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(Adnkronos) - Nei pazienti con poliposi nasale, "il farmaco biologico non solo riduce la necessità di interventi ripetuti, ma consente anche di trattare con un unico farmaco più distretti", cosa particolarmente importante, "considerando che questi pazienti presentano spesso comorbidità come asma e allergie. In questo contesto si inserisce anche lo sviluppo di percorsi multidisciplinari, fondamentali per una gestione ottimale dei casi più complessi". Lo ha detto Giancarlo Ottaviano, professore di Otorinolaringoiatria all’Università di Padova, in occasione del Congresso Sio, evento annuale della Società italiana di otorinolaringoiatria e chirurgia cervico-facciale (SioeChcf), in corso a Roma fino al 30 maggio.
“Nella poliposi nasale - ha illustrato l'esperto - la sintomatologia e il grado di aggressività sono variabili. I pazienti che vanno incontro a recidiva dopo chirurgia presentano generalmente una rilevante infiammazione sottostante. Nei Paesi occidentali, nell’80% dei casi, si tratta di infiammazione di tipo 2: marker come l’eosinofilia tissutale ed ematica, così come comorbidità quali allergie o asma, rappresentano indicatori negativi e fanno ipotizzare una maggiore probabilità di fallimento dopo chirurgia. Tra gli altri predittori di patologia – ha aggiunto – vi sono: l’alterazione dell’olfatto e il ricorso a terapia corticosteroidea sistemica con cicli ripetuti nel corso dell’anno".
Tradizionalmente "la poliposi nasale veniva trattata con terapia medica e interventi chirurgici ripetuti, soprattutto nei pazienti con elevato carico infiammatorio. Tuttavia - ha osservato Ottaviano- numerosi studi hanno evidenziato come le chirurgie multiple possano determinare esiti non ottimali, in particolare per quanto riguarda la perdita dell’olfatto a lungo termine. I farmaci biologici – ha chiarito – consentono di interrompere questo circolo vizioso nei pazienti con elevato carico infiammatorio. In caso di fallimento di una chirurgia adeguata associata a terapia medica massimale, è necessario ricorrere a queste terapie, che permettono di controllare la malattia nella maggior parte dei casi, se la selezione del paziente è corretta”.

(Adnkronos) - Si è tenuta oggi al Senato la presentazione del Report Benèpsys 2026 'Benessere psicologico e tenuta degli ecosistemi sociali'. "Un lavoro che, come Osservatorio Benessere Psicologico e Salute, abbiamo costruito non solo per descrivere un fenomeno, ma per provare a leggerne il significato profondo e le implicazioni per il futuro del Paese", si legge nella nota. Nel corso dell’incontro, a cui hanno partecipato rappresentanti delle istituzioni, esperti e decisori pubblici, è emersa con chiarezza una prospettiva che rappresenta un vero e proprio cambio di paradigma: il benessere psicologico non può più essere considerato una dimensione individuale o un tema settoriale. "È, piuttosto, una infrastruttura immateriale che sostiene il funzionamento della società, dell’economia e delle relazioni. Elemento vitale è la capacità delle persone di regolare lo stress, costruire relazioni e mantenere continuità e orientamento nelle proprie scelte. Non rappresenta un elemento accessorio, ma una condizione essenziale per la produttività, la coesione sociale e la tenuta complessiva dei sistemi". Lo sottolinea la nota degli organizzatori.
"Un disagio diffuso che interpella il sistema. Uno dei passaggi più forti emersi oggi riguarda i dati. Non si tratta più di segnali isolati, ma di un quadro strutturale. In Italia, quasi una persona su due dichiara qualche forma di disagio psicologico, mentre a livello internazionale il 45% della popolazione considera la salute mentale il principale problema sanitario. Allo stesso tempo, tra i giovani europei si osserva una condizione di vulnerabilità significativa, con circa un ragazzo su sette che vive una difficoltà psicologica - proseguono gli esperti - Questi numeri non descrivono soltanto una condizione sanitaria, ma indicano un elemento critico per il funzionamento della società: quando il benessere psicologico si indebolisce, si riducono anche fiducia, partecipazione, qualità delle relazioni e capacità di cooperazione".
"Il Report introduce anche una dinamica definita 'irritazione passiva', particolarmente evidente nel contesto italiano: una condizione in cui crescono insoddisfazione, percezione delle criticità e desiderio di cambiamento, senza però che queste tensioni riescano a tradursi in iniziativa collettiva stabile e trasformativa. Un fenomeno che rischia di indebolire ulteriormente fiducia sociale, partecipazione e capacità di cooperazione. È in questo senso che il Report propone di leggere il disagio non solo come aumento dei disturbi, ma come difficoltà diffusa di tenuta psicologica nelle condizioni ordinarie della vita quotidiana", concludono.

(Adnkronos) - "Abbiamo organizzato le sessioni scientifiche in modo da coprire l’intero ambito della disciplina: dalla patologia vestibolare, cioè le vertigini, alla chirurgia oncologica, dall’otochirurgia alla terapia riabilitativa, fino alla chirurgia estetica e funzionale del naso. L’obiettivo è offrire ai congressisti un’opportunità di confronto, ascolto e validazione delle nuove acquisizioni scientifiche, da trasferire poi nella pratica terapeutica e clinica”. Lo ha detto Marco Radici, direttore dell’Uoc di Otorinolaringoiatria dell’Ospedale Isola Tiberina – Gemelli Isola di Roma, nell’ambito del 112.esima edizione del Congresso Sio, quale presidente dell'evento annuale della Società italiana di otorinolaringoiatria e chirurgia cervico-facciale (SioeChcf), "principale appuntamento" scientifico in Italia dedicato alle patologie di orecchio, naso e gola, in programma dal 27 al 30 maggio all’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone di Roma.
"Ci aspettiamo una grande affluenza da tutta Italia, con la partecipazione anche di ospiti internazionali – europei e non solo – tra cui cinesi, nordamericani, portoghesi, canadesi e turchi - ha aggiunto Radici - La medicina oggi è sempre più internazionale e le acquisizioni scientifiche vengono condivise proprio in occasione di questi grandi congressi, che offrono a tutti un aggiornamento approfondito e strutturato".

(Adnkronos) - "Siamo tornati, italiani, siamo tornati!". Con questa frase ha esordito Andrew Giuliani, direttore esecutivo della Task Force della Casa Bianca sulla Coppa del Mondo Fifa 2026, citando le parole del presidente Trump. Il momento: la presentazione del restauro della Fontana Commemorativa di Cristoforo Colombo, presso la stazione dei treni Union Station di Washington Dc. Un’inaugurazione molto sentita dall’amministrazione Trump, tanto da aver visto la partecipazione di due segretari del gabinetto presidenziale: il segretario degli interni Doug Burgum e quello dei trasporti Sean Duffy.
"Abbiamo cambiato la porta d'ingresso dell'America. Questa fontana è rimasta in rovina per quasi due decenni e questo grandioso simbolo - questo magnifico ingresso al Campidoglio - rappresentava l'abbandono anziché l'ispirazione; ma il Presidente Trump comprende un principio fondamentale: che le grandi nazioni costruiscono grandi opere, e che, così facendo, onoriamo il nostro passato e ispiriamo il futuro”, ha affermato Burgum.
“L'Ambasciatore d'Italia ha osservato che, guardando la fontana, gli è venuta in mente la Fontana di Trevi a Roma. Ci piace questo genere di paragoni. E ci fa piacere, perché quella è, naturalmente, una delle fontane più belle del mondo”, ha aggiunto.
Il monumento a Cristoforo Colombo e la fontana annessa, situati nella rotonda Columbus Circle – proprio davanti alla stazione cittadina – nel corso degli anni erano caduti in disuso. Eretto nel 1912 per commemorare il viaggio dell'italiano del 1492, aveva smesso di funzionare dal 2007, mentre la statua dell’esploratore, alta cinque metri, aveva perso da molto tempo il suo bianco originale. Tuttavia, come parte del programma di miglioramento estetico di Washington DC per i 250 anni degli Stati Uniti, il National Parks ha impiegato gli ultimi sei mesi, investendo 12 milioni di dollari, per ripristinare il complesso in marmo e riattivare il sistema idraulico.
"Ora, uscendo dall'Union Station — la porta d'accesso alla nostra città — vi troverete di fronte a una fontana splendida, una fontana che funziona davvero. È un riflesso della grandezza americana", ha sottolineato il segretario Duffy. Allo stesso tempo, la restaurazione della Columbus Fountain, secondo la Casa Bianca, è il proseguimento di una volontà del presidente Trump di tornare a valorizzare la figura di Cristoforo Colombo negli Stati Uniti, che viene definito dal presidente Trump come “l’eroe americano originale”.
L'amministrazione Trump, inoltre, ha eretto nei mesi scorsi una replica di una statua di Colombo, alta 13 piedi e pesante una tonnellata, all'interno del complesso della Casa Bianca, situata sul lato nord dell'Eisenhower Executive Office Building. Il monumento è una ricostruzione di una statua originariamente situata a Baltimora, che è stata abbattuta dai manifestanti nel 2020 e gettata nel porto della città. Una narrativa in contrapposizione alle dure critiche degli anni precedenti, quando la figura dell’esploratore italiano era stata definita come controversa e un simbolo della violenza coloniale e del genocidio dei secoli passati.
Secondo l’ambasciatore italiano negli Stati Uniti, Marco Peronaci, la restaurazione della fontana a Columbus Circle è un momento di grande soddisfazione per il governo italiano, in un periodo molto importante come il 250° anniversario degli Stati Uniti: “Italians are back” significa che nella storia dell'America, dal momento dei 250 anni, la legacy americana e dei tanti italiani americani che hanno costruito letteralmente questo paese e lo hanno fatto grande è riconosciuta al più alto livello e si incrocia anche con la sensibilità delle diverse comunità che ci vivono. Questo è un paese in cui tutti hanno radici multiple e questa è la loro forza”.
Peronaci, inoltre, ha sottolineato come ritrovare un rapporto pacificato, civile e positivo con tutte le comunità sia un elemento di grande forza per l'America e un elemento di grande positività per le relazioni italo-americane che il governo italiano continua a sviluppare in tutti i settori. Dopo il taglio del nastro, che ha visto presenti il segretario Borgum e il segretario Duffy, oltre all’ambasciatore Peronaci e al direttore Giuliani, il complesso di Columbus Circle verrà riaperto al pubblico il 29 maggio. A fine inaugurazione, parlando con Adnkronos, Andrew Giuliani è tornato a spiegare come per la Casa Bianca sia importante tornare a dare valore alla figura di Cristoforo Colombo: “Credo, in realtà, che si tratti semplicemente di riportare l'attenzione sull'importanza degli italoamericani — e su ciò che essi hanno compiuto, su quanto gli italiani abbiano fatto per contribuire a edificare l'America — specialmente in occasione di questo 250° anniversario della nascita degli Stati Uniti d'America. Oggi, questa figura rappresenta un grande simbolo; e, naturalmente, Colombo è un emblema straordinario dell'ingegno americano, di quello spirito che spinge ad avventurarsi in avanti — talvolta verso l'ignoto — e a credere in sé stessi, a credere nella grandezza dell'umanità”.
Giuliani ha voluto sottolineare come Colombo abbia contribuito in modo determinante a infondere il suo spirito esploratore ed eroico negli Stati Uniti d'America: “E continua a perdurare qui, a circa 250 anni dalla nostra Dichiarazione d'Indipendenza e a circa 534 anni dalla partenza di Colombo. Ebbene, come potete vedere proprio in questo momento, stiamo provvedendo a restituirgli il suo antico splendore”. (di Iacopo Luzi)

(Adnkronos) - "Ci hanno tenuti a forza in ginocchio, con le mani dietro la testa, ci intimavano di non parlare puntandoci contro le armi. (…) Nel frattempo arrivavano persone con il volto tumefatto e il naso rotto, che ci raccontavano delle violenze subite durante la protesta per impedire che Thiago e Saif fossero portati via". È il racconto dei fatti contenuto nella denuncia di Antonio La Piccirella, fra i partecipanti italiani alla Global Sumud Flotilla, presentata ai pm della procura di Roma che già indagano sui fermi degli attivisti da parte delle autorità israeliane. Nel procedimento i magistrati stanno valutando oltre all’ipotesi di sequestro anche quella di tortura e violenza sessuale.
Nella denuncia, preparata dall’avvocato Flavio Rossi Albertini che assiste La Piccirella, l’attivista riferisce tutto quanto accaduto a partire dai momenti dell’abbordaggio avvenuto il 29 aprile scorso. "Hanno preso uno zaino dentro il quale hanno gettato i nostri passaporti e nel mentre dirottavano la barca a vela verso la nave cargo militare. Una volta avvicinati alla imbarcazione israeliana hanno reso la nostra barca inservibile tagliando la vela principale e i cavi del motore abbandonandola in balia delle onde e, in due passaggi, hanno portato sulla fregata tutto l'equipaggio della Holy Blue. Una volta saliti sulla nave cargo, ci hanno fatti mettere immediatamente in ginocchio, con le braccia dietro la schiena e lo sguardo rivolto verso terra", si legge nell’atto.
“Successivamente ci è stato raccontato che le persone che avevano subito lesioni erano stati picchiati mentre tentavano una resistenza passiva con le mani alzate alla quale i militari avevano reagito colpendole con calci, pugni e colpi di fucile. L'episodio sarebbe durato poco ma connotato da modalità particolarmente violente – prosegue La Piccirella - Una volta arrivati a Creta abbiamo richiesto la restituzione dei passaporti; ad alcuni sono stati restituiti, ad altri no. Siamo poi saliti sui bus diretti verso l'aeroporto”. Nella denuncia si sottolinea tra l’altro come l’operazione dei militari israeliani sia avvenuta in acque internazionali. “Appare evidente come la Marina israeliana non avesse alcun diritto di interferire con la navigazione della Holy Blue, battente bandiera italiana, in acque internazionali”.

(Adnkronos) - Ma quindi... Sal Da Vinci meritava la vittoria al Festival di Sanremo 2026? Sono passati quattro mesi da quando la sua 'Per sempre sì' ha trionfato sul palco dell'Ariston e ancora oggi la domanda continua ad animare l'opinione pubblica. Eppure, nel frattempo, eccolo lì a conquistare il palco dell'Eurovision Song Contes 2026, il pubblico di Toronto e ora si prepara all'uscita del suo nuovo album intitolato 'Per sempre sì', fuori da domani, venerdì 29 maggio. Un disco che segna un nuovo capitolo artistico e personale, in cui Sal Da Vinci continua a esplorare il tema dell’amore in tutte le sue sfumature.
Per l'occasione speciale, Sal ha organizzato un release party in una delle location più suggestive di Milano: la storica Villa Clerici, situata nel cuore del quartiere Niguarda.
Tra candele, musica dal vivo al pianoforte, calici di vino bianco e pizza servita agli ospiti, l'atmosfera ricordava una vera cerimonia di nozze. Non a caso il dress code scelto era 'Wedding party attire', tema che gli invitati hanno interpretato alla perfezione. Inclusi Ambra Angiolini e Max Giusti, ospiti speciali dell'evento e grandi amici dell'artista.
L'evento, una vera cerimonia elegante, è stato impreziosito dall'esibizione del cantautore napoletano che ha intonato 'Rossetto e Caffè' - il brano che, come ha raccontato lui stesso, "mi ha cambiato la vita" - e 'Per sempre sì', la canzone che ha rappresentato un punto di svolta nella vita di un'artista che, nonostante le difficoltà, non ha mai smesso di credere nel suo sogno.
Nonostante un leggero affaticamento alla voce - "sto prendendo l'antibiotico" - l’artista ha presentato il nuovo singolo 'Poesia' contenuto nel nuovo album che il cantante definisce come una nuova creatura, "le canzoni sono miei figli", ha raccontato parlando del suo progetto discografico.
Lui si è presentato in perfetto stile Sal Da Vinci, con completo color crema, e al suo fianco, immancabile la moglie Paola. Accolto con grande entusiasmo, l'artista ha speso un momento per ringraziare il pubblico e per tutto il successo riscontrato in questi ultimi mesi. Un percorso che lui stesso considera un vero "miracolo". "Non smettete mai di credere nei vostri sogni. Perseverate, lottate perché poi quando arriva è di una dolcezza unica", ha concluso tra gli applausi e la commozione dei presenti.

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Sassari dice addio all'aria propanata, da oggi nei 190 km della
rete del gas cittadina gestita da Medea scorre il metano.
Stamattina, in piazza del Comune, alla presenza
del sindaco, Giuseppe Mascia, e dell'ad di Medea, Ruggero Bimbatti,
è stata accesa simbolicamente una fiaccola alimentata col nuovo gas
naturale e attivata una fornitura per celebrare il completamento
della conversione che ha riguardato 14 mila utenti, quasi il 100%
degli utilizzatori della rete.
Il passaggio al gas naturale, avvenuto con circa
un mese di anticipo rispetto alle previsioni iniziali, rappresenta
un traguardo storico per la seconda città della Sardegna, reso
possibile grazie alla collaborazione tra la società del Gruppo
Italgas, attiva nella distribuzione del gas in Sardegna dal 2018,
l'amministrazione comunale e la comunità sassarese.
L'intervento, dal valore complessivo di circa 9
milioni di euro interamente sostenuti da Medea, è stato completato
garantendo la continuità del servizio ai clienti che hanno aderito
per tempo alla conversione.
La nuova rete consente infatti ai residenti e
alle attività commerciali di accedere oggi a una fonte energetica
più conveniente, continua e sicura, con un risparmio in bolletta
che al momento può arrivare fino all'11% annuo, in funzione degli
utilizzi e che, con l'imminente definizione complessiva del quadro
regolatorio-tariffario connesso al Dpcm Sardegna e il relativo
incremento della concorrenza, potrà ulteriormente consolidarsi fino
a circa il 25%.
Sul piano ambientale, la conversione al gas
naturale permetterà inoltre una significativa riduzione delle
emissioni nocive in atmosfera, equivalente all'eliminazione dalla
circolazione di circa 1.400 automobili.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA
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(Adnkronos) - Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato di aver ordinato alle forze armate di prendere il controllo del 70% della Striscia di Gaza, in contrasto con quanto previsto dagli accordi di cessate il fuoco in vigore dallo scorso ottobre.
"Stiamo attualmente soffocando Hamas. Controlliamo ora il 60% del territorio della Striscia. Eravamo al 50, siamo passati al 60. La mia direttiva è di arrivare al 70%", ha affermato Netanyahu parlando in conferenza da un insediamento israeliano in Cisgiordania occupata, diffusa in video dall'emittente israeliana Channel 12.
Hamas ha intanto confermato l'uccisione del vice comandante della brigata della città di Gaza, Imad Aslim. I suoi funerali sono in corso, si precisa. Israele aveva annunciato ieri di aver colpito Aslim in un raid diretto anche contro Izz ad-Din Beck, comandante della brigata del nord di Gaza.
Negli ultimi due giorni, sedici palestinesi sarebbero stati uccisi e altri 39 feriti e trasportati in ospedale nella Striscia di Gaza. Lo ha riferito il Ministero della Salute di Gaza in un comunicato. Secondo dati ministeriali, 11.922 persone sono state uccise e 2.786 ferite a Gaza dall'inizio del cessate il fuoco con Israele in ottobre. 781 sono i corpi recuperati . Dall'inizio della guerra tra Israele e Gaza, il 7 ottobre 2023, 72.819 persone sono state uccise e 172.894 ferite, ha dichiarato il Ministero della Salute.

(Adnkronos) - Il combattente volontario italiano Alex Pineschi è stato ucciso in Ucraina. A darne la notizia è l'associazione di volontari Memorial sul suo profilo Facebook: "Il nostro amato fratello italiano Alex Pineschi, che prestava servizio in Ucraina come volontario, ha perso la vita sul campo di battaglia. Onore, gloria e gratitudine al nostro fratello".
Non ci sarebbero ancora conferme ufficiali riguardo il decesso del 42enne originario di La Spezia, che dopo aver combattuto contro lo Stato Islamico in Iraq, aveva deciso di partire come volontario nel 2022 al servizio delle forze di difesa di Kiev che si difendevano dall'invasione russa.
Alex Pineschi aveva 42 anni ed era originario di La Spezia. Da ragazzo ha frequentato l'istituto Einaudi Chiodo della cittadina ligure, arruolandosi tra gli Alpini prima di terminare gli studi, prendendo il diploma durante il periodo nell'esercito. Prima dell'Ucraina, era stato in Siria, Kurdistan e Iraq, dove aveva combattuto a fianco dei curdi contro l'Isis. Aveva formato Ap Tac Tactical Training, che sul sito internet viene definita "una realtà specializzata nella formazione tattica con arma da fuoco". Sullo stesso portale veniva definito "un istruttore tattico senior con esperienza maturata in contesti operativi complessi e in teatri di conflitto" e una formazione nata nei reparti militari e consolidata "attraverso l’impiego diretto in Medio Oriente e nella direzione di programmi addestrativi dedicati a forze di polizia, unità speciali e reparti d’intervento".
Nel corso della sua carriera "ha ricoperto il ruolo di Direttore sia dell’Etc Erbil Training Center coordinando programmi avanzati per la modernizzazione delle capacità operative delle forze locali e guidando istruttori e unità in percorsi formativi strutturati secondo standard internazionali. In Iraq ha servito anche come Program Director per l’addestramento delle unità Air Swat, supervisionando lo sviluppo delle loro competenze nel combattimento urbano, nella gestione di minacce asimmetriche e nei processi decisionali in situazioni ad alta pressione. Questa esperienza gli ha permesso di integrare capacità operative, pianificazione tattica e leadership in ambienti ad alto rischio". Ha formato "reparti militari e di polizia in Europa e Medio Oriente, operando con un approccio orientato alla costruzione di competenze reali, ripetibili e applicabili nelle operazioni quotidiane", utilizzando un metodo che univa "rigore tecnico, esperienza sul campo e una strutturazione didattica moderna, orientata alla sicurezza e all’efficacia operativa". Una missione il cui scopo era "contribuire alla crescita professionale degli operatori, elevare la sicurezza dei reparti e offrire alle unità strumenti concreti per affrontare gli scenari contemporanei con preparazione, lucidità e competenza".
L'ultimo post sul suo profilo Instagram è un video pubblicato il 10 novembre 2025 con un commento in cui spiegava che "nessuno ti insegna a tornare dalla guerra. A passare dal suono dei colpi al silenzio di una stanza. A dormire tranquillo dopo anni passati sveglio. A camminare tra la gente come se niente fosse, mentre dentro non è più niente come prima. La guerra non finisce quando la missione finisce. Resta dentro, cambia il modo in cui pensi, in cui respiri, in cui guardi il mondo. Poi impari a combattere di nuovo, non contro un nemico ma contro te stesso. Contro il rumore, contro i ricordi, contro quel vuoto che arriva quando smetti di sopravvivere e devi ricominciare a vivere".
Sui social c'è chi lo ha definito "uomo dotato di sani e profondi principi etici e morali! Professionista formato principalmente sul campo. Empatico e di buone maniere". A chi lo definiva un eroe rispondeva: "Non sono nessuno, gli eroi sono altri".

(Adnkronos) - "Le vaccinazioni antivirali sono uno strumento di protezione e prevenzione per ampie fasce di popolazione, in particolare anziani, cronici e pazienti fragili, fra cui quelli cardiopatici. E’ quindi utile estendere il programma di vaccinazione a realtà di prossimità come le farmacie, che offrono disponibilità e accessibilità". Così all’Adnkronos Salute Massimo Volpe, professore emerito della Sapienza, cardiologo dell’Irccs San Raffaele di Roma e presidente della Società italiana per la prevenzione cardiovascolare (Siprec), sottolinea il valore strategico dell’immunizzazione diffusa anche nelle farmacie per un sistema sanitario che deve "raggiungere in modo più efficace i cittadini sul territorio".
Per Volpe, "l’attuale organizzazione può non essere sufficiente" e "la vaccinazione in farmacia si inserisce molto ragionevolmente in questo contesto affiancandosi ai percorsi ospedalieri, ad esempio in occasione di un ricovero, o ai centri vaccinali", aggiunge.
Un esempio concreto arriva dalla vaccinazione antinfluenzale, "considerata da oltre dieci anni un pilastro della prevenzione cardiovascolare", come ricorda l’esperto, perché "riduce infarti, ictus e ospedalizzazioni per scompenso cardiaco. Evidenze confermate da studi su larga scala", osserva Volpe che aggiunge: "In prospettiva, anche altre vaccinazioni antivirali, come ad esempio quelle contro il Covid e l’Herpes zoster, possono proteggere i pazienti a rischio da conseguenze gravi". "Le farmacie dei servizi rappresentano un modello su cui essere ottimisti, perché porta benefici concreti ai cittadini, aumentando prossimità, prevenzione e coperture vaccinali", conclude.

(Adnkronos) - Ogni estate, milioni di persone si spruzzano sulla pelle repellenti a base di Deet per tenere lontane le zanzare. Ma una nuova ricerca suggerisce che potrebbe non bastare a regalarci sonni tranquilli, al riparo da ronzii e fastidiose punture. In agguato c'è un curioso effetto 'boomerang'. Secondo gli autori dello studio, pubblicato sul 'Journal of Experimental Biology', le zanzare sono furbe, hanno una dote inaspettata: quella di apprendere. E da brave scolare potrebbero imparare ad amare l'odore del Deet, associandolo al loro 'cibo' preferito, fino ad esserne persino attratte. Il lavoro che lancia l'alert è frutto della collaborazione tra lo scienziato Clément Vinauger, professore associato al Virginia Tech, e Claudio Lazzari dell'Università di Tours, in Francia.
"Se qualcuno applica il Deet, la sua concentrazione diminuisce nel tempo e una zanzara riesce comunque a nutrirsi, l'insetto potrebbe iniziare ad associare quell'odore a una ricompensa - spiega Vinauger, che è in forze al Dipartimento di Biochimica del College of Agriculture and Life Sciences - È una possibilità che dovremmo prendere seriamente in considerazione quando pensiamo a come vengono utilizzati i repellenti nella vita reale". E dunque sì, le zanzare possono imparare, come emerge dalla ricerca, che si è concentrata in particolare sulla zanzara della febbre gialla, l'Aedes aegypti, una specie che può diffondere diverse malattie infettive: la Dengue, Zika, la febbre gialla e la Chikungunya, che infettano decine di milioni di persone ogni anno.
Per verificare questa possibilità, gli autori hanno condotto un vero e proprio test sul campo: hanno addestrato le zanzare utilizzando una forma di condizionamento pavloviano, lo stesso principio di apprendimento alla base dei famosi esperimenti di Ivan Pavlov, in cui i cani imparavano ad associare il suono di un campanello al cibo. Le zanzare sono state immobilizzate dietro una rete di tessuto con una sacca di sangue caldo posizionata appena fuori dalla loro portata. Dopo che hanno iniziato a nutrirsi del sangue, i ricercatori hanno introdotto l'odore del Deet. Hanno ripetuto l'esperimento per 4 volte, e alla fine oltre il 60% degli insetti ha tentato di nutrirsi quando è stato esposto solo all'odore del Deet. In seguito, alle zanzare è stata data la possibilità di scegliere tra due mani umane: una non trattata e una ricoperta di Deet a concentrazioni normali. Le zanzare non addestrate hanno evitato la mano su cui era stato spruzzato il repellente, ma quelle 'istruite' invece ne sono state attratte.
Dopo la 'prova della mano', i ricercatori hanno anche scoperto che le zanzare potevano formare la stessa associazione quando, al posto del sangue, veniva utilizzato lo zucchero come ricompensa. "L'ipotesi comune è sempre stata che i repellenti funzionino grazie alla loro composizione chimica: che il Deet abbia semplicemente un odore sgradevole per le zanzare, che quindi fuggono, o che la sua chimica impedisca loro di percepire il nostro odore", ragiona Vinauger, che è anche affiliato al Center for Emerging, Zoonotic, and Arthropod-borne Pathogens del Fralin Life Sciences Institute. "Ma quello che stiamo dimostrando è che il cervello della zanzara può riscrivere questa risposta in base all'esperienza. Ciò che l'insetto ha imparato conta tanto quanto l'effetto della sostanza chimica. Questo, a mio avviso, rappresenta un cambio di paradigma".
La premessa di Vinauger è che questi risultati non significano che le persone debbano smettere di usare i repellenti a base di Deet. Questo, assicura, rimane comunque uno dei prodotti più efficaci disponibili, soprattutto nelle regioni in cui le malattie trasmesse dalle zanzare sono diffuse. "Se vi trovate in regioni tropicali dove il rischio di contrarre malattie è reale, dovreste usarlo", è la sua raccomandazione. Tuttavia, lo studio suggerisce che la tempistica e la concentrazione potrebbero essere più importanti di quanto si pensasse in precedenza. Ecco una strategia: "Invece di applicarne una grande quantità in una sola volta, è consigliabile riapplicare il repellente regolarmente, in modo che rimanga sempre attivo e fornisca una protezione continua", consiglia Vinauger. Altro punto da non sottovalutare: anche gli indumenti trattati potrebbero presentare delle problematiche, evidenziano gli autori, poiché le concentrazioni di Deet nei tessuti diminuiscono nel tempo.
Lo studio si basa su anni di ricerca sull'apprendimento e sul comportamento delle zanzare, collegata al lavoro di Vinauger. Durante il suo Phd nel laboratorio di Lazzari in Francia, e successivamente come ricercatore post-doc all'Università di Washington, lo scienziato ha contribuito a condurre esperimenti pionieristici che dimostrano come le zanzare possano apprendere e ricordare gli odori associati ai pasti di sangue e agli ospiti difensivi. Al Virginia Tech, il laboratorio di Vinauger studia come le zanzare utilizzano le informazioni sensoriali per trovare gli ospiti e adattarsi agli ambienti in continua evoluzione. Il suo team ha dimostrato che 'ricordano' ed evitano gli ospiti che le scacciano, combinano olfatto e vista per rintracciare le persone con sorprendente precisione e sono attratte o allontanate dall'odore di determinati saponi per il corpo. "Le zanzare sono straordinarie nell'elaborare le informazioni relative al loro ambiente - conclude Vinauger - Quello che stiamo cercando di capire non è solo come ci individuano, ma anche come il loro cervello interpreta questi segnali e li trasforma in comportamenti". Con l'espansione della zanzara Aedes aegypti in nuove regioni e la crescente resistenza agli insetticidi a livello globale, per l'esperto comprendere il comportamento di questi insetti ronzanti sta diventando sempre più importante per la salute pubblica. "Dobbiamo capire come le zanzare riescano a eludere le nostre strategie di controllo", chiosa. "E questo richiede la comprensione del loro funzionamento, a livello molecolare, neurale e comportamentale".

(Adnkronos) - E' stato presentato oggi, a Catania, al rettorato dell’Università, il progetto fotografico 'In-genium. Sguardi sul passato e sul futuro della tecnologia', promosso da Maire e Fondazione Maire-Ets in collaborazione con il Parco archeologico del Colosseo e con il patrocinio dell’Università di Catania. Presenti, fra gli altri, il rettore dell'ateneo Enrico Foti, il sindaco di Catania Enrico Trantino e Monica Luca, presidente del Comitato Imprenditoria Femminile di Confindustria Catania. L’iniziativa mette in dialogo il patrimonio e l’ingegno degli antichi con le sfide della tecnologia contemporanea e della sostenibilità, attraverso i linguaggi della fotografia contemporanea, traducendosi in un’indagine visiva e concettuale sul significato della téchne – il saper fare – e sulla sua evoluzione nel tempo, oggi sempre più centrale nello sviluppo di tecnologie e soluzioni industriali avanzate al servizio della transizione energetica. Al centro di In-genium, è un’esperienza collettiva e sperimentale di “residenza d’artista” a Roma, coordinata da Carmelo Nicosia, direttore della scuola di fotografia presso l’Accademia di Belle Arti di Catania, che ha coinvolto allievi e maestri delle Accademie di Belle Arti di Brera, Roma e Catania in un percorso di esplorazione dei luoghi simbolo della tecnologia antica, riletti attraverso uno sguardo contemporaneo.
La mostra - ospitata presso il Museo dei Saperi e delle Mirabilia Siciliane e visitabile fino al 30 giugno - restituisce questo dialogo lungo un percorso espositivo guidato da sei lemmi – progettare, misurare, canalizzare, miscelare, sollevare, riutilizzare – che aprono altrettante prospettive sul dialogo tra antico e presente. L'approdo a Catania di In-genium ha un significato particolare per Maire che nel novembre 2024 ha inaugurato proprio qui un centro di eccellenza dedicato allo sviluppo di soluzioni tecnologie e ingegneristiche avanzate per la transizione energetica. In questo contesto, il dialogo tra cultura e innovazione si inserisce in un ecosistema già fortemente orientato alla ricerca applicata, allo sviluppo industriale e alla formazione di competenze altamente specializzate, contribuendo a rafforzare il ruolo di Catania come hub strategico per l’ingegneria del futuro, grazie anche anche alla collaborazione con l'Università e le istituzioni locali.
'In-genium nasce dalla volontà di raccontare l’ingegno umano come un filo continuo che attraversa i secoli, dall’eredità degli antichi fino alle sfide della tecnologia contemporanea, un vero e proprio invito a rileggere la relazione tra sapere tecnico e dimensione umanistica - ha detto, inaugurando la mostra, Fabrizio Di Amato, fondatore e presidente Maire e Fondazione Maire - Catania è un territorio in cui Maire investe concretamente in competenze, in giovani, in futuro, e il legame con l'Università e con l'Accademia di Belle Arti lo rende ancora più significativo. L'ingegnere umanista di cui parliamo in questo progetto non è un'astrazione: è una figura che sa coniugare sapere tecnico e consapevolezza culturale e che oggi è essenziale per sviluppare e applicare tecnologie innovative nei processi industriali della transizione energetica”. In-genium è anche un podcast, 'Futuro Anteriore', prodotto da Chora Media e narrato da Jacopo Veneziani.

(Adnkronos) - La Procura di Pavia ha disposto una consulenza psichiatrica per Andrea Sempio, indagato per l'omicidio aggravato di Chiara Poggi a Garlasco. Il compito è stato affidato a Roberto Catanesi, medico psichiatra, il quale dovrà accertare "l'eventuale sussistenza" per il 37enne "di condizioni patologiche idonee a incidere sulla capacità di intendere e di volere, con riferimento ai fatti per cui si procede e al momento della loro realizzazione".
E ancora "la presenza di eventuali disturbi o alterazioni di significativa rilevanza, tali da incidere sul giudizio di imputabilità, nonché il grado di correlazione con i latti contestati; l'eventuale configurabilità di una condizione di pericolosità sociale. Le determinazioni assunte sono volte ad assicurare una ricostruzione quanto più completa, oggettiva e scientificamente fondata della vicenda" si legge in un comunicato della Procura di Pavia guidata da Fabio Napoleone.
La Procura di Pavia ha disposto inoltre un'integrazione delle indagini dopo il deposito, da parte della difesa di Sempio, di "plurime consulenze tecniche" depositate entro i venti giorni dalla notifica di chiusura delle indagini sul delitto di Garlasco. "Considerato che i termini delle indagini preliminari risultano tuttora pendenti (con scadenza fissata al 28 settembre 2026), si è ritenuto opportuno disporre ulteriori accertamenti" si legge nella nota.
In particolare, "è stato disposto che i consulenti tecnici del pubblico ministero, già nominati, procedano a specifiche verifiche, al fine di esaminare le prospettazioni tecniche formulate dalla difesa e di valutarne la fondatezza, anche sotto il profilo del rigore e dell' affidabilità scientifica".

(Adnkronos) - Il Comitato di gestione dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale, riunitosi ieri, ha approvato all’unanimità dei presenti la delibera di chiusura del procedimento relativo allo stato di crisi dell’Ente. Si tratta di un passaggio di particolare rilevanza amministrativa e istituzionale, che pone fine alla procedura avviata nel 2021 e alla successiva fase di allerta e prevenzione della crisi. La decisione è stata assunta sulla base della relazione tecnico-amministrativa istruttoria e del parere favorevole espresso dal Collegio dei revisori dei conti. La verifica ha evidenziato il superamento delle condizioni che avevano determinato lo stato di crisi, in coincidenza della pandemia da Covid-19. La delibera sarà trasmessa ai Ministeri vigilanti e alla Corte dei Conti, sezione controllo enti, fermo restando il richiamo alla necessità di un costante monitoraggio delle voci di entrata e di spesa.
"Esprimo grande soddisfazione per l’approvazione di questa delibera – ha dichiarato il presidente dell’AdSP Mtcs, Raffaele Latrofa – perché si chiude una procedura che per anni ha gravato sull’Ente, rendendo più complessa l’attività amministrativa e limitando in alcuni casi la possibilità di intervenire su aspetti fondamentali, a partire dall’organico e dai regolamenti. Fin dal mio insediamento ho ritenuto prioritario dare un impulso deciso alla definizione di questo procedimento, nella convinzione che l’Autorità di Sistema dovesse tornare a operare con piena capacità programmatoria e gestionale”. Questo risultato, sottolinea Latrofa, "è frutto del lavoro di squadra dei dipendenti dell’Autorità di Sistema Portuale, che ringrazio espressamente. Sono loro gli artefici di un percorso, avviato dopo il mio arrivo, che oggi consente all’Ente di guardare avanti con maggiore solidità, responsabilità e prospettiva. La chiusura dello stato di crisi non è un punto di arrivo, ma una condizione necessaria per affrontare con maggiore efficacia le sfide che attendono i porti del nostro sistema".
Nel corso della seduta il Comitato di gestione ha inoltre approvato numerosi altri provvedimenti riguardanti i porti di Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta. Tra questi, il Comitato ha preso atto delle conclusioni del gruppo di lavoro relativo alla futura domanda di unità crocieristiche, dando mandato agli uffici di procedere alla rivisitazione della concessione di Roma Cruise Terminal e all’avvio dell’istruttoria tecnica per l'allungamento e la rettifica delle banchine 16 e 18, intervento strategico per l’assetto futuro del comparto crocieristico. Approvato anche il Piano dell’organico del porto 2026-2028, strumento di programmazione che fotografa il lavoro portuale nei porti del sistema, con complessivi 1.023 lavoratori tra Civitavecchia e Gaeta, e consente di monitorare fabbisogni, professionalità, turnover e necessità formative. Via libera, inoltre, alla determinazione del numero massimo delle autorizzazioni ex articolo 16 della legge 84/1994 e dei relativi canoni per l’anno 2026 nei porti di Civitavecchia e Gaeta, nonché a una serie di provvedimenti demaniali e concessori riguardanti operatori portuali, servizi di interesse generale, aree operative, terminal e attività produttive.

(Adnkronos) - Jannik Sinner amaro al Roland Garros 2026. Oggi, giovedì 28 maggio, il tennista azzurro è stato eliminato da Juan Manuel Cerundolo al secondo turno dello Slam francese, dopo aver accusato un colpo di calore: Sinner, padrone del match per quasi 3 set, si è spento e ha perso in 5 partite. Colpa del caldo? Un malore? "Nessuno è un robot. Nessuno è costruito per non fallire mai", ha detto Sinner in conferenza stampa, "oggi è andata così. Non ho semplicemente visto l'uscita, ed è una cosa che normalmente non mi succede".
Le condizioni fisiche, ha spiegato, non erano ideali nemmeno nella prima fase del match. "Ho iniziato a sentirmi molto stordito in campo, con pochissima energia, e ho provato a chiudere il match ma non avevo forza", ha detto Sinner in conferenza stampa. "Nel quarto set l’ho un po’ lasciato andare per provare ad avere più energia nel quinto, ma non sono riuscito a tenere il primo game e da lì è andata in discesa. Stamattina mi sono svegliato e non stavo bene, ho cercato di tenere gli scambi corti e all’inizio colpivo molto bene, poi a un certo punto ho sbattuto contro un muro e basta".
"A metà del terzo set mi sono iniziato a sentire male. Anche se stavo giocando un tennis fantastico, ma oggi proprio non riuscivo a trovare energia", ha continuato Sinner, "è stata una situazione difficile. Ma ancora una volta, è lo sport. Faceva caldo, ma non un caldo pazzesco. Mi sembrava che si potesse giocare piuttosto bene. Il problema non era il caldo o le condizioni, il problema ero io".
Ma cosa ha causato i malori di Sinner? "È difficile da dire, credo sia il risultato di tante cose insieme, non di una sola. Ho giocato tanto e non ho avuto molto tempo per recuperare", ha spiegato l'azzurro, "qui il primo match l’ho giocato molto bene, ma quando torni in campo il giorno dopo non hai comunque tanto tempo per recuperare, anche se avevo finito sì tardi ma non troppo. Stanotte non ho dormito bene e stamattina quando mi sono svegliato facevo fatica. Può succedere: durante l’anno ci sono sempre un paio di giorni in cui non ti senti perfetto, oggi è stato uno di quelli".
Sulle critiche per aver giocato troppo negli ultimi mesi: "Non posso sapere come sarebbe andata. Se non avessi giocato Madrid o Roma, magari arrivavo qui e avrei avuto comunque un giorno come questo in cui ti senti male", ha risposto Sinner, "guardando indietro è sempre difficile: ho vinto tre tornei sulla terra, risultati incredibili, una striscia fantastica. Come ho detto all’inizio dell’anno, questo torneo era l’obiettivo principale e uscire così presto non era ciò che volevo. Però non sai se sarebbe cambiato qualcosa saltando Madrid o Roma: non lo sapremo mai".
(Adnkronos) - È stata fissata per il prossimo 12 giugno l’udienza davanti al Tribunale di Sorveglianza di Roma dopo il reclamo presentato dalla difesa di Alfredo Cospito contro la decisione del ministero della Giustizia di rinnovare per due anni il regime di detenzione del 41bis per l’anarchico.
Cospito, che si trova detenuto a Sassari, è al regime del carcere duro dal 2022. Il rinnovo è arrivato il 30 aprile.
Nel reclamo l’avvocato Flavio Rossi Albertini ha sottolineato come le affermazioni di Cospito nel corso degli anni, “censurate come istigatorie, siano in realtà una manifestazione del proprio diritto costituzionale a esprimere il proprio pensiero”.
Per anni militante tra le file della Fai, Federazione anarchica informale, Cospito è stato prima nel carcere di Bancali a Sassari, poi in quello di Opera a Milano per poi tornare nel giugno 2023 nell’istituto sardo. Detenuto da oltre 10 anni, da ottobre 2022 per sei mesi ha portato avanti uno sciopero della fame per protestare contro l’applicazione nei suoi confronti del 41bis.

(Adnkronos) - "La sclerosi multipla rappresenta ancora oggi una patologia complessa che si manifesta senza preavviso, il cui decorso resta per molti versi imprevedibile e rischia di diventare progressivamente invalidante. Nonostante i notevoli passi in avanti compiuti dalla ricerca scientifica, ricevere una simile diagnosi comporta la ridefinizione delle proprie abitudini, dei propri progetti e del proprio modo di guardare al futuro. È dunque necessario continuare ad adoperarsi in campo medico e sanitario per garantire l’adeguata presa in carico, l’accesso alle cure e alle terapie più efficaci, affinché non prevalga il senso di abbandono o di emarginazione. Ma è altrettanto imprescindibile promuovere una piena inclusione sociale e lavorativa, adottando un approccio che metta realmente al centro la persona e i suoi diritti". Così il presidente della Camera dei deputati Lorenzo Fontana in un messaggio inviato all'Associazione italiana sclerosi multipla (Aism) in occasione della celebrazione della Giornata mondiale della sclerosi multipla 2026 alla Camera dei deputati.
"È questa una sfida da vincere insieme grazie al contributo di tutti i soggetti disponibili a cooperare per migliorare la quotidianità di coloro che convivono con questa e altre fragilità. Anche il Parlamento è impegnato su questo fronte - ha sottolineato Fontana -. Al riguardo, ricordo la recente costituzione dell’Intergruppo parlamentare sulla Sclerosi multipla e patologie correlate, nato con la volontà di favorire un dialogo sinergico e costruttivo tra Istituzioni, mondo scientifico, associazioni e società civile. A tal proposito, esprimo un sentito ringraziamento all’Aism per l’encomiabile lavoro volto a mantenere alta l’attenzione su un tema che non può e non deve essere relegato ai margini del dibattito pubblico". "Non dobbiamo dimenticare che, dietro le insidie della malattia, ci sono intere famiglie che meritano di vivere la propria vita con rispetto e dignità" ha poi concluso il presidente della Camera.
"Essere scelta da una giuria formata da tanti ragazzi è un
privilegio per chi scrive. Jane Goodall ha ispirato la mia
giovinezza per l'avanguardismo al femminile. Una figura che ha
acceso la mia infinita passione, il mio grande rispetto per gli
animali e la natura". È entusiasta per aver vinto il 'Premio Asimov
Junior', alla quarta edizione, Christiana Ruggeri, autrice del
libro 'Jane Goodall, io e gli scimpanzé" (Editoriale Scienza) sulla
celebre etologa morta l'anno scorso a 91 anni. Il Premio Asimov
Junior, che vede come giurati studenti delle scuole secondarie di
primo grado, replica il fortunato modello del premio maggiore
dedicato alle scuole superiori, ideato dal fisico Francesco
Vissani, dirigente di ricerca Infn presso i Laboratori Nazionali
del Gran Sasso.
(Adnkronos) - In Italia "nel 2025 la spesa farmaceutica totale è stata di 25 miliardi di euro. Si registra così un aumento del 15%, circa 3 miliardi, rispetto al 2023. Il 28% del totale risulta però a carico dei cittadini anche se al momento il prezzo dei farmaci è inferiore rispetto a numerosi Paesi europei (in media circa il 20-30%)". Sono questi alcuni dei dati emersi ieri durante una teleconferenza organizzata dal FoSSC, il Forum che riunisce 75 società scientifiche dei clinici ospedalieri ed universitari italiani. L'evento, dal titolo 'L'impatto dei nuovi farmaci e dell'innovazione terapeutica sulla salute dei cittadini' ha visto la partecipazione di clinici e dei rappresentanti delle istituzioni sanitarie. A promuovere l'attenzione su questo argomento - informa una nota del FoSSC - è stata tempo fa una nota del ministro Schillaci, inviata ai vertici dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa). Il ministro della Salute chiedeva, insieme con il sottosegretario Gemmato, interventi correttivi e di iniziative formali su questa materia.
"La crescita della spesa farmaceutica anche a carico dei privati non può essere una sorpresa – ha sottolineato Francesco Cognetti, coordinatore FoSSC -. Si tratta di un fenomeno legato all’invecchiamento della popolazione la cui speranza di vita in Italia ha raggiunto gli 84,1 anni. È la più alta in Europa nonché la seconda al mondo dopo il Giappone. L’altro principale motivo è lo sviluppo della ricerca e l’arrivo di farmaci innovativi ad alto costo. Tuttavia, è anche la disponibilità di terapie efficaci a posizionare l’Italia agli ultimi posti nel mondo per mortalità da malattie prevenibili e curabili. Un paziente con leucemia negli anni 90 moriva entro pochi mesi mentre oggi può vivere per molti decenni. Un infartuato può dover assumere statine, betabloccanti e anticoagulanti per il resto della vita. Di fronte a questi successi noi professionisti ed esponenti delle più importanti società scientifiche non possiamo che essere d’accordo sul diritto alla salute e alle cure migliori per tutti i cittadini. Chiedere che i costi di queste terapie rientrino in budget pensati 20 anni fa è irrealistico ed impossibile. A nostro avviso non sono auspicabili ulteriori tagli della spesa farmaceutica".
Al centro del dibattito on line di ieri vi è stato anche il così detto Mfn (Most favored nation drug pricing) adottato dagli Usa, che impone che il prezzo effettivo dei farmaci negli Stati Uniti sia pari o inferiore a quello più basso tra un gruppo di nazioni, tra cui l’Italia. "Il provvedimento potrebbe avere nell’immediato una riduzione di un terzo dei lanci dei nuovi farmaci in Europa – ha proseguito Cognetti -. Inoltre, le conseguenze economiche ed energetiche del conflitto in Medio Oriente hanno già determinato una crescita dei costi totali di oltre il 20-30%. L’Italia potrebbe risultare tra i Paesi più penalizzati e corriamo il rischio di un accesso più lento alle innovazioni terapeutiche e di rincari ai prezzi. Siamo molto preoccupati perché nel dibattito pubblico, anche a livello politico, fa notizia lo sfondamento della spesa farmaceutica senza una consapevole analisi obiettiva dei dati. Preoccupa anche molto l’obiettivo, per altro dichiarato, del controllo di una spesa fisiologicamente in crescita. Come Forum delle Società scientifiche dei clinici ospedalieri ed universitari Italiani chiediamo quindi che dalla revisione del prontuario farmaceutico nazionale siano esclusi le terapie innovative, i farmaci orfani e di eccezionale rilevanza terapeutica e sociale. Sono dei trattamenti che devono essere considerati non solo una spesa ma anche come un investimento. Le ricadute positive che possono determinare non riguardano solo la salute del singolo paziente ma anche l’intera collettività".
“Nel caso della spesa farmaceutica si sottolinea la necessità di dover considerare il diritto alla salute di tutti i cittadini e il diritto alle cure migliori per quelli affetti da importanti patologie – ha detto Robert Nisticò, presidente Aifa -. Bisogna trovare un giusto equilibrio tra questi principi inderogabili e la sostenibilità economica per il nostro Paese. Va superata la logica dei silos separati in cui è suddivisa la spesa farmaceutica nel nostro Paese. Abbiamo nuovi strumenti per valutare l’efficacia terapeutica di un nuovo farmaco ma anche i risparmi che può generare, per esempio, sulle ospedalizzazioni evitate. Stiamo già lavorando per trovare altre soluzioni come il pagamento rateizzato fino anche a 6-7 anni per i farmaci one shot. L’obiettivo è riuscire a coniugare l’innovazione con la sostenibilità considerando anche il fatto che la nostra sanità è divisa in 21 diversi sistemi regionali".
Strettamente collegata alla spesa farmaceutica c'è quella sanitaria pubblica che in Italia - dettaglia la nota - si attesta al 6,2-6,3% del Pil. È un valore inferiore rispetto a quelli registrati in Francia (9-10%), Germania (10,1-10,6%) e Regno Unito (8,9%) nonché alla media europea del 6,9%. Su questo parametro siamo al 14esimo posto in Europa, al 22esimo posto nell’ Ocse e all’ultimo posto tra i Paesi del G7. Per quel che riguarda poi la spesa sanitaria pubblica pro capite, quella italiana è di 3.835 dollari contro una media Ocse di 4.625 (- 790), una media europea di 4.689 (-854). Occupiamo quindi in Europa il 14esimo posto anche dopo Repubblica Ceca e Slovenia. "E’ un gap che si è allargato durante la pandemia quando gli altri Paesi hanno investito molto di più dell’Italia – conclude Cognetti -. È evidente che sono necessari maggiori investimenti alla luce del continuo invecchiamento generale della popolazione. Corriamo il serio rischio di non poter più garantire un modello sanitario universalistico e anche il diritto alla salute così come sancito dalla nostra Costituzione".
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