
(Adnkronos) - Vendere la casa per ripagare un debito. È successo in Inghilterra a una bisnonna che aveva rubato 115mila sterline a un ente di beneficenza ed è stata costretta a restituirle. Senza avere denaro a disposizione però ha deciso di mettere sul piatto la propria casa.
La donna si chiama Pamela Bent e, quando aveva 65 anni, secondo quanto riportato dalla Bbc, lavorava come tesoriera del Sedgeford Historical and Archaeological Research Project (Sharp), con sede vicino a Hunstanton, nel Norfolk. All'epoca riuscì a evitare il carcere ma ricevette comunque una condanna a due anni con sospensione condizonale della pena.
La condizione? Che vendesse, appunto, la casa così da riuscire a restituire la cifra sottratta. Un dirigente di Sharp ha affermato che il furto del denaro aveva quasi portato alla chiusura dell'azienda, ma che ora la situazione è "in ripresa" dopo che è stato restituito.
In precedenza, la donna aveva ammesso quattro capi d'accusa , tra cui frode mediante abuso di posizione e falsificazione di documenti. La direttrice degli scavi di Sharp, la dottoressa Eleanor Blakelock, ha affermato che la scoperta del crimine è stata un "duro colpo".
"Abbiamo dovuto chiedere prestiti a diversi amministratori fiduciari solo per andare avanti finché non siamo riusciti a recuperare quei soldi", ha detto Blakelock, "da quando il denaro è stato restituito, il dottor Blakelock ha affermato che l'organizzazione benefica "si è riorganizzata e ora è in ripresa".

(Adnkronos) - "Canta che ti passa", scrive Noemi sui suoi canali social a corredo di una foto che la ritrae su un letto d'ospedale con un microfono in una mano e con gli occhi concentrati su un computer. Dallo scatto pubblicato è visibile il maxi livido sulla coscia destra, causato dalla brutta caduta avvenuta dal palco lo scorso 19 luglio a San Salvo Marina, in provincia di Chieti, dove stava tenendo il suo concerto. La 'macchia' non sfugge a follower e ammiratori, che chiedono informazioni sulla convalescenza dopo l'incidente.
Nonostante il dolore e il periodo di stop forzato, la cantante continua ad affrontare tutto con il sorriso e l'ironia. "Io sono ineluttabile", aveva scritto sui social qualche giorno fa. Un chiaro riferimento a Thanos, il celebre antagonista della saga Marvel 'Avengers', noto proprio per il suo iconico guanto dell'infinto e per la sua forza incredibile.
Su Instagram la cantante ha poi condiviso altre foto, tra cui una in cui appare con un piccolo cerotto sulla fronte seduta su quello che sembra essere il balcone di casa. La cantante è stata dimessa dall'ospedale e ora dovrà prendersi quattro settiamane di riposo per recuperare completamente dall'incidente.
Tutto è successo lo scorso 19 luglio, mentre Noemi stava intonando 'Briciole': la cantante si avvicina al pubblico, facendo segno di battere le mani al tempo, ma perde il contatto visivo con il palco, non accorgendosi che stava finendo.
Noemi fa così un vero e proprio volo e cade, con il concerto che viene subito interrotto e la cantante trasferita in ospedale. Dopo la caduta, Noemi ha scritto un messaggio sui social. "Volevo rassicurarvi dopo quello che è successo ieri sera. Non era mia intenzione fare delle acrobazie, avevo i miei soliti occhiali da vista. Mi sono presa un grande spavento, ma per fortuna sto bene: ho qualche acciacco e un po' di dolore", ha postato la cantante su Instagram, insieme a una foto dal letto di ospedale.
"Mi dispiace tantissimo dover rinunciare ai prossimi concerti, ma i medici mi hanno chiesto di prendermi 4 settimane di riposo per recuperare. Grazie di cuore per tutti i vostri messaggi, l'affetto e la vicinanza. Mi avete fatto sentire davvero tanto amore. Ho la testa dura non vi preoccupate!", ironizza. Per concludere: "Non vedo l'ora di tornare sul palco e cantare di nuovo con voi. Ci rivediamo prestissimo! Vi abbraccio forte".

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(Adnkronos) - "Non sono uno da movida o da locali. Sono diventato esattamente la persona che avrei voluto essere". Così Achille Lauro si mette a nudo e si racconta senza filtri in un'intervista rilasciata a ‘Io Donna’. Il cantautore di ‘Comuni mortali’ spiega: "Tendo a proteggere chi amo. Passo il tempo a costruire il mio mondo", racconta.
Una scelta che riflette il percorso personale e artistico compiuto negli ultimi anni: "Sono diventato esattamente la persona che avrei voluto essere: uno che lavora, crea e cerca di dare un senso alla propria vita attraverso quello che fa". Per questo, aggiunge, non esiste più una vera distinzione tra vita privata e lavoro.
Lauro respinge anche le critiche di chi lo accusa di aver costruito un alter-ego: "Molti parlano del 'personaggio', ma per me il personaggio non esiste. Non c'è un confine tra persona e personaggio, né tra lavoro e vita privata. Sono completamente assorbito", afferma.
Nel corso dell'intervista parla anche dell'addio al ruolo di giudice di X Factor, definendolo "un'esperienza bellissima". Una scelta, però, maturata per seguire ciò che sente più vicino alla sua natura. "A un certo punto bisogna scegliere la vita che si vuole fare. Io sento di essere nato per fare quello che faccio. Seguo le mie vere passioni, seguo i miei grandi amori", spiega.
A guidarlo è anche una costante inquietudine: "Ne ho tanta. È una benedizione, ma anche una maledizione. Non riesco mai a vedere davvero il traguardo", confessa. Un'inquietudine che ha caratterizzato anche la sua adolescenza romana: "È stata piuttosto frizzante. Ma non rinnego nulla. Anzi, credo che tutti quei puntini, che allora sembravano messi lì a caso, oggi abbiano trovato un senso".
Ripensando alla sua carriera, costellata di successi ma anche di critiche, Lauro ammette che c'è un solo aspetto che continua a ferirlo: "Mi feriscono solo quando qualcuno pensa che quello che faccio sia superficiale o puro esibizionismo. Dietro ogni scelta c'è una costruzione molto seria. È come scolpire una statua e sentirsi dire che è uno scherzo".

(Adnkronos) - Il ministro dello sport Andrea Abodi parla di una "brutta figura". Il presidente della Figc Giovanni Malagò replica: "Dipende da chi l'ha fatta". Un botta e risposta, quello che segue al passo indietro sulla designazione di Andrea Pirlo come commissario tecnico della Nazionale, che il calcio italiano dovrà provare ad archiviare rapidamente. C'entra, come sempre, la politica. Perché la scelta fatta dal direttore tecnico Paolo Maldini è stata bruciata per una incompatibilità sostanziale di Pirlo Ct con il Pirlo ambassador di Fonbet, società russa di scommesse sportive.
Uno stop rispetto al percorso programmato, che si poteva e si doveva evitare. Non solo per un aspetto formale ma anche, e soprattutto, per una ragione sostanziale: le scelte commerciali di Pirlo sono criticabili finchè non deve rappresentare il suo Paese, diventano insostenibili quando vanno in evidente contrasto con la collocazione internazionale dell'Italia. E non era difficile immaginare che quel contratto russo potesse rappresentare un ostacolo impossibile da aggirare anche per il nuovo corso federale.
Non solo. Anche volendo rientrare rapidamente nel solco tecnico della scelta caduta su Pirlo, la catena di errori non può che allungarsi. Il pasticcio russo è arrivato subito dopo il corteggiamento, reso pubblico e fieramente rivendicato, di Pep Guardiola. Pirlo è partito come una seconda scelta, peraltro appesantita dalla enorme distanza, in termini di esperienza e risultati, dalla prima scelta.
Ora, per forza di cose, il prossimo Ct dell'Italia sarà una terza scelta, che verrà dopo la prima scelta inarrivabile e la seconda scelta quantomeno incauta. Non esattamente la premessa migliore per il passaggio che deve inaugurare il processo di rifondazione di un calcio italiano malato di risultati e rimasto senza prospettive. Per evitare di smontare sul nascere la squadra a cui Malagò ha scelto affidare la gestione tecnica, Maldini direttore tecnico e Leonardo advisor, serve l'accordo su un terzo nome che possa in qualche modo essere compatibile con l'identikit tracciato, quello di un allenatore che possa interpretare la filosofia e il cambiamento che la coppia di ex milanisti rietene necessari.
Basterà un profilo giochista, relativamente giovane e sufficientemente dentro il mondo di Maldini e Leonardo (Thiago Motta?). Oppure salterà il banco e Malagò dovra procedere a una nuova rifondazione che prima del Ct riveda anche la guida dell'area tecnica? In un senso o nell'altro, il calcio italiano meriterebbe meno confusione. (Di Fabio Insenga)

(Adnkronos) - Un'esposizione precoce, eccessiva e non regolata agli schermi può influire negativamente sullo sviluppo cognitivo, emotivo, sociale e fisico di bambini e adolescenti. È quanto emerge dal Position paper della European Academy of Paediatrics (Eap) e della European Confederation of Primary Care Paediatricians (Ecpcp). Lo studio 'Screen Time Exposure and Children's and Adolescents' Health', pubblicato sulla rivista 'Acta Paediatrica', nasce del progetto 'Giovani, salute e sani stili di vita' e porta la firma di Lorenza Onorati, membro Eap e specializzanda della Pediatria di Padova, e di Eugenio Baraldi, direttore scientifico Fondazione Città della Speranza e coordinatore del progetto dell'università di Padova che ha preso il via nel 2022. Il documento raccoglie le più aggiornate evidenze scientifiche sugli effetti dell'esposizione agli schermi digitali (smartphone, Tv, social networks, videogame) sulla salute di bambini e adolescenti e propone raccomandazioni condivise rivolte a famiglie, pediatri, scuole e decisori politici.
"Tra gli aspetti più preoccupanti di una precoce esposizione agli schermi - spiega Baraldi - emerge il crescente rischio di comportamenti di dipendenza da dispositivi digitali e social network, favoriti da un utilizzo prolungato e incontrollato, con possibili ripercussioni sul benessere psicologico, sul rendimento scolastico, sulla qualità del sonno, sulle relazioni familiari e sociali e sull’attività fisica". Tra le raccomandazioni formulate dagli esperti e contenute nel Position paper figurano: 1) Evitare l'uso degli schermi ai bambini al di sotto dei 2 anni salvo videochiamate, ad esempio, con un genitore lontano; 2) Limitare lo screentime ad un massimo di 1 ora al giorno fra i 3 e i 5 anni possibilmente in compagnia di adulti e, dopo i 5 anni, a meno di 2 ore al giorno. Il documento enfatizza, inoltre, l'importanza dell’attività fisica giornaliera, il coinvolgimento attivo delle famiglie nell'educazione digitale dei figli e la tutela delle ore di sonno che spesso vengono drasticamente ridotte dai giovani che abusano del cellulare.
La pubblicazione del Position paper, ricorda una nota di UniPd, arriva in un momento di particolare attenzione internazionale sul tema. Proprio in questi giorni, la Francia ha approvato una legge che vieta l'accesso ai social network ai minori di 15 anni. "Questo documento dimostra come la promozione dei sani stili di vita debba oggi comprendere anche la salute digitale - sottolinea Onorati, prima autrice del paper - L'obiettivo è offrire ai pediatri, alle famiglie e ai decisori politici strumenti scientificamente fondati per accompagnare bambini e adolescenti verso un uso equilibrato delle tecnologie". Con questo documento - conclude la nota - la European Academy of Paediatrics compie un passo importante verso una strategia condivisa sulla salute digitale in età pediatrica, riconoscendo l'eccessiva esposizione agli schermi e il rischio di dipendenza digitale come una priorità di salute pubblica.
Il Carloforte Music Festival in dodici anni ha saputo trasformare
l'Isola di San Pietro in un luogo privilegiato dell'incontro tra
musica, paesaggio e cultura, facendo dialogare artisti di fama
internazionale, giovani interpreti e un pubblico sempre più
numeroso in un contesto unico per bellezza e suggestione.
(Adnkronos) - Il Consiglio dei ministri si riunisce oggi, lunedì 27 luglio, per il decreto legge con le misure urgenti contro il caro carburanti. La premier Giorgia Meloni e i due 'vice' Antonio Tajani e Matteo Salvini sono già a palazzo Chigi. La convocazione del Cdm è alle 17.30. Meloni è arrivata nella sede della presidenza del Consiglio intorno alle 14.30, dopo la visita al cantiere Tav in Val di Susa. Subito dopo la presidente del Consiglio ha varcato il portone di piazza Colonna i leader di Fi e Lega.
A quanto apprende AdnKronos da fonti di maggioranza l'ipotesi di aumento del costo delle sigarette per trovare parte della copertura per finanziare il decreto carburanti non sarà affrontata nel Consiglio di oggi. A esprimere contrarietà alla misura sarebbe, infatti, il partito della Lega.
Intanto non si ferma l'aumento dei prezzi dei carburanti in Italia. La benzina self ha raggiunto quota a 1,982 euro per litro, diesel self a 2,185 euro/litro secondo i dati Mimit del 27 luglio. Valori ai massimi da ottobre 2023 per la benzina e marzo 2022 per il diesel. Le quotazioni internazionali dei raffinati, sono invece in calo con il Brent sotto i 91 dollari al barile e il Wti sotto gli 84 dollari al barile dopo la sospensione delle ostilità Usa‑Iran.

(Adnkronos) - Mercoledì 12 agosto 2026 segnerà il ritorno di una eclissi solare totale in Europa dopo quella del 1999. Tra gli spettacoli più affascinanti che ci siano in natura, man mano che la luna nasconde il sole e il cielo si oscura, lo stupore cresce di fronte a un eccezionale.
Il 12 agosto sarà possibile osservare il disco solare interamente oscurato dalla Luna lungo un arco sottile che attraversa la Groenlandia, lambisce l’estremità occidentale dell’Islanda, per poi solcare la Spagna da nord-ovest a sud-est, fino alle Isole Baleari. In Italia, l’eclissi sarà visibile solo in forma parziale: le regioni del nord-ovest e la Sardegna sono tra le località più favorite.
Sarà un’eclissi relativamente breve, con la fase di totalità che durerà tra un minuto e mezzo e due minuti, quando il Sole sarà vicino al tramonto. Inizierà alle 19:30 e terminerà indicativamente tra le 20:40 e le 20:45. Proprio a causa della prossimità all’orario del tramonto, il fenomeno interesserà il Sole quando questo sarà già molto basso sull’orizzonte: pertanto, per aumentare la probabilità di riuscire ad ammirare il fenomeno, è importante recarsi in luoghi con l’orizzonte ovest molto basso, possibilmente lungo la costa del Tirreno nord-occidentale (oppure la costa ovest della Sardegna).
Per vivere una bella esperienza, è molto importante prendere sempre le precauzioni necessarie per proteggere gli occhi e osservare il fenomeno in tutta sicurezza. Non si deve guardare mai il sole direttamente senza una protezione adeguata, nemmeno nel caso di un'eclissi parziale, un’eclissi anulare o durante le fasi parziali di un'eclissi totale. Per evitare rischi, bisogna utilizzare filtri omologati e occhiali speciali in condizioni perfette.
E' importante cercare di trovare un orizzonte libero, privo di edifici alti, alberi, montagne per osservarla al meglio. Essendo un fenomeno celeste, le condizioni meteorologiche sono fondamentali per osservare l'eclissi.

(Adnkronos) - Una piccola 'S' tatuata sul corpo, resa nota da una storia pubblicata su Instagram, accompagnata dal commento "In eterno". Così Emma Brasca, la giovane sopravvissuta all'incidente di Ceriale dello scorso 20 giugno, ha deciso di ricordare l'amica Sofia Barberi, morta nello scontro con una Fiat 500 guidata da una giovane, indagata per omicidio stradale.
Emma Brasca quella sera si trovava insieme all'amica a bordo dello scooter che si è scontrato con l'auto. Rimasta gravemente ferita, le è stata amputata parte della gamba, ed è uscita da pochi giorni dall'ospedale. "Mi sento meglio, piano piano...", ha commentato all'Adnkronos dopo l'uscita dal nosocomio. Ora il tatuaggio per sancire l'unione tra le due amiche anche dopo l'incidente.
Nel frattempo è rientrato in Italia il giovane che si era reso protagonista di un video ironico la notte dell'incidente. Alcuni giorni dopo era fuggito in Olanda, nelle ultime ore ha postato una storia su Tik Tok in cui ha annunciato che sarebbe andato via dal paese: "Olanda, mi sta cacciando anche lei", ha detto.

(Adnkronos) - Paolo Crepet 'attacca' le nuove generazioni usando... Jannik Sinner e Carlos Alcaraz. Il sociologo e psichiatra ha parlato a Repubblica del mondo che ci circondo criticando in particolare i giovani: "Possibile che sbracati sul divano ammiriamo Sinner e Alcaraz, che sanno cosa sono fatica e impegno, e poi ai nostri figli puliamo il nasino a 10 anni come a 20?".
La domanda, retorica e ironica, è usata da Crepet per criticare le nuove generazioni: "Ai ragazzi bisogna dare degli esempi. Amo i rivoluzionari, ma quelli che osano, sfidano le onde da velisti, vanno a cercarsi un lavoro in Antartide, gli ultimi dei Mohicani", ha spiegato, "non ci fidiamo di loro, li andiamo a prendere a scuola come pacchi Amazon. A proposito. Vorrei il divieto di ordinare cibo a casa sotto i 35 anni".

(Adnkronos) - Il primo derby d'Italia, sul mercato, lo vince la Juventus. Il club bianconero - stando alle ultime news di oggi - si è assicurata le prestazioni di Tegra Bolongo, un giovane attaccante di 15 anni proveniente dal Losanna, su cui era forte anche l'interesse dell'Inter. Ma chi è Bolongo?
Tegra Bolongo è un centravanti di appena 15 anni, ma che si è fatto notare nelle giovanili del Losanna soprattutto per la sua grande forza fisica. Nonostante la giovane età, l'attaccante è alto 1,94 e può vantare anche una buona tecnica. Mancino di piede, ha segnato 14 gol nell'ultimo campionato Elite Under 16 svizzero, venendo convocato dalla nazionale elvetica, nonostante le sue origini congolesi.
La casa di Lola è la casa che l'artista Maria Lai (chiamata in
famiglia Lola) ha frequentato fin dall'infanzia e dove ha vissuto,
per oltre 20 anni, al rientro in Sardegna. In questa abitazione
incantata ha lavorato alle tele cucite, ai libri scritti con ago e
filo, alle ceramiche, ai telai policromi, qui ha inventato giochi e
scritto filastrocche per i nipoti, in queste stanze ha incontrato e
ospitato gli artisti suoi amici. Una mostra fotografica racconta la
vita che pervade questa casa, nelle cui stanze è possibile sentire
la presenza della persona che lì ha vissuto per tanti anni.
L'esposizione "A casa di Lola, sulle tracce di Maria Lai" di Pietro
Basoccu è ospitata all'Anfiteatro Caritas di Tortolì, sulla costa
orientale della Sardegna, fino al 9 settembre nell'ambito della
manifestazione della Pastorale del Turismo 2026 "Largo ai
sognatori", organizzata della Diocesi di Nuoro e Lanusei.
L'Università di Cagliari lancia un'offerta formativa con forti
sbocchi occupazionali: laboratori, agenzie governative, reparti
speciali forze dell'ordine, Dogane, Monopoli, enti impegnati nella
lotta al traffico illecito di rifiuti, operazioni di recupero e
contrasto di reati contro patrimonio naturalistico e aree
archeologiche, abusivismo edilizio. "Promuoviamo una formazione
innovativa e multidisciplinare in ambito nazionale che colma una
lacuna sul territorio" rimarca la coordinatrice, Patrizia Zavattari
Nel pomeriggio la Cittadella universitaria di Monserrato ospita il
primo incontro tra Patrizia Zavattari (docente ordinaria del
dipartimento Scienze biomediche), docenti, vertici forze
dell'ordine ed enti coinvolti nel corso di laurea magistrale Taf,
Tossicologia ambientale e forense. Il corso - unico nel panorama
accademico nazionale per offerta formativa, struttura didattica e
partner - offre una formazione multidisciplinare a 360 gradi in
ambito tossicologico, della salute, ambientale e forense. L'accesso
è libero sia per i laureati provenienti dalla triennale in Scienze
tossicologiche e controllo di qualità, sia da altre aree
disciplinari. Tra queste, biologia, farmaceutica, tecnici di
laboratorio, botanica, geologia, genetica, chimica, ecologia,
giurisprudenza, medicina del lavoro, risorse minerarie,
antropologia. L'incontro è aperto alle testate giornalistiche.
(Adnkronos) - Il settore degli investimenti mostra segnali di forte dinamismo in Italia nei primi sei mesi dell’anno con una crescita delle operazioni di M&a, private equity, venture capital e degli investimenti in infrastrutture digitali. È quanto emerge dall’EY-Parthenon Bulletin, secondo cui la vera sfida per il Paese sarà trasformare questa fase di espansione in una crescita economica strutturale, intervenendo su nodi cruciali come produttività, competenze, costo dell’energia e nuove tecnologie. Secondo le stime del report, l’economia italiana dovrebbe registrare una crescita del Pil dello 0,6% nel 2026, sostenuta soprattutto da consumi e investimenti, in un contesto internazionale ancora caratterizzato da incertezza geopolitica e tensioni commerciali. Parallelamente, emerge un clima di fiducia nel mondo imprenditoriale: il 74% dei ceo italiani prevede di realizzare operazioni di M&a nei prossimi mesi, una quota superiore alla media europea e globale, mentre il 68% intende incrementare gli investimenti in intelligenza artificiale, considerandola un fattore strutturale di competitività.
Secondo Marco Daviddi, managing partner Ey-Parthenon in Italia: “Tra il 2020 e il 2025 l’economia italiana -sottolinea- ha mostrato una capacità di recupero superiore a quella spesso rappresentata nel dibattito pubblico: il Pil nominale è cresciuto del 36%, superando Germania e Francia, mentre il Pil reale pro capite ha registrato, secondo le nostre stime, un incremento compreso tra il 10% e l’11%, collocando l’Italia ai vertici della crescita cumulata tra i principali Paesi europei.
Oggi non osserviamo segnali di recessione, ma una crescita positiva, seppur contenuta, che riflette un percorso di trasformazione ancora troppo lento. In questo quadro, i 700 deal di M&a annunciati nel primo semestre del 2026 (+18%) e la propensione agli investimenti espressa dal 74% dei ceo italiani confermano la volontà delle imprese di accelerare i processi di crescita e consolidamento. Il punto centrale non è quindi una fragilità congiunturale, quanto piuttosto la difficoltà di tradurre i fattori di tenuta in una traiettoria di sviluppo più robusta e persistente. La competitività delle imprese italiane è reale, così come la capacità di adattamento agli shock, ma operano all’interno di un sistema che continua ad essere frenato da vincoli strutturali: demografia, energia, salari e adozione delle tecnologie. La vera sfida oggi non è comprendere se il Paese sia sufficientemente solido, ma se sarà in grado di aumentare la velocità con cui affronta il cambiamento", continua ancora.
Nel dettaglio, nei primi sei mesi del 2026 sono state annunciate 700 operazioni di M&a, +18% rispetto alle 595 dello stesso periodo del 2025, per un controvalore complessivo di 25,3 miliardi di euro (+35%). A trainare il mercato, sono soprattutto l’industria manifatturiera, la tecnologia, i beni di consumo e i servizi. A livello mondiale il valore delle operazioni ha raggiunto 3.000 miliardi di dollari, il valore più elevato mai registrato in soli 6 mesi con una crescita del 42% rispetto al primo semestre del 2025. Continua anche il rafforzamento del Private equity i cui fondi hanno partecipato a 330 operazioni su target italiane per un valore complessivo di 7,9 miliardi di euro, rappresentando il 47% degli acquirenti presenti sul mercato. Oltre la metà delle transazioni (56%) riguarda operazioni add-on, segnale di una strategia sempre più orientata al consolidamento industriale delle società già in portafoglio.
Segnali di maturazione giungono anche dal venture capital con investimenti saliti a 673 milioni di euro (+47%), mentre il numero di operazioni si è ridotto da 132 a 104, una dinamica che riflette una maggiore selettività del mercato e un aumento della dimensione media dei round, passata da circa 3,5 a 6,5 milioni di euro. Nel Real estate gli investimenti hanno raggiunto 7,2 miliardi di euro (+24%) con gli asset alternativi, tra cui logistica, hospitality, infrastrutture operative, che rappresentano circa il 60% del mercato complessivo. Tra i comparti più strategici figurano, infine, i data center, considerati cruciali per lo sviluppo dell’Ia e del cloud. In Italia sono in via di sviluppo progetti per oltre 300 MW di capacità installata e investimenti stimati di 25 miliardi di euro entro il 2028.
Per Marco Daviddi, managing partner EY-Parthenon in Italia: “Il ruolo del capitale si sta ridefinendo in chiave sempre più selettiva e trasformativa. La sfida dei prossimi anni sarà rendere il Paese meno dipendente da fattori ciclici e più sostenuto da condizioni strutturali favorevoli all’attrazione dei talenti e alla crescita delle imprese, come condizione per poter garantire equità e sviluppo. Le sfide demografiche, energetiche, di trasformazione digitale e tecnologica che il Paese deve affrontare sono note da tempo. Ciò che farà la differenza sarà la capacità di affrontarle con un senso di urgenza che finora è spesso mancato. Perché il rischio principale per l’Italia non è una crisi economica. È l’illusione che il tempo giochi ancora a nostro favore", conclude.
Clicca qui per il report completo.

(Adnkronos) - Resta in carcere il 26enne tunisino, immigrato irregolare in Italia, che ha confessato di aver ucciso il giornalista Luca Esposito, all'anagrafe Luigi, colpito violentemente e poi dato alle fiamme nella notte tra sabato e domenica della scorsa settimana a Eboli (Salerno).
Stamattina si è tenuta l'udienza di convalida del fermo davanti al gip del tribunale di Salerno per il 26enne, fermato dai carabinieri la notte tra venerdì e sabato dopo due giorni di ricerche nelle campagne di Eboli. Assistito dall'avvocato Giovanni Mauri, il 26enne ha confermato in parte le dichiarazioni già rese durante il fermo ed ha aggiunto ulteriori dettagli su quanto accaduto quella notte.
Il giudice ha confermato il quadro accusatorio e per il momento contesta al 26enne i reati di omicidio volontario aggravato dalla crudeltà e dalla premeditazione e soppressione di cadavere. Per lui, il gip ha disposto la misura cautelare in carcere.

(Adnkronos) - 'E poi... non ti ho vista più' virale grazie su TikTok a 23 anni dalla sua uscita. Il singolo dei 360 Gradi - il gruppo dietro al successo di 'Sandra' del 1999 - impreziosito dal featuring di Fiorello è pronto a (ri)conquistare l'estate italiana.
"'E poi... non ti ho vista più', e invece è tornata e la stiamo risentendo su TikTok", commenta ironico lo showman all’Adnkronos. "Ma che bella questa cosa! Evviva, mi fa molto piacere. Ballatela sotto il sole, sul pattino, su una canoa. Divertitevi", aggiunge divertito. Per 'Fiore Nazionale' e per il duo formato da Stefano Gentili e Marco Faragli è un ritorno inatteso ma perfettamente in linea con la logica dei social: un serbatoio infinito dove le canzoni rinascono, cambiano contesto, trovano nuove generazioni e nuovi modi di essere ascoltate.
Correva l'anno 2003. Tra il trionfo di 'Gocce di memoria' di Giorgia e 'Un’emozione per sempre' di Eros Ramazzotti, in radio risuonava 'E poi... non ti ho vista più'. Una di quelle canzoni che ti prende subito, perché racconta un sentimento universale, dove tutti possono riconoscersi: un amore che si spegne all'improvviso. Una presenza che svanisce tra la folla, mentre i pensieri si sfilacciano su una melodia sospesa tra malinconia e dolcezza. Il brano racconta un addio improvviso: una storia semplice e autentica, dove si ama, si perde e si ricomincia. Leggendo il testo si capisce subito che la canzone non vuole consolare né urlare il dolore, ma preferisce mettere nero su bianco una riflessione sui sentimenti che cambiano e sulle persone che, a volte, prendono strade diverse: una consapevolezza attraversa tutto il pezzo.
"L’amore va così, a volte viene a volte va", recita il brano: una frase che ne riassume perfettamente il cuore. Il brano divenne la sigla di 'Viva Radio 2', la trasmissione di Fiorello e Marco Baldini, e raggiunse la nona posizione nella classifica dei singoli italiana. A contribuire a rendere il brano riconoscibile, è stato anche il videoclip con dei simpatici granchietti animati. "Era un video particolare, interessante e divertente", sorride oggi Fiorello, ripensando a quella stagione.
'E poi...non ti ho vista più' è solo uno dei tanti brani tornati popolari grazie a TikTok. Negli ultimi anni la piattaforma ha riportato in circolazione numerose canzoni del passato, trasformandole in nuovi tormentoni virali: da 'L’amore non mi basta' di Emma Marrone a classici come 'Amore no' di Adriano Celentano, 'Più di te' di Mina, 'Pedro' di Raffaella Carrà, 'Ma quale idea' di Pino D’Angiò, 'Ma non ho più la mia città' di Gerardina Trovato o 'Running Up That Hill (A Deal With God)' di Kate Bush. Il meccanismo è sempre lo stesso: un trend, una challenge, una serie tv o un frammento audio scelto dagli utenti basta a riaccendere l’attenzione su brani che appartengono a epoche diverse. TikTok diventa così un archivio, dove la Genezione Z riscopre vecchie hit e le rilegge con un linguaggio nuovo. In questo modo canzoni che sembravano appartenere solo alla memoria diventano nuovamente attuali, attraversano generazioni e ritrovano una seconda vita digitale.

(Adnkronos) - "Ho visto un ragazzo dove voi avete bisogno di vedere soltanto un musulmano. Abdul non ha agito per 'troppo Islam'. Dell'Islam non aveva quasi nulla: aveva rabbia, solitudine e un'identità consegnata a chi sapeva trasformarle in violenza". Così Vincenzo Fullone, attivista italiano e membro della Freedom Flotilla Coalition, parla di Abdul Ballout, il 21enne cittadino tedesco di origine libanese, presunto autore dell'attacco compiuto lo scorso 25 luglio durante il Pride di Berlino, morto giorno successivo durante un'operazione delle forze speciali di polizia.
In una storia su Instagram, Fullone di lui dice: "È cresciuto in una Germania che criminalizza perfino un'anguria, sostiene chi massacra il popolo della sua famiglia e poi pretende di non avere nulla a che fare con il rancore che produce". Questo, puntualizza, "non lo assolve", ma "avrei voluto che, al posto dell'Isis - ammesso che lo abbia davvero incontrato - avesse incontrato una cultura meno classista e meno fondata sulla supremazia bianca come criterio di appartenenza, credibilità e valore umano". Anche perché "smonta la favola del fanatico venuto da fuori: Abdul era tedesco, e anche la sua rabbia parlava tedesco. Voi vedete l'attentatore. lo guardo anche la fabbrica", conclude aggiungendo un post scriptum: "Adesso lo chiamano finalmente 'libanese'. Probabilmente perché, da vivo, non sono mai riusciti a farlo sentire tedesco".
Nelle sue stories, infine, Fullone pubblica lo screenshot di un post rimosso. Si tratterebbe di un messaggio pubblicato precedentemente, nel quale l'attivista, riferendosi ad Abdul Ballout, scriveva: "Avevi negli occhi il peso di un mondo troppo grande per la tua età. Avrei voluto che, almeno una volta, qualcuno ti avesse guardato con abbastanza amore da convincerti che valesse la pena restare. Che tu possa trovare la pace che qui non hai trovato. Riposa in pace habibi'. Sulla foto dello screenshot appare una scritta in rosso: 'La vostra fantastica libertà di parola'.

(Adnkronos) - Andrea Pirlo perde la panchina della Nazionale per "russofobia". Parola di Alessandro Di Battista. L'ex parlamentare M5S, attivo sui social e presenza costante in tv negli ultimi mesi, si esprime sul caso che ha coinvolto Pirlo. Candidato a diventare il ct dell'Italia, è stato bocciato per i rapporti commerciali con Fonbet, provider russo di scommesse. "Sapete tutto questo come si chiama? Russofobia! Secondo voi, se Pirlo avesse lavorato con un marchio israeliano, qualcuno avrebbe aperto bocca? Sarebbero stati tutti zitti!", scrive Di Battista nella sua newsletter.
"Quelli che oggi di indignano per i rapporti di Pirlo con Fonbet sono gli stessi che non hanno mai chiesto una sanzione contro lo Stato terrorista di Israele, sono gli stessi che non aprono bocca quando i terroristi israeliani vengono in Italia a 'decomprimere' dopo aver fatto a pezzi decine di migliaia di bambini palestinesi e sono gli stessi che spalancano le porte a Israele per qualunque manifestazione sportiva. L’ipocrisia dei politici europei e dei media italiani (salvo rare eccezioni) è davvero disgustosa!", aggiunge. Di Battista si esprime in particolare contro Pina Picierno, vicepresidente del parlamento europeo, tra i primi politici a contestare il possibile ingaggio di Pirlo: "La vicepresidente del Parlamento europeo prima si lancia in commenti calcistici e poi sostiene che la scelta di Pirlo sarebbe sbagliata perché questi lavora con un’azienda russa. Davvero imbarazzante!", scrive Di Battista.
Oggi, con Pirlo out, Picierno torna a esprimersi: "Accolgo con soddisfazione la scelta di non nominare Andrea Pirlo Ct della Nazionale", scrive sui social. "È una scelta giusta e doverosa, considerato ciò che Pirlo ha scelto di fare: prestare, liberamente e ripetutamente il proprio prestigio a un'operazione di normalizzazione del regime di Putin, partecipando a iniziative sfruttate dalla propaganda del Cremlino mentre l'Ucraina veniva bombardata. La Nazionale italiana rappresenta l'Italia nel mondo. E l'Italia è dalla parte dell'Ucraina, dell'Unione europea e del diritto internazionale, con buona pace dei servi del regime putiniano che oggi saranno un po’ meno entusiasti".

(Adnkronos) - Andrea Abodi critica la Figc e Giovanni Malagò dopo il caso Pirlo. Oggi, lunedì 27 luglio, il ministro per lo Sport e i Giovani ha parlato della scelta del nuovo commissario tecnico della Nazionale, partendo proprio dal caos scoppiato intorno all'ex centrocampista del Milan, scelto da Maldini ma 'bocciato' per dopo la bufera legata ai suoi rapporti commerciali con Fonbet, provider russo di scommesse.
"La sua rinuncia alla panchina dell'Italia si commenta da sola, avremmo voluto che tutto si concludesse in modo differente, purtroppo non si è manifestata né una comunione di intenti e neppure la giusta tempestività", ha detto Abodi a Piacenza commentando proprio il caso Pirlo, "adesso dobbiamo recuperare una brutta figura".
Giovanni Malagò, intanto, ha preso tempo: "Il nuovo ct? Da questa mattina sto ricevendo tantissimi messaggi. Parlerò con tutti il prima possibile, come è giusto che sia", ha detto il presidente della Figc, ospite de Il Sole24Ore, "per il nostro recupero in termini di credibilità agonistica a livello di vertice, dove nulla è scontato, devi lavorare su ragazzi che oggi hanno dai 13 ai 16 anni. Per questo devi modificare tutta la filiera sotto il profilo della formazione, della cultura e questo implica anche l'allenatore. E' una questione di semina, le idee sono molto chiare", ha aggiunto Malagò che sul rapporto Baggio dice: "è bellissimo".
(Adnkronos) - La tragica morte di Abderrahim Fakir "impone innanzitutto rispetto", per "la vittima, la sua famiglia e tutte le persone coinvolte, compresi gli operatori del sistema di emergenza-urgenza territoriale, i soccorritori, i volontari del soccorso, gli operatori sanitari, le forze dell'ordine e tutti coloro che sono stati chiamati a intervenire in una situazione di estrema complessità. Ogni evento di questa natura coinvolge persone, famiglie e professionisti e lascia un segno profondo. Per questo motivo il dibattito pubblico deve svolgersi con prudenza e rigore, evitando conclusioni affrettate mentre sono ancora in corso gli accertamenti della magistratura e le verifiche tecnico sanitarie". E' quanto si legge in un documento firmato da 9 società medico-scientifiche, in cui si ribadisce che "l'analisi di un evento complesso non deve ricercare un colpevole da indicare all'opinione pubblica, ma deve contribuire a individuare interventi organizzativi, formativi e professionali capaci di rafforzare l'intero sistema dell'emergenza-urgenza. Eventuali responsabilità individuali competono esclusivamente agli organi deputati ad accertarle". Per gli specialisti, "solo un accertamento rigoroso può consentire di individuare eventuali responsabilità e, soprattutto, di comprendere quali insegnamenti possano essere tratti per migliorare il sistema".
"In questi giorni è stato affermato che la presenza di un medico fin dall'inizio dell'intervento avrebbe probabilmente evitato il decesso. Allo stato attuale tale affermazione non può essere considerata una conclusione scientificamente fondata", si precisa nel documento. "Stabilire se un evento fosse evitabile richiede infatti l'analisi completa della documentazione clinica, delle registrazioni della Centrale operativa, degli esiti autoptici e dell'intera sequenza temporale degli eventi. Anticipare tali conclusioni significa sostituirele opinioni alle evidenze. La gestione di una persona con grave agitazione psicomotoria rappresenta uno degli scenari più complessi che il sistema dell'emergenza-urgenza si trova ad affrontare. Coinvolge la centrale operativa, gli equipaggi territoriali, il pronto soccorso, gli specialisti consulenti, le forze dell'ordine e, frequentemente, i volontari del soccorso. Ridurre un evento così complesso alla presenza o all'assenza di una singola figura professionale significa offrire una rappresentazione parziale di una realtà organizzativa molto più articolata".
La migliore letteratura scientifica internazionale, continuano le società scientifiche, "dimostra come modelli organizzativi differenti - medicalizzati, infermieristici o misti - possano garantire elevati livelli di efficacia quando siano sostenuti da centrali operative efficienti, protocolli condivisi, formazione continua, integrazionemultiprofessionale, monitoraggio degli esiti e processi strutturati di miglioramento continuo. La qualità di un sistema non dipende dalla prevalenza di una professione sulle altre, ma dalla capacità di integrare competenze diverse, attivando nel momento opportuno la risorsa più appropriata perrispondere ai bisogni della persona assistita. Le tragedie non dovrebbero mai verificarsi. Quando purtroppo accadono, il rispetto per la vittima e per la sua famiglia impone due doveri: accertare con rigore le responsabilità, senza pregiudizi né scorciatoie, e imparare dagli errori, qualora accertati, affinché eventi analoghi possano essere prevenuti. Questo costituisce il fondamento della moderna cultura della sicurezza delle cure: analizzare i fatti, comprenderne le cause profonde e trasformare ogni evento avverso inun'opportunità di miglioramento", evidenzia il documento.
Le società scientifiche firmatarieritengono proprio "dovere promuovere un confronto fondato sulle evidenze scientifiche, sul metodo e sulla responsabilità istituzionale. Una tragedia - rimarcano - non può e non deve diventare l'occasione per sostenere interessi di categoria o modelli organizzativi precostituiti. Il dibattito scientifico deve rimanere libero, rigoroso e orientato esclusivamente alla tutela dei cittadini, alla sicurezza degli operatori e alla qualità delle cure. La vera sfida consiste nel costruire una rete dell'emergenza sempre più integrata, nella quale centrali operative, personale sanitario, volontari del soccorso, forze dell'ordine, servizi territoriali e ospedali condividano formazione, protocolli, linguaggi e responsabilità operative. Solo attraverso questa integrazione sarà possibile rendere il sistema più sicuro, più competente, più integrato e più capace di rispondere ai bisogni della collettività".
"Da questa vicenda - si ribadisce nel documento - devono nascere conoscenza, confronto, responsabilità e miglioramento. Non contrapposizioni tra professioni, né letture affrettate che rischiano di dividere il sistema invece direnderlo più sicuro, più competente, più integrato e più capace di rispondere ai bisogni dei cittadini", concludono i presidenti Roberto Romano (Aies), Silvia Scelsi (Aniarti), Valentina Angeli (Cosmeu), Daniele Marchisio (Gft), Angelo Giupponi (Hems), Katya Ranzato (Irc), Elena Bignami (Siaarti), Piero Paolini (Siems), Alessandro Riccardi (Simeu).
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