
''In questo momento il peggior incubo di Khamenei'', la guida suprema dell'Iran, è quello di ''fare la fine di Maduro'', il deposto presidente venezuelano catturato in un blltz dagli Stati Uniti e portato in un carcere di Brooklyn per poi essere processato a Manhattan. Ma quello che è ''altamente improbabile'' è che l'Ayatollah Ali Khamenei faccia ''la stessa scelta di Assad'', l'ex presidente siriano rimosso nel dicembre del 2024, e ''che abbia l'aereo pronto per andare in Russia come ha fatto lui''. Lo spiega all'Adnkronos Farian Sabahi, professoressa associata in Storia contemporanea presso l'Università degli Studi dell’Insubria, sottolineando che ''Khamenei ha 86 anni, ha passato tutta la sua vita a difendere la Repubblica islamica'' e ''preferirebbe la morte con il martirio e passare alla storia come quello che si è sacrificato come l'Imam Hossein nel 680 d.C.'' piuttosto che fuggire.
Inoltre, ''a differenza di Maduro, Khamenei può ancora contare sul sostegno della cerchia dei suoi fedelissimi e dei Pasdaran'', sebbene ''anche in Iran c'è un'infiltrazione del Mossad, altrimenti lo scorso giugno non ci sarebbe stata la strage dei Pasdaran''. Quello che ''è possibile che gli Stati Uniti facciano un tentativo, non è da escludere, è questo è il peggior incubo di Khamenei in questo momento''.
Sabahi ricorda che ''anche nella guerra dei 12 giorni'' con Israele a giugno Khamenei ''era rinchiuso in un bunker, era sparito dai riflettori'' e anche quella odierna è ''una situazione che sicuramente percepisce come delicata''. Però l'Iran ''non è lo stesso Paese'' del Venezuela, ''l'Iran non è nel giardino di casa degli Stati Uniti, per gli americani arrivare a Teheran non è immediato come arrivare a Caracas''. Tra l'altro i dodici giorni della guerra di giugno con Israele ''hanno fatto disamorare gli iraniani in Iran rispetto a un intervento militare estero''.
Per quanto riguarda le manifestazioni, esplose nuovamente il 28 dicembre per il carovita e allargatesi ad altri settori della società civile con gli studenti universitari in prima linea, secondo Sabahi ''la piazza non ha un leader''. Autrice di 'Alla corte dello scià' e di 'Noi donne di Teheran', Sabahi sottolinea che ''non c'è nessun giornalista occidentale in questo momento in Iran'' e le notizie che ''noi leggiamo sui media dell'opposizione'' che parlano di ''slogan a favore dell'ultimo scià e di suo figlio non sappiamo con che frequenza ci siano realmente''.
Sabahi riflette sul fatto che ''Reza Pahlavi è un principe, primogenito dell'ultimo scià, nato nel 1960 che ha lasciato l'Iran quando aveva 16 anni per la formazione militare negli Stati Uniti e da allora non è più potuto rientrare''. Reza Pahlavi ''si è detto pronto a guidare la transizione verso la democrazia'', ma ha anche chiarito di ''non voler trasferirsi stabilmente in Iran per il resto della sua vita'' perché ''negli Stati Uniti ha tutti i suoi affetti''.
Inoltre ''il nome di Reza Pahlavi evoca sì lo splendore dell'antico regno persiano, ma evoca anche le disuguaglianze sociali che c'erano in Iran al tempo dello scià e le torture della Savak, la polizia segreta dello scià, e l'asservimento dell'Iran agli Stati Uniti e alla Gran Bretagna'', spiega.
Sull'Iran incombe poi ''il rischio di un ulteriore bombardamento israeliano'', già minacciato durante una conferenza stampa congiunta a Mar-a-Lago, in Florida, tra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. ''A giugno, dopo il bombardamento israeliano, l'opinione pubblica iraniana si era compattata con il regime'', afferma Sabahi, ricordando che ''erano stati bombardati interi quartieri residenziali di Teheran, era stato detto alla popolazione della capitale di andarsene perché c'era l'intenzione di condurre raid a tappeto''. L'effetto delle minacce di Trump e Netanyahu, quindi, è in parte quello di unire gli iraniani, ma ''dipende''.
''Viste dalla diaspora iraniana, le minacce di Trump contro il regime'' sono ''aiuti'', perché il presidente americano si è detto disposto a intervenire nel caso venissero uccisi manifestanti come nelle precedenti manifestazioni. ''Ma intervenire come? Con le bombe? Da chi è in Iran questo intervento ovviamente non viene visto favorevolmente'', anche perché ''di recente i bombardamenti hanno sventrato interi quartieri residenziali'' oltre che ''l'enorme deposito di carburante'' per cui ''a un certo punto non si poteva più scappare'' e anche ''mio padre era rimasto bloccato lì''. Inoltre ''Israele aveva annunciato di voler bombardare il carcere di Evin per far scappare i detenuti, ma hanno bombardato le palazzine dove erano detenuti prigionieri politici causando morti''.
La governatrice: 'maggioranza solida, Pd governa con noi non è su
Marte'... 
Due nuove biografie raccontano chi era David Bowie. A dieci anni dalla sua scomparsa, l'ombra del cantautore britannico continua a proiettarsi sulla musica, sull’arte e sull’immaginario collettivo. E il 2026 si apre con due nuove biografie che, da prospettive diverse ma complementari (scritte rispettivamente da un critico italiano e da uno inglese) provano a restituire la complessità di un artista che ha attraversato epoche, generi e identità come pochi altri.
Da un lato 'David Bowie. For Ever and Ever (White Star)' di Claudio Fabretti, 208 pagine corredate da un’ampia sezione fotografica, uscito a fine 2025 e già tradotto in più lingue. Dall’altro 'David Bowie. Oltre lo spazio e il tempo' (Hoepli), il nuovo lavoro di Paul Morley, tra i più autorevoli biografi britannici e giornalista della Nme. Due libri diversi nello sguardo, ma uniti dall’urgenza di raccontare un Bowie che continua a mutare anche dopo la sua morte.
Fabretti ripercorre il viaggio del ragazzo di Brixton diventato dandy del rock, attraversando tutte le sue metamorfosi: dal menestrello psych-folk a Ziggy Stardust, dal Duca Bianco berlinese al soulman plastificato, fino all’outsider post-industriale. Una galleria di personaggi che non furono mai semplici maschere, ma proiezioni dei suoi tumulti interiori. "E' un libro fotografico che nasce dall'idea di raccontare Bowie attraverso le sue evoluzioni -spiega all'Adnkronos Fabretti, critico musicale e direttore della rivista on-line OndaRock - che non sono stati solo travestimenti di facciata, ma hanno espresso i suoi mutamenti interiori. Scavando un po', si scopre che nei suoi personaggi ci sono tante questioni filosofiche, politiche, sociali che lui voleva esprimere in questo modo".
Il volume alterna biografia e analisi musicale, fino all’ultimo atto orchestrato con Blackstar, pubblicato due giorni prima della morte. "Da Ziggy Stardust al Duca Bianco, al Clown Pierrot di 'Ashes to Ashes', esprime tutta una serie di contraddizioni e di complessità". La modernità di David Bowie resta ancora oggi un faro evidente nella musica e non solo. "E' sempre riuscito a precorrere i tempi -dice Fabretti- Era già avanti alla sua epoca, ha anticipato il punk, la new wave nel periodo di Berlino, aveva una sua preveggenza, uno sguardo lontano anche sui temi politici. Basta pensare alla sua canzone 'I'm afraid of Americans' (tratto da 'Showgirls', 1995, ndr), niente di più attuale", sorride il critico.
Paul Morley sceglie invece una struttura tematica: fantasia e realtà, arte e morte, Est e Ovest. Oltre lo spazio e il tempo, nella versione italiana curata da Ezio Guaitamacchi con prefazione di Manuel Agnelli e Paolo Fresu, in uscita domani, venerdì 9 gennaio, racconta un Bowie che continua a trasformarsi anche nell’era digitale. "Ho iniziato a notare che su YouTube potevo guardare un’incredibile quantità di materiale su David Bowie, e in qualche modo grazie a questi video stava prendendo forma un altro Bowie, qualcosa che non avremmo potuto prevedere all’epoca in cui sono stati girati", dice Morley all'Adnkronos. "E ho pensato che fosse interessante il fatto che l’idea di Bowie stesse cambiando con le nuove tecnologie in modi per i quali lui, in un certo senso, si era quasi preparato. Ho iniziato a notare che persino le performance più strane e poco conosciute di David Bowie facevano parte del modo in cui Bowie si presentava al mondo, al futuro".
Il libro attraversa Londra, Berlino, Ziggy, il Duca Bianco e il saluto cosmico di Blackstar, componendo una 'playlist esistenziale' che mostra come Bowie abbia anticipato estetiche e inquietudini del XXI secolo. Due libri, due prospettive, un’unica certezza: dieci anni dopo, David Bowie continua a parlarci. E, come sempre, è ancora un passo avanti.

Come ogni anno la Befana ha portato con sè anche tantissimi premi per i fortunati vincitori della Lotteria Italia 2026. Ma cosa fare dopo aver scoperto di essere in possesso di uno dei biglietti vincenti? Adnkronos/Labitalia lo ha chiesto a Marco Cuchel, presidente dell'Associazione nazionale commercialisti.
"Dopo aver scoperto di essere in possesso del biglietto vincente -spiega Cuchel- occorre verificare ufficialmente la vincita attraverso i canali autorizzati (Bollettino Ufficiale dell’estrazione della Lotteria Italia 2025 sul sito dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli www.adm.gov.it). È consigliabile mantenere la massima riservatezza e valutare il supporto di un professionista (commercialista, notaio o avvocato), soprattutto per premi di importo elevato", sottolinea.
Ma come funziona il ritiro dei premi? "Il ritiro dei premi della Lotteria Italia 2025 cambia a seconda che il biglietto vincente sia cartaceo oppure acquistato online. In entrambi i casi, però, ci sono regole e scadenze precise da rispettare", spiega Cuchel.
Biglietto cartaceo vincente: cosa fare e dove andare
"Se la vincita riguarda un biglietto stampato, la prima cosa da fare -spiega Cuchel- è conservarlo con cura, evitando pieghe, strappi o altri danni: il tagliando deve essere integro e originale. Il premio va reclamato entro 180 giorni dalla pubblicazione del bollettino ufficiale dell’estrazione. Il biglietto può essere presentato: all’Ufficio Premi di Lotterie Nazionali S.r.l. a Roma (Viale del Campo Boario, 56/D); oppure presso uno sportello Intesa Sanpaolo: in questo caso la banca ritira il biglietto, lo inoltra all’Ufficio Premi e rilascia al vincitore una ricevuta.
Secondo il commercialista, "al momento della richiesta servono: documento d’identità; codice fiscale; Iban del conto su cui accreditare la vincita (se si sceglie l’accredito). Il vincitore può scegliere tra tre modalità di pagamento: assegno circolare dell’importo vinto (incassabile presso Intesa Sanpaolo), accredito su conto bancario, accredito su conto postale".
Biglietto vincente online, la procedura cambia
"Per i biglietti comprati su internet -spiega Cuchel- la riscossione segue un iter specifico: può richiedere il premio solo il titolare del conto gioco con cui è stato acquistato il biglietto. Anche in questo caso ci si può rivolgere: all’Ufficio premi, oppure a uno sportello Intesa Sanpaolo, che rilascia ricevuta e trasmette la domanda a Lotterie nazionali. Il termine resta lo stesso: 180 giorni dalla pubblicazione del bollettino sul sito Adm. Qui, oltre ai documenti personali, viene richiesta anche: la stampa del promemoria di gioco (recuperabile nelle sezioni 'Movimenti e giocate' e 'I miei biglietti' del conto gioco), documento d’identità, codice fiscale, Iban intestato al titolare del conto gioco, e la scelta della modalità di pagamento (assegno, accredito bancario o postale)".
Tempi di pagamento
"Secondo il regolamento, i premi dell’estrazione finale (6 gennaio 2026) vengono liquidati entro 45 giorni da quando l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli mette a disposizione i fondi necessari per i pagamenti", sottolinea Cuchel.
Tassazione: niente trattenute
"Un elemento importante -conclude Cuchel- riguarda le imposte: le vincite della Lotteria Italia non subiscono ritenute né prelievi; quindi, l’importo previsto dal premio viene pagato per intero al vincitore".
Le sigle: 'nessuna risposta dall'azienda, entriamo in stato di
agitazione'... 
Poste Italiane sperimenta nuovi prototipi innovativi di veicoli leggeri e completamente green per efficientare ulteriormente il servizio di recapito di posta e pacchi. In collaborazione con il Centro nazionale per la mobilità sostenibile MoSt e in partnership tecnologica con aziende dell’automotive, Poste Italiane sta lavorando in particolare sullo sviluppo di nuovi prototipi di cargo e-bike elettrici a tre ruote. Il team di progetto, oltre a Poste Italiane, è composto da Italian Aluminium Technology, Pirelli e da ricercatori della Università degli Studi di Firenze, dell’Università degli Studi di Bergamo e del Politecnico di Milano. Tra i principali obiettivi del progetto, in fase sperimentale in Puglia, c’è anche l’integrazione di una sofisticata componente tecnologica per rafforzare la sicurezza nelle fasi di recapito di posta e pacchi.
Le cargo e-bike di Poste Italiane rappresentano una soluzione innovativa e sostenibile per il recapito urbano, concepite per rispondere alle nuove esigenze di consegna nelle città i cui centri storici sono tutelati da norme per la limitazione del traffico su gomma e la riduzione delle emissioni di CO2.
Il prototipo è caratterizzato da una capacità di carico superiore rispetto alle biciclette tradizionali, grazie a un vano modulare capiente fino a 700 litri, per un massimo di 100 chilogrammi. La configurazione a tre ruote, inoltre, offre maggiore stabilità durante la guida e consente di operare in modo sicuro anche in aree con traffico intenso o con pavimentazioni irregolari. La velocità massima è limitata a 25 chilometri orari come previsto dalla normativa per i veicoli leggeri a pedalata assistita. La rete di sensori, radar e calcolatori elettronici integrati sul veicolo, offre innovativi servizi di supporto al conducente; e permette di fornire dati utili alla ricerca di soluzioni sempre più efficaci per incrementare la sicurezza. Questi dispositivi consentono di rilevare ostacoli lungo il percorso, monitorare lo stato e l’usura degli pneumatici, fornire al conducente supporto per migliorare lo stile di guida contribuendo alla prevenzione degli incidenti e all’efficienza delle operazioni.
Le cargo e-bike, inoltre, sono equipaggiate con un sistema di antibloccaggio delle ruote per maggiore sicurezza e un sistema di rigenerazione energetica che sfrutta sia la frenata sia l’energia solare, tramite pannelli fotovoltaici integrati. L’apertura e la chiusura del vano di carico avvengono attraverso la tecnologia di comunicazione Nfc; mentre un sistema di allerta informa il conducente in caso di ostacoli improvvisi. Le cargo e-bike, dotate di sensori in grado di rilevare dati come la qualità dell’aria, la temperatura e l’umidità, hanno anche la funzione di monitorare gli indicatori ambientali, fornendo così informazioni utili per la gestione intelligente dello spazio urbano e di contribuire a favorire migliori condizioni di vita nei centri cittadini in cui operano.
Poste Italiane prosegue, dunque, nel suo processo di evoluzione tecnologica a beneficio della transizione green. Al 30 settembre 2025 l’azienda dispone di una flotta composta da quasi 29 mila mezzi a basse emissioni, di cui circa 6.200 completamente green e 8.800 ibridi, confermandosi così all’avanguardia in Italia nel processo di decarbonizzazione del trasporto, in linea con quanto previsto
dal piano strategico quadriennale “2024–2028 The Connecting Platform”. La flotta green di Poste Italiane, la più estesa d’Europa tra quelle aziendali, comprende veicoli di nuova generazione alimentati da motori elettrici, ibridi e a combustione interna a ridotto impatto ambientale, tutti progettati per coniugare sostenibilità, efficienza e sicurezza.

"Siamo tutti ancora molto scossi". Così Jasmine Carrisi, la figlia di Al Bano e Loredana Lecciso, ospite oggi a La volta buona, ha parlato della tragedia che si è consumata a Crans-Montana la notte di Capodanno, dove un incendio nel noto locale 'Constellation' ha provocato la morte di 40 giovani. Tra i partecipanti, avrebbe dovuto esserci anche il fratello Bido.
"Siamo molto legati a Crans-Montana, mio fratello ha frequentato il liceo lì e si era creato tanti amici. Leggere questa notizia è stato davvero triste", ha detto la figlia di Al Bano ospite di Caterina Balivo. "Era molto scosso, mi ha mostrato le immagini di quando frequentava il locale, che per lui era un punto di riferimento. Per Bido era un ricordo bellissimo", ha aggiunto.
Bido, figlio di Loredana Lecciso e Al Bano, con la fidanzata Emily avrebbe dovuto trascorrere infatti il Capodanno a Crans-Montana e sarebbe andato nel locale della tragedia. Ma alla fine è tornato a Cellino San Marco, evitando così di trovarsi al centro della tragedia.
"La Puglia lo ha salvato", ha detto Loredana Lecciso in un'intervista rilasciata al Corriere del Mezzogiorno. La showgirl ha spiegato: "Bido si è diplomato a Crans-Montana e ci ha trascorso le estati con Jasmine (la sorella, ndr). La sua fidanzata, Emily, è del posto. Ci eravamo riuniti per trascorrere il Natale tutti insieme. È una località bellissima. Passeggiando a piedi ero passata proprio davanti al locale della strage. Mio figlio e la sua ragazza hanno deciso all’ultimo di scendere in Puglia per dare il benvenuto al nuovo anno. Tra le varie alternative, c’era quella di festeggiare a Crans e se ci fossero rimasti, sarebbero stati quasi sicuramente a Le Constellation. Al Bano afferma che Cellino San Marco li ha salvati".
"Sono felice che sia andata così, ma il mio sollievo non allevia il dolore per il dramma che stanno vivendo i famigliari. Non oso immaginare cosa provino quelle povere mamme e quei poveri papà. Il mio cuore è con loro", ha concluso.

Chiudere i supermercati la domenica, la proposta fa discutere. A lanciare il sasso, nei giorni scorsi, è stata la Coop con Ernesto Dalle Rive, presidente di Ancc-Coop, attraverso un'intervista a 'Il Sole 24 Ore'. La Coop ci sta pensando, ha spiegato, in quanto l'iniziativa potrebbe far abbassare costi aggiuntivi, visto che la domenica vanno pagati gli straordinari e anche perché è sempre più difficile trovare personale disposto a lavorare nei giorni festivi. L'ipotesi è stata lanciata anche agli altri attori della Gdo. "Come Coop stiamo facendo una riflessione che vorremmo condividere con il sistema della Grande distribuzione", ha sostenuto Dalle Rive.
Una proposta che però, per ora, non ha trovato sponda. A stretto giro, infatti, Carlo Alberto Buttarelli, alla guida di Federdistribuzione, la federazione che rappresenta le aziende della Distribuzione Moderna, ha sbarrato la strada alla proposta, sempre a mezzo stampa, ritenendola "antistorica contro le imprese e i clienti". Buttarelli rincara la dose e sostiene che "per i supermercati paradossalmente la domenica è un giorno importante perché sempre più persone non riescono a fare la spesa settimanale negli altri giorni e così non resta che la domenica, giornata insostituibile". Intanto, più possibilista si è mostrato Giangiacomo Ibba, presidente e ad di Crai: "La riflessione di Coop tocca un tema centrale per tutta la distribuzione ma bisogna pensare a specificità e esigenze dei territori e delle comunità locali".
Il primo round quindi si chiude con un dialogo tra sordi, Coop da una parte e Federdistribuzione dall'altra, visto che la federazione rappresenta il 52,2% della quota di mercato, un fatturato complessivo di 86 miliardi di euro, 225mila addetti e 18.600 punti vendita. Due fronti contrapposti ma la riflessione potrebbe aprirsi la prossima settimana quando tutti gli attori della filiera si ritroveranno a Bologna il 14 e 15 gennaio per la fiera Marca, il salone internazionale della marca del distributore, organizzata da BolognaFiere in collaborazione con Adm, l'associazione della Distribuzione Moderna.
L'incidente sulla statale 292 all'uscita dal paese...
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Presentata mozione: 'facciamo valere l'insularità, gli strumenti Ue
ci sono'...
Sassari in trasferta sabato alle 18 per l'ultima del girone
d'andata... 
Saranno nuovamente interrogati dagli inquirenti domani mattina a Sion Jacques e Jessica Moretti, i proprietari del bar Le Constellation di Cras-Montana, in Svizzera, teatro della tragedia di Capodanno nella quale hanno perso la vita almeno 40 persone. Lo riferisce l'emittente Bfmtv, secondo la quale sono previste due udienze nell'ambito delle indagini sull'incendio. Inoltre nel pomeriggio di oggi sarà interrogata una delle cameriere del bar sopravvissuta. Gli avvocati delle vittime e i loro rappresentanti legali sono stati invitati a queste udienze. Secondo le informazioni ottenute da Bfmtv, le nuove udienze riguarderanno "la situazione personale" della coppia e non i fatti del caso.
Contattato da Bfmtv, l'avvocato Sebastien Fanti, che rappresenta le famiglie di numerose vittime, spera che questa sia l'occasione per "mettere i due proprietari in custodia cautelare". Jacques e Jessica Moretti sono sospettati di "omicidio colposo, lesioni personali colpose e incendio doloso colposo". Martedì i due hanno dichiarato di essere "devastati e sopraffatti dal dolore" promettendo la loro "piena collaborazione" alle indagini e che "non avrebbero in alcun modo tentato di eludere la giustizia".

Gli arbitri in campo dovevano avere, sempre, l'ultima parola. Il Var doveva essere un supporto utile a correggere errori gravi. Una serie di protocolli, discutibili, dovevano regolare il ricorso alla tecnologia. Tutto questo, per migliorare la gestione delle partite di Serie A e fare in modo che le polemiche intorno alle decisioni arbitrali non catalizzassero l'attenzione di chi fa calcio, società, calciatori e allenatori, e di chi il calcio lo guarda o lo vive con passione, i telespettatori e i tifosi allo stadio.
Oggi, alla metà esatta della stagione 2025-2026, i fatti dicono che del Var, e più in generale del contributo della tecnologia all'operato degli arbitri, si è perso il controllo. Basta riferirsi a quanto successo nell'ultima giornata di campionato, in particolare in Lazio-Fiorentina e in Napoli-Verona, per descrivere un cortocircuito evidente e porre una domanda banale: come se ne esce?
Una maglia tirata in area può essere o non essere rigore (Pongracic su Gila in Lazio-Fiorentina), un contatto leggero su un piede (Gila su Gudmunsson, ancora Lazio-Fiorentina) può essere o non essere rigore. Un fallo di mano può non essere rigore se c'è contemporaneamente un fallo dell'attaccante sul difensore (Valentini su Buongiorno, in Napoli-Verona). I fischi in campo sono discutibili, gli interventi o mancati interventi del Var sono difficilmente comprensibili. Il risultato è che si resta in balia del caso, una cosa può essere o non essere senza nessun ragionevole margine di certezza.
Siamo oltre le polemiche di una singola squadra o di un singolo allenatore. Il dato, generalizzato, è che la somma delle decisioni prese produce una confusione tale da rendere l'esito di ogni intervento, o mancato intervento, del Var una lotteria. Anche di fronte alle immagini, diventa impossibile prevedere quale interpretazione possa prevalere. La conclusione di fronte alla quale si trovano i tifosi è che, così, valga tutto. Nel senso che la discrezionalità e il margine di errore di un singolo arbitro sul campo si estende alla somma di discrezionalità e dei margini di errore di più persone, arbitro, guardalinee, Var e Avar, che devono interagire tra loro e lo fanno ogni volta interpretando il loro ruolo in modo diverso.
Serve, e questo è evidente, una rapida correzione. A meno che non si voglia consegnare il calcio alle logiche del gioco d'azzardo, non più alle regole e alla loro conseguente applicazione, ma alla casuale, o arbitraria nelle interpretazioni più maliziose, combinazione di fattori accidentali. (Di Fabio Insenga)
Nuovo importante riconoscimento per l'Azienda dei trasporti
pubblici...
Tutte le maestranze in cig o in mobilità in deroga, il punto sulla
vertenza... 
Neve e gelo 'record' in Italia. Oggi, giovedì 8 gennaio, continua il freddo polare che ha travolto il Paese nella settimana dell'Epifania, dopo l'ondata di maltempo che ha colpito l'ultimo weekend. L'Italia si è risvegliata con temperature così basse come con accadeva da 10 anni: minime sottozero e valori intorno ai -20°C in montagna (anche a 2000 metri sulle Alpi) e gelate diffuse in pianura al Centro-Nord con picchi di -10°C. Ma cosa sta succedendo e quanto durerà?
Gelo artico e neve in Toscana e Puglia
Neve è arrivata in diverse parti della Toscana, come raccontato dal presidente della Regione Eugenio Giani: "Neve su Siena! Temperature minime nella notte con formazione di ghiaccio, -12 al Passo Radici, -9,5 a Pieve Santo Stefano, -6,2 a Montopoli, -4,4 a Firenze. Mezzi operativi sulle strade, prestiamo prudenza alla guida, allerta gialla in corso per rischio ghiaccio su tutta la Toscana fino alle ore 12".
Anche la Puglia si è svegliata innevata, in particolare nel Gargano e nel Subappennino dauno, in provincia di Foggia, inducendo diversi sindaci a un provvedimento di chiusura delle scuole. In particolare e ad esempio a San Giovanni Rotondo, San Marco in Lamis, Monte Sant'Angelo, Faeto. Solo una spruzzata nella zona murgiana della provincia di Barletta-Andria-Trani, in particolare a Minervino Murge.
Cosa sta succedendo in Italia
"Una settimana invernale, novecentesca: abbiamo avuto un episodio freddo, sotto la media, ma che sarebbe stato assolutamente normale per quegli inverni classici che avevamo negli anni '80 e '90, prima che il surriscaldamento globale portasse all'innalzamento delle temperature. A dicembre il freddo è arrivato solo il 31". Così all'Adnkronos è Luca Mercalli[1], climatologo e divulgatore scientifico.
"Abbiamo avuto temperature che, in pianura padana, sono state tra i -3 e i -7, -8 gradi. In montagna - continua - , sopra i mille metri, siamo attorno ai -10, -15: quindi un bell'episodio di normale inverno, di 'vero' inverno' che, adesso, ci stupisce un po'", con temperature e condizioni che sono state "meno consuete per questi ultimi 25 anni, dove gli episodi di freddo sono stati più rari. Ma nella storia recente ne abbiamo avuto di molto peggiori: ricordo quello del 2012 che è stato nettamente più intenso, ma anche quello del febbraio del 2018".
Quanto durerà?
Il gelo sull'Italia però durerà poco. Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media de iLMeteo.it, conferma che tra oggi e domani l’aria artica è destinata a tornare nelle zone di origine e ci sarà un graduale aumento delle temperature. Il ciclone, responsabile della neve in Pianura Padana e sulle coste del Centro-Nord, si sta spostando in queste ore verso est nord-est: entro 48 ore avrà attraversato i Balcani, la Romania, la Polonia e tornerà nell’area scandinava da dove ha iniziato la propria discesa alcuni giorni fa. Su queste nazioni porterà un altro carico di neve e gelo.
In Italia quindi ci sarà un aumento delle temperature: le massime saranno in risalita di 5°C al Centro-Nord (ancora fredde al Sud), mentre le minime di venerdì 9 gennaio saliranno addirittura di 10-12°C rispetto al giorno prima tra Toscana, Umbria e Appennino settentrionale, in generale aumenteranno di 5-6°C su tutto lo Stivale.
In pratica, da venerdì inizieremo a rientrare quasi nelle medie del periodo ma, attenzione, il vento soffierà forte durante tutto il weekend (un potente Maestrale) e accentuerà la sensazione di freddo. Avremo anche i venti di foehn protagonisti sul Nord-Ovest italiano, con raffiche impetuose.
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19 gennaio...
Cicalò (Pd): 'inaccettabile il trasferimento massiccio di detenuti
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