
(Adnkronos) - "L'Iran non è disposto a rinunciare alle sue ambizioni nucleari ma non avrà mai un'arma atomica". Donald Trump archivia i negoziati tra Stati Uniti e Iran. I colloqui andati in scena a Islamabad, per trasformare la tregua in un accordo di pace, non hanno prodotto la fumata bianca. Teheran, dice il presidente degli Stati Uniti in un post su Truth, non intende rinunciare al proprio programma nucleare e questa posizione vanifica ogni sforzo di mediazione.
"Sono stato informato in dettaglio dal vicepresidente JD Vance, dall'Inviato Speciale Steve Witkoff e da Jared Kushner in merito all'incontro svoltosi a Islamabad grazie alla gentile e competente guida del generale Asim Munir e del primo ministro Shehbaz Sharif del Pakistan. Sono uomini davvero straordinari e mi ringraziano continuamente per aver salvato dai 30 ai 50 milioni di vite in quella che sarebbe stata una guerra orribile con l'India. Apprezzo sempre molto sentirlo dire: la quantità di vite di cui si parla è incommensurabile", dice Trump facendo il punto della situazione.
"L'incontro con l'Iran è iniziato di buon mattino ed è durato tutta la notte, quasi 20 ore. Potrei entrare nei dettagli e parlare di molti degli accordi raggiunti, ma c'è solo una cosa che conta: l'Iran non è disposto a rinunciare alle sue ambizioni nucleari", dice Trump, prima di fare indirettamente riferimento all'ipotesi di riprendere le operazioni militari, congelate da circa una settimana. "Per molti versi, i punti concordati sono per noi meglio rispetto proseguimento delle nostre operazioni militari fino alla conclusione, ma tutti questi punti non contano rispetto a consentire che l'energia nucleare sia nelle mani di un popolo così instabile, difficile e imprevedibile", scrive il presidente degli Stati Uniti. "Per tutto il tempo, i miei tre rappresentanti sono diventati, non a caso, molto amichevoli e rispettosi nei confronti dei rappresentanti iraniani, Mohammad-Bagher Ghalibaf, Abbas Araghchi e Ali Bagheri. Queosto però non ha importanza perché sono rimasti irremovibili sulla questione più importante e, come ho sempre detto fin dall'inizio e molti anni fa, l'Iran non avrà mai un'arma nucleare", ribadisce Trump.
Rimane chiuso lo Stretto di Hormuz, via determinante per il commercio del 20% del petrolio mondiale. "L'Iran aveva promesso di riaprire lo Stretto di Hormuz, ma ha consapevolmente scelto di non farlo. Questo ha causato ansia, disagi e sofferenza a molte persone e a molti Paesi in tutto il mondo. Gli iraniani dicono di aver posizionato mine in acqua, nonostante tutta la loro Marina e la maggior parte delle loro navi posamine siano state completamente distrutte", afferma Trump. "Potrebbero anche averlo fatto, ma quale armatore vorrebbe correre un rischio del genere? L'Iran e ciò che resta dei suoi 'leader' hanno subito un grave danno e hanno perso l'onore per sempre. Ma noi siamo ormai oltre tutto questo. Come promesso, farebbero meglio ad avviare al più presto il processo per riaprire questa via internazionale navigabile. Stanno violando ogni legge", afferma il numero 1 della Casa Bianca.

(Adnkronos) - “Questi poveri vecchietti soffrono troppo... è giusto che vadano davanti al Buon Dio... E poi m’è piaciuto molto farlo... Anzi lo devo rifare al più presto...”. Sono le intercettazioni choc riportate dal Resto del Carlino captate dagli inquirenti che già indagano su Luca Spada, il 27enne autista dell'ambulanza, per alcune morti sospette di anziani. La voce, secondo la Procura, sarebbe proprio dell'imprenditore meldolese, già sospeso dalla Croce Rossa prima del suo arresto avvenuto ieri. Accusato di omicidio volontario plurimo aggravato dalla premeditazione, Spada avrebbe ucciso alcuni anziani che trasportava da un ospedale all’altro, per visite o controlli, tra febbraio e novembre 2025. Il giudice per le indagini preliminari di Forlì ha però accolto la richiesta della Procura, firmata dal capo dell’ufficio requirente Enrico Cieri e dal pm Andrea Marchini, per il solo episodio della morte di Deanna Mambelli, morta a 85 anni, il 25 novembre 2025.
La vittima quel giorno si sta trasferendo da un ospedale privato convenzionato di Forlì a quello pubblico, per alcuni controlli. Un percorso di meno di due chilometri al termine del quale la donna, che parte in buone condizioni, arriva morta. Ha avuto un infarto sull’ambulanza, guidata da Luca Spada. Che è già sotto controllo da parte dei carabinieri, per una denuncia fatta partire da alcuni operatori del 118, per diverse 'anomalie' che sarebbero successe quando il 27enne era alla guida del mezzo della Cri. L’autopsia sul corpo di Deanna parla di un arresto cardiaco da 'morte violenta'. Il cuore di Deanna è ’esploso’ e per gli inquirenti, Spada avrebbe iniettato una massiccia dose d’aria, con una siringa, nelle vene dell’anziana. L’indagine a quel punto svolta. Spada viene indagato e, appunto, intercettato.

(Adnkronos) - "L'Iran non è disposto a rinunciare alle sue ambizioni nucleari ma non avrà mai un'arma atomica. Gli Stati Uniti imporranno il blocco navale nello Stretto di Hormuz". Donald Trump archivia i negoziati tra Stati Uniti e Iran. I colloqui andati in scena a Islamabad, per trasformare la tregua in un accordo di pace, hanno consentito di archiviare "punti concordati" ma non hanno prodotto la fumata bianca decisiva. Teheran, dice il presidente degli Stati Uniti in un post su Truth, non intende rinunciare al proprio programma nucleare e questa posizione vanifica ogni sforzo di mediazione. "Al momento opportuno siamo completamente 'pronti al fuoco'", avverte.
"Sono stato informato in dettaglio dal vicepresidente JD Vance, dall'Inviato Speciale Steve Witkoff e da Jared Kushner in merito all'incontro svoltosi a Islamabad grazie alla gentile e competente guida del generale Asim Munir e del primo ministro Shehbaz Sharif del Pakistan. Sono uomini davvero straordinari e mi ringraziano continuamente per aver salvato dai 30 ai 50 milioni di vite in quella che sarebbe stata una guerra orribile con l'India. Apprezzo sempre molto sentirlo dire: la quantità di vite di cui si parla è incommensurabile", dice Trump facendo il punto della situazione.
"L'incontro con l'Iran è iniziato di buon mattino ed è durato tutta la notte, quasi 20 ore. Potrei entrare nei dettagli e parlare di molti degli accordi raggiunti, ma c'è solo una cosa che conta: l'Iran non è disposto a rinunciare alle sue ambizioni nucleari", dice Trump, prima di fare indirettamente riferimento all'ipotesi di riprendere le operazioni militari, congelate da circa una settimana. "Per molti versi, i punti concordati sono per noi meglio rispetto proseguimento delle nostre operazioni militari fino alla conclusione, ma tutti questi punti non contano rispetto a consentire che l'energia nucleare sia nelle mani di un popolo così instabile, difficile e imprevedibile", scrive il presidente degli Stati Uniti. "Per tutto il tempo, i miei tre rappresentanti sono diventati, non a caso, molto amichevoli e rispettosi nei confronti dei rappresentanti iraniani, Mohammad-Bagher Ghalibaf, Abbas Araghchi e Ali Bagheri. Queosto però non ha importanza perché sono rimasti irremovibili sulla questione più importante e, come ho sempre detto fin dall'inizio e molti anni fa, l'Iran non avrà mai un'arma nucleare", ribadisce Trump.
Rimane chiuso lo Stretto di Hormuz, via determinante per il commercio del 20% del petrolio mondiale. "L'Iran aveva promesso di riaprire lo Stretto di Hormuz, ma ha consapevolmente scelto di non farlo. Questo ha causato ansia, disagi e sofferenza a molte persone e a molti Paesi in tutto il mondo. Gli iraniani dicono di aver posizionato mine in acqua, nonostante tutta la loro Marina e la maggior parte delle loro navi posamine siano state completamente distrutte", afferma Trump. "Potrebbero anche averlo fatto, ma quale armatore vorrebbe correre un rischio del genere? L'Iran e ciò che resta dei suoi 'leader' hanno subito un grave danno e hanno perso l'onore per sempre. Ma noi siamo ormai oltre tutto questo. Come promesso, farebbero meglio ad avviare al più presto il processo per riaprire questa via internazionale navigabile. Stanno violando ogni legge", afferma il numero 1 della Casa Bianca.
"Con effetto immediato, la Marina degli Stati Uniti, la migliore al mondo, inizierà il processo di blocco di tutte le navi che tentano di entrare o uscire dallo Stretto di Hormuz. A un certo punto, arriveremo a una situazione in cui 'a tutti sarà permesso entrare, a tutti sarà permesso uscire'. L'Iran non lo ha consentito limitandosi a dire: 'Potrebbe esserci una mina da qualche parte là fuori', nessuno ne è a conoscenza tranne gli iraniani. Questa è estorsione mondiale", afferma Trump riferendosi alle mine che Teheran avrebbe collocato nel braccio di mare.
"I leader dei Paesi, soprattutto degli Stati Uniti d'America, non saranno mai vittime di estorsione. Ho anche dato istruzioni alla nostra Marina di individuare e intercettare ogni nave nelle acque internazionali che abbia pagato un pedaggio all'Iran. Nessuno che paghi un pedaggio illegale avrà la possibilità di navigare in sicurezza in alto mare. Inizieremo anche a distruggere le mine che gli iraniani hanno posizionato nello Stretto. Qualsiasi iraniano che spari contro di noi, o contro navi pacifiche, verrà fatto a pezzi", minaccia Trump.
"L'Iran sa, meglio di chiunque altro, come porre fine a questa situazione che ha già devastato il paese. La loro Marina è distrutta, la loro Aeronautica è distrutta, la loro contraerea e i radar sono inutili, Khamenei e la maggior parte dei loro 'leader' sono morti, tutto a causa delle loro ambizioni nucleari", afferma annunciando che "il blocco inizierà a breve. Altri Paesi saranno coinvolti in questo blocco. Non sarà permesso all'Iran di trarre profitto da questo atto illegale di estorsione. Vogliono soldi e, soprattutto, vogliono il nucleare", dice prima dell'avvertimento finale: "Al momento opportuno siamo completamente 'pronti al fuoco' e il nostro esercito cancellerà quel poco che resta dell'Iran".

(Adnkronos) - “Il compito e le funzioni delle istituzioni sono quelle di supportare queste iniziative perché l’obiettivo è comune, cioè diffondere e promuovere sempre di più la cultura della prevenzione e della diagnosi precoce.” Lo ha detto Mario Luciano Crea, presidente Cultura, Spettacolo, Sport e Turismo della Regione Lazio, durante la nona edizione di Bicinrosa, iniziativa di sensibilizzazione promossa dalla Breast Unit della Fondazione Policlinico universitario Campus Bio-Medico, dedicata alla prevenzione del tumore al seno, nel centro della Capitale. “Per fare questo è necessario che tutti i presupposti utili alla promozione vengano diffusi il più possibile. Non è un caso che prevenzione e sport camminano di pari passo”, ha proseguito Crea, sottolineando come il concetto di prevenzione non si limiti alla sola attività fisica. “Quando parliamo di sport non parliamo solo di attività fisica, ma anche di uno stile di vita sano, quindi di un’alimentazione corretta che può aiutare a prevenire la neoplasia al seno”.
Nel suo intervento, Crea ha ribadito il ruolo attivo della Regione Lazio nel sostenere iniziative di sensibilizzazione: “Ben vengano queste iniziative, la Regione Lazio è al loro fianco. Non è un caso che abbiamo concesso il patrocinio”. Un impegno che si traduce anche in campagne strutturate come “Ottobre Rosa”, il programma regionale dedicato alla prevenzione oncologica. “La Regione Lazio si rende protagonista nel mese di ottobre con una campagna straordinaria di prevenzione, introducendo una grande novità: l’estensione dello screening gratuito anche alle donne al di sotto dei 50 anni”, ha spiegato. L’intervento si inserisce nel contesto della manifestazione che ha attraversato il centro di Roma, dalle Terme di Caracalla al Colosseo, confermando l’importanza della collaborazione tra istituzioni, sanità e cittadinanza per rafforzare la cultura della prevenzione e ampliare l’accesso agli strumenti di diagnosi precoce.

(Adnkronos) - “Noi cerchiamo sempre di essere accanto e supportare questo tipo di iniziative fondamentali per la prevenzione, perché sappiamo e vogliamo far sapere sempre di più che la prevenzione salva la vita e l’informazione salva la vita. Ringraziamo davvero il Policlinico Campus Bio-Medico che ci ha chiesto di essere partner in questa iniziativa.” Così Lorenza Bonaccorsi, presidente del Municipio I di Roma Capitale, intervenuta alla nona edizione di Bicinrosa, la pedalata solidale promossa dalla Breast Unit della Fondazione Policlinico universitario Campus Bio-Medico, nel centro di Roma, dalle terme di Caracalla al Colosseo, passando lungo i Fori Imperiali.
“Riteniamo davvero che attraverso lo sport e l’attività fisica, che sono elementi fondamentali della prevenzione, si riesca a raggiungere il maggior numero possibile di persone e, in questo caso, di donne”, ha aggiunto Bonaccorsi, sottolineando il valore di iniziative pubbliche capaci di unire partecipazione e informazione in contesti accessibili e condivisi. Sul fronte delle azioni concrete, la presidente del Municipio I ha evidenziato il lavoro svolto dalle istituzioni locali: “Abbiamo un sistema di politiche sociali molto attivo nel Municipio e nel Comune di Roma. Mi riferisco in particolare al territorio di Roma Centro, ma più in generale a tutta la città. Inoltre, c’è una grande collaborazione con il sistema sanitario regionale e con la Asl Roma 1, e lavoriamo in maniera integrata perché riteniamo che le istituzioni debbano operare insieme per essere sempre più vicine ai cittadini e alle cittadine”.

(Adnkronos) - “Siamo giunti alla nona edizione proprio perché è un evento che richiama l’attenzione delle donne a fare, come sempre, la prevenzione, perché è fondamentale per poter offrire loro delle corrette cure che permettono una sopravvivenza così alta come nel caso del tumore al seno. Bicinrosa è un evento che ricorda questo, insieme all’importanza dei corretti stili di vita e della mobilità sostenibile, perché fattori come inquinamento, cattiva alimentazione, fumo e abuso di alcol rappresentano rischi maggiori per questo tipo di tumore.” Lo ha detto Vittorio Altomare, direttore dell'Unità di Chirurgia senologica e responsabile della Breast Unit della Fondazione Policlinico universitario Campus Bio-Medico, in occasione della nona edizione di Bicinrosa, l’iniziativa di sensibilizzazione promossa dalla Breast Unit della Fondazione, dedicata alla prevenzione del tumore al seno e alla promozione di corretti stili di vita, nel centro della Capitale.
“Il tumore al seno rimane la prima causa di morte per le donne e in Italia supera i 53.000 nuovi casi ogni anno, ma quando viene diagnosticato precocemente si può arrivare anche al 90% di guarigione. Le cure stanno facendo passi avanti significativi, sia dal punto di vista medico, con la chemioterapia, che chirurgico, con una crescente attenzione anche agli aspetti estetici e funzionali. La strada è tracciata, ma la prevenzione resta la chiave fondamentale”, conclude.

(Adnkronos) - “Siamo giunti alla nona edizione proprio perché è un evento che richiama l’attenzione delle donne a fare, come sempre, la prevenzione, perché è fondamentale per poter offrire loro delle corrette cure che permettono una sopravvivenza così alta come nel caso del tumore al seno. Bicinrosa è un evento che ricorda questo, insieme all’importanza dei corretti stili di vita e della mobilità sostenibile, perché fattori come inquinamento, cattiva alimentazione, fumo e abuso di alcol rappresentano rischi maggiori per questo tipo di tumore.” Lo ha detto Vittorio Altomare, direttore dell'Unità di Chirurgia senologica e responsabile della Breast Unit della Fondazione Policlinico universitario Campus Bio-Medico, in occasione della nona edizione di Bicinrosa, l’iniziativa di sensibilizzazione promossa dalla Breast Unit della Fondazione, dedicata alla prevenzione del tumore al seno e alla promozione di corretti stili di vita, nel centro della Capitale.
“Il tumore al seno rimane la prima causa di morte per le donne e in Italia supera i 53.000 nuovi casi ogni anno, ma quando viene diagnosticato precocemente si può arrivare anche al 90% di guarigione. Le cure stanno facendo passi avanti significativi, sia dal punto di vista medico, con la chemioterapia, che chirurgico, con una crescente attenzione anche agli aspetti estetici e funzionali. La strada è tracciata, ma la prevenzione resta la chiave fondamentale”, conclude.

(Adnkronos) - "Purtroppo questa notte non c'è stata nessuna buona notizia sul conflitto in Iran e vorrei rilanciare da questo palco quanto hanno detto sua Santità, Leone XIV e più di una volta il nostro presidente della Repubblica Mattarella: un appello per la pace che non è solo una questione morale importantissima, ma è anche una questione che va anche ad influire su dinamiche economiche e sulle relazioni fra i vari paesi... La guerra non crea soluzioni, crea maggiore povertà, maggiori conflitti sociali e quindi maggiori guerre paradossalmente". Lo ha detto intervenendo al Vinitaly il presidente della Camera dei deputati Lorenzo Fontana.
"La vetrina internazionale del Vinitaly deve essere un luogo di relazioni che creano diplomazia, che creano pace, risoluzione dei conflitti per via pacifica. E' questo che dobbiamo perseguire per aiutare le nostre imprese - sollecita il presidente della Camera - Tutti insieme dobbiamo impegnarci per lasciare ai nostri figli un mondo migliore rispetto a quello che abbiamo trovato. Noi abbiamo avuto la fortuna di essere una generazione che ha vissuto nella pace e magari ci dimentichiamo quanto sia importante questo valore; io ho avuto la nonna che mi ha raccontato il signfificato di essere profuga... Ho avuto la fortuna di aver racconti della prima e seconda guerra mondiale che purtroppo si perdono nel tempo".
"La pace non è cosa scontata, adesso ce ne rendiamo conto e dobbiamo tutti lavorare. Io ho sentito speaker degli Stati Uniti e gli ho chiesto un maggiore impegno affinché tutti i leader possano ritrovare il senso della normalità e realtà per capire che solo con la diplomazia e collaborazione si può avere mondo di pace dove l'economia può progredire e dove le persone possono cercare di avere un pò piu di felicità. Io penso che il Vinitaly possa servire anche a questo. Grazie a chi ogni anno rende questa manifestazione migliore e a coloro i quali si impegnano per avere un mondo migliore e di pace", conclude.

(Adnkronos) - "L'export è fondamentale, noi dobbiamo guardare certamente al mercato Usa ma anche altri accordi come il Mercosur sono cruciali. Stiamo lavorando tantissimo". Lo dice il ministro degli Esteri Antonio Tajani intervenendo al Vinitaly ed aggiunge: "Sono ottimista perché siamo riusciti ad ottenere dazi compatibili con la nostra competitività. Il 15% è tanto, ma neanche tanto - commenta - perché ci sono paesi con dazi piu alti e noi possiamo occupare spazi con la qualità del nostro prodotto. Il vino italiano è di altissima qualità quindi anche l'americano è disposto a spender di più per averlo".
Tajani ricorda inoltre che "dal primo gennaio è entrata in vigore la riforma: il ministero degli Esteri sarà anche un ministero economico. E la nostra direzione generale per la crescita sarà sostenere e favorire le esportazioni. Nessun imprenditore italiano all'estero si sentirà più solo - garantisce - ogni ambasciata sarà un trampolino di lancio per favorire la crescita. Siamo arrivati nonostante le guerre e i dazi a un 3,3 per cento in più di esportazioni rispetto all'anno precedente. Ciò vuol dire che è la qualità del prodotto italiano che ci permette di vincere queste sfide, una qualità accompagnata da una organizzazione sempre più efficiente. ricordo che nella nuova Direzione generale della crescita è operativa una sala informazioni funzionante 24 ore su 24 per poter essere sostenuti", conclude.

(Adnkronos) - Affluenza record alle elezioni parlamentari in Ungheria di oggi, domenica 12 aprile: alle 13 ora locale si sono racati alle urne il 54,14% degli aventi diritto, rispetto al 40,1% del 2022. A riferirne è stata la Commissione elettorale nazionale. L'affluenza è stata particolarmente elevata nelle città di medie dimensioni e tra gli elettori più giovani, queli che secondo gli analisti sono più propensi a sostenere il candidato dell'opposizione, Peter Magyar.
Viktor Orban e il suo sfidante hanno votato questa mattina a Budapest, praticamente in contemporanea. "Sono qui per vincere", ha dichiarato il premier uscente dopo aver votato in un seggio elettorale di Budapest. Allo stesso tempo, ha sottolineato come "la decisione del popolo debba essere rispettata".
Queste elezioni sono considerate le più importanti per l'Ungheria dalla transizione democratic e determineranno il futuro politico del Primo Ministro Viktor Orbán. Secondo i sondaggi più recenti, il suo sfidante, ex fedelissimo di Orban, ha buone possibilità di vittoria. Con il partito di centro-destra Tisza, Magyar ha creato una forza di opposizione che promette cambiamento e ha guadagnato notevole popolarità.
Anche Magyar ha votato in un seggio elettorale a Budapest. Gli ungheresi sceglieranno "tra Est e Ovest" in queste elezioni, ha affermato il politico. Magyar si è detto fiducioso nella vittoria del suo partito Tisza. Ha inoltre esortato i cittadini a segnalare eventuali irregolarità riscontrate durante le elezioni, aggiungendo che "la frode elettorale è un reato gravissimo".
Magyar ha quindi esortato i connazionali a mobilitarsi per queste "elezioni decisive". "Stiamo scegliendo tra Est e Ovest, tra propaganda e onesto dibattito pubblico, tra corruzione e una vita pubblica onesta, tra il continuo declino e il collasso totale dei servizi pubblici o il rimpatrio dei fondi europei e la ripresa dell'economia ungherese", ha affermato.
Orbán ha ribadito invece il suo monito sulla grave crisi che minaccerebbe l'Europa: "Fortunatamente, abbiamo molti amici in tutto il mondo. Dall'America alla Cina, passando per la Russia e il mondo turco", ha affermato, aggiungendo che non permetterà a Bruxelles di "privare" l'Ungheria del "suo futuro e della sua sovranità".

(Adnkronos) - “Vinitaly rappresenta oggi un’infrastruttura per sostenere e amplificare la proiezione internazionale del vino italiano, un presidio organizzato che, a partire da Verona, opera con continuità per rafforzare la presenza delle nostre imprese sui mercati globali. In uno scenario tra i più complessi sotto il profilo geopolitico ed economico, caratterizzato da instabilità, ridefinizione delle rotte commerciali e crescente competizione internazionale, Veronafiere avverte con chiarezza la responsabilità di evolvere ulteriormente il proprio ruolo: non solo luogo di incontro del business, ma leva concreta per consolidare il posizionamento del settore e ampliarne le opportunità di sviluppo all’estero”. E' quanto ha affermato il presidente di Veronafiere, Federico Bricolo, aprendo oggi la 58a edizione di Vinitaly alla quale partecipano Lorenzo Fontana, presidente della Camera dei deputati, Antonio Tajani, vicepresidente del Consiglio dei ministri, i ministri dell'Agricoltura Francesco Lollobrigida, delle Imprese e Made in Italy Adolfo Urso, della Cultura Alessandro Giuli e del Turismo Gianmarco Mazzi, ministro del Turismo. Saranno presenti anche Antonella Sberna, vicepresidente del Parlamento Europeo, Matteo Zoppas, presidente dell'Ice e i vertici delle istituzioni locali, Alberto Stefani, presidente della Regione Veneto; Flavio Massimo Pasini, presidente della Provincia di Verona e Damiano Tommasi, sindaco di Verona.
“La promozione internazionale è una nostra priorità - ha continuato Bricolo -. Si inserisce in questa visione un programma strutturato di quasi trenta iniziative internazionali che presidiano in modo sistemico le principali aree strategiche: dagli Stati Uniti, fino all’Asia con Cina, India, Thailandia, Kazakistan, Giappone e Corea del Sud, dall’America Latina ai Balcani fino alle piazze europee e al Regno Unito. Una geografia che coincide con le rotte più promettenti per il nostro export e che amplieremo ulteriormente. Stiamo infatti già lavorando con Ita – Italian Trade Agency per nuove tappe di Vinitaly in Africa, Canada, Australia. Inoltre, raddoppieremo in Brasile, rafforzando così il presidio già attivo con Wine South America”.
Secondo le analisi dell’Osservatorio Uiv-Vinitaly, realizzate per la 58^ edizione della manifestazione in programma fino al 15 aprile, sono dodici i Paesi con il più alto potenziale di crescita: Giappone, Messico, Corea del Sud, Brasile, Vietnam, Cina, Thailandia, Indonesia, Australia e India, a cui si aggiungono i due mercati principali buyer extra-Ue, Stati Uniti e Regno Unito. Per Unione italiana vini e Vinitaly, queste rappresentano le aree su cui rafforzare la presenza per ampliare il bacino commerciale di un settore ancora troppo concentrato sui primi cinque mercati di destinazione, che da soli assorbono il 60% del valore complessivo dell’export. La sfida è duplice: da un lato consolidare le produzioni di qualità e contenere le criticità, dall’altro migliorare il posizionamento, un obiettivo ritenuto strategico per l’export di una potenza enologica come l’Italia. Secondo Prometeia, il vino si colloca infatti al secondo posto per saldo della bilancia commerciale estera tra i comparti tradizionali del made in Italy, con un valore di +7,2 miliardi di euro nel 2025.

(Adnkronos) - Le parole di Papa Leone XIV sulla pace alla vigilia del suo viaggio in Africa "risuonano con una forza che va oltre i confini della Chiesa e interpella l’intera comunità internazionale". Lo scrive in una nota Kamel Ghribi, vicepresidente del gruppo San Donato. La missione del pontefice, aggiunge, "rappresenta la speranza che il dialogo possa prevalere sulla contrapposizione. Che la pace possa essere costruita, se sostenuta da una volontà comune. Supportare questa missione significa assumersi una responsabilità. Significa credere che il futuro non sia già scritto dai conflitti, ma possa essere guidato da una visione più alta. Oggi, quella visione ha una voce chiara. E chiede di essere ascoltata e sostenuta. Nessuno può restare in silenzio".
Le parole pronunciate da Papa Leone XIV non sono "un richiamo formale, ma un appello profondo, lucido, coraggioso", evidenzia Ghribi. "In un tempo segnato da guerre, tensioni e nuove fratture globali, il Santo Padre sceglie l’Africa come luogo simbolico e reale da cui rilanciare un messaggio universale: la pace non è un’utopia, ma una responsabilità concreta, che richiede visione, determinazione e coraggio. Per questo, oggi più che mai, è necessario un passo ulteriore".
Quello del pontefice, prosegue Ghribi, è "un appello ai leader del mondo, perché sappiano raccogliere questa voce e trasformarla in scelte politiche, diplomatiche ed economiche coerenti con la costruzione della pace. Un appello ai popoli, perché sostengano con convinzione chi, con saggezza e responsabilità, indica una strada diversa rispetto alla logica del conflitto. Un appello ai cristiani, chiamati a essere all’altezza della propria guida spirituale: coraggiosi nella testimonianza, coerenti nell’impegno, capaci di costruire ponti e non muri. Un appello ai credenti di ogni fede, perché riconoscano in questo momento storico la forza di una leadership spirituale che parla a tutti, senza divisioni, e che pone al centro la dignità dell’uomo, il dialogo e la riconciliazione".

(Adnkronos) - Un articolato sistema di infiltrazione della criminalità organizzata nel tessuto economico toscano, con esponenti collegati al clan camorristico Moccia, è stato smascherato dalla Direzione distrettuale antimafia della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Firenze, nell’ambito dell’operazione denominata 'Contractus'.
L’indagine, avviata nell’aprile 2025, ha portato oggi all’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 11 soggetti di origine campana, ritenuti “gravemente indiziati, a vario titolo, dei reati di estorsione e tentata estorsione aggravate dal metodo mafioso, minaccia a pubblico ufficiale e tentata violenza privata”. Il provvedimento, emesso dal giudice per leindagini preliminari del Tribunale di Firenze su richiesta della Dda diretta dalla procuratrice Rosa Volpe, è stato eseguito dai carabinieri del comando provinciale di Siena con il supporto dei reparti territoriali nelle province di Napoli, Caserta, Prato, Firenze e Udine.
Il giudice ha disposto la custodia cautelare in carcere per sette indagati, mentre per altri quattro sono stati concessi gli arresti domiciliari. Contestualmente sono state effettuate perquisizioni presso i domicili degli indagati e nella sede legale dell’impresa edile coinvolta.
Le investigazioni, condotte con il contributo del nucleo dei carabinieri dell'Ispettorato del Lavoro e della Guardia di Finanza di Siena, hanno fatto emergere “un sistematico e violento tentativo di infiltrazione della criminalità organizzata” nel settore degli appalti, anche in relazione a lavori finanziati con fondi del Pnrr.
Al centro del sistema vi sarebbe la società “P.R. Appalti s.r.l.”, formalmente con sede in Campania ma operativa in numerosi cantieri del Centro Italia. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, l’impresa veniva utilizzata come “paravento legale per attuare un controllo gestionale di altre imprese mediante meccanismi intimidatori”.
Il meccanismo illecito prevedeva l’imposizione unilaterale della rinegoziazione dei contratti: attraverso minacce e violenze, gli imprenditori venivano costretti a trasformare accordi “a corpo” o “a misura” in contratti “ad ore”. Questo consentiva di gonfiare artificiosamente i costi, registrando “la presenza di un numero sproporzionato di operai o ore di lavoro mai effettuate”, così da creare crediti ingiustificati. In caso di rifiuto, gli indagati ricorrevano a “atti intimidatori e minacce fino all’occupazione dei cantieri”.
Particolarmente rilevante, sottolinea la procuratrice Volpe, è “la caratura criminale” dei soggetti coinvolti. Alcuni di essi risultano infatti collegati allo storico clan Moccia di Afragola, organizzazione camorristica egemone nel nord-est della provincia di Napoli. Emblematiche le intercettazioni in cui il principale indagato rivendicava la forza del vincolo associativo: “Se mi arrestano a me... stanno altri mille soldati che rispondono ai miei ordini”, evocando una struttura in grado di garantire continuità all’azione criminale e di imporre “assoluto assoggettamento” alle vittime.
Nel corso delle indagini, l’Arma dei carabinieri, sottolinea la procuratrice Rosa Volpe, ha assicurato “una costante tutela alle vittime”, attraverso il monitoraggio preventivo degli incontri a rischio e interventi di sicurezza per impedire occupazioni dei cantieri e prevenire ritorsioni. Determinante è stata anche la collaborazione dei comandi territoriali dei carabinieri per intercettare gli spostamenti sospetti degli indagati.
La Istituzioni impegnate nell’azione investigativa e giudiziaria culminata negli arresti, spiega sempre Volpe, "invitano tutti gli operatori economici che siano stati vittime di forme di intimidazione e coercizione da parte di coloro che hanno operato sotto lo schermo sociale della società 'P.R. Appalti s.r.l.' o con analoghe metodologie criminali a denunciare con determinazione, unico sistema per superare l’isolamento e il ricatto mafioso, nell’auspicio che possano assumere consapevolezza che la collaborazione con lo Stato rappresenti ineguagliabile strumento per ottenere il ripristino della legalità nel mercato degli appalti e la tutela della libera iniziativa imprenditoriale".

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(Adnkronos) - Una lunga scia rosa nel centro della Capitale. Nella mattinata di oggi più di trecento persone hanno trasformato alcune delle strade più suggestive di Roma in un percorso di sport, partecipazione e consapevolezza. È tornata così “Bicinrosa”, la pedalata solidale promossa dalla Breast Unit della Fondazione Policlinico Universitario Campus Bio-Medico, dedicata alla prevenzione del tumore al seno e alla promozione di corretti stili di vita. Arrivata alla sua nona edizione, l’iniziativa ha coinvolto cittadini di tutte le età in un percorso di circa cinque chilometri, dalle Terme di Caracalla al Colosseo, passando lungo i Fori Imperiali. Una mattinata pensata per ribadire, anche attraverso un gesto semplice e condiviso, l’importanza di prendersi cura del proprio corpo e di non rimandare i controlli. All’iniziativa erano presenti, tra gli altri, la Presidente del Municipio I di Roma Capitale Lorenza Bonaccorsi e il Presidente della Commissione Cultura, Spettacolo, Sport e Turismo della Regione Lazio Mario Luciano Crea.
“Bicinrosa rappresenta ormai un appuntamento fisso che ci permette di incontrare i cittadini e informarli su ciò che può fare realmente la differenza”, ha spiegato il Direttore dell’Unità di Chirurgia senologica e responsabile della Breast Unit del Policlinico Campus Bio-Medico Vittorio Altomare. “La diagnosi precoce” – ha continuato il professor Altomare – “rimane lo strumento più efficace per aumentare le possibilità di guarigione, ma anche le scelte quotidiane, dall’alimentazione all’attività motoria, giocano un ruolo determinante”. “Iniziative come Bicinrosa aiutano a sensibilizzare le persone su temi che troppo spesso vengono affrontati solo quando è già necessario intervenire”, ha affermato il medico dell’Unità di Chirurgia senologica del Policlinico Antonella Grasso. “La prevenzione oggi non significa soltanto aumentare la sopravvivenza, ma migliorare la qualità della vita: non solo allungarla, ma allargarla. Parallelamente, la chirurgia senologica si è evoluta verso un approccio sempre più attento non solo alla radicalità oncologica, ma anche agli esiti estetici e funzionali”.
Secondo l’ultimo rapporto dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica, il carcinoma mammario continua a rappresentare la neoplasia più diffusa in Italia, essendo responsabile di circa un terzo di tutti i casi di tumore fra le donne, con circa 53.686 nuove diagnosi stimate nel 2024. Tuttavia, i tassi di sopravvivenza migliorano in modo significativo quando la malattia viene individuata in fase iniziale. Stando ancora ai dati Aiom, in generale la probabilità di superare definitivamente il cancro a 5 anni dalla diagnosi è pari all’88%, ma la percentuale di guarigione passa dal 99% nello stadio I, all’81% nello stadio II, per scendere al 36% nel III e IV. Anche quest’anno, dunque, Bicinrosa ha mostrato come la prevenzione possa diventare un gesto collettivo. Una giornata di sport e responsabilità che testimonia ancora una volta l’impegno del Policlinico Campus Bio-Medico al fianco di tutte le donne e delle loro famiglie.
Il vino come cultura, socialità ed economia attraverso il viaggio
di Vinitaly and the city, il fuori salone del Vinitaly, che si sta
svolgendo in questi giorni a Verona, dove la Regione Sardegna
partecipa per promuovere il valore aggiunto del "modello Sardegna"
tra longevità, territorio incontaminato e vitigni autoctoni
unici.
(Adnkronos) - Renato Zero lo ha fatto di nuovo. Il cantautore romano ha interrotto il suo concerto per scendere in platea e abbracciare un ospite speciale. Tra il pubblico infatti c'era Verdiana Bonaccorti, la figlia di Enrica Bonaccorti, la conduttrice scomparsa esattamente un mese fa, il 12 marzo, all'età di 76 anni.
È successo ieri sera a Bari, in Puglia, in una delle date del suo tour 'L'Ora Zero'. Proprio in questo tour, nella tappa romana dello scoso gennaio, Renato Zero era sceso tra il pubblico per abbracciare la sua Enrica Bonaccorti: un momento che era rimasto nel cuore di molti, in particolare di chi conosceva il periodo complesso, dovuto ai problemi di salute, che la conduttrice stava attraversando.
Con discrezione e chiedendo un po' di silenzio, il cantautore romano si è avvicinato al pubblico e ha iniziato a parlare dell'amore, quello libero e sano. "Proprio domani, un mese fa, si spegneva la mia grande amica Enrica Bonaccorti", ha esordito tra gli applausi e il calore del pubblico.
Zero ha poi raccontato che la conduttrice poco prima di andarsene lo aveva chiamato promettendogli che non lo avrebbe mai lasciato da solo: "Verdiana, sua figlia, è qui", ha aggiunto, invitando la ragazza ad alzarsi per abbracciarla forte, sussurandole "coraggio", come si legge dal labiale. Un momento emozionante suggelato da un piccolo bacio sulle labbra.

(Adnkronos) - Grande impresa di Yeman Crippa in Francia. L'azzurro ha trionfato alla Maratona di Parigi, una delle più grandi al mondo, con quasi 60mila partecipanti al via, siglando il primato personale di 2h05:18. È il primo italiano della storia a conquistare i 42,195 km della capitale francese, una gara che un atleta europeo non vinceva da ben 24 anni (l'ultimo era stato il francese Benoit Zwierzchiewski nel 2002).
"La mia carriera da maratoneta inizia oggi - ha esultato il trentino delle Fiamme Oro all'arrivo - finalmente ho trovato la strada giusta. È stato incredibile, intorno al 33esimo chilometro ho capito che sarebbe stata la mia giornata e quando al 39esimo ho visto che gli avversari facevano fatica, ho deciso di attaccare. Oggi mi sono riscattato dal 25esimo posto di Parigi ai Giochi Olimpici e si apre una pagina tutta nuova, stamattina ho scoperto di avere feeling con la maratona".
Crippa, abbracciato da papà Roberto, da coach Massimo Pegoretti e dal manager Gianni Demadonna subito dopo il traguardo, ha preso la testa della gara quando mancavano circa cinque chilometri, all'interno del parco Bois de Boulogne, polmone verde di Parigi, e poi ha sferrato l'attacco decisivo a un chilometro e mezzo dal termine, in un tratto in pavè in leggera discesa, staccando l'etiope Bayelign Teshager (2h05:23), il keniano Sila Kiptoo (2h05:28) e il gibutiano Mohamed Ismail (2h05:38).
Quella di oggi lungo la Senna e all'ombra della Torre Eiffel era la settima maratona in carriera per Yeman Crippa, che ha debuttato tre anni fa a Milano, dopo una brillante carriera in pista che lo ha portato fino al titolo europeo dei 10.000 metri a Monaco di Baviera nel 2022.

(Adnkronos) - Liberare il vino dalle catene della burocrazia, dei dazi e delle etichette allarmistiche farebbe recuperare 1,6 miliardi di euro alle aziende vitivinicole italiane, liberando risorse per continuare a investire sulla qualità, sull’innovazione, sull’enoturismo e sulla promozione nei mercati internazionali. E’ quanto emerge dall’analisi della Coldiretti diffusa in occasione dell’inaugurazione del Vinitaly. Simbolo della 58a edizione del salone del vino è infatti una grande bottiglia di vino avvolta da catene spezzate che campeggia all’ingresso di Casa Coldiretti e rappresenta la condizione attuale del settore vitivinicolo italiano. "Liberare il vino dalle catene della burocrazia, dei dazi e delle distorsioni che oggi penalizzano il settore non è uno slogan ma una necessità economica concreta. Parliamo di 1,6 miliardi di euro che possono tornare direttamente nelle tasche delle imprese vitivinicole italiane. Per questo oggi più che mai serve fare sindacato per una filiera centrale del Made in Italy" sottolinea il segretario generale della Coldiretti Vincenzo Gesmundo.
“Il vino italiano con un valore complessivo di 14 miliardi di euro resta una delle principali bandiere anche del nostro export agroalimentare, avendo sfiorato nel 2025 gli 8 miliardi di euro, nonostante la difficile situazione internazionale. Le grandi incertezze generate dai dazi di Trump hanno complicato il mercato negli Stati Uniti che sono il primo sbocco di riferimento". Ad affermarlo è il presidente di Coldiretti Ettore Prandini. "È un mercato che non si può perdere e proprio per questo come Coldiretti saremo a New York a giugno per la promozione anche del vino. Oggi il settore sta affrontando una fase di forte pressione, - osserva il presidente - ma emergono anche segnali di recupero e, soprattutto, un potenziale enorme su cui costruire la ripartenza. La strada è chiara: innovazione, qualità e capacità di crescere aumentando il valore medio del vino italiano, salito del 39% nell’ultimo decennio, puntando su identità e distintività. Con il piano straordinario di promozione e il lavoro delle imprese, il vino italiano ha tutte le carte per recuperare terreno e continuare ad essere protagonista sui mercati globali” conclude Prandini.

(Adnkronos) - Max Giusti oggi condurrà su Canale 5 l'ultimo appuntamento di stagione di 'Caduta Libera'. Ma prima, alle 15, per nessun motivo, da grande tifoso e giocatore di tennis, si perderà la finale del Monte Carlo Masters tra Jannik Sinner e Carlo Alcaraz. Ed ha dei consigli per chi, come lui, vuole godersi il Big Match al meglio.
Per l'Adnkronos, Max Giusti ha stilato "le 10 condizioni perfette per vedere Sinner–Alcaraz come si deve".
Ecco di seguito il suo decalogo:
1. "Uno schermo grande “quanto basta”
Non serve un maxischermo da stadio, ma sotto i 55 pollici è un delitto. Il tennis di oggi è fatto di dettagli: rotazioni, traiettorie, micro-espressioni. Vederle è parte del piacere.
2. Volume alto, ma non da bar sport
Il rumore della palla sul rosso di Montecarlo è musica. Il commento deve accompagnare, non coprire. Il giusto mezzo: presenza, non invasione.
3. Zero rumori intorno
Niente lavatrici, niente notifiche, niente “mi senti un attimo?”.
Il match che decide il numero 1 del mondo merita silenzio monastico.
4. Un caffè serio sul tavolino
Non un espresso qualunque: quello buono, da sorseggiare nei cambi campo. È il rituale che scandisce la tensione.
5. Divano comodo, ma non troppo
Serve una seduta che permetta di scattare in piedi nei momenti decisivi. Se sprofondi, perdi metà delle emozioni.
6. Telefono lontano
Il live è sacro. Le clip, i tweet, i meme arriveranno dopo.
Oggi si guarda solo Sinner–Alcaraz.
7. Una compagnia che capisce
Non serve un esperto, basta qualcuno che non chieda: “Ma chi è quello in rosso?”.
Meglio ancora: guardarlo da soli se si è superstiziosi.
8. Snack intelligenti
Qualcosa di croccante, ma non rumoroso.
Patatine sì, ma versate prima in una ciotola.
Niente pacchetti che frusciano nei tie-break.
9. Luci giuste
Ambiente semi-soffuso, come nei cinema di una volta.
La luce deve sparire, lo schermo deve comandare.
10. Una sola regola finale
Qualunque cosa accada, non si cambia posizione se Sinner sta giocando bene. La scaramanzia, oggi, è parte del gioco. E io, i miei riti scaramantici più personali non ve li dico neanche sotto tortura!", conclude Giusti, che da anni possiede anche un circolo sportivo nella capitale, il Play Pisana, dove si pratica il tennis ma non solo (all'interno c'è anche l'apprezzato La Pisanella Restaurant). Per la fine di questa stagione televisiva, Giusti dà appuntamento ai suoi fan il 16 luglio alla Cavea dell'Auditorium Parco della Musica di Roma, dove andrà in scena con lo show "Quaranta e sto".

(Adnkronos) - “Basta, non ce la facciamo piu’ ad inseguire burocrati che nei palazzi di Bruxelles, senza conoscere lanciano idee che noi siamo costretti a scoraggiare e come e’ avvenuto per l’Irlanda a cancellare”. Lo ha detto il ministro dell'Agricoltura Francesco Lollobrigida a Verona, in apertura della 58esima edizione di Vinitaly. “Non esiste criminalizzare le nostre produzioni di qualità difenderemo i nostri prodotti, non perche’ non vogliamo etichette, anzi le vogliamo piu’ informative possibili, noi non vogliamo etichette allarmistiche che condizionano le persone che acquistano e consumano”.

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