
(Adnkronos) - C'è una giornata dedicata a chi ama l'adrenalina e il vento in faccia. Il 16 agosto infatti si celebra il Roller Coaster Day, ricorrenza internazionale dedicata alle montagne russe, l'attrazione simbolo dei parchi divertimento di tutto il mondo. D'altronde le montagne russe – oltre 6.900 quelle in funzione nel mondo - sono molto più di un'attrazione: sono un fenomeno culturale capace di attraversare generazioni e continuare, anno dopo anno, a regalare emozioni a milioni di persone in tutto il mondo. La ricorrenza ricorda il brevetto della prima struttura moderna, ottenuto negli Stati Uniti da LaMarcus Adna Thompson il 16 agosto 1898, dando il via a una storia che, in oltre un secolo, ha trasformato una semplice idea in una delle esperienze di intrattenimento più amate al mondo.Da allora tecnologia, ingegneria e design hanno rivoluzionato il settore ma il principio è rimasto lo stesso: trasformare pochi secondi di paura in un'esplosione di adrenalina e divertimento.
A Mirabilandia, il parco divertimenti più grande d'Italia con 850.000 metri quadrati, il Roller Coaster Day è anche l'occasione per sottolineare l’incredibile offerta di montagne russe che, complessivamente, sviluppano circa 5 chilometri di tracciato, alternando esperienze per tutta la famiglia a coaster da Guinness dei Primati. Ogni attrazione racconta una storia diversa e dona emozioni uniche. iSpeed, per esempio, è un launch coaster, è stato il primo coaster magnetico di questo tipo costruito in Europa e ancora oggi è il più alto e veloce d'Italia nella sua categoria. In appena 2,2 secondi porta i passeggeri da 0 a 100 km/h, raggiunge i 120 km/h, tocca i 55 metri di altezza e percorre 1 chilometro di tracciato, regalando un'accelerazione paragonabile a quella di una monoposto da competizione Katun continua a essere uno dei coaster più iconici del continente.
Con i suoi 1.200 metri di percorso, una velocità di 110 km/h, oltre 50 metri di altezza e sei inversioni, è ancora oggi il più lungo inverted coaster d'Europa e uno dei più spettacolari al mondo per intensità e fluidità del percorso. Divertical, invece, ha scritto una pagina importante nella storia dei water coaster. Con una salita verticale con ascensore a 90 gradi, 60 metri di altezza, una velocità massima di 106 km/h e uno splash finale ad alta velocità, è il più alto water coaster al mondo. Anche il suo nome è un gioco di parole tra "divertimento" e "verticale", perfetta sintesi dell'esperienza che regala.
"Dalla prima montagna russa di fine Ottocento ai coaster che oggi superano i 120 km/h sono passati decine di anni eppure il Roller Coaster Day celebra molto più di una semplice attrazione: celebra il desiderio di mettersi alla prova, di vincere la paura, di condividere un'emozione con amici e familiari - spiega Sabrina Mangia, Managing Director di Mirabilandia - Perché, in fondo, il bello delle montagne russe è sempre lo stesso: trasformare un minuto e mezzo di giro sull’attrazione in un ricordo destinato a durare molto più a lungo. E Mirabilandia è senza dubbio uno dei parchi migliori dove provare queste emozioni e ricordarsene per sempre".
E' la scienza a spiegare il fascino delle montagne russe. Durante un giroinfatti il nostro organismo rilascia adrenalina, dopamina ed endorfine, sostanze che aumentano la sensazione di piacere e benessere. È questo il motivo per cui il timore della salita lascia rapidamente spazio all'entusiasmo della discesa. Le montagne russe rappresentano anche uno straordinario laboratorio di fisica applicata: energia potenziale che si trasforma in energia cinetica, accelerazioni, gravità e forza centrifuga diventano protagoniste di un'esperienza capace di coinvolgere il corpo e la mente.
Molte comunque le curiosità sulle montagne russe che traggono ispirazione (e nome) proprio dalle "Russian Mountains", le piste di ghiaccio utilizzate in Russia già nel XVIII secolo. Oggi un giro dura mediamente tra 60 e 120 secondi, e i coaster moderni possono trasportare centinaia di passeggeri ogni ora grazie a sofisticati sistemi di controllo e sicurezza. Per realizzare una montagna russa servono mediamente da due a cinque anni, a seconda della complessità dell’attrazione, tra progettazione, simulazioni, costruzione e collaudi. Esiste, poi, una comunità internazionale di appassionati che viaggia da un parco all'altro per collezionare nuove montagne russe e stilare classifiche delle migliori esperienze al mondo.

(Adnkronos) - "La forza del calcio è sempre stata la sua unità. Chiediamo che questa unità ora venga onorata, per una leadership che sia al servizio del calcio, non che cerchi di dominarlo". Così in una nota congiunta, firmata dai propri presidenti, Uefa, Concacaf e Afc prendono posizione contro il presidente della Fifa Gianni Infantino. "Il calcio è la più grande passione condivisa al mondo. Non appartiene a nessun individuo e nessuna istituzione, appartiene ai giocatori, ai tifosi, ai club, alle federazioni e a ogni istituzione incaricata di salvaguardarne il futuro -sottolineano Aleksandar Ceferin, Victor Montigliani e Salman Bin Ibrahim Al Khalifa, rispettivamente presidenti di Uefa, Concacaf e Afc-. E' con questo spirito che parliamo collettivamente oggi. La crescita registrata nell'ultimo decennio è stata reale, ma questo progresso non è mai stato opera di un singolo individuo. E' stato il prodotto della Fifa, delle confederazioni, delle federazioni affiliate e delle migliaia di persone che dedicano la propria vita a questo sport".
"I traguardi raggiunti sono stati condivisi, concordati e realizzati insieme -prosegue il comunicato delle tre confederazioni-. Le confederazioni hanno già chiesto una distribuzione responsabile delle ingenti riserve Fifa per rafforzare ulteriormente gli investimenti nello sviluppo delle federazioni affiliate. Né si tratta di riconsiderare l'espansione delle competizioni, l'assegnazione della Coppa del Mondo o qualsiasi altra decisione presa collettivamente. Queste decisioni sono state prese insieme e devono rimanere valide. Si tratta di qualcosa di più fondamentale: l'integrità del gioco e di coloro che sono stati eletti per guidarlo. La leadership nel calcio non è un possesso, non si tratta di detenere o pretendere il potere. E' un dovere di servizio verso la famiglia del calcio che glielo affida". "Quando la fiducia viene tradita con l'inganno, quando un individuo si pone al di sopra del collettivo che gli ha affidato l'autorità, quel dovere viene meno -si legge ancora nel comunicato di Uefa, Concacaf e Afc-. La recente lettera della Fifa ai suoi vicepresidenti e alle 211 federazioni aderenti riconosce che sono stati commessi errori nel processo, parla di fallimento della comunicazione quando invece ciò a cui il calcio ha assistito è stato un errore di giudizio. Una proposta avanzata in tempi ristretti, senza una consultazione significativa e con una scadenza fissata prima che le federazioni affiliate potessero esaminarne adeguatamente i termini non è frutto di una svista, bensi di una strategia volta a limitarne il controllo. Non è stato riconosciuto che la proposta stessa fosse intrinsecamente errata, non si riconosce ancora che sia stato un grave errore di valutazione, non solo un errore procederuale ma una fondamentale violazione di fiducia nei confronti delle stesse istituzioni che la Fifa è chiamata a servire".
"la Fifa si è impegnata a presentare un rapporto completo su questi eventi al Consiglio, omettendo ancora una volta di riconoscere che una corretta governance, di fronte a una così grave mancanza di giudizio, richiederebbe che tale revisione fosse condotta da una parte terza complementare e indipendente, non dalla Fifa stessa, dal suo staff o da qualsiasi altro soggetto coinvolto nel mondo del calcio -sottolineano Uefa, Concacaf e Afc-. Anche la lettera della Fifa concerma che alla riunione dei vertici in Marocco era presente un solo funzionario eletto. Nessun membreo del Consiglio o delle federazioni affiliate è stato invitato a partecipae. Era presente solo il Consiglio direttivo, composto da alti dirigenti della Fifa". "Questo recente incontro, non con l'intero Comitato, è stato convocato all'estero, anzichè a Zurigo nel cuore della Fifa, cosa che non fa che rafforzare queste preoccupazioni e che rappresenta la continuazione dello stesso modello di condotta che ci ha portato a questo punto. Non è la condotta di un custode del gioco, ma di chi crede che il gioco sia responsabile nei suoi confronti. C'è silenzio dove dovrebbe esserci responsabilità, distanza dove dovrebbe esserci trasparenza. Queste non sono le qualità che il calcio merita dai suoi dirigenti. Ecco perché abbiamo preso questa posizione: non alla leggera e non da soli, ma insieme, e per dovere verso il gioco che serviamo", conclude il comunicato.

(Adnkronos) - Aurora Ramazzotti è la seconda concorrente ufficiale di 'Ballando con le stelle'. L'annuncio è arrivato attraverso i canali social della trasmissione, con un video in cui la giovane conduttrice si è prestata a un'ironica intervista.
Alla domanda su quale sia un suo difetto, ha risposto: "Forse sono un po' scoordinata". Ancora più netta la sua replica quando le è stato chiesto se sapesse ballare: "Assolutamente no". Il nome di Aurora Ramazzotti si aggiunge così a quello https://www.adnkronos.com/spettacoli/alessandro-matri-primo-concorrente-ufficiale-ballando-con-le-stelle-federica-nargi_2t5YpjD8Es0Efcxeu9pu8Ydell'ex calciatore Alessandro Matri, la cui partecipazione è stata ufficializzata nei giorni scorsi.

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(Adnkronos) - L'attesa è finita. Oggi, lunedì 10 agosto, iniziano gli Europei di atletica a Birmingham. Tanti gli azzurri impegnati in questa prima giornata di gare, a cominciare da Leo Fabbri e Zaynab Dosso, a caccia di una medaglia rispettivamente nel getto del peso e nei 100 metri femminili. Ecco il programma della gare di oggi, gli orari e dove vederle in tv e streaming.
Ecco il programma di oggi agli Europei di atletica a Birmingham:
11.35 Getto del peso (femminile), qualificazioni (Musci, Verteramo)
11.40 Lancio del martello (maschile), qualificazioni (Olivieri)
11.45 800 metri (maschile), batterie (Lazzaro, Pernici, Tecuceanu)
12.25 100 metri (femminile), batterie (Hooper)
12.30 Salto in lungo (maschile), qualificazioni (Furlani, Inzoli)
12.55 400 metri (maschile), batterie (Benati, Sito, Soudassi)
13.35 400 ostacoli (femminile), batterie (Sartori)
13.40 Getto del peso (maschile), qualificazioni (Fabbri, Ferrara, Ponzio)
In serata, poi, spazio alle prime finali
20.03 Getto del peso (femminile), finale
20.10 Lancio del martello (femminile), qualificazioni (Fantini, Mori)
20.35 100 ostacoli, batterie (Carmassi, Carraro, Polzonetti)
20.55 Salto triplo (femminile), qualificazioni (Derkach, Saraceni)
21.10 100 metri (femminile), semifinali (Dosso, ev. Hooper)
21.30 Getto del peso (maschile), finale (ev. Fabbri, Ponzio, Weir)
21.40 5000 metri (maschile), finale (Guerra, Maggi, Parolini)
22 3000 siepi (femminile), batterie (Colli)
22.37 4×400 (mista), finale (Italia)
22.50 100 metri (femminile), finale (ev. Dosso, Hooper)
Le gare di oggi agli Europei di atletica saranno visibili in diretta e in chiaro su Rai 2 (in queste fasce orarie: 11:30-13; 20-20:30; 21- fine gare) e Rai Sport Hd (dalle 13 alla fine della sessione mattutina; dalle 20:30 alle 21), ma anche su Sky Sport Uno e Sky Sport Arena, oltre che su Sky Sport 252. Tutti gli appuntamenti saranno poi visibili in streaming su Rai Play, Sky Go, NOW, Eurosport 1, Discovery Plus, HBO Max e Dazn.

(Adnkronos) - L'Europa occidentale ha registrato il periodo giugno-luglio più caldo di sempre e luglio 2026 è stato il secondo luglio più caldo a livello globale, a pari merito con luglio 2024 secondo le informazioni sono diffuse dal programma di monitoraggio della Commissione Ue Copernicus. La temperatura superficiale del mare nell'oceano extrapolare ha raggiunto il valore più alto mai registrato per il settimo mese dell'anno, riflettendo in parte lo sviluppo del fenomeno El Niño nel Pacifico equatoriale.
Nel luglio 2026 l'estensione del ghiaccio marino artico si è classificata al sesto posto tra le più basse del mese, con una copertura di ghiaccio marino particolarmente ridotta nella parte settentrionale del Mare di Barents, intorno alle isole Svalbard e alla Terra di Francesco Giuseppe.
A luglio, l'estensione del ghiaccio marino antartico si è classificata al quinto posto tra le più basse, con una copertura di ghiaccio marino inferiore alla media nella maggior parte dei settori oceanici, ad eccezione del Mare di Amundsen. Nello stesso mese gran parte dell'Europa occidentale e ampie zone dell'Europa centrale e orientale hanno registrato condizioni di siccità superiori alla media, principalmente associate a temperature estreme e incendi boschivi eccezionali. Le portate dei fiumi sono risultate ben al di sotto della media, se non addirittura estremamente basse, in gran parte delle regioni colpite dalla siccità, con ripercussioni su molteplici settori.
Al di fuori dell'Europa, alcune zone del Canada settentrionale, degli Stati Uniti centrali, del Maghreb, parte del Corno d'Africa, della Siberia, dell'Asia centro-meridionale, alcune zone della Cina interna, alcune zone dell'Argentina, dell'Uruguay e della Bolivia hanno registrato precipitazioni inferiori alla media.

(Adnkronos) - Il primo ministro di Israele, Benjamin Netanyahu, sarebbe disposto a dare una possibilità al piano del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump per Gaza. Secondo quanto riportato da Axios, gli Stati Uniti e i mediatori coinvolti nei colloqui chiedono ad Hamas di avviare il processo di disarmo. Secondo un funzionario Netanyahu ha parlato telefonicamente con l'inviato di Trump, Jared Kushner, e ha promesso di dare una possibilità al piano in 15 punti, nonostante il suo scetticismo. Gli attacchi a Gaza saranno frenati, così che il processo di smilitarizzazione possa iniziare. Le Idf si stanno gradualmente ritornando alla linea gialla, mentre gli stati uniti e i mediatori chiedono che Hamas inizi il disarmo.
Questa possibile apertura arriva dopo una netta e pubblica contrarietà espressa nelle scorse ore da Netanyahu. La sua contestazione principale riguarda la tempistica proposta dal piano americano, che prevede un ritiro graduale delle forze israeliane (Idf) in parallelo con il disarmo progressivo di Hamas. Il premier israeliano ha chiarito che l'esercito israeliano non effettuerà alcuna ritirata finché Hamas non sarà completamente e verificaremente disarmata.
Netanyahu ha anche ribadito la sua ferma opposizione alle clausole del quadro proposto dagli Usa che delineavano un percorso verso l'autodeterminazione palestinese, dichiarando: "Finché sarò primo ministro, non nascerà alcuno Stato palestinese".
La scorsa settimana Donald Trump aveva annunciato un accordo raggiunto dal Board of Peace sul "disarmo completo di Hamas e di tutti i gruppi armati a Gaza". Martedì era arrivata la prima reazione di Netanyahu, che in un video diffuso sui social affermava che Israele non aveva acconsentito al piano e puntualizzava che aveva ricevuto una "bozza" e risposto con osservazioni, non con un via libera. "Ho grande apprezzamento per il presidente Trump. È un nostro grande amico alla Casa Bianca", aveva dichiarato, sottolineando di apprezzare "la storica partnership con gli Stati Uniti contro i tentativi dell'Iran di acquisire armi nucleari".
Dal canto suo Hamas ha affermato di restare impegnato a rispettare la roadmap per Gaza concordata con i mediatori al Cairo dieci giorni fa, ha dichiarato l'alto esponente di Hamas Basem Naim, ribadendo l'adesione del gruppo al percorso definito nei negoziati. "Ci aspettiamo che i mediatori e il garante americano facciano pressione su Netanyahu e sul suo governo affinché rispettino la roadmap e non ostacolino il processo per ragioni politiche interne ed elettorali", ha quindi aggiunto.

(Adnkronos) - La terra trema ancora ai Campi Flegrei, Napoli. Una scossa di terremoto si è verificata nella di oggi lunedì 10 agosto alle 2.27. Di magnitudo 3, a una profondità di 4 km, il sisma è stato locallizzato a 2 km da Pozzuoli e 5 da Bacoli.
Nel frattempo sono proseguite nei giorni scorsi le attività dei vigili del fuoco nell'area dopo la scossa di terremoto del 31 luglio. Dall'inizio dell'emergenza sono stati effettuati oltre 1.200 interventi per verifiche tecniche sugli edifici e assistenza alla popolazione. A Pozzuoli continuano a operare squadre e personale specializzato, con il supporto dei moduli per la ricognizione esperta e la caratterizzazione strategica, impiegati per la valutazione delle condizioni di sicurezza di edifici e strutture interessati dagli effetti del sisma.
Sono 813 i nuclei familiari allontanati dalle loro abitazioni a Pozzuoli per un totale di 2129 persone, di cui 2023 hanno trovato autonoma sistemazione e 106 sono ospitate presso strutture alberghiere. E’ quanto emerge dall'ultima riunione di aggiornamento del Centro coordinamento soccorsi convocato dal prefetto di Napoli, Michele di Bari, d’intesa con il dipartimento della Protezione civile, al quale hanno partecipato, tra gli altri, anche il Presidente della Regione, Roberto Fico, con l’assessore regionale alla protezione civile, Fiorella Zabatta, dal Centro Operativo Comunale di Pozzuoli, e i sindaci di Pozzuoli, Luigi Manzoni, Bacoli, Josi Gerardo Della Ragione, e Monte di Procida, Salvatore Scotto di Santolo.
"Al Palatrincone sono accolte 65 persone, non tutte destinatarie di ordinanza di sgombero. A Pozzuoli sono 37 le squadre dei Vigili del Fuoco impegnate nelle verifiche tecniche sugli edifici, con ulteriori squadre dedicate al recupero delle masserizie e alla tutela dei beni culturali. Sono già 1.000 gli interventi eseguiti, mentre proseguono le verifiche sulle richieste ancora in lavorazione. Segnali concreti -sottolinea la prefettura di Napoli in una nota - arrivano anche dal ripristino dei servizi: per quanto riguarda la rete idrica, 68 delle 73 segnalazioni sono già state risolte. Prosegue inoltre il lavoro per la riapertura di via Montagna Spaccata, con un sopralluogo congiunto già programmato per lunedì 10 agosto per definire gli interventi di messa in sicurezza. E soprattutto è partito il cantiere dell’hub di via Artiaco, una struttura prevista dalla pianificazione comunale di protezione civile per il rischio bradisismico, che rafforzerà la capacità di risposta e di assistenza alla popolazione. Anche sul patrimonio culturale "si registrano importanti passi avanti: l’Anfiteatro Flavio ha riaperto, con percorsi limitati, così come il Castello Aragonese di Baia. Per diversi altri siti archeologici non risultano ulteriori criticità rispetto a quelle già rilevate".

(Adnkronos) - Il gran caldo non arretra. Come ieri, domenica 9 agosto, anche oggi, lunedì 10, secondo l'ultimo bollettino del ministero della Salute restano a quota 19 le città con bollino rosso in Italia. Si tratta di Ancona, Bari, Bologna, Campobasso, Catania, Civitavecchia, Firenze, Frosinone, Genova, Latina, Messina, Napoli, Palermo, Perugia, Pescara, Reggio Calabria, Rieti, Roma e Viterbo.
Salgono a quota 6 domani le città in arancione (livello 2 di allerta). Oltre a Bolzano, Brescia, Milano, Trieste, Venezia, e Verona. La prossima settimana si apre, dunque, con due soli bollini gialli per Torino e Cagliari.
E per la settimana di Ferragosto le previsioni meteo non promettono comunque bene. L'anticiclone subtropicale, ancora ben saldo sul bacino del Mediterraneo, perderà parte della sua energia proprio a ridosso delle nostre regioni settentrionali. Questo favorirà l'afflusso di masse d'aria più instabili e relativamente più fresche in quota, dando origine a una parentesi di tempo più incerto, soprattutto domani martedì 11 agosto sottolinea iLMeteo.it.
Dopo un lunedì leggermente più fresco al Nord, da domani tornerà il solleone: tra l’11 e il 17 agosto l’anticiclone africano riprenderà forza, spingendo l’Italia verso l’apice della quarta ondata di caldo con 39°C a Roma, 37-38°C a Milano, notti tropicali e zero termico a 4800 metri. Ferragosto potrebbe essere il picco finale con una possibile attenuazione tra il 17 e il 23 agosto, anche se il comportamento dell’anticiclone resta incerto e potrebbe tornare a rafforzarsi.

(Adnkronos) - Il gran caldo non arretra. Come ieri, domenica 9 agosto, anche oggi, lunedì 10, secondo l'ultimo bollettino del ministero della Salute restano a quota 19 le città con bollino rosso in Italia. Si tratta di Ancona, Bari, Bologna, Campobasso, Catania, Civitavecchia, Firenze, Frosinone, Genova, Latina, Messina, Napoli, Palermo, Perugia, Pescara, Reggio Calabria, Rieti, Roma e Viterbo.
Salgono a quota 6 domani le città in arancione (livello 2 di allerta). Oltre a Bolzano, Brescia, Milano, Trieste, Venezia, e Verona. La prossima settimana si apre, dunque, con due soli bollini gialli per Torino e Cagliari.
L'Europa occidentale ha registrato il periodo giugno-luglio più caldo di sempre e luglio 2026 è stato il secondo luglio più caldo a livello globale, a pari merito con luglio 2024 secondo le informazioni diffuse dal programma di monitoraggio della Commissione Ue Copernicus. La temperatura superficiale del mare nell'oceano extrapolare ha raggiunto il valore più alto mai registrato per il mese di luglio, riflettendo in parte lo sviluppo del fenomeno El Niño nel Pacifico equatoriale (IL RAPPORTO).
E per la settimana di Ferragosto le previsioni meteo non promettono comunque bene. L'anticiclone subtropicale, ancora ben saldo sul bacino del Mediterraneo, perderà parte della sua energia proprio a ridosso delle nostre regioni settentrionali. Questo favorirà l'afflusso di masse d'aria più instabili e relativamente più fresche in quota, dando origine a una parentesi di tempo più incerto, soprattutto domani martedì 11 agosto sottolinea iLMeteo.it.
Dopo un lunedì leggermente più fresco al Nord, da domani tornerà il solleone: tra l’11 e il 17 agosto l’anticiclone africano riprenderà forza, spingendo l’Italia verso l’apice della quarta ondata di caldo con 39°C a Roma, 37-38°C a Milano, notti tropicali e zero termico a 4800 metri. Ferragosto potrebbe essere il picco finale con una possibile attenuazione tra il 17 e il 23 agosto, anche se il comportamento dell’anticiclone resta incerto e potrebbe tornare a rafforzarsi.

(Adnkronos) - Bufera su Mark Zuckerberg che con il suo mega yacht, Launchpad, avrebbe più volte evitato di prestare assistenza a una piccola barca rimasta senza carburante tra Petersburg e Juneau in Alaska.
Secondo l'Alaska Beacon, nonostante lo yacht di 118 metri da circa 300 milioni di dollari si trovasse più vicino al natante in difficoltà, a intervenire è stata la Wilderness Legacy, una piccola nave da crociera della UnCruise Adventures. Un passeggero ha raccontato su BlueSky che la Guardia costiera avrebbe contattato via radio lo yacht di Zuckerberg, ricevendo ripetuti rifiuti di rispondere alla richiesta di aiuto.
Un portavoce di Zuckerberg e della moglie Priscilla Chan ha però respinto a Forbes questa ricostruzione, precisando che la coppia non si trovava a bordo e che l'equipaggio di Launchpad stava operando su un diverso canale radio. Quando il personale dello yacht ha esaminato la richiesta, ha spiegato il portavoce, "l'intervento di soccorso era già in corso".
Secondo il Guardian, la vicenda rischia comunque di alimentare ulteriormente le critiche nei confronti del fondatore di Meta, già contestato per l'impatto sociale delle sue piattaforme, per il recente riavvicinamento al presidente Donald Trump e per il suo stile di vita particolarmente lussuoso e riservato. L'episodio ha inoltre suscitato reazioni negative sui social e tra alcuni residenti dell'Alaska, dove il gigantesco yacht era stato avvistato megli scorsi giorni nelle acque di Auke Bay.

(Adnkronos) - Una "figura altamente rappresentativa dello sport italiano". Così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella parlando Di Livio Berruti ed esprimendo il suo sentimento di cordoglio per la morte.
“Ci ha lasciato un’altra icona del nostro mondo sportivo". Così il presidente del Coni Luciano Buonfiglio dopo aver appreso la notizia della morte di Livio Berruti. "Nessuno di noi dimenticherà mai la sua vittoria a Roma 1960. Berruti è stato un campione inarrivabile, le cui gesta resteranno nella storia del nostro sport: ha fatto sognare l’Italia e con il suo oro ai Giochi di Roma ci ha reso orgogliosi e fieri della nostra italianità", ha aggiunto.
Buonfiglio, ha reso noto il Coni, ha disposto le bandiere a mezz’asta nella sede del Foro Italico, dichiarando il lutto per il mondo sportivo e invitando le Federazioni Sportive Nazionali, le Discipline Sportive Associate e gli Enti di Promozione Sportiva a onorarne la memoria con un minuto di silenzio nelle competizioni dei prossimi giorni.
"Addio a Livio Berruti, campione olimpico dei 200 metri a Roma nel 1960. Primo velocista europeo a trionfare in questa gara. Un mito per quelli della mia generazione. Condoglianze alla moglie Silvia e a tutta la sua famiglia. Che possa riposare in pace". Lo scrive su X il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani.
"Sono profondamente addolorato per la scomparsa di Livio Berruti. Fu oro olimpico battendo per la prima volta, lui italiano, i campioni americani, e sfiorò il bis con la staffetta. E mi riconosco molto nella sua affascinante falcata da 'angelo'. La leggerezza di Berruti è un modello per noi velocisti. Dice quanto è bella la nostra specialità e quanta emozione ha potuto trasmettere a milioni di italiani e non solo". Così in una nota il campione olimpico Marcell Jacobs. "Mi inchino al ricordo della sua grande impresa - ha aggiunto Jacobs - che centrò a soli 21 anni, anche lui come me nelle Fiamme Oro. Gli sono anche grato per le sue parole dopo la mia vittoria a Tokyo: 'È stata una gara emozionante, mi ha fatto tornare indietro di sessant’anni. Ho trovato un valido erede'. Correrò per lui, a Birmingham".
"Se ne va un pezzo della storia più bella e più emozionante dell’atletica italiana. Sono personalmente affranto, perché con Livio mi legava un rapporto saldo di amicizia e di rispetto reciproco, nato dalla comune appartenenza allo sport e alimentato negli anni dalla stessa passione e dalla stessa determinazione". Così il presidente Fidal, Stefano Mei.
"Quando pensiamo a Livio il primo ricordo è Roma 1960. Lo Stadio Olimpico, il pubblico italiano, quella corsa diventata eterna. Berruti che vola sui 200 metri e taglia il traguardo da campione olimpico. Quel giorno cambiò la storia dell’atletica italiana. Fu il primo azzurro - ricorda Mei - capace di rompere il tabù della velocità alle Olimpiadi, dimostrando che anche un ragazzo italiano poteva salire sul gradino più alto del podio nello sprint mondiale. E lo fece in casa sua, davanti a un Paese intero che si innamorò di lui. Quella vittoria - ha proseguito il presidente Fidal - appartiene alla nostra memoria collettiva e soprattutto a quei bambini e quei ragazzi che, vedendo Livio correre, hanno pensato per la prima volta che anche loro potessero sognare. È stato un modello per generazioni di giovani. Ha saputo rappresentare al meglio l’Italia e l’atletica, dentro e fuori dalla pista".
"A nome mio, del Consiglio federale e di tutta l’Atletica Italiana mi stringo alla famiglia di Livio e a tutti coloro che gli hanno voluto bene. Quando mancano poche ore all’inizio degli Europei di Birmingham - ha concluso Mei - ho chiesto alla European Athletics che la Nazionale italiana possa gareggiare con un segno di lutto sulla maglia nella prima giornata di competizioni".

(Adnkronos) - Don Nelson, il secondo coach più vincente nella storia Nba, è morto oggi, 9 agosto, all'età di 86 anni. Il decesso è stato annunciato dalla famiglia dell'allenatore. In 31 stagioni da coach Nba con Milwaukee Bucks, Golden State Warriors, New York Knicks e Dallas Mavericks, Nelson ha ottenuto un record di 1335 vittorie e 1063 sconfitte nella regular season. Solo Gregg Popovich, storico coach dei San Antonio Spurs, ha conquistato più successi. Nelson ha allenato in 18 edizioni dei playoff, con un bilancio complessivo di 75 vittorie e 91 sconfitte. Da giocatore, ha vinto 5 titoli in 11 stagioni con i Boston Celtics, che nel 1978 hanno ritirato la sua maglia numero 19. In totale, Nelson ha giocato nella National Basketball Association per 14 anni.

(Adnkronos) - E' morto Livio Berruti, il campione olimpico ai Giochi di Roma 1960 nei 200 metri. La leggenda dell’atletica italiana e protagonista di una delle pagine più celebri dello sport azzurro, aveva 87 anni. Fu il primo europeo a conquistare il primo posto sul podio nella specialità a 21 anni, interrompendo la lunga supremazia dei velocisti nordamericani nella specialità. Lascia la moglie Silvia Balma, avvocato di professione, che aveva sposato nel 1998. I funerali si terranno in forma privata.
Il presidente del Coni, Luciano Buonfiglio, ha disposto le bandiere a mezz’asta nella sede del Foro Italico, dichiarando il lutto per il mondo sportivo. “Ci ha lasciato un’altra icona del nostro mondo sportivo. Nessuno di noi dimenticherà mai la sua vittoria a Roma 1960. Berruti è stato un campione inarrivabile, le cui gesta resteranno nella storia del nostro sport: ha fatto sognare l’Italia e con il suo oro ai Giochi di Roma ci ha reso orgogliosi e fieri della nostra italianità”, ha dichiarato Buonfiglio si legge sul sito.
Leggero, elegante, quasi sospeso sulla pista. Livio Berruti era fatto così: un metro e 80 per 66 chili, fisico filiforme, falcata ampia e una corsa che sembrava non richiedere sforzo. L'immagine degli occhiali scuri, dei calzini bianchi e di quel corpo che pareva galleggiare sulla pista dell'Olimpico è rimasta una delle fotografie più felici dello sport italiano del Novecento.
Nato a Torino il 19 maggio 1939, figlio unico di una famiglia benestante originaria di Stroppiana, nel Vercellese, Berruti fu uno dei giovani migliori di quella stagione dello sport scolastico che aveva in Bruno Zauli uno dei suoi principali artefici. L'atletica, nella sua vita, arrivò quasi per caso. La sua vera passione era il tennis, disciplina alla quale avrebbe voluto dedicarsi. Fu il professore di ginnastica Melchiorre Bracco, al liceo Cavour di Torino, a convincerlo a partecipare alla fase provinciale dei Giochi Studenteschi. La prima gara cronometrata sui 100 metri si concluse con una vittoria in 11"4. Il tempo scese rapidamente a 11" netti, abbastanza perché la Fidal si accorgesse di quel ragazzo taciturno e lo inviasse al centro federale di Schio. A diciotto anni era già in nazionale; a diciannove sarebbe diventato il primo italiano capace di correre i 100 metri in 10"3.
Più sorprendente fu la trasformazione in specialista dei 200 metri. La famiglia, preoccupata per la sua costituzione esile, non era convinta che potesse sostenere lo sforzo della distanza doppia. Un medico amico del padre arrivò a scrivere alla federazione chiedendo che fosse tenuto lontano dai 200: "È troppo gracile per quello sforzo". Il consiglio non venne seguito da Peppino Russo, responsabile della velocità, che comprese prima di altri le potenzialità del giovane piemontese. Fu una scelta decisiva. Nel 1959 Berruti corse in 20"7 all'Arena di Milano, allora dotata di una pista in terra lunga 500 metri, e poco dopo entrò definitivamente nel gruppo dei grandi. A Duisburg, nell'arco di appena 24 ore, riuscì a battere due dei migliori velocisti europei del momento: il tedesco Armin Hary sui 100 metri e il francese Abdou Seye sui 200.Nato a Torino il 19 maggio 1939, ha ottenuto due primati mondiali.
Il salto definitivo arrivò nel 1960, l'anno dei Giochi di Roma. Berruti aveva già dimostrato di possedere una velocità straordinaria, tanto da eguagliare in primavera il record europeo dei 100 metri con 10"2. Ma il suo allenatore Russo decise di concentrare il programma olimpico sui 200 metri, la distanza nella quale il giovane atleta sembrava avere qualcosa di diverso dagli altri. Prima dei Giochi arrivarono due 20"7, a Varsavia e Siena. Poi i test di allenamento, tra i quali un promettente 15"3 sui 150 metri. C'erano tutti gli ingredienti per una grande Olimpiade, anche se Berruti affrontava l'appuntamento con la curiosità più che con la certezza di essere destinato alla vittoria.
Il 2 settembre aprì la sua avventura olimpica vincendo facilmente la batteria in 21"0. Poi arrivò il 20"8 dei quarti. Il giorno seguente, nella seconda semifinale, si trovò accanto a tre uomini che condividevano il record mondiale dei 200 metri in 20"5: l'inglese Peter Radford e gli americani Ray Norton e Stone Johnson. Fu la gara della consacrazione. Berruti affrontò la curva con un'azione perfetta, uscì sul rettilineo con una progressione irresistibile e chiuse in 20"5, eguagliando il record mondiale. Norton fu secondo in 20"7, Johnson terzo in 20"8. L'italiano era diventato il favorito della finale. Le due ore che lo separavano dall'appuntamento decisivo le trascorse a modo suo: lontano dal clamore, cercando di scaricare la tensione. Prima negli spogliatoi, con una bottiglietta di aranciata, poi sui sacconi del salto con l'asta, dove riuscì persino a sonnecchiare. Alle ore 18 del 3 settembre 1960 arrivò la finale. Berruti strinse la mano a tutti gli avversari prima del via. Dopo una partenza falsa non sanzionata, arrivò il momento decisivo. Alla partenza l'italiano volò sulla curva. Entrò in rettilineo davanti a tutti e mantenne il vantaggio fino al traguardo, respingendo il ritorno dell'americano Les Carney. Il cronometro segnò ancora 20"5, equivalenti a 20"62 con il cronometraggio elettrico. Alle sue spalle Carney in 20"6 e Seye in 20"7. Fu la più veloce finale dei 200 metri mai corsa fino a quel momento. Era nato il mito.
Berruti divenne il primo atleta europeo a vincere il titolo olimpico maschile dei 200 metri, spezzando la tradizionale supremazia degli sprinter nordamericani. La sua immagine con gli occhiali da sole divenne immediatamente iconica. Una delle sequenze più celebri del film "La grande olimpiade" (1961) di Romolo Marcellini lo mostra mentre entra sul rettilineo e alcune colombe, posate sulla pista, si alzano davanti ai suoi passi. Una scena quasi irreale, diventata metafora involontaria di quella corsa. Eppure il protagonista non visse immediatamente quella vittoria come un'impresa epocale. "Nell'immediato non ho percepito la grandezza sentimentale della mia vittoria olimpica", avrebbe raccontato anni dopo. La sua timidezza lo faceva sentire quasi a disagio davanti agli applausi.
Il successo, del resto, non sembrava essere il centro della sua esistenza. Berruti continuava a considerarsi soprattutto uno studente. La curiosità, più che l'ambizione, era il filo conduttore della sua vita. "Volevo misurare le mie forze, capire se sarei riuscito a battere gli americani", raccontava ricordando Roma. E proprio la curiosità lo avrebbe portato, negli anni successivi, a visitare città e musei durante le trasferte internazionali, talvolta sacrificando persino qualche risultato sportivo. Nel 1961 il campione visse una stagione eccezionale, con 26 vittorie in altrettante gare, affermandosi come numero uno mondiale dei 200 metri. Ma la sua carriera non fu costruita esclusivamente sull'allenamento. Gli studi continuarono a occupare uno spazio centrale. Dopo il liceo Cavour frequentò l'Università di Padova e quindi quella di Torino, dove conseguì la laurea in chimica.
Il rapporto con l'atletica rimase sempre particolare. Berruti non fu mai l'atleta completamente assorbito dalla competizione. Anche per questo, negli anni successivi, la sua attività agonistica divenne più discontinua. Eppure riuscì a rimanere ai vertici abbastanza a lungo da disputare altre due Olimpiadi. A Tokyo, nel 1964, fu quinto nei 200 metri in 20"8, ancora una volta il migliore degli europei. A Città del Messico, quattro anni dopo, prese parte alla sua terza Olimpiade. Non riuscì a ripetere il risultato di Roma nella prova individuale, ma contribuì alla staffetta 4x100. Per uno sprinter, tre partecipazioni olimpiche rappresentavano già un risultato raro. Nel complesso, il suo palmarès racconta una carriera straordinaria: sei titoli italiani nei 100 metri, otto nei 200 e uno nella staffetta 4x100. Il ritiro dall'attività agonistica arrivò nel 1969.
Cominciò allora la seconda vita di Livio Berruti. Lontano dalla pista, scoprì il mondo della pubblicità e della comunicazione. Tra il 1970 e il 1973 lavorò come account per Ermenegildo Zegna. Poi, nel 1973, entrò alla Fiat, nel settore della comunicazione, dell'immagine e delle relazioni esterne, dove sarebbe rimasto per 25 anni, fino alla pensione.
Lo sport, però, non lo abbandonò mai del tutto. A un certo punto si candidò anche alla presidenza della Fidal, proponendo una visione dello sport come strumento civile oltre che agonistico. Non fu eletto, ma quell'esperienza raccontava ancora una volta il suo modo di intendere l'atletica: non soltanto una questione di cronometri e medaglie, ma una parte della formazione dell'individuo. La notorietà, invece, continuò a considerarla con una certa diffidenza. Per Berruti diventare campione significava anche perdere una parte della libertà personale. Il successo, spiegava, apre porte ma trasforma il vincitore in un personaggio pubblico, sottoposto allo sguardo degli altri.
Negli anni Sessanta quella pressione era ancora limitata rispetto all'epoca contemporanea. La stampa rispettava maggiormente la vita privata degli atleti e, secondo Berruti, esisteva una sorta di solidarietà tra campioni e giornalisti. Con il tempo, invece, l'esposizione mediatica sarebbe diventata molto più invasiva. Anche per questo Berruti rifiutava l'idea che il successo appartenesse completamente a chi lo ottiene. "Il successo non ti appartiene", era la frase che amava citare dell'amico Alberto Bolaffi. Una definizione che sembrava adattarsi perfettamente alla sua concezione della vita.
Il nome di Berruti è stato anche accostato negli anni alla velocista americana Wilma Rudolph, altra grande protagonista di Roma 1960. Le fotografie dei due insieme al Villaggio Olimpico alimentarono all'epoca racconti e indiscrezioni, ma quella che venne descritta come una storia d'amore rimase, in realtà, poco più di un'amicizia nata nel clima irripetibile di quei Giochi. Berruti, del resto, avrebbe scelto una vita personale lontana dagli stereotipi della celebrità. Il matrimonio arrivò soltanto nel 1998, alla soglia dei sessant'anni, con all'avvovato Silvia Balma: le nozze furono celebrate a San Martino di Rosignano. "In precedenza consideravo il matrimonio un impedimento alla mia libertà operativa",spiegò Berruti in un'intervista.
Il rapporto con lo sport italiano rimase comunque fortissimo. Nel 2006, durante i Giochi olimpici invernali di Torino, fu tra gli atleti italiani incaricati di portare la bandiera olimpica nella cerimonia di chiusura. Nel 2015 il Coni gli conferì il Collare d'oro al merito sportivo e il suo nome venne inserito nella Walk of Fame dello sport italiano. Nel 2018 fu nominato presidente onorario dell'Isef Torino.
Nel frattempo, Berruti ha continuato a parlare della propria esperienza con la misura che lo ha sempre contraddistinto. Non amava raccontarsi come un uomo eccezionale. Si considerava, piuttosto, fortunato: per i talenti ricevuti, per il momento storico nel quale era nato, per le opportunità incontrate e per le persone conosciute. "La gara più importante è con se stessi", ripeteva. E ancora: "Se potessi rinascere, rifarei tutto quanto. Sono stato molto fortunato".

(Adnkronos) - A quanto si apprende da fonti del Viminale, l’Italia considera azzerati con alcuni principali Paesi, tra cui la Germania, tutti i presunti ‘dublinanti’ arrivati in Europa prima del 12 giugno 2026, data di entrata in vigore nel nuovo Trattato Asilo Immigrazione Ue. Questo proprio secondo uno specifico accordo sottoscritto con alcuni Stati. Ed è oggi ancora prematuro immaginare che ci siano delle persone che, arrivate in Italia dopo tale data, siano attualmente in altri Paesi. È infatti passato ancora poco tempo per poterlo accertare.
Il chiarimento arriva dopo che la Germania avrebbe deciso di applicare la sua linea dura sui migranti nei confronti dell’Italia, inserendosi nella crisi migranti di Ceuta e lo scontro tra il nostro Paese e la Spagna.
Peraltro - prosegue il Viminale - per gli immigrati irregolari arrivati dopo tale data, l’Italia in ogni caso eccepirà che dovrà necessariamente operarsi una ‘compensazione’ che prenda in considerazione i migranti sbarcati sul nostro territorio nazionale ad opera di imbarcazioni di Ong che battono bandiera di paesi europei. È la maggior parte sono proprio tedesche.
La Spagna ha reintrodotto i controlli alle frontiere per i viaggiatori in arrivo dall’Italia. La misura, in vigore da ieri, è stata formalizzata oggi con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale spagnola e riguarda i voli e i collegamenti marittimi passeggeri provenienti direttamente dall’Italia. Rresterà attiva, salvo revoca anticipata, fino al 7 settembre.
La misura varata dal governo del primo ministro Pedro Sanchez è arrivata dopo la sospensione dell'accordo di Schengen disposta da Roma in seguito alla crisi migratoria di Ceuta. "Il rischio terrorismo e il rischio di immigrazione clandestina non possono essere sottovalutati. Ecco perché fino al 15 agosto l'Italia non potrà cambiare la sua decisione sulla sospensione di Schengen nei confronti di aerei e navi provenienti dalla Spagna. Dopo, quando la situazione sarà tornata alla normalità, siamo pronti a ripristinare la situazione precedente", ha detto oggi al Gr Radio Rai il ministro degli Esteri e vicepremier, Antonio Tajani.

(Adnkronos) - L'Italia considera azzerati con alcuni principali Paesi, tra cui la Germania, tutti i presunti 'dublinanti' arrivati in Europa prima del 12 giugno 2026, data di entrata in vigore nel nuovo Trattato Asilo Immigrazione Ue. In pratica l'Italia non deve riprendersi nessun migrante.
Il termine 'dublinanti' identifica i migranti richiedenti asilo che, arrivati in Italia via mare o via terra, dopo l'identificazione riescono ad arrivare nei Paesi del Nord Europa. La posizione dell'Italia, a quanto si apprende da fonti del Viminale, è delineata secondo uno specifico accordo sottoscritto con alcuni Stati. Ed è oggi ancora prematuro immaginare che ci siano delle persone che, arrivate in Italia dopo tale data, siano attualmente in altri Paesi. È infatti passato ancora poco tempo per poterlo accertare.
Il chiarimento arriva dopo che la Germania avrebbe deciso di applicare la sua linea dura sui migranti nei confronti dell’Italia, inserendosi nella crisi migranti di Ceuta e lo scontro tra il nostro Paese e la Spagna.
Peraltro - prosegue il Viminale - per gli immigrati irregolari arrivati dopo tale data, l’Italia in ogni caso eccepirà che dovrà necessariamente operarsi una ‘compensazione’ che prenda in considerazione i migranti sbarcati sul nostro territorio nazionale ad opera di imbarcazioni di Ong che battono bandiera di paesi europei. E la maggior parte sono proprio tedesche.
La Spagna ha reintrodotto i controlli alle frontiere per i viaggiatori in arrivo dall’Italia. La misura, in vigore da ieri, è stata formalizzata oggi con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale spagnola e riguarda i voli e i collegamenti marittimi passeggeri provenienti direttamente dall’Italia. Rresterà attiva, salvo revoca anticipata, fino al 7 settembre.
La misura varata dal governo del primo ministro Pedro Sanchez è arrivata dopo la sospensione dell'accordo di Schengen disposta da Roma in seguito alla crisi migratoria di Ceuta. "Il rischio terrorismo e il rischio di immigrazione clandestina non possono essere sottovalutati. Ecco perché fino al 15 agosto l'Italia non potrà cambiare la sua decisione sulla sospensione di Schengen nei confronti di aerei e navi provenienti dalla Spagna. Dopo, quando la situazione sarà tornata alla normalità, siamo pronti a ripristinare la situazione precedente", ha detto oggi al Gr Radio Rai il ministro degli Esteri e vicepremier, Antonio Tajani.

(Adnkronos) - Christopher Lambert è stato ricoverato in ospedale dopo aver accusato un malore durante una convention. Il 69enne attore franco-american si trovava alla Steel City Con di Pittsburgh per incontrare i fan quando si è sentito male. Secondo un testimone, stava firmando autografi quando è "collassato all'improvviso". La star è stata quindi portata via d'urgenza dal dal salone della convention e trasportata in ospedale in ambulanza, come riporta TMZ.
L'entourage di Lambert ha dichiarato che l'attore sta bene ed è già rientrato quasi subito in hotel. E ha spiegato che l'attore ha avuto un calo zuccheri a causa della mancanza di sonno e per aver mangiato poco durante la giornata, dinamica che ha poi causato lo svenimento.
Dopo un po' di riposo, l'organizzazione della convention ha annunciato che Lambert sarebbe tornato per la seconda giornata.

(Adnkronos) - Un volo è stato cancellato dopo che un bambino si è rifiutato di allacciare la cintura di sicurezza. L'aereo aveva lasciato il terminal, ma il piccolo rimasto in piedi sul proprio sedile non ha voluto allacciare la cintura, nonostante i tentativi del genitore e dell'equipaggio, si legge sulla Cbc. E' accaduto a bordo del volo Porter Airlines PD444 da Victoria a Toronto.
In una situazione simile, che non permette a un velivolo di decollare, ha costretto l'aereo a tornare al terminal e far sbarcare i passeggeri.
Il tempo necessario per collegare il tunnel d'imbarco all'aereo, far scendere il bambino e il genitore, recuperare i loro bagagli e compilare nuovamente i documenti significava che l'aereo sarebbe partito troppo tardi.
L'aeromobile è decollato il pomeriggio seguente.

(Adnkronos) - Adesso è ufficiale: Jannik Sinner salta il Masters 1000 di Cincinnati. Il fuoriclasse azzurro, alle prese con un problema al ginocchio, non prenderà parte al torneo vinto nel 2024, come confermato dagli stessi organizzatori con un post sui social: "Jannik Sinner si è ritirato dal Cincinnati Open a causa di un infortunio al ginocchio destro. Auguriamo il meglio al nostro campione del 2024, non vediamo l'ora di rivederti l'anno prossimo". Il fuoriclasse azzurro tornerà in campo agli Us Open: l'ultimo Slam della stagione è in programma dal 30 agosto al 13 settembre.

(Adnkronos) - Adesso è ufficiale: Jannik Sinner salta il Masters 1000 di Cincinnati. Il fuoriclasse azzurro, alle prese con un problema al ginocchio, non prenderà parte al torneo vinto nel 2024, come confermato dagli stessi organizzatori con un post sui social: "Jannik Sinner si è ritirato dal Cincinnati Open a causa di un infortunio al ginocchio destro. Auguriamo il meglio al nostro campione del 2024, non vediamo l'ora di rivederti l'anno prossimo". Il fuoriclasse azzurro tornerà in campo agli Us Open: l'ultimo Slam della stagione è in programma dal 30 agosto al 13 settembre.
“Dopo essermi consultato con i miei medici e il mio team - ha spiegato Sinner - devo comunicare che sono costretto a ritirarmi dal torneo Masters 1000 di Cincinnati. Il ginocchio destro mi sta dando fastidio e, nonostante ci siamo impegnati a fondo con il mio team medico, devo ammettere che non sono ancora pronto per gareggiare. Auguro a Bob Moran e a tutto il suo team un torneo fantastico e di grande successo. Non vedo l’ora di tornare l’anno prossimo e ora mi concentrerò sulla preparazione per gli Us Open".
La priorità di Sinner è nota: Jannik vuole arrivare al 100% all’ultimo Slam della stagione e, proprio per questo, ogni decisione viene pesata e studiata con grande attenzione. Il torneo di Cincinnati comincerà giovedì, motivo per cui Jannik ha deciso di dedicare giorni preziosi al recupero in vista di New York. La partenza per l'America, fissata inizialmente per oggi, dunque slitterà. Nei prossimi giorni Jannik sarà ancora al JMedical di Torino per recuperare ed essere al meglio per la trasferta americana.

(Adnkronos) - Un morto e sette persone ferite. E' il bilancio di in un grave incidente avvenuto nella tarda mattinata di oggi nelle campagne nel Foggiano, nel territorio di Serracapriola. Il furgone su cui viaggiavano gli otto passeggeri si è ribaltato. A quanto si apprende il mezzo trasportava dei braccianti, tutti marocchini, di ritorno dal lavoro nei campi.
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