Inaugurati i nuovi uffici della Sfirs (Società finanziaria Regione
Sardegna). Con l'apertura di questa sede territoriale, in via Roma
113, la Regione rafforza uno dei suoi strumenti operativi a
sostegno delle imprese e dello sviluppo.
(Adnkronos) - Si allarga l’inchiesta sulla morte di Giacomo Bongiorni, il 47enne ucciso sotto gli occhi del figlio di 11 anni in una violenta aggressione da parte di un gruppo di giovani in piazza Felice Palma a Massa. Dopo i provvedimenti adottati domenica 12 aprile – con il fermo di un minorenne di 17 anni con l’accusa di omicidio volontario e di due maggiorenni, Ionut Alexandru Miron (23 anni) ed Eduard Alin Carutasu (19 anni), entrambi di origine rumena, ritenuti responsabili di concorso in omicidio volontario – oggi emergono nuovi sviluppi: altri due giovani sono stati iscritti nel registro degli indagati.
Per tutti e cinque gli indagati si aprirà nei prossimi giorni la fase degli interrogatori di garanzia: il 17enne comparirà davanti al giudice per le indagini preliminari del Tribunale per i minorenni di Genova, mentre i maggiorenni saranno sentiti dal gip del Tribunale di Massa. In quella sede potranno fornire la propria versione dei fatti e presentare eventuali elementi a loro difesa.
Le immagini delle telecamere di videosorveglianza, acquisite dagli inquirenti, mostrerebbero con chiarezza il momento in cui Giacomo Bongiorni viene colpito e si accascia al suolo a seguito di un colpo inferto volontariamente. Dai filmati emergerebbe inoltre che l'uomo sarebbe stato raggiunto da più colpi, anche quando era già a terra.
A fare il punto è stato il procuratore della Repubblica di Massa, Piero Capizzoto, nel corso di una conferenza stampa tenutasi alla presenza anche del comandante provinciale dei carabinieri Alessandro Dominici. Procura e Arma hanno ripercorso le fasi delle indagini, avviate dopo la chiamata giunta intorno all’1.20 nella notte tra sabato e domenica.
"Stiamo ancora lavorando per ricostruire con esattezza quanto accaduto – ha spiegato Capizzoto –. L’elemento più oggettivo di cui disponiamo sono i filmati, che però sono privi di audio. Dobbiamo ancora ascoltare l’altra persona presente, rimasta ferita, che ieri non era in grado di parlare. Sappiamo però che i due gruppi non si conoscevano prima".
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, le persone coinvolte sarebbero due gruppi distinti: da una parte cinque giovani – tre minorenni e due maggiorenni, tutti indagati – e dall’altra la vittima, 47 anni, insieme al cognato, attualmente ricoverato in ospedale. In base agli accertamenti, i ragazzi non sarebbero stati in stato di ebbrezza.
Dalle immagini si vedrebbe uno dei giovani, il 17enne attualmente in stato di fermo, colpire Bongiorni con un pugno, facendolo cadere a terra. Successivamente sarebbero stati inferti ulteriori colpi. Resta tuttavia da chiarire quale sia stato il colpo fatale. "Per una corretta qualificazione giuridica dei fatti sarà necessario attendere l’esito dell’autopsia, che verrà eseguita a Genova nelle prossime ore – ha aggiunto il procuratore –. L’esame dovrà chiarire per effetto di quale tipo di colpo si è verificato il decesso". "Allo stato attuale – ha concluso Capizzoto – non è possibile individuare con certezza il colpo mortale: non è stato un solo colpo a provocare il decesso, ma diversi, e al momento non siamo in grado di dire quale sia quello che ha certamente causato la morte".
Domani, martedì 14 aprile, alle ore 21, si terrà una fiaccolata promossa congiuntamente da Comune e Diocesi per le strade della città di Massa in memoria di Giacomo Bongiorni. Come anticipato dal vescovomonsignor Mario Vaccari l'iniziativa, concordata con il sindaco, Francesco Persiani, intende rappresentare "un momento comunitario di riflessione sul senso di quanto accaduto nella notte tra sabato e domenica scorsi, quando è avvenuta la morte di Giacomo Bongiorni, fatto che ha suscitato sgomento e preoccupazione in tutta la cittadinanza".
"La fiaccolata vuole essere un modo per stringersi in preghiera in segno di vicinanza al dolore dei familiari, in un clima di rispetto, raccoglimento e sobrietà", si legge in un comunicato del Comune.
Questo l'itinerario della fiaccolata: Partenza da piazza Garibaldi, via Eugenio Chiesa, via Porta Fabbrica, Piazza Aranci, Palazzo Ducale, via Cairoli, piazza Duomo, via Dante e conclusione in Piazza Palma.

(Adnkronos) - Al via giovedì 16 aprile la sesta edizione del Gic-Giornate italiane del calcestruzzo e degli inerti da costruzione e demolizione, la più grande mostra-convegno europea dedicata alla filiera del calcestruzzo, in programma fino al 18 aprile 2026 nei padiglioni di piacenza expo. questa del 2026, già alla vigilia, si profila come l’edizione dei record, grazie alle 330 aziende espositrici (+27% vs 2024), ai 9.328 metri quadri di superficie netta espositiva (+22% vs 2024) e ai 64 espositori esteri (+33% vs 2024). Ad anticipare i contenuti della manifestazione fieristica, sono intervenuti in conferenza stampa, tenutasi venerdì 10, presso la sede di Confindustria Piacenza, Gianluca Ceccarelli, assessore alle risorse finanziarie del Comune di Piacenza; Stefano Riva, dirigente di Confindustria Piacenza; Sergio Copelli in rappresentanza di Piacenza expo Fabio Potestà, direttore di Mediapoint & Exhibitions, società organizzatrice dell’evento e Gianenrico Griffini redattore della rivista Allestimenti & trasporti.
“Questa sesta edizione del Gic - sottolinea Fabio Potestà, direttore di Mediapoint & Exhibitions - conferma una crescita significativa della manifestazione, con un deciso aumento delle aziende espositrici, anche estere, e un importante ampliamento della superficie occupata: un risultato tutt’altro che scontato nell’attuale contesto geopolitico. Il settore del calcestruzzo continua a dimostrare solidità, con l’Italia che si conferma Paese trainante anche sul fronte infrastrutturale. Le tensioni internazionali stanno ridefinendo gli equilibri della filiera, anche alla luce della forte dipendenza da alcune aree strategiche – basti pensare che il Medio Oriente fornisce circa il 62% del calcare ad alta purezza per calcestruzzo – ponendo nuove sfide legate all’approvvigionamento delle materie prime e alla stabilità dei costi, ma rappresentano anche un’occasione per rafforzare resilienza, innovazione e capacità di adattamento del comparto. In questo scenario, il Gic rappresenta un momento fondamentale di incontro per il mercato, che resta il vero protagonista della fiera, attraverso la partecipazione attiva di espositori, visitatori e associazioni di categoria”.
In un contesto internazionale segnato da nuove tensioni geopolitiche e dalla volatilità dei mercati delle materie prime, anche la filiera del calcestruzzo è chiamata a confrontarsi con nuove incognite. Il conflitto in Medio Oriente, oltre a incidere sui costi energetici, rischia infatti di impattare sull’approvvigionamento di materiali strategici per l’edilizia, alimentando ulteriori pressioni sui prezzi lungo tutta la catena delle costruzioni. Allo stesso tempo, i recenti eventi che hanno messo in evidenza la fragilità del territorio e delle infrastrutture italiane riportano al centro il tema della sicurezza e della manutenzione delle opere. Una doppia sfida — tra stabilità delle filiere e resilienza delle infrastrutture — che rende ancora più centrale il confronto tra imprese, istituzioni e mondo tecnico promosso dal Gic nei suoi numerosi convegni altamente qualificati.
La rilevanza nazionale e internazionale del Gic è testimoniata dagli oltre 50 patrocini ricevuti dalle principali associazioni italiane di categoria, tra cui Aci Italy Chapter, Anepla, Assiad, Assimp, Assobeton, Atecap, Cni-Consiglio nazionale degli ingegneri, Conpaviper, Federcave, Federcomated, Federbeton, Finco, Nadeco, alle quali si affiancano quelle dei principali organismi internazionali del comparto quali (in ordine alfabetico) Acrp, Bibm, Eda, Ermco, Ewji, Eupave E Iacds, che confermano il forte sostegno alla manifestazione, quale appuntamento di riferimento per il settore e luogo privilegiato di confronto su innovazione, sostenibilità e sicurezza.
Di rilievo anche i patrocini istituzionali quali quello della Regione Emilia Romagna, Regione Liguria, Anas ed Aeronautica Militare, vicina al Gic sin dalla sua prima edizione, che presenterà un convegno sulle pavimentazioni aeroportuali in ambito sia militare che civile. Per Giovanni Grondona Viola, presidente di Assimp Italia, il Gic è “un luogo privilegiato di dialogo tra imprese, professionisti e istituzioni” su temi cruciali come innovazione, sostenibilità e regole chiare per la filiera. Anche Assobeton ribadisce il proprio sostegno all’evento: “Le Giornate italiane del calcestruzzo rappresentano un’importante occasione per riportare al centro del dibattito il materiale che ha fatto la storia delle costruzioni civili”, afferma il presidente Enrico Dassori, ricordando l’impegno dell’associazione nel promuovere sicurezza, qualità e sostenibilità del comparto. Un settore che, come sottolinea Giuseppe Ruggiu, presidente di Atecap, sta vivendo “una profonda trasformazione tecnologica, culturale e normativa”, con il passaggio da una logica centrata sul prodotto a un approccio orientato alla prestazione e al ciclo di vita delle opere.
In questo quadro, il Gic diventa anche un punto di connessione con la dimensione europea: “La nostra presenza mira a rafforzare il dialogo tra strategie europee e realtà nazionale”, spiega Alessio Rimoldi, segretario generale di Bibm, evidenziando il ruolo dell’evento nel promuovere una visione condivisa su innovazione, sostenibilità e competitività del settore. "La partecipazione di Nadeco al Gic rappresenta ormai una consuetudine perfettamente allineata con la nostra strategia di crescita e consolidamento del settore", sottolinea Stefano Panseri, presidente di Nadeco, evidenziando il valore della fiera come spazio di condivisione di best practice e standard normativi.
Particolarmente fitto il programma dei convegni, che partirà giovedì 16 aprile con quattro appuntamenti: alle ore 10:00 ‘Dalle testimonianze delle associazioni del comparto alle più recenti realizzazioni di opere infrastrutturali in Italia’ organizzato dalla rivista Concrete News in collaborazione con la testata Ship2Shore, a seguire alle ore 10:30 ‘Le frontiere del calcestruzzo 7.0: dalle infrastrutture storiche ai data center’, realizzato da Pilosio-Scaffolding & Formworks. Successivamente nel primo pomeriggio spazio a ‘Dall'off-road all'off-grid: il ruolo dell'idrogeno nei cantieri del futuro’, dedicato a transizione energetica, connettività dei mezzi e cybersecurity, realizzato con Hydrogen-news, allestimenti & trasporti e Cybsec-news; seguirà, "Il cantiere virtuoso: pratiche di gestione e nuove soluzioni per l'evoluzione del costruire", che approfondirà Bim, logistica, gestione dei reflui e coordinamento mezzi. Venerdì 17 aprile a partire dalle 9:30 spazio a ‘La diagnostica strutturale nella valutazione della vulnerabilità e delle criticità delle grandi infrastrutture, viarie e ferroviarie’, focus su monitoraggio e manutenzione predittiva con Alig, Ate, Algi E Master.
A seguire dalle ore 11:00, ‘Le news del calcestruzzo sostenibile, tra requisiti normativi e adattamenti al cambiamento climatico’ e, nel pomeriggio, ‘Le novità che cambiano il modo di costruire in prefabbricato e gettato in opera’ con Peikko Italia. Sabato 18 aprile a partire dalle ore 11:00 chiusura con la presentazione della ‘Uni/PdR 153:2023: formazione e certificazione del personale addetto alla manutenzione delle strutture in cls armato’.
Il Gic 2026 ospiterà anche i tradizionali eventi collaterali: nella serata inaugurale del 16 aprile l'Icta-Italian concrete technology awards con le premiazioni delle eccellenze del settore, seguito dal ‘Gic by night’, l'esclusiva apertura serale della fiera con networking e intrattenimento. Venerdì 17 aprile sarà invece la volta della seconda edizione degli Idra-Italian demolition & recycling awards, dedicati alle imprese e ai professionisti che si sono distinti nei comparti della demolizione e del riciclaggio degli inerti.

(Adnkronos) - A gennaio Chiara Ferragni era stata prosciolta dall'accusa di truffa aggravata. Ora le 59 pagine di motivazioni del giudice di Milano Ilio Mannucci Pacini spiegano che il contenuto nei comunicati stampa e nei post e delle storie pubblicate sulle campagne pubblicitarie di 'Pandoro Balocco Pink Christmas' (Natale 2022) e 'Uova di Pasqua - sosteniamo i Bambini delle Fate' (Pasqua 2021 e 2022)' "definiscono l’utilizzo di espressioni, talvolta anche solo ambigue, altre volte più direttamente esplicative di un rapporto causale tra acquisto dei prodotti ed entità dell’erogazione benefica, che non possono essere considerate ictu oculi prive di profili di decettività".
Inoltre i provvedimenti dell’Agcm "delineano la sussistenza di una pubblicità ingannevole che non consente ictu oculi (con un colpo d'occhio, ndr) di ritenere insussistente la natura decettiva di quei messaggi pubblicitari". Tanto basta al dubbio al giudice "per escludere l’applicabilità della formula assolutoria nel merito" per gli indagati (oltre all'influencer anche l'ex braccio destro Fabio Maria Damato e il presidente del cda di Cerealitalia Francesco Cannillo).
Se il giudice, si legge, "avesse ritenuto fondata la tesi di sussistenza dell’aggravante, avrebbe assunto la conseguente decisione di responsabilità (se tutti gli elementi costitutivi della fattispecie contestata fossero risultati integrati e senza ignorare l’intervenuta attività riparatoria da parte degli imputati)", ma essendo esclusa la minorata difesa, "l’accertamento di sussistenza dei reati contestati non solo non è imposto al giudice, ma non può essere oggetto del suo accertamento".
Per il giudice Ilio Mannucci Pacini, il quale ha escluso l'aggravante della minorata difesa contestata dai pm di Milano Eugenio Fusco e Cristian Barilli, "non può essere condivisa l’affermazione secondo la quale essere follower di un personaggio molto noto sui social network significhi divenire un suo seguace (alla stregua dei seguaci dei santoni delle sette religiose o spirituali), così determinando automaticamente in capo a quest’ultimo uno stato di debolezza fisica o psichica che comporti una limitazione della propria capacità di autodeterminarsi".
Non solo i follower, circa 30 milioni, "non sono necessariamente tutti destinatari dei messaggi postati", ma neppure risulta "che pubblicità ingannevole o mendace attuata tramite i canali televisivi abbia determinato solo per il numero di destinatari, l’aggravante della minorata difesa" si sottolinea nelle motivazioni.
Gli imputati, sottolinea il giudice, "non sono stati assolti in questo processo, le condotte a loro addebitate non sono rimaste impunite, le vittime delle asserite truffe non sono state insoddisfatte delle proprie ragioni risarcitorie". Al contrario, a seguito delle contestazioni formulate "gli imputati hanno subito a vari livelli conseguenze sul piano patrimoniale per la ritenuta natura ingannevole dei messaggi pubblicitari riguardanti le campagne qui giudicate (attraverso, innanzitutto, il procedimento attivato dall’Agcm)" e hanno risarcito.

(Adnkronos) - Dare voce a migliaia di persone con malattie neurologiche e alle loro famiglie, costruendo una visione condivisa capace di incidere sulle politiche sanitarie e sociali del Paese. Con questo obiettivo la Società italiana di neurologia (Sin) ha avviato a Roma il percorso che porterà alla realizzazione degli Stati generali delle associazioni delle persone con malattie neurologiche, "un momento decisivo per mettere in rete le realtà dei pazienti, far emergere bisogni comuni e trasformarli in una forza concreta e riconoscibile", si legge in una nota. Per la Sin si tratta di "un'azione strategica: facilitare il dialogo, guidare l'individuazione delle priorità e contribuire a rendere evidente, agli occhi delle istituzioni e dei decisori politici, la dimensione reale delle malattie neurologiche". Con "un traguardo chiaro: arrivare a iniziative capaci di rispondere in modo strutturato alle principali sfide sanitarie e sociali".
"Gli Stati generali delle associazioni delle persone con malattie neurologiche rappresentano uno tra i momenti più importanti per la Sin - dichiara il presidente Mario Zappia - La Sin diventa facilitatrice di un percorso che cerca di aggregare le tante associazioni che oggi ci sono in Italia, ma che spesso agiscono singolarmente. La possibilità di facilitare un percorso comune porterà a condividere quelli che sono bisogni condivisi affinché i decisori istituzionali si possano rendere conto che esiste una massa critica vasta di persone con malattie neurologiche che richiedono ascolto. La Società italiana di neurologia cercherà quindi di identificare questi bisogni comuni affinché si arrivi, auspicabilmente a novembre, a un'iniziativa di sensibilizzazione in Parlamento che aiuti a prendere delle decisioni che riguardano persone con patologie di importantissima rilevanza, non solo sanitaria ma anche sociale".
Durante l'incontro di kick off sono stati presentati i risultati di una survey promossa dalla Sin a valle della mappatura delle associazioni pazienti: 61 le associazioni censite, 22 quelle che hanno risposto al questionario. Tra queste, erano presenti alla prima riunione plenaria: Aimft - Associazione italiana malattia fronto temporale, Al.Ce. - Alleanza cefalalgici, Aps Famiglie Syngap1 Italiaa, Arsacs Odv - Atassia spastica di Charlevoix-Saguenay, Associazione conSLAncio onlus, Associazione famiglie Lgs Italia, Associazione italiana epilessia, Associazione italiana malattia di Alzheimer (Aima), Associazione italiana sclerosi multipla, Associazione italiana sindromi disimmuni rare del sistema nervoso centrale - AISiDiR, Associazione neurofibromatosi, Confederazione Parkinson Italia, Federazione italiana epilessie, Federazione nazionale associazioni trauma cranico - Fnatc, Fondazione lega italiana ricerca Huntington (Lirh foundation), La Rete-Associazioni italiane per le gravi cerebrolesioni, Mitocon - insieme per lo studio e la cura delle malattie mitocondriali, Uniamo - Federazione italiana malattie rare. Dalla survey emergono criticità trasversali che molte associazioni riconoscono come urgenti.
In primo luogo - riporta la nota - diagnosi e percorsi diagnostici: tempi lunghi, riconoscimento tardivo o mancato delle patologie, difficoltà nella transizione pediatrica-adulta, carenza di centri di riferimento e percorsi diagnostici aggiornati. A questo si aggiungono limiti nell'assistenza e nel supporto, con accesso ridotto alla riabilitazione, sostegno psicologico e sociale insufficiente, difficoltà nel follow-up e nella continuità assistenziale (in particolare dopo la dimissione) e criticità nella gestione dei pazienti privi di rete familiare. Le associazioni segnalano inoltre un forte impatto della burocrazia nell'accesso a farmaci, invalidità e benefici sociali, con carenza di sostegni per i familiari. Sul piano organizzativo viene evidenziata la necessità di maggiore collaborazione e integrazione tra specialisti, con team multidisciplinari e una cooperazione formalizzata con le associazioni, oltre a un migliore coordinamento tra ospedale e servizi sul territorio. Rilevanti anche le disparità regionali nell'accesso a diagnosi, cure e riabilitazione, nonché alle sperimentazioni e ai centri specialistici, con differenze nelle risorse sanitarie e nella formazione del personale medico. Infine, temi di riconoscimento e inclusione (stigma, discriminazione, difficoltà scolastiche e lavorative) e di ricerca e terapie, con la richiesta di promuovere la ricerca scientifica, accelerare lo sviluppo di terapie innovative e rendere più equo l'accesso alle sperimentazioni cliniche.
"La survey ha mostrato una grandissima vivacità e capacità delle associazioni di cercare di posizionarsi avendo ben chiara la propria mission - afferma Matilde Leonardi, membro del direttivo Sin e responsabile della mappatura e del contatto con le associazioni pazienti - Una mission che è di fatto concentrata su quattro punti: avere riconoscibilità; avere dei percorsi diagnostici chiari; avere la capacità sia di essere formati sia di formare i medici che devono trattare malattie spesso molto complesse; e saper gestire, guidare e consigliare lo sviluppo della ricerca, che è un elemento fondamentale per tutti. Sulla base di questi punti la Sin promuoverà dei focus group che mireranno a identificare il minimo comun denominatore fra tutte le associazioni partecipanti, che la Sin è riuscita a identificare e coinvolgere. È la prima volta che si dà vita a un lavoro così concreto e sinergico. Un'azione, quella della Sin, che si richiama alla richiesta di aggregazione delle associazioni pazienti lanciata dall'Oms con il Global action plan on epilepsy and other neurological disorders, e che vede l'Italia come uno dei pochi Paesi al mondo realmente impegnato in questa direzione".
Accanto alle criticità - prosegue la nota - le associazioni convergono su priorità di intervento comuni. Sul fronte della diagnosi e programmazione sanitaria, chiedono l'aggiornamento dei Lea per il riconoscimento delle malattie che ancora non lo hanno ottenuto, la creazione di registri nazionali per migliorare la programmazione e la velocizzazione della diagnosi attraverso una maggiore consapevolezza tra gli specialisti per un riconoscimento precoce. Per la presa in carico indicano l'integrazione ospedale-territorio tramite Pdta e team multidisciplinari per una gestione continua dei pazienti, l'ottimizzazione della presa in carico territoriale per ridurre spostamenti e garantire l'accesso ai centri di riferimento, e una sburocratizzazione dei processi per facilitare l'accesso di pazienti e caregiver ai benefici sociali. Sul piano della qualità della vita chiedono sostegno psicologico e sociale continuativo, politiche di inclusione scolastica e lavorativa e attenzione al tema del 'dopo di noi', con strumenti di tutela giuridica ed economica per caregiver e famiglie. In tema di ricerca, innovazione e accesso alle terapie, le associazioni chiedono un accesso più uniforme e tempestivo alle terapie innovative (con procedure più snelle per autorizzazioni e rimborsi), il coinvolgimento nelle sperimentazioni cliniche e un impegno più deciso nella promozione della ricerca scientifica per accelerare l’innovazione terapeutica.
Le associazioni auspicano che gli Stati generali diventino lo spazio per costruire una voce forte e coesa, capace di incidere sulle politiche sanitarie, garantendo l'applicazione coerente delle leggi e l'uguaglianza nell'accesso alle cure su tutto il territorio nazionale. Chiedono inoltre un maggiore coinvolgimento da parte delle istituzioni nelle progettualità future, una collaborazione continuativa e strutturata con comunità scientifica e altre associazioni attraverso reti e tavoli permanenti, e una definizione condivisa delle priorità a breve e medio termine per fare chiarezza sul burden delle patologie neurologiche.
Sulla base di questi presupposti, la Sin organizzerà tre focus group tematici: malattie rare, neuroinfiammatorie e distrofie; malattie neurodegenerative; e stroke, trauma cranico, epilessie, cefalee. I focus group si riuniranno due volte nel mese di maggio con l'obiettivo di arrivare nel mese di giugno alla definizione di un manifesto unitario, che sarà discusso in una nuova riunione plenaria a luglio, a Roma. A ottobre, nel corso del Congresso della Sin in programma a Firenze, si terranno gli Stati generali delle associazioni delle persone con malattie neurologiche, cui seguirà un incontro dedicato a far conoscere alle istituzioni i risultati raggiunti.
La Sardegna al centro del Mediterraneo: presentata la quinta
edizione della Fiera Nautica.
(Adnkronos) - Ticket, farmaci, trasporti, esami di controllo spesso nel privato per assenza di offerta nel pubblico, terapie di supporto. Queste e altre voci contribuiscono a creare il carico economico che pesa su chi si ammala di tumore. Si chiama 'tossicità finanziaria' (financial toxicity), effetto collaterale spesso sottovalutato del tumore e delle terapie oncologiche. La qualità della vita peggiora e in casi estremi si arriva a contrarre debiti, vendere beni, interrompere le cure. Negli Stati Uniti è riconosciuta come fattore prognostico negativo. Ma cosa succede in Italia? "Nonostante il servizio sanitario italiano non sia per fortuna paragonabile a quello americano e buona parte dei costi della cura dei malati di tumore siano a carico del Ssn, la situazione a livello nazionale è in evidente peggioramento per carenze strutturali, mancanza di risorse e disparità fra regioni: il fardello di spese 'out of pocket' per chi si ammala sta crescendo". Lo rileva uno studio condotto tra ottobre e dicembre 2024 presso la Città della Salute e della Scienza di Torino su 359 pazienti oncologici (177 uomini e 182 donne) in trattamento attivo, un'indagine che ha utilizzato il questionario italiano Proffit, specifico per l'Italia, che esplora manifestazioni e cause della tossicità finanziaria.
Il punteggio mediano di tossicità finanziaria è risultato 33,33, su una scala da 1 a 100, riporta una nota. Il 35,2% dei pazienti intervistati ha dichiarato che la malattia ha ridotto le risorse economiche e 1 su 3 è preoccupato che la propria condizione economica possa condizionare la possibilità di avere cure adeguate. I pazienti disoccupati, ma anche i divorziati, sono particolarmente colpiti (mediana 52,38) rispetto ai pensionati (28,57). Il 32,1% ha ridotto spese per vacanze, ristoranti o spettacoli. Il 46% ha riferito di aver speso per eseguire visite ed esami nella sanità privata, a volte per scelta, in molti casi per la carenza di offerta nel pubblico che non garantisce tempi d'attesa adeguati. Oltre la metà dei pazienti (56%) ha sostenuto spese per farmaci supplementari e integratori; il 40% spende per psicoterapia, fisioterapia o cure dentali, in alcuni casi una conseguenza delle terapie. Un aspetto da non sottovalutare sono i trasporti: se pure i pazienti interpellati alle Molinette hanno dichiarato di non dover affrontare spostamenti lunghi (non più di 40 minuti di media con i mezzi pubblici e 22 minuti utilizzando l'auto), anche distanze ridotte, moltiplicate per il numero di visite, controlli, terapie, concorrono ad aggravare la situazione. Poco importa se chi si è ammalato ha un cancro al polmone, alla mammella o al pancreas: nella casistica analizzata la tossicità finanziaria non è legata a un tipo di tumore piuttosto che a un altro, ma di certo la disponibilità economica di partenza gioca un ruolo importante nel peggioramento della qualità di vita.
Il tema, nelle sue numerose e importanti implicazioni in un periodo in cui la sanità pubblica appare sempre più incapace di garantire i costi della cura, è stato trattato da Massimo Di Maio, professore di Oncologia medica presso il Dipartimento di Oncologia medica dell'università di Torino, direttore dell'Oncologia medica 1U dell'azienda ospedaliera-universitaria Città della Salute e della Scienza di Torino e presidente di Aiom (Associazione italiana di oncologia medica), nel suo intervento al Master di II livello in Etica medica, deontologia, politica ed economia sanitaria (MedPos) dell'università di Torino, organizzato dall'Ordine dei medici torinese. Qualche giorno fa la riflessione è proseguita in un incontro che si è svolto all'ospedale Molinette della Città della Salute, a cui hanno voluto portare il loro contributo l'assessore alla Sanità del Piemonte Federico Riboldi e il direttore generale dell'azienda Livio Tranchida, e a cui hanno partecipato tutti i direttori delle oncologie piemontesi e della Rete oncologica piemontese. I risultati sono stati presentati al congresso Aiom 2025 e pubblicati sulla rivista internazionale 'Tumori Journal'. I prossimi passi saranno l'impiego del questionario in studi prospettici: non solo un'osservazione del fenomeno, quindi, ma interventi per prevenire, valutare e ridurre l'impatto dell'esborso a carico dei pazienti.
La misurazione della tossicità finanziaria - ricorda la nota - è stata avviata in Italia nel 2016 con uno studio (Perrone, Jommi, Di Maio et al.) condotto presso l'Istituto nazionale tumori Pascale di Napoli e pubblicato sulla rivista 'Annals of Oncology': un'analisi su 3.670 pazienti. Già nella fase iniziale il 26% degli intervistati riportava difficoltà finanziarie; il 'fardello finanziario' era associato a un peggioramento della qualità di vita e lo sviluppo, o peggioramento, durante il trattamento (financial toxicity 22,5% dei casi) aumentava del 20% il rischio di morte. Dieci anni fa, per affrontare il problema con strumenti tarati sul contesto italiano, è nato il progetto Proffit (Patient reported outcome for fighting financial toxicity of cancer), promosso da Aiom, Cipomo (primari oncologi medici ospedalieri), Favo (Federazione associazioni volontariato ospedaliero), Ficog (Federation of oncology cooperative groups), Fondazione Gimema e finanziato da Airc (Associazione italiana per la ricerca sul cancro) che ha sviluppato il questionario.
"Anche in un sistema universalistico come il nostro - sottolinea Di Maio - i costi indiretti gravano in modo significativo su pazienti e famiglie, soprattutto nelle fasce più deboli. La tossicità finanziaria non è solo un disagio economico: è un problema clinico che influenza qualità di vita, aderenza alle terapie e, in alcuni casi, la sopravvivenza. Il prossimo passo è integrarne la valutazione nella pratica quotidiana e nella ricerca per un'oncologia più equa e centrata sul paziente", auspice il presidente Aiom. "Un aspetto di questa ricerca e più in generale di questo argomento che ci ha interessato molto come Ordine dei medici - osserva il presidente di Omceo Torino Guido Giustetto - è la messa in luce di un fattore di discriminazione rispetto alla possibilità dei soggetti più fragili di ricevere le cure ottimali. E' importante sottolineare la sensibilità degli oncologi per questo aspetto sociale, e non strettamente clinico, del rischio per la guarigione delle persone. La tossicità finanziaria fino a qualche anno non era riconosciuta. Ora è necessario, analizzandone le cause, contrastarle dove si presentano". In questo senso, suggerisce, "l'alleanza tra ospedale e territorio e la loro integrazione potrebbe essere la chiave del successo".
L'appello è condiviso ed è rivolto all'intera filiera del sistema sanitario nazionale: clinici, politici e associazioni di pazienti: misurare e contrastare la financial toxicity non è un optional, ma una necessità. "Anche in un centro pubblico di eccellenza come quello della Città della Salute di Torino - commenta il Dg Tranchida - il problema della tossicità finanziaria in campo oncologico esiste e non è trascurabile. E' fondamentale occuparsi di questi temi sia dal punto di vista sanitario sia sociale. Ritengo sia opportuno in un sistema sanitario come il nostro accogliere e supportare le fragilità di pazienti, famiglie, caregiver, con senso etico e nell'ottica dell'ascolto".

(Adnkronos) - "Il tribunale di Budapest ha posto termine al mio processo". E' l'annuncio di Ilaria Salis, europarlamentare di AVS, a Un giorno da pecora, in onda su Radiouno Rai. "Sul mio processo in Ungheria posso rivelare una cosa: la settimana scorsa mi è arrivata una carta dal tribunale ungherese in cui si dice che pongono termine al processo penale a mio carico, quindi, il processo è più che sospeso diciamo. In teoria potrebbe riaprirlo ma solo ripartendo da capo", dice Salis. Nel febbraio 2023, Salis è stata arrestata a Budapest con l'accusa di aver partecipato all'aggressione di 3 militanti neonazisti. In custodia cautelare, ha affrontato il processo con il rischio di una condanna a 11 anni di carcere. Salis è stata candidata da AVS alle elezioni europee 2024 e dopo l'elezione ha ottenuto la liberazione con l'immunità parlamentare poi confermata dal voto dell'europarlamento.
Quindi il processo è finito? "Il mio avvocato mi ha spiegato che si potrebbe riaprire il processo ma ricominciando da capo. La sospensione scatta perché il Parlamento europeo ha confermato l'immunità dopo che c’è stato il voto di conferma: con dei tempi un po' lunghi, hanno ricevuto questa comunicazione e hanno posto termine al procedimento".
Salis ieri, con un post sui social, ha esultato per la sconfitta di Viktor Orban nelle elezioni in Ungheria. "Ha vinto Magyar che è un uomo di centrodestra, combatte Orban sullo stesso terreno. Non è una vittoria della sinistra, che non sarà rappresentata nemmeno da un deputato. Il risultato è comunque una batosta per le ultradestre sovraniste, Orban era sostenuto dai peggiori della Terra. Io festeggio la sconfitta di Orban, non credo che il programma di Magyar sia considivisibile".

(Adnkronos) - “Il Made in Italy ha bisogno di reti all’altezza della sua forza e della sua capacità di innovare. La fibra ottica è un fattore abilitante per la crescita delle imprese, per la modernizzazione dei processi produttivi e per uno sviluppo che sappia coniugare internazionalizzazione e radicamento nei territori. Open Fiber ha realizzato l’infrastruttura integralmente in fibra ottica più grande d’Italia, un asset a disposizione del Paese capace di accompagnare lo sviluppo del tessuto economico italiano". Ad affermarlo è Giuseppe Gola, l'amministratore delegato di Open Fiber in occasione dell'evento 'Fibra ottica: il futuro del Made in Italy' promosso oggi da Open Fiber nella propria sede di Roma, nell’ambito della Giornata Nazionale del Made in Italy. Al confronto hanno preso parte Giorgio Maria Tosi Beleffi, Dirigente dell'Ufficio di Gabinetto del Ministro delle Imprese e del Made in Italy responsabile delle aree Tlc e Nuove Tecnologie, Gennaro Ardolino, Chief Innovation Officer di Graded S.p.A., Stefano Moretti, Amministratore Delegato di Moretti Design, e Stefano Mapelli, Fondatore di SteBrik, che hanno portato esperienze e punti di vista diversi ma convergenti su un tema centrale: oggi la competitività del Made in Italy passa anche dalla qualità delle infrastrutture digitali.
“La connettività a banda ultra-larga rappresenta oggi un’infrastruttura strategica per la competitività del nostro sistema produttivo. Grazie al percorso avviato dal Governo e alle risorse del Pnrr, l’Italia si avvia a completare una rete in fibra tra le più avanzate in Europa, con l’obiettivo di connettere imprese, territori e filiere del Made in Italy. In un Paese che ha raggiunto il quarto posto a livello mondiale per quanto riguarda le esportazioni, la diffusione delle reti ultraveloci in fibra ottica è un fattore abilitante per rafforzare sia l’export che l’import, consentendo alle nostre pmi di innovare, sviluppare canali digitali e competere sui mercati globali”, ha sottolineato Giorgio Maria Tosi Beleffi.
Nel corso dell’incontro è emerso con chiarezza come la disponibilità di una rete Ftth non rappresenti più solo un’opportunità, ma una condizione fondamentale per consentire alle aziende di lavorare in modo più efficiente, gestire dati e processi complessi, rafforzare la presenza sui mercati internazionali e mantenere competitività anche partendo da contesti territoriali lontani dai grandi centri. La fibra è un moltiplicatore di crescita economica: basti pensare che ogni euro investito in fibra nelle aree bianche (quelle più remote dove gli investitori privati non hanno ritenuto conveniente investire e la fibra è stata portata da Open Fiber attraverso il Piano Bul del Governo), ha generato 4,4 euro di Pil (fonte: Deloitte).
Le testimonianze delle imprese intervenute hanno evidenziato proprio questo. Moretti Design, azienda fondata nel 1960 a Ripatransone (Ascoli Piceno) e specializzata nella progettazione e produzione di stufe e camini di design contemporaneo, ha raccontato come l’arrivo della fibra ottica attraverso il Piano Bul abbia reso possibile la digitalizzazione del ciclo produttivo senza spostare il cuore dell’attività dal territorio di origine. SteBrik, realtà con sede a Calco (Lecco) attiva nella progettazione creativa e nel commercio online di modelli esclusivi realizzati con mattoncini Lego originali, ha evidenziato quanto una connessione ultraveloce sia essenziale per il lavoro da remoto del team, per la gestione di file ad alta definizione e per il rapporto quotidiano con una clientela internazionale. Graded, azienda attiva da oltre sessant’anni nel settore dell’energia e dell’efficienza energetica, ha infine sottolineato come la rete in fibra consenta di coordinare dal quartier generale di Napoli attività distribuite in Italia e all’estero, garantendo formazione continua e assistenza in tempo reale al personale operativo sugli impianti.
La fibra ottica non è soltanto una tecnologia, ma una leva industriale che aiuta le imprese a innovare, a crescere e a restare competitive. Ed è anche da questa capacità di connettere manifattura, servizi, creatività e territori che passa una parte importante del futuro del Made in Italy.

(Adnkronos) - Un operaio di 38 anni è morto a Taranto mentre lavorava nel cimitero di San Brunone al quartiere Tamburi di Taranto. Secondo le prime notizie si trovava su una gru quando è stato colpito da un palo, forse a causa del forte vento.
Sul posto sono intervenuti i carabinieri, lo Spesal e il personale del 118.

(Adnkronos) - Serata di festeggiamenti a Montecarlo per Jannik Sinner con... Flavio Briatore. Il tennista azzurro ha vinto il Masters 1000 del Principato battendo Carlos Alcaraz in finale, dominato in due set 7-6 (5), 6-3, e riprendendosi così il numero 1 del ranking Atp.
I festeggiamenti di Sinner e del suo team sono andati in scena fino a tarda sera, trascorsa nei locali di Montecarlo. In compagnia della fidanzata Laila Hasanovic, l'azzurro si è concesso una cena in uno dei ristoranti più rinomati del Principato, dove ha incontrato anche Flavio Briatore.
L'imprenditore ci ha tenutoa salutare calorosamente Sinner, dandogli prima un abbraccio e poi un affettuoso buffetto sulla guancia. Un saluto rapido, con Jannik che è poi 'scappato' su una macchina in compagni di Laila.

(Adnkronos) - Elementi investigativi basati su intercettazioni, messaggistica sequestrata e accertamenti autoptici hanno portato gli inquirenti a contestare a Luca Spada, 27enne autista soccorritore della Croce Rossa, l’omicidio aggravato dell'85enne, Deanna Mambelli, deceduta durante un trasporto sanitario lo scorso 25 novembre. Secondo quanto emerso nel corso di una conferenza stampa della Procura di Forlì, la causa della morte sarebbe riconducibile a un’embolia gassosa compatibile, secondo l’ipotesi investigativa, con un’azione esterna.
In tutto, sono sei gli omicidi di anziani contestati a Spada, che lo scorso sabato è stato sottoposto a misura cautelare in carcere. Per altri cinque episodi, tuttavia, il giudice per le indagini preliminari non ha ritenuto sussistente un quadro indiziario sufficiente, pur proseguendo le attività investigative.
“Per l'ultimo episodio abbiamo una serie di elementi che riguardano sia le intercettazioni telefoniche, la messaggistica, che è stata sequestrata nel telefonino dell'indagato, e soprattutto, per quello che ha ritenuto il Gip, questo accertamento autoptico che è assolutamente certo in termini di causa della morte, dovuta a un'embolia gassosa, giustificabile esclusivamente con l'insufflazione da esterno di aria nel corpo della vittima”, ha detto il procuratore di Forlì, Enrico Cieri, a margine della conferenza stampa di questa mattina, durante la quale si è parlato delle indagini in relazione alla vicenda delle morti sospette di anziani, trasportati in ambulanza.
“Per tutti gli altri episodi, abbiamo una serie di elementi che riguardano la serialità delle condotte, la uniformità delle condotte stesse, la giustificazione delle cause della morte negli stessi termini apparenti di quella della signora Mambelli e un'evenienza statistica, che è assolutamente straordinaria, cioè che questi questi episodi mortali sono avvenuti esclusivamente quando il trasporto era stato affidato a questo signore”, ha aggiunto.
“Per uno di essi, per il povero signor Scavone, c'è anche un messaggio telefonico che sembra essere riferito al fatto dell'avvenuta morte – ha concluso Cieri –. Ma per tutte queste cinque ipotesi il Gip non ha ritenuto la sufficienza indiziaria. Quindi, a questo noi ci inchiniamo. Riteniamo, comunque, che non siano venute meno le ragioni, perché le nostre indagini proseguono e anzi proseguono con maggior vigore anche per questi cinque episodi”.

(Adnkronos) - La Lega Serie A ha scelto. È Giovanni Malagò il candidato alla presidenza della Federcalcio espresso dalla massima serie durante l’Assemblea di Lega di oggi, lunedì 13 aprile, a Milano. Sono 18 le preferenze per l’ex numero uno del Coni e attuale presidente di Fondazione Milano Cortina 2026: i club hanno trovato una quadra dopo la discussione della mattinata nella sede di via Rosellini, contrari solo la Lazio con il presidente Claudio Lotito e il Verona con Italo Zanzi.
Le elezioni federali si terranno il 22 giugno a Roma. I voti non hanno lo stesso peso, ma assumono un valore specifico proporzionale alla rilevanza della componente rappresentata: Serie A, Serie B, Lega Pro, Lega Nazionale Dilettanti, Associazione Italiana Calciatori e Associazione Italiana Allenatori Calcio.
Questo il peso dei voti delle delegazioni: Serie A (20 delegati, peso complessivo del 18%), Serie B (20 delegati, 6%), Lega Pro (57 delegati, 12%), Lnd (99 delegati, 34%), Aic (52 delegati, 20%), Aiac (26 delegati, 10%).

(Adnkronos) - Si accendono i riflettori sul Concerto del Primo Maggio di Roma, e cominciano ad arrivare i nomi degli artisti che calcheranno il palco dell'edizione 2026. I primi, annunciati oggi, sono i Litfiba, nella storica formazione degli anni '80 con Piero Pelù, Ghigo Renzulli, Antonio Aiazzi e Gianni Maroccolo. Un ritorno sul palco che nasce per celebrare i quarant’anni di '17 Re' (1986), disco che ha segnato una svolta epocale nel rock italiano e consacrato la band fiorentina a livello nazionale ed europeo. È il secondo episodio della Trilogia delle vittime del potere, insieme a 'Desaparecido' e 'Litfiba 3'. Il concerto del Primo Maggio sarà un assaggio in anteprima del tour 'Quarant’anni di 17 Re' che toccherà alcune delle più importanti città e festival italiani in un calendario che attraverserà esclusivamente l’estate 2026 riportando dal vivo le emozioni, la potenza, l’energia e la poesia visionaria di quegli anni ’80.
Il Concertone 2026, promosso da Cgil, Cisl e Uil e organizzata da iCompany, sarà dedicato al tema 'Lavoro dignitoso: contrattazione, nuove tutele e nuovi diritti per l’Italia che cambia nell’era dell’intelligenza artificiale'. Anche quest’anno l'evento mette al centro le performance, rigorosamente live, come strumento di racconto, rappresentando una festa e un momento di riflessione per immaginare il domani attraverso le voci di chi, con la propria musica, lo sta già costruendo. 'Il domani è ancora nostro' è infatti il focus scelto dalla direzione artistica guidata da Massimo Bonelli per dare voce alla contemporaneità attraverso la musica con un cast ampio e trasversale, capace di rappresentare sensibilità e percorsi artistici differenti, mettendo insieme nomi affermati e nuove voci della scena musicale italiana che guardano a un futuro pieno di possibilità.
È intanto in corso 1MNEXT, il contest dedicato alla ricerca di nuovi artisti, organizzato da iCompany, che ogni anno porta sul palco del Concertone i 3 vincitori.
Sono stati annunciati i 12 artisti che passano in finale: Bambina, cantautrice di origine calabrese; Biancamare, cantautrice di Erice (Trapani); Cainero, cantautrice di Terracina (Lazio); Cristiana Verardo, cantautrice pugliese; Daiana Lou, duo nato a Roma formato da Daiana e Luca; Giovami, cantautore di Santeramo in Colle (Bari); Ilaria Kappler, cantautrice di Napoli; Giovedì, band di Roma; Macadamia, band di Roma; Montegro, cantautore di Lanciano (Chieti); Tufo, cantautore di Verbicaro (Cosenza) e Vaeva, band della Brianza.
I 3 vincitori che si esibiranno al Concertone saranno annunciati il 16 aprile. Rai Radio2, la radio ufficiale del Primo Maggio e di 1MNext, seguirà il Primo Maggio in diretta radiofonica dal pomeriggio a tarda notte con interviste a caldo agli artisti dal backstage di Piazza San Giovanni. Realizzerà inoltre contenuti extra per le pagine social del canale e trasmetterà anche in visual radio sul canale 202.
L’evento sarà come sempre a libero accesso e sarà trasmesso in diretta su Rai 3 e Rai Radio 2 e in onda su RaiPlay e Rai Italia.

(Adnkronos) - L’assistenza alle persone con emofilia e malattie emorragiche congenite si trova oggi davanti a una contraddizione evidente: mentre la ricerca rende disponibili terapie sempre più efficaci e sofisticate, il sistema rischia di non avere professionisti sufficientemente formati per garantire continuità e appropriatezza delle cure nel tempo. È questo il quadro che emerge dal confronto promosso oggi a Palazzo Rospigliosi da FedEmo – Federazione delle associazioni emofilici, per la XXII Giornata mondiale dell’emofilia (17 aprile), dedicata quest’anno alla formazione del personale sanitario e al ricambio generazionale nei Centri emofilia italiani.
Le malattie emorragiche congenite (Mec) sono dovute a difetti genetici dei fattori della coagulazione e richiedono un’assistenza ad alta complessità clinica. Le forme più diffuse includono emofilia A, emofilia B e la malattia di von Willebrand. Secondo l’ultimo rapporto dell’Istituto superiore di sanità (2025) - informa una nota di FedEmo - in Italia risultano censite 9.043 persone con Mec, di cui il 30% con emofilia A, il 6,3% con emofilia B, il 29,3% con von Willebrand e il 34,4% con altri difetti congeniti della coagulazione. Negli ultimi anni, la progressiva introduzione di farmaci non sostitutivi, terapie sottocutanee a lunga durata e, più recentemente, delle terapie geniche ha migliorato in modo significativo la gestione della patologia, ma tali innovazioni richiedono competenze sempre più avanzate, diagnostica specialistica e continuità professionale. "Molti Centri emofilia oggi reggono grazie all’impegno di pochi specialisti, spesso prossimi al pensionamento, o in alcuni casi già in pensione che prestano attività di volontariato o consulenza – sottolinea Cristina Cassone, presidente FedEmo -. Senza un ricambio strutturato, la continuità di cura dei pazienti rischia di essere compromessa. La Giornata mondiale dell’emofilia vuole essere un punto di partenza per trasformare questo confronto in proposte concrete".
La situazione illustrata da Aice – Associazione italiana centri emofilia conferma la fragilità della rete nazionale. I centri riconosciuti dall’associazione sono attualmente 47, distribuiti in modo disomogeneo e sostenuti, nella maggior parte dei casi, da uno o due specialisti. Spesso, l’assistenza è garantita da medici provenienti da altre discipline – ematologia generale, medicina interna, pediatria o servizi trasfusionali – che devono affiancare la gestione dei pazienti ad altre attività cliniche. "La fragilità della rete non dipende solo dai numeri, ma dalla mancanza di assetti organizzativi omogenei – osserva Maria Elisa Mancuso, vicepresidente Aice -. A questa frammentazione si aggiunge la difficoltà di attivare bandi di concorso specifici per l’ambito emostasi e trombosi: molti incarichi vengono ancora assegnati tramite profili generici, che non consentono di selezionare professionisti realmente formati. In queste condizioni è difficile programmare il ricambio generazionale e offrire agli specialisti una dignità professionale pienamente riconosciuta, elemento indispensabile per rendere questo ambito attrattivo e sostenibile nel tempo".
La crescente complessità terapeutica ha reso ancora più evidente la necessità di figure specializzate. "I nuovi farmaci per l’emofilia impongono una gestione attenta, monitoraggi complessi e un forte raccordo con i laboratori specializzati, strutture che stiamo perdendo progressivamente – spiega Giancarlo Castaman, presidente Società italiana per lo studio dell’emostasi e della trombosi (Siset) -. Molti laboratori sono stati assorbiti in strutture più grandi che non mantengono test avanzati, indispensabili per la diagnosi e il monitoraggio. Senza una diagnostica di qualità e senza competenze dedicate, si rischia di compromettere la gestione dei nuovi farmaci, il controllo dei pazienti cronici e la possibilità di intercettare precocemente eventuali resistenze o risposte atipiche".
Anche il Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro (Cnel) richiama un paradosso strutturale: "Il nostro Paese dispone di competenze cliniche e terapeutiche di assoluto valore, riconosciute anche a livello internazionale – afferma Francesco Riva -. In alcuni casi rappresentiamo un punto di riferimento per pazienti provenienti da altri Stati. Tuttavia, a questa eccellenza non corrisponde ancora un sistema strutturato di formazione e di riconoscimento delle competenze". Un’esigenza ribadita anche dal mondo accademico. "È necessario rafforzare la preparazione di base su emostasi e trombosi, ampliare le attività clinico‑professionalizzanti e avviare una mappatura nazionale delle esperienze formative – dichiara Stefania Basili, presidente della Conferenza permanente dei presidenti dei corsi di Laurea magistrale in Medicina e Chirurgia -. Solo così sarà possibile ridurre le disomogeneità tra atenei e garantire competenze realmente spendibili nei Centri".
Dal lato istituzionale, il ministero dell’Università e della Ricerca ha riconosciuto che l’assenza di una chiara valorizzazione delle competenze rende questo ambito poco attrattivo per i giovani medici. “Per superare questo limite – ha spiegato Massimo Miscusi, Mur – stiamo lavorando, insieme al ministero della Salute, a un modello che permetta di certificare in modo trasparente le competenze acquisite lungo il percorso formativo. Due le direttirci principali, il primo è il Diploma Supplement, un documento aggiuntivo al diploma di specializzazione che certifica le competenze maturate durante il percorso. Il secondo è l’avvio di clinical fellowship post-specializzazione". Infine l'Ordine dei medici: "Le persone con Mec hanno diritto a un’assistenza omogenea e qualificata – conclude Verena De Angelis, consigliera Fnomceo - È essenziale rafforzare il raccordo tra formazione specialistica, aggiornamento continuo e fabbisogni dei servizi, sostenendo i professionisti che operano nei Centri emofilia e promuovendo un quadro di responsabilità condivisa che metta al centro il diritto alla cura, l’equità di accesso e la tenuta del Servizio sanitario nazionale".

(Adnkronos) - "La vita non è scontata". Carolina Marconi festeggia il suo compleanno con un post condiviso sui social in cui ha espresso tutta la sua gratitudine per la vita. L'attrice ha compiuto ieri, domenica 12 aprile, 48 anni e questo segna un traguardo importante. Nel 2021 infatti ha combattuto un tumore al seno e recentemente ha parlato difficile percorso della maternità.
"Oggi è il mio compleanno. E mai come quest’anno so cosa vuol dire davvero esserci. Ho attraversato qualcosa che ti cambia dentro", ha esordito l'attrice nel post social. "Paura, dolore, giorni difficili… ma sempre con il sorriso. Perché io lo dico sempre: non si molla un cazzo. E oggi sono qui. Viva. Presente. Grata".
Dopo aver sconfitto il tumore al seno, Marconi ha provato più volte a diventare mamma, un tentativo naturale e due attraverso la fecondazione assistita. Percorsi che non hanno avuto tuttavia un esito positivo e che hanno messo a dura prova la coppia. Ma oggi resta una consapevolezza diversa. "Circondata dall’amore, da chi c’è, da chi mi pensa anche da lontano. Grazie a tutti per gli auguri, per i messaggi, per l’affetto che mi state mandando. Li sento uno per uno… e mi arrivano dritti al cuore".
La lettera che Carolina Marconi rivolge a se stessa è un vero e proprio inno alla vita: "La vita non è scontata. E io oggi non festeggio un anno in più… festeggio il fatto che sono ancora qui. Più forte. Più vera. Più viva che mai. Buon compleanno a me", ha concluso.

(Adnkronos) - "Il tema scelto per la XXII Giornata mondiale dell’emofilia mette al centro una delle questioni più urgenti per il futuro dell’assistenza: il 'riconoscimento e la formazione di personale sanitario specializzato in emostasi e trombosi'. Sappiamo bene quanto il sistema dei Centri emofilia italiani abbia rappresentato negli ultimi anni un modello di eccellenza, grazie alle professionalità dei medici che hanno accompagnato intere generazioni di pazienti. Tuttavia, oggi molti di questi specialisti stanno concludendo il proprio percorso professionale e il rischio di un insufficiente ricambio generazionale rende ancor più urgente la proposta avanzata da FedEmo di promuovere percorsi accademici dedicati, capaci di valorizzare tali competenze e favorire l'ingresso di nuove professionalità altamente specializzate". Lo ha detto il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato in un videomessaggio inviato alla presidente della Federazione delle associazioni emofilici Cristina Cassone, in occasione del confronto promosso oggi a Palazzo Rospigliosi dalla FedEmo, per la XXII Giornata mondiale dell’emofilia (17 aprile), dedicata quest’anno alla formazione del personale sanitario e al ricambio generazionale nei Centri Emofilia italiani.
"La garanzia di personalizzazione della cura e continuità terapeutica, la salvaguardia delle reti dei Centri regionali, la disponibilità di personale medico esperto, l'uniformità dell'assistenza e dei servizi dedicati ai pazienti, su tutto il territorio nazionale - ha sottolineato Gemmato - sono aspetti che per tutti i pazienti dovrebbero essere garantiti e che definiscono, in modo sintetico ma efficace, quale dovrebbe essere il modello di cura e assistenza di ogni persona. È "una sfida che richiede il coinvolgimento delle istituzioni sanitarie, del mondo universitario, delle società scientifiche, in uno spirito di collaborazione che metta al centro i bisogni dei pazienti e il futuro della rete assistenziale". Il ministero della Salute "ed io personalmente continueremo a lavorare in questa direzione affinché nessuno rimanga indietro" ha poi concluso Gemmato.

(Adnkronos) - Britney Spears è entrata in rehab. La pop star ha deciso volontariamente di intraprendere un percorso di riabilitazione a più di un mese dal suo arresto per guida in stato di ebbrezza. Fonti vicine alla cantante hanno raccontato a 'Tmz' che le persone a lei più care - compresi i figli Sean Preston e Jayden James - la incoraggiavano da tempo a fare questo passo, e che Britney avrebbe riconosciuto di aver "toccato il fondo".
Le stesse fonti parlano di un uso problematico di alcol e Adderall, farmaco a base di anfetamine. La cantante, durante i suoi frequenti viaggi in Messico, avrebbe approfittato della facilità di accesso al medicinale per rifornirsene. La durata del programma non è stata ancora definita: in genere si tratta di circa 30 giorni, ma in questo caso Britney potrebbe restare più a lungo per un recupero più solido. Non è la prima volta che l’artista entra in un centro di riabilitazione, anche se in passato aveva spesso abbandonato il percorso dopo pochi giorni.
L’udienza relativa all'arresto dello scorso 4 marzo - ha precisato la stessa fonte a 'Tmz' . è fissata per il 4 maggio al tribunale di Ventura, in California. "Britney sa che questo potrebbe rappresentare un vantaggio davanti al giudice. E ha deciso di prendere la questione molto seriamente", fa sapere la fonte.

(Adnkronos) - Le rappresentanze istituzionali degli Ordini professionali dei medici e degli infermieri, unitamente alla Presidenza della Regione Lazio - scrivono in una nota congiunta - "ribadiscono l’impegno a promuovere un’evoluzione del Servizio sanitario fondata su qualità, sostenibilità e centralità della persona. In questo percorso, assume un ruolo fondamentale il rafforzamento di una visione multiprofessionale del sistema sanitario, basata sulla collaborazione, sull’integrazione delle competenze e sulla responsabilità condivisa".
"Le innovazioni organizzative e i processi di riforma - si legge - in particolare nell’ambito della sanità territoriale, costituiscono un’opportunità strategica per migliorare accessibilità, prossimità e continuità delle cure. "In tale contesto si inserisce l’accordo 'Risposta sanitaria integrata', siglato nel gennaio scorso tra Ordine dei medici, Ordine delle professioni infermieristiche e presidenza della Regione Lazio, che ha istituito un gruppo di lavoro dedicato alla definizione di modelli condivisi di presa in carico del paziente e delle regole di collaborazione tra professionisti, valorizzando modelli organizzativi integrati, flessibili e orientati ai risultati".
"La capacità di sintesi tra competenze, esperienze e prospettive diverse rappresenta un elemento qualificante dell’azione istituzionale e consente di costruire un sistema sanitario più coeso, resiliente e capace di affrontare le sfide future. L’obiettivo condiviso - concldue la nota - è garantire ai cittadini cure di elevata qualità, rafforzare la fiducia nel sistema sanitario e assicurarne la sostenibilità nel lungo periodo, attraverso un impegno comune fondato su evidenze, ascolto reciproco e responsabilità".

(Adnkronos) - Svolta in un omicidio rimasto irrisolto per 13 anni: i carabinieri hanno arrestato due persone per la morte di Martino Marangi, 50 anni, imprenditore edile, ucciso il 14 ottobre del 2013 a colpi d'arma da fuoco alla periferia di Pulsano, in provincia di Taranto (Puglia).
L'indagine è stata denominata 'Eco di Sangue'. Gli arrestati, entrambi di 57 anni e pregiudicati, sono state fermate dai carabinieri del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo del Comando Provinciale in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal gip del Tribunale di Lecce su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia. Le accuse nei loro confronti, a vario titolo, sono di omicidio volontario, aggravato dalla premeditazione e dal metodo mafioso, e detenzione e porto illegali di arma da fuoco. L'inchiesta è stata sviluppata in sinergia tra la Dda, la Procura della Repubblica di Taranto e il Comando dell'Arma del capoluogo jonico.
La vittima stava facendo rientro nella sua abitazione e si trovava nella sua auto quando venne colpita da almeno 10 colpi di pistola calibro 9, esplosi da un uomo che, subito dopo, fece perdere le sue tracce. Un episodio che scosse la comunità locale e generò allarme sociale. Per anni, quell’omicidio è rimasto avvolto da zone d’ombra, complice un contesto ambientale fortemente omertoso ma anche a causa della capacità dei due sospetti di ostacolare l’accertamento della verità, attraverso comportamenti accorti, comunicazioni ambigue e il condizionamento delle persone informate sui fatti. Oltre a ricostruire le presunte responsabilità, è stato delineato il movente.
Alla base dell’omicidio vi sarebbe una una spirale di violenza e sopraffazione: da un lato, contrasti legati all’attività lavorativa dell’impresa edile, ritenuta dal presunto mandante inadempiente rispetto ai tempi di esecuzione di alcuni lavori; dall’altro e soprattutto, un precedente e violento scontro che quest’ultimo aveva avuto con la vittima. In quella occasione, il presunto mandante avrebbe tentato un’aggressione armata ai danni dell’imprenditore ma sarebbe stato disarmato del coltello, sopraffatto e colpito, riportando gravi lesioni che resero necessario il ricovero in ospedale. Un episodio che, in quel contesto criminale, avrebbe assunto un significato più profondo di una semplice lite: una pubblica umiliazione, una perdita di prestigio e di autorità che, secondo le logiche mafiose, non poteva restare impunita.

(Adnkronos) - Il 13% di tutti i pazienti colpiti da un cancro è potenzialmente eleggibile ad una terapia mirata. Solo in Italia quindi più di 50mila neoplasie l’anno potrebbero essere trattate con un farmaco 'su misura'. Nei tumori più frequenti oltre il 40% dei casi richiede una profilazione molecolare per la scelta delle cure più appropriate. La medicina personalizzata è una realtà anche in oncologia e contribuisce a selezionare le terapie ottimali e a rendere più efficace l’assistenza sanitaria. Al nuovo paradigma nella lotta al cancro è dedicato il convegno internazionale Italian summit on precision medicine promosso dalla Fondazione per la medicina personalizzata (Fmp). L’evento si apre oggi a Roma e vede la partecipazione di 150 ricercatori e clinici che si confrontano sui progressi, le sfide e le prospettive future.
"La medicina personalizzata applicata al cancro è una conquista scientifica che ormai appartiene ai pazienti - sostiene il Paolo Marchetti, presidente della Fmp -. Presenta dei grandi vantaggi che ricadono anche sul servizio sanitario nazionale e la collettività in quanto può contenere le spese d’assistenza e cura per i tumori che ogni anno in Italia ammontano a 6,5 miliardi di euro. È ora più che mai necessario accelerare nella traduzione dei principi della medicina personalizzata nella pratica medica. Potremmo non solo limitare l’uso di farmaci non necessari ma anche monitorare la progressione e la remissione delle neoplasie oltre che garantire una migliore prevenzione e interventi terapeutici più precoci. Va implementata la transizione dal laboratorio alla clinica, bisogna abbattere le barriere di accesso e costruire sistemi sanitari in grado di integrare l’innovazione genomica nella routine assistenziale. Grazie ad esami estremamente precisi, garantiti dalle tecnologie come l’Ngs, analizziamo in modo estremamente approfondito le singole alterazioni genomiche di un tumore. È un approccio terapeutico che sta rivoluzionando le cure e ridefinendo le aspettative di vita dei pazienti. Solo in Italia sono più di 3,7 milioni gli uomini e le donne che vivono con una neoplasia e il loro numero è in costante crescita. La sfida ora è aumentare l’esecuzione di test in grado di assicurare la medicina personalizzata. Al tempo stesso bisogna essere sempre più capaci di interpretare i risultati ottenuti per poter così elargire le migliori indicazioni terapeutiche".
Il convegno di Roma vuole creare un forum scientifico di alto livello. Nelle due giornate - informa una nota - gli esperti provenienti da Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia, Germania, Australia, Canada e Svizzera presentano le ultime novità dalla ricerca. Sono previste sette sessioni dedicate a biomarcatori e trial clinici innovativi, nuove strategie terapeutiche (terapia cellulare, vaccini, radioligandi), anticorpi coniugati di nuova generazione, accesso globale alla medicina di precisione, modelli organizzativi e implementazione nella pratica clinica quotidiana.
"E’ un campo in rapida evoluzione che fonde genomica, biologia molecolare, intelligenza artificiale e farmacologia avanzata per personalizzare i trattamenti oncologici - prosegue Giuseppe Curigliano, presidente eletto Esmo (Società europea di oncologia medica) e professore presso il Dipo - Dipartimento di Oncologia ed Emato-Oncologia dell’Università Statale di Milano -. Sono molte alte le aspettative che la comunità scientifica e i pazienti ripongono nell’oncologia di precisione ma vi sono delle questioni pratiche irrisolte. Si tratta di problematiche tecnico-scientifiche ma anche etiche, giuridiche ed economiche che non sempre assicurano la piena realizzazione della ricerca clinica in questo ambito. Il nostro convegno rappresenta un’occasione unica per mettere intorno allo stesso tavolo i massimi esperti mondiali, condividere i dati più recenti e tracciare insieme una rotta comune verso trattamenti sempre più efficaci. L’Italia ha le competenze e la visione per essere protagonista di una rivoluzione terapeutica che è in atto e che non può essere fermata".
"La medicina di precisione ha cambiato per sempre l’approccio al cancro della mammella, il più frequente e diffuso nel nostro Paese - sottolinea Andrea Botticelli, direttore della Uosd Cancro della mammella e terapie innovative, Policlinico Umberto I, Roma -. Oggi siamo in grado di stratificare le pazienti sulla base del profilo molecolare del singolo tumore. Riusciamo ad offrire trattamenti mirati riducendo la tossicità e migliorando sensibilmente i risultati clinici. È un’innovazione che ha interessato sia i carcinomi in stadio avanzato e metastatico che quelli precoci e localizzati. Esami come i test genomici o la biopsia liquida sono ormai una realtà nella pratica clinica quotidiana in Italia così come in molti altri Paesi".

(Adnkronos) - 'Miss Italia' è ufficialmente il titolo del nuovo album di Ditonellapiaga. Il Tribunale di Roma, secondo quanto riferisce una nota dell'ufficio stampa dell'artista, ha rigettato il ricorso relativo all’utilizzo del nome, confermando che il progetto discografico potrà mantenere la sua denominazione originale. Il disco, interamente scritto e composto da Margherita Carducci (vero nome di Ditonellapiaga) insieme ad Alessandro Casagni, che ne ha curato anche la produzione, è dedicato a chi si sente inadeguato ma ha imparato a trasformare le proprie fragilità in forza. L'album indaga il rapporto con i canoni estetici e sociali e con l'idea di essere "giusti", attraverso una voce definita "sbarazzina e volutamente fuori dal coro".
"È bello sapere che la possibilità di potersi esprimere artisticamente in libertà sia considerato un valore importante da tutelare, soprattutto quando non si intacca la dignità altrui", ha commentato Ditonellapiaga. "Credo nella potenza delle immagini, nel loro potere evocativo per raccontare un vissuto o un’emozione. In “Miss Italia” racchiudo tutto il mio mondo interiore in due parole diventate ormai universali, parte dell’immaginario collettivo. Racconto la mia storia: il rapporto con il fallimento, il senso d’inadeguatezza e l’accettazione dell’imperfezione, sono contenta che questo significato sia arrivato". L’artista e la società BMG sono stati difesi in giudizio dagli avvocati Domenico Capra e Donato Brienza.
La controversia è nata durante l'ultimo Festival di Sanremo. Mentre Ditonellapiaga era in gara con 'Che Fastidio!', l'organizzazione di Miss Italia ha annunciato azioni legali per “uso indebito della denominazione 'Miss Italia'”, in riferimento al titolo dell'album di prossima uscita. In una nota, il concorso aveva definito la condotta "gravemente pregiudizievole dei diritti esclusivi connessi alla denominazione".
Margherita proseguirà la presentazione del nuovo album con tre appuntamenti instore: il 14 aprile alla Feltrinelli Duomo di Milano, il 15 aprile alla Feltrinelli Via Melo di Bari e il 16 aprile alla Feltrinelli di Piazza dei Martiri a Napoli. Le tracce di "Miss Italia" e i brani più iconici dell'artista verranno poi portati dal vivo in un tour, prodotto da Magellano Concerti, che da giugno a settembre la vedrà calcare i palchi dei principali festival italiani. Seguiranno due speciali appuntamenti nei club in autunno: il 27 novembre all’Atlantico di Roma e il 30 novembre al Fabrique di Milano.
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