, Founder di KEA Connecta e moderatrice dell'evento, che ha aperto i lavori evidenziando il ruolo della comunicazione nella costruzione di ecosistemi sportivi sostenibili, la connessione tra sport, impresa e reputazione e il valore del dialogo tra mondi diversi. La prima sessione ha visto protagonisti i rappresentanti del mondo Giffoni. Jacopo Gubitosi, General Manager del Giffoni Film Festival, ha approfondito il ruolo del cinema nella valorizzazione dei giovani, del talento e dello sport, soffermandosi sull'importanza della partnership con BeGreat e sulla necessità di sostenere piattaforme capaci di generare opportunità concrete per le nuove generazioni.
A seguire, Antonino Muro, Strategic Advisor di Giffoni Experience e responsabile di Giffoni Sport, ha illustrato il contributo educativo del cinema nella formazione dei giovani atleti e le iniziative che nasceranno dalla collaborazione tra Giffoni e BeGreatnelle prossime edizioni del festival. Dopo i saluti istituzionali nei quali sono stati condivisi visione e missione di BeGreat e il suo ruolo di abilitatore del talento, la parola è passata a Greta De Salvia, che ha raccontato il percorso dell'atleta tra sacrifici e opportunità, sottolineando l'importanza di un supporto che vada oltre il terreno di gara e il valore di essere testimonial di un modello di sviluppo sostenibile per lo sport giovanile. La seconda sessione è stata dedicata allo sport e alla formazione del talento. Paolo Longhi, Founder di I'mPossible, ha condiviso la propria esperienza sul tema della resilienza, spiegando come trasformare i limiti in possibilità e costruire percorsi di empowerment personale attraverso il giusto mindset.
È intervenuto poi Luigi Busà, campione olimpico di karate, con la sua testimonianza sul valore della disciplina quotidiana, della mentalità vincente e del ruolo del team nel raggiungimento di performance d'eccellenza, evidenziando come i valori dello sport possano lasciare un impatto ben oltre il risultato agonistico. I temi emersi sono poi confluiti in un panel moderato da Carola Salvato, nel quale Greta De Salvia, Luigi Busà e Paolo Longhi hanno conversato sull'importanza di costruire ecosistemi in grado di sostenere atleti e studenti-atleti, sul ruolo della comunità e sull'investimento nella formazione del talento. Il dialogo è proseguito con Flavio Finozzi della LUISS Sport Academy, che ha illustrato il valore dell'educazione sportiva come asset strategico, il modello della dual career e la necessità di preparare atleti più consapevoli per il futuro.
A portare la prospettiva delle nuove generazioni è spettato a Ginevra Topa, studente-atleta LUISS di kickboxing, che ha illustrato proprio percorso di crescita sportiva e personale, evidenziando l'importanza delle opportunità e di una visione di lungo periodo nello sviluppo del talento. Il rapporto tra sport, media e storytelling è stato al centro dell'intervento di Pier Paolo Mocci, Curatore di Fortune Entertainment Italia, che ha riflettuto sul parallelismo tra cinema e sport, sottolineando come per il talento, sia esso sportivo o attoriale, disciplina, resilienza e perseveranza siano elementi indispensabili per raggiungere i propri obiettivi. A portare la prospettiva del cinema è stato Lorenzo Guidi, protagonista del film Laghat, che ha condiviso l'esperienza vissuta sul set di interpretare il giovane fantino protagonista di una storia di crescita, sacrificio e riscatto, oltre alla preparazione atletica e mentale per affrontare il ruolo. La terza sessione è stata dedicata ai partner di Begreat.
Dante Parità di Flaxia SPA, in rappresentanza di ALIS, ha parlato dell’importanza di sostenere progetti a forte impatto sociale sui giovani e da qui nasce l’affinità naturale con la realtà di BeGreat. Ernesto Di Iorio, CEO di QuestIT e CIO di Vection Technologies, ha mostrato come tecnologia, intelligenza artificiale e dati possano diventare strumenti al servizio della crescita sportiva e dello sviluppo del talento. Successivamente Luca Mariani ha approfondito il valore delle community e delle connessioni digitali come leve per generare opportunità, presentando il contributo di ChainOn allo sviluppo dell'ecosistema BeGreat. A chiudere il panel è stato Claudio Gaudiello, dirigente sportivo ed ex rugbista, che ha ribadito la centralità degli atleti e la necessità di investire su preparazione, disciplina, opportunità e sviluppo personale per aiutare ogni giovane a diventare la migliore versione di sé stesso. In conclusione, sono stati sintetizzati i temi emersi durante la serata ed è stata lanciata la call to action di Begreat: costruire insieme un ecosistema capace di sostenere il talento sportivo italiano, trasformando i sogni dei giovani in opportunità concrete di crescita e futuro.

(Adnkronos) - La White House Correspondents' Association ospiterà di nuovo la sua annuale cena di gala dopo che quella del 25 aprile è stata drammaticamente interrotta dall'uomo che ha aperto il fuoco in quello che apparve come un tentativo di assassinare Donald Trump. "Non permetteremo che un atto di violenza abbia l'ultima parola, specialmente in un anno in cui riflettiamo sul 250mo anniversario dell'America e di tutto quello che difendiamo", ha detto la presidente dell'Associazione Weijia Jiang quando lo scorso giugno ha annunciato la nuova serata di gala che si svolgerà al Waldfor-Astoria "con un significativo rafforzamento delle misure di sicurezza e nuove procedure per l'accesso".
Lo scorso aprile il 31enne californiano Cole Allen infatti riuscì a attraversare di corsa i metal dector che erano stati posizionati fuori dalla sala del Washington Hilton dove era da poco iniziata la cena, aprendo il fuoco contro gli agenti del Secret Service, mentre il presidente veniva di corsa portato via dal palco degli ospiti d'onore. E stasera Victor Gonzales, l'agente del Secret Service che affrontò direttamente l'uomo armato rimanendo anche colpito al giubotto antiproiettile, riceverà un riconoscimento, il President’s Award for Exceptional Service to the Whca.
Trump è atteso alla serata, e in previsione di questa partecipazione oltre 500 giornalisti nei giorni scorsi hanno scritto una lettera aperta ai colleghi dell'Associazione dei corrispondenti per chiedere loro di "ergersi con forza in difesa dalla libertà di stampa di fronte al presidente, difendere pubblicamente i giornalisti che lui attacca e impegnarsi a resistere agli sforzi coordinati di questa amministrazione di minare il primo emandamento".
Nella letttera, frutto dell' iniziativa dell'ex corrispodente dell'Abcnews Lisa Stark e l'ex produttore esecutivo Ian Cameron, si afferma che dalla cena di aprile ad oggi gli attacchi dell'amministrazione Trump alla stampa sono diventati più "vergognosi", esortando quindi i giornalisti che parteciperanno all'evento a condannarli pubblicamente.
"Noi crediamo che sia ipocrita celebrare il primo emendamento di fronte all'uomo che l'attacca senza sosta - continua la lettera - noi chiediamo all'Associazione di condannare le azioni dell'amministrazione dal podio ed impegnarsi a combattere tutti i tentativi di questa amministrazione di minare il pilastro fondamentale di una democrazia funzionante".

(Adnkronos) - E' trascorsa la prima settimana da detenuto per Mario Roggero. Il gioielliere di Grinzane Cavour, condannato in via definitiva a 14 anni e 9 mesi per aver ucciso due rapinatori in fuga dal suo negozio e averne ferito un terzo - a quanto apprende l'Adnkronos - nell'istituto 'modello' di Bollate ha fatto in fretta ad ambientarsi, tra nuove conoscenze e la prospettiva di un impiego.
"Non sono mai andato in carcere e fare l'esperienza a 72 anni credo che sia una cosa estremamente difficile", raccontava il 72enne, varcando venerdì scorso le porte della casa di reclusione milanese, dove in tanti gli avevano consigliato di costituirsi. "Mi hanno detto che si sta bene e che ci sono molte attività da fare. E' probabilmente la scelta migliore", diceva il gioielliere. A distanza di una settimana sarebbe pronto a confermarlo.
L'idea iniziale era approfittare del periodo (auspicabilmente breve) da ristretto, per imparare l'inglese. Per ora sembra che Roggero non si sia cimentato con lo studio delle lingue, ma abbia usato questi primi giorni per stringere rapporti all'interno del carcere, in cui le celle restano aperte 12 ore al giorno. La notte il 72enne la trascorre in cella con il compagno, ex cuoco. Complici le doti culinarie, i due si sono subito trovati bene, come ha raccontato il vicepremier Matteo Salvini, il primo a far visita al gioielliere, sia sabato che domenica scorsa.
A parte gli orari "da ospedale" di pranzo e cena, che Roggero dentro alla casa di reclusione si sia ambientato in fretta lo ha confermato anche la moglie Mariangela, che con le quattro figlie è stata a trovarlo nella giornata di lunedì. Un colloquio durato a lungo, a cui ne seguirà un altro entro fine luglio per 'esaurire' il pacchetto di sei ore a disposizione dei detenuti ogni mese.
Ci sono poi le visite del difensore, l'avvocato Stefano Marcolini. E' stato a trovarlo anche ieri, prima però che il Tribunale di Sorveglianza di Milano fissasse un'udienza per discutere dell'istanza di differimento della pena, respinta mercoledì scorso dai magistrati di Torino.
Probabilmente il 72enne scoprirà dal telegiornale che il 16 settembre potrà presentarsi di fronte alla camera di consiglio. Fino ad allora, salvo sorprese, dovrebbe restare in carcere. All'orizzonte - a quanto apprende l'Adnkronos da fonti qualificate - c'è la prospettiva di un impiego come contabile all'interno dell'istituto, che proprio del lavoro fa uno dei pilastri del sistema di reinserimento dei detenuti. (di Alice Bellincioni)

(Adnkronos) - 'TIM Summer Hits' torna stasera, venerdì 24 luglio, in prima serata alle 21.30 su Rai 1 con il terzo appuntamento. Da Piazza del Popolo, uno dei luoghi-simbolo di Roma, Carlo Conti e Andrea Delogu conducono una nuova serata all'insegna della musica dal vivo, tra hit, emozioni e gli artisti che stanno firmando la colonna sonora dell'estate 2026.
Sul palco saliranno: Angelina Mango e Marco Mengoni, Annalisa, Arisa, Bambole Di Pezza, Clara e Sangiovanni, Clementino, Emis Killa, Emma e Fabri Fibra, Fabrizio Moro, Francesca Michielin, Fred De Palma, Fulminacci, Malika Ayane, Marco Masini, Merk & Kremont, Michele Bravi, Mr.Rain, Nayt, Pinguini Tattici Nucleari, Samurai Jay, Sarah Toscano, Serena Brancale, Levante e Delia, The Kolors, Tommaso Paradiso.
L'appuntamento con 'TIM Summer Hits' proseguirà venerdì 31 luglio, per poi chiudere il viaggio musicale dell'estate con lo speciale 'TIM Summer Hits Remix', in onda venerdì 7 agosto.

(Adnkronos) - Il Tour de France 2026 torna protagonista con la diciannovesima tappa. Oggi, venerdì 24 luglio, la Grande Boucle riprende la sua corsa - in diretta tv e streaming, in chiaro - con una frazione di 127,9 chilometri con partenza da Gap e arrivo in salita all'Alpe d'Huez. In maglia gialla sempre il grande favorito alla vittoria finale, lo sloveno Tadej Pogacar.
Tappa breve ma molto dura. Il Col Bayard (2/a categoria, 4,7 km al 7,2%) si presenta prima del 5° chilometro, come riscaldamento in vista del Col du Noyer (1/a categoria, 7,2 km all’8,5%). Gli ultimi due chilometri di questa salita presentano pendenze del 10,4% e del 9,6%. Uno sprint intermedio è previsto nella città di Le Périer (Isère), al chilometro 89,4, poco dopo inizia la salita verso il Col d’Ornon (2/a categoria, 5,4 km al 6,4%). Una volta superata la vetta, a 1.371 m di altitudine, i corridori inizieranno la discesa verso Le Bourg-d’Oisans (Isère) prima di affrontare i mitici tornanti della scalata finale verso l’Alpe d’Huez. Una salita fuori categoria di 13,8 km con una pendenza media dell’8,1%, con un tratto all’11,5% tra il 9° e il 10° chilometro.
La partenza della tappa è prevista alle 14, mentre l'arrivo ci sarà intorno alle 17.30. La Grande Boucle sarà trasmessa in diretta televisiva e in chiaro sui canali Rai, tra Rai 2 e RaiSport, ma anche sui canali Eurosport. Il Tour si potrà seguire anche in streaming su RaiPlay, HBO Max, Discovery+, Dazn, TIMvision e Prime Video Channels.

(Adnkronos) - Torna in pista la Formula 1. Oggi, venerdì 24 luglio, il Mondiale riparte con le prove libere del Gran Premio d'Ungheria - in diretta tv e streaming - con la gara che è in programma domenica 26. Si ricomincia dopo il successo di Kimi Antonelli nel Gp del Belgio a Spa, dove ha preceduto la Ferrari di Charles Leclerc e la Red Bull di Max Verstappen. A caccia di riscatto, dopo il quarto posto in Belgio, Lewis Hamilton che non vuole lasciar scappare Antonelli nella corsa al titolo mondiale, con l'italiano avanti di 50 punti.
Le prove libere del Gran Premio d'Ungheria sono in programma oggi, venerdì 24 luglio. La prima sessione si terrà alle ore 13.30, mentre per la seconda bisognerà aspettare le 17.
Le prove libere del Gran Premio d'Ungheria di Formula 1 saranno trasmesse in diretta televisiva e in esclusiva sui canali SkySport. Si potranno seguire inoltre anche in streaming sull'app SkyGo e su Now.

(Adnkronos) - Sono ancora molti i pregiudizi su obesità e adolescenza. L'eccesso di peso nei ragazzi è sempre stato associato solo al binomio alimentazione-attività fisica. In realtà si tratta di una condizione complessa: entrano in gioco genetica, ambiente, metabolismo, fattori psicologici, condizioni sociali e molti altri elementi. Negli ultimi decenni il contesto in cui vivono i ragazzi è diventato sempre più 'obesiogeno', con la maggiore disponibilità di alimenti ultra-processati, di bevande zuccherate, con la riduzione dell'attività fisica e una maggiore sedentarietà. Proprio questo cambio di paradigma è al centro della prima 'linea guida' dedicata alla terapia del sovrappeso e dell'obesità resistenti al trattamento comportamentale negli adolescenti (12-18 anni), pubblicata nel Sistema nazionale linee guida dell'Istituto superiore di sanità (Iss). Secondo le indicazioni l'eccesso ponderale deve essere trattato sempre, anche negli adolescenti, con tutti gli strumenti che si hanno a disposizione: dall'approccio alimentare e comportamentale all'attività fisica alle terapie farmacologiche e chirurgiche, quando necessarie.
"La vera novità non è semplicemente l'apertura alle terapie farmacologiche, ma il riconoscimento definitivo dell'obesità come malattia cronica progressiva e recidivante complessa che necessita di percorsi personalizzati, che richiede una presa in carico multidisciplinare", spiega Marco Cappa, endocrinologo responsabile dell'Unità di ricerca Terapie innovative per l'endocrinologia dell'ospedale pediatrico Bambino Gesù Irccs di Roma e membro dell'Associazione medici endocrinologi (Ame), che ha coordinato il tavolo di lavoro.
L'obesità aumenta il rischio di sviluppare numerose complicanze, tra cui diabete di tipo 2, malattie cardiovascolari, dislipidemie, compromissioni osteoarticolari, steatosi epatica e un maggiore rischio oncologico, con conseguenze rilevanti anche sulla salute mentale e sulla qualità della vita. Secondo le stime internazionali, il costo globale dell'obesità potrebbe raggiungere circa 4.000 miliardi di dollari, pari a quasi il 3% del Pil mondiale, considerando sia i costi sanitari per la gestione della malattia e delle sue complicanze sia l'impatto sulla produttività economica. Insomma, per gli esperti non parliamo di un problema estetico, ma una malattia cronica.
Secondo l'ultima raccolta dati della Who European Childhood Obesity Surveillance Initiative (Cosi) 2022-2024, che ha coinvolto circa 470mila bambini tra 6 e 9 anni in 37 Paesi europei, nella Regione europea dell'Oms circa 4,4 milioni di bambini sotto i 5 anni convivono già con sovrappeso o obesità. Nella fascia 10-19 anni, obesità e sovrappeso interessano rispettivamente il 7,1% e il 24,9% della popolazione. Il fenomeno cresce anche nei Paesi a basso e medio reddito: secondo la World Obesity Federation, entro il 2030 potrebbero essere circa 254 milioni i bambini e gli adolescenti con obesità nel mondo. La nuova linea guida nasce dalla necessità di offrire ai professionisti sanitari uno strumento condiviso per affrontare una patologia cronica sempre più frequente e complessa, e assicurare ai pazienti l'uniformità del trattamento, superando le differenze territoriali. Il documento è stato promosso da Ame (Associazione medici endocrinologi) con il contributo delle principali società scientifiche italiane che si occupano di obesità in età adolescenziale, coinvolgendo specialisti provenienti da tutto il territorio nazionale e rappresentanti dei pazienti, con l'obiettivo di produrre raccomandazioni non solo scientificamente solide, ma anche concretamente applicabili. "Quando si affrontano patologie croniche che iniziano già nei primi anni di vita - spiega Irene Samperi, endocrinologa componente della Commissione Linee guida Ame - è fondamentale avere indicazioni condivise, basate sulle migliori evidenze scientifiche, che aiutino i clinici nella gestione quotidiana e garantiscano pari accesso alle cure".
La realizzazione della linea guida ha seguito un percorso metodologico rigoroso: la valutazione delle evidenze scientifiche è stata affidata all'Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri Irccs, mentre l'analisi economica e dell'impatto sul sistema sanitario è stata curata da Altems - Alta Scuola di economia e management dei sistemi sanitari dell'università Cattolica. Le linee guida nazionali rappresentano inoltre un riferimento importante anche nell'ambito della responsabilità professionale sanitaria prevista dalla legge Gelli-Bianco. Un elemento di particolare innovazione riguarda l'introduzione, per la prima volta in una linea guida nazionale, della dimensione della salute planetaria (Planetary Health). "Abbiamo ritenuto importante - spiega Samperi - considerare l'impatto delle raccomandazioni prodotte sul pianeta. È un approccio ancora sperimentale, gli studi disponibili in letteratura sono ancora limitati, ma rappresenta una prospettiva alla quale la medicina del futuro non può più rinunciare".
Il tema si collega al Planetary Health Check 2025, il rapporto internazionale che monitora lo stato di salute del pianeta e il superamento dei confini planetari, evidenziando come cambiamenti ambientali, perdita degli ecosistemi e inquinamento possano rappresentare una crescente sfida anche per la salute umana. "La salute del pianeta e quella delle persone sono sempre più interconnesse", aggiunge Cappa. "Per questo oggi dobbiamo affrontare l'obesità anche con una visione One Health. La sfida - conclude Cappa - è superare definitivamente lo stigma e riconoscere che l'obesità adolescenziale è una malattia che merita prevenzione, diagnosi precoce e cure appropriate. Quando è resistente agli interventi sullo stile di vita, dobbiamo offrire ai ragazzi tutti gli strumenti terapeutici disponibili".

(Adnkronos) - La terza ondata di calore dell'estate 2026 si è quasi chiusa, l'afa cede il passo e l'Italia si prepara a un weekend di sollievo. L'ultimo bollettino del ministero della Salute fotografa oggi, venerdì 24 luglio, una Penisola dove prevalgono i bollini verdi, fatta eccezione per soli 5 capoluoghi sui 27 monitorati: una sola città in allerta massima e quattro da bollino giallo.
Ma andrà meglio, molto meglio, durante la giornata di domani: spariti i bollini rossi, sarà raffica di verdi ad eccezione di un solo giallo.
In questo quadro di miglioramento, l'unica città oggi con bollino rosso - il 3 livello di allerta che indica condizioni di emergenza con possibili effetti negativi sulla salute di persone sane e attive e non solo sui sottogruppi a rischio come gli anziani, i bambini molto piccoli e le persone affette da malattie croniche - è Cagliari. Bollino giallo invece per Catania, Messina, Palermo e Reggio Calabria. Tutti i restanti capoluoghi sono in verde.
Sabato 25 luglio, quindi, l'Italia sarà una 'distesa verde'. L'unica eccezione tra i 27 capoluoghi monitorato sarà Cagliari, che dal rosso di oggi passerà domani al bollino giallo.

(Adnkronos) - L'accordo tra Stati Uniti e Arabia Saudita per il nucleare civile, annunciato mercoledì scorso, "è completamente subordinato" all'adesione di Riad agli accordi di Abramo, pena lo stop all'intesa stessa. Parola di Casa Bianca e - soprattutto - di Donald Trump, che ieri a sorpresa ha cambiato le carte in tavola con un post su Truth.
Non c'è stata infatti nessuna menzione della 'clausola' nell'annuncio di due giorni fa del dipartimento dell'Energia Usa: un'indicazione del fatto che gli Accordi di Abramo non dovrebbero fare parte dei documenti firmati dalle parti, a differenza di quanto comunicato ieri dal tycoon.
Il Times of Israel, nel ricordare che l'amministrazione Biden aveva subordinato la cooperazione nucleare con l'Arabia Saudita al suo riconoscimento di Israele, fa intanto notare come il post di Trump arrivi dopo che sostenitori di Israele hanno espresso allarme per la decisione di procedere all'intesa senza subordinarla all'adesione di Riad agli accordi mediati dalla prima amministrazione Trump nel 2020, per la normalizzazione dei rapporti tra Tel Aviv e diversi Paesi Arabi.
L'intesa, ha spiegato ieri il presidente americano su Truth, "è completamente subordinata all'adesione da parte dell'Arabia Saudita agli accordi di Abramo, molto apprezzati e di successo". Nel post, Trump ha spiegato anche che verrà approvato "un accordo per il nucleare civile (non ci sarà arricchimento di materiale) per uso unicamente non militare, come quelli che l'Iran e gli Emirati (e altri) hanno". Gli Stati Uniti, ha poi aggiunto, "non si oppongono a impianti nucleari civili (senza l'arricchimento)".
"Se non aderiscono agli accordi di Abramo, l'intesa salta", l'ultimatum arrivato poi dalla portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt, spiegando ai giornalisti che il presidente Trump non ha ancora parlato con la leadership saudita dopo il post.
E a chi le chiedeva come mai questa condizione non sia stata menzionata nella dichiarazione con cui mercoledì scorso il segretario all'Energia ha annunciato l'accordo sul nucleare, la portavoce ha risposto dicendo che il presidente Trump "è quello che chiude l'accordo finale" e che "in numerose occasioni" ha comunicato ai sauditi quanto sia necessario che Riad aderisca agli accordi.
"Il presidente ha pubblicato la sua dichiarazione poche ore fa - ha detto ancora -, non credo che abbia parlato con Mohammed bin Salman da allora, comunque è qualcosa che aveva sollevato nelle conversazioni precedenti e detto molte volte in passato". Il principe ereditario ha però affermato più volte che non normalizzerà le relazioni con Israele fino a quando non ci sarà un chiaro percorso verso uno Stato palestinese.
"Non a quanto ne sappia", ha poi risposto a chi le chiedeva se sia stato Benjamin Netanyahu a chiedere l'adesione come condizione per accettare l'accordo. "Questa è un'idea che il presidente ha da molto tempo", ha aggiunto la portavoce, che ha quindi ribadito quanto detto da Trump.
"L'accordo con l'Arabia Saudita, l'accordo energetico, dipende da questa condizione, per quanto concerne il presidente. Lui vuole che questi Paesi firmino gli accordi di Abramo che è uno dei più storici risultati del suo primo mandato - ha continuato Leavitt -, e questo continua ad essere un suo obiettivo a lungo termine, espandere questi accordi per arrivare alla fine ad una situazione in cui il Medio Oriente può essere pacifico e stabile".
Dal canto suo, il premier israeliano Netanyahu ha spiegato che, "come ha detto il presidente Donald Trump, l'adesione dell'Arabia Saudita agli accordi di Abramo sarebbe uno storico passo verso la pace in Medio Oriente".
Nella dichiarazione diffusa dall'ufficio del primo ministro su X, Netanyahu ha poi aggiunto che è stata "l'azione militare congiunta americana e israeliana contro il regime genocida di Teheran e la repressione israeliana dell'asse del terrore iraniano ad aver creato la possibilità di espandere il cerchio della pace". Una "pace attraverso la forza", la conclusione post.
E Riad? Secondo fonti anonime, citate dalla giornalista americana Laura Rozen e ripresa da Times of Israel, l'intesa ormai "è stato firmata, quindi non c'è nulla da rinegoziare. I tweet non annullano gli accordi firmati".

(Adnkronos) - Gli Usa hanno annunciato l'imposizione di nuovi dazi su numerosi partner commerciali, tra cui quelli dell'Unione Europea. Le nuove tariffe imposte da Trump entrano in vigore oggi, alla scadenza dei temporanei dazi del 10% introdotti in precedenza dagli Usa. Il provvedimento era stato varato come soluzione tampone dopo la sentenza con cui la Corte Suprema a febbraio aveva bocciato i dazi varati dal tycoon ad aprile 2025.
La decisione dell'amministrazione Trump viene motivata dalle preoccupazioni relative al lavoro forzato ("qualsiasi lavoro o servizio estorto a una persona sotto la minaccia di una sanzione e per il quale la persona non si è offerta volontariamente", secondo la definizione dell'International Labour Organization, l'agenzia Onu che si occupa di lavoro). Le nuove tariffe variano dal 10% al 12,5%, mentre i prodotti già soggetti a dazi settoriali specifici non saranno interessati.
Secondo i critici, spiega il Washington Post, i nuovi dazi fanno parte di una più ampia campagna del presidente per ridurre la dipendenza degli Stati Uniti dalle importazioni. L'annuncio riguarda gli acquisti statunitensi da 60 Paesi che, secondo l'amministrazione Usa, importano beni prodotti con il lavoro forzato anziché acquistare prodotti realizzati da lavoratori americani meglio retribuiti.
I Paesi che non hanno leggi che vietano tali merci - come Cina, Regno Unito e Giappone -, da oggi saranno quindi soggetti a tariffe del 12,5%. Gli altri, inclusi quelli nell'Unione Europea, saranno colpiti da dazi del 10% se non le faranno rispettare. Alcune importazioni statunitensi, come i prodotti regolati dall'accordo Stati Uniti-Messico-Canada e il petrolio e il gas, sono invece esenti dalle nuove tariffe.
Funzionari dell'amministrazione, che hanno parlato con il Washington Post a condizione di rimanere anonimi, hanno affermato che la decisione deriva dalla storica opposizione del presidente Donald Trump al lavoro forzato.

(Adnkronos) - Gli Usa e l'Arabia Saudita hanno siglato un accordo per l'uso civile dell'energia atomica da parte del Regno, che utilizzerebbe tecnologia americana. Dell'accordo si sa poco, ma ha messo in allarme diversi Paesi della regione, perché viene considerato come il primo passo verso una corsa all'arma atomica nel Medio Oriente, uno dei quadranti più instabili del mondo. L'accordo trentennale, spiega il Guardian, è concepito per soddisfare il "fabbisogno energetico" dell'Arabia Saudita, come dichiarato dal segretario all'Energia statunitense Chris Wright. Nell'ambito dei piani per l'economia del principe ereditario Mohammed bin Salman, Riad mira a utilizzare l'energia nucleare per produrre elettricità, liberando maggiori quantità di petrolio per l'esportazione.
L'accordo renderebbe le aziende americane centrali nello sviluppo delle infrastrutture nucleari del Paese, impedendo al contempo a concorrenti come Cina e Russia di insediarsi. Non ci sono cifre ufficiali, ma si stima che l'accordo valga decine di miliardi di dollari: sarebbe la continuazione di un piano concepito per la prima volta durante l'amministrazione di Joe Biden.
Questo accordo prevedeva che gli Stati Uniti si impegnassero nella cooperazione nucleare in cambio dell'instaurazione di relazioni diplomatiche formali tra l'Arabia Saudita e Israele, prospettiva che è stata stoppata dall'attacco del 7 ottobre 2023 perpetrato da Hamas. L'amministrazione Trump ha deciso di portare avanti l'accordo con i sauditi senza un'intesa con Israele.
L'accordo, pare, aprirebbe la strada alla costruzione di un impianto di arricchimento dell'uranio in Arabia Saudita, a condizione che uno studio congiunto tra Stati Uniti e Arabia Saudita stabilisca che è necessario. Lo studio durerebbe due anni, lasciando potenzialmente al successore di Donald Trump alla Casa Bianca la decisione di autorizzare o meno l'arricchimento dell'uranio nel Paese.
Molti Paesi con centrali nucleari non arricchiscono l'uranio in casa, un processo che in teoria potrebbe produrre uranio altamente arricchito, utile alla costruzione di un'arma nucleare. Invece di produrlo, importano combustibile per i reattori. Washington, tuttavia, avrebbe il controllo sull'uranio arricchito e sul combustibile esaurito dei reattori, il che, secondo la Casa Bianca, garantirebbe che non possano essere riutilizzati per la produzione di una bomba.
Da anni le organizzazioni per la non proliferazione nucleare avvertono che un accordo di questo tipo potrebbe spingere l'Arabia Saudita a sviluppare un'arma nucleare. Riad ha affermato in passato di aver bisogno di un'arma atomica qualora il suo rivale regionale, l'Iran, ne acquisisse una.
Si teme che dotare l'Arabia Saudita di un programma nucleare nazionale possa innescare una corsa agli armamenti nucleari in tutto il Medio Oriente, spingendo altri Paesi a perseguire capacità simili. Israele, noto per il suo programma nucleare segreto, avrebbe espresso preoccupazione per il fatto che l'accordo potrebbe innescare una corsa agli armamenti nella regione.
Anche i Democratici al Congresso hanno manifestato preoccupazioni simili. Tuttavia, è improbabile che l'accordo venga bloccato dal Congresso. Si prevede che venga sottoposto all'approvazione del Congresso nei prossimi giorni ma, per bloccarlo, il Congresso dovrebbe approvare una risoluzione congiunta e ottenere una maggioranza di due terzi per superare il veto presidenziale.

(Adnkronos) - Luce verde del Cdm alla norma 'anti-maranza', il disegno di legge del governo che prevede modifiche in materia di imputabilità del minore. Il provvedimento interviene sull’articolo 98 del Codice penale, introducendo una presunzione relativa di capacità di intendere e di volere per chi, al momento del fatto, abbia compiuto quattordici anni e non ancora diciotto.
Muta così il criterio di accertamento: la capacità non deve più essere positivamente verificata caso per caso, ma si presume fino a prova contraria, restando ferma la possibilità di escludere l’imputabilità quando risulti, sulla base degli elementi acquisiti nel procedimento, che il minore ne fosse privo al momento del fatto.
Resta ferma la diminuzione della pena prevista per i minori imputabili. Il disegno di legge modifica, di conseguenza, l’articolo 9 del decreto del Presidente della Repubblica 22 settembre 1988, n. 448, prevedendo che il giudice e il pubblico ministero possano acquisire anche elementi ai fini del giudizio sull’imputabilità del minore.

(Adnkronos) - Nessun '6' nè '5+1' al concorso del Superenalotto di oggi, giovedì 23 luglio 2026. Alla prossima estrazione il jackpot sarà di 198,7 milioni di euro.
La schedina minima nel concorso del SuperEnalotto prevede 1 colonna (1 combinazione di 6 numeri). La giocata massima invece comprende 27.132 colonne ed è attuabile con i sistemi a caratura, in cui sono disponibili singole quote per 5 euro, con la partecipazione di un numero elevato di giocatori che hanno diritto a una quota dell'eventuale vincita. In ciascuna schedina, ogni combinazione costa 1 euro. L'opzione per aggiungere il numero Superstar costa 0,50 centesimi.
La giocata minima della schedina è 1 colonna che con Superstar costa quindi 1,5 euro. Se si giocano più colonne basta moltiplicare il numero delle colonne per 1,5 per sapere quanto costa complessivamente la giocata.
Al SuperEnalotto si vince con punteggi da 2 a 6, passando anche per il 5+. L'entità dei premi è legata anche al jackpot complessivo. In linea di massima:
- con 2 numeri indovinati, si vincono orientativamente 5 euro;
- con 3 numeri indovinati, si vincono orientativamente 25 euro;
- con 4 numeri indovinati, si vincono orientativamente 300 euro;
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- con 5 numeri indovinati, si vincono orientativamente 32mila euro;
- con 5 numeri indovinati + 1 si vincono orientativamente 620mila euro.
E' possibile verificare eventuali vincite attraverso l'App del SuperEnalotto. Per controllare eventuali schedine giocate in passato e non verificate, è disponibile on line un archivio con i numeri e i premi delle ultime 30 estrazioni.
Questa la combinazione vincente del concorso di oggi, giovedì 23 luglio 2026: 2, 12, 22, 34, 70, 74. Numero Jolly: 41. Superstar: 8.

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(Adnkronos) - "Oggi il governo ha approvato un disegno di legge che cambia le regole sull'imputabilità dei minori. Vorrei spiegarvi cosa cambia e perché". Così la premier Giorgia Meloni in un video sui social sulla norma 'anti maranza'. "Comincio da un principio che noi stiamo cercando di affermare in ogni ambito chi aggredisce, chi rapina, chi devasta deve pagare sempre anche se ha 15 o 16 anni".
"Il nostro ordinamento prevede attualmente che un minore tra i 14 e i 18 anni risponda del reato solo se un giudice accerta che fosse capace di intendere e volere. Con questo provvedimento quella capacità si presume sempre, significa che si potrà ancora dimostrare il contrario davanti a un giudice, ma il punto di partenza cambia: prima si presumeva la incapacità, oggi si presume la responsabilità", spiega ancora Meloni.
"Questa norma - dice la premier - colpisce soprattutto chi pensa di essere intoccabile, sfrutta i minori come manovalanza per i propri affari, ma serve anche a punire quei ragazzi che pensano di poter fare come vogliono perchè sanno che tanto non accadrà loro nulla".
"E' chiaro che la norma da sola non risolve il problema né quando si parla di giovanissimi si può ragionare solo di repressione. Questo provvedimento è un tassello in un percorso molto più difficile e spesso silenzioso. Perchè un ragazzo di 15 o 16 anni che diventa violento e commette reati quasi mai ci arriva da solo", continua.
"Molto spesso c'è una famiglia che lo ha dimenticato, una scuola che ha perso i contatti, un quartiere dove la sera non c'è nulla, un adulto che ha approfittato del vuoto. Riempire quel vuoto richiede molto lavoro, sostegno alle famiglie, scuola, formazione, lavoro, centro sportivi, spazi di aggregazione, lotta al degrado, presidi nelle aree più difficili e noi stiamo lavorando su tutti questo fronti tutto si tiene insieme. La fermezza senza alternative non basta ma le alternative senza fermezza non risolvono il problema".
"Alcuni risultati si iniziano a vedere e per questo vogliamo insistere. Uno Stato giusto ha il coraggio di cambiare le regole quando non funzionano e ha il dovere di essere severo con chi sbaglia ma anche presente con chi rischia di perdersi, perché non c'è vera libertà senza responsabilità".
“Non abbiamo abbassato l’età per l'imputabilità, che rimane 14 anni, e non vi sono aggravamenti della pena, vi è una inversione invece della concezione nell'incapacità di intendere e di volere, cioè della cosiddetta imputabilità del minore che oggi è deve essere positivamente confermata e accertata volta per volta e invece da ora in poi sarà presunta, e quindi è soggetta a prova contraria”, ha detto intanto il ministro della Giustizia, Carlo Nordio al termine del Consiglio dei ministri dopo l’approvazione del ddl in materia di imputabilità del minore. “Con questa norma abbiamo invertito l’onere della prova” ha aggiunto Nordio.
"Questo è il tassello finale di tutta una serie di provvedimenti a partire dal decreto Caivano che sono stati adottati in questi anni a seguito dell’aumento della delinquenza minorile. La norma intende facilitare le indagini, perché partendo dal presupposto che una persona che commette un reato a 16 anni sia presumibilmente cosciente di quello che sta facendo, spetta al diretto interessato dare la prova contraria della sua capacità di intendere e di volere. Oggi si presume che quella persona non sia del tutto capace e che l’imputabilità debba essere accertata volta per volta, d'ora in avanti invece sarà il contrario", spiega il ministro.
"Ok dal Consiglio dei ministri a una nuova stretta anti-maranza chiesta a gran voce dalla Lega. Chi commette un reato sarà imputabile anche dai 14 anni in su. Chi sbaglia, paga. Avanti Lega!", commenta sui social il vicepremier e segretario della Lega, Matteo Salvini.
La norma scatena l'ira delle opposizioni, a partire dai dem. "Hanno fatto un Cdm senza affrontare un'altra volta il problema della benzina che è tornata a costare più di 2 euro. Questi sono i problemi concreti che gli italiani si aspettano che il governo affronti. Basta con la propaganda". Così la segretaria del Pd Elly Schlein, a margine della Festa de l'Unità a Bagno a Ripoli. "Ancora una volta il governo sceglie la strada della propaganda e della repressione invece di affrontare le vere cause del disagio giovanile. Con il provvedimento approvato oggi dal Consiglio dei ministri, che rende automaticamente imputabili i minori tra i 14 e i 18 anni, si continua a criminalizzare un’intera generazione, anziché investire in prevenzione, educazione, inclusione e sostegno", fa eco Matteo Mauri, deputato e responsabile Sicurezza del Partito democratico, commentando il provvedimento. "La sicurezza non si costruisce trattando i giovani come un problema di ordine pubblico, ma offrendo opportunità, servizi e strumenti per contrastare fragilità ed esclusione. Serve una politica capace di ascoltare e accompagnare i ragazzi, non di etichettarli e punirli. È questa l’alternativa che il governo continua a rifiutare", conclude Mauri.
"Le parole di Carlo Nordio sono gravissime. Dopo sei decreti Sicurezza e il decreto Caivano, il governo ammette che la criminalità minorile è aumentata. È la prova del fallimento delle politiche della destra: più propaganda, più repressione, meno sicurezza", dichiara Angelo Bonelli, parlamentare di Alleanza verdi e sinistra e co-portavoce di Europa verde. "Invece di investire nella scuola, negli educatori, nei servizi sociali, nella salute mentale, nei centri culturali e sportivi delle periferie – abbandonate al degrado, all’emarginazione e alla povertà educativa a causa di tagli del governo ai finanzianti per i servizi sociali, culturali e sportivi – Meloni e Nordio scelgono di rispondere al disagio giovanile con il carcere e con una deriva autoritaria che sostituisce la prevenzione con il sospetto e le politiche sociali con il diritto penale", aggiunge. "La sicurezza si costruisce offrendo opportunità, non riempiendo le carceri di ragazzi. Senza una grande politica per l’istruzione, la cultura, lo sport e l’inclusione sociale, il carcere rischia di trasformarsi in una scuola di criminalità, dove si preparano i boss di domani invece di recuperare i cittadini di domani. La destra trasforma i giovani nel capro espiatorio del proprio fallimento", conclude Bonelli.
"Ci eravamo illusi che la destra avesse toccato il fondo in materia di politiche giovanili con la pdl Fascina che abbassa l’età della imputabilità ai tredici anni. Invece oggi il Cdm sfodera un meccanico perverso per rendere ragazzini e ragazzine imputabili sempre e comunque, a prescindere dalle valutazioni del giudice sulla personalità e sulla maturità del minorenne. Consola l’idea che la Consulta, semmai andranno avanti su questa strada, penserà a fermarli, anche perché nel diritto penale, come è noto, gli automatismi non devono operare (legittima difesa docet)”. Così il capogruppo di Avs nella commissione Giustizia della Camera Devis Dori. “I liberali di Forza Italia o si vergognano o, evidentemente, non sono più tanto liberali, seguendo questa assurda politica di criminalizzazione permanente dei giovani”.

(Adnkronos) - La cantautrice Gerardina Trovato annuncia lo stop al suo tour estivo. Con un video commosso pubblicato sui suoi canali social, l'artista ha spiegato di doversi sottoporre a un'operazione d'urgenza alla gola, che la costringerà a un periodo di fermo. Il messaggio arriva in un momento che doveva essere di grande gioia per il suo ritorno sulle scene. "Ero felice, felice davvero, perché dopo tanto, tanto tempo stavo per tornare in tour in Sicilia e in tante altre regioni d'Italia, con un gruppo fortissimo di musicisti bravissimi", ha spiegato l'artista nel video.
Poi il racconto di come ha scoperto il problema di salute: "Durante le prove, ho sentito un dolorino. Pensavo fosse solo stanchezza e che sarebbe bastato un po' di riposo, invece dopo una visita e una Tac con contrasto è emerso che ho una cisti alla gola, che preme sulle corde vocali. Per questo, dovrò essere operata d'urgenza".
La diagnosi comporterà un doppio intervento. "Le parole dell'otorino sono che la cisti 'non dovrebbe essere maligna', ma dovrò comunque subire il dovuto intervento: uno alla cisti e l'altro alle corde vocali. Di conseguenza, purtroppo, per questo tour 2026 sarò ferma per l'operazione al Policlinico e la successiva riabilitazione". "L'unica cosa che vi dico, e lo dico a tutti i miei fan, è questa: vi garantisco che tornerò a cantare come prima, se non meglio di prima, e lo farò il prima possibile", ha concluso l'artista.

(Adnkronos) - E' testa a testa tra coalizione di centrodestra e centrosinista secondo il sondaggio di Emg per Tg3/Linea Notte. Il campo progressista, se si dovesse andare a votare ora, sarebbe avanti di qualche decimo di percentuale rispetto al centrodestra, ma entrambi perdono consenso, contro invece Futuro nazionale con Vannacci che continua a crescere. Nello specifico, il centrosinistra viene fotografato al 43,5%, lo 0,4% in meno rispetto all'ultima rilevazione, mentre la maggioranza che a oggi sostiene il governo di Giorgia Meloni è data al 42,3%, in calo di mezzo punto. Il partito del generale, invece, guadagna lo 0,5% e si porta la 7,2% dei potenziali voti. E il centro, composto da Azione e Partito Liberaldemocratico, perde lo 0,1% ed è fotografato al 4,2%.
Per quanto riguarda la situazione dei partiti, Fratelli d'Italia rimane saldamente in testa con il 24,6% di potenziali consensi, seguita dal Partito democratico al 21,2%. Nel gradino più basso del podio troviamo il Movimento 5 stelle, che porterebbe in dote per il campo progressista il 12,5%. Forza Italia, ancora, è all'8,3%, la Lega al 7,7% (0,5% in più di Futuro nazionale), Avs al 5,8%, Italia viva-Casa riformista al 2,6%, Azione al 2,5%, Noi moderati e Partito Liberaldemocratico all'1,7%, +Europa all'1,4%, altre liste al 2,8%.
L'affluenza stimata sale di un punto percentuale e si attesta, secondo l'istituto di ricerca, al 63%.
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